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LA TEORIA DI LYNCH 1) limmagine ambientale

Guardare la citt puo dare uno speciale piacere quanto banale possa essere cio che si vede. Come una Architettura, una citt una costruzione nello spazio, ma di scala enorme, un artefatto che possibile percepire nel corso di lunghi periodi di tempo. Ogni cittadino ha lunghe associazioni con qualche parte della sua citt e la sua immagine imbevuta di memorie e di significati. Gli elementi mobili e particolarmente la gente e le sue attivit, sono in una

citt tanto importanti quanto gli elementi fisici fissi. La citt non soltanto oggetto di percezione(e forse di godimento) , per molioni di persone profondamente diverse per carattere e categoria sociale. 2) Leggibilit I conferire struttura ed identit allambiente una capacit vitale propria di tutti gli animali dotati di movimento. I mezzi usati per quanto sono innumerevoli: le sensazioni visive di colore, di forma, di movimento o la polarizzazione della luce, ed altri sensi come lolfatto, ludito, il tatto, la cinestesia, la percezione di gravit e forse di campi elettrici e magetici. Queste tecniche di orientamento che vanno dal volo polare di un gabbiano al percorso di gastropode sulla topografia microscopica di una roccia si trovano descritte e delucidate in tutta la loro importanza in una ampia letteratura. Smarrirsi del tutto nella citt moderna esperienza piuttosto rara per la

maggior parte della gente. Ma se ci capita la disavventura di perdere lorientamento, il senso di ansiet e persino la paura che laccompagna, ci rivela quanto strettamente esso sia legato al nostro senso di equilibrio e di benessere

3) Formazione dellImmagine Limmagine ambientale il risultato di un processo reciproco tra losservatore ed il suo ambiente. Lambiente suggerisce distinzioni e realazioni, losservatore seleziona . organizza e attribuisce significati a cio che vede. La coerenza dellimmagine puo costituirsi in varie maniere. Nelloggetto fisico vi puo essere poco di ordinato o notevole oppure, attraverso un prolungata dimestichezza, la loro immagine mentale raggiunge identit ed organizzazione.

4) Struttura ed identit

Una immagine ambientale puo venire analizzata in tre componenti: identit: struttura e significato.

Astrarre queste componenti per lanalisi utile fintantoche si tiene presente che esse in realt compaiono sempre insieme. Una immagine funzionale richiede innanzitutto lidentificazione delloggetto, il che implica la sua distinzione da altre cose. Il suo riconoscimento come unit separabile. Questa chiamata identit , non nel senso di uguaglianza con qualche cosaltro, ma con il significato di individuabilit o unicit.

5) Figurabilit

Poich laccento verr posto sullambiente fisico come variabile indipendente, questo studio sar indirizzato alla qualit fisiche che sono legate agli attributi di identit e struttura dellimmagine mentale. Questo conduce alla definizione di cio che potrebbe venire chiamato figurabilit: cio la qualit che conferisce ad un oggetto fisico una elevata probabilit di evocare in oni osservatore una immagine vigorosa. Essa consiste in quella forma, colore o disposizioni che facilitano la formazione di immagini ambientali vividamente individuate, potentemente strutturate , altamente funzionali. Essa potrebbe venire denominata leggibilit o forse visibilit in un significato piu ampio, per cui gli ogetti non solo possono essere veduti, ma anche acutamente ed intensamente presentati ai sensi. La figurabilit della forma urbana

sar centro dello studio che segue: In un ambiente bello vi sono altre propriet fondamentali: il significato o lespessivit, il diletto dei sensi, il ritmo. lo stimolo. la possibilit di scelta.. Fermare la nostra attenzione sulla figurailit no significa negare la sua importanza. Il nostro proposito semplicemente quello di esaminare il bisogno di entit e struttura nel nostro mondo percettivo, e di illustrare la pertinenza di questa qualit al caso particolare del complesso e mutevole ambiente urbano .

IL METODO Linch afferma: che per comprendere il ruolo delle immagini ambientali nelle nostre citt abbiamo dovuto guardare attentamente a qualche area urbana e parlare con i suoi abitanti.(introducendo nellanalisi e nella progettazione della citt i

meccanismi complessi e controversi della partecipazione dellutenza nella definizione progettuale dello spazio dobbiamo dire che oggi esistono realt politiche che introducono positivamente questo concetto: le esperienze americane,olandesi,italiane; tuttavia la partecipazione si confermata ancora non matura per diventare stumento generalizzato di pianificazione). Dal sistematico sopralluogo dellarea condotto a piedi da un oservatore addestrato, che su una pianta riporta la presenza dei vari elementi,la loro visistabilit,la loro forza o debolezza di immagine e le loro connessioni: Individuare gli elementi principali a Pachino non stato difficile, la lettura di Linch oggettiva da i termini generali della progettazione urbana. Ho analizzato la citt,ho individuato i meccanismi della sua crescita,la sua forma.la sua possibile espansione e la nuova forma che la citt avr. Ho individuato il percorso principale urbano dove sono localizzate le varie funzioni; lidea di percorso si contrappone allidea esistente(piazza) essa diventa uno dei punti della citt,e non lunico. Individuazione degli elementi della composizione urbana. Sembra che per ogni Citt data esista una immagine pubblica che la sovrapposizione di immagini individuali. O forse vi una serie di immagini pubbliche possedute da un certo numero di persone. Tali immagini di gruppo sono indispensabili perch un individuo possa agire con successo nel suo ambiente e possa collaborare con

altri. Ciascuna immagine individuale unica, ed ha alcuni contenuti che vengono comunicati raramente o forse mai, eppure essa approssima limmagine pubblica che piu o meno comprensiva in ambienti diversi. Questa analisi si limita agli effetti fisici percettibili. Vi sono altre influenze sulla figurabilit,come il significato sociale di unarea,la sua funzione,la sua storia,il suo nome persino. Questi saranno sfiorati ,poich in questa sede lobbiettivo di scoprire il ruolo intrinseco della forma.. Si da per scontato che nel disegno vero e proprio la forma dovrebbero venire usate per rinforzare il significato e non rinnegarlo. Nelle immagini urbaane studiate sino ad ora i contenuti riferibili alle forme fisiche possono venire strumentalmente classificati in cinque tipi di elementi: percorsi, margini,quartieri,nodi e riferimenti. 1) Percorsi Sono i canali lungo i quali losservatore si muove abitualmente,occasionalmente o potenzialmnete. Essi possono essere strade ,vie pedonali,line di trasporti pubblici,canali,ferrovie. Per molte persone questi costituiscono gli elementi preminenti della loro immagine. La gente osserva la citt menttre si muove lungo di essi e gli altri elementi ambientali sono disposti e selezionati lungo questi percorsi. 2)Margini

argini sono gli elementi lineari che non ven gono usati o considerati come percorsi dallosservatore. Essi sono confini tra due diverse fasi, interpretazioni lineari di continuit: rive,linee ferroviarie infossate,margini di sviluppo edilizio,mura. Piuttosto che coordinate assiali,essi sono riferimenti esterni. Margini di questa natura posssono costruire barriere,piu o meno penetrabili, che dividono una zona dallaltra o possono essere sature,line secondo le quali deu zone sono messe in relazione ed unita luna allaltra. Questi elementi di margine bench probabilmente importanti caratteristiche dellorganizzazione, particcolarmente per il ruolo di rtenere assieme arre generalizzate, come fanno lacqua o le mura che circondano una citt. 3) Quartieri Quartieri sono le zone della citt di grandezza media o ampia,concepiti come dotato di una estenzione bidimensionale in cui losservatore entra mentalmente dentro e che sono riconoscibili in quanto in essi diffusa qualche carateristica individuante. Sempre identificabile dal di dentro , essi sono anche usati per riferimenti esterni, se visibili dal di fuori. La maggior parte delle persone struttura in certa misura a questo modo la propria citt, con divergenze individuali sul fatto che percorsi o quartieri siano gli elementi dominanti. Cio sembra dipendere non soltanto dagli individui, ma anche dalla citta considerata. 4)Nodi Nodi sono i punti,luoghi strategici in una citt, nei quali un osservatore

puo entrare e che sono e verso i quali e dai quali egli si muove. Essi possono essere anzitutto congiunzione, luoghi di interruzione dei tarsporti, un attraversamento o una convergenza di percorsi, momenti di scambio da una struttura allaltra, o i nodi possono essere semplicemente delle concentrazioni che ricavano la loro importanza dal condensarsi di qualche uso o di qualche caratteristica fisica come avviene per un posto di incontro allangolo della strada o per una piazza chusa. Qualcuno di questi nodi di concentrazione di fuoco o il culmine di un quartiere sul quale esso irradia la sua influenza e del quale rappresenta il simbolo. Questi ultimi possono venire chiamati nuclei. Molti nodi ,naturalmente partecipano della natura di congiunzione e di concentrazione ad un tempo. Il concetto di nodo legato a quello di percorso, poich le congiunzioni sono tipicamente convergenti di percosi,eventi nel cammino. E similmente legato al concetto di quartiere,poich i nuclei sono tipicamente i fuochi di intensit di quartieri, il loro centro polarizzatore. In ogni caso qualche punto nodale si puo trovare in quasi tutte le immagini, e in certi casi ne possono essere la caratteistica dominante. 5) Riferimenti I riferimenti sono un altro tipo di elementi puntiformi,ma in questo caso losservatore non vi entra. Essi rimangono esterni. Sono generalmente costituiti da un oggetto fisico piuttosto semplicemente definito: edificio,insegna,negozio o montagna. Il loro uso implica la separazione di un elemento da un coacervo di posssibilit. Qualche

riferimento lontano, invisibile di solito da una pluralit di angolazioni o di distanze, al di sopra di elementi piu piccolo e viene impiegato come riferimento radiale. I riferimenti possono essere interni alla citt o ad una distanza tale da simbolizzare in pratica una direzione costante. Tali sono isolate, cupole dorate,grandi colline. Persino un punto mobile, come il sole, il cui movimento sufficiente, lento e regolare puo venire usato. Altri riferimenti sono principalmente localizzati, visibili soltanto in aree ristrette ad a chi li avvicina secondo certe direzioni. Tali sono le innumerevoli insegne, fronti di negozi,alberi,maniglie di porte ed altri dettagli urbani. Sono frequentemente usati come indici di identit e persino di struttura e sembrano offrire affidamento crescente mano a mano che un itineraio diviene piu familiare.

Limmagine della citt


Pubblicato dicembre 1, 2010 Laboratorio mod. Ing. Peluso Lascia un commento Etichette: bibliografia, glossario

Nel 1960 Kevin Lynch pubblica The Image of the City, tradotto e pubblicato in Italia per la prima volta nel 1964. Nel 1965 Carlo Aymonino pubblica Origine e sviluppo della citt moderna e nel 1966 Aldo Rossi Larchitettura della citt. Lanalisi come strumento fondamentale di conoscenza per la progettazione e la modificazione della citt il tema centrale, in tutti i tre casi: i presupposti e le modalit di indagine sono invece alquanto differenti. Le ricerche di Aymonino e Rossi, che raggiungono la completa espressione negli anni 70, pongono lanalisi tipo-morfologica al centro dello studio dei fenomeni urbani. Per Lynch lanalisi della citt precipuamente di tipo percettiv o e non pu prescindere dal concetto di figurabilit. In estrema sintesi: non pu eludere la relazione dinamica che si instaura tra le componenti mobili del paesaggio urbano, cio coloro che la abitano, la usano, la percorrono, e le componenti fisse che la strutturano (percorsi, margini, ). La percezione della citt, e la conseguente formazione dellimmagine mentale, certamente soggettiva: pur tuttavia si possono rintracciare alcune costanti proprio in relazione al modo con cui gli elementi fissi e tipizzabili si articolano. Oggi questi due approcci, cos metodologicamente diversi, sviluppati per contesti altrettanto diversi (le citt europee per Aymonino e Rossi, le citt statunitensi per Lynch), non sono pi considerati in alternativa: piuttosto metodi di lavoro che, usati opportunamente insieme, costituiscono validi strumenti per comprendere la complessit delle citt contemporanee.

Nei brevi estratti del libro di Lynch, che troverete di seguito, sono definiti gli elementi-tipo che concorrono, appunto nel loro intrecciarsi, alla formazione dellimmagine della citt. Roberta Milia Percorsi Percorsi sono i canali lungo i quali losservatore si muove abitualmente, occasionalmente o potenzialmente. Essi possono essere strade, vie pedonali, linee di trasporti pubblici, canali, ferrovie. [...] La gente osserva la citt mentre si muove lungo di essi, e gli altri elementi ambientali sono disposti e relazionati lungo questi percorsi. (p. 65) [...] Margini Margini sono gli elementi lineari che non vengono usati o considerati come percorsi dallosservatore. Essi sono confini tra due diverse fasi, interruzioni lineari di continuit: rive, linee ferroviarie infossate, margini di sviluppo edilizio, mura. [...] Margini di questa natura possono costituire barriere, pi o meno penetrabili, che dividono una zona dallaltra, o possono essere suture, linee secondo le quali due zone sono messe in relazione ed unite luna allaltra. (pp. 65-66) [...] Quartieri Quartieri sono le zone della citt, di grandezza media o ampia, concepite come dotate di una estensione bidimensionale in cui losservatore entra mentalmente dentro e che sono riconoscibili in quanto in essi diffusa qualche caratteristica individuante. (p. 66)[...] Nodi Nodi sono i punti, luoghi strategici in una citt, nei quali losservatore pu entrare, e che sono i fuochi intensivi verso i quali e dai quali egli si muove. Essi possono essere anzitutto congiunzioni, luoghi di uninterruzione nei trasporti, un attraversamento o una convergenza di percorsi, momenti di

scambio da una struttura ad unaltra, o i nodi possono essere semplicemente delle concentrazioni che ricavano la loro importanza dal condensarsi di qualche uso o di qualche caratteristica fisica, come avviene per un posto di incontro allangolo della strada, o per una piazza chiusa. Qualcuno di questi nodi di concentrazione il fuoco o il culmine di un quartiere, sul quale esso irradia la sua influenza e del quale rappresenta il simbolo. Questultimi possono venir chiamati nuclei. Molti nodi, naturalmente, partecipano della natura di congiunzione e di concentrazione ad un tempo. Il concetto di nodo legato a quello di percorso, poich le congiunzioni sono tipicamente convergenze di percorsi, eventi nel cammino. similmente legato al concetto di quartiere, poich i nuclei sono tipicamente i fuochi di intensit dei quartieri, il loro centro polarizzatore. (p. 66) [...] Riferimenti Riferimenti sono un altro tipo di elementi puntiformi, ma in questo caso losservatore non vi entra, essi rimangono esterni. Sono generalmente costituiti da un oggetto fisico piuttosto semplicemente definito: edificio, insegna, negozio, o montagna. [...] Qualche riferimento lontano, visibile di solito da una pluralit di angolazioni e di distanze, al di sopra di elementi pi piccoli, e viene impiegato come riferimento radiale. I riferimenti possono essere interni alle citt o ad una distanza tale da simbolizzare in pratica una direzione costante. Tali sono le torri isolate, cupole dorate, grandi colline. (p. 67) [...] Nessuno degli elementi tipo appena isolati esiste isolatamente nella realt. I quartieri sono strutturati da nodi, definiti da margini, attraversati da percorsi, e costellati di riferimenti. In generale, gli elementi si sovrappongono e penetrano luno nellaltro (p. 67).

Kevin Lynch, The Image of the City, Massachusetts Institute of Tecnology Press, Cambridge, 1960 [trad. it. di Gian Carlo Guarda, Limmagine della citt, Venezia, Marsilio, 1985].
DESCRIZIONE Il libro introdotto da una breve prefazione a cura di Paolo Ceccarelli, il quale, avendo conosciuto personalmente Kevin Lynch, descrive questultimo come molto stimato, tra colleghi e amici, per la sua capacit di innovare, di vedere le cose in modo diverso (p.8). La prima edizione straniera di The image of the city fu proprio quella italiana, un paese che amava e dove aveva vissuto in un momento importante della sua formazione, particolarmente affezionato era alla Toscana: Firenze, per fare un esempio, una citt che ha uno spiccato carattere, ed fermamente radicata nei sentimenti di molte persone [...] ma anche una citt fortemente visibile (pp.103-104, cap.4). Nonostante il testo abbia avuto larga diffusione, Lynch sembra aver lasciato poche tracce formali nella cultura accademica e non, di fatto lo si sempre sentito come un corpo estraneo (p.9). Ceccarelli sottolinea (contestualizzando il periodo storico-politico e le differenze culturali americane ed europee) come non facile classificare e cercare di far rientrare in alcune delle categorie proprie della nostra cultura, al fine di legittimarlo, il lavoro di Lynch e gli studi ruotati attorno alla sua figura di avanguardista. In questo libro, Lynch sostiene che le persone nei contesti urbani si orientano per mezzo di mappe mentali. Egli analizza tre citt americane (Boston, Jersey City e Los Angeles) e guarda come le persone vi si orientano. Un concetto centrale quello di leggibilit (anche chiamata figurabilit). Leggibilit esprime la misura in cui il paesaggio urbano pu essere letto. Le persone che si muovono per la citt ingaggiano un processo di individuazione del percorso. Hanno bisogno di essere in grado di riconoscere e organizzare degli elementi urbani in un modello coerente. Nel processo di individuazione del percorso, il collegamento strategi co limmagine ambientale, limmagine mentale generalizzata nel mondo fisico esterno che posseduta da un individuo. Questa immagine il prodotto sia di una sensazione immediata che il ricordo delle esperienze passate, ed utilizzato per interpretare l e informazioni e per orientare lazione. Lynch stesso, per, non ritiene che la leggibilit e la figurabilit di un ambiente urbano siano elementi sufficienti per poterlo rendere attraente, in se deve avere anche identit, struttura e significato. Lilleggibilit della metropoli e lintrico dei suoi elementi spaziali compromettono la percezione della citt. Lynch propone un metodo di costruzione dellimmagine ambientale, finalizzato al disegno urbano, che permette di comprendere i processi cognitivi degli abitanti, i loro usi della citt e le loro abitudini con lintento di rendere la citt finalmente leggibile. Leggibilit della metropoli, disegno urbano, percezione, immagine ambient ale, struttura e identit dei luoghi, elementi spaziali. Laumentata complessit spaziale sociale e culturale del tessuto urbano, a partire dal XX secolo, insieme alla velocit dei mezzi per attraversarlo ha sollevato parecchi problemi nuovi per la percezione. Risultano compromesse - nota Lynch - funzioni da sempre vitali per luomo, come lidentificazione dei luoghi, lorientamento, la costruzione di una relazione individuo-spazio emotivamente sicura, la creazione di simboli comuni che legano il gruppo e permettono ai suoi membri di comunicare lun laltro.. I problemi maggiori colpiscono quelle regioni metropolitane la cui forma manca di: singolarit; semplicit di forma; continuit tra gli elementi; - preminenza ordinatrice di alcune parti su altre; chiarezza di connessione; differenziazione direzionale; ambito di visione; consapevolezza di movimento; serie temporali; potenza evocatrice dei loro nomi e significati (sociali, storici, funzionali) (pp. 116-119). a queste qualit formali che devono guardare i designer nella progettazione di spazi urbani leggibili e percorribili. tramite queste qualit infatti che diventa possibile la costruzione dellimmagine della citt da parte di chi la vive e lattraversa; ma a partire da cosa? Gli elementi minimi rintr acciati da Lynch sono i seguenti: - percorsi: itinerari lungo i quali le persone si muovono attraverso la citt - margini: confini e interruzioni della continuit - quartieri: aree urbane relativamente ampie caratterizzate da caratteristiche comuni - nodi: punti di interesse strategico per lorientamento, tipiche congiunzioni d i percorsi o concentrazioni di alcune caratteristiche. - riferimenti punti esterni di orientamento, di solito un oggetto fisico facilmente identificabile nel paesaggio urbano. La loro caratteristica chiave la singolarit: qualche aspetto, che, rispetto al contesto, unico e memorabile. Localizzati tali elementi e ricostruite le connessioni reciproche, la citt prende forma. In tale modo Lynch ricostruisce le forme delle tre citt americane, utilizzando una grande quantit di informazioni raccolte in fasi differenti. Lynch presenta il proprio lavoro come una agenda per i progettisti urbani. Essi dovrebbero progettare la citt in modo tale da dar spazio a tre movimenti collegati : mappatura, apprendimento , formazione. In primo luogo, la gente dovrebbe essere in grado di acquisire una chiara mappa mentale del loro ambiente urbano. In secondo luogo, la gente dovrebbe essere in grado di imparare a navigare in questo ambiente attraverso laddestramento. In terzo luogo, la gente deve essere in grado di operare e agire sul proprio ambiente. Tale metodologia, che prevede una fase di raccolta delle informazioni e la loro conseguente configurazione grafica per mezzo degli elementi sopra indicati, ha garantito buoni risultati per le citt-test scelte dallo studioso. In ciascun caso si ottenuto del tessuto metropolitano un disegno affidabile; affidabile non nel senso di rigidamente adeguato alla realt fisica, bens di pi aderente possibile agli usi, alle abitudini e alle associazioni mentali costruiti nella relazione continua tra le forme di quella realt fisica e la comunit dei suoi abitanti. Precisa Lynch: Le immagini di pi alto valore sono quelle che pi strettamente si avvicinano a un forte campo totale: dense, rigide e vivide; che fanno uso di tutti i tipi di elementi e di tutte le caratteristiche di forma, anzich concentrarsi su alcune ad esclusione di altre, e che possono venire costruite, secondo le occasioni, sia in modo gerarchico che continuativo. (p. 101). Nel libro, piante e disegni non si riferiscono solo alle citt americane considerate. Agevolando la lettura, essi occupano i margini esterni delle pagine dal primo allultimo capitolo: fissano visivamente i concetti proposti da Lynch. Sia luno che laltra sono legg ibili attraverso immagini chiare e vivide: Come questa pagina stampata, se leggibile, pu venire visivamente afferrata come un interrelazionato sistema di simboli riconoscibili, cos sar leggibile quella citt, in cui quartieri, riferimenti, o percorsi risultino chiaramente identificabili e siano facilmente raggruppabili in un sistema unitario. (p. 24). Nelle appendici, Lynch, per far

chiarezza sul metodo utilizzato per ricostruire la forma delle tre citt americane, come esemplificazioni del tipo di dettagliata analisi visiva degli elementi urbani descrive due localit adiacenti a Boston. In ultimo, fa cenno allorientamento con riferimenti alla ricerca dellimmagine ambientale da ritrovare: nella letteratura antica e moderna, in libri di viaggi e di esplorazioni, in resoconti giornalistici o in studi di psicologia e dantropologia. Analizza, dal punto di vista antropologico, i tipi e i sistemi di riferimento, la formazione dellimmagine ed il ruolo della forma. La nostra tesi che noi possiamo ora sviluppare la nostra immagine dellambiente sia attraverso l alterazione della forma fisica esterna sia attraverso un processo interiore di conoscenza. In effetti, la stessa complessit del nostro ambiente che ci obbliga ora a farlo. (p.34 -cap.3) Una mappa mentale chiara dellambiente urbano necessaria per contrastare la paura sempre incombente di disorientamento. Una mappa mentale leggibile d alle persone un importante senso di sicurezza emotiva, il quadro per la comunicazione e lorganizzazione concettuale, e aumenta la profondit e lintensit dellesperienza umana quotidiana. La citt stessa quindi un potente simbolo di una societ complessa, sostiene Lynch. Questo libro dimostra che lo spazio urbano non composto solo dalle sue caratteristiche fisiche, ma anche ugualmente dalle rappresentazioni in immagini mentali. La mobilit non solo il potenziale per un libero fluire del movimento, ma si basa fortemente sulla strutturazione e lindividuazione dellambiente attraverso lausi lio di mappe mentali. Il lavoro di Lynch ha influenzato molti e ha determinato molte implicazioni per la progettazione urbana sollevando diverse domande relative al ruolo attuale della tecnologia nel contesto urbano. Smarrirsi del tutto nella citt moderna esperienza piuttosto rara per la maggior parte della gente. Oggigiorno siamo assistiti nel trovare la strada dalla presenza di altri e da speciali artifizi: piante, toponomastica, segnali stradali, targhe di autobus. Inoltre, lenfasi Lynch sulla leggi bilit chiara dellambiente urbano pone alcune domande critiche circa lattuale tendenza a saturare il paesaggio urbano con le informazioni. Cosa succede alla leggibilit complessiva della citt in cui ogni edificio, oggetto e luogo vuole comunicare ed annunciare la sua esistenza a noi per urlare Io sono qui, guardami!? Molto interessante la parte del capitolo 3 riguardante i percorsi, analizzati pi nel dettaglio in un altro libro di Lynch: The view from the road, reputato alla sua uscita un testo rivoluzionario in quanto investiva per la prima volta lurbanistica di una visione estetica nuova e parlava per la prima volta del paesaggio della strada dal punto di vista dellautomobilista. La strada diviene uno strumento con cui leggere la chiarezza strutturale in quanto offre u n nuovo punto di vista sequenziale e dinamico. Probabilmente il metodo desunto basato esclusivamente su canoni visivi e che quindi ha dei limiti; esso propone comunque un ampio inventario di principi legati al movimento adatti a fornire informazioni utili per il disegno della citt. Viene a capovolgersi la situazione di degrado che generalmente si percepisce dalle infrastrutture viarie (spazi marginali, barriere, confusione, etc.) per fornire da una parte allautomobilista che percorre la strada unesperienza positiva godibile e dallaltra una guida per le trasformazioni dei luoghi che permetta, gra zie ad una visione sistemica e dinamica, la riqualificazione complessiva della citt. Gli oggetti urbani e naturali individuati lungo il percorso sono analizzati, valutati e disposti linearmente in modo tale da costituire una sequenza cinematografica. La strada fornisce invece la linea, il percorso e le modalit di movimento, fatta di ritmi e pause. Sembra che per ogni citt data esista unimmagine pubblica, che la sovrapposizione di molte immagini individuali. O forse vi una serie di immagini pubbliche, possedute ciascuna da un certo numero di cittadini. Tali immagini di gruppo sono indispensabili perch un individuo possa agire con successo nel suo ambiente e possa collaborare con gli altri. Ciascuna immagine individuale unica, e ha alcuni contenuti che vengono comunicati raramente o forse mai, eppure essa approssima limmagine pubblica, che pi o meno rigorosa, pi o meno comprensiva, in ambienti diversi. (p.65-cap.3) E interessante come ci si possa ritrovare nelle parole di Lynch, e come, dopo la lettura, automaticamente si osservi ci che ci circonda sotto un angolazione differente. Quante volte chiedendoci indicazioni rispondiamo sommariamente o con riferimenti a noi familiari, ma totalmente sconosciuti a chi ci pone la domanda? Una citt una organizzazione dai molti propositi, mutevole, un ricovero per molte funzioni, eretto da molte mani e con relativa rapidit. Specializzazione completa, articolazione perfetta, sono in essa improbabili e indesiderabili. La forma deve essere in certa misura non impegnativa, modellabile per i propositi e le percezioni dei cittadini. (p.103 -cap.4) Le citt, piccole o grandi che siano, sono in continuo movimento, noi siamo in continuo movimento. Le differenze chiave potrebbero risiedere nellosservatore stesso: come guarda alla sua citt un americano o un italiano? Inoltre sempre pi culture vengono a contatto tra di loro, perci, quello che per me pu avere un significato e quindi una riconoscibilit, pu non averlo per unaltro. Rimane aperto un dibattito, allo stesso tempo urbanistico, sociale, politico: siamo noi che ci adattiamo allambiente o questultimo che si adatta a no i? Bench la metropoli non sia pi un fenomeno raro, in nessuna parte del mondo vi tuttavia unarea metropolitana con un forte carattere visivo, con una struttura evidente. Le citt famose soffrono tutte alla periferia della stessa smarginatura priva d i forma. (p.105-cap.4) E evidente come unimmagine per la periferia non sia solo un capriccio per lurbanista, ma rappresenta una chiara necessit del territorio per essere fruito correttamente dal proprio abitante. Sebbene la situazione oggi sia un po diversa da quella descritta da Lynch, vi sono tuttora molte periferie degradate o disgiunte nella forma dal loro centro cittadino. Lapplicazione del metodo lynchiano a una scala maggiore pu essere lo spunto per impostare un processo di analisi metropolitana che conduca alla progettazione di una ci tt metropolitana dotata di unimmagine pi forte. Il termine citt metropolitana pu essere soggetto a diverse interpretazioni: tale termine ha una definizione amministrativa ma spesso viene adattato a diversi contesti eterogenei tra di loro. Con tale terminologia, infatti, si considera spesso unicamente le citt molto estese e molto popolate che diventano punto di riferimento a livello internazionale. E altrettanto vero che per area metropolitana si considera una zona circostante unagglomerazione (o una conurbazione) che per i vari servizi dipende dalla centrale ed caratterizzata dallintegrazione delle funzioni e dallintensit dei rapporti che si realizzano al suo interno. Con questa seconda ottica noi abbiamo rilevato come vi sia un debole integrazione e relativo scambio fra il Comune di Roma e i suoi Comuni confinanti. Inoltre, da segnalare come manchi, anche, un livello di pianificazione a questa scala che permetta alle diverse amministrazioni di collaborare al disegno del territorio metropolitano.

FORMA / ORDINE / MODULO / TIPO

FORMA
KEVIN LYNCH, L'IMMAGINE DELLA CITTA', PADOVA 2009
Il concetto di forma all'interno del testo di Kevin Lynch assume varie caratteristiche e connotazioni e si ricollega a molte altre parole chiave; in quest'opera viene analizzato soprattutto il concetto di forma nell'ambito architettonico e pi precisamente viene esaminato sotto l'aspetto della forma urbana. La citt e la sua forma sono due elementi strettamente connessi e la percezione assume un ruolo di rilevanza in questa relazione. La citt pu essere considerata come un'entit in continua trasformazione: in questa continua evoluzione non vengono cambiate le linee generali della citt, ma solo i dettagli. Quindi possiamo affermare che nonostante queste continue modificazioni la forma della citt rimane una caratteristica stabile. La forma di una citt quindi risulta essere un elemento fisso e sostanzialmente costante, permettendo alla citt stessa di aver una sua identit. La forma per non l'unico elemento che caratterizza e conforma una citt: essa si associa ad una serie di altri elementi che portano la citt ad avere un'identit chiara e leggibile. La forma quindi oltre a dare una struttura ad ogni singola citt, contribuisce anche alla formazione della sua immagine. Lo stesso Lynch afferma che:la forma urbana deve essere facilmente comunicabile, quindi chiara e leggibile: in questo modo l'immagine della citt che si otterr della avr un significato . (pag. 24-31) L'autore associa poi il concetto di forma a quello di figurabilit. Lui definisce la figurabilit come la forma, il colore o la disposizione che facilitano la formazione di immagini ambientali vividamente individuate, potentemente strutturate, altamente funzionali. Con questa definizione si vuole indicare come la forma contribuisca alla creazione di un'immagine della citt, la quale resta comunque un elemento strettamente connesso alla percezione dell'uomo. L'immagine quindi un elemento soggettivo che cambia da individuo ad individuo ed avviene non solo attraverso i sensi ma anche grazie ad impulsi che arrivano direttamente dall'ambiente circostante. Lynch pone molta importanza all'idea della figurabilit della forma urbana: una citt con una forma chiara e ordinata permette a chi vi abita o semplicemente a chi la attraversi, di avere dei riferimenti e orientamenti precisi, consentendo cos di stabilire delle relazioni. La forma gioca un ruolo fondamentale nella costruzione dell'immagine della citt e si lega anche all'idea di orientamento. Nessuno pu costituire un'immagine della citt senza avere una conoscenza interiore della sua forma fondamentale del luogo e/o il suo orientamento. (pag 27, 31-35) L'immagine di una citt caratterizzata quindi da una serie di elementi e la forma urbana uno di essi. Come gi accennato in precedenza la forma una caratteristica che si lega soprattutto alla percezione: quindi risulta essere un elemento estremamente variabile e che pu assumere, a seconda del soggetto osservatore, connotazioni differenti. Nonostante questa estrema soggettivit, vi sono degli elementi, delle caratteristiche della forma, che permettono di costituire un'immagine della citt comune a tutte le possibili percezioni. La forma quindi pu essere classificata secondo cinque elementi: percorsi, margini, quartieri, nodi e riferimenti. Percorsi = con questo termine si intendono quelle linee che i soggetti percorrono all'interno della citt. L'osservatore si muove all'interno dello spazio urbano seguendo i percorsi. Margini = non vengono intesi dal soggetto come percorsi; essi rappresentano i confini, i bordi, le delimitazioni di un'area,con determinate caratteristiche, da un'altra con una sua differente identit. I margini vengono visti come dei riferimenti esterni e possono individuare delle barriere. Quartieri = aree o porzioni di citt che assumono caratteristiche specifiche riconoscibili dall'osservatore. Nodi = elementi o luoghi specifici di una citt, verso i quali e dai quali il soggetto si muove. Riferimenti = elementi esterni della forma; il soggetto non entra all'interno di questi elementi. Sono degli oggetti fisici che l'osservatore utilizza per orientarsi all'interno di un luogo. Questi cinque elementi, se presi singolarmente, non rendono possibile la realizzazione di un'immagine di citt; essi devono essere analizzati e sovrapposti gli uni sugli altri: in questo modo le caratteristiche della forma collaborano nella formazione dell'immagine della citt. (pag. 65-67) Nella seconda parte del libro Lynch affronta il tema della forma della citt. Come gi analizzato in precedenza la forma di un luogo strettamente legata alla percezione del soggetto osservatore. La forma quindi non deve essere troppo complessa, ma deve assumere le caratteristiche di chiarezza e leggibilit, ed essere plasmabile con le percezioni dei singoli soggetti. La forma urbana si lega anche alla memoria delle persone che hanno avuto una determinata esperienza in una parte della citt. L'autore inoltre sottolinea la differenza tra la citt e la periferia: la prima si costituisce e caratterizza grazie alle presenza di una forma urbana; la periferia invece risulta essere spesso priva di una forma caratterizzante. Le citt famose soffrono tutte alla periferia della stessa smarginatura priva di forma. (pag 103-106)

La forma inoltre pu essere vista come la somma e l'insieme di molte caratteristiche percepibili dal soggetto e la sua definizione non pu essere ridotta ad un singola caratteristica. In ambito architettonico la forma si suddivide nelle seguenti categorie: Singolarit o chiarezza di figura sfondo = la figura, il profilo di un oggetto o di un elemento che lo rende riconoscibile. In architettura parliamo pi semplicemente di contesto sia naturale che artificiale. Semplicit di forma = si riferisce alla geometria di una forma e alla sua semplicit e chiarezza. Pi un oggetto ha una forma chiara maggiore sar la possibilit per il soggetto di identificarlo con un'immagine. Continuit = la percezione di un luogo viene semplificata nel momento in cui si riconosce la continuit di elementi come margini o superfici. La ripetizione facilita la percezione e la creazione di un'immagine Preminenza = indica la gerarchia e l'ordine. L'immagine di una citt e la percezione della forma risultano semplificati nel momento in cui viene stabilito o si riconosce un ordine e/o una gerarchia. Chiarezza di connessione = la struttura di un luogo resa pi chiara quando si hanno delle connessioni visibili e percepibili. Differenza direzionale = indica quegli elementi che costituiscono delle differenze tra un estremit ed un'altra. Siamo di fronte a delle asimmetrie e si utilizzano nella progettazione strutturale a larga scala. Ambito di visione = qualit della forma che strettamente legata alla vista e allo sguardo; questi elementi permettono di avere un visione chiara ed una pi facile comprensione dell'immagine unitaria. Consapevolezza di movimento = ci si riferisce a quelle sensazioni fisiche che permettono al soggetto di avere la consapevolezza del movimento all'interno di uno spazio. Attraverso la consapevolezza del movimento il soggetto riesce a percepire la forma attraverso l'esperienza del movimento. Serie temporali = elementi che possono essere percepiti solo se posti in una sequenza temporale; gli elementi si collegano con quelli precedenti e/o successivi. Nomi e significati = sono quegli elementi non fisici che aumentano la figurabilit di un oggetto. Tutte queste caratteristiche non operano singolarmente, ma tutte insieme costituiscono una forma con delle caratteristiche particolari; bisogna per tener presente che una forma determinata non per deve avere al suo interno tutte le caratteristiche sopra descritte anche se, la mancanza di una di queste qualit rende la forma debole; allo stesso modo anche quando siamo in presenza di due qualit in conflitto l'effetto finale potrebbe richiedere uno sforzo maggiore per la comprensione della forma stessa. (pag.116-119) Nel momento in cui si analizza una citt, si entra in contatto anche con la sua forma, ovvero con la forma urbana. Le metropoli si strutturano secondo diverse gerarchie. Il primo metodo di organizzazione consiste nel costituire un unico grande quartiere nel quale poi si inseriscono tre sottoquartieri, i quali sono ulteriormente suddivisi al loro interno. In questo caso siamo di fronte a un'organizzazione di tipo statico della forma urbana. Esiste una seconda tecnica di realizzazione della forma urbana: essa non si basa su di un sistema gerarchico, ma bens si caratterizza per la presenza di un elemento dominante al quale poi si relazionano elementi minori. Questi due metodi per non sono i pi idonei per la costituzione di una forma di citt: il metodo pi efficace quello che si basa sull'esperienza. Il soggetto percepisce la citt attraverso l'esperienza; le forme vengono comprese e studiate quando vengono riferite ad uno schema, ad una sequenza temporale. In questo modo la forma risulta essere associata anche alla sfera temporale. Il tempo gioca un ruolo determinante nella definizione della forma: attraverso gli schemi temporali il soggetto riesce a percepire e comprendere le forme; la stessa percezione della forma di un oggetto avviene attraverso il movimento del soggetto che si realizza in un determinato periodo temporale. Considerando il nostro modo presente di fare l'esperienza di un'ampia area urbana, uno tuttavia portato a un altro tipo di organizzazione: quello della sequenza, o dello schema temporale. (pag. 123-124) La forma di un oggetto o di una citt non rimane semplicemente un qualcosa di idealizzato, ma pu essere rappresentata attraverso il disegno. Il designer partendo dall'immagine mentale che ha di una forma, la restituisce attraverso il disegno cercando non di realizzare una forma fisica in s, bens un'immagine pubblica che abbia delle qualit specifiche. Lynch, riferendosi alla figura del designer, lo associa principalmente alla costituzione del disegno di una forma urbana; il designer utilizza tutti gli strumenti e gli elementi della forma e li assembla per far uscire la vera forma della citt che, come gi detto in precedenza, non la forma fisica ma un'immagine mentale di qualit. Il metodo migliore per il raggiungimento di questo risultato quello che si rif alla sfera temporale: nel momento in cui si utilizzano delle sequenze o degli schemi temporali ci troviamo di fronte ad una continuit tra i vari elementi. Grazie a questa continuit la leggibilit di una forma risulta semplificata e quindi anche la stessa creazione dell'immagine risulta pi semplice. Questo procedimento si pu applicare sia per la creazione di nuove immagini che per la rielaborazione di immagini esistenti: l'obiettivo finale sar sempre quello di realizzare un'immagine pubblica della forma urbana con delle qualit. L'obiettivo finale di un simile piano non la forma fisica in s stessa, ma la qualit di un'immagine mentale. (pag. 127-130) Antonella Maraio

FORMA Kevin Lynch - Limmagine della citt - Marsilio editore 2009 Il concetto di forma di fondamentale importanza in relazione alla cosa dellarchitettura. Esso infatti legato ad una serie di altri concetti chiave quali, nel caso di Lynch, ordine, percezione, figurabilit e immagine ambientale, mentre pi in generale quelli di tipo, composizione, progetto e tempo. L immagine della citt cerca di mettere in luce il rapporto che lega gli elementi della citt esistente e le mappe mentali di chi la frequenta. Lobiettivo capire quali siano gli elementi dello spazio urbano su cui il progettista pu lavorare per migliorare limmagine ambientale della citt. Dopo aver definito alcuni concetti legati alla formazione dellimmagine ambientale (leggibilit e figurabilit in particolare), lautore passa allanalisi di tre casi studio che prevedono il disegno delle mappe mentali dei cittadini attraverso interviste dirette. Da queste risultato che lo spazio urbano percepito secondo cinque categorie principali: percorsi, riferimenti, margini, nodi e quartieri. La forma di questi elementi sar quindi cruciale nella definizione di unimmagine di citt che sia altamente leggibile e figurabile. Il concetto di forma espresso nel testo di Lynch fin dalla prefazione e, in modo esplicito o meno, alla base di tutta la problematica affrontata dallautore. Si parla infatti di Conferire una forma visiva alla citt cio di creare unimmagine della citt e di offrire alcuni principi per il disegno urbano. [Prefazione] L immagine ambientale di un soggetto fortemente condizionata dalla realt urbana e dalle sue caratteristiche sia morfologiche che sociali, quindi, per analizzare gli elementi alla base della sua creazione, vengono introdotti concetti legati alla struttura urbana e alla percezione dellosservatore. Questo, a seconda della forma e della struttura dellambiente, trarr una sua immagine che sar quindi condizionata dalla leggibilit, cio la facilit con cui le sue parti (della citt) possono venire riconosciute e possono venire organizzate in un sistema coerente e dalla figurabilit dellambiente stesso. Questultimo concetto di particolare importanza per la costruzione dellimmagine ambientale e va oltre alla semplice leggibilit, infatti viene definito come qualit che conferisce ad un oggetto fisico (in particolare la sua forma, colore o disposizione) unelevata probabilit di evocare in ogni osservatore una immagine vigorosa. Quindi, visti gli obiettivi, indagare la figurabilit della forma urbana al centro dello studio svolto dallautore. [Cap.1 - pag.24,28,31,32] I concetti introdotti per analizzare la forma urbana sono centrali nellanalisi degli esempi riportati di Boston, Jersey City e Los Angeles. Attraverso le interviste ai cittadini si sono ricostruite le loro immagini di citt che messe a confronto con la realt hanno portato a capire quali forme sono facilmente leggibili e quali dotate di buona figurabilit. E interessante notare come le diverse situazioni abbiano evidenziato determinate carenze e sostanziali differenze: La mancanza di carattere evidente al primo sguardo, quando si compari allequivalente diagramma di Boston la rappresentazione degli elementi [...] distintivi di Jersey City. La pianta di Jersey city che ne risulta quasi vuota.

Questo esempio in particolare colpisce e dimostra come una forma urbana poco figurabile possa cancellare lidentit di una citt dalla mente dei loro cittadini che dovendo presentare un simbolo per essa, proponevano spesso il profilo di New York. Da questanalisi evidente che quando lo spazio ha una forma riconoscibile e caratterizzata, e quando svolge un ruolo facilmente comprensibile, le sue peculiarit si imprimono pi facilmente nella memoria. [Cap.2 - pag.37,49,51,61] E quindi necessario scoprire il ruolo della forma per rinforzare i significati che si vogliono attribuire ad un determinato elemento. Nelle immagini urbane studiate sinora, i contenuti riferibili alle forme fisiche possono venire strumentalmente classificati in cinque tipi di elementi: percorsi, margini, quartieri, nodi e riferimenti. Questo significa che dalla composizione di questi elementi e dalla loro forma dipende gran parte della figurabilit dellambiente e di conseguenza limmagine ambientale di chi percepisce un determinato spazio. [Cap.3 - pag.65] Per essere facilmente figurabile non necessario che una citt sia ordinata in uno schema razionale e rigoroso, questo avrebbe leffetto opposto, cio di rendere tutto simile e privo di identit, ma la forma devessere in certa misura non impegnativa, modellabile per i propositi e le percezioni dei cittadini. Per ci sono alcune funzioni fondamentali di cui la forma della citt pu essere espressione e sono la circolazione, le principali utilizzazioni del suolo e i punti focali chiave. Se un ambiente fosse leggibile da un soggetto questo potrebbe associargli pi facilmente dei significati e renderlo inconfondibile. Quindi lobiettivo disegnare e dare forma agli elementi prima citati riuscendo a conferire attributi singolari che possano dargli un carattere di unicit e differenziarli dal resto. In questo modo possibile migliorare la figurabilit dellambiente e rendere pi chiara limmagine della citt di ciascun soggetto. [Cap.4 ]

Enrico Scrivani

FORMA Kevin Lynch, L'immagine della citt, edizione 2009

capitoli: 3. 4. L'immagine della citta' e i suoi elementi Pag. 65-101 La forma della citt Pag. 102-128

La forma contribuisce a determinare l'immagine della citt ed a rinforzarne il suo significato, per questo motivo le due parole chiave a mio parere sono strettamente connesse ed in continua evoluzione. La determinazione e la creazione di una buona forma urbana influiscono sulla qualit visiva di una citt, rendendo il paesaggio urbano chiaro e leggibile; questi due aggettivi secondo il mio punto di vista rappresentano il fine ultimo della ricerca della forma. La percezione della citt per l'uomo avviene non solo grazie alle sue capacit sensoriali, come l'udito, il tatto, la vista e l'olfatto, ma anche grazie agli impulsi e agli stimoli che l'ambiente stesso gli offre: un ambiente ordinato e ben conformato visivamente permette ai suoi abitanti di individuare riferimenti e orientamenti precisi e di conseguenza stabilire con esso relazioni armoniose. Va detto che l'immagine di una citt soggettiva per ogni singolo individuo, che stabilisce un suo personale rapporto con l'ambiente; comunque possibile raccogliere delle immagini di gruppo, ovvero caratteri che sono comuni ad un certo numero di osservatori e che consentono di determinare un' immagine pubblica, sulla quale possibile lavorare per sviluppare una nuova forma, o modificarne una gi esistente. I contenuti della forma sono divisibili in cinque elementi principali: Percorsi: sono gli elementi urbani predominanti, canali attraverso i quali l'osservatore si muove, quindi strade, vie pedonali, linee di trasporti pubblici, canali e ferrovie. Le caratteristiche principali che i percorsi devono possedere sono l'identificabilit e la continuit, che possono essere rese possibili grazie all'utilizzo di elementi particolari, come un edificio o la sua facciata, oppure un insieme di edifici con una funzione comune; anche un'alberatura abbondante contribuisce a rafforzare l'immagine di un percorso, o ancora una qualunque strategia che permetta all'osservatore di dare una precisa definizione del percorso. Un'ulteriore caratteristica l'aggettivazione direzionale, che rende possibile distinguere con facilit un cambiamento direzionale e pu essere ottenuta mediante l'utilizzo di gradienti. Questi ultimi possono essere gradienti topografici, gradienti di intensit d'uso, gradienti della crescente et degli edifici o ancora variazioni costanti nella direzione del movimento. Ultima caratteristica la modulazione, che contribuisce a rendere ancora pi definita l'aggettivazione direzionale, dando la possibilit all'osservatore di valutare pi chiaramente la propria posizione all'interno del suo percorso, con l'aiuto di una sequenza di riferimenti o di nodi lungo la strada. Un'attenzione particolare va data in prossimit degli incroci con altri percorsi, il visitatore infatti deve comunque essere in grado di trovare la strada, anche in presenza di percorsi alternativi di uguale importanza. Margini: sono elementi lineari che non vengono considerati come percorsi dall'osservatore, ma sono riferimenti esterni che partecipano comunque all'organizzazione dei percorsi; sono confini tra due diverse fasi, interruzioni lineari di continuit: mura, rive, margini di sviluppo edilizio. Continuit e visibilit sono le caratteristiche fondamentali che devono possedere e non necessariamente per essere efficaci e d'impatto devono essere impenetrabili, infatti molti margini hanno una funzione unificante piuttosto che isolante; inoltre pu essere utile che anch'essi posseggano qualit direzionali per indirizzare l'osservatore. Non bisogna dimenticarsi poi di considerare il loro potere disgregante. Quartieri: sono le zone in cui suddivisa la citt e possono essere di diverse grandezze; se possiedono caratteristiche particolari e identificabili possono essere anche usati come riferimenti esterni.

Molte sono le caratteristiche fisiche che li rappresentano, ad esempio lo spazio, la forma, il dettaglio, le attivit, gli abitanti, la topografia e il grado di manutenzione. L'unit tematica raccoglie tutte queste caratteristiche, che hanno la capacit di renderla riconoscibile e famigliare, non solo all'abitante del quartiere, ma a tutti gli osservatori. Quando l'unit tematica non sufficiente ad identificare un quartiere entrano in gioco altre componenti, come ad esempio il nome, o le connotazioni sociali, o ancora i contorni che li caratterizzano, che possono essere duri e ben definiti, oppure soffici e incerti. Una volta che il quartiere stato reso distinguibile nell'insieme della citt, il suo grado di omogeneit interno perde la sua importanza, cos che possono crearsi quartieri di caratteristiche differenti e quindi ancora pi interessanti. Nodi: sono i luoghi strategici e i punti intensivi di una citt, nei quali l'osservatore si muove sia per raggiungerli, sia per spostarsi verso altre direzioni; possono essere congiunzioni, interruzioni, convergenze di percorsi o concentrazioni e non sono necessariamente di piccole dimensioni, molto spesso infatti sono rappresentati da grandi piazze o interi quartieri; inoltre se possiedono una forma particolare e unica l'effetto ancora pi rilevante. I nodi possono essere di congiunzione o di concentrazione. Fondamentale per garantire l'impatto dei nodi la loro ubicazione, che dev'essere strategica e percettiva; un esempio di nodo di facile individuazione quello costituito dalle stazioni metropolitane, o dagli aeroporti, o dalle stazioni ferroviarie, nodi di congiunzione che nella maggior parte dei casi sono facilmente distinguibili. Per una maggiore chiarezza utile che l'immagine non possieda troppi centri nodali. Riferimenti: possono essere considerati come dei nodi, ma l'osservatore non vi entra, piuttosto li utilizza come riferimenti esterni per orientarsi nella citt e nei suoi percorsi; sono solitamente oggetti ben definiti, come edifici, negozi, insegne o elementi naturali del paesaggio. Loro caratteristica chiave la singolarit, che li rende unici e identificabili e quindi distinguibili nella mente dell'osservatore; in particolare il contrasto figura-sfondo un elemento fondamentale nel rendere riconoscibile un riferimento. Anche la preminenza spaziale una caratteristica importante, infatti pu rendere un elemento visibile anche da grandi distanze o in alternativa pu stabilire un contrasto locale con elementi vicini. Un riferimento diventa ancora pi incisivo se situato in un luogo dove si devono prendere delle decisioni sulla direzione da seguire. Una serie di pi riferimenti posti in sequenza contribuisce a rendere chiaro e ed efficiente il movimento dell'osservatore, molto pi che riferimenti singoli o isolati. Tutti questi elementi non esistono singolarmente, ma sono sovrapposti e interconnessi uno con l'altro: solo cos possiedono davvero efficacia e solo cos possono davvero determinare l'immagine della citt. Devono per trovare la giusta unione, per non entrare in conflitto e distruggersi a vicenda. Lo strumento chiave per ordinare l'insieme sono i percorsi; quindi importante che essi siano continui, che i suoi elementi (strade e vie) siano gerarchizzati visivamente e funzionalmente e che la direzione da prendere risulti chiara e definita. Punti terminali forti posso essere utili per dare il senso della progressione, mentre salite, discese e svolte possono essere usate per dare movimento al percorso. Particolare attenzione va data anche agli incroci, che devono essere chiari e istintivi il pi possibile. Anche per quanto riguarda i margini necessario un disegno accurato; fondamentale la presenza di una certa continuit, ma utile anche differenziare un lato dall'altro per avere un miglior orientamento tra interno ed esterno; importante anche accrescere la visibilit del margine ed il suo uso, aumentando quindi la sua attrattivit. Riassumendo, le caratteristiche degli elementi sono le medesime e devono essere presenti insieme per renderli efficienti: 1. Singolarit o chiarezza di figura sfondo: importanza del contrasto di un elemento, che lo renda notevole, rilevabile, vivido e riconoscibile. 2. Semplicit di forma: chiarezza e semplicit della geometria rendono un elemento facilmente identificabile e memorizzabile nell'immagine dell'osservatore. 3. Continuit: di margini o di superfici, che facilitano la percezione di una realt fisica e complessa e la rendono unitaria. 4. Preminenza: consente la semplificazione di un'immagine attraverso l'ordine e la gerarchia delle parti. 5. Chiarezza di connessione: elevata visibilit di congiunzioni e suture e chiara relazione di un edificio al suolo. 6. Differenziazione direzionale: importante per la progettazione di ampi spazi. 7. Ambito di visione: qualit che agisce sullo sguardo e accresce la comprensione di un insieme vasto e complesso.

8. Consapevolezza di movimento: le qualit che grazie a sensazioni fisiche e cinestetiche rendono percepibile all'osservatore il suo movimento. 9. Serie temporali: connessione tra elementi, che risultano quindi legati tra loro da un filo temporale, con lo scopo di creare una continuit nel tempo. 10. Nomi e significati: intensificano la figurabilit e l'identit di un elemento, in quadro pi generale che rappresenta la forma fisica nel suo insieme. Il designer si occupa di manipolare tutti questi elementi e le loro caratteristiche per poter dare alla citt moderna, che in continua crescita ed evoluzione, ci che esige realmente: continuit e godimento. Il metodo migliore per ottenere in buon risultato utilizzare un'organizzazione il pi possibile in sequenza, o che comunque segua uno schema temporale che dia sempre una percezione di continuit e interconnessione tra le parti. Questo procedimento applicabile sia alla creazione di una nuova immagine, sia alla riconfigurazione di un ambiente esistente e deve essere guidato da in preciso piano visivo che regola la forma della citt assicurando l'applicazione e la relazione di tutti gli elementi. L'obiettivo finale rafforzare la pubblica immagine e creare un'immagine mentale di grande qualit, che sar maggiore tanto pi la forma di un ambiente urbano sar sensibile.

Flavia Vigani

ORDINE

Kevin Lynch, Limmagine della citt, Marsilio, Venezia 2006

se lambiente fosse visibilmente organizzato e precisamente definito, il cittadino potrebbe impregnarlo di associazioni e significati. Esso diverrebbe allora veramente un posto, rimarchevole e inconfondibile. Kevin Lynch Ne limmagine della citt, Kevin Lynch propone unanalisi dellimmagine urbana utilizzando la percezione che i suoi abitanti hanno di essa. Lobiettivo dellindagine quello di acquisire una conoscenza della citt non solo attraverso uno studio analitico delle relazioni tra spazio e abitanti e dellimpatto visivo su di essi, ma anche attraverso le loro sensazioni, che vengono infatti descritte nel libro al fine di suggerire un metodo attraverso il quale si potr cominciare a trattare la forma visiva alla scala della citt, e offrire alcuni principi per il disegno urbano. Limmagine il frutto non solo di una percezione strettamente visiva o sensoriale, ma relazionata a fatti culturali e sociali e ad abitudini del vivere quotidiano negli spazi della citt. Lynch basa la sua indagine su interviste in cui richiede agli abitanti dei luoghi visitati di disegnare una mappa della citt o del quartiere e di rappresentare gli elementi pi importanti. Il contributo degli abitanti, essendo di tipo non tecnico ma piuttosto profano per quanto riguarda la materia dellurbanistica e dellarchitettura, genera una visione inedita del contesti urbani. Si scopre cos unimmagine globale costituita da frammenti di vita di ogni abitante: dalle impressioni sullefficacia di un percorso al valore attribuito ad un particolare elemento o fatto della citt; dai riferimenti che contribuiscono allorientamento, alle forme che disturbano labitare i luoghi. Si tratta pertanto non di un documento tecnico, anche se costituisce un importante manuale per la progettazione, bens di una relazione sullimmagine della struttura urbana e dei suoi elementi riconcettualizzati in funzione di ci che essi rappresentano realmente per gli abitanti. Limmagine cos ottenuta racchiude in s unimportante valore sociale, in quanto costituisce lopportunit per capire il punto di vista e le esigenze pratiche dellutente, che non ha controllo sulla manipolazione degli s pazi in cui si trova a vivere. Le citt prese in analisi sono Boston, Jersey city e Los Angeles. Secondo gli intervistati Boston una citt di quartieri dai margini ben delineati ma caratterizzati da percorsi tortuosi. Lordine nella mappa mentale degli abitanti di questa citt quindi messo in discussione proprio da una trama di linee di movimento disorganizzata: vi sono spiccati contrasti tra le ampie strade principali e le strette strade traverse. La citt centrale una penisola circondata da un margine dacqua..in maniera tipicamente bostoniana, anche parti specifiche del sistema altamente irregolare composto da elementi separati che sono legati soltanto uno ad uno, o qualche volta non lo sono affatto un sistema difficile da disegnare (Pag: 39-46) Dalle indagini su Jersey City risulta che lordine nellimmagine ambientale minato dalla struttura della citt: ..la citt marcata da margini forti o limiti di isolamento, ma gli abitanti non hanno una visione generale della citt a causa della mancanza di forma spaziale e della caratteristica eterogeneit di struttura. (Pag: 50) A proposito di Los Angeles lindagine di Lynch sottolinea la difficile lettura del tessuto urbano nonostante lordine delle strade: come cuore di una metropoli Los Angeles centro assai carica di significati e di attivit, con uno schema fondamentale: la quasi regolare scacchiera delle sue strade. Tuttavia certi fattori fanno s che limmagine risultante sia diversa e meno precisa di altre citt come Boston i quartieri riconoscibili sono piccoli e lineari.. richiesti di descrivere o simbolizzare la citt nel suo insieme i soggetti usavano parole come spread-out, ovvero sparpagliata, spaziosa, senza centriLos Angeles sembrava difficile da visualizzare o concepire come un tutto.( Pag: 53-58) Lordine necessario per la formazione dellimmagine ambientale e la sua organizzazione.

Labitudine al contatto pi o meno costante con gli spazi influenza lindividuo e la sua percezione di ordine nei luoghi: la presenza fisica di una persona in un luogo agisce come fissante nella memoria dellabitante, che pi o meno consciamente registra i connotati dei corpi che lo circondano. In questo processo di registrazione, la qualit dellincisione sul nastro della me moria determinata dalla sensibilit e dalla capacit dosservazione dellindividuo stesso. Una prolungata presenza in un luogo determiner inevitabilmente unincisione altrettanto fedele nella memoria di un osservatore meno sensibile alle caratteristiche ambientali. In ogni caso si svilupper la dimestichezza, di cui parla Lynch, che permette allabitante di familiarizzare con lo spazio e di farlo proprio e quindi di riconoscere lordine e lorganizzazione della struttura urbana in cui si trova. La capacit di riconoscere questordine contribuir oltretutto alla formazione di uno stereotipo che servir allosservatore come modello da confrontare in caso si trovi in nuovi contesti urbani: trovandosi in un luogo mai visitato prima, losservatore attribuir pi facilmente unorganizzazione al tessuto urbano con il quale si trova a contatto. La coerenza dellimmagine pu costituirsi in varie maniere. Nelloggetto fisico vi pu essere poco di ordinato o notevole, eppure, attraverso una prolungata dimestichezza, la sua immagine mentale raggiunge identit e organizzazione. Un individuo rintraccia facilmente quel che vuole su quello che a chiunque altro apparirebbe come un tavolo da lavoro completamente disordinato. Alternativamente, un oggetto visto per la prima volta pu venire identificato e relazionato, non tanto perch familiare in se stesso, ma perch rientra in uno stereotipo gi costruito dallosservatore.( Pag: 28) Linsieme dei percorsi il catalizzatore nel processo di costruzione dellimmagine di u n luogo e della sua organizzazione. Il movimento attraverso i percorsi unazione in cui lunica componente prefissata potrebbe essere la direzione che una persona ha intenzione di mantenere per raggiungere una meta. Lesperienza del percorso dovrebbe costituire uno stimolo per losservatore in quanto ci che egli incontra costituir uninfallibile guida, che lo aiuter a non perdersi e a percepire un senso di ordine. Le attivit e gli elementi distribuiti in sequenza lungo il percorso, le sue caratteristiche fisiche, i suoi margini, gli interstizi nei suoi bordi e le sue viste, lilluminazione, sono tutti elementi che dovrebbero essere progettati con lo scopo di far percepire unimmagine ordinata della strada e della citt che si attraversa. Lynch esamina le descrizioni fornite dagli abitanti adottando un approccio psicologico per spiegare come i riferimenti fisici posti in sequenza siano anche riferimenti mentali, che influenzano la percezione del tempo in relazione alle azioni programmate che si compieranno in un luogo. La condizione indispensabile perch i riferimenti siano percepiti dallosservatore come un insieme ordinato determinata dal carattere di continuit conferito alla disposizione di tali riferimenti. Serie di riferimenti disposti in sequenza, nelle quali ciascun dettaglio comporta lanticipazione del prossimo e i dettagli chiave stimolano losservatore ad azioni specifiche, apparvero essere tipiche componenti del movimento dei nostri soggetti attraverso queste citt. In queste sequenze vi erano segni stimolanti, ovunque si trattava di decidere una prossima svolta e segni di conferma, che rassicurassero losservatore sulle decisioni gi prese. (Pag: 94) I percorsi, la trama di linee di movimento abituale o potenziale attraverso il compl esso urbano, sono lo strumento pi potente per ordinare linsieme. Le linee chiave dovrebbero possedere qualche attributo singolare, che le individua rispetto ai canali circostanti: una concentrazione di qualche uso o attivit speciale sui loro lati, una qualit spaziale caratteristica, una particolare grana di pavimentazione o di facciata, uno specifico schema di illuminazione, un complesso unico di odori o rumori, un dettaglio tipico o un sistema di alberatura.(Pag: 107) Questi attributi dovrebbero venire impiegati in modo da conferire continuit al percorso. Se uno o pi di essi coerentemente adoperato in tutta la sua lunghezza, allora il percorso pu essere figurato come un elemento continuo, unificato. (Pag: 107)

Lorenzo Manca Liaci

ORDINE
Francois Chaslin, Architettura della Tabula rasa. Due conversazioni con Rem Koolhaas , Mondadori Electa 2003

Ognuno deve organizzare il caos che trova in s. - Friedrich Nietzsche Per avere un valore aggiunto, occorre passare necessariamente attraverso la complessit Rem Koolhaas Analizzando il contenuto di Architettura della Tabula rasa. Due conversazioni con Rem Koolhaas, ecc.. si riconosce chiaramente la parola ordine come concetto chiave delle due conversazioni tra Francois Chaslin e Rem Koohlaas. I due intellettuali discutono a lungo su argomenti che riguardano le dinamiche urbane che riguardano le citt contemporanee. Emerge chiaramente la poetica di Koolhaas legata al caos e alla congestione, che egli definisce come il destino delle citt moderne. ...la sua poetica dei margini e del caos, e della tensione che attraversa il suo lavoro, delle concezioni che le appartengono, prima tra tutte quella di congestione. La congestione legata alla presenza di reti e di sistemi di flussi. Ci si trova tuttavia ad avere la necessit di dover ricreare un ordine nel territorio di limite, di frangia, di periferia: le interzone. Si viene quindi a contrapporre il ruolo e le responsabilit dellarchitetto e della sua progettazione, con la situazio ne reale del territorio urbano: lestetica anti-architettonica che domina il paesaggio delle citt contemporanee. ...improvvisamente ci trovavamo a dover creare un ordine, a svolgere il ruolo dellurbanista nel senso pi tradizionale del termine, e a scoprire, con sorpresa, che quel ruolo esisteva ancora. [...] Non abbiamo cercato di imporre a priori n unestetica n una poesia del caos, dello scontro tra elementi urbani o dellesasperazione delle infrastrutture. Ci siamo semplicemente trovati di fron te a una situazione che lo imponeva. Larchitetto si deve confrontare con i territori di frangia, che ci costringe a confrontarci con il nostro fallimento e ci offre al tempo stesso i mezzi per porvi rimedio: ci propone una sorta di paesaggio allo stato grezzo. ...i suoi lavori tendono tanto spesso a privilegiare una sorta di poetica del limite tra due mondi, tra due epoche, tra due paesaggi, una passione per la frangia e la periferia... La cosa interessante per gli architetti, nelle situazioni di frangia, il fatto che vi si incontrano condizioni non architettoniche. [...] lo scollamento che si venuto a creare tra il ruolo mitico dellarchitetto e la situazione reale in cui egli si trova a esercitare la professione. La teoria dellarchitetto Rem Koolhaas nellaffrontare questo tipo di territorio urbano, caratterizzato dalla presenza di flussi e reti diversificate, e quindi governate dal caos, non stata quella di imporre a priori unestetica o una teoria del caos, ma di instaurare una serie di f ermate, di cortocircuiti, che avessero la funzione di instaurare una densit di programmi allinterno della citt preesistente. Un esempio che viene citato spesso nel discorso il grande complesso di Euralille, che riprende in gran parte i concetti precedenti. L'apologia del disordine, il gusto del caos sono diventati [...] una specie di bandiera per gli architetti.

...la congestione, che sarebbe la sorte riservata alle metropoli contemporanee, il destino della citt moderna. [] una condizione della societ moderna, una condizione urbana, che si esercita anche fuori dalla citt. Si trattano inoltre molti altri temi fondamentali della teoria di Rem Koolhaas riguardanti la citt generica: vi identit anche nella citt generica, nonostante si creda che nei territori urbani contemporanei implichi la rinuncia di identit. Ma poich si privilegia il modello della citt storica, la citt generica viene ritenuta del tutto priva di quelle qualit particolari. ...si svolge attualmente un dibattito [...] in cui sembrano fronteggiarsi due categorie di architetti: quelli che pensano essenzialmente in termini di spazio e quelli che pensano essenzialmente in termini di oggetti. [] la questione del vuoto ha un ruolo sempre pi importante... E una contraddizione tipica dellEuropa contemporanea: dipendiamo da questi sistemi di reti; ci sono indispensabili e tuttavia li detestiamo, senza essere in grado, ovvio, di trovare una bench minima alternativa alla loro presenza. Si sviluppa infine il concetto di spazio spazzatura: lo spazio che totalmente della citt contemporanea. Junkspace vuol dire che c un esperienza contemporanea dello spazio che universale e che si basa su valori interamente non-architettonici, e sul fatto paradossale di sfruttare e riciclare tutti i temi architettonici, senza conservarne nessuna qualit. Quando parlo del brutto, non mi riferisco necessariamente a un valore estetico, ma piuttosto a costruzioni che non hanno unestetica esplicita o nelle quali lambizione estetica non una premessa. Quel che mi interessa, sotto questo profilo, il generico, lordinario: la neutralit [...]. Eliminare il bello e il brutto come categorie, ci consentirebbe di percepire meglio tutta una serie di altre qualit. ...la citt generica implica la rinuncia di identit [...]. Vi sono identit anche nella citt generica. Ma poich si privilegia il modello della citt storica, la citt generica viene ritenuta del tutto priva di quelle qualit particolari. Nella cultura contemporanea c la totale arbitrariet nella manipolazione dei segni. Quello che viene chiamato Junkspace il ricettacolo della modernizzazione, una sorta di discarica, di disordine. Ordinato non lo stato mai, anche perch pi rassicurante pensarlo come un disordine passeggero a cui si possa porre rimedio. Junkspace vuol dire che c un esperienza contemporanea dello spazio che universale e che si basa su valori interamente non-architettonici, e sul fatto paradossale di sfruttare e riciclare tutti i temi architettonici, senza conservarne nessuna qualit. Questo tipo di architettura ha un carattere senza fine; non si pu mai ritenerla compiuta, perch gli edifici hanno sempre qualche parte in fase di ricostruzione. Questo spazio mutazione perenne, cambia continuamente aspetto, materialit provvisoria. Lurbanistica e larchitettura sono assenti: la nuova condizione urbana frutto del connubio tra questo modo di occupare il suolo e un nascente talento nelluso dei mezzi di comunicazione.

Sara Fontana

MODULO
Peter Eisenman, La fine del classico, Ed. Mimesis, 2009.
Filippo Andreoli 781500

Eisenman mette a confronto Palazzo Surian, Fabbrica Fino e il Palazzo Foscarini al fine di riconoscere una specie di continuit storica nelle costruzioni. Infatti gli edifici contenevano tutti supposizioni basate su elementi familiari come i rapporti fra i moduli, le simmetrie e cos via. [p.84]. Eisenman sostiene infatti la necessit di effettuare un processo di decomposizione inteso come processo negativo [p.84]. Con la decomposizione, attraverso la quale non pi utile leggere il modulo e lordine dei moduli gli elementi principali dentro una tipologia classica. Nel sistema classico, che secondo Eisenman finito, il modulo diventato uno strumento di rilevamento di alcune ripetizioni sia quadrate, sia rettangolari, sia frequenti, sia assenti. Infatti denominando determinate caratteristiche A o B si rileva la ripetizione e la successione per riscoprire dal raffronto fra i palazzi successioni e sovrapposizioni. A dimostrazione che questo metodo valido, Eisenman mette a confronto il Palazzo Giuliani Frigerio sito in Como con la Casa del Fascio anchessa sita in Como. Quindi il modulo diventa uno strumento importante per analizzare trasformazioni e gli elementi compositivi, che in una chiave classica era legato pi ad un tipo, mentre con la decomposizione sono state eliminate le tipologie. Eisenman utilizza tre fiction: rappresentazione, ragione e storia. La rappresentazione utilizzava larchitettura e i suoi linguaggi del passato per dare validit allultima evoluzione dellarchitettura stessa; la ragione doveva codificare lidea di verit [p.115], ma larchitettura non ha mai rappresentato la ragione perch non esiste immagine architettonica della ragione [p.123]; la storia laddove il classico sosteneva la storia come garanzia di eternit, il movimento moderno dellarchitettura ha rifiutato leternit, ma ha riconosciuto luniversalit della storia stessa. Osservando la facciata di un palazzo si pu notare che la ripetizione stilistica non ferma, secondo Eisenman, il ragionamento dellosservatore, ma anzi lo aiuta a superare il problema dellinizio o della fine del classicismo per volgere verso nuovi campi di indagine e di esplorazione sulle trasformazioni che si sono verificate nel tempo nellarchitettura con paragoni di elementi distanti per et, per tipo, per materiali, per concezione, per metodi costruttivi e questo pu solo aprire nuove strade culturali per larchitettura.

Larchitettura della citt Aldo Rossi


CLUP, edizione anno 1987 a cura di Daniele Vitale

Mattia Gregorio Forma


Nel descrivere una citt noi ci occupiamo prevalentemente della sua forma; questa forma un dato concreto che si riferisce a una esperienza concreta: Atene, Roma, Parigi. Essa si riassume nellarchitettura della citt (). (pag. 17)

La forma serve per descrivere e comprendere larchitettura della citt e larchitettura rappresenta il mezzo di indagine. La citt viene intesa sia come grande manufatto sia come fatto urbano, se ci riferiamo a degli intorni pi limitati; i fatti urbani infatti possiedono un architettura complessa e la loro forma rappresenta la loro stessa concretizzazione. () la descrizione della forma costituisce linsieme dei dati empirici () pu essere compiuta mediante termini osservativi; () intendiamo con morfologia urbana la descrizione delle forme di un fatto urbano, ma essa non che un momento, uno strumento. Essa ci avvicina alla conoscenza della struttura ma non si identifica con essa. (pag. 20-21) Gli uomini trasformano il mondo per le proprie necessit e sono proprio queste trasformazioni che costituiscono la nascita delle prime forme architettoniche. La critica alla questione tipologica evidenzia come la forma sia espressione del tipo infatti () nessun tipo si identifica con una forma, anche se tutte le forme architettoniche sono riconducibili a dei tipi. Questo processo di riduzione unoperazione logica necessaria e non possibile parlare di forma ignorando questi presupposti. (pag. 29) Viene fatta una critica al funzionalismo ingenuo Qui si respinge appunto questultima concezione del funzionalismo,() secondo cui le funzioni riassumono la forma e costituiscono univocamente il fatto urbano e larchitettura. () Tale concetto assimila la forma a un organo per cui le funzioni sono quelle che giustificano la sua formazione e il suo sviluppo e le alterazioni della funzione implicano una alterazione della forma. () (pag. 32) Una visione di questo tipo per indica come le funzioni siano causa dello sviluppo e delle alterazioni delle forme e La forma viene cos destituita dalle sue pi complesse motivazioni; da un lato il tipo si riduce a mero schema distributivo () dallaltro larchitettura non possiede alcun valore autonomo. (pag. 32) Sarebbe questa una semplificazione fuorviante in quanto i fatti urbani sono definiti da molteplici caratteri e non solo dalla semplice funzione. E poich ogni funzione rilevabile attraverso una forma, la quale poi la possibilit di esistenza di un fatto urbano possiamo affermare che in ogni caso una forma, un elemento urbano, consente una rilevazione; () (pag. 46) Dobbiamo renderci conto dellimportanza della forma e dei processi logici dellarchitettura; vedendo nella stessa forma la capacit di assumere valori, significati e usi diversi.() Sono inoltre convinto che la mediazione tra funzionamento e schemi distributivi possa avvenire solo attraverso la forma. (pag. 168-169)

FORMA

La forma il punto di partenza per lanalisi della citt, essa, infatti, uno degli archetipi Fondamentali dellarchitettura, essendo espressione del tipo e concretizzazione dei fatti urbani. E grazie ad essa che conosciamo i manufatti e ne individuiamo le costanti che ci

riportano ai modelli originari, permettendoci quindi, di comprenderne la storia che li ha prodotti. Lautore critica fortemente la teoria del funzionalismo ingenuo che vuole assimilare la funzione alla forma. Una visione di questo tipo tende a interpretare le funzioni fondamentali nella formazione, sviluppo e alterazione delle forme. Cos facendo la forma viene destituita dalle sue pi complesse motivazioni e il tipo si riduce a un mero schema di stributivo classificazione che risulta semplificativa e alienante per larchitettura stessa dal momento che la qualit dei fatti urbani, risultato di diversi fattori, qual il locus, la forma e la memoria, risulterebbe del tutto svuotata di significato se questi venissero classificati solo in base alle loro funzioni.
ROSSI A., L'architettura della citt, a cura di Daniele Vitale, CLUP editore, Milano 1987. autori: Camilla Fasoli 769968, Crispino Alessandro Iannello 781192

ndagine critica sullaspetto della citt percepito dai suoi abitanti. Prendendo in esame tre casi (Boston, Jersey City, Los Angeles) Kevin Lynch cerca di capire quali sono per il pubblico gli elementi di maggior interesse nel paesaggio urbano. Lautore con le sue indagini, effettuate tramite interviste ai cittadini, pone in evidenza limportanza dellindividuazione di percorsi, margini, quartieri, nodi e riferimenti come elementi distintivi dellimmagine della citt. Attraverso i disegni fat ti dagli abitanti, lautore riesce a capire quali luoghi risultano pi graditi e quali fastidiosi e poco leggibili. Limmagine percepita varia in base alle persone e alle loro abitudini, ma grazie a questi studi si riescono a decifrare alcune linee guida per la progettazione. La ricerca di Kevin Lynch si inserisce nellambito delle riflessioni sulla percezione che gli abitanti hanno della loro citt. Lautore evidenzia cos limportanza delle esigenze delle persone, al fine di rintracciare l a forma migliore per questa casa della societ, tema dellopera. Questo libro risulta un ottimo strumento per capire (ed affrontare) i problemi della citt attuale. Source: http://it.shvoong.com/books/400963-immagine-della-citt%C3%A0/#ixzz2MqKcUG36