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Informatica umanistica: le ragioni di una disciplina

Gino Roncaglia

1. Premessa
La consapevolezza del rilievo che gli strumenti informatici e telematici hanno assunto anche nel mondo della cultura umanistica ormai superate le resistenze iniziali largamente diffusa. Nel corso degli anni 80, la maggior parte degli studiosi di scienze umane guardava al computer con sospetto o con fastidio, dando per scontato che nessuna tecnologia elettronica avrebbe potuto affiancare (e men che mai sostituire ! i propri strumenti tradizionali di lavoro" carta e penna, libro, biblioteca, le preziose schede in cartoncino #ristol$ %eno di ventanni dopo, le stesse persone si muovono ormai con una certa disinvoltura fra &ord processor, e'mail, ()'*+% e cataloghi on' line. , tuttavia non ogni resistenza stata superata. -pesso, le nuove tecnologie vengono s. utilizzate, ma con una sorta di implicita riserva mentale" il computer e la rete sono solo strumenti, ausili pratici per un lavoro che, si tiene a sottolineare, resta comun/ue fondamentalmente inalterato. Ledizione critica di un testo pu0 essere preparata utilizzando un programma di videoscrittura al posto di carta e penna (o macchina da scrivere!, ma lobiettivo finale produrre in maniera magari pi1 comoda lo stesso volume a stampa che si sarebbe realizzato con metodi pi1 tradizionali. 2n articolo o unintera rivista possono essere pubblicati su 3eb, ma la loro struttura resta /uella, tran/uillizzante, alla /uale ci hanno abituato le riviste cartacee (accompagnata magari da un certo disagio dellautore per lesse diminutum che la comunit4 accademica sembra ancora attribuire alle pubblicazioni elettroniche!. 2n messaggio veloce pu0 essere affidato alla posta elettronica, ma per una lettera pi1 impegnativa o formale si ricorre comun/ue alla solidit4 e sicurezza del supporto cartaceo. %olte fra le riserve mentali che accompagnano luso in ambito umanistico degli strumenti informatici e telematici sono comprensibili. , /ualcuna , credo, anche condivisibile. %a nella continua riaffermazione del carattere meramente strumentale delle nuove tecnologie, e nel rifiuto di riconoscerne il rilievo metodologico e talvolta addirittura fondazionale, si cela una singolare cecit4 teorica. 5roprio chi ha studiato e anzi teorizzato la non neutralit4 degli strumenti materiali di produzione della cultura rispetto alle forme della cultura stessa, chi ha messo in rilievo la portata dei cambiamenti introdotti dalla rivoluzione 6utenberghiana nelle forme della testualit4, sembra oggi in molti casi sorprendentemente insensibile davanti allo studio delle caratteristiche e delle potenzialit4 7

della testualit4 elettronica, dellinterattivit4, dellintegrazione multimediale. Linteresse, /uando si manifesta, accompagnato da riserve o preoccupazioni pi1 o meno esplicite" i nuovi modi di produzione, organizzazione, diffusione dellinformazione sono visti come fattori di ribaltamento o cancellazione di valori culturali ac/uisiti, pi1 che come momenti di un cammino culturale non necessariamente lineare ma comun/ue nel solco di una tradizione consolidata, marcato da problemi ed esigenze largamente costanti e condivise. Lo status teorico e lo stesso riconoscimento di una disciplina come linformatica umanistica risentono di /uesta situazione. -e le nuove tecnologie dellinformazione e della comunicazione sono da considerare meri strumenti di lavoro, privi di uno specifico rilievo teorico, /ual il senso di unespressone come informatica umanistica8 Non ci si dovrebbe semmai limitare a parlare di (singole, specifiche, limitate! applicazioni informatiche in campo umanistico8 -e invece linformatica e la telematica sono viste come una minaccia, uno strumento di potenziale sovvertimento per molti fra i valori riconosciuti della cultura umanistica, il termine informatica umanistica non rischia di denotare, se non un ossimoro, una sorta di composto chimico instabile e potenzialmente esplosivo, con il /uale sarebbe preferibile non fare troppi esperimenti8 Le due posizioni che abbiamo appena delineato /uella che potremmo definire 9riduzionista e /uella di pi1 radicale ed esplicito rifiuto sono naturalmente diverse, ma il loro effetto combinato rischia di produrre conseguenze nefaste non solo a livello teorico ma anche sul sistema delluniversit4 e della ricerca. (erto, /ualche competenza informatica si dovr4 ben dare anche ai laureandi di discipline umanistiche (ed ecco comparire corsi di fondamenti dellinformatica o esercitazioni pratiche spesso modellate sui programmi ,()L la cosiddetta patente europea del computer!. %a a farlo dovranno essere delle rassicuranti figure 9tecniche, comun/ue marginali rispetto al corpo docente 9umanista" esercitatori, o docenti di informatica. (erto, molti progetti di ricerca prevedono ormai luso di strumenti informatici" dalla realizzazione di banche dati o siti 3eb allanalisi /uantitativa dei testi, dalluso della posta elettronica per i contatti allinterno della comunit4 dei ricercatori allo sviluppo di strumenti per la didattica a distanza. %a lideazione, la realizzazione e la gestione di /uesti strumenti spesso e volentieri demandata ad 9esperti esterni" non di rado, aziende informatiche interessate ad ampliare il proprio parco clienti oltre i confini del mondo industriale privato, e naturalmente portate a proporre con minimi adattamenti piattaforme e soluzioni sviluppate in ambito aziendale, di norma assolutamente inadatte alle esigenze specifiche della ricerca e della didattica in ambito umanistico. )al canto loro gli informatici di professione, depositari della specificit4 di un sapere informatico considerato unico e non articolabile disciplinarmente, e giustamente poco preoccupati :

dalla scarsa considerazione (spesso cordialmente ricambiata! loro riservata dal corpo docente delle facolt4 umanistiche, si mostrano pi1 che disponibili a tappare /uesti buchi, che rappresentano comun/ue sbocchi accademici e occasioni per espandere linfluenza della corporazione. Lapparente 9integrazione dei due saperi diventa cos. solo unoccasione rassicurante tanto per linformatico /uanto per lumanista per ribadirne la rispettiva specificit4 e dun/ue, a ben vedere, lirriducibile eterogeneit4. ;ortunatamente, esistono anche importanti fattori in grado di impedire /uesto tipo di involuzione. )a un lato, le applicazioni dellinformatica e della telematica in ambito umanistico sono ormai cos. numerose e rilevanti, e spesso dotate di cos. alta specificit4 tecnica e teorica, da richiedere necessariamente /ualcosa di pi1 di una semplice collaborazione strumentale fra i due ambiti disciplinari. ,, su un fronte e sullaltro, la consapevolezza di /uesta realt4 comincia a diffondersi. )allaltro, se una minima 9manualit4 informatica costituisce ormai un prere/uisito per /ualsivoglia sbocco occupazionale, lo stesso mercato del lavoro a mostrare una decisa preferenza per le figure in grado di integrare /uesta manualit4 con la capacit4 di selezionare e organizzare informazione capacit4 da sempre connaturata a una buona formazione umanistica e con una specifica consapevolezza della natura, delle caratteristiche, delle potenzialit4 degli strumenti informatici utilizzati a /uesto fine. Nonostante la diffidenza presente tanto fra gli informatici /uanto fra gli umanisti, linformatica umanistica tende dun/ue a crescere e svilupparsi 9sul campo, anche sfruttando il provvidenziale volano rappresentato dalla insopprimibile curiosit4 pratica e teorica dellumanista per i propri strumenti di lavoro. <uesto tipo di sviluppo, tuttavia, se testimonia i preziosi anticorpi presenti in ogni buon ricercatore per i ruoli troppo rigidi e i confini disciplinari troppo marcati, rende difficile una riflessione consapevole sulla specificit4 teorica dellinformatica umanistica, sul suo status disciplinare, sulle sue basi metodologiche, sulle forme del suo insegnamento curricolare. (os, dun/ue, linformatica umanistica, e /uale ruolo dovrebbe avere nel sistema universitario italiano8

2. Lo status teorico della disciplina


-u natura, oggetto, metodologie dellinformatica umanistica, nonostante le difficolt4 sopra ricordate, esiste ormai una letteratura abbastanza ampia. 2na letteratura che deve moltissimo al lavoro pionieristico di molti fra i primi 9esploratori di /uestambito disciplinare. =n =talia dello status teorico e della collocazione istituzionale dellinformatica umanistica si occupato in

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particolare ?ito +rlandi, in numerosi articoli e interventi7@ ma spunti e riflessioni di grande interesse sono venuti anche, in sedi talvolta 9formali (articoli o convegni! e talvolta informali (discussioni attraverso mailing list, tavole rotonde ecc.:!, da 6uido Abbattista, 5adre *oberto #usa -.B., )ino #uzzetti, ;abio (iotti, )omenico ;iormonte, 6iuseppe 6igliozzi, %aurizio Lana, %assimo 5arodi, Antonio Campolli, Andrea Corzi e molti altri" su alcuni di /uesti interventi, orientati ovviamente spesso in direzioni fra loro diverse, avremo occasione di soffermarci in seguito. -olo raramente (e soprattutto grazie ad +rlandi! la discussione ha tuttavia assunto un carattere esplicitamente fondazionale@ ancor meno i due elementi sono forse collegati8 riuscita a far breccia allesterno della ristretta comunit4 degli 9addetti ai lavori. (os. come limitata agli addetti ai lavori sembra essere la consapevolezza del fatto che il dibattito italiano sullinformatica umanistica non fenomeno locale e di bassa cucina accademica, legato allassegnazione di /ualche cattedra o prebenda, ma parte integrante del pi1 vasto dibattito internazionale sullo status della disciplina spesso designata con le etichette anglosassoni di Humanities Computing o Computers and the Humanities>. 2n dibattito che, come si ricorda in un recente documento in difesa della dignit4
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La relativa bibliografia raccolta nella pagina http"DDrmcisadu.let.uniroma7.itDEorlandiD@ dalla stessa pagina

anche possibile laccesso diretto al testo di molti fra gli interventi pi1 significativi. La data di ultima consultazione di /uesta e delle altre pagine 3eb citate in /uesto intervento ove non diversamente indicato il 78 settembre :00:. (ome noto, non esiste una garanzia assoluta di permanenza nel tempo delle risorse 3eb" /ualora alcune fra le pagine da noi menzionate risultassero non pi1 disponibili al momento della consultazione da parte del lettore, se ne consiglia la ricerca attraverso il servizio =nternet Archive (http"DD&&&.archive.orgD!.
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2n rilievo particolare ha /ui il singolare ambito di 9letteratura grigia costituito dalle proposte di istituzione di

insegnamenti e corsi di laurea in informatica umanistica, e dalle proposte di declaratoria per la costituzione di un corrispondente raggruppamento o settore scientifico'disciplinare. 5er vari e comprensibili motivi non sempre /uesti materiali spesso provvisori e comun/ue influenzati anche da considerazioni politico'accademiche eDo dalla necessit4 di adattarsi a modelli o indicazioni esterne possono essere citati o richiamati direttamente, ma sarebbe importante conservarne comun/ue traccia.
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(on significato in parte simile stata usata anche la denominazione Humanistic Informatics (cfr. ,. Aarseth,

From Humanities Computing to Humanistic Informatics: Creating a Field of Our Own , intervento al seminario interdisciplinare Is Humanities Computing a discipline? organizzato nellautunno'inverno 7FFF dall=nstitute for Advanced ?echnologG in the Humanities (=A?H! presso la 2niversitG of Iirginia@ il testo disponibile in rete allindirizzo (cfr. Ban http"DDJefferson.village.virginia.eduDhcsDaarseth.html!. (hristoph %eister,Think in %ahr&uch ig!: f'r "is#iplinarit$t als =n ambito tedesco, la denominazione enchmark der Computerphilologie, pur designando in senso proprio Kun sottosettore del campo di ricerca 9Humanities (omputingL wissenschaftstheoretische :00:, Computerphilologie, Computerphilologie ( online, http"DDcomputerphilologie.uni' %ahr&uch f'r

muenchen.deDJg0:Dmeister:.html!, ha portato, soprattutto grazie allesistenza della rivista

Computerphilologie (http"DDcomputerphilologie.uni'muenchen.deDeJournal.html!, a un dibattito sicuramente rilevante per le tematiche /ui affrontate (di Ban (hristoph %eister si veda anche, oltre allarticolo appena citato, Computer )hilolog*: +,issenschaft+ or +Hilfswissenschaft+? , presentato alla conferenza -ew "irections in Humanities Computing.

accademica e disciplinare dellinformatica umanistica sul /uale pure avremo occasione di tornare M, ha prodotto negli ultimi decenni un cospicuo patrimonio di studi specialistici (ricordiamo fra gli altri i nomi di 3illard %c(artG, %anfred ?haller, ,spen Aarseth, Lou #urnard, -usan HocNeG, BeanOclaude 6ardin, Ban (hristoph %eister, Bohn Lavagnino, Bohn Nerbonne, 6eoffreG *ocN&ell, Harold -hort, *oland -usseP!Q, e una letteratura periodica ormai affermata, con testate come KLiterarG and Linguistic (omputingL, K(omputing and HumanitiesL, KBournal of the Association for HistorG and (omputingL. , tuttavia, pur se su scala diversa, anche il dibattito internazionale soprattutto /uando tocca direttamente il problema dello status disciplinare dellinformatica umanistica sembra spesso soffrire di una certa difficolt4 di comunicazione verso lesterno, e in particolare verso le due vastissime comunit4 che sarebbe pi1 importante coinvolgere" /uella degli studiosi di scienze umane che tendono a (o credono di! utilizzare il computer come mero ausilio strumentale e poco si preoccupano delle conseguenze teoriche e delle potenzialit4 di tale uso, e /uella degli informatici. Non sar4, ancora una volta e almeno in parte, conseguenza della mancanza di un effettivo e visibile consenso (teorico R ma anche pratico, costruito dun/ue anche attraverso
ALL( D A(H :00:, 2niversitG of ?Sbingen :M ' :8 BulG, :00:, abstract alla pagina http"DD&&&.uni'tuebingen.deDcgi' binDabsDabs8propidT::. -ullo status della Computerphilologie cfr. anche /d fontes0 1uellen erfassen 2 lesen 2 deuten3 ,as ist Computerphilologie? /nsat#punkte und 4ethodologie 2 Instrumente und )ra5is , (ontributions to the (onference U(omputerphilologieV, November Q'8, 7FF8, ,rnst'%oritz'Arndt'2niversitWt 6reifs&ald, Amsterdam, I2 2niversitG 5ress, :000!. -ulla distinzione fra Humanities Computing e Humanities Computer 6cience proposta in Computing in Humanities 7ducation3 / 7uropean )erspecti8e, frutto del 6ocrates97rasmus thematic network pro:ect on /d8anced Computing in the Humanities, 2niversitG of #ergen 7FFF, http"DDhelmer.hit.uib.noDAcoHumDbooND , torneremo in seguito, ma osserviamo subito che entrambi i settori, come distinti nel par. :.>.: del testo appena citato, rientrano nel senso generale di Humanities Computing prevalente in letteratura.
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(fr. http"DD&&&.unitus.itDlingueDdocentiDinformaticaDappelloD. Nel seguito faremo riferimento diretto ad alcuni fra /uesti interventi@ per un /uadro bibliografico pi1 generale

rimandiamo ai riferimenti in ?ito +rlandi, Is Humanities Computing a "iscipline?, in %ahr&uch f'r Computerphilologie ( online (:00:!. http"DDcomputerphilologie.uni'muenchen.deDJg0:Dorlandi.html, in particolare note M'8, e a /uelli in 3illard %c(artG, Humanities Computing3 )reliminar* draft entr* for The 7nciclopedia of ;i&rar* and Information 6cience, Ne& XorN, )eNNer, :00> (la versione consultata del M maggio :00: ed disponibile in rete allindirizzo http"DD&&&.Ncl.ac.uNDhumanitiesDcchD&lmDessaGsDencGcD!. Alle indicazioni bibliografiche ricavabili da /uesti due interventi si possono ora aggiungere i recentissimi lavori di (hristoph %eister citati nella nota :, e )omenico ;iormonte, Il di&attito interna#ionale sull<informatica umanistica: forma#ione. tecnologia e primato delle lingue, in corso di pubblicazione in *aul %ordenti (ed.!, Giuseppe Giglio##i: la fonda#ione dell+informatica applicata al testo letterario, in Testo = 6enso, nn. M'Q (numero monografico!, :007':00:.
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(fr. (hristoph %eister, Think

ig!> cit." Kma anche gli stessi sostenitori della (omputerphilologie

sembrano ancora ben lontani dallaccordarsi su una definizione univoca. =l dibattito che si sviluppato attorno agli interrogativi Y(os la (omputerphilologie8Z o Y(os lHumanities (omputing8Z, resta spesso irrisolto.L

manuali di larga diffusione, curricula di insegnamento ragionevolmente uniformi, ecc.! su temi e metodologie che dovrebbero caratterizzare la nuova disciplina[8 Lou #urnard, nel sostenere la tesi (volutamente provocatoria e a mio avviso non condivisibile! secondo cui Kuna cosa come lYinformatica umanisticaZ non esisteL, propone unosservazione sulla /uale ritengo dovremmo riflettere" Ktrovo degna di nota la fre/uenza con cui essa \linformatica umanistica] si definisce in negativo, come /ualcosa di diverso da un^infinit4 di altre cose che essa potrebbe, presumibilmente, essereL8. Non penso si tratti di un caso" la ricerca di una definizione 9per distinctiones rappresenta infatti una tendenza sin troppo naturale forse addirittura necessaria per una disciplina che, come si accennato, nata e si sviluppata in primo luogo 9sul campo e in un contesto in rapidissima evoluzione, anzich_ attraverso unesplicita e matura riflessione teorica. Non v dubbio, daltro canto, che il tentativo di delimitare i confini dellambito di indagine proprio dellinformatica umanistica possa essere coronato da successo solo se accompagnato dallo sforzo di individuarne in positivo le specificit4 tematiche e metodologiche. (redo che per chiarire in maniera soddisfacente (il che significa anche" suscettibile di accoglimento al di fuori della comunit4 degli addetti ai lavori! cosa sia linformatica umanistica occorra affrontare almeno cin/ue compiti, fra loro strettamente interrelati" delimitarne il campo di indagine, distinguendo linformatica umanistica da settori, discipline, indirizzi didattici e di ricerca contigui (o percepiti, magari erroneamente, come contigui!@

3illard %c(artG sembra di diverso avviso, e riprende al riguardo lopinione formulata da Bonathan (uller a

proposito dellanglistica" Kla considerevole ed evidente variet4 nelle concezioni di humanities computing un segno di vitalit4 piuttosto che di debolezza. =l consenso, rileva (uller, spesso erroneamente considerato come caratteristico della fase di fondazione di una disciplina@ /uesta una caratteristica del 9mito del fondazionalismo che egli cerca di sfatare. Al contrario" lesistenza di un vivace disaccordo allinterno di un dibattito il pi1 ampio possibile costituisce un fattore desiderabile. -olo il silenzio va temutoL (3illard %c(artG, Humanities Computing3 )reliminar* draft entr* cit.!. ?rovo /uesta tesi molto suggestiva sul piano teorico, ma meno convincente su /uello pratico" il riconoscimento di una disciplina specie se fortemente innovativa e per /ualche verso 9scomoda, capace di minare almeno in parte i delicati e/uilibri accademici esistenti richiede non solo vivacit4 intellettuale e lavoro di ricerca, ma anche capacit4 di influire sulle scelte di politica accademica, sullassegnazione di cattedre e finanziamenti, sulla costituzione di scuole e gruppi di lavoro. , tutto ci0 presuppone a sua volta una 9autorit4 disciplinare, una capacit4 di intervento e orientamento, che leccessiva frammentazione e contrapposizione delle varie posizioni rischia di minare alla base.
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Lou #urnard, "alle ?due culture< alla cultura digitale: la nascita del demotico digitale , trad. it. di ;ederico in ollettino ?@AA, giugno :007, n. 7, http"DD&&&.unibo.itDbollF00DnumeriD:007'iD3'

5ellizzi,

bolD#urnardD#urnardtesto.html.

individuarne in positivo i nuclei tematici fondamentali" /uali sono gli argomenti al centro dellinteresse dellinformatica umanistica, sia dal punto di vista della ricerca, sia da /uello della didattica8

individuarne la specificit4 metodologica. =l che significa, fra laltro, individuare la ragione per la /uale le tematiche e gli indirizzi di ricerca che si ritengano propri dellinformatica umanistica non costituiscano un semplice aggregato di 9nuovi saperi raccolti in maniera accidentale, per il solo fatto di riguardare in maniera diretta o indiretta luso di applicazioni informatiche nellambito delle scienze umane, ma un insieme organico dotato di dignit4 disciplinare@

chiarire /uale debba essere il rapporto fra la disciplina cos. individuata e le altre discipline di ambito umanistico, supposto come sembra naturale fare che /ueste ultime debbano in /ualche modo utilizzare (e spesso sviluppare in direzioni specifiche! strumenti concettuali e di lavoro elaborati o studiati dallinformatica umanistica@

individuare le forme organizzative e gli strumenti migliori per promuovere lo sviluppo della ricerca e della didattica della disciplina. <uesto richiede, in particolare, che sia affrontato il problema del riconoscimento accademico dellinformatica umanistica, che siano discussi e individuati curricula di insegnamento ragionevolmente uniformi, che venga sviluppata una letteratura manualistica e divulgativa di buona /ualit4 e di larga diffusione.

3. Alcune considerazioni in negativo


Lordine nel /uale /uesti compiti sono stati /ui elencati non corrisponde al loro rilievo teorico o alla loro connessione logica, ma piuttosto a considerazioni pragmatiche. +vviamente, la delimitazione del campo di indagine proprio dellinformatica umanistica per essere fondata deve essere conseguenza e non premessa dellindividuazione delle specificit4 tematiche e metodologiche della disciplina. , tuttavia, dal punto di vista operativo, piantare subito alcuni paletti di confine pu0 aiutare nello sforzo di comprendere in positivo cosa sia linformatica umanistica e /uali ne siano i metodi a concentrarsi su un ambito di lavoro pi1 specifico ed omogeneo. =n occasione di un incontro dedicato nel novembre :000 a /uesti temi dalluniversit4 di ?rieste per iniziativa di 6uido Abbattista, avevo provato ad affrontare sia sulla scorta della mia esperienza didattica sia su /uella, ben pi1 importante, delle osservazioni e indicazioni gi4 disponibili in letteratura proprio /uesto compito. =l primo paletto che pu0 essere utile piantare riguarda il fatto che linformatica umanistica e il suo insegnamento in abito universitario non [

possono identificarsi con la mera 9informatizzazione di base degli studenti delle facolt4 umanistiche. -i tratta del resto di una osservazione gi4 avanzata nel citato rapporto del 7FFF prodotto dal progetto -ocrates /d8anced Computing in the HumanitiesF. (ondivido dun/ue le parole con le /uali 6uido Abbattista introduceva lincontro triestino" Klarea dellinformatica umanistica ($! deve essere accuratamente distinta dallinformatica di base. La cosiddetta informatizzazione di base esula dai nostri interessi, che riguardano piuttosto lindividuazione di specifiche applicazioni metodologicamente rilevanti nei diversi campi disciplinariL 70. +vviamente, /uesto nulla toglie alla necessit4 dellinformatizzazione di base, che deve articolarsi in almeno due direzioni (o meglio, deve tener presenti almeno due dimensioni!" /uella della competenza pratica nelluso dei principali sistemi operativi e delle pi1 diffuse tipologie di programmi applicativi (con unovvia e particolare attenzione verso i programmi orientati alla produzione e gestione di testi e basi di dati e alluso degli strumenti di rete!, e /uella della conoscenza delle basi teoriche fondamentali della rivoluzione informatica e telematica (a partire dai concetti di informazione in formato digitale, di codifica e di algoritmo, dalle componenti principali dellarchitettura di un computer, dai fondamenti della comunicazione telematica, dalle principali tipologie di rete, dalle caratteristiche e funzionalit4 di =nternet77!. %a /ueste competenze che fanno o dovrebbero fare ormai parte della formazione di base di /ualun/ue cittadino consapevole saranno sempre pi1 spesso fornite dallistruzione scolastica7:, nonch_, essendo il computer strumento ormai diffusissimo in mille aspetti della vita /uotidiana dei giovani (a cominciare dai giochi!, anche da naturali processi di autoapprendimento individuale. Listruzione universitaria dovr4 certo
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Computing in Humanities 7ducation cit., par. :.>.7 ' :.>.:. Lintervento di Abbattista consultabile alla pagina http"DDlastoria.unipv.itDinfoumanistica'introduzione.htm. A scanso di possibili e/uivoci, vorrei sottolineare che soprattutto a /ueste tematiche e dun/ue ai concetti

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e agli strumenti di base della rivoluzione digitale che ;abio (iotti ed io abbiamo dedicato il volume Il mondo digitale (Laterza, *oma'#ari, :000!. Iolume che non voleva e non vuole /uindi in alcun modo proporsi come unintroduzione allinformatica umanistica, ma piuttosto come strumento manualistico e divulgativo nel (diverso! settore dellalfabetizzazione informatica di base. =n particolare, nostro obiettivo era /uello di affrontare la seconda delle dimensioni sopra ricordate, fornendo al lettore alcune basi teoriche e concettuali a nostro avviso trascurate da molte iniziative di alfabetizzazione informatica, prevalentemente rivolte alla pura e occasionale 9manualit4 pratica nelluso dei principali programmi applicativi.
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, comun/ue da auspicare un rie/uilibrio delle competenze fornite dalla scuola in /uestambito" come si

accennato nella nota precedente, obiettivo prioritario dei vari corsi di 9alfabetizzazione informatica forniti nelle scuole di ogni ordine e grado e in molte iniziative di formazione permanente sembra essere in molti casi esclusivamente /uello di fornire agli allievi la capacit4 pratica di utilizzare un piccolo gruppo di programmi e sistemi operativi, mentre purtroppo unattenzione assai minore sembra dedicata alla comprensione dei principi teorici e delle caratteristiche culturali e sociali della rivoluzione digitale.

richiamarle, integrarle e approfondirle@ soprattutto, dovr4 collegarle operativamente alle necessit4 specifiche dei vari indirizzi di insegnamento. %a la specificit4 disciplinare dellinformatica umanistica risiede, credo, altrove. ( un secondo e assai rilevante settore di ricerca che viene talvolta 7> ricordato come punto di convergenza fra informatica e discipline umanistiche (ma in /uesto caso pi1 che alle discipline umanistiche nel loro complesso il riferimento in primo luogo al campo logico' filosofico!" la riflessione sui fondamenti teorici dellinformatica. Non vi dubbio che tale riflessione sia nata, e si sia in parte sviluppata, in ambito logico'filosofico. (os. come non vi dubbio che molte considerazioni legate alla natura della comunicazione e allo sviluppo di modelli dei fenomeni comunicativi, o al concetto di informazione, abbiano avuto un ruolo importante nellorientare e indirizzare lo sviluppo dellinformatica, soprattutto nelle prime fasi della storia di /uesta disciplina. , tuttavia tenderei a non considerare il campo dei fondamenti dellinformatica come principale e precipuo interesse dellinformatica umanistica" come ha giustamente osservato al riguardo )ino #uzzetti, Kla riflessione sui fondamenti teorici dell^informatica ($! riguarda piuttosto la filosofia, o l^informatica, o entrambeL7M. =n altri termini, nonostante la sua estrema rilevanza teorica, /uesta riflessione non mette di per s_ in discussione gli strumenti, i metodi e le pratiche di lavoro dello studioso di scienze umane. 2n terzo ambito che pure sar4 seguito con estremo interesse dallo specialista di informatica umanistica, ma che credo faccia parte solo parzialmente della sfera di diretta pertinenza della disciplina7Q, rappresentato dallinsieme di tematiche che potremmo provare a raggruppare sotto letichetta di 9authoring multimediale. Argomenti come lo sviluppo di siti &eb e di prodotti multimediali, i relativi criteri di usabilit4 e accessibilit4, le caratteristiche degli strumenti soft&are di gestione e sviluppo disponibili, hanno certo un preciso rilievo anche teorico, e sono collegati a complessi problemi di psicologia e ingegneria della conoscenza" problemi che lesperto di informatica umanistica non dovr4 ignorare, e alla cui soluzione potr4 spesso contribuire. %a a mio avviso linformatica umanistica dovr4 occuparsi a pieno titolo di /ueste tematiche solo /uando e
7>

(fr. %assimo 5arodi, messaggio a ?ito +rlandi del 7[ aprile :007, in rete allindirizzo

http"DDrmcisadu.let.uniroma7.itDEorlandiDparodiD00:.html.
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=l testo del messaggio di #uzzetti alla lista Idulist dal /uale tratta /uesta considerazione disponibile in

rete allindirizzo http"DDlinuP.lettere.unige.itDpipermailDidulistD:007'AprilD00007>.html.


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La mia opinione dun/ue su /uesto punto diversa da /uella di chi, come ,spen Aarseth ( From Humanities

computing to Humanistic Informatics cit.!, inserisce a pieno titolo fra le principali aree di ricerca dellinformatica umanistica Kla comprensione e lo sviluppo di applicazioni multimediali, di piattaforme multimediali e di rete distribuite, la programmazione per il 3orld 3ide 3ebL.

nella misura in cui esse si applichino a informazioni di diretto interesse per lo studioso di discipline umanistiche. 5rogettare linterfaccia per un sito di commercio elettronico, e interrogarsi sulla sua usabilit4, dun/ue compito certo dotato anche di una propria e precipua dimensione teorica, ma esterno agli interessi diretti di chi si occupa di informatica umanistica. %entre costui potr4 e dovr4 porsi, a pieno titolo, problemi per certi versi analoghi di interfaccia e usabilit4 nella progettazione ad esempio di una biblioteca digitale, di una edizione elettronica, di una rivista in rete. , dun/ue auspicabile che un curriculum di studi di informatica umanistica possa prevedere anche insegnamenti relativi allauthoring multimediale e alla progettazione delle interfacce. =nsegnamenti che tuttavia faranno in primo luogo riferimento a principi e riflessioni generali sviluppati nel contesto degli studi di teoria e scienze della comunicazione. %a per linformatica umanistica tali insegnamenti ausiliari risulteranno rilevanti nella misura in cui saranno utilizzati in maniera mirata, applicandoli ai dati e alle tipologie di informazione per essa rilevanti. =n /uarto luogo, anche se il compito non sempre facile, credo debba essere distinto dallinformatica umanistica in senso stretto lampio settore di indagine rappresentato dallo studio dellimpatto sociale, economico e politico delle nuove tecnologie dellinformazione e della comunicazione. -ettore che ovviamente interessa tutti noi, come cittadini chiamati a comprendere le caratteristiche della societ4 che ci circonda, a indirizzarne le scelte, a garantire diritti come /uelli allaccesso e alla libera circolazione dellinformazione. %a anche /uesti temi, che sono del resto ampiamente presenti nelle nuove discipline di scienze e sociologia della comunicazione e nei relativi corsi di laurea e curricula di studio, interesseranno direttamente linformatica umanistica solo /uando e nella misura in cui risulter4 di diretta pertinenza dellumanista la particolare tipologia di comunicazione analizzata. *ientreranno cos. nella sfera di interesse dellinformatica umanistica come argomenteremo fra breve temi come levoluzione del libro o della scrittura, le nuove forme di comunicazione allinterno della comunit4 accademica (e in particolare della comunit4 umanistica!, i mutamenti negli strumenti e nelle pratiche didattiche delle proprie discipline@ mentre non vi rientreranno direttamente temi come i mutamenti introdotti dalle nuove tecnologie nelle forme della politica, le caratteristiche della Ne& ,conomG, gli aspetti sociologici, psicologici, pedagogici7R di carattere generale legati alluso delle nuove tecnologie nella comunicazione interpersonale.

7R

Anche a /uesto proposito tenderei dun/ue a limitare larea di interesse dellinformatica umanistica pi1 di

/uanto non faccia ,spen Aarseth ( From Humanities computing to Humanistic Informatics cit.!, che vi include lo studio di ogni tipologia di soft&are pedagogico e Klo sviluppo e luso della comunicazione di rete a scopo pedagogico, ad esempio per la didattica a distanzaL.

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4. I contenuti
-appiamo bene che le distinzioni in /uesti ambiti non sono sempre facili, e i confini risultano spesso incerti e fluttuanti. Anche per /uesto, ovviamente necessario passare dalla pura delimitazione 9in negativo del settore dindagine alla individuazione concreta della sfera dinteresse, dei compiti, delle caratteristiche, della metodologia proprie dellinformatica umanistica. 5er avviare /uesto lavoro, una prima strategia pu0 essere rappresentata dal tentativo di enumerare alcuni fra i settori di ricerca che sono stati al centro della riflessione (e del lavoro concreto! di /uelli fra gli studiosi di discipline umanistiche che negli ultimi decenni hanno pi1 consapevolmente assunto gli strumenti informatici come componente essenziale del proprio lavoro /uotidiano. Adottando /uesta strategia, risulter4 credo indubbio che al centro dellinteresse dellinformatica umanistica debba essere la riflessione sulle metodologie di rappresentazione e codifica dellinformazione pertinente per il lavoro dellumanista" in primo luogo testi (letterari e non!, ma anche suoni, immagini, video, /uando essi siano considerati non semplicemente come fatto comunicativo ma come prodotti culturali complessi e strutturati, soggetti a interpretazione e dotati di proprie dimensioni intertestuali e paratestuali@ sulle modalit4 di produzione, identificazione, manipolazione, gestione, distribuzione, reperimento e conservazione nel tempo di tali informazioni@ sullassociazione allinformazione di base delle opportune metainformazioni strutturali e descrittive. A /uesti ambiti di riflessione si ricollegano, direttamente o indirettamente, settori ed esperienze di lavoro di grande rilievo@ proviamo ad elencarne /ualcuno (si tratta ovviamente di settori fra loro strettamente interconnessi e talvolta parzialmente sovrapposti!" luso degli strumenti informatici per lecdotica e la filologia, con particolare riferimento alla realizzazione di edizioni elettroniche di testi ( ormai chiaro che gli strumenti informatici e telematici consentono la realizzazione di edizioni critiche elettroniche dalle caratteristiche almeno parzialmente diverse rispetto a /uelle delle tradizionali edizioni critiche cartacee" /uali sono dun/ue i nuovi paradigmi da adottare, in che modo cambia se cambia il concetto di testualit4, /uali forme possono assumere lapparato critico, la rappresentazione del testo restituito e delle varianti, il rapporto fra testo e strumenti per la sua analisi e fruizione indici, concordanze, ecc. , la visualizzazione della dipendenza fra le fonti, e cos. via!@ 77

luso dei linguaggi di marcatura per la rappresentazione delle caratteristiche strutturali e formali (ma anche semantiche! dei testi e per lassociazione ad essi di metainformazioni descrittive e interpretative, nonch_ la connessa riflessione su sistemi di metadati e loro ontologia. 2n campo, /uesto, che ha ricevuto un deciso impulso dalla diffusione in tutti i settori della ricerca umanistica prima di -6%L e oggi di `%L, e dalle relative specifiche proposte dalla ?ePt ,ncoding =nitiative (?,=! per la codifica di documenti testuali@

lo studio di strumenti per lassociazione di metainformazioni descrittive a informazioni non testuali (suoni, immagini, video, dati numerici e geografici! di diretto interesse per lo studioso di scienze umane@

la riflessione sul concetto di documento digitale e sulle sue caratteristiche, con particolare riferimento alle modalit4 e agli strumenti utilizzati per la sua produzione (e allinflusso di tali strumenti sulle forme del documento prodotto!, alla sua struttura e organizzazione interna (differenze fra organizzazione lineare e ipertestuale dellinformazione, tipologie diverse di ipertesti, organizzazione di basi di dati, ecc.!, alla sua identificazione (con il connesso problema di distinguere e gestire versioni successive, varianti, marcature diverse di uno stesso documento!, alla sua distribuzione e fruizione (gestione dei diritti, interfacce hard&are e soft&are per la consultazione, la lettura, la ricerca!, alla sua manipolazione, alla sua conservazione nel tempo (information repositories, archivi e biblioteche digitali, che sono nel contempo e in maniera assai pi1 strettamente integrata di /uanto non avvenisse nel mondo cartaceo istituzioni per la conservazione e per la distribuzione dellinformazione!, al suo reperimento (+5A( e strumenti di indicizzazione, inventariazione e ricerca on'line!. -i noter4 come tutti /uesti ambiti di lavoro rappresentino interessi largamente comuni e

trasversali rispetto alle diverse discipline nelle /uali si articola la ricerca di ambito umanistico" un letterato, uno storico, un filosofo avranno certo bisogno anche di strumenti specifici, cos. come di una specifica riflessione sulla ricaduta nel loro particolare ambito disciplinare degli strumenti e delle tematiche 9trasversali che abbiamo cercato di delineare@ ma avranno altrettanto bisogno di principi, metodologie, strumenti teorici (e pratici! comuni, e dun/ue di una disciplina comune che aiuti ad elaborarli. (os. come, del resto, uno storico, un letterato, uno storico della filosofia utilizzeranno ciascuno nel proprio ambito disciplinare strumenti e metodologie ricavate da discipline autonome e in /uesto senso trasversali, come la filologia o la paleografia. %a su /uesto tema torneremo fra breve. 5rima, credo possa essere opportuno ricordare altri due settori di lavoro che, pur se in /ualche misura 9ancillari rispetto al nucleo tematico 7:

fondamentale sopra indicato, interessano direttamente, sia dal punto di vista pratico sia da /uello teorico, il lavoro dello studioso di scienze umane. =l primo di tali settori costituito dalla riflessione sui nuovi strumenti per la circolazione dellinformazione allinterno della comunit4 umanistica. *iviste e pubblicazioni elettroniche, liste di discussione, convegni on'line, e anche il semplice uso delle e'mail stanno profondamente mutando i canali di comunicazione che la comunit4 degli studiosi utilizza nel proprio lavoro /uotidiano, e /uesti mutamenti non mancano a loro volta di influenzare le caratteristiche della ricerca e della didattica. #asti pensare, per fare solo un esempio, allaumento del lavoro collaborativo in un settore /uello delle discipline umanistiche che era stato spesso (e a torto! considerato appannaggio pressoch_ esclusivo del lavoro solitario e dello 9splendido isolamento dello studioso. Anche se ovviamente non tutti i mutamenti ai /uali assistiamo nel contesto della produzione materiale della cultura umanistica sono direttamente o unicamente determinati dai mutamenti tecnologici, larea di interazione fra /ueste due sfere sicuramente notevole, e credo rientri in maniera abbastanza naturale nel campo dinteresse dellinformatica umanistica. =l secondo settore al /uale vorrei fare riferimento /uello dei mutamenti nella didattica delle discipline umanistiche. = mutamenti che le nuove tecnologie stanno determinando nelle forme e nei mezzi della didattica nelle universit4 cos. come nelle scuole di ogni ordine e grado e nella formazione permanente sono sotto gli occhi di tutti, e sono oggetto di un acceso dibattito anche al di fuori della comunit4 umanistica. (ome ho gi4 avuto modo di accennare, non credo che linformatica umanistica debba rivendicare la pertinenza esclusiva di /uesta discussione, che riguarda anche altre discipline e nei suoi aspetti generali probabilmente di diretta pertinenza della pedagogia. (redo tuttavia che, in una sorta di gerarchia a tre livelli nella /uale la pedagogia si occupa degli aspetti metodologici pi1 generali, linformatica umanistica debba occuparsi della 9sfera intermedia costituita dai cambiamenti introdotti dalluso dellinformatica e della rete nelle metodologie e nelle pratiche didattiche comuni allinsieme delle discipline umanistiche, lasciando a sua volta alle discipline specifiche dalla letteratura alla storia, dalla filosofia alla storia dellarte, dallinsegnamento delle lingue alla geografia la riflessione su strumenti e metodologie ad esse peculiari.

. I metodi
-i parlato sin /ui delle aree di interesse che possono essere fatte rientrare nella sfera di diretta pertinenza dellinformatica umanistica. 5erch_ tuttavia /uesto elenco non risulti una mera enumerazione estrinseca di semplici 9contesti duso delle nuove tecnologie in ambito umanistico, 7>

occorre domandarsi se la disciplina della /uale stiamo cercando di individuare la natura sia anche caratterizzata da una propria e specifica identit4 metodologica. ?ito +rlandi sottolinea a /uesto riguardo, credo giustamente, limportanza che ha per linformatica umanistica luso di procedure computazionali basate su formalizzazioni rigorose, elaborate a partire dalla costruzione di modelli simbolici dei propri oggetti di studio. A suo avviso occorre Kvedere nei simboli lo strumento per mettere in atto una computazione che riproduca in modo formale, per /uanto e fino a /uanto ci0 sia possibile, i ragionamenti (che chiamerei storicisti! finora attuati nellambito delle discipline umanisticheL7[. (redo che i due aspetti, convergenti, della modellizzazione e del rigore formale rappresentino effettivamente il principale comun denominatore metodologico di tutti i lavori pi1 interessanti del settore, e come gi4 sostenuto da +rlandi permettano di riconoscere fra /uelli che possono essere considerati gli ascendenti diretti dellinformatica umanistica le ricerche influenzate dallo strutturalismo e dalla semiologia78. Linformatica umanistica dun/ue utilizza le nuove tecnologie dellinformazione come strumento conoscitivo e interpretativo@ vede nella codifica dei dati e delle informazioni di proprio interesse, nonch_ nellindividuazione ed esplicitazione dei processi di elaborazione e /uindi di manipolazione simbolica ai /uali essi vengono sottoposti, loccasione per una riflessione rigorosa sulla natura stessa di tali dati, sulla rete di relazioni semantiche e strutturali che possono essere individuate al loro interno, sui modelli interpretativi adottati per darne conto@ riconosce, analizza e utilizza consapevolmente la capacit4 di strutturare e organizzare informazione che i linguaggi, le procedure e gli strumenti informatici possiedono proprio in /uanto strumenti linguistici e di manipolazione simbolica, dotati di proprie e specifiche caratteristiche e potenzialit4@ ritiene che /uesto lavoro possa e debba essere svolto nel pieno rispetto della particolare natura del proprio oggetto di studio, che non solo prodotto storico e culturale giacch_ in una forma o nellaltra lo sono i prodotti di ogni attivit4 umana ma fa della propria

7[

?ito +rlandi, Informatica. formali##a#ione e discipline umanistiche , in" ?. +rlandi (ed.!, "iscipline

umanistiche e informatica3 Il pro&lema della formali##a#ione , *oma, 7FF[, pp. ['7[, disponibile in rete allindirizzo http"DDrmcisadu.let.uniroma7.itDEorlandiDformaliz.html.
78

(fr. ?ito +rlandi, Ripartiamo dai diasistemi, in /tti dei con8egni lincei 7Q7, Con8egno interna#ionale ?I

nuo8i ori##onti della filologia<. Roma. BC2B@ maggio D@@E , *oma, Accademia Nazionale dei Lincei, 7FFF, pp. 8['707, in particolare pp. FQ'FR. )isponibile in rete allindirizzo http"DDrmcisadu.let.uniroma7.itDEorlandiDbranca.html.

7M

specifica dimensione di oggetto storico e culturale parte costituti8a del proprio essere, parte della propria capacit4 semiotica. -e si accettano /ueste premesse, credo ne derivino alcune conseguenze che bene esplicitare" la peculiarit4 metodologica dellinformatica umanistica non risiede unicamente o in primo luogo nellinteresse comun/ue rilevante per la pura analisi statistico'/uantitativa dei dati presi in considerazione (siano essi testi letterari, documenti, tabelle di dati, brani musicali o /uantaltro!@ semmai, risiede in primo luogo nella loro rappresentazione strutturata, nella loro modellizzazione, nella loro elaborazione@ linformatica umanistica offre certo strumenti e potenzialit4 nuove, e si propone come protagonista di uninnovazione di ampia portata nei metodi e negli strumenti di lavoro dello studioso di scienze umane@ non lo fa per0 attraverso il rifiuto o il ripudio della tradizione di studi umanistici preesistente, ma attraverso il suo recupero e allargamento. Lo studioso di informatica umanistica non un ingegnere in camice bianco, non un nemico dei libri e della scrittura, non pretende (giacch_ anche /uesto stato scritto ! di 9riformattare il patrimonio culturale del passato" un umanista, pienamente consapevole della propria eredit4 culturale e impegnato come e forse persino pi1 di altri nella sua conservazione, nella sua diffusione, nel suo studio@ la metodologia dellinformatica umanista non 9decostruzionista@ non cio necessariamente e programmaticamente caratterizzata da /uella particolare attenzione al superamento delle strutture 9forti propria dellimpostazione post'strutturalista della 9nuova semiotica francese, che ha direttamente influenzato parte della ricerca sugli ipertesti 7F. La possibilit4 di utilizzare gli strumenti informatici con la funzione di montare e smontare strutture narrative, saggistiche, interpretative, anche attraverso la costruzione di sistemi ipertestuali complessi, interessa al contrario linformatica umanistica proprio perch_ /uesto tipo di manipolazioni simboliche analizzabile e formalizzabile, si basa su precise scelte di rappresentazione e organizzazione dei dati@:0
7F

(fr. in particolare 6eorge 5. Lando&, H*perte5t3 The con8ergence of contemporar* critical theor* and

technolog*, #altimore a London" Bohns HopNins 2niversitG 5ress, 7FF:@ trad. it. Ipertesto3 Il futuro della scrittura , #ologna" #asNerville, 7FF>, seconda edizione (largamente modificata!" H*perte5t B3A, The con8ergence of contemporar* critical theor* and technolog* , #altimore a London" Bohns HopNins 2niversitG 5ress, 7FF[, trad. it. ;<ipertesto3 Tecnologie digitali e critica letteraria, a cura di 5aolo ;erri, %ilano" #runo %ondadori, 7FF8.
:0

6li ipertesti non sono dun/ue 9testi destrutturati, ma al contrario testi dotati di strutture complesse, nella cui

organizzazione il ruolo dellautore non scompare ma risulta semmai in molti casi potenziato. , nello studiare natura e

7Q

ci0 nulla toglie, tuttavia, alla possibilit4 di elaborare per gli stessi fenomeni una pluralit4 di modelli alternativi, che operino scelte diverse e anche incompatibili nella selezione degli aspetti rilevanti dei fenomeni studiati, nonch_ nella loro rappresentazione e codifica. Linformatica umanistica accoglie e anzi esplicitamente prevede (e studia ! tale possibilit4, riconoscendovi un aspetto non secondario della polisemia tipica di ogni prodotto culturale complesso.

!. Il rapporto con le altre discipline


<uello del rapporto fra informatica umanistica e le altre discipline (in particolare le discipline umanistiche! tema delicato e dibattuto. Anche fra gli studiosi di scienze umane che utilizzano con maggior impegno e consapevolezza e con migliori risultati gli strumenti informatici nellambito del proprio lavoro disciplinare, diffusa lidea che linformatica umanistica non debba essere considerata come una disciplina autonoma, ma piuttosto come etichetta generica per indicare lesigenza di una particolare attenzione verso linflusso delle nuove tecnologie sulle singole discipline umanistiche, sole ad essere provviste di autentico status disciplinare. Non vi sarebbe posto, insomma, per uno studioso di informatica umanistica, ma solo per uno storico, un letterato, un filosofo, un geografo, un archeologo, capaci di riflettere sui cambiamenti introdotti dai nuovi strumenti di lavoro e di ricerca nel proprio ambito disciplinare e di padroneggiarne per /uanto metodologicamente rilevante e praticamente utile le relative tecnologie. Le modificazioni introdotte dallinformatica nel lavoro dei vari settori disciplinari nei /uali si articola la ricerca umanistica sarebbero s. rilevanti (anche metodologicamente!, ma per cos. dire 9locali" pi1 e prima che di informatica umanistica si dovrebbe dun/ue parlare di informatica per la storia, informatica per gli studi filologici e letterari, e cos. via. Naturalmente, i sostenitori di /uesta tesi non sono tanto sprovveduti da negare interesse al confronto fra le esperienze di lavoro di studiosi impegnati nellaffrontare, in ambiti disciplinari diversi, /uestioni (e resistenze ! in parte simili. ,cco dun/ue che linformatica umanistica diventa, pi1 che una disciplina, una sorta di comoda 9casa comune per /uesto confronto. (redo che alla base di /uesta posizione che, come risulter4 chiaro da /uanto fin /ui sostenuto, ritengo sbagliata siano due considerazioni assolutamente condivisibili, ma dalle /uali
caratteristiche degli ipertesti, siano essi letterari o di altro genere, lo studioso di informatica umanistica non potr4 fare a meno di partire proprio dallo studio delle caratteristiche di tali strutture. -u /uesti temi cfr. 6ino *oncaglia, Ipertesti e argomenta#ione, in ;e comunitF 8irtuali e i saperi umanistic i, a cura di 5aola (arbone e 5aolo ;erri, %imesis, %ilano, 7FFF, pp. :7F':M:@ sui rischi di /uella che stata chiamata la French connection cfr. anche ,spen Aarseth, C*&erte5t: )erspecti8es on 7rgotic ;iterature, Bohns HopNins 2niversitG 5ress, #altimore 7FF[, in particolare pp. [R'8R.

7R

dovrebbero essere a mio avviso derivate altre e ben diverse conclusioni. La prima di tali considerazioni che luso dei nuovi strumenti informatici e telematici introduce modificazioni rilevanti (pratiche, teoriche, metodologiche! anche a livello delle singole discipline umanistiche. , perfettamente naturale, ad esempio, che un letterato consideri almeno in prima istanza di sua pertinenza la /uestione della possibilit4, delle potenzialit4, dei limiti della narrativa ipertestuale@ cos. come naturale che uno storico riconosca lo specifico interesse per la propria disciplina di /uestioni come il cambiamento dei concetti di documento e di fonte, o un filosofo sia particolarmente sensibile oltre che alle /uestioni generali di filosofia dellinformatica alle /uali si gi4 fatto cenno a temi come le implicazioni filosofiche delle ricerche su realt4 virtuale o intelligenza artificiale. -ono convinto che linformatica umanistica non possa e non de&&a proporsi come mera somma di /uesti interessi disciplinari specifici:7@ tanto pi1 che, come si visto, credo che alcuni di essi pur perfettamente legittimi dal punto di vista della singola disciplina umanistica interessata non riguardino linformatica umanistica in /uanto tale. Linformatica umanistica non nasce cercando di 9rubare alle altre discipline umanistiche settori di loro pertinenza. Nasce piuttosto dal riconoscimento di un insieme di problemi e di metodologie che sono trasversali, comuni allinsieme delle discipline umanistiche in Guanto discipline umanistiche, nel loro incontro con le nuove tecnologie dellinformazione e della comunicazione. 5ensiamo ad esempio ai problemi posti dalla marcatura dei testi. = testi sono oggetto per eccellenza dellattenzione dello studioso di discipline umanistiche" davvero pensabile affrontare il problema degli standard per la loro marcatura, delle ontologie di metadati, dei relativi strumenti di visualizzazione e ricerca, in maniera indipendente e separata per ogni disciplina8 + non risulter4 invece anche intuitivamente chiaro che si tratta di un tema che, prima di essere rilevante per le singole discipline, dotato di una propria dimensione, insieme specifica (per la tipologia degli strumenti, delle soluzioni e delle metodologie! e trasversale (per la generalit4 delle tipologie di testi da considerare!8 Lo stesso potrebbe dirsi, ad esempio, per /uanto riguarda lo studio di forme e caratteristiche delle edizioni elettroniche, o per /uanto riguarda la natura e lo sviluppo degli strumenti (riviste elettroniche, libri elettronici, liste di discussione, ecc.! per la circolazione dellinformazione allinterno della comunit4 umanistica. 5i1 in generale, credo che lo stesso possa dirsi per tutti gli argomenti che ho cercato di individuare nella /uarta sezione di /uesto articolo. -i tratta certo di argomenti che hanno anche rilevanti ricadute specifiche e disciplinari. , sicuramente orientamenti, metodologie, soluzioni sviluppate nellambito dellinformatica umanistica dovranno
:7

, /uesta la tesi che ho cercato di sostenere differenziando linformatica umanistica come disciplina

trasversale dalle molte 9informatiche umanistiche specifiche e di pertinenza delle singole discipline nello scambio di messaggi svoltosi nellaprile :007 nellambito della lista Idulist (http"DDlinuP.lettere.unige.itDpipermailDidulistD:007' AprilDdate.html!.

7[

essere riprese, approfondite, per cos. dire 9localizzate allinterno dei singoli settori disciplinari. %a almeno nei casi sopra ricordati anche per garantire il miglior livello tecnico e ladeguatezza teorica delle soluzioni adottate /uesto lavoro pi1 specifico non pu0 prescindere da una fase di elaborazione 9centrale e comune, che veda impegnati studiosi dotati delle necessarie competenze pratiche, teoriche e metodologiche. )altro canto, credo che la strada della 9dispersione disciplinare sia controproducente anche rispetto al riconoscimento della piena dignit4 teorica delle riflessioni sui cambiamenti introdotti dalle nuove tecnologie nelle singole discipline. 3illard %c(artG ha a mio avviso espresso molto bene /uesti rischi, e portato un forte argomento anche pragmatico a favore della dignit4 disciplinare dellinformatica umanistica, sostenendo che
Le prove di tale mutamento \la trasformazione della conoscenza dovuta alle nuove tecnologie dellinformazione e della comunicazione] nel campo delle discipline umanistiche, delle Geisteswissenschaften, vengono spesso ignorate perch_ le persone impegnate nei campi di ricerca coinvolti sono assorbite da /uestioni specificamente disciplinari, e tendono a non accorgersi di come il computer stia mutando gli aspetti cognitivi e metodologici del loro lavoro. <uando se ne accorgono, le loro osservazioni tendono ad essere occasionali, e pubblicate in libri e riviste relative al loro settore di ricerca specialistico. (os. isolati, i frammenti di evidenza relativi agli effetti del computer tendono a risultare non conclusivi o addirittura a sembrare triviali. Ne esempio laffermazione curiosamente diffusa sebbene evidentemente assurda secondo cui il computer Ksolo uno strumentoL" come se gli strumenti con i /uali conosciamo non avessero nulla a che fare con /uanto conosciuto. )alla mia prospettiva, come osservatore e ricercatore nel campo dell humanities computing cio dellapplicazione del computer alle discipline umanistiche come se i frammenti di unattivit4 potenzialmente coerente fossero sparpagliati e sviluppati indipendentemente in diversi paesini di montagna isolati luno dallaltro, /uasi privi di canali per comunicare fra loro. ::

-i accennava a un secondo argomento portato dai sostenitori delle informatiche disciplinari contro lautonomia teorica dellinformatica umanistica@ largomento ben riassunto in /uesta osservazione di Andrea Corzi"
giusto puntare a formare dei generici ^informatici umanisti^ (che rischiano di saperne pi1 di soft&are che di contenuti specialistici tradizionali! o meglio (come si suggerisce di fare a 5avia! puntare a formare degli storici, degli archeologi, degli italianisti, etc. con solide competenze informatiche specifiche e specialistiche8:>

A mio avviso alla base di /uesto interrogativo, pur legittimo, vi un duplice fraintendimento" da un lato, lidea che linformatica umanistica cos. come viene proposta dai suoi sostenitori sia una disciplina insieme troppo generica (dal punto di vista del suo contenuto 9umanistico! e troppo specialistica (dal punto di vista del suo contenuto 9informatico! per poter
::

http"DDileP.cc.Ncl.ac.uND&lmDessaGsDNno&D. http"DDlinuP.lettere.unige.itDpipermailDidulistD:007'AprilD00000F.html.

:>

78

essere di serio aiuto a chi lavora allinterno di un contesto disciplinare specifico@ dallaltro, lidea che la formazione di studiosi di informatica umanistica sia in conflitto con la formazione di storici, archeologi, italianisti Kcon solide competenze informatiche e specialisticheL. 5er /uanto riguarda il primo aspetto, nelle sezioni /uarta e /uinta di /uesto intervento ho cercato di mostrare come il campo dindagine dellinformatica umanistica non sia n_ generico, n_ specificamente o unicamente 9orientato al soft&are" le tematiche che ne fanno parte rientrano a pieno titolo nella sfera di interesse di chi si occupa di discipline umanistiche. 5er /uanto riguarda il secondo aspetto, mi sembra che lesistenza di studiosi di informatica umanistica non solo non possa essere dostacolo, ma debba essere anzi una precondizione (non certo lunica! per la formazione da tutti auspicata di storici, archeologi, filosofi, italianisti, geografi, dotati di solide competenze informatiche e specialistiche. (os. come, riprendendo un esempio gi4 proposto, il riconoscimento disciplinare della filologia e la presenza di buoni filologi rappresentano precondizioni per avere storici, storici della filosofia, critici letterari ecc. dotati delle competenze filologiche necessarie nei rispettivi ambiti disciplinari, e capaci di specializzarle e focalizzarle applicandole ai loro specifici ambiti di ricerca. *itengo dun/ue che lesistenza dellinformatica umanistica considerata come disciplina autonoma, dotata di solide basi teoriche e metodologiche, non solo non sia in contrasto ma sia una precondizione per lo sviluppo di /uelle che ho altrove chiamato 9informatiche scientifico'disciplinari di rispettiva pertinenza. ?ema delicato anche /uello del rapporto dellinformatica umanistica con linformatica e pi1 in generale con la complessa e variegata galassia disciplinare che ruota attorno alle scienze dellinformazione e della comunicazione. (redo risulter4 chiaro dalle osservazioni fin /ui svolte che linformatica umanistica non rappresenta e non pu0 rappresentare una sorta di 9strumento di colonizzazione delle discipline umanistiche da parte di /uelle informatiche. Lo studioso di informatica umanistica e resta prima di tutto un umanista. , tuttavia il richiamo allinformatica presente nellintitolazione stessa della disciplina non gratuito" corrisponde allidea che in /uanto scienza del trattamento automatico dellinformazione linformatica abbia anche a che fare con informazione di diretta pertinenza umanistica. =l terreno dellinformatica umanistica, e la figura dello studioso che se ne occupa, rappresentano dun/ue il punto dincontro e di collaborazione fra due tradizioni disciplinari che de8ono incontrarsi e collaborare, perch_ la necessit4 di /uesta collaborazione inscritta nel genoma di entrambe. (hi si occupa di informatica umanistica avr4 /uindi bisogno non solo di un discreto bagaglio di conoscenze informatiche (che non rappresenteranno un corpo di conoscenze estraneo o meramente strumentale, ma saranno piuttosto parte integrante dei suoi interessi di lavoro!, ma anche dello stimolo, delle idee, degli strumenti 7F umanistiche specifiche. (he dal canto loro conservano intatta la loro specifica rilevanza interna ai settori

elaborati nel campo delle scienze dellinformazione. =l suo lavoro sar4 per molti versi interno al campo delle scienze dellinformazione, senza per /uesto dover minimamente abdicare alla propria natura di lavoro umanistico. -e gli studiosi di scienze umane e /uelli di informatica si renderanno conto che fra le rispettive aree di interesse esiste unintersezione non vuota, e che tale intersezione a patto di riconoscerne e valorizzarne una specificit4 che anche disciplinare rappresenta terreno fecondo di collaborazione e di scambio, sar4 stato compiuto un passo prezioso per tutti, anche nellottica (per molti versi un po miope, ma comun/ue comprensibile! del rafforzamento delle rispettive posizioni accademiche. 2na speciale attenzione merita infine il ruolo che possono avere nel /uadro fin /ui delineato le discipline della documentazione, e in particolare archivistica e biblioteconomia. (redo sia /ui in gioco una duplice /uestione" /uella pi1 generale del rapporto fra tali discipline e linsieme delle discipline umanistiche, e /uella pi1 specifica, ma utile occasione per un ripensamento complessivo anche della prima /uestione del loro rapporto con linformatica umanistica in particolare. 2na discussione articolata di tali /uestioni supera sia i limiti delle mie competenze, sia /uelli di /uesto articolo. %i limito dun/ue a partire da unosservazione credo difficilmente contestabile" molti fra i lavori pi1 interessanti per linformatica umanistica sono nati e si sono sviluppati nellambito delle discipline della documentazione. Archivistica e biblioteconomia hanno accolto e utilizzato gli strumenti informatici rendendosi conto spesso prima e meglio di altre discipline umanistiche delle profonde conseguenze che lo sviluppo e luso di tali strumenti comportavano non solo a livello pratico, ma anche a livello metodologico. Lattenzione verso la standardizzazione e /uella verso le ontologie dei metadati, componenti essenziali del bagaglio culturale di archivisti e bibliotecari, hanno contribuito a innalzare la /ualit4 e linteresse dei risultati da loro raggiunti attraverso limpiego di strumenti informatici. =n passato, il lavoro svolto dagli studiosi di discipline della documentazione ha ricevuto unattenzione credo insufficiente da parte dei loro colleghi umanisti. La stessa presenza accademica di tali discipline, concentrata soprattutto nelle facolt4 di #eni culturali, risulta solo in alcuni casi adeguata nelle facolt4 di Lettere e filosofia. La mia impressione che lo sviluppo e il rilievo assunto dagli strumenti informatici e telematici in ambito umanistico impongano un ripensamento anche del ruolo delle discipline della documentazione, che proprio in /uesto settore si rivelano fondamentali dal punto di vista metodologico. =l settore dellinformatica umanistica pu0 essere il luogo teorico di tale ripensamento, e il rilievo che possono assumere al suo interno esperti di formazione archivistica e bibliotecaria a mio avviso notevolissimo.

:0

". #uolo e riconoscimento accademico della disciplina


=l problema delle forme e dei modi di insegnamento dellinformatica umanistica e le connesse /uestioni del suo riconoscimento accademico e della determinazione dei relativi curricula sono stati al centro di un dibattito piuttosto ampio, sia a livello internazionale :M sia a livello nazionale:Q. =n particolare, per /uanto riguarda la situazione italiana, il fattore pi1 rilevante nello sviluppo del dibattito indubbiamente rappresentato dallistituzione, nel novembre :000, della classe delle lauree specialistiche in informatica per le discipline umanistiche. 2na ricostruzione di /uesto dibattito, e un esame del curriculum previsto per la laurea specialistica, richiederebbero molto pi1 spazio di /uello disponibile in /uesta sede. Non vi dubbio, tuttavia, che listituzione della classe di lauree specialistiche rappresenti un passo di grande importanza per il riconoscimento del ruolo dellinformatica umanistica, sia a livello istituzionale sia nella percezione della comunit4 degli studiosi. )iverse universit4 hanno avviato o sono sul punto di avviare corsi di laurea specialistica ricompresi in tale classe, ed ragionevole ritenere che con lattivazione di tali corsi linformatica umanistica possa finalmente con/uistare un proprio ruolo specifico nel sistema universitario italiano. ?uttavia, a /uanto pare, /uesto passo non bastato a produrre tutti gli effetti desiderati. Nellestate :00: si infatti sviluppato un acceso dibattito su alcune dichiarazioni attribuite al %inistro dell=struzione Letizia %oratti. =n tali dichiarazioni, il %inistro avrebbe inserito la laurea in informatica umanistica fra /uelle considerate 9inutili e delle /uali si auspicava la soppressione. La reazione della comunit4 degli studiosi non si fatta attendere, ed ha assunto la forma di un documento che, ricostruendo la storia e difendendo il ruolo della disciplina, ne ribadisce limportanza nel /uadro degli studi umanistici. ?ale documento ha raccolto numerose adesioni:R, non solo allinterno del mondo accademico, ed auspicabile che loccasione venga sfruttata per costituire legami pi1 stretti fra persone e indirizzi di ricerca che pur essendo inevitabilmente fra
:M

2nampia e analitica rassegna delle esperienze esistenti era gi4 presente nel citato Computing in Humanities

7ducation3 / 7uropean )erspecti8e, mentre la recente conferenza The Humanities Computing Curriculum 9The Computing Curriculum in the /rts and Humanities , tenutasi nel novembre :007 presso il %alaspina 2niversitG (ollege in (anada (http"DD&eb.mala.bc.caDsiemensrDH((urriculumD! ha fornito una panoramica assai ricca anche se, come osserva )omenico ;iormonte (Il di&attito interna#ionale> cit.!, prevalentemente centrata sulla situazione nellarea nordamericana in particolare per /uanto riguarda il problema della definizione dei curricula.
:Q

2nampia selezione di materiali rilevanti stata raccolta da ?ito +rlandi ( "ossier riguardante la ta&ella del

Corso di ;aurea 6pecialistica in Informatica per le "iscipline Hmanistiche ! ed disponibile allindirizzo http"DDrmcisadu.let.uniroma7.itDEorlandiDparodiDindice.html
:R

=l testo dellappello e le relative adesioni, assieme a una rassegna stampa che ricostruisce la vicenda e a una

serie di documenti di corredo, sono consultabili alla pagina http"DD&&&.unitus.itDlingueDdocentiDinformaticaDappelloD .

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loro diversi e diversamente orientati condividono lobiettivo comune di una crescita sia della visibilit4 sia del ruolo istituzionale dellinformatica umanistica. Anche se /uesta reazione sembra aver scongiurato il rischio di una radicale delegittimazione della disciplina, la vicenda credo sintomatica delle difficolt4 9di immagine e di collocazione istituzionale che essa deve affrontare. =l superamento di tali difficolt4 non si prospetta n_ facile n_ indolore" a mio avviso, esso richiede che siano perseguiti almeno i /uattro obiettivi seguenti" la rimodulazione di alcuni dei parametri curricolari previsti dalla attuale tabella della classe di lauree specialistiche in informatica per le discipline umanistiche, in modo da agevolare laccesso alla laurea specialistica agli studenti provenienti da un pi1 vasto spettro di corsi di laurea triennale di ambito umanistico. ?ale rimodulazione, oltre ad avere leffetto credo benefico di allargare lo spettro delle competenze di base prese in considerazione :[, amplierebbe il bacino potenziale di utenza e renderebbe dun/ue listituzione della laurea specialistica pi1 appetibile in molte situazioni nelle /uali il timore di raccogliere un basso numero di iscritti ne ha finora sconsigliato lattivazione@ la previsione di un settore scientifico disciplinare specifico, unica strada per rendere possibile lattivazione di un meccanismo efficace di reclutamento, e la crescita coerente della presenza della disciplina nel maggior numero possibile di facolt4 umanistiche :8. +ccorrer4, a tal fine, superare una difficolt4 oggettiva e rilevante" /uella di conservare il carattere trasversale dellinformatica umanistica e di ribadirne il rilievo per lintero spettro delle discipline umanistiche, nonostante tali discipline risultino suddivise in aree diverse (larea 70 per le -cienze dell^antichit4, filologico'letterarie e storico'artistiche, e larea 77 per le -cienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche!, con la conseguente necessit4 di collocare il settore nelluna o nellaltra di tali aree. =n prospettiva, una soluzione a /uesto problema potrebbe consistere nella previsione di una nuova area che raggruppi le scienze della documentazione (dotate di un analogo carattere interdisciplinare! e
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*ecuperando, fra laltro, gli studenti provenienti da corsi di laurea in filosofia, per i /uali laccesso alla

laurea specialistica in informatica umanistica risulta al momento fortemente penalizzato. =n tal senso si muove ad esempio una proposta sviluppata nel maggio :007 da %assimo 5arodi e da un gruppo di altri docenti in materie filosofiche, che propongono lintitolazione Teoria. critica e applica#ioni dell<informatica umanistica . =l relativo documento disponibile in rete allindirizzo http"DDrmcisadu.let.uniroma7.itDEorlandiDparodiDnuovo.pdf.
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Nellassenza di tale settore risulta impossibile prevedere un meccanismo di reclutamento basato su

competenze disciplinari specifiche, e le uniche strade disponibili risultano /uelle del trasferimento o dellaffidamento" meccanismi inevitabili e anzi meritori in una prima fase pionieristica, ma difficilmente compatibili con la crescita di lungo periodo e il radicamento accademico della disciplina.

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linformatica umanistica, o, pi1 in generale, le metodologie per la produzione, elaborazione, distribuzione e conservazione di informazione in formato digitale di pertinenza umanistica. Non si tratta necessariamente n_ dellunica n_ della migliore delle soluzioni, ed avanzata /ui come semplice possibilit4. -ul piano pragmatico, un passo intermedio gi4 rilevante ma anche rischioso, per levidente pericolo di determinare una frattura tanto pi1 facile in /uanto corrispondente a 9confini accademici preesistenti potrebbe consistere nellistituzione di un settore di informatica umanistica in entrambe le aree. 5er risultare almeno minimamente coerente con le tesi /ui esposte, tale opzione dovrebbe prevedere che le declaratorie di tali settori siano elaborate e proposte congiuntamente dallintera comunit4 degli studiosi di informatica umanistica e facciano esplicito riferimento a una base tematica e metodologica comune@ la moltiplicazione delle occasioni di discussione e interazione allinterno della comunit4 degli studiosi, anche attraverso lindividuazione di forme stabili di collegamento e raccordo. Accanto agli obiettivi fin /ui ricordati, /uesta interazione dovrebbe proporsi di favorire lo studio e lelaborazione di curricula ragionevolmente uniformi per gli insegnamenti esistenti (e per /uelli di nuova attivazione!@ lelaborazione di strumenti manualistici e divulgativi capaci di rivolgersi non solo allinterno della comunit4 di ricerca e al pubblico 9naturale degli studenti di corsi di laurea in ambito umanistico, ma (il riferimento alla divulgazione ovviamente di /ualit4 non incidentale! a larghi strati di opinione pubblica colta, che mancano spesso delle informazioni e delle competenze necessarie a comprendere e utilizzare consapevolmente i nuovi strumenti messi a disposizione dellumanista dalla rivoluzione informatica e telematica, e che in molti casi non sono /uindi in grado di percepire linteresse e il rilievo teorico e metodologico del lavoro svolto nel campo dellinformatica umanistica.

$. %onclusione
Le tesi fin /ui proposte, e la strada delineata per arrivare a un pieno riconoscimento della dignit4 disciplinare dellinformatica umanistica, sia a livello teorico sia a livello accademico' istituzionale, sono certo passibili di correzioni, integrazioni, dibattito. ?ale dibattito ha tuttavia, e credo non possa che avere, un presupposto ineludibile" il riconoscimento del ruolo dellinformatica umanistica importante non solo e non tanto per la soddisfazione personale e accademica di chi se ne occupa. , importante perch_ anche da esso dipende la capacit4 della cultura umanistica di

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affrontare, e vincere, le sfide che lattendono nel nuovo secolo" senza rinunciare alla propria natura, e nel contempo proponendosi come tradizione culturale viva e vitale.

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