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STORIA DELLA RADIOUn viaggio nelle scoperte che hanno cambiato il nostro modo di comunicareuno dei primi ricevitori degli anni '20 - SITI mod. R4Le prime esperienze radiofoniche la costruzione di una RADIO a GALENA Come tutti sanno i primi esperimenti di trasmissione di un segnale a distanza 'senza fili' , furono effettuati da Guglielmo Marconi . Questo ci che universalmente viene riconosciuto, in realt gli sperimentatori che operavano attorno a questo obbiettivo erano diversi (uno tra tutti il russo Popov), lo stesso Marconi si avvaleva di scoperte fatte da altri scienziati che lo avevano preceduto, ricordiamo tra i molti Alessandro Volta per la Pila Elettrica, Righi (che f suo maestro) ed il fisico Hertz per lo studio sulle onde elettromagnetiche e senza il rocchetto di Ruhmkorff il nostro non sarebbe riuscito ad avere scintille sufficentemente forti per la trasmissione in antenna ! Parallelamente a quelli del giovane Marconi altri appassionati 'scienziati casalinghi' conducevano esperimenti nelle loro soffitte per riuscire ad inviare nell'etere un segnale .... ma purtroppo tutti senza ottenere risultati significativi , per cui sarebbe pi corretto asserire che Marconi f il primo che riusc a concretizzare questi esperimenti in un risultato certo e riproducibile ! E cos che quello storico giorno di primavera del 1895 a Pontecchio si ud la fucilata che confermava la ricezione del segnale trasmesso a 2 km circa di distanza ! I RICEVITORI POPOLARI DI REGIMELA RADIO PER TUTTI ! - 'RUNDFUNK DEM VOLKE !' (la radio al popolo) Durante gli anni '30 con la presa del potere dei regimi totalitari , in Italia con il Fascismo ed in Germania con il Nazional Socialismo , venne intrapresa una politica di diffusione anche a livelli

popolari della radio. Ci non solo per una ragione sociale, ma sopratutto per la ovvia ragione politica : poter fare arrivare dovunque la voce del partito e orientare nel giusto senso le scelte del popolo ! Vennero cos progettati apparecchi radiofonici a bassissimo costo , unificati nella costruzione commissionata a tutte le ditte del settore , venduti ad un prezzo politico , anche a rate, per permetterne l'acquisto anche ai ceti pi bassi .Questi apparecchi erano concepiti con schemi elettrici semplificati ma funzionali e costruiti con materiali poveri come cartone pressato, bachelite, e con componenti al risparmio . Anche se ci avveniva maggiormente in Germania . In Italia invece , a parte la resa modesta come sensibilit e selettivit , questi ricevitori erano costruiti in solido contenitore di legno ben rifinito e con buoni componenti elettrici , gli stessi che le ditte costruttrici usavano per le molto pi costose radio commerciali Le Italiane In Italia i ricevitori popolari si diffusero nella seconda met degli anni '30 . Come era gi avvenuto in Germania, il regime fascista decise di iniziare la progettazione di un radioricevitore che potesse essere diffuso a tutti i livelli tra la popolazione con un costo accessibile... il sistema della vendita a rate viene adottato per invogliare l'acquisto di massa ! Dallo sviluppo di questo progetto nacquero tre modelli di radioricevitore popolare : il RADIORURALE , la RADIOBALILLA e per ultimo il piccolo RADIO ROMA . La RADIOBALILLA , uno dei vari modelli prodotti e relativo schema elettrico. Apparecchio concepito per la diffusione di massa su capitolato definito dallo Stato , la sua realizzazione era stata affidata alle varie ditte costruttrici di radio nazionali su uno schema prestabilito ma non immutabile, circuito reflex a 3 valvole. Ricezione in onde medie da 550 a 1500 KHz . Per quanto funzionale come ricevitore economico popolare risultava ormai superato, scarsamente selettivo ed adatto alla ricezione di emittenti vicine. Il prezzo politico di vendita era di 430 Lire .Il RADIORURALE , In foto uno dei vari modelli prodotti e lo schema elettrico. Questo radioricevitore era stato concepito per essere trasportato all'occorrenza in cascinali , in sedi scolastiche, parrocchie, per un ascolto di massa , aveva uno specifico utilizzo per organizzazioni di regime. E' un tipico supereterodina a 5 valvole, predisposto per la gamma delle onde medie, e dotato di una notevole amplificazione per consentirne l'audizione ad un pubblico numeroso. Ha una seconda uscita per il collegamento di un altoparlante supplementare . Ne era stata fatta una versione con alimentazione a batterie per l'uso nei campi in ambienti rurali .Ambedue i radioricevitori , Radiorurale e Radiobalilla , erano caratterizzati da un 'look' immediatamente identificabile come di Regime, adornati dai simboli fascisti comunicavano la presenza del partito in tutti le case e gli ambienti in cui erano posti

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La Storia della Radio


gruppotlc.it La Storia della Radio Calendario Eventi

Guglielmo Marconi inventore della Radio (fai click per ascoltare la voce di G.M.)

Breve cenno storico sull'invenzione della radio

Era il 1874, un'era piena zeppa di invenzioni e scoperte. Nell'Aprile di quell'anno, il giorno 25 nasce a Bologna Guglielmo Marconi. Dal 1885 al 1889 riceve la sua prima istruzione scentifica presso L'Istituto Nazionale di Livorno. Sua madre (Annetta Jameson) intuisce la predisposizione del figlio verso le discipline scientifiche, e lo affida agli insegnamenti del Prof. Vincenzo Rosa e del Prof. Giotto Bizzarrini. (Fisica sperimentale il primo, Fisica matematica il secondo). Dagli articoli di Heinrich Rudolph Hertz prematuramente scomparso nel 1894, prende campo in lui l'idea di poter trasmettere e ricevere le onde 'Hertziane' a grande distanza, cominciano per lui gli studi e gli esperimenti atti a creare nuovi apparecchi e a modificare gli esistenti. "Fu mio intento seguire nella produzione delle oscillazioni elettriche una via completamente opposta da quella degli scienziati che si erano sforzati, per le dimostrazioni a cui erano intenti, di renderne il carattere quanto possibile uguale a quello delle onde luminose". A fine Agosto 1895 da Villa Griffone (Pontecchio Marconi), Marconi trasmette oltre la collina dei Celestini (distanza 2400 metri) i segnali Morse della lettera 'S', dimostrando esatte le previsioni analitiche di James Clerk Maxwell (1831 - 1879 filosofo, matematico e fisico) . Inizia cos l'era

della radio. Il fisico Augusto Righi in un convegno di elettrotecnici a Parigi disse: "L'antenna lineare asimmetrica ideata da Marconi costituisce un oscillatore completamente originale di cui una parte vibra elettricamente nello spazio e l'altra parte costituita dall'ombra elettrica della prima sulla terra".

Il primo trasmettitore costruito da Marconi e la finestra del laboratorio di villa Griffone

Marconi al microfono della stazione londinese 2LO nell'anno 1930

Marconi, il terzo da sinistra, con alcuni collaboratori alla stazione Canadese di Glace Bay approntata nel 1902 per i collegamenti transoceanici. I primi messaggi comprensibili saranno ricevuti in Gran Bretagna il 16 Dicembre di quell'anno.

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Storia della Radio dal 1924 al 1933


storiadellaradio.rai.it October 6, 2013 Il 6 Ottobre del 1924 nasce in Italia la prima trasmissione radiofonica. La voce quella di Maria Luisa Boncompagni. un programma ancora scarno, composto di musica operistica, da camera e da concerto, di un bollettino meteorologico e notizie di borsa. Annuncio prima trasmissione (1924) Boncompagni ricorda (1984) L'URI, Unione Radiofonica Italiana, prima societ concessionaria della radiodiffusione in Italia, viene fondata il 27 Agosto 1924 come accordo tra le maggiori compagnie del settore: Radiofono, controllata dalla compagnia Marconi, e SIRAC (Societ Italiana Radio Audizioni Circolari). Presidente della Societ Enrico Marchesi ex direttore amministrativo della FIAT di Torino. Fondamentale la mediazione del Ministro delle comunicazioni Costanzo Ciano.

L'Agenzia giornalistica Stefani designata dal governo come l'unica fonte delle notizie che l'URI pu trasmettere. Si tratta della prima agenzia di stampa italiana nata a Torino nel 1853, voluta da Cavour come portavoce della sua politica. Nel 1924 diventa propriet di un fedelissimo di Mussolini, Manlio Morgagni che ne fa un potente strumento di regime. L'Unica stazione trasmittente quella di Roma, posizionata nell'attuale quartiere Parioli, allora ancora campagna. Siamo agli inizi e il pubblico composto da amatori interessati pi alla novit tecnologica del radioascolto che ai programmi veri e propri. Nel gennaio 1925 nasce il Radiorario, settimanale ufficiale dell'URI. L'intento quello di propagandare il nuovo mezzo e nel contempo di conoscere meglio i gusti e le opinioni di un pubblico ancora da formare. Poco dopo, tra il '24 e il '29, si comincia a trasmettere, oltre che da Roma, anche dalle sedi di Milano (1925) da Napoli (1926) e Torino (1929). Nel gennaio 1928 l'URI diventa EIAR, Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche. L'evento segna il vero e proprio atto di nascita della radiofonia in Italia che inizia ad imporsi come mezzo di comunicazione di massa e che come tale verr utilizzato dal regime.

La radio moderna e veloce. La versalit del nuovo mezzo stupisce gli ascoltatori sorpresi dai primi collegamenti da treni in corsa o da aeroplani. La giovane radio intrattiene e conquista un pubblico sempre maggiore. E via via che si definisce la fisionomia del pubblico emergono le concrete ambizioni culturali dell'EIAR che vuole coniugare informazione, divertimento e notizie politiche. Nel giugno del 1933 si diffonde la Radiorurale. Si tratta di un ricevitore a prezzo imposto e con caratteristiche standardizzate promosso dall'Ente Radio Rurale, istituto del Regime per la diffusione della radio in ambienti collettivi e soprattutto nelle zone rurali delle bonifiche agrarie. L'apparecchio acquistabile solo dagli enti governativi e dagli istituti scolastici o per donazione agli stessi. Oltre tre milioni di scolari italiani hanno cosi' conosciuto la radio e incominciato a conoscere la lingua italiana. storiadellaradio.rai.it October 6, 2013