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I.

FONDARE LA METAFISICA SULLE TRACCE


DELLA SINTESI A PRIORI

La fondazione della metafisica deve farsi come critica della ragion pura. E ci sono vari motivi che secondo Heidegger obbligarono Kant a riproporre lo studio sulle possibilit della metafisica. Lorigine bibliografica dellespressione stata causa del primo motivo, per il fatto che, da questordine bibliotecario si generata quella visione filosofico interpretativa dei trattati che vengono dopo le opere di fisica1. Il secondo motivo la formazione scolastica dellidea di metafisica, propriamente parlando, Heidegger si riferisce alla concezione cristiana di questa. La visione tradizionale considera lente divino, ma non solo, studia anche lo status della creatura che emerge dalla potenza del creatore. Parliamo propriamente dellidea di totalit dellente. Per essere pi precisi, questa totalit si divide in tre: Dio, natura, e uomo. Fra le creature di Dio, unicamente lessere umano pu pensare nei differenti enti del mondo, ed anche in quellente che sopra e che lo ha creato. Giudicandosi per questo un ente privilegiato, fu luomo stesso che, interessandosi alle differenze tra gli enti, si cur di studiare la totalit dellente attraverso forme specifiche: per lo studio di Dio si fatta la teologia, per la natura la cosmologia, e per quellente che lui stesso, la psicologia2. Cos nata la metaphysica specialis, dalla quale la metaphysica generalis (ontologia) differisce, in quanto, ha per oggetto lente in generale (ens commune)3. Gli insuccessi e i pareri discordi che si sono succeduti nella storia di questa scienza, hanno portato Kant a chiarire la problematica sulla possibilit intrinseca della metafisica, cio, scoprire lessenza di questa scienza e come sia possibile fondarla, e questo vuol dire mettere in chiaro lessenza di un rapportamento [Verhalten] allente4. Gi Kant aveva compreso che il metodo delle scienze della natura seguito dai pensatori moderni poteva servire da esempio per la metafisica. Rivolgendosi ai successi di ricercatori fra cui emergono figure come Galilei, Torricelli, Stahl, Kant afferma che essi compresero che la ragione arriva a vedere solo ci che essa stessa produce
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Cfr., M. HEIDEGGER, Kant e il problema della metafisica, 16. Dora in poi faremo uso delle norme tipografiche secondo Roland Meynet. Per una maggior informazione sui dati di riferimento concernente alle opere e gli autori, rivolgersi alla bibliografia. 2 Cfr., Heidegger, 18. 3 Heidegger, 18. 4 Cfr., Heidegger, 18.
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secondo il suo progetto; e compresero che essa deve avanzare con i principi dei suoi giudizi, secondo leggi stabili, e deve costringere la natura a rispondere alle sue domande, senza farsi guidare soltanto da essa, come se fosse tenuta per le dande5. Questa scienza (la metafisica) doveva essere considerata la pi degna di tutte, la regina delle scienze, per il fatto che studia lente sommo e lente in generale, ma anche il suo metodo doveva essere assolutamente irrefutabile. Siccome lente naturale di cui abbiamo esperienza contingente, un metodo che pretenda di basarsi sulla contingenza non pu dirsi rigoroso. Lideale procedimento della regina delle scienze doveva essere simile a quello della matematica, cio non dipendente della contingenza, ma da una pura scienza di ragione6 e per ci a priori per eccellenza. Kant chiam questa nuova prospettiva giro copernicano. Da allora in poi si doveva cercare ci che rende possibile la metaphyisica specialis, che a sua volta implica un rinvio alla questione sulla possibilit della metaphyisica generalis, compresa in quella speciale. Per dirlo con le parole di Heidegger, chiarire il problema della possibilit della conoscenza ontica esige chiarire anzitutto il problema dellessenza della comprensione preliminare dellessere, ossia della conoscenza ontologica nel senso pi ampio7. Gli esempi della matematica e la scienza della natura mostrano una visione rivoluzionaria, e a secondo che lo permetta lanalogia si deve cercare di imitarli in ci8. Finora si riteneva che ogni nostra conoscenza dovesse regolarsi sugli oggetti: ma tutti i tentativi di stabilire qualcosa di a priori su questi ultimi mediante dei concetti - qualcosa con cui venisse estesa la nostra conoscenza -, a causa di quel presupposto sono finite in niente. Per una volta, allora, si tenti di vedere se non possiamo forse adempiere meglio ai compiti della metafisica, ammettendo che siano gli oggetti a doversi regolare sulla nostra conoscenza: ci che di per s meglio si accorderebbe con lauspicata possibilit di una conoscenza a priori degli oggetti, che stabilisca qualcosa su questi ultimi prima che essi ci vengano dato9. Su questa dichiarazione fatta da Kant, Heidegger spiega ci che emerge da questa rivoluzione, ed espressamente afferma che Kant vuol dire, con ci, che - ogni conoscenza - ontica, e che, dove c
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I. KANT, Critica della ragion pura, B XIII [31]. Heidegger, 18. 7 Heidegger, 20. 8 Kant, B XVI [35]. 9 Kant, B XVI [35].
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conoscenza ontica, questa si rende possibile solo mediante una conoscenza ontologica10. Ogni verit ontica si rende palese nella misura in cui la sua manifestazione sia anticipata dallo svelamento ontologico che costituisce lessere dellente manifestato (verit ontologica). Si capisce che la ragione pura contiene i principi a priori di qualcosa, e che per parlare sulla possibilit della conoscenza ontologica dobbiamo rivolgerci allessenza della ragion pura11. Heidegger afferma che Kant riconduce il problema della possibilit dellontologia alla domanda: come sono possibili giudizi sintetici a priori?12. Questa sintesi deve fornire per quanto riguarda lente, qualcosa che non sia ricavato nellesperienza. La determinazione dellessere dellente un preliminare riferirsi allente, e tale puro - riferimento a - (sintesi) forma in via primaria la base sulla quale, e lorizzonte entro il quale lente in se stesso diviene esperibile nella sintesi empirica13. Allora, si capisce che necessario chiarire cosa sia la sintesi a priori, e avviare unindagine di questo tipo richiede un metodo chiamato da Kant trascendentale: chiamo trascendentale ogni conoscenza che, in generale, si occupi non tanto di oggetti, quanto del nostro modo di conoscere gli oggetti, nella misura in cui questo modo deve essere possibile a priori14. Si deduce che una conoscenza trascendentale non si rivolge alloggetto dellesperienza, invece prende in esame la comprensione preliminare dellessere dellente. Finora abbiamo scoperto che la verit ontica deve regolarsi su quella ontologica, e solo in questo modo deve interpretarsi la rivoluzione copernicana. Heidegger citando Kant lo formula cos: si tratta di determinare lessenza della verit trascendentale che precede ogni verit empirica e la rende possibile15. La ricerca dunque deve porsi sulle tracce della sintesi a priori, considerandola semplicemente in se stessa e risalendo ai germi pi profondi16.

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Heidegger, 21. Cfr., Kant, A 11, B 24 [101]. 12 Heidegger, 21. 13 Heidegger, 23. 14 Kant, B 25, A 11 [103]. 15 Heidegger, 24. 16 Heidegger, 25.
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