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Alla scuola della cristificazione di Paolo per essere Vangelo e buon profumo di Lui per il mondo: Gal 1,1-12

Per introdurci nella nostra riflessione contemplativa accogliamo immediate la pericope con cui Paolo d inizio alla Lettera ai Galati.
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Paolo, apostolo non da parte di uomini, n per mezzo di uomo, ma per mezzo di Ges Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti, 2e tutti i fratelli che sono con me, alle Chiese della Galazia: 3grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal ignore Ges Cristo, !che ha dato se stesso per i nostri peccati al fine di strapparci da "uesto mondo malvagio, secondo la volont# di Dio e Padre nostro, $al "uale sia gloria nei secoli dei secoli% &men% '(i meraviglio che, cos) in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a un altro vangelo% *Per+ non ce n,un altro, se non che vi sono alcuni che vi tur.ano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo% /(a se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da "uello che vi a..iamo annunciato, sia anatema0 12,a..iamo gi# detto e ora lo ripeto: se "ualcuno vi annuncia un vangelo diverso da "uello che avete ricevuto, sia anatema0 134nfatti, - forse il consenso degli uomini che cerco, oppure "uello di Dio5 6 cerco di piacere agli uomini5 e cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo0 117i dichiaro, fratelli, che il 7angelo da me annunciato non segue un modello umano8 12infatti io non l,ho ricevuto n l,ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Ges Cristo% Paolo ci introduce nel mistero dell 9ssere 7angelo in quanto credenti in relazione unitiva damore con il Tu di Cristo. La nostra chiamata ad essere trovati in Lui in un cammino di lenta e graduale cristificazione, un essere e un divenire vangelo, uona notizia. !ssere vangelo significa per Paolo fare la scelta totale ed integrale per Ges" Cristo. L 6pzione fondamentale per la Persona del #er o incarnato in modo che Lui e solo Lui sia in noi e attraverso di noi raggiunga tutto gli uomini e le donne del nostro tempo per continuare il suo mistero di incarnazione. !ssere #angelo direttamente proporzionato al nostro rapporto ed alla nostra relazione con il Cristo Parola e #er o del Padre. Per Paolo questo rapporto vitale con il Tu relazionale di Ges" si gioca e si realizza nella fede fiduciale, che fonda ogni nostro ascolto e relazione incarnatoria con la Parola. $n %m &', &( Paolo ce lo ricorda in questi termini) 2a fede dipende dall,ascolto, l,ascolto dipende dalla parola di Cristo. Come entrare, allora, in questa contemplazione del nostro rapporto con il Tu relazionale della Parola Ges". *on possiamo, insieme a Paolo, non accogliere la provocazione della Parola di Giovanni, che illumina il cammino paolino e nostro. +ccogliamo la proposta,provocazione del Prologo del #angelo di Giovanni e il Prologo della sua Prima Lettera. Giovanni 1, 1-5.9-14.18
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4n principio era il 7er.o, e il 7er.o era presso Dio e il 7er.o era Dio% 2 9gli era, in principio, presso Dio: 3 tutto - stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla - stato fatto di ci+ che esiste% ! 4n lui era la vita e la vita era la luce degli uomini8 $ la luce splende nelle tene.re e le tene.re non l,hanno vinta% 1 7eniva nel mondo la luce vera, "uella che illumina ogni uomo%

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9ra nel mondo e il mondo - stato fatto per mezzo di lui8 eppure il mondo non lo ha riconosciuto% 11 7enne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto% 12 & "uanti per+ lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a "uelli che credono nel suo nome, 13 i "uali, non da sangue n da volere di carne n da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati% 1! 9 il 7er.o si fece carne e venne ad a.itare in mezzo a noi8 e noi a..iamo contemplato la sua gloria, gloria come del :iglio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verit#% 1/ Dio, nessuno lo ha mai visto: il :iglio unigenito, che - Dio ed - nel seno del Padre, - lui che lo ha rivelato% ;4n principio era il 7er.o< =v%1> Contempliamo Ges" Parola nel suo rapporto dinamico con il Padre. La Parola, nella sua dinamica personale ed affettiva, permanentemente rivolta verso il Tu del Padre. ! un rapporto di amore li ero e gratuito, che permette al Padre i essere il Padre e al -iglio di essere il -igli e #er o eterno, che, permanentemente rivolto verso il Padre diventa sempre pi" parola efficace e creatrice. .iviene /da ar 01213, che non ritorna senza aver operato ci4 per cui stata inviata, come la pioggia e la neve 5cf $s 66, &',&&7. ;4n lui era la vita e la vita era la luce degli uomini< =vv%!?$> $l Logos la #ita888 $l rapporto con il Logos deve diventare la mia #ita. La Parola, allora, Colui che ha il segreto della mia vita. %elazionarmi con essa significa purificare e trasfigurare il mio cammino di fede e di sequela. 9uesta Parola quella Parola dalla quale dipende la mia stessa fede, perch:. /la fede dipende dallascolto, lascolto dipende dalla parola3 5%om &',&(7. Lascolto del Logos condizione necessaria e sufficiente per essere nella #ita. Che tipo di ascolto sono; ! necessario confrontarci con la Para ola del seminatore.
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4l significato della para.ola - "uesto: il seme - la parola di Dio%

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4 semi caduti lungo la

strada sono coloro che l,hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perch non avvenga che, credendo, siano salvati% coloro che, "uando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici8 credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno%
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@uelli sulla pietra sono

@uello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, @uello sul terreno .uono sono coloro che, dopo aver

strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione% perseveranza%
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ascoltato la Parola con cuore integro e .uono, la custodiscono e producono frutto con :ate attenzione dun"ue a come ascoltate8 perch a chi ha, sar# dato, ma a chi non ha,

sar# tolto anche ci+ che crede di avereA% 5Lc <,&&,&6.&<7

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4l seme caduto lungo la strada rappresenta il diavolo . *el greco il termine diavolo rimanda al ver o di#?.allo) dividere, destruttare, disintegrare. $l diavolo colui che disintegra e destruttura lintegrazione e la maturazione della nostra persona , che non diventa un tuttuno con la Parola che non ascolta e non accoglie. $l contrario dellesperienza dia olica della strada vissuto da =aria, che per Luca >, &? la sBm.#llousa) 5dal ver o sCm?.#llo) colei che si unifica e diventa un tuttuno con la Parola, che ascolta, accoglie e fa diventare carne della sua carne7. ;(aria meditava nel suo cuore gli eventi meravigliosi del figlio<% 4l seme caduto sulle pietre %appresenta la nostra incostanza, la nostra pigrizia, il nostro scoraggiamento, la nostra tiepidezza nellaccogliere ed ascoltare la Parola, che costretta a ratificare la nostra scelta come viene descritto fortemente ed incisivamente in +p @, &A) /(a poich sei tiepido, non sei cio- n freddo n caldo, sto per vomitarti dalla mia .occa3. 4l seme caduto sulle spine ! descritto con il termine greco merimn#i che troviamo nello stesso ver o merimn#o con cui il Lc &',B' =arta si agita e si preoccupa per molte cose e non riesce ad integrarsi e a vivere nellatteggiamento contemplativo di =aria, che /si scelta la parte migliore3 5cf Lc &', @<,B>7. @uesta parola - la 7ita, perch: una Parola che circoncide e purifica, perch: /una spada a doppio taglio3. !cco il testo di ! B,&>,&@)
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4nfatti la parola di Dio - viva, efficace e pi tagliente di ogni spada a doppio taglio8 essa Don vi - creatura che possa

penetra fino al punto di divisione dell,anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore% do..iamo rendere conto% ;& "uanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio< =v%12> Laccoglienza alla Parola non pu4 essere e divenire un semplice e sterile rituale di pseudo gentilezza, che non penetra nel profondo di un rapporto relazionale profondo e fecondo. Laccoglienza richiesta un cammino di penetrazione empatica profonda nella Parola, /Tu relazionale3, che vuol diventare ed essere parte integrante di noi ed operare nella nostra originalit quello che Lei nella sua essenza pi" profonda) /4o faccio "uello che piace al Padre< 5Gv <,>?7 ;Coloro che fanno la volont# del Padre mio sono per me fratelli, sorelle e madri< 5cf =t &>, BA,6', =c @, @&,@67. ;4l 7er.o si - fatto carne e ha messo la tenda in mezzo a noi< =v%1!> Ciamo invitati a capire, nel profondo ed esistenzialmente, che la Parola ha sete del mio corpo e della mia carne. L /ho sete< di Gv &?, >< assume qui il senso pi" autentico. ;Eo sete< della tua persona e della tua vita per vivere la tua vita dal di dentro e giungere cosD in pienezza ad incarnare) ; non sono pi io che vivo ma Cristo vive in me< 5Gal >,>'7. ;4l :iglio ci ha fatto l,esegesi del Padre=eFegh-sato>< =v%1/> La Parola in me vuole vivere la sua dimensione interpretante quel frammento di scrittura, che sono io. #uole aprirmi il cuore e la mente all intelligenza del /mistero della parola che sono io3 5cf Lc >B, >(7 perch: /il mio cuore arda nel petto3 5cf Lc >B,@>7. Lascolto della Parola deve generare in me una /lectio3, che deve giungere al discernimento dei miei spiriti) delle mie risonanze ed ispirazioni che la Parola suscita nel mio cuore e nella mia mente per comprendere nel profondo ci4 che mi d una pace e una consolazione vereE
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nascondersi davanti a Dio, ma tutto - nudo e scoperto agli occhi di colui al "uale noi

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ci4 che mi d una pace e serenit falsa e di fugace ed inconsistente durataE ci4 che mi provoca desolazione, e perch:; CosD potr4 anche comprendere e capire nel profondo da dove si originano le mie tristezze e perch: nel quotidiano del mio pellegrinaggio di fede e di sequela. 1 Giovanni 1, 1-4
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@uello che era da principio, "uello che noi a..iamo udito, "uello che a..iamo veduto

con i nostri occhi, "uello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del 7er.o della vita G 2la vita infatti si manifest+, noi l,a..iamo veduta e di ci+ diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifest+ a noi G, 3"uello che a..iamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perch anche voi siate in comunione con noi% 9 la nostra comunione - con il Padre e con il :iglio suo, Ges Cristo% !@ueste cose vi scriviamo, perch la nostra gioia sia piena% +lla luce di Gv &@, >6 il porre lorecchio sul cuore di Ges" per Giovanni significa aver vissuto e realizzato il compimento del suo pellegrinaggio di fede e di amore che lo ha portato a vedere Ges" e rimanere in Lui. 9uesto rimanere il termine ultimo dellesperienza di fede di Giovanni. ! un atto di fede, che diventa un permanente sperimentare un rapporto personale di amore fiduciale. Giovanni ama e si fida di Ges". Ges" ama e si fida di Giovanni. Giovanni crede e rimane nellamore di Ges". ! questo amore lo porta a conoscere sempre pi" nellessere profondo di Ges", che la Parola che fonda, motiva, matura, completa e perfeziona la sua Persona ed il senso profondo del suo essere. Giovanni si specchia e si ascolta come il luogo del compimento della corsa gloriosa della Parola, che ha sete di lui 5cf > Ts @, &7. !cco, allora, come nellinizio della sua prima lettera ci regala la sintesi esistenziale di questo suo percorso e cammino di penetrazione e di ascolto amante del #er o, che costituisce e caratterizza la sua adesione a Lui, perch: ) /la fede dipende dallascolto e lascolto dipende dalla parola3 5%m &', &(7. Ci c!e era fin da principio"ossia il Verbo della Vita# La fede dipende dalla Parola. 9uesto per Giovanni significa sperimentare che il Ges" Parola, che Lui incontra, allo stesso tempo, il Logos Creatore e la Capienza di .io, ma anche il rHma, la parola efficace e dinamica, vitale ed effervescente. Giovanni sperimenta che la Parola per lui il Logos, che d il senso profondo alla sua vita) la roccia sta ile su cui fondare la sua vita, ma anche lo stimolo a non fermarsi mai, ma sentire che una parola dinamica, che non finisce mai di dissetare e soddisfare la sua sete di conoscenza e di amore. ! un rapporto centripeto e centrifugo, come l+more della Trinit. $ tre si amano e pi" si amano pi" si aprano all+more. $n pi", questa Parola, che nella sua dinamicit si fa carne della mia quotidianit, si fa Pane eucaristico. $l logos diviene) ;4o sono il pane della vita8 chi viene a me non avr# pi fame e chi crede in me non avr# pi sete< 5Gv A, @67 C il rapporto con una Parola che si fa pane del cammino, fino a raggiungere allinvito trasfigurante del Logos eucaristico) ;chi mangia di me, vivr# per me< 5Gv A, 6(7. Ci c!e abbiamo udito#

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Per vivere questo Giovanni evidenzia il suo cammino caratterizzato da B atteggiamenti e disposizioni di tutto il suo essere. $l primo /ascoltare3, che nella logica i lica significa semplicemente, ma sostanzialmente, farsi tutto orecchioF888 !ssere orecchio, capace di ascoltare, significa diventare un cuore capace di ascoltare e divenire la Parola generandola e incarnandoLa. +scoltare divenire la Parola, generare la Parola, permetterLe di vivere. /crescere in et, sapienza e grazia davanti a .io e agli uomini3 5Lc >, 6>7. +scoltare la Parola significa anche divenire un cuore capace di essere discernimento. Capace di leggere vedere ed interpretare le cose alla luce delle risonanze, che la Parola suscita in noi) Concedi al tuo servo un cuore docile perch sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il .ene dal maleI< 5& %e @, ?7 $l discernimento e la scelta della novit devono portare ad un continui processo di crescita della vita dello Cpirito. Gna sempre pi" profonda integrazione di desideri, sentimenti, reazioni e scelte per giungere ad unattitudine esistenziale e permanente di totale affidamento nella sequela di Cristo. /Cercare e trovare la volont di .io3 significa /ascoltare e rispondere alla Parola di .io qui ed ora3. La Parola di .io, come /Tu relazionale3, mi rivolta in Ges" e si fa storia attraverso quell insieme di /circostanze di tempo, di luogo, e di persona3, che vagliate ed interpretate, alla luce della Parola, divengono il luogo e loccasione per penetrare sempre di pi" nel mistero personale della volont del Padre sulla vita di ciascuno e aderirvi in piena li ert e con grande generosit 5cf 99 , n.67. CosD lascolto del #er o della vita, nella Cua valenza profonda di Parola appellativa, diviene un elemento fondamentale del discernimento spirituale per la propria maturazione e crescita personale nella vita dello Cpirito) ;Don do..iamo mai essere sordi alla sua chiamata, ma sempre pronti e disponi.ili a compiere la sua volont#< 599 , n.?&7. ;Ci c!e abbiamo $eduto con i nostri occ!i# ;7ogliamo vedere Ges< 5Gv &>, >&7. Ges" si fa vedere e vuole essere visto con i nostri occhi. #uole essere oggetto di una vista di esperienza damore. 9uesto il culmine del cammino di Gio e) 4o ti conoscevo per sentito dire, ora i miei occhi ti vedono per "uello che sei 5G B>, 67 #edere, fissare lo sguardo. ! desiderare lamato del cuore, sperimentare) 4 miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli 5Lc >, @',@&7 9uesto vedere, che sperimentare, ha una particolarit) in greco vedere si dice H or#o, un ver o politematico, che nella sua formulazione del perfetto terzo usa una radice che significa /conoscere3 5Ho)da7) /ho visto, quindi, so3. La conoscenza sponsale dellesperienza di fede racchiusa qui. $o vedo, quindi, conosco la Parola Cposo, e divento un tuttuno con Lui 5cf & Cor A, &(7. ci c!e noi abbiamo contemplato# Contemplare penetrare nel mistero, divenire /Colui che contemplo3. *on a caso la tappa centrale e fondamentale della lectio divina. -inita la lectio e la meditatio si sta semplicemente nel riposo rinvigorente della presenza del #er o della #ita, che presente in quel frammento di Ccrittura.

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!d questa esperienza forte e semplice di stare in Lui, di rimanere in Lui, di essere in Lui, che mi spinge a vivere, quasi fisiologicamente il /Contemplata aliis tradere3 di Tommaso d+quino. Ti do , Ti comunico semplicemente, ma intensamente, la mia esperienza di amore e di conoscenza del Cristo, #er o della #ita. e ci c!e le nostre mani !anno toccato# $l ver o che Giovanni usa, come in Lc >B, @?, il ver o palpare concreto e minuzioso. Come noi possiamo palpare oggi il #er o) /sentendo e gustando le cose internamente3. ! sperimentare un tatto spirituale profondo, che fatto di consolazione e di desolazione) quando il #er o mi incendia il cuore aumentando la mia fede, la mia speranza, e la mia carit o quando il #er o permette ;oscurit# dell,anima, tur.amento in essa, spinta verso le cose .asse e terrene, in"uietudine di diverse agitazioni e tentazioni, che muovono a sfiducia, senza speranza, senza amore, trovandoci tutti pigri, tiepidi e tristi come separati dal Creatore e ignore 5cf 99 , n. @&(7. ! ene, allora, ricordarsi le @ cause della desolazione) !ssere tiepidi, pigri e negligenti nella nostra vita spirituale ed apostolica. Perch: .io vuole provarci quanto valiamo senza ricevere un contraccam io immediato 5cf la scimmia e la nocciolinaF8887 Capire ene che non dipende da noi la vita fervorosa di fede e di amore con Lui, ma tutto suo donoF888 ;Cosa hai che tu non a..ia ricevuto e perch te ne vanti come non l,avessi ricevuto5< 5& Cor B, (7 %uesto scri$iamo perc!& la nostra gioia sia perfetta# 9uesta esperienza di fede e di amore spinge ad essere /i colla oratori della gioia degli altri3 5cf > Cor &, >B7. /1o visto il Cignore, 1o incontrato il Cignore3 e ci porto gli altri emanando il / uon profumo di Cristo3 5cf > Cor >, &A7, che siamo e stiamo sempre pi" diventandoF888