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Marco Bifulco Sei brevi note per unintroduzione al pensiero di Lacan

Non sar io a vincere ma il discorso di cui sono servo Introduzione Lacan non sufficientemente conosciuto in Italia. I motivi di questa cancellazione sono molteplici: il relativo provincialismo la cultura universitaria baronale il carattere arretrato del dibattito pubblico ancora purtroppo incentrato su fi!ure cosiddette carismatic"e c"e ricordano le vicende della #oma tardo repubblicana. Ma questo non un sa!!io c"e vuole contribuire al dibattito culturale nellarea di lin!ua italiana. $a un altro scopo pi% le!!ero e allo stesso tempo pi% pesante &ed ambizioso'. Infatti lobiettivo quello di far conoscere il pensiero di Lacan in una forma comprensibile e vol!are ( qui vol!are sta per luso comune del lin!ua!!io ( senza tecnicismi lin!uistici o eccessivi formalismi. )uesto senza nulla to!liere alle aporie contraddizioni ed antinomie c"e ne caratterizzano il pensiero. Lobiettivo ambizioso perc"* Lacan ille!!ibile se non inaccessibile. +e conse!ue c"e vol!arizzazione qui sta anc"e per semplificazione ( e quindi anc"e parziale me ne scuso deformazione. Semplificazione necessaria perc"* lautore "a un difetto capitale: dro!ato di teorizzazioni ricorsive torsioni continue sullo stesso dispositivo. +el tempo "a annodato e rivoltato il suo pensiero costantemente in una continua evoluzione c"e solo la morte "a portato a termine. ,nc"e se la morte inutile dirlo "a aperto il vaso di -andora delle interpretazioni.

. questo se volete il vero perc"* dellopera o perlomeno il perc"*

so!!ettivo: rendere condivisa e vissuta tanta teorizzazione nella convinzione c"e ne val!a la pena nella certezza c"e alcune delle intuizioni di Lacan possano essere di una certa utilit/ lasciatemi passare il termine esistenziale. 0tilit/ c"e nasce dal fatto c"e nellapproccio psicoanalitico la patolo!ia non esiste in quanto fenomeno aberrante ma in quanto caso limite della realt/ quotidiana. Il sintomo parla "a qualcosa da dirci sul nostro essere ed quindi sempre un qualcosa di positivo un qualcosa c"e va compreso non per essere !uarito ma semmai accettato e sublimato. In questo senso la psicoanalisi va vista come una matematica esistenziale con implicazioni sia filosofic"e sia perc"* no1 politic"e e non da ultimo mistic"e. )uesto vero in particolare nellapproccio di Lacan dove ven!ono superati con cora!!io tutti i pre!iudizi scientisti c"e ancoravano ( ed ancorano ( la riflessione psicoanalitica ad improbabili ricostruzioni biolo!ic"e c"e crollano miseramente o!ni volta c"e !uardiamo con onest/ intellettuale quella massa !ri!ia indecifrabile c"e c"iamiamo cervello.

2etto

questo

sarebbe

inutile

contraddittorio

continuare

questintroduzione quindi tappatevi il naso &nel senso spero di prepararvi al tuffo' ed entrate nellaffascinante mondo teorico nato dallincontro tra psicoanalisi e filosofia.

1) Lio un Altro. 2) Linconscio strutturato come un linguaggio. 3) Il Desiderio il desiderio dellAltro.

4) Il reale ci che della Cosa atisce del signi!icante. ") #on esiste ra orto sessuale.

$) %i sceglie sem re anche di esser nati.

1. Lio un Altro Il concetto di Io il vero punto di partenza di o!ni riflessione filosofica e psicoanalitica: ma c"e cos lio3 4osa intende 4artesio quando d/ per scontato c"e c un Io penso per cui siamo ossia c"e lessere e pensiero coincidono3 Si!nifica c"e per noi occidentali a partire dalla modernit/ questIo c"e pensa listanza centrale e sintesi della persona. Si tratta di un concetto intuitivo c"e tutti accettiamo come fatto scontato. Ma forse non poi cos5 scontato come ci inse!nano il Buddismo e o!!i un certo co!nitivismo per cui noi siamo convinti c"e esista un Io centrale ma si tratterebbe di un in!anno del nostro cervello niente di pi%. 6eniamo a Lacan c"e lun!i dal metterne in discussione lesistenza si c"iede semmai quando e come si costituisca lIo questo elemento c"e percepiamo centrale nella nostra vita. 7ra sembra c"e lIo emer!a si riveli nel momento in cui il bambino in !rado di riconoscere quel qualcosa c"e s* stesso davanti allo specc"io &e questa tappa si c"iama appunto stadio dello specchio'. )uesto approccio non dovrebbe sorprenderci pi% di tanto in quanto il test dello specc"io o!!i comunemente usato per dimostrare c"e alcuni primati superiori e mammiferi acquatici "anno coscienza. ,nc"e se questo abbozzo dellIo ancora !rossolano abbiamo un primo processo didentificazione con limma!ine &speculare'. LIo c"e appare davanti allo specc"io paradossalmente molto pi% solido e unitario rispetto alle sensazioni corporee dellinfante c"e sono ancora spappolate &il bambino in questione "a tra i sei e i diciotto mesi ed nello specc"iarsi idealmente sorretto da un !enitore(adulto cosa c"e !li permette di tenere stabilmente la posizione

eretta'. +e conse!ue c"e lIo nasce come credenza o

me!lio

come

identificazione in unimma!ine esterna ideale. 7ra lIo c"e si identifica narcisisticamente c"iamato da Lacan in francese moi un moi c"e fa perno sullimma!ine di s* speculare e c"e avvia nel tempo un processo indefinito di identificazioni e quindi di 8 confusioni tra il vero s* e un ,ltro &ora limma!ine specc"iata nel tempo forme ideali socialmente definite a partire da quella paterna'. )uestidentificazione con lideale dellIo c"e Lacan c"iamer/ anc"e Imago, si fonda sullidealizzazione ori!inaria e fun!er/ da base per tutte le successive identificazioni c"e costituiranno lIo. Lio 9omo!eneizzare luso della maiuscola e della minuscola per questi sostantivi(concetti: dunque

paradossalmente si costituisce come o!!etto &didentificazione' un o!!etto c"e nel tempo assume continue stratificazioni successive per formare una vera e propria cipolla. , fronte di tale struttura non pu; non emer!ere c"iaramente c"e l Imago una cosa esterna al s* irrealizzabile un in!anno strutturalmente fondato unillusione: pi% ci riconosciamo pi% ci in!anniamo perc"* lIo si riconosce come so!!etto dove in realt/ non . +e conse!ue ecco il passa!!io cruciale c"e la rappresentazione idealizzata lideale dellIo a cui il moi cerca di identificarsi differente dal vero s*: ecco perc"* possiamo dire c"e il moi non il vero so!!etto ma lidealizzazione narcisistica 9spie!are perc"* narcisistica< di solito al narcisismo si d/ una connotazione ne!ativa c"e invece in psicoanalisi pu; non avere: di questultimo. LIo=moi risulta cos5 essere un o!!etto creato da unidentificazione &narcisistica' con l,ltro. Se il so!!etto vero non dunque lIo il moi si rivela essere unalienazione imma!inaria. ,bbiamo cos5 un Io imma!inario c"e si riconosce in realt/ dove non . La riformulazione lacanania del co!ito diventa cos5 sorprendentemente: sono dove non penso ossia il vero so!!etto &c"e Lacan c"iamer/ Je' dove non c lIo &Moi'. Ma dove dobbiamo dunque cercare questo so!!etto3 In un altro luo!o c"e c"iameremo inconscio ( stiamo parlando pur sempre di psicoanalisi8 4erto !i/

>reud aveva detronizzato lIo con la scoperta dellinconscio come vera voce dellindividuo ma con Lacan il ribaltamento si radicalizza perc"* si vuole ora contestare radicalmente o!ni tentativo di recupero a posteriori dellIo o!ni rafforzamento dellIo: la felice formula freudiana ?o .s @ar soll Ic" @erden AB 9portato a pie di pa!ina: interpretata come recupero dellIo &Ic"' sullinconscio &.s' viene da Lacan ribaltata. 7ra per Lacan lIc" 9perc"* Ic" non in corsivo3: non pi% il moi rafforzato &ossia liberato dalle false identificazioni' ma il Je stesso, e quindi la formula viene riletta come totale identificazione del so!!etto con linconscio. +on pi% quindi un moi c"e deve slo!!iare lEs &come pretende listanza dellilluminismo' ma piuttosto un Je c"e collocandosi nel luo!o dellinconscio si riconosce in unesperienza al limite della de(personalizzazione. Lintenzione non sar/ quindi pi% quella ancora narcisistica di rafforzare lIo ma di un incontro c"e si annuncia perlomeno spaesante con il vero so!!etto ossia quella cosa c"e c"iamiamo Inconscio. +on sostituzione e rimozione ma

so!!ettivazione farsi so!!etto dellIo nellascolto della sua vera voce c"e viene dallinconscio. 9si potrebbe ulteriormente sintetizzare dicendo c"e lo Ce sidentifica con l.s freudiano3:

2. Linconscio strutturato come un linguaggio +on rimane quindi c"e esplorare quello c"e per definizione inesplorabile il vero scritto della persona. 0n inconscio c"e fortunatamente parla attraverso i ricordi dei so!ni i lapsus !li atti mancati i sintomi e le battute di spirito. )uesta la !rande intuizione di >reud da cui anc"e Lacan parte per cui linconscio si esprime attraverso un lin!ua!!io una struttura simbolica. . Il fatto c"e linconscio parli "a importanti conse!uenze: abbiamo infatti a c"e fare con un so!!etto inconscio ben diverso da quello vol!armente riconosciuto: non listintuale il primitivo proprio perc"* si manifesta attraverso un lin!ua!!io. 0n lin!ua!!io c"e per; non pi% controllato dallIo pensante cartesiano ma c"e

dove ora c linconscio un !iorno ci dovr/ essere lio.

semmai ci controlla si tratta di un lin!ua!!io subito. 9ma allora linconscio de( personalizzato cio non la base dellIo3: Il fatto c"e il so!!etto sia so!!etto al lin!ua!!io fa delluomo una specie eminentemente culturale fin dallinizio. +el lin!ua!!io infatti si manifesta e radica inevitabilmente un +oi collettivo c"e Lacan c"iamer/ l,ltro &familiare storico sociale'. Si tratta di unappartenenza quasi ori!inaria perc"* +oi nasciamo !i/ nel lin!ua!!io dei nostri ambiti !enitoriali e sociali. Il so!!etto cos5 un essere !ettato fin da sempre nellin!rana!!io del lin!ua!!io non padrone della lin!ua mai padrone in casa sua. Lacan usa unespressione bellissima per esprimere questo elementare fatto: a parle ovvero c qualcuno c"e parla. LIo=Ce essenzialmente un Io parlato un parl-essere. 9)uesto fatto era stato ben visto da -irandello: Spunta il !iorno. Il tempo davanti a voi. 0nalba. )uesto !iorno c"e ci sta davanti D voi dite D lo faremo noi1 D S53 6oi3 . salutatemi tutte le tradizioni1 Salutatemi tutti i costumi1 Mettetevi a parlare1 #ipeterete tutte le parole c"e si sono sempre dette1 4redete di vivere3 #imasticate la vita dei morti1. Lui!i -irandello .nrico I6 atto secondo: Il carattere eminentemente lin!uistico del Je !ravido di conse!uenze. La principale c"e come anticipato le pulsioni dellinconscio non sono pi% vol!armente da considerarsi istintuali ma si manifestano inevitabilmente nella loro declinazione simbolica in un lin!ua!!io. )uesto il punto principale di tutta la costruzione lacaniana il concetto ori!inario da cui tutto conse!ue: nelluomo tutto parlato tutto lin!ua!!io non esiste un immediato un principio ori!inario se non come mito &c"e !i/ quindi !i/ condizionato dal lin!ua!!io c"e lo esprime'. Il lin!ua!!io infatti come lessere per !li essenti il mare per i pesci un mare costituito do!!etti c"iamati si!nificanti &se!ni c"e rimandano a concetti' attraverso i quali tutto il simbolico si manifesta. +e conse!ue c"e laccesso al simbolico(lin!ua!!io precede addirittura la nascita del so!!etto !i/ nei discorsi del contesto sociale(!enitoriale &c"e ne determinano quindi il destino' ed infine "a un suo momento rituale e decisivo nella vicenda edipica in cui si

compie il definitivo allontanamento dal corpo della madre ossia dal mitico 9perc"* mitico3: stato pre(lin!uistico. 4onse!uenza del riconoscimento della centralit/ totalizzante del lin!ua!!io c"e senza lAltro da s non si d/ la possibilit/ stessa del so!!etto< lIo individuale viene cos5 ulteriormente scardinato. )uestidentit/ tra

lin!ua!!io=comunit/ parola=individuo ci incora!!ia ad entrare pi% nel detta!lio nel campo del lin!ua!!io e cos5 definire la posizione del so!!etto attraverso la stessa struttura del lin!ua!!io. Si tratta di un ribaltamento c"e "a un sapore c"iaramente heideggeriano: il lin!ua!!io stesso c"e parla attraverso luomo ( luomo diventa cos5 il custode del lin!ua!!io non lartefice. Ma se per $eide!!er il lin!ua!!io la casa &dellessere' per Lacan il lin!ua!!io trauma perc"* presuppone labbandono sia del biolo!ico sia dellimma!inario &e quindi la separazione dallIo imma!inario speculare inevitabilmente narcisistico'. Il

lin!ua!!io ci le!a all,ltro separandoci dalla madre attraverso la vicenda edipica c"e sancisce il divieto di incesto &lunione con la madre' proprio di tutte le societ/ umane. In questo passa!!io il prima del simbolico in quanto non mediato non esiste non mai esistito< non esiste perc"* ille!!ibile: il prima indifferenziato della parola nulla , n non . Eutto l5 ovviamente ma solo con la parola l5. Si tratta del passa!!io da un reale primordiale indifferenziato e non(conosciuto allentificazione delle cose passa!!io irreversibile non intenzionale ma

determinato dalla struttura del lin!ua!!io. 7vviamente c da ribadire il reale l5 ma in quanto inaccessibile la struttura stessa del lin!ua!!io c"e determina la vita del so!!etto. Eali passa!!i "anno una celebrazione simbolica: col battesimo si celebra infatti la prima tappa simbolica di entrata nella comunit/ dei parlessere processo c"e si c"iude con la comunione la celebrazione post(edipica della partecipazione nella comunit/ del lin!ua!!io ( infatti la comunione si celebra appena dopo c"e si impara a le!!ere e a scrivere. .cco c"e la nozione di inconscio come lin!ua!!io svuota il so!!etto da o!ni elemento irrazionale primitivo e pre(lin!uistico oscuro emozionale e fa

delluomo un essere socialmente determinato &dal discorso dell,ltro c"e si rivela attraverso linconscio strutturato in lin!ua!!io'. Ma quali sono le strutture caratteristic"e di questo lin!ua!!io con cui linconscio parla3 Lapproccio strutturalista permette a Lacan di evitare la trappola dellermeneutica dei simboli &Fun!"iana' od o!ni fantasia imma!inario(teolo!ica &come pretenderebbe un #en* Gu*non'. 2el lin!ua!!io non ci interessano qui le costruzioni fantastic"e e i fantasmi dellimma!inazione narcisistica c"e lo colonizzano ma semmai la struttura e le re!ole c"e lo caratterizzano. In quanto struttura il lin!ua!!io infatti vuoto di si!nificati &e infatti l,ltro in realt/ vuoto' 9non capisco ci devessere un verbo essere di troppo: un sistema di re!ole assolutamente trascendente lo stesso uomo c"e se ne serve ma ne il realt/ il servitore. +essuno infatti decide delle re!ole del lin!ua!!io anc"esse sono subite. 0na delle caratteristic"e principali della struttura del lin!ua!!io la distinzione tra si!nificato e si!nificante. 0n lin!ua!!io una catena di si!nificanti c"e si colle!a a dei si!nificati. )uesta catena di colle!amenti 9in lin!uistica viene c"iamato reticolo: rende impossibile linstaurarsi di c"iare corrispondenze biunivoc"e. Infatti nessuna coppia di si!nificati=si!nificanti si sostiene da sola. Il si!nificato per esprimersi si deve ancorare ad un si!nificante c"e per; a sua volta il relazione ad altri si!nificanti. 4osicc"* trovare il si!nificato di una parola teoricamente unattivit/ circolare infinita nella rete dei si!nificanti: la si!nificazione un prodotto della concatenazione tra i si!nificanti. +e conse!ue c"e un si!nificato non pu; essere mai riconducibile ad un sin!olo si!nificante per cui il si!nificato slitta costantemente come effetto della concatenazione dei si!nificanti tra loro: non c nessuna si!nificazione c"e si sosten!a se non nel rinvio ad unaltra si!nificazione 9di c"i la frase vir!olettata3 4itare autore D sar/ Lacan D e opera:. Il senso si costituisce solo nellarticolazione tra i si!nificanti e non nel rapporto biunivoco tra il si!nificato con il sin!olo si!nificante. Il so!!etto quindi invisc"iato nellarticolazione dei si!nificanti. +e

conse!ue c"e il so!!etto c"e parla quando parla non sa esattamente cosa dice perc"* questultimo 9il detto in relazione con un lin!ua!!io c"e lo trascende:. 9+on "o capito la frase tra parentesi quadre3 Lo trascende perc"* precede pre( esiste al so!!etto3: 4os5 acquisisce pi% senso il concetto !i/ espresso di Lacan per cui il lin!ua!!io &e non il sesso come per >reud' il vero trauma ( e non la casa nella radura dellessere come per $eide!!er. . un trauma perc"* luomo abita nel lin!ua!!io ma ne servo: il so!!etto non personalit/ ma un effetto della struttura si!nificante. Lenfasi sul si!nificante e sulla catena dei si!nificanti centrale perc"* pone in evidenzia come linconscio in quanto strutturato come il lin!ua!!io abbia al suo interno unassenza una mancanza di ancora!!io di sostanza. Il concatenamento continuo e circolare rivela come la struttura dellinconscio non possieda un meta(si!nificante ultimo in !rado di fondare questa catena: non esiste un al di l/ e al di qua del lin!ua!!io. Il lin!ua!!io acquisisce cos5 il carattere della metonimia ossia di un continuo rimando di si!nificante in si!nificante. Infatti nella metonimia leffetto prende il posto della causa il contenuto del contenente il tutto quello di parte. Si "a cos5 la sostituzione &slittamento' di si!nificanti tra loro continui &come quando si dice bere un bicc"iere anzic"* bere lacqua'. La fi!ura lin!uistica c"e permette di evitare &ancorc"* parzialmente' questo eterno slittamento invece la metafora. ,ttorno alla metafora si crea un universo simbolico stabile. .ssa rappresenta un vero e proprio ancora!!io &c"e Lacan c"iama punto di capitone' 9sarebbe il caso di mettere anc"e lori!inale francese e spie!are lasserto c"e non risulta molto c"iaro in s* e per s*< il capitone non lan!uilla !rande3: il punto c"e assicura la tenuta dellinsieme c"e blocca &o perlomeno attenua' lo scorrimento erratico dei si!nificanti. Se la metonimia indica la fu!a del senso il suo scorrimento infinito la metafora diventa un elemento di polarizzazione di arresto su cui si sviluppa la cifra simbolica. )ueste due fi!ure del lin!ua!!io metonimia e metafora danno cos5 vita alla

!rammatica dellinconscio: il nome del -adre il fallo simbolico dispie!"er/ la dimensione metaforica del lin!ua!!io ossia lancora!!io dei si!nificanti ad un sistema di senso mentre il desiderio metter/ invece in evidenza la sua dimensione metonimica lo slittamento continuo. 9non abbastanza c"iaro< direi c"e questo lo dovresti ma!!iormente c"iarire per i mortali dotati di un certa cultura :

3. Il Desiderio il desiderio dellAltro Limpatto del lin!ua!!io umanizza la vita iscrivendola nella comunit/ umana attraverso una vera e propria espropriazione un vero e proprio ta!lio della dimensione puramente biolo!ica naturale< un ta!lio c"e "a le caratteristic"e traumatic"e di una violenza ori!inaria. )uesta violenza frantuma lor!anismo vivente lo scompone lo rita!lia lasso!!etta lo smembra e ri(assembla secondo le!!i c"e trascendono quelle meramente biolo!ic"e. Si "a una primordiale alienazione della vita attraverso lordine del si!nificante la vita stessa viene mortificata. La violenza del si!nificante cos5 intacca il corpo lo parcellizza lo separa da s* stesso. Il corpo stesso risulta essere cos5 il prodotto dallazione del si!nificante azione c"e svuota lor!anismo vivente alienandolo dal !odimento primordiale ora dimensionato e localizzato nelle zone ero!ene. 9non c"iaro< parliamo del corpo nel senso simbolico ovvero dellimma!ine c"e ciascuno "a del suo corpo3: . la violenza del si!nificante c"e cos5 responsabile dellori!inaria alienazione umana alienazione c"e il prodotto della sua iscrizione nella comunit/ dei parlanti. )uesto smembramento ( c"e destinato a non ricomporsi ( !enera la potenza del desiderio. 4os quindi il desiderio3 . un sentire !enerato dalla 4osa & as ing in tedesco' c"e il si!nificante uccide. Il simbolico ossia

laccesso allordine dei si!nificanti c"e il lin!ua!!io produce uccide lunione primaria con la Madre unione c"e il Godimento c"e Lacan c"iamer/

Couissance 9mettere in corsivo:. Il termine 4osa pi% c"e mai pertinente perc"* ci; c"e pre(lin!uistico e non &ancora' entificato non pu; essere descritto ed

quindi una 4osa. Scrive in merito Lacan: durante lallattamento nellabbraccio e nella contemplazione del bambino la madre riceve e soddisfa contemporaneamente il pi% primitivo di tutti i desideri. La morte di questa unione primaria costituisce nel so!!etto una mancanza unalienazione dalla quale scaturisce il movimento del desiderio come sentimento di una perdita c"e c"iede di essere colmata. 2a qui linevitabile eternalizzazione del desiderio destinato ad un movimento infinito essendo!li sottratta la 4osa primordiale dallazione di rapina del si!nificante. Il lin!ua!!io ne provoca la morte ma !enera il desiderio come una possibilit/ di soddisfazione al di l/ dellappa!amento immediato del biso!no animale. 7ra mentre la soddisfazione del biso!no le!ata ad unazione specifica una ne!azione dello!!etto per appa!are la spinta particolare il desiderio proprio perc"* strutturato allinterno del lin!ua!!io di cui una conse!uenza trasforma il biso!no in un messa!!io rivolto verso l,ltro c"e si soddisfa solo nella risposta dell,ltro. Si tratta in definitiva di una domanda di amore in cui si esi!e lincontro con un ,ltro incarnato con la so!!ettivit/ dell,ltro. . la domanda di ,more come fondo essenziale di o!ni domanda c"e esi!e lincontro con un ,ltro incarnato con la so!!ettivit/ dell,ltro. Euttavia c un altra conse!uenza strutturale di importanza capitale: la domanda non pu; annullare mai del tutto il desiderio non pu; essere mai soddisfatta perc"* non pu; essere strutturalmente colmata la mancanza ori!inaria. )ualcosa resiste riappare sempre qualcosa al di l/ della domanda un residuo. !uesto punto un altro passaggio "ondamentale# non si ha mai un $ritorno al% primordiale, ma c& sempre una rimanenza, un residuo del 'isogno primordiale, certo segnato dal linguaggio in (uanto resto, ma pur sempre inaccessi'ile )perch in corsivo*+, Il biso!no al di qua del lin!ua!!io cancellato dal si!nificante riappare al di l/ dislocato spostato altrove ma pur sempre irra!!iun!ibile. +ulla riempie questo vuoto perc"* un vuoto c"e nasce dalla perdita primordiale c"e non pu; essere pi% recuperata in quanto !enerante

un vuoto il vuoto. )uesto residuo questo resto c"e si appropria del desiderio quella parte di desiderio c"e non si soddisfa c"e neanc"e la risposta dell,ltro riesce pi% a soddisfare. )uesto spie!a i continui slittamenti &metonimici' del desiderio non solo da un o!!etto allaltro ma anc"e da una dimensione allaltra: dallo!!etto desiderato dall,ltro allessere il desiderio dell,ltro &la domanda di amore' infine al desiderio d,ltro &ci; c"e l,ltro non pu; soddisfare in quanto mancanza !enerata dallo stesso ,ltro come lin!ua!!io'. Lacan c"iamer/ questo ,ltro dall,ltro questo resto residuo l oggetto piccolo $a%. ,nc"e se il desiderio cerc"er/ il suo soddisfacimento nella dialettica del desiderio nellamore dell,ltro esso rimarr/ sempre ontolo!icamente insoddisfatto in quanto forza insoddisfatta !enerata dal residuo &vuoto'

dellalienazione del si!nificante. Il desiderio non "a pi% un vero e proprio o!!etto davanti a s* ma causato dal resto della obliterazione del si!nificante c"iamato loggetto piccolo $a%. In questo senso il desiderio diventa la metonimia della mancanza costituzionale a essere 8 9perc"* i puntini di sospensione3: una cosa unica con la cosa primordiale 2as 2in! 9mettere in corsivo:. 2iventa non pi% il desiderio dell,ltro ma il desiderio d,ltro daltra cosa rispetto a tutti !li o!!etti del mondo. Il desiderio come metonimia della mancanza a essere mostra linconsistenza di o!ni o!!etto e la sua inade!uatezza rispetto alla possibilit/ di risolvere la mancanza c"e abita il so!!etto. , questo continuo e inesorabile slittamento Lacan o me!lio la strate!ia del si!nificante cerca di opporre la metafora il punto del capitone. . il si!nificante assurto a simbolo c"e blocca questi slittamenti continui prender/ il +ome del -adre 9in c"e senso3 Il concetto lo introduci qui ma non lo spie!"i: il si!nificante in !rado di calamitare il movimento di rilancio perpetuo. -erc"* in quanto metafora il si!nificante del +ome del -adre cerc"er/ di ancorare il desiderio metonimico c"e nasce dalla perdita della relazione narcisistica ed onnipotente con la Madre alla Le!!e &sociale' attraverso la castrazione simbolica di cui il -adre la!ente. Il +ome del

-adre quindi il si!nificante=simbolo della castrazione della relazione madre( fi!lio castrazione c"e ric"iede comunque laccettazione della madre della parola paterna del +ome del -adre accettazione c"e permette la separazione. La castrazione ovviamente simbolica in quanto la madre rinuncia cos5 al suo fallo ossia allunione col fi!lio e questa perdita la rinuncia della madre !enera lo!!etto &a' della mancanza o!!etto c"e rappresenta di volta in volta questa perdita nella metonimia del desiderio. .d il "allo un dei possibili si!nificanti c"e rappresentano lo!!etto &a' la mancanza perc"* simbolo dello!!etto perduto dalla madre nella castrazione. Il bambino infatti aspira ad essere per la madre il fallo c"e le manca. La castrazione della pulsione allincesto 9o allunione con c"i ti "a !enerato3 4ome "a la pulsione allincesto la femmina3 ,ttraverso le parole del -adre3: deve essere compensata con il dono di un "allo simbolico c"e avvia il processo di slittamento del desiderio. -rima si dovr/ de(costruire lidentificazione imma!inaria con il fallo &della Madre' e quindi il fallo deve essere restituito: il desiderio prende corpo come rinuncia allessere fallo con la madre. +ella vicenda psicolo!ica solo il +ome del -adre pu; operare questa interdizione del corpo materno ( come luo!o di un !odimento assoluto c"e finisce con limpri!ionare la vita. . la metafora del +ome del -adre c"e introduce al mondo simbolico c"e apre a nuove possibilit/ al desiderio ed anc"e il campo del desiderio c"e il campo dell,ltro. -erc"* ci sia costituzione della realt/ sociale quindi necessario c"e ci sia la sbarratura del !odimento incestuoso. La madre c"e resiste a questo processo c"e non riconosce il +ome del -adre diventa fattore di morte luo!o dello sprofondamento nellindifferenziato in un narcisismo primario c"e impedisce laccesso al sociale e !etta il so!!etto nellabisso della fusione affettiva. La metafora del -adre quindi strumento di superamento della pulsione ori!inaria attraverso lintroduzione della Le!!e. Lazione paterna obbli!a la pulsione a non persistere sterilmente nel perse!uimento del !odimento immediato

&incestuoso' e la direziona nel lin!ua!!io del desiderio. Lentrata nel simbolico infatti il modo per fornire forma sociale alla forza &informe' della pulsione. Il -adre appare quindi come metafora delladozione simbolica della vita veicolo dellentrata nellordine del senso nel discorso simbolico. Il -adre o me!lio lascolto della Madre dato alla voce del -adre colui c"e !enera e riconosce la domanda del fi!lio !li d/ diritto di appartenenza allordine del senso &sebbene questo diritto non possa cancellare lassenza di senso ori!inaria la sua con!iuntura con la morte ossia con la morte biolo!ica c"e !i/ precede la nascita del bambino'. 9troppo apodittico< biso!nerebbe spie!arlo perc"* non suoni come un automatismo meccanico: Il -adre rappresenta il -atto la Le!!e lordine simbolico. 2ove si impone invece il -adre del capriccio il -adre del !odimento il -adre c"e non assume il ruolo della Le!!e si creano invece i presupposti della psicosi 9in c"e senso3:. Lacan ci mostra anc"e il lato oscuro del padre il -adre animale il -adre del Godimento c"e tutto trattiene e nulla dona. . evidente c"e il +ome del -adre non ric"ieda in s* nessuna presenza=esistenza fisica: ci; c"e conta il rapporto della Madre con la parola del -adre. Il +ome del -adre pu; essere operativo solo nellascolto della madre c"e lo riconosce nella sua funzione di rappresentante simbolico della Le!!e. Il -adre pu; quindi essere presente anc"e quando assente. Il +ome del -adre assume il ruolo del si!nificante(metafora c"e rende possibile la catena dei si!nificanti il si!nificante sovrano(eccezione c"e ordina linsieme di tutti i si!nificanti. Euttavia lazione del -adre non potr/ mai coprire tutta la pulsione. 4ome abbiamo visto Lacan isola un resto di !odimento c"e nessuna operazione simbolica pu; essere in !rado di assorbire inte!ralmente resto c"e impone unattenta inda!ine.

4. Il &eale ci che della Cosa atisce del signi!icante 'in italiano come

si traduce( ) ,bbiamo visto c"e lazione del lin!ua!!io e del +ome del -adre non copre tutta la pulsione verso l0no rimane sempre un resto. )uesto resto in quanto resto "a la caratteristica di essere mutato nella sua essenza. ,nc"e se non in!lobato rimane avvolto dalla sottrazione e quindi non pi% qualcosa di ori!inario ma appunto un resto. .stremizzando Lacan sostiene c"e il lin!ua!!io nella forma del discorso dell,ltro determini il so!!etto !i/ prima della nascita e quindi non c neanc"e un ori!inario ma da sempre un resto. +on ci deve stupire c"e qualcosa della pulsione qualcosa di Hpi% pulsione rifiuti ostinatamente la ne!ativizzazione operata dallazione simbolico(normativa della castrazione &e questo tutto sommato un bene altrimenti saremmo in tutto e per tutto socialmente determinati8'. )uesto residuo causa e conse!uenza dellimpossibilit/ strutturale del desiderio di attin!ere ad una soddisfazione piena. Ma non solo. #ipetiamolo questo resto non un qualcosa c"e rimane fuori dal lin!ua!!io ma uneccedenza c"e nasce dalla stessa sottrazione operata dal lin!ua!!io e ne in qualc"e modo influenzato: non quindi pi% puro istinto 93 Istinto pi% puro oppure non pi% istinto puro3: ma pulzione ridefinita e determinata dalla sottrazione il risultato dellalienazione del si!nificante. 4os5 di fatto la castrazione c"e "a la sua ritualizzazione della vicenda edipica risulta operare nel lin!ua!!io. Lazione del -adre semmai il momento finale di un processo !i/ avviato dalla ( traumatica ( entificazione lin!uistica dellessere un momento compensatorio dove la le!!e del -adre riempie il vuoto lasciato dalla sottrazione. Il so!!etto risulta cos5 esser ridefinito nella sua esistenza sin!olare dalla catena del si!nificante anc"e se nessun si!nificante potr/ mai fissare in modo esaustivo lessere. Il resto il non fissato dal lin!ua!!io definisce cos5 il concetto stesso di esistenza c"e si confi!ura come marcata da una ne!ativit/ radicale da una esclusione come un essere che ci che non . )uesto mancanza avr/ un ruolo fondamentale nellesistenza e sar/ un oltre

c"e nessuna azione simbolica potr/ ra!!iun!ere o mediare cos5 come nessun o!!etto del desiderio potr/ mai sostituire loggetto piccolo $a%. )uesta consapevolezza indurr/ Lacan a concentrare la sua attenzione su questa mancanza su questo impossi'le - dire. )ueste riflessioni portano Lacan a dare un nome al campo in cui a!isce .a /osa c"e verr/ c"iamato il #eale definito come eccesso c"e rimane e resiste allazione del Simbolico. )ui la sua natura paradossale in quanto il #eale pur eccedendo il simbolico "a comunque biso!no del simbolico per costituirsi. Inoltre il campo del #eale s5 inaccessibile al Simbolico ma ben esperibile dal so!!etto spesso nella forma di Erauma ossia come quellesperienza c"e non assimilata e quindi rimossa. Il #eale quindi inaccessibile ma intimo si cela nel rimosso e nellinaccessibile ed il dispositivo c"e !enera quella c"e >reud considerava la matrice delle pulsioni c"iamata pulsione di morte pulsione c"e si rivela nella quotidiana esperienza della ripetizione ossia della coazione a ripetere esperienze c"e si caratterizzano in un Godimento dannoso e nocivo alla vita. Godimento c"e contrariamente al piacere c"e punta allequilibrio osmotico della soddisfazione si caratterizza come tensione in vivace aumento fino a diventare intollerabile in uno stato di ebbrezza ed estraneit/ al tempo stesso. Il so!!etto preso da uno slancio fra la vita e la morte in unazione cieca priva di si!nificanti per rappresentarlo. -er questo il Godimento sempre solo 0no ed scatenato dalla pulsione c"e scaturisce dal residuo nel tentativo mortifero di entrare in rapporto con 2as 2in!.

Si crea cos5 uno sc"ema antinomico in cui Simbolico e #eale si contrappon!ono ed inte!rano:

4ampo del Simbolico

Il 4ampo del #eale

2esiderio &Couissance'

Godimento

,ltro So!!etto +ome del -adre

0no 7!!etto piccolo &a' 2as 2in!

+ella sua inda!ine sul #eale Lacan abbandona cos5 lattenzione verso il desiderio plasmato dal +ome del -adre &alloplastico' desiderio c"e viene adombrato dal concetto di Godimento=Couissance autistico e autoplastico. 9333: . la forza del residuo c"e a!isce sul so!!etto e c"e lo riduce a sostanza !odente allesistenza nell0no senza l,ltro. Il Simbolico il +ome del -adre la socializzazione la creazione di relazioni d,more non riescono ad annullare questo residuo c"e a!isce retroattivamente. . come se avessimo fatto i conti senza loste. . lo stesso slittamento metonimico del desiderio c"e invero apre il campo del !odimento. Il desiderio si rivol!e verso tutti !li o!!etti imma!inari c"e illudono di colmare il suo vuoto centrale. )uesto perc"* il desiderio evoca una Hnostal!ia fondamentale una discordanza strutturale c"e impedisce c"e lo!!etto ricercato possa coincidere con lo!!etto perduto: una mancanza esistenziale destinata ad essere per sempre eccentrica rispetto ad o!ni soddisfacimento o!!ettuale. 4 quindi un punto dove le acque tra desiderio e !odimento si mescolano. 7ra il desiderio non si lascia pi% disciplinare dal si!nificante e non obbedisce pi% alla le!!e di castrazione e tramite il !odimento leccesso doloroso entra nel campo del #eale. 0n #eale c"e non deve mai essere confuso con quello c"e vol!armente c"iamiamo reale caratterizzato dalla costanza e dalla prevedibilit/ &si tratta del reale inda!ato dalle scienze'. Si ribalta cos5 la dimensione !Greca 9perc"* maiuscuolo3: delletica: padronanza della ra!ione e disciplina del corpo dove la le!!e etica riflette la le!!e del cosmo e il piacere concepito in armonia con la +atura. , tutto questo

si contrappone la resistenza del #eale lattrazione della cosa c"e alimenta il desiderio c"e sfocia nel !odimento c"e trascende cos5 la dimensione dell,ltro c"e lo aveva costituito a fronte dellinfinito slittamento metonimico. Lacan aprir/ cos5 la sua riflessione etica non in rapporto con lIdeale ma con il #eale non pi% in rapporto con la dimensione valoriale ma con la forza scabrosa della pulsione quindi del #eale. La vita non aspira al proprio Bene &ideale o utilitaristico c"e sia' al proprio sviluppo positivo al proprio

accrescimento ma al riappropriarsi di un Godimento ori!inario mai esistito se non come resto nella ripetizione mortifera. 4on la centralit/ del #eale si spalanca un vero e proprio abisso. Siamo Al di l- del principio del -iacere. La pratica psicoanalitica si sospin!e verso la verit/ oscena e scabrosa c"e nellantropolo!ia in!enua si vorrebbe mantenere occulta: i pazienti non vo!liono pi% !uarire ma !odere nella loro mancanza &eterno ritorno delle!uale'. Si mostra cos5 lattaccamento dellumano a ci; c"e causa dolore: ecco il cuore della pulsione di morte al di l/ del principio del piacere. Eutti i !odimenti rasentano la sofferenza perc"* non c soddisfazione possibile ma tensione c"e perdura. La Morte il punto termine. 2i c"e cosa3 2el !odimento della vita. La temperanza ,ristotelica(0tilitaristica del piacere soddisfatto si scontra fatalmente con lintemperanza del !odimento leccitazione senza limiti. con

". #on esiste ra

orto sessuale 'ne sono *ualcosa )

, fronte di tali antinomie insanabili a fronte di una struttura dellessere c"e si costituisce nella mancanza mancanza c"e !enera la pulsione mortifera al !odimento come si pone la relazione tra il masc"ile ed il femminile3 -er rispondere a questa domanda dobbiamo comprendere me!lio come il masc"ile e il femminile entrano in relazione nelluniverso simbolico. )ui la posizione di >reud pu; essere cos5 sintetizzata: L.dipo fa luomo ma non la

donna. , fronte di questa riflessione non ci dovrebbe sorprendere troppo la sua celebre domanda c"e ben sintetizza la sua frustrazione concettuale: 4"e vuole la 2onna3 In linea con >reud Lacan riconosce c"e c effettivamente una resistenza femminile allidentificazione simbolica. Infatti al corpo femminile pi% con!eniale la resistenza al si!nificante perc"* lazione del +ome del -adre comunque rappresentata da una fi!ura -aterna di sesso diverso cosa c"e rende pi% complessa la pur necessaria identificazione &ai fini della separazione dal 4orpo della Madre'. )uesta resistenza lascia un residuo ulteriore di !odimento c"e Lacan c"iama un plus(!odimento: infatti il !odimento femminile si caratterizza in quanto non tutto fallico e quello del masc"io invece tutto fallico ossia se!nato dal si!nificante del fallo &c"e abbiamo visto essere rappresentativo del desidero !enerato dalla mancanza'. 4 quindi nella femminilit/ un plus(!odimento ,ltro ulteriore al Godimento fallico c"e non a lui complementare bens5 supplementare. -lus( !odimento a cui il femmineo sostiene Lacan permette un accesso pi% facile e pi% con!eniale. Si tratterebbe di una forma di Godimento c"e si avvicina invero a quello mistico un !odimento ,ltro inaccessibile al mondo dominato dallordine del si!nificante e c"e nasce come resistenza e non come resto. In questo senso in quanto pre(simbolico tale plus(!odimento esperito ma non conosciuto dalla donna o me!lio dal corpo della donna. )uesta differenza permette a Lacan di scandire il suo famoso aforisma la "emme n&e0iste pas: infatti la donna nella sua resistenza al si!nificante non trova pieno posto nellordine del si!nificante non "a un si!nificante c"e la rappresenta non pu; quindi essere nominata !eneralizzata. )uello c"e manca La donna ossia larticolo c"e permette la !eneralizzazione della donna. )uesto fa inoltre di una donna un non(discorso unico e irripetibile in quanto non pienamente definibile dallordine simbolico non asso!!ettabile ma anc"e non conosciuto in quanto resistenza inaccessibile a s* stessa.

)ueste differenze costitutive rendono impossibile il rapporto sessuale nella sua dimensione relazionale. Infatti come abbiamo !i/ visto i due sessi sono ripartiti dalle diverse modalit/ di !odimento: il lato masc"ile caratterizzato dal !odimento fallico delluno. 2al lato donna vi invece una ripartizione dei !odimenti: un !odimento fallico &u!uale a quello dal lato masc"ile' e il plus( !odimento ,ltro aperto infinito i!noto. .d proprio questo !odimento ,ltro supplementare c"e rende impossibile il rapporto sessuale in quanto la donna non pu; ricevere quello c"e si aspetta dal masc"ile proprio perc"* questultimo limitato dal !odimento fallico: La Fouissance p"allique est lobstacle par quoi l"omme narrive pas dirai(Fe / Fouir du corps de la femme pr*cis*ment parce que ce dont il Fouit cest de cette Fouissance celle de lor!ane. 2all,ltra parte la donna proprio nella sua dimensione ,ltra di o!!etto del desiderio diventa per luomo un sintomo ossia viene ad essere un lo!!etto piccolo &a' causa del desiderio. Lattrazione si rileva cos5 costituita su unillusione: luomo non pu; dare alla donna ci; c"e "a &in quanto concentrato sul !odimento fallico autistico e uno' e la donna non quello c"e appare alluomo &in quanto come o!!etto del desiderio risulta essere vuota non accessibile al simbolico'. 4os5 lincontro diventa strutturalmente impossibile. La donna non pu; ricevere quello c"e luomo non pu; dare &ci; c"e esula il si!nificante' dallaltra luomo non pu; entrare in rapporto con ci; c"e esula il si!nificante. La lo!ica paradossale di questimpossibilit/ per Lacan inscritta nel noto paradosso di Ienone ,c"ille e la Eartaru!a &vedi +ota in ,ppendice': )uand ,c"ille a fait son pas tir* son coup auprs de Bris*is telle la tortue elle aussi a avanc* dun peu ceci parce quelle nest pas toute pas toute / lui il en reste et il faut qu,c"ille fasse le second pas et comme vous savez ainsi de suite8 cest meme comme Ja que de nos Fours mais de nos Fours seulement on est arriv* / d*finir le nombre le vrai ou pour mieuK dire le r*el parce que Ja que I*non navait pas vu cest que la tortue on plus nest pr*serv*e de cette fatalit*

d,c"ille cest comme son pas / elle et de plus en plus petit.

Euttavia in questa impossibilit/ si nasconde il se!reto della sublimazione dellestasi reli!iosa dove la donna riesce a trovare nella mancanza la c"iave per accedere ad una Couissance corporea non localizzata nei !enitali c"e soddisfa la domanda di amore dell,ltro come !odimento altro. #imane cos5 aperta la sfida proposta dallo stesso Lacan: esiste un luo!o dove si ricon!iun!ono lamore e il !odimento sessuale3 Lacan consapevole di questa impossibilit/ salvo rimandarla ad un mistico punto infinito: ,c"ille cest bien clair ne peut que d*passer la tortue il ne peut pas la reFoindre mail ne la reFointe que dan linfinitude.

$. %i sceglie sem re anche di esser nati

,lla fine del nostro percorso c"e "a illustrato brevemente il pensiero lacaniano nelle sue dimensioni non prettamente analitic"e ma strutturali &abbiamo volutamente evitato o!ni menzione alle forme psico(patolo!ic"e come la nevrosi paranoia psicosi melanconia anoressia 8' dobbiamo pur concludere c"e non rimane molto del so!!etto cartesianamente concepito. ,ccettando la Le!!e -aterna il bambino sidentifica con il -adre unico detentore del fallo e cos5 attin!e al campo dell,ltro dei si!nificanti assumendo i tratti c"e lo rappresentano &nella storia familiare cultura modi abitudini' e determinano. Il bambino viene riconosciuto come entit/ separata dalla madre ed assume il suo ruolo nella triade familiare. +ello specifico della bio!rafia individuale abbiamo strutturalmente un evento traumatico rimosso.

Erauma=#imozione c"e apre al desiderio ma c"e causa anc"e la ripetizione pulsionale. Levento dellinteriorizzazione dell,ltro un evento c"e for!ia s5 la costituzione del so!!etto ma nel Erauma la inc"ioda anc"e alla ripetizione

ripetizione su cui si esercita la pulsione al Godimento: il rifiuto materno la delusione paterna la !elosia del fratello 8 sono tutti eventi traumatici c"e si dispie!ano allinterno della vicenda edipica matrici su cui sinstaura quella pulsione a ripetere lesperienza fallimentare. Lindividuo nella sua vicenda bio!rafica con lentrata nel simbolico si ritrova quindi determinato da un si!nificante per lui fondamentale c"e lo contrasse!na nel discorso dellaltro: il si!nificante c"e marca e contraddistin!ue la sua vicenda edipica. )uesta determinazione "a una valenza traumatica ed alimenta la sua pulsione al !odimento come ripetizione fallimento il ritorno allo stesso posto dello Stesso. Il so!!etto si ritrova cos5 in balia del Godimento. Sono le stesse determinazioni traumatic"e dellincontro con l,ltro a spin!erlo verso il Godimento pulsione mortifero. , fronte di questo dispositivo &infernale' c"e ci spin!e a ripetere sempre !li stessi errori a rivivere sempre le stesse esperienze fallimentari la domanda c"e si pone come possibile riscattare il !odimento dalla sua maledizione3 4ome sin!olarizzare la propria ripetizione creativamente3 La psicoanalisi lacaniana non promette certo un rafforzamento dellIo padrone di s* stesso iper(adattato n tantomeno unarmonia pastorale nella relazione con l,ltro &lin!anno del fantasma dell,ltro'. 4os5 come non cede neanc"e allabbandono pulsionale al Godimento nel mito post(moderno anti( edipico. La c"iave rimane sempre nel so!!etto c"e deve tuttavia trovare la sua traccia sc"iacciato dal destino dell,ltro del lin!ua!!io ed il trauma del !odimento. Eraccia c"e non pu; c"e passare dall oggetto piccolo $a%. -er Lacan infatti il processo di so!!ettivazione implica sia alienazione simbolica ( la perdita dellessere della vita la perdita di vita animale ( sia lerotizzazione di questa perdita c"e avviene per la via del desiderio desiderio c"e come abbiamo visto si nutre della mortificazione provocata dal ta!lio del si!nificante. il proprio destino ossia assumerlo

In questo senso loggetto piccolo $a% risulta essere quella parte perduta del so!!etto il so!!etto come resto so!!etto rita!liato come o!!etto perduto piccolo &a' c"e causa il desiderio e manifesta la separazione del so!!etto dall,ltro. Grazie alla costituzione delloggetto piccolo $a% il so!!etto si stacca dall,ltro perc"* loggetto piccolo $a% non appartiene al si!nificante ma un qualcosa di assolutamente personale di diverso tra so!!etto e so!!etto. Si stacca dallaltro quindi in maniera unica e sin!olare. Lacan se!nala cos5 la possibilit/ di superamento dellimpasse nella distinzione tra ripetizione come Automaton mali!na e ripetizione come 12che, ossia come accettazione del proprio destino. La liberazione deve cos5 passare dallassunzione so!!ettiva dellasso!!ettamento alla ripetizione c"e permette cos5 una sua torsione inedita nella trascendenza del desiderio sublimando la forma dissipativa del Godimento. Il movimento della 12che mostra come lesistenza non sia inesorabilmente inc"iodata alla ripetizione dalle marc"e del trauma infantile avendo sempre la possibilit/ di ri(so!!ettivare retroattivamente le Hstrutture familiari interiorizzate. -er far questo per !iocare la propria partita del desiderio il so!!etto non pu; certo cancellare le tracce del trauma &costitutive' ma pu; semmai tentare di riscriverle diversamente offrire loro una si!nificazione nuova e inattesa. La nuova trama del destino si presenta come petit dcalage, piccolo scarto c"e separa il So!!etto dall,ltro. Ma come si attiva questa personalizzazione3 4reando delle opere in cui si rivelano retroattivamente le marc"e indelebili c"e ne "anno costituito lesistenza. Lincontro con lincarnazione dell,ltro nella nostra vicenda bio!rafica &il rifiuto materno la volont/ paterna di fare un fi!lio minore8' c"e !enera una vicenda sin!olare nel tempo storico nelle strutture sociali economic"e e familiari diventa il materiale per la creazione so!!ettiva del proprio oggetto piccolo $a%. Il so!!etto quindi per definizione bio!rafica personalit/ e della sua bio!rafia sar/ comunque responsabile anc"e se non padrone. -aradossalmente si

sce!lie sempre anc"e di esser nati. Si!nifica c"e "o deciso di fare qualcosa delle determinazioni dell,ltro c"e mi "anno costituito. Si!nifica so!!ettivare quello c"e l,ltro "a fatto di me in modo c"e io possa essere anc"e qualcosaltro di ci; c"e l,ltro voleva c"e diventassi. )uesta presa di coscienza questo

riconoscimento della propria responsabilit/ trasforma il destino &il si!nificante( destinato dal discorso de!li ,ltri' in ?unsc" vocazione testimonianza

&esteriorizzazione dellinteriorizzato' del desiderio come vocazione. 4os5 la personalizzazione si realizza in unimpresa in unopera c"e riprende o!!ettivandola la contin!enza ori!inale. . una riscrittura esterna delle strutture interiorizzate con un piccolo scarto un buco sin!olare c"e separa dalluniverso dell,ltro. . un suicidarsi nellopera un abbandonare lesistenza e morire separarsi dalla scena del mondo dimenticarsi perdersi e

imma!inarizzarsi: nellatto creativo si muore come uomo e ci si o!!ettivizza si crea cos5 il proprio oggetto piccolo $a% o!!etto c"e si perde nellatto stesso del compimento della creazione c"e da quel momento acquisisce il carattere inaccessibile eterno ed esterno al s*. Lartista si suicida nella sua opera come il 2io c"e muore nellatto della creazione. +ellatto creativo luomo realizza il suo oggetto piccolo $a% emancipato dai fantasmi dell,ltro o!!etto c"e sar/ s5 la condensazione della bio!rafia individuale scritta dall,ltro ma personalizzata dallatto della creazione

so!!ettiva fatta ,rte. .levando lo!!etto creato alla di!nit/ della 4osa tramite la sublimazione della pulsione si tenta una strada di avvicinamento al #eale c"e viene cos5 avvicinato sia pure in un modo simbolico imma!inario. 2a qui limportanza a non cedere al proprio destino=desiderio come spinta alla creazione della propria opera come spinta alla fedelt/ al proprio destino personale affrancato dalle determinazioni dell,ltro sia pur nella forma della consapevolezza dello scarto. -erc"* l,ltro vuoto e lesistenza contraddistinta da una mancanza ad essere c"e nessun fantasma potr/ mai colmare. Lacan affermava cos5 c"e la sola vera colpa delluomo quella di venire

meno al proprio desiderio desiderio c"e pu; essere liberato dai fantasmi !enerati dalla parola dell,ltro c"e ci determina creando cos5 il presupposto per la liberazione dalla coazione a ripetere la pulsione mortifera. . un invito ad essere responsabili rispetto al desiderio e a liberarlo dalle determinazioni dell,ltro perc"* o!ni volta c"e siamo c"iamati a sce!liere ne va della mia esistenza come direbbe $eide!!er.

endice+ ,-uando Achille !a il suo asso..

.verLbodL Mno@s t"e "istorL of ,c"ille @"o @ants to reac" t"e turtle but cannot do and everLbodL Mno@s t"e storL of t"e arro@ t"at cannot reac" t"e tar!et. +evert"eless in t"e empirical ?ord @e eKperience t"at ,c"ille does reac" t"e turtle and t"e arro@ reac"es t"e !oal. Indeed @e can even do a nice soup or @in an olLmpic race. E"at is to saL t"ese paradoKes "ave not"in! to do @it" realitL or at least @it" @"at @e perceive as t"e eKternal &to us' realitL. ,ctuallL t"e true of t"e mentioned paradoKes is not outside but inside< t"ese paradoKes &and paradoKes in !eneral' are an eKemplification of t"e @aL @e t"inM not realitL itself. ,s a consequence our t"inMin! structure seems to be bL its essence paradoKical and t"is is reallL t"e basic intuition @e s"ould @orM @it": t"e paradoKical structure of our &lo!ical and unconscious' t"inMin! @"ic" la@s are clearlL in contradiction @it" our eKternal eKperience: t"e turtle is al@aLs reac"ed and cooMed and somebodL @ill @in t"e arc"erL contest. It seems liMe unconscious(lo!ic is paradoKical and intellective(eKperience is linear. E"is idea can be easilL re(formulated in a p"ilosop"ical and analLtical @aL: Ieno eKamples are t"e best description of our internal and unconscious realitL. In fact if analo!L maMe sense t"e Eurtle is t"e 7bFect &of desire' and ,c"ille is t"e &desirin!' SubFect &or vice versa3'< as a consequence t"e SubFect can never reac"

t"e 7bFect of "is desire: in t"e sense t"at as Lacan saLs il n&2 a pas de rapport, t"ere is no true &seKual' relations"ip. ?e cannot reac" t"e o'3ect o" desire and t"is because it is structural in our paradoKical @aL of &unconscious' t"inMin!. ,s NiOeM @rites t"e structure of Ieno paradoKes is t"e same of t"e oneiric dream @"ere one tries to reac" an obFect but t"is re!ain distance at t"e verL point "e is close to it. E"us Ieno paradoKes "ave t"e same topolo!L of t"e desired obFect t"e same structure t"an t"e "uman desire @"ere t"e obFects run a@aL @"en @e are Fust close. E"us funnL enou!" t"e paradoKes of lo!ic t"e ni!"tmare of linear consciousness &intellect' are quite comfortable for our unconscious. $ere it becomes clear t"at t"e lo!ic of our unconscious &t"at is to saL our desires t"at emer!e from some@"ere' is t"e same of t"e one of paradoKes. ,nd "ere @e can find t"e true of t"e Lacanian statement t"at t"e unconscious is structured liMe a lan!ua!e. Intellectual consciousness t"e apparatus t"at "as to cope @it" eKperience &t"e cooMed turtle' tries to impose a more linear t"inMin! but doesnt Mno@ "o@ because it is lo!ic in itself t"at seems to be indeed paradoKical in "is essence liMe unconscious t"inMin!. Godel incompleteness t"eorem and #ussel -aradoK seems to confirm t"is concept: t"ere is al@aLs somet"in! missin! somet"in!

incomplete somet"in! @e cannot reac". ,nd "ere it comes to our basic intuition: t"e unconscious has its o/n logic that is not linear 0ut arado1ical and t"is lo!ic mi!"t be better understood bL t"e lines of t"e reflections of $e!el and Lacan. $o@ever in order not to !et into a le!itimate panic lets trL to understand better t"e nature of paradoK t"e paradoKical and lo!ical structure of "uman unconscious startin! from Ieno itself and avoidin! a debilitatin! discussion about Lacan $e!els interpretation or better t"e $e!elian interpretation of Lacan.

Bot" ,c"ille and t"e ,rro@ must eternallL desire t"e obFect in order to enable t"e paradoK to reveal itself. E"eL cannot stop because if t"eL stop t"e

eternal loopin! @ill not be: t"e dispositive reveals itself onlL if t"e movement is eternal=infinitive. 7t"er@ise @e @ould not Mno@ it @e @ill never "ave t"e intuition of @"at @ill not "appen @e @ill never Mno@ t"at t"e arro@ @ill never reac" and so on. E"e unreac"ed desired obFect is repeatedlL desired and t"is permits t"e constant movement of t"e same t"at is t"e repetition. E"e Miller is serial and @ill al@aLs come bacM to t"e place of Millin!8 even in constant failure t"e sLmptom @ill al@aLs reappear. But t"ere is even somet"in! more subtle "ere t"at "appens: t"e consequent constant structural frustration &repetition' opens to t"e opposite. E"at is to saL: if t"e arro@ is never reac"in! t"e tar!et "is eternal impossible movement is not"in! else t"an total immobilitL. If I cannot reac" somet"in! t"at is in front of me for eternitL it can onlL mean t"at I am fullL immobile. $ere @e "ave an eternal movement t"at ends in its negation: non( movement at all. ,nd finallL @e "ave also t"e t"ird moment t"at is the negation o! the negation. E"at is to saL: immobilitL itself is not somet"in! ot"er t"an t"e eternal mobilitL quite t"e opposite: it is t"e result of t"e constant mobilitL t"us it is not all true to saL t"at t"e arro@ is immobile but it is true to saL t"at constant mobilitL brin!s to immobilitL and immobilitL is indeed constant mobilitL &"ere @e "ave somet"in! similar to t"e $e!elian unitL of Bein! and +ot"in! in Becomin!'. E"e final moment &of t"inMin!' is liMe a 2aralla1 @"ere t"e same is immobile or in eternal movement &dependin! from t"e point of vie@' and @"ere t"e true is not t"e posit itself but t"e ne!ation of its ne!ation. E"e ne!ation becomes an essential moment t"at "as finallL to be ne!ated itself in a reversal full of sense. ,s a consequence t"e true of t"e >renc" #evolution @as not t"e Eerror but t"e Eerror @as an essential moment t"at "ad to be ne!ated in order to understand t"e true of t"e revolution &t"at "ad to overcome its totalitarian but inevitable ne!ation'. E"us t"e &"istorical' true of t"e >renc" #evolution @as t"e #evolution of E"ermidor &not its betraLal1'. SimilarlL t"e true of Cesus is not "is dead &ne!ation' but "is dead @as an essential moment of t"e "istorical pat" of

salvation @it" its ne!ation &resurrection' as final moment of true. E"us t"e true of a particular "istorical event is t"e ne!ation of its ne!ation in "istorL &and not in t"eorL'. -lease note t"at in order to continue to eKist t"is true "as to be constantl3 re eated in t"e $olL 4ommunion. ,nd t"is is also t"e verL structure of all t"e "umans relations t"at are not true if t"eL do not overcome t"eir ne!ation. Moreover a success is not suc" if it does not come after failure as manL $ollL@ood movie s"o@ us. ?it"out t"e eKperience of t"e ne!ation t"e true of "uman relation &t"e ne!ation of t"e ne!ation' cannot be understood. E"is means t"at @"en @e deal @it" "uman and divine relations @"ere indeed t@o subFects interact and @e "ave t"e repetitive loop of desire t"e structure is bL definition dialectical and not linear. It s"ould be no@ more clear "o@ @e can eKtrapolate from t"e structure of Ieno paradoKes t"ree la@s t"at describe t"e real structure of non(linear(t"inMin! unconsciousness i.e. repetition alienation into t"e ne!ation and sublimation &ne!ation of t"e ne!ation'. E"e particular desires a!ain and a!ain t"e universal but does not reac" it. $ere it ends into "is ne!ation but in its reverse &,uf"ebun!' @e "ave a ne/ su04ect t"at is is asMin! for a ne@ universal position &a position "e can !et closer and closer but never reac" ( @it" t"e eKception of t"e $e!elian p"ilosop"L @"ere at t"e end t"e turtle @as reac"ed also in t"inMin!8'. Lets trL to !et closer @it" a tLpical eKample and eKamples are never casual: love &love is I @ould saL t"e clearest eKample of psLc"ism':

@it" love @e @ant to reac" somet"in! t"at cannot be reac"ed: to be

one @it" t"e beloved obFect < P eac" time @e are closer to our beloved obFect t"ere is a s"ift a

movement &and t"is because it is a subFect and not an obFect and @e cannot reac" a subFect'< P t"is eternal movement at one sta!e brin!s to alienation frustration

and t"is is indeed reciprocal &bot" sides are "ere arro@ and tar!et': t"is frustration

introduces t"e ne!ation @e are completelL lost< P t"e reversal starts @it" t"e acceptance of t"is frustration t"at can

open t"e @aL to non(e!oistic love &t"at is indeed still linMed to t"e obFect'. Isnt t"e reco!nition itself t"at t"e movement @ill be eternal t"e MeL fact t"at "elps us to understand t"at t"e desired obFect is indeed a subFect &or ai substitution of'1 ?e cannot reac" t"e obFect of desire simplL because it is a subFect1 But bein! t"is dLnamic reciprocal in t"e loop of t"e t@o subFects @e create a ne@ subFect t"at "as a more compleK border because it is actuallL t"e dLnamic relation bet@een t@o subFects &@"ere ends t"e one to t"e anot"er3'. It is liMe to saL t"at 4"rist is t"e encounter bet@een Cesus and $umanitL.

Love is t"e eternal movement t"at creates its failure but in t"e dLnamic repetition it creates also t"e requisite of "is realization. 2ecisive "ere is t"e moment of t"e ne!ation. E"e acceptance of t"e ne!ation is t"e real !oal(reac"in! moment. In psLc"o(analLsis it is t"e acceptance of t"e sLmptom. E"e sLmptom remembers us t"at t"e ot"er as obFect of desire is an emptL not"in!. It is onlL in t"is radical ne!ativitL t"e ni!"t of t"e @orld t"at starts t"e mutual creation of t"e 7t"er as a co(subFect. $ere t"e real dimension of radical ne!ativitL is t"e eKperience of a &ne@' subFectivitL in t"e &reciprocal' sustainin! dLnamic and not in t"e simple accomplis"ment of desire &t"at eventuallL destroLs t"is dLnamic'. E"us from t"e t"e lo!ical paradoK of t"e meta(p"Lcolo!ical structure @e can derive t"e follo@in! dispositive: , &t"e particular' desires Q B &t"e obFect' but cannot reac" it< , eKperience non(&,' 9t"e ne!ation of desire t"e frustration and alienation t"e immobilitL:< , bL reco!nizin! t"e true of "is ne!ation 9non(&,' eternal non reac"in! R immobilitL: realizes also t"at true is t"e eternal &non'movement itself. In reciprocitL , and B create a ne@ subFect. 7ne t"in! "ere clearlL emer!es: in order to @orM t"is mec"anism needs

indeed a relation t@o subFects t"at be!in a reciprocal obFect oriented relation t"at dialecticallL evolves in a ne@ &more abstract' subFect: t"is is t"e true of sublimation &t"e passa!e from a solid state ( obFect ( into a !aseous one ( subFect. $ere t"e E"in! evolves in t"e E"ou. E"is structure sustains t"e t"ree main principles of psLc"olo!L t"at are: &a' &b' &c' repetition &t"e conceptual movement'< alienation &t"e ne!ation immobilitL'< sublimation &t"e reversal of t"e perspective' i.e. immobilitL t"at

equals to t"e movement bein! t"at equals not"in! &in becomin!'. ,nd in t"e reversal a ne@ subFect t"at is t"e encounter of t@o dLnamic subFected obFects emer!es. E"is is t"e sense for @"ic" God is Love and onlL in lovin! t"e 7t"er one can find God because actuallL God "imself emer!es from t"is process &in t"is sense God needs "umanitL'. God is internal to t"e dialectical process and not an independent eKternal realitL &pa!anism'. Indeed onlL in God one can find t"e true love because onlL God is t"e eternallL lovin! subFect of t"e &"uman' subFect. In God @e "ave t"e onlL subFect t"at @ill al@aLs respond to our &true' call @it" !race. 7n t"e contrarL t"e "uman subFect can onlL occasionallL eKperience trulL love because "e=s"e falls constantlL from t"e reciprocal subFect=relation to t"e autistic obFect=relations. ?"en t@o subFects enter in t"e reciprocal subFective desire loop and a subFected and not obFected relations emer!es t"an Lou can "ave for fe@ instants a true relation: in t"is sense il L a de rapport but onlL for fe@ moments< it @ill soon disappear because impossible. E"e same is for !race: it endures onlL non temporal moments t"e rest is memorL. E"is is t"e difference bet@een "uman and God. God is eternal !race but "umans can onlL eKperience t"e memorL of t"e moment of !race. >inallL @e can no@ easilL build from "ere t"e c"art of t"e main psLc"o(

pat"olo!ies startin! from t"e described dialectical structure of t"e unconscious lan!ua!e. Indeed @e "ave a pat"olo!ical state @"en a subFect remains entrapped in anL sin!ular moment in t"e dLnamic dialectical sequence: a. t"e insistence in t"e repetition is clearlL neurotic ((S obsessive< b. staLin! in t"e ne!ation is paranoid ((S psLc"otic< c. and finallL t"e failure=illusion to reac" t"e obFect &and not reco!nize t"e subFect' is clearlL a sadistic perversion @"ere t"ere is t"e illusion of Fouissance transformin! t"e ot"er in pure obFect and t"us destroLin! "e=s"e=@e as a subFect. d. finallL in +arcism t"e obFect of desire is t"e mirrored self &a fiKation of t"e Lacanian mirror p"ase' so t"ere is no dLnamic process but onlL e!otism.

It s"ould be clear "o@ t"e MeL of "ealin! cannot be else t"at t"e eKperience &memorL' of &rare and elapsin!' true love. If t"ese refleKions are true t"eL do not need to be proven< in fact t"e true of t"e unconscious are intuitivelL felt as simple true &as it is t"e case for t"e !eometrical aKioms'. Bein! t"e dispositive revealed not"in! rest t"an eKperiencin! love and !race &in memorL'. ,ll t"e rest is r"etoric and !Lmnastic8