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CAMERA DEI DEPUTATI


DISEGNO DI LEGGE
PRESENTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

N. 1670

(LETTA)
DAL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI

(BONINO)
DAL MINISTRO DELLA DIFESA

(MAURO)
DAL MINISTRO DELLINTERNO

(ALFANO)
DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

(CANCELLIERI)
E CON IL MINISTRO DELLECONOMIA E DELLE FINANZE

(SACCOMANNI)

Conversione in legge del decreto-legge 10 ottobre 2013, n. 114, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione

Presentato il 10 ottobre 2013

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ONOREVOLI DEPUTATI ! Il decreto-legge 10 ottobre 2013, n. 114, prevede disposizioni volte ad assicurare la proroga della partecipazione del personale delle Forze armate e di polizia alle missioni internazionali, nonch degli interventi di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, per il periodo dal 1o ottobre 2013 al 31 dicembre 2013. Il provvedimento, suddiviso in tre capi, composto di nove articoli. Il capo I prevede disposizioni relative alle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia. Larticolo 1 prevede, per ciascuna missione, le relative autorizzazioni di spesa. In particolare, il comma 1 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alle missioni internazionali in Afghanistan denominate International Security Assistance Force (ISAF) ed EUPOL Afghanistan. La missione ISAF, a guida NATO, in linea con le risoluzioni 1386 (2001) e 1510 (2003) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, richiamate, da ultimo, dalla risoluzione 2069 (2012) adottata il 9 ottobre 2012, ha il compito di assistere il Governo afgano nel mantenimento della sicurezza a Kabul e in tutto lAfghanistan, favorire lo sviluppo delle strutture di Governo, estendere il controllo del Governo su tutto il Paese, supportare gli sforzi umanitari, di risanamento e di ricostruzione dellAfghanistan, contribuendo ad assicurare il necessario quadro di sicurezza agli aiuti civili apprestati dallUnione europea e dagli organismi internazionali di sostegno. Il contingente militare italiano, schierato in maggioranza a Herat, nella Regione Ovest, e per la restante parte a Kabul, svolge attivit che si sviluppano nei settori della sicurezza, della ricostruzione e della governabilit, tra le quali si evidenziano quelle di formazione, addestramento e sostegno logi-

stico alle Forze armate afgane. La missione EUPOL Afghanistan, istituita dallazione comune 2007/369/PESC adottata dal Consiglio dellUnione europea il 30 maggio 2007, prorogata dalla decisione 2010/279/PESC del Consiglio del 18 maggio 2010, a sua volta modificata e prorogata, da ultimo, dalla decisione 2013/240/ PESC del Consiglio del 27 maggio 2013, persegue, attraverso lo svolgimento di funzioni di controllo, guida, consulenza e formazione, i seguenti obiettivi: contribuire allistituzione, sotto direzione afgana, di un dispositivo di polizia civile sostenibile ed efficace, che garantir unadeguata interazione con il sistema giudiziario penale; sostenere il processo di riforma che dovrebbe portare ad un servizio di polizia affidabile ed efficiente, che rispetti i diritti umani e operi conformemente agli standard internazionali nellambito dello Stato di diritto. Nellambito di tale missione, il personale dellArma dei carabinieri impiegato in attivit di addestramento della Afghan National Police (ANP) e dellAfghan National Civil Order Police (ANCOP). Limpegno della comunit internazionale in favore dellAfghanistan sta vivendo la sua fase forse pi importante, quella denominata transition , che prevede il progressivo rilascio delle responsabilit alle Autorit afgane, con lassunzione da parte delle Afghan National Security Forces (ANSF), entro lanno 2014, della full responsibility , a premessa della conclusione della missione di ISAF (fine della fase 4 transition ed inizio della fase 5 redeployment ). Dopo il 2014, la sfida principale sar il finanziamento delle ANSF, cos come sar altres necessario determinare il sostegno di ISAF alle ANSF per il post-2014, sotto il profilo sia operativo (training, mentoring e altri technical enablers ) sia finanziario, e definire il contenuto della Enduring Partnership fra NATO e Afghanistan. Il comma 2 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione del contingente militare italiano alla missione delle

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Nazioni Unite denominata United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL), compreso limpiego di unit navali nella UNIFIL Maritime Task Force (MTF). La missione, riconfigurata dalla risoluzione 1701 (2006) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, richiamata, da ultimo, dalla risoluzione 2064 (2012) adottata il 30 agosto 2012, ha il compito di agevolare il dispiegamento delle Forze armate libanesi nel sud del Libano fino al confine con lo Stato di Israele, contribuire alla creazione di condizioni di pace e sicurezza, assicurare la libert di movimento del personale delle Nazioni Unite e dei convogli umanitari, assistere il Governo libanese nel controllo delle linee di confine per prevenire il traffico illegale di armi. Il contributo italiano alla missione si estende anche alla componente navale di UNIFIL (Maritime Task Force), per il controllo delle acque prospicienti il territorio libanese richiesto dal Department of Peacekeeping Operations delle Nazioni Unite. Il comma 3 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alle seguenti missioni internazionali nei Balcani, in linea con la risoluzione delle Nazioni Unite 1244 (1999): a) Multinational Specialized Unit (MSU), missione NATO svolta in Kosovo da carabinieri, insieme ad appartenenti a Forze di polizia militare di altri Paesi, con compiti di mantenimento dellordine pubblico e della sicurezza pubblica, a supporto delle autorit locali, e per il reinserimento dei rifugiati; European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), di cui allazione comune 2008/ 124/PESC adottata dal Consiglio dellUnione europea il 4 febbraio 2008, modificata, da ultimo, dalla decisione 2013/ 241/PESC del Consiglio del 27 maggio 2013. La missione ha il mandato di assistere le istituzioni, autorit giudiziarie e servizi di contrasto kosovari, nella loro evoluzione verso la sostenibilit e la responsabilizzazione e nellulteriore sviluppo e rafforzamento dellindipendenza di un

sistema giudiziario multietnico e di forze di polizia e doganali multietniche, assicurando che tali istituzioni non subiscano ingerenze politiche e aderiscano alle norme riconosciute a livello internazionale e alle migliori prassi europee. La missione assolve il mandato mediante attivit di monitoraggio, tutoraggio e consulenza, mantenendo nel contempo alcune responsabilit esecutive; b) Joint Enterprise, missione NATO svolta nellarea balcanica, con compiti di attuazione degli accordi sul cessate il fuoco, di assistenza umanitaria e supporto per il ristabilimento delle istituzioni civili. Il comma 4 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alla missione dellUnione europea in Bosnia-Erzegovina, denominata ALTHEA. La missione prevista dallazione comune 2004/570/PESC adottata dal Consiglio dellUnione europea il 12 luglio 2004 (come modificata dallazione comune 2007/720/PESC del Consiglio dell8 novembre 2007) a seguito della risoluzione 1551 (2004) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, richiamata, da ultimo, dalla risoluzione 2074 (2012) del 14 novembre 2012 ha lobiettivo di contribuire al mantenimento delle condizioni di sicurezza per lattuazione dellaccordo di pace di Dayton, aprendo la strada allintegrazione della Bosnia-Erzegovina nellUnione europea. Nel suo ambito opera la missione Integrated Police Unit (IPU), con il compito di sviluppare capacit nei settori dellordine e della sicurezza pubblica, nonch di supportare i compiti civili connessi con gli accordi di pace. Il comma 5 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale e mezzi della Marina militare alla missione NATO nel Mediterraneo orientale denominata Active Endeavour. In linea con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1368 (2001), 1373 (2001) e 1390 (2002), la missione, svolta da forze navali e aeree, finalizzata a svolgere attivit di prevenzione e protezione

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contro azioni terroristiche e di pirateria marittima nellarea orientale del Mediterraneo, attraverso operazioni di contromisure mine, attivit di controllo e sorveglianza marittima e servizi di scorta del naviglio mercantile. Il comma 6 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alla missione internazionale Temporary International Presence in Hebron (TIPH 2), forza multilaterale con il compito di contribuire alla sicurezza del territorio svolgendo esclusivamente attivit di monitoraggio e osservazione. La missione stata richiesta dal Governo israeliano e dallAutorit Nazionale Palestinese, firmatari dellAccordo interinale sulla West Bank e sulla Striscia di Gaza del 28 settembre 1995, che prevede il ripiegamento dellesercito israeliano da una parte della citt di Hebron e la presenza temporanea di una forza di osservatori internazionali. Sia il Governo di Israele sia lAutorit palestinese hanno dichiarato di gradire, nel corpo degli osservatori, la presenza di un contingente italiano, le cui qualit furono valutate positivamente nel 1994 durante la prima operazione ad Hebron, denominata TIPH 1. Alla missione partecipano, oltre allItalia, Danimarca, Norvegia, Svezia, Svizzera e Turchia. Il comma 7 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alla missione di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, denominata European Union Border Assistance Mission in Rafah (EUBAM Rafah), istituita dallazione comune 2005/889/ PESC adottata dal Consiglio dellUnione europea il 12 dicembre 2005 e prorogata dalla decisione 2013/355/PESC del Consiglio del 3 luglio 2013. La missione, istituita dallUnione europea su invito del Governo di Israele e dellAutorit Nazionale Palestinese, intesa ad assicurare la presenza di una parte terza al valico di Rafah, al fine di contribuire, in coordinamento con gli sforzi dellUnione per la costruzione istituzionale, allapertura della frontiera tra Gaza e lEgitto. La missione si colloca

nel pi ampio contesto degli sforzi compiuti dallUnione europea e dalla comunit internazionale per sostenere lAutorit Nazionale Palestinese nellassunzione di responsabilit per il mantenimento dellordine pubblico ed finalizzata a contribuire allo sviluppo delle capacit palestinesi di gestione della frontiera a Rafah, nonch ad assicurare il monitoraggio, la verifica e la valutazione dei risultati conseguiti nellattuazione degli accordi in materia doganale e di sicurezza. Il comma 8 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alla missione ibrida delle Nazioni Unite e dellUnione Africana in Sudan, denominata United Nations/African Union Mission in Darfur (UNAMID), di cui alla risoluzione 1769 (2007) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, richiamata, da ultimo, dalla risoluzione 2063 (2012) del 31 luglio 2012. La missione autorizzata ad intraprendere le azioni necessarie per garantire il ristabilimento della pace nel Darfur, la protezione della popolazione civile e la prosecuzione delle attivit di assistenza umanitaria. Il comma 9 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (UNFICYP), di cui alle risoluzioni 1251 (1999) e 2026 (2011) richiamate, da ultimo, dalla risoluzione 2114 (2013) del 30 luglio 2013, che proroga la missione fino al 31 gennaio 2014. LUNFICYP ha il compito di contribuire alla stabilizzazione dellarea, prevenendo possibili scontri tra le etnie greca e turca residenti nellisola e svolgendo attivit di assistenza umanitaria. Nel suo ambito opera lUNPOL con compiti di monitoraggio presso le stazioni di Polizia nella buffer zone . Il comma 10 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alloperazione militare dellUnione europea denominata Atalanta, di cui allazione comune 2008/851/PESC

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del Consiglio del 10 novembre 2008, come modificata, da ultimo, dalla decisione 2012/174/PESC del Consiglio del 23 marzo 2012, e alloperazione della NATO denominata Ocean Shield. Entrambe le operazioni militari svolgono secondo quanto previsto dalle risoluzioni 1814 (2008), 1816 (2008), 1838 (2008), 1846 (2008) e 1851 (2008) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, richiamate, da ultimo, dalla risoluzione 2077 (2012) del 21 novembre 2012 attivit di prevenzione e contrasto degli atti di pirateria al largo della Somalia e sono condotte in modo conforme allazione autorizzata in caso di pirateria in applicazione degli articoli 100 e seguenti della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare firmata a Montego Bay il 10 dicembre 1982, ratificata dallItalia con la legge 2 dicembre 1994, n. 689. Il mandato delloperazione militare Atalanta prevede la protezione delle navi del PAM (Programma alimentare mondiale) che trasportano aiuti umanitari alle popolazioni sfollate della Somalia, anche con la presenza di elementi armati di Atalanta a bordo delle navi interessate, anche quando navigano nelle acque territoriali e interne della Somalia, e delle navi mercantili che navigano al largo della Somalia; la sorveglianza delle zone a largo della Somalia, comprese le sue acque territoriali e interne che presentano rischi per le attivit marittime; luso della forza per dissuasione, prevenzione e repressione degli atti di pirateria; la possibilit di arresto, fermo e trasferimento delle persone che hanno commesso o sono sospettate di aver commesso atti di pirateria, di sequestro delle navi pirata e di requisizione dei beni trovati a bordo, al fine dellesercizio della giurisdizione da parte degli Stati competenti. Sulla base dellaccettazione da parte della Somalia dellesercizio della giurisdizione ad opera degli Stati membri o degli Stati terzi e dellarticolo 105 della Convenzione sul diritto del mare (sequestro di nave pirata e di nave catturata con atti di pirateria, arresto delle persone e requisizione dei beni e definizione del regime penale da parte degli Stati parte), le persone che

hanno commesso o sono sospettate di aver commesso atti di pirateria, fermate nelle acque territoriali o interne della Somalia o in alto mare, nonch i beni utilizzati dai pirati sono trasferiti alle autorit competenti dello Stato che ha partecipato alloperazione ovvero, se tale Stato non pu o non vuole esercitare la giurisdizione, sono trasferiti a uno Stato membro o a qualsiasi Stato terzo che desideri esercitarla nei confronti di tali persone e beni, purch le condizioni del trasferimento siano stabilite con tale Stato terzo in conformit del diritto internazionale applicabile, compreso il diritto internazionale dei diritti umani, al fine di garantire in particolare che nessuno sia sottoposto alla pena di morte, alla tortura o a qualsiasi altro trattamento crudele, inumano o degradante. Loperazione della NATO Ocean Shield, complementare a quella dellUnione europea, prevede, laddove non sia disposta la contribuzione di assetti dedicati, limpiego delle Forze Standing NATO Maritime Group 1 e 2 (SNMG1 e 2) nella zona del Corno dAfrica e del Golfo di Aden. Il comma 11 autorizza la spesa per limpiego di personale militare italiano negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, in Qatar e a Tampa per esigenze connesse con le missioni in Afghanistan. Il comma 12 autorizza la spesa per la partecipazione di personale militare italiano alle missioni dellUnione europea denominate EUTM Somalia ed EUCAP Nestor. La missione EUTM Somalia, di cui alla decisione 2010/96/PESC del Consiglio dellUnione europea del 15 febbraio 2010, come modificata dalla decisione 2011/483/ PESC del Consiglio del 28 luglio 2011, volta a contribuire al rafforzamento del Governo federale di transizione somalo (GFT), affinch diventi un Governo funzionante al servizio dei cittadini somali. In particolare, la missione si prefigge lobiettivo di contribuire a una prospettiva globale e sostenibile per lo sviluppo del settore della sicurezza in Somalia, rafforzando le forze di sicurezza somale grazie

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allofferta di una formazione militare specifica, comprendente unadeguata formazione modulare e specialistica per ufficiali e sottufficiali, e al sostegno alla formazione fornita dallUganda, destinata a duemila reclute somale addestrate fino al livello di plotone incluso. La missione opera in stretta cooperazione e in coordinamento con le Nazioni Unite e con la missione dellUnione africana in Somalia (AMISOM). Le attivit di formazione si svolgono essenzialmente in Uganda. Una componente di tale missione inoltre insediata a Nairobi. La missione EUCAP Nestor, di cui alla decisione 2012/389/ PESC del Consiglio dellUnione europea del 16 luglio 2012, modificata dalla decisione 2013/367/PESC del Consiglio dellUnione europea del 9 luglio 2013, ha lobiettivo di assistere lo sviluppo nel Corno dAfrica e negli Stati dellOceano Indiano occidentale di una capacit autosufficiente per il costante rafforzamento della loro sicurezza marittima, compresa la lotta alla pirateria, e della governance marittima. LEUCAP Nestor ha la focalizzazione geografica iniziale su Gibuti, Kenya, Seychelles e Somalia ed altres dispiegata in Tanzania, su invito delle relative autorit. Ai fini del raggiungimento dellobiettivo lEUCAP Nestor svolger i seguenti compiti: aiutare le autorit nella regione a conseguire lefficiente organizzazione delle agenzie per la sicurezza marittima che svolgono la funzione di guardia costiera; fornire corsi di formazione e competenze di formazione per rafforzare le capacit marittime degli Stati nella regione, inizialmente Gibuti, il Kenya e le Seychelles, al fine di conseguire lautosufficienza in materia di formazione; aiutare la Somalia a sviluppare una propria capacit di polizia costiera di terra sostenuta da un quadro giuridico e normativo completo; individuare le principali carenze di capacit delle attrezzature e fornire assistenza nellaffrontarle; fornire assistenza nel rafforzare la legislazione nazionale e lo Stato di diritto tramite un programma di consulenza giuridica a livello regionale e consulenza giuridica per sostenere la redazione della normativa

sulla sicurezza marina e della legislazione nazionale connessa; promuovere la cooperazione regionale fra le autorit nazionali preposte alla sicurezza marina; rafforzare il coordinamento regionale nel settore dello sviluppo delle capacit marittime; fornire consulenza strategica tramite lassegnazione di esperti ad amministrazioni chiave; attuare i progetti della missione e coordinare le donazioni; elaborare e attuare una strategia di informazione e comunicazione a livello regionale. Lautorizzazione di spesa prevista dalla presente disposizione estesa, altres, alla partecipazione di personale militare italiano nellambito delle ulteriori iniziative dellUnione europea per la Regional Maritime Capacity Building nel Corno dAfrica e nellOceano indiano occidentale. Il comma 13 autorizza la spesa per la partecipazione di personale militare alla missione dellUnione europea in Libia, denominata European Union Border Assistance Mission in Libya (EUBAM Libya), di cui alla decisione 2013/233/PESC del Consiglio del 22 maggio 2013. La missione ha il mandato di fornire alle autorit libiche sostegno per sviluppare a breve termine la capacit di accrescere la sicurezza delle frontiere terrestri, marine e aeree libiche e per sviluppare a pi lungo termine una strategia pi ampia di gestione integrata delle frontiere; per conseguire tali obiettivi la missione svolge compiti di: sostegno alle autorit libiche per rafforzare sia i servizi di frontiera mediante attivit di formazione e accompagnamento (ci in vista di una strategia nazionale libica di gestione integrata delle frontiere), sia le capacit operative istituzionali libiche. Lautorizzazione di spesa prevista dalla presente disposizione estesa, altres, alla proroga della missione italiana in Libia per le attivit di assistenza, supporto e formazione svolte dal personale militare, in linea con il quadro generale di riferimento delineato dalla risoluzione 2040 (2012) adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 12 marzo 2012

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richiamata dalla risoluzione 2095 (2013) adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 14 marzo 2013 , che ha modificato il mandato della missione UNSMIL istituita dalla risoluzione 2009 (2011) del 16 settembre 2011, assegnandole il compito, nel pieno rispetto del principio di responsabilizzazione a livello nazionale, di assistere e sostenere le autorit libiche, offrendo consulenza strategica e tecnica per gestire il processo di transizione democratica, promuovere lo Stato di diritto, ripristinare la sicurezza pubblica, affrontare la minaccia di proliferazione delle armi e dei materiali collegati di qualsiasi tipo, in particolare dei missili terra-aria trasportabili a spalla. Il comma 14 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alla missione di vigilanza dellUnione europea in Georgia, denominata EUMM Georgia, di cui allazione comune 2008/736/ PESC del Consiglio dellUnione europea del 15 settembre 2008, prorogata, da ultimo, dalla decisione 2012/ 503/PESC del Consiglio del 13 settembre 2012. La missione ha il compito di effettuare una vigilanza civile sulle azioni delle parti in ordine al pieno rispetto dellaccordo in sei punti concluso tra Mosca e Tiblisi l8 settembre 2008 grazie alla mediazione dellUnione europea, compreso il ritiro delle truppe, operando in stretto coordinamento con le Nazioni Unite e lOrganizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), al fine di concorrere alla stabilizzazione, alla normalizzazione e al rafforzamento della fiducia e contribuire nel contempo a informare la politica europea a sostegno di una soluzione politica duratura per la Georgia. Il comma 15 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alla missione delle Nazioni Unite nella Repubblica del Sud Sudan, denominata United Nations Mission in South Sudan (UNMISS), di cui alla risoluzione 1996 (2011) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, richiamata, da ultimo, dalla risoluzione 2057 (2012)

del 5 luglio 2012. La missione ha il mandato di contribuire a consolidare la pace e a creare le condizioni per lo sviluppo economico, nonch a rafforzare la capacit del Governo della Repubblica del Sud Sudan a governare efficacemente e democraticamente, per stabilire lo Stato di diritto e per rafforzare i settori della sicurezza e della giustizia. Il comma 16 autorizza la spesa per la partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite in Mali, denominata United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali (MINUSMA), di cui alla risoluzione 2100 (2013) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 25 aprile 2013, che richiama la risoluzione 2071 (2012), nella quale il Consiglio di sicurezza aveva espresso profonda preoccupazione per le conseguenze dellinstabilit nel nord del Mali sulla regione e al suo esterno, sottolineando la necessit di rispondere rapidamente per preservare la stabilit in tutta la regione del Sahel, invitando, inoltre, i partner internazionali, compresa lUnione europea, a fornire assistenza, consulenza, formazione e potenziamento delle capacit allesercito e alle forze di sicurezza del Mali. La missione ha il seguente mandato: conseguire la stabilizzazione dei principali centri abitati, in particolare nel nord del Mali; sostenere le autorit di transizione del Mali per il ristabilimento dellautorit dello Stato in tutto il Paese (attraverso la ricostruzione del settore della sicurezza, in particolare la polizia e la gendarmeria, cos come dello Stato di diritto e della giustizia, lattuazione di programmi per il disarmo, la smobilitazione e reintegrazione degli ex combattenti e lo smantellamento delle milizie e gruppi di autodifesa, in coerenza con gli obiettivi di riconciliazione e tenendo in considerazione le esigenze specifiche dei bambini smobilitati) e per lattuazione della road map di transizione verso il pieno ripristino dellordine costituzionale, della governance democratica e dellunit nazionale in Mali, (attraverso un dialogo politico nazionale inclusivo e di riconciliazione, la promo-

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zione della partecipazione della societ civile, comprese le organizzazioni femminili, lorganizzazione e lo svolgimento di elezioni politiche trasparenti inclusive e libere); proteggere la popolazione civile sotto minaccia imminente di violenza fisica, le donne e i bambini colpiti dai conflitti armati, le vittime di violenza sessuale e di violenza di genere nei conflitti armati, il personale, le installazioni e le attrezzature delle Nazioni Unite, per garantire la sicurezza e la libert di movimento; promuovere il riconoscimento e la tutela dei diritti umani; dare sostegno per lassistenza umanitaria; operare per la salvaguardia del patrimonio culturale; realizzare azioni a sostegno della giustizia nazionale e internazionale per il perseguimento dei crimini di guerra e contro lumanit. Lautorizzazione di spesa prevista dalla presente disposizione estesa, altres, alla proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dellUnione europea denominate EUCAP Sahel Niger ed EUTM Mali. Nellambito dellattuazione della strategia dellUnione europea per la sicurezza e lo sviluppo nel Sahel, lEUCAP Sahel Niger di cui alla decisione 2012/ 392/PESC del Consiglio del 16 luglio 2012, modificata dalla decisione 2013/368/PESC del Consiglio del 9 luglio 2013 intesa a consentire alle autorit nigerine di attuare la dimensione di sicurezza della loro strategia per la sicurezza e lo sviluppo, nonch a migliorare il coordinamento regionale nel contrastare le sfide alla sicurezza comune. In particolare, lEUCAP Sahel Niger mira a contribuire allo sviluppo di un approccio integrato, pluridisciplinare, coerente, sostenibile e basato sui diritti umani tra i vari operatori della sicurezza nigerini nella lotta al terrorismo e alla criminalit organizzata. Al fine di conseguire gli obiettivi, lEUCAP Sahel Niger: fornisce consulenza e assistenza nellattuazione della dimensione di sicurezza della strategia nigerina per la sicurezza e lo sviluppo a livello nazionale, complementare agli altri attori; sostiene lo sviluppo di un coordinamento regionale ed internazionale globale nella lotta al terro-

rismo e alla criminalit organizzata; rafforza lo Stato di diritto attraverso lo sviluppo delle capacit investigative in ambito penale e in tale contesto sviluppa e attua adeguati programmi di formazione; sostiene lo sviluppo della sostenibilit delle forze di sicurezza nigerine; contribuisce allindividuazione, pianificazione ed attuazione dei progetti nel settore della sicurezza. LEUTM Mali di cui alla decisione 2013/34/PESC del Consiglio del 17 gennaio 2013 ha il mandato di rispondere alle esigenze operative delle Forze armate maliane (FAM), fornendo sostegno nella formazione delle FAM e altres fornendo formazione e consulenza in materia di comando, controllo, catena logistica e risorse umane, nonch in materia di diritto umanitario internazionale, protezione di diritti civili e umani. Ci al fine ultimo di rafforzare le condizioni per il corretto controllo politico delle FAM da parte delle autorit civili. Il comma 17 autorizza la spesa per la prosecuzione dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane (Polizia di Stato, Arma dei carabinieri e Corpo della guardia di finanza) in Albania e nei Paesi dellarea balcanica. Il comma 18 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione denominata European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), gi illustrata in riferimento alle missioni di cui al comma 3, e alla missione denominata United Nations Mission in Kosovo (UNMIK). LUNMIK, forza internazionale delegata allamministrazione civile del Kosovo, costituita sulla base della risoluzione 1244 (1999) adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 10 giugno 1999, ha il compito di organizzare le funzioni amministrative essenziali, creare le basi per una solida autonomia e per lautogoverno del Kosovo, facilitare il processo politico per determinare il futuro status del Kosovo, coordinare gli aiuti umanitari di tutte le agenzie internazionali, fornire sostegno alla ricostruzione

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delle infrastrutture pi importanti, mantenere lordine pubblico, far rispettare i diritti umani, assicurare la sicurezza e il regolare ritorno in Kosovo di tutti i rifugiati e i dispersi. Il comma 19 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dellUnione europea in Palestina, denominata European Union Police Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS), prevista dallazione comune 2005/797/ PESC adottata dal Consiglio dellUnione europea il 14 novembre 2005, riconfigurata dalla decisione 2010/784/PESC del Consiglio del 17 dicembre 2010 e prorogata, da ultimo, dalla decisione 2013/354/ PESC del Consiglio del 3 luglio 2013. Scopo dellEUPOL COPPS contribuire allistituzione di un dispositivo di polizia duraturo ed efficace sotto la direzione palestinese, conforme ai migliori standard internazionali, in cooperazione con i programmi di costruzione istituzionale dellUnione europea e altre iniziative internazionali nel pi ampio contesto del settore della sicurezza, compresa la riforma del sistema penale. A tal fine, lEUPOL COPPS assiste la polizia civile palestinese (PCP) nellattuazione del programma di sviluppo della polizia fornendo assistenza e sostegno alla stessa PCP, e specificamente ai funzionari superiori a livello di distretto, comando e Ministero; coordina e agevola lassistenza dellUnione europea e degli Stati membri e, se richiesto, lassistenza internazionale alla PCP; fornisce consulenza su elementi di giustizia penale collegati alla polizia; dispone di una cellula di progetto per lidentificazione e lattuazione dei progetti. Ove opportuno, la missione coordina, agevola e fornisce consulenza sui progetti realizzati dagli Stati membri e da Paesi terzi sotto la loro responsabilit, in settori connessi alla missione e a sostegno dei suoi obiettivi. Il comma 20 autorizza la spesa per la partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dellUnione europea in Libia, denominata European Union

Border Assistance Mission in Libya (EUBAM Libya), di cui alla decisione 2013/ 233/PESC del Consiglio del 22 maggio 2013, gi illustrata in riferimento alle missioni di cui al comma 13. Il comma 21 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione in Libia, per garantire la manutenzione ordinaria delle quattro unit navali cedute dal Governo italiano al Governo libico e per lo svolgimento di attivit addestrativa del personale della Guardia costiera libica (corsi di qualificazione tecnico-marinaresca), in attuazione degli accordi di cooperazione tra il Governo italiano e il Governo libico per fronteggiare il fenomeno dellimmigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani, rilanciati in occasione della cosiddetta Tripoli Declaration sottoscritta il 21 gennaio 2012. Il comma 22 autorizza la spesa per il mantenimento del dispositivo info-operativo dellAgenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) a protezione del personale delle Forze armate impiegato nelle missioni internazionali. Il comma 23 autorizza la spesa per limpiego di personale appartenente al Corpo militare volontario e al Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana per le esigenze di supporto sanitario delle missioni internazionali in Afghanistan e negli Emirati Arabi Uniti. Il comma 24 autorizza il Ministero della difesa a cedere, a titolo gratuito, alle Forze armate della Repubblica di Gibuti n. 4 veicoli blindati leggeri (VBL Puma4x4). La cessione si inserisce nellambito dellattivit di cooperazione con la Repubblica di Gibuti nel settore della difesa, prevista dallaccordo firmato a Gibuti il 30 aprile 2002 e ratificato dalla legge 31 ottobre 2003, n. 327. Lautorizzazione di spesa copre i costi relativi alla rimessa in efficienza dei mezzi oggetto della cessione. Il comma 25 autorizza la spesa per lerogazione di contributi alle associazioni combattentistiche di cui allarticolo 2195

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del codice dellordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, di seguito codice dellordinamento militare , vigilate dal Ministero della difesa. Lintervento, necessario e urgente, diretto a porre rimedio al problema dellassenza, per lanno 2013, delle risorse finanziarie per lerogazione dei contributi statali in favore delle associazioni combattentistiche (problema gi postosi per lanno 2012), al fine di sostenere le attivit di promozione sociale da esse svolte. Ci in quanto la legge di stabilit 2013 (Tabella C) ha previsto uno stanziamento per lerogazione dei contributi in favore delle associazioni vigilate dal Ministero della difesa diverse da quelle combattentistiche (euro 259.000) e nellanno 2011 terminato lultimo finanziamento triennale rivolto specificatamente alle associazioni combattentistiche, tra quelle ricomprese nella tabella A allegata alla legge n. 93 del 1994, previsto dallarticolo 14, comma 7-bis, del decreto-legge n. 207 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 14 del 2009, pari, in tale anno, a 674.000 euro (inizialmente, nel 2009, le risorse assegnate dalla legge ammontavano a 1,5 milioni di euro, successivamente ridotte a seguito dei provvedimenti di contenimento della spesa pubblica). Si evidenzia, inoltre, che delle associazioni combattentistiche di cui alla citata tabella A allegata alla legge n. 93 del 1994 solo una parte sono vigilate dalla Difesa, mentre le altre, per le quali non risultano sussistere problemi di carenza di risorse finalizzate allerogazione di contributi statali, sono poste sotto la vigilanza del Ministero dellinterno, circostanza questa che determina peraltro una evidente situazione di sperequazione, che la presente disposizione intende risolvere. Larticolo 2 prevede disposizioni in materia di personale impiegato nelle missioni. In particolare, il comma 1 rinvia alle disposizioni di cui allarticolo 3, commi da 1, alinea, a 9, della legge n. 108 del 2009, le quali prevedono: articolo 3, comma 1, alinea: trattamento economico accessorio da erogare al

personale che partecipa alle missioni, consistente nellattribuzione dellindennit di missione di cui al regio decreto 3 giugno 1926, n. 941; articolo 3, comma 2: disapplicazione della riduzione del 20 per cento stabilita dallarticolo 28, comma 1, del decretolegge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, allindennit di cui al comma 1; articolo 3, comma 3: per il personale impiegato nella missione relativa allo sviluppo dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dellarea balcanica, nonch nella missione del Corpo della guardia di finanza in Libia, corresponsione del trattamento economico di cui alla legge 8 luglio 1961, n. 642 (ora articoli 1808 e 2164 del codice dellordinamento militare), calcolando lindennit speciale nella misura del 50 per cento dellassegno di lungo servizio allestero. Anche in relazione a tale trattamento economico previsto che non venga applicata la riduzione del 20 per cento stabilita dallarticolo 28, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223; articolo 3, comma 4: corresponsione ai militari inquadrati nei contingenti impiegati nelle missioni internazionali dellindennit di impiego operativo in misura uniforme, pari, per il personale militare in servizio permanente e per i volontari in ferma breve trattenuti in servizio e per i volontari in rafferma biennale, al 185 per cento dellindennit operativa di base di cui allarticolo 2, comma 1, della legge 23 marzo 1983, n. 78, e, per i volontari in ferma prefissata, a euro 70. Lindennit in parola, se pi favorevole, sostituisce le indennit di impiego operativo, ovvero lindennit pensionabile, corrisposte ai militari secondo misure differenziate in ragione delle diverse condizioni di impiego in cui il personale di ciascuna Forza armata chiamato abitualmente ad operare, come previsto dalla legge 23 marzo 1983, n. 78 (gli importi delle diverse indennit operative sono stati aggiornati nel tempo dai provvedimenti di concertazione

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relativi al trattamento economico del personale militare in servizio permanente e, per i volontari in ferma, dalle leggi n. 342 del 1986 e n. 231 del 1990). Luniformit della misura prevista trova giustificazione nella considerazione che i militari inseriti nei contingenti impiegati nelle missioni operano in condizioni di rischio e di disagio sostanzialmente similari. A tale indennit viene applicato il trattamento fiscale e previdenziale previsto per lindennit di imbarco dallarticolo 19, primo comma, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, e dallarticolo 51, comma 6, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; articolo 3, comma 5: trattamento economico complessivo da erogare nei casi in cui lONU, nellambito delle missioni internazionali, attribuisce al personale militare incarichi di vertice tramite contratti individuali, che regolano il rapporto degli interessati con la stessa Organizzazione, nonch i compiti sulla catena di comando multinazionale. La disposizione stabilisce che qualsivoglia retribuzione corrisposta dallONU allo stesso titolo sia versata allamministrazione, al netto delle ritenute, fino alla concorrenza dellimporto corrispondente alla somma dei trattamenti nazionali (fisso e continuativo, per indennit di missione ai sensi del comma 1, per vitto e alloggio eccetera), al netto delle ritenute, percepiti dagli interessati. Da tale compensazione sono esclusi indennit e rimborsi corrisposti dallONU per i servizi occasionali fuori sede, comandati autonomamente dalla stessa Organizzazione; articolo 3, comma 6: valutazione dei periodi di comando, attribuzioni specifiche, servizio e imbarco svolti dagli ufficiali delle Forze armate, compresa lArma dei carabinieri, presso comandi, unit, reparti ed enti costituiti per lo svolgimento delle missioni internazionali, ai fini dellassolvimento degli obblighi previsti per lavanzamento al grado superiore dalle tabelle 1, 2 e 3 allegate ai decreti legislativi 30 dicembre 1997, n. 490, e 5 ottobre 2000, n. 298

(ora, articoli 1103, 1107, 1111, 1115, 1119, 1123, 1127, 1135, 1140, 1144, 1148, 1152, 1156, 1160, 1164, 1168, 1172, 1176, 1180, 1184, 1188, 1192, 1197, 1201, 1205, 1209, 1213, 1217, 1221, 1225, 1230 e 1235 del codice dellordinamento militare); articolo 3, comma 7: possibilit di richiamare in servizio, a domanda, per le esigenze connesse con le missioni internazionali, gli ufficiali appartenenti alla riserva di complemento, altrimenti non richiamabili in base alla normativa generale (articolo 64 della legge n. 113 del 1954, ora articolo 890 del codice dellordinamento militare). La disposizione consente di ampliare il bacino degli ufficiali richiamabili nelle forze di completamento, potendo attingere a personale appartenente a fasce di et superiore, comprese tra i quarantacinque e i sessantacinque anni, al fine di consentire alle Forze armate di avvalersi di pregiate professionalit presenti in tali ambiti; articolo 3, comma 8: possibilit di prolungare il periodo di ferma dei volontari in ferma prefissata di un anno per le esigenze connesse con le missioni internazionali, previo consenso degli interessati, per un massimo di ulteriori sei mesi; articolo 3, comma 9: richiamo di talune disposizioni previste dal decretolegge 28 dicembre 2001, n. 451, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 15, per la disciplina da applicare al personale impiegato nelle missioni internazionali. In particolare, le disposizioni del decreto-legge n. 451 del 2001 richiamate prevedono: articolo 2, commi 2 e 3: corresponsione dellindennit anche nei previsti periodi di riposo e recupero fruiti dal personale in costanza di missione, analogamente a quanto previsto dalla legge 29 agosto 2001, n. 339, nonch, ai fini della corresponsione dellindennit, equiparazione dei volontari in ferma breve e in ferma prefissata delle Forze armate ai volontari di truppa in servizio perma-

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nente, essendo tali categorie di personale in possesso di analogo stato giuridico e impiegati negli stessi compiti; articolo 3: trattamento assicurativo e pensionistico nei casi di decesso e invalidit per causa di servizio e, altres, nei casi di infermit contratta in servizio. In particolare, viene attribuito il trattamento assicurativo di cui alla legge 18 maggio 1982, n. 301, con lapplicazione del coefficiente previsto dallarticolo 10 della legge 26 luglio 1978, n. 417, ragguagliando il massimale minimo al trattamento economico del personale con il grado di sergente maggiore o grado corrispondente. Nei casi di decesso e di invalidit per causa di servizio prevista lapplicazione, rispettivamente, dellarticolo 3 della legge 3 giugno 1981, n. 308 (ora, articoli 1897 e 2183 del codice dellordinamento militare), e delle disposizioni in materia di pensione privilegiata ordinaria, di cui al testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092. , inoltre, disposto il cumulo del trattamento previsto per i casi di decesso e di invalidit con quello assicurativo, nonch con la speciale elargizione e con lindennizzo privilegiato aeronautico previsti, rispettivamente, dalla legge 3 giugno 1981, n. 308 (ora, articoli 1895, 1896, 2181 e 2182 del codice dellordinamento militare), e dal regio decreto-legge 15 giugno 1926, n. 1345, convertito dalla legge 5 agosto 1927, n. 1835 (ora, articoli 1898 e 2184 del codice dellordinamento militare), nei limiti stabiliti dallordinamento vigente. Nei casi di infermit contratta in servizio, richiamata lapplicazione dellarticolo 4-ter del decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 393, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2001, n. 27, come modificato dallarticolo 3-bis del decreto-legge 19 luglio 2001, n. 294, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 agosto 2001, n. 339 (ora, articolo 881 del codice dellordinamento militare). Esso prevede che il personale militare in ferma volontaria che abbia prestato servizio in missioni internazionali e contragga infermit ido-

nee a divenire, anche in un momento successivo, causa di inabilit possa, a domanda, essere trattenuto alle armi con ulteriori rafferme annuali, da trascorrere interamente in licenza straordinaria di convalescenza o in ricovero in luogo di cura, anche per periodi superiori a quelli previsti dal decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215 (ora, articolo 1503 del codice dellordinamento militare), fino alla definizione della pratica medico-legale riguardante il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio. Ai fini del proscioglimento dalla ferma o rafferma contratta, al personale che ha ottenuto il riconoscimento della causa di servizio non sono computati, a domanda, i periodi trascorsi in licenza straordinaria di convalescenza o in ricovero in luogo di cura connessi con il recupero dellidoneit al servizio militare a seguito della infermit contratta. Negli stessi casi, per il personale militare in servizio permanente, non computato nel periodo massimo di aspettativa il periodo di ricovero in luogo di cura o di assenza dal servizio fino a completa guarigione, a meno che le infermit comportino inidoneit permanente al servizio. Fino alla definizione dei procedimenti medico-legali riguardanti il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, al personale corrisposto il trattamento economico continuativo, ovvero la paga, nella misura intera. Nei confronti del personale deceduto o divenuto permanentemente inabile al servizio militare incondizionato ovvero giudicato assolutamente inidoneo ai servizi di istituto per lesioni traumatiche o per infermit riconosciute dipendenti da causa di servizio, sono estesi al coniuge e ai figli superstiti, ovvero ai fratelli germani conviventi e a carico, qualora unici superstiti, i benefci di cui allarticolo 1, comma 2, della legge 23 novembre 1998, n. 407, consistenti nel diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto a ogni altra categoria e con preferenza a parit di titoli ovvero nellassunzione per chiamata diretta nelle amministrazioni statali, ferme restando le percentuali di assunzioni previste dalle vigenti disposizioni ed entro

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laliquota del 10 per cento del numero di vacanze; articolo 4: corresponsione dellindennit di missione al personale militare in stato di prigionia o disperso e il computo per intero del tempo trascorso in stato di prigionia o quale disperso ai fini del trattamento di pensione; articolo 5, comma 1, lettere b) e c): disapplicazione delle disposizioni in materia di orario di lavoro e possibilit da parte del personale impiegato nelle missioni di utilizzare a titolo gratuito le utenze telefoniche di servizio, se non risultano disponibili sul posto adeguate utenze telefoniche per uso privato, fatte salve le priorit correlate alle esigenze operative; articolo 7: estensione della disciplina prevista per il personale militare al personale civile eventualmente impiegato nelle missioni; articolo 13: particolare disciplina a favore del personale militare impiegato in missioni internazionali in materia di partecipazione ai concorsi interni banditi dallAmministrazione (rinvio dufficio dellinteressato al primo concorso utile successivo, attribuzione ai soli fini giuridici dellanzianit assoluta attribuita ai vincitori del concorso per il quale stata presentata domanda, nonch dellanzianit relativa determinata dal posto che sarebbe stato occupato nella relativa graduatoria con il diritto, se vincitore, allattribuzione della stessa anzianit giuridica dei vincitori del concorso per il quale ha presentato domanda). , altres, richiamato larticolo 3, comma 6, del decreto-legge n. 152 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 197 del 2009, il quale prevede a favore del personale del Corpo della guardia di finanza la medesima disciplina stabilita per il personale delle Forze armate in materia di partecipazione ai concorsi interni, di cui al citato articolo 13 del decreto-legge n. 451 del 2001.

Il comma 2 stabilisce che lindennit di missione sia corrisposta nella misura del 98 per cento o nella misura intera, incrementata del 30 per cento se il personale non usufruisce a qualsiasi titolo di vitto e alloggio gratuiti, della diaria prevista per il Paese di destinazione dal decreto del Ministro delleconomia e delle finanze 13 gennaio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 marzo 2003. Il comma 3 individua, per il calcolo dellindennit da corrispondere al personale impiegato nelle missioni ivi elencate, una diaria di riferimento diversa da quella del Paese di effettiva destinazione. Il comma 4 disciplina il trattamento economico accessorio del personale che partecipa alla missione Active Endeavour e alle operazioni militari per il contrasto della pirateria (Atalanta e Ocean Shield). A tale personale il compenso forfettario di impiego e la retribuzione per lavoro straordinario sono corrisposti in deroga, per il compenso forfettario di impiego, ai limiti di cui allarticolo 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 171 (protrazione delloperazione, senza soluzione di continuit, per almeno quarantotto ore con lobbligo di rimanere disponibili nellambito dellunit operativa e possibilit di corrispondere il compenso per un periodo non superiore a 120 giorni allanno) e, per la retribuzione per lavoro straordinario, ai limiti orari individuali previsti dai decreti adottati in attuazione dellarticolo 10, comma 3, della legge 8 agosto 1990, n. 231. disposto, altres, che il compenso forfettario di impiego sia corrisposto ai volontari in ferma prefissata di un anno nella misura prevista per i volontari in ferma prefissata quadriennale, pari al 70 per cento di quella spettante ai volontari di truppa in servizio permanente. Il medesimo trattamento economico previsto anche per il personale che fa parte dei nuclei militari di protezione imbarcati a bordo delle navi commerciali battenti bandiera italiana, a richiesta e con oneri a carico degli armatori, per la protezione

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delle navi in transito negli spazi marittimi internazionali a rischio di pirateria (articolo 5, comma 2, del decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130). Larticolo 3 prevede, al comma 1, lapplicazione alle missioni internazionali di cui al presente decreto delle speciali disposizioni in materia penale di cui allarticolo 5 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2009, n. 12, e allarticolo 4, commi 1-sexies e 1-septies, del decreto-legge 4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197. Lapplicazione di tali disposizioni viene estesa anche al personale che, seppure non organicamente inserito nelle missioni internazionali previste dal presente provvedimento, eventualmente inviato in supporto alle medesime missioni per fronteggiare imprevedibili e urgenti esigenze, anche connesse con il repentino deteriorarsi delle condizioni di sicurezza nelle diverse aree in cui sono impiegati i contingenti militari italiani. Diversamente, per tale personale opererebbe la disciplina ordinaria, che prevede, tra laltro, in simili contesti lapplicazione del codice penale militare di guerra. Quanto alle disposizioni oggetto di rinvio, larticolo 5 del citato decreto-legge n. 209 del 2008 stabilisce, al comma 1, lapplicazione del codice penale militare di pace e delle disposizioni di cui allarticolo 9 del decreto-legge n. 421 del 2001, nella parte in cui dispongono in ordine alla competenza territoriale per laccertamento dei reati militari, concentrata sul Tribunale militare di Roma, alle misure restrittive della libert personale, alludienza di convalida dellarresto in flagranza e allinterrogatorio della persona destinataria di unordinanza di custodia cautelare in carcere. Il comma 2 condiziona la punibilit dei reati commessi dallo straniero nel territorio in cui si svolgono gli interventi umanitari e le missioni militari previsti dal provvedimento legislativo di proroga, a danno

dello Stato ovvero dei cittadini italiani che partecipano agli interventi e alle missioni stessi, alla richiesta del Ministro della giustizia, sentito il Ministro della difesa per i reati commessi a danno di appartenenti alle Forze armate. La disposizione intesa a consentire allautorit di Governo di valutare preventivamente se le condotte poste in essere siano tali da mettere effettivamente in pericolo interessi vitali dello Stato. Il comma 3 attribuisce al Tribunale di Roma la competenza territoriale per i reati di cui al comma 2, nonch per i reati attribuiti alla giurisdizione dellautorit giudiziaria ordinaria commessi dal cittadino italiano che partecipa agli interventi e alle missioni di cui al presente decreto, nel territorio e per il periodo di durata degli interventi e delle missioni stessi. Al riguardo va considerato che la prevista applicazione del codice penale militare di pace al personale militare impiegato nelle missioni comporta che numerosi reati ipotizzabili a carico di appartenenti alle Forze armate, che larticolo 47 del codice penale militare di guerra configura come reati militari (conseguentemente attribuiti alla giurisdizione dellautorit giudiziaria militare), siano invece qualificati come reati comuni rientranti nella giurisdizione dellautorit giudiziaria ordinaria. La disposizione in esame che non incide sulla ripartizione della giurisdizione tra la magistratura ordinaria e la magistratura militare analoga a quella prevista per i reati militari commessi durante lo svolgimento delle missioni, per i quali larticolo 9, comma 3, del decreto-legge n. 421 del 2001 (richiamato dal comma 1) attribuisce la competenza al Tribunale militare di Roma. Viene in tal modo delineato, per tutti i reati commessi nellambito degli interventi e delle missioni internazionali per la pace, un quadro normativo unitario sotto il profilo della competenza, che consente di evitare eventuali conflitti che potrebbero derivare dallapplicazione dellarticolo 10 del codice di procedura penale, il quale stabilisce che, nellambito della giurisdizione ordinaria, per i reati

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commessi interamente allestero, la competenza determinata, successivamente, dal luogo della residenza, della dimora, del domicilio, dellarresto o della consegna dellimputato e che, nei casi in cui non sia possibile determinarla nei modi indicati, la competenza appartiene al giudice del luogo in cui ha sede lufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nellapposito registro. Lindividuazione del Tribunale di Roma quale unico giudice ordinario competente, come del Tribunale militare di Roma per i reati militari, trova fondamento nella circostanza che le attivit di pianificazione e conduzione degli interventi e delle missioni internazionali per la pace sono svolte, rispettivamente, dal Ministero degli affari esteri e dal Comando operativo di vertice interforze nellambito del Ministero della difesa, amministrazioni centrali con sede a Roma. Il comma 4 prevede lesercizio della giurisdizione per i reati di pirateria, con attribuzione della competenza al Tribunale di Roma, solo nei casi in cui siano commessi a danno dello Stato o di cittadini o beni italiani, in alto mare o in acque territoriali altrui e accertati nelle aree in cui si svolge la missione dellUnione europea, denominata Atalanta. Il comma 5 prevede, nei casi di cui al comma 4, lapplicazione della disciplina di cui allarticolo 9, commi 5 e 6, del decreto-legge 1o dicembre 2001, n. 421 (gi richiamata al comma 1) in materia di misure restrittive della libert personale, di udienza di convalida dellarresto in flagranza e di interrogatorio della persona destinataria di unordinanza di custodia cautelare in carcere. prevista, altres, la possibilit di trattenere, in tali circostanze, le persone arrestate o fermate in appositi locali del vettore militare. Il comma 6 consente allautorit giudiziaria, a seguito del sequestro, di disporre laffidamento in custodia allarmatore, allesercente ovvero al proprietario della nave o dellaeromobile catturati con atti di pirateria. La disposizione tiene conto, da una parte, della particolare onerosit di un lungo trasporto in Patria dei mezzi cattu-

rati dai pirati e sequestrati nel corso delloperazione in questione e, dallaltra, della necessit di completare, quanto prima, le operazioni di restituzione dei mezzi agli aventi diritto. Oltre al proprietario la norma individua, quali possibili destinatari dellaffidamento in custodia dei mezzi suddetti, larmatore e lesercente, figure giuridiche cui lordinamento riconosce specifiche attribuzioni e responsabilit (articoli 265, 274, 874 e 878 del codice della navigazione). Il comma 6-bis prevede, per lesercizio della giurisdizione fuori dei casi di cui al comma 4, il rinvio alle disposizioni contenute negli accordi internazionali di cui lItalia parte ovvero conclusi da organizzazioni internazionali di cui lItalia parte. Il comma 6-ter, con disposizione transitoria, prevede limmediata applicazione delle disposizioni di cui al comma 6-bis anche ai procedimenti in corso, con la possibilit di utilizzare strumenti telematici per la trasmissione dei relativi provvedimenti e comunicazioni. Larticolo 4, commi 1-sexies e 1-septies, del decreto-legge n. 152 del 2009 prevede disposizioni che introducono, per le missioni internazionali, una scriminante speciale in tema di uso legittimo della forza. Tali disposizioni sono intese ad apprestare unadeguata tutela sul piano giuridico al personale militare, evitando qualsiasi irragionevole rischio di addebitare responsabilit al personale che abbia operato nel pieno rispetto del diritto internazionale, delle disposizioni che regolano le missioni e degli ordini legittimamente impartiti. In particolare, sono previste: la non punibilit del militare che, nel corso delle missioni previste dal presente decreto, fa uso ovvero ordina di fare uso delle armi o di altro mezzo di coazione fisica nel rispetto delle direttive, delle regole di ingaggio e degli ordini legittimamente impartiti per la specifica missione; la responsabilit per colpa nel caso in cui si eccedano, a tale titolo, i limiti della scriminante. Il comma 2 inteso ad integrare larticolo 4, comma 1-bis, primo periodo, del-

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lo stesso decreto n. 152, nel senso di estendere lapplicazione del termine di dieci giorni ivi previsto, per leffettuazione di accertamenti, rilievi descrittivi o fotografici o altra operazione tecnica disposti dal pubblico ministero su mezzi militari utilizzati per le missioni militari allestero e sottoposti a sequestro, anche ai mezzi militari la cui utilizzazione risulti gi formalmente programmata nellanno di riferimento risultando inserita in specifica determinazione del Capo di stato maggiore di Forza armata. La previsione risponde allesigenza, necessaria e urgente, di risolvere in tempi brevi limmobilizzo per ragioni di giustizia di mezzi militari, soprattutto di quelli disponibili in numero limitato (ad esempio, sottomarini), il cui utilizzo sia stato gi ritenuto essenziale in sede di pianificazione delle operazioni militari, a causa del prolungarsi del tempo disponibile per i menzionati accertamenti, prevedendo, anche in tali casi, un termine certo per la relativa effettuazione. Il comma 3 inteso ad integrare larticolo 9, comma 4, del decreto-legge 1o gennaio 2010, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2010, n. 30, nel senso di estendere alle attivit operative o addestrative svolte al di fuori del territorio nazionale o nellalto mare o negli spazi aerei internazionali la disposizione ivi prevista, che, in relazione alle peculiarit organizzative riferite alle operazioni e attivit condotte dalle Forze armate e di polizia fuori dal territorio nazionale (di cui allarticolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 81 del 2008) e ai sistemi darma, mezzi e materiali destinati alla difesa militare e alla sicurezza nazionale (di cui allarticolo 184, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 152 del 2006), stabilisce che non punibile a titolo di colpa per violazione di disposizioni in materia di tutela dellambiente e tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro (...) per fatti commessi nellespletamento del servizio connesso ad attivit operative o addestrative svolte nel corso di missioni internazionali, il militare e lappartenente alla Polizia di Stato dai quali

non poteva esigersi un comportamento diverso da quello tenuto, avuto riguardo alle competenze, ai poteri e ai mezzi di cui disponeva in relazione ai compiti affidatigli . La specifica tutela apprestata dalla disposizione in parola nei confronti del personale militare e della Polizia di Stato tiene conto delle peculiari e talvolta eccezionali circostanze in cui essi si trovano ad operare nel corso di missioni internazionali, considerando altres i particolari doveri connessi con la specificit dellufficio esercitato e con lo status posseduto, posto che tali soggetti con funzioni di comando devono assolvere agli specifici compiti assegnati nellambito delle proprie attribuzioni, esercitando i poteri a queste correlati e nel limite dei mezzi (anche finanziari) effettivamente a loro disposizione. Tali circostanze, in quanto costituiscono limitazioni oggettive allatteggiarsi della volont nelladempimento dei doveri del servizio, sono assunte dalla disposizione in esame quali parametri imprescindibili di valutazione dei comportamenti tenuti in concreto dai comandanti al momento del fatto. Analoga situazione si presenta nel contesto delle attivit operative o addestrative svolte al di fuori del territorio nazionale o nellalto mare o negli spazi aerei internazionali. Lintegrazione della disposizione risponde, pertanto, allesigenza di uniformare la disciplina della responsabilit penale in riferimento a fattispecie analoghe, connotate da circostanze che incidono sensibilmente sulle misure di natura antinfortunistica o per la tutela dellambiente che i comandanti sono in grado di adottare. Larticolo 4 reca disposizioni in materia contabile; in particolare, il comma 1 rinvia alle disposizioni di cui allarticolo 5, commi 1 e 2, del decreto-legge 4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197. Tale articolo prevede, al comma 1, che, per le esigenze connesse con le missioni internazionali e in circostanze di

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necessit e urgenza, gli stati maggiori di Forza armata e per essi i competenti ispettorati, il Comando generale dellArma dei carabinieri, il Comando generale del Corpo della guardia di finanza, il Segretariato generale della difesa e per esso le competenti Direzioni generali, accertata limpossibilit di provvedere attraverso contratti accentrati gi eseguibili, possano attivare le procedure durgenza previste dalla normativa vigente per lacquisizione di forniture e servizi, nonch acquisire in economia lavori, servizi e forniture per esigenze di revisione generale di mezzi da combattimento e da trasporto, di esecuzione di opere infrastrutturali aggiuntive e integrative, di trasporto del personale e spedizione di materiali e mezzi, di acquisizione di apparati di comunicazione e per la difesa nucleare, biologica e chimica, materiali darmamento, equipaggiamenti, materiali informatici, mezzi e materiali sanitari, entro il limite complessivo di 50 milioni di euro annui a valere sulle risorse finanziarie stanziate per le missioni internazionali. Il comma 2 del richiamato articolo 5 dispone che le spese per i compensi per lavoro straordinario reso nellambito di attivit operative o di addestramento propedeutiche allimpiego del personale nelle missioni internazionali previste dal presente decreto siano effettuate in deroga al limite di cui allarticolo 3, comma 82, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il comma 2, al fine di assicurare la prosecuzione delle missioni internazionali senza soluzione di continuit, stabilisce la misura delle anticipazioni sulle spese complessivamente autorizzate a favore delle Amministrazioni interessate, da disporre entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del decreto. Il capo II prevede disposizioni in materia di iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione.

In particolare, larticolo 5 autorizza la spesa per iniziative di cooperazione volte ad assicurare il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e il sostegno alla ricostruzione civile in favore di Afghanistan, Iraq, Libia, Mali, Myanmar, Pakistan, Siria, Somalia, Sudan, Sud Sudan e Paesi ad essi limitrofi, ad integrazione degli stanziamenti gi assegnati alla legge 26 febbraio 1987, n. 49, dalla legge di stabilit per lanno 2013 (Tabella C allegata alla legge 24 dicembre 2012, n. 228), nonch per la realizzazione di programmi integrati di sminamento umanitario, di cui alla legge 7 marzo 2001, n. 58. Per quanto riguarda le attivit di cooperazione allo sviluppo in Siria, al fine di rispondere alliniziativa della Presidenza britannica manifestata in occasione del G8 di Lough Erne, per la quale si auspicato un ulteriore considerevole sforzo finanziario (pari a circa 1,4 miliardi di dollari) per far fronte alle esigenze umanitarie in Siria e nei Paesi vicini e alla luce della revisione degli appelli umanitari delle Nazioni Unite per la Siria e i Paesi limitrofi per una richiesta complessiva di 4,4 miliardi di dollari USA fino a dicembre 2013, si prevede lallocazione di risorse per interventi umanitari. Per quanto riguarda lAfghanistan, i finanziamenti richiesti per lultimo trimestre del 2013 sono indirizzati a dar seguito agli impegni di mantenimento del livello di cooperazione allo sviluppo assunti dallItalia nelle conferenze internazionali di Bonn e Tokyo (luglio 2012). Il mantenimento degli impegni della comunit internazionale nei confronti dellAfghanistan un elemento centrale del Mutual Accountability Framework concordato alla conferenza di Tokyo e delle prospettive dellAfghanistan di una stabilizzazione successiva al ritiro di ISAF. Lattuale fase di transizione e la successiva fase di trasformazione richiedono infatti il mantenimento dellimpegno finanziario della comunit internazionale per sostenere lautorit del Governo legittimo nella fase di graduale passaggio di responsabilit per la sicurezza, lo sviluppo

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e la governance, promuovendo laccesso allo sviluppo socio-economico della popolazione in modo sostenibile. A Tokyo la comunit internazionale ha anche assunto limpegno di canalizzare una quota crescente dei contributi attraverso il bilancio e i programmi nazionali afghani, per favorirne la sostenibilit e promuovere un miglioramento della capacit di investimento delle autorit locali sul territorio. Per questo motivo importante sostenere tale investimento sia in termini finanziari (principalmente attraverso i programmi nazionali afghani, lARTF e i programmi di governance) che in termini di assistenza tecnica e monitoraggio. A tale riguardo occorre segnalare che, come evidenziato al recente Senior Officials Meeting sul TMAF, lItalia ha rispettato tale impegno. Anche nel prosieguo del 2013, come per lanno precedente, ci si dovr concentrare nella provincia di Herat, comprendendo anche le aree in fase di transizione nel sostegno dello sviluppo rurale, nel miglioramento del reddito, delle infrastrutture e dellaccesso rurale attraverso i programmi afgani. Nelle proposte formulate si ovviamente tenuto conto dei settori prioritari indicati dallaccordo di partenariato firmato nel gennaio del 2012 (governance/ rule of Law, infrastrutture, sviluppo rurale/agricoltura) e degli ambiti trasversali e settori di impegno citati dallaccordo (gender, sanit, patrimonio culturale). In considerazione del ridotto lasso temporale per limpegno dei fondi, le richieste sono state concentrate sul capitolo multilaterale 2180, per il quale limpegno richiede una tempistica inferiore. Il Pakistan rappresenta un Paese prioritario per la cooperazione italiana in ragione delle sue perduranti difficolt ad imboccare un percorso di sviluppo sostenibile e dei rischi di destabilizzazione che lo caratterizzano, con ricadute nella regione, in primis in Afghanistan. La cooperazione italiana ha concentrato le proprie attivit in ambito rurale, dove si concentrano maggiormente le condizioni di povert, con attenzione ai gruppi maggiormente vulnerabili, come le minoranze.

I fondi richiesti intendono, mantenendo tali priorit, sostenere anche gli sforzi di riforma del sistema educativo. Per quanto riguarda la Siria e nel quadro delle intese USA-Russia si prevede il finanziamento italiano alla OPAC, Organizzazione internazionale per la messa in sicurezza e leliminazione del programma chimico siriano. Il contributo italiano tra laltro destinato allinvio di personale specializzato inclusi ispettori con certificazione OPAC, al monitoraggio e alla bonifica NBC (nucleare, biologico e chimico), alla realizzazione di interventi in ambienti contaminati e alla riconversione di impianti verso produzioni farmaceutiche. Inoltre, nel corso dellultimo trimestre del 2013 si intende continuare lazione a sostegno della stabilizzazione e dello sviluppo in Iraq, Libia, Somalia e Sud Sudan, mediante la realizzazione di programmi integrati di sminamento umanitario aventi finalit che dovranno attuarsi equamente in tutte le aree interessate e con particolare riferimento alla Libia e alla Somalia. Larticolo 6 concerne gli interventi per il sostegno ai processi di ricostruzione e la partecipazione dellItalia alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione. Per quanto concerne la partecipazione dellItalia alle iniziative delle organizzazioni internazionali, si prevede la partecipazione ai Fondi fiduciari della NATO nonch al rafforzamento della partecipazione italiana alle iniziative dellUnione europea nel campo della gestione civile delle crisi internazionali in ambito PESCPSDC, nonch ai progetti di cooperazione dellOSCE e, al fine di rafforzare la cooperazione regionale nellarea, previsto il finanziamento del Trust Fund InCe istituito presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo nonch il contributo allIniziativa Adriatica Ionica. previsto, inoltre, il finanziamento per la prosecuzione degli interventi operativi

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di emergenza e di sicurezza per la tutela dei cittadini italiani, degli interessi italiani e delle strutture della rete diplomatica nei territori ad elevato rischio. Sono, inoltre, dettate disposizioni relative al trattamento economico da corrispondere al personale del Ministero degli affari esteri inviato in missione nelle sedi situate in aree ad elevato rischio sicurezza. Larticolo 7 prevede, ai commi 1 e 2, disposizioni intese a disciplinare il regime degli interventi. In particolare, prevista, al fine di assicurare il necessario coordinamento delle azioni e degli interventi sia sotto il profilo politico che organizzativofunzionale, la costituzione di strutture operative temporanee (task force) mediante uno o pi decreti ministeriali non regolamentari e senza oneri per il bilancio dello Stato. stabilita, altres, la disciplina per ladeguamento delle diarie per il personale inviato in missione nellambito degli interventi di cooperazione, in analogia con quanto gi previsto nei precedenti provvedimenti in favore di altre categorie di personale operante nei Paesi destinatari dellintervento italiano nellambito del presente decreto. Sono previste, inoltre, alcune disposizioni derogatorie, gi presenti nei precedenti provvedimenti di proroga, considerate indispensabili anche alla luce delle difficolt e delle criticit riscontrate nella realizzazione delle attivit e degli interventi programmati nellambito dei precedenti decreti in tema di: conferimento di incarichi di consulenza a enti e organismi specializzati, nonch a personale estraneo alla pubblica amministrazione in possesso di specifiche professionalit, indispensabile per la realizzazione degli interventi nei Paesi indicati nel presente provvedimento, destinatari dellattivit di cooperazione e di sostegno ai processi di stabilizzazione, nonch per linvio di personale estraneo alla pubblica amministrazione in qualit di osservatore di pace per conto dellOSCE e per la partecipazione alla gestione civile delle crisi per conto dellUnione europea;

contratti per acquisti e lavori; limite di spesa imposto dalla normativa vigente per la manutenzione e luso dei veicoli (si tratta per la maggior parte di autoblindo da destinare alla sicurezza del personale che opera nei Paesi in situazione di conflitto o ad alta conflittualit). Considerato il livello di rischio e di oggettiva difficolt presente nei territori e nelle aree di intervento individuati, come nel precedente provvedimento di proroga, indicato il richiamo allapplicazione per le attivit di cooperazione allo sviluppo delle disposizioni dettate dallarticolo 6, comma 6, della legge n. 229 del 2012 (legge di bilancio 2013) e dallarticolo 15 della legge n. 49 del 1987, che consente limpegno nellesercizio successivo di quelle somme eventualmente non impegnate nellesercizio finanziario di competenza. Il comma 3 inteso ad integrare larticolo 30 della legge 9 luglio 1990, n. 185, in materia di controllo dellesportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, nel senso di prevedere che il trattamento economico del personale militare, di cui si avvale lAutorit nazionale Unit per le autorizzazioni dei materiali darmamento (UAMA) del Ministero degli affari esteri per il rilascio delle autorizzazioni per linterscambio dei materiali darmamento e per il rilascio delle certificazioni per le imprese e per gli adempimenti connessi al controllo di tali materiali (articolo 7-bis della legge n. 185 del 1990), sia a carico del Ministero della difesa per le competenze fisse e continuative e a carico del Ministero degli affari esteri per le competenze accessorie. La disposizione si rende necessaria al fine di chiarire che il trattamento economico di tale personale esula dallambito applicativo dellarticolo 1777 del codice dellordinamento militare, il quale stabilisce che al personale dellEsercito italiano, della Marina militare e dellAe-

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ronautica militare si applicano le disposizioni di cui allarticolo 2, comma 91, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che pongono a carico delle amministrazioni utilizzatrici gli oneri del trattamento economico fondamentale e accessorio del personale in posizione di comando appartenente alle Forze di polizia e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco . Limpiego di tale personale presso lUAMA non configura, infatti, una fattispecie di comando in senso proprio. Come chiarito dalla giurisprudenza amministrativa (Consiglio di Stato n. 987/98 sez. III n. 423 Comm. Spec. P.I.), allorquando i comandi sono disposti sulla base di normative che stabiliscono dei contingenti di personale (citando proprio la legge n. 185 del 1990), tali norme sono da considerarsi speciali e pertanto il comando si trasforma da atto discrezionale dellamministrazione di appartenenza (come nel caso dei comandi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e dallarticolo 1777 del codice dellordinamento militare) in atto dovuto, da adottare in termini brevissimi, perch rientrante nella tipologia di comandi speciali per il titolo (disposizioni normative specifiche diverse dalla normativa generale) e per loggetto (non singoli dipendenti, ma contingenti di personale). A livello normativo, tale distinzione risulta dallarticolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, il quale stabilisce che Nel caso in cui disposizioni di legge o regolamentari dispongano lutilizzazione presso le amministrazioni pubbliche di un contingente di personale in posizione di fuori ruolo o di comando, le amministrazioni di appartenenza sono tenute ad adottare il provvedimento di fuori ruolo o di comando entro quindici giorni dalla richiesta . Coerentemente con quanto sopra esposto, sin dallistituzione dellUAMA il Ministero della difesa ha provveduto al pagamento del trattamento economico fisso e continuativo del personale militare in posizione di comando, senza soluzione di continuit. La disposizione, pertanto, non

comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il capo III prevede disposizioni finali. In particolare, larticolo 8 prevede la clausola di copertura finanziaria degli oneri derivanti dallattuazione del decreto. Larticolo 9 dispone che il decreto entri in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. In ordine al provvedimento stata disposta lesenzione dallanalisi dellimpatto della regolamentazione (AIR) in ragione della straordinaria necessit e urgenza dellintervento legislativo, determinata dalla scadenza, al 30 settembre 2013, del termine previsto dal precedente provvedimento di proroga delle missioni internazionali e dalla conseguente necessit di fornire in tempi brevi adeguata copertura giuridica e finanziaria allazione dei contingenti militari e del personale appartenente alle Forze di polizia e ai Ministeri degli affari esteri e della giustizia, impiegati nelle diverse aree geografiche. Lopzione regolatoria, in relazione alla quale non sussiste possibilit di opzione alternativa, trova giustificazione sia in considerazione dei risvolti finanziari, in quanto le spese connesse agli interventi e alle missioni disciplinati dal provvedimento risultano eccedenti rispetto agli ordinari stanziamenti di bilancio, sia con riguardo alla necessit di adattare la normativa vigente alle esigenze connesse con le missioni, in quanto non prevista una disciplina uniforme stabile da applicare in tali circostanze. Lintervento normativo non determina effetti sulle attivit dei cittadini e delle imprese. Poich le attivit oggetto di disciplina sono gi svolte dalle amministrazioni interessate, le modalit attuative correlate allintervento non comportano la necessit di creare nuove strutture organizzative o di modificare quelle esistenti.

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RELAZIONE TECNICA (Articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni).

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ANALISI TECNICO-NORMATIVA

PARTE I. ASPETTI TECNICO-NORMATIVI DI DIRITTO INTERNO 1) Obiettivi e necessit dellintervento normativo. Coerenza con il programma di Governo. Il presente provvedimento inteso ad assicurare, per il periodo 1o ottobre-31 dicembre 2013, la proroga della partecipazione del personale delle Forze armate e di polizia alle missioni internazionali in corso, nonch la prosecuzione degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. Lintervento legislativo necessario per la copertura finanziaria dei nuovi e maggiori oneri derivanti dalle missioni internazionali e dagli interventi sopra menzionati, nonch per adeguare la disciplina riguardante il personale e le procedure per lacquisizione di beni e servizi alle particolari esigenze operative connesse con tali missioni e interventi. La scelta di intervenire con lo strumento del decreto-legge determinata dalla scadenza, al 30 settembre 2013, del termine previsto dal precedente provvedimento di finanziamento e dalla conseguente necessit di fornire in tempi brevi adeguata copertura giuridica e finanziaria agli interventi previsti, nonch allazione dei contingenti militari e del personale appartenente alle Forze di polizia impiegati nelle diverse aree geografiche. La disciplina prevista coerente con il programma di Governo e con gli impegni assunti a livello internazionale.

2) Analisi del quadro normativo nazionale. Le missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, nonch gli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione sono disciplinati, per il periodo 1o gennaio-30 settembre 2013, dal decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. La normativa vigente non prevede una disciplina stabile per la partecipazione delle Forze armate e di polizia alle missioni internazionali. Tale disciplina viene, pertanto, prevista di volta in volta nellambito dei provvedimenti legislativi che finanziano le missioni stesse. Con riguardo alla disciplina relativa al personale militare, lassetto normativo generale delineato dalle disposizioni del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 451, convertito, con modificazioni, dalla legge 27

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febbraio 2002, n. 15, integrate dalla legge 3 agosto 2009, n. 108, le quali stabiliscono una disciplina uniforme per tutte le missioni internazionali, applicabile, tuttavia, solo entro i limiti temporali dallo stesso previsti. Tale disciplina stata costantemente reiterata da tutti i successivi provvedimenti legislativi di proroga delle missioni. Il presente provvedimento, dovendo disciplinare nuovamente la materia in relazione al nuovo limite temporale, conferma la vigenza della disciplina generale in parola anche per il periodo 1o ottobre-31 dicembre 2013 (articolo 2). Attraverso i rinvii in parola risultano, pertanto, disciplinati: le modalit di corresponsione del trattamento economico accessorio e dellindennit di impiego operativo, nonch del trattamento economico dei comandanti militari impiegati dallONU con contratti individuali; la valutazione del servizio prestato nelle missioni internazionali ai fini dellavanzamento degli ufficiali al grado superiore; i richiami in servizio degli ufficiali delle forze di completamento; il prolungamento del periodo di ferma dei volontari in ferma prefissata di un anno per un massimo di sei mesi, previo consenso degli interessati; il trattamento assicurativo e pensionistico nei casi di decesso e invalidit per causa di servizio; la possibilit, per i militari che non hanno potuto partecipare ai concorsi interni banditi dalla Difesa in quanto impiegati nelle missioni internazionali, di partecipare al concorso successivo con il diritto allattribuzione della stessa anzianit giuridica dei vincitori del concorso per il quale avevano presentato domanda. Parimenti, per le disposizioni in materia penale (articolo 3), previsto il rinvio alle disposizioni di cui allarticolo 5 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2009, n. 12, e successive modificazioni, e allarticolo 4, commi 1-sexies e 1-septies, del decreto-legge 4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197. Risulta, pertanto, confermata la disciplina per i reati commessi nei territori o nellalto mare in cui si svolgono gli interventi umanitari e le missioni internazionali, stabilita dal richiamato articolo 5 del decreto-legge n. 209 del 2008, il quale prevede: lapplicazione ai militari del codice penale militare di pace e di particolari disposizioni in ordine alle misure restrittive della libert personale, alludienza di convalida dellarresto in flagranza e allinterrogatorio della persona destinataria di unordinanza di custodia cautelare in carcere, qualora le esigenze operative non consentano di porre tempestivamente larrestato a disposizione dellautorit giudiziaria militare; per i reati militari, la competenza del Tribunale militare di Roma; per i reati assoggettati alla giurisdizione ordinaria, la competenza del Tribunale di Roma; per i reati commessi dagli stranieri a danno dello Stato o di cittadini italiani che partecipano alle missioni, punibilit a richiesta del Ministro della giustizia e sentito il Ministro della difesa per i reati commessi a danno di appartenenti alle Forze armate; per i reati di pirateria, se commessi a danno dello Stato o di cittadini o beni italiani, esercizio della giurisdizione italiana ai sensi dellarticolo 7 del codice penale (reati commessi allestero) e competenza del Tribunale di Roma, negli altri casi, rinvio agli accordi internazionali. , altres, confermata la sussistenza della scriminante speciale in tema di uso legittimo della forza nel corso delle missioni internazionali, introdotta

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dallarticolo 4, commi 1-sexies e 1-septies, del decreto-legge n. 152 del 2009. Diversamente dai precedenti provvedimenti di proroga, che limitavano lambito applicativo della disciplina in parola alle sole missioni internazionali espressamente previste dai medesimi provvedimenti ed entro i limiti temporali dagli stessi stabiliti, il presente articolo ne estende lapplicazione al personale che, seppure non organicamente inserito nelle missioni internazionali previste dal presente provvedimento, eventualmente inviato in supporto alle medesime missioni per fronteggiare imprevedibili e urgenti esigenze, anche connesse con il repentino deteriorarsi delle condizioni di sicurezza nelle diverse aree in cui sono impiegati i contingenti militari italiani. Diversamente, per tale personale opererebbe la disciplina ordinaria, che prevede, tra laltro, in simili contesti lapplicazione del codice penale militare di guerra. Riguardo alle disposizioni in materia contabile (articolo 4), previsto il rinvio alla disciplina stabilita dallarticolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197, il quale prevede i casi in cui possibile attivare le procedure durgenza ovvero in economia per lacquisizione di lavori, servizi e forniture per esigenze connesse con le missioni internazionali. Analogamente, viene reiterata la disposizione di cui al comma 2 dello stesso articolo 5, relativa alla possibilit di sostenere spese per i compensi per lavoro straordinario reso per attivit propedeutiche allimpiego del personale nelle missioni internazionali oltre il tetto massimo annualmente previsto. Nellambito delle disposizioni che disciplinano le missioni previste dal presente decreto sono previsti rinvii a disposizioni che, originariamente previste da fonti diverse, sono attualmente riprodotte nel codice dellordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e nel testo unico delle disposizioni regolamentari dellordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, recanti il riassetto delle disposizioni legislative e regolamentari sullordinamento militare. I rinvii in parola, ai sensi dellarticolo 2115 del codice dellordinamento militare, devono intendersi effettuati alle corrispondenti disposizioni dello stesso codice dellordinamento militare e del testo unico delle disposizioni regolamentari dellordinamento militare.

3) Incidenza delle norme proposte sulle leggi e sui regolamenti vigenti. Alcune disposizioni del provvedimento dispongono deroghe alle disposizioni vigenti, applicabili alle sole missioni internazionali ivi previste ed entro i limiti temporali dallo stesso stabiliti. Con riguardo alle missioni delle Forze armate e di polizia: larticolo 2, in materia di personale: al comma 1 rinvia allarticolo 3, commi da 1, alinea, a 9, della legge n. 108 del 2009. Riguardo alle disposizioni richiamate: larticolo 3, commi 2 e 3, riguardante lindennit di missione e il trattamento economico (legge 8 luglio 1961, n. 642) corrisposti al

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personale che partecipa ai programmi di cooperazione con le Forze di polizia nei Balcani e alla missione del Corpo della guardia di finanza in Libia, introduce una deroga allarticolo 28, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, escludendo che alle diarie di missione venga applicata la riduzione del 20 per cento stabilita da tale disposizione; larticolo 3, comma 4, prevedendo una disciplina uniforme relativamente allindennit di impiego operativo da corrispondere a tutto il personale che partecipa alle missioni, introduce una deroga alla legge 23 marzo 1983, n. 78, che, in relazione alle normali condizioni di impiego del personale militare, prevede indennit di impiego operativo differenziate nella misura, nella tassazione e nel riconoscimento ai fini previdenziali; larticolo 3, comma 7, prevedendo la possibilit di richiamare in servizio, per esigenze connesse con le missioni internazionali, gli ufficiali appartenenti alla riserva di complemento che ne facciano domanda, introduce una deroga allarticolo 64 della legge n. 113 del 1954, che prevede per tale categoria di personale obblighi di servizio solo in tempo di guerra; larticolo 3, comma 8, prevedendo la possibilit del prolungamento della ferma dei volontari in ferma prefissata di un anno, introduce una deroga allarticolo 11, comma 3, della legge 23 agosto 2004, n. 226, il quale prevede che il periodo di ferma possa essere prolungato solo in caso di partecipazione ai concorsi per il reclutamento dei volontari in ferma prefissata quadriennale; il rinvio alla disciplina di cui al decreto-legge n. 451 del 2001, disposto dallarticolo 3, comma 9, comporta lattualit delle deroghe previste dalle relative disposizioni, le quali rispondono a esigenze operative ovvero di salvaguardia delle aspettative di carriera del personale impiegato nelle missioni (articoli 2, comma 3, 5 e 13); esse comportano effetti circoscritti nel tempo e limitati alle specifiche missioni autorizzate; il comma 4, relativo alla corresponsione del compenso forfettario di impiego e della retribuzione per lavoro straordinario, deroga, per il compenso forfettario di impiego, ai limiti di cui allarticolo 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 171 (protrazione delloperazione, senza soluzione di continuit, per almeno quarantotto ore con lobbligo di rimanere disponibili nellambito dellunit operativa e nella possibilit di corrispondere il compenso per un periodo non superiore a 120 giorni allanno), e per la retribuzione per lavoro straordinario, ai limiti orari individuali previsti dai decreti adottati in attuazione dellarticolo 10, comma 3, della legge 8 agosto 1990, n. 231; larticolo 3, in materia penale, rinvia allarticolo 5 del decretolegge n. 209 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009, e allarticolo 4, commi 1-sexies e 1-septies, del decreto-legge

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4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197. Con riguardo agli articoli richiamati: larticolo 5, comma 1, del decreto-legge n. 209 del 2008, nel rinviare allarticolo 9 del decreto-legge n. 421 del 2001, prevede deroghe alle disposizioni sulla competenza territoriale dei tribunali militari, nonch sulla procedura penale militare con riguardo al procedimento di convalida dellarresto, intese a conciliare il rispetto dei diritti di difesa con le esigenze militari in atto. Tali deroghe comportano effetti circoscritti nel tempo e limitati alle missioni militari disciplinate dal presente provvedimento; larticolo 5, comma 2, del decreto-legge n. 209 del 2008 deroga alle disposizioni del codice penale, introducendo per tutti i reati commessi dallo straniero nel territorio in cui si svolgono le missioni, a danno dello Stato o di cittadini italiani, la condizione di punibilit costituita dalla richiesta del Ministro della giustizia; larticolo 5, comma 3, del decreto-legge n. 209 del 2008 deroga allarticolo 10 del codice di procedura penale, il quale stabilisce che, nellambito della giurisdizione ordinaria, per i reati commessi interamente allestero, la competenza sia determinata successivamente dal luogo della residenza, della dimora, del domicilio, dellarresto o della consegna dellimputato e che, nei casi in cui non sia possibile determinarla nei modi indicati, la competenza appartenga al giudice del luogo in cui ha sede lufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nellapposito registro; larticolo 4, commi 1-sexies e 1-septies, del decreto-legge n. 152 del 2009 prevede una scriminante speciale per il militare che, nel corso delle missioni previste dal presente decreto, fa uso ovvero ordina di fare uso delle armi o di altro mezzo di coazione fisica nel rispetto delle direttive, delle regole di ingaggio e degli ordini legittimamente impartiti per la specifica missione, nonch lipotesi di responsabilit per colpa nel caso in cui si eccedano, a tale titolo, i limiti della scriminante; larticolo 4, in materia contabile, al comma 1, rinvia allarticolo 5, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 152 del 2009. Con riguardo alle disposizioni richiamate: larticolo 5, comma 1, prevedendo i casi in cui possibile attivare le procedure durgenza ovvero in economia per lacquisizione di lavori, servizi e forniture, deroga alle norme di contabilit generale dello Stato previste in materia; larticolo 5, comma 2, in materia di spese per i compensi per lavoro straordinario reso per attivit propedeutiche allimpiego del personale nelle missioni internazionali, prevede una deroga allarticolo 3, comma 82, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che stabilisce il tetto massimo annuale per tale tipo di spese.

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Con riguardo alle iniziative di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione: larticolo 5, comma 6, dispone, in riferimento alle spese relative al funzionamento delle unit tecniche di cooperazione nei Paesi in via di sviluppo e delle sezioni distaccate, la disapplicazione delle seguenti disposizioni: articolo 6, comma 14, e articolo 9, comma 28, del decretolegge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in materia di riduzione della spesa per lacquisto, la manutenzione, il noleggio e lesercizio di autovetture, per lacquisto di buoni taxi, per lassunzione di personale a tempo determinato con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa; articolo 12, comma 1-quater, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 138, in materia di riduzione della spesa per lacquisto di immobili a titolo oneroso e la stipulazione di contratti di locazione passiva; articolo 5, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di riduzione della spesa per lacquisto, la manutenzione, il noleggio e lesercizio di autovetture, nonch per lacquisto di buoni taxi; articolo 1, commi 141 e 143, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, in materia di riduzione della spesa per lacquisto di mobili, arredi e autovetture; articolo 1, commi da 1 a 4, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, in materia di riduzione della spesa per auto di servizio nella pubblica amministrazione; larticolo 7, comma 1, in materia di regime degli interventi: rinvia alle disposizioni di cui allarticolo 7, commi 1, 2, 4, 5, 6 e 10, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12, che prevedono deroghe: al comma 1, con riguardo alle norme di contabilit generale dello Stato, per interventi urgenti o acquisti e lavori da eseguire in economia nei casi di necessit e urgenza; al comma 4, per la parte relativa al rinvio allarticolo 3, comma 5, del decreto-legge n. 165 del 2003, il quale, in deroga alle disposizioni vigenti, consente al Ministero degli affari esteri di concedere anticipazioni del prezzo in materia di contratti di appalto di lavori, di forniture e di servizi anche a enti esecutori diversi dalle universit e dalle organizzazioni non governative; al comma 5, con riguardo al limite di un dodicesimo della spesa prevista da ciascuna unit previsionale di base per limporto mensile degli impegni di spesa previsto dallarticolo 60, comma 15, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla

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legge n. 133 del 2008, nonch al limite di importo mensile degli impegni di spesa, pari a un dodicesimo della spesa prevista da ciascuna unit previsionale di base, e al limite di spesa per acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio di autovetture previsti dallarticolo 6, comma 14, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 (80 per cento della spesa sostenuta nel 2009); al comma 6, con riguardo ai limiti di spesa per il conferimento di incarichi temporanei di consulenza a personale in possesso di specifiche professionalit ovvero per la stipulazione di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, previsti dagli articoli 6, comma 7, e 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010, dallarticolo 1, comma 56, della legge n. 266 del 2005, dallarticolo 61, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 112 del 2008 e dagli articoli 7 e 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001; al comma 10, con riguardo alla tracciabilit dei flussi finanziari, di cui allarticolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136; dispone la disapplicazione delle seguenti disposizioni: articolo 5, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di riduzione della spesa per lacquisto, la manutenzione, il noleggio e lesercizio di autovetture, nonch per lacquisto di buoni taxi; articolo 1, comma 143, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, in materia di riduzione della spesa per lacquisto di autovetture; articolo 1, commi da 1 a 4, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, in materia di riduzione della spesa per auto di servizio e consulenze nella pubblica amministrazione.

4) Analisi della compatibilit dellintervento con i princpi costituzionali. Il provvedimento non presenta profili di incompatibilit con i princpi costituzionali ed in linea coerente con larticolo 11 della Costituzione.

5) Analisi della compatibilit dellintervento con le competenze e le funzioni delle regioni ordinarie e a statuto speciale nonch degli enti locali. Non si ravvisano profili di incompatibilit delle disposizioni con le competenze delle regioni ordinarie e a statuto speciale, essendo le materie oggetto di disciplina attribuite alla legislazione esclusiva dello Stato dallarticolo 117, secondo comma, lettere a), d) e l), della Costituzione.

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6) Verifica della compatibilit con i princpi di sussidiariet, differenziazione e adeguatezza sanciti dallarticolo 118, primo comma, della Costituzione. Non si ravvisano profili di incompatibilit delle disposizioni con i princpi in parola. 7) Verifica dellassenza di rilegificazioni e della piena utilizzazione delle possibilit di delegificazione e degli strumenti di semplificazione normativa. stata verificata positivamente lassenza di rilegificazioni, nonch il rispetto dei criteri di semplificazione normativa. 8) Verifica dellesistenza di progetti di legge vertenti su materia analoga allesame del Parlamento e relativo stato delliter. Non risultano attualmente allesame del Parlamento progetti di legge recanti autorizzazioni di spesa per la partecipazione italiana alle missioni oggetto del provvedimento. In ordine, invece, alla disciplina normativa da applicare alle missioni internazionali, risultano presentati, ma non ancora assegnati alle Commissioni di merito, i seguenti progetti di legge: atto Camera n. 45 Disposizioni concernenti le missioni allestero svolte dal personale appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare; atto Camera n. 933 Disposizioni concernenti la partecipazione italiana a operazioni internazionali di mantenimento o di imposizione della pace, nonch a missioni internazionali di assistenza umanitaria. 9) Indicazione delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi di costituzionalit sul medesimo o analogo oggetto. Non risultano pendenti giudizi di costituzionalit riguardanti disposizioni di contenuto analogo a quello previsto dal provvedimento. PARTE II. CONTESTO NORMATIVO DELLUNIONE EUROPEA E INTERNAZIONALE 10) Analisi della compatibilit dellintervento con lordinamento dellUnione europea. Trattandosi di disposizioni riguardanti limpiego delle Forze armate e di polizia, nonch la giurisdizione penale, di esclusiva competenza, sulla base del Trattato sullUnione europea, degli ordi-

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namenti interni degli Stati membri, non si ravvisano profili di incompatibilit con lordinamento dellUnione europea.

11) Verifica dellesistenza di procedure dinfrazione da parte della Commissione europea sul medesimo o analogo oggetto. Non risultano pendenti procedure dinfrazione vertenti sulla medesima o analoga materia.

12) Analisi della compatibilit dellintervento con gli obblighi internazionali. Il provvedimento non presenta profili di incompatibilit con gli obblighi internazionali. in linea coerente con: le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 2069 (2012) Afghanistan, 2064 (2012) Libano, 1244 (1999) Kosovo, 2074 (2012) Bosnia-Erzegovina, 1390 (2002) Mediterraneo, 2063 (2012) Sudan, 2114 (2013) Cipro, 2077 (2012) antipirateria, 2095 (2013) Libia, 2057 (2012) Sud Sudan, 2100 (2013) Mali; le decisioni del Consiglio dellUnione europea 20132/240/PESC Afghanistan, 2013/241/PESC Kosovo, 2013/355/PESC valico di Rafah, 2013/354/PESC Palestina, 2012/174/PESC antipirateria, 2011/483/ PESC Somalia, 2013/367/PESC Corno dAfrica, 2013/233/PESC Libia, 2012/503/PESC Georgia, 2013/368/PESC Sahel Niger, 2013/34/PESC Mali; laccordo firmato a Gibuti il 30 aprile 2002, ratificato dalla legge 31 ottobre 2003, n. 327.

13) Indicazione delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi innanzi alla Corte di giustizia dellUnione europea sul medesimo o analogo oggetto. Non risultano posizioni giurisprudenziali, n giudizi pendenti innanzi alla Corte di giustizia dellUnione europea sulla materia oggetto del provvedimento.

14) Indicazione delle linee prevalenti della giurisprudenza ovvero della pendenza di giudizi innanzi alla Corte europea dei diritti delluomo sul medesimo o analogo oggetto. Non risultano posizioni giurisprudenziali, n giudizi pendenti innanzi alla Corte europea dei diritti delluomo sulla materia oggetto del provvedimento.

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15) Eventuali indicazioni sulle linee prevalenti della regolamentazione sul medesimo oggetto da parte di altri Stati membri dellUnione europea. Non si hanno indicazioni sulle linee prevalenti della regolamentazione sul medesimo oggetto da parte di altri Stati membri dellUnione europea.

PARTE III. ELEMENTI DI QUALIT SISTEMATICA E REDAZIONALE DEL TESTO 1) Individuazione delle nuove definizioni normative introdotte dal testo, della loro necessit, della coerenza con quelle gi in uso. Le disposizioni del provvedimento non introducono nuove definizioni normative.

2) Verifica della correttezza dei riferimenti normativi contenuti nel progetto, con particolare riguardo alle successive modificazioni e integrazioni subite dai medesimi. stata verificata positivamente la correttezza dei riferimenti normativi contenuti negli articoli del provvedimento.

3) Ricorso alla tecnica della novella legislativa per introdurre modificazioni e integrazioni a disposizioni vigenti. Mediante la tecnica della novella legislativa, larticolo 3, commi 2 e 3, e larticolo 7, comma 3, apportano modifiche rispettivamente: allarticolo 4, comma 1-bis, primo periodo, del decreto-legge 4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197, che disciplina il termine per leffettuazione di accertamenti disposti dal pubblico ministero su mezzi militari utilizzati per le missioni militari allestero e sottoposti a sequestro; allarticolo 9, comma 4, del decreto-legge 1o gennaio 2010, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2010, n. 30, che disciplina i casi di esclusione della responsabilit a titolo di colpa per reati in materia ambientale e di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro commessi da personale militare e della Polizia di Stato; allarticolo 30 della legge 9 luglio 1990, n. 185, che prevede il distacco presso il Ministero degli affari esteri di personale di altre pubbliche amministrazioni per lo svolgimento delle attivit connesse al rilascio delle autorizzazioni previste dalle disposizioni sul controllo dei materiali darmamento.

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4) Individuazione di effetti abrogativi impliciti di disposizioni dellatto normativo e loro traduzione in norme abrogative espresse nel testo normativo. Dalle disposizioni del provvedimento non conseguono effetti abrogativi impliciti.

5) Individuazione di disposizioni dellatto normativo aventi effetti retroattivi o di reviviscenza di norme precedentemente abrogate o di interpretazione autentica o derogatorie rispetto alla normativa vigente. Non sono previste disposizioni aventi effetti retroattivi o di reviviscenza di norme abrogate o di interpretazione autentica. Le disposizioni derogatorie rispetto alla normativa vigente sono indicate nella parte I, numero 3).

6) Verifica della presenza di deleghe aperte sul medesimo oggetto, anche a carattere integrativo o correttivo. Non risultano deleghe aperte sulla materia oggetto del provvedimento.

7) Indicazione degli eventuali atti successivi attuativi; verifica della congruit dei termini previsti per la loro adozione. Non sono previsti successivi atti attuativi di natura normativa.

8) Verifica della piena utilizzazione e dellaggiornamento di dati e di riferimenti statistici attinenti alla materia oggetto del provvedimento, ovvero indicazione della necessit di commissionare allIstituto nazionale di statistica apposite elaborazioni statistiche con correlata indicazione nella relazione economico-finanziaria della sostenibilit dei relativi costi. Nella materia oggetto del provvedimento sono stati utilizzati i dati statistici di riferimento gi in possesso dellamministrazione.

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RICHIESTA DI ESENZIONE DALLAIR

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DISEGNO DI LEGGE __
ART. 1. 1. convertito in legge il decreto-legge 10 ottobre 2013, n. 114, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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Decreto-legge 10 ottobre 2013, n. 114, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 10 ottobre 2013.

Proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Visto il decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione; Ritenuta la straordinaria necessit e urgenza di emanare disposizioni per assicurare la proroga della partecipazione del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia alle missioni internazionali, le iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e la partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 4 ottobre 2013; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri degli affari esteri, della difesa e dellinterno, di concerto con i Ministri della giustizia e delleconomia e delle finanze;

EMANA

il seguente decreto-legge: CAPO I MISSIONI INTERNAZIONALI DELLE FORZE ARMATE E DI POLIZIA ARTICOLO 1. (Missioni internazionali delle Forze armate e di polizia). 1. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 124.536.000 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni in Afghanistan,

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denominate International Security Assistance Force (ISAF) ed EUPOL AFGHANISTAN, di cui allarticolo 1, comma 1, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 2. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 40.237.496 per la proroga della partecipazione del contingente militare italiano alla missione delle Nazioni Unite in Libano, denominata United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL), compreso limpiego di unit navali nella UNIFIL Maritime Task Force, di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 3. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 22.447.777 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni nei Balcani, di cui allarticolo 1, comma 3, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12, di seguito elencate: a) Multinational Specialized Unit (MSU), European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), Security Force Training Plan in Kosovo; b) Joint Enterprise. 4. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 75.320 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dellUnione europea in Bosnia-Erzegovina, denominata ALTHEA, nel cui ambito opera la missione denominata Integrated Police Unit (IPU), di cui allarticolo 1, comma 4, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 5. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 5.090.340 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione nel Mediterraneo denominata Active Endeavour, di cui allarticolo 1, comma 5, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 6. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 285.997 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione denominata Temporary International Presence in Hebron (TIPH2), di cui allarticolo 1, comma 6, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 7. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 30.550 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dellUnione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, denominata European Union Border Assistance Mission in Rafah (EUBAM Rafah), di cui allarticolo 1, comma 7, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12.

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8. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 63.425 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite e dellUnione Africana in Sudan, denominata United Nations/African Union Mission in Darfur (UNAMID), di cui allarticolo 1, comma 8, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 9. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 66.961 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (UNFICYP), di cui allarticolo 1, comma 9, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 10. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 11.424.069 per la proroga della partecipazione di personale militare alloperazione militare dellUnione europea denominata Atalanta e alloperazione della NATO denominata Ocean Shield per il contrasto della pirateria, di cui allarticolo 1, comma 11, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 11. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 5.509.576 per la proroga dellimpiego di personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, in Qatar e a Tampa per esigenze connesse con le missioni in Afghanistan, di cui allarticolo 1, comma 12, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 12. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 3.689.030 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dellUnione europea denominate EUTM Somalia e EUCAP Nestor, nonch nellambito delle ulteriori iniziative dellUnione europea per la Regional maritime capacity building nel Corno dAfrica e nellOceano indiano occidentale, di cui allarticolo 1, comma 13, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 13. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 2.547.405 per la partecipazione di personale militare alla missione dellUnione europea in Libia, denominata European Union Border Assistance Mission in Libya (EUBAM Libya), di cui alla decisione 2013/233/PESC del Consiglio del 22 maggio 2013, e per la proroga dellimpiego di personale militare in attivit di assistenza, supporto e formazione in Libia, di cui allarticolo 1, comma 14, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 14. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 96.139 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione di vigilanza dellUnione europea in Georgia, denominata EUMM Georgia, di cui

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allarticolo 1, comma 15, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 15. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 42.470 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite nella Repubblica del Sud Sudan, denominata United Nations Mission in South Sudan (UNMISS), di cui allarticolo 1, comma 16, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 16. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 726.003 per la partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite in Mali, denominata United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali (MINUSMA), di cui alla risoluzione 2100 (2013) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 25 aprile 2013, e per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dellUnione europea denominate EUCAP Sahel Niger ed EUTM Mali, di cui allarticolo 1, comma 17, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 17. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 1.346.502 per la prosecuzione dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dellarea balcanica, di cui allarticolo 1, comma 20, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 18. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 373.640 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dellUnione europea denominata European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo) e di euro 16.070 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Mission in Kosovo (UNMIK), di cui allarticolo 1, comma 21, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 19. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 33.220 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dellUnione europea in Palestina, denominata European Union Police Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS), di cui allarticolo 1, comma 22, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 20. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 91.430 per la partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dellUnione europea in Libia, denominata European Union Border Assistance Mission in Libya (EUBAM Libya), di cui alla decisione 2013/233/PESC del Consiglio del 22 maggio 2013. 21. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 2.895.192 per la proroga della

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partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione in Libia, per garantire la manutenzione ordinaria delle unit navali cedute dal Governo italiano al Governo libico e per lo svolgimento di attivit addestrativa del personale della Guardia costiera libica, in esecuzione degli accordi di cooperazione tra il Governo italiano e il Governo libico per fronteggiare il fenomeno dellimmigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani, di cui allarticolo 1, comma 25, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. 22. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 4.000.000 per il mantenimento del dispositivo info-operativo dellAgenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) a protezione del personale delle Forze armate impiegato nelle missioni internazionali, in attuazione delle missioni affidate allAISE dallarticolo 6, comma 2, della legge 3 agosto 2007, n. 124. 23. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 265.442 per limpiego di personale appartenente al Corpo militare volontario e al Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana per le esigenze di supporto sanitario delle missioni internazionali in Afghanistan e negli Emirati Arabi Uniti. 24. Il Ministero della difesa autorizzato, per lanno 2013, a cedere, a titolo gratuito, alle Forze armate della Repubblica di Gibuti n. 4 veicoli blindati leggeri. Per la finalit di cui al presente comma autorizzata, per lanno 2013, la spesa di euro 192.000. 25. Il Ministero della difesa autorizzato, per lanno 2013, a erogare contributi in favore delle associazioni combattentistiche di cui allarticolo 2195 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Per la finalit di cui al presente comma autorizzata, per lanno 2013, la spesa di euro 674.000.

ARTICOLO 2. (Disposizioni in materia di personale). 1. Al personale che partecipa alle missioni internazionali di cui al presente decreto si applicano larticolo 3, commi da 1, alinea, a 9, della legge 3 agosto 2009, n. 108, larticolo 3, comma 6, del decretolegge 4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197. 2. Lindennit di missione, di cui allarticolo 3, comma 1, alinea, della legge 3 agosto 2009, n. 108, corrisposta nella misura del 98 per cento o nella misura intera, incrementata del 30 per cento se il personale non usufruisce a qualsiasi titolo di vitto e alloggio gratuiti. 3. Per il personale che partecipa alle missioni di seguito elencate, lindennit di missione di cui al comma 2 calcolata sulle diarie indicate a fianco delle stesse: a) missioni ISAF, EUPOL AFGHANISTAN, UNIFIL, compreso il personale facente parte della struttura attivata presso le Nazioni Unite, nonch il personale impiegato negli Emirati Arabi Uniti, in

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Bahrein, in Qatar, a Tampa e in servizio di sicurezza presso le sedi diplomatiche di Kabul e di Herat: diaria prevista con riferimento ad Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Oman; b) nellambito delle missioni per il contrasto della pirateria, per il personale impiegato presso lHead Quarter di Northwood: diaria prevista con riferimento alla Gran Bretagna-Londra; c) missione EUMM Georgia: diaria prevista con riferimento alla Turchia; d) missioni EUTM Somalia, EUCAP Nestor, EUCAP Sahel Niger, EUTM Mali, MINUSMA e ulteriori iniziative dellUnione europea per la Regional maritime capacity building nel Corno dAfrica e nellOceano indiano: diaria prevista con riferimento alla Repubblica democratica del Congo. 4. Al personale che partecipa alle missioni di cui allarticolo 1, commi 5 e 10, del presente decreto e allarticolo 5, comma 2, del decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130, il compenso forfettario di impiego e la retribuzione per lavoro straordinario sono corrisposti in deroga, rispettivamente, ai limiti di cui allarticolo 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 171, e ai limiti orari individuali di cui allarticolo 10, comma 3, della legge 8 agosto 1990, n. 231. Al personale di cui allarticolo 1791, commi 1 e 2, del codice dellordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, il compenso forfettario di impiego attribuito nella misura di cui allarticolo 9, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica n. 171 del 2007. ARTICOLO 3. (Disposizioni in materia penale). 1. Alle missioni internazionali di cui al presente decreto, nonch al personale inviato in supporto alle medesime missioni si applicano le disposizioni di cui allarticolo 5 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2009, n. 12, e successive modificazioni, e allarticolo 4, commi 1-sexies e 1-septies, del decreto-legge 4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197. 2. Allarticolo 4, comma 1-bis, primo periodo, del decreto-legge 4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197, dopo le parole missioni militari allestero , sono inserite le seguenti: o di utilizzazione programmata nellanno di riferimento con determinazione del Capo di stato maggiore di Forza armata . 3. Allarticolo 9, comma 4, del decreto-legge 1o gennaio 2010, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2010, n.30, dopo le parole svolte nel corso di missioni internazionali , sono inserite le seguenti: ovvero al di fuori del territorio nazionale o nellalto mare o negli spazi aerei internazionali .

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ARTICOLO 4. (Disposizioni in materia contabile). 1. Alle missioni internazionali delle Forze armate, compresa lArma dei carabinieri, e del Corpo della guardia di finanza di cui al presente decreto si applicano le disposizioni in materia contabile previste dallarticolo 5, commi 1 e 2, del decreto-legge 4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197. 2. Per assicurare la prosecuzione delle missioni internazionali senza soluzione di continuit, entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro delleconomia e delle finanze, su richiesta delle Amministrazioni interessate, dispone lanticipazione di una somma pari al settanta per cento delle spese autorizzate dagli articoli 1, 5 e 6, a valere sullo stanziamento di cui allarticolo 8, comma 1.

CAPO II INIZIATIVE DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO E SOSTEGNO AI PROCESSI DI RICOSTRUZIONE E PARTECIPAZIONE ALLE INIZIATIVE DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI PER IL CONSOLIDAMENTO DEI PROCESSI DI PACE E DI STABILIZZAZIONE

ARTICOLO 5. (Iniziative di cooperazione allo sviluppo). 1. Per iniziative di cooperazione volte ad assicurare il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e il sostegno alla ricostruzione civile in favore di Afghanistan, Iraq, Libia, Mali, Myanmar, Pakistan, Siria, Somalia, Sudan, Sud Sudan e Paesi ad essi limitrofi autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 23.600.000, ad integrazione degli stanziamenti di cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49, come determinati dalla Tabella C allegata alla legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilit 2013). Nellambito del predetto stanziamento e nel periodo di applicazione delle disposizioni recate dal presente articolo, il Ministro degli affari esteri con proprio decreto, pu destinare risorse, fino ad un massimo del quindici per cento, ad iniziative di cooperazione in altre aree di crisi e pu costituire strutture operative temporanee per assicurare il coordinamento delle attivit e lorganizzazione degli interventi e delle iniziative previste. 2. A valere sullautorizzazione di spesa di cui al comma 1, pu essere inviato o reclutato in loco personale presso la sede della cooperazione civile italiana ad Herat, e, previa verifica delle condizioni di sicurezza, pu essere inviato personale nel territorio della Repubblica Federale Somala. Detto personale coordinato dallunit tecnica

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competente per territorio, istituita ai sensi dellarticolo 13 della legge 26 febbraio 1987, n. 49. 3. Il Ministro degli affari esteri identifica le misure volte ad agevolare lintervento di organizzazioni non governative che intendano operare per i fini umanitari nei Paesi di cui al comma 1. 4. autorizzata la spesa di euro 750.000 per la realizzazione di programmi integrati di sminamento umanitario, di cui alla legge 7 marzo 2001, n. 58, nei Paesi di cui al comma 1, nonch in altre aree e territori. 5. Agli stanziamenti di cui al presente articolo si applicano le disposizioni di cui allarticolo 6, comma 6, della legge 24 dicembre 2012, n. 229 (legge di bilancio 2013). 6. Nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio per il funzionamento delle unit tecniche, di cui allarticolo 13 della legge 26 febbraio 1987, n 49, e delle Sezioni distaccate, di cui allarticolo 4, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1988, n. 177, delle medesime strutture, il Ministero degli affari esteri autorizzato a sostenere le spese di vitto e alloggio strettamente indispensabili per il personale inviato in missione nei Paesi di cui al comma 1, che per motivi di sicurezza debba essere alloggiato in locali comunque a disposizione dellAmministrazione. Alle spese per il funzionamento delle medesime strutture non si applicano le disposizioni di cui allarticolo 6, comma 14, e allarticolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonch allarticolo 12, comma 1-quater, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 138, allarticolo 5, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, allarticolo 1, commi 141 e 143, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e allarticolo 1, commi da 1 a 4, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101. Alleffetto derivante sui saldi di finanza pubblica si provvede a valere sulle autorizzazioni di spesa di cui al presente articolo.

ARTICOLO 6. (Sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione). 1. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 4.160.000 per interventi a sostegno del processo di stabilizzazione nei Paesi in situazione di fragilit, di conflitto o post-conflitto. Nellambito dello stanziamento di cui al presente comma, il Ministro degli affari esteri, con proprio decreto, pu destinare risorse per iniziative in altre aree di crisi, per le quali emergano urgenti necessit di intervento nel periodo di applicazione delle disposizioni recate dal presente articolo. 2. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 139.872 per linvio in missione di un

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funzionario diplomatico nellarea di confine turco-siriana. Al medesimo funzionario sono corrisposti unindennit pari allottanta per cento di quella determinata ai sensi dellarticolo 171 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e il rimborso forfettario degli oneri commisurato alla diaria per i viaggi di servizio allinterno della Turchia. Per lespletamento delle sue attivit il predetto funzionario pu avvalersi del supporto di due unit di personale, da reperire in loco. 3. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 800.000 per lerogazione del contributo italiano al Tribunale Speciale delle Nazioni Unite per il Libano. 4. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 600.000 per assicurare la partecipazione finanziaria italiana al Fondo fiduciario della NATO destinato al sostegno allesercito nazionale afghano, al fondo del NATO-Russia Council, destinato al settore elicotteristico, al fondo fiduciario NATOSerbia IV per la distruzione delle munizioni convenzionali in eccedenza ed esplosivi e al fondo fiduciario NATO-Moldova III per la distruzione di pesticidi e agenti chimici pericolosi. 5. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 151.600 per assicurare la partecipazione italiana alle operazioni civili di mantenimento della pace e di diplomazia preventiva, nonch ai progetti di cooperazione dellOrganizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). 6. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 1.500.000 ad integrazione degli stanziamenti gi assegnati per lanno 2013 per lattuazione della legge 6 febbraio 1992, n. 180, per la partecipazione italiana alle iniziative a sostegno dei processi di pace e di rafforzamento della sicurezza nei Paesi dellAfrica sub-sahariana. 7. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 1.150.000 per il coordinamento delle politiche dei Paesi partecipanti allIniziativa Adriatica Ionica (IAI) finalizzate al rafforzamento della cooperazione regionale nellarea e per assicurare la partecipazione italiana al Fondo fiduciario InCE istituito presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. 8. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 4.288.027 per la prosecuzione degli interventi operativi di emergenza e di sicurezza destinati alla tutela dei cittadini e degli interessi italiani situati nei territori bellici, nelle aree ad alto rischio e nei Paesi di conflitto e post-conflitto. 9. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 1.052.562 per il rafforzamento delle misure di sicurezza attiva, passiva e per la messa in sicurezza informatica delle sedi diplomatico-consolari situate in aree ad alta conflittualit. Alle spese di cui al presente comma non si applicano le disposizioni di cui allarticolo 8, comma 1 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. altres autorizzata la spesa di euro 40.000 per il rafforzamento del contingente dei Carabinieri con compiti di protezione e scorta del personale operante nelle sedi esposte ad alto rischio

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sicurezza. Se ragioni di sicurezza lo impongono, il Ministero degli affari esteri autorizzato a provvedere alla sistemazione, in alloggi provvisori del personale del Ministero degli affari esteri in servizio in Libia. Per la copertura dei relativi oneri autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 395.250. 10. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 303.907 per linvio in missione di personale del Ministero degli affari esteri presso le sedi in Afghanistan, Iraq, Libia, Pakistan, Yemen, Siria, Somalia ed in altre aree di crisi. Al predetto personale corrisposta una indennit, senza assegno di rappresentanza, pari allottanta per cento di quella determinata ai sensi dellarticolo 171 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e successive modificazioni. Al personale inviato in missione riconosciuto il viaggio aereo nella classe spettante. 11. autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 78.190 per la partecipazione di personale del Ministero degli affari esteri alle operazioni internazionali di gestione delle crisi, comprese le missioni PESD e gli Uffici dei Rappresentanti Speciali dellUnione Europea. Al predetto personale corrisposta unindennit, detratta quella eventualmente concessa dallorganizzazione internazionale di riferimento e senza assegno di rappresentanza, pari allottanta per cento di quella determinata ai sensi dellarticolo 171 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e successive modificazioni. Per incarichi presso il contingente italiano in missioni internazionali, lindennit non pu comunque superare il trattamento attribuito per la stessa missione allorgano di vertice del medesimo contingente. altres autorizzata, a decorrere dal 1o ottobre 2013 e fino al 31 dicembre 2013, la spesa di euro 36.152 per i viaggi di servizio, ai sensi dellarticolo 186 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, e successive modificazioni, del personale del Ministero degli affari esteri in servizio presso gli uffici situati in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Siria, Libia e per le altre aree di crisi che dovessero manifestarsi nel corso del periodo.

ARTICOLO 7. (Regime degli interventi). 1. Nellambito degli stanziamenti, per le finalit e nei limiti temporali di cui agli articoli 5 e 6, si applica la disciplina di cui allarticolo 7, commi 1, 2, 4, 5, 6 e 10, del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12. Non si applicano le disposizioni di cui allarticolo 5, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge del 7 agosto 2012, n. 135, allarticolo 1, comma 143, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e allarticolo 1 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101. Alleffetto derivante sui saldi di finanza pubblica si provvede a valere sulle autorizzazioni di spesa di cui agli articoli 5 e 6.

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2. Nei limiti delle risorse di cui agli articoli 5 e 6, sono convalidati gli atti adottati, le attivit svolte e le prestazioni gi effettuate dal 1o ottobre 2013 fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, conformi alla disciplina contenuta nel presente decreto. Le somme di cui agli articoli 5 e 6 del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o febbraio 2013, n. 12, possono essere impegnate nellintero esercizio 2013. 3. Senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, allarticolo 30 della legge 9 luglio 1990, n. 185, dopo il comma 1, aggiunto il seguente comma: 1-bis. Il trattamento economico del personale militare comandato presso lAutorit nazionale - UAMA a carico del Ministero della difesa per le competenze fisse e continuative, a carico del Ministero degli affari esteri per le competenze accessorie. .

CAPO III DISPOSIZIONI FINALI

ARTICOLO 8. (Copertura finanziaria). 1. Agli oneri derivanti dallarticolo 1, dallarticolo 5, commi 1 e 4 e dallarticolo 6, pari complessivamente a euro 265.801.614 per lanno 2013, si provvede: a) quanto a euro 66.387.523 mediante riduzione dellautorizzazione di spesa di cui allarticolo 1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni e integrazioni; b) quanto a euro 154.650.000 mediante riduzione dellautorizzazione di spesa di cui allarticolo 1, comma 139, della legge 24 dicembre 2012, n. 228; c) quanto a euro 5.700.000 mediante riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nellambito del programma Fondi di riserva e speciali della missione Fondi da ripartire dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero degli affari esteri; d) quanto a euro 39.064.091 mediante utilizzo delle somme relative ai rimborsi corrisposti dallOrganizzazione delle Nazioni Unite, quale corrispettivo di prestazioni rese dalle Forze armate italiane nellambito delle operazioni internazionali di pace, di cui allarticolo 8, comma 11, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che alla data di entrata in vigore del presente provvedimento sono state versate

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allentrata e non ancora riassegnate al fondo di cui allarticolo 1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Tali somme restano acquisite allentrata del bilancio dello Stato. Nelle more dellaccertamento dei predetti versamenti in entrata, limporto di 39.064.091 milioni di euro accantonato e reso indisponibile, in termini di competenza e cassa, nellambito delle spese rimodulabili delle missioni di spesa del ministero della difesa di cui allarticolo 21, comma 5, lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196. In base agli esiti degli accertamenti di entrata, il Ministro delleconomia e delle finanze provvede al disaccantonamento ovvero alla riduzione delle risorse necessarie per assicurare la copertura di cui alla presente lettera d). 2. Il Ministro delleconomia e delle finanze autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

ARTICOLO 9. (Entrata in vigore). 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sar presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sar inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, add 10 ottobre 2013. NAPOLITANO LETTA, Presidente del Consiglio dei Ministri. BONINO, Ministro degli affari esteri. MAURO, Ministro della difesa. ALFANO, Ministro dellinterno. CANCELLIERI, Ministro della giustizia. SACCOMANNI, Ministro delleconomia e delle finanze. Visto, il Guardasigilli: CANCELLIERI.

12,80

*17PDL0010980*
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