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Nulla , se non ci che non

Atto 1: Prologue: Musica Rinascimentale sottofondo Macbeth (Stefano): La vita solo unombra che cammina: un povero istrione, che si dimena, e va pavoneggiandosi sulla scena del mondo, unora sola: e poi, non sode pi. Favola raccontata da unidiota, tutta piena di strepito e furore, che non vuol dir niente. L'orrore del reale nulla contro l'idea dell'orrore. ! miei pensieri, solo virtuali omicidi, scuotono la mia natura di uomo" fun#ione e immagina#ione si mescolano" e nulla , se non ci che non . Esce Atto 2 Scena 1: Entrano Ermia (Morena), Teseo (Germana), Lisandro (Iolanda), Elena (AnnaMaria) e Demetrio (Sa ina)

ERMIA (Morena) $upplico vostra %ra#ia di perdonarmi. Non so per &ual potere io tanto ardisca n' &uanto si convenga alla modestia mia perorare il mio pensiero a (oi dinan#i. )a supplico vostra %ra#ia di farmi sapere &ual la sorte peggiore che m'attende, se rifiuto *emetrio +indica Sabina) per consorte. TESEO (Germana) , la morte, oppure rinunciare per sempre alla compagnia degli uomini. -erci, mia bella .rmia, interroga i tuoi desideri, considera la tua giovine##a, esamina gl'impulsi del tuo sangue, e cerca di capire se, ribelle alla scelta di tuo padre, potrai sopportare la veste monacale, rimaner per sempre chiusa in un ombrato chiostro a trascorrer l'esisten#a da sterile suora, salmodiando inni sommessi alla luna fredda e infeconda. /re volte sian benedette coloro che, frenati gl'impulsi del sangue, van pellegrine sul sentiero della castit0" ma, in &uesto mondo terreno, pi felice la rosa distillata che non &uella costretta ad appassire su virgineo rovo, che cresce, vive e muore, in solitudine beata. Esce. ERMIA (Morena)$e gli amanti sinceri furon sempre avversati, vuol dire che un decreto del destino. La nostra prova a noi insegni pa#ien#a, perch' un male comune, e dell'amor fa parte come i pensieri, i sogni ed i sospiri, i desideri e i pianti, consueto corteo dei poveri innamorati. LISANDRO (Iolanda) 1agioni bene. . allora ascoltami, .rmia. 2o una #ia vedova, ricca ereditiera, che non ha figli 3 la sua casa a sette leghe da 4tene 3 e caro le sono al par di unico figlio. Laggi, dolce mia .rmia, potr sposarti" e la dura legge d'4tene fin l0 non pu inseguirci. $e m'ami, dun&ue, domani notte fuggi furtiva dalla casa paterna, e nella selva, a una lega da 4tene +l0 dove con .lena t'incontrai per celebrare insieme un mattino di maggio5 sar ad aspettarti. Escono. ELENA (AnnaMaria) ,h &uanto una persona pu essere pi felice d'un'altra6 -ensano in 4tene ch'io sia bella &uanto lei. )a a che pro7 *emetrio non lo pensa" e ci che gli altri sanno egli non vuol sapere. . com'egli in errore a infatuarsi dello sguardo d'.rmia, in errore son io ad ammirare i pregi di costui. Le cose pi umili e vili, prive d'armonia, 4mor trasmuta in forme dignitose e belle. .i non guarda con gli occhi, ma con il sentimento, ed per &uesto che l'alato 8up9do vien dipinto cieco. N' il suo cervello ha mai avuto il senso della sagge##a. 4li ed occhi bendati stanno a significare un'inconsulta foga. .d cos9 che 4more concepito fanciullo, lui che sovente s'inganna &uando sceglie. . come, giocando, i monelli si mancan di parola, cos9 il pargoletto 4more sempre uno spergiuro. -rima di mirare gli occhi d'.rmia, *emetrio grandinava giuramenti d'esser soltanto mio. .

&uando la grandine sent9 il calore d'.rmia, tutta si sciolse e gi precipitarono i suoi voti. 1iveler a *emetrio la fuga d'.rmia bella" e cos9, domani notte, egli la inseguir0 nel bosco. . se mi sar0 grato per &uesta informa#ione, il gra#ie suo mi coster0 gran pre##o. )a con &uesto sar ben ripagata, ch' lo vedr al ritorno ed all'andata6 DEMETRIO (Sabina) !o non t'amo" e perci non inseguirmi. *ov' Lisandro7 *ov' la bella .rmia7 !o uccider lui, ma lei sta uccidendo me. *icesti che son fuggiti in &uesta selva selvaggia, ed io son preda d'un selvaggio furore perch' non trovo la mia .rmia. *un&ue, vattene via di &ui, e smetti d'inseguirmi6 ELENA (AnnaMaria) /u m'attrai, duro cuor di calamita. )a ci che attiri non ferro volgare ch' &uesto cuore puro come acciaio. $ospendi la tua for#a d'attra#ione ed io non avr pi la for#a di seguirti. DEMETRIO (Sabina) /i lusingo, io, forse7 /i dico dolci parole7 , non ti dico piuttosto, con tutta franche##a, che non t'amo, n' potr amarti mai7 ELENA (AnnaMaria) .d appunto per &uesto ch'io t'amo di pi. $on come il tuo cagnolino. , mio *emetrio, pi mi bastoni e pi ti faccio le feste. ,h, trattami come fossi il tuo spagnolino. 1espingimi, battimi, trascurami, scacciami6 )a concedimi 3 anche se degna non sono 3 di venire con te. :ual posto peggiore potrei chiederti nel cuore +eppur per me di massimo rispetto5 che d'esser trattata come un cane7 DEMETRIO (Sabina) Non suscitare troppo disgusto nel mio petto, ch' io mi sento male se ti vedo. ELENA (AnnaMaria) .d io mi sento male se non posso vederti. DEMETRIO (Sabina) /u comprometti troppo il tuo pudore, avendo cos9 lasciato la citt0 per metterti in bal9a di chi non t'ama, affidando alle insidie della notte, e al mal consiglio di un luogo solitario, il tesoro pre#ioso della tua pure##a. ELENA (AnnaMaria) La tua virt la mia sicure##a. . allora non notte se ti guardo in volto, e perci non mi par d'andar nel buio, e nel bosco non manca compagnia perch' per me tu sei l'intero mondo. . come posso dire d'esser sola se tutto il mondo &ui che mi contempla7 DEMETRIO (Sabina) 8orrer a nascondermi nel folto della macchia, e ti lascer in bal9a delle fiere. ELENA (AnnaMaria) Non v' fiera pi fiera del tuo cuore. Fuggi pur &uando vuoi. L'antica favola riversa" fugge 4pollo, e *afne lo persegue" la colombella d0 la caccia al grifone, la mite cerbiatta corre ad afferrar la tigre 3 inutile la corsa &uando vilt0 che insegue ed il valor che fugge6 DEMETRIO (Sabina) /i dico di lasciarmi andare. Non voglio pi ascoltare. . se m'inseguirai, non isperare ch'io non ti rechi oltraggio dentro al bosco. ELENA (AnnaMaria) $9, nel tempio, in citt0, nei campi 3 e come6 3 tu oltraggio mi rechi. (ergogna, vergogna, *emetrio6 ! tuoi torti offendono l'intero mondo delle donne. 4 noi non dato combatter per amore, come gli uomini fanno. $iamo state create per esser corteggiate, e non per corteggiare.
Si addormentano nella foresta

Atto ! Scena 1 Entrano Lear (Loreno), Goneril (Luisa), e "egan (Lucia) e #ordelia (Lucia)

LEAR (Loreno) *itemi, figlie mie +poich' noi ora ci spogliamo del potere, d'ogni interesse di territorio, delle cure dello stato5, &uale di voi diremo che ci ama di pi, s9 che la nostra maggior munificen#a vada dove la natura col merito gareggia7 %oneril, primogenita nostra, parla tu per prima. GONERIL (Lui a) $ignore, io vi amo pi di &uanto la parola possa dire, pi caro voi mi siete della vista degli occhi, di spa#io e libert0" al di l0 di &uanto pu essere valutato ricco o raro, non meno d'una vita che abbia gra#ia, salute, belle##a, onore" vi amo tanto &uanto mai figlio am o padre scopr9: un amore che rende povero il fiato e la lingua incapace. ,ltre ogni misura io, padre, vi amo. !ORDELIA (Lucia) (a parte.) 8he dir0 8ordelia7 4ma, e taci. LEAR (Loreno) *i tutte &ueste terre, da &uesta linea a &uest'altra, ricche di foreste ombrose e di campagne, di fiumi abbondanti e prati vasti, rendiamo te signora. 4i discendenti tuoi e di 4lban; rimarranno in perpetuo. 8he cosa dice la nostra seconda figlia, l'amatissima 1egan, sposa di 8ornovaglia7 REGAN ("arbra) !o sono fatta della stessa lega di mia sorella, e ritengo di valere &uanto lei. Nel mio cuore sincero trovo che lei definisce il mio stesso amore, ma con troppa parsimonia" io mi dichiaro nemica di ogni gioia procurata dai sensi nella loro pi fine armonia e scopro che trovo felicit0 soltanto nell'amore dell'amata 4lte##a (ostra. !ORDELIA (Lucia) (a parte.)-overa 8ordelia, allora. .ppure no, sono certa che il mio amore pesa pi della mia lingua. LEAR (Loreno) 4 te e ai tuoi eredi rimanga per sempre &uest'ampio ter#o del nostro splendido regno, non inferiore per spa#io, valore e belle##a a &uello assegnato a %oneril. . ora, nostra gioia, sebbene l'ultima e la pi piccola, per il possesso del cui giovane amore sono in li##a le vigne di Francia e il latte di <orgogna: cosa sai dire per guadagnarti un ter#o pi opulento di &uello delle tue sorelle7 -arla. !ORDELIA (Lucia) Niente, mio signore. LEAR (Loreno) Niente7 !ORDELIA (Lucia) Niente. LEAR (Loreno) *al niente nasce il niente: parla ancora. !ORDELIA (Lucia) !nfelice che sono, non riesco a sollevare il mio cuore fino alla bocca. 4mo (ostra )aest0 secondo il mio dovere: n' pi n' meno. LEAR (Loreno) $uvvia, 8ordelia6 8orreggi un po' il tuo discorso se non vuoi guastare le tue fortune. !ORDELIA (Lucia) )io buon signore, voi mi avete generata, nutrita, amata. !o ripago &uei debiti secondo il dovuto, vi obbedisco, vi amo e al di sopra di tutto vi onoro. -erch' le mie sorelle hanno un marito, se dicono di amare soltanto voi7 $e mai mi sposer, il signore la cui mano avr0 il mio pegno prender0 con s' met0 del mio amore, met0 delle mie cure e del dovere: certo non mi sposer, come le mie sorelle, per amare soltanto mio padre.

LEAR (Loreno) )a c' il tuo cuore, in &uesto7 !ORDELIA (Lucia) $9, mio buon signore. LEAR (Loreno) 8os9 giovane e cos9 impietosa7 !ORDELIA (Lucia) 8os9 giovane, mio signore, e cos9 sincera. LEAR (Loreno) . cos9 sia6 La tua sincerit0 sia dun&ue la tua dote" e infatti, per i sacri raggi del sole, per i misteri di .cate e della notte, per tutti gli influssi delle sfere per cui esistiamo e cessiamo di esistere, &ui io ripudio ogni mia cura paterna, affinit0 e legame di sangue, e d'ora in poi ti avr per sempre straniera al mio cuore e a me. !l barbaro $cita o colui che muta i propri nati in cibo per soddisfare la sua fame, trover0 nel mio petto pi comprensione, piet0 e conforto che non te, un tempo mia figlia.
Cordelia se ne va. Rimangono tutti sul palco come impietriti Atto $ Scena 1 Entrono %alentina, Matilde, Daniela, &lga
DOGE (Valentina) Ebbene, qui Antonio? ANTONIO (Daniela)Sono qui, se piace a Vostra Grazia. DOGE (Valentina) Mi rincresce per te. Devi rispondere a un avversario di pietra, una disumana canaglia, incapace di piet , prosciugato della pi! piccola goccia di misericordia. ANTONIO (Daniela) "o saputo c#e Vostra Grazia si data grande pena per moderare il suo rigido atteggiamento$ ma poic#% resta in&lessibile, e non c' mezzo legale c#e mi metta al riparo dalla sua cattiveria, io oppongo la mia pazienza al suo &urore e sono armato a sopportare con la tranquillit del mio spirito la crudelt e la &erocia del suo. DOGE (Valentina) (ate venire l'ebreo dinanzi alla corte. (ategli largo, c#e ci venga davanti. S#)loc*, tutti credono, e cos+ credo anc#'io, c#e persisterai in questo per&ido atteggiamento &ino all'ultimo atto$ e poi si pensa c#e mostrerai clemenza e compassione pi! strane di questa tua strana crudelt mani&esta$ e laddove ora tu esigi la penale, c#e una libbra di carne di questo povero mercante, non solo vorrai rinunciare all'obbligazione, ma, toccato da umana gentilezza e benevolenza, gli condonerai una parte del capitale, considerando con misericordia le perdite c#e di recente gli si sono accumulate sulle spalle, tali da sc#iacciare un principe dei mercanti e strappare commiserazione per il suo stato a petti di bronzo e duri cuori di pietra, a in&lessibili turc#i e tartari mai educati ad azioni d'a&&ettuosa generosit . Aspettiamo tutti una risposta gentile, ebreo. SHYLOCK (Olga) "o in&ormato Vostra Grazia del mio intendimento, e sul nostro santo Sabato #o giurato di prendermi la penale c#e mi dovuta dall'obbligazione. Se me lo negate, ne ricada il danno sul vostro statuto e sulla libert della vostra citt . Mi c#iederete perc#% io pre&erisca prendere una porzione di putrida carne anzic#% accettare tremila ducati. ,on risponder- a questo, ma diciamo c#e un mio capriccio. . una risposta? E se la mia casa &osse molestata da un topo, e a me piacesse dar diecimila ducati per &arlo avvelenare? Vi basta la risposta? /' c#i non sopporta un maiale cotto a bocca aperta, c' c#i d in smanie se vede un gatto, e altri c#e non riescono a trattenere l'orina quando la zampogna suona di naso$ perc#% l'emozione, signora delle passioni, le governa secondo il modo c#e le piace o le ripugna. 0ra, per rispondervi1 come non pu- dare una sicura ragione c#i non sopporta un maiale a bocca aperta, c#i un gatto innocuo e necessario, c#i una lanosa zampogna, ma deve per &orza sottomettersi all'inevitabile vergogna di o&&endere, ricevendo egli stesso o&&esa$ cos+ non sono io in grado di dare una ragione, n% voglio, al di l di un odio radicato e di una certa ripugnanza c#e #o per Antonio, per cui cos+ insisto in un costoso processo contro di lui. Vi basta la risposta?

BASSANIO (Matilde) 2er i tuoi tremila ducati qui ce ne sono sei. SHYLOCK (Olga) Se ogni ducato dei seimila ducati &osse diviso in sei parti, e ogni parte un ducato, io non li prenderei. Voglio la mia obbligazione3 DOGE (Valentina) /ome potrai sperare clemenza, se non ne concedi? SHYLOCK (Olga) 4uale giudizio dovrei temere, se non &accio alcun male? Voi avete con voi molti sc#iavi comprati, c#e, come i vostri asini e cani e muli, usate per compiti abbietti e servili, perc#% li avete acquistati. Dovrei dirvi, lasciateli liberi, sposateli alle vostre &iglie3 2erc#% sudano sotto i loro caric#i? /#e i loro letti siano so&&ici come i vostri e i loro palati stuzzicati dalle stesse vivande. 5ispondereste1 gli sc#iavi sono nostri. /os+ vi rispondo io1 la libbra di carne c#e esigo da lui &u pagata cara, mia e voglio averla. Se me la negate, vergogna sulla vostra legge3 ,on #anno &orza i decreti di Venezia. Aspetto la sentenza. 5ispondete, l'avr-? DOGE (Valentina) 2er i miei poteri, potrei sciogliere questa corte, a meno c#e 6ellario, un sapiente dottore c#e #o convocato per deliberare su questo caso, non venga qui oggi BASSANIO (Matilde) Sta su, Antonio3 (atti coraggio, amico3 7'ebreo avr la mia carne, e sangue e ossa e tutto, prima c#e tu perda per me una goccia di sangue. ANTONIO (Daniela) 8o sono un in&etto castrato del gregge, il pi! adatto alla morte. 8l &rutto pi! debole cade per primo al suolo, e cos+ sia di me$ tu non puoi trovar miglior impiego, 6assanio, c#e vivere ancora e scrivere il mio epita&&io.

Rimangono tutti sul palco come impietriti

Atto ' Scena 1 Entra Iago

IAGO (Chiara)(a parte) /#e /assio l'ami quanto mai credibile$ c#e lei ami lui, probabile e plausibile. 6enc#% io non possa so&&rirlo, il Moro uomo &edele, nobile, a&&ettuoso$ e non esito a pensare c#e per Desdemona si dimostrer ottimo marito. Anc#'io l'amo, non per lussuria e basta 9anc#e se debba &orse rispondere d'un simile peccato: ma in parte spinto da sete di vendetta perc#% sospetto c#e il Moro vigoroso sia saltato sulla mia sella, e il pensiero mi rode dentro come un tarlo velenoso$ riuscir- a mettermi l'animo in pace solo se gli avr- reso la pariglia, moglie per moglie$ e se &allisco in questo, almeno suscitando nel cuore del Moro una gelosia cos+ &orte e inguaribile con la ragione. E per ottenerlo, se questo botolino di Venezia, c#'io trattengo nella sua caccia vogliosa, si lascer guidare a modo mio, avr- Mic#ele /assio alla mia merc%$ al Moro lo dipinger- a lerci colori 9anc#e lui temo sia entrato nel mio letto: e ne avr- grazie, amore e ricompense per averlo sapientemente menato per il naso e compromesso la sua pace e la sua quiete &ino alla pazzia. Ecco la trama, ancor con&usa$ il vero volto lo si vedr ad opera conclusa. 4uest' la nottata in cui la mia &ortuna sar &atta, o rovinata.

Entra Desdemona che si mette a letto e si addormenta, entra Otello e la bacia. DESDEMONA (Ste#hanie) 8hi c'7 ,tello7 OTELLO (Gianni) $9, *esdemona. DESDEMONA (Ste#hanie) (enite a letto, mio signore7

OTELLO (Gianni) 2ai detto le preghiere &uesta sera, *esdemona7 DESDEMONA (Ste#hanie) $9, mio signore.

OTELLO (Gianni) $e ti sovviene d'una &ualche colpa che ancora non abbia ricevuto la gra#ia del perdono, invocalo subito. DESDEMONA (Ste#hanie) 8he intendete dire, mio signore7

OTELLO (Gianni) Fallo, e in fretta, io star discosto. Non voglio uccidere la tua anima impreparata, no 3 *io ne guardi 3 non la tua anima. DESDEMONA (Ste#hanie) -arlate di uccidere7

OTELLO (Gianni) $9, di uccidere. DESDEMONA (Ste#hanie) 4llora il cielo abbia piet0 di me6

OTELLO (Gianni) 4men, con tutto il cuore6 DESDEMONA (Ste#hanie) $e dite cos9, spero che non mi ucciderete. OTELLO (Gianni) /aci e non muoverti6 DESDEMONA (Ste#hanie) ,bbedisco. )a cos' mai successo7

OTELLO (Gianni) !l fa##oletto che mi era cos9 caro, e che ti regalai, tu l'hai dato a 8assio. DESDEMONA (Ste#hanie) No, sulla vita e sull'anima mia. )andatelo a chiamare e chiedete a lui. )ai in vita mia vi ho fatto torto... )ai ho amato 8assio, se non di &uell'amore ammesso anche dal cielo. Non gli ho mai dato pegni. OTELLO (Gianni) -er *io, gli ho visto in mano il mio fa##oletto. $pergiura, mi rendi il cuore di pietra, e vuoi farmi chiamare assassinio il sacrificio che intendo compiere. 2o visto il fa##oletto. DESDEMONA (Ste#hanie) 4llora l'ha trovato, io non gliel'ho mai dato. 8hiamatelo, fategli confessare la verit0. OTELLO (Gianni) 2a confessato. DESDEMONA (Ste#hanie) 8he cosa, mio signore7 OTELLO (Gianni) 8he ha... usato di te. DESDEMONA (Ste#hanie) Non pu dirlo. OTELLO (Gianni) No, ha la bocca tappata. L'onesto !ago ha provveduto a &uesto. *.$*.),N4 +$tephanie5 La mia paura m'illumina... 4llora morto7 OTELLO (Gianni) $e avesse avuto una vita per capello tutte gliele avrebbe strappate la mia vendetta. DESDEMONA (Ste#hanie) 4him, lui stato tradito, ed io perduta. OTELLO (Gianni) 4h, sgualdrina... piangi per lui davanti a me7 DESDEMONA (Ste#hanie) $cacciatemi, mio signore, ma non uccidetemi. OTELLO (Gianni) %i, sgualdrina6 DESDEMONA (Ste#hanie) =ccidetemi domani, fatemi vivere stanotte. OTELLO (Gianni) 4h, se resisti...

DESDEMONA $olo una me##'ora, il tempo di dire una preghiera6 OTELLO (Gianni) > troppo tardi. a soffoca. DESDEMONA (Ste#hanie) )io *io, mio *io, mio *io6

EMILIA ($a %ualina) +Da dentro5 $ignore, signore, ohil0, signore6 OTELLO (Gianni) 8he grida son &ueste7 Non morta7 non ancora morta7 !o che sono crudele, sono anche pietoso, non voglio prolungarti l'agonia... .cco, ecco. EMILIA ($a %ualina5 +Da dentro5 ,hil0, signore, signore6 OTELLO (Gianni) 8hi c'7 EMILIA ($a %ualina) +Da dentro5 )io buon signore, ho da dirvi una parola. OTELLO (Gianni) $9, .milia... vengo subito... > morta" $9, verr0 a dirmi della morte di 8assio. Le grida erano &ui... 4h, non si muove pi, muta come una tomba. *evo farla entrare7 Faccio bene7 )i pare che si muova ancora. No... che devo fare7 $e la faccio entrare certamente vorr0 parlare con mia moglie. )ia moglie, mia moglie" io non ho moglie... > insopportabile6 8he ora tremenda6 ,ra dovrebbe esserci un'immensa eclissi di sole e luna, e il globo atterrito spalancarsi di fronte al mutamento. Rimangono tutti sul palco come impietriti Pausa in cui Amleto c(i (a guardato tutto )ino ora *arla +erso il *u lico: Amleto: (IO :$) Essere, o non essere !uesto " il problema, se sia pi# nobil animo sopportar le fiondate e le frecciate d$una sorte oltraggiosa, o armarsi contro un mare di sciagure, e contrastandole finir con esse. Morire, addormentarsi% nulla pi#& E con un sonno dirsi di por fine alle doglie del cuore e ai mille mali che da natura eredita la carne. 'uesta " la conclusione che dovremmo augurarci a mani giunte. Morire, dormire, e poi sognare, forse. (i), ma !ui si dismaga l$intelletto% perch* dentro !uel sonno della morte !uali sogni ci possono venire, !uando ci fossimo scrollati via da !uesto nostro fastidioso involucro+ Ecco il pensiero che deve arrestarci. Ecco il dubbio che fa cos, longevo il nostro vivere in tal miseria. Se no, chi s$indurrebbe a sopportare le frustate e i malanni della vita, le angherie dei tiranni, il borioso linguaggio dei superbi, le pene dell$amore dispre--ato, le remore nell$applicar le leggi, l$arrogan-a dei pubblici poteri, gli oltraggi fatti dagli immeritevoli al merito pa-iente,!uand$uno, di sua mano, d$un solo colpo potrebbe firmar subito alla vita

la !uietan-a, sul filo d$un pugnale+ E chi vorrebbe trascinarsi dietro !uesti fardelli, e gemere e sudare sotto il peso d$un$esisten-a grama, se il timore di un .che. dopo la morte !uella regione oscura, inesplorata, dai cui confini non v$" viaggiatore che ritorni non intrigasse tanto la volont), da indurci a sopportare !uei mali che gi) abbiamo, piuttosto che a volar, nell$aldil), incontro ad altri mali sconosciuti+ Ed " cos, che la nostra coscien-a ci fa vili " cos, che si scolora al pallido riflesso del pensiero il nativo colore del coraggio, ed alte imprese e di grande momento, a cagione di !uesto, si disviano e perdono anche il nome dell$a-ione Atto 2 Scena 2

Amleto tra&e tito da DEMONE :ui sulla nuda terra dormi profondo. !l mio farmaco o dolce amante ti stiller sul ciglio. Spreme il succo sulle ciglia di Demetrio (Sabina). . al tuo risveglio troverai grande piacere nel rivedere gli occhi del primo amore. .d il detto campagnolo ?/occa a ognuno il suo dovuto? sar0 vero al tuo risveglio. La %ianna sar0 di %iannino e niente andr0 per il peggio. 8hi l'ha persa riavr0 la cavalla e tutto finir0 per il meglio. Esce
/l suo risveglio, Demetrio (Sabina) vede Elena (/nnaMaria) e la prende per mano. Entrono isandro (0olanda) e Ermia (Morena) Entra 1eseo ((ermana), (li amanti s$inginocchiano davanti a lui. TESEO (Germana) 4l#atevi, vi prego. )esseri, so che voi due siete rivali e nemici. . com' che al mondo alberga s9 dolce concordia che l'odio tanto lungi dal sospetto da dormire a fianco dell'odio sen#a tema7 LISANDRO (Iolanda) $ire, tra il sogno e la veglia risponder confuso. %iuro che finora non so com'io sia &ui venuto. Forse 3 il vero vorrei dirvi6 3 or che ricordo, ecco dev'essere cos9" &ui io venni con .rmia. !ntendevamo fuggircene da 4tene, eludendo la minaccia delle leggi ateniesi... DEMETRIO (Sabina) $ire, .lena bella m'inform del loro intento di fuggire insieme in &uesta selva. .d io, furibondo, &ua son venuto ad inseguirli" ed .lena 3 di me invaghita 3 venne sulle mie tracce. )a, mio buon signore, non so per &uel magia 3 ma di &ualche magia certo si tratta 3 il mio amore per .rmia &ual neve si disciolse. ,ra nient'altro mi pare che il ricordo d'un vano balocco dell'infan#ia, allora appassionatamente amato. La mia fedelt0, la virt del mio cuore, son per .lena soltanto, oggetto e piacere dei miei occhi. 4 lei, signore, prima ch'io vedessi .rmia ero promesso. )a, come infermo, ebbi a schifo il mio cibo, ed ora, risanato, torno al mio gusto naturale. !o &uel cibo lo voglio, lo amo, lo bramo, e per sempre sar fedele ad .lena. TESEO (Germana) Leggiadri amanti, fu buona sorte incontrarvi. *i &ueste cose, fra breve, vorr ascoltare ancora. (ia, con noi, tutti ad 4tene, tre e tre, io e !ppolita, .lena e *emetrio, Lisandro ed .rmia e sar0 festa solenne6 Escono tutti mentre si sente musica per celebrare le no--e

Atto ! Scena 2 (oneril ( uisa) e Regan (2arbra) ridono e si prendono per la mano

Lear (/ (oneril.) Non ti vergogni di guardare &uesta barba7 . tu, 1egan, la prendi per mano7 GONERIL (Lui a) . perch' non per mano, signore7 !n che modo ho offeso7 Non offesa tutto ci che la villania ritiene tale e che il rimbambimento definisce cos9. REGAN ("arbra) (i prego, padre, siete debole, ammettetelo. $e fino allo spirare del vostro mese tornerete a risiedere da mia sorella congedando met0 del vostro seguito, verrete poi da me. ,ra io sono lontana da casa e mi mancano i me##i necessari ad ospitarvi. LEAR (Loreno) /ornare da lei7 8ongedando cin&uanta uomini7 No, piuttosto rinuncio ad ogni tetto e scelgo di affrontare l'inimici#ia dell'aria, di essere compagno del lupo e del gufo, duro morso della necessit0. /ornare da lei7 /anto varrebbe inginocchiarmi davanti al trono del Francia dal sangue caldo, che prese sen#a dote la nostra figlia pi giovane, e come uno scudiero chiedere a lui una pensione per sostentare una vita meschina. GONERIL (Lui a) 4 vostra scelta, signore. LEAR (Loreno) /i prego, figlia, non farmi impa##ire. Non ti disturber, figlia mia. 4ddio. Non ci incontreremo pi, non ci vedremo. .ppure sei mia carne, mio sangue, mia figlia. , piuttosto una malattia che ho nella carne e che debbo per for#a chiamare mia. /u sei un bubbone, una piaga, o una pustola rigonfia nel mio sangue corrotto. )a io non ti rimprovero. (enga la vergogna &uando vuole, io non la chiamo. Non chiedo al dio del fulmine di scagliarlo, n' racconto di te all'alto giudice %iove. .mndati &uando puoi, migliora a tuo piacere. !o posso essere pa#iente, posso stare con 1egan, io e i miei cento cavalieri. REGAN ("arbra) Non proprio, signore. Non vi aspettavo ancora n' sono pronta a un'accoglien#a degna. 4scoltate mia sorella, signore: chi osservi con lucidit0 la vostra furia non pu non pensare che siete vecchio, e dun&ue 3 ma lei sa &uello che fa. LEAR (Loreno) > giusto, &uesto7 REGAN ("arbra) *irei di s9, signore. 8ome6 8in&uanta cavalieri non vanno bene7 8osa fareste con pi di cin&uanta7 )a perch' anche &uesti, dato che spese e rischi parlano contro un numero cos9 grande7 8om' possibile che nella stessa casa tante persone sotto due padroni vivano in armonia7 > difficile, &uasi impossibile. GONERIL (Lui a) Non potreste, signore, farvi servire da coloro che servono lei, o me7 REGAN ("arbra) -erch' no, mio signore7 8os9, se capitasse che vi mancassero di rispetto, potremmo redarguirli. $e verrete da me 3 ora infatti scorgo il pericolo 3 vi chiedo di portarne soltanto venticin&ue: a non pi di &uesti io dar alloggio o accesso. LEAR (Loreno) !o vi ho dato tutto.

REGAN ("arbra) .d era ora. LEAR (Loreno) (i ho fatto mie tutrici, mie depositarie, a condi#ione d'essere seguito da &uesto numero. 8ome6 *ebbo venire da te con venticin&ue7 1egan, hai detto &uesto7 REGAN ("arbra) . lo ripeto, mio signore. Non di pi, da me. LEAR (Loreno) Le creature mostruose sembrano belle, se altre sono pi mostruose. Non essere il peggiore diventa titolo di lode. Regan e (oneril escono ridendo
Lear va da Cordelia !ORDELIA (Lucia) ,on siamo i primi c#e con le intenzioni migliori #anno so&&erto il peggio$
sono in&elice per te, 5e oppresso$ in quanto a me saprei a&&rontare il cipiglio della &alsa (ortuna. ,on vedremo queste &iglie, queste sorelle?

LEAR (Loreno) ,o, no, no, no3 Vieni, andiamo in prigione. ,oi due da soli canteremo come
uccelli in gabbia$ quando tu c#iederai la mia benedizione, io cadr- in ginocc#io e c#ieder- il tuo perdono$ cos+ vivremo e preg#eremo e canteremo e ci racconteremo antic#e storie, e rideremo delle &ar&alle dorate, e ascolteremo poveri malviventi parlare delle novit della corte$ e anc#e noi parleremo con loro ; di c#i perde e di c#i vince, di c#i dentro e di c#i &uori ; e prenderemo su di noi il mistero delle cose come se &ossimo le spie degli Dei$ e tra i muri di una prigione vedremo consumarsi partiti e sette di potenti, c#e s'alzano e s'abbassano come la marea sotto l'in&lusso della luna. Escono abbracciati, si sente musica rinascimentale Atto 4 Scena 2 Entra Porzia (Donatella) DOGE (Valentina) Siate il benvenuto, prendete posto. Siete al corrente della disputa c#e impegna la corte in questa seduta? PO !IA (D"natella) S+, conosco bene questa causa. /#i il mercante qui e c#i l'ebreo? DOGE (Valentina) Antonio e il vecc#io S#)loc* si &acciano avanti. PO !IA (D"natella) 8l vostro nome S#)loc*? SHYLOCK (Olga) S#)loc* il mio nome. PO !IA (D"natella) Strana la natura della causa c#e intentate, ma cos+ legittima c#e la legge veneziana non pu- invalidarla se voi procedete. Voi siete in suo potere, non cos+? ANTONIO (Daniela) S+, cos+ lui dice. PO !IA (D"natella) 5iconoscete l'obbligazione? ANTONIO (Daniela) S+. PO !IA (D"natella) ,on in grado di restituire il denaro? BASSANIO (Matilde) S+, ecco c#e io o&&ro, per lui, in questa corte, il doppio della somma. Se ci- non basta, mi impegno a pagarne dieci volte tanto, pena le mie mani, la mia testa, il mio cuore. Se ci- non baster , sar evidente c#e la per&idia sc#iaccia l'onest . Ed io vi supplico, per una volta distorcete la legge con la vostra autorit $ per una grande giustizia, &ate un piccolo torto, e &renate il volere di questo diavolo crudele. PO !IA (D"natella) 4uesto non sar mai, non c' potere a Venezia c#e possa alterare una legge stabilita1 ci- costituirebbe un precedente, e molti abusi, dietro tale esempio, irromperebbero nello stato. /os+ non pu- essere. SHYLOCK (Olga) <n Daniele venuto a giudicare3 S+, un Daniele3 0 saggio giovane giudice, quanto ti onoro3

PO !IA (D"natella) Vi prego, &atemi vedere l'obbligazione. SHYLOCK (Olga) Eccola, riveritissimo dottore, eccola. PO !IA (D"natella) S#)loc*, ti viene o&&erto tre volte il tuo denaro. SHYLOCK (Olga) <n giuramento3 "o &atto al cielo un giuramento$ dovr- gravarmi l'anima di uno spergiuro? ,o, non per Venezia3 PO !IA (D"natella) Ebbene, quest'obbligazione inadempiuta3 e legittimamente con essa l'ebreo pu- reclamare una libbra di carne, c#e dev'essere da lui stesso tagliata quanto pi! vicino al cuore del mercante. Sii clemente, prendi tre volte il tuo denaro, &ammi stracciare l'obbligazione. SHYLOCK (Olga) 4uando sar pagata secondo quanto scritto. Si direbbe c#e voi siate un degno giudice, conoscete la legge$ la vostra interpretazione stata molto corretta. Vi invito, in nome della legge, di cui voi siete un meritevole pilastro, di procedere alla sentenza. 2er l'anima mia, io giuro c#e non c' potere in lingua d'uomo c#e mi muti. 8o m'attengo alla mia obbligazione. ANTONIO (Daniela) /on tutto il cuore io supplico la corte di emettere la sentenza. PO !IA (D"natella) Ebbene, allora questa1 dovete preparare il vostro petto per il suo coltello. SHYLOCK (Olga) 0 nobile giudice3 0 giovane eccellente3 PO !IA (D"natella) 2erc#% il senso e il proposito della legge comportano c#iaramente la penale c#e appare qui dovuta nell'obbligazione. SHYLOCK (Olga) . verissimo. 0 saggio e retto giudice, quanto sei pi! adulto del tuo aspetto3 PO !IA (D"natella) 2erci- denudatevi il petto. SHYLOCK (Olga) S+, il suo petto. /os+ dice l'obbligazione, non vero, nobile giudice? =4uanto pi! vicino al suo cuore=, sono le parole esatte. PO !IA (D"natella) . cos+. /' una bilancia per pesare la carne? SHYLOCK (Olga) 7'#o pronta. PO !IA (D"natella) <na libbra della carne di quel mercante tua, la corte l'aggiudica, e la legge l'assegna. SHYLOCK (Olga) Giustissimo giudice3 PO !IA (D"natella) E tu devi tagliare questa carne dal suo petto, la legge lo concede, e la corte l'aggiudica. SHYLOCK (Olga) Dottissimo giudice3 /#e sentenza3 Vieni, preparati3 PO !IA (D"natella) Aspetta un momento, c' qualcos'altro1 questa obbligazione non ti concede neanc#e una goccia di sangue$ le parole dicono espressamente =una libbra di carne=. 2rendi dunque la tua penale, prendi la tua libbra di carne, ma se, nel tagliarla, versi una goccia di sangue cristiano, le tue terre e i tuoi averi sono, per le leggi di Venezia, con&iscati dallo stato di Venezia. BASSANIO (Matilde) 0 retto giudice3 0sserva, ebreo. 0 dotto giudice3 SHYLOCK (Olga) . questa la legge?

PO !IA (D"natella) Vedrai tu stesso il testo, perc#%, dato c#e esigi giustizia, sta' certo c#e avrai pi! giustizia di quanta ne desideri. BASSANIO (Matilde) 0 dotto giudice3 0sserva, ebreo, c#e dotto giudice3 SHYLOCK (Olga) Accetto quest'o&&erta allora. 2agate il debito tre volte e lasciate andare il cristiano. BASSANIO (Matilde) Ecco il denaro. PO !IA (D"natella) 2erc#% si &erma l'ebreo? 2renditi la penale. SHYLOCK (Olga) Datemi il mio capitale, e lasciatemi andare. BASSANIO (Matilde) 7'#o pronto per te, eccolo. PO !IA (D"natella) Egli l'#a ri&iutato davanti alla corte, ora avr solo giustizia e la sua penale. SHYLOCK (Olga) ,on devo avere neppure il mio capitale? PO !IA (D"natella) >u non devi avere altro c#e la tua penale, da prendere a tuo risc#io, ebreo. SHYLOCK (Olga) 6e#, allora il diavolo glielo &accia godere3 ,on rester- a &ar questione. PO !IA (D"natella) >i accontenti cos+, ebreo? /#e ne dici? SHYLOCK (Olga) Mi accontento. PO !IA (D"natella) Scrivano, stendi un atto di donazione. SHYLOCK (Olga) Vi prego di darmi licenza di andar via di qui, non sto bene$ mandatemi l'atto, e io lo &irmer-. DOGE (Valentina) Va' pure, ma &allo. PO !IA (D"natella) Aspetta, ebreo, la legge ti tiene ancora in pugno. . stabilito nelle leggi di Venezia c#e se provato contro uno straniero c#e, con mezzi diretti o indiretti, egli attenta alla vita di un cittadino, la persona contro cui egli #a tramato entrer in possesso di met dei suoi beni, l'altra met va alle casse dello stato, e la vita del reo alla merc% del doge soltanto, escluso ogni altro appello. 8n questa situazione io dic#iaro c#e tu ti trovi, perc#% risulta mani&esto dalla tua azione c#e, indirettamente, e direttamente anc#e, tu #ai tramato contro la vita stessa del convenuto e sei incorso nel danneggiamento sopra da me recitato. Gi!, dunque, e supplica clemenza al doge. DOGE (Valentina) 2erc#% tu veda la di&&erenza del nostro animo, ti &accio grazia della vita prima c#e tu lo c#ieda. Met della tua ricc#ezza va ad Antonio, l'altra met viene allo stato, ma la tua umilt pu- mutare la con&isca in un'ammenda. ANTONIO (Daniela)Altre due condizioni per quest'atto di clemenza1 c#e egli si &accia subito cristiano, e c#e &irmi, qui dinanzi alla corte, un atto di donazione per cui, alla sua morte, ogni suo bene andr al suo nuovo &iglio 7orenzo e a sua &iglia. DOGE (Valentina) Egli lo &ar , altrimenti revoco la grazia c#e #o appena pronunciato. Escono tutti, si sente musica rinascimentale

Atto ' Scena 2 Otello apre la porta. Entra Emilia. 8he cosa ti succede adesso7 EMILIA ($a %ualina) ,h, mio signore, sono stati commessi turpi delitti6

OTELLO (Gianni)

8osa7 4desso7

EMILIA ($a %ualina) 4desso, mio signore. OTELLO (Gianni) > la luna che devia dal suo corso, avvicinandosi pi del solito alla terra e fa impa##ire gli uomini. EMILIA ($a %ualina) 8assio, mio signore, ha ucciso un giovane vene#iano chiamato 1oderigo. OTELLO (Gianni) 1oderigo ucciso7 . anche 8assio7 EMILIA ($a %ualina5 No, lui non morto. OTELLO (Gianni) 8assio non morto7 4llora il delitto ha stonato, e la dolce vendetta dissona. DESDEMONA (Ste#hanie) !ngiustamente, ingiustamente uccisa6 EMILIA ($a %ualina) )io *io, cos' &uesto grido7 OTELLO (Gianni) 8he7 :uale7 EMILIA ($a %ualina) 4him, la voce della mia signora" aiuto, aiuto, aiuto6 , signora, parlate6 dolce *esdemona, dolce signora, parlate6 DESDEMONA (Ste#hanie) )uoio innocente. EMILIA ($a %ualina) 4h, chi ha commesso &uesto delitto7 DESDEMONA (Ste#hanie) Nessuno" io stessa. 4ddio. 1iverisci il mio buon signore. 4ddio. Muore. OTELLO (Gianni) > una bugiarda finita nel fuoco dell'inferno: l'ho uccisa io. EMILIA ($a %ualina) 4llora un angelo, e voi tanto pi nero demonio6 OTELLO (Gianni) $'era data al vi#io, ed era una puttana.

EMILIA ($a %ualina5 > una calunnia, e tu sei un demonio. OTELLO (Gianni) .ra incostante come l'ac&ua.

EMILIA ($a %ualina5 . tu impulsivo come il fuoco a crederla infedele. .ra fedele come un angelo6 OTELLO (Gianni) 8assio l'ha montata" chiedi a tuo marito. ,h, meriterei il profondo dell'inferno se non mi fossi risolto a &uesto passo per giusti motivi. /uo marito sapeva tutto. EMILIA ($a %ualina) )io marito7 OTELLO (Gianni) $9, lui, tuo marito. 8apisci le parole7 !l mio amico, tuo marito, l'onesto, onesto !ago. EMILIA ($a %ualina) 4iuto, aiuto6 !l )oro ha ucciso la mia padrona6 4ll'assassinio6 Entra 0ago (Chiara) EMILIA ($a %ualina) $mentisci &uesto furfante, se sei uomo" dice che tu gli hai raccontato che sua moglie lo tradiva. !o so che non pu essere, non sei un furfante di &uesta risma. -arla, il cuore mi scoppia. IAGO (!hiara) )a sei impa##ita7 /i ingiungo di tornare a casa.

EMILIA ($a %ualina) <uoni signori, datemi licen#a di parlare. > giusto che gli obbedisca, ma non ora. Forse, !ago, non torner pi a casa. OTELLO (Gianni) ,h, oh, oh6 Cade sul letto. EMILIA ($a %ualina) $9, accasciati e ruggisci, hai ucciso la creatura pi innocente che abbia mai levato occhi al cielo. OTELLO (Gianni) > penoso, ma !ago sa che mille volte con 8assio ha commesso l'atto obbrobrioso. 8assio l'ha confessato" e lei ha ripagato le sue fatiche amorose con &uel segno e vincolo d'amore che io le avevo regalato. %liel'ho visto in mano" un fa##oletto, un antico pegno donato da mio padre a mia madre. EMILIA ($a %ualina) , *io, *io del cielo6 IAGO (!hiara) 8risto, chiudi il becco. EMILIA ($a %ualina) 4h, stupido )oro, il fa##oletto di cui parli l'ho trovato per caso e dato a mio marito, perch' spesso con pesante insisten#a, pi di &uanto meritasse &uella cosuccia, mi aveva chiesto di rubarlo. IAGO (!hiara) <rutta puttana6 EMILIA ($a %ualina) Lei darlo a 8assio7 No, l'ho trovato io e l'ho dato a mio marito. IAGO (!hiara) 8arogna, menti6 EMILIA ($a %ualina) No, per il cielo, no, signori. $tupido assassino6 8he poteva farsene d'una donna cos9 buona un tale sciocco7 OTELLO (Gianni) Non esistono folgori nel cielo che non servano solo per il tuono7 Lurida canaglia6 Si avventa su 0ago. 0ago pugnala Emilia. EMILIA ($a %ualina) $tendetemi accanto alla mia padrona. )uore. OTELLO (Gianni) %uardate, ho una spada" una migliore non ha mai poggiato sulla coscia d'un soldato. 2o visto giorni in cui con &uesto braccio e &uesta spada mi sono aperto un varco contro ostacoli venti volte pi forti. )a, sciocca vanteria, chi pu controllare il suo destino7 Non cos9 ora. Non abbiate paura, anche se mi vedete cos9 armato" &ui la fine del mio viaggio, la meta e l'ultimo traguardo della mia vela. !ndietreggiate sgomento7 !nutile paura" basta puntare un giunco sul petto d',tello e si ritira. *ove potrebbe andare ,tello7 8om' ora il tuo volto, creatura sventurata7 <ianco come la tua camicia. :uando c'incontreremo il giorno del giudi#io, &uesto tuo aspetto far0 precipitare dal cielo la mia anima, e saranno i diavoli a ghermirla. Fredda, fredda, bambina mia, come la tua castit0. , maledetto scellerato6 4 frustate, diavoli, toglietemi &uesta visione celestiale" sballottatemi in vortici di vento, bruciatemi nello #olfo, trascinatemi in precipiti abissi di fuoco li&uido6 ,h, *esdemona, *esdemona, morta6 ,h, oh, oh. 3ccide 0ago. Si pugnala. Si sente musica da funerale E*ilogo: Paola

'a%ue ($aola) /utto il mondo una scena, e gli uomini e le donne sono soltanto attori. 2anno le loro uscite come le loro entrate, e nella vita ognuno recita molte parti, ed i suoi atti sono sette et0. -rima, l'infante che miagola e vomita in braccio alla nutrice. Lo scolaro poi, piagnucoloso, la sua brava cartella, la faccia rilucente nel mattino, che assai malvolentieri striscia verso la scuola a passo di lumaca. . poi l'innamorato, che ti sospira come una fornace, e in tasca una ballata tutta lacrime sopra le ciglia della sua adorata.

-oi, un soldato, armato dei moccoli pi strambi, un leopardo baffuto geloso dell'onore, lesto di mano, pronto a veder rosso, che va a cercar la bubbola della reputa#ione persino sulla bocca d'un obice. . poi il giudice, con un bel ventre tondo, farcito di capponi, occhio severo, barba ritagliata a regola d'arte, gonfio di senten#e e di luoghi comuni: e in &uesto modo recita la sua parte. L'et0 sesta ti muta l'uomo in magro pantalone in ciabatte, le lenti al naso, la borsa sul fianco, e &uelle braghe usate da raga##o, ben tenute ma ormai spa#iose come il mondo per i suoi stinchi rattrappiti, e il suo vocione da maschiaccio che ridiventa un falsetto infantile, un suono fesso e fischiante. L'ultima scena infine, a chiuder &uesta storia strana, piena di eventi, la seconda infan#ia, il mero oblio, sen#a denti, sen#'occhi o gusto, sen#a niente.

C) Which sentence is a promise, an offer or a future prediction? Example Ill give you the book when I find it. a promise . 1. Ill close the window for you. 2. It will be cloudy tomorrow. . Ill cook dinner tonight if you like. !. "he town will look completely different in two years time. #. $% &lease remember me to your family. '% I certainly will. D) Choose the correct answer: 1. (hat ))))) you )))))) this afternoon* a+ will,doing b+ are , going to do c+ will , to do 2. -y sister )))))) be 1. next month. a+ will b+ is going c+ going to . /ont worry. I )))))) do the shopping for you today. a+ going to b+ am going c+ 0 ll !. (ill you spend the weekend with us* 1o2 we )))))) a+ will b+ wont 3re going

E) Complete the sentences with will or going to.

1. &romise you )))))) phone me every day* I certainly )))))). 2. (hat )))))) you )))))) do tonight* I )))))) study maths. . (hat are his plans for tomorrow* 4e )))))) go to the dentist. !. &lease dont tell anyone about it. /ont worry. I )))))). #. If you come with us2 you )))))) meet our friends. F) Write as many sentences as you can about your plans for this wee . a+ )))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))) b+ )))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))) c+ )))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))) d + ))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

e + ))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

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