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ADRIATICO LUOGO DI SCAMBI Il mare Adriatico stato ed tuttora solcato per scambi commerciali, culturali e religiosi.

i. I mercanti greci Per osservare larea adriatica vicina, ad esempio, assai prima della nascita di Venezia la laguna era molto trafficata dalle navi di mercanti greci che a loro volta seguivano le tracce dei propri antenati, i Micenei. Trasportavano ceramiche, oggetti doro ed anfore. eguendo le medesime rotte, i greci di iracusa decisero di fondare Adria, in una zona malsana e nebbiosa, cos! distante dai canoni paesaggistici a loro tanto cari, e la citt" divenne cos! importante da dare il nome allAdriatico, proprio perch# Adria era logisticamente il luogo di incontro di carovaniere provenienti dal centro $uropa. %on a caso ad Adria fanno capo il canale scavato dagli $truschi da pina, &anche nell'epoca del primo millennio a. (. le opere idrauliche costavano e non ci sarebbe stato motivo di farlo se non ci fossero stati interessi economici), *uello costruito dai +reci fino alla laguna, e la cosiddetta fossa ,ilistina, che ha dato nome a Pellestrina, poi divenuta sotto i romani fossa (lodia, dando il nome a (hioggia.

Celti, etruschi, romani ,re*uentando la costa occidentale dellAdriatico, +reci ed Illiri furono testimoni anche di profondi cambiamenti, durati peraltro lunghi decenni, dovuti allarrivo di nuovi con*uistatori- (elti, $truschi e .omani. pingendosi da %ord e da %ord/$st, gli $truschi con*uistarono i territori dell0mbria fino al mare, e sotto il loro potere cadde il litorale da Pisaurum &Pesaro) ad Adria, pina e .avenna. %ellanno 123 a. (., penetrando attraverso le Alpi, i (elti dilagarono nel %ord Italia, e una loro trib4, *uella dei enoni, si stabil! sulla costa tra lodierna .imini e il torrente $sino. ul finire del IV secolo, nella guerra contro i anniti, sulla sponda occidentale adriatica penetrarono per la prima volta pure i legionari romani, che nel 135 a. (. fondarono la colonia di 6uceria. ,u linizio della penetrazione romana sullAdriatico, linizio di un processo che porter" .oma a instaurare la totale padronanza su *uesto mare. Poi, almeno per cin*ue secoli, a partire dalle definitive con*uiste di Augusto nel 2 d.(., lAdriatico sar" un lago romano, unitario nella lingua, nella cultura, nel governo, nella navigazione, nel diritto e nei commerci. +razie alla estesa rete stradale e ai commerci via mare a .oma arrivavano i minerali dalla 7osnia, il grano dalla lontana Mesia e il formaggio dalla 8almazia montana detto caseus illyricus. 9 stato giustamente scritto, dun*ue, che fino alla fine dellImpero .omano d:ccidente sulle due sponde dellAdriatico splendette una civilt" comune. Un posto speciale nella nostra indagine spetta alla pietra d Istria! Il mausoleo di Teodorico a .avenna il monumento pi4 noto eretto con la pietra dIstria sulla costa occidentale dellAdriatico, di *uella pietra che per duemila anni ha unito e continua ad unire le due sponde nella costruzione di chiese, palazzi, ponti, moli. $ssa tuttavia visibile ovun*ue anche molto vicino. Porta anti ;uaranta, *ui, vicino alla scuola stata ricoperta di pietra dIstria. ,urono proprio i .omani a valorizzare su vasta scala le numerose cave istriane di pietra e marmo che, insieme alle ostriche delicate, al pregiato legno dacero e alla lana greggia, resero il nome dellIstria celebre nellimpero. Pare strano, ma nel periodo fra il VI e lVIII secolo lAdriatico fin! *uasi per scomparire dalle carte geografiche.

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%el <<1 d.(. il regno dei +oti in Italia aveva cessato di esistere= .avenna era divenuta la capitale dellesarcato bizantino del *uale fecero parte anche lIstria e la 8almazia. 6e due sponde erano di nuovo amministrate da ununica autorit", *uella dellImpero romano d:riente. Verso il >35 gli lavi invasori giunsero alle sponde dellAdriatico. (on linsediamento degli lavi sulla costa orientale dellAdriatico cominciato in *uei territori il lento, lungo ma inevitabile processo di simbiosi fra la popolazione romana di antico insediamento e i nuovi arrivati. A cominciare dalla met" del I? secolo e fino al ?III, i 7enedettini di Montecassino si fecero portatori dellopera missionaria fra gli lavi ancora pagani. ,urono i 7enedettini a portare nelle regioni orientali dellAdriatico le svariate forme del rinascimento carolingio- architettura, scrittura, ornamenti, scuole, sapere tecnico/agricolo eccetera. Tra gli ordini religiosi di origine italiana maggiormente diffusi sulla sponda dalmata e allinterno, dalla lovenia alla (roazia ed alla 7osnia/$rzegovina, primeggiano i ,rancescani, da *uelle parti arrivati *uale Ordo Fratrum Minorum. in dalla loro prima comparsa essi si dedicarono, oltre che allopera pastorale, ad attivit" pratiche- istruire il popolo, insegnare la scrittura, curare gli ammalati, perfino organizzare la resistenza contro i feudatari con le armi in pugno in certe occasioni. econdo la leggenda, i primi conventi francescani in 8almazia vennero fondati da an ,rancesco dAssisi in persona durante un suo viaggio nelloriente dopo il 3@3@ Per *uanto riguarda gli lavi, essi non furono soltanto emigranti che passavano volontariamente dalla sponda orientale a *uella occidentale per fame a partire dal 35<<, mescolando il loro sangue a *uello italiano. Prima che in Italia arrivassero i poveri e gli affamati, insieme a mercanti ed a nobili famiglie, a incrementare i passaggi oltre lAdriatico fu labominevole commercio degli schiavi, praticato soprattutto dal Tredicesimo al ;uindicesimo secolo. ;uel commercio, detto pure Adelle animeB, ebbe come centro pi4 importante .agusa, anche perch# in *uella citt" affluivano gli schiavi raccolti dai mercanti in 7osnia, e la 7osnia era il principale fornitore di schiavi ed AanimeB destinati allItalia. ,ra i compratori, primeggiavano per numero i veneziani, seguiti da altri italiani della costa occidentale dellAdriatico, ma anche siciliani e napoletani. %el 353> la .epubblica di .agusa mise fuori legge la schiavit4 e il commercio degli schiavi. 6eliminazione *uasi totale del commercio degli schiavi dal mare Adriatico non comportC una riduzione degli scambi fra le due sponde, anzi contribu! al progresso delle relazioni commerciali e di altro genere che si intensificarono vistosamente nel ;uattro/(in*uecento e nei secoli successivi. I .agusei esportavano in Puglia il Apanno raguseoB, le ArasseB, schiavine &coperte), pelli, pesce salato, argento e cera= importano invece grano, olio, fagioli, pellamina &pelli ovine) e soprattutto grandi *uantitativi della migliore *ualit" di lana &lana maiorina o lana matricina). Tra i prodotti importati dallItalia, invece, sono spesso menzionati la lana augustina dellAbruzzo. In cambio gli abruzzesi ac*uistano dai .agusei principalmente pelli e cera. In Puglia gli articoli di scambio nelle fiere sono il AbescotoB a 7arletta, i pellami a 6ucera, grano a Manfredonia, olio a Monopoli, pelli &cordovani e montonini) e schiavine a Trani. A 6anciano i soci ragusei vendono esclusivamente prodotti di origine balcanica- diversi tipi di pelli &coria cruda, pelles saftianos, pelles montoninos), la solita cera, le solite schiavine, i tessuti dangora &zambellottos), cotone filato &bombicius) e lana de morlacha. Ma le ac*ue dellAdriatico che finora permettono lo scambio di merci le pi4 varie, sono costrette a vedersi sfruttate dai narcotrafficanti- del @3 di ottobre la notizia di un blitz delle forse dellordine internazionali che hanno decapitato tre organizzazioni le *uali gestivano il pi4 grande traffico di eroina in $uropa. http-DDEEE.repubblica.itDcronacaD@F31D3FD@3DneEsDblitzGinternazionaleGcontroGilGtrafficoGdiGdrog aGH3Garresti/>2F<<31@DIrefJK.$(3/31
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