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1.

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE - Primo semestre


Manuale di sociologia della comunicazione
La comunicazione umana. Il processo di comunicazione.
A volte consiste in trasmissione di smplici significati altre volte invio di contenuti complessi e ad alto contenuto emotivo

1. Comunicazione
Q1 un attore sociale detto emittente e dice qualcosa a uno specifico referente e per uno scopo particolare. Se le procedure di comunicazione non sono adatte alla situazione si ha una SPIRALE PERVERSA DI NON COMUNICAZIONE. -> La comunicazione un atto razionale dove per razionalit si intende il miglior adeguamento delle risorse del soggetto per il raggiungimento di uno scopo in quella particolare circostanza. Accade spesso che le scelte razionali non siano le pi adatte o funzionali: la razionalit della comunicazione una razionalit limitata a causa di impiego di competenze-abilit limitate o inefficaci, dipendenti da aspettative a forte tasso emotivo

1. Interesse e coinvolgimento
Motivazioni = biografia + scopi Linteresse iniziale si deve trasformare in coinvolgimento che consiste nel restare stimolato e partecipe per lintera durata della comunicazione. CONDIZIONI DI COINVOLGIMENTO: 1) comunicazioni che tocchi motivazioni non superficiali (vita familiari o malattie di persone care) 2) la situazione rilevante simbolicamente come nel caso di ci che viene detto in una manifestazione religiosa

2. La razionalit del comunicatore


La razionalit anche legata allambiente (= situazione-circostanza specifica, contesto culturale con le sue norme, modelli di comportamento e/o procedure consolidate e approvate socialmente) LATTORE DEVE ADATTARSI ALLA SITUAZIONE E TENERE CONTO DEI VINCOLI ESTERNI. Le regole possono essere pi o meno esplicite. La comunicazione ha sempre un aspetto di ritualit (= insieme delle cose inutili dal punto di vista dei contenuti ma fondamentali per il buono svolgimento della comunicazione)

3. I modi della comunicazione 4. Il processo di comunicazione


Nella maggior parte dei casi, lo scambio di informazioni strumentale per arrivare a una vera comunicazione come costruzione di un significato

5. Comunicazione e agire sociale


La comunicazione o lagire comunicativo lo strumento per eccellenza dellagire sociale:

A) gli attori della comunicazione hanno caratteristiche sociali precise (et, sesso, ruolo...) B) gli attori della comunicazione devono essere valutati come attori sociali per comprenderne meglio motivazioni, scopo, coinvolgimento... C) gli attori hanno una loro specificit (identit) che il prodotto delle loro esperienze sia soggettive che sociali, compiute nel corso della loro vita D) ogni attore il prodotto dellintrecciarsi del vissuto del processo di socializzazione con le esperienze relative ai successivi e sempre pi complessi rapporti e scambi sociali nellet adulta Le motivazioni e gli scopi sono definiti in un particolare contesto culturale, da rituali e norme che sono dettate e sancite socialemente. Le esperienze precedenti non forniscono solo schemi di lettura delle situazioni successive, ma ne suggeriscono il significato pi profondo: la COMPETENZA COMUNICATIVA pi profonda che mette in grado il soggetto di comportarsi al meglio in una particolare situazione comunicativa.

La comunicazione interpersonale. 1. Messaggi analogici e codici simbolici


La comunicazione diretta consiste in un rapporto faccia a faccia nel caso in cui gli individui sono coinvolti nel processo comunicativo nella loro totalit psicofisica (non come nella comunicazione informatica) MESSAGGI ANALOGICI: segnali che contengono qualche rappresentazione o immagine del significato a cui si riferiscono. Es. Un disegno, labbraccio di una madre Essi possono essere prodotti attraverso:

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Segni paralinguistici (il tono o pi in generale la modulazione della voce MESSAGGI NUMERICI O SIMBOLICI: messaggi che rimandano a un sistema simbolico o codificato e formalizzato da segni, la cui relazione con il significato di cui sono portatori del tutto arbitraria. Es. La parola scritta arrosto. Gli esseri umani sono lunica specie che usa sia messaggi analogici che simbolici Ciascuno di noi perfettamente in grado di interpretare i messaggi analogici che provengono dai membri della stessa specie PRINCIPIO DI WATZLAWICK: non possibile non comunicare In ogni concreto processo comunicativo di tipo interpersonale faccia a faccia sempre possibile distinguere tra:

J J J J J

Atteggiamenti posturali Mimica facciale Gestualit Gestione della distanza dagli altri (prossemica)

C C

piano del contenuto : dei CONTENUTI MANIFESTI (corrispondenti ai concetti direttamente desumibili dallinsieme delle frasi pronunciate) vengono veicolati attraverso un canale verbale e codici simbolici piano della relazione : i SIGNIFICATI RELAZIONALI transitano attraverso i segnali analogici, si tratta di una sorta di istruzioni per luso che il parlante fornisce agli interlocutori

2. I canali della comunicazione non verbale - La mimica facciale


La complessit e la ricchezza delle possibilit mimiche e segnaletiche del volto umano ha indotto i ricercatori a riconoscervi tre distinte aree: 1) la regione frontale 2) la parte meridiana (gestalt: comprendente la configurazione complessiva) 3) la parte inferiore (bocca e mascella) Allorigine de fatto che certi volti riescano a trasmettere segnali pi amichevoli vi la sensibilit che gli esseri umani mostrano nei confronti dei tratti infantili. Non si pu dimenticare di accennare al cosiddetto linguaggio degli sguardi

- Gli atteggiamenti posturali


I soggetti che riescono a distribuire correttamente i carichi sulle gambe, assumendo conseguentemente una posizione rilassata e diritta vengono percepiti come individui sicuri di s e aperti al mondo esterno. Allopposto tenere la testa piegata a coprire il collo, incassandola al contempo tra le spalle, veicola il messaggio analogico di un soggetto introverso e remissivo. Attenzione per: lo sbilanciamento allindietro della testa, una posizione nella quale sembra sempre avere uno sguardo dallalto verso il basso indice di unaccentuata sicurezza e volont di dominio, supponenza.

- La gestualit
I movimenti delle mani sono diversi a seconda del gruppo culturale. Secondo alcune ricerche il movimento delle mani facilita il recupero di contenuti mnemonici di tipo linguistico. In generale i movimenti lenti e ampi rimandano unimmagine di ssicurezza, capacit di controllo, autorevolezza e, se sono esasperati solennit. Viceversa una gestualit rapida e minuta suggerisce unimmagine di vivacit e velocit di pensiero ma anche, oltre certi limiti, di eccitazione e irrequietudine.

- La prossemica
Gli esseri umani si dimostrano estremamente sensibili alluso che dello spazio fanno i propri simili e ai messaggi relazionali che tale uso veicola. SPAZIO INTIMO: 40-50 centimetri che non devono essere invasi da nessuno senza unesplicita autorizzazione. Disagio di una metropolitana affollata o di un ascenscensore. SFERA PERSONALE : circa un metro entro cui sono ammessi anche veri amici e colleghi a cui siamo particolarmente legati SFERA SOCIALE: la distanza alla quale percepiamo corretto tenere tutte le persone verso le quali non siamo coinvolti affettivamente, quelli con cui ci capita casualmente di parlare ZONA PUBBLICA: la distanza alla quale un soggetto parlante tende a tenere il proprio pubblico, quando questo ha una certa consistenza numerica Per un adolescente o per una donna sono importantissimi i segni della territorialit. Queste categorie di persone caricano gli oggetti di un significato psicologico e simbolico, rappresentano per certi versi dei prolungamenti esterni di un S in via di formazione, che ha bisogno di ausili esterni per potersi riconoscere, riconfermare, consolidare. La propria stanza spesso vissuta come un prolungamento della propria zona intima

- I segnali paralinguistici
La comunicazione si sviluppa anche attraverso sengali come la modulazione dellemissione vocale e il ritmo. E indice di sicurezza la capacit di gestire le pause e i silenzi che si generano naturalmente nellalternarsi dei turni di parola. LA COMUNICAZIONE INTERPERSONALE E UNAZIONE SITUATA: dipende dal contesto in cui si svolge Occorre che ogni oratore sia attento hai segni di disinteresse che rappresentano una sanzione che il gruppo, involontariamente e attraverso segnali analogici infligge.

3. Lagire comunicativo
Al di l delle specifiche caratteristiche di due attori che comunicano un altro elemento a cui bisogna prestare attenzione la scena definita come il risultato dellagire di due aspetti fortemente interrelati:

R R

Il CONTESTO lo spazio concreto in cui si svolge un dato evento comunicativo

La SITUAZIONE che concettualmente pi complessa e pu essere definita come la risultante di una serie di elementi e significati di carattere sociale, relazionale e psicologico che agiscono sullevento comunicativo. Bisogna sempre tener conto del cosiddetto ambiente semiosfera (Lotman) che quello spazio semiotico al di fuori del quale non possibile la semiosi o significazione. I soggetti della comunicazione si trovano ad agire in un sistema di significazione fatto di:

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Reciproche aspettative Convenzioni relazionali Convenzioni sociali Convenzioni culturali

Convenzioni linguistiche Da questo punto di vista una situazione pu essere immaginata come un grande repertorio di informazioni possibili, un immenso database contenente innumerevoli risorse di significazione sullevento allinterno del quale agiamo. La situazione data da quel sottoinsieme di significati e risorse simboliche che gli attori impegnati in un certo evento comunicativo attualizzano sulla base dei propri scopi. I S situazionali messi in gioco dai soggetti comunicanti non sono indipendenti dal contesto ma ne rappresentano un prodotto. Un ruolo sociale linsieme degli atteggiamenti e dei comportamenti che, allinterno di una certa cultura e di un determinato gruppo sociale, ci si attende da un individuo in relazione alla sua collocazione sociale e/o relazionale. Ciascun individuo non portatore di un unico ruolo. Il ruolo dato dallinsieme delle storie legittimamente associata a una determinata collocazione sociale e relazionale. La necessit di passare da un ruolo a un altro pu generare stress. OGNI SITUAZIONE COMUNICATIVA INTENZIONALE E UNESPERIENZA COINVOLGENTE E SITUATA. ESSA COSTITUISCE UN RIMANDO A MODELLI CULTURALI DI UN CERTO GRUPPO DI RIFERIMENTO. Ogni azione comunicativa percepita genera nel soggetto a cui rivolta una qualche forma di reazione detta feedback (letteralmente: effetto retroattivo di un messaggio o di unazione su chi li ha promossi). Attraverso il continuo farsi relazionale, generato dal processo di feedback gli esseri umani, con i loro scambi comunicativi, costruiscono e contrattano costantemente definizioni del proprio S. La comunicazione nel suo farsi processuale contribuisce a modificare la situazione percepita dai soggetti in essa coinvolti. Non necessariamente le interpretazioni dei partecipanti a un certo scambio comunicativo coincidono. Ciascun soggetto coinvolto in un processo comunicativo portatore di una propria prospettiva sul mondo. ERVING G O F F M A N : modello drammaturgico -> necessit di saper gestire strategicamente la rappresentazione o facciata che lindividuo vuole mostrare di s nelle diverse occasioni relazionali e comunicative. La facciata in parte determinata da tratti fisici e espressivi che accompagnano lindividuo nel corso della propria esistenza ma essa data anche dai componenti e dalle espressioni assunte dal soggetto in una data occasione relazionale.

4. Le emozioni
Il linguaggio analogico essenzialmente il linguaggio delle emozioni ma anche il linguaggio simbolico estremamente ricco di vocaboli espressivi di emozioni. Le emozioni, le passioni e i sentimenti sono il sale dellesistenza e costituiscono la tavolozza dei colori che rende la vita, nel bene e nel male, appassionante e degna di essere vissuta. Le emozioni fondamentali (gioia, sorpresa, rabbia e disgusto) sono degli universali culturali. Alla base delle emozioni c una risposta fisiologica, generalmente involontaria che si attiva in risposta a una certa esperienza. Una seconda componente connaturata alle emozioni data dalle risposte motorie di tipo tonico-posturale. Le emozioni PRESOCIALI ci legano ad altri individui e ci fanno sentire vicini e coinvolti con loro: amore, tenerezza e simpatia. Le emozioni ANTISOCIALI creano divisioni e distanze: rabbia, odio, invidia. Gli esperti di marketing devono essere abilissimi nel connotare emotivamente gli oggetti, suggerendo, con la pubblicit, il packaging, il design, i materiali ecc. Le stimolazioni emozionali.

Comunicazione e conoscenza. La conoscenza come processo cognitivo 1. La conoscenza


La conoscenza non semplice acquisizione di informazioni ma la ricerca e la costruzione di significati veicolati da testi o situazioni La comunicazione infatti veicola messaggi pi ricchi e complessi che non quelli smplici e immediati di uninformazione. Per avere informazioni sufficiente un processo di comprensione ma perch esista comunicazione necessaria uninterpretazione. Si dice che la comunicazione POLISEMICA (pu avere pi significati) e il suo effetto il risultato dellincontro tra ci che la comunicazione dice e quanto il ricevente riuscito (o semplicemente vuole) capire. Gli ambiti della polisemia di un testo (o di un fatto) costituiscono lo spazio della contrattazione tra le due parti impegnate nel processo comunicativo. LA CONOSCENZA E SEMPRE LEGATA A UNO SCOPO. Anche quando non sembra, la conoscenza ha sempre un fine: migliorare se stessi, dare contenuti pi profondi alla propria cultura, scoprire cose o posti nuovi, avere nuove e pi ricche idee... Ls conoscenza, dunque consiste nel processare informazioni e comunicazioni utili in una particolare circostanza.

2. Il processo di decodifica: percezione e attenzione


Fin qui si detto che: 1) la conoscenza finalizzata 2) la conoscenza il prodotto della comunicazione, come interazione tra testo e ricevente Ora facciamo un passo avanti: Ogni esperienza conoscitiva coinvolge in una certa misura il suo fruitore; il tipo di coinvolgimento a impegnare il ricevente in un processo interpretativo pi o meno profondo. IL COINVOLGIMENTO nasce dalle motivazioni del ricevente, ma dipende fortemente dalla capacit seduttiva del testo, oltre che dalla situazione di lettura e dal contesto culturale in cui testo e lettore sono collocati. Perch scatti un coinvolgimento reale devono esserci motivazioni non banali.

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Pu realizzarsi una situazione per cui una stessa immagine che non aveva detto nulla per molte volte, poi un giorno diventa improvvisamente interessante e significativa. Ci successo perch losservatore, a lungo distratto, un giorno ha messo in moto un processo non distratto e superficiale. Alla base della conoscenza e di ogni comunicazione da interpretare c la percezione di un segno che dopo essere stato percepito diventa un possibile oggetto di decodifica: UES -> unit elementare di significato. Per esempio, un soggetto X guarda un panorame: gli elementi che arrivano alla sua percezione, in tempo reale, non sono molto numerosi. Lanalisi di tutti quelli che potrebbe osservare allungherebbe i tempi del processo, oltre a renderlo complicato fino al punto di essere gestito con qualche difficolt. Cos X sceglie alcuni elementi (definiamoli tratti salienti) che sono quelli dai quali viene attratta la sua attenzione, e su questi mette in moto e organizza il processo di decodifica. Il procedere nellosservazione porterebbe X a far emergere altri elementi e, soprattutto, particolari sempre pi definiti e precisi. Ma di norma ci non avviene. Salvo in casi in cui il coinvolgimento particolare il panorama viene processato per non pi di qualche secondo Il processo di decodifica pu continuare, oltre una fase iniziale, ma, perch scattino le fasi successive, vi deve essere la decisione del soggetto rispetto a se e quanto lasciarsi coinvolgere dalla situazione o dal testo che sta analizzando. Il livello di coinvolgimento definisce la quantit di energia cognitiva da investire nellanalisi. Il coinvolgimento va da un minimo- il disinteresse- a un massimo, che si realizza quando il decodificatore cos preso da ci che sta vedendo che si pu parlare di addiction (fans in delirio, tifosi in estasi...)

3. Il processo di decodifica: gli schemi cognitivi


Lo schema cognitivo:

O O O O O O O O

una struttura cognitiva atta a suggerire una rappresentazione di un testo o di un evento o di una loro porzione dotata di significato autonomo. E una struttura astratta che guida lorganizzazione della conoscenza. Esso si forma assemblando i tratti pi rilevanti in una relazione strutturata e omogenea che offre informazioni maggiori di quelle fornite dai singoli elementi.

E una definizione-interpretazione generalmente riconosciuta e accettata allinterno di un determinato gruppo sociale, quello in cui vive il lettore. SEMPRE, nellosservazione di un fatto (o testo) e nella sua interpretazione c un momento di elaborazione cognitiva successivo in cui si aggiungono allo schema cognitivo generalmente considerato altri elementi. Generalizza losservazione e la collega alle esperienze pregresse e ai relativi schemi cognitivo-emotivi. Cos vi un allargamento della dimensione cognitiva: al primo vengono collegati molti altri schemi Pu essere NEUTRALE o RICHIAMARE EMOZIONI E SENTIMENTI DEL SOGGETTO Attivato serve anche da guida e orientamento per losservazione successiva. E un modo di organizzare la conoscenza di un fatto o di un evento sulla base di una rappresentazione astratta. E sempre unapprossimazione della realt che descrivono. Ogni schema quindi per sua natura ripetitivo, stereotipato.

Lattivazione degli schemi non avviene come successione di operazioni mentali che si succedono meccanicamente, dalle pi semplici alle pi complesse, infatti un ruolo fondamentale giocato da quella che potremmo definire una ENERGIA COGNITIVA che pu essere molto blanda e attivre, di conseguenza, schemi elementari e ripetitivi, oppure essere forte e richiamare molti schemi che vengono connessi in un metaschema adatto e funzinale a interpretare ci che si vede o si legge. Vi sono differenze tra gli schemi relativi a un fatto-evento e quelli relativi a unosservazione di un testo statico. Infatti nel primo caso laspetto dinamico e temporale obbliga a una continua trasformazione dello schema iniziale Quando la realt creata da un AUTORE: TESTO -> AUTORE -> RICEVENTE Lautore tende a guidare la decodifica del lettore.

4. Lorganizzazione della conoscenza: linferenza


La realt viene interpretata e conosciuta sulla base dellapplicazione di quegli schemi che sembrano particolarmente adatti allo scopo. Gli schemi utilizzati vengono ristrutturati (articolati, approfonditi...) Per quanto al soggetto sembra necessario al fine di capire, integrare e coordinare ogni elemento di novit rispetto alle rappresentazioni delle proprie esperienze pregresse. L INFERENZA il confronto fra ci che si legge in un certo momento e quello che gi noto e conosciuto su quella particolare tematica. E un processo di confronto tra la realt oggettiva e quella astratta delle conoscenze gi possedute. Lintegrazione -per inferenza- tra informazioni raccolte e il richiamo di altri schemi possono essere fonte di errore. Linferenza un meccanismo molto utilizzato anche perch i testi-situazioni sono in genere a forte polisemia, cio aperti a molte possibili interpretazioni.

h h 1. 2. 3.

Inferenze testuali: collegano la lettura di ci che vedo (o leggo) a quanto ho visto (o letto) in precedenza Inferenze extratestuali: in questo tipo di processo ci si rif a precedenti esperienze del lettore come attore sociale

5. Lorganizzazione della conoscenza: rappresentazioni e narrazioni


CONFRONTO TRA SCHEMI E REALTA. Tre tipologie: Schema adeguato a ci a cui applicato: vi dunque una conferma dello schema che resta pi o meno immutato nel tempo. Schema scarsamente adatto a ci che dovrebbe interpretare: ne coglie solo certi aspetti o ne considera altri con qualche margine di ambiguit. La lettura dellevento-testo cos insoddisfacente e lo schema deve essere adeguato. Lo schema risulta pi potente della stessa realt: ne sono chiari esempi il riprendere schemi raffinati sul detective triste e valoroso alla Marlowe o alla Le Carr per applicarli ai ripetitivi telefilm della televisione. In questo caso gli schemi adottati suggeriscono una lettura fuorviante per abbondanza e si costretti a cercare chemi pi sempilici e pi adatti alla situazione o al testo.

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Come si visto gli schemi vengono attivati a seconda del coinvolgimento e della relativa energia cognitiva applicata a quella particolare situazione. Dallenergia cognitiva dipendono quantit e qualit degli schemi utilizzati. Il combinarsi di schemi diversi porta alla creazione di modi di leggere la realt sempre pi aperti e di ampia portata, come nel caso delle rappresentazioni sociali che guidano la lettura di un fenomeno allinterno di un particolare gruppo sociale o cultura omogenea. Anche nellosservazione di ci che accade nella quotidianit, spesso utile o necessario arrivare a unorganizzazione cognitiva pi complessa che Bruner definisce narrazione. La narrazione un modo per legare assieme i protagonisti e le intenzioni del loro agire e dei loro rapporti, la particolarit della situazione, le coloriture emotive che si colgono. LA NARRAZIONE E LA CREAZIONE DI UNA TRAMA PARTENDO DA ALCUNI PARTICOLARI. La storia un tentativo di elaborare un modello interpretativo di ci che si vede o legge per cercare di costruirne un significato. Per avanzare delle ipotesi su ci che avverr nel prossimo futuro losservatore tende ad attivare una storia. In pratica il processo descritto consiste nel mettere a punto una trama che quella che spiega un fatto o testo fino a che altri particolari osservati non la mettano in discussione. A questo punto il soggetto elabora una prima interpretazione di ci che vede o sta vivendo.

La conoscenza: strutture e processi 1. Il concetto di conoscenza


La conoscenza riguarda tutte le informazioni che noi possediamo. Una distinzione qualitativa:

CONOSCENZE INGENUE O IMPLICITE: sono costruite sulla base della semplice osservazione di ci che succede nella vita di tutti i giorni e non richiedono che si debba fare necessariamente ricorso a regole formali o a teorie esplicative scientificamente controllate.

CONOSCENZE ESPERTE: sono informazioni acquisite dagli individui sulla base dellesperienza fatta allinterno di uno specifico dominio e concorrono a differenziare il grado di abilit posseduto da un individuo rispetto agli altri. Le conoscenze esperte sono quelle che distinguono un medico da un giovanotto che non abbia esperienze nel campo della medicina. Conoscere non significa registrare meccanicamente le informazioni che ci provengono dalleserno ma vuol dire:

Riorganizzare Rielaborare Rappresentare

Interpretare La trasformazione in rappresentazioni o modelli delle informazioni che cogliamo nel contesto coinvolge contemporaneamente aspetti di tipopsicologico e quindi percettivi, cognitivi, emotivi, non distinguibili da quelli di tipo sociale, storico, culturale. Conoscere vuol dunque dire:

Attribuire senso e significati a oggetti /fatti/fenomeni grazie alla propria capacit di richiamare conoscenze di avanzare aspettative, ipotesi e di fare inferenze Processare in modo complesso e dinamico le informazioni che cogliamo, esplorando lambiente liberamente e trovando soluzioni originali.

La memoria va considerata come un sistema:

1. 2. 3. 4.

Flessibile Modulare Dinamico

Planare Ben diverso da un archivio rigidamente suddiviso e ordinato secondo criteri logico-semantici e formali. La memoria non un semplice contenitore e non pu neppure essere paragonata a una pellicola su cui rimangono impresse le informazioni, complete di ogni dettaglio.

Memoria di tipo episodico: conoscenze ordinate a grappolo o a tema senza una regola precisa e costante intorno a esperiense biografiche o autobiografiche Memoria di tipo semantico: un insieme di riferimenti astratti che non risentono del vissuto e delle esperienze personali in modo da mantenere un valore universale, condiviso e riconoscibile allinterno della stessa comunit linguistica.

2. Concetti e categorie
Le strutture pi semplici in cui si organizza la conoscenza sono i concetti e le categorie. Tali strutture permettono agli individui di attribuire senso e significato agli stimoli che vengono percepiti. Inoltre queste strutture permettono di organizzare le informazioni in modo tale da creare aspettative su di esse. Si tratta quindi di strutture primarie con la funzione di dare un ordine base e una forma allinsieme, altrimenti caotico, dei dati e delle informazioni che continuamente riceviamo. I CONCETTI SONO ENTITA ASTRATTE CHE DENOTANO UNA CATEGORIA. Essi possono combinarsi per creare una nuova conoscenza. Normalmente quando si utilizza il termine categoria ci si rifericse a un insieme di esemplari che in un qualche modo vengono percepiti, pensati e trattati come analoghi; quando si utilizza il termine concetto si intende per lo pi lindividuazione della categoria e la sua rappresentazione astratta.

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Cos se si pensa al concetto di mela ci si riferisce a un insieme, cio una categoria, di oggetti che condividono determinati attributi, sia di tipo percettivo che funzionale che consentono allindividuo di trattare allo stesso modo i singoli esemplari che presentano in tutto o in massima parte tali caratterstiche. Un concetto pu essere rappresentato efficacemente da un esemplare che massimizza la struttura correlazionale degli attributi e che presenta quindi il maggior numero di attributi in comune con gli altri esemplari della categoria e il minor numero di attributi in comune con gli esemplari di unaltra categoria, che sar rappresntata da un altro concetto. Lesemplare che possiede questo privilegioviene denominato prototipo della categoria. ES: se pensi a uccello non ti viene certo in mente uno struzzo ma un passerotto o un canrino. I concetti possono avere diversi livelli di differenziazione nnel senso che hanno un differente gradi di inclusione. Markman ha suggerito tre vincoli che guidano nellapprendimento dei concetti:

1) 2)

Assunzione delloggetto come un tutto. Una nuova etichetta categoriale viene riferita a un oggetto nel suo insieme pi che alle sue parti. Udendo per la prima volta letichetta di cane il bambino assumer che tale etichetta si riferir allintero animale. Assunzione tassonomica. Il bambino tender a usare le nuove parole come etichette di una tassonomia piuttosto che come nuovi modi per raggruppare gli oggetti in base a altre e nuove relazioni. Avendo imparato molte cose sul suo cane, il bambino tender ad estendere letichetta ad altri animali che gli sembreranno appartenere alla stessa categoria tassonomica, piuttosto che estendere letichetta a oggetti che possono essere associati in altra maniera con il cane. Assunzione di mutua esclusione. Orienta il bambino ad associare particolari oggetti con una sola categoria. In tal modo quando apprende una nuova etichetta categoriale, egli considerer determinati oggetti come non appartenenti a quella categoria, pur non disponendo ancora di un termine per classificarli. Per esempio se un bambino conosce gi il concetto di cane e la relativa etichetta e vede un cane con la museruola, udendo la parola museruola penser che si riferisca proprio alla museruola visto che un elemento che non contemplato dal concetto di cane.

3)

3. Gli schemi, gli scripts, i piani - Schemi


Uno schema un complesso di concetti strutturati cattura conoscenze di carattere generale su oggetti, eventi e comportamenti. Ad esempio, pensiamo a un dipinto in cui sono stati raffigurati una donna mezza nuda che porge una mela a un uomo, anchesso mezzo nudo. Un individuo che osservi questo dipinto e che non abbia mai letto la Bibbia vedr nella mela un semplice alimento offerto da una signora a un signore. La stessa scena, in una persona con maggiori conoscenze o con un determinato ruolo sociale attiver invece uno schema pi complesso in cui si intrecciano varie strutture. Lo schema quindi si caratterizza non solo per il fatto di contenere variabili tra loro relate che permettono di rappresentare in termini generali loggetto di conoscenza ma anche per il fatto di poter orientare lesplorazione del mondo e linterpretazione degli eventi.

- Scripts e piani
Con il termine scripts (lett.copione) si intende una sequenza stereotipata e organizzata di azioni che si compiono normalmente in determinate situazioni. Ad esempio quando andiamo al ristorante ci comportiamo tutti nello stesso modo e ci aspettiamo di vedere persone che si comportano come noi. Colui che si reca al ristorante eseguir azioni tipiche rappresentate mentalmente nel copione (script). Il processo di conoscenza, tuttavia, non pu essere concepito n ridotto a una meccanica attivazione di informazioni standardizzate e gi impacchettate. Se cos fosse non riusciremmo a spiegare il fatto che alcune persone interpretano in modo alternativo e insolito anche una sempilice frase come Giovanni andato dal medico, tanto da immaginare, per esempio, che Giovanni si recato dal medico per invitarlo fuori a cena, e non per farsi curare, dimostrando di scostarsi dal pi canonico script visita medica. Quando gli scripts rimandano a copioni che si staccano dal sapere comune e dalle esperienze di vita quotidiana pi probabili, si preferisce parlare di piani. Un piano definibile come un repertorio di informazioni generali che connettono eventi non immediatamente e normalmente correlabili. Il termine piano sta a indicare che quando attribuiamo un senso alle nostre azioni non possiamo fare a meno di pensare che siano generalmente dirette al raggiungimento di un determinato obiettivo; un piano come un insieme di azioni gerarchicamente scomponibili e ordinate in vista di un fine. I piani possono essere utili anche per la regolazione del comportamente, ovvero per regolare dallalto le azioni dellindividuo.

- Meta-piani
Lindividuo dispone di una molteplicit di piani, ovvero una molteplicit di rappresentazioni di azioni, comportamenti volti al raggiungimento di scopi. Tali piani possono essere tutti ugualmente disponibili alla mente di quellindividuo, in un dato momento, e perci devono essere coordinati e disposti in una certa sequenza se si vuole raggiungere lo scopo fissato. Ora di fronte o allinterno di una situazione complessa occorre prevedere un livello di coordinamento o attivatori generali. Sistemi simili alla stanza di comando. Tali attivatori genrali possono essere denominati metapiani che permettono gli inneschi dei diversi piani o schemi. La presenza di metapiani a un livello superiore coordina i piani e gli schemi adeguati per soddisfare le precondizioni per il raggiungimento dellobiettivo.

4. Processi
Supponiamo che un individuo sappia che una persona appartenga a una certa categoria (es. Professore), egli potr prevedere che cosa potr fare e che cosa potr dirgli se fosse il suo interlocutore, cio inferir dallinsieme delle informazioni associate alla categoria (professore) che cosa aspettarsi incontrandolo. Naturalmente il processo inferenziale che pu effettuare sar diverso a seconda che il professore venga incontrato in unaula universitaria o nel foyer della Scala di Milano.. Per accrescere la propria conoscenza gli individui possono costruire delle ipotesi, a partire da ci che essi gi sanno o da ci che lambiente fornisce loro, e poi tentarne il controllo, cio vedere se la loro ipotesi vera o falsa. Spesso tentiamo di provare la verit della nostra ipotesi ricorrendo a informazioni contenute nella nostra memoria. In questo caso utilizziamo una euristica ovvero una procedura pragmatica che si basa sul naturale funzionamento della nostra mente e che ci consente di semplificare il compito. Ci ci espone per al rischio di produrre un giudizio distorto.

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Consideriamo il seguente esempio. Supponiamo che mi trovi in autostrada, bloccato con la mia auto nel bel mezzo di una lunga coda di autoveicoli. Non so cosa sia successo e non posso fare ipotesi sulla base delle informazioni che ho raccolto. Ritengo importante fare delle congetture che abbiano qualche fondamento per decidere se rimanere in autostrada o se invece tentare di uscire al prossimo casello. Faccio lipotesi che si tratti di un incidente: ma quanto pu essere grave? Sulla base della mia esperienza quando si resta bloccati per pi di 20 minuti significa che lincidente molto grave e che si pu rimanere bloccati in coda per pi di unora. Per stimare quanto lipotesi sia probabile non posso basarmi su dati obiettivi. Cos mi faccio venire in mente quante volte mi sono trovato in una situazione simile e le conseguenze subite. Ma ci si pu rendere conto dellerrore che si annida in una rocedura come questa, denominata euristica della evocabilit: il fatto che mi vengano in mente un certo numero di eventi non significa che quellevento sia molto probabile. In altri termini questa euristica senzaltro utile, ma non infallibile. Essa indipendente dal contenuto del problema poich qualsiasi problema complesso pu essere scomposto in sotto problemi sia che si tratti di un quesito di termodinamica sia che si tratti di una qualsiasi questione di vita quotidiana.

Organizzazione sociale della conoscenza. 1. Il pensiero narrativo


Lipotesi forte della psicologia narrativa che il pensiero umano tenda a strutturarsi secondo diverse modalit che danno origine a qualit intellettive diverse e diversamente finalizzate. Se vero che attraverso il pensiero logico-pragmatico (causale) si costruiscono e si verificano le conoscenze scientifiche, anche vero che nella vita quotidiana c bisogno di unaltro elemento: linterpretazione. Il pensiero narrativo quella forma di organizzazione della conoscenza che consente di interpretare gli eventi con cui veniamo in contatto, e successivamente di ricordarli, cogliendo nella loro concatenazione una storia generata dallintenzionalit di alcuni attori che agiscono allinterno di un contesto. In quanto modalit organizzativa della conoscenza, il pensiero narrativo oggi riconosciuto alla base dei processi mentali superiori tra cul la memoria e lintelligenza. Esistono diversi tipi di memoria, prettamente narrativa la forma attraverso cui memorizziamo i vissuti della nostra esperienza, le storie che gli altri ci hanno raccontato o a cui siamo stati esposti nella nostra fruizione di prodotti mediali. Inoltre di tipo narrativo gran parte dell conoscenza relativa alla nostra esperienza di esseri umani in relazione con altri nostri simili allinterno di un contesto sociale. Le storie e pi in generale il pensiero narrativo rappresentano la forma organizzativa della conoscenza pi complessa e articolata rispetto agli scripts e ai piani. Una forma di pensiero che, pur basandosi su strutture pi elementari, ci consente di cogliere e memorizzare i significati altamente complessi e spesso contraddittori di cui la realt umana costituita. Limportanza strutturante delle autonarrazioni sulla percezione del S uno degli ulteriori contributi che recentemente la metafora narrativa ha fornito allo studio psicologico. Le storie in generale non sono dei fatti quanto piuttosto dei costrutti. La costruzione narrativa dellesperienza sempre il risultato di un processo interpretativo faticoso e continuo, i cui esiti sono decisivi non solo per la felicit dellindividuo ma anche per la sua stessa salute mentale. AUTORICOSTRUZIONE NARRATIVA DELLESPERIENZA COME ELEMNTO DETERMINANTE PER IL SENSO DI ADEGUATEZZA DELLINDIVIDUO

- Caratteristiche delle storie


Cosa sono esattamente le storie?

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In tutte le storie gli eventi sono disposti secondo uno sviluppo temporale e hanno una durata. LE STORIE HANNO SEMPRE UNA STRUTTURA SEQUENZIALE . Ma attenzione, possono esserci dei flash back infatti il tempo del racconto non il tempo lineare della fisica ma piuttosto quello complesso, articolato e contraddittorio dellesperienza umana. Ci non toglie che il tempo in qualsiasi modo esso sia declinato rappresenta la dimensione strutturante, sfondo delle diverse storie. Una caratteristica delle narrazioni quella di riferirsi ad avvenimenti particolari e concreti nei quali sono coinvolti dei soggetti umani, o comunque esseri umanizzati Tratto caratterizzante il fatto che attori e personaggi che le popolano siano dotati di stati internazionali: siano cio in grado di pianificare le proprie azioni secondo un principio logico e in vista di qualche risultato. Si presuppone, dunque, lintenzionalit degli attori per cui si possono utilizzare le storie come strumenti interpretativi attraverso cui dare significato alle azioni e ai comportamenti altrui. Elemento distintivo delle storie la loro relativa indipendenza dalla realt (o opacita referenziale) perci sufficiente che esse siano verosimili, non sempre vere. COMPONIBILITA ERMENEUTICA: ogni elemento pu essere correttamente interpretato solo in riferimento al contesto in cui esso inserito. Ogni storia pu essere considerata il condensarsi testuale di un certo orizzonte di significazione da cui la storia stessa prende i propri elementi vitali.

Ogni storia sempre riconducibile a qualche genere (drammatico, comico, romantico, epico...). Riconoscere lappartenenza di genere delle storie che ci troviamo a interpretare condiziona notevolmente le nostre aspettative e ci consente di fare anticipazioni Insomma, unit fondamentali della storia sono:

Attori Scopo Scena

Strumento e azione Ogni storia racconta delle azioni compiute da soggetti, con certi strumenti, per il raggiungimento di determinati scopi allinterno di qualche contesto (scena)

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- Meccanismi generativi delle storie e conoscenza condivisa


Come si formano le storie e che funzione hanno nellorganizzazione della conscenza condivisa? Quando cerchiamo di ricordare una storia non ci vengono certo immente i dettagli pi minuziosi ma la trama profonda delle storie che ricostruiamo con parole nostre. Moltissimi elementi vengono dimenticati, poich si avvia un meccanismoi di selezione e semplificazione dellesperienza per renderla pi gestibile e memorizzabile. Una volta che questo processo di condensazione narrativa ha avuto luogo sar molto difficile tornare indietro.

Ricorsivit: lattivit di condensazione delle storie si applica a contenuti narrativi articolati a diversi livelli di complessit,

2. Le rappresentazioni sociali
Teoria della rappresentazione collettiva di Durkheim: convinzione dellimpossibilit di isolare il pensiero umano e la conoscenaz dal meta-contesto sociale in cui gli individui agiscono.

Una Le

rappresentazione sociale una forma di conoscenza, socialmente elaborata e condivisa, avente un fine pratico e concorrente alla costruzione di una realt comune a un insieme sociale. rappresentazioni sociali possono essere considerate costrutti sociali con i quali la realt sociale non solamente riprodotta, ma anche costruita. individui, e ai gruppi da cui sono

Le rappresentazioni sociali presentano una natura iconica e una natura concettuale Le rappresentazioni sociali sono delle strutture socio-cognitive che consentono agli
state elaborate, di far corrispondere un concetto a unimmagine e viceversa.

- Lorigine delle rappresentazioni sociali


Una delle caratteristiche delle conoscenze del senso comune data dallelevata concretezza dei contenuti che le sostanziano. In quanto repertorio di soluzioni gi pronte per dare senso alla realt e orientare lagire, tali conoscenze assumono spesso la forma di immagini concrete. Che sono ricostruzioni percettive di frammenti di realt relativi a un certo fenomeno, in parte sono invece il frutto di un processo di figurativizzazione di concetti astratti. PROCESSI GENERATIVI delle rappresentazioni sociali:

OGGETTIVAZIONE: trasformazione dei contenuti astratti in qualcosa di quasi concreto traducendo ci che nella mente in qualcosa che esiste nel mondo fisico. Trasformando lastratto in concreto, il mentale in fisico, le parole in immagini, limmateriale in materico, possibile ridurre la complessit del reale sintetizzandolo in nozioni pi semplici e manipolabili come sono appunto le immagini e i concetti concreti. Una volta oggettivata la realt si presta a essere figurativizzata: immaginata di fronte agli occhi della mente come qualcosa di visto e tangibile. I processi di oggettivazione , in quanto generativi delle rappresentazioni sociali sono il risultato di pratiche di natura relazionale e sociale, messe in atto attraverso la comunicazione interpersonale e mediale. Il soggetto fa propria una rapp. Sociale, selezionandone alcuni elementi o enfatizzandone altri. ANCORAGGIO: Ancorare un frammento di conoscenza significa ricondurlo allinterno di un sistema simbolico cognitivo e valutativo preesistente. Significa, in altri termini, portare ci che insolito e lontano da noi, e quindi potenzialmente minaccioso e disturbante, allinterno del sistema categoriale e concettuale che ci pi familiare e noto. Lo scopo quello di offrire rassicurazioni e indicazioni operative su come valutare un certo oggetto sociale o come comportarci nei suoi confronti. Lancoraggio il meccanismo che consente di comprendere come le rappresentazioni possano integrarsi allinterno di precedenti sistemi di pensiero cui vengono a confrontarsi man mano che si diffondono nella societ. Scopo dellancoraggio quello di assicurare continuit agli universi concensuali, e pi in generale alla cultura del gruppo, classificando e denotando il nuovo, attraverso categorie concettuali che lo purifichino dalle sue valenze potenzialmente minacciose e trasgressive e lo riconducano allinterno della matrice di identit della cultura condivisa.

v v

- La struttura delle rappresentazioni sociali


Il nucleo centrale: svolge un ruolo organizzatore e strutturante in quanto elemento capace di assicurare compattezza e stabilit alle rappresentazioni sociali, nonch di connotarne il senso. Un cambiamento del nucleo comporta uno stravolgimento dellintera rappresentazione. Il nucleo assume una funzione generatrice ma anche di mantenimento della rappresentazione sociale. Esso fortemente condizionato dal continuum storico-sociale culturale e ideologico. Intorno al nucleo c unarea periferica allinterno della quale vengono a coagularsi vaste aree di significati condivisi, declinati in relazione alle diverse appartenenze sociali dei soggetti da cui la rappresentazione prende origine. I contenuti di questa area sono fortemente correlati e dipendenti dalle specifiche caratteristiche degli individui. Anche larea periferica, cos come quella centrale, costituita da elementi cognitivo-informativi, immagini, opinioni...Ma questi a differenza dei primi, non esprimono mai un carattere essenziale e fondativo della rapresentazione di cui sono parte.

SE IL NUCLEO CENTRALE CONTIENE I SIGNIFICATI MAGGIORMENTE CONDIVISI ALLINTERNO DELLA SOCIETA E ASSICURA LA STABILITA DELLA RAPPRESENTAZIONE SOCIALE, IL SISTEMA PERIFERICO E CIO CHE LE GARANTISCE FLESSIBILITA E DINAMISMO. Eventuali discordanze tra realt percepita dei fatti e rappresentazione si traducono in primo luogo in un riadattamento dellarea esterna. Concetto di inserzione sociale: Imprescindibile necessit di considerare lessere umano come un soggetto socialmente inserito e cio come un attore che partecipa a interazioni sociali, stabilisce relazioni e significative, appartiene a gruppi.

3. La conoscenza sociale - La cultura come ambiente della mente


Accezione culturalista: la natura della mente umana viene interpretata come intrinsecamente connessa alla cultura entro cui inserita. Dunque lo sviluppo della mente non pu che essere immaginato che allinterno di un sistema di simboli e significati condiviso da una certa comunit culturalmente determinata che pensa se stessa e il mondo circostante attraverso simboli e significati. Non possibile immaginare una mente senza una cultura di riferimento: LA CULTURA E LAMBIENTE IN CUI LE MENTI VIVONO. La cultura, in quanto sistema complesso di simboli e significati, modella la mente dei singoli individui, i quali a loro volta utilizzano e ridefiniscono la cultura stessa ogni volta che si trovano a utilizzarla per dare significato alla realt che li circonda.

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Pensiero e apprendimento sono sempre situati in un certo contesto socio-culturale e dipendono sempre dallutilizzo di risorse culturali. Queste svolgono per la mente il ruolo di vere e proprie protesi cognitive, che consentono di orientarci nella realt in maniera magari non sempre coerente ma certamente molto efficace. La mente si configura come un sistema aperto al contesto culturale entro cui inserita, dal quale trae costantemente ausili congnitivi e interpretativi per ricostruire i significati della realt.

- Non si pu che conoscere ci che altri hanno gi conosciuto per noi ovvero: la natura sociale della conoscenza
Lequilibrio che riusciamo a mantenere nella nostra quotidianit si basa prorpio su di uninestricabile trama di piccolesicurezze che, come microfibre di moderni tessuti, ci avvolgono difendendoci dal caos. Il senso comune pu essere definito come linsieme delle certezze tacite e indubitabili che ciascun componente di un gruppo condivide con i suoi simili.

- Il senso comune come sospensione del dubbio


Le capacit elaborative della mente umana sono limitate, impossibile per lessere umano affrontare tutte le informazioni che lo investono continuamente. Se non confidassimo sulle certezze del senso comune ci ritroveremmo ben presto paralizzati dallincertezza e impossibilitati ad agire. La nostra stessa salute mentale sarebbe a rischio. GLI STEREOTIPI UCCIDONO LA PERCEZIONE MA CI PERMETTONO DI VIVERE. Il significato pi profondo e funzionale del senso comune , in quanto strategia conoscitiva capace di semplificare la realt, quello di renderla comprensibile in modo cognitivamente poco dispendioso. Sospendere il dubbio significa affrancare lindividuo dalla necessit di doversi interrogare e trarre conclusioni da solo su ogni evento.

Comunicazione e testualit. La lettura come negoziazione del senso.


Testo e lettore sono intrinsecamente legati: il testo ha bisogno dellintervento attivo del lettore che ne attualizzi, ne faccia emergere i significati. Il lettore guidato nel processo di costruzione di senso e dovr tenere conto delle restrizioni delle interpretazioni possibili inscritte nel testo.

1. Il contratto di lettura tra testo e lettore: un processo di negoziazione


La relazione testo-lettore va intesa come un processo attivo a doppio senso: non solo il testo avr determinati effetti sul lettore, ma anche il lettore assume un ruolo determinante nellattribuire senso al testo. Si avvia un processo di negoziazione, una battaglia che avviene in gran parte attraverso il testo e nel testo. E importante che lautore immagini il suo lettore tipo. Nel testo si trovano i simulacri dellautore e del lettore che simulano uninterazione faccia a faccia. Per capirsi e comunicare necessario condividere alcuni codici o meglio alcune competenze di base. Il lettore modello legge quindi il testo nel modo in cui esso stato progettato per essere letto. E dunque quel lettore che risponde pienamente alle aspettativa dellautore: questo non coincide necessariamente con il lettore empirico (reale effettivo). Anche lautore modello da considerare una voce anonima inscritta nel testo, la sua voce ha una sua vita autonoma, indipendente dallautore empirico che pure lo ha generato per attraverso unattenta lettura del testo, possiamo dedurre e ricostruirne la presenza nei panni dellautore modello, capendo meglio le idee e le emozioni che ci ha voluto comunicare. Nelle trasmissioni televisive lo spettatore modello rappresentato, ad esempio dal pubblico in studio. Ogni testo, tramite le figure dellautore modello e del lettore modello, propone al lettore un CONTRATTO DI LETTURA, un patto comunicativo, che egli pu accettare o no. Perch la comunicazione arrivi a buon fine necessaria una cooperazione interpretativa da parte del lettore attraverso:

Inferenze Ipotesi

Previsioni Lautore, dal canto suo, mette in atto delle strategie testuali per farsi capire. Inducono il lettore a formulare determinate ipotesi di lettura e ad avere determinate attese: Spiegazioni Digressioni

Segnali espliciti Il narratore pu essere in prima o in terza persona ma non necessariamente coincide con lautore empirico o modello. Vi sono poi espliciti segnali di genere che attivano uno specifico orizzonte di aspettative. Oltre alle spiegazioni pi esplicite nel testo sono disseminati indizi, tracce, allusioni. Nel lettore si innesca un processo di autocorrezione continua. Una strategia usata per indurre i lettori a fare previsioni la sospensione della trama , se essa avviene nel punto culmine detta effetto cliffhanger e in generale suspense. I TESTI CHIUSI prevedono una sola giusta interpretazione e lo si deduce dal fatto che mettono in evidenza una lettura preferita o dominante. Molti artifici stilistici e retorici concorrono a comunicare il senso di una posizione principale:

La Gazzetta Ufficiale Anche questi testi comunque possono essere male interpretati dando adito a decodifiche aberranti. Anche le interpretazioni date ai testi chiusi possono colorarsi di soggettivit. I TESTI APERTI dono invece detti polisemici ovvero prevedono al proprio interno molteplici possibili attualizzazioni di significati da parte del lettore. Si tratta della maggioranza dei testi. Criterio di economia: linterpretazione corretta deve anche essere la pi immediata e ovvia per il senso comune.

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Tutti i testi fortemente ideologici Lorario dei treni

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2. Il rapporto testo-lettore contestualizzato


Nel testo inscritta la sua produzione e creazione. Esso infatti stato prodotto da una certa persona avente certe motivazioni e scopi, in un certo luogo, in un certo momento storico... Ogni testo richiede che il lettore abbia determinate competenze: ci non essenziale alla costruzione di senso di un testo, ma la maggiore conoscenza del contesto in cui stato prodotto ci permette di fruirlo con pi piacere.

Il rapporto testo-lettore. 1. La lettura come processo cognitivo


Il processo di comunicazione si realizza nellincontro tra testo e lettore: solo in questo confronto tra ci che dice il testo e ci che vi legge il lettore, si costruisce il senso di una specifica esperienza di apprendimento. I testi sono opportunamente costruiti o messi in codice (encoding) secondo particolari strutture narrative che veicolano alcuni significati indirizzando la fruizione secondo una particolare prospettiva. I testi raccontano storie che i lettori devno interpretare, quindi non basta che il testo arrivi al fruitore, ma necessario che il lettore decida di esserne interessato e di volerne capire il senso sulla base di ci che gli viene detto. Nel momento della ricezione avviene la costruzione del significato: solo dopo si potr parlare di possibili effetti che il testo produce. Il significato si ricava dai modi discorsivi-narrativi utilizzati per costruire il testo: il come una storia narrata. Inoltre il significato si costruisce sulla base della chiave interpretativa suggerita dal testo e da quella concretamente utilizzata dal lettore. Ogni esperienza cognitiva una tappa si un processo che porta il lettore ad avere certe idee e una particolare identit.

2. La dinamica encoding/decoding nella lettura


Lincontro tra testo e lettore e lincontro tra due strutture narrative: quelle che sono servite (encoding) a costruire il testo e quelle che sono applicate dal lettore (decoding) per interpretarlo. Nel momento della produzione di un testo mediale agiscono vincoli come: Le mode e i trends culturali che impongono certi generi (in questo periodo la fiction allitaliana, con gente comune dai buoni sentimenti) Particolari modalit produttive (programmi televisivi contenitore)

x x x

Dibattiti con ospiti famosi per cui vi grande deferenza o con gente comune di cui si mostrano difetti e debolezze con grande ipocrisia e una certa dose di violenza Api che le ideologie o precisi obiettivi politico-culturali sono le routines produttive a determinare contenuti e modalit discorsive dei programmi. Ci porta conseguenze come:

x x

I format produttivi ritenuti di maggior successo tendono a essere ripetitivi o imitati, a scapito dellinnovazione Le routines produttive devono essere semplificate e standardizzate visto il loro alto costo. In questa prospettiva vanno interpretati certi fenomeni produttivi di basso profilo e scarsi contenuti culturali.

MASSIFICAZIONE

DELLA

PRODUZIONE

MEDIALE

Se le procedure produttive definiscono la messa in codice di un testo, esse finiranno con il contribuire anche a orientarne la lettura. Le pratiche dellencoding e decoding sono naturalmente asimmetriche. Chi confeziona un prodotto mediale usa competenze professionali mentre chi ne fruisce usa schemi cognitivo-emotivi che si rifanno alla sua esperienza di spettatore. Esiti possibili dellincontro fra un testo e i suoi lettori:

1. 2. 3.

CONVERGENZA TOTALE: interpretazione fortemente determinata dai codici dominanti e/o egemonici: culturali, di genere, linguaggio ecc. Es. Comunicazione politica nei regimi: significati voluti. LETTURA CONTRARIA O ANTAGONISTA: chi legge ha idee e valori contrari a quelli che appaiono dominanti in un certo testo e quindi tende a non condividerne i significati Ma in regime di democrazia e di ampia concorrenziale offerta mediale, lincontro tra testo e suoi lettori sempre di TIPO NEGOZIALE. Chi crea un testo vuole manifestare certi contenuti, ma il ricevente pu comprenderli o meno, accettarli in parte rivisitandoli.

La costruzione di significato sempre la risultnte dellincontro tra il discorso, come stato tradotto un evento e la conocreta lettura del soggetto fruitore. John Fiske, individua tre livelli di lettura sempre pi profondi:

1) 2) 3)

Testo interpretato sulla base dei contenuti COME SI OFFRONO AL LETTORE . Le modalit discorsive sono fortemente determinate dallabilit tecnica degli autori. Ci si limita a comprendere ci a cui si assiste. Qui il senso comune le conoscenze generalemtne condivise nel gruppo di appartenenza sono sufficienti. Approfondiamo lASPETTO CONNOTATIVO: i tratti del volto, una frase lasciata in sospeso...Qui linterpretazione avviene in funzione delle rappresentazioni sociali e culturali che fanno la competenza culturale del lettore. Giocano le DIMENSIONI NASCOSTE di tipo ideologico-politico o simbolico. Qui le storie acquisiscono valenze profonde: linterpretazione si confonde con la valutazione, linferenza molto forte. Il testo messo a confronto con convinzioni profonde e radicate. A questo livelo possono scattare pi facilmente letture tendenzialmente aberranti.

3. Le fasi di approccio al testo


Alcuni momenti costanti:

& Attenzione-interesse:

devo essere attratto da qualcosa per decidere di approcciarmi a un testo (titolo, immagini, verso, musica...). Solo se lattenzione iniziale si traduce in vero interesse il lettore entra veramente nel testo.

& E se linteresse forte si arriva al coinvolgimento (il lettore attratto da ci che dice il testo e da come lo dice, al punto da
impegnarsi, anche emotivamente, a comprenderne il significato.

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& Essere coinvolti un riconoscimento di rilevanza per motivi evidenti o per motivi soggettivi. Il riconoscimento di rilevanza
una sorta di legittimazione del coinvolgimento, nel senso che lo giustifica culturalmente e socialmente, oltre che psicologicamente. LA COMPRENSIONE SI TRASFORMA IN INTERPRETAZIONE

& Accettazione-resistenza: i significati devono confrontarsi con i valori (la morale, lideologia...) Del lettore che ne apprezzer
o rifiuter il significato. In questo momento lo scontro lettore-testo si risolva in favore di uno o dellaltro.

& La fase di valutazione: il sogetto esprime a s o agli altri pi o meno consciamente il proprio grado di apprezzamento per ci
che ha visto (letto, sentito...). Una esperienza indimenticabile aeva un gradi di apprezzamento molto alto. Nella valutazione hanno un ruolo importante le particolari abilit del soggetto-lettore, le sue inclinazioni estetiche, le sue idiosincrasie. A volte il lettore pu limitarsi alle fasi di azione-interesse, (coinvolgimento), comprensione. Spesso avvengono fenomeni di scarsa o totale non comprensione. INCOMPRENSIONE : il risultato del mancato o non realizzato incontro tra strutture narrative del testo e schemi cognitivi del

WHO
Emittente

WHAT
Messaggio prodotto

WHERE WHOM
Mezzo Pubblico

WHAT EFFECTS
Effetti o efficacia

lettore. E il caso delle storie che sono dimenticate in fretta. In questi casi la decodifica-interpretazione presenta dei tratti comuni:

a. b. c. d. w w w w

Storia raccontata come episodio a s stante, seppur immediatamente evidente la necessit per il lettore di riportarla a una narrazione pi ampia C la necessit di riferire le singole storie a una narrazione pi complessa, riportandole a generi con particolari strutture o archetipi narrativi Storie rivolte a un pubblico potenziale o virtuale Niente novit o particolare appeal

Vengono elaborati schemi cognitivo-affettivi di non grande coinvolgimento E sulla base di un prevedibile basso coinvolgimento:
Storie viste con grande disattenzione Interpretazione distratta, ci si fa attrarre da qualche particolare marginale Largo sapzio allincomprensione e possibili distorte interpretazioni Rapida obsolescenza nel ricordo

4. Il rapporto testo-lettore: una sintesi PAG.128 Storia e discorso nellinterpretazione del lettore 1. Il testo come insieme di unit di significato 2. La decodifica-interpretazione delle unit di significato 3. Le cinque unit funzionali del testo 4. Le storie come organizzazione cognitiva Comunicazione e media. Il processo di comunicazione nei mass media. 1. La societ mediata
Una diffusa ignoranza e laccettazione di un controllo sociale rigido costringevano lattore sociale ad accettare il proprio destino personale e a avere una limitata conoscenza del mondo sulla scorta di poche informazioni orientate. Oggi invece si parla di alluvione comunicazionale. Comunque il consumo reale, per quanto alto, di granlunga inferiore allofferta teorica multimediale. E un errore comsiderare ogni forma di conoscenza, oggi, come quella veicolata dai grandi mass media.

2. Il processo di comunicazione mediale


I cinque items di Lasswell: campi di lavoro empirico.

WHO: tutte le ricerche sulle fonti di emittenza, o anche le leggi che regolano i diritti e i doveri di chi opera nel settore... WHAT: Analisi sul contenuto e sui codici utilizzati per esprimerli. Per esempio le notizie date dai telegiornali, il confronto tra generi e contenuti, confronto tra notizie televisivi e della stampa... WHOM: Analisi sui diversi pubblici (Audit) WHERE: Indagini sul controllo economico e politico delle grandi emittenti, gli sviluppi delle tecnologie, le politiche di relazione con i pubblici di riferimento, leconcorrenza... WHAT EFFECTS: Gli effetti dei media, ovvero come un prodotto mediale ha modificato conoscenze e atteggiamenti di un certo pubblico.

Il prodotto mediale. Il film o la fiction: La nascita la sua ideazione. Il passaggio successivo la sua messa a punto, le cose passano dagli sceneggiatori nelle mani dei produttori.

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Il passaggio dallidea al progetto costituisce linizio della fase di encoding, nel nostro caso, linizio del processo di traduzione di un testo in immagini. Il prodotto finisce per avere certe caratteristiche che guidano lo spettatore nella fruizione mediale: i marcatori che hanno questo nome a indicare dei tratti forti in cui appare evidente lintenzione dei creatori. I cues invece sono dei suggerimenti impliciti che hanno la funzione di guidare e orientare il processo interpretativo. Per encoding si intende tutto il processo di messa in codice di un testo, tutto quanto va dalle intenzioni del comunicatore al prodotto cos come viene concretamente presentato al pubblico. Quest tuttavia solo la prima fase della comunicazione mediale, a cui segue una seconda, quella relativa al modo in cui i riceventi lo vedono e lo interpretano. Anche nella comunicazione mediale, cos come in quella interpersonale, si deve tener conto della risposta dei riceventi, della loro interpretazione. E quella che possima definire come decoding, cio decodifica i un testo. VEDI SCHEDA SU ENCODING-DECODING.

3. Il processo interpretativo
Il processo interpretativo il risultato dellincontro testo-lettore e avviene concretamente nel momento della decodifica di una particolare porzione di testo da parte di uno specifico lettore. Due situazioni di incontro:

1. 2.

CONSUMO: Fruizione passiva o scarsamente motivata, prevalentemente guidata dal testo, non oggetto di letture approfondite o alternative. Il lavoro di decodifica resta al livello denotativo e dellqa comprensione

RICERCA E COSTRUZIONE DI SIGNIFICATO SENSO: il lettore ha una fruizione attiva e usa il testo come stimolo per un lavoro di interpretazione a livello connotativo sulla base di un continuo processo associativo di inferenza. Nel processo di interazione vi dunque un valore aggiunto rispetto a ci che viene semplicemente compreso:il plus che si realizza:

Per aver effettuato una lettura personale e soggettiva, spesso fortemente sottolineata in senso emotivo Making sense: lesplicazione dellessere attivo da parte del lettore, che mette nel testo qualcosa in pi. Il lettore diventa co-autore (Eco) Linterpretazione il lavoro attivo che nasce dal processo di decodifica, allorch il lettore:

A. B.

Per il processo che ha permesso di trarre un significato dal testo non immediatamente evidente

a. b. c. d. e.

Seleziona e sceglie alcuni tratti particolari del testo per attivare determinati schemi cognitivo-affettivi; Anticipa gli sviluppi possibili della trama e di ci che potrebbero fare i protagonisti D un senso a ci che sta vedendo, leggendo ecc... Immagina possibili sviluppi del testo Mette via alcune sequenze o elementi

Quando il lettore si impegna a fondo nel lavoro di interpretazione di realizza la fase di interiorizzazione dei messaggi mediali nellarchivio delle conoscenze. Ogni nuovo elemento diventa un tratto della soggettivit individuale ed alla base degli schemi interpretativi che utilizzer successivamente in ogni processo interpretativo.

Comprensione
Testo semplice con codici e contenuti evidenti tali da permettere uniformi decodifiche da parte della quasi totalit dei lettori Utilizzo di schemi cognitivi semplici e naturalmente conosciuti dal lettore (senso comune) Prevalere del livello denotativo nella lettura Lettore comune Scarsi scostamenti nei processi di encoding e decoding (ci che si vuol dire facilmente compreso dal lettore) Prevalgono i textual contraints

Interpretazione
Testo complesso con codici e contenuti ad alta polisemia che possono indurre decodifiche alternative da parte di lettori diversi Necessit di utilizzare schemi cognitivi complessi e aperti (piani, narrazioni, frames, ecc.) Prevalere del livello connotativo Lettore competente Possibili forti scostamenti nei processi di encoding e decoding (il lettore pu leggere altro e di pi rispetto alle intenzioni dellautore Prevalgono gli extratesual constraints (le conoscenze gi acquisite)

4. Ancora sul processo di decodifica


Nella fase di decoding avviene una riduzione e trasformazione del testo. Non tutto quello che vi contenuto passa nella comprensione e memoria del lettore e ha la stessa efficacia:

Il soggetto sceglie quale testo ma anche che cosa dentro il testo La decodifica soggettiva e comporta una trasformazione del significato originario

5. Un modello teorico del processo di decodifica


Il processo di comunicazione deve sempre considerare sia ci che viene trasmesso, sia come viene trasmesso. Le risposte del pubblico sono di grande importanza, non solo perch determinano il successo di un programma ma anche perch di queste si deve opportunamente tener conto nel momento della produzione.

Il pubblico dei media.


Il pubblico dei media linsieme di tutti coloro che potrebbero essere raggiunti dai messaggi di un medium. Vi sono molti modi per definire il pubblico:

Audience: un pubblico reale di cui si conosce almeno la composizione in termini quantitativi, i motivi, i contenuti del suo gradimento

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Target: termine usato per definire un certo tipo di spettatori-consumatori a cui si vuole riferire esclusivamente un certo mezzo o un certo programma Se si vuole usare utilmente il concetto di pubblico necessario definire nel modo migliore possibile loggetto dando informazioni sulla sua composizione e sul suo comportamento di fruizione o consumo per quanto riguarda:

La sua composizione descritta sulla bse delle variabili socio-demografiche o culturali A quale mezzo lo si riferisce o di quale genere-programma si considera il consumo Il contesto e le motivazioni dutilizzo mediale di quel particolare gruppo sociale.

1. Lapproccio teorico-ideologico - Le profezie degli apocalittici


Gli studi pi lontani nel tempo insistono sulla massificazione e passivit dei pubblici. Lapproccio degli apocalittici pi ideologico che scientifico e si fonda su un condiviso e radicale assioma: La cultura dei mass media una cultura di massa e il pubblico dei media un pubblico di massa. Assioma condiviso dagli esponenti della Scuola di Francoforte:

a) b) c) d)

Il pubblico di massa vittima fatale di processi di manipolazione e sfruttamento, effetti controllati da chi detiene il potere politico e economico che si serve dei media e delle loro capacit seduttive per imporre le proprie posizioni. Lefficacia di questi mezzi produce fenomeni di alienazione e falsa coscienza, che indebolendo i legami con le proprie appartenenze di classe finiscono per creare una generale acriticit Esaltazione del momento del disimpegno e dellevasione non trattando a fondo le tematiche sociali

I grandi pubblici sono vittime di strategie di propaganda e di manipolazione del consenso. I risultati di fondo sono che gli individui perdono la propria soggettivit, le proprie radici e appartenenze, per diventare anonimi individui che si dissolvono nella massa che non esprime volont pensate o discusse al proprio interno. Herbert Marcuse ipotizz che i media inventano e legittimano falsi bisogni e lofferta mediale prodotta per determinati scopi: legittimare il potere esistente e indurre al consumo. Insomma lofferta determina il consumo e il gradimento e che le risposte dei consumatori tendono a omogeneizzarsi e ad appiattirsi su ci che viene loro offerto. Accettare i dettami dellindustria del consenso porta a una destrutturazione dellidentit individuale in un perverso processo di omologazione del pensiero e delle conoscenze. Inoltre allaccrescersi dellinformazione tende a diminuire la conoscenza. E il pericolo dellentropia, cio della ridondanza di messaggi che porta a non poterne considerare nessuno e a vivere in una condizione di costante rumore.

- Gli approcci teorici degli anni Cinquanta-Settanta


Anche gli studi del dopoguerra riportano le stesse considerazioni pessimistiche sul pubblico passivo e massificato.

a) b) c)

Il pubblico di grandi dimensioni e composto da moltitudini di individui senza nessuna relazione, un insieme di persone che non si conoscono e non hanno nessun contatto tra loro. Un pubblico caratterizzato dalla dispersione e dalleterogeneit. Per questo non possibile nessun senso di identit comune o di identificazione collettiva. Coloro che compongono iil pubblico ignorano ci che pensano o fanno gli altri. Il loro agire anche in ci che li accomuna (la fruizione del mezzo) dipende da motivazioni diverse e ognuno ne ricava gratificazioni e conseguenze (cognitivo-emotive) difficilmente accomunabili.

Non c nessuna relazione reale tra chi riceve e chi produce i programmi-contenuti di un determinato mezzo. Il loro rapporto strumentale. Lopinione pi diffusa che non esistano pi soggetti coscienti, perch gli effetti dei mass media li trasformano in masse anonime e senza un comune e partecipato sentire, in individui senza personalit.

- Il dibattito pi recente. Verso un mutamento di paradigma


Il pubblico non pi un concetto teorico a cui attribuire caratteristiche astratte, definito solo in chiave ideologica, ma viene studiato in particolari contesti che evidenziano la sua particolare composizione e i suoi comportamenti concreti. Correttamente si parla di pubblici al plurale. E non si tratta di vittime dellalienazione e della massificazione e non sono passivi rispetto allofferta multimediale. Il pubblico non massa amorfa, ma un insieme di gluppi sociali caratterizzati dalle loro esperienze precedenti, sia come attori sociali che come fruitori mediali. Il pubblico fatto di persone e non di soggetti resi omogenei e passivi dal consumo di uno stesso mezzo-genere. Lapproccio tende a diventare ancora meno pessimistico e pi realistico quando a partire dagli anni ottanta si cominciano a considerare le possibilit offerte dalle nuove tecnologie che vanno dallutilizzo del computer alle trasmissioni radio-televisive via satellite o via cavo. Muta radicalmente il rapporto tra pubblico e offerta, da inendersi come nuovi mezzi e programmi. Ma la vera rivoluzione dagli esiti ancora oggi poco prevedibili quella dellinterazione e integrazione dei media luno con laltro. Oggi i tradizionali confini tra generi e prodotti tendono a scomparire in unarena affollata dove emittenti e enti di erogazione di servizi devoo personalizzare le proposte per gruppi sempre pi definiti di utenti-clienti e subire la concorrenza di piccole emittenti private che si rivolgono a vaste utenze. Luomo di oggi informato su qualsiasi cosa succeda in ogni angolo del mondo: spetter a lui decidere come essere e come progettarsi e soprattutto cosa vedere, leggere, ascoltare...

2. Lapproccio struttural-funzionale
Questo approccio rivolto essenzialmente a considerare:

1) 2) 3)

Le relazioni esistenti tra il sistema dei media, quello sociale e quello del pubblico e/o dei cittadini-utenti; I rapporti tra luso dei media e il contesto culturale entro cui si sviluppano culture specifiche

Dimesioni quantitative e qualitative dei diversi pubblici. In questa prospettiva possiamo riprendere lo schema teorico proposto da Weibull (1993)

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Lo schema mostra come processi di feedback possono avvenire tra i seguenti sottoinsiemi:

Il sistema politico-economico pu controllare il sistema dei media o certe sue componenti o esserne messo in crisi dal venire duramente attaccato sulle sue inefficienze

Possono stabilirsi reciproci rapporti di dipendenza tra il sistema dei media e il suo pubblico nel momento in cui la dinamica dellacquisto o del consumo incerta e senza chiari orientamenti-preferenze. In generale il pubblico pu ricevere dai media degli input che possono modificare i modi della partecipazione politica, sociale o culturale. Lo schema di Weibull inoltre utile perch mostra come:

a. b.

Il comportamento di consumo, gli habits of media use siano determinati dalle motivazioni dei potenziali fruitori come attori sociali e dalla possibilit di accedere a determinati mezzi-contenuti che il sistema mediale offre con maggiore o minore dovizia Il comportamento di consumo determini, nel tempo, un orientamento soggettivo che guida la fruizione IL COMPORTAMENTO DI CONSUMO DETERMINATO DALLA RAZIONALIT DEL CONSUMATORE CHE, SULLA BASE DELLE SUE MOTIVAZIONI E DEI SUOI SCOPI PERSONALI E DELLE SUE PRECEDENTI ESPERIENZE MEDIALI, TENDER A DARE UNA RISPOSTA CONSEGUENTE A CERTE SUE ESIGENZE (DI SVAGO, INFORMAZIONE...).

Il modello di Weibull un tipico esempio di approccio struttural funzionale, infatti considera il consumo mediale per le funzioni fondamentali che esso svolge sia a livello individuale sia a livello sociale. In questa prospettiva questo modello vicino a quello degli usi e gratificazioni che suggerisce che il consumo legato alle motivazioni e che il gusto personale si forma in quanto ogni individuo cerca quelle esperienze che assicuarano un maggior grado di soddisfazione sulla base delle precedenti esperienze di consumo. La razionalit del consumatore mediale il frutto delle sue esperienze precedenti come insieme di risposte positive e gratificanti che hanno prima prodotto e poi rafforzato nel tempo il suo gusto:

% % %

Non si deve sovrastimare la razionalit delle scelte e delle decisioni in chiave di consumo; in molti casi esse sono decise dal prevalere dellofferta di un certo mezzo o di particolari programmi molto promozionati e socialmente obbligati Le scelte sono spesso prese sulla base di deboli motivazioni: la stanchezza di una dura giornata di lavoro fa guardare film di bassa qualit o uno sciocco programma di variet. Luso dei media spesso legato a particolari situazioni. Cos una trasmissione sembra gradevole una sera mentre la volta successiva non interessa o non diverte.

In conclusione il modello di Weibull dimostra che:

1) 2)

Il pubblico attivo e non passivo; le sue scelte sono il prodotto di particolari motivazioni e scopi o delle funzioni necessarie o prevalenti in determinate situazioni definite da un certo contesto culturale

Il pubblico trae dai media contenuti culturali rilevanti, sia nella dimensione dello svago che in quella dellinformazione. Lapproccio struttural-funzionale suggerisce la necessit di abbandonare la concezione del ricevente come soggetto totalmente passivo e acritico. Anche il concetto di consumo sembra dover essere abbandonato per un altro pi ampio che considera la fruizione di un testo come interpretazione per la costruzione di un significato. Per quanto riguarda il pubblico necessario rifarsi a concetti come intenzionalit e coinvolgimento per comprendere come un testo lasci una traccia nellattenzione e nel ricordo dei suoi fruitori. Consideriamo lo schema di Clausse, esso suggerisce una scala di intensit di ricezione partendo dalla situazione di non-consumo per arrivare, attraverso vari passaggi, ai messaggi che vengono interiorizzati, cio fatti propri dal soggetto-ricevente. Quella di Clausse pu anche essere considerata come una scala di attenzione e impatto legando il coinvolgimento dellattore-ricettore con lefficacia del testo.

3. Le ricerche empiriche sul pubblico - Gli obiettivi delle ricerche sui media
Un approccio che parte dal presupposto di un ruolo del pubblico come soggetto attivo nel processo di comunicazione parte da una serie di ipotesi di fondo:

A. B. C. 1) 2) 3) 4) 5) 6)

Il pubblico tuttaltro che ricevente passivo Il pubblico non n massa omogenea e massificata, n aggregato casuale di soggettivit disperse; il pubblico un insieme di individui che possono avere una loro omogeneit rispetto alla fruizione di certi mezzi-generi, senza dimenticare la loro identit, collocazione sociale, motivazioni psicologiche al consumo mediale ecc.... Il pubblico dei media composto da un insieme numeroso e differenziato di gruppi omogenei per tipo di consumo mediale.

Gli obiettivi a cui tendono questi lavori: Conoscere il pubblico dei diversi media (WHO) sula base delle principali variabili socio-demografiche e socio-psicologiche come interessi culturali, stili di vita... Definire in modo pi preciso i diversi pubblici come utenti di particolari mezzi-contenuti Definire le modalit quantitative di consumo Il quanto spesso deve accompagnarsi a unanalisi riferita al quando Analizzare le motivazioni (il perch) di fruizione per comprendere le relative aspettative e di conseguenza il quanto-come del gradimento Avanzare ipotesi circa lefficacia di uno specifico impatto mediale su alcune pratiche di utenti mediali.

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Scopo ultimo della ricerca quello di arrivare a un profilo sempre pi preciso di un determinato pubblico

- Una possibile tipologia di ricerca sui media


Per costruire tale tipologia consideriamo due variabili: PRIMA VARIABILE:

w w

Ad hoc: ricerche effettuate una volta e non ripetute per conoscere un particolare aspetto del consumo mediale di un particolare gruppo sociale

A panel: con uno stesso oggetto di indagine sono ripetute nel tempo allo scopo di aggiornare i dati di consumo rispetto a una particolare mezzo SECONDA VARIABILE:

w w

Studio di un solo mezzo Studio di pi media

Ricerche ad hoc Ricerche su un singolo medium Ricerche su pi media assieme

Ricerche a panel
Audipress Audiradio Auditel

Ricerca il pubblico dei media dellUniversit di Trento

Ricerche multiscopo ISTAT Ricerche sinottica Eurisko

Una delle prime ricerche sul consumo mediale in Italia fu svolta nel 1989-91 dallUniversit di Trento. Il lavoro ha preso le mosse dal tentativo di superare limpostazione della gran parte delle ricerche svolte fino ad allora. Punto di partenza era quello di non studiare il consumo dei vari mezzi isolatamente, come se questo fosse esperienza separata, considerando invece ogni reciproca influenza o gioco di rimandi tra i diversi media. Scopo della ricerca:

a. b.

Definire alcuni stili e percorsi di consumo multimediale determinati dallimpatto di alcuni mezzi-generi;

Legare questi stili e percorsi di consumo a particolari gruppi di consumatori definiti sulla base di una serie di variabili socio-demografiche e socio-psicologiche. CULTURA POPOLARE -> EVASIONE -> INFORMAZIONE -> CULTURA DELITE Da questa ricerca sono emersi anche due approfondimenti di carattere metodologico:

Rapporto di spiegazione tra le variabili utilizzate per definire i diversi gruppi sociali e quelle utilizzate per definire i diversi stili-percorsi di consumo. Ci si pu chiedere: lappartenenza a un gruppo a spegare particolari consumi culturali o al contrario particolari stili di consumo multimediale sono una delle cause determinanti per stabilire perch certi soggetti sono accomunati ad altri in gruppi definiti da uno stesso e omogeneo stile di vita? Riemerge qui il concetto di rafforzamento che si riferisce allesito di un processo circolare per cui chi definito da alcune variabili e appartiene a un gruppo omogeneo con un medesimo stile di vita portato a condividere uno stesso stile di consumo multimediale e la preferenza verso certi generi-programmi, che forniscono contenuti culturali che danno suggerimenti al loro stile di vita e cos via. La ricerca Eurisko (scheda) si fonda su un panel annuale che permette di confrontare anno dopo anno i risultati. Ci consente di osservare i mutamenti di composizione dei vari gruppi. E utile citare questa indagine per due motivi:

1. 2.

Differenziazione tra stili di consumo, diete mediali e percorsi concreti di consumo

A. B.

Approccio multimediale Pu essere collegata ai dati di altre ricerche come Auditel o Audipress

Se dovessimo brevemente riprendere i punti che caratterizzano le cosiddette indagini multimediali, potremmo vedere che vi un ' elevata sintonia tra i tipi definiti dalle indagini dell'universit di Trento e di Eurisko. In modo particolare e al di l delle diverse definizioni, possibile riscontrare che: a) vi un numero non elevato di tipi di stili di consumo multimediale (9 in un caso, 10 nell'altro) che si dispongono lungo un continuum che va dall'emarginazione (o dipendenza mediale e/o televisiva) a una forte capacit selettiva nella scelta dei mezzi e dei loro contenuti; b) tra questi estremi vi sono due tipi di stile di consumo, il primo, orientato alla cultura, raggruppa alcuni stili della contemporaneii (di cui i contenuti prevalenti sembrano essere informazione ed evasione non banale) e il secondo che, invece, raggruppa altri stili, caratterizzati da un consumo multimediale orientato a un solo medium (come la radio per i pi giovani) o a un solo argomento, come nel caso dello sport per i giovani uomini; c) in entrambe le indagini sembrerebbero prevalere due grandi gruppi (che risultano tali dall'assemblaggio di pi stili di consumo): uno, maggioritario, pi dipendente dai media, e un altro, minoritario (ma non esiguo: si pu, infatti, stimare che riguardi almeno un terzo dell'intero campione), che sembra essere pi attento e attivo nei riguardi dell'offerta multimediale. Il fatto che tra questi ci siano i pi istruiti (come era da attendersi) e i pi giovani, corregge una possibile visione in chiave apocalittica di questi dati. Nel quarto quadrante torniamo a considerare le ricerche che si occupano del pubblico riferito a un solo medium, anche se ripetute su uno stesso campione (panel) di individui.

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Le principali indagini di questo tipo riguardano gli ascoltatori televisivi (Auditel) e radiofonici (Audiradio), i lettori della stampa quotidiana e periodica (Audipress). La loro funzione quella di fornire dati puntuali sui quali basare la pianificazione degli investimenti pubblicitari nei diversi mezzi da parte degli utenti pubblicitari. Solo la rilevanza di questa funzione permette l' altissimo investimento economico e la sofisticata organizzazione degli enti preposti a questa ricerca. Qualche rilievo di carattere scientifico (sul campione o le metodologie utilizzate) non toglie validit a questi dati se esaminati pi come indicatori del fenomeno nd suo complesso (spettatori televisivi o lettori di stampa a diffusione nazionale), che non come dati puntuali da analizzare sulla base di molteplici variabili rispetto a uno specifico programma-emittente o testata. Entrambe le ricerche permettono di avere dati molto esaurienti su: -un singolo programma o testata giornalistica (composizione del pubblico); -i lettori-spettatori (nel loro complesso) in un dato lasso di tempo per l'insieme dei programmi o delle testate; -i consumi (l'ascolto o la lettura) di determinati gruppi sociali, definiti dalle pi comuni variabili socio-demografiche, per un singolo programma o testata o nell'insieme dell'offerta televisiva e giornalistica. In questo quadrante potremmo anche ricordare molte altre indagini, come quella SIAE che annualmente fornisce dati -sulla base dei biglietti acquistati- sugli spettatori cinematografici, teatrali, a manifestazioni musicali (concerti e discoteche) e sportive. Questi dati si riferiscono allo spettatore, senza poterlo in alcun modo definire per le principali variabili socio-demografiche, ovviamente non rilevate alla fonte. Sono egualmente di grande utilit perche: a) si riferiscono a media-manifestazioni di cui non si avrebbero, diversamente, dati sulla dimensione dei loro pubblici; b) permettono di avere confronti nel tempo, anno dopo anno, sull'evoluzione di questo tipo di consumi; c) consentono utili confronti, all'interno del paese, tra grandi ripartizioni geografiche (Nord, Centro, Sud), per ripartizione-ampiezza dei consumi ecc. Per quanto limitati (sappiamo quanti, ma non chi sono questi spettatori), questi dati hanno il pregio di completare la mappa del pubblico italiano rispetto a consumi culturali di grande prestigio e rilevanza (cinema, teatro, sport ecc. ) che non hanno indagini specifiche che li riguardino direttamente. Come si gi detto in precedenza, i molti dati che si possono ricavare anche da questo tipo di indagine potrebbero essere utilizzati per costruire una mappa del pubblico italiano nei suoi principali consumi mediali, anziche essere utilizzati per scopi esclusivamente di marketing. La diffusa ma ingiustificata prevenzione di considerare questi dati per scopi scientifici sicuramente un limite della comunit degli studiosi dei mass media.

4. Lapproccio culturale
A una concezione di pubblico come massa passiva, omogenea e indifferenziata, lapproccio culturale oppone lidea di unAudience attiva, collocata in un contesto sociale, culturale, economico, storico, impegnata a dar senso ai testi interpretandoli e alle tecnologie mediali utilizzandole allinterno delle proprie esperienze quotidiane. Oggetto prioritario dellanalisi conoscere come chi legge un testo ne interpreta i contenuti e ne ricava un significato. Tale approccio considera le motivazioni che spingono il lettore a rivolgersi a quel particolare testo: quali funzioni il testo svolge in quella particolare situazione. In questa prospettiva chi consuma prodotti veicolati dai mass media attivo e, malgrado lefficacia dellimpatto mediale, decide cosa e come interiorizzare tutto ci che ha letto, visto ecc...Sono questi i contenuti che contribuiscono a costruire la sua identit, sono loggetto del suo capitale culturale, da intendersi come conoscenze acquisite, possibilit di usare schemi cognitivi pi complessi. Momento fondamentale per questo tipo di approccio lanalisi dei modi di fruizione. Ricordiamo che lesperienza di fruizione la negoziazione tra due diversi poteri: tra un testo ricco di possibili interpretazioni e uno specifico lettore che tende a una sua particolare lettura soggettiva, come risultante del mix delle sue motivazioni e attest e delle sue capacit-abilit di decodifica. La pratica di lettura sempre una pratica sociale e ha conseguenti letture culturali. I pubblici sono identificati allinterno dellapproccio culturale in base alla loro appartenenza collettiva di classe, di genere o etnica: attorno a queste variabili si possono raggruppare segmenti particolari di pubblico che condividono le stesse esperienze, gli stessi modi di accostarsi ai media

- Alcuni esempi di ricerche


In sintesi le ricerche dellapproccio culturale evidenziano il carattere situato del pubblico: vari esempi descrivono modalit differenti di accostarsi ai media, che dipendono dal concreto contesto sociale in cui il pubblico collocato. E utile osservare che viene privilegiata di volta in volta ununica variabile come esplicativa dellattivit del pubblico.

Le teorie sugli effetti dei media. 1. Gli effetti


Gli effetti sono la quinta W del modello di Lasswell e sono uno dei fenomeni pi studiati. Sugli effetti continuano a scontrarsi apocalittici e integrati. I primi sostengono che gli effetti pi diffusi e gravi riguardano la massificazione della cultura e del gusto e lomologazione delle tematiche culturali e dei valori, la superficialit e la spettacolarizzazione dei loro contenuti, che rifuggono approfondimenti e impegno. Gli integrati sostengono, invece, che i mass media sono parte fondamentale della cultura contemporanea e che, anche se hanno alcuni effetti perversi essi hanno comunque alzato il livello di informazione e cultura, come dimostrato dalla diffusa conoscenza dei film di grandi autori o dal grande interesse per le mostre darte. Non si deve pensare che le posizioni degli apocalittici siano state superate infatti i media danno molto spazio a non studiosi (politici, sacerdoti, pedagogisti...) Che da tempo descrivono scenari preoccupanti:

Negli anni trenta Media a sostegno delle dittature Media censuratori a livello politico e economico negli anni quaranta Fomentatori del consumismo negli anni Cinquanta

Media che inducono alla violenza i bambini oggi Tutte accuse esasperate: si potrebbe invece sottolineare come i media, se non correttamente controllati e gestiti, possano avere grande efficacia nel sostenere le posizioni di chi detiene il potere politico e sociale o come una esasperata offerta (di cattiva

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qualit come nel caso di telefilm pieni di aggressioni e sparatorie) possa dare risalto a particolari caratteri della societ contemporanea che non ricevono (non solo dai media) opportuna condanna. La tematica degli effetti ha scandito la storia degli studi sulle comunicazioni di massa, che h attraversato tre fasi:

1) 2)

1920->1950: si pensato che grazie allefficacia dei media, gli effetti fossero diretti e immediati, nel senso che per esempio i grandi mezzi fossero in gradi di persuadere grandi masse di spettatori convincendoli a omologarsi alle opinioni da essi espresse (decisioni dei regimi, accettazione della guerra, consumismo...) 1960->1970: periodo caratterizzato dal rifiuto dellapproccio semplicistico precedente e dallimportanza attribuita alle capacit dei riceventi che non sono passivi ma attivi, capaci di valtare ci che i media trasmettono e di mediarne limpatto e i significati. Le ricerche dimostrano che il pubblico non di massa, si sviluppa il concetto di stili di consumo multimediale insomma vengono cancellate come infondate le concezioni teorico-astratte elaborate in precedenza

Senza negare quanto dimostrato sul ruolo attivo dei riceventi, si ritorna a sottolineare lefficacia pesante dei media, soprattutto per quanto riguarda la loo offerta complessiva sempre pi massiccia e, in prospettiva futura, la forte e non del tutto conosciuta efficacia delle tecnologie pi avanzate. La quasi inarrestabile offerta dei media tende ad appiattire e abbassare la qualit del consumo in quanto i mezzi pi di successo vincono su tutti gli altri e tendono a essere la fonte privilegiata di informazioni e divertimento. Sullo sfondo c la grande affermazione del mezzo televisivo e la minaccia dellintrusione in ogni spazio della vita. I pi apocalittici arrivano a ritenere che la societ della comunicazione sia sul punto di trasormarsi nella societ del rumore e dello spettacolo, dove solo una minoranza particolarmente qualificata sar in grado di sottrarsi ai pericoli di una pi attuale e pi pericolosa omologazione

3)

2. Gli effetti a breve, medio e lungo termine


E diffusa lidea che contro gli effetti dei media non ci sia nessun correttivo possibile. Questa ipotesi si traduce in alcuni postulati che ritornano nelle principali teorie sulle comunicazioni di massa:

a. b.

Gli effetti tendono a imporsi definitivamente allorch i media insistono su certe tematiche presentate con un taglio omogeneo e senza forti contrapposizioni

Se i media tendono a essere la fonte culturale di riferimento, ci che essi affermano non facilmente controvertibile Da posizioni del genere (non sempre del tutto corrette, ma molto diffuse) deriva una conseguenza ulteriore: dalla considerazione accettabile che vero e possibile che gli effetti dei media siano di grande importanza si tende a ritenere che la loro efficacia sia forte in qualsiasi circostanza, su qualsiasi argomento e per qualsiasi pubblico. Indichiamo alcuni possibili oggetti di riferimento dellimpatto mesiale e la durata dellesposizione .

Immedia ta
Conoscenze Sentimenti-emozioni Schemi cognitivi semplici Credenze collettive Atteggiamenti Rappresentazioni Modelli di comportamento Valori

Breve

Media

Lunga

Come si pu notare gli effetti pi importanti si determinano al crescere della durata dellesposizione mediale. Non va ingnorato comunque che anche un solo passaggio televisivo o un solo articolo di quotidiano possono dare informazioni (e/o conoscenze) e , quindi, ottenere un effetto, anche se semplice e a livello esclusivamente cognitivo. E evidente che una semplice informazionepu essere dimenticata in fretta, cos come evidente che unemozione pu non lasciare tracce profonde. Qualcosa tuttavia successo e un effetto i media lo hanno provocato. Pi tempo necessario, invece, per mettere a punto un nuovo schema cognitivo o modificarne uno gi esistente. Facciamo un esempio. Gli schemi che servono per decodificare un serial televisivo ( come nel caso in cui un gruppo di medici lavori in un pronto soccorso di un ospedale risolvendo casidrammatici) si formano dopo non molte puntate. Ne bastano tre o quattro per aggiustare, per inferenza, lo schema ospedale per applicarlo al caso di un reparto dove vi sono medici ambiziosi con rapporti anche ostili tra loro (vedi Medici in prima linea) o al caso in cui si assiste ai problemi sentimentali e professionali di un medico-donna ( U n dottore per amico) , capace ma insicura, contornata da colleghi insidiosi, pazienti in crisi che deve gestire, mentre in preda a dubbi e incertezze relativamente ai suoi amori ecc. Questo schema guida la lettura delle puntate successive, ne condiziona (a seconda di motivazioni e gusto personali) il gradimento o la valutazione e cos via. Ma pi importante ritenere che schemi cognitivi analoghi siano utilizzati per valutare la situazione della sanit nazionale, cos come ognuno vorrebbe vederla realizzata e poterla utilizzare. Cos accade che schemi cognitivi e atteggiamenti emotivi nati nel momento della fruizione televisiva vengano poi utilizzati per considerare la realt vera, producendo rappresentazioni in cui la fiction si mescola alla realt, per cui i dif ferenti atteggiamenti-conoscenze possono essere utilizzati indifferentemente nell'uno come nell'altro caso.

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Lo stesso si pu dire sulle prime apparizioni televisive di un personaggio. Bastano poche presenze in video perche un uomo politico sia conosciuto, ritenuto importante, valutato (pi emotivamente che razionalmente), e considerato possibile punto di riferimento. Ovviamente pi tempo e pi lavoro dei media (che devono ritornare pi volte sul tema) occorrono per la formazione di credenze collettive, come nel caso delle mode, o dell'interesse per alcuni fenomeni che sembrano importantissimi finch restano sugli schermi televisivi o sulle pagine dei giornali, per poi declinare rapidamente o per sempre nell ' attenzione degli spettatori -lettori. Un ancor pi lungo periodo necessario per il sorgere e determinarsi di alcuni atteggiamenti: non poco tempo necessario per costruire la popolarit di un premier che potrebbe andare al governo e ancor pi tempo necessario per far maturare negli italiani un certo atteggiamento rispetto alle ondate immigratorie extracomunitarie. Grande e continua esposizione ai media necessaria per creare una .rappre-sentazione stabile e condivisa di un fenomeno sociale (si pensi, in Italia, a ci che si definisce il problema giustizia), o per il consolidarsi di un valore collettivo come quello relativo alla parit di opportunit tra i generi, o alla responsabilizzazione nei riguardi dell ' emergenza ecologica. Si deve tener presente che, in qualche caso, i media hanno un impatto ambiguo, creando, per esempio, l'esigenza di un modo pi giusto e attuale di considerare un problema (per esempio la parit tra i sessi) e suggerendo nello stesso tempo rappresentazioni contrarie, come quando si continua a insistere nel presentare le donne in ruoli subalterni (vallette nei giochi e mogli-madri confinate in casa nella pubblicit) o peggio, come nel caso dell'insistita nudit, del tutto gratuita e un po' volgare, di molte comparse televisive. Si presentano cos modelli quasi alternativi: donne che giustamente vanno considerate per la loro specificit e per il loro valore (scienziate, scrittrici, giudici ecc.), e che assurgono a posti di grande responsabilit sociale, e donne presentate come semplici oggetti sessuali. Lo stesso si potrebbe dire a proposito dei modelli di comportamento: perch i media ne costruiscano di nuovi (come comportarsi con gli immigrati extracomunitari) o perche essi riescano a modificare quelli gi appresi (come comportarsi con l'altro sesso), necessaria una lunga esposizione a ci che essi suggeriscono direttamente o indirettamente. Anche in questo caso non mancheranno suggerimenti ambigui se non contraddittori: per esempio, gli immigrati, nell'informazione giornalistica, sono spesso citati in episodi di cronaca nera, mentre, in altre pagine, autorevoli voci si levano per suggerire che doverosa una loro piena integrazione. Quali atteggiamenti-valori si formeranno in questo modo e quali comportamenti suggeriranno nella vita di ogni giorno e nel caso che si debba decidere se accettare un immigrato nel proprio posto di lavoro o, ancor pi, di accettarlo come compagno/ a? Evidentemente necessario molto tempo e non sempre si raggiungono effetti determinati e stabili a proposito di ci che appartiene alla parte pi profonda e radicata dell'identit individuale o collettiva perch i media riescano a creare nuovi modelli di comportamento. Ci riescono pi facilmente nel silenzio delle altre agenzie di socializiazione: famiglia, scuola ecc.

3. Gli effetti a lungo termine - La Cultivation theory


Pubblicazioni degli anni ottanta contribuirono alla diffusione di una ipotesi che si fonda su alcuni passaggi:

A. B.

La televisione presenza massiccia ma apparentemente invisibile; la gente passa molte ore davanti alla televisione ma non ha limpressione che si stia realizzando una certa socializzazione perch la TV non insegna o predica ma fa spettacolo: sembra che parli di molte cose al solo scopo di divertire La televisione racconta la maggior parte delle storie alla maggior parte della gente, per la maggior parte del loro tempo. La realt sociale che si origina dallinsieme di tutte queste storie una costruzione mediale della societ in cui gli spettatori pensano di vivere, confondendo la realt vera con quella mediale. Ed da questa realt mediata che si traggono modelli di riferimento, atteggiamenti e valori e una particolare coloritura di sentimenti e emozioni Le scelte dello spettatore e i significati che trae da ci che vede sono determinati o condizionati da un alto consumo dei generi prevalenti dellofferta televisiva. Lo spettatore tende a essere sempre meno selettivo, perch la scelta stessa limitata a pochi prodotti su cui is insiste molto, ad alta spettacolarit, che non inducono allapprofondimento critico e allimpegno La ripetizione di certi generi-prodotti finisce per imporre i loro contenuti e le forme in cui sono proposti. Anche se possono sembrare storie banali, la loro continua riproposizione finisce per imporre modelli di riferimento Nel tempo, LA TELEVISIONE COLTIVA CONDIVISE RAPPRESENTAZIONI DEL SOCIALE e di certi suoi aspetti in una prospettiva di omologazione-omogeneizzazione. E la televisione a determinare i principali contenuti della cultura contemporanea

C.

D. E.

CULTURA-> Quel sistema di messaggi e immagini che regolano e riproducono le relazioni sociali. Esso ci educa ai ruoli di genere, classe, et, attitudine; ci offre modelli di conformit o di ribellione, provvede a classificare i diversi temperamenti , le diverse personalit e mentalit che divengono poi le nostre caratteristiche distintive. Le sue storie ci docono come funziona il mondo, ci fanno immaginare quello che non abbiamo sperimentato direttamente.

F. G.

I contenuti della cultura prevalente sono quelli del mainstream dellofferta televisiva ripetuta e insistita. Sono quelli che pi volte abbiamo definito come immagini, valori e modelli culturali o di riferimento, ma anche credenze e comportamenti che la televisione fa diventare dominanti Il mainstream dellofferta telvisiva fatto di spezzoni o frammenti di particolare appeal che vengono ricomposti in schemi cognitivi o storie che si connettono naturalmente per la ripetizione di certe situazioni o il ricorrente carattere dei personaggi, le trame obbligate o similari...Nel flusso televisivo molto si perde, ma una parte diventa materiale importante per la costruzione del contesto simbolico e culturale che la televisione impone come assolutamente prevalente. IL MONDO RACCONTATO DALLA TELEVISIONE DIVENTA IL MONDO IN CUI GLI SPETTATORI DESIDERANO VIVERE. Il mainstream effect la grande capacit della televisione di produrre convergenza per un larghissimo pubblico attorno a contenuti dominanti su cui essa insiste. Emerge da qusto approccio un giudizio pessimistico, se non apocalittico, sul deteriorarsi della cultura del nostro tempo

H. I.

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La gran parte dei contributi riferibili a questa scuola sono ricerche empiriche su particolari aspetti o fenomeni sociali o culturali e sulla distorsione della loro conoscenza e valutazione da parte del pubblico a causa dellimpatto televisivo. Se il flusso televisivo contiene errori o distorsioni volontarie della realt e questi finiscono per essere accolti come rappresentazione accettabile e non discutibile della realt difficilmente altri canali potranno ristabilire ci che reale o la correttezza dei dati o della lettura di quel fenomeno. Alcuni limiti di questo approccio:

a. b. c.

Non sempre i risultati di queste ricerche sono generalizzabili La televisione la prevalente ma non la sola fonte di informazione che agisce nel sociale: famiglia, scuola, chiese, associazioni... Il pubblico tende alla diversificazione del consumo dei media o dei generi televisivi. Non tutti vedono le stesse cose, anche se linterazione dei contenuti dominanti ha un parziale effetto omogeneizzante: infatti difficile non conoscere o non interessarci a ci di cui i media continuano a trattare.

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Visione della TV (Apprendimento)

Informazione incidentale (Costruzione)

Realt sociale

Capacit Focalizzazione Strategie Attenzione Coinvolgimento

Abilit inferenziali Strutture sociali Altre esperienze

Un modello della Cultivation Theory. Schema Hawkins Lapproccio di Gerbner va valutato criticamente pi come proposta teorica che come una descrizione della ralt sociale, anche nelle condizioni di pesante impatto del sistema multimediale. Invece lo schema Hawkins d un quadro pi realistico allorch nel percorso che va da Visione della televisione a Realt sociale, introduce la capacit-abilit degli spettatori e il ruolo delle altre esperienze individuali o delle strutture sociali o agenzie di socializzazione. Ci contrasta con lipotesi che guardare la televisione in grandi quantit contribuisca, in modo determinante se non esclusivo, alla rappresentazione della realt sociale.

- La teorie dellagenda setting


Questa teoria sostiene che i mezzi possono influenzare gli atteggiamenti del pubblico rispetto a certi fatti o personaggi sulla base dellattenzione che essi vi dedicano in un serto periodo. E questa attenzione che diventa guida dellattenzione del pubblico su quei fatti o personaggi. Cohen: i mezzi non riescono sempre a suggerirci cosa pensare ma hanno il potere sorprendente di suggerirci intorno a cosa pensare. Sono lo spazio e il modo di trattare certi temi o notizie, a farli diventare rilevanti agli occhi dei lettori, che sono portati cos a darvi particolare importanza e, di conseguenza, a prestarvi interesse notevole e comunque superiore a quello dedicato ad altri fatti o notizie, magari altrettanto importanti, ma a cui media dedicano meno spazio e attenzione. CONTA IL MODO IN CUI I MEDIA METTONO IN PRIMO PIANO CERTE TEMATICHE O PRESONAGGI. Il criterio di priorit nellinteresse individuale e collettivo non determinato esclusivamente dalla rilevanza sociale dei fatti o notizie o dai reali inressi del lettore, ma dallo spazio dedicato loro dai media. Il quanto e il come si associa in molti casi al quando. Ad esempio se in campagna elettorale si parla sempre di microcriminalit, questo tema entrer di forza nellagenda politica e la tenzone si baser su questo genere di tematiche. Lagenda dei media influisce nel determinare lagenda del pubblico: governare la prima significa orientare la seconda. Si tratta per di una tendenza. Infatti non sempre le agende dei media e quelli dei lettori tendono a coincidere. Spesso gli interessi dei lettori sono diversi nel tempo. Ne un esempio la politica che proposta sulle prime pagine di tutti i giornali e e ance i telegiornali ma non in cima al gradimento dei lettori. Si dovrebbe separare agenda del pubblico, agenda di un particolare gruppo sociale, agenda individuale. Ogni persona infatti tende a leggere di che pi vicino al proprio gusto o appartenenza ideologica. Grandi eventi e piccoli fatti patetici si mescolano creando una rappresentazione del mondo in cui i personaggi, mostri e piccola gente balzata per un attimo alla cronaca, fanno assomigliare il sociale pi a uno spettavolo cistercense: questa la metafora dellepoca che viviamo. E certo comunque che lagenda del pubblico tende ad essere dominata pi dalla spettacolarit in tutti i campi che non da un pi tradizionale ordine di significati e valori a cui i media sembrano ancora ubbidire. Pi che dei criteri di rilevanza quantitativa, oggi la teoria dellAgenda setting deve tenere conto che i grandi fatti sono trattati come narrazioni, in cui labilit di chi confeziona i prodotti mediali sta nellorchestrare trame che sappiano tenere desta lattenzione del pubblico. E quindi il come a diventare pi importante del cosa. Solo questa abilit riesce a destare linteresse di chi fortemente distratto dalla straripante offerta di comunicazione mediale, dove informazione e spettacolo tendono sempre pi a miscelarsi.

- La teoria della spirale del silenzio


Teoria dovuta a Elisabeth Neumann (1984) parte dal presupposto che pi i media parlano di certe tematiche, pi queste tendono a divenire centrali e imporsi allattenzione del grande pubblico. La sociologa tedesca parte da questi assunti:

La societ moderna tende a relegare in secondo piano le appartenenze di gruppo, come quelle di classe, religiose, politiche ecc. In questa era di individualismo sempre pi difficile trovare motivi di indicazione in valori-norme largamente condivisi e ci si deve costruire in modo sempre pi autonomo e soggettivo la propria identit

La societ tende a emarginare i devianti, coloro cio che non si sono omologati a quello che fanno tutti. Gli emarginati sono cos messi al bando, perch sono la spia di un possibile dissenso, di modi alternativi di vivere e pensare. Ma il timore di essere considerati soggetti devianti pu sorgere anche quando si tratta di manifestare opinioni diverse. Tutto questo fa s che sia pi facile e naturale ispirarsi a ci che dicono i media, al clima generale di opinione, fino allestremo limite di pensare come si crede gli altri pensino e non sulla base dei propri valori o interessi. SI RITIENE PIU FACILE ALLINEARSI E NON APPROFONDIRE E SOSTENERE OPINIONI DIVERSE Cos il pensiero diverso, alternativo, stenta a emergere o affermarsi. Le opinioni dominanti tendono invece a esserlo sempre di pi. Unaltra consegueza di questo stato di cose il fatto di considerare come non controvertibile quello che dicono i media, o perch si pensa che sia il prodotto di competenti o perch quello il pensiero di quelli che contano. Ci che dicono i media tende a influenzare fortemente lopinione pubblica che non utilizza i loro materiali come strumenti di informazione e di elaboarazione, ma come prevalente modello di riferimento. Leffetto finale o complessivo che le opinioni prevalenti tendano a essere dominanti e quelle alternative a sparire, o ad essere fortemente ridimensionate. Si parla poco di ci che non dicono i media, si evitano le posizioni diverse, si mettono in ombra le

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proprie idee e posizioni. La spirale del silenzio il buco in cui scompaiono molte proposte innovative, molti modi alternativi di pensare il sociale e/o di comportersi a livello individuale.

- La teoria degli usi e gratificazioni


Questa teoria si occupa non di quello che i media fanno alle persone, quanto cosa le persone possono fare dei e con i media. Si parte dal presupposto che i soggetti sono attivi e non passivi, cio prodotto dei loro consumi culturali che determinano il loro gusto e preferenze, modi della decodifica e cos via. Il comportamento del consumatore attivo perch razionale. Non si vede, legge, ascolta solo quello che capita, ma si fanno scelte soggettivamente messe a punto. La scelta consiste nel leggere (...) Ci che, in un dato momento soddisfa certe esigenze che nascono sulla base di determinate motivazioni. Motivazioni ed esigenze dipendono da una serie di fattori legati a:

a. b.

Biografia e socializzazione dellindividuo

Esperienze di consumatore di mezzi-generi-prodotti. Tali esperienze formano il gusto e gli interessi del soggetto e sono la matrice dei suoi successivi comportamenti, o meglio, la matrice delle sue future motivazioni-esigenze in situazioni analoghe. Tutte le ricerche effetuate confermano che, tendenzialmente, si portati a vedere (leggere, ascoltare) pi o meno cose molto simili a quelle gi viste in precedenza e che si sono poi rivelati gratificanti. Tale soddisfazione o gratificazione codiziona il futuro comportamento dellattore in situazioni analoghe. La determinazione sociale costituita da:

Et del consumatore Sesso Istruzione Reddito

Motivazioni ed esperienze personali

Gusto e interessi soggettivi

Gratificazioni attese

Gratificazioni ottenute

Consumo di mezzi-generi-prodotti

Luogo di abitazione Uso del tempo libero

Caratteristiche dellintorno sociale E alla base del formarsi di particolari motivazioni e aspettative.

La freccia che riporta a Gusto e interessi soggettivi ha la funzione di indicare la circolarit dello sviluppo cos come suggerito da questo approccio teorico. La circolarit anche causa di rafforzamento del gusto. GLI USI DELLA COMUNICAZIONE DI MASSA (Rosengren 1974) Alcune esigenze umane di base, di maggiore o minor ordine con combinazioni diverse di caratteristiche intra- ed extra- individuali e anche con il sistema della societ circostante, comprese le strutture dei media. SI TRADUCONO IN Combinazioni diverse di problemi individuali, avvertiti con maggiore o minore intensit e in soluzioni percepite a tali problemi LA COMBINAZIONE DI PROBLEMI E SOLUZZIONI DA LUOGO A Motivazioni diverse ai tentativi di ricercare gratificazioni o comportamenti problem-solving CHE SI TRADUCONO IN Diversi modelli di effettivo consumo mediale e diversi modelli di altri comportamenti ED ENTRAMBE LE CATEGORIE COMPORTAMENTALI PRODUCONO Diversi modelli di gratificazione o non-gratificazione E INFLUENZANO La combinazione nellindividuo di caratteristiche intra ed extra individuali COS COME Il sistema mediale e altri sitemi sociali, politici, culturali ed economici nella societ Insomma partendo dalle motivazioni si passa a un certo tipo di consumo mediale (uso), che offre maggiori o minori gratificazioni, uno schema di questo approccio si conclude con un riferimento alle conseguenze, o effetti. La prima conseguenza quella del processo circolare di rafforzamento del gusto personale. Per quanto riguarda altri effetti molti sono imprevedibili e poco generalizzabili.

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Rimane da approfondire laspetto delle motivazioni che possono essere fondamentalmente di sei tipi:

1. 2. 3.

Divertimaneto (diversion) Informazione (information) Attrazione (fascination)

Sistema sociale

Sistema mediale

4. 5. 6.

Relax (relaxation) Abitudine (habit)

Pubblico Effetti
Cognitivi Affettivi Corportamentali

Uso sontinuativo e massiccio (addiction) Pi recentemente la letteratura scientifica ha proposto una serie di motivazioni pi profonde che sono legate alla costruzione dellidentit personale o di quanto si pu definire S ideale.In questo caso la gratificazione consisterebbe nel trovare suggerimenti e indicazioni su alcuni modelli di possibili comportamenti o modi di essere che appaiono funzionali alla costruzione di un certo stile di vita, o che sembrano avere un particolare significato al punto di volerli imitare. La scelta funziona o come conferma di certe decisioni prese nel passato, o come indicazioni per quelle possibili nel futuro.

4. Lapproccio sociologico e macrosociale


Lelementare schema di De Fleur evidenzia legami tra tre sistemi: 1) Quello sociale 2) Quello mediale
Riduzione dell'offerta di prodotti mediali con conseguente difficolt nell'occupazione

Sistema sociale

Possibili interventi di sostegno

Sistema mediale

Crisi economica

Risparmi nella dieta di consumo mediale

Incertezza sui possibili sviluppi della crisi

Minori proposte di informazione-spettacolo

Pubblico
3) Quello dei ricettori e del pubblico I tre sistemi potrebbero essere considerati come sottoinsiemi dello scenario della societ in un dato periodo, entro cui i tre sottoinsiemi svolgono la loro azione.

Esempio:

Effetti dei media e conoscenze collettive


Come si detto le conoscenze che noi tutti condividiamo sulla realt del mondo, che pure gran parte dei nostri frammenti di sapere apparentemente pi personali e idiosincratici, hanno spesso unorigine mediale. I media sono dotati di una forte pervasivit e coesivit con la nostra esperienza soggettiva e con le immagini che possediamo del mondo. La pervasivit dei mass media e lautorevolezza di cui godono o, pi semplicemente i fatto che molto spesso essi rappresentano lunica fonte informativa a cui gli individui possono accedere genera una significativa dipendenza soprattutto relativamente alle idee e le immagini che ci si pu fare dei molti aspetti della realt.

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Quindi GLI EFFETTI DEI MEDIA VANNO CERCATI PREVALENTEMENTE A LIVELLO DI COSTRUZIONE DELLA CONOSCENZA, individuale o collettiva, e delle rappresentazioni della realt che essi sono in grado di contribuire a costruire e a veicolare.

1. Gli effetti dei media come costruttori di storie e rappresentazioni - Effetti dei media sui contenuti della conoscenza
Per quanto riguarda il piano dei contenuti, un primo macroscopico effetto dei media riguarda le dinamiche di diffusione e circolazione della conoscenza ed rappresentato dallinfinita capacit di replicazione delle rappresentazioni mentali e culturali tipica dei mezzi di comunicazione di massa. Se un fatto passa attraverso la rete mediale quella storia tender a disseminarsi nel sociale moltiplicandosi infinite volte in catene complesse di rappresentazioni pubbliche e mentali fino a diventare un frammento di conoscenza largamente condivisa. Su tale processo di diffusione epidemiologica della storia agiscono numerosi fattori tra cui il processo di selezione a cui vanno incontro le notizie prima di entrare nel circuito dei media secondo criteri di notiziabilit. Ma sulla diffusione agisce anche lautoreferenzialit tipica dei mass media: si tratta della tendenza a riprendere i contenuti gi trattati da altri mezzi. Se una notizia appara su un quotidiano nazionale, difficilmente il telegiornale potr ignorarla. Tornando agli esiti dei processi di amplificazione e moltiplicazione messi in atto dai media, questi possono avere effetti molto rilevanti sul piano delle rappresentazioni sociali e della cultura presente in un certo contesto:

1. 2.

La moltilicazione quantitativa di un fenomeno di traduce in un cambiamento qualitativo dellintero sistema di riferimento

Aumento della visibilit sociale del fenomeno che risulter in questo modo amplificata dal rinnovato interesse dei media , in un processo di diffusione e amplificazione dello stesso.. E sulla base di questo tipo di processi di disseminazione veloce delle rappresentazioni pubbliche operato dai media, che possibile spiegare le dinamiche attraverso cui si diffondono in tempi rapidi e altrettanto rapidamente si deteriorano. Unindicazione metodologica rilevante che uno strumento di eccezionale valore euristico per la comprensione della cultura di un certo gruppo sociale sia dato dallo studio di ci che in essa viene taciuto e non detto. Potremmo definire questo non detto larea oscura della conoscenza sociale e considerarla come in qualche modo assimilabile ai lapsuso agli atti amcati descritti dalla psicoanalisi. Alle aree oscure della conoscenza condivisa sono infatti connessi i processi di rimozione collettiva dei contenuti ritenuti disturbanti o comunque scarsamente significativi rispetto a certi fenomeni sociali. E ragionaevole pensare che conoscendo tali lati oscuri sia possibile far emergere gli scheletri nellarmadio della relativa cultura.

- Effetti relativi alle forme della conoscenza


La messa in forma di qualsiasi contenuto della conoscenza in un determinato linguaggio non affatto neutrale rispetto ai significati che gli verranno riconosciuti una volta diventato una rappresentazione pubblica. Inoltre le concrete declinazioni che il linguaggio di un certo media assume in un determinato periodo tenderanno a trasferirsi profondamente allinterno delle categorie interpretative degli individui. Labitudine alla spettacolarit (data dai media- vedi documentari naturalistici) incide in maniera significativa sulla nostra stessa possibilit di meravigliarci. In un certo senso le nostre esperienze reali tendono paradossalmente sempre pi a apparirci come copie e surrogati delle relative rappresentazioni mediali. Non un caso che un bambino, abituato a fantasmagoriche immagini fantascientifiche, non rimanga neanche un po stupito nel vedere il lancio dello shuttle che avrebbe colpito il suo pap indelebilmente.

- Effetti dei media sulle modalit di interpretazione dellesperienza


Gli individui utilizzano storie e rappresentazioni condivise per interpretare e dare significato alle proprie esperienze quotidiane e a se stessi. Le storie, e pi in generale i contenuti presenti nelle rappresentazioni pubbliche diffuse dai media, non sono solo oggetto dei nostri processi interpretativi, ma tendono a diventare anche strumenti degli stessi. I contenuti della conoscenza sociale oggettivati in rappresentazioni pubbliche attraverso i media, costituiscono parte significativa delle protesi cognitive che quotidianamente utilizziamo per dare senso alla realt e orientarci nella vita sociale. I personaggi e le vicende che popolano i media, le storie piccole e grandi che in essi vengono narrate, diventano elementi simbolici sulla cui base noi diamo significati a esperienze, modelli rispetto a cui confrontare le nostre vite, o intorno a cui organizzare le nostre aspirazioni. Il ruolo dei media nella costruzione dei processi di conoscenza strutturati sotto forma di rappresentazioni sociali e storie, diviene particolarmente evidente rispetto a quegli aspetti del mondo che gli individui hanno materialmente poche opportunit di conoscere per esperienza diretta. Possiamo ora fare riferimento a unaltra delle condizioni generative delle rappresentazioni sociali sulle quali i mass media giocano un ruolo decisivo; si tratta della dispersione dellinformazione, ovvero la situazione, sempre pi diffusa nella societ fortemente mediatizzata, nella quale gli individui vengono a disporre di informazioni e conoscenze ridondanti e insufficienti al tempo stesso. Pensiamo al recente fenomeno delle immigrazioni di clandestini albanesi. Questo popolo e le problematiche che lo affliggono erano rimasti, sino a qualche tempo fa, totalmente al di fuori della coscienza e della conoscenza della maggior parte degli italiani. Il loro esistere, come popolo e come dramma, era relegato in una delle tante aree oscure del nostro universo conoscitivo e rappresentazionale. In breve tempo, tuttavia, la copertura mediale degli sbarchi clandestini ha invaso le nostre case e le nostre menti. I criteri di notiziabilit, le logiche di spettacolarizzazione dell'evento utilizzati per descriverlo (si pensi, ad esempio, alle immagini delle traversate notturne riprese con gli elicotteri) sono solo alcuni dei fattori che, a livello di encoding, hanno contribuito a selezionare e dare forma all'insieme dei testi relativi all'immigrazione albanese, sulla cui base gli italiani hanno avuto modo di giungere a farsi un'idea del fenomeno. Ma la stessa audience, d'altra parte, caratterizzata da specifiche pratiche di esposizione, percezione, decodifica e memorizzazione dei testi mediali che, nel caso specifico del genere informativo, frequentemente convergono verso una ipersemplificazione delle notizie e degli eventi. Del fenomeno albanesi quello che maggiormente passato attraverso i media come rappresentazione pubblica ed restato come materiale a disposizione dei processi socio-cognitivi di elaborazione delle conoscenze e costruzione delle nostre relative rappresentazioni mentali, principalmente costituito da una grande sovrabbondanza di immagini, pochi concetti schematici riguardo alla provenienza di tale popolo e dei suoi problemi, qualche

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canovaccio di storie pi o meno drammatiche e coinvolgenti, accompagnati da decise prese di posizioni valutative, in genere stereotipiche e discriminatorie.

Societ mediata e attori sociali Lattore sociale come consumatore mediale 1. Il s come processo autoriflessivo 2. La societ mediale 3. Il s mediale 4. La societ degli individui 5. La societ e lattore mediale

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2. METODOLOGIA E TECNICA DELLA RICERCA SOCIALE - Primo semestre


La ricerca sociale: metodologie e tecniche Le tecniche quantitative
ESPERIMENTI CITATI: Rosenthal e Jacobson: le aspettative che si autoadempiono.
I due autori studiarono il rapporto insegnante-studente, sostenendo che i bambini svantaggiati delle minoranze etniche spesso hanno uno scarso rendimento scolastico perch questo quello che ci si aspetta da loro. Lesperimento era strutturato nel modo seguente: alla fine dellanno scolastico, in una scuola elementare americana di un quartiere povero, i ricercatori somministrarono agli allievi un test di intelligenza senza rivelarne i risultati agli insegnanti. Alla riapertura dellanno scolastico fu comunicato agli insegnanti il nome di alunni dai quali ci si poteva aspettare un miglioramento: questi non erano stati i migliori ai test ma erano stati estratti a cas. A met dellanno i test furono nuovamente somministrati e effettivamente i bambini segnalati erano migliorati.

Petherson, Kiesler e Goldberg: il pregiudizio nei confronti delle donne.


Secondo questi autori una delle ragioni sociali della difficolt da parte delle donne di ottenere lo stesso successo degli uomini dovuto a un pregiudizio negativo verso le donne da parte delle donne stesse. A 120 donne furono mostrati 8 dipinti diversi, si disse a met di loro che gli autori erano uomini e allaltra che erano donne. Fu anche detto loro se il dipinto aveva ricevuto dei premi. Dai risultati emerse che le donne giudicarono pi positivamente gli stessi dipinti quando essi erano attribuiti agli uomini se erano dipinti che non avevano vinto premi; mentre questo pregiudizio negativo nei confronti dellartista donna veniva meno nel caso di dipinti che erano stati dichiarati vincitori di premi. Ci a dimostrazione del fatto che la donna in competiazione svalutata dalle altre donne: anche un lavoro che equivalente a quello delluomo viene giudicato inferiorefino a quando non riceve un riconoscimento ufficiale. Le donne quindi hanno un pregiudizio negativo verso le altre donne a meno che queste non abbiano successo, al punto che, una donna che ha successo pu essere sopravvalutata.

Milgram: sottomissione allautorit.


Si tratta di un tipico studio di coinvolgimento, condotto negli anni 60 in una universit americana. Scopo dellespeimento era osservare da vicino e chiarire il meccanismo dellobbedienza; per fare ci in un laboratorio di psicologia una persona veniva indotta, da unautorit rappresentata in questo caso da uno studioso universitario, a compiere azioni che sempre pi si scontravano con la sua coscienza. Ad un soggetto veniva affidato il ruolo dellinsegnante, allaltro quello dellallievo. Lallievo veniva legato e gli veniva applicato un elettrodo al polso, linsegnante aveva il compito di somministrare allallievo una scossa se egli non fosse riuscito a imparare a memoria una serie di parole. In realt linsegnante era veramente convinto della veridicit della situazione, invece lallievo era daccordo con i professori e pur non ricevendo alcuna scossa fingeva di soffrire. Lesperimento era finalizzato a verificare fino a che punto il soggetto ubbidisse allautorit (lo studioso) anche di fronte a scende di dolore strazianti e suppliche dellallievo.. Il risultato lasci sbigottiti i ricercatori che poterono osservare la volont esasperata di persone adulte di giungere fino allestremo grado di obbedienza allautorit: insomma gente che si occupa soltanto del suo lavoro e non motivata da nessuna particolare aggressivit pu, da un momento allaltro, rendersi complice di un processo di distruzione.

Bandura: effetti imitativi di natura aggressiva.


Si tratta di un tipico studio di osservazione che fu pubblicato nel 1963 e che aveva anche lobiettivo di valutare limpatto delle diverse forme di comunicazione della violenza. I soggetti, costituiti da 96 bambini fra i tre e i cinque anni, furono divisi in 4 gruppi da 24 unit ciascuno. Lassegnazione ai gruppi fu casualle per essi erano costituiti in ugual misura da bambini e bambine e da soggetti considerati aggressivi e quieti. Un gruppo ebbe la funzione di gruppo di controllo, e non fu sottoposto a nessuno stimolo. Gli altri tre furono esposti a scene violente di diversa natura (scena recitata, filmato, cartone animato). Tutte le scene erano violente ma ovviamente il cartone era realizzato in modo da far apparire la situazione totalmente irreale. Il bambino (lesperimento si svolgeva singolarmente su ogni soggetto) veniva poi sottoposto a unesperienza di frustrazione: veniva fatto passare una una sala piena di giocattoli che lui non poteva toccare e quindi portato in una sala dove aveva davanti a s differenti opportunit di gioco, per met rappresentate da giochi aggressivi e per laltra met da giochi non aggressivi. Il comportamento veniva osservato secondo per secondo attraverso uno specchio unidirezionale. I risultati evidenziarono una forte influenza delleffetto dimitazione. I bambini esposti alle scene violente misero in atto reazioni aggressive in misura doppia rispetto al gruppo di controllo. Inoltre la maggior parte delle azioni aggressive riproducevano quelle viste nelle rappresentazioni. Emerse con chiarezza una maggiore propensione allaggressivit da parte dei maschi.

La traduzione empirica della teoria 1. Struttura tipo della ricerca quantitativa


Lapproccio quantitativo alla ricerca sociale pi formalizzato dellapproccio qualitativo. La ricerca scientific un processo creativo di scoperta che si sviluppa secondo un itinerario prefissato e secondo procedure prestabilite che si sono consolidate allinterno della comunit scientifica. La ricerca scientifica, diversamente dallarte, un processo collettivo, essa implica:

CONTROLLO: I concetti e procedimenti devono essere standardizzati e i risultati devono poter essere verificati anche da altri. CUMULATIVITA: Scienza come accumulazione sistematica di conoscenza

Le cinque fasi del processo di ricerca.


Lipotesi (fase 2) rappresenta unarticolazione dell teoria e rispetto ad essa si pone ad un livello inferiore in termini di generalit. Alla fase 3 si arriva tramite il processo di operativizzazione e cio trasformazione delle ipotesi in affermazioni empiricamente osservabili. Questo processo pu essere diviso in due momenti:

1. 2.

OPERATIVIZZAZIONE DEI CONCETTI: trasformazione dei concetti in variabili, in entit rilevabili: per esempio si potr rilevare il concetto di successo professionale attraverso il reddito;

SCELTA DELLO STRUMENTO e delle procedure di rilevazione La decisione degli aspetti relativi a questi due momenti prende il nome di disegno della ricerca che stabilisce le varie fasi dellosservazione empirica. Treminata la raccolta del materiale empirico si arriva alla fase 4: analisi dei dati che sar un intervento di organizzazione dei dati rilevanti.

Informazione: dato empirico grezzo non sistematizzato Dato: uno stesso materiale organizzato in modo tale da poter essere analizzato

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TEORIA

deduzione
IPOTESI

In genere il processo di organizzazione dei dati consiste nel trasformare le informazioni in una matrice rettangolare di numeri (C x V casi per variabili). La fase 5 quella di presentazione dei risultati e avviene attraverso un processo di interpretazione. Quindi si ritorna tramite induzione al punto iniziale. Lo schema esposto rappresenta un processo ciclico dove teoria e ricerca sono connesse nel processo senza fine dellaccumulazione della conoscenza sociologica.

2. Dalla toria alle ipotesi Teoria: Insieme di

operativizzazione
RILEVAZIONE DATI

proposizioni organicamente connesse, che si pongono ad un elevato livello di astrazione e generalizzazione rispetto alla realt empirica, le quali sono derivate da regolarit empiriche e dalle quali possono essere derivate delle previsioni empiriche. Specifichiamo alcuni aspetti della definizione:

ANALISI DEI DATI

organizzazione dei dati interpretazione

1) 2) 3) 4)

Insieme di proposizioni: ssstema coerente di affermazioni che spesso assumono il carattere di proposizioni causali. Astrazione e generalizzazione: la teoria trascende le specifiche espressioni empiriche Derivata da regolarit empiriche: la teoria nasce dalla consatazione di ricorrenze nella ralet osservata Produttiva di previsioni empiriche: da una teoria ricavata dallosservazione di determinate regolarit empiriche si possono inferire accadimenti in altri e differenti contesti.

RISULTATI

induzione

Esempio: La teoria di Durkeheim. La proposizione teorica eneunciata, che lega individualismo e suicidio, una proposizione causale, che presenta i caratteri di:

1. 2. 3. 4.

Astrazione in quanto i concetti menzionati di individualismo, coesione sociale, suicidio sono costrutti astratti rispetto alla realt osservata Generalizzazione in quanto la connessione che Durkheim propone pensata valida per un vasto insieme di societ Essa derivata da uniformit empiriche in quanto D., come descrive nella sua ricerca, ha dedotto e controllato empiricamente la sua teoria attraverso lanalisi delle fonti statistiche del suo tempo Essa d luogo a previsioni empiriche in quanto permette di prevedere per lIrlanda un tasso di suicidi inferiore a quello dellInghilterra, anche se D. Non si occup mai del caso irlandese

Ipotesi: Per ipotesi intendiamo una proposizione che implica una relazione fra due o pi concetti, che si colloca su un livello di astrazione e di generalit inferiore rispetto alla teoria e che permette una traduzione della teoria in termini empiricamente controllabili. Caratteri distintivi dellipotesi:

1) 2)

Minor astrazione e minor generalit Provvisoriet: lipotesi unaffermazione provvisoria ancora da provare, che deriva dalla teoria ma che attende il controllo empirico per poter essere confermata.

Dalla teoria generale di Durkheim si possono dedurre una serie di ipotesi, come quella secondo cui il tasso di suicidio sarebbe pi elevato nelle societ protestanti che in quelle cattoliche, inferiore fra le persone sposate con figli, inferiore in caso di crisi politica o guerre. Le ipotesi sono EMPIRICAMENTE CONTROLLABILI -> il criterio della controllabilit empirica il criterio stesso della scientificit. Nelle scienze sociali il rischio di torie vaghe, troppo confuse per poter essere operativizzate, particolarmente acuto ma ci non deve far ridurre le prime alle seconde.

La trasformazione della teoria in ipotesi,


Un caso. TEORIA: cambiamento dei valori nelle nazioni occidentali. IPOTESI: forte divaricazione fra giovani e anziani in merito alla scala dei valori, pi marcata dove maggiore stato il salto di qualit della vita. Frequentemente capita che ipotesi vengano sviluppate dopo aver raccolto i dati e con questi confrontate a posteriori.

3. Dai concetti alle variabili


Il concetto il nesso attraverso cui luomo pu conoscere e pensare ed il fondamento di ogni disciplina scientifica, la quale consiste nel conoscere per universali. I concetti sono i mattoni della teoria e attraverso loperativizzazione dei concetti si realizza la traduzione empirica di una teoria. CONCETTO un termine che fa riferimento a costruzioni mentali astratte e che difficilmente possibile osservare direttamente; assume pertanto un significato generico, il suo utilizzo finalizzato alla conoscenza, al pensare. COME AVVIENE LOPERATIVIZZAZIONE?

1.

Applicare i concetti a oggetti concreti. In questo modo essi diventano propriet di oggetti, degli specifici oggetti studiati, che si chiamano unit danalisi

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Lunit danalisi lOGGETTO SOCIALE a cui si riferiscono, nella ricerca empirica, le propriet studiate. E una definizione astratta e singolare che si concretizza nei casi (= esemplari multipli e concreti di una data unit danalisi, sui quali si concentra lo studio e si rilevano i dati. Tipi di unit di analisi.

INDIVIDUO: quella pi utilizzata nelle ricerche sociali AGGREGATO DI INDIVIDUI: ad esempio fonti statistiche ufficiali GRUPPO-ORGANIZZAZIONE-ISTITUZIONE: famiglie, associazioni, sindacati ecc... EVENTO: petizioni, scioperi, elezioni politiche... RAPPRESENTAZIONE SIMBOLICA-PRODOTTO CULTURALE: articoli di quotidiani, testi letterari, spettacoli teatrali, fotografie ecc...

2. 3.

Dare una definizione operativa del concetto per renderlo empiricamente operativo, questa fase consiste nello stabilire regole per la sua traduzione in operazioni empiriche. Applicazione delle regole ai concreti casi studiati: questa la fase di OPERATIVIZZAZIONE in senso stretto. VARIABILE: la propriet cos operativizzata MODALIT: gli stati operativizzati della propriet, a ognuna delle quali viene assegnato un differente VALORE SIMBOLICO

4. Unit di analisi
Vedi box sopra

5. Variabili
Per variabile si intende un concetto operativizzato. Essa consiste propriamente nella propriet operativizzata di un oggetto. Non c una corrispondenza biunivoca fra concetto e variabile, in quanto un concetto pu essere operativizzato in modi diversi poich pu essere associato, come propriet, a diverse unit di analisi. Per esempio il concetto di potere pu essere pu essere propriet di:

w w w w w w w

Un individuo Un ruolo aziendale Un ruolo politico

Una istituzione ecc.... In quanto propriet pu dare luogo a diverse variabili. La propriet livello culturale di un individuo pu essere definita operativamente mediante: Il suo titolo di studio Il numero di libri che ha letto in un anno I consumi culturali quotidiani

Un test di cultura generale

Esempio. variabile: Scolarizzazione.


CONCETTO UNITA' DI ANALISI PROPRIETA' STATI MODALITA'
Senza titolo Licenza elementare Licenza media Diploma Laurea ...

Una variabile pu variare (di qui il suo nome) fra diverse modalit corrispondenti ai diversi stati della propriet. Di fatto, la variazione di una variabile pu realizzarsi in due modi:

Livello culturale Individui Titolo di studio VALORI


0 1 2 3 4 5

1. 2.

Nel tempo sullo stesso caso. Studi longitudinali. Fra i soggetti. Studio trasversale.

La variabile assolutamente centrale nella ricerca sociale empirica. La definizione operativa comporta una limitazione e un impoverimento del concetto, ma il pericolo che essa porta con s non sta in questa sua ineliminabile riduttivit, ma nella sua reificazione. La definizione operativa un atto arbitrario e soggettivo ma paradossalmente in essa trovano fondamento i caratteri di scientificit e di oggettivit della ricerca sociale. ESSA RAPPRESENTA IL CRITERIO DI SCIENTIFICITA La definizione operativa rappresenta anche il criterio di oggettivit della ricerca scientifica.

6. Variabili nominali, ordinali e cardinali


Una classificazione molto importante delle variabili riguarda il tipo di operazioni che su di esse possono essere effettuate. Alla base di questa classificazione ci sono caratteristiche logico-matematiche, in quanto fanno riferimento alle operazioni logiche (eguale diverso) o matematiche (operazioni aritmetiche) alle quali i suoi valori possono essere sottoposti.

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Si tratta di una classificazione che stabilisce in maniera determinante quelle che sono le procedure di elaborazione statistica e si possono applicare alle variabili. VARIABILI NOMINALI : la propriet da registrare assume stati discreti e non ordinabili. Stati discrti significa che la propriet pu assumere sono una serie di stati finiti: passa da uno stato ad un altro cono un salto, e non sono possibili stati intermedi. Non ordinabili significa che non possibile stabilire un ordine, una gerarchia fra essi. Possiamo dire che una persona di nazionalit italiana, svedese, cinese, ma tali stati non sono ordianbili.. Le uniche relazioni che possiamo stabilire fra le modalit di una variabile nominale sono le relazioni di Eguale o Diverso. Loperazione che permette di passare dalla propriet alla variabile , in questo caso detta classificazione. Le categorie nelle quali gli stati della propriet vengono classificati devono avere il requisito della:

a. b. c.

Esaustivit: ogni caso deve trovare collocazione nelle categorie Mutua esclusivit: un caso una categoria e non di pi

Unicit del criterio di divisione: non possiamo classificare la nazionalit utilizzando categorie come italiana, protestante, nordica,di lingua inglese, asiatica... Alle modalit viene sempre assegnato un simbolo, valore: in genere si tratta di un numero ma in questo caso senza alcun significato numerico! VARIABILI ORDINALI: la propriet da registare assume stati discreti ordinabili. Si pensi al titolo di studio, ad una gerarchia militare, al ceto sociale, oppure, nel caso di un questionario, a domande in cui lintervistato debba scegliere la risposta fra categorie (molto, abbastanza, poco, per nulla) Loperativizzazione delle propriet in questo caso lassegnazione a modalit ordiante che chiamiamo ordinamento. Lattribuzione dei valori alle singole modalit non potr pi essere casuale, ma dovra utilizzare un criterio che preservi lordine fra gli stati. Per questo viene quasi sempre utilizzata la serie dei numeri naturali, i quali tuttavia godono delle propriet ordianli dei numeri, non di quelle cardinali. Infatti tali numeri devono essere letti per la sequenza che esprimono e non per il valore puntuale del numero. VARIABILI CARDINALI : I numeri assegnati alle modalit hanno un pieno significato numerico. Si pu insomma conoscere la distanza esistente tra due valori. Et, reddito, numero di figli sono solo alcuni esempi di questo tipo di variabili. Si possono ottenere variabili cardinali attraaverso due processi di operativizzazione della propriet:

Misurazione quando: Possediamo una unit di misura prestabilita Il processo di misurazione comporta larrotondamento del numero reale corrispondente allo stato misurato

La propriet da misurare continua

Conteggio quando: La propriet da registrare discreta, cio assume stati finiti, non frazionabili

Esiste una unit di conto Nella fase di conteggio non si possono avere valori decimali Un sottoinsieme delle variabili cardinali rappresentato dalle variabili quasi cardinali. Ci rifraimo in particolare alla tecnica delle scale che fin dagli anni 20 si propose di misuare opinioni e atteggiamenti e pi in generale propriet continue attinenti la struttura psicologica e valoriale dellindividuo. Per le variabili prodotte da queste tecniche sembra assolutamente legittimo un trattamento che utilizzi gli strumenti matematico-statistici previsti per le variabili cardinali. CRITERI DI DISTINZIONE FRA LE VARIABILI

1. 2. 3.
Manipolabilit.

Manipolabilit

Relazione causa-effetto

Carattere individuale-collettivo

4.

Osservabilit

Variabili non manipolabili. Propriet che il ricercatore non pu modificare. La maggior parte.

Variabili manipolabili. Possono essere controllate e modificate a discrezione del ricercatore, studiando i luoghi in cui il grado di questa variabile diverso Relazione causa-effetto.

Variabili dipendenti. Il valore cambia a seconda delle variazioni della variabile indipendente. Es. La criminalit Variabili indipendenti. Influenzano il cambiamento. Es. Le condizioni socio-economiche Devo verificare se tra le due c una relazione. Essa pu essere:

Causalit: stretta relazione raramente osservabile nelle scienze sociali RELAZIONE MULTIVARIATA. In questo tipo di relazione le variabili implicate sono in numero superiore a due.

Correlazione: la relazione imprecisa

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Attenzione: la stessa variabile pu essere, a seconda dei contesti, dipendente o indipendente.

Variabile dipendente:
rappresenta il fenomeno da spegare.

Molteplici variabili indipendenti:


spiegazioni dell'oggetto di analisi.

Carattere individuale-collettivo.

VARIABILI INDIVIDUALI VARIABILI CONTESTUALI VARIABILI COLLETTIVE

Variabili aggregate: derivano da propriet dei singoli componenti del gruppo Variabili globali: Sono costituite da caratteristiche esclusive del gruppo

Osservabilit. Ovvero la possibilit di misurare direttamente il fenomeno di rilevazione empirica. VARIABILI LATENTI: non sono osservabili direttamente poich indicano concetti generali e spesso complessi VARAIBILI OSSERVATE: costituiscono una sorta di operativizzazione del concetto in una propriet direttamente misurabile e legata semanticamente alla variabile latente

7. Concetti, indicatori e indici


Nel processo di traduzione empirica, un concetto viene ancorato ad un oggetto (unit di analisi), ne diviene una propriet e, quindi, viene operativizzato, cio rilevaato in forma di variabile. Possiamo classificare i concetti sulla base di un continuum dato dal diverso grado di generalit-specificit. Per esempio con riferimento alla religiosit possiamo immaginare cinque formulazioni concettuali graduate in ordine di decrescente generalit:

1. 2. 3. 4. 5.

Credere nellesistenza di una divinit Credere nel Dio cristiano Appartenere alla chiesa cattolica Agire secondo i dettami della chiesa Andare a messa tutte le domeniche

La maggior parte dei concetti sociologici si pone ad un elevato livello di generalit. Per esempio alienazione, socializzazione, potere conflitto... A questo punto entrano in campo gli indicatori: cocetti pi semplici, specifici, traducibili in termini osservativi, che sono legati a concetti generali da quello che viene definito un RAPPORTO DI INDICAZIONE o rappresentanza semantica. Religiosit -> Pratica religiosa specifica. Ma attenzione: da una parte un concetto (generale) non pu essere esaurito da un solo indicatore (specifico). Dallaltra un indicatore pu sovrapporsi solo parzialmente al concetto per il quale stato scelto, e dipendere per il resto da un altro concetto. Gli indicatori proprio per il fatto di essere specifici, sono in grado di cogliere solo un aspetto della complessit di un concetto generale. Per esempio, la pratica religiosa, potr essere un indicatore della componente ritualistica della religiosit. Ma il concetto di religiosit include anche altre componenti. Da ci nasce la necessit di ricorrere a pi indicatori (Guttman: luniverso degli indicatori). Inoltre un indicatore pu essere connesso con pi concetti, si parla allora di:

Parte indicante Parte estranea

Esiste unaltra questione: larbitrariet della scelta di un indicatore: il solo obbligo che il ricercatore ha quello di argomentare la sua scelta. La RILEVAZIONE EMPIRICA DI CONCETTI NON DIRETTAMENTE OSSERVABILI passa per 4 fasi:

1) 2)

Pura riflessione teorica nella quale il concetto viene analizzato nelle sue principali componenti di significato (dimensioni) Individuazione degli indicatori afferenti ad ogni dimensione. Siamo ancora in una fase di articolazione concettuale (gli indicatori sono ancora dei concetti), e ci si comincia a porre il problema della rilevazione empirica. Si sceglieranno come indicatori dei concetti specifici possibili di rilevazione empirica, vicini allesperienza (Geertz). Dato il carattere di parzialit dellindicatore, il ricercatore ne sceglier pi di uno per la stessa dimensione concettuale. Si procede alloperativizzazione degli indicatori, e alla loro trasformazione in variabili. Costruzione degli indici: questa operazione interviene solo nel caso di concetti complessi che richiedono pi indicatori, mentre non si pone per concetti semplici traducibili in una sola variabile. Gli indici hanno una funzione di sintesi legata allesigenza di organizzare in un unico indice la pluralit dele variabili prodotte

3) 4)

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8. Errori di rilevazione
Lerrore , di fatto, lo scarto fra concetto (teorico) e variabile (empirica).

Valore osservato
variabile

Valore vero
concetto

Errore sistematico

Errore accidentale

Errore

Valore osservato Errore accidentale

Valore vero Errore sistematico

Lerrore sistematico (distorsione) un errore costante. Si presenta in tutte le rilevazioni. Il valore osservato tende sistematicamente a sovrastimare o sottostimare il valore vero. Lerrore accidentale un errore variabile. Varia in ipotetiche repliche della stessa rilevazione sullo stesso individuo, e varia passando da un campione di individui a un altro. Insomma, lerrore sistematico la parte di errore comune a tutte le applicazioni di una determinata rilevazione; lerrore accidentale la parte di errore specifica di ogni singola rilevazione. In quale fase sorgono questi errori?

Lerrore nella fase di indicazione e cio nella scelta degli indicatori un errore di tipo sistematico. In questo caso lindicatore copre malamente (o troppo parzialmente) il concetto e quindi abbiamo un difetto nel rapporto di indicazione. Un indicatore sar tanto pi valido quanto maggiore sar la sua parte indicante ripetto alla parte estranea. Es. Assumere come indicatore della partecipazione politica il fatto che una persona sia iscritta al sindacato. Lerrore nella fase di operativizzazione pu essere sia sistematico che accidentale. In ognuno dei momenti delloperativizzazione possono essere commessi degli errori:

Errore di selezione popolazione:

tutti gli errori che sono dovuti al fatto che in una certa ricerca non si operi sullintera

ERRORE DI COPERTURA: la lista della popolazione che possediamo e dalla quale estraiamo i casi del campione non completa ma lascia fuori una parte dei soggetti ERRORE DI CAMPIONAMENTO: il fatto di condurre la ricerca su un campioone comporta questo tipo di errori nella determinazione del campione ERRORE DI NON RISPOSTA: alcuni soggetti, pur appartenendo al campione da studiare, possono non essere raggiunti dallintervistatore o rifiutarsi di rispondere DOVUTI ALLINTERVISTATORE: condizionamento DOVUTI ALLINTERVISTATO: errata omprensione della domanda DOVUTI ALLO STRUMENTO: domande mal formulate o tendenziose

Errore di osservazione : pu essere addebitato a quattro fonti:

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DOVUTI AL MODO DI SOMMINISTRAZIONE: ad esempio lintervista telefonica comporta un ritmo di conversazione affrettato... ERRORI DI CODIFICA

Errore nel trattamento dei dati : consiste:

ERRORI DI TRASCRIZIONE ERRORI DI MEMORIZZAZIONE SU SUPPORTO INFORMATICO ERRORI DI ELABORAZIONE...

Tutti questi errori possono essere sia sistematici che accidentali. Lunica componente dellerrore globale che pu essere misuarata lerrore di campionamento.

9. Attendibilit e validit
LATTENDIBILITA HA A CHE FARE CON LA RIPRODUCIBILITA DEL RISULTATO, E SEGNALA IL GRADO CON IL QUALE UNA CERTA PROCEDUARA DI TRADUZIONE DI UN CONCETTO IN VARIABILE PRODUCE GLI STESSI RISULTATI IN PROVE RIPETUTE CON LO STESSO STRUMENTO (stabilit) DI RILEVAZIONE OPPURE CON STRUMENTI EQUIVALENTI (equivalenza).

Misura della stabilit. Avviene attraverso il cosiddetto test reset ovvero la replica della rilevazione e il calcolo della correlazione tra i due risultati. Questa soluzione difficilmente applicabile nelle scienze sociali per due motivi:

w w

La reattivit del soggetto umano Il cambiamento ce pu intervenire nel soggetto fra la prima e la seconda rilevazione

Misura dellequivalenza. - Suddivisione a met (split-half) dove lattendibilit data dalla correlazione fra due met dello stesso test - Forme equivalenti (parallel forms): due test sono detti paralleli quando si presuppone misurino lo stesso valore vero sottostante, differendo solo per lerrore casuale. In genere si tratta di test della stessa lunghezza, con domande formulate nello stesso modo, sulla stessa tematica ecc - Coerenza interna (internal consistency): lattendibilit del test stimata attraverso la correlazione delle risposte a ogni singola domanda con le risposte a tutte le altre
LA VALIDITA FA RIFERIMENTO AL GRADO CON IL QUALE UNA CERTA PROCEDURA DI TRADUZIONE DI UN CONCETTO IN UNA VARIABILE EFFETTIVAMENTE RILEVA IL CONCETTO CHE SI INTENDE RILEVARE. Assai pi impegnativa e difficilmente controllabile la validit. Il concetto di validit articolabile in due aspetti ed in due corrispondenti procedure di convalida:

1) 2)

Validit di contenuto (VALIDITA TEORICA): si colloca su un piano squisitamente teorico e indica il fatto che lindicatore o gli indicatori prescelti per un certo concetto coprano effettivamente lintero dominio di significato del concetto Validit per criterio (VALIDITA EMPIRICA): in questo caso la convalida non si fonda pi sullanalisi della corrispondenza interna fra lindicatore e il suo concetto, ma sulla corrispondenza fra lindicatore e un criterio esterno che per qualche motivo si ritiene correlato al concetto. Questo criterio pu essere rappresentato:

a) b)

Da un altro indicatore gi accettato come valido

Da un fatto oggettivo in genre di carattere comportamentale. la validit per criterio stata distinta in vari tipi: Validit predittiva: correlare il dato dellindicatore con un evento successivo ad esso connesso Validit concomitante: lindicatore correlato con un altro indicatore rilevato nello stesso momento temporale Validit per gruppi noti: lindicatore viene applicato a soggetti dei quali sia nota la posizione sulla propriet da rilevare Validit di costrutto: la rispondenza di un indicatore alle attese teoriche in termini di relazioni con altre variabili

In genere si associa lattendibilit allerrore accidentale e la validit allerrore sistematico.

Sintesi a pagina 62
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Causalit e esperimento 1. Concetto di causa


Il pensiero causale appartiene completamente al livello teorico e le leggi causali non empiricamente. Se C, allora E | V Se C, allora (e soltanto allora) E sempre. Questa seconda formulazione esprime alcune delle caratteristiche del nesso causale: possono mai essere dimostrate

CONDIZIONALIT SUCCESSIONE COSTANZA

UNIVOCIT lenunciato di Bunge pu essere ancora migliorato: Se C, allora (e soltanto allora) E sempre prodotto da C Lelemento essenziale che questo enunciato aggiunge ai precedenti rappresentato dallidea di produzione: non si limita ad asserire lesistenza di una congiunzione costante fra due fenomeni, ma si afferma che oltre ad essere accompagnato dalla causa, leffetto viene da essa generato.

2. Corroborazione empirica della relazione causale


La causa la variabile indipendente, leffetto la variabile dipendente covariazione fra variabile indipendente e dipendente: contemporaneamente al variare della variabile indipendente, dobbiamo poter osservare una variazione della variabile dipendente direzione causale: se il ricercatore in grado di far variare con la sua azione la variabile x, e a seguito di questo atto osserva una variazione della variabile y, non ci sono dubbi sul fatto che -se esiste un nesso causale- la sua direzione va da x a y e non viceversa.

3. Analisi della covariazione ed esperimento


Gli scienziati hanno a disposizione due tecniche per controllare empiricamente unaffermazione causale:

1.

Lanalisi della covariazione nel suo naturale realizzarsi In questo caso si tratter di intervistare un campione di soggetti, di fare alcune domande sulle caratteristiche sociodemografiche di base e poi entrare nel vivo dellargomento. Ad esempio potremmo chiedere: Lei ha seguito la campagna elettorale in TV? E poi: Quale candidato ha votato? Se troviamo una correlazione tra due variabili , possiamo concludere che la televisione ha influenzato il voto nella direzione di un certo candidato? Certamente no, infatti osservando le variabili socio-demografiche ci si rende conto che coloro che hanno pi guardato la TV nel periodo elettorale sono le casalinghe, gli anziani... Categorie ben precise. Per accertarsi che la relazione fra X e Y non sia dovuta allazione esterna di Z sulle due variabili abbiamo due modi: A) CONTROLLO: cio la trasformazione delle variabili estranee in costanti B) DEPURAZIONE: determinazione per via matematica e della conseguente eliminazione degli effetti delle variabili estranee.

2.

La situazione artificiale dellesperimento caratterizzata dalla manipolazione della varaibile indipendente e controllo delle terze variabili

4. Lesperimento nelle scienze sociali


Lesperimento una forma di esperienza su fatti naturali che si realizza a seguito di un deliberato intervento modificativo da parte delluomo, e quindi come tale si contrappone alla forma di esperienza che deriva dallosservazione dei fatti nel loro svolgersi naturale. Fu Bacone, allinizio del XVII secolo a distinguere fra lesperienza osservativa e lesperienza provocata dallintervento manipolativo delluomo e fu Galileo a porre lesperimento a fondamento della conoscenza scientifica moderna. Anche se non possibile arrivare ad una soluzione empirica definitiva e certa del problema dellinferenza causale, non detto che non sia possibile arrivare a delle soluzioni parziali. Due particolari sono le vie praticbili in proposito:

1.

Soluzione scientifica La soluzione scientifica perseguibile se si pu adottare uno dei due seguenti indimostrabili assunti: Lassunto di invarianza consiste nel supporre:

2.

Stabilit temporale: il valore di Y pu essere sostituito da una rilevazione della stessa Y in un momento precedente Ininfluenza della rilevazione: il valore di Y non risente della precedente rilevazione di Y sulla stessa unit

Lassunto di equivalenza stabilisce invece che due unit siano equivalenti, cio uguali per tutti gli aspetti rilevanti.

Soluzione statistica I due assunti di invarianza e di equivalenza sono normalmente implausibili nelle scienze sociali. La soluzione statistica parte dal fatto che non possiblile trovare due individui identici, da esporre a due valori diversi della variabile X per vedere come fra essi varia la variabile Y, ma possibile ottenere due gruppi di individui che siano statisticamente equivalenti. Gruppi con queste caratteristiche si ottengono mediante il cosiddetto processo di randomizzazione.

5. Esperimenti di laboratorio e esperimenti sul campo


Esistono due tipi di esperimenti nelle scienze sociali. ESPERIMENTI DI LABORATORIO: sono condotti in un contesto artificiale. Lelemento che caratterizza il laboratorio rappresentato dal controllo nella duplice accezione di:

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1. 2.

Possibilit di tenere fuori dallambiente sperimentale variabili e influenze esterne non desiderate. Lobiettivo dellisolamento dellambiente sperimentale

Possibilit da parte del ricercatore di stabilire nei minimi dettagli le condizioni di realizzazione dellesperimento. Il ricercatore ha la possibilit di costruire il proprio esperimento. Da questo punto di vista il laboratorio si caratterizza per una grande flessibilit in quanto permette al ricercatore di produrre situazioni sperimentali che si differenziano fra loro sono le un piccolo particolare. In sintesi, il laboratorio sperimentale permette al ricercatore di enucleare dalla realt sociale dei fatti specifici, isolandoli dal confuso contesto nel quale essi si manifestano, creare situazioni e effettuare rilevazioni non possibili nellambiente naturale. Kidder divide gli esperimenti in tre gruppi sulla base del compito assegnato ai soggetti:

Negli studi di coinvolgimento lintervento manipolativo del ricercatore agisce sui soggetti stessi, che per effetto della dinamica sperimentale sono indotti a comportamenti che possono essere diversi da quelli che terrebbero in una situazione di spontaneit. Esempio -> studi sullobbedienza allautorit Per gli studi di valutazione Possiamo citare una ricerca di Pheterson sul pregiudizio nei confronti delle donne (valutazione dei quadri... =la donna in competizione svalutata)

Passando infine agli studi di osservazione effetti imitativi dei bambini esposti a particolari scene televisive ESPERIMENTI SUL CAMPO Ad esempio la serie di studi condotti sulle profezie che si autoadempiono

6. Esperimenti e quasi-esperimenti 7. Vantaggi e limiti dellesperimento


Il metodo sperimentale nelle scienze sociali presenta due vantaggi fondamentali.

Vantaggio metodologico: metodo di ricerca che meglio consente di affrontare il problema della relazione causale. Natura dei problemi. Il metodo sperimentale permette di isolare, estraendoli dal flusso della vita quotidiana, fenomeni specifici che nelle condizioni naturali non potrebbero essere studiati in maniera altrettanto sistematica, per la compresenza di altri fattori che li nascondono, li confondono e distorcono, e per il rumore di fondo presente nella vita reale, che copre il segnale dei fenomeni meno appariscenti.

Naturalmente lesperimento applicabile solo a certi fenomeni. NON E REALIZZABILE QUANDO LA VARIABILE INDIPENDENTE NON MANIPOLABILE. Gli svantaggi del metodo sperimentale nelle sue applicazioni alle scienze sociali sono raggruppabili in due titoli generali:

Il problema dellartificialit

Artificialit dellambiente: aspetto chiaro pensando agli esperimenti di Milgram che simulano dei tipi di sottomissione allautorit ben diversi dalle situazioni della vita reale, e lo stesso accade nellesperimento sui bambini e TV Reattivit dei soggetti sperimentali: gli uomini sentendosi osservati possono comportarsi in maniera diversa da come si comporterebbero in un contesto naturale. Una delle forme assunte dalla reattivit il cosiddetto effetto dello sperimentatore: le aspettative di chi conduce lesperimento possono trasferirsi, attraverso suoi atti inconsapevoli, sui soggetti sperimentali, influenzandone il comportamento. Il problema della reattivit si pone negli esperimenti di laboratorio in cui impossibile non dire al soggetto che esso vittima di un esperimento

Problema della non-rappresentativit, nel senso che i risultati di un esperimento spesso non sono generalizzabili allintera popolazione o comunque a segmenti della popolazione diversi da quello studiato. Questo per due motivi;

Selezione dei soggetti: lo sperimentatore spesso rinuncia del tutto a porsi il problema dei criteri di selezione dei soggetti da sottoporre allesperimento. Lesperimento si presta bene allo studio di problemi specifici e circoscritti

Ampiezza del campione: infatti i campioni possono essere assai ristretti.

Sintesi a pagina 117 Linchiesta campionaria (survey) 1. Linchiesta campionaria nella ricerca sociale
Per inchiesta campionaria intendiamo un modo di rilevare informazioni:

Allo scopo di studiare le relazioni esistenti tra le variabili Questo ultimo punto pone un discrimine tra inchiesta capionaria e sondaggio. Il sondaggio infatti unindagine puramente esplorativa volta ad accertare lesistenza e la consistenza di un fenomeno. Nellinchiesta campionaria il ricercatore non si limita a rilevare lesistenza e la consistenza di un fatto sociale; ma va oltre interrogandosi sulle sue origini, sulle interrelazioni con altri fenomeni sociali, sui meccanismicausali ad esso connessi ecc.Linchiesta capionaria non si limita ad esplorare descrivere, ma intende controllare empiricamente le ipotesi. Linchiesta si distingue dal sondaggio:

a) b) c) d) e)

Interrogando Gli stessi individui oggetto della ricerca Appartenenti a un campione rappresentativo Mediante una procedura standardizzata di interrogazione

A.

Per lesistenza di unampia problematica teorica che sta alle spalle e che struttura limpostazione stessa della rilevazione dei dati

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B.

Per lampiezza dei temi toccati: nel sondaggio gli argomenti non sono trattati in profondit, ci che interessa conoscere sono le opinioni che emrgono in superficie (sondaggio di opinione) non le motivazioni profonde; esso pu essere constituito da poche domande, al limite anche da una sola, pu durare pochi minuti, mentre lintervista campionaria consiste empre in una lunga e articolata intervista Per il tipo di analisi che viene condotta sui dati rilevati: nel sondaggio lanalisi puramente descrittiva, mentre nellinchiesta campionaria includer correlazioni fra variabili, modelli causali, tecniche di analisi multivariata.

C.

Esistono 3 tipologie di strumenti di rilevazione: Il questionario, domanda e risposta standardizzate Lintervista strutturata quando solo la domanda standardizzata

Lintervista libera quando n domanda n risposta sono standardizzate Qui ci occuperemo solo del questionario Il termine inchiesta campionaria una traduzione non letterale dallinglese survey . Laggettivo campionaria si riferisce al fatto che si tratta di unindagine condotta su un campione rappresentativo delle popolazione studiata.

2. La standardizzazione ovvero linvarianza dello stimolo


Due approcci a confronto. Posizione oggettivista: il dato pu essere rilevato oggettivamente con una procedura non molto dissimile da quella dellosservazione nelle scienze naturali. Qui il rapporto intervistatore-intervistato completamente spersonalizzato: linterazione col soggetto studiato viene vista come un fatto negativo, perci sono stati redatti severissimi manuali dellintervistatore che non deve essere freddo ma neppure eccedere nella familirit Posizione costruttivista: il dato sociale non viene osservato, raccolto o registrato, ma costruito o generato nellinterazione fra i due soggetti studiante e studiato. Gilli ha definito tutte le preoccupazioni degli oggettivisti di non influenzare lintervistato galateo dello scompartimento, secondo lui lintervistatore non solo nel ma del mondo. Il rapporto conoscitivo non pu quindi pi essere di osservazione-rilevazione, ma diventa inevitabilmente di interazione. Il problema della standardizzazione dello strumento di rilevazione I limiti pi gravi del questionario, cio di unoschema standardizzato di rilevazione sono due:

Il questionario uguale per tutti Il questionario somministrato a tutti nello stesso modo: le domande sono formate in modo uguale e non modificabile Il questionario ignora grossolanamente che la societ disuguale Il questionario costringe loggetto a un dato livello: uniforma lindividuo, lo livella sulluomo medio

Lobiettivo fondamentale della posizione oggettivista-uniformista quello di proporre una soluzione al primo dilemma (spersonalizzare il rapporto intervistto-intervistatore) come al secondo (standardizzare le domande e le risposte. Neutralit dello strumento di rilevazione Invarianza dello stimolo E ci naturalmente finalizzato alla comparabilit delle risposte. Ma chi ci garantisce che ad uniformit degli stimoli corrisponda uniformit dei significati? Cio si apre il problema del significao che una stessa domanda , una stessa parola, possono avere per i diversi individui. Ogni individuo infatti ha un suo sistema di riferimento e ricevendo uno stimolo lo legge e lo interpreta alla luce del proprio vissuto. Che fare dunque? Il ricercatore fa una scelta di campo: quella di privilegiare luniformit rispetto allinseguimento dellindividualit. La scelta di limitarsi a studiare quel minimo comun denominatore del comportamento umano che pu essere uniformato e classificato, conformato a dispetto dellindividualit dei soggetti e che pu essere rilevato malgrado la variabilit delle dinamiche intervistato-intervistatore.

3. Laffidabilit del comportamento verbale


Il comportamento verbale unaffidabile fonte di esplorazione della realt sociale? Affrontiamo il problema dellattendibilit del comportamento verbale da due punti di vista:

Desiderabilit sociale E la valutazione, socialmente condivisa, che in una certa cultura viene data ad un certo atteggiameno o comportamento individuale. Lintervistato pu essere riluttante a rivelare opinioni o comportamenti che ritiene indesiderabili e pu essere tentato di dare di s la migliore immagine possibile, anche se poco veritiera

Mancanza di opinioni O non attitudes. Questo un problema che si presenta nelle ricerche in cui i soggetti vengono interrogati su:

1. 2.

tematiche complesse

Domande proproste in batteria: plausibile che su alcune di queste tematiche un certo numero di intervistati non abbia mai riflettuto e quindi non abbia unopinione. Si pu creare una sorta di pressione a riapondere, per cui gli intervistati scelgono a caso. Bisogna tener conto del fatto che il questionario percepito come de di trattasse di un test di inteligenza, nel quale le risposte non so oppure non sono in grado di scegliere vengono considerate confessioni di incapacit mentale.

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Intensit La domanda standardizzata rivela lopinione ma nonla sua intensit n il suo radicamento. Il ricercatore non in grado di distinguere le opinioni profondamente radicate ed emotivamente coinvolgenti da quelle superficiali. Insomma, la tecnica del questionario non in grado di distinguere le opinioni intense e stabili da quelle deboli e volubili.

4. Sostanza e forma delle domande


Per la stesura di un buon questionario sono necessari:

a. b. c. O O O O

Lesperienza del ricercatore La conoscenza della popolazione alla quale il questionario viene somministrato La chiarezza delle ipotesi di ricerca

Argomento delle domande Domande relative a propriet sociografiche di base: Caratteristiche permanenti come le caratteristiche demografice (genere, et, luogo di nascita ecc..) E i connotati sociali, ma anche le caratteristiche che possono non caratterizzare lindividuo per tutta la duarata della sua vita (professione, stato civile, rasidenza) Domande relative ad atteggiamenti: opinioni, orientamenti, sentimenti, valutazioni, giudizi, valori. Gli atteggiamenti spesso sono complessi e multidimensionali. Domande relative a comportamenti: Siamo ora nel campo delle azioni: i comportamenti sono inequivoci: unazione o c stata o non c stata ed empiricamente osservabile

Domande aperte e domande chiuse Domande aperte lasciano piena libert allintervistato nella formulazione della risposta. Ha il vantaggio della libert di espressione legata anche alla spontaneit della risposta. Dopo aver trascritto ogni elemnto della risposta necessaria unulteriore fase: la codifica delle risposte: cio la loro classificazione in un numero limitato di categorie, per permettere i confronti e le successive analisi quantitative. Se non c una precodifica (come nella risposta chiusa) dovr necessariamente esserci una postcodifica. Ma il processo di codifica a posteriori comporta un elevato livello di arbitrariet da parte del codificatore, che pu condurre a una forzatura della risposta originale. Le risposte aperte in effetti sono spesso contraddittorie, incomprensibili o tautologiche. Nelle mani di un buon ntervistatore la domanda aperta giunge sempre ad un risultato non ambiguo. Domande chiuse: Vantaggi:

O O O O O O

La domanda chiusa offre a tutti lo stesso quadro di riferimento, la domanda chiusa chiarisce, attraverso le sue risposte predefinite la precisa interpretazione della domanda La domanda chiusa facilita il ricordo

La domanda chiusa stimola lanalisi e la riflessione; costringe ad uscire dalla vaghezza e dallambiguit. Aiuta lintervistato a separare altrenative che sono ancora confuse nella sua mente. Limiti: La domanda chiusa lascia fuori tutte le alternative di rispostache il ricercatore non ha previsto, imponendo alla situazione studiata lo schema concettuale del ricercatore Le alternative proposte dalla domanda chiusa influenzano le risposte anche di chi non ha unopinione sullargomanto

Le risposte offerte non hanno un uguale significato per tutti, perci si pongono dei problemi di comparabilit In alcuni casi la domanda chiusa non praticabile: Quando le possibili alternative di risposta non sono perfettamente chiare al ricercatore Quando esse sono troppo numerose o vertono su argomenti troppo complessi Quando gli intervistati sono di livello culturale molto basso e poco abituati al linguaggio astratto delle risposte precodificate

Quando si tratta di argomanti delicati, accessibili solo attraverso unintervista in profondit. Tuttavia, sui grandi numeri, non c alternativa alla domanda chiusa

5. Formulazione dell domande


Il modo in cui la domanda formulata pu influenzare la risposta. Elenchiamo dei suggerimenti legati al linguaggio:

1.

Semplicit: occorre impiegare un linguaggio accessibile a tutti.

i. ii. iii. 2. i. ii. iii. 3. 4.

Il linguaggio deve essere adeguato al campione scelto Il questionario autocompilato esige un linguaggio pi chiaro di quello svolto con intervistatore Anche in caso di presenza dellintervistatore un suo intervento esplicativo deve essere un caso del tutto eccezionale

Lunghezza delle domande: le domande troppo lunghe oltre a rubare tempo allintervista distraggono lintervistato dal focus della domanda. La domanda corta: Facilita il ricordo D pi tempo allintervistato per pensare Agevola una risposta pi articolata

Numero delle alternative di risposta Espressioni in gergo: sono da evitare perch non avvicinano alla subcultura che si intende studiare

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5. Definizioni ambigue 6. Parole dal forte connotato emotivo: evitarle e piuttsto utilizzare delle locuzioni anche qualora esse allunghino la domanda 7. Domande sintatticamente complesse 8. Domande con risposte non univoca 9. Domande non discriminanti 10. Domande tendenziose. A volte il ricercatore, senza accorgersene, costruisce la domanda in modo che essa orienti
lintervistato verso una delle possibili risposte, invece di presentarle in maniera equilibrata attraverso:

i. ii. iii.

Uso dellagettivazione Esempi riportati Accostamento delle parole

11. Comportamenti presunti: mai dare per scontato certe azioni, ad esempio non chiedere a un intervistato per chi ha votato
alle ultime elezioni senza prima chiedere per chi ha votato

12. Focalizzazione nel tempo 13. Concretezza-astrazione: La domanda astratta pu dar luogo a risposte generiche che riflettono le norme sociali 14. Comportamenti e atteggiamenti: Gli atteggiamenti sono assai pi sfumati, quindi buona regola, ove possibile, focalizzare
la domanda su un comportamento

15. Desiderabilit sociale delle risposte 16. Domande imbarazzanti 17. Mancanza di opinione deve sempre essere unalternativa presente e lintervistatore deve presentarla come legittima 18. Intensit degli atteggiamenti 19. Acquiescenza: tendenza degli intervistati a dare risposte affermative piuttosto che negative. Si tratta di un comportamento
pi diffuso tra le persone poco istruite

20. Effetto memoria 21. Sequenza delle domande: tutta la prima parte del questionario deve essere orientata a far sentire a suo agio lintervistato e
fargli capire che non ha nulla da temere. Inoltre il questionario deve sempre tener accesa lattenzione dellintervistato

6. Batterie di domande
E frequente il caso di domande che, essendo tutte formulate nello stesso modo, vengono presentate allintervistato in un unico blocco. Le batterie di domande hanno gli obiettivi di:

Risparmiare spazio e tempo, grazie alla condensazione di pi domande in ununica formulazione Facilitare la comprensione del meccanismo di risposta Migliorare la validit della risposta, infatti lintervistato nel rispondere tiene conto pi facilmente delle risposte date alle altre domande

Permettere al ricercatore di costruire indici sintetici Casi molto frequenti sono quelli in cui si propongono alternative come molto, abbastanza, poco, per niente... Ogni domanda pu essere formulata in termini relativi o in termini assoluti nel senso che ogni domanda autosufficiente. Nella ricerca sociale, una procedura che fa particolarmente uso delle batterie rappresentata dalla tecnica delle scale, che in particolare si applica per larea della cosiddetta misura degli atteggiamenti. Il principale vantaggio delle batterie di domande rappresentato dalla possibilit di comprimere in breve tempo e piccolo spazio una serie molteplice di stimoli

7. Modalit di rilevazione
Lintervista faccia-a-faccia. Qui lintervistatore assume una posizione centrale e deve inibirsi qualsiasi comportamento che pu influenzare lintervistato.

Caratteristiche. I testi di pratica della ricerca si dilungano sulle caratteristiche anche fisiche degli intervistatori, dal genere allo stato sociale, allet allistruzione, alla razza. Lintervistatore ideale sembra essere una donna sposata di mezza et, diplomata, casalinga, di ceto medio. I manuali si soffermano anche sullabbigliamento. Bisogna comunque tener conto del fatto che le caratteristiche dellintervistatore ideale dipendono molto da quelle del campione intervistato Aspettative. Le aspettative degli intervistatori possono influenzare fortmente le risposte. Maria Pitrone cita a questo proposito due tipi di distorsioni:

w w

Prodotte dallideologia e dalla struttura di valori degli intervistatori Prodotte dalle aspettative che lintervistatore ha sullintervistato

Preparazione. Lintervistatore deve essere reso consapevole del tipo di interazione esistente fra lui stesso e lintervistato. Certo non deve essere un automa inerte ma deve poter intervenire di fronte a fraintendimenti Motivazione. A questo proposito utile che lintervistatore conosca gli obiettivi della ricerca

Interviste telefoniche.

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Vantaggi:

a. b. c. d. e. f. a. b. c. d. e.

Una grande rapidit di rilevazione Costi bassi rispetto allintervista faccia-a-faccia Minori resistenze alla concessione dellintervista e maggiore garanzia di anonimato Permette di raggiungere anche soggetti di zone periferiche o difficilmente raggiungibili Facilita il lavoro di preparazione e supervisione degli intervistatori

Consente di utilizzare direttamente il computer in fase di rilevazione Svantaggi: Mancando il contatto personale, lintervistato si sente meno coinvolto nellintervista Il rapporto con lintervistato pu logorarsi prima Lintervistatore non pu cogliere dati non verbali Anziani e persone con titolo di studio inferiore risultano in genere fortemente sotto-rappresentate nelle interviste telefoniche Limitatezza di tempo costringe alla semplificazione dei quesiti e delle problematiche.

Questionari autocompilati Il primo vantaggio di questa tecnica lenorme risparmio nei costi di rilevazione, ma la mancanza della figura dellintervistatore pu far s che non vengano risolti problemi di errata comprensione dellintervistato. In linea di massima, i questionari autocompilati devono essere brevi, concisi e il pi semplice possibile. Esistono anche problemi legati allautoselezione del campione e spesso le ricerche di questo tipo si riducono a segmenti particolari della popolazione, le persone pi motivate, pi istruite e forse pi giovani. Rilevazione di gruppo: questionario distribuito alla classe sotto la supervisione di un intervistatore Rilevazione individuale: occorre distinguere fra situazioni di restituzione vincolata e non. Questa tecnica di rilevazione non offre straordinari risparmi rispetto alla procedura di intervista faccia-a-faccia. E tuttavia molto seguita dallIstat anche per altre rilevazioni soprattutto quando sia necessario raccogliere informazioni molto dettagliate e disperse su un certo arco di tempo. Casi di compilazione individuale senza vincoli sulla restituzione del questionario sono ad esempio i questionari postali. Questi hanno alcuni vantaggi:

1. 2. 3. 4. 5. a. b. c. d. e. f. 1. 2. 3. 4.

Risparmi altissimi nei costi Pu essere compilato dallintervistato quando gli fa comodo Maggiore garanzia di anonimato Assenza di distorsioni dovute allintervistatore

Accessibilit anche a intervistati residenti in zone distanti dal centro di rilevazione Svantaggi: Bassa percentuale di risposte (inferiore al 50%) Distorsione del campione dovuta ad autoselezione Il livello di istruzione della popolazione studiata deve essere medio-alto Mancanza di controlli sulla compilazione Impossibilit di questionari complessi

La lunghezza del questionario deve essere limitata Il tasso di riuscita in ordine di ritorni dipende da 4 fattori: Credito e prestigio dellistituzione che patrocina lindagine Lunghezza del questionario, forma grafica, facilit delle risposte Caratteristiche degli intervistati Le risposte vanno sollecitate almeno una volta attraverso:

i. ii. iii. iv.

Lettera di accompagnamento Cartoline di sollecito Seconda lettera di sollecito accomapagnata da unaltra copia del questionario Telefonata di sollecito

Interviste computerizzate Cati: utilizzo del computer nelle interviste telefoniche Capi: non molto dissimile da una normale intervista faccia a faccia, nella quale in questionario non su supporto cartaceo ma su personal computer. Questo modo di organizzare la rilevazione permette di eliminare alcuni passaggi. Casi (teleintervista): Lintervistato stesso legge le domande sul video e digita le risposte

8. Organizzazione della rilevazione


Alcune osservazioni sulle fasi che precedono la rilevazione vera e propria:

Studio esplorativo: il ricercatore deve conoscere perfettamente il problema oggetto del suo studio prima di iniziare a redigere le domande. Questo particolarmente vero per il questionario standardizzato in cui il ricercatore deve essere in

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grado di prevedere tutte le possibili alternative di risposta alle domande somministrate. Lo studio esplorativo pu essere condotto con varie tecniche:

Interviste libere con osservatori privilegiati Interviste a risposta aperta Prove di domande o parti specifiche del questionario

Pre-test: Poi si procede alla stesura del questionario. Quando il questionario pronto si apre la fase di collaudo (o pretest) allo scopo di determinare la durata dellintervista. Il pretest una fase indispensabile, ma spesso una fase che viene tralasciata Preparazione e supervisione degli intervistatori: va prevista una fase formativa degli stessi, nonch la presenza di una supervisione lungo tutto il corso della rilevazione. Ad esempio si pu organizzare un primo incontro fra equipe di ricercatori e intervistatori, allo scopo di presentare la ricerca, descrivere il suo disegno e di illustrare nel dettaglio lo strmento di rilevazione. Contatto iniziale: con i soggetti intervistati; probabilmente il momento pi delicato dellintervista rappresentato dallapproccio iniziale, quando il soggetto prescelto deve prendere la decisione se accettare o meno di farsi intervistare. Nella sua presentazione lintervistatore dovr preoccuparsi di chiarire:

q q q q q

Chi il committente della ricerca Quali sono gli obiettivi Perch ci rivolgiamo proprio a lui Rassicurarlo sullanonimato Sottolineare limportanza della sua collaborazione

9. Analisi secondaria e inchieste ripetute nel tempo


Analisi secondaria Si intende una ricerca che viene condotta su dati di inchiesta campionaria gi precedentemente raccolti e disponibili nella forma della matrice-dati originale: si tratta di una forma di ri-analisi dei files gi esistenti Inchieste replicate nel tempo (diacroniche) Una variabile pu variare sia fra i casi (nello stesso tempo) sia nel tempo (sugli stessi casi). Gli studi che si occupano del primo caso sono detti studi trasversali, del secondo caso studi longitudinali. Le stesse tecniche possono essere applicate anche in una prospettiva longitudinale.

Inchieste longitudinali (quando la rilevazione viene ripetuta nel tempo sugli stessi soggetti). Il termine inglese per auesto tipo di inchiesta panel, ma ci sono alcuni problemi:

w w

Mortalit del campione: decremento di ampiezza del campione Le precedenti rilevazioni possono influenzare le successive

Inchiesta trasversale in retrospettiva: una normale inchiesta trasversale nella quale si pongono ai soggetti intervistati una serie di domande relative al loro passato Inchieste trasversali replicate, una via per inserire il fattore tempo nellindagine, evitando di reintervistare le stesse persone che consiste nel rilevare le stesse informazioni in differenti momenti temporali, ma non sugli stessi soggetti, bens su differenti campioni di individui. Deve essere soddisfatta la condizione che le eventuali differenze emerse fra le varie rilevazioni siano dovute ad effettivi cambiamenti nella popolazione e non a variazioni nella composizione del campione

10. Data set ed archivi in Italia


In Italia la storia delle ricerche sociali troppo breve per essere gi sorto il problema di costituire, come si gi fatto in molti paesi, archivi nazionali di files. E neppure si sono realizzate ancora grandi inchieste replicate nel tempo o di inchieste longitudinali, sotto il controllo di istituzioni o fondazioni collegate alla comunit scientifica nazionale ed espressamente finalizzate alla messa a disposizione degli studiosi di basi dati.

11. Nuove tendenze e nuovi rischi Sintesi a pagina 203 La tecnica delle scale 1. Loperativizzazione di concetti complessi
Il termine inglese scaling si riferisce a un esempio di procedure messe a punto dalla ricerca sociale per misurare luomo e la societ. Ottimismo, depressione, pregiudizio raziale, autoritarismo, religiosit (...) Sono tipici concetti delle scienze sociali caratterizzanti quella che lunit di analisi fondamentale di queste scienze: lessere umano. UNA SCALA E UN INSIEME COERENTE DI ELEMENTI (items) CHE SONO CONSIDERATI INDICATORI DI UN CONCETTO PIU GENERALE Un test di abilit matematica una scala: si ipotizza lesistenza di un concetto generale quale labilit matematica che viene rilevato attraverso una serie di prove specifiche, i risultati delle uali alla fine vengono sintetizzati in un unico punteggio Lapplicazione pi frequente della tecnica delle scale nel campo della sociologia e della psicologia sociale rappresentata dalla cosiddetta misura degli atteggiamenti dove lunit di analisi lindividuo, il concetto generale un atteggiamento e i concetti specifici sono delle opinioni. ATTEGGIAMENTO: quellinsieme di tendenze e sentimenti, pregiudizi e nozioni preconcette, idee, timori, apprensioni e convinzioni di una persona nei confronti di un particolare argomento OPINIONE: espressione verbale dellatteggiamento.

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Potremmo dire che latteggiamento il concetto generale, le opinioni ne sono gli indicatori Comunque la tecnica delle scale pu essere impiegata anche per rilevare le propriet non di individui, ma di altre unit: istituzioni (per valutarne lefficienza), per attribuire punteggi di coesione sociale a comunit, per rilevare il potere di una serie di ruoli professionali a partire dalle relazioni di autorit-sottomissione intrattenute nellinterazione quotidiana.

2. Domande a risposta graduata: lautonomia semantica delle risposte


Una scala costituita da una batteria di domande. In una domanda chiusa, quando le alternative di risposta offerte allintervistato sono ordinate (in senso crescente o decrescente) si possono adottare tre modi per proporre tali alternative:

1. 2. 3.

Possibilit di risposta che, per quanto ordinabili, sono semanticamente autonome, sio ciascunaha un suo intrinseco significato Categorie di risposta a parziale autonomia semantica. Ilcaso pi comune quello di risposte ordinate in molto, abbastanza, poco, per niente. Scale autoancoranti dove solo le due categorie estreme sono dotate di significato, mentre fra esse si colloca un continuumrappresentato da caselle, cifre, da un segmento- entro il quale lintervistato colloca la propria situazione. Il fatto che sia lo stesso soggetto studiato a stabilire, implicitamente, lunit di misura della scala, fa s che questa procedura soffra tuttavia di soggettivit.

1- Nellultimo anno lei andato in chiesa:

q q q q q q q q

Mai Due-tre volte allanno Una volta al mese

Una o pi volte alla settimana 2- Lei daccordo con la seguente affermazione: oggi in Italia si fanno troppi scioperi e questo danneggia il progresso del paese? Molto daccordo Abbastanza daccordo Piuttosto contrario

Assolutamente contrario 3- In politica di solito si parla di destra e sinistra. Aiutandosi con questo cartellino le dove collocherebbe la sua posizione politica

Sinistra

Destra

Fin qui ci siamo soffermati sulla struttura delle singole domande, una scala tuttavia normalmente costituita da pi elementi, questo accade per tre ragioni:

# La complessit dei concetti che si intendono rilevare rende improbabile la loro copertura con un solo indicatore # Una singola rilevazione manca di precisione, in quanto non riesce a discriminare in maniera fine le diverse
soggetti sulla propriet considerata su pi risposte

posizioni dei

# Le singole domande sono pi esposte agli errori accidentali, che invece vengono ad avereminor peso quando la scala si fonda
3. Scala di Likert
Scale additive Il tradizionale formato di queste scale rappresentato da una serie di affermazioni per ognuna delle quali lintervistato deve dire se e in che misura daccordo. La costruzione della scala avviene in quattro fasi:

a. b. c.

Formulazione delle domande: sulla base della letteratura e della teoria si individuano le dimensioni dellatteggiamento studiato e si formulano delle affermazioni che coprano i vari aspetti del concetto che si vuole analizzare. Questa fase molto importante perch spesso i concetti che si vogliono analizzare sono molto complessi, e contengono molteplici dimensioni Selezione delle domande e determinazione del grado di coerenza interna della scala (item analysis)

Controllo della validit e dellunidimensionalit della scala Successivamente la scala viene sottoposta a un campione di intervistati. Vale la pena rilevare che questa tecnica richiede intervistati con un discreto livello di istruzioneUna volta sottoposte le domande della scala agli intervistati si pone il problema si valutare leffettiva capacit della scala di conseguire lobiettivo per il quale essa stata costruita. necessario quindi definire un qualche criterio empirico per accertarci che il requisito di una dimensione comune a tutti gli elementi sia effettivamente riconoscibile anche nella percezione degli intervistati: dobbiamo accertarci dellunidimensionalit della scala. Per questo scopo si utilizzano due strumenti base:

A. B.

Correlazione elemento-scala

per individuare gli elementi della scala che non sono coerenti con gli altri

Coefficiente alfa per giudicare il grado complessivo di coerenza interna della scala. Infine, una tecnica molto efficace per il controllo dellunidimensionalit lanalisi fattoriale

Per concludere, le scale di Likert sono la tecnica pi diffusa nel campo della rilevazione delle propriet continue nelle scienze sociali. La sua popolarit va ricondotta alla semplicit dellimpianto teorico ed alla facilit di applicazione. Un problema legato allapplicazione di questa tecnica riguarda la mancata riproducibilit della scal, e cio al fatto che dal punteggio di scala non sia

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possibile risalire alle risposte alle singole domande. Per cui possibile che due punteggi identici abbiano alle spalle risposte molto diverse.

4. Scalogramma di Guttman
Scala cumulativa Si presenta come una sequenza di gradini, una serie di elementi aventi difficolt crescente, di modo che chi ha risposto affermativamente ad una determinata domanda deve aver risposto affermativamente anche a tutte quelle che la precedono nella scala di difficolt 1925: scala di distanza sociale. Lei sarebbe disposto ad accettare un nero come visitatore del proprio paese? Lei sarebbe disposto ad avere un nero come vicino di casa? Lei sarebbe disposto ad avere un nero come amico personale? Lei sarebbe disposto a sposare un nero? La possibilit di risalire dal punteggio di scala alle risposte sui singoli elementi una tipica caratteristica dello scalogramma che assume il nome di riproducibilit. Si noti che questa tecnica prevede solo elementi dicotomici, cio s-no daccordo-non daccordo... Tre sono i suggerimenti avanzati per migliorare la resa della tecnica:

Evitare elementi con tassi troppo elevati di accettazione o di rifiuto, in quanto poco discriminanti Impiegare un numero sufficientemente elevato di elementi

Ispezionare attentamente le sequenze erronee Restano alcuni problemi:

L L L

Il punteggio finale che si ottiene sulla variabile latente resta sostanzialmente una variabile ordinale La tecnica applicabile sono nel caso di atteggiamenti ben definiti e scalabili Il modello risulta rigidamente deterministico

5. Differenziale semantico
Si tratta di una tecnica sviluppata negli anni Cinquanta allo scopo di trovare uno strumento per rilevare, col massimo di standardizzazione il significato che i concetti assumono per gli individui. CHE COSA SIGNIFICA PER TE? Esplorare i significati basandosi sulla descrizione verbale piuttosto problematico soprattutto se gli intervistati non hanno grosse capacit di verbalizzazione.Questa tecnica utilizza una serie di tipiche scale autoancoranti nelle quali solo le categorie estreme hanno significato. La lista degli attributi non deve avere relazione con loggetto valutato, e quindi deve essere sempre la stessa. Gli attributi possono essere suddivisi in tre gruppi a seconda della dimensione fondamentale:

# Valutazione: buono-cattivo # Potenza: forte-debole # Attivit: attivo-passivo

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Parliamo ora dei partiti italiani. Per ognuno dovresti dirci come lo vedi. Democratici di Sinistra 1 2 3 4 5 6 Vecchio Forte Pulito Veloce Vicino Intollerante Aperto Severo Vincente Di sinistra Allegro ineffidiente

7 Giovane Debole Sporco Lento Lontano Tollerante Chiuso Indulgente Perdente Di destra Triste Efficiente

6. Test sociometrico
Questa tecnica non finalizzata alla rilevazione di variabili latenti, invece le tecniche sociometriche sono nate per rilevare le relazioni interpersonali in un gruppo.

Tra i tuoi compagni di classe, quali sono quelli che

desidereresti ritrovare in classe con te l'anno prossimo? Mettili in ordine di preferenza. E quali sono invece quelli che non vorresti ritrovare nella tua classe Indovina quali sono tra i tuoi compagni quelli che hanno messo te fra colore che vorrebbero in classe l'anno prossimo. Indovina quali sono quelli che ti hanno messo fra i compagni non desiderati per l'anno prossimo.
7. Scale unidimensionali e scale multidimensionali
Finora abbiamo parlato delle scale unidimensionali cio delle situazioni di ricerca nelle quali si presume esista ununica fondamentale dimansione sottostante un insieme di osservazioni.

1. 2. 3. 4.

Vogliamo rilevare un concetto complesso o latente (cio non direttamente operativizzabile) come lalienazione o lautoritarismo Quindi scegliamo delle espressioni manifeste di questo concetto latente, rappresentate da opinioni e le sottoponiamo agli intervistati Controlliamo che effettivamente anche nelle risposte degli intervistati queste variabili risultino correlate tra loro Analizziamo linsieme delle risposte per operativizzare il concetto latente

Ma c un altro modo di affrontare il problema dei concetti complessi sottostanti un insieme di osservazioni. questa la tecnica delle scale multidimensionali. Queste tecniche di analisi assumono come punto di partenza le correlazioni fra gli stimoli o elementi, interpretate come misure di prossimit. Se Humphrey e Johnson (due dei candidati di una ricerca) presentano un'alta correlazione fra i punteggi ricevuti, ci sta a significare che nello spazio mentale degli intervistati essi sono prossimi: se un soggetto giudica positivamente l'uno giudica positivamente anche l'altro. Questo spazio concettuale pu essere immaginato come uno spazio fisico definito da dimensioni (cos come in geometria il piano definito da due dimensioni, lo spazio da tre dimensioni, e si possono immaginare spazi a n dimensioni) . Kruskale e Wish [1978,7] fanno un interessante esempio. Immaginiamo di avere di fronte a noi una carta geografica, e ci venga chiesto di costruire una tavola con le distanze in chilometri fra le citt ivi riportate. Il compito facilmente eseguibile misurando con un centimetro le distanze sulla mappa e convertendole poi in chilometri. Supponiamo invece di dover affrontare il problema

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inverso: abbiamo la tavola con le distanze in chilometri e vogliamo ricostruire le posizioni delle citt sulla mappa. n compito pi difficile del precedente, ma esistono delle procedure geometriche che ci permettono di affrontarlo. La problematica affrontata dalla tecnica delle scale multidimensionali assomiglia alla procedura di costruzione della mappa a partire dalle distanze. A partire dalle prossimit-distanze fra determinati oggetti ci si pone l'obiettivo di ricostruire lo spazio concettuale nel quale questi oggetti sono collocati (nella mente degli intervistati, se si tratta di dati di intervista). Innanzitutto il problema quello di capire se esiste uno spazio comune a tutti i rispondenti; successivamente si tratta di individuare quante dimensioni ha questo spazio; infine occorre dare un nome a queste dimensioni (nel caso delle citt il compito era pi semplice; si sapeva subito che le dimensioni erano due, e se ne conosceva il nome: latitudine e longitudine). Si tratta di tecniche concettualmente, matematicamente e computazionalmente complesse, la cui trattazione va oltre i limiti che ci siamo imposti. La tecnica delle scale multidimensionali non si differenzia da quelle unidimensionali solo per il fatto che cerca pi dimensioni invece che una dimensione sola sottostante un certo insieme di osservazioni, ma anche per il fatto che una tecnica di analisi dei dati rilevati e non una tecnica di impostazione della rilevazione, come sono le scale unidimensionali. L'una infatti si propone di analizzare delle variabili, mentre l'altra di operativizzare dei concetti.

Sintesi a pagina 254 Le fonti statistiche ufficiali 1. Una ricerca basata sulle statistiche ufficiali
Si tratta di una metodologia gi utilizzata da Durkheim per la sua ricerca sui suicidi in cui ha utilizzato le cosiddette fonti statistiche ufficiali.

2. Le statistiche ufficiali
Durkheim analizza le statistiche pubblicate da organizzazoni governative di allora. Cosa intendiamo per STATISTICHE UFFICIALI? Statistica come scienza del collettivo : scienza che studia con metodi matematici fondati sul calcolo delle probabilit fenomeni collettivi Statistica come dato : raccolta di dati che si proponga di dare una visione dinsieme, anche solo orientativa, su determinati fatti e fenomeni. Aspetti caratteristici del dato di tipo statistico:

Produzione Lattributo ufficiali ricorda che queste raccolte di dati vengono effettuate dallamministrazione pubblica. In ogni societ, dotata di un minimo di struttura burocratica, ci cono una serie di atti amministrativi che lindividuo o listituzione effettuano per finalit burocratiche e che lasciano una traccia, la quale, se opportunamente organizzata produce dei dati statistici. Alcuni esempi sono:

+ + + + + +

Le statistiche demografiche: nati, morti, matrimoni, trasferimenti Le statistiche sui reati Le statistiche sul commercio con lestero Le statistiche dellistruzione Le statistiche sanitarie

Le statistiche previdenziali In tutti i casi in cui il dato un prodotto della normale attivit amministrativa si parla di RILEVAZIONE INDIRETTA. Quando invece linformazione viene espressamente raccolta al fine di conoscere le caratteristiche della popolazione (censimento) si dice che la produzione del dato statistico avviene per RILEVAZIONE DIRETTA Nel caso della rilevazione indiretta i costi di rilevazione si annullano completamente ma lo svantaggio deriva dal fatto che abbiamo a che fare con dati raccolti per motivi diversi da quello del ricercatore. Per questo motivo gli Istituti Nazionali di ricerca hanno messo in opera una serie di indagini campionarie ad hoc, su settori specifici, volte a studiare aspetti particolari della societ Unit di analisi LUNIT DI ANALISI NON PI COSTITUITA DALLINDIVIDUO MA DAL TERRITORIO Anche se allorigine linformazione stata raccolta su individui (unit di rilevamento) il dato disponibile ed analizzabile solo a livello aggregato (unit di analisi) Questo accade per motivi di riservatezza, inoltre il dato individuale irrilevante ai fini amminisrativi a cui la rilevazione preposta. Oltretutto questo metodo facilita lorganizzazione dei dati. Esistono dei casi in cui i dati amministrativi sono registrati fin dallinizio in forma aggregata (es. Vendita dei biglietti nelle sale cinematografiche). Oggi grazie alla rivoluzione dellinformatica pi spesso i dati provenienti da fonti statistiche ufficiali sono disponibili non solo in forma aggregata ma anche in forma di record individuali.

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Linformazione da un atto amministrativo non nasce da interrogaione ma dalla registrazione di uno stato di fatto. Ci troviamo quindi sul terreno dei comportamenti: resta escluso ci che opinione, atteggiamento, motivazione. Questa autolimitazione dovuta al fatto che trattandosi di materia gestita dallo Stato, il suo gestore non pu permettersi di invadere la sfera privata con quella disinvoltura che invece pu concedersi un ente privato.

Ampiezza della rilevazione Si pone una scelta tra:

q q

RILEVAZIONE ESAUSTIVA (o totale) RILEVAZIONE CAMPIONARIA consente

Possibilit di approfondimento Il dato statistico tradizionale di provenienza amministrativa un dato esaustivo, in quanto deriva da una registrazione condotta su tutta la popolazione. In effetti per solo la rilevazione totale permette di spingere lanalisi ai livelli minori di disaggregazione territoriale. Infatti se per la conoscenza della popolazione dellintera nazione, o per grandi aggregati territoriali pu essere sufficiente una rilevazione campionaria, per conoscere le caratteristiche della popolazione dei singoli comuni necessaria una rilevazione totale

a. b. c. d.

Riduzione dei costi Riduzione dei tempi Riduzione del carico organizzativo

3. Enti produttori e unit territoriali


In ogni paese moderno esiste un oranismo al quale demandato lincarico di produrre statistiche dinteresse generale. In Italia ci esiste fin dallunit. Oggi esistono organismi di questo tipo a livello dellUnione Europea, come lOCSE. Le unit territoriali I loro confini sono quelli dellorganizzazione territoriale dello Stato. In Italia abbiamo tre unit amministrative territoriali:

Regioni Oltre a queste tre, a livello subcomunale utile menzionare:

w w w w w w

Comuni Provincie

Sezioni di censimento Sezioni elettorali

Ciorcoscrizioni comunali E a livello sovracomunale:

w Aree metropolitane Ricordiamo inoltre che lIstat, a livello intermedio fra regioni e nazione, usa anche aggregare i dati per ripartizione geografica: w w w w w
Italia nord-occidentale Italia nord-orientale Italia centrale Italia meridionale

Italia insulare Ma attenzione: in piemonte ci sono 351 comuni con meno di 500 abitanti, mentre in Sicilia essi sono solo due. Insomma c comune e comune e regione e regione. C poi la questione della continua ridefinizione dei confini. Unaltro problema quello della mancata corrispondenza fra i confini delle unit territoriali quando le fonti statistiche sono prodotte da organismi differenti: ad esempio la Chiesa si basa sullorganizzazione territoriale in diocesi che non hanno nulla a che vedere n con le provincie n con insiemi di comuni.

4. Contnuto informativo delle statistiche ufficiali italiane


Gli annuari dellIstat presentano, per il settore studiato, le caratteristiche dellanno considerato con una struttura tabellare che si ripete in ogni edizione, in modo da rendere agevoli i confronti diacronici. Gli annuari rappresentano il corpo tradizionale dellinformazione statistica italiana: informazione fondamentalmente di origine amministrativa. Gli annuari presentano solo tavole numeriche. Agli annuari, col tempo si sono affiancate delle pubblicazioni occasionali o di periodicit non annuale. La collana

Informazioni si caratterizza per la tempestivit dellinformazione prodotta. Argomenti dedicata ad approfondimenti su temi specifici e presenta anche dei commenti alle tavole: tra il saggio e la raccolta dati

Metodi e norme raccoglie i metodi, le norme, le classificazioni adottate dallIstat nello svolgimento delle immagini. Vedi scheda sugli annuari Istat

5. Lo studio delle strutture sociali Sintesi a pagina 294

Le tecniche qualitative
OSSERVARE: Losservazione partecipante 1. Osservazione e osservazione partecipante
Se con osservazione possiamo intendere la tecnica principale per la raccolta di dati sul comportamento non verbale, con osservazione partecipante intendiamo non una semplice osservazione, ma un coinvolgimento diretto del ricercatore con loggetto studiato. Con losservazione partecipante siamo nel pieno del paradigma interpretativo.

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OSSERVAZIONE implica il guardare e lascoltare. Ma nello stesso tempo questa tecnica comporta un contatto personale e intenso fra soggetto studiante e oggetto studiato, uninterazione prolungata, con un coinvolgimento o PARTECIPAZIONE. Il ricercatore osserva e partecipa della vita dei soggetti studiati. Due sono i principi di fondo di questo approccio:

a. b. c. d. e.

Un processo di immedesimazione del ricercatore nelle vite degli attori sociali

Completa partecipazione alla loro quotidianit Si tratta di una strategia di ricerca nella quale il ricercatore si inserisce: In maniera diretta Per un periodo di tempo relativamente lungo in un determinato gruppo sociale Preso nel suo ambiente naturale Instaurando un rapporto di interazione personale con i suoi membri

Allo scopo di descriverne le azioni e di comprenderne, mediante un processo di immedesimazione, le motivazioni Coinvolgimento e immedesimazione non sono da evitare ma anzi addirittura cercati, mentre loggettivit non pi un valore. La tecnica delosservazione partecipante nasce nella ricerca antropologica a cavallo fra il XIX e ilXX secolo al fine di studiare le societ primitive. Si tratta di una tecnica difficilmente codificabile e difficilmente insegnabile: essa unesperienza pi che un insieme di procedure coordinate.

2. Campi di applicazione e sviluppi dellosservazione partecipante


Ci sono quattro settori in cui questa tecnica considerata particolarmente utile:

1. 2. 3. 4. 5.

Quando si sa poco di un certo fenomeno Quando esistono forti differenze fra il punto di vista dallinterno e quello dallesterno Quando il fenomeno si svolge el riparo da sguardi estranei Quando il fenomeno deliberatamente occultato Nel caso della sociologia autobiografica; cio quando il ricercatore vuole studiare una realt della quale fa lui stesso parte.

La domestica Romero: sfruttamento delle domestiche messicane in Usa Ma il caso 5 molto particolare. STUDI DI COMUNT Risentono fortemente del modello etnografico. Si tratta di ricerche condotte su piccole comunit sociali, territorialmente localizzate, che comportano il trasferimento del ricercatore nella comunit studiata, nella quale egli vive per un certo periodo di tempo. STUDI DI SUBCULTURE Losservazione focalizzata su subculture sviluppatesi allinterno di segmenti sociali delle societ pi complesse. A questo proposito si possono citare gli studi della Scuola di Chicago che ebbero per oggetto soprattutto le sacche di marginalit sociale prodotte dallimmigrazione e dallurbanizzazione. Al di l dellanalisi delle culture devianti si ricorsi allosservazione anche per studiare settori sociali facenti parte della societ ufficiale, come specifiche categorie di lavoratori. E ancora:

i. ii. iii. iv.

Il giocatore Scott: il gioco dazzardo e lambiente delle bische Il musicista Becker: i musicisti jazz La ballerina Hall: la socializzazione delle piccole allieve delle scuole di ballo

w w w

Istituzioni sanitarie Istituzioni politiche Studi sulla cultura dei bambini

3. Osservazione palese e dissimulata: laccesso e gli informatori


Labov e il paradosso dellosservazione: noi vogliamo osservare come la gente si comporta quando non osservata. Daltra parte abbiamo gi pi volte sottolineato come la questione della reattivit dellessere umano rappresenti uno dei principali elementi di differenziazione fra la ricerca nelle scienze sociali e quella nelle scienze naturali. Contrindicazioni di carattere morale Rischio di essere scoperti Quando lambiente osservato pubblico e aperto non si pone neppure il problema. La conquista dellaccesso allambiente studiato il passo pi difficile. Spesso ci di serve di un mediatore culturale ovvero di una persona che gode di credibilit e prestigio dentro al gruppo e riesce a far accettare anche losservatore. Nellaccesso al gruppo conta anche laspetto del ricercatore infatti, ad esempio difficile pensare che un sessantenne si possa inserire per osservare in una banda giovanile. Una volta ottenuto laccesso allambiente da studiare, il ricercatore solo allinizio del suo lavoro. La fiducia degli osservati tutta da conquistare. Vengono denominati informatori quegli individui appartenenti alla comunit che losservatore utilizza per acquisire informazioni ed interpretaioni dallinterno della cultura studiata, e con i quali egli instaura un rapporto personale intenso, addirittura unamicizia

4. Che cosa osservare


Lazione dellosservatore partecipante deve essere selettiva: non pu osservare tutto.

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Losservazione partecipante differisce dagli altri metodi di ricerca in quanto il ricercatore seleziona gli oggetti di osservazione, decidere cosa chiedere e forgia i suoi interessi nel corso della ricerca stessa. Classificazione di possibili oggetti di osservazione:

w w w w w

Il contesto fisico: poich quasi sempre specchio delle caratteristiche sociali Il contesto sociale: Ad esempio in una ricerca in azienda si potrebbe stendere un organigamma del personale. Le interazioni formali: Ad esempio come avvengono le comunicazioni allinterno di unazienda fra i vari livelli gerarchici Le interazioni informali: Le file dattesa allautobus Le interpretazioni degli attori sociali: Nel paradigma interpretativo lindividuo studiato non si limita a essere oggetto-passivo di ricerca, ma ne diventa soggetto-attivo protagonista, e la sua interpretazione della realt assume il carattere di parte costitutiva della conoscenza scientifica

5. Registrazione dellosservazione
Durante losservazione buona norma stendere degli appunti quotidianamente descrivendo, con ricchezza di particolari e con riflessioni, quanto osservato nel corso della giornata. E da escludere il fatto di affidarsi completamente alla memoria. QUANDO Il tempo che passa pu far perdere la vivacit del dettaglio; nuovi avvenimenti, inoltre, possono sovrapporsi ai vecchi. Si suggerisce che losservatore abbia sempre a disposizione un taccuino e che tenga un diario quotidiano della sua attivit Le note devono riguardare: CHE COSA


COME

Descrizione dei fatti Interpretazione del ricercatore

Interpretazioni dei soggetti studiati Principio di distinzione: deve essere chiaro quali sono le osservazioni e quali le interpretazioni Fedelt della registazione. A proposito della strumentazione tecnologica possono essere utili registratori e macchine fotografiche e magari un PC per la stesura delle note.

6. Analisi del materiale empirico


Se lo scopo dellosservazione partecipante quello della comprensione del punto di vista dei nativi, va detto che essa si pone anche lobiettivo di far emergere aspetti dei quali i nativi stessi non hanno consapevolezza. Insider perspective: costringe il ricercatore ad entrare nel mondo delle persone studiate e a venirne fuori con una lettura fatta con gli strumenti interpretativi che vi ha trovato (incorporati nelle azioni delle persone studiate) Outsider perspective: cerca di mettere in evidenza quegli aspetti del mondo sociale studiato che sono sconosciuti agli stessi protagonisti dellazione. Lanalisi dei dati un processo continuo che in parte si sviluppa nel corso della stessa osservazione. Essa presenta anche i caratteri della retroattivit e ciclicit. Lofland ha chiamato il dramma della selezione il cruccio che si prova per il fatto che molto del materiale raccolto sar poi abbandonato. La descrizione nellosservazione partecipante una descrizione densa (thick description) arricchita del significato che spesso non univoco. Essa non fatta solo dal racconto di ci che egli ha visto ma una vera e propria costruzione risultante dallassemblaggio di materiale diverso. Il passaggio successivo la classificazione che consiste nellindividuazione di tipi e tipologie ma il caso pi semplice di classificazione quello consistente nellindividuazione di sequenze temporali. Si tratta del processo di introduzione in un flusso continuo di eventi delle cesure che permettono di raggrupparli in blocchi temporalmente separati. Un secondo modo per classificare quello di mettere ordine in una massa di oggetti sociali diversi, raggruppandoli in classi a deconda delle similarit/dissimilarit. Per esempio per riferirci a una classificazione di comportamenti, possiamo citare la ricerca condotta da Walum sul cerimoniale dell apertura della porta che si attua ogni volta che due estranei si trovano a dover entrare nello stesso momento per la stessa porta. Walum studi questa cerimonia in un caso in cui essa particolarmente carica di significati, e cio quando i due estranei sono di sesso diverso e di conseguenza levento viene a coinvolgere valori come quelli di mascolinit e femminilit, intraprendenza e passivit, conformismo e anticonformismo, e perfino, in certi tempi e in certi ambienti, ideologia politica. Walum osserv come questo cerimoniale si sviluppava nelle porte del college americano dove insegnava e classific i soggetti osservati, a seconda del comportamento messo in atto, in cinque tipi:

w w w w w

CONFUSI: quelli che non sanno come comportarsi e finiscono con lo sbattere luno contro laltro SFIDANTI: queli che sono consapevoli di ci che il rituale implica nellinterazione fra i sessi e se ne servono per sfidare laltro UMANITARI: che aprono la porta se vedono che laltra persona ne ha bisogno TRADIZIONALISTI: quelli che sanno che i costumi sulla questione sono cambiati ma non vogliono adeguarsi RIBELLI: che vanno deliberatamente contro le regole correnti

Un passo successivo quello dellindividuazione delle dimensioni della tipologia. Questo processo consente di svelare la struttura concettuale della calssificazione e di prevenire a quelle astrazioni teoriche che sono i tipi ideali. Il modo forse pi generale di leggere il materiale raccolto attraverso losservazione partecipante quello di individuare i temi culturali che attraversano la societ studiate. Infatti una ricerca del tipo che stiamo analizzando deve sempre muoversi su due livelli:

Esaminare i minuti dettagli della cultura che sta studiando

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Cercare di tracciare le linee generali del panorama culturale, i principi che danno un senso al tutto

Banfield condusse, negli anni cinquanta, una ricerca in Basilicata ed individu nel familismo amorale un tratto culturale caratterizzante in tutte le sue articolazioni la vita di quella popolazione, consistente nella pi totale incapacit da parte di quegli uomini e di quelle donne di agire insieme per il bene comune o, addirittura, per qualsivoglia fine che trascende linteresse materiale immediato della famiglia nucleare. Non esistono organizzazioni caritative volontarie, la stessa Chiesa conduce una vita grama (pochi presenti alla messa domenicale, quasi solo donne, modestissime offerte), i partiti politici sono quasi del tutto assenti, mancano le associazioni volontarie, nulli sono gli interventi a fini collettivi delle categorie professionali (i commercianti, pur interessati a buone comunicazioni stradali, non hanno mai fatto alcun passo per richiedere miglioramenti del disastrato sistema viario. Lo stile di scrittura pu essere descritto da due aggettivi: riflessivo e narrativo. Per riflessivit si intende il fatto che il ricercatore parte del mondo che sta studiando. Anche lo stile di scrittura strettamente legato alla personalit ed alla cultura del ricercatore. Si tratta di uno stile assai diverso dallo stile dellinchiesta campionaria lo stile di presentazione dei risultati impersonale, formale e quindi in genere scritto in tersa persona; nellosservazione partecipante pi informale ed impressionistico, e quindi scritto in prima persona. Inoltre parte della scrittura di sviluppa nel corso dellosservazione stessa, attraverso la stesura di note. Inoltre lo stile deve essere narrativo cio prossimo allo stile letterario del racconto o della cronaca giornalistica, e come tale lontano sia dallastrazione concettuale dellelaborazione teorica sia dallastrazione concetturle dellelaborazione teorica sia dallastrazione aritmetica della ricerca quantitativa. Losservatore non vuole estrarre dal soggetto studiato la sua identit generale, abbandonando i suoi connotati locali e contingenti per farne un concetto astratto: il suo fine quello di trasmettere al lettore il pi possibile della propria esperienza osservativa, offrendogli lopportunit di una lettura immaginifica della cultura studiata.

7. Osservazione in microsociologia
Nelle sue prime applicazioni questa tecnica era utilizzata per lo studio del diverso (trib primitive, subculture urbane), ben presto tuttavia, ci si rese conto che il metodo poteva essere utilizzato anche per studiare se stessi. Proseguendo du questo itinerario di avvicinamento allo studio di se stessi e della propria cultura si venuto scoprendo che non solo gli aspetti organizzati della nostra vita sociale hanno una loro cultura; ma che anche i momenti pi banali della piccola quotidianit, gli atti meccanici della vita di tutti i giorni, sono portatori di una cultura nascosta sono carichi di significati impliciti che sfuggono agli stessi attori sociali. SCUOLA DELLINTERAZIONISMO SIMBOLICO: gli esseri umani si comportnao nei confronti delle cose e dele persone sulla base dei significati che esse hanno per loro Questa centratura sulle minute interazioni della vita quotidiana raggiunge una sua piena teorizzazione con letnometodologia. Secondo questo approccio lagire quotidiano regolato da ben definite norme che regolano linterazione fra gli uomini. Al fine di individuare questa rete normativa, questi studiosi proposero di rompere queste tacite convenzioni, cos da portarle alla luce. Lanalisi dellinterazione e del comportamento ordinario spesso si basa sulla pura osservazione, sulla ricostruzione di una meccanica sociale fatta di atti elementari, piuttosto che sullosservazione partecipante finalizzata a cogliere la percezione soggettiva dellindividuo.

8. Liniti e risorse
Tre limiti fondamentali:

1) 2) 3)

Soggettivit (del ricercatore). Il ricercatore sottoposto a condizionamenti strettamente personali, caratteriali a cui vanno aggiunti condizionamenti culturali. Non-generalizzabilit (dei casi studiati). Losservazione partecipante consiste in genere nello studio di un caso o di pochi casi; si tratta di studi intensi, ma su piccola scala, si tratta di studi su realt che rappresentano solo se stesse.

Non-standardizzazione (delle procedure utilizzate).Tali studi non sono replicabili e quindi viene meno uno dei requisiti di base della ricerca scientifica. Questi sicurmante sono dei limiti ma anche delle risorse. Questo approccio infatti non ha paura di essere accusato di soggettivismo.

Sintesi a pagina 65 INTERROGARE: Lintervista qualitativa 1. Rilevazione mediante interrogazione


Possiamo definire Intervista qualitativa come una conversazione:

a. b. c. d. e. f.

Provocata dallintervistatore Rivolta a soggetti scelti sulla base di un piano di rilevazione In numero consistente Avente finalit di tipo conoscitivo Guidata dallintervistatore Sulla base di uno schema flessibile e non standardizzato di interrogazione

2. Intervista quantitativa e intervista qualitativa


Lintervista una converazione guidata nella quale lintervistatore stabilisce largomento e controlla che lo svolgimento corrisponda ai fini conoscitivi che egli si posto. Questo intervento di guida dellintervistatore pu realizzarsi con diversi gradi di direttivit, ma sostanzialmente rispettando la libert dellintervistato di strutturare la risposta. Insomma ci sono due modi per rilevare informazioni:

1.

Un questionario standardizzato

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2.

Unintervista libera

Ci sono molti aspetti che caratterizzano il secondo rispetto al primo. Assenza di standardizzazione: Mentre nel caso del questionario lobiettivo collocare lintervistato entro schemi prestabiliti dal ricerche (le risposte di una domanda chiusa), nel caso dellintervista lintento cogliere le categorie mentali dellintervistato, senza partire da idee e concezioni predefinite. Patton: lo scopo dellintervista qualitativa quello di capire come i soggetti studiati vedono il mondo, di apprendere la loro terminologia e il loro modo di giudicare, di catturare la complessit delle loro individuali percezioni e esperienze. Lapproccio quantitativo si serve del questionario per costringere lintervistato a limitare le proprie risposte: egli non pu qualificare le sue idee, spiegare i perch di certe sue opinioni. Nellintervista qualitativa, invece, fermo restando il compito dellintervistatore di impostare i temi della conversazione, resta il fatto che la voce sovrastante deve essere quella dellintervistato: lintervistatore parla pochissimo, si limita a stimolare e incoraggiare lintervistato, il quale racconta il suo modo di vedere, le sue motivazioni, i suoi pensieri in assoluta libert. Se dunque lobiettivo quello di accedere alla prospettiva del soggetto studiato ne consegue necessariamente lindividualit del rapporto di intervista. Comprensione contro documentazione (contesto della scoperta contro il contesto della giustificazione): Possiamo parlare dellinterrogazione sia come strumento di rilevazione dati, sia come strumento di comprensione della realt sociale. Nellapproccio quantitativo linterrogazione viene utilizzata per raccogliere informazioni sulle persone in merito alle loro opinioni, ai loro tratti. Nel caso qualitativo lintervista non viene utilizzata per raccogliere dati sulle persone, ma per farle parlare e per capirle da di dentro. La differenza tra questi approcci ha riflessi anche sul numero di persone da intervistare. La distinzione fra la finalit della raccolta di dati e quella della comprensione della realt sociale, ci riporta alla distinzione fra contesto della scoperta e contesto della giustificazione. Nellinterrogazione standardizzata il contesto dominante quello della giustificazione. Assenza di campione rappresentativo: La ricerca condotta mediante questionari ha come punto assolutamente qualificante il fatto che venga condotta su un campione costruito in modo da poter essere definito rappresentativo. Lintervista qualitativa non aspira a questo obiettivo. Anche quando c sistematicit nellindividuare le persone da intervistare questo piano nasce pi dallesigenza di coprire la variet delle situazioni sociali che da quella di riprodurre su scala ridotta le caratteristiche della popolazione. Approccio centrato sui soggetti contro approccio centrato sulle variabili.

3. Tipi di intervista
Le interviste si caratterizzano per:

GRADO DI STANDARDIZZAZIONE GRADO DI LIBERTA/COSTRIZIONE concesso ai due attori

Intervista strutturata. Si tratta delle interviste in cui a ttutti gli intervistati sono poste le stesse domande nella stessa formulazione e nella stessa sequenza. Lo stimolo dunque uguale per tutti gli intervistati. Essi hanno invece totale libert nellesprimere le loro risposte. Si tratta di un questionario a domande aperte. In questo tipo di intervista presente un forte elemtno di rigidit, anche perch si potrebbe dire che la forma del questionario colloca la rilevazione immediatamente nellambito della standardizzazione. In effetti, comunque lintervista strutturata una mediazione tra lapproccio quantitativo e quello qualitativo. Si tratta di una tecnica piuttosto ibrida che assicura in parte quella standardizzazione delle informazioni raccolte necessaria al contesto della giustificazione ed in parte quellapertura verso lignoto e limprevisto che appartiene al contesto della scoperta. Questa tecnica pu essere utile quando la problematica non prorpio nota al ricercatore ma anche quando evoca una tale complessit di dimesioni che le risposte risultano del tutto imprevedibili. Intervista semistrutturata. In questo caso lintervistatore dispone una traccia che riporta gli argomenti che deve toccare nel corso dellintervista. Lordine col quale i vari temi sono affrontati e il modo di formulare le domande sono tuttavia lasciati alla libera decisione e valutazione dellintervistatore. Egli libero di impostare a suo piacimento la conversazione allinterno di un certo argomento, di porre le domande che crede con le parole migliori, spiegarne il significato, chiedere chiarimenti quando no capisce, approfondimenti quando gli appare che ci sia necessario, stabilire un suo personale stile di conversazione. Limpegno politico dellattivista. Lingresso nel partito:

w w w w w w w w w w

Immagine del partito Come lattivista ha conosciuto il partito Tipo di adesione (cresciva o per crisi)

Le successive fasi dellimpegno Indottrinamento: Fonti di formazione Doverosit della preparazione dottrinale Proselitismo: Campo dazione Occasioni Strumenti e modalit Doverosit e significato dellimpegno di proselitismo

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Tempi, luoghi e modalit dellimpegno:

w w w w w w w

Nella giornata Nella settimana Nellanno

Nel periodo elettorale Caratteristiche del buon attivista Lintegrazione nel partito: Significato funzionale e remunerazioni dellimpegno politico Integrazione con le mete e le procedure del partito Relazioni interpersonali nel partito

Questo solo un quinto della traccia Lintervista semistrutturata. Lintervistatore dispone di una traccia con gli argomenti che devono essere toccati, tuttavia lordine delle domande e la loro formulazione sono lasciati alla libera decisione e valutazione dellintervistatore. La traccia dellintervistatore pu avere vari livelli di accuratezza e di dettaglio. Questo modo di condurre lintervista concede ampia libert ad intervistato e intervistatore, garantendo allo stesso tempo che tutti i temi rilevanti siano discussi. Intervista non-strutturata. Il contenuto delle domande non prestabilito e pu variare da soggetto a soggetto. La specificit dellintervista non-strutturata sta nellindividualit degli argomenti e dellitinerario dellintervista. Lintervistatore lascer che lintervistato sviluppi il suo modo di vedere, mantenga liniziativa della conversazione, limitandosi ad incoraggiarlo oppure spingerlo verso approfondimenti quando sfiora argomenti che sembrano interessanti. Va aggiunto che in queste interviste al fine di lasciare allintervistato la libert di esprimersi e anche di dilungarsi senza troppe restrizioni, i tempi della conversazione sono calibrati su quelli dellintervistato. La sceltra fra i tre strumenti dipende dagli obiettivi della ricerca e dalle caratteristiche del fenomeno studiato. E necessario ricorrere allintervista strutturata quanddo il disegno della ricerca prevede che venga intervistato un consistente numero di individui.

Casi particolari
Intervista non-direttiva: neppure largomento della conversazione prestabilito: lintervistatore si lascia condurre dallinteristato, il quale del tutto libero. Questo tipo di intervista vede la sua origine nel campo della psicologia dinamica e il suo scopo quello di aiutare il paziente a portare alla luce sentimenti profondi. Intervista clinica fortemente guidata dallintervistatore: lo scopo quello di rileggere, con unintervista non-strutturata la storia personale dellintervistato, una sorta di lettura a rallentatore. Litinerario che lha portato a un certo esito. In questi tipi di intervista la finalit di tipo terapeutico pi che conoscitivo Intervista a osservatori privilegiati Finora abbiamo considerato tipologie in cui le persone intervistate sono esse stesse oggetto di studio. Possiamo tuttavia decidere di intervistare delle persone non in quanto parte del fenomeno studiato, ma in quanto conoscitori profondi ed esperti di questo fenomeno, del quale hanno una visione diretta per essere collocati in una posizione privilegiata di osservazione. Spesso si ricorre agli osservatori privilegiati nella fase preliminare della ricerca, quando si ancora nel momento esplorativo. Intervista di gruppo. Finora abbiamo parlato solo di interviste individuali ma alcune volte dalla discussione possono uscire motivazioni che non sarebbero emerse in colloqui individuali. Negli anni cinquanta fu inventata questa pratica a cui fu dato il nome di focused interview in cui:

Le persone intervistate devono essere state coinvolte in una situazione particolare A partire da questa esperienza comune gli individui vengono intervistati in gruppo da un intervistatore che ha studiato preventivamente levento in esame e che stimola e dirige la discussione in modo da far emergere le diverse interpretazioni, le reazioni emotive, le valutazioni critiche: si tratta di un dibattito focalizzato su un evento ben preciso. Lintervista di gruppo, tra le altre cose permette un grande risparmio di tempo rispetto a quella individuale.

4. Conduzione dellintervista
una cosa piuttosto difficile. Il problema non infatti solo quello di acquisire il consenso dellintervistato ad essere interrogato e a rispondere con sincerit: la parte pi difficile sta nel far parlare lintervistato, riuscire a provocare un fluido racconto nel quale lintervistatore si limiti ad ascoltare e a fare ogni tanto qualche domanda di chiarimento o qualche cauto intervento per riportare la conversazione sui temi centrali; sta nel riuscire ad accedere al mondo delle emozioni, dei sentimenti, ai pensieri pi genuini. Per ottenere la piena collaborazione del soggetto lintervistatore deve riuscire a stabilire con lui un rapporto di fiducia, non come professionista ma come persona. LINTERVISTA QUALITATIVA NON UNA PURA RILEVAZIONE DI INFORMAZIONI , MA UN PROCESSO DI INTERAZIONE SOCIALE FRA DUE INDIVIDUI .

Spiegazioni preliminari. Nel caso dellintervista qualitativa la diffidenza iniziale verso lintervistatore (che non certo un impiegatello che bussa porta a porta) pu essere minore rispetto alla quantitativa. Qui il problema fargli capire cosa vogliamo da lui e quindi potrebbe essere utile spiegare lo scopo della ricerca e spiegare perch abbiamo scelto proprio lui e perch faremo delle domande anche personali Domande primarie Esse introducono un tema. Nel contesto di unintervista qualitativa ci sono tre tipi di domande:

Domande descrittive Mi pu parlare del suo lavoro?

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Domande strutturali: Attraverso quali vie si pu fare carriera nella sua azienda? Domande-contrasto: in che senso il suo lavoro attuale migliore del precedente?

Domande-sonda: Lintervistatore dotato di una serie di strumenti utili a mettere a fuoco le reali posizioni dellintervistato ad esempio egli pu usare le domande-sonda: queste non sono delle vere e proprie domande, ma sono degli stimoli che intendono essere neutrali e che hanno la funzione di incoraggiare lintervistato ad andare avanti, ad abbassare le sue barriere difensive, ad approfondire largomento, a dare maggiori dettagli. Ci sono diversi modi per formulare questi stimoli:

a. b. c. d. e. f.

Ripetizione della domanda Ripetizione della risposta o di una sintesi delle ultime risposte Incoraggiamento espressione di interesse Pausa Richiesta di approfondimento Linguaggio

Ruolo dellintervistatoreLintervistatore gioca un ruolo non solo centrale ma determinante per lesito della conversazione.In questo sontesto il ruolo dellintervistatore risulta complesso e non privo di contraddizioni: egli deve svolgere un ruolo attivo di orientamento dellintervista, dirigendo la comunicazione, ma nello stesso tempo deve fare attenzione che questi atteggiamenti di incoraggiamento escoraggiamento non si trasformino in altrazioni del pensiero dellintervistato. Certamente nelle interviste strutturate la libert dellintervistatore ridotta dalla standardizzazione delle domande. Per rendere la conversazione il pi naturale possibile pu essere utile usare un registratore

5. Analisi del materiale empirico


Una volta che le interviste sono state effettuate giunge il momento di analizzarle.

1. 2.

Lanalisi dei dati centrata sui soggetti invece che sulle variabili come avvine nella ricerca quantitativa. APPROCCIO DI TIPO OLISTICO: lindividuo viene osservato e studiato nella sua interezza, nella convinzione che ogni soggetto umano qualcosa di pi della somma di tante sue parti (in questo caso variabili). Lobiettivo dellanalisi comprendere le persone La presentazione dei dati avviene secondo una prospettiva narrativa nel senso che si sviluppa attraverso racconti di episodi, descrizione di casi, spesso utilizzando le stesse parole degli intervistati per non alterare il materiale raccolto e trasmettere al lettore limmediatezza delle situazioni studiate.

Lanalisi di tipo misto.


Si pu ottenere una classica matrice-dati (elemento fondamentale dellanalisi quantitativa) dove i soggetti sono classificati sulle stesse variabili. Si noti bene che quanto viene classificato e codificato solo una parte dellintervista, la parte per cos dire comune a tutti i casi, una sorta di minimo comun denominatore, che pu anche essere assai ridotto. Va detto che questo modo di quantificare i dati qualitativi non limitato al caso dellintervista strutturata. Ogni intervista qualitativa pu avere una parte di temi comuni, dai quali possono essere estratte delle informazioni relative a tutti gli intervistati. Un passaggio cruciale di questa procedura costituito dalla codifica delle risposte. E chiaro che si tratta di un lavoro che pu essere condotto solo da un gruppo limitato di persone, in grado di interagire strettamente e stabilire criteri di classificazione e di giudizio comuni. Per evitare di trovarsi alla fine con alcune interviste prive di quelle informazioni che si deciso di codificare nella matrice-dati, si consiglia di stabilire lo schema di codifica prima di iniziare le interviste. Un altro aspetto impostante che lintervento di quantificazione ha senso solo se si in presenza di campioni di ampiezza consistente.

6. Assenza di standardizzazione e interazione


La mancanza di standardizzazione rappresenta nello stesso tempo il punto di forza e di debolezza delle interviste qualitative. I pochi vincoli consentono allintervistatore di inoltrarsi lungo percorsi imprevedibili e di esplorare nuove ipotesi sul fenomeno studiato andando oltre la formulazione originaria del problema. Inoltre concedendo allintervistato piena libert di espressione, lo mette nella condizione di far risaltare il suo punto di vista utilizzando le sue stesse categorie mentali ed il suo linguaggio uno strumento adatto per la scoperta e per la comprensione Allo stesso tempo, la mancanza di standardizzazione rende assai problematica la valutazione quantitativa dei fenomeni studiati e la comparazione. Se non si standardizza pi difficile:

w w w

Confrontare Contare

Inferire dal campione studiato conoscenze su una popolazione pi ampia. Anche i pi accaniti sostenitori della ricerca di tipo quantitativo ammettono che le interviste in profondit sono molto utili nella fase esplorativa della ricerca oppure per approfondire una determinata tematica emersa dalla rilevazione campionaria. Allopposto, per gli studiori che si ispirano al paradigma interpretativo, lintervista qualitativa rappresenta, fra le tecniche basate sullinterrogazione, lunica strada per la comprensione autentica della realt sociale. Lintervista per poter essere produttiva di effettiva conoscenza, deve essere il risultato di quella particolare e ogni volta unica interazione sociale che si realizza fra intervistatore e intervistato. Piuttosto che un atto di osservzione essa rappresenta un atto di interazione attraverso il quale il ricercatore accede direttamente al mondo vitale dellintervistato

Sintesi a pagina 111 LEGGERE: Luso dei documenti 1. Definizione delloggetto


Per documento intendiamo materiale informativo su un determinato fenomeno sociale che esiste indipendentemente dallazione del ricercatore. Esso prodotto dai singoli individui per finalit diverse da quelle della ricerca.

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Le informazioni ricavabili non sono reattive, sono cio esenti da alterazioni dovute allatto della rilevazione. Inoltre permettono di studiare anche il passato attraverso:

I. II.

DOCUMENTI PERSONALI DOCUMENTI ISTITUZIONALI

2. Documenti personali
Diari, lettere, memorie personali ecc. Prodotti da gente comune diventano loggetto di un tipo particolare di ricerca sociale. Tutti questi documenti sono unificati dalla caratteristica di essere espressioni genuine della personalit dei loro autori. Autobiografie: Si tratta del resoconto di unintera vita di una persona, da lei stessa compilato in un periodo di tempo piuttosto limitato e quindi in una visione retrospettiva. Nella sua forma ideale si tratta di opere redatte sponteneamente da persone non selezionate. In questa forma tuttavia le autobiografie sono rare nelle scienze sociali, pi di frequente lautobiografia commissionata dal ricercatore, che ne indirizza il contenuto anche fornendo una scaletta dei temi che vorrebbe fossero toccati. Il caso classico quello di unautobiografia scritta dallautore e pubblicata come testimonianza personale, senza commenti n interpretazioni. Per questi racconti autobiografici puri, e cio scritti in diretta senza la mediazione n linterpretazione del ricercatore, difficilmente possono essere ricondotti nellalveo della ricerca sociale. Diari: Il diario il documento personale per eccellenza. Esso regista le azioni, le opinioni, i modi di vedere e di sentire nello stesso momento in cui vengono vissuti dallo scrivente e per questo rappresenta una testimonianza preziosa e unica della vita interiore dello scrivente. Un caso particolare di diario, utilizzato nella ricerca sociale, rappresentato da resoconti giornalieri compilati su richiesta del ricercatore: es. I bilanci di tempo. Ma certo questi diari commissionati sono ben diversi dai diari spontanei. Lettere Esempi:

! ! ! !

Znaniecki: Il contadino polacco in Europa e in America Strauss: lettere di un amico alcolista Salzinger: lettere scritte da bambini emotivamente disturbati

Janowitz: lettere di prigionieri di guerra tedeschi Le lettere sono importanti strumenti di espressione dellinteriorit degli individui, della loro soggettiva definizione delle situazioni: da questo punto di vista esse sono uno strumento puro e indisturbato. Tuttavia va anche detto che la lettera non esprime solo il mondo dello scrivente, ma anche la percezione dello scrivente da parte del destinatario [Plummer] Testimonianze orali Lutilizzo dei documenti personali, fin qui trattati, presenta non pochi problemi:

a. b. c.

Documenti rari Frammentazione e incompletezza

Scarsa rappresentativit Allora il ricercatore pu provocare quelle che potremmo chiamare autobiografie orali. Differenze con lINTERVISTA NON STRUTTURATA:

A. B. C. D. w w w w w

Qui si tratta di raccontare tutta la propria vita Il ruolo dellintervistatore assai pi limitato, spesso lintervista procede autonomamente, quasi senza domande La converazione non ha pi le caratteristiche di unintervista ma del racconto condotto sul filo della memoria

Il metodo biografico non si preoccupa particolarmente della numerosit dei casi studiati Certo qui si pone il problema: Della reattivit che nellanalisi dei documenti si credeva risolto Delle defaillances della memoria Ma sono numerosi i vantaggi prodotti da questa tecnica se: Si evita la sporadicit dei casi studiati Si evita la frammentariet e lincompletezza

Si evita che la base informativa sia limitata a strati sociali superiori STORIE DI VITA Le storie di vita sono i racconti autobiografici centrati sul proprio personale vissuto, delle autobiografie raccontate.

Uso prescientifico consiste nella pura e semplice raccolta di autobiografie: senza negare il fascino di queste tranches de vie spesso suggestive, resta il fatto che le storie di vita, come ogni documento sociale non parlano da sole, ma occorre interrogarle. Negli anni 50 in Italia sono state pubblicate molte raccolte di questo tipo che volevano dare voce a chi non ne aveva. Saggio interpretativo in cui le autobiografie sono presentate nella loro interezza ed autonomie ma sono commentate. Interazione sistematica tra materiale empirico e interpretazione teorica. Qui le considerazioni antropologiche non sono pi elaborate separatamente dalla presentazione dei documenti, ma commento interpretativo e testi autobiografici sono integrati e intrecciati. Il ricercatore d ordine a quel magma teorico casualmente mutevole e vario per ricondurre almeno i suoi fenomeni essenziali ad uno schema esplicativo. STORIA ORALE

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Qui lintenzione quella di raccogliere informazioni sulla societ attraversata dal soggetto pi che rilevare il suo vissuto personale. Perci lecito servirsi anche del racconto di testimoni. La rivista Oral History stata fondata nel 1972 in Gran Bretagna e lobiettivo dei fondatori era quello di contrapporre alla storia delle battaglie e dei trattati, la storia del popolo e della vita materiale, alla storia delle lite e delle classi dominanti le vicende delle classi subalterne e delle minoranze etniche e linguistiche, alla storia degli imperialismi quela dei movimenti di liberazione nazionale e razziale. Una sorta di STORIA DAL BASSO. I testimoni utilizzati sono qualche decina e la parte dominante costituita dallanalisi descrittiva ed interpretativa dellautore, con sporadici inserimenti dei brani di intervista a illustrazione e sostegno di alcune affermazioni.

3. Documenti istituzionali
soprattutto la storia, fra le discipline umanistiche, che affida la sua conoscenza allo studio dei documenti che le societ hanno depositato nel corso dei secoli. Questi documenti sono il prodotto della nostra vita istituzionalizzata, ma sono generati soprattutto dalla vita ordinaria della gente comune. Qui parleremo di quelli dotati di un minor carattere di organicit e uniformit, pi adatti per unanalisi qualitativa che quantitativa. Un testo infatti pu essere analizzato sia in maniera qualitativa, interpretandolo nella sua globalit e dal punto di vista dei suoi significati; sia in maniera quantitativa, suddividendolo in elementi omogenei da mettere poi in relazione fra loro. In particolare lapproccio quantitativo ha dato luogo ad una branca della ricerca sociale, la cosiddetta analisi del contenuto che utilizza procedure di scomposizione dei testi, al fine di codificarli in una matrice-dati da sottoporre poi allanalisi statistica. Mezzi di comunicazione di massa Nomerosissime sono le ricerche condottesui mezzi di comunicazione di massa: ad esempio le cronache giornalistiche sono spesso utilizzate per la descrizione di eventi sociali. Anche i documenti televisivi costituiscono uninteressante area di ricerca, ad esempio lo studio delle soap opera sono state loggetto di una ricerca, in quanto unico esempio di intrattenimento televisivo rivolto allaudience femminile. Ricerca su Sentieri Narrativa, testi pedagogici, racconti della cultura popolare

Approccio quantitativo

Mappare notizie e loro posizione Confronto dello spazio dedicato a una notizia o a un'altra

Analisi del contenuto di giornali


Approccio qualitativo
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Come una notizia trattata

Lewis Coser: Sociologia attraverso la letteratura: raccolta di brani di autori classici su temi prettamente sociologici, la letteratura offre grandi affreschi e acute analisi sociali. Testi pedagogici Libretti di precettistica religiosa

Libri di testo per le scuole A proposito dello studio del racconto popolare: Propp: Morfologia della fiaba. Materiale giudiziario Sentenze dei tribunali Verbali dei processi Trascrizioni di interrogatori

Denunce Diego Gambetta sulla mafia siciliana Federico Governatori sullevoluzione culturale della relazione fra stato e cittadino nel XX secolo Barbagli: lassegno di mantenimento Documenti della politica

w w w w w w

Atti parlamentari Programmi dei partiti Comizi Manifesti Canzoni

La partecipazione elettorale Studio di Lasswell sugli slogan utilizzati per il 1 maggio in Unione Sovietica fra il 1918 e il 1943.

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Documenti aziendali e amministrativi Max Weber il quale di fronte alle profonde trasformazioni che lavvento della grande industria stava producendo sulla societ, si interrogava sulle conseguenze... Tracce fisiche Luomo lascia tracce fisiche e documenti materiali. Ad esempio i residui di una festa avvenuta la sera precedente possono dire tanto sul suo svolgimento, sul numero e let dei partecipanti

4. Leggere i documenti umani


Una prima distinzione delle tipologie di approccio:

(1) (2) (3) (4)

APPROCCIO OLISTICO APPROCCIO CATEGORIALE APPROCCIO CONTENUTISTICO APPROCCIO FORMALE (logiche compositive e stili)

Approccio riduttivo: Non si nega il fascino letterario e il potere evocativo dei documenti personali tuttavia essi non sono sufficienti a convalidare una teoria scientifica [Blumer]. Approccio interpretativo: Esiste un mondo oggettivo da una parte e lesperienza individuale dello stesso mondo dallaltra: Entrambi i mondo sono degni di interesse per il ricercatore sociale. Se il nostro studio non quello di spiegare i fatti ma quello di comprenderli allora anche lo studio di singoli casi pu gettare luce sulla realt che stiamo studiando e aiutare la nostra comprensione.

Leggere i documenti istituzionali


Ogni attivit umana riconoscibile nella nostra societ produce dei documenti. I vantaggi pi evidenti dellutilizzazione di documenti ai fini della ricerca sono:

w w w w w

Non-reattivit Possibilit di analisi diacronica

Costi ridotti Gli svantaggi legati alluso dei documenti istituzionali sono: Incompletezza dellinformazione Ufficialit della rappresentazione I documenti istituzonali rispecchiano esattamente quello che la loro definizione suggerisce, e cio la dimensione istituzionale dei fenomeni studiati, che certamente diversa dalla dimensione personale. Ma diversit non significa naturalmente inferiorit n delluna n dellaltra prospettiva.

Sintesi a pagina 160

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Il pubblico dei media


Metodologia e ricerca 1. Fare ricerca
Per definire la ricerca nel campo della mass-mediologia, alcuni autori ricorrono a una semplice distinzione di fondo tra: lavoro teorico e lavoro empirico di ricerca sul campo con luso di particolari strumenti di analisi. Altri autori distinguono invece tra studi teorici e ricerca amministrativa per considerare in un caso gli studi di tipo scientifico e, quindi, senza nessuno scopo immediato se non quello dellavanzamento della teoria e della ricerca scientifica e, nellaltro caso, quelli di carattere pi pratico o operativo che nascono in certe occasioni e con obiettivi precisi sulla base degli interessi di una particolare committenza. Anche nellavvicinarsi allo studio dei mass media si possono notare varie tendenze. Ad esempio i recenti lavori di Thompson e Silverstone hanno messo in luce come i contenuti dei media sono alla base di una nuova e pi attuale identit sociale di chi si riferisce allinformazione mediale per considerare la personale visione del mondo e il particolare posto in esso nel quadro di una cultura della contemporaneit. Ci vale in particolare per le nuove tecnologie che rendono finalmente possibile una comunicazione a due vie (emittente-destinatario e viceversa) e quindi, almeno a livello teorico, una pi attuale forma di partecipazione sociale in cui ciascuno elaboratore cosciente delle informazioni. Senza il prezioso apporto di queste nuove prospettive teoriche della teoria mass-mediologica lanalisi sociologica della societ postmoderna soffrirebbe di notevoli limiti. La committenza nelle ricerche amministrative. Si distingue in:

w w

Pubblica

Privata Nellanalisi dei mass media proprio in relazione allimportante ruolo che rivestono appare necessaria lattivit di istituti di ricerca qualificati appositamente finanziati. Le principali direttrici delle ricerche finanziate dai privati per scopi di natura economica vertono:

a. b.

Sul pubblico dei diversi media o prodotti mediali, con particolare riferimento alla uscita di nuovi prodotti e allefficacia pubblicitaria

Sulla comunicazione di partiti e uomini politici Il presupposto di fondo che i prodotti mediali, come tutti gli altri prodotti, devono essere venduti e che quindi fondamentale conoscere nel modo pi completo possibile il pubblico a cui si pensa di indirizzarli. Anche in questo campo della ricerca occorre tracciare una netta linea di confine tra analisi qualitative e quantitative. Spesso i risultati delle ricerchem massmediologiche non sono generalizzabili: ad esmpio lavere unenorme mole di dati sui lettori delle singole testate non permette di avere una chiara conoscenza del fenomeno lettura della stampa quotidiana. Unaltro aspetto importante riguarda il fatto che queste indagini non sono immediatamente comprensibili ai non specialisti. Nella stragrande maggioranza dei casi i dati ottenuti da queste ricerche sono tenuti segreti dalle aziende e quindi non contribuiscono ad aumentare la conoscenza collettiva del fenomeno. Una proposta interessante, a questo proposito, quella di tenere segreti i dati in un primo momento in modo da non permettere ad aziende diverse da quella che li ha commissionati di sfruttarli per scopi commerciali, ma dopo un anno di metterli a disposizione della comunit scientifica interessata a costruire una seriazione storica su questi fenomeni. In conclusione si pu ritenere che malgrado i suoi confini aperti e labili e la prevalenza dei contenuti empirici su quelli teorici, la massmediologia sia un settore scientifico originale e, nel contesto storico della societ globalizzata e mediale, destinato a veder crescere la sua rilevanza e utilit sociale.

2. Mass-mediologia e sociologia
Legami tra la teoria sociologica consolidata e la massmediologia:

1. 2. 3.

I fruitori di mezzi e contenuti mediali sono attori sociali che effettuano scelte sulla base delle motivazioni e degli scopi che ritengono significativi Nella crisi delle norme sociali la razionalit fortemente riflessiva e tale da aiutare lattore a trovare in ogni situazione la soluzione migliore o quella a lui pi congeniale. Certo per non sempre possibile distinguere tra informazioni utili e rumor mediale PROCESSO DI COSTRUZIONE DELLIDENTIT PERSONALE: il lavoro autoriflessivo sulle informazioni raccolte e la messa a punto di modelli (e stili) di comportamento. Il soggetto si costruisce un S ideale nel senso che si rappresenta secondo un suo modello di riferimento che non sempre del tutto aderente alla realt. In questa rappresentazione largo spazio possono avere le suggestioni o i suggerimenti trasmessi dai media. Anche per questo nel S ideale tendono ad avere sempre pi spazio emozioni e sentimenti che sono parte prevalente dei linguaggi e dei codici discorsivi mediali Questa forte adesione ai contenuti trasmessi dai media contribuisce anche a creare nuovi legami identificativi virtuali. I media tendono a configurare nuove e particolari forme di socialit che prescindono sempre pi dalle tradizioni e dalle norme sociali consolidate Ladesione a quanto suggerito dai contenuti mediali avviene in modi diversi a seconda della quantit e della qualit del consumo

4. 5.

In conclusione si pu affermare che lattore sociale tenda a confondersi con il consumatore mediale e viceversa.

3. Il pubblico dei media


La nota formula di Lasswel fa ritenere che per studiare i media necessario tener conto di cinque variabili:

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1) 2) 3) 4) 5)

Chi (gli emittenti, le grandi strutture della produzione mediale) A chi (il pubblico dei media da considerare secondo le differenze di consumo e fruizione) Cosa (I contenuti trasmessi, i codici e linguaggi, le modalit discorsive...) In quali mezzi (la specificit dei vari mezzi) Con quali effetti (le conseguenze di livello cognitivo e culturale a breve e lungo termine)

A chi e con quali effetti sono state le tematiche pi trattate anche se ultimamente stata data grande importanza anche allo studio dei contenuti. Gli studi sul pubblico dei media possono essere distinti in due grandi gruppi:

Definizione dei pubblici particolari di un dato mezzo o prodotto: laudience di un certo programma televisivo, i lettori di una certa testata giornalistica...

w Concrete modalit di ricezione: come avviene la ricezione e quali sono i suoi esiti In entrambi i casi tutti gli studi tendono a dimostrare che i pubblici dei media sono attivi e non passivi infatti: a. b.
Il loro consumo sempre il risultato di una scelta nel mare dellincredibile quantit di prodotti dellalluvionale produzione multimediale Le modalit di fruizione impegnano, sempre e comunque, le capacit-abilit di decodifica di chi sta assistendo a un prodotto mediale Occorre riflettere su cosa fa la gente con i media, e naturalmente si metter in atto una selezione tra chi acceder alla fruizione e si impegner per trarne qualche significato e chi, invece, la eviter e non si far eccessivamente coinvolgere. Si apre a questo punto la grande questione della cultura espressa dai media, considerando cultura linsieme dei contenuti che hanno facile e immediata identificazione allinterno di un particolare gruppo sociale costruendone il senso comune. Queste ormai gran parte della cultura della contemporaneit e non pu essere ignorata o disprezzata. Basti osservare che oggi, anche chi non ha un buon livello di cultura, pu accedere a prodotti di buon livello e certamente superiori a quelli a disposizione (per lo stesso gruppo sociale) anche pochi decenni fa. La considerazione che una parte molto consistente del pubblico dei media abbi, ancor oggi, un consumo di bassa qualit va considerata come una moderna forma di emarginazione culturale. A proposito della ricezione, il cuore di questo approccio nella letteratura sociologica si definisce come incontro o negoziazione del significato tra testo e lettore. E molto difficile che questo incontro avvenga senza fraintendimenti o equivoci. Ci dipende dal fatto che il lavoro del lettore messo in moto e guidato dal testo e dalle intenzioni dellautore, ma i contenuti sono decodificati utilizzando schemi cognitivi soggettivamente costruiti dal lettore sulla base di analoghe esperienze precedenti. Alcuni testi sono definiti chiusi e cio immuni da decodifiche aberranti, altri sono aperti a varie interpretazioni e quindi pi soggetti a fraintendimenti. In questo secondo caso il lettore , almeno in pare, co-autore del testo. Con immaginario intendiamo quellinsieme di immagini che sono rappresentazioni di tutto ci che ha avuto un qualche significato nella nostra vita. Per finire a proposito dei due filoni di ricerca (sul chi e quanti, e sulla ricezione) bene sottolineare come essi stiano ad indicare anche due distinte tendenze metodologiche:

Il primo filone accentua laspetto quantitativo Il secondo laspetto qualitativo

4. Scopi e fasi della ricerca


Parliamo ora della metodologia delle ricerche empiriche sui media. La prima fondamentale domanda : PERCH FARE RICERCA?

a. b.

Per obbligo. Lo possono affermare quelli che lavorano negli istituti di ricerca, il loro un lavoro da cui traggono reddito.

Perch si avverte la forte sensazione di fare qualcosa di utile. Limperativo quello di fare progredire le conoscenze perch si possa operare per il bene comune. La deontologia del ricercatore argomento di grande significato e spessore morale. La ricezione, in chiave pi strettamente sociologica, il modo concreto della fruizione dei testi mediali. Essa pu essere considerata sulla base di variabili sociali e culturali:

La doverosit: si deve studiare, necessario tenersi al corrente su certi argomenti Le differenze-preferenze relative ad un certo consumo culturale di un certo gruppo sociale Le mode relative a un certo prodotto o a un certo autore di cui tutti parlano

Una specifica cultura nazionale Ma sempre pi, ultimamente, la ricezione studiata nel momento in cui si realizza e cio quando c la cosiddetta fase di negoziazione di significato: in cui avviene lincontro concreto tra il lavoro dellautore e quello del lettore. Lautore sceglier tematiche, linguaggi, modalit, o artifici narrativi, che egli riterr pi adatti a quel pubblico. User aggettivi, avverbi, perifrasi, verbi per definire esattamente un concetto. Adesso il lavoro quello del lettore: questo pu cogliere o non cogliere le sfumature, attribuirvi connotazioni diverse da quelle pensate dallautore.

Discrepanza tra momento dellencoding e quello del decoding Ogni lettore sceglie, ma facendo ci non ignorer completamente le istruzioni dellautore. Qualcosa di analogo avviene anche a livello collettivo. In coloro che fanno parte di un determinato gruppo sociale si costruisce un patrimonio di conoscenze comuni che diventeranno cultura di quella collettivit a partire dalla fruizione dei testi che pi di altri hanno attirato linteresse collettivo.

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A proposito dellanalisi della ricezione dei testi mediali a livello collettivo si sviluppato un filone della ricerca massmediologica (definito cultural studies) che ha lavorato sugli intrecci tra cultura del tempo e impatto mediale con riferimento ad alcuni prodottidi particolare successo.

5. Fasi e tempi della ricerca


Ci sono due tipi di ricerca che vanno distinti:

a. b. c. d.

Ricerche di tipo descrittivo: sono la maggioranza e hanno lo scopo di dare risposte precise a una mancata conoscenza di una precisa situazione

Ricerche a prevalente scopo teorico: di interesse prevalentemente per gli specialisti del settore, sono dirette a dare risposte a quesiti teorici della disciplina e hanno il fine di determinare le motivazioni pi profonde di certi fenomeni Nella prospettiva di dover dare inizio a una concreta attivit di ricerca sul campo si devono seguire le seguenti fasi: Chiedersi qual loggetto concreto del lavoro del ricercatore: un errore molto diffuso quello di fissare obiettivi troppo ambiziosi Gli obiettivi della ricerca devono trasformarsi in questiti ben definiti che si definiscono ipotesi della ricerca fondamentale una buona conoscenza della letteratura sullargomento

Individuare gli strumenti pi efficaci per arrivare ad avere dei dati che pi sembrano rilevanti al fine della dimostrazione delle ipotesi. molto comune che unindagine abbia inizio con una fase esplorativa di tipo qualitativo a cui segue una pi impegnativa fase su un campione di intervistati. A questo punto fondamentale la definizione dei soggetti sui quali si vuole effettuare la ricerca. Dopo la rilevazione un momento fondamentale quello dellelaborazione dei dati. La fase finale consiste nella scrittura del rapporto di ricerca nel quale bisogna inquadrare quanto emerso dalla specifica ricerca riprendendo le considerazioni della letteratura sullargomento.

Il pubblico della televisione e la sua rilevazione 1. Introduzione 2. Alcune definizioni di spettatore


Una definizione quantitativa di pubblico televisivo quella di gruppo composto da tutti coloro che possono essere, almeno in teoria, raggiunti dal messaggio televisivo [Capecchi]. Nelle ricerche sullaudience, lo spettatore televisivo visto come un numero in mezzo ad altri numeri. In questo caso, lo spettatore definito tramite due insiemi di variabili: Le variabili socio-demografiche tradizionali che lo descrivono Il comportamento dello spettatore ridotto a questioni estremamente lineari. Le variabili socio-demografiche vanno dalle variabili sociologiche tradizionalmente usate per stratificare la popolazione a variabili che cercano di andare pi a fondo nella descrizione dello spettatore, come lo stile di vita, le scelte di consumo, latteggiamento politico. Il limite di tale definizione che le categorie socio-demografiche che descrivono i soggetti sono determinate esternamente alla pratica televisiva. Souchon parte dalla definizione di cui sopra per migliorarla da un punto di vista del consumo televisivo combinando le variabili socio-demografiche con quattro nuove dimensioni di ascolto televisivo.

w w

Il comportamento nei confronti della televisione in termini di durata dellascolto in generale e dei diversi canali e programmi

1) 2) 3)

Televisione diffusa: si intende il totale del tempo di emissione del sistema televisivo in generale, piuttosto che di un canale, di un determinato genere di programma Televisione possibile: prende in considerazione il fatto che il singolo spettatore non pu guardare contemporaneamente due trasmissioni. Quello che viene analizzato il rapporto di concorrenza fra le diverse programmazioni e consente di valutare oltre il semplice consumo, per entrare nei meccanismi della scelta.

Televisione disponibile: rileva tramite ponderazione della televisione diffusa per la percentuale media di individui presenti davanti al video. Tale valore ponderale un indice che miscela sia laspetto comportamentale sia quello della programmazione La riflessione di Bourdon partendo dallintersse per una lettura storica della televisione arriva a definire spettatore colui che memoria televisiva ossia in grado di ricostruire, in maniera pi o meno precisa la biografia del proprio vissuto televisivo. Per ottenere tale dato si sottoposto un ristretto gruppo di persone ad unintervista semi-direttiva che sollecitasse la narrazione del proprio vissuto nei confronti di tale mezzo. I risultati dellindagine hanno consentito di individuare alcune dimensioni fondamentali che consentono di profilare lo spettatore:

a.

Le dimensioni del cambiamento: nelle memorie degli intervistati emergono quei fattori di cambiamento tecnologici o di offerta, come

I cambiamenti legati al contenuto e al costume, in particolare il linguaggio Percezione di una cronologia quasi avulsa dalla realt circostante, autoreferenziata ai mutamenti dello strumento stesso

1) 2) 3)

le prime olimpiadi televisive via satellite Dal bianco e nero al colore

b. c.

Le dimensioni delle stagioni della vita: lo spettatore possiede una memoria iterativa della propria dieta televisiva collegata agli eventi caratterizzanti della propria vita La dimensione dei

1)

Ricordi-manifesto: ricordi organizzati in pacchetti di immagini e generi richiamati da figure di particolare rilievo comprese in esso

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2) 3)

Ricordi istantanea: sono legati a eventi mediatici ben precisi, fissati con precisione nel tempo e che mutano la situazione significativamente da prima dellevento a dopo

Ricordi passerella : i ricordi di quei programmi il cui contenuto riesce a gettare un ponte ideale fra il mondo degli attori televisivi e degli spettatori Le tre dimensioni consentono di dare una definizione dello spettatore televisivo come sviluppo cronologico di esperienze interagenti tra loro. Non si pu tra le altre cose, non considerare il fatto che lo spettatore viene sempre pi messo al centro operativo del palcoscenico mediale, tramite programmi in cui egli stesso agisce tramite i suoi rappresentanti, esterni al mondo professionale del fare televisione. Secondo Jost, il nuovo telespettatore definibile da due dimensioni rispetto ai contenuti della programmazione televisiva e in particolare del genere del reality show:

1.

Lo spettatore si sente rappresentato dai contenuti del programma: non necessariamente lo schermo televisivo riproduce esattamente la realt in generale la realt specifica del singolo cittadino, anche quando la trasmissione considerata avrebbe dichiaratamente tale obiettivo. Nasce quindi unautorappresentazione del s che non necessariamente coincidente con quella reale, ma nasce insieme allo svolgersi della narrazione

2.

Lo spettatore interagisce direttamente con il contenuto e landamento del programma tramite diverse modalit di contatto. Il pubblico orienta lo spettacolo. Insomma, la televisione ha cambiato il suo rapporto con il pubblico. Definire lo spettatore televisivo significa esaminare la collettivit delle persone comuni che agisce, parla, si muove sul nuovo palcoscenico televisivo. Due fattori descrivono lo spettatore:

Fattore collettivo Fattore individuale

Lassunzione di un ragionamento di tipo etnografico quella che lindividuo-consumatore scelga cosa consumare dellofferta televisiva complessiva e che ne tragga una gratificazione o una delusione. Le dimensioni principali che definiscono lo spettatore sono le seguenti:

A.

I programmi scelti e perch essi vengano preferiti ad altri: lesplorazione di tale fattore prevede che si individuino le motivazioni che spiegano perch un programma sia scelto rispetto ad un altro; per tale ragione si indagano contemporaneamente le caratteristiche dei soggetti considerati, cercando di costruire una mappa qualitativa delle relazioni fra caratteristiche di vita e di consumo televisivo La modalit e le abitudini che accompagnano la fruizione dei programmi televisivi: dove come e con chi; se e come la fruizione televisiva condiziona i tempi e le abitudini di vita

B. C.

I consumi culturali e gli stili di vita che si affiancano alle proprie abitudini televisive e che possono condizionare o essere condizionati da esse Una simile definizione di spettatore televisivo , nuovamente, lontana da una definizione basata su criteri di rappresentativit statistica basata sui dati di ascolto e personali

Un singolo approccio o una sola definizione non sono sufficienti!!! Un possibile approccio integrato consta di tre dimensioni:

3. I metodi di rilevazione e analisi del pubblico televisivo


La divisione classica tra ricerche quantitative e ricerche qualitative estremamente pratica per definire gli strumenti di rilevazione e i processi di analisi sui dati raccolti. In molti casi la combinazione dei due approcci riesce a fornire una descrizione pi completa e profonda del pubblico considerato. Nellapproccio quantitativo ci si focalizza sulla misurazione delle dimensioni dellaudience, sulla sua composizione da un punto di vista delle variabili socio-demografiche, riducibili in codici alfa-numerici. Il dato raccolto standardizzato. Sviluppare uno studio di questo tipo significa utilizzare lo strumento dellinchiesta campionaria. Gli obiettivi che possono essere raggiunti da queste tecniche sono di due tipi:

1. 2.

Descrivere il pubblico televisivo, lo spettatore singolo e le quantit di consumo televisivo

Analizzare le relazioni possibili fra le variabili che descrivono gli spettatori per definire gruppi, stratificazioni e tipologie del pubblico. A proposito del lasso temporale:

$ Le $ Le

ricerche che coprono un ampio arco temporale, ripetute nel tempo su campioni omogenei consentono di tracciare un quadro delle dimensioni e delle caratteristiche dellaudience nel tempo e di verificare le ipotesi di relazione causa effetto fra le variabili che la strutturano

ricerche che hanno come obiettivo di definire un comportamento o unopinione del pubblico nel momento in cui esse vengono condotte; possono essere applicate su diversi gruppi per valutare le variazioni; il livello di standardizzazione del dato non definibile a priori Nellapproccio qualitativo ci si concentra sullinterpretazione delle motivazioni al consumo. Il dato raccolto non pi di tipo numerico, standardizzato, e non trattabile statisticamente ma viene interpretato alla luce delle dimensioni cognitive ipotizzate allinizio della rilevazione e di quelle individuate in fase di rilevazione. Si riduce larea di studio. Lo spettatore non pi analizzato nella sua estensione ma attraverso la scomposizione e losservazione delle sue pratiche dascolto quotidiane, viste nellottica del singolo individuo o inserite nel suo gruppo sociale di riferimento. Qui si fa uso di una serie di strumenti non standardizzati pi intrusivi nellinterazione con i soggetti. Diventa fondamentale la strutturazione del disegno di ricerca rispetto a questi elementi:

Capire come raggiungere il gruppo o gli individui che si desiderano studiare e quali canali di comunicazione o osservazione possono essere utilizzati

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w w

Prestrutturare in fase di ipotesi, le relazioni sociali che si vogliono individuare. Per questa ragione fondamentale definire le persone che si vogliono intervistare in base alle loro caratteristiche sia rispetto allessere spettatori televisivi sia rispetto ad altre caratteristiche di vita

Stabilire quale sar il mezzo di interazione utilizzato Gli obiettivi che possono cos essere raggiunti sono:

1. 2.

Descrivere il pubblico televisivo sulla base delle motivazioni correlate ai meccanismi di scelta, alle abitudini e modalit di consumo secondo dimensioni emotive e culturali personali profonde non individuabili da percorsi di ricerca standardizzati Indagare gli aspetti della fruizione televisiva e definirne le caratteristiche studiandole nel contesto in cui avvengono.

- Le tecniche quantitative: la ricerca basata sui panel e lesempio di Auditel


Le ricerche basate sui panel hanno come obiettivo quello di definire le dimensioni e la struttura del consumo televisivo nonch i mutamenti della dieta mediale in termini di quantit di televisione consumata e di scelte. Si costruisce un campione di cittadini potenziali spettatori televisivi, che sia rappresentativo della popolazione e, nel tempo, le rilevazioni si operano sempre sui soggetti appartenenti a questo stesso campione. Questo ha il vantaggio di non costringere a ripetere le operazioni di campionamento ma ha lo svantaggio di comportare un continuo monitoraggio sulla popolazione inoltre:

w w w w

I soggetti possono perdere interesse Possono non avere pi tempo a disposizione Le caratteristiche della societ mutano

I comportamenti possono distorcersi nel tempo Gli strumenti di rilevazione dei dati da panel sono tre:

A. B. C.

LINTERVISTA STANDARDIZZATA SOMMINISTRATA TRAMITE QUESTIONARIO: nella quale si chiede di ricostruire una giornata-tipo di consumo televisivo IL METER

ALTRE FONTI CERTIFICATIVE Auditel nasce nel 1984 con lo scopo di rilevare in maniera imparziale e obiettiva i dati relativi allascolto televisivo italiano. La prima fase del lavoro stata di individuare il panel. I dati di ascolto, raccolti tramite il meter. I dati vengono presentati sia nella loro forma di base sia sintetizzati in indici statistici considerati come indicatori di riferimento per dare una descrizione del pubblico italiano. Tali indici sono approvati alleurovisione e sono i seguenti:

1.

Numero di contatti o copertura: numero di spettatori che hanno seguito almeno un minuto di una determinata trasmissione su una data emittente; il meter registra come spettatore chiunque resti collegato per almeno 31 secondi di tale minuto; si differenziano i contatti netti (numero di persone, diverse fra loro, che sono state registrate come spettatori, indipendentemente da quanto sono rimaste collegate) dai contatti lordi (lindice calcolato moltiplicando ogni spettatore per il numero di minuti in cui rimasto sintonizzato su un dato programma e sommando fra di loro, successivamente i risultati ottenuti). Lascolto medio o audience media: numero di spettatori presenti, in media, in ogni minuto del programma considerato; si calcola rapportando il numero dei contatti lordi alla durata del programma o dellarco temporale di ascolto considerato. Lo share: rapporto percentuale tra gli spettatori di una certa emittente e il totale degli spettatori che stanno guardando la televisione sulle diverse reti La penetrazione: rapporto percentuale tra gli spettatori di una emittente e il totale degli spettatori che stanno guardando la televisione sulle diverse reti I minuti visti: numero di minuti che i diversi spettatori hanno trascorso, in media, di fronte a un determinato programma, e si ottiene moltiplicando lascolto medio per la durata e dividendo per i contatti netti La permanenza: rapporto percentuale tra il numero di minuti visti mediamente dagli ascoltatori di un certo programma e il programma stesso; considerato indicatore della fedelt di visione.

2. 3. 4. 5. 6.

- Le tecniche quantitative: la ricerca basata sugli strumenti di trend e sullanalisi delle coorti det
Gli studi di trend e sulle coorti det fanno sempre parte delle tecniche longitudinali, in cui lobiettivo lanalisi del pubblico e delle sue scelte du un arco temporale superiore al singolo giorno. Le ricerche di trend prevedono il campionamento di differenti gruppo di popolazione estratti dallo stesso universo statistico in differenti momenti, ponendo lattenzione sulle medesime dimensioni di ascolto; a tale campione sono sottoposte domande in forma di questionario che tengano conto dei possibili mutamenti della situazione rispetto alla fase iniziale della rilevazione. Gli studi di trend non sono utilizzati tanto per la profilazione dellaudience o per studiarne gli utilizzi di base del mezzo televisivo, quanto per approfondire le dinamiche e i relativi mutamenti dia nel consumo sia, forse pi frequentemente, nellopinione di un canale, un programma, un evento. Si tratta di sondaggi di opinione. Lanalisi delle coorti assume invece che gli individui siano tra loro collegati e correlati dallavere et simili o dallavere sperimentato lo stesso evento biografico significativo allinterno di uno stesso lasso di tempo; fattori di similitudine possono essere: la data di nascita, lessere sposti o divorziati, altri momenti significativi della vita di uno spettatore. La novit, rispetto agli altri studi longitudinali, di considerare che le scelte di consumo televisivo del pubblico possano essere influenzate dalla propria biografia e non solo dal proprio stile di vita e che, anzi, essa stessa possa rivelarsi importante per spiegare i cambiamenti nella propria dieta mediale. Lo studio delle coorti utilizzato nellambito delle ricerche sociologiche :

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Contribuiscono a chiarire lidentit anche storica dello spettatore televisivo; un esempio la ricerca di Rosengren e Windhal del 1989 sulluso della TV dei giovani svedesi: allinterno di uno studio longitudinale in profondit sul rapporto fra gli adolescenti e la TV, questa tecnica ha permesso di individuare la priorit dellet per definire le abitudini televisive e quanto questa sia influenzata dalla selezione di gruppi di coetanei. Ma anche in quello delle ricerche di mercato televisivo:

Consentono alle emittenti televisive di prevedere probabilisticamente se e come un determinato programma o una linea editoriale possano o meno incontrare un determinato pubblico selezionato secondo coorti, o di prevedere possibili mutamenti per venire incontro a questi effetti di coorti

- Le tecniche quantitative: le ricerche realizzate tramite lintervista standardizzata


Lintervista standardizzata, il questionario, lo strumento principale nelle ricerche che sposano lapproccio quantitativo, utilizzando linchiesta campionaria. Nello studio dei media questa tecnica utilizzata per studi in cui linteresse non focalizzato sullosservazione ripetuta dei dati di dieta mediale, ma sulla definizione di aspetti particolari dellopinione del pubblico, o del comportamento degli spettatori, delle loro opinioni su determinati programmi, canali o sul consumo televisivo in generale. Uno studio di questo tipo pu anche servire per indagare i rapporti fra la televisione e gli altri mezzi di comunicazione, rispetto alle pratiche duso e alle caratteristiche degli utenti stessi, campionati statisticamente rispetto al globale della popolazione o rispetto a segmenti di essa. Si tratta di una pratica molto utilizzata nellambito delle ricerche di mercato per individuare le influenze dellesposizione televisiva sulle scelte di consumo dei prodotti e anche per lo studio degli atteggiamenti dello spettatore rispetto alla fruizione televisiva e ai suoi contenuti. Alcuni studi che hanno fatto uso dellindagine campionaria:

a)

Losservatorio Makno sullimmagine del sistema televisivo. Un percorso ripetibile con cadenza annuale. I soggetti ispiratori sono stati RAI E MEDIASET che si sono poste come obiettivo cognitivo quello dello studio di tre dimensioni importanti del rapporto spettatore-televisione:

(1) (2) (3) b) c) d) e)

Limmagine di programmi e personaggi di rilievo percepita dal pubblico Limmagine di diversi canali televisivi e dei network nel loro insieme Le abitudini di consumo

Le indagini campionarie Nielsen: percorsi di ricerca di mercato ad hoc sul consumo televisivo Eurisko porta avanti ricerche sullutilizzo della televisione basate sullindagine campionaria, collegandole fortemente alla classificazione degli italiani rispetto ai 16 stili di vita e alla Grande Mappa Eurisko che delinea esperienze di consumo, livelli sociali e culturali, scelte di vita Auditel che in fase di costruzione del panel si appoggiata a unindagine campionaria il cui focus era lindividuo e la famiglia Lindagine
IARD:

che contiene una sezione sui consumi culturali

- Le tecniche qualitative: le varie forme di intervista personale e di gruppo


Questo tipo di tecniche sono utilizzati per individuare larea delle motivazioni al consumo. Hanno il vantaggio di essere basate su un modello di comunicazione parlata interpersonale: il colloquio; lo svantaggio la difficolt da parte dellintervistatore di entrare in sintonia con lintervistato, di stimolarlo sufficientemente da farlo riflettere e parlare. Sia i concetti espressi che il linguaggio giocano un ruolo significato.

A. B. C.

LINTERVISTA IN PROFONDIT una forma di intervista in cui gli unici punti fissi sono un numero estremamente limitato di argomenti fissi da sviluppare in maniera elastica. Questo lo strumento principe per gli studi motivazionali. La numerosit del campione da intervistare legata alle dimensioni cognitive da esplorare LINTERVISTA IN PROFONDIT SEMI-STRUTTURATA: utilizzata per esplorare le macro-tendenze di un aspetto pi generale della fruizione televisiva IL FOCUS GROUP: presentano lo svantaggio di raggiungere una profondit inferiore rispetto ai colloqui individuali. Consentono di focalizzare lattenzione sullinfluenza che u gruppo pu esercitare sugli atteggiamenti e le motivazioni dei singoli. Si basa su una traccia pi o meno strutturata. E particolarmente utilizzato nelle ricerche di mercato per valutare leffetto e le opinioni di gruppi abbastanza omogenei rispetto al contenuto di trasmissioni o alla fruizione di un determinato canale in una determinata fascia oraria. LA STORIA DI VITA per definire limportanza che ha avuto il mezzo televisivo nella vita del singolo individuo. Permettere di accedere a una dimensione storica del fenomeno studiato e di valutare le interazioni fra le proprie esigenze personali e i mutamenti della realt in cui si inseriti

D.

- Le tecniche qualitative: losservazione e letnografia di consumo televisivo


La tecnica dellosservazione consente al ricercatore di studiare il consumo televisivo degli spettatori nel loro contesto di riferimento, senza intervenire sulle meccaniche del consumo stesso. Lo strumento pi usato negli studi di tipo etnografico losservazione partecipante in cui il ricercatore entra nel contesto in cui avviene il consumo televisivo. Lostacolo quello di interferire comunque con la sua semplice presenza sui comportamenti dei soggetti studiati. Le note del ricercatore devono essere di tre tipi:

a. b. c.

Sostanziali: quando riescono a fotografare gli elementi che strutturano la scena osservata e le dinamiche presenti Logistiche: quando aggiungono informazioni di controllo sulle circostanze che hanno accompagnato la raccolta dati Riflessive: quando sono il punto di partenza dellanalisi futura e sviluppano i primi collegamenti con le teorie considerate

4. Le ricerche sul gradimento televisivo


Lanalisi del gradimento nei confronti di uno o pi programmi televisivi significa rilevare gli atteggiamenti e le valutazioni generate nello spettatore dalle diverse trasmissioni (uso frequente delle scale).

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Il gradimento un modo per descrivere le dinamiche del consumo secondo un prospettiva che, pur rimanendo ancorata a dati probabilistici, vada oltre il semplice calcolo di quante persone siano sintonizzate su un dato spettacolo ad una certa ora. Alcuni problemi:

S S S

Attribuzione dei valori alle singole posizioni delle scale Comparabilit dei risultati fra diverse trasmissioni, diversi generi, diversi personaggi

Comparabilit fra trasmissioni con diversi volumi di pubblico Lesperienza mostra come non sempre sia garantito un nesso di causalit fra alti indici di gradimento e alti dati dascolto.

5. Le fonti dei dati


In Italia, la fonte ufficiale dei dati relativi allascolto televisivo Auditel, societ super partes che, dal 1986, rileva lascolto della televisione italiana a livello nazionale e regionale. I dati relativi alla popolazione e alle sue stratificazioni socio-demografiche sono invece di fonte ISTAT. Il secondo gruppo di supporto per Auditel lAgenzia Eurisko che fornisce i dati relativi alla popolazione e campione degli stili di vita e della grande mappa degli italiani

6. Una definizione quantitativa dello spettatore televisivo italiano


Un esempio di come la ricerca basata su dati statistici possa produrre un profilo tipologico dello spettatore televisivo italiano terr conto dellascolto medio giornaliero su tutti i programmi trasmessi nellarco della giornata e su come i tempi dascolto si redistribuiscono nelle categorie delle variabili considerate per profilare il pubblico. Vedi scheda sullascolto medio. Il campione considerato di 13.796 soggetti, rappresentativi di oltre 55 milioni di italiani. li primo dato l'ascolto medio giornaliero del pubblico: i dati rilevati mostrano come esso si sia assestato attorno al valore, abbastanza considerevole, di 3 ore e 37 minuti: evidente come tale risultato sia sicuramente interessante da un punto di vista delle abitudini generali di vita degli italiani, ma non dica molto sulla natura degli spettatori televisivi, a meno che non venga considerato almeno assieme alle sue caratteristiche principali. Rispetto alla differenza di genere, si osserva come, a fronte di una leggera superiorit femminile, il consumo cresca in maniera sensibile se lo spettatore donna. Ancora pi interessante l'effetto dell'et. Fino ai 14 anni il tempo medio d'ascolto cresce, per calare in maniera significativa nel periodo dell'adolescenza e della giovinezza (fino a 34 anni, nuova et soglia anche per l'indagine IARD sull'universo giovanile). Dai 35 anni in poi, gli spettatori aumentano il loro tempo medio di permanenza davanti allo schermo televisivo, che diventa un vero e proprio "parcheggio" per gli anziani ultra-sessantacinquenni. Altrettanto significativo l'andamento del titolo di studio: dopo avere osservato una sostanziale omogeneit fra i bambini. che non hanno ancora ottenuto il titolo dell'obbligo e il dato precedente per et, si osserva come al crescere del livello educazionale decresca significativamente il tempo d'ascolto. Questo risultato sembra essere correlato all'andamento della condizione socio-economica: essa cresce al crescere del titolo di studio e, seguendo la stessa tendenza, decrescono i tempi d'ascolto. Questo consente di disegnare un primo profilo generale: lo spettatore televisivo italiano tende ad essere pi donna che uomo e ad avere superato l'et considerata sociologicamente giovane (Buzzi, Cavalli, De Lillo, 2002): tendenzialmente un giovane pi propenso a dedicare il proprio tempo libero ad altre attivit o consumi culturali; in pi, chi segue maggiormente i programmi televisivi ha il titolo dell'obbligo, mentre i laureati vedono decrescere il valore medio di ascolto: "anche in questo caso si deve pensare ad una combinazione di interessi e stimoli che rendono pi vario il proprio consumo mediale. Per i diplomati di scuola media superiore u discorso potrebbe essere diversificato, visto il livello estremamente variegato dell'offerta culturale propria di diversi diplomi. Il riflesso di tale situazione si vede nella condizione socio-economica: lo spettatore televisivo tendenzialmente legato ad una situazione inferiore o medio-inferiore. Per decrittare meglio la struttura tipo dello spettatore, si possono incrociare opportunamente le diverse variabili; lavorando sulla condizione socio-economica, che una variabile fortemente aggregata e meno immediatamente interpretabile, e sul titolo di studio, che tradizionalmente la influenza secondo un criterio di causalit, osserviamo la seguente situazione: rispetto all'ascolto medio generale, se consideriamo solo i soggetti che ricadono nelle categorie ad alto (o medio alto} livello culturale e alto (o medio-alto} livello reddituale, i tempi d'ascolto si abbassano drasticamente ed , in pi, possibile fare alcune ipotesi sul pubblico specifico delle singole emittenti nazionali e dei network a cui appartengono. Come si pu agevolmente osservare, infatti, riducendo il focus dell'attenzione agli intellettuali ad alto tenore di vita, l'ascolto nei confronti della RAI non muta in maniera significativa, mentre cala drasticamente quello di Mediaset. evidente che, sviluppando opportunamente tale risultato, si potranno dedurre considerazioni anche sulla percezione di qualit delle emittenti e delle loro scelte di programmazione o, in alternativa, individuare con maggiore precisione, il pubblico target del loro palinsesto. Anche il fattore residenziale e geografico pu essere un elemento definitorio per lo spettatore; al crescere delle dimensioni del centro urbano di residenza, decresce il tempo d'ascolto: aumentando le occasioni e l'offerta di svago per il tempo libero, diminuisce, anche se non in maniera marcata, l'interesse per il mezzo televisivo. A differenza del precedente indicatore di urbanizzazione, la zona geografica non invece particolarmente discriminante. Come si pu agevolmente notare, infatti, i tempi medi d'ascolto degli spettatori sono praticamente equidistribuiti lungo tutta la penisola.

Le ricerche sui lettori della stampa 1. Il pubblico della stampa: acquirenti o lettori?
Il termine acquirente di giornali e riviste, oltre che dare unidea della misura di un consumo culturale maturo allinterno del contesto multimediale contemporaneo, sembra avere la capacit di costruire in maniera pi diretta il discorso sul pubblico della stampa attraverso unottica strettamente commerciale: chi compie latto di acquisto diviene a pieno titolo il destinatario ideale della comunicazione pubblicitaria veicolata dal medium. Lacquisto di un giornale una pratica soggetta a meccanismi di fidelizzazine e solo per pochi lettori, quelli pi assidui, esso costituisce un bene di prima necessit; per tutti gli altri il giornale rappresenta un interesse occasionale, che viene acquistato a frequenza variabile.

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Numerose variabili rendono incerta la stima della domanda di quotidiani (per la quale non basta un controllo delle copie effettivamente vendute) che dipende da:

w w w w

Cicli di vendita (incremento della vendita di giornali sportivi il luned) Abbinamento di inserti e gadjets Eventi particolari

Periodo dellanno Il concetto di lettore apre nuove prospettive permettendo di annoverare tra i consumatori di giornali e riviste anche coloro che entrano in contatto con una copia di una testata senza averla personalmente comprata. In questo nuovo contesto la ricerca sociale e le indagini di mercato di pongono lobiettivo principale di ricostruire il profilo di chi compie latto di lettura descrivendone le caratteristiche socio-demografiche ma anche interpretando le motivazioni profonde che spingono alla fruizione di questo mezzo. In Italia il consumo di quotidiani vittima di una generale disaffezione e vive una condizione di marginalit dovuta a:

a. b. c. d. e. w w

Una generale incapacit di stabilire legami con il pubblico raccontandone la vita quotidiana Mercato frammentato Predilezione per contenuti alti Problema della rete di vendita. Linefficienza delle poste fa si che non cresca il numero degli abbonati

Scarsa propensione alla lettura dei giovani. La continua contrazione degli investimenti pubblicitari sulla carta stampata impone la necessit di impegnarsi per un riavvicinamento dei lettori e degli inserzionisti per far fronte con i ricavi editoriali al costante aumento dei prezzi di produzione. Per questo scopo gli editori si muovono su due livelli: Limpatto emotivo e il fenomeno della personalizzazione Riconciliazione con un numero sempre maggiore di lettori che sono stanchi di notizie urlate e che cercano una maggior seriet. Limportanza di comprendere i motivi che inducono un individuo a scegliere di consumare una certo tipo di testata, cos come di individuare gli atteggiamenti verso i suoi contenuti, spiegano il deciso orientamento verso pratiche di ricerca di tipo qualitativo. Ma a fianco di questo tipo di indagini si messo a punto uno strumento collettivo di indagine quantitativa sulla readership dei quotidiani e dei periodici: lindagine Audipress che stima il numero dei lettori di ogni singola testata che prende parte allindagine descrivendone le caratteristiche e il profilo. Nasce lesigenza di fare chiarezza su cosa si intenda con il termine lettore: non tutti coloro che si accostano ad una pubblicazione leggeranno la copia dallinizio alla fine; alcuni la sfoglieranno solamente, altri vi dedicheranno una certa attenzione, dimostrando o non dimostrando interesse per i contenuti. Per alcuni la lettura costituisce unabitudine per altri uneccezione. Le indagini Audipress descrivono in maniera sempre pi particolareggiata a partire dallo stesso indicatore, cio dal lettore medio di una testata in un certo periodo: cos il lettore di una pubblicazione periodica colui che ha letto o sfogliato, in casa o fuor casa, un numero qualsiasi, anche arretrato, di quella pubblicazione, in un determinato periodo di tempo; mentre lettore di testata quotidiana chi dichiara di aver preso in mano per leggere o sfogliare una copia della testata in un determinato periodo. Accanto a questi parametri definitori generici stata predisposta una variet di definizioni che danno ragione delle frequenza di lettura, ampliando il periodo di tempo di riferimento rispetto a quello dellintervallo di pubblicazione. A partire da questa tipologia di definizioni possibile ricostruire secondo una scala numerica il numero di lettori che, per ogni testata analizzata presentano una frequenza di lettura:

Bassa Media

Alta Una ricerca condotta dallUniversit di Trento ha messo in relazione le dichiarazioni di frequenza di lettura con la lettura nel giorno precedente e il tempo dichiarato di lettura dei quotidiani, e con la lettura negli ultimi sette giorni dei periodici settimanali. Ne derivata una classificazione di lettore -articolata in forte debole residuale- di testate quotidiane e di testate periodiche: Per quanto attiene le testate quotidiane:

$ Lettore forte: colui che dichiara di leggere "regolarmente" almeno un quotidiano; ha letto un quotidiano nella giornata di ieri;
legge il giornale per almeno 10 minuti;

$ Lettore debole: colui che dichiara di leggere "regolarmente" un quotidiano per oltre 1O minuti ma non ha letto ieri; oppure ha
letto ieri un quotidiano per pi di 10 minuti ma dichiara di non leggerlo "regolarmente";

$ Lettore residuale o "non lettore": colui che non legge quotidiani; oppure legge il giornale (sfoglia) per meno di 10 minuti;
oppure non legge "regolarmente", non ha letto "ieri", anche se, quando capita, lo legge per pi di 10 minuti. Per quanto riguarda i periodici settimanali:

q q q

Lettore forte: colui che dichiara di leggere almeno un settimanale "regolarmente" o "spesso"; ha letto almeno un settimanale negli ultimi sette giorni; Lettore debole: colui che dichiara di leggere almeno un settimanale "regolarmente" o "spesso" ma non ne ha letti negli ultimi sette giorni; oppure ha letto almeno un settimanale negli ultimi sette giorni ma dichiara di non leggere "regolarmente" o "spesso" ma solo "abbastanza spesso"; Lettore residuale o "non lettore": colui che non legge settimanali; oppure non ne legge "regolarmente" o "spesso" e non ne ha letti negli ultimi sette giorni.

Approfondimenti dellanalisi del pubblico spostano lattenzione su fattori quali :

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$ Il tempo di lettura $ Il genere di testate lette $ Qualificare la differenza fra lettori occasionali e lettori abituali attraverso gli stili di fruizione
Elaborazioni dei dati Audipress permettono di offrire altre preziose informazioni quali:

Duplicazione di lettura tra quotidiani diversi Probabilit di esposizione alla pagina: resa possibile dallindice MPX

Alcune ricerche sul campo hanno dimostrato come alcuni fattori -sesso et classe sociale istruzione notoriet della testataabbiano un forte peso nel determinare la variabilit del numero di lettori per copia.

2. Le tipologie di indagine sui lettori dei quotidiani e dei periodici


Due differenti tipologie di dati:

Circulation research: Le cifre di diffusione, cio le informazioni sulle vendite e la distribuzione delle pubblicazioni. Si tratta di dati verificati dallADS (o Istituto accertamento diffusione stampa)

Readership research: la ricerca sui lettori si pone come obiettivo quello di indagare come i lettori utilizzano giornali e riviste. Un primo obiettivo quello di descrivere il consumo di stampa quotidiana e periodica come un fenomeno culturale Lannuario delle statistiche culturali (ISTAT) offre una raccolta di informazioni, disponibile in serie storica sul consumo di carta stampata, senza avere lintento di proporre letture approfondite del fenomeno permette di ricostruire i profili socio-demografici di coloro che vengono annoverati fra i lettori delle pubblicazioni. Inoltre dal 1993 stato avviato un sistema di indagini sociali multiscopo fra cui i cittadini e il tempo libero che rivolge particolare attenzione alla lettura di quotidiani, settimanali e riviste non settimanali. Altre fonti di informazione sul pubblico della stampa sono le ricerche del Censis e lindagine Sinottica (Eurisko). Lo sforzo maggiore delle indagini sul pubblico della stampa si concentra sulla definizione dellaudience delle singole testate, soprattutto con lo scopo di stimarne dimensione e struttura. Nellottica della quantificazione dellaudience, cio di determinare la quantit media di lettori che possono venire in contatto con un numero medio di una pubblicazione si sono imposte due scuole:

Metodo del riconoscimento della copia di una testata come il pi valido. Ci si avvale della tecnica TTB (Through the book)

In Europa il sistema corrente di rilevazione della lettura dei mezzi a stampa il metodo RR, Recent reading, che ha avvalorato la tecnica del ricordo stimolato attraverso luso di cartellini riproducenti il logo delle singole testate. La stima dei lettori si ottiene attraverso le dichiarazioni di lettura di un numero medio di una testata riferite allultimo periodo. Un ostacolo rappresentato dallesigenza di basare le proprie misurazioni dellaudience sulla memoria degli intervistati, per natura non infallibile. Una nuova metodologia la FRY, First-time Read Yesterday , che utilizzando le dichiarazioni riferite a ieri parte dal presupposto che lintervistato possa ricostruire pi facilmente i propri atti di lettura. Pur avendo come principale obiettico la stima dellaudience delle testate a stampa, la ricerca sulla readership, pu fornire anche informazioni che hanno la propriet di focalizzare lattenzione sugli aspetti qualitativi del consumo, come gli ateggiamenti e le motivazioni che spingono alla lettura delle testate. Con Audipress la ricerca sulla readership ha utilizzato gli Stili di vita dellindagine Sinottica, la segmentazione praticata da Eurisko, per descrivere il target delle singole testate secondo lapproccio psicografico. Le ricerche qualitative hanno lobiettivo di indagare in maniera approfondita:

$ le motivazioni che spingono a leggere un giornale $ i meccanismi e i percorsi mentali e strumentali che portano alla scelta di un certo tipo di quotidiano o di rivista $ i modi e i luoghi di consumo $ Il tempo dedicato alla lettura $ Limpatto e il gradimento dei contenuti $ Lattenzione e il coinvolgimento $ Lo stile di lettura $ Le gratificazioni ottenute
Per le indagini qualitative sulla stampa si usano le classiche tecniche della rilevazione qualitativa.

- La principale ricerca quantitativa sul pubblico della stampa in Italia: lindagine Audipress
Lindagine Audipress viene eseguita periodicamente, due volte allanno, su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta, di et superiore ai 14 anni, con la finalit di definire il numero e le caratteristiche socio-demografiche dei lettori delle singole testate quotidiane e periodiche. Lo scopo principale di ordine commerciale: lindividuazione dei destinatari utili di una particolare comunicazione pubblicitaria. Sostanzialmente lattivit di rilevamento consiste nella realizzazione di interviste face-to-face effettuate seguendo un questionario interamente strutturato e proposto presso il domicilio dellintervistato. Lindagine Audipress si svolge essenzialmente in tre momenti:

La fase di campionamento La fase di rilevamento

Lelaborazione dei dati Vedi scheda Audipress. necessario che lindagine italiana sulla stampa rieca a valorizzare ulterioremente le proprie performances e ad apportare correttivi al proprio impianto metodologico, e questo per rispondere alle forti aspettative e esigenze che stanno emergendo.

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Un primo obiettivo dovrebbe essere quello di puntare sullaggiornamento costante e tempestivo dei profili per conoscere in tempo reale lesito delle continue iniziative di marketing editoriale. La seconda direzione in cui si devono operare dei miglioramenti quella dellapprofondimento nellarea della definizione di criteri chiave per qualificare il target delle testate e nellarea della percezione delle testate, sia infine nella valutazione della fruizione non solo dellintera pubblicazione ma anche delle sue sezioni.

3. Quotidiani e periodici: il profilo del lettore italiano


La grande variet di informazioni messe a disposizione dalle fonti ufficiali sul consumo di stampa in Italia, ISTAT Audipress in particolare, permette di ricostruire il profilo attuale dei lettori di quotidiani e periodici. Dalle indagini emergono alcuni tratti comuni che segnalano la tendenza a leggere i giornali in maniera occasionale Vedi le tabelle e i relativi grafici. Seguendo le indicazioni Audipress meno della met della popolazione adulta legge abitualmente un quotidiano (40,1%) circa i tre quarti lo leggono una volta al mese, mentre il 20% degli intervistati, quasi 10 milioni di persone, si dichiara non lettore; lIstituto Nazionale di Statistica non presenta uno scenario migliore: i lettori di quotidiani superano a stento il 50% e la maggior parte dichiara una frequenza di lettura medio-bassa. Sebbene i non lettori di quotidiani Audipress appartengano prevalentemente alle classi socio-economiche medio-inferiori, possiedano un basso titolo di studio e vivano al Sud, altrettanto significativo il fatto che anche tra i pi istruiti e "agiati" il consumo quotidiano di giornali superi di poco la met del campione. Anche per quanto riguarda il sesso e la fascia d'et si configura una tendenza peculiare. Per Audipress, la lettura regolare di un quotidiano pi alta fra gli uomini (50,9%) rispetto alle donne (30,1%) e il numero dei non lettori di quotidiani nel complesso maggiore nella fascia d'et degli over 65 (39,6%); i giovanissimi fra i 14 e i 17 anni sono lettori regolari per il 35%, mentre solo il 15% si dichiara "non lettore". Se i dati di fruizione Audipress rispetto al sesso risultano sostanzialmente sovrapponibili a quelli rilevati dall'ISTAT, grosse differenze si prospettano rispetto ad alcune fasce d'et. In particolare secondo l'indagine dell'Istituto Nazionale di Statistica, che ha la peculiarit di incrociare alcune caratteristiche sociodemografiche del campione con variabili quali la tipologia di testate e di notizie lette, il 60% dei ragazzi di et compresa fra gli II e i 17 anni non legge quotidiani e comunque preferisce accostarsi alle testate sportive (50,8%), attratto solo in parte dalle notizie di cronaca e ben poco interessato alla politica e all'economia. Anche le donne non sembrano particolarmente attratte dal quotidiano: meno della met del campione legge un giornale, ma con una frequenza medio-bassa, privilegiando comunque le testate di informazione generale e dedicando la propria attenzione soprattutto a notizie di attualit e di cronaca nera e locale. Pi dei due terzi del campione maschile legge invece il giornale, e 10 legge abbastanza frequentemente, dando la propria preferenza a quotidiani d'informazione (58%) e sportivi (39,6%), questi ultimi soprattutto fra i pi giovani, e focalizzando la propria attenzione sui fatti legati alla politica e alla cronaca. Rispetto alla tipologia di quotidiani, i meno seguiti, nonostante il recente forte incremento delle vendite, risultano essere i giornali legati al mondo dell'economia e della finanza (8,2%), letti soprattutto da adulti di sesso maschile. Per quanto riguarda gli argomenti trattati, il minimo comune denominatore, che sembra tagliare trasversalmente i lettori di sesso ed et differenti, rappresentato dalla notizia di cronaca locale, che riceve in assoluto la preferenza dei lettori (72,3 %) soprattutto con l'aumentare dell'et. La predilezione per contenuti d'informazione la cifra distintiva che caratterizza anche il consumo di periodici: i tipi di settimanali e mensili pi letti risultano essere proprio quelli di informazione generale {rispettivamente dal 53,2% e dal 28% dei lettori), seguiti a poca distanza dai femminili {30,4% e 21,7%) e da quelli sportivi (18,7% e 17,8%). In generale i settimanali sono letti prevalentemente dalle donne {59,2% ), mentre i mensili contano lettori soprattutto fra gli uomini (31,3%); l'andamento di lettura cresce con l'et e risulta al massimo livello nelle fasce dei giovani e degli adulti, per poi decrescere fra gli aver 60. Ma i dati pi interessanti di questo rapporto di ricerca riguardano le motivazioni che spingono a non accostarsi a questo medium: se gli aver 60 dichiarano di avere difficolt a leggere i quotidiani per problemi di vista (27,9%), e se giovani e adulti segnalano una scarsa disponibilit di tempo da dedicare alla lettura (39% e 40,3%), i motivi pi rilevanti del mancato consumo di stampa quotidiana sono il disinteresse per i giornali (1,9 % ) e soprattutto la preferenza accordata alla televisione (45,9%).

Il pubblico della radio 1. Introduzione


La radio viene collocata nelle diete multimediali allinterno dei media domestici, accuratamente distinti da quelli collettivi (cinema). Lo strumento sistematico per lanalisi quantitativa del pubblico della radio Audiradio, che ricorre al sistema Cati con cicli bimestrali di interviste; lafflusso dei dati molto pi lento e complessivamente meno preciso. La radio entra in una dieta multimediale ma nelle condizioni pi peculiari della sua fruizione (automobile) non ha alternative. La radio costruisce nella multimedialit, una propria filiera esaltando il duo carattere di personal medium, la sua interattivit, la sua presenza nella comunicazione mobile, e dunque triangolando efficacemente con Internet e con il telefono cellulare, ma non disdegnando di lanciare canali satellitari video con un marchio radiofonico. Essa tende ad uscire dallhortus conclusus della comunicazione di massa per legarsi piuttosto a una filiera della musica e del suono: i suoi competitori non sono tanto la TV, la stampa o il cinema quanto piuttosto la musica registrata, lo spettacolo dal vivo, altre forme della socialit particolarmente giovanile.

2. Lo sviluppo delle indagini sulla radio


La pi ampia indagine condotta in Italia sul pubblico della radio risale al novembre del 1939. Essa aveva ovviamente fini propagandistici. Nel dopoguerra la ricerca sociale si concentr sulla televisione che si era sviluppata insieme al benessere mentre la radio in unera di penuria.

3. Indagini quantitative e qualitative. Audiradio


Audiradio stata fondata nel 1988 per iniziativa dellUPA e produce annualmente unindagine campionaria sullascolto delle emittenti radiofoniche nazionali e locali. Il campione Audiradio rappresentativo della popolazione italiana di et superiore agli 11 anni.

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Permette di stimare la numerosit e la composizione dellascolto e il profilo degli ascoltatori a livello nazionale, di area geografica e di singole regioni, sia per il mezzo radio nel suo complesso,, che per le varie reti RAI, e per le singole emittenti private che si sono iscritte a Audiradio. Vi poi unindagine a livello provinciale sui dati di ascolto delle sole emittenti locali. I dati indicano nel complesso e per ciascuna emittente:

w w

Lascolto della radio negli ultimi sette giorni; viene considerato ascoltatore negli ultimi sette giorni, chi dichiara di aver ascoltato la radio almeno per un quarto dora consecutivamente, nel corso della settimana precedente.

Lascolto nel giorno medio: per convenzione viene definito come giorno medio quello antecedente lintervista Il ricordo viene sollecitato chiedendo di ricostruire la giornata per fasce di tre ore e richiamando nomi delle emittenti presenti in quella provincia. Allintervistato vengono richieste informazioni sulle caratteristiche socio-demografiche sue e della sua famiglia, per stabilire il profilo dellascoltatore. Sono considerate emittenti significative quelle che superano la soglia convenzionale dei 24 ascoltatori nel giorno medio a livello nazionale. Accanto alla ricerca quantitativa viene svolta in pi occasioni una ricerca di tipo qualitativo sul pubblico radiofonico, su committenza delle singole emittenti. Tale ricerca si avvale di interviste telefoniche mirate, interviste faccia a faccia e focus group

4. Le caratteristiche dellascolto odierno


Ascoltano la radio ogni giorno circa 35 milioni di persone. Nel 1983 lascolto da tempo stagnante sui 24 milioni ha cominciato a crescere continuativamente con un balzo significativo durante la guerra del golfo. Una quota molto significativa di ascolto si svolge in automobile. Gran parte delle emittenti hanno adottato formati radiofonici fondati sulla ripetizione rotatoria, ad ogni ora si uno schema fisso di programmazione, il cosiddetto clock, che esalta le caratteristiche di riconoscibilit della stazione e si congiunge efficacemente con un cascolto casuale e mobile, che non rispetta orari fissi, come quello adottato dalla maggior parte degli ascoltatori. Nessun mezzo pu vantare una percentuale cos alta di giovani.

L approccio multimediale pag.223 1. Alcune premesse teoriche 2. Gli stili di consumo multimediale 3. Stili e trib multimediali (la ricerca Italiani e media del Censis- UCSI) 4. Stili di vita e dtili multimediali (la ricerca Sinottica di Eurisko)

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E-Research: internet per la ricerca sociale e di mercato


Elementi di scenario e trasversalit Internet nella ricerca sociale e di mercato
Sin da quando, agli inizi degli anni novanta la grande rete uscita dai laboratori di ricerca per diventare, grazie allutilizzo del web, risorsa potenzialmente accessibile a tutti, essa stata oggetto di unintensa attivit di ricerca, stimolata dalleffettiva portata innovativa del mezzo di comunicazione. Leffettiva valenza culturale del nuovo medium e delle sue pratiche duso hanno fatto s che esso diventasse in breve tempo focus privilegiato di riflessioni teoriche e di attivit empiriche di ricerca. Le societ di ricerca, soprattutto USA, hanno visto nella rete un evento rivoluzionario per il proprio settore e in grado di incidere radicalmente sulle pratiche di ricerca soprattutto per quanto riguarda le survey on line. Questo ha incoraggiato le software house a interessarsi alla vendita di pacchetti applicativi di supporto allo svolgimento delle indagini attraverso questionari on line; e inoltre i clienti di ricerca hanno intravisto nel ricorso alla rete la possibilit di interessanti riduzioni di costo per lo svolgimento delle indagini.

Opportunit e limiti della e-Research 1. Costi e possibilit di realizzare indagini


La possibilit offerta dalla rete permette un notevole contenimento dei costi delle ricerche in particolare relativi a:

1.

Viaggi e spostamenti

i. ii. 2. 3. 4.

Di persone Dei materiali necessari allindagine

Accoglienza e ospitalit (legati alla necessit di incontrare gli intervistati in ambienti ad hoc) Realizzazione degli strumenti e dei materiali di ricerca (si evita lo spreco di carta!!!) Registrazioni, trascrizioni, imputazione dei dati

2. Tipologie dei soggetti contattabili e argomenti di indagine


Una delle pi note propriet della rete la sua capacit di rendere i processi comunicativi relativamente indipendenti da vincoli spazio-temporali.

Zone geografiche vaste o difficilmente raggiungibili Soggetti difficili da raggiungere o contattare (i disabili, i manager super impegnati) Luoghi chiusi o pericolosi (ospedali, carceri, comunit religiose...)

Distanze sociali e culturali Quindi la rete permette di realizzare campioni, magari non probabilistici ma comunque estremamente interessanti e ricchi dal punto di vista conoscitivo, forse non realizzabili in altro modo.

3. Contesti di rilevazione , qualit, organizzazione e analisi dei dati


I test somministrati attraverso il computer consentono di ottenere livelli di apertura e di profondit dei contenuti emersi superiori a quelli ottenibili attraverso li stessi strumenti cartacei. Inoltre le rilevazioni in rete sono gi in formato digitale il che implica una minore necessit di manipolazione dei dati. Il principale limite di queste ricerche la ridotta e disomogenea penetrazione delluso della rete nei diversi paesi e inoltre:

w w w

Impossibilit di stabilire in maniera certa lidentit dei rispondenti Mancanza totale di controllo sul contesto in cui si svolge la rilevazione Incapacit di cogliere i segnali non verbali

Laudit della rete


Per poter utilizzare la rete come strumento di ricerca necessario conoscere al meglio i suoi confini e i suoi frequentatori. Conoscere dai dati ufficiali sulluso del web qual il profilo degli utenti che frequentano un certo sito consente al ricercatore di generare campioni rappresentativi degli stessi come pure individuare spazi della rete in cui gli inviti a partecipare a determinate attivit di ricerca possano avere maggiore probabilit di intercettare la tipologia di soggetti a cui egli effettivamente interessato.

1. Approcci metodologici al web audit


Modalit attraverso cui possibile conoscere i diversi stili di fruizione della rete:

Cercare di osservare il loro comportamento registrandone oggettivamente alcuni parametri quantitativi, tipo le navigazioni fatte

Chiedere direttamente a loro attraverso interviste o questionari, come utilizzano la rete, perch la usano in un modo piuttosto che in un altro, che cosa preferiscono e a che cosa invece non sono interessati. I sistemi web audit consentono la registrazione di dati comportamentali attraverso quelle che possono essere considerate le evoluzioni dei dispositivi people meter, sia utilizzando ricerche basate sulluso di interviste o questionari. La registrazione continua e sistematica dei dati di navigazione dei soggetti facenti parte del campione scelto, oltre a essere implacabilmente oggettiva, consente di costruire basi dati estremamente potenti con le quali possibile condurre analisi a livelli di dettaglio altrimenti inconcepibili. Per contro:

w w

I soggetti del campione sanno di essere continuamente spiati Nulla si sa sulle motivazioni della preferenza di certi siti

2. Il web audit
Lesigenza di rilevare le caratteristiche degli utenti della rete evidentemente di tipo economico. Il primo Audiweb stato attivo allinizio del 2003. Esso si basa sulluso di sistemi di software di registrazione dei dati di navigazione detti people meter: si tratta di un piccolo applicativo da installare sul computer in grado di tenere memoria delluso della rete fatto attraverso quel determinato pc. I dati ottenuti consentono di costruire quattro tipologie di indicatori:

1.

I conteggi

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i. ii. iii. iv. 2. 3. 4.

Gli hits: accesso ad ogni singolo elemento grafico o testuale di una pagina Le pagine visitate Le visite uniche Il tempo

Le medie Consentono di rapportare gli indicatori di conteggio tra loro La copertura Il reach ovvero la percentuale di persone che hanno visitato un particolare sito in un periodo di tempo, sul totale La composizione Categoria di indicatori che permette di articolare il numero di persone che hanno visitato un sito o un dominio in relazione alla loro appartenenza a determinati gruppi sociali

3. Laudiweb by Nielsen / NetRatings


Audiweb una societ in cui convivono varie componenti. Lobiettivo dichiarato da Audiweb fornire informazioni di carattere quantitativo e qualitativo super partes al mercato sui siti Internet che aderiscono alla ricerca. Audiweb effettua due tipi di misurazione:

1. 2.

Ricerca di Base: finalizzata alla stima delluniverso degli utilizzatori della rete

Indagine panel: specificamente orientata a supportare la pianificazione pubblicitaria sui principali siti nazionali ed svolta utilizzando un panel di utenti rappresentativo della popolazione italiana utilizzatrice della rete. La ricerca base viene trimestralmente aggiornata effettuando oltre 1.000 interviste telefoniche (modalit Cati). Per lIndagine Panel NetRatings operativamente svolge il monitoraggio. Concettualmente si tratta di un modello che si basa il monitoraggio il seguente: Attraverso delle interviste Cati svolge secondo una procedura Random Digit Dial vengono contattate un gran numero di famiglie a cui viene chiesto se possiedono una connessione Internet e, nel caso, se sono disponibili ad entrare a far parte del panel. Le famiglie che accettano ricevano a casa un kit contenente il software necessario alla rilevazione meter con le relative istruzioni. Al momento dellistallazione, ciascun membro della famiglia invitato a compilare un questionario di profilazione relativo ai suoi dati socio-demografici e gli viene attribuito un codice identificativo daccesso. Allavvio di ogni collegamento alla rete, si visualizza sullo schermo una maschera pop-up che richiede allutilizzatore di identificarsi inserendo il proprio codice. I componenti del panel sono periodicamente contattati per effettuare gli opportuni aggiornamenti.

Tecniche quantitative di rilevazione on line: le e-Survey Rappresentativit e campionamenti nelle survey on line 1. Introduzione: la logica della survey
La ricerca applicata -sociale o di marketing- ha lobiettivo di ottenere informazioni sulla realt e lo fa tramite due tipologie di logiche osservative:

w w

CENSIMENTI: studi che hanno per oggetto tutti gli individui di una popolazione e che fotografano la realt in modo completo e esaustivo

INDAGINI CAMPIONARIE o SURVEY che hanno per oggetto un sottoinsieme della popolazione e che sulla base di alcuni processi logico-matematici, consentono di fare affermazioni sulluniverso della popolazione. Le ricerche campionarie ben condotte consentono non solo un risparmio nei costi, ma anche un innalzamento della qualit generale delle osservazioni condotte e dei dati ottenuti. POSTULATO FONDAMENTALE: Un campione tanto rappresentativo quanto lo il metodo con cui sono estratti i singoli individui. Solo un campione rappresentativo consente di affermare con sicurezza che i risultati dellindagine sono estendibili alla totalit della popolazione da cui esso estratto.

2. Tipologie di campioni
Dovendo lavorare su un campione di 1000 casi laltezza media rilevata non potrebbe essere evidentemente considerata come un valore reale, quanto piuttosto come una stima: una dimensione di approssimazione. I campioni probabilistici. Tutti gli individui della popolazione devono avere una uguale probabilit, nota dal ricercatore, di essere estratti e quindi inclusi nel campione. Il pi noto tipo di campione probabilistico il campione casuale semplice. Se la popolazione fosse composta da palline, per generare un campione di questo tipo bisognerebbe radunarle tutte, accertarsi che fossero disposte casualmente ed estrarle una ad una fino a raggiungere il numero prestabilito. Tutto ci realizzabile utilizzando elenchi della popolazione di riferimento. Quando invece sono gli individui ad autoselezionarsi, candidandosi proattivamente a sottoporsi allintervista il campione non probabilistico in senso stretto. Certo bisogna dire che decisamente meno semplice di quanto si possa pensare avere disponibili liste complete della popolazione a cui si interessati. Il campionamento probabilistico sistematico prevede invece lintercettazione di un individuo ogni n della popolazione, dove n rappresenta una costante qualsiasi. Anche in questo caso, lestrazione di un campione corretto richiede che siano potenzialmente raggiungibili tutti gli individui della popolazione. Per le sue propriet il campionamento sistematico utilizzabile anche quando non esiste un vero e proprio elenco degli individui che compongono linsieme della popolazione (es. Per campionare gli spettatori di una partita, se ne possono fermare uno ogni n fuori dallo stadio). Il campionamento casuale stratificato si individua segmentando lintera popolazione in strati in base alle caratteristiche di segmentazione di interesse per la ricerca e procedendo poi ad unestrazione casuale semplice allinterno di ciascuno strato

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Per sintetizzare: i principi alla base dellestrazione di un campione probabilistico sono:

q q q

Tutti gli individui della popolazione di interesse devono essere potenzialmente includibili nel campione Ogni individuo della popolazione deve avere equa probabilit di essere incluso in un campione Devono essere i responsabili dellindagine a determinare chi dovr far parte del campione

Le fonti di distorsione: errori di campionamento e rifiuti.


I campioni probabilistici garantiscono contro gli errori sistematici ma non contro quelli accidentali. Il rifiuto di una persona contattata di sottoporsi allindagine una classica fonte di errore accidentale. Si stima che negli Usa i rifiuti sistematici alle interviste telefoniche interessano orma il 70-75 % della popolazione contattata. E questo ha rilevanti ricadute sulla qualit e rappresentativit dei campioni.

3. Le indagini on line
Nella tipologia appena esposta, le indagini on line sono tecnicamente classificabili come indagini basate su questionari autocompilati in formato elettronico. A seguito della sempre maggiore diffusione della rete, la ricerca applicata sociale e di marketing ha iniziato a guardare a Internet con crescente interesse sia come oggetto di studio che come possibile strumento di indagine. Le ricerche on line possono avere diversi soggetti di studio:

La popolazione generale La popolazione degli utenti di Internet Bacini definiti di utenti come, ad esempio:

w w w w

I frequentatori di alcuni siti I soggetti esposti alla pubblicit su Internet Gli utilizzatori o i clienti registrati a certi servizi on line I dipendenti di una determinata azienda

Le indagini on line sulla popolazione generale.


Utilizzare Internet come strumento per effettuare indagini sulla popolazione generale equivale, in Italia, a escludere sistematicamente il 75% della popolazione: in generale i soggetti pi anziani, quelli meno istruiti e i meno abbienti. I dati raccolti sarebbero penalizzati come detto, da un errore sistematico di fondo. La penetrazione di Internet e la sua distribuzione allinterno della popolazione non sono tuttavia gli unici elementi da considerare. Tra gli ulteriori aspetti problematici vale la pena di citare la cosiddetta eleggibilit dei soli connessi. Questa condizione rende le indagini on line simili alle indagini dette in central location, in cui un intervistatore si colloca in un luogo di passaggio e intercetta i passanti intervistandoli.

Le indagini on line sugli utenti di internet.


Anche se in questo caso il problema della penetrazione non si pone, vi sono tuttavia alcuni elementi che impediscono lestrazione di campioni probabilistici. Il campionamento casuale semplice di fatto impossibile, le cose potrebbero cambiare nel momento in cui si decidesse di rendere pubblici gli indirizzi e-mail dellintera popolazione. I siti che compongono la rete sono milioni, possibile visitarne moltissimi in sequenza: a livello di esperienza fruitiva, ci si trova sempre in un solo sito per volta. La rete vista dallinterno quindi un insieme di siti territorio a cui si accede uno alla volta. Per valutare leffettiva possibilit di estrarre campioni casuali semplici di utenti di Iternet intercettando un utente ogni n necessario tenere conto di questa caratteristica. Una pratica assai diffusa consiste nel predisporre un sistema di intercettazione allinterno di un sito che inviti alla collaborazione un visitatore su n. In questo caso per, non tutti gli utenti di Internet hanno uguale possibilit di essere inclusi. Nella migliore delle ipotesi, infatti, gli unici utenti che possono rientrare nel campione sono quelli che, nel periodo di tempo in cui lindagine online, si trovano sul sito, o sui siti, in cui si svolge lintercettazione. Concettualmente lunico modo per superare questa difficolt sarebbe quello di poter disporre di una piattaforma di accesso al web dalla quale fossero costretti a passare tutti gli utenti. In assenza di ci, lestrazione di un campione probabilistico rappresentativo degli utilizzatori di Internet correttamente realizzabile solo dallesterno della rete, ad esempio conducendo unindagine telefonica sulle generalit della popolazione.

Le indagini su bacini definiti di utenti.


Qui non si pone il problema del campionamento in rete poich loggetto di indagine sono bacini ben definiti come i frequentatori di un sito o specifici gruppi di individui. Le indagini on line di questo tipo possono essere suddivise in tre grandi famiglie:

: : :

Le indagini ad hoc su lista di nominativi Le indagini ad hoc con reperimento attraverso il web I panel on line

Le indagini on line ad hoc su lista di nominativi.


Le indagini su lista di indirizzi e-mail vengono effettuate inviando a tutti, o a una parte degli individui inclusi nella lista, una e-mail di invito a partecipare alla rilevazione che si svolger attraverso un questionario autocompilato secondo modalit Cawi o e-mail. La qualit di un campione estratto da un elenco di indirizzi (campionamento casuale da lista) determinata da:

1) 2)

La completezza e la qualit della lista da cui viene estratto

Il controllo sulla qualit dei questionari compilati e quindi sulla loro effettiva utilizzabilit Per quanto riguarda questultimo aspetto valgono le raccomandazioni per la formulazione di un questionario che lintervistato dovr compilare in autonomia ma lutilizzo di internet richiede unulteriore accortezza: lidentificazione dei rispondenti.

A.

Non esiste la garanzia che la persona che risponde allinvito sia davvero quella inclusa nella lista

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B. C.

Effettuare opportuni controlli telefonici

Le persone possono, in linea teorica, rispondere pi volte allo stesso questionario. Questo rischio si accentua quando la collaborazione in qualche modo incentivata Quando la compilazione avviene su un sito, pu capitare che i rispondenti non riescano a compilare lintero questionario in una sola seduta

w w w

Utilizzare sistemi che consentano al rispondente di essere riconosciuto dal sistema in modo da poter essere riconosciuto per poter riprendere la compilazione da dove si interrotto

Le indagini on line ad hoc con reperimento sul web


Link fisso o bottone Banner

Pop-up Nel valutare i campioni reperiti direttamente sul web importante tenere presente diversi elementi:

a. b. c. d.

La rappresentativit del campione degli utenti ottenibile in questo modo rispetto alluniverso dei navigatori del sito verificabile solo se disponiamo di informazioni sulla condizione di questultimo buona norma fare in modo che la rilevazione copra almeno unintera settimana, finesettimana compreso, e le diverse fasce orarie per evitare i problemi relativi alla sincroni del reperimento con il contatto del sito Ricordarsi che nel caso dei link fissi e dei banner il campione dei rispondenti si autoseleziona

Si ripropone il problema dellidentificazione dei rispondenti Lutilizzo dei cookie pu essere una risorsa nel tentativo di arginare i problemi sopra proposti

I panel on line
Si tratta di grandi bacini di individui che rilasciano la loro e-mail e accettano di farsi contattare periodicamente per rispondere a interviste su diverse tematiche. La rappresentativit di ogni campione estratto facilmente verificabile in quanto possibile confrontare le sue caratteristiche con quelle dellintero bacino degli aderenti al panel. Quando si effettuano rilevazioni su panel possibile realizzare analisi di tipo longitudinale. anche vero che le persone a un certo punto potrebbero smettere di collaborare perci necessario introdurre dei correttivi e pu anche capitare che gli aderenti diventino una sorta di rispondenti professionisti . Esiste anche una iniziale distorsione in quanto le persone accettano di aderire al panel, autoselezionandosi. La fase di raccolta delle adesioni degli individui a un panel si chiama reperimento e pu avvenire in due modi:

q q

On line

q q q q

Link fissi, banner Pop-up Telefonicamente Tramite annunci sul giornale ecc...

Off line

Mobilit e logiche dei reperimenti 1. Tecniche di reperimento off line


Quando gli invidui cui sottoporre lindagine sono reperiti off line si parla di pre-reclutamento e cio della raccolta di un insieme di nominativi di invidui che accettano di cooperare a una successiva indagine on line Le principali tecniche di pre-reclutamento off line di campioni per indagini on line sono:

w w w

Il reperimento telefonico, con screening sulla popolazione Il reperimento personale tramite intervistatori

Lutilizzo ai fini del reperimento di soggetti gi compresi in alcune grandi indagini multiclient: dette omnibus Le tecniche di reperimento off line massimizzano la rappresentativit dei campioni. Reperire gli individui dallesterno della rete consente di superare alcune problematiche quali: Il problema della prospettiva: rispettare la condizione di equa possibilit di estrazione dei casi e di generare cos campioni in grado di rappresentare un bacino pi ampio rispetto a quello dei frequentatori di determinati siti Il problema della raggiungibilit dei soli connessi: non si limita il bacino degli individui ai soli utenti collegati alla rete al momento del reperimento

Il problema dellincompletezza o della rappresentativit complessiva delle liste di individui (liste e-mail) disponibili in rete. Occorre comunque tener conto del fatto che il reperimento off line pone non pochi problemi di costo infatti occorre:

Elaborare due questionari, il primo con le domande di screening atte a individuare gli intervistati eleggibili per la ricerca Prevedere una duplice fase di analisi dei risultati:

w w

Sui nominativi raccolti Sulle risposte fornite dagli intervistati sui temi effettivamente indagati

Sovra-reperire i soggetti: per raggiungere la numerosit campionaria desiderata pu essere necessario reperire fino a un 60% in pi

Nel caso dei reperimenti personali su supporto cartaceo, necessario anche investire budget nellinformatizzazione dei dati necessari a contattare gli individui prereperiti Un secondo deterrente per i pre-reclutamenti off line rappresentato dal lungo tempo necessario alla sua realizzazione.

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In effetti una volta individuati i soggetti che entreranno a far parte del campione pu risultare conveniente realizzare lintervista direttamente off line,

2. Tecniche di reperimento on line


Queste tecniche appaiono spesso meno rigorose sul piano statistico ma certamente pi convenienti dal punto di vista del calcolo costi-benefici.

Il reperimento da lista di indirizzi e-mail.


Esistono delle socit che mettono a disposizione dei ricercatori indirizzi e-mail raccolti con diverse tecniche. Spesso i nominativi cos raccolti includono anche numerose informazioni di profilazione. Inoltre sono reperibili in rete liste di individui che volontariamente si candidano a rispondere a questionari relativi a temi che sono interessati ad approfondire. In questo caso occorre tener presente che si tratta di persone fortemente coinvolte su determinati argomenti

Il reperimento da lista di aderenti a newsgroup o forum di discussione.


Consente reperimenti molto mirati ed da notare che, anche se a volte pu essere unutile scorciatoia, il carattere mirato di queste liste di discussione pu anche costituire uno svantaggio legato al fatto che al ricercatore sarebbero utili individui distribuiti casualmente anche per quanto riguarda gli interessi

Il reperimento da banner o link.


In questo caso vale la pena di notare che:

Viene a volte proposta come modo per aggirare il problema della prospettiva, e cio per indagini sugli utilizzatori della rete in cui i campioni non devono limitarsi a rappresentare gli utenti di uno specifico sito internet Anche se di semplice realizzazione in realt offre poche garanzie in termini di qualit del campione Svantaggi in termini economici

Viste le oggettive difficolt nellindividuare una tecnica di reperimento che porti a una mediazione soddisfacente tra costi e qualit dei campioni, pratica sempre pi frequente ricorrere ai panel. I panel si possono distinguere in:

1. 2.

Panel di individui reperiti off line Panel di individui reperiti on line

I questionari in rete
Il questionario il principale strumento di rilevazione nelle ricerche dimpatto quantitativo. Esso composto da una serie di domande prevalentemente chiuse e a risposte precodificate Le potenzialit del questionario in quanto strumento di rilevazione derivano dalla sua intrinseca natura di mezzo di comunicazione. Esso veicolo e luogo di una conversazione mediata di tipo asimmetrico tra due soggetti. Lo scambio comunicativo pu essere:

q q

Asincrono: nel caso di questionari autosomministrati

Sincrono: le domande sono lette da un intervistatore in un incontro face to face o in unintervista telefonica Ci che ha effettivamente dato il via alluso dei questionari on line soprattutto il fatto che la rete si configuri come un luogo frequentato da milioni di individui che si muovono tra i diversi ambienti e contenuti. E come mettersi alle porte di un centro commerciale il sabato mattina! Lacronimo CASIC indica linsieme delle nuove tecniche di indagine per condurre rilevazioni statistiche assistite da computer e software specializzato.

Gli e-mail Questionnaires 1. Introduzione


Nella ricerca sociale si pu ricorrere alla posta elettronica come canale di contatto per indagini condotte con altre strategie di rilevazione sia come mezzo di rilevazione delle stesse. Attraverso la posta elettronica possibile:

< <

Somministrare veri e propri questionari strutturati: questionari via e-mail Generare conversazioni asincrone simili a quelle tipiche delle situazioni di intervista qualitativa tradizionale

2. I questionari via e-mail


Il sistema pi semplice per realizzare un questionario via e-mail quello di comporlo direttamente allinterno del testo del messaggio e di inviarlo ai destinatari, che, dopo averlo aperto, potranno compilarlo digitando le proprie risposte negli spazi indicati da opportuni marcatori grafici. Terminata la compilazione lo rispediranno come un qualsiasi altro messaggio di posta elettronica. Evidenti sono i vantaggi di questa tecnica:

w w w w

Semplicit e rapidit Non occorrono applicativi Pochissima competenza necessaria

Vantaggi economici I costi che vanno tenuti presenti riguardano:

w w

La stesura del questionario Il reperimento degli indirizzi La gestione degli invii e dei successivi solleciti

La trascrizione delle risposte ottenute su supporto digitale Le ricerche realizzate in questo modo si dimostrano comunque vantaggiose: Molto economiche Soprattutto nel caso di campioni relativamente ristretti

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Per contro, i questionari via e-mail dovendo essere realizzati utilizzando il layout ottenibile attraverso lediting di testo dei programmi di posta elettronica, mostrano non pochi problemi infatti:

1. 2. 3. 4. 5. 6.

Tali software non danno la possibilit di generare prodotti accattivanti sul piano grafico Possibilit di formattazione limitate Non perfetta compatibilit dei programmi di posta elettronica Nessuna possibilit di tenere sotto controllo la qualit e le modalit della compilazione eseguita dallintervistato Impossibile imporre vincoli e percorsi obbligati alla compilazione attraverso luso strutturante di domande filtro La libert dei rispondenti di intervenire sul testo rende molto difficile la corretta interpretazione automatica dei dati

Una seconda possibilit di realizzazione di survey con luso di questionari via e-mail utilizzare un applicativo software contenente il format di compilazione e inviarlo sotto forma di allegato al messaggio ai destinatari. Tale tecnica definita disk by e-mail. Consente di:

w w

Rendere il layout piacevole e chiaro sul piano grafico Imporre una sequenza:

w w w w w

Strutturata Vincolante Dinamica

Gestire la visualizzazione di immagini o animazioni

Convertire le risposte ottenute in file immediatamente leggibili dai software di analisi Il limite principale dato dal fatto che tutto realizzabile attraverso un software dedicato che necessario far pervenire al rispondente e che deve essere compatibile con il sistema operativo installato sul suo computer Perch tutto vada a buon fine sono necessari:

Competenza tecnologica

Effettiva disponibilit del rispondente che pu essere intimorito dal fatto che si possa trattare di un programma spia Insomma, la motivazione alla partecipazione deve essere decisamente alta. Una terza possibilit quella di inviare un questionario come allegato in formato testo o foglio elettronico. Tale soluzione risulta un ibrido interessante:

$ Non necessita di software particolari da parte del ricercatore o che debba essere installato dal rispondente $ La compilazione da parte del ricevente risulta semplice e intuitiva $ Consente di generare impianti grafici chiari ed efficaci sul piano comunicativo $ Si possono realizzare celle in grado di vincolare i caratteri accettabili $ Leggibilit degli allegati non difficile da assicurare
Per contro per:

x x x 1. 2.

Non possibile generare format di compilazione realmente dinamici e in grado di strutturare la compilazione Eventualit che i software usati non siano quelli usati dal rispondente Ridotta possibilit di allegare file multimediali Il bilancio complessivo rende i questionari inviati come allegati una strategia interessante e perseguibile

3. Indicazioni operative
Almeno tre competenze di base: METODOLOGICHE: comuni a qualsiasi altro strumento autosomministrato di questo tipo TECNOLOGICHE: sono relative allo specifico del mezzo usato:

i. ii. 3. 1. 2. 3. 4.

Relative allo strumento: necessario limitare il numero delle domande per evitare una certa pesantezza dello strumento di rilevazione Relative alle strategie di gestione

COMUNICAZIONALI Alcuni consigli: Utilizzare formattazioni minime Indicare esplicitamente in che modo il rispondente deve scegliere la sua risposta Contenere luso delle scale

Utilizzare le opportune abbreviazioni Occorre accortezza per quanto riguarda gli attributi specifici dello strumento. Ad esempio lintroduzione deve essere sintetica e accattivante e la sua lunghezza deve offrire la possibilit di visualizzare almeno la prima domanda senza dover fare alcuno scrolling.

5.

Le domande iniziali molto semplici e non invasive

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6.

Curare al massimo lefficacia comunicativa della prima e-mail:

i. ii. iii. iv. v. vi. 7. 8. w w w w w w

Inviare la mail personalizzata o comunque in modo che il soggetto abbia limpressione di essere lunico contattato Una descrizione dellindagine in linea generale Informazioni circa il soggetto promotore della ricerca Indicazioni esplicite sul trattamento che sar riservato ai dati Spiegazione sulle modalit e sui criteri attraverso cui si giunti allestrazione del nominativo Istruzioni precise su come deve avvenire la compilazione

Prevedere lopportunit che gli intervistati meno abili al computer possano stampare il questionario compilarlo e rispedirlo per posta

consigliabile indicare sempre un indirizzo e-mail e/o un numero di telefono a cui rivolgersi per ulteriori informazioni Il percorso della mail di invito non privo di ostacoli infatti essa deve: Giungere alla casella del soggetto a cui il ricercatore effettivamente interessato Apparire sufficientemente autorevole e innoqua Risultare sufficientemente interessante da meritare il minimo di attenzione necessaria affinch il rispondente decida di cliccare per aprirla Essere in grado di mantenere viva lattenzione affinch egli legga il testo e si faccia unidea positiva della ricerca al punto da concedere la propria collaborazione Il questionario in essa contenuto deve dimostrarsi coerente con le aspettative stimolate dal testo di presentazione La compilazione non deve essere particolarmente faticosa perci se le questioni che il ricercatore vuole approfondire sono molte conviene spezzare la rilevazione in 4 o 5 invii cos articolati

Messaggio iniziale: primo contatto in cui si presenta la ricerca, se ne esplicano gli scopi e le modalit Il questionario ma anche una breve sintesi di quanto gi detto nella precedente mail Al massimo due messaggi di sollecito che contengano di nuovo il questionario Una mail di ringraziamento Una eventuale mail finale nella quale, oltre a rinnovare i ringraziamenti agli intervistati, e si allega un abstract dei risultati conseguiti. Questo tipo di restituzione dellinformazione si dimostrata uno degli incentivi alla partecipazione pi efficaci

4. Efficacia dello strumento e ambiti di utilizzo


Il primo criterio di valutazione dellefficacia di qualsiasi questionario naturalmente quello relativo alla sua effettiva capacit di raccogliere risposte e quindi di ricevere un tasso di rifiuti accettabile e sufficientemente distribuito fra le diverse tipologie di rispondenti in modo sa non introdurre errori sistematici di campionamento. I fattori che possono influenzare la disponibilit dei potenziali rispondenti a partecipare alla rilevazione e a condurla fino in fondo sono numerosi e interconnessi:

q q q q q

Il tema della ricerca e il grado di coinvolgimento che si in grado di suscitare nei potenziali intervistati Il soggetto esecutore e/o patrocinante dellindagine Uso delle lettere di sollecito Lunghezza del questionario

Luso o meno di incentivi Tra gli elementi specifici delle rilevazioni condotte attraverso linvio di questionari via e-mail vi sono: Il fatto che il reperimento sia stato fatto on line o attraverso altre strategie di contatto pi tradizionali La particolare tipologia di soggetti coinvolti nella ricerca soprattutto per quanto riguarda le loro specifiche pratiche di utilizzo della posta elettronica

Il fatto che lindirizzo a cui viene spedita le-mail sia personale o collettivo Tra i diversi lavori condotti per verificare lincidenza di alcuni fattori sui tassi di risposta alle ricerche condotte con questa tecnica, uno dei pi interessanti e completi quello recentemente condotto da Sheehan (2001). Studio Sheehan (2001). Lautore ha cercato di misurare il ruolo di cinque fattori sulla propensione dei soggetti a partecipare allindagine loro proposta:

1. 2. 3. 4. 5.

La lunghezza del questionario Il numero di messaggi di primo contatto inviati prima del questionario Luso dei solleciti La rilevanza della ricerca percepita

Lanno di realizzazione. A questo scopo ha condotto unanalisi secondaria di tutte le ricerche, di cui fosse stato possibile reperire un sufficiente materiale documentale. Dai risultati dellanalisi emergono alcune conferme e qualche sorpresa.

Capacit dei messaggi di sollecito di innalzare in maniera significativa i tassi di partecipazione dei soggetti

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La variabile maggiormente in grado di influenzare le percentuali di risposta lanno di svolgimento. I tassi medi di risposta sono sempre pi bassi e questo indica che si va verso un effetto di saturazione verso le ricerche in generale (e non solo verso quelle on line).

La tecnica Cawi (Computer Assisted Web Interview) 1. Realizzare un questionario on line


Condurre uninchiesta significa porre un determinato numero di domande standardizzate, nello stesso momento, a un certo numero di persone selezionate secondo certi criteri, per costruire una sezione trasversale rappresentativa dellintera popolazione. Una volta operativizzate le ipotesi di lavoro e stabilito il piano di campionamento, il compito del ricercatore quello di mettere a punto lo strumento di raccolta dei dati:il questionario. Oggi software specifici trasformano le domande e le risposte in formulari web.

Formati di presentazione delle domande.


Le domande aperte sono traducibili sul web in aree grafiche delimitate dove inserire le risposte e possono essere realizzate in due modi:

1. 2. 1. 2. 3.

La casella di testo che prevede uno spazio limitato che pu raggiungere al massimo la dimensione di una riga a suggerire allintervistato la necessit di fornire una risposta estremamente sintetica; Il box di testo che pu raggiungere dimensioni molto grandi, e consente al rispondente di esprimersi con la massima libert.

Le domande chiuse possono invece presentarsi in tre diversi formati: A risposta singola quando si offre allintervistato la possibilit di scegliere una sola delle modalit di risposta previste A risposta multipla quando invece pu indicare pi risposte A risposta validata quando le risposte fornite sono sottoposte a verifica immediata del formato Vi sono diversi modi di presentare, sul web, queste diverse tipologie di domande chiuse: I pulsanti radio evidenziano immediatamente tutte le alternative di risposta possibili occupando, inevitabilmente molto spazio. I menu a tendina: una modalit di presentazione compatta delle domande, ottenuta non mostrando subito le alternative ma richiedendo allutente un clik per poterle esaminare I listbox sono una soluzione di presentazione costituita da un riquadro che mostra immediatamente una parte delle alternative possibili. Essa offre la possibilit di selezionare pi risposte contemporaneamente

I checkbox i formato di presentazione molto simile ai pulsanti radio, ma che viene impiegato soprattutto nei quesiti a risposta multipla. Mostra subito tutte le alternative perci bene evitarlo quando la lista troppo lunga. Le matrici di checkbox e pulsanti radio possono essere organizzate nelle cosiddette batterie qualora si voglia proporre una serie di domande. In questo caso lintervistato viene stimolato a tenere conto, pi di quanto non avvenga con altri format delle risposte date alle altre domande della batteria. Attenzione per, perch matrici troppo grandi e omogenee possono esercitare unazione intimidatoria. Per evitare ci bene evidenziare le righe in modo diverso o usare altri artifici grafici.

Le scale: sono adatte a rilevare atteggiamenti, opinioni o tratti della personalit del rispondente utilizzando griglie ad hoc che permettono di raccogliere grandi quantit di dati in una minima quantit di tempo e spazio. Gli ordinamenti: si chiede allintervistato di costruire una classifica ideale delle opzioni che gli vengono presentate (rank question) Le immagini cliccabili: tra i vantaggi offerti dai questionari web based c la possibilit di sviluppare modalit di presentazione delle domande particolarmente ricche e accattivanti come le immagini cliccabili nelle quali lintervistato deve selezionare unimmagine piuttosto che una frase Le caselle di testo formattate: rappresentano una versione precodificata delle caselle di testo. Lobiettivo ridurre la possibilit di errori nelle risposte

Nelle rilevazioni Cawi importante curare oltre che il linguaggio verbale anche quello visivo e iconico. E quindi porre attenzione a:

w w w w

TIPO DI CARATTERE DIMENSIONI DEL FONT UTILIZZO DEGLI STILI DI TESTO

LA PRESENZA DI TABELLE Tutte questioni dalle quali dipende laspetto importantissimo della leggibilit delle domande. Per aumentare la leggibilit:

q q q q q

Al massimo due diversi caratteri Ridurre al minimo Corsivi Usare grassetto con molta attenzione visto che pu addirittura influenzare le risposte Aumentare dimensioni solo per titoli

Evidenziare marcatamente i bordi delle tabelle Attenzione anche al linguaggio iconico e simbolico: Simboli fastosi e inusuali possono ridurre la credibilit della ricerca e distrarre dal contenuto I simboli utilizzati dovrebbero sempre essere coerenti con lo scopo dellindagine

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Non creare sovraccarico segnico potenzialmente disturbante Molto utili sono i segni che aiutano in ogni momento lintervistato a capire a che punto Luso dei codici numerici deve essere attento perch essi possono creare confusione e incertezza

Organizzazione interna del questionario.


Il ricercatore deve decidere lordine delle domande e deve fornire alcuni criteri guida che aiutino gli intervistati a raccontare una storia.

1. 2. 3. 4.

Le domande iniziali non devono essere intimidatorie Tener conto del fatto che la curva di attenzione segue un andamento crescente fino a met per poi decrescere abbastanza rapidamente. Il tempo che i web intervistati sono disposti a spendere inferiore a quello che sarebbero disposti a impiegare per un questionario cartaceo Suddividere linchiesta in sezioni per ridurre il numero di domande da sottoporre a ciascun intervistato (il campione raddoppiato) e quindi, auspicabilmente, ad aumentare il tasso dei questionari compilati integralmente.

Personalizzazione del questionario


I dispositivi pi importanti che consentono tale personalizzazione sono:

BRANCHING: inserire delle domande filtro. Questa funzione permette di far visualizzare ai rispondenti solo le domande pertinenti al loro profilo risolvendo gli errori in cui potrebbe incorrere lintervistato che si trovasse a leggere delle istruzioni nel test:

) )

Di esecuzione Di non esecuzione

RESPONSE PIPING: Permette di copiare geli elementi presenti nelle risposte date a domande precedenti nella formulazione di quelle successive, consentendo una notevole personalizzazione del formato di rilevazione

2. La scelta del layout


Al momento della pubblicazione ci sono altri interrogativi a cui rispondere:

Pagina singola vs multipagina


Se linchiesta breve buona norma usare ununica pagina a meno che di desideri che lintervistato non conosca assolutamente le domande in anticipo. Uninchiesta su una sola pagina viene sempre percepita come pi breve. Daltra parte per i questionari lunghi possono trarre vantaggio dallessere posti su pi pagine

Spazio sullo schermo


Il layout orizzontale permette di generare strutture di compilazione pi compatte, consentendo allintervistato di rispondere a pi domande nella stessa schermata. Tuttavia, dato che il formato orizzontale d limpressione che le opzioni di risposta siano poste su un continuo per usarlo correttamente si deve ricorrere ad alcuni espedienti grafici per rendere evidente che le domande sono indipendenti luna dallaltra (es. Uso di colori diversi) Accortezze grafiche Laspetto grafico di un questionario da somministrare via web uno sei fattori pi importanti da considerare. Questi espedienti grafici possono contribuire a creare un ambiente di interazione piacevole ed efficace sul piano dellattenzione, ma vanno utilizzati con una certa accortezza: Un loro abuso pu:

Sovraffollare le pagine rendendo poco visibili le domande Il testo deve essere il pi user friendly possibile. Lestetica deve essere sobria e coerente ai temi dellindagine. Inoltre occorre tener presente che le dimensioni della pagina non devono essere alte. Molta attenzione deve essre dedicata a:

Portare alla perdita di credibilit Distrarre

$ Tavolozza dei colori $ Eventuali immagini o filmati $ Leggibilit delle domande e di tutte le alternative di risposta
3. Luso degli incentivi
Gli incentivi devono stimolare la partecipazione. Nel caso delle indagini sul web si pone il problema di come recapitare a una persona con cui esiste solo una relazione virtuale la ricompensa. I tipi di incentivi sono molteplici: INCENTIVI MATERIALI

A A A A

Somme pi o meno consistenti di denaro Doni da un catalogo Partecipazione a estrazioni

Accumulo di punti informatici per ricevere certi prodotti Gli incentivi materiali sono interessanti e accattivanti per tutte le categorie, tuttavia il loro potere tende a diminuire nel tempo INCENTIVI ALTRUISTICI Cercano di stimolare la partecipazione offrendo la possibilit ai soggetti di rendersi utili: le somme offerte sono devolute in beneficenza INCENTIVI DIDATTICI Sono la messa a disposizione di tutti coloro che hanno partecipato dei risultati conseguiti con la ricerca. Si tratta di un riconoscimento legato alla condivisione della conoscenza INCENTIVI SOLIDARISTICI

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Il costruirsi tra i membri che partecipano alla ricerca di un senso di appartenenza a una qualche collettivit con cui condividere esperienze e confrontarsi su certe tematiche pu rappresentare un tipo di incentivo estremamente valorizzante. In questo caso i ricercatori dovranno stimolare un senso di appartenenza e identit attraverso varie strategie

4. Le pop-up survey
Una pop-up survey un questionario web che si presenta in una nuova finestra del browser durante la navigazione Si tratta di una tecnica di campionamento corretta. Contrariamente a quanto avviene con i banner lutente che deve esprimere la propria esplicita intenzione a non partecipare allinchiesta. La principale causa di abbandono delle pop-up survey connessa alla lunghezza delle stesse e alla presenza di domande con validazione della risposta

5. Opportunit e limiti
I benefit specifici della Cawi sono (a parte quelli gi citati):

1 2 3 4 5 6 7 1 2 3

Analisi dei dati in progress

I dati sono ottenuti automaticamente codificati e archiviati consentendo di realizzare analisi pi semplici anche durante la rilevazione. Lintero progetto pu esser seguito da un solo ricercatore E questo fa diminuire il tasso di abbandono Maggiore privacy rispetto alle ricerche via e-mail, posta o tel Gli utenti tendono a essere pi egocentrici e a rispondere in modo pi aperto e sincero Attraverso i software possibile memorizzare le operazioni condotte dagli intervistati durante la compilazione Costo economico per lintervistato

Semplicit della realizzazione del questionario Possibilit di creare un questionario multimediale Garanzia di anonimato Risposte pi approfondite Impiego di domande sonda e di questionari complessi La tracciabilit del processo di compilazione

Tra gli svantaggi vanno invece ricordati:

Lobbligo di compilazione online del questionario I questionari sofisticati e complessi richiedono un tempo di caricamento elevato Bassa percentuale di risposte

wCosto della connessione wScarsa confidenza con il canale ecc

6. Software applicativi per le tecniche Cawi


I prodotti software per il Cawi offrono le seguenti funzioni:

I. Sviluppo del questionario II. Distribuzione del questionario III. Raccolta risposte IV. Analisi delle risposte V. Creazione report riassuntivi VI. Gestione di una libreria quesiti/questionari VII.Gestione di una base dati di destinatiari
Tecniche qualitative di rilevazione on line Le interviste on line 1. Introduzione
Se il questionario hanno una immutabile natura quantitativista, le interviste standardizzate sono un passo verso il qualitativismo. Rappresentano un ibrido metodologico. Spostandoci ancora pi decisamente nella prospettiva qualitativa le tecniche di rilevazione si caratterizzano secondo i seguenti livelli:

Il livello di standardizzazione delle domande e delle risposte Il ruolo dellintervistatore e il grado di direttivit che egli esercita sulla situazione comunicativa Maggiore o minore focalizzazione dei contenuti e dei temi affrontati La finalit della rilevazione

Lorizzonte teorico e paradigmatico attraverso i quali il ricercatore utilizza e concettualizza la situazione di rilevazione Ci che maggiormente condiziona le capacit euristiche dellintervista la sua natura di situazione comunicativa e relazionale. Lintervista infatti una forma di interazione sociale nella quale due o pi soggetti vengono a trovarsi, per un certo periodo di tempo per condividere il fine comune di un asimmetrico scambio di conoscenze e significati In una relazione di questo tipo intervengono:

q q q q

Status dellintervistato Giochi che coinvolgono gli attori impegnati nellintervista in quanto persone condizionate da una serie di fattori Temi trattati Ambientazione -> specifico contesto spazio-temporale in cui si svolge

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Lefficacia euristica dellintervista qualitativa connessa soprattutto con la situazione relazionale che viene a generarsi tra i soggetti in essa coinvolti e che tale situazione il risultato di una serie di fattori strutturanti di natura:

1. 2.

Sociale: attribuzioni di ruolo, collocazioni di status... Personale: caratteristiche fisiche dei partecipanti

Soggetti coinvolti

Tipo di comunicazione on line Sincrona Asincrona Uno Chat interview e-mail interview Gruppi e-mail moderati(Gem) Chat interview Pi di uno Forum di discussione Focus group on line Delphi on line

3. 4.

Relazionale: dinamiche comunicative Contestuale: ambientazione spazio-temporale

2. Caratteristiche delle interviste online


Ci sono diverse declinazioni possibili della tecnica on line. Il loro essere digitali ridefinisce la logica delle interviste faccia a faccia . Se, infatti, lelemento pi caratterizzante dellintervista tradizionale il suo generarsi attraverso uninterazione fisica e diretta tra sue o pi soggetti allinterno di una situazione comunicativa finalizzata, in quella on line i soggetti si incontrano rimanendo tuttavia distanti nello spazio e, se realizzata attraverso forme di comunicazione asincrona, anche nel tempo. Linsieme delle mediazioni imposte dalla rete, che si realizzano su vari livelli, se da un lato penalizzano alcuni tratti della situazione comunicativa, dallaltra ne rinforzano e ne producono altri potenzialmente valorizzanti e positivi. La comunicazione in rete va concettualizzata come una forma di interazione dotata di logiche proprie. Alcuni degli aspetti che caratterizzano le situazioni comunicative on line maggiormente strutturanti sulle interazioni finalizzate alla condivisione di significati quali appunto sono le interviste.

Cmc come opportunit per le interviste on line

w w w

Possibilit di rispondere rimanendo comodamente seduti davanti al proprio computer Lintervistato sa che qualunque cosa dir non subir alcuna conseguenza diretta nellimmediato

Limpossibilit di cogliere i segnali analogici pu incoraggiare i soggetti pi timidi e evita problemi legati allo status e al ruolo LA COMUNICAZIONE IN RETE SI TRADUCE IN UNA SORTA DI DEINDIVIDUALIZZAZIONE DEL SOGGETTO E DI ANONIMATO VISIVO. In altri termini, lintensit dellinterazione personale associata alla potenziale libert di esprimersi senza essere giudicati, pu contribuire a realizzare relazioni particolarmente intime.

Due diverse posizioni.


Approccio neo-positivista
Attribuisce all'intervistatore il ruolo di somministratore di stimoli standardizzati ai diversi rispondenti. In questa prospettiva quantitativista si prescrive un atteggiamento del somministratore neutro e distaccato che non deve in alcun modo influenzare

Approccio costruttivista

Qui ci si pone in una prospettiva qualitativa. Scopo dell'intervistatore quello di generare una situazione relazionale e di ascolto empatica e coinvolgente, all'interno della quale l'intervistato dovrebbe avere la possibilit di far emergere i contenuti pi profondi e sinceri del proprio modo di essere e di pensare.

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Paiono del tutto ridimensionati i timori che la comunicazione in rete, soprattutto se di gruppo, debba tradursi in atteggiamenti di anarchia e di assoluta libert di espressione Risparmio di tempo e di denaro Inoltre vanno sottratti i costi relativi a:

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Trascrizione delle verbalizzazioni raccolte Registrazione delle interviste Eventuale affitto spazi

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Incentivi ai partecipanti

3. Modalit di realizzazione
La preparazione delle interviste on line. Le ricerche di impianto qualitativo basate sulle interviste implicano quasi sempre il ricorso a campioni di piccole dimensioni, spesso generati secondo processi di estrazione non probabilistica. Laccento posto sulla profondit dei significati raccolti pi che sulla rappresentativit dei risultati conseguiti. La possibilit di internet di abbattere le barriere spaziali e sociali consente di ricorrere a logiche di reperimento anche molto pi selettive e mirate, ad esempio quelle a valanga. Le interviste implicano sempre un certo grado di impegno, sia per gli aspetti logistici (essere in chat a una certa ora) sia, soprattutto, per il grado di coinvolgimento emotivo. importante che largomento trattato susciti interesse nellintervistato perci il conduttore deve essere in grado di presentare la rilevazione in modo stimolante e consono al tipo di relazione generabile attraverso la rete La conduzione delle interviste on line. Le competenze richieste per produrre interviste on line sono il risultato di abilit di tipo:

a. b. c.

Comunicativo: cio relative alla capacit di generare una dinamica relazione sufficientemente empatica, rassicurante Metodologico: direttamente connesse con le tecniche di conduzione dellintervista Tecnologico

Competenze comunicative. Nelle interviste on line le strategie attraverso cui si pu giungere a generare un clima relazionale empatico adatto alla rilevazione sono diverse da quelle delle interviste tradizionali:

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Generare un clima di fiducia: lintervistato deve essere rassicurato rispetto alle finalit della rilevazione e alluso che verr fatto delle verbalizzazioni, ai tempi su cui essa si dispiegher e al tipo di impegno che sar richiesto. utile nel nostro caso inviare frequenti messaggi di conferma e di assenso ho ricevuto la tua mail grazie per la rapidit con cui hai risposto Stimolare la disponibilit dei rispondenti: scopo dellintervista qualitativa quello di comprendere il punto di vista dellaltro perci necessario che questi sia disponibile a concedere il proprio sguardo. Un atteggiamento altrettanto aperto e disponibile richiesto anche allintervistatore che deve mettersi in una condizione di ascolto empatico e dimostrarsi in grado di esprimere con sincerit e naturalezza i sentimenti e le emozioni stimolate dai contenuti che lintervistato andr a condividere con lui. Luso dei rilanci: nelle interviste face to face un tipico rilancio quello di riformulare la domanda. Nelle interviste via e-mail tali strategie possono essere usate ma con parsimonia e decidendo caso per caso Le non risposte: La totale non risposta rara nelle face to face ma nella rete questo comportamento pi diffuso. Se la mancata risposta perdura per un certo tempo (1 settimana) conviene ritenere perso il soggetto e provvedere alla sua sostituzione Pause e silenzi: Pause e silenzi non sono dannosi nelle face to face e invece nelle indagini on line assumono un significato totalmente diverso: vengono percepite come indice di disattenzione o di assenza piuttosto che come frutto di problemi di collegamento. Lintervistatore deve evitarle tra una mossa comunicativa e laltra Ordine e successione temporale delle domande

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4. Le interviste individuali via e-mail


Nel caso delle mail alle mediazioni comunicative gi citate e dovute al mezzo si aggiunge anche quella temporale imposta dalla-sincronicit. Questa per pu avere delle valenze positive infatti non essendo costretto a rispondere subito, lintervistato pu organizzare con calma le sue risposte soppesando le parole e dedicando del tempo a comprendere quale sia la sua posizione. Nel caso del questionario cartaceo lintervistato ha a disposizione una sola copia perci non pu modificare molto la sua risposta dopo averla scritta: le cose sono molto diverse nel caso di una e-mail che consente di fare infinite correzioni poco time-consuming. Scrivere ci che si pensa unoperazione meno naturale di quanto non sia esprimerlo verbalmente. Lautoselezione di utilizzatori di Internet aumenta la probabilit che i soggetti contattati siano in grado di esprimere i propri pensieri in forma scritta.

5. Le interviste di gruppo via e-mail


Lintervista qualitativa di gruppo svolta via e-mail definita Gem. Gem sono una sorta di ibridazione tecnologica della metodologia Delphi da cui differiscono, oltre che per il canale anche per la natura prettamente qualitativa. I gruppi non devono essere molto numerosi perch diventerebbero ingestibili, utile piuttosto creare pi gruppi. La procedura: il conduttore invia una prima domanda a tutti i partecipanti invitandoli a rispondere entro un certo periodo di tempo. Ricevute le risposte, il conduttore ne redige una breve sintesi in grado di riprodurre tutte le posizioni. Le varie verbalizzazioni, riportate in forma anonima, permettono di aprire un confronto sulle stesse.

Questa procedura consente di generare un dialogo interattivo. molto importante al fine di generare un clima amichevole e collaborativo una breve fase di riscaldamento che pu avvenire con un primo giro di e-mail in cui ognuno si presenta. Una conduzione del gruppo efficace e attenta negli interenti richiede un notevole investimento temporale non strutturabile secondo unagenda troppo rigida. Aspetti valorizzanti specifici della tecnica:

A. B. C.

Possibilit di fare valutazioni con calma grazie alla-sincronicit La mediazione tecnologica e quella del ricercatore riduce la possibilit di fenomeni di acquiescenza sociale

Le verbalizzazioni raccolte si rivelano di solito focalizzate sul tema I limiti invece sono:

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a. b. c. d.

Scarsa possibilit di rilanci Ridotta possibilit di interazione tra i partecipanti Rischio di interruzioni della partecipazione Impegno temporale e organizzativo

6. Le interviste individuali via chat


Si tratta di una forma di intervista sincrona, si pu parlare di e-interview. La qualit del materiale penalizzata dai limiti di una comunicazione che passa per una tastiera ma favorita dagli alti livelli di intimit che il canale si dimostra spesso in grado di generare velocemente. Un uso originale di questa tecnica stato quello di integrarla con la tecnica Cawi.

I focus group online 1. La tecnica del focus group


Il focus group una strategia di rilevazione di tipo qualitativo che presenta diverse varianti introdotte dai ricercatori nel tentativo di rispondere alle molteplici esigenze dettate dagli ambiti della ricerca. Morgan: There is no one way to do focus group. Si tratta di una tecnica di rilevazione per la ricerca sociale basata sulla discussione tra un piccolo gruppo di persone, alla presenza di uno o pi moderatori, focalizzata su un argomento che si vuole indagare in profondit. Lintervista di gruppo focalizzata nasce negli anni 40 nellambito della communication research per poi affermarsi nellambito del marketing. Negli anni 80 questa tecnica stata riscoperta nella ricerca accademica e in quella valutativa. Lattenzione del ricercatore focalizzata soprattutto sullinterazione socio-relazionale che si instaura tra i componenti del gruppo. La discussione in un focus group si articola secondo una traccia. Il moderatore o facilitatore ha il ruolo di permettere al gruppo di funzionare regolando gli interventi, richiamando alla chiarezza e alla sintesi. Il suo ruolo varia in relazione al grado di strutturazione del focus group. NON ESISTONO VERE E PROPRIE REGOLE Il gruppo costruito ad hoc dal ricercatore per rispondere a una specifica esigenza conoscitiva. Le variabili rilevanti per la composizione del gruppo sono:

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Et Sesso Titolo di studio

Caratteristiche di rilievo in relazione alloggetto di indagine Il numero dei partecipanti variabile da 4 a 12. I risultati ottenuti non possono essere ritenuti statisticamente rappresentativi, in quanto i partecipanti vengono individuati con campionamento di tipo non probabilistico. La durata media di un focus group di circa due ore. La base di analisi la trascrizione completa della discussione integrata da note

2. Il focus group on line


Si hanno focus group on line di tipo:

+ +

SINCRONO ASINCRONO

Mail based In ogni focus group il moderatore pone allattenzione dei partecipanti spunti di discussione Nella CMC le persone interagiscono tramite una serie di interfacce che fanno cadere due dei presupposti fondamentali dei focus tradizionali:

+ +

Web based

a. b.

La presenza comune in uno stesso luogo fisico

Interazione basata sul complesso delle relazioni tra comunicazione verbale e non verbale La CMC da una parte limita le potenzialit espressive di tipo analogico ma dallaltra, in ragione di una maggiore possibilit di tutela dellanonimato, consente di generare uninterazione pi spontanea Si riduce notevolmente il fenomeno della desiderabilit sociale. Per contro, bisogna rilevare il fatto che la ricchezza espressiva con cui si rivolgono al gruppo i soggetti dipende molto dalla confidenza che hanno con il mezzo e la velocit di scrittura. Inoltre il grado di controllo dellambiente in cui avviene la compilazione decisamente minore nel caso del focus group on line, i soggetti possono essere distratti dalla televisione o dalla radio. Anche la natura degli stimoli che possibile introdurre durante un focus group on line differisce da quella della tecnica tradizionale. Anche per far fronte a tutte queste problematiche alcuni ricercatori hanno proposto luso della web cam. Molti sono i vantaggi del focus group on line: i principali sono quelli tipici delle tecniche di rilevazione qualitativa via rete (riduzione costi, possibilit di abbattere barriere geografiche o sociali. A proposito dei costi per quelli relativi alla stesura del progetto, costruzione della traccia, conduzione e analisi dei dati non sono trascurabili.

3. Luso della tecnologia nei focus-group on line


Per realizzare i focus group on line necessario scegliere lhardware e il software che supporteranno le funzioni di comunicazione necessarie allinterazione di gruppo. Il software deve garantire la possibilit di:

Gestire uno o pi aree chat di tipo testuale

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Archiviare le risposte ottenute consentendo eventualmente una loro prima elaborazione Identificare gli interventi di ogni singolo intervistato Garantire la privacy

Consentire la gestione della traccia e la somministrazione degli stimoli. Possono rivelarsi utili tutti i software che supportano lanalisi qualitativa dei dati tipici della ricerca sociale tradizionale

4. Realizzazione di un focus-group on line


Ci sono alcune specificit della tecnica, imputabili allinfluenza della tecnologia utilizzata, che vale la pena analizzare dividendole a seconda del momento della ricerca in cui si manifestano:

Il reclutamento: pu avvenire: Off line attraverso metodi tradizionali come il reclutamento telefonico. Nel caso di reclutamento on line sar necessario inviare una e-mail di invito (vedi quello che si detto per i questionari via e-mail). Il grado di partecipazione influenzato da:

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On line utilizzando liste di nominativi acquisiti

Modalit di reclutamento Semplicit delle procedure di accesso Familiarit con gli strumenti informatici Ostacoli tipici anche del focus group tradizionale

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Welcome message e test informatico: Una volta ricevute le adesioni sar inviata una e-mail in cui vengono specificati un nome utente e una password e la data e ora in cui dovranno connettersi alla rete per interagire con gli altri partecipanti. Conviene inoltre invitare i partecipanti a effettuare una prova preliminare di accesso al sito utilizzando la password Predisposizione della traccia: Le varie domande stimolo devono essere redatte in maniera completa in modo da essere gi pronte senza che il conduttore debba scriverle mentre interagisce con i partecipanti. La stesura deve essere chiara e semplice. Gli stimoli dovrebbero essere in un numero di 30 40 domande, ma tale numero pu variare a seconda della complessit dellargomento Preparazione del gruppo: almeno mezzora prima del focus group il moderatore e lo staff si collegano in attesa dei partecipanti. Al momento del log in ognuno entrer nella waiting room dove sar sottoposto a una piccola intervista di screening per verificare lidentit del partecipante e per sottoporre le domande socio-anagrafiche La discussion room: qui ha inizio il colloquio. I messaggi sono di tre tipi:

Msg in forma privata (a due) Esiste anche la possibilit di spiare la discussione senza entrare nella discussion room.

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Msg dei partecipanti Msg del moderatore

Conduzione del gruppo: Allinizio il moderatore si presenta e espone gli obiettivi della ricerca e le regole attraverso cui avverr la comunicazione:

Info circa eventuali problemi tecnici E poi lancia il primo stimolo che pu anche essere filmato o musicale... Il moderatore deve essere veloce con la tastiera e deve essere in grado di mettere a proprio agio i partecipanti

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Ognuno libero di dire la sua Non si deve per forza giungere a un accordo Durata del focus

Supporto tecnico: opportuno che ci sia accanto al moderatore qualcuno in grado di risolvere gli eventuali problemi tecnici che si possono verificare

: Rapporto finale: niente di nuovo rispetto al focus group tradizionale In conclusione non si pu non ricordare che la possibilit di impiegare efficacemente le tecniche di ricerca sociale on line dipende dalla penetrazione dellutilizzo di Internet fra i potenziali rispondenti.

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