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PIANO LOCALE DI EMERGENZA DI PROTEZIONE CIVILE APPLICAZIONE PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO

INDICE

Premessa

Parte A - Generale

A1 - Pericolosit idrologica A2 - Elementi esposti al rischio A3 - Monitoraggio A4 - Sistema di allertamento A5 - Aree di emergenza e Ubicazione Centro del Operativo Comunale (C.O.C.)

Parte B - Lineamenti della pianificazione

Parte C - Modello di intervento

PREMESSA
Il piano di emergenza linsieme coordinato di tutte le attivit preparatorie per fronteggiare un qualsiasi evento calamitoso atteso in un determinato territorio ed costituito, in generale, da: - lo scenario di rischio, ossia la previsione del danno conseguente ad un determinato evento sul territorio; - la definizione degli obiettivi, sulla base delle conoscenze dei probabili effetti dellevento atteso e delle risorse disponibili (materiali ed umane); - le procedure d' intervento, su un determinato territorio e in un determinato tempo, per fronteggiare levento calamitoso. Il piano di emergenza, ad hoc, per il rischio idrologico del Comune di PULA riporta, in modo organizzato, attraverso anche delle schede specifiche di facile lettura, le informazioni necessarie per avere prontamente, nel momento di crisi, tutte le indicazioni utili per coordinare gli interventi emergenziali e per il post evento. Inoltre questo piano si pone lobiettivo di attivare, attraverso lautorit comunale, un meccanismo virtuoso che da un lato consenta un continuo aggiornamento delle risorse assegnate alle singole funzioni di supporto e dallaltro di realizzare una banca dati federata con le autorit provinciali e regionali, rispettando il principio di sussidiariet. Sar poi cura del Sindaco completare il piano nel dettaglio con tutti quei dati, che solo le autorit comunali sono in grado di fornire e gestire. Il documento si articola, dunque, in tre parti:

Parte A - Generale; Parte B - Lineamenti della Pianificazione; Parte C - Modello di Intervento.

La presente sezione per il rischio idrogeologico, in stretta connessione con quanto indicato nella sezione relativa al rischio incendio.

PARTE GENERALE

Parte A Generale
Dal punto di vista idrologico si osserva che il territorio del Comune di PULA ricade nel sub-bacino idrografico principale del Flumimannu Campidano Cixerri. I principali corsi dacqua del territorio tendono a modellare energicamente le zone circostanti con erosioni ed inondazioni solo nei momenti di forte intensit della piovosit dato il carattere fortemente torrentizio degli stessi. Attualmente il P.A.I. ha censito unicamente e in maniera parziale le aree a rischio idraulico riportate per il territorio di PULA, mentre non stata eseguita alcuna schedatura per il rischio frana. Pur tuttavia, nel presente piano, sulla base di criteri esclusivamente morfologici, sono state indicate alcune aste fluviali che drenano bacini sufficientemente estesi e che sebbene non censiti nel P.A.I. possono comunque dar luogo a fenomeni di esondazione interessanti aree limitrofe ai corsi dacqua. Lo stesso dicasi di gran parte della rete idrografica minore che comunque si sviluppa a partire da bacini anche di piccola entit ma che in conseguenza delle condizioni morfologiche esistente in grado di convogliare ingenti quantit dacqua che possono innescare diverse situazioni di dissesto locali. Attualmente in fase di predisposizione la nuova pianificazione Urbanistica Comunale che pertanto individuer alla scala di dettaglio comunale, tutte le aree a rischio idraulico e franose del territorio. A seguito dellapprovazione del P.U.C. con la nuova definizione di dettaglio della pericolosit idraulica, si dovr comunque provvedere ad un immediato aggiornamento del presente piano.

PARTE GENERALE

PARTE GENERALE

A1

A1 - Pericolosit idrologica
Nel presente piano sono stati censiti i seguenti corsi dacqua alcuni dei quali segnalati gi nel P.A.I. Sardegna: Rio di Pula; Rio Su Tintiori Rio di Santa Margherita Rio Su Genovesu Riu Mesau Canale Bangiarubiu Rio Perdosu Canale Passiali Canale Sa Baracconi

PARTE GENERALE

Attraverso unaccurata analisi del territorio dal punto di vista morfologico, geologico ed idraulico idrogeologico ed unindagine riguardante gli eventi alluvionali pregressi, sono state perimetrate le aree a pericolosit idrologica inserite nella tavola IV (in via generale), tavola V, tavola VIII e tavola VIII (con livelli di dettaglio in scala 1:5.000). Tale mappatura riporta sia le aree pericolose riportate nel P.A.I. e sia le aree perimetrate nellambito del presente piano su criteri esclusivamente di natura morfologica.

PARTE GENERALE
A2 - Elementi esposti al rischio In questo capitolo viene identificato il valore esposto, in termini di popolazione e strutture (edifici strategici e rilevanti, viabilit, servizi essenziali, attivit produttive ecc.) che ricade nelle aree a pericolosit idrologica, descritte e cartografate nel capitolo precedente (A1). Per lindividuazione degli esposti si rimanda al piano di emergenza sezione incendi

A2

Individuazione degli esposti: Popolazione *


Rio di Pula Rio Su Tintiori Rio di Santa Margherita Rio Su Genovesu Riu Mesau Canale Bangiarubiu Rio Perdosu Canale Passiali Canale Baracconi Area di invasione Stima delle presenze 20 50 500 150 20 200 300 (6000 caso collasso diga) 500 400 Persone non autosuff

PARTE GENERALE

* Il Sindaco provveder alla compilazione e allaggiornamento di questi dati.

- STRUTTURE TAVOLA IV - RISCHIO IDROGEOLOGICO GENERALE TAVOLA V; VI, VII, VIII;TAV IX: RISCHIO DETTAGLIO VIABILITA: S.S. 195 tratto della lunghezza di circa 300 dal tratto della lunghezza di circa 500 dal tratto della lunghezza di circa 800 dal tratto della lunghezza di circa 400 dal tratto della lunghezza di circa 100 dal tratto della lunghezza di circa 800 dal tratto della lunghezza di circa 150 dal tratto della lunghezza di circa 100 dal Km 27+600 al 27+900 Km 30+200 al 30+700 Km 33+300 al 34+100 Km 35+800 al 36+200 Km 36+800 al 36+900 Km 38+800 al 39+600 Km 39+850 al 40+000 Km 40+700 al 40+800

Strade comunali: viabilit varia sia parallela che ortogonale ai tratti anzidetti La Legge Regionale n. 6 del 18/5/06 (Art 10, comma 9) prevede che il Direttore Generale dellARPAS (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Sardegna) deve fare una ricognizione degli elementi a rischio.

PARTE GENERALE

A3

A3 - Monitoraggio
Nel caso in cui il Centro Funzionale Regionale non stato costituto il Dipartimento della Protezione Civile nazionale, in base al principio della Sussidiariet, acquisisce periodicamente una serie di parametri specifici per osservare le aree di inondazione (A1), attraverso le reti pluviometriche regionali, che misurano la quantit di pioggia caduta. Il Dipartimento, quindi, in base al raggiungimento di determinate soglie pluviometriche stabilisce dei livelli di allerta ed il Servizio di protezione civile della Regione Sardegna attiva le fasi di allerta (attenzione, preallarme e allarme) previste dal piano comunale.

PARTE GENERALE

PARTE GENERALE

A4

A4 - Sistema di allertamento Il Sistema di Allertamento del presente piano inteso come linsieme delle Zone di Allerta e degli Stati di Allerta . Le Zone di Allerta sono porzioni di territorio significativamente omogenee per latteso manifestarsi della tipologia e della severit degli eventi meteo idrologici intensi. Il territorio della Sardegna stato suddiviso in 7 zone di allerta. Il Comune di Pula ricade nella zona A - Iglesiente. Gli Stati di Allerta sono livelli di allarme, suddivisibili in : Attenzione, Preallarme, Allarme. Il sistema di allertamento assicurato dal Centro Funzionale Centrale, presso il Dipartimento della Protezione Civile Si rappresenta qui di seguito la corrispondenza tra Zone di Allerta e Stati di allerta.

PARTE GENERALE

Con la direttiva Assessoriale del 27 marzo 2006 sono specificati i livelli di allerta e le fasi.

Direttiva 27 febbraio 2004 Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile
Le Regioni, anche cooperando tra loro e d'intesa con il Dipartimento della protezione civile, suddividono e/o aggregano i bacini idrografici di propria competenza, o parti di essi, in ambiti territoriali significativamente omogenei per l'atteso manifestarsi nel tempo reale della tipologia e della severit degli eventi meteoidrologici intensi e dei relativi effetti. Tali ambiti territoriali sono denominati Zone di allerta

Le zone di allerta della Regione Sardegna

PARTE GENERALE

A5

A5 - Le Aree di emergenza e Ubicazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) Le aree di emergenza sono luoghi in cui vengono svolte le attivit di soccorso alla popolazione durante unemergenza e possono essere classificate in: aree di attesa, aree di ricovero e aree di ammassamento. Le aree di attesa sono i luoghi sicuri in cui la popolazione si raccoglie immediatamente, in occasione di allontanamenti preventivi. Le aree di ricovero o accoglienza sono le aree in cui, successivamente, con il perdurare della crisi, viene ospitata la popolazione costretta ad abbandonare la propria casa, per un lungo periodo (solitamente la scelta adottata, per le emergenze idrologiche, verte sul ricovero in strutture recettive e/o sullautonoma sistemazione con specifici finanziamenti, alle famiglie coinvolte); Nel presente piano, la stima della popolazione complessiva da allontanare in caso di emergenza di circa 2100 cittadini con possibilit di giungere a 8000 cittadini in caso di collasso della diga sul Rio Perdosu in concomitanza ad evento in periodo estivo di maggior affluenza.. Il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) allestito, nella fase di preallarme, in una struttura sicura al di fuori dellarea a rischio e facilmente accessibile agli addetti ai lavori ed, in questo caso, ubicato nel Municipio di Pula sede staccata dei VV.UU in Via Santa Croce, indicato nella carta tematica (Tav. V).

PARTE GENERALE

LINEAMENTI della PIANIFICAZIONE

Parte B Lineamenti della pianificazione


I lineamenti della pianificazione sono gli obiettivi che il Sindaco deve raggiungere per fronteggiare e superare una situazione di emergenza, in collaborazione con le forze locali e le forze che affluiranno dai comuni limitrofi e dalla Regione. Tali obiettivi saranno attuati secondo la scansione temporale degli stati di allerta che la Regione Sardegna - Servizio di protezione civile, invier al Sindaco. La strategia fondamentale di intervento in questo piano di emergenza prevede, a seguito della dichiarazione dello stato di allarme da parte del Sindaco, lallontanamento della popolazione al di fuori delle zone considerate a rischio, garantendo, loro al tempo stesso, una costante informazione.

LINEAMENTI della PIANIFICAZIONE

Altri obiettivi importanti sono la messa in sicurezza di beni e servizi ed il presidio dei cancelli stradali e ferroviari, isolando larea a rischio ed evitando, in tal modo, il flusso di persone, mezzi ed altro nellarea stessa.

LINEAMENTI della PIANIFICAZIONE


Tabella B1 * Popolazione da soccorrere Popolazione civile Popolazione non autosufficiente n. pazienti in ospedali n. ricoveri pediatrici in ospedali n. pazienti in case di cura private n. ricoveri pediatrici in case di cura private n. studenti in universit n. studenti nelle scuole medie e superiori n. studenti nelle scuole elementari e materne n. bambini in asili nido n. posti letto in strutture turistiche Tot.
Cancello n. (n progressivo Ubicazione

B1
2, 3

soccorritori 2000 0 0 0 0 0 0 60 0 420 2480


Referente cancello

Tot.
telefono

riportato in cartografia Tav VI)

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

Incrocio S.S. 195 c/o Santu Miali Incrocio S.S. 195 Viale Diaz Incrocio S.S. 195 Via Monte Santo Incrocio S.S. 195 Via Masenti Incrocio S.S. 195 Via La Marmora Incrocio Via Cagliari Viale Europa Incrocio Via Corinaldi Corso V. Emanuele Incrocio S.S. 195 c/o Guardia Su Predi Incrocio S.S. 195 Km 34 Incrocio Strada Is Molas, Strada Centro ricerche Incrocio S.S. 195 Km 37 ca.

Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO

070 9209677 070 9209677 070 9209677 070 9209677 070 9209677 070 9209677 070 9209677 070 9209677 070 9209677 070 9209677 070 9209677

12 13 14

Incrocio S.S. 195 Km 40 ca. Domus de Maria Incrocio S.S. 195 Km 24

Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO Dipendenti, volontari, componenti, in stretta collaborazione con le FF.OO

070 9209677 070 9209677 070 9209677

MODELLO di INTERVENTO

Parte C Modello di intervento


Il Modello di intervento linsieme delle risposte operative che il Sindaco deve
predisporre, nel caso di calamit, secondo una scansione temporale a partire dal preannuncio dellevento e dai suoi effetti (attenzione, preallarme, allarme, post evento). Le risposte operative, che costituiscono questa parte, tengono conto del monitoraggio, degli scenari e del Sistema di allertamento e degli obiettivi da raggiungere per gestire lemergenza ed il post evento. Le azioni previste dalla presente risposta operativa vengono coordinate ed attuate dal Sindaco attraverso le funzioni di supporto istituite appositamente nel C.O.C., man mano che si susseguono altri stati di allerta, su indicazione del Servizio di Protezione Civile della Regione Sardegna. Rimane fermo il principio della flessibilit operativa in cui il Sindaco pu attivare delle funzioni di supporto in numero maggiore o minore a seconda delle esigenze delle risposte operative da organizzare. Si riassumono qui di seguito tutte le funzioni ed i loro responsabili che, man mano, verranno attivate in relazione alla dichiarazione degli stati di allerta. SI RIMANDA ALLA PARTE GENERALE DEL PIANO PER LIDENTIFICAZIONE ESATTA DELLE STRUTTURE COMUNALI, MEZZI, MATERIALI ETC., AREE ATTESA E ACCOGLIENZA ETC.

MODELLO di INTERVENTO

Centro Operativo Comunale (COC)


Funzione Coordinamento interventi di emergenza che richiedano anche il concorso di enti e aziende esterne allamministrazione comunale. organizzato in funzioni di supporto, oltre che con la presenza di rappresentanti delle istituzioni funzionali; Attivazione Sindaco attraverso la convocazione delle diverse funzioni di supporto individuate; avviene gradualmente nelle diverse fasi del modello di intervento e pu avvenire anche solo per alcune funzioni di supporto, in base a caratteristiche e tipologia dellevento. operativo in h 24. Ubicazione Coordinatore

Sede VV.UU. VIA SANTA CROCE, 25


Geom. DONATO DEIDDA

Funzioni di supporto
Tecnica e pianificazione Materiali e mezzi Sanit, assistenza sociale e veterinaria Volontariato Assistenza alla popolazione Strutture operative locali e viabilit Responsabile Responsabile Responsabile SERGIO FAA CRISTIANA FLORIS BRANCOLINI IGNAZIO QUARANTIELLO FABRIZIO Responsabile Responsabile Responsabile GEOM. DONATO DEIDDA STEFANO LOI CRISTIANA FLORIS

Presidio operativo
Funzione
- garantisce il rapporto costante con la Regione, la Prefettura - UTG, la Provincia; - si raccorda con la polizia municipale e le altre strutture deputate al controllo e allintervento sul territorio;

Attivazione Presidio Operativo Comunale PULA Funzionario

Sindaco nella fase di attenzione;

Sede VV.UU. VIA SANTA CROCE, 25 Qualifica Telefono/ cellulare Fax


Fax. 0709249051

GEOM. DONATO DEIDDA Responsabile (Responsabile C.O.C. e Funzione 3408424477 SETT. TECN. tecnica e pianificazione) CORPO DEI VIGILI URBANI Ing. MAURO MILAZZO RESPONS. 070 9209677

Email

Responsabile 07092440350 SETT. TECN.

MODELLO di INTERVENTO

FASE DI ATTENZIONE

Il Sindaco, ricevuta la comunicazione dal Servizio Protezione Civile della Regione Sardegna del raggiungimento dello stato di attenzione, predispone le seguenti azioni:

dichiara lo stato di attenzione; convoca il presidio operativo.

Il Presidio operativo, che corrisponde alla funzione 1, svolge le seguenti azioni:

mantiene contatti con i Sindaci dei comuni limitrofi, con le strutture operative presenti nel territorio, con la Prefettura UTG, con la Provincia e con la Regione; preavvisa i responsabili delle Funzioni di supporto del C.O.C.; valuta levolversi dellevento in atto, la sua possibile evoluzione e, in caso di necessit, predispone linvio di squadre tecniche per sopraluoghi nellarea a rischio.

ATTENZIONE

Termine dello stato di attenzione Il Sindaco, in accordo con il Servizio Protezione Civile della Regione Sardegna, pu disporre la cessazione dello stato di attenzione, nei seguenti casi:

al ricostituirsi di una condizione di normalit di tutti gli indicatori di evento con il ritorno allo stato ordinario; al peggioramento della situazione nei punti critici monitorati a vista dai tecnici del presidio territoriale e/o al ricevimento dellavviso di attivazione dello stato di preallarme da parte del Servizio di Protezione Civile. In questultima circostanza, contestualmente, il Sindaco attiva lo stato di preallarme

MODELLO di INTERVENTO
FASE DI PREALLARME

Il Sindaco, ricevuta la comunicazione dal Servizio Protezione Civile della Regione Sardegna del raggiungimento dello stato di preallarme, predispone le seguenti azioni:

dichiara lo stato di preallarme; attiva il Centro Operativo Comunale, dandone comunicazione ai Sindaci dei comuni limitrofi, alla Prefettura UTG, alla Provincia e alla Regione, con le seguenti funzioni di supporto: o Tecnica di valutazione e pianificazione (gi attivata nello stato di attenzione) o Sanit, Assistenza Sociale e Veterinaria o Volontariato o Materiali, mezzi, trasporto e viabilit o Servizi essenziali o Strutture operative locali o Telecomunicazioni o Assistenza alla popolazione e informazione

PREALLARME

verifica la funzionalit del sistema di allarme predisposto per lavviso alla popolazione e ne garantisce la costante informazione.

La funzione Tecnica di valutazione e pianificazione svolge le seguenti azioni:

verifica i possibili effetti dellevento e la sua evoluzione e aggiorna lo scenario di rischio; verifica il corretto utilizzo delle vie di fuga (regolari parcheggi, interruzioni stradali ecc); coordina il monitoraggio a vista nei punti critici nelle zone esondabili da parte delle squadre tecniche; predispone gli eventuali interventi tecnici urgenti nella zona esondabile.

La funzione Sanit, assistenza sociale e veterinaria svolge le seguenti azioni:

censisce, con le Autorit responsabili, la popolazione presente nelle strutture sanitarie a rischio e verifica la disponibilit di analoghe strutture fuori dallarea di crisi ad accogliere i pazienti da trasferire;

mette in sicurezza gli eventuali allevamenti di animali presenti delle zone a rischio; mantiene contatti con il 118 e le Autorit Sanitarie Regionali.

MODELLO di INTERVENTO

La funzione Volontariato svolge le seguenti azioni:

mantiene contatti con le organizzazioni locali in modo da metterle a disposizione delle altre funzioni (Sanit, Assistenza alla popolazione e informazione, Strutture operative locali ecc.).

La funzione Materiali, mezzi, trasporti e viabilit svolge le seguenti azioni:

predispone gli uomini ed i mezzi necessari per lattivazione di cancelli (transenne, divieti di sosta ecc); contatta i gestori dei trasporti pubblici e privati informandoli dellevolversi dellevento; contatta ditte specializzate per gestire gli interventi di somma urgenza.

La funzione Servizi essenziali svolge le seguenti azioni:

verifica la funzionalit e la messa in sicurezza delle reti dei servizi, mantenendo contatti con i rappresentanti degli Enti e delle societ erogatrici dei servizi essenziali (acqua, luce, gas, carburanti, smaltimento rifiuti ecc.).

PREALLARME

La funzione Strutture operative locali svolge le seguenti azioni:

I Vigili Urbani raccordandosi con le organizzazioni di volontariato, con i Vigili del Fuoco e con le Autorit di pubblica sicurezza formeranno squadre per il presidio di cancelli, per la regolamentazione del traffico stradale e gestione dellordine pubblico.

La funzione Telecomunicazioni svolge le seguenti azioni:

contatta i referenti locali degli enti gestori delle telecomunicazioni e delle organizzazioni dei radioamatori.

MODELLO di INTERVENTO

La funzione Assistenza alla popolazione e informazione svolge le seguenti azioni:


censisce la popolazione residente nelle aree esposte a rischio; Individua gli spazi da adibire a parcheggio, per il ricovero delle auto dei residenti nelle aree a rischio; verifica leffettiva disponibilit delle strutture recettive; contatta i responsabili delle strutture scolastiche; predispone specifici comunicati stampa per i mass media locali, per una corretta e costante informazione alla popolazione.

Termine dello stato di preallarme Il Sindaco, in accordo con il Servizio Protezione Civile della Regione Sardegna, pu disporre la cessazione dello stato di preallarme nei seguenti casi:

al ricostituirsi di una condizione di normalit di tutti gli indicatori di evento con il ritorno allo stato ordinario (rientro nello stato di attenzione). al peggioramento della situazione nei punti critici monitorati a vista dai tecnici del presidio territoriale, in contatto con la funzione 1, oppure al ricevimento dellavviso di attivazione dello stato di allarme da parte del Servizio di Protezione Civile. In questultima circostanza, contestualmente, il Sindaco attiva lo stato di allarme.

PREALLARME

MODELLO di INTERVENTO
FASE DI ALLARME Il Sindaco, ricevuta la comunicazione dal Servizio Protezione Civile della Regione Sardegna del raggiungimento dello stato di allarme, predispone le seguenti azioni:

attiva lo stato di allarme; comunica ai Sindaci dei comuni limitrofi, alla Prefettura UTG, alla Provincia, alla Regione lavvenuta attivazione dello stato di allarme; dispone lallontanamento della popolazione dalle zone a rischio; informa tutta la popolazione dellavvenuta attivazione della fase di allarme.

La funzione Tecnica di valutazione e pianificazione svolge le seguenti azioni:


mantiene i contatti con gli Enti gestori delle reti di monitoraggio; mantiene contatti con le squadre che effettuano sopraluoghi nelle aree a rischio; provvede allaggiornamento dello scenario sulla base dei dati che vengono acquisiti.

La funzione Sanit, Assistenza Sociale e veterinaria svolge le seguenti azioni:


raccorda le attivit tra le diverse componenti sanitarie locali e regionali; organizza il trasferimento dei disabili; provvede alla messa in sicurezza del patrimonio zootecnico.

ALLARME

La funzione Volontariato svolge le seguenti azioni:

coordina linvio delle squadre di volontari per le operazioni previste dalla funzione Sanit, Strutture operative e Assistenza alla popolazione;

La funzione Materiali, Mezzi, Trasporti e Viabilit svolge le seguenti azioni:

coordina limpiego dei mezzi necessari per lo svolgimento delle operazioni di evacuazione; mobilita le ditte preventivamente individuate per assicurare interventi di somma urgenza.

La funzione Servizi essenziali svolge le seguenti azioni:

si assicura che gli enti gestori dei servizi abbiano messo in sicurezza le loro reti e garantiscano, ove possibile, una continuit.

MODELLO di INTERVENTO

La funzione Strutture Operative Locali svolge le seguenti azioni:

coordina, con le Autorit competenti, lordine pubblico, il circolazione del traffico ai cancelli, impedendo laccesso ai non autorizzati dal C.O.C.; garantisce, attraverso i Vigili del Fuoco, lintervento tecnico urgente e la messa in sicurezza degli edifici nellarea a rischio e dei depositi di carburanti. Assicura la copertura amministrativa per la distribuzione del carburante ai soccorritori.

La funzione Telecomunicazioni svolge le seguenti azioni:

mantiene le comunicazioni in emergenza e verifica lutilizzo, lintegrazione ed il funzionamento degli apparecchi radio in dotazione alle componenti e alle strutture operative;

verifica, con i relativi gestori, la funzionalit della rete delle telecomunicazioni.

La funzione Assistenza alla popolazione e Informazione svolge le seguenti azioni:

organizza il trasferimento della popolazione, anche scolastica, da allontanare nelle strutture recettive; formalizza la copertura amministrativa ai gestori delle strutture recettive; invia i comunicati stampa ai mass-media locali sullevolversi della situazione e informa direttamente i cittadini interessati; coordina il flusso delle auto dei cittadini da allontanare dalle aree a rischio, negli spazi preventivamente adibiti.

ALLARME

Termine dello stato di allarme Il Sindaco pu disporre la cessazione dello stato di allarme: al ricostruirsi di una condizione di normalit di tutti gli indicatori di evento con il ritorno allo stato ordinario.

MODELLO di INTERVENTO
Il Sindaco, nelle fasi immediatamente susseguenti lemergenza, mantiene attive le funzioni necessarie per gestire lo stato del ripristino. In questa fase il C.O.C., sar configurato con le seguenti Funzioni: o Tecnica di valutazione e pianificazione o Assistenza della popolazione e Informazione o Materiali, Mezzi, Trasporti e Viabilit La funzione Tecnica di valutazione e pianificazione svolge le seguenti azioni:

Censisce i danni subiti dalle strutture pubbliche e private.

La funzione Assistenza alla popolazione e Informazione svolge le seguenti azioni

Sostiene la popolazione allontanata dalle aree a rischio.

La funzione Materiali, Mezzi, Trasporti e Viabilit svolge le seguenti azioni

Bonifica delle aree colpite dallevento

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