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Vito De Giuseppe

Bauman, le vespe
e una barca a Panama

Un sibilo, un ronzio lontano, un suono sor- Bauman: Le vespe di Panama1. Appena


do che si fa sempre più acuto, man mano trentadue pagine in formato elettronico.
che mi avvicino di soppiatto al cespuglio. Mi è stato segnalato da un carissimo ami-
Tutto intorno a me è un’orgia di colori vi- co. Naturale conseguenza di una riflessione
vaci. Il verde smeraldo dell'erba, il rosso mattutina sulla condizione socio-politica in
acceso dei papaveri, il bianco leggero del cui viviamo e sulle possibili scelte di gover-
tarassaco, le diverse tonalità del marrone nance che potrebbero essere ipotizzate.
sul tronco degli alberi che con la loro chio- Leggendo ripercorro mentalmente gli scon-
ma oscurano il colore dei cespugli che na- tri avvenuti durante il G20 a Londra.
scondono il blu scuro delle more e dei mir- E' un susseguirsi di pensieri e immagini: la
tilli che si affacciano dai rovi del cespuglio crisi economica, l'edonismo reganiano degli
verso cui mi dirigo. anni ottanta, la reganomics, la scuola di
Il suono si fa sempre più forte fino a diven- Chicago e le privatizzazioni inglesi volute
tare quasi un frastuono, ma non è fastidio- da Margaret Thatcher, Primo ministro In-
so. È ciclico, ripetitivo ed ha un effetto ip- glese che governò la Gran Bretagna dal
notico. 1979 al 1990.
Senza spostare i rami che si affacciano Ronald Reagan vinse le elezioni presiden-
verso di me, sporgo la testa oltre il bordo ziali degli Stati Uniti nel 1980, incarnando
superiore del groviglio di rovi e foglie, dove l’idea che non fosse disdicevole inseguire
uno spettacolo che mi lascia senza parole l’abbondanza e che anzi, obbligo etico dei
si propone ai miei occhi. cittadini dei paesi più avanzati fosse pro-
Un nugolo d’insetti dal corpo bruno con prio quello di accumulare beni e denaro.
strisce gialle che corrono orizzontalmente Jimmy Carter perse quelle elezioni predi-
per il corpo, volano intorno ad un sasso, cando invece il rischio connesso a uno svi-
posto ai piedi del cespuglio, su cui si nota- luppo economico che non tenesse conto
no le piccole cellette esagonali che costitui- della sostenibilità ecologica e sociale.
scono il loro nido. Un turbinio convulso che non riesco a fer-
I loro movimenti sembrano in perfetta sin- mare, poi il ricordo del nido di vespe os-
tonia. Volano come se rispondessero a re- servato tanti anni fa, quando la curiosità
gole precise, come se ci fosse un disegno da bambino di otto anni mi spinse verso
preciso in ogni loro più piccolo movimento. quel ronzio che avrebbe dovuto preoccu-
Questo ricordo compare improvviso, come parmi e invece mi catturava, s’interrompe
un flash, mentre, seduto in studio alla mia e riprendo a leggere il testo di Bauman.
poltrona preferita, sotto la lampada a mu-
ro, leggo sul portatile un testo breve di
1
Z. Bauman, Le vespe di Panama, Latera, Bari 2007.

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L'economia della nostra società è stata for- punto di vista socio-economico, della pro-
temente saldata negli ultimi trent’anni, at- duzione industriale favorisce la massimiz-
torno a principi fondamentalmente indivi- zazione dei profitti, poiché si assicurano li-
dualistici, in cui il mercato e le sue norme, velli minimi di sostentamento alla popola-
in pratica quelle che regolano il gioco della zione, in cambio di manodopera a basso
domanda e dell'offerta, hanno organizzato costo.
e determinato le scelte di vita e politica Le multinazionali si assicurano così grosse
d’interi gruppi sociali. fette di mercato con prodotti che assicura-
L'uomo ha smesso di essere animale socia- no profitti elevatissimi, pur avendo costi di
le per diventare consumatore. produzione molto bassi.
Il senso e il significato della sua esistenza Perché tutto questo funzioni si ha bisogno
sono attribuiti sulla base della sua capacità però di un controllo capillare della popola-
di consumare: tanto più si consuma, tanto zione che deve essere mantenuta in una
più si esiste. condizione di costante sottosviluppo, che
La quantità di cibo, automobili, elettrodo- può quindi essere gestito nei termini di
mestici, abbigliamento, scarpe e quant'al- fornire ricchezza cui pochi possono accede-
tro danno il senso della misura della pro- re, a scapito dei molti che ne sono invece
pria competenza a stare all'interno del esclusi.
gruppo sociale. Spesso si confonde il consumo con il con-
Il consumo prevede una domanda che de- sumismo. Il consumo è un'azione che tutti
ve essere esaudita con un’offerta di beni e gli esseri viventi attuano. Consumiamo,
i produttori rispondono a questa richiesta. l'ossigeno, consumiamo il cibo, consumia-
Produrre il più possibile, senza limiti, per mo l'acqua, ma in natura nulla si crea e
far consumare il più possibile, è stato l'im- nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. In
perativo categorico insieme alla massimiz- cosa si trasforma è però un'altra questio-
zazione dei profitti: ottenere il massimo ri- ne.
sultato con il minimo mezzo. Siamo capaci di trasformare l'ambiente,
In un’ottica di questo tipo c'è solo un modo ma ciò che otteniamo non è riutilizzabile,
per massimizzare il profitto: abbattere i perché non è questo lo scopo. Produciamo
costi di produzione, cercando aree produt- per vendere, quanto più possibile, non per
tive in cui i costi per produrre beni siano i riciclare.
più bassi. Questo crea comportamenti che si rivelano
Questo può accadere solo in luoghi in cui la per essere disfunzionali, rispetto alle strut-
povertà è tale che le regole di tutela dei la- ture biologiche organizzate nel corso di
voratori sono facilmente sacrificabili millenni di evoluzione, sviluppando patolo-
sull’altare del profitto, illudendo il lavorato- gie che possono essere tranquillamente i-
re che gli si stia invece offrendo la sua so- dentificate come il risultato di un modello
pravvivenza economica, permettendogli di sociale di stampo capitalistico.
diventare consumatore esso stesso. Tipico esempio di malattia conseguente a
Di fronte alla scelta tra il morire di fame o un modello comportamentale indotto dal
il sopportare condizioni di lavoro ai limiti consumismo, può essere indicato
dell'umano, pur di avere qualcosa da man- nell’obesità.
giare, la scelta è sempre molto facile. L'obesità non è una malattia sociale piovu-
Gli umani, ma gli animali in genere, scel- ta dal cielo, ma è la diretta conseguenza
gono sempre la minima possibilità di so- della legge di mercato: vendere quanto più
pravvivenza, anche se rischiosa, alla morte cibo possibile, mangiare quanto più possi-
certa, questo perché rispondono a quello bile, non per saziarci, non per soddisfare
che è un istinto primario di adattamento una funzione fisiologica necessaria per la
all'ambiente, una pulsione biologica irre- sopravvivenza dell'individuo e della specie,
frenabile e incontrollabile: l'istinto di so- ma solo come via per massimizzare i pro-
pravvivenza. fitti delle multinazionali dell'agroalimenta-
Mantenere al di sotto di certi standards di re.
vita gli esseri viventi, comporta una mag- La conseguenza dei guadagni delle multi-
giore facilità di controllo da parte di chi nazionali è che circa trecento milioni di
prospetta, seppur minime, possibilità di persone, secondo le stime
sopravvivenza. dell’International Association for the Study
Lo spostamento in aree depresse da un

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of Obesity2, hanno un indice di massa cor- Io rimango colpito invece dal luogo: Pana-
porea superiore a un valore di trenta punti, ma.
indice per una diagnosi conclamata di obe- Qualche giorno fa, in una di quelle discus-
sità. sioni tra la nostalgia per mitici tempi pas-
Molti studiosi cominciano a lanciare le loro sati e la critica al disimpegno sociale, tipi-
grida d’allarme sul fatto che questa sia da che tra gli appartenenti alla generazione
considerare una delle peggiori epidemie del nata negli anni sessanta, in pieno boom
pianeta, per la sua alta incidenza sui costi economico, parlando con un mio coetaneo,
sociali che i paesi occidentali devono af- questi asseriva che la nostra società ha
frontare per far fronte alla situazione deri- raggiunto un punto di non ritorno e che lui
vante dall’obesità. stanco pensava di mettere in atto un sogno
Personalmente non mi sembra sia cambia- che coltivava sin da giovanissimo: compra-
to un granché negli ultimi duecento anni. re una barca a Panama per portare in giro i
Un tempo la malattia dei ricchi era la got- turisti che si recano a visitare le bellezze di
ta, oggi la malattia dei paesi ricchi è l'obe- quel paese.
sità, perché i ricchi abitanti del quarto di Una fuga, nient'altro che una fuga.
popolazione mondiale con il reddito pro- Tipico di un'intera generazione devastata,
capite più elevato, mangiano più cibo di combattuta tra l’inseguire sogni di facili
quanto gli sia necessario per vivere. guadagni raccolti sulla sofferenza dei tanti,
Il resto della popolazione mondiale, quei sulla povertà e sulla morte di milioni di
tre quarti che hanno a disposizione un dol- persone, e il culto rivoluzionario che ha a-
laro al mese di reddito procapite, sempli- nimato il nostro immaginario collettivo ge-
cemente muore. Muore di fame, di stenti, nerazionale. Tutto senza sparare neanche
di malattie e di sete. un colpo.
Tutto questo attraverso l'individualismo La Barca a Panama.
veicolato dal liberalismo radicale che fa Le vespe di Panama.
delle leggi di mercato il generatore di nor- Per un attimo Panama sembra essere di-
me che regolano i comportamenti degli in- ventato il centro del mondo, o almeno il
dividui. centro del mondo dei miei pensieri.
C'è un piccolo problema però: l'uomo è un Gli insetti sociali, vespe, formiche api, non
animale sociale che vive in branco e fonda sono esseri che vivono confinati all'interno
sulla collaborazione e sulla cooperazione la di comunità chiuse e iperorganizzate, inca-
sua massima capacità di adattamento paci di accogliere membri provenienti
all'ambiente. dall'esterno. L'alveare è invece un luogo,
Tale condizione evolutiva biologica si scon- una struttura che accomuna e che rompe
tra apertamente con quella che vuole erro- le differenze.
neamente farci credere che possano esiste- I comportamenti sociali non sono limitati a
re condizioni in cui uomini abbiano interes- membri dello stesso alveare, sono invece
si che prevalgono su quelli di altri uomini, i estesi a tutti i membri della specie, a pre-
cui interessi di profitto prevalgono su quelli scindere dalla provenienza. Il ruolo che si
elementari di tutti gli individui. aveva in un alveare si assume nel nuovo
Ritorno a leggere Bauman, e la ricerca da senza sconvolgimenti nella struttura orga-
cui prende spunto, o meglio le conclusioni nizzata dell'alveare.
cui è giunto un gruppo di ricercatori della La definizione di appartenenza si trasforma
Zoological Society of London che ha studia- in capacità di adattamento, di adesione a
to la vita sociale di quattrocentoventidue regole generalizzabili in luoghi il cui funzio-
vespe, di trentatré colonie differenti, in un namento e la cui organizzazione dipende
arco di oltre seimila ore a Panama. dalla struttura sociale, che modula i com-
Bauman, colui che ha definito la nostra portamenti degli individui in quel luogo.
come la "cultura liquida", esprime il punto Lo spostamento da una condizione di go-
che al contrario di quanto si credeva, il verno a una di Governance, intesa come
cinquantasei percento delle vespe operaie l'insieme di norme che definiscono la pos-
del campione studiato dai ricercatori, cam- sibilità di ogni individuo di partecipare alla
bia comunità ed entra a far parte del nuo- vita in quel determinato territorio, di po-
vo alveare come membro effettivo. terne utilizzare le risorse, di poter parteci-
pare alla costituzione di quella conoscenza
2
condivisa che struttura il comportamento
http://www.iotf.org/index.asp

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organizzato dei membri di una comunità e La coscienza di un popolo è coscienza so-


che comunemente è definita "cultura", de- ciale, è impegno politico, è farsi carico, o-
scrive il concetto, inteso in senso politico, gnuno nella propria sfera di competenza,
di "liquidità” espresso da Bauman. delle necessità di tutti, che sono anche le
Se spostiamo il punto di vista dell'analisi proprie.
dal Gouverment alla Governance, forse do- Occorre che si attui un processo di sensibi-
vremmo porre l'accento su un altro scivo- lizzazione che porti ad un’educazione verso
lamento concettuale, quello che porta dalla una presa di coscienza per una consapevo-
"politics" alla "policy". Dalla politica intesa le partecipazione alle azioni di Governance
come espressione delle dinamiche che ac- che riguardano non un territorio, ma il vi-
cadono all'interno e tra i sistemi ideologici, vere su quel territorio.
alla politica reale, la “policy” appunto, dif- L'interesse dei cittadini deve corrispondere
ferenza intraducibile in italiano che invece all'interesse delle amministrazioni locali per
coagula all'interno dello stesso concetto, la i loro problemi, ma i cittadini non devono
"politica", concetti che sono strumenti di delegare in bianco rispetto a scelte che so-
osservazione e mezzi di cambiamento di- lo e soltanto loro devono e possono pren-
stinti l'uno dall'altro. dere, attraverso la diretta assunzione dei
Nella lingua inglese, il termine "policy" de- problemi inerenti all’organizzazione e
finisce le azioni che riguardano la politica all'amministrazione del territorio.
pubblica o aziendale, con "politics" si defi- Cooperare, collaborare, impegnarsi attiva-
nisce invece l'insieme di attività di governo mente nella gestione di qualcosa che è di
della collettività. tutti, non è un principio di solidarietà, ma
Negli Stati Uniti i due termini esprimono una necessità degli esseri viventi che abi-
un’aperta contraddizione tra una tensione tano lo stesso ambiente e che utilizzano lo
verso l'impegno rispetto all'essere spetta- stesso spazio.
tori passivi delle attività di governo. Per arrivare a un approccio cooperativistico
Lo spoil system, attraverso cui si assegna- e collaborativo occorre pensare un'econo-
no le cariche in funzione della scelta cen- mia che sposti le sue fondamenta da indici
tralizzata dei partiti verso uomini che atte- monetari a indici non monetari, non
stano la loro lealtà agli stessi, anziché per un’economia basata sul baratto, ma sullo
meriti professionali, può essere definita sviluppo dell'individuo e del gruppo.
una degenerazione della politica, poiché Che valore ha la formazione? E la cultura?
l'interesse di porre al centro i cittadini, i lo- Quanto vale una rete di relazioni più o me-
ro bisogni, la possibilità di permettergli una no stabili?
partecipazione attiva, è sacrificato sull'alta- Quanto vale la solidarietà intesa come tes-
re di un interesse supremo che sembra fa- suto relazionale tra i membri di un gruppo?
re capo a pochi e non a molti. Passare anni del proprio tempo tra libri e
Fare politica non è per tutti, pochi possono corridoi di un’Università che valore può a-
permettersi i costi di una politica attiva. vere?
Oggi un consigliere comunale, fa un lavoro Quanto vale la ricerca?
a tempo pieno il cui guadagno è talmente I soldi possono essere sostituiti dalla com-
basso da non potergli permettere di vivere. petenza e dal sapere?
Solo chi è ricco di famiglia può farlo, gli al- Si parla tanto di economia dell'Informazio-
tri sono tagliati fuori, basta vedere a cosa ne, ma alla fine sono i capitali che fanno
è accaduto ai due consiglieri comunali elet- capo alle aziende che producono informa-
ti tra le liste presentate da Grillo nelle pre- zione che sono quotate in borsa e che sono
cedenti amministrative. capitalizzate. In loro nome e per loro conto
Negli ultimi anni si è cercato di esprimere si vendono futures, azioni, obbligazioni,
un’equidistanza ideologica che ha favorito senza che nessuno abbia mai visto un og-
l'abbandono di una presa di coscienza civile getto tangibile che porti quel nome.
che per forze di cose è anche disimpegno Un’economia non monetaria è quella che
politico. riporta il denaro alla sua funzione di mezzo
La distanza tra gli individui che abitano una e non di fine, come invece accade oggi.
regione, un territorio e coloro che li gover- Non è comunque ripristinando i valori della
nano è diventata così grande che gli uni solidarietà tipica della cultura contadina
non vedono gli altri. che si fronteggia la crisi prodotta dallo svi-
luppo parossistico della cultura industriale

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e urbana. Bisogna invece ridefinire un nuo-


vo modello culturale che sposti l’attenzione
sociale dal denaro, dal suo accumulo, o
meglio dalla tensione verso il suo accumu-
lo, alla costituzione di reti e modelli rela-
zionali. Modello che faccia dello scambio
d’idee e della loro apertura a essere modi-
ficato, il criterio di costruzione del tessuto
connettivo e del meccanismo di scambio
dell’interazione sociale.
Tanto più posso condividere con gli altri,
tanto più possibilità ho di adattarmi
all’ambiente. Tanto più condivido, tanto più
sono ricco, perché aumento le competenze
di tutto il gruppo e le sue potenzialità di
sviluppo globale.
Il ricordo delle vespe che incontrai da
bambino si riaffaccia con forza.
Qualche settimana dopo, io e i miei amici
tornammo a vedere cosa fosse accaduto.
Non ci potemmo avvicinare. L’alveare era
diventato così grande e il numero di vespe
così elevato che quel territorio era diventa-
to di loro assoluta pertinenza e chiunque
avesse osato avvicinarsi sarebbe stato at-
taccato per difendere la collettività da qua-
lunque pericolosa intrusione.
Mi accorgo che mi sto massaggiando il
braccio, come se fossi stato nuovamente
punto da quei minuscoli animali.
All’epoca fece molto male e tanta paura,
adesso invece penso che abbiamo ancora
tanto da imparare, soprattutto da esseri
piccoli come gli insetti.
In fondo il mondo è bello perché e vario.

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