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62 Basi biblzche

A ci si opponeva un ostacolo fondamentale (e non soltanto una con-


cezione allora in vigore della crocifissione come maledizione di Dio):
se colui che aveva collegato l'avvento del Dio incondizionatamente
salvante con la propria attivit era ora a sua volta morto e annientato,
tutto il suo messaggio non era stato confutato come un errore, la pos-
sibilit di credere nel Dio da lui annunciato non era distrutta, il disce-
polato di Ges (quale ultimo messaggero di Dio) non era finito? La
morte in croce faceva del Ges terreno e prepasquale una questione \
aperta. Se mai ad essa doveva essere data una risposta, questa poteva
provenire solo da Dio. -
Poco tempo dopo la sua esecuzione in croce, i discepoli, che erano
scomparsi ed erano tornati in Galilea, sono sorprendentemente di
nuovo a (un luogo per loro niente affatto privo di peri-
coli) e si radunano per formare la prima comunit.
tesa collegat con il messaggio che_D]o avrebbe risuscitato da morte
il Ges crocifisso. - -
2.3. La testimonianza neotestamentaria
della risurrezione di Ges
2.3.1. OSSERVAZIONI ERMENEUTICHE PRELIMINARI
Tutto il Nuovo Testamento sostiene in perfetta sintonia la convin-
zione per esso fondamentale della risurrezione di Ges dai morti.
Essere risvegliato, risorgere sono vocaboli quotidiani per indica-
re realt familiari ordinarie (svegliare/sollevare/risorgere dal sonno,
dalla malattia o dalla sconfitta), vocaboli che gli ultimi libri dell' Anti-
co Testamento avevano adoperato in senso traslato come immagini
prefiguratrici di una realt futura, non ancora subentrata e superante
tutte le possibilit umane (la risurrezione escatologica corporea dei
morti: Is 26,1; Dn 12,2), e precisamente in maniera sinonimica: poich
Dio li risuscita, i morti risorgono. Con queste metafore il Nuovo
\ tamento es rime qualcosa di inaudito: questa realt sperata sareb-
be divenuta gi realt attuale in Ges.
Il Nuovo Testamento non afferma quindi solo una risurrezione di
Ges sperata dai discepoli, bens una sua risurrezione gi operata da
La testimonianza neotestamentaria 63
Dio e rivelata a determinati testimoni come una realt accaduta. Che i
testi neotestamentari intendano testimoniare la risurrezione di Ges
come un evento nuovo e gi realmente subentrato rispetto alla sua vi-
ta e morte (cio come superamento della morte) non pu pi essere
ragionevolmente contestato (neppure nel caso in cui non si riesca a
condividere la loro convinzione).
Ma quando parla della risurrezione di Ge-
s, non intende parlare della rianimazione di un morto (come ad
esempio nel caso di Lazzaro), non intende uindi Rarlare di un ritor-_
no nelle condizioni dell'esistenza terrena em iricamente verifica bili e
in una vita nuovamente ensa al assaggio nella _
ai esistenza definitiva 2.resso Dio a noi ancora nascosta, pensa cio al-
una_ vita nuova e_ (Rom 6,9s.:
Cnsto, nsuscltato dm moru, non muore pm; cfr. At 13,14; Eb 7 ,24s.,
Ap l, 17 s.). La risurrezione di Ges supera il campo di ci che
camente constatabile. Di conseguenza no.Q_ esiste neppure alcun testi-
mone oculare del suo evento.
Essa non quindi un dato neutralmente constatabile e storicamente
dimostrabile, ma solo una realt sperimentabile e afferrabile mec}iante la
fede (un mistero in senso stretto). Lo storico in quanto tale non di-
spone di alcun mezzo di conoscenza che lo metta in condizione di ve-
rificare la risurrezione di Ges affermata dai testimoni neotestamenta-
ri. Essa fuoriesce infatti radicalmente dal complesso degli eventi stori-
camente constatabili, anche se lascia in esso in certo qual modo ttQ_
bordo storicamente verificabile (morte in croce di Ges, fuga e ri-l
torno dei discepoli, predicazione della risurrezione, nascita della co-
munit primitiva) e una traccia em irica (sviluppo esplosivo della cri-
stologia, missione ecc.).
Il fatto i evidente raggiungibile con il metodo storico la fede a-
s uale dei disce oli, pi precisamente la loro unanime affermazione
della risurrezione di Ges. Questa non un rapporto neutrale ma una
professione di fede, una affermazione di testimoni, che sono profon-
damente colpiti e: trasformati_ dal contenuto testimoniato e che gli ren-
dono testimonianza con la loro esistenza cambiata; una testimonianza
che non serve a soddisfare la nostra curiosit, ma mira a cambiare an-
che la nostra esistenza (assenso di fede e conversione) e include inol-
tre l'attesa della dimostrazione della verit della realt testimoniata da-
vanti a tutto il mondo.