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DOSSIER AMBIENTE

SUPPLEMENTO AL N. 43 - Novembre 1998 Direttore Resp. Rino Pavanello


spedizione in abb. post. - 45% - art. 2 comma 20/b legge 662/96 - filiale di Milano

mini-manuale di base per vivere in un

EdificioPi•Sicuro

a cura di Dario DÕAmbrosio

ASSOCIAZIONE AMBIENTE E LAVORO


Viale Marelli 497 20099 Sesto San Giovanni Milano tel. 02 26223120
“EdificioPiùSicuro”
Questo mini-manuale è una guida sintetica e snella, divisa in due parti:
La prima fornisce indicazioni di base indispensabili per una corretta manuten-
zione dell’edificio e per la conoscenza e la prevenzione dei possibili rischi pre-
senti negli spazi comuni ed è rivolta agli amministratori.
La seconda, l'inserto “CasaPiùSicura”, è dedicata e può essere distribuita a tutti
i cittadini, per conoscere e prevenire i rischi esistenti nei singoli appartamenti.

Per vivere in un EdificioPiùSicuro non basta che in esso siano rispettate le dis-
posizioni di legge: occorre organizzare la vita dello stabile incidendo sul com-
portamento di tutti.

Il mini-manuale si affianca al volume “DossierAmbiente” n.43/98


“EdificioPiùSicuro”, di 240 pagine.
mini-manuale di base per vivere in EdificioPi•Sicuro

INTRODUZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 5

ASPETTI TECNICI E PROCEDURALI

NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Leggi e norme di sicurezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 6
Attività, fabbricati, impianti soggetti alle leggi di Prevenzione Incendi
negli edifici residenziali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 8
Soggetti responsabili nei riguardi della Prevenzione Incendi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 8

MISURE E ACCORGIMENTI DI SICUREZZA NEGLI SPAZI COMUNI


Fabbricato residenziale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 10
Centrali termiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 13
Autorimesse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 14

ASPETTI COMPORTAMENTALI

INCENDI NELLE ABITAZIONI: AZIONI, COMPORTAMENTI E PROVVEDIMENTI


Incendi di piccole e medie dimensioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 15
Incendi di grosse dimensioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 15

IL PRONTO SOCCORSO
L’ustionato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 17
Il ferito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 17

LE PICCOLE RIPARAZIONI DOMESTICHE, IL BRICOLAGE, IL GIARDINAGGIO


Utensili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 18
Mezzi individuali di protezione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 20
Attività particolari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 20
La segnaletica di sicurezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag 22

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TELEFONI UTILI
Vigili del Fuoco . . . . . . .115 . . . . . . . . . . .Tel. locale . . . . . . . . . . . .

Pronto Soccorso . . . . . .118 . . . . . . . . . . .Tel. locale . . . . . . . . . . . .

Centro Antiveleni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Vigili Urbani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Polizia . . . . . . . . . . . . .113 . . . . . . . . . . .Tel. locale . . . . . . . . . . . .

Carabinieri . . . . . . . . . .112 . . . . . . . . . . .Tel. locale . . . . . . . . . . . .

Azienda Gas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Azienda Acqua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Azienda Elettrica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Azienda Rifiuti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Rimozione Auto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Amministratore del Condominio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Manutenzione Ascensori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Manutenzione Impianti Termici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Altri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

..................................................

..................................................

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INTRODUZIONE

ome ormai noto sono gli incidenti domestici, dopo quelli che avvengono sulle strade
C ed autostrade, a provocare la maggior parte di infortuni alla popolazione. Se per dimi-
nuire gli incidenti stradali è necessaria maggior educazione e senso civico da parte degli
automobilisti, per ridurre il numero degli infortuni domestici è necessaria una più appro-
fondita conoscenza dei pericoli e dei rischi esistenti negli edifici di civile abitazione.
Per gli edifici residenziali di grosse dimensioni le disposizioni di legge prescrivono,
almeno per le parti comuni, una serie di misure di sicurezza finalizzate a prevenire i rischi
da incendio, esplosione, ecc.
Tali misure sono contenute in norme tecniche elaborate dal Ministero dell'Interno ed
affidate, per la verifica della loro applicazione, al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Di conseguenza, attraverso l'attuazione delle disposizioni di legge, viene in buona
parte già ridotto il pericolo di incidenti catastrofici.
Purtroppo, però, le leggi non prevedono alcun diretto e periodico controllo per le sin-
gole abitazioni o appartamenti e per gli edifici residenziali di dimensioni ridotte. In que-
sto caso il compito e la responsabilità di provvedere all'attuazione delle misure di sicu-
rezza è demandato agli amministratori e/o ai singoli titolari delle abitazioni.
Affinché l'esposizione delle disposizioni di legge e delle misure di sicurezza, sia di
ordine normativo che eminentemente pratico, sia la più completa possibile, si è ritenu-
to di strutturare il testo in due parti più tecniche relative agli aspetti comuni della sicu-
rezza, trattando a parte con linguaggio più immediato nell’apposito inserto gli accorgi-
menti che ciascuno di noi dovrebbe adottare a casa e fuori casa.

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ASPETTI TECNICI E PROCEDURALI

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Leggi e norme di sicurezza


e disposizioni di legge in vigore nel campo della prevenzione incendi (Legge 966/65;
L DPR 577/82) stabiliscono che le attività, gli impianti e i fabbricati dove esistono peri-
coli di incendio debbano essere rispondenti a specifiche norme di sicurezza.
Le attività, gli impianti e i fabbricati soggetti a tali disposizioni sono quelli compresi nel-
l’elenco riportato dal Decreto del Ministero dell'Interno del 16/02/1982.
L’istituzione che presiede e vigila sull’attuazione delle norme è il Corpo Nazionale dei
Vigili del Fuoco.

Le procedure sono le seguenti:


Chiunque intenda costruire o modificare un fabbricato o un impianto compreso nel-
l’elenco citato è tenuto a presentare al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco,
competente territorialmente (le sedi dei comandi VVF sono presenti in tutti i capo-
luoghi di provincia) un progetto completo di disegni e relazione tecnica nel quale devo-
no essere dettagliatamente descritte le caratteristiche dell’attività, fabbricato o
impianto e devono essere indicate le misure di sicurezza che saranno attuate.
Le misure di sicurezza saranno, naturalmente, quelle specifiche per quell’attività, fab-
bricato o impianto emanate con leggi, decreti o circolari dal Ministero dell’Interno.
Il progetto deve essere redatto da un tecnico qualificato (ingegnere, architetto, peri-
to, geometra) iscritto all’Albo Professionale ed esperto nel campo della sicurezza
antincendio.
Il progetto deve essere presentato al Comando VVF allegato ad una richiesta in carta
da bollo nella quale si chiede il nulla osta del suddetto Comando all'esecuzione dei
lavori.
La richiesta deve essere firmata dal proprietario del fabbricato o impianto o dal lega-
le rappresentante.
Una volta ottenuto il benestare da parte dei VVF è possibile iniziare i lavori presenti
nel progetto. Al termine dei lavori la stessa persona che ha richiesto il benestare pre-
ventivo deve chiedere al Comando VVF il sopralluogo di verifica per il rilascio del
"Certificato di Prevenzione Incendi".

ATTENZIONE:
Se il Comando VVF non si esprime entro i termini prescritti, il progetto si intende respinto.

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Solo una volta eseguita la visita da parte dei VVF ed ottenuto il "Certificato di
Prevenzione Incendi" (C.P.I.), l’impianto o fabbricato può essere utilizzato.

Il C.P.I., così come indicato nell’elenco di cui alle pagine precedenti, ha validità per
tre o sei anni. Prima della scadenza del certificato il titolare deve richiedere il rinno-
vo al Comando VVF.
Nel caso in cui, durante il periodo di validità del Certificato, debbano essere esegui-
ti lavori di modifica o ampliamento, è necessario presentare, con le stesse modalità
dianzi descritte, il relativo progetto ai VVF.
Naturalmente, se i lavori lo consentono, fabbricato o impianto possono continuare
ad essere utilizzati o esercitati sino alla scadenza del certificato. Al termine dei lavo-
ri deve essere chiesta, anche in questo caso, la visita di verifica ai VVF per ottenere
un nuovo Certificato di Prevenzione Incendi esteso anche alla parte modificata o
ampliata.

ATTENZIONE:
Durante il periodo di validità del CPI devono essere mantenuti integri, efficienti e fun-
zionanti tutti gli accorgimenti, misure, attrezzature di sicurezza.

Si riportano, di seguito, le disposizioni normative di prevenzione incendi più utili e ricor-


renti per la corretta gestione della sicurezza.

Legge 966/65
Procedure per l’ottenimento dei nulla osta DPR 577/82
da parte dei Vigili del Fuoco DPR 12/01/1998, n. 37
DM 4 /05/1998

Elenco impianti e attività soggette


D.M. 16/2/1982
al rilascio del C.P.I.

Impianti di riscaldamento. Legge 615/65


Norme contro l’inquinamento atmosferico DPR 1391/70

Norme di sicurezza antincendio


D.M. 12/4/1996
per impianti alimentati a gas

Norme di sicurezza antincendio


C.M.I. n. 73/1971
per impianti alimentati a gasolio o a nafta

Autorimesse D.M. 1/2/86

Fabbricati civili con altezza superiore a 12 m D.M. n.246 16/5/1987

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Attività, fabbricati, impianti soggetti alle leggi
di Prevenzione Incendi negli edifici residenziali
Scorrendo l'elenco del D.M. 14/2/1982 si indicano, di seguito, le voci che rivestono mag-
gior interesse nei riguardi della prevenzione incendi negli edifici residenziali.

Voce 94 Edifici di civile abitazione con altezza in gronda superiore a 24 m.


Attenzione: per altezza in gronda si intende l’altezza misurata dall’intradosso del
piano più alto abitabile o utilizzabile fino al piano di stazionamento degli automezzi
dei Vigili del Fuoco
Voce 91 Impianti centralizzati di riscaldamento con potenzialità superiore a 100.000 Kcal/h.
Attenzione: nei comuni soggetti alle norme contro l’inquinamento atmosferico, per i
soli impianti alimentati a combustibile liquido la potenzialità scende a 30.000 Kcal/h
Voce 92 Autorimesse con più di 9 autoveicoli
Voce 89 Vani ascensore e montacarichi aventi corsa sopra piano terreno maggiore di 20 m ed
installati in edifici di cui alla voce 94
Voce 87 Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio con superficie lorda
superiore a 400 mq comprensiva di servizi e depositi
Voce 85 Scuole con oltre 100 persone presenti
Voce 84 Alberghi, pensioni, ecc., con oltre 25 posti letto
Voce 83 Locali di spettacolo e intrattenimento con capienza superiore a 100 posti
Voce 21 Officine o laboratori per verniciatura con vernici infiammabili e/o combustibili con oltre
5 addetti
Voce 20 Depositi e/o rivendite di vernici infiammabili o combustibili con oltre 500 Kg
Voce 8 Officine e laboratori con saldatura e taglio dei metalli utilizzanti gas combustibili e/o
comburenti con oltre 5 addetti
Voce 4 Depositi di gas in serbatoi fissi di capacità superiore a 0,75 mc compressi e/o 0,3 mc
se liquefatti

Soggetti responsabili nei riguardi della Prevenzione Incendi


Complessi unifamiliari
In questo caso le attività o impianti soggetti al rilascio del Certificato di Prevenzione
Incendi potrebbero essere le centrali termiche o i serbatoi di GPL. La persona respon-
sabile nei riguardi della prevenzione incendi è il proprietario del fabbricato. Può capita-
re che, in caso di locazione a terzi, questi ultimi provvedano, d’accordo con il proprie-
tario, all’installazione di un serbatoio di GPL per l'alimentazione della cucina. In questo
caso, sempre che le potenzialità lo rendano necessario, potrebbe avvenire che il pro-
prietario dell'impianto di riscaldamento debba richiedere il certificato per questo e l'in-
quilino per il serbatoio di GPL.
Per quanto concerne l'autorimessa, sicuramente di capienza inferiore a nove vetture,
non è necessario richiedere il C.P.I. Resta inteso, comunque, che sia in caso di centrale
termica di potenzialità compresa tra 30.000 e 100.000 Kcal/h (salvo il caso di Comuni
in zone antismog) che di autorimessa con capienza inferiore a nove autovetture, devo-
no essere attuate, sotto la responsabilità del proprietario, le norme tecniche specifiche
riportate nella C.M.I. 73/1971 e nel D.M. 1/2/1986.
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Fabbricati polifamiliari.

Condomini di piccola e media grandezza


In questo tipo di fabbricati, di norma, sono soggetti al rilascio del C.P.I. gli impianti cen-
tralizzati di riscaldamento e le autorimesse in quanto entrambi superano i limiti di esen-
zione dianzi indicati.
Trattandosi di complessi polifamiliari, il C.P.I. deve essere richiesto dall'amministratore
o da una persona delegata dai proprietari. Nei casi di piccoli condomini la domanda può
essere avanzata anche congiuntamente dai proprietari.
Eventuali serbatoi di GPL che alimentano tutto il fabbricato devono essere gestiti, nei
riguardi della Prevenzione Incendi (P.I.) dall’amministratore o congiuntamente dai pro-
prietari. Serbatoi di GPL che alimentano singole utenze devono essere gestiti singolar-
mente dalle persone che li utilizzano.
Per quanto riguarda il fabbricato, se questo possiede altezza inferiore a 24 m ma supe-
riore a 12 m, pur non essendo soggetto al C.P.I., è soggetto alle norme tecniche di sicu-
rezza e di esercizio riportate nel D.M. 246/87. Tali norme devono essere attuate da
costruttore prima e dall’amministratore poi.

Grossi complessi residenziali


In grossi fabbricati residenziali, oltre agli impianti di riscaldamento e alle autorimesse,
sono soggetti al rilascio del C.P.I. anche i fabbricati stessi e gli ascensori se superano
le altezze, rispettivamente, di 24 m e 20 m.
La gestione nel riguardi della P.I. è demandata al costruttore nella fase progettuale ed
all'amministratore successivamente. In sintesi, il costruttore o la proprietà dell'immobi-
le avanzano al Comando VVF le richieste di benestare preventivo con la presentazione
del progetto.
A lavori ultimati i medesimi soggetti richiedono la visita per il C.P.I. Una volta ottenu-
to il documento ed insediato l'amministratore, questi subentra alla proprietà per la
gestione di tutte le parti comuni.
In grossi complessi sovente avviene che esistono anche alcune delle altre attività indica-
te in precedenza (supermercati, negozi di vernici, officine, autorimesse commerciali,
scuole, alberghi, ecc.). In questo caso, ferma restando la responsabilità dell'ammini-
stratore per le parti comuni nei riguardi del la P.I., l'obbligo di uniformarsi alle norme e
procedure di sicurezza per le altre attività compete direttamente ai titolari di dette atti-
vità.
In conclusione, quindi, in un medesimo fabbricato, sia pur in zone e volumi apparente-
mente separati in conformità alle norme di sicurezza, è possibile la coesistenza di più
attività, ognuna con il suo C.P.I.
Le specifiche attività, poiché inserite nel complesso residenziale, potrebbero, in caso di
incendio, esplosioni, ecc. e se non in regola con le norme di sicurezza, determinare,
anche indirettamente, conseguenze negative per l’incolumità delle persone dell’immo-
bile e per le strutture dell’immobile stesso. Pertanto l'amministratore, pur non essendo
responsabile dell'eventuale cattiva gestione della sicurezza in dette attività, deve vigi-
lare affinché i responsabili delle varie attività siano sempre in possesso di Certificato
Prevenzione Incendi valido.
Nei casi in cui emergono sospetti o dubbi sulla corretta gestione della sicurezza non eli-
minabili attraverso un diretto confronto con i titolari delle attività, l'amministratore può
rivolgersi ai Vigili del Fuoco.

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MISURE E ACCORGIMENTI DI SICUREZZA
NEGLI SPAZI COMUNI
a vigilanza sulle misure che verranno indicate è un compito dell'amministratore.
LL'esecuzione e il rispetto delle misure è un dovere dei condomini.
Fabbricato residenziale
Lasciare sufficienti spazi liberi intorno al fabbricato per l'accostamento delle auto-
scale dei Vigili del Fuoco.
Tali spazi liberi devono possedere larghezza non inferiore a 3,50 m.
Le scale condominiali devono essere prive di ingombri che ridurrebbero lo spazio dis-
ponibile al passaggio delle persone.
I portoni a piano terra e le porte intermedie degli spazi comuni devono potersi apri-
re dall'interno agevolmente. Porte e portoni dotati di apertura elettrica devono poter-
si aprire dall'interno anche con dispositivo di tipo meccanico.
In prossimità della porta d’ingresso del locale macchine ascensore deve essere posta
sottovetro la chiave della porta, stessa per consentire l'ingresso nel locale in caso di
operazioni di soccorso, recupero manuale al piano dell'ascensore.
Gli ascensori con porte automatiche devono essere dotati delle apposite chiavi di
sblocco delle porte stesse da porre sottovetro a piano terra in prossimità dell'a-
scensore.
Quando il dispositivo di sblocco non è visibile in quanto posto all'interno del vano
corsa, è necessario che nella bacheca della chiave vi sia anche un disegno con l'in-
dicazione della posizione del dispositivo di sblocco.
Nell'ascensore deve essere imposto con appositi cartelli il divieto di fumare.
Le aperture di aerazione esistenti nel vano corsa ascensore e nel locale macchine non
devono essere ostruite con cartoni, pannelli o altro.
Nel locale macchine ascensore non deve essere depositato alcun tipo di materiale.
Idranti e bocche da incendio devono essere tenuti in perfetta efficienza, ovvero:
- la tubazione deve essere avvolta in modo corretto;
- la rete antincendio deve essere tenuta sempre in pressione;
- con cadenza almeno semestrale deve essere controllata la pressione in rete
(minimo 1,5 atmosfere alla bocca antincendio più alta) e lo stato di conservazione
delle tubazioni flessibili;
- con cadenza semestrale devono essere controllati anche gli estintori.
Sempre semestralmente deve essere verificato il funzionamento delle eventuali luci
di sicurezza esistenti nelle parti comuni.
I vani di comunicazione tra scale condominiali e cantine devono essere dotati di
porte metalliche cieche con dispositivo di autochiusura a molla.
Nell’atrio di ingresso comune a piano terra è opportuno porre in posizione visibile un
cartello riportante i numeri telefonici di:
Vigili del Fuoco (115), Polizia (113), Carabinieri (112), Soccorso sanitario (118).

ATTENZIONE:
il divieto di depositare sostanze infiammabili è esteso a qualsiasi locale condominiale

Nei locali cantinati deve essere imposto il divieto di depositare sostanze liquide
infiammabili (benzina, alcool, vernici, solventi, ecc.) e bombole di gas in pressione di
qualsiasi genere (ossigeno, GPL, metano, acetilene, ecc.). E'
necessario ricordare che i vapori di liquidi infiammabili ed
alcuni gas combustibili hanno un peso maggiore di quel-
lo dell'aria, pertanto, in caso di fuoriuscita,
non si disperdono ma tendono a ristagnare
ed a concentrarsi per poi esplodere a con-
tatto con una fiamma, un mozzicone, una
scintilla di interruttore elettrico o frigorifero,
ecc.
Nei locali cantinati deve anche essere impo-
sto il divieto di svolgere attività o operazio-
ni che comportano anche l'uso di fiamme
libere.
Nei locali cantinati deve essere evitato l'ac-
cumulo disordinato di cartacce, cartoni,
stracci, ecc.

NO
Le aperture di ventilazione dei locali cantinati devono essere protette con reti metalliche
a maglia sottile per impedire che vi si possano gettare oggetti all’interno ( rifiuti, mozziconi
di sigaretta, ecc.)
In locali cantinati e solai e sottotetti non devono essere installati impianti elettrici
volanti.

NO

Nei solai e sottotetti non devono essere accatastati materiali combustibili (carta,
legname, plastica, ecc. ).
Per evitare incendi, si dovrà provvedere a lasciare sempre libere le canne fumarie.

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ATTENZIONE:
si ricorda che l’impianto elettrico dell’edificio deve essere realizzato a regola d’arte
e certificato ai sensi della L.46/90.

L’impianto elettrico deve essere mantenuto sempre in perfetto stato,


prima di iniziare qualsiasi lavoro sullo stesso, togliere la tensione.
Usare solamente attrezzi idonei con impugnatura isolante.

Centrali termiche
La conduzione delle centrali termiche deve essere sempre eseguita da personale qualificato.
Nel locale non deve essere depositato alcun tipo di materiale.
L’aerazione deve essere di tipo permanente e le finestre non devono essere ostruite
con cartoni, fogli di compensato ecc.
E' del tutto erroneo ritenere che l'aria fredda che entra in un locale possa aumenta-
re il consumo di combustibile. E' vero, invece, il contrario: un bruciatore per funzio-
nare correttamente e con massimo rendimento deve poter ricevere l'aria sufficiente
per la corretta combustione. L'aria in eccesso presente nel locale, anche se fredda,
non presenta alcun inconveniente alla combustione.
Viceversa, la mancanza della quantità minima di aria necessaria per la corretta com-
bustione, determina un’ossidazione incompleta del combustibile (ovvero brucia solo
una parte di metano o gasolio che esce dall'ugello del bruciatore e la restante viene
espulsa dal camino incombusta). Ciò determina un minor rendimento dell'impianto
(a parità di combustibile consumato viene prodotto meno calore) e un difettoso fun-
zionamento del camino con pericolo di formazione di ossido di carbonio che può
ristagnare nel locale.
Inoltre, espellendo attraverso il camino anche parti incombuste di combustibile, si
può produrre anche inquinamento atmosferico.

13
Le chiavi del locale caldaia devono essere immediatamente reperibili per i casi di
emergenza. Si possono porre sottovetro vicino all'ingresso del locale. Per evitare
manomissioni ed intrusioni nel locale, si può porre la chiave, sempre sottovetro, in
un locale interno al condominio con l'avvertenza di indicare con un cartello in pros-
simità dell'ingresso del locale caldaia, la posizione della chiave.
I dispositivi di sicurezza esterni (interruttore elettrico e saracinesca manuale di inter-
cettazione del combustibile) devono essere tenuti in perfetta efficienza. Sempre in
prossimità dell’ingresso del locale caldaia deve essere posto un cartello nel quale
vengono indicate, se non immediatamente visibili, le posizioni dei due dispositivi di
sicurezza nonché le operazioni da eseguire in caso di emergenza (disinserimento ten-
sione e del flusso del combustibile).
Gli estintori a presidio nelle centrali termiche devono essere localizzati all’esterno delle
centrali stesse. Infatti in caso di incendio è praticamente impossibile entrare nel loca-
le per prendere l’estintore a causa del fumo e del calore sprigionati dalle fiamme.

Autorimesse
Nelle autorimesse interrate o con pavimento ribassano rispetto all'esterno, non
devono essere parcheggiate autovetture alimentate a GPL (gas più pesante dell'aria).
Il parcamento di autovetture alimentate a GPL è consentito solo in autorimesse fuori
terra non comunicanti con piani interrati.
Il numero di automezzi parcheggiati non deve superare quello autorizzato dai Vigili
del Fuoco.
Nelle autorimesse prive di box le autovetture devono essere parcheggiate corretta-
mente negli spazi predisposti e, possibilmente, indicati con apposita segnaletica sul
pavimento.
Le superfici di aerazione non devono essere ostruite con materiali di alcun genere.
Le porte tra autorimesse ed altri locali, quando la comunicazione è autorizzata dai
Vigili del Fuoco devono essere sempre in posizione di chiusura. A tal fine devono
essere periodicamente controllate le molle apposite.
Segnaletica di sicurezza (cartelli con divieto di fumare, indicazioni delle uscite di sicu-
rezza, ecc.) ed attrezzature antincendio (estintori, idranti, ecc.) non devono essere
rimosse o manomesse.
L'efficienza delle attrezzature antincendio deve essere periodicamente verificata
(almeno semestralmente).
Nelle autorimesse (inclusi box) è consentito solo ed unicamente il parcheggio di auto-
vetture, motocicli, biciclette. E' vietato il deposito di qualsiasi genere di materiale
combustibile (legname, carta, cartoni, ecc.). E' vietato, altresì lo svolgimento di qual-
siasi tipo di attività lavorativa inclusa la riparazione delle autovetture, In prossimità
dell'ingresso deve essere installato un interruttore in grado di togliere tensione agli
impianti elettrici di tutta l'autorimessa.

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ASPETTI COMPORTAMENTALI
INCENDI NELLE ABITAZIONI:
AZIONI, COMPORTAMENTI E PROVVEDIMENTI

Incendi di piccole e medie dimensioni


’incendio può sprigionarsi in molti luoghi dell’edificio. Le zone a più elevato rischio
L sono quelle dove sono presenti impianti tecnologici e depositi, ma anche i giardini,
locale di raccolta immondizie, e altri luoghi di transito.
Anche i comportamenti errati possono provocare l’innesco di piccoli incendi (es. butta-
re un mozzicone di sigaretta acceso dalla finestra o sulle scale).
Occorre quindi innanzitutto adottare sempre, anche fuori dal proprio appartamento
comportamenti corretti.
Incendi di più vaste dimensioni possono invece essere provocati da incidenti domesti-
ci di varia entità e poi coinvolgere l’intero edificio o provenire dall’ambiente esterno (in
caso di boschi limitrofi o insediamenti tecnologici a poca distanza, come ad esempio il
distributore di benzina).
Si indicano di seguito alcune fondamentali norme di comportamento che si dovranno
adottare in caso di emergenza, tenendo conto che per una migliore riuscita delle ope-
razioni sarebbe bene predisporre un piano di emergenza vero e proprio, individuando
vie di fuga e zone sicure.
Incendi di piccole dimensioni di materiale combustibile
Utilizzare secchi d’acqua o estintori.
Se un incendio di sterpi di piccola entità circoscrive o minaccia l'abitazione cercare
di spegnerlo con l'uso di pale, secchi di acqua o frasche)
Incendi di medie dimensioni
Utilizzare estintori o acqua con tubazioni e lance.
L'incendio deve essere possibilmente affrontato dall'esterno. Nel caso in cui non
fosse possibile, per evitare di essere ostacolati dal fumo e dal calore, abbassarsi il
più possibile verso il pavimento. In caso di incendio i fumi ed il calore tendono a
dirigersi verso l'alto mentre l'aria proveniente dall'esterno, essendo più fredda e
quindi più pesante, tende a stratificare verso il basso.
Chiamare il più presto possibile i Vigili del Fuoco.

Incendi di grosse dimensioni


Tentare di mettere in salvo, le persone e se stessi. Chiamare i VVF.
Se possibile chiudere la porta dei locale ove è scoppiato l'incendio tentando di sigil-
lare le fessure con panni bagnati. Aprire le finestre dei vani scala.
In caso di evacuazione non servirsi mai degli ascensori, bensì usare le scale o ancor
meglio, se esistente, la scala antincendio.
L'uso dell'ascensore, anche se non in presenza di incendi, può comportare guasti tec-
nici. Se si rimane chiusi all'interno, rimanere calmi poiché l'aria per respirare non
viene mai a mancare. Chiedere aiuto e attendere sempre con calma l'arrivo dei VVF. 15
Se il fuoco ostacola l’uscita da un luogo chiuso:
- se si ritiene di poter attraversare locali invasi da fumo coprire il naso e bocca con
fazzoletto bagnato e passare stando il più possibile col volto verso il pavimento (il
fumo è sempre più denso verso l'alto);
- se non si ritiene di poter uscire dalla camera in cui si è imprigionati:
.chiudere la porta e sigillarla se possibile con panni bagnati
.non aprire le finestre
.chiedere aiuto
.evitare di sporgersi eccessivamente e non saltare assolutamente nel vuoto
(è necessaria la massima calma)
.se i vestiti prendono fuoco rotolarsi sul pavimento o soffocare le fiamme avvol-
gendosi in una coperta
.attendere l'aiuto dei VVF senza lasciarsi prendere dal panico e seguire i loro consigli.
Altre precauzioni da adottare:
Non aprire mai repentinamente una porta dietro la quale potrebbero esserci fiamme
o fumo. L'apertura rapida determina un immediato ed abbondante flusso di aria fre-
sca verso cui immediatamente si dirigono le fiamme con pericolo di ustionare chi si
trova presso la porta. Prima di aprire la porta tastare il battente per controllarne la
temperatura.
Nell'abbandonare un locale in fiamme, pur allontanandosi con rapidità, non farsi pren-
dere dal panico mettendosi a correre all'impazzata. Tale comportamento può portare a
caduta o infortuni con conseguente impossibilità di abbandonare i luoghi pericolosi.

ATTENZIONE:
Su parti elettriche non usare mai estintori idrici o a schiuma.

Cosa fare per tentare di spegnere l'incendio mentre VVF sono in arrivo:
Se si è in possesso di estintori usarli subito.
- Togliere il fermaglio.
- Premere la leva (gli estintori riportano comunque le relative istruzioni d'uso).
- Puntare il getto alla base della fiamma.
Non dirigere mai il getto contro le persone, anche se avvolte dalle fiamme. L'azione
delle sostanze estinguenti sul corpo umano può provocare gravi danni.
16
IL PRONTO SOCCORSO
L'ustionato
'ustione estesa, oltre al resto, può provocare shock. E' pertanto indispensabile il tra-
L sporto al pronto soccorso più vicino. Quando ciò non sia possibile o in attesa dei
soccorsi si indicano alcune operazioni basilari.
Stendere l'ustionato evitando contatti tra zone ustionate e terreno. Se non è coscien-
te stenderlo con la testa girata da un lato per facilitare la respirazione.
Togliere monili, orologi, collane, anelli e oggetti metallici in genere resi roventi dal
calore e, se possibile, gli indumenti surriscaldati dal calore evitando assolutamente
di toccare quelli rimasti attaccati alla pelle.
Bagnare le zone ustionate con acqua corrente (l 'acqua deve essere assolutamente
pulita) per almeno 10 minuti.
Coprire la zona ustionata con garza sterile o con tessuti di cotone puliti e lisci.
Non applicare disinfettanti o unguenti né bucare le vescicole o toccare le zone ustionate.
Per ustioni al viso, coprirlo lasciando liberi naso e bocca per la respirazione.
Somministrare all'ustionato, se cosciente, alcuni sorsi d'acqua.

Il ferito
Il ferito deve essere disteso come nel caso precedente con la testa girata da un lato
per la respirazione.
In attesa dei soccorsi è bene coprire il ferito con una coperta o altro.
Non dare da bere ai feriti in stato di incoscienza.
L'eventuale trasporto delle persone ferite va fatto tenendole in posizione orizzontale
e distesa evitando piegamenti di gambe, testa, addome ecc. I punti di sostegno
devono essere contemporaneamente

la testa, la schiena, le cosce, i polpacci. Quindi i trasportatori devono porsi ai lati del-
l'infortunato.
Deve essere evitato il trasporto sostenendo l'infortunato dalle ascelle e sotto le
ginocchia.
Tentare di bloccare le emorragie con lacci a monte delle ferite evitando di stringere
eccessivamente.
Tentare di tamponare la fuoriuscita di sangue con garze, cotone idrofilo ecc.

17
LE PICCOLE RIPARAZIONI DOMESTICHE,
IL BRICOLAGE, IL GIARDINAGGIO
olte sono le attività di riparazione e manutenzione ordinaria che ci si trova a svol-
M gere all’interno di un fabbricato residenziale. Molto spesso sono i lavoratori addet-
ti alla custodia e alla pulizia dell’immobile ad occuparsi della sostituzione di lampadi-
ne, manutenzione del verde, piccole riparazioni. Altre volte sono gli stessi condomini
armati di buona volontà. Diversamente sono interventi di tecnici esterni più o meno spe-
cializzati e più o meno attenti alle normative sulla sicurezza.
Di seguito si illustrano alcune tra le attività più diffuse in tale campo, ricordando che
anche la supervisione del “committente” (condominio o proprietario che sia) sui lavori
di manutenzione può garantire maggiore sicurezza non solo per chi svolge il lavoro, ma
anche per l’intero stabile.

Utensili
Prima dell'utilizzo è necessario sempre controllare lo stato di efficienza degli utensili per
evitare incidenti durante l'uso. Particolare attenzione deve essere riposta nel controllo
dei manici dei martelli e dei picconi, delle bocche delle chiavi inglesi, delle teste dei
cacciavite.
Durante i lavori non devono essere tenuti in tasca oggetti taglienti o appuntiti (punte-
ruoli, scalpelli, cacciavite, ecc.).
Quando si avvita o si fora, il peso deve essere appoggiato ad un tavolo o su una super-
ficie solida e mai direttamente su una mano.

Attrezzature a motore (motoseghe, trapani, decespugliatori, ecc.):


Verificare l'assenza di perdite di carburante.
Rifornire il serbatoio solo a motore fermo e possibilmente non caldo.
Impugnare la fune di avviamento dall'apposita manopola in modo da essere pronti
a lasciarla in caso di contraccolpo del volano.
Non utilizzare motori a scoppio in locali chiusi per evitare la saturazione dell'ambiente
con i gas di scarico.
Non eseguire riparazioni o registrazioni dell'apparecchiatura quando il motore è in moto.
Tenere sempre il bidone del carburante chiuso ed in luogo sicuro lontano da fonti di
calore e parti elettriche in tensione.
Motosega:
Non utilizzare di punta, ma tagliare solo con la parte inferiore della catena senza eser-
citare eccessive pressioni. Prima di tagliare le parti principali delle piante, eliminare i
rami secondari.
Quando si tagliano i tronchi di piccole dimensioni, bloccarle a terra o sulla "capra" per
evitare rotolamenti o proiezioni della pianta verso l'operatore o chi sta nei pressi. La
motosega deve essere spenta durante gli spostamenti da un luogo ad un altro.

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Decespugliatori:
quando si utilizzano i cavetti in nylon, tenerli alla lunghezza prevista dalla casa. Una
lunghezza eccessiva, oltre a diminuire il rendimento dell'apparecchiatura, comporta il
pericolo di avvolgimenti del nylon intorno agli arbusti e la proiezione di schegge tut-
t'intorno.
Utilizzare sempre visiere di protezione, guanti e stivali. Durante l'uso dell'apparecchia-
tura molto sovente vengono proiettati tutt'intorno sassolini ed altri piccoli corpi.
Scale a pioli:
Evitare di poggiare le scale su superfici non piane.
Quando il terreno è soffice inserire una tavola sotto i piedi della scala.
Quando si utilizzano scale a forbice bloccare entrambe le parti della scala con gli
appositi fermi per evitare aperture improvvise.
Le estremità superiori della scala devono essere solidamente appoggiate su superfici
non cedevoli.
L'inclinazione della scala deve essere tale da non pregiudicare la stabilità dell'ope-
ratore con il rischio di caduta all'indietro o di cedimento. L'inclinazione corretta si
ottiene quando la distanza tra muro e scala è pari a1/4 della lunghezza della scala.
Quando si deve raggiungere un piano superiore, la scala deve superare di almeno un
metro la quota del piano per consentire all'operatore di appoggiarsi con le mani
all'ultimo piolo per scendere e salire dal piano superiore.
Dopo aver ben ancorato la scala è necessario affrancarsi ad essa con un cordino, una
cintura, ecc. E' ottima cosa che ci sia sempre una persona al piede della scala per
assicurarne la stabilità
Sulle scale a pioli si deve sempre salire e scendere con il viso verso di essa.

Seghe elettriche per il legno:


Predisporre gli appositi schermi contro la proiezione di schegge.
Non pressare il legno sulla lama per evitare che si incastri.
Fare attenzione ai nodi.
Prima di fermare la sega togliere il pezzo.
Avviare la sega facendo attenzione che non vi siano pezzi di legno presso la lama.
Indossare occhiali o visiere protettive e, possibilmente, guanti da lavoro.

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Mezzi individuali di protezione
Protezione degli occhi:
Visiere per tagliare arbusti con decespugliatori, utilizzare prodotti chimici, metalli fusi,
eseguire operazioni di saldatura, smerigliatura, ecc.

Protezione delle mani:


Guanti in materiale refrattario contro le ustioni quando si utilizzano materiali ad alta
temperatura; in materiale resistente agli acidi quando si utilizzano prodotti chimici; in
materiale isolante quando si riparano parti elettriche in tensione; in materiale robusto
(pelle, cuoio, ecc.) quando si manipolano oggetti taglienti, scabri o appuntiti.
Protezione dei piedi:
Calzature con puntale irrobustito contro gli schiacciamenti quando si eseguono lavori
ove esiste il pericolo di caduta di oggetti pesanti.
Calzature isolanti quando si lavora su parti elettriche in tensione.
Protezione delle vie respiratorie:
Mascherine antipolvere quando esiste il solo pericolo di polveri, vapori o fumi non noci-
vi e si lavora all'aperto.
Maschere con filtro quando si lavora al chiuso in ambienti con elevata concentrazione
di polveri e di fumo. In questo caso è opportuno che la maschera sia dotata di faccia-
le completo per la protezione degli occhi e delle vie respiratorie.
Protezione dell'udito:
Tappi auricolari e cuffie
antirumore.

Attività particolari
Operazioni di saldatura e taglio
Le bombole di ossigeno e acetilene devono essere tenute all'esterno. In ogni caso non
devono essere tenute in locali interrati o sotto le abitazioni.
Le bombole devono essere tenute sempre in posizione verticale ed essere riposte su
carrello e fissate a questo con catene o altro sistema equivalente.
Le bombole di piccole dimensioni devono essere tenute anch'esse in una struttura di
sicurezza che ne impedisca la caduta.
Durante la manipolazione delle bombole ricordare che:
l'acetilene è un gas combustibile
l'ossigeno è un gas comburente
L'ossigeno inviato con forza su lubrificanti o materiali unti può innescare una combu-
stione. Per questa ragione verificare che la valvola della bombola di ossigeno sia sem-
pre pulita. Evitare di manovrare la valvola con mani sporche di grasso.
Quando una bombola prende fuoco cercare di spegnere il dardo infuocato con un estin-
tore o con una coperta. Appena la fiamma è spenta, calzando dei guanti chiudere subi-
to la valvola, Se la valvola fosse difettosa portare immediatamente la bombola all'a-
perto. Naturalmente se la bombola contiene gas combustibili evitare assolutamente di
accendere fiamme, di fumare e di utilizzare apparecchiature elettriche.
20
Quando si effettuano operazioni di saldatura è necessario avere a portata di mano
un estintore.
Le operazioni di saldatura si devono effettuare con occhiali e guanti da lavoro. Non
si devono indossare abiti o indumenti di materiale sintetico; quest'ultimo, a contat-
to con fiamme o scintille può prendere fuoco incollandosi alla pelle.
Non effettuare operazioni di saldatura, sia ossiacetilenica che elettrica, su recipienti
chiusi, su recipienti che contengono o hanno contenuto sostanze infiammabili (alcool,
benzina, vernici, solventi, oli, ecc.) in ambienti scarsamente ventilati.
Durante le operazioni di saldatura evitare proiezioni di scintille o gocce di metalli fusi
su materiali combustibili (legno, carta, stracci, vernici, ecc.).
Per controllare eventuali perdite di gas dalle tubazioni usare solo acqua saponata.
Al termine dei lavori chiudere sul cannello prima la valvola dell'acetilene e poi quel-
la dell'ossigeno. Poi chiudere le valvole delle bombole e dopo scaricare le tubazioni
di gas sino a che i manometri segnano zero.
Operazioni di verniciatura
Tenere vernici e solventi in recipienti chiusi e in appositi armadietti o scaffali lonta-
no da fonti di calore ed impianti elettrici.
I locali nei quali si utilizzano vernici e solventi devono essere aerati dall'esterno.
Durante le operazioni di verniciatura utilizzare mascherine con filtro contro i vapori.
Le operazioni verniciatura, se possibile, devono essere eseguite all'esterno; se si è
all'interno di locali, assicurare la ventilazione tenendo porte e finestre aperte.
Stracci, carte, adesivi sporchi di vernici devono essere riposti in sacchi chiusi e avvia-
ti, quanto prima, tra i rifiuti. I residui di vernici e colle devono essere conferiti a dis-
carica autorizzata.
Nei locali di cui sopra non si deve fumare ed usare apparecchi a fiamma libera (esem-
pio: saldatura ossiacetilenica).

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La segnaletica di sicurezza
Sostanze contenute in bombole
Ogni sostanza contenuta in bombole sotto pressione è identificata da un particolare
colore riportato sulla calotta superiore della bombola subito sotto il rubinetto

SOSTANZA COLORE

Acetilene arancione
Ammoniaca verde chiaro
Anidride carbonica grigio chiaro
Aria bianco e nero
Azoto nero
Cloro giallo
Idrogeno rosso
Ossigeno bianco
Protossido d'azoto blu

Negli ambienti nei quali si eseguono attività lavorative anche saltuarie o temporanee è neces-
sario apporre, come in qualsiasi luogo di lavoro, un minimo di segnali di pericolo e di pre-
scrizioni per le persone che, anche occasionalmente, possono essere presenti o transitare.

I cartelli segnaletici minimi e indispensabili sono seguenti:

Pericolo pavimento Vietato l'accesso Vietato spegnere


bagnato a persone non autorizzate con l'acqua

Tensione elettrica Materiale infiammabile Sostanze velenose


pericoloso

Sostanze corrosive Sostanze nocive 22


DOSSIER AMBIENTE
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