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STAGIONE 2013-2014

3 - 8 dicembre 2013 9 - 13 aprile 2014

Neander Teater BLAM!


La rivoluzione parte dal tuo ufficio!
regia Kristjan Ingimarsson e Simon & K. Boberg 2 - 6 gennaio 2014

Victor Ullate Ballet


Comunidad de Madrid

APRS TOI (omaggio a Bjart) JALEOS e BOLERO


coreografie Victor Ullate

Black Light Theatre Image Prague THE BEST OF IMAGE


di Eva Asterov, Josef Tich Petr Lika, Ren Py 27 - 29 gennaio 2014

Tanztheater des Staatstheaters Darmstadt BLIND DATE


coreografie e regia Mei-hong Lin 17 - 19 febbraio 2014

Imperfect Dancers Company MADAME BUTTERFLYS SON


coreografie Walter Matteini e Ina Broeckx 24 - 27 aprile 2014

Okidok SLIPS INSIDE


un esilarante spettacolo di circo-teatro
di e con Xavier Bouvier e Benot Devos

13 - 16 marzo 2014

Familie Flz HOTEL PARADISO


regia Michael Vogel

5 - 7 maggio 2014

Spellbound Contemporary Ballet LE QUATTRO STAGIONI


coreografie Mauro Astolfi

Via Manzoni 42 Milano T 02 7636901 N. verde 800914350

info@teatromanzoni.it teatromanzoni.it

RASSEGNA IL MOVIMENTO

COMUNICATO STAMPA

Emozioni, musica, luci ed ombre. Sono molti i modi di coniugare il teatro laddove esso si presenta senza parole, nella sua forma forse pi ludica e spettacolare: danza e teatro-danza, nouveau cirque, il mimo, il corpo spinto fino alla sua massima fisicit ed espressivit. Teatro allo stato puro, infatti, in cui i gesti sostituiscono le parole ed il corpo a parlare, in tutta la sua forza come in tutta la sua eleganza. Fra le molte novit del cartellone 2013-14 del Teatro Manzoni spicca una rassegna dedicata al teatro in movimento, che ospita il meglio del panorama internazionale dedicato alla recitazione e alla creativit senza parole, dal teatro-danza al nouveau cirque. La nuova rassegna si apre con una produzione che non fuori luogo definire straordinaria: BLAM! La rivoluzione parte dal tuo ufficio!, della compagnia danese Neander Teater, uno spettacolo di teatro fisico dal ritmo travolgente, che ha letteralmente spopolato allultima edizione del Festival di Edimburgo. In scena, quattro artisti dalla mimica esilarante che ci illustrano come la monotona e grigia vita d'ufficio possa trasformarsi in un luogo in cui avventura, poesia e comicit possano prevalere, in una girandola di situazioni ironiche e paradossali. Al confine tra teatro fisico, mimo, parodia, danza urbana, teatro non verbale, questo spettacolo totale, autentica rivelazione della scorsa stagione in Danimarca, ha vinto il pi prestigioso premio teatrale nazionale, il Premio Reumert, ed stato subito opzionato dai pi importanti festival teatrali europei. Se BLAM! uno spettacolare condensato di energia e di azione, Blind Date, coreografato dalla taiwanese Mei-hong Lin, per lo splendido Tanztheater des Staatstheaters Darmstadt, momento intrigante di poesia e rilettura dell'attualit, realizzato con un superbo impatto scenico. Mei-hong Lin, allieva prediletta di Pina Bausch, getta infatti uno sguardo acuto e raffinato sui nuovi tipi di relazioni umane e sentimentali che si affermano nell'epoca di Internet: Blind Date ci parla della ricerca del partner ideale, un sogno che spinge gli esseri umani da tempo immemorabile. Come si arriva al blind date, all'appuntamento al buio? Che cosa un flirt? Quali segnali e quali strategie fanno la differenza quando uomini e donne si corteggiano? Come si passa dalla prima impressione alla speranza della felicit del grande amore? La iniziale comunicazione non verbale nel corteggiamento tra i due sessi e la ricerca del vero amore diventano per Mei-hong Lin il materiale ideale per un vivace e frenetico momento di teatro-danza. Lo strepitoso corpo di ballo di Victor Ullate, assente da molti anni da Milano, ci porta invece ai vertici della grande danza internazionale. Ogni performance di questo celebrato coreografo merita di essere seguita, vista e apprezzata: ancora di pi se, come si preannuncia, egli intende presentare, fra l'altro, una sua personalissima lettura del Bolero di Ravel: vale la pena di ricordare che Ullate stato uno dei prediletti allievi, discepoli e danzatori di Maurice Bjart, autore dia leggendaria, monumentale coreografia proprio del Bolero. Dall'artista spagnolo lecito aspettarsi una spettacolarit lirica, coniugata ad un virtuosismo tecnico quasi insuperabile. Cosa accadr, dunque, in questa nuova creazione che comprender anche Aprs toi e Jaleos, in questo incrocio di ricordi personali, memorie artistiche, sofisticati connubi fra Francia e Spagna, fra plasticit scultorea e ineffabile poesia? La rassegna presenta anche due apprezzatissime compagnie italiane, oggi sicuramente fra le pi acclamate all'estero: la Imperfect Dancers Company, che con la coreografia di Walter Matteini rilegge in modo originalissimo Madama Butterfly di Giacomo Puccini. In Madame Butterfly's son, spiega lo stesso Matteini, abbiamo cercato tra le note cosa ci potesse permettere di dare un seguito, coerente, alla storiadi Butterfly. Il figlio: questa poteva forse essere la chiave di ri-lettura dellopera. Cosa sarebbe successo se non fosse nato? E cosa invece stato di lui dopo che stato strappato alla madre e portato in America? Rivivere la storia di Cio Cio San attraverso di lui, nato in Giappone e cresciuto in America,


diventava una sfida entusiasmante oltre che un affascinante cammino nel pensiero di due culture lontane e diverse. Ancora una rilettura affascinante con Spellbound Contemporary Ballet, che con la coreografia affascinante e sontuosa di Mauro Astolfi affronta un caposaldo della musica barocca, le vivaldiane Quattro Stagioni, con la collaborazione del compositore Luca Salvadori: le mitiche pagine musicali del Prete Rosso vengono attraversate da cinguettii, scrosci di pioggia, tuoni, dallo scorrere di fenomeni naturali, ulteriormente amalgamati e fusi con rumori e suoni elettronici che creano originalissime atmosfere. Su tale partitura Astolfi ha creato una coreografia che focalizza linteresse attorno ad un unico elemento scenico: un grande cubo mobile che, come un asse di rotazione, rovesciato di volta in volta nei suoi lati, si riveler una casa stilizzata. il corpo, nella sua complessa interiorit, concepito come dimora, e la pelle come le pareti del nostro mondo. Astolfi crea un affascinante gioco di echi e di continui rimandi tra gli stati danimo dei danzatori che si muovono dentro le pareti, e lesterno, la superficie, di esse. Nella nuova rassegna del Teatro Manzoni una particolare attenzione va al linguaggio corporeo in tutte le sue forme, come il mondo intimamente poetico, deliziosamente irreale e surreale della Familie Flz. Il gruppo tedesco, fondato nel 94, riconosciuto ormai per le sue performance visive in cui gli attori fanno vivere i loro personaggi dietro maschere, superando ogni convenzione linguistica. Un teatro fatto di silenzio e di movimenti, che punta sull'esasperazione della mimica, degli aspetti visivi e acustici, che si pu gustare pienamente solo dal vivo, cogliendo il nesso univoco fra la gestualit dell'interplay ed il percorso narrativo che viene generato. Hotel Paradiso, che si svolge in un cadente e misterioso albergo tirolese, vanta una trama quasi thriller, in cui si susseguono situazioni e gag in cui la realt sconfina sempre nell'onirico e una materialit ironica si alterna alla pi sublime poesia; cambi di registro, sfumati o repentini, che sono una peculiarit costante dello stile dei Flz. Tanto che all'Hotel Paradiso, fra il gelo dei ghiacciai, fra sensi di colpa, protagonismi esasperati, rivalit ed omicidi, reali o presunti, pu perfino sbocciare inaspettatamente il fiore dell'amore. Non meno magico e incantatorio il mondo del Black Light Theatre di Praga, il celebre teatro fatto di luce nera, teatro dove veramente tutto , o forse sembra, magia, questo teatro fatto di niente e di tutto, di movimenti che si concretizzano dal nulla in vorticose scie luminose, di oggetti che appaiono e scompaiono, come accesi da un interruttore, nei luoghi pi impensati, di personaggi che sembrano scomporsi e ricomporsi come fatti di luce e non di carne ed ossa. Spettacolarit e poesia in un'antologia che, grazie al sapiente uso del buoi e della luce ultravioletta crea un universo altro, parallelo, un'ulteriore dimensione in cui si vive di miracoli, di possibili impossibilit, di sfide al senso comune, alle leggi di gravit, con un inarrestabile flusso di idee che avvincono lo spettatore di qualsiasi et in un sogno forse fatato. O forse no, laddove realt e fantasia si scambiano incessantemente i ruoli. Con il nouveau cirque di Okidok il cartellone si permette una pausa, affidata alla capacit di sorridere e di fare sorridere con arguzia disinibita: Okidok un duo belga i cui spettacoli, di straordinaria efficacia espressiva e di tagliente umorismo, rileggono, con intelligenza acuta e sofisticazione non disgiunta da una trascinante spettacolarit, lintera storia della clownerie. Irriverenti, mordaci, stralunati, atletici e capaci di una mimica fisica che sembra sfidare le leggi della gravit e i limiti del corpo umano, Xavier Bouvier e Benot Devos sono stati giustamente definiti le foie gras du mime. Lo spettacolo di Okidok, Slips Inside, , infatti, senza parole, ed , indiscutibilmente, un capolavoro, attentamente pensato e provato, di comunicazione non verbale, in cui anche la pi esilarante e snodata acrobazia non mai fine a se stessa ma concorre a creare un insieme di gestualit che hanno talvolta pi peso delle parole. Ballerini, commedianti, mimi, prestigiatori, equilibristi, rumoristi, strumentisti, cascatori: troppe parole, in uno spettacolo senza parole, ci vorrebbero per definire con accuratezza il duo di Okidok. Ma il risultato uno solo: il pubblico rimane volenteroso prigioniero di una trama comica sul filo della pi gioiosa spudoratezza.

BLAM!
Reumert Award 2012 Regia: Kristjn Ingimarsson - Simon & K. Boberg Sceneggiatura: Kristjn Ingimarsson & Jesper Pedersen Interpreti: Kristjn Ingimarsson, Lars Gregersen, Didier Oberl, Janus Elsig Sostituti: Kasper Ravnhj ed Eos Karlsson Scenografia: Kristian Knudsen Lighting Design: Lee Curran Progetto Suono: Svend E. Kristensen & Peter Kyed Una produzione Glynis Henderson Productions and Kristjn Ingimarsson//Neander
Tour italiano 2013: 25 e 26 novembre - Teatro Verdi Pordenone 28 novembre- 1 dicembre - Teatro Rossetti Trieste 3-8 dicembre - Milano teatro Manzoni 9-10 dicembre - Lugano Auditorium di Lugano 12 dicembre Bolzano teatro Cristallo

La rivoluzione parte dal tuo ufficio!


BLAM!, della compagnia danese Neander Teater, uno spettacolo di teatro fisico dalle caratteristiche del tutto originali e dal ritmo travolgente. In scena quattro artisti dalla mimica esilarante e dalle capacit tecniche e fisiche fuori del comune. Nello spettacolo non si pronunciano praticamente parole, ma si viene inevitabilmente travolti dal divertimento, dalla velocit e dalle continue sorprese. Al confine tra teatro fisico, mimo, parodia, danza urbana, teatro non verbale, questo spettacolo totale, autentica rivelazione della scorsa stagione in Danimarca, ha vinto al suo debutto il prestigioso premio teatrale nazionale, il PremioReumert, ed stato dichiarato tra gli spettacoli da non perdere del Festival Fringe di Edinburgo 2013 e definito dalla critica inglese un capolavoro di comicit (The Indipendent). Blam! sar per la prima volta in Italia dopo una permanenza di un mese al Sadlers Wells di Londra. Sinossi: Ambientato in un ufficio grigio e noioso, la routine del lavoro viene rimpiazzata da unenergia incontrollabile mentre gli impiegati, sottomessi a un capo odioso e invadente e curvi sui loro computer, inaspettatamente, appena il boss si distrae, re-interpretano clip dei loro film dazione preferiti tra tavoli da lavoro, bagni e cestini della carta. In breve lufficio diventa un luogo folle ma esilarante, dove si conduce una lotta senza esclusione di colpi per affermare la propria identit. Gli alter-ego fantastici prendono il sopravvento popolando lufficio di improbabili ma

irresistibili super-eroi mentre oggetti comuni come una puntatrice da ufficio diventano armi letali, le matite diventano gli artigli di Wolverine, lappendiabiti una terribile mitragliatrice alla Rambo. Non appena il capo torna a prestare attenzione, per incanto torna tutto alla normalit, fino a quando lo stesso boss si rivela in modo sorprendente un blammer scatenato e terribilmente aggressivo che d il via a un climax irresistibile di colpi di scena entusiasmanti nel quale si alternano citazioni di E.R., Hulk, Die Hard, Iron Man, Apocalypse Now, Star Wars, il Padrino (solo per citarne alcuni). Se ascoltate il pubblico alluscita di questo spettacolo, scoprirete che una delle frasi pi ripetute : E quello che ho sempre sognato che capitasse in ufficio!. E vero: questo spettacolo dichiaratamente liberatorio, non solo ci mostra cosa vorremmo fare al capoufficio se solo ci lasciassimo andare un po, ma mette anche in luce limportanza assoluta del nostro mondo interiore rispetto a tutto quel che ci circonda e ci opprime. Forse questo, in tempi di crisi, parzialmente spiega limmediata partecipazione emotiva del pubblico alle gesta dei tre incredibili impiegati/super-eroi. La riuscitissima scommessa alla base di Blam! quella di mantenere uno svolgimento narrativo utilizzando una molteplicit di linguaggi teatrali e di riferimenti. Il cinema innanzitutto, i cinefili troveranno decine di riferimenti ai grandi film dazione e avventura, ma anche il mimo, la parodia, lacrobatica, il teatro fisico, lo slapstick, la danza, il parkour... Blam! Parla delle persone che si liberano dai loro vincoli mentali e decidono di comportarsi come in uno di quei film nei quali la legge di gravit naturale non funziona nello stesso modo e le persone comuni sono capaci di fare cose incredibili spiega il creatore dello spettacolo Kristjn Ingimarsson. Blam! E anche pensare con lo stomaco e sentire con il corpo, teatro fisico al suo meglio che genera unimmediata partecipazione del pubblico. Pi che uno spettacolo, sembra la nascita di un movimento
http://www.neander.dk http://www.youtube.com/watch?v=RYegwvbKANU&feature=share&list=PLBC38159ACC2BD0FA http://www.youtube.com/watch?v=uID_WxpgTwE&feature=share&list=PLBC38159ACC2BD0FA

Bags Entertainment

Black Light Theatre Image Prague


in

presenta

THE BEST OF IMAGE


Script: Eva Asterov, Josef Tich, Petr Lika , Ren Py Choreography: Eva Asterov Music: Zdenk Zdenk Costume design: Dana Tukov, Ladislav Vyskoil, Eva Asterov Properties design and realization: Ladislav Vyskoil Producer: Alexander iha Premiere: 14.9. 1997

Tutte le guide turistiche di Praga consigliano caldamente una visita al Black Light Theatre Image: esperienza fantastica e colorata che mescola il teatro nero, la pantomima e la danza moderna sulla base delle tradizioni popolari della Repubblica Ceca. Lo spettacolo "The Best of Image" presenta una selezione dei migliori brani del repertorio della compagnia con i migliori momenti di danza, le creazioni magiche e gli sketch comici di maggior successo. Image Theatre nasce nel 1990 dalla creativit di Alexander iha ed Eva Asterov. E in scena dal 1992 nella sua sede di via Parigi 4 nel cuore di Praga vicino alla Piazza della Citt Vecchia. Per la sua unicit lo spettacolo molto richiesto dal pubblico locale e dai turisti: ha replicato pi di 8.000 volte ed stato visto da pi di un milione e mezzo di spettatori. In Italia, Image Theatre arriva per la quarta volta dopo due edizioni del Mittelfest di Cividale del Friuli nel 2008 e nel 2012 e il primo tour internazionale della compagnia nel lontano 1991. Tutte le performance al Teatro Black Light non hanno testo e ci le rende adatte a tutte le et e a tutte le nazionalit. Video: http://youtu.be/NdGPNmo3dBY

La storia di IMAGE Theatre inizia nel 1989 quando Alexander iha ed Eva Asterov decisero di creare una propria compagnia teatrale privata e indipendente basata sulla sintesi del teatro nero, della danza, della modern jazz, della musica contemporanea e della pantomima. Un teatro che potesse dare al pubblico un tipo di intrattenimento colto, godimento della buona musica, della bella danza e - non ultima - una buona dose di risate liberatorie. Nonostante i problemi economici, lo spazio e lattrezzatura tecnica, il progetto divent realt nel giro di pochi mesi. La premiere di "Jazzmime Stories" infatti ebbe luogo nel 1990 in una piccola sala del club Lvka sulla riva del fiume Moldava, vicino al Ponte Carlo. La prima stagione fu molto promettente e grazie al successo di pubblico si organizz un primo lungo tour all'estero che tocco anche lItalia nel 1991. Al ritorno dal tour, la sede di IMAGE Theatre fu spostata in un palcoscenico pi adatto: un teatro nel cuore di Praga, in Pask, o Paris Street, a pochi passi dalla Piazza della Citt Vecchia. Nel secondo show "Fancy " (che debutt nel 1992) gli autori tentarono di realizzare un pi stretto collegamento tra il teatro nero e la pantomima creando uno spettacolo di teatro totalmente non verbale. Fu un successo e nel 1999 and in scena la millesima replica dello spettacolo. Seguirono Night Flight che debutt nellagosto del 1994, "Professor Prak's Cabinet of Curiosities and Miracles che debutt nell'aprile del 1997, " Fiction" in scena dal 2001 e "The Best of Image", un estratto del lavoro dellensemble, che stato originariamente creato per andare in tour. Fu creato anche un sequel ("The Best of Image II") che fu seguito dalle performance "Black Box, "Studio Clip" e Afrikania. Dopo ventanni di attivit, IMAGE Theatre diventato un elemento consolidato della scena culturale di Praga. Oltre ai tour all'estero (ad esempio in Germania, Svizzera, Belgio, Italia, Grecia, Cipro, Israele, Ungheria, Slovacchia, Turchia e Corea), IMAGE Theatre ha preso parte a importanti festival teatrali e progetti speciali come Karmiel Dance Festival (Israele) e Uijeongbu (Seoul, Corea del Sud). We try to understand the feelings of our audience so that we can always surprise them, please them, make them laugh. We hope that there is something common in our souls, something that makes the theatre, today's theatre, alive. The Story of IMAGE has not finish yet.

Bags Entertainment
presenta

BLIND DATE
The Darmstadt State Theatre Dance Company

con

coreografia e regia di Mei-hong Lin scene Corina Krisztian-Klenk costumi Bjanka Ursulov Musiche di Astor Piazolla, James Brown, Rolling Stones e altri Una compagnia di danza invita lo spettatore a un appuntamento al buio. La ricerca del partner ideale da sempre una priorit per il genere umano. In una societ sempre pi improntata allindividualismo, la paura della solitudine oggi pi che mai diffusa. Agenzie matrimoniali, eventi per single, social network e chatroom in internet, rappresentano i trend pi diffusi e portano tutti nella stessa direzione: appuntamenti al buio. Cosa succede esattamente quando per la prima volta ci troviamo davanti al possibile partner? Quali sono le strategie dellarte della seduzione che uomini e donne mettono in campo durante questi incontri? Come noto, lalfabeto nella comunicazione tra i due sessi spesso basato sulla non verbalit e questo lo rende un soggetto ideale per uno spettacolo di danza dal ritmo mozzafiato. In Blind Date, Mei-hong Lin, analizzando le motivazioni che spingono alla continua ricerca di un partner, pone laccento anche sullaspetto malinconico di questo tipi di incontri: solitudine, libido, sogni mai realizzati motivano a condividere la vita quotidiana con qualcuno. Spesso, purtroppo, il primo incontro si rivela deludente e la ricerca della felicit perfetta ricomincia

Tipicamente Tanztheater: il lavoro di Mei-hong Lin tutto allinsegna della leggerezza e apertura verso il mondo di oggi e la molteplicit degli aspetti del movimento e della danza. Frankfurter Allgemeine Zeitung

In questo spettacolo Mei-hong Lin, ritrova il filone che le pi congeniale, il genere leggero; una vecchia storia damore con il pubblico di Darmstadt. In questo senso non si tratta affatto di un appuntamento al buio, a Darmstadt sappiamo molto bene come ci si diverte in queste commedie danzate: commedianti appassionati che diventano pazzi per amore. Darmstdter Echo

E una danza con precise tematiche e con una ricca trama: lamore e i suoi pericoli qualcosa che si pu facilmente tradurre in pantomima e movimento. Frankfurter Rundschau -> Video Blind Date: https://www.youtube.com/watch?v=UQPd4kW87bA

Mei-hong Lin | Artistic Director and Chief Choreographer The Darmstadt State Theatre Dance Company

Mei-hong Lin, coreografa taiwanese, comincia a studiare danza classica cinese nel suo paese di nascita, Taiwan, e continua la sua formazione allAccademia Nazionale di Danza di Roma e alla Folkwang Hochschule di Essen diretta da Pina Bausch. Nella stagione 1991/92 direttrice della compagnia di danza di Plauen, dal 1997 al 2002 direttrice del balletto al Teatro di Dortmund. Le sue coreografie sono state rappresentate nei teatri di Kaiserslautern, Innsbruck, Linz e al National Theater di Taipei. Ha coreografato la prima esecuzione mondiale di La Belle et la Bte di Philip Glass. La sua coreografia per lopera Merlin di Isaac Albeniz al Teatro Real di Madrid (Regia John Dew) stata ripresa dalla BBC. Dalla stagione 2004/05 Mei-hong Lin dirige la compagnia di danza del Teatro di Darmstadt. Tra i suoi pi grandi successi rientrano le produzioni La casa di Bernarda Alba e Macbeth. Nel 2006 il Deutscher Bhnenverein (la societ dei teatri tedeschi) ha nominato Mei-hong Lin coreografa dellanno. Nella stessa stagione la sua regia, una prima esecuzione in Europa dellOpera Ainadamar di Osvaldo Golojov riceve il prestigioso Premio Grammy. Contemporaneamente impegnata nella creazione di coreografie per opere, musical e operette ad Augsburg, Bielefield, Innsbruck, Schwerin, Erfurt, Lipsia e Dresda. La coreografia creata per lopera Merlin di Isaac Albeniz al Teatro Real di Madrid, con la regia di John Dew, desta linteresse della BBC che ne cura la ripresa. Nel 2008 partecipa per la seconda volta con lo spettacolo Htel du Nord alla rassegna di danza al Forum di Leverkusen; evento cui partecipa come ospite gi nel 2007 con VergissMeinNicht. Nella stagione 2009/10, la sua interpretazione dei Carmina Burana di Carl Orff va in tourne nella regione francese dellAquitania. Lo strepitoso successo di Schwanengesang conduce Lin al Taiwan International Festival nel 2010. Nella stagione 2010/11 Mei-hong Lin trova nei romanzi della scrittrice taiwanese Li Ang lispirazione per la sua Brautschminkerin (La truccatrice delle spose). E la prima volta che Lin fonde nel suo lavoro di coreografa letteratura e musica della tradizione asiatica. Per la stagione 2011/12 Mei- hong Lin programma Romeo and Juliet come pure la regia dellopera Orpheus und Eurydike di Christoph Willibald Gluck.

La scena del Tanztheater tedesco si esaurita con la morte di Pina Bausch Chi vuole rendersi conto di dove sopravviva oggi questo genere performativo, deve volgere lo sguardo al di fuori della Germania: popolare, eccitante, innestato sulleredit della danza tradizionale taiwanese e indiana e lo stile dei video musicali, si muove liberamente ad Amburgo con John Neumeier, a Darmstadt con Mei-hong Lin, a Londra con Akram Khan o ad Anversa con Sidi Larbi Cherkaoui. Theater Heute

Cos giovani coreografi, provenienti da altre culture, ricavano il loro stile da un genere tedesco, il Tanztheater, che a noi appare estinto. La coreografa taiwanese Mei-hong Lin, bench internazionalmente poco conosciuta, rientra benissimo nel gruppo degli artisti pi rappresentativi della danza contemporanea. Theater Heute

Imperfect Dancers Company

MADAME BUTTERFLYS SON


coreografia Walter Matteini, Ina Broeckx interpreti Ina Broeckx, Kayla May Corbin, Maria Focaraccio, Stephanie Cyr, Ermo Dako, Julio Cesar Quintanilla Garcia, Valerio Iurato, Armando Rossi musica Giacomo Puccini con inserti musicali di Max Richter, David Darling, Philip Glass, Beethoven, Haendel scene Walter Matteini, Ina Broeckx costumi Ina Broeckx realizzazione costumi Cristina Biondi luci Bruno Ciulli

Premire Teatro Verdi di Pisa, 20 aprile 2013 BUTTERFLYSON di Stefano Mecenate


Butterfly rappresenta certamente, nel panorama delle produzioni pucciniane, un momento particolarmente significativo della esperienza artistica ed umana del grande compositore lucchese. Unopera alla quale Puccini stato particolarmente affezionato nonostante il clamoroso fiasco della prima scaligera e nella quale ha trasfuso, con una straordinaria dolcezza, una parte della propria identit profonda, quella che, pudicamente, ha sempre tenuto lontano dalla sua immagine pubblica e mondana. La vicenda della piccola Cio Cio San nota a tutti perch debba essere riportata per intero; vale la pena, per, soffermarsi sullepilogo perch da questo parte questa storia che andrete ad ammirare in questa nuova coreografia. Tradita e delusa da Pinkerton che pretende da lei anche il bambino nato dalla loro unione, Butterfly abbandona il sogno americano per ritrovare nella propria giapponesit il coraggio di una scelta che le restituisca la dignit ed il rispetto. Con onor muore chi non pu serbar vita con onore reca inciso il pugnale con il quale suo padre, obbedendo agli ordini del Mikado, si dato la morte. E questo onore, Butterfly intende ritrovare dopo aver vissuto, assolutamente in modo unilaterale, il sogno di un amore impossibile tra una geisha e un ufficiale della marina militare statunitense. Suo figlio, tre anni, seguir il padre oltre loceano, in quella patria lontana dove lei sognava di andare un giorno: al suo fianco non ci sar lei, ma unaltra donna, la vera sposa americana che Pinkerton si trovata dopo aver lasciato il porto di Nagasaki. Lei, con i suoi sogni, le sue delusioni, la sua disperazione, rester l regalandosi lunica libert possibile, quella della morte. Accanto a lei, come sempre, la fedele Suzuki che ne ha condiviso fin dallinizio le sorti legandosi al destino di lei fino a quellestremo momento. Cosa ne stato di quel bambino sottratto alla cultura e alle tradizioni orientali per trapiantarlo in unarrogante nazione che mostra i muscoli e declama il credo del benessere e

dellarrivismo? Come ha vissuto i suoi primi mesi in quel mondo cos diverso, accanto a persone mai viste, ad usi sconosciuti, a regole di vita incomprensibili? E gli anni successivi? Kate gli stata madre o matrigna e Pinkerton ha avuto tempo e voglia di seguirlo o la carriera lo ha condotto lontano anche da quella famiglia? E del suo lontano passato, cosa gli rimasto? Quali evanescenti immagini di quel volto materno che in un disperato gesto damore Butterfly gli ha mostrato affinch non lo dimenticasse, sono rimaste in lui? E cosa di quei luoghi e delle persone che li hanno popolati in quel troppo breve squarcio di vita? Il balletto Butterflys son parte da qui, da quel bambino divenuto ormai un ragazzo che torna a Nagasaki guidato dal bisogno di ricomporre un mosaico a cui mancano troppi pezzi e del quale vuole comprendere una volta per tutte il disegno. LA COMPAGNIA Imperfect Dancers Company una compagnia di danza contemporanea che nasce nel Gennaio 2009 con Walter Matteini e Ina Broeckx e dalla fusione con Balletto 90 diretta da Paola Catalani. Una compagnia formata da 8 danzatori che si vede, si osserva e si pone all'attenzione del pubblico per la sua diversit. Una compagnia diversa, perch il suo nome un gioco ma anche un richiamo all'aspetto pi interiore della danza. L'essere imperfetto per ognuno anche il proprio modo di essere perfetto. Perch ogni danzatore ha una propria caratteristica imperfetta che lo rende assolutamente perfetto. Ognuno di noi inizia con tutti i suoi limiti nella pi completa imperfezione...Ogni giorno lavoriamo nel tentativo di raggiungere la perfezione, ma se anche ti avvicini alla perfezione oggi, non potrai mai essere certo di raggiungere lo stesso risultato o migliorarti domani dice Walter Matteini. Questo il paradosso che incapsulato nel nome della Compagnia. Una compagnia che si affaccia al panorama artistico come una vera e propria fucina di idee e di spettacoli. Una compagnia che crea, produce e si evolve ogni giorno. Dall'anno 2009 la Compagnia ha sviluppato contatti che le hanno consentito di esibirsi in importanti Festival e Teatri in Italia e all'estero, raccogliendo ottimi risultati sia di pubblico che di critica. Grazie alla perseveranza e al lavoro costante sono state intraprese importanti collaborazioni con artisti provenienti da diverse realt italiane e straniere quali i coreografi Olaf Schmidt, Club Guy & Roni, Claude Brumachon, Ione San Martin, il fotografo Paolo Porto, il visual artist Paul Gordon Emerson ed altri ancora. Ha inoltre avuto importanti commissioni da rinomati Festival e Teatri in Italia e all'estero quali il Festival di Danse de Cannes, il Petruzzelli di Bari. La Compagnia da tre anni ospite fissa del AIDS Tanz Gala di Regensburg. Nel 2011 a chiusura del Festival Tanz Tage di Regensburg presenta Thinking outside the box part I & II, partecipazione confermata anche per questo anno con una nuova creazione. Sempre nel 2011 ha partecipato al Festival Invito alla Danza di Roma, e al Festival Visa 2Dance in Tanzania. Dal 2009 ospite fisso del Festival Musica in Castello di Fontanellato. Per il Gala di raccolta fondi per la ricerca sull'Alzheimer di Stuttgart crea Istante. Nel 2012 stata inoltre ospite del Festival di Danza a Karlsrhue (Germania), e lInternational Tanz Festival Inglo Stadt sempre in Germania. La Compagnia in questi anni si esibita in Germania, Francia, Olanda, U.S.A., Tanzania, America del sud ed attualmente residente presso il Teatro Verdi di Pisa.

WALTER MATTEINI - Direttore Artistico e Coreografo Walter Matteini uno dei pi talentuosi coreografi italiani. Si diploma all'Accademia Nazionale di Danza di Roma. In seguito danza con il Balletto di Roma, Le Ballet de Marseille Roland Petit, Les Ballets de Monte-Carlo,l'Opera Nazionale di Lione e Aterballetto. Durante questi anni ha la fortuna di lavorare con i pi prestigiosi nomi della danza contemporanea quali Ji Kilin, William Forsythe, Mats Ek, Ohad Naharin, Nacho Duato, Angelin Preljoaj e tanti altri. Fin dall'inizio della sua carriera da danzatore la coreografia stata sempre presente. Dal 2009 il Direttore Artistico e coreografo della Imperfect Dancers Company. Nel 2009 la sua creazione Luce Bianca vince il Premio Anita Bucchi come migliore produzione dell'anno. Le sue creazioni sono realizzate in stretta collaborazione con Ina Broeckx. Altre Compagnie che hanno in repertorio i suoi lavori sono Aterballetto, BDT Junior, Ballet BC Vancouver, Ballet of Regensburg, Arts Umbrella Dance Company. Su commissione dell'toile Giuseppe Picone crea Bolero and Adagetto. Per l'toile Eleonora Abbagnato crea il Passo a due Allina.

Familie Flz

HOTEL PARADISO
Una produzione di FAMILIE FLZ, Theaterhaus Stuttgart, Theater Duisburg unopera di Anna Kistel, Sebastian Kautz, Thomas Rascher, Frederik Rohn, Hajo Schler, Michael Vogel, Nicolas Witte con Anna Kistel , Marina Rodriguez Llorente, Sebastian Kautz, Daniel Matheus, Frederik Rohn, Nicolas Witte, Thomas Rascher Regia Michael Vogel Maschere Hajo Schler, Thomas Rascher Scenografie Michael Ottopal Costumi Eliseu R. Weide Musiche Dirk Schrder Disegno Luci Reinhard Hubert Direttore di produzione Gianni Bettucci

Sullopera
La scorciatoia per il paradiso passa per lInferno. Strane cose accadono nel tranquillo HOTEL PARADISO, un piccolo albergo di montagna gestito con pugno di ferro dalla anziana capo-famiglia. Ci sono quattro stelle che orgogliosamente troneggiano sullentrata e una fonte che promette la guarigione di malattie fisiche e psichiche. Ma si intravedono nubi allorizzonte. Il figlio sogna il vero amore mentre combatte una dura battaglia con la sorella per mantenere il controllo sulla gestione dellalbergo. La donna del piano ha un problema di cleptomania e il cuoco ha una passione, quella di macellare, non solo animali...Quando il primo cadavere affiora, tutto lalbergo scivola in un vortice di strani avvenimenti. Fra le alte vette delle Alpi si aprono abissi da cui impossibile fuggire. La chiusura dellalbergo sembra a questo punto solo una questione di tempo. Si sa, un cadavere non porta mai bene... FAMILIE FLZ in versione noir! Un giallo sulle Alpi pieno di umorismo, sentimenti travolgenti e un tocco di melanconia.

Familie Flz - storia

La FAMILIE FLZ nata nel 1994 da unidea di Hajo Schler e Markus Michalowski, che insieme ad un piccolo gruppo di studenti di recitazione e mimo della Folkwang-Hochschule di Essen si lanciarono nella sperimentazione con alcune maschere da loro realizzate. Il tema dello spettacolo era la vita, sito in costruzione. Ad essi subentr il regista Michael Vogel, appena uscito dalla stessa scuola. Nel 1994 il gruppo port in scena nellauditorium della Folkwang-Hochschule la prima versione di ber Tage. Hajo Schler e Michael Vogel, stavolta insieme a Thomas Rascher e Stefan Ferencz, continuarono a lavorare allo spettacolo. Con due nuove versioni una abbreviata, laltra concepita per un teatro di strada Flz & Shne attrassero lattenzione del pubblico e di

alcuni professionisti del teatro come il Kln-Comedy-Festival e la Freiburger Kulturbrse. Nel frattempo il Museo dellIndustria della Westfalia, in qualit di sponsor, rese disponibile la dismessa fabbrica di carbone Hannover a Bochum per le prove e gli spettacoli del gruppo. Qui fu portata in scena
nel 1996 la versione originale di Familie Flz kommt ber Tage, accolta con entusiasmo da pubblico e critica tanto da diventare il nome del gruppo anni dopo. Seguirono spettacoli in Francia, Olanda, Danimarca e Slovacchia, accompagnati da molti premi come quello conquistato al festival del libero teatro nel Nordreno-Vestfalia. Nel 1998 il gruppo realizz il suo secondo spettacolo, Ristorante Immortale, messo in scena nella Maschinenhaus di Essen con un ensemble rinnovato. Col nuovo spettacolo il gruppo rinuncia alluso della lingua e si nutre esclusivamente di performance visive, maschere, suoni e musica. Ristorante Immortale inizi il suo tour in Spagna con tre settimane di spettacoli, ospite del Festival de Otoo di Madrid; nel 1999 per la prima volta and in scena a Berlino, al Prater e allArena. Complessivamente lo spettacolo stato attuato in 27 paesi e ha lanciato la FAMILIE FLZ come ensemble poetico e comico. In occasione del debutto al festival di Edimburgo, nel 2001, il gruppo prese il nome di Flz Production, trasformato poi nellattuale FAMILIE FLZ. Nello stesso periodo furono realizzati altri due spettacoli, two% - happy hour e two% - homo oeconomicus e Berlino sostitu Essen e il bacino della Ruhr come sede del gruppo. Nella cornice berlinese dellArena ebbe luogo la prima di Teatro Delusio, quarto spettacolo del gruppo, premiato da diversi riconoscimenti e da un successo internazionale in Sud America, Asia ed Europa. Nellautunno 2006 la FAMILIE FLZ apr lo Studio presso il restaurato Admiralspalast, sulla Friedrichstrasse, a Berlino. La prima della nuova produzione, Infinita, ebbe luogo presso lAkademie der Knste, nella capitale tedesca, seguita poi da 50 repliche allAdmiralspalast. Al 2006 risale anche Hotel Paradiso, messo in scena su sette diversi palcoscenici. Nellestate 2008 la FAMILIE FLZ ha terminato la sua collaborazione con lAdmiralspalast, iniziando a lavorare con il Theaterhaus di Stoccarda e il Theater di Duisburg.

Familie Flz - lapproccio al teatro


La FAMILIE FLZ fa teatro con mezzi antelinguistici. Tutti i conflitti si manifestano prima a livello fisico, e il conflitto fisico lorigine delle azioni drammatiche. Tutti gli spettacoli del gruppo sono il risultato di sforzi creativi collettivi, dove gli attori sono al tempo stesso gli autori dei personaggi e delle situazioni. Dal momento che il gruppo non unentit fissa, di volta in volta si forma un nuovo gruppo che sviluppa non solo uno spettacolo, ma anche un nuovo metodo di lavoro. Labilit tecnica e artistica degli attori deriva dai loro studi alla Folkwang-Hochschule di Essen, scuola caratterizzata dallintento di combinare le varie forme darte con un approccio produtti- vo. Le tipiche maschere realizzate dalla FAMILIE FLZ sono strumenti essenziali per lo sviluppo dei personaggi e degli intrecci drammatici. Come i testi scritti, le maschere non hanno solo una forma, ma anche un contenuto. Il processo di sviluppo di una maschera, che passa per la recitazione e culmina nel raggiungimento di una sua simbiosi con lattore decisivo per il risultato finale. In un certo senso lattore mascherato scrive la scena con il corpo, nellaria.

Familie Flz - critiche

Grazie a rapidissimi cambi di maschera e costume e una diabolica capacit di far parlare il corpo, riescono a far cambiare espressione alla fissit della maschera, scatenando le risate e gli applausi di una sala gremita. (...) Uno spettacolo apparentemente semplice ma costruito su tempi perfetti, con momenti di poesia rarefatta e puro divertimento. Il Secolo XIX Il pubblico ride a crepapelle, batte i piedi e alla fine si alza dalle sedie, come a ringraziare per un regalo. Il teatro pu essere meraviglioso. Berliner Zeitung (D) Senza parole eppure cos espressiva, struggente e allo stesso tempo piena di gioia, questa una magistrale commedia. The Guardian (UK) Alla fine si potrebbe giurare che gli attori abbiano parlato, riso e pianto. Un emozionante esperimento teatrale. (...) Uno dei pi straordinari progetti teatrali dei nostri tempi. (...) La Familie Flz racconta storie con un umorismo, con un fascino e con unenergia che sembrano ammaliare il pubblico. Sddeutsche Zeitung (D) stato incredibile vedere come le maschere, sostenute dal corpo degli attori, acquistino una personalit diversa a seconda del personaggio. Un lavoro di grande carica poetica che rimane nella memoria El Mundo (ES) soprendente come i tre attori riescano senza sforzo a trasmettere ogni singolo colpo di scena e ogni emozione con le facce coperte. The Stage (UK) La Familie Flz riesce a far ridere il pubblico, e poi a commuoverlo fino alle lacrime. Berliner Morgenpost (D) Le loro facce di plastica lasciano a bocca aperta dal primo momento, come pure linterpretazione mimica che va dalla delusione alla confusione alla felicit con tutte le piccole sfumature che stanno in mezzo. (...) Senza parole! Solo applausi! Three weeks (UK) La Familie Flz entusiasma il pubblico londinese. Il gruppo teatrale Familie Flz stato accolto trionfalmente a Londra. Lo spettacolo Hotel Paradiso, ospite del prestigioso London Mime Festival ha raccolto lunghissimi applausi in una Queen Eliyabeht Hall esaurita. D PA (Deutsche Presse Agentur, D)

www.floez.net

Victor Ullate Ballet


Comunidad de Madrid
in

APRS TOI (Omaggio a Bjart)


MUSICHE DI LUDWIG VAN BEETHOVEN (SECONDO MOVIMENTO DELLA 7^ SINFONIA) LIGHTING DESIGN DI EDUARDO LAO - COSTUMI DI VCTOR ULLATE COREOGRAFIE DI VICTOR ULLATE

JALEOS
MUSICHE DI LUIS DELGADO LIGHTING DESIGN DI PACO AZORN - COSTUMI DI EDUARDO LAO DEBUTTO AL CITY CENTER DI NEW YORK IN OTTOBRE 1996 COREOGRAFIE DI VICTOR ULLATE

BOLERO
PRIMA ITALIANA MUSICHE DI MAURICE RAVEL LIGHTING DESIGN DI PACO AZORN - COSTUMI DI EDUARDO LAO DEBUTTO ALLOPERA DI VICHY (FRANCE) IL 18 LUGLIO 2013 COREOGRAFIE DI VICTOR ULLATE Tre le coreografie dellUllate Ballet che vedremo in scena al Teatro Manzoni: Aprs Toi (Omaggio a Bejart), Jaleos e Bolero, la nuova creazione di Victor Ullate, carismatico maestro e direttore artistico del Balletto della Comunit di Madrid. Jaleos uno dei classici lavori di Victor Ullate che ancora in grado di stupire dopo diciasette anni dal suo debutto, mentre Aprs Toi un appassionato omaggio al caro amico Maurice Bjart. Creato nel 1988, il Victor Ullate Ballet oggi una delle compagnie di danza pi interessanti a livello internazionale. Il progetto di Ullate, per molti anni discepolo di Bejart, di fare da ponte tra il pubblico tradizionale della danza spagnola e quello del balletto contemporaneo, unendo gusti ed esigenze diversi. La compagnia ha consolidato il proprio prestigio sia in ambito nazionale che internazionale grazie allimpegno continuativo della compagnia nel perfezionamento e potenziamento della tecnica classica, necessaria per rendere uniforme il livello dei suoi diversi

danzatori e al contempo per permettere una diversificazione di stili e generi, dal repertorio classico fino al caratteristico stile neoclassico, stile proprio della compagnia. Questi fattori, oltre allesclusivit del repertorio, sono quelli che hanno definito e caratterizzato la personalit della compagnia e che ne hanno decretato il successo. www.victorullateballet.com video Jaleos http://youtu.be/KA6O4fnI-zE video El arte de la danza http://www.youtube.com/watch?v=3cA5VZcQgwI video Samsara http://www.youtube.com/watch?v=m5vEgE3IJQ0 video Coppelia http://www.youtube.com/watch?v=pAiKwTnur74

APRS TOI (Omaggio a Bjart)

La musica mi porta sempre a luoghi immaginari, mi ricorda gli eventi e le situazioni passate. Ma ci sono alcuni brani che fanno anche parte dellimmagine che abbiamo di determinate persone. Per me, la settima sinfonia di Beethoven inerente alla memoria di Maurice Bejrt e sempre lo assocer a lui. Nella mia mente c' un parallelismo inevitabile tra la musica di Beethoven e la personalit di Maurice: delicatezza, brillantezza e magnificenza sono, tra le altre, le caratteristiche comuni, senza dubbio. Il mio pi toccante ringraziamento per le cose che mi ha trasmesso e insegnato che io, con orgoglio, rifletter, ma sempre "Aprs toi" Vctor Ullate

MUSICHE DI LUDWIG VAN BEETHOVEN (SECONDO MOVIMENTO DELLA 7^ SINFONIA) LIGHTING DESIGN DI EDUARDO LAO - COSTUMI DI VCTOR ULLATE COREOGRAFIE DI VICTOR ULLATE

JALEOS

MUSICHE DI LUIS DELGADO LIGHTING DESIGN DI PACO AZORN - COSTUMI DI EDUARDO LAO DEBUTTO AL CITY CENTER DI NEW YORK IN OTTOBRE 1996 COREOGRAFIE DI VICTOR ULLATE Jaleos uno dei lavori pi applauditi di Vctor Ullate che ancora in grado di stupire dopo ben diciasette anni dal suo debutto mondiale. E un balletto in stile neoclassico con le musiche di Luis Delgado nel quale i ballerini, assecondando il virtuosismo sonoro, mostrano con estrema semplicit la complessit dei movimenti, singoli o di gruppo. Jaleos una reale dimostrazione della tecnica classica che lascia sempre attonito il pubblico.

BOLERO
PRIMA ITALIANA MUSICHE DI MAURICE RAVEL LIGHTING DESIGN DI PACO AZORN - COSTUMI DI EDUARDO LAO DEBUTTO ALLOPERA DI VICHY (FRANCE) IL 18 LUGLIO 2013 COREOGRAFIE DI VICTOR ULLATE Bolero la nuova creazione di Victor Ullate. E una coreografia ispirata alla celebre opera musicale composta dal francese Maurice Ravel nel 1928. Victor Ullate propone una versione ambientata negli anni '20 come un omaggio ai balletti del tempo. E un bolero con uninfluenza cubana: stile che il Victor Ullate Ballet - Comunit di Madrid si trova ad affrontare per la prima volta. In questa versione di Bolero, il coreografo mette in scena un contrasto latente tra la femminilit e la mascolinit dei personaggi e si concentra sulla dicotomia della coppia. Un uomo e una donna sono l'asse centrale dello spettacolo accompagnati dal cast che balla sempre in coppia. "Una coreografia di Bolero una sfida che ho sempre voluto affrontare. Credo che una versione di questo brano creata da un coreografo spagnolo pu dare una visione diversa. Il tema degli anni '20 anche un modo per dedicare questo lavoro a Sergei Diaghilev, fondatore dei Balletti Russi che ha cambiato il mondo della danza rimuovendo l'immagine esclusivamente femminile. Dedico anche il mio lavoro al mio maestro, Maurice Bjart, che ha sempre sostenuto il ruolo dell'uomo nel balletto come quello della donna". Questo spettacolo tratto della famosa opera Bolero. La musica ha un progressivo aumento dell'intensit ritmica che d l'opportunit di creare un ballo molto sensuale che termina in unestasi musicale. Victor Ullate - biografia Nato a Saragozza, inizia gli studi di balletto classico sotto la guida di Maria de Avila. Notato - appena quindicenne - da Antonio Ruiz Soler, danza nella sua compagnia per quattro anni. In seguito, grazie a Maurice Bjart, entra a far parte del Ballet du XXme Sicle dove rester dal 1964 al 1980 e nel quale interpreta subito ruoli importanti. Balla infatti in "Romeo e Giulietta" (1966), "N fiori n corone" (1967), "Actus tragicus - Cantata 51" (1969), "Offrande chorgraphique" e "L'uccello di fuoco" (1970), "Nijinsky, clown de Dieu" (1971), "Per la dolce memoria di quel giorno" (1974, dai "Trionfi" del Petrarca), e in altri balletti tra cui i riallestimenti della "Sacre du Printemps". In pi occasioni, oltre che interprete, anche coreografo dei suoi ruoli. Un successo continuo che raggiunge l'apice nel 1978 quando Bjart - che considera Victor Ullate "uno dei suoi ballerini pi completi" - crea appositamente per lui il balletto "Gait parisienne", basato sulla propria biografia, dove l'artista interpreta il ruolo dello stesso Bjart. Nel 1979 il Ministero della Cultura spagnolo gli affida la formazione di una compagnia classica, il Ballet Clasico Nacional. Per quattro anni Ullate dirige la compagnia. Nel 1983 porta a termine il suo incarico e fonda una scuola privata di danza, dove crea giovani ballerini; con un gruppo di questi partecipa per due anni ad un programma di danza per bambini trasmesso dalla Televisione spagnola. La stampa d rilievo a questa iniziativa cos il Ministero della Cultura propone a Ullate di coordinare un gemellaggio

culturale con la Cina. Il 28 Aprile 1988 al Teatro Arriaga di Bilbao la Compagnia fa il suo debutto riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. In Spagna sono sempre esistite piccole compagnie di danza ma la prima volta che una Compagnia privata mantiene collaboratori artistici, tecnici ed amministrativi con continuit. La Compagnia e la Scuola sono due elementi strettamente legati. Dal 1988 al 1996 la Compagnia gode del sostegno del Ministero della Cultura e nel 1997 viene nominata Ballet de la Comunidad de Madrid. La Compagnia ha un repertorio molto ampio e differenziato che va dallo stile classico a quello contemporaneo oltre naturalmente alle coreografie create da Victor Ullate. In particolare alcune di queste hanno segnato delle tappe importanti per la compagnia: "Arraygo" con la quale iniziato un nuovo movimento. "Arrayan Daraya" che ha conquistato il mercato straniero. "El Amor brujo" che ha ottenuto il maggior successo d'incassi. "Giselle" replicato per 70 recite nel 1996. "Don Quijote", recente creazione, ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico, stato considerato un'opera nella quale Victor Ullate ha saputo ridare bellezza e creativit ad un balletto ritenuto dai pi obsoleto. Victor Ullate ha formato non solo ballerini, ma anche insegnanti che lavorano nella Scuola, e tecnici che seguono il lavoro della Compagnia da ormai 10 anni. Victor Ullate ha ottenuto il Premio Nazionale di danza nel 1989 e nel 1996 gli stata conferita la Medaglia dOro delle Belle Arti. Nell'aprile 2007 gli stato conferito il premio della Fundacin Autor. E nel 2008, gli viene assegnato il PREMIO MAX DE HONOR per la carriera. Ha ricevuto altri premi come la Medalla del Festival de Granada nel 1998. Nel settembre del 2000, Vctor Ullate ha creato la Fondazione per la Danza Vctor Ullate.

Circo e Dintorni Lo Studio Martini


e presentano

OkiDok
in

Un esilarante spettacolo di circo teatro


Disegno luci di Laurent Kaye Produzione Leoumaprod

SLIPS INSIDE

Lattore recita, il clown . Uno dei principali snodi della pedagogia clownesca di fine Novecento trovare il proprio clown. In questo senso i clown Xavier Bouvier e Benoit Devos, gi nel mezzo di una brillante carriera e in sincronia con i loro clown ben definiti nei loro precedenti spettacoli, hanno deciso di cercarne degli altri, e hanno trovato due loro nuovi clown, con un uso minimalista di trucco e costumi, uso sapiente e virtuoso di tecniche del corpo, espressioni facciali, utilizzo dello spazio, composizione delle relazioni fra i personaggi e con il pubblico, senso del timing. Xavier e Benoit hanno dimostrato che per ognuno di noi esistono, probabilmente, diversi clown. Cos facendo, forse confonderanno ulteriormente le idee di critici, teorici e storici. Ben venga la dialettica, perch uno dei motivi di esistere del clown proprio quello di confondere e far pensare, oltre che far ridere: questo ci che fanno gli OkiDok nello spettacolo Slips Inside.

Okidok un duo belga i cui spettacoli, di straordinaria efficacia espressiva e di tagliente umorismo, rileggono con arguzia e sofisticazione non disgiunta da una trascinante spettacolarit, lintera storia della clownerie. Irriverenti, mordaci, stralunati, atletici e capaci di una mimica fisica che sembra sfidare le leggi della gravit e i limiti del corpo umano, Xavier Bouvier e Benot Devos sono stati giustamente definiti le foie gras du mime. Lo spettacolo di Okidok, Slips Inside, , infatti, senza parole, ed , indiscutibilmente, un capolavoro, attentamente pensato e provato, di comunicazione non verbale, in cui anche la pi esilarante e snodata acrobazia non mai fine a se stessa ma concorre a creare un insieme di gestualit che hanno talvolta pi peso delle parole. Ballerini, commedianti, mimi, prestigiatori, equilibristi, rumoristi, strumentisti, cascatori: troppe parole, in uno spettacolo senza parole, ci vorrebbero per definire con accuratezza il duo di Okidok. Ma il risultato uno solo: il pubblico rimane volenteroso prigioniero di una trama comica sul filo della pi gioiosa spudoratezza ed in cui il movimento, la comunicazione non verbale e visiva, le

onomatopee e, certamente, anche i pi sarcastici doppi sensi riescono a dimostrarsi avvincenti e totalmente coinvolgenti per unora e mezza filata. Un teatro gestuale muto ma punteggiato da borborigmi che esplodono come metafore. Due sfrontati ragazzacci, vero, che si prendono gioco dei nostri pudori, delle nostre esitazioni, delle nostre debolezze ed incertezze, della nostra capacit di esprimere e comunicare: con pochi accenni delle dita Okidok sa far nascere una nuova storia da raccontare, sa introdurre una nuova gag che si avviluppa alle precedenti e alle successive, creando una fittissima trama di ammiccamenti, allusioni, rimandi e surreali riletture della realt. Irriverenti? Certo, ma niente colpi sotto la cintura, casomai un disperato solletico che porta ad unirrefrenabile voglia di sorridere e di ironizzare. Okidok sfida ogni tab per il solo piacere di vederci esplodere in un incontenibile attacco di ilarit, un vero fou rire, un riso in cui si prende atto della curiosa, surreale, assurda follia del mondo. Non casualmente, Slips Inside spettacolo che originariamente nasce nelle strade e narra le curiose vicende di due clown che silludono di essere straordinariamente belli, atletici, attraenti e che mai si accorgono della loro tonitruante goffaggine, della loro implicita timidezza, delle loro debolezze che sono anche tenere debolezze dellanimo. Un successo che andato aumentando di recita in recita, da Anversa ad Avignone, da Londra a Melbourne. OKIDOK Arrivano dal Belgio e sono un formidabile duo di clown-acrobati che da pi di 24 anni lavorano per perfezionare il loro originalissimo stile. Nei loro spettacoli, pluripremiati e famosissimi in tutto il mondo, la risata sovrana comparendo ora sottilmente ora fragorosamente sulle labbra di un pubblico senza et. E dove la strizzata docchio alla tradizione, si arricchisce di un immaginario surreale unito ad un senso innato della comicit e ad una tecnica acrobatica senza pari. Lo spettacolo costruito come una successione di sketch tanto improbabili quanto spassosi ed esilaranti, dove linsolito e limprevisto incrociano continuamente linventiva. Slips Experience luniverso misterioso di un modernissimo duo clownesco al confine fra i cartoni animati di Tex Avery (autore tra gli altri di Daffy Duck e Bugs Bunny) e il teatro di figura ma con leffetto sorpresa di elementi di pirotecnica acrobaticit. http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=6_2aWqU0J2A#! http://www.youtube.com/watch?v=DeIEDOvkSko&feature=player_embedded http://www.youtube.com/watch?v=lPSSyGQTUNQ&feature=player_embedded http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=apGYkBNovto

LE QUATTRO STAGIONI
Spellbound Contemporary Ballet
con il contributo del Ministero per i Beni e le Attivit culturali Debutto: 6 marzo 2010 , Pisa - Teatro Verdi

una produzione

coreografia e set concept Mauro Astolfi interpreti Maria Cossu, Marianna Ombrosi, Alessandra Chirulli, Giuliana Mele, Gaia Mattioli, Sofia Barbiero, Mario Laterza, Giacomo Todeschi, Michelangelo Puglisi

LE MIE QUATTRO STAGIONI Dietro lapparente quadro iconografico rappresentato dal susseguirsi dellestagioni con tutta la simbologia annessa,i suoi simboli atmosferici si percepisce un significato molto profondo,meno visibile,ma che arriva a toccare piani molto vasti e meno soggettivi. Le mie Quattro Stagioni abitano fuori e dentro una piccolo spazio,che si innalza,trascina e soffoca a momenti..ma che ripara, unisce,proteggesembra una casetta,ma una nave, un alberoun posto misterioso da cui osservare le stagioni che mutano,un posto da dove partecipare in prima persona al ciclo della natura che si rinnovae lautunno ,non solo foglie che cadono,la primavera, non solo fiori che spuntanoma una natura dentro di noi,un rituale magico primordialeun evento che si immagina,poi si cerca di imitare,poi si cerca di impossessarsi del spirito stesso dellevento. Gli eventi si evocano per diventarne parte integrante, partecipando al dramma della natura che muore..ma vedere un po pi in l il seme della futura rinascita. Spellbound Contemporary Ballet vive questa avventurasprofondata nella terra e sul ramo pi alto degli alberiquando sera si torna a casa. Mauro Astolfi ALTRE MUSICHE PER LE STAGIONI Lalternarsi delle stagioni come un cerchio che si chiude e ricomincia, una spirale continua, senza interruzioni, sempre diversa e sempre uguale; la musica sarebbe una materia ideale per raccontare questo ciclo di perenni ripetizioni variate ma inadeguata a renderne la concretezza, quella solida realt che regola la vita sulla terra. Per questo ho deciso di usare frammenti musicali eterogenei che di volta in volta accendessero un piccolo riflettore su un dettaglio significativo: i suoni della natura, le voci degli uccelli, un ritmo di danza, una melodia modale dal sapore arcaico, sonorit elettroniche astratte, il suono di uno strumento insolito come la glassharmonica o il

musiche originali Luca Salvadori musiche Antonio Vivaldi disegno luci Marco Policastro, elaborazioni video Enzo Aronica, scene Esse a Sistemi

flauto basso, ad esempio. Come dire, un caleidoscopio di situazioni che si riunissero, di volta in volta, sotto letichetta di una stagione per offrire una chiave di lettura parziale, evocativa pi che esplicativa: suggestioni in luogo di spiegazioni. Il confronto con il capolavoro di Vivaldi ho cercato di virarlo in positivo (la sfida sarebbe stata persa in partenza, ovviamente) provando a considerarlo una risorsa dialettica: complementariet nelle differenze, ricchezza raggiunta dallavere pi punti di osservazione per mettere a fuoco un oggetto sfuggente. Di conseguenza vi ho accostato materiali e stili eterogenei, come immaginando la complessit di un paesaggio sonoro che nelle mutazioni cerca una delle ragioni di esistere. Queste musiche sono state pensate per la danza, per le coreografie di Mauro Astolfi, e quindi sono nate col desiderio di volersi completare altrove, fuori dalla dimensione del puro suono, e consapevoli che, una volta entrate nel cerchio magico dei corpi in movimento, avrebbero ricevuto in cambio qualcosa. Forse la misteriosa spirale di intersezioni e reciproche influenze tra musica e danza un altro modo per rappresentare la mutevolezza inafferabile delle stagioni. Luca Salvadori IL CORPO LA CASA la Pelle le pareti del nostro Mondo. Le Stagioni trasudano i loro umori, Stati Interiori che evaporano attraverso i pori di quelle mura e si fanno Luce, Movimento, Mutazione. linclinazione dellasse di rotazione che determina il cambiamento del nostro Corpo, della nostra Casa, e cos muta langolo dei raggi che ne raggiungono la superficie: e, nella Trasformazione, quei raggi si fanno Luce e raccontano lAcqua, la Terra, il Fuoco, lAria. Enzo Aronica Da Vivaldi ad Astolfi Le Quattro Stagioni: un capolavoro in anteprima assoluta al Verdi di Pisa (da teatrionline) Le Quattro Stagioni finora il fulcro della stagione di Danza del teatro Verdi: il punto darrivo di tanti spettacoli che lhanno preceduto e ne hanno preparato con la loro bellezza il terreno, anzi hanno affinato il gusto artistico del pubblico per portarlo a questacme di piacere. Altri spettacoli altrettanto belli seguiranno ma questo capolavoro di Astolfi segner la stagione, vuoi perch ha scelto come banco di prova il Verdi di Pisa per presentare al mondo Le Quattro Stagioni, vuoi perch proprio meritato il successo riscosso presso il numeroso pubblico in sala. La Spellbound canta la nostalgia La Nuova Venezia 18 aprile 2011 di Roberto Lamantea La scrittura delle Quattro stagioni insieme astratta, lirica, atletica, i bravissimi ballerini della Spellbound disegnano linee e geometrie perfette, ariose o delicate, morbide o vorticose. Le quattro stagioni anche unelegante scrittura sul tempo, rallenta nelloscurit, diviene un vortice nella tempesta. Ma ha un timbro, Le quattro stagioni, che forse ne rivela la filigrana segreta: un canto della nostalgia. In una scena, bellissima,sul muro della casa viene proiettata la figura di una donna e quellologramma dialoga con un ballerino, svanisce,torna, vicina e irraggiungibile perch , forse, solo un ricordo o un rimpianto. Questo fluire del tempo d al lavoro, una tonalit struggente. Come in Les jardins des souvenirs di Malou Airaudo, Blind Moment di Harri Kuorelahti,

Maggio della milanese Corte Sconta, certi lavori di Susanne Linke, molti di Pina Bausch. Stilisticamente il teatrodanza di scuola tedesca qui lontano, ma forse c una sensibilit comune, tutta europea, che arriva fino alle Quattro stagioni della Spellbound. Forse uno dei lavori migliori di Astolfi. Le Quattro stagioni il mistero della natura LArena 18 aprile 2011 di Alessandra Galetto Protagonista assoluta resta la musica, quella di Vivaldi, ma anche quella originale di Luca Salvatori: le note del grande compositore veneziano rivivono, infatti,intrecciandosi con le incursioni contemporanee di Salvatori, in una sovrapposizionedi linguaggi e stili differenti che fa da contrappunto alla danza dei nove ballerini in scena (Sofia Barbero, Giuliana Mele, Alessandra Chirulli, Maria Cossu, Marioenrico DAngelo, Michelangelo Puglisi, Giacomo Todeschi, Marianna Ombrosi, Gaia Mattioli), capaci di muoversi come un corpo unico, un organismo vivente che pulsa, soffre, gioisce, condivide.Unico elemento scenografico, una grande casa bianca, stilizzata, essenziale, un indecifrabile cubo con una finestra, da cui continuamente appaiono e spariscono i danzatori: metafora forse della natura stessa, che prende e restituisce, rapina e poi consegna. I ballerini saltano, strisciano, rotolano, in un mix di accelerazioni, fughe e stasi che creano una trama di movimenti ora sincronici, ora sfasati, che bene mimano il ciclo delle stagioni, oggetto di sperimentazione e ricerca coreografica che si concretizza in uninsolita e armoniosa commistione di generi, a testimoniare lo stretto rapporto delluomo con il mondo circostante. Ne risulta uno spettacolo poetico e intenso, immediato e profondo, capace di far avvertire una pascoliana meraviglia di fanciullo di fronte alla forza straripante del creato.

Spellbound Contemporary Ballet. Le Quattro stagioni, silenzioso brulichio della vita Teatro.org 30marzo 2011 di Tania Mastrangioli Le Quattro Stagioni sono essenza pura. Linearit. Privazione volontaria di orpelli. Lunica complessit data dalla coreografia. Il corpo dei danzatori quasi scomposto per cogliere con ogni singola parte di esso ogni pi piccolo accento musicale suggerito dagli archi prestigiosi di Vivaldi. I corpi si intrecciano, contorcendosi in passi a due in cui i danzatori mantengono costantemente il contatto, dando a tratti la sensazione di inglobare luno nellaltroSotto lapparente semplicit di scene e costumi si nasconde una complessit meravigliosa come il susseguirsi silenzioso delle stagioni cela in s il brulichio continuo della vita. SPELLBOUND DANCE COMPANY direzione artistica Mauro Astolfi direzione generale Valentina Marini direzione degli allestimenti Marco Policastro segreteria amministrativa Noemi Massari assistente alle coreografie Adriana De Santis consulenza amministrativa Studio Rigel, Maurizio Silvio Video: http://www.youtube.com/watch?v=vIa1U6-H31Y