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IL LABIRINTO DALLANTICHITA AL MEDIOEVO

di Chiara Cesario
Il labirinto un simbolo che ricorre con enorme frequenza nella storia dellumanit. Esso presente in culture, miti e religioni pi disparate, ma anche nellarte e nella filosofia. La storia dei labirinti complessa, intricata e affascinante, cos come lo sono i percorsi che li strutturano. Essi compaiono in civilt ed epoche diverse ed in luoghi lontani come il Per, Creta, lEgitto, lIndia, la Grecia, la Cina, e lEuropa.. Lo studio dei possibili significati dei labirinti rappresenta un argomento estremamente attuale. Negli ultimi ventanni, infatti, il simbolismo e le mitologie ad essi associati, hanno risvegliato linteresse di ricercatori, antropologi, studiosi di comunicazione e psicologi. Il labirinto strettamente collegato al mito di Cnosso. Apollodoro, scrittore del I secolo a.C., ci descrive la storia di Teseo il quale, grazie alla complicit di Arianna, riesce a uccidere il terribile Minotauro (il mostro met uomo e met toro), nascosto al centro del dedalo di Cnosso, a Creta, e a trovare poi la via duscita.

1. Labirinto di Cnosso

Fin dallantichit il mito era considerato una vera e propria narrazione sacra. Con essa si riuscivano a spiegare fenomeni umani che altrimenti sarebbero rimasti nel mistero, come ad esempio lorigine del mondo, gli avvicendamenti delle stagioni, i sentimenti umani e cos via. Basti pensare ai culti pagani sviluppatisi soprattutto in Grecia e a Roma, e alle rispettive divinit dalle cui imprese e capricci dipendevano le sorti delluomo. Il mito, insomma, fungeva da espediente narrativo per ordinare, classificare e conoscere la realt. Le sue caratteristiche principali sono da rintracciare soprattutto nella totale mancanza delle
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coordinate spazio-temporali, in quanto i suoi significati sembrano essere validi al di l dei limiti geografici e restare intatti nei secoli. Da qui, la spiegazione al fatto che un mito pu riproporsi simile in diversi Paesi e differenti secoli, mutando nella forma ma non nella sostanza. La storia del diluvio universale biblico, se lo si vuole considerare da un punto di vista strettamente letterale e privo di sacralit a cui si abituati, lo si pu ritrovare in racconti tradizionali di svariati popoli e culture. Restando nellambito della Sacra Scrittura, sembra opportuno anche sottolineare che molti degli aneddoti e delle parabole riportate, possono essere ricondotte alla struttura e alla funzione evocativa del mito come precetto etico e pedagogico. Nella mitologia, inoltre, trovano terreno fertile i simboli che servono ad accrescere non solo il suo potere semantico, ma anche quello figurativo. Limmagine, in tal senso, diventa espressione immediata e visiva di un concetto ben pi profondo; ci accade, ad esempio, con il Vello doro, con il Graal, sinonimo di salvezza e immortalit, con il Crocifisso, simbolo di sacrificio e amore, e via dicendo. Il labirinto pu essere oggetto di numerose interpretazioni tutte valide e coerenti. Esso dunque un archetipo molto importante nella storia umana e quello di Creta solo il pi famoso di una serie di labirinti che da sempre, bench sotto varie vesti e differenti aspetti, hanno accompagnato levoluzione delluomo. Nel mito greco il labirinto una prigione da cui non si pu fuggire, nellEneide nasconde lentrata dellAde. Larte tantrica vede nel labirinto laspetto mentale dello spirito. Lantico dedalo egizio, invece, rifletteva la struttura delluniverso. Gli Indiani dAmerica pensano che sia il passaggio da cui emersero ed entrarono nel mondo i loro antenati. In alcune regioni africane il labirinto ha la forma di una giostra strategica. Nellisola di Malekula il dedalo un gioco di abilit, e in India il kolam una forma di buon auspicio. Luomo medievale pensava che rappresentasse la via di un pellegrinaggio. In Cina il labirinto ha una funzione di difesa contro gli assalti del male.I vialetti davanti alle case sono sempre di forma sinuosa perch c la credenza che il drago del male pu camminare solo dritto e quindi non percorre strade curve. In Corea un labirinto contiene e conserva il pi antico testo buddhista. Per il buddhismo il labirinto unimmagine del mandala: il processo mediante cui il cosmo si formato dal suo centro; attraverso un articolato simbolismo esso consente una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente. Per la massoneria il dedalo limmagine della ricerca interiore; esso simboleggia la incessante ricerca della verit che prevede un cammino lungo, difficoltoso e generalmente solitario. Il simbolo del labirinto, dunque, polisemico; come il mito, quasi una costellazione
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di significati Ed piuttosto curioso che i maggiori scrittori del nostro tempo - Kafka, Joyce, Roussel, Borges, Calvino, Eco, e via dicendo. - abbiano riconosciuto nel dedalo unimmagine efficace per descrivere il mondo, ciascuno in una personale versione: un castello, la citt di Dublino, un tribunale, un giardino segreto,una prigione, una biblioteca. Limmagine del labirinto rimanda nellimmediatezza ad un percorso intricato e difficile da superare, ma pu rivestirsi anche di un fascino particolare se lo sintende come sfida allintelligenza umana, la quale a sua volta, si mette alla prova nel tentare di trovare una via duscita. Probabilmente il duello intellettuale non risiede nella volont di vincere il coacervo di corridoi percorribili, ma nel semplice tentativo daffrontarlo. La ricerca, quindi, gi di per s la soluzione. Il dedalo, come si diceva pocanzi, pu assumere diverse accezioni: esso pu rappresentare la sessualit, la difficolt, linconoscibilit, e perfino la vita stessa. Ma senza dubbio, una delle interpretazioni pi affascinanti vede il labirinto come teatro, circoscritto ma allo stesso tempo infinito, dove luomo tenta di trovare la retta via e lasciarsi alle spalle il peccato e pi in generale il male. Infatti, il labirinto assume spesso anche un aspetto esoterico riconducibile alla cabala ebraica. La filosofia cabalistica, difatti, utilizza come fondamento principale delle sue teorie l albero della vita, in cui si trovano i principi fondamentali dellesistenza come lamore, la compassione, lequilibrio e altre emanazioni divine.

2. Lalbero della vita secondo la Cabala. 3. Lalbero della vita di Gustav Klimt (1905-09)

Tale albero, a partire da una struttura semplice di ventidue elementi si ramifica allinfinito in un vero e proprio labirinto. Comprendere lintricato sistema di forze divine equivale nellottica cabalistica a dominare lintero universo e le leggi che lo regolano,
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riuscendo nellintento della Grande Opera alchemica, ossia la realizzazione delluomo nella sua totale spiritualit. Nel Medioevo il labirinto si ritrova spesso e volentieri raffigurato sui pavimenti delle navate di alcune cattedrali gotiche. Cos questa figura che fino a quellepoca era stata un simbolo pagano per eccellenza, viene re-interpretata in senso cristiano; si trasforma nellallegoria del percorso tortuoso che deve portare alla salvezza dellanima. Tale labirinto viene denominato comunemente Nodo di Salomone presente in tutto il mondo. Si tratta di una serie di cerchi concentrici,interrotti in certi punti, in modo da formare un tragitto bizzarro ed inestricabile.

4. Il Nodo di Salomone

5. Il Nodo di Salomone usato dagli svedesi

Qualcuno afferma che i labirinti rappresentavano il cammino difficile verso la salvezza; altri parlano di un percorso alternativo al pellegrinaggio in Terra Santa; altri ancora fanno riferimento ad un percorso di penitenza che i fedeli intraprendevano per espiarsi dal peccato.

inginocchiati come segno di mortificazione e umiliazione

Comunque fosse inteso, il pellegrinaggio allinterno della chiesa si svolgeva lungo un percorso spiraliforme e tortuoso che portava al centro, al fine di ritrovare la Gerusalemme celeste,la citt di Dio, il bene assoluto. Non vi sono quindi certezze oggettivamente valide circa luso e il significato dei labirinti nelle Chiese. Comunque, come ci fa osservare G. Economo sarebbe molto limitante pensare che essi (i labirinti) asservissero esclusivamente ad un uso decorativo, oppure che rispondessero a richieste ed esigenze prettamente cristiane. Probabilmente, come accade per tutti i simboli, possibile che questi possedessero una duplice chiave di lettura: una di dominio generalizzato da parte dei fedeli e latra occulta, di carattere iniziatico. Ci non deve assolutamente meravigliare: nelle cattedrali ogni particolare possedeva entrambi i risvolti, pubblico e segreto, spesso magico. Il labirinto pu quindi essere unespressione allegorica dei poteri dell artista, in grado di
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padroneggiare tempo e spazio (ragione per cui gli architetti ne fecero il loro emblema); ma non solo questo tant che, a partire dal medioevo il labirinto(come abbiano gi visto) fu simbolo degli alchimisti. In alcuni labirinti medievali ci sono degli intensificatori dilluminazione per aiutare le persone nel loro percorso dentro il labirinto. I cristiani dellepoca per favorire la luce, crearono dei vetri raffinati al piombo che permettevano di far entrare nelle chiese solo le frequenze di luce che intensificavano la possibilit di arrivare al famoso centro. Anche i canti gregoriani, aiutavano, con scale e modi diversi, a rendere pi appaganti queste esperienze di fede. Altre culture adoperavano la danza ripetitiva, il suono del tamburo o il profumo dincenso. Il medioevo, tuttavia, registra anche uninversione di tendenza nei confronti di questo simbolo. Molti dei labirinti delle cattedrali furono infatti distrutti. Ci avvenne per una serie di ragioni. Il labirinto diventava spesso anche un percorso in cui giocavano i bambini e , come noto, le attivit ludiche,in quellepoca, erano considerate emanazioni diaboliche, perversioni umane. Inoltre i labirinti furono distrutti anche perch considerati sopravvivenze pagane o perch ritenuti capaci di perpetuare i segreti dei costruttori. Allopera devastatrice dellanticultura segu lopera altrettanto nefanda dei ladri, attratti dalloro e dallargento di cui i labirinti erano fatti o intarsiati. Esempi importanti di labirinti che ancora oggi si conservano, sono quelli di Chartres ( Foto 6) con un diametro di circa 12 metri e una lunghezza di 200 metri, e quello di Amiens(Foto 7), di forma ottagonale, considerati percorsi del pellegrinaggio in Oriente.

6.. Labirinto di Chartres

7. Labirinto di Amiens

In Italia sono celebri quello si San Vitale a Ravenna, quello pavimentale di Santa Maria in Trastevere a Roma, quello posizionato verticalmente allingresso della cattedrale di Lucca (Foto 8).

8. Labirinto di Lucca

9 Labirinto di S. Francesco (Alatri)

Alcuni labirinti, soprattutto quelli non percorribili materialmente, come quello di Lucca, fungevano, forse, da segnali presso le grandi vie di comunicazione percorse nel Medioevo da mercanti, pellegrini, semplici viandanti. Altro importante labirinto quello che si trova presso il chiostro della chiesa di San Francesco ad Alatri (Foto 9), antichissima citt in provincia di Frosinone. Al centro di un enorme labirinto composto da dodici cerchi concentrici bianchi e neri, vi raffigurato un Cristo in Gloria o Benedicente. Si sa poco o nulla dellaffresco. Scoperto nel 1997, lunico esempio di labirinto con la figura di Cristo al centro. Ad ogni modo,al di l delle interpretazioni che possono essergli conferite, lemblema del labirinto e il relativo mito restano un esperimento delluomo che vuole con fermezza conoscere e spiegare, incuriosirsi e perseverare nella ricerca. Un gioco, quindi, che ha come unica perversione, il desiderio dincarcerare una parte dello scibile in un simbolo e ,perch no, spingersi anche oltre.