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NOVENA

con i beati Luigi e Zelia Martin

NOVENA con i beati Luigi e Zelia Martin Basilica “Santa Teresa di Gesù Bambino” Verona 2011

Basilica “Santa Teresa di Gesù Bambino”

Verona 2011

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Pregare Dio con una novena

INTRODUZIONE

Pregare Dio con una novena

Nove giorni

I nove giorni della novena, forma di

preghiera tradizionale della Chiesa, indicano un tempo abbondante in cui perseverare nella preghiera: più dei sette giorni della Creazione, i sette giorni di una settimana, più degli otto giorni delle grandi feste liturgiche (Natale, Pasqua ed un tempo anche Pentecoste), con l'ottavo giorno che completa l'opera creatrice nel giorno della Redenzione. Nove giorni sono il tempo di attesa

dello Spirito Santo, tempo che “Pietro

e Giovanni, Giacomo e Andrea,

Filippo e Tommaso, Bartolomeo e

Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo insieme ad alcune donne e

a

Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli

di

lui, trascorrono nella stanza al

piano superiore, perseveranti e concordi nella preghiera” (At 1,12-

14).

Questo tempo riservato alla preghiera ha aperto la porta alla venuta dello Spirito che è disceso a Pentecoste. Da allora, le novene sono frequenti nella vita della Chiesa.

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

Atti di preghiera, vita di preghiera

Pregare, cioè fare atti di preghiera, scegliere di seguire la strada di orazione e meditazione tracciata dalla novena, allo scopo di rendere sempre più unitario, vero e bello il nostro desiderio di configurare la nostra vita all'Amore di Dio. Portare a buon termine una novena esige infatti fedeltà e perseveranza. Questo è già il primo frutto che si coglie in una novena: riuscire a difendere, con forza, per nove giorni, un tempo riservato alla preghiera, consacrato a Dio. Ciò richiede spesso uno sforzo poiché le nostre vite sono spezzate in frammenti e disperse in mille luoghi ed occasioni. Produrre questo sforzo ci insegna la fedeltà nel poco e ci aiuta ad essere più fedeli nel tanto. Persevereremo, porteremo pazienza, entreremo dunque in un altro tempo, nel tempo di Dio. A volte la nostra preghiera ci sembrerà arida, senza gusto e senza entusiasmo e pur tuttavia, attraverso questa fedeltà d'ogni giorno, essa potrà approfondirsi e donarci il gusto della preghiera.

In compagnia dei santi.

Entriamo dunque in questa “stanza superiore” con Maria, la Madre di Gesù, e gli apostoli: preghiamo Gesù, Maestro, Salvatore e Sposo, e

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Pregare Dio con una novena

associamo a questa nostra preghiera comunitaria gli angeli ed i santi. Essi camminano al nostro fianco su questa via verso il Cielo. Per nove giorni consecutivi, difendiamo allora questo tempo per pregare i beati Luigi e Zelia. Hanno vissuto in un modo ordinario un amore straordinario l'uno per l'altro, attingendo al tesoro di grazia dei sacramenti, della preghiera, nella gioia di una vita famigliare intensa.

PREGHIERA DELLA NOVENA

OFFERTA DELLA GIORNATA

di s. Teresa di Gesù Bambino

Mio Dio, ti offro tutte le azioni di oggi, con le intenzioni e per la gloria del Sacro Cuore di Gesù. Voglio santificare i battiti del mio cuore, i miei pensieri e le mie opere più semplici, unendoli ai suoi meriti infiniti, e riparare le mie colpe gettandole nella fornace del suo amore misericordioso. O mio Dio, ti domando per me e per coloro che mi sono cari la grazia di compiere perfettamente la tua santa volontà, di accettare per amore le gioie e le pene di questa vita passeggera, affinché noi siamo un giorno riuniti in Cielo per tutta l'eternità. Amen

[Pr10]

(Da recitare ogni giorno all'inizio della novena con un Pater-Ave-Gloria)

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

PRIMO GIORNO Una terra santa

i beati Luigi e Zelia Martin PRIMO GIORNO Una terra santa Preghiamo perché risplenda in ogni

Preghiamo perché risplenda in ogni uomo l'originaria vocazione alla comunione con Dio, Creatore, Redentore e Consolatore.

“Il fiore che racconterà la sua storia si

rallegra di dover far conoscere le premure del tutto gratuite di Gesù riconosce che niente in lui sarebbe

capace di attirare i suoi sguardi divini e che solo la sua misericordia ha fatto

tutto ciò che c'è di bene in lui

che l'ha fatto nascere in una terra santa

e come tutta impregnata di profumo

verginale. È Lui che l'ha fatto precedere da otto gigli splendenti di candore. Nel Suo amore, Egli ha voluto preservare il suo fiorellino dal soffio velenoso del mondo; non appena la sua corolla cominciava a schiudersi, questo divino Salvatore l'ha trapiantato sulla montagna del Carmelo dove i due gigli che l'avevano attorniato e cullato dolcemente nella primavera della sua vita spandevano già il lor soave ”

profumo

È Lui

(Ms A 4r°).

Lasciamoci condurre dai beati Luigi e

terra santa ed questo profumo

nostra

originaria “vocazione alla verginità” che i

coniugi

Zelia

impregnare da

verginale. Riscopriamo

in

questa

la

Martin

intuirono

negli

anni

giovanili e che costituì il fondamento

certo

matrimonio, del loro reciproco amore,

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al

della

loro

vocazione

Una terra santa

della loro dedizione ai figli, della loro unione alla Chiesa. Ritiriamoci in questa solitudine ultima dell'anima che non può essere mai riempita dalle creature, neppure dalle più amate.

“Allora si avvicinò a lui uno degli scribi

che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò

«Qual'è il primo

comandamenti?». Gesù rispose: «Il

primo è

nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di questi»” (Mc 12,28-31).

Ascolta, Israele! Il Signore

di

tutti

i

“Che gioia per il nostro cuore poter pensare che la nostra famigliola ama Gesù così teneramente! È sempre la mia consolazione; la nostra famiglia non è una famiglia verginale, una famiglia di gigli?” (LT 104).

SECONDO GIORNO Offerta a Dio gradita

di gigli?” (LT 104). SECONDO GIORNO Offerta a Dio gradita Preghiamo per tutte le coppie cristiane,

Preghiamo per tutte le coppie cristiane, chiamate a trasmettere con generosità la vita in nome di Dio Creatore, Sposo e Santificatore.

“ Ma quando abbiamo avuto i nostri

po'

cambiate; non vivevamo più che per

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figlioli,

le

nostre

idee

sono

un

Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

loro, questa era la nostra felicità, e non l'abbiamo mai trovata se non in loro. Insomma, tutto ci riusciva facilissimo, il mondo non ci era più di peso. Per me era il grande compenso, perciò desideravo di averne molti, per allevarli per il Cielo. Fra loro, quattro sono già ben sistemati e gli altri, sì, gli altri andranno pure in quel regno celeste, carichi di maggiori meriti, poiché hanno combattuto più a lungo” (CF 192).

Chiediamo a Luigi e Zelia di realizzare la nostra originaria vocazione alla verginità

nel rapporto con i figli, con i piccoli che

il Signore ci ha donato e messo accanto. Siano loro, totalmente e

quotidianamente, “il luogo della felicità

e del dolore”. Riconosciamo ed amiamo

questi piccoli del Signore nella loro ultima appartenenza a Dio Padre e per il loro ultimo destino di Cielo.

“In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno

sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è

il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo»” (Lc 10, 21-22).

“«Insieme l'abbiamo offerta al Signore»:

veder morire un proprio bambino è certo una esperienza tragica, ma i coniugi Martin l'hanno condivisa con quasi tutte le famiglie del loro tempo e

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Offerta a Dio gradita

del loro ambiente. E anche oggi non mancano al mondo numerosissime coppie che conoscono tale inumano dolore. Ma ciò che li rese "esemplari" –

cioè modelli di vita cristiana– fu questa "offerta", questa cosciente celebrazione

di

un mistero: poiché essi avevano dato

la

vita in nome del Creatore (questo

significa esattamente "pro-creare"), la riaffidavano alle Sue mani, e non soltanto a una casualità oscura e beffarda. Ciò non significava certo dimenticare o soffrire meno acutamente, ma significava continuare a credere nella vita donata ai figli, mantenere con loro un rapporto, attenderli ancora” (Antonio Maria Sicari, Una santa famiglia, Jaca Book, Milano, 2008 p. 20).

TERZO GIORNO Giardinieri di Dio

Book, Milano, 2008 p. 20). TERZO GIORNO Giardinieri di Dio Preghiamo Dio, Padre, Figlio e Spirito

Preghiamo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, perché accresca in noi la fede, la speranza certa, l'indiviso amore affinché possiamo aiutarlo nella Divina cultura delle anime.

“Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose

nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire»” (Gen 2, 15-17).

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

Novena con i beati Luigi e Zelia Martin Memore dell'educazione ricevuta in famiglia, da Luigi e

Memore dell'educazione ricevuta in famiglia, da Luigi e Zelia, come dalle

sorelle maggiori, scrive s. Teresa: “Prima

di lasciare il mondo, il Buon Dio mi

diede la consolazione di contemplare da vicino delle anime di bambini; essendo la più piccola della famiglia, non avevo mai avuto questa felicità. Ecco le tristi circostanze che me la procurarono: una povera donna, parente della nostra domestica, morì nel fiore dell'età lasciando tre bambini piccolissimi; durante la sua malattia, prendemmo in casa le due bambine piccole delle quali la maggiore non aveva ancora sei anni;

io me ne occupavo per tutta la giornata

ed era una grande gioia per me vedere

con quanto candore credevano a tutto quello che dicevo loro. Bisogna che il Santo Battesimo deponga nelle anime un germe molto profondo delle virtù teologali visto che si rivelano già fin

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Giardinieri di Dio

dall'infanzia, e che la speranza dei beni futuri è sufficiente per far accettare dei sacrifici. Quando volevo vedere le mie due bambine andare d'accordo tra di loro, invece di promettere giocattoli e caramelle a quella che avesse ceduto alla sorella, parlavo loro delle ricompense eterne che il piccolo Gesù avrebbe dato in Cielo ai bambini buoni.

La più grande, la cui ragione cominciava

a svilupparsi, mi guardava con occhi

splendenti di gioia, mi faceva mille

domande incantevoli su Gesù Bambino e

il suo bel Cielo, e mi prometteva con

entusiasmo di voler cedere sempre alla sorellina, e diceva che mai, in vita sua, avrebbe dimenticato ciò che le aveva detto «la signorina grande» perché così mi chiamava

detto «la signorina grande» perché così mi chiamava Vedendo da vicino innocenti, ho capito che sfortuna

Vedendo da vicino

innocenti, ho capito che sfortuna era di non formarle bene fin dal risveglio,

queste anime

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

quando somigliano ad una cera molle sulla quale si può deporre l'impronta delle virtù ma anche quella del male Ho capito quello che ha detto Gesù nel Vangelo: che sarebbe meglio essere gettati in mare che scandalizzare uno solo di questi piccoli. Ah, quante anime

arriverebbero alla santità se fossero ben dirette! Lo so, il Buon Dio non ha bisogno di nessuno per compiere la sua opera, ma come permette ad un abile giardiniere di coltivare piante rare e delicate e gli dà per questo la scienza necessaria, riservando a Se stesso la cura di fecondare, così Gesù vuole essere aiutato nella sua Divina cultura delle anime. Che cosa accadrebbe se un giardiniere maldestro non innestasse bene i suoi arbusti? Se non sapesse riconoscere la natura di ognuno e volesse far sbocciare delle rose su un

Farebbe morire l'albero che

tuttavia era buono e capace di produrre frutti. È così che bisogna saper riconoscere fin dall'infanzia ciò che il Buon Dio chiede alle anime e assecondare l'azione della grazia, senza mai precederla o rallentarla. Come gli uccellini imparano a cantare ascoltando i loro genitori, così i bambini imparano la scienza delle virtù il canto sublime dell'Amore Divino, accanto alle anime incaricate di formarli alla vita. Ricordo che tra i miei uccelli avevo un canarino che cantava a meraviglia, avevo anche un piccolo fanello al quale prodigavo le mie cure materne, perché l'avevo adottato prima che avesse potuto godere la gioia della libertà Questo povero piccolo prigioniero non aveva dei

pesco?

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Voglio farmi santa

genitori che gli insegnassero a cantare, ma sentendo da mattina a sera il suo compagno canarino che faceva gioiosi gorgheggi, volle imitarlo. Quell'impresa era difficile per un fanello, quindi la sua dolce voce ebbe un bel daffare per accordarsi con la voce vibrante del suo maestro di musica. Era affascinante vedere gli sforzi del povero piccolo, ma alla fine essi furono coronati da successo, perché il suo canto, pur conservando una dolcezza molto più grande, fu del tutto uguale a quello del canarino” (Ms A 53).

fu del tutto uguale a quello del canarino” (Ms A 53). QUARTO GIORNO Voglio farmi santa

QUARTO GIORNO Voglio farmi santa

Preghiamo perché cresca in noi il desiderio, la decisione, la determinazione di diventare santi lasciandoci
Preghiamo
perché
cresca
in
noi
il
desiderio, la
decisione,
la
determinazione di diventare santi
lasciandoci docilmente sgrossare da Dio
Origine, Fine e Perfezionatore.

“Voglio farmi santa: non sarà facile, vi è molto da sgrossare, ed il legno è duro come una pietra. Sarebbe stato meglio

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

mettercisi prima, mentre era meno difficile, ma, infine, è meglio tardi che mai” (CF 110).

“Perciò, cingendo i fianchi della vostra mente e restando sobri, ponete tutta la vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si manifesterà. Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma, come il Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta. Poiché sta scritto:

Sarete santi, perché io sono santo. E se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri. Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia” (1Pt 1,13-19).

Zelia, questa donna di rara energia, immersa nel lavoro, piccola imprenditrice ricca di giustizia, madre di nove figli in tredici anni, ha un'unica grande preoccupazione: la santità dei suoi figli e, al seguito umile di questa vocazione adempiuta, la sua stessa santità. Chiediamole di aiutarci ad avere anche noi, liberati da molti inutili e dannosi affanni, quale evidenza nel mezzo di una vita altrettanto colma di gioiosa fecondità famigliare e lavorativa, questa sua unica cura: “farci santi”.

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Abbandono a Dio

Scrive s. Teresa, nell'Atto di Offerta all'Amore misericordioso: “Ti ringrazio, o mio Dio, di tutte le grazie che mi hai accordate, in particolare di avermi fatta passare attraverso il crogiolo della sofferenza. Sarà con gioia che ti contemplerò nell’ultimo giorno mentre reggi lo scettro della Croce. […] Allo scopo di vivere in un atto di perfetto Amore, mi offro come vittima di olocausto al tuo Amore misericordioso, supplicandoti di consumarmi senza posa, lasciando traboccare nella mia anima le onde d’infinita tenerezza che sono racchiuse in te, così che io diventi Martire del tuo Amore, o mio Dio”.

QUINTO GIORNO Abbandono a Dio

del tuo Amore, o mio Dio”. QUINTO GIORNO Abbandono a Dio Preghiamo perché possiamo gustare già

Preghiamo perché possiamo gustare già in questa vita il gustoso frutto dell'abbandono a Dio.

“Se (a Lourdes) non sarò guarita istantaneamente, non so che ne sarà di questa povera Paolina: ella prende la

cosa troppo a cuore, il colpo sarà duro.

Ma talvolta mi dico: «Perché

dovrebbe esserci un miracolo per me, piuttosto che per quella o quell'altra che ho veduto morire, che lasciava una numerosa famiglia e che valeva più di me?». È vero che non sono state a Lourdes, ma c'è anche una giovane signora di Alençon ammalata di petto, che ha voluto recarvisi e che vi è morta dopo due giorni; non aveva che vent'anni e lasciava due figlioletti. Non

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] [

Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

importa, io spero molto, ma sono completamente rassegnata ad accettare quello che Dio vorrà così in caso di non riuscita, la delusione sarà meno grande. Non c'è più un solo biglietto disponibile per il pellegrinaggio, se Luigi venisse […] dovrebbe prendere il posto di questa povera Leonia, che ci tengo a condurre con me: almeno, se la Santa Vergine non mi guarisse, la supplicherò di guarire mia figlia, di aprire la sua intelligenza e di farne una santa. Perciò lasciamo tutte le cose così come sono disposte -e mi sembrano disposte bene-, poi rimettiamoci nelle mani di Dio” (CF

206).

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!” (Mt 7, 7-11).

L'Abbandono è il frutto delizioso dell'Amore

Quaggiù in terra abbiamo/ un Albero stupendo: /si radica mistero! / proprio lassù nel Cielo.

Alla sua ombra, niente / potrebbe mai ferire: / uno vi si riposa / senza temer tempeste.

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Abbandono a Dio

Quest'Albero ineffabile / ha per nome «

gustoso frutto / si

Amore

chiama «Abbandono».

»

/

e

il suo

Tal frutto già quaggiù / mi dà felicità. / S'allieta la mia anima / al suo divin profumo.

Se tocco tale frutto / mi sembra un gran

tesoro; / se in bocca poi lo porto / m'è più

soave ancora.

Mi dona in questo mondo / un oceano di

pace: / in sì profonda pace / riposo senza fine.

Soltanto l'Abbandono / mi spinge a te,

Gesù:

degli Eletti.

vita

/ per esso posso

vivere

/

a

A te io m'abbandono, / o mio Divino

Sposo, / e io nient'altro ambisco / che il

dolce sguardo tuo.

Sorriderti io voglio, / dormendo sul tuo cuore; / e ancora voglio dirti / che t'amo, mio Signore!

margherita / dal calice

vermiglio, / piccolo fiore anch'io / al sole

mi dischiudo.

Come la

Soave Sol di vita / e Amabile mio Re, / è l'Ostia tua divina / piccina quanto me!

Di sua

Celeste

Fiamma /

il

luminoso

raggio

/

nel

cuore

mi

fa

nascere

/

perfetto l'Abbandono.

Possono abbandonarmi / tutte le creature: / accanto a te, tranquilla, / saprò ben io che fare.

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

Se

divino, / senza le tue carezze / sorridere

mio

anche

tu

mi

lasci,

/

Tesoro

io voglio.

In pace voglio attendere, / Gesù, il tuo ritorno, /senza ch'io mai sospenda / i canti miei d'amore.

Oh, niente mai mi turba, / nulla mi può inquietare. / Più alto dell'allodola / volare sa il mio cuore.

Di sopra delle nubi / il cielo è sempre azzurro: / le rive là si toccano / dove il Buon Dio governa.

La gloria in pace attendo / della Celeste Casa, / ché nel Ciborio trovo / d'Amore il dolce frutto

(P 52)

SESTO GIORNO Sacramento della paternità

dolce frutto (P 52) SESTO GIORNO Sacramento della paternità Preghiamo per tutti coloro che sono chiamati

Preghiamo per tutti coloro che sono chiamati ad incarnare l'infinita e dolce paternità di Dio.

“Quando penso a te, amatissimo papà mio, mi è naturale pensare al buon Dio, perché mi sembra che sia impossibile vedere sulla terra qualcuno più santo di te” (LT 58).

“La reginetta (Teresa) non aveva che da guardarlo per sapere come pregano i ”

Santi

(Ms A 18r°).

“A me, che sono l’ultimo fra tutti i santi,

è

questa grazia:

stata

concessa

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Sacramento della paternità

annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo,

affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze

dei cieli la multiforme sapienza di Dio,

secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore,

nel quale abbiamo la libertà di accedere

a Dio in piena fiducia mediante la fede

in lui. Vi prego quindi di non perdervi d’animo a causa delle mie tribolazioni

per voi: sono gloria vostra. Per questo io

piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito. Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni

conoscenza, perché siate ricolmi di tutta

la pienezza di Dio” (Ef 3, 8-19).

Chiediamo al beato Luigi Martin di

aiutare tutti i genitori nella vocazione ad essere, nella Chiesa, come domestica Chiesa, immagine della divina Paternità

e lo ringraziamo per avere così

mirabilmente lavorato alla crescita in sapienza e grazia di sua figlia Teresa, “la bambina più amata del mondo” donataci per rinnovare, rendere splendente, attraente e convincente, l'esperienza

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

della filialità divina dell'anima creata, della Chiesa, del mondo creato e redento dall'unigenito Figlio Gesù Cristo.

SETTIMO GIORNO Dono verginale

Figlio Gesù Cristo. SETTIMO GIORNO Dono verginale Preghiamo perché impariamo ad amare Dio sopra ogni cosa.

Preghiamo perché impariamo ad amare Dio sopra ogni cosa.

“Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà (Gv 12, 25-

26).

“Come il sole illumina nello stesso tempo i cedri e ogni fiorellino come se esso fosse solo sulla terra, così Nostro Signore si occupa in modo particolare di ogni anima come se essa fosse unica; e come nella natura tutte le stagioni sono regolate in modo da far sbocciare nel giorno stabilito la pratolina più umile, così tutto corrisponde al bene di ogni anima” (Ms A 2v°).

Chiediamo al beato Luigi di essere aiutati, con il suo esempio e la sua intercessione, ad essere padri vergini secondo il Cuore del Padre, pronti ai più grandi sacrifici pur di collaborare alla realizzazione, in coloro che ci sono affidati, del grande desiderio di Dio.

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Dono verginale

Per fare la mia grande confidenza scelsi il giorno della Pentecoste: tutto il giorno supplicai i Santi Apostoli di pregare per me, di ispirarmi le parole che dovevo

Non erano forse loro infatti che

dovevano aiutare la bambina timida che Dio destinava a diventare l'apostola degli apostoli con la preghiera e il sacrificio? Fu solo il pomeriggio, di ritorno dai vespri, che trovai l'occasione di parlare al mio Papà diletto. Era andato a sedersi sul bordo della cisterna e là, con le mani giunte, contemplava le meraviglie della natura; il sole, i cui fuochi avevano perso l'ardore, indorava la cima dei grandi alberi dove gli uccellini cantavano gioiosamente la preghiera della sera.

dire

cantavano gioiosamente la preghiera della sera. dire Il bel volto di Papà aveva un'espressione celeste,

Il bel volto di Papà aveva un'espressione

celeste, sentivo che la pace gli inondava il cuore. Senza dire una sola parola andai a sedermi accanto a lui, gli occhi già bagnati di lacrime; egli mi guardò con tenerezza, mi prese la testa e l'appoggiò sul suo cuore dicendomi: « Che hai

reginetta mia?

Poi,

confidamelo

».

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

alzandosi, come per nascondere la sua emozione, camminò lentamente tenendomi sempre la testa sul suo cuore.

Tra

le lacrime gli confidai il mio desiderio

di

entrare al Carmelo: allora le sue

lacrime vennero a mescolarsi alle mie, ma non disse una parola per distogliermi dalla mia vocazione; si accontentò semplicemente di farmi notare che ero ancora molto giovane per prendere una decisione tanto grave. Ma io difesi così bene la mia causa che, con la sua natura semplice e retta, egli fu subito convinto che il mio desiderio era quello di Dio stesso, e nella sua fede profonda esclamò che il Buon Dio gli faceva un grande onore a domandargli così le sue figlie.

faceva un grande onore a domandargli così le sue figlie. Continuammo a lungo la nostra passeggiata;

Continuammo a lungo la nostra passeggiata; il mio cuore, sollevato dalla bontà con la quale il mio incomparabile Padre aveva accolto le sue confidenze, si riversava dolcemente nel suo. Papà sembrava godere di quella gioia tranquilla che da' il sacrificio consumato;

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Dono verginale

mi parlò come un santo e vorrei

ricordarmi le sue parole per scriverle qui, ma di esse ho conservato solo un ricordo

troppo profumato perché si possa esprimere. Ciò di cui mi ricordo

perfettamente fu il gesto simbolico che il mio diletto Re compì senza saperlo. Avvicinandosi ad un muro non molto

alto, mi mostrò dei fiorellini bianchi simili

a

dei gigli in miniatura e, prendendo uno

di

quei fiori, me lo diede, spiegandomi

con quanta cura il Buon Dio l'aveva fatto nascere e l'aveva conservato fino a quel giorno. Sentendolo parlare, credevo di ascoltare la mia storia, tanta era la somiglianza tra quello che Gesù aveva fatto per il piccolo fiore e la piccola

Teresa

una reliquia e vidi che nel coglierlo Papà

aveva tolto tutte le sue radici senza spezzarle: sembrava destinato a vivere ancora in un'altra terra più fertile del

muschio tenero nel quale erano trascorsi

i suoi primi giorni

stesso atto che Papà aveva fatto per me alcuni istanti prima, permettendomi di salire la montagna del Carmelo e di lasciare la dolce valle, testimone dei miei primi passi nella vita. Posi il fiorellino bianco nella mia Imitazione, al capitolo intitolato: «Che bisogna amare Gesù

Era proprio questo

Ricevetti quel fiorellino come

sopra tutte le cose». E ancora là, soltanto

lo stelo si è spezzato proprio vicino alla

radice, e il Buon Dio sembra dirmi con ciò

che spezzerà presto i legami del suo

fiorellino e non lo lascerà appassire sulla terra! (Ms A 50).

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

OTTAVO GIORNO La prova più grande

Luigi e Zelia Martin OTTAVO GIORNO La prova più grande Preghiamo perché impariamo a vivere, nella

Preghiamo perché impariamo a vivere, nella sofferenza e nella malattia, il mistero della Croce.

“Sì, i tre anni di martirio di Papà mi sembrano i più amabili, i più fruttuosi di tutta la nostra vita; non li darei per tutte

le estasi e le rivelazioni dei Santi; il mio cuore trabocca di riconoscenza pensando

a quel tesoro inestimabile che deve

suscitare una santa gelosia negli Angeli

della corte Celeste. Il mio desiderio di sofferenze era esaudito, tuttavia la mia attrazione per esse non diminuiva; anche

la mia anima condivise ben presto le

sofferenze del mio cuore. L'aridità era il mio pane quotidiano: priva di ogni consolazione ero però la più felice delle creature, perché tutti i miei desideri erano soddisfatti. O Madre diletta! Come è stata dolce la nostra grande prova, poiché da tutti i nostri cuori sono usciti soltanto sospiri di amore e di riconoscenza! Non camminavamo più sui sentieri della perfezione, volavamo tutte e cinque” (Ms A 73v°-74r°).

“Un giorno una suora disse a Luigi che

in quell’ospedale egli poteva fare del

bene a tanti altri malati che erano senza

fede: «Voi potete essere un apostolo!». «E’ vero –rispose Luigi– ma avrei preferito esserlo in un posto diverso; e tuttavia questa è la volontà del buon Dio. Credo che sia per farmi vincere il mio orgoglio». In un altro momento di

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La prova più grande

lucidità spiegò al medico: «Io sono sempre stato abituato a comandare, ed ora mi vedo ridotto ad obbedire. Ma so perché il Buon Dio mi ha dato questa prova: non avevo mai avuto umiliazioni

nella mia vita, e occorreva che ne avessi

(Antonio Maria Sicari, Una santa

famiglia, Jaca Book, Milano, 2008 p. 51).

una

»”

“Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere.

Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire,come uno davanti al quale

ci

si copre la faccia; era disprezzato

e

non ne avevamo alcuna stima.

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,

si è addossato i nostri dolori;

e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.” (Is 53, 2b-4).

si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.”

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

NONO GIORNO Glorifica il padre e la madre

e Zelia Martin NONO GIORNO Glorifica il padre e la madre Preghiamo perché, formati dai beati

Preghiamo perché, formati dai beati Luigi e Zelia, glorifichiamo i nostri genitori diventando santi sulla via tracciata da Teresa di Gesù Bambino.

“Gesù riprese a parlare e disse loro: «In

verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli

fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo.

Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati” (Gv 5, 19-20).

Se non sapevo giocare, amavo però molto

la lettura e avrei passato la vita a leggere:

per fortuna, per guidarmi avevo degli angeli in terra che mi sceglievano dei libri che, pur divertendomi, mi nutrivano il

cuore e lo spirito. [

leggendo certi racconti cavallereschi, non sempre sentivo di primo acchito la verità della vita; ma il buon Dio mi faceva subito sentire che la vera gloria è quella che durerà in eterno e che per giungervi non era necessario fare opere grandiose, ma nascondersi e praticare la virtù in modo che la mano sinistra ignori ciò che

fa la destra

delle gesta patriottiche delle eroine francesi, in particolare quelle della Venerabile GIOVANNA D'ARCO, avevo un

grande desiderio di imitarle. Mi sembrava

di sentire in me lo stesso ardore da cui

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]

È

vero

che

Così, leggendo i racconti

Glorifica il padre e la madre

erano animate, la stessa ispirazione Celeste: allora ricevetti una grazia che ho sempre ritenuto come una delle più grandi della mia vita, perché a quell'età non ricevevo luci come adesso che ne sono inondata.

non ricevevo luci come adesso che ne sono inondata. Pensai che ero nata per la gloria

Pensai che ero nata per la gloria, e mentre cercavo il mezzo per giungervi, il Buon Dio mi ispirò i sentimenti che ho appena scritto. Mi fece capire anche che

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

la mia gloria non sarebbe apparsa agli occhi mortali, e che consisteva nel

divenire una grande Santa!!!

desiderio potrebbe sembrare temerario se si considera quanto ero debole e imperfetta, e quanto lo sono ancora dopo sette anni passati in religione. Tuttavia sento sempre la stessa audace fiducia di diventare una grande Santa, perché non faccio affidamento sui miei meriti, visto che non ne ho nessuno, ma spero in Colui che è la Virtù, la Santità Stessa: è Lui solo che accontentandosi dei miei deboli sforzi mi eleverà fino a Lui e, coprendomi dei suoi meriti infiniti, mi farà Santa. Allora non pensavo che

Questo

bisognava soffrire molto per arrivare alla santità. Il Buon Dio non tardò a mostrarmelo, mandandomi le prove che

ho raccontato più sopra

(Ms A 31v°-

32r°).

le prove che ho raccontato più sopra (Ms A 31v°- 32r°). “Essere piccolo, vuol dire anche

“Essere piccolo, vuol dire anche non attribuirsi affatto le virtù che si praticano, credendosi capaci di qualcosa, ma

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Litanie dei beati

riconoscere che il buon Dio pone questo tesoro nella mano del suo piccolo bambino perché se ne serva quando ne ha bisogno; ma il tesoro è sempre del buon Dio. Infine, è non scoraggiarsi affatto delle proprie colpe, perché i bambini cadono spesso, ma sono troppo piccoli per farsi molto male” (QG, 6.8.8).

LITANIE DEI BEATI ZELIA E LUIGI

Autore: P. PATRICK LEMOINE - ©

Pelerinage Sainte Thérèse de Lisieux, 2008

LEMOINE - © Pelerinage Sainte Thérèse de Lisieux, 2008 BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN , che

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN, che avete posto la vostra fede e la vostra speranza nel Signore, pregate per noi.

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN, che avete vissuto la vostra unione nella fedeltà, pregate per noi.

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN che

figli,

avete

donato la vita

a

nove

pregate per noi.

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN, che avete educato i vostri figli nella fede, pregate per noi.

avete educato i vostri figli nella fede, pregate per noi. BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN, che

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN, che avete desiderato la santità per voi e per i vostri figli, pregate per noi.

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN che avete offerto i vostri figli al Signore, pregate per noi.

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Litanie dei beati

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN che avete perduto quattro figli in tenera età, pregate per noi.

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN che avete lavorato con le vostre mani, pregate per noi.

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN che avete praticato una carità ardente, pregate per noi.

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN che avete attinto la vostra forza dall'Eucaristia quotidiana, pregate per noi.

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN che avete pregato fedelmente ogni giorno, pregate per noi.

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN che avete condiviso lo zelo missionario della Chiesa, pregate per noi.

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN che avete sempre confidato nella Vergine Maria, pregate per noi.

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN che avete conosciuto la sofferenza e la malattia, pregate per noi.

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN che ora contemplate in Cielo, il Volto adorabile del Signore, pregate per noi.

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Novena con i beati Luigi e Zelia Martin

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN, vegliate sulle nostre famiglie,

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN, proteggete le nostre famiglie,

BEATI LUIGI E ZELIA MARTIN, intercedete per le nostre famiglie.

LUIGI E ZELIA MARTIN , intercedete per le nostre famiglie. NOTE di p. Giacomo Gubert ocd

NOTE di p. Giacomo Gubert ocd

Nella stesura della novena mi sono ispirato,

con tutta evidenza, ai ritratti di Luigi, Zelia e Teresa scritti da p. Antonio Maria Sicari ocd

e raccolti in Una santa famiglia, Jaca Book,

Milano, 2008 p. 51. I fumetti sono di Floris

Browers © e sono stati pubblicati nel volume

di Jacques Gauthier Thérèse de Lisieux, une

espérance pour les familles, Éditions des

Béatitudes, Burtin, 2003. I tre disegni a pagina 29-31 sono di Alain d'Orange ©. L'immagine di copertina è venerata nella chiesa parrocchiale “S. Maria del Monte Carmelo” di Trieste.

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“Genitori santi che generano santi”

Basilica Santa Teresa di Gesù Bambino Via Volturno 1 37135 Verona