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Pompei e la sua tragedia Storia di Pompei Pompei fu fondata intorno allVIII secolo a.C.

. dagli Osci che si insediarono, distinti in 5 villaggi, alle pendici meridionali del Vesuvio non molto distanti dal fiume Sarno allora navigabile Dal numero cinque, in lingua osca, molto probabilmente deriva il toponimo della citt Pompei risent degli influssi prima dei Greci, grazie alla conquista di Cuma nel periodo compreso tra il 525 e 474 a.C. e poi degli Etruschi, sotto i quali fu costruito il tempio di Apollo; fu conquistata dai Sanniti, che scendendo dai monti dell'Irpinia la posero alle dipendenza di Nocera. Fu proprio sotto questi ultimi che Pompei divenne un ricca citt commerciale, con un piccolo fiorente porto e cinta da mura possenti, costruite intorno al 300 a.C Conquistata dai Romani nel III secolo a.C., continu il suo sviluppo di citt commerciale, esportando, in tutto il Mediterraneo, olio e vino, di cui era produttrice soprattutto nel periodo del II secolo a.C, ma anche il garum, una specialit locale formata da pesciolini immersi in una speciale salsa aromatica in questi anni si assistette anche ad un forte sviluppo urbanistico, con la costruzione del foro, del tempio di Giove, di Iside e della Basilica, oltre a numerose case e ville residenziali Sotto il dominio romano divenne prima municipium, godendo anche di una parziale indipendenza, grazie all'appoggio fornito durante la seconda guerra punica e poi colonia, col nome di Cornelia Veneria Pompeianorum, a seguito della conquista da parte di Lucio Cornelio Silla nel 89 a.C., durante le guerre sociali La zona fu colpita da un violento terremoto il 5 febbraio del 63 (secondo alcuni, del 62) e la citt sub notevoli danni, in parte prontamente riparati; questo fu un preannuncio del minnaccioso destarsi del Vesuvio Molti pompeiani si trovarono in condizioni finanziari difficili dopo il terremoto e dovettero cavarsela a forza di buona volont: un esempio di questo addattamento alla mutata situazione finanziaria ci dato da Giulia Felice. Era una nobile e agiata matrona proprietaria di una delle pi eleganti case di Pompei, munita di piscina, di terme private e di un leggiadro porticato con bellissime colonne di marmo. Lei spese tutti i suoi risparmi per restaurare la casa lesionata dal terremoto e le vennero a mancare altre rendite, cos decise di aprire al pubblico le terme. All'ingresso della casa un servo vendeva un apposito gettone d'osso che dava il diritto al bagno con acqua fredda, tiepida e caldisssima. Sotto l'impero di Tito Flavio Vespasiano, verso il mezzogiorno del 24 agosto nel 79, mentre alcuni edifici erano ancora in fase di restauro, un'eruzione del Vesuvio seppell la citt sotto una coltre di ceneri e lapilli, cancellandola interamente

Plinio il Vecchio, l'autore .......La data dell'eruzione del Vesuvio attestata da una lettera di Plinio il Giovane a Tacito, nella quale viene descritta sia la fine dello zio Plinio il Vecchio, sia ci che accadde invece a Miseno, dove egli era restato con la famiglia. Nella variante universalmente ritenuta pi attendibile del manoscritto, si legge nonum kal. septembres cio nove giorni prima delle Calende di settembre, data che corrisponde al 24 agosto Secondo queste testimonianze, Plinio il Vecchio si era diretto ad Ercolano per andare ad aiutare i pompeiani e gli ercolanesi; egli prov a raggiungere la localit vesuviana via mare, ma dovette cambiare rotta a causa del ritiro improvviso delle acque, per cui si diresse verso Stabia dove approd, facendosi ospitare da Pomponiano (Pomponianus). Tuttavia, anche questa cittadina venne colpita dalle ceneri e lapilli del vulcano e, soffocato dai vapori tossici, Plinio il Vecchio vi trov la morte.

Negli anni successivi, la zona, arida e spoglia, non fu soggetta a ripopolamento e nonostante alcune ricerche svolte nel I secolo, non venne pi ritrovata, rimanendo sepolta per quasi 1700 anni.