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Facolt di Giurisprudenza

Cattedra di Diritto Privato Comparato

IAS/IFRS: IMPATTO SUL SISTEMA CONTABILE ITALIANO E RAFFRONTO CON GLI US GAAP

Relatore:Chiar.mo Prof. Antonio Nuzzo

Candidato:
Giorgio Frasca matr. 068753

Correlatore:
Chiar.ma Prof.ssa Barbara De Donno

ANNO ACCADEMICO 2007/2008

INDICE

Introduzione....p.2

I Capitolo Quadro generale del sistema contabile UE

I principi IAS/IFRS.....p.7
1.1 Ragioni che ne hanno ispirato lintroduzione nel sistema comunitario...p.7 1.2 I Regolamenti n.1606 del 19 Luglio 2002 e n.1725 del 29 Settembre 2003: i processi di enforcement e di endorsementp.11 1.2.1 Lenforcement.p.12 1.2.2 Lendorsementp.15 1.2.3 Il Regolamento 1725/2003.p.18 1.3 La First Time Application.p.28 1.4 Lapproccio italiano: la Legge Comunitaria 2003 e il D.Lgs. 38/2005.p.30 1.5 Disposizioni di coordinamento tra il sistema nazionale e gli IAS/IFRS..p.36

Le direttive contabili.p.41
2.1 La funzione delle direttive dopo lintroduzione degli IAS/IFRS..p.41 2.2 La direttiva 65/2001 e suo recepimento in Italia..p.43

2.3 La direttiva 51/2003 e suo recepimento in Italia..p.48 2.4 La direttiva 38/2003.p.55

II Capitolo Raffronto tra i principi contabili internazionali e il sistema contabile italiano

1 I soggetti tutelati.p.57 2 I principi generali di redazione...p.60


2.1 Gli assunti fondamentali.p.63 2.2 Le caratteristiche qualitative...p.65 3 3.1

Gli schemi di bilancio...p.77


Lo stato patrimoniale..p.78 3.1.1 La struttura dello stato patrimoniale.p.81 Il conto economico.p.88 3.2.1 La struttura del conto economico.p.91 Il rendiconto finanziario.p.97 Il prospetto delle variazioni delle poste del netto...p.100 Le note a bilanciop.102

3.2

3.3 3.4 3.5

4 Il fair value e il criterio del costo storico.....p.107

III Capitolo Gli US GAAP e le principali differenze rispetto ai principi contabili internazionali.

1 Aspetti generali: levoluzione del sistema contabile nordamericano e le fonti dei principi contabili US GAAP...p.116 2 Il processo di convergenza degli IAS/IFRS con gli US GAAP....p.122 3 Finalit e destinatari del bilancio secondo i GAAP statunitensi....p.126 4 I postulati di bilancio.p.128 5 Gli schemi di bilancio...p.130
5.1 Lo stato patrimoniale..p.130 5.2 Il conto economico.p.133 5.3 La contabilizzazione dei ricavi e dei costi.p.136 5.4 Il prospetto di Comprehensive income..p.138 5.5 Il rendiconto finanziariop.141 5.6 Il prospetto delle variazioni di patrimonio netto...p.143

6 Cambiamento dei principi contabili, correzione di errori e cambiamenti delle stime contabilip.144 7 Il trattamento contabile delle Aggregazioni aziendali.p.147

Conclusionip.157

Introduzione

Il bilancio desercizio uno strumento tecnico-contabile in grado di fornire, con cadenza periodica, una rappresentazione sintetica della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico di unimpresa. In Europa, il fenomeno della contabilit dimpresa ha preso vita intorno alla met del 1800, allorquando i legislatori hanno iniziato a regolamentare gli aspetti attinenti alla procedura di adozione del bilancio. In seguito ha poi preso avvio anche lo studio delle tecniche ragionieristiche e contabili, sfociate agli inizi del 900 nella nascita di un vero e proprio ramo della scienza economica, denominata economia aziendale.1 Da questo momento in poi lattenzione si spostata sulla formulazione di norme specifiche in tema di struttura e valutazione del bilancio, al fine di limitare lassoluta discrezionalit di cui godevano gli amministratori nella scelta delle regole da adottare nella redazione del bilancio. Si era infatti riconosciuto che ogni valutazione di un bene o di unattivit cambia in relazione allo scopo che, di volta in volta, il redattore si prefigge di raggiungere con la valutazione2: da ci lesigenza di non lasciare alla libera discrezionalit degli amministratori una scelta dallevidente rilevanza e impatto pratico. Dunque, dagli anni venti gli Stati europei si sono adoperati per lemanazione di regole tecnico-contabili vincolanti per i redattori dei bilanci. A tal proposito si sono delineate due forme di normazione: nei Paesi di civil law (quali
G. ZAPPA, Tendenze nuove negli studi di ragioneria, Milano, 1927, 11; A. CECCHERELLI, La tecnica del bilancio con speciale riguardo alle aziende bancarie, Milano, 1921, 4. 2 M. PANTALEONI, Alcune osservazioni sulle attribuzioni di valori in assenza di formazione di prezzi di mercato, in Giornale degli economisti 1904, 205.
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Italia e Germania) la disciplina contabile stata emanata dal legislatore ordinario; invece negli Stati riconducibili alla corrente di common law (Regno Unito in particolare), sono state istituite apposite autorit indipendenti3 con lo specifico compito di vigilare e regolamentare lattivit delle societ quotate, con particolare riferimento ai cosiddetti obblighi di disclosure .4 Negli USA, la redazione di regole contabili ha invece avuto inizio negli anni trenta quando, a seguito del crollo della Borsa di New York del 1929, stata istituita la SEC (Securities Exchange Commission). Tale organismo, vista limportanza di unadeguata informativa di bilancio ai fini della prevenzione dei dissesti finanziari, ha emanato un insieme di regole contabili per la redazione dei bilanci dimpresa, successivamente denominati US GAAP (Generally Accepted Accounting Principles). Tuttavia, sin dalle origini la SEC non ha mai svolto direttamente il compito di individuare e redigere i suddetti principi, esercitando invece i poteri di porre il veto finale sulla loro approvazione e quello di modificarne il contenuto. La predisposizione di tali regole contabili stata invece originariamente affidata al CAP (Committee on Accounting Procedure), che nel 1959 stato sostituito dallAPB (Accounting Principles Board) mentre dal 1973 e

In particolare stato istituito il Financial Reporting Council, al cui interno agisce, con funzioni di standard setter (ossia col compito di emanare le regole contabili), lAccounting Standard Board (ASB). Oltre allattivit di tali organismi indipendenti, occorre sottolineare anche il fatto che parte della disciplina contabile inglese soprattutto quella emanata in attuazione delle direttive CEE contenuta allinterno del Companies Act del 1985, il quale un atto legislativo. 4 Per obblighi di disclosure si fa riferimento allinsieme dei doveri informativi imposti a tutela degli investitori. In particolare, il nocciolo della disciplina incentrato sullinformativa patrimoniale ed economico-finanziaria da rendere in bilancio, la quale si basa essenzialmente sui principi di trasparenza e correttezza. Altri obblighi di discosure sono poi quelli relativi alle informazioni in merito a singole operazioni (fusioni, scissioni, aumenti di capitale, ristrutturazioni aziendale, mutamento del gruppo di controllo), che sono ritenute rilevanti per il mercato finanziario, ossia influenti per le decisioni economiche degli attuali e/o potenziali investitori della societ.

ancora ad oggi opera il FASB (Financial Accounting Standards Board), un organismo di natura privatistica, formalmente riconosciuto dalla SEC.5 Successivamente, negli anni settanta, sorta lulteriore esigenza di promuovere larmonizzazione dei principi contabili a livello internazionale; sicch su iniziativa dellIFAC (International Federation of Accountants)6, stato istituito un ente di carattere non istituzionale, cui si attribuito il compito di emanare un insieme di principi contabili condivisibili a livello internazionale: lInternational Accounting Standards Commission (IASC). Nel 2001 tale organismo stato ridenominato IASB (International Accounting Standards Board) ed confluito allinterno della IASC Foundation, unorganizzazione indipendente costituita nello Stato del Delaware sotto le vesti di una no-profit corporation.7 Lo IASC (ora IASB), nonostante accogliesse i rappresentanti di tutti i principali sistemi contabili a livello internazionale, ha agito da sempre sotto la predominante influenza inglese ed americana, al punto che la quasi totalit dei principi contabili emanati fino al 1989 era in perfetta sintonia con gli U.S. GAAP e gli U.K. SSAP.8. Tali principi, denominati dapprima IAS (International Accounting Standards), poi dal 2001 IFRS (International Financial Reporting Standards),
B. CAMPEDELLI, Ragioneria internazionale, Torino, 1994, 291; M. VENUTI, Il bilancio desercizio fino agli IFRS finalit, principi e deroghe, Milano, 2006, 354. 6 LIFAC un organizzazione contabile internazionale, costituita dalle organizzazioni contabili nazionali di Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Messico, Paesi Bassi, USA e Regno Unito. 7 Tuttavia vi chi ritiene che liniziativa in verit sia partita da un gruppo di professionisti contabili inglesi che miravano a preservare il sistema inglese dalle contaminazioni derivanti dalle direttive comunitarie. Sul punto A. HOPWOOD, Some reflection on the harmonization of accounting within the EU, in European accounting review 1994, 78; A. QUAGLI, I principi contabili di derivazione professionale nella revisione del bilancio di esercizio,Bologna, 1999, 89. 8 A. R. WYATT, International accounting standards and organizations:quo vadis? , in F. D. S. CHOI (a cura di), Handbook of international accounting, New york, 1991, 87; J. M. RIVERA, The internationalisation of accounting standards. Past problems and current prospects, in International journal of accounting, education and research 1989, 33.
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dopo un periodo di piena indifferenza da parte delle istituzioni soprattutto in ambito comunitario agli inizi del secondo millennio hanno iniziato a rivestire un ruolo di primaria importanza. Infatti, la Commissione europea ha indicato in tali principi il corpus di regole da adottare in sede di convergenza delle legislazioni contabili nazionali europee. Inoltre, contestualmente ha preso avvio un processo di coordinamento tra gli US GAAP e gli IAS/IFRS. Infatti, nel 2002 lo IASB e il FASB hanno stipulato un Protocollo dintesa con il quale si sono impegnati a promuovere la convergenza delle rispettive norme contabili. Laccordo stato accolto con favore sia dalla Commissione europea che dalla SEC, le quali hanno formalmente espresso il loro impegno per la realizzazione del progetto in un incontro tenutosi nel 20059. Da ultimo, il 20 giugno 2007 la SEC ha reso nota la proposta di riconoscere i due sistemi IAS/IFRS e US GAAP come equivalenti10, e quindi di consentire alle societ estere di depositare i bilanci redatti in base agli IAS/IFRS senza alcun obbligo di riconciliazione. Attualmente, dopo che la Commissione ha accolto con favore lannuncio della SEC, sono ancora in corso i lavori di coordinamento e avvicinamento delle discipline contabili comunitaria e statunitense.11

Lincontro avvenuto a Washington tra il Presidente della SEC W. Donaldson e il Commissario europeo al Mercato interno C. McCreevy, in data 21 Aprile 2005, ed stato focalizzato proprio sulla riaffermazione del supporto al progetto convergenza e sui tempi necessari per arrivare alleliminazione del prospetto di riconciliazione dei dati di bilancio, attualmente previsto negli Stati Uniti a carico delle imprese che redigono bilanci IAS/IFRS e che vogliono quotarsi nei mercati americani. A tal proposito stato indicato come termine ultimo il 2009. 10 Il concetto di equivalenza stato fornito nel 2005 dal CESR (Committee of European Securities Regulators). Tale organo ha specificato che il termine equivalente non significa identico, ma invece si riferisce alla circostanza in cui gli investitori sono in grado di prendere una decisione economica analoga indipendentemente dal fatto che il bilancio sia stato redatto con gli IAS/IFRS o con gli US GAAP. 11 F. DEZZANI, IAS/IFRS equivalenti a gaap statunitensi, in Impresa c.i. 2007, 1477.

In forza di tali recenti sviluppi la seguente trattazione si propone di analizzare anzitutto il sistema contabile attualmente vigente in ambito comunitario, composto dagli IAS/IFRS e dalle normative nazionali preesistenti, cos come modificate in recepimento delle direttive contabili CEE. In secondo luogo, dopo aver affrontato le principali differenze rispetto alla disciplina contabile italiana, nellultima parte vengono analizzate le principali divergenze ancora esistenti tra gli IAS/IFRS e gli US GAAP e i possibili sviluppi futuri.

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I CAPITOLO Quadro generale del sistema contabile UE

I principi IAS/IFRS

1.1 Ragioni che ne hanno ispirato lintroduzione nel sistema contabile comunitario

Gli International Accounting Standard

(IAS), denominati dal 2001

International Financial Reporting Standard (IFRS), rappresentano lultimo traguardo raggiunto dallUnione Europea nellambito del processo di

armonizzazione delle legislazioni contabili di tutti gli Stati membri. Lesigenza di creare un sistema contabile uniforme nasce dalla considerazione che per dar vita al mercato comune necessario operare anche il riavvicinamento delle legislazioni contabili nazionali, dal momento che ci favorisce la comparabilit e la trasparenza delle informazioni economiche fornite

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dalle imprese e, quindi, migliora la qualit e lutilit di tali informazioni per gli utilizzatori esterni12. Tale processo di armonizzazione ha preso avvio gi negli anni 70 allorquando la Commissione europea ha emanato la quarta direttiva societaria e la settima direttiva societaria13, relative rispettivamente ai conti individuali e consolidati. Tali direttive, tuttavia, non hanno prodotto il risultato sperato: le numerose opzioni concesse ai legislatori degli Stati membri e le lacune normative su alcune questioni contabili non hanno permesso di uniformare sufficientemente i variegati sistemi contabili nazionali; inoltre la Germania ha previsto solo unattuazione parziale del principio della true and fair view, che nellintento del legislatore comunitario costituiva il principio cardine in materia di legislazione contabile14. Registrata lincapacit delle direttive di fronteggiare la sfida

dellarmonizzazione dei sistemi contabili in ambito UE, stato anche evidenziato15 come tale processo non possa esaurirsi entro i confini europei. Infatti, la crescente richiesta di capitali di rischio, determinata sia dal fenomeno della new economy, sia dalle imponenti privatizzazioni attuate da alcuni Stati membri, ha reso necessario il ricorso alla quotazione di un numero sempre maggiore di societ europee. E nata cos, per le societ, lesigenza di muovere i propri orizzonti oltre oceano, dal momento che il mercato finanziario pi appetibile, perch pi
S. AZZALI, Il Sistema delle informazioni di bilancio delle aziende di produzione, Milano, 1996, 57. 13 Si tratta delle direttive 660/ 1978 e 349/ 1983 , alle quali hanno fatto seguito le direttive sui bilanci degli intermediari finanziari (86/635/CEE) e delle assicurazioni (91/674/CEE). 14 A. LOLLI, Il regolamento di adozione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS, in Le nuove leggi civili commentate 2003, 785. 15 M. PAGANO, A. ROELL E J. ZECHNER, The geography of equity listing. Why do companies list abroad?, CSEF working paper n. 28, 2001, 10.
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sviluppato e conveniente, certamente quello nord americano16. Tuttavia il diritto del mercato mobiliare statunitense impone onerosi obblighi di disclosure, e proibisce alle societ straniere la vendita di valori mobiliari agli investitori statunitensi nonch la quotazione degli stessi nei mercati americani, qualora tali societ non redigano un bilancio secondo gli U.S. GAAP, o non procedano ad una riconciliazione tra i propri principi e quelli statunitensi17. In ragione di tale limite sorta lulteriore esigenza di creare un sistema che possa esser riconosciuto dalla SEC come equivalente a quello americano, in modo da evitare che le societ europee siano gravate dei suddetti oneri. Lopportunit di ovviare a tale inconveniente ha indirizzato la Commissione europea verso una radicale inversione di tendenza: si deciso di abbandonare lo strumento delle direttive e di utilizzare quello del regolamento (in quanto direttamente applicabile ed efficace in tutti i suoi elementi), col quale investire di efficacia i principi internazionali elaborati dallo IASC18, caratterizzati da una pedissequa similitudine con gli US GAAP.

A testimonianza di tale tendenza basta riportare i dati forniti dalla World Federation of Exchanges. Infatti secondo lanalisi svolta da tale organismo, nel 2003 la capitalizzazione delle borse statunitensi rappresentava il 46% di quella mondiale, mentre il totale delle borse europee raggiungeva solo il 26%; vieppi quanto alla raccolta di capitali di rischio mediante i mercati regolamentati per il 54% questi confluivano nelle borse americane, mentre il totale raccolto dalle borse dellUnione Europea ammontava al 29%. I dati sono disponibili sul sito www.fibv.com. 17 A. FRADEANI, La globalizzazione della comunicazione economico-finanziaria IAS/IFRS E XBRL, Milano, 2005, 18; 18 Si tratta della International Accounting Standard Commission , un organismo di carattere non istituzionale, fondato nel 1973 in seguito ad un accordo tra le organizzazioni contabili di Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Messico, Paesi Bassi, USA e Regno Unito. Tuttavia liniziativa parte da un gruppo di professionisti contabili inglesi che miravano a preservare il sistema inglese dalle contaminazioni derivanti dalle direttive comunitarie. Lorgano ha agito da sempre sotto la predominante influenza inglese ed americana, al punto che la quasi totalit di principi contabili emanati fino al 1989 era in perfetta sintonia con gli U.S. GAAP e gli U.K. SSAP. Nel 2001 lo IASC si ridenominato IASB ed confluito all interno della IASC Foundation, unorganizzazione indipendente costituita nello Stato del Delaware nel 2001 sotto le vesti di una non profit corporation.

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In verit, tale soluzione, seppur necessaria, risultata alquanto sofferta proprio perch non spontanea. Infatti, nonostante il ruolo marginale rivestito dallo IASC nel processo di armonizzazione (perch troppo lontano dalla cultura contabile di civil law), lincapacit da parte dellUE di adottare propri principi in grado di convergere con quelli statunitensi, ha reso necessario rivolgersi allo standard setter londinese. Tuttavia, al fine di rendere il processo il pi indolore possibile per il vecchio continente, stata prevista una graduale introduzione delle nuove regole contabili, nonch la predisposizione di un meccanismo di omologazione che esclude la diretta e immediata vigenza di quanto approvato dallo IASC19. Oltre alla gi descritta esigenza di armonizzare i sistemi contabili degli Stati membri facendoli convergere col modello americano, vi sono almeno altre due ragioni che hanno spinto verso ladozione degli IAS/IFRS. Da un lato, un obiettivo di primaria importanza in ambito comunitario, soprattutto alla luce dei recenti scandali contabili avvenuti oltreoceano (vedasi ad esempio i casi Enron e WorldCom), quello di giungere ad una pi efficace e trasparente comunicazione contabile, in grado di fornire agli stakeholder informazioni utili sulla situazione patrimoniale e sul risultato economico dell impresa che permettano scelte economiche consapevoli20: finalit questa, tipica dei bilanci anglosassoni, quindi sia degli U.S. GAAP che dei principi elaborati dallo IASC.21

Si fa riferimento alle procedure di enforcement e di endorsement previste dal regolamento 1606/2002. A tal proposito cfr. p. 5 e ss. 20 P. MORETTI, Finalit e destinatari di un bilancio IAS, in Corriere Tributario 2004, 2593. 21 Per un maggior approfondimento di tale aspetto e un raffronto con le diverse finalit perseguite dal sistema contabile italiano, cfr. pag. 44 e ss.

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Dallaltro lato, gli IAS/IFRS si inseriscono nellambito del processo che potrebbe condurre verso ladozione della cosiddetta EUCCBT (EU Common Consolidated Base Taxation), ossia di un sistema unico di regole volte alla determinazione dellimponibile fiscale delle societ, da applicarsi uniformemente in tutti gli Stati membri. Si tratta di una prospettiva molto affascinante, ma che deve fronteggiare la scarsa propensione degli Stati membri ad acconsentire ad una riduzione della loro sovranit in ambito fiscale. Inoltre, rebus sic stantibus, occorrerebbe anche una profonda revisione degli attuali principi, o la predisposizione di altri, perch la finalit cui si ispirano gli IAS/IFRS quella cio di comporre un quadro informativo utilizzabile dagli investitori poco si concilia con lobiettivo di fornire dati certi e prudenti allamministrazione finanziaria 22.

1.2 I regolamenti n. 1606 del 19 Luglio 2002 e n. 1725 del 29 settembre 2003 : i processi di enforcement e di endorsement.

Ladozione a livello comunitario dei principi contabili internazionali concretamente avvenuta con lapprovazione del regolamento 1606/2002 e del regolamento 1725/2003.

22

W. SCHON, International Accounting Standard: a starting point for a Common European Tax Base, in International Bureau of Fiscal Documentation, 2004, 428.

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La nuova strategia stata attuata, come detto prima, con lutilizzo di due meccanismi previsti dal regolamento 1606/2002 volti a render il processo meno radicale e repentino per gli Stati membri: si tratta delle procedure di enforcement e di endorsement. Mediante tali due strumenti lUnione Europea ha da un lato specificato lambito soggettivo e oggettivo di applicazione dei principi contabili internazionali; dallaltro lato ha disciplinato una vera e propria procedura di approvazione dei principi emanati dallo IASC, che ne evita lautomatica introduzione in ambito comunitario. Quanto al regolamento 1725/2003, esso rappresenta il momento conclusivo del processo di endorsement, ossia quello di adozione definitiva e quindi di entrata in vigore in ambito comunitario, di gran parte dei principi contabili internazionali preesistenti.

1.2.1 Lenforcement

La procedura si propone di delimitare il raggio di applicazione degli IAS/IFRS, nel senso di individuare quali imprese dovranno applicare gli IAS/IFRS, su quale tipo di bilancio (desercizio e/o consolidato) e da quale periodo amministrativo. In particolare, lart. 423 del regolamento 1606/2002

Lart. 4 del regolamento 1606/2002 dispone quanto segue: Per ogni esercizio finanziario avente inizio il 1 gennaio 2005, o in data successiva, le societ soggette al diritto di uno Stato membro redigono i loro conti consolidati conformemente ai principi contabili internazionali adottati secondo la procedura di cui allarticolo 6, paragrafo 2, qualora, alla data del bilancio, i loro titoli siano ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato di un qualsiasi Stato membro, ai

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prevede che i principi contabili internazionali dovranno esser applicati ai rendiconti consolidati redatti a partire dal periodo amministrativo avente inizio il 1 Gennaio 2005 dalle societ quotate dellUE.24 Si pu osservare che tale scelta stata di certo coerente con la volont di restringere lapplicazione degli IAS/IFRS entro un ambito pi marcatamente legato allo scopo di tali principi. Infatti, ci si riferisce alle soluzioni imprenditoriali naturalmente e pi chiaramente collegate al pubblico risparmio e agli investimenti finanziari e che, di conseguenza, sono anche quelle maggiormente sensibili alle problematiche della trasparenza ed efficacia dellinformazione societaria e della convergenza col sistema contabile nord-americano25. Quanto allart. 5 del medesimo regolamento26, esso introduce la facolt per gli Stati membri di prescrivere o autorizzare ladozione degli IAS/IFRS anche per i bilanci desercizio delle quotate, nonch ai rendiconti, sia annuali che consolidati, di tutte le altre societ. Tale disposizione invita i legislatori nazionali a prendere in considerazione il problema - originato dall art. 4 - di un sistema contabile biunivoco, in cui cio convivono due discipline: quella facente capo

sensi dellarticolo 1, paragrafo 13 della direttiva 93/22/CEE del Consiglio, del 10 maggio 1993, relativa ai servizi di investimento nel settore dei valori mobiliari. 24 Lart. 4 fa riferimento, infatti, alle societ soggette al diritto di uno Stato membro che alla data di bilancio abbiano i propri titoli ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato. Quanto alla nozione di titoli ci si riferisce all elenco contenuto nell allegato B della direttiva CEE 22/93: valori mobiliari, quote di un organismo d investimento collettivo, strumenti del mercato monetario, future su strumenti finanziari, FRA e swap su tassi, valute ed indici azionari nonch opzioni per acquistare o vendere quanto citato. 25 A. FRADEANI, La globalizzazione della comunicazione economico-finanziaria IAS/IFRS E XBRL, Milano, 2005, 28. 26 Lart. 5 del regolamento 1606/2002 dispone quanto segue: Gli Stati membri possono consentire o prescrivere: a) alle societ di cui allarticolo 4, di redigere i loro conti annuali. b) alle societ diverse da quelle di cui allarticolo 4, di redigere i loro conti consolidati e/o i loro conti annuali, conformemente ai principi contabili internazionali adottati secondo la procedura di cui allarticolo 6, paragrafo 2.

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agli IAS/IFRS e quella contenuta nelle previgenti regole nazionali conformi alle direttive contabili27. In definitiva, il Legislatore comunitario, se da un lato non ha previsto lapplicazione degli IAS/IFRS a tutti i bilanci e a tutte le societ, n ha abrogato le direttive contabili, dallaltro lato (oltre ad auspicarsi una modifica di tali direttive volta a coordinale con la nuova filosofia contabile28) ha lasciato

allautodeterminazione di ciascuno degli Stati membri di decidere se applicare uniformemente gli IAS/IFRS dallart. 4. Per ragioni di completezza occorre anche considerare che lart. 9 del regolamento prevede che, in deroga allart. 4, lapplicazione degli IAS/IFRS possa esser differita sino al 1 Gennaio 2007 per le seguenti societ : a) quelle i cui titoli sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato di un qualsiasi Stato membro; b) quelle i cui titoli sono ammessi alla negoziazione pubblica in uno Stato terzo e che, a tal fine, gi utilizzano principi contabili riconosciuti internazionalmnte (ci si riferisce agli U.S. GAAP). a tutte (o quasi) le societ29 non contemplate

Infatti mentre gli IAS/IFRS verrebbero applicati solo ai bilanci consolidati delle quotate, i bilanci desercizio di tutte le societ e quelli consolidati delle non quotate continuerebbero a esser redatti secondo i principi e la disciplina contabile domestica. In merito a tale problematica si confrontano diverse opinioni contrastanti, riassumibili in due schieramenti: il primo che denuncia come un sistema biunivoco comporti oneri e disagi sia alle societ che agli stakeholder; il secondo che invece sottolinea come non vi sia tale necessit di estendere l ambito applicativo degli IAS/IFRS soffermandosi sulle diverse finalit del conto individuale rispetto a quello consolidato e sulla difficolt di far attecchire un sistema cos diverso da quello previdente presso gli operatori. A tal proposito vedasi p. 21. 28 La modifica auspicata stata effettuata con le direttiva 65/2001 e soprattutto con la direttiva 51/2003. Vedasi p. 31 e ss. 29 Il legislatore italiano ha esercitato la facolt di cui all art. 5 con l emanazione della Legge Comunitaria 2003 e del D. Lgs. 28/2005. Vedasi p. 19

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1.2.2. L endorsement

Tale procedura consiste in un vero e proprio processo di omologazione cui devono essere sottoposti i principi elaborati dallo IASC prima di acquistare vigenza nellordinamento contabile comunitario. Il meccanismo richiede la cooperazione dei seguenti organismi: lo IASC30, dal 2001 denominato IASB (International

Accounting Standard Board). Tale struttura, composta da quattordici membri selezionati solo in base alle competenze tecniche, svolge l attivit tecnica di elaborazione dei principi contabili da sottoporre ad omologazione, servendosi del supporto fornito da uno Standard Advisory Council (SAC), avente funzioni consultive e propositive. Della redazione dei documenti interpretativi dei principi contabili invece si occupa la SIC (Standing Interpretation Committee), che dal 2001 stata denominata IFRIC (International Financial Reporting Interpretations Committee)31; lEFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) un

organo tecnico composto dai rappresentanti degli standard setter nazionali, delle professioni contabili e degli utilizzatori (ossia coloro che fruiscono del bilancio), al cui interno sono presenti, in funzione di osservatori, sia la Commissione europea, che lo IASB32.Proprio a detto ente stato assegnato il compito di contribuire ai lavori dello IASB nella fase iniziale del processo di normazione

Cfr. nota 18 pag. 9. A. ZURZOLO, I tempi e i protagonisti dell applicazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS, in Rivista dei Dottori Commercialisti 2003, 471. 32 A. LOLLI, Il regolamento di adozione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS, in Le nuove leggi civili commentate 2003, 785.
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inviando commenti e osservazioni sui documenti predisposti; ma sopratutto la sua attivit rileva nella fase di omologazione, in cui fornisce alla Commissione un giudizio sul rispetto delle regole e delle procedure. Oltre che svolgere le suddette attivit allEFRAG compete assistere la Commissione durante il processo di modifica delle direttive contabili, e di fungere da canale di collegamento tra gli apparati normativi nazionali e lo IASB in modo da creare un forum europeo nel quale proporre e risolvere le questioni inerenti all applicazione degli IAS/IFRS33; lARC (Accounting Regulatory Committee), composto da

rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione, lorgano che assiste la Commissione con funzione consultiva. La decisione sullomologazione dei principi elaborati dallo IASC viene presa dalla Commissione europea, sulla base delle valutazioni espresse dallEFRAG, in conformit ai pareri resi dellARC (in caso di contrasto la decisione rinviata al Consiglio). L art. 3 del regolamento 1606/2002, disciplina i criteri da utilizzare in detto giudizio di omologazione: 1) il principio di true and fair view, gi presente nelle direttive

contabili, e la cui previsione nellambito del regolamento 1606/2002 non fa che ribadire la sua centralit allinterno del sistema contabile comunitario. Il richiamo a tale criterio va inteso non nel senso che ogni principio contabile debba esser conforme a tutte le norme delle direttive, ma solamente nel senso che vi condivida la medesima ratio di garantire una rappresentazione veritiera e corretta della realt patrimoniale, economica e finanziaria dellimpresa;
33

U. MARINELLI, Ruolo e compiti dell Efrag European Financial Reporting Advisory Group, in Rivista dei Dottori Commercialisti 2003, 487.

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2)

linteresse pubblico europeo, ossia il principio della tutela del

mercato europeo. Questo criterio impone la previsione di regole che scongiurino manipolazioni dei bilanci volte ad alterare le percezioni economiche degli investitori. Si tratta di una specificazione del principio di cui sopra, volta a ribadire che lobiettivo principale ed essenziale del sistema contabile comunitario la tutela del mercato finanziario e dei soggetti che vi investono i loro risparmi. 3) i criteri di comprensibilit, pertinenza, affidabilit e comparabilit

richiesti dallinformazione finanziaria necessaria per adottare le decisioni economiche e valutare lidoneit della gestione. Questo ulteriore requisito si risolve nella riproduzione, dettagliata e esplicata, del principio della tutela del mercato europeo, in quanto elenca quattro caratteristiche gi di per se tipiche di una informazione destinata al mercato borsistico, precisando poi ulteriormente che il loro rispetto volto alla tutela del processo decisionale degli investitori. La portata di tali tre criteri pu ben riassumersi nel limite della rappresentazione veritiera e corretta (appunto true and fair view) della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico delle imprese incluse nel consolidamento, volta a garantire decisioni economiche coscienti e consapevoli. Dal momento che tale principio (di derivazione anglosassone) gi proprio degli IAS/IFRS, pu gi anticiparsi come tali limitazioni abbiano esercitato unefficacia estremamente ridotta nei confronti del legislatore comunitario34. Quanto al meccanismo nel suo insieme, come gi detto si tratta di uno strumento posto a tutela del mercato comune e delle diverse culture contabili del vecchio continente. Tuttavia, considerato leffimero vincolo rappresentato dai

34

A. LOLLI, La nota integrativa nel bilancio d esercizio delle S.p.a.,Milano, 2003, 97.

21

criteri ex art. 3 e tenuto conto della natura politica sia della Commissione che dellARC (solo lEFRAG organo squisitamente tecnico), ben pu ritenersi che tale meccanismo rappresenti, nella sostanza, uno strumento per mantenere una indiretta influenza da parte sistemi contabili del vecchio continente35. Appare daltronde difficile, come viene sottolineato in dottrina36, che i suddetti organi e criteri possano dar vita a valutazioni squisitamente tecnico-contabili.

1.2.3. Il regolamento 1725/2003

Momento fondamentale del lungo iter che ha condotto allintroduzione del modello contabile IAS/IFRS, rappresentato dallemanazione del regolamento 1725/2003, con il quale la Commissione ha adottato tutti i principi contabili internazionali esistenti al 14 settembre 2002, fatta eccezione per i seguenti: IAS 32 Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio e informazioni integrative, IAS 39 Strumenti finanziari: valutazione e rilevazione e le relative interpretazioni ( SIC 5, SIC 16, SIC 17). Tale esclusione stata decisa sulla base della considerazione che si trattava di principi troppo innovativi ed in relazione ai quali era in corso un significativo processo di revisione, sicch parso pi opportuno posticipare la

quello che accaduto per ladozione dello IAS 39, principio troppo innovativo per i sistemi non anglosassoni, il quale inizialmente non stato approvato, dopo lo si omologato parzialmente e per ragioni diverse dalla difformit al principio del fair value. 36 A. FRADEANI, La globalizzazione della comunicazione economico-finanziaria IAS/IFRS E XBRL, Milano, 2005, 39.

35

22

loro adozione al momento in cui tali modifiche sarebbero state ultimate37. Ci avvenuto attraverso lemanazione dei regolamenti 2237/2004 e 2086/2004, per ladozione dei quali si optato per il sistema dellomologazione parziale, che consente di stralciare le parti ancora in corso di modifica e approvare solo quelle definitive. Tale scelta stata dettata dalla necessit di rispettare il termine per ladozione dei principi fissato il 1 Gennaio 2005. Gli IAS approvati con tale regolamento sono stati successivamente oggetto di revisione da parte dello IASB. Questo aggiornamento ha comportato la soppressione di alcuni principi adottati in precedenza, nonch lintegrazione, nei singoli principi, di numerosi documenti interpretativi. Da parte sua, la Commissione ha adottato una serie di regolamenti38, volti a rendere efficaci tali improvements sul piano comunitario: sicch oggi il quadro dei principi contabili internazionali vigenti notevolmente cambiato rispetto a quello iniziale (cfr. Tabella n.1).

P. BISONI e D. BUSSO, Lunione europea indica gli IAS da utilizzare dai bilanci 2005, in Il fisco 40/2003. 38 Si tratta dei regolamenti n. 707/ 2004; n. 2086/2004; n. 2236/2004; n. 2237/2004; n. 2238/2004; n. 211/2005; n. 1073/2005; n. 1751/2005; n. 1864/2005; n. 1910/2005; n. 2106/2005; n. 108/2006; n. 708/2006; n. 1329/2006; n. 610/2007; n. 611/2007.

37

23

Tabella n. 1

Principi adottati con il reg. 1725/2003

Quadro attuale dei principi contabili

IAS 1 : presentazione del bilancio

vigente, ma modificato con reg.2236/2004, reg. 1910/2005 e reg. 108/2006

IAS 2 : Rimanenze IAS 7 : Rendiconto finanziario IAS 8: Utile (perdita) d

vigente vigente, ma modificato con reg. 2238/2004 esercizio, vigente

cambiamenti nelle stime contabili ed errori. IAS 10 : Fatti intervenuti dopo la data di vigente, ma modificato da reg. 2236/2004 riferimento del bilancio IAS 11 : Commesse a lungo termine IAS 12 : Imposte sul reddito vigente vigente, ma modificato da reg. 2086/2004, reg. 2236/2004 e reg. 211/2005. IAS 14 : Informativa di settore vigente, ma modificato da reg. 2236/2004, reg. 2238/2004 e reg. 108/2006. IAS 15 : Informazioni relative agli effetti eliminato da reg. 2238/2004 delle variazioni dei prezzi IAS 16 : Immobili, impianti e macchinari vigente, ma modificato da reg. 2236/2004, reg. 211/2005 e reg. 1910/2005. IAS 17 : Leasing vigente, ma modificato da reg. 2236/2004 e reg. 108/2006 IAS 18 : Ricavi vigente, ma modificato da reg. 2086/2004 e reg. 2236/2004

24

IAS 19 : Benefici per i dipendenti

vigente, ma modificato da reg. 2086/2004, reg. 2236/2004, reg. 2238/2004, reg. 211/2005 e reg. 1910/2005.

IAS 20 : Contabilizzazione dei contributi vigente, ma modificato da reg. 2238/2004. pubblici pubblica IAS 21 : Effetti delle variazioni dei cambi vigente, ma modificato da reg. 708/2006 delle valute estere IAS 22 : Aggregazioni d impresa IAS 23 : Oneri finanziari eliminato da reg. 2236/2004 vigente, ma modificato da reg. 2238/2004 e informativa sullassistenza

IAS 24 : Informativa di bilancio sulle vigente, ma modificato da reg. 1910/2005 operazioni con parti correlate IAS 26 : Fondi di previdenza IAS 27 : Bilancio delle consolidato partecipazioni vigente e vigente, ma modificato da reg. 2086/2004 in

contabilizzazione controllate IAS 28 :

Contabilizzazione

delle vigente, ma modificato da reg. 2236/2004

partecipazioni in collegate IAS 29 : Informazioni contabili in economie vigente, ma modificato da reg. 2238/2004 iperinflazionate IAS 30 : Informazioni richieste nel bilancio vigente, ma modificato da reg. 2086/2004 delle banche e degli istituti finanziari IAS 31 : Partecipazioni in joint venture e reg. 2238/2004 vigente, ma modificato da reg. 2236/2004 IAS 32: Strumenti finanziari esposizione in bilancio e informazioni integrative. Introdotto da reg. 2237/2004 e modificato

25

da reg. 211/2005, reg. 1864/2005 e reg. 108/ 2006 IAS 33 : Utili per azione vigente, ma modificato da reg.

2236/72004, reg. 211/2005 e reg. 108/ 2006 IAS 34 : Bilanci intermedi vigente, ma modificato da reg.2236/2004 e reg. 2238/2004 IAS 35 : Attivit destinate a cessare eliminato da reg. 2236/2004 IAS 36 : Riduzione durevole di valore delle attivit . Introdotto da reg. 2236/2004 e modificato da reg. 2238/2004 IAS 37 : Accantonamenti, passivit e attivit vigente, ma modificato da reg. 2086/2004, potenziali IAS 38 : Attivit immateriali reg. 2236/2004 e reg. 2238/2004 vigente, ma modificato da reg. 2236/2004, reg. 2238/2004, reg. 211/2005 e reg. 1910/2005 IAS 39 : Strumenti finanziari rilevazione e valutazione. Introdotto da reg. 2086/2004e modificato da reg. 211/2005, reg. 1751/2005, reg. 1864/2005, reg. 2106/2005 e reg. 108/2006 IAS 40 : Investimenti immobiliari IAS 41: Agricoltura vigente, ma modificato da reg. 2236/2004 vigente, ma modificato da reg. 2236/2004 e reg. 2238/2004 IFRS 1 : Prima adozione degli

26

International reporting standard. Introdotto da reg. 707/2004 e modificato da reg. 2238/2004, reg. 211/2005, reg. 1751/2005, 1910/2005 IFRS 2: Pagamenti basati su azioni. Introdotto da reg. 211/2005 IFRS 3: Aggregazioni aziendali. Introdotto da reg. 2236/2004 IFRS 4: Contratti assicurativi. Introdotto da reg. 2236/2004 e modificato da reg. 108/2006 IFRS 5: Attivit non correnti possedute per la vendita e attivit operative cessate. Introdotto da reg. 2236/2005 IFRS 6: Esplorazione e valutazione delle risorse minerarie. Introdotto da reg. 1910/2005 e modificato da reg. 108/2006 IFRS 7: Introduzione dell euro. Introdotto da reg. 108/2006 IFRS 8: Settori operativi. Introdotto da reg. 611/2007 SIC 1: Coerenza nellapplicazione dei eliminato da reg. 2238/2004 reg. 1864/2005 e reg.

principi contabili Utilizzo di diversi metodi di valutazione

27

delle rimanenze SIC 2: Coerenza nellapplicazione dei eliminato da reg. 2238/2004

principi contabili Capitalizzazione di oneri finanziari SIC 3: Eliminazione di utili e perdite non eliminato da reg. 2238/2004 realizzati da operazioni con societ collegate SIC 6: Costi per la modifica del software eliminato da reg. 2238/2004 esistente SIC 7: Introduzione delleuro vigente, ma modificato da reg. 2238/2004

SIC 8: Prima applicazione degli IAS come eliminato da reg. 707/2004 sistema contabile di riferimento principale SIC 9: Aggregazioni di imprese eliminato da reg. 2236/2004

Classificazione come acquisizione o unione di imprese SIC 10: Assistenza pubblica Nessuna eliminato da reg. 2238/2004 specifica relazione alle attivit operative SIC 11: Valute estere Capitalizzazione eliminato da reg. 2238/2004 delle perdite derivanti da drastiche

svalutazioni della valuta SIC 12: Consolidamento Societ a vigente, ma modificato da reg. 2238/2004 e reg. 1751/2005

destinazione specifica (societ veicolo)

SIC 13: Imprese a controllo congiunto vigente, ma modificato da reg. 2238/2004 Conferimenti in natura da parte dei

partecipanti al controllo SIC 14: Immobili, impianti e macchinari eliminato da reg. 2238/2004 Rimborsi per riduzioni durevoli di valore o

28

perdite di beni SIC 15: Leasing operativo Incentivi vigente

SIC 18: Coerenza nellapplicazione dei eliminato da reg. 2238/2004 Principi contabili Metodi alternativi SIC 19: Moneta di conto Valutazione e eliminato da reg. 2238/2004 presentazione dei bilanci secondo quanto disposto dallo IAS 21 e dallo IAS 29 SIC 20: Contabilizzazione con il metodo del eliminato da reg. 2238/2004 patrimonio netto Rilevazione di perdite SIC 21: Imposte sul reddito Recupero delle vigente, ma modificato da reg. 2238/2004 attivit rivalutate non ammortizzabili SIC 22: Aggregazioni di imprese Rettifiche eliminato da reg. 2236/2004 successive apportate ai fair value (valore equo) e allavviamento inizialmente iscritti SIC 23: Immobili, impianti e macchinari eliminato da reg. 2238/2004 Costi dovuti a significative verifiche o revisioni generali SIC 24: Utile per azione Strumenti eliminato da reg. 2238/2004 finanziari e altri contratti che possono essere convertiti in azioni SIC 25: Imposte sul reddito Cambiamenti vigente, ma modificato da reg. 2238/2004 di condizione fiscale di unimpresa o dei suoi azionisti SIC 27: La valutazione della sostanza delle vigente, ma modificato da reg. 2086/2004 operazioni nella forma legale del leasing e reg. 2238/2004

29

SIC 28: Aggregazioni di imprese - Data eliminato da reg. 2236/2004 dello scambio e fair value (valore equo) degli strumenti rappresentativi di capitale SIC 29: Informazioni integrative Accordi vigente per servizi in concessione SIC 30: Moneta di conto Conversione dalla eliminato da reg. 2238/2004 moneta di valutazione alla moneta di

presentazione SIC 31: Ricavi Operazioni di baratto vigente comprendenti servizi pubblicitari SIC 32: Attivit immateriali Costi connessi vigente, ma modificato da reg. 2238/2004 a siti web SIC 33: Consolidamento e metodo del eliminato da reg. 2238/2004 patrimonio netto Diritti di voto

potenzialmente esercitabili e attribuzione del capitale posseduto IFRIC 1: Cambiamenti nelle passivit iscritte per smantellamenti, ripristini e passivit similari. Introdotto da reg. 2237/2004 IFRIC 2 : Azioni dei soci in entit cooperative e strumenti simili. Introdotto da reg. 1073/2005 IFRIC 4: Determinare se un accordo contiene un leasing.

30

Introdotto da reg. 1910/2005 IFRIC 5 : Diritti derivanti da interessenze in fondi per smantellamenti, ripristini e bonifiche ambientali. Introdotto da reg. 1910/2005 IFRIC 6 : Passivit derivanti dalla partecipazione ad un mercato specifico Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Introdotto da reg. 108/2006 IFRIC 7 : Applicazione del metodo di rideterminazione ai sensi dello IAS 29 Informazioni iperinflazionate. Introdotto da reg. 708/2006 IFRIC 8: Ambito di applicazione contabili in economie

dellIFRS 2. Introdotto da reg. 1329/2006 IFRIC 9 : Rivalutazione dei derivati incorporati. Introdotto da reg. 1329/2006 IFRIC 10 : Bilanci intermedi e riduzione durevole di valore. Introdotto da reg. 610/2007 IFRIC 11 : Operazioni con azioni proprie e del gruppo.Introdotto con reg. 611/2007

31

1.3 La First Time Application"

Per i legislatori degli Stati membri il passaggio agli IAS/IFRS ha posto, innanzitutto, una serie di problematiche relative alliscrivibilit e alla valutazione di alcune poste di bilancio, derivanti proprio dalle differenze tra le metodologie previste dai principi contabili nazionali e quelle previste dagli IAS/IFRS. Nellintento di fronteggiare tale fase di transizione la Commissione ha adottato il regolamento 707/2004, con il quale il SIC 8 viene sostituito dall IFRS 1. Il documento di concerto con lo IAS 1 e il Framework39- illustra le tecniche contabili da utilizzare nel momento della prima adozione degli IAS/IFRS da parte delle imprese che fino al 2005 hanno redatto conti annuali in base ai principi contabili nazionali: si tratta della cosiddetta FTA (First Time Application). Nello specifico lo IAS 1 volto a definire dei criteri che consentano la comparabilit del bilancio IAS/IFRS, tanto con i bilanci precedenti della stessa impresa, quanto con i bilanci di altre imprese; inoltre lobiettivo anche quello di presentare bilanci redatti a scopi generali40, ovvero che soddisfino le esigenze informative di tutti gli utilizzatori41. A tal fine il principio indica i documenti che compongono il bilancio tra i quali assume particolare rilievo il prospetto riepilogativo dei movimenti del patrimonio e attribuisce maggiore importanza al
39

Si tratta del Framework for the preparation and presentation of financial statement, un documento approvato nel 1989 dallo IASC e contenente le linee guida per la corretta applicazione dei principi contabili internazionali da parte degli operatori. 40 Vedi IAS 1 par. 2 41 In realt tra tutti gli stakeholder quelli maggiormente tutelati dal sistema IAS/IFRS sono gli investitori, sia attuali che potenziali. Vedasi p. 43 e ss.

32

principio di true and fair view, il cui raggiungimento presunto per i bilanci conformi agli IAS/IFRS42. Lo stesso scopo ribadito sostanzialmente anche nel Framework, laddove (paragrafo 12) si afferma che lo scopo quello di offrire informazioni in merito alla situazione patrimoniale-finanziaria di unimpresa, utili ad unampia serie di utilizzatori nel processo di decisione economica. In particolare, i principali temi affrontati dal documento sono le cosiddette caratteristiche qualitative (comprensibilit, significativit, attendibilit e comparabilit43) e i concetti di patrimonio netto e conservazione dello stesso. Passando ad analizzare lo IFRS 1, esso impone alle societ che passano alladozione dei principi contabili internazionali di predisporre uno stato patrimoniale di apertura in conformit agli IAS/IFRS alla data di passaggio agli stessi. Ci vuol dire che nellesercizio di prima adozione degli IAS/IFRS il bilancio deve esser redatto come se fosse stato sempre redatto in conformit agli stessi, quindi rilevando retroattivamente le rettifiche derivanti dal passaggio ai principi contabili internazionali. In particolare il documento prescrive che lo stato patrimoniale di apertura sia redatto osservando le seguenti prescrizioni: 1) indicazione di tutte le attivit e passivit la cui iscrizione richiesta

dagli IAS/IFRS e storno delle voci non riconosciute dai principi come attivit o passivit;

DABRUZZO e PUCCI, Introduzione ai principi contabili internazionali, in Boll. Trib. 2004, 969. 43 Per unanalisi approfondita di tali caratteristiche qualitative e un loro raffronto con i principi nazionali vedasi secondo capitolo, par. 2.2.

42

33

2) internazionali; 3)

riclassificazione delle poste di bilancio secondo i principi

valutazione di tutte le attivit e passivit secondo gli IAS/IFRS.

Le differenze positive o negative conseguenti allapplicazione delle suddette regole devono imputarsi a patrimonio netto.44 Da ultimo lIFRS 1 stabilisce due tipologie di esenzioni: a) lesenzione facoltativa dallapplicazione di alcune disposizioni

contenute negli IAS/IFRS. Essa riguarda situazioni in cui i costi sostenuti per conformarsi alla regola internazionale potrebbero superare i benefici apportati agli utilizzatori; b) lesenzione obbligatoria dallapplicazione retroattiva di alcuni

IAS/IFRS. Essa invece volta a evitare valutazioni soggettive e retroattive di operazioni che nellesercizio precedente erano ancora in corso, ma il cui esito ora noto45.

1.4 L approccio italiano: la Legge Comunitaria 2003 e il D. Lgs. 38/2005.

Il legislatore italiano gi nel 1998 ha tentato il primo approccio agli standard internazionali. Infatti, lart 117 del decreto Draghi (D. Lgs 58/98)
M. NESSI, Bilancio IAS: principi di redazione e conseguenze per le imprese,in Il fisco 23/2004; G. DABRUZZO e E. PUCCI, Introduzione ai principi contabili internazionali, in Boll. Trib. 2004, 974 45 P. PISONI, F. BAVA e D. BUSSO, Regolamento (CE) n. 707/2004 del 6 aprile 2004: adozione dellIFRS 1 per il passaggio agli IAS nella redazione del bilancio, in Impresa c.i. 2004, 590.
44

34

prevede la possibilit, per societ quotate in mercati italiani o comunitari, di redigere il proprio bilancio consolidato sulla base di principi contabili internazionalmente riconosciuti e compatibili con le direttive contabili; a tal fine detta norma delega al Guardasigilli, di concerto con il Ministro delleconomia e su proposta della Consob, lemanazione di un regolamento volto ad individuare i principi suddetti. Tuttavia il regolamento non mai stato adottato e, daltra parte, lemanazione dei regolamenti CE 1606/2002 e 1725/2003 ha fatto perdere rilevanza alla questione, dal momento che lindividuazione dei suddetti principi e del loro ambito applicativo stata svolta a livello comunitario. Sicch lattenzione del legislatore si spostata sul recepimento delle opzioni previste dallart. 5 della fonte comunitaria. La disposizione, come gi detto, attribuisce agli Stati membri la facolt di consentire o imporre ladozione degli IAS/IFRS anche ai conti desercizio delle quotate e ai bilanci, sia desercizio che consolidati, di ogni altro tipo societario. In particolare, il Parlamento ha approvato la Legge 306/2003, detta anche Legge Comunitaria, il cui art. 25 delega il Governo ad adottare uno o pi decreti legislativi per lesercizio delle facolt di cui all art. 5 del regolamento 1606/2002. La delega prevede anche leventuale modifica della normativa fiscale in materia di reddito dimpresa al fine di armonizzarla con le innovazioni derivanti dallapplicazione degli IAS/IFRS ed il coordinamento delle disposizioni vigenti in materia di bilancio con quelle derivanti dalladozione dei principi contabili internazionali. Non stato invece previsto lesercizio della facolt di cui

35

allart. 9 del regolamento comunitario che consente di posticipare lapplicazione degli IAS/IFRS per alcune tipologie di societ .46 La delega, seppur in ritardo, stata esercitata con lemanazione del decreto legislativo 38/2005. Quanto allambito temporale e soggettivo di applicazione, il provvedimento normativo stabilisce quanto segue: 1) le societ quotate, quelle con strumenti finanziari diffusi presso il

pubblico, le banche e gli intermediari finanziari47 devono applicare i principi contabili internazionali a partire dallesercizio chiuso o in corso al 31 Dicembre 2005 per quanto riguarda i conti consolidati; invece per quanto riguarda il bilancio desercizio lobbligo scatta dallesercizio successivo; 2) le imprese assicurative sono soggette allo stesso regime di cui

sopra, ma per le non quotate e le quotate che redigono il conto consolidato utilizzando gli IAS/IFRS vi la facolt e non lobbligo di adottare le regole internazionali nei conti individuali; 3) le societ incluse nel bilancio consolidato redatto dalle societ

precedenti, diverse da quelle che possono redigere il bilancio in forma abbreviata, hanno la facolt di applicare gli IAS/IFRS per il bilancio consolidato e per il bilancio individuale a partire dallesercizio chiuso o in corso al 31 Dicembre 2005; 4) le societ capogruppo non quotate, possono redigere il conto

consolidato secondo gli IAS/IFRS e, qualora decidano in tal senso, loro

P. PISONI e D. BUSSO, Societ quotate: come cambia il bilancio con lutilizzo degli IAS: alcuni punti significativi, in Impresa c.i. 2004, 225; P. MORETTI, Lapplicazione dei principi IAS nell ordinamento italiano, in Corr. Trib. 2004, 2357. 47 Per intermediari finanziari si intendono: banche, societ finanziarie holding dei gruppi bancari, societ di gestione del risparmio, societ di intermediazione mobiliare, le societ finanziarie iscritte nellalbo, gli istituti di moneta elettronica.

46

36

concessa la facolt di applicare i principi internazionali anche al bilancio individuale; 5) le rimanenti societ, fatta eccezione per quelle che possono

redigere il bilancio in forma abbreviata (art. 2435-bis c.c.), hanno la facolt di adottare gli IAS/IFRS a partire dallesercizio individuato con decreto del Ministro dellEconomia e delle Finanze di concerto con il Ministro della Giustizia. Il decreto prevede inoltre che qualora le societ tra quelle che ne hanno la facolt decidano di adottare gli IAS/IFRS, possono revocare la scelta solo in casi eccezionali: in tal caso occorre indicare i motivi nella nota integrativa e comunque il bilancio desercizio in cui si esprime la revoca deve esser redatto secondo gli IAS/IFRS.48 La volont del legislatore appare dunque chiara: si vuol avviare un processo che conduca ad una adozione generalizzata dei principi internazionali, con la sola esclusione dei bilanci in forma abbreviata. una scelta netta, che vuol mostrare la piena apertura del nostro ordinamento alla tendenza comunitaria: la gi citata armonizzazione delle regole contabili degli Stati membri. Ma le

considerazioni da cui muove il legislatore sono anche altre: data la notevole difformit delle norme italiane rispetto a quelle internazionali, limitare lapplicazione degli IAS/IFRS ai soli conti consolidati delle societ quotate provocherebbe diversi problemi derivanti dalla necessit di gestire un doppio regime di bilancio e dai connessi ingenti oneri amministrativi. Da qui lesigenza di utilizzare un corpo di regole omogeneo, proprio per evitare tali inconvenienti.

48

P. MORETTI, Coordinamento tra principi IAS e disciplina civilistica, in Corr. Trib. 2005, 998.

37

In dottrina, ad autori che condividono tale ratio legis49, se ne contrappongono altri che invece hanno criticato la scelta del legislatore. Ad esempio, c chi sostiene che lesigenza di mantenere due distinti gruppi di regole permane, partendo dallassunto che mentre il sistema IAS si rivolge ai bilanci consolidati (in quanto basato essenzialmente sulle esigenze informative delle imprese che operano sul mercato internazionale dei capitali), al contrario il bilancio individuale di una societ del gruppo (quindi, a maggior ragione, il bilancio di una non quotata) non ha alcuna rilevanza per gli investitori finanziari, ma rivolto alla diversa finalit (sopratutto nei sistemi contabili come quello italiano) di determinare lutile distribuibile.50 Altri autori, come il Fradeani51, si sono mostrati ancor meno fiduciosi ritenendo che unapplicazione cos diffusa e improvvisa degli IAS/IFRS difficilmente avrebbe attecchito presso coloro che devono farne uso nella pratica (redattori e utilizzatori del bilancio): ci perch la nostra cultura contabile oltre a essere profondamente diversa dagli IAS/IFRS anche fortemente radicata e poco propensa a subire contaminazioni esterne. Tale orientamento ha trovato ulteriore

Ad esempio il Nessi evidenzia lipotesi delle societ di un gruppo che continuino ad applicare i principi nazionali per i bilanci individuali. Ove la capogruppo fosse soggetta alladozione degli IAS/IFRS nel bilancio consolidato, sorgerebbe la necessit di redigere costosi prospetti di raccordo tra i bilanci di esercizio e il conto consolidato. M. NESSI, Nuovo bilancio: il passaggio agli IAS, in I Corsi di pratica professionale 2005, 7. Altri autori invece evidenziano come la presenza di un doppio regime comporterebbe un armonizzazione a differenti velocit, ossia in cui il processo di riavvicinamento dei sistemi contabili sia rapido e totale per certi tipi di bilanci, lento e parziale per altri. S. ADAMO, Prospettive e limiti del processo di armonizzazione contabile internazionale, in Rivista dei dottori commercialisti 1998, 802; DE MARTINI, Globalizzaizone dei mercati ed aspetti evolutivi dellinformazione economico-finanziaria delle imprese, Cedam, Padova, 1999, 183; G. VERNA, Le nuove frontiere dell informazione contabile in Europa, in Rivista dei dottori commercialisti 2002, 432. 50 F. DEZZANI, 1 gennaio 2005:il bilancio consolidato sar redatto secondo principi IAS, in Impresa c.i. 2002, 1518; R. SACCHI, Principi contabili internazionali e finalit dell informazione finanziaria, in Corriere Giuridico 2007, 599. 51 A. FRADEANI, La globalizzazione della comunicazione economico-finanziaria IAS/IFRS E XBRL, Milano, 2005, 42.

49

38

spunto nel ritardo con il quale il Governo ha adottato il decreto e, vieppi, nella circostanza che non stata fornita alcuna informazione sul contenuto del provvedimento, che, pertanto, avrebbe rappresentato per gli operatori unincognita da affrontare senza i necessari consiglio per luso. Volendo assumere una posizione in merito, ritengo condivisibile la tesi che ritiene di dover mantenere un doppio regime, in quanto pi che il problema delleffetto sorpresa, vi lesigenza di non trascurare interessi quali quelli dei creditori sociali che in sistemi come il nostro sono pi rilevanti della tutela degli investitori. In merito a ci basta considerare due dati: anzitutto che il nostro sistema borsistico ancora in fase di sviluppo e soffre la poca propensione dei risparmiatori a investirvi; in secondo luogo che il sistema produttivo si regge principalmente sullattivit di piccole-medio imprese che si finanziano con capitale di debito per lo pi di provenienza bancaria, e che dunque non hanno alcun rapporto col mercato dei capitali. Da ci non pu che conseguire una scarsa attenzione verso la tutela di interessi connessi al mercato regolamentato, in favore della maggiore importanza rivestita dalla cautela delle garanzie patrimoniali e in generale delle ragioni dei creditori sociali. Daltra parte quanto ai costi connessi al mantenimento di un doppio bilancio, questi in ogni caso dovranno essere sostenuti per la redazione dello stato patrimoniale di apertura, nonch per la determinazione delle plusvalenze da fair value52 di cui ai successivi artt. 6 e 7 del decreto (cfr. pag. 24 e ss.).

52

Infatti la determinazione dei plusvalori fatta confrontando le due valutazioni al fair value e al costo storico, sicch necessario comunque effettuare entrambe le valutazioni.

39

1.5 Disposizioni di coordinamento tra il sistema nazionale e gli IAS/IFRS.

Il D. Lgs. 38/2005 si occupa anche del coordinamento delle disposizioni vigenti in materia di bilancio con quelle derivanti dalladozione degli IAS/IFRS, al fine di risolvere alcune problematiche di diritto contabile interno. Lart. 5 introduce una clausola di salvaguardia, secondo la quale nei casi (eccezionali) in cui una disposizione prevista dai principi internazionali risulta incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico dellimpresa, la stessa non deve esser applicata. In questa circostanza, gli eventuali utili derivanti devono iscriversi in una riserva non distribuibile, fatta eccezione per lammontare di valore recuperato. Tale disposizione ribadisce la centralit del criterio di true and fair view, imponendo ai redattori del bilancio lo stesso limite che il regolamento CE 1606/2002 ha fissato per lendorsement dei principi dello IASB; trattandosi del momento applicativo vero e proprio, ha poi previsto un trattamento contabile prudente degli utili derivanti dalla deroga, vietandone la distribuzione. Lart. 6 invece si occupa della disciplina civilistica delle plusvalenze derivanti dall applicazione del fair value. La norma tutela lintegrit del capitale sociale, evitando che rivalutazioni derivanti da fair value vengano considerate come veri e propri utili e come tali vengano distribuite o utilizzate per aumentare il capitale sociale. Al primo comma, lettera a), fatto divieto di distribuire utili corrispondenti a

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plusvalenze imputate in conto economico per effetto dell applicazione del fair value o del metodo del patrimonio netto53 54, imponendone liscrizione in una riserva indisponibile. Il divieto subisce uneccezione: i plusvalori relativi a strumenti finanziari di negoziazione, nonch quelli connessi ad operazioni di cambio e di copertura,55 anche se non realizzati, possono iscriversi in conto economico e distribuirsi come utili dellesercizio56. Tale trattamento si giustifica col fatto che queste plusvalenze, anche se derivanti da valutazioni, possono comunque considerarsi come se fossero realizzate; infatti, soprattutto i plusvalori da operazioni di valuta possono in qualsiasi momento venir realizzati sul sempre attivo mercato dei cambi.57 Quanto alla lettera b) del primo comma, essa vieta la distribuzione delle riserve di patrimonio netto costituite in contropartita diretta delle valutazioni al fair value di attivit e strumenti finanziari58: si tratta delle plusvalenze da fair value non iscritte in conto economico, ma confluite in una riserva di patrimonio netto. Per entrambe le situazioni il regime della riserva sostanzialmente il seguente: le plusvalenze vengono calcolate al netto del relativo onere fiscale e
Il divieto di distribuire plusvalori da patrimonio netto era gi presente nel nostro sistema allart. 2426, n. 4 c.c.: la sua espressa previsione nel decreto tuttavia volta puntualizzare che il divieto vale anche per i bilanci IAS/IFRS. 54 Si tratta, in sostanza, delle valutazioni imposte da IAS 40 e IAS 28. 55 Per strumenti finanziari impiegati in operazioni di copertura si intendono quelli volta a coprire rischi derivanti da variazioni del fair value. Ci in quanto inseriti nella lettera a), relativa al trattamento degli utili da fair value. 56 Questa disposizione diverge da quella di cui allart. 2426, comma 1, n. 8-bis c.c. , in quanto questa prescrive che gli eventuali utili su cambi devono essere accantonati in una specifica riserva non distribuibile. Dunque il trattamento degli utili relativi all operativit dei cambi diverso a seconda che si sia soggetti ai principi internazionali o a quelli italiani. 57 Alcuni in dottrina criticano la scelta optata per gli strumenti di negoziazione, i quali non sono supportati da un mercato cos attivo da garantire immediato e sicuro realizzo. G. COLOMBO, Il regime civilistico degli utili e delle riserve da adozione degli IAS/IFRS, in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2006, 1338. 58 Si tratta delle riserve costituite e movimentate sulla base delle valutazioni di cui allo IAS 16 e IAS 38.
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vengono iscritte nella riserva indisponibile; laddove gli utili di esercizio risultano inferiori allammontare delle plusvalenze da fair value, una quota delle riserve disponibili (laddove ve ne siano) pari alla differenza dei due ammontari deve essere riclassificata allinterno della suddetta riserva indisponibile. Il legislatore avrebbe potuto semplicemente stabilire che era fatto divieto di distribuire dividendi laddove non vi siano riserve disponibili sufficienti a coprire gli utili non distribuibili (come art. 2426 n. 5 relativo all iscrizione di oneri pluriennali non ancora ammortizzati); invece ha voluto prevedere liscrizione di una specifica riserva per consentire lesatta individuazione della parte di utili non distribuibili derivanti dal conto economico e la sua modificazione nel corso degli esercizi successivi. A questo proposito, secondo il disposto del 3 comma dellarticolo, la riserva pu nei successivi esercizi o divenire nuovamente disponibile per effetto delleffettivo realizzo del plusvalore (ad esempio mediante una cessione), o subire una riduzione pari allimporto delle plusvalenze divenute insussistenti per effetto della svalutazione. Il quarto comma specifica poi che in relazione alla suddetta riserva, oltre alla distribuzione ai soci, sono precluse anche le seguenti operazioni: 3comma c.c.); utilizzo come parametro per lacquisto di azioni proprie (art. imputazione ad aumento del capitale sociale; distribuzione a possessori di azioni correlate (art. 2350,

2357, 1 comma c.c.) o di azioni o quote della controllante (art. 2359bis, 1 comma c.c.); per la concessione di prestiti o garanzie ai dipendenti (art. 2358, 3

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comma c.c.); per la partecipazione agli utili di promotori, soci fondatori, amministratori (art. 2432 c.c.).59 Il quinto comma infine espressamente stabilisce che la riserva indisponibile pu essere utilizzata per la copertura delle perdite di esercizio solo dopo aver utilizzato le riserve di utili disponibili e la riserva legale. Lutilit di tale previsione non unanimemente condivisa60 in quanto pregiudicherebbe tutto limpianto costruito a protezione del capitale sociale. Infatti, nonostante la riserva venga posta allultimo posto tra quelle cui attingere, e nonostante sia disposto lobbligo di reintegrarla con gli utili degli esercizi successivi, la previsione fa in sostanza venir meno la tutela dei creditori sociali proprio nel momento pi pericoloso, ossia quando la societ in crisi.61 Passando ad analizzare l art. 7, questo si occupa della disciplina relativa alla First Time Application. La norma disciplina i diversi regimi di disponibilit cui sono assoggettati i plusvalori che, in seguito alle operazioni richieste dallIFRS 1, emergeranno dal patrimonio netto. Invece, quanto agli effetti della FTA sul conto economico, questi restano disciplinati dalle disposizioni di cui allart. 6. In sintesi, oltre a riprodurre il disposto di cui allart. 6, comma 1, lett. b) e la relativa eccezione, larticolo distingue tre gruppi:

G. COLOMBO, Il regime civilistico degli utili e delle riserve da adozione degli IAS/IFRS, in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2006, 1337; F. DEZZANI, Art.6 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38: distribuzione di utili e riserve nel bilancio di esercizio redatto con i principi IAS/IFRS, in Impresa c.i. 2005, 1314; F. DEZZANI, I principi IAS/IFRS: il reddito prodotto e il reddito potenziale, in Impresa c.i., 2007, 1329; M. NESSI, Nuovo bilancio: il passaggio agli IAS, in I Corsi di pratica professionale 2005, 8. 60 R. SACCHI, Principi contabili internazionali e finalit dell informazione finanziaria, in Corriere Giuridico 2007, 599. 61 Poniamo il caso che la riserva da fair value, utilizzata per coprire la perdita, dovesse venir meno per un mutamento del valore di mercato del bene: in tal caso la perdita risulterebbe coperta con un valore che venuto meno, cio con niente.

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plusvalori non distribuibili, da iscrivere in apposita riserva

indisponibile (art. 7, commi 2 e 7); plusvalori distribuibili con regole identiche a quelle fissate

dalla legge Visentini sui saldi attivi di rivalutazione monetaria (art. 7, comma 6)62; plusvalori liberamente distribuibili (art. 7, commi 3, 4, 5).

Dallesame della norma pu evidenziarsi come il legislatore abbia voluto disciplinare con attenzione un aspetto molto delicato del passaggio al sistema IAS/IFRS, evidenziando lenorme attenzione che ancora viene prestata dal nostro ordinamento alla tutela del capitale sociale. Dunque, almeno sotto il profilo delle intenzioni meno forse sotto quello del risultato - pu senzaltro dirsi che il legislatore si sia preoccupato delle tradizionali esigenze avvertite dal nostro ordinamento.63 Le disposizioni descritte in questo paragrafo hanno di fatto dato origine ad un quadro piuttosto complesso della disciplina degli dividendi. Per fare un esempio, basti pensare al fatto che tale sistema consente la formazione di utili distribuibili fuori dal conto economico, collocati direttamente nello stato patrimoniale: viceversa, nel nostro sistema si tradizionalmente abituati a rintracciare la quota di utili distribuibili desercizio solo nel conto economico, non anche allinterno dello stato patrimoniale. pertanto evidente come una simile situazione possa pregiudicare la chiarezza del bilancio e come dunque sia necessario per le societ predisporre il cosiddetto prospetto di riconciliazione di

Ai sensi di tale disciplina (legge 72/1983), la riserva pu esser distribuita solo con losservanza dell art. 2445, commi 2 e 3; inoltre, se la riserva utilizzata per coprire delle perdite, non possono distribuirsi utili fin quando essa non sar reintegrata o ridotta con decisione assembleare. 63 A. QUAGLI, Le riserve ias nel D. Lgs. N. 38/2005, in Rivista dei Dottori Commercialisti 2006, 754; G. COLOMBO, Il regime civilistico degli utili e delle riserve da adozione degli IAS/IFRS, in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2006, 1341.

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cui allo IAS 1. Infatti tale documento, come vedremo, partendo dal risultato di conto economico, determina lammontare di utili distribuibili, spiegando lorigine di ogni voce computata.64

2 Le direttive contabili

2.1 La funzione delle direttive dopo lintroduzione degli IAS/IFRS

Come precedentemente evidenziato, il regolamento 1606/2002 ha imposto lapplicazione del sistema IAS/IFRS solo per alcune tipologie di societ, le quotate, e solo per la redazione dei conti consolidati; lart. 5 ha altres previsto la facolt di estendere lambito soggettivo e oggettivo di applicazione, rimettendone la facolt ai singoli ordinamenti. Dunque, le direttive contabili continuano a trovare ancora applicazione e la loro funzione armonizzatrice non si per nulla esaurita. In particolare la Quarta direttiva societaria continua ad applicarsi ai conti individuali delle societ di capitali non investite dallapplicazione IAS/IFRS,
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A. QUAGLI, Le riserve ias nel D. Lgs. N. 38/2005, in Rivista dei Dottori Commercialisti 2006, 764.

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nonch ai conti individuali delle societ di persone in forma commerciale (che corrispondono alle societ in accomandita semplice e societ in nome collettivo del nostro ordinamento) in cui tutti i soci illimitatamente responsabili siano societ di capitali o altre societ di persone (art. 1, par. 1, commi 1 e 2 della Quarta dir. soc.). La Settima direttiva societaria si applica ai bilanci consolidati di imprese organizzate secondo una delle forme societarie soggette alla Quarta dir. soc. che detengano il controllo di una o pi imprese ugualmente organizzate secondo uno dei suddetti tipi societari.65 Il quadro contabile comunitario risulta cos costituito da due corpi di regole, dal diverso ambito applicativo, ma le cui ragguardevoli differenze di disciplina sono tuttaltro che tollerabili: si in pratica venuto a creare quel gi citato problema del doppio sistema contabile che si riflette anche sui sistemi nazionali. Data la situazione, il legislatore comunitario ha avvertito lesigenza di modificare la disciplina delle direttive contabili, in modo da renderla maggiormente conforme a quella dettata dagli IAS/IFRS. In sostanza, possiamo evidenziare come si sia passati dal vecchio obiettivo di riavvicinare le normative contabili nazionali nellottica tipicamente continentale della prioritaria tutela dellintegrit patrimoniale della societ
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a quello di conformare i sistemi

M. CASSOTTANA- A. NUZZO, Lezioni di diritto commerciale comunitario, Torino, 2006, 108; A. LOLLI, Il regolamento di adozione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS, in Le nuove leggi civili commentate 2003, 785. 66 Tale finalit viene esplicitata nel secondo considerando della Quarta dir. soc., il cui testo viene riportato di seguito: considerando che per le societ per azioni e per quelle a responsabilit limitata si impone in questi campi un coordinamento simultaneo, dato che l'attivit di tali societ si estende spesso oltre i limiti del territorio nazionale e che esse offrono come tutela dei terzi soltanto il patrimonio sociale; che peraltro la necessit e l'urgenza di tale coordinamento sono state riconosciute e ribadite dall'articolo 2, paragrafo 1, lettera f), della direttiva 68/151/CEE. Peraltro

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contabili nazionali, facendoli convergere verso il modello IAS/IFRS e la connessa finalit, squisitamente anglosassone, di tutela dellinformazione societaria degli stakeholder. La modifica delle direttive contabili stata sviluppata principalmente attraverso lemanazione della direttiva 65/2001 e della direttiva 51/2003, entrambe fondate su due assunti fondamentali: in primo luogo quello secondo cui la globalizzazione dei mercati ha coinvolto anche le piccole e medie imprese, sicch anche per queste sorta lesigenza di fornire informazioni utili e comparabili che consentano un confronto con i competitors stranieri e quindi una maggiore competitivit sul mercato. In secondo luogo, si dato rilievo alla necessit di creare una piattaforma di regole contabili comune a tutte le forme di intrapresa economica, al fine di evitare il verificarsi di situazioni di disparit tra imprese di dimensioni diverse.

2.2

La direttiva 65/2001 e suo recepimento in Italia.

La direttiva in questione ha introdotto il fair value sugli strumenti finanziari. In particolare essa ha inciso sulla Quarta dir. soc., prevedendo la possibilit per gli Stati membri di autorizzare o imporre per tutte le societ, o per
al terzo considerando la direttiva mostra anche unapparente apertura verso la tutela del mercato finanziario, infatti afferma che inoltre necessario che nella Comunit si stabiliscano condizioni giuridiche equivalenti minime quanto all'estensione delle informazioni finanziarie che devono essere fornite al pubblico da parte di societ concorrenti. Tuttavia, nella sostanza tale scopo riveste unimportanza del tutto secondaria allinterno delle direttive contabili, almeno fino alla recente introduzione delle modifiche volte al riavvicinamento con i principi IAS/IFRS (cfr. par. 2.2 e 2.3).

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talune categorie, la valutazione al fair value degli strumenti finanziari iscritti in bilancio, compresi gli strumenti finanziari derivati. La nozione di strumenti finanziari e derivati, non viene fornita dalla direttiva 65/2001, ma si pu ricavare dai principi contabili internazionali, in particolare dagli IAS 32 e IAS 39
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. Piuttosto, la direttiva in esame si occupa di

specificare quali strumenti finanziari sono esclusi dallapplicazione del fair value: si tratta delle attivit e passivit finanziarie indicate al comma 4 dellart. 42-bis della Quarta dir. soc. .

Secondo la definizione fornita nel regolamento 2237/2004, nellambito della disciplina dello IAS 32, uno strumento finanziario qualsiasi contratto che dia origine ad una attivit finanziaria per una entit e a una passivit finanziaria o ad uno strumento rappresentativo di capitale (qualsiasi contratto che rappresenti una quota ideale di partecipazione residua nellattivit dellentit dopo aver estinto tutte le sue passivit) per unaltra entit. Una attivit finanziaria qualsiasi attivit che sia: (a) disponibilit liquide; (b) uno strumento rappresentativo di capitale di unaltra entit; (c) un diritto contrattuale a ricevere disponibilit liquide o unaltra attivit finanziaria da unaltra entit o a scambiare attivit o passivit finanziarie con unaltra entit alle condizioni che sono potenzialmente favorevoli allentit; (d) un contratto che sar o potr essere estinto tramite strumenti rappresentativi di capitale dellentit. Una passivit finanziaria qualsiasi passivit che sia: (a) unobbligazione contrattuale a consegnare disponibilit liquide o unaltra attivit finanziaria a unaltra entit o a scambiare attivit o passivit finanziarie con unaltra entit alle condizioni che sono potenzialmente sfavorevoli allentit; (b) un contratto che sar o potr essere estinto tramite strumenti rappresentativi di capitale dellentit. Il principio contabile suddivide le attivit finanziarie in quattro categorie: investimenti detenuti fino a scadenza (held to maturity); finanziamenti e crediti originati dallimpresa non a scopo di trading (ossia quelli che non sono creati con lintenzione di essere immessi sul mercato finanziario nel breve termine); attivit finanziarie al fair value rilevato a conto economico (held for trading); attivit finanziarie disponibili per la vendita. Invece il regolamento 2086/2004, recante lendorsement dello IAS 39, fornisce la nozione di strumento finanziario derivato, definendolo come quello strumento finanziario o contratto che presenta le seguenti caratteristiche: a) il suo valore cambia in relazione al cambiamento di un tasso di interesse, prezzo di uno strumento finanziario, prezzo di una merce, tasso di cambio in valuta estera, indice di prezzi o di tassi, merito di credito o indici di credito o altra variabile prestabilita; b) non richiede un investimento netto iniziale o richiede un investimento netto iniziale che sia minore di quanto sarebbe richiesto per altri tipi di contratto da cui ci si aspetterebbe una risposta simile a cambiamenti di fattori di mercato; c) regolato ad una data futura.

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Per quanto riguarda la nozione di fair value, nella sostanza tale criterio prevede che lo strumento finanziario venga inizialmente iscritto al costo sostenuto per il suo acquisto, ma che in seguito il valore suddetto venga aggiornato in dipendenza delle variazioni del valore di mercato e che i rispettivi utili o perdite siano iscritti in bilancio ove si tratti di strumenti finanziari posseduti per essere negoziati o di attivit finanziarie disponibili per la vendita68. Preme sottolineare come la direttiva 65/2001 abbia introdotto, con la previsione del fair value, un riferimento valutativo del tutto nuovo in ambito comunitario, dal forte carattere innovativo. A tal proposito basta ricordare come il sistema tradizionalmente adottato dalle direttive contabili prevedeva invece lutilizzo del costo storico (ossia di acquisto o di produzione), che solo in casi eccezionali poteva esser sostituito da altri valori.69

Il criterio di fair value, o valore equo secondo la sua letterale traduzione, viene definito dal regolamento 2086/2004 come il corrispettivo al quale unattivit pu essere scambiata, o una passivit estinta, in una libera transazione fra parti consapevoli e disponibili. La definizione pone laccento sugli elementi di consapevolezza e disponibilit dei contraenti, intendendo con ci sottolineare i caratteri di volontariet e spontaneit delloperazione conclusa, la cui violazione esclude la possibilit di qualificare il prezzo pattuito come valore equo. La direttiva 65/2001 a riguardo pi specifica, in quanto allarticolo 42-ter fornisce i seguenti criteri per la determinazione del valore equo: a) valore di mercato, per gli strumenti finanziari per i quali possibile individuare facilmente un mercato affidabile; qualora il valore di mercato non sia facilmente individuabile per uno strumento, ma possa essere individuato per i suoi componenti o per uno strumento analogo, il valore di mercato pu essere derivato da quello dei componenti o dello strumento analogo; o b) valore che risulta da modelli e tecniche di valutazione generalmente accettati, per gli strumenti per i quali non sia possibile individuare facilmente un mercato affidabile; questi modelli e tecniche di valutazione devono assicurare una ragionevole approssimazione al valore di mercato. Gli strumenti finanziari che non possono essere valutati in maniera affidabile mediante uno dei metodi descritti, devono valutarsi secondo gli altri criteri di valutazione previsti dalla direttiva agli articoli da 32 a 42. 69 In particolare, era consentito di derogare al costo storico in tre ipotesi: - adozione del costo di sostituzione, ossia di un sistema valutativo basato su valori correnti (entry values); - utilizzo dei valori per l inflazione; - applicazione delle rivalutazioni per le immobilizzazioni materiali e finanziarie. importante sottolineare come le direttive contabili lasciassero liberi i legislatori nazionali di adottare o meno le suddette possibilit di deroga: infatti, ad esempio in legislatore italiano al momento del recepimento non ha accolto n il costo di sostituzione, n il sistema di correttivi per inflazione, bens ha recepito la possibilit di applicare le rivalutazioni delle immobilizzazioni limitandola ai soli casi previsti da apposite leggi di rivalutazione monetaria per quanto riguarda la

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A tal riguardo, nel momento in cui si dovuta recepire la direttiva e quindi scegliere se introdurre o meno ladozione del fair value per le valutazione degli strumenti finanziari, si aperto un dibattito a livello nazionale: in particolare parte della dottrina70 ha evidenziato come il recepimento della direttiva da un lato sarebbe stato inutile per le piccole imprese, dallaltro lato avrebbe creato problemi di coordinamento con tutto limpianto contabile preesistente. Il prevalere di tale ordine di considerazioni ha portato allemanazione del D. Lgs. 394/2003, che ha introdotto il criterio del fair value solo a livello di informazione integrativa, senza prevedere n lobbligo n la facolt di utilizzare il fair value per la valutazione delle poste di bilancio. In particolare, il decreto ha introdotto il nuovo art. 2427-bis c.c. e il nuovo art. 2428 c.c., comma 2, n. 6-bis, i quali prevedono una serie di obblighi informativi a livello di nota integrativa e di relazione sulla gestione. Quanto alla nota integrativa, devono fornirsi informazioni circa lentit e la natura di ogni categoria di strumenti finanziari derivati insieme al relativo fair value; mentre per quanto riguarda le immobilizzazioni finanziarie, ove siano iscritte ad un valore superiore al fair value, devono indicarsi entrambi i valori e la motivazione per cui non si considerato il minor valore (art. 2427-bis c.c., comma 1). Quanto alla relazione sulla gestione, invece richiesto di indicare gli obiettivi e le politiche future della societ in ordine alla gestione del rischio

rivalutazione monetaria, mentre nei soli casi eccezionali ex art. 2423 c.c. in relazione alla rivalutazione economica. 70 M. CARATOZZOLO, Lintroduzione del Fair Value nella IV e VII direttiva comunitaria: una prima valutazione, in Le Societ 2002, 1340; S. ADAMO, L informazione di bilancio delle societ non quotate e la modernizzazione delle direttive contabili, in Rivista dei dottori commercialisti 2004, 833.

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finanziario e il livello di esposizione relativamente al rischio di prezzo, di credito, di liquidit e di variazione dei flussi finanziari (art. 2428, comma 2 , n.6-bis ). Il decreto, cos come la direttiva, non si occupa di definire n la nozione di strumento finanziario e derivati, n quella di fair value, facendo a tal riguardo espresso richiamo ai principi contabili internazionali. Piuttosto, il legislatore italiano si occupato dellindicazione dei criteri per la determinazione del fair value ai suddetti fini informativi, prevedendo quanto segue: a) in linea generale la valutazione va fatta con riferimento al

valore di mercato dello strumento finanziario; b) laddove non vi sia un mercato affidabile di riferimento,

deve utilizzarsi il valore di mercato derivato, ossia si prende a riferimento il valore di mercato di uno dei componenti dello strumento o di uno strumento collegato; c) se neanche il valore derivato ragionevolmente

individuabile, allora occorre calcolare il valore risultante da modelli e tecniche di valutazione generalmente accettati; d) ove anche tale criterio non porti ad una valutazione

plausibile, deve farsi uso del costo storico ( art. 2427-bis, commi 3 e 4). Per quanto riguarda la definizione di strumenti finanziari derivati, il comma 2 dell art. 2427-bis c.c. specifica che vengono considerati tali anche gli strumenti collegati a merci che conferiscono ad entrambi i contraenti il diritto di procedere al pagamento per contanti o mediante altri strumenti finanziari, eccetto il caso in cui il contratto sia destinato sin dalla sua conclusione al soddisfacimento di esigenze di acquisto, vendita o utilizzo della merce previste dalla societ, e la

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cui esecuzione avvenga mediante consegna della merce. In pratica la norma esenta i contratti stipulati non a fini speculativi dagli obblighi informativi descritti sopra. In definitiva, pu dirsi che la scelta del legislatore italiano stata piuttosto prudente e tradizionalista, in quanto nella sostanza ha escluso lintroduzione del fair value nella valutazione dei bilanci e il connesso impatto che essa avrebbe avuto sullimpianto di regole e principi che informano i bilanci delle medie e piccole imprese.71

2.3

La direttiva 51/2003 e suo recepimento in Italia.

La direttiva costituisce la pi incisiva modifica apportata alle direttive contabili in prospettiva IAS/IFRS. Infatti a differenza della direttiva 65/2001 che si era focalizzata solo sul criterio di fair value questo provvedimento introduce modifiche di carattere generale, che coinvolgono sia la struttura del bilancio che i criteri di valutazione. Nello specifico la direttiva si compone di una parte obbligatoria, di carattere precettivo nei confronti dei legislatori nazionali, e di una parte opzionale, il cui recepimento lasciato alla libera scelta degli Stati membri. Le disposizioni la cui attuazione deve considerarsi obbligatoria sono riconducibili a tre gruppi di regole:
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S. ADAMO, L informazione di bilancio delle societ non quotate e la modernizzazione delle direttive contabili, in Rivista dei dottori commercialisti 2004, 831; A. BONICELLI e R. PARISOTTO, Introduzione dei principi contabili internazionali IAS, in Impresa c.i. 2003, 1783; P. PISONI e D. BUSSO, Le differenze tra il bilancio attuale e il bilancio redatto con gli IAS: prevalenza della sostanza sulla forma e principio di prudenza in presenza del fair value, in Impresa c.i. 2004, 1890.

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a)

Con riferimento alla relazione sulla gestione dei conti

annuali e consolidati72, la direttiva volta a specificare che linformativa contenuta nel documento deve avere ad oggetto un fedele rendiconto dellandamento e dei risultati dellattivit della societ, mediante la specificazione anche dei principali rischi e incertezze e avvalendosi, laddove necessario per una maggiore comprensione del quadro fornito, di indicatori sia finanziari che non finanziari, comprese le informazioni sullambiente e il personale. In sostanza la direttiva specifica la portata del carattere di analiticit che gi lart. 2428 c.c. attribuiva e ancora attribuisce al documento in questione, introducendo elementi di analisi strumentali al documento (ovvero la specificazione dei rischi e incertezze, e luso di indicatori finanziari e non) e il criterio per il loro utilizzo (quello di necessariet in relazione alla finalit del quadro fedele e analitico della situazione finanziaria ed economica). b) Unaltra regola riguarda lespressa previsione della

relazione di revisione, da redigersi secondo il seguente schema standardizzato: un paragrafo introduttivo che individua il bilancio sottoposto a

revisione legale e specifica il quadro delle regole di redazione adottate dalla societ; una panoramica sull attivit di revisione svolta e l

indicazione dei principi di revisione applicati; il giudizio sul bilancio, nel quale deve indicarsi se vi stata

violazione delle regole contabili e del principio di rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato dell esercizio.
Si tratta di un documento redatto dagli amministratori contestualmente al progetto di bilancio, con il quale riferiscono all assemblea sui risultati dell esercizio e dell attivit svolta e presentano osservazioni e proposte relativamente al bilancio e alla sua approvazione.
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Nello specifico la direttiva precisa quattro tipi di giudizio, ossia giudizio senza rilievi, giudizio con rilievi, giudizio negativo o, se il revisore si trova nellimpossibilit di esprimere un giudizio, una dichiarazione di rifiuto di emettere un giudizio. c) In merito alle regole di consolidamento la direttiva in

esame abroga lart. 14 della Settima dir. soc., che consentiva lesclusione dallobbligo del consolidamento delle imprese controllate svolgenti attivit

talmente diverse che la loro inclusione avrebbe contrastato con la clausola generale di rappresentazione veritiera e corretta della situazione del gruppo. Ci si in tal modo conformati ai principi internazionali, in particolare allo IAS 27 che in situazioni del genere include limpresa nellarea di consolidamento, richiedendo per che vengano fornite informazioni aggiuntive in merito ai differenti settori di attivit delle imprese del gruppo. Quanto alle disposizioni di carattere facoltativo, viene attribuita agli Stati membri la facolt di autorizzare o prescrivere le seguenti innovazioni contabili: a) Linclusione di prospetti aggiuntivi rispetto allo stato

patrimoniale, conto economico e nota integrativa. Tali ulteriori documenti sono il prospetto delle variazioni degli elementi patrimoniali del netto e il rendiconto finanziario . Al riguardo pu dirsi che quanto al primo prospetto gi lart. 2427, lettera 7- bis c.c. (introdotto dal D. Lgs. 6/2003) prevede la redazione di appositi prospetti in cui indicare origine, possibile utilizzazione o avvenuto utilizzo di tutte le poste di patrimonio netto. In merito al secondo, il codice civile non prevede alcun simile adempimento informativo, che per viene disciplinato dal principio contabile nazionali OIC 12, il quale statuisce che il mancato utilizzo del suddetto

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prospetto da parte delle imprese di maggiori dimensioni costituisca violazione del principio di true and fair view.73 b) Ladozione di un nuovo schema di Stato patrimoniale, in

cui le voci sono classificate secondo il binomio corrente - non corrente. In tal modo la direttiva introduce lo stesso criterio di classificazione previsto dagli IAS/IFRS (che lo prevedono in alternativa al criterio di liquidit), che si affianca ai sistemi a sezioni contrapposte (ossia quello adottato dal nostro sistema) e a forma scalare previsti dalla Quarta direttiva. Quanto al sistema di classificazione delle voci di bilancio, il nostro codice civile prevede il cosiddetto metodo misto, in cui le voci dellattivo sono classificate in base alla loro destinazione economica, mentre per quanto concerne le passivit il criterio utilizzato quello di provenienza 74. c) Ladozione dello statement of performance o rendiconto

delle prestazioni, in luogo dello schema di conto economico previsto dalla Quarta direttiva. La differenza fondamentale tra i due documenti contabili risiede nel fatto che lo statement of performance peraltro previsto anche dagli IAS/IFRS contabilizza anche ricavi e costi non realizzati o subiti, anche se non ne tiene conto ai fini del calcolo del risultato economico dellesercizio; al contrario nei sistemi continentali il principio di prudenza impone liscrizione delle suddette componenti in una riserva di patrimonio netto e il loro storno al conto economico solo nel momento in cui sono realizzati75.

Per la trattazione pi approfondita di tali prospetti di bilancio si rinvia al secondo capitolo, par. 3.3 e 3.4. 74 I due criteri di destinazione economica e di provenienza sono analizzati, in comparazione con i diversi criteri previsti dagli IAS/IFRS, nel secondo capitolo, par. 3.1.1. 75 Si rinvia al secondo capitolo, par. 3.2.2 per lanalisi comparata degli schemi di conto economico previsti dagli IAS/IFRS e quelli disciplinati dal nostro codice civile.

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d)

Lintroduzione del principio della prevalenza della

sostanza sulla forma, impone che nella valutazione di unoperazione deve darsi maggior peso alla sostanza economica dellaffare piuttosto che alla sua forma giuridica76. A tal proposito il D. Lgs. 6/2003 ha introdotto analogo principio modificando l art. 2423-bis c.c. ma, come vedremo, ben diverso il peso che tale principio ha nel nostro ordinamento e in quello comunitario. e) Applicazione del fair value anche nella valutazione di

attivit diverse dagli strumenti finanziari e di imputazione della differenza di valore tra un esercizio e laltro direttamente in conto economico. In riferimento a tale previsione le differenze con i sistemi contabili di tipo continentale sono davvero evidenti: basta pensare al fatto che, come detto prima, nel nostro ordinamento il fair value non viene ancora utilizzato se non per fornire un informazione integrativa sugli strumenti finanziari. f) Eliminazione della previsione che consente di rivalutare le

immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie solo in presenza di appositi provvedimenti normativi nazionali che disciplinano le modalit di rivalutazione. In tal modo le rivalutazioni di elementi patrimoniali verrebbero liberate dalle stringenti limitazioni legislative, tipiche dei sistemi contabili dal carattere marcatamente prudenziale77.78

Vedasi p. 51 per una trattazione pi approfondita del principio. Quanto ai limiti imposti nel sistema italiano vedi nota n. 58 78 P. MORETTI, L applicazione dei principi IAS nell ordinamento italiano, in Corr. Trib. 2004, 2359; C. SOTTORIVA, Verso l adozione dei principi contabili internazionali: modificate le direttive contabili sui conti annuali e consolidati, in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2003, 1153; S. FORTUNATO, La modernizzazione delle direttive contabili e i principi contabili internazionali (IAS/IFRS),in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2006, 1070.
77

76

56

La direttiva appena descritta doveva esser recepita entro il 31 Dicembre 2004; tuttavia il legislatore ha adempiuto allobbligo solo in seguito alla

condanna da parte della Corte di Giustizia europea (8 marzo 2007), attraverso lemanazione del D. Lgs 32/2007. Il decreto, le cui disposizioni si applicheranno a partire dai bilanci 2008, si occupa di recepire solo la parte obbligatoria della direttiva tralasciando invece lintroduzione delle previsioni facoltative, le quali sicuramente sono

maggiormente innovative e di difficile inserimento. In particolare, quanto alla relazione di revisione il decreto ha modificato gli articoli 2409-ter c.c., 41 del D. Lgs. 127/1991 e 156 del D. Lgs. 58/1998, riproducendo nella sostanza quanto detto nella direttiva. Stessa sorte toccata alla disciplina della relazione sulla gestione, il cui contenuto stato ampliato in conformit a quanto gi detto sopra (articoli 2428 c.c.; 40 del D. Lgs 127/1991; 3 del D. Lgs. 87/1992; 94 e 100 del D. Lgs. 209/2005). Quanto allabrogazione dellart. 14 della Settima dir. soc., il decreto ha operato la soppressione della corrispondente norma nazionale, ossia il 1 comma dell art. 28, D. Lgs 127/1991.79 In ordine alle prospettive future, ad oggi lunica testimonianza del tentativo di recepire anche le disposizioni facoltative della direttiva, rappresentata dal progetto O.I.C.80 elaborato nellottobre 2006. Il documento

F. MAZZINI, L armonizzazione con i principi IAS operativa a partire dai bilanci 2008, in Guida al Diritto 2007, 25; C. SOTTORIVA, Lattuazione della direttiva 2003/51/CEE con il D. Lgs. n. 32/2007, in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2007, 657; G. VERNA, Novit in tema di bilanci e delle redazioni che lo corredano, in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2007, 267. 80 L'OIC (Organismo Italiano di Contabilit) una fondazione nata nel 2001per soddisfare l'esigenza di costituire uno standard setter nazionale dotato di ampia rappresentativit, portatore delle istanze nazionali in materia contabile. L'attivit dellorganismo si esplica nello svolgimento di tali compiti :

79

57

propone una copiosa serie di modifiche al codice civile e al T.U.F., relativamente alle seguenti regole: a) Struttura e contenuto dei documenti di bilancio. Le maggiori

novit sono rappresentate dallestensione generalizzata dellobbligo di redigere un autonomo prospetto delle voci del patrimonio netto e un rendiconto finanziario. Inoltre viene stravolta la struttura dello stato patrimoniale con la riduzione delle voci e con la sostituzione del criterio della liquidit crescente con quello di liquidit in relazione al ciclo produttivo81. Lo schema di stato patrimoniale mantiene invece stessa struttura e classificazione, ma il suo contenuto viene semplificato con leliminazione di alcune voci (ad esempio quelle di valore e costi della produzione). La semplificazione dei due tradizionali documenti contabili, porta

allarricchimento e al maggior dettaglio di informazioni nella nota integrativa. b) Principi di redazione. Sotto tale profilo si assiste ad un

importante mutamento della gerarchia, infatti il principio di prevalenza della sostanza sulla forma viene anteposto a quello di prudenza e dunque soggiace solo al criterio del going concern (prospettiva della continuazione dellattivit). Inoltre il principio secondo cui dal bilancio devono risultare solo gli utili realizzati viene temperato dalla nuova esigenza di dar conto di possibili utili derivanti da valutazioni al fair value.

- emanare i principi contabili per la redazione dei bilanci ai quali non si applicano i principi contabili internazionali; - dare il proprio contributo durante la fase di applicazione in Italia dei IAS/IFRS, operando in sinergia con l'EFRAG, lo IASB e gli altri standard setter europei; - collaborare con il legislatore nell'emanazione della normativa in materia contabile; - promuovere la cultura contabile. 81 Secondo tale criterio le attivit e le passivit si dividono in correnti e non correnti a seconda che il loro realizzo sia previsto o meno entro il normale ciclo operativo dell impresa.

58

c)

Criteri di valutazione. La scelta quella di mantenere come

criterio generale quello del costo storico, consentendo per di derogarvi con riferimento alle immobilizzazioni, alle partecipazioni in controllate e collegate e altre voci, che dunque possono esser valutate al fair value. Il fair value invece imposto per la valutazione degli strumenti finanziari detenuti per negoziazione e per quelli disponibili per la vendita.82

Come si percepisce dalla breve analisi svolta, il progetto, laddove recepito, porterebbe ad un radicale stravolgimento del sistema contabile nazionale: proprio per tale motivo gli addetti ai lavori sono piuttosto cauti e stanno analizzando i possibili impatti di una simile riforma, in modo da stabilire se sia o meno il caso di introdurla nel contesto contabile vigente.

2.4

La direttiva 38/2003

Per ragioni di completezza occorre brevemente soffermarsi su un terzo provvedimento comunitario, che volto non a modificare le direttive contabili per conformarle ai principi contabili internazionali, bens ad agire indirettamente sullambito applicativo degli IAS/IFRS: infatti amplia il numero delle imprese che

S. FORTUNATO, La modernizzazione delle direttive contabili e i principi contabili internazionali (IAS/IFRS),in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2006, 1070;

82

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beneficiano della possibilit di redigere il bilancio in forma abbreviata, mediante linnalzamento dei limiti massimi preesistenti.83 Lincidenza sullambito applicativo IAS/IFRS deriva dunque dal fatto che alle societ che hanno la facolt di redigere il bilancio in forma abbreviata preclusa la possibilit di adottare i principi contabili internazionali84. Sicch il provvedimento ha indirettamente attuato anche un leggero innalzamento del limite al di sotto del quale vietata ladozione delle regole contabili internazionali.85

In particolare in seguito al recepimento della direttiva i limiti ad oggi vigenti all art. 2435-bis c.c. sono: a) quanto al totale dell attivo di stato patrimoniale si passati da euro 3.125.000 a euro 3.650.000 b) quanto ai ricavi delle vendite e delle prestazioni il vecchio limite di euro 6.250.000 stato innalzato a euro 7.300.000 c) il parametro del numero di dipendenti invece rimasto di 50. 84 Vedi p. 17. 85 C. SOTTORIVA, Verso l adozione dei principi contabili internazionali: modificate le direttive comunitarie sui conti annuali e consolidati, in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2003, 1153.

83

60

II CAPITOLO Raffronto tra i principi contabili

internazionali e il sistema contabile italiano

1 I soggetti tutelati

Prima di passare allanalisi delle regole contabili e degli schemi di bilancio appare opportuno un accenno alle diverse esigenze e quindi alle opposte finalit cui sono rivolti i due sistemi, quello italiano e quello comunitario, ci in virt della diversa impostazione di base che rende le due discipline cos divergenti e incompatibili. Quanto agli IAS/IFRS, gi il Framework approvato nel 1989 esplicita che lo scopo del bilancio quello di fornire informazioni sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sulle variazioni della struttura finanziaria dellimpresa, utili ad unampia gamma di utilizzatori per prendere decisioni in campo economico. La finalit dei principi internazionali dunque quella di fornire a tutti i possibili destinatari uno strumento per assumere decisioni consapevoli, ossia sulla base di una chiara, completa e confrontabile rappresentazione del quadro economico-finanziario dellimpresa. Il riferimento generale, senza alcuna

61

preferenza per un tipo di informazione o per una categoria di stakeholder: difatti lo stesso Framework elenca una serie sostanzialmente omnicomprensiva di soggetti destinatari del bilancio, comprendente sia investitori che dipendenti, sia fornitori che clienti, nonch governi e loro istituzioni. Tuttavia lo stesso documento specifica una sorta di scala gerarchica tra gli utilizzatori, allinterno della quale vengono collocati al primo posto gli investitori, ossia coloro che forniscono il capitale di rischio allimpresa, perch la loro decisione di continuare o meno a investire in quellintrapresa economica considerata meritevole di maggiore tutela rispetto alle altre. Questa tendenza tipica dei paesi in cui vi cospicua presenza di societ di capitali ad azionariato diffuso (public company) che redigono i propri bilanci rivolgendosi

prevalentemente agli investitori, sia attuali che potenziali, fornendo loro informazioni circa il possibile rendimento dei loro investimenti nel breve periodo. In Italia invece, lart. 2423 individua la finalit del bilancio nella rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria, nonch del risultato economico, laddove per veritiera e corretta non si intende uninformazione utile a fini decisionali, quanto piuttosto unesposizione prudente del patrimonio e del risultato economico dellesercizio per tutelare i creditori della societ. La suddetta finalit, tipica dei sistemi continentali, trova il suo fondamento nel diverso contesto economico-imprenditoriale, caratterizzato dal prevalere del modello societario a ristretta base azionaria, ossia in cui un nocciolo duro di azionisti predomina indiscusso, detenendo la maggioranza del capitale sociale. In tale sistema il ricorso al mercato borsistico poco sviluppato,

62

perch potrebbe pregiudicare la stabilit dellassetto proprietario; sicch si preferisce ricorrere a prestiti e quindi allindebitamento. Da ci nasce lesigenza di preservare la garanzia patrimoniale per i creditori e fornire loro un quadro prudenziale della situazione patrimoniale ed economica.86 Questo diverso approccio comporta delle opposte scelte di fondo nellambito della disciplina contabile: infatti mentre gli investitori sono interessati a informazioni che siano capaci di evidenziare la produttivit effettiva dellazienda e quindi anche il suo potenziale, i creditori preferiscono invece un rendiconto prudenziale, ossia basato su proventi effettivamente realizzati e su valutazioni indifferenti ai valori di mercato. Affrontata tale premessa, nei paragrafi successivi saranno analizzate le principali differenze tra i due modelli contabili in relazione ai seguenti argomenti:

i principi generali di redazione; il contenuto e criteri di valutazione dei documenti contabili; il confronto tra criterio di fair value e quello del costo storico.

R.H. PARKER, Comparative International Accounting, VII ed., 2002; P. MORETTI, Finalit e destinatari di un bilancio IAS, in Corriere Tributario 2004, 2593; F. DEZZANI, I principi IAS/IFRS: il reddito prodotto ed il reddito potenziale,in Impresa c.i. 2007, 1329; S. AZZALI, L obbiettivo dei bilanci, in S. AZZALI, Il bilancio consolidato secondo i principi contabili internazionali.Problemi applicativi.Soluzioni operative. Potenzialit informative, Milano, 2002, 46.

86

63

I principi generali di redazione

Per principi generali si intendono i postulati di base, che ispirano tutta la disciplina contabile e che in caso di divergenza prevalgono sempre sulle regole particolari e sugli altri principi. Per quanto riguarda il sistema IAS/IFRS il quadro dei principi generali strutturato su tre livelli (cfr. Tabella n. 2), che vedono al vertice la clausola generale di utilit delle informazioni per gli utenti, al secondo posto gli assunti fondamentali (basic assumption) di competenza economica e continuit aziendale, al gradino pi basso le cosiddette caratteristiche qualitative (qualitative characteristcs), a loro volta di primo e secondo livello.

Tabella n. 2

1 livello: Clausola generale 2 livello: Assunti fondamentali 3 livello: Caratteristiche qualitative

Utilit delle informazioni a fini contabili

Competenza economica

Continuit aziendale

Comprensibilit Significativit Attendibilit Rilevanza Rappresentazione fedele Neutralit

Comparabilit

64

Prudenza Completezza Prevalenza sostanza su forma

Il modello italiano invece prevede due livelli di principi, ossia la clausola generale di cui art. 2423 c.c. e i principi generali di redazione dellart. 2423-bis c.c. (cfr. Tabella n. 3). Inoltre unapposita Commissione per la statuizione dei principi contabili87, ha redatto il principio contabile nazionale n. 11, (modificato nel 2005 dallO.I.C. in relazione alla riforma di diritto societario di cui al D.lgs. 6/2003) nel quale elencato un novero di principi generali di redazione che pressappoco coincide con quello previsto dal codice civile (cfr. Tabella n. 4).

Tabella n. 3

livello:

Clausola - Chiarezza - Rappresentazione veritiera e corretta 2423 della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico

generale c.c.)

(art.

La Commissione per i Principi Contabili, costituita dai Consigli nazionali dei ragionieri e dei dottori commercialisti, si insediata il 28 luglio 2004 con l'intento di perseguire principalmente due obiettivi: adottare iniziative di impulso e proposizione durante la fase di statuizione dei Principi Contabili (demandata all'OIC); promuovere e approfondire le diverse tematiche connesse all'interpretazione e alla diffusione dei Principi Contabili.

87

65

livello:

Principi - Prudenza - Continuit aziendale - Considerazione della funzione economica dell elemento valutato - Indicazione dei soli utili realizzati -Competenza economica - Considerazione dei rischi e delle perdite di competenza anche se conosciute dopo la chiusura dell esercizio - Valutazione separata degli elementi eterogenei - Applicazione dei stessi criteri anche negli esercizi successivi

generali di redazione (art. 2423-bis c.c.)

Tabella n. 4

Periodicit della misurazione del patrimonio e del risultato economico

Continuit di applicazione delle regole di valutazione Competenza

Comprensibilit Significativit e rilevanza

Costo come criterio base

Principio contabile nazionale n. 11:


Neutralit

Prudenza Omogeneit Verificabilit delle informazioni Comparabilit Prevalenza sostanza su forma Utilit per i destinatari e completezza dellinformaz ione

Funzione informativa e completezza della nota integrativa

66

Delle clausole generali si gi detto, dunque spostiamo lattenzione prima sugli assunti fondamentali e poi sulle caratteristiche qualitative, evidenziando volta per volta le divergenze rispetto ai principi generali italiani.

2.1 Gli assunti fondamentali

Il Framework del 1989 ha fissato due premesse essenziali nellambito del sistema contabile elaborato dallo IASB:

o o

competenza economica continuit aziendale.

Dal momento che anche il codice civile prevede tali principi, appare opportuno verificare se i contenuti coincidono. Quanto alla competenza il Framework specifica che secondo tale principio deve tenersi conto non solo dei ricavi e dei costi effettivamente percepiti o versati, ma pi in generale di tutti i proventi e gli oneri di competenza dell esercizio, purch lincremento o decremento di benefici economici derivante possa esser valutato attendibilmente (paragrafi 92 e 94 del Framework). Il codice civile prescrive espressamente che deve tenersi conto di proventi e oneri di competenza dellesercizio, indipendente dalla data dellincasso o del pagamento, ma la portata di tale enunciazione pi restrittiva che nel Framework. Infatti, un altro principio generale specifica che non possono indicarsi utili che non siano stati realizzati alla data di chiusura dellesercizio, dunque per liscrizione in conto economico di un ricavo si richiede che questo sia stato

67

effettivamente percepito mediante unattivit di scambio o comunque di realizzo finale (tendenzialmente, tale momento coincide con la spedizione dei beni o lesecuzione della prestazione). Diverso invece il trattamento dei costi che parimenti al Framework vengono iscritti in conto economico anche se presunti, ossia sorti nellesercizio di riferimento ma non ancora pagati. Questa limitata concezione del principio di competenza crea

unasimmetria di trattamento nellambito del sistema nazionale tra costi e ricavi, dando vita a risultati di conto economico piuttosto statici. Nel contesto IAS/IFRS, invece si tiene conto non solo dei costi presunti, ma anche degli utili sperati, ossia quelli derivanti da operazioni che si concluderanno negli esercizi successivi (ad esempio plusvalenze da valutazioni al fair value), fornendo in tal modo un quadro pi dinamico della situazione economica dellimpresa. Quanto alla continuit aziendale, essa intesa come criterio che impone di effettuare le valutazioni escludendo ipotesi di cessione o liquidazione dellazienda, tenendo in considerazione le possibili evoluzioni della gestione ed i programmi operativi che vedono coinvolti gli elementi da valutare. Il Framework specifica che per discontinuit si intende non solo linterruzione e la liquidazione, ma anche la significativa riduzione della propria attivit, ampliando in tal modo il novero dei casi in cui pu derogarsi alla prospettiva di continuazione dellattivit e agli altri principi ordinari. La dottrina italiana si chiesta se anche nel nostro sistema possa ritenersi tale la valenza del concetto continuit ed alcuni autori hanno sottolineato come qualora vi sia un radicale cambiamento delle prospettive ipotizzate non abbia senso mantenere la stessa metodologia valutativa iniziale88 e
88

Il Superti Furga ad esempio pone il caso in cui cessino gran parte delle attivit dell azienda ma questa rimanga in essere: criticamente si chiede che utilit abbia in tale circostanza calcolare il

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quindi di come laccezione data dal Framework sia per certi versi compatibile anche con limpianto contabile nazionale.89

2.2 Le caratteristiche qualitative

Le caratteristiche qualitative costituiscono le modalit applicative della clausola generale di utilit delle informazioni, sicch nella pratica il loro rispetto dovrebbe garantire la redazione di uninformazione contabile utile per le decisioni degli stakeholder. Il Framework prevede quattro caratteristiche di primo livello due delle quali, a loro volta, specificano ulteriori caratteristiche dette di secondo livello (cfr. Tabella 2). 1) Compresibilit A mente di tale caratteristica, il bilancio deve esser redatto in modo da risultare prontamente comprensibile agli utilizzatori, laddove con il termine utilizzatori si fa riferimento a soggetti aventi una cultura contabile medio-alta. Dunque il contenuto del principio nel senso di richiedere non un bilancio elementare o eccessivamente esplicativo di ogni voce, ma un rendiconto che sia facilmente intelligibile per lettori esperti. Il codice civile prevede come principio

reddito dell esercizio. F. SUPERTI FURGA, Il bilancio di esercizio italiano secondo la normativa europea, Milano, 1997, 16. 89 S. AZZALI, I principi generali dei bilanci, in S. AZZALI, Il bilancio consolidato secondo i principi contabili internazionali.Problemi applicativi.Soluzioni operative. Potenzialit informative, Milano, 2002, 57; M. PINI, I principi del nuovo bilancio d esercizio.le logiche di redazione secondo il d. lgs. 127/91 in attuazione della IV direttiva CEE, Milano, 1993, 131 ; E. SANTESSO e U. SOSTERO, Principi contabili per il bilancio d esercizio. Norme civilistiche e tributarie. Principi contabili nazionali e internazionali. Analisi, problemi e soluzioni, Milano, 2001, 25.

69

speculare quello di chiarezza, inserito nellarticolo 2423 c.c. insieme a quello di rappresentazione veritiera e corretta90. Il contenuto dei due principi di chiarezza e comprensibilit pressappoco coincidente91, ma leffettiva incidenza pratica diversa in quanto diverso il contesto in cui sono collocati. Mentre in un bilancio redatto secondo le prescrizioni del codice civile un simile criterio volto a verificare una corretta applicazione delle regole stringenti imposte, nel caso del bilancio IAS/IFRS (in cui invece non vi sono schemi rigidi e obbligatori e le regole valutative lasciano largo spazio alla discrezionalit dei redattori) il criterio di comprensibilit costituisce unimportante clausola di salvaguardia che consente di frenare eventuali abusi da parte degli amministratori.92 2) Significativit Sempre in relazione alle esigenze informative degli utilizzatori, la seconda caratteristica qualitativa indicata dallo IASB la significativit. Il principio impone la doverosa indicazione di tutti i dati e le informazioni connotate dalla capacit di influenzare una decisione economica, ossia di tutte quelle valutazioni che aiutano a comprendere meglio gli eventi che incidono sullandamento economico dellimpresa.

Il principio contabile nazionale n. 11 indica invece testualmente il criterio di comprensibilit. Ma la valenza la stessa del principio di chiarezza di cui al c.c.. 91 In fatti anche nel nostro sistema si da tempo consolidata la tendenza a misurare la chiarezza di un bilancio svincolando gli amministratori da eccessive pretese, e ci sulla base della considerazione che il bilancio destinato a lettori in possesso di una cultura ragionieristica di medio livello, e di medio-alto nel caso di bilancio di una societ quotata. B. QUATRARO e S. DAMORA, Il bilancio desercizio e consolidato delle imprese ordinarie, bancarie, finanziarie, sportive ed assicurative. Problematiche civili, penali e tributarie, Milano, 1998, 21. 92 In particolare tale principio sta alla base della necessit di indicare nei prospetti aggiuntivi, soprattutto la nota integrativa, tutte quelle informazioni che sono omesse o comunque trascurate nella compilazione degli schemi di stato patrimoniale e conto economico e la cui completa ignoranza potrebbe pregiudicare un informazione comprensibile, e quindi utile, per gli stakeholder.

90

70

Tale criterio porta con se anche una caratteristica qualitativa di secondo livello, ossia la rilevanza, la quale specifica il concetto di significativit ponendosi come limite sia qualitativo (natura dellinformazione) che quantitativo (margine entro cui un dato pu omettersi o considerarsi erroneamente), entro il quale uninformazione pu ritenersi significativa. Nel nostro ordinamento il codice civile non include il criterio significativit tra i principi di cui allart. 2423-bis ma lo utilizza solo come parametro di riferimento per lindicazione di alcune informazioni in nota integrativa ( art. 2427 n. 6-bis e 10, c.c.). Inoltre, sebbene il principio contabile n. 11 faccia esplicito riferimento a entrambi i concetti di significativit e rilevanza, la prassi contabile tende a darvi poco rilievo. Questa indifferenza da parte del nostro ordinamento deriva dal fatto che un sistema contabile rigido e dai connotati prevalentemente formalistici lascia ben poco spazio a valutazioni e operazioni orientate alla sostanza e quindi anche allutilizzo di criteri flessibili e plasmabili, quale il principio di significativit.93 3) Attendibilit Si tratta del principio probabilmente pi complesso e rilevante nellambito del sistema IAS/IFRS, pertanto lo IASB si premurato di redigerlo in modo pi approfondito, mediante la previsione delle seguenti sottocaratteristiche: 1) Presentazione fedele. Il principio impone lutilizzo di un

modus operandi scevro da valutazioni incoerenti rispetto ai fatti aziendali: evidente la sua affinit col principio di rappresentazione veritiera e corretta previsto dallart. 2423 c.c. .
G. SAVIOLI, Il bilancio di esercizio secondo i principi contabili nazionali e internazionali, Milano, 2004, 84; A. FRADEANI, La globalizzazione della comunicazione economico-finanziaria IAS/IFRS E XBRL, Milano, 2005, 73.
93

71

D'altronde sebbene il sistema IAS/IFRS e quello nazionale siano orientati verso finalit diverse, comunque il punto di partenza non pu che essere lo stesso, ossia quello di originare dagli eventi che hanno riguardato limpresa e rappresentarli in modo idoneo e conforme alla realt materiale. 2) Neutralit. Nellambito del Framework il principio diretto

a vietare un uso speculativo del bilancio da parte degli amministratori, ossia un utilizzo dellinformazione contabile al fine di indurre il pubblico dei investitori verso determinate decisioni economiche. La finalit anti-abuso, perseguita nel contesto IAS/IFRS, non invece propria anche del modello contabile nazionale: il codice civile neanche prevede il principio di neutralit mentre il principio n. 11 lo indica in funzione di imparzialit e indipendenza delle regole contabili verso tutti i destinatari del bilancio. In realt si gi evidenziato come limpianto contabile nazionale sia fortemente orientato verso la tutela dei creditori, dunque come il principio sia una mera previsione di circostanza, privo di effettiva precettivit.94 3) Prudenza. Nellambito dei principi contabili internazionali

tale criterio viene relegato in una situazione marginale. Infatti oltre ad esser collocato tra le caratteristiche qualitative di secondo livello, sotto il profilo contenutistico esso si risolve nella semplice richiesta di cautela durante lelaborazione di valutazioni problematiche, al fine di evitare il

sovrapprezzamento dei ricavi o la sottostima delle perdite. Dunque gli IAS/IFRS definiscono la prudenza come un mera regola generale di condotta, senza indicarne alcuna implicazione pratica nella redazione del bilancio.
FONDAZIONE LUCA PACIOLI, Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio. Finalit, destinatari, principi di redazione ed elementi di struttura di un bilancio IAS, Roma, 2003, 4.
94

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Situazione opposta si presenta nel nostro sistema: la prudenza, posta al vertice dei principi di redazione di cui all art. 2423 c.c., costituisce uno dei principi cardine della disciplina contabile e, di fatto, influenza lintero sistema delle regole di redazione. Tale atteggiamento prudenziale si esplicita anzitutto nella restrittiva concezione del principio di competenza economica che, come detto prima, impone liscrizione di perdite anche solo probabili ma non consente la contabilizzazione degli utili solo sperati. Inoltre, limpostazione prudenziale si riflette anche nelle disposizioni di cui all art. 2426 c.c., ossia nelle singole regole di valutazione: a riguardo si pu menzionare la disciplina prevista per le attivit circolanti ossia le rimanenze, i titoli e le partecipazioni che non costituiscono immobilizzazioni in relazione alle quali il fair value entra nel procedimento di valutazione solo se minore del costo storico; o ancora alla disposizione sulle immobilizzazioni che ne impone la contabilizzazione solo al costo storico, sistematicamente ammortizzato e ulteriormente diminuito nel caso di durevole riduzione di valore. Il diverso atteggiamento da parte dei due sistemi in riferimento al concetto di prudenza in stretta relazione con le rispettive caratteristiche essenziali dei due tipi di rendiconto: un bilancio prudente come quello italiano statico, conservatore, quindi non in grado di fornire un quadro chiaro oltre che della situazione attuale anche degli effettivi sviluppi prossimi della situazione economica dellimpresa; per assolve il compito di rassicurare o mettere in allarme i creditori circa la situazione attuale di solvibilit dellimpresa. Contrariamente, un rendiconto redatto secondo i principi IAS/IFRS pi innovatore e dinamico e, dal punto di vista informativo, potenzialmente pi

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idoneo a rappresentare la reale ed effettiva situazione economica-finanziaria dellimpresa, soprattutto per quanto concerne la sua ipotizzabile evoluzione.95 a) Completezza. Il principio in questione allude ad un

rendiconto esaustivo e compiuto, ossia contenente informazioni esaurienti: il requisito potrebbe apparire antitetico rispetto alla natura sintetica e riassuntiva del bilancio e, proprio per tale motivo, non da intendere in senso assoluto bens da contemperare con i due parametri del costo e della rilevanza. Il primo per evitare spese eccessive e sproporzionate rispetto al beneficio informativo apportato; il secondo per evitare che la completezza sfoci in un inutile e caotico accumulo di informazioni superflue. Il codice civile non prevede una simile caratteristica qualitativa, mentre il principio contabile n. 11 la cita espressamente, sebbene raccomandi di non eccedere nella sua attuazione pratica. Diversamente, dalla prassi contabile spesso emerge una superflua estensione e complessit soprattutto della nota integrativa che va al di quanto richiesto a fini informativi e anzi spesso complica la comprensione dei documenti contabili stessi.96 b) Prevalenza della sostanza sulla forma. Si tratta di uno dei

principi maggiormente caratterizzanti il sistema IAS/IFRS soprattutto se raffrontato con il modello contabile nazionale. Il Framework osserva che linformazione, per essere attendibile, deve rappresentare fedelmente i fatti che riguardano limpresa e a tal fine necessario che le operazioni e gli altri eventi siano rilevati e rappresentati in conformit
P. MORETTI, Finalit e destinatari di un bilancio IAS, in Corr. Trib. 2004, 2598; F. DEZZANI, I principi IAS/IFRS: il reddito prodotto ed il reddito potenziale, in Impresa c.i. 2007, 1329; S. MARASCA, Le valutazioni nel bilancio desercizio, Torino, 1998, 101. 96 A. FRADEANI, La globalizzazione della comunicazione economico-finanziaria IAS/IFRS E XBRL, Milano,2005, 80.
95

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alla loro sostanza e realt economica e non solamente secondo la loro forma legale 97. Dunque, nellambito dei principi contabili internazionali si prevede che nei casi in cui non vi sia perfetta concordanza tra laspetto sostanziale e quello giuridico-formale di unoperazione aziendale, il criterio prevalente e, quindi, preponderante per la contabilizzazione in bilancio rappresentato dalla sostanza economica. Quanto alla nozione di sostanza economica, gli IAS/IFRS fanno riferimento a quella funzionale a fornire linformazione utile agli investitori: quindi viene intesa come leffettivo risultato perseguito dalloperazione laddove influente rispetto allinteresse degli investitori al buon esito del loro investimento98. Il principio in esame rappresenta una delle prove pi evidenti dellinfluenza anglosassone nei principi internazionali: tale considerazione avvalorata dal fatto che il criterio in esame, oltre a rappresentare uno dei principi generali preminenti, costituisce la ratio sottostante la gran parte delle regole di contabilizzazione IAS/IFRS. A riprova di ci basta considerare la disposizione secondo cui lacquisto di azioni proprie va contabilizzato mediante riduzione del patrimonio netto, in quanto assimilabile ad una sostanziale riduzione del capitale sociale; nonch la disciplina delle prestazioni di servizi in corso desecuzione la

Il Framework a titolo di esempio indica il caso in cui limpresa ceda unattivit a terzi in modo che dagli atti appaia che la propriet del bene sia trasferita alla controparte, ma in base ad accordi sottostanti limpresa di fatto continui a godere dei benefici connessi. Secondo lo IASB, in un simile contesto, la rilevazione contabile di una vendita non rappresenterebbe fedelmente loperazione avvenuta, perch non guarderebbe alla sostanza dell affare posto in essere, focalizzandosi esclusivamente sullaspetto giuridico-formale. 98 Tra le riflessioni riguardo il concetto di sostanza economica, vi quella secondo cui da un punto di vista civilistico la sostanza economica non rientra neppure nella nozione di negozio collegato, in quanto questo esclusivamente legato alla volont comune delle parti, mentre dal punto di vista degli IAS/IFRS entra in gioco soprattutto linteresse degli utilizzatori ad un informazione fedele. A riguardo vedasi A. VACCA, Gli IAS/IFRS e il principio di prevalenza della sostanza sulla forma: effetti sul bilancio e sul principio di derivazione nella determinazione del reddito dimpresa, in Rivista dei Dottori Commercialisti 2006, 769.

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cui rilevazione in bilancio va effettuata in proporzione ai corrispettivi pattuiti anche laddove il diritto al corrispettivo non ancora maturato (come nel caso delle obbligazioni di risultato, tipiche dei rapporti di consulenza). Il criterio di prevalenza della sostanza sulla forma stato recentemente introdotto anche nel nostro ordinamento, in seguito al D. Lgs. 6/2003, attuativo della direttiva 51/2003: lart. 2423-bis n.1 stabilisce infatti che nella redazione del bilancio deve tenersi conto della funzione economica dellelemento attivo e passivo considerato. LO.I.C. ha successivamente precisato che lenunciato equivale a quello di prevalenza della sostanza sulla forma ed ha chiarito che per sostanza economica si intende lessenza economica dellevento, ossia la vera natura dello stesso. Tuttavia leffettivo rilievo del criterio allinterno del sistema contabile nazionale notevolmente ridotto rispetto allambito IAS/IFRS: infatti esso sul piano applicativo opera solo se non in contrasto con altre norme, dunque in via residuale. Ci deriva dal fatto che il principio in questione stato inserito in un contesto normativo ispirato a tuttaltre concezioni, quali quelle di formalit, schematicit e rigidit del sistema: non a caso alcuni parlano di prevalenza della forma giuridica sulla sostanza economica.99 Un esempio pratico in merito alla differente portata del principio in esame nei due sistemi contabili certamente rappresentato dal trattamento contabile delle operazioni di leasing finanziario. Anzitutto occorre premettere che un contratto di leasing viene classificato come operativo se trasferisce allutilizzatore i rischi e i benefici connessi al bene. Nella pratica si di fronte ad un operazione di questo tipo quando le parti hanno previsto il trasferimento automatico della
99

Vedasi F. DEZZANI, I principi IAS/IFRS: il reddito prodotto e il reddito potenziale, in Impresa c.i. 2007, 1329.

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propriet del bene al locatario al termine del contratto stesso, ovvero se il valore attuale dei pagamenti minimi dovuti almeno pari al fair value del bene locato, ossia se la durata del contratto vicina alla vita economica attesa del bene, o ancora se i beni dati in locazione sono talmente particolari che il loro utilizzo non pu essere trasferito senza rilevanti modifiche. Secondo lo IAS 17 una simile operazione viene contabilizzata mediante liscrizione del valore ammortizzato del bene nell'attivo dello stato patrimoniale dellutilizzatore, mentre nel passivo deve indicarsi lammontare del debito residuo suddiviso in quota a breve (entro i 12 mesi) e quota a lungo termine (oltre i 12 mesi); nel conto economico devono invece indicarsi la quota di ammortamento e gli oneri finanziari. Specularmente, il concedente iscrive in bilancio un credito per la parte relativa allammontare dei canoni non maturati, registrando per competenza i canoni maturati e gli oneri accessori. In sostanza la disposizione assimila i beni in leasing a quelli di propriet, e ci in quanto dal punto di vista finanziario quindi di chi ha interresse a ricevere informazioni sulla redditivit e sui flussi finanziari dellimpresa rileva solo se i rischi e i benefici del bene passano in capo allutilizzatore, mentre indifferente se a ci corrisponde o meno una formale titolarit del bene. Diversamente, la norma italiana prevede che il bene oggetto del leasing finanziario resti contabilizzato nello stato patrimoniale dellimpresa concedente, nel cui conto economico figureranno la quota di ammortamento e gli oneri finanziari del leasing. Invece nel bilancio dellutilizzatore i canoni maturati verranno indicati tra i costi per godimento di beni di terzi (art. 2425 c.c., voce B8), mentre lammontare dei canoni futuri confluir nei conti dordine (art.

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2424, comma 3, c.c.). Di conseguenza lutilizzatore contabilizza i canoni pagati in conto economico, ma il bene potr esser iscritto nellattivo stato patrimoniale solo al momento del riscatto e al costo del riscatto. Riscontrata levidente difformit informativa originata dai due metodi, il legislatore nazionale nellambito del D. Lgs 6/2003 ha introdotto lart. 2427 n. 22, nel quale specifica quali siano le informazioni che lutilizzatore di beni in locazione finanziaria deve fornire nella nota integrativa. In particolare, la disposizione prevede che la nota integrativa deve indicare le operazioni di locazione finanziaria che attuano il trasferimento allutilizzatore della parte prevalente dei rischi e dei benefici inerenti al bene dedotto in contratto, e specificare in un apposito prospetto: o o allesercizio; o lammontare complessivo al quale i beni oggetto di il valore attuale dei canoni non scaduti; lonere finanziario effettivo attribuibile a essi e riferibile

locazione sarebbero stati iscritti alla data di chiusura dellesercizio qualora fossero stati considerati immobilizzazioni. Il altre parole, il legislatore ha previsto in nota integrativa gli stessi conteggi extracontabili che si dovrebbero effettuare inserendo il bene in leasing nellattivo del bilancio. In tal modo va a ridursi il gap informativo rispetto al bilancio IAS/IFRS ma non la differenza sul piano concettuale.100

G. ALBERTINAZZI, Sostanza e forma nel bilancio d esercizio. Dal principio di prevalenza della sostanza sulla forma alla proposizione di un particolare modello di definizione dell oggetto di rappresentazione del bilancio, Milano, 2002, 178; F. DEZZANI, I principi IAS/IFRS: il reddito prodotto e il reddito potenziale, in Impresa c.i. 2007, 1329; F. GIULIANI, Il leasing nel bilancio di esercizio, alla luce dello IAS 17, in Contratto e Impresa 2005, 401; C. NOCERA e R. PATIMO, Riforma diritto societario e principi contabili: quadro di sintesi, in Il fisco 6/2004.

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Per completezza deve rilevarsi che un ulteriore recepimento in nota integrativa del principio di prevalenza della sostanza sulla forma avvenuto per i contratti di vendita con obbligo di retrocessione (art. 2427, n. 8-bis, c.c.). 4) Comparabilit Dal momento che la finalit di un bilancio IAS/IFRS essenzialmente quella di fornire agli investitori uno strumento per valutare la situazione economico-finanziaria della societ a fini decisionali, al fine di assicurare un tale livello di conoscenza opportuno garantire la comparabilit dei dati forniti dalla societ con quelli degli esercizi precedenti e con i dati presentati da altre aziende. Tale caratteristica dunque viene intesa in un duplice senso: temporale, legata alla confrontabilit fra esercizi successivi. Essa

resa possibile dallulteriore criterio della costante applicazione dei criteri di valutazione, derogabile solo in casi eccezionali e motivati. spaziale, ossia la possibilit di mettere a paragone rendiconti di

diverse imprese. Dal momento che il sistema IAS/IFRS si basa su regole a carattere generale e su schemi di bilancio flessibili, per evitare che ci ostacoli il confronto con i rendiconti delle altre imprese o ne alteri i presupposti di riferimento, lo IAS 1 ha precisato a tal riguardo limportanza di una chiara e corretta informazione sugli schemi di bilancio e sui criteri di valutazione utilizzati. Nellambito nazionale, quanto alla comparabilit temporale, il n. 6 dellart. 2423-bis c.c. prevede una disposizione analoga a quella utilizzata dai principi internazionali. Diversamente, in merito alla confrontabilit spaziale non vi alcuna disposizione n nel codice n tra i principi O.I.C.: ci si giustifica col fatto che, a differenza che il sistema IAS/IFRS, il modello contabile italiano si

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compone di criteri di valutazione e di schemi di bilancio che lasciano poco spazio alla discrezionalit di chi redige il rendiconto.101

In conclusione di tale analisi pu rilevarsi come la differente finalit perseguita sia talmente influente in entrambi i sistemi da incidere gi a livello di principi e criteri generali. In particolare, le differenze maggiormente rilevanti possono rintracciarsi nella diversa concezione del principio di competenza economica derivante a sua volta dal diverso peso attribuito al criterio di prudenza e nel diverso rilievo dato ai concetti di sostanza economica e forma giuridica. Tali profonde differenze si riflettono, come vedremo in seguito, anche sulle singole regole di contabilizzazione e sulla predisposizione degli schemi di bilancio. Infatti, da un lato i principi contabili internazionali danno vita a un corpus di regole flessibili e a carattere generale, che lasciano maggiore discrezionalit al fine di consentire una contabilizzazione svincolata da formalismi e capace di rappresentare la situazione economico-finanziaria potenziale dellazienda; diversamente, il sistema nazionale fortemente ancorato allesigenza di tutela del capitale sociale, pertanto si compone di schemi rigidi e obbligatori nonch di criteri dalla limitata variabilit, finalizzati a fornire un quadro economico-patrimoniale dellimpresa prudentemente legato alla realt giuridico formale.102

M. L. FERDINANDA, Lapplicazione degli IFRS e la performance dimpresa, in Rivista dei dottori commercialisti 2004, 489; A. FRADEANI, La globalizzazione della comunicazione economico-finanziaria IAS/IFRS E XBRL, Milano, 2005, 80. 102 F. DEZZANI, I principi IAS/IFRS: il reddito prodotto e il reddito potenziale, in Impresa c.i. 2007, 1329; P. PISONI e D. BUSSO, Le differenze tra il bilancio attuale e il bilancio redatto con gli IAS: prevalenza della sostanza sulla forma e principio di prudenza in presenza del fair value, in Impresa c.i. 2004, 1890.

101

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3. Gli schemi di bilancio

La struttura e il contenuto dei singoli documenti contabili rappresentano un parametro di notevole interesse per approfondire le differenze tra i due sistemi in esame. Per quanto concerne il modello facente capo ai principi contabili internazionali, questo risulta composto dai seguenti prospetti: stato patrimoniale, conto economico, prospetto relativo alle variazioni delle poste del patrimonio netto, rendiconto finanziario, note esplicative, relazione degli amministratori e bilancio sociale o ambientale (entrambi facoltativi e non disciplinati dagli IAS/IFRS). Il sistema suesposto, quantomeno prima facie, non differisce molto da quello italiano: questo infatti oltre allo stato patrimoniale e al conto economico, impone la redazione della nota integrativa (al cui interno si colloca un apposito prospetto sulle variazioni delle voci del netto) nonch la presentazione della relazione degli amministratori. Sono invece facoltativi il rendiconto finanziario e il bilancio sociale e ambientale anche se, proprio il primo, diffusamente utilizzato presso le imprese di maggiori dimensioni. Tuttavia la somiglianza solo apparente, in quanto la struttura e il contenuto dei documenti previsti dagli IAS/IFRS notevolmente difforme rispetto a quanto previsto nel nostro ordinamento. In particolare, allapproccio tipicamente

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anglosassone basato sullessenzialit e flessibilit degli schemi di bilancio103 si contrappone latteggiamento rigido e analitico del legislatore continentale.

3.1 Lo stato patrimoniale

Il prospetto in esame ha la funzione di rappresentare la situazione del patrimonio alla data di chiusura dellesercizio. A tal fine esso si suddivide in tre parti ideali: attivit, passivit e patrimonio netto. Inoltre lo stato patrimoniale fornisce anche un quadro della situazione finanziaria della societ, mediante la classificazione dei debiti e dei crediti di cui essa titolare. Quanto al suo contenuto, lo IAS 1 prevede uno schema minimo obbligatorio per tutte le imprese104 che, in sostanza, costituisce lo scheletro essenziale del prospetto: infatti ne viene richiesta lintegrazione con voci

Pu evidenziarsi come una scelta simile sia derivata, oltre che dalla forte influenza anglosassone, anche dal fatto che la disciplina si rivolge ad ordinamenti contabili profondamente diversi e ad ogni tipologia di attivit dimpresa (anche bancaria, finanziaria e assicurativa). 104 Il contenuto minimo dello stato patrimoniale costituito dalle seguenti voci: a) immobili, impianti e macchinari; b) investimenti immobiliari; c) attivit immateriali; d) attivit finanziarie (categoria residuale); e) partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto; f) attivit biologiche; g) rimanenze; h) crediti commerciali e altri crediti; i) disponibilit liquide e mezzi equivalenti; j) debiti commerciali e altri debiti; k) accantonamenti; l) passivit finanziarie (categoria residuale); m) passivit e attivit per imposte correnti; n) passivit e attivit per imposte differite; o) quote di pertinenza di terzi, presentate nel patrimonio netto; p) capitale emesso e riserve attribuibili ai possessori di capitale della controllante.

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aggiuntive e risultati intermedi laddove ci sia rilevante per la comprensione della situazione patrimoniale-finanziaria di unentit (IAS 1, paragrafo 69) o qualora lo richieda un principio contabile internazionale (IAS 1, paragrafo 75)105. Inoltre il paragrafo 68 precisa che: ulteriori voci devono essere aggiunte se la loro dimensione e natura ne rende opportuna unautonoma collocazione; lordine e la descrizione delle voci possono essere modificati in relazione alla natura e alle dimensioni dellimpresa. Radicalmente diverso il prospetto di stato patrimoniale predisposto dallart. 2424 c.c., il quale si articola in uno schema complesso e analitico di voci, assolutamente rigido e obbligatorio. A titolo esemplificativo, possono illustrarsi le seguenti differenze relative alla rappresentazione in bilancio di singole poste: Lart. 2424, comma 3, c.c. prevede che in calce allo stato

patrimoniale vengano inseriti i conti dordine, con lindicazione delle garanzie prestate, sia direttamente che indirettamente, nonch dei rischi e degli impegni assunti dallimpresa e dei beni di terzi presso limpresa. Contrariamente lo IAS 1 non prevede apposite voci dello stato patrimoniale corrispondenti ai conti dordine e, invece, richiede lindicazione delle suddette informazioni nelle note di bilancio. Lart. 2424 distingue due voci in relazione agli utili: quella degli utili

desercizio e quella degli utili portati a nuovo. Invece i principi contabili internazionali inglobano entrambe le voci in quella degli utili accumulati. Lo IAS 1 prevede specificamente la voce partecipazioni

contabilizzate con il metodo del patrimonio netto mentre nel codice civile tali partecipazioni vengono classificate tra le immobilizzazioni o lattivo circolante (in
A tal proposito pu farsi lesempio dello IAS 16, il quale suddivide la voce immobili,impianti e macchinari in terreni, fabbricati, macchinari, navi, aerei, autoveicoli, mobili, attrezzature e macchine dufficio.
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base alla loro destinazione). Peraltro la contabilizzazione col metodo del patrimonio netto ammessa dal codice solo per quelle rientranti tra le immobilizzazioni. In relazione al patrimonio netto va osservato che, contrariamente a

quanto previsto dallart. 2424 c.c., il sistema IAS/IFRS ne prevede unautonoma collocazione al di fuori della classe delle passivit.106

Prima di passare al confronto delle diverse strutture di stato patrimoniale previste dai due sistemi, occorre soffermarsi sui concetti di attivit e passivit. Il Framework li definisce nel seguente modo: attivit: risorse controllate dallimpresa, risultato di operazioni

svolte in passato, dalle quali sono attesi benefici futuri economici per limpresa. Dalla definizione emergono due elementi principiali: a) il fatto che sono ritenute attivit anche gli elementi che apportano un potenziale afflusso di risorse seppur indiretto allimpresa, purch derivante da operazioni o fatti anteriori rispetto alla data di chiusura dellesercizio; b) la mancanza del requisito di tangibilit, posto che sufficiente che limpresa abbia il controllo sostanziale della risorsa e che se ne sia assunta i relativi rischi e benefici. passivit: obbligazioni attuali dellimpresa nascenti da operazioni

svolte in passato il cui regolamento porter alla fuoriuscita dallimpresa di risorse economiche che costituiscono benefici economici. La nozione speculare a quella di attivit ed tale anche la sua portata: il concetto di obbligazione infatti

M. NESSI, Bilancio IAS: principi di redazione e conseguenze per le imprese, in Il fisco 23/2004; G. DABRUZZO e E. PUCCI, Introduzione ai principi contabili internazionali, analisi del metodo e dei criteri di formazione del bilancio di esercizio nella prospettiva degli IAS, in Boll. Trib. 2004, 966.

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anchesso inteso in

senso sostanziale, comprendendo qualsiasi

dovere

giuridicamente rilevante che deriva da operazioni o eventi passati. patrimonio netto: esso un elemento derivato, in quanto consiste

nella differenza tra tutte le attivit e tutte le passivit, suddivisa in utili, riserve e capitale sociale. Rispetto alle nozioni fornite dallordinamento nazionale, la differenza fondamentale risiede nellassenza del requisito della formale titolarit della risorsa, la quale si riflette nella gi discussa diversa qualificazione di operazioni quali il leasing finanziario, ma anche degli strumenti finanziari e dei preliminari con trasferimento anticipato del possesso.107

3.1.1 La struttura dello stato patrimoniale.

Per quanto concerne le modalit di esposizione delle voci di stato patrimoniale, lo IAS 1 prevede due diversi criteri, applicabili sia per le attivit che per le passivit: a) il metodo del ciclo operativo; b) il criterio di liquidabilit. Viene inoltre stabilito che di regola deve applicarsi il primo, salvo che lutilizzo del criterio di liquidit assicuri, nel caso specifico, uninformazione

maggiormente attendibile e significativa. a) Il criterio del ciclo operativo

P. PISONI e D. BUSSO, Le differenze tra il bilancio attuale ed il bilancio con gli IAS: lo stato patrimoniale, in Impresa c.i. 2004, 572; G. SAVIOLI, Il bilancio di esercizio secondo i principi contabili nazionali e internazionali, Milano, 2004, 113.

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Tale forma di classificazione si basa sulla distinzione tra valori correnti e non correnti in relazione al ciclo operativo dellimpresa, laddove per questultimo lo IAS 1, paragrafo 59, intende il tempo intercorrente tra lacquisizione dei materiali che entrano nel processo produttivo e la loro realizzazione in denaro o in altro strumento prontamente convertibile in denaro108. Sicch tale parametro consente di distinguere gli elementi attivi e passivi tra quelle relative allattivit ordinaria svolta dallimpresa e quelle invece connesse ad operazioni a mediolungo tempo. In particolare unattivit viene considerata corrente quando rientra in una delle seguenti categorie: attivit possedute per la vendita ed il consumo che si

prevede vengano realizzate nel normale svolgimento del ciclo operativo. Rientrano in tale insieme le rimanenze e i crediti commerciali venduti, realizzati o comunque utilizzati nellambito del normale ciclo operativo, e ci anche qualora leffettivo percepimento del beneficio economico da essi derivante viene realizzato oltre lesercizio amministrativo di riferimento109. attivit possedute principalmente per essere negoziate o

che comunque si suppone vengano realizzate entro dodici mesi dal termine dellesercizio di riferimento. In tale categoria rientrano gli strumenti finanziari e tutte le attivit finanziarie destinate alla negoziazione, nonch gran parte dei ratei attivi. A differenza della categoria precedente, per tali tipologie di attivit si

Dal momento che lidentificazione di un simile parametro pu non risultare sempre agevole, lo IAS 1 specifica che laddove si rilevino dette difficolt, si assume che il normale ciclo operativo sia di dodici mesi. 109 Dunque rientrano tra le attivit correnti anche i crediti commerciali con scadenza superiore ai dodici mesi dalla data del bilancio, nonch quella parte di rimanenze che verr effettivamente monetizzata dopo lesercizio amministrativo successivo.

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richiede che limpresa preveda un loro effettivo realizzo entro lesercizio successivo, altrimenti le si deve classificare come non correnti. attivit consistenti in denaro o altro mezzo equivalente

liberamente utilizzabili: si tratta del denaro di cassa, dei conti correnti bancari, dei depositi a vista e delle attivit finanziarie ad essi equivalenti (ossia investimenti finanziari a brevissimo termine). La categoria delle attivit non correnti definita come residuale, infatti sono qualificate come tali tutte le attivit non classificabili tra quelle correnti. Per esclusione possono pertanto classificarsi come non correnti le seguenti attivit: le attivit materiali corrispondenti alla voce immobili, impianti e macchinari; le attivit immateriali quali lavviamento, il know how e gli altri intangibles110 a vita indefinita; le altre attivit operative e finanziarie realizzabili oltre lesercizio successivo, come ad esempio crediti relativi ad operazioni non riconducibili nel normale ciclo operativo e le partecipazioni detenute non a fini di negoziazione. Passando ad analizzare le passivit, il loro trattamento analogo a quello previsto per le attivit, infatti sono classificate come correnti le passivit riconducibili entro una delle seguenti categorie:

La nozione di intangibles cui si fa riferimento quella di capitale immateriale, la quale indica l'insieme delle risorse materialmente intangibili a disposizione di una azienda rilevanti per la sua capacit competitiva ed il suo valore. A titolo esemplificativo, sono qualificati come intangibles: lavviamento, i marchi, i brevetti, le licenze, la quota di mercato, la lista dei clienti, la rete di vendita, le banche dati, il software, le testate giornalistiche, i domini di internet, il portafoglio ordini.

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passivit che si prevede vengano estinte nel normale

svolgimento del ciclo operativo: si tratta dei debiti commerciali e in genere di tutti i costi operativi, quali ad esempio le spese per il personale.111 passivit che devono essere estinte entro dodici mesi dalla

chiusura dellesercizio amministrativo di riferimento: vi rientrano ad esempio tutte le forme di finanziamento a breve termine concesse da banche e altri operatori finanziari, nonch ogni forma debito la cui scadenza prevista entro la chiusura dellesercizio successivo.

Analogamente alla attivit, anche le passivit non correnti vengono definite come linsieme delle passivit non classificabili come correnti.112 In definitiva, il sistema del ciclo operativo prevede che tutte le attivit e le passivit legate al ciclo operativo sono considerate correnti a prescindere dal momento in cui sono effettivamente realizzate o estinte; le altre componenti attive sono considerate correnti solo se si suppone un loro realizzo entro dodici mesi; invece per le altre passivit si guarda al momento in cui la loro estinzione dovuta, indipendentemente dal momento in cui si prevede verranno pagate.113

Specularmene alle attivit anche per le passivit incluse in tale categoria non rileva la data di scadenza, ossia ininfluente che la loro estinzione avvenga oltre i dodici mesi dalla chiusura della data del bilancio. 112 Inoltre lo IAS 1 detta una disciplina specifica con riferimento ai finanziamenti che generano interessi passivi, la cui contabilizzazione deve avvenire classificando tra le correnti le quote di finanziamento che devono esser restituite entro lesercizio successivo, tra le non correnti le quote da estinguere oltre i dodici mesi. Tuttavia prevista una deroga a tale criterio, secondo cui le suddette passivit vanno classificate come non correnti, anche se estinguibili entro dodici mesi, ogni qual volta il termine di scadenza originario sia stato superiore ai dodici mesi e lobbligazione sia stata rinegoziata per unanaloga scadenza. 113 P. PISONI e D. BUSSO, Le differenze tra il bilancio attuale ed il bilancio redatto con gli IAS: lo stato patrimoniale, in Impresa c.i 2004, 572; P. MORETTI, Stato patrimoniale e conto economico secondo i principi IAS, in Corr. Trib. 2004, 2901; P. PISONI e M. CAMPRA, I prospetti di bilancio secondo gli IAS: stato patrimoniale e conto economico, in Impresa c.i. 2004, 432; P. PISONI e M. CAMPRA, Societ quotate: come cambia il bilancio con lutilizzo degli IAS:alcuni spunti significativi, in Impresa c.i. 2004, 225.

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b) Il criterio di liquidit Tale forma di classificazione distingue tutti gli elementi, sia attivi che passivi, di stato patrimoniale in relazione alla loro attitudine a trasformarsi in denaro o altro strumento prontamente convertibile in denaro entro dodici mesi dalla data di chiusura dellesercizio del bilancio. Lo IAS 1 prevede una scarna disciplina in merito114 e tralascia anche lindicazione dellordine di liquidit da seguirsi. A tal proposito viene lasciata alla discrezionalit dei redattori la scelta tra i seguenti criteri: liquidit crescente: in cui prima vengono iscritte le attivit e le

passivit scadenti oltre i dodici mesi e dopo quelle realizzabili o esigibili entro lesercizio successivo. liquidit decrescente: che inverte lordine suddetto, dunque antepone

gli elementi liquidabili entro lesercizio successivo a quelli che invece lo saranno oltre quella data. 115 Per quanto riguarda la disciplina del codice civile, lart. 2424 configura la complessa struttura del prospetto patrimoniale mediante lindividuazione di tali grandi raggruppamenti: Attivo di stato patrimoniale, in cui si distinguono le due macro-categorie immobilizzazioni e attivo circolante; Passivo di stato

patrimoniale, le cui due voci principali sono patrimonio netto e debiti.

In particolare lo IAS 1 detta le seguenti regole: - le attivit finanziarie includono i crediti commerciali e gli altri crediti; - le passivit finanziarie includono i debiti commerciali e gli altri debiti; - le attivit e passivit non monetarie (ad esempio fondi e rimanenze) includono tutti gli elementi patrimoniali diversi dai precedenti. - gli importi iscritti nelle suddette categorie di voci di stato patrimoniale devono esser classificate in base alla loro liquidabilit entro o oltre lesercizio successivo. 115 M. NESSI, Bilancio IAS: principi di redazione e conseguenze per le imprese, in Il fisco 23/2004; P. PISONI e M. CAMPRA, I prospetti di bilancio secondo gli IAS: stato patrimoniale e conto economico, in Impresa c.i. 2004, 432; P. PISONI e D. BUSSO, Le differenze tra il bilancio attuale ed il bilancio redatto con gli IAS: lo stato patrimoniale, in Impresa c.i 2004, 572.

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La classificazione delle poste patrimoniali avviene con lutilizzo di due criteri differenti (cosiddetto metodo misto): le voci dellattivo sono distinte in base alla loro destinazione economica, ossia gli elementi destinati ad esser utilizzati durevolmente sono iscritti tra le immobilizzazioni, mentre gli altri confluiscono nellattivo circolante. Il concetto non dissimile da quello di ciclo operativo, infatti in entrambi i casi si fa riferimento alla destinazione dellelemento attivo e non alla sua scadenza: dunque potrebbe ritenersi che le categorie immobilizzazioni e attivo circolante allincirca coincidano

rispettivamente con quelle di attivit non corrente e attivit corrente. Tuttavia, tra le voci individuate in relazione al ciclo operativo non figurano le categorie di crediti verso i soci per versamenti ancora dovuti e ratei e risconti attivi sicch queste sono ricompresse, alcune tra le attivit correnti, altre tra le non correnti. Contrariamente, le due categorie suddette ricevono collocazione autonoma nellambito dello schema di stato patrimoniale predisposto dallart. 2424 c.c. . Sicch le classificazioni proposte dai due sistemi contabili non possono ritenersi coincidenti. Laddove invece il criterio adottato sia quello di liquidit, le differenze col sistema italiano aumentano, in quanto in tal caso vengono ad esser utilizzati due criteri completamente differenti. Per quanto concerne le passivit il parametro utilizzato dal codice civile quello della provenienza, ossia della natura delle fonti di finanziamento. In particolare il nostro codice attua la fondamentale separazione tra mezzi propri e mezzi di terzi, nellambito dei quali effettua una suddivisione in base

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allesigibilit entro o oltre lesercizio successivo ed in base ai soggetti verso i quali il debito sorto. In tal caso, la differenza rispetto sia al criterio del ciclo operativo che a quello di liquidit notevole: lunica somiglianza pu rinvenirsi nel fatto che il codice richiede la classificazione degli importi di cui alla voce debiti, mediante lutilizzo del parametro dellesigibilit entro o oltre lesercizio successivo. Invece nellambito dei principi contabili nazionali, il principio n. 12 stabilisce lutilizzo di un metodo corrispondente a quello di liquidit, infatti viene previsto che sia gli elementi attivi che passivi vengano classificati in base alla loro realizzabilit o estinguibilit nel corso dei dodici mesi successivi alla chiusura dellesercizio di riferimento: non vi sono invece aperture nei confronti del criterio del ciclo operativo il cui concetto, alternativo a quello di esercizio amministrativo successivo, di difficile recepimento in sistemi, come quello italiano, il cui approccio giuridico-formale richiede parametri di riferimento certi e

predeterminati.116

Riassumendo, mentre gli IAS/IFRS disegnano una prospetto patrimoniale essenziale e flessibile, adatto a rappresentare la situazione finanziaria della societ e che consenta un agevole confronto delle poste attive e passive, il sistema codicistico predispone una struttura rigida e analitica, costruita con criteri giuridico-formali e volta ad evitare le difficolt, nonch i possibili abusi, derivanti

G. F. CAMPOBASSO, Manuale di diritto commerciale, Torino, 2004, 280; P. MORETTI, Stato patrimoniale e conto economico secondo i principi IAS, in Corr. Trib. 2004, 2901; P. PISONI e D. BUSSO, Le differenze tra il bilancio attuale ed il bilancio redatto con gli IAS: lo stato patrimoniale, in Impresa c.i 2004, 572; P. PISONI e D. BUSSO, Societ quotate: come cambia il bilancio con l utilizzo degli IAS: alcuni punti significativi, in Impresa c.i. 2004, 225.

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dallapplicazione di criteri economici-sostanziali come quello del ciclo operativo dellazienda.117

3.2 Il conto economico

Lo IAS 1, specularmente a quanto previsto per lo stato patrimoniale, presuppone un contenuto minimo obbligatorio anche per il conto economico, caratterizzato anchesso da essenzialit e, per certi versi, addirittura da incompletezza.118 Tale lacunosit (resa ancor pi rilevante dallassenza persino della voce sui costi operativi) viene compensata dalla previsione di una serie di clausole generali con le quali disciplinata lintegrazione dello schema obbligatorio di partenza. In particolare, il paragrafo 75, nei casi di seguito elencati, prescrive linclusione di voci addizionali, intestazioni e risultati parziali: 117

quando richiesto da un principio contabile internazionale

Tale considerazione stata espressa dalla Commissione per la statuizione dei principi contabili, la quale sottolinea le difficolt derivanti dalla concreta definizione di un intervallo temporale, quale quello del ciclo operativo, che non solo muta da impresa a impresa e, allinterno della stessa azienda, da attivit ad attivit, ma che soggetta a cambiamenti nel corso degli anni a seconda del mutamento dei piani strategici. Vedasi COMMISSIONE PER LA STATUIZIONE DEI PRINCIPI CONTABILI, Documento n. 12. Composizione e schemi del bilancio di esercizio di imprese mercantili, industriali e di servizi, Milano, 1994, 16. 118 Di seguito viene riportato il contenuto minimo del conto economico previsto dallo IAS 1, paragrafo 8: a) ricavi; b) oneri finanziari; c) quota dellutile o della perdita derivante dalla valutazione secondo il metodo del patrimonio netto delle partecipazioni in societ collegate e joint venture; d) utile o perdita prima delle imposte rilevato in occasione della cessione di attivit o estinzione di passivit attribuibili ad attivit operative cessate; e) imposte sul reddito; f) utile netto o perdita netta dellesercizio.

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quando reputato necessario per rappresentare fedelmente la situazione

patrimoniale-finanziaria dellimpresa. Vieppi, ogni qual volta la significativit, la natura e la destinazione dei componenti di ricavi e costi lo richieda, necessario includere voci addizionali o modificare le definizioni o lordine delle voci previste al fine di consentire una migliore comprensione del risultato desercizio e delle prospettive economiche future. Sono evidenti le differenze rispetto al prospetto di conto economico previsto dal codice civile, il quale pure adopera la forma scalare di presentazione, ma predispone uno schema estremamente rigido e obbligatorio che concede poco spazio alla discrezionalit degli amministratori. 119
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In corrispondenza al modo di procedere utilizzato nellanalisi dello stato patrimoniale, prima di prestare attenzione alla struttura del prospetto, vengono di seguito analizzate le nozioni di ricavi e costi. ricavi: il Framework li definisce come gli incrementi di

beneficio economico di competenza dellesercizio amministrativo, che si manifestano sotto forma di nuove attivit o di aumento di valore di quelle preesistenti o di diminuzione delle passivit, e che si concretizzano in incrementi di patrimonio netto, diversi da quelli connessi alle contribuzioni da parte di coloro che partecipano al capitale.

In relazione alla rigidit del contenuto di conto economico previsto dallart.2425 c.c. vedasi nota pag.65, n.90. 120 M. NESSI, Bilancio IAS: principi di redazione e conseguenze per le imprese, in Il fisco 23/2004; G. F. CAMPOBASSO, Manuale di diritto commerciale, Torino, 2004, 282.

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costi: vengono definiti come decrementi nei benefici

economici di competenza dellesercizio amministrativo, che si sostanziano in uscite finanziarie o riduzioni di valore di attivit o aumento delle passivit, e che determinano decrementi di patrimonio netto, diversi da quelli connessi alle distribuzioni a coloro che partecipano al capitale. La differenza rispetto al modello contabile nazionale molto evidente: basta considerare che i principi contabili internazionali qualificano come ricavi (costi) le plusvalenze (minusvalenze), anche non concretamente realizzate, ma semplicemente rilevate a seguito dellapplicazione di criteri valutativi orientati verso valori correnti; nel nostro sistema, invece, il principio di prudenza impone una cautela, forse eccessiva, per la contabilizzazione delle componenti positive di reddito121. In linea generale pu evincersi come in ambito IAS/IFRS, il risultato economico dipenda non solo dagli effetti positivi o negativi delle operazioni aziendali svolte ma anche dalle intrinseche e latenti modificazioni di valore subite dai beni posseduti e dai rapporti ancora in essere e ci, proprio al fine di preservare la specifica attitudine del bilancio a fornire informazioni utili agli investitori.122

Vedasi p. 49 sulla diversa portata del principio di competenza economica allinterno dei due sistemi contabili. 122 A. PAOLINI, Loggetto della rilevazione periodica. Il reddito di esercizio ed il capitale di funzionamento, in L. MARCHI, Introduzione alla contabilit dimpresa. Obiettivi, oggetto e strumenti di rilevazione, Torino, 2003, 67; L. MARCHI, Evoluzione dei principi contabili e dei criteri di valutazione. Dal costo al fair value, in Revisione contabile 2004; N. DI CAGNO, Informazione contabile e bilancio desercizio. Modello contabile e bilancio desercizio, Bari, 2004, 371.

121

94

3.2.1 La struttura del conto economico.

Lo IAS 1 si occupa della disciplina relativa alla classificazione dei costi, prevedendo due possibili tipologie di analisi: una basata sul criterio della natura dei costo, laltra sulla loro destinazione. Tale classificazione pu esser svolta sia nel prospetto di conto economico che nelle note al bilancio, ma secondo i principi internazionali preferibile esporla direttamente nel conto economico. Quanto alla scelta del criterio limpresa lasciata assolutamente libera di scegliere quello che meglio rappresenti gli elementi che hanno dato origine al risultato economico dellesercizio, tenendo per in considerazione la forma di organizzazione aziendale e la tipologie di beni e/o servizi offerti. a) classificazione dei costi per natura. Secondo tale criterio i costi vengono raggruppati in funzione alla tipologia di fattore produttivo cui fanno riferimento e non secondo la finalit cui sono indirizzati nellambito del sistema produttivo dellimpresa. Questa forma di classificazione piuttosto semplice e, quindi, maggiormente indicata per le imprese di dimensioni minori; inoltre presenta il vantaggio di consentire una agevole previsione dei flussi finanziari futuri. Nella Tabella n.5 viene riportato un modello esemplificativo di conto economico, basato sullanalisi dei costi per natura, fornito dallo IAS 1:

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Tabella n. 5

Ricavi Altri proventi Variazioni nelle rimanenze di prodotti finiti e lavori in X corso Materie prime e di consumo Costi del personale Svalutazioni e ammortamenti Altri costi Costi totali X X X X

X X

(X) Utile X

Merita un approfondimento la voce relativa alle variazioni di rimanenze di prodotti finiti e prodotti in corso di lavorazione, che destinata a segnalare se limpresa ha incrementato il livello delle rimanenze (per un aumento della produzione o per una riduzione delle vendite) o se viceversa si verificato uneccedenza delle vendite rispetto alla produzione. b) classificazione dei costi per destinazione. Detto anche metodo del costo del venduto, consiste nella classificazione dei costi secondo la loro funzione nellambito dellattivit aziendale. In particolare vengono individuate le seguenti tre tipologie di costo, integrabili e modificabili in

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funzione delle caratteristiche specifiche dellazienda: costi del venduto, costi di distribuzione e costi di amministrazione (vedi schema esemplificativo fornito da IAS 1, riportato nella Tabella n. 6). Tale modello classificatorio considerato preferibile in termini di significativit dellinformazione fornita, per al contempo presenta il difetto di poter dar origine a valutazioni arbitrarie, derivanti dal notevole grado di discrezionalit lasciato ai redattori del bilancio. Inoltre, dal momento che una simile classificazione non fornisce alcuna informazione circa le prevedibili evoluzioni finanziarie dellimpresa, laddove venga adoperato il criterio di destinazione imposta lulteriore indicazione di informazioni sulla natura dei costi, comprese le svalutazioni, gli ammortamenti e i costi del personale.

Tabella n. 6

Ricavi Costo del venduto Utile lordo

X (X)

X Altri proventi Costi di distribuzione Spese di amministrazione Altri costi Utile X (X) (X) (X)

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Da ultimo va evidenziato che il paragrafo 85 impone allimpresa di indicare in conto economico, o in alternativa nelle note al bilancio, limporto dellutile per azione, ossia la frazione di utili spettante ad ogni azione ordinaria123. evidente, anche in tale norma, la gi pi volte ripetuta finalit di tutela informativa degli investitori, tipica dei principi contabili internazionali.124

Passando alla disamina della struttura di conto contabile prevista dal codice civile, in sintesi la si pu sintetizzare nello schema riportato sotto (Tabella n. 7):

Tabella n. 7

A) Valore della produzione B) Costi della produzione C) Proventi e oneri finanziari D) Rettifiche di valore di attivit finanziarie E) Proventi e oneri finanziari Risultato prima delle imposte

X (X) X X X

Inoltre viene prescritta anche lindicazione del cosiddetto utile per azione diluito, il cui importo viene calcolato dividendo lutile desercizio oltre che per le azioni ordinarie anche per gli strumenti finanziari che possono trasformarsi in azioni ordinarie. 124 M. NESSI, Bilancio IAS: principi di redazione e conseguenze per le imprese, in Il fisco 23/2004; P. PISONI e M. CAMPRA, I prospetti di bilancio secondo gli IAS: stato patrimoniale e conto economico, in Impresa c .i. 2004, 432; P. PISONI e M. CAMPRA, Societ quotate: come cambia il bilancio con lutilizzo degli IAS:alcuni spunti significativi, in Impresa c .i. 2004, 225.

123

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X Imposte sul reddito dellesercizio Utile o perdita dellesercizio X (X)

Anzitutto deve sottolinearsi come tale schema attualmente vigente sia frutto della riforma attuata nel 1991 (D. Lgs. 127/91), la quale ha sostituito loriginaria impostazione unitaria, ossia in cui era esclusa lindicazione di risultati parziali, con la previsione del sopra descritto prospetto, a forma scalare che consente invece lindicazione dei risultati parziali. In ci pu senzaltro evidenziarsi un sostanziale avvicinamento del modello nazionale ai principi internazionali. Tuttavia, come si evince dal prospetto sopra riportato (Tabella n. 7) la classificazione delle componenti reddituali pu avvenire solo in base alla loro natura, mentre il criterio della destinazione non preso in considerazione neanche dai principi emanati dallO.I.C. . Inoltre la disciplina nazionale non prevede alcun obbligo relativo allindicazione dei dividendi per azione che, come gi visto, viene invece espressamente imposta dallo IAS 1.125 Altra rilevante differenza di struttura pu infine rinvenirsi in relazione alla differenziazione degli elementi ordinari e straordinari di reddito. Infatti, a seguito della revisione apportata allo IAS 1 nel 2003, non pi consentita la distinzione, sia in conto economico che nelle note al bilancio, tra componenti ordinarie e

125

E. DORIANO, Commento allart. 7 del D. Lgs. 127/91, in Le nuove Leggi Civili Commentate 1996, 268; P. MORETTI, Stato patrimoniale e conto economico secondo i principi IAS, in Corr. Trib. 2004, 2901; G. DABRUZZO e E. PUCCI, Introduzione ai principi contabili internazionali, in Boll. Trib. 13/2004, p. 969.

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straordinarie di reddito: ci in quanto si ritiene che ogni forma di operazione posta in essere dallimpresa debba ritenersi inerente alla sua attivit aziendale e quindi ricompresa in un unitaria computazione dellutile desercizio. Contrariamente il codice civile espressamente prevede una voce di conto economico denominata proventi ed oneri straordinari, in cui sono iscritti tutti i costi e i ricavi caratterizzati dallessere estranei alla gestione ordinaria dellimpresa, nonch quelli che costituiscono leffetto di variazioni dei criteri di valutazione. Dunque in conformit a quanto disposto dal principio nazionale n. 12, per ricavo (o costo) straordinario si fa riferimento ad un elemento non connotato da eccezionalit o anormalit, bens caratterizzato dallessere conseguenza di operazioni non ordinarie126. dunque ben evidente il diverso approccio adottato dai due sistemi: nel nostro ordinamento si presta grande attenzione alla distinzione tra la redditivit derivante dallattivit tipica dellazienda e il profitto scaturente da attivit solitamente non poste in essere e che quindi possono rappresentare un unicum nellambito dellintera esperienza aziendale dellimpresa. Diversamente in ambito IAS/IFRS non si ritiene pi necessario distinguere componenti reddituali che differiscono in termini di frequenza e dunque di potenziale e prevedibile ripetizione negli esercizi futuri.127

Si registra in dottrina una disputa in merito alleffettiva portata del carattere di straordinariet. In particolare vi chi, come Zappa, si basa sul concetto di non abitualit; altri, come Amodeo, che si focalizza sul carattere di estraneit alla gestione; altri ancora, come il De Dominicis che invece individuano il discrimine fondamentale la periodicit. A tal proposito vedasi AVI, Straordinariet vs estraneit allattivit dei componenti di reddito: il passato, il presente e il futuro, Roma , 2006, 9. 127 G. DABRUZZO e E. PUCCI, Introduzione ai principi contabili internazionali, in Boll. Trib. 2004, 969; P. PISONI e M. CAMPRA, Societ quotate: come cambia il bilancio con lutilizzo degli IAS: alcuni spunti significativi, in Impresa c .i. 2004, 225.

126

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3.3 Il rendiconto finanziario

Tale documento volto a rappresentare i flussi finanziari che hanno avuto luogo o che si manifesteranno in un arco di tempo di tempo prestabilito, mediante la predisposizione di informazioni sulle variazioni dellattivo netto della societ, della sua solvibilit e liquidit, nonch della sua capacit di influire sul volume e sulla tempistica dei flussi finanziari. Lo IAS 1 sancisce lobbligatoriet del cosiddetto Cash flow statement, il cui contenuto e criteri di redazione sono disciplinati dallo IAS 7. Nello specifico, il rendiconto finanziario disciplinato dai principi contabili internazionali contiene la presentazione dei flussi finanziari avvenuti

nellesercizio mediante la classificazione in attivit operative, di investimento e finanziarie128. Per flussi finanziari si fa riferimento alle variazioni di liquidit, quindi alle entrate e alle uscite di disponibilit liquide e ai mezzi equivalenti129. Per quanto riguarda la forma del rendiconto finanziario, lo IAS 7 prevede due diverse tipologie di redazione: a) il metodo diretto, il quale prevede una rappresentazione

dei flussi finanziari attraverso lindicazione delle principali categorie di incassi e

Lattivit operativa una categorie residuale, che comprende tutte le principali attivit generatrici di ricavi dellimpresa e le altre attivit di gestione che non sono di investimento o finanziarie. Lattivit di investimento comprende tutti gli investimenti finanziari non rientranti nelle disponibilit liquide equivalenti, nonch la compravendita di attivit immobilizzate. Lattivit finanziaria costituisce linsieme di operazioni che incidono sulla dimensione e composizione del patrimonio netto e dei finanziamenti ottenuti dallimpresa ( ad esempio incassi derivanti dallemissione di azioni, obbligazioni, cambiali o titoli a reddito fisso). 129 Per disponibilit liquide si fa riferimento a cassa e depositi a vista, mentre per mezzi equivalenti si intendono gli investimenti finanziari a breve termine e ad alta liquidit che sono prontamente convertibili in valori di cassa e che sono soggetti ad un irrilevante rischio di variazione del loro valore. Non dunque considerato flusso finanziario il capitale circolante, le cui variazioni non costituiscono dunque oggetto di valutazione nellambito del rendiconto finanziario.

128

101

di pagamenti lordi. Tale sistema ritenuto preferibile in quanto, a differenza dellaltro, fornisce informazioni utili anche per la stima dei flussi finanziari futuri; b) il metodo indiretto, nel quale invece il reddito

desercizio rettificato dalle operazioni di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o pagamenti operativi, e da elementi di ricavi o costi connessi con i flussi finanziari derivanti dallattivit di investimento o finanziaria. La disciplina civilistica non prevede alcun prospetto obbligatorio, n criteri particolari, per la rappresentazione della situazione finanziaria della societ limitandosi a prescrivere la sola indicazione, in nota integrativa, delle movimentazioni delle immobilizzazioni (art. 2427 n. 2) e delle variazioni nella consistenza delle voci dellattivo e del passivo (art. 2417 n. 4). Dunque a differenza che per la situazione patrimoniale e per il risultato economico, per la situazione finanziaria non previsto in ambito nazionale alcun prospetto ad hoc: si infatti ritenuto che la specifica indicazione di alcune voci di stato patrimoniale (ad es. la suddivisione di crediti e debiti in relazione allesigibilit), aggiunta alle suddette informazioni da includere in nota integrativa siano sufficienti per disegnare il quadro finanziario della societ. 130 Invece, nellambito dei principi contabili nazionali, lOIC 12 prevede espressamente linserimento del prospetto di rendiconto finanziario in nota integrativa con la finalit fornire quegli elementi di natura finanziaria che non

Tuttavia, in dottrina vi chi ritiene che anche nel nostro ordinamento sussista lobbligo di redigere il rendiconto finanziario e, ci, sulla base dellinterpretazione estensiva dellart. 2423 c.c., comma 3, il quale prevede che se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo. A tal riguardo cfr. DALLA SEGA, Il rendiconto finanziario, in A. PALMA, Il bilancio di esercizio, Milano, 2003, 516.

130

102

sono ottenibili dalla mera analisi comparata dei prospetti di stato patrimoniale e di conto economico. In particolare lOIC 12 predispone tre tipologie di rendiconto finanziario volte a mostrare la natura dei flussi finanziari e il loro rapporto coi flussi economici: a) netto131; b) prospetto che espone le variazioni nella situazione prospetto redatto in termini di variazioni di capitale circolante

patrimoniale e finanziaria in termini di liquidit; c) prospetto che espone flussi di disponibilit liquide. Tale

modello, pur partendo dalle variazioni della situazione patrimoniale e finanziaria, si distingue dal precedente per la maggiore attenzione prestata ai flussi derivanti da tali variazioni. Inoltre in tutte e tre le tipologie di rendiconto i flussi di liquidit sono determinati attraverso il metodo indiretto, ossia mediante la rettifica dellutile netto desercizio da parte di quelle operazioni i cui effetti rientrano tra i flussi connessi ad attivit di investimento o finanziamento. In conclusione pu dirsi che in forza della disposizione di cui allOIC 12, la disciplina contabile nazionale non poi tanto difforme dagli standard comunitari, infatti il su citato rendiconto finanziario che espone flussi di disponibilit liquide seppur previsto nella sola modalit del metodo indiretto si avvicina molto allo schema di cash flow statement previsto dallo IAS 7.132

Dunque, a differenza dei principi contabili internazionali, lOIC 12 prevede la possibilit di analizzare in rendiconto finanziario anche il capitale circolante netto, ossia le attivit nette a breve o correnti. 132 G. SAVIOLI, Il bilancio di esercizio secondo i principi contabili internazionali ed internazionali, Milano, 2004, 156; F. DEZZANI, G. FERRERO, P. PISONI e S. PUDDO, Le analisi di bilancio. Indici e flussi, Milano, 2003; P. ANDREI, Il rendiconto finanziario, in S.

131

103

3.4 Il prospetto delle variazioni delle poste del netto.

Il seguente prospetto informativo assume un diverso rilievo nellambito dei due sistemi contabili essenzialmente con riguardo alla sua obbligatoriet: in particolare, mentre negli IAS/IFRS costituisce un documento autonomo e separato, cui viene attribuita notevole rilevanza, contrariamente nel nostro codice viene solo previsto tra le informazioni da inserire allinterno della nota integrativa seppur, come richiede il principio contabile nazionale n.12, nella forma di prospetto. La motivazione di un tale scostamento tra le due discipline deriva dal fatto che, a differenza delle regole contabili nazionali, i principi internazionali prevedono continue e rilevanti rettifiche al patrimonio netto133 sicch si reso necessario predisporre un documento ad hoc, volto a rendere maggiormente comprensibile la dinamica patrimoniale-finanziaria e landamento economico dellazienda. In particolare lo IAS 7 specifica che la finalit del prospetto in esame consiste nel consentire agli stakeholder un apprezzamento della capacit dellimpresa a produrre disponibilit liquide o equivalenti e la tempistica e il grado di certezza della loro generazione e quindi una valutazione pi approfondita della dimensione e tempistica dei flussi finanziari.

AZZALI, Il bilancio consolidato secondo i principi contabili internazionali. Problemi applicativi. Soluzioni operative. Potenzialit informative, Milano, 2002, 154; R. M. VISCONTI, Il rendiconto finanziario secondo lo IAS 7, in Impresa c. i. 2007, 1358; R. M. VISCONTI, Le diverse tipologie di rendiconto finanziario previste dal principio contabile OIC 12, in Impresa c. i. 2007, 1625. 133 A tal proposito basta citare le variazioni di valore derivanti da valutazioni al fair value, o ancora agli effetti derivanti dal mutamento dei principi contabili.

104

Quanto al contenuto del documento in esame, lo IAS 1 prescrive lindicazione delle seguenti informazioni: Lutile o la perdita netta del periodo; Ogni posta di costo o ricavo imputata a patrimonio netto e il loro

ammontare totale; Leffetto complessivo dei cambiamenti di principi contabili e la

correzione di errori determinanti; Le operazioni sul capitale con gli azionisti e le distribuzioni di

capitale agli azionisti. Il saldo degli utili o perdite accumulati allinizio dellesercizio ed alla

data di riferimento del bilancio ed i movimenti dellesercizio. La riconciliazione tra il valore contabile di ciascuna classe di azioni,

della riserva sovrapprezzo azioni e di ciascuna riserva allinizio ed al termine dellesercizio, specificando e distinguendo ogni movimento.

Nellambito della disciplina nazionale, il codice civile richiede che vengano fornite, in nota integrativa, le seguenti informazioni relative al patrimonio netto: le variazioni nella consistenza delle voci di patrimonio netto (art.

2427 n. 4). Tale prescrizione viene puntualizzata dal principio contabile nazionale n. 12, il quale prescrive lindicazione delle seguenti informazioni: i valori delle singole voci allinizio dellesercizio; il dettaglio dei movimenti (incrementi,

decrementi e trasferimenti); i singoli valori alla fine dellesercizio. la composizione della voce altre riserve (art. 2427 n. 7);

105

il valore nominale e il numero di ciascuna categoria di azioni della

societ, il valore nominale e il numero delle nuove azioni della societ sottoscritte durante lesercizio (art. 2427 n.17).134 Dal punto di vista contenutistico le differenze non sono cos marcatamente evidenti, sicch la differente portata informativa dei due prospetti essenzialmente dovuta alla loro diversa collocazione allinterno del conto desercizio.135

3.5 Le note a bilancio.

Lultimo componente del bilancio, tanto per i principi internazionali quanto per il sistema contabile nazionale, rappresentato dalle note esplicative, ossia da una serie di informazioni aggiuntive volte a specificare le logiche valutative e le regole di redazione utilizzate nonch ad offrire ulteriori informazioni sullimpresa rendicontata. Per quanto riguarda il modello IAS/IFRS lo IAS 1 si limita a fornire indicazioni relativamente alla struttura delle note in esame e alcuni contenuti, quali:
134

Inoltre, il Principio contabile nazionale richiede le seguenti ulteriori informazioni: - classificazione delle riserve secondo la rispettiva distribuibilit; - composizione della voce riserve di rivalutazione, volta a evidenziare le riserve formatesi in seguito a ciascuna rivalutazione monetaria e non operate; - composizione della voce riserve statutarie laddove lo statuto preveda la costituzione di diverse tipologie di tali riserve. 135 P. P. BIANCONE, Il prospetto delle variazioni di patrimonio netto, in Impresa c .i. 2003, 589; P. PISONI, M. CAMPRA e D. BUSSO, I prospetti aggiuntivi di bilancio secondo gli IAS: rendiconto finanziario e prospetto delle variazioni di patrimonio netto, in Impresa c.i. 2004, 949; G. SAVIOLI, Il bilancio di esercizio secondo i principi contabili internazionali ed internazionali, Milano, 2004, 132.

106

informazioni sullazienda, ossia lindicazione della denominazione,

dellindirizzo, della forma giuridica, della natura e del luogo di svolgimento dellattivit, dellappartenenza ad un gruppo e i dati della holding; dichiarazione di conformit dei prospetti di bilancio ai principi

contabili internazionali: tale dichiarazione ammessa solo nel caso in cui vi sia stata losservanza di tutti i principi IAS/IFRS e delle rispettive interpretazioni fornite dalla SIC;136 indicazione dei criteri di valutazione utilizzati: in particolare deve

fornirsi una chiara specificazione del criterio base adoperato, nonch delle scelte e delle stime adottate per le voci pi significative. Tali informazioni rivestono unimportanza fondamentale nellambito dellintero rendiconto, in quanto finalizzate a rendere note le ragioni delle decisioni prese nella scelta delle regole da applicare: informazione molto importante nellambito di un modello di bilancio che lascia ampia discrezionalit ai redattori; specificazione dei prospetti quantitativi: si tratta di approfondimenti e

informazioni di supporto, relative alle singole voci dei ogni prospetto di bilancio.

Altre numerose informazioni sono inoltre richieste dai singoli standard. In particolare:

Tuttavia fanno eccezione i casi in cui il mancato rispetto di uno standard o di una sua interpretazione sia giustificato da circostanze estremamente rare in cui una tale applicazione determinerebbe una distorsione cos grave da porsi in conflitto con le finalit del bilancio. In un caso simile la ragione di una simile deroga e lanalisi delle probabili eventuali conseguenze deve essere fornita nelle note al bilancio (IAS 1, paragrafi 17 e 18 ).

136

107

a)

Lo IAS 14 impone la cosiddetta informativa di settore, ossia

unanalisi dei valori effettuata per attivit e/o zona geografica137; b) Lo IAS 24 richiede lindicazione dei rapporti con le parti

correlate, ossia levidenziazione delle operazioni e conseguenti valori in bilancio con soggetti controllati, collegati, controllanti e consociati138; c) Lo IAS 32 prevede lesplicazione delle finalit e delle strategie di

gestione del rischio relativo agli strumenti finanziari posseduti.139 Per quanto concerne le differenze rispetto al contenuto della nota integrativa previsto dallart. 2427 c.c., queste possono riassumersi nella seguente elencazione: a) quanto alle informazioni di carattere generale, oltre alla

dichiarazione di conformit ai principi contabili internazionali ovviamente non prevista dal codice civile gli IAS/IFRS richiedono anche lindicazione di dati relativi alla descrizione della natura dellattivit dellimpresa e delle sue principali operazioni, nonch della denominazione della societ controllante e della capogruppo, mentre tali informazioni non sono menzionate nellelenco di cui allart. 2427 c.c.;

Tale informativa consente di svolgere unimportante analisi di secondo livello, in cui partendo dai dati generali del bilancio, se ne effettua una pi approfondita scansione, che evidenzia quali settori operativi sono maggiormente produttivi e in che misura. Lutilit di una simile informativa evidenziata dallo stesso IAS 14, il quale espressamente indica quale sua finalit quella di comprendere meglio i risultati passati dellimpresa, determinare meglio i rischi e la redditivit dellimpresa ed effettuare giudizi pi aggiornati sullimpresa nel suo insieme. 138 Linformazione volta a consentire in sede di analisi del bilancio da parte degli utilizzatori, di verificare e valutare se le suddette operazioni siano state effettuate seguendo la logica di mercato o quella del gruppo di cui la societ fa parte e tutte le conseguenze economiche e patrimoniali da ci derivanti. 139 In realt, per ragioni di completezza deve evidenziarsi come nelle note a bilancio sia anche richiesta lindicazione di ulteriori dati pi specifici e settoriali di quelli citati, quali ad esempio le informazioni sulla posizione finanziaria (IAS 7), quelle sulle modalit di determinazione dellutile per azione (IAS 33), quelle relative alle attivit destinate a cessare ( IAS 35), o quelle concernenti la contabilizzazione dei contributi pubblici e linformativa sullassistenza pubblica (IAS 20).

137

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b)

in merito alle informazioni aggiuntive relative ai prospetti di stato

patrimoniale e di conto economico, i principi contabili internazionali richiedono, in aggiunta rispetto al contenuto previsto dal codice civile, informazioni concernenti la natura e lo scopo di ciascuna riserva di patrimonio netto, limporto dei dividendi dichiarati in stato patrimoniale e quelli approvati o proposti per lesercizio di riferimento del bilancio in conto economico, la riconciliazione tra il numero di azioni in circolazione allinizio e alla fine dellesercizio, lanalisi dei costi per natura e per destinazione; c) per quanto concerne linformativa di settore, il codice civile ne ha

previsto linserimento nella relazione sulla gestione140, mentre in nota integrativa deve solo indicarsi se significativa, la ripartizione dei ricavi delle vendite e delle prestazioni secondo categorie di attivit e secondo aree geografiche; d) relativamente allinformativa sulle operazioni con controparti

correlate, in nota integrativa il codice civile richiede la sola indicazione degli impegni, non risultanti dallo stato patrimoniale, relativi a tali soggetti. Tuttavia, una previsione corrispondente al dettato di cui allo IAS 24, la ritroviamo allinterno dellart. 2428 c.c.141, dunque con riferimento alle informazioni da fornire nella relazione sulla gestione. Inoltre, il codice prevede lindicazione

Infatti lart. 2428 c.c. prevede che nella relazione sulla gestione gli amministratori riportino unanalisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione della societ e dellandamento e del risultato della gestione nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha operato, anche attraverso imprese controllate, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi ed agli investimenti. 141 In realt il dettato dellart. 2428 prevede che dalla reazione sulla gestione devono risultare i rapporti con le imprese controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di questultime nonch il numero e il valore nominale delle azioni o quote delle societ controllanti possedute o acquistate o alienate nel periodo; la CONSOB, riconosciuta la genericit di tali norme, ha emanato la comunicazione DAC/98015375, con la quale ha sancito che ai fini applicativi un utile punto di riferimento pu esser rappresentato dallo IAS 24, effettuando cos un rinvio esplicito alla disciplina IAS/IFRS in sede di interpretazione della norma nazionale.

140

109

sporadica di una serie di informazioni da inserire nei prospetti di stato patrimoniale e conto economico142; e) in ordine alle informazioni sui fatti intervenuti dopo la data del

bilancio, i principi contabili internazionali richiedono lindicazione di tutte le informazioni disponibili fino al momento di autorizzazione alla pubblicazione, ossia fino alla data di approvazione del bilancio da parte dellorgano amministrativo. In ambito nazionale, lart. 2427 c.c. non prescrive alcuna informativa aggiuntiva in merito ai fatti successivi la data del bilancio, mentre lart. 2428 prevede genericamente che dalla relazione sulla gestione risultino i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dellesercizio. A tale carenza di normativa in sede civilistica suppliscono i principi contabili nazionali, i quali prescrivono, nel dettaglio, anche le informazioni da fornire relativamente ai fatti intervenuti dopo la data di autorizzazione alla pubblicazione. 143

La frammentaria normativa in tema di operazioni con parti correlate contenuta nelle discipline sui prospetti di stato patrimoniale e conto economico, consiste nella richiesta di informazioni relative a: - partecipazioni, crediti e debiti verso controllate, collegate e controllanti (art. 2424 c.c. nella voce Attivo circolante); - garanzie prestate, direttamente o indirettamente, a favore di controllate, collegate e controllanti (art. 2424 c.c., terzo comma); - proventi e oneri finanziari derivanti da rapporti con controllate, collegate e controllanti (art. 2435 c.c. nella voce Proventi e oneri finanziari). 143 In particolare il principio contabile nazionale n. 29 stabilisce che i fatti successivi alla data di bilancio che, pur non richiedendo variazioni nei valori dello stesso, influenzano la situazione esistente alla chiusura dellesercizio e sono di importanza tale che la loro mancata comunicazione comprometterebbe la possibilit dei destinatari dellinformazione societaria di fare corrette valutazioni e prendere decisioni appropriate, devono essere illustrati nella nota integrativa. Lindicazione dovrebbe riguardare la natura e la descrizione del fatto intervenuto, nonch, per quelli di maggiore significativit e rilevanza, la stima delleffetto sulla situazione patrimoniale/finanziaria dellimpresa. A titolo esemplificativo, fatti rientranti sotto tale disposizione possono ritenersi certamente le operazioni quali fusioni, scissioni, conferimenti, piani di ristrutturazione, aumento di capitale, richiesta di ammissione alla quotazione, ma anche lassunzione di rilevanti impegni contrattuali o lavvio di significativi contenziosi, successivi alla chiusura dellesercizio.

142

110

Le note al bilancio disciplinate dai principi contabili internazionali si presentano dunque come maggiormente analitiche, e ci in conseguenza del fatto che i prospetti di stato patrimoniale e conto economico non sono cos dettagliati come quelli disciplinati dal codice civile, e che dunque stato necessario prevedere una loro integrazione allinterno delle note esplicative. Altra rilevante differenza rispetto alla nota integrativa disciplinata dal codice civile, pu rilevarsi nella circostanza che nelle note esplicative IAS/IFRS sono contenute ulteriori informazioni rispetto a quelle di commento ai prospetti quantitativi di bilancio il riferimento allinformativa di settore o alle informazioni sui rapporti con le parti correlate che nel sistema nazionale vengono invece collocate nellambito della relazione sulla gestione.144

4 Il fair value e il criterio del costo storico

Il sistema contabile nazionale adotta, come criterio base per la valutazione dei cespiti di bilancio, quello del costo storico, ossia del costo di acquisto o di produzione del bene contabilizzato. A tale criterio generale si aggiungono poi alcune regole peculiari con riferimento a determinate voci patrimoniali, in particolare:

P. L. MARCHINI e P. ZALERA, Le informazioni supplementari, in S. AZZALI, Il bilancio consolidato secondo i principi contabili internazionali. Problemi applicativi. Soluzioni operative. Potenzialit informative, Milano, 2002, 205; P. PISONI, M. CAMPRA e M. CANE, Societ quotate: le note al bilancio secondo gli IAS, in Impresa c. i. 2004, 763; P. PISONI, D. BUSSO e M. CANE, Le differenze tra il bilancio attuale e il bilancio redatto con gli IAS: le note al bilancio, in Impresa c. i. 2004, 1525; V. ARTINA, La nota integrativa: novit e contenuto, in I Corsi di pratica professionale 2005, 38.

144

111

le immobilizzazioni finanziarie costituite da partecipazioni in imprese

collegate o controllate, possono essere valutate col metodo del patrimonio netto145. In tal caso per previsto che eventuali plusvalenze derivanti da tale valutazione debbano iscriversi in unapposita riserva non distribuibile; i crediti devono esser sempre valutati secondo il valore di prudente

realizzo: ci significa che qualora i redattori ritengano il credito di dubbia o difficile realizzazione, non possono iscriverne in bilancio lintero valore nominale, ma solo la parte che presumono di poter agevolmente recuperare; le voci dellattivo circolante diverse dai crediti, che di regola sono

valutate al costo storico, devono iscriversi al valore di realizzo desumibile dallandamento del mercato, se tale valore risulta minore del costo storico. Il sistema si ispira chiaramente al principio di prudenza ed ha come finalit quella di evitare che i redattori del bilancio, dunque gli amministratori, effettuino sopravalutazioni nella contabilizzazione dei cespiti patrimoniali con la conseguente indicazione di utili non certi o, in certi casi, persino fittizi.146 Tuttavia, in tal modo si effettuano valutazioni che non tengono conto dei vari fattori, sia interni che esterni allimpresa, che incidono sul valore reale e attuale del cespite, e si contabilizzano ammontari che spesso sono assai lontani dalleffettivo valore del bene. Lordinamento ha affrontato tale problematica solo limitatamente alle distorsioni originate da fattori monetari, quali linflazione: il correttivo previsto dal legislatore consiste nellemanazione di leggi di
Il metodo del patrimonio netto consiste nel valutare la quota di partecipazione posseduta prendendo come riferimento il patrimonio netto della societ partecipata risultante dallultimo bilancio desercizio. Tale criterio dunque consente di aggiornare il valore della partecipazione di esercizio in esercizio, e in diretta dipendenza del valore reale e attuale del patrimonio della societ partecipata. 146 G. F. CAMPOBASSO, Manuale di diritto commerciale, Torino, 2004, 284; ASSOCIAZIONE PREITE, Il diritto delle societ, a cura di G. OLIVIERI, G. PRESTI e F. VELLA, Bologna, 2006, 221.
145

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rivalutazione monetaria, con le quali periodicamente consentito di adeguare i costi storici ai valori di mercato. Nulla invece previsto per aggiornare in bilancio eventuali variazioni di valore derivanti da fattori quali la tecnologia o landamento del mercato di riferimento.147 Gli IAS/IFRS hanno invece introdotto un diverso criterio di valutazione dei cespiti, per alcuni casi in via obbligatoria (come nel caso degli strumenti finanziari e derivati), per altri in via facoltativa (ad esempio nella valutazione delle immobilizzazioni materiali e immateriali): si tratta del criterio del fair value. Tale criterio, tradotto in italiano con il termine valore equo o corretto, corrisponde al valore di mercato, ossia al prezzo che si recupererebbe da unipotetica cessione del cespite alla data di chiusura dellesercizio. In particolare, le principali regole di valutazione del sistema IAS/IFRS basate sul fair value sono le seguenti: in merito alle immobilizzazioni materiali lo IAS 16 prevede

lammortamento sistematico, con leventuale svalutazione in caso di perdita durevole di valore, e la periodica rivalutazione al fair value148;149 per quanto riguarda gli oneri pluriennali, per i soli costi di sviluppo

aventi utilit pluriennale comprovata150, lo IAS 38 prevede la possibilit di


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F. DEZZANI, I principi IAS/IFRS: il reddito prodotto e il reddito potenziale, in Impresa c. i. 2007, 1329; P. PISONI e D. BUSSO, Le differenze tra il bilancio attuale e il bilancio redatto con gli IAS: prevalenza della sostanza sulla forma e principio di prudenza in presenza del fair value, in Impresa c .i. 2004, 1890. 148 Lart. 2426 c.c. invece prevede la loro valutazione al costo di acquisto o di produzione e, se il loro utilizzo limitato nel tempo il loro valore deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio. Inoltre larticolo prevede che il cespite venga iscritto ad un minor valore se al termine dellesercizio esso risulta durevolmente di valore inferiore, ma tale valore svalutato non pu esser mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata. 149 P. PISONI e D. BUSSO, Le differenze tra il bilancio attuale e il bilancio redatto con gli IAS: prevalenza della sostanza sulla forma e principio della prudenza in presenza del fair value, in Impresa c. i. 2003, 1890; P. MORETTI, Rilevazione iniziale e rideterminazione dei cespiti secondo il principio IAS 16., in Corriere tributario, 2005, 2431; M. BEGHIN, Immobilizzazioni materiali, IAS 16 e determinazione del reddito d'impresa. , in Corriere tributario 2007, 3571.

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contabilizzarli secondo il valore recuperabile dalle attivit immateriali generate;151 in relazione alla valutazione degli strumenti finanziari e derivati la

complessa disciplina di contabilizzazione contenuta negli IAS 32 e 39. Tali principi, dopo aver fornito le definizioni di strumento finanziario e strumento derivato e aver circoscritto lambito di applicazione della disciplina mediante la previsione di una serie di attivit finanziarie cui non si applica lo IAS 39152, stabiliscono che la rilevazione iniziale di tali cespiti debba avvenire al fair value, corrispondente al corrispettivo dato in cambio. Dunque la prima rilevazione deve

A riguardo lo IAS 38 prescrive una serie di condizioni necessarie, la cui mancanza preclude la possibilit di iscrivere allattivo di stato patrimoniale i costi di sviluppo. In particolare limpresa deve dimostrare: - lintenzione dellimpresa di completare lattivit immateriale per luso o la vendita; - la possibilit tecnica di completare lattivit immateriale in modo che essa sia disponibile per luso o la vendita; - la capacit di usare o vendere lattivit immateriale; - le modalit mediante le quali lattivit immateriale generer probabili benefici economici futuri; - la disponibilit di risorse tecniche, finanziarie e di altro tipo adeguate per completare lo sviluppo e per lutilizzo o la vendita dellattivit immateriale; - la capacit di valutare attendibilmente il costo attribuibile allattivit immateriale durante il suo sviluppo. Tutti i restanti oneri pluriennali , quali i costi di ricerca, i costi di impianto e di ampliamento, i costi di formazione e di pubblicit, nonch i costi di sviluppo che non rispettano i suddetti requisiti, devono invece iscritti in conto economico, senza alcuna possibilit di capitalizzarli. Rispetto alla disciplina prevista nel codice civile, invece si rileva come per la capitalizzazione dei costi di sviluppo sia semplicemente richiesta lautorizzazione del collegio sindacale, il quale deve verificare che tali costi siano attinenti a un progetto specifico, misurabile, realizzabile e il cui ammontare sia recuperabile tramite le attivit ricavabili dal progetto stesso. Inoltre mentre lo IAS 38 stabilisce che al ricorrere delle condizioni richieste sorge lobbligo di capitalizzare il costo, secondo la normativa nazionale, anche in presenza di tutte le condizioni per liscrizione, comunque lasciato alla discrezionalit dellimpresa la scelta se iscrivere il costo allattivo di stato patrimoniale o tra i costi di conto economico. 151 G. FRATTINI, La nuova frontiera del bilancio di esercizio: nuove regole, nuove opportunit e qualche critica, in Rivista dei dottori commercialisti 2007, 7; P. PISONI, F. BAVA e D. BUSSO, Bilancio 2005 e passaggio a IAS/IFRS: il trattamento contabile dei costi di ricerca e dei costi di sviluppo e le relative implicazioni fiscali, in Il fisco 16/2006; A. AMADUZZI, IAS 38 intangibile assets: le principali novit introdotte nel marzo 2004, una preliminare valutazione delle nuove regole, in Rivista dei dottori commercialisti 2004, 995; P. SANTOSUOSSO, Nuovi principi internazionali ed interni per gli "oneri pluriennali", in Rivista dei dottori commercialisti 2003, 1057. 152 Cfr. nota n. 56, p. 34.

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effettuarsi al costo, che si specifica deve esser comprensivo delle spese di transazione. La novit rispetto alla disciplina nazionale riguarda invece i criteri di valutazione utilizzabili nelle contabilizzazioni successive: infatti il paragrafo 46 dello IAS 39 stabilisce i seguenti criteri: per gli strumenti rilevati al fair value a conto economico (cosiddetti held for trading): fair value; per gli investimenti posseduti fino a scadenza: (cosiddetti held to maturity): costo ammortizzato; per finanziamenti e crediti originati non a scopo di trading: costo ammortizzato; per le attivit finanziarie disponibili per la vendita (cosiddetti available for sale): fair value. Per fair value si intende il corrispettivo al quale unattivit potrebbe esser scambiata o una passivit estinta, tra parti consapevoli e disponibili, in una transazione equa. Invece per costo ammortizzato considerato il valore cui stata effettuata la prima contabilizzazione rettificato ad opera delle seguenti rilevazioni successive: rimborsi di capitale, ammortamento complessivo calcolato come differenza tra valore iniziale e quello alla scadenza, svalutazione derivante da riduzione durevole di valore, insolvenza.

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infine stabilito che nel caso di perdita durevole di valore, ossia se il valore contabile dellattivit maggiore del suo valore di realizzo stimato, deve operarsi una riduzione corrispondente del suo valore contabile153.154 per quanto riguarda il TFR, lo IAS 19 prevede che limpresa in ogni

bilancio determini, con lutilizzo di tecniche attuariali e in modo affidabile lammontare dei benefici maturati dai dipendenti in relazione sia allesercizio corrente che a quelli precedenti: non viene dunque richiesta, almeno dalla lettera del principio, alcuna stima relativa ai benefici futuri. Tuttavia in una comunicazione emanata dallIFRIC si legge che il TFR assimilato a un beneficio successivo al rapporto di lavoro classificabile allinterno dei cosiddetti piani a benefici definiti, pertanto nella stima deve tenersi conto anche delle variabili sia demografiche (mortalit e rotazione dei dipendenti) che finanziarie (i futuri incrementi retributivi) e della loro influenza sullammontare delle quote di TFR che matureranno negli esercizi successivi155.156

Nellambito del nostro ordinamento lapplicazione del fair value sugli strumenti finanziari stata oggetto di ampie dispute in sede di recepimento della direttiva 65/2001: come gi analizzato in precedenza (cfr. I cap., par. 2.2.) la scelta del legislatore stata quella di introdurre il fair value solo a livello di informazione integrativa. Infatti mentre nulla stato previsto in ordine alla valutazione delle voci di stato patrimoniale relative alle attivit finanziarie, allart. 2427-bis c.c. stato prescritto lobbligo di fornire, in nota integrativa, informazioni circa lentit e la natura di ogni tipologie di strumenti finanziari, nonch il loro fair value. Inoltre per le immobilizzazioni finanziarie iscritte a un valore superiore al fair value, devono indicarsi entrambi i valori e le motivazioni della loro contabilizzazione al valore superiore. 154 C. SOTTORIVA, L'attuazione della direttiva 2003/51/CE con il D.Lgs. n. 32/2007, in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2007, 657; G. SCAZZERI e R. MANNA, Gli strumenti finanziari nei principi contabili internazionali: impatto sui bilanci e problematiche di valutazione, in Il fisco 12/2006; M. GIACONIA, Il principio IAS 39 espone le nuove regole di valutazione degli strumenti finanziari, in Corriere tributario 2005, 427; P. PISONI, P. P. BIANCONE, D. BUSSO e M. CISI, Bilancio consolidato dei gruppi quotati, Milano, 2005, 140; C. NOCERA e R. PATIMO, Riforma diritto societario e principi contabili: quadro di sintesi, in Il fisco 45/2004. 155 Lattuale disciplina nazionale invece prevede che il TFR venga valutato sulla base degli anni di servizio e di una percentuale fissa dei salari corrisposti. Dunque lammontare di TFR da iscrivere in bilancio corrisponde al debito maturato in relazione al periodo di lavoro prestato, rivalutato secondo il criterio previsto dallart. 2120 c.c. (1,5 % oltre al 75% dellaumento dellindice dei prezzi registrato).

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in relazione agli investimenti immobiliari i quali corrispondono alla

voce Terreni e fabbricati del prospetto di Stato patrimoniale disciplinato dallart. 2424 c.c. lo IAS 40 prevede che la valutazione iniziale venga effettuata utilizzando il criterio del costo, ma nelle contabilizzazioni successive viene concessa allimpresa la facolt di scegliere se continuare ad applicare il criterio del costo o se effettuare una valutazione al fair value. Inoltre, laddove limpresa opti per la valutazione al costo, prescritta lindicazione nelle note a bilancio del valore corrispondente al fair value157.158

Dalla disamina di tali regole di valutazione, si evince come lutilizzo del fair value comporti una rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dellimpresa pi veritiera e attendibile, in quanto maggiormente rappresentativa dei flussi economici e finanziari che coinvolgono limpresa. In sostanza, il fair value presenta un maggior livello di significativit (relevance)
Tuttavia si segnala che recentemente lOIC ha ritenuto corretta una valutazione basata su metodi di calcolo attuariali, che tengano cio conto dei futuri sviluppi del rapporto di lavoro. La comunicazione emanata dallOrganismo italiano di contabilit ha in sostanza riprodotto quanto ero stato detto dallIFRIC in riferimento allapplicazione dello IAS 19, e sovvertito il tradizionale meccanismo di valutazione previsto in sede codicistica. 156 F. DEZZANI e L. MEZZANI, OIC - Organismo Italiano di Contabilit: Principio IAS 19. TFR: trattamento contabile secondo lo IAS 19, in Il fisco 37/2007; R. VALACCA, I benefici ai dipendenti secondo IAS 19 e IFRS 2, in Corriere tributario 2007, 3589; M. PROCOPIO, Fondo per rischi ed oneri e Tfr, in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2006, 949; M. PROCOPIO, Gli IAS e il loro impatto in materia civilistica e tributaria, in Corriere Tributario 2006, 1158;F. DEZZANI, O.I.C. - Organismo italiano di contabilit. IAS e principi contabili nazionali: le principali differenze, in Impresa c. i. 2004, 9. 157 La disciplina desumibile dal combinato disposto di cui allart. 2426 c.c. e al principio contabile nazionale n. 16, stabilisce che la valutazione dei cespiti rientranti nella voce Terreni e fabbricati deve avvenire come per tutte le forme di immobilizzazioni immateriali al costo storico, ammortizzato sistematicamente se il bene ha unutilit limitata nel tempo e rettificato a minor valore, se alla chiusura dellesercizio il valore del bene risulta durevolmente inferiore. Tale minor valore derivante da svalutazione non pu esser mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata. 158 P. MORETTI, Gli investimenti immobiliari secondo lo IAS 40, in Corriere tributario 2006,1006; P P. BIANCONE e M. CISI, Gli investimenti immobiliari secondo gli IAS/IFRS, in Impresa c. i. 2006, 210; R. M. VISCONTI, Valutazione degli immobili e IAS 40, in Impresa c. i. 2005, 580; P. PISONI e M. CAMPRA, Societ quotate: come cambia il bilancio con lutilizzo degli IAS: alcuni punti significativi, in Impresa c. i. 2004, 225.

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rispetto al costo storico, in quanto non fornisce meri dati staticamente riproduttivi di eventi e rapporti gi consumati, bens consente allinvestitore di ottenere uninformazione dinamica e rivolta al futuro, ossia contenente anche uninsieme di valutazioni e previsioni sulle prospettive reddituali e finanziarie dellimpresa. Tuttavia, dallaltro lato tale sistema si affida largamente alla libera discrezionalit degli amministratori, sicch non tutela gli stakeholder dal rischio di sopravvalutazioni indebite e conseguente iscrizione in bilancio di plusvalenze dubbie o persino inesistenti. In particolare, una valutazione che si basa sul valore di mercato, quindi sul potenziale corrispettivo che si ricaverebbe dalla cessione del cespite, conduce allindicazione di un valore solitamente superiore a quello del costo dacquisto o di produzione159, e che sopratutto maggiormente volatile e incerto, in quanto si tratta di plusvalenze non ancora realizzate e legate alle oscillazioni del mercato. Dunque se pu certamente concludersi che il fair value pi significativo del costo storico in relazione alle decisioni dinvestimento, daltra parte, sotto il profilo dellattendibilit (reliability), il costo storico fornisce sicuramente maggiori garanzie di quante ne dia il fair value.160

Sono rari i casi in cui lapplicazione di un principio IAS/IFRS d luogo a valutazioni dellattivo inferiori rispetto a quelle derivanti dalla disciplina codicistica nazionale. Tra le regole analizzate in questo paragrafo, lunico caso rappresentato dallo IAS 38, il quale consente la capitalizzazione dei soli costi di sviluppo rispondenti a determinati requisiti, mentre la disciplina codicistica ammette, seppur a determinate condizioni, anche la capitalizzazione dei costi di impianto, di ricerca, di ampliamento, di pubblicit costi pluriennali in misura decisamente inferiore rispetto al codice civile. 160 A tal proposito pu segnalarsi come alcune banche, successivamente allintroduzione degli IAS/IFRS, hanno cercato di rivalutare notevolmente le loro partecipazioni nella Banca dItalia, contabilizzandole al fair value, pur non trattandosi di strumenti finanziari n del tipo held for trading, n rientranti tra gli available for trading (e quindi da valutare al costo storico). LAutorit di Vigilanza, a seguito di tale violazione, ha sancito lillegittimit di tali rivalutazioni, disponendone lo storno. A tal proposito vedasi L. DE ANGELIS, Gli IAS e lunfair value, in Le Societ: rivista di diritto e pratica commerciale, societaria e fiscale 2006, 5. La fattispecie rappresenta un esempio delle molteplici e allettanti occasioni, offerte dal passaggio al fair value, per far emergere plusvalenze latenti o crearne di nuove, semplicemente mediante

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Volendo tracciare la ratio sottostante tali differenti approcci da parte dei sistemi comunitario e italiano, questa pu rinvenirsi ancora una volta nel diverso ambito di tutela scelto: infatti il fair value , come detto, orientato allobbiettivo di fornire una chiara e soddisfacente informazione a fini decisionali, dunque tutela essenzialmente gli investitori; contrariamente, il criterio del costo storico, quale diretta derivazione del principio di prudenza, specificamente rivolto alla tutela dei creditori e dellintegrit del capitale sociale. Tornando al fattore reliability, dato come tale difformit di disciplina porti, sul piano applicativo, allindividuazione di plusvalori dallammontare spesso sensibilmente diverso, in sede di recepimento dei principi contabili internazionali, si posto nel nostro ordinamento il rilevante problema di tutelare i creditori sociali e garantire una maggiore attendibilit delle informazioni contabili. Nello specifico, la preoccupazione principale era quella di evitare che lapplicazione del fair value potesse dar vita alla distribuzione o comunque allutilizzo di utili non realizzati e per lo pi incerti. Il D. Lgs. 38/2005, gi analizzato in precedenza161, ha risolto questo problema con la previsione di riserve formate dai plusvalori derivanti dallapplicazione del fair value, che in linea generale sono indisponibili. Tale indisponibilit si sostanzia nel divieto di distribuire le suddette plusvalenze fino al momento del loro effettivo realizzo e nellimpossibilit di utilizzarle per laumento del capitale sociale o per altre operazioni aventi leffetto equivalente.162

lartificiosa applicazione di norme quelle basate sul fair value appunto che si prestano a libere e discrezionali valutazioni in sede applicativa. 161 Cfr. I cap. , par. 1.5. 162 G. FRATTINI, La nuova frontiera del bilancio desercizio: nuove regole, nuove opportunit e qualche critica, in Rivista dei dottori commercialisti 2007, 6; R. SACCHI, Principi contabili internazionali e finalit dellinformazione finanziaria, in Corriere giuridico 2007, 597.

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III CAPITOLO Gli US GAAP e le principali differenze rispetto ai principi contabili internazionali.

1 Aspetti generali: levoluzione del sistema contabile nordamericano e le fonti dei principi contabili US GAAP.

Com noto gli Stati Uniti dAmerica dispongono di un sistema giuridico definito di common law, caratterizzato da poche leggi scritte nelle quali sono contenuti taluni principi fondamentali, integrati da una serie di innumerevoli sentenze delle Corti di giustizia; proprio dalle decisioni delle Corti si ricavano applicazioni pratiche del principio generale che possono essere in seguito utilizzate nella risoluzione di casi similari futuri. Si tratta dunque di un sistema poco teorico che si caratterizza, rispetto ai sistemi di civil law, per il maggior rilevo attribuito alla figura del giurista pratico, ossia del giudice. Tale caratteristica si rileva anche nellambito della materia contabile, in cui vi assoluta mancanza di disposizioni normative che disciplinino

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linformativa economico-finanziaria dellimpresa, sia a livello federale che delle singole legislazioni statali.163 Tuttavia, nel corso del XX secolo lo sviluppo economico e levoluzione del sistema produttivo ha portato ad una attenta riflessione da parte delle autorit governative nordamericane in merito allintroduzione di una regolamentazione contabile. In particolare, gli Stati Uniti dAmerica presentano uneconomia di mercato caratterizzata dai seguenti fattori: la gestione delle risorse economiche e finanziarie per lo pi lasciata

alla libera competizione tra imprese private, mentre un ruolo marginale viene rivestito dalle aziende pubbliche; il tipo societario prevalentemente utilizzato quello della cosiddetta

Public Company, in cui il capitale sia di rischio che di debito viene prevalentemente diffuso e distribuito tra una pluralit di piccoli investitori, con la conseguente separazione tra propriet e gestione dellimpresa; il ruolo socio-economico delle imprese sviluppato dando la priorit

alla libera concorrenza e agli interessi particolari dei soggetti investitori, a scapito degli interessi pubblici e generali. In un modello di questo tipo la concorrenza premia le imprese che riescono ad essere pi efficaci sul mercato dei capitali e pi efficienti nello sfruttamento delle risorse finanziarie raccolte presso questultimo. Ci porta con se la necessit
Infatti il Congresso degli Stati Uniti dAmerica, massima autorit legislativa americana, intervenuto solo in due occasioni in materia contabile, ossia: lemanazione della normativa sulle modalit di contabilizzazione del credito dimposta per i nuovi investimenti; lintroduzione, nel 1977, di una disciplina in materia di revisione contabile in risposta ai drammatici fallimenti di imprese soggette a revisione di quegli anni. Cfr P. E. CASSANDRO, Sui principi contabili generalmente accettati secondo la normativa nordamericana, in Rivista dei dottori commercialisti 1982, 1163.
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di tutelare coloro che forniscono risorse e alimentano il mercato finanziario, ossia gli investitori, mediante la predisposizione di adeguate informative di bilancio, utili nella valutazione circa gli investimenti finanziari da effettuare. 164 Le autorit governative, sulla base delle suesposte valutazioni e in

reazione al crollo della Borsa di New York, hanno istituito un sistema di controllo sulle societ quotate affidato alla Securities and Exchange Commission (SEC)165, alla quale stato attribuito anche il compito di redigere un insieme di norme da osservarsi nella formazione dei bilanci annuali. Scopo di tale attivit normativa doveva esser quello di far s che i bilanci divenissero un fedele strumento informativo delle condizioni patrimoniali, economiche e finanziarie delle societ medesime, in modo da consentire a coloro che avevano rapporti con una societ, in particolare i risparmiatori, di poter assumere decisioni economiche con piena consapevolezza. Tuttavia, la SEC rifiut lipotesi di emanare essa stessa un corpus di regole vincolanti ma, piuttosto, decise di demandare tale compito ai cosiddetti Certified Public Accountants (C.P.A.), associazioni di professionisti in materia di contabilit e revisione, i quali dovevano esser coadiuvati da un organismo tecnico che desse piena affidabilit sulladeguatezza e razionalit dei principi. Il problema
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C. W. NOBES, International Accounting General Issues and Classification Cheltenham, Brookfield, 1996, 32; R. R. KRAAKMAN e H. HANSMANN, Il governo delle societ di capitali, in Diritto societario comparato a cura di L. ENRIQUES, Bologna, 2006, 45. 165 La SEC, agenzia indipendente del Governo Federale, ha come scopo principale la regolamentazione del mercato finanziario ed esercita la propria giurisdizione su tutte le societ che emettono titoli collocati sul mercato regolamentato nordamericano. Le principali funzioni ad essa attribuite in materia contabile possono sintetizzarsi nelle seguenti: - controllo sulloperato del FASB, sulle emissioni e sulle negoziazioni di titoli; - regolamentazione specifica avente ad oggetto particolari problematiche contabili, svolta con lemanazione dei cosiddetti regolamenti S-X recanti disposizioni sui requisiti dei bilanci desercizio destinati alla pubblicazione; - regolamentazione specifica relativamente ad alcune procedure contabili (con lemanazione dei Financial Reporting Release) o a particolari tipologie di operazioni (mediante la pubblicazione degli Staff Accounting Bullettin).

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dellobbligatoriet dei principi veniva invece risolto nel paradigma della generale accettazione da cui il nome di General Accepted Accounting Principles che non presupponeva lindividuazione di uno o pi organismi specificamente idonei e legittimati a formulare i principi da applicare, bens guardava allautorevolezza rivestita da quel principio allinterno dellambiente contabile, indipendentemente dallorganismo tecnico che lo aveva elaborato. Nella sostanza, il marchio general accepted veniva e tuttora viene attribuito mediante lapprovazione da parte della SEC, la quale si riservava anche la facolt di apportare modifiche ai principi approvati. Le suddette associazioni contabili diedero vita allAICPA (American Institute of Certified Public Accountants) che, originariamente, si avvalse della collaborazione del CAP (Committee on Accounting Procedure) e, dal 1959, dallAPB (Accounting Principles Board).166 Tuttavia, il susseguirsi di organismi privati impegnati nella statuizione di principi contabili, ebbe come conseguenza inevitabile il proliferare delle regole di contabilizzazione e di gruppi lobbistici che, allinterno degli organismi redigenti, perseguivano obiettivi diversi dal raggiungimento di un livello di informazione contabile attendibile. Per tali ragioni, negli anni 70 lAICPA nomin un gruppo di lavoro, denominato Commissione Wheat, al quale assegn il compito di analizzare le carenze del sistema al fine di individuare un nuovo ente responsabile della redazione dei principi contabili e risolvere lannosa questione della natura privata o pubblica da attribuirgli. In quegli anni, invero, erano sorte forti motivazioni per

B. CAMPEDELLI, Ragioneria internazionale, Torino, 1994, 291; M. VENUTI, Il bilancio desercizio fino agli IFRS finalit, principi e deroghe, Milano, 2006, 354; E. VIGANO, Sintesi dellesperienza in materia di principi contabili nei paesi di lingua inglese, in Rivista dei dottori commercialisti, 1975, 309.

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laffidamento di tale funzione ad un organismo pubblico: tra tutte la considerazione che, dovendo i principi contabili godere dellapprovazione della SEC, sarebbe stato pi opportuno affidare ad essa stessa direttamente la funzione di redigerli, al fine di prevenire possibili contrasti con un ente privato. Tuttavia a ci si opponeva la circostanza che per render vincolanti i principi statuiti dalla SEC, i suoi poteri avrebbero dovuto essere sensibilmente accresciuti; inoltre non poteva non considerarsi la tradizionale estraneit degli organismi governativi alla materia. In seno alla Commissione prevalsero le ragioni di coloro che propendevano per la costituzione di un organismo di natura privata, ma con lintento comune di superare i limiti riscontrati nel sistema allora vigente. Pertanto, nella relazione trasmessa allAICPA furono stabilite le seguenti regole, relative al funzionamento e allorganizzazione dellente: i membri del nuovo ente dovevano prestare servizio a tempo pieno e

ricevere unadeguata remunerazione, cos da evitare linsorgere di conflitti di interesse derivanti dalla prosecuzione delle attivit professionali; il numero dei membri doveva esser ridotto, al fine di contenere i costi

entro limiti ragionevoli ed evitare il ricorso a finanziamenti governativi che avrebbero potuto compromettere lautonomia e lindipendenza dellente. Il Consiglio dellAICPA recep le considerazioni elaborate in seno alla Commissione Wheat e, in piena aderenza alle proposte pervenute, cre un nuovo organismo: il Financial Accounting Standards Board (FASB)167. 168

Lorganismo opera congiuntamente ad altri due organismi:il FAF (Financial Accounting Foundation), il quale assicura lindipendenza del FASB, mediando con le organizzazioni professionali, accademiche e imprenditoriali che ne sostengono lattivit; il FASAC (Financial Accounting Standards Advisory Council), che costituisce organismo di supporto tecnico al FASB,

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Ancora oggi la SEC non interviene nella fase di formulazione dei principi contabili ma si occupa esclusivamente della loro approvazione e modifica; il sistema piuttosto trae linfa dallattivit espletata dal FASB e da altri organismi di natura privata, caratterizzati dallessere enti dalle comprovate competenze tecniche, ma privi dellautorevolezza che riveste un organo inserito nellapparato istituzionale. Tuttavia un importante lavoro di razionalizzazione e sistematizzazione stato svolto in tal senso dallAuditing Standard Board (ASB), lorganismo preposto allemanazione delle regole di revisione da adottare nellattivit di certificazione dei bilanci negli Stati Uniti. Infatti dal momento che un principio fondamentale della disciplina in materia di revisione contabile quello secondo cui nella certificazione deve attestarsi che il bilancio stato rappresentato con ladozione dei principi contabili generalmente accettati169 lASB si occupato dellidentificazione della seguente gerarchia dei principi US GAAP: a) i principi emanati dal FASB e le direttive promananti

dallAICPA. In particolare si tratta degli Statement of Financial Accounting Standards and Interpretations, delle Accounting Principles Board Opinions e degli AICPA Accounting Research Bullettins; b) i FASB Technical Bullettins e, se pubblicati dal FASB, gli

AICPA Industry Audit and Accounting Guides e gli AICPA Statements of Position. Si tratta di documenti volti a render noti gli orientamenti del FASB e
con ruolo meramente consultivo e di ricerca. Cfr. B. CAMPEDELLI, Ragioneria internazionale, Torino, 1994, 291. 168 C. W. NOBES, Interpreting US financial statements, London, 1988, 12; A. R. BELKAOUI, International and multinational accounting, London, 1994, 225; T. ONESTI, Fattori comportamentali e comportamenti contabili. Analisi comparata dei sistemi contabili di alcuni Paesi industrializzati, Torino, 1995, 87. 169 In particolare viene prescritto che in ogni relazione di certificazione al bilancio debba includersi la frase present fairly in conformity with generally accepted accounting principles.

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dellAICPA in merito problematiche di bilancio che non trovano soluzione pacifica nella prassi contabile; c) i FASB Emerging Issues Task Force e gli AICPA

Accounting Standards Executive Committee Practice Bullettin. Si tratta documenti volti a interpretare e definire i principi contabili o a descrivere la prassi contabile generalmente accettata in merito, o a render note osservazioni di cui alla lett. b) pronunciate da organismi diversi dal FASB e dallAICPA; d) AICPA Accounting Interpretation and Implementation

Guides pubblicati dal FASB, e in generale tutte le pronunce e i pareri largamente riconosciuti e prevalenti nella prassi contabile del settore aziendale e industriale di riferimento. A tale gerarchia si aggiungono poi i documenti emanati dalla SEC170, i quali contengono regole precipuamente rivolte ai bilanci delle societ quotate nel mercato nordamericano.171

2. Il processo di convergenza degli IAS/IFRS con gli US GAAP.

Levoluzione del sistema economico mondiale generata dallavvento del fenomeno della globalizzazione, ha spinto le varie istituzioni nazionali dei Paesi
Si tratta dei Regulation S-X, dei SEC Staff Accounting Bullettin e dei SEC Financial Reporting Release. 171 P.P. BIANCONE, Il bilancio consolidato secondo gli US GAAP, in Bilancio consolidato dei gruppi quotatia cura di P. PISONI, P.P. BIANCONE, D. BUSSO e M. CISI, Milano, 2005, 362; G. SANNINO, Il percorso di formazione dei principi contabili nordamericani, Padova, 1999, 7.
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126

pi sviluppati ad avviare negoziazioni e programmi finalizzati alla convergenza e al coordinamento delle rispettive legislazioni. In particolare, lespansione e lintegrazione dei mercati172 ha portato le imprese in particolare quelle di maggiori dimensioni ad operare a livello internazionale e quindi a confrontarsi con i competitors esteri: ci ha fatto sorgere lesigenza di consentire alle aziende di operare a condizioni paritarie, proprio per evitare che la soggezione alla legislazione dello Stato di appartenenza173 sia foriera di discriminazioni o comunque di condizioni svantaggiose rispetto ai concorrenti soggetti ad altre legislazioni. Tale esigenza stata particolarmente avvertita nellambito del settore contabile, laddove gli interessi in gioco sono molteplici: non solo la parit di trattamento delle imprese, ma anche e soprattutto la tutela degli stakeholder, in particolare degli investitori e/o creditori della societ. Come gi visto, il problema riscontrato stato quello di uniformare legislazioni nazionali che, in ambito europeo, si occupavano della tutela di interessi diversi e in parte antitetici, segnatamente quella dei creditori sociali e quindi dellintegrit del capitale sociale o quella degli investitori, ossia di coloro

Ai fini suddetti per mercati si intendono non solo le borse valori (ossia i mercati regolamentati, quelli cio in cui si negoziano strumenti finanziari), ma pi in generale tutti i settori industriali in cui la produzione e commercializzazione del prodotto o la prestazione del servizio non sottoposta al regime di monopolio, e quindi al contrario aperta alla libera concorrenza. 173 I criteri utilizzati per la determinazione della legislazione da applicare sono: in alcuni Paesi il luogo in cui si trova la sede amministrativa della societ, in altri il luogo di costituzione della societ. La mancanza di un criterio unico per tutti gli Stati, ha comportato alcuni problemi relativamente alla pratica, diffusa, di costituire la societ in Paesi che applicano il criterio del luogo di costituzione e che presentano una legislazione fortemente conveniente rispetto a quella dello Stato in cui viene posta la sede amministrativa e in cui si opera effettivamente. Tale pratica viene da molti Stati definita come elusiva della propria legislazione nazionale, e di conseguenza essi elaborano misure restrittive che escludono il riconoscimento secondo la legge nazionale di societ, costituitesi in Stati esteri e per tale ragione soggette alla legislazione di tali Stati, ma aventi sede e operanti esclusivamente in altro territorio. Cfr. M. CASOTTANA e A. NUZZO, Lezioni di diritto commerciale comunitario, Torino, 2002, 18.

172

127

che apportano capitale di rischio o di debito mediante il canale borsistico. La scelta comunitaria stata quella di apprestare un corpus di principi comune a tutti gli Stati membri, che fortemente orientato alla tutela del mercato borsistico e finanziario in generale, piuttosto che a preservare le ragioni dei creditori sociali. Passando al processo di convergenza tra il neonato sistema contabile comunitario e il modello statunitense, questo stato avviato nel 2002, tramite un accordo tra il FASB e lo IASB ed stato seguito da reciproci interventi di modifica dei rispettivi principi contabili effettuati sulla base di progetti di convergenza conclusi dai suddetti organismi174. Nel 2005 il CESR (Committee of European Securities Regulators)175 ha specificato che lobiettivo cui tende tale processo di convergenza quello di raggiungere lequivalenza dei sistemi IAS/IFRS e US GAAP. Il CESR ha poi specificato che il concetto di equivalenza non coincide con quello di identit,

A titolo esemplificativo possono indicarsi i seguenti interventi modificativi: - in ambito comunitario lo IASB ha emesso lIFRS 5 relativo ad Attivit non correnti possedute per la vendita e attivit operative cessate, in cui stato modificata la disciplina di classificazione e valutazione delle attivit immobilizzate e dei gruppi di beni destinati alla vendita, nonch quella delle attivit cessate. Tuttavia permangono a tal riguardo delle divergenze, riguardanti i requisiti relativi alla perdita di valore delle attivit (infatti nel sistema UE si continua ad applicare lo IAS 36); - in ambito USA il FASB ha apprestato alcune bozze di documenti per la modifica di alcuni principi contabili in armonia con gli IAS/IFRS. In particolare si registra una proposta di modifica del FAS 141, relativo alla valutazione delle aggregazioni aziendali, che dovrebbe portare allemanazione di un principio strettamente aderente allIFRS 3. Altra bozza riguarda la predisposizione di nuove definizioni di fair value, con identificazione delle metodologie da utilizzare per la sua valutazione, che dovrebbero incidere sulle regole attualmente contenute nel SEC Accounting Series Relies 118. 175 Esso rappresenta un organismo indipendente, istituito dalla Commisione dellUnione Europea il 6 giugno 2001 e composto da esperti e professionisti operanti nel campo dei mercati borsistici europei. La Commissione gli ha attribuito le seguenti funzioni: - promuovere la cooperazione tra le Autorit dei mercati regolamentati nazionali, vigilando sul rispetto, da parte delle suddette Autorit, del Multilateral Memorandum of Understanding; - assistere la Commisione Europea durante lemanazione delle direttive in materia di vigilanza sui mercati regolamentati; - vigilare sulla corretta applicazione della normativa comunitaria sulla vigilanza dei mercati regolamentati da parte degli Stati Membri.

174

128

bens si riferisce alla circostanza che gli investitori siano in grado di prendere una decisione economica analoga indipendentemente dal fatto che il bilancio sia stato redatto con gli IAS/IFRS o con gli US GAAP176. Nella sostanza lobiettivo perseguito dagli ordinamenti comunitario e statunitense quello di consentire alle societ non americane che redigono il bilancio utilizzando gli IAS/IFRS, di quotarsi nel mercato americano senza dover presentare lapposito prospetto di raccordo177. Nellaprile 2007, nel quadro del vertice annuale UE USA, il Presidente degli USA, il Presidente del Consiglio Europeo e il Presidente della Commissione hanno firmato un accordo con il quale entrambe le parti si sono impegnate a promuovere le condizioni per il riconoscimento dei GAAP statunitensi e degli IAS/IFRS senza riconciliazioni in entrambe le giurisdizioni entro il 2009 o possibilmente prima178. Da ultimo si segnala una delibera SEC del 20 giugno 2007179, in cui lorganismo ha reso nota la proposta di riconoscere i due sistemi IAS/IFRS e US GAAP come equivalenti, e quindi di consentire alle societ estere di depositare i bilanci redatti in base agli IAS/IFRS senza alcun obbligo di riconciliazione. La Commissione europea ha accolto con favore lannuncio della SEC e, attualmente,
176 177

Cfr F. DEZZANI, IAS/IFRS equivalenti a gaap statunitensi, in Impresa c.i. 2007, 1483. Si tratta del cosiddetto F-20, un documento in cui vengono fornite informazioni aggiuntive relative al reddito, ai flussi di cassa e al patrimonio netto, con una dettagliata spiegazione delle differenze tra le regole UE e gli US GAAP. Il Securitiy Excange Act del 1934 prescrive la presentazione di tale prospetto entro sei mesi dalla chiusura dellanno fiscale di riferimento, come condizone per la registrazione del bilancio di una societ estera presso la SEC. La funzione del prospetto F-20 quella di consentire un corretto raffronto tra bilanci redatti secondo regole contabili diverse, cos da rendere possibile ai risparmiatori un agevole confronto tra i rendiconti delle imprese nordamericane e quelli dei competitors esteri. 178 Limpegno contenuto nel Framework For Advancing Transatlantic Economic Integration between the European Union and the United States of America Allegato 2 Lighthouse Priority Projects. 179 Al proposta della SEC stata annunciata a seguito del comunicato stampa 2007 72 del 24 aprile 2007.

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sono ancora in corso i lavori di coordinamento e avvicinamento in attuazione del Memorandum dintesa approvato dallo IASB e dal FASB agli inizi del 2006, e che dovrebbero concludersi entro la fine del 2008.180 Nei paragrafi seguenti, dopo unanalisi delle finalit caratterizzanti il sistema contabile nordamericano, verranno prese in esame le differenze principali che tuttora permangono tra i due sistemi contabili e che, per la maggior parte, dovrebbero risolversi con lattuazione del programma di convergenza stipulato tra FASB e IASB.

Finalit e destinatari del bilancio secondo i GAAP

statunitensi

I principi contabili elaborati dallo IASB, come si gi detto, interpretano il bilancio in chiave prospettica ed evolutiva e perseguono la finalit di fornire un quadro non statico della situazione patrimoniale ed economico aziendale, ma piuttosto descrivono il risultato dellesercizio e il conseguente stato patrimoniale e finanziario dellimpresa come indicazione delle performance e delle possibili evoluzioni aziendali future.181 Sotto questo profilo, se dal raffronto con il sistema contabile italiano si evince una difformit tale da dar vita a due discipline profondamente contrastanti, contrariamente per i principi contabili statunitensi si registra una uniformit di
F. DEZZANI, IAS/IFRS equivalenti a gaap statunitensi, in Impresa c.i. 2007, 1477. In particolare lo SFAC 1 stabilisce che i documenti del bilancio devono fornire informazioni utili agli investitori attuali e futuri, ai creditori, e a tutti gli altri che li utilizzano per effettuare investimenti razionali e per prendere decisioni riguardanti il credito.
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intenti. Infatti, anche gli US GAAP attribuiscono al bilancio quello consolidato182 - grande dinamismo e capacit di rappresentazione dei risultati orientata al futuro, al fine di fornire agli investitori informazioni che diano la possibilit di stimare la capacit di generare utili futuri e di interpretare i rischi connessi allinvestimento effettuato o che si in procinto di eseguire. Di conseguenza viene sensibilmente avvertita anche lesigenza di rendere detti risultati comparabili con quelli resi noti dai competitors, al fine di consentire il confronto tra le previsioni stimate sul rendimento di altre imprese concorrenti. Dunque anche per gli US GAAP i principali destinatari del bilancio sono considerati gli investitori183 e la finalit prioritaria quella di garantire lutilit dellinformativa contabile per lassunzione di decisioni consapevoli in campo economico-finanziario.184 A riguardo, si sottolinea come negli Stati Uniti tale finalit sia storicamente e tradizionalmente insita nel sistema e al suo soddisfacimento sia da sempre stata preordinata la redazione del bilancio consolidato in quanto, a differenza del conto individuale desercizio, esso rappresenta in modo pi adeguato la reale situazione economico-finanziaria di quellentit economica, rilevante ai fini del mercato, che non la singola societ, bens quellinsieme di imprese soggette ad unitaria direzione e controllo da parte di una holding, cio di

Il FAS 94 infatti stabilisce che quando unimpresa ha una o pi partecipate di controllo (subsidiaries), il prospetto contabile pi appropriato per fornire uninformativa utile a fini decisionali il bilancio consolidato, in quanto fornisce un quadro della situazione patrimoniale, economica e finanziaria di unentit che, giuridicamente si compone di pi soggetti relativamente autonomi, ma che sul piano economico-sostanziale rappresenta un soggetto unico che agisce in modo coordinato e sotto un unitaria direzione e i cui risultati vanno dunque analizzati nellinsieme. 183 Per la nozione di investitori cfr .Cap. II, par. I. 184 R.H. PARKER, Comparative International Accounting, VII ed., 2002; S. AZZALI, L obbiettivo dei bilanci, in S. AZZALI, Il bilancio consolidato secondo i principi contabili internazionali.Problemi applicativi.Soluzioni operative. Potenzialit informative, Milano, 2002, 46.

182

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quella struttura economico-imprenditoriale che agisce in modo coordinato e coeso.

4 I postulati di bilancio

La base concettuale sui cui poggia tutto il sistema contabile nordamericano costituita da un insieme di caratteristiche qualitative, ossia di postulati di bilancio185, che somigliano molto a quelle apprestate in ambito comunitario. In particolare, anche il quadro concettuale degli US GAAP similmente a quanto previsto dal Framework IAS/IFRS richiede che le informazioni di bilancio siano conformi ai principi di comprensibilit, rilevanza, affidabilit e confrontabilit186. Tuttavia, sebbene limpostazione di base sia coincidente, possono evidenziarsi i seguenti elementi di differenziazione: innanzitutto, con riferimento alla possibilit per gli amministratori di

disattendere lapplicazione di un principio contabile in casi eccezionali. Infatti, da un lato gli IAS/IFRS consentono di derogare a singole regole contabili nel caso in cui si verrebbe altrimenti a pregiudicare lobiettivo principale del bilancio, ossia quello della rappresentazione veritiera e corretta; dallaltro lato, in assenza di alcuna disposizione in merito emanata da parte del FASB, la SEC mostra notevole
185

Per postulati di bilancio o caratteristiche qualitative si fa riferimento al quadro concettuale di riferimento, ossia che fornisce il punto di partenza per la statuizione delle regole contabili, nonch il criterio di riferimento per valutazioni e iscrizioni in bilancio nel caso in cui non esistano principi contabili specifici. 186 Per lanalisi approfondita sul significato e sulla portata applicativa di tali principi cfr. Cap II, par. 2.2.

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diffidenza nei confronti di tale pratica, e ci sulla base della presunzione di una coerenza del sistema contabile tale che non sia possibile, neanche in sede applicativa, ravvisare incongruenze tra norme di dettaglio e il corpus di regole cui appartiene. In verit lAutorit di vigilanza statunitense persegue il fine di prevenire che clausole derogatorie simili a quella prevista dagli IAS/IFRS diano spazio ad operazioni contabili mosse da altre finalit; altro aspetto di notevole rilievo riguarda la cosiddetta FTA, ossia la

First Time Application, in riferimento alla quale gli US GAAP non forniscono una specifica disciplina, ma semplicemente prescrivono una generale obbligatoria applicazione retroattiva di tutti i principi contabili, senza esenzioni, e rimandano allo specifico trattamento previsto da ogni singolo principio contabile in tema di prima applicazione187. Invece per quanto riguarda gli IAS/IFRS, vengono specificate gi nellIFRS 1 una serie di esenzioni, molte facoltative altre obbligatorie, riferite principalmente alle immobilizzazioni materiali, alle aggregazioni aziendali e al TFR;188 ultima rilevante difformit riguarda la diversa portata del principio di

comparabilit delle informazioni. I principi contabili internazionali dispongono il confronto di tutte le voci di bilancio con i dati del rendiconto dellesercizio precedente; la SEC invece prescrive lindicazione e il confronto delle voci di stato patrimoniale degli ultimi due anni, mentre per gli altri prospetti di bilancio si richiede persino la presentazione del raffronto dei documenti contabili relativi agli ultimi tre anni. Tale differenza evidenzia come gli US GAAP prestino maggiore

Inoltre sono previste delle regole specifiche per quanto concerne le societ derivanti da scissioni e per al predisposizione dei primi bilanci pubblici. 188 PRICE WATERHOUSE COOPERS, Similiarities and Differences A comparison of IFRS and US GAAP, 2007, p. 13, in www. pwc.com/ifrs.

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attenzione alla coerenza temporale delle informazioni economico-finanziarie, quindi una maggiore utilit dal punto di vista della possibilit per gli utilizzatori di tracciare il quadro evolutivo della situazione patrimoniale e finanziaria della societ.189

5 Gli schemi di bilancio

I prospetti di bilancio previsti dal modello statunitense coincidono con quelli disciplinati dai principi contabili internazionali fatta eccezione per il prospetto delle variazioni del netto che, in base agli IAS/IFRS, deve esser costituito da un apposito documento separato dagli altri prospetti di bilancio, mentre secondo gli US GAAP le variazioni dei conti di patrimonio netto possono esser anche esposte nelle note al bilancio.

5.1 Lo stato patrimoniale

La disciplina del documento di stato patrimoniale contenuta nella Regulation S-X emanata dalla SEC che in linea con i principi IAS/IFRS non prescrive una struttura specifica e analitica, bens si limita a disporre uno schema di contenuto minimo di informazioni, classificate in attivit contrapposte a

ERNST & YOUNG, www2.eycom.ch/publications.

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U.S.

GAAP

v.

IFRS:

The

basics,

2007,

p.

3,

in

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passivit e patrimonio netto. Inoltre prevista una clausola generale che prevede lobbligo di aggiungere nuove voci, introdurre sottoclassificazioni e in genere apportare ogni specificazione che consenta la sufficiente identificazione dei componenti significativi. Per quanto concerne le nozioni di attivit e passivit queste vengono entrambe fornite dallo SFAC 6 (par. 3 e 4) e, nella sostanza, esse coincidono con le definizioni contenute nel Framework redatto dallo IASB.190 Dunque si tratta si concetti che, esulando dal requisito della titolarit formale e dellattualit della risorsa economica si basano, invero, esclusivamente sulla consequenziale derivazione da operazioni o fatti anteriori rispetto alla data di chiusura dellesercizio e suscettibili di produrre un beneficio o sacrificio economico. La rappresentazione delle voci pu avvenire sia in forma scalare che a sezioni contrapposte, e secondo ulteriori due particolari schemi base, ossia: il balanced format o formato di presentazione bilanciato, in cui il

patrimonio netto inserito nella sezione delle passivit (se formato a sezioni contrapposte) o comunque viene calcolato insieme con le passivit in contrapposizione agli elementi dellattivo patrimoniale;

Infatti le attivit sono definite come probabili benefici economici ottenuti o controllati da unimpresa come risultato di passate transazioni o eventi, e specularmente per le passivit si intendono i probabili futuri sacrifici di benefici economici derivanti da obbligazioni presenti di trasferire attivit o fornire in futuro servizi ad altre imprese come risultato di transazioni o eventi passati. Peculiare invece la macroclassificazione operata con riferimento alle passivit, tra le quali si distinguono tali tipologie: - passivit da transazione, ossia derivanti da operazioni effettuate dietro pagamento di un corrispettivo, dunque dalle quali limpresa ha ottenuto dei benefici economici; - passivit da trasferimenti unilaterali, ovvero originate da atti di liberalit o delibere di distribuzione di utili; - passivit involontarie, che si riferiscono a imposte, multe, tasse o altri oneri economici imposti da Stato o autorit giudiziaria; - passivit da variazioni di indici, ossia derivanti dalle fluttuazioni dei tassi di interessi o da inflazione.

190

135

lequity format che invece mette in contrapposizione elementi

attivi e passivi evidenziando la loro differenza, ossia il patrimonio netto.

Per quanto concerne la struttura del prospetto, gli US GAAP classificano le voci di stato patrimoniale utilizzando il metodo della liquidit decrescente in relazione al ciclo operativo, che si basa sulla distinzione degli elementi sia attivi che passivi in correnti e non correnti. Tale differenziazione si fonda sullattitudine o meno del valore a trasformarsi in denaro, esser consumato o trasferito liquidato se trattasi di passivit nel corso del ciclo operativo

aziendale.191 Tale metodo corrisponde nella sostanza al criterio del ciclo operativo previsto in ambito IAS/IFRS, eccetto per le passivit, laddove gli US GAAP guardano alla capacit e allintenzione dellimpresa di liquidare il debito entro il ciclo operativo, mentre gli IAS/IFRS considerano esclusivamente il momento della scadenza del debito, indipendentemente dal momento in cui se ne prevede il pagamento. Altra rilevante differenza tra i principi contabili internazionali e gli US GAAP risiede nella possibilit, concessa dai principi nordamericani, di compensare elementi attivi e passivi di stato patrimoniale al ricorrere di tali circostanze: le parti siano titolari di rispettive posizioni di creditore-debitore dagli

ammontari determinabili; 191

esista lintenzione di compensare da parte di entrambe; loperazione di compensazione sia consentita dalla legge.

poi stabilito che se la durata del ciclo operativo di riferimento inferiore a quella dellesercizio amministrativo, si utilizza il parametro dei 12 mesi.

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Contrariamente, gli IAS/IFRS consentono la compensazione nei soli casi espressamente previsti da un principio contabile192. 193

5.2 Il conto economico

Lo schema di conto economico previsto dai principi nordamericani, almeno per quanto concerne il contenuto minimo obbligatorio, di tipo flessibile e caratterizzato dallestrema sinteticit. Tutta la disciplina si incentra fortemente sul principio di coerenza nellutilizzo di voci e terminologie da un esercizio allaltro. In particolare, qualora si renda necessario introdurre nuove voci o apportare qualsivoglia modifica rispetto allo schema utilizzato nella redazione del bilancio dellesercizio precedente, questo deve essere aggiornato in modo da consentire lassoluta comparabilit dei due documenti contabili. Quanto alla struttura del prospetto, gli US GAAP prevedono due differenti modalit di classificazione delle voci: formato single step , in cui si effettua una generale distinzione tra

ricavi e costi che, a loro volta, sono classificati in base al criterio funzionale. Pertanto, allinterno della categoria dei ricavi vengono ulteriormente distinti i

Ad esempio in merito alle attivit e passivit finanziarie consentita la compensazione nei soli casi in cui la legge attribuisce espressamente il diritto alla compensazione e limpresa preveda di regolare la transazione su base netta. 193 P.P. BIANCONE, Il bilancio consolidato secondo gli US GAAP, in Bilancio consolidato dei gruppi quotati a cura di P. PISONI, P.P. BIANCONE, D. BUSSO e M. CISI, Milano, 2005, 369; PRICE WATERHOUSE COOPERS, Similiarities and Differences A comparison of IFRS and US GAAP, 2007, p. 18, in www. pwc.com/ifrs.

192

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ricavi operativi, gli interessi attivi e i dividendi; mentre allinterno della divisione costi vengono individuati i costi operativi, i costi amministrativi e di gestione e gli interessi passivi.194 Il risultato economico dellesercizio al lordo delle imposte viene ottenuto dalla differenza delle sommatorie dei valori contenuti allinterno delle due macrocategorie, ossia dalla differenza tra il totale dei ricavi e dei costi; formato multiple step, in cui invece i ricavi e i costi operativi sono

separati dai ricavi e costi non operativi, al fine di fornire maggiori informazioni sullattivit principale della impresa. In particolare si effettuano parziali deduzioni di costi dai ricavi aventi medesima funzione, in modo da evidenziare risultati parziali aventi particolare significativit.195 In relazione alla struttura prevista dagli IAS/IFRS, di notevole rilievo la differenza relativa al trattamento della voce partite straordinarie, la quale non ammessa dai principi contabili comunitari, mentre gli US GAAP prescrivono linserimento in tale voce dei risultati relativi a transazioni infrequenti o di natura inusuale. In particolare si contabilizzano allinterno della voce partite straordinarie quelle operazioni che si presume non si ripeteranno in futuro, in

Per ricavi e costi operativi si intendono tutti quei valori positivi e negativi attribuibili allattivit principale dellimpresa. In particolare per quanto riguarda i costi si considerano non solo gli oneri sostenuti per acquistare o produrre i beni venduti o i servizi offerti, ma anche le spese di vendita (es. stipendi venditori, pubblicit, costi di trasporto, scorte di magazzino) e i costi amministrativi connessi (licenze, autorizzazioni). 195 Alcuni esempi dei pi diffusi componenti intermedi del risultato totale dellesercizio sono i seguenti: - differenza tra le vendite al netto di sconti, rimborsi e abbuoni e il costo dei beni venduti: essa d luogo allutile lordo; - differenza tra utile lordo e costi operativi: il risultato lutile operativo. Da tali risultati intermedi, per ottenere il risultato economico desercizio ante-imposte, basta sommare tutte le altre voci di ricavo e sottrarre tutti i costi non ancora computati.

194

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quanto rispetto al tipo di attivit esercitata dallimpresa possiedono un elevato grado di anormalit.196 In ordine ai criteri di classificazione dei costi, il criterio funzionale adoperato dalle societ nordamericane corrisponde al metodo di classificazione per destinazione previsto dai principi contabili internazionali i quali, come gi visto197, lo pongono come alternativa alla classificazione per natura. Per quanto concerne lindicazione degli utili per azione, questa costituisce un informazione di notevole importanza per accertare il valore corrente di unazione dellimpresa e quindi per verificare lattitudine della stessa a pagare i dividendi o per valutare lopportunit di acquistare o cedere la propria quota di partecipazione al capitale sociale. Pertanto, lo SFAS 128 richiede la presentazione dei cosiddetti basic earning per share e diluited earning per share direttamente nel prospetto di conto economico. In ci il sistema americano ancora pi rigido di quello comunitario che invece ne consente lindicazione, in alternativa, anche nelle note al bilancio.199
198

Infatti prescritto che linusualit delloperazione vada valutata in relazione alle seguenti caratteristiche: - linee di attivit e politiche operative dellimpresa; - settori in cui opera limpresa; - localizzazione geografica delle sue operazioni. Inoltre alcuni principi contabili hanno specificamente previsto una serie di poste che, indipendentemente dal confronto coi suddetti criteri, sono sempre classificate nella voce partite straordinarie: Si tratta ad esempio degli utili o perdite su cambi, delle svalutazioni di crediti, delle plusvalenze o minusvalenze derivanti da vendite di rami dazienda o degli effetti negativi di scioperi. 197 Cfr. Cap. II, par. 3.2.1. 198 Il basic earning per share consiste nellindicazione dellimporto di utile spettante ad ogni azione emessa e quotata, dunque coincide con lutile per azione previsto dai principi dello IASB. Il diluited earnig per share invece si identifica nellutile per azione diluito di cui allo IAS , infatti viene calcolato sommando alle azioni sul mercato anche quelle potenziali, ossia le stock-options, i warrant, le obbligazioni convertibili e ogni altro titolo convertibile in azione. 199 P.P. BIANCONE, Il bilancio consolidato secondo gli US GAAP, in Bilancio consolidato dei gruppi quotati a cura di P. PISONI, P.P. BIANCONE, D. BUSSO e M. CISI, Milano, 2005, 380; PRICE WATERHOUSE COOPERS, Similiarities and Differences A comparison of IFRS and US GAAP, 2007, p. 23, in www. pwc.com/ifrs.

196

139

5.2.1 La contabilizzazione dei ricavi e dei costi

Il Concept Statement200 definisce i ricavi come flussi di cassa in entrata effettivamente previsti, o loro equivalenti, che si sono verificati o si verificheranno come risultato delle principali attivit in corso dellimpresa. Tale nozione presenta notevoli affinit con quella fornita dal Framework IAS/IFRS. In particolare, entrambi i sistemi non consentono la contabilizzazione di proventi che non siano ancora stati realizzati ed effettivamente percepiti, prestando attenzione al momento in cui la transazione ultimata. A tal proposito il criterio utilizzato sia in ambito comunitario che statunitense quello del momento in cui si attua il trasferimento dei rischi tra i contraenti. Tuttavia, altrettanto evidenti sono le differenze riscontrabili che, nel

complesso, denotano una maggiore attenzione da parte dei principi contabili statunitensi verso requisiti formali e oggettivi; viene in tal modo scongiurato il rischio di stime contabili che, sfruttando lampia discrezionalit riservata, si basino su valutazioni scorrette e sleali. Nello specifico, mentre gli IAS/IFRS richiedono solo che gli ammontari da iscrivere siano ragionevolmente determinabili, gli US GAAP invece stabiliscono che il prezzo di vendita del bene o per la prestazione del servizio deve essere fisso o determinabile. Per quanto concerne il momento in cui si verifica il trasferimento in capo allacquirente dei rischi e dei benefici legati al diritto sul bene oggetto della transazione, gli US GAAP prescrivono lallegazione di prove
Tale documento contiene le principali definizioni e concetti del sistema contabile americano. Esso corrisponde al Framework IAS/IFRS, ma la sua rilevanza notevolmente inferiore rispetto a quella dellanalogo documento comunitario, infatti ricopre un ruolo del tutto marginale allinterno del sistema contabile nordamericano.
200

140

sullesistenza di un contratto di trasferimento e lavvenuta consegna del bene. Analogamente, per la prestazione di servizi, gli US GAAP non ritengono sufficiente il passaggio dei rischi allutente del servizio, ma richiedono che la prestazione sia gi avvenuta; contrariamente gli IAS/IFRS non forniscono alcun criterio specifico, limitandosi a prescrivere che la contabilizzazione vada fatta con riferimento allo stato di completamento dellattivit prestata alla data del bilancio201. In sintesi, pu dirsi che nel sistema nordamericano limpianto di contabilizzazione dei ricavi ruota intorno alla logica per cui il riconoscimento di un ricavo avviene sulla base di uno scambio; ne consegue che non possibile iscrivere un ricavo prima che lo scambio sia stato effettivamente eseguito e quindi, prima che sia stato ultimato.202

Per quanto concerne i costi, il Concept Statement ne fornisce una nozione assolutamente analoga a quella dei ricavi. Infatti gli elementi passivi di conto economico vengono definiti come elementi rappresentanti flussi di cassa in uscita, effettivi o previsti, o loro equivalenti, che hanno avuto luogo o risulteranno dalle principali attivit in corso dellimpresa.

In particolare, per quanto concerne il trattamento contabile dei lavori in corso di esecuzione, prevista tale differente disciplina: - gli IAS/IFRS prevedono la contabilizzazione in base al metodo della percentuale di completamento, in base al quale si moltiplica la percentuale di completamento stimata per il ricavo totale previsto della commessa. Tuttavia, laddove il ricavo non pu essere ragionevolmente qualificato in base al metodo del profitto nullo, il quale permette di iscrivere ricavi solo nella misura in cui si preveda il recupero dei costi sostenuti; - gli US GAAP preferiscono anchessi il metodo della percentuale di completamento, ma quando lammontare di ricavo non quantificabile con sufficiente certezza, prescrivono lutilizzo del metodo della commessa completata, il quale consente liscrizione dei ricavi solo al momento in cui lesecuzione del contratto stata ultimata. 202 ERNST & YOUNG, U.S. GAAP v. IFRS: The basics, 2007, p. 33, in www2.eycom.ch/publications; J. WUSTEMANN e S. KIERZEK, Revenue Recognition under IFRS Revisited Comceptual Models, Current Proposals and Pratical Consequences, in Accounting in Europe 2005, 69.

201

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I profili di affinit e diversit sono gli stessi gi evidenziati con riferimento ai ricavi: in entrambi i sistemi per liscrizione di un costo non si richiede lavvenuto pagamento quindi lestinzione del debito bens sufficiente che questo sia maturato. Tuttavia, lapplicazione pratica del criterio di competenza sottoposta nel sistema americano al vaglio di specifici criteri di natura oggettiva, individuati volta per volta dai singoli principi contabili, il che non fa che rendere laccertamento delle voci passive maggiormente formalistico rispetto ai principi dello IASB.203

5.3 Il prospetto di Comprehensive income

Il comprehensive income o reddito complessivo una misura di performance dellimpresa, secondo cui il reddito misurato dalla variazione, in un periodo considerato, del capitale netto dell'impresa con l'esclusione dei movimenti che derivano da transazioni tra la societ e i suoi proprietari (apporti di capitale, distribuzioni di utile, rimborsi). Il comprehensive income composto da due fattori: net income o risultato netto, costituito dal reddito derivante dal conto

economico e quindi dalle operazioni dellesercizio; other comprehensive income o altri redditi complessivi, rappresentato

dalle variazioni di capitale netto, diverse da quelle derivanti da transazioni con la propriet dell'impresa, che non siano gi incluse nel conto economico. Alcuni
PRICE WATERHOUSE COOPERS, Similiarities and Differences A comparison of IFRS and US GAAP, 2007, p. 34, in www. pwc.com/ifrs.
203

142

esempi rilevanti di tali variazioni sono le oscillazioni nel fair value di alcune categorie di strumenti finanziari che vengono iscritte in un'apposita riserva di capitale netto e non transitano nel conto economico se non al momento della loro realizzazione.204 Dal punto di vista concettuale, tali oscillazioni di valore rientrano nel concetto di comprehensive income, che misura la performance complessiva dell'impresa, anche se non in quella comunemente accettata di reddito (net income).205 Mentre il net income trova collocazione nel prospetto di conto economico essendone il risultato definitivo per quanto riguarda la categoria other comprehensive income la prassi statunitense ne prevede linserimento in un apposito prospetto separato, che viene inserito in una sezione del conto economico oppure all'interno del prospetto delle variazioni del capitale netto. Nellambito del sistema comunitario, prima del 2003 non era stata in alcun modo presa in considerazione la possibilit di introdurre un simile documento contabile, sebbene fosse avvertita lesigenza di colmare il divario tra la definizione di reddito contenuta nel Framework e le specifiche disposizioni di alcuni principi contabili che richiedono, invece, di non fare apparire nel conto economico alcune variazioni di capitale netto che avrebbero in realt natura di costi e ricavi. La direttiva 51/2003 ha, per la prima volta, affrontato il problema mediante lintroduzione dello Statement of performance o "rendiconto delle
Secondo questa visione, infatti, i plusvalori o i minusvalori non realizzati emergenti dagli investimenti finanziari detenuti dall'impresa contribuiscono a determinare la performance aziendale, che conseguenza diretta di una scelta manageriale, ossia, in questo caso, la decisione di mantenere in portafoglio determinati strumenti finanziari. 205 Altri valori inclusi tra gli Other comprehensive income sono: gli utili e le perdite su cambi su investimenti esteri, i profitti non realizzati su titoli trasferiti dalle immobilizzazioni allattivo corrente, gli utili non realizzati derivanti da valutazioni di attivit disponibili per la vendita.
204

143

prestazioni". Tale documento, che pu esser redatto in sostituzione o in aggiunta al conto economico, contabilizza anche ricavi e costi non realizzati o subiti dei quali, cio, non si tiene conto ai fini del calcolo del risultato economico dellesercizio. Tale esigenza di illustrare in misura migliore e pi completa la financial performance dell'impresa stata avvertita anche dallo IASB che ha revisionato lo IAS 1 prevedendo la possibilit di contabilizzare il total comprehensive income206 o mediante la predisposizione di un prospetto apposito, o attraverso lintroduzione di ulteriori voci allinterno del conto economico distinte da quelle ordinarie e inserite in aggiunta al risultato desercizio . Dovrebbero in tal modo superarsi le difformit finora registrate nel confronto tra bilanci redatti secondo i due modelli contabili, che evidenziavano una maggiore significativit e dinamicit (relevance) del modello nordamericano senza con ci pregiudicare esigenze di attendibilit e affidabilit (reliability).
207

Infine,

si

sottolinea la

grande

attenzione

prestata

dal

sistema

nordamericano per la circostanza che i valori iscritti come Other comprehensive income nel periodo successivo potrebbero rilevare direttamente come net income. Ad esempio, un utile non realizzato su unattivit finanziaria disponibile per la vendita viene di regola incluso tra gli altri redditi complessivi anche se la fluttuazione di mercato che lo ha generato si verifica nellesercizio di riferimento.
Il testo revisionato dello IAS 1 stato pubblicato il 7 settembre e la data di applicazione effettiva fissata per i bilanci redatti a partire dal 1 Gennaio 2009 (tuttavia concesso adottare lo Statemene of performance anche a partire dagli esercizi precedenti alla data suindicata). 207 ; KPMG, IFRS Briefing Sheet, 2007, p. 2, in www. kpmg.com; M. ALLEGRINI e E. NINCI, Conto economico: lo IAS 1 nelle indicazioni dell'OIC, in Amministrazione & Finanza 11/2007; D. J. CHAMBERS, T. J. LINSMEIER, C. SHAKESPEARE e T. SOUGIANNIS, An Evaluation of Sfas No. 130 Comprehensive Income Disclosures, 2006, p. 3, in www.ssrn.com; POZZA, La misurazione della performance d'impresa, Milano, 2000, 83
206

144

Tuttavia, se lattivit finanziaria viene venduta, gli utili realizzati sono di conseguenza inclusi nel net income. Dal momento che una simile evenienza darebbe luogo alliscrizione di un doppio utile contabile, i principi nordamericani prevedono le cosiddette rettifiche di riclassificazione, le quali impongono di effettuare lo storno del valore da una categoria allaltra.208

5.4 Il rendiconto finanziario

Il Cash flow Statement o rendiconto finanziario un documento fondamentale in ambito US GAAP in quanto consente di fornire informazioni riguardanti i movimenti e la disponibilit di cassa in un certo periodo, nonch di fornire un quadro delle attivit di investimento e di finanziamento effettuate e ultimate durante lesercizio di riferimento. Dunque, come gi visto in precedenza209, la sua finalit quella di aiutare gli investitori a valutare la capacit dellimpresa di generare nel futuro liquidit e di rispettare le obbligazioni contratte e comprendere gli aspetti monetari e non delle operazioni di finanziamento effettuate dallimpresa. Analogamente alla disciplina IAS/IFRS, anche gli US GAAP includono allinterno del Cash flow statement solo le entrate e le uscite monetarie e tutti gli

208

P.P. BIANCONE, Il bilancio consolidato secondo gli US GAAP, in Bilancio consolidato dei gruppi quotati a cura di P. PISONI, P.P. BIANCONE, D. BUSSO e M. CISI, Milano, 2005, 399. 209 Cfr. Cap.II, par. 3.3.

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investimenti liquidi a breve termine210. Pertanto se da unattivit di finanziamento o investimento sono generati risultati in parte monetari e in parte no, solo la parte monetaria viene inclusa nel rendiconto finanziario, mentre la parte non monetaria viene inserita in un prospetto separato o nelle note del documento stesso211. Tuttavia, sebbene la regola generale sia la stessa per entrambi i sistemi contabili, gli US GAAP stabiliscono una serie di esclusioni tra i valori qualificabili come disponibilit liquide; in particolare non sono considerati tali gli scoperti bancari, anche se immediatamente esigibili. Anche per quanto concerne la struttura del prospetto si evidenzia una sostanziale equivalenza dei due sistemi, infatti sia gli US GAAP che gli IAS/IFRS classificano i vari flussi di cassa in base allattivit che li ha originati, dunque in finanziari, operativi e di investimento. Per quanto riguarda le modalit di redazione, anche in ambito statunitense sono indicati due metodi alternativi, ossia : il metodo diretto, in cui la liquidit ricevuta o pagata presentata

partendo dal reddito determinato con il principio di competenza e derivando da questo le variazioni di liquidit;

Lo SFAC 5 qualifica un investimento di breve durata ai fini dellinserimento tra le voci di Cash flow Statement quando soddisfa i seguenti requisiti: immediata convertibilit in denaro liquido e esigibilit entro tre mesi dalla data di inizio dellinvestimento. 211 Ad esempio, nel caso di aumento di capitale effettuato in parte con versamento di conferimenti e in parte attraverso conversione del prestito obbligazionario, solo lammontare di capitale imputabile ai nuovi conferimenti pu esser riportata nel rendiconto finanziario, in quanto per la parte sottoscritta dagli ex-obbligazionisti il versamento del capitale era gi avvenuto al momento dellacquisto dellobbligazione e con la conversione in azione se ne solo attuato il trasferimento nella voce capitale sociale.

210

146

il metodo indiretto, che invece individua come prima posta il

risultato di conto economico e ad esso sottrae o aggiunge ricavi e costi che non hanno effetto sulla liquidit.212 Come accade in ambito comunitario, vi espressa preferenza da parte del FASB per lutilizzo del metodo diretto che consente di chiarire meglio le relazioni tra il risultato netto e il flusso di cassa generato; tuttavia, nella prassi, le imprese preferiscono adottare il metodo indiretto, di pi agevole applicazione, nonostante esso sconti linconveniente di non rendere agevole la comprensione dellorigine e della destinazione della liquidit evidenziata, e quindi non soddisfi pienamente le esigenze poste alla base del prospetto di cash flow.213

5.5 Il prospetto delle variazioni di patrimonio netto

Il documento in esame, come visto in precedenza, assolve limportante funzione di comprendere, nellambito di sistemi in cui le regole di valutazione comportano considerevoli rettifiche al patrimonio netto, lorigine e lammontare di ogni valore imputato a patrimonio netto. Inoltre, soprattutto in ambito statunitense, tale prospetto serve anche ad evidenziare le variazioni intervenute in

Cfr. Cap. II, par. 3.3. A. IANNUCCI, IAS 7: presentazione del rendiconto finanziario, in Guida alla contabilit e bilancio de Il Sole 24 Ore 6/2007; M. MIRONIUC, Informational Valences of the Cash Flow Statement - Methodological and Interpretative Approaches,2007, 2, in www.ssrn.com; C.A. MELLO e E. SOUZA Taking the Mystery out of the Cash Flow Statement: A Simplified Implementation of the Indirect Method, 2003, 5, in www.ssrn.com; G. V. KRISHNAN e J. A. LARGAY, On the Usefulness of the Direct Method Cash Flow Statement, 1997, 2, in www.ssrn.com.
213

212

147

ciascuna categoria di azioni mediante la specificazione di tutti i movimenti delle riserve di patrimonio netto, in particolare della riserva sovrapprezzo azioni. Lunica sostanziale differenza individuabile tra due sistemi risiede nel fatto che gli IAS/IFRS impongono la presentazione delle informazioni sulle variazioni di patrimonio netto in un apposito prospetto separato, mentre la SEC consente la possibilit di presentare tali informazioni anche nelle note al bilancio.214 Per il resto, ossia per quanto concerne il contenuto delle informazioni da riportare nel prospetto, nonch per la struttura delle voci, vale quanto detto in precedenza con riferimento al sistema contabile comunitario (cfr. Cap. II, par. 3.4).

6 Cambiamento dei principi contabili, correzione di errori e cambiamenti delle stime contabili

Alcune importanti differenze tra il sistema nordamericano e quello europeo sono riscontrabili con riferimento alla disciplina dettata per tre ipotesi non frequenti, ma dagli effetti rilevanti allinterno del rendiconto dellimpresa. Si tratta del cambiamento dei principi contabili, della correzione di errori e del cambiamento delle stime contabili.

214

P.P. BIANCONE, Il bilancio consolidato secondo gli US GAAP, in Bilancio consolidato dei gruppi quotatia cura di P. PISONI, P.P. BIANCONE, D. BUSSO e M. CISI, Milano, 2005, 412.

148

Per quanto concerne il cambiamento dei principi contabili, ossia per il caso in cui limpresa passi alladozione di un diverso corpus di regole di bilancio, i principi contabili redatti dallo IASB prevedono che ci pu avvenire solo se richiesto dall'organismo preposto alla statuizione dei principi contabili o se previsto dallo statuto, oppure laddove tale cambiamento comporti una pi appropriata interpretazione della situazione aziendale215. Nel primo caso, trattandosi di cambiamenti dovuti all'entrata in vigore di un nuovo IAS/IFRS o dovuti alla revisione di un vecchio IAS/IFRS, la disciplina transitoria da adottare stabilita direttamente dal principio in oggetto. Invece, il trattamento contabile degli altri cambiamenti, ossia quelli dovuti a una decisione del management o alla necessit di dover cambiare principio per rappresentare pi attendibilmente la situazione d'azienda, disciplinato dallo IAS 8 il quale prescrive unapplicazione dei nuovi principi in ottica retroattiva, ossia mediante rettifica di tutti i dati comparativi contenuti negli esercizi precedenti con conseguente rettifica della voce Utili portati a nuovo del bilancio di apertura riportato nellinformativa comparativa.216 Contrariamente, in ambito US GAAP il metodo utilizzato per contabilizzare gli effetti economici derivanti dal cambiamento di principi contabili

Ipotesi classica in cui ha luogo tale cambiamento di principi contabili si ha ad esempio nel caso in cui unimpresa deliberi il trasferimento della sede da Stato terzo a Stato membro che applica il criterio di sede per la determinazione della legislazione applicabile. In tal caso infatti limpresa verrebbe assoggettata alla legislazione applicata nello Stato di nuova sede e quindi in materia di bilancio ai principi IAS. 216 In precedenza ove limpresa non reputasse possibile il trattamento retroattivo, il principio contabile consentiva di svolgere una contabilizzazione di tipo prospettico, ossia di prevedere che l'effetto economico connesso all'applicazione dei nuovi principi venisse imputato integralmente all'esercizio in cui si dava inizio allapplicazione dei nuovi principi. In tal caso, l'impresa doveva predisporre un bilancio pro-forma seguendo le disposizioni del trattamento contabile di riferimento.

215

149

quello di tipo prospettico.217 Nello specifico, il FAS 154 richiede la contabilizzazione e lindicazione dellammontare totale derivante dal mutamento di regole contabili nel conto economico dellesercizio in cui esso si verifica e quindi dellesercizio di prima applicazione dei nuovi principi.218

Per quanto riguarda la disciplina relativa alla correzione di errori, la difformit invece si realizza sul piano della nozione di errore, in quanto gli US GAAP non forniscono una specifica definizione, mentre gli IAS/IFRS sottolineano il carattere eccezionale della fattispecie richiedendo, tra gli altri, il requisito di significativit219. In particolare lo IAS 8 esige che lerrore di calcolo, limprecisa applicazione di un principio o linesatta interpretazione dei fatti siano talmente significativi da poter rendere inattendibili i bilanci interessati dall'errore. Non vi sono invece divergenze in ordine al trattamento contabile riservato alla correzione dellerrore. Infatti, in entrambi gli ordinamenti contabili la correzione viene svolta mediante rettifica dei dati comparativi, dunque secondo il metodo retroattivo. Da ultimo, passando allanalisi dei cambiamenti delle stime contabili, occorre anzitutto definire il significato del termine stime contabili. Il riferimento agli elementi di bilancio quali ad esempio crediti di realizzo e fair value delle attivit o passivit finanziarie che non possono essere misurati con precisione e

Tuttavia, in alcuni casi specifici sono richieste rettifiche retroattive: nei contratti di costruzione, nel cambiamento del metodo di valutazione del magazzino o nellammortamento delle immobilizzazioni materiali . 218 Dunque la modifica adottata dallo IASB ha acuito in tale campo le differenze tra due sistemi contabili, dal momento che ha escluso il metodo prospettico quale tipologia di contabilizzazione sussidiaria rispetto al trattamento di tipo retroattivo, ora divenuto esclusivo in ambito IAS/IFRS. 219 Non rileva invece la volontariet o meno dellerrore, sicch data possibilit di rettificare anche inesattezze dolosamente poste in essere e non solo quelle derivanti da disattenzioni o dimenticanze colpevoli.

217

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che pertanto vengono valutati sulla base delle pi recenti informazioni disponibili. Una stima pu avere bisogno di essere rettificata se avvengono mutamenti nelle circostanze sulle quali la stima si era basata o in seguito a nuove informazioni; in tal caso sorge il problema di come contabilizzare in bilancio gli effetti economici derivanti dal cambiamento della stima. Rispetto al cambiamento di principi contabili e alla correzione di errori si tratta di un cambiamento influente solo sullesercizio in cui si attuato, o al limite sugli esercizi futuri220, ma non sugli esercizi precedenti. Conseguentemente, la sua contabilizzazione avviene mediante rilevazione nel conto economico nel momento in cui, verificatosi il cambiamento, si effettua la rettifica del valore di riferimento nel patrimonio netto, ma senza alcuna rettifica retroattiva221. Dunque sotto il profilo del trattamento contabile, la natura delloperazione conduce verso unidentit di disciplina da parte dei due modelli contabili. Le divergenze sono invece individuate con riferimento alla diversa qualificazione attribuita ad alcune operazioni specifiche. In particolare il cambiamento del metodo di ammortamento delle immobilizzazioni materiali e la variazione della vita utile stimata dei beni materiali assoggettati ad ammortamento sono considerati, da parte degli US GAAP, come un cambiamento di principi

A riguardo lo IAS 8 fornisce i seguenti due esempi di cambiamenti di stima, che differiscono per la capacit o meno di influire anche sugli esercizi successivi: a) la modifica nella stima dellimporto della perdita su crediti influisce solo sul risultato economico dellesercizio corrente, pertanto leffetto del cambiamento rilevato come provento od onere nellesercizio in cui si verifica. b) un cambiamento nella vita utile stimata o nelle modalit previste di utilizzo dei benefici economici riferibili a unattivit ammortizzabile invece influisce sulla quota di ammortamento dellesercizio corrente e di ciascun esercizio futuro della vita utile residua dellattivit medesima. Pertanto in tal caso le rilevazioni contabili degli effetti del cambiamento avranno luogo per tutto il periodo di ammortamento. 221 Laddove si riscontrassero influenze del cambiamento di stima anche negli esercizi successivi, si dovr procedere allo stesso trattamento contabile descritto, ma ovviamente avendo ad oggetto lammontare imputabile allesercizio di riferimento.

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contabili, mentre lo IAS 8 li qualifica come cambiamento delle stime contabili. Ci ovviamente incide non poco nella rappresentazione contabile del fenomeno dal momento che gli IAS/IFRS non prescrivono, in una simile evenienza, la rettifica dei dati comparativi, mentre in un bilancio nordamericano nella stessa circostanza dovr presentarsi un pro-forma che mostri gli effetti del cambiamento anche rispetto agli esercizi precedenti. Vieppi, gli IAS/IFRS esprimono una generale preferenza verso lapplicazione della disciplina del cambiamento di stime contabili. Infatti lo IAS 8 stabilisce che qualora sia difficile distinguere un cambiamento di principio contabile da un cambiamento nella stima contabile, la fattispecie trattata come un cambiamento nella stima contabile.222

7 Il trattamento contabile delle Aggregazioni aziendali

La contabilizzazione delle operazioni di Business combination rappresenta un esempio di come lo IASB e il FASB si stiano adoperando per eliminare le differenze che residuano tra il sistema nordamericano e quello comunitario.

PRICE WATERHOUSE COOPERS, Similiarities and Differences A comparison of IFRS and US GAAP, 2007, p. 19, in www. pwc.com/ifrs; L. L. REES, J. S. LINCK e T. J. LOPEZ, The Valuation Consequences of Voluntary Accounting Changes, in Review of Quantitative Finance and Accounting, 4/2007; J. WEBER e A. BEATTY, The Importance of Accounting Discretion in Mandatory Accounting Changes: An Examination of the Adoption of SFAS 142, 2005, 6, in www.ssrn.com; A. BEATTY, Do Accounting Changes Affect the Economic Behaviour of Financial Firms?, 2006, 2, in www.ssrn.com.

222

152

In particolare, nel gennaio del 2008 stato pubblicato un progetto congiunto elaborato dai due suddetti organismi e teso, da un lato, a fornire un resoconto delle modifiche apportate ai rispettivi principi contabili in materia di Aggregazioni aziendali, dallaltro, ad evidenziare le differenze che ancora residuano e che dovranno esser rimosse a seguito dei prossimi lavori. Anzitutto, occorre evidenziare come la nozione comune ai due sistemi di aggregazione aziendale sia piuttosto estesa: essa implica ogni forma di unione di entit separate in ununica entit economica, laddove il carattere di unit viene parametrato alla circostanza che il nuovo soggetto economico rediga un bilancio unico. Si distinguono tre forme di Business combination: acquisizioni, la tipologia pi comune e che si verifica quando

unimpresa ottiene il controllo dellaltra. Essa dunque comporta lacquisto, da parte di unentit, del capitale di unaltra entit, o del suo attivo netto, o ancora lassunzione delle passivit di unaltra entit; fusioni pure o pooling, che si verificano quando gli azionisti

delle entit che si aggregano si ripartiscono equamente il controllo. In tal caso non vi unentit che assume il controllo dellaltra, bens una paritaria partecipazione al soggetto economico cui esse hanno dato vita; riorganizzazione di gruppo, ossia operazioni di acquisizione o

fusione pura effettuate da entit che operano sotto controllo comune. A tal proposito si sottolinea come lo IASB abbia esteso la nozione di aggregazione anche alle operazioni in cui entit distinte si aggregano per costituire un unico soggetto che redige un unico bilancio, ma che non ha alcuna

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partecipazione al capitale delle due entit preesistenti223, nonch ad operazioni effettuate da entit mutualistiche. Linclusione di tali ulteriori ipotesi estende il novero delle operazioni di aggregazione sottoposte a medesima disciplina, eliminando inoltre una delle differenze esistenti con il sistema nordamericano.

Passando al confronto del metodo di contabilizzazione utilizzato dai due sistemi, in passato lIFRS 3 disponeva che tutte le aggregazioni di imprese dovevano esser contabilizzate con il metodo dellacquisto (purchase method) e mediante rideterminazione di tutti gli elementi al fair value. Le attivit immateriali acquisite dovevano essere rilevate separatamente se erano separabili od originavano da diritti contrattuali o legali e il loro fair value poteva essere valutato attendibilmente. Se una delle condizioni non era soddisfatta, il valore della risorsa immateriale andava compreso nell'avviamento. Questo andava iscritto come costo dellacquisizione al netto di attivit, passivit e passivit potenziali identificabili e negli esercizi successivi doveva esser soggetto ad ammortamento. Dunque secondo il purchase method il goodwill o avviamento iscrivibile in bilancio solo quello pagato, pari alla differenza tra il prezzo di acquisizione e lammontare risultante dalla sommatoria dei fair value degli assets pro quota dellazienda acquisita. Non era invece possibile e non lo tuttora fare uso del metodo dell'aggregazione dei valori contabili o pooling method224 per il quale i beni acquisiti mediante aggregazione devono invece essere contabilizzati al loro precedente valore di libro.
Lesempio quello di aggregazioni in cui entit distinte costituiscono una societ di capitali con duplice quotazione e quindi mantenendo unautonoma e distinta partecipazione al proprio capitale. 224 il metodo attualmente utilizzato in Italia.
223

154

Quanto al costo di acquisto, oltre a comprendere la somma complessiva dei fair value, ovviamente alla data dello scambio, delle attivit cedute, delle passivit sostenute o assunte e degli strumenti rappresentativi di capitale emessi dallacquirente e quindi lammontare di denaro o strumenti ad esso equivalenti versati come contropartita del controllo acquisito includeva qualunque costo direttamente attribuibile allaggregazione aziendale, bastando a tal fine la mera correlazione alloperazione di business combination. In tal modo accadeva che anche valori che non attenevano alle risorse e ai mezzi produttivi acquisiti venivano ricomprese allinterno dellavviamento, con suo conseguente infondato ingrandimento. Infine, in caso di acquisizione per fasi veniva stabilito che per stabilire la parte di avviamento acquisita in ogni fase, si dovevano determinare i fair value di ogni attivit e passivit oggetto di acquisizione in ogni stadio delloperazione. Tale vecchio regime contabile stato oggetto di modifiche da parte dello IASB in attuazione del programma di avvicinamento tra le discipline contabili comunitaria e nordamericana. In particolare, lattuale testo dello IFRS 3 presenta alcune importanti novit in ordine alla contabilizzazione delle operazioni di aggregazione aziendale che hanno tratto spunto, per gran parte, dalla disciplina di cui agli SFAS 141 e 142. Anzitutto, quanto alla determinazione dellavviamento, pur continuandosi ad applicare il purchase method, il goodwill viene calcolato come differenza fra il fair value complessivo della societ acquisita e quello dei suoi elementi attivi e

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passivi di stato patrimoniale e non pi come la differenza tra il costo di acquisto e il fair value degli assets. Il tal modo sono state soddisfatte due precise finalit: dare origine ad una stessa contabilizzazione della business

combination all'attivo di bilancio consolidato qualunque sia la percentuale di controllo; considerare ogni successiva variazione in aumento o in diminuzione

della partecipazione di controllo come acquisto o vendita di azioni proprie. Mentre il primo aspetto riguarda solo le future business combination, il secondo interessa anche le future variazioni di partecipazioni di controllo gi contabilizzate sulla base di altri principi (o del vecchio IFRS 3) con inevitabili effetti retroattivi. bene evidenziare che in tal modo si iscrive un valore che rispecchia realmente quella che laspettativa di benefici economici futuri riposta negli assets acquisiti e, quindi, quella che la funzione autentica dellavviamento. Vieppi, lavviamento non pi soggetto ad ammortamento, infatti lIFRS 3 stabilisce che annualmente deve effettuarsi una rideterminazione del suo valore con eventuale rettifica delliscrizione in bilancio in caso di riduzione225. Non sono invece ammessi ripristini di valore. Tale modifica apportata al regime contabile dellavviamento si allinea con la previsione di cui allo SFAS 142.226
225

Si tratta del cosiddetto test di impairment, ossia il procedimento con cui l'impresa valuta la perdita di valore di determinate attivit, quali le immobilizzazioni materiali ed immateriali e le partecipazioni di controllo detenute in portafoglio. Il test serve a verificare, su base annuale, se il valore recuperabile di tali attivit (considerato come il maggiore fra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d'uso) sia inferiore al valore contabile. La riduzione del valore contabile determina in tal caso una perdita, che deve esser rilevata in bilancio e che di regola non preclude comunque la possibilit di ripristinare (almeno parzialmente) il maggior valore qualora vengano meno le ragioni che ne avevano determinato la riduzione. Tuttavia con riferimento allavviamento ci non consentito, in quanto non possono effettuarsi ripristini di valore a seguito di mere valutazioni contabili. 226 Per quanto concerne la disciplina del trattamento contabile dellavviamento prevista dal codice civile, lart. 2426, lett. 6 stabilisce che lavviamento pu essere iscritto nella attivo con il consenso del collegio sindacale, se acquisito a titolo oneroso, nei limiti del costo per esso sostenuto e deve essere ammortizzato entro un periodo di cinque anni. tuttavia consentito

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Per ragioni di completezza, si sottolinea come invece nellambito della contabilizzazione dellavviamento negativo ossia nel caso in cui il valore risultante dal patrimonio netto risulti superiore al valore complessivo dellentit acquisita non si registrano difformit tra i due sistemi contabili e ci, in quanto sia gli US GAAP che gli IAS/IFRS ne stabiliscono limputazione a conto economico.227

ammortizzare sistematicamente lavviamento in un periodo limitato di durata superiore, purch esso non superi la durata per lutilizzazione di questo attivo e ne sia data adeguata motivazione nella nota integrativa. Coerentemente lart. 2427, lett. 3-bis, del codice civile prescrive che nella nota integrativa vengano indicati anche la misura e le motivazioni delle riduzioni di valore applicate alle immobilizzazioni materiali e immateriali, facendo a tal fine esplicito riferimento al loro concorso alla futura produzione di risultati economici, alla prevedibile durata utile e, per quanto rilevante, al loro valore di mercato, segnalando altres le differenze rispetto a quelle operate negli esercizi precedenti ed evidenziando la loro influenza sui risultati economici dellesercizio. Da tale combinato disposto anzitutto si evince che non possibile iscrivere alcun valore tra le attivit del bilancio se non si soddisfano le seguenti condizioni: - vi deve esser stata una specifica erogazione di denaro o comunque un pagamento di corrispettivo (un acquisizione a titolo gratuito non inscrivibile in bilancio); - in corrispondenza del pagamento deve esservi unentit certa che, come tale, figura nellattivo dello stato patrimoniale ed autonoma rispetto alle altre poste; - il valore non pu essere superiore alla somma effettivamente erogata per lacquisto. Inoltre esso ammortizzabile entro un orizzonte temporale fissato in cinque anni (salvo durata superiore). 227 In ambito nazionale, invece lavviamento negativo si verifica quando il risultato reddituale inferiore al risultato patrimoniale (come dato medio degli ultimi tre esercizi). Quantitativamente, corrisponde alla diminuzione di valore del patrimonio di unazienda che in perdita, un valore che inferiore al suo capitale economico. lindice di un complesso funzionante che, in termini di efficienza, ha un valore inferiore ai valori che lo compongono. Le perdite, in tali casi, hanno un peso cos rilevante sul valore del capitale economico da fare scendere il valore fortemente al di sotto del limite minimo della valutazione di un complesso aziendale in funzionamento. Trattandosi di valore negativo non viene iscritto nel bilancio di chi acquista lazienda, n nel bilancio di chi la cede, indipendentemente dalle condizioni giuridiche, eccezionali o normali. Solo nel caso in cui la crisi aziendale sia un fenomeno non duraturo, o, comunque, con alte probabilit che la situazione si modifichi positivamente nellarco di 3-4 anni raggiungendo buoni livelli di economicit, senza che sia stata pregiudicata la struttura patrimoniale e finanziaria, possibile verificare la possibilit di quantificare un avviamento positivo. Nella prassi comunque si molto prudenti in merito. Tuttavia, qualora tale avviamento negativo, come accade solitamente, sia dovuto al fatto che vi sono fondate previsioni di perdite future che lacquirente dovr sopportare successivamente allacquisizione, lammontare relativo dovr iscriversi in un fondo rischi ed oneri futuri del passivo dello stato patrimoniale del bilancio dellacquirente. In tal caso lacquirente effettua una previsione di quelli che sono gli impegni futuri che dovr sopportare in relazione allentit acquisita e accantona nel suddetto fondo i le risorse necessarie per farvi fronte quando sar necessario. A tal proposito cfr.Risoluzione n.184/2 dellAgenzia delle entrate del 25 Luglio 2007, in www.agenziaentrate.it.

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Altra novit apportata alla disciplina comunitaria delle aggregazioni aziendali riguarda il trattamento contabile dei costi correlati allacquisizione: questi non devono pi essere inclusi nellavviamento ma contabilizzati separatamente rispetto allaggregazione aziendale e quindi iscritti tra i costi di conto economico. Inoltre, nellambito delle acquisizioni per fasi stato eliminato il requisito che prevedeva la determinazione del fair value di ogni attivit e passivit a ogni fase di unacquisizione al fine di rilevare la parte di avviamento ricevuta. Invece si richiede di determinare lavviamento come differenza, alla data di acquisizione, tra il valore di qualsiasi investimento nellattivit aziendale detenuta prima dellacquisizione, il corrispettivo trasferito e le attivit nette acquisite. Nonostante le maggiori differenze preesistenti tra i due sistemi contabili siano state eliminate a seguito delle modifiche dello IFRS 3 suesposte, tuttavia permangono alcune differenze, che sottolineano la maggiore propensione degli US GAAP per lutilizzo di criteri formali e oggettivamente riscontrabili. In particolare, per quanto concerne la data di acquisizione, ossia il momento preso a riferimento per la contabilizzazione delloperazione di aggregazione, mentre gli IAS/IFRS prendono come riferimento la data in corrispondenza della quale lacquirente ottiene il controllo dellaltra entit o del suo ramo dazienda acquisito, gli US GAAP mantengono un criterio maggiormente formale consistente nella data in corrispondenza della quale si ricevono le attivit o si emettono le azioni e, quindi, nel momento in cui loperazione viene formalmente conclusa.

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Altra residua differenza emerge con riferimento alla modalit pratica di svolgimento dellimpairment test, ossia del procedimento di rivalutazione annuale dellavviamento. Gli IAS/IFRS racchiudono il processo in un'unica fase, in cui si confronta il valore recuperabile dellelemento considerato con il suo valore contabile e si contabilizza leventuale svalutazione pari alla differenza positiva tra il valore contabile e quello recuperabile. Viceversa, gli US GAAP distinguono le due seguenti fasi: confronto tra fair value e valore contabile dellelemento sottoposto al

test, dal quale si rileva se lavviamento ha subito o meno una perdita; una volta rilevato che vi stata una perdita di valore dellavviamento,

il calcolo del suo ammontare si effettua sottraendo il suo fair value implicito al suo valore contabile. Il fair value implicito a sua volta determinato allocando il fair value delle varie attivit e passivit dellelemento sottoposto a test nello stesso modo in cui lavviamento calcolato in unaggregazione aziendale. Altra differenza inerente ai costi di acquisizione riguarda il caso in cui il corrispettivo prevede uno scambio di azioni. Infatti lo IFRS 3 stabilisce che in tal caso le azioni emesse come corrispettivo dello scambio sono iscritte al loro fair value alla data dello scambio corrispondente, come visto prima, al momento in cui lacquirente ottiene il controllo sulle attivit operative dellentit acquisita. Contrariamente, gli US GAAP stabiliscono che le azioni emesse come corrispettivo sono contabilizzate al prezzo di mercato rilevato per un ragionevole periodo di tempo valutato in termini di giorni compreso tra la data in cui si

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raggiunto laccordo sul prezzo e quella in cui loperazione viene resa nota al mercato228. Infine, unultima residuale differenza tra i due sistemi contabili pu rintracciarsi nel trattamento contabile riservato a parti di corrispettivo il cui pagamento soggetto a condizione. Al riguardo gli US GAAP generalmente escludono tale quota di corrispettivo dal prezzo di acquisto iscritto in bilancio e posticipano la sua contabilizzazione al momento in cui la condizione si verificata, se lammontare determinabile. Di conseguenza, liscrizione della quota di corrispettivo tra i costi di acquisto e la corrispondente rettifica del valore dellavviamento possono effettuarsi solo al verificarsi dellevento futuro. Diversamente, in ambito IAS/IFRS viene richiesto di effettuare la stima dellammontare di corrispettivo soggetto a condizione e, qualora questo risulti determinabile in modo attendibile e si ritenga probabile il verificarsi dellevento dedotto come condizione, tale ammontare deve essere contabilizzato tra i costi di acquisto iscritti alla data di acquisizione. 229

Inoltre, lo SFAS 141 specifica che la data in corrispondenza della quale si effettua la valutazione delle azioni negoziabili non deve essere influenzata dalla necessit di ottenere lapprovazione da parte degli azionisti o degli organi di controllo. La norma vuole evitare che sia preso come riferimento un valore non rispondente a quello normalmente apprezzabile, nei limiti cio delle ordinarie fluttuazioni di mercato. In particolare, lo scopo quello di scongiurare lipotesi che il valore venga influenzato dai notevoli effetti solitamente di rialzo sulla quotazione, prodotti dalla pubblicazione di una notizia quale quella di unacquisizione. 229 R. BAUER, Gli IAS/IFRS in bilancio, Ipsoa ,2007, 301; D. ANANTHARAMAN, The evolution of SFAS 141 and 142: A Comment Letter Analysis, 2007, 2, in www.ssrn.com; D. J. CHAMBERS, Has Goodwill Accounting under SFAS 141 Improved Financial Reporting, 2007, 6, in www.ssrn.com; D. A. BENS, W. HELTZER e B. SEGAL, The Information Content of Goodwill Impairments and the Adoption of SFAS 142, 2007, 3, in www.ssrn.com; N. M. MINTCHIK, The effect of SFAS NO. 141 on the transparency of Business Combination Reporting: Evidence from the Initial Year if Implementation, 2006, 11, in www.ssrn.com; W. SCHULTZE, The Information Content of Goodwill-impairments under SFAS 142: Implication for External Analysis and Internal Control, in Schmalembach Business Review 2005, 277.

228

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Conclusioni

Linarrestabile processo di globalizzazione che ha investito leconomia mondiale ha imposto una rapida convergenza dei contenuti e delle modalit di esposizione e valutazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria delle imprese. Tale esigenza, sorta in un primo momento a livello comunitario, negli anni si estesa a livello internazionale, in relazione allesigenza di ridurre le divergenze esistenti con la disciplina nordamericana. Nellanalisi svolta si sono affrontate anzitutto le problematiche relative ai rapporti tra la disciplina contabile italiana e quella comunitaria, per poi passare al raffronto tra gli IAS/IFRS e gli US GAAP: in entrambi i casi al fine di riassumere le divergenze in atto e le prospettive di risoluzione futura. Partendo dalla prima analisi, si sottolineato come gli standard comunitari siano orientati verso la tutela di interessi diversi rispetto a quelli protetti dal corpus di regole contabili nazionali; si anche detto che ci si rifrange in una disciplina per gran parte difforme, anche sul piano dei principi generali. In particolare, gli IAS/IFRS perseguono una finalit di disclosure, volta a soddisfare lesigenza di fornire un quadro informativo che consenta lassunzione di decisioni consapevoli da parte dei risparmiatori: ci porta allinevitabile prevalenza della sostanza dei fatti aziendali sulla loro forma giuridica e del fair value sul costo storico. Contrariamente, il sistema italiano persegue la diversa finalit di tutela patrimoniale di creditori e soci, dunque quella di preservare lintegrit del capitale sociale: tutela, questa, che richiede allopposto lutilizzo di criteri prudenziali e il rigoroso rispetto delle forme giuridiche.

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Ci premesso, non pu non rivolgersi lattenzione verso la scelta operata dal Legislatore italiano in sede di adozione dei principi contabili internazionali, laddove stato deciso di estendere lobbligo della loro adozione anche ai bilanci di esercizio delle societ quotate. Premesso che in Italia la redazione del bilancio di esercizio costituisce il punto di partenza per la determinazione dellutile distribuibile e del reddito imponibile a fini fiscali e che con riferimento alle societ non quotate il legislatore ha previsto la mera facolt peraltro poco esercitata nella prassi e non lobbligo di applicare gli IAS/IFRS anche ai conti individuali, la scelta ha comportato due ordini di problemi. Anzitutto quello della compatibilit delle regole contabili comunitarie con le esigenze di prudenza e formalit imposte dal fine cui destinato il bilancio individuale in Italia, cio appunto la determinazione del reddito imponibile e dellutile distribuibile. In particolare, emersa la inconciliabilit del principio di prudenza con lapplicazione del fair value, che consente liscrizione anche di utili non realizzati e quindi, almeno in linea di principio, la possibilit di utilizzare proventi non effettivamente conseguiti. In secondo luogo, non pu non considerarsi la conseguente disparit di trattamento che si venuta a creare tra societ quotate e non quotate le quali, a parit di rendimento economico e situazione patrimoniale-finanziaria, si trovano a presentare un diverso risultato di bilancio e quindi ammontari diversi di utili distribuibili e reddito imponibile, per il solo fatto di aver misurato i propri risultati con due differenti linguaggi contabili.

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Per la verit, sia a livello nazionale che a livello comunitario si tentato di ovviare ad entrambe le problematiche, ma i risultati non possono ritenersi soddisfacenti. Infatti, il Legislatore comunitario ha avvertito lesigenza di modificare la disciplina delle direttive contabili che ancora restano applicabili alle imprese che non adottano gli IAS/IFRS in modo da renderla maggiormente conforme ai principi contabili internazionali e ha tentato il riavvicinamento delle due discipline mediante lemanazione delle direttive 65/2001 e 51/2003. Tuttavia, come visto, il risultato non pu ritenersi appagante soprattutto a causa della tecnica legislativa adottata, che ha rimesso alla libera scelta degli stati membri lattuazione a livello nazionale delle modifiche di maggior rilievo. A livello nazionale, in sede di recepimento degli IAS/IFRS stata effettuata la cosiddetta sterilizzazione del fair value, mediante la previsione del divieto di utilizzo delle plusvalenze derivanti da fair value e della loro iscrizione in una riserva indisponibile (art. 6 d.lgs. 38/2005). Al riguardo, a parere di chi scrive, la misura, oltre a non esser sufficiente, presenta anche dei profili di illegittimit per violazione della normativa comunitaria. In primo luogo non pu ritenersi misura adeguata per la risoluzione delle differenze di disciplina tra IAS/IFRS e principi contabili nazionali, perch riguarda solamente una delle numerose difformit esistenti tra le due discipline. Inoltre, come sottolinea parte della dottrina230, la norma presenta anche profili di incoerenza in quanto espressamente stabilisce che, sebbene la riserva sia assolutamente indisponibile, tuttavia essa pu essere utilizzata in extrema ratio
230

Cfr. R. SACCHI, Principi contabili internazionali e finalit dell informazione finanziaria, in Corriere Giuridico 2007, 599.

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per la copertura delle perdite di esercizio. Tale previsione, a parere della sopra citata dottrina, pregiudica tutto limpianto costruito a protezione del capitale sociale, facendo in sostanza venir meno la tutela dei creditori sociali proprio nel momento pi rischioso, ossia quando la societ in crisi. Come gi detto, oltre a non esser soddisfacente sotto il profilo del risultato, la norma presenta anche dei profili di illegittimit. Infatti, come gi ampiamente analizzato, i principi contabili internazionali sono stati oggetto di endorsement mediante lemanazione di regolamenti comunitari che, come tali, presentano la caratteristica di essere obbligatori e direttamente applicabili in tutti i loro elementi, sicch non richiedono alcun atto di recezione o di attuazione da parte degli Stati membri. In particolare si sottolinea come la Corte di Giustizia Europea abbia da sempre sancito lillegittimit di ogni intervento di attuazione da parte degli Stati membri che abbia come conseguenza quella di ostacolare lefficacia diretta dei regolamenti comunitari e di comprometterne la simultanea ed uniforme applicazione nellintera Comunit231. pertanto evidente il dubbio di legittimit che solleva la norma di cui allart. 6 d.lgs. 38/2005, la quale di certo limita leffettiva portata applicativa del criterio di fair value allinterno del sistema nazionale 232.

Sentenza CGE n.39/72 del 7 febbraio 1973, Commissione c. Italia. Vedi anche Sentenza CGE n. 34/73 del 10 ottobre 1973, Variola e Sentenza CGE n. 50/76 del 22 febbraio 1977, Amsterdam Bull. 232 Stessa argomentazione non pu utilizzarsi invece con riferimento alla clausola di salvaguardia prevista dallart. 5 del medesimo decreto. Infatti tale norma non fa che ripetere una delle condizioni stabilite dal regolamento CEE 1606/2002, ossia quella che attribuisce la facolt di disapplicare una disposizione prevista dai principi internazionali che risulti incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico dellimpresa. Piuttosto essa rientrerebbe tra quelle riproduzioni di un regolamento che - secondo Sentenza CGE 190/91 da ritenersi legittima in quanto finalizzata a fornire uninformazione volta facilitare lapplicazione della norma comunitaria senza alterarla o metterne in pericolo la sua uniforme applicazione.

231

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In sintesi pu evidenziarsi come si renda necessario un intervento drastico, di carattere generale, che potrebbe orientarsi verso una delle seguenti prospettive: abrogazione di tutte le norme contabili nazionali vigenti e quindi

applicazione degli IAS/IFRS ai bilanci di tutte le imprese. Tuttavia tale soluzione presupporrebbe labbandono della finalit di preservare lintegrit del capitale sociale e dunque il passaggio ad una forma di tutela degli stakeholder basata su strumenti di disclosure, ossia sullunico espediente della chiarezza e trasparenza delle informazioni aziendali. Ci comporterebbe unautentica rivoluzione allinterno del sistema nazionale, mettendo in crisi uno dei postulati di base del diritto commerciale italiano, ossia quello della tutela dellintegrit del capitale sociale come garanzia principale degli stakeholder dellimpresa; imporre alle societ che adottano gli IAS/IFRS la redazione di due

bilanci di esercizio. Un rendiconto verrebbe stilato applicando i principi contabili internazionali e dunque sarebbe destinato esclusivamente a fini informativi per le decisioni di investimento dei risparmiatori; un secondo bilancio, invece, verrebbe redatto avvalendosi delle regole contabili nazionali e dunque sarebbe utilizzato per la determinazione dellutile distribuibile e del reddito imponibile. Tale scelta invece sconta limposizione di eccessivi oneri, in quanto comporterebbe la necessit di tenere una doppia contabilit e i conseguenti aumenti dei costi di gestione e dispendio di risorse; limitare lapplicazione degli IAS/IFRS solo ai bilanci consolidati

delle societ quotate. Tale possibilit pare la pi opportuna, in quanto coerente con la ratio sottesa agli stessi principi contabili internazionali, ossia quella di fornire informazioni utili ai risparmiatori per ladozione di decisioni di

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investimento consapevoli, laddove per decisioni di investimento si fa implicitamente riferimento alle operazioni di acquisto e negoziazione di strumenti finanziari compiute nei mercati regolamentati.

Passando alla seconda analisi svolta, ovvero al raffronto tra gli IAS/IFRS e gli US GAAP, si sottolineato come la scelta di adottare in ambito comunitario i principi elaborati dallo IASB sia stata influenzata anche dallesigenza di adeguare le regole contabili degli Stati membri al sistema contabile statunitense, al fine di pervenire ad un livello maggiore di comparabilit tra i bilanci delle imprese europee e quelli dei competitors nordamericani. Si anche detto che la manovra si inserisce nellambito del processo che dovrebbe condurre al raggiungimento di un rapporto di equivalenza tra IAS/IFRS e US GAAP, che consentirebbe alle societ non statunitensi di quotarsi nel mercato nordamericano senza dover presentare lapposito prospetto di raccordo. Con riferimento a tale processo di convergenza possono svolgersi due riflessioni: anzitutto occorre soffermarsi sulla reale possibilit di pervenire al risultato suddetto, ossia di giungere ad un livello di assoluta conformit dei due sistemi; in secondo luogo, analizzare il prezzo che lordinamento comunitario dovr pagare per raggiungere tale risultato. Quanto al primo punto si gi detto che la Securities and Exchange Commission, con delibera del 20 giugno 2007, ha reso nota la proposta di riconoscere gli IAS/IFRS equivalenti agli US GAAP e quindi di consentire alle societ estere di depositare i bilanci redatti in base agli IAS/IFRS senza alcun obbligo di riconciliazione. Si anche detto che la Commisione europea ha accolto

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con favore lannuncio e che, attualmente, sono in corso i lavori di coordinamento e avvicinamento in attuazione del Memorandum dintesa approvato da IASB e FASB agli inizi del 2006 e dei quali stata prevista la conclusione entro la fine del 2008. Pare pertanto non azzardato ritenere che il processo di convergenza andr probabilmente in porto nel medio-breve periodo. Quanto al secondo aspetto, esso va analizzato nel pi ampio contesto della convergenza delle legislazioni nazionali in favore delle esigenze dettate dal fenomeno globalizzazione, il quale ha imposto il riavvicinamento di ordinamenti che per secoli si sono sviluppati sotto linfluenza di culture e tradizioni giuridiche antitetiche. In particolare levoluzione globale conduce verso una necessaria confrontabilit dei risultati e delle comunicazioni fornite dalle imprese concorrenti sul mercato, dunque richiede lapplicazione da parte delle imprese stesse di un linguaggio comune, quindi dello stesso sistema di regole contabili. Dal momento che le regole maggiormente conformi alle esigenze informative del mercato sono i principi anglosassoni e che tra i mercati regolamentati quello di riferimento o forse era quello statunitense, la scelta non pu che cadere sugli US GAAP, o sugli equivalenti IAS/IFRS. Ci premesso, si gi detto che le divergenze tra il principi contabili nordamericani e quelli comunitari non sono n numericamente n qualitativamente rilevanti, in quanto entrambi i sistemi si basano sugli stessi postulati di base e traggono origine dalle medesime esigenze di tutela.

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Pertanto il processo di convergenza non presenta le stesse difficolt rilevate invece sul piano nazionale in sede di adozione degli IAS/IFRS e dunque non presenta, dal punto di vista della tecnica contabile, profili problematici. Il problema piuttosto potrebbe sorgere sul piano politico, ma dallandamento dei lavori e dai rapporti estremamente collaborativi in corso pare invece possa auspicarsi la realizzazione di uneffettiva convergenza gi entro la fine dellanno in corso.

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