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01/11/13

Mitologia greca e latina, Eraclidi

MITOLOGIA CLASSICA

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Mitologia greca e latina : lettera E

Eraclidi.

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ERACLIDI: nome generico dei numerosi figli e discendenti di Eracle; questo nome per dato in particolare alla discendenza di Illo, figlio di Eracle e di Deianira. Alla morte dell'eroe, Illo e i suoi fratelli ripararono nell'Attica, secondo la tradizione, per fuggire le persecuzioni di Euristeo che si era impadronito del Peloponneso, promesso da Zeus a Eracle e ai suoi discendenti. Euristeo decise di cacciare tutti gli Eraclidi dalla Grecia, prima che potessero giungere all'et virile e deporlo dal trono. Mand dunque un messaggio a Ceice, chiedendogli l'estradizione non soltanto degli Eraclidi, ma anche di Iolao, dell'intera casa di Licinnio e degli alleati arcadi di Eracle. Troppo deboli per opporsi a Euristeo, essi lasciarono in massa Trachine, mentre Ceice si diceva desolato di non poterli aiutare, e si recarono nella maggior parte delle grandi citt greche come supplici, chiedendo ospitalit. Soltanto gli Ateniesi, guidati da Teseo, osarono sfidare Euristeo. Teseo install gli Eraclidi e i loro compagni a Tricorito, una citt della tetrapoli attica, e si rifiut di consegnarli a Euristeo: questa fu la causa della prima guerra tra Atene e il Peloponneso. Infatti, quando tutti gli Eraclidi giunsero all'et virile, Euristeo radun un esercito e marci contro Atene. Iolao, Teseo e Illo ricevettero l'incarico di comandare le forze riunite degli Ateniesi e degli Eraclidi. Ma alcuni sostengono che a Teseo era ormai succeduto il figlio Demofoonte. Poich un oracolo aveva detto che gli Ateniesi sarebbero stati sconfitti a meno che uno dei figli di Eracle non si fosse sacrificato per il bene comune, Macaria, l'unica figlia di Eracle, si uccise a Maratona e diede cos il nome alla fonte Macaria. Gli Ateniesi sconfissero Euristeo in una furibonda battaglia e uccisero i suoi cinque figli, Alessandro, Ifimedonte, Euribio, Mentore e Perimede, oltre a molti dei suoi alleati. Euristeo fugg, ma fu inseguito da Illo (o anche da Iolao) che lo raggiunse presso le Rocce Scironie e gli mozz il capo. Una volta che Euristeo fu abbattuto, gli Eraclidi vollero ritornare nel Peloponneso, che era il paese d'origine del loro padre, quello nel quale aveva cercato di fare ritorno. Guidati da Illo, s'impadronirono facilmente di tutte le citt del Peloponneso e si stabilirono nel paese. Ma, in capo ad un anno, una pestilenza si abbatt su quella regione, e l'oracolo rivel che era l'effetto della collera celeste, poich gli Eraclidi erano ritornati prima del tempo stabilito dal Destino. Obbedienti, gli Eraclidi lasciarono il Peloponneso e si recarono nuovamente in Attica, nella pianura di Maratona. Tuttavia, nutrivano sempre la speranza di ritornare verso il sud. Obbedendo alle ultime volont di suo padre Illo aveva sposato Iole ed era stato adottato dal doro Egimio; si rec allora dall'oracolo delfico per sapere quando sarebbe venuto "il tempo debito" e gli fu consigliato di "attendere il terzo raccolto". Immaginando che l'oracolo intendesse parlare di tre anni, li lasci passare e poi si mise di nuovo in marcia con il proprio esercito. Illo, alla testa dei suoi fratelli, penetr nell'istmo di Corinto, ma dovette scontrarsi con gli eserciti d'Echemo, re di Tegea. Per evitare un'inutile strage, Illo sfid a singolar tenzone un avversario suo pari di grado. Echemo accett la sfida, e il duello ebbe luogo al confine tra Corinto e Megara. Illo cadde e fu sepolto nella citt di Megara. Dopo avergli reso funebri onoranze, gli Eraclidi si ritirarono di nuovo a Tricorito e di l nella Doride, dove reclamarono da Egimio quella parte del regno che il padre loro gli aveva affidata. Soltanto Licinnio e i suoi figli e il figlio di Eraccle Tlepolemo rimasero nel Peloponneso. Apollo Delfico, che col suo consiglio aveva suscitato molti rancori, chiar che col "terzo raccolto" egli intendeva la terza generazione. Finalmente i figli di Aristomaco, nipote di Illo, rappresentanti della terza generazione, Temeno, Aristodemo e Cresfonte riconquistarono il Peloponneso. Poco tempo dopo per, una maledizione si abbatt sull'esercito e sulla flotta. Causa di tutto ci fu che un giorno videro avvicinarsi al campo un indovino, chiamato Carno. Questi aveva intenzioni amichevoli verso gli Eraclidi, ma essi credettero che fosse una spia inviata dai loro nemici, i Peloponnesiaci. Uno degli Eraclidi, Ippote, figlio di Filante e nipote d'Antioco, lo trafisse con un giavellotto. In punizione per questo sacrilegio, si scaten una tempesta, che disperse e distrusse la flotta, mentre l'esercito, affamato dalla carestia, si sband. Temeno ricorse ancora una volta all'oracolo, il quale gli rivel che quelle sventure erano l'effetto della collera di Apollo, come castigo per la morte dell'indovino. Il dio aggiunse che l'assassino avrebbe dovuto essere bandito per dieci anni e che gli Eraclidi avrebbero dovuto prendere come guida, nella loro spedizione, un essere con tre occhi. Temeno obbed. Ippote fu bandito. Poi si preparava a convocare Triope figlio di Forbante, allorch si present un capitano etolico chiamato Ossilo, che era stato cacciato per un anno dalla sua citt in seguito ad un omicidio commesso involontariamente e che cavalcava un cavallo guercio. Temeno subito assunse Ossilo e questi accett di guidarli. Chiese come ricompensa che gli fosse restituito il regno d'Elide. Guidati da Ossilo, re dell'Etolia, gli Eraclidi pervennero a Naupatto, e di l costruite le navi necessarie, attraversato lo stretto fra Rio e Antirrio, passarono nel Peloponneso. Riportarono
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finalmente la vittoria sui Peloponnesiaci e uccisero nella battaglia il loro re, Tisameno, figlio d'Oreste. Nell'azione perirono anche i due figli d'Egimio, Panfilo e Dimante, che erano gli alleati degli Eraclidi. Per ringraziare gli di della loro vittoria, gli Eraclidi innalzarono un altare a Zeus Paterno. Poi si spartirono il Peloponneso. Temeno ebbe L'Argolide, Procle e Aristomene (figli di Aristodemo morto nel frattempo) ebbero la Laconia, e Cresfonte si impadron della Messenia, fino a questo tempo territorio arcade. Come convenuto, l'Elide fu riservata a Ossilo. Quando all'Arcadia, essa fu risparmiata dagli Eraclidi. Un oracolo, infatti, aveva loro ingiunto di risparmiare, nella loro conquista, "colui con il quale avrebbero condiviso un pasto". Ora, allorch gli Eraclidi si avvicinarono alle frontiere dell'Arcadia, Cipselo, re di quel paese, invi loro ambasciatori regali. E accadde che questi ambasciatori incontrarono i soldati di Cresfonte, mentre questi ultimi avevano appena acquistato viveri dai contadini dei paraggi e stavano consumando il pasto. Invitarono gli Arcadi a unirsi al banchetto. Durante il pasto, si accese una disputa. Gli Arcadi fecero presente che era cosa non conveniente il venire a disputa con i propri ospiti. Gli Eraclidi ricordarono le parole dell'oracolo e conclusero un patto con gli Arcadi promettendo di risparmiarne il paese.

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