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Giuseppe Guarino MONOTEISMO Evoluzione di pensiero o Rivelazione?

Non vi stato insegnato che il monoteismo la forma pi elevata di religione? Ma proprio vero? Uno dei problemi pi grandi che avevo a scuola era la tendenza di alcuni insegnanti a volere a tutti i costi chiudermi il cervello in paratie stagne. Vi sono degli argomenti, delle materie, che: sono cos e basta; altre che non possono non lasciare spazio a delle considerazioni personali o a delle idee divergenti. Adoro la matematica: a qualsiasi latitudine e persino dappertutto nelluniverso 2+2 dar sempre 4. 4x4 equivarr sempre a 16. Ecc... Ma se parliamo di storia, di letteratura, io credo vi sia ampio spazio per discutere e persino dibattere e il torto pi grande che possa farsi ad una materia letteraria sia preferire il piatto nozionismo allo stimolante dialogo. Nel massimo rispetto per chi non condivide la mia opinione, difendo con convinzione il pensiero che i miei studi religiosi ed anche storici mi hanno portato a sviluppare su un argomento tanto spinoso quanto pu essere quello del monoteismo. Fra i banchi di scuola ho avuto limpressione che fosse costante lidea che il monoteismo partendo dal presupposto che questo sia la migliore espressione del sentimento religioso delluomo sia il prodotto dellevoluzione del pensiero umano. In parole povere: la forma primitiva di religione sarebbe quella politeista, che si pian piano evoluta nel corso della storia nel monoteismo che principalmente rappresentato nelle forme di fede ebraica, cristiana e musulmana le enuncio in ordine di comparizione. Posso dissentire? Spero mi sia concesso. Il principio evoluzionista della religione non mi mai stato dimostrato ma semplicemente imposto, quasi fosse un postulato di geometria, io, invece, ci tengo a spiegare brevemente il motivo delle mie idee in merito a questo spinoso argomento.

La Bibbia come documento storico Innanzi tutto mi scuso subito con il lettore, ma considero lAntico Testamento una fonte storica di tutto rispetto, attendibile non quanto qualsiasi altra fonte storica, ma di pi. Anche perch sembra che il fatto che la Bibbia non possa o debba essere presa in seria considerazione quale attendibile documento storico un altro postulato dellistruzione scolastica, tradizionale, ortodossa. Da modesto amante della storia quale sono mi permetto non solo di dissentire ma di non essere minimamente daccordo su questa mancanza di rispetto per quello che mettendo da parte il significato religioso che io stesso comunque gli riconosco la pi antica ed attendibile fonte storica per gran parte degli eventi che hanno interessato lantico oriente. Eppure basiamo la cronologia dellantico Egitto sulle affermazioni di Manetone, sacerdote egizio vissuto nel III secolo a.C. millenni dopo la costruzione delle prime piramidi e la nascita delle dinastie dei faraoni e non si tratta neppure di una lettura diretta, visto che le informazioni che egli fornisce le troviamo riportate in opere scritte secoli dopo, essendo le sue opere andate perdute. Se contiamo XXXI dinastie egiziane lo dobbiamo a lui. Quanto siano attendibili storici come il caldeo Beroso o il greco Erodoto non ci in realt dato di saperlo. E, in realt dobbiamo semplicemente fidarci di quanto essi ed altri illustri nomi del passato ci tramandano senza avere, per molte delle cose che dicono, delle concrete dimostrazioni di quanto essi affermano.

Della Tanakh (chiamano cos gli ebrei quello che noi definiamo l Antico Testamento) ci riporta lo storico ebreo Flavio Giuseppe: Noi non abbiamo un numero infinito di libri fra noi, che sono discordi e si contraddicono a vicenda (come i greci) ma solo ventidue libri, che contengono la memoria dei tempi antichi e che sono giustamente ritenuti divini [...] e quanto credito noi riconosciamo a questi libri della nostra nazione evidente dal nostro comportamento; perch per le molte et che sono trascorse, nessuno ha mai osato aggiungere o togliere loro alcun che o di modificarli; ma naturale per tutti gli ebrei, immediatamente, allindomani della loro nascita, ritenere che questi libri contengano delle dottrine divine e persistere nelle cose in essi scritte e, qualora sia necessario, morire per preservarli. Contro Apione, Libro I, 8. Oltre a ci abbiamo la testimonianza di Ges che conferma lautorit delle Scritture ebraiche sia con il suo insegnamento che con la sua stessa obbedienza ad esse. Capisco il desiderio di essere animati da spirito scientifico e il fatto che la fede sia vista come una debolezza in campo accademico, ma va anche detto che per giusta coerenza non si pu chiamare Ges Signore e sperare in lui per la salvezza della nostra anima e poi trovare delle motivazioni per quanto dotte e retoricamente valide possano essere per non ritenere del tutto attendibili le sue affermazioni sulla Tanakh. Se non fosse stato per la Bibbia forse non esisterebbe nemmeno larcheologia, che ha mosso i suoi primi passi come scienza che potesse dimostrare l attendibilit delle narrazioni bibliche sullantico oriente. La memoria di Sumeri, Assiri, Babilonesi, il diluvio, e tantissimi altri eventi erano infatti narrati solo nella Bibbia ed a buon conto questa veniva accusata dai colti di tempi passati di essere quasi un libro di belle favole. Oggi invece, dopo oltre due secoli di scavi archeologici e una seria rivalutazione delle fonti gi disponibili, leggendo i libri di storia trovo dei perfetti paralleli con le narrazioni bibliche. I figli di genitori stranieri potevano essere affidati volontariamente o in modo meno pacifico al Kep (in genere tradotto con figli reali), in cui ricevevano una formazione identica (studio delle lingue, religione, uso delle armi e cos via) a quella dei figli del sovrano egiziano. Collana: Biblioteca del Sapere, Sophie Desplancques, Lantico Egitto, pag. 23. Ci non forse in perfetta armonia con la narrazione dellEsodo su Mos e la sua istruzione presso il palazzo reale egiziano? Pi avanti, a pag. 30 dello stesso testo: il termine faraone viene da unespressione egiziana che significa grande casa, e soltanto a partire dal Nuovo Regno design la persona del re. per questo quindi che, con grande accuratezza storica, nelle prime pagine della Bibbia non troviamo citato il nome di alcun re egizio, definito semplicemente faraone, mentre pi in l questi cominceranno ad essere identificati per nome dalla stessa Scrittura, proprio dai sovrani del Nuovo Regno in avanti. Potrei continuare, ma metterei a dura prova la pazienza del lettore ed quindi anche nel suo interesse se gli chiedo o (1) di prestare fede a quello che ho detto sullattendibilit della Bibbia, o di (2) procurarsi altrove tutte le certezze in merito a questa questione di cui ha bisogno. Ho scritto sullattendibilit storica di Daniele nel commentario che ho dedicato a questo libro biblico. Anche il libro di EsdraNeemia stato oggetto di esame storico. Questi studi si trovano sul mio sito e sarebbero un buon punto di partenza ma ovviamente sono di parte. Il Tanakh ebraico il primo vero libro che sostiene il monoteismo come noi lo conosciamo. Esso infatti non caratterizzato soltanto dal culto di un solo Dio (che nel vicino oriente era cosa pi diffusa di quanto non si possa di solito immaginare) ma soprattutto (e questo s che distingue lebraismo) dalla promozione di un culto esclusivista, cio per un Dio che afferma di essere lunico e solo vero Dio, oltre al quale non vi sono altri dei. Tu non adorerai altro dio, perch il SIGNORE, che si chiama il Geloso, un Dio geloso. (Esodo 34:14) Il culto ebraico inoltre caratterizzato dallassenza di idoli che rappresentino visibilmente il Dio nazionale e dal rifiuto totale di ogni rappresentazione visibile degli oggetti di culto. Non farti scultura, n immagine alcuna delle cose che sono lass nel cielo o quaggi sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire... (Esodo 20:45)

Ogni persona di media ponderatezza deve riconoscere in questa forma di riverenza per il Signore delluniverso, creatore di ogni cosa, la forma pi nobile di spiritualit raggiunta dalluomo. Ma tornando al nostro discorso iniziale, ci chiediamo: vero che a questa forma di culto vi giunto luomo nella sua ricerca di Dio, maturando il suo sentimento religioso? Se cos fosse davvero accaduto, non ci saremmo aspettati che il monoteismo, come noi lo conosciamo, fosse stato una conquista delle maggiori civilt dellantichit?

Gli antichi egiziani Lantico regno egizio fu lautore delle pi grandi piramidi, monumenti di tremenda, millenaria bellezza. Esse infatti risalgono al terzo millennio a.C. Gli egiziani evidentemente possedevano tecniche di costruzione e conoscenze matematiche sufficienti gi allora da poter permettere loro di realizzare opere tanto imponenti. Il numero di ottobre 2013 della rivista Storica (reperibile mensilmente in edicola) presenta un articolo molto bello sulle conoscenze, le strabilianti conoscenze astronomiche raggiunte nell antico Egitto gi in tempi remotissimi. Questo articolo ci dice che il calendario civile egizio stato inventato agli inizi del III millennio a.C. e che rimase inalterato per pi di 2500 anni. Ma questo in s poca cosa se non si considera che gli egiziani possedevano sufficienti conoscenze astronomiche da poter calcolare la durata dellanno solare con tale precisione che lo stesso storico Erodoto citato da Storica allinizio dellarticolo non pu non sottolineare il fatto: Secondo me, il loro sistema di computo pi oculato di quello greco, perch [...] il loro ciclo delle stagioni viene sempre a cadere nelle stesse date. La saggezza di quel popolo era tramandata gi dai tempi delle prime piramidi in opere letterarie che esprimevano dignit ed un senso di giustizia degni della civilt pi avanzata. Vi unopera divulgativa davvero molto suggestiva su questargomento. Christian Jacq ne lautore e si intitola I grandi saggi dellantico Egitto, edito in Italia per la collana Oscar Mondadori. Ne consiglio lacquisto per capire di quanta nobilt fosse intrisa la cultura egiziana fin da tempi remotissimi. Nonostante tanta saggezza e tanta conoscenza, il pensiero religioso egiziano era legato a culti strani, di dei con testa a forma di cane o altri animali e comunque associato a rappresentazioni elementari delle varie divinit adorate. come se tanta grandezza subisse un crollo quando la conoscenza, la saggezza, levoluzione del pensiero, dovessero essere riferite al culto religioso. E le stesse maestose e grandi piramidi, con le loro stupende decorazioni, altro non sono che mi si permetta di parlare con franchezza lespressione della stupida convinzione di sovrani megalomani sulle loro intuizioni riguardanti la vita dopo la morte. vero vi fu anche la cosiddetta rivoluzione amarniana, limposizione del culto del dio sole da parte del faraone del nuovo regno chiamato Akhenaton, ma si tratt di una breve parentesi nella lunga storia dellEgitto. Non possiamo comunque ritenerea allo stesso livello della fede monoteista ebraica ladorazione del Sole, anche se come dio unico. mia convinzione che questa maldestra forma di culto monoteista sia stata elaborata dal sovrano egiziano allinterno della cultura egiziana per linfluenza avuta dal monoteismo, che era gi una realt ai suoi tempi, ma che non trov unespressione altrettanto nobile quanto quella ebraica perch fondamentalmente associata ad una forma preesistente di culto pagano ed idolatrico. Quindi si tratta non di unadozione del monoteismo, ma piuttosto di una riduzione e rimodulazione secondo gli schemi di culto egiziani; a mio avviso di un impoverimento. Una forma di culto che non convinse nessuno e che non sopravvisse molto al suo promotore Akhenaton. Ho scritto un articolo su questo faraone ma che non si sofferma sul senso della sua religione, piuttosto sullimportanza della corrispondenza del suo regno ritrovata nel sito archeologico di Tel Amarna, lodierno luogo dove un tempo sorgeva la capitale, Akhetaton, che quel faraone fece costruire in onore del suo dio, facendone la capitale del suo regno e la sua dimora, e dove costru la tomba sua e della sua regina.

I greci Per noi occidentali, in particolare per noi italiani, quello greco la massima espressione del pensiero proveniente dal passato. I greci colonizzarono culturalmente il mondo antico, facendo seguito alla inarrestabile conquista militare di Alessandro Magno. Alessandria dEgitto fu la capitale mondiale della cultura per secoli, con la sua immensa biblioteca sponsorizzata dai sovrani tolemaici discendenti di Tolomeo, il generale di Alessandro che si impadron del trono dEgitto. I nomi di Platone, Socrate, Euripide, Pitagora, sono per noi familiari quanto lo sono le idee che questi hanno espresso e tramandato. Fondamentalmente, da allora in avanti, il mondo occidentale ha pensato in maniera greca. Gli stessi romani, che schiacciarono ogni resistenza alla loro avanzata militare, non riuscirono a spodestare il dominio culturale del pensiero greco che invece assimilarono e dal quale furono influenzati. Anche quando i cristiani divennero predominanti in Europa, il pensiero dei greci continu a sedurre, affascinare ed influenzare i pensatori europei per secoli, fino ai giorni nostri. Sappiamo che il pensiero greco arriv a toccare dei picchi che considerano il monoteismo, sembrano sostenerlo e promuoverlo. E in merito a ci ora voglio dire qualcosa che forse indisporr i molti sostenitori dellellenismo. Sono convinto che la societ greca abbia dei meriti indiscutibili nellavanzamento culturale dellumanit, ma molte delle cose che essa elabor non erano tutte farina del suo sacco. vero che la matematica greca molto avanzata e madre della matematica moderna, ma mia opinione che questa fosse profondamente indebitata con le conoscenze gi raggiunte dagli egiziani in tempi molto pi remoti. Il teorema di Pitagora esisteva, in forma molto simile nellantico Egitto. Il famoso pi greco essenziale per il calcolo della circonferenza del cerchio era un numero conosciuto ai matematici egiziani, sebbene non in maniera altrettanto precisa. Insomma, mia opinione che lidea che i greci abbiano tirato fuori per primi fuori dal cilindro la loro conoscenza ed il loro pensiero, andrebbe rimossa dallimmaginario meravigliato dello studente medio. Ma una delusione pi grande la d Filone alessandrino, un acuto filosofo ebreo vissuto ad Alessandria dEgitto a cavallo fra il I secolo a.C. ed il I d.C. Egli afferm senza paura che Mos ha raggiunto la sommit della filosofia e sostiene con convinzione che la migliore filosofia greca, con le sue speculazioni su Dio e sul suo logos, sia indebitata con la religione ebraica, con i libri di Mos. Spesso nello studio degli scritti di Giovanni si ha la sensazione che, quando parla di logos di Dio (Giovanni 1:118), egli riprenda dei concetti cari alla filosofia greca. Logos un termine greco tecnico (tradotto di solito Parola o Verbo nelle nostre Bibbie) che racchiude il senso della comunicazione di un Dio trascendente con il mondo materiale che egli ha creato. Ma incidentalmente questo pensiero non esclusivamente greco. Lo si trova latente nello stesso libro della Genesi, come Filone alessandrino puntualizza con grande maestria. unidea ripresa nella letteratura sapienziale vedi la Sapienza del libro dei Proverbi. Ed presente nei Targumin, le versioni aramaiche dellAntico Testamento, per ricordarci che lidea del tramite visibile di Dio invisibile un concetto proprio della Tanakh e del pensiero ebraico. Se i rabbini si sono ad un certo punto allontanati dalle speculazioni in quella direzione stato perch i cristiani se ne sono appropriati per dimostrare che Ges era il Messia, la Parola di Dio, il Logos, il Verbo, che loro chiamavano Davar in ebraico e Memra in aramaico, fattosi uomo. Il Nuovo Testamento non attinge quindi alla filosofia greca quando dice di Ges che egli il Logos di Dio, bens alla Tanakh ed alle considerazioni del giudaismo sui dati della Rivelazione. Ci perfettamente in accordo con la mentalit religiosa ebraica legata alludire pi che al vedere e non so quanto con quella di fondo del pensiero greco, cos legato alla visibilit delle proprie divinit. Sebbene cos culturalmente avanzato nei campi della matematica, delle scienze, della filosofia, anche il mondo greco diveniva elementare e ridicolo quando si considera le sue forme di religione. Il politeismo greco immagina delle divinit con tratti umani, in controllo di questa o quella forza della natura. Divinit capricciose, viziose, stupide, guidate da istinti bassi ed elementari ed anche piuttosto permalose.

Anche il popolo con la pi elevata forma di pensiero, e con la forma pi evoluta di linguaggio, non riuscito, quindi, ad arrivare ad una di religione che stesse alla pari per dignit con gli altri campi della conoscenza umana che era stato capace di sviluppare. Il monoteismo ebraicocristiano Lapostolo Paolo, ci narra il libro biblico degli Atti degli Apostoli, da ebreo ortodosso quale era, inorrid nel suo ingresso ad Atene, contemplando lidolatria e linconcepibile (per un ebreo) sincretismo politeista che pervadeva lespressione religiosa del mondo greco. Vedi gli Atti degli Apostoli capitolo 17. Probabilmente fu considerando la sapienza e cultura greca che egli conosceva bene e la sua incapacit ad afferrare lesistenza e la grandezza del vero Dio, che Paolo dichiar apertamente la sua sfiducia nelle capacit intellettuali umane per giungere alla conoscenza del Signore delluniverso. Infatti Cristo non mi ha mandato a battezzare ma a evangelizzare; non con sapienza di parola, perch la croce di Cristo non sia resa vana. Poich la predicazione della croce pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, la potenza di Dio; infatti sta scritto: Io far perire la sapienza dei saggi e annienter lintelligenza degli intelligenti. Dov il sapiente? Dov lo scriba? Dov il contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di questo mondo? Poich il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza , piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione. I Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poich la pazzia di Dio pi saggia degli uomini e la debolezza di Dio pi forte degli uomini. (1 Corinzi 1:1725) Il grande paradosso della storia dellumanit che la forma pi evoluta di religione non originata dai popoli pi grandi, ma fra i discendenti di un pastore nomade vissuto poco meno di quattromila anni fa. Per secoli Israele stato lunico testardo, inamovibile testimone della fede monoteista come la professiamo oggi noi cristiani. Il culto esclusivo dei discendenti di Abrahamo riusc a superare pressoch indenne limpatto con il ricco Egitto dopo che lintera nazione ebraica segu il patriarca Giuseppe in quella terra per sopravvivere alla tragica carestia che si era abbattuta sul mondo di allora. Con la nascita di Mos, secoli dopo, ancora padrone della sua identit nazionale, Israele usc dallEgitto per prendere possesso della terra che Dio aveva promesso al loro patriarca Abrahamo. Durante questo lungo e tormentato viaggio, Mos ricevette da Dio la Torah che consegna al popolo come codice delle leggi da osservare. Per secoli Israele combatt una lotta culturale con i popoli che trov in Palestina e fra i quali si insedia sempre mantenendo, anche se non senza qualche difficolt, la propria identit e lunicit del suo sentimento religioso. La grandezza dei regni di Davide, di Salomone e dei re che li seguiranno facilitarono lidentificazione del popolo di Dio anche come unit nazionale finalmente distinta e definita. Ma il regno di Israele prima, per mano degli assiri e quello di Giuda poi, per mano dei babilonesi, caddero vittima delle deportazioni in massa in altre terre. Neanche la cattivit babilonese, per, riusc a spegnere il fuoco della fede ebraica. Anzi, paradossalmente, come sarebbe accaduto secoli dopo con le persecuzioni della Chiesa, la tragedia nazionale della distruzione del tempio salomonico e della capitale Gerusalemme, stimoler una definizione e distinzione ancora pi netta e marcata della religiosit ebraica. I giudei che tornarono in patria e ricostruirono il secondo tempio di Gerusalemme erano pi forti nella loro identit di nazione e nella consapevolezza del loro culto esclusivamente monoteista dei loro antenati deportati in terra straniera. Negli anni a venire lellenizzazione e il pensiero sincretista che questa promuoveva vide un ostacolo nella fede ebraica al punto che questa venne apertamente perseguitata. Ma non mor. Anzi. La rivolta ebraica guidata da Giuda Maccabeo riusc a prevalere contro il colosso militare dei Seleucidi ed a mantenere lindipendenza se non politica, almeno culturale di Israele. I romani che vennero dopo tollerarono la religione ebraica; anche loro comunque senza comprenderla o

apprezzarla. Tacito non ha parole buone per la fede giudaica che considera opposta a tutte le pratiche religiose diffuse fra i vari popoli. Egli etichetta la religiosit ebraica come senza gusto e malvagia. Definisce la nazione ebraica incline alla superstizione e con un forte sentimento di distinzione dagli altri popoli e un marcato disprezzo, inculcato fino dalla nascita, per le altre divinit. Con la distruzione di Gerusalemme e la dispersione di Israele in tutto il mondo durata dallinizio del secondo secolo della nostra era fino al 1948, ci si sarebbe aspettato che questo popolo avesse perso identit, tradizioni, lingua e cultura. Cos non avvenuto. E ci, a mio avviso, affinch la testimonianza della fedelt di Dio fosse evidente per ogni uomo che volesse rendersene conto. Gli ebrei hanno mantenuto la loro identit nazionale. Lebraico una lingua ancora viva ed in uso un fenomeno linguistico senza precedenti. Qualora la spianata del tempio lo consentir, gli israeliti hanno gi pronte le singole pietre necessarie per la costruzione del terzo tempio. Ho appreso di recente che alcuni ebrei si sono tramandati e custodiscono la pronuncia originale ed autentica del nome di Dio rivelato a Mos, del cosiddetto Tetragramma che oggi nessuno riesce a pronunciare e ci affinch, al momento giusto, esso possa essere riutilizzato nel culto del tempio secondo i riti previsti dalla Torah. LAntico Testamento ci spiega lessenza della nostra fede, come fede Rivelata e non intuita, conquistata, raggiunta, concepita ... Leggiamo dalla Genesi: Adamo ed Eva ... udirono la voce di Dio il SIGNORE, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e luomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il SIGNORE fra gli alberi del giardino. Dio il SIGNORE chiam luomo e gli disse: Dove sei? Egli rispose: Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perch ero nudo, e mi sono nascosto. (Genesi 3:810) Vediamo subito che le conclusioni ebraiche sulla parola intesa come rivelazione di Dio hanno un chiaro senso biblico e non sono delle astrazioni filosofiche, bens delle concrete riflessioni basate sui dati della Rivelazione. Infatti per spiegare il rapporto fra Dio e la sua creazione, le prime pagine della Genesi, continuano a sottolineare limportanza della parola di Dio. Il SIGNORE disse a Caino. (Genesi 4:6) e solo la prima di una serie di affermazioni simili. Ad un certo punto Dio rivolge la sua parola ad un uomo per il quale aveva in serbo un compito davvero speciale. Allora Dio disse a No (Genesi 6:13). Tempo addietro il diluvio biblico era considerato un mito, una narrazione di fantasia. Le nuove scoperte archeologiche hanno dovuto costringere a rivedere questa concezione. E non solo siamo certi della fondatezza storica di questa catastrofe che colp ad un certo punto la terra, ma anche che vi fu un eroe sopravvissuto, nominato in diverse antiche tradizioni e ricordato dalle memoria di diversi popoli antichi. Il momento pi importante del monoteismo ebraicocristiano la chiamata di Abramo. Il SIGNORE disse ad Abramo: Va via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va nel paese che io ti mostrer; io far di te una grande nazione, ti benedir e render grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedir quelli che ti benediranno e maledir chi ti maledir, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra. Abramo part, come il SIGNORE gli aveva detto... (Genesi 12:14) Lunica maniera che trovo per spiegare il paradosso storico che rappresenta il fatto che la forma pi nobile di monoteismo sia cominciata col popolo ebraico e rimasta praticamente sua esclusiva prerogativa fino alla comparsa di Ges ed alluniversalit dellevangelo affidato agli apostoli, accettare il fatto che Dio stesso si sia rivelato alla sua creatura. Non stato quindi un processo evolutivo del pensiero umano a condurre allintuizione di Dio, bens una Rivelazione diretta e personale di Dio alluomo a farci comprendere chi Egli sia veramente e come rimarginare la ferita aperta col distacco da Dio causato dallallontanamento dei nostri progenitori dallEden.

E proprio perch rimanesse una traccia visibile per chiunque volesse davvero rendersene conto, Dio ha rivelato se stesso al popolo pi piccolo e semplice dellantichit. Non ha scelto filosofi o scienziati, egiziani, assiri, babilonesi o greci ma un popolo seminomade originario della Mesopotamia. Anzi, un uomo e la sua diretta discendenza che Egli stesso gli ha miracolosamente dato. Dal politeismo al monoteismo o dal monoteismo al politeismo? Se vero, come universalmente riconosciuto, che il monoteismo ebraicocristiano e musulmano quello che maggiore dignit conferisce allessere Supremo creatore delluniverso ma anche alluomo, allora davvero ci sorprende che le civilt pi evolute non vi siano giunte e la nazione pi insignificante ne sia stata la promotrice. Ma se il cammino delluomo visto come evolutivo tanto in campo filosofico quanto in quello religioso, come possiamo spiegare ci? La mia idea semplice: il cammino naturale della spiritualit delluomo dal monoteismo verso il politeismo e non il contrario. A questa conclusione sono arrivato anche dall osservazione di quanto mi dato di conoscere della storia delluomo dallalba dei tempi ad oggi. Di questo naturale processo porto un esempio a noi molto vicino, sebbene sono conscio che farlo infastidir alcuni fra i miei lettori. Purtroppo tengo pi alla ricerca della Verit che allopinione degli altri uomini. Quando il cristianesimo mosse i suoi primi passi, si stacc dai confini nazionali e culturali dellebraismo per diffondersi fra le varie nazioni allora esistenti. Mentre lebraismo era una tradizione culturale profonda ed antica, radicata in una nazione interamente devota al suo Dio, il cristianesimo invece si sviluppava in piccoli gruppi allinterno di nazioni dove erano vive tradizioni religiose diverse. Di solito il paganesimo ed il politeismo dellantichit visto come una forma di culto primitiva di cui lumanit s definitivamente liberata. vero? Sostengo di no. E osservare quanto accaduto allinterno del cristianesimo negli scorsi mille e cinquecento anni ci aiuter a capire anche cosa intendo dire quando affermo che lo studio dellantichit pu spiegarci come si passati dal monoteismo al politeismo e non il contrario: questa la tendenza naturale delluomo. Fino al quarto, quinto secolo il cristianesimo mantenne una forma di religiosit sufficientemente aderente agli ideali originari del primo secolo, del periodo apostolico. Nei secoli a venire, per, mentre la Chiesa in occidente cominciava ad assumere i connotati del cattolicesimo come noi oggi lo conosciamo, il cristianesimo visibile cominci ad abbandonarsi ad una serie di compromessi con le credenze popolari pagane e postpagane, che diedero libero sfogo a quel sentimento religioso naturale di cui parlavo prima e che tende ad allontanarsi da una religiosit delludire tipica dellebraismo e del cristianesimo puro a favore di una religiosit del vedere. Divenendo il cristianesimo religione libera, quasi di stato, i vecchi templi pagani divennero chiese e con lo sfarzo e limponenza delle strutture venne persa la semplicit di quei piccoli gruppi che si riunivano clandestinamente ma che erano caratterizzati da un sincero sentimento di adesione al pensiero apostolico. Dai templi pagani ornati di statue di questa o questa divinit, si pass alla venerazione per questo o quel santo patrono, anchesso rappresentato con questa o quella statua o immagine. Alla fine il cattolicesimo regred ad una moderna forma di paganesimo. Anche nelle rappresentazioni di Dio, questi viene dipinto pi con i connotati del Zeus greco romano, capo degli dei, divinit suprema; mentre i santi patroni (eco degli antichi numi tutelari dei quali troppo chiaramente presero il posto) equivalgono alle varie divinit pagane preposte a questa o quella specifica cura delle vicende umane: la vista, la salute, la protezione di questa o quella citt, ecc.... Capisco che i miei tanti amici cattolici si risentiranno per quello che scrivo, ma chi mi segue sa che mi propongo di scrivere la verit delle cose e farlo, ne sono cosciente, non sempre rende popolari come, voglio che lo si capisca, non nemmeno piacevole fare; ma lo ritengo doveroso. Il percorso del cattolicesimo verso questa rimodulazione del pantheon pagano non una novit, ed inoltre prova

a mio avviso di quellallontanamento spontaneo dal monoteismo che latente nella spiritualit delluomo lontano dai dati della Rivelazione biblica. Lautore del libro biblico dellEcclesiaste (1:910) scrisse con ragione: Ci che stato quel che sar; ci che si fatto quel che si far; non c nulla di nuovo sotto il sole. C forse qualcosa di cui si possa dire: Guarda, questo nuovo? Quella cosa esisteva gi nei secoli che ci hanno preceduto. Non dubito della sincerit di molti quando trovata una statua che ricordi questo o quel santo uomo di Dio la adornano, la venerano, la portano in processione, si inginocchiano e pregano davanti ad essa. Peccato che ci non abbia nulla di autenticamente ebraicocristiano ma sia una cattiva imitazione della religiosit pagana della quale il cristianesimo avrebbe dovuto prendere il posto, ma che invece ha finito purtroppo per assimilare. Seguendo proprio quello che diceva lEcclesiaste, non ci accorgiamo che quanto succede oggi successe anche ai piedi del Sinai? Il popolo vide che Mos tardava a scendere dal monte; allora si radun intorno ad Aaronne e gli disse: Facci un dio che vada davanti a noi; poich quel Mos, luomo che ci ha fatti uscire dal paese dEgitto, non sappiamo che fine abbia fatto. E Aaronne rispose loro: Staccate gli anelli doro che sono agli orecchi delle vostre mogli, dei vostri figli e delle vostre figlie, e portatemeli . E tutto il popolo si stacc dagli orecchi gli anelli doro e li port ad Aaronne. Egli li prese dalle loro mani e, dopo aver cesellato lo stampo, ne fece un vitello di metallo fuso. E quelli dissero: O Israele, questo il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese dEgitto! Quando Aaronne vide questo, costru un altare davanti al vitello ed esclam: Domani sar festa in onore del SIGNORE! (Esodo32:15) Il vitello rappresentava il tentativo di una rappresentazione visibile di Dio non di un altro dio, ma proprio di Dio. Esso divenne per il popolo il SIGNORE, divenne per loro una maniera di renderlo visibile e tangibile fra di loro. Non stavano adorando un altro Dio ma lo stesso Dio nel modo sbagliato. Per questa specifica tendenza, questo bisogno davere delle rappresentazioni visibili del proprio oggetto di culto e la naturale propensione al politeismo Dio ha comandato espressamente: Non farti scultura, n immagine alcuna delle cose che sono lass nel cielo o quaggi sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perch io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso. (Esodo 20:45) ovvio, la retorica si prodiga per cercare di riparare nella teoria al danno ormai fatto. Se non il semplice clero cattolico, i teologi sanno per perfettamente che ladorazione di qualsiasi tipo di statue ed immagini e che qualsiasi forma di culto rivolta ad altri che non siano il solo vero Dio contro la legge di Dio. Ma ci vuole coraggio a confrontarsi col popolo. pi facile assecondarlo e godersi la posizione di prestigio acquisita, guardandoli dallalto verso il basso, compiacendosi della propria cultura e compatendo la loro ignoranza. Dico troppa verit? Chiedo scusa. La pratica cattolica di riconoscere le virt di un defunto ed elevarlo ad uno stato di deificazione che viene chiamata santificazione e che autorizza una forma di culto verso quellindividuo non anchessa una pratica nuova o lEcclesiaste avrebbe detto una cosa non vera. Imhotep visse intorno allanno 2670 a.C. circa alla corte del faraone egiziano Gioser. Un testo egiziano del XIV secolo a.C. rivela che ogni scriba, prima di mettersi al lavoro, compie una sorte di libagione in onore di Imhotep ... santo patrono dei letterati. Continua la stessa fonte dalla quale sto citando: A partire dalla XXVI dinastia (672525), numerose statuette di bronzo rappresentano il saggio Imhotep seduto, intento a leggere un papiro srotolato sulle ginocchia. Poco pi in l: Durante la XXVI dinastia, Imhotep fu elevato al rango di un dio altri dicono di un santo venerato in tutto lEgitto. Christian Jacq, I grandi saggi dellantico Egitto, pag.10, 11. A pagina 12 dello stesso libro viene aggiunto un altro dettaglio: A partire dalla XIII dinastia, nel XVIII secolo a.C. la tradizione

attribu poteri di guarigione. Dal momento che offriva la salute a tutti gli uomini, anche alla gente umile, divenne patrono dei medici. Anche nellantica tradizione politeistica mediorientale, gli antichi dei altro non erano che eroi del passato che andavano assumendo sempre di pi i contorni di divinit e come tali venivano adorati. Nimrod, Semiramide, Gilgamesh sono fra questi. Io spero che il lettore apprezzi il fatto che evito di appesantire ulteriormente la mia discussione facendo un elenco dettagliato di divinit orientali per dimostrare quanto affermo. La mia opinione che, come a mio avviso provano i fatti storici, che la tendenza dell uomo verso il politeismo timida espressione del ricordo del rapporto con il Dio unico interrottosi per il disinteresse delluomo per ci che Egli avesse da dire. A chi ha porto lorecchio verso di Lui, Dio si rivelato ed ha stabilito un patto e fatto delle promesse.

Relazione e non religione La grandezza dellautentico monoteismo ebraicocristiano non il fatto semplice, nudo e crudo, di credere nellesistenza di un solo Dio. Gi la Legge mosaica, ed in maniera pi evidente i profeti, hanno evidenziato la natura profondamente spirituale dellebraismo. Ma Ges che per noi cristiani diviene il Maestro che ci spiega il senso delle cose in cui crediamo. I religiosi del suo tempo gli fecero delle domande, come si soliti farle ad un Rabbi, ad un maestro. Magari loro ci misero un pizzico di malizia in pi, perch volevano mettere Ges in difficolt; ma evidentemente proprio non riuscivano nel loro intento. ... e uno di loro, dottore della legge, gli domand, per metterlo alla prova: Maestro, qual , nella legge, il gran comandamento? Ges gli disse: Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, : Ama il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti. (Matteo 22:3540) questo il senso del monoteismo biblico: un corretto rapporto con Dio ed un altrettanto corretto rapporto con il prossimo. Anche il pi ottuso degli uomini deve riconoscere in questa la pi alta espressione della religiosit delluomo. E luomo intelligente non pu non chiedersi: come mai ci proviene dal figlio di un falegname e non dai pi grandi filosofi e pensatori? La semplice risposta che non ho vergogna a dare che: il figlio del falegname ebreo anche il Figlio di Dio, il Messia, promesso gi dalle prime pagine della Genesi non solo agli ebrei, ma allintera umanit, per ricondurla al Dio dal quale col peccato si allontanata. Quando Ges insegnava su questo argomento non correggeva la prospettiva dellAntico Testamento, la ribadiva. Gi la grandezza del rapporto Dio uomo compare dalla Genesi, dal modo meraviglioso con cui Dio si relaziona con la sua creatura. Dio cammina nel giardino dellEden. Parla a No. Parla ad Abrahamo. Compare ad Abrahamo come uomo e conversa con lui sul destino di Sodoma e Gomorra. Lotta con Giacobbe. Appare a Mos e parla con lui. E la cosa pi strabiliante che questi uomini con i quali Egli interagisce in modo cos meraviglioso non sono dipinti nella Parola di Dio come esseri perfetti, ma gente comune che diviene speciale per il semplice fatto che pronta ad ascoltare la voce di Dio. Le stesse persone alle quali Ges affida di diffondere il Vangelo, la buona notizia della comparsa del Figlio di Dio fra gli uomini e della salvezza che ha portato, altro non sono che umili pescatori. Ecco che evidente: il monoteismo puro ebraico cristiano non una conquista del pensiero delluomo, bens levidenza della realt della Rivelazione di Dio alla sua creatura. Quanto ho esposto fin qui lo rende un fatto evidente, dimostrabile e dimostrato. Essere convinti del contrario, a mio avviso, non questione di opinione, piuttosto paura di accettare un fatto tanto incredibile.