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Dalila Missero

L'invenzione dell'adolescenza ed il suo corpo


Riflessioni a margine di un'et nuova.

Corso di Storia dell'Innovazione Tecnologica

prof. Raimonda Riccini

In queste poche pagine intendo ripercorrere le tappe che hanno in qualche modo segnato, determinato la nascita dell'adolescenza per come la intendiamo oggi. Il termine adolescenza deriva dal latino adolescere, che significa crescere. L'adolescenza per, ha una storia relativamente recente. Ma cosa s'intende per adolescenza? Se ene sia ormai comunemente accettata l'idea di un'et! di passaggio tra l'infanzia e l'et! adulta, molte discipline, in primis la psicologia, hanno fornito definizioni non sempre del tutto convergenti. Si considera in genere adolescenza quel periodo della vita che va dai "# ai "$ anni in cui si verificano cam iamenti fisici importanti dovuti alla pu ert!, come ad esempio le alterazioni iochimiche dell'organismo dovute alla produzione ormonale. In questo periodo il corpo cam ia anche esteriormente, compaiono i cosiddetti caratteri sessuali secondari, nei maschi aumenta la massa muscolare, nelle femmine l'adipe. La neurologia ha confermato che in questo periodo anche nel cervello cam ia qualcosa, in quanto si verifica il culmine del suo sviluppo con la maturazione dei lo i prefrontali. % questa parte del cervello vengono in genere associate le funzioni pi& sofisticate e complesse, quelle che, per semplificare, ci differenziano dagli altri primati. %nche la psicologia, come si ' gi! accennato, ha prestato molta attenzione a quest'et! di mezzo. In particolare la psicologia dell'et! evolutiva si ' occupata dell'adolescenza e delle sue pro lematiche. (onostante gli sforzi per una definizione comune tra le varie discipline, l'unica )verit!* chiaramente attestata ' che durante l'adolescenza si verificano mutamenti molto evidenti, sia nel corpo che nella psiche. Schematizzando, si pu affermare che i cam iamenti adolescenziali interessano tre aree dello sviluppo dell'individuo+ quello iologico, quello cognitivo e quello socio, psicologico. -onsiderando con attenzione solo quest'ultimo in particolare, potre e emergere che l'adolescenza sia solo un costrutto culturale. Ma perch'? In diverse sedi si ' parlato di )nascita dell'adolescenza*," proprio perch. la sua affermazione e rilevanza nella societ! vengono percepite in un momento piuttosto preciso della storia. Ma allora, non vi ' un'adolescenza )in s.* visti gli incontroverti ili elementi iologici che sem rano indicarne l'esistenza? I dati scientifici al riguardo sem rano inoppugna ili, ma non si deve ignorare che tra i caratteri attri uiti all'adolescenza, risultano evidenti una serie di fattori determinati da en precisi sviluppi socio,culturali, economici e tecnologici. -on le dovute cautele si possono individuare alcune date, momenti della storia che possiamo circoscrivere al fine di delineare un contesto en preciso. /uardano retrospettivamente dall'0ttocento a oggi, ' come se ad un tratto i giovani avessero fatto irruzione nella Storia. Ma ' proprio vero? 1erch. proprio in quel periodo? La necessit! di definire meglio l'adolescenza ' forse data dalla necessit! di capire come mai d'un tratto i ragazzi a iano iniziato ad avere pi& peso nella societ!, oppure dalla volont! d'impedire che questo accada? % posteriori si possono individuare con una certa sicurezza i motivi di tanto interesse per la definizione di un'et! di mezzo solo in relazione ad una serie di cam iamenti sociali e culturali pi& complessi, che sono forse alla radice di tutta la questione. 2ra questi ve ne sono moltissimi e se ne sono accorti gli adolescenti stessi attraverso manifestazioni culturali e letterarie, partecipando a sommovimenti sociali e politici divenendo, come gruppo, un consapevole soggetto storico attivo su ampia scala. In parallelo i cam iamenti sociali e macro economici hanno mutato la posizione ed il ruolo del giovane nel proprio nucleo familiare. (on ultimo, l'adolescente ' protagonista della nuova societ! dei consumi. 3uest'aspetto non ' secondario perch' ' strettamente legato all'inserimento del giovane nei meccanismi produttivi della societ! industriale ed al suo rapporto con la tecnologia. L'adolescente nasce con e nell'era dell'industrializzazione, in un periodo, a cavallo tra 0ttocento e (ovecento, in cui si assiste a numerose innovazioni tecnologiche ed ad una loro relativa democratizzazione data dalla produzione industriale. 3uali possono essere i legami tra questi fenomeni? 4 possi ile delineare un quadro d'insieme di un periodo cos5 complesso? Si potre e pensare per varie ragioni, che verranno esposte pi& avanti, che l'adolescenza ' un prodotto della societ! di massa, la cui genesi e sviluppo sem rano poterci dare qualche elemento in pi& per capire. Giovent o adolescenza? lcune precisazioni terminologic!e. Spesso si tende, nel linguaggio comune, e lo si far! anche in queste pagine, ad usare in maniera quasi intercam ia ile i concetti di adolescenza e giovent. (on si tratta per di una scelta immotivata. Infatti, prendendo come punto di partenza gli studi di 6eniston e /illis si pu chiarire questa posizione. 7ntram i concordano nell'inserire l'adolescenza )all'interno* del periodo pi& lungo della giovinezza, divenendone una sorta di sotto categoria che costituisce una zona grigia rispetto alle definizioni pi& cristalline di altre et! della vita 8infanzia, et! adulta, vecchiaia9. 6eniston, in modo molto efficace, definisce giovent post"moderna quel periodo successivo all'adolescenza, in cui i ragazzi volontariamente, prolungando gli studi e la dipendenza economica dalla famiglia, posticipano il proprio ingresso nel mondo adulto. 3uindi parlando di adolescenza e della sua nascita si ' in qualche modo costretti ad accettare che vi sia una fase successiva, anch'essa inedita
1 Si rimanda alla bibliografia di questo saggio.

rispetto ai secoli precedenti, in cui non si ' n. adolescenti n. adulti di fatto. 2uttavia la cosiddetta giovent post"moderna prolunga molti aspetti dell'adolescenza. Il distacco definitivo dall'adolescenza in senso proprio lo si ha solo con l'ingresso nell'et! adulta, quindi parlando di giovent& e adolescenza, ammettendo l'esistenza di quest'ultima, di fatto si intendono due periodi della vita dai contorni sfumati e per certi aspetti assimila ili. 4 ormai comprovato, a supporto di quest'idea, che l'et! dello sviluppo sessuale si sia a assata, ma a questa non corrisponde una parallela precocit! di ingresso nell'et! adulta. Le soglie tra infanzia, giovinezza ed et! adulta sem rano correre su due inari paralleli a velocit! sfasate+ uno iologico,fisiologico, l'altro socio, psicologico. 3uindi se in passato il passaggio all'et! adulta era prevalentemente legata alla possi ilit! di procreare ed all'ingresso nel mondo produttivo, qualcosa nell'arco di circa due secoli ' cam iato fortemente. -ome illustrano i grafici nella #ig.$, l'impostazione delle ricerche di 6eniston e /illis parlano compiutamente di adolescenza e giovinezza post,moderna riferendosi al periodo post,industriale. 1er questo motivo qui ci si riferir! al periodo dell'industrializzazione per risalire alle origini dell'adolescenza e del nuovo ruolo sociale assunto dai giovani. In quegli anni si sono poste le asi per queste )nuove et!* della vita mentre nell'epoca post,industriale si ' verificato un perfezionamento di questi processi, la cui analisi per esula dall'intento di queste pagine. In questa sede infatti ci si limiter! ad un arco temporale circoscritto tra gli ultimi decenni dell'0ttocento ed i primi del (ovecento cercando d'individuare le radici socio,culturali, tecnologiche ed economiche all'origine dell'adolescenza. :n altro aspetto interessante ' che l'adolescenza pare essere un concetto che appartiene esclusivamente alla nostra cultura. (el ";#$ Margaret Mead pu lica %'adolescente in una societ primitiva, frutto dei suoi studi tratti dall'osservazione Figura 1: grafici delle et dell'uomo di una comunit! di indigeni di Samoa. La Mead ha concluso nella societ pre-industriale (sopra) ed che esiste in quella popolazione un periodo di transizione tra in quella post-industriale (sotto). Fonte: infanzia ed et! adulta, ma al contrario che in 0ccidente, viene Gillis J. R., ! gio"ani e la storia#, vissuto serenamente e non ' connotato come un momento di $ondadori, $ilano 1%&1, p. '!!! scontro e conflitto. Da qui ne deriva che un periodo di transizione defini ile come )adolescenza* 8ma che di fatto non si ' sentita la necessit! di inquadrarla cos59 esiste pro a ilmente in ogni cultura, ma ci sono diversi modi di viverlo in connessione alla societ! ed al contesto in cui si vive. Il taglio rivolto all'0ccidente di queste pagine ha una giustificazione in s.+ capire come la societ! industriale e tecnologica occidentale a ia creato un )modello* di adolescente che rispecchia i suoi schemi sociali e culturali. Infatti il concetto di adolescenza ' strettamente legato a dinamiche storico, sociali che gradualmente le hanno attri uito quel nome e determinate caratteristiche che sono vissute come tali solo in questo contesto. lle origini dell'adolescenza. Ma quando ' nata l'adolescenza? <i possono essere varie risposte, in ase all'aspetto del fenomeno che si vuole analizzare. 2uttavia l'0ttocento ' stato certamente un secolo che ha posto molte premesse al suo sviluppo e definizione. 1er risalire a quando la giovent& inizi ad essere considerata un soggetto sociale e politico a s. stante, occorre fare qualche passo indietro, sino alle radici culturali della societ! contemporanea che innega ilmente affondano nell'Illuminismo. Senza poter entrare nello specifico, si pensi all'importanza di un'opera come &'milio o dell'educazione( di =. =. >ousseau del "?@#. L'autore ha qui individuato e sistematizzato una concezione pedagogica che contempla l'esistenza di un'et! di transizione tra l'infanzia e l'et! adulta, ovvero quel periodo della vita in cui si )sviluppa la ragione*. (ella >ivoluzione Arancese la giovent& per la prima volta viene proposta come un valore ed i giovani stessi si pongono come attori consapevoli della storia. Indicativo di questo ' la precoce morte di >o espierre a B@ anni+ a quell'et! la sua para ola politica era gi! ampiamente compiuta. 1roprio in questi anni infatti il termine )rigenerazione* entr nel lessico politico sottintendendo la necessit! di una partecipazione giovanile al rinnovamento politico. -os5 il termine vecc!io entr in relazione con l'antico, l' ancien r)gime, contrapposto all'idea di giovane e nuovo che si leg inevita ilmente al moderno.

1er dovere di revit! si far! un salto cronologico in avanti al secolo successivo, in cui molti fenomeni avranno un significativo sviluppo. 4 universalmente noto che l'0ttocento sia stato il secolo della >ivoluzione Industriale, ed in particolare la sua seconda met! si ' contraddistinta per un'accelerazione di questo processo. In parallelo si afferm il 1ositivismo ed una concezione di progresso da cui deriva quella attuale. (ella consapevolezza dell'approssimazione di questo quadro, si passer! rapidamente ad analizzare quei primi fermenti )adolescenziali* che si sono, non a caso, manifestati in concomitanza con lo sviluppo della tecnologia industriale. L'adolescenza ' un fenomeno prima di tutto ur ano e le nuove citt! industriali hanno giocato in questo senso un ruolo molto importante nel delineare i mutamenti sociali che hanno contraddistinto l'0ttocento. I primi )adolescenti* in senso contemporaneo sono facilmente individua ili in questi anni tra i pi& innovativi poeti e intellettuali dell'epoca. Si pensi alle precoci figure di %rthur >im aud e di St.phane Mallarm.. Aacendo un alzo indietro il romanzo epistolare &I dolori del giovane *ert!er( 8"??C9 di /oethe rimane uno dei primi esempi di letteratura destinata ai giovani e con un (duard $unc), *u+ert giovane protagonista alle prese con pro lemi che definiremmo (1&%,) analmente )adolescenziali*. In un periodo cronologicamente ormai al termine del secolo era stato accolto da molti giovani intellettuali il Decadentismo che, merito anche della personalit! e dell'opera unica di 0scar Dilde, raccoglieva consensi tra i giovani e i giovanissimi aristocratici e dell'alta orghesia ur ana. (ello stesso lasso temporale si affermava nelle arti visive con varie declinazioni l' rt +ouveau e lo ,ugendsti-l, la cui iconografia e spirito en si confacevano ad un progresso sempre pi& rivolto al nuovo ed al mondo dell'industria. %nche nelle arti il concetto di nuovo e giovane sem rano inscindi ili 8si pensi alle avanguardie del (ovecento e soprattutto al Auturismo9. :n (duard $anet, -l.mpia (1&/0) dato che pu essere significativo, mantenendo questa prospettiva, ' l'evoluzione nella rappresentazione del corpo nelle arti visive. Si pensi ad un quadro come l' .l/mpia 8"$@B9 di Manet che oggi non scandalizzere e nessuno perch. propone, come modello spavaldamente sensuale, un corpo lontano dal canone di ellezza classica. 2uttavia, proprio le forme quasi adolescenziali del corpo dell' .l/mpia, se ene giudicate scandalose, qualche decennio prima non sare ero state nemmeno ipotizza ili per un dipinto. 3ualche decennio dopo Munch dipinger! il ritratto di una giovane adolescente in 0u1ert 8"$;E9. %nche 6irchner, e siamo ormai nel (ovecento, con 2arcella 3$4$56 dipinge la malinconica espressione ed il corpo nudo di un'adolescente. 7 qui ci si ' limitati a pochi e conosciutissimi esempi. F ene comunque ricordare che i fenomeni che interessano le arti hanno coinvolto ed interessato una platea molto ristretta e )selezionata*, mentre qui preme capire come l'adolescenza sia diventata un'esperienza di massa. 2utto ci che interessa lo sviluppo delle arti si lega s5 alle congiunture sociali e storiche che lo accompagnano, ma pu fornirne solo degli indizi, in quanto prodotto di una cerchia ristretta.

1irc)ner, $arcella (1%12)

%a nascita dell'adolescenza. 0sicologia, sociologia e la percezione di una nuova et. -ome si ' visto, gi! nell'0ttocento vi era qualcosa dei futuri adolescenti del (ovecento. 0ccorre per qualche precisazione cronologica al fine di un discorso pi& rigoroso. Mi sento infatti di concordare con =ohn (eu auer# riguardo alla collocazione della )nascita* 8in senso compiuto9 dell'adolescenza nei primi decenni del (ovecento. La motivazione ' semplice ma allo stesso tempo densa di complessit!. 1roprio in questi anni la definizione di una peculiarit! dell'et! adolescenziale 8come delle altre et! della vita9 si appoggia su un'interdisciplinarit!, su un incrociarsi di referenze disciplinari che includono psicanalisi, criminologia, neuroscienze, pedagogia, sociologia, medicina. Sono tutte discipline che affondano le proprie radici, o che hanno avuto un importante sviluppo, nell'0ttocento. Ma in quel secolo l'adolescenza non era ancora un concetto particolarmente interessante in s.. Il primo studio sugli adolescenti con pretesa di scientificit! 8se ene con molte derive moralistiche9 ' il lavoro di /. StanleG Hall ) dolescence7 Its 0s/c!olog/ and Its Relations to 0!/siolog/, nt!ropolog/, Sociolog/, Se8, Crime, Religion, and 'ducation * del ";IC. 3uesto non significa che nessuno avesse scritto prima sui giovani per il cam iamento sostanziale ' evidente gi! dal titolo. -ome si ' in parte gi! anticipato, in tutte le societ! preindustriali l'ingresso nella vita adulta era sancita da rituali che coincidevano con la maturazione sessuale dell'individuo. In riferimento alla societ! preindustriale il periodo di transizione tra infanzia ' preferi ile chiamarlo )giovinezza* B, onde evitare di confonderlo con l'odierna adolescenza. In questo contesto per giovinezza si intende un periodo della vita piuttosto lungo che iniziava da quando il am ino diveniva semi,indipendente dalla famiglia 8di solito verso gli otto anni9 sino alla completa indipendenza segnata dal matrimonio. /illis efficacemente scrive )J...K Siamo talmente a ituati a contrapporre la dipendenza dei ragazzi sotto i vent'anni 8gli adolescenti9 alla relativa indipendenza dei ventenni 8i giovani9 da sorprenderci per la mancata diversit! Jnell'et! preindustrialeK. (oi associamo l'adolescenza a determinati o iettivi di crescita personale, che includono la maturazione sessuale e la formazione della personalit!, mentre attri uiamo ad et! successive il corteggiamento, l'impegno politico ed' altre responsa ilit! sociali. JLK (ell'7uropa preindustriale JLK o iettivi di sviluppo personale, sociale ed economico coesistevano J...K*. C Insomma, cam ia la societ! e l'economia, cam iano gli stili di vita e le convenzioni sociali e cam iano di conseguenza le percezioni e i rapporti legati alle et! della vita. 9uando nasce il corpo dell'adolescente. % questo punto si potre e o iettare che l'adolescenza ' dettata da tempi di sviluppo iologico oggettivi e che grazie alla consapevolezza data dall'osservazione scientifica si ' giunti alla definizione di quest'et!. In effetti l'adolescenza comincia con la pu ert! e si caratterizza anche per gli evidenti cam iamenti che avvengono nel corpo dell'individuo. 2uttavia ' lecito pensare che i mutamenti nel corpo siano solo un aspetto tra quelli che definiscono l'adolescenza come un periodo di conflittualit! e di definizione dell'identit!, non solo sessuale ma glo ale, dell'individuo. -ome ' sempre pi& evidente, l'et! dello sviluppo sessuale si ' fortemente a assata. L'et! del menarca, che nella societ! preindustriale si assestava verso i quindiciMsedici anni, oggi ' scesa ai dodici. 3uesta tendenza verso l'anticipazione della pu ert! appare irreversi ile, legata 5lain 6elorme, due fotografie dalla serie com'' al enessere ed in particolare all'alimentazione. 74ittle dolls7 2utto il processo di crescita fisica era, nel mondo preindustriale, pi& lungo e graduale. Lo sfasamento tra le tappe di maturazione iologica e psicologica non era ampio quanto oggi. 1sicologi e pedagogisti sono infatti alle prese con un grave dilemma+ ' giusto anticipare l'adolescenza seguendo di fatto i ritmi imposti dalla iologia? E :na ragazzina di dodici anni,
#(eu auer =., dolescenza fin"de"si:cle, Il Mulino, Nologna ";;? pp."C,"E

3 Per il concetto di gio"ine33a pre-industriale si usata come fonte il volume /illis =. >., I giovani e la storia, Mondadori,
Milano ";$"

4 Ivi, p. 16 5 los ad esempio suggerisce un prolungamento dell!infan"ia piuttosto c#e un!anticipa"ione dell!adolescen"a. $uesto lo ritiene possibile perc# l!adolescen"a un prodotto socio%culturale e proprio per questo orientabile, a differen"a delle tenden"e biologic#e c#e non sono controvertibili. los P., 4'adolescen3a come fase di transi3ione. 5spetti e

se ene gi! )fisicamente matura* ' di fatto ancora psicologicamente una am ina. -ome affrontare con lei i pro lemi inerenti alla sfera sessuale e dei suoi cam iamenti fisici? 4 giusto gettarla in pasto alle tur e adolescenziali? 3uesto ' un pro lema che non coinvolge ovviamente solo gli adulti, ma la concezione della vita di una societ! intera. %lcuni fenomeni attuali sono a dir poco allarmanti. %lla pu ert! precoce si accompagna spesso l'imposizione di un modello sensualeMsessuale di ellezza a am ine decisamente troppo piccole. Il fotografo francese %lain Delorme nella sua serie di fotografie )Little Dolls* denuncia il pro lema fotografando am ine davanti ad un dolce e ritoccandone l'immagine al computer, truccandole e rendendole )donne*. 3ueste fotografie sem rano lo specchio inquietante di una tendenza sempre pi& frequente+ le am ine adolescenti. +ascita dell'adolescenza7 congiunture socio"economic!e Ma torniamo alle )origini*. -ome si ' gi! scritto, l'adolescenza affonda le sue radici in mutamenti socioeconomici complessi. L'ingresso nel mondo del lavoro, con l'industrializzazione, ' inevita ilmente slittato in avanti. 3uesto aspetto ' certamente dovuto alla maggiore produttivit! data dalla meccanizzazione che ha diminuito gradualmente la necessit! di manodopera. %llo stesso tempo una societ! a complessit! tecnologica crescente necessita di maggiore istruzione. Se ene questi meccanismi a iano richiesto alcuni decenni per sta ilizzarsi, un cam iamento qualitativo si ha proprio nei primi decenni del (ovecento, quando gli anni dell'adolescenza si connoteranno, non tanto, o perlomeno non solo, come un periodo di formazione scolastica, ma soprattutto di formazione delle a itudini del nuovo consumatore di massa. L'allargamento della platea di giovani che aveva accesso all'istruzione secondaria ha comportato che questi, a differenza che in passato, non trovassero uno s occo immediato nel lavoro salariato e continuassero a dipendere dalla famiglia. % questo si legava l'importanza crescente della media e dell'alta orghesia, la cui composizione familiare si ' modificata per le maggiori disponi ilit! economiche com inate alla crescente am izione sociale, venendosi a modificare di conseguenza il ruolo dei figli nel nucleo familiare. Si iniziarono a limitare le nascite, anche perch. nel nuovo tipo di nucleo familiare orghese non vigeva pi& il privilegio del primogenito, tutti i figli venivano trattati allo stesso modo, dovendo quindi garantire a tutta la prole le stesse condizioni. (ello stesso periodo venne a decadere lo statuto dell'apprendistato che per secoli era stato uno degli s occhi pi& comuni per i giovani proletari. Il minore ricorso all'istruzione domestica port a interagire tra loro i ragazzi in classi pi& numerose. Il rapporto educatore,alunno non era pi& "+", ma l'adulto gestiva un gruppo pi& ampio. Di conseguenza aumentavano le leggi che regolavano e limitavano il lavoro minorile 8ed il degrado sociale che comportava, specie nelle citt!9 e che favorivano l'istruzione. 3ueste iniziative legislative raggiunsero il loro apice nel secondo decennio del (ovecento ma fino agli anni -inquanta l'adolescenza non ' stata un )fenomeno di massa* riconosci ile e istituzionalizzato. Infatti /illis ha parlato di una divergenza dei cicli di vita tra le varie classi, @ anche se il sistema scolastico era gi! diventato tripartito, composto da scuola primaria, secondaria ed universit! comportando una sorta d'istituzionalizzazione dell'arrivo all'et! adulta 8e dell'adolescenza9. Si pu dire infatti che l'adolescenza ' un prodotto della scuola secondaria d'.lite. Se ene questi aspetti, come si ' detto, non interessarono la massa dei giovani, certamente indicano un orientamento delle politiche dei paesi industrializzati che nel tempo coinvolsero un numero crescente di persone. In ogni caso, se ene ci fosse sempre pi& attenzione verso gli adolescenti, spesso la legislazione e le misure a loro indirizzate arrivavano in ritardo rispetto alle esigenze ed ai mutamenti sociali di cui si limitavano a curare i sintomi. Il motivo potr! sem rare anale, ma forse proprio per questo vero+ queste misure vengono pensate dagli adulti, ovvero quel gruppo verso cui gli adolescenti manifestavano la loro ostilit!. (ello specifico si sta parlando di un periodo storico in cui la consapevolezza dell'esistenza dell'adolescenza era in formazione e non acquisita. L'istituzione ag5 in maniera disordinata rispetto a fenomeni ancora in divenire e questo ' particolarmente evidente gettando uno sguardo sulle politiche dedicate all'adolescenza che si limitavano a misure restrittive e repressive mirate a conservare l'ordine sociale. In un primo tempo, l'esistenza di una specificit! dei giovani ' stata vissuta dalla nascente opinione pu lica della societ! di massa in relazione ad un aumento 8effettivo o solo percepito...9 della criminalit! giovanile. In questo campo, morale e scienza si sono saldate per giustificare il controllo sociale senza fornire per altro risposte efficaci ad uno scontro generazionale reso, per vari motivi, inevita ile.

pro+lemi del suo s"iluppo, &rmando 'ditore, (oma 1))6 pp. 144%146 6/illis =. >., I giovani e la storia, Mondadori, Milano ";$"

%a societ di massa ed il giovane massificato. I giovani vivono in una societ! nata prima di loro, costruita dai loro genitori. Inevita ilmente i loro comportamenti ne sono un )prodotto*. Le motivazioni intrinseche dell'acuirsi della tensione generazionale sono da ricercare in processi iniziati quasi mezzo secolo prima dalla comparsa dell'adolescenza e che sono maturati senza che )gli adulti* se ne accorgessero. L'adolescente, in genere, pur reclamando autonomia dal mondo dei genitori, ne dipende non solo economicamente ma anche culturalmente. 1roprio per questo ritenere che esista una classe di giovani portatori del nuovo tout"court pu costituire un grave errore. Infatti l'adolescenza non pu essere vista in opposizione completa col mondo adulto 8se non superficialmente9 proprio perch' ' in quest'et! che si definisce l'identit! dell'uomoMcittadino che verr!. Di conseguenza, la ri ellione ed il tormento adolescenziale in senso moderno sono parte della regola del gioco dettato dalla nascente societ! di massa. L'adolescenza diviene fenomeno di massa perch' ' prodotto di una societ! massificata in cui la conflittualit! viene codificata in maniera precisa per divenire sempre pi& controlla ile. Il tipo adolescenziale delle prime tri & ur ane, come gli !ooligans e gli apac!e parigini, sem ra rientrare perfettamente nella descrizione di 0rtega G /asset dell'uomo 8n numero di 4e *etit Journal del 1%29 in massa. L'uomo massa si configura come una sorta di nuovo cui le +ande di gio"ani 5pac)e "eni"ano ar aro, presente in tutte le classi sociali. (on avendo definite 7la piaga di *arigi7. coscienza storica, ' un primitivo che si muove in un mondo complesso in cui deve soddisfare il proprio isogno di appartenenza. L'affermazione della societ! di massa e della nuova economia industriale ha posto l'individuo di fronte ad una sfida complessa. La riconfigurazione delle classi sociali in masse sempre pi& indistinte ha stravolto i tradizionali ruoli e riti di passaggio consolidati da secoli. Inevita ilmente, in un frangente storico che ha portato sotto molti aspetti ad una crisi dell'individuo, si sono materializzati ostacoli sempre pi& grossi a chi era nel pieno dell'adolescenza, et! per antonomasia del consolidamento dell'identit! e della coscienza individuale. %'adolescenza, un prodotto dell'innovazione tecnologica? :na conferma ulteriore della relazione tra la nascita della societ! di massa e dei consumi con quella dell'adolescenza, pu venire guardando allo sviluppo tecnologico di quegli anni. Le innovazioni tecnologiche si sono susseguite ad un ritmo inimmagina ile prima. 7ssere nati in un mondo gi! tecnologico pu costituire un vantaggio sulle generazioni precedenti. 4 innega ile come le nuove tecnologie a iano modificato la percezione del tempo e dello spazio. 1roprio negli stessi anni in cui si definiva il concetto di adolescenza, e quindi un'et! nuova della vita, nasceva un nuovo mito dell'0ccidente, la velocit!. L'invenzione del treno, della icicletta, il cinema, il telegrafo hanno fortemente influenzato il modo di vivere il tempo e le distanze. Il mondo sem rava pi& piccolo, inizi a crearsi una sorta di senso di u iquit!. Si ridusse il tempo per compiere determinate azioni, ma allo stesso tempo aumentava il raggio di possi ilit! di cose da fare. Il tempo a disposizione per, quello della vita, rimase sempre lo stesso. La vita appariva sempre pi& reve rispetto alla possi ilit! di sta ilizzare una visione del mondo in cui poter vivere. L'adolescente viveva e vive il dilemma di dover definire la propria posizione nella societ! e nella realt! in cui si trova ed in cui vivr!. D'altra parte per, l'adolescenza ' anche l'et! in cui si sperimenta l'impatto con ci che sta all'esterno del proprio mondo, in cui si ' pi& ricettivi e mallea ili rispetto alle novit!. In un contesto come un mondo tecnologico, la condizione adolescenziale ' quasi desidera ile. Aorse per questo molti tratti caratteriali dell'adolescenza oggi tendono a protrarsi en oltre i confini anagrafici sta iliti. 0 sono solo congetture? 2uttavia, come tutti i fenomeni di massa, cosa che la democratizzazione dell'accesso ai prodotti tecnologici ', anche questo pro lematizza il rapporto tra l'individuo e il mondo. 7 non ' del tutto scarta ile che la nascita dell'adolescenza nel periodo delle cosiddette )grandi invenzioni* tra fine 0ttocento e inizio (ovecento, a ia con esso precise connessioni. 4 difficile da sta ilire quali siano, ma ' curioso come oggi, che ' in atto la cosiddetta )rivoluzione digitale*, si stiano configurando cesure generazionali tra padri e figli tali da far parlare di nativi digitali 8coloro nati nel mondo della tecnologia digitale9 e immigrati digitali 8le generazioni

precedenti che hanno imparato ad utilizzare le nuove tecnologie ma sono ancora legate profondamente a quelle analogiche9.? 3uanto ' importante il rapporto con le tecnologie nel configurare i rapporti tra generazioni e nel concepire le et! della vita? Sicuramente, il ruolo che hanno avuto per gli adolescenti di inizio (ovecento la icicletta, il cinema ed innumerevoli altre invenzioni che hanno trasformato la vita quotidiana sono state tanto importanti quanto significative nel marcare la differenza rispetto ai loro genitori. Di conseguenza, non ' scarta ile che la conflittualit! che caratterizza l'adolescenza massificata del mondo occidentale derivi anche da come le nuove generazioni vivono in un mondo in veloce mutamento e sempre pi& legato al progresso scientifico e tecnologico. %'adolescenza e la semidipendenza. ;o/scouts, totalitarismi e controllo. Detto questo per, ci sono alcuni aspetti che distinguono del tutto l'adolescente dall'adulto+ il suo corpo ed il suo futuro ancora tutto da scrivere. 4 curioso vedere come gran parte delle politiche, dei fenomeni tecnologici ed economici che hanno interessato le vite degli adolescenti a iamo sempre implicato questi due aspetti. 7ntrando nello specifico pare che il meccanismo che soggiace alle decisioni piovute dall'alto dagli adulti sui giovani, agisca proprio attraverso la modellazione ed il controllo del loro corpo per manovrarne il futuro. 3ueste misure, spesso mirate a gruppi specifici, coinvolsero una massa sempre pi& imponente d'individui. %nalizzando molti fenomeni politici del secolo scorso, da quelli )rivoluzionari* fino alla guerra ed ai totalitarismi, questi sem rano essersi compiuti attraverso un moto di corpi e idee che 8pi& o meno genuinamente9 si proclamavano giovani. %lmeno questo ' quello che appare. Infatti l'idea di una societ! industriale e tecnologica a misura di giovane sem ra pi& che altro una distorsione ideologica. 3uesto perch' il giovane ' praticamente sempre e solo il fruitore dei prodotti industriali e tecnologici, come delle ideologie che per lui vengono pensate o proposte, ma da lui mai messe a punto. Il corpo giovane, adolescenziale ' appeti ile, commercialmente sfrutta ile, facilmente studia ile+ nessun ta & lo tiene al sicuro dall'interesse che gli viene rivolto. 1er questo per il giovane adolescente si pu parlare di una condizione di semi, dipendenza+ economicamente e culturalmente dipendente dalle generazioni precedenti ' proiettato per verso il futuro. In quanto utilizzatore finale di un mondo sempre pi& saturo di merci e tecnologie pensate per lui, pu comunque trovare modi nuovi per usare gli strumenti che gli vengono forniti ed un domani crearne di suoi. Ma a quel punto non sar! pi& un giovane. (' tanto meno un adolescente. L'adolescente consuma ma ancora non produce. Se si pensa alla societ! industrializzata come ad un sistema di pluralit! di centri di potere 8economico, politico etc.9, anche ad uno sguardo poco attento, risulta evidente che raramente o forse mai sono stati occupati da giovani, nessuno da adolescenti. 2uttavia, come si ' gi! detto, i grandi cam iamenti storici del (ovecento hanno prevalentemente assunto una connotazione giovanilista. 3uesto ' ancora pi& evidente nei totalitarismi, che nati a partire da un'ideologia dichiaratamente )rivoluzionaria* hanno di fatto irreggimentato la vita dei giovani con apposite associazioni giovanili di stampo marcatamente militare. 3uesta prassi, comune a tutti i regimi totalitari, segue in parte una tradizione, ormai decennale, di numerose organizzazioni dedicate ai giovani che si proponevano di forgiare lo spirito attraverso l'allenamento del corpo. I 1o/scouts ne sono un esempio molto conosciuto. %lle sue origini, il movimento era nato con un'impronta militare il cui spirito sopravvive ancora oggi in alcune forme pi& o meno esteriori. I 1o/scouts nacquero nel >egno :nito in continuit! con le cosiddette pu11lic sc!ools di et! vittoriana. Il nome non deve trarre in inganno in quanto si trattava di scuole .litarie per i giovani rampolli maschi dell'alta orghesia. 3uesti istituti erano indirizzati ai giovani della fascia d'et! corrispondente alla odierna adolescenza. I ragazzi erano sottoposti ad un regime educativo piuttosto duro che mescolava disciplina militare, grande attenzione allo sport ed all'attivit! fisica con ore di lezione frontali dedicate a materie per cos5 dire canoniche. (onostante l'intento d'irregimentare la giovent& allo stesso tempo
* Si fa riferimento qui al saggio di +arc Prens,- 6igital nati"es, digital inmigrants ./0011

si creavano le condizioni adatte affinch. i ragazzi potessero per la prima volta sperimentare relazioni tra loro con una relativa sorveglianza degli adulti. 3ueste scuole, in cui spesso i giovani alloggiavano in convitti 81oarding sc!ools6, si proposero sempre pi& come un'istituzione totale. -ome ha scritto =ohn >. /illis $ il fenomeno ' da ricondurre ad una situazione complessiva in cui il modello della famiglia patriarcale stava pian piano venendo meno, dove molte prerogative della famiglia stavano di fatto passando allo Stato, alla fa rica ed alla scuola. In questi istituti veniva insegnato, secondo i canoni vittoriani, ad essere veri uomini. Il culto della mascolinit! veniva inculcato, oltre che dalla disciplina militare, dall'importanza dello sport che di fatto divenne o ligatorio. Il modello sociale per il maschio veniva forgiato nelle pu11lic sc!ools mentre alle ragazze veniva destinato quello della donna di casa, dedita alla famiglia. I giovani delle classi medio,alte dovevano fare i conti con una vera e propria predestinazione di cui il conformismo era solo la parte pi& tenera. Di questa impostazione pedagogica saranno eredi i 1o/scouts nati da un'idea del generale Naden 1oOell, eroe nella /uerra dei Noeri. (el ";I$ 1oOell pu lic &Scouting for 1o/s(, che fiss metodo e valori dello scoutismo. 0ltre alla vita nella natura ed a metodi di sopravvivenza nei oschi, ai ragazzi venivano proposti veri e propri )giochi di guerra* e gli veniva insegnato sin da su ito a marciare. La disciplina era al servizio della (azione ed il patriottismo era un valore asilare per il uon 1o/scout. Intanto in /ermania, negli ultimi anni dell'0ttocento, erano nati gruppi spontanei come i *andervogel. In origine si trattava di gruppo di giovani )girovaghi* auto,organizzati che decidevano di vivere nei oschi sperimentando la vita al contatto con la natura. Si trattava di una forma di ri ellione verso le a itudini orghesi dei genitori, di un riavvicinamento al sentimento della natura ed un richiamo alla purezza delle origini. I *andervogel passeggiavano lungamente per oschi e campagne cantando canzoni popolari. 3uest'attitudine, culturalmente figlia del >omanticismo, venne presto assor ita dal controllo degli adulti che la manovrarono per scopi politici. Se ene inizialmente non vi era un'omogeneit! 8n'illustra3ione d'epoca di un gruppo di ideologica tra i vari gruppi sparsi per la /ermania, :ander"ogel con l'avvicinarsi della 1rima /uerra Mondiale le connotazioni si fecero sempre pi& nazionaliste e vicine ad un altro gruppo giovanile pi& marcatamente di destra attivo dai primi anni Dieci, gli ,ung <euts!land ;und. 3uesti ultimi erano gruppi controllati e guidati dagli adulti che miravano ad un indottrinamento dei ragazzi attraverso sport e disciplina militare, al patriottismo ed alla difesa della razza. Da qui il passo verso l'arruolamento nell'esercito vero e proprio era molto reve. Il giovane veniva educato nel nome dei principi della guerra e della supremazia della nazione. (onostante il fatto che queste associazioni e attivit! fossero rivolte, o per lo meno fossero alla portata solamente delle classi medio,alte, port comunque ad una sorta d'imposizione di massa dell'adolescenza. La mancanza di status civile e la condizione di dipendenza rispetto alla famiglia, che si prolungava ormai in ogni strato della societ! 8proprio per mezzo delle legislazioni sul lavoro minorile e sull'istruzione9, determinarono una sorta di adolescenza a doppio livello. I giovani proletari, a cui le pochissime associazioni giovanili di orientamento socialista faticavano a rivolgersi, rientrarono anch'essi nell'etichetta interclassista dell'adolescenza. 3uesto avvenne perlopi& con i totalitarismi, quando il parametro della classe venne definitivamente soppiantato da quello della razza. 1rima di questa fase invece i giovani proletari condividevano con i coetanei pi& enestanti un'attenzione quasi di tipo scientifico. Su di loro, come si ' gi! accennato, si osservavano con preoccupazione le derive criminali, alle quali si rispondeva con misure oppressive ispirate al moralismo ma soprattutto al darOinismo sociale ed alla criminologia di scuola positiva. In questa fase insomma, il corpo dei giovani era oggetto di studio e soprattutto era il tramite attraverso cui si manteneva e forgiava il primato della nazione. 1rima dell'omogenizzazione di classe delle organizzazioni giovanili totalitarie solo alcuni eventi attraversavano trasversalmente la vita dei ragazzi. 7 tra questi la pi& importante ' stata la guerra. %a 0rima Guerra 2ondiale, gli americani e l'adolescente consumatore. La 1rima /uerra Mondiale ' stata lo spartiacque che ha determinato, per certi aspetti, un'accelerazione dell'irruzione, loro malgrado, dei giovani nella Storia. La leva o ligatoria, con il coinvolgimento massivo di
2/illis =. >., I giovani e la storia, Mondadori, Milano ";$" p. "#"

una platea sempre pi& ampia di giovani, ha portato ad una dolorosa e drammatica coscienza di classe su ase anagrafica. -i che la prima guerra mondiale ' stata per la giovane generazione com attente ' in stretta relazione con un portato economico,politico e non ultimo tecnologico. Dall'inizio del conflitto, inizialmente considerato una guerra lampo, la schiera di giovani maschi per cui valeva l'arruolamento o ligatorio si ampli a dismisura. <erso la fine della guerra venne coinvolta massicciamente l'ultima annata di giovani disponi ili+ i nati nel ";I#. Senza entrare nella complessit! di questi fatti storici, si cercher!, evitando al massimo le inesattezze, di capire come alla fine del conflitto sia intervenuta una lacerazione nel tessuto generazionale nelle nazioni coinvolte. La vita di trincea non ' adatta a nessuno, che sia giovane o di mezz'et!, tuttavia il fatto che ragazzi molto giovani si siano trovati a com attere una guerra che di fatto portava vantaggi a chi era rimasto a casa 8ovvero i padri9, non poteva essere en digerito. Il corpo giovane era lo strumento, il mezzo attraverso cui un carico ideologico di stampo nazionalista ed aggressivo aveva potuto esprimersi in un'inedita guerra totale. Le dimensioni del conflitto furono immense e le strategie di guerra erano pensate in ase alle nuove tecnologie che permisero la guerra di trincea 8si trattava di tecnologie industriali di ogni tipo, si pensi al ci o in scatola9. :n corpo giovane ' pi& pro a ile che resista al regime duro della guerra di logoramento. Se ene la guerra sia passata attraverso milioni di corpi giovani e giovanissimi, la lacerazione del tessuto sociale si ' dovuta allo scioglimento di fatto di un patto tra le generazioni, tra padri e figli. Il clima che precedette il conflitto era infuocato da un fervore nazionalista ed imperialista che covava ormai da alcuni decenni. Logicamente di questo era responsa ile la grande massa degli adulti e padri dei futuri soldati che nacquero in una situazione gi! sull'orlo del conflitto. I giovani erano indottrinati e quindi convinti di quanto gli era stato detto e non mancarono anche da parte loro le pressioni sui loro coetanei reticenti ad andare al fronte. ; La pressione sui giovani fu inaudita. -ome si sa le sorti del conflitto furono in parte decise da due eventi fondamentali+ l'armistizio della >ussia rivoluzionaria e l'entrata in guerra degli Stati :niti. 1roprio quest'ultimo aspetto ' particolarmente interessante per capire parte degli sviluppi successivi dell'adolescenza. L'arrivo degli americani corrispose letteralmente all'arrivo di carne fresca al fronte+ i giovani e en nutriti americani apparvero agli europei, ormai sfiancati da anni di conflitto logorante, come dei salvatori... di fatto erano loro i veri vincitori. 7rano questi gli al ori dell'importazione del modello americano che proponeva corpi atletici e freschi, proprio come la nazione da cui provenivano. Dalla fine del conflitto fino alla /rande Depressione gli Stati :niti vissero quelli che vennero chiamati i >uggenti %nni <enti. In quel periodo l'espansione del capitalismo, di cui il modello fordista era l'esempio pi& dirompente, portarono un senso di enessere che l'insta ilit! europea non poteva offrire. Mentre in 7uropa infatti dilagavano crisi politiche e nazionalismi, negli Stati :niti si forgiava il modello del nuovo adolescente, l'adolescente consumatore. La giovent& orghese statunitense era alle prese con il proi izionismo ed il desiderio d'indipendenza economica. (essuna delle ideologie con cui crescevano i coetanei europei li tur ava+ era proprio questo il vero american dream, un'adolescenza dedita al consumo ed al divertimento. Conclusioni. -i siamo fermati nel nostro e8cursus storico al limitare degli anni <enti, quando ormai l'adolescenza stava diventando un fenomeno di massa, legandosi alla nascente societ! dei consumi ed in prossimit! dell'imporsi dei regimi totalitari in 7uropa. -ome si ' visto, l'adolescenza, che si connota come l'et! dello sviluppo fisico e cognitivo, ' stata strumentalizzata attraverso l'educazione del corpo e l'enfasi sul suo potenziamento, a scapito dell'affinamento delle capacit! psico,cognitive. Inculcare all'adolescente un'idea di efficienza del corpo, quasi alla stregua di una macchina, ha permesso di far passare in maniera silente il messaggio che la stessa cura non andasse dedicata allo sviluppo del pensiero critico, che veniva cos5 ridotto e semplificato al mero indottrinamento ideologico. 1er fortuna questa tendenza, nella sua spietata logica totalitaria, pare sia terminata, ma il corpo dell'adolescente continua, come si ' visto, ad essere sottoposto a stress e prove di ogni tipo. (ell'odierna societ! della comunicazione, l'immagine del corpo dell'adolescente viene continuamente evocata per divenire prodotto commerciale, icona sessuale, stereotipo di una condizione giovanile dettata dalla logica dei consumi. Il rischio ' che anche questo si trasformi in indottrinamento ideologico, lasciando a met! strada la complessit! psicologica e le potenzialit! di crescita intellettuale e culturale di un periodo della vita cos5 fecondo.

) Savage 3., 4'in"en3ione dei gio"ani, 4eltrinelli, +ilano /01/ p. 154%155

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