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Lavorazione delle lamiere, tubi e fili

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Introduzione
Processi per deformazione plastica quasi sempre realizzati a freddo Caratterizzati da - variazioni di forma - non sostanziali variazioni di spessore - trattamenti termici - rivestimenti superficiali metallici e non - carrozzerie per automobili ed elettrodomestici - minuterie meccaniche - lamierini magnetici - pentolame - reattori per industria chimica - scatole metalliche - tubi di vario genere e qualit

Preceduti o seguiti da

Si ottengono prodotti finiti

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Lavorazione delle lamiere


Quando una delle dimensioni (spessore) di ordine di grandezza inferiore alle altre due, si parla di lamiere. Nel caso in cui tutte le tre dimensioni abbiano ordine di grandezza diverso, si parla di nastro. La quasi totalit delle lamiere ottenuta tramite un processo di laminazione: ne deriva marcatissima anisotropia. Prove di trazione su provini differentemente orientati tratti dalla lamiera evidenziano comportamento molto differente relativamente alle caratteristiche di resistenza meccanica e deformabilit plastica. Nei pezzi ottenuti deformando plasticamente lamiere il ritorno elastico raggiunge valori importanti riguardo alle tolleranze di forma e dimensione. Infatti pu essere notevolmente diversa la configurazione del pezzo appena lavorato bloccato fra gli utensili operatori e quella del medesimo da essi liberato. Ci di deve alla geometria del sistema e alle caratteristiche meccaniche del materiale. Principali processi piegatura stampaggio imbutitura tranciatura / punzonatura tranciatura fine profilatura con rulli calandratura stiramento
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Tranciatura e punzonatura Tranciatura: il prodotto rappresentato dal tranciato. Punzonatura: il prodotto ci che rimane una volta espulso il tranciato. Alla fase di deformazione plastica segue la frattura quindi il distacco del pezzo tranciato dalla lamiera originaria; questo spesso un semilavorato da sottoporsi a piegatura, imbutitura o stampaggio.

Tranciatura

Punzonatura

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Stato di sollecitazione: la necessaria presenza del gioco determina uno stato di sollecitazione non di puro taglio ma di flessione e taglio. Nomenclatura: Fv forza verticale punzone-lamiera, risultante dallazione della pressione p che, a motivo della flessione, agisce su una fascia di larghezza limitata. f Fv forza dattrito punzone-lamiera. Fo forza orizzontale esercitata dalla lamiera sul punzone. f Fo forza dattrito sulla superficie cilindrica del punzone. Fv, f Fv, Fo, f Fo forze analoghe sul lato matrice, sulla quale la lamiera esercita la pressione p.

Nelle zone della lamiera tra punzone e stampo sottostanti al bordo del punzone e sovrastanti al bordo del foro, si ha una sollecitazione di compressione e una di trazione che praticamente coincidono con le tensioni principali: la differenza algebrica d la tensione tangenziale massima; essendo di segno contrario, tale differenza ha in valore assoluto la somma dei valori assoluti e le due sollecitazioni normali cospirano nel far raggiungere la plasticizzazione al valore necessario della tensione tangenziale massima. Il metallo cede localmente e lapprofondirsi in esso dei bordi di matrice e punzone con le intense sollecitazioni che nascono, circoscritto alle immediate vicinanze dei due spigoli.
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La lavorazione avviene dunque per deformazione plastica localizzata fino alla formazione di cricche. Influenza del gioco: - legato allo spessore - si possono formare altre cricche se il gioco troppo alto o basso - gioco ottimale -> forze minime Per la presenza del gioco la forma del tranciato, visto lo stato di tensione e deformazione, non sar cilindrica ma conoidica; e conico risulter il foro. Di conseguenza si avr strisciamento della parte di diametro maggiore del disco nellattraversamento della matrice e della parte di diametro minimo del foro al momento in cui in esso penetra il punzone. Pertanto si generano due fasce lucide, di piccola lunghezza nel senso dello spessore della lamiera se il gioco grande. Inoltre il disco tranciato presenter un ingobbamento a coppa, con concavit rivolta verso lalto.

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Il bordo del disco non a contatto col punzone appare arrotondato, quasi un raccordo tra le facce originali e la superficie di tranciatura; laltro bordo presenta una bava, la cui genesi si individua per il fatto che le lesioni si innescano a una piccola distanza dagli spigoli di taglio di punzone e matrice e non in corrispondenza ad essi. Lelemento di volume A sollecitato a trazione a stato di sollecitazione di trazione pura pararadialmente, parallelamente alla superficie della lamiera. Lelemento di volume B ha unanaloga sollecitazione radiale oltre a quella di compressione; quindi nelle condizioni migliori, secondo il criterio della max, di raggiungere la plasticizzazione. In A, mancando la compressione, solo la trazione pu portare a questo stato, a tal fine necessitando di raggiungere una valore nettamente pi alto che in B. Esaurita la capacit di incrudimento, il materiale si lesiona in superficie e ci accade ove non si risente pi della compressione assiale. Cos nasce la bava.
Formazione di bave dovute

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A causa del ricupero elastico del materiale, il bordo tranciato pu aderire al punzone e il disco tranciato alla cavit della matrice. Possibili logoramenti.

Il gioco determina la localizzazione relativa delle cricche al contatto punzone-lamiera e matrice-lamiera. dunque importantissimo che abbia un valore corretto. In figura si vedono le conseguenze di un gioco troppo basso.

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Forza di tranciatura
Ft = kt x A (A = perimetro del contorno x spessore della lamiera)

Il gioco g funzione di materiale e spessore e influisce sulla forza di taglio: g = 0.007 s SQR(kt) [mm] g = (0.007 s 0.005) SQR(kt) [mm] s < 3 mm s > 3 mm

kt = 0.75 0.80 Rm (resistenza a taglio del materiale) Rm = resistenza a trazione della lamiera matrice =
pezzo

+2g

Osservazioni: La forza massima si raggiunge per valori della corsa di 3236% dello spessore iniziale. gioco corretto: raggiunto il valore massimo la forza cala bruscamente, propagandosi le cricche, ma non si annulla a motivo degli strisciamenti dovuti al ritorno elastico. gioco sbagliato: forza massima lievemente superiore, poi tutta la curva sovrasta la precedente per il vagare delle cricche.
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Notare leffetto del gioco

Brusca discesa della forza dovuta al rapido propagarsi delle cricche

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Energia di tranciatura
Dal diagramma rappresentativo delle forze in funzione della corsa possibile dedurre il fattore , rapporto fra forza massima e forza media di tranciatura, funzione sia dello spessore della lamiera, sia del materiale. E = Ft s (s = spessore)

Punzonatura multipla

Se i punzoni operano simultaneamente, pu capitare che la forza richiesta sia maggiore di quella disponibile sulla pressa. Si pu risolvere il problema modificando la lunghezza dei singoli punzoni in modo che lavorino uno alla volta.

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Punzoni e matrici inclinati ad angolo


Questi utensili possono contribuire a risolvere il problema precedente di eccesso di forza. Rispetto agli utensili piani si ha diminuzione di forza massima mentre lenergia spesa rimane praticamente invariata. E = Ft s = Ft (s + H) Ft = s / (s + H) La spinta laterale vale: FL = Ft tg Eccessivi valori di H possono comportare linflessione del punzone e conseguenti usure.

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Tranciatura fine
Consente di ottenere in una sola operazione superfici tranciate nette tagliate per lintero spessore (fino a 12 mm) senza necessit di alcuna ulteriore lavorazione. caratterizzata da: - tolleranze molto spinte (0.005 mm) - gioco = 0 - lubrificazione abbondante (sulle due superfici) - velocit di avanzamento bassa (10 mm/s) Il permilamiera blocca la lamiera sulla superficie imprimendovi il solco perimetrale. Durante la tranciatura il tranciando resta bloccato tra punzone e contropunzone che d una forte contropressione (si evitano cos deformazioni della lamiera). Il punzone penetra vincendo la resistenza del materiale e del contropunzone; non penetra profondamente nella matrice: la pressa ha una regolazione molto precisa del punto morto inferiore. A tranciatura avvenuta il premilamiera si stacca e il contropunzone espelle il tranciato.
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Piegatura

Premessa teorica
Ci riferiamo a travi di sezione rettangolare soggette a momento flettente uniforme m. Il modulo di resistenza : w = (b h2)/6 =m/w Finch il comportamento ovunque elastico (fig. a): Al limite: m = s w = ms max = s , max = s

Iniziata la plasticizzazione, resta pari a s negli strati plasticizzati (sopra la retta i-i e sotto la retta j-j); ovviamente continua a crescere nelle zone plasticizzate (valori massimi nei punti di tipo T) mentre nelle zone che ancora presentano comportamento elastico, cresce da 0 (sullasse) a s (nei punti di tipo S che, cresecendo la zona plastica, vanno accostandosi allasse neutro).

T S S

S T T

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In ogni istante il momento applicato dallesterno (crescente) uguaglia la coppia di reazione interna indotta dalla deformazione: m = s (b h2 )/6 + s b (h- h)/2 (h + h)/2 da cui: h = [ 3 h2 12 m/(s b)]1/2 == h [3 2 m/(s w)]1/2 = h [3 2 m/ ms]1/2 posto: = [3 - 2]1/2, = m/ ms si ha: max = s h/h h = 0 (plasticizzazione completa) per: m = 1,5 ms = ms

Calcoliamo ora la curvatura delle travi inflesse per m = ms = cost. Allinizio della plasticizzazione: = 1/r = ms / E I = s A plasticizzazione avviata: > s nei punti T = s nei punti S < s nei punti al di sotto di S Langolo di flessione cresciuto nel rapporto: h/h = 1/ pertanto: = s/ = 1/ (ms / E I) = (m/) / EI
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posto:

m0 = m/ > m,

si pu affermare che in regime semiplastico la curvatura quella che verrebbe provocata dal momento maggiorato m0 oppure si pu pensare di lasciare immutato m, sostituendo al modulo elastico E un valore ridotto E0 = E. Linfluenza della plasticizzazione sulla deformazione diventa sensibile solo quando m >> ms , anzi molto vicino a ms.

Deformazioni residue nelle travi inflesse


Note le deformazioni in regime plastico, quelle residue si ottengono calcolando la deformazione elastica provocata dal carico invertito e sovrapponendola a quella primitiva, cio da questa sottraendola (quest aggiunta equivale alla soppressione del carico). Dunque: la curvatura residua in una sezione della trave inflessa si ottiene sottraendo dalla curvatura plastica la curvatura elastica m/EI, il che significa lannullarsi di m. r = (m/)/EI m/EI = m/EI (1/ 1) = el (1/ 1)

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Tensioni residue
Ovviamente per ms < m < ms la distribuzione delle tensioni non lineare, avendo landamento mostrato in figura. Invece durante la successiva diminuzione di m fino a 0 il ritorno avviene rispettando la legge di Hooke. Le nuove che competono allapplicazione di m invertito per portare la situazione di trave inflessa sotto carico a quella di trave scaricata dopo deformazione, si rappresentano con diagramma lineare: = (m/I)y max = m/w

Essendo m > ms , max > s ; e ad esso quindi compete una max > s.

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Per m = ms (plasticizzazione completa), per la sezione rettangolare in esame la situazione quella riportata in diagramma. Il diagramma delle tensioni residue sempre equilibrato dovendo avere risultante nulla e momento risultante nullo.

Nota: Tutta la trattazione svolta si riferisce al caso ideale di materiale che presenta lo stesso comportamento sia a trazione che a compressione. Nel caso reale, dovendo essere verificate in ogni sezione le condizioni di equilibrio per gli stati di tensione: A dA = 0 A y dA = m lasse neutro subisce spostamenti, in genere dalla parte delle fibre compresse, abbandonando la posizione baricentrica.
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Piegatura a V
Grandezze caratteristiche: - raggio di raccordo del punzone r - spessore della lamiera s - lunghezza della lamiera b - distanza fra gli appoggi l - angolo di piegatura da cui la forza applicata F b s2 F = ------------1.5 l valida per e per 6s < l < 12s s < 2r < 2s libera zona deformata

in stampo

zona deformata Si tiene conto dellincrudimento e degli attriti attribuendo a il valore 2(2k)
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Ritorno elastico Dipende da materiale stampo (libero o meno) pressione di coniatura raggio del punzone velocit di lavorazione

Se ne tiene conto con punzoni ad minorato opportunamente in funzione di r , s e materiale Per gli acciai: / = 0.99 per r / s = 1 / = 0.97 per r / s = 10 Il ritorno elastico tanto pi importante quanto meno estesa la plasticizzazione: se la funzionalit del pezzo lo consente, si pu ricorrere ad un punzone coniante che porta a fondo la plasticizzazione; lapertura del punzone in questo caso coincide in pratica con quella del pezzo finito.

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Piegatura a L
Ai fini del calcolo della forza, la lamiera si schematizza come trave incastrata ad unestremit: F = (b s)/6

Piegatura a U
La forza di piegatura si ottiene raddoppiando il valore della piegatura ad L e aggiungendovi la forza necessaria per vincere lazione contraria esercitata dallespulsore, indispensabile per la liberazione del piegato. Lespulsore funge anche da premilamiera sottostante per limitare i fenomeni di inflessione del fondo. In figura sono presentate soluzioni per ovviare al recupero elastico.

Formula empirica per il ritorno elastico in termini di raggi di curvatura iniziale e finale: Ri / Rf = 4 [(Ri s )/E s]3 3 [(Ri s)/E s] + 1

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Arricciatura e bordatura
Si tratta di operazioni particolari di piegatura: fig. 1: arricciatura di bordi rettilinei fig. 2: bordatura di bordi circolari
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Quadro riassuntivo per il calcolo delle forze su base sperimentale

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Energia di lavorazione
E = m F c + Fp c F = forza massima di piegatura (cfr. tab. precedente) Fp = forza conseguente allazione esercitata dalleventuale premilamiera c = corsa del pistone m = fattore correttivo legato allandamento della forza in funzione della corsa; tipicamente: m = 0,33 per piegatura a V m = 0,66 per piegatura a U

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Deformazioni: calcolo di sicurezza del raggio del punzone


Il raggio Ri di piegatura ha un valore minimo sotto il quale non possibile andare infatti, superandolo, si producono rotture. 1 Si pu scrivere: l/ln = 2Ri /s + 1 1 Se A lallungamento percentuale massimo del materiale: = A / 100 2Ri /s + 1 da cui: Rmin = 50 s/A s/2

In pratica, per sicurezza, si aumenta del 40% rispetto a Rmin il raggio del punzone.

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Deformazioni: allungamento
Nello studio di un problema di piegatura necessario calcolare lo sviluppo dellelemento piegato. La fibra neutra per il diverso comportamento reale dei materiali a trazione rispetto alla compressione (in campo plastico), abbandona nel corso della lavorazione la posizione iniziale di mezzeria e si sposta dalla parte delle fibre compresse. Lo sviluppo L del pezzo piegato secondo langolo (espresso in gradi) e il raggio di curvatura Ri pari a: L = l1 + l2 + / 180 (Ri + e s/2) [ e = fattore correttivo]

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Deformazioni: variazione di forma della sezione


In figura mostrata la deformazione della sezione in un caso ideale in cui il materiale ha presentato in plasticit identico comportamento a trazione e a compressione.

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Profilatura con rulli


La lamiera viene obbligata a passare attraverso una serie di coppie di rulli che, opportunamente sagomate, la piegano gradualmente fino a farle assumere il profilo voluto. Numero N di passaggi necessari (per profili semplici): N = (H cotg) / p + n [n = numero di passaggi addizionali per dimensionare correttamente il profilo (calibratura) e sottoporre il profilato ad una sovrapiegatura per tener conto del recupero elastico] Velocit di avanzamento della lamiera: 0,5 m/s Spessori impiegabili: s = 0,125 20 mm

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Si deve stabilire il numero di passaggi necessari per avere il profilo finale e lentit della deformazione applicabile in ogni passaggio. Il valore massimo dellangolo di piegatura, applicabile in ciascun passaggio, non correlato al raggio minimo legato a valori di sicurezza ma tiene conto del fatto che la piegatura delle ali tra un passaggio e il successivo determina lallungamento del bordo esterno della lamiera il quale dipende dallangolo di piegatura e dalla distanza tra le coppie di rulli: deve rimanere in campo elastico perch induce ondulazioni sui bordi della lamiera che, se permanenti, costringono a raddrizzamenti. Si pu procedere con il metodo: linea base: la parte inferiore del profilo non si sposta in verticale. Rischio: ondulazioni. centro base: il piano neutro coincide con lasse del minimo momento dinerzia della sezione. Tensioni residue ridotte rispetto al metodo linea base.

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Confronto con uno stampaggio con utensili a coltello


Si pu scegliere in base a: lunghezza dei profilati, quantit da produrre. Procedimento alla pressa: necessario disporre di vari coltelli ma una serie di coltelli da piegatura applicabile a lavorare profili delle forme pi diverse. Limiti di lunghezza. Procedimento a rulli: maggiore velocit, profili di lunghezza qualsiasi, profili sagomati in base alla geometria da ottenersi.

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Calandratura
I due cilindri inferiori sono ad asse fisso e ruotando fanno avanzare la lamiera; quello superiore scende progressivamente fino a ottenere una superficie cilindrica totale o parziale di raggio voluto. Recupero elastico molto grande da valutarsi insieme al raggio di curvatura e allo spessore della lamiera: per raggi grandi e spessori piccoli pu verificarsi uno stato di sollecitazione del materiale inferiore al limite elastico, con inefficacia della lavorazione.

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Imbutitura Produzione di oggetti tridimensionali a partire da lamiere piane Problema: sviluppo 3D di un figura piana Esempio: pentole Fase a: il punzone forza la lamiera a penetrare in una matrice, la lamiera scorre radialmente e, quindi, assialmente iniziano variazioni di spessore ed instabilit completamento (con o senza flangia)

Fase b: Fase c:

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Stato di tensione
Le singole porzioni di materiale sono sottoposte a stati di tensione progressivamente variabili

Instabilit a compressione (carico di punta) e quindi ingobbamento

Instabilit a trazione e quindi assottigliamento

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Variazione di spessore dellimbutito


Lo stato di sollecitazione estremamente complicato comporta variazioni di spessore nellimbutito: diminuzione di spessore sul fondello a motivo della trazione, snsibilissima nei modelli concavi, al limite anche assente in caso di fondelli piani e con elevato attrito per assenza di lubrificante. fortissima riduzione di spessore nel tratto DE con possibili rotture a motivo di impostazioni sbagliate (gioco punzone-matrice troppo basso, forza sul premilamiera troppo elevata, etc.). graduale diminuzione del ridursi dello spessore fino a un aumento in corrispondenza del materiale che proviene dalla zona del disco ancora piana: ne origine lo stato di sollecitazione della zona AB (compressione circonferenziale).

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Dimensionamento
Gioco deve essere maggiore dello spessore della lamiera: g = s + C SQR(s)

Nota: formula valida per il primo passaggio: per i successivi il gioco va aumentato del 10 20%

C costante dipendente dal materiale C= 0.22 acciaio C= 0.06 alluminio C= 0.12 altri non ferrosi Dimensione iniziale del disco Si = D = 1.13 SQR (S Si )

superficie delle parti elementari componenti limbutito

Punzone e matrice rp = 5 6 s primo passaggio rm = 4 s rp = 5 6 s rm = 3 4 s ulteriori passaggi

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Rapporto di imbutitura
tot = D / d (diametro iniziale/diametro finale)

max = massima riduzione ammissibile: dipende dal materiale e dalle condizioni di lavoro. max = ideale c1 c2 c3 c4 c5 c6 in cui: ideale = rapporto massimo ideale, cio quello realizzabile solo nelle condizioni ottimali per un certo materiale c1, c2,.. tengono conto delle condizioni effettive di processo

- c1 dipende dallefficacia della lubrificazione, diminuendo la quale, crescono gli attriti e dunque le forze di imbutitura e cresce il rischio di rotture nella zona vicina al fondello - c2 tiene conto del rapporto raggio di raccordo del punzone/spessore (sollecitazione di flessione) - c3 tiene conto del rapporto raggio di raccordo della matrice/spessore (flessione, formazione di grinze) - c4 tiene conto del rapporto diametro/spessore del disco (calando lo spessore a parit di diametro, aumenta la tendenza allinstabilit e diventa necessario aumentare la pressione del premilamiera con conseguenti rapporti di imbutitura minori - c5 tiene conto del rapporto di isolamento del disco, cio se il disco del tutto isolato o parzialmente vincolato al nastro e in che misura (lavorazioni automatiche); il vincolo del disco al nastro impedisce alla lamiera di scorrere liberamente nella matrice - c6 tiene conto del passaggio in esame (crescendo il numero di passaggi aumenta lincrudimento e lassottigliamento dellimbutito soprattutto presso il fondello
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Osservazioni: la lubrificazione dal lato punzone dovrebbe essere tenuta ad un minimo rispetto a quella fra matrice e lamiera perch lattrito tra punzone e lamiera, trasmettendo tangenzialmente forza, migliora limbutibilit riducendo le tensioni di trazione nel materiale imbutito. per chiarire il coefficiente c5 cfr. fig. a lato.

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