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La vita spirituale del prete di Enzo Bianchi tratto da ToscanaOggi n.

1 del 5 gennaio 2003 Cari fratelli presbiteri nella chiesa di Dio, il vescovo di questa chiesa mi ha chiesto di essere oggi qui tra di voi perch possa offrirvi una riflessione sulla vita spirituale del presbitero. Sono un semplice monaco, un povero laico!, definizione che "acomio dava di s al grande #tanasio patriarca di #lessandria, ma ho accettato perch in questi ultimi vent$anni, senza che io l$abbia voluto o scelto, mi sono trovato impegnato sovente % su invito soprattutto dei vescovi di &ilano e di 'orino, ma anche di varie altre diocesi % nel riflettere su problemi riguardanti il presbitero, oltre che nella predicazione di esercizi spirituali ai presbiteri e nell$accompagnamento spirituale di molti di loro. Cercher( di essere soltanto eco della "arola di Dio e una voce di ci( che ho a lungo ascoltato dal vissuto ecclesiale e presbiterale, e condivider( con voi alcuni pensieri che sulla base della mia esperienza giudico utili, se non addirittura urgenti, per una vita presbiterale vissuta nello Spirito santo e in fedelt) all$Evangelo. 'ermino questa premessa comunicandovi una mia radicata convinzione* che cio+ la vostra spiritualit)! non consiste in null$altro se non nella vita spirituale vissuta in ci( che voi fate come presb,- teroi, come ministri nella Chiesa di Dio. S., sono convinto che una sola + la spiritualit) della Chiesa, fondata sul battesimo e nutrita dalla "arola di Dio e dai santi sacramenti, anche se essa + vissuta in modo diverso e distinto a seconda della grazia e della situazione in cui il Signore ha voluto il suo servo. Dunque il presbitero deve nutrire la sua vita spirituale attraverso ci( che egli + e ci( che egli opera nella Chiesa. /on deve vivere una spiritualit) del genitivo!, fosse pure un genitivo che rinvia a grandi figure spirituali o a grandi santi0 non deve neppure vivere spiritualit) che gli indichino particolari vie!* il presbitero deve trarre vita spirituale dal suo annunciare l$Evangelo, dal suo celebrare i sacramenti, dal suo presiedere la comunit) cristiana. Ci( che d) identit) al presbitero dev$essere ci( in cui egli + impegnato spiritualmente* da questo egli trae le ragioni e il nutrimento della sua vita spirituale1 Ecco allora alcune tracce. 1. Il rapporto con il tempo La tradizione spirituale ha sempre insistito sul rapporto tra cristiano e tempo, ma oggi forse occorre ribadire con pi2 forza che una vita autenticamente cristiana non pu( prescindere dal rapporto con il tempo. 3ggi, infatti, viviamo in una stagione segnata da accelerazione, velocizzazione e atomizzazione del tempo, cos. che la patologia del vivere il tempo si + fatta pi2 evidente, intensa e grave. 4l tempo + il nemico contro cui si lotta o il fantasma che si insegue, e cos. il tempo ci sfugge, noi perdiamo tempo, non abbiamo tempo, siamo divorati dal tempo. 4l tempo diviene cos. l$idolo a cui siamo abitualmente e quotidianamente alienati. &a per noi cristiani il tempo + l$ambito in cui si gioca la nostra fedelt) al Signore* o sappiamo vivere il tempo, ordinare il tempo sentendolo come dono e impegno, oppure siamo idolatri del tempo. 5 nel tempo che scorre che dobbiamo riconoscere l$oggi di Dio 6cf. Lc 78,80 Eb 9,:% ;,77<0 + riscattando il tempo! 6Ef =,7>< che possiamo sottrarlo al vuoto e al non senso0 + ordinando il tempo che possiamo tendere alla preghiera incessante richiestaci da ?es2 e dall$#postolo 6cf. Lc 7@,70 Ef >,7@0 7's =,7:<. 4l presbitero deve dunque santificare il tempo!, cio+ disciplinare, riservare, separare in modo intelligente il tempo per ci( che lui + ed + chiamato a fare. Ci sono priorit) da stabilire, c$+ un tempo che dev$essere ritenuto centrale nella giornata e al quale non si rinuncia* un tempo per l$azione per eccellenza che edifica la comunit), cio+ la liturgia santa, un tempo per guidare la comunit) del Signore nei diversi modi richiesti, un tempo per riposare. Senza una disciplina del tempo, che + una vera santificazione del tempo!, non c$+ possibilit) di vita spirituale cristiana. 4nfatti, molti restano in essa sempre dilettanti, non perseveranti, contraddittori, incapaci di una crescita robusta proprio a causa del loro rapporto alienato con il tempo. Auando il tempo appare senza adventus, un aeternum continuum senza novit)

essenziali, tempo che semplicemente si lascia passare senza viverlo in modo cosciente e nella consapevolezza della venuta del Signore, allora non c$+ n memoria, n attesa, n capacit) di ascoltare oggi la parola del Signore. 2. Il rapporto con la Parola /ei decenni successivi al Concilio Baticano 44 + stato messo in forte risalto il particolare rapporto fra "arola di Dio e ministero episcopale e presbiterale, e certamente oggi il vostro ministero appare innanzitutto come ministero della "arola 6diaConDa toE lFgou* #t >,;<, servizio della "arola evangelizzatrice alla comunit) cristiana e a quanti chiedono conto della speranza che vi abita 6cf. 7"t 9,7=<. 3ggi voi avete chiara questa coscienza di essere ministri della "arola! 6h,pertai toE lFgou* Lc 7,G<, ma per essere tali occorre essere ascoltatori della "arola, curvati dalla "arola, abitati dalla "arola 6cf. &c ;,GH0 ?v =,9@0 ecc.<. C$+ un$espressione nel discorso di "aolo ai vescovi%presbiteri di Efeso che rappresenta un basilare orientamento di vita per voi. "aolo, salutando quei suoi collaboratori nel ministero, dice* 4o vi affido a Dio e alla "arola della sua grazia! 6paratDthemai h,mIs tJ theJ Ca. tJ lFgo tKs chLritos autoE* #t GH,9G<. /el suo testamento apostolico, "aolo non affida la "arola ai ministri, ma affida i ministri alla "arola1 4 destinatari del testamento dell$#postolo hanno la missione di predicare, di diffondere, di tenere viva la "arola in mezzo al gregge, di affidarla alla Chiesa, ma % cosa sorprendente1 % qui "aolo affida i ministri alla "arola. "rima che la "arola sia loro affidata, sono essi stessi affidati alla "arola0 prima di essere portatori della "arola, essi stessi sono portati dalla "arola di Dio1 S., la "arola + potente ed efficace, ha un$energia perch + realt) viva e operante 6Eb ;,7G<, ha il potere di salvare la vita 6?c 7,G7<, di edificare e di concedere l$eredit) con tutti i santi 6#t GH,9G<, di comunicare la sapienza che porta alla salvezza 6G'm 9,7=%7:< e, come Evangelo, + potenza di Dio 6Mm 7,7><. Carissimi, non dimenticatelo mai* voi portate la "arola agli altri solo se siete portati dalla "arola. &a cosa significa quest$espressione forte e paradossale* affidati alla "arola!N Significa che voi mettete la vostra fede nella "arola di Dio e non in voi stessi o in altre realt)0 che ogni mattina, quali autentici servi del Signore, fate attento il vostro orecchio per ascoltare come discepoli la "arola 64s =H,;<0 che ogni mattina lasciate che il Signore vi apra l$orecchio senza tirarvi indietro 64s =H,=<0 che tutto apprestate nella vostra vita, nel trascorrere del tempo, del giorno, perch la "arola abiti in voi 6?v 7=,:<, sia impiantata in voi 6?c 7,G7<. Boi dovete poter dire come ?es2* 4o custodisco la "arola di Dio! 6?v @,==<. /on ci vuole molto per capire quanto sia facile cadere nella tentazione di non far corrispondere il nostro ascolto, la nostra ricezione, la nostra ricerca della "arola, il nostro amore della "arola di Dio al nostro predicare, o al nostro annunciare la "arola agli altri. &i si perdoni* il rischio non + solo quello dell$improvvisazione, o della poca preparazione nei confronti dell$atto dell$evangelizzare, ma il rischio + molto pi2 radicale1 Ed + quello di consegnare una parola depotenziata, una parola senza energie rispetto alla forza del demonio che si oppone alla predicazione, una parola che non giunge al cuore dei fedeli, ma che di fatto si svuota subito... Essere affidati alla "arola non + un augurio, ma un impegno di assiduit) con la "arola, un$assiduit) fatta di ascolto della "arola nella lettura delle Scritture che la contengono, fatta di meditazione e di esperienza quotidiana vissuta, fatta di preghiera che permette al predicatore di assumere e far proprio il pensiero di Cristo 6noEn ChristoE chomen* 7Cor G,7><. # questo proposito credo opportuno ricordarvi un testo del Card. Matzinger rivolto al Consiglio delle Conferenze episcopali europee. 4l Card. Matzinger si interroga su come oggi, in questa nuova situazione ecclesiale che ha visto la promozione di molte competenze, del sapere specialistico e della nuova presenza qualificata di laici nella Chiesa, sia possibile al vescovo, e di conseguenza al presbitero, presiedere con eOousDa, cio+ con autorevolezza, la Chiesa. Secondo i vangeli la parola di ?es2 era sentita come parola munita di eOousDa, di autorevolezza, non come le parole degli scribi 6cf. &c 7,GG0 &t :,G8<. Dunque, come avere eOousDa nel presiedere la ChiesaN Matzinger dice* /on + necessario che il vescovo Psi intenda anche il presbiteroQ sia uno specialista in teologia, ma dev$essere un maestro di fede. Ci( suppone che sia in grado di vedere la differenza tra fede e riflessione sulla fede* in altre parole,

deve avere il sensus fidei... &entre il vescovo lascia agli specialisti la loro area di competenza, rimane suo compito indicare ai fedeli e ai teologi quale sia il dato della fede, oggetto della riflessione, il quale rimane stabile nella variazione delle teorie... 4n una parola, si potrebbe dire che il discernimento fra dato della fede e riflessione della fede + il compito del vescovo... &a come si pu( ottenere questo dono del discernimentoN La condizione fondamentale per la capacit) di discernimento consiste nel senso della fede, che diventa occhio0 il senso della fede si nutre della prassi della fede0 l$atto fondamentale della fede + la relazione personale con Dio* con Cristo, nello Spirito santo, al "adre!... Auali sono i modi pi2 importanti di questa relazione personale partecipata con DioN 4l modo fondamentale di una relazione personale + il colloquio, il dialogo. Sarebbe insufficiente per( se dicessimo* il colloquio con Dio si chiama preghiera, perch il dialogo esige reciprocit), non solo la nostra parola, ma anche il nostro ascolto. Senza ascolto il dialogo si riduce a monologo... Ecco perch noi ascoltiamo la voce di Dio ascoltando la sua "arola consegnataci nella sacra scrittura. Difatti sono convinto che la lectio divina + l$elemento fondamentale nella formazione del senso della fede e di conseguenza l$impegno pi2 importante per un vescovo maestro della fede... La lectio divina + ascolto di Dio che parla con noi, che parla a me. Auesto atto di ascolto esige quindi una vera e propria attenzione del cuore, una disponibilit) non solo intellettuale, ma integrale, di tutto l$uomo. La lectio divina deve essere quotidiana, deve essere il nostro nutrimento quotidiano, perch solo cos. possiamo imparare chi + Dio, chi siamo noi, che cosa significa la nostra vita in questo mondo...!. Bi + un bel testo contenuto nella Pastores dabo vobis che riguarda proprio il rapporto fra ministero e "arola di Dio* 4l sacerdote deve essere il primo credente! alla "arola, nella piena consapevolezza che le parole del suo ministero non sono sue!, ma di Colui che lo ha mandato. Di questa "arola egli non + padrone* + servo. Di questa "arola egli non + unico possessore* + debitore nei riguardi del popolo di Dio. "roprio perch evangelizza e perch possa evangelizzare, il sacerdote, come la Chiesa, deve crescere nella coscienza del suo permanente bisogno di essere evangelizzato! 6"DB G><. E al numero ;: lo stesso documento recita* Elemento essenziale della formazione al ministero presbiterale + la lettura meditata e orante della "arola di Dio 6lectio divina<, + l$ascolto umile e pieno di amore di Colui che parla!. S., + l$Evangelo la vostra forza, + l$Evangelo la fonte del vostro presiedere le assemblee del Signore, + l$Evangelo ci( che conferisce eOousDa alla vostra predicazione1 Senza la "arola di Dio voi non siete nulla nella Chiesa, senza la "arola di Dio non avete nulla da dire alla Chiesa, senza la "arola di Dio tutto il vostro impegno non gioverebbe a nulla1 ?es2 ha detto* Senza di me voi non potete fare nulla! 6?v 7=,=<, ma Lui + innanzitutto il Berbo, la "arola del "adre all$umanit). Dal vostro rapporto con la "arola di Dio dipende dunque la vostra identit), l$efficacia del vostro ministero, il tesoro da voi portato in vasi di creta 6cf. GCor ;,:<. 3. Il rapporto con la liturgia So di toccare un rapporto delicato e so anche che forse oggi non + ancora venuto il tempo per una vera riproposizione della liturgia come centralit) nella vita del presbitero. &a io ho spesso l$impressione di una scollatura ormai solidificata tra ministero e liturgia. "rima del grande mutamento ecclesiale avvenuto negli anni $>HR$:H, il presbitero appariva soprattutto come il liturgo, ma ora si + estesa sempre pi2 la sua attivit) pastorale e si sono ridotti l$impegno e l$attenzione alla liturgia. 5 innegabile che oggi si avverte il prevalere del funzionalismo e il ridursi della sacramentalit) presbiterale nutrita soprattutto dalla liturgia* la liturgia + sempre meno preparata, spesso + celebrata in fretta, non riceve pi2 quell$attenzione e quella cura che conosceva nell$ora della riforma liturgica. S., la tendenza oggi dominante + a separare la liturgia dalla vita. E certamente questa disaffezione, questo decentramento della liturgia dalla vita del presbitero ha una ricaduta nella comunit) cristiana. Se aumentano sempre pi2 i cristiani che si confessano tali senza per( sentirsi vincolati all$assemblea liturgica almeno nel giorno del Signore, + anche per questo. D $altronde, il presbitero stesso vive altre forme di liturgia con la sua comunit) all$infuori della celebrazione eucaristica e di qualche, ormai rarissima, devozioneN Eppure la liturgia, azione e celebrazione della grazia, + alla sorgente e

alla fine del vostro ministero. 5 attraverso la liturgia che voi siete posti nel luogo dell$evangelizzazione e debitamente abilitati ad essa, + attraverso la liturgia che rinnovate la vita della comunit) cristiana edificandola e facendola crescere in grazia e santit). "er questo nella vita del presbitero la liturgia deve assolutamente tenere il posto centrale* alla liturgia il presbitero si prepara con la "arola ascoltata nella lectio divina, ma anche disponendosi ad evangelizzare la "arola ascoltata alla sua comunit)0 alla liturgia si prepara cercando di comprendere l$eucologia che offre il messale, si prepara come all$azione per eccellenza di tutta la comunit) cristiana da lui presieduta. Ci si deve allora chiedere* c$+ conoscenza, c$+ comprensione delle nuove preghiere eucaristiche donate alle comunit) dalla riforma liturgicaN C$+ lo sforzo e l$attenzione a far s. che la leO orandi sia leO credendi per i fedeliN C$+ la capacit) mistagogica che porterebbe i fedeli a una vera partecipazione e a una vera conoscenza della liturgiaN S., + questione di centralit)* e se questa centralit) liturgica non + reale nella vita del presbitero, allora tutto il suo ministero ne risente ed + svuotato. Solo quando viene celebrata con autentica e rinnovata fede, la liturgia trasforma la vita, celebra la vita e d) forma, plasma la vita del presbitero, che proprio nella presidenza eucaristica trova il fondamento al ministero di presidenza della comunit). 4l presbitero + dall$Eucaristia e per l$Eucaristia* in essa lo Spirito santifica la Chiesa, ma santifica anche il presbitero. /on dimenticate che anche quando celebrate le pi2 umili eucaristie, magari in paesini sperduti o in anonime situazioni urbane con poche persone, sovente anziane, se voi celebrate con la tensione dovuta e con seriet) e convinzione, spezzando il pane della "arola e partecipando all$unico pane eucaristico, voi edificate la Chiesa e partecipate all$azione del "astore dei pastori, ?es2 Cristo1 Lo ribadisco* voi non dovete lasciare che la vostra sacramentalit) sia ridotta a mera funzionalit)* questa + l$epoca del progresso della razionalizzazione, del recul du sens 6". Micoeur<, e neppure voi siete esenti da questa tentazione, ma il funzionalismo + una nuova forma di clericalismo. S., la leitourghDa, azione e celebrazione sacramentale della grazia, sia davvero al cuore del vostro ministero. Boi annunciatori dovete sempre comprendere la vostra missione come relativa alle altre due che precedono la vostra* la missione del Siglio e la missione dello Spirito, ed + dunque attraverso la preghiera e la liturgia celebrata che voi realizzate la vostra missione giorno dopo giorno. 5 nella liturgia che voi accogliete le parole per voi e le parole da predicare, + nella liturgia che chiedete lo Spirito santo per voi e per coloro verso cui andate, + nella liturgia che riconoscete l$opera compiuta dallo Spirito santo in voi e nelle vostre comunit). 4. Ministero e vita umana Sovente, ed + una realt) recente, nell$ambito di coloro che esercitano funzioni ministeriali nella chiesa, si deve constatare una scarsa attenzione alle virt2, non quelle teologali, ma quelle umane. Si ha a volte la sensazione che il ministero vissuto come funzione diventi un paravento per evitare di misurarsi con valori che in verit) sono determinanti nella rete delle relazioni interpersonali e sociali, essenziali per lo sviluppo e la crescita di una personalit) umana protesa a fare della propria vita un$opera d$arte. 5 una malattia in fondo docetica, perch non mette in evidenza la rilevanza incarnazionista della vita cristiana, non riconosce la bont) della realt) creazionale e l$assunzione da parte di Cristo della natura umana e di quanto ad essa appartiene. Auasi che Cristo sia venuto in questo mondo solo per vivere il ministero pubblico e la croce, e non anche per vivere come uomo, anzi come il vero Tomo, l$#dam voluto da Dio nella creazione1 /oi abbiamo, + vero, un passato che non ha letto pienamente il significato dell$incarnazione di Dio in ?es2 di /azaret, un passato in cui + presente uno gnosticismo che non solo mette in conflitto vita umana e vita cristiana, ma addirittura impedisce di cogliere l$umanit), l$esistenza umana ordinaria e comune come ci( che dev$essere assunto nella vita cristiana, e dunque anche nella vita del presbitero. 'roppo preoccupati di segnare la differenza dai fedeli e troppo impegnati nell$esibire un$identit) propria, di fatto si incoraggia la custodia di identit) deboli che tendono ad appoggiarsi al ruolo per dare stabilit) ai propri comportamenti e vincere le insicurezze... La funzione in questo caso diventa un elemento dietro cui ci si nasconde per occultare le proprie fragilit), e una conferma

della dimenticanza dell$umano, reso del tutto funzionale al mero esercizio del ministero. 4n verit) % e in ci( restando fedeli alla grande tradizione spirituale cattolica % occorre ribadire che non c$+ netta separazione e tanto meno contrapposizione tra maturit) umana e maturit) cristiana* io sono sempre pi2 convinto che la crisi oggi del presbitero + da individuare proprio in questo rapporto tra ministero e vita umana, e non nello spazio della teologia del ministero. Ba detto con forza* l$umanit) di ?es2 come ci + proposta dai vangeli non + n apparente, n sovrapposta alla sua missione* + un$umanit) reale, un$esistenza quotidiana comune alla carne e al sangue. Auesto + il luogo in cui ci + stata data l$immagine perfetta del Dio invisibile 6cf. Col 7,7=<, questo + il luogo in cui il Siglio eOeghsato, ci ha narrato! Dio 6?v 7,7@<1 "ermettetemi allora di rinnovare l$invito di "aolo ai presbiteri di &ileto* Begliate su voi stessi! 6#t GH,G@<. #nalogo avvertimento + rivolto a 'imoteo* Bigila su te stesso! 67'm ;,7><. S., vigilare su se stessi + operazione che quasi si impone da s, ma essa pu( diventare pi2 difficile per coloro che sono tesi a vegliare sugli altri per mandato conferito loro. Succede cos. che chi non vigila su se stesso diventa spione e gendarme degli altri. Carlo Borromeo cos. diceva rivolgendosi ai presbiteri* Eserciti la cura d$animeN /on trascurare per questo la cura di te stesso, e non darti agli altri fino al punto che non rimanga nulla di te a te stesso. Devi avere certo presente il ricordo delle anime di cui sei pastore, ma non dimenticarti di te stesso!. /o, nessuno pu( giustificarsi dicendo* Uo troppo da fare per gli altri per poter pensare a me stesso1!, perch chi dice questo, prima o poi trascurer) il suo ministero non riuscendo pi2 ad essere all$altezza della situazione. Bigilare su se stessi, aver cura di se stessi, + una condizione necessaria per la qualit) del ministero e la fedelt) ad esso. &i sia permesso di dire ci( che molti presbiteri frequentemente mi confessano* spesso la vita presbiterale, per l$accumularsi degli impegni, per il prevalere di un certo disordine nell$attribuire le giuste priorit) e nel dominare il tempo della giornata, per una certa pigrizia o incapacit) a porre limiti che significano anche dire un no! alle richieste della gente, non lascia posto alla cura di se stessi, sicch non avviene quello che "aolo si augura per 'imoteo* D+dicati alla lettura... non trascurare il dono spirituale che + in te... abbi premura di queste cose, d+dicati ad esse interamente perch tutti vedano il tuo progresso! 67'm ;,79%7><. Davvero straordinaria, a questo proposito, la lettera dei vescovi francesi del 7> gennaio GHHG intitolata Mitrovare il tempo di leggere1 ?regorio &agno, lamentandosi dei presbiteri del suo tempo e ponendosi in solidariet) con loro, accusava anche se stesso dicendo* Ci siamo ingolfati in affari terreni1 S., altro + ci( che abbiamo assunto con l$ufficio presbiterale, altro ci( che mostriamo con i fatti1 /oi abbandoniamo il servizio della "arola e siamo chiamati vescovi%presbiteri, ma forse piuttosto a nostra condanna, dato che possediamo il titolo, ma non abbiamo la qualit)!. &a oggi, a mio avviso, non + solo il problema del ministero sovraccarico di impegni e incombenze che grava sulla vita dei presbiteri* + anche e soprattutto questione di una cattiva qualit) di vita umana. Si pensi semplicemente ai rapporti e ai bisogni primari che un uomo vive* la casa, il cibo, il vestito. La casa del presbitero sovente + inospitale, + uno spazio in cui non ci si reca volentieri, che non canta la vita!. 5 cos. che, non sentendosi a casa propria, molti preti trovano sostitutivi frequentando assiduamente famiglie o gruppi. 4l cibo, poi, in quale contesto + assuntoN Se il mangiare non + solo sostentamento, ma occasione di cultura, oggi il presbitero pu( dirsi sempre capace di viverlo con una logica cristiana che + innanzitutto eucaristicaN E che dire del vestitoN /ei primi secoli cristiani non vi era alcun vestito distintivo del clero* questo si + imposto solamente nel VB44 secolo con la talare intesa come segno di consacrazione a Dio. &a il vestito + il primo linguaggio con cui una persona comunica ci( che +. "er questo ?erolamo suggeriva ai presbiteri di fuggire l$eleganza e la ricercatezza, ma anche la sciatteria e la negligenza. Lo si sappia o no, questi tre ambiti sono un riflesso di chi + il presbitero, e nello stesso tempo lo influenzano* a partire da questi si rivelano la sua libert) e la sua maturit). S., oggi, che non si fa pi2 affidamento sulla funzione, ma sulla persona, l$autorevolezza del presbitero + ancora pi2 necessaria ed + legata alla sua statura umana e spirituale. Davanti a Dio e agli uomini niente pu( rimpiazzare una vita personale autentica1 "i2 che mai si impone che il presbitero coltivi interessi personali intellettuali, letterari, artistici, musicali, a seconda dei doni ricevuti, perch la via cristiana + filocalia, ricerca e contemplazione della bellezza* per

mantenersi vivi, desti, interessati alla vita, per rinnovare le proprie convinzioni nel passare degli anni, per combattere la malattia del cinismo e della rassegnazione occorre leggere, andare alle fonti cristiane e culturali, occorre anche sapersi riposare e ricreare con intelligenza. La condizione del presbitero + oggi connotata dalla dispersione, dall$esposizione senza protezione, ma senza una volont) di condurre una vita buona e bella nel senso compiuto del termine ci si espone solo alla dissipazione. S., per una buona qualit) della vita + importante l$esercizio 6ascesi< delle relazioni, dato che la qualit) della vita + direttamente legata e connessa alla qualit) delle relazioni* fra parroco e viceparroco, fra prete e vescovo, fra preti e laici, e poi con le infinite diverse situazioni personali ed esistenziali che il prete si trova a incontrare. Bigilare su se stesso significa vigilare sulle relazioni, sul comportamento, sul ministero... "i2 che mai oggi + essenziale un$ascesi della comunicazione. #l rischio della dissipazione si deve aggiungere quello dello stress e della stanchezza, della depressione e della demotivazione. Se uno fa coincidere personalit), riuscita personale, e lavoro pastorale, azione del ministero, allora i fallimenti pastorali diventano fallimento della persona tout court. 3ccorre anche una comprensione evangelica dell$ efficacia! della "arola, che + sempre dell$ordine di efficacia della croce!. Conclusione Carissimi, un documento dei vescovi tedeschi sul servizio sacerdotale, del 788G, parla di nevrosi pastorale! e auspica l$assunzione da parte dei presbiteri di una spiritualit) del dire di no! per poter dire un s. pi2 grande e importante. Sappiamo tutti che il Concilio di 'rento ha saputo forgiare un$identit) presbiterale, certo sempre da completare e correggere, che ha significato per la Chiesa una vera riforma. 4l Baticano 44 forse non ha avuto sul presbiterato la stessa forza e la stessa creativit), ma di fatto si sta forgiando un nuovo tipo di presbitero e di vescovo certamente pi2 ispirato dal /uovo 'estamento che da preoccupazioni ecclesiastiche. 4l cammino + ancora lungo e faticoso, ma ad ognuno di voi compete la responsabilit), vivendo 6o non vivendo< l$Evangelo, di dare alla Chiesa un servo del Signore, un servo della comunit), e al mondo un testimone fedele dell$Evangelo di ?es2 Cristo. Siate dunque ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio, come vi chiama "aolo 67Cor ;,7<, e cos. sarete uomini a servizio della santit) della Chiesa e uomini di santit). Auel che dispensate all$esterno lo attingete alla fonte dell$amore, e amando imparate quello che annunciate insegnando!, scrive ?regorio &agno. 4o e la mia comunit) preghiamo e pregheremo ancora per questo, e voi perdonate la mia possibile insipienza.