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contatto: guarinous@yahoo.com Giuseppe Guarino Dio o Mammona?

Nessuno pu servire due padroni; perch o odier luno e amer laltro, o avr riguardo per luno e disprezzo per laltro. Voi non potete servire Dio e Mammona. (Ges in Matteo 6:24 Nuova Riveduta) La parola traslitterata nellitaliano Mammona corrisponde al greco delloriginale che a sua volta riprende un termine aramaico che intende personificare la ricchezza. Quindi potremmo interpretare il concetto inteso con questa espressione biblica come: voi non potete servire il Dio vero ed il dio danaro. Oppure: voi non potete servire Dio e farvi un dio delle ricchezze. Ma cos il danaro? Cosa sono i soldi? Le pi antiche tracce della cultura umana ci dicono che molto presto luomo invent il vivere sedentario e di conseguenza nacquero le prime citt. Ci avvenne millenni fa in Mesopotamia. Le stesse citt che vengono nominate nel libro della Genesi sono quelle che gli storici indicano come le prime della storia. ...Cus gener Nimrod, che cominci a essere potente sulla terra. Egli fu un potente cacciatore davanti al SIGNORE; perci si dice: Come Nimrod, potente cacciatore davanti al SIGNORE. Il principio del suo regno fu Babel, Erec, Accad e Calne nel paese di Scinear. (Genesi 10:8-10). Il paese di Scinear il termine biblico per indicare la Mesopotamia. Quest ultima designazione per larea dove si trova grossomodo lodierno Iraq, a noi senzaltro pi familiare, labbiamo ereditata dagli antichi storici greci e significa in mezzo ai due fiumi, visto che quella zona caratterizzata dalla presenza dei fiumi Tigri ed Eufrate, sulle rive dei quali sono nate le prime civilt, Sumeri, Accadi, Babilonesi. La principale conseguenza della nascita della citt la differenziazione delle attivit degli individui allinterno di un tessuto sociale, dove i ruoli sono ripartiti nellottica pi ampia delle necessit della collettivit organizzata. Cos nascono i mestieri, le professioni, che si affiancano alle attivit fondamentali per la sopravvivenza dellimpalcatura sociale di qualsiasi insediamento sedentario delluomo, cio lagricoltura e la pastorizia. Nella citt vi chi si dedica alla costruzione di case, chi fa i mattoni, chi forgia gli utensili e le armi, chi lavora il legno, ecc. La storia ci conferma che, con il crescere dellinsediamento urbano, di pari passo si crea inoltre un apparato amministrativo statale, con chi lo governa, chi lo amministra, chi ne difende lesistenza. Chi costruisce, per, ha comunque bisogno del pane, della frutta, degli ortaggi, del latte e della carne, prodotti che dovr in qualche modo procurarsi. Lo stesso accade al soldato o a chi lavora nellamministratore statale, a tutti coloro non direttamente impegnati in attivit connesse a quelle dellagricoltura o della pastorizia. Questi dovranno ricevere in compenso per il loro lavoro o questi prodotti primari, indispensabili per la loro sopravvivenza, o qualcosa che essi possano con successo dare in cambio per ottenerli. Viceversa si sarebbe tutti agricoltori o pastori, o entrambi le cose, visto che nulla pi essenziale del cibo. Avere la capacit di produrre - o il monopolio di - tali risorse, diede ad alcuni stati la capacit di controllare i suoi cittadini, impegnati nelle loro varie attivit ma dipendenti da chi forniva loro i beni primari. Nella storia sono tanti i popoli che hanno sperimentato questo sistema di organizzazione centralizzata. La III dinastia di Ur che risale agli anni intorno al 2000 a.C.

Lesperimento comunista sovietico una realt storica molto pi recente. Nella complicate vicende dellavventura umana vi sono vari eventi che determinano la direzione che prender la storia. Uno di quegli eventi stata linvenzione della moneta, che perfezion il semplice istintivo ricorso al baratto. La moneta altro non altro che quella cosa che viene da tutti accettata in cambio della propria attivit svolta, o dei prodotti ottenuti con il proprio lavoro. Per poter avere una funzione di moneta, quindi, un bene deve essere accettato da chiunque in qualsiasi momento o luogo in cambio di qualsiasi bene o prestazione. Loro e gli altri metalli preziosi sono dallalba della storia la prima e pi comune forma di moneta. Chi non avrebbe accettato oro in cambio della propria giornata di lavoro, o di parte del proprio raccolto? Si era infatti certi che, visto il valore intrinseco di questo metallo, sarebbe stato facile darlo in cambio per ottenere qualsiasi altra cosa. Se accadeva di essere pagati con altri metalli preziosi, se ad esempio veniva offerto in cambio per prodotti o prestazioni argento anzich oro, questo era comunque bene accetto; ma visto il valore inferiore attribuito a questo metallo, a parit di corrispettivo ceduto o di servizio reso, la quantit di argento corrisposta doveva essere superiore a quella doro. In parole povere se occorrevano 10 grammi doro per dieci chili di farina o una settimana di lavoro, ne occorrevano invece 30 grammi se si pagava con argento. Gli stati gi in tempi remoti coniarono monete, nei vari metalli preziosi, che erano lespressione della ricchezza del sistema governativo ed amministrativo centrale, e venivano utilizzate fra i cittadini come sicuro mezzo di scambio. Le attivit commerciali, gli scambi internazionali, la produzione programmata e il libero mercato sono concetti che nella Mesopotamia gi di oltre tremila anni fa erano alla base del vivere quotidiano, quanto nella nostra societ occidentale di oggi. in questo contesto storico che Paolo scrisse che lamore del denaro radice di ogni specie di mali (1 Timoteo 6:10). In quel periodo lavaro contemplava il proprio oro accumulato e vedeva in esso il senso del suo dirsi: sono ricco. chiaro, quindi, il riferimento inteso da Ges con le sue parole. Perch dov il tuo tesoro, l sar anche il tuo cuore. (Matteo 6:21) Il regno dei cieli simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo. (Matteo 13:44) Ges gli disse: Se vuoi essere perfetto, va, vendi ci che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi. (Matteo 19:21) Poi accadde qualcosa che segner un altro passo in avanti (o indietro: chi pu veramente dirlo?) nella storia dellumanit. Lo stato organizzato, infatti, pens bene di emettere in maniera sistematica dei titoli cartacei che non avessero in s valore intrinseco di moneta, ma che garantissero la presenza di questa ricchezza nei forzieri statali con la possibilit, in qualsiasi momento, di convertire questi titoli nella quantit di oro che essi rappresentavano. Era nata la cartamoneta. Lo Stato si assicurava la ricchezza emettendola e trattenendo loro nelle sue riserve statali, e i cittadini la utilizzavano come oggetto di scambio in tutte le transazioni, acquisti e vendite di ogni genere. Lo Stato si accorse inoltre che i cittadini non prendevano la cartamoneta ricevuta in pagamento e di corsa andavano a chiedere di tramutarla in oro, ma la trattenevano, la depositavano e la facevano circolare liberamente, come se questa magicamente avesse acquisito il valore che in realt doveva solo rappresentare. In parole povere se allinizio 100 lire era solo il valore impresso dalla nazione organizzata su un foglio di carta colorato e stampato, ufficialmente ed appositamente, che garantiva un corrispettivo di oro presente nei forzieri dello stato e che con questo in qualsiasi momento si poteva chiedere di convertirlo, ad un certo punto lapparato amministrativo statale immagin che bastava soltanto una percentuale di vere riserve per garantire un importo di moneta circolante molto pi elevato. Quindi se lo Stato era ricco in realt 100, abilmente metteva in circolo monete per 1000,

contando sul fatto che nessuno sarebbe mai venuto a chiedere il corrispettivo in oro delle banconote emesse. Lironia in tutto ci che i cittadini lavoravano, servivano lo Stato e la sua causa, con attivit pubbliche e private, ricevendo dei fogli di carta in cambio che garantivano una ricchezza che in realt nemmeno esisteva. Ma linventiva delluomo civile non conosce ostacoli e in tempi pi recenti nasce un nuovo tipo di moneta: il credito. Per capire di cosa parliamo, facciamo un piccolo passo indietro. C chi accumulando il proprio oro si trov nella incresciosa situazione di essere cosciente di esporsi alle mire di chi lo voleva ottenere senza alcun titolo legittimo, lo voleva, in parole povere, rubare. Ci creava la pi grossa ansia al ricco, perch significava vivere ogni momento nella paura di rischiare di vanificare tutto il senso di ci che egli era visto che un ricco privato delle sue ricchezze non soltanto smette di essere ricco, ma molto spesso smette di essere qualsiasi cosa. Da qui il suggerimento di Ges: Vendete i vostri beni, e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nel cielo, dove ladro non si avvicina e tignola non rode. (Luca 12:33) Mi ha sempre colpito lincontro fra il giovane ricco e Ges narrato nei vangeli. Mentre Ges usciva per la via, un tale accorse e, inginocchiatosi davanti a lui, gli domand: Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna? Ges gli disse: Perch mi chiami buono? Nessuno buono, tranne uno solo, cio Dio. Tu sai i comandamenti: Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare nessuno; onora tuo padre e tua madre.Ed egli rispose: Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovent. Ges, guardatolo, lam e gli disse: Una cosa ti manca! Va, vendi tutto ci che hai e dllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi. Ma egli, rattristato da quella parola, se ne and dolente, perch aveva molti beni. (Marco 10:17-22). Il problema di questuomo non erano le sue ricchezze, bens il suo attaccamento ad esse. Le parole di Ges e la sua reazione mettono a nudo lamore che egli nutre per ci che possiede. La ricchezza in se non condannata nella Bibbia; tantomeno lo il danaro. Infatti abbiamo letto che non il danaro, bens lamore del denaro radice di ogni specie di mali. (1 Timoteo 6:10). Ges ad esempio non disse nulla a Levi, Matteo, per quanto riguardava la sua ricchezza. Abraamo era ricco. Lo era Davide, Salomone, ecc... Insomma il cuore delluomo che Dio vuole correggere, non il nostro sistema economico. Torniamo alla nostra discussione. Vogliamo pensare bene e immaginare che nellEuropa cristiana medievale, sebbene si volesse con entusiasmo seguire linsegnamento di Ges, ormai le ricchezze cerano e chi le possedeva trovava comunque naturale difenderle. Pochi seguirono lesempio di Francesco di Assisi, sebbene sono convinto che diversi ricchi guardarono di sicuro ammirati alle sue idee, sperando che molti lo imitassero, entusiasti comerano che qualcuno decidesse di rinunciare alle ricchezze ed invitasse altri a farlo. Una risposta senzaltro pi razionale di quella di Francesco al problema della ricchezza fu la nascita di istituzioni che, con grande spirito di carit, per venire incontro ai ricchi bisognosi, si offrirono spontaneamente di tutelare le loro ricchezze, mostrandosi pronte a difenderle ad ogni costo. Queste istituzioni sono le banche. Le banche, da semplici custodi del danaro come potevano a prima vista apparire, si mostrarono invece subito dei veri e propri istituti benefici: non solo garantivano la sicurezza della ricchezza di chi si affidava a loro, ma addirittura cominciarono a riconoscere degli interessi su quanto depositato. Questo perch le banche si accorsero che chi depositava il danaro presso di loro lo prelevava solo in piccole quantit, lasciando il grosso nelle loro casse. Con la certezza che una certa percentuale del danaro loro affidato non sarebbe mai stato effettivamente ritirato da chi lo aveva depositato, i banchieri cominciarono a pensare che se corrispondevano un certo interesse ai propri clienti, potevano allo stesso tempo prestarlo a chi ne aveva bisogno ad un tasso di interesse ragionevolmente (alcune malelingue direbbero eccessivamente) maggiore, lucrando sulla differenza. Questo concetto ha aperto le porte al sistema economico nel quale oggi ci troviamo (o anneghiamo), basato sul CREDITO. Con il credito il rapporto fra moneta esistente e moneta utilizzabile per gli acquisti viene a modificarsi

in maniera sostanziale. Si pu infatti acquistare non solo con la moneta che si possiede ma anche con quella che si pensa che si riuscir ad avere in futuro, a guadagnare. La banca o altri istituti finanziari - spuntati come funghi visto che in molti hanno fiutato la potenzialit di questo settore - anticipano le somme richieste, proporzionalmente al reddito e quindi allaspettativa di guadagno futura del richiedente, e in cambio, nel piano di restituzione delle stesse dilazionato nel tempo, percepiscono linteresse, che altro non che il loro compenso per aver anticipato tali somme. Il sistema economico mondiale odierno si basa principalmente sul credito. E la grande crisi che stiamo sperimentando non originata, come accadeva in altri tempi, per via della svalutazione monetaria (inflazione) o da crisi nazionali, bens da errate (o, come direbbero altre malelingue, premeditatamente destabilizzanti) operazioni creditizie. I vantaggi di questo sistema? Il credito non corrisponde alle effettive banconote emesse da uno stato, ma, magicamente, le moltiplica, aggiungendovi anche quelle del futuro. Il credito ha la capacit di rendere il futuro presente. I punti deboli? Il nostro sistema economico si poggia sul caposaldo che i creditori delle somme depositate presso le banche non andranno mai tutti insieme a chiedere la restituzione in carta moneta di quanto depositato e che nessuno andr mai dalle istituzioni bancarie o statali a chiedere il corrispettivo in oro garantito dallimporto stampato sulla cartamoneta - anche se, in teoria, sarebbe suo legittimo diritto farlo ma la sicurezza della stabilit delleconomia mondiale ha dovuto derogare questo diritto. Provate ad andare in banca e chiedere che vi diano tutto il vostro deposito in banconote. Passerete da uno sportello allaltro e da un modulo allaltro, da un funzionario allaltro e il massimo che potrete riuscire ad ottenere un assegno circolare con scritto su limporto dei vostri anni di sudati risparmi. Per quale motivo? Semplice: le banche non hanno i soldi che dicono di avere, bens un importo di credito disponibile che corrisponde solo in parte alle banconote fisicamente depositate presso le loro casse. C dellaltro. Se oggi apparisse un conto con un milione di euro in una banca romena, chi se ne accorgerebbe? I pagamenti che si eseguirebbero telematicamente da quel conto a favore di altri equivarrebbero allo Stato sovrano del passato che emette carta moneta e la mette in circolo. In Italia sono state emanate di recente delle leggi restrittive sulluso della cartamoneta. Perch ci si potrebbe chiedere? Ma, ancora pi significativo, ci rendiamo conto che tutte le operazioni che forzatamente effettuiamo con addebiti ed accrediti virtuali di somme non corrispondo ad un effettivo spostamento di danaro? Non ci accorgiamo in questottica cosa diventato lamore per il danaro oggi? Non c pi il luccichio dei forzieri pieni di oro che vediamo nei film di pirati a riempire gli occhi del ricco o dellavaro. Oggi c solo un triste (lo nel caso del mio conto corrente) saldo riportato sullo schermo di un computer, o stampato sul nostro estratto conto periodico, ad attestare quanto siamo ricchi, o poveri. E, in linea teorica, non siamo pi ricchi o poveri in base ai soldi che abbiamo o non abbiamo; ci dipende infatti di quanto credito il sistema bancario ci dice che godiamo. Cito il commercialista dellimpresa dove lavoro: un uomo vale non i soldi che ha, bens il credito che riesce a suscitare. Mai questa affermazione stata pi vera di oggi. Ora mi chieder il lettore intelligente, se riuscito ad arrivare fino a qui: ma che centra questa discussione con la Bibbia? Il fatto che la Bibbia ha previsto duemila anni fa che lanticristo, lultimo nemico che acquisir il potere su tutto il mondo poco prima del ritorno di Ges, potr imporsi proprio grazie al controllo di un sistema di credito mondiale. Leggiamo cosa scrive Giovanni nellApocalisse: Inoltre obblig tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cio il nome della bestia (lanticristo) o il numero che

corrisponde al suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perch un numero duomo; e il suo numero seicentosessantasei. (Apocalisse 13:16-18) Chi legge penser che io sono contro il sistema economico occidentale cos come lo stiamo vivendo noi nei nostri giorni. Non cos. Potenzialmente, a mio avviso almeno, siamo allapice dellevoluzione nella gestione del fenomeno economico nella storia dellumanit. La triste verit che non sono le invenzioni del genio umano ad essere cattive, ma luomo che utilizza ogni cosa per il male. Il ferro stata uninvenzione molto importante, eppure la prima cosa che s pensato di farne sono state spade. Lesplosivo, il fuoco, la stessa moneta la storia ci fornisce innumerevoli esempi di invenzioni bellissime che alla fine sono state utilizzate solo per la fame di potere di chi le gestiva. La Bibbia sembra dirci nellApocalisse che anche il sistema economico mondiale - creato per dare stabilit economica a tutte le nazioni del mondo, per favorire leconomia e distribuire meglio la ricchezza - verr utilizzato dallanticristo per bloccare la vita economica di chi si opporr al suo potere e favorire la ricchezza di chi lo asseconder. Sono convinto che il sistema di credito e il potere delle banche, insieme alla informatizzazione dei rapporti di deposito e la gestione virtuale del credito che stiamo sperimentando oggi, se non credo si possa ritenere che sia effettivamente capace di favorire una tale tirannide mondiale, allo stesso tempo non irrealistico pensare che possa preludere alle circostanze che renderanno possibile quanto descritto nellApocalisse. So cosa prova la gente quando parlo di queste cose. Non voglio spaventare nessuno. Ma allo stesso tempo la Parola di Dio non mi autorizza a tacere del ritorno di Cristo e degli eventi che lo precederanno, che sono davvero parte fondamentale dellinsegnamento della Chiesa. Nelle due epistole ai Tessalonicesi lapostolo Paolo parla degli eventi che precederanno il ritorno di Ges di come in quel periodo sar manifestato lempio, che il Signore Ges distrugger con il soffio della sua bocca, e annienter con lapparizione della sua venuta. (2 Tessalonicesi 2:8). La Parola di Dio non ci dice quando torner Ges. Da indizi come quello che ho considerato in questo articolo possiamo dedurre che quellevento imminente ed comunque facile e persino ovvio affermare che oggi pi vicino di ieri. Ma torniamo al nostro discorso iniziale. Vale davvero la pena investire nelle ricchezze di questo mondo? Oggi pi che mai, visto che parliamo solo di numeri su un estratto conto, quello che leggiamo nella Parola di Dio corrisponde a verit. Disse Ges: Che giover a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi lanima sua? O che dar luomo in cambio dellanima sua? (Matteo 16:26) E disse loro questa parabola: La campagna di un uomo ricco frutt abbondantemente; egli ragionava cos, fra s: Che far, poich non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Questo far: demolir i miei granai, ne costruir altri pi grandi, vi raccoglier tutto il mio grano e i miei beni, e dir allanima mia: Anima, tu hai molti beni ammassati per molti anni; ripsati, mangia, bevi, divrtiti. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa lanima tua ti sar ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sar? Cos di chi accumula tesori per s e non ricco davanti a Dio. (Luca 12:16-21) Non amate il mondo n le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, lamore del Padre non in lui. Perch tutto ci che nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volont di Dio rimane in eterno. (1 Giovanni 2:15-17) Spero che il lettore si renda conto quanto sia importante badare alle ricchezze vere e non porre fiducia in quelle che offre questo mondo malvagio in cui viviamo. Personalmente ho aperto due conti

corrente, uno presso una banca italiana, laltro in cielo. Consiglio al lettore di fare altrettanto, perch mentre sono convinto che le banche mi stiano dissanguando con commissioni, interessi, assicurazioni, ecc... il nostro Signore invece un banchiere pi amorevole che onesto. Io preferisco affidare a lui i miei risparmi ed investire nella sua affidabilit. So che non me ne pentir. E tu che leggi, dov il tuo tesoro? Dov la tua ricchezza, dove la stai accumulando? Qual il senso di ci che fai in questo mondo? Conta solo quanti soldi hai in banca? Lintento di questo mio articolo spingerti a riflettere - se non lhai fatto gi - su dove sta veramente andando il mondo e dove stai andando tu. Prego Dio che la tua sia la direzione giusta.

Its all about money Its about the new car you bought Its all about the fab house you live in Its all about the clothes you wear Its all about the people you hang around with Its all about you and you alone But that one night When you sit on your couch You cell phone is off Theres no TV set to watch No Internet connection working You sit there desperate in silence You dont even know why Man is thirsty of God But hed rather drink poison from hell than water from the Eternal, living well Man is hungry for God But hed rather eat a cutting sharp knife Than enjoy the healing of the Bread of life