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EDWIN A.

ABBOTT
Flatlandia
RACCONTO FANTASTICO A PIU DIMENSIONI
Prefa:ione di Masolino dAmico
In appendice, un saggio di Giorgio Manganelli
ADELPHI EDIZIONI
Traduzione di Masolino d'Aico
PREFAZIONE
Il reerendo Edwin Abbo Abbo nacque a Londra nel 13 e ori nel 126. Fra il 165 e
il 1 Iu reore della Ciy oI London School che, grazie alle sue innoazioni, dienne una delle
igliori scuole inglesi dell'epoca. L'Abbo, che Iu ra i prii a riprisinare la pronuncia classica del
laino, proosse nel suo isiuo un sisea d'insegnaeno della Iilologia coparaa al liello delle
igliori uniersia; e benche Iosse Iondaenalene uno sudioso di belle leere, egli rese lo
sudio della chiica obbligaorio per ui gli alunni. Dalla sua scuola uscirono Iilologi, leerai,
scienziai illusri. Aea l'iprona del "leader" spiriuale, dice un suo biograIo sapea
inIondere negli alri un po' della "iru" che era in lui. Ardea di energia inelleuale: senza
perseguiare ne esenuare i discepoli, li aiaa allo sIorzo inelleuale coe a una specie di
religione. Riiraosi ancor gioane dall'insegnaeno aio, l'Abbo si dedico alla coposizione
di libri e raai di ario genere. Soo il suo noe si regisrano piu di quarana ioli, e c' un po' di
uo, dai anuali scolasici How to write clearlv, 12, Shakespearean Grammar, 1 alle
edizioni esuali eorabile quella dei saggi di Bacone, 16, agli sudi erudii di esi sacri
Johannine Jocaularv, 15, Johannine Grammar, 16. Nuerosi, inIine, e noeoli, i laori
eologici, espressioni di una enalia u'alro che risrea. Con Philochristus 11 eno di
ridesare un nuoo ineresse nella leura dei angeli con una narrazione roanzaa della ia di
esu; con Philomvtus 11 e alroe, enro in poleica col cardinale Newan; con nesimus
12 e Silanus the Christian 1 diulgo opinioni per quei epi poco orodosse,
iniizzando la pare iracolosa a non quella soprannaurale delle eria rielae.
In queso panoraa puo sebrare diIIicile, a pria isa, inserire Flatlandia - acconto
fantastico a piu dimensioni pubblicao anonio nel 12. R.L. Farnell, il noo grecisa ooniense,
auore della oce ABBOTT del Dictionarv of ational Biographv, ralascia di includerlo nella lisa
delle opere principali del reerendo. Il Farnell conclude che le sue credenziali presso i poseri si
Iondano soprauo su quello che non si puo chiaare alrieni che il suo genio per
l'insegnaeno. Farnell era eideneene un leerao puro, con scarse inclinazioni erso le
aerie scieniIiche. Per un aeaico puro coe l'aericano .R. Newan, auore dell'anologia
The orld of Mathematics New or, 156, proprio Flatlandia , inece, la sola diIesa di
Abbo conro l'oblio. Il Newan poco incline ad apprezzare il reso dell'opera dell'Abbo, con
la quale non riesce a conciliare queso libreo di aeaica di Ianasia. Flatlandia dice Iu
alreano Iuori dal seinao di Abbo, che Alice da quello del reerendo Charles Luwidge
Dodgson.
In reala Flatlandia non e aIIao Iuori del seinao di Abbo. Il paragone con Alice nel
paese delle meraviglie puo serire a eere in luce alcune delle sue doi, coe lo humour bonario,
la Ianasia scinillane eppure conrollaa. Il libro si presa a piu di una caalogazione: ineressa lo
sudioso di leeraura e quello di scienze esae coe il leore di Ianascienza, inserendosi allo
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sesso epo, e u'alro che indegnaene, nella grande e uliIore radizione inglese sairica,
quindi didascalica delle descrizioni di paesi e repubbliche iaginari. Ma accano a uo queso
Flatlandia riane il laoro di un insegnane di genio: di un uoo cio che ha il dono di radurre i
concei asrai in siboli angibili, di coporre parabole.
L'Abbo uole spiegare l'essenza delle re canoniche diensioni lunghezza, larghezza e
alezza del ondo in cui iiao, allo scopo di prepararci all'eenualia di una quara diensione
ancora sconosciua. Il suo procedieno seplicissio. Ci iene oIIera la descrizione inua di
un ondo a due diensioni, nel quale non si ha neeno il conceo della erza. Tuo, in
Flalandia, assoluaene piao: case, abiani, alberi. E il giorno in cui una sIera, cio un solido,
eleeno ridiensionale, penera in quel ondo ad annunciare l'esisenza di una erza diensione
l'alezza, nessuno Ira gli abiani disposo ad acceare una reala che non puo conrollare coi
sensi. Escursioni in alri ondi, quello a una sola diensione e quello che di diensioni aIIao
prio, ci eono di Irone a siuazioni analoghe: anche gli abiaori di quei ondi riIiuano quella
che per noi, priilegiai ciadini di un unierso piu aricolao, pare la piu eleenare delle eria.
Ma alla Iine del iaggio il leore che si sene riolgere la doanda Iaidica: u che hai riso
incredulo alla isa di un'uania inIeriore, iperIea e brancolane in un buio osinao, coe
reagiresi alla rielazione che esise un ondo a e superiore, una quara diensione, che Iorse
non puoi coprendere appieno ne con i sensi ne con la ragione, a alla quale i si chiedera di
credere con la Iede
probabile che la pria cosa a colpire il leore oderno, che ha nell'orecchio la eoria
della relaiia, sia l'aspeo scieniIico di Flatlandia, non si puo negare, inIai, la noia
dell'assuno del libro in rapporo ai epi in cui Iu scrio, epi in cui la quara diensione non
era che il capo delle eserciazioni asrae di pochi aeaici. L'operea di Abbo, benche
u'alro che ignoraa al suo prio apparire, non conobbe allora che una Ioruna ediocre; solo in
seguio si ide riscopera dal secolo di Einsein, che ha saluao nel suo auore, enro ceri liii, un
proIea. Flatlandia Iu riproposa all'aenzione del pubblico da una leera pubblicaa su Naure, la
Iaosa riisa scieniIica inglese, il 12 Iebbraio 12 col iolo Euclide, ewton e Einstein. La
leera dicea Ira l'alro:
... Tren'anni o piu or sono, il Dr. Edwin Abbo copose un piccolo feu desprit iniolao
Flatlandia. All'epoca della sua pubblicazione il libro non airo ua l'aenzione che arebbe
eriao. Il Dr. Abbo raIIigura degli esseri inelligeni la cui esperienza conIinaa a un piano, o a
un alro spazio bidiensionale, e che non hanno Iacola di rendersi cono di quano possa esisere al
di Iuori di quello spazio, ne ezzi di uscire dalla superIicie sulla quale iono. Egli doanda
quindi al leore, che ha il conceo della erza diensione, di iaginare una sIera che scenda sulla
pianura della Flalandia, araersandola. Coe considereranno un siile Ienoeno gli abiani
Essi non edranno la sIera che si aicina e non aranno alcun conceo della sua solidia.
Percepiranno solano il circolo col quale essa seca il loro piano. ueso circolo, dappria un
puno, auenera gradualene di diaero, respingendo gli abiani della Flalandia con la sua
circonIerenza; e queso processo coninuera Iin quando la ea della sIera non ara araersao il
piano. Allora il circolo diinuira per gradi Iino a dienire un puno e poi sanire, lasciando gli
abiani della Flalandia nel possesso inconrasao del loro paese... Essi aranno auo l'esperienza
di un osacolo circolare che si espande o cresce per gradi, per quindi conrarsi, e aribuiranno a una
crescita nel tempo quello che l'osseraore ridiensionale eserno aribuisce al oo nella erza
diensione. Si rasIerisca quesa analogia a un oieno della quara diensione nello spazio
ridiensionale. Si rienga che il passao e il Iuuro dell'unierso siano ui dipini in uno spazio
quadridiensionale, e isibili da ogni essere che abbia la conoscenza della quara diensione. Se
c' oo del nosro spazio ridiensionale in rapporo alla quara diensione, ui i cabiaeni
che sperieniao e che aribuiao al Ilusso del epo saranno doui sepliceene a queso,
dao che la oalia del Iuuro e del passao esisono sepre enro la quara diensione.
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In eIIei, la eoria della relaiia ha aggiuno alle re della geoeria radizionale una quara
diensione, il epo. Per riIarci all'illusrazione dell'Abbo, nel regno onodiensionale della
Linelandia non c' che un odo per deerinare la disanza Ira due puni A e B, quello oio. In un
regno a due diensioni coe la Flalandia possiao chiaare AB l'ipoenusa di un riangolo
reangolo i cui caei siano e y, e quindi adoperare la Iorula del eorea di Piagora: AB
y
2 2
+
Nella Spacelandia, cio nel ondo che conosciao, enra in gioco anche la erza
diensione, alezza z, e la Iorula AB z y
2 2 2
+ + .
Senonche nella nosra ra le approIondie osserazioni asronoiche hanno diosrao
chiaraene che quando si ha a che Iare con disanze sisurae e elocia soruane le leggi della
Iisica e della aeaica, ancorae all'osserazione dei Ienoeni erresri, non basano piu. Sin dal
prio abbozzo della eoria della relaiia 15, Einsein rileo coe in quesi casi non si possa
prescindere dal conceo di epo; e per aer ragione dei nuoi problei si doua creare una
nuoa disciplina aeaica, dea calcolo ensoriale, con leggi sue proprie. La Iorula
deIiniia per deerinare una disanza AB nello spazio eraerresre AB
2 2 2 2
c z y + + :
doe a , y e z corrispondono, coe nelle Iorule precedeni, lunghezza, larghezza e alezza, a c la
assia elocia concepibile quella della luce, olre la quale non si da piu aeria, e a t il epo:
che quindi e il conIrono con le Iorule precedeni lo diosra iene a coporarsi coe
un'auenica quara diensione. Il erine enrao nell'uso, e nella oderna Iisica spaziale si parla
di spazioepo e di coninuu spazioepo.
L'anonio auore della leera a Naure osra quindi di aer colo, ra le aIIerazioni
dell'Abbo, quella eraene proIeica, l'inuizione, cio, dell'iporanza del epo per la
spiegazione di ceri Ienoeni. Bisogna aggiungere che l'Abbo non chiao il epo diensione,
del che non si puo dargli ineraene oro. Sebbene le conseguenze della rioluzione di Einsein
non siano ancora sae esplorae copleaene, gli scienziai oderni endono a considerare la
quara diensione inrodoa dalla eoria della relaiia coe il nuoo crierio di conoscenza di
un ondo che gia conosciao, o che counque possiao benissio concepire, piu che coe la
pora d'ingresso di un ondo nuoo. La sua scopera non copora quindi una isosa rioluzione
del nosro capo sensoriale, paragonabile a quella sperienaa dal bidiensionale proagonisa di
Flatlandia quando iene iproisaene proieao in un ondo che conosce l'alezza. Il epo
una diensione, per cosi dire, inelleuale.
Dal puno di isa scieniIico non ue le congeure dell'Abbo anengono oggi la loro
alidia. Alla Iine del secolo scorso si parlaa di una quara diensione da dedurre coi eodi
illusrai nel paragraIo 1 del libro, ale a dire applicando alla geoeria procedieni aeaici,
a scopo di eserciazione, senza alcun riIerieno al sisea della naura: si eda l'assurda
concezione che ne deria, il SuperCubo doao di oo cubi ridiensionali coe Iacce e sedici
puni angolari o angoli quadridiensionali. Ma l'ipiano generale di Flatlandia uile ancor oggi;
e se il aeaico, abiuao a ragionare sui concei asrai, non proera Iorse piu di un'indulgene
curiosia a caraere sorico, assai probabile che la sragrande aggioranza dei leori, che si roa
assai piu a suo agio daani a una rappresenazione concrea di quei concei, i roera un ineresse
e un proIio non inIeriori a quelli dei loro predecessori di oan'anni Ia.
L'aspeo scieniIico sul quale ci siao dilungai non la sola raccoandazione che il libro
ha per noi, ne, Iorse, la aggiore. La necessia di Iornire un'illusrazione plausibile delle condizioni
di ia del suo paese iaginario una sIida coninua all'inenia e al rigore logico dell'Abbo, e,
una ola riaso preso nel gioco, chi legge Iinisce per appassionarsi alla iida descrizione del
ondo bidiensionale, delle sue case, dei suoi paesaggi onooni, dei eodi escogiai dai suoi
abiani il cui capo isio Iorzaaene liiao a una linea onocroa per riconoscersi l'un
l'alro. In quesa cosruzione non si sa se airare di piu la coerenza o l'esro dell'auore. Ma ano
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sIoggio di iaginazione non all'esclusio serizio della eoria della quara diensione.
Flatlandia qualcosa di piu che un brillane anualeo diulgaio di geoeria aenirisica.
Perche, creando il suo ondo Ianasico, il reerendo Abbo ha Iinio per coporre una delle piu
noeoli saire della sociea non solo di quella ioriana che siano ai sae scrie.
Non il caso di dare qui delle anicipazioni, e del reso il libro, cosi bree e conciso,
perIeaene in grado di parlare da se. Il icrocoso della Flalandia, con la rigida diisione degli
abiani in case secondo la conIigurazione geoerica di ciascuno un sisea solo a pria isa
piu assurdo della nosra diisione per censo, con l'ascesa sociale coe unica aspirazione colleia
una corsa al preio in apparenza apera a ui, in reala rigidaene conrollaa dai pochi che gia si
roano al erice, con il suo disprezzo della libera personale, con la sua risreezza di edue, con
le sue leggi crudeli, ci da il rirao d'un ondo che al pari del nosro cosi pago della solidia della
propria organizzazione da rienersi dispensao dall'aspirare a qualcosa di eglio. Coe Iorse anche
il nosro, queso ondo non preparao a riceere una rielazione; e inIai i riIoraori che enino
di aprire nuoi orizzoni alla popolazione sono essi a acere, iprigionai o uccisi; quei ebri
delle classi oppresse che rielino preoccupani capacia inelleuali, ali da renderli eenuali
eibili capi di riole, sono iediaaene corroi ediane l'associazione alle classi superiori.
Coe Erewhon, la Flalandia non una repubblica ideale che l'auore proponga coe
odello da iiare. Il quadrao proagonisa del libro descrie gli esoici cosui senza approarli e
senza osrarsene scandalizzao, coe se Iossero l'unica possibilia concepibile; a le cose parlano
da se. Del reso l'Abbo non ha una sua soluzione da proporre. Coe ue le parabole, anche
Flatlandia si presa a piu di una inerpreazione, e non deo che la soluzione debba essere unica.
Anche se alola chiaro doe siano le sue sipaie, l'auore non suggerisce le rispose. Egli non
aggredisce il leore; gli anca l'indignazione di uno SwiI, il sarcaso corrosio di un Buler. La
sua ara diersa, uno sile garbao, piano e senenzioso, lieeene demode, da anuale
scolasico oocenesco, appuno: e l'ironia ano piu insinuane quano piu la paina eseriore
sebra conIorisica. A Iorza di essere soesso gli puo capiare di enire Iraineso, coe a
proposio del poso delle donne nella sua sociea una delle pagine piu spiriose del libro che gli
alse l'accusa di isoginia.
Lo scopo ulio dell'Abbo, lo dichiara egli sesso, l'arricchieno dell'iaginazione
dei leori; e il suo eodo quello dei grandi insegnani. Egli si liia a iposare i problei, ad
aanzare le quesioni, senza inerIerire con una isione preconcea delle cose; conino che porre
una doanda spesso la aniera piu eIIicace di risponderi.
MASOLINO D'AMICO

FLATLANDIA
Agli
Abiani dello SPAZIO IN ENERALE
E a H. C. IN PARTICOLARE
Dedicaa ues'Opera
Da un ile Naio della Flalandia
Nella Speranza che,
Coe egli Iu Iniziao ai Miseri
Delle TRE Diensioni
Aendone sino allora conosciue
SOLTANTO DE
Cosi anche i Ciadini di quella Regione Celese
Possano aspirare sepre piu in alo
Ai Segrei delle ATTRO CINE O ADDIRITTRA
SEI Diensioni
In al odo conribuendo
All'Arricchieno dell'IMMAINAZIONE
E al possibile Siluppo
Della MODESTIA, qualia rarissia ed eccellene
Fra le Razze Superiori
Dell'MANIT SOLIDA
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PREFAZIONE DEL CRATORE ALLA
SECONDA EDIZIONE RIEDTA, 1
Se il io poero aico della Flalandia
1
Iosse uora in possesso del igore enale di cui
godea quando inizio a coporre quese Meorie, non arei bisogno adesso di sosiuirlo in quesa
preIazione, oe egli desidera in prio luogo ringraziare i suoi leori e i suoi criici della
Spacelandia, la cui Iaoreole accoglienza ha reso necessaria una sollecia quano inaspeaa
seconda edizione del suo laoro; in secondo luogo chiedere enia per ceri errori e reIusi dei quali
pero egli non oalene responsabile; e in erzo luogo chiarire un paio di equioci. Senonche
egli non piu il uadrao di un epo. li anni di prigionia e il Iardello sepre piu pesane
dell'incredulia e dello scherno generali, unii alla naurale decadenza della ecchiaia, hanno Iinio
per cancellare dalla sua ene gran pare dei concei, delle nozioni e della erinologia che aea
appreso durane il suo bree soggiorno nella Spacelandia. Egli i chiede perano di rispondere in
sua ece a due obbiezioni in paricolare, l'una di naura inelleuale, l'alra orale.
La pria obbiezione che un abiane della Flalandia, edendo una Linea, ede qualcosa
che dee aere per l'occhio non solaene una cera lunghe::a a anche un cero spessore se non
aesse un cero spessore non sarebbe isibile; di conseguenza, egli arebbe douo riconoscere, si
obbiea, che i suoi coparioi non sono solaene lunghi e larghi, a anche per quano senza
dubbio in isura assai enue doai di spessore o alte::a. uesa obbiezione plausibile, e per
degli abiani della Spacelandia, quasi irresisibile, cosi che, lo conIesso, la pria ola che la senii
solleare io non roai proprio nulla da rispondere. Mi sebra pero che la risposa daa dal io
poero aico riesca a Iarne piazza pulia.
Aeo la eria di quano asserisce il osro criico ha deo quando gli ho enzionao
quesa obbiezione per quano riguarda i Iai; a nego le sue conclusioni. ero che noi abbiao,
in Flaiandia, una Terza Diensione che non iene riconosciua, e che si chiaa "alezza", proprio
co' ero che oialri aee in Spacelandia una uara Diensione che non iene riconosciua e
che per il oeno non ha noe, a che chiaero "superalezza". Ma noi non possiao renderci
cono della nosra "alezza" piu di quano oi i rendiae cono della osra "superalezza".
Neeno io che sono sao in Spacelandia, e che ho auo il priilegio di coprendere il
signiIicao di "alezza" per la duraa di eniquar'ore neeno io riesco a coprenderla adesso,
1
Flatlandia. Paese del Piano. Nello sesso odo, piu aani nel eso: Spacelandia, Paese dello Spazio;
Linelandia, Paese della Linea; Pointlandia, Paese del Puno; Thoughtlandia, Paese dei Pensiero .d.T.
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ne a renderene cono ediane il senso della isa o il raziocinio; non posso che inuirla per ia di
Iede.
La ragione oia. Diensione iplica direzione, iplica isura, iplica il piu e il eno.
Ora ue le nosre Linee hanno il medesimo, infinitesimale spessore o alezza, coe preIerie; di
conseguenza, in esse non c' niene che possa guidare le nosre eni al conceo di quella
Diensione. Nessun "icroero di precisione" coe ha suggerio un criico roppo Ireoloso
della Spacelandia porebbe iniaene aiuarci; poiche noi non sapreo che cosa misurare,
ne in quale dire:ione. uando ediao una Linea, ediao qualcosa di lungo e di lucente, la
lucente::a alreano necessaria della lunghezza per l'esisenza di una Linea; se la lucenezza
scopare, la Linea non c' piu. Percio ui i iei aici della Flalandia quando parlo loro della
Diensione non riconosciua che in qualche odo isibile in una Linea dicono: "Ah, olee dire
la lucente::a", e quando rispondo: "No, oglio dire una era Diensione", replicano subio: "Allora
isuraela, oppure dieci in quale direzione si esende"; e queso i chiude la bocca, perche non
posso Iare nessuna delle due cose. Anche ieri, quando il ran Circolo in alre parole, il nosro
Soo Sacerdoe enuo a ispezionare la Prigione di Sao e i ha Iao la sua seia isia
annuale, e per la seia ola i ha chieso se sao eglio, ho enao di diosrargli che egli era
"alo": non eno che lungo e largo, benche non lo sapesse. Ma qual saa la sua risposa "oi
die che sono 'alo': isurae la ia 'alezza', e i credero". Che poeo Iare Coe rispondere alla
sua sIida Ero sconIio; e lui se n' uscio rionIane dalla cella.
Tuo cio coninua a sebrari srano Allora eeei in una condizione analoga.
Supponee che una persona della uara Diensione, che acconsenisse a isiari, dicesse:
"Ogniqualola aprie gli occhi, voi vedete un Piano che ha Due Diensioni e deducete un Solido
che ne ha Tre; a in reala oi edee anche benche non la riconosciae una uara Diensione,
che non colore ne lucenezza ne niene di siile, a un'auenica Diensione, sebbene io non sia
in grado di indicarene la direzione, ne oi possiae isurarla". Che risponderese a un isiaore
siile Non lo Iarese eere soo chiae Ebbene, queso il io desino: e per noi abiani della
Flalandia eere soo chiae un uadrao per aer predicao la Terza Diensione alreano
naurale che per oi abiani della Spacelandia eere soo chiae un Cubo per aer predicao la
uara. Ahi, coe si assoiglia, in ue le Diensioni, l'uania cieca e persecurice Puni,
Linee, uadrai, Cubi, SuperCubi siao ui iie degli sessi errori, ui ugualene Schiai
dei nosri rispeii Pregiudizi diensionali. Coe ha deo uno dei osri poei della Spacelandia:
n sol occo della Naura rende i ondi uguali.
2
Su queso puno l'argoenazione del uadrao i sebra inconesabile. orrei poer
aIIerare che la sua risposa alla seconda obbiezione quella orale alreano chiara e
conincene. Si obbieao che egli un isogino; e poiche quesa obbiezione saa aanzaa con
eeenza da coloro che per decreo di Naura cosiuiscono in cero odo la ea piu cospicua
della razza della Spacelandia, orrei poerla onesaene riuoere. Ma il uadrao ha alene
poco Iailiare la erinologia orale della Spacelandia che sarei ingiuso con lui se rascriessi
leeralene la sua diIesa conro ques'accusa. Agendo, perano, da suo inerpree e
copendiaore, i sebra di capire che durane una prigionia di see anni egli sesso abbia
odiIicao le sue opinioni personali per quano riguarda sia le Donne sia gli Isosceli o Classi
InIeriori. Personalene, egli ora inclina erso le opinioni della SIera . p. 12, che le Linee Ree
abbiano oli iporani puni di superioria sugli sessi Circoli. Ma scriendo da Sorico, egli si
ideniIicao Iorse roppo da icino con le opinioni generalene adoae dagli Sorici della
Flalandia e coe gli risula da inIorazioni persino della Spacelandia; nelle cui pagine Iino a
2
L'Auore desidera ch'io aggiunga che il Irainendieno di queso puno da pare di alcuni criici lo ha indoo a
inserire alle pp. 11 e 1335 nel suo dialogo con la SIera cere osserazioni sull'argoeno in quesione che aea
precedeneene oesso coe noiose e superIlue.

epi assai receni i desini delle Donne e delle asse uane sono sai di rado rienui degni di
enzione, e ai di aena considerazione.
In un passo ancora piu oscuro egli desidera ora senire le endenze Circolari o
arisocraiche che alcuni criici, coprensibilene, gli hanno aribuio. Pur rendendo giusizia al
poere inelleuale con cui durane parecchie generazioni pochi Circoli hanno anenuo la loro
supreazia su iense oliudini di coparioi, egli conino che i Iai della Flalandia,
parlando da soli senza bisogno di coeno da pare sua, proclaino che le Rioluzioni non si
possono sepre soIIocare con le carneIicine, e che la Naura, desinando i Circoli all'inIecondia, li
ha condannai in ulia analisi al Iallieno. E qui dice edo copiersi la grande Legge di ui
i ondi: enre la saggezza dell'oo crede di operare per un cero Iine, la saggezza della Naura
lo cosringe a operare per un alro Iine, assai dierso e igliore. uano al reso, egli prega i suoi
leori di non credere che ogni inuo paricolare della ia quoidiana della Flalandia debba aere
necessariaene un corrispondene analogo nella Spacelandia; e nonosane uo si augura che,
presa nel suo insiee, la sua Iaica possa rielarsi siolane quano dierene per quegli abiani
della Spacelandia di anio odeso e oderao che quando parlano di argoeni della piu ala
iporanza, a al disopra della coune esperienza, da un lao si riIiuano di dire: ueso non puo
essere, e dall'alro: De'essere precisaene cosi, e orai di cio sappiao uo.

PARTE I
ESTO MONDO
Ai pa:ien:a, che il mondo e vasto e largo
I. - Sulla natura della Flatlandia
Chiao il nosro ondo Flalandia, non perche sia cosi che lo chiaiao noi, a per
renderne piu chiara la naura a oi, o Leori beai, che aee la Ioruna di abiare nello Spazio.
Iaginae un aso Ioglio di cara su cui delle Linee Ree, dei Triangoli, dei uadrai, dei
Penagoni, degli Esagoni e alre Figure geoeriche, inece di resar Iere al loro poso, si
uoano qua e la, liberaene, sulla superIicie o denro di essa, a senza poersene solleare e
senza poerisi iergere, coe delle obre, insoa consiseni, pero, e dai conorni luinosi.
Cosi Iacendo aree un'idea abbasanza correa del io paese e dei iei coparioi. Ahi,
ancora qualche anno Ia arei deo: del io unierso, a ora la ia ene si apera a una piu
ala isione delle cose.
In un paese siile, e ne saree gia resi cono, ipossibile che possa darsi alcunche di quel
che oi chiaae solido. Puo darsi pero che crediae che a noi sia aleno possibile disinguere a
pria isa i Triangoli, i uadrai, e le alre Figure che si uoono coe ho spiegao. Al conrario,
noi non siao in grado di edere niene di uo cio, perloeno non in isura ale da poer
disinguere una Figura da un'alra. Niene isibile per noi, ne puo esserlo, ranne che delle Linee
Ree; e il perche lo diosrero subio.
Posae una oneina nel ezzo di uno dei osri aolini nello Spazio, e chinaei a
guardarla dall'alo. Essa i apparira coe un Cerchio.
Ma ora, riraendoi erso il bordo del aolo, abbassae gradaaene l'occhio
aicinandoi cosi sepre piu alle condizioni degli abiani della Flalandia, e edree che la
oneina dierra sepre piu oale; Iinche da ulio, quando aree l'occhio precisaene
all'alezza del piano del aolino cio, coe se Iose un auenico abiane della Flalandia, la
onea ara cessao di apparire oale, e sara dienua, per quano poree ederla, una Linea Rea.
Lo sesso accadrebbe se Iacese il edesio esperieno con un
Triangolo, un Reangolo, o una qualsiasi alra Figura riagliaa nel
carone. Se la guardase con l'occhio al liello del piano del aolino,
edrese che essa cesserebbe di appariri coe una Figura e che
dierrebbe idenica per l'aspeo a una Linea Rea. Prendee ad esepio
un Triangolo Equilaero che da noi corrisponde a un Coerciane della
Classe Rispeabile. La Iigura 1 rappresena il Coerciane coe oi lo
edrese dall'alo; le Iigure 2 e 3 rappresenano il Coerciane coe oi
lo edrese se aese l'occhio icino, o icinissio, al liello del aolino;
e se il osro occhio Iosse proprio a liello del aolino cio coe noi lo
ediao nella Flalandia non scorgerese alro che una Linea Rea.
uand'ero nella Spacelandia senii dire che i osri arinai Ianno
un'esperienza assai siile quando, araersando i osri ari, aisano
all'orizzone un'isola o una cosa lonana. La erra in lonananza pora
essere ricca di golIi, proonori, angoli concai e conessi di qualsioglia nuero e diensione;
uaia da lonano oi non edee nessuna di quese cose a eno che il osro sole non le illuini
iaceene, soolineando le sporgenze e le rienranze della erra ediane giochi di luci e di
obre, non edee alro che una linea grigia e coninua sull'acqua.

Ebbene, queso proprio cio che ediao noi nella Flalandia quando ci iene inconro uno
dei nosri conosceni, sia egli riangolare o di alra Iora. Dal oeno che da noi non c' ne il sole
ne alcun alro ipo di luce in grado di originare delle obre, non abbiao nessuno degli aiui isii
che aee oi nella Spacelandia. Se il nosro aico ci si aicina di piu, ediao la sua linea
esendersi; se si allonana la ediao accorciarsi; a egli coninua ad aere l'aspeo di una Linea
Rea; e si rai pure di un Triangolo, di un uadrao, di un Penagono, di un Esagono, di un
Circolo, di quel che olee, egli ara sepre l'aspeo di una Linea Rea, e di nien'alro.
Poree agari doandare coe Iacciao, in circosanze ano sIaoreoli, a disinguere i
nosri aici l'uno dall'alro: a a quesa doanda nauralissia rispondero piu a proposio e con
inori diIIicola quando saro arriao alla descrizione degli abiani della Flalandia. Per ora i si
consena di diIIerire la quesione, e di dire una parola o due sul clia e sulle abiazioni del nosro
paese.
2. - Sul clima e le aita:ioni della Flatlandia
Coe da oi, cosi anche da noi ci sono quaro puni cardinali, Nord, Sud, Es e Oes.
Dal oeno che non ci sono ne sole ne alri corpi celesi, per noi ipossibile deerinare
il Nord nel odo consueo; abbiao pero un nosro sisea. Da noi una Legge di Naura uole che
ci sia una cosane arazione erso il Sud; e benche ques'arazione sia olo liee nelle zone
eperae ano che li anche una Donna in condizioni di salue norali puo sposarsi di parecchie
ceninaia di eri in direzione Nord senza grai diIIicola uaia l'eIIeo osacolane che deria
dall'arazione erso il Sud piu che suIIiciene a Iungere da bussola nella aggior pare del nosro
ondo. Inolre, la pioggia che cade a epoche Iisse cosiuisce un uleriore aiuo, poiche proiene
sepre dal Nord; e nelle cia abbiao la guida delle case, che co' naurale hanno le parei
laerali orienae quasi sepre da Nord a Sud, cosi che i ei possano proeggere dalla pioggia che
iene dal Nord. In capagna, doe non ci sono case, possono Iungere da guida i ronchi degli
alberi. In coplesso, per orienarci non inconriao ue le diIIicola che ci si porebbe
iaginare.
Con uo cio i capiao, roandoi in qualcuna delle nosre regioni piu eperae, doe
l'arazione erso il Sud non si sene quasi, e cainando per una pianura perIeaene desera,
doe non c'erano case ne alberi a Iari da guida, i capiao, diceo, di essere cosreo a resar
Iero per delle ore, in aesa della pioggia, pria di poer riprendere il caino. Per la gene
anziana e per le persone deboli, specialene le Feine piu delicae, la Iorza d'arazione assai
piu sensibile che per gli esponeni piu robusi del Sesso Maschile, cosi che buona nora
d'educazione, inconrando una Signora per israda, cederle il lao Nord della ia; il che non
sepre Iacile da eere in praica, soprauo se il preaiso sao bree, se i roae in caia
salue e in un clia doe sia piuoso diIIicile disinguere il osro Nord dal osro Sud.
Finesre nelle nosre case non ce ne sono: perche la luce ci giunge allo sesso odo in casa e
Iuori, di giorno e di noe, ugualene a ogni ora e in ogni luogo; donde, non lo sappiao. ual
l'origine della luce. Nei ecchi epi era queso un problea canonico, che i nosri erudii si
poneano soene. La risposa saa cercaa piu ole, con l'unico risulao di aIIollare di aspirani
risoluori i nosri anicoi. Di conseguenza, dopo alcuni ani enaii di soppriere ali ricerche
indireaene, rendendole passibili di una assa graosa, la Legislazione, in epi relaiaene
receni, le ha proibie del uo. Io ahi, io solo in ua la Flalandia conosco ora anche roppo
bene la soluzione di queso iserioso problea; a non c' erso di Iare inendere la ia scienza a
uno solo dei iei coparioi; e i si irride e, il solo possessore delle eria dello Spazio e della
eoria dell'inroduzione della Luce dal ondo a Tre Diensioni coe se Iossi il piu pazzo dei
pazzi Ma bando a quese penose digressioni: orniao alle nosre case.
1
La Iora di casa piu coune a cinque lai o penagonale, coe nell'annessa Iigura. I due
lai seenrionali RO, OF
3
, cosiuiscono il eo, e in genere non hanno pore. A Es c' una pora
piccola per le Donne; a Oes una pora piu grande, per gli oini; il lao eridionale o paieno
in genere prio di pore.
Case riangolari e quadrae non sono peresse, ed eccone la
ragione. Poiche gli angoli di un uadrao e ancor piu quelli di un
Triangolo Equilaero sono assai piu aguzzi di quelli di un Penagono,
e poiche le linee degli oggei inaniai coe le case sono eno
niide di quelle degli oini e delle Donne, ne deria che non liee il
pericolo che gli spigoli di un'abiazione reangolare o riangolare
rechino seri danni al passane iprudene o disrao, che i ada a
cozzare conro: e percio gia nell'undicesio secolo della nosra ra le
case riangolari Iurono uniersalene proibie a nora di Legge, con
l'unica eccezione delle IoriIicazioni, dei deposii di polere da sparo,
delle casere e di alri ediIici goernaii a cui non desiderabile che
il pubblico si aicini roppo alla leggera.
In quel periodo si conseniano ancora dapperuo case quadrae, pur enando di
scoraggiarle con una assa speciale. Ma, circa re secoli dopo, la Legge sabili che, per ogni cia
che superasse i dieciila abiani, non si poessero auorizzare angoli di case inIeriori a quelli di un
Penagono, per oii di sicurezza pubblica. Il buon senso della counia assecondo gli sIorzi della
Legislazione; e adesso, anche in capagna, la cosruzione penagonale ha soppianao ue le alre.
solo di quando in quando, in qualche disreo agricolo assai arrerao e reoo, che a un
ricercaore di anichia puo ancora capiare d'ibaersi in una casa quadraa.
3. - Sugli aitanti della Flatlandia
La assia lunghezza o larghezza di un abiane adulo della Flalandia si puo calcolare
all'incirca in enoo dei osri cenieri. Trena cenieri puo considerarsi un'eccezione.
Le nosre Donne sono delle Linee Ree.
I nosri Soldai e gli Operai delle Classi InIeriori sono dei Triangoli con due lai uguali,
ciascuno della lunghezza di enoo cenieri circa, e un erzo lao, o base, cosi coro spesso
appena piu lungo di un ceniero da Iorare al erice un angolo assai acuo e eibile. E
specialene quando le loro basi sono di ipo inIio cio lunghe non piu della erza pare di un
ceniero diIIicile disinguerli dalle Linee Ree, o Donne, ano acuinai sono i loro erici.
Da noi, coe da oi, quesi Triangoli si disinguono dagli alri col noe di Isosceli, e cosi i
riIeriro ad essi nelle pagine che seguiranno.
La nosra Borghesia coposa da Equilaeri, oero da Triangoli dai lai uguali.
I nosri ProIessionisi e eniluoini sono uadrai classe a cui io sesso apparengo e
Figure a Cinque Lai, o Penagoni.
Subio al disopra di cosoro iene l'Arisocrazia, diisa in parecchi gradi, coinciando dalle
Figure a Sei Lai o Esagoni per coninuare, ia ia che il nuero dei lai auena, Iino a riceere il
iolo onoriIico di Poligonali, o dai oli lai. InIine, quando il nuero dei lai diena ano grande,
e i lai ano piccoli, che la Figura non piu disinguibile da un Cerchio, si enra a Iar pare
dell'ordine Circolare o Sacerdoale; e quesa la classe piu eleaa di ue.
Da noi una Legge Naurale che il Iiglio aschio abbia un lao di piu del padre, cosi che
ogni generazione di regola sale di un gradino nella scala dello siluppo e della Nobila. Cosi il
Iiglio di un uadrao un Penagono; il Iiglio di un Penagono, un Esagono; e ia dicendo.
3
rooI, in inglese, signiIica eo .d.T.
11
Ma quesa regola non sepre Iunziona per i Coerciani, e ancor piu di rado per i Soldai
e gli Operai; del reso quesi ulii a alapena possono dirsi degni del noe di Figure uane, iso
che non hanno ui i lai uguali. Percio con loro la Legge Naurale non ale; e il Iiglio di un
Isoscele cio di un Triangolo con due lai uguali riane un seplice Isoscele. Tuaia, neeno
a un Isoscele negaa ogni speranza che la sua discendenza possa un giorno elearsi dalla propria
condizione degradaa. Perche dopo una lunga serie di successi iliari, o dopo soleri e Iruuose
Iaiche, si noa in genere che gli esponeni piu inelligeni delle Classi degli Arigiani e dei Soldai
osrano un leggero aueno del erzo lao o base, e un accorciaeno degli alri due lai. I
arioni isi cobinai dai Prei ra i Iigli e le Iiglie di quesi ebri delle Classi InIeriori
inelleualene piu doai, danno in genere coe risulao una prole ancora un poco piu icina al
ipo del Triangolo Equilaero.
Raraene in proporzione al gran nuero delle nascie degli Isosceli geniori Isosceli
producono un Triangolo Equilaero auenico e ceriIicabile

. na nascia del genere richiede coe


preesse non solo una serie di arioni accuraaene cobinai, a anche un diuurno esercizio
di Irugalia e di auoconrollo da pare degli aspirani progeniori del Iuuro Equilaero, nonche lo
siluppo paziene, siseaico e coninuo dell'inelleo dell'Isoscele durane ole generazioni.
Nel nosro paese la nascia di un auenico Triangolo Equilaero da geniori Isosceli oio
di giubilo in un abio di parecchie ceninaia di eri. Dopo un accurao esae condoo dalla
Coissione Saniaria e Sociale, il neonao, se riconosciuo Regolare, iene aesso con una
cerionia solenne alla Classe degli Equilaeri. Subio dopo egli iene sorao agli orgogliosi a
doleni geniori, per essere adoao da un Equilaero senza Iigli, che soo giuraeno si ipegna a
non pereere che il babino ea piu piede nella ecchia casa ne che eda ai piu i suoi pareni,
per paura che l'organiso appena Iorao possa, per ia di una inconscia iiazione, ricadere al
liello erediario.
L'eenuale apparizione di un Equilaero dai ranghi di progeniori nai seri non
Ieseggiao solano dai poeri seri in quesione coe un raggio di luce e di speranza sullo
squallore onoono della loro esisenza, a anche dall'Arisocrazia in genere; perche ue le classi
piu eleae sono ben consce che siIIai rari Ienoeni, enre da un lao conribuiscono poco o
nulla a silire i loro priilegi, dall'alro cosiuiscono un'uilissia diIesa conro una rioluzione dal
basso.
Se ua la plebaglia acuangola Iosse sepre saa, senza eccezioni, aIIao pria di
abizioni e di speranze, essa arebbe Iorse roao dei capi a qualcuna delle sue nuerose
sedizioni, dei capi in grado di Iar senire anche alla sapienza dei Circoli il peso della propria
superioria di Iorza e di nuero. Ma una saggia disposizione della Naura ha decreao che, nella
proporzione sessa con cui auenano l'inelligenza, le cognizioni e ogni alra iru delle classi
operaie, aueni anche l'apiezza del loro angolo acuo che li rende Iisicaene eibili, per
aicinarsi all'angolo relaiaene inoIIensio del Triangolo Equilaero. Cosi, negli esponeni piu
bruali e pericolosi della Classe Miliare creaure quasi al liello delle Donne, quano a ancanza
d'inelligenza si noa che col crescere della capacia enale necessaria allo sIruaeno del loro
reendo poere perIorane, essi incorrono in una corrispondene diinuzione di quel poere
edesio.
Co' irabile, quesa Legge di Copensazione E quale proa perIea dell'aderenza alla
Naura, e sarei per dire dell'origine diina della cosiuzione arisocraica degli Sai della
Flalandia Mediane un ipiego giudizioso di quesa Legge Naurale, i Poligoni e i Cerchi riescono
quasi sepre a soIIocare la sedizione sul nascere, eendo a proIio l'insoppriibile quano

Che bisogno c' di un ceriIicao pora chiedere un criico della Spacelandia. La procreazione di un Iiglio
uadrao non Iorse un ceriIicao rilasciao dalla Naura sessa, a diosrazione dell'eguaglianza dei lai del Padre.
Rispondo che nessuna Signora di una cera leaura sposerebbe ai un Triangolo prio di ceriIicao. Si dao il caso
di un Iiglio uadrao nao da un Triangolo leggerene Irregolare; a in quasi ui i casi di queso genere l'Irregolaria
della pria generazione orna a aniIesarsi nella erza, che non arria al rango Penagonale, oero ricade in quello
Triangolare.
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illiiaa capacia di sperare della ene uana. Anche l'Are iene in aiuo alla Legge e all'Ordine.
In genere possibile, grazie a una piccola copressione o espansione ariIiciale operaa dai Medici
di Sao, rendere perIeaene Regolare qualcuno dei capi piu inelligeni di una riola, e
aeerlo subio a Iar pare delle classi priilegiae; un nuero assai aggiore, che non possiede
ancora i requisii adai, alleao dalla prospeia di una Iuura nobiliazione, iene indoo a
enrare nei ari Ospedali di Sao, doe poi enuo in un onoreole conIino per il reso della ia;
solo uno o due Ira i piu osinai, sciocchi e irriediabilene irregolari, sono condannai
all'esecuzione capiale.
Cosi, la senuraa plebaglia degli Isosceli, pria di guida e di piani d'azione, si lascia
raIiggere senza opporre resisenza dal piccolo gruppo dei loro conIraelli che il ran Circolo
assolda e iene prono per casi d'eergenza coe queso; oppure, piu spesso, grazie a sospei e
gelosie abilene seinai Ira di loro dal pario Circolare, essi engono aizzai alle loe inesine,
e periscono l'uno sull'angolo dell'alro. Nei nosri annali si regisrano non eno di cenoeni
rioluzioni, che con i uuli di inore iporanza arriano a un oale di duecenorenacinque; e
sono ue andae a Iinire cosi.
4. - Sulle Donne
Se i nosri acuinai Triangoli della Classe Miliare sono pericolosi, se ne puo Iacilene
dedurre che le nosre Donne lo sono ancora di piu. Perche se un Soldao un cuneo, una Donna
un ago, essendo, per cosi dire, ua puna, aleno alle due esreia. Si aggiunga a cio la sua
Iacola di rendersi praicaene inisibile quando uole, e i renderee cono che in Flalandia una
Feina una creaura con cui c' assai poco da scherzare.
Ma Iorse a queso puno qualcuno dei iei leori piu gioani chiedera coe Ia una Donna
della Flalandia a rendersi inisibile. A e sebra che queso dorebb'essere eidene senza
bisogno di spiegazioni; uaia poche parole lo renderanno chiaro ai eno riIlessii.
Meee un ago su un aolo. Poi, con l'occhio al liello del aolo, guardaelo laeralene,
e lo edree in ua la sua lunghezza; se inece aree di Irone una delle sue esreia, non edree
che un puno: dienao praicaene inisibile. Con una delle nosre Donne aiene esaaene
lo sesso. uando olge il lao nella nosra direzione, la ediao coe una Linea Rea; a quando
ci presena l'esreia con occhio o bocca da noi quesi due organi sono u'uno allora non
ediao alro che un puno assai brillane; a se la schiena che si presena al nosro sguardo,
allora poiche quesa eno brillane, anzi quasi opaca coe un oggeo inaniao la sua
esreia poseriore le Ia da Manello Inisibile.
A queso puno i rischi a cui siao esposi dalla presenza delle nosre Donne saranno
eideni anche all'inelleo eno prono di ua la Spacelandia. InIai, se persino l'angolo di un
rispeabile Triangolo borghese non prio di pericoli, se l'uro con un Operaio copora un aglio,
se la collisione con un IIiciale della Classe Miliare seguia di regola da una Ieria seria, se
l'essere sepliceene occai dal erice di un Soldao Seplice copora un rischio orale, che
alro ci si pora aspeare dall'uro con una Donna, se non la disruzione oale e iediaa E
quando una Donna inisibile, o isibile solano coe un puno seiopaco, non sara diIIicile
anche per i piu prudeni riuscir sepre a eiare una collisione
Per ridurre il piu possibile queso pericolo oli sono sai i proedieni presi in ogni
epoca nei ari Sai della Flalandia; e nei clii eridionali e eno eperai, doe la Iorza
graiazionale aggiore e gli esseri uani piu Iacilene copiono oieni casuali e
inolonari, le Leggi riguardani le Donne sono, co' naurale, assai piu seere. Ma dal seguene
soario ci si pora Iare un'idea generale del Codice:
13
1. Ogni casa dee aere un ingresso dal lao Orienale, riserao esclusiaene alle
Feine; dal quale ogni Feina enrera in odo coneniene e rispeoso
5
, senza ai usare la
pora degli oini, o ingresso Occidenale.
2. Ad ogni Feina proibio soo pena di ore cainare in qualsioglia luogo
pubblico senza eeere ininerroaene il suo rido di Pace.
3. Ogni Feina che risuli, in seguio a debio acceraeno, aIIea dal Ballo di San io,
da aacchi iserici, da un raIIreddore cronico accopagnao da sernui ioleni, o da qualsioglia
alro ale coporane oieni inolonari, dee essere eliinaa all'isane.
In alcuni Sai c' una quara Legge aggiunia che proibisce alle Feine, soo pena di
ore, di cainare o anche di sar Iere in qualsiasi luogo pubblico senza uoere
coninuaene il poseriore da sinisra a desra, in odo da segnalare la propria presenza a chi sa
diero; alri cosringono una Donna in iaggio a Iarsi seguire da un Iiglio, da un sero o dal ario;
alri conIinano senz'alro le Donne a casa loro, ranne nelle Iesiia religiose. Ma i piu saggi Ira i
nosri Circoli o oini di Sao sono giuni alla conclusione che la oliplicazione delle resrizioni
sulle Feine ende non solo alla debiliazione e diinuzione della razza, a anche all'aueno
degli oicidi doesici, sicche uno Sao che abbia un Codice roppo seero Iinisce uo soao
per rieerci.
Perche se l'uore delle Donne iene roppo esasperao dall'essere conIinae in casa, o da
regolaeni oppressii quando escono, esse sono capaci di sIogare il proprio aluore sui arii e
sui Iigli; e nei clii eno eperai si dao il caso che l'iniera popolazione aschile di un
illaggio Iosse disrua nel giro di un'ora o due di siulaneo Ieinile scaenaeno. Percio le
Tre Leggi succiae basano per gli Sai eglio regolai, e possono serire coe esepliIicazione
approssiaia del nosro Codice Feinile.
Dopouo la nosra principale ara di salezza non cosiuia dalla Legislazione, a
dall'ineresse sesso delle Donne. Perche, nonosane che a loro basi copiere un oieno
rerogrado per inIliggere una ore isananea, esse rischiano di uscirne col Iragile corpo sroncao,
qualora non riescano a liberare subio la propria esreia acuinaa dal corpo, che si diincola,
della iia.
Anche la poenza della Moda dalla nosra pare. Ho esso in rilieo coe in alcuni Sai
eno ciilizzai non si perea alle Donne di sare in un luogo pubblico senza Iar ondeggiare il
poseriore da sinisra a desra. Ma ques'abiudine saa sepre seguia da ogni Signora che aesse
la inia preesa di educazione, in ogni Sao ben goernao, a eoria di Figura. considerao
una ergogna per uno Sao il doer iporre per legge quello che dorebb'essere, cosi coe lo
presso ogni Feina rispeabile, un isino di naura. L'ondeggiaeno riico e, se cosi posso
dire, aronioso del poseriore delle nosre dae di rango Circolare sara inidiao e iiao dalla
oglie di un coune Equilaero, che, da pare sua, non riuscira a oenere niene di piu di
un'oscillazione onoona coe il icac di un pendolo; e il icac dell'Equilaera sara nondieno
airao e copiao dalla oglie dell'Isoscele abizioso di progredire socialene, anche se nelle
Feine della sua Iaiglia il oieno poseriore di qualsiasi genere non dienao ancora
una necessia iale. Percio, in ogni Iaiglia di un cero liello, il oieno poseriore
signoreggia coe il epo sesso; e i arii e i Iigli di quese case godono iunia, se non alro,
dagli aacchi inisibili.
Non si dee cero pensare, con queso, che le nosre Donne anchino di aIIeo. Ma
purroppo nel Sesso Debole la passione del oeno predoina su ogni alra considerazione.
uesa nauralene una conseguenza ineiabile della loro inIelice conIigurazione. Dao che esse
non hanno neeno la piu piccola preesa di un angolo, inIeriori in queso anche all'inIio Ira gli
Isosceli, ne segue che sono del uo prie di Iacola raziocinani, e non hanno ne poere riIlessio,
ne giudizio, ne capacia di preisione, ne, quasi, eoria. Percio, nei loro aacchi di collera non
5
uand'ero in Spacelandia enni a sapere che alcuni dei osri Circoli Sacerdoali hanno, allo sesso odo, ingressi
separai per i Conadini, i Proprieari di erra e gli Insegnani di Scuole Pubbliche Specaor, seebre 1, p,
1255 acciocche essi possano enrare in odo coneniene e rispeoso.
1
guardano in Iaccia a nessuno. Io sesso ho auo esperienza di un caso in cui una Donna ha
serinao ua la sua Iaiglia, e ezz'ora dopo, sbollia l'ira e spazzai ia i cocci, ha chieso
do'erano il ario e i Iigli.
Percio eidene che non bisogna irriare una Donna quando essa si roa in condizioni di
poersi olare. uando sono nei loro apparaeni che sono cosruii in odo da negar loro ale
possibilia si puo dire e Iare quel che si uole, perche non sono allora assoluaene in grado di Iar
danni, e dopo qualche inuo aranno gia dienicao sia l'incidene, per cui agari in quel
oeno i inacciano di ore, sia le proesse che aree douo Iare per calarle.
In genere i nosri rappori doesici Iilano abbasanza lisci, con l'eccezione degli srai piu
bassi delle Classi Miliari. Li la ancanza di ao e di discrezione da pare dei arii causa a ole
dei disasri incredibili. ConIidando eccessiaene nelle ari oIIensie dei loro angoli acui, e
roppo poco negli srueni di diIesa del buon senso e della siulazione epesia, quesi
incoscieni rascurano roppo spesso le prescrizioni sulla cosruzione degli apparaeni delle
Donne, oppure irriano Iuori casa le ogli con espressioni inIelici che si riIiuano di riraare
iediaaene. Inolre un ouso, solido aore della eria leerale li rende resii a Iare quelle
proesse generose grazie a cui il piu giudizioso Circolo riesce in un oeno a paciIicare la
propria consore. Il risulao un assacro; non prio dei suoi lai posiii, peralro, in quano
eliina gli Isosceli piu bruali e proeri; e piu d'uno Ira i nosri Circoli considera la disruiia del
Sesso Soile alla sregua di uno Ira i oli proidenziali sisei per soppriere la popolazione in
eccesso e per soIIocare sul nascere la Rioluzione.
Pero anche nelle nosre Iaiglie eglio regolae e piu prossie alla Circolaria non posso
dire che l'ideale della ia Iailiare sia alreano alo che da oi in Spacelandia. C' pace, se cosi si
puo chiaare l'assenza di srage, a, per Iorza di cose, c' poca aronia di gusi o di aiia; e la
prudene saggezza dei Circoli ha badao a garanire la sicurezza a coso della coodia doesica.
In ogni Iaiglia Circolare o Poligonale un'abiudine che si perde nella noe dei epi ano che
ora dienua una specie di isino Ira le Donne delle nosre classi piu eleae che le adri e le
Iiglie engano cosaneene occhio e bocca rioli erso i arii, e i loro aici aschi; e in una
Iaiglia disina una signora che olasse le spalle al ario sarebbe consideraa coe una specie di
osro, con conseguene perdia di saus sociale. Ma coe osrero preso, ques'abiudine, pur
aendo i anaggi della sicurezza, non pria di inconenieni.
Nella casa dell'Operaio o del Coerciane rispeabile doe la oglie auorizzaa a
olare le spalle al ario quando inena alle sue Iaccende doesiche ci sono aleno degli
ineralli di quiee. Dei oeni in cui la oglie non si ede ne si sene, se si ecceua il ugolio
ininerroo del rido di Pace; a nelle case delle Classi Superiori roppo spesso non c' pace. Li la
bocca olubile e l'occhio lusro, penerane, sono in peranenza rioli erso il Padrone di casa; e la
luce sessa non piu cosane del Ilusso della loquela Ieinile. Tao e desrezza, suIIicieni a
sornare l'aculeo di una Donna, sono ipari al copio di chiudere una bocca Ieinile; e poiche
la oglie non ha assoluaene niene da dire, ne, assoluaene, alcun riegno di inelligenza, di
buon senso o di coscienza che le ipedisca di dirlo, si son roai non pochi cinici aIIerare di
preIerire il pericolo dell'aculeo orale, a silenzioso, alla rassicurane sonoria dell'alra esreia
di una Donna.
Ai iei leori della Spacelandia la condizione delle nosre Donne sebrera Iorse
deploreole, e lo , inIai. n Maschio che apparenga al ipo piu basso degli Isosceli puo sperare
in un iglioraeno del suo angolo, e nell'eleazione Iinale di ua la sua casa degradaa; a non
c' Donna che possa nurire speranze siili circa il proprio sesso. na ola Donna, per sepre
Donna, il Decreo della Naura, e si direbbe che persino le Leggi dell'Eoluzione siano sae
sospese nel suo caso a suo sIaore. E uaia non possiao Iare a eno di airare la saggia
Predisposizione, la quale ha ordinao che, dal oeno che esse non hanno speranze, cosi non
abbiano eoria con cui ricordare, ne alre Iacola con cui anicipare, le iserie e le uiliazioni
che sono al epo sesso una necessia della loro ia e la base della cosiuzione della Flalandia.
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5. - Sui nostri metodi per riconoscerci a vicenda
oi, che aee la Ioruna di aere ano l'obra che la luce, oi che aee due occhi doai
della conoscenza prospeica e allieai dal godieno dei ari colori, oi che poee vederlo per
daero, un angolo, e coneplare l'iniera circonIerenza di un Circolo nella beaa regione delle Tre
Diensioni... coe poro ai render chiara a oi l'esrea diIIicola che inconriao noi, in
Flalandia, per riconoscere le nosre rispeie conIigurazioni
Ricordae quano i ho deo dianzi. Tui gli esseri della Flalandia, aniai o inaniai,
qualunque sia la loro Iora, presenano al nostro occhio il edesio, o quasi il edesio aspeo,
quello cio di una Linea Rea. Se dunque ui hanno lo sesso aspeo, coe si Iara a disinguere
l'uno dall'alro
La risposa riplice. Il prio ezzo di riconoscieno il senso dell'udio; che da noi
assai piu siluppao che da oi, e che ci peree non solo di disinguere dalla oce i nosri aici
personali, a anche di discernere Ira le arie classi, aleno per quano riguarda i re ordini piu
bassi, l'Equilaerale, il uadrilaerale e il Penagonale perche dell'Isoscele non al la pena di
parlare. Ma ia ia che saliao nella scala sociale, il processo per cui si disingue e si iene disini
ediane l'udio auena di diIIicola, in pare perche le oci si Ianno piu siili, in pare perche il
saper disinguere dalla oce iru plebea e non olo diIIusa nell'Arisocrazia. E ogniqualola ci
si roi di Irone al inio pericolo di inganno, ecco che non possiao piu Iidarci di queso
eodo. Nelle nosre Classi InIeriori gli organi ocali sono siluppai in grado pari a quelli
dell'udio e piu, sicche un Isoscele puo Iacilene iiare la oce di un Poligono, e con un po' di
praica persino quella di un Circolo. Ragion per cui si ricorre couneene a un secondo eodo.
Il asarsi , per le nosre Donne e per le Classi InIeriori di quelle Superiori parlero Ira
poco , il principale eodo di riconoscieno, aleno Ira esranei e quando l'acceraeno
riguarda non ano l'indiiduo quano la classe. Percio a quello che Ira le classi piu eleae in
Spacelandia la presenazione corrisponde da noi il procedieno del asarsi. Posso
chiederle di asare e di lasciarsi asare dal io aico signor Taldeiali: quesa ancor oggi, Ira i
piu aniquai dei nosri eniluoini di capagna che abiano in localia lonane dalle cia, la
Iorula d'uso per una presenazione in Flalandia. Ma nelle cia, e Ira oini d'aIIari, le parole e
di lasciarsi asare sono oesse, e la Irase abbreiaa in: Posso chiederle di asare il signor
Taldeiali; benche sia soineso, nauralene, che il asare sara reciproco. I nosri gioin
signori piu brillani e oderni e ne abbiao di assai poco proclii a ogni ipo di Iaica superIlua, e
di supreaene indiIIereni alla purezza dell'idioa naio abbreiano uleriorene la Iorula
ediane un uso ecnico del erbo asare, al quale danno il signiIicao di coandarsiper
l'operazionediasareediIarsi asare; e al giorno d'oggi il gergo della sociea beneducaa delle
Classi Superiori sancisce un barbariso coe Signor Rossi, posso asare il signor Bianchi.
Il io Leore non creda pero che il asarsi sia da noi il procedieno Iasidioso che
sarebbe da oi, o che noi roiao necessario asare ui i lai di ogni indiiduo per poer sabilire
a che classe appariene. na lunga praica e un lungo allenaeno, iniziai a scuola e coninuai
nell'esperienza della ia quoidiana, ci eono in grado di disinguere subio, ediane il senso del
ao, Ira gli angoli di un Triangolo Equilaero, di un uadrao e di un Penagono; e non ho bisogno
di dire che il erice scerellao di un Isoscele eidene anche al occo piu grossolano. Percio di
regola non necessario asare piu di un solo angolo di un indiiduo; una ola accerao queso, se
ne ricaa la classe della persona a cui ci siao riolgendo, a eno che cosei non apparenga ai
seori piu eleai dell'Arisocrazia. Li la diIIicola assai aggiore. Figurarsi che un Laureao in
Belle Leere della nosra niersia di Wenbridge ha Iaa di aere scabiao un Poligono a dieci
lai con uno a dodici lai E non c' un solo Doore in Scienze di quella Iaosa niersia o di
un'alra che possa sosenere di essere in grado di decidere pronaene e senza esiazione Ira un
ebro dell'Arisocrazia a eni lai e uno a eniquaro.
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uei leori che ricordino i succiai esrai delle Leggi sulle Donne non seneranno a
coprendere che il procedieno della presenazione per conao richiede una cera aena cauela.
Alrieni gli angoli porebbero inIliggere al alaccoro Tasaore danni Iisici irreparabili.
essenziale per la sicurezza del Tasaore che il Tasao rianga perIeaene iobile. Si gia
dao il caso che un sobbalzo, un brusco cabiaeno di posizione, si, persino uno sernuo ioleno,
siano risulai Iaali agli incaui, sroncando sul nascere piu di una proeene aicizia. ueso
paricolarene il caso delle classi piu basse dei Triangoli. I ebri di quese hanno l'occhio
alene lonano dal erice, che non sono quasi in grado di rendersi cono di quano accade a
quell'esreia dei loro conorni. Essi sono, inolre, di naura rozza e olgare, e per nulla sensibili al
occo delicao dei Poligoni piu aricolai. Coe eraigliarsi dunque se in passao il oo
inolonario di una esa ha pouo priare lo Sao di una ia preziosa
Mi sao deo che il io eccellene nonno che Iu ra i eno irregolari della sua inIelice
Classe Isoscele, e che oenne, poco pria di passare a iglior ia, quaro oi Iaoreoli su see
dalla Coissione Saniaria e Sociale per la proozione alla Classe degli Equilaeri deploraa
spesso, con una lacria nell'occhio enerabile, un inIorunio di queso genere, occorso al suo bis
bisbisaolo, un rispeabile Operaio con un angolo, o cerello, di 5 gradi e 3 prii. Secondo
quano egli racconaa, il io poero ao, che soIIria di reuaisi, enre enia asao da un
Poligono, a causa di una Iia iproisa rapasso inolonariaene il rand'oo, lungo la
diagonale; e queso incidene, uoi per le conseguenze della sua lunga prigionia e degradazione,
uoi per il conraccolpo orale soIIero da ua la parenela del io ao, Iece indiereggiare la
nosra Iaiglia di un grado e ezzo nella sua ascesa erso igliori desini. Il risulao Iu che nella
generazione successia il cerello della Iaiglia risulo di soli 5 gradi, e ci ollero cinque
generazioni per recuperare il erreno perduo, cio per raggiungere i 6 gradi pieni, e concludere
Iinalene l'Ascesa dalla posizione di Isoscele. E ua quesa serie di calaia ebbe origine da un
piccolo incidene nel procedieno del Tasarsi.
A queso puno i pare di senire qualcuno dei iei leori piu isruii esclaare: Che ne
sapee di angoli, di gradi e di inui prii, oi della Flalandia Noi, un angolo, lo possiao
vedere, perche in Spacelandia possiao edere due Linee Ree inclinae l'una erso l'alra; a oi,
che non siee in grado di edere alro che una Linea Rea alla ola, coe Iae anche solo a
discernere un angolo, per non dire a isurare angoli di apiezza diersa.
Rispondo che sebbene noi gli angoli non possiao vederli, possiao pero dedurli, e con
grande precisione. Il nosro senso del ao, siolao dalla necessia e siluppao ediane un lungo
allenaeno, ci ee in grado di disinguere gli angoli con assai aggiore precisione che il osro
senso della isa, quando non si abbia a disposizione un regolo o un isuraore di angoli. E non
debbo ralasciar di spiegare che abbiao dei grandi aiui naurali. da noi una Legge di Naura che
il cerello della classe Isoscele incoinci a ezzo grado, o rena prii, e che aueni se i riesce
in ragione di ezzo grado per ogni generazione; e cio Iinche non ara raggiuno la ea dei 6
gradi, quando si perde la condizione di schiai e, da uoini liberi, si enra a Iar pare della Classe
dei Regolari.
Di conseguenza, la sessa Naura che ci doa di una scala ascendene, o di un AlIabeo
angolare che a da ezzo grado Iino ai 6 gradi, Eseplari del quale sono collocai in ogni Scuola
Eleenare in uo il paese. In seguio alle occasionali regressioni, coe all'ancor piu Irequene
risagno orale e inelleuale e alla sraordinaria Iecondia delle Classi dei Criinali e dei
agabondi, c' sepre un'eccedenza di indiidui della classe di ezzo grado e di un grado, e
un'abbondanza noeole di Eseplari Iino ai 1 gradi. uesa gene aIIao pria di dirii ciili, e
poiche un gran nuero di loro non ha neanche quel inio di inelligenza che baserebbe per Iare
il iliare, gli Sai li desinano al serizio dell'isruzione. Iobilizzai a ezzo di caene, in odo
da eliinare ogni possibilia di pericolo, li si colloca nelle aule delle nosre Scuole per l'InIanzia,
doe il Minisero dell'Isruzione li uilizza per insegnare ai rapolli della Borghesia quel ao e
quell'inelligenza di cui quelle inIelici creaure sono per pare loro oalene prie.
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In ceri Sai gli Eseplari engono ogni ano nurii, e la loro esisenza olleraa per
diersi anni; a nelle regioni piu eperae e eglio regolae si riiene che, a lungo andare, e
nell'ineresse dell'educazione dei gioani, sia piu anaggioso rispariare il cibo e rinnoare gli
Eseplari ogni ese che all'incirca la duraa edia della Classe Criinale, una ola che sia
saa priaa del sosenaeno. Nelle scuole piu odese, quello che si risparia prolungando la
ia dell'Eseplare a perso, in pare, nella spesa per il suo nurieno, e in pare nella diinuia
precisione degli angoli, che dopo qualche seiana di asaeno cosane si deeriorano. E Ira i
anaggi del sisea piu cososo non dobbiao dienicare che esso ende, in isura liee a
perceibile, a ridurre la sraboccheole popolazione Isoscele, obbieio queso che ogni oo di
Sao della Flalandia iene cosaneene presene. Tuo soao, dunque, pur non ignorando che
in parecchie Coissioni Scolasiche d'esrazione popolare i una reazione in Iaore del sisea
econoico coe lo chiaano, io propendo alquano a rienere che queso sia uno dei nuerosi
casi in cui chi piu spende eno spende.
Ma non oglio lasciari Iuoriare da quesioni di poliica scolasica. Spero di aere gia
deo quano basa per diosrare che il Riconoscieno ediane il conao non un
procedieno ano Iasidioso o approssiaio quano si sarebbe pouo credere; ed chiaraene
piu aendibile del Riconoscieno ediane l'udio. Resa counque, coe ho soolineao sopra,
l'obbiezione che il eodo non prio di pericoli. Per quesa ragione ola gene nelle Classi
Medie e InIeriori, e ui senza eccezione negli ordini Poligonali e Circolari, preIeriscono un erzo
eodo, alla descrizione del quale sara riserao il paragraIo seguene.
6. - Sul iconoscimento a Jista
Adesso i si accusera di incongruenza. Nei paragraIi precedeni ho deo che in Flalandia
ue le Iigure hanno l'aspeo di una Linea Rea; ho aggiuno, oero l'ho dao per sconao, che, di
conseguenza, non possibile uilizzare l'organo isio per disinguere Ira indiidui di classi
dierse. Eppure i so ora accingendo a spiegare ai iei criici della Spacelandia coe Iacciao a
riconoscerci a icenda ediane il senso della isa.
Se uaia il leore orra prendersi il disurbo di ornare al passo in cui ho deIinio
uniersale il Riconoscieno ediane il conao, egli roera quesa risera: Ira le Classi
InIeriori. solo Ira le classi piu ale e nei nosri clii piu eperai che iene praicao il
Riconoscieno a isa.
Che quesa possibilia esisa in qualsiasi regione per qualsiasi classe una conseguenza
della Nebbia; la quale per la aggior pare dell'anno regna dapperuo con l'eccezione delle zone
orride. E quello che per oi in Spacelandia considerao una calaia, che cancella il paesaggio,
deprie gli spirii e ina la salue, saluao da noi coe una benedizione di poco inIeriore all'aria
sessa, coe Nurice delle Ari, e Progenirice delle Scienze. Ma lasciae che i spieghi che cosa
oglio dire, senza alri elogi per queso beneIico Eleeno.
Se non ci Iosse la Nebbia, ue le Linee sarebbero ugualene e indiIIereneene niide;
coe inIai aiene in quelle inIelici regioni doe l'aosIera perIeaene asciua e
rasparene. Ma dounque ci sia una buona dose di Nebbia, ecco che gli oggei a una disanza,
diciao, di un ero, sono sensibilene eno niidi di quelli che si roano a noanacinque
cenieri; di conseguenza, con l'esperienza di un'aena e cosane osserazione della aggiore o
inore niidezza, siao in grado di dedurre con grande precisione la conIigurazione dell'oggeo
osserao.
Per quello che oglio spiegare, un esepio arra eglio di un inero olue di discorsi
generici.
Iaginae che io eda enire erso di e due indiidui del cui rango oglio accerari.
Supponiao che essi siano un Mercane e un Medico, oero, in alre parole, un Triangolo
Equilaero e un Penagono. Coe Iaro a disinguerli
1
Per qualunque Ianciullo della Spacelandia che abbia occao la soglia degli Sudi eoerici
sara oio che, se io posso dispori con l'occhio in odo che lo sguardo bisechi un angolo A
dell'esraneo che si aicina, quello che edro di lui sara per cosi dire equaene ripario Ira i suoi
due lai a e piu icini cio CA e AB, cosi che io li coneplero iparzialene, ed enrabi i
appariranno delle edesie diensioni.
Ora nel caso della Iigura 1, il Mercane, che cosa edro edro una linea rea DAE, in cui il
puno cenrale A sara assai niido, essendo il piu icino a e; a dalle due pari, sui due lai, la
linea si Iara sepre eno niida,Iino a sfumare rapidamente nel vago, perche i lai AC e AB si
perdono rapidamente nella neia, e quelle che i sebrano le esreia del Mercane, cio D e E,
saranno assai offuscate.
D'alra pare nel caso della Iigura 2, il Medico, benche anche qui io eda una linea D'A'E'
con un cenro niido A', pure la rapidia con cui la linea si oIIuschera sara inore, perche i lai A'
C', A' B' si perderanno meno rapidamente nella neia. e quelle che i appariranno le esreia
del Medico, cio D' e E', non saranno altrettanto offuscate che le esreia del Mercane.
Il Leore ara probabilene capio da quesi due esepi coe dopo un lunghissio
allenaeno, raIIorzao da un'esperienza cosane sia possibile alle nosre classi isruie discernere
con una cera precisione Ira gli ordini edi e quelli inIeriori ediane il senso della isa. Se i iei
Proeori della Spacelandia hanno aIIerrao queso conceo generale, aleno Iino al puno di
concepirne la possibilia e di non respingere la ia descrizione coe oalene incredibile, aro
raggiuno uo quano posso ragioneolene aenderi. Se enassi di aggiungere uleriori
paricolari riuscirei solano a rendere piu perplesso il Leore. Tuaia, a beneIicio dei piu gioani
e inesperi che alrieni Iorse crederebbero, dai due seplici esepi che ho dao sopra sul odo
in cui io saprei riconoscere io padre e i iei Iigli, che il Riconoscieno a isa sia un
procedieno seplice sara Iorse opporuno soolineare che nella praica la aggior pare dei
problei del Riconoscieno a isa sono assai piu soili e coplessi.
Se per esepio quando i iene icino io padre, il Triangolo, gli capia di presenari il
lao inece dell'angolo, Iinche non gli aro chieso di eIIeuare una roazione oppure non l'aro
esplorao con l'occhio u'inorno, io riarro in dubbio se non sia per caso una Linea Rea o, in
alre parole, una Donna. Ancora, roandoi in copagnia di uno dei iei due Nipoi Esagonali, se
proprio di Irone a e ho uno dei suoi lai AB, sara eidene dal diagraa qui riporao che io
edro una linea iniera AB abbasanza niida
1
solo lieeene oIIuscaa alle esreia e
due linee piu piccole CA e BD assai pallide per
ua la loro lunghezza e che lo sono sepre di piu
ia ia che si a erso le esreia C e D.
Ma non deo cedere alla enazione di
dilungari su quesi puni. L'ulio aeaico
della Spacelandia non ara diIIicola a crederi
quando aIIero che i problei della ia che si
presenano alle persone isruie quando si
uoono esse sesse, quando sanno cio girandosi, aanzando o indiereggiando, e
coneporaneaene enano di discernere ediane il senso della isa Ira un nuero di Poligoni
d'alo rango che a loro ola si uoono in direzioni dierse, coe per esepio in un saloo o in
una sala da ballo sono di naura ale da eere alla proa l'angolaria dei piu inelligeni, e da
giusiIicare apiaene i ricchi eolueni dei ProIessori Eerii di eoeria, ano Saica
quano Cineica, nell'illusre niersia di Wenbridge, doe la Scienza e l'Are del Riconoscieno
a isa engono regolarene insegnae a nurie classi della elie degli Sai.
Non sono nuerosi quei rapolli delle nosre casae piu nobili e ricche che siano in grado di
dedicare il epo e il denaro necessari all'esercizio di ques'Are nobile e preziosa. Persino io,
Maeaico di leaura non ediocre, e nonno di due Esagoni di ale aspirazioni e di perIea
regolaria, se i capia di essere nel ezzo di una Iolla in oieno di Poligoni delle classi piu
ale, i roo alola in serio ibarazzo. E nauralene all'occhio di un coune Mercane, o di un
Sero, una siile isa indeciIrabile, quasi quano lo sarebbe per e, o io Leore, se Iossi di
colpo rasporao nel nosro paese.
In una Iolla del genere inorno a oi non edrese alro che una Linea, in apparenza Rea,
a le cui pari arierebbero irregolarene e perpeuaene di lucenezza e di opacia. E anche se
Iose arriai al quar'anno dei corsi Penagonali ed Esagonali all'niersia, e se quindi aese una
perIea conoscenza eorica dell'argoeno, roerese ugualene che c' ancora bisogno di
parecchi anni di esperienza, pria di poeri aggirare in una Iolla elegane senza urare le persone
piu alolocae di oi, cui non sa bene chiedere di lasciarsi asare, e che, grazie alla loro superiore
culura ed educazione, sanno uo dei osri oieni, enre oi sapee olo poco o nulla dei
loro. In una parola, per coporarsi con perIea propriea in una sociea Poligonale si dorebbe
essere un Poligono. Tale aleno l'aaro succo della ia esperienza personale.
sorprendene quano l'Are o piuoso l'isino del Riconoscieno a isa si siluppi
con l'esercizio abiuale, e soprauo eiando la praica del asarsi. Coe da oi i sordoui,
che una ola che abbiano la Iacola di gesicolare e di serirsi dell'alIabeo delle ani non
riacquisano piu l'are, piu diIIicile a ano piu preziosa, del parlare con le labbra e di coprendere
i oieni delle labbra alrui, cosi da noi per quano riguarda edere e asare. Chi ha
incoinciao a asare nei prii anni della propria ia non iparera ai a edere alla
perIezione.
Per quesa ragione nella nosra elie il asarsi iene disapproao se non addiriura
proibio. Inece di andare i loro babini alle Scuole Eleenari Pubbliche doe si insegna l'are
di asare, li andano ancora gioanissii a ceri Seinari superiori riserai solo a loro; e
asare alla nosra illusre niersia considerao una ancanza grae, punia con una Noa di
Biasio la pria ola e l'Espulsione la seconda.
Ma per le Classi InIeriori l'Are del Riconoscieno a isa un lusso irraggiungibile. n
coune Coerciane non puo pereersi di anenere il Iiglio a passare un erzo della propria
ia in sudi asrai. Percio i Iigli dei poeri sono auorizzai a asare sin da piccoli, e ne
guadagnano una precocia e una iacia che conrasano dappria in odo assai posiio con
l'apaia e con la aurazione lena e poco brillane dei gioani della Classe Poligonale che non
abbiano ancora copleao la loro educazione. Ma appena quesi ulii hanno erinao i corsi
uniersiari e sono proni a eere in praica la eoria appresa, sopraggiunge in loro un
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cabiaeno che puo paragonarsi quasi a una rinascia; e in en che non si dica li si ede
raggiungere e disanziare i loro riali Triangolari in ogni are, scienza e aiia sociale.
Sono pochi i ebri della Classe Poligonale che non riescono a superare l'Esae Finale o
Esae di Congedo dell'niersia. Le condizioni di quesa disgraziaa inoranza sono daero
deploreoli. Respini dall'elie, sono allo sesso epo disprezzai dalle Classi InIeriori. Non hanno
ne le capacia aurae e eodicaene educae dei Laureai Poligonali, ne la naurale selezza e
la ercurialia dei gioani Coerciani. Le proIessioni, gli ipieghi pubblici, sono loro preclusi;
e sebbene nella aggior pare degli Sai non enga loro proibio di sposarsi, pure essi inconrano le
assie diIIicola nel conrarre nozze adeguae, poiche l'esperienza insegna che la prole di siIIai
geniori, disgraziai e poco doai, di solio, essa pure, disgraziaa, se non addiriura Irregolare.
Proprio da quesi eseplari di scaro della nosra Arisocrazia i grandi Tuuli e Sedizioni
delle epoche passae hanno generalene deriao i loro capi, con conseguenze alene dolorose
che una inoranza sepre crescene dei nosri oini di Sao piu lungiirani del parere che
prescrierne la soppressione oale sarebbe in Iondo un ao di era piea; essi propongono che ui
coloro che non superano l'Esae Finale all'niersia siano o iprigionai a ia, o eliinai con
una ore indolore.
Ma ecco che i colgo a Iare una digressione nel capo delle Irregolaria, aeria d'ineresse
ano iale da richiedere un paragraIo a pare.
. - Sulle Figure Irregolari
Nelle pagine precedeni ho dao per sconao Iorse arei douo speciIicarlo all'inizio
Iacendone un ben disino e Iondaenale assioa che ogni essere uano della Flalandia una
Figura Regolare, ossia di cosruzione regolare. oglio dire con queso che non basa che una
Donna sia una linea, dee essere una linea rea; Arigiani e Soldai deono aere due lai uguali; i
Coerciani deono aere re lai uguali; gli Aocai classe a cui io uilene apparengo
quaro lai uguali, e, in genere, in ogni Poligono ui i lai deono essere uguali.
Le diensioni dei lai dipendono nauralene dall'ea dell'indiiduo. na Feina appena
naa isurera un paio di cenieri di lunghezza, enre una Donna di una cera saura pora
arriare ai rena cenieri. uano ai Maschi di ogni classe, si puo dire approssiaiaene che
la lunghezza oale dei lai di un adulo, se si Ia la soa, di sessanacinque cenieri o poco
piu. Ma ora non parlo della isura dei nosri lai. Parlo della loro uguaglianza; e non c' bisogno di
riIleere roppo per capire che ua la ia sociale della Flalandia riposa sul Iao Iondaenale che
la Naura uole che ue le Figure abbiano i lai uguali.
Se aessio i lai disuguali, anche i nosri angoli porebbero essere disuguali. Non
baserebbe piu asare o aluare a isa un solo angolo per deerinare la Iora di un indiiduo;
bisognerebbe isurare ui gli angoli, uno per uno, procedendo a asarli. Ma la ia sarebbe roppo
cora per un siile Iasidioso brancolaeno. Perirebbe iediaaene ogni Scienza e Are di
Riconoscieno a isa; e il asare, nella isura in cui un'are, non sopraierebbe per olo
epo; ogni conao uano dierrebbe pericoloso o ipossibile; sarebbe la Iine di ogni Iiducia, di
ogni preisione; nei piu eleenari rappori sociali nessuno si senirebbe piu sicuro; in una parola,
la ciila ricadrebbe nella barbarie.
Corro roppo Mi seguono i iei Leori in quese oie conclusioni Senza dubbio un
oeno di riIlessione, e un solo esepio rao dalla ia di ogni giorno, baseranno a conincere
ui che il nosro iniero sisea sociale Iondao sulla Regolaria, oero sull'guaglianza degli
angoli. Dunque, poniao che inconriae due o re Coerciani per israda, e che li riconosciae
subio per ali dopo uno sguardo ai loro angoli e ai loro lai che si Ianno ia ia piu sIuai; e che
quindi li iniiae a pranzo a casa osra. Oggi coe oggi, queso poee Iarlo in perIea sicurezza,
perche ui conoscono, con un'approssiazione di due o re cenieri, l'area occupaa da un
Triangolo adulo: a supponee che il osro Coerciane si rascini, diero al suo erice
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regolare e rispeabile, un Parallelograa con una diagonale di enoo o rena cenieri: coe
i regolerese con un siile osro incasrao nella pora di casa osra
Ma oIIendo l'inelligenza dei iei Leori coninuando cosi a spiegare cose che saranno piu
che eideni a chiunque goda i anaggi di abiare in Spacelandia. oio che in circosanze ano
Iunese isurare un angolo solo non baserebbe piu: si passerebbe la ia a asare o a ispezionare il
periero dei propri conosceni. ia ora le diIIicola per eiare una collisione in una Iolla sono ali
da eere alla proa la sagacia perIino di un uadrao isruio; a se nessuno poesse Iidarsi della
Regolaria di una sola Figura che inconra, non ci sarebbe piu alro che caos e conIusione, e il
inio allare causerebbe seri danni, o se per caso Iossero preseni Donne o Soldai agari
anche una considereole perdia di ie uane.
Percio l'Opporunia collabora con la Naura nell'ipriere il sigillo della sua approazione
sulla Regolaria di conIorazione: ne la Legge riasa indiero nel secondare i loro sIorzi.
Irregolaria di Figura ha da noi lo sesso signiIicao, o anche peggiore, che ha da oi una
cobinazione di sorura orale e di criinalia, ed raaa di conseguenza. ero che non
ancano alcuni propagaori di paradossi, i quali sosengono che non si dee posulare una
connessione Ira l'Irregolaria geoerica e quella orale. L'Irregolare dicono sin dalla nascia
guardao con sospeo dai suoi sessi geniori, deriso dai Iraelli e dalle sorelle, rascurao dai
doesici, schernio e enuo in dispare dalla sociea, olre che escluso da ogni poso di
responsabilia e di Iiducia, e da ogni aiia produia. Ogni sua ossa rigidaene soregliaa
dalla polizia Iin quando diena aggiorenne e si soopone a un'ispezione; e allora, o lo si eliina,
se si scopre che supera il argine sabilio di deiazione, oppure lo si seppellisce io in un uIIicio
goernaio coe ipiegao di seia classe; gli si proibisce di conrarre nozze; lo si obbliga a
laorare coe uno schiao a un'occupazione pria d'ineresse e con uno sipendio iserabile; lo si
cosringe a sare a pensione presso l'uIIicio, e a passare anche le acanze soo srea soreglianza.
Coe si Ia a supirsi se la naura uana, anche la igliore e la piu pura, si aareggia e si corrope
in ali condizioni.
Argoenazioni piu che ragioneoli; a non riescono a coninceri, coe non hanno
conino i nosri Saisi piu saggi, che i nosri anenai abbiano errao sabilendo coe assioa
poliico che la olleranza dell'Irregolaria incopaibile con la sicurezza dello Sao. Non ci sono
dubbi che la ia di un Irregolare sia una ia graa; a che sia cosi lo richiedono gli ineressi della
aggioranza. Che ne sarebbe delle ari della ia se si pereesse a un uoo con un daani
riangolare e un didiero poligonale di esisere e di propagare una discendenza ancor piu Irregolare
Si doranno Iorse alerare ue le case, le pore e le chiese di Flalandia per Iar luogo a ali osri
Si dora chiedere ai nosri biglieai di isurare il periero di ui, uno per uno, pria di
consenirne l'accesso in un earo o in una sala di conIerenze Si dora esenare un Irregolare dal
Serizio Miliare E se no, coe si Iara a ipedirgli di seinare la roina ra le Iile dei suoi
coilioni Ancora, quali irresisibili enazioni di iposure Iraudolene debbono Iaalene
assediare una creaura siile Che gli ci orrebbe a enrare in un negozio presenando il suo daani
poligonale e ordinare a un Coerciane Iiducioso erci in quania illiiaa Lasciao pure che
gli aocai di una Filanropia a oro cosi chiaaa insisano quano ogliono per l'abrogazione
delle Leggi Penali sugli Irregolari; quano a e, non ho ai conosciuo un Irregolare che non Iosse
anche quello che Naura olea che Iosse: un ipocria, un isanropo, e, per quano ne aesse la
possibilia, un perperaore di ogni genere di isIai.
Non che io sia prono a sooscriere oggi coe oggi le isure esree adoae in alcuni
Sai, doe un neonao il cui angolo preseni una deiazione dalla noralia di appena ezzo grado
iene soariaene eliinao all'ao della nascia. Abbiao esepi di uoini ra i piu nobili e
capaci, uoini a ole di auenico genio, che si sono roai a loare, nei prii anni, conro
deiazioni perIino di quaranacinque inui prii, e anche piu: e la perdia delle loro ie preziose
sarebbe saa un danno irreparabile per lo Sao. L'are poi della edicina ana alcune delle sue
conquise piu Iulgide nelle copressioni, esensioni, rapanaure, collegaeni, e alre operazioni
chirurgiche o dieeiche grazie alle quali l'Irregolaria saa curaa in pare o del uo. Auspicando
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perano una Jia Media, non orrei sabilire una linea di dearcazione nea e assolua; a
proporrei piuoso che se, al oeno in cui di solio il conorno si sa incoinciando ad assesare,
il responso della Coissione Medica dice che la guarigione poco probabile, il rapollo
Irregolare sia olo di ezzo, pieosaene e in odo indolore.
. Sullantica pratica della Pittura
Se i iei Leori i hanno seguio con aenzione Iino a queso puno, non si sorprenderanno
alla noizia che in Flalandia la ia abbasanza onoona. Non oglio dire, nauralene, che
laggiu non i siano baaglie, cospirazioni, uuli, Iazioni e ui quegli alri Ienoeni che, a
quano si riiene, rendono ineressane la Soria; e non orrei neanche aIIerare che il nosro srano
iscuglio di problei di ia e di problei di Maeaica, susciando coninuaene congeure e
iediae eriIiche, non dia alla nosra esisenza una iacia, un sapore di cui oi, in Spacelandia,
non poee renderi cono. Se adesso dichiaro che da noi la ia onoona, parlo da un puno di
isa eseico e arisico; e dal puno di isa dell'eseica e dell'are lo eraene, assai.
E coe porebbe essere alrieni, quando uo quel che si ede, ogni paesaggio, ogni
onueno sorico, e rirai, Iiori, naure ore, non sono alro che una Linea, con nessun'alra
ariane che dierse gradazioni di lucenezza e di opacia
Non sepre sao cosi. Se dobbiao credere alla radizione, una sola ola, in un periodo
di una ezza dozzina di secoli o piu, il Colore geo uno splendore ransiorio sulle ie dei nosri
progeniori piu lonani. n ale un Penagono il cui noe iene raandao in Iore dierse
scopri per caso le coponeni dei colori piu seplici, nonche un eodo rudienale di piura; e si
raccona che coinciasse dappria con la decorazione della propria casa, poi con quella dei suoi
schiai, poi di suo padre, dei suoi Iigli e nipoi, e da ulio di se sesso. I anaggi e la bellezza dei
risulai Iurono subio chiari a ui. Dounque Croaise poiche le Ioni piu degne di Iiducia
concordano nel chiaarlo con queso noe olgesse il suo conorno ariegao, subio airaa
l'aenzione e iponea il rispeo. Nessuno aea bisogno di asarlo; nessuno scabiaa il suo
daani col suo didiero; ogni suo oieno era percepio subio dai icini, senza il inio sIorzo
per le loro Iacola deduie; nessuno cozzaa conro di lui, ne eiaa di cedergli il passo; alla sua
oce era rispariaa la Iaica di quell'esenuane eissione ediane la quale noi uadrai e
Penagoni incolori siao spesso cosrei a proclaare la nosra idenia quando ci uoiao in
ezzo a una Iolla di Isosceli ignorani.
La oda dilago coe un incendio. Pria che Iosse passaa una seiana, ogni uadrao e
Triangolo del disreo aea seguio l'esepio di Croaise, e solo pochi Ira i Penagoni piu
conseraori coninuaano a ener duro sulle loro posizioni. Dopo un ese o due persino i
Dodecagoni Iurono conagiai dall'innoazione. Non era passao un anno, che l'abiudine era
dilagaa Ira ui, con la sola eccezione della nobila piu ala. Non c' bisogno di dire che ben preso
l'uso si Iece srada dal disreo di Croaise alle regioni circosani; e nello spazio di due
generazioni nessuno Iu piu incolore in ua la Flalandia, con l'eccezione delle Donne e dei Prei.
ui la Naura sessa parea ergere una barriera, ed esigere che l'innoazione non Iosse
esesa a quese due classi. La ulilaeraia era il preeso principale degli innoaori. Disinzione
di lai copora, secondo Naura, disinzione di colori: queso era il soIisa che in quei giorni
passaa di bocca in bocca, conerendo di colpo cia iniere alla nuoa oda. Ma era chiaro che un
ale assioa non riguardaa ne i nosri Prei, ne le Donne. uese aeano un lao solo, e percio se
di plurale, pedanescaene, si dee parlare erano sen:a lati. uelli aleno quando riendicaano
la preesa di essere in reala dei Circoli auenici, e non dei seplici Poligoni di classe eleaa,
doai di un nuero inIiniaene grande di lai inIiniaene piccoli aeano l'abiudine di
anarsi al conrario delle Donne, che lo aeeano a seno, laenandosene di non aer lai
neanche loro; di godere inece della Ioruna di un Periero cosiuio da una Linea sola, oero, in
alre parole, di aere una CirconIerenza. Percio quese due classi non edeano alcuna consisenza
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nel cosiddeo assioa secondo cui Disinzione di Lai coporerebbe Disinzione di Colori; e
quando ui gli alri si Iurono arresi al Iascino della decorazione corporea, solo i Prei e le Donne
riasero ondi dalla conainazione della ina.
Chiaaeli pure iorali, licenziosi, anarchici, aniscieniIici, uo quello che olee... a
da un puno di isa eseico, quei giorni anichi della Rioluzione del Colore Iurono l'inIanzia
gloriosa dell'Are in Flalandia un'inIanzia, ahi, che non auro ai in irilia, che anzi non
raggiunse neeno il Iiore della gioinezza. iere era allora una delizia di per se, perche iere
olea dire edere. Anche in un piccolo raenieno, la copagnia era un piacere per gli occhi;
l'esuberane ariea di ine del pubblico di una chiesa o di un earo si dice abbia disrao piu di una
ola i nosri predicaori igliori e gli aori piu esperi; a piu aIIascinane di uo si dice Iosse la
agniIicenza inespriibile di una paraa iliare.
La isa di eniila Isosceli in Iorazione di baaglia che eseguiano un iproiso
dieroIron sosiuendo il nero inenso delle loro basi con l'arancione e la porpora dei due lai che
racchiudono il loro angolo acuo; la ilizia dei Triangoli Equilaeri in ricolore, bianco, rosso e blu;
il aue, l'olreare, l'arancione e l'abra bruciaa dei uadrai Ariglieri che roeaano eloci
inorno ai loro cannoni erigli; i guizzi e i barbagli dei Penagoni e degli Esagoni a cinque e a sei
colori, che correano da un poso all'alro solgendo le loro Iunzioni di chirurghi, geoeri e
aiuani di capo: uo queso de'essere sao ale da rendere credibile il celebre aneddoo secondo
cui un illusre Circolo, sopraIIao dall'arisica bellezza delle Iorze ai suoi coandi, arebbe geao
ia il suo basone di aresciallo e le sue decorazioni, esclaando che d'allora in poi egli li arebbe
scabiai con il pennello dell'arisa. Il linguaggio e il ocabolario sessi del epo sono una
parziale esionianza della splendida, raIIinaa sensualia che allora ebbe a regnare sorana. Si
direbbe che le espressioni piu couni usae dai piu odesi ciadini dell'epoca della Rioluzione
del Colore Iossero soIIuse di sIuaure piu ricche di parola e di pensiero; e a quell'ra noi
dobbiao ancor oggi la nosra poesia piu ala, e quel po' di rio che a u'oggi puo roarsi nei
deai, piu scieniIici, dei nosri epi oderni.
. - Sul Progetto di Legge per il Colore niversale
Ma allo sesso epo le Ari dell'inelleo subiano una rapida decadenza.
Non essendo piu necessaria, l'Are del Riconoscieno a isa non si praicaa piu; e lo
sudio della eoeria, della Saica, della Cineica, e di alre aerie aIIini, enne ben preso
considerao superIluo, e cadde in disuso e in disisia persino presso la nosra niersia. L'Are
inIeriore del Tasarsi inconro rapidaene la sessa sore nelle nosre Scuole Eleenari. Allora le
Classi Isosceli, asserendo che gli Eseplari non erano piu usai ne necessari, e riIiuando di
presenare all'Isruzione Pubblica il radizionale ribuo delle Classi Criinali, auenarono di
giorno in giorno di nuero e di sIronaezza, Iori di queso aIIrancaeno dall'anico ribuo che, in
passao, aea auo la Iunzione, doppiaene saluare, di doare la loro naura bruale e di
assoigliare al epo sesso il loro nuero esorbiane.
n anno dopo l'alro i Soldai e gli Arigiani si isero ad aIIerare con crescene eeenza
e con parieni crescene ragione che non c'era una gran diersia Ira loro e la Classe piu ala dei
Poligoni, ora che essi si erano eleai al liello di quesi ulii ed erano in grado di aIIronare ue
le diIIicola e di risolere ui i problei della ia, ano Saici quano Cineici, ediane il
seplice procedieno del Riconoscieno di Colore. E non coneni dell'oblio naurale nel quale il
Riconoscieno a isa saa cadendo, si isero audaceene a solleciare il eo legale di ogni
Are onopolizzarice e arisocraica, e la conseguene abolizione di qualsiasi soenzione agli
sudi del Riconoscieno a isa, della Maeaica e del Tasarsi. Ben preso incoinciarono a
sosenere che, poiche il Colore, il quale era una seconda Naura, aea disruo la necessia delle
disinzioni arisocraiche, la Legge arebbe douo seguire lo sesso processo; e perano ui gli
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indiidui e ue le classi doeano essere riconosciui coe assoluaene uguali e godere degli
sessi dirii.
Di Irone all'indecisione e ai acillaeni degli Ordini superiori, i capi della Rioluzione si
spinsero ancora piu lonano con le loro richiese, e Iinirono per preendere che ue le classi, senza
escludere i Prei e le Donne, rendessero ugualene oaggio al Colore lasciandosi dipingere.
uando si obbieo che i Prei e le Donne non aeano lai, essi risposero che la Naura e
l'Opporunia concordaano nello sabilire che la ea aneriore di ogni essere uano ale a dire la
ea conenene l'occhio e la bocca doesse essere disinguibile da quella poseriore. Sooisero
perano a un'Asseblea generale e sraordinaria di ui gli Sai della Flalandia un Progeo di
Legge in cui si chiedea che la ea di ogni Donna conenene l'occhio e la bocca Iosse coloraa di
rosso, e l'alra ea di erde. I Prei arebbero douo essere dipini allo sesso odo: e cio di
rosso quel seicerchio di cui l'occhio e la bocca Iorano il puno cenrale, enre l'alro
seicerchio, quello poseriore, sarebbe sao dipino di erde.
Non era piccola la alizia conenua in quesa proposa, che per la eria non proenia da
un Isoscele nessun essere ano degradao arebbe ai pouo aere l'angolaria suIIiciene per
coprendere, non diciao concepire, un siile capolaoro di asuzia poliica a da un Circolo
Irregolare che, inece di essere eliinao durane la sua Ianciullezza, era sao desinao da una
sciocca indulgenza a recare la desolazione al suo paese e la disruzione a igliaia dei suoi seguaci.
Da un lao la proposa era saa calcolaa in odo da porare le Donne di ogni classe a
sosenere l'Innoazione Croaica; giacche per il Iao sesso di assegnare alle Donne i due
edesii colori dei Prei, i Rioluzionari garaniano loro che ognuna di esse, in cere posizioni,
arebbe auo l'aspeo di un Pree, e sarebbe saa raaa con la deIerenza e il rispeo
corrispondeni prospeia quesa che non arebbe ancao di ararre copao il Sesso
Feinile,
Ma puo darsi che per qualcuno dei iei Leori l'eenualia che Prei e Donne, con la nuoa
Legislazione, aessero un idenico aspeo, non sia chiara; in queso caso, una parola o due la
renderanno eidene.
Iaginae una Donna debiaene decoraa secondo il nuoo Codice; con la ea
aneriore con la ea cio che coniene l'occhio e la bocca rossa, e con la ea poseriore erde.
uardaela da un lao. Oiaene edree una linea rea, met rossa, met verde.
Ora iaginae un Pree, la cui bocca sia nel puno M, e il cui seicerchio aneriore AMB
sia quindi colorao in rosso, enre il suo seicerchio poseriore sia erde, cosi che il diaero AB
diida il erde dal rosso. Se oi osserae il rand'oo in odo da aere l'occhio sulla linea rea
doe cade il diaero che lo diide AB, quel che edree sara una linea rea CBD, una met
della quale CB sar rossa, e laltra BD verde. L'inera linea CD sara un po' piu cora, Iorse, di
quella di una Donna adula, e alle esreia sIuera aggiorene nell'indisino; a l'idenia dei
colori i darebbe un'iediaa ipressione di idenia di Classe, rendendoi incline a rascurare gli
alri paricolari. Se enee a ene la decadenza del Riconoscieno a isa che inacciaa la
sociea all'epoca della Rioluzione Croaica, e a cio aggiungee anche la cerezza che le Donne
arebbero rapidaene iparao a sIuare le proprie esreia in odo da iiare i Circoli, i sara
di cero eidene, io caro Leore, che la Proposa di Legge sul Colore ci Iece correre il gran
pericolo di scabiare un Pree per una gioane Donna.
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Iacile iaginare quano quesa prospeia sia parsa araene al Sesso Debole. Le Donne
si isero subio, Ielici, a iaginarsi la conIusione che ne sarebbe seguia. A casa arebbero
pouo udire segrei poliici ed ecclesiasici non desinai a loro a ai loro arii e Iraelli, e
arebbero persino pouo iparire ordini nel noe di un Circolo di rango sacerdoale; Iuori casa, la
chiassosa cobinazione di rosso e di erde, senza aggiune di alri colori, non arebbe cero
ancao di indurre in errori inIinii la gene coune, e, quano a deIerenza dei passani, le Donne
arebbero guadagnao quello che i Circoli arebbero perso. Riguardo poi agli scandali che si
sarebbero abbaui sulla Classe Circolare se le Iosse saa ipuaa la condoa Iriola e disdiceole
delle Donne, e al conseguene soerieno della Cosiuzione, non ci si poea cero aendere che
il Sesso Feinile si preoccupasse di considerazioni siIIae. Persino nelle Iaiglie dei Circoli le
Donne erano ue Iaoreoli al Progeo per il Colore niersale.
Il secondo obbieio che il Progeo si preIiggea era la graduale deoralizzazione degli
sessi Circoli. Nella generale decadenza inelleuale essi conseraano ancora l'anica chiarezza e
Iorza di discernieno. Abiuai, nelle loro Iaiglie Circolari, all'assenza oale del Colore, i Nobili
solano coliaano la Sacra Are del Riconoscieno a isa sin dalla pria inIanzia, con ui i
anaggi che deriaano da queso irabile esercizio dell'inelleo. E grazie a cio, Iino al giorno
della presenazione del Progeo per il Colore niersale, i Circoli non solano aeano anenuo
le proprie posizioni asenendosi dalla oda popolare, a aeano addiriura auenao il loro
poere di guida delle alre classi.
Ora, con queso diabolico Progeo di Legge, l'abile Irregolare, che coe ho spiegao dianzi
ne era il ero auore, si proponea da un lao di Iar crollare il presigio della erarchia,
obbligandola a sooeersi alla conainazione del Colore, e dall'alro di disruggere ogni sua
possibilia di doesico insegnaeno dell'Are del Riconoscieno a isa, in odo da indebolire
gli inellei priandoli dei loro inolucri puri e incolori. na ola iie del conagio croaico, i
Circoli padri e i Circoli Iigli si sarebbero deoralizzai a icenda. Solo orai per disinguere il
padre e la adre il piccolo Circolo si sarebbe roao daani a problei ai ad eserciare il suo
discernieno: problei, del reso, roppo spesso susceibili di essere alerai da iposure
aerne, col risulao di scuoere la Iede del Ianciullo in ogni logica conclusione. Cosi, per gradi, si
sarebbe esino il lusro inelleuale dell'Ordine dei Sacerdoi, e la oale disruzione di ogni
Legislazione Arisocraica, nonche la soersione delle nosre classi priilegiae, arebbero auo
ia libera.
. - Sulla repressione della ivolta Cromatica
L'agiazione per il Progeo di Legge sul Colore niersale coninuo per re anni; e per uo
quel periodo, Iino all'ulio isane, sebro che l'Anarchia Iosse desinaa a rionIare.
n iniero esercio di Poligoni, che si erano riunii per cobaere coe Soldai Seplici, Iu
oalene annienao da Iorze superiori di Triangoli Isosceli, enre i uadrai e i Penagoni
rianeano neurali. Cosa ancora piu grae, alcuni dei Circoli piu capaci caddero iie dell'ira
coniugale. InIerocie dagli odii poliici, in piu di una Iaiglia nobile le ogli si isero a
perseguiare i arii supplicandoli di cessare di opporsi al Progeo di Legge sul Colore; e alcune,
roando ane le loro preghiere, persero la esa e assacrarono ario e prole innocene,
inconrando anch'esse la ore nell'ao della carneIicina. docuenao che durane quel riennio
di agiazioni non eno di enire Circoli perirono in seguio a discordie doesiche.
E il pericolo in eria era grande. Parea che i Prei non aessero alra scela Iuorche la
sooissione o lo serinio, quando, iproisaene, il corso degli eeni enne radicalene
uao da uno di quegli incideni pioreschi che gli oini di Sao non dorebbero ai Iare a
eno di rascurare, e a ole agari di proocare, per l'inIluenza assurda, sproporzionaa, che
hanno sui senieni della plebe.
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Aenne che un Isoscele di ipo inIeriore, con un cerello che superaa a seno i quaro
gradi, roandosi a aneggiare per caso i colori del negozio di un Coerciane che egli aea
saccheggiao, si dipinse, o si Iece dipingere perche la soria ha piu ersioni, coi dodici colori di un
Dodecagono. Andando in piazza del Mercao, egli abbordo con oce conraIIaa una ragazza,
orIana di un nobile Poligono, di cui in passao egli aea solleciao inano l'aIIeo; e ediane una
serie di inganni un po' perche aiuao da un succedersi di Iorunae circosanze che sarebbe roppo
lungo riIerire, e un po' per la quasi incredibile leggerezza e la negligenza delle norali precauzioni
da pare dei pareni della sposa riusci a consuare il arionio. uando scopri la Irode che era
saa coessa nei suoi conIroni, l'inIelice Ianciulla si uccise.
Allorche la noizia di quesa ragedia si sparse da uno Sao all'alro, gli anii delle Donne
ne Iurono ioleneene scossi. La copassione per la senuraa iia, nonche la preisione di
inganni analoghi esi loro e alle loro sorelle e Iiglie Iecero si che considerassero ora il Progeo per
il Colore soo una luce oalene diersa. Non poche di esse si dichiararono senz'alro conerie
all'opposizione e, quano alle alre, basaa una solleciazione inia perche Iacessero alreano.
Cogliendo al olo quesa occasione Iaoreole, i Circoli si aIIrearono a conocare un'Asseblea
sraordinaria degli Sai; e olre alla solia guardia di Condannai essi si assicurarono la presenza di
un gran nuero di Donne reazionarie.
In ezzo a una area di Iolla senza precedeni, il ran Circolo di quei giorni a noe
Panociclo prese la parola e Iu Iischiao e ziio da cenoeniila Isosceli. Ma riusci a oenere il
silenzio dichiarando che da quel oeno in aani i Circoli arebbero dao inizio a una poliica di
Concessioni; essi inIai, cedendo ai desideri della aggioranza, arebbero acceao il Progeo per
il Colore. li schiaazzi si conerirono subio in applausi, ed egli inio Croaise, il Capo della
Sedizione, al cenro della sala, per riceere a noe dei suoi seguaci la sooissione della
erarchia. A queso puno segui un discorso, un capolaoro di reorica che duro quasi un'iniera
giornaa e al quale nessun riassuno puo rendere giusizia.
Con ono grae di aIIeaa iparzialia, Panociclo dichiaro che, dal oeno che si saa
per abbracciare Iinalene la RiIora oero l'Innoazione, era desiderabile che si desse un ulio
sguardo al periero dell'inero problea, ai suoi diIei coe ai suoi anaggi. Menre saa
aiando a poco a poco il discorso sui pericoli per i Coerciani, per le Classi ProIessionali e per
i eniluoini, egli Iece acere i ororii di proesa degli Isosceli raenando loro che,
nonosane ui quesi diIei, egli era disposo a sooscriere il Progeo di Legge, se queso Iosse
sao approao dalla aggioranza. Ma era chiaro che, ranne gli Isosceli, ui erano scossi dalle sue
parole, ed erano o neurali o conrari al Progeo.
Passando poi agli Operai, egli aIIero che i loro ineressi non doeano passare in
soordine e che, se inendeano acceare il Progeo di Legge sul Colore, arebbero aleno douo
Iarlo con un'idea ben chiara delle conseguenze. Parecchi di loro, disse, erano in procino di edersi
aessi alla classe dei Triangoli Regolari; alri speraano che quella disinzione, alla quale essi
sessi non poeano aspirare, occasse ai loro Iigli. uell'onoreole abizione arebbe douo ora
essere sacriIicaa. Con l'adozione uniersale del Colore, ogni disinzione sarebbe cessaa; la
Regolaria sarebbe saa conIusa con l'Irregolaria; lo siluppo arebbe dao luogo alla regressione;
in poche generazioni la Classe degli Operai sarebbe saa degradaa al liello di quella Miliare, se
non addiriura a quella dei Condannai; il poere poliico sarebbe sao nelle ani del piu grande
nuero, ale a dire delle Classi Criinali, che erano gia piu Iole di quelle dei Laoraori, e
arebbero preso soerchiao ue le alre Classi esse insiee, non appena si Iossero iolae le
consuee Leggi Copensarici della Naura.
n soesso ororio di approazione percorse le Iile degli Arigiani, e Croaise,
allarao, eno di Iarsi aani per aposroIarli. Ma si roo circondao di guardie e Iu cosreo a
acere, enre il ran Circolo, con poche parole appassionae, indirizzaa un appello conclusio
alle Donne, proclaando che, se il Progeo per il Colore Iosse passao, nessun arionio sarebbe
piu sao sicuro, e l'onore di ogni Donna sarebbe sao in pericolo; la Irode, l'inganno, l'ipocrisia
sarebbero dilagae in ogni casa; la Ielicia doesica arebbe condiiso il desino della
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Cosiuzione, sarebbe cio andaa rapidaene in roina. Piuoso che queso, grido enga la
ore.
A ali parole, che erano il segnale predisposo per l'azione, i Condannai Isosceli balzarono
sullo senurao Croaise e lo rapassarono; le Classi Regolari, aprendo le loro Iile, lasciarono
passare un'orda di Donne che, soo il coando dei Circoli, e Iacendo Irone col poseriore,
aanzarono, inisibili e inIallibili, sugli ignari soldai; anche gli Arigiani aprirono le Iile, iiando
l'esepio dei loro superiori. Fraano bande di Condannai bloccaano ui gli accessi con una
ipenerabile Ialange.
La baaglia, o eglio la carneIicina, Iu di bree duraa. razie all'abile sraegia dei Circoli
la carica di ogni Donna Iu quasi sepre Iaale e olissie esrassero il loro aculeo inao, prono
per un secondo eccidio. Ma non ci Iu bisogno di un secondo assalo; la plebaglia degli Isosceli Iece
il reso da sola. Sorpresi, senza piu un capo, aaccai di Irone da neici inisibili, e roandosi
l'uscia preclusa dai Condannai che aeano alle spalle, subio, secondo il loro solio, gli Isosceli
persero ogni presenza di spirio, e alzarono il grido di radieno. ueso segno il loro desino.
Ogni Isoscele, adesso, ide e seni un neico in ogni alro. Mezz'ora dopo non uno era riaso io
di quella asa oliudine; e i Iraeni di cenoquaranaila ebri della Classe Criinale,
rucidai l'uno dall'angolo dell'alro, aesaano il rionIo dell'Ordine.
I Circoli non persero epo per sIruare al assio la ioria. Rispariarono gli Operai,
a dopo aerli deciai. La Milizia degli Equilaeri enne subio chiaaa in azione; e ogni
Triangolo che si presasse con qualche Iondaeno al sospeo di Irregolaria Iu eliinao dalla
Core Marziale, senza la Ioralia di una isurazione esaa da pare della Coissione Sociale. Si
perquisirono le abiazioni delle Classi Miliari e Arigiane, con una serie di isie che duro per piu
di un anno; e durane queso periodo ogni cia, paese e illaggio Iu eodicaene epurao di
quell'eccedenza delle classi inIeriori che la negligenza del pagaeno del ribuo di Criinali alle
Scuole e all'niersia, nonche la iolazione delle alre Leggi Naurali della Cosiuzione della
Flalandia, aeano causao. Cosi l'equilibrio delle classi Iu riprisinao.
Non c' bisogno di aggiungere che da quel oeno in aani l'uso del Colore Iu abolio e il
possesso del edesio proibio. Si decise di punire con una pena seera persino l'ipiego di
qualsiasi parola che si riIerisse al Colore, Iacendo eccezione solo per i Circoli e per gli insegnani di
scienze qualiIicai. Alla nosra niersia solano, in alcuni dei corsi piu aanzai e piu esoerici
corsi che io sesso non ho ai auo il priilegio di Irequenare pare che si consena ancora un uso
parsionioso del Colore, allo scopo di illusrare alcuni dei problei piu coplessi della
Maeaica. Ma di queso parlo solo per senio dire.
Alrieni, in Flalandia, il Colore non esise piu. na sola persona iene, ossia il ran
Circolo in carca, conosce l'are di Iabbricarlo; ed lui che la raanda, sul leo di ore, al suo
Successore, e a lui solano. na sola Iabbrica lo produce; e perche il segreo non sia radio, gli
Operai sono eliinai una ola all'anno, e dei nuoi engono inrodoi. Tale il errore con cui
ancor oggi la nosra Arisocrazia ripensa ai giorni ano reoi delle agiazioni per il Progeo di
Legge sul Colore niersale.
. - Sui nostri Preti
epo di passare da quese noe brei e discorsie sulle cose della Flalandia al puno
cenrale di queso libro, cio alla ia iniziazione ai iseri dello Spazio. ueso il io
argoeno; uo quano si deo Iinora non sao che un seplice proeio.
Per quesa ragione sono cosreo a ralasciare parecchi puni di cui i lusingo di credere che
la spiegazione non sarebbe saa pria di ineresse per i iei Leori: per esepio, coe Iacciao a
uoerci e a Ierarci, benche prii di piedi; coe riusciao a dare sabilia a sruure di legno,
piera o aoni, benche nauralene siao prii di ani, ne ci possibile scaare Iondaena
coe Iae oi, ne uilizzare la pressione laerale della erra; coe la pioggia abbia origine negli
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ineralli Ira le nosre arie zone, cosi che le regioni seenrionali non ipediscono all'uidia di
precipiare su quelle eridionali; cosi pure la naura delle nosre colline e delle nosre iniere, dei
nosri alberi e dei nosri egeali, delle nosre sagioni e dei nosri raccoli; il nosro AlIabeo e il
nosro sisea di scriura, adao alle nosre aolee lineari; quesi, e ceno alri paricolari della
nosra esisenza Iisica debbo purroppo rascurare, e i accenno solo per dire ai iei Leori che la
loro oissione non deria da dienicanza da pare dell'auore, a dal suo rispeo per il epo di
chi legge.
Tuaia, pria di giungere al io legiio argoeno, non c' dubbio che i iei Leori si
aenderanno qualche cenno Iinale a proposio di quei pilasri e Iondaeni della Cosiuzione della
Flalandia, quei guardiani della nosra condoa e arbiri del nosro desino, oggeo di oaggio
uniersale e quasi di adorazione: deo dire che i riIerisco ai nosri Circoli o Prei
Sia ben chiaro che chiaandoli Prei non inendo queso erine nel signiIicao solano che
esso ha presso di oi. Da noi, i Prei sono gli Ainisraori di ogni AIIare, Are e Scienza;
dirigono le Indusrie, i Coerci, la uerra, l'Archieura, l'Ingegneria, l'Educazione, il oerno
dello Sao, la Legislazione, la Moralia, la Teologia; senza Iar nulla direaene, essi sono la
Causa di ogni cosa che alga la pena di Iare e che iene Iaa da alri.
Benche couneene ui coloro che sono chiaai Circoli siano rienui ali, alle classi piu
isruie noo che nessun Circolo un Circolo per daero, a solo un Poligono con un
grandissio nuero di lai piccolissii. ia ia che auena il nuero dei lai, un Poligono si
aicina a un Circolo; e quando il loro nuero daero grande, re o quaroceno per esepio,
esreaene diIIicile per il occo piu delicao riconoscere un angolo poligonale. Anzi, dorei dire
che saree diIIicile; perche, coe ho spiegao sopra, il Riconoscieno ediane il conao
sconosciuo nella piu ala sociea, e asare un Circolo sarebbe considerao un insulo graissio.
uesa consueudine, nella igliore sociea, di asenersi dal asare rende assai piu Iacile per un
Circolo anenere il elo di isero con cui, sin dalla piu enera ea, egli desidera aolgere la
naura esaa del suo Periero o CirconIerenza. Poiche il Periero edio di circa cenieri,
ne segue che in un Poligono di receno lai ogni lao non sara lungo piu di re illieri; e in un
Poligono di sei o seeceno lai quesi non sono piu lunghi del diaero della capocchia di uno
spillo in Spacelandia. Al ran Circolo in carica si aribuiscono sepre, a iolo di coresia,
dieciila lai.
L'ascesa nella scala sociale della progenie dei Circoli non incolaa, coe aiene Ira le
classi Regolari inIeriori, dalla Legge di Naura che liia l'aueno dei lai a uno per ciascuna
generazione. Se cosi Iosse, il nuero dei lai di un Circolo dipenderebbe da una era quesione di
pedigree e di arieica, e il quarocenonoanaseesio discendene di un Triangolo Equilaero
dorebbe sepre essere un Poligono a cinqueceno lai. Ma le cose non sanno cosi. Riguardo alla
Propagazione Circolare, la Legge di Naura ha due prescrizioni conrasani; la pria, che ia ia
che la razza ascende nella scala eoluia, ale eoluzione proceda con passo accelerao; la seconda,
che nella sessa isura la razza dieni eno proliIica. Di conseguenza raro roare un Iiglio nella
casa di un Poligono di quaro o cinqueceno lai, e counque roarne piu di uno ipossibile.
D'alro cano si dao il caso di un Iiglio di Poligono a cinqueceno lai che ne aea
cinquecenocinquana, o persino seiceno.
Anche l'Are conribuisce ad aiuare il processo dell'Eoluzione superiore. I nosri edici
hanno scopero il odo di ropere i piccoli e eneri lai di un Poligono, in Iasce della classe piu
eleaa e di riodellarne l'iniero Periero con ale precisione che a ole cero non sepre,
perche il procedieno non prio di seri pericoli a ole, dico, un Poligono di due o receno lai
sala due o receno generazioni, e in cero odo raddoppia in un colpo solo il nuero dei suoi
anenai e la nobila della sua discendenza.
Piu di un Ianciullo proeene iene sacriIicao in quesa aniera. Ne sopraiera si e no
uno su dieci. Eppure ano Iore l'abizione paerna Ira quei Poligoni che si roano, per cosi dire,
ai argini della Classe Circolare, che assai raro roare un Nobile in quella posizione sociale che
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abbia resisio alla enazione di eere il priogenio, pria che abbia occao il prio ese d'ea,
nell'Isiuo Circolare NeoTerapeuico.
Basa un anno per decidere del successo o del Iallieno. Con ogni probabilia, alla Iine di
queso periodo il piccolo ara auenao di una nuoa oba il nuero di quelle che gia aIIollano il
Ciiero NeoTerapeuico; a in cere rare occasioni un lieo coreo riconduce ai geniori esulani
il piccino, non piu Poligono, a Circolo, o per coresia deo ale: e un solo esepio di esio
Iorunao induce una oliudine di geniori Poligonali a sooporsi ad analoghi sacriIici doesici,
con ben diersa riuscia.
2. - Sulla dottrina dei nostri Preti
uano alla dorina dei Circoli, quesa puo riassuersi in una assia sola: Bada alla ua
ConIigurazione. Si rai di poliica, di dorina ecclesiasica o di orale, ogni loro insegnaeno si
propone coe scopo il iglioraeno della ConIigurazione indiiduale e colleia: con speciale
riguardo, nauralene, alla ConIigurazione dei Circoli, alla quale ogni alro scopo subordinao.
erio dei Circoli l'essere riuscii a soppriere quelle aniche eresie che induceano gli
uoini a sciupare energia e passione nella ana credenza che la condoa dipendesse dalla olona,
dall'applicazione, dall'esercizio, dall'incoraggiaeno, dalla lode, o da qualsiasi alra cosa che non
sia la ConIigurazione. Fu Panociclo l'illusre Circolo sopra ricordao coe il soIIocaore della
Riola del Colore il prio a conincere l'uania che la ConIigurazione Ia l'uoo; che se, per
esepio, siee nao Isoscele, a con due lai disuguali, Iiniree ceraene ale, a eno che non e
li Iacciae pareggiare; al quale scopo bisogna che andiae all'Ospedale Isoscele; allo sesso odo, se
siee un Triangolo, o un uadrao, o addiriura un Poligono, nao con qualche Irregolaria, bisogna
che i Iacciae porare in uno degli Ospedali Regolari per curare la osra alaia; alrieni
Iiniree i osri giorni nella Prigione di Sao, o soo l'angolo del Boia di Sao.
Tui gli errori o diIei, dalla piu piccola inIrazione alle regole della buona condoa Iino al
delio piu riproeole, Panociclo li aribui a qualche deiazione dalla perIea Regolaria della
ConIigurazione corporea, se non congenia, causaa Iorse da un uro riceuo in ezzo alla Iolla,
dall'aer rascurao di Iare un po' di esercizio o dall'aerne Iao roppo; o agari da un iproiso
cabiaeno di eperaura, che puo proocare un resringieno o una dilaazione in qualche
puno roppo sensibile del Periero. Percio, concluse quell'illusre FilosoIo, a un giudizio sereno,
buona e caia condoa non sono ragioni suIIicieni ne di lode, ne di biasio. InIai, coe si Ia a
lodare, ad esepio, l'inegria di un uadrao che diIenda onesaene gli ineressi del suo cliene,
quando la cosa da airare daero sarebbe la perIea esaezza dei suoi angoli rei O ancora,
perche biasiare un Isoscele ladro e bugiardo, quando si Iarebbe eglio a deplorare l'incurabile
disuguaglianza dei suoi lai
In eoria quesa dorina ineccepibile; a nella praica essa ha i suoi lai negaii. Nel caso
di un Isoscele, se il anigoldo obbiea che non puo Iare a eno di rubare a causa della propria
Irregolaria, oi risponderee che proprio per quella ragione, perche non puo Iare a eno di essere
di danno al prossio, oi, coe Magisrao, non poee Iare a eno di condannarlo all'eliinazione,
col che la quesione risola. Ma nelle piccole diIIicola doesiche, doe non il caso di parlare di
eliinazione o di ore, quesa eoria della ConIigurazione puo spesso riuscire ibarazzane; e io
deo conIessare che a ole, quando uno dei iei nipoini Esagonali, coe scusa per una
disobbedienza, i obbiea che un iproiso cabiaeno di eperaura ha nociuo al suo
Periero, e che io Iarei eglio a biasiare non lui, a la sua ConIigurazione, la quale puo essere
corroboraa unicaene da una buona dose di dolci sopraIIini, deo conIessare che, a lue di logica
non riesco a respingere le sue conclusioni, ne, all'ao praico, ad accearle.
Da pare ia roo che la cosa igliore sia coporarsi coe se una buona laaa di capo o
un buon casigo poesse aere qualche inIluenza laene e corroborane sulla ConIigurazione del
io nipoino; benche debba aeere di non aere argoeni a Iaore di quesa esi. In ogni caso,
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non sono il solo ad adoare queso sisea per disricari dal dilea, perche edo che oli dei
Circoli piu eleai, Iungendo da iudici nei ribunali, usano la lode e il biasio nei conIroni di
Figure Regolari e Irregolari; e so per esperienza che a casa loro, riproerando i Iigli, parlano di
giuso e di sbagliao con ana eeenza e passione coe se credessero che a quesi erini
corrispondano delle reala, e che una Figura uana sia eraene capace di scegliere Ira di essi.
Perseguendo con cosanza la loro poliica di Iare della ConIigurazione l'idea doinane di
ogni ene, i Circoli roesciano la naura di quel Coandaeno che in Spacelandia regola i
rappori Ira padri e Iigli. Da oi s'insegna ai Iigli a onorare i geniori; da noi a un oo si insegna a
onorare, subio dopo i Circoli che sono il principale oggeo dell'oaggio uniersale il nipoe, se
ne ha uno; o, se non ne ha, il Iiglio. Onorare, counque, non signiIica aIIao aere
indulgenza, a piuoso un riguardo reerene per i loro ineressi piu ali: e i Circoli insegnano
che il doere dei padri di subordinare i propri ineressi a quelli della poseria, cosi Iaorendo
ano il benessere dell'iniero Sao quano quello dei loro discendeni iediai.
Il puno debole nel sisea dei Circoli se pure un uile uadrao puo azzardarsi a parlare
di quano e Circolare coe se poesse conenere un eleeno di debolezza i sebra che si roi
nei loro rappori con le Donne.
Essendo della assia iporanza per la Sociea che le Nascie Irregolari siano scoraggiae,
ne deria che nessuna Donna, la quale abbia una qualunque Irregolaria nei suoi ascendeni, possa
essere una copagna adeguaa per chi desideri che la propria discendenza salga per gradi regolari
nella scala sociale.
Ora in un Maschio l'Irregolaria quesione di isure; a dal oeno che ue le Donne
sono Ree, e percio isibilene Regolari, per cosi dire, bisogna sudiare qualche alro ezzo per
accerare quella che porei chiaare la loro Irregolaria inisibile, ale a dire le loro poenziali
Irregolaria per quano riguarda l'eenuale prole. ueso acceraeno aiene ediane alberi
genealogici accuraaene enui, i quali sono cusodii e conrollai dallo Sao; e senza un
pedigree ceriIicao nessuna Donna puo sposarsi.
Ora qualcuno puo aer pensao che un Circolo Iiero della propria ascendenza e aeno a
una poseria che porebbe addiriura eer capo, un giorno, a un ran Circolo Iaccia piu
aenzione di ogni alro a scegliere una oglie senza acchia nel suo blasone. Ma non cosi. La
cura con cui si sceglie la oglie sebra diinuire ia ia che ci si innalza nella scala sociale.
Niene porebbe indurre un Isoscele abizioso, che nurisse speranze di eere al ondo un Iiglio
Equilaero, a prendere in oglie una Donna che annoerasse una sola Irregolaria Ira i suoi ai; un
uadrao o un Penagono, il quale sicuro che la sua Iaiglia in cosane ascesa, non Ia indagini
che adano piu in la della cinquecenesia generazione; un Esagono o un Dodecagono osra,
riguardo alla genealogia della oglie, una rascuranza anche aggiore; a si sa di un Circolo che
prese deliberaaene in oglie una Donna che aea auo un bisnonno Irregolare, e uo per ia
di una lucenezza lieeene superiore alla edia, o per il Iascino di una oce bassa, che da noi
ancor piu che da oi consideraa cosa eccellene nella Donna.
Marioni ano aenai sono, coe ci si porebbe aendere, serili, se pure non si
risolono in una nea Irregolaria o in una diinuzione di lai; a nessuno di quesi ali Iinora
risulao suIIiciene a ipediri. In un Poligono olo siluppao la perdia di qualche lao non si
noa Iacilene, ed a ole i si riedia con un'operazione ben Iaa nell'Isiuo NeoTerapeuico,
che ho descrio sopra; e i Circoli sono roppo proni a rassegnarsi all'inIecondia coe a una Legge
dell'eoluzione superiore. Eppure, se non si proedera ad arresare queso ale, la graduale
diinuzione della Classe Circolare porebbe Iarsi piu rapida in Iuuro, e puo darsi che non si sia
lonani dal giorno in cui, la razza non essendo piu in grado di produrre un ran Circolo, la
Cosiuzione della Flalandia debba crollare.
Mi iene ora alle labbra un'alra parola di aonieno, pur non sapendo Iacilene qual
riedio suggerire; riguarda, ancora, i nosri rappori con le Donne. Circa receno anni Ia il ran
Circolo decreo che, dal oeno che le Donne sono deIicieni nella Ragione a sorabbondani
nell'Eozione, non andaano piu raae coe esseri raziocinani, ne doeano piu riceere alcun
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ipo di educazione della ene. La conseguenza Iu che ad esse non si insegno piu a leggere ne a
aneggiare quel ano di Arieica che le eesse in grado di conare gli angoli del ario o dei
Iigli; ragion per cui le loro Iacola inelleuali sono enue decadendo ogni generazione di piu. E
queso sisea di noneducazione, o di quieiso Ieinile, coninua a prealere.
Il io iore che quesa poliica, benche naa con le igliori inenzioni, sia saa poraa
cosi aani da aere eIIei nocii sul Sesso Maschile.
Perche la conseguenza che, al puno in cui sanno ora le cose, noi Maschi siao cosrei a
condurre una specie di esisenza bilingue, orrei quasi dire bienale. Con le Donne, parliao di
aore, di doere, di giuso, di sbagliao, di piea, di speranza, e di alri concei
irrazionali ed eoii che non esisono, e la cui inenzione non ha alro scopo che il conrollo delle
esuberanze Ieinili; a Ira di noi, e nei nosri libri, abbiao un ocabolario copleaene
dierso, porei quasi dire un gergo. L'aore diena allora la anicipazione di anaggi; il
doere diena la necessia, o la conenienza; e alre parole sono rasIorae in queso
odo. Inolre daani alle Donne adoperiao un linguaggio che copora la assia deIerenza
erso il loro Sesso, ed esse sono coninissie che lo sesso ran Circolo non adorao da noi con
piu deozione di quano lo siano loro: a diero le spalle ui noi, ranne i gioanissii, le
consideriao, e ne parliao, coe poco piu che organisi prii di cerello.
Anche la nosra Teologia , nelle sanze delle Donne, copleaene diersa dalla nosra
Teologia alroe.
Ora il io uile iore che queso duplice esercizio, della lingua coe del pensiero,
Iinisca per iporre ai gioani un Iardello roppo pesane, soprauo quando, all'ea di re anni, essi
engono srappai alle cure aerne e si apprende loro a disiparare il ecchio linguaggio ranne
che per serirsene alla presenza delle loro adri e babinaie e a iparare inece il lessico e
l'idioa della scienza. ia nell'epoca auale i pare di disinguere una cera qual debolezza
nell'apprendieno delle eria aeaiche, se si Ia il conIrono con il piu robuso inelleo dei
nosri anenai di receno anni Ia. E non dico nulla del pericolo che ci sarebbe se un giorno una
Donna iparasse di nascoso a leggere e Iacesse parecipe il suo Sesso del risulao della leura
anche di un solo libro popolare; ne della possibilia che per l'indiscrezione o la disobbedienza di
qualche Ianciullo Maschio, siano rielai alla adre i segrei del dialeo logico. solo per
cobaere l'indebolieno dell'inelleo aschile che aIIido ques'uile appello alle piu ale
Auoria, acciocche riprendano in esae le disposizioni sull'Educazione Ieinile.
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PARTE II
ALTRI MONDI
nuovi e arditi mondi, Patria di tali genti.
3. - Comei una visione della Linelandia
Era il penulio giorno dell'anno illenoecenonoananoesio della nosra ra, e il
prio giorno della Lunga acanza. Essendoi ricreao Iino a arda ora con la eoeria, io
passaepo Iaorio, i ero riirao a riposare con in ene un problea non risolo. Nella noe
Ieci un sogno.
Mi idi daani una asa oliudine di piccole Linee Ree che, co'era naurale, presi per
Donne, escolae ad alri Esseri ancora piu piccoli e della naura di puni luinosi, che si
uoeano ui aani e indiero lungo un'unica Linea Rea, e, per quano poei giudicare, con la
sessa elocia.
A ineralli, enre si uoeano, eeeano un suono conIuso siile a un cingueio o a
un Irinire oleplice, poi inerropeano ogni oo, e allora uo era silenzio.
Aicinandoi a una delle piu grandi di quelle che credeo essere Donne, l'aposroIai, a
non riceei
risposa. n secondo e un erzo
appello riasero parieni ani. Perdendo
la pazienza daani a quella che i parea
illania inollerabile, i isi con la bocca
proprio daani alla bocca di lei, in odo da
ipedirle di uoersi, e ripeei la ia
doanda ad ala oce: Donna, che
signiIica quesa Iolla, e queso cingueio
srano e conIuso, e queso onoono
oieno aani e indiero, sepre lungo
la sessa Linea Rea.
Non sono una Donna
rispose la piccola Linea. Io sono il
Re dei Mondo. Tu piuoso, inruso,
coe hai Iao a penerare in
Linelandia, io Regno. A quesa
secca risposa, replicai chiedendo
scusa se aeo allarao o olesao
in alcun odo Sua Maesa; e dichiarandoi sraniero supplicai il Re di dari qualche inIorazione
sui suoi doini. Ma per oenere delle spiegazioni sui puni che piu 'ineressaano inconrai la
assia diIIicola; perche il Monarca non riuscia a non dare sepre per sconao che qualunque
cosa Iosse Iailiare a lui lo doesse essere anche a e, e che io siulassi l'ignoranza per prenderi
gioco di lui. Tuaia, a Iorza di insisere nelle doande, ne esrassi i Iai segueni.
Parea che queso poero, ignorane Monarca coe chiaaa se sesso Iosse conino
che la Linea Rea, che chiaaa il suo Regno, e nella quale passaa la sua esisenza, cosiuisse il
ondo iniero, anzi uo lo Spazio. Non poendo uoersi ne edere se non lungo la sua Linea
Rea, non concepia nien'alro all'inIuori di essa. Benche aesse udio la ia oce quando lo
aeo aposroIao la pria ola, i suoni lo aeano raggiuno in odo cosi conrario alla sua
esperienza che non aea risposo, non edendo nessuno, coe si espresse e senendo una oce
proeniene, per cosi dire, dalle ie iscere. Fino al oeno in cui aeo esso la bocca nel suo
Mondo, non i aea iso, ne aea senio alro che dei suoni conIusi che baeano conro quello
che io chiaao il suo lao, a che egli chiaaa il suo interno o stomaco, ne aea, neanche
adesso, la inia idea della regione donde proenio. Fuori del suo Mondo, o Linea, per lui c'era il
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uoo; anzi, neanche il uoo, perche queso iplica lo Spazio; diciao piuoso che niene
esisea.
I suddii, dei quali le piccole Linee erano gli oini e i Puni le Donne, erano ui
ugualene conIinai, nel oo e nella isa, in quell'unica Linea Rea, che era uo il loro Mondo.
Non c' bisogno di aggiungere che uo il loro orizzone si liiaa a un Puno; ne alcuno poea
ai edere alro che un Puno. oo, donna, babino, oggeo ogni cosa era un puno all'occhio
dell'abiane della Linelandia. Solo al suono della oce si poea disinguere il sesso o l'ea. Inolre,
dal oeno che ogni indiiduo occupaa per iniero il seniero sreo, per chiaarlo cosi, che
cosiuia il suo nierso, e nessuno poea sposarsi a sinisra o a desra per Iar srada ai passani,
ne seguia che nessun abiane della Linelandia poea sorpassarne un alro. na ola icini, icini
per sepre. Da loro il icinao era quel che da noi il arionio. I icini rianeano icini Iinche
la ore non li aesse separai.
na ia siile, in cui ogni isa si liiaa a un Puno, e ogni oo a una Linea Rea, i
sebraa di uno squallore inespriibile; e Iui sorpreso noando la iacia e l'allegria del Re.
Chiedendoi se Iosse possibile, in ezzo a circosanze ano sIaoreoli alle relazioni doesiche,
godere dei piaceri dell'unione coniugale, per qualche oeno esiai a inerrogare Sua Maesa su un
argoeno ano delicao; a alla Iine decisi di buari, e gli doandai di puno in bianco della
salue della sua Iaiglia. Le ie ogli e i iei Iigli rispose sanno bene e sono Ielici.
EserreIao da quesa risposa, poiche nelle iediae adiacenze del Monarca coe aeo
noao nel io sogno pria di enrare in Linelandia non c'erano che oini, i azzardai a
replicare. Perdonaei, a non riesco a iaginare coe Iaccia la Maesa osra a edere o ad
aicinare le loro Alezze Reali, dal oeno che c' aleno una ezza dozzina di indiidui che si
Irappongono sul caino, e olre i quali non si puo ne edere ne passare. E possibile che in
Linelandia non ci sia bisogno della coniguia per sposarsi o per generare Iigli.
Coe si Ia a chiedere una cosa cosi assurda replico il Monarca. Se daero Iosse coe
die oi, l'nierso reserebbe preso spopolao. No, no; l'unione non ha bisogno della icinanza; e
la nascia dei Iigli cosa roppo iporane per dipendere da un caso coe la coniguia. ueso
non poee ignorarlo. Pero, dal oeno che i copiacee di Iingeri ignorane, i isruiro coe se
Iose l'ulio babino della Linelandia. Sappiae dunque che i arioni si consuano ediane la
Iacola di eeere suoni, e ediane il senso dell'udio.
Sapee, nauralene, che ogni oo ha due bocche o oci cosi coe ha due occhi una
di basso a un'esreia e una di enore all'alra. Non dorei rilearlo, a non i riuscio di
disinguere la osra oce di enore durane la nosra conersazione. Risposi che io aeo una sola
oce, e che non i ero reso cono che Sua Maesa ne aesse due. ueso conIera la ia
ipressione disse il Re che oi non siae un oo, a una osruosia Ieinile con una oce
di basso e un orecchio oalene ineducao. Ma andiao aani.
Dao che la Naura sessa ha decreao che ogni oo prenda due ogli.... Perche due
chiesi io. Adesso sae esagerando con la osra aIIeaa ingenuia esclao lui. Coe Ia
un'unione ad essere copleaene aroniosa senza la cobinazione dei uaro in no, cio del
Basso e del Tenore dell'oo con il Soprano e il Conralo delle due Donne. Ma supponendo
dissi io che un oo preIerisca aere una oglie, o re. ipossibile, disse lui
inconcepibile coe inconcepibile che due piu uno Iaccia cinque, o che l'occhio uano possa
edere una Linea Rea. Io l'arei inerroo; a lui prosegui in queso odo:
A ea di ogni seiana una Legge di Naura ci cosringe a uoerci aani e indiero con
un oo riico di piu che insolia iolenza, che coninua per il epo che oi ipiegherese a
conare Iino a cenouno. Nel ezzo di quesa danza corale, alla cinquanunesia pulsazione, gli
abiani dell'nierso si arresano di boo, e ogni indiiduo eee il suo cano piu proIondo, piu
pieno, piu dolce. in queso oeno Iaidico che aengono i nosri arioni. Cosi squisio
l'adaaeno del Basso al Soprano, del Tenore al Conralo, che soene le Aae, benche a
eniila leghe di disanza, riconoscono subio la noa rispondene dell'Aane a loro desinao; e,
superando i eschini osacoli della lonananza, l'Aore unisce i re. Il arionio, consuao in
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quell'isane, da origine a una riplice prole Maschile e Feinile che prende il suo poso in
Linelandia.
Coe Sepre riplice dissi io. Dunque una Donna dee aer sepre dei geelli.
O Mosruosia dalla oce di Basso Si replico il Re. In quale alro odo si porebbe
anenere l'equilibrio dei Sessi se non nascessero due ragazze per ogni ragazzo orrese ignorare
l'AlIabeo sesso della Naura. S'inerruppe, l'ira lo aea lasciao senza Iiao; e passo qualche
epo pria che poessi indurlo a riprendere il suo raccono.
Nauralene non crederee che da noi ogni scapolo roi le sue copagne al prio
coreggiaeno in queso Coro Marioniale uniersale. Al conrario, la aggior pare di noi ripee
il procedieno ole ole. Pochi sono i cuori cui occhi la buona enura di riconoscere subio,
nella oce l'uno dell'alro, il copagno desinao loro dalla Proidenza, e di olare cosi a un
reciproco e perIeaene aronioso aplesso. Per la aggior pare di noi il coreggiaeno di
lunga duraa. Magari la oce del Coreggiaore si accorda con quella di una delle Iuure ogli, a
non con ue e due; o, in principio, con nessuna delle due; oppure puo darsi che il Soprano e il
Conralo non aronizzino perIeaene Ira di loro. In quesi casi la Naura ha proeduo a che
l'aronia degli Innaorai aueni con ogni Coro seianale. Ogni proa di oce, ogni nuoa
scopera di discordanza, induce quasi iperceibilene chi eno perIeo, sia lui o lei, a
odiIicare l'eissione ocale cosi da aicinarsi a quella di chi piu perIeo. E dopo oli
enaii e ole approssiazioni, Iinalene si raggiunge il risulao. Arria un giorno in cui ua
la Linelandia inona il consueo Coro Marioniale, i re innaorai lonani si roano d'un rao in
perIea aronia e, pria che se ne renda cono, il Terzeo coniugao rapio in un duplice
aplesso ocale; cosi la Naura si copiace di un. nuoo arionio e di re nuoe nascie.
4. - Sui miei vani tentativi di spiegare la natura della Flatlandia
Rienendo che Iosse giuno il oeno di Iar scendere il Monarca, dai suoi oli lirici, al
piano del senso coune, decisi di enare di schiudergli qualche barlue della eria, ale a dire
della naura delle cose nella Flalandia. Incoinciai cosi: Coe Ia osra Maesa a disinguere la
Iora e la posizione dei suoi suddii Da pare ia, pria di enrare nel osro Regno ho noao,
ediane il senso della isa, che alcuni osri suddii sono Linee e alri Puni, e che alcune delle
Linee sono piu grandi.... Sae parlando di una cosa ipossibile 'inerruppe il Re. Doee
aer auo una isione; perche scoprire la diIIerenza Ira una Linea e un Puno ediane il senso
della isa , per la naura delle cose e coe ognuno sa, ipossibile. Ma si puo scoprire ediane il
senso dell'udio, e con queso ezzo la ia Iora puo essere esaaene deerinaa.
Osseraei... io sono una Linea, la piu lunga della Linelandia, piu di quindici cenieri di
Spazio.... Di Lunghezza ebbi l'ardire di correggerlo. Sciocco disse lui. Lo Spazio
Lunghezza. Inerropeei un'alra ola e non parlero piu.
Io chiesi scusa; a lui coninuo in ono di scherno: Dal oeno che siee eragono alla
oce della ragione, seniree con le osre orecchie coe ediane le ie due oci io rieli la ia
Iora alle ie ogli, che in queso oeno si roano a dieciila chiloeri, seana eri e
sessanoo cenieri di disanza, l'una a Nord, l'alra a Sud. Ascolae, ora le chiao.
Cingueo, e poi coninuo in ono copiaciuo: In queso oeno le ie ogli, riceendo
il suono di una delle ie oci, subio seguio da quello dell'alra, e noando che la seconda le
raggiunge dopo un inerallo in cui il suono puo percorrere c 1,132, ne deducono che una delle
ie bocche di c 1,132 piu lonana da loro che l'alra, e in conseguenza sanno che la ia Iora
di c 1,132. Ma nauralene i renderee cono che le ie ogli non Ianno queso calcolo ogni
ola che senono le ie due oci. Lo hanno Iao, una ola per ue, pria che ci sposassio. Ma
potreero Iarlo in qualsiasi oeno. E allo sesso odo, ediane il senso dell'udio, io posso
dedurre la Iora di ogni io suddio Maschio.
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Ma, dissi io e se un oo con una delle sue due oci iiasse la oce di una Donna, o se
cauIIasse la sua oce Meridionale in odo da non Iarla riconoscere per l'eco di quella
Seenrionale Inganni consiili non possono causare grai inconenieni E aee i ezzi per
conrollare Irodi di queso genere, ordinando ai osri suddii icini di asarsi a icenda. uesa
nauralene era una doanda olo supida, perche il Tasarsi non sarebbe serio allo scopo; a
l'aeo posa col proposio di irriare il Monarca, e i riuscii alla perIezione.
Cosa grido inorridio. Spiegaei che olee dire. Tasarsi, occarsi, enrare in
conao risposi. Se per tastarsi disse il Re inendee aicinarsi ano da non lasciare piu
spazio Ira due indiidui, sappiae, Sraniero, che nei iei doini queso delio punibile con la
ore. E la ragione oia. Poiche la Iora di una Donna Iragile, e correrebbe il rischio di uscire
Iranuaa da un siile aicinaeno, lo Sao s'incarica di proeggerla; a dal oeno che non
possibile disinguere le Donne dagli oini ediane il senso della isa, la Legge ordina che
nessuno, ne oo ne Donna, sia aicinao ano da disruggere l'inerallo Ira chi si aicina e chi
iene aicinao.
E poi, quale porebbe essere lo scopo di ques'eccessio aicinaeno, illegale e
innaurale, che chiaae toccarsi, quando ue le Iinalia di un procedieno ano rozzo e bruale
engono conseguie in odo ano piu seplice e piu preciso dal senso dell'udio uano
all'eenualia che aee prospeao, del pericolo di un inganno, essa non esise: perche la oce, in
quano l'Essenza di ognuno, non si puo cabiare a olona. Ma insoa, supponee che io abbia
il poere di araersare le cose solide, cosi da poer penerare denro i iei suddii, l'uno dopo
l'alro, agari Iino al nuero di un iliardo, accerando le diensioni e la disanza di ciascuno
ediane il senso del ao: quano epo e quana energia si sprecherebbero con queso eodo
rozzo e ipreciso Menre adesso, sando in ascolo per un oeno, Iaccio, per cosi dire, il
censieno e la saisica locale, corporea, enale e spiriuale di ogni essere iene della
Linelandia. Ascolare, basa ascolare.
Cosi dicendo Iece una pausa e, coe in esasi, si ise in ascolo di un suono che non i
pare igliore del soile Irinire di un'incalcolabile oliudine di caallee lillipuziane.
ero, risposi io il osro udio i sere bene, e supplisce a parecchie delle osre
deIicienze. Ma conseniei di osserare che la osra ia in Linelandia de'essere di una
onoonia deploreole. Non edere alro che un Puno Non riuscire neeno a coneplare una
Linea Rea Anzi, non sapere neeno cosa sia, una Linea Rea edere, a essere prii di
quelle prospeie Lineari che sono accordae a noialri della Flalandia Cero eglio non aerlo
aIIao il senso della isa che edere ano poco i concedo che il io udio non ha le capacia
discriinarici del osro, perche per e quel concero di ua la Linelandia che i da un piacere
ano inenso, non alro che un cingueio o un Irinire oleplice. Ma io aleno sono in grado di
disinguere con la isa una Linea da un Puno. E se pereee e lo proo. Proprio pria di
enrare nel osro regno, i idi danzare da sinisra a desra, e poi da desra a sinisra; e nelle osre
iediae adiacenze c'erano see oini e una Donna a sinisra, e oo oini e due Donne a
desra. esao, si o no.
esao disse il Re per quano riguarda il nuero e il sesso, benche non sappia che cosa
ogliae dire con "desra" e "sinisra". Ma nego che abbiae iso quese cose. Coe arese inIai
pouo edere la Linea, cio l'inerno, di un oo Probabilene di quese cose aree senio
parlare, e poi aee sognao di aerle ise. E lasciae che i chieda che cosa inendee con quesi
erini "sinisra" e "desra". Iagino che sia il osro odo di dire Seenrionale e Meridionale.
No risposi io. Olre al osro oieno erso Seenrione e erso Meridione, c' un
alro oieno che chiao da desra a sinisra.
RE. Mosraeelo, se i garba, queso oieno da sinisra a desra.
IO. No, non posso, a eno che oi non usciae copleaene dalla osra Linea.
RE. Dalla ia Linea olee dire, dal Mondo Dallo Spazio
IO. Ebbene, si. Dal osro Mondo. Dal osro Spazio. Perche il osro Spazio non il ero
Spazio. Il ero Spazio un Piano; a il osro Spazio non che una Linea.
36
RE. Se non poee indicarlo copiendolo, queso oieno da sinisra a desra, allora i
prego di descrierelo a parole.
IO. Se non poee disinguere il osro Iianco desro da quello sinisro, eo di non aer
parole che possano renderi chiaro quello che inendo. Ma non saree all'oscuro di una disinzione
ano seplice.
RE. Non i capisco aIIao.
IO. Ahi Coe spiegari uando i uoee lungo una sessa rea, non i iene ai in
ene che Porese uoeri in qualche alro senso, in odo ale che il osro occhio guardi nella
direzione che in queso oeno Ironeggia il osro lao In alre parole, inece di uoeri
sepre nella direzione di una delle osre esreia, non proae ai il desiderio di uoeri nella
direzione, per cosi dire, del osro lao
RE. Mai. E che ai olee dire Coe Ia l'inerno di un oo a Ironeggiare una
qualsiasi direzione E coe Ia un oo a uoersi nella direzione del suo inerno
6
IO. Be', allora, dal oeno che le parole non riescono a spiegare la quesione, proero
quano dico con i Iai: usciro gradualene dalla Linelandia, nella direzione che desidero indicari.
A quese parole incoinciai a irare il io corpo Iuori della Linelandia. Finche l'ulia pare
di e riase nei suoi doini e nel raggio della sua isa, il Re coninuo a dire ecciao: i edo, i
edo ancora: oi non i sposae aIIao.
Ma quando Iinalene Iui uscio dalla sua linea, egli grido con la sua oce piu acua: sania;
ora. Non sono oro replicai io. Sono sepliceene Iuori della Linelandia, ale a dire,
Iuori della Linea Rea che oi chiaae Spazio; sono cio nel ero Spazio, doe posso edere le
cose coe sono in reala. E in queso oeno posso edere la osra Linea, o lao, o inerno, coe
i piace di chiaarlo; e posso anche edere gli oini e le Donne a Nord e a Sud di oi, anzi e li
oglio enuerare, descriendone l'ordine, le diensioni e l'inerallo Ira l'uno e l'alro.
Dopo aer Iao quel che aeo deo per un cero epo, esclaai in ono di rionIo: Siee
persuaso, Iinalene. E con queso rienrai in Linelandia, riprendendo la posizione di pria.
Ma il Monarca rispose: Se Iose un oo di senno benche non aendo, a quano pare, che
una sola oce, i sebra Iuor di dubbio che non siee un oo a una Donna, dunque, se aese
una paricella di senno, darese ascolo alla ragione. oi i chiedee di credere che i un'alra
Linea olre quella indicaa dai iei sensi, e un alro oo olre quello di cui i rendo cono ogni
giorno. In cabio, io i chiedo di descrieri a parole o di indicari col oo quell'alra Linea di
cui parlae. Inece di sposari, i liiae a Iare sIoggio di una qualche are agica per sparire e
riornare isibile; e inece di una lucida descrizione del osro nuoo Mondo, i enie
sepliceene a racconare il nuero e le diensioni di una quaranina dei iei suddii, che sono
cose noe a ogni Ianciullo della ia capiale. Si puo concepire nulla di piu sIronao o irrazionale
Riconoscee la osra Iollia o allonanaei dai iei doini.
Furioso per la sua pericacia, e soprauo indignao per la sua preesa di ignorare il io
sesso, lo ribeccai senza isurare i erini: Essere abbruio i rienee la perIezione
dell'esisenza, enre in reala siee quano di piu debole e iperIeo ci sia al ondo. Preendee di
edere, e non edee alro che un Puno i anae di dedurre l'esisenza di una Linea Rea; a io
le posso vedere, le Linee Ree, e sono in grado di dedurre l'esisenza di angoli, Triangoli, uadrai,
Penagoni, Esagoni e persino di Circoli. Perche sprecare alro Iiao i basi sapere che io sono il
copleaeno del osro essere incopleo. oi siee una Linea, a io sono una Linea di Linee,
6
interno. chiaro che per un essere onodiensionale lao e inerno sono la sessa cosa .d.T..
3
che al io paese si chiaa un uadrao: e pensae che anche io, per quano inIiniaene superiore
a oi, non cono che poco o nulla Ira i grandi nobili della Flalandia, donde sono enuo a isiari,
nella speranza di illuinare la osra ignoranza.
dendo quese parole il Re aanzo erso di e con un grido inaccioso, coe per
rapassari la diagonale; e in quello sesso oeno da iriadi dei suoi suddii si alzo un ienso
grido di guerra, la cui iolenza coninuo a crescere Iinche da ulio i pare rialeggiare col
Iragore di un esercio di cenoila Isosceli, e con l'ariglieria di ille Penagoni. Aonio e
iobile, non riuscio a parlare ne a uoeri per eiare la disruzione iinene; e il ruore
coninuaa a crescere di olue, e il Re ad aicinarsi, quando il capanello della colazione i
deso, riporandoi alla reala della Flalandia.
5. - Su di uno Straniero venuto dalla Spacelandia
Dai sogni passo ai Iai.
Era l'ulio giorno del illenoecenonoananoesio anno della nosra ra. Il iccheio
della pioggia aea annunciao da epo il raono; e io sedeo

in copagnia di ia oglie,
riIleendo sugli aenieni del passao e sulle prospeie dell'anno nuoo, del secolo nuoo, del
nuoo Millennio.
I iei quaro Iigli e i due nipoi orIani si erano riirai nelle loro arie sanze; e solano ia
oglie resaa con e ad assisere alla Iine del ecchio Millennio e all'inizio di quello nuoo.
Ero assoro nei iei pensieri. Riuginao Ira e e e alcune parole che erano uscie per
caso dalla bocca del io nipoino piu piccolo, un proeenissio Esagono di lucenezza
inconsuea e di perIea angolaria. I suoi zii e io gli aeao Iao la solia lezione praica di
Riconoscieno a isa, ruoando sul nosro cenro, ora rapidaene, ora piu piano, e
inerrogandolo sulle nosre posizioni; e le sue rispose erano sae cosi soddisIaceni che i aeano
indoo a ricopensarlo iparendogli qualche eleeno di Arieica applicaa alla eoeria.
Aeo preso noe uadrai, ciascuno di un ceniero di lao, e li aeo coposi in odo
da Iorare un uadrao grande, con il lao di re cenieri, e cosi aeo diosrao al io nipoino
che, sebbene Iosse per noi ipossibile vedere l'inerno del uadrao, pure poeao accerare il
nuero dei cenieri quadrai di un uadrao sepliceene eleando al quadrao il nuero di
cenieri del lao: e cosi, aeo deo sappiao che 3
2
, o , rappresena il nuero dei
cenieri quadrai di un uadrao che abbia il lao di 3 cenieri di lunghezza.
Il piccolo Esagono edio un poco su quesa aIIerazione e poi i disse: Ma u i hai
insegnao a innalzare i nueri alla erza poenza: anche 3
3
ara dunque un signiIicao in eoeria;
qual queso signiIicao. Nessun signiIicao, risposi io aleno, non in eoeria; perche la
eoeria non ha che Due Diensioni. E quindi i isi a osrare al Ianciullo coe un Puno,
sposandosi lungo un percorso di re cenieri, Iori una Linea di re cenieri, che si puo
rappresenare con 3; e coe una Linea di re cenieri, sposandosi parallelaene a se sessa
lungo un percorso di re cenieri, Iori un uadrao di re cenieri per ogni lao, che si puo
rappresenare con 3
2
.
A queso il io nipoino, ornando alla sua ipoesi di pria, e prendendoi alquano di
sorpresa, esclao: Bene, allora, se un Puno, sposandosi di re cenieri, Iora una Linea di re
cenieri rappresenaa da 3, e se una Linea Rea di re cenieri, sposandosi parallelaene a se
sessa, Iora un uadrao di re cenieri per lao, rappresenao da 3
2
, dee seguirne che un
uadrao di re cenieri per lao, sposandosi in qualche odo parallelaene a se sesso a non

uando dico sedeo chiaro che non oglio indicare un cabiaeno di posizione analogo a quello che oi nella
Spacelandia inendee con quesa parola; perche, dal oeno che noi non abbiao piedi, non possiao ne sederci
ne sare in piedi nel osro senso della parola piu di quano Iaccia una delle osre sogliole. Puruaia, noi
riconosciao benissio i diersi sadi della olona corrispondeni al giacere, al sedere e allo sare in piedi ;
sadi di olona che Iino a un cero puno sono indicai a chi guarda da un leggero aueno di lucenezza corrispondene
all'aueno di olizione. Ma su queso puno, cosi coe su ille alri siili, il epo i ipedisce di dilungari.
3
edo coe debba Iorare un ualcos'alro a non edo cosa di re cenieri per ogni senso e
queso sara rappresenao da 3
3

ai a leo dissi io, un po' seccao da quesa inerruzione. Se u dicessi cose eno
insensae, ricorderesi di piu quelle che hanno un senso.
Cosi il io nipoino era scoparso, ogio ogio; e io e ne sao a sedere accano a ia
oglie, sIorzandoi di Iorulare un'iagine rerospeia dell'anno 1 e di anicipare le
possibilia dell'anno 2, a non riuscio ancora del uo a liberari dai pensieri susciai dalle
chiacchiere del io brillane piccolo Esagono. Nella clessidra che segnaa le ezze ore non
rianeano che pochi granelli di sabbia. Riscuoendoi dalle ie Ianasicherie, la olai erso il
Nord per l'ulia ola nel ecchio Millennio; e cosi Iacendo, esclaai ad ala oce: uel ragazzo
uno sciocco.
Subio aerii una Presenza nella sanza, e un Iiao gelido i araerso con un briido ua
la persona. Niene aIIao, esclao ia oglie e u inIrangi i Coandaeni insulando cosi il
uo nipoino. Ma non le di rea. Mi guardai inorno in ogni direzione, a non riuscii a eder
nulla; eppure coninuao a sentire una Presenza, e reao enre il Ireddo soIIio riornaa. Mi
alzai. Che c' disse ia oglie. Non ci sono correni d'aria; che sai cercando Non c' niene.
Non c'era niene; e i riisi a sedere ornando ad esclaare: uel ragazzo uno sciocco, dico 3
3
non puo aere alcun signiIicao in eoeria. Subio arrio una risposa disinaene perceibile:
II ragazzo non uno sciocco; e 3
3
in eoeria ha un signiIicao eidene.
Anche ia oglie aea udio le parole, benche non ne aesse copreso il signiIicao, e
ui e due balzao in direzione della oce. uale non Iu il nosro orrore quando ci edeo
daani una Figura A pria isa ci pare una Donna, isa di lao; a un oeno di
osserazione baso a osrari che le sue esreia sIuaano in odo roppo sensibile per
un'apparenene al Sesso Feinile. L'arei rienuo un Circolo, a le sue diensioni sebraano
cabiare in odo ipossibile per un Circolo o per qualunque alra Figura Regolare di cui aessi
auo esperienza.
Ma ia oglie non aea ne la ia esperienza, ne la Ireddezza necessaria a noare quese
caraerisiche. Con la solia Irea e con la solia irragioneole gelosia del suo Sesso, olo subio
alla conclusione che una Donna Iosse peneraa in casa da qualche piccola aperura. Di doe iene
quesa persona chiese. Caro, i aei proesso di non Iar aprire enilaori nella casa nuoa.
Ma non ce ne sono, dissi io e cosa i Ia pensare che queso esraneo sia una Donna Con la ia
Facola di Riconoscieno a isa edo che.... Oh, la ua Facola di Riconoscieno a isa,
Iigurai rispose lei. "Tasare credere", e "na Linea Rea al occo, ale un Circolo alla isa".
Erano due Proerbi olo couni Ira il Sesso Debole della Flalandia.
Be', dissi io, perche aeo paura di irriarla se cosi de'essere, chiedi che si preseni.
Con le sue aniere piu coresi, ia oglie si aicino all'esraneo: Posso chiederle, Signora, di
asare... poi, indiereggiando iproisaene: Oh non una Donna, e non ci sono neeno
angoli, neanche una raccia di angolo Possibile che abbia Iao una gaIIe siile con un Circolo
perIeo.
Io sono daero un Circolo, in un cero senso, rispose la oce anzi, un Circolo piu
perIeo di ogni alro in Flalandia; a per essere piu precisi, io son parecchi Circoli in uno. Poi
aggiunse genilene: Ho un essaggio, cara Signora, per osro ario, pero non posso
consegnarglielo alla osra presenza; e se ci pereese di riirarci per qualche inuo.... Ma ia
oglie non perise assoluaene che il nosro auguso isiaore si incoodasse in quel odo, e
assicurando il Circolo che l'ora di riirarsi era per lei passaa da un pezzo, con ole e reierae
scuse per la sua recene indiscrezione si riiro Iinalene nelle sue sanze.
uardai la clessidra. li ulii granelli di sabbia erano cadui. Il erzo Millennio era
incoinciao.
6. - Sui vani tentativi dello Straniero di rivelarmi a parole i misteri della Spacelandia
3
Appena il rido di Pace di ia oglie si Iu dissolo in lonananza, incoinciai ad aanzare
erso lo Sraniero con l'inenzione di guardarlo piu da icino e di iniarlo a sedersi; a il suo
aspeo i Iece resare uo e iobile dalla eraiglia. Benche non presenasse la inia raccia
di angolaria, egli, uaia, coninuaa a ariare ogni oeno, raggiungendo dei gradi di isura e
di lucenezza ipossibili per qualsiasi Figura di cui aessi auo esperienza. Mi baleno il pensiero
di roari daani a un ladro o a un assassino, Iorse a un Isoscele osruosaene Irregolare che,
iiando la oce di un Circolo, Iosse riuscio in qualche odo ad oenere accesso alla casa e che
ora si sesse preparando a raIiggeri col suo angolo acuo.
In un saloo, l'assenza di nebbia e si daa il caso che in quei giorni la sagione Iosse
noeolene asciua i rendea diIIicile aIIidari al Riconoscieno a isa, specialene a una
disanza bree coe quella in cui ci roaao. La paura i Iece abbandonare ogni riguardo; i
slanciai in aani con un poco cerionioso Posso chiederle, Signore..., e lo asai. Mia oglie
aea ragione. Non c'era raccia di un solo Angolo, non la inia ruidezza o diseguaglianza: ai
in ia ia 'ero ibauo in un Circolo piu perIeo. Egli riase iobile enre io gli
cainao inorno, parendo dal suo occhio e li ornando. Era Circolare dapperuo, un Circolo
perIeaene soddisIacene; non ci poeano esser dubbi in proposio. Allora segui un dialogo, che
i sIorzero di buar giu quano piu Iedelene poro ricordarlo, ralasciando solo una pare delle
scuse in cui i proIusi. In eria, i senio pieno di ergogna e di uiliazione al pensiero che io,
un uadrao, aessi pouo coeere l'iperinenza di asare un Circolo. Fu lo Sraniero a
coinciare per prio, un po' ipazienio per la lunghezza dei iei preaboli.
STRANIERO. Mi aee asao abbasanza, adesso Non i conoscee ancora
IO. Illusrissio Signore, perdonae la ia goIIaggine, che non proiene dall'ignoranza delle
usanze della buona sociea, a da una cera sorpresa e nerosiso daani a quesa isia alquano
inaesa. E i prego di non Iar parola a nessuno della ia indiscrezione, e specialene a ia
Moglie. Ma pria che la Signoria osra proceda a uleriori counicazioni, orrebbe Ella degnarsi
di soddisIare la curiosia di chi sarebbe lieo di sapere donde iene il suo isiaore
STRANIERO. Dallo Spazio, dallo Spazio, signor io: e da doe, se no
IO. Perdonaei, Signore, a non si roa nello Spazio anche adesso la Signoria osra, la
Signoria osra coe il suo uile seriore, in queso preciso oeno
STRANIERO. Bah Che cosa ne sapee oi dello Spazio DeIinieelo, lo Spazio.
IO. Lo Spazio, io Signore, l'alezza e la larghezza prolungae all'inIinio.
STRANIERO. Proprio cosi: edee che oi non sapee che cosa sia, lo Spazio Credee che
consisa di due sole Diensioni; io, inece, sono enuo ad annunciarene una Terza alezza,
larghezza, e lunghezza.
IO. La Signoria osra si diere a scherzare. Anche noi parliao di lunghezza e di alezza,
o di larghezza e spessore, cosi indicando due Diensioni con quaro noi.
STRANIERO. Ma io non oglio dire solo re noi, a Tre Diensioni.
IO. orrebbe la Signoria osra indicari o spiegari in quale direzione si roa la Terza
Diensione, a e sconosciua
STRANIERO. di li che io engo. qui sopra, e qui soo.
IO. Eideneene la Signoria osra uol dire a Nord e a Sud.
STRANIERO. Neanche per sogno. oglio dire una direzione in cui oi non poee guardare,
perche non aee occhi sulla osra SuperIicie

SuperIicie: il eso inglese usa la parola side, che signiIica sia lao di una Iigura geoerica a due diensioni sia
Iaccia di una Iigura geoerica ridiensionale. Cio spiega l'equioco in cui cade, necessariaene, il uadrao nella
baua che segue. Per non Iaorire, da pare nosra, alri equioci coe porebbe accadere, in queso caso, se il leore
inendesse la parola Iaccia nel signiIicao di iso abbiao preIerio radurre con SuperIicie, erine che, olre a
uo, bene si conrappone al erine in erno in inglese inside che iene usao spesse ole dal uadrao per
deIinire la sessa cosa dal puno di isa bidiensionale, per cui inerno o solido uo cio che deliiao da piu
lai .d.T..

IO. La Signoria osra i scusi; a una breissia ispezione basera a conincerla che io
ho un occhio perIeo nel puno d'inconro di due dei iei lai.
STRANIERO. Si: a per guardare nello Spazio, l'occhio dorese aerlo non sul Periero,
a sulla SuperIicie, cio su quello che oi probabilene chiaeree il osro inerno; a noi nella
Spacelandia lo chiaereo la osra SuperIicie.
IO. n occhio nel io inerno n occhio nello soaco La Signoria osra sa scherzando.
STRANIERO. Non ho nessuna oglia di scherzare. i dico che engo dallo Spazio, anzi,
iso che non olee capire che cosa oglia dire Spazio, dalla Terra delle Tre Diensioni, da cui
poco Ia ho abbassao lo sguardo su queso osro Piano che oi chiaae, guarda un po', Spazio. Da
quella posizione di anaggio ho scoro uo quello di cui parlae coe di solido parola con cui oi
olee dire chiuso da quaro lai: le osre case, le osre chiese, persino i osri Iorzieri e
casseIori, si, anche l'inerno del osro sesso corpo con le sue iscere, uo bell'apero ed esposo
al io sguardo.
IO. Cose siili si Ia preso a dirle, Signor io
STRANIERO. Ma non a proarle, olee dire. Ma io ho inenzione di proare le ie
aIIerazioni.
uando sono sceso quaggiu, ho iso i osri quaro Iigli, i Penagoni, ciascuno nella sua
sanza, nonche i osri due nipoini, gli Esagoni; ho iso il osro Esagono piu gioane inraenersi
alquano con oi e quindi riirarsi in caera sua, lasciando soli oi e osra oglie. Ho iso i osri
seri Isosceli, in nuero di re, che cenaano in cucina, e il paggeo nel rerocucina. Poi sono
enuo qui, e coe credee che sia enrao
IO. Dal eo, iagino.
STRANIERO. Ma no. Il eo di casa osra, coe sapee benissio, sao riparao di
recene, e non ha neanche un'aperura da cui possa passare una Donna. engo dallo Spazio, i dico.
Non siee persuaso da quano i ho deo dei osri Iigli e della osra casa
IO. La Signoria osra sapra cero che quei dai riguardani la casa e la Iaiglia di queso
suo uile seriore possono essere Iacilene reperii nel icinao da chiunque possegga gli api
ezzi di oenere inIorazioni che ha osra Signoria.
STRANIERO fra se. Che deo Iare n oeno: i iene in ene un alro argoeno.
uando edee una Linea Rea osra oglie, per esepio quane Diensioni le aribuie
IO. La Signoria osra orrebbe raari coe Iossi uno del olgo che, nella sua ignoranza
della Maeaica, crede che una Donna sia daero una Linea Rea, e solo di na Diensione. No,
no, Signor io; noi uadrai la sappiao piu lunga, e, coe la Signoria osra, ci rendiao cono
che una Donna, benche couneene chiaaa Linea Rea, , in reala e scieniIicaene, un
Parallelograa olo soile, aene Due Diensioni, coe il reso di noi, cio lunghezza e
larghezza o spessore.
STRANIERO. Ma il Iao sesso che una Linea Rea sia isibile iplica che essa possiede
anche un'alra Diensione.
IO. Mio Signore, ho appena aesso che una Donna larga, non eno che lunga. Noi la
sua lunghezza la ediao, la sua larghezza la deduciao; perche ques'ulia, sebbene quasi
iperceibile, puo essere isuraa.
STRANIERO. oi non i coprendee. oglio dire che quando edee una Donna, olre a
dedurne la larghezza e a ederne la lunghezza, dorese vedere quello che noi chiaiao la sua
alte::a, per quano ques'ulia Diensione sia inIiniesiale nel osro paese. Se una linea aesse
solo la lunghezza, senza l'alezza, cesserebbe di occupare lo Spazio e dienerebbe inisibile. Di
queso i rendee cono, no
IO. Daero debbo conIessare di non coprendere aIIao la Signoria osra. In Flalandia,
quando ediao una Linea, ne ediao la lunghezza e la lucente::a. Se la lucenezza sparisce, la
linea si esingue, e, coe die, cessa di occupare lo Spazio. Ma deo Iorse supporre che la Signoria
osra dia alla lucenezza l'aribuo di Diensione, e che chiai alo quello che noi chiaiao
lucene ,
1
STRANIERO. Niene aIIao. Per alezza io inendo una Diensione coe la osra
lunghezza: solo che da oi l'alezza non Iacilene perceibile, essendo esreaene ridoa.
IO. Si Ia preso a eere alla proa la osra aIIerazione, Signor io. oi die che ho una
Terza Diensione, che chiaae alezza. Ora, Diensione copora direzione e isura. Basa
che isuriae la ia alezza, o che i diciae la direzione in cui quesa ia alezza si esende,
e io i coneriro a quano i die. Alrieni la Signoria osra, che ha ana coprensione, i
erra per scusao.
STRANIERO fra se. Non posso Iare nessuna delle due cose. Coe riusciro a conincerlo
na seplice esposizione di Iai seguia da una diosrazione isia dorebbe basare. Bene,
Signore, ascolaei.
oi iee su di un Piano. oi chiaae Flalandia la asa superIicie uniIore di quello
che posso chiaare un Iluido, sopra o nel quale oi e i osri coparioi i uoee qua e la, senza
sollearene ne sproIondari.
Io non sono una Figura Piana, a un Solido. oi i chiaae Circolo; a in reala io non
sono un Circolo, bensi un nuero inIinio di Circoli, di diensioni ariani da un Puno a un
Circolo di enicinque cenieri di diaero, posi l'uno sull'alro.
uando io inerseco il osro piano coe so Iacendo adesso, opero nel osro piano una
sezione che oi assai appropriaaene chiaae Circolo. Perche se una SIera cosi che i chiao
al io paese si aniIesa a un abiane della Flalandia, non puo aniIesarsi che coe Circolo.
Non i ricordae perche io, che edo ogni cosa, ho scoro ieri noe la isione
Ianasagorica della Linelandia ipressa nella osra ene non i ricordae, dico, che, quando
enrase nel Regno di Linelandia, doese aniIesari al Re, non soo Iora di uadrao, a di
Linea, perche quel Regno Lineare non aea Diensioni basani a raIIigurari per iniero e
osraa di oi solo una Iea o sezione Esaaene allo sesso odo, il osro paese a Due
Diensioni non abbasanza spazioso per raIIigurare e, che sono un essere a Tre Diensioni, a
di e puo osrare solo una Iea o sezione, ossia quello che chiaae un Circolo.
La diinuia lucenezza del osro occhio indica incredulia. Ma adesso preparaei ad
accogliere una proa concrea della eria delle ie aIIerazioni. oi non poee edere piu di una
delle ie sezioni, o Circoli, alla ola, poiche non aee la Iacola di solleare lo sguardo dal piano
della Flalandia; a poee aleno edere che, ia ia che io i alzo nello Spazio, le ie sezioni
diengono piu piccole. Sae a guardare, adesso i alzero: e l'eIIeo sul osro occhio sara ale che
il io Circolo dienera sepre piu piccolo, Iino a dienare un puno e Iinalene sanire.
Non ci Iu nessun innalzaeno, aleno che io poessi edere; a egli ripiccioli, e
Iinalene scopare. Chiusi e riaprii l'occhio un paio di ole per assicurari che non sao
sognando. Ma non era un sogno. InIai dalle proIondia del nulla giunse una oce sorda icina al
io cuore, i pare: Sono spario si o no Siee conino ora Be', adesso riornero gradualene
in Flalandia, e oi edree la ia sezione Iarsi sepre piu grande.
Nessun leore della Spacelandia Iaichera a capire che il io ospie iserioso parlaa la
lingua della eria, anzi della seplicia. Ma per e, per quano doo Iossi nella Maeaica
Ilalandese, la quesione non era aIIao seplice. Il rozzo disegno che ho dao sopra osrera
chiaraene a ogni babino della Spacelandia che la SIera, passando, nel suo oo ascensionale,
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per le re posizioni cola indicae doea per Iorza aniIesarsi a e, o a qualunque alro abiane
della Flalandia, soo Iora di Circolo, pria grande, poi piccolo, e da ulio piccolissio, quasi
della isura di un Puno. Ma, sebbene aessi i Iai daani a e, le cause i erano piu oscure che
ai. Tuo quano poei aIIerrare Iu che il Circolo era dienao piu piccolo e che Iinalene era
sanio, e che adesso era ricoparso e saa rapidaene riIacendosi piu grosso.
uando Iu riornao alla isura originaria, eise un proIondo sospiro, perche dal io
silenzio indoinaa che non ero assoluaene riuscio a capirlo. E eraene adesso incoinciao
a pensare che, dopouo, non era un Circolo, a chissa, agari un giocoliere esreaene abile;
oppure erano Iorse ere le sorie delle ecchie coari, e che Maghi e Incanaori esiseano sul
serio.
Dopo una lunga pausa egli borboo Ira se: Riane una sola risorsa, pria di passare
all'azione. Deo enare col sisea dell'Analogia. Poi ci Iu una pausa ancora piu lunga, dopo la
quale egli riprese il nosro dialogo.
SFERA. Diei, Signor Maeaico; se un Puno si sposasse erso il Nord, lasciando diero
di se una scia luinosa, coe chiaerese quella scia
IO. na Linea Rea.
SFERA. E quane esreia ha una Linea Rea
IO. Due.
SFERA. Adesso iaginae che quesa Linea rea che puna erso Nord si sposi
parallelaene a se sessa, a Es e a Oes, cosi che ogni suo puno si lasci diero coe scia una
Linea Rea. Coe la chiaerese la Figura risulane Supponiao che si sposi per una disanza
uguale alla Linea Rea di pria. Allora, coe la chiaerese,
IO. n uadrao.
SFERA, E quani lai ha un uadrao uani angoli
IO. uaro lai e quaro angoli.
SFERA. Adesso laorae un po' di Ianasia, e iaginae un uadrao nella Flalandia che
si sposi parallelaene a se sesso erso l'alo.
IO. Coe erso il Nord
SFERA. No, non erso il Nord; erso l'alo; proprio Iuori della Flalandia.
Se si sposasse erso il Nord, i puni eridionali del uadrao dorebbero passare per le
posizioni precedeneene occupae dai puni seenrionali. Ma non queso che inendo.
uello che inendo che ogni osro Puno poiche oi siee un uadrao e seriree allo
scopo della ia spiegazione ale a dire ogni puno in oi, cio in quello che oi chiaae l'inerno
del osro corpo, dee araersare lo Spazio direo erso l'alo, in odo che nessun Puno passi per
una posizione precedeneene occupaa da qualsiasi alro Puno; a ogni Puno descria una
Linea Rea sua propria. Tuo cio in accordo con l'Analogia e i sara cero chiaro.
Repriendo la ia ipazienza perche adesso proao una Iore enazione di scagliari
ciecaene conro il io isiaore e di scaraenarlo nello Spazio, o Iuori della Flalandia,
dounque, pur di liberari di lui, replicai:
E quale sarebbe la naura della Figura che io Iorerei con queso oo che i siee
copiaciuo di descriere con l'espressione "erso l'alo" Si pora pur descriere nel linguaggio
Ilalandese, no.
SFERA. Oh, cero. uo chiaro e seplice, e in sreo accordo con l'Analogia... solo,
pero, che il risulao non doree chiaarlo una Figura, a un Solido. Ma e lo descriero io. Anzi,
non io, a l'Analogia.
Abbiao coinciao con un singolo Puno, che nauralene, essendo un Puno esso
sesso, non ha che un Puno erinale.
n Puno produce una Linea con due Puni erinali.
na Linea produce un uadrao con quattro Puni erinali.
Ora siee in grado di rispondere da solo alla osra sessa doanda: 1, 2, Iorano
eideneene una Progressione eoerica. uale sara il prossio nuero.
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IO. Oo.
SFERA. Precisaene. uell'unico uadrao produrra un ualcosa-che-voi-ancora-non-
sapete-come-si-chiama-ma-che-noi-chiamiamo-Cuo, il quale ha otto Puni erinali. Siee
persuaso adesso
IO. E quesa Creaura ha dei lai, cosi coe ha degli angoli o cio che oi chiaae Puni
erinali
SFERA. Nauralene: uo coe uole l'Analogia. Ma, a proposio, non quello che oi
chiaae lai, a quello che noi chiaiao Iacce. oi li chiaerese Solidi.
IO. E quani solidi o Iacce ara queso Essere che io debbo generare ediane il oieno
dell'inerno del io corpo in una direzione erso l'alo, e che oi chiaae Cubo
SFERA. E e lo chiedee oi, un Maeaico Il lao di ogni cosa indica sepre, per cosi
dire, un'unica Diensione che si esende diero la cosa. Di conseguenza, dal oeno che non ci
sono Diensioni diero a un Puno, un Puno ha lai; una Linea, per cosi dire, ha 2 lai perche i
Puni di una Linea possono chiaarsi, per coresia, i suoi lai; un uadrao ha lai; , 2, ; coe
la chiaae una Progressione del genere
IO. Arieica.
SFERA. E quale nuero iene dopo
IO. Sei.
SFERA. Precisaene. edee quindi che aee risposo da solo alla osra doanda. Il
Cubo che genererese sarebbe deliiao da sei Iacce, ale a dire da sei superIici corrispondeni
all'inerno del osro corpo. i pare di ederlo, ora, eh
Mosro, gridai giocoliere, incanaore, sogno o diaolo che u sia, non ollerero olre i
uoi scherzi. O u o io. E pronunciando quese parole i scagliai conro di lui.
. - Come la Sfera, avendo tentato invano con le parole, fece ricorso ai fatti
Ma Iu inano. Inesii ioleneene lo Sraniero col io angolo reo piu duro, spingendolo
con una Iorza che sarebbe basaa a disruggere qualunque Circolo ordinario: a e lo senii
sciolare ia, con un oo leno e inarresabile; non che si sposasse a sinisra o a desra, era coe
se in qualche odo uscisse Iuori del ondo, e scoparisse nel nulla. Ben preso non ci Iu che un
uoo. Ma coninuao a senire la oce dell'inruso.
SFERA. Perche i riIiuae di dare ascolo alla ragione Aeo sperao di roare in oi, che
siee un uoo di senno e un aeaico proeo, un aposolo per il angelo delle Tre Diensioni,
che a e concesso predicare solano una ola ogni ille anni; a ora non so coe Iare a
coninceri. n oeno, ho roao. I Iai, e non le parole, proclaeranno la eria. Ascolaei,
aico io.
i ho deo che dalla ia posizione nello Spazio io posso edere l'inerno di ue le cose
che oi considerae chiuse. Per esepio, edo in quell'aradio icino a oi parecchie di quelle cose
che chiaae scaole a che, coe ogni alra cosa in Flalandia, non hanno cia ne Iondo, piene
di denaro; edo anche due aolee di coni. Ora scendero in quell'aradio, prendero una di quelle
aolee e e la porero. i ho iso chiudere a chiae l'aradio ezz'ora Ia, e so che aee la
chiae con oi. Ma io scendo dallo Spazio; gli sporelli, coe edee, riangono inai. Ora sono
nell'aradio e so prendendo la aolea. Ce l'ho. Ora salgo con lei.
Mi precipiai all'aradio e spalancai lo sporello. na delle aolee era scoparsa. Con
una risaa di scherno, lo Sraniero copare all'angolo opposo della sanza, e al epo sesso la
aolea appare sul paieno. La presi. Non poea esserci dubbio: era la aolea ancane.
Eisi un geio d'orrore, e sospeai di non essere piu in possesso di ue le ie Iacola; a
lo Sraniero prosegui: Cero, adesso aree iso che solo la ia, e nessun'alra, una spiegazione
del uo adeguaa del Ienoeno. uelle che chiaae cose Solide sono in reala delle SuperIici;
quello che chiaae Spazio non in reala che un grande Piano. Io sono nello Spazio, e guardo giu

all'inerno delle cose di cui oi edee solo l'eserno. Anche oi porese lasciarlo, queso Piano, se
solo riuscise a raccogliere ua la Iorza di olona necessaria. Baserebbe uno sposaeno inio
erso l'alo o erso il basso per eeri in grado di edere uo quello che io edo.
Piu io i solleo, piu i allonano dal osro Piano, e piu edo, benche nauralene lo
eda in una scala piu piccola. Per esepio, adesso so salendo; ora edo il osro icino, l'Esagono,
con i coponeni della sua Iaiglia nelle dierse sanze; ora edo, dieci pore piu in la, l'inerno del
Tearo dal quale il pubblico sa uscendo in queso oeno; e, dall'alra pare, un Circolo nel suo
sudio, ierso nella leura. Ora orno da oi. E coe proa Iinale, che ne direse se i occassi,
appena appena, nello soaco Non i Iaro ale, e del reso anche se ne soIIrise un liee dolore,
niene sara in conIrono al beneIicio enale che ne riceeree.
Pria che poessi pronunziare una parola di riosranza, senii un dolore cocene nelle
iscere, e una risaa deoniaca pare scaurire da denro di e. n oeno dopo, la Iia
accecane era passaa, senza lasciare alra raccia che un dolore sordo, e lo Sraniero incoinciaa a
ricoparire dicendo, a ano a ano che le sue proporzioni auenaano: Ecco, non i ho Iao
roppo ale, ero Se non siee persuaso ora, non so che cosa ci orra per coninceri. Che ne
die.
La ia decisione era presa. Acceare un'esisenza soggea alle arbirarie inrusioni di un
Mago, capace di giocare siili iri al io soaco, era inollerabile. Se solo aessi pouo
inchiodarlo conro il uro, in un odo qualsiasi, Iinche non Iossero giuni degli aiui
na ola ancora i scagliai conro di lui col io angolo piu duro, geando allo sesso
epo l'allare in ua la casa con le ie grida di aiuo. Credo che al oeno del io assalo lo
Sraniero si Iosse abbassao soo il liello del nosro Piano, e Iacesse eraene diIIicola ad
alzarsi. In ogni odo, egli riase iobile, enre io, senendo, cosi i pare, il ruore di
qualche soccorso che arriaa, coninuao a spingerlo con rinnoao igore, sepre chiaando
aiuo.
La SIera Iu percorsa da un briido conulso. Cosi non a, i pare di senirgli dire se
non ascola la oce della ragione, doro ricorrere all'ulia risorsa della ciila. Poi,
aposroIandoi con oce piu ala, pronunzio in Irea: Ascolae: nessun esraneo dee essere
esione di quano aee iso. Rispedie ia subio osra oglie, pria che enri nella sanza. Il
angelo delle Tre Diensioni non de'essere Irusrao in queso odo, ne debbono esser geai ia
i Irui di ille anni di aesa. La seno enire. Indiero Indiero ia da e, o doree enire con
e la doe non sapee nella Terra delle Tre Diensioni.
Sciocco Pazzo Irregolare esclaai io. Non i lascero piu andare; pagherai il Iio delle
ue iposure.
Ah A queso siao giuni uono lo Sraniero. Allora aIIrona il uo Iao: uscirai dal uo
Piano. no, due, re Ecco Iao.
. - Come venni in Spacelandia, e quello che vi vidi
n orrore indicibile s'ipossesso di e. Dappria l'oscuria; poi una isione annebbiaa,
soacheole, che non era edere; edeo una Linea che non era una Linea; uno Spazio che non era
uno Spazio: io ero io, e non ero io. uando riroai la oce, andai un alo grido d'angoscia:
uesa la Iollia o l'InIerno. Nessuno dei due rispose cala la oce della SIera. ueso il
Sapere; sono le Tre Diensioni: riapri l'occhio e cerca di guardare per un po'
uardai e, oh eraiglia un nuoo ondo Ecco che aeo daani a e, isibile e
corporeo, uo quano pria d'allora aeo dedoo, congeurao, sognao, inorno alla perIea
bellezza Circolare. uello che parea il cenro della Iora dello Sraniero si apria ora al io
sguardo: a non edeo cuore, ne poloni, ne arerie di sora, solo un ualcosa di bello e di
aronioso che non sapeo coe chiaare; a oi, iei Leori della Spacelandia, lo chiaerese la
SuperIicie di una SIera.
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Prosrandoi enalene daani alla ia uida proIerii: Co' possibile, o diino
ideale di perIea bellezza e sapienza, che io eda il uo inerno, eppure non possa scorgere il uo
cuore, i uoi poloni, le ue arerie, il uo Iegao . Non edi quello che credi di edere rispose
lui. Non dao ne a e ne ad alcun alro Essere di guardare le ie pari inerne. lo apparengo a un
ordine di Esseri diersi da quelli della Flalandia. Se Iossi un Circolo, le poresi edere, le ie
iscere, a io sono un essere coposo, coe i ho deo pria, da oli Circoli, i Moli in no,
che in queso paese si chiaa SIera. E, proprio coe l'eserno di un Cubo un uadrao, cosi
l'eserno di una SIera ha l'apparenza di un Circolo.
Per quano perplesso dall'enigaica dichiarazione del io Maesro, non osrai piu alcuna
irriazione erso di lui, a lo adorai in silenzio. Lui coninuo, con piu dolcezza nella oce: Non i
perdere d'anio se sulle prie non riesci a coprendere i piu proIondi iseri della Spacelandia.
Essi i si schiuderanno gradualene. Incoinciao a dare uno sguardo diero di noi alla regione
donde u ieni. Torna con e per un oeno alle pianure della Flalandia, e io i osrero quello
che piu ole hai iaginao e congeurao con la ragione, a che non hai ai iso con il senso
della isa: un angolo isibile.
Ipossibile esclaai; a seguii coe in sogno la SIera che i Iacea srada, Iinche la
sua oce non i arreso ancora una ola: uarda laggiu, e ossera la ua Casa penagonale con
ui i suoi abiani.
Io guardai in basso, e idi col io occhio Iisico ui i paricolari di quella unia doesica
che Iino allora aeo solano dedoo con il raziocinio. E co'erano poere e inadeguae le
deduzioni a Irone della reala che ora coneplao I iei quaro Iigli ranquillaene
addorenai nelle Sanze a Nord Oes, i iei due nipoini orIani nell'ala a Sud; i seri, il
aggiordoo, ia Iiglia, ciascuno nella sua sanza. Solo la ia carissia oglie, allaraa dalla
ia prolungaa assenza, aea lasciao la sua sanza e andaa su e giu per l'ario, aspeando ansiosa
il io riorno. Anche il paggio, desao dalle ie grida, aea lasciao la sua sanza, e, col preeso
di edere se per caso Iossi caduo da qualche pare prio di sensi, saa Iiccando il naso
nell'aradio del io sudio. Tuo queso adesso poeo vederlo, non solano dedurlo; e, quando ci
Iuo aicinai, Iui in grado di disinguere persino il conenuo del io aradio, e le due casse
d'oro, e le aolee a cui la SIera aea accennao.
Coosso dalla disperazione di ia oglie, sarei balzao giu a rassicurarla, a i roai
incapace di Iare un oieno. Non i preoccupare di ua oglie disse la ia uida. Non la
lascereo in ansia a lungo; Iraano, diao un'occhiaa alla Flalandia.
Ancora una ola i senii solleare nello Spazio. Era proprio coe la SIera aea deo.
Piu ci allonanaao dall'oggeo che saao osserando, piu il capo isio auenaa. La ia
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cia naia, con l'inerno di ogni casa e di ogni creaura ii conenua, si apria al io sguardo coe
in iniaura. Salio ancora e, oh, i segrei della erra, le proIondia delle iniere e le piu reoe
caerne dei oni, uo si selaa daani a e
Sbigoio alla isa dei iseri della erra cosi rielai al io occhio indegno, dissi al io
Copagno: uarda, sono dienao coe un Dio. Perche i saggi al nosro paese dicono che la
isione di ue le cose o, coe essi si espriono, lonniveggen:a, e aribuo di Dio solo. C'era un
po' di scherno nella oce dei io Maesro quando rispose: Daero Allora anche i borsaioli e gli
assassini del io paese dorebbero essere enerai coe Dei dai osri saggi: perche non ce n' uno
che non eda quel che u edi ora. Ma dai rea a e, i osri saggi si sbagliano.
IO. Allora l'onnieggenza aribuo di alri, olre che di Dio
SFERA. Non lo so. Ma se un borsaiolo o un assassino del nosro paese puo edere uo
quello che c' nel osro, non uol dire che per queso il borsaiolo o l'assassino dorebb'essere
acceao da oi coe un Dio. uesa onnieggenza, coe la chiaae oi non una parola
coune in Spacelandia, rende Iorse piu giusi, piu isericordiosi, eno egoisi, piu aorosi
Macche. Allora coe puo rendere piu diini
IO. Piu isericordiosi, piu aorosi. Ma quese sono le qualia delle donne E noi
sappiao che un Circolo un Essere superiore a una Linea Rea in quano il sapere e la saggezza
sono da siarsi piu che il seplice aore.
SFERA. Non occa a e classiIicare le Iacola uane in ordine di erio. Pero oli Ira i
igliori e i piu saggi della Spacelandia aribuiscono aggior alore agli aIIei che al raziocinio,
alle osre disprezzae Linee Ree che ai osri roppo lodai Circoli. Ma basa. uarda laggiu. Lo
conosci quell'ediIicio
Lo guardai, e in lonananza idi un'iensa sruura Poligonale, nella quale riconobbi il
Palazzo dell'Asseblea enerale degli Sai della Flalandia, circondao da Iie linee di ediIici
Penagonali, l'una ad angolo reo con l'alra, che riconobbi per srade; e i resi cono che sao
aicinandoi alla grande Meropoli.
Scendiao qui disse la ia uida. Orai era aina, la pria ora del prio giorno del
dueillesio anno della nosra ra. Agendo, co'erano solii, in srea conIoria con le
radizioni, i piu ali Circoli del reae si erano riunii in un conclae solenne, cosi coe si erano
riunii nella pria ora del prio giorno dell'anno 1, e anche nella pria ora del prio giorno
dell'anno .
ualcuno, che subio riconobbi per io Iraello, un uadrao perIeaene Sierico e
Segreario del ran Consiglio, saa leggendo i erbali delle Asseblee precedeni. Dagli ai
risulaa che enrabe le ole: li Sai essendo sai urbai da diersi alinenzionai che
preendeano di aere auo delle rielazioni da un alro Mondo, e che produceano diosrazioni
siIIae da ridurre in uno sao di Iolle esalazione ano se sessi quano gli alri, era sao decreao
all'unaniia dal ran Consiglio che il prio giorno di ogni illennio Iossero iniae delle
ordinanze speciali ai PreIei dei ari disrei della Flalandia, acciocche Iacessero accuraa ricerca
di ali sconsigliai e, senza Ioralia di esae aeaico, eliinassero ogni Isoscele di qualsiasi
grado, Iusigassero e iprigionassero ogni Triangolo Regolare, rinchiudessero ogni uadrao o
Penagono nel anicoio del disreo, e eessero agli arresi ogni Figura di rango superiore,
rasIerendola poi senza indugio alla Capiale, doe sarebbe saa inerrogaa e giudicaa dal
Consiglio.
Seni qual il uo desino i disse la SIera, enre il Consiglio approaa Ioralene la
risoluzione per la erza ola. La ore o la prigionia aendono l'Aposolo del angelo delle Tre
Diensioni. Non cosi risposi io. Adesso i uo cosi chiaro, la naura dei ero Spazio
cosi palpabile, che i sebra di essere in grado di Iarla coprendere a un babino. Pereii di
scendere giu a illuinarli, in queso sesso oeno. Non ancora disse la ia uida. Ci sara
epo anche per queso. Fraano io debbo copiere la ia issione. Riani li al uo poso.
Dicendo quese parole, salo con grande desrezza nel are se cosi posso chiaarlo della

Flalandia, proprio in ezzo ai Consiglieri. Io engo grido a proclaare che esise una erra a
Tre Diensioni.
idi oli dei Consiglieri piu gioani rasalire di aniIeso orrore enre la sezione
circolare della SIera si allargaa daani ai loro occhi. Ma a un segnale del Circolo che presiedea,
e che non osro il inio segno di allare o di sorpresa, sei Isosceli di ipo inIeriore si
precipiarono sulla SIera da sei puni diersi. Lo abbiao preso gridarono. No; si; lo eniao
Se ne a non c' piu.
Miei Onoreoli Colleghi, disse il Presidene ai Circoli uniores del Consiglio non c'
alcun bisogno di supirsi; dagli archii segrei, ai quali io solo ho accesso, risula che un Iao
analogo si gia eriIicao all'inizio dei due ulii illenni. Nauralene oi non Iaree il inio
accenno a ques'inezia Iuori della Sala del Consiglio.
uindi alzo la oce, chiaando le guardie. Arresae gli ageni di polizia; ibaagliaeli.
Conoscee il osro doere. uand'ebbe abbandonao al loro desino i poeri ageni senurai e
inolonari esioni di un Segreo di Sao che non era loro concesso di rielare egli orno a
riolgersi ai Consiglieri. Miei Onoreoli Colleghi, essendo conclusi i Laori del Consiglio, non i
resa che augurari un Ielice Anno Nuoo. Pria di congedarsi si dilungo alquano per espriere
al Segreario, il io eccellene a senuraissio Iraello, il suo sincero raarico perche, in
conIoria ai precedeni, e per la uela del segreo, non poea eiare di condannarlo alla prigionia
perpeua; aggiunse uaia qualche parola di rallegraeno per il Iao che, se benineso egli non
aesse Iao cenno a quano era accaduo quel giorno, gli sarebbe saa rispariaa la ia.
. -Come, per quanti altri misteri della Spacelandia la Sfera mi mostrasse, io continuassi
a desiderarne di piu, e quello che ne venne
uando idi rascinar ia il io poero Iraello Ieci per salar giu nella Sala del Consiglio,
osso dal desiderio di inercedere per lui o aleno di dirgli addio. Ma scoprii di non aere alcun
poere di uoeri per cono io. Dipendeo oalene dalla olona della ia uida, la quale
disse in ono cupo: Non i curare di uo Iraello; Iorse arai parecchio epo per condoleri con lui
in Iuuro. Seguii.
Salio ancora una ola nello Spazio. Fino ad ora,
disse la SIera non i ho osrao che delle Figure Piane e il loro
inerno. Ora deo Iari Iare la conoscenza dei Solidi, e rielari lo
schea secondo cui sono cosruii. uarda quesa oliudine di
caroncini quadrai. edi, ne eo uno su di un alro; non, coe
poresi credere, l'uno a Nord dell'alro, a sull'alro. Ne
aggiungo un secondo, un erzo. uarda, so cosruendo un Solido
ediane una quania di uadrai paralleli Ira loro. Ora il Solido
copleo, essendo alreano alo che lungo e largo, e noi lo
chiaiao Cubo.
Perdonaei, Signore, risposi io a al io occhio ha
l'aspeo di una Figura Irregolare di cui l'inerno sia isibile; in
alre parole, non i sebra di edere un Solido, a un Piano
coe noi lo concepiao in Flalandia; solo di un'Irregolaria che
l'indice di un osruoso criinale, ano che la sua sola isa
penosa al io occhio.
ero, disse la SIera a e sebra un Piano perche non
sei abiuao alla luce e all'obra e alla prospeia; proprio coe
in Flalandia un Esagono apparirebbe coe una Linea Rea a chi non possedesse l'Are del
Riconoscieno a isa. Ma in reala un Solido, coe apprenderai appena lo "aserai".

E allora i preseno al Cubo, e io scoprii che ques'Essere eraiglioso in reala non era un
Piano a un Solido; e che era doao di sei Iacce piane e di oo puni erinali chiaai angoli
solidi; e ricordai l'aIIerazione della SIera, che proprio una Creaura coe quesa sarebbe saa
Ioraa da un uadrao che si uoesse, nello Spazio, parallelaene a se sesso; e i copiacqui
al pensiero che una Creaura ano insigniIicane qual ero io poesse esser consideraa in un cero
senso la Progenirice di un cosi illusre rapollo.
Ma ancora non riuscio a coprendere appieno il signiIicao di quel che il io Maesro i
aea deo a proposio di luce, di obra e di prospeia; e non esiai a eerlo a pare
delle ie diIIicola.
Se ripeessi le spiegazioni su quesi argoeni Iorniei dalla SIera, per succino e chiaro
che Iossi, riuscirei edioso a un abiane dello Spazio, che quese cose conosce gia. Basi sapere che
grazie alla lipidezza delle sue spiegazioni, e al suo cabiare le luci e le posizioni degli oggei, e
al suo consenire a che io asassi i ari oggei e persino la sua sacra Persona, essa riusci Iinalene
a renderi chiara ogni cosa, cosi che ora poeo disinguere in un baer d'occhio un Circolo da una
SIera, una Figura Piana da una Solida.
ueso Iu l'apice, il Paradiso della ia aenura srana e eorabile. Dopo di cio non ho
da narrare che la soria della ia iserabile cadua: ano piu iserabile, in quano assoluaene
ieriaa. Perche inIai solleicare la see del sapere per poi deluderla e punirla La ia olona
indiereggia di Irone al doloroso copio di rieocare la ia uiliazione; eppure, coe un secondo
Proeeo, sopporero queso, e anche di peggio, pur di riuscire con qualsiasi ezzo a susciare
nell'inio dell'uania sia Piana che Solida uno spirio di riola conro la presunzione che
orrebbe liiare le nosre Diensioni a Due, a Tre o a qualsiasi nuero che non sia InIinio. ia le
considerazioni personali, dunque Coninuero Iino in Iondo, coe ho iniziao, senz'alre digressioni
o anicipazioni, seguendo il piano seniero dell'obbieiia sorica. I Iai precisi, le parole esae
ed esse sono sae ipresse a Iuoco nella ia ene saranno esposi senza alerazioni di sora; e
giudichino i iei Leori Ira il desino e e.
La SIera arebbe olenieri coninuao le sue lezioni addorinandoi nella conIorazione
di ui i Solidi Regolari, Coni, Piraidi, Cilindri, Penaedri, Esaedri, Dodecaedri e SIere; a io i
azzardai a inerroperla. Non che Iossi sazio di sapere. Al conrario, aeo see dell'acqua di Ioni
ancora piu proIonde e piu ricche di quella che i oIIria.
Perdonai, dissi o Tu a cui non deo piu riolgeri coe alla PerIezione di ogni
Bellezza; a lascia che i chieda di accordare al uo sero una isa del uo inerno.
SFERA. Del io che
IO. Del uo inerno: del uo soaco, dei uoi inesini.
SFERA. Donde iene quesa richiesa inopporuna, iperinene E che uoi dire dicendo
che io non sono piu la PerIezione di ogni Bellezza
IO. Mio Signore, la osra sessa sapienza i ha insegnao ad aspirare ad no ancora piu
grande, piu bello, e piu icino alla PerIezione, di oi. Coe oi sesso, superiore a ogni Iora della
Flalandia, unie piu Circoli in uno, cosi senza dubbio c' ualcuno al disopra di oi che unisce piu
SIere in un'nica Esisenza Suprea, superiore persino ai Solidi della Spacelandia. E coe noi, che
ora siao nello Spazio, ci chiniao a guardare la Flalandia e ediao l'inerno di ogni cosa, cosi
ceraene c' ancora sopra di noi una regione piu ala, piu pura, doe ceraene u i riproei di
conduri o Tu, che io chiaero sepre, dounque e in ogni Diensione, io Sacerdoe, io
FilosoIo, e Aico uno Spazio ancora piu spazioso, una Diensionalia ancora piu diensionabile,
dalla cia della quale ci chinereo insiee sull'inerno rielao delle cose solide, e doe le ue
sesse iscere, e quelle delle SIere ue sorelle, saranno espose alla isa del poero, agane, esule
dalla Flalandia, al quale gia ano sao concesso.
SFERA. Bah Sciocchezze Basa con quese chiacchiere Il epo bree, e c' ancora
parecchio da Iare pria che u possa essere in grado di proclaare il angelo delle Tre Diensioni
daani ai uoi ciechi, oenebrai coparioi in Flalandia.

IO. No, grazioso Maesro, non negari quello che so essere in uo poere di Iare. Concedii
solo una Iuggeole iagine del uo inerno, e io e ne appaghero per sepre, resando da quel
oeno il uo docile allieo, il uo eerno schiao, prono a riceere ui i uoi insegnaeni e a
nuriri delle parole che cadranno dalle ue labbra.
SFERA. Bene, allora, ano per soddisIari e per Iari acere, lascia che io i dica subio che i
osrerei quello che chiedi se poessi; a non posso. orresi che roesciassi il io soaco coe
un guano per pura coresia erso di e
IO. Ma il io Signore i ha Iao edere le iscere di ui i iei coparioi nella Terra
delle Due Diensioni quando i ha condoo con se nella Terra delle Tre Diensioni. Che cosa c',
dunque, di piu Iacile che condurre ora il suo sero in una seconda spedizione, quesa ola erso la
beaa Regione delle uaro Diensioni, donde ancora una ola i chinero con lui su quesa Terra
delle Tre Diensioni, e edro l'inerno di ogni cosa ridiensionale, i segrei della erra solida, i
esori delle iniere della Spacelandia e le iscere di ogni creaura solida iene, anche delle nobili
e enerabili SIere
SFERA. Ma do' quesa Terra delle uaro Diensioni
IO. Io non lo so: a senza dubbio il io Maesro lo sa.
SFERA. No. n paese siile non esise. La sola idea che possa esisere assoluaene
inconcepibile.
IO. Non inconcepibile per e, io Signore, e percio ancor eno inconcepibile per il io
Maesro. No, non dispero che anche qui, in quesa Regione delle Tre Diensioni, l'are della
Signoria osra possa renderi isibile la uara Diensione; proprio coe nella Terra delle Due
Diensioni l'ingegno del io Maesro ha sapuo aprire gli occhi del suo cieco sero alla presenza
inisibile di una Terza Diensione, benche io non la edessi.
orrei ricapiolare il passao. Non i sao insegnao laggiu che, quando edeo una
Linea e deduceo un Piano, io in reala edeo una Terza Diensione non riconosciua, che non era
la sessa cosa della lucenezza, e chiaaa "alezza" E non ne segue che, in quesa regione, quando
edo un Piano e deduco un Solido, in reala edo una uara Diensione non riconosciua, che non
la sessa cosa del colore, a che esise, benche inIiniesiale e ipossibile a isurarsi
E olre a cio, i l'Argoeno porao dall'Analogia delle Figure.
SFERA. L'Analogia Sciocchezze: che analogia
IO. La Signoria osra sa eendo il suo sero alla proa per edere se ricorda le
rielazioni che gli sono sae Iae. Non scherzae con e, io Signore; io sono aIIaao, asseao
di sapere. Senza dubbio noi non possiao vederla ora, quell'alra Spacelandia, perche non abbiao
occhi nei nosri soaci. Ma proprio coe il Regno della Flalandia esisea, benche quel poero
inuscolo Monarca della Linelandia non poesse olarsi ne a desra ne a sinisra per scorgerlo, e
proprio coe esisteva li accano, a conao della ia superIicie, la Terra delle Tre Diensioni,
benche io poero cieco senza sensi non aessi il poere di occarla, ne occhio nel io inerno per
discernerla, cosi ceraene c' una uara Diensione, che il io Signore percepisce con l'occhio
ineriore del pensiero. E, che debba esisere, il io Signore in persona e l'ha appreso. O Iorse
possibile che abbia dienicao quel che egli sesso ha insegnao al suo sero
In na Diensione, un Puno in oieno non generaa una Linea con due Puni
erinali
In Due Diensioni, una Linea in oieno non generaa un uadrao con quattro Puni
erinali
In Tre Diensioni, un uadrao in oieno non generaa e queso io occhio non l'ha
Iorse coneplao quell'Essere benedeo, un Cubo, con oo Puni erinali
E in uaro Diensioni, un Cubo in oieno non dara origine ahi per l'Analogia e
ahi per il Progresso della eria se cosi non Iosse non dara origine, diceo, il oieno di un
Cubo diino, a un Organiso piu diino con sedici Puni erinali
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Osserae la conIera inIallibile della serie, 2, , , 16: non una Progressione
eoerica, quesa se posso ciare le sesse parole dei io Signore "in sreo accordo con
l'Analogia"
Ancora: non i ha Iorse insegnao il io Signore che, coe una Linea deliiaa da due
puni, e un uadrao da quaro Linee, cosi un Cubo dora essere deliiao da sei uadrai
Osserae ancora una ola la conIera della serie, 2, , 6: non quesa una Progressione
Arieica E percio non ne segue, necessariaene, che il rapollo piu diino del diino Cubo
nella Terra delle uaro Diensioni dora essere deliiao da oo Cubi: e non anche queso,
coe il io Signore i ha insegnao a credere, "in sreo accordo con l'Analogia"
Oh, io Signore, io Signore, guardae, io i abbandono Iiduciosaene alle congeure,
ignorando i Iai; e Iaccio appello alla Signoria osra perche conIeri o neghi le ie logiche
preisioni. Se sono in errore, chiedo enia, e non cerchero piu una uara Diensione; a se sono
nel giuso, il io Signore ascolera la oce della ragione.
Io i doando percio: aenuo pria d'ora che i osri coparioi abbiano assisio alla
discesa di Esseri di un ordine superiore, capaci di enrare nelle sanze chiuse, coe la Signoria
osra enraa nella ia, senza aprire pore o Iinesre, apparendo e scoparendo a piacere Sulla
risposa a quesa doanda sono prono a punare ogni cosa. Negae, e d'ora in aani acero. Ma
daei una risposa.
SFERA dopo una Pausa. Cosi si raccona. Ma quano ai Iai l'opinione degli oini
diisa. E anche aeendo i Iai, le spiegazioni di essi sono dierse. E in ogni caso, per quano
grande possa essere il nuero delle dierse spiegazioni, nessuno ha abbracciao ne ha proposo la
eoria di una uara Diensione. Percio i prego di cessare queso aniloquio, e di ornare al sodo.
IO. Ne ero cero. Ero cero che le ie preisioni erano giuse. E ora abbi pazienza con e e
rispondii a un'ulia doanda, o oio Ira i Maesri Coloro che sono coparsi in queso odo
nessuno sa di doe e che sono riornai ia nessuno sa doe hanno anch'essi conrao le loro
sezioni per poi sanire, in qualche odo, in quello Spazio piu Spazioso doe ora i supplico di
conduri
SFERA pensierosa. Si, sono scoparsi, cero se ai sono apparsi. Ma la aggior pare
delle persone dicono che quese isioni sono sae generae dal pensiero u non i coprenderai ,
dalla ene; dall'angolaria perurbaa del eggene.
IO. Dicono cosi Oh, non credeegli Oppure, se daero Iosse cosi, cio che quell'alro
Spazio Iosse in reala la Thoughlandia, allora conduceei in quella regione benedea, doe io col
Pensiero edro l'inerno di ogni cosa solida La, daani al io occhio aIIascinao, un Cubo,
uoendosi non so erso quale direzione copleaene nuoa, a in sreo accordo con
l'Analogia cosi da Iar passare ogni paricella del suo inerno, con una sua scia, araerso uno
Spazio di nuoo genere creera una perIezione ancor piu perIea della sua, con sedici angoli
erinali SuperSolidi, e un Periero di Oo Cubi solidi. E una ola cola, orreo arresare il
corso della nosra ascesa In quella beaa regione a uaro Diensioni, indugereo Iorse sulla
soglia della uina, e non i enrereo Ah, no Decidiao piuoso che la nosra abizione si
elei di pari passo con la nosra ascesa corporea. Allora, cedendo all'assalo del nosro inelleo, le
pore della Sesa Diensione si spalancheranno; e dopo quella una Seia, e quindi un'Oaa...
Non so per quano arei coninuao su queso ono. Inano la SIera ripee con oce onane il
suo ordine di acere, e i inaccio delle piu crudeli punizioni se aessi insisio. Niene arebbe
pouo arginare la piena delle ie esaiche aspirazioni. Forse eriao il biasio; a ero proprio
coe inossicao dalle receni sorsae di eria che egli sesso i aea elargio. Counque, la Iine
non si Iece aspeare roppo. Le ie parole Iurono Inerroe di colpo da uno schiano eserno, e da
un alro schiano siulaneo denro di e, e io i roai caapulao nello spazio a una elocia che
i ipedia di parlare. iu, giu giu Scendeo rapidaene; e sapeo che il riorno in Flalandia
era il io desino. Ebbi un'iagine, un'ulia e indienicabile iagine di quella landa
onoona e piaa che saa ora per ridienare il io nierso spiegaa daani al io occhio.
Poi un ulio ienso Iragore di uono che uo suggellaa e, quando ebbi ripreso conoscenza, io
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ero di nuoo un coune, srisciane uadrao nel io sudio, a casa ia, e senio il rido di Pace
di ia oglie che si aicinaa.
2. - Come la Sfera mindusse a una visione
Benche aessi eno di un inuo per riIleere, senii, grazie a una specie di isino, che
doeo assoluaene nascondere a ia oglie le ie esperienze. Non che io i rendessi cono, in
quel oeno, che ci sarebbe sao qualche pericolo se lei aesse diulgao il io segreo, a
sapeo che a qualunque Donna della Flalandia la narrazione delle ie aenure sarebbe per Iorza
risulaa incoprensibile. Cosi i ingegnai di rassicurarla racconandole la soria, inenaa li per li,
che ero accidenalene caduo nella boola della canina, e che ero riaso la soo diseso e prio
di sensi.
Nel nosro Paese l'arazione erso il Sud ano debole che anche a una Donna la ia soria
doea sebrare sraordinaria e pressoche incredibile; a ia oglie, il cui buon senso supera di
parecchio quello della edia del suo Sesso, e che si era resa cono che i roao in un insolio
sao di ecciazione, non see a discuere con e sull'argoeno, a insise nel dire che non sao
bene e che aeo bisogno di riposo. Fui lieo della scusa per riirari in caera ia a riIleere in
pace su quano era accaduo. uando Iinalene Iui solo, caddi in una specie di sopore; a pria
che i si chiudesse l'occhio enai di ricosruire la Terza Diensione, e in ispecial odo il processo
ediane il quale un Cubo si genera dal oieno di un uadrao. Non era uo chiaro coe arei
desiderao; a ricordao che doea essere erso l'Alo, a non erso il Nord, e decisi
osinaaene di rienere nella ene quese parole coe la chiae che, se aIIerraa saldaene, non
arebbe ancao di conduri alla soluzione. Cosi, ripeendo eccanicaene, coe una Iorula
agica, erso l'Alo, a non erso il Nord, piobai in un sonno proIondo e risoraore.
Menre dorio Ieci un sogno. Mi pare di roari ancora una ola accano alla SIera, la
cui ina splendene indicaa che la sua ira conro di e aea lasciao il poso a una perIea
placidia. Saao uoendoci insiee erso un puno luinoso a inIiniaene piccolo sul
quale il Maesro dirigea la ia aenzione. ia ia che ci aicinaao, i pare che se ne
sprigionasse un liee ruore siile al ronzio di uno dei osri aIani della Spacelandia, solo assai
eno ibrao, anzi cosi enue che, anche nel perIeo silenzio del uoo araerso il quale ci
libraao, il ruore non raggiunse il nosro orecchio Iinche non arresao il olo a una disanza
di un po' eno di eni diagonali uane.
uarda laggiu, disse la ia uida nella Flalandia u hai issuo, della Linelandia u hai
auo una isione; con e i sei innalzao alle alezze della Spacelandia; ora, per copleare il
quadro della ua esperienza, i condurro erso il basso, nelle piu oscure proIondia dell'esisenza, nel
reae di Poinlandia, nell'abisso dell'adiensionale.
Ossera quella iserabile creaura. uel Puno un Essere coe noi, a conIinao nel
bararo adiensionale. Egli sesso uo il suo Mondo, uo il suo nierso; egli non puo
concepire alri Iuor di se sesso: egli non conosce lunghezza, ne larghezza, ne alezza, poiche non ne
ha esperienza; non ha cognizione neeno del nuero Due; ne ha un'idea della pluralia, poiche
egli in se sesso il suo no e il suo Tuo, essendo in reala Niene. Eppure noa la sua
soddisIazione oale, e raine quesa lezione: che l'essere soddisIai di se signiIica essere ili e
ignorani, e che eglio aspirare a qualcosa che essere ciecaene, e ipoeneene, Ielici.
Ascola, adesso.
S'inerruppe; e in quel oeno dalla creaurina ronzane si leo un liee iccheio, basso e
onoono a disino, coe da uno dei osri IonograIi di Spacelandia, e io ne disinsi quese
parole: InIinia beaiudine dell'esisenza Esso ; e non c' alro al di Iuori di Esso.
Cosa uol dire con "esso" dissi io quella piccola creaura. uol dire se sesso disse
la SIera. Non hai noao pria di ora che i babini e le persone inIanili, che non sanno
disinguere Ira se sessi e il ondo, parlano di se alla Terza Persona Ma aci.
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Esso riepie ogni Spazio, coninuo la piccola Creaura nel suo soliloquio e quello che
Esso riepie, Esso . uello che Esso pensa, Esso lo dice; e quello che Esso dice, Esso lo ode; ed
Esso Pensaore, Parlaore, Ascolaore, Pensiero, Parola, Audizione; l'no, e uaia il Tuo nel
Tuo. Ah, la Ielicia, ah, la Ielicia di Essere.
Perche non gli apri gli occhi, a quel cosino, in odo che la Iinisca col suo
copiacieno dissi io. Digli che cosa in reala, coe lo hai deo a e; rielagli le anguse
liiazioni della Poinlandia, e conducilo erso qualcosa di piu alo. Non Iacile, disse il io
Maesro proaci u.
Al che, leando ala la oce, dissi al Puno cosi:
Silenzio, silenzio, Creaura spregeole Tu i chiai il Tuo nel Tuo, e inece sei il
Nulla: il uo cosiddeo nierso non che un punolino in una Linea, e una Linea non che
un'obra in conIrono a.... Sss, sss hai deo abbasanza, 'inerruppe la SIera ascola ora, e
noa l'eIIeo della ua arringa sul Re di Poinlandia.
Il luccicore del Monarca, che riIulgea piu che ai enre ascolaa le ie parole, osraa
chiaraene che la sua copiacenza di se non era saa inaccaa; e io non aeo ancora erinao
che egli riprendea il suo riornello. Ah, la gioia, ah, la gioia del Pensiero Cosa non puo Esso
oenere grazie al Pensiero Il suo proprio Pensiero che a Se sesso si riolge, insinuando il
disprezzo di se solo per esalare la Sua Ielicia Dolce ribellione susciaa per Iinire in rionIo Ah, il
diino poere creaio del Tuo nell'no Ah, la gioia, la gioia di Essere.
edi disse il io Maesro quano poco hanno pouo le ue parole. Nella isura in cui il
Monarca riesce ad aIIerrarle, egli le accea coe sue poiche incapace di concepire alri
all'inIuori di se sesso e si ana della ariea del "Suo Pensiero" coe di un esepio di Poere
creaio. Lasciao queso Dio di Poinlandia al godieno ignorane della propria onnipresenza e
onniscienza: niene che u o io possiao Iare puo scuoerlo dal copiacieno che proa di se
sesso.
Dopo di cio, enre riornaao dolceene Iluuando erso la Flalandia, poei senire la
oce pacaa del io copagno che soolineaa la orale della ia isione, siolandoi ad aere
delle aspirazioni e a insegnare agli alri ad aerne. Si era irriao dappria lo conIesso per la ia
abizione di oler salire a Diensioni al disopra della Terza; a da allora ci aea ripensao, e il
suo orgoglio non era ale da ipedirgli di riconoscere il suo errore daani a un allieo. uindi, egli
prosegui a iniziari a iseri ancora piu ali di quelli di cui ero sao esione, osrandoi coe
cosruire dei Super Solidi ediane il oo dei Solidi, e dei SupersuperSolidi ediane il oo dei
Super Solidi, e uo in sreo accordo con l'Analogia, e uo con procedieni cosi seplici,
cosi eleenari, che persino il Sesso Feinile li arebbe Iacilene inesi.
2. - Come tentai di insegnare la Teoria delle Tre Dimensioni al mio nipotino, e con quale
esito.
Mi segliai Ielice, e i isi a riIleere al glorioso desino che i aspeaa. Arei
proceduo subio, pensao, ad eangelizzare ua quana la Flalandia. Il angelo delle Tre
Diensioni sarebbe sao rielao anche alle Donne e ai Soldai. Arei coinciao da ia oglie.
Ma aeo appena deciso il piano delle ie operazioni, quando udii dalla srada parecchie
oci che iponeano il silenzio. Poi senii una oce piu Iore. Era il proclaa di un araldo.
Ascolando con aenzione, riconobbi le parole della Risoluzione del Consiglio con cui si iniaa
l'arreso, l'iprigionaeno o l'esecuzione di chiunque urbasse gli anii del popolo con
inganneoli Ianasie e con la preesa di aer auo rielazioni da un alro Mondo.
RiIleei. ueso pericolo non andaa sooaluao. Sarebbe sao eglio eiarlo,
ralasciando ogni accenno alla Rielazione, per procedere inece sulla ia della Diosrazione, che
dopouo parea ano seplice e decisia che, anche scarando il prio ezzo, niene sarebbe
andao perduo. erso l'Alo, non erso il Nord: ecco la chiae di ua la diosrazione. Mi era
53
sebraa piu che chiara pria di addorenari; e al io riseglio, Iresco dei io sogno, i era
parsa lapane coe l'Arieica; a in cero odo adesso non i parea alreano eidene.
Benche ia oglie enrasse a proposio nella sanza proprio in quel oeno, decisi, dopo che ci
Iuo scabiai qualche banale parola di conersazione, di non incoinciare da lei.
I iei Iigli Penagonali erano oini di solide qualia e edici di non poca repuazione, a
in Maeaica non erano roppo Iori, e percio non erano adai al io scopo. Ma i enne in ene
che un gioane e docile Esagono, con una buona disposizione per la Maeaica, sarebbe sao
l'allieo ideale. Perche dunque non copiere il prio esperieno col io precoce nipoino, le cui
casuali osserazioni sul signiIicao di 3
3
aeano inconrao l'approazione della SIera Discuendo
la Iaccenda con lui, che era solo un ragazzo, sarei sao perIeaene al sicuro, perche egli non
arebbe sapuo niene del Proclaa del Consiglio; enre non poeo essere sicuro che i iei Iigli
ano predoinane era il loro parioiso, e la loro rierenza per i Circoli, sul seplice e cieco
aIIeo non si sarebbero senii cosrei a consegnari al PreIeo, una ola che i aessero
roao soseniore dell'eresia sediziosa della Terza Diensione.
Ma la pria cosa da Iare era soddisIare in qualche odo la curiosia di ia oglie, che
nauralene desideraa sapere qualcosa delle ragioni per cui il Circolo aea oluo quel colloquio
iserioso, e dei ezzi con cui era penerao in casa. Senza enrare nei paricolari dell'elaboraa
spiegazione che le diedi una spiegazione, eo, non ano Iedele alla reala quano i iei Leori
della Spacelandia porebbero desiderare , basera dire che alla Iine riuscii a conincerla a
ornarsene ranquilla alle sue Iaccende casalinghe senza che i aesse esoro il inio accenno al
Mondo delle Tre Diensioni. Fao cio, andai iediaaene a chiaare il io nipoino;
perche, per conIessare la eria, senio che, in qualche srano odo, uo quello che aeo iso e
senio i saa sgusciando ia coe l'iagine assillane e sIuggene di un sogno, e ardeo dal
desiderio di eere alla proa la ia abilia Iacendoi un prio discepolo.
uando il io nipoino enro nella sanza, chiusi con cura la pora a chiae. Poi, sedendoi
accano a lui e prendendo le nosre aolee di Maeaica o, coe le chiaerese oi, le nosre
Linee gli dissi che areo ripreso la nosra lezione del giorno pria. Ancora una ola gli
spiegai coe un Puno in oieno in na Diensione produce una Linea, e coe una Linea
Rea in Due Diensioni genera un uadrao. Dopo di queso, con una risaa un po' Iorzaa, dissi:
Tu, IurIanello, i olei Iar credere che un uadrao possa allo sesso odo, ediane un
oieno "erso l'Alo, non erso il Nord", generare un'alra Figura, una specie di Superuadrao
a Tre Diensioni. Su, ripeilo, birbane.
In quel oeno senio ancora una ola dalla srada l'die, udie dell'araldo che
proclaaa la Risoluzione del Consiglio. Per quano gioane, il io nipoino che era di
un'inelligenza insolia per la sua ea, e che era sao alleao nell'assoluo rispeo dell'auoria dei
Circoli s'ipadroni della siuazione con un acue al quale ero u'alro che preparao, Tacque
Iinche l'eco delle ulie parole del Proclaa non si Iu spena in lonananza, e poi, scoppiando in
singhiozzi: Nonno caro, disse l'ho deo solo per scherzo, e nauralene non inendeo dire
proprio nulla con cio; e poi, allora, non sapeao niene della nuoa Legge; e non i pare di aer
deo qualcosa sulla Terza Diensione; e sono sicuro che non ho deo niene coe "erso l'Alo,
non erso il Nord": sarebbe sao roppo assurdo, no Co' possibile che una cosa si sposi erso
l'Alo, e non erso il Nord Anche se Iossi un babino in Iasce, non porei concepire nulla di ano
assurdo. Che sciocchezza Ah ah ah.
Non aIIao una sciocchezza, dissi io, perdendo le saIIe ecco qua, per esepio: prendo
queso uadrao, e enre pronunciao la parola prendeo un uadrao obile, che saa li a
poraa di ano e lo sposo, edi, non erso il Nord a... si, lo sposo erso l'Alo... ale a dire,
non erso il Nord, a lo sposo da qualche pare... non proprio cosi, a in qualche odo.... E qui
conclusi la ia Irase in odo ago, scuoendo il uadrao qua e la senza saper cosa Iare, con
grande spasso del io nipoino, che scoppio a ridere piu Iore che ai, e dichiaro che non gli sao
Iacendo lezione a che lo prendeo in giro; e cosi dicendo apri la pora e usci di corsa dalla sanza.
5
In queso odo ebbe erine il io prio enaio di guadagnare un discepolo al angelo delle
Tre Diensioni.
22. - Come in seguito cercai di diffondere la Teoria delle Tre Dimensioni con altri me::i,
e quali furono i risultati
Il Iiasco col io nipoino non i incoraggio a counicare il io segreo ad alri ebri
della Iaiglia; ne d'alro cano baso a Iari disperare del successo. Ma i resi cono che non
doeo aIIidari solano alla Iorula erso l'Alo, non erso il Nord, a cercare piuoso di
dare una diosrazione presenando al pubblico un panoraa chiaro di ua la quesione, e a queso
scopo i pare necessario Iare ricorso alla penna.
Cosi dedicai segreaene parecchi esi alla coposizione di un raao sui iseri delle
Tre Diensioni. Pero, per enare di aggirare la Legge, non parlai di una Diensione Iisica, a di
un paese chiaao Thoughlandia donde, in eoria, una Figura poesse chinarsi sulla Flalandia e
edere siulaneaene l'inerno di ue le cose, e doe Iosse possibile supporre l'esisenza di una
Figura circondaa, per cosi dire, da sei uadrai, e aene oo Puni erinali. Ma, scriendo il
libro, i roai purroppo ibarazzao dall'ipossibilia di disegnare i diagrai necessari al io
scopo; poiche, nauralene, nel nosro paese di Flalandia non ci sono aolee a Linee, e non ci
sono diagrai, a Linee, uo Linee Ree, che si disinguono solo per diersia di isura e di
lucenezza; cosi che, quand'ebbi erinao il io raao che iniolai Dalla Flatlandia alla
Thoughtlandia non poeo esser cero che oli arebbero copreso quello che oleo dire.
Fraano la ia ia aea perso ogni leizia. ualsiasi piacere i nauseaa: qualsiasi cosa
isa era uno siolo, una enazione a coeere un radieno apero, poiche non poeo Iare a
eno di paragonare quello che edeo a Due Diensioni con quello che sarebbe sao in reala, se
lo aessi iso a Tre, e a seno i raeneo dal Iare i iei paragoni ad ala oce. Trascurao i
clieni e gli aIIari per dedicari alla coneplazione dei iseri di cui una ola ero sao esione,
a di cui non poeo Iar pare a nessuno, e che roao ogni giorno piu diIIicili da ricreare
enalene perIino con e sesso.
n giorno, circa undici esi dopo il io riorno dalla Spacelandia, enai di edere un Cubo
a occhio chiuso, a Iallii nel io scopo; e benche in seguio i riuscisse, da allora non Iui piu del
uo sicuro ne lo sono piu sao di aer sapuo raIIigurari esaaene l'originale. ueso i rese
piu alinconico di pria, e i decise a passare all'azione: eppure, non sapeo che cosa Iare. Mi
senio prono a sacriIicare la ia per la causa, se con queso aessi pouo Iare opera di
coninzione. Ma se non ero riuscio a conincere il io nipoino, coe arei pouo conincere i
piu eleai e piu progredii Circoli del paese
Eppure a ole la piena dei senieni era per e eccessia, e allora i lasciao sIuggire
qualche aIIerazione pericolosa. ia i consideraano eerodosso, se non sospeo di radieno,
ed io ero piu che cosciene dei pericoli della ia posizione; capiaa uaia che non riuscissi a
raeneri dall'espriere idee sospee o quasi sediziose, anche se i roao in ezzo alla piu ala
sociea Poligonale e Circolare. uando, per esepio, sorgea la quesione del raaeno di quei
pazzi che diceano di aer riceuo il poere di edere l'inerno delle cose, io ciao il deo di un
anico Circolo, il quale aea dichiarao che i proIei e le persone ispirae sono sepre considerai
pazzi dalla aggioranza; e a ole non poeo Iare a eno di lasciar cadere Irasi coe l'occhio che
disingue l'inerno delle cose, e il paese che uo ede; in un paio di occasioni i lasciai
sIuggire persino i erini proibii: la Terza Diensione e la uara Diensione. Finalene, a
coronaeno di una serie di piccole iprudenze, accadde che a una riunione della nosra Sociea
Speculaia Locale, enua proprio nel Palazzo del PreIeo, una persona assai sciocca desse leura
di una sua pedane disserazione sulle ragioni precise per cui la Proidenza ha liiao a Due il
nuero delle Diensioni, e per cui l'aribuo di onnieggene assegnao al Supreo e a nessun
alro. Cio baso perche io perdessi il conrollo Iino al puno di Iornire un resocono deagliao di
55
uo il io iaggio con la SIera, pria nello Spazio, poi al Palazzo delle Asseblee nella nosra
Meropoli, e quindi di nuoo nello Spazio, e del io riorno a casa, e di ogni cosa che aeo iso e
udio nella reala o soo Iora di isione. In principio, a dire il ero, Iinsi di descriere le
esperienze iaginarie di un personaggio Iiizio; a preso il io enusiaso i cosrinse a gear
ia ogni aschera Iinche, con una Ierida perorazione, arriai a esorare uo l'udiorio a spogliarsi
dei pregiudizi e dienare credeni nella Terza Diensione.
C' bisogno di dire che Iui iediaaene arresao e condoo daani al Consiglio
Il aino seguene, roandoi proprio in quel poso doe solo pochi esi pria ero sao
con la SIera, i Iu peresso di coinciare, e poi coninuare, il io raccono senza che i Iossero
Iae doande ne inerruzioni. Ma sin dall'inizio poei preedere il io desino, poiche il Presidene,
noando che era di serizio un piccheo di ageni della caegoria igliore, di angolaria di poco
inIeriore ai 55 gradi, pria che io coinciassi la ia diIesa li Iece sosiuire con una caegoria
inIeriore di 2 o 3 gradi. Conosceo anche roppo bene il signiIicao di una siile precauzione. Sarei
sao iprigionao o giusiziao, e la ia sore sarebbe saa enua segrea al ondo ediane
l'iediaa eliinazione dei Iunzionari che l'aessero udia; e, cosi sando le cose, il Presidene
desideraa sosiuire le iie di alore con alre eno pregiae.
uand'ebbi concluso la ia diIesa, il Presidene, Iorse accorgendosi che qualcuno dei
Circoli piu gioani era riaso scosso dalla ia eidene sinceria, i Iece due doande:
1. Poeo indicare la direzione che inendeo quando usao l'espressione erso l'Alo, non
erso il Nord
2. Poeo, ediane diagrai o descrizioni che non Iossero l'enuerazione di lai e di
angoli iaginari deerinare la Figura che i copiaceo chiaare Cubo
Io dichiarai che non poeo aggiungere alro, e che doeo aIIidari alla eria, la cui causa
arebbe ceraene Iinio col rionIare.
Il Presidene rispose che era perIeaene d'accordo con e, e che non arei pouo Iare di
eglio. Sarei sao condannao alla prigione a ia; a se la eria olea che io sorgessi dalla
prigione ed eangelizzassi il ondo, si poea esser ceri che essa sarebbe saa capace di oenere
queso risulao. Nel Iraepo non sarei sao sooposo ad alcun disagio che non Iosse necessario
per ipediri la Iuga, e, purche non perdessi queso priilegio con la ia caia condoa, i
sarebbe sao pure consenio di edere, di ano in ano, io Iraello, che i aea preceduo nella
ia sessa prigione.
Sono passai orai see anni e io sono sepre in prigione, e se si ecceuano le occasionali
isie di io Iraello del uo agliao Iuori da ogni alra copagnia che quella dei iei carcerieri.
Mio Iraello uno dei uadrai igliori del ondo, giuso, assennao, allegro, e non prio di aIIeo
Iraerno; eppure conIesso che i nosri colloqui seianali, aleno da un cero puno di isa, sono
per e causa dei dolore piu io. Egli era presene quando la SIera si aniIeso nella Sala del
Consiglio; ide uare le sezioni della SIera; seni la spiegazione dei Ienoeni che allora Iu daa ai
Circoli. Da quella ola, non sara passaa una seiana per see inieri anni senza che egli i sena
riparlare della pare che aeo auo in quella apparizione, insiee con un'apia descrizione di ui
i Ienoeni della Spacelandia, accopagnaa dagli argoeni deriabili dall'Analogia in Iaore
dell'esisenza delle cose Solide. Eppure i ergogno di essere cosreo a conIessarlo io Iraello
non ha ancora aIIerrao la naura della Terza Diensione, e proIessa aperaene la sua incredulia
nell'esisenza di una SIera.
Percio non ho Iao neppure un proselie e, per quano io posso consaare, la Rielazione
illenaria, che a e saa Iaa, non ha sorio alcun eIIeo. Lassu nella Spacelandia, Proeeo Iu
incaenao per aer porao il Iuoco ai orali, a io poero Proeeo della Flalandia giaccio
qui, in carcere, per non aer porao niene ai iei coparioi. Eppure coninuo a esisere nella
speranza che quese ie eorie, in qualche odo, non so coe, possano roare una srada per
giungere alla ene dell'uania di qualche Diensione, e possano susciare una razza di ribelli che
si riIiuino di essere conIinai in una Diensionalia liiaa.
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uesa la speranza dei iei oeni piu liei. Ahi, non sepre cosi. A ole i pesa
il rise pensiero di non poer dire onesaene di essere cero della Iora del Cubo, iso una sola
ola e ano spesso ripiano; e nelle ie isioni nourne il preceo iserioso, erso l'Alo, non
erso il Nord, i perseguia coe una SIinge che i diori l'ania. pare del aririo che
sopporo per la causa della eria che ci siano sagioni di debolezza enale, quando Cubi e SIere
saniscono nello sIondo lonano di esisenze ipossibili, quando la Terra delle Tre Diensioni
sebra quasi alreano iaginaria che la Terra di na o di Nessuna; anzi, quando anche queso
solido uro che i preclude la libera, quese sesse aolee su cui so scriendo, e ue le
concree reala della sessa Flalandia, i appaiono solano coe il paro di una Ianasia alaa, o
coe l'ediIicio senza Iondaena di un sogno.
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N LOO N LINAIO
di Giorgio Manganelli
Non raero dei erii scieniIici e didaici di queso sraordinario libreo, perche, non
essendo in grado di apprezzarli, non i ineressano; a orrei airare l'aenzione su aluni
problei di leura, direi di uso, che quesa Iaola aeaica pone con singolare aggressiia.
Flatland di Edwin A. Abbo , senza alcun dubbio, uno dei libri inelleualene piu
ecciani che i sia accaduo di leggere da gran epo; non inendo con cio dire che si rai di un
libro supreo, a piuoso unico: una inenzione proocaoria, un problea deliziosaene
esasperane. La leura di Flatland oIIre un inricao piacere, una Ielicia perplessa, in cui riconosco
racce di acredine swiIiana, di delirio carrolliano; inolre, un insiee di candore e di Ierocia, una
pedane concenrazione ra didascalica e deenziale, una gelida grazia asraa e, qualia piu
inquieane, un coninuo aIIluire di briidi, di Iulinei spasii, di aicchi che subiaene si
rasIorano in cripiche allusioni ad alro. Insiee alla asciua ilaria del gioco inelleuale
aeriao nel libro il Iiao usionane del erroriso logico e didaico; nella sua aeaica
chiarezza inesauribilene abiguo. Il suo spazio sa ra il on mot e l'Apocalisse: uno spazio
assai apio, abiao da osri reendi quano soessi.
Cerchero di descriere la acchinazione, la sruura Iunzionane del libro, indicando quegli
eleeni linguisici che sono, a io aiso, il presupposo dell'inenzione. La Flalandia, la erra
bidiensionale abiaa da Iigure oalene piae, appuno inenzione in senso rigoroso: scopera
e deliiazione di uno spazio asrao ediane la creazione di un linguaggio. n luogo un
linguaggio: noi possiao essere qui solo acceando le regole linguisiche che lo inenano.
Essendo il porsi di un linguaggio arbirario e non deducibile, i diersi linguaggi indicheranno
luoghi oalene disconinui. Coe appuno la Flalandia, nei conIroni di qualsiasi luogo
uano.
L'esepio della Flalandia ci aere di alro: il linguaggio, pipisrello pendulo dai propri
piedi, unierso che si ipedisce di precipiare nel nulla reggendosi alle proprie ani allacciae,
assolua conraddizione che uaia l'unica sede abiabile, iniaene iparenao ad alro, a
gesi abigui, ra Irioli e cerioniali: al gioco. Nell'uno e nell'alro, all'arbiraria scela iniziale
segue la rigida deduzione. La scela pone, siulaneaene, le leggi di solgieno del reso del
discorso. L'unierso, esplodendo alla nascia, si scopre segnao da ue le proprie Iuure cerionie.
n linguaggio un giganesco coe se, una legislazione ipoeica che in prio luogo inena i
propri suddii: i luoghi, gli eeni. Con geso arbirario Iissiao i alori delle care, a da quel
oeno subenra il rigore del gioco e del rio.
La Flalandia un luogo a due diensioni, oalene piao, abiao da Iigure appena
racciae su di un paieno eernaene illuinao. Da queso presupposo, con l'esrosa coerenza
delle osse su una scacchiera, rae inizio il ie e gelido Iurore inelleuale dell'inenore. Se
codesa erra ha due sole diensioni, larghezza e lunghezza, nessun rilieo sara percepibile coe
ale; non i sara ne un sopra ne un soo. Le case saranno disegnae in piao sulla superIicie, e il
eo non sara sopra a a nord. li abiani non poranno edersi nella loro Iora oale: a solo
riconoscersi al ao, o piu Iineene dedursi dalla isa, a seconda del piu o eno rapido
obnubilarsi dei lai nella nebbia della Flalandia. Il periero delle Iigure deliia qualcosa di
iserioso, di nauralene inaccessibile, che essi chiaano inerno. Ma esainiao piu
aenaene le Iigure di queso sconcerane azzo di care; esse racchiudono una arguzia
squisiaene narraia, e i loro oieni ci rielano la coedia sociale, doesica, sorica della
Flalandia. Figure poligonali sono esclusiaene i aschi: ed essi si collocano gerarchicaene, a
seconda del nuero dei lai, dagli inIii sciagurai Isosceli acue angled rabble, he wreched
rabble oI he Isosceles passando per la piccola borghesia dei Triangoli equilaeri, per i uadrai
proIessionisi e i Penagoni geniluoini, per la sepre piu poligonale nobila Iino alla classe
ecclesiasica, doaa di al nuero di lai, e quesi dunque ano inii, da poersi, non senza
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indizio di pia Irode, inendere coe Circolo. Al ran Circolo in carica si aribuiscono sepre, a
iolo di coresia, dieciila lai.
li angoli ariaene aguzzi dei poligoni sono eibili ari: specialene icidiali nei
laoraori e soldai, Isosceli di assai srea base, ano piu punui, quano piu rozzi e incoli.
Tuaia, grazie alla irabile Legge di Copensazione, la sessa pochezza enale disrae la
eppa dall'usare la propria poenza oicida. Se poi accade a aluno degli Isosceli di progredire in
inelligenza, scienza e iru, codeso angolo, allargandosi, erra ad accosarsi a quello, assai eno
roinoso, dei Triangoli equilaeri. InIine, grazie al cauo inereno dei edici di Sao, sara
possibile anipolare quegli Isosceli che si rielino di anio piu osinao alla ribellione, e adaarli a
Poligoni regolari, cosi da accoglierli nelle classi priilegiae.
Tuaia, la capacia di nuocere dei aschi della Flalandia sepre poca cosa, a peo di
quel che possono le loro Ieine. L'inenzione delle donne Ilalandesi ra le piu deliziose del
raccono, e si aliena di una alagia leias, una secca ilaria senza indulgenza. Le donne sono
brei segeni, con la boccaocchio da una pare, e una leale puna dall'alra. Si consideri dunque:
la loro esreia poseriore sara piu aguzza di qualsioglia angolo; non solo: a quando le Ieine
riolgono la loro pare piu icidiale erso un Poligono, proprio allora, riducendosi a Iioco puno,
esse si Ianno poco eno che inisibili. Si aggiunga che sono di eperaeno bizzarro, Ialoiche e
iraconde; e ne erra coe necessaria conseguenza l'applicazione nei loro conIroni di un codice
essaorio. Le case saranno cosruie in odo da cosringerle a olgere sepre la pare aneriore
erso i Poligoni di Iaiglia; per la srada doranno annunciare la propria presenza lanciando il
rido di Pace, ondeggiando o oscillando. InIine, se aluna di esse sara sospea di soIIrire di aacchi
iserici o cronico sarnuo, dora enire insanly desroyed.
Esseri IiliIori e passionali, aghi collerici, di inelligenza isosceloide, Irodai anche dai loro
arii che le ogliono incole, e alora le rinchiudono sabilene in casa, ecceo durane le
Iesiia religiose, e che usano con loro un linguaggio Iiizio, in cui grandeggiano parole coe
aore e doere, piea, speranza, giuso e sbagliao quesi esseri, dico, riescono a concenrare la
qualia dell'incubo e della coedia. Soli e sinisri, i segeni Ieinili sono esranei alla bella e
crudele sruura della sociea geoerica; esclusi, per ocazione e asua coazione, dal ondo
raziocinane, resa loro l'inIia olua dei rudienali senieni; inIine, chiusi nel serraglio di un
linguaggio Iiizio, acchinao coe una escrescenza paologica all'inerno dell'auenico, essi sono
aIIao ignari del ondo della soria.
La gerarchia geoerica da un lao, e le non gerarchiche Ieinee da un alro, ci si
dispongono daani coe segni ra conenzionali e agici, dadi per coporre alre piu aricolae
Iigure. naurale riconoscere in quesa descrizione, eniaene scieniIica, una saira della
sociea classisa e saale. Ma il piacere del raisare soo la Iaola aeaica i connoai del noo,
con quella speciIica ensione che collega l'assurdo al quoidiano, il razionale al ondano, non dee
disrarci da quello che i pare il problea criico essenziale: cio, la descrizione del odo in cui
agisce quesa Iinzione sociale all'inerno della acchina narraia. A io aiso, codesa sruura
un alro esepio di linguaggio e, insiee, degli eleeni nauralene ragici di ogni linguaggio: la
sua Iaale ocazione a porsi coe deIiniio, coe la reala, e quindi la sua caia coscienza. Per
reggere le proprie ebra, esso ricorre a due ari: al erroriso e all'euIeiso. Cio, allo Sao e
alla Soria.
La sociea della Flalandia errorisica; la sua crudela logica, pacaa, Iondaa su buoni
argoeni, inIine del uo naurale. Si spiegano le roinose conseguenze di qualsioglia indulgenza
nei conIroni dei poligoni che il capriccio geneico e la naurale praia hanno oluo irregolari; si
argoena a Iaore dell'uso didaico dei riangoli Isosceli, enui nelle scuole a educazione del ao
dei superiori Poligoni, e lasciai orire di Iae in capo a un ese; e non senza ragione si sosiene,
conro coloro che orrebbero una piu lunga Iruizione di codesi iseri riangoli, essere queso uno
dei casi ipici in cui chi piu spende eno spende: giacche col prolungao uso gli Isosceli si
deeriorano, e, inIine, rapidaene sosiuendoli, si assoiglia l'inIia popolazione, obbieio
queso che ogni uoo di Sao della Flalandia iene cosaneene presene.
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Il discorso nella pria pare uilizza due oni silisici principali, in qualche odo conigui:
il didaico e l'euIeisico. Coe oio, il prio una speciIicazione del errorisico. Fornisce le
ari dialeiche alla repressione gerarchica, e sere insiee a dare sIogo ad una squisia, paranoica
pedaneria; il guso inuo, iope, paziene dello solgieno di un eorea. Enuncia i
presupposi, deduce; esepliIica alora con aneddoi, alora con disegni. Applicao al ondo
Ianasico e coerene della Flalandia, il didaico ha un eIIeo ironico allucinaorio. Il coe se
linguisico agisce al liello della genile e argoenaia Iollia. uando ci iene spiegao, con
disegni, in qual odo i Poligoni giungono a riconoscersi, noi aeriao che la ensione ironica
u'uno con la copaezza logica dell'argoenazione. Aer ragione la naurale ocazione
della Iollia.
Il ondo della Flalandia non ignaro di Soria. La soria il supreo euIeiso,
appariene alla sessa caegoria della parola pudende. Coe ale genera euIeisi di inIinii
gradi e Iore: oraorii, religiosi, IilosoIici, dorinari. Ogni qualola si occano i lai aroci della
ciila Ilalandese, lo sile osra i segni di un delizioso raggelaeno: alora si piega
allunderstatement, talora esibisce una concisione Ieroce, a assoluaene aseica. A denoare la
iolena soppressione Iisica, si usano espressioni ariaene accore: consued ne un elegane
esepio. li Isosceli criinali engono condannai dalla agisraura o be consued, ed
egualene si propone che gli Irregolari engano painlessly and erciIully consued.
Dopo la ribellione di Croaise, il eerario inroduore dei colori nel ondo onocroo
delle Iigure geoeriche, ogni cia e illaggio iene syseaically purged dell'eccedenza delle
classi inIeriori; painless deah sara la sore dei Regolari riproai agli esai; e, s' gia iso, le
donne di oi ipreedibili doranno essere insanly desroyed, doe l'acceno silisico cade sul
chirurgico aerbio. La narrazione della riola pericolosaene egualiaria di Croaise sola
con acceni torv, senza inIierire sui ini, e non senza qualche ripiano per quello scoparso
ondo policroo. Il ale, coe sappiao, non esise; al suo poso sanno la eaIora e la lioe.
Nella pria pare di Flatland si descrie una siuazione di ensione obieia: geoeria e
soria si aIIronano coe dai appareneene inconciliabili, a in reala legai da una coplicia
che supera il loro anagoniso inelleuale. Per un isane, esse roano uno spazio Iiizio in cui
coincidere. Poreo deIinire la soria coe il sisea delle enzogne pose in ao dalla
geoeria; la sua asuzia, la sua Ierocia, il suo inio errore.
Si parlao della caia coscienza del linguaggio: ciascun linguaggio sa che alri sisei
linguisici sIidano la sua oalia; che inIinii possibili coe se si pongono coe alernaii; che
in qualche odo occupano ui il edesio spazio. Dunque, essi sono legai da un conIlio
Iorale, irrisolibile. Donde la lucidia ragica di quesa prosa, la cui iezza appena ela il disagio
radicale del l'inelligenza.
Tra la pria e la seconda pare ' un legae organico: il libro un diico. In qualche
odo, il secondo libro presena il problea conrario. Al ea del linguaggio che si Iinge unico, e
dalla propria Iinzione genera la enzogna della soria, si conrappone il oeno anisorico della
pluralia dei linguaggi. Al problea dello sare denro un unico unierso, si conrappone l'eroico
problea del passaggio da uno ad alro unierso.
Il rapasso da un gioco ad alro alernaio e incopaibile col prio, il ransio da un
sisea ad alro che per deIinizione puo solo abolire il prio la siuazione di quesi capioli: una
siuazione per deIinizione ipossibile. Se il linguaggio si regge errorisicaene, se i suoi conIini
sono cosi aspraene deIinii, se insiee eIIiero ed eerno, cio copora che da linguaggio a
linguaggio non i sia spazio per un percorso dialeico, ne per alcuna possibilia di deduzione. Il
passaggio dall'uno all'alro pora aenire solo con un ao di iolenza. uesa iolenza, irruzione di
un unierso all'inerno di un alro unierso, queso rapasso incoerene e orale la isione. La
seconda pare di Flatland una serie di isioni.
Non ' piu poso per la soria. I ondi si giusappongono, o piuoso si sorappongono,
esranei e inconciliabili, e engono sperienai grazie al salo dell'esasi. Non sarebbe esao
deIinire ironiche quese isioni. Si raa piuoso di una ironia di secondo grado. Il problea
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inelleuale e assoluaene esao, la sua Iorulazione propriaene ragica; e che si esercii
nell'abio di un gioco Iorse non elude, a eccia, grazie alla osruosa lucidia delle inie
diensioni, la sua qualia di proocazione irresolibile e che uaia occorre accogliere. una
sora di plaoniso iniaurisico, che ad una acre grazia aggiunge una abigua inensia.
Scopare l'euIeiso, e il linguaggio acquisa coloriure ola a ola cerioniali, proIeiche,
bibliche. Troiao paeisi oraorii, acceni deozionali, appuni da serone, sacre ineie.
La pria isione ediealene, un sogno quella del ondo ad una sola diensione:
una linea su cui sanno collocai segeni e puni. I segeni sono aschi ecco, di nuoo, la
segnaura arbiraria delle care cosoro dispongono di due oci, ediane le quali si accoppiano con
due ogli; ciascuna di quese dispone di un'unica oce: in al odo si Iora una sruura aricolaa
in quaro puni sonori nauralene aronici. I onodiensionali non hanno idea di desra e di
sinisra, e non si sperienano reciprocaene che coe puni. Non possono occarsi, non
capiscono ne percepiscono oieni al di Iuori della linea su cui sono disposi. Cio che esce dalla
linea scopare, cessa di esisere, grazie, suppongono, ad un inereno agico. Anche i
onodiensionali, dunque, praicano il erroriso linguisico. Anche per cosoro il loro spazio la
reala, ne puo darsene alra.
orrei conIronare subio quesa con una successia isione, inclusa nell'eeno essenziale
della seconda pare, l'apparizione della SIera. Mi riIerisco alla breissia isione del ondo senza
diensioni, il puro Puno. La soigliezza di quesa iagine sraordinaria. L'essere senza
diensioni, il puno pensane, noina se edesio coe I, Esso. In lui aenua la
ideniIicazione con l'unierso; linguaggio e parlane coincidono oalene. Nello spazio non
esisene del puno adiensionale, non essendoi luogo logico per l'alro, si celebra il rionIo della
auologia. Non i il u, dunque non i l'io; il puno non puo aere isioni, giacche
qualunque alro diena iediaaene I. Nessuna pare del puno puo dienare porarice
del discorso isione. Inorno al puno non i nessun alroe donde possano procedere raui
rielaori. InIinia beaiudine dell'esisenza Esso ; e non c' alro al di Iuori di Esso. Esso
sesso Pensaore, Parlaore, Ascolaore, Pensiero, Parola, Audizione; l'no, e uaia il Tuo nel
Tuo. Il linguaggio ha oni biblicoiloniani. Forse I un Dio, enunciao in erini di
linguaggio; un Dio auonoo, increao e non creaore e, in prospeia, Iorse anche ao.
Tuaia, cenro del secondo libro non nessuna delle due isioni aie, a una isione
passia. na SIera, una cosa a re diensioni, scende sulla Flalandia, e parla con quel uadrao
che anche il narraore. La SIera pora la rielazione della erza diensione, uole Iarne parecipe
il bidiensionale. Cosui reagisce con aggressio errore. n ondo a re diensioni non
abiabile. una Irode, una Iollia leale, un ipossibile; ed anche un delio. Il uadrao ena di
uccidere la SIera, chiaa al soccorso, uole consegnarla alla giusizia. La accusa con biblica
iolenza, le riolge il thou della preghiera e dell'anaea. La SIera non puo ne osrare la erza
diensione, ne dedurla; puo solo suggerirla con ragionaeno analogico. InIine, nei conIroni del
uadrao che in ogni odo rilua e si dibae, non le resa che ricorrere alla iolenza. Coe nelle
aniche isioni, il uadrao rapio, porao in alo quell'alo, upward, che appuno il suo unierso
ignoraa dagli arigli di un osro rielaore. La isione insiee conoscenza e errore. uando
poei riroare la oce, andai un alo grido d'angoscia "uesa la Iollia o l'InIerno". "Nessuno
dei due;" rispose cala la oce della SIera "queso il Sapere; sono le Tre Diensioni... ". Solo la
iolenza e la erigine possono inIrangere la alsana usanza del linguaggio. Il rao del uadrao
eeno isico, ascesa, inuizione sela l'angusa srada che conduce da un unierso all'alro,
quell'orrendo esser Iuori da ui gli uniersi e insiee disponibile a ui gli uniersi cui pare che
l'inelligenza si riIiui di sopraiere. Il rapieno eodologico: uscio dal proprio linguaggio, il
uadrao in grado di accogliere inIinii alri linguaggi. Diena, da discene, aesro della sessa
SIera, la induce ad aeere una possibile quara diensione, le raena le oscure, iseriose
isioni, Iorse indizio di circosani alroe, in cui igono dierse, piu apie leggi conosciie.
La conclusione del raccono ragica: a, coe sepre, di una ragicia Irusraa, insiee
reale e inia, non sai se ara oicida o gioco d'ingegno. Riornao in paria, il uadrao, che
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ena di dar esionianza di quel che ha iso, ien raao da sedizioso, e non ' dubbio che lo
sia, e incarcerao. Il erroriso linguisico non puo rispariarlo. Ma queso solo il gioco sairico.
Chiuso orai da see anni nel carcere della Flalandia, il uadrao non puo dubiare che i sia
un'alra, piu coprensia eria, e puo solo augurarsi che la sua esperienza possa ecciare una
generazione di ribelli, ipazieni del poero ondo delle due diensioni. Ma coninuare a pensare
i erini di quell'alra esperienza esreaene diIIicile. Coe puo l'inelligenza bidiensionale
ricordare, pensare l'alra diensione Non sara Iorse ogni linguaggio, il nosro, e qualsiasi alro che
possa prenderne il poso, un sisea di coerene Iollia, una delirane organizzazione del nulla
Flatland, queso unierso di isioni ragiche e gnosiche, di inenzioni ra incubo e saira,
ra puzzle e idea plaonica, una Iiizia appa caracea; a disegnarla, sono occorse geniale
pedaneria, una Ianasia srologane, una Iraesca Iollia deduia. All'asciua grazia dialeica si
accopagna l'angolosia pedagogica. Non sappiao dire se un incubo, una Iarsa, un apologo, una
saira, un feu desprit, una scoessa, una allegoria, una isione, o lo saira di ue le isioni. un
libro leggero e inaIIerrabile, un capolaoro di illusioniso prospeico: coe le anguse parei su
cui sono Iini precipiosi corridoi che cosringono occhio e inelligenza a senirsi a icenda.
Triangoli oicidi, deliri poligonali, isioni sIeriche percorrono la piaa erra senza colore, inasa
da una luce perenne: sono segni, sigle di un discorso ipersonale, disuano, e insiee
inelleggibile; deeni e orrendaene ragioneoli, coe ipeccabili ed insensai esepi
graaicali.
IORIO MANANELLI
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