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MELO

Nuovi orientamenti per gli impianti di melo


SCELTA DEL MATERIALE VIVAISTICO
Il continuo miglioramento delle tecniche vivaistiche nella moltiplicazione delle piante da frutto ha portato allottenimento di piante sempre pi disposte ad una entrata in produzione precoce, con conseguente riduzione dei tempi di ammortamento del nuovo impianto. Oggigiorno vengono proposti diversi tipi di piante con rami anticipati e spesso risulta difficile capire la differenza tra le varie classi. Qui di seguito riportiamo la classificazione riconosciuta dal Consorzio Italiano Vivaisti (CIV). Requisiti biometrici e qualitativi minimi del materiale vivaistico per i nuovi impianti (pomacee).

CARATTERISTICHE SPECIFICHE
Tipo Altezza minima Calibro minimo della pianta dal a 10 cm sopra colletto alla il punto dinnesto gemma apicale (mm) (cm) Altezza minima del punto dinnesto dal colletto (cm) Rami Anticipati Apparato Radicale

Astoni classe commerciale A Astoni con rami anticipati classe commerciale A+ Astoni con rami anticipati Classe commerciale EXTRA Piante preformate tipo KNIPS

10

110 (cv. Standard) 100 (cv. Spur) 110(cv. Standard) 100 (cv. Spur)

20

0-3 speroni

10

20

3-5

12

110

20

5-7

Ben strutturato con radici non troppo corte e ben distribuite

14 (cv. Standard)

140 (cv. Standard)

20

7+

CARATTERISTICHE PREFERENZIALI
3 La parte apicale della pianta deve essere ben lignificata (gemma apicale ferma). 3 Per le variet standard, i rami anticipati devono avere una lunghezza di almeno 30 cm ed essere inseriti ad unaltezza minima da terra di 55-60 cm. Langolo dinserimento deve essere aperto e il diametro non superiore al 30-40% del fusto. 3 Per le variet appartenenti al gruppo Spur preferibile che i rami anticipati siano di lunghezza ridotta tipo spini.
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FORME DI ALLEVAMENTO E TECNICHE DI POTATURA: MELO

CARATTERISTICHE GENERALI
3 Crescita eretta e lineare. 3Saldatura integra allinnesto (solo per astoni). 3 Assenza di sintomi di disidratazione (raggrinzimento). 3 Assenza di danni meccanici dovuti allestirpazione in vivaio. 3 Non derivanti da reinnesto di materiale non attecchito. 3 Non derivanti da materiale invenduto nelle campagne precedenti (solo astoni). 3 Uniformit della partita del materiale vivaistico. 3 Assenza di gravi ferite non cicatrizzate dovute a grandine e animali.

Scelta del sistema e densita dimpianto


Un moderno impianto deve: 3 Consentire una buona distribuzione della luce. 3 Garantire unadeguata durata del frutteto. 3 Non ostacolare le lavorazioni. 3 Avere la capacit di produrre costantemente quantit e qualit. DISTANZA (m) 4 x 1-1.30 4 x 1-1.20 4.20 x 1.20-1.50 4 x 1-1.20 3.80 x 0.8-1 4 x 1.2 4 x 1-1.3

VARIETA Gala Golden Delicious Fuji Red Delicious (Standard) Red Delicious (Spur) Braeburn

PORTAINNESTO M9 M9 M9 M9 M 26 - M 9 MM 106 M9

N piante/ha 2500-1950 2500-2100 2000-1600 2500-2100 3300-2650 2100 2500-1950

DENSITA DELLIMPIANTO
Per la scelta del portinnesto si rimanda al capitolo dei portinnesti (scala di vigoria dei portinnesti) I portinnesti di riferimento sono quelli che meglio rappresentano le tipologie di maggiore e minore vigoria. Nella scelta della distanza dimpianto si dovr tenere conto della fertilit del terreno, delleventuale situazione di reimpianto, dellesistenza dellimpianto di irrigazione localizzata: tali fattori determinano una variazione del (+/-) 10% sulle distanze riportate in tabella.

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Consigli per limpianto: la messa a dimora


3 Programmazione anticipata allinverno precedente per lordinativo delle piante. 3 Preparazione del terreno evitando lavorazioni troppo profonde e trasferimenti consistenti di terra che determinerebbe un impoverimento della fertilit; si consiglia, nelle lavorazioni, lutilizzo di erpici di superficie (rotofresa). 3 Quando possibile, va evitata la successione del melo a se stesso; ottimi risultati si registrano invece quando questa specie succede allactinidia che conferisce al terreno una situazione di fertilit e di buona attivit microbica. Nel caso si rendesse necessario il reimpianto, si ricorda che le linee guida nazionali di difesa integrata, non consentono lutilizzo di geodisinfettanti chimici (Dazomet e altri) e si consiglia di attenersi alle raccomandazioni riportate nellapposito capitolo. 3 Concimazione di fondo: - Eseguire fertilizzazioni con gli elementi per i quali lanalisi del terreno ne evidenzia la carenza. - Nel caso sia necessario lapporto di sostanza organica, quando possibile preferire letame bovino maturo la cui applicazione non va localizzata alla base della pianta, ma disposta lungo il filare. - sconsigliabile effettuare concimazioni azotate durante il primo anno di vita del limpianto, mentre risulter utile lapporto di fosforo, compatibilmente con la sua dotazione nel terreno, in quanto stimola lo sviluppo radicale. 3 Allo scopo di creare le migliori condizioni di idratazione della pianta consigliabile provvedere alla loro immersione in acqua per almeno 24 ore prima della messa a dimora meglio ancora se al liquido si aggiunge una quantit di sostanza organica (inzaffardatura). Effettuare un attento esame dellapparato radicale, scartando le piante le cui radici presentassero formazioni anomale o dubbie (ingrossamenti, cisti) nel qual caso segnalandolo sempre al proprio tecnico; in tutti i casi risulter benefica una spuntatura delle radici asportando quelle danneggiate o allapparenza non funzionali. 3 importante lasciare il punto dinnesto almeno 10-15 cm fuori dal terreno per non creare eccessivo vigore ed evitare rischi di infranchimento. 3 Appena messe a dimora le piante, provvedere alla loro legatura al primo filo al fine di evitare lesioni e scollamenti alle radici. 3 Nei primi mesi si deve prestare massima attenzione allirrigazione localizzata delle giovani piante. La zona del colletto deve sempre essere mantenuta umida.
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Forme di allevamento e potatura del melo


CRITERI PER LA SCELTA DI UNA FORMA
3 Deve esulare da canoni estetici e da tendenze del momento. 3 Essere di facile esecuzione. 3 Essere economica e che richieda modesti interventi anche in vista di futuri operazioni meccaniche. 3 Consentire una buona penetrazione della luce. 3 Essere predisposta a tutte le operazioni colturali. 3 Adattabile allimpianto antigrandine. Per soddisfare tali requisiti, le forme di allevamento proponibili e di conseguenza le tecniche di potatura adottate, si rifanno al sistema ideato dal ricercatore J.M. Lespinasse dellINRA di Bordeaux ed alle esperienze scaturite dal gruppo di lavoro Mafcot appositamente creato che come si vedr di seguito proponibile per i gruppi varietali pi diffusi. Alcuni aggiustamenti andranno applicati a questo sistema per taluni gruppi particolari (es Braeburn e Spur) riguardo alla potatura di produzione.

CONCETTI FONDAMENTALI PER IL CONTROLLO DELLA FRUTTIFICAZIONE


In modo schematico sono di seguito descritti i punti essenziali per il controllo della fruttificazione evidenziati nella (Fig. 1) 1. Favorire una ramificazione alta, evitando le strutture troppo basse, per assicurare un buono sviluppo delle branche fruttifere. 2. Piegare le branche fruttifere lasciate libere per anticipare linduzione fiorale e favorire il rivestimento di fruttificazioni secondarie. 3. Controllare lo sviluppo dellalbero e del suo equilibrio con la piegatura della cima e il mantenimento della totalit della ramificazione. 4. Controllare la densit dei punti di fruttificazione con lestinzione gemmaria (extinction) per mantenere lautonomia di produzione nellinsieme dellalbero. 5. Privilegiare i punti di fruttificazione che si sviluppano nella parte periferica della ramificazione (conduite centrifuge).
Fig. 1 Forma di allevamento Solaxe

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RACCOMANDAZIONI ALLIMPIANTO
3 Rispettare dinnesto laltezza del punto

Durante la messa a dimora degli astoni, importante rispettare unaltezza minima di 10-15 cm tra il suolo e il punto dinnesto, condizione importante per la futura omogeneit del frutteto (Fig. 2). Fig. 2 Altezza corretta del punto dinnesto Un punto dinnesto troppo basso pu favorire nel corso degli anni laffrancamento e il conseguente aumento del vigore vegetativo, gravando sulla qualit della produzione futura. Al contrario un punto dinnesto troppo alto pu provocare un blocco dellaccrescimento della pianta 3 Piantare presto e legare la pianta ai fili di sostegno Un impianto precoce favorisce una migliore ripresa vegetativa. Quando possibile preferire lesecuzione dellimpianto in autunno in modo da consentire un preventivo sviluppo delle radici in grado di supportare adeguatamente la parte epigea dellalbero spesso molto sviluppata. importante la legatura delle giovani piante per evitare che il vento le scuota troppo, penalizzando linizio dellattivit delle giovani radici. 3 Lastone non deve assolutamente essere ribattuto Devono essere eliminati gli anticipati troppo bassi (al di sotto del metro) e quelli di vigore uguale o superiore allasse centrale (Fig. 3 e 4). In situazioni di elevato vigore (gruppo Fuji), consigliabile lasciare qualche ramo in pi alla base allo scopo di meglio controllare la spinta vegetativa verso lalto. Conservare gli anticipati aventi la stessa et dellastone permette di ottenere una produzione di qualche chilo-

Fig. 3 Astone allimpianto completo di tutti i rami

fig 4 Astone allimpianto dopo leliminazione dei rami anticipati bassi

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grammo di mele al 2 anno, ma spesso con la conseguenza di un futuro disequilibrio della pianta. Tenendo conto delle principali variet coltivate nel nostro areale, le forme di allevamento consigliate si possono ridurre alle seguenti: - Solaxe: asse verticale con piegatura della cima Sono comprese tutte le variet di buona vigoria (Gala, Golden Delicious, Red Delicious Standard, Fuji, Braeburn ecc.) - Fuso/Asse verticale (Red Delicious Spur)

SOLAXE: gruppo Golden Delicious, Gala, Red Delicious Standard, Fuji, Braeburn
1 E 2 ANNO DEl FRUTTETO

Fig. 5 Fuji kiku 8 al 2 anno dimpianto

3 Favorire lo sviluppo dellasse centrale e piegare le branche importante che il primo anno non ci sia una produzione e che il secondo anno la pianta non venga sovraccaricata (Fig. 5). Continuare la legatura dellastone ai fili superiori e conservare tutte le ramificazioni. Piegare le ramificazioni al di sotto dellorizzontale, circa 110 rispetto alla verticale, per anticipare linduzione fiorale nella parte apicale del ramo. Su variet Red Delicious standard ( Jeromine in particolare ), limitare langolo di apertura delle branche a 90 ; valori maggiori determinerebbero un completo arresto dellapice con eccessivo sviluppo di rami dorsali. La piegatura deve essere realizzata possibilmente allinizio dellautunno o al pi tardi in primavera, alla ripresa vegetativa, su branche che abbiano raggiunto una lunghezza superiore ai 60 cm o meglio quando la loro lunghezza abbia superato la met della distanza che intercorre tra due piante. Evitare la piegatura delle branche lungo il filare, ma disporle verso lesterno, tra i filari, per favorire una migliore penetrazione della luce (Fig. 6). Questo concetto potrebbe venire parzialmente modificato in vista di una possibile introduzione della macchina per il diradamento (vedi capitolo). Per dare alle branche il giusto angolo di curvatura si consiglia lutilizzo di un filo di ferro di 1,5 mm di diametro circa e di lunghezza variabile secondo lesigenza Fig. 6 Visione dallalto, orientamento delle branche fruttifere (Fig. 7, 8, 9 e 10). Di norma si consiglia di non
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piegare pi di 3 o 4 ramificazioni per pianta, poich la piegatura di tutte le branche penalizzerebbe il volume produttivo dellalbero. Ovviamente pi la pianta vigorosa e pi branche verranno piegate (Fig. 11). Durante il periodo estivo (giugno-luglio) risulta molto efficace leliminazione di eventuali ricacci vegetativi che si sono formati sul dorso delle branche in corrispondenza delle piegature. Ritardare questa operazione provoca degli squilibri vegetativi alla pianta, mentre leliminazione in verde dei ricacci favorisce uno sviluppo pi equilibrato della ramificazione fruttifera (Fig. 12). Gli eventuali ricacci formatisi in posizione laterale alla branca, se non troppo vigorosi, possono essere mantenuti e successivamente piegati per favorire la formazione di una ramificazione complessa.

Fig. 7 Utilizzo del fil di ferro per la piegatura dei rami

3 ANNO DEL FRUTTETO


3 Piegatura delle branche e dellasse centrale Continuano le operazioni di piegatura delle branche pi vigorose. La piegatura della cima migliora lequilibrio generale dellalbero. Ecco perch quando la cima supera di circa 70-90 cm lultimo filo di sostegno, occorre piegarla con un arco ampio, evitando in modo assoluto piegature orizzontali. Una volta attaccata la cima bisogna condurla come se fosse una branca fruttifera, evitando di farla correre lungo il filo (Fig. 13 e 14). In alcune variet non sempre necessario forzare la piegatura poich le cime piegano da sole con il peso

Fig. 8 Angolo di piegatura corretto

Fig. 9 Piegatura da evitare

Fig. 10 Piegatura del ramo con il fil di ferro

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dei frutti. Inoltre, se nella potatura tradizionale la semplificazione della cima era una priorit, questa necessit ora viene meno e diventa possibile, in situazioni di elevata vigoria, lasciare anche due o pi cime. sempre importante leliminazione, durante il periodo estivo, degli eventuali ricacci vegetativi che si sono formati sul dorso delle branche in corrispondenza delle piegature.

4 ANNO DEL FRUTTETO


3 Piegatura branche e creazione del camino centrale e extinction Continuano le operazioni di piegatura delle branche pi vigorose che non piegano sotto il peso dei frutti. sempre importante, per mantenere lequilibrio della pianta, leliminazione degli eventuali ricacci sul dorso delle branche e della cima. Un elemento molto importante della conduite centrifuge la luce, fattore indispensabile che garantisce la perennit, lautonomia e la qualit dei punti di fruttificazione. Per questo motivo, durante il riposo vegetativo, si provveder a creare un camino di luce nella parte centrale della pianta asportando le lamburde dellasse centrale e quelle poste nei primi 15-20 cm dal punto dinserzione delle branche con il tronco. Questa operazione, creando una zona senza vegetazione intorno al tronco, permette alla luce di penetrare anche nelle parti pi basse ed interne della pianta (Fig. 15).
Fig. 11 Piegatura delle branche

Fig. 12 Eliminazione in estate dei ricacci

Fig. 13 Piegatura della cima

Fig. 14 Corretta piegatura della cima

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Fig. 15 Camino centrale

Fig. 16 Branca prima dellextinction

Fig. 17 Branca dopo extinction. Camino centrale pi eliminazione delle lamburde poste sotto il ramo

Il 4 anno, secondo le variet e se non ci sono stati problemi durante la formazione delle piante, corrisponde al primo anno di forte produzione. Lassenza di tagli di ritorno sulla ramificazione porta allinvecchiamento delle branche e allaumento nel tempo del numero di punti di fruttificazione (lamburde, brindilli ecc.). In questa fase diventa dunque importante intervenire sulla pianta per regolare il rapporto tra produzione e accrescimento ed evitare di incorrere in fenomeni di alternanza e comunque in produzioni eccessive che penalizzerebbero la qualit dei frutti. Per mantenere un buon equilibrio fisiologico della pianta non verranno effettuati dei tagli di rinnovo sulla ramificazione fruttifera. Prendendo in considerazione il comportamento naturale delle diverse variet, sinterverr, invece, con lextinction artificiale che permette di controllare al meglio laccrescimento vegetativo e la densit dei punti di fruttificazione. In poche parole si effettuer un diradamento degli organi fruttiferi. Questoperazione sar realizzata manualmente solo sulle branche piegate sotto lorizzontale e ben equilibrate, iniziando con leliminazione di tutte le lamburde pi deboli e sistematicamente di tutte quelle che si sono sviluppate sotto la ramificazione, perch poco esposte alla luce e perch producono frutti di scarsa qualit (Fig. 16, 17, 18 e 19). Successivamente diventa importante determinare lintensit dellextinction, cio il numero di organi fruttiferi ideale da lasciare sulla pianta, per ottenere delle produzioni di qualit. Ricordiamo inoltre che lextinction unoperazione di potatura, dunque, come tutte le potature, se troppo severa rischia di rilanciare il vigore con cacciate indesiderate, se troppo blanda rischia di produrre frutti di scarsa qualit. In entrambi i casi si comprometterebbe lequilibrio vegeto-produttivo della pianta. Il gruppo MAFCOT francese ha messo a punto un metodo oggettivo di misurazione e controllo del numero di gemme da lasciare per ottenere la produzione desiderata. Questo metodo viene messo a punto attraverso un semplice regolo chiamato equilifruit (Fig. 20) su
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cui indicata larea della sezione della branca e il corrispondente numero di gemme da mantenere sulla branca stessa; questo strumento consente di velocizzare le operazioni di extinction e migliorare la distribuzione degli organi fruttiferi sullinsieme della chioma. Apparentemente, il principio ideato dal gruppo francese, pu sembrare complesso, ma in realt semplice e soprattutto logico, poich si basa sulla misurazione del diametro delle branche fruttifere e sul calcolo del numero di gemme a fiore da lasciare per ogni branca. Precisiamo che la misurazione delle branche non viene estesa allintero frutteto perch comporterebbe un tempo di esecuzione troppo lungo e di conseguenza costoso. Per questi motivi importante che il frutticoltore prima di iniziare lextinction sullintero frutteto faccia una simulazione misurando un numero di piante rappresentative dellappezzamento, da cui, in base ad un calcolo che considera la pezzatura desiderata dei frutti e la produzione ad ettaro che vuole realizzare, decide il numero di gemme da lasciare per ogni cm2 di branca. Tempi di esecuzione: uno dei maggiori limiti che sovente viene manifestato soprattutto da chi contrario a questa pratica il tempo di esecuzione. In realt lelevato numero di ore (200 - 250/ ore/anno/ettaro) va suddiviso nei primi 2 anni. Negli anni successivi il tempo va ridotto a 20-40 ore/anno/ettaro. Di seguito vengono descritte, con un esempio, le varie operazioni da seguire per impostare una simulazione di calcolo.

Fig. 18 Branca complessa della Conduite Centrifuge

Fig. 19 Guanto per lextinction

Fig. 20 Utilizzo dellEquilifruit

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Esempio: Frutteto di Golden Delicious 4 anni, sesto 4 m x 1,25 m (2000 piante /ha)
Pianta 1
Branche

Pianta 2

Pianta 3

Pianta 4

Pianta 5

Area Area Area Area Area Diametro Diametro Diametro Diametro Diametro sezione sezione sezione sezione sezione mm mm Mm mm mm cm2 cm2 cm2 cm2 cm2 14 15 11 13 13 14 16 14 12 13 14 12 17,9 1,5 1,8 0,9 1,3 1,3 1,5 2,0 1,5 1,1 1,3 1,5 1,1 12 12 13 14 14 15 14 13 16 13 15 17 20,5 1,1 1,1 1,3 1,5 1,5 1,8 1,5 1,3 2,0 1,3 1,8 2,3 12 13 14 15 15 13 14 16 14 12 12 14 18,3 1,1 1,3 1,5 1,8 1,8 1,3 1,5 2,0 1,5 1,1 1,1 1,5 15 14 15 17 13 16 13 18 12 16 12 13 22,0 1,8 1,5 1,8 2,3 1,3 2,0 1,3 2,5 1,1 2,0 1,1 1,3 24,9 14 13 12 19 16 17 18 14 15 18 19 1,5 1,3 1,1 2,8 2,0 2,3 2,5 1,5 1,8 2,5 2,8 Media 20,7

br1 br3 br4 br5 br6 br7 br8 br9 br10 br11 br12 br13 Tot sezioni cm2

2 2 : 3,14 Calcolo area della sezione in cm2: 3,14 in mm) /100 Calcolo area della sezione in cm + raggio * (raggio

in mm) 2/100

Tabella di conversione Tabella di conversione Diametro 9 mm 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30

Area cm2 0,6 0,8 0,9 1,1 1,3 1,5 1,8 2 2,3 2,5 2,8 3,1 3,5 3,8 4,2 4,5 4,9 5,3 5,7 6,2 6,6 7,1 Nellesempio riportato, il potenziale produttivo del frutteto stimato a 300 q/ha, per un obiettivo COME DOsARE lEXTINCTION? commerciale di 5,2 frutti per kg (frutti di pezzatura 75/80 mm per un peso di circa 192 grammi):

1. Valutare il potenziale produttivo del frutteto. 30000 kg/ha / 2000 piante per ettaro = 78 frutti per pu pianta . Solo il produttore, con laiuto tecnico, pu valutare quanto produrre il frutte* 5,2 del to prendendo in considerazione et, vigore delle piante, sesto dimpianto e obiettivi Otteniamo dunque frutti / 20,7 (sezione media in cm2) = 3,76 frutti / cm2 di sezione. economici che si78 vogliono raggiungere. 2. Determinare la somma delle sezioni delle branche. Considerando un frutto per mazzetto, con un margine del 10%, per ottenere una produzione di Selezionare 5 piante rappresentative del frutteto. Golden D. stimata a 300 q/ha, con frutti di 190 grammi circa, durante loperazione di extinction si Misurare il diametro branche. per ogni cm2 di sezione di branca. dovranno lasciare 4 punti delle di fruttificazione Questo semplice calcolo un mezzo efficace per e distribuire inpianta modo calcolarne ragionato il la potenziale Calcolare larea della sezione di ogni branca per ogni media.
produttivo del frutteto sulla ramificazione fruttifera. 2 di sezione Determinato il numero di gemme da lasciare, in base alla sezione branche, della si procede con 3. Determinare il numero di punti difruttificazione per cmdelle branca. lextinction. Tale operazione trova la sua migliore attuazione nel periodo che va da mazzetti affioranti (STADIO Nellesempio il potenziale produttivo del frutteto stimato a 300 q/ha, per D D3) sino allariportato, fioritura (STADIO F F2) (fig. 21M).

un obiettivo commerciale di 5,2 frutti per kg (frutti di pezzatura 75/80 mm per un peso di circa 192 grammi): 30000 kg/ha * 5,2 / 2000 piante per ettaro = 78 frutti per CAMPI DI APPLICAZIONE pianta.
PIANTE Vigorose TAILLE LONGUE S EXTINCTION No (solo camino centrale) S (formazione del camino centrale ed
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D Mazzetti affioranti

D3 Mazzetti divaricati

F2 Piena fioritura

Fig. 21 Stadi ottimali per effettuare lextinction

Fig. 22 Branca esaurita

CAMPI DI APPLICAZIONE
PIANTE TAILLE LONGUE S EXTINCTION

Vigorose

No (solo camino centrale)


S (formazione del camino centrale ed eliminazione dei siti fruttiferi esauriti)

Equilibrate

Deboli

Ragionata

S
Fig. 23 Branca rinvigorita dopo un moderato intervento di potatura

Otteniamo dunque 78 frutti / 20,7 (sezione media in cm2) = 3,76 frutti / cm2 di sezione.

Considerando un frutto per mazzetto, con un margine del 10%, per ottenere una produzione di Golden D. stimata a 300 q/ha, con frutti di 190 grammi circa, durante loperazione di extinction si dovranno lasciare 4 punti di fruttificazione per ogni cm2 di sezione di branca. Questo semplice calcolo un mezzo efficace per distribuire in modo ragionato il potenziale produttivo del frutteto sulla ramificazione fruttifera. Determinato il numero di gemme da lasciare, in base alla sezione delle branche, si procede con lextinction. Tale operazione trova la sua migliore attuazione nel periodo che va da mazzetti affioranti (STADIO D D3) sino alla fioritura (STADIO F F2) (Fig. 21).

ANNI SUCCESSIVI
Dopo i primi 2 anni di extinction la potatura annuale sar unoperazione semplice, finalizzata al mantenimento dellequilibrio fisiologico della pianta. Essa sar realizzata pi rapidamente solo per eliminare eventuali ricacci vegetativi, per diradare i punti
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di fruttificazione in esubero ed eventualmente per eliminare le branche che possano compromettere la penetrazione della luce. Come gi detto pi volte, questo tipo di allevamento non prevede cospicui e laboriosi interventi di potatura di rinnovo. In alcuni casi per, quando laccrescimento della ramificazione fruttifera nella parte pi periferica comincia ad esaurirsi (cacciate troppo deboli e gemme di cattiva qualit), diventa necessario ringiovanirla con moderati interventi di ritorno per rinvigorire i punti restanti (Fig. 22, 23 e 24). A tale proposito ritorner utile mantenere qualche ramo dorsale non troppo vigoroso in grado di sostituire il prolungamento del ramo esaurito (Fig. 25).
Fig. 24 Ripartizione ottimale dei frutti nella chioma

CASO PARTICOLARE: JEROMINE (RED DElICIOUs STANDARD)

Fase di Produzione Il comportamento di questa variet che al momento la pi diffusa fra le Red Delicious Standard pu essere assimilato a quello di Gala e Golden, pertanto valgono le indicazioni fornite per questi gruppi varietali. Tuttavia tenendo conto della maggior sensibilit di questa variet alla butteratura amara si raccomanda di limitare leccessiva pulizia di formazioni fruttifere come invece avviene per le altre variet. Sulle piante pi vigorose sulle quali si dovr asportare delle branche mal Fig. 25 Esempio di ricaccio da non eliminare ma da utilizzare in futuro per la inserite o in nusostituzione della branca esausta mero eccessivo consigliabile eliminarle mediante lo strappo che oltre a evitare linsorgenza di ricacci favorir lindebolimento della pianta e una migliore cicatrizzazione della ferita (Fig. 26). Per quanto riguarda la gestione della cima continuare nella piegatura della stessa con lo scopo di mantenere lequilibrio generale della pianta. Fig. 26 Eliminazione di un
ramo con la tecnica dello strappo

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FUSO: gruppo Red Delicious Spur


Le piante di Red Delicious spur devono essere allevate mantenendo un andamento eretto della pianta al fine di esaltare la crescita della freccia centrale. La forte caratteristica basitona del gruppo Red Delicious spur fa s che i rami generati allimpianto, se non controllati con piegature o tagli, creino una forte competizione con la freccia centrale compromettendone la crescita. Diventa importante in questi casi la scelta del materiale vivaistico per limpianto. Sono da preferire piante con piccoli rami anticipati (spini) e lamburde fruttifere. Piante con molti rami anticipati possono solo creare problemi alla crescita della pianta senza anticipare una raccolta interessante. Per le tecniche di impianto vale quanto riportato nel capitolo precedente.

1 E 2 ANNO DEl FRUTTETO


3 Eliminazione di eventuali ramificazioni troppo vigorose concorrenti con la punta. 3 Piegatura dei rami medi non oltre lorizzontale 3 Eliminazione dei fiori o dei frutticini originati dalla gemma apicale in particolare quelli situati sul fusto centrale. 3 Diradamento dei frutticini Durante il primo anno si dovranno eliminare tutti i frutti Nel secondo possibile lasciare 20 frutti per pianta nel caso di portinnesti deboli e 40 frutti per pianta nel caso di portainnesti pi vigorosi (Fig. 27).

Fig. 27 Red Chief alla II foglia

Fig. 28 Eliminazione di branche basali troppo vigorose

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3 ANNO DEl FRUTTETO
3 Soppressione di branche troppo vigorose (Fig. 28). 3 Asportazione delle gemme nella zona pi interna della pianta e comunque tutte quelle in sovrannumero 3 Esecuzione dei primi tagli di ritorno su legno di due anni, preferibilmente su gemma a fiore. 3 Mantenere la freccia priva di rami concorrenti (Fig. 29; 30; 31).

Fig. 29 Red Chief alla IV foglia (le frecce in rosso indicano i rami concorrenti vigorosi da eliminare)

Fig. 30 Red Chief alla IV foglia dopo la potatura

GRUPPO BRAEBURN
Il gruppo Braeburn che, con la recente introduzione di cloni ben colorati (Eve, Joburn ecc.), sta incontrando un certo favore fra diversi produttori, merita un cenno a parte in particolare per quanto riguarda la potatura di produzione.

FASE DI ALLEVAMENTO

Fig. 31 Esiti produttivi di Red Chief in conduzione centrifuga

Nei primi due anni di vita, la conduzione del frutteto del tutto simile a quella consigliata per il gruppo Gala e Golden. Lunica differenza sta nel fatto che, dovendo su questo variet effettuare negli anni, tagli di raccorciamento sui rami produttivi, come si dir fra breve, possibile mantenere le branche basali a partire da 80-100 cm di altezza.
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FORME DI ALLEVAMENTO E TECNICHE DI POTATURA: MELO

Fig. 32 Clone di Braeburn: taglio su legno di 2 anni.

Fig. 33 Clone di Braeburn: esito dellextinction

FASE PRODUTTIVA
Lelevato potenziale produttivo di questa variet costringe, a differenza di altri gruppi, a regolare gi in potatura invernale il carico di gemme. Per realizzare ci, si possono seguire due strade: o effettuando raccorciamenti sui rami di due anni su una gemma a fiore (Fig. 32) e, su piante in piena produzione, anche sui rami dellanno al fine di ridurre lelevato potenziale produttivo (o, in alternativa, nel caso si volesse effettuare la pratica dellextinction (Fig. 33), si dovr operare esclusivamente da inizio fioritura quando cio sia ben definito il reale potenziale produttivo, diversamente si rischier di lasciare un numero di gemme a fiore troppo elevato con grave pregiudizio della fioritura anche in considerazione della difficolt nel disporre di prodotti efficaci per il diradamento chimico.

LA POTATURA NEL SISTEMA DI ALLEVAMENTO BIASSE


Questo sistema uninnovazione vivaistica che prevede di fornire astoni bi-cauli preformati in vivaio ed registrato con il termine Bibaum(Fig. 34). Tale tecnica permette di ottenere un albero a doppio asse attraverso la cimatura dellastone al 2 anno, con conseguente ritardo nella formazione della pianta di un anno. Lastone viene messo a dimora con il doppio asse disposto nella direzione del filare in modo da formare una forma appiattita e alta. Essendo questo sistema adottato da pochi anni non ancora possibile formulare un giudizio definitivo: tuttavia dalle prime osservazioni risulta una sensibile riduzione nei tempi di lavoro nella fase di allevamento e una maggior produzione al 2 e 3 anno.

Fig. 34 Sistema di allevamento biasse

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FORME DI ALLEVAMENTO E TECNICHE DI POTATURA: MELO


FAsE DI AllEvAMENTO
In questa fase devono essere eliminate le formazioni troppo vigorose le quali ostacolerebbero eccessivamente lo sviluppo dellasse centrale determinando, nei casi estremi, il suo esaurimento. La cima non deve essere spuntata ma lasciata libera di crescere fino al raggiungimento dellultimo filo. Con questo procedimento non pi necessaria la legatura dei singoli rami e ci rappresenta uno dei punti di forza del sistema.

FAsE DI PRODUZIONE
Allo scopo di avere una pianta equilibrata nel tempo Fig. 35 Eliminazione delle branche necessario procedere ogni anno con leliminazione pi vigorose su Fuji in biasse delle branche pi grosse effettuando 3 4 tagli per asse (Fig. 35). Attuando questa serie di tagli su ciascun asse si favoriscono le branche pi piccole (brindilli) che permettono di mantenere una forma in parete e garantiscono la produzione migliore. Quando la pianta ha raggiunto lultimo filo, per evitare leventuale inserimento dellapice della pianta stessa nella rete antigrandine, si consiglia di procedere con una cimatura estiva (inizio giugno). E stato osservato che con questo tipo di operazione la pianta rimane equilibrata nel tempo e lemissione di succhioni risulta limitata (Fig. 36). Una scorretta gestione della pianta durante i primi anni di allevamento (Fig. 37) pu causare laffermazione di branche troppo vigorose le quali, da un lato vanno a sottrarre linfa al resto della pianta e dallaltro vanno ad ostacolare la penetrazione della luce ai rami sottostanti. Questa errata gestione porta ad avere uno squilibrio generale della pianta che si manifesta con la mancanza di nuovi rami da utilizzare per sostituire quelli che andranno in esaurimento.

Fig. 36 Corretta gestione della cima effettuata con taglio di semplificazione estivo

Fig. 37 Esempio di unerrata gestione con conseguente prevalenza di branche grosse

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