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Basi bibliche
voi dunq::e, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli,
... , _cfr. Le 15,1-6 par.11-32; Mc 10,18 par), non-
che nella frducra senza nserve che lo riempie e sorregge (Mt 6,26-30
par; 10,29-31_ par; 17 ,20s. Mc 9,19.23 par), nelle sue parole relati-
ve alla (Mt 6,7s.: Il Padre vostro sa di quali cose avete bi-
sogno ancor pnma che gliele chiediate) e - in questo contesto - nel-
l'appellativo di abb (Padre) da lui dato a Dio.
Per lungo tempo si pensato che tale appellativo fosse del tutto
nuovo. Naturalmente gi nelll1)hticd1'estamento Dio viene detto (15
ancora pru spesso si pone in risalto - attraverso un con-
con i padri e le madri terrene - il suo amore paterno e materno
_grande (per es. , Os 11,1-11; Ger 31 ,20; Is
66,9-13). gmdarsmo primitivo egli viene a volte detto padre,
P?nendo m nsalt_o non tanto l'aspetto di un'autorit che esige obbe-
quanto di un amore affettivo, di una premu-
ra, dr un soccors? e di una fedelt attendibile da parte
sua. di Ges egli viene a volte in-
al C093-J2adre nostro, nostr_o re O (per distinguerlo dai
terrem) cor: Ma pure singcla.re
__ u sei e una volta m greco (pater: Sir 51,10)
e Cfue volte m aramaico (abb: parafrasi aram. del Sal 89 27 e di M l
2,10) Rivolgersi a Dio nella preghiera chiamandolo mio non
er affatto inconcepibile nell 'ebraismo.
'nfatti allora il ter ' m:_aramaico normale significante
un vocabolo infantile gi prima del
tempo dr Gesu esso aveva completamente sostituito la forma di allo-
) aki pagre mjo), cos che anc e f!gli e figlie
chramare_ il loro padre con l'appellativo di abb. Pertanto,
quando al tempo dr Ges gli ebrei si rivolgevano in arama co a Dio co-
me alloro avveniva rn._oltp_s_pesso) ,
utilizzare voca5olo. diceva abb, guan-
o, a l a Iturgra e raica), si rivolgeva a Dio come a un pa-
src;:ramente _un da lui adoperato. Cos facendo
egh_ Sl mosse SI allmterno dr un possrbde modo di parlare ebraico (for-
se fmo ad allora poco usato), ma nella sua preghiera si avverte un tim-
I
bro di intilfolit: il /atto che egli si rz:volga al d'Israele ne/linguaggio
usuale e chzamandolo con grande szcurezza e zmmediatezza abb Pa-
dre, testimonia quanto egli sia a lui vicino e familiare. '
_in Ges non quindi solo il nome o l'appellativo di
abba dato a Dw. Sorprendenti sono piuttosto anche i punti seguen-
Storia terrena e morte di Ges di Nazaret
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ti: (IEgli adopera il termine Padre per indicare Dio con molta fre-
quenza ( 17 4 volte nei vangeli) e cos lo chiama in tutte le sue preghie-
re a noi tramandate (ad eccezione della citazione del Sal 22 in croce:
Mc 15,34) (Mc 14,36 par; Mt 11,25s. par; Le 11,2 par; cfr. 23,24.46; Gv
11,41; 12,27s.; 17,1.5.11.21.24s.). In aramaico, per fare questo, aveva
a disposizione il termine abb, un appellativo di Dio, che anche per
le comunit ellenistiche era ancora cos caratteristico della nuova fi -
gliolanza divina da lui inaugurata, che esse continuarono a usarlo nel-
la sua forma originaria (Ga/4,6; Rorn 8,15). 2 arco, che scrive in
greco, conserva solo in un passo del suo vangelo il termine aramaico
(altrove usa solo la sua traduzione greca): nella terribile situazione del
Monte degli ulivi, alla vigilia della morte; importante per lui an-
che e proprio qui Ges continui a dire abb (Mc 14,36 par)
tanto l'appellativo di abb che di per s di percepire
il ra2por_!o partico are di Ges con Dio. Che nel suo caso esso rag-"
giunga una diversa e pi profonda dimensione fiducia
viva in Dio quale_Fadre_di_tutti gli ugmini (per es., Mc
5,43-48 par) e dalla conservazione di tale fiducia nella sofferenza (Mt
11,25s. par; Mc 14,'.36; 15,3 l La sua coscienza arFCgiio, im licita ne8-
l'appellativo abb, originaria ed esemplare, ma on esclusiva ben-
s inclusiva: tutti devono pervenire a stabilire un rapporto corrispon-
dente di figlio e di figlia con Dio. _....-
/ Ges visse in una tale immediatezza con Dio, confidando e senten-
)
dosi cos al sicuro in Lui, da indurre a concludere che solo l'
za di un'amorevole cura e di una vicina za fidata di Dio e un contat-
to quOtdiano iducioso con lui un atteggiamento e
1
l,!_n comportamento deLgenere. Tale rapporto unico con Dio fu de-
scritto in modo appropriato dalla prima comunit palestinese come
una apertura (conoscenza) originaria reciproca fra Padre (Dio) e
Figlio (Ges) (Mt 11,27 par Q), la qual cosa la indusse anche a usa-
re la distinzione - nella sostanza risalente a Ges - tra Padre mio
(Mt 11,27 par; Le 22,29) e vostro (Le 6,36 par; 12,30 par; Mc
11,25 par; cfr. Mt 23,9; Gv 20,17). Ges si comprende come radicato
in una forma inaudita nel proprio Abb. Egli ha parlato e agito in virt
della sua profonda unione con Dio. La sua relazione diretta con Dio
quindi la della certezza che egli manifesta in rapporto a lui, del-
la sua vita e della missione che pretende di aver ricevuto.