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Astronomia per astrologi

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di Luciano Drusetta

Seminario organizzato da Lidia Fassio e tenuto nei giorni 15 e 16 settembre 2001a Robassomanero (TO).

REMESSA (1.): Limiti e scopi di questo seminario Ogni seminario che si rispetti ha uno scopo e dei limiti. Che utilit pu avere per noi astrologi possedere delle pur minime nozioni, diciamo cos, scientifiche di astronomia? Innanzi tutto pu aiutarci a capire un po meglio quel sistema di proiezioni su cui si basa lastrologia, disciplina che viene spesso contestata dagli astronomi tra gli altri motivi - anche perch tiene conto di movimenti apparenti sullo sfondo di sezioni teoriche dello spazio (i 12 segni, le 12 case) alle quali non sempre corrisponde qualcosa di fisico. E senza nulla togliere alla validit e allimportanza delle basi storiche, esoteriche, simboliche della nostra materia, lastronomia pu aiutare a riscoprire gli aspetti pi tecnici della nostra disciplina, poco conosciuti forse perch ritenuti pi astrusi e noiosi. Avere nozioni di astronomia pu aiutarci anche a capire quando e come si creata la separazione ideologica tra astrologia e astronomia, che non dimentichiamolo sono sempre state studiate e praticate come una sola disciplina fino ad almeno trequattro secoli fa. E non detto che sia meglio adesso

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Avere nozioni di astronomia pu anche farci riflettere su alcune importanti questioni epistemologiche. Tra queste: perch lastronomia considerata una scienza e lastrologia no? come funziona questa benedetta scienza? perch essa considerata un metodo di conoscenza migliore o pi affidabile di altri? E lo davvero? La scienza dimostra davvero, nei fatti, di essere un metodo di conoscenza migliore o pi affidabile degli altri? Perch se gli astronomi si permettono di mettere in dubbio la validit dellastrologia, senza nemmeno prendersi la briga di conoscerla e capirla, noi astrologi cosa dobbiamo fare? Dobbiamo fare un esame di coscienza, dobbiamo farci venire dei dubbi, dobbiamo metterci sulla difensiva? dobbiamo accettare le critiche e cercare ad ogni costo di rendere pi scientifica la nostra materia? O magari talvolta, peccando di immodestia, sottovoce: vergognandoci perfino di osare tanto possiamo permetterci anche noi di mettere in dubbio la validit, non dico di tutta la scienza, ovviamente, ma per lo meno di alcuni postulati dellastronomia? Questo dunque lo scopo di questo seminario. Per quel che riguarda i suoi limiti, posso dirvi questo: molto difficile concentrare in poco tempo tutto quello che si potrebbe dire delle attuali conoscenze scientifiche sullUniverso. Io qui cercher di evidenziare alcuni aspetti che per un astrologo possono essere pi interessanti o pi curiosi di altri, magari sottolineando alcune importanti nozioni o novit scientifiche di cui si parla poco ultimamente, e che sicuramente i divulgatori e i difensori della supremazia della scienza si guardano bene dal diffondere al pubblico. Certamente cercher di portare lacqua al mio mulino, e approfitter di questa occasione per proporvi alcuni temi che mi sono particolarmente cari, ma che, mi ha detto Lidia, probabilmente incuriosiscono anche molti di voi: parleremo infatti anche di UFO e di Astrologia Extraterrestre, due temi di cui forse qualcuno di voi ha gi sentito parlare ma magari non ha capito bene di che cosa si tratta. Per fare questo ovviamente ho dovuto rinunciare, a malincuore, a trattare parecchi altri argomenti. Innanzi tutto, questa nostra carrellata mancher di una certa precisione scientifica. Mentre
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stendevo i miei appunti per questo seminario ho avuto il timore costante di mettere troppa carne al fuoco. E magari sono caduto nellestremo opposto, cio ho evitato di sommergervi di numeri, date e dati; ho saltato di netto alcuni argomenti che sarebbero stati interessanti, ma che magari potete trovare voi stessi nei migliori manuali di astrologia: ma se alla fine di questo incontro resterete a bocca asciutta, con dubbi e curiosit che non abbiamo potuto approfondire, di queste cose eventualmente potremo parlare in unaltra occasione. Non poniamo limiti alla Provvidenza! Spero che gli argomenti che toccheremo possano suggerirvi alcuni spunti di riflessione che magari vi potranno portare, col tempo, ad avere una visione delle cose un po diversa, un po pi aperta, un po pi possibilista; se sar cos almeno per quanto mi riguarda - credo che di questo nostro incontro si potr certamente dire che stato un successo. 2. CONCETTI FONDAMENTALI: Geografia astronomica: la Terra come pianeta. Meridiani e paralleli, coordinate geografiche. Si discute spesso se lAstrologia sia o no una scienza. E spesso se ne discute anche a sproposito. Ma non dimentichiamo (qualunque sia la nostra opinione al proposito) che lAstrologia si basa sostanzialmente su due discipline che possiamo tranquillamente definire scientifiche: e sono lastronomia e la geografia astronomica. Iniziamo ora a parlare di geografia astronomica: quella disciplina che considera la Terra come un pianeta, e che si occupa di fissare quei sistemi di riferimento che ci permettono di individuare la posizione di un oggetto sulla superficie terrestre o sulla volta celeste. * LA FORMA DELLA TERRA La Terra dunque un pianeta e come tutti i pianeti sostanzialmente una sfera di roccia che orbita attorno ad una stella. Sappiamo che la Terra non proprio una sfera perfetta, perch per effetto della rotazione attorno al proprio asse in realt lievemente schiacciata ai poli. Si tratta per di una differenza minima: per dare unidea di questo schiacciamento, il diametro della Terra di circa 6 milioni e 400mila km, per se lo misuriamo allequatore questo diametro lungo
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21 km in pi rispetto al diametro misurato tra Polo Nord e Polo Sud. Lattrazione gravitazionale della Luna comporta che, se vogliamo essere ancora pi precisi, la forma della Terra assomigli anche a quella di un uovo, con la parte pi appuntita rivolta verso la Luna. Se poi vogliamo essere ancora pi precisi, dobbiamo dire che la Terra ha una forma tutta sua, chiamata geoide. Ma per quello che interessa noi astrologi, possiamo permetterci di considerare la Terra come una sfera perfetta. E, come vedremo, in certe circostanze possiamo anche permetterci di considerarla un punto senza dimensione situato al centro della volta celeste. Volta celeste di cui parleremo fra un po. Questa sfera che la Terra compie, pensate, ben 60 movimenti nello spazio! Il pi importante sicuramente il moto di: * RIVOLUZIONE orbitale, che le fa compiere 360 attorno al Sole in circa 365 giorni 6 ore 9 minuti e 6 secondi (anno siderale), con una velocit media nello spazio di 30 km/secondo! Si tratta di unorbita ellittica, non circolare. Lellisse, saprete, una figura geometrica con due centri chiamati fuochi. Nel caso dellorbita terrestre uno dei due fuochi occupato dal Sole. Laltro vuoto. La distanza tra i fuochi di unellisse si chiama eccentricit. Leccentricit dellorbita della Terra (cos come quella di tutti gli altri pianeti) talmente piccola che lorbita si pu considerare, in pratica, perfettamente circolare. Nei mesi estivi la Terra si trova alla massima distanza dal Sole (afelio: 152 milioni di km), e la sua velocit pi bassa; nei mesi invernali la Terra alla distanza minore dal Sole (perielio: 147 milioni di km), e la sua velocit maggiore. Dal punto di vista astrologico, tutto questo cosa comporta? comporta che il Sole ogni giorno si sposta nello Zodiaco ad una velocit variabile, che va da un minimo di 57' al giorno (poco meno di un grado, nei mesi estivi) fino ad un massimo di 1 e rotti ogni 24 ore (nei mesi invernali). In altre parole quando in Capricorno il Sole un po pi veloce rispetto a quando si trova nel Cancro e nel Leone. Orbitando attorno al Sole, la Terra descrive nello spazio un piano chiamato Eclittica: che si chiama cos perch le eclissi (sia di Sole sia di Luna) avvengono solo quando Sole, Terra e Luna si trovano tutti e tre su questo piano.
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Un altro importante movimento della Terra nello spazio la: * ROTAZIONE attorno al proprio asse di 360 in circa 23 ore e 56 minuti (giorno siderale). Lasse di rotazione della Terra inclinato di circa 6633' rispetto al piano orbitale. Non 2327' come si dice comunemente: vediamo perch. Questasse di rotazione, che poi quello che congiunge idealmente il Polo Nord e il Polo Sud geografico (esiste anche un Polo Nord e un Polo Sud magnetico che non corrispondono esattamente a quello geografico), perpendicolare allEquatore; dunque possiamo dire che il piano dellEclittica inclinato di 90 - 6633' = 2327' rispetto al piano dellEquatore. Ricordiamo che gli angoli complementari sono quelli la cui somma uguale a 90, e gli angoli supplementari sono quelli la cui somma uguale a 180. Dal punto di vista astrologico la rotazione terrestre cosa comporta? comporta che ogni due ore circa allorizzonte Est sorge un segno diverso, e comporta ovviamente anche il sorgere e il tramontare del Sole, della Luna e la rotazione continua apparente di tutta la volta celeste. Ma che cos questa VOLTA CELESTE? Dobbiamo immaginare che la Terra si trovi al centro di unimmaginaria sfera dal diametro indefinito: ecco, questa sfera la nostra volta celeste. Non vi mai capitato di passeggiare in una giornata di nebbia molto fitta? Io che abito nella Bassa Padana, la terra di Peppone e Don Camillo, conosco bene questesperienza. Sembra di essere al centro di una bolla (o meglio: una semibolla, una calotta), al cui interno gli oggetti sono ben visibili, mentre al suo esterno sono sfocati; appunto, nascosti dalla nebbia. Il diametro di questa bolla cambia a seconda dello spessore della nebbia: se molto fitta, la bolla sembra pi piccola; quando la nebbia meno densa, il diametro della bolla maggiore e permette di vedere meglio anche gli oggetti lontani. Ma la cosa interessante che la persona, anche se si sposta, passeggia, si guarda in giro, ha sempre limpressione di trovarsi al centro di questa bolla immaginaria. Allo stesso modo la Terra, che il nostro punto di osservazione astronomico e astrologico, sempre al centro della volta celeste: anche se si sposta nello spazio. Allora noi cosa facciamo? estendiamo allinfinito il piano dellEclittica fino a toccare (intersecare) la volta celeste; cos
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facendo il piano dellEclittica disegna un cerchio su questa sfera immaginaria; e questo cerchio la linea chiamata appunto Eclittica: su questa linea che si muovono, allapparenza, il Sole, la Luna e tutti i pianeti (tranne Plutone, che si allontana spesso e volentieri dallEclittica); ed a partire da questa linea che viene definita la fascia zodiacale, che si estende di alcuni gradi sopra e sotto lEclittica. Quanti gradi alta la fascia zodiacale? beh, a seconda degli autori: qualcuno parla di 4, altri dicono 12; insomma, su questo punto c una certa divergenza di vedute sia tra gli astronomi sia tra gli astrologi. Se poi proiettiamo, o estendiamo, sulla volta celeste anche lEquatore terrestre, esso former sulla Volta Celeste una linea immaginaria detta Equatore celeste, inclinata di 2327' rispetto alla linea dellEclittica. I due punti della volta celeste nei quali sincontrano questi due cerchi (lEclittica e lEquatore celeste) si chiamano Punti equinoziali o punti vernali o anche semplicemente Equinozi. Il punto in cui il Sole si trova a transitare durante lEquinozio di primavera si chiama Punto Gamma o Punto Equinoziale di Primavera: astronomicamente corrisponde allinizio della primavera boreale (lautunno nellemisfero Sud), e astrologicamente corrisponde allentrata del Sole nel segno dellAriete. Il punto opposto, in cui passa il Sole durante lEquinozio di autunno, si chiama Punto Omega o Punto Equinoziale di Autunno: corrisponde astronomicamente allinizio dellautunno boreale (la primavera nellemisfero Sud), e astrologicamente allentrata del Sole nel segno della Bilancia. Se dunque noi vogliamo definire che cos lo Zodiaco, la definizione pi appropriata : la fascia che si estende di qualche grado sopra e sotto lEclittica, suddivisa in 12 porzioni uguali di 30 ciascuno (i 12 segni) a partire dal punto vernale gamma. Detto questo, possiamo vedere che cos la tanto decantata: * PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI, che dovuta a un altro di quei famosi 60 movimenti che la Terra compie nello spazio. Gli equinozi si chiamano cos dal latino aequa nox, cio notte uguale al d, perch come tutti saprete in quei due giorni, e solo
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in quei due giorni allanno, su tutta la Terra si hanno 12 ore di luce e 12 ore di buio. E fin qui abbiamo detto cosa sono gli equinozi. Ma cos la loro precessione? Lo vediamo con un esempio. Avete mai osservato cosa succede quando si fa girare una trottola? Gira gira gira e per un po il suo asse di rotazione si mantiene fermo, verticale. Cos succede anche ai pianeti: con la differenza che il loro asse di rotazione non quasi mai verticale, ma sempre costantemente inclinato di una certa misura rispetto allEclittica. Abbiamo detto che nel caso della Terra questinclinazione di 2327'. Marte ha uninclinazione simile alla nostra, attorno ai 25. Venere poco inclinata: 5 circa. Lasse di rotazione di Mercurio quasi perfettamente perpendicolare allEclittica. Urano il pianeta con lasse pi inclinato di tutti, quasi coricato sul piano dellEclittica (dunque, uninclinazione vicina ai 90). Una diretta conseguenza dellinclinazione dellasse di rotazione lalternarsi delle stagioni su quel dato pianeta. Su Mercurio, per esempio, dove lasse perpendicolare allEclittica, non ci sono stagioni. Su tutti gli altri pianeti s, anche se queste stagioni possono avere caratteristiche e durate diverse rispetto alle stagioni terrestri. Torniamo al paragone della trottola che ruota mantenendo il proprio asse in verticale. Per dopo un po la trottola cosa fa? comincia a perdere colpi e lasse di rotazione comincia a oscillare, disegna dei cerchi immaginari (in realt un doppio cono) e poi la trottola perde equilibrio e cade. I pianeti non cadono da nessuna parte, per fortuna. Sono mantenuti in rotazione da una forza che non sembra esaurirsi mai. Ma anche il loro asse di rotazione, come quello di una trottola che sta per fermarsi, disegna (ma molto lentamente) un doppio cono nello spazio. Nel caso della Terra il cerchio immaginario che disegna lasse di rotazione viene completato ogni 26.000 anni circa. A causa di questo movimento i punti equinoziali si spostano in senso contrario alla rotazione terrestre percorrendo 1 ogni 72 anni circa: dunque 30 ogni 2.160 anni circa. Tra parentesi, attualmente il nostro Polo Nord punta (ma non esattamente, c uno scarto di 1) verso lultima stella della
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coda dellOrsa Minore, chiamata appunto stella polare. Fra 12.000 anni, invece, sar Vega la stella polare (si trova nella costellazione della Lira). La famosa precessione degli equinozi dunque in realt la precessione dei punti equinoziali, e per noi astrologi comporta che il punto vernale gamma di primavera (che linizio del nostro zodiaco, il primo grado del segno dellAriete) si sposta con moto retrogrado sullEclittica di circa 1 ogni 72 anni. ragionevole pensare che circa 4000 anni fa ci fosse una certa corrispondenza fra segni e costellazioni zodiacali, e che quando il Sole, passando sul punto vernale gamma, entrava in Ariete esso si trovava effettivamente proiettato anche contro la costellazione dellAriete. Ma una corrispondenza precisa tra segno e costellazione non c e non ci pu essere. Adesso facciamo una pausa, vediamo se ci sono domande, e poi provo a spiegarvi perch non c e non ci pu essere una corrispondenza precisa tra segni e costellazioni. 3. CONCETTI FONDAMENTALI: Differenza tra segni e costellazioni. Meridiani e paralleli, coordinate geografiche. Anno e giorno. Che differenza c tra segni e costellazioni? Abbiamo detto che il Sole percorre una linea immaginaria sulla volta celeste, chiamata Eclittica. Lungo questa linea tocca una serie di costellazioni, chiamate costellazioni zodiacali. Ma le costellazioni sono gruppi APPARENTI di stelle che in realt sono molto lontane tra di loro. Solo per motivi ottici, simbolici, culturali, luomo percepisce queste stelle come un gruppo omogeneo collegato da linee immaginarie che formano un preciso disegno. Tra le costellazioni zodiacali ce ne sono alcune molto semplici e piccole (come la costellazione dellAriete, che formata da tre stelle disposte a triangolo) e altre molto complesse ed estese, come la Vergine o il Leone, che ha una forma che ricorda grosso modo la Sfinge Egizia. Il Sole, per, nel suo tragitto annuale lungo lEclittica, tocca anche qualche altra costellazione, come quel famoso Ofiuco (chi non ha mai sentito parlare dellOfiuco alzi la mano!) che si trova tra le costellazioni dello Scorpione e del Sagittario; o
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come la parte pi alta del Cane Minore o quella di Orione; che per sono costellazioni, appunto, che non hanno niente a che vedere con i 12 segni zodiacali e con la tradizionale simbologia astrologica. Cosa sono dunque i segni zodiacali? se vi ricordate la definizione di Zodiaco, la risposta non pu essere che questa: i segni zodiacali sono 12 suddivisioni teoriche dello Zodiaco, tutte uguali di 30 ciascuno, a partire dal punto vernale gamma che segna il primo grado del segno dellAriete. Esistono altri movimenti minori della Terra, come per esempio la NUTAZIONE, una lieve oscillazione del doppio cono i cui bordi pertanto non sono perfettamente circolari ma frastagliati. Un po come il bordo di una formella, uno stampino per il budino. Anche i bordi dellorbita terrestre sono frastagliati, perch Terra e Luna ruotano tra loro ed il loro baricentro in realt ad orbitare attorno al Sole. Per noi astrologi queste irregolarit comportano una cosa: che il moto retrogrado dei Nodi Lunari non omogeneo. A tratti retrogrado e a tratti diretto. Ma nella normale pratica astrologica questi dettagli si possono tralasciare e noi astrologi possiamo tranquillamente considerare uno spostamento medio costante (e retrogrado) del Nodo Lunare. Altri moti riguardano il fatto che lintero sistema solare si trova a met strada di un braccio esterno di una galassia a spirale (la Via Lattea) e che questo braccio in rotazione rispetto al centro della galassia stessa (che poi quello che vediamo nel cielo e che chiamiamo appunto Via Lattea); e anche questa galassia (secondo le attuali teorie scientifiche relative allespansione dellUniverso) si sposterebbe a gran velocit in una certa direzione. Ma di questo parleremo domani. E comunque questo tipo di movimenti minori non hanno nessuna influenza sulla nostra astrologia, che da questo punto di vista basata su punti di riferimento assolutamente locali e costanti. Adesso accenniamo rapidamente alla suddivisione della superficie della Terra in meridiani e paralleli, linee essenziali per determinare le COORDINATE GEOGRAFICHE che ci servono per la domificazione del Tema Natale.

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I MERIDIANI sono 180 circonferenze massime passanti per i poli = 360 semicirconferenze. La prima, corrispondente alla Longitudine Zero, quella di Greenwich. La LONGITUDINE la distanza angolare (espressa in gradi e frazioni di grado) fra un certo punto della superficie terrestre e il meridiano Zero, misurata sul parallelo passante per quel punto. I PARALLELI sono circonferenze di diametro decrescente, parallele allEquatore. Sono 178 + i 2 punti corrispondenti ai due Poli. Il Parallelo Zero lEquatore, corrispondente alla Latitudine 0. La LATITUDINE la distanza angolare (in gradi e frazioni di grado) fra un certo punto e lEquatore, misurata sul meridiano passante per quel punto. Queste circonferenze (meridiani e paralleli) vengono proiettate sulla Volta Celeste e servono anche come sistema di riferimento universale. LEquatore diventa Equatore celeste, il meridiano di Greenwich celeste si chiama Circolo Meridiano (passa per i poli e indica la linea Nord-Sud) e la linea Est-Ovest viene indicata da un circolo, perpendicolare a questo Circolo Meridiano, chiamato Primo Circolo Verticale. La Latitudine celeste di chiama altezza, la Longitudine Celeste si chiama azimut (angolo tra circolo verticale passante per loggetto e Circolo Meridiano). Per fissare le coordinate celesti di un oggetto, si calcola la distanza verticale dallorizzonte (altezza) o dallo zenit (distanza zenitale) e la distanza dal punto cardinale Sud (azimut). Anche noi astrologi abbiamo un nostro sistema di coordinate, che si basa sullo Zodiaco. La longitudine astrologica la distanza in gradi dal punto vernale (o comunque dal primo grado di ogni segno), la latitudine la distanza dalla linea dellEclittica. Alcuni paralleli rivestono particolare importanza per le stagioni e per la domificazione. Si tratta dei tropici (2327' a Nord e a Sud dellEquatore) e dei Circoli Polari (6633' a Nord e a Sud). Questi cerchi dividono la superficie terrestre in tre fasce ben distinte: - la fascia tropicale, in cui il Sole sempre perpendicolare (allo zenit) per tutto lanno, e in cui le case placidiane sono sempre di 30;
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- la fascia temperata o intermedia, in cui il Sole non mai allo zenit, e in cui le case placidiane hanno unestensione variabile a seconda della latitudine e della stagione (pi regolari e vicine a 30 nei pressi dellEquatore e nei periodi vicini agli Equinozi, pi irregolari nei pressi dei Circoli Polari e nei periodi vicini ai Solstizi); e - le due calotte polari, dove il Sole non raggiunge mai una certa altezza, restando basso rispetto allorizzonte per 6 mesi allanno, e tramontando per altri 6 mesi; e dove la domificazione placidiana non funziona. Abbiamo appena cominciato ma facciamo subito un po di ripasso. Abbiamo detto che i due principali movimenti della Terra sono la Rotazione attorno al proprio asse e la Rivoluzione orbitale attorno al Sole. Quando si parla di giorno e di anno, che sono due unit fondamentali del nostro modo di misurare il tempo, si pensa comunemente che un giorno corrisponda esattamente a un giro completo della Terra su s stessa, e che un anno corrisponda esattamente a un giro completo della Terra attorno al Sole. Questo non vero! O per lo meno, non del tutto esatto. * Il GIORNO - Infatti abbiamo detto che la Terra compie un giro completo su s stessa (cio 360 attorno al proprio asse di rotazione) in 23 ore e 56 minuti circa, mentre tutti sappiamo che il giorno uguale a 24 ore. Allora dobbiamo innanzitutto fare una distinzione tra giorno siderale, che appunto quello di 23 ore e 56 minuti circa, e giorno civile medio, che quello di 24 ore esatte. Come mai questa differenza di 4 minuti? Da dove viene? Viene dal fatto che, nel tempo impiegato a fare un giro attorno a s stessa, la Terra si sposta anche nel suo viaggio orbitale attorno al Sole. Il giorno siderale si chiama cos perch prende come riferimento una stella, una qualsiasi: dopo 23 ore e 56 minuti circa quella
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stella ritorna alla stessa posizione che aveva il giorno prima (o meglio, la notte prima) rispetto al nostro orizzonte locale. Il Sole invece ritarda e torna alla stessa posizione rispetto al nostro orizzonte 4 minuti pi tardi, cio dopo 23 ore 56 minuti + 4 minuti = 24 ore. Ma anche in questo caso non si tratta di 24 ore esatte, ed per questo che dovremmo anche distinguere un giorno solare di circa 24 ore e un giorno civile di 24 ore esatte. Semplificando, per, possiamo affermare che la Terra fa un giro completo su s stessa in 24 ore, e che pertanto la cosa che interessa noi astrologi che il Sole percorre 360 : 24 = 15 circa allora. Ma va ricordato che si tratta di un dato assolutamente approssimativo. * LANNO - Qualcosa di molto simile avviene con lanno. Comunemente si pensa che un anno corrisponda a un giro orbitale completo della Terra (360 attorno al Sole). Ma anche in questo caso le cose non stanno esattamente cos: perch abbiamo detto che la Terra compie questo giro completo in 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e qualche secondo. Questo periodo viene detto anno siderale: si chiama cos perch il tempo necessario affinch una stella, una stella qualsiasi, venga di nuovo a trovarsi nella stessa posizione che aveva lanno prima rispetto al nostro punto di osservazione. Esiste anche in questo caso uno sfasamento tra il ritorno annuale delle stelle e quello del Sole, dovuto al semplice fatto che le stelle, come direbbe il saggio, stanno ferme mentre invece il Sole si muove sulla Volta Celeste. Il periodo che passa tra due ritorni esatti del Sole nella stessa precisa posizione che occupava un anno prima nella Volta Celeste si chiama anno solare. Ma noi quando parliamo di anno nel linguaggio di tutti i giorni intendiamo un anno ancora diverso da questi due che vi ho detto. Noi intendiamo lanno civile, che di 365 giorni esatti. Tranne gli anni bisestili, ovviamente, quando di 366 giorni. Una domanda che capita spesso a noi astrologi io sono nato il 20 maggio: sono Toro o Gemelli?, oppure ma se sono nato il 17 ottobre, perch il prossimo Ritorno Solare ce lho il giorno 18?

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Perch... semplificando, possiamo dire che ci avviene perch abbiamo a che fare con due misure non commensurabili, cio non confrontabili, che non si possono mettere in relazione fra di loro: da un lato un cerchio che si chiude, e che come tutti i cerchi diviso in 360; n uno di pi, n uno di meno. E dallaltro lato abbiamo un periodo di tempo (lanno, il giorno) che non esattamente divisibile per 360. Se sto benedetto anno fosse di 360 giorni, esattamente uguale al numero di gradi in cui suddividiamo il cerchio, non ci sarebbero problemi! La Terra si sposterebbe ogni giorno di 1 grado esatto, e tutti gli anni il Sole entrerebbe in Ariete sempre alla stessa ora del 21 marzo. Ma purtroppo, o per fortuna, le cose stanno diversamente e per sapere dove si trova il Sole un certo giorno di un certo anno, dobbiamo ricorrere alle effemeridi. Devo sottolineare che questa sfasatura tra lanno civile e quello astrologico non dovuta, come pensa qualcuno, alle varie riforme dei calendari. Anzi: i calendari sono stati riformati appunto per ridurre questo sfasamento, che una specie di malattia congenita del nostro sistema di misurazione del tempo, che si ostina a mettere in rapporto delle grandezze che abbiamo definito incommensurabili: da un lato il cerchio di 360, dallaltro dei periodi di tempo che, in qualsiasi modo vengano calcolati (minuti, ore, giorni), non dnno mai una cifra intera. 4. CONCETTI FONDAMENTALI: Problemi legati alla misurazione del tempo. Calendari. Stagioni: solstizi ed equinozi. I problemi legati alla misurazione del tempo sono molto vasti e complessi, ma nascono tutti dal tentativo di mettere in relazione grandezze diverse, come gi detto, non commensurabili: il GIORNO con la rotazione della Terra attorno al proprio asse, lANNO con la rivoluzione orbitale attorno al Sole; il MESE con il periodo che passa tra due fasi lunari uguali (detto lunazione). Nemmeno questi tre periodi di tempo (il GIORNO, il MESE e lANNO e se vogliamo complicare ancora le cose, ci possiamo mettere anche la SETTIMANA) sono commensurabili tra loro. E la storia dei calendari anche la storia del difficile, direi quasi impossibile tentativo di armonizzare queste tre o quattro misure
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del tempo. * Il MESE - Il mese infatti non , come afferma qualcuno, un dodicesimo di anno, e non ha nemmeno una precisa corrispondenza con i 12 segni zodiacali. Il mese, lo dice la parola stessa, la sua etimologia, ha a che fare con la Luna ed il periodo di tempo che intercorre tra due lunazioni: corrisponde a 29 giorni 12 ore e 44 minuti 16 secondi circa. E non un dodicesimo di anno. In un anno civile medio abbiamo infatti 12 lunazioni + 11 giorni 8 ore eccetera. * CALENDARI - I vari calendari che luomo ha adottato nel tempo e che ancora oggi sono usati in diverse aree geografiche, sono essenzialmente di tre tipi: - quelli LUNARI - quelli SOLARI - quelli LUNISOLARI. Un esempio di calendario lunare quello musulmano, che conta un anno di 12 lunazioni esatte, e si basa su un ciclo trentennale che alterna anni di 354 e anni di 355 giorni, con una differenza di 11 giorni in meno rispetto al nostro calendario solare. Dunque nel corso di 33 anni circa le feste musulmane percorrono tutto larco del nostro anno gregoriano; per esempio il ramadan (mese del digiuno), ogni anno arriva sempre un po prima rispetto al nostro calendario e cos cpita che i musulmani praticano il digiuno a volte destate, a volte in primavera, a volte dinverno e cos via... Il calendario musulmano non si preoccupa di armonizzare il ciclo lunare con quello solare, e come detto pi breve del nostro: 100 anni musulmani corrispondono a circa 97 anni gregoriani. Un esempio di calendario lunisolare quello ebraico, che cerca di correggere la sfasatura tra lunazioni e anno solare tramite un ciclo di 19 anni nel quale si alternano, con regole piuttosto complesse (il primo giorno dellanno e il giorno di Pasqua possono cadere solo di luned, marted, gioved e sabato), ben sei tipi di anno: di 353, 354, 355, 383, 384 e 385 giorni. Il nostro calendario gregoriano di tipo Solare. Infatti si basa sulla rigida suddivisione dellanno in 365 giorni (366 negli anni
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bisestili) senza preoccuparsi delle sfasature che ci comporta nel ciclo lunare. Credo che sia interessante accennare a un sistema di misurazione del tempo molto particolare, che quello che usavano per esempio gli antichi Romani: che contavano gli anni passati dalla fondazione di Roma, oppure dal momento in cui un certo personaggio era diventato Console o Imperatore. Questo un sistema adattissimo a descrivere avvenimenti passati. Infatti si poteva dire che una certa battaglia era avvenuta il terzo mese del quinto anno del consolato di Marco Tullio Vitellio; e con una serie calcoli, conoscendo la data dinizio di quel consolato, si poteva fissare nel tempo qualsiasi avvenimento passato. Ma evidente che questo sistema non si poteva usare per fissare nel tempo avvenimenti futuri... Anche il sistema astrologico che usiamo noi oggi, e basato sulle posizioni zodiacali dei luminari e dei pianeti, per certi aspetti un sistema di misurazione del tempo. Noi possiamo dire per esempio che un certo avvenimento accaduto, o accadr, durante la congiunzione di Giove e Urano a 1530' del segno del Leone, e ci ci permette di fissare nel tempo quellavvenimento, passato o futuro. Per, ripeto, un sistema di misurazione del tempo non commensurabile a quello usato nel nostro calendario civile. Dunque sbaglia chi afferma che un mese di calendario equivale a un segno zodiacale, o che un anno civile equivale al ritorno del Sole nella stessa posizione zodiacale. Il sistema astrologico effettivamente una specie di calendario particolare che potremmo definire stagionale. Infatti abbiamo detto che lo Zodiaco viene suddiviso in 12 parti uguali a partire dal punto vernale gamma, e che questo punto corrisponde alla posizione del Sole nel momento preciso dellEquinozio di Primavera. risaputo per che lEquinozio di primavera, e con esso lentrata trionfale del Sole in Ariete, non avviene mai lo stesso giorno dellanno, e anche se avviene lo stesso giorno dellanno prima, non avviene mai alla stessa ora. Quando il Sole passa per il punto opposto a quello vernale, entra in Bilancia e si ha lEquinozio di autunno.
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Esistono nello Zodiaco due punti che si trovano a 90 esatti dai due punti equinoziali: uno segna linizio del segno del Cancro, e quando il Sole ci transita sopra si ha il Solstizio destate. Sei mesi dopo (circa 6 mesi dopo!) il Sole passa per il punto zodiacale opposto, entra nel segno del Capricorno e si ha il Solstizio dinverno. Adesso torniamo un attimo a considerare linclinazione dellasse terrestre e le fasce che questa inclinazione disegna sulla superficie della Terra: la fascia tropicale, quella intermedia e le due calotte polari. Abbiamo detto che (se tralasciamo il movimento di precessione, che comunque non ha nessuna influenza sullalternarsi delle stagioni) lasse di rotazione della Terra mantiene la sua inclinazione di 2327' costante, sempre, durante tutto il periodo necessario alla Terra per percorrere lintera orbita attorno al Sole. Mentre rispetto al piano orbitale linclinazione costante, rispetto al Sole cambia a seconda delle stagioni. Vediamo un po: * SOLSTIZIO DINVERNO : la Terra di fronte al Sole in modo tale da avere il Polo Sud pi vicino al Sole, illuminato dal Sole, e il Polo Nord pi lontano, allombra. In questo momento nellemisfero Sud della Terra estate e il Sole allo Zenit sul Tropico del Capricorno. Nel nostro emisfero si ha la notte pi lunga dellanno, nellemisfero Sud invece le stagioni sono invertite, dunque estate e c il giorno pi lungo dellanno. A Nord le giornate cominciano ad allungarsi, a Sud sono le ore di luce a diventare sempre di meno. * EQUINOZIO DI PRIMAVERA: spostandosi nella sua orbita, la Terra mantiene fissa langolazione dellasse di rotazione. Dopo tre mesi circa la nostra Terra si trova spostata di 90 rispetto alla posizione precedente. In questo momento lasse di rotazione, sempre inclinato di 2327' rispetto al piano dellEclittica, per perfettamente perpendicolare rispetto al Sole. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che il Sole si trova a picco sullEquatore, e allo stesso tempo, sorge sul Circolo Polare Nord e tramonta al Circolo Polare Sud. questo il momento dellEquinozio di primavera, quando il giorno diviso in 12 ore
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di luce e 12 ore di buio su tutta la superficie terrestre. * SOLSTIZIO DESTATE: andiamo avanti. Dopo circa 3 mesi la Terra si trova spostata di altri 90. Stavolta il Polo Nord ad essere rivolto al Sole, e il Polo Sud completamente allombra. In questo momento nellemisfero Sud della Terra inverno e il Sole allo Zenit sul Tropico del Cancro. Nel nostro emisfero le giornate cominciano ad accorciarsi e le notti ad allungarsi, il contrario avviene nellaltra met del mondo. * EQUINOZIO DAUTUNNO: dopo altri tre mesi circa la nostra Terra si trova spostata di 90 rispetto alla posizione precedente, e di 180 rispetto allEquinozio di Primavera. In questo momento lasse di rotazione, sempre inclinato di 2327' rispetto al piano dellEclittica, di nuovo perfettamente perpendicolare rispetto al Sole. Il Sole allora si trova di nuovo a picco sullEquatore, e basso sullorizzonte sia al Polo Nord sia al Polo Sud. Solo che al Polo Nord tramonta e al Polo Sud sorge. Di nuovo il giorno diviso in 12 ore di luce e 12 ore di buio su tutta la superficie terrestre. * SOLSTIZIO DINVERNO: la Terra di nuovo di fronte al Sole in modo tale da avere il Polo Sud pi vicino al Sole, illuminato, e il Polo Nord pi lontano, allombra. In questo momento nellemisfero Sud della Terra estate e il Sole allo Zenit sul Tropico del Capricorno. Ha dunque ragione chi afferma che la nostra astrologia stagionale, e che siccome le stagioni sono invertite nei due emisferi, anche i valori e i simboli astrologici vanno invertiti se si fa loroscopo a una persona nata nellemisfero australe? Secondo me la risposta : decisamente NO. Perch no? Per una serie di motivi: - perch basta interpretare un paio di grafici relativi a persone nate nellaltro emisfero o relativi a eventi (tipo Rivoluzioni Solari, transiti) che avvengono nellemisfero boreale, per rendersi conto che il nostro sistema tradizionale funziona benis67

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simo, senza bisogno di nessuna altra modifica oltre la normale sottrazione di 12 ore nel calcolo del Tempo siderale e linversione dei segni nelle Tabelle di domificazione. - perch le stagioni non sono una causa: ma sono un effetto dellinclinazione dellasse di rotazione terrestre. - perch le stagioni come le conosciamo noi sono la somma di uniconografia culturale che si sviluppata e affinata nel tempo. Un esempio per tutti: una certa canzone descrive Settembre come il mese dei ripensamenti sul tempo e sullet. In realt nessuno ci vieta di vivere momenti di riflessione e magari anche di depressione, o introspezione, chiusura in noi stessi, che so io: in piena estate, davanti a una spiaggia assolata, o in primavera davanti a unape che si posa su una margherita. Quello che voglio dire che le analogie tipo inverno -> freddo, buio, grigiore, chiusura, preparazione per la rinascita oppure primavera -> rinascita, disgelo, calore, freschezza, profumo, ebbrezza eccetera, non sono per niente universali e sono legate a un ciclo stagionale valido soltanto nel nostro bacino del Mediterraneo (e nemmeno in tutta Europa): mentre lAstrologia dimostra di funzionare su tutto il globo terrestre, ed dunque molto pi universale del linguaggio stagionale codificato nella nostra area geografica. - perch i 12 segni sono una divisione teorica dello spazio zodiacale, e non un dodicesimo di anno o un terzo di stagione. - perch non riesco ad accettare lidea di unastrologia nata in modo pragmatico, da una serie di attente ed acute osservazioni fatte (secondo alcuni) dai pastori Caldei sul carattere delle persone, o del bestiame, in un periodo storico in cui nessuno si sognava di usare un metodo nemmeno lontanamente pragmatico o pseudogalileiano per ricavare dei rapporti di causa-effetto sui quali basare, e con i quali giustificare la propria visione del mondo. Ma si tratta di una mia opinione personale, ovviamente. Pi avanti tratteremo argomenti meno tecnici e forse anche pi interessanti. Perci se con questi temi vi siete un pochino annoiati, non preoccupatevi: dora in poi sar pi facile restare svegli!

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5. IL NOSTRO SISTEMA SOLARE: Pianeti, asteroidi, satelliti, comete. Agli astrologi spesso si contesta labitudine di chiamare pianeti anche il Sole e la Luna; perch dal punto di vista astronomico, sono: il Sole, una stella; e la Luna, un satellite. Ma noi astrologi usiamo la parola pianeta nel suo significato originale. Gli antichi, infatti, chiamavano stelle tutto ci che brillava nel cielo. E avevano notato che cerano alcune stelle che non cambiavano posizione da una notte allaltra, e queste le chiamavano stelle fisse; altre invece si spostavano da una notte allaltra, e per questo le chiamavano stelle erranti. Ecco, pianeta vuol dire errante. Da questo punto di vista, per gli antichi erano pianeti anche le comete, i meteoriti, le stelle cadenti e le supernovae (stellae novae). Noi astrologi abbiamo mantenuto questa terminologia tradizionale, ma per evitare certe critiche da parte degli astronomi, personalmente consiglio di usare il termine Luminare per indicare il Sole e la Luna. Allora vediamo quanti e quali tipi di corpi celesti popolano il nostro sistema solare. Innanzi tutto c una stella centrale: * IL SOLE. Come tutte le stelle, il sole una massa di fuoco composta principalmente di elio che si trasforma in idrogeno liberando energia. una sfera gassosa che non ha una superficie solida; quello che vediamo (fotosfera) la zona pi esterna che impedisce di vedere quello che sta sotto la fotosfera: linterno del Sole. Oscurando opportunamente il disco solare (per esempio durante le eclissi di Sole, oppure con accorgimenti speciali) per possibile vedere quello che sta sopra la fotosfera, e che chiamiamo, per analogia con i pianeti, atmosfera solare, suddivisa in cromosfera (strato pi interno) e corona solare (lo strato pi esterno). Ricordatevi che il Sole non va mai osservato direttamente, n a
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occhio nudo n tanto meno col binocolo o col telescopio!!! Lunica eccezione, se coperto da strati di nebbia, fumo, spesse nubi, oppure al tramonto quando molto basso allorizzonte. Comunque, osservata con gli opportuni accorgimenti, la superficie del Sole rivela una fitta granulazione del tutto simile al ribollire della superficie di un liquido appunto, in ebollizione; e soprattutto le famose macchie solari che sono zone in cui la temperatura superficiale un po pi bassa di quella tuttintorno, e che per questo emettono meno luce e appaiono scure. Nella cromosfera e nella corona solare avvengono diversi altri fenomeni, come le famose protuberanze, violenti getti di materiale solare verso lo spazio esterno, che possono provocare conseguenze dirette anche sulla Terra: aurore boreali, tempeste magnetiche, disturbi o addirittura interruzione dei segnali radio. Tutta lattivit solare nel suo complesso mostra un ciclo di 11 anni. Nel periodo di minima abbiamo delle macchie solari allequatore, mentre altre nascono alle latitudini medie (attorno ai 40 sopra e sotto lEquatore solare) e scendono lentamente (nel giro di 4-5 anni) verso lEquatore. Il Sole non emette solo luce, ma anche e soprattutto energia, raggi ultravioletti, raggi X, particelle subatomiche: si tratta di un vero e proprio vento spaziale che tra laltro verr sfruttato per far viaggiare nello spazio una specie di vela spaziale. Il Sole una stella nana gialla, come ce ne sono molte nelluniverso, e secondo le attuali teorie relative alla classificazione delle stelle, il Sole una stella relativamente giovane, che fra qualche miliardo di anni si espander fino a diventare una gigante rossa, e in seguito (ma sempre nel giro di alcuni miliardi di anni) collasser rapidamente diventando una stella nana bianca, o forse addirittura un buco nero. Attorno alla stella centrale orbitano, tutti nella stessa direzione (antioraria se si osservasse il sistema solare da sopra, dal Polo Nord Celeste), i pianeti. La differenza tra stella e pianeta sta nel fatto che la stella brilla di luce propria, mentre il pianeta brilla di luce riflessa.

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Ma quando noi osserviamo il cielo di notte, come possiamo capire se un certo puntino luminoso una stella o un pianeta? un pianeta se, notte dopo notte, si sposta e lo vediamo in posizione diversa rispetto alle altre stelle. un pianeta se molto brillante, ma questa non una regola generale. un pianeta se la sua luce non scintilla come quella delle stelle (specialmente quando sono basse allorizzonte o nelle giornate di vento). un pianeta se, osservato al binocolo o al telescopio, rivela un certo diametro (le stelle appaiono come dei punti anche col pi potente telescopio!). In ordine di distanza dal Sole, troviamo: * MERCURIO. Gli astronomi lo descrivevano fino a pochi anni fa come un pianeta sterile, con una met perennemente illuminata dal sole e laltra perennemente ghiacciata. In realt si poi scoperto che Mercurio non mostra sempre la stessa faccia verso il Sole, ma effettua una lenta rotazione. Ha un aspetto molto simile alla nostra luna: pieno di crateri. Sembra che non abbia atmosfera, ed appena un po pi grande della nostra Luna. * VENERE. un pianeta che sembra avere caratteristiche simili a quelle della Terra (dimensione, massa, gravit), ma siccome coperto di fitte nuvole difficile capire com fatto davvero, perch non riusciamo a vedere la sua superficie. Alcune sonde sono atterrate su Venere, ma latmosfera molto densa, il calore, i gas o qualche altro fattore hanno impedito finora di ricevere immagini esaurienti e dati precisi dalla superficie di Venere. Attualmente si pensa che non sia possibile nessuna forma di vita su questo pianeta, perch troppo vicino al Sole e le temperature sono troppo elevate. Tuttavia, mi sembra interessante notare come questo pianeta ricorre spesso nella casistica ufologica. Ma avremo occasione di parlarne pi avanti. Venere un po pi piccola della Terra, e ha i poli invertiti: cio il polo Nord in basso e il polo Sud in alto; in altri termini, Venere ruota su s stessa in senso inverso rispetto alla Terra e alla maggior parte degli altri pianeti. * MARTE. Dopo la Terra troviamo Marte, pianeta molto simile alla Terra, e che possiamo studiare molto bene perch ha unat71

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mosfera piuttosto rarefatta. Marte ha uninclinazione sul proprio asse di circa 25, e anche le dimensioni e la durata del giorno sono molto vicine a quelle della Terra. Non un caso che si stiano progettando missioni spaziali con equipaggio dirette su Marte. Gli scienziati scettici ritengono per che latmosfera di Marte sia troppo rarefatta perch possa sostenere la vita, che sul Pianeta Rosso non ci sia acqua e che Marte sia troppo distante dal Sole e che pertanto sia molto freddo. Come forse saprete, Marte un pianeta misterioso e affascinante anche perch sulla sua superficie sono state fotografate delle strutture molto particolari: alcune piramidi, muraglie che possono sembrare edifici, una faccia misteriosa e addirittura un cratere che assomiglia molto alla famosa faccina che ride. Nel 1877 lastrologo italiano Schiaparelli not per primo due cose interessanti sulla superficie di Marte, che fecero pensare subito alla possibilit di un mondo abitato: i famosi canali e dei veri e propri cambiamenti stagionali (tipo calotte polari e vaste aree verdi che cambiavano estensione col passare dei mesi). I misteri di Marte sono alimentati dal fatto che, anche di recente, alcune sonde spaziali sono letteralmente sparite a poca distanza dalla sua superficie, senza motivo apparente. Marte il pianeta delle dimensioni eccezionali: ha un monte Olimpo alto 26 km, e un sistema di canyon molto pi profondi di quelli della Terra. Marte ha anche due satelliti naturali piuttosto piccoli e veloci, chiamati Phobos e Deimos. * Tra Marte e Giove (in una zona dove, secondo la legge di TitiusBode, dovrebbe trovarsi un altro pianeta, a 2,8 Unit Astronomiche dal Sole), c la fascia degli ASTEROIDI o PIANETINI, che forse sono ci che rimane di un antico pianeta andato distrutto. Alcuni di questi asteroidi sono raggruppati in due punti precisi, a 60 da Giove, chiamati punti lagrangiani dallastronomo francese, Lagrange, che studi questi due punti dequilibrio gravitazionale. Alcuni asteroidi si muovono piuttosto liberamente nel sistema solare, dunque escono ed entrano molto spesso da questa fascia, ma sempre su orbite ellittiche che noi possiamo misurare e calcolare in anticipo. Il primo asteroide conosciuto (e anche il pi grande: 1000 km di diametro) Cerere, scoperto dallastronomo palermitano Piazzi nel 1801; altri tre (Pallade, Giunone e Vesta) furono individuati tra il 1802 e il 1807. Chirone un asteroide anomalo perch orbita tra Saturno e Urano. Hidalgo ha
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unorbita talmente eccentrica che allafelio si trova vicino a Saturno, al perielio vicino a Marte. I pianeti interni alla fascia degli asteroidi sono tutti piuttosto piccoli (diciamo grosso modo come la Terra) e hanno caratteristiche simili alla nostra Terra: cio sono delle sfere di roccia avvolte da unatmosfera gassosa pi o meno densa. Inoltre hanno pochissimi satelliti, o nessuno. I pianeti esterni a questa fascia sono invece dei giganti gassosi, dunque privi di una superficie solida, caratterizzati da una pressione atmosferica molto elevata, una gravit eccezionale (proporzionale alla loro massa) e dal fatto davere ciascuno numerosi satelliti naturali. * Il primo dei pianeti giganti GIOVE, il pianeta in assoluto pi grande del sistema solare, famoso per la sua macchia rossa nellemisfero sud, che in effetti non si sa bene che cos! Lipotesi pi accreditata parla di una irregolarit sulla superficie di Giove, che provoca un ristagno di gas nella zona soprastante. Giove ha numerosi satelliti, e alcuni di questi (Io, Europa) potrebbero ospitare forme di vita: e non tanto per la presenza di attivit vulcanica, laghi dacqua ghiacciata o atmosfera pi o meno ricca di metano; quanto perch Giove un pianeta particolare, che si contrae anche se di pochissimo (un millimetro allanno), emettendo pi energia di quanta ne riceva dal Sole: e che pertanto potrebbe scaldare i propri satelliti pi di quanto pu fare il Sole. Che da quella distanza appare come una stella, molto luminosa, ma anche molto piccola (6' di grado). Si deduce che Giove gassoso dal fatto che lEquatore ruota molto pi velocemente dei Poli (come avviene anche sul Sole), ma non possiamo escludere lesistenza di strati solidi in profondit, sotto latmosfera. Anche Giove, come Saturno, circondato da una serie di anelli. * Poi arriva SATURNO . Un po pi piccolo di Giove, famoso per i suoi anelli, che - si pensa - sono i resti di una o pi lune che si sono disgregate perch si sono avvicinate troppo alla superficie del pianeta. Unaltra teoria dice il contrario, e cio che si tratta di materiale primordiale che non riuscito a fondersi insieme per formare una luna, proprio perch troppo vicino al pianeta. Come vedete, gli astronomi spesso ci rimproverano di essere imprecisi e contraddittori, ma tante volte lo sono anche loro!
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Gli anelli di Giove e Saturno sono comunque formati da una miriade di corpuscoli di ghiaccio e roccia ghiacciata, in orbita attorno al pianeta come una serie di piccolissime lune. Anche Saturno attorniato da numerosi satelliti. Il pi grande, Titano, dotato di atmosfera, e sembra che sia lunico fra i satelliti del sistema solare ad avere unatmosfera gassosa. Anche Saturno, come Giove, si contrae emettendo energia. * Dopo Saturno ci sono dei pianeti che non si possono osservare a occhio nudo. Il primo di questi URANO , scoperto da William Herschel nel 1781, per puro caso. Gli altri (Nettuno e Plutone) invece furono scoperti in base a calcoli matematici, studiando le anomalie nelle orbite di Urano e Nettuno. Urano un po pi piccolo di Giove e Saturno, ma ugualmente maestoso, di un bel colore azzurro e dotato anche lui di una sottile fascia di anelli che ruotano attorno allequatore. Ma la caratteristica pi interessante di Urano, che sembrerebbe confermare la sua fama astrologica di pianeta delle novit e controcorrente, il fatto che il suo asse di rotazione quasi adagiato sul piano orbitale (98), e che anche Urano, come Venere, ruota attorno a s stesso in senso contrario a quello di tutti gli altri pianeti. Questa particolarissima situazione astronomica comporta delle evoluzioni molto interessanti che il Sole fa, osservato da Urano. Se non che visto da Urano il Sole molto piccolo (poco meno di due primi di grado), dunque si pu tranquillamente confondere con una stella o un altro pianeta. Anche Urano ha numerosi satelliti (Ariel, Miranda, Titania, Oberon) che ruotano sul piano equatoriale del pianeta. * NETTUNO un altro pianeta gassoso gigante, ma pi piccolo di Giove e Saturno. Fu osservato per la prima volta nel 1846, ma la sua esistenza era gi ipotizzata da alcuni anni per le irregolarit dellorbita di Urano. Ha alcuni satelliti (Tritone, Nereide) e a quanto pare, anche lui emette energia. * PLUTONE stato scoperto da Tombaugh nel 1930. considerato lultimo pianeta del sistema solare, ma in realt a volte la sua orbita interseca quella di Nettuno, e in quei periodi Nettuno lultimo pianeta del sistema solare, e Plutone il penultimo. Secondo voi questo comporta un diverso valore astrologico di Plutone, quando lultimo pianeta e quando il penultimo? Se s, perch? Comunque Plutone un pianeta decisamente pi picco74

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lo, ha dimensioni paragonabili a quelle dei pianeti interni, e ha una caratteristica che lo accomuna alla Terra: ha un satellite naturale molto grande rispetto alle sue dimensioni, Caronte. Infatti a essere pi precisi, Terra e Luna, pi che pianeta-satellite, si possono definire un sistema planetario doppio, e cos anche Plutone-Caronte. Si parlato di una possibile retrocessione di Plutone, perch secondo alcuni astronomi troppo piccolo, lontano e insignificante per aspirare al ruolo di pianeta. Alcuni pensano che possa essere una luna di Nettuno sfuggita alla sua attrazione gravitazionale. Se fosse davvero cos, secondo voi questo comporterebbe un diverso valore astrologico di Plutone? E perch? * Altri oggetti - Il sistema solare attorniato da una zona chiamata Nube di Oort, dalla quale fuoriescono ogni tanto dei blocchi di ghiaccio o roccia ghiacciata che, giunti in prossimit del Sole (a circa due Unit Astronomiche), per effetto del vento solare, liberano dei gas e formano una caratteristica coda che si estende sempre in direzione opposta a quella del Sole: sono le comete. Alcune di queste comete hanno orbite aperte, il che vuol dire che tracciano una parabola nel cui fuoco si trova il Sole, e poi ritornano nello spazio da dove vengono e non tornano pi. Ma la maggior parte hanno orbite ellittiche e ritornano a periodi regolari, anche se spesso si tratta di periodi molto lunghi, di migliaia di anni. La cometa pi famosa senzaltro quella di Halley che ha un periodo di 76 anni. Nello spazio ormai gira un po di tutto, anche e soprattutto rottami e immondizia lasciata dalle ormai numerose missioni spaziali. Ma anche frammenti di roccia chiamate meteoriti che, entrando nellatmosfera terrestre, sinfiammano diventando quelle che pi poeticamente chiamiamo stelle cadenti. Molti di questi frammenti sono raggruppati in fasce orbitali ben precise, e in certi periodi dellanno la Terra passa attraverso queste zone e allora si hanno le pi famose piogge di stelle cadenti, come quella del 10 agosto (circa 70 stelle lora) quando le meteoriti sembrano provenire dalla costellazione di Perseo e per questo si chiamano Perseidi; o quella del 15 novembre, quando sembrano provenire dalla costellazione del Leone e per questo si chiamano Leonidi (20 stelle lora).

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6. STELLE E ALTRI OGGETTI: Stelle, pulsar, quasar, nebulose, galassie Gli antichi avevano una visione delluniverso che per certi versi era molto, ma molto complessa; ma per altri aspetti, era molto pi semplice della nostra. Per loro, per esempio, tutti gli oggetti che brillano nella volta celeste erano stelle. Cerano per diversi tipi di stelle: le stelle fisse: quelle che da una notte allaltra non si spostano perch sembrano fissate, inchiodate alla volta celeste le stelle erranti (i nostri pianeti): quelle che ogni notte appaiono in una posizione diversa rispetto a quella precedente le stelle comete: caratterizzate dalla coda e dal fatto di apparire (ma non tutte) ad intervalli regolari le stelle nuove: quelle che appaiono allimprovviso, brillantissime, luminosissime, a volte anche al punto di illuminare il cielo a giorno, per poi sparire dopo poche ore o poche notti. Si pu trattare di stelle che scoppiano, oppure di un certo tipo di stelle variabili che, per motivi sconosciuti, aumentano allimprovviso la loro luminosit le stelle cadenti o meteore: oggi le chiamiamo meteoriti o bolidi, appaiono allimprovviso e spariscono quasi subito dopo aver lasciato una scia luminosa. La classificazione tradizionale si basa dunque sullosservazione, su quello che si vede osservando ad occhio nudo la volta celeste. La scienza moderna invece usa una classificazione diversa. E fa subito una netta distinzione tra stelle (globi di materiale incandescente allo stato semigassoso) e altri tipi di corpi celesti. Abbiamo visto che ci sono i pianeti, i satelliti naturali dei pianeti, gli asteroidi, le meteore e le comete; adesso vediamo che cosa c fuori dal nostro sistema solare. * Le STELLE - Innanzi tutto luniverso appare popolato di stelle. Le stelle vengono classificate in base alla loro luminosit, alle loro dimensioni e al loro colore, che poi direttamente collega76

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to alla loro temperatura. Una prima classificazione riguarda la magnitudine o grandezza. Risale al II secolo a.C., quando Ipparco classific le stelle normalmente visibili ad occhio nudo (che poi non sono tantissime: sono circa 2600 in una notte limpida e senza luna) in base alla loro luminosit apparente. Le stelle pi luminose erano dette di magnitudine 1 e via via quelle meno luminose, di magnitudine 2, 3 eccetera fino alla sesta magnitudine, quella delle stelle appena percepibili ad occhio nudo. Le stelle di prima magnitudine sono circa 100 volte pi luminose di quelle di sesta. Nel 1856 si volle dare precisione scientifica a questo sistema empirico di classificazione e si precis che le stelle di sesta magnitudine dovevano essere esattamente 100 volte meno luminose di quelle di prima. Per stato necessario assegnare dei valori negativi a quegli oggetti ancora pi luminosi delle stelle di prima grandezza: come Sirio: magnitudine -1,5 Venere: magnitudine -4,4 la Luna: magnitudine -12,7 e il Sole: magnitudine -26,8 Contemporaneamente si dovuto estendere la scala anche alle stelle visibili solo al binocolo o al telescopio, cos una stella di settima magnitudine gi normalmente invisibile ad occhio nudo, e i pi potenti telescopi ottici possono vedere le stella fino alla magnitudine +24. Tra laltro le stelle e i pianeti pi luminosi (magnitudine 1 o negativa) si possono vedere anche di giorno, specialmente se osservati con un binocolo o anche un tubo annerito che riduca di molto la luminosit del cielo diurno. Certo, in questo modo dobbiamo sapere dove cercarle! Un altro modo per classificare le stelle quello di misurare con particolari strumenti la loro luminosit, cio la quantit di energia emessa dalla stella prendendo come valore di riferimento lenergia emessa dal Sole. Una stella di luminosit 10 vuol dire che emette 10 volte tanta energia quanta quella che emette il Sole. Un altro sistema quello della magnitudine assoluta, che quella
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che avrebbero le stelle se fossero tutte alla stessa distanza da noi (e per convenzione si prende una distanza di 10 parsec, corrispondente a poco pi di 3 anni luce, cio 90 trilioni di km). Vedremo pi avanti come si fa a misurare la distanza delle stelle. * Esiste poi un diagramma, detto di Hertzsprung-Russel, che suddivide le stelle in base a criteri di vario tipo: tipo spettrale, temperature, colore e dimensioni. In questo diagramma le stelle che si trovano pi in alto sono quelle pi luminose e grandi; spostandoci da sinistra verso destra invece abbiamo diversi tipi spettrali, corrispondenti a stelle sempre meno calde. Quelle a sinistra sono pi azzurre e incandescenti, quelle a destra sono pi rosse e fredde. Cosa sintende per tipo spettrale? Tutti sanno che la luce solare, se passa attraverso un prisma ottico, viene scomposta nelle sette lunghezze donda corrispondenti ai colori fondamentali dellarcobaleno. Arcobaleno che, tra parentesi, si forma proprio quando la luce del sole passa attraverso migliaia di goccioline in sospensione che funzionano da altrettanti prismi. Comunque il primo a scoprire questo fenomeno stato Newton. Se per ingrandiamo e osserviamo attentamente la luce solare che esce da un prisma, scopriremo che su di essa appaiono tantissime righe scure. Queste righe sono state osservate la prima volta nel 1802, e poi con maggior chiarezza nel 1818. Cosa sono queste righe nere? Sono dovute al fatto che il Sole ha delle componenti solide e delle componenti gassose. Se noi mettiamo in incandescenza un solido e scomponiamo la sua luce con un prisma, avremo delle fasce colorate continue; se invece mettiamo in incandescenza un gas e scomponiamo la sua luce col prisma, avremo delle strisce verticali luminose (a seconda della sua composizione; ogni elemento chimico emette, infatti, una radiazione luminosa ben precisa). Il Sole e tutte le altre stelle hanno uno strato esterno di gas incandescente che copre un nucleo interno solido, anchesso incandescente. In questo caso le linee verticali delle componenti gassose appaiono come linee scure che interrompono la continuit delle fasce colorate in sottofondo. Dal tipo di spettro emesso dalle diverse stelle, possiamo sapere
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la loro composizione, e anche la temperatura a cui bruciano i vari componenti. Torniamo al diagramma di H-R. La maggior parte delle stelle si raggruppa in una fascia che lo attraversa in diagonale, detta sequenza principale, in cui ogni punto rappresenta una stella. Il Sole occupa una posizione intermedia nella sequenza principale: una stella non troppo grande n troppo piccola, non troppo fredda e nemmeno troppo calda, luminosa n pi n meno di tante altre. In particolare, il Sole viene definito una stella Nana gialla. Sotto la sequenza principale abbiamo il gruppo delle Nane bianche, che sono stelle pi calde e pi piccole; in alto a destra c il gruppo delle Giganti Rosse (pi grandi e pi fredde) ancora pi sopra quello delle Giganti, o Supergiganti, Blu (un po pi calde delle giganti rosse e molto pi luminose). Si suppone che le stelle si evolvano e che nel giro di miliardi di anni cambino espandendosi fino a diventare giganti rosse o blu, e che poi a seconda della loro massa iniziale, si contraggano fino a diventare: le stelle di dimensioni medie, come il nostro Sole, diventano nane bianche e si spengono lentamente come una candela che si consuma; le stelle pi grandi forse esplodono in supernovae lasciando attorno a s grandiose nubi di materiale stellare come quella che vediamo nella nebulosa del Granchio (e che fu osservata da astronomi giapponesi e cinesi, ma anche da alcune trib Navajo, nel 1504); le stelle pi piccole probabilmente collassano diventando buchi neri. * Cosa sono i BUCHI NERI? sono masse enormi concentrate in spazi ridottissimi. Sono stelle collassate molto piccole, grandi come un pianeta, che possiedono una gravit cos forte che nemmeno la luce riesce a sfuggire dalla loro superficie. Avrete sentito forse parlare di velocit di fuga: la velocit necessaria a sfuggire allattrazione gravitazionale di una pianeta, partendo dalla sua superficie. Sui buchi neri la gravit talmente forte che
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nemmeno la luce, con i suoi 300 mila km al secondo, capace di sfuggire allattrazione gravitazionale. Perci un ipotetico raggio di luce che partisse dalla superficie di un buco nero, farebbe come un sasso lanciato per aria: percorrerebbe una traiettoria curva e poi ricadrebbe a terra. Tra laltro per sfuggire allattrazione di un pianeta non basta raggiungere una certa velocit, occorre anche allontanarsi per la via pi breve dalla sua superficie: dunque in linea retta, sempre pi in alto. Dunque ricordate che un buco nero non un vero proprio buco: un corpo celeste, solo che appare nero perch cattura tutta la luce che gli passa vicino. Secondo le attuali teorie relativistiche, i buchi neri provocano una deformazione tale dello spazio-tempo circostante da creare paradossi. Si dice che se un astronauta potesse arrivare nei pressi di un buco nero con una certa angolazione, potrebbe incontrare s stesso nel momento in cui entra. Oppure potrebbe passare in unaltra dimensione. Dunque i buchi neri potrebbero essere possibili passaggi, tunnel spaziali. LUniverso popolato da molti altri oggetti interessanti. Vediamone alcuni. * Le PULSAR: il nome viene da Pulsing Star, stella pulsante di neutroni. una stella che emette, ai due estremi, due forti impulsi radio, e che ruotando su s stessa indirizza questi fasci verso la Terra a intervalli regolari. Dalla Terra, questi impulsi regolari possono dare lidea di un messaggio di vita intelligente. Ma un segnale, appunto, troppo regolare. Si suppone che le Pulsar siano quello che rimane di una supernova. Come mai emettono solo due fasci? Per il motivo detto prima a proposito dei buchi neri. Hanno una massa talmente concentrata e una gravit talmente forte che lenergia che esse stesse emettono dal loro interno riesce a sfuggire solo in minima parte, nelle zone in cui si allontana in linea retta dalla superficie. * i QUASAR: oggetti quasi stellari di cui si sa molto poco. Si tratta di radiogalassie, che emettono potenti onde radio come se fossero oggetti giganteschi o luminosissimi, quando in realt come forma e dimensioni non si distinguono dalle altre stelle o dalle altre galassie.

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* le STELLE VARIABILI: a volte pi luminose, a volte meno. Questo pu essere dovuto a motivi interni alla stella (e allora si parla di stella variabile intrinseca) o a fattori esterni (variabile estrinseca). Le stelle variabili estrinseche appaiono meno luminose quando un altro corpo celeste (che pu essere un pianeta, o unaltra stella che ruota intorno) passa loro davanti interponendosi tra la Terra e loro, eclissandole per un certo periodo. Le stelle variabili intrinseche non vengono oscurate da niente, ma sono sottoposte a periodi di maggiore e minore luminosit per motivi che non conosciamo. Esistono anche variabili irregolari, che aumentano in modo spettacolare la loro luminosit senza motivi apparenti (dando origine alle supernovae) e poi ritornano alla loro luminosit normale. Tutti questi oggetti di solito non sono sparsi casualmente nello spazio, ma sono concentrati in gruppi che, a seconda della forma e delle caratteristiche, prendono diveri nomi. Ci sono per esempio: le GALASSIE: di solito sono a spirale, come la Nebulosa di Andromeda o come la nostra Via Lattea; ma possono essere anche a ellisse, lenticolari, a spirale barrata, o di forma irregolare gli ammassi globulari in cui le stelle appaiono ammassate attorno a un punto centrale le nebulose: spettacolari nubi di gas cosmico. Come quella ad anello del Granchio, residuo di una supernova osservata dagli astronomi cinesi nel 1504. O quella a testa di cavallo in Orione. A volte le galassie possono essere a coppie: una pi grande e una pi piccola che le ruota intorno, oppure raggruppate. La nostra Via Lattea fa parte di un gruppo locale comprendente una decina di oggetti tra cui le Nubi di Magellano e la Galassia gemella di Andromeda. 7. DISTANZE ASTRONOMICHE RELATIVITA: Unit astronomiche, Anno-luce, Parallasse, Parsec. Universo in espansione. Relativit. Lastrologia, abbiamo visto, riduce luniverso ad un piano solo, quello dellEclittica. Potremmo affermare che una specie di astronomia a due dimensioni (il che ovviamente non significa necessariamente astronomia semplificata o banalizzata!).
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Inoltre si basa su una visione geocentrica che annulla di fatto le distanze, immaginando luniverso come una sfera che circonda la Terra ad una distanza difficilmente definibile. Ma vediamo quali sono le unit di misura che utilizzano gli astronomi pi frequentemente, e come possiamo sapere a che distanza si trova, da noi osservatori, un oggetto dello spazio esterno. * UNITA ASTRONOMICA: la distanza media Sole-Terra, e corrisponde a 149 milioni e 1/2 di km (afelio 152 - perielio 147 milioni di km). Due astronomi, Titius e Bode, hanno ritenuto di trovare una certa regolarit nelle distanze dei pianeti dal Sole, misurate in unit astronomiche. Mercurio si trova a 0,4 UA dal Sole, Venere a 0,7 UA, la Terra a 1 UA, Marte a 1,5 UA. Un altro pianeta si dovrebbe trovare a 2,8 UA dal Sole e l ci troviamo la fascia degli asteroidi. Giove si trova a 5 UA, Saturno a 9,5 UA, Urano a 19 UA, Nettuno a 30 UA e Plutone a 39 UA dal Sole. * ANNO-LUCE: corrisponde alla distanza percorsa dalla luce (che, si suppone, viaggia sempre e costantemente a 300.000 km/ sec) in un anno. Sempre che sia costante! Corrisponde ad una distanza di 9 trilioni e mezzo di km. Il Sole si trova a 8 minuti-luce dalla Terra. Questo vuol dire che la luce del Sole impiega 8 minuti ad arrivare ai nostri occhi. Dunque, quando lo vediamo sorgere in realt si gi spostato. Noi lo vediamo sempre comera 8 minuti fa! La Luna lontana poche frazioni di secondo-luce. La stella pi vicina, Proxima centauri, si trova a 4 anni-luce. Quindi noi la vediamo comera 4 anni fa! * Parallasse: Si tratta di un metodo di misurazione trigonometrica, che permette di misurare con una certa precisione le stelle piuttosto vicine. un sistema che funziona per piccole distanze astronomiche: fino a 30 anni luce d una precisione oltre l85%, ma per distanze maggiori non pi affidabile. Il limite massimo fino a cui funziona la parallasse di 400 anni luce. Per avere unidea di cos la parallasse trigonometrica dobbiamo osservare un oggetto relativamente vicino, proiettato contro uno sfondo relativamente lontano. Per esempio, tendiamo il braccio tenendo in mano una biro e osserviamo la biro prima con un
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occhio, poi con laltro. La biro sembra spostarsi rispetto al fondo. Questo spostamento si chiama parallasse, ed dovuto al fatto che i nostri due occhi sono conficcati nella nostra testa ad una certa distanza luno dallaltro. Siccome la distanza tra i nostri occhi non cambia (e meno male!), pi loggetto lontano, minore sar il suo spostamento apparente rispetto allo sfondo; pi loggetto vicino, e pi sembrer spostarsi rispetto allo sfondo, giusto? Vi ricordate il View-Master? quei dischi di cartone con delle piccole diapositive a colori e in rilievo disposte a coppie, che inserite in un particolare visore davano vita a immagini tridimensionali? Funzionano in base allo stesso principio. Infatti erano foto scattate da una particolare macchina fotografica con due obiettivi, posti alla stessa distanza degli occhi. Torniamo al nostro esempio: gli occhi, la biro e lo sfondo. Dobbiamo allora immaginare un triangolo ai cui vertici si trovano i nostri due occhi e loggetto che osserviamo. E poi dobbiamo prolungare i due lati del triangolo che partono dai nostri occhi e si congiungono sulloggetto, e proiettarli sullo sfondo. Facendo cos disegniamo un altro triangolo, tra loggetto e il fondo. Ci siamo? Allora abbiamo un triangolo con alcuni elementi noti (che sono la distanza tra i nostri occhi e lo spostamento apparente delloggetto sullo sfondo) e altri elementi ignoti (la distanza delloggetto dai nostri occhi), giusto? Con una serie di calcoli trigonometrici possibile calcolare la distanza reale delloggetto. La trigonometria, sapendo che la somma interna degli angoli di un triangolo qualsiasi = 180, ci permette di calcolare la lunghezza dei lati adiacenti oppure opposti al vertice, rispetto allangolo di cui conosciamo lampiezza (ma non chiedetemi quali funzioni trigonometriche sono usate in questo caso, perch non mi sono preparato! magari ne parliamo unaltra volta). Ecco, con la Terra avviene una cosa simile. In sei mesi la Terra percorre mezzo giro attorno al Sole, spostandosi nello spazio di circa 2 UA (300 mila km circa). una distanza sufficiente a far s che le stelle pi vicine appaiano spostate rispetto allo sfondo fatto di stelle pi lontane, che allapparenza rimangono immobili.
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La distanza dalla quale il raggio medio dellorbita terrestre (UA) visibile in un secondo di grado si chiama parsec (abbreviazione di parallasse al secondo). La cosa si pu dire anche in un altro modo. Quando una stella, in 6 mesi, si sposta di 2 secondi di grado, lontana 1 parsec = 30 trilioni di km = 3,26 anni luce = 200 mila unit astronomiche. Abbiamo detto che questi metodi di misurazione della distanza sono validi entro certi limiti. Per le distanze maggiori, come facciamo a sapere a che distanza si trovano le stelle? Ci sono dei metodi indiretti. * Per esempio stato scoperto un certo tipo di stella variabile, detto cefeide, il cui periodo di pulsazione direttamente proporzionale alla sua magnitudine assoluta. Cio si scoperto che le cefeidi pi luminose hanno anche un ciclo di pulsazione pi lungo, e quelle meno luminose hanno un ciclo di variabilit pi rapido. Cos quando viene scoperta una nuova cefeide, si misura il ciclo di variabilit e da questo si risale alla sua magnitudine assoluta, e rapportata a quella apparente possiamo avere unidea abbastanza precisa della distanza della stella da noi. Come? Beh, non difficilissimo. Immaginiamo di avere due cefeidi che seguono un ciclo di durata uguale. Ci significa che hanno la stessa magnitudine assoluta, la stessa luminosit reale. Quella delle due che appare meno luminosa vuol dire che la pi lontana. Questo sistema di misurazione vale per distanze maggiori rispetto a quelle del parsec, e ci servito per misurare il diametro della nostra galassia e la distanza delle galassie vicine. Ma anche questo sistema non vale per misurare distanze maggiori. * Ormai lo abbiamo sentito tutti: lUniverso in espansione. Pare che Piero Angela, in una puntata particolarmente riuscita di Superquark, abbia paragonato luniverso a un panettone che lievita: le stelle e le galassie si allontanano tra di loro come gli acini di uvetta e i pezzettini di frutta candita allinterno del panettone. Come divulgazione scientifica, mi sembra un po estrema, ma rende certamente lidea. Ma noi come lo sappiamo? Non lo sappiamo per certo, ma lo deduciamo da una serie di considerazioni teoriche basate, solo in parte, su alcune osservazioni pratiche. La cosa funziona un po
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come la distanza delle cefeidi, che viene dedotta in base a una legge astronomica che dice: la stella cefeide pi ha un ciclo lungo, e pi luminosa. In altre parole, la teoria dellespansione dellUniverso non basata sullosservazione diretta. E infatti se noi osserviamo luniverso con un telescopio, non lo vedremo mai espandersi, neanche a stare l centanni tutte le notti a rovinarci la vista con gli occhi attaccati al telescopio. un po come se volessimo trovare la prova dellevoluzione darwiniana osservando per tutta la vita il susseguirsi delle generazioni del nostro gatto, sperando che si trasformi prima o poi in qualcosa che non pi un gatto ma non ancora del tutto unaltra specie. Anche lasciando questo ingrato compito ai nostri nipoti, sar difficile poter osservare questo tipo di evoluzione. Il discorso diverso se osserviamo le stelle e le galassie attraverso lenti prismatiche: allora notiamo un fenomeno particolare, noto come spostamento verso il rosso. Di che cosa si tratta? Abbiamo parlato dello spettro delle stelle, che mostra delle linee scure su uno sfondo dato dai vari colori dellarcobaleno. Ecco, la maggior parte delle stelle e delle galassie, osservate al telescopio con lenti prismatiche, mostra un accumulo di queste linee scure nella zona rossa dello spettro. Nel 1929 lastronomo Hubble osserv che pi le galassie sono lontane, pi marcato questo spostamento verso il rosso. Qui finisce il dato sperimentale, losservazione empirica e galileiana. Attenzione: quello che segue speculazione scientifica: nel senso di una deduzione basata sullinterpretazione teorica dei dati sperimentali. Questo spostamento verso il rosso viene interpretato come Effetto Doppler. Vediamo allora cos lEffetto Doppler. * Effetto Doppler: lo incontriamo innanzi tutto nella fisica delle onde sonore. la deformazione delle onde sonore quando sono emesse da un oggetto in movimento. Se loggetto fermo, le onde si propagano in cerchio, con loggetto al centro: proprio come le onde concentriche provocate da un sasso lanciato in uno stagno. Se loggetto si muove, le onde davanti sono pi ravvicinate e quindi producono un suono pi acuto; le onde dietro sono pi distanziate e danno un suono pi basso. (es. la famosa
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pubblicit del: gedppaaaaahhh!) Poi c una conseguenza particolare delleffetto Doppler, che dato dallaccumularsi delle onde sonore davanti alloggetto man mano che la velocit aumenta, fino a formare un vero e proprio muro (il famoso Muro del suono) quando la velocit delloggetto molto vicina o uguale a quella del suono (circa 300 metri al secondo). Ma questo un altro discorso che ha poco a che fare con le stelle. Leffetto Doppler riguarda le stelle perch si ritiene che la stessa cosa che avviene con le onde sonore avviene anche con la luce. E cio che se la fonte luminosa si allontana, le onde luminose che arrivano al nostro occhio sono pi distanziate e loggetto ci dovrebbe apparire pi rossastro. Se si avvicina, le onde luminose che ci arrivano sono pi raggruppate e loggetto ci dovrebbe apparire pi blu. Questo non detto che sia del tutto vero, anche perch la natura della luce non ancora chiara: si comporta a volte come unonda e a volte come unemissione di energia. E studi recenti hanno dimostrato che questa energia non continua, ma formata da una serie di pacchettini che avanzano in rapida successione (i cosiddetti fotoni). Comunque sia non sar certo io a dimostrare che lUniverso non si espande. E allora accettiamo che lo spostamento verso il rosso delle linee spettrali sia effettivamente causato dalleffetto Doppler -> dunque le galassie si allontanano da noi, in tutte le direzioni, anzi, pi sono lontane e pi rapidamente si allontanano -> e dunque lUniverso in espansione. Qualche galassia fa eccezione, e mostra un marcato spostamento verso il blu. Pertanto secondo questa teoria, in realt si avvicina a noi. Ma questo viene interpretato come normale allontanamento dai valori statistici, perfettamente nella norma (esempio: Curva di Gauss). Dunque in questo caso leccezione non dico che conferma la regola, ma per lo meno non la falsifica. Ammettiamo dunque che lUniverso sia in espansione. Perch si espande? Fino a pochi anni fa a scuola insegnavano le tre ipotesi che scaturiscono dalla constatazione che luniverso in espansione:
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lUniverso si espande e continuer a espandersi allinfinito, diradandosi sempre di pi; diventer sempre pi grande e vuoto lUniverso si espande e negli spazi vuoti si crea nuova materia interstellare (ipotesi della creazione continua) lUniverso si espande, ma poi rallenter, si fermer e inizier a contrarsi fino a ritornare allo stato primordiale per poi riscoppiare di nuovo (teoria del Big Bang). interessante notare che ultimamente le prime due teorie sono sparite dai libri di testo e dai documentari televisivi e che adesso la teoria imperante quella del Big Bang, tanto che le altre non vengono mai nemmeno accennate. Credo che un piccolo dettaglio sia sfuggito a molti astronomi. E riguarda la Velocit della luce, che si credeva costante e irraggiungibile. Infatti la lettera c nellequazione di Einstein E=mc 2 c perch indica una costante. Questa equazione va letta cos: Lenergia (E) uguale alla massa (m) moltiplicata per la costante (c) al quadrato. Sennonch proprio rallentando la luce si scoperto che c non una costante! Questo un dettaglio che comporta il venir meno di molte certezze scientifiche (ma non ce lo dicono). Per esempio cade tutta la relativit di Einstein, basata sul presupposto che nellUniverso non ci sia niente di pi veloce della luce (nemmeno Superman!) e che nessun oggetto dotato di massa pu nemmeno lontanamente avvicinarsi alla velocit della luce. Anzi, se ci avvenisse, dice Einstein, questo oggetto si gonfierebbe aumentando la propria massa a dismisura proprio per frenare ed evitare di raggiungere la velocit della luce. Ma per quello che interessa noi, non detto che lo spostamento verso il rosso delle linee scure delle stelle sia veramente causato dal movimento della fonte luminosa. Per esempio potrebbe essere causato dal fatto che pi loggetto lontano, pi strada percorre la luce fino a giungere a noi, e magari incontra qualche ostacolo (polveri cosmiche, nubi ionizzate, campi gravitazionali) che ne modificano la lunghezza donda.

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E poi non detto che la luce si comporti come unonda sonora, e che leffetto Doppler sia applicabile anche alle radiazioni luminose. Insomma, per questi motivi mi permetto di avanzare un lievissimo dubbio sul fatto che lUniverso sia davvero in espansione. Ma per carit, che la cosa rimanga tra noi! 8. UFOLOGIA: Possibilit di vita extraterrestre, fenomeno di costume, oggetti misteriosi, esseri alieni Gli scienziati sono tutti concordi, anche i pi scettici: c unalta possibilit di vita intelligente nello spazio. Semplici calcoli statistici ce lo dimostrano. Abbiamo miliardi e miliardi di galassie composte ciascuna da miliardi di stelle, ognuna delle quali ha probabilmente almeno un pianeta che le orbita attorno. Se anche una minima parte di questi pianeti fosse abitabile, avremmo molte migliaia di pianeti che possono ospitare forme di vita. E se anche una minima parte di questi pianeti che ospitano forme di vita fosse giunto al grado di evoluzione della nostra Terra, avremmo comunque alcune migliaia di pianeti che probabilmente gi in questo momento ospitano forme di vita tecnologicamente evolute come la nostra, e che pertanto potrebbero teoricamente entrare in contatto con noi. Il problema che le distanze astronomiche sono tali che difficile entrare in contatto. Perch se dovessimo captare un messaggio proveniente dallo spazio profondo, gi nel momento in cui lo riceviamo quella civilt potrebbe essere scomparsa, morta e sepolta da milioni di anni. Comunque qualcuno ci prova e da un lato manda dei potenti segnali radio con informazioni basilari sulluomo, sulla nostra logica, sulla nostra matematica, sulla nostra composizione fisica eccetera; sperando ovviamente che qualcuno li capisca. E dallaltro lato rimane in costante ascolto sperando di ricevere prima o poi un segnale di vita intelligente proveniente dallo spazio. Si tratta del progetto SETI: Search for Extra Terrestrial Intelligence, caldeggiato dallastronomo Carl Sagan, scomparso di recente.
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Questo, per quel che riguarda la vita nellUniverso. E nel nostro sistema solare? Gli scienziati sono scettici: Mercurio e Venere sono troppo vicini al Sole, dunque troppo caldi per ospitare forme di vita. Marte forse potrebbe avere ospitato forme di vita in passato, ma adesso non c acqua (non cera acqua nemmeno sulla Luna, dicevano, ma di recente si scoperto che ci sono tracce di acqua in fondo ad alcuni crateri). I pianeti dopo Marte sono troppo lontani, troppo freddi, non hanno una superficie solida, non hanno atmosfere respirabili: insomma tutte le scuse sono buone per convincerci che non possono ospitare forme di vita. Per sono stati scoperti interi oceani su Titano, uno dei satelliti di Saturno (la notizia del maggio 2001, ed stata riportata anche dal Televideo della RAI). Si tratta per di masse dacqua, probabilmente salata, coperte da spessi strati di ghiaccio. Ecco perch gli scienziati non credono agli UFO: supponendo che UFO voglia dire astronave extraterrestre (il che tutto da dimostrare) dicono che non esiste una tecnologia cos avanzata da poter superare le enormi distanze astronomiche che abbiamo visto. Ed escludono che questi alieni possano provenire da un pianeta o da un satellite interno al nostro sistema solare. E anche se cos fosse, non ammettono (con unottica secondo me piuttosto riduttiva) che se una civilt si prende la briga di fare un viaggio cos importante, non prenda poi contatto ufficiale con le grandi autorit della Terra (il Papa, il presidente degli Stati Uniti, il Segretario Generale della NATO). Ecco, con questo seminario ho provato a suggerirvi alcuni piccoli dubbi sulla granitica validit delle attuali teorie scientifiche. Tutto sommato una teoria valida nella misura in cui riesce a dare una spiegazione soddisfacente a un numero maggiore di fenomeni. La forza di gravit da sola non basta a spiegare perch gli aerei volano, perch la fiamma di una candela va verso lalto e perch una calamita capace di attirare a s dei piccoli pezzi di ferro. Per queste cose sono spiegabili prendendo in considerazione altri fattori, altre forze, in una visione della realt pi complessa e pi aperta. Qualcosa di simile avviene secondo me con gli UFO. possibile che essi vengano da altri mondi, ma che ne sappiamo noi di quanto
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tempo ci impiegano ad arrivare sulla Terra? Se noi ci impieghiamo sei mesi ad arrivare su Marte, non vuol dire che non possa esistere una tecnologia in grado di fare lo stesso viaggio in pochi giorni, o anche meno. Quello che voglio dire che proprio per cercare di spiegare la realt del fenomeno UFO necessario avere dei dubbi e una mentalit piuttosto aperta. Ma il fenomeno UFO c, esiste ed reale. Basta vedere le statistiche, parlare con la gente, leggere le testimonianze sempre pi numerose di gente che ha visto delle cose piuttosto strane, ma non solo nel cielo, a livello di luci strane che fanno movimenti insoliti: ma anche in pieno giorno la gente ha visto delle sfere di metallo, dei globi luminosi, degli oggetti solidi nel cui interno, o nei cui pressi, ha visto perfino delle figure umanoidi (che per non possiamo sapere se fossero esseri alieni, robot telecomandati, o magari pattuglie militari in incognito). E infatti il punto di vista della maggiore associazione di ricerca ufologica italiana, il CISU (Comitato Italiano di Studi Ufologici, che ha sede proprio qui a Torino), proprio questo: il fenomeno UFO esiste, un fenomeno di tipo sociologico, culturale e di costume, e va studiato senza prendere posizione sulla sua reale natura. Dunque per il CISU va studiato anche quello che loro chiamano con un certo disprezzo il folklore ufologico: gli incontri ravvicinati, le mutilazioni animali, le autopsie aliene ecc. Ma anche tutte le volte che si parla di UFO in TV, nella pubblicit, nelle canzoni, nelle barzellette Insomma, per il CISU tutto fa brodo, per il resto sono studiosi molto preparati e seri. Forse un po scettici riguardo allipotesi Extraterrestre. Un altro importante gruppo di ricerca il CUN (Centro Ufologico Nazionale), sicuramente pi possibilista sulla presunta origine extraterrestre degli UFO e infatti viene accusato a volte di essere un po troppo aperto a certe notizie di tipo scandalistico. Io personalmente collaboro con un terzo gruppo (a livello di articoli e traduzioni per la loro rivista, che si chiama UFO la visita Extraterrestre) chiamato Nonsiamosoli cos tutto insieme, senza spazi. Si tratta di unassociazione che fa capo a uno
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dei pi famosi e discussi contattisti italiani. Non so se ne avete sentito parlare, si chiama Giorgio Bongiovanni ed famoso perch stato a lungo stigmatizzato, cio durante una visita a un certo santuario (che adesso non ricordo) ha avuto una visione mistica e da allora gli sono venute le stimmate: cio delle ferite a forma di croce sulla fronte, sulle mani, sui piedi e sul costato; ferite che non si rimarginano mai, e che anzi a volte sanguinano copiosamente. Il contattismo un fenomeno molto discusso, ma che se non altro risponde a una delle domande degli scettici: perch questi alieni, se esistono e davvero vengono a farci visita, non prendono contatto con noi? La risposta : perch in realt hanno gi preso contatto con luomo, ma visto che un contatto a livello ufficiale (ONU, potenze internazionali) non riuscito o non ha avuto i risultati sperati, o comunque indipendentemente da questi contatti ufficiali, questi esseri alieni avrebbero deciso di prendere contatto con alcuni singoli individui. Ma vediamo un po di vedere un po meglio cos questo fenomeno UFO. Qui infatti sappiamo tutti di che cosa si occupa lAstrologia, ma forse non tutti sanno di che cosa si occupa lUfologia. Per farlo dovr ripetere in parte quello che ho scritto in un mio articolo su Ricerca 90, per cui se qualcuno di voi lha gi letto, abbia pazienza. Allora; lufologia studia e vaglia le testimonianze di quelle persone che affermano di avere osservato strani oggetti nel cielo o di avere avuto contatti con entit umanoidi. La casistica al proposito molto vasta e viene classificata, come proposto per la prima volta dallastronomo-ufologo Allen Hynek (che tra laltro aveva cominciato a occuparsi di UFO da scettico, proprio per provare linconsistenza del fenomeno) in Incontri ravvicinati del: tipo: avvistamento di un oggetto nel cielo, senza contatto con il suolo n con il testimone, ma comunque a meno di 100 - 150 metri di distanza dallosservatore tipo: avvistamento di un oggetto a terra o a poca distanza dal terreno; presenza di tracce e bruciature sul terreno probabilmente causate da un atterraggio
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tipo (tutti ricorderanno il film di Spielberg): avvistamento di esseri umanoidi senza contatto fisico col testimone tipo: contatto o interazione tra uomo e Ufo: rapimenti, raggi che escono dallastronave e colpiscono il testimone, etc. tipo: altri fenomeni presumibilmente connessi con gli Ufo: ferite superficiali che possono indicare interventi, esami subiti o esposizione a radiazioni; esperienze mistiche etc. Al di l di ci che ognuno di noi pu pensare a proposito di Ufo, il fenomeno esiste e non pu essere negato. Resta dunque da ricercarne le cause, scoprire di che cosa si tratta in realt. Potrebbe essere per esempio un fenomeno socioculturale dovuto allo svuotamento di valori della societ attuale, il che secondo alcuni porta un numero crescente di persone a proiettare altrove le proprie speranze. C anche chi non ha dubbi: i testimoni di avvistamenti Ufo, i rapiti, i contattati hanno solo preso degli abbagli o sono vittime di allucinazioni, se non addirittura imbroglioni che cercano una facile notoriet speculando sulla credulit della gente. Io personalmente appartengo a quelli che ritengono che, in linea di principio, la validit della testimonianza e la buona fede del testimone non vadano messi in dubbio a priori, e che pertanto il fenomeno Ufo qualcosa di reale e concreto. Si affacciano allora altre ipotesi, secondo cui gli Ufo o sono prototipi di aerei spia prodotti da qualche superpotenza terrestre e coperti da segreto militare, o sono davvero astronavi aliene, i cui occupanti ci studiano e ci sottopongono a volte anche a crudeli esperimenti come noi facciamo con i porcellini dIndia. Nellaprile del 99 a Milano, in occasione di un incontro organizzato da Grazia Bordoni e aperto alle voci nuove dellastrologia, avevo proposto un possibile studio astrologico del fenomeno UFO. Come pensavo di fare? Innanzitutto pensavo di stilare e confrontare il tema natale delle persone che in un modo o in un altro sono state protagoniste di Incontri Ravvicinati. Cosa non facile, dato che spesso i testimoni cercano lanonimato, e anche con gli ufologi stessi si mettono in contatto di mala voglia, perch si rendono conto di aver avuto unesperienza a volte traumatica, certamente singolare, ma comunque difficilmente
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credibile e che pertanto preferiscono tenere per s. Secondo stime attendibili, il 90% dei testimoni di avvistamenti Ufo non racconta a nessuno la propria esperienza! Per questo motivo non sono riuscito a reperire un campionario sufficiente a realizzare questa mia idea. Tra parentesi qualcuno, alla fine della mia relazione, aveva ipotizzato lopportunit di confrontare questi grafici con il TN dei mitomani. Ma in realt, vi posso assicurare, tra i testimoni Ufo c tutto il vasto campionario di umanit, eppure di mitomani - fatte le debite eccezioni - ce ne sono davvero pochi. Per poter raccogliere un campionario sufficiente ci sarebbe voluta la fattiva collaborazione degli ufologi se non addirittura dei diretti interessati, dei testimoni stessi: assicurando lanonimato e tranquillizzandoli ovviamente sulluso che sarebbe stato fatto dei loro dati personali. Una volta raccolto un numero sufficiente di temi natali, ne avrei ricercato gli elementi comuni, tenendo presente la forte componente soggettiva dellesperienza Ufo, che per qualcuno pu essere a dir poco destabilizzante, perch venire in contatto, anche solo visivo, con una realt diversa, pu mettere in crisi molte delle certezze a cui oggi siamo abituati. Da questo punto di vista, pi che dal confronto dei Temi di Nascita, personalmente mi aspetterei qualche risultato significativo dallo studio dei temi di transito o di Rivoluzione Solare dei soggetti coinvolti, relativi al momento della loro personale esperienza ufologica. Anche in questo caso non avrei sottovalutato la componente soggettiva dellavvistamento Ufo. Cpita infatti che al momento dellavvistamento i testimoni si sentono sopraffare dal timor panico, e se non scappano solo perch sono letteralmente bloccati dal terrore; altri riferiscono di incontri con entit aliene avvenuti in unatmosfera di calma e di pace universale. Comunque lidea per il momento si arenata di fronte allimpossibilit di raccogliere i dati personali dei testimoni e davanti allo scetticismo degli ufologi. Infatti uno di questi, Alfredo Lissoni del CUN di Milano, un paio di anni fa si dimostrato interessato alla mia idea, e lha diffusa su Internet tramite una specie di rivista elettronica chiamata La Rete. Ma le reazioni sono state piuttosto violente e hanno sollevato il solito polvero93

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ne con polemiche del tipo astrologia e scienza, ecco ci mancavano anche i maghi adesso e altre amenit di questo tipo. Io per non ho rinunciato del tutto allidea, e sto agendo su due fronti. Da un lato, ci tengo a collaborare con quella rivista ufologica anche se ho dei motivi di insoddisfazione, perch desidero diciamo cos conquistare la fiducia degli ufologi dimostrando competenza nella loro materia, scrivendo articoli validi ed equilibrati. Dallaltro lato, sto progettando di spostare la mia ricerca non tanto sulle persone coinvolte, sui testimoni, sui contattisti, quanto piuttosto sul fenomeno UFO in s. E questo perch i dati relativi ai principali avvenimenti ufologici sono ampiamente noti e si trovano su tutti i libri e le riviste ufologiche. Dunque c molta materia prima su cui lavorare. E poi perch una astrologa brasiliana, conosciuta tempo fa su Internet e con la quale purtroppo ho perso i contatti, mi ha scritto una volta che lei ha iniziato uno studio statistico dei principali avvistamenti brasiliani e ha effettivamente ottenuto qualche piccolo risultato significativo. In particolare pensavo di concentrarmi su alcuni aspetti pi eclatanti del fenomeno UFO, come i cosiddetti crash, quando uno di questi UFO precipita sulla Terra e a volte vengono anche recuperati i rottami e gli occupanti del velivolo; oppure i cosiddetti flap, che sono vere e proprie ondate di avvistamenti che, a periodi, avvengono in una determinata nazione o area geografica. Chi desidera collaborare in questa ricerca pregato di contattarmi. Potete trovare il mio recapito visitando la mia pagina web allindirizzo: http://digilander.libero.it/drusetta. 9. ASTROLOGIA EXTRATERRESTRE: Un tentativo di superare i limiti della nostra astrologia Anche in questo caso, dovr ripetermi. Qualcuno di voi sa gi che lAstrologia Extraterrestre il mio cavallo di battaglia - o il mio pallino, se cos vogliamo chiamarlo. Ho deciso di tornare a
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parlarne qui oggi soprattutto a beneficio di chi non lha ancora sentita nominare, non ha letto la serie di articoli che ho publicato su questargomento sulla rivista di Ciro Discepolo, Ricerca 90, e magari ha sentito parlare di sta benedetta Astrologia Extraterrestre e gli rimasta la curiosit di capire bene di che cosa si tratta. [Nota dellAutore: una versione riveduta e ampliata dei miei articoli di Astrologia Extraterrestre attualmente disponibile on-line sul sito del mio amico astrologo e musicista Nereo Villa, col titolo Astrologia di Star Trek. Troverete il link diretto visitando la mia pagina web allindirizzo: http:// digilander.libero.it/drusetta] Che cos allora lAstrologia Extraterrestre? il tentativo di estrapolare i dettami dellastrologia tradizionale per rispondere a una domanda da un milione di Euro: come pu essere un Tema (natale, di transito, di rivoluzione) calcolato per una nascita o per un altro evento che avvenga fuori della Terra? Fuori della Terra significa: in orbita attorno alla Terra, sulla Luna, su un altro pianeta, su un satellite di un altro pianeta, o addirittura in un altro sistema solare. Direte: fantascienza! Non direi: partendo dal presupposto (che qualcuno libero di contestare) che un grafico di nascita, di transito o di rivoluzione va stilato sempre e comunque per il luogo in cui si trova il soggetto in quel momento, lAstrologia Extraterrestre pu avere gi da adesso numerose applicazioni pratiche. Parecchi cosmonauti russi, per esempio, hanno trascorso mesi e mesi nello spazio, e quasi certamente qualcuno di loro avr festeggiato una Rivoluzione Solare in orbita. Poi ci sono le missioni umane sulla Luna: potete immaginare i transiti della Terra sul tema natale di Neil Armstrong mentre lui saltellava bel bello sulla Luna in quel famoso luglio del 1969? Anche chi pratica lastrologia impersonale potrebbe avere la curiosit di studiare le missioni senza equipaggio: perch mai alcune sonde lanciate dalla NASA sono scomparse nei pressi di Marte, mentre altre sono arrivate felicemente a destinazione? Per saperlo (a livello astrologico, ovviamente) dovremmo studiarne i transiti: quelli terrestri avvenuti al momento e sul luogo del decollo
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dalla Terra, ma anche e soprattutto quelli extraterrestri cos come si sono realizzati nei pressi del pianeta di destinazione o nelle varie fasi del viaggio cosmico. Infatti, come penso di avervi gi detto, la mia idea di Astrologia quella di un sistema di proiezioni simile a quello delle coordinate cartesiane, al cui centro c sempre losservatore o il soggetto astrologico che stiamo studiando). Se il soggetto si sposta, tutto il sistema di coordinate si sposta con lui e occorre pertanto fare unoperazione di traslazione. Ecco, con le mie Ipotesi di Astrologia Extraterrestre, pubblicate su Ricerca 90, ritengo di aver fornito uno strumento tecnico che dia indicazioni di massima su come affrontare e, in alcuni casi, anche su come risolvere problematiche di questo tipo. Largomento stato accennato per la prima volta da Massimo Frisari al convegno astrologico di Milano del 1975. A lui pertanto va la paternit di questa idea piuttosto balzana, mentre a me va la colpa di averlo preso sul serio e aver voluto approfondire le affascinanti possibilit di questa nuova branca dellAstrologia. Il Frisari veramente parlava di esoastrologia, io preferisco chiamarla (per una serie di motivi) Astrologia Extraterrestre. Nel mio lavoro ho cercato dunque di approfondire a livello logico quanto accennato dal Frisari nel 75, ponendo le basi per ulteriori sviluppi della materia. Ho affrontato la questione da due punti di vista. Prima ho esposto alcuni problemi tecnici legati al calcolo e alla stesura del grafico extraterrestre: quali corpi celesti considerare, quali e quanti zodiaci utilizzare, quali punti di vista tenere presente per la stesura di un tema natale lunare, marziano, venusiano eccetera. Poi ho cercato di dedurre il peso interpretativo di quei corpi celesti che qui sulla Terra non utilizziamo, ma che sulla Luna, su Marte eccetera avranno grandissima importanza. Sulla Luna, per esempio, il nostro satellite si ridurr a un punto al centro del grafico e in un dato segno e campo troveremo la Terra, legata agli altri fattori oroscopici da precisi aspetti angolari. Dunque in un grafico lunare manca la Luna e dovremo per forza saper interpretare correttamente la posizione astrologica della Terra. Tra parentesi, oggigiorno ci sono dei software astrologici in
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grado di calcolare e disegnare grafici aventi al centro ciascuno dei corpi celesti del sistema solare, grazie a unopzione detta di traslazione. Purtroppo ci non sufficiente a stilare un vero grafico extraterrestre, perch il tema traslato mantiene la domificazione originale del grafico terrestre (geocentrico), mentre un grafico extraterrestre va ovviamente domificato a seconda dellorizzonte osservabile dal pianeta sul quale ci troviamo ad operare. E la cosa non nemmeno tanto difficile da fare. I migliori atlanti spaziali mostrano gi cartine dettagliate dei vari corpi celesti con tanto di coordinate geografiche, dunque gi adesso possiamo avere quasi tutti gli elementi necessari per procedere alla domificazione sulla Luna, su Marte e su qualsiasi altro corpo celeste del nostro sistema solare. Su Marte la cosa per si complica un pochino, perch ci sono due lune: Phobos e Deimos. Marte si colloca al centro del tema marziano, avremmo dunque (proviamo a contarli insieme): Sole, Mercurio, Venere, Terra, Luna, Phobos, Deimos, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, e Plutone = 12 pianeti? Troppo bello per essere vero! Infatti personalmente sono arrivato alla conclusione che nellAstrologia Extraterrestre piuttosto difficile individuare per ogni pianeta su cui vogliamo domificare, sempre e soltanto 12 tra pianeti e Luminari, n uno di pi n uno di meno. E ho ipotizzato alcuni criteri di esclusione, che tra laltro ogni tanto cerco di mettere in discussione, ma devo dire che finora nessuno ha avuto voglia di contestarmeli. Per esempio su Marte secondo me non dovremo considerare per un eventuale oroscopo marziano, n Mercurio n la nostra Luna. Perch? La Luna per un semplice motivo: il satellite della Terra. Noi qui, nei grafici terrestri non consideriamo i satelliti naturali degli altri pianeti. Dunque logico ritenere che su Marte o su un altro pianeta non prenderemo in considerazione il satellite naturale del nostro pianeta Terra. Ma c anche un altro motivo, che spiega anche lesclusione di Mercurio: visti da Marte, Luna e Terra formano una coppia planetaria molto stretta; saranno perennemente in congiunzione, si distaccheranno al massimo di pochi gradi o frazioni di grado. Cos avverr con Mercurio, che (visto da Marte) apparir perennemente combusto dal Sole. E che senso ha, ditemi voi, considerare due corpi celesti
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distinti se essi sono sempre e comunque in congiunzione? E cos via: su ogni pianeta o satellite dove ci troviamo a operare avremo un numero diverso di corpi celesti da utilizzare. Ci pone un problema di fondo, al quale ho cercato di dare risposte pi generali possibile: e cio quali criteri utilizzare per sapere (diciamo cos, a priori , prima ancora di iniziare una vera e propria sperimentazione pratica) quali corpi celesti utilizzare e quali scartare, fra tutti quelli che girano nel cielo del nascituro e che pertanto - in teoria - andrebbero utilizzati tutti? Detto in un altro modo: perch considero (nellastrologia di tutti i giorni) la posizione della Luna ma non quella di Phobos? Perch utilizzo Plutone ma non il suo compagno Caronte? Perch considero un tale asteroide e non un altro? Dicono che la nuova base orbitante che stanno costruendo sar spesso visibile nel cielo stellato: perch escludere allora che possa avere un peso astrologico? Come vedete, occuparsi di Astrologia Extraterrestre porta a una seria riflessione sulla portata e sui limiti dellAstrologia normale, quotidiana, terrestre, geocentrica. Qualcuno mi dir che tutto questo non ha senso perch dobbiamo prima aspettare che qualcuno ci nasca, sulla Luna o su Marte, per poi fare alcune prove di oroscopo e valutarne lefficacia nella pratica. Io affermo invece che la conoscenza non avanza in questo modo, che non vero ci che dicono i galileiani induttivisti, secondo i quali le teorie nascono dallosservazione attenta, distaccata e oggettiva della realt. Io non la penso proprio cos: sostengo (e non sono lunico, meno male! ma c tutta una scuola di pensiero epistemologica) che basta vedere la storia della scienza per capire come la conoscenza scientifica funziona in realt in modo diverso: e cio che c sempre una teoria che precede e guida losservazione. Labbiamo visto anche noi in questi due giorni, a proposito della parallasse, delle stelle variabili cefeidi e dello spostamento verso il rosso nello spettro delle stelle che ci permettono di misurare la distanza delle stelle in modo indiretto, grazie a tutta una serie di conoscenze matematiche, trigonometriche, fisiche e chimiche che precedono, guidano e spiegano (o interpretano) losservazione pura e semplice. Da qui secondo me viene limportanza di creare anche nel campo dellAstrologia Extraterrestre una struttura teorica, per quanto
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possibile logica e coerente, che preceda e guidi le future osservazioni e statistiche. Per fare della Astrologia Extraterrestre occorre tenere presente alcune regole fondamentali. Io ci ho messo 200 pagine a descriverle e a motivarle, qui posso solo elencarle in breve: il luogo natale sempre al centro del grafico, con lunica eccezione delle nascite in orbita su satelliti artificiali, dove si considera il luogo geografico che sta sotto il satellite in quel momento; cio il luogo sorvolato dal satellite in quel preciso momento, come se in realt si trovasse sulla superficie terrestre. Perch immagino che per una nascita in alta montagna o su un aeroplano di linea a nessuno verrebbe in mente di considerare il fattore altezza. Anche perch nel calcolo della domificazione noi non calcoliamo mai lorizzonte reale, ma un orizzonte fittizio, matematico, che passa per il centro della Terra, una Terra ridotta a un puntino senza dimensioni al centro della Volta Celeste, come abbiamo ricordato durante la nostra prima chiacchierata. il peso interpretativo di un qualsiasi corpo celeste non dipende dalla sua distanza dal luogo di osservazione o dalla sua distanza dalla stella centrale; per esempio, per noi astrologi Plutone sempre Plutone e Nettuno sempre Nettuno, anche quando Plutone diventa il penultimo pianeta del sistema solare e Nettuno diventa il pianeta pi lontano. Limportanza di un pianeta non dipende nemmeno dalla sua effettiva visibilit; infatti non possiamo dire che Urano, Nettuno e Plutone siano meno importanti di Venere, Marte e Giove solo perch non sono visibili ad occhio nudo. Allora limportanza interpretativa di un corpo celeste dipende piuttosto dalla sua elongazione rispetto ad altri corpi celesti. Come ho gi detto, se due corpi celesti fanno coppia fissa, secondo me pu valer la pena considerarne uno solo. il valore interpretativo di un corpo celeste dipende anche, e molto (ma non credo di dire niente di nuovo), dalla velocit apparente con cui si muove nei segni e nelle case. per valutare il valore simbolico e interpretativo di un corpo celeste sconosciuto, non utilizzato nei grafici geocentrici, dobbiamo utilizzare quattro filoni di ricerca, e studiarne: le caratteristiche fisiche e astronomiche la velocit apparente, lelongazione
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il nome attribuito dalla tradizione, o dallo scopritore, a tale corpo celeste il segno nel quale esso trova un possibile domicilio. Ecco, nel mio piccolo credo di avere dato il mio contributo alla questione, e forse non pecco di immodestia se affermo che dora in poi chi si vorr occupare di questo argomento non potr fare a meno di confrontarsi con la relazione del Frisari del 1975, e con le mie Ipotesi di Astrologia Extraterrestre. Con questo non voglio dire che largomento esaurito e sviscerato in tutte le sue parti; anzi! Sto lavorando (a tempo perso, mooolto perso) a una seconda edizione, rivista e ampliata, della mia Astrologia Extraterrestre, e anche a una possibile traduzione o presentazione dellargomento nelle principali lingue europee, in modo da provare a diffondere anche allestero, tramite Internet, un tema che ancora per qualche anno rappresenter sicuramente una novit assoluta. Non vi nascondo infine che aspiro a trovare, prima o poi, un editore che sia disposto a investire su un argomento certamente poco popolare, ma che pu attirare lattenzione e la curiosit di molti, addetti ai lavori o no.

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UNA PICCOLA PRECISAZIONE per i lettori di Ricerca 90 Questo testo non la trascrizione fedele di quanto scaturito nel corso del seminario a cui si fa riferimento, e non posso nemmeno affermare che rispecchi fedelmente gli argomenti trattati in quelloccasione. Difatti, da bravo Ariete, mi piuttosto difficile ripetere una cosa in modo che sia esattamente uguale alla prima, e cos successo anche stavolta. Quello che state per leggere il testo che mi ero preparato come guida cui attenermi per lo svolgimento di quel seminario; ed effettivamente in certi momenti ho seguito questo testo alla lettera, in altri momenti invece me ne sono distaccato parecchio, fino a tralasciare diversi argomenti qui trattati e ad introdurne altri, qui tralasciati. Com mia abitudine, poi, prima di consegnare un testo scritto, mi piace ricontrollarlo dallinizio alla fine ancora una volta, alla ricerca di errori, imprecisioni, possibilit di migliorarne lo stile e la sostanza. In questoccasione non riesco a fare a meno di apportare ulteriori modifiche. Ma il risultato finale, ve lassicuro, anche migliore delloriginale! Anche se esistono ottimi trattati di argomento astronomico rivolti agli astrologi, nel mio piccolo credo che anche questo mio apporto possa avere una sua validit nella divulgazione di determinate nozioni scientifiche (con tutti i limiti che io amo dare a questo termine) di utilit astrologica. Questo testo reperibile anche sul sito del Convivio Astrologico, allindirizzo: http:/ /www.convivioastrologico.it. Ringrazio la gestione del Convivio per lautorizzazione alla pubblicazione anche sulle pagine di Ricerca 90. A chi volesse approfondire i temi trattati nelle prossime pagine, oltre alla lettura dei miei articoli gi pubblicati su Ricerca 90, rimando anche alla mia pagina web http:// digilander.libero.it/drusetta, consiglio di seguire le mie Pillole di Astrologia pubblicate periodicamente su Supereva. LUCIANO DRUSETTA Casalmaggiore (CR), novembre 2002

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