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Collana Scienza e Conoscenza I edizione eBook: 2009 Copertina Matteo Venturi ISBN: 978-88-7507-960-4 Macro Edizioni via Giardino 30 47023 Diegaro di Cesena (FC) www.macroedizioni.it ebook@gruppomacro.net
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MARCO TODESCHINI - Massimo Teodorani - eBook Macro Edizioni

PREMESSA BIBLIOGRAFICA

Marco Todeschini nacque a Valsecca di Bergamo il 25 aprile 1899 e mor a Bergamo il 13 ottobre 1988, per poi essere sepolto nel suo paesino natale, dove in suo onore fu eretto un romantico cippo. Si laure a Torino nel 1921 in ingegneria, dopodich si specializz in svariati rami della fisica e della neurofisiologia. Lavor presso il Genio militare di Pavia. Fu docente sia nelle scuole superiori che come professore ordinario di meccanica razionale ed elettronica al biennio di Ingegneria Superiore STGM di Roma. Inizi gli studi che lo avrebbero reso uno scienziato controverso e al contempo famoso in tutto il mondo nel 1914 e li termin nel 1946, ma ne divulg i risultati soprattutto negli anni successivi, nel corso dei quali scrisse trattati molto corposi che

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ebbero unampia diffusione sia in Italia che nel mondo. Per limponenza e loriginalit della sua ricerca ebbe il riconoscimento di alcuni esponenti della scienza accademica del periodo, tra cui il matematico Tullio Levi-Civita, i fisici Enrico Fermi, B. Finzi, G. Castelfranchi, Q. Majorana, E. Medi e lingegnere Guglielmo Marconi, con i quali ebbe occasione di collaborare e dai quali la sua teoria venne considerata con grande seriet e oggettivit. Inoltre Todeschini ebbe fruttuosi scambi di idee con insigni fisici stranieri come N. Bohr, C. Chain, A.W. Heisenberg, W. Pauli, P. Blackett, D. C. Anderson, P. Dirac e con illustri clinici cattedratici come N.W. Walker, il quale tra laltro istitu la prima cattedra universitaria di Psicobiofisica negli USA. Tuttavia, a parte alcuni estimatori, Todeschini era complessivamente abbastanza emarginato dal resto della comunit accademica, e la sua opera ancor pi ignorata ai giorni nostri: infatti non si trovano libri di Todeschini nelle facolt universitarie di fisica. Molti illustri cattedratici del nostro tempo non hanno ritenuto nemmeno fosse il caso di prendere in considerazione il lavoro di Todeschini: un atteggiamento irrazionale, antiscientifico, o per lo meno di chiusura o pigrizia mentale, o forse di semplice timore di vedersi crollare sotto i piedi un terreno scientifico che si sempre creduto (a-criticamente) solido, monolitico, assodato e indiscutibile. E invece Todeschini

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rappresentava quello che dovrebbe essere il prototipo dello scienziato vero, tutto proteso a ricercare la verit, costi quello che costi, e al di fuori di qualunque compromesso. Ma cercare realmente la verit, quella scientifica, ha un prezzo altissimo: comporta spesso e inevitabilmente uno scontro con i paradigmi e i dogmi correnti, che come sempre sono duri a morire. Forte delle sue conoscenze nei rami pi svariati della fisica, dellingegneria, della fisiologia, della storia della scienza e della filosofia, egli dedic la sua vita interamente alla scienza. Con obiettivi ben chiari nella mente, che andavano ben oltre la mera erudizione, egli fond una scienza fisica completamente nuova denominata Psicobiofisica, per la quale, nonostante i numerosi contrasti con laccademia del tempo, fu perfino proposto nel 1974 per il premio Nobel per la fisica. Questa nuova scienza, che lo stesso Todeschini defin come la scienza unitaria del terzo millennio, inglobava in s la fisica, la biologia e la psicologia. La Psicobiofisica, una scienza il cui scopo era una reale unificazione di tutte le leggi del creato, partiva dallassunzione che tutti i moti nelluniverso, dallinfinitamente piccolo allinfinitamente grande, nascessero da un etere universale in perenne moto vorticoso in grado di influenzare sia la materia che gli esseri viventi e il loro spirito. La Psicobiofisica di

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Todeschini infatti comprende tre specifici settori tra loro strettamente interagenti: a) una parte fisica con la quale egli dimostra come tutti i fenomeni naturali si identifichino in particolari movimenti di spazio fluido (ci che lui intende per etere); b) una parte biologica con la quale dimostra come i movimenti di spazio fluido, urtando contro i nostri organi di senso, producono in essi delle correnti elettriche che vengono trasmesse dalle linee nervose del cervello, suscitando cos nella psiche le sensazioni di luce, elettricit, calore, suono, odore, tatto e forza, dimostrando cos che tutti gli organi del nostro sistema nervoso funzionano in base a una vera e propria tecnologia elettronica; c) una parte psichica dove la psiche viene intesa come un atto di volont che si serve del sistema nervoso come di un semplice strumento che fornisce la dimostrazione scientifica dellesistenza dellanima umana, del mondo spirituale e di Dio. Con questa scienza Todeschini riusc a superare le tantissime contraddizioni della scienza ufficiale, dimostrando che la frammentazione della scienza nelle sue innumerevoli branche alla radice della nostra ignoranza sulla reale natura dellUniverso e sulla nostra stessa vita. Solo una teoria completamente unificata, che congiunga il non vivente al vivente, pu spiegarci la reale struttura delluniverso, la sua finalit e il ruolo dellumanit in esso. Todeschini svilupp la sua teoria non solo come mera

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astrazione, ma anche effettuando esperimenti che la comprovassero e perfino inventando strumenti tecnologici che si avvalessero di questa teoria. Per quanto egli fosse piuttosto inviso alla comunit ufficiale degli accademici, soprattutto per aver basato la sua teoria sullesistenza delletere, che invece era stato bandito dal paradigma fisico del tempo e per essersi messo in urto frontale sia con la fisica newtoniana che con la relativit di Einstein (nascente proprio mentre nasceva la Psicobiofisica), non gli mancarono comunque i riconoscimenti anche nel mondo accademico. Infatti, fu nominato membro donore di 25 Accademie e Societ Scientifiche sia in Italia che allestero (in Francia, in particolare), ed ebbe occasione di esporre la sua teoria in svariati congressi scientifici internazionali, in modo particolare al Congresso Internazionale di Fisica a Roma nel 1949, presieduto dal fisico Enrico Medi. Oltre alla sua partecipazione ai convegni ufficiali, fond a Bergamo il Centro Internazionale di Psicobiofisica (CIP). Todeschini, pur dissentendo con la teoria ufficiale del tempo, in particolare con la relativit, ebbe un dialogo molto stretto e continuativo con i colleghi del suo tempo anche con quelli con cui non si trovava daccordo cosa che gli permise di fondare la sua nuova teoria su una solida conoscenza della scienza standard del tempo, in particolare della fisica. Pertanto, pur perseguendo in maniera deter-

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minata la sua strada, non commise mai lerrore di chiudersi in se stesso, e quando cera da difendere il suo operato lo fece in maniera decisa e con coraggio, fino alla fine della sua vita. Marco Todeschini fu autore di oltre un migliaio di pubblicazioni, tra libri, articoli e comunicazioni a congressi. Nonostante il non celato dissenso e spesso anche lindifferenza allinterno del mondo accademico pi tradizionalista la sua opera stata comunque analizzata da centinaia di scienziati, filosofi e teologi dalla mente aperta, che hanno scritto articoli su di lui e sulla sua teoria. Alcuni scienziati e studiosi stanno tuttora continuando la sua opera, mentre allestero, in particolare in America Latina e negli Stati Uniti, sono sorte delle vere e proprie cattedre universitarie di Psicobiofisica. Ancora una volta uno scienziato diventa dissidente solo per aver stabilito che lo spazio che ci circonda non vuoto, ma costituito da una sostanza fluida denominata etere, in grado di governare non solo tutti i meccanismi che hanno luogo nelluniverso, ma anche la vita di chi ci vive e lo spirito che alberga in quelle vite. Una teoria tanto rivoluzionaria come quella di Todeschini che ai giorni nostri trova riscontro in importantissime scoperte sulla natura delletere (o campo di punto zero come viene denominato oggi) non pu certamente sfuggire alle menti di noi umani del terzo millennio, oggi cos bisognosi di interrogarci su noi stessi in un

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mondo completamente materialista e incerto, e soprattutto di trovare nuove sorgenti di energia in grado di sostituire quelle inquinanti nate da una fisica e da una tecnologia mal impostate che stanno sconvolgendo il nostro mondo e il suo clima.

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CAPITOLO 1 IL VUOTO DI NEWTON E DI EINSTEIN E IL PIENO DI TODESCHINI

Il pensiero di Todeschini raccoglie in parte quello del filosofo della natura Cartesio, il quale, sulla base della ferma convinzione che lo spazio non fosse vuoto, ma riempito di una sostanza denominata etere, nella quale possono prodursi vortici e onde, riteneva che lo stesso sistema solare fosse un gigantesco vortice di etere in cui i pianeti sarebbero immersi e costretti a effettuare rivoluzioni intorno al Sole, astro centrale del sistema. Allo stesso modo, alla fine del 700, il fisico Augustin Jean Fresnel spieg la natura ondulatoria della luce come una vibrazione delletere, ipotesi sostenuta anche dal fisico olandese Christian Huygens, e circa un secolo dopo, prima ancora del famoso esperimento di Michelson con il quale si pretese di dimostrare linesistenza delletere, il fisico Heinrich Rudolph Hertz dimostr che anche la teoria classica dellelettromagnetismo confermava lipotesi che lo spazio fosse pervaso da un etere fluido e vibrante, dove le onde si propagano per oscillazione attraverso di esso. Ci era supportato anche dal fisico Michael Faraday e dal fisico Lord Kelvin, in partico-

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lare con la sua teoria dei vortici atomici. Nei primi del 900 Guglielmo Marconi us proprio il concetto di etere per realizzare la sua telefonia senza fili. E ancora prima di Cartesio la stessa idea, da un punto di vista pi filosofico, era nata dal caposcuola Anassagora, seguita e rielaborata da Leucippo e poi adottata dai grandi filosofi Platone e Aristotele, che seppur rivali su aspetti fondamentali, condividevano lidea che non esistesse spazio vuoto, ma che la materia fosse immersa in una sostanza che luno chiamava spazio pieno e laltro etere, ma che in realt era la stessa cosa, quella che gli orientali hanno sempre chiamato prana e i fisici di oggi chiamano campo di punto zero. La teoria di Todeschini in aperto contrasto con la teoria della gravitazione universale di Isaac Newton la quale, negando lesistenza delletere, contempla lesistenza di misteriose forze che si manifesterebbero in corpi dotati di massa, i quali sarebbero in grado di muoversi di moto uniforme allinterno di uno spazio assolutamente vuoto e quindi privo di attrito. Secondo Todeschini, nel vuoto assoluto la forza ben nota descritta dal Secondo Principio della Dinamica di Newton, secondo il quale F=ma (dove F la forza, m la massa e a laccelerazione), sarebbe nulla, denotando il fatto che nel vuoto assoluto non possibile n produrre forze, n accelerazioni, n velocit, dal mo-

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mento che quelle che appaiono come forze sono possibili solo in presenza di una massa soggetta a un moto generato da un vortice di etere con una densit ben precisa. La formula sopra citata diventa valida solo allinterno di quello che Todeschini chiama spazio ponderale, non uno spazio inteso come astratta estensione geometrica, ma costituito da un fluido con una data densit, proprio come letere. Solo allinterno di questo etere possibile imprimere una velocit a una massa e mantenerla, applicando la forza F. In tal modo il movimento delle masse costituito da accelerazioni o decelerazioni sarebbe completamente ed esclusivamente determinato dallurto tra tali masse e letere stesso. Ci dimostrerebbe che nellUniverso non esiste uno spazio vuoto assoluto, come riteneva Newton, ma solamente uno spazio assoluto ben separato dal tempo (a differenza delle assunzioni della relativit di Einstein) avente una determinata densit in grado di influenzare il moto delle masse. Quella che viene chiamata forza di inerzia, secondo Todeschini, dunque provocata dal movimento relativo tra lo spazio fluido dellambiente (ovvero letere) e i corpi che si trovano in esso immersi. In questa luce quella che viene definita come forza di inerzia e il peso stesso dei corpi non sono propriet caratteristiche della materia indipendenti dallo spazio fluido che li circonda, come si riteneva nellambito della fisica newtoniana, ma dipendono dalla densit delletere e dallaccelerazione re-

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lativa a tale etere. Linerzia, secondo Todeschini, non sarebbe altro che una apparenza di forza generata dalla resistenza opposta dalletere allaccelerazione dei corpi in esso presenti. Limpostazione Cartesiana di Todeschini si esplica nel fatto che tutti i fenomeni del mondo fisico siano essi meccanici, elettromagnetici, elettrodeboli o nucleari sono riconducibili a una sola dinamica, che descrive il movimento e lurto di masse allinterno di un movimento eterno e vorticoso delletere. Dunque tutti i fenomeni in natura risultano essere semplici azioni fluidodinamiche dello spazio eterico fluido sulla materia allinterno di esso, i vortici di etere formerebbero sia i sistemi atomici che quelli astronomici, mentre le varie forme di energia radiante nelle forme e frequenze che conosciamo non sarebbero altro che onde prodotte dalle vibrazioni di questo etere. Al contrario, il fatto che la fisica abbia creato tante meccaniche diverse e relative leggi, a seconda delle masse descritte (dallinfinitamente piccolo allinfinitamente grande), non ha portato allunificazione della scienza, ma alla sua divisione in tante branche separate. Questa frammentazione, secondo Todeschini e non solo secondo lui, ha allontanato luomo dalla verit e ha portato la scienza fisica a un vicolo cieco, nonch alla confusione nella mente delle persone in merito alla struttura intima della realt.

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Ma Todeschini in netto contrasto anche con la teoria della relativit di Albert Einstein, teoria nata proprio nel periodo in cui lui stava sviluppando la sua Psicobiofisica. Anche Einstein, che si avvalse strumentalmente dellesperimento ottico di Michelson progettato apposta per dimostrare linesistenza delletere, negava che lo spazio fosse pieno di un fluido universale, e fondava tutta la sua teoria sulla finitezza della velocit della luce (300.000 km/sec), e sullequivalenza della massa e dellenergia nella sua famosa equazione E=mc2 (1) (m la massa, c la velocit della luce). Tutte assunzioni che erano in totale contrasto con la teoria di Todeschini. In particolare Todeschini, pur assumendo come valida lequazione di cui sopra, che viene ben verificata nella bomba atomica, non ne condivide affatto il significato fisico. In primo luogo, in virt delle propriet dinamiche delletere da lui scoperte, egli dedusse che le particelle nucleari (nucleoni) compiono rivoluzioni attorno al nucleo atomico a una velocit 1,41 volte superiore alla velocit della luce, contravvenendo cos al limite insuperabile di Einstein. A questo risultato Todeschini arriv assumendo che le particelle di massa m, costituenti il nucleo atomico, compiano delle rivoluzioni attorno al suo centro con velocit v in modo tale da sviluppare unenergia (forza viva secondo Leibniz, energia cinetica come la intendiamo oggi) definita come E=1/2mv2 (2). Ma sapendo anche

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che nella disintegrazione del nucleo atomico (come avviene nella bomba atomica) le particelle sviluppano unenergia descritta dalla famosa equazione di Einstein, eguagliando tra loro i secondi termini delle equazioni (1) e (2) e risolvendo rispetto a v si ottiene il sorprendente risultato di v=0.41c. In tal modo Todeschini convalid la famosa equazione di Einstein sullenergia partendo dalla semplice formula della forza viva di Leibniz senza alcun bisogno di ricorrere a quella teoria della relativit che Einstein vedeva come unica interpretazione della sua famosa equazione. Secondo Todeschini dunque, il fatto che la velocit di rivoluzione dei nucleoni sia superiore (anche se di poco) alla velocit della luce comprovato sperimentalmente proprio dal fatto che lenergia prodotta da una bomba atomica esattamente quella seppur mal interpretata di Einstein. Todeschini dunque avrebbe scoperto il vero significato della famosa formula inventata da Einstein: ci consisterebbe nella liberazione esplosiva dellenorme energia cinetica intrinseca dei nucleoni in rotazione superluminale attorno al centro del nucleo atomico. E questa rotazione non sarebbe dovuta ad altre cause se non al trascinamento prodotto dal moto vorticoso delletere nei nuclei atomici, quel moto vorticoso che completamente ignorato anche da Einstein. Come si pu pensare a un moto vorticoso delletere se letere non esiste? si chiedeva Einstein.

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Ecco perch secondo Todeschini la storica formula derivata da Einstein, seppur giusta matematicamente, aveva avuto uninterpretazione fisica errata: il reale significato fisico di questa formula secondo Todeschini non la trasformazione della massa in energia, come riteneva Einstein, ma solo leffetto di suddivisione di una massa, avente una determinata energia, in tante masse pi piccole che nellesplosione si frantumano aventi energie minori, la cui somma uguale a quella iniziale. Attraverso svariate analisi e sperimentazioni Todeschini arriver anche a dimostrare che le presunte prove cruciali della relativit come ad esempio la deviazione dei fasci della luce delle stelle passanti vicino al sole, o lo spostamento del perielio di Mercurio si spiegano in realt con la fluidodinamica dello spazio eterico, che rappresenta la base della sua teoria, senza alcun bisogno di utilizzare astruse metriche spazio-temporali, ma rimanendo ben vincolati alla classica geometria euclidea. In merito alla teoria di Einstein, Todeschini commentava: Einstein riduce lidea del mondo a unibrida e inconcepibile astrazione di tensori, senza tuttavia farci vedere il meccanismo col quale si svolgono i fe-

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nomeni, e ci senza contare che anche con tali cronotopi non si potuto sinora scoprire quale sia il substrato della materia, dei suoi campi di forza e delle varie energie ondulatorie, e come e perch si trasmettano nel vuoto, n tanto meno unificare i campi elettromagnetico e gravitico per raggiungere la tanto auspicata scienza unitaria. E in merito al presunto contrasto tra lesito del famoso esperimento effettuato dal fisico Albert Michelson 1 nel 1881 e laberrazione della luce astronomica scoperta dallastronomo James Bradley nel 1726 contrasto che avrebbe confutato lesistenza effettiva delletere Todeschini disse a proposito di Einstein: Mentre tutti i grandi scienziati dellepoca cercavano di risolvere questo contrasto senza rinnegare lesistenza delletere perch questo risultava indispensabile alla spiegazione di tutti i fenomeni, Einstein invece di indagare se il contrasto tra questi due fenomeni ottici esistesse veramente o meno, lo ritenne per certo, e per eliminarlo neg lesistenza delletere e postul la costanza della velocit della luce rispetto a qualsiasi osservatore comunque mosso. Ma essendo ci in contrasto con la relativit classica di Galileo, fu costretto a sostituire questultima con una pseudo-relativit da lui postulata in base a supposte contrazioni che subirebbe lo spazio e

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dilatazioni che subirebbe il tempo se valutati da sistemi diversamente mossi rispetto a quello dove si svolgono i fenomeni considerati. Todeschini, sulla base di calcoli matematici, dimostr linesistenza di questo contrasto, scoprendo che entrambi tali esperimenti ottici (quello di Michelson e quello di Bradley) confermano non solo lesistenza delletere, ma anche che una corrente di questo mezzo fluido, avente una velocit di 30 Km/sec, spinge effettivamente la Terra a compiere le sue rivoluzioni attorno al Sole. Einstein costru quelle che chiam teorie metriche, lo scopo delle quali era di descrivere la struttura di un presunto spazio-tempo e le leggi di invarianza che si possono ricavare da esso, e soprattutto di giustificare la costanza della velocit della luce. Ma secondo Todeschini queste teorie erano basate solo ed esclusivamente (e arbitrariamente) su un presunto contrasto riscontrabile negli esperimenti di Michelson e Bradley, e come tali erano da ripudiare perch smentite dal risultato di due esperimenti che invece erano stati interpretati come contrastanti al puro e semplice scopo di far tornare i conti alla relativit di Einstein. Pertanto, secondo Todeschini, la velocit della luce non una quantit assoluta e insuperabile, come riteneva Einstein, ma varia a seconda della velocit del sistema di riferimento. Nel caso particolare,

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secondo Todeschini, la corrente di etere che trascina la Terra a velocit V, trascina anche londa prodotta nel fluido, che si identifica con quella della luce (con velocit c = 300.000 Km/sec). In tal modo la velocit risultante W di tale onda rispetto a un sistema ancorato al Sole viene data dalla somma delle due velocit, cio W = V + c. Todeschini prese atto che il fatto che la velocit della luce possa superare il limite c e quindi che effettivamente esista quello che viene definito moto tachionico sarebbe anche confermato dalle velocit superluminali (anormalmente, secondo la relativit) misurate di alcune sorgenti astronomiche extragalattiche come i Quasar. In realt gli astrofisici hanno immediatamente creduto di risolvere il problema invocando macchinosi effetti di prospettiva relativi allosservatore, ma queste astuzie ingegnosamente costruite per far tornare i conti della relativit e i suoi riscontri osservativi, non hanno certamente convinto tutti. Todeschini, gi nel 1935 e circa 40 anni prima di alcune conferme sperimentali (pressoch ignorate a livello ufficiale) avvenute anche con esperimenti di collisioni tra particelle che dimostrarono di fatto lesistenza del moto tachionico ovvero superiore al limite invalicabile della velocit della luce fissato da Einstein comprese che per togliere la scienza dal vicolo cieco in cui si era cacciata nel corso di secoli di diatribe inconcludenti non restava altra solu-

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zione che riportarla alle concezioni della realistica relativit classica di Galileo che considerava spazio e tempo come entit separate, con uno spazio che in sostanza rappresentava uno spazio assoluto qual letere e sostituire i campi sferici di forze centrali agenti nel vuoto della vecchia fisica newtoniana e gli astrusi equilibrismi matematici relativi allo spaziotempo einsteiniano, con uno spazio tridimensionale (ben separato dalla coordinata tempo) di densit esilissima (10-20 la densit dellacqua, secondo i calcoli di Todeschini) e mobile come un fluido. Infatti, nei particolari movimenti che hanno luogo allinterno di questo fluido universale, che di fatto letere, Todeschini fu convinto di riconoscere tutti i fenomeni fisici naturali. Inoltre Todeschini era in contrasto anche con la teoria quantistica classica di Werner Heisenberg e di Erwin Schrdinger, la quale, pur ponendosi a sua volta in contrasto sia con la fisica classica newtoniana che con la relativit di Einstein, riduceva la realt pi intima della natura quella dellinfinitesimamente piccolo a una pura funzione di probabilit, assolutamente priva di finalit e di determinismo. La meccanica quantistica, secondo Todeschini, rendeva lUniverso inconoscibile ai suoi livelli pi profondi, ma questo era completamente confutato dalla stessa teoria di Todeschini che in-

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vece manifestava un chiaro determinismo a tutti i livelli e che, al contempo, pur nellambito di una trattazione completamente razionale, era in grado di agganciare il mondo della materia principale terreno della scienza tradizionalista al mondo dello spirito principale terreno della religione nel contesto di una unica grande scienza unitaria in grado di descrivere la realt a tutti i livelli. Lintelletto fino e il grande equilibrio di Todeschini, seppur egli fosse profondamente convinto dellesistenza delletere e dei suoi influssi sulla materia, lo portavano ad analizzare in maniera piuttosto obiettiva, ben bilanciata ma a tratti anche spietata la dicotomia intellettuale in cui si trovava (e si trova tuttora) il mondo accademico. A tal proposito egli affermava: Quelli che sostengono il vuoto, se riescono a trovare le relazioni matematiche tra le forze e le accelerazioni di massa, che danno le leggi che dominano i fenomeni, non riescono a spiegarli nella loro essenza e nel loro meccanismo; viceversa quelli che sostengono il pieno (ovvero lesistenza delletere), se riescono a spiegare qualitativamente i fenomeni non riescono sempre a spiegarli quantitativamente, cio a trarne le leggi relative. Per dire lo stesso concetto in altre parole, Cartesio credeva nellesistenza di un pieno e, pur spie-

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gandone il perch, non calcolava nulla di convincente che rivelasse come esso si manifesti, mentre Newton che credeva nel vuoto, pur essendo in grado di calcolare tutto e di comprendere il modo in cui i fenomeni si verificavano, nella sostanza non spiegava niente sulle cause che determinavano certi effetti. Lintento di Todeschini era allora di mettere a punto la sua teoria del pieno, sviluppatasi principalmente con il pensiero di Cartesio, colmandone le lacune matematiche e sperimentali. Fu proprio lanalisi critica di questa situazione che Todeschini riusc a effettuare dopo aver studiato a fondo i dilemmi della fisica in tutta la sua storia fino ai nostri tempi, che gli permise di superare i limiti dei sostenitori delletere, e cio la loro capacit di spiegare i fenomeni solo intuitivamente (come, aveva fatto Cartesio) e non quantitativamente. Todeschini riusc infatti a dare una struttura sia matematica che sperimentale, seppur altamente semplificata rispetto ai complessi calcoli della fisica standard, alla sua teoria. Ferma restando lassunzione di base in merito allesistenza delletere, attraverso la quale si potevano comprendere tutti i fenomeni dellUniverso come eventi di natura fluidodinamica, la vera grande rivoluzione introdotta da Marco Todeschini consisteva nel fatto che il suo era un Universo fisico con una finalit precisa, creato apposta per la vita e per lo spi-

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rito che vi alberga. E al contempo era un Universo decisamente meccanicistico, seppur mosso da scopi divini, la cui fisica non riguardava solo il mondo della materia, ma anche quello dello spirito. Todeschini ruppe almeno cinque dei pi grossi paradigmi indiscussi della fisica del tempo (e in gran parte anche di quella dei giorni nostri): la negazione delletere, lesistenza delle forze come entit reali e non pure apparenze e dei relativi campi in natura, linsuperabilit della velocit della luce, la negazione che la materia sia strettamente connessa allo spirito e lesclusione di Dio da ogni scienza. Marco Todeschini, per sua stessa ammissione, si sent invece ispirato proprio da Dio nel mettere a punto la sua teoria, un Dio che mosse la sua mente in maniera talmente tenace da sconvolgere larchitettura atea della scienza del tempo per sostituirla con una fisica omnicomprensiva completamente nuova, dove luomo veniva finalmente posto al centro di un Universo retto dalla finalit e non dai moti casuali di una materia inerte in uno spazio completamente vuoto.

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NOTE
(1) LEsperimento di Michelson. Supponendo che la Terra sia in moto rispetto all'etere, dato che sarebbe strano credere che il sistema di riferimento dell'etere coincida con la Terra, vari osservatori terrestri dovrebbero misurare velocit diverse della luce, a seconda della direzione di propagazione; la velocit della luce dovrebbe essere minima quando viaggia nella stessa direzione e verso della Terra e massima nel caso opposto. Inoltre la velocit della luce dovrebbe essere influenzata dal moto della sorgente. Michelson, con il suo esperimento effettuato in varie fasi (anche assieme al suo collaboratore Edward Morley) tra il 1887 e il 1906, cerc di trovare un'eventuale dipendenza della velocit della luce dal moto della Terra. Il risultato come da oltre un secolo si vuol far credere fu che la velocit della luce indipendente sia dal moto dell'osservatore iniziale che la riceve, sia dal moto della sorgente. Questo risultato era in contrasto con le trasformazioni di Galilei (che aveva costruito la relativit classica), per le quali, invece, passando da un sistema inerziale a un altro, la velocit della luce avrebbe dovuto modificarsi secondo la composizione delle velocit,e soprattutto confutava lesistenza di un etere cosmico.

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