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Memoria dei morti in Cristo

2 novembre 2013
di LUCIANO MANICARDI
Anno C
Gb 19,1.23-27; Sal 26; Rm 5,5-11; Gv 6,37-40
Facendo memoria dei morti noi ascoltiamo la Parola di Dio che anzitutto presenta la
morte di Ges come evento che ha narrato lamore di Dio (II lettura). La morte di Ges,
compimento di una vita segnata dallamore, diviene apertura di speranza e di vita per i
credenti in lui: la morte trasfigurata quando diviene un atto di amore. Lamore di Dio e di
Ges allorigine della resurrezione: la resurrezione atto di amore. E la resurrezione la
promessa che Ges fa nei confronti degli uomini, di coloro che Dio gli ha dato e che egli non
perder ma risusciter nellultimo giorno (vangelo). Si manifesta cos la realizzazione
dellanelito di Giobbe che proclama la sua fiducia nel suo Redentore e in una comunione con
il suo Signore dopo la morte (I lettura).
Noi non abbiamo parola che siano allaltezza di un evento cos grave e importante come
la morte. Il ricordo dei morti suscita il silenzio come linguaggio adeguato, linguaggio che ha
in s un profondo potere di concentrazione e di semplificazione, di riduzione allessenziale, di
verit. Nel silenzio possibile ascoltare quella parola originaria che per gli umani la morte,
diviene possibile ascoltare la parola insita nella memoria dei volti e dei nomi di quanti
abbiamo amato e che ora non ci sono pi, diviene possibile ascoltare quella Parola fondante
che il Cristo, il Verbo fatto carne, Parola di Dio la cui voce trapassa la morte e che anche i
morti ascolteranno (cf. Gv 5,25). La memoria dei morti ci fa rientrare in noi stessi e ci
convince che la morte la porta stretta della verit.
La memoria di tutti i morti passa forzatamente per noi, attraverso la memoria di alcune
persone care e amate che ci hanno lasciato e che, morendo, hanno fatto morire anche
qualcosa di noi. E in tale memoria esse ci indicano la via della vita, lessenziale del vivere:
lamore. Cos noi assistiamo allumanissimo e dolente miracolo per cui coloro che, morendo,
hanno fatto fare a noi vivi unesperienza della morte, costoro, nel nostro silenzioso ricordo,
ritrovano parola in noi e ci guidano al centro dellesistenza, ci fanno conoscere noi stessi (se
qualcuno vuole conoscersi si interroghi sulla morte), ci insegnano a vivere, cio ad amare
quei volti e quei nomi che ci stanno accanto, che hanno vincolato e accordato la loro vita alla
nostra. attraverso lesperienza di perdite, di interruzioni, di separazioni, di distacchi, di
lutti, che scopriamo la preziosit dellaltro per noi, lessenzialit dellamore come unico
necessario, come unica parola che pu dar senso al vivere e al morire. Ed attraverso la
perdita radicale, la nostra morte, che noi potremo vedere faccia a faccia Colui che non perde
nessuno di quanti il Padre gli ha affidato, Colui il cui amore pi forte della morte (cf. Gv
6,39).
Una poesia di Rainer Maria Rilke dice: Concedi, Signore, a ciascuno la sua morte, il
morire che fior da quella vita, in cui ciascuno trovava amore, senso, sofferenza. Per molti
questa preghiera resta inesaudita. Ma lessenziale che anche nella discontinuit tra modo
della morte e modo della vita, tra modalit della morte e vita vissuta, questultima sia stata
traversata dallamore, abbia obbedito allamore, abbia conosciuto qualcosa dellamore, abbia
sofferto, anelato, desiderato, cercato, donato amore. Allora si delineer la continuit
veramente importante, quella tra lamore di Dio e le nostre esperienze di amore, anche le
nostre esperienze misere di amore, le nostre carenza di amore, lamore tradito e ferito,
lamore sottratto, il poco amore.

Ci che salvifico lamore di Dio che ci ha creati e che ci accoglie richiamandoci a s


attraverso la morte e donandoci la vita eterna in Ges Cristo. Ascoltare il ricordo dei morti in
Cristo ci porta ad ascoltare la parola unica e vivificante dellamore, dellamore di Cristo,
dellamore in Cristo, dellamore per Cristo. Chi ascolta la mia parola, dice Ges, passato
dalla morte alla vita (Gv 5,24). Gli fa eco il discepolo amato: Chi ama i fratelli passato
dalla morte alla vita (cf. 1Gv 3,14). Amare, qui e oggi, per il credente testimonianza della
resurrezione.
Riflessioni sulle letture
di LUCIANO MANICARDI

Comunit di Bose
Eucaristia e Parola
Testi per le celebrazioni eucaristiche - Anno C
2009 Vita e Pensiero

http://www.monasterodibose.it/content/view/5358/1911/lang,it/ (31.10.2013)