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Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung (1875- 1961) stato uno psichiatra e psicoanalista svizzero. La sua tecnica e teoria di derivazione psicoanalitica chiamata "psicologia analitica". Inizialmente vicino alle concezioni di Sigmund Freud se ne allontan nel 1912, con la pubblicazione di La libido: simboli e trasformazioni. In questo libro egli esponeva il suo orientamento, ampliando la ricerca analitica dalla storia personale del singolo alla storia della collettivit umana. L'inconscio non pi solo quello individuale, prodotto dalla rimozione, ma nell'individuo esiste anche un inconscio collettivo. Nacque nel 1875 da Paul Jung, pastore protestante, e da Emilie Preiswerk a Kesswil, nel cantone svizzero di Turgovia dopo pochi mesi la famiglia si trasferisce a Sciaffusa e nel 1879 a Klein Hningen (un paese ora inglobato nella periferia di Basilea) dove il padre diventa rettore della pieve esercitando in seguito anche la funzione di cappellano nel manicomio della citt. un bambino solitario, sar figlio unico per nove anni fino alla nascita della sorella Gertrud. Il suo amico d'infanzia Albert Oeri (1875-1950) ricorda il primo incontro con Carl, quando entrambi erano molto piccoli e lo descrive come "un mostro di asocialit", concentrato sui propri giochi e tutto il contrario di quello che avveniva all'asilo del paese, dove i bambini giocavano, si picchiavano e comunque stavano sempre insieme. I due resteranno legati da amicizia per tutta la vita. Nel 1895 si iscrisse alla facolt di medicina dell'Universit di Basilea e nel 1900 si laure in medicina con la tesi Psicologia e patologia dei cosiddetti fenomeni occulti una trattazione sui fenomeni medianici della cugina, Helene Preiswerk, che pubblic nel 1902 . Il libro che lo colp di

pi in questo periodo fu Cos parl Zarathustra di Friedrich Nietzsche di cui scrisse nei Ricordi: Come per il Faust di Goethe, si tratt di un'esperienza terribile. Nel dicembre 1900 cominci a lavorare all'istituto psichiatrico di Zurigo, il Burgholzli, diretto da Eugene Bleuler. Nell'inverno 1902-3 Jung fu a Parigi per frequentare le lezioni di Pierre Janet. Nel 1903 spos Emma Rauschenbach, che rimase con lui fino alla morte nel 1955. Nel 1905 fu promosso ai vertici del Burgholzli e divenne libero docente all'Universit di Zurigo, dove rimase fino al 1913. Tra il 1904 e il 1907 pubblic vari studi sul test di associazione verbale e nel 1907 il libro Psicologia della dementia praecox. Nel 1906 ader alla psicoanalisi e inizi la corrispondenza con Freud, che incontr personalmente per la prima volta a Vienna nel 1907. In seguito lo incontr nuovamente in Svizzera a Zurigo, dove scrissero un libro assieme. Nel 1910 fu eletto presidente della Associazione psicoanalitica internazionale e direttore dello "Jahrbuch", la rivista ufficiale della societ. In questo periodo, inizi ad essere descritto come il Delfino della Psicoanalisi, il possibile successore di Freud alla guida del movimento psicoanalitico. Nel 1909 si ebbero per le prime avvisaglie della separazione che in seguito sar all'origine dell'articolarsi dei due principali orientamenti storici della psicoanalisi, intesa sia come terapia che come via per la conoscenza della psiche. Nel 1909 infatti la Clark University invit sia Freud che il suo pi importante collaboratore, Jung, a tenere un ciclo di conferenze negli Stati Uniti. Durante il lungo viaggio in nave i due pionieri della psicoanalisi analizzavano reciprocamente i loro rispettivi sogni. In questa psicoanalisi sull'oceano dove i due fungevano entrambi da psicoanalisti e da pazienti, Freud manifest, a detta di Jung, un atteggiamento di reticenza su alcuni particolari della sua vita privata che invece sarebbero serviti a Jung per una pi attenta interpretazione. Ad

aggravare questa situazione per fu il fatto che Freud su questo punto fu molto chiaro: il motivo della sua reticenza era che non poteva permettersi la libert di mettere a repentaglio la sua autorit. Fu proprio in quel momento invece che Jung cominci a mettere in discussione la sua stessa stima per Freud che sino ad allora aveva avuto. Nel 1912 Jung pubblic il suo testo fondamentale Trasformazioni e simboli della libido, dove erano presenti i primi disaccordi teorici con Freud assieme al primo abbozzo di una concezione finalistica della psiche. I disaccordi continuarono nelle conferenze sulla psicoanalisi (Fordham lectures) tenute da Jung lo stesso anno a New York. L'aspetto centrale delle differenze teoriche risiedeva in un diverso modo di concepire la Libido: mentre per Freud il "motore primo" dello psichismo risiedeva nella pulsionalit sessuale, Jung proponeva di riarticolare ed estendere il costrutto teorico di Libido, rendendolo cos comprensivo anche di altri aspetti pulsionali costitutivi "dell'energia psichica". La "sessualit" passa cos dall'essere costrutto unico e centrale nella metapsicologia Freudiana, a costrutto importante ma non esclusivo della vita psichica in quella Junghiana. La libido lenergia psichica in generale, motore di ogni manifestazione umana, compresa la sessualit. Essa va aldil di una semplice matrice istintuale proprio perch non interpretabile solo in termini causali. Le sue trasformazioni, necessarie a spiegare linfinita variet di modi in cui si d luomo, sono dovute alla presenza di un particolare apparato di conversione dellenergia, la funzione simbolica. Il termine "simbolo" poi inteso secondo una concezione del tutto opposta a quella di Freud, il quale aveva assimilato il concetto di simbolo a quello di segno, sulla base dellelemento comune del rinvio. Ma mentre il segno compone in modo puramente convenzionale qualcosa con qualcosaltro (aliquid stat pro aliquo), il simbolo un caso particolare del segno in cui, pur rimanendo lelemento genericamente semiotico del rinvio, questo rinvio non diretto ad una realt determinata da una convenzione, ma alla ricomposizione di un intero, come vuole letimologia della parola. Ecco qui unaltra differenza con Freud: se egli interpretava le fantasie inconsce alla stregua di meri segni di

pulsioni, inaccettabili per la coscienza, per Jung esse sono, se interpretate adeguatamente dallio, simboli di nuove realizzazioni psichiche. Solo cos si rende conto del carattere costitutivamente aperto al nuovo della psiche, invece di ancorare questultima al passato in uninarrestabile coazione a ripetere. La funzione simbolica (o trascendente) capace di superare le opposizioni di cui la psiche costituita proprio attraverso la produzione di simboli. Essa opera affinch possa avere luogo lindividuazione, cio quel processo sintetico che coinvolge gli opposti che costituiscono luomo, e nel quale lindividuo si riconosce nella sua autonomia dagli stereotipi culturali. Ladattamento trova la sua ideale prosecuzione in questo processo, diviso in un momento di distinzione degli opposti (da cui si fa un passo indietro) e in uno di integrazione di questi ultimi. Il conflitto tra Freud e Jung crebbe al congresso dell'Associazione Psicoanalitica, svoltosi a Monaco nell'agosto del 1913 contro le posizioni psicoanalitiche espresse da Janet durante la sessione dedicata alla psicoanalisi. Nell'ottobre successivo si ebbe la rottura ufficiale, Jung si dimise dalla carica di direttore dello "Jahrbuch". Ad aprile 1914 si dimise da presidente dell'Associazione e usc definitivamente dal movimento psicoanalitico. La psicoanalisi, quale creatura i cui meriti di gestazione erano ascritti al solo Freud, per la cui nascita aveva pagato con l'isolamento e l'ostracismo da parte del mondo accademico ufficiale, questa psicoanalisi quale nuova via della conoscenza, per Jung era divenuta pi importante dello stesso padre che l'aveva generata. Era nata dal lavoro di Freud ma adesso si trattava di farla crescere. L'aspetto che li differenziava di pi era la concezione dell'inconscio. Freud affermava che l'inconscio alla nascita era un contenitore vuoto e durante la vita si riempiva delle cose che la coscienza riteneva inutili. Al contrario, Jung asseriva che l'inconscio aveva una sua autonomia creativa gi dalla nascita di un essere umano. Inoltre, secondo Jung, la psicoanalisi di Freud era schematica e teneva poco conto della persona nel suo contesto vitale. Invece Jung dava importanza

alla persona ed al suo contesto, cos diede via alla sua "psicologia analitica" che voleva essere non solo uno strumento per guarire da patologie psicologiche ma anche una specie di filosofia di vita, o ancor meglio uno strumento per adattare la propria anima alla vita e poterne cogliere tutte le potenzialit diespressione e specificit individuale. Egli chiam questo percorso individuazione. Al concetto di individuazione si lega la nozione di archetipo. Jung ipotizza che alla trasformazione della libido e ai suoi simboli sia sottesa una pluralit indeterminata di immagini primordiali, collettiva e immutabile, intese come una sorta di kantiane forme a priori che concorrono, come serbatoio originario dellimmaginazione, alla formazione dei simboli. La funzione trascendente proietta lindividuo al di fuori di s, sul piano di un pensiero inconscio collettivo. Se la coscienza riesce a sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti dei prodotti di questa facolt, i simboli, lindividuo pu liberarsi del suo disagio riaffrontandolo da un punto di vista diverso, trascendentale. Inoltre egli, nel differenziarsi da queste matrici collettive di senso e dagli istinti primordiali, pu integrare i valori universali custoditi dalla cultura, trovando una modalit personale di attuarli. Un altro concetto fondamentale, il tipo, viene introdotto da Jung con la pubblicazione di Tipi psicologici. Loggetto dellopera una classificazione degli individui secondo tipi che prende le mosse dalle caratteristiche del loro adattamento. Essi si articolano attorno alla fondamentale polarit introverso/estroverso, e alla conseguente distinzione di due individui tipici fondamentali. Individuati dallopposto orientamento generale della loro libido primaria (intro-versa o estro-versa) riprendono, in individui diversi, il ritmo sistole/diastole tematizzato da Goethe. Per spiegare le rilevanti differenze individuali allinterno dei gruppi, Jung incrocia liniziale modello bipolare con una ulteriore quadripartizione in funzioni psichiche (il pensiero, il sentimento, la sensibilit e lintuizione). Lappartenenza ad uno di questi quattro sottogruppi motivata dalla funzione che nel corso delladattamento viene privilegiata, e a cui lindividuo, a partire dallinfanzia, affida le sue speranze di riuscita. La combinazione tra questi due assi d luogo agli otto tipi psicologici

individuali . Ci che preme a Jung non per presentare unennesima classificazione delle personalit, ma relativizzarne lesperienza fenomenologica. lorientamento della coscienza dunque, il suo intenzionarsi, che viene classificato, e non un banale coacervo di caratteristiche individuali. Questa teoria assume rilievo nel processo di individuazione, nel quale necessario che lIo sia consapevole dellatteggiamento psicologico che si reso dominante o esclusivo. Solo superando la propria unilaterale adesione ad un modo di rappresentare la realt e aprendosi agli altri modi, lindividuo pu davvero affermare la sua autonomia da modelli collettivi accettati inconsapevolmente (che siano gli archetipi dellinconscio collettivo o le modalit di funzionamento della facolt di rappresentare considerata nella sua formalit). La scelta del tipo psicologico a cui lindividuo appartiene corrisponde, infatti, pi ad esigenze collettive che individuali. Mostrare il valore delle opzioni trascurate dallo sviluppo il compito dellindividuazione, allo studio e alla pratica della quale dora in poi la psicologia analitica si consacrer. Diventa cos possibile il confronto con le funzioni arrestatesi ad uno stadio arcaico dello sviluppo, integrandole in una individualit dinamicamente matura. Nel 1930 Jung fu nominato presidente onorario della Associazione tedesca di psicoterapia. Con l'avvento del nazismo questa Associazione, cui aderivano parecchi psicoterapeuti ebrei, fu sciolta e ne fu creata un'altra, a carattere internazionale, con Jung presidente. Nel 1934 Jung fu criticato per la sua adesione ad un'organizzazione di origine nazista, oltre che per la sua funzione di redattore capo della rivista Zentralblatt fur Psychotherapie, un periodico di analoga matrice nazista. Jung e i suoi difensori, in questa querelle sulla presunta adesione di Jung al nazismo, replicarono sostenendo che la sua presenza in questi organismi avrebbe permesso di salvaguardare l'attivit degli psicoterapeuti tedeschi ebrei. In questa stessa epoca Hitler prendeva il potere in Germania e, sfortunatamente per Jung, il caso volle che il redattore tedesco della rivista, il cui nome compariva accostato a quello di Jung

risultava essere il professor Gring, cugino del pi famoso Hermann Gring, delfino di Adolf Hitler. In questo periodo di presidenza Jung scrisse l'articolo "Wotan" apparso sulla Neue Schwezer Rundschau che in seguito diverr il primo capitolo dell'opera Aspetti del dramma contemporaneo. Sempre i sostenitori di Jung in questa querelle sostennero che Jung non accett questo incarico a cuor leggero ma nella speranza di salvare il salvabile, tant' che, quando si accorse di non poter fare nulla, nel 1939 rassegn le dimissioni sia dalla carica di presidente della "Societ medica internazionale di psicoterapia" sia da redattore della rivista. In questo stesso periodo le autorit hitleriane avevano gi preso misure contro Jung: gli era stato negato l'accesso in territorio tedesco, le sue opere vennero bruciate o mandate al macero in tutti i paesi d'Europa nei quali era possibile e il suo nome figur nella famigerata lista "Otto", vicino a quella di Freud e di molti altri (come testimoniato da alcuni conoscenti, Jung temeva di poter essere "liquidato" dalle SS in caso di invasione della Svizzera durante la seconda guerra mondiale, proprio per via delle sue note posizioni critiche antinaziste). La relazione tra Jung e il nazismo continu, anche dopo la guerra, ad essere oggetto di polemiche e dibattiti. Sia nella sua autobiografia ("Ricordi, Sogni, Riflessioni") che nella raccolta di testimonianze sulla sua vita Jung Parla, appaiono numerosi spunti critici rispetto al fenomeno nazista, che in alcuni suoi scritti e passaggi Jung analizz - con molta preoccupazione - da un punto di vista psicologico-analitico collettivo. Risale al 1923 la costruzione della famosa e per certi aspetti misteriosa Torre di Jung. In quell' anno Jung si avvicinava ai 50 anni e trovava non pi soddisfacente testimoniare con la sola scrittura l'avventura della psicoanalisi e del processo individuativo che in lui si realizzava, ma voleva cercare un altro modo di simbolizzarlo che gli desse un'impressione pi concreta della semplice scrittura. Cos dopo la morte di sua madre Jung compr un terreno a Bollingen, al di l del lago di Zurigo.

Qui realizz il progetto di un'abitazione dove trascorreva le vacanze ed i fine settimana. Complessivamente risiedeva a Bollingen ben sei mesi l'anno. All'inizio era solo un edificio circolare a forma di torre, ma negli anni seguenti vi aggiunse tre nuove sezioni, ampliando cos la casa. L'espandersi della torre and sempre parallelo con la sua crescita psichica nella totalit della sua vicenda. L'edificio originale era basso e nascosto fra le due torri, ma all'et di ottant'anni, dopo la morte della moglie Emma nel 1955, si sent di aggiungere un altro piano. Da allora la casa di Bollingen, senza elettricit e senza acqua corrente, con il suo silenzio, divent il ritiro spirituale di Jung. Da questa residenza prender il nome la fondazione che promuover la pubblicazione di tutta l'opera junghiana in America. L'edificio ben visibile ancora oggi, anche se l'accesso consentito attraverso il passaggio in una propriet privata. Nell'ala dell'edificio affacciato sul lago, e protetta dalle mura in sasso che circondano il nucleo centrale della torre, si pu ancora vedere la pietra scolpita da Jung. Un'immagine della pietra visibile all'interno della biografia Ricordi, sogni e riflessioni. Nel 1944 pubblic Psicologia e alchimia ma in quello stesso anno ebbe un incidente, una frattura e un successivo infarto. In coma visse un'esperienza di pre-morte che descriver nel suo testo autobiografico Ricordi, sogni e riflessioni. Nel 1952 pubblic gli importanti scritti sulla teoria della Sincronicit. La sincronicit un termine introdotto da Carl Jung nel 1950 per descrivere una connessione fra eventi, psichici o oggettivi, che avvengono in modo sincrono, cio nello stesso tempo, e tra i quali non vi una relazione di causaeffetto ma una evidente comunanza di significato. La sincronicit relativa quindi alle coincidenze significative.

Jung a partire dagli anni quaranta si occup anche di un fenomeno nuovo, che si intensificava sempre di pi, soprattutto dalla fine della seconda guerra mondiale. Si trattava dei cosiddetti oggetti volanti non identificati , in sigla UFO. Jung, che leggeva tutto ci che veniva pubblicato in relazione a questi fenomeni, si occup pi volte del tema nei suoi scritti e tre anni prima di morire, nel 1958, pubblic un saggio dal titolo Un mito moderno. Le cose che si vedono in cielo , che pu esser visto come una puntuale interpretazione psicologica del fenomeno, ma anche come una ricapitolazione essenziale delle sue principali idee sulla psiche, e insieme come un messaggio uno degli ultimi - in cui trovano posto le speranze e i timori che egli nutriva sul futuro dell'umanit. Per Jung la coscienza del nostro tempo lacerata, frammentata da un contrasto politico, sociale, filosofico e religioso di eccezionali dimensioni. L'Io si troppo allontanato dalle sue radici inconsce; le meraviglie della scienza e della tecnica sembrano volgersi in forze distruttive. I dischi volanti rappresentano visioni, oggettivazioni fantastiche di un inconscio troppo duramente represso. Tra le varie ipotesi dunque un archetipo a provocare una determinata visione. Jung considera con distacco e una certa ironia l'esistenza degli UFO come fenomeno fisico, sebbene nell'ultima parte del suo saggio egli sembri disposto a dare maggior credito alla loro effettiva realt, per introdurre cautamente l'ipotesi che esista una sincronicit tra inconscio e fenomeno reale Jung mor il 6 giugno 1961, dopo una breve malattia, nella sua casa sul lago.