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Leghe in oro bianco: come soddisfare le richieste della legislazione internazionale

PETER ROTHERAM, C. ENG., MIM, BSC. Direttore Tecnico e per lo Sviluppo, Cookson Precious Metals Ltd, Birmingham, UK
Attualmente i metalli bianchi sono di moda: la gioielleria in oro bianco molto richiesta sui principali mercati e ci d ai produttori molte buone occasioni per lesportazione. Tuttavia, molti produttori sono confusi a causa della legislazione internazionale contro luso del nichel, che gi in vigore o prossima a diventarlo, ed a causa dei problemi che sorgono nella produzione di determinati tipi di oro bianco. In questo articolo si esaminano la metallurgia e la lavorazione di leghe commerciali adatte per produrre gioielleria che sia conforme alla legislazione internazionale. In origine, le leghe di oro bianco a 18 K sono state messe a punto negli anni seguenti il 1920 per sostituire le leghe di platino. Vi sono numerosi elementi che sbiancano loro, ma i principali attualmente usati per le leghe ad alta caratura sono il nichel ed il palladio con laggiunta di argento per le leghe a caratura pi bassa. Sulle leghe in oro bianco sono gi stati scritti molti eccellenti articoli e rassegne, in particolare da McDonald e Sistare (1) sulle leghe al nichel, da Susz (2, 3) sulle leghe al palladio, da Normandeau (4, 5) sui compromessi nelle prestazioni e da OConnor (6) sulle propriet e sulla caratterizzazione delle leghe. In questo momento la sensibilizzazione al nichel il principale problema da risolvere. E stato riferito che dal 10 al 15% delle donne e circa il 2% degli uomini soffrono di reazioni allergiche cutanee alle leghe contenenti nichel. Una volta sensibilizzato, chi indossa queste leghe pu manifestare reazioni allergiche anche in altre parti del corpo. Perci, per proteggere i consumatori, alcuni stati europei hanno gi approvato leggi che limitano luso del nichel nei materiali che vengono in contatto con la pelle
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e la Comunit Europea ha ora preparato una direttiva che proibisce o limita luso del nichel in tutti i prodotti. Questa nota come Direttiva sul nichel. Gli USA potrebbero seguire lesempio ed in Giappone gi in vigore un sistema su base volontaria. La Direttiva sul nichel La Direttiva sul nichel europea stata pubblicata nel luglio 1999. Dal gennaio 2000 questa direttiva rende obbligatorie per legge le sue norme in tutti gli stati membri per tutti i prodotti, siano essi fabbricati sul posto o importati. La direttiva stabilisce che il nichel non pu essere usato nei seguenti casi: 1. Negli insiemi dei pernetti che vengono inseriti nelle orecchie o in altre parti del corpo che vengono forate, nel periodo di cicatrizzazione della ferita causata dalla foratura, sia che vengano o non vengano rimossi in seguito, a meno che questi non siano omogenei e che la concentrazione di nichel sia inferiore allo 0,05% in peso. 2. Nei prodotti destinati a venire in contatto diretto e prolungato con la pelle, se la velocit di rilascio del nichel supera 0,5 g/cm2/settimana. Questi prodotti includono orecchini, collane, braccialetti, catene, bracciali da caviglia, anelli per dito, casse di orologi da polso, bracciali per orologi da polso e fibbie. 3 Nei prodotti e per gli usi di cui alla sezione 2 che hanno un rivestimento esente da nichel, a meno che questo rivestimento non sia sufficiente a garantire che il rilascio di nichel non superi 0,5 g/cm2/settimana per un periodo di almeno due anni di uso normale. Ci viene determinato

sottoponendo i prodotti ad un ciclo di usura che simula 2 anni di uso. Nota: una volta pubblicate, tutte le norme di cui sopra sono disponibili presso qualsiasi Ufficio Europeo per gli Standards. I punti seguenti si riferiscono agli ori bianchi al nichel: La sezione 1 esclude da questo uso tutti gli ori bianchi al nichel. Il termine cicatrizzazione si riferisce alla guarigione ma non vi sono indicazioni su quando questa debba considerarsi completa o se debba anche riferirsi a lesioni del foro successive al completamento della prima fase di guarigione. Vi sono ancora alcune discussioni sullinterpretazione di insieme del pernetto e se le superfici anteriore e posteriore dellorecchino, adiacenti al pernetto, siano anche incluse in questa parte della direttiva. A meno che non abbiate completa fiducia nella vostra interpretazione della Direttiva, la regola generale deve essere nel dubbio, non usatelo. Anche la sezione 2 richiede una interpretazione per i risultati delle prove di rilascio del nichel. La determinazione dellarea superficiale di un oggetto pu essere complicata e portare a differenze nel calcolo della velocit di rilascio di un dato oggetto, in funzione del metodo usato per calcolare larea della sua superficie: come dovr essere determinata larea superficiale di un bracciale per orologio da polso fatto con elementi di catena? Un produttore ha sottoposto a questa prova tutte le sue leghe contenenti nichel ed ha trovato che tutte superano la prova con buon margine, anche con contenuto di nichel fino al 12%.

Tabella 1 - Requisiti per una lega di oro bianco a 18 carati per gioielleria
Requisiti principali Buon colore e buon potere riflettente Durezza <200 HV e preferibilmente compresa tra 120 e 150 HV Adeguata lavorabilit a freddo, Allungamento >= 25% Temperatura di liquidus <= 1100C Adatta per il colaggio Limitazioni note Basso rame Requisiti secondari Facile da brasare Limitazioni note

ed punibile con ammenda e/o carcere. Come gi detto, la Direttiva si applica anche ad oggetti importati negli stati membri. E possibile che gli importatori esigano la certificazione da parte di un ente accreditato come prova di conformit alla Direttiva. Leghe di oro bianco In origine le leghe di oro bianco sono state studiate come sostituto meno costoso del platino. I metalli colorati quando sono allo stato puro sono solo due: loro ed il rame. Tutti gli altri metalli sono di colore bianco o grigio. Perci laggiunta di altri metalli tender a sbiancare loro in modo pi o meno pronunciato. Il nichel ed il palladio sono i due principali metalli per sbiancare loro nelle leghe ad alta caratura (14/18 K), mentre per le leghe a caratura pi bassa (8, 9, 10 K) si usa anche largento. Anche altri elementi sbiancano loro, ma non con la stessa efficacia del palladio o del nichel. Spesso queste ultime leghe non possiedono adatte caratteristiche fisiche o meccaniche. Requisiti per le leghe OConnor (1) ha specificato i requisiti primari e secondari per le leghe di oro bianco. Questi sono mostrati nella tabella 1. E difficile soddisfare tutti questi requisiti in una sola lega e spesso si devono accettare dei compromessi.

Limitazione per il nichel

Adatta per la placcatura e la lucidatura elettrolitica Resistente alla fragilit a caldo

Limitazione per lo zinco

Esente da metalli refrattari

Facile da riciclare

Esente da metalli reattivi o volatili

Esente da metalli volatili (per il colaggio sotto vuoto) Esente da metalli del gruppo del platino

Facile da lucidare

Costo competitivo

Bassa suscettibilit alla macchiatura ed alla corrosione

NICKEL ATOMIC PER CENT C 10 20 30 40 50 60 70 80 90 1600 1400 1200 1064 1000 -17.5 800 600 (Au) IMMISCIBILITY (Au)+ (Ni) 10 20 30 40 50 60 70 LIQUID

95 1455

SOLID SOLUTION (Au, Ni) 821 54.4% (Ni) 80 90 Ni

400 Au

NICKEL WEIGHT PER CENT


Figura 1 - Diagramma di stato oro-nichel

La sezione 3 si applica solo se viene usato un oro bianco al nichel rivestito poi con rodio o con qualche altro elemento. La presenza di un rivestimento di rodio non esonera loggetto dalla prova e prima della prova di rilascio esso deve essere sottoposto al ciclo di usura che simula 2 anni di uso. La Direttiva stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Comunit Europea nel luglio 1999 e tutti gli stati membri dispongono di sei mesi per convertire la Direttiva in legge nazionale.

Dopo questo periodo, produttori, importatori e grossisti hanno sei mesi per garantire che tutti i prodotti interessati siano conformi alla Direttiva. Trascorso questo periodo sar illegale vendere prodotti non conformi. Grossisti e dettaglianti disporranno poi di ulteriori dodici mesi per liquidare tutte le giacenze di prodotti non conformi, dopo di che sar illegale vendere prodotti non conformi. Il mancato rispetto della Direttiva considerato come infrazione penale
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C 1100 1050

10 1084

GOLD ATOMIC PER CENT 20 30 40 50 60 70 80 90 1064 LIQUID

1000 950 900 450 400 350 AuCu3 300 250 200 Cu 10 20 30 40 50 60 70 GOLD WEIGHT PER CENT
Figura 2 - Diagramma di stato oro-rame

SOLID SOLUTION (Au, Ni) 390, 50.8%

911, 80.1% 410, 75.6% 385 AuCu 285 240 80 90 Au

del rame e rafforzare leffetto sbiancante del nichel. Lo zinco agisce anche da disossidante durante il colaggio a cera persa ed accresce la bagnabilit del refrattario usato in questo processo. Le aggiunte di zinco tendono ad essere limitate poich durante la ricottura queste leghe sono soggette a fragilit a caldo. Inoltre durante la fusione lo zinco tende a volatilizzarsi e pu creare ulteriori problemi per il riutilizzo del rottame e con la perdita di duttilit. La lavorazione degli ori bianchi al nichel richiede una riduzione di sezione >50% tra le ricotture. Si devono evitare riduzioni minori o disomogenee. Dopo la ricottura, le leghe devono essere raffreddate allaria fino a che non sono pi luminose e poi devono essere temprate in acqua. Gli ori bianchi al nichel sono usati per tutte le carature standard da 8 a 18 K. In tabella 2 sono mostrate composizioni tipiche: si vede che, per conservare le caratteristiche delle leghe, a mano a mano che si riduce la caratura, necessario aumentare le aggiunte di rame e di zinco.

Leghe di oro bianco al nichel Queste leghe si avvantaggiano di un basso costo e di una temperatura di liquidus inferiore a 1100C, che permette di colarle con relativa facilit. Inoltre hanno un bel colore, anche se con laspetto freddo dellacciaio. E difficile unire un bel colore con una buona lavorabilit. La metallurgia delle leghe di questo tipo stata discussa da McDonald e Sistare (1). Queste leghe sono basate sul sistema oro-ramenichel con aggiunte di zinco e/o palladio. Il loro comportamento metallurgico determinato dai sistemi binari oro-nichel e oro-rame. Il sistema oro-nichel (fig. 1) caratterizzato dalla completa solubilit reciproca allo stato solido ad alta temperatura. A temperatura pi bassa si ha invece una lacuna di solubilit: la soluzione solida si decompone in due fasi, una ricca di oro, laltra ricca di nichel. La decomposizione fa aumentare la durezza delle leghe e queste diventano difficili da lavorare. Le leghe ad alto nichel sono molto dure e si incrudiscono rapidamente, per cui devono essere ricotte frequentemente. Al contrario, le leghe a basso nichel hanno colore meno buono, ma sono pi facili da lavorare. Vi sono anche problemi causati dalla scarsa resistenza alla corrosione della fase ricca in nichel.
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Il rame viene aggiunto agli ori bianchi al nichel per migliorarne la lavorabilit. La caratteristica saliente del sistema oro-rame (fig. 2) la presenza della transizione ordinedisordine. A circa 400C si forma la fase intermetallica dura AuCu, che fa aumentare la durezza della lega. Lentit dellaggiunta di rame frutto di un compromesso tra colore e duttilit. Elevate aggiunte di rame riducono leffetto sbiancante del nichel, ma migliorano la lavorabilit della lega. Leghe con piccole aggiunte di rame hanno un buon colore, ma sono difficili da lavorare. Nella fig. 3 si pu vedere che la lacuna di miscibilit si estende in gran parte del sistema ternario oronichel-rame. Lo zinco viene aggiunto a queste leghe come sbiancante secondario per compensare leffetto colorante Tabella 2 - Ori bianchi al nichel tipici

Au % 18K 75 75 75 58,5 41,7 37,5

Cu % 2,2 8,5 13,0 22,0 32,8 40,0

Ni % 17,3 13,5 8,5 12,0 17,1 10,5

Zn % 5,5 3,0 3,5 7,4 8,4 12,0

Durezza Hv 220 200 150 150 145 130

Liquidus C 960 995 950 995 1085 1040

14K 10K 9K

Au 10 20
CE NT

90 80 70
LD GO

30

HT PE R

40

60

allo stato solido, cio sono tutti monofasici. Di conseguenza non presentano problemi di segregazione e di indurimento da precipitazione. Negli ori bianchi di questo tipo, per ottenere un bel colore bianco, necessaria la presenza di 10-12% di palladio. Nella tabella 3 sono mostrate composizioni tipiche relative al sistema oro-palladioargento. Ori bianchi misti Dalla tabella 3 si vede che alcune leghe al palladio contengono anche nichel. Analogamente alcuni ori bianchi al nichel contengono anche palladio. Perci gli ori bianchi al palladio non sono automaticamente esenti da nichel ed infatti molte delle leghe attualmente in uso contengono sia nichel che palladio. Si tratta di ori bianchi misti. Spesso le leghe a 18 K basate sul palladio con basso contenuto di nichel soddisfano i requisiti della prova di rilascio del nichel, ma non possono essere classificate come esenti da nichel.

HT IG WE

LW EIG

50 IMMISCIBILITY (Au-Cu)+ (Ni-Cu)

50

RC PE

60

NI CK E

40

T EN

70

30

80 90

54

C 0 15 3

76 0

C
SOLID SOLUTION (Au,Cu,Ni) 80 90

20 10

Ni

10

20

60 70 30 40 50 COPPER WEIGHT PER CENT

Cu

Figura 3 - Proiezione sul piano della temperatura ambiente del diagramma di stato ternario oro-rame-nichel

Leghe di oro bianco alternative Aggiunte di altri metalli, che hanno colore bianco/grigio, tenderanno a sbiancare loro in modo pi o meno marcato. Del nichel stato detto che uno dei principali sbiancanti delloro ed il palladio (con il platino) laltro principale metallo che sbianca bene loro. Gli altri metalli proposti o usati sono largento, che ha azione sbiancante moderata, lo zinco, il manganese, il ferro, lindio ed il cobalto. Questi sono i pi importanti tra gli sbiancanti secondari delloro. Ori bianchi al palladio Queste leghe hanno un piacevole e caldo colore bianco-grigio. Esse sono poco dure, duttili e facili da lavorare. Le loro caratteristiche meccaniche variano gradualmente con la composizione e possiedono eccellente resistenza alla corrosione. Tuttavia, a causa dellattuale alto prezzo del palladio, sono costose e, per la loro alta densit, la gioielleria con esse prodotta pi pesante e contiene pi oro. Esse hanno anche alta temperatura di fusione (> 1100C). Ci le rende pi difficili da lavorare per fusione e colaggio. La maggior parte di queste leghe

basata sul sistema oro-palladioargento, che stato discusso da Susz (3) e da Normandeau (4). Esse vengono mescolate con rame, zinco e nichel per ottenere le caratteristiche meccaniche e fisiche richieste. Il loro uso si va diffondendo in Europa per sostituire gli ori bianchi al nichel. Si deve notare che alcuni ori bianchi al palladio non sono esenti da nichel. Il comportamento metallurgico di queste leghe determinato dalle caratteristiche dei rispettivi sistemi binari (fig. 4, 5 e 6). Tutti questi sistemi mostrano completa miscibilit Tabella 3. Leghe tipiche con palladio e argento
Au % 18K 75 75 75 75 75 75 58,3 58,5 41,7 37,5 Pd % 20 15 10 10 6,4 15 20 5 28 Ag % 5 10 15 10,5 9,9 Cu % Zn % Ni % Durezza Liquidus Hv C 100 100 80 95 140 180 160 100 160 1,4 85 1350 1300 1250 1150 1040 1150 1095 1100 1095 940

3,5 5,1 3,0 14,5 3 20,5 4,9

0,1 3,5

0,9 1,1 7,0

14K

6 32,5 8,4 52

1 1 1,4 4,2

10K 9K

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1600 1500

1552C LIQUID

1400 1300 1200 1100 1000 900 Pd 90 80 70 60 50 40 30 PALLADIUM, WEIGHT PER CENT 20 10 Au

SOLID SOLUTION (Au, Pd) 1064C

Ori bianchi allargento Per carature basse (8, 9, 10 K) si usa come sbiancante largento in forte concentrazione, che permette di ottenere leghe che hanno un bel colore e sono tenere e duttili. Per migliorare le caratteristiche di queste leghe, si possono aggiungere palladio, rame, zinco e nichel. Queste leghe tollerano solo piccole aggiunte di rame e zinco prima che il colore peggiori. Esse si comportano in modo simile allargento sterling (92,5% Ag), nel senso che hanno scarsa resistenza alla corrosione e reagiscono con lo zolfo presente nellatmosfera, allo stesso modo dellargento sterling, macchiandosi con una pellicola scura. Altri tipi di oro bianco Negli ultimi 30 anni sono stati compiuti sforzi coordinati per sostituire il nichel ed il palladio come principali sbiancanti delloro. Molti altri elementi sono stati presi in esame come sbiancanti secondari. Ventanni fa, in un ampio programma di studio, unazienda prese in esame 103 elementi del sistema periodico e li scart tutti tranne 12 che si consider avessero delle possibilit. Dopo di che furono esaminate con scarso successo pi di 60 differenti leghe, poich la maggior parte di esse fu scartata per via del brutto colore e/o della scarsa lavorabilit. Similmente MacCormack e Bowers (7) studiarono, con limitato successo, 206 composizioni differenti per osservare leffetto di sbiancanti secondari in leghe con palladio o nichel.

Figura 4 - Diagramma di stato oro-palladio

TEMPERATURE C

1600 1500 LIQUID TEMPERATURE C 1400 1300 1200 1100 1000 900 961C Ag 90 80 40 30 70 60 50 SILVER, WEIGHT PER CENT 20 SOLID SOLUTION (Ag, Pd)

1552C

10

Pd

Figura 5 - Diagramma di stato argento-palladio

1100 TEMPERATURE C 1064C 1050 1000 950 900 Au 90 80 70 60 50 40 30 GOLD, WEIGHT PER CENT 20 10 Ag LIQUID SOLID SOLUTION (Au, Ag) 961C

Figura 6 - Diagramma di stato oro-argento

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Finora 5 sistemi di leghe si sono dimostrati sufficientemente promettenti. Questi includono aggiunte di platino, ferro, manganese ed indio. Gli studi stanno proseguendo, ma si devono ancora superare notevoli problemi. Il platino un buon sbiancante delloro. Per molti anni esso stato usato in odontoiatria per comporre delle leghe, spesso insieme al palladio. Queste leghe sono bianche e spesso sono dure o possono essere indurite per precipitazione, per le esigenze relative al loro uso. Attualmente in Giappone la gioielleria in oro bianco si vende bene e, nel campo dei metalli preziosi bianchi, occupa una fetta del mercato dominante della gioielleria in platino. Una lega a 18 K contenente 10% platino, 10% palladio, 3% rame e 2% zinco offre una serie di caratteristiche favorevoli per luso nella produzione di gioielleria e sta ottenendo un certo successo sul mercato, grazie alla differenza di prezzo rispetto al platino. Luso del ferro stato studiato e pu trovare applicazione come sbiancante secondario, ma, particolarmente nel caso delle carature pi basse (14 K), per conservare il colore e la lavorabilit della lega, sono comunque necessarie considerevoli aggiunte di palladio. Inoltre il sistema oro-ferro bifasico, per cui si possono presentare problemi di indurimento e di suscettibilit alla corrosione. Lindio in piccole quantit (2-3%), sempre in unione con il palladio, usato come sbiancante ausiliario delloro. Esso ha il vantaggio di un basso punto di fusione e contribuisce ad abbassare gli alti intervalli di fusione delle leghe con il palladio. Le leghe con alto contenuto di indio sono dure e difficili da lavorare. In una lega a 18 K al palladio, aumentando il contenuto di indio dal 2,5% al 7,5%, la duttilit (misurata come allungamento %) si riduce dal 30% al 5%. Luso del manganese come sbiancante per le leghe doro noto da molto tempo, anche se finora sono state messe in commercio solo pochissime leghe di questo tipo. Esso offre le migliori possibilit per lo sviluppo di nuove leghe, anche se,

per ottenere leghe adatte (8), probabilmente richieder ancora luso del 5% o preferibilmente del 10% di palladio. Le leghe cos ottenute sono tenere e bianche. Possono soffrire di problemi di resistenza alla corrosione a causa della formazione di un ossido molto tenace. Le leghe ad alto contenuto di manganese sono piuttosto fragili, sono suscettibili alla rottura per tensiocorrosione e reagiscono con il carbonio usato nei crogioli per la fusione. Colore Per ora non vi sono norme internazionali relative al colore delle leghe doro. Naturalmente ci porta a problemi tra fornitori e clienti. Tuttavia attualmente in generale il colore viene misurato usando il sistema CIELAB secondo il quale uno spettrofotometro misura 3 coordinate L, a e b, dalle quali si ottiene una misura del croma, C, del campione (7). Questo sistema utile solo nel caso di superfici piane ed estese e, come tale, il suo grado di sviluppo non sufficiente per permettere misure dirette su pezzi di gioielleria, che per loro natura hanno forma complicata. Come abbiamo visto in precedenza, il colore delle leghe di oro bianco spesso frutto di un compromesso tra la composizione e la lavorabilit delle leghe. Sia le leghe a basso nichel che quelle a basso palladio hanno colore giallicciobrunastro, per cui normalmente queste leghe sono elettroplaccate con rodio (metallo del gruppo del palladio), che conferisce loro un eccellente colore bianco. Se lo strato di rodio abbastanza spesso, il gioiello rester bianco per molti anni, prima che compaia il colore gialliccio-brunastro della lega doro sottostante. A questo punto i gioielli possono essere nuovamente rodiati. La rodiatura pu causare difficolt per la messa a misura degli anelli. Occorre eliminarla prima di mettere a misura lanello, che deve poi essere di nuovo rodiato, ma questo aumenta il costo delloperazione.

Leghe di oro bianco per brasatura Le principali leghe di oro bianco per brasatura attualmente in commercio si basano sul nichel come agente sbiancante primario. Spesso queste leghe hanno tenore in oro specifico, scelto per le esigenze della marchiatura, tipicamente 83,3%, 58,0% e 50% per i vari stadi di brasatura. Dal momento che si tende ad usare le leghe per brasatura nel campo da 650 a 850C, in generale non si usa il palladio che, con il suo alto punto di fusione, tende a far salire il punto di fusione delle leghe, rendendole di uso difficile. Nelle leghe per brasatura si usano anche altri metalli a basso punto di fusione, come zinco, indio, gallio e cadmio, pi argento e/o rame come aggiunte. Il manganese, con concentrazione di 3-5%, pu offrire ulteriori possibilit per preparare leghe esenti da nichel (8). Colaggio a cera persa di ori bianchi Dal momento che grandi quantit di gioielleria vengono prodotte con il colaggio a cera persa, vale la pena di considerare anche lapplicazione di questo processo per loro bianco. Le leghe a base nichel possono reagire con i refrattari a legante gesso, causando superfici rugose e, spesso, porosit da gas causata dalla formazione di anidride solforosa. Similmente le leghe al palladio, a causa del loro alto punto di fusione, possono reagire e danneggiare il refrattario. In queste leghe, i principali elementi aggiuntivi sono argento, rame e zinco. Queste aggiunte sono fatte per migliorare le caratteristiche delle leghe, cio la resistenza, ma possono avere considerevole effetto sul comportamento al colaggio a causa delle loro reazioni con il gesso del refrattario e con latmosfera di colaggio.

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Normandeau ha studiato le reazioni tra metallo e stampo (9) per le leghe di oro bianco a 14 K al nichel ed al palladio. Lincidenza delle reazioni era maggiore con le leghe al nichel: con queste leghe egli ha osservato danni estesi causati dalla formazione di anidride solforosa gassosa. Normandeau ha avanzato lipotesi che lo zinco contenuto nella lega reagisca con il gesso per formare anidride solforosa. Nella lega con palladio sembra che largento presente si combini con lo zolfo derivante dalla decomposizione del refrattario per formare solfuro di argento. Questo si presenta come uno strato superficiale liscio sul getto e lo protegge da una ulteriore reazione con il refrattario. Tuttavia questo strato superficiale duro ed difficile da asportare durante le operazioni di finitura. Il rame tende ad ossidarsi se non protetto da un gas adatto come largon. Gli ossidi di rame durante la lucidatura sono distribuiti in tutto il getto e appaiono come inclusioni, deteriorando la finitura del prodotto. Lo zinco protegge il rame dallossidazione, ma ad alta temperatura si volatizza facilmente e tende a formare sullapparecchiatura uno strato di zinco metallico o di ossido di zinco, provocando una contaminazione delle fusioni successive. Lintroduzione delle apparecchiature per il colaggio sotto vuoto ha portato ad un miglioramento della qualit dei getti. Il riscaldamento a induzione, con un buon controllo della potenza ed un preciso controllo della temperatura,

ha contribuito a migliorare la riproducibilit del processo. Fusione e colaggio sotto vuoto permettono di trattare le leghe in atmosfere esenti da ossigeno, eliminando cos il grosso problema dellossidazione del rame. I recenti progressi nello sviluppo di refrattari con legante gesso per temperature pi alte, che possono essere usati con successo fino a 1200C, permettono ora di colare con successo gli ori bianchi al palladio che fondono ad alta temperatura. In precedenza queste leghe reagivano con i refrattari con legante gesso tradizionali, per cui si ottenevano getti di cattiva qualit. Cos si doveva usare refrattario con legante ai fosfati, del tipo normalmente usato per colare le leghe di platino. Conclusioni I produttori di gioielleria dispongono di numerose leghe di oro bianco e la scelta tra queste leghe dipende dai preventivi di costo e dalle finalit duso. Sono disponibili in commercio leghe bianche al nichel, che non richiedono rodiatura e sono poco costose rispetto alle leghe alternative contenenti palladio; per queste leghe possono essere difficili da lavorare e non rispettano alcune parti della Direttiva Europea sul Nichel, che ne limita luso. Leghe con minor contenuto di nichel, che rientrano anche in questa categoria, in generale sono pi facili da lavorare, ma devono essere rodiate. Le leghe bianche al palladio rispettano la Direttiva sul Nichel. Per i tipi di lega disponibili variano molto in base al costo ed alluso previsto:

attualmente il prezzo del palladio ha un effetto notevole sul costo intrinseco delle leghe. Sono disponibili in commercio eccellenti leghe con alto contenuto di palladio, che non richiedono rodiatura e resistono molto bene alla macchiatura. Tuttavia il loro uso pu trovare dei limiti nel processo usato per la lavorazione: con le leghe a punto di fusione pi alto, il colaggio a cera persa pu presentare problemi. Le leghe con contenuto di palladio pi basso sono, per definizione, meno costose, ma in generale richiedono una rodiatura finale. Anche se tutti i tipi di leghe discussi presentano vantaggi e svantaggi, la sola cosa certa che, qualunque sia il processo di lavorazione, il cliente ha un ampio campo di scelta. Bibliografia 1 A.S. McDonald & G.H. Sistare, Gold Bull. 11(4), 128-131, 1978, 2 G. Susz & M. Lincker, Gold Bull., 13 (1), 15-20, 1980 3 C.P. Susz, Aurum , 4 , 11-18, 1980 4 G. Normandeau, Gold Bull . 25(3), 94-103, 1992 5 G. Normandeau & R. Roeterink, Gold Bull., 27 (3), 70-86, 1994 6 G.P. OConnor, Gold Bull . 11(2), 35-39, 1978 7 I.B. MacCormack & J.E. Bowers, Gold Bull. 14(1), 19-24, 1981 8 P. Bagnoud, S. Nicoud & P. Ramoni, Gold Technology N 18, 11-19, aprile 1996 9 G. Normandeau & R. Roeterink, Atti del Simposio di Santa Fe del 1997, 245-291

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