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l fiore l'organo riproduttivo delle Angiosperme, nel quale si sviluppano i gamet ofiti, avviene la fecondazione e si sviluppa il seme.

. Il fiore deriva dalla differenziazione dell'apice di un rametto le cui foglie ha nno perduto quasi sempre la capacit fotosintetica. Questa differenziazione, detta induzione fiorale o induzione antogena, avviene quando l'apice ancora di dimens ioni microscopiche all'interno della gemma, sotto lo stimolo di fattori ormonali e ambientali. L'induzione fiorale precede la fioritura vera e propria, secondo le specie, da poche settimane a circa un anno. Le piante hanno un ciclo vitale aplodiplonte caratterizzato dall'alternanza di u na generazione gametofitica (aploide = 1n) e di una sporofitica (diploide = 2n). Le cellule madri delle spore (2n) subiscono meiosi originando individui aploidi detti gametofiti, in questi gametofiti vengono prodotti i gameti (n) che fondend osi danno vita ad uno sporofita (2n). I gametofiti femminili nelle Angiosperme s ono costituiti da 8 cellule aploidi e prendono il nome di sacchi embrionali, que lli maschili (microspore 1n) da 3 e si chiamano granuli pollinici o microgametof iti. Indice 1 2 3 4 5 6 Struttura Microgametofito Megagametofito Voci correlate Altri progetti Collegamenti esterni

Struttura Nelle Gimnosperme il fiore molto semplice e diverso dal fiore come comunemente v iene inteso: un tipico esempio lo strobilo delle Conifere. Nelle Angiosperme il fiore l'insieme degli schemi riproduttori, normalmente racc olto in un apparato complesso e composto da pi parti che possono considerarsi fog lie modificate. I fiori possono essere sessili o peduncolati, e sul ricettacolo, la parte terminale dell asse, sono inserite le parti fiorali, che sono di quattro tipi: sepali, petali (sterili) stami e carpelli (fertili). Vi sono fiori detti incompleti che mancano di alcune di queste parti. Nel caso siano deficitari di s tami o carpelli, il fiore si dice imperfetto. Nel caso in cui il fiore sia compl eto di tutte le parti fertili esso si dice ermafrodita o perfetto. Il numero del le parti fiorali (numero dei sepali, dei petali, degli stami e dei carpelli) var ia tra le famiglie ed un carattere diacritico. Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fiore delle angiosperme. Anatomia di un fiore. Per la legenda vedi Fiore delle angiosperme Le varie parti del fiore sono formate da uno o pi verticilli di pezzi fiorali. Og ni verticillo composto da singole unit di cui le esterne (petali o sepali) sono d ette nel complesso antofilli. Nei casi pi complicati le parti del fiore sono quat tro, partendo dalla pi esterna: Calice, formato da foglioline verdi fotosintetizzanti dette sepali. una part e fiorale sterile. Corolla, formata da petali spesso colorati e con funzione vessillare (capaci t di attrarre gli animali impollinatori). Anche questa parte del fiore sterile. Gineceo, la parte femminile del fiore, fertile. Si definisce anche pistillo ed composto da una parte basale slargata detta ovario, che si continua in alto n ello stilo e superiormente nello stigma. L'impollinazione nelle angiosperme semp

re stigmatica. Androceo, la parte maschile del fiore, fertile. Ha stami formati da filament o e antere; ogni antera ha due teche polliniche, ogni teca pollinica ha due sacc he polliniche dove sono contenute cellule madri delle microspore che daranno ori gine al polline. Dopo la fecondazione gli ovari si trasformano in frutti, che contengono i semi. Prima della fecondazione, a seconda che la pianta in questione sia monoica o dio ica, si assiste allo sviluppo dei gameti, che si distinguono in microgametofiti e macrogametofiti. Se l'impollinazione compiuta dal vento (impollinazione anemof ila), i fiori sono spesso di colore verdastro e poco appariscenti; se al contrar io attuata dagli insetti o dagli uccelli (impollinazione zoofila), i fiori sono dotati di caratteristiche attrattive quali particolari forme e colori, e spesso di nettare, liquido zuccherino. I fiori possono essere portati dalla pianta singolarmente o raggruppati in infio rescenze. Microgametofito Il microgametofito un individuo piccolo, formato al massimo da tre cellule. Prim a che avvenga la divisione mitotica, il nucleo si avvicina alla parete della mic rospora, cos in seguito alla divisione si forma una cellula pi grande, detta cellu la vegetativa, ed una pi piccola ed allungata, contenuta entro la prima, ma comun que provvista della propria parete, detta cellula generativa. La maturazione del granulo pollinico prevede una fase di perdita di acqua, variabile da specie a s pecie, che comporta anche una modificazione del metabolismo. Di solito il polline maturo viene liberato alla deiscenza delle cellule del tapp eto, quando esso ancora binucleato (infatti la cellula generativa andr poi incont ro a mitosi e produrr i gameti maschili); ma nel 30% degli spermatozoi esso viene liberato quando trinucleato, ossia dopo che la cellula generativa ha prodotto p er mitosi due gameti maschili. La parete del polline di fondamentale importanza poich protegge il prezioso carico e regola i movimenti d'acqua, ed ha una architett ura abbastanza complessa. La parete interna di natura celluloso-pectica, ed l'in tina; la parete esterna l esina, che si divide in nexina e sexina, quest ultima pi su perficiale. La sexina forma dei bastoncelli, delle scaglie, delle spine, e cos vi a, che conferiscono una morfologia particolare al polline, tanto da essere un pe culiarit dal valore tassonomico. L esina composta principalmente di sporopollenina, un composto derivante dalla polimerizzazione ossidativa dei carotenoidi e dei l oro esteri. La sporopollenina una molecola molto resistente, e dura nel tempo, t anto che si pu ritrovare nei fossili, e ricostruire quindi il tipo di vegetazione del passato. La particolare morfologia della parete, tipica di ogni specie, fa s che essa assu me un valore tassonomico, utili anche in campi molto distanti dallo studio biolo gico, come la criminologia. Infatti il riconoscimento di un particolare tipo di polline pu ricondurre ad una specifica pianta di una determinata regione, facilit ando la ricerca del colpevole . L intina ricopre l intera superficie del granulo pollin ico, mentre l'esina quasi completamente assente nelle regioni dei pori germinati vi, da uno dei quali sputer il tubetto pollinico, che veicola i gameti maschili a l gametofito femminile. La parete del polline pu essere considerata come un compl esso che si adatta al tipo di dispersione a cui andr incontro. Se trattasi di dis persione entomofila (affidata agli insetti) i granuli sono provvisti di un gross o spessore di esina: i granuli aderiscono facilmente tra loro per mezzo di un ma teriale viscoso che ricopre l intera area del granulo. Questo materiale, noto come pollenkit (composto da glicolipidi, carotenoidi, flavonoidi e lipidi), di fonda mentale importanza per l adesione del granulo allo stigma. Nel caso di dispersione anemofila (affidata la vento), la parete dei granuli pi sottile, e il pollenkit ricopre solo gli spazi dell'esina. Megagametofito

Il megagametofito un individuo molto ridotto, ed ospitato nello sporofito. La di visione meiotica di una cellula della nocella produce quattro megaspore, di cui una sola, quella pi grande, dar vita al megagametofito. Secondo il modello di cres cita tipo Polygonum , la megaspora effettua tre divisioni mitotiche senza citodier esi, passando da due, a quattro, a otto nuclei nello stesso citoplasma. Gli otto nuclei si dispongono in gruppi di quattro ai poli della megaspora, dopo di che uno per ogni gruppo si dirige verso il centro (questi nuclei si dicono n uclei polari). Si formano quindi le pareti cellulari, e si ottengono sette cellu le ed otto nuclei, ossia la cellula centrale binucleata. Le tre cellule addossat e ad un polo si dicono cellule antipodali, vi poi la cellula centrale, e al polo opposto, in corrispondenza del micropilo, vi l apparato dell oosfera, formato da du e cellule sinergidi e dalla cellula uovo, che il gamete femminile, anche detto m acrogamete. Sulla struttura e le caratteristiche del fiore si basa la principale classificaz ione botanica delle piante.