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ANGELO TONELLI APOKALYPSIS PENSIERI INTORNO ALL'APOCALISSI IN ATTO NEL PIANETA TERRA. E ALTRO.

Indice I. Apokalypsis II. Critica del mondo esistente III. Per infera ad astra IV. Dell'iniziazione. V. Lanx satura VI. Met t physik Note al testo

I. APOKALYPSIS

Di questi tempi, nel pianeta Terra, in atto l'Apocalissi. (1)

Il mondo(2) dominato dall'azione costante di tre dmoni (3)negativi di base: Ignor anza, Avidit, Violenza(4).Essi determinano le vicende degli Umani, ne decretano i l Fato, e creano le condizioni per il dilagare della peste planetaria.

Gli aspetti distruttivi dell'Apocalissi in atto nel pianeta Terra sono effetto d ell'azione inconsapevole dei tre dmoni negativi di base.(5)

La Storia dell'Umanit, nel suo complesso, fino a oggi, stata Bestemmia alla digni t originaria dell'Umano, ovvero alla sua radice metafisica illuminata, e merita s epoltura(6).

Tutti i mezzi di informazione - radio, televisione, editoria, stampa - concorron o, a livello planetario, a mantenere gli umani in una condizione inferiore alle potenzialit della natura illuminata originaria(7).

Il processo di ammorbamento del pianeta originato dall'erranza della Mente Colle ttiva. I Quattrocento Padroni del mondo - detentori del potere politico ed econo

mico - sono i rappresentanti della dimensione operativa della Mente Collettiva, che soggiogata dai tre dmoni e dal Dio Denaro. Il loro potere si fonda sulla domi nazione esercitata sui popoli dal dmone dell'Ignoranza, accanto a un quarto dmone, la Paura. Essi impediscono alle moltitudini di far s che dal loro grembo germogl ino, quali rappresentanti della dimensione operativa della Mente Collettiva, reg genti illuminati(8).

Il mondo si divide in Figli degli Dei e figli dei porci, entrambi partecipi di u n medesimo videogame planetario, perch il cosmo visibile, coni suoi contrasti e l e sue passioni, ombra di un sogno.(9)

Formati alla scuola dei tre dmoni, e, anzi, aggiogati a essi e al Principio di as soggettamento planetario, i politici costituiscono una razza karmica a parte, re sponsabile, per mancanza di consapevolezza, della peste planetaria. La Storia - come - Bestemmia stata, ed , frutto del loro agire ottenebrato. Essi, pur appartenendo a fazioni avverse, si riconoscono a fiuto tra di loro e frater nizzano, e tengono nell'isolamento i figli degli Dei, quando non giungano ad eli minarli.

Il liberalismo e il comunismo celebrano entrambi il proprio fallimento. Il primo , impazzito per effetto dell'alleanza tra la tecnologia scientifica e i tre dmoni e il Dio Denaro, ha ammorbato il pianeta, alterandone gli equilibri naturali; i l secondo, per porre rimedio alle disuguaglianze sociali, ha fatto ricorso a far maci generatori di nuove patologie, in specie la dittatura, perch non ha sviluppa to i mezzi e gli strumenti - spirituali - necessari per liberare le nuove lites d i potere dalla dominazione da parte dei tre dmoni e del Dio Denaro.

Apocalissi e catastrofe: la prima un processo di passaggio da un ordine all'altr o, attraverso la destabilizzazione e il caos e forme di rovina, frutto di entrop ia; la catastrofe una delle forme che il caos della destabilizzazione pu assumere , come conflagrazione politico-sociale o devastazione naturale. Ma la dimensione distruttiva dell'Apocalissi pu anche manifestarsi come lenta ago nia, "sussurro". Chi ha potere, posseduto dal Potere. Chi crede di dominare, posseduto dal Domini o. Il Re del mondo un'entit astratta e inconsapevole, Bestia politico-burocratica-ec onomica-tecnologica le cui membra sono i pensieri dei potenti aggiogati ai dmoni, e i popoli lo sterco.

Pensieri e movimenti apocalittici si sono gi manifestati nella storia, ma essi no n avevano mai raggiunto piena consapevolezza, n si erano mai create le condizioni per una effettiva peste planetaria, perch l'umanit non aveva mai avuto la possibi lit - concreta, cio tecnologica - di ammorbare il pianeta.

II. CRITICA DEL MONDO ESISTENTE

I filosofi, nell'Apocalissi in atto, somigliano a quel topo che, mentre la tana si allaga, invece di cercare una via di scampo, o di arginare i danni, inforca g li occhiali.

" Cose apparenti chi immerso nell'apparenza conosce, custodisce": cos Eraclito (F r. 22 B 28 DK). Il mondo, agli occhi del Sapiente, si rivela frutto di rappresentazioni illusori e generate dalle menti dei "non Risvegliati", cio di quanti sono dominati dal dmon e dell'Ignoranza. E ancora Eraclito: "coloro che dormono sono artefici e complici delle cose che s orgono nel cosmo"(Eraclito 22 B 75 DK). Di certo, al Risveglio di tutti gli uman i, che richieder - ammesso che il Tempo sia generoso con questa nostra stirpe - s equenze innumerevoli di generazioni e infinito impegno da parte di chi procede l ungo la via dell'illuminazione, si accompagner la formazione di un mondo nuovo, f ondato su leggi - anche fisiche, oltre che storiche - diverse e migliori, un mon do correlativo e sincronico alla natura della Mente Collettiva, che l'insieme de ll'aspetto conscio e inconscio del pensare e del sentire umano.

Il pensiero filosofico moderno, svuotato di un nucleo sapienziale, si ridotto a gregario della scienza, a sua volta aggiogata alla tecnica. Smarrito il legame c on l'attitudine contemplativa e pratica che lo abitava all'origine in Occidente (Eraclito, Parmenide, Empedocle) e in Oriente (la meditazione yogica e buddhisti ca), divenuto ispettore di circuiti periferici del sapere. Su questa frammentazi one e su questo sfondamento del pensiero (e i due termini non segnano la nostalg ia per visioni sistematiche "forti", ma alludono alla perdita di una condizione spirituale, di uno "stato della mente" illuminati) affonda salde radici l'azione forte e in qualche misura numinosa dei tre dmoni e del Dio Denaro - che i pi acce ttano supinamente, come se si trattasse di dati naturali, dotati della stessa le gittimit a sussistere che si attribuisce alla luce del sole o al mare - e di una tecnica svincolata, per effetto di questa azione, da un'etica che miri al Bene c ollettivo.

Padroni e schiavi, tutti sono servitori incoscienti della Bestia incosciente. Po veri burattini in cravatta e doppiopetto, o tailleur, guardateli sciamare indaff arati nei corridoi di uno smisurato Palazzo del Potere destinato a crollare sott o le esalazioni mefitiche di un pianeta da esso stesso appestato. Il sorriso " a mericano" che esibiscono a ogni incontro maschera indossata per dissimulare la s ensazione strisciante di essere coartefici del proprio ammorbamento, e la strett a di mano che accompagna la conclusione di un affare sar la stessa che il naufrag o tende alla scialuppa di salvataggio, il lebbroso al medico che lo respinge.

Obscura per obscuriora: in questo motto trova compiuta formulazione la vilt degli esoteristi di ogni razza e paese. Ben diversamente agirono e agiscono i Grandi Iniziati, da Ges Cristo a Giordano Bruno, che rischiarono la vita in nome della V erit, per liberare questo nostro mondo, bench illusorio, dalla dominazione dei tre dmoni. Clara per clariora: cos la verit iniziatica deve essere espressa nel tempo estremo dell'Apocalissi, in modo da diventare patrimonio comune dell'umanit, e gu idarla all'Illuminazione.

Narrano che Giordano Bruno, trascinato sul rogo dai traditori di Cristo, bestemm iasse Dio. In realt bestemmiava il dio della Chiesa che andava soffocando in una morsa di fuoco, acciaio e sangue i liberi pensatori e le donne di sapienza. Sulla Chiesa grava l'immane responsabilit di aver lasciato proliferare i dmoni nel l'Occidente cristiano, e in particolare il dmone dell'Ignoranza, propinando alien azione religiosa a sostituzione del messaggio autentico, che invitava alla imita tio Christi, cio a un percorso iniziatico condotto sulle orme del Grande Maestro di Conoscenza e Amore: "Io sono la via, la verit, la vita". Onore a Giordano Bruno.

Definisco alienazione religiosa il delegare a qualcun altro il proprio processo di evoluzione spirituale, che viene ridotto a una partecipazione passiva a riti preconfezionati, e non coinvolge l'individuo in una ricerca autentica della illu minazione, che si imprima nelle sue cellule come un nuovo DNA. Il Cristianesimo e tutte le istituzioni religiose ritualistiche sono correi del processo di appestamento del pianeta, poich hanno deresponsabilizzato gli individ ui rispetto all'azione continua su se stessi necessaria per giungere alla libera zione dai dmoni. Preferiscono elargire assoluzioni facili e favori spirituali in cambio di ossequio e contribuzioni sonanti, piuttosto che convocare ad un cammin o di vera religiosit, che condurrebbe a una rivoluzione spirituale, e quindi anch e sociale, di portata planetaria. Ma l'intreccio che unisce in un orrido ampless o le Chiese di Stato e i tre dmonie il Dio Denaro pi forte, e pi sottile di ogni vo cazione spirituale. E Cristo resta appeso alla croce, a bestemmiare la Chiesa che ne usurpa il nome.

Il movimento New Age ha diffuso una certa sensibilit nei confronti di contenuti s pirituali e tradizioni iniziatiche, e l'idea che la psiche umana, individuale e collettiva, possa essere perfezionata attraverso il lavoro interiore. Ma assai di rado riuscito a incidere realmente sulla qualit della consapevolezza individuale e, piuttosto che transumani illuminati e illuminanti, capaci di inte grare e dissolvere le proprie ombre, spesso ha forgiato schiere dipseudomeditant i e pseudosciamani, scissi tra ci che viene predicato dalla disciplina spirituale mercenaria di turno e una natura individuale assai arretrata e retriva, dominat a dai dmoni. I maggiori risultati li ha raggiunti certamente nell'industria degli spot pubbli citari, che ha visto anche il Dalai Lama fare propaganda a strumenti telematici, e inni sacri shivaiti ridotti a sottofondo per celebrare comfort e prestazioni di autovetture a la page, e nel mercato editoriale, che si ingozzato di romanzi pseudoiniziatici. Adesso la maschera caduta, e ne ha rivelato la natura di grande affare, governat o dal Dio Denaro: tolti i veli, anche questa Babilonia svela pudende oscene.

Esiste una letteratura esoterica che propugna rivelazioni inverificate e inverif icabili e su fondamenti inverificati e inverificabili costruisce edifici affasci nanti e complessi, a loro volta inverificati e inverificabili, che mirano a guid are i propri adepti verso vette spirituali nobilissime, inverificate e inverific abili. Meglio lasciar perdere, e rivolgere l'occhio dello spirito, il testimone noetico , all'interno, e sviluppare libera consapevolezza delle proprie luci e delle pro prie ombre, piuttosto che tentare arrampicate lungo specchi preconfezionati, agg iungendo illusione a illusione.

L'utilizzazione massiccia di strumenti ad alta tecnologia, che si fondano su pro cedimenti binari e causali in concatenazioni rigide, induce negli umani la tende nza a pensare in maniera tecnologica (10), secondo rigide sequenze di causa - ef fetto, e con freddezza e disanimazione. Il gioco del Fanciullo Divino, che regno dell'eternit - ain - abitato da nessi aca usali (11), cede ai rigori del principio di causalit, che uno dei cardini del mon do come rappresentazione, e inchioda l'uomo alla dimensione relativa e illusoria . Antidoto consigliato: arte e contemplazione, che sono luoghi di ain.

Coloro che edificano sistemi di pensiero e coloro che li demoliscono, sono entra mbi figli del medesimo errore: vanno filosofando. In realt, si tratta di passare dalla filosofia alla sapienza meditante e creativa .

Che la filosofia abbia perduto la propria natura di sopha - ovvero di tradizione sapienziale fondata su una prassi contemplativa rispetto alla quale la scrittura costituisce soltanto un momento secondario, seppure importante - e sia diventat a esercizio intellettuale di singoli individui mossi da una volont di potenza che si traduce nella escogitazione di una tchne di pensiero capace soltanto di rende re conto, a livello teorico, dell'esistente, oppure di trasformarlo restando ent ro le leggi della Storia - come - Bestemmia, e dunque in realt lasciandolo cos com e : tutto ci si fa segno inquietante di una civilt che si privata della possibilit d i coltivare il lgos comune gi additato da Eraclito (12), che anche il Bene comune, e corre cieca lungo i binari impazziti di un progresso grottesco al cui clangor e risponder come eco la risata beffarda della Peste collettiva.

In conformit con lo spirito dei tempi, nelle arti la tchne prevale sull'anima. Cos la poesia, la pittura, la scultura, la musica, nate in stretta relazione con il sacro, hanno perduto la propria radice sacerdotale e sciamanica, ed hanno assunt o funzione decorativa per le sale sterminate del reame del Dio Denaro. tempo di diffondere arte iniziatica, che congiunga la tchne con lo spirito delle origini.

difficile trattenere il riso, sfogliando i libri dei filosofi. Fatta eccezione per pochissimi - per esempio Eraclito, Parmenide - tutti gli alt ri (ivi compresi Platone, Plotino, Schopenhauer, Nietzsche, e ancor pi Hegel e He idegger) andrebbero sfrondati di otto decimi della loro estensione: le idee prof onde trovano espressioni concise, non hanno bisogno di circonlocuzioni contorte e orpelli letterari. La sovrabbondanza argomentativa suona come sforzo per compensare l'incapacit di a gire sulla realt. Il filosofo si distaccato dallo sciamano e dal sapiente ed dive ntato funzionario dell'Universit o dell'editoria, e, per sbarcare il lunario, dev e produrre un tot di pagine, a testimonianza del fatto che un buon lavoratore, e che si merita lo stipendio a fine mese.

La filosofia, al giorno d'oggi, trova senso soltanto come supporto della tecnica , ed stata assorbita nell'ambito dell'epistemologia scientifica, della storiogra

fia o dell'antropologia. Ma tutto, dalla scienza, alla storiografia, all'antropologia, alla tecnica, va s ubordinato alla sapienza contemplativa e meditante, specchio noetico di conoscen za e amore.

A met Ottocento Marx tracci un quadro esaustivo del circuito del Capitale, ovvero, smascher con consapevolezza- bench si trattasse di una consapevolezza tutta laica , priva di chiarezza mistica - il processo di accumulazione instauratosi a segui to della Rivoluzione industriale, e ne identific le conseguenze nefaste: l'aliena zione e la concentrazione delle ricchezze e del potere nelle mani di pochi. Ne p ropugn il superamento attraverso un'azione distruttiva, la Rivoluzione contro la propriet privata e lo Stato borghese, che avrebbe dovuto condurre, attraverso la loro abolizione, alla nascita della societ edenica di tipo comunistico. Ma il Comunismo reale - attuato sulla scia della teoria marxiana, attraverso la mediazione leninista, con la dittatura di Stalin, prima, e lo zarismo sovietico poi - fu sopraffatto dal dmone della violenza e dell'ignoranza, e gener mostri al pari del suo antagonista, il sistema capitalistico. Non possibile alcun superamento della Storia come Bestemmia che non passi attrav erso il superamento della dominazione da parte dei dmoni all'interno di ogni indi viduo, e in particolare all'interno di chi fa parte delle lites che esercitano il potere sul pianeta. E le forme nuove della Storia come Liberazione si concreteranno di volta in volt a, come work in progress, in conformit con il livello di affrancamento dalla domi nazione dei dmoni attuato dai singoli individui, dall'umanit nel suo complesso e d alle lites di potere in particolare.

Ci sono esistenze mai attraversate dal dimon dell'ulteriorit, che scivolano via en tro i canoni sanciti dal senso comune. Costoro sembrano godere di una felicit naturale, diversa da quella dell'Iniziato, ma comunque dotata di una sua dignit. Il loro difetto peggiore, per dirla con Er aclito, quello di "abbaiare come cani contro ci che non conoscono" (fr: 22 B 97 D K).

"La realt l'ombra". Ombra dell'Assoluto, certamente, e ombra deforme, fuorch nei l uoghi e nei momenti in cui la Natura si inarca in bellezze ineffabili, e allude, in epistroph, al Mistero. a il giudizio si conf principalmente alla realt dell'anima umana e ancor pi alla re alt delle relazioni tra gli individui. Dietro la maschera dell'amico fa capolino l'invidioso, dietro il politico sorridente un topo calcolatore a caccia di conse nsi che gli consentano di conservare ed eventualmente espandere il proprio miser abile potere, dietro il casto prete il porco. Dietro il mio volto, l'ombra della mia maschera. Non ci sar evoluzione dell'indiv iduo e dell'umanit se non illuminiamo, integrandole e contemplandole alla luce de llo specchio interiore, le ombre. Un prete consapevole di essere anche porco, un amico consapevole di essere anche invidioso e interessato, un politico consapev ole di essere falso, saranno tutti meno porci, meno invidiosi, meno falsi, se al la consapevolezza uniscono l'istinto di illuminazione e di evoluzione.

Eccolo, dietro la scrivania, il burocrate, piccolo automa-re, esecutore troppo z elante del Copione Stabilito, la mente e il cuore abitati dal Compito. Non esibitegli le ragioni della vostra condotta, quando vi convocher per farvi pa gare il fio del vostro Errore. Non tollera ignoranza dei regolamenti.

E quando vi verr inflitto il castigo, non ne sar mai lui personalmente responsabil e e artefice, bens sempre qualcun altro, annidato in qualche pi altolocato ufficio . Siete caduti in un gioco di specchi esiziale e perverso, e ne uscirete in ogni c aso sconfitti. Qui si misura il processo di metallizzazione e disanimazione dell'umano, legato al trionfo del pensiero tecnologico, che ha per cardini l'applicazione dei princ ipi e il funzionamento degli ingranaggi. La Dominazione planetaria ha bisogno di burattini algidi e servizievoli ed efficienti, per moltiplicare i propri tentac oli disumani.

I calcoli della politica somigliano ai computi della tecnologia scientifica: per il politico l'avversario un oggetto da raggirare o sopraffare, e per lo sperime ntatore scientifico tutto viene ridotto ad oggetto e sottoposto al metodo sperim entale. Quando i servizi segreti americani e italiani favorirono o promossero st ragi di civili in Italia, probabilmente nessuno al loro interno pensava alla ver a realt, di esseri umani palpitanti, delle vittime designate: erano oggetti da el iminare, per un fine politico. E la disanimazione della vittima richiede la disa nimazione del carnefice: oggetto contro oggetto. Cos agiscono da sempre le lites politiche nella Storia come Bestemmia, dall'Atene periclea all'Impero di Roma, al Principe del Machiavelli. Cos agirono Hitler e St alin e i Presidenti USA e i loro consigliori, oggetti a se stessi e ingranaggi n ella macchina governata dai tre dmoni e dal Dio Denaro. E le loro maschere si acc artocceranno nella smorfia grottesca di una morte tanto pi dura quanto pi tentano di sottrarvisi attraverso l'esercizio del potere, pietoso riempitivo di un'angos cia che non hanno saputo contemplare e trasformare in senso di solidariet per i v iventi.

La medicina, la pi nobile per intenti e la pi antica tra le scienze, nata dai riti sciamanici di guarigione, saldata con la tecnologia raffinatissima della nostra epoca, apre possibilit sempre nuove di liberazione dal dolore: purch non cada, co me succede troppo spesso, sotto l'egida dei tre dmoni e del Dio Denaro, poich Avid it e Ignoranza trascineranno la ricerca oltre i limiti di quel che lecito all'uma no, fino alla hybris estrema, generatrice di mostri; e il Dio Denaro indurr a sos tituire farmaci con veleni, purch possa gonfiarsi il ventre di mignatte farmaceut iche tronfie e luccicanti, che si spacciano per umani.

Il linguaggio reca sempre pi inscritta nelle procedure sintattiche e nelle sonori t l'ipertrofia del pensare tecnologico, e nella qualit dei significati, cio, nella terminologia corrente, la restrizione degli spazi di Anima e di Spirito: non a c aso l'inglese commerciale e tecnologico, con i suoi suoni secchi e taglienti va affermandosi come koin dell'Impero Planetario, a discapito delle lingue latine. Questo inglese metallico, che domina nella rete telematica, mira ad essere la li ngua degli scherani del Dio Denaro, che vogliono partecipare al miserabile banch etto del potere che ha come chef Dominazione, come grotteschi intrattenitori i t re dmoni, come vivandai cuori degli umani.

III. PER INFERA AD ASTRA

L'aspetto distruttivo dell'Apocalissi in atto, radicalizzandosi, pu farsi occasio ne di risveglio spirituale (13).

La sequenza di cause - effetti, segnata dall'azione dei dmoni, nell'atto stesso i n cui genera le condizioni per la peste planetaria, pone, anche a livello causal e, le condizioni per l'accesso alla dimensione spirituale di" sperare l'insperab ile". L'utopia, nel tempo dell'Apocalissi, diventa l'unica forma realistica di p ensiero.

"se non speri l'Insperabile, non lo scoprirai, perch chiuso alla ricerca, e ad es so non conduce nessuna strada" (Eraclito 22 B 18 DK). Sperare l'Insperabile significa porsi in una condizione dello spirito fondata su un paradosso acausale, che mette in cortocircuito la mente razionale. In tale c ondizione di aspettativa che non forza il flusso degli eventi, pur evocandone un compimento propizio allo "sperante", si apre lo spazio per la realizzazione del l'impossibile. Su questo impossibile, o "insperabile" che diventa "sottile " progetto di realiz zazione, pu fondarsi la realistica utopia di fuoriuscita positiva dall'Apocalissi in atto, a cui "non conduce nessuna strada" che sia segnata dalla catena causa - effetto marchiata dall'egemonia dei dmoni. Alla proiresis aristotelica - la "scelta" mirante all'ottenimento dell'utile part icolare - opportuno sostituire l'elps, speranza dell'impossibile capace di trasfo rmare il Tutto in virt della sua inerenza metafisica al Tutto. Attraverso l'elps d egli umani, che parte del Tutto, il Tutto va al di l di s, attraverso di s.

Specchio deformato, parvenza illusoria dell'Immediatezza (14) che Silenzio, la R ealt "antroponaturale", bench sia una realt relativa, comunque governata da regole rigide - numeriche politiche economiche comportamentali climatiche, eccetera - c he difficile modificare, poich essa tende a conservarsi in base al principio di i nerzia, o ad accogliere modificazioni il cui seme sia gi implicito in essa. Propr io per questo occorre "sperare l'insperabile", e fare di questa speranza dell'in sperabile un lievito entropico e una entelechia della realt, che semini evoluzion e, libert e solidariet nella Storia.

Cristo il Verbo dell'Amore. Buddha il Verbo della consapevolezza. Lux il Verbo d ella (dis)integrazione delle ombre (15). Su questi cardini si fonda la rivoluzio ne spirituale - e quindi anche economica e politica - a cui l'umanit convocata. La dissoluzione dei dmoni si attua integrandoli, ovvero riconoscendone la presenz a dentro di s con un atto di accettazione contemplante, trasferendoli nei luoghi deputati alla catarsi, e lasciandoli andare attraverso la meditazione sull'imper manenza dei pensieri e delle emozioni. Carl Gustav Jung, intorno alla met del Novecento, profetizz che ci sarebbero volut e almeno cinque o sei generazioni perch potesse realizzarsi una rivoluzione spiri tuale di questa portata, e il suo discepolo Neumann cerc di aprirne la via (16), individuando nella rimozione dell'ombra praticata dalla morale cattolica e borgh ese l'ostacolo maggiore alla sua attuazione. Di fatto, tutte le religioni hanno fallito nel tentativo di redimere l'umanit, e dunque bisogna fondare una nuova spiritualit, che finalmente faccia i conti con l a dimensione oscura.

In altri termini, il percorso evolutivo verso la liberazione individuale e colle ttiva si gi dato alcuni strumenti, per quanto parziali e soggetti ad abuso, elabo rati dalla tradizione di Oriente e di Occidente: la meditazione di presenza di m atrice buddhista, che consiste nello sviluppo della capacit di tenere desto il te stimone interiore o specchio dello spirito, contemplando con equanimit tutto ci ch e attraversa il corpo, i sensi e la mente; la ricognizione o integrazione delle ombre, attraverso gli strumenti di una psicoanalisi non gestita da analisti asso ggettati al dmone dell'Avidit e dell'Ignoranza (e sono davvero pochi), la catarsi( per esempio artistica)delle pulsioni distruttive; la coltivazione di un istinto alla solidariet e all'amore cosmico.

La liberazione dell'umanit dalla dominazione dei tre dmoni e del Dio Denaro passa attraverso l'integrazione dell'Ombra individuale e collettiva e la meditazione d i presenza, perch necessario attivare un processo di fuoriuscita dalla mera natur alit dell'uomo, che in realt naturalezza falsa, condizionata dall'azione costante dei tre dmoni e del Dio Denaro. L'opus contra naturam cos avviato un opus iuxta naturam, perch conduce alla natura illuminata di base, al Silenzio contemplante e solidale, matrice dell'azione sp ontanea e positiva. Ma: chi pu essere guida all'integrazione dell'ombra in un'epoca in cui gli psicoa nalisti sono quasi sempre mercenari corrotti e avidi, e i maestri di meditazione , proliferati oltre misura nei ranghi del New Age business, sono troppo spesso p iccoli uomini affamati di un ruolo che li rassicuri delle proprie debolezze e co nsenta di incamerare laute prebende oblate da adepti ingenui? Meglio tentare collettivamente vie individuali che sappiano rintracciare di volt a in volta guide autentiche lungo il cammino periglioso dell'iniziazione, avendo sempre come unico vero maestro il S, in una ricerca continua dell'equilibrio con templante che consenta un agire libero e propizio all'evoluzione della Repubblic a Umana.

La meditazione, da sola, non in grado di integrare e dissolvere le ombre; la psi coanalisi, da sola, non in grado di condurre all'illuminazione e all'amore cosmi co. I buoni ideali, o pensieri positivi, senza l'integrazione delle ombre, induc ono scissioni pericolose tra l'Io ideale e la realt psichica, e, comprimendo l'om bra, attivano processi pericolosi di ritorni del rimosso distruttivo. Occorre unificare gli strumenti di evoluzione, allo stesso modo che la fisica ha unificato le Forze Fondamentali. La maggior parte degli psicoanalisti sono irretiti dai dmoni, in particolare da A vidit e Ignoranza, e non riescono a muoversi al di sopra della dimensione ilico-p sichica. Possono essere adatti per "ricercanti" ai primi vagiti dell'evoluzione spiritual e, poich rappresentano un punto di riferimento a quel livello di integrazione. Molto meglio un trainer radicato nel Silenzio, capace di integrazione dell'ombra e contemplazione permanente, e che sappia traghettare di continuo dalla dimensi one ilico - psichica a quella pneumatica. Quanti ne esistono?

Le figure della topica junghiana - animus, anima, persona, ombra - sono archetip i della dimensione ilico - psichica, funzioni che agiscono in limine tra Io e In conscio. Il S (Selbst), radicato tra Silenzio e Inconscio, sgrana i propri simboli nel rea me delle quattro figure della topica, pur trascendendole, come motore immobile, che tutto pervade e contempla.

Ci sono almeno quattro livelli di attivit interna al soggetto uomo: Pensiero corporeo, che la forma sottile e inconscia di circolazione delle inform azioni intercellulari e interorganiche in generale, e la funzione coordinante di tutte queste, e, in relazione al mondo esterno, culmina nella sensazione. Pensiero inconscio, che si manifesta nei sogni, nei lapsus linguae, ed oggetto d 'indagine della psicoanalisi, da Sigmund Freud in poi. L'Inconscio l'ospite scon osciuto della psiche, si manifesta per simboli e pulsioni, e in esso dimora l'Om bra individuale e collettiva. Pensiero subliminale: come un chiacchiericcio incessante, una corrente continua di immagini e frasi interiori, brandelli di ricordi, rimuginazioni di vissuti re centi ed emozioni. Pensiero conscio: l'attivit dell'Io, rivolta all'esterno - per soddisfare i bisog ni primari (cibo, sesso, volont di potenza) e secondari (agiatezza, finezze varie ) - e all'interno, per mediare tra istanze inconsce e principio di realt. Fin qui, pi o meno, ci muoviamo nell'ambito della ricognizione psichica inaugurat a da Sigmund Freud e sviluppata in modo vario e spesso conflittuale dalle scuole psicoanalitiche. Ma esiste un quinto luogo, che anche la quinta essentia del pensiero: il pensier o - non pensiero, il vuoto testimone, ci che, distaccato dalle altre quattro form e di pensiero, eppure ad esse inerente, pu contemplarle. Questa quinta essentia i l luogo della meditazione e della contemplazione che consente l'integrazione e l a liberazione dalle ombre e dai dmoni.

Ho indicato in due tecniche, la meditazione di presenza e la pratica psicoanalit ica di integrazione dell'ombra, gli unici mezzi elaborati dalla tradizione di Or iente e di Occidente in grado di favorire la liberazione dell'umanit. Poich si tra tta di due tecniche, il discorso sembra cedere al trionfo generalizzato della te cnica che una delle possibili cause di peste planetaria. In effetti, le tecniche spirituali non servono a nulla. lo spirito che deve acce ndersi della passione che conduce lungo la via dell'illuminazione e percorrerla nel segreto della propria interiorit, ricorrendo, quando sia necessario, anche al le tecniche spirituali, ma senza mai subordinarsi ad esse. Lo spirito gi da sempr e nella Patria Lucente: dal traguardo muove verso la partenza.

Gli strumenti evolutivi da me indicati come fondamentali per condurre l'umanit a un livello pi alto di consapevolezza, rischiano di ridursi a ulteriori forme di t rionfo della tecnica, se al ricorso ad esse non si associa l'accensione di una s cintilla dell'anima, anelito a ci - che -- bene, forza che consente di superare le necessarie catabasi e i momenti di smarrimento, dai quali nessuna vita - neanch e la pi illuminata- esente.

Qualcuno potrebbe trovare semplicistico il ricorso a due strumenti- la meditazio ne di presenza e l'integrazione delle ombre, associati alla catarsi artistica o bioenergetica delle stesse, e all'apertura del centro interiore di amore univers ale - per guidare l'umanit alla Rigenerazione. Ma se si guarda al corso della Storia dalle origini ai giorni nostri, facile acc orgersi che tutti gli altri strumenti - la religione, la filosofia, il pensiero scientifico - hanno fallito nel loro compito evolutivo, e l'umanit peggiore di qu ando viveva nelle caverne e mangiava carne cruda. Essa deve andare a scuola di iniziazione, e non ancora all'asilo, e si devono cr eare centri di evoluzione spirituale non aggiogati al carro dei dmoni e del Dio D

enaro, e le lites politiche devono abbeverarsi alla fonte della sapienza, affinch le decisioni che incideranno sulla vita di milioni di individui, non siano domin ate da Ignoranza. Utopia? No. l 'unica via percorribile, e occorre imboccarla al pi presto, e vegli are che anche questa via non diventi strumento di potere. Tutta l'umanit, dai Neri ai Celti, da Oriente a Occidente, da Nord a Sud, deve an dare a scuola di illuminazione, per non perire. Guardare a queste affermazioni con sufficienza, significa essere in balia del dmo ne dell'Ignoranza.

La rivoluzione spirituale necessaria per liberare l'umanit dalla dominazione dei tre dmoni, che altrimenti condurr alla peste planetaria, pu attuarsi per contatto d iretto - o contagio positivo - tra portatori di consapevolezza e inconsapevoli. L'emergenza del momento richiede un'accelerazione di questo processo, e il conta gio deve raggiungere anche i principali mezzi di informazione, sottraendoli alla dominazione da parte dei tre dmoni e del Dio denaro.

Perch le televisioni mandano in onda spettacoli in cui prevalgono orrore, violenz a, inganno? Forse perch l'Ombra, il perturbante, meno noiosa, e, appunto, pi spettacolare, del la Luce. Oppure le televisioni sono una sorta di serbatoio di dmoni, dimensione visiva del la psiche collettiva, suo inconscio a cielo aperto, luogo catodico di nutrimento dei dmoni, e questo nutrimento, lungi dall'essere apotropaico, diventa loro cent ro di proliferazione, poich, grazie alla forza di penetrazione dell'immagine, ess i si incastonano nella mente inconscia, e l, in silenzio, mettono radici. Le tele visioni sono un promemoria dell'esistenza dei dmoni, poich mancano di sacralit. Ben diverso il trattamento sacrale tantrico delle ombre e dei dmoni, che mira all a vanificazione dei dmoni, e alla loro trasformazione in energia positiva.

Nel tempo dell'Apocalissi, il tempo della parola si contrae l'opera d'arte diven ta azione iniziatica.(17)

I Sepolcri di Ugo Foscolo sono il canto del cigno dell'etica eroica dell'artista romantico, che attraverso grandi opere in vita aspira, dopo la morte fisica, al l'immortalit nella memoria dei posteri, di contro a una Natura crudele, impassibi le e immemore delle proprie creature. Oggi, nel tempo dell'Apocalissi, tutto questo non pi possibile. L'artista non pi s icuro che le sue opere saranno eredit per posteri, ed comunque certo che la loro attenzione sar inficiata dal bombardamento attuato dai canali di informazione, ch e creano e distruggono miti effimeri a ogni battito di ciglia del Dio Denaro, ch e ha bisogno di prodotti sempre nuovi da immettere nel mercato della gloria merc enaria. Non resta che agire in conformit con il proprio genio o dimon, al di fuori delle m ode indotte da sensali prezzolati e acquiescenti della cultura, asserviti al dmon e dell'Ignoranza e dell'Avidit - una volta venivano definiti "critici", poich si a ttribuiva loro la capacit di distinguere e giudicare con metro proprio - inoculan do nella propria opera quanto pi sia possibile di sapienza e illuminazione e fant asia, e gioire della luce che tale grandezza tutta interiore riverbera sull'esis tenza. Chi ha orecchi per intendere, intenda.

IV.DELL'INIZIAZIONE.

Definisco Iniziato colui che entrato, per contatto con un altro iniziato o, pi ra ramente, per autoiniziazione, in una via che porta alla consapevolezza e alla li berazione, con animo puro, spirito di ricerca aperto, senso di solidariet con tut ti i viventi.

L'Iniziato distaccato dal mondo, ma agisce nel mondo. La sua azione mira a condu rre tutti alla consapevolezza e all'illuminazione, senza forzare nessuno.

Natura Originaria Illuminata inerenza all'Uno - Assoluto, che nome del MisteroSilenzio.

La Natura Originaria dell'umano illuminata perch coincide con l'Assoluto, il Mist ero che si manifesta come mondi, allo stesso modo che, nella tradizione oriental e, l'Atman (S individuale) coincide con il Brahman (S cosmico).

"A tutti gli umani tocca in sorte di conoscere se stessi e cogliere la sapienza suprema" (Eraclito, 22 B 116 DK). La vita, per tutti, destinata a culminare, prima o poi, forse con peripezie che implicano sempre ulteriori rinascite, nell'illuminazione. Ognuno nascer e morir fi no a toccare l'Assoluto. Ma un'esperienza diretta dell'Assoluto - Silenzio si offre gi a tutti nell'arco d i questa vita: nella morte che la sigilla, quando si chiudono le porte sensorial i e l'attivit mentale del cadavere, assorto nel suo nudo silenzio lontano. Il Fedone platonico e il Libro tibetano dei morti (Bar-do-t'os-sgrol) alludono a questa esperienza dell'Immediato alla soglia della morte, come a una culminazio ne conoscitiva.

Il pensiero, come la materia, energia, e le modificazioni del pensiero sono, com e le modificazioni della materia, modificazioni del mondo. Il mondo si modifica attraverso trasformazioni nel pensiero dei singoli che si c omunicano per contagio.

L'energia del pensiero si traduce in energia dell'azione. Il pensiero - azione l a forma di pensiero adatta all'epoca dell'Apocalissi. L'arte e la filosofia priv e di tensione iniziatica sono solo pensieri fatui, inerti, vano gioco dell'intel letto.

A breve termine, il compito dell'umanit non di eliminare l'ombra collettiva: suff

iciente innescare un processo trasformativo della psiche collettiva che ne ridim ensioni il potere di devastazione, in particolare preso le lites economico politi che. Ma, vista la loro refrattariet all'illuminazione, per ottenere risultati anche mo desti, occorre attivare un vasto movimento spirituale di liberazione e di pace, che riesca a penetrare negli strumenti di informazione e nei centri di potere.

Di contro ai luoghi dell'umanit assoggettata ai dmoni, convulsa nei gesti e spenta nello sguardo, o ancora che incrudelisce su se stessa attraverso l'umano che ma ssacra l'umano per crudelt o avidit o ignoranza, risplendono le bellezze della Nat ura, occhi dell'Assoluto, armonia lucente del sole al centro del cielo limpido, quiete notturna della luna che si frantuma in scintille d'argento sullo specchio mobile del mare, e compone simulacri di palpabili deit... "il nous paterno insem in simboli attraverso il cosmo, lui che intuisce gli intuibili; ed essi sono dett i bellezze ineffabili" (Oracoli Caldaici, fr.108 Des Places). Ma anche " come rifiuti sparsi a caso, il pi bello dei mondi " (Eraclito, 22 B 12 4 DK): la Verit nel Silenzio che contempla gli opposti e li fa Uno. Nel Silenzio.

" Contro il desiderio difficile combattere: a prezzo dell'anima compra ci che vuo le " (Eraclito, 22 B 85 DK). La liberazione dai tre dmoni e dalle pulsioni radicali non un'azione univoca che li recida via di colpo e per sempre. Piuttosto, un processo incessante di progre ssiva acquisizione di spazio interiore che segna la distanza - ma anche l'integr azione - nei confronti di tale dimensione dell'urgenza psicoide.

Terribile la legge del taglione - gi assai elegantemente formulata da Eschilo: pa thin tn rxanta (" chi infligge, subisca"), cui pi concettuosamente fa eco la teoria orientale del karma - perch divora l'anima di chi offeso, e richiede sangue a ris arcimento di sangue versato. Per non sprofondare in questi gorghi, contempliamo le immagini di violenza che si formano nella nostra mente, e sentiamo l'impulso della furia, ma senza agirlo. Lo spazio della rinuncia alla vendetta, o almeno dell'attenuazione della rispost a violenta, luogo di libert interiore, segno inconfondibile di illuminazione.

Accanto alla Storia dell'azione umana dominata dai tre dmoni e dal Dio Denaro, fl uisce la Storia dell'azione umana ispirata dal dimon della solidariet e dell'amore , e questa Storia scolpisce a caratteri di luce il tragitto del progresso reale. E le due Storie si incrociano nell'individuo, contendendosene la propriet, cos che si troveranno, in una vita, tracce dell'una e dell'altra Storia. Il sapiente, distaccato da entrambe, vicino alla Storia della Luce.

Tra il dionisismo stolto e inconcludente di Nietzsche e l'apollinismo funebre di Schopenhauer e dell'ascetismo in genere, si apre una via di mezzo, che mescola contemplazione e azione, inerenza e distacco, trascendenza e immanenza. tale la via della Sapienza.

Nella tradizione tantrica, ma anche taoista, e in generale nella pratica di medi tazione, si raccomanda di sospendere il giudizio intorno a tutto ci che attravers

a i sensi e la mente, facendone puro oggetto di contemplazione, per giungere a u na condizione di risveglio che trascende anche la consapevolezza. C' un bellissimo gatto rosso, sotto il mio studio, possente, dotato di grandi bas ette. Lo chiamo Giuseppe, perch mi ricorda un amico. Gatto Giuseppe sornione, si lascia accarezzare dagli umani, che gli imbandiscono carni e pesce. sazio, Gatto Giuseppe, sempre. Ma un giorno avvista un piccione. E allora il caro gatto sornione diventa una so rta di Mister Hyde: gli salta addosso, lo sbatte a destra e a manca, lo lascia e lo riprende tra i denti. Infine, lo uccide. E Mister Hyde ritorna a fare il Gat to Sornione. Maledetto Giuseppe, perch uccidi per gioco, senza avere fame? Per qualche tempo, incontrandolo per via, ho sputato a Giuseppe. Poi ho racconta to l'episodio a uno dei suoi fornitori di vivande, invitandolo scherzosamente a sospendergli i rifornimenti, data la cattiveria. E costui, con un'aria sorniona anche lui (da Giuseppe, appunto) mi ha risposto: " un gatto". Come dire: " Le cos e stanno cos, la natura". E quando ne ho parlato con un praticante tantrico, ha s ostenuto che esiste una bellezza e un piacere anche nell'agonia, in ci confortato dalla visione dello scienziato, secondo il quale lo scatenamento dell'adrenalin a induce una sorta di anestesia nella vittima. E si potrebbe citare la fotografia che ritrae un uomo appeso a un palo e sottopo sto alla tortura cinese " dei cento pezzi ": mutilato delle gambe e delle bracci a, un buco lo attraversa da parte a parte nel petto, all'altezza del cuore, cos c he vi si pu guardare attraverso. Ma il suo viso, bellissimo, irradia un sorriso m istico, forse indotto dall'oppio somministrato dai carnefici per impedire che mo risse troppo presto, durante le amputazioni. Non gran cosa, essere un gatto, e neanche un torturatore cinese. Non gran cosa e ssere naturali in questo modo. E allora, il criterio tantrico e meditativo della sospensione del giudizio, che potrebbe indurre il non iniziato a una sorta di amoralismo, va accolto con qualc he riserva: anche il giudizio, se non dettato da moralismi e rigidit intellettual i, pu aiutare l'umanit ad evolvere, e ad uscire dalla condizione pseudonaturale do minata dai dmoni dell'Ignoranza e della Violenza. Se Gatto Giuseppe imparasse a giudicarsi, forse potrebbe astenersi dall'essere c os banalmente gatto. E il torturatore sarebbe meno banalmente torturatore. E l'uo mo" naturale," homo homini lupus, meno banalmente "lupo" all'uomo.

Eccoli, i polli, mi dico entrando con l'automobile in un viale da vacanze tristi, brulicante di biciclette e volti ottusi. Mi fermo, per fumare un sigaro di dist acco e piet nel mezzo della folla sciamante. Ma non ho di che accendere. Chiedo fuoco al pi segnato dalla vita di tutti costor o, ed egli: "Vado a prendere il mio accendino, l nella macchina ", risponde, e qu ando lo invito a non darsi troppa pena, e cerco di dissuaderlo: "Vado", aggiunge perentorio. E ritorna sorridente. Intono tra me e me la palinodia della gentilezza e dell'umanit. "Grazie", lo salu to rispondendo al suo sorriso. Ma ancora mi domando che cosa farebbe questo barbuto occasionale amico se veniss e provocato alla violenza da uno sgarbo o da un oltraggio. Potrebbe uccidere, ac cecato dal dmone della Violenza. La "bont civica o civile" non sufficiente. Occorrono strumenti che consentano a t utti di gestire il dmone della violenza, quando, evocato, voglia prorompere in az ione devastante. E lo strumento uno solo: la contemplazione meditante, continua, che vede tutto e lascia andare tutto nello specchio del risveglio, e mescola distacco e spontane it, e sa contenere il dmone. E poich sono miliardi le persone che non hanno esperienza di questo modo di esser e, mi dico che non esiste altra soluzione che diffondere questi strumenti a live llo planetario, per provocare un risveglio alla sensibilit contemplativa e medita nte, e disattivare, attraverso un confronto con l'ombra e la sua integrazione, i

l potenziale distruttivo latente nell'inconscio.

"belle, per il dio, sono tutte le cose, e giuste; ma gli umani ne hanno ritenute giuste alcune, ingiuste le altre" (Eraclito,22 B 102 DK Eraclito addita una condizione spirituale di compiuto distacco dalla danza degli opposti che opacizzala mente umana, allontanandola dalla quiete e dalla bellezz a del Silenzio, del Risveglio. E, piuttosto che invitare all'indifferenza etica, allude a uno stato della mente risvegliata, che dimora nell'armonia nascosta, e da tale postazione guarda il mondo con gli occhi del Mistero.

V.LANX SATURA

"Le cavalle che mi portano fin dove giunge il mio cuore mi condussero via, quando le dee vennero per guidarmi sulla via molto gloriosa che porta per ogni citt l'uomo illuminato. L mi conducevano le cavalle molto sapienti, traendo il carro. Fanciulle indicavano la via..." "L una porta che dischiude i sentieri della notte e del giorno, serrata da un architrave e una soglia di pietra e in alto la chiudono grandi battenti: Dike che molto punisce ne tiene le chiavi dall'uso alterno..." "E la dea mi accolse benigna e la mia destra strinse nella sua destra e cos mio parl e mi disse:" O giovane condotto da aurighi immortali, che giungi alla nostra dimora portato dalle cavalle, salve a te..." "E tu devi apprendere ogni cosa, sia il cuore che non trema della ben rotonda verit che le opinioni dei mortali, dove non vera certezza. Ma tuttavia anche questo imparerai, come le cose apparenti si deve ritenere che sono, quando ogni cosa attraverso tutto si indaghi." (Parmenide, fr. 1 DK)

Altro che padre della logica moderna! Parmenide sapiente - sciamano, e i suoi es ametri esprimono un'esperienza sciamanica, che lo conduce al di l del mondo sensi bile (il carro metafora iniziatica per il viaggio mistico), al cospetto di una D ea che gli offre l'illuminazione fondamentale: c' una conoscenza assoluta ("il cu ore che non trema della ben rotonda verit) che si raggiunge con l'intuizione, e u na conoscenza relativa ("le opinioni dei mortali"), priva di credibilit e fondame nto. Ma accanto a queste due vie, se ne dischiude una terza (" anche questo"): la via che coglie il relativo, l'apparenza, come qualcosa di cui si pu predicare l'esse re.E poich, secondo l'esegesi di Giorgio Colli, t en, in Parmenide, significa "ci ch e ", dove t rinvia deitticamente all'immediatezza, all'Assoluto cui si pu soltanto

alludere, ed en segnala che questa immediatezza si esprime come mondo sensibile, se ne induce che, secondo la" terza via" di Parmenide il mondo del relativo e de ll'apparente in qualche misura espressione dell'immediatezza, dell'Assoluto, ed ha, perlomeno, dignit ontologica, di fantasma consistente. L'antitesi tra immanentismo e trascendentismo superata, senza il rischio di faci li cadute in un dionisismo di maniera: accanto al fantasma consistente del mondo visibile, perdura l'ombra ben pi salda dell'ulteriorit nascosta.

Schiacciato dall'ineluttabilit della vita, che anche ineluttabilit di dolore e umi liazione, l'uomo di sapienza, come anche l'uomo della folla, costretto in una du plice alternativa: maledire Dio o la Natura o il Vuoto - Silenzio o la Materia V ivente e vederli come entit deficienti, sadiche, ignoranti, oppure accettare con dignit le prove pi dure della vita (malattie, perdita di persone care, eccetera) c ome occasioni di evoluzione e rafforzamento interiore

"Non nessuna cosa. Se anche fosse qualcosa, non sarebbe conoscibile. Se fosse co noscibile, non sarebbe comunicabile"(82 B 3bis,160-162 DK). Gorgia sta parlando dell'Assoluto, e lo sottrae a ogni possibilit di conoscenza e comunicazione. Esso, inoltre, non coincide con "nessuna cosa", cio con nessun og getto (o funzione variabile) del mondo: oudn estin. L'Assoluto viene relegato a u na distanza abissale dal mondo visibile. Si aprono due vie: il misticismo negativo, che cerca il divino nel silenzio e ne lla cripta interiore della meditazione, e svaluta il mondo visibile; oppure la n egazione di ci che mistico, la rinuncia al contatto con l'Assoluto, la celebrazio ne dell'agire in un mondo che deteriore e illusorio, ma resta l'unico mondo asse gnato agli umani. E in questo mondo che ha rescisso le proprie radici dall'Assol uto-Silenzio, opportuno affermare la volont personale di potenza, attraverso lo s trumento che pi contrasta con il Silenzio: la Parola, di cui Gorgia celebra il mi rabile fascino, divinizzandola. Fu il mistico rinnegato Gorgia, che cedette alle lusinghe del Dio Denaro epropug n una sapienza mercenaria di cui si fece maestro mercenario, e non lo sciamanico Socrate ancora abitato dal dimon, ad aprire la crisi della Sapienza greca. Ben diversamente, la" terza via" di Parmenide, l'armonia degli opposti di Eracli to e lo sciamanesimo visionario di Empedocle salvaguardavano un contatto tra man ifesto e immanifesto, immediatezza ed espressione, che Gorgia spezza, cacciando via il sacro dal mondo.

"Di tutte le cose misura l'uomo, di quelle che sono in quanto sono, di quelle ch e non sono in quanto non sono". Cos il sofista Protagora (80 B 1 DK), che mette l 'uomo (nthropos) al centro del mondo. Il Visibile ha perso contatto con l'Assolut o Invisibile, e del Relativo diventa signore assoluto l'uomo, arbitro di ci che e di ci che non , alla faccia del t en parmenideo. E se il giochetto epistemologico del duo sofistico Protagora-Gorgia potrebbe anc he essere ricondotto a un misticismo negativo del vuoto sacro - e dunque non tro ppo discorde dal taoismo zen - la cultura pratica dell'Occidente ha preferito de clinarlo nel senso della desacralizzazione del cosmo e del relativismo gnoseolog ico. Dietro l'esibizione di oggettivit profusa dalla scienza attraverso la consac razione matematica del metodo sperimentale, che rinvia all'esperienza come prova di verit, senza tener conto che l'esperienza luogo del relativo e dell'apparenza pi illusoria, si occulta il pi trito soggettivismo: lo scienziato trova quello ch e cerca, in un gioco di complicit infinita tra occhio che ricerca e specchio degl i oggetti che si modulano a contatto con l'occhio stesso che si dotato di protesi investigative (dal cannocchiale ai pi ra ffinati microscopi subnucleari), l'ipotesi enunciata dal metodo galileiano gi in

qualche modo la verifica, e la n a priori e una conferma. Non pi abbracciato e dominato ogarlo, perdendone di vista la dell'Ignoranza, che lo conduce aria.

raccolta empirica dei dati suona da subito come u dal ci che , l'uomo scientifico lo frammenta per aggi radice assoluta e noumenica cade in bala del dmone alla hybris di adesso, origine della peste planet

Leggere Nietzsche pu essere utile, per l'effetto catartico e liberatorio - dionis iaco - delle sue parole. Ma il pensiero niciano, nel suo complesso, non va molto pi in l della dimensione p sichicae solo di rado attinge alla dimensione pneumatica, ovvero spirituale (pnum a il soffio, il respiro del Silenzio, luogo in cui si centra la contemplazione, postazione meditativa e testimoniante). Analoga debolezza traspare nella formula "fare anima" fatta propria per un certo periodo da James Hillmann, poich essa suona come invito ad aggirarsi freneticame nte nella valle dell'illusione umana: come il pensiero niciano, pu coincidere con una fase preliminare dell'iniziazione, quando necessario liberare energie repre sse dalla morale borghese e cristiana. molto, molto meglio "fare contemplazione ".

Socrate, nei dialoghi platonici, sembra un bambino cervellotico, smanioso di con futare tutto e tutti, nel gioco condotto secondole regole preconfezionate della dialettica. Cos, certi elaborati rigiri teoretici nel pensiero di Giorgio Colli s ono l'aspetto deteriore del suo lavoro iniziatico. Ci che conta, l'intuizione fondante, il nucleo di pensiero di un filosofo, la sua capacit di conoscenza non disgiunta da compassione. Attraverso le regolucce della dialettica si giunge con fatica e contorcimento ce rebrale l dove con il lampo dell'intuizione creativa e contemplativa si dimora a intermittenza sempre. La cos detta crudelt apollinea della dialettica in realt la smania distruttiva di u n bambino impotente che cerca di stringere in una risibile rete di parole veleno se l'antagonista che masochisticamente si lascia invischiare nel giochino. Meglio, allora, il pugilato. Meglio, forse, anche lo sport che istupidisce molti tudini, il calcio, che almeno obbliga a un agonismo schietto, corporeo, animato. Ottimo esercizio per lucidarsi i neuroni in modo tale da servire meglio i dmoni e il Dio denaro congregati nel Sistema Tecnologico Impazzito, la pratica dialetti co-teoretica , rispetto alla meditazione, all'essere-nel-silenzio e nel testimone , un torneo per ragni imbizzarriti.

Giorgio Colli visse un'esperienza iniziatica durante la giovinezza, in seguito a una malattia. In questo, fu sciamano. Poi, diede voce a quell'esperienza attraverso le parole dei sapienti greci, di N ietzsche, Schopenhauer, Kant, e infine con le sue opere, in particolare Filosofi a dell'espressione. Ma, pur restando radicato nella sapienza, divenne pi filosofo che sapiente, almen o nei suoi scritti. La dimensione sapienziale e carismatica di Giorgio Colli poteva esser colta, a t ratti, nella sua persona, attraverso una frequentazione empatica. Fu questa contraddizione, tra sapienza e filosofia, insita nella sua natura, ins ieme con una certa crudelt di pensiero a renderlo gradito, se non all'Accademia, al milieu culturale moderno, che ama vagheggiare sciamanicissime iniziazioni, st andosene seduto dietro prosaiche scrivanie. A me interessa il Colli sciamanico e sapienziale, lascio il resto agli altri.

E cerco di dare un cuore alla sua sapienzadura.

Il punto debole del pensiero di Colli, che era anche il punto debole dei suoi mo delli, i Greci, la mancanza di una dottrina dell'amore cosmico, complementare al la visione della conoscenza come fonte di liberazione. In confronto, il pensiero buddhistico e l'agire cristico si collocano a un livel lo superiore.

A poco a poco il pensiero di Giorgio Colli viene addomesticato e assorbito - una volta deprivato della sua quintessenza, che iniziatica, nel senso che introduce , nel suo complesso, a uno stato della mente di tipo contemplativo (e dunque i s uoi scritti, e in particolare Filosofia dell'espressione, sono esercizi spiritua li, che tendono a restituire almeno un'eco dell'intuizione fondamentale: il mond o espressione di una immediatezza nascosta) - dal sistema accademico, per volont di editori interessati, familiari preoccupati, allievi vogliosi di incarichi uni versitari. Cos morir, per la seconda volta, Giorgio Colli.

All'uomo economico sufficiente accumulare ricchezze, realizzarsi nella propria a ttivit: il gruzzolo ammucchiato, la fiorente rete di relazioni, gli dicono che e quanto vale. Per l'artista e il filosofo cosa diversa. Egli vuole l'Immortalit attraverso la f ama del suo nome tramandato ai posteri. Ma la fama sar cosa che riguarda il nome, e sar il nome a godere di gloria. Per di pi, nell'epoca dell'Apocalissi, la fama di un autore profondo e vero diffi cilmente si afferma, rapidamente, una volta affermata, si diffonde, e altrettant o rapidamente rapita nell'oblo. E allora il filosofo e l'artista mirano alla ricchezza, come l'uomo economico, e sul loro volto una tempo ispirato si stampa la maschera del promotore di se ste sso, il sorriso da manager americano.

Meglio non curarsi troppo di fama e ricchezza, e seguire il filo della propria O pera, che pu essere o non essere riconosciuta dai molti. Il successo consiste nel la certezza di avere dato tutto quello si ha dentro, e nel migliore dei modi pos sibili: forse, ancora pi difficile raggiungerlo, perch il vero artista e il vero f ilosofo raramente provano appagamento. Come dice il Poeta: "non ti curare del raccolto, ma solo della giusta semina".

Il pittoresco letterario degenerazione dell'estetico nell'era dei consumi, dove valgono le regole del mercato turistico. Fa tanto fine dire di aver frequentato i bar in cui si abbeverarono Hemingway o Picasso, Thomas Mann o Dal, Rimbaud o Ez ra Pound. Guardatelo, l'oste, come se la ride di questi pellegrinaggi letterari ed esclama tivi, contando, prosaico ma pasciuto, il malloppo da dietro il bancone!

L'ossessione della pagina bianca il vezzo comune a letterati esangui, che non ha nno fuoco nell'anima, n luce nello sguardo. il tormento risibile dell'impiegato c he deve fare il suo dovere di scriba, e teme di non riuscirci.

Meglio il contrario: dover resistere, per essere subito costretti a cedergli, al dimon della creativit che possiede, e costringe a scrivere, a dare qualcosa di s.

Per un penoso malinteso dovuto alla miopia dei critici contemporanei, occultator i del mistico e dell'occulto, e a un suo sgradevole opportunismo senile, aliment ato da pressioni degli ambienti borghesi e anglicani che lo spinsero a rinnegare le forme del suo misticismo giovanile, quando frequentava - parimenti a Yeats, Pound, e altri poeti modernisti - il milieu della Golden Dawn, e studiava sanscr ito e scritture orientali, e fu sul punto di convertirsi al buddhismo, Eliot sta to spacciato per un poeta della crisi, e The Waste Land stata interpretata come testimonianza di una percezione disgregata e frammentaria del cosmo. In realt un poema iniziatico e apocalittico, che enuncia l'aridit e la desolazione della civilt moderna, arsa da una sete inesauribile e tormentosa per mancanza di spiritualit, e rivela come unica possibilit di uscita da tale condizione di decad imento una sensibilit religiosa che unifichi i vertici del pensiero mistico orien tale con la sapienza di Occidente: una sezione del poemetto titolata Sermone del fuoco, che era, appunto, il titolo di uno dei sermoni del Buddha, intorno alla necessit di distaccarsi dalle passioni, e la sezione finale, "Ci che disse il tuon o", mutua dalle Upanishad vediche l'invito a donare, compatire, dominarsi (datta - dayadhvam - damyata), per poi culminare nella formula rituale shantihshantihs hantih, "pace che supera ogni comprensione", condizione mistica e illuminata del lo spirito. I Four Quartets segnano il compiuto compimento di questo itinerarium mentis in d eum: qui Eliot parla dal luogo interiore e divino dell'equanimit, si lascia attra versare dal lgos, abitato e abita nel dio cosmico, celebra il mistero dell'incarn azione e l'unificazione con il divino attraverso l'accensione del fuoco spiritua le: "Con la forza di questo Amore e la voce di questa Chiamata / noi non cesseremo l 'esplorazione / e la fine di tutto il nostro esplorare / sar giungere l onde parti mmo / e conoscere il luogo perla prima volta. /...Una condizione di completa/sem plicit (che costa/ non meno di ogni cosa) e tutto/ sar bene e ogni genere di cose/ sar be ne, quando le lingue di fuoco si incurvino/ nel nodo di fuoco incoronato/ e il f uoco e la rosa siano uno".

In Occidente, i Pitagorici inaugurano la lettura in chiave numerica, ovvero mate matica, della materia. Il divino, l'arch, si dispiega secondo forme matematiche, a scandire il ritmo e dettare le proporzioni stabili della hyle. Dei misteri numerici pitagorei sono eco le Idee - Numero del tardo Platone, e la speculazione numerica resta per lungo tempo nell'ambito dell'indagine teoretica : come amava ripetere Giorgio Colli, i Greci scelsero di evitare il pi possibile le applicazioni della scienza dei numeri alle escogitazioni della tecnica. Li am moniva il destino tremendo del Titano Prometeo, inchiodato a una rupe della Scoz ia da Krtos e Ba, scherani di Zeus. Mille anni pi tardi, con Galileo, la decifrazione in chiave numerica del libro de lla Natura diventa ancillare rispetto ai fini concreti dell'utile tecnico. E que sto processo ora sta giungendo al culmine, con il trionfo della tecnica, asservi ta ai tre dmoni e al Dio Denaro, e destinata a diventare, oltre che modus operand i, anche modus opinandi della razza umana.

Il mistico, il metafisico e anche il filosofo soffrono del lutto matematico. Qua lcuno abdica, si fa neopositivistico seguace del genio numerico - tecnologico. A ltri invocano i numi dell'irrazionale, tentano di riesumare una versione mitica del mondo.

Ma la realt cos come : il modus operandi e opinandi tecnologico dilaga, c' il rischi o della eliotiana aridit, di lite e di massa. Meglio evitare la via dia-bolica, ci o separativa, che contrappone umanesimo e pensiero scientifico, e lavorare a una saldatura dell'Uomo: che sia apollodionisiaco, ctoniosolare, tecnicoromantico. C omunque Uno.

Provo a entrare nei pensieri di un alto grado dei Servizi Segreti di non importa quale paese, quando decide di commissionare o favorire una strage a fini politi ci. Costui, quasi generale in campo di battaglia, ragiona in termini strategici, e c oncepisce gli esseri umani come pedine di una scacchiera, come oggetti. Ma poich non esiste oggetto che non sia anche soggetto, ne risulta che costui dominato da Ignoranza, oltre che, ovviamente, da Violenza e da Avidit, poich verr lautamente r icompensato, per uccidere. Non sa, costui, che, poich Tutto Uno, sta uccidendo se stesso. Non sa, come invec e sa il sapiente, che i suoi colpi sono colpi che il vuoto sferra, nel vuoto, co ntro il vuoto, e che sarebbe assai meglio convertire in fendenti di compassione cosmica.

La sessualit, indegnamente bistrattata da varie forme di spiritualit che in ci dimo strano la propria indole di strumenti di difesa dall'" ingovernabile" e dal "per turbante" e di garanti dell'ordine costituito, luogo di catarsi e di iniziazione , soprattutto nelle sue formepi eccessive e (per usare una parola puramente indic ativa ma priva di fondamento e frutto della morale cattolica, borghese, buddhist a eccetera) perverse. luogo del piacere e dell'autenticit, dell'esplorazione di s e dell'altro da s, antidoto alla noia, al dolore, all'angoscia, alla scissione in teriore. Propongo di obbligare i militari e i politici, ma anche tutti gli altri, a far l 'amore almeno tre ore al giorno per tutti i giorni. Ci saranno meno guerre, meno intrighi, meno violenza. E nella sessualit non ci si dimentichi di unire tre dosi di amore con una di odio e di disprezzo, perch una catarsi naturale della violenza, ed molto pi eccitante.

Il mito romantico del grande poeta - vate stato miserevolmente soppiantato dal r ockstar system, e ci dovuto, oltre che all'azione del dmone dell'Ignoranza unito a d Avidit sotto l'egida del Dio Denaro, all'imbecillit - nell'accezione etimologica di "debolezza": in + baculum = "senza bastone" - dei poeti, ormai ridotti a esa ngui funzionari editoriali, professori universitari, marionette televisive, affa bulatori che elemosinano apprezzamenti. E il bastone perduto non soltanto il "nerbo" e il carisma, ma la sacra insegna s acerdotale e sciamanica, il segno di un legame con il mondo degli spiriti e dell e visioni, con l'altrove e l'utopia, con la libert e la magia.

Non c' niente di pi noioso che una lettura di poesia, da quando i poeti veri - poe ti anche nella vita - sono morti. Larve esangui si succedono l'una all'altra per balbettare sul microfono che non sanno usare le loro preziosissime e recenti cacate anemiche e letterarie. Pubblico troppo paziente, vai via! Lasciali soli: sono impiegatucci della parola , non poeti! Se te ne vai, forse riusciranno a tacere. O a rinascere: Poeti.

Un attimo prima che io apra bocca per presentare il suo libro, uno scrittore di talento, ma non troppo noto, mi indica, in calce alla copertina, il nome delnoto autore che ne ha curato l'Introduzione. Parlo, ma non lo nomino, credo con suo disappunto. L'arte ha bisogno di sensali e garanti, proprio come la politica. Per entrare ne lla catena di Sant'Antonio della notoriet, occorre un'umiliazione a priori: farsi garantire da un capocordata che gi faccia parte della squadra dei potenti. Cos pe r fare carriera universitaria, occorrono infinite esibizioni di ossequio a un pa drino e garante: ricordo, quando misi per la prima volta piede all'Universit di P isa, un giovane intraprendente che accendeva ossequioso la sigaretta al docente di Letteratura Greca. Costui, adesso, a sua volta, docente universitario.

"Come va?" "Wie geht's?" "How are you?" "Tutto bene?" eccetera. Il linguaggio co mune esprime, proiettata sull'altro, la preoccupazione per la sventura o per la morte, che in ogni momento pu sottrarre chi veduto allo sguardo affezionato che l o incontra. La morte sempre l, pu colpire in ogni istante. Conosco almeno tre antidoti contro questo serpente che stringe la gola all'umano: il congiungimento contemplativo c on il silenzio immortale dell'Assoluto che ci abita; l'eros spirituale e sensual e; infine, il gioco, la capacit di danzare su se stessi e sulla vita, per quanto concesso dalla morsa del dolore, o negli intervalli tra un dolore e l'altro. bene far risuonare tutte le corde di questa tastiera donata dagli dei, o dal dio cosmico, o dalla Natura.

Raramente, i genitori, nell'attimo in cui si congiungono per generare nuovi anel li nella catena delle stirpi dei mortali che fluiscono molteplici, hanno consape volezza che stanno generando un morituro, un cadavere in potenza, e stanno convo cando un convitato ignaro a una festa che sar in gran parte macabra. Nell'incertezza se sia imbecille il Dio, o la Natura, che hanno messo in scena u n mondo sotto vari aspetti demenziale e crudele, oppure se imbecille sia il mio occhio che vede sub specie damnationis il mondo, e in particolare il mondo degli umani, cerco di creare bellezza e contemplazione e gioco, dentro e fuori di me.

Qualora la Dama Bianca non colga all'improvviso, mietendola con la falce affilat a, la nostra vita in slancio, ritengo gesto opportuno e sacro - se per chiari se gni si riconosca ineluttabile il processo di disgregazione che condurr alla morte relativa - favorire personalmente il trapasso, nel modo che lo renda meno dolor oso, dalla Vita al Silenzio, anch'esso relativo, della Morte.

La donna moderna, nei paesi economicamente e culturalmente avanzati, ha subito u n processo di virilizzazione, facendo propri i disvalori della cultura maschile. In questo modo, entrato in crisi il rapporto tra uomo e donna, si scardinato l' equilibrio tra attivo e passivo, yang e yin, della relazione. Perch la relazione uomo - donna guarisca da questa malattia, l'uomo deve attenuar e gli atavismi dell'eccessiva tendenza alla dominazione, senza per cadere nell'es tremo opposto della subordinazione al femminile, e la donna emancipata, piuttost o che mirare a emanciparsi ancora, dovr tentare di recuperare la propria femminil it - passivit, caduta in ombra per inflazione della parte maschile, per ipertrofia dell'animus.

Ho provato in tutti i modi -poich altrimenti le trovo infrequentabili - a far rec uperare a donne "emancipate" una sana passivit femminile, ma l'unicomodo in cui v i attingono il masochismo sessuale e psicologico nella relazione amorosa, che pe r non fa altro che compensare, senza scalfirla minimamente, l'ipertrofia dell'ani mus. Forse, entro breve tempo, nei paesi industrializzati non esisteranno pi donne ver e, capaci di evolvere se stesse e di far sentire uomo il proprio uomo, con una d ignitosa forma di passivit che saggezza antica, e circoleranno soltanto virago ip erfalliche e masochiste sotto le lenzuola.

Il culmine negativo delle storie d'amore si tocca quando uno degli amanti sprofo ndi nel dolore della mancanza in maniera nuda, al grado zero, senza capacit di di stacco: allora il gioco finisce, e la danza d'amore cede passo alla prosa, o all a retorica asiana dell'ira. bene ridere su chi reagisce cos all'abbandono o al tr adimento, per invitarlo ad andare pi in l di s.

La piazza gremita, sotto la luna sottile. Spira aria fresca, si intrecciano innu merevoli gesti, parole innumerevoli si rincorrono, trai giovani assiepati in gru ppi fitti fitti. Non ho mai capito che cosa abbiano da dirsi, cos, in continuazione, e non ho mai sopportato di essere uno di loro. Ma tutto ci bello da contemplarsi, in una solit udine compatta e accesa dal senso di appartenere non a questo mondo, ma alla sua " armonia nascosta".

De Sade il Buddha. Cos mi piace vederlo, perpetuo testimone del fondo oscuro dell 'animo umano, con la sua scrittura catabatica che si fa simultaneamente capro es piatorio e lama sacrificale delle pulsioni di base- sessualit e violenza - tratte all'estremo limite e lasciate cuocere nello stesso alambicco insieme con il lor o opposto che le coartate e accese, la morale cattolica e borghese (sia detto tr a parentesi: il cattolicesimo una delle religioni pi arrapanti inventate dall'uom o, con tutti quei peccatucci da compiere nelle sacrestie e nei covi familiari). De Sade il peccatore-e-insieme-l'-inquisitore, e tutto il materiale incandescent e della sua psiche vienesottoposto alla catarsi e all'ascetismo della scrittura, che, nell'atto in cui si fa scrittura criminale, di fatto libera da ogni crimin alit l'autore. Ben pi esecrabile fu Robespierre, che trascin alla ghigliottina migliaia di esseri umani, talora incolpevoli. Ma la violenza agita di Robespierre suscita meno sca ndalo di quella, quasi soltanto pensata, di De Sade: gli complice la ragion di s tato, figlia dei tre dmoni padroni della storia, e di fronte a questo tribunale i gnobile il Signore della Ghigliottina trova giudici pi compiacenti.

"Idealismo" e "Materialismo" sono, in realt, nomi diversi per cose uguali: suffic iente invertire, nell'uno come nell'altro, il termine spirito con il termine mat eria, e viceversa, e le compagini argomentative ugualmente reggono. Oltre che alla debolezza dei due sistemi - che essi condividono con ogni visione sistematica del mondo - questa convertibilit dei principi allude all'affinit di n atura tra materia e spirito, che sono qualit diverse di una medesima sostanza. Pi profonda l'intuizione dell'alchimista: "se non corporifichi ci che spirituale e non spiritualizzi ci che corporeo, non otterrai nulla", dove l'identit radicale v iene dichiarata condizione ineliminabile per giungere al compimento dell'opus, c io alla realizzazione dell'immortalit interiore.

I fenomeni cos detti paranormali esistono, sono una realt di fatto, con uno statut o di esistenza diverso da quello dei fenomeni ordinari, ma ad essi omologo per i llusoriet, appartenenza alla dimensione del relativo. Camminare sul fuoco senza bruciarsi, evocare pioggia o siccit, guarire con la for za del pensiero, spostarsi con il doppio astrale, sono possibilit aperte a chiunq ue, ben dotato dalla Natura, le coltivi con fantasia e costanza. Sperimentarle, apre la mente, fa capire che esistono pi cose di quelle che si per cepiscono negli stati ordinari di coscienza. Ma aggrapparsi a queste esperienze senza percepirne il carattere relativo e illusorio, conduce a una sterile inflaz ione dell'Io o del S, nefasta per la liberazione, fonte di tracotanza. Altra cosa , una volta liberati, agire miracoli disinteressati, mossi da amore pe r gli altri viventi, restando saldamente radicati nella presenza, nel testimone.

L'umanit che va riempiendo di clangori farneticanti e azioni di obbrobrio il pian eta meraviglioso, deve finirla di trascinare le sue tristi vicende di odi e ragg iri, e approdare al Silenzio. Per essa non c' alternativa: o cambiare, liberandosi dal retaggio della dominazio ne da parte dei tre dmoni e del Dio Denaro, o giungere al Silenzio attraverso l'a utoestinzione, per salvaguardare dalle proprie grinfie la bellezza e l'armonia d el pianeta.

Da Heidegger - ma ancora prima, con il Rinascimento e con il Romanticismo - a Co lli, i Greci e la cultura greca in generale sono stati evocati come antidoto ris petto all'ottusit (filosofica, scientifica, filosofica, esistenziale) del present e. Cos anche la saggezza orientale viene convocata sul palcoscenico della storia di Occidente per far impallidire a suo confronto i balbettamenti del misticismo nostrano. Tutto ci ha una sua legittimit, e un fondamento di verit. Ma finch si permane in una posizione del genere, l'imbecillit dei nostri tempi non viene intaccata: soltanto, risalta meglio. L'uomo nuovo deve conciliare in s la sapienza greca, i vertici contemplativi ragg iunti dalla meditazione d'Oriente e la cultura occidentale moderna, articolandol e in una sintesi originale, per andare oltre l'Apocalissi.

VI.META'TA'PHYSIKA'

Origine di tutte le cose, fine di tutte le cose, a cuiesse si riconducono a conc lusione di incessanti metamorfosi, il Silenzio.

Presente, passato, futuro, sono Uno nel Silenzio, e il Suono Primordiale figlio del Silenzio, ad esso inerente e sua espressione. Ogni cosa gi nata e gi finita, n el Silenzio.

L'Assoluto, o Silenzio, o Mistero, ha assunto numerosi nomi, manifestandosi nel

pensiero o nell'intuizione degli umani: Uno, Uno-Molti, Tutto, Dio, Physis, Brah man, Tao, Natura naturans, Vuoto, Nulla, Lgos. E anche Assoluto, Silenzio, Mister o.

Il Silenzio, nell'atto stesso in cui si manifesta come Suono-Luce, rivela, entro di s, una scissione che radice di tutte le scissioni o opposizioni che costituis cono il Silenzio-come-Mondi.

Il Silenzio, in quanto Origine, Allontanamento dal Silenzio: il Divino anche neg azione del Divino.

Essere silenzio nel Silenzio essere Eternit: a ci avvicinano meditazione e morte. Soggetto e oggetto, individuo e mondo esterno, esistono entrambi, e si condizion ano reciprocamente, e sono entrambi manifestazioni dell'Uno-Tutto, che epifania del Silenzio.

"Tutte le cose sono Uno, e l'Uno tutte le cose" (Eraclito 22 B 50 DK). Ma l'unit del Tutto lacerata. E la manifestazione dell'Uno- in- quanto- umanit lac erata dal contrasto tra figli dei porci (o dei dmoni) e Figli degli di. Tutto Uno, ma il riconoscimento dell'armonia che nasce dal contrasto non obbliga il saggio all'accettazione passiva e contemplante di ci che dato, e in questo Un o possibile far germogliare il seme dei Figli degli Di. possibile, nell'Uno, andare, con l'Uno, oltre l'Uno, verso l'Uno-Illuminazione, fuoriuscendo dal circolo ouroborico del contrasto tra forze gi date. Il seme germogliato dei Figli degli Di annulla ogni conflitto, perch illuminazione vivente, che dischiude la via dell'azione illuminata, evolutiva e pacificata. Normale paranormale, fisico metafisico, giusto ingiusto, reale immaginario: tutt o illusorio e relativo, e l'unica realt il Silenzio. Il Suono il primo Tradimento, autogenerato dal Silenzio, dentro il Silenzio. Il Silenzio, in quanto autotradimento, Suono.

"Congiungimenti intero e non intero, convergente divergente: e da tutte le cose Uno e da Uno tutte le cose " (Eraclito 22 B 10 DK). la folgorazione pi nitida intorno all'unit di tutte le cose, che include nell'unit il moto di differenziazione delle cose tra di loro, dell'Uno da tutte le cose, e dell'Uno da se stesso. Potrebbe essere anche formulata come: l'Uno il Due, il Due l'Uno, nel Silenzio.

Tutto Uno, ma nell'Uno-Tutto ogni singolo, ogni individuum, un se stesso con le proprie leggi di nascita, crescita e morte: cos, nel mare, ogni onda quell'onda, p ur essendo mare. Al senso dell'Unit si accompagna il senso della complessit interna agli individuae della complessit inerente alle relazioni tra un individuum e l'altro.

" una stessa cosa, nel profondo, sono vivente e morto e desto e dormiente e giov ane e vecchio: questi, rovesciandosi, sono quelli, e quelli, a loro volta, inver tendosi, sono questi" (Eraclito 22 B 88 DK) L'Immediato-Silenzio da cui tutto germina postazione sapienziale che abbraccia l 'eternit attraverso i contrasti apparenti del molteplice. Nelle profondit del Sile nzio ci che nel mondo dell'apparire subisce scansione quantitativa e temporale e peripezia di nascita, culminazione, decadenza e morte, sigillato in un nucleo at emporale, aionico: non nasce, non culmina, non decade, non muore. Il sapiente, che si radica nel Silenzio, non partecipa, nel profondo, di tali pe ripezie. E il futuro gi accaduto, nel Silenzio, e il passato sta per accadere.

- Ogni "oggetto" di cui si abbia esperienza sensibile include in s, come propria ombra, ci che esso come immediatezza o cosa in s, ovvero ci che esso a prescindere da ci che su di esso riversa il "soggetto". - In ogni atto di conoscenza intorno a un "oggetto sensibile", il "soggetto cono scente" riversa su di esso l'a priori dei cinque sensi e della mente, che il ses to senso ed ha funzione sintetizzatrice dell'attivit dei cinque sensi, attraverso l'attivit delle categorie, il continuum spazio - temporale, la rete causale. - Ogni "soggetto" pu essere "oggetto " per un altro "soggetto"; ogni "oggetto" pu essere "soggetto" per un altro "oggetto": ci sperimentabile. Poich ogni "soggetto" "oggetto" e viceversa, ne consegue l'equazione (s) =(o), che ha come corollario l'annullamento della distinzione "soggetto"- "oggetto": si rivela arbitraria og ni costruzione di pensiero o filosofia che parli in termini di "soggetto" o "ogg etto". - possibile parlare di "soggetto" e "oggetto" soltanto nell'ambito della conosce nza relativa e convenzionale (la dxa parmenidea) - Ogni sostanza, cio ogni essere individuale - per esempio: "il capitano Achab" "soggetto/oggetto", e dunque, pi propriamente, viene definito funzione variabile( FV) - Ogni FV specchio per l'apparire di un'altra FV, ed apparire per un'altra FV-spe cchio. Il mondo sensibile un immenso videogame giocato tra due specchi.

Tra i simboli di elevazione spirituale che la Natura dissemina, brilla l'occhio. Nell'umano come nella tigre, nel gatto o nella gazzella, questo miracolo di acq ue condensate e luce e specchi veggenti dischiude all'intuizione dell'Assoluto. Radicato nel sangue e nelle viscere cerebrali, inarca e affina la materia in dir ezione di una spiritualit corporea che convoca all'ulteriorit. Assorbe e rovescia il mondo sensi bile, in questo disvelandone l'illusoriet, per consentirne la percezione e, perpe tuamente guardante, anche guardato da altri specchi veggenti. E, rispetto allo specchio, della cui natura pure partecipa, si dischiude a una r iflessione intermittente, che si serra nel buio delle palpebre chiuse, per poi r iscintillare alla luce, in alternanza continua. In questo, simbolo perfetto dell a Sapienza meditante, che si distrae dalla Luce sapendo che la ritrover subito do po, e dimora nella Luce, sapendo che l'Ombra attende. La postazione divina nell'istante in cui la palpebra inizia a chiudersi, e l'occ hio - specchio ancora aperto, in limine lucis, in limine noctis. Qui l'enigma, q ui la verit.

Sulla sabbia, geometrie disegnate dalle formiche. Rare navi, immobili in tanto m uoversi di azzurro. Sotto di me, l'infinito della terra, e sopra di me l'infinito del cielo, plaghe stellate.

Chi io?

Che cosa eravamo prima della nascita? Che cosa saremo dopo la morte? Che cos' che ci regge in piedi, ci tiene in vita, al di l del cervello, del cuore, della natura? Dio esiste, o il Vuoto madre di tutte le cose? Siamo frutto del seme del padre e dell'uovo della madre, o esiste un terzo della nascita, che si amalgama al seme e all'uovo, un elettrone carico di memoria, pr incipio e filigrana di un nostro S che attraversa secoli e millenni, di forma in forma, fino alla compiuta compiutezza? E infine, chi sono io? Dimoro nell'eco di questa domanda, che a sua volta rinvia al verso dell'asino ch e raglia i- i- i-, ed evoca la docta ignorantia. Meglio ragliare, farsi animali, no n pensare, che tentare la risposta. Sono domande poste dalla ragione, ma la risposta dimora nel Silenzio. Meglio farsi di, divini meditanti, e dimorare nella contemplazione della domanda.

Ain (aevum) il "tempo senza tempo", tempo dell'Uno. Khrnos il tempo dell'apparenza. "khrnou khrnos", "tempo del tempo", recitano gli Oracoli Caldaici(OC 185), e il te mpo del tempo relativo, ne la quintessenza radicata nel Silenzio, che Eternit.

Il mio corpo si estende fino ai limiti estremi cui giungono i cinque sensi e la mente, fino a tutto il percepibile. Io l'infinito percepibile e intuibile, e il Silenzio che vi sottende. Io non .

Sentire la vita come enigma significa pensare che possa esservi risposta alla Do manda che le poniamo. Sentirla come mistero significa accettare come risposta il Silenzio, che anche l uogo della Domanda. La prima via da filosofi, la seconda da Iniziati.

Un cadavere contemplato esibisce la totale disanimazione della materia. La ripugnanza iniziale che proviamo nei suoi confronti deriva dai dispositivi de ll'istinto di vita, che vuole separare nettamente il mondo dei vivi dal mondo de i morti. Superato il fastidio per l'olfatto e per la vista, la meditazione sul corpo putr efatto consente di vedere l'altra faccia del vivente, che la morte: mentre vado scrivendo, mentre tu, o lettore, mi leggi, migliaia di corpi si stanno putreface ndo con brulichio di vermi nelle carcasse, migliaia di vivi esalano l'ultimo res piro, migliaia di animali vengono sgozzati per dare cibo ad altri animali, tra c ui gli umani. Tanto di vita, tanto di morte. Il mondo dell'apparenza dominato da Di o Archetipi o da un Dio unico, sublime e criminale al tempo stesso, geniale e demente, dupl ice, in ogni caso, e ambiguo. E se ci che manca al corpo morto e putrefatto, cio la persona o l'animale o la pia nta animata sia perito con esso o voli libero in un'altra dimensione, mistero, d omanda da contemplare nel silenzio. Eppure, proprio questo senso di mancanza del principio vivente non pu non far pen sare - lucus a non lucendo- a un Altrove di esso, a un luogo non visibile o a un

circuito di energie sottili in cui esso continui, metamorfosato, il suo tragitt o.

Tra le opposizioni complementari del mondo del sole e della luna, in cui ci trov iamo a trascorrere, cardinale l'opposizione interno/esterno, e viceversa. Ogni organismo deve introdurre al proprio interno elementi del mondo esterno (ma ngiando, inspirando, guardando, udendo) ed emetterne all'esterno (evacuando, esp irando, parlando o facendo versi). Esiste una circolazione continua che garantis ce l'unit dinamica del Tutto., anche al livello relativo del mondo-come-maya. Quando la circolazione interno/esterno e viceversa si arresta, c' la morte. Il cadavere contemplato evoca l'impressione di uno sprofondamento in direzione d ell'interno. Dell'individuum vivente resta ci che esso , una volta sottratta l'att ivit dei cinque sensi e della mente: il Silenzio, lo Specchio, l'Eterno. Qualora permanesse, come sostengono molte tradizioni, e in particolare il Libro tibetano dei morti, il corpo astrale, anch'esso sarebbe dotato di una natura ill usoria e relativa, come anche l'eventuale corpo di reincarnazione o resurrezione : l'unica realt il Silenzio, il "vuoto intuire" a cui alludono gli Oracoli caldai ci. Ma il Silenzio, piuttosto che un dato naturale, una conquista di pace nella mort e che si raggiunge attraverso il percorso contemplativo nell'arco della vita. Non c' cosa peggiore che veder morire chi non accetta di andarsene dal mondo.

"c' un intuibile che devi cogliere con il fiore dell'intuire, perch se inclini ver so di esso il tuo intuire, e lo concepisci come se intuissi qualcosa di determin ato, non lo coglierai. il potere di una forza irradiante, che abbaglia per fende nti noetici. Non si deve coglierlo con veemenza, quell'intuibile, ma con la fiam ma sottile di un sottile intuire che tutto sottopone a misura, fuorch quell'intui bile; e non devi intuirlo con intensit, ma - recando il puro sguardo della tua an ima distolto - tendere verso l'intuibile, per intenderlo, un vuoto intuire, ch al di fuori dell'intuire esso dimora" (Oracoli Caldaici, fr. 1) Ecco un vertice della sapienza misterica, che ovunque, a Oriente e a Occidente, approda al medesimo porto: la necessit di adeguare la mente all'oggetto di contem plazione, attraverso uno svuotamento del pensiero che consenta di cogliere "con sottile intuire", con il "fiore dell'intuire", l'"intuibile", che l'immediato, l 'Assoluto. Intuizioni analoghe in Meister Ekchart, in Nagarjuna e nella meditazi one zen.

Con il passare del tempo, lo sguardo acquisisce gratitudine, disprezzo, distacco , piet. Gratitudine, per la bellezza di ci che nel mondo bello, e per l'intensit del mondo . Disprezzo, per i corrotti e i prepotenti, per i furbastri e per gli impostori, p er gli schiavi dei tre dmoni e del Dio Denaro, che ammorbano il pianeta e riducon o a larva l'umano. Distacco, da se stessi e dalle pulsioni, dagli entusiasmi e dagli abbattimenti, dal distacco. E piet per tutti gli esseri viventi, anche per i pi abietti, anche per gli scheran i dei tre dmoni e del Dio Denaro, perch tutti sono giocati da un immenso videogame , precipitati in una trama di cui non sanno rintracciare l'ordito, riannodare l' inizio in forme nuove.

L'umanit come un porco che deve raggiungere lo specchio della consapevolezza illu

minata, passando attraverso il fuoco della purificazione spirituale, inerpicando si lungo la bara in cui seppellita la Storia - come - Bestemmia: HIC IACET HISTORIA MUNDI.

NOTE AL TESTO

(1) sorprendente che nessuno se ne sia accorto con tranquilla lucidit. Ma la cons apevolezza dell'Apocalissi in atto pu trasformarne l'effetto distruttivo e devast ante in occasione di rinascita spirituale, e quindi economica e politica, per tu tta l'umanit, perch la distruttivit dell'Apocalissi causata dal sistema uomo domina to dai tre dmoni negativi di base, e disattivando, almeno in parte, l'azione dei tre dmoni, possibile sospendere il processo di ammorbamento del pianeta, che potr ebbe condurre alla peste planetaria. Uno spiraglio in tale direzione - pur con n otevoli limiti nella visione generale dei problemi, e dei mezzi concretamente e realmente, cio spiritualmente, necessari per risolverli -viene aperto dal Manifes to di Erice, promosso da Antonino Zichichi e firmato da diecimila scienziati di tutto il pianeta. Vi si afferma che la Terra ormai un'immensa polveriera, che po trebbe esplodere se non si sottrarr l'agire scientifico e tecnologico all'egida d ella violenza politica e dell'interesse egoistico, in nome della civilt dell'amor e (potremmo accontentarci anche di una leopardiana solidariet). I segni dell'Apoc alissi nella sua dimensione distruttiva vengono indicati in una serie di emergen ze planetarie, che vanno dal rischio di inquinamento nucleare al deterioramento della fascia di ozono alla diffusione di armi distruttive di massa alla contamin azione dei cibi al tracollo demografico (A. Zichichi, Scienza ed emergenze plane tarie, Milano 2OOO). opportuno ricordare che il termine Apocalissi, dal greco ap okalypto, significa rivelazioneo disvelamento e implica un processo di metamorfo si da un ordine a un altro, e dunque presenta un aspetto distruttivo (di morte) e un aspetto costruttivo (di nascita a un assetto nuovo). (2) Mondo: la radice della parola allude a ci che si d nella sua nettezza e nudit, come incondizionato. Adesso il mundus non esiste pi, perch l'irradiamento planetar io dei condizionamenti informativi ne contamina fin dalla radice la percezione d a parte dei viventi. (3) Concrezioni archetipiche incastonate nella struttura stessa della (in)civili zzazione umana, motori fondamentali della psiche collettiva, e dunque dell'agire collettivo. Esistono anche dmoni positivi, archetipi e guide della conoscenza e dell'illuminazione: si pensi al dimon di Socrate. (4) Ignoranza: matrice di tutti i dmoni, e coincide con uno stato di sonno e otte nebramento, con l'incapacit di cogliere la natura, illuminata, degli umani e dell a realt. Agisce su scala planetaria attraverso le menzogne propinate dai sistemi di informazione, aggiogati al potere politico e al principio di assoggettamento planetario, che anch'esso una concrezione archetipica che agisce e aggioga a s le lites dominanti, condizionando lo sviluppo psichico di chi ne fa parte e condann andolo a una vita miserabilmente dedita alla ricerca del potere egoistico. Avidi t: bramosia insaziabile di possesso e, nella sua accezione pi negativa, si manifes ta come bramosia di potere e di denaro, che non si arresta di fronte all'eventua lit di prevaricare o ammorbare la Repubblica Umana. Saldato con il dmone dell'Igno ranza, alla radice del processo di appestamento del pianeta perpetrato dalle lob bies tecnologico-politico-economiche, che sacrificano l'incolumit di tutti sull'a ltare del profitto di pochi autori di crimini contro l'umanit. Violenza: dmone pri mordiale, che si manifesta anche come prevaricazione in senso lato, connaturato a tutti gli umani dominati da Ignoranza (che a sua voltali allontana dalla pace della natura originaria della mente; esplode quando circostanze esterne gli forn iscano esca sufficiente. Attivo nelle guerre - esche fornite da Ignoranza e Avid

it - e nella barbarie media quotidiana, assai difficile da estirpare, a causa del suo radicamento ell'indole primordiale degli umani. (5) I dmoni non hanno coscienza di s, sono sistemi archetipici, sedimentati anche nel patrimonio ereditario dell'umanit, filigrane motrici di modelli di comportame nto collettivi, e dunque non agiscono per volont propria come creature animate, b ens per effettualit sistemica. Nessun ente, che sia posseduto dalla volont di viver e schopenhaueriana, esente dalla compulsione ad agire dominata dai tre dmoni. (6) Il degrado planetario opera delle forze - i tre dmoni - che hanno agito la st oria degli umani, condannandoli a brancolare ciechi in vicende tristissime di gu erra, miseria, disuguaglianza, prevaricazione. I volti stessi della maggioranza degli umani (i polli)rivelano gli effetti dell'azione dei tre dmoni: si pensi all' ignoranza che abita le facce delle folle sciamanti che percorrono le citt nelle g iornate di festa, o alla maschera bugiarda di tutti i professionisti della polit ica o dell'alta finanza, e, comunque allo sguardo sonnambulico della maggioranza degli umani. Eppure, accanto al lavoro dei tre dmoni e del Dio Denaro, la Storia ha visto fiorire grandi vertici di conoscenza e di amore, da Buddha Sakhyamuni a Cristo, alla figura del santo meditante, alla bont illuminata di persone sempli ci ma elette, a tradizioni iniziatiche viventi ed esenti - fatto assai raro, anz i, in verit rarissimo - dalla dominazione da parte dei dmoni. questo il luogo dell a dignit dell'Umano, rispetto al quale la Storia stata, fino ad oggi, Bestemmia. Il seppellimento della Storia azione conoscitiva e simbolica attraverso la quale il disgusto per le sue squallide trame diventa folgorazione illuminante sulle p ossibilit di un'Altra Storia, ancora tutta da scrivere, di cui si conoscono solta nto l'Inizio (adesso) e lo Scopo (la liberazione dai dmoni), ma non lo sviluppo c oncreto, che si creer di volta in volta nuovo. (7) Il lavoro dei mezzi di informazione reca inscritta, come minimo comune denom inatore, la tendenza a muovere l'informazione in ambiti che non fuoriescano dagl i psichismi inferiori (desiderio, paura, conservazione dell'Io), cio dalla dimens ione ilica e psichica, mentre la dimensione spirituale (pneumatica) ridotta al r ango di messinscena religiosa. Tutto questo pienamente visibile nel lavoro della televisione, della stampa, della radio, dell'editoria di massa - ivi inclusa l' editoria colta ed erudita - con rarissime eccezioni: accanto alla divulgazione a ssai meritoria di opere capaci di aprire vie di ricerca e illuminazione, abbonda no cumuli di ruminazioni ilico-psichico-estetiche ammantate di letteratura di cu i si pasconoscrittori e artisti narcisi e lettori smaniosi di esibire una qualch e culturalit in conventicole e salotti. Contrassegno desolante di questa fiera de lle vanit il romanzo di massa, generato da affabulatori dotti o narratori intriga nti, attenti al gusto dei molti e ad esso subordinati, privi di qualunque spesso re iniziatico o almeno sapienziale. (8) Il dmone dell'Ignoranza tiene le moltitudini all'oscuro della propria natura fiera, libera e illuminata, ele abitua a sopportare il dominio dei Padroni del M ondo, consegnandole a un ignavia suicida: cos la fiaccola della dominazione d'obb robrio passa sempre tra le mani di coloro che sono stati formati alla scuola dei dmoni. Eppure l'unica possibilit, per gli umani, di evitare la peste planetaria, far germogliare reggenti illuminati. (9) Tale il punto di vista della sapienza. Ma anche se il mondo illusione, maya, il Risvegliato non cessa di impegnarsi per evolverlo, poich anche il mondo-maya parte, seppure periferica, del divino cosmico, e del Risvegliato stesso. Figli d egli Dei sono tutti coloro che procedono sulla via della ricerca interiore, alla luce della consapevolezza e dell'amore o solidariet universale. Vanno inseriti n ella lista dei figli dei porci, oltre a coloro che sono dominati e agiti dai tre dmoni di base e se ne compiacciono, anche gli esoteristi di ogni epoca e paese c he - dominati dal dmone della Vilt - hanno consentito che il mondo, privato degli strumenti di liberazione spirituale in loro possesso e tenuti segreti, cadesse i n bala dei servitori dei dmoni. (10) Si veda, su tutto questo, Psiche e tecnica, di Umberto Galimberti. (11) Cfr. Eraclito, fr. 22 B 52 DK: "l'eternit un fanciullo che gioca, muovendo i pezzi sulla scacchiera: di un fanciullo il regno". (12) Fr. 22 B 89 DK: " per i risvegliati c' un cosmo unico e comune (na ki koinn ksmo n inai),mentre ciascuno dei dormienti si involge in un mondo proprio".

(13) Radicalizzandosi: il processo di ammorbamento aereo (inquinamento atmosferi co), acqueo (ammorbamento dei mari, dei fiumi, dei laghi, delle piogge), igneo ( la lacerazione della barriera di ozono che protegge dagli effetti distruttivi de lla luce solare, per cui il Sole da Dio portatore di vita va trasformandosi in a stro di morte) e terraneo(esalazioni nocive di centrali nucleari sotterranee, in filtrazioni di piogge acide, inquinamento chimico degli strati superficiali) pro duce e produrr sempre pi un degrado dei quattro elementi fondamentali (terra acqua aria fuoco), generando squilibri; ne scaturiscono e ne scaturiranno sempre pi ma lattie, destinate a colpire ricchi e poveri, lites di potere e popoli sottomessi. L'alterazione dell'equilibrio dei quattro elementi originer catastrofi climatich e e lente agonie di processi naturali. Tutti dovranno accorgersi che la Storia g overnata dai tre dmoni negativi di base causa della Peste planetaria, e, per non perire, cercheranno di mutarne l'orientamento. Ogni tentativo che resti sotto l' egida dei tre dmoni sar destinato a fallire, prima o poi, e gli scricchiolii sinis tri del cosmo non mancheranno di richiamare gli umani al Risveglio. Risveglio spirituale: la stragrande maggioranza degli umani attraversa la vita i n uno stato di sonnambulismo, agta dalle proprie pulsioni di base, dai tre dmoni, da desideri inconsapevoli, dai modelli di comportamento vigenti e dalla morale c ollettiva. Nell'epoca presente, il sonnambulismo collettivo - che in altre poche poteva apparire meno suicida - una marcia inconsapevole verso la peste planetar ia, per effetto del processo di degrado attuato a causa dell'intreccio esiziale tra i tre dmoni, il Dio Denaro, il potere economico e la tecnologia e la scienza ad esso asservita, con la complicit fattiva del potere politico planetario. Esist e la possibilit che l'lite tecnologico-economico-politica, nel timore egoistico di appestare se stessa, sviluppi un utilizzo ecologico delle tecnologie e degli in vestimenti, al fine di ridurre gli effetti catastrofici dell'aggressione da essa stesa perpetrata ai danni del Pianeta. Ci assai auspicabile, ma, se non vi si ac compagna una autentica rivoluzione spirituale, si tratterebbe soltanto dell'enne sima, e forse ultima, occasione mancata dagli umani per andare al di l di se stes si, e, prima o poi, il karma collettivo (cio la sintesi delle cause poste dall'in sieme dei singoli individui nel corso della Storia come bestemmia) torner imparzi ale a chiedere il conto. (14) Uso il termine nell'accezione inaugurata da Giorgio Colli. (15) L'Ombra collettiva l'insieme dei dmoni, e la Mente collettiva inflazionata d all'Ombra, ovvero posseduta da essa. (Dis)integrare l'Ombra significa prenderne coscienza, e dunque integrarla, e dissolverla, stornandone l'energia distruttiva o nefasta in altra direzione, per esempio creativa (cfr., a questo proposito, i l mio saggio Meditazione dell'Ombra e liberazione delle energie, in Alla Ricerca del S, Abraxas 2000). (16) Cfr. E. Neumann, Tiefenpsychologie und Neue Ethik, scritto nel 1949. (17) Si contrae: non lecito, poich siamo sull'orlo dell'abisso, indulgere in vuot e fantasmagorie del significante; il significato e il senso - come il grido di c hi in agonia - incalzano il significato e lo inchiodano alla necessit di dire par ole che salvino e risveglino, poich ogni istante di indugio un passo verso la mor te. La parola recuperi la propria indole magico - sciamanica di motrice degli ev enti e psicopompa, Orfeo torni a incantare tutti gli esseri per condurli al Risv eglio. Azione iniziatica: la Sapienza di Occidente, nelle parole di Eraclito, Empedocle , Parmenide, era iniziazione alla forma pi alta di conoscenza, la contemplazione mistica e misterica; cos la filosofia platonica e neoplatonica e la tragedia grec a - ma anche, a un livello diverso, la sapienza pratica di Epicuro, degli Stoici , dei Cinici, il poema di Lucrezio e gli scritti di Seneca - iniziavano il letto re o lo spettatore a una conoscenza che conduceva a un determinato stato della m ente. Cos la Divina Commedia di Dante, ilFaust di Goethe e, in epoca pi recente, T he Waste Land e Four Quartets di T.S.Eliot. Ogni grande opera d'artee ogni grand e filosofia , nella sua essenza, iniziatica. Il Moderno ha smarrito questa funzio ne fondamentale dell'opera: la poesia diventa, ipetrofia dei fasti del significa nte o autocompiacimento narcisistico della memoria individuale; il teatro si lim ita a rispecchiare crisi e disgregazioni, ma non apre varchi a un possibile ripe nsamento del mondo; il cinema, come il romanzo, arte di superficie, a uso dei sa

lotti; la filosofia ha smarrito la propria funzione di esercizio spirituale adat to a ricondurre il lettore e lo scrivente allo stato illuminato della mente da c ui pur sgorgava, e si contorce inframmentate ermeneie. L'uomo di arte e di sapie nza deve recuperare la propria sacra funzione di guida delle menti, e condurre, per quanto gli possibile, i molti alla conoscenza, in piena libert, trasgressivit, fantasia, sfrenatezza, ma anche con un profondo senso della propria responsabil it nei confronti degli umani. Per fare questo, deve rinunciare al redditizio mest iere di compiacere la dimensione ilico - psichica del suo pubblico, oppure deve condurlo, attraverso di essa, al di l di essa. Soprattutto, non deve cedere al ri catto del mercato che, attraverso la figura del produttore, o dell'editore, o de ll'impresario, dominati dal dmone dell'Ignoranza e dell'Avidit e dal Dio Denaro, v orrebbero costringerlo a produrre ci che piace a moltitudini gi condizionate dall' informazione falsificata, e dunque soggette al dmone dell'Ignoranza.