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Edito da Associazione studentesca Jan Palach

Direttore : Andrea Lobina - www.janpalach.it

20 ANNI
Periodico trimestrale n63 - Gennaio / Marzo 2010

LASSOCIAZIONE JAN PALACH FESTEGGIA IL VENTENNALE DELLA SUA FONDAZIONE CON UN CONVEGNO DAL TITOLO:

are lettrici, cari lettori, come nuova Presidentessa dell Associazione Jan Palach vi saluto e vi auguro un buon inizio danno da parte dellintero gruppo Jan Palach. Questanno ricorre il ventennale della fondazione della nostra Associazione; ventanni di impegno, di politica universitaria, di assistenza allo studente e di organizzazioni di eventi. Come qualcuno di voi sapr lAssociazione nasce, senza fini di lucro, con lintento di assistere e formare lo studente in ogni aspetto della vita universitaria. A tal fine ha sempre ritenuto opportuno dare un ampio spazio alla cultura, ma anche al divertimento e allo svago e cercare di essere sempre presente per lo studente. questa lidea di base grazie alla quale stato creato, sin dalla fondazione dell Associazione, lo sportello de LAgenzia per i diritti dello Studente: un aiuto per qualsiasi universitario e un punto dappoggio per conoscere i propri diritti, ambientarsi meglio nella vita dellAteneo e della citt che abitiamo. Per l Anno Accademico in corso abbiamo iniziato la nostra attivit con la presentazione del libro Un clown e Berlusconi, proseguiremo il nostro programma con il torneo di Guitar Hero e con una mostra fotografica in collaborazione con Emergency. A giugno, come ogni anno, ci sar il Concorso Fotografico a cui potranno partecipare tutti gli studenti dellAteneo Cagliaritano. Durante larco dellanno avremo poi la possibilit di effettuare due viaggi culturali aperti ovviamente a tutti: il primo sar a Villacidro in occasione del premio letterario Giuseppe Dess e il secondo sar una visita alle bellezze naturali delle coste ogliastrine, con particolare concen
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I numeri del precariato


Tanto si dice in questo periodo riguardo a crisi economica e disoccupazione. Diventa sempre pi raro parlare di impiego fisso, di contratto a tempo indeterminato. Questa purtroppo la realt mondiale ma fare un discorso generalizzato non rende appieno lidea della portata dellevento. Parlare di ci con numeri alla mano non solo serve a supportare le nostre argomentazioni ma anche a darci unidea della situazione basata su fatti veri, concreti. La disoccupazione in Italia ha raggiunto picchi dell8,6% nel Novembre 2011, mantenendosi comunque sempre al di sopra del 7,9%. Come prevedibile, la disoccupazione coinvolge pi le regioni del Sud che quelle del Centro-Nord: nel periodo Luglio-Settembre del 2011 nel meridione si avevano 948,000 disoccupati a fronte dei 380,000 del Centro e dei 703,000 delle regioni settentrionali. A sorpresa invece sono pi gli uomini ad essere senza impiego, con 1,060,000, che le donne (solo 971,000 disoccupate nel penultimo trimestre).

a cura della Redazione


Un altro serio problema per, oltre la disoccupazione, la costante del precariato. Questo, oltre alle normali e conosciute conseguenze in

ECONOMIA

campo economico, ha ripercussioni in campo sociale degne di nota. Nel 2009 in Italia i lavoratori a tempo determinato rappresentavano il 12,5% della popolazione. Il fenomeno del precariato molto comp-

lesso da spiegare, nelle sue problematiche, nelle sue cause e nei metodi di risoluzione. Da unindagine statistica condotta nellanno 2009 si possono scorgere alcuni dati interessanti: il 66,8% degli intervistati afferma che il lavoro a tempo determinato non una scelta volontaria. Sostiene questa tesi solo il 5,1% degli stessi. Quindi per la maggior parte della popolazione il precariato non una scelta ma pi che altro una tappa obbligata nellattesa di un impiego fisso. Molti dei precari si incontrano in ambito educativo: il 12,53% dei precari italiani legato al mondo della scuola mentre la percentuale scende a 9,96% in ambito europeo. Dalle statistiche si pu notare che il precariato un fenomeno multiforme e abbastanza variegato. Le percentuali di distribuzione settoriale e di motivazioni che spingono allimpiego temporaneo sono diverse da Paese a Paese: un esempio di ci dato dal tasso di occupazione temporaneo in campo medico-sanitario (circa il 6% dei precari italiani mentre nello scenario europeo la percentuale raddoppia). Parecchie le soluzioni possibili, numerose quelle proposte, poche quelle realmente attuate.

merito di chi raggiunge un determinato obbiettivo solo per denigrare Gli spietati meccasnismi del telemarketing raccontati loperato, non alnellomonimo libro di Michela Murgia trettanto Senza sminuire lincertezza che caratterizza il lasoddisfacente secondo la prospettiva voro del professionista con un contratto a promanageriale, di tutti gli altri. Perch, getto o delloperaio e dellimpiegato a tempo che si tratti di telefoniste o consulenti, determinato, si pu affermare che loperatore lazienda impone la propria filosofia di un call center sia unanimemente considerata basata sulla netta distinzione tra vinla figura pi rappresentativa della realt del centi e perdenti, in cui il valore di una precariato. persona si misura in termini di produziSullesperienza di lavoro in un call center inone e fatturato. Che tipo di violenza centrato il libro di Michela Murgia Il mondo emotiva, che pressione psicologica deve sapere (2006), che raccoglie le osservazibisogna fare su un uomo di trentanni oni riportate precedentemente dallautrice sul per farlo arrivare a vomitare per suo blog con il fine di informare quante pi strada piangendo? Quanto deve arpersone possibile sugli spietati meccanismi che rivare a sentirsi una merda un povero regolano il telemarketing. Con amara ironia la cristo perch non vende abbastanza scrittrice racconta delle tecniche di manipolaziaspirapolveri?, si chiede la narraone non solo delle casalinghe a cui si cerca di trice, e tali domande costituiscono il vendere il Kirby, terribile elettrodomestico per miglior biglietto da visita di una realt ligienizzazione della casa (in pratica, un asin cui, paradossalmente, le condizioni pirapolvere), ma delle telefoniste stesse e dei di lavoro sono tali da far considerare venditori porta a porta (nel gergo del marketing linstabilit della situazione professionconsulenti) che lavorano per lazienda. Il letale come una benedizione. tore viene dunque a conoscenza di un sistema, fatto di premi e umiliazioni, che esaspera la competizione tra colleghi, in cui si riconosce il

Il mondo deve sapere

a cura di Cristiana Mameli

CULTURA

...segue dalla prima pagina

SOMMARIO
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Coloris de Limbas 1/2
Annalisa Puddu - La miniera a cura di Gianni Maxia

trazione sulle Cale. Durante tutto larco dellanno vi terremo aggiornati sulla cronaca universitaria e non, con il nostro periodico bimestrale Graffiti, in attivo dal 1994. Ma potete leggere gratuitamente e quando volete i nostri articoli sulla pagina wordpress del giornale al sito www.graffitiweb.wordpress.com. A tal proposito vi invito, qualora vogliate proporci un articolo, scrivere la recensione di libri o film o condividere le vostre idee sulla vita universitaria di Cagliari, a scriverci e contattarci: Graffiti aperto a tutti! Ci trovate sul sito internet: www.janpalach.it o sulla nostra pagina Facebook. Sperando di poter accogliere presto dei nuovi giovani volenterosi tra le nostre fila, vi ricordo il nostro prossimo appuntamento, venerd 3 febbraio, alle h. 10 nella sala Cosseddu, il convegno sulla tematica quanto mai attuale del precariato Equilibrio Precario, al quale parteciperanno importanti esperti quali Cesare Damiano, Andrea Ichino, Gianni Loy. Lincontro verr moderato da Vito Biolchini e saranno inoltre presenti Massimo Zedda, Sindaco del Comune di Cagliari e Giovanni Melis, Magnifico Rettore dell Universit di Cagliari.

Intervista a Daniela Noli:


Nuovo Presidente E.R.S.U. di Alessandro Sestu

LINGUE ALLA DERIVA 1/2


La voce degli studenti

di Claudia Lancioni e Chiara Corriga

LINGUE ALLA DERIVA 2/2


La voce dei ricercatori

di Claudia Lancioni e Chiara Corriga

Coloris de Limbas:

a cura di Gianni Maxia

Coloris de Limbas:

a cura di Gianni Maxia

Coloris de Limbas:

a cura di Gianni Maxia

Coloris de Limbas:

a cura di Gianni Maxia

Coloris de Limbas:

a cura di Gianni Maxia

Coloris de Limbas 1/2

Annalisa Puddu - La miniera

a cura di Gianni Maxia

Intervista a Daniela Noli:


Nuovo Presidente E.R.S.U. di Alessandro Sestu

LINGUE ALLA DERIVA 1/2


La voce degli studenti

di Claudia Lancioni e Chiara Corriga

LINGUE ALLA DERIVA 2/2


La voce dei ricercatori

di Claudia Lancioni e Chiara Corriga

Coloris de Limbas:

a cura di Gianni Maxia

Coloris de Limbas:

a cura di Gianni Maxia

Coloris de Limbas:

a cura di Gianni Maxia

Coloris de Limbas:

a cura di Gianni Maxia

1. Come ti poni difronte allincertezza del Lavoro alla giornata? Dipende dal periodo: ci sono giorni che penso ma io che ci faccio qui?. Altri giorni considerando il fatto che non c lavoro, cerco di tenermi impegnato facendo piccoli lavoretti in casa. Per quanto riguarda il tipo di lavoro, non hai possibilit di scelta; quando ti chiamano vai ovunque che sia in campagna o in citt, sia che ci sia freddo, sia che ci sia caldo senza neppure dare tanto peso al lato economico, perch purtroppo non avendo neanche una qualifica specifica sei limitato, e di conseguenza sono limitati anche i salari. Purtroppo lavorando cos a singhiozzo, sei costretto a stare a casa dei tuoi genitori, e credetemi a 34 anni un peso, sia per te che per i tuoi genitori. Ormai per me, come penso per tanta altra gente, cercare lavoro diventa quasi un oc1. Il carattere precario degli assegni di ricerca come condiziona i tuoi progetti di vita? La situazione non rosea. Il tenore di vita, seppur nella norma, ben lontano da quello che permettono gli stipendi favolosi dei pari grado oltre oceano. Mettere su famiglia fuori discussione, cos come chiedere un mutuo, a meno che non si abbia una famiglia o un compagno a fare da paracadute. Cercando attentamente, forse, si pu anche vedere il bicchiere mezzo pieno, soprattutto in Sardegna, dove il costo della vita un po inferiore rispetto alle altre tipiche mete della ricerca. Qui, vivere nellincertezza ma fare un lavoro creativo, ti permette di vivere gli anni del precariato con entusiasmo, ti costringe a non sederti ed intorpidirti, ti permette di viaggiare molto e accumulare un importante bagaglio di esperienze lavorative e non che non pu non essere utile in futuro. 2. La qualit della ricerca quanto influenzata dal breve termine dei progetti? Secondo me no, lassegnista, o il ricercatore junior, hanno il com-

4 VOLTI DEL
cupazione, visto il tempo che richiede e spesso senza nessun risultato. La maggior parte delle volte pi semplice trovare un lavoro attraverso un passaparola di amici e conoscenti che fanno il tuo nome quando qualcuno ha bisogno di aiuto. 2. I temi della sicurezza nei cantieri e del lavoro nero sono affrontati ormai tutti i giorni dai mass media a causa dellalto numero di incedenti e morti bianche. Il tuo lavoro come influenzato dalla consapevolezza della poca sicurezza nel posto del lavoro? Uno che lavora alla giornata sempre esposto a qualche rischio, sia perch non hai nessun tipo di assicurazione che ti copre le spalle, sia perch a volte ti ritrovi a far dei lavori che non potresti e non dovresti fare, ma che sei quasi obbligato a farlo se vuoi portare quei pochi soldi a casa. Le uniche cose che ti rimangono da fare, quello di abbassare la testa e di stare il pi attento possibile, in quanto se ti fai male il giorno dopo non puoi lavorare, mentre se ti rifiuti rischi di perdere anche quel piccolo lavoro perch dietro di te c una grandissima lista di persone, che non aspettano altro di prendere il tuo posto a costo di rischiare la loro vita. Bisogna ricordare che lavorando in nero, c pito di curare la qualit della ricerca a medio termine. E responsabilit di spalle pi graduate assicurare quella a lungo temine. Infatti, almeno per quanto riguarda il mio campo e la mia esperienza, i progetti di ricerca difficilmente hanno la scadenza annuale o biennale degli assegni di ricerca. Largomento degli assegni di solito un sotto-topic preciso, interno ad un progetto pi ampio, di durata di solito triennale, abitualmente finanziato con fondi europei o ministeriali. E dai risultati di queste big-pictures che giusto valutare la qualit della ricerca a lungo termine. Invece, giusto che i singoli assegni di ricerca, che possono essere banditi e assegnati allinterno di questi progetti di ampio respiro, abbiano un obiettivo chiaro ed una scadenza a medio termine, in modo che non si perda il focus sullargomento. Nonostante ci, i ricercatori precari iniziano presto, poco dopo il dottorato, a lavorare alla stesura di interi progetti e ne sono parte integrante, sia in fase di ideazione che di gestione. In questo caso, dalla qualit della ricerca che dipende il proseguimento della propria attivit, non il contrario. Solo se si ottengono buoni risultati lassegno verr rinnovato allinterno del progetto, si scriveranno nuove proposte mirate ad estendere i risultati del precedente, si attrarranno contatti per approcciare nuovi argomenti di ricerca. A questo punto, quando assumono cos pesanti responsabilit, giusto che abbiano di fronte intervalli pi ampi su cui pianificare il proprio lavoro.

CULTURA

sempre il rischio di essere multati se per caso passano dei controlli. 3. Hai mai pensato ad un futuro altrove? Si, ma non da solo, perch ho gi avuto unesperienza simile assieme a dei miei amici ma, non mi piaciuta perch mi mancato una stabilit familiare ed emotiva. Partire, da un lato significa conquistare la propria dipendenza, avere uno stipendio fisso e di conseguenza pensare di mettere su famiglia; ma purtroppo partire significa anche dover pagare un affitto, andare incontro a un costo della vita pi elevato e accettare certe volte orari e ritmi di lavori assurdi. Allinizio sembra che tutto ti convenga, ma se si fanno bene il conti non conviene. Ti sfruttano e basta. Ho tanti amici che lavorano fuori, ma non di certo fanno una bella vita; sono stanchi stressati, lontani dalla famiglia e tutto alla fine si riduce a casa-lavoro lavorocasa. 4. Come ti vedi tra 5/10 anni? Mi vedo ancora in questa tragico mondo precario, o in mondo ancora peggiore visto questo periodo crisi mondiale. Quello che mi auguro e di riuscire a realizzare qualche progetto insieme alla mia ragazza.

3. Hai mai pensato ad un futuro altrove? Ci penso ogni volta che sento parlare di stipendi, oppure ogni volta che leggo una pubblicazione che viene dagli USA. Mi capitato anche di avere buone occasioni e di ricevere buone offerte per spostarmi, perch la cosa migliore di questo lavoro il numero di contatti che si acquisiscono. Ogni volta, per lo stretto legame che mi lega ai miei affetti e alla mia terra (i maligni leggano per codardia e limiti personali), sono sempre rimasto a casa. Forse sono un caso particolare. A parte il precariato, mi trovo bene dove lavoro, non sono uno tra mille, collaboro con un gruppo di amici, e questo mi basta. Il giorno che percepir una situazione diversa non avr timori, prender i proverbiali baracca e burattini e me ne andr a guadagnare un po di grana in pi. C un altro punto da considerare. Se tutti se ne vanno, e nessuno impegna il suo lavoro per migliorare la situazione in casa propria, il divario con lestero non potr che aumentare. 4. Come ti vedi tra 5/10 anni? Non ho unidea chiara su dove sar tra cinque e tantomeno tra dieci anni, e ci non piacevole. So che non ci sono grosse possibilit di stabilizzarmi nella ricerca. Per ora il mio obiettivo restare in Sardegna e continuare a lavorare nel campo dellinnovazione. Giocher le mie carte puntando a questo.

PRECARIATO
1. Come vivi sapendo che la tua situazione lavorativa legata a brevi periodi di supplenza o assegnazioni spesso lontano da casa? Da settembre dellanno scorso il mio contratto diventato a T. I. ma il prezzo per la stabilit lavorativa, dopo ben 10 anni di precariato (tra il lavoro nel sociale prima e nella scuola poi) la lontananza da casa e dagli affetti. Purtroppo quei 10 anni da precaria, passati tra laltro, non solo a lavorare sodo, accettando tutti gli incarichi che mi venivano proposti ma anche intraprendendo un nuovo ed ulteriore percorso universitario, mi hanno in un certo modo segnata, ancora mi impediscono di fare progetti a lunga scadenza. 2. Lassenza di continuit didattica come incide sulla formazione scolastica delle nuove generazioni? Intanto c da chiarire che lassenza di continuit non si interrompe con il passaggio in 1 . Come vivi lidea che il tuo profitto sia strettamente legato al tuo rendimento giornaliero e al numero dei contratti che riuscirai ad effettuare nellarco della giornata lavorativa? Malissimo. Si lavora ogni giorno con la consapevolezza che lobiettivo prefissato e praticamente impossibile da raggiungere. Essere di buon umore aiuta tantissimo nella trattativa, permette che si crei empatia tra te e chi sta dallaltra parte del telefono, e non puo vedere il tuo volto. Ma e una condizione difficilissima da raggiungere, se sei consapevole di essere solo una pedina che puo essere sostituita in qualunque momento. Ad aumentare il tuo senso di frustrazione ci sono quelli bravi che lobiettivo lo raggiungono, e ancora non ho capito come. Sono arrivata a pensare che siano complici, sistemati l per aumentare il tuo senso di frustrazione. Uno degli ultimi call center in cui ho lavorato ho ricevuto una busta paga di 1 euro e 62 centesimi per 15 giorni lavorativi. Lauto compenso che non ho ritirato, invitando chi mi consegnava la busta paga a comprarsi il caffe e a tenersi il resto, e ad incorniciare la busta paga, a monito delle bassezza cui erano arrivati. La possibilita di pagarmi un mutuo per la casa era decisamente lontana. 2. Tante volte ti sarai detta che questa per te /era un occupazione temporanea. Perch non rimasta tale? Il motivo principale per il quale ho trascorso 4 anni a lavorare nei call center? Ancora me lo chiedo. Nel primo nel quale ho lavorato, percepivo un compenso fisso di 800\900 euro mensili slegato dalla produzione di contratti, ma avevo un premio extra che ammontava a 100\150 euro in caso di raggiungimento dellobiettivo. Era uno dei primi e pochi call center seri di Cagliari, nato negli anni 90. ruolo dei docenti. C un meccanismo piuttosto farraginoso per cui lavere un docente di ruolo non di per se stesso, garanzia di continuit didattica. Io poi non sono per la continuitad ogni costo ma ritengo che lassenza di essa possa incidere pesantemente nella misura in cui tra la classe e i suoi insegnanti si sia creata una buona e proficua relazione educativa. Faccio un esempio: se io ho una classe problematica (come di fatto capita) imparo a conoscerli (e per farlo ci vuole tempo) e riesco a far in modo che si crei un buon clima relazionale allinterno di essa, presupposto per un buon lavoro didattico, cambiare insegnante potrebbe equivalere a perdere tempo prezioso, ricominciare tutto daccapo e chiss poi se con gli stessi risultati! 3. Hai mai pensato ad un futuro altrove? Lho pensato e lho fatto, tra laltro ho corso un bel rischio laltrove poteva non equivLambiente era molto professionale e gli operatori telefonici preparati in maniera competente. Era un lavoro temporaneo, o almeno cos lavevo considerato, che mi ha permesso di pagarmi luniversit , le rate della macchina e di viaggiare. Terminata questa esperienza dopo tre anni, inizialmente avevo deciso di cercare altro, ma i tentativi sono stati vani. Per cui mi sono ritrovata con le cuffiette in testa e andando peggiorando senza neanche pi questa comodit, costretta a reggermi la cornetta per tutto il turno di 6 ore,e a strappare le pagine delle Pagine Gialle pur di non utilizzare i nominativi forniti dallazienda, telefonati talmente tante volte da essere inferociti e minacciosi. Sapevo perfettamente che lasciare il mondo del call center significava fare un enorme fatica per trovare un altro lavoro, tra curricula e agenzie interinali quello che mi aspettava erano tirocini e stage, qualche lavoretto sottopagato e le stagioni in gelateria. Questa e la vera frustrazione: sapere di essere in grado di poter fare ben altro che ripetere per 8 ore al giorno la stessa cantilena, o sorridere al bambino cui porgi il cono gelato, ma rimanere bloccata senza la possibilit di poter crescere professionalmente, tanto valeva continuare al call center. 3. Hai mai pensato ad un futuro altrove? Lidea mi ha sfiorato pi di una volta. Ancora oggi sono convinta che allestero avrei pi possibilit di affermarmi, di essere apprezzata e retribuita giustamente. La decisone e stata presa con Naoufel, il mio fidanzato: saremo partiti la scorsa primavera per la Germania. Ci eravamo dati un limite di tempo, unultima possibilit per trovare unoccupazione. Lui ci e riuscito e il contratto ottenuto ci ha fatto desistere dal partire. Io ho deciso di riprendere luniversit, per cui

CULTURA

alere alla tanto sperata stabilit, sono stati dei mesi di forte ansia e preoccupazione quelli che mi hanno portato ad un incarico a T. I. Spero di poter ritornare nella mia provincia dorigine ma non so se e quando avverr. 4. Come ti vedi tra 5/10 anni? Una docente che non si dimenticata di esser stata per tanto tempo precaria e una professionista che continua a svolgere con passione il proprio lavoro nonostante i sacrifici.

la questione estero stata accantonata, per il momento, ma era stata presa in seria considerazione). 4. Come ti vedi tra 5/10 anni? Non lo vedo. La questione e che a noi giovani e stata sottratta la possibilit di prospettare un futuro, di immaginarlo. Ho attraversato periodi di profonda angoscia alla ricerca di soluzioni per farlo almeno assomigliare a quello desiderato. Posso solo aspirare ad un surrogato di futuro. Non avr una casa di propriet, perch il mio lavoro e incerto, la rata del mutuo no. Non so se potr permettermi dei figli. Se non ho la certezza di garantire un futuro a me stessa come posso pensare di essere una madre? Come potrei crescerli e sostenerli, dando loro unesistenza serena? Pensare al futuro mi fa sentire impotente. Per questo motivo ho imparato che vivere giorno per giorno significa tutelare il mio stato psico-fisico, perch pensare al futuro logora, fa male, se non si ha la possibilit di costruirlo come lo si e sempre immaginato. E breve la strada che separa presente e futuro. La paura e di ritrovarsi troppo grande per essere lavoratrice affermata, moglie e mamma serena. Nonostante tutto, un briciolo di speranza rimasto e mi ci aggrappo con tutte le forze.

e il Comunismo simbolicamente fallito con la caduta del famoso Muro, siamo certi che ventanni dopo anche il Capitalismo esasperato ha dimostrato la sua inapplicabilit. Il primo duro colpo arriva con la crisi del 2008, ma la puzza che qualcosa non andasse bene gi in molti la avvertivano da tempo. Per giustificare questa affermazione e capire anche dove la crisi ci ha trascinati necessario definire due termini: Neo-Liberismo e finanziarizzazione. Il primo indica un modello economico in cui lo sviluppo della ricchezza si ritiene possibile solamente liberando le economie dal controllo degli Stati e dal peso di sistemi di tutela sociale. Il mercato inteso come lincontro di forze in grado di autoregolamentarsi e trovare autonomamente il proprio equilibrio: le leggi e le regolamentazioni pubbliche sono quindi considerate un inutile intralcio. Si tratta di una sciocchezza, dato che lasciare il capitalismo a briglie sciolte non fa altro che aumentare il livello di sopraffazioni e ha largamente accentuato le divergenze tra le varie classi sociali. Eppure questo modello ha guidato tutte le maggiori economie per trentanni e ancora la rotta non stata invertita. La finanziarizzazione, invece, ha rafforzato il ruolo e lincidenza della finanza

E ora che il Capitalismo ha ECONOMIA a cura di Matteo Staffa fallito?

sul complesso delle attivit sostenute internamente al sistema economico. La sua influenza si manifestata anche attraverso raffinatissimi, quanto pericolosi, strumenti e tecniche finanziarie, che se usati senza regole ben precise e con lunico obiettivo del profitto senza se e senza ma, nel convincimento che il mercato sia in grado di autoregolarsi, causano catastrofi come quella del 2008 generando il panico nei mercati finanziari e di conseguenza nelleconomia reale. Eppure la finanza ha un ruolo fondamentale: rendere pi efficiente il sistema economico, permettendo a chi necessita di denaro di prenderlo a prestito e a chi ne ha in surplus di prestarlo guadagnando una percentuale. Questo meccanismo risulta utile soprattutto per le imprese(che possiedono i requisiti necessari per la quotazione), che cos incrementano le loro possibilit di accesso al credito evitando una dipendenza creditizia dalle banche. Tuttavia, le imprese per creare sviluppo necessitano di tempi medio/lunghi, quindi tale sviluppo dovr essere sostenuto da prestiti a medio/lungo termine, mentre chi presta denaro in borsa molto spesso uno speculatore interessato ad ottenere forti profitti in tempi brevi, grazie allo sfruttamento della volatilit dei titoli e approf-

ittando di momentanee oscillazioni del mercato. La speculazione non ha nessuna ricaduta sociale positiva,ma conduce solo ed esclusivamente ad un arricchimento dello speculatore, il quale induce limpresa a dover ragionare anchessa sul breve periodo cos da soddisfare gli interessi degli azionisti speculatori, piuttosto che per accrescere il suo valore economico e quindi sociale. Inoltre, in una situazione cosi deregolarizzata, la finanziarizzazione conduce inevitabilmente a una concentrazione di capitali in mano a chi pi pu permettersi di investire in Borsa, mentre chi non possiede capitali viene schiacciato dalla perdita dei benefici sociali che dovrebbero scaturire da uneconomia sana. Unestrema dipendenza dellintero sistema economico dagli andamenti troppo volatili delle Borse in situazioni cos liberalizzate conducono a comportamenti scorretti e di sopraffazione: di questo sono colpevoli tutti i Governi occidentali che, chi pi chi meno, hanno favorito lo sviluppo di tali meccanismi assecondando i poteri forti e lobbistici. Insomma, il Capitalismo esasperato ha fallito tragicamente, dimenticandosi la funzione che uneconomia sana deve svolgere allinterno di una societ: supportarne lo sviluppo e non dividerla tra ricchi e poveri. Siamo dunque di fronte alla chiusura di un ciclo storico molto importante, che ci impone di ripensare un modello economico valido e soprattutto sostenibile, che non debba per forza sfociare negli estremismi opposti prevalsi nel Novecento.

individuo che si rende consapevole della propria responsabilit rappresenta lincubo di ogni potere. Cos Zygmunt Bauman, tra i pilastri della sociologia contemporanea, sintetizza nel suo La societ dellincertezza la chiave di lettura del rapporto tra cittadino ed lite. Di fatto la piena presa di coscienza del proprio ruolo nella comunit il primo passo verso il controllo attivo delle amministrazioni politiche; perch ci avvenga , allo stesso tempo, condizione necessaria una piena formazione dellindividuo dal punto di vista culturale e sociale. Pu, quindi, considerarsi un caso se nel nostro Paese in un periodo di forti tensioni economiche si sia deciso di tagliare proprio sulleducazione e sulla formazione? Lonest intellettuale vieta di prendere in esame una simile ipotesi, cos come sarebbe superficiale e inutile aggrapparsi alla pi frusta dietrologia degli slogan sullinstupidimento di massa. I tagli a scuola, universit e welfare riflettono piuttosto una tendenza in atto da anni, la quale comporta, parallelamente, una restrizione sempre pi palese delle libert personali. Mano a mano che migliaia di persone scivolano inesorabilmente verso linsicurezza e la povert, giorno dopo giorno perdono anche la capacit di reagire alle dinamiche del potere e reclamare i propri diritti. La postmodernit ha coinciso con

la prepotente attestazione

Responsabilit e Libert
ca al contempo assumersi limpegno di portare avanti un percorso faticoso con abnegazione e seriet. Lalta formazione per una straordinaria occasione per migliorarsi e mettersi in gioco, per acquisire competenze e partecipare attivamente alla vita culturale e sociale della propria comunit; unesperienza da vivere a tutto tondo e in grado di proiettare il giovane individuo verso let adulta, verso la totale assunzione delle proprie responsabilit. Non la strada semplice, non la pi lineare, ma la pi soddisfacente perch rende in grado di sentirsi realmente completi e indipendenti. Per pi di un decennio abbiamo assistito inerti alla deresponsabilizzazione dei giovani; stato fatto filtrare surrettiziamente il messaggio che, nonostante tutti i possibili sforzi profusi, questi mai sarebbero stati in grado di emergere e finalmente riscattare il proprio ruolo preponderante nella societ. Ora la crisi sta agendo da detonatore di un imperdibile momento per rovesciare il tavolo e cambiare le regole del gioco, ma ciascuno di noi dovr farsene carico per ricostruire un Paese allaltezza delle nostre aspettative.

CULTURA

a cura di Giovanni Daino

dellindividualismo come stella polare della sensazione massima di libert personale: al fine di poter realizzare se stessi necessario perseguire le proprie pulsioni a discapito della convivenza comune. Tutto ci con risultati ben visibili, anche a unanalisi superficiale, sulla restrizione del senso di comunit e sul dilagare di comportamenti deviati nella vita quotidiana. Ma la libert tuttaltro; non di certo il feticcio di forze politiche trasversalmente conservatrici, che non a caso lhanno voluta sbattere sulle proprie titolazioni. La libert strettamente legata alla responsabilit. Solo chi in grado di scegliere e di accollarsi eventuali ripercussioni e sacrifici delle proprie decisioni realmente padrone di s. Azzerare listruzione pubblica porta inesorabilmente alla cancellazione di questa possibilit: senza educazione non si sviluppa spirito critico, senza spirito critico non si pu contestare o proporre, non si possono fare domande n a se stessi n tantomeno ai potenti. La responsabilit allora un valore, un onere di cui le nuove generazioni devono rimpossessarsi, partendo proprio dal reclamare unistruzione degna di questo nome. Pretendere uneducazione di alto livello signifi-

he ne sar dellEuro(pa)?

Tutto iniziato nel 2008. Alla crisi finanziaria, tuttavia, si sono accumulate ulteriori problematiche, tutte interne al vecchio continente, che hanno causato il protrarsi di una situazione difficilmente risolvibile nel breve periodo. La prima criticit la forte debolezza di alcuni Stati europei sul fronte del debito pubblico. I cosiddetti Pigs hanno tutti dimostrato le loro carenze e ora lItalia ad essere nellocchio del ciclone. Gli euroscettici accusano esclusivamente la moneta unica, eppure se lEuropa avesse affrontato la crisi del 2008 divisa in singole valute sarebbe crollata su s stessa, creando un mucchio di macerie dove, citando Will Hutton, sarebbe prevalsa la regola del mors tua vita mea tra i singoli Stati, tutti pronti ad adottare misure protezionistiche per bloccare la recessione del proprio Paese, ma bloccando leconomia europea a livello globale. Sono convinto del fatto che una crisi cos estesa come quella attuale non si possa giustificare con un singolo fattore, ma con una molteplicit di concause che ci hanno condotti in questa situazione. Eppure molti sperano nel ritorno alla Lira. Che cosa comporterebbe in termini pratici questa scelta? Sarebbe conveniente? Sotto certi aspetti lEuro ci ha avvantaggiati, mentre per altri ci ha danneggiati. Analizzando gli indicatori economici pi significativi, il tasso di inflazione italiano calato bruscamente dopo lentrata in vigore dellEuro, attestandosi su valori medi che oscillano poco sopra il 2%, mentre in precedenza avevamo tassi sopra il 13%, che tanto si svalutava la moneta quando ci pareva e il problema era risolto causando un altro aumento dellinflazione: un cane che si morde la coda. Passando al debito pubblico, questo ha continuato a crescere per decenni prima dell'adozione dell'euro, raggiungendo un picco del 122% in rapporto al PIL nel 1994. Successivamente, il

Capolinea Euro: Si scende o si riparte?


no il famigerato spread con i Titoli tedeschi. Per quanto riguarda la competitivit, il commercio con lestero e la produttivit, invece, si sono registrati dei cali significativi. Eppure questi dati non dipendono completamente dallutilizzo dellEuro o della Lira. La competitivit e la crescita dipendono dalle capacit strutturali di un Paese, e quindi originano dalla capacit dei singoli Stati di saper effettuare delle politiche di crescita, di detassazione alle imprese, di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, di eliminazione dellevasione fiscale o di riduzione della burocrazia (le piccole e medie imprese spendono circa 1000 al mese a causa di tale problema). evidente che lItalia non ha agito su certe problematiche (si negata addirittura la crisi) e ora ne paga le conseguenze. Per quanto concerne le vendite verso lestero, invece, la colpa da attribuire sostanzialmente al cambio forte, che non ci ha facilitati nelle esportazioni, rendendo i nostri prodotti pi cari nei mercati extracomunitari. E qui inizia lindagine delleventuale ritorno alla Lira. Specularmente ha portato ad una gestione di tipo manageriale e politico. Il paziente non pi la persona da assistere in un momento particolare, ma un numero. La competizione, a volte sana, tra

suo valore fortemente calato raggiungendo il 104% nel 2007, mentre dopo il 2008 si riportato a valori nuovamente elevati. Si badi bene che il calo registrato si verificato anche grazie alla riduzione dei tassi di interesse sul debito, c h e d e term i - a cura di Matteo Staffa n a -

ECONOMIA

lunico vantaggio derivante da tale evento sarebbe il miglioramento delle esportazioni, ma allo stesso tempo dovremmo svalutare fortemente la Lira e una moneta troppo svalutata una moneta che rende estremamente onerose le importazioni: gli idrocarburi dobbiamo importarli; lHi-Tech dobbiamo importarlo perch non lo sappiamo fare. Come facciamo a sapere che i maggiori volumi di export ottenuti grazie alla svalutazione compenserebbero i maggiori costi delle importazioni? Inoltre il passaggio Euro/Lira avrebbe anche dei costi a livello di debito in quanto i Titoli venduti in questo decennio sono stati negoziati in Euro e si dovranno pagare in Euro con un cambio che ci manderebbe immediatamente in default. Questa stessa problematica si verificherebbe anche per quanto riguarda i contratti di natura commerciale, che causerebbero serie difficolt (se non il fallimento) a tutte le imprese che hanno posizioni di debito con lestero. Siamo arrivati al capolinea: si scende o si riparte? Io direi di ripartire, sperando in un salvataggio dellEuro e dellEuropa. Magari iniziando a pensare ad un Europa vera, cos come era stata concepita pi di cinquantanni fa, capace di essere unita in tutti i sensi e non solo da una moneta, con una vera Banca Centrale garante di ultima istanza per i debiti dei singoli Stati e che emetta Eurobond, ma che sia sorretta da una politica seria in cui i cittadini siano veramente rappresentati e non solo chiamati a pagare la crisi. Questo comporta un grande impegno da parte dei singoli Stati. Allo stesso tempo sar necessario anche pensare a unaltra Italia, ma questo un altro discorso. tima dei tagli alla sanit e alla ricerca. Afferma che il personale di assistenza, quali infermieri e OSS, sempre meno: coloro che riescono ad andare in pensione non vengono sostituiti, non

stetrica, 50 anni, di cui 29 di servizio passati tra corsie e sala parto. Vedr la soglia della pensione solo tra 17 anni, quando avr ben 46 anni di servizio. uno dei tanti volti dei lavoratori del mondo sanitario che sceso in piazza a Cagliari nel fatidico 11/11/11 per protestare contro il governo Berlusconi. a Afferma di aver partecipato allo sciopero, non tanto per i suoi diritti di lavoratrice e futura pensionata, ma soprattutto per quello dei suoi tre figli, per il lavoro che con tutta probabilit non troveranno qui in Italia. Perch non vuole che i suoi figli, e quelli di tante altre madri, siano costretti ad emigrare per poter vivere dignitosamente. Fa unanalisi lucida delle condizioni della sanit in Italia: un sistema che tutto il mondo ci invidia per il suo carattere gratuito. Lassistenza sanitaria deve essere gratuita, ma deve essere anche di qualit. Qualit che sta venendo meno a causa dei tagli finanziari sempre pi pesanti esercitati durante gli anni di governo Berlusconi. Indubbiamente, dice, lerrore pi grande stato trasformare gli ospedali in Aziende. Questo

I VOLTI DELLE PROTESTA cura di Claudia Lancioni La testimonianza di una lavoratrice nel campo sanitario
ATTUALITA
poli sanitari non si basa pi sulla qualit della struttura e del servizio di assistenza offerto, bens su quanti pazienti si riesce ad avere. La maggior parte delle volte, a capo di queste aziende ci sono dei manager che non hanno la bench minima idea di come funzioni e debba funzionare un ospedale. Sono stati inseriti l dalle forze politiche preponderanti per far quadrare i conti, non per migliorare le condizioni dei lavoratori e lofferta del servizio. E, di conseguenza, anche il primario di reparto diventato appendice del manager sanitario. La qualit del servizio il punto sul quale la nostra ostetrica si concentra maggiormente e, allo stesso tempo, quello che maggiormente vit-

partono nuovi bandi di assunzione e il personale gi presente ha i contratti bloccati da anni. Il passaggio di fascia non porta ad un aumento dello stipendio che invece deve esser sufficiente a mandare avanti intere famiglie nonostante un costo della vita sempre pi elevato. La meritocrazia non viene premiata. Come al solito si risparmia dove non si deve! dice- non si pu pretendere di avere un infermiere laureato e di pagarlo come un manovale alle prime armi. Ecco quali sono le condizioni di quel sistema sanitario gratuito che tutto il mondo ci invidia va!

n questi anni gli studenti che possiedono una vettura privata per recarsi nelle varie facolt dellAteneo devono sopportare i continui aumenti del prezzo dei carburanti e le continue lotte alla ricerca dei parcheggi. In questa occasione vogliamo consigliare un sito ideato da Paolo Frogheri e Marco Peri, due giovani studenti del nostro ateneo. Il sito frutto della loro creativit e delle esperienze internazionali maturate nei rispettivi percorsi di studio, e risulta un ottimo strumento per ridurre i costi di

viaggio e linquinamento generale in citt. www.PassaggioSardegna.it un sito nato per promuovere buone pratiche di mobilit sostenibile e per incentivare la condivisione dellauto, riunendo pi persone in ununica automobile privata, combinando percorsi comuni sulle strade della Sardegna. Permette a tutti gli utenti registrati di mettersi

CARPOOLING: RISPARMIARE E RISOLVERE IL PROBLEMA DEL PARCHEGGIO

a cura di Fabio Pili

UNIVERSITA'

facilmente in contatto per condividere, dare o accettare un passaggio da qualcuno che vive o lavora vicino a voi. Che cosa il carpooling? La parola carpooling deriva dallinglese (car=auto / pool=associare) significa cio lassociazione di pi persone per compiere un viaggio a bordo di unauto privata, di propriet di uno dei componenti del gruppo. Fare car pooling vuol dire muoversi insieme per i tragitti che si ripetono periodicamente da casa al posto di lavoro, oppure dal proprio paese alla citt universitaria o viceversa, riducendo il traffico e risparmiando! Su www.PassaggioSardegna.it possibile consultare le offerte di passaggio in Sardegna oppure segnalare le proprie richieste. Lutilizzo semplice e intuitivo: basta inserire i dati del proprio spostamento: partenza, destinazione, data, orario, eventuale flessibilit. Non vi resta che iscrivervi al sito www.passaggiosardegna.it e iniziare a risparmiare e conoscere nuovi amici.

el corso dellultima campagna elettorale abbiamo assistito alla ferma volont dei principali candidati alla carica di sindaco di ampliare la rete della metropolitana leggera. Attualmente la rete molto piccola e va ad interessare il corridoio che si estende da Piazza Repubblica a Monserrato (Gota tardo), mentre nel 2013 si concluderanno i lavori per lestensione della rete fino al Policlinico di Monserrato. Parlando con la gente tra le vie della citt si nota che tantissimi vorrebbero la metro, ma allo stesso tempo solo una piccola minoranza ha utilizzato e conosce le potenzialit del tratto esistente tra Piazza Repubblica e Gottardo (Monserrato). Infatti delle circa 50 mila persone che risiedono in prossimit di una fermata della metro tra Cagliari e lArea vasta, solo una piccolissima parte utilizza la metropolitana e ne conosce i vantaggi. La fermata lontana da casa la risposta pi frequente, ma gli utenti non pensano che potrebbero conciliare luso dellauto privata con la metro praticando il cosiddetto Park & Ride, cio recarsi in auto ad una fermata della metro, parcheggiare gratuitamente, e proseguire il viaggio sulla metro. In molti hanno scoperto questa possibilit quasi per caso, segno che sul tema non circolano ancora abbastanza informazioni. Per ovviare al problema della carenza di informazione il CRIMM, Centro di Ricerca sui Modelli di Mobilit, in collaborazione con lArst, ha ideato e realizzato un programma di Pro-

mozione della metro leggera e delle varie forme di mobilit sostenibile. Il programma CASTEDDU MOBILITY STYLES, coordinato da Italo Meloni, docente di pianificazione dei trasporti della facolt di ingegneria

UNIVERSITA'

METRO CAGLIARI, UNOPPORTUNITA TROPPO SPESSO SCONOSCIUTA

cura di Fabio Pili

di Cagliari, mira ad incentivare gli spostamenti con i mezzi pubblici, i mezzi privati condivisi e la propria bici, accrescendo la consapevolezza dei costi e dei benefici (in termini di risparmio economico e di stress da ricerca parcheggio, nonch un miglioramento dello stato di salute individuale e collettivo) associati alle scelte di mobilit dei singoli cittadini. Con la partecipazione a questo programma, lo staff del CRIMM provvede a rilevare le abitudini

di viaggio attuali, dopodich viene redatto un piano di mobilit personalizzato in cui vengono forniti dei consigli per compiere gli spostamenti usando la vettura propria fino ad una fermata della metro e proseguendo il viaggio con la MetroCagliari, con i relativi risparmi in termini economici e temporali, con il bilancio calorico e la riduzione di emissioni climalteranti. Dalle prime fasi di questo studio si evince che un utente medio di Quartu che lavora in via Dante, praticando il Park & Ride pu risparmiare fino a 1000 euro allanno di carburante e ridurre sensibilmente i tempi di viaggio, eliminando lo stress da ricerca parcheggio (i parcheggi nelle fermate della metro sono ampi e gratuiti) e riducendo linquinamento generale. Come anticipato precedentemente, sono troppi i possibili utilizzatori della metro che non conoscono i benefici da essa prodotti, quindi necessario informare e sensibilizzare la popolazione, in modo da far aumentare gli utilizzatori di tale servizio, e quindi creare una sorta di effetto domino che porti ad una presa di coscienza da parte della classe politica, in modo da investire sul miglioramento della rete di trasporto pubblico di Cagliari e Hinterland. Per coloro che fossero interessati a conoscere maggiori informazioni su Casteddu Mobility Styles e volessero contribuire al programma, possono visitare il sito www.metrostyles.it e compilare il questionario dellindagine.

universit di Cagliari sta per essere interessata da unondata di cambiamenti; tra questi, emerge lapprovazione del nuovo statuto dellUniversit di Cagliari , in data 12 ottobre, fortemente sostenuto dal rettore Giovanni Melis, e abbracciato da unampia maggioranza . Era stata presentata dapprima una bozza (in giugno) e nonostante il disaccordo di studenti, ricercatori, docenti, la proposta necessaria ad un organizzazione interna maggiormente incentrata sullofferta formativa, sul ruolo della Facolt nella didattica, sulle competenze da offrire allo studente universitario nellambito della propria carriera lavorativa dopo il conseguimento del titolo, appare sovente come una giustificazione per i tagli allistruzione pubblica per la recente riforma alluniversit di carattere nazionale e per i buchi nel bilancio che non si sa pi come riempire. Che questi provvedimenti non siano maggiormente a favore degli studenti, e che si former un vuoto nella formazione e nella didattica, dimostrabile osservando alcuni dei punti del nuovo statuto. Manca innanzitutto unottica di lungo periodo nella programmazione didattica e nella direzione della ricerca: come si pu non compilare un piano che porti allo sviluppo, nonch alla pubblicizzazione, e anche a un potere attrattivo ai potenziali studenti dellateneo, essendo le alte cariche dellateneo pi che consapevoli dellimportanza delle program-

mazioni di lungo periodo nelle imprese? Ma questo non niente. Per noi studenti fondamentale una rappresentanza pi ampia e che veniamo ascoltati, perch innanzitutto luniversit la viviamo noi e dovrebbe essere fatta rispettando il diritto allo studio, cosa che ci vediamo ora limitata.

a cura di Marta Ibba

UNIVERSITA

Approvazione del nuovo statuto dellUniversit di Cagliari: Pro studenti o Pro bilancio?
Facolt di lettere e filosofia, lingue e letterature straniere e scienze della formazione), la Facolt di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche, (risultante dallunione dei corsi di studio delle Facolt di economia, giurisprudenza e scienze politiche), la Facolt di Ingegneria e Architettura, (dallunione della Facolt di architettura ed ingegneria), la Facolt di Scienze, (dallunione dei corsi di studio alla Facolt di scienze matematiche fisiche e naturali), la Facolt di Scienze Farmaceutiche e biologiche, (corsi di studio delle scienze biologiche e naturali della Facolt di farmacia), la Facolt di Medicina e Chirurgia (coi corsi della facolt di Medicina e Chirurgia). chiaro che tale modifica stabilisca una distribuzione diversa dei fondi che sar a svantaggio di alcuni studenti pi che altri, e che parte dellofferta formativa attuale sar dimensionata in favore del taglio di corsi di studio obsoleti e troppo onerosi (proprio come il fenomeno dei fuoricorso e le conseguenze sulla decadenza) anche se questa decisone non appare per tutti idonea a soddisfare il bisogno di preparazione e formazione degli studenti, tenuto conto anche dei numerosi dipartimenti che saranno eliminati e che si fonderanno per crearne dei nuovi. Ad ognuno la propria opinione: a noi studenti, serve la possibilit di credere in unalta formazione adatta a sostenerci nel mondo del lavoro e nella realizzazione di noi stessi anche come cittadini di unItalia verso lo sviluppo sociale.

Importante notare la posizione dei ricercatori: anche se molti di noi volessero puntare alla ricerca, anche per intraprendere un giorno la strada dellinsegnamento, la riforma dello statuto di sicuro non ci incoraggia: la loro posizione nel nostro ateneo sar altamente ridotta, oltre al fatto che una componente viva e essenziale come la loro stata estromessa dagli organi decisionali. Tutti noi sappiamo che i ricercatori rappresentano una percentuale di didattica oltre il 30% e per il 50% i docenti del nostro ateneo. Togliere a questa importante componente della possibilit di essere ragionevolmente rappresentati appare un limite a tutto ci. In conclusione, non possiamo non notare il ridimensionamento che avranno le facolt. Con lentrata in vigore dello Statuto, entrano in attivit le seguenti sei facolt, cui parteciperanno i dipartimenti per il contributo alla didattica: la Facolt di Studi Umanistici, (dallunione di:

A.A. 2010/2011: Parte il servizio di assistenza sanitaria per i fuori sede


partito il 3 ottobre scorso il nuovo servizio di assistenza sanitaria per gli studenti universitari fuori sede. Dopo anni di battaglie e richieste finalmente il servizio disponibile e attivo e di facile fruizione. Basta avere la tessera sanitaria e una certificazione emanata dallErsu per certificare lo stato di studente fuori sede. Il servizio, di tipo sperimentale per la durata di un anno, offre un ambulatorio sito nellOspedale San Giovanni di Dio (Ospedale Civile) aperto dal luned al venerd (per orari vedi tabella sottostante). Lassistenza sanitaria gratuita per i fuori sede sempre stato un punto abbastanza delicato e difficile da risolvere. In particolar modo stato

a cura di Fabio Pili

UNIVERSITA'

uno degli argomenti principali del programma elettorale della lista Unica 2.0- Per lUniversit di tutti, nelle elezioni universitarie del 2009. Purtroppo, gli orari di apertura dellambulatorio sono abbastanza ridotti, ma stato un grande passo avanti ottenere il servizio. In futuro, se questultimo avr successo, verr potenziato e i fondi verranno aumentati, in modo tale da migliorarne la qualit. Questi i giorni e gli orari:

Per qualsiasi informazione sul servizio: www.ersucagliari.it oppure www.unicaduepuntozero.it . Per ottenere la certificazione Ersu di studenti fuori sede rivolgersi allo sportello Student Jobs dellErsu al numero 070 66206387 o tramite mail allindirizzo: ersu.studentjobs@gmail.com

Giorno Luned Marted Mercoled Gioved Venerd

1 turno 8.30 9.30 8.30 9.30 8.30 9.30

2 turno 12.30 13.30 12.30 13.30 12.30 13.30 12.30 13.30

3 turno

15.30 17.30

8.30 9.30

12.30 13.30

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Il 20 Ottobre 2011 ha avuto luogo la presentazione del libro Un Clown e Berlusconi, il romanzo di Gianluca Sulis.

Un clown e Berlusconi: un reading fortunato


CULTURA
a cura di Jacopo Cadoni
dinamica e coinvolgente lesperienza letteraria. Dal punto di vista degli studenti universitari, accostarsi alla letteratura attraverso i reading, e non pi e non solo a scopo didattico, assume una preziosa valenza formativa; lassociazione Jan Palach si prefigge lo scopo di ampliare gli orizzonti delle persone, accostando armoniosamente vari strumenti culturali: la musica, la letteratura, il teatro. LArte in generale. Questevento, organizzato in collaborazione con lassociazione Galus, ben coniuga tutti gli obiettivi che ci prefiggiamo e la cornice della sala Cosseddu presso la casa dello studente evidenzia il rapporto privilegiato tra i giovani partecipanti e questa forma di divulgazione. Che parlare di terrorismo pu sembrare esagerato ma che in realt il problema non sarebbe da sottovalutare. Le centrali nucleari devono essere sorvegliate, in quanto obiettivi sensibili per i terroristi. Se un malintenzionato decidesse di fare veramente male a una nazione, non esiterebbe a scagliarsi contro una bomba atomica pronta ad esplodere. Che per costruire una centrale atomica ci vogliono circa 12-13 anni. Per ammortizzare l'enorme spesa iniziale, ci sarebbe bisogno di almeno 40 anni di attivit. Ora, bisogna dire che mentre i costi delle fonti d'energia rinnovabili vanno in picchiata, soprattutto grazie al miglioLa sala Cosseddu di via Trentino era gremita di amici e studenti dellautore, professore di scuola superiore, e di curiosi che volevano avere unanticipazione del contenuto dellultima opera di Sulis. La presentazione ha gravitato intorno alla lettura da parte dellautore dei brani salienti dellopera, impreziosita dalla musica del trombettista Mario Massa, che ha contribuito alla creazione dellatmosfera magica della serata. Due monologhi del libro, inoltre, sono stati recitati dallattore professionista Andrea Atzori, che ha reso pi via alla produzione di energia dall'atomo. Avrei voluto sapere: Che una centrale nucleare , non essendo prodotta a partire da una combustione, non immette nell'atmosfera gas serra come la CO2. Questo non pu che essere un forte vantaggio, infatti la CO2 uno dei principali responsabili del riscaldamento globale. Che le centrali nucleari producono energia sempre al massimo. Dato che l'energia deve essere

el giugno 2008 il governo in carica, dapprima mediante la definizione della "Strategia energetica nazionale" e successivamente mediante decreto legislativo ha comunicato l'intento di tornare alla produzione elettronucleare in Italia. Dai banchi della politica ai banconi dei bar il dibattito si mostrato da subito intenso e articolato. Lopposizione si mossa con decisione: grazie ad uniniziativa di Italia dei Valori, che ha raccolto firme in tutta Italia, il 12 e 13 giugno 2011 gli elettori del nostro paese hanno avuto la possibilit di esprimere, mediante strumenti referendario, il proprio parere in proposito; e non stata la prima volta. Il precedente risale al Novembre dell87, circa 24 anni fa. Almeno 2 gli aspetti in comune. In primo luogo i risultati: nel 1987 l80 % circa dellelettorato non ha riposto la propria fiducia nel Nucleare in quanto fonte produttiva di energia; nel 2011 addirittura il 95 %. In secondo luogo gli eventi che le hanno influenzate: la scelta, al tempo, fu dettata dallemotivit e soprattutto dalla paura, generata dal disastro di Chernobyl, il pi grave incidente nucleare della storia, cos come oggi lo stata dal problema alla centrale di Fukushima, parzialmente danneggiata dal terremoto in Giappone. LItalia ha dunque deciso: differentemente da una buona fetta dEuropa (18 paesi nel continente per un totale di 197 centrali) abbandona la strada dell'atomo. Personalmente non so se questa stata o meno la scelta giusta. So solo che, anzich la solita sterile propaganda pro o contro, avrei gradito si fosse fatta chiarezza su quelli che sono gli svantaggi e i vantaggi che l'Italia avrebbe ottenuto tornando sui suoi passi e dando il

Il nucleare..........qualche mese dopo


disponibile sempre nella quantit richiesta, il fatto che l'atomo fornisca energia senza sosta e senza significativi cali di produzione, rappresenta certamente un punto a favore dell'atomo. Che i costi di questo tipo di energia sono relativamente bassi (per ora). Pi bassi rispetto alle altre forme energetiche disponibili come per esempio il fotovoltaico. Oppure: Che anche se le centrali nucleari non scaricano in aria CO2, emettono comunque radioattivit in varie forme. Inoltre il materiale di scarto della fissione (le famose scorie) non sono attualmente smaltibili. Il metodo che attualmente viene utilizzato, quello di confinare gli scarti della fissione, all'interno di grandi depositi che possono essere di due tipi: ingegneristici o geologici. Critica la decisione riguardo il posizionamento di tali depositi. ramento delle tecnologie, i prezzi del termoelettrico e del nucleare, sono in continua salita, sia a causa dell'instabilit politica delle nazioni che possiedono le risorse, sia a causa del fatto che le riserve naturali di petrolio, gas e uranio vanno via via scemando, mentre la richiesta di energia aumenta. Questo significa che tra qualche anno, potremmo ritrovarci con una metodologia innovativa di produzione d'energia che renderebbe competitivo lo sfruttamento di "energia naturale", ritrovandoci con dei ferri vecchi pericolosi e obsoleti sul nostro territorio. Che la Natura imprevedibile. Lo ha dimostrato in Giappone, il Paese pi antisismico del mondo. Avete visto per caso una casa crollare a seguito del terremoto? I danni maggiori sono stati inferti dallo tsunami che si generato in seguito alla scossa tellurica. Questo dimostra che, per quanto un ingegnere o uno scienziato possano essere meticolosi e attenti, tentando di prevedere ogni evenienza, la Perfezione non una cosa che appartiene al nostro mondo. Nessuno quindi ci garantisce che, per quante misure di sicurezza si possano prendere, un evento imprevisto possa causare danni inaspettati, provocando disastri i cui effetti perdureranno anche quando la civilt umana sar estinta. Ecco cosa avrei voluto sapere

a cura di Fabio Deiana

CULTURA

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finanziario. La protesta stata portata avanti con forme di manifestazione assolutamente pacifiche, come quella del corteo o del flash mob. Uno di questi, chiamato Clown Army, ha rappresentato il rifiuto della guerra a cura di Chiara Sale da parte dei manifestanti: esso stato fatto in occasione di una parata militare, anche in risposta alle altissime spese delle forze armate. Data lampia portata della protesta, questa ha richiamato lattenzione di altre categorie: gli universitari e i lavoratori precari, ad esempio, che hanno proposto nuovi punti da includere nelle rivendicazioni. interessante notare che il movimento aperto a ogni cittadino e non limitato agli studenti. Questa la ragione per la quale gli argomenti della lotta coprono diversi ambiti: dal comune diritto allabitare, ai diritti del cittadino in formazione, allimpegno verso lecosistema. Come accade nel resto del mondo, il movimento di Trieste si ripropone, con loccupazione, di portare la politica in piazza: essa diventa luogo dincontro e informazione, centro di coordinamento della lotta per una citt pi a misura

11/11/11, mentre per le vie di Cagliari sfilava il corteo di una delle manifestazioni di protesta sarde pi partecipate degli ultimi anni, nel mondo era la giornata dell#occupyeverything, movimento di occupazione globale anticapitalistica che prende il via da Occupy Wall Street. Nella citt di Trieste lo stesso giorno si deciso di occupare un edificio che due anni fa ospitava una banca: per il movimento, loccupazione di un posto abbandonato e inutilizzato equivalso alla liberazione e la restituzione alla cittadinanza di un luogo dincontro e dibattito, usato per finalit aggregative o culturali, pi in generale di crescita. Cos nasce il BuSO, Buco Sociale Occupato. Ma chi sono i protagonisti del movimento #occupytrieste? Il gruppo nato in risposta agli sgomberi da parte della Polizia di alcuni ragazzi delle superiori che avevano occupato degli edifici scolastici alla fine di Ottobre, nellambito della protesta nazionale contro i tagli alla scuola pubblica. Qui nasce lo slogan, ripreso anche durante la protesta dell11 Novembre, ci cacciano dalle scuole, ci prendiamo la citt. In seguito, il gruppo ha deciso di montare le tende nella piazza principale della citt, Piazza Unit dItalia, richiamando la modalit di protesta messa in atto in Spagna questestate. Nella piazza occupata hanno avuto luogo diverse assemblee, che hanno dato vita al manifesto delle rivendicazioni: dai problemi della scuola e delledilizia scolastica, si arrivati a una critica pi ampia dellamministrazione cittadina e a una presa di coscienza delle ragioni del disagio globale, originato dalla crisi del sistema economico/ on lasciarmi una delle scoperte letterarie pi interessanti di questi ultimi anni. Lautore, Kazuo Ishiguro, riesce a farsi interprete delle due culture che lo contraddistinguono. La vicenda infatti si colloca in uno scenario occidentale, ma la profondit dei sentimenti nasconde una delicatezza emotiva e descrittiva tipicamente orientali. Il libro racchiude in s il desiderio e listinto di vivere, e sopravvivere, che ogni essere umano prova a prescindere dalla durezza della propria condizione. I protagonisti sono, apparente-

ATTUALITA

duomo. Nonostante i nobili propositi e il carattere pacifico delle manifestazioni, tuttavia, loccupazione dell11/11/11 stata accolta dalla gratuita violenza delle forze dellordine, che hanno tentato lo sgombero con la forza. Il movimento di #occupyeverything sta avendo ampia risonanza ovunque. Basta usare la chiave occupy in qualunque motore di ricerca o social network per realizzare come milioni di voci si stiano sollevando contro un sistema che non rappresenta pi il cittadino medio del mondo occidentale. Ma qual il futuro di questa protesta? Assisteremo a una dissipazione delle forze come spesso succede o la filosofia delloccupy rester in piedi e prolificher? Non ci resta che aspettare, perseverando, per quanto ci possibile, nella riappropriazione seriale degli spazi sociali che ci spettano. E in bocca al lupo a Trieste.

Meanwhile in Trieste

mente, ragazzi come tanti che crescono, si in-

Non lasciarmi, un libro e molto altro


namorano, sognano e vivono. Tuttavia, pagina dopo pagina, il lettore si imbatte nella dura verit dei fatti, ossia che essi non sono altro che dei cloni asserviti alle esigenze di perfezione e onnipotenza della societ contemporanea. Kathy, Tommy e Ruth si conoscono nel college in cui vengono cresciuti tutti quelli come loro. Vivono uninfanzia normale, con gli alti e i bassi tipici dei ragazzi di quellet. Ci che traspare dalle prime pagine lassoluta veridicit con cui lautore descrive le loro emozioni. Ogni lettore pu facilmente riconoscersi nelle scenate folli di Tommy dopo lennesima presa in giro dei suoi compagni, o nellatteggiamento comprensivo e bonario di Kathy, o nel desiderio, talvolta ridicolo, di essere accettata a tutti i costi da tutti di Ruth I protagonisti crescono e passano dallinfanzia alla giovinezza mantenendo vecchie incomprensioni e debolezzeil lettore ha la possibilit cos di affezionarsi a loro sempre di pi e di il-

a cura di Roberta G. Floris

CULTURA

ludersi insieme a loro di una possibile conclusione positiva della vicendaalmeno per Kathy e Tommy. I due ragazzi cercano disperatamente di costruirsi una vita insieme dopo che Ruth,che li ha tenuti separati per diversi anni, si finalmente decisa a far loro un ultimo regalo, quello della speranza di un futuro da vivere la delusione di questa aspettativa conduce alla parte conclusiva della vicenda. Kathy e Tommy decidono cos di allontanarsi prima di perdere la dignit che spetterebbe ad ogni essere umanopreferiscono dirsi addio prima del tempo cos da conservare il ricordo dolce e infantile che hanno luna dellaltro ecco che in questo modo Non lasciarmi diventa una storia, oltre che di profonda amicizia, di vero amore tra due persone.. Il libro nella semplicit dei sentimenti che descrive pone al lettore una serie di interrogativi che lo inducono a riflettere su quali siano, e se ci siano, i limiti da imporre alla scienza..se sia possibile far nascere in laboratorio (e far quindi crescere) delle persone il cui unico scopo sia quello di venire smantellate, organo dopo organo, per garantire il benessere fisico di tutti gli altri che hanno avuto la fortuna di non nascere attraverso la clonazione.. Non lasciarmi dunque una storia emozionante, ricca di spunti di riflessione di cui consigliamo vivamente la lettura.. una tragedia futura che fa pensare a come potrebbe diventare la nostra societ nei prossimi decenni.

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Notizie storico-archeologiche: Datato tra il I ed il II secolo d. C. la costruzione veniva utilizzata per gli spettacoli di combattimenti tra gladiatori, talvolta con la presenza di animali feroci; vi si eseguivano anche le sentenze capitali, soprattutto nel periodo del paganesimo, durante la persecuzione dei cristiani. Al tempo del suo massimo splendore si stima potesse contenere circa 10.000 persone. Attualmente si possono osservare, parzialmente intatte, tre livelli di gradinate, destinate ciascuna a diverse classi sociali, e le fosse in cui venivano tenute le belve. Ledificio fu ricavato, in buona parte, scavando direttamente la roccia calcarea della vallata su cui si trova il complesso. Purtroppo la struttura carente in alcune parti a causa del riutilizzo del materiale, iniziato con i pisani intorno al 1200 per completare la costruzione delle mura del castello. A questo scempio fu posto fine nel 1800 con lammissione a propriet comunale dellanfiteatro e fu grazie allincessante lavoro di pulizia e restauro del canonico Spanu, se oggi possiamo visitare questa magnifica testimonianza della Cagliari romana. Curiosit: durante la seconda guerra mondiale lanfiteatro venne utilizzato come rifugio

Monumenti Aperti: LAnfiteatro Romano di Cagliari


dai cagliaritani durante i bombardamenti; da diversi anni, ospita manifestazioni estive quali concerti e spettacoli vari. Ma recentemente stato effettuato un primo sopralluogo, da parte dell'assessore dei Lavori Pubblici del Comune di Cagliari, da quello alla Cultura, e con il Soprintendente ai beni archeologici Marco Minoja, per la rimozione delle strutture alla base del palco e quella della platea con le sedie soprastanti che poggiano sull'arena originale. In particolare vi segnalo che dal 2000, su incarico dellassessorato alla cultura del comune di Cagliari, il gruppo speleologico C.S.I SPECUS offre a cittadini, studenti e turisti, un servizio di visite guidate e una mostra storica iconografica. Dove si trova: viale fra Ignazio ai piedi del colle di Bonaria. Orari dapertura: ORARIO ESTIVO - 1 Aprile/31 Ottobre dal Marted al Sabato: dalle 9,30 alle 13,30. Domenica: dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 17,30 ORARIO INVERNALE - 1 Novembre/31 Marzo

a cura di Veronica Zori

ARCHEOLOGIA

dal Marted al Sabato: dalle 9,30 alle 13,30. Domenica: dalle 10,00 alle 13,00. Chiuso il luned. Costo: Biglietto intero 4,30 Biglietto ridotto (studenti fino al 26 anno di et, militari di leva, scolaresche e insegnanti) 2,80 Biglietto ridotto (gruppi organizzati, scuole di formazione e similari per un numero non inferiore a 15 persone) 2,20 Biglietto Omaggio (persone oltre i 65 anni, bambini fino a 5 anni, portatori di handicap e accompagnatori). Come arrivarci: arrivano molto vicino gli autobus 8 e 20 che hanno la fermata in cima al colle e al di sotto trovate il monumento, visibile dalla fermata. Per informazioni: 070/652956 - e-mail: info@ anfiteatroromano.it. Link: www.anfiteatroromano.it a cura del il Gruppo Speleologico C.S.I. SPECUS

Registrazione Tribunale di Cagliari n 8 del 27-01-1995 a cura dellAssociazione Studentesca Jan Palach Iscritto alla Camera di Commercio di Cagliari Realizzato con il Patrocinio dellERSU e dellUniversit degli Studi di Cagliari DIRETTORE RESPONSABILE Andrea Lobina CAPOREDAZIONE Matteo Carta REDAZIONE Alessandro Sestu, Patrizia Serra, Emanuele Loi, Fabio Deiana, Alessia Floris, Marco Pistis, Francesco Floris, Carlo Gaddari, Fabio Pili, Angela Loi, Matteo Carta, Patrizia Collu, Massimiliano Perria, Andrea Sumas, Claudia Lancioni, Chiara Sale, Jacopo Cadoni, Roberta Giulia Floris, Cristiana Mameli,

SEDE LEGALE Via Cino da Pistoia, 6 TELEFONO Tel. 070.530899 Cell. 328.2613524 - 348.4678106 SEDE REDAZIONE Palazzo delle Scienze c/o Associazione Jan Palach E-MAIL janpalach.cagliari@gmail.com SITO WEB: www.janpalach.it graffitiweb.wordpress.org