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PREMESSA ALLE AZIONI XVII CONGRESSO CGIL 2014 Il XVII Congresso nazionale della CGIL si colloca nel pieno

o della crisi pi grave e profonda che il Paese attraversa dal dopoguerra ad oggi. Un processo che ha un carattere strutturale e globale, che al te!po stesso crisi finanziaria, produttiva, politico"sociale ed ecologica. Una crisi che nasce dal pri!ato del siste!a finanziario e !onetario e dall#affer!arsi di scelte politiche che hanno reso possibile la circolazione dei capitali senza alcun vincolo n$ controllo. %i conseguenza uno sviluppo delle attivit& finanziarie senza li!iti e regole, che svalorizza il lavoro e riduce l#occupazione. 'uesto ha deter!inato una concentrazione della ricchezza e dei poteri in !ano a pochi co!e !ai nella storia recente. Ci( avvenuto per una perdita di sovranit& della politica che, ad ese!pio, in )uropa si traduce nei vincoli posti dalle autorit& econo!iche della U) alle scelte di bilancio dei singoli Paesi, riducendo nei fatti l#autono!ia dei Governi e degli *tati. L#effetto uno svuota!ento degli spazi di partecipazione de!ocratica e l+ apertura di una profonda crisi della coesione sociale e di conseguenza della de!ocrazia. La subalternit& della politica a tali processi ha ali!entato la falsa idea che la crisi ha origine dalla spesa sociale e ha favorito il prevalere di una logica e!ergenziale, che anzich$ intervenire sulle ragioni che hanno prodotto la crisi, sta confer!ando una centralit& del !ercato e della finanza a danno del lavoro, della giustizia sociale e dei principi della nostra Carta Costituzionale. %el resto gli effetti di tali scelte sono evidenti, il dra!!atico au!ento della disoccupazione ed in particolare di -uella giovanile, la crescita della povert& per larghe fasce di popolazione fino al punto che si pu( essere poveri anche lavorando, l#estensione della precariet& nel lavoro e nella condizione di vita, la riduzione dell#apparato produttivo fino al rischio della sco!parsa di interi settori industriali. La profonda crisi etica e !orale, che attraversa il Paese, ha bisogno di ritrovare nei valori della legalit&, della trasparenza nelle scelte, nel rapporto de!ocratico tra cittadini ed istituzioni, i suoi rinnovati fonda!enti costituzionali. Ci( i!pegna ad una vera e propria ricostruzione !orale del Paese al fine di cancellare privilegi e vantaggi delle .caste/, co!battere disuguaglianze ed ingiustizie sociali. Le politiche liberiste all#insegna dell#austerit& assunte dall#)uropa e seguite dai governi che si sono succeduti in -uesti anni, hanno prodotto una recessione che se!bra non avere fine e deter!inato l#a!plia!ento delle disuguaglianze nella distribuzione del reddito e della ricchezza. %isuguaglianze che sono l+origine della crisi stessa e del suo avvita!ento. I giovani pi di altri vivono una significativa diseguaglianza di opportunit&. Va respinta -ualsiasi for!a di scontro intergenerazionale. 0el nostro Paese, pi di altri, si sono cos1 create fratture nel corpo sociale e acuiti i divari di condizione tra generazioni, fasce sociali e territori. Politiche che hanno i!pedito l#affer!azione di un alternativo e nuovo !odello sociale ed econo!ico, solidale e inclusivo. Il !odello sociale europeo fondato sullo stato sociale risulta cos1 indebolito e !inato nelle sue funzioni storiche. 0el nostro Paese l#i!pianto generale di 2elfare ancora pi fragile e inadeguato3 i governi che si sono succeduti hanno scelto di contrastare la crisi non attraverso politiche per la crescita e l#occupazione !a riducendo co!plessiva!ente i diritti nel lavoro, i siste!i di protezione sociale, dagli a!!ortizzatori, alle pensioni, alla sanit&. La crisi dell+econo!ia reale e la crescente finanziarizzazione, cos1 co!e i !ancati investi!enti sia pubblici che privati, hanno fatto il resto. La crisi ha sicura!ente accentuato una debolezza strutturale del siste!a produttivo italiano, fatto di pochi investi!enti, di co!pressione del costo del lavoro e di riduzione dell#occupazione, di scarsa innovazione di prodotto e di processo, da un siste!a caratterizzato da nanis!o dell+i!presa e dalla residuale presenza di grandi i!prese italiane. La crisi ha inoltre allargato gli spazi occupati nell+econo!ia da lavoro nero, illegalit& diffusa e cri!inalit& organizzata che ha usato le ingenti disponibilit& finanziarie, derivanti da attivit& illegali e contestual!ente da difficolt& di accesso al credito per le i!prese, per consolidare la sua presenza distorsiva del !ercato, spesso anche favorito da una riduzione dei controlli e da

se!plificazioni, che hanno nascosto veri e propri interventi deregolativi. 4ggi interi territori, da nord a sud, sono investiti da una desertificazione industriale con pesantissi!e ricadute sul reddito disponibile delle co!unit&3 aziende e settori strategici e i!portanti servizi hanno chiuso o ridotto drastica!ente la loro base produttiva e occupazionale3 altre i!prese sono coinvolte da pesanti crisi finanziarie e la loro tenuta in pericolo. Le !ultinazionali stanno !ettendo in atto processi di delocalizzazione verso i paesi a basso costo del lavoro rendendo se!pre pi residuale la presenza e le produzioni in Italia. La dina!icit& delle piccole e !edie i!prese !essa forte!ente in discussione anche dall+or!ai cronica e inaccettabile restrizione creditizia. In generale sia!o di fronte or!ai da !olti anni all+assenza di !isure di sostegno all+innovazione e alla ricerca. 5utto ci( ha i!poverito ulterior!ente il nostro patri!onio produttivo, di conoscenze, di cultura del lavoro e di professionalit&. Cos1 il Paese rischia di retrocedere e di confinare il proprio ruolo ai !argini dello scenario co!petitivo internazionale. 4ggi, fer!o restando le responsabilit& delle i!prese private e la necessit& di una loro ripresa degli investi!enti, necessario, conte!poranea!ente, affer!are una nuova centralit& del ruolo pubblico nelle politiche di sviluppo, per la crescita dell#occupazione, della -ualit& del siste!a produttivo e infrastrutturale, per un diverso !odello di sviluppo, fondato su innovazione e -ualit& a!bientale. In -uesto -uadro, occorre operare una rilettura critica delle privatizzazioni realizzate nel nostro Paese, per evitare il riproporsi degli errori gi& co!piuti in passato. 0el 6ezzogiorno i processi fin -ui descritti hanno deter!inato una situazione econo!ica e sociale ancora pi allar!ante. La caduta verticale del reddito, la crescita esponenziale della disoccupazione giovanile, la ripresa dei flussi i!!igratori verso il nord del paese e dell#)uropa, testi!oniano l+esistenza di una e!ergenza sociale e de!ocratica. L#Italia intera non esce dalla crisi se nel 6ezzogiorno non si inverte radical!ente -uesto profondo declino. 4ccorre -uindi rovesciare i caratteri dello sviluppo che hanno caratterizzato la sua storia investendo sulla sua risorsa pi preziosa rappresentata dal lavoro. 0on pi te!po -uindi per interventi residuali e succedanei !a di collocare il 6ezzogiorno nelle frontiere pi avanzate dell+innovazione in tutti i ca!pi, econo!ici e sociali. In -uesto -uadro di accentuata disuguaglianza e di i!poveri!ento econo!ico e sociale necessario agire affinch$ le solitudini dei tanti cittadini, lavoratori e pensionati trovino ascolto !a soprattutto possano esercitare, in un+azione collettiva e di tutela individuale, i propri diritti. La CGIL negli anni della crisi e da -uelli che ci separano dall+ulti!o congresso, ha sollecitato e pro!osso iniziative, lotte locali e nazionali, !ovi!enti, per ottenere una diversa politica econo!ica e sociale e per contrastare le tendenze pi negative a cui il Paese era ed sottoposto. 4stacoli e resistenze, co!presi I nostri li!iti e ritardi, hanno i!pedito il ca!bia!ento. 7nche per -uesto la discussione congressuale ri!ette al centro dell#agenda politica e sindacale il te!a della riunificazione dei diritti e del lavoro e la costruzione di una nuova cultura dello sviluppo sostenibile che, a partire dal rilancio di una nuova funzione strategica della politica industriale, assu!a -uale obiettivo la riconversione eco"co!patibile dei prodotti e dei processi produttivi. *ono parte di -uesto contesto le stesse dina!iche con le altre organizzazioni sindacali fino ad arrivare ai contratti separati senza alcuna validazione de!ocratica dei !etal!eccanici, del co!!ercio, della sanit& privata e nel settore pubblico, al tentativo di scardinare l+autono!ia della contrattazione con l+art. 8 sulla derogabilit&, la legge sulle pensioni, la sospensione della rivalutazione delle pensioni, il blocco contrattuale nella pubblica a!!inistrazione e nella scuola, il ridi!ensiona!ento del 2elfare e delle risorse ad esso connesse. 5utto ci( ha deter!inato un arretra!ento dell+azione sindacale e un peggiora!ento nella condizione delle persone. Il caso 9I75 assu!e particolare rilievo e gravit& in -uanto riguarda la libert& e il pluralis!o sindacale nei luoghi di lavoro, cos1# co!e sancito dalla sentenza della Corte Costituzionale, che, oltre ad assu!ere valore generale, definisce incostituzionale l#accordo separato e -uindi il co!porta!ento dell#azienda e delle organizzazioni sindacali fir!atarie. %eter!inante stata la tenuta di delegati e lavoratori che hanno co!battuto discri!inazioni e tentativi di licenzia!ento, riaffer!ando la dignit& e il diritto di praticare i valori ed i principi della CGIL.

L#accordo del :8 giugno :;<<, al di l& dei diversi giudizi, i!pegna tutta l#organizzazione e non scindibile dall#accordo del =< !aggio :;<=. 7ccordo positivo, frutto dell#iniziativa di tutta la CGIL, che rappresenta un significativo ca!bia!ento nel siste!a di regole e di rappresentanza per la contrattazione e su cui tutta l#organizzazione i!pegnata a garantirne l#esigibilit&. L#applicazione di -uesti accordi interconfederali e la sua estensione a tutte le controparti, pu( deter!inare una pri!a inversione di tendenza sulla possibilit& di far vivere una nuova fase dei rapporti con Cisl e Uil fondata sulla partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e per affer!are i contenuti inclusivi di una rinnovata azione di contrattazione collettiva. *i colloca in -uesto -uadro la stessa necessit& di un intervento legislativo, in coerenza con il dettato Costituzionale, che affer!i altres1 il diritto de!ocratico delle lavoratrici e dei lavoratori, di votare piattafor!e e accordi, creando cos1 le condizioni per affer!are il valore dell+unit&, co!e oggettivo ele!ento di rafforza!ento dell#azione sindacale. 6olta strada resta da fare per il pieno esercizio delle libert& e della de!ocrazia sindacale e per rilanciare la contrattazione a tutti livelli, a partire dai luoghi di lavoro e nel territorio con la contrattazione sociale. 4ccorre avere la consapevolezza che sia!o in un nuovo scenario dove l+azione di tutela individuale e collettiva, insie!e alla pro!ozione dei diritti, devono intrecciarsi ed ali!entarsi a vicenda e -uindi fondersi in una nuova e pi co!pleta rappresentanza. I giovani e il loro futuro devono rappresentare la bussola della nostra iniziativa da per!eare in ogni tratto del suo percorso con scelte coerenti, a partire dalla !essa in ca!po di una lotta serrata per rivendicare un piano straordinario per l+occupazione e sulla rifor!a dell+istruzione che rappresentano la chiave per affrontare positiva!ente l+e!ergenza cui sia!o di fronte. 4ggi la priorit& della nostra azione il lavoro, nell#universalit& dei diritti e delle tutele, per il contrasto alla precariet&, per ridurre le tipologie contrattuali e contro il dilagare del lavoro nero.. 0onostante il gran dispiegarsi di vertenze, dei tanti accordi sulle ristrutturazioni e le riorganizzazioni, la !ancanza di uno sviluppo sostenibile ha caratterizzato gli anni che ci stanno alle spalle e ha !esso il Paese di fronte al dra!!a della disoccupazione, se -uella giovanile rappresenta la grande e!ergenza, tutte le generazioni " e le donne in particolare " conoscono il peso della disoccupazione e dell+incertezza del lavoro. )+ -uesta la ragione fonda!entale per cui la CGIL ha definito il Piano del Lavoro, che vede co!e discri!inante la piena occupazione per ridefinire la politica econo!ica e sociale e il !odello di sviluppo. Un Piano corredato da alcune scelte fonda!entali, una politica europea di !utualizzazione del debito3 la rinegoziazione del Patto di stabilit& europeo3 l+intervento finanziario dello *tato per orientare gli assi dello sviluppo3 l+adozione di politiche di 2elfare pubblico inteso non solo co!e interventi a sostegno dei pi deboli !a co!e ele!ento costitutivo di un Paese che vuole crescere sul piano econo!ico e sociale, un 2elfare cio che faccia da volano per la ripresa e che dia risposte ai bisogni dei cittadini3 il varo della rifor!a della Pubblica 7!!inistrazione e dell+istruzione e di un piano straordinario di occupazione per i giovani. La crisi della politica italiana crisi di rappresentanza, crisi di coraggio nelle scelte da co!piere, !a anche crisi delle for!e stesse della politica che si palesata anche con il proliferare di partiti personali. 0el contesto generale di crisi si colloca la frantu!azione dei corpi inter!edi della rappresentanza sociale, che rende ancora pi fragile ed esposta la stessa de!ocrazia. Pur partendo da opinioni e giudizi diversi sulle scelte operate dalla CGIL in -uesti ulti!i anni, si conviene sulla necessit& di rinnovare e rilanciare insie!e l#iniziativa dell#organizzazione. Le 7>I40I che indicano priorit& e obiettivi, aperte ad e!enda!enti, rappresentano la !odalit& di una discussione libera e pluralista con le iscritte e gli iscritti. Le 7>I40I sono riconducibili al ruolo dell#)uropa e alle sue politiche per uscire dalla recessione, su co!e superare, con una rifor!a organica, la debolezza della politica e delle istituzioni partendo dalla difesa e dalla piena attuazione della Costituzione3 avanzano proposte di riorganizzazione del patto fiscale per sostenere lo sviluppo e le politiche per l#uguaglianza, di rifor!a dello stato sociale per la pro!ozione di una vera e piena cittadinanza a partire da giovani, donne e !igranti e del siste!a pensionistico, che attraverso la redistribuzione del reddito, rafforzino le protezioni sociali per giovani e anziani, per rafforzare il diritto all+istruzione pubblica, la ricerca, l+innovazione3 propongono strategie per difendere l+occupazione, per riaffer!are il valore della de!ocrazia paritaria e il contrasto ad ogni for!a di discri!inazione e violenza, avanzano idee e percorsi per rinnovare i contenuti della contrattazione nazionale, rilanciare -uella nei luoghi lavoro e nel territorio.

Condizione essenziale perch$ i contenuti e gli obiettivi delle azioni possano dispiegare tutta la loro efficacia il supera!ento della debolezza dell+azione sindacale che si evidenziata nella storia recente e che i caratteri regressivi della crisi hanno a!plificato. 0on sarebbe infatti sufficiente individuare i proble!i da risolvere senza una analisi profonda dei li!iti e delle difficolt& che la nostra azione ha !esso in evidenza. 5utta la nostra organizzazione chia!ata ad interrogarsi sulle ragioni che stanno alla base di -ueste difficolt&, individuando e superando le criticit& e soprattutto ridefinendo e aggiornando il valore della confederalit& che appartiene a tutte le strutture della CGIL nel contesto storico presente e in una visione per il futuro. La frantu!azione dei processi produttivi e la precariet& -uale ele!ento strutturale, sono stati funzionali a ro!pere la coalizione sociale del lavoro subordinato, provocando la crisi di rappresentanza che coinvolge il sindacato in Italia e in )uropa. )# obiettivo prioritario rico!porre la rappresentanza del lavoro facendo leva sui fattori che unificano la condizione e la prestazione lavorativa, con for!e e !odalit& che garantiscano parit& di diritti anche nelle differenze. La confederalit& oggi significa rico!porre, nel valore del contratto nazionale e della contrattazione a tutti i livelli, i tanti che oggi non hanno regole nell+esercizio della propria prestazione, significa rinnovare un siste!a di 2elfare pubblico che, attraverso la leva fiscale, non solo ridistribuisca reddito, !a rico!ponga la -ualit& dello stato sociale co!e opportunit& e diritti universali. 5utta la CGIL, a partire dai delegati dei luoghi di lavoro e dalle leghe dei pensionati, chia!ata a contribuire all+affer!azione di -ueste priorit& dell+azione sindacale in -uanto la crisi e i suoi effetti i!pongono !uta!enti irreversibili all+esercizio pieno della rappresentanza confederale. 'uesta consapevolezza deve spingere tutto il sindacato alla ricostruzione di una pi forte e diffusa rappresentanza del lavoro, attraverso la contrattazione. Contrattazione che superi i dualis!i del !ercato del lavoro nella condizione lavorativa e nella precariet& e che allarghi la propria sfera di applicazione, che estenda le sue capacit& sui te!i dell+organizzazione e della -ualit& e sicurezza del lavoro, dell+orario, degli investi!enti, dell+innovazione, -uali presupposti essenziali per agire sul !igliora!ento delle condizioni di lavoro. Contrattare il !igliora!ento del siste!a di 2elfare e dell#insie!e delle prestazioni sociali, una condizione per porre ri!edio alle crescenti disuguaglianze, territoriali, di genere, di etnia e di generazione. Un i!pegno particolare va rivolto alla contrattazione della condizione dei !igranti a partire dalla realizzazione dei diritti di cittadinanza ed alla cancellazione della ?ossi"9ini. 'ueste sono le 7>I40I che la CGIL vuole !ettere in ca!po per i prossi!i -uattro anni di vigenza congressuale. 7zioni che devono orientare e rinnovare in profondit& le piattafor!e, gli obiettivi rivendicativi, la pratica contrattuale. Con -uesti obiettivi voglia!o svolgere un Congresso, il XVII, che vuole rappresentare per la CGIL innanzitutto una grande occasione di coinvolgi!ento e di ascolto dei propri iscritti ed iscritte. Un congresso aperto nelle proposte e alle proposte. L+unificazione del !ondo del lavoro, le risposte alla crisi e alle attese delle lavoratrici e dei lavoratori, dei giovani e degli anziani, passano anche attraverso il rafforza!ento del nostro sindacato. Una CGIL pi forte, unita, plurale, autono!a, fondata sulla de!ocrazia e la partecipazione ci( di cui il !ondo del lavoro e il Paese hanno bisogno. %avanti a noi stanno nuove sfide e nuovi traguardi da raggiungere. *apre!o essere all+altezza del co!pito se agire!o con la coerenza e la deter!inazione che la nostra storia ci consegna.