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PUBBLICAZIONI DEGLI ARCHIVI DI STATO

SUSSIDI 12
SOCIET DI STUDI FIUMANI HRVATSKI INSTITUT ZA POVIJEST
ROMA ZAGREB
Le vittime di nazionalit italiana
a Fiume e dintorni (1939-1947)
rtve talijanske nacionalnosti
u Rijeci i okolici (1939.-1947.)
a cura di / uredili
AMLETO BALLARINI e MIHAEL SOBOLEVSKI
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVIT CULTURALI
DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI
2002
DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI
SERVIZIO DOCUMENTAZIONE E PUBBLICAZIONI ARCHIVISTICHE
Direttore generale per i beni archivistici: Salvatore Italia
Direttore del Servizio: Antonio Dentoni-Litta
Comitato per le pubblicazioni: il direttore generale per gli archivi Salvatore Italia,
presidente; Paola Carucci, Antonio Dentoni-Litta, Ferruccio Feruzzi, Cosimo Damiano
Fonseca, Guido Melis, Claudio Pavone, Leopoldo Puncuh, Isabella Ricci, Antonio
Romiti, Isidoro Soffietti, Giuseppe Talamo, Lucia Fauci Moro, segretaria.
Cura redazionale: Mauro Tosti-Croce
2002 Ministero per i beni e le attivit culturali
Direzione generale per gli archivi
ISBN 88-7125-239-X
Vendita: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Libreria dello Stato
Piazza Verdi, 10 00198 Roma
Finito di stampare nel mese di settembre 2002
Tipolitografia Spoletini - Via Giacomo Folchi, 28 - 00151 Roma
SOMMARIO - SADRAJ
Premessa 7
Predgovor 10
Tavola delle abbreviazioni e delle sigle / Tablica upotrebljene kratice 13
IL PROGETTO, LE FONTI E IL TERRITORIO
Gli antefatti di un accordo senza precedenti 17
Il testo dellaccordo 19
Elenco degli istituti ed enti di conservazione 22
La Provincia del Carnaro: territorio e popolazione 24
PROJEKT, IZVORI I TERITORIJ
injenice koje su prethodile sporazum bez premca 30
Tekst sporazuma 32
Arhiviska graa i dokumentacija u zavodima i u institucijama 35
Kvarnerska provincija: teritorij i puanstvo 37
PROFILO STORICO di Amleto Ballarini 43
POVIJESNI PREGLED DOGAAJA [in croato] Amleto Ballarini 96
FIUME: UNA STORIA COMPLESSA di Mihael Sobolevski 147
ZAMRENA POVIJEST RIJEKE [in croato] Mihael Sobolevski 171
BIBLIOGRAFIA - BIBLIOGRAFIJA 194
DATI STATISTICI - STATISTIKI PODACI 199
CAMPI DI PRIGIONIA DEGLI ITALIANI IN JUGOSLAVIA (1945-1947) 209
ZAROBLJENIKI LOGORI TALIJANA U JUGOSLAVIJI (1945.-1947.) 214
CONDANNE AI LAVORI FORZATI, AL CARCERE, A MULTE, A PROVVEDIMENTI
DI SEQUESTRO E CONFISCA, REGISTRATE A CARICO DI CITTADINI DELLEX
PROVINCIA DEL CARNARO DAL 3 MAGGIO 1945 AL 31 DICEMBRE 1948 219
OSUDE NA PRISILNI RAD I NA ZATVOR, NA GLOBE, NA ZAPLJENE I KONFISKACIJE,
ZAVEDENE NA TERET GRAANA BIVE KVARNERSKE PROVINCIJE OD 3.
SVIBNJA 1945. DO 31. PROSINCA 1948. 221
LA SCHEDA 239
ANKETNI LIST 245
ELENCO PROVVISORIO VITTIME PRESUNTE / PRIVREMENI POIMENINI POPIS
VJEROJATNIH RTAVA 255
SCHEDE VITTIME ACCERTATE / ANKETNI LISTOVI POTVRENIH RTAVA 263
PREMESSA
Il progetto di ricerca Le perdite umane di nazionalit italiana a Fiume e
dintorni nel periodo che va dallinizio della seconda guerra mondiale al trattato di
pace di Parigi (1939-1947) ha ottenuto lalto patronato del Presidente della
Repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro. Lattivit di ricerca e gli oneri editoriali
relativi al presente volume sono stati sostenuti, da parte italiana, grazie allalto
patrocinio e al determinante contributo della Direzione generale per gli archivi del
Ministero per i beni e le attivit culturali e grazie al sostegno del Ministero degli
affari esteri e dellUniversit popolare di Trieste che ha attivamente collaborato per
la realizzazione del progetto. Nellambito della Repubblica di Croazia, avendo
espresso parere favorevole alliniziativa lallora presidente Franjo Tudjman tramite
Nevio Seti assistente del consigliere per la politica interna, il progetto stato
seguito da un gruppo di lavoro dellIstituto croato per la storia diretto da Mirko
Valenti, con sede a Zagabria. Il gruppo di lavoro stato coordinato da Mihael
Sobolevski, quale unico e diretto referente, con la collaborazione di Marino Manin.
Il gruppo della Societ di studi fiumani di Roma, composto da Neri Drenig,
Ljubinka Karpowicz, Sole de Felice, Fulvio Scalcione, Emiliano Loria, stato
guidato da Amleto Ballarini che, oltre a svolgere attivit di ricerca, ha elaborato il
testo e i dati per la parte italiana, affiancato soprattutto da Marino Micich che ha
revisionato il testo e le traduzioni, svolto attivit di ricerca e di interprete con la
controparte croata, ha seguito la revisione e classificazione dei dati raccolti. Ha
collaborato alla ricerca, grazie alladesione della Comunit degli italiani di Fiume,
dellUnione degli Italiani e del Centro ricerche storiche di Rovigno, un gruppo di
studiosi della minoranza italiana composto da: Luciano Giuricin, Laura Marchig,
Aleksandar Kovaevi, Pino Bulva. Riteniamo sia doveroso rivolgere un
ringraziamento a Mario Stalzer che, sia a titolo personale, sia quale segretario
generale del Libero Comune di Fiume in esilio, ha attivamente collaborato alla fase
preparatoria del progetto, ad Arduino Agnelli che con la sua partecipazione diretta
ha agevolato la fase iniziale delle nostre ricerche a Belgrado, a Luigi Emilio Longo
che ha favorito e perfezionato i rapporti della Societ di studi fiumani con gli archivi
militari della Repubblica Italiana e a Gaetano La Perna che ci ha fornito notizie
tratte dal suo archivio privato. Un ulteriore sostegno finanziario alliniziativa stato
dato da: Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio,
Associazione Libero Comune di Fiume in esilio, Aldo Innocente, Fondazione
Giovanni Agnelli FIAT Torino, Giuseppe Tatarella per il gruppo alla Camera dei
deputati di Alleanza Nazionale, Giulio Maceratini per il gruppo al Senato di
Alleanza Nazionale, Sauro Gottardi, Edoardo Uratoriu, Harri Berani, Silvana
Fabietti, Celio Vallone, Amleto Venneri, Ileana Sviben, Francesco Solimini.
Ringraziamo infine, con il defunto senatore a vita Leo Valiani, quanti hanno
seguito e sostenuto lattivit di ricerca collaborando attivamente con noi o
agevolandoci nellambito delle proprie specifiche competenze: Vincenzo Avallone -
Ministero dellinterno, Sonja Brozovi-Cuculi - sindaco di Castua (Croazia),
Biagio Di Grazia - addetto militare dellAmbasciata dItalia a Belgrado
(Jugoslavia), Pier Attinio Forlano - Ministero degli affari esteri italiano, Velimir
Iveti - Archivio militare di Belgrado, Franjo Jurevi - parroco di Castua
(Croazia), Ines Krota - Archivio dello Stato di Fiume (Croazia), Slavko Lini -
sindaco di Fiume (Croazia), Antonio Dentoni Litta - Ministero per i beni e le attivit
culturali, Ugo Lotti - Ufficio storico della Polizia di Stato del Ministero dellinterno
- Roma, Bernardino Mancini - addetto dellAmbasciata dItalia a Belgrado
(Jugoslavia), Ezio Mestrovich - direttore del quotidiano La Voce del Popolo di
Fiume (Croazia), Maurizio Moreno - Ministero degli affari esteri italiano, Mario
Musella - console generale dItalia a Fiume (Croazia), Angela Padellaro - Ministero
per i beni e le attivit culturali, Roberto Pietrosanto - Ministero degli affari esteri
italiano, Jovan Popovi - Archivio centrale dello Stato - Belgrado, Giulio
Quintavalli - Ufficio storico della Polizia di Stato del Ministero dellinterno - Roma,
Alessandro Rossit - Universit popolare - Trieste, Rolando Santarelli - Ufficio
storico della Guardia di Finanza - Roma, Antonio Santini - Onorcaduti - Ministero
della difesa - Roma, Riccardo Sessa - ambasciatore dItalia a Belgrado, Mauro
Tosti-Croce - Ministero per i beni e le attivit culturali, Maurizio Tremul - Unione
degli Italiani - Fiume (Croazia), Slavko Vukevi - Archivio militare di Belgrado,
Annalisa Zanuttini - Archivio centrale dello Stato di Roma, Valerio Zappia -
presidente della Comunit degli italiani di Fiume (Croazia).
Siamo grati a chi ha fornito notizie utili alla ricerca e ci scusiamo con i parenti,
qui di seguito elencati, delle vittime di cui non stato possibile, nella quasi totalit
dei casi, accertare il luogo di sepoltura e le modalit del decesso non essendo stati
reperiti documenti e testimonianze utili a tal fine: Alfredo Polonio Balbi (detto Fedi)
per il fratello Michele Polonio Balbi, Santulin Bartola (Roma) per il marito Vincenzo
Gigante, Annamaria Buricchi (Brescia) per il padre Gino Buricchi, Eva e Laura
Butti per il padre Vito Butti, Fabio Colussi (Roma) per il padre Carlo Colussi e per
la madre Nerina Copetti, Veniero Gigante (Genova) per il nonno Riccardo Gigante,
la cui sepoltura, unitamente a quella daltri sconosciuti, stata individuata a Castua
(allo stato attuale, sulla base delle indicazioni fornite nel corso della presente
ricerca, in fase esecutiva un progetto di recupero delle salme sottoscritto fra gli
organi competenti della Repubblica Italiana e della Repubblica Croata), Claudio
Ghersi (Genova) per il padre Michelangelo e la sorella Annamaria, Giovanni
Grabar (Cermenate-Como) per il concittadino Vittorio Rupnich, Massimo
Gustincich (Roma) per il concittadino Maurizio Rosenfeld, Adolfina Hodl (Palermo)
per la sorella Enrichetta Hodl, Angelo Jacovella (Avellino) per colleghi della
Questura di Fiume, Livia Karadija (Fiume, Croazia) per parenti e amici della
Comunit israelitica fiumana, Giuseppe Sincich (La Spezia) per il padre Giuseppe
Sincich, Edoardo Vollman (Padova) per il padre Adalberto, Rosemarie Wildi
(Svizzera) per parenti e amici della Comunit israelitica fiumana.
La Societ di studi fiumani si avvalsa per la realizzazione del progetto di un
apposito comitato scientifico composto da: Arduino Agnelli (Universit degli studi
di Trieste), Carlo Ghisalberti (Universit degli studi La Sapienza di Roma),
8 Premessa - Predgovor
Luciano Giuricin (Centro ricerche storiche di Rovigno), Giuseppe Parlato (Libera
Universit degli Studi San Pio V di Roma), Marino Manin (Istituto croato di
storia di Zagabria), Danilo Massagrande (vice direttore raccolte storiche del
Comune di Milano), Mihael Sobolevski (Istituto croato di storia - Zagabria),
Giovanni Stelli (Universit degli studi della Basilicata). Ogni membro del Comitato
ha sottoscritto il seguente verbale conclusivo: Avendo preso visione del piano
editoriale dellopera bilingue illustrante il progetto di ricerca sulle vittime di
nazionalit italiana nella provincia di Fiume (1939-1947), esaminati i testi a
commento e a chiarimento delle condizioni storiche e ambientali relative allepoca
e al territorio preso in esame, valutati i supporti documentali a corredo, la quantit
e la qualit delle fonti archivistiche e bibliografiche consultate, lanalisi statistica
dei dati raccolti e il sistema adottato per il loro utilizzo esente da ogni giudizio di
parte e da qualsivoglia implicazione politica, giudico il risultato ottenuto altamente
degno di stampa e meritevole di diffusione presso gli istituti culturali dei due Paesi
direttamente interessati: la Repubblica dItalia e la Repubblica di Croazia.
AVVERTENZA:
La Societ di studi fiumani non considera definitivo il presente lavoro che, per carenza di
ulteriori fondi, non stato possibile portare a compimento come era nelle intenzioni e negli scopi
del progetto iniziale. Ci auguriamo che altri, alla luce di nuovi archivi disponibili, abbiano mezzi
sufficienti per completarlo. Per le inesattezze, per gli errori e per le omissioni riscontrabili saremo
grati a quanti avranno la cortesia di far pervenire le opportune correzioni che saranno pubblicate in
una successiva errata corrige ad integrazione dellopera.
Premessa - Predgovor 9
PREDGOVOR
Istraivaki projekt Ljudski gubici talijanske nacionalnosti u Rijeci i okolici
u razdoblju od poetka Drugog svjetskog rata do Parikog mirovnog ugovora
(1939.-1947.) dobio je visoko pokroviteljstvo predsjednika Republike Italije
Oscara Luigija Scalfara. Na talijanskoj strani ovaj svezak ugledao je svjetlo dana
zahvaljujui i odlunom doprinosu Ministarstva za kulturna dobra i zahvaljujui
potpori Ministarstva vanjskih poslova i Narodnog sveuilita u Trstu koje je
aktivno suraivalo na realizaciji projekta. U Republici Hrvatskoj, u pogledu te
inicijative pozitivno miljenje izrazio je predsjednik Franjo Tuman, po savjetu
Nevija etia pomonika savjetnika Predsjednika za unutarnju politiku. Na
projekt je radila radna grupa Hrvatskog instituta za povijest pod ravnanjem
Mirka Valentia, sa sjeditem u Zagrebu. Radnom grupom koordinirao je Mihael
Sobolevski, kao jedini neposredni suradnik, uz suradnju Marina Manina.
Grupa Drutva za rijeke studije iz Rima, u sastavu Nerija Dreniga, Ljubinke
Karpowicz, Solea de Felicea, Fulvija Scalcionea, Emilijana Lorije, vodio je
Amleto Ballarini, on je uz istraivaku djelatnost sastavio tekst i podatke za
talijansku stranu, uz njegovu pomo je Marino Micich koordinirao prevoenje,
revidirao tekst na hrvatskom, obavljao djelatnost tumaa s hrvatskom stranom te
proveo popisivanje dokumentarnog materijala. U istraivanju je suraivala,
zahvaljujui privoli Zajednice Talijana iz Rijeke, Unije Talijana i Centra za
povijesna istraivanja iz Rovinja, grupa istraivaa talijanske manjine u sastavu:
Luciano Giuricina, Laura Marchig, Aleksandar Kovaevia i Pino Bulve.
Smatramo svojom dunou zahvaliti se Mariju Stalzeru koji je kao glavni tajnik
Slobodne opine Rijeka u egzilu, aktivno sudjelovao u pripremnoj fazi projekta,
Arduinu Agnelliju koji je sa svojim neposrednim sudjelovanjem olakao poetnu
fazu naih istraivanja u Beogradu, Luigiju Emiliju Longu koji je olakao i
produbio odnose Drutva za rijeke studije s vojnim arhivima Republike Italije, i
Gaetanu La Perni koji nam je dao podatke iz svog privatnog arhiva. Dodatnu
financijsku podrku inicijativi pruili su: Udruga za rijeku, istarsku i
dalmatinsku kulturu u Laziju, Udruga slobodna opina Rijeka u egzilu, Aldo
Innocente iz Trsta, zaklada Giovanni Agnelli FIAT Torino, Giuseppe Tatarella
za grupu Alleanze nazionale u Narodnoj skuptini, Giulio Maceratini za grupu
Aleanze nazionale u Senatu, Sauro Gottardi, Edoardo Uratoriu, Harri Berani,
Silvana Faietti, Celio Vallone, Amleto Venneri, Ileana Sviben, Francesco
Solimini.
Zahvaljujemo se na kraju, uz pokojnog doivotnog senatora Lea Valianija,
svima onima koji su pratili i podrali istraivaku djelatnost aktivno suraujui
s nama ili pomaui u okviru svojih specifinih kompetencija: Vincenzo Avallone
- Ministarstvo unutarnjih poslova - Rim, Mauro Tosti Croce - Ministarstvo za
kulturna dobra i aktivnosti, Sonja Brozovi-Cucoli - gradonaelnica Kastva
(Hrvatska), Biagio Di Grazia - vojni atae u veleposlanstvu Italije u Beogradu
(Jugoslavija), Pier Attinio Forlano - talijansko Ministarsto vanjskih poslova,
Velimir Iveti - Vojni arhiv u Beogradu, Franjo Jurevi - upnik iz Kastva
(Hrvatska), Ines Krota - Dravni arhiv u Rijeci (Hrvatska), Slavko Lini -
gradonaelnik Rijeke, Antonio Dentoni Litta - Ministarstvo za kulturna dobra i
aktivnosti, Ugo Lotti - Povijesni ured Javne sigurnosti Ministarstva unutarnjih
poslova - Rim, Bernardo Mancini - atae u veleposlanstvu Italije u Beogradu -
Jugoslavija, Ezio Mestrovich - ravnatelj rijekog dnevnika La Voce del popolo,
Maurizio Moreno - talijansko Ministarstvo vanjskih poslova, Jovan Popovi -
Jugoslavenski dravni arhiv - Beograd, Giulio Quintavalli - Povijesni ured Javne
sigurnosti Ministarstva unutarnjih poslova - Rim, Alessandro Rossit - Narodno
sveuilite - Trst, Rolando Santarelli - Povijesni ured Financijske policije - Rim,
Antonio Santini - asno poginuli - Ministarstvo obrane - Rim, Riccardo Sessa -
veleposlanik Italije u Beogradu, Mauro Tosti Croce, Maurizio Tremul - Talijanska
Unija - Rijeka, Slavko Vukevi - Vojni arhiv u Beogradu, Annalisa Zanuttini -
Sredinji dravni arhiv, Valerio Zappia - predsjednik Zajednice Talijana Rijeke.
Zahvalni smo onima koji su dali obavijesti korisne za istraivanje,
ispriavamo se dolje nabrojenoj rodbini onih rtava za koje nije bilo mogue
utvrditi mjesto pokopa i nain smrti budui da nisu pronaeni dokumenti i
svjedoanstva korisna u tu svrhu: Alfredu Poloniju Balbiju (zvanom Fredi) za
brata Michelea Polonija Balbija, Bartoli Santulin (Rim) za supruga Vincenza
Gigantea, Annamariji Buricchi (Brescia) za oca Gina Buricchija, Evi i Lauri
Butti za oca Vita Buttija, Fabiju Colussiju (Rim) za oca Carla Colussija i za
majku Nerinu Copetti, Venieru Giganteu (Genova) za djeda Riccarda Gigantea,
iji je grob, zajedno s grobovima drugih nepoznatih, utvren u Kastvu; prema
sadanjem stanju, na osnovu obavijesti dobivenih tijekom ovog istraivanja, u
izvrnoj je fazi projekt iskapanja trupla potpisan izmeu nadlenih tijela
Republike Italije i Republike Hrvatske; Claudiju Ghersiju (Genova) za oca
Michelangela i sestru Annamariju, Giovanniju Grabaru (Cermenate - Como) za
sugraana Vittorija Rupnicha, Massimu Gustincichu (Rim) za sugraana
Maurizija Rosenfelda, Adolfini Hodl (Palermo) za sestru Enrichettu Hodl, Angelu
Jacovelli (Avellino) za kolege iz rijeke policijske uprave, Liviji Karadija
(Rijeka) za rodbinu i prijatelje iz rijeke idovske zajednice, Giuseppeu Sincichu
(La Spezia) za oca Giuseppea Sincicha, Edoardu Vollmanu (Padova) za oca
Adalberta, Rosemarie Wildi (vicarska) za rodbinu i prijatelje iz rijeke idovske
zajednice.
Drutvo za rijeke studije za realizaciju projekta oformilo je posebni
znanstveni vijee sastavljeno od: Arduina Agnellija (Sveuilite u Trstu), Carla
Ghisalbertija (Sveuilite La Sapienza iz Rima), Luciana Giuricina (Centar za
povijesna istraivanja iz Rovinja), Giuseppea Parlata (Slobodno sveuilite
Sveti Pijo V. iz Rima), Marinu Maninu (Hrvatski institut za povijest iz
Zagreba), Danila Massagrandea (zamjenik ravnatelja Povijesnih zbirki opine
Milano), Mihaela Sobolevskog (Hrvatski institut za povijest), Giovannija Stellija
(Sveuilite Basilicate). Svaki lan Vijea potpisao je slijedei konzultativni
zapisnik: Stekavi uvid u izdavaki plan dvojezinog djela koji prikazuje
Premessa - Predgovor 11
istraivaki projekt o rtvama talijanske nacionalnosti u Rijekoj provinciji
(1939.-1947.), pregledavi tekstove koji komentiraju i objanjavaju povijesne i
prostorne okolnosti vezane za vrijeme i teritorij koji su razmatrani, procjenivi
priloene dokumentarne potkrepe, kvalitetu i koliinu konzultiranih arhivskih i
bibliografskih izvora, statistiku analizu prikupljenih podataka i sustav
primijenjen za njihovu uporabu koji iskljuuje svaku pristranost i bilo kakvu
politiku implikaciju, procjenjujem da je postignuti rezultat svakako dostojan
tiskanja i da zasluuje difuziju po kulturnim ustanovama dviju neposredno
zainteresiranih zemalja: Republike Italije i Republike Hrvatske.
UPOZORENJE:
Societ di Studi Fiumani ne smatra zavrenim sadanji posao koji se, zbog pomanjkanja
fondova, nije mogao dovesti do zakljuivanja kako je bilo u naim namjerama i ciljevima poetnog
projekta. Nadamo se da e drugi, na svijetlu novih raspoloivih arhivija, imati dovoljnih sredstava
za kompletiranje. Za netonosti, greke i propuste na koje bi se moglo naii biti emo zahvalni na
ljubaznosti da nam se dostave oportune ispravke koje e biti publicirane u sljedeoj errata
corrige za nadopunjavanje djela.
12 Premessa - Predgovor
TAVOLA DELLE ABBREVIAZIONI E DELLE SIGLE
PREGLED UPOTREBLJENIH KRATICA
AAGGRR Affari generali e riservati - Opi tajni poslovi
ACS Archivio centrale dello Stato (Roma) - Talijanski Sredinji ravni
arhiv (Rim)
ACSM Archivio della Corte suprema militare (Belgrado) - Arhiv
Vrhovnog vojnog suda (Beograd)
AM Aeronautica militare italiana - Vojno zrakoplovstvo
AMSF Archivio museo storico di Fiume (Roma) - Arhiv i povijesni muzej
Rijeke (Rim)
AOMD Albo dOro Ministero della difesa (Roma) - Knjiga poginulih
Ministarstva obrane (Rim)
APMI Archivio del Personale presso il Ministero dellinterno (Roma) -
Arhiv osoblja Ministarstva unutarnjih poslova (Rim)
AR Affari riservati - Povjerljivi poslovi
AVNOJ Consiglio antifascista per la liberazione della Jugoslavia -
Antifaistiko vijee narodnog osloboenja Jugoslavije
AVVS Archivio della Corte suprema militare (Belgrado) - Arhiv vrhovnog
vojnog suda (Beograd)
b./k. busta - kutija
CCGF Denunce a carico di criminali di guerra pervenute alla
Commissione crimini di guerra di Fiume e pratiche inoltrate al
Tribunale militare - Prijave protiv ratnih zloinaca podnesene
Komisiji za utvrivanje ratnih zloina Rijeke i predmeti
proslijeeni Vojnom sudu
CCLN Comitato centrale di liberazione nazionale - Talijanski Centralni
odbor nacionalnog osloboenja
CICR Comitato internazionale della Croce Rossa - Meunarodni komitet
Crvenog kria
CLN Comitato liberazione nazionale - Talijanski Odbor nacionalnog
osloboenja
CLNAI Comitato di liberazione nazionale Alta Italia - Nacionalni odbor
osloboenja sjeverne Italije
CMBA Commissione mista beni abbandonati - Mjeovita komisija za
naputena dobra
COMINTERN Internazionale comunista - Komunistika internacionala
CPC o GNOO Comitato popolare cittadino - Gradski narodno-oslobodilaki
odbor
CRI Croce Rossa Italiana - Talijanski crveni kri
CVL Corpo volontari della libert - Korpus dobrovljci slobode
DAB Archivio dello Stato (Belgrado) - Dravni arhiv (Beograd)
DAR Archivio della citt di Fiume - Dravni Arhiv u Rijeci
DGAP Direzione generale affari del personale - Glavno ravnateljstvo
za poslove osoblja
DGPS Direzione generale di pubblica sicurezza - Glavno ravnateljstvo
javne sigurnosti
EI Esercito italiano - Talijanska vojska
ERS Elenco condanne del 1948 riportato da Roberto Spazzali in
Epurazione di frontiera - Popis presuda iz 1948. kojeg donosi
Epurazione di frontiera (Pogranino ienje) Roberta Spazzalija
ESCATA Ente per gli scambi commerciali e approvvigionamenti territori
annessi del fiumano - Ustanova za trgovaku razmjenu opskrbu
hranom za rijeka anektirana podruja
FFAA Forze armate italiane - Talijanske oruane snage
GAF Guardia alla frontiera - Granina straa
GIL Giovent italiana del littorio - Talijanska faistika mlade
GNR Guardia nazionale repubblicana - Republikanska nacionalna garda
GUF Gruppo universitario fascista - Faistika sveuilina skupina
IRSMLFV Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel
Friuli Venezia Giulia (Trieste) - Pokrajinski institut za povijest
oslobodilakog pokreta u Furlaniji i Julijskoj krajini (Trst)
KNS Tribunale popolare distrettuale - Kotarski narodni sud
KPH Partito comunista croato - Komunistika partija Hrvatske
KPJ Partito comunista jugoslavo - Komunistika partija Jugoslavije
MDT Milizia difesa territoriale - Milicija za teritorijalnu obranu
MM Marina militare italiana - Talijanska ratna mornarica
MPL Movimento popolare di liberazione - Narodno-oslobodilaki
pokret
MVSN Milizia volontaria di sicurezza nazionale - Dobrovoljaka milicija
nacionalne sigurnosti
NATO North Atlantic Treaty Organization - Organizzazione del Patto del
Nord Atlantico - Organizacija Sjevernoatlantskog ugovora
NDH Stato indipendente della Croazia - Nezavisna Drava Hrvatska
NOB Lotta popolare di liberazione - Narodno-oslobodilaka borba
NOO Comitato di liberazione popolare - Narodno-oslobodilaki odbor
NOV Esercito popolare di liberazione - Narodno-oslobodilaka vojska
NOVJ Esercito popolare di liberazione jugoslavo - Narodno-
oslobodilaka vojska Jugoslavije
ONOO Comitato circondariale di liberazione popolare - Oblasni narodno-
oslobodilaki odbor
ONSR Tribunale popolare circondariale di Fiume - Okruni narodni sud u
Rijeci
OVRA Opera vigilanza repressione antifascista Sluba zatite za
suzbijanje antifaizma
14 Tavola delle abbreviazioni e delle sigle - Pregled upotrebljenih kratica
OZNA Sezione per la sicurezza del popolo - Odjeljenje za zatitu naroda
PCI Partito comunista italiano - Komunistika partija Italije
PCM Presidenza del Consiglio dei ministri - Predsjednitvo Vijea
ministara
PFR Partito fascista repubblicano - Republikanska faistika partija
PNF Partito nazionale fascista - Faistika nacionalna partija
POJ Movimento di liberazione jugoslavo - Pokret osloboenje
Jugoslavije
PPF Pretura popolare di Fiume - Kotarski narodni sud u Rijeci
PS Pubblica sicurezza - Javna sigurnost
RSI Repubblica sociale italiana - Talijanska Socijalna Republika
SIM Servizio informazioni militari - Vojna obavjetajna sluba
SKOJ Organizzazione giovanile comunista jugoslava - Savez komunistike
omladine Jugoslavije
SMRE Stato maggiore regio esercito - Vrhovni stoer Kraljevske vojske
SNOS Consiglio sloveno di liberazione popolare - Slovenski narodno-
osvobodilni svet
SS Schutzstaffel - Squadre di protezione - Zatitni ealon
TPCF Tribunale popolare circondariale di Fiume - Okruni narodni sud,
Rijeka
TPD Tribunale popolare distrettuale - Kotarski narodni sud
UAIS Unione antifascista italo slava - Talijansko-slavenska antifaistika
unija
UDBA Servizio di sicurezza dello Stato - Uprava dravne bezbjednosti
UNRRA United Nations Relief and Rehabilitation Administration -
Amministrazione delle Nazioni Unite per lassistenza e la
ricostruzione - Uprava Ujedinjenih Naroda za pomo i obnovu
UOMD Ufficio onorcaduti Ministero della difesa (Roma) - Ured za poginule
Ministarstva obrane (Rim)
URSS Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche - Savez Sovjetskih
Socijalistikih Republika
USAC Ufficio Storico dellarma dei carabinieri (Roma) - Povijesni ured
karabinjerskog roda vojske (Rim)
USGF Ufficio Storico della guardia di finanza (Roma) - Povijesni ured
financijske policije (Rim)
USMI Archivio Storico del Ministero dellinterno (Roma) - Povijesni
ured ministarstva unutarnjih poslova (Rim)
VAB Archivio Storico militare (Belgrado) - Vojnoistorijski arhiv
(Beograd)
ZAVNOH Consiglio popolare territoriale della Croazia - Zemaljsko
antifaistiko vijee narodnog osloboenja Hrvatske
Tavola delle abbreviazioni e delle sigle - Pregled upotrebljenih kratica 15
IL PROGETTO, LE FONTI E IL TERRITORIO
Gli antefatti di un accordo senza precedenti
Ancor prima che il muro di Berlino, nel 1989, cadesse, segnando cos il rapido
crollo dei sistemi di governo dispirazione comunista in Europa, si poterono
registrare gi nella primavera dellanno precedente gli effetti sorprendenti di quella
glasnost (trasparenza) che Mikhail Gorbaciov aveva promosso con successo
nellUnione Sovietica. Tuttavia gran parte della stampa italiana pass allora sotto
silenzio il fatto che tale fenomeno, volto a dare trasparenza, per esempio, anche alla
storia taciuta sui fatti intercorsi nei territori adriatici ceduti dallItalia alla Jugoslavia
dopo il II conflitto mondiale, era riscontrabile nella stessa Repubblica Federativa e
Socialista Jugoslava che pur stava vivendo, dopo la morte di Tito, una crisi sociale,
economica e politica di enormi proporzioni e comunque fatale, come si vedr poi,
agli inizi degli anni Novanta, per la sua stessa sopravvivenza. Un autorevole
settimanale di Belgrado, il Nedeljne informativne novine, dava notizia duna
petizione firmata da mille italiani di Capodistria e di Fiume con la quale si chiedeva
che fossero poste in discussione molte questioni controverse, compresi temi della
storia contemporanea fino ad ora considerati tab () stato chiesto, per esempio,
che si parli apertamente dellespulsione degli italiani dal nostro paese (si sarebbe
trattato di un numero fra le 200 e le 300 mila persone dopo la seconda guerra
mondiale), delle foibe (in cui i partigiani gettarono per vendetta gli italiani
dellIstria) e altri temi tab. La rivista cos commentava la notizia: Fare luce su
queste questioni , ci sembra, necessario, anche a causa della sempre maggiore
politicizzazione del problema delle minoranze, non solo in Jugoslavia ma anche in
Italia
1
. Solo da uno storico e politico come Vladimir Dedijer ricordava allora
Fulvio Fumis venuta, quattro anni fa, nel suo terzo volume su Nuovi appunti per
la biografia di Josip Broz Tito, una citazione coraggiosa sullo sterminio nelle foibe
e quindi unonesta visione della storia che non pu ammettere cesure di comodo. Se
lItalia della rinascita e della resistenza non ne ha fatte verso le colpe di una guerra
straziante, molti italiani purtroppo le hanno favorite, invece, con il silenzio, la
menzogna e la distorsione, quando si trattato di rispondere con giustizia alla
denunzia del nostro dramma
2
.
Gli eventi bellici intercorsi tra il 1991 e il 1992, destinati a dar vita alle
repubbliche indipendenti di Croazia e di Slovenia, distolsero provvisoriamente
lattenzione di tutto il mondo dai problemi della storia rimasti insoluti per seguire
con comprensibile trepidazione quanto stava avvenendo nel presente dove lo scontro
1
Appello a Belgrado, sia fatta piena luce sulle foibe e sullesodo, in Il Piccolo, 22/3/1988,
(degli altri giornali italiani di maggior tiratura, solo Il Messaggero di Roma, alla stessa data,
dedic nella sua rubrica Telex sei righe di spazio a questa notizia).
2
F. FUMIS, Verit e troppi silenzi, un dramma ignorato dagli italiani, in Il Piccolo,
22/3/1988.
tra etnie contrapposte stava riproponendo, dopo oltre quarantanni, nel cuore dei
Balcani, nuovi esodi e nuovi massacri
3
.
Ma fu sufficiente quella confortante notizia per indurre le associazioni degli esuli
fiumani a riaprire il dialogo con la citt dorigine. Ne fu esclusiva interprete la
Societ di studi fiumani di Roma che ebbe a tale scopo (non avendo altre finalit
oltre a quelle culturali perseguite con rigorosa apoliticit), ampia delega e concreto
patrocinio, dalla associazione denominata Libero Comune di Fiume in Esilio cui
fanno riferimento ben oltre diecimila soci residenti in Italia e allestero.
In data 4 novembre 1993 la Societ di studi fiumani rivolgeva un appello ai
presidenti delle due Repubbliche, italiana e croata, Oscar Luigi Scalfaro e Franjo
Tuman, volto a poter ricordare degnamente, dopo averne quantificato il numero e
accertata lidentit alla luce dei documenti darchivio disponibili nei due Stati, molti
cittadini di Fiume e della Provincia che a seguito del secondo conflitto mondiale
(1940-45) scomparvero nel nulla e non ebbero mai cristiana sepoltura
4
. La stampa
della minoranza italiana a Fiume non manc di dare ampio risalto alliniziativa
5
. Quella
italiana, tranne Il Piccolo di Trieste
6
, non se ne accorse nemmeno. In data 2/5/1994
Nevio eti, assistente del consigliere del presidente della Repubblica di Croazia per la
politica interna, cos ci scriveva: Siamo convinti che oggi la verificazione degli elenchi
di persone scomparse bisogna lasciarla alla ricerca storica cosicch sarebbe molto utile
una cooperazione fra la vostra societ e gli istituti della Repubblica di Croazia con lo
scopo di approfondire queste conoscenze. La preghiamo di collegarsi, per i futuri
contatti riguardanti la realizzazione del piano di cui sopra, direttamente con le autorit
della citt di Fiume
7
. Con successiva lettera del 15/11/1994 eti, su specifica richiesta
distruzioni, indicava lIstituto croato di storia di Zagabria, diretto da Mirko Valenti,
18 Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij
3
M. BASSIOUNI CHERIF, Indagine sui crimini di guerra nellex Jugoslavia - Loperato della
Commissione degli esperti del Consiglio di sicurezza e il suo rapporto finale, Milano, Giuffr,
1997, rapporto finale della Commissione di esperti istituita in base alla mozione 780 (1992) del
Consiglio di Sicurezza, parte seconda, pp. 248-250, Analisi riassuntiva: 510. Basandosi sulle
informazioni disponibili, ci sono quattro tipi generali di fosse comuni nel territorio dellex-
Jugoslavia. Il primo tipo una fossa in cui i corpi erano quelli di vittime di un eccidio di massa,
ma il metodo e i modi di sepoltura erano corretti. Il secondo tipo una fossa in cui i corpi erano
quelli di vittime civili o quelli di soldati caduti in combattimento, e perci uccisioni non illegali,
ma il metodo e i modi di sepoltura non erano corretti. Il terzo tipo include delle fosse comuni dove
i corpi erano quelli di vittime di un eccidio di massa e il metodo e i modi della sepoltura non erano
corretti. Infine il quarto tipo include delle fosse comuni dove n le circostanze che circondano le
morti delle vittime n i modi e il metodo della sepoltura erano corretti 514. Letnia degli
aggressori responsabili delle uccisioni delle persone sepolte nelle fosse comuni come segue: a)
le persone sepolte in 81 delle fosse comuni messe a rapporto, secondo le testimonianze, sono state
uccise dai serbi; b) le persone sepolte in 16 delle fosse comuni, secondo le testimonianze, sono
state uccise dai croati; c) le persone sepolte in 5 delle fosse comuni, secondo le testimonianze, sono
state uccise dai mussulmani; d) 87 dei rapporti non identificavano un aggressore.
4
ARCHIVIO MUSEO STORICO DI FIUME (dora in poi AMSF), Roma, Segreteria della Presidenza -
Corrispondenza 1993.
5
Scomparsi, un segno per ricordarli, in La Voce del Popolo, 7/4/1994.
6
La Croazia apre gli archivi, in Il Piccolo, 6/3/1997; Vogliamo la verit, ibid., 7/3/1997.
7
AMSF, Segreteria della presidenza - Corrispondenza 1994.
come il pi idoneo a collaborare al fine di verificare gli elenchi di persone cadute e
scomparse durante la seconda guerra mondiale (1941-1945), appartenenti alla
minoranza [sic] italiana di Fiume e dintorni
8
. In data 28/11/1996, prot. 01-48 il progetto
definitivo di ricerca fu sottoscritto da Mirko Valenti, per lIstituto croato di storia, da
Amleto Ballarini, presidente della Societ di studi fiumani e dal senatore a vita Leo
Valiani, presidente onorario della stessa. Per la prima volta dalla fine del II conflitto
mondiale, italiani e croati saccingevano a dare, almeno per il territorio di Fiume e
dintorni, qualche attendibile risposta ai pesanti e dolorosi interrogativi rimasti in sospeso
e, per la prima volta, una pubblica istituzione croata accettava davere come
interlocutrice unassociazione rappresentativa dellesodo; un evento, questo dellesodo,
che nella Repubblica Jugoslava e in quella italiana era passato, con gli scomparsi nel
nulla, in quel territorio, dal 1945 in poi, sotto silenzio nei libri scolastici di storia, nei
grandi organi dinformazione e di formazione della pubblica opinione.
Il testo dellaccordo
Progetto di ricerca: Le perdite umane di nazionalit italiana a Fiume e dintorni nel
periodo che va dallinizio della Seconda Guerra Mondiale al trattato di pace di Parigi
(1939-1947). (Ai singoli punti dellaccordo segue un breve commento in corsivo).
I.
Il suddetto progetto in comune nasce dal fatto che sino ad oggi in ambito
storiografico non si mai appurato il tragico bilancio in vite umane di nazionalit
italiana relativo al periodo che va dallinizio della seconda guerra mondiale alla
sua fine e oltre, cio nel periodo che precede il trattato di Parigi (1939-1947).
Questa ricerca vuol fare riferimento a Fiume e ai suoi dintorni (il territorio dellex
provincia italiana del Carnaro). Su questa problematica le ricerche finora svolte si
sono rivelate insufficienti, perci nasce la necessit di promuoverne una nuova.
Lo scopo fondamentale di questo progetto la determinazione di tutte le perdite
umane di nazionalit italiana sul citato territorio, senza riferimento alle parti che
le hanno causate. Il problema di identificare le perdite umane di nazionalit
italiana, quindi per ogni persona si cercheranno i dati seguenti: Nome e cognome,
nome del padre e della madre, la data e luogo della nascita, dimora abituale, stato
civile, religione o confessione di appartenenza, nazionalit, origine sociale,
professione, appartenenza politica, appartenenza a quale formazione armata,
periodo di prigionia, eventuale permanenza in prigione o campo di internamento,
data e luogo della morte e gli autori della privazione della vita. Per ogni persona
che perse la vita si istruir una pratica o dossier a parte, in pratica si tratta di un
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 19
8
Ibidem. Il sic nel testo, dopo il termine minoranza, si reso necessario al fine di ricordare
che i dati in nostro possesso relativi alla popolazione di Fiume e dintorni negli anni cui la lettera
riportata fa diretto riferimento, non ci consentono di considerare gli italiani come minoranza
anzi, ci conforterebbero semmai a sostenere il contrario.
foglio di inchiesta. Nel dossier verr raccolto tutto il materiale darchivio o altre
fonti utili riguardanti la persona in oggetto.
Con tale premessa, la pi alta istituzione pubblica di ricerca storica della
Repubblica Croata ammetteva esplicitamente ci che nella ex-Jugoslavia comunista
era stato sempre negato e nella Repubblica democratica italiana, sorta dalla
Resistenza antifascista, era stato spesso taciuto: dopo la guerra, nei due anni
seguenti alla cessazione ufficiale delle ostilit, il tragico bilancio delle vittime di
nazionalit italiana, a Fiume e dintorni, non si era ancora chiuso.
Per la prima volta si accettava, nella ex Jugoslavia, di chiarire, ove si fosse reso
necessario, il luogo della morte e gli autori della privazione della vita anche di
quanti risultavano scomparsi nel nulla dopo essere stati arrestati dallOZNA
9
nellimmediato dopoguerra.
II.
Affinch venga raggiunto lo scopo riportato nellart. I necessario soddisfare i
seguenti punti:
1 fondamentale ricercare ed esaminare tutto il materiale accessibile
conservato negli archivi e in altre istituzioni croate e italiane. Se ci saranno
possibilit economiche occorrerebbe ricercare parte di quel materiale anche in altri
paesi (Serbia, Austria e Germania) oltre che in Croazia e in Italia.
2 Ricercare materiale darchivio inedito che si trova presso privati e raccogliere
testimonianze sulle singole persone decedute.
3 Esaminare la letteratura storica e altra letteratura, riviste, giornali ecc.
pertinenti alla materia.
Si accettava dunque il principio per cui, quantomeno nei territori delle due parti
contraenti, nessun archivio di qualsivoglia natura, ritenuto utile ai fini del progetto,
era da considerarsi precluso.
III.
Trattandosi di un periodo storico piuttosto ampio (1939-1947) che comporta una
gran quantit di ricerche, per la realizzazione del progetto occorrono almeno due
anni (1997-1998). Oltre alla realizzazione del progetto si prevede la compilazione e
la stampa di unopera monografica bilingue (italiano-croato) che riporti i risultati
completi della ricerca.
20 Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij
9
L OZNA(Odjeljenje za zatitu naroda - Sezione per la difesa del popolo) fu durante la guerra
un organismo di controllo politico allinterno delle unit dipendenti dallEsercito di liberazione
jugoslavo (svolgendo anche compiti di polizia militare), poi, verso la fine del 1946, con il nome di
UDBA (Uprava dravne bezbjednosti - Amministrazione statale per la sicurezza) pass al
Ministero dellinterno ed ebbe mansioni di polizia segreta. Nellimmediato dopoguerra svolse
entrambe le funzioni e divenne tristemente famosa. In realt, sia prima sia dopo, era il braccio
armato del Partito comunista jugoslavo e provvedeva alla sicurezza del regime.
In realt, con successivi rinvii, concordati di comune accordo, il lavoro si
rivelato pi complesso ed arduo di quanto previsto e il termine ultimo per il suo
completamento (sia pure non definitivo) stato fissato alla fine del secondo semestre
del 2000.
IV.
Nellattesa che questo progetto si concretizzi il pi velocemente possibile, le parti
firmatarie dellaccordo nomineranno la persona che ne curer la realizzazione (uno
per ciascuna parte). Il compito del responsabile sar di portare avanti il progetto,
preoccuparsi di realizzarlo, coordinare il lavoro e nominare un numero sufficiente di
collaboratori.
Per la parte italiana, la Societ di studi fiumani, ha promosso anche la
costituzione di unapposita commissione al fine di approvare il progetto nella veste
proposta, di definirne meglio con la controparte le modalit di esecuzione
rendendosene moralmente garante per ogni alto patrocinio che la societ intendesse
richiedere nellambito della Repubblica Italiana.
V.
Le parti interessate si impegnano a sostenere separatamente dal punto di vista
finanziario i propri collaboratori. Le eventuali ricerche in altri paesi dovranno
soddisfare le esigenze delle parti che dovranno concordare in comune la fonte di
finanziamento oltre che per questo anche per la realizzazione di altre fasi del
progetto.
VI.
La realizzazione del progetto comune avr inizio quando le parti dellaccordo lo
sottoporranno alla firma.
SOCIET DI STUDI FIUMANI HRVATSKI INSTITUT ZA POVIJEST
Presidente: Dr. Amleto Ballarini Direttore: Dr. Mirko Valenti
Presidente Onorario: Sen. Leo Valiani
In data 30/5/1997, presso lUniversit Popolare di Trieste, si riuniva, al fine di
esaminare il progetto di cui sopra, una commissione consultiva della Societ di studi
fiumani appositamente costituita, presente il responsabile del gruppo di ricerca
croato Mihael Sobolevski e Amleto Ballarini responsabile, quale presidente della
Societ di studi fiumani, del gruppo di ricerca italiano.
La commissione era cos composta: Gaetano La Perna, Marino Micich, Luigi Emilio
Longo, Neri Drenig, Mario Stalzer (in rappresentanza della Associazione Libero
Comune di Fiume in Esilio), Danilo Massagrande, Arduino Agnelli (in rappresentanza
dellUniversit Popolare di Trieste), Giuseppe Parlato, Luciano Giuricin (in
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 21
rappresentanza del Centro ricerche storiche di Rovigno), Laura Marchig e Alexandar
Kovaevi (questi ultimi in rappresentanza della Comunit degli italiani di Fiume).
In tale incontro le due parti interessate furono messe in grado di chiarire quanto
segue:
Il territorio cui faceva riferimento il progetto comprendeva anche i centri urbani
compresi nei territori annessi, dopo linvasione della Jugoslavia nel 1941, del
Fiumano e della Kupa.
Anche qualora fosse stata incerta la nazionalit della vittima, essa sarebbe stata
comunque compresa nellelenco finale e, nel caso di appartenenti alla Comunit
ebraica fiumana, sarebbero state comprese nellelenco conclusivo anche le vittime di
nazionalit non italiana.
La ricerca riguardava comunque il periodo storico intercorrente fra il
31/12/1939 e il 31/12/1947.
Sarebbero state prese in esame anche le vittime di nazionalit italiana,
originarie di Fiume e dintorni, decedute in altri territori per qualsivoglia causa.
Per ogni nominativo, indipendentemente dalla completezza dei dati anagrafici,
sarebbe stata compilata una scheda redatta a cura dellIstituto croato di storia e con
detta scheda si sarebbe costituito un fascicolo nel quale far confluire documenti e
dati utili reperiti nella conseguente attivit di ricerca. Il fascicolo sarebbe stato chiuso
definitivamente o provvisoriamente solo con il parere unanime delle due parti
interessate alla ricerca. In caso di dissenso motivato da una delle due parti, esso
sarebbe stato reso pubblico nellopera conclusiva.
I documenti raccolti dai due gruppi di ricerca erano da considerarsi propriet
comune e ogni parte ne avrebbe avuto copia integrale.
Le due parti si sarebbero incontrate periodicamente per informarsi
reciprocamente sul lavoro svolto e per conoscere i successivi programmi di attivit.
In data 13/11/2000 i ricercatori hanno firmato un verbale di chiusura dei lavori,
concordando lo schema dellopera editoriale e prendendo atto dei testi elaborati dalle
due parti a commento dei dati raccolti. Detto verbale stato infine approvato dai
responsabili degli Istituti che hanno sottoscritto il progetto di ricerca iniziale
Elenco degli istituti ed enti di conservazione
Archivio storico della Croce Rossa Italiana Comitato di Trieste - limitatamente allo
schedario disponibile, mancando, non sappiamo se in via provvisoria o definitiva,
il materiale relativo agli anni di nostro interesse, 1940-1947, che stando a
documenti probatori
10
tale Archivio avrebbe pur dovuto contenere.
22 Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij
10
ACS, Croce Rossa Italiana, Servizio Affari Internazionali, b. 38, fasc. Deportazioni
Venezia Giulia, lettera di Gianni Bartoli, consigliere di amministrazione dellOpera nazionale
profughi giuliano dalmati alla Direzione generale della Croce Rossa Italiana, Roma, datata
Trieste 29/1/1960: Con riferimento alle intelligenze verbali intercorse con il Vostro dr. Leonardo
Giordano, gi Commissario del Comitato provinciale di Trieste, Vi prego di voler autorizzare
detto Comitato a favorirmi gli elenchi dei connazionali della Venezia Giulia dispersi in seguito a
Archivio Storico dellarmata jugoslava - Belgrado
Archivio della Corte suprema militare - Belgrado
Archivio centrale dello Stato - Belgrado
Ufficio storico della Guardia di Finanza - Roma
Ufficio storico dellArma dei Carabinieri - Roma
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 23
deportazione. Tali dati mi occorrono per controllare ed integrare il primo elenco dei dispersi da
me curato per il Comitato Italiano per lo studio del problema dei rifugiati. In data 1 febbraio
con sua prot. 171/60 il presidente della CRI Comitato provinciale di Trieste, Roberto Hausbrandt,
scriveva al Comitato centrale della CRI Direzione rapporti internazionali, Roma, in merito alla
richiesta dellIng. Gianni Bartoli di Trieste, diretta ad ottenere i dati relativi ai dispersi della
Venezia Giulia di cui possediamo una notevole documentazione quanto segue: Dato lo scopo
che il richiedente si prefigge e in considerazione della delicata posizione in cui si trova la CRI,
Vi preghiamo di esaminare lopportunit di accogliere o meno la richiesta stessa, comunicandoci
in merito, il Vostro parere. Con sua del 10/2/1960 il direttore generale della Direzione rapporti
internazionali Edoardo Roccetti cos rispondeva: data la delicatezza della questione di cui
trattasi, sono stati predisposti i necessari acclaramenti. Si fa pertanto riserva di tornare, appena
possibile, in argomento. Lo stesso Roccetti, sempre in data 10/2/1960 scriveva anche al ministro
degli Affari esteri, unendo copia della lettera delling. Bartoli, quanto segue: La richiesta
motivata dalla circostanza che, in effetti, il Comitato di Trieste della Croce Rossa Italiana
possiede, relativamente ai dispersi della Venezia Giulia, una notevole documentazione. Si prega
codesto On. Ministero di voler, con cortese sollecitudine, far conoscere alla scrivente il proprio
autorevole parere sullopportunit o meno di accogliere la richiesta. Sulla questione nullaltro
stato rilevato oltre a un Promemoria per il Sig. Presidente Generale su carta intestata della
Croce Rossa Italiana, Comitato centrale, datato Roma, 30 marzo 1960, con firma indecifrabile
regolarmente protocollato in data 9/4/1960 con il n. 19688: Come dalle istruzioni a suo tempo
impartitemi (e precisamente dopo la visita fattaLe dallAmbasciatore Cassinis in relazione al da
noi richiesto parere del Ministero degli esteri sulla opportunit di mettere a disposizione dellex
Sindaco di Trieste, ing. Bartoli, gli elenchi degli Italiani deportati in Jugoslavia, elenchi giacenti
presso il Comitato CRI di Trieste) mi permetto di richiamare la sua cortese attenzione sulla
circostanza che, essendo ormai passata la data del 27 marzo corrente, che ci fu appunto indicata
dallAmbasciatore Cassinis come termine ultimo da lasciar decorrere prima di aderire
allanzidetta richiesta, Ella dovrebbe decidere se e quando si dovr dar corso alla richiesta
delling. Bartoli. Si ha motivo di ritenere che Bartoli nel suo lavoro Le deportazioni nella
Venezia Giulia, Fiume e Dalmazia, edito a Trieste nel 1961, abbia potuto prendere in esame, in
tutto o in parte, il materiale richiesto. Purtroppo, nonostante il coinvolgimento di tutti gli istituti
interessati (Archivio di Stato di Trieste, Croce Rossa Italiana, Soprintendenza archivistica per il
Friuli Venezia Giulia), non si a tuttoggi potuta reperire e visionare quella documentazione che
allora fu da pi parti definita notevole. Alla mancata disponibilit della documentazione sui
deportati della Venezia Giulia sotto loccupazione jugoslava del 1945, si aggiunge anche, come
s potuto accertare, la indisponibilit degli elenchi di militari italiani che risultano deceduti nei
diversi campi dinternamento in Jugoslavia, degli elenchi di quanti hanno fatto ritorno in Italia,
dei fascicoli contenenti la corrispondenza intercorsa per ogni prigioniero che pur stato
regolarmente schedato. Di tanto materiale, che certamente deve essere stato compilato in base
alle sommarie annotazioni darchivio riscontrabili sulle migliaia di schede nominative tuttora
conservate presso il Comitato triestino, sembra non sia rimasto nulla di rubricato e di catalogato
n a Trieste, n allArchivio centrale della CRI a Roma, n allArchivio centrale dello Stato
Italiano. A tale materiale si possono aggiungere, al momento di dare alle stampe questo lavoro,
anche gli atti fondamentali di gestione della CRI di Trieste per gli anni di nostro interesse, dal
1940 al 1947.
Ufficio storico del Ministero dellinterno - Roma
Ministero dellinterno - Ufficio del personale - Roma
Archivio centrale dello Stato - Roma
Archivio del Ministero degli affari esteri - Roma
Archivio di Stato - Trieste
Archivio dellIstituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel
Friuli Venezia Giulia - Trieste
Archivio museo storico di Fiume - Roma
Archivio centrale dello Stato - Zagabria
Archivio del Cimitero di Cosala - Fiume
Archivio dello Stato - Fiume
Archivio del Comune di Fiume - Registro atti di morte
Biblioteca civica di Trieste
Centro ricerche storiche di Rovigno - Rovigno
Ufficio onorcaduti e Albo dOro del Ministero della difesa - Roma
Interpellati ma non consultati:
Centro documentazione ebraica - Milano (abbiamo avuto, per corrispondenza,
ogni dato utile alla ricerca).
Archivio Vaticano - Citt del Vaticano (resisi non disponibili per la consultazione).
Archivio dellordinariato militare - Roma (resosi non disponibile per la
consultazione).
Archivio associazione caduti e dispersi RSI - Roma (mancato riscontro alle
richieste di consultazione).
Archivio di Stato della Repubblica di Slovenia - Lubiana (mancato riscontro alle
richieste di consultazione).
Centro Wiesenthal - Vienna (mancato riscontro alle richieste di consultazione).
Archivio Ministero dellinterno della Repubblica di Croazia (consultato
parzialmente dal gruppo di ricerca croato).
Archivio Ministero dellinterno della Repubblica Federale di Jugoslavia (non
disponibile per la consultazione causa conflitto in corso).
La provincia del Carnaro: territorio e popolazione
La citt di Fiume nel 1900 costituiva un Corpus Separatum soggetto
allUngheria nellambito dellImpero dAsburgo. Secondo il censimento ufficiale di
quellanno, la popolazione residente nel centro urbano e nei sobborghi di Plasse,
Drenova e Cosala (compresi anchessi nel Corpus di cui sopra) ammontava
24 Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij
complessivamente a 38.955 anime. Nel censimento del 1910, lultimo che si svolse
nellassetto politico sopraindicato, risult averne 49.806. Dalle successive
rilevazioni di diverse istituzioni si hanno i dati seguenti: nel 1918 (censimento del
Consiglio nazionale italiano) 46.264 abitanti, nel 1925 (censimento italiano) 45.857,
nel 1936 (censimento italiano) 56.249, nel 1940 (Rilevazioni ufficiali della
Prefettura italiana di Fiume) 59.332, nel 1945 (Rilevazioni del Comitato popolare
cittadino, organo provvisorio di governo amministrativo della citt, occupata
dallArmata di liberazione jugoslava) 44.544 al 31 maggio e 47.839 al 30 settembre.
Nel territorio della provincia italiana del Carnaro, costituita nel 1924, si ebbe una
popolazione complessiva di 99.941 abitanti. Gli italiani erano 40.433; gli slavi
53.722, quasi equamente suddivisi, a nostro avviso, fra sloveni e croati. Nel
capoluogo si registrava, invece, una larga maggioranza italiana: 32.415 italiani e
10.353 croati su 45.857 abitanti
11
.
Censimento del 1921 e suddivisioni in base alla lingua duso nella Provincia del
Carnaro (1924):
Comuni tratti dalla provincia di Pola
12
: Apriano, (aggregato ad Abbazia nel 1931)
abitanti 2.892 - 489 italiani, 17 sloveni, 2.166 serbocroati. Castelnuovo dIstria
abitanti 7.259 - 177 italiani, 5.520 sloveni, 1.726 serbocroati. Clana abitanti 1.235 -
108 italiani, 15 sloveni, 1.098 serbocroati. Elsane abitanti 4.127 - 28 italiani, 3.623
sloveni, 460 serbocroati. Laurana abitanti 3.648 - 1.634 italiani, 29 sloveni, 1.837
serbocroati. Matteria abitanti 5.104 - 23 italiani, 3.733 sloveni, 1.325 serbocroati.
Mattuglie abitanti 8.777 - 234 italiani, 66 sloveni, 8.338 serbocroati. Moschiena
abitanti 3.060 - 3.013 italiani, 3 sloveni, 13 serbocroati. Volosca-Abbazia, abitanti
5.062 - 2.297 italiani, 343 sloveni, 1.081 serbocroati.
Comuni tratti dal distretto di Postumia
13
(la mancanza di dati non ci consente la
suddivisione degli slavi fra sloveni e croati anche se tale distretto, oggi facente parte
della Repubblica di Slovenia, poteva dirsi anche allora abitato prevalentemente da
sloveni): Castel Iablanizza, abitanti 3.106 - 0 italiani, 2.306 slavi (non suddivisi fra
sloveni e croati per indisponibilit di dati). Fontana del Conte abitanti 3.719 - 5
italiani, 3.710 slavi (idem come sopra). Primano abitanti 1.547 - 6 italiani, 1.524
slavi (idem come sopra). Villa del Nevoso abitanti 4.548 - 4 italiani, 4.451 slavi
(idem come sopra).
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 25
11
G. PERSELLI, I censimenti della popolazione dellIstria con Fiume e Trieste, e di alcune citt
della Dalmazia tra il 1850 e il 1936 - Etnia IV, Trieste-Rovigno, Centro di ricerche storiche di
Rovigno, 1993, p. 429. La provincia del Carnaro costituita il 22/2/1924 comprendeva i comuni di
Apriano, Castelnuovo dIstria, Clana, Elsane, Laurana, Matteria, Mattuglie, Moschiena, Volosca-
Abbazia provenienti dalla provincia di Pola e quelli di Castel Iablanizza, Fontana del Conte,
Primano e Villa del Nevoso provenienti dal distretto di Postumia. Allepoca letnia croata e serba
veniva equiparata con la dizione serbo-croata.
12
Ibidem.
13
Ibidem. Il Perselli dichiara che non ci sono rilevazioni statistiche disponibili per il distretto
di Postumia. Non sappiamo da quale fonte traggono dunque origine i dati riportati per i comuni di
tale distretto che noi abbiamo ricavato da: OPERA PER LASSISTENZAAI PROFUGHI GIULIANI E DALMATI,
Lesodo dalle terre adriatiche - Rilevazioni statistiche, Roma, Julia, 1958.
26 Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij
Confine Nord-Orientale tra Italia e Jugoslavia dopo la firma dei Trattati di Saint Germaine-en-Laye
(1919) e di Rapallo (1920).
Sjeverna - Istona granica izmeu Italje i Jugoslavije poslje potpisivanja ugovora Saint Germaine
en Laye (1919) i Rapalla (1920).
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 27
In base a quanto sopra si pu affermare che la provincia italiana del Carnaro,
escludendo il capoluogo, era abitata, nel 1925, secondo la lingua duso, da: 8.018
italiani, 13.334 sloveni, 18.044 serbocroati e 11.991 definibili genericamente
come slavi mancando a noi ogni dato relativo alla lingua duso che tuttavia
riteniamo, considerato il territorio di provenienza, che fosse a larga maggioranza
lo sloveno. Nel 1940, secondo la Prefettura di Fiume, cerano nel capoluogo
41.314 italiani, 11.199 allogeni
14
, 6.933 stranieri e 1.146 individui con
cittadinanza dubbia o apolidi.
Dopo linvasione della Jugoslavia, con linserimento nella provincia del Carnaro
dei territori annessi del Fiumano e della Kupa passarono sotto lamministrazione
italiana comuni in cui la lingua duso della maggioranza assoluta degli abitanti era
quella croata e dove esigue minoranze italiane erano rilevabili solo a Suak, Veglia
ed Arbe. In tutto 24 comuni di cui riportiamo la denominazione croata seguita da
quella italiana: Suak-Sussa, Crnik avle - Zaule, Grobnik - Grobnico, Praputgnac-
San Giuseppe, Jelenje-Cervi, Kraica-Villacarsia, Bakar-Buccari, Kastav-Castua,
Crni Lug-Bosconero, abar-Concanera, Draga-Valle, Osilnica-Vallombrosa del
Carnaro, Plee-Plezze, Gerovo-Gerovo, Prezid-Vallogiulio, Trava-Pratalto,
Aleksandrovo-Ponte, Baka-Besca, Dobrinj-Feliciano, Dubanica-Roveredo, Krk-
Veglia, Omialj-Castemuschio, Vrbenik-Verbenico, Rab-Arbe. Complessivamente,
oltre 90.000 slavi, in prevalenza croati, che aggiunti agli altri 60.000 circa (definiti
anche allogeni) esistenti sia nella vecchia provincia (dati del 1921) e sia nel
capoluogo (dati del 1940) farebbero un totale di circa 150.000.
Tra il giugno del 1940 (entrata in guerra dellItalia) e il maggio del 1945
(insediamento del Comitato popolare di liberazione), stando alle rilevazioni sopra
ricordate, la popolazione del capoluogo avrebbe avuto un calo di circa 15.000 unit
e pur essendosi verificato un recupero di circa 3.300 unit (dovuto prevalentemente
a rientri da prigionia o dal servizio militare in Italia e altrove) tra maggio e settembre
dello stesso anno, si pu affermare che si ebbe un calo definitivo della popolazione
pari almeno al 22% e tale percentuale riteniamo abbia inciso prevalentemente sulla
presenza italiana a Fiume riducendola di circa 7.000 unit. Tra il 1946 e il 1950,
stando alle stime dellOpera per lassistenza profughi in Italia, pi di 25.000 italiani
lasciarono la citt. In anni diversi e imprecisati, prima del 1943 e dopo il 1950, altre
6.000 persone circa se ne andarono.
Le stime di cui sopra, estremamente prudenziali, dimostrerebbero una realt,
quella dellesodo massiccio e spontaneo degli italiani da Fiume, che attende dessere
ancora oggi accuratamente studiata avvalendosi dei dati custoditi nellarchivio
storico dellanagrafe comunale della odierna citt. Tale realt stata soggetta in
epoche diverse a sopravvalutazioni e riduzioni improprie, determinate dalle
suggestioni della passione politica, ma la sua reale dimensione, nellattesa di pi
puntuali verifiche, ci sembra ragionevolmente molto vicina, salvo errori ed
28 Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij
14
Con il termine allogeni e con il termine alloglotti il regime fascista intendeva riferirsi a
quanti avevano diversit di stirpe e di lingua rispetto alla maggioranza italiana nellambito
territoriale della nazione.
omissioni, almeno all86% degli italiani presenti a tutto il 1940 nella vecchia
Provincia del Carnaro cos come questa era stata territorialmente delimitata nel 1925.
Abbiamo motivo di ritenere che si ebbe a registrare anche un movimento
migratorio, di slavi o di quanti venivano definiti alloglotti, tra il 1943 e il 1945,
ma su tale fenomeno non abbiamo a disposizione alcuna indicazione attendibile.
Lattuale citt di Fiume, oggi denominata Rijeka nellambito della Repubblica di
Croazia, inserita nella Contea litoranea-montana. Unita alla citt di Suak contava,
nel 1991
15
, 167.964 abitanti. Nel 1963
16
ne contava, sempre con Suak 102.000 e da
sola 87.000.
Gli iscritti alle Comunit degli italiani sorte in comuni della ex provincia italiana
del Carnaro erano, a tutto il 1996
17
: 4.697 a Fiume, 590 ad Abbazia e 209 a Laurana.
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 29
15
ISTITUTO GEOGRAFICO DE AGOSTINI, Calendario Atlante 1998, Novara, Officine grafiche De
Agostini, 1998, p. 144.
16
Jugoslavia, Le Guide Nagel serie italiana, Milano, Mursia, 1963.
17
M. ESPOSITO, La Comunit Nazionale in Istria e Dalmazia, Trieste, Universit Popolare di
Trieste, 1996, appendice, n. 7.
PROJEKT, IZVORI I TERITORIJ
injenice koje su prethodile ugovoru bez premca
Jo prije pada Berlinskog zida 1989. godine, nakon ega je u Europi uslijedio
brzi pad upravnih sustava komunistikog nadahnua, ve u proljee prethodne
godine, moglo se primijetiti uinke one glasnosti (transparentnosti) koju je
Mihail Gorbaov uspjeno poticao u Sovjetskom Savezu. Vei dio talijanskog
tiska tada je preutno proao preko injenice da se takva pojava usmjerena na
donoenje transparentnosti, primjerice i o preuenoj povijesti glede injenica
koje su se zbile na jadranskim podrujima od Italije preputenih Jugoslaviji nakon
Drugog svjetskog rata mogla susresti i u Socijalistikoj Federativnoj Republici
Jugoslaviji, koja je takoer proivljavala, nakon Titove smrti, drutvenu,
gospodarsku i politiku krizu golemih razmjera i svakako pogubnu po njezin
opstanak, kako se to moglo uoiti kasnije poetkom 90-ih godina. Utjecajni
beogradski tjednik Nedeljne informativne novine donosio je vijest o peticiji,
potpisanoj od tisuu Talijana iz Kopra i Rijeke, kojom se zahtijevalo dovoenje u
pitanje mnogo kontroverznih pitanja, ukljuujui i teme iz suvremene povijesti,
koje su se do sada smatrale tabuima... trailo se primjerice, da se otvoreno govori
o protjerivanju Talijana iz nae zemlje (navodno se radilo o broju izmeu 200 i
300 tisua ljudi nakon Drugog svjetskog rata), o jamama (u koje su partizani iz
osvete bacali Talijane iz Istre), te o drugim tabutemama. asopis je ovako
komentirao vijest: Osvijetliti ta pitanja je, ini nam se, neophodno i zbog sve
vee politizacije problema manjina, ne samo u Jugoslaviji, nego i u Italiji
1
.
Jedino je od povjesniara i politiara poput Vladimira Dedijera podsjeao je
tada Fulvio Fumis, pristigao, prije etiri godine, u njegovom treem svesku
Priloga za biografiju Josipa Broza Tita, hrabar navod o istrebljivanju u jamama,
te poteno vienje povijesti koja ne moe priznati oportunistike cenzure. Ako
Italija iz vremena ponovnoga stvaranja i otpora nije poinila te cenzure u odnosu
na krivnje tog razdirajueg rata, meutim, mnogo je Talijana, naalost, utnjom
potpomoglo la i iskrivljavanje, kada je bio po srijedi pravedan odgovor na
obznanjivanje nae drame
2
.
Ratna dogaanja 1991. i 1992. godine, radi stvaranja samostalnih republika
Hrvatske i Slovenije, privremeno su odvratila pozornost itavog svijeta od
nerazrijeenih povijesnih pitanja za praenje s razumljivom strepnjom onoga to se
1
Il Piccolo, 22/3/1988., pod naslovom Appello a Belgrado, affinch si faccia luce completa
sullefoibe e sullesodo (Apel Beogradu, da se potpuno osvijetle jame i egzodus). Od drugih
talijanskih novina, samo je rimski Il Messaggero, istog datuma, u rubrici Telex posvetio est
redaka prostora toj vijesti.
2
F. FUMIS pod naslovom Verit e troppi silenzi, un dramma ignorato dagli italiani (Istina i
previe utnje, od Talijana ignorirana drama), Il Piccolo, 22/3/1988.
tada dogaalo, gdje je nakon vie od etrdeset godina u srcu Balkana sukob
suprotstavljenih etnosa ponovo izazivao nove egzoduse i nove masakre
3
.
Ali bila je dovoljna ta ohrabrujua vijest za navoenje udruga rijekih ezula na
obnavljanje dijaloga s gradom porijekla. Jedini izvritelj toga bilo je Drutvo za
rijeke studije (Societ di studi fiumani) iz Rima koje je po tom pitanju imalo
(budui da nema drugih ciljeva izuzev onih kulturnih, kojima se tei sa strogom
apolitinou) iroke ovlasti i konkretno pokroviteljstvo udruge zvane Slobodna
opina Rijeka u egzilu - Libero Comune di Fiume in Esilio koju podupire vie od
deset tisua lanova iz Italije i inozemstva.
Dana 4. studenog 1993. Drutvo za rijeke studije uputilo je apel predsjednicima
dviju republika, Italije i Hrvatske, Oskaru Luigiju Scalfaru i Franji Tumanu, da
omogue dostojan spomen nakon kvantifikacije njihovog broja i utvrivanja
njihovog identiteta u svijetlu arhivskih dokumenata dostupnih u dvjema dravama,
na mnoge graane Rijeke i njezine provincije koji su tijekom Drugog svjetskog
rata (1940.-1945.) nestali ni u to i koji nikada nisu imali kranskog pokopa
4
.
Tisak talijanske manjine u Rijeci posvetio je puno panje toj inicijativi.
5
Talijanski
tisak, izuzev transkog Piccola,
6
nije to ni primijetio. Dana 2/5/1994. prof. Nevio
eti, pomonik savjetnika Predsjednika Republike Hrvatske za unutarnju politiku,
pisao je ovako: Uvjereni smo da danas provjeru popisa nestalih osoba valja
prepustiti povijesnom istraivanju, tako da bi bila vrlo korisna suradnja izmeu
Vaeg Drutva i instituta u Republici Hrvatskoj, s ciljem produbljivanja tih spoznaja.
Molimo Vas da, glede daljnjih kontakata po pitanju realizacije gore navedenog plana,
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 31
3
M. BASSIOUNI CHERIF, Indagine sui criminali di guerra nellex Jugoslavia - Loperato della
Commissione degli esperti del Consiglio di sicurezza e il suo rapporto finale (Istraga o ratnim
zloinima u bivoj Jugoslaviji. Elaborat - Ekspertnog povjerenstva Vijea sigurnosti i njegovo konano
izvjee), Milano, Giuffr, 1997., Konano izvjee ekspertnog povjerenstva osnovanog na temelju
rezolucije 780 Vijea sigurnosti (1992.), dio drugi, sadraji priloga i zakljuaka, Prilog X, masovne
grobnice, str. 248-250, II. Analiza - A. Saimajua analiza: ...510. Na temelju raspoloivih obavijesti,
na podruju bive Jugoslavije postoje etiri tipa masovnih grobnica. Prvom tipu pripada grobnica u
kojoj su se nalazila tijela rtava masovnog pokolja, ali metoda i nain pokapanja bili su ispravni.
Drugom tipu pripada grobnica u kojoj su bila tijela civilnih rtava ili vojnika palih u borbi, te zato nisu
po srijedi nezakonita ubojstva, ali metoda i nain pokapanja nisu bili ispravni. Trei tip ukljuuje
masovne grobnice u kojemu su tijela bila rtava masovnog pokolja, a metoda i nain pokapanja nisu
bili ispravni. Na kraju, etvrti tip ukljuuje masovne grobnice kod kojih niti su okolnosti koje okruuju
smrti rtava, niti su nain i metoda pokapanja bili ispravni... 514. Etnika pripadnost napadaa
odgovornih za ubojstvo osoba pokopanih u masovne grobnice jest slijedea: a) osobe pokopane u 81
evidentiranoj masovnoj grobnici, prema svjedoanstvima, ubijene su od Srba; b) osobe pokopane u 16
masovnih grobnica, prema svjedoanstvima, ubijene su od Hrvata; c) osobe pokopane u 5 masovnih
grobnica, prema svjedoanstvima, ubijene su od Muslimana; d) 87 prijavaka nije poblie oznaavalo
agresora....
4
ARHIV I POVIJESNI MUZEJ RIJEKE (dalje: AMSF), Rim, Tajnitvo Predsjednitva -
Korespondencija 1993.
5
La Voce del Popolo, 7/4/1994., pod naslovom: Scomparsi, un segno per ricordarli (Nestali,
znak prisjeanja na njih).
6
Il Piccolo, 6/3/1997., pod naslovom: La Croazia apre gli archivi (Hrvatska otvara arhive);
isto: 7.3.1997., Vogliamo la verit (Hoemo istinu).
stupite neposredno u vezu s vlastima grada Rijeke
7
. Sa svojim narednim pismom od
15/11/1994. prof. Nevio eti, na temelju otvorenog zahtjeva za uputama, navodio je
Institut za suvremenu povijest iz Zagreba, pod ravnanjem dr. Mirka Valentia, kao
najprikladnijeg hrvatskog sugovornika za suradnju s nama u svrhu provjere popisa
palih i nestalih osoba tijekom Drugog svjetskog rata (1941.-1945.), pripadajuih
talijanskoj manjini (sic!) Rijeke i okolice.
8
Dana 28/11/1996., ur. br. 01-48, potpisan
je konaan istraivaki projekt, kojeg su potpisali dr. Mirko Valenti, u ime
Hrvatskog instituta za povijest, te Amleto Ballarini i doivotni senator Leo Valiani,
tj. stvarni i poasni predsjednik Drutva za rijeke studije. Po prvi put nakon kraja
Drugog svjetskog rata, Talijani i Hrvati spremali su se na pruanje, barem za
podruje Rijeke i okolice, odgovarajueg odgovora na teka i bolna pitanja. Po prvi
puta je neka hrvatska javna ustanova prihvaala kao sugovornika neku predstavniku
udrugu talijanskoga egozodusa; taj je dogaaj u Republici Jugoslaviji i u Republici
Italiji proao, zajedno s onima koji su na tom podruju nakon 1945. nestali niuto,
preuivanjem u kolskim udbenicima povijesti i u velikim sredstvima priopavanja
i formiranja javnog mnijenja.
Tekst sporazuma
I
Navedeni zajdeniki projekt polazi od injenice da do sada u hitoriografijji nije
utvrena cjelovita istina o ljudskim gubicima, talijanske narodnosti u razdoblju od
poetaka drugog svjetskog rata do njegova zavretka i neposredno nakon njegova
zavretka (1939.-1947.). Ova istraivanja odnose se na podruje Rijeke i njezine
okolice (podruje bive talijanske Kvarnerske provincije). O ovoj problematici u
dosadanjim istraivanjima postoje samo djelomine spoznaje, te su neophodna
daljnja i cjelovita istraivanja. Osnovni cilj realizacije ovog projekta je utvrivanje
svih ljudskih gubitaka talijanske narodnosti na spomenutom podruju, bez obzira na
strane u sukobima koje su te gubitke prouzroile. Dakle, rije je o osobnoj
identifikacijij ljudskih gubitaka talijanske narodnosti, te e se za svaku takvu osobu
istraivati slijedee cinjenice: prezime i osobno ime, ime oca i majke, datum, mjesto
roenja i stalno prebivalite, brano stanje, vjeroispovijed, nacionalnost, socijalno
porijeklo, zanimanje, politika pripadnost, pripadnost odreenim oruanim
formacijama, vrijeme uhienja, eventualni boravaku zatvoru ili logoru, datum i
mjesto smrti i poinioci u liavanju ivota. O svakoj takvoj osobi koja je izgubila
ivot ustrojit e se posebni dosje, odnosno anketni list. U dosje uloit e se sva
istraena i prikupljena arhivska graa i drugi izvori o odreenoj osobi.
32 Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij
7
AMSF, Tajnitvo Predsjednitva - Korespondencija 1994..
8
Isto, na sic u tekstu, nakon pojma manjina, postao je neophodan u svrhu podsjeanja da
podaci koje posjedujemo glede puanstva Rijeke i okolice u godinama na koje se pismo odnosi, ne
doputaju nam smatranje Talijana manjinom, nego bi nas ak navodili na iznaanje suprotnog.
Uz takvu pretpostavku, najvia javna ustanova za povijesno istraivanje u
Republici Hrvatskoj otvoreno je priznavala ono to je u bivoj komunistikoj
Jugoslaviji bilo uvijek nijekano, a u demokratskoj Republici Italiji, nastaloj iz
antifaistikog otpora, ono to je bilo esto preuivano: nakon rata u dvjema
godinama nakon slubenog prekida neprijateljstva, tragina bilanca rtava s
talijanskim dravljanstvom u Rijeci i okolici nije se jo definirala.
Po prvi puta se pristajalo u bivoj Jugoslaviji na razjanjavanje, gdje je bilo to
neophodno, mjesto smrti i poinitelje liavanja ivota i za one koji su bili zavedeni
kao niuto nestali nakon to ih je uhitila OZNA
9
u neposrednom porau.
II
U nastojanju da se ostvare istraivaki ciljevi iz lanka I. potrebno je izvriti
slijedea istraivanja: 1) temeljito istraiti svu dostupnu arhivisku grau pohranjenu
u arhiviskim i drugim i hrvatskim i talijanskim institucijama. Ako budu postojale
materijalne mogunosti trebalo bi takvu grau istraiti i u nekim drugim zemljama
(Srbija, Austrija, Njemaka); 2) prikupiti novu arhivisku grau koja se nalazi u
posjedu privatnih osoba, te prikupiti svjedoanstva o pojedinim nastradalim
osobama; 3) pregledati povijesnu i drugu literaturu, asopise i tisak.
Dakle, prihvaalo se naelo da, barem na podrujima dviju ugovornih strana,
nikakav arhiv bilo koje prirode on bio, kojega bi se smatralo korisnim za ostvarenje
projekta, ne bi se smatrao nedostupnim.
III
Budui da je rije o sloenom i duem povijesnom razdoblju (1939.-1947.) i o
opsenim kvantitativnim istraivanjima, ovaj se projekt planira realizirati u
razdoblju od 1997. do 1998. godine. Dio projekta je i pisanje odgovarajue
monografije koja bi se objavila na hrvatskom i talijanskom jeziku.
U stvarnosti, zbog odgode koje su zajedniki dogovorene rad se pokazao
sloenijim i munijim od predvienog, te je posljednji termin za njegovo okonanje
(iako ne definitivno) utvren za konac drugog semestra 2000..
IV
U nastojanju da se sto bre i kvalitetnije realizira ovaj zajedniki projekt ugovorne
strane imenovat e nositelje projekta (sa svake strane po jednoga). Zadaa nositelja
projekta, je koordinirati rad i na realizaciji projekta angairati potrebni broj suradnika.
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 33
9
OZNA (Odjeljenje za zatitu naroda) tijekom rata bila je organ politike kontrole unutar
jedinica ovisnih od narodno-oslobodilake vojske Jugoslavije, koja je izvravala i zadae vojne
policije, a zatim, pred kraj 1946., pod nazivom UDBA(Uprava dravne bezbjednosti) prela je pod
Ministarstvo unutarnjih poslova i ispunjavala je zadae tajne policije. Neposredno nakon rata
izvravala je obje uloge i postala je po zlu poznata. U stvarnosti, i prije i poslije bila je naoruana
ruka Komunistike partije Jugoslavije i brinula se za sigurnost reima.
34 Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij
Sa talijanske strane, Drutvo za rijeke studije obealo je i osnivanje posebnog
povjerenstva s ciljem prihvaanja projekta u predloenom obliku, te boljeg
utvrivanja s drugom stranom modaliteta izvretka, postajui tako moralni jamac za
svako visoko pokroviteljstvo koje bi Drutvo namjeravalo zatraiti u okvirima
Republike Italije.
V
Ugovorne strane se obavezuju da e svaka od njih ponaosob financirati svoje
djelatnike na zajednikom projektu. Eventualna istraivanja na podrucju treih
drava zajednicki ce dogovarati i nastojati pronai mogucnosti njihova financiranja.
Isto tako zajdeniki e razmotriti i mogunosti finaciranja ostvarenih rezultata
projekta.
VI
Realizacija zajednikog projekta otpoet e kada ga potpiu ugovorne strane.
PREDSJEDNIK RAVNATELJ HRVATSKOG
SOCIET DI STUDI FIUMANI INSTITUTA ZA POVIJEST
Dr. Amleto Ballarini Dr. Mirko Valenti
Poasni predsjednik: Sen. Leo Valiani
Dana 30/5/1997. pri Narodnom Sveuilitu u Trstu (Universit Popolare di
Trieste) sastalo se, s ciljem razmatranja gore navedenog projekta, savjetodavno
povjerenstvo Drutva za rijeke studije, koje je zbog toga osnovano, a prisustvovao
je odgovorni iz hrvatske istraivake skupine dr. Mihael Sobolevski i dr. Amleto
Ballarini odgovoran, kao Predsjednik Drutva za rijeke studije, za talijansku
istraivaku skupinu.
Povjerenstvo je tada bilo u slijedeem sastavu: prof. Gaetano La Perna, dr.
Marino Micich, dr. Luigi Emilio Longo, gosp. Neri Drenig, raunovoa Mario
Stalzer (kao predstavnik Slobodne opine Rijeka u egzilu / Libero comune di Fiume
in esilio), prof. Danilo Massagrande, senator Arduino Agnelli (kao predstavnik
Narodnog sveuilita u Trstu), prof. Giuseppe Parlato, gosp. Luciano Giuricin (kao
predstavnik Centra za povijesna istraivanja u Rovinju / Centro di ricerche storiche
di Rovigno), prof. Laura Marchig i dr. Alexandar Kovaevi (poslijednje dvoje kao
predstavnici Zajednice Talijana Rijeke).
Prilikom tog susreta dvije zainteresirane strane bile su u mogunosti razjasniti
sljedee:
Teritorij na koji se odnosio projekt obuhvaao je i gradska sredita koja su
pripadala anektiranim podrujima nakon okupacije Jugoslavije 1941., rijeke
okolice i Pokuplja.
Ako ne bi bila sigurna nacionalnost rtve, ona bi svakako bila uvrtena u zavrni
popis, te u sluaju pripadnika rijeke idovske zajednice, bile bi uvrtene u popis
rtava netalijanskog dravljanstva.
Istraivanje se odnosilo na povijesno razdoblje od 31/12/1939. do 31/12/1947..
Bile bi uzete u razmatranje i rtve s talijanskim dravljanstvom, rodom iz
Rijeke i okolice, koje su podlegle u drugim krajevima zbog bilo kojeg uzroka.
Za svako ime, neovisno o potpunosti matinih podataka, ispunio bi se anketni
list, kojeg je sastavio Hrvatski institut za povijest, te na temelju tog lista otvorio bi
se dosje u kojega bi se umetnuli dokumenti i korisni podaci pronaeni prilikom
istraivanja. Dosje bi se konano ili privremeno zatvorio samo jednoglasnim
dogovorom dviju strana ukljuenih u istraivanje. U sluaju opravdanog neslaganja
jedne od dviju strana, dosje bi bio objavljen u zavrnom radu.
Dokumenti prikupljeni od dviju istraivakih grupa imali su se smatrati
zajednikim vlasnitvom, te bi svaka strana dobila njihovu cjelovitu presliku.
Dvije bi se strane povremeno sastajale radi meusobnog izvjetavanja o
obavljenim radovima i radi upoznavanja s narednim planovima djelovanja.
Dana 30/11/2000. istraivai su potpisali zapisnik o zavretku radova,
zakljuujui shemu djela izdavanje i primajui na znanje tekstove koje su pripremile
dvije strane kao komentari pokupljenih podataka. Navedeni zapisnik na kraju je
prihvaen od odgovornih u institutima koji su potpisali poetni istraivaki projekt.
Arhiviska graa i dokumentacija u zavodima i u institucijama
Povijesni arhiv Talijanskog crvenog kria - Trst (ogranieno na raspoloivu
kartoteku, a nedostaje materijal koji se odnosi na godine naeg zanimanja (1940.-
1947.), koji bi prema dokaznim dokumentima
10
trebao takoer sadzavati.)
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 35
10
ACS, CRI, Talijanski crveni kri (dalje: CRI), Serv. Affari Intemazionali (Sluba za
meunarodne poslove), k. 38, fasc. Deportacije iz Julijske krajine - Pismo in. Giannija Bartolija,
savjetnika u Nacionalnom uredu za izbjeglice iz Julijske krajine i Dalmacije upueno Glavnom
ravnateljstvu Talijanskog Crvenog Kria, Rim, datirano Trst, 29/1/1960.: U odnosu na usmeni
sporazum koji je uslijedio s Vaim dr. Leonardom Giordanom, bivim komesarom Pokrajinskog
komiteta za Trst, molim Vas da ovlastite navedeni komitet glede predavanja meni popisa sunarodnjaka
iz Julijske krajine nestalih usljed deportacija. Ti podaci trebaju mi radi provjere i uvrtavanja prvog
popisa nestalih, kojeg sam ja sastavio za Talijanski komitet za prouavanje izbjeglih.... Dana
1/2/1960. s pismom br. prot. 171/60 Predsjednik Talijanskog crvenog kria, Pokrajinskog komiteta za
Trst, dr. Roberto Hausbrandt pie Sredinjem odboru Ravnateljstva za meunarodne odnose, Rim u
pogledu zahtjeva ing. Giannija Bartolija iz Trsta, usmjerenog na dobivanje podataka koji se odnose
na nestale iz: Julijske krajine, o emu imamo opsenu dokumentaciju kao to slijedi: S obzirom na
svrhu koju si podnositelj zahtjeva postavlja i razmotrivi osjetjiv poloaj u kojem se nalazi Talijanski
crveni kri, molimo Vas da razmotrite oportunost prihvaanja ili neprihvaanja samog zahtjeva, te da
nam, u tom pogledu, priopite Svoje miljenje. S pismom od 10/2/1960. glavni ravnatelj
Ravnateljstva za meunarodne odnose, odvjetnik Edoardo Roccetti odgovorio je slijedee: ...glede
osjetljivosti pitanja koje je po srijedi, odreena su neophodna razjanjenja. Utoliko stavljamo u zadau,
im bude mogue, povratak na to pitanje. Sam odvjetnik Roccetti, takoer dana 10/2/1960. pie i
Ministarstvu vanjskih poslova, DGAP Uff. II - Servizio Stranieri (Rifugiati) / Sluba za strance
(Izbjeglice), prilaui kopiju pisma ing. Bartolija, kao to slijedi: ...Zahtjev je obrazloen okolnou
to, u stvari, komitet u Trstu Talijanskog crvenog kria posjeduje, u pogledu nestalih iz Julijske krajine,
Istorijski arhiv Jugoslavenske armije - Beograd
Arhiv Vrhovnog vojnog suda - Beograd
Sredinji dravni arhiv - Beograd
Povijesni ured Financijske policije - Rim
Povijesni ured Karabinijera - Rim
Povijesni ured Ministarstvo unutarnjih poslova - Rim
Ministarstvo unutarnjih poslova - Sluba osoblja - Rim
Sredinji dravni arhiv - Rim
Arhiv Ministarstva vanjskih poslova - Rim
Dravni arhiv u Trstu
Arhiv Regionalnog instituta za povijest oslobodilakog pokreta u Furlaniji i
Julijskoj krajini - Trst
Arhiv i povijesni muzej Rijeke - Rim
Sredinji dravni arhiv - Zagreb
Arhiv groblja Kozala - Rijeka
Dravni arhiv - Rijeka
Arhiv opine Rijeka -Matina knjiga umrlih
Gradska knjinica u Trstu
Centar za povijesna istraivanja u Rovinju - Rovinj
Ured za pale i spomen knjiga Ministarstva obrane - Rim
36 Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij
poprilinu dokumentaciju.
Umoljuje se to asno Ministarstvo da, sa susretljivom brzinom, autoru ovog pisma Vae
uvaeno, miljenje glede oportunosti prihvaanja zahtjeva.... O tom pitanju nije pronaeno nita
do Promemorije za gosp. Glavnog predsjednika na papiru sa zaglavljem Talijanskog crvenog
kria - Centralnog komiteta. Datirana je u Rimu, 30/3/1960., s neitljivim potpisom, uredno
protokoliranom dana 9/4/1960. pod br. 19688: Sukladno uputama koje sam svojevremeno dobio
(upravo nakon posjeta Varna od strane veleposlanika Cassinisa glede od nas traenog miljenja
ministra vanjskih poslova o oportunosti stavljanja na raspolaganje bivem transkom
gradonaelniku ing. Bartoliju, popise Talijana deportiranih u Jugoslaviju, koji se nalaze pri
Komitetu Talijanskog crvenog kria u Trstu) doputam se svrnuti Vau pozornost na okolnost
prema kojoj - budui da je proao datum 27. oujka ove godine, kojeg nam je naveo upravo
veleposlanik Cassinis kao poslijednji termin prije prihvaanja gore navedenog zahtjeva - Vi bi
trebali odluiti hoe li se i kada prosljediti zahtjev in. Bartolija. Imamo razloga smatrati da je
Bartoli u svom radu: Le deportazioni nella Venezia Giulia, Fiume e Dalmazia (Deportacije u
Julijskoj krajini, Rijeci i Dalmaciji) objavljenom u Trstu 1961., mogao prouiti, u cjelosti ili
djelomino, traeni materijal. Dan danas usprkos ponovljenim zahtjevima upuenim na svaku
razinu nadlenih institucija (Talijanski dravni arhiv, Talijanski crveni kri, Zavod za zatitu
arhivisku grau Trst) vizionirati cijelu dokumentaciju, koju je tada vie izvora definiralo
opsenom. Nestanku dokumentacije o deportiranima iz Julijske krajine pod jugoslavenskom
okupacijom 1945., nadovezuje se i, kako smo mogli utvrditi, nedostatak popisa talijanskih vojnika
umrlih u razliitim internacijskim logorima u Jugoslaviji, popisi onih koji su se vratili u Italiju,
dosjei s korespondencijom za svakog zarobljenika koji je ipak uobiajeno popisan. Od tolikog
materijala koji, na osnovu sumarnih arhivskih biljeaka na tisuama osobnih obrazaca jo uvijek
uvanih pri transkom komitetu, mora da je bio sastavljen, ini se da nije nita ostalo niti u Trstu,
niti u Sredinjem arhivu Talijanskog crvenog kria u Rimu, niti u Talijanskom Sredinjiem
dravnom arhivu. Tom materijalu mogu se pridodati i temeljni akti rada Talijanskog crvenog kria
u Trstu za godine naeg zanimanja, od 1940. do 1947..
Zatraeni ali ne obraeni arhiviski fondovi:
Dokumentacijski centar idova - Milano
Vatikanski arhivi
Arhiv Vojnog ordinarijata - Rim
Arhiv udruge palih i nestalih RSI-a - Rim
Dravni arhiv Republike Slovenije - Ljubljana
Centar Wiesenthal - Be
Arhiv Ministarstva unutarnjih poslova Republike Hrvatske - Zagreb
Arhiv Ministarstva unutarnjih poslova Savezne Republike Jugoslavije - Beograd
Kvarnerska provincija: teritorij i puanstvo
Grad Rijeka 1900. godine predstavljao je Corpus Separatum, podloan
Ugarskoj u okviru Habsburkog carstva. Prema slubenom popisu iz te godine,
puanstvo nastanjeno u gradskom sreditu i u predgraima Plase, Drenova i Kozala
(koja su takoer bila obuhvaena gore navedenim Corpusom) iznosilo je
sveukupno 38.955 dua. Prema popisu od 1910., posljednjemu provedenom u gore
navedenom politikom poretku, proizlazilo je da ih ima 49.806. Prema kasnijim
brojenjima provedenim od razliitih ustanova, postoje sljedei podaci: godine 1918.
(popis Talijanskog nacionalnog vijea / Consiglio nazionale italiano) ima 46.264
stanovnika, 1925. (talijanski popis) 45.857, 1936. (talijanski popis) 56.249, 1940.
(slubeni podaci talijanske pokrajinske uprave u Rijeci) 59.332, 1945. (Gradski
narodno-oslobodilaki odbor, privremeni organ uprave grada, poslije dolaska
Narodno-oslobodilake vojske Jugoslavije) 44.544 dana 31. svibnja i 47.839 dana
30. rujna.
U staroj Kvarnerskoj provinciji (Provincia del Carnaro), anektiranoj Italiji 1924.,
puanstvo koje je u glavnom gradu davalo nedvojbenu talijansku veinu (32.415
Talijana i 10.353 Hrvata od ukupno 45.857 stanovnika)
11
, bilo je sastavljeno od
40.433 Talijana i 53.722 Slavena (prema naim saznanjima, skoro podjednako
podijeljenih na Slovence i Hrvate) na sveukupan broj od 99.941 stanovnika.
Popis puanstva iz 1921. u Kvarnerskoj provinciji prema uporabnom jeziku:
Opine preuzete iz Pulske provincije
12
(Provincia di Pola): Veprinac (prikljuen
Opatiji 1931.) ima 2.892 stanovnika 489 Talijana, 17 Slovenaca, 2.166 Hrvata;
Podgrad ima 7.259 stanovnika 177 Talijana, 5.520 Slovenaca, 1.726 Hrvata; Klana
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 37
11
G. PERSELLI, I censimenti della popolazione per lIstria con Fiume e Trieste, e di alcune citt
della Dalmazia tra il 1850 e il 1936 (Popisi puanstva za Istru s Rijekom i Trstom, i neke gradove
Dalmacije od 1850. do 1936.), Etnia IV, Trieste-Rovigno, Centar za povijesna istraivanja u
Rovinju, 1993., str. 429. Kvarnerska provincija uspostavljena 22/2/1924. obuhvaala je opine
Veprinac, Podgrad, Klana, Jelane, Lovran, Materija, Matulji, Moenice i Volosko-Opatija iz
Pulske provincije, te Jablanica, Kneak, Prem i Ilirska Bistrica iz postojnskog kotara.
12
Isto.
ima 1.235 stanovnika - 108 Talijana, 15 Slovenaca, 1.098 Hrvata; Jelane imaju
4.127 stanovnika 28 Talijana, 3.623 Slovenca, 460 Hrvata; Lovran ima 3.648
stanovnika 1.634 Talijana, 29 Slovenaca, 1.837 Hrvata; Materija ima 5.104
stanovnika 23 Talijana, 3.733 Slovenaca, 1.325 Hrvata; Matulji imaju 8.777
stanovnika 234 Talijana, 66 Slovenaca, 8.338 Hrvata; Moenice imaju 3.060
stanovnika 3.013 Talijana, 3 Slovenca, 13 Hrvata; Volosko-Opatija ima 5.062
stanovnika 2.297 Talijana, 343 Slovenca, 1.081 Hrvata.
Opine preuzete od postojnskog kotara
13
(nedostatak podataka ne omoguuje nam
razvrstavanje Slavena na Slovence i Hrvate iako se taj kotar, danas u sastavu
Republike Slovenije, mogao i tada smatrati napuenim preteito Slovencima):
Jablanica ima 3.106 stanovnika 0 Talijana, 2.306 Slavena (zbog nedostatka
podatakanisu razvrstani na Slovence i Hrvate); Kneak ima 3.719 stanovnika 5
Talijana, 3.710 Slavena (isto kao gore navedeno); Prem ima 1.547 stanovnika 6
Talijana, 1.524 Slavena (isto kao gore navedeno); Ilirska Bistrica ima 4.548
stanovnika 4 Talijana, 4.451 Slavena (isto kao gore navedeno). Sukladno gore
navedenom, moe se tvrditi da je talijanska Kvarnerska provincija, izuzev glavnog
grada, bila je obitavana godine 1925., prema uporabnom jeziku, od 8.018 Talijana,
13.334 Slovenca, 18.044 Hrvata i 11.991 openito navedenih kao Slavena jer nam
nedostaje bilo kakav podatak glede uporabnog jezika, kojega usprkos svemu
smatramo, s obzirom na podruje porijekla, u golemoj veini slovenskim. Godine
1940. prema rijekoj pokrajinskoj upravi, u glavnom gradu bila 41.314 Talijana,
11.199 inorodaca
14
6.933 stranca i 1.146 pojedinaca s nejasnim dravljanstvom ili
bez dravljanstva.
Nakon okupacije Jugoslavije, s pripajanjem Kvarnerskoj provinciji anektiranih
teritorija s podruja Rijeke i Kupe dole su pod talijansku upravu opine u kojima
je uporabni jezik apsolutne veine stanovnitva bio hrvatski i gdje se neznatna
talijanska manjina mogla zabiljeiti samo na Suaku, Krku i Rabu. Radilo se o 24
opine: Suak, Crnik avle, Grobnik, Praputnjak, Jelenje, Krasica, Bakar, Kastav,
Crni Lug, abar, Draga, Osilnica, Plee, Gerovo, Prezid, Trava, Punat
(Aleksandrovo), Baka, Dobrinj, Dubanica, Krk, Omialj, Vrbnik i Rab.
Sveukupno, vie od 90.000 Slavena, preteno Hrvata, koji s prethodnih oko 54.000
(koji su bili definirani i kao inorodci), kojih je bilo i u staroj provinciji i u glavnom
gradu (godine 1940.), daju ukupni broj od gotovo 150.000.
Izmeu lipnja 1940. (ulazak u rat Italije) i svibnja 1945. (uspostavljanje vlasti
Narodno-oslobodilakog odbora), prema gore navdenim podacima, stanovnitvo
38 Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij
13
Guerrino Perselli navodi da nema raspoloivih statistikih brojeva za postojnski kotar. Nije
nam dakle poznato na kojem se izvoru zasnivaju podaci za opine tog kotara, koje smo prenijeli iz
djela: Lesodo dalle terre adriaiche. Rilevazioni statistiche. Opera per lassistenza ai pofughi
Giuliani e Dalmati (Egzodus iz jadranskih zemalja. Statisiki podaci. Ustanova za pomo
izbjeglicamaiz Julijske krajine i Dalmacije), Tip. Julia, Roma, 1958..
14
Pojmove inorodci (allogeni) i inojesci (alloglotti) upotrebljavao je faistiki reim
kada je mislio na ljude razliitog porijekla i jezika u odnosu na talijansku veinu u okviru dravnog
teritorija.
glavnog grada doivjelo je smanjenje od otprilike 15.000 ljudi, te iako je dolo do
povratka oko 3.300 ljudi (uzrokovanog prvenstveno povratkom iz zarobljenitva ili
iz vojne slube u Italiji i drugdje) od svibnja do rujna iste godine, moe se ustvrditi
a je dolo do smanjenja broja puanstva barem za 22%, te da se taj postotak odrazio
napose na talijansku prisutnost u Rijeci, koja je smanjena za barem 7.000 osoba.
Izmeu 1946. i 1950., prema procjenama Ustanove za pomo izbjeglicama u Italiji,
grad je napustilo vie od 25.000 Talijana. U razliitim i ne poblie oznaenim
godinama prije 1943. i nakon 1950. otilo je jo otprilike 6.000 ljudi.
Gore navedene procjene, izuzetno obazrive, pokazuju jednu stvarnost, stvarnost
masovnog i spontanog egzodusa Talijana iz Rijeke, koja jo i dan danas eka
pozorno prouavanje koristei podatke, koje sadri povijesni arhiv opinskog
matinog ureda grada Rijeke. Ta je stvarnost u razliitim razdobljima bila podlona
lanim precijenjivanjima i umanjivanjima, predodreenim sugestijama vlastite
politike pozicije, a njezina stvarna dimenzija, oekujui jo podrobnije provjere,
ini nam se da se moe procijeniti, izuzev greaka i popusta, barem na 86% Talijana
prisutnih 1940. godine u staroj Kvarnerskoj provinciji, unutar njezinih granica iz
1925. godine.
Imamo razloga smatrati da se dogodio i migracijski pomak Slavena, ili onih koji
su smatrani inojescima, od 1943. do 1945., ali za tu pojavu ne raspolaemo
pouzdanim podacima.
Dananja Rijeka, u Republici Hrvatskoj, nalazi se u sastavu Primorsko-goranske
upanije. Zajedno sa gradom Suakom, godine 1991.
15
, brojila je 167.964 stanovnika.
Godine 1963.
16
imala je, zajedno sa Suakom, 102.000 stanovnika, a sama ih je
brojila 87.000.
Upisanih u Zajednice Talijana, koje su nastale na podruju bive talijanske
Kvarnerske provincije, godine 1996.
17
bilo je 4.697 u Rijeci, 590 u Opatiji i 209 u
Lovranu.
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 39
15
ISTITUTO GEOGRAFICO DE AGOSTINI, Calendario Atlante 1998. (Kalendar Atlas 1998.)
Novara, Officine Grafiche De Agostini, 1998., str. 144.
16
Jugoslavia (Jugoslavija). Le Guide Nagel della serie italiana, Milano, Mursia, 1963..
17
M. ESPOSITO, La Comunit Nazionale in Istria e Dalmazia (Talijanska zajednica u Istri i
Dalmaciji), Trieste, Universit Popolare di Trieste, 1996., appendix br. 7.
40 Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij
Fiume, Piazza Dante Alighieri, aprile 1941. Reparti di Giovani Fascisti e della Milizia si
apprestano a varcare il confine italo-jugoslavo.
Rijeka, tgr Dante Alighierija, travanj 1941. Odjel mladih faista i milicije se spremaju prijei
granicu izmeu Italije i Jugoslavije.
Fiume, aprile 1941. I plenipotenziari dellesercito jugoslavo varcano da Sussak il ponte sullEneo
per trattare la resa.
Rijeka, travanj 1941. Opunomoenici jugoslavenske vojske prelazu most na Reini da pregovaraju
predavanje.
Il progetto, le fonti e il territorio - Projekt, izvori i teritorij 41
Fiume, 1944. La scuola Daniele Manin, sede del Comando tedesco, centrata dai bombardamenti
alleati.
Rijeka, 1944. kola Danijela Manina, sjedite njemakog zapovjednitvo, pogoena saveznikih
bombardiranja.
Fiume, 1945. Le attrezzature portuali devastate dalle mine tedesche.
Rijeka, 1945. Luko postrojenje uniteno od njemakhih mina.
PROFILO STORICO
Dallo scoppio della seconda guerra mondiale allarmistizio dell8 settembre 1943
Alla vigilia della seconda guerra mondiale, Fiume, assurta in Italia, grazie a
dAnnunzio, a simbolo della vittoria mutilata nel conflitto che aveva insanguina-
to lEuropa tra il 1914 e il 1918, non parve, una volta annessa, nel 1924, godere di
particolari benefici dal regime fascista, che pur aveva ereditato dallimpresa fiuma-
na rituali largamente applicati
1
e dalla Carta del Carnaro intuizioni costituzionali
2
che
verranno sostanzialmente disattese. Lannessione impose la cessione di Porto Baros
(parte integrante del bacino portuale fiumano) a Suak, citt del neonato (1918)
Regno Serbo, Croato e Sloveno, contribuendo non poco a valorizzare le attrezzatu-
re portuali croate che entrarono inevitabilmente in concorrenza con quelle italiane
ad esse contigue (nel 1937 il volume della attivit dei due porti nelle operazioni di
imbarco e sbarco arriveranno quasi ad eguagliarsi: 737.909 tonnellate a Suak e
776.784 a Fiume). Nel decennio 1924-1934 la crisi nella grande industria fiumana
fu resa evidente dai licenziamenti che ridussero drasticamente la mano dopera e i
quadri impiegatizi (rispetto al 1913 la riduzione fu del 25% nel Silurificio e addirit-
tura del 78% ai Cantieri Navali). La contrazione progressiva nel volume degli affa-
ri e la crisi nelle propriet agricole della Provincia venivano cautamente evidenzia-
te nelle relazioni annuali della locale Cassa di risparmio. Si registrarono invece i
primi robusti segni di ripresa dal 1935 in poi, in coincidenza con limpegno bellico
italiano prima in Africa e poi in Spagna, ma al tempo stesso si avvert anche il pro-
gressivo inserimento di uomini-chiave non fiumani nei gangli vitali della politica e
delleconomia cittadine, s che alla vigilia della seconda guerra mondiale si pu af-
fermare che nel PNF (Partito nazionale fascista) con Genunzio Servidori, alla
Prefettura con Temistocle Testa, alla Regia dogana con Filippo Valente, agli Uffici
finanziari con Luciano Matarazzi e alla Vedetta dItalia (lunico quotidiano della
citt) con Arnaldo Viola, furono posti ai vertici del potere cittadino elementi prove-
nienti da altre regioni italiane che nulla o ben poco potevano sapere della specifica
identit culturale fiumana abituata da sempre a convivere con tutte le sue notevoli e
molteplici diversit interne dordine culturale, etnico e religioso. Le leggi razzia-
li del 1938 contribuirono ad accrescere lo sconcerto generale, mentre il processo di
nazionalizzazione e di fascistizzazione di croati e di sloveni (definiti ufficialmente
e semplicisticamente alloglotti), che, pur essendo minoranza nel contesto cittadi-
no, erano assoluta maggioranza nel circondario agricolo-montano, venne portato
avanti senza tenere in alcun conto gli inviti alla cautela e alla comprensione che ve-
1
Mussolini adott, nei suoi colloqui con la folla, il balcone di Palazzo Venezia e la folla di
Roma, come quella di Fiume, quando dAnnunzio improvvisava le adunate sotto il balcone del
Palazzo del Governo, gridava: Eja, Eja! Alal!.
2
La carta costituzionale della Reggenza italiana del Carnaro contiene, ad esempio, i presup-
posti fondamentali della Stato corporativo che il regime fascista non attu mai compiutamente.
nivano dai pochi fiumani ancora presenti nelle gerarchie statali
3
. Sulla carta, nel
1937, quando venne a Fiume Achille Starace, la macchina del PNF si presentava for-
malmente imponente e con diffusione capillare in tutta la Provincia: 8.275 fascisti
inquadrati in 12 fasci, 24 gruppi rionali, 28 settori e 194 nuclei; 1.572 giovani fa-
scisti divisi in 15 fasci, 28 centurie, 84 squadre; 401 fascisti universitari; 3.904 don-
ne fasciste; 1.037 giovani fasciste; 3.075 massaie rurali; 13.150 iscritti allOpera ba-
lilla; 4.120 aderenti alle organizzazioni fasciste e 8.092 al Dopolavoro.
Un gigante con i piedi dargilla, destinato a durare fin che durer londa emoti-
va delle vittorie dAfrica e di Spagna e a mostrare, come vedremo, i primi vistosi
segni di cedimento quando dallAfrica alla Grecia, dai Balcani alla Russia, la fortu-
na delle armi italiane verr sistematicamente meno, lasciando lalleato tedesco com-
pletamente libero di usare e di abusare della propria forza. Alla consunzione pro-
gressiva dellapparato fascista corrisponder linevitabile crescita del movimento
antifascista che, soprattutto nellelemento croato e sloveno, si consolider e si diffon-
der identificandosi sia con il valore del proprio riscatto nazionale, stimolato da un
diffuso sentimento di contrapposizione etnica tra slavi e italiani, sia con quello del
riscatto sociale, sorretto dalle potenti suggestioni dellideologia comunista. Il verifi-
carsi di tale sintesi, atta a promuovere una lotta di massa, si avr solo con linva-
sione tedesca dellUnione Sovietica quando, venendo meno il patto Ribbentrop-
Molotov che aveva portato alla precedente spartizione della Polonia
4
, i movimenti
comunisti nellEuropa occupata dai tedeschi saranno liberi di rianimare la resisten-
za armata agli ordini di Stalin nei loro paesi dappartenenza.
Atutto il 1937 (su un popolazione che nella provincia contava allora ben 109.018
abitanti, secondo il censimento del 21/4/1936), la Regia questura di Fiume aveva
schedato in tutto 134 sovversivi
5
, intendendo per tali non solo gli elementi di fe-
de comunista, ma anche gli autonomisti zanelliani e gli ex dannunziani di fede anar-
chica o repubblicana, comunque tutti gli antifascisti in genere; 35 di questi, nono-
stante le diffide e in alcuni casi anche le condanne, avevano potuto mantenere il loro
44 Amleto Ballarini
3
La Vedetta dItalia, 14/11/1944. Da un articolo di Riccardo Gigante: Della sciagurata po-
litica non solo testiana [si allude al prefetto Temistocle Testa, NdA] ma del governo o del regime
in tutti i territori annessi della Croazia e della Dalmazia, si occuparono appassionatamente i sena-
tori giuliani e dalmati, me compreso () Alla nostra conoscenza di luoghi e delle popolazioni non
si diede peso; del nostro avvertimento che la Dalmazia non era pi quella dei tempi del Tommaseo
e del Bajamonti, non si tenne conto; la nostra comprensione di vecchi irredentisti per i diritti del-
le minoranze fu derisa; il nostro rimarco sulla differenza di trattamento fatto agli Sloveni e ai Croati
fu giudicato infondato.
4
J. RIDLEY, Tito. Genio e fallimento di un dittatore, Milano, Mondadori, 1996, p. 126. In oc-
casione dellalleanza italo-sovietica e della conseguente dichiarazione di guerra di Francia e
Inghilterra alla Germania: Stalin disse al Comintern di ordinare ai partiti comunisti di tutti i pae-
si belligeranti di attenersi alla linea leninista di opposizione alla guerra imperialista intentata dai
governi borghesi. Il Comintern cambi subito orientamento e Tito fece altrettanto. Molti anni pi
tardi disse che nel settembre 1939 Stalin aveva ripreso la vecchia politica di non combattere il
fascismo ma di tornare al cosiddetto scontro di classe, alla lotta di classe contro classe tra pro-
letariato e borghesia.
5
ARCHIVIO DI FIUME/RIJEKA (dora in poi DAR), Prefektura (Prefettura), JU16.
posto di lavoro. Segno questo dun regime che, pur essendo totalitario, dava, fino ad
allora, grazie anche alle ricorrenti amnistie, vistosi segni di tolleranza. Nel porto di
Fiume, dove ai tempi di Zanella serano pur fatti numerosi proseliti alla causa anti-
dannunziana prima e a quella antifascista poi, non cera alcun segnale di apprezzabi-
le resistenza; nellindustria pesante si potevano registrare non pi di 190 potenziali at-
tivisti sovversivi, nellindustria leggera non se ne valutavano pi di 120 e nel centro
urbano nemmeno un centinaio
6
. Lo stesso Movimento popolare di liberazione (MPL)
valuter pi tardi che il potenziale dei lavoratori presenti nelle aziende fiumane, trala-
sciando quello, di scarsa rispondenza, costituito da studenti e intellettuali, era, agli ini-
zi del 1943, di ben 18.000 unit
7
. Apartire dal 1929, quando secondo la Questura ce-
rano in tutto 157 sovversivi non pericolosi e solo 1 pericoloso tra Cantieri,
Silurificio e Raffineria
8
, il Tribunale speciale fascista, fino a tutto il 1940, aveva giu-
dicato per attivit sovversiva, a Fiume, dodici persone, di cui solo sette nativi di Fiume
e dintorni, emettendo dieci sentenze di condanna a pene detentive (la pi pesante, 12
anni e sette mesi, quella a carico di Leo Valiani che allora si chiamava ancora Weiczen)
e due assoluzioni
9
. Nessuna condanna a morte. Furono rari i casi (ma riguardanti so-
prattutto gli ebrei, dopo le leggi razziali) di internamento. Dal giugno 1940 al settem-
bre 1943 i volontari nellArmata di liberazione jugoslava superstiti, originari da Fiume
e dintorni, ufficialmente riconosciuti tali dal Comitato popolare cittadino (CPC) nel
1945, saranno solo 51, su un totale di 337 dal 1940 al 1945
10
. Nellagosto del 1940 la
Prefettura di Fiume dava presenti nella provincia ben 11.199 alloglotti (di cui 2.640 mo-
bilitati nelle Forze armate italiane) e 5.482 cittadini di nazionalit jugoslava
11
. I com-
battenti antifascisti fiumani, italiani, allogeni o di nazionalit jugoslava che fossero,
morti tra il 1943 e il 1945, almeno secondo un sommario elenco tratto dalle memorie
dei maggiori protagonisti sopravvissuti, sarebbero stati in tutto 86 di cui 17 in combat-
timento, 1 disperso, 62 fucilati dai nazifascisti e 6 morti nei campi di concentramento
12
.
Secondo la storiografia jugoslava pi autorevole
13
, i combattenti caduti per la causa del-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 45
6
L. MARTINI, Memorie e documenti raccolti per una storia di Fiume nella lotta popolare di
liberazione fino al 1943 - Parlano i protagonisti - Monografie V, Pola, Centro di ricerche stori-
che di Rovigno, 1976, pp. 14-16.
7
Ibid., p.105, relazione di L. Drndi-Vladen al Comitato del Partito comunista della Croazia
per il Litorale croato.
8
VOJNOISTORISKI ARHIV BEOGRAD/BELGRADO, (dora in poi VAB), Graa talijanske Kvesture
(Questura italiana), reg. 4/5-1, b. 850, relazione del prefetto di Fiume del 5/5/1928: Ed ecco il
numero dei sovversivi: Cantieri del Carnaro: operai sovversivi non schedati e non pericolosi (al-
cuni dei quali assunti recentemente provenienti da Muggia e Trieste) n. 77 - Operai schedati co-
me pericolosi Nro 1. Silurificio: operai sovversivi non pericolosi Nro 52 - Operai schedati come
pericolosi nessuno. Raffineria Olii Minerali: operai sovversivi non pericolosi Nro 28 - operai sche-
dati come pericolosi nessuno.
9
L. MARTINI, Memorie e documenti cit., pp. 165-169.
10
DAR, Gradski narodni odbor (Comitato popolare cittadino), JU16-17.
11
SOCIET DI STUDI FIUMANI, Il Tributo fiumano allolocausto, Roma, Tip. Spoletini, 1999,
Appendice: doc. 2.
12
L. MARTINI, Memorie e documenti cit., pp 249-251.
13
R. BUTOROVI, Suak i Rijeka u NOB, Rijeka, Tipograf, 1975, pp. 546-547.
la Liberazione nella ex provincia italiana del Carnaro sarebbero stati in tutto 137, ma
tra questultimi abbiamo rilevato solo uno nativo di Fiume e tutti gli altri risultano na-
tivi dai centri croati dei dintorni. Stando alle nostre schede le vittime del MPL sareb-
bero state in tutto 147, di cui 113 con nazionalit italiana accertata e 34 con nazionalit
incerta. Di questi 71 caduti o dispersi in combattimento, 34 soppressi dai tedeschi e 23
dagli italiani; 12 morti per cause ignote. Se sommiamo i nostri dati riguardanti gli ita-
liani (accertati o incerti che siano), non molto distanti da quelli riscontrati nella memo-
rialistica postbellica, ai dati delle vittime croate tratti dalla storiografia, sopra richiama-
ta, si ricaverebbe un totale di 284.
Le cifre in nostro possesso starebbero a dimostrare che dallinizio del secondo
conflitto mondiale nel 1939 fino al disfacimento delle Forze armate italiane,
l8/9/1943, conseguente al crollo del sistema fascista (25/7/1943), il bilancio delle
vittime di nazionalit italiana, per qualsivoglia causa di carattere politico o razziale,
fu di scarso rilievo.
Ben pi alto fu tra il 1940 e il 1945 il numero di quanti, appartenenti alle Forze
armate italiane, caddero per cause belliche sui diversi fronti di guerra e non risulta
affatto trascurabile, ma di gran lunga inferiore, anche se tale materia non ha fatto
parte di questo progetto di ricerca, il numero degli individui, residenti nel territorio
preso in esame, alloglotti (croati o sloveni) o di nazionalit jugoslava, deceduti per
cause belliche, razziali e politiche, nello stesso periodo di cui sopra.
Stando ai dati in possesso del Ministero della difesa della Repubblica italiana
14
la citt di Fiume ebbe 174 caduti nelle Forze armate italiane tra il 10/6/1940 e il
7/9/1943 e 134 tra l8/9/1943 e il 31/12/1945. In tutto 308. La provincia del Carnaro
(Abbazia, Castel Jablanizza, Castelnuovo dIstria, Clana, Elsane, Fontana del Conte,
Laurana, Matteria, Mattuglie, Moschiena, Primano, Villa del Nevoso e Veglia)
avrebbe dato complessivamente 223 caduti di cui 154 prima dell8/9/1943 e 69 do-
po. In tutto, tra Fiume e Provincia, sempre stando al Ministero della difesa italiano,
caddero, tra il 10/6/1940 e il 31/12/1945, 531 militari cos suddivisi: il 53% nelle-
sercito, il 28% nella marina, il 10% nelle formazioni della Repubblica sociale ita-
liana (RSI), il 4% nellAeronautica militare e il 5% in formazioni partigiane.
Stando alle nostre schede, invece, le vittime, tra le Forze armate italiane,com-
prendendo tra queste anche Carabinieri, Finanza e Pubblica sicurezza (PS) ed esclu-
dendo il Movimento popolare di liberazione, integrato a tutti gli effetti nellEsercito
popolare di liberazione jugoslavo (EPLJ), dal 10/6/1943 al 2/5/1945 furono in tutto
761. Di queste, 412 ci risultano decedute tra il 10/6 e il 7/9/1943; 349 tra l8/9/1943
e il 2/5/1945. Dopo il 3/5/1945 abbiamo registrato 275 vittime.
Occorre ricordare, per, che il Ministero della difesa ha tenuto il conto solo de-
gli appartenenti alle Forze armate o a forze ad esse equiparate, registrati sia su se-
gnalazione dei comandi sia su segnalazione di commilitoni e famigliari e qualora la
segnalazione avesse rispondenza negli organici in possesso di detto ministero.
Riteniamo poco probabile che le cifre risultanti per gli appartenenti alla RSI o alle
46 Amleto Ballarini
14
ALBO DORO DEL MINISTERO DELLA DIFESA (dora in poi AOMD), Elenco Caduti di Fiume e
Provincia.
formazioni partigiane in Fiume e provincia, provenienti da tale fonte, possano esse-
re vicine alla realt, mancando ad essa, ovviamente, per una corretta elaborazione di
dati la conoscenza completa degli organici relativi alle unit di appartenenza. Stando
ai dati ricavati da fonti diverse, i caduti della RSI e del Movimento popolare di
liberazione, appaiono infatti ben pi numerosi nel capitolo riservato alla elaborazione
dei dati statistici ricavati a conclusione del nostro lavoro, cui si rimanda il lettore
per una pi corretta informazione.
Risulta utile di contro lelenco del Ministero della difesa ai fini duna esaurien-
te valutazione dei militari caduti nelle file del Regio esercito, della Marina militare
e dellAeronautica militare prima dell8/9/1943.
Tra il 10/6/1940 (dichiarazione di guerra da parte dellItalia alla Francia e
allInghilterra) e la breve campagna dinvasione della Jugoslavia conclusasi il
17/4/1941, nonostante le leggi razziali del 1938 e il capillare perseguimento dogni
attivit sovversiva da parte degli organi di polizia, non si registrano condanne a
morte e decessi dovuti a rappresaglie, attivit sovversive, o avvenuti in stato di
prigionia o dinternamento.
I primi segnali di ostilit popolare contro la Jugoslavia si erano registrati a
Fiume a met maggio del 1940, durante alcune manifestazioni studentesche in-
neggianti al regime quando un gruppo di dimostranti la sera del giorno 14 prese
a tirar sassi contro edifici della sponda jugoslava, infrangendo molti vetri del bar
Kauzlari e della cartiera Smith & Meynier con sede a Suak, oltre lEneo
15
e
poco dopo alcuni giovinastri dalla vicina Suak avrebbero lanciato qualche sasso in
territorio italiano senza conseguenze di sorta
16
.
La situazione si inaspr poi con linvasione italo-tedesca della Jugoslavia il
6/4/1941 quando la Wehrmacht pass la frontiera rumena.
Tra il 1 e il 17 aprile venne ordinato lo sfollamento della citt di Fiume. Solo
da Trieste, segnalava il commissario compartimentale di PS Ottorino Palumbo
Vargas, il giorno 5, fecero capo circa 12 treni al giorno () poi smistati per le va-
rie localit del Regno, specie del Friuli e della provincia di Verona per un totale
complessivo di circa 25.000 persone. La stessa fonte aveva cura di segnalare alle su-
periori autorit lesemplare contegno della popolazione esodata da Fiume, la qua-
le, pure negli spostamenti ferroviari, si mostrata disciplinatissima () nonostante
il movimento eccezionale di passeggeri e bagagli nelle stazioni e sui treni, non si so-
no verificati () incidenti di sorta, furti, borseggi od altri reati
17
. Non ci furono se-
gnalazioni di diversa natura nemmeno nei giorni seguenti, quando per treno o con
altri mezzi sfoll circa il restante 50% della popolazione complessivamente residente
(circa 55.000 unit). Parimenti dicasi durante le operazioni di rientro.
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 47
15
ACS, Ministero dellInterno, Direzione generale pubblica sicurezza (dora in poi DGPS),
Divisione affari generali e riservati (dora in poi AAGGRR), cat. A5G (II guerra mondiale), b. 52,
fasc. 16 Fiume, manifestazioni e incidenti, anno 1940, telespresso n. 12/16813 del 27/5/1940.
16
Ibid., telegramma del prefetto Testa in data 15/5/1940.
17
Ibid., b. 60, fasc. 26, Movimento comunista a Fiume, relazione riservata del Regio Ufficio
Compartimentale di PS del 5/4/1941.
Sfollarono da Fiume anche 694 cittadini jugoslavi e, sotto scorta, poco pi di 300
ebrei con destinazione Caprino Veronese. Gli uni e gli altri ritorneranno a Fiume,
come tutti gli sfollati, tra il 23 aprile e la prima decade di maggio
18
.
Fu una guerra di breve durata e la facile vittoria italo-tedesca fece s che la pro-
vincia di Fiume, detta del Carnaro, che aveva gi superato i limiti del vecchio
Corpus Separatum del Regno dUngheria con lannessione del 1924 e i comuni
presi in prestito forzoso dallIstria croata e slovena, dilatasse oltre misura, con i nuo-
vi territori annessi del Fiumano e della Kupa, le proprie competenze amministra-
tive. Il risultato conclusivo fu che gli italiani, pur essendo solida maggioranza nel
capoluogo e nei suoi sobborghi, stando ai censimenti del 900, si ritrovarono ad es-
sere, nella nuova provincia dellImpero, una minoranza destinata ad essere presa tra
i due fuochi della resistenza jugoslava, croata da una parte e slovena dallaltra, che
prima dessere ispirata dallInternazionale comunista si richiamava per molti versi
alla tradizione dei suoi movimenti nazionalisti.
Nellottobre dello stesso anno la Questura di Fiume segnalava al Ministero del-
linterno che
con la fine della Jugoslavia e lannessione dei distretti di Veglia, Suak e Castua alla
provincia del Carnaro, mentre la maggioranza di quella popolazione andava progressivamente
adattandosi alla nuova situazione () alcuni sconsigliati imbevuti di odio antitaliano e di idee
comuniste, iniziarono una clandestina propaganda contro il Fascismo e le truppe doccupa-
zione. Dapprima comparvero sporadiche iscrizioni murali, inneggianti a Stalin ed al bolsce-
vismo, ma presto a tali schermaglie seguirono numerosi manifestini e libelli a firma di co-
munisti e di altri partiti affini, intonati tutti al disprezzo degli Stati Fascisti
19
.
Sembrava contraddire, pi avanti, nel testo della relazione citata, quel preteso adat-
tamento della popolazione, laffermazione per cui lo spirito domert che regna tra
gli abitanti del Castuano non ha permesso finora di individuare gli autori della diffu-
sione. Cerano valide ragioni per sospettare, stando alla stessa relazione, che da Castua
i sovversivi delle zone annesse tentino di allargare la loro penetrazione nellambito
dello stesso territorio della provincia del Carnaro, con la complicit di affiliati slavi.
Nel capoluogo per parve non funzionare lo stesso spirito domert che si riscontra-
va nel Castuano visto che i responsabili della propaganda comunista e della collet-
ta di danaro e di indumenti usati a favore dei comunisti, operanti in azioni terroristiche
nei paesi annessi e nel territorio demilitarizzato croato, tali Prodan Antonio di
Silvestro, Radovan Giuseppe fu Giovanni, Barisic Mario fu Giuseppe, Bratos Guerrino
fu Enrico e Pauletti Mario di Pietro vennero tutti identificati e assegnati al confino.
La Questura di Fiume non sapeva allora daver messo le mani, se sono attendi-
bili le memorie postume dei protagonisti, sul primo Comitato cittadino del Partito
comunista croato di cui proprio Barisi sarebbe stato il primo segretario
20
. Le se-
48 Amleto Ballarini
18
Ibidem.
19
Ibid., lettera dellispettore capo Peruzzi, Milano, 12/12/1941.
20
L. MARTINI, Memorie e documenti cit., pp. 47-48.
gnalazioni della locale Questura, della Milizia di Fiume e del Consolato italiano di
Sussa (Suak) si limitavano, infatti, ad indicarlo nellanno 1935, nonostante la sua
giovane et, come un fanatico jugoslavo, acceso irredentista e politicamente capace
di svolgere attivit a noi contraria
21
.
Nei nuovi distretti si pass ben presto dai libelli alle armi e il vecchio irredenti-
smo croato si mescol con il comunismo stalinista dichiarando al fascismo una guer-
ra allultimo sangue.
Nel territorio di Fontana del Conte, Castelnuovo dIstria, Primano e in altre lo-
calit della zona del Monte Nevoso si segnal la presenza di gruppi partigiani, de-
finiti da alcune fonti come propagandisti comunisti e da altre come cetnici, tra
il dicembre 1941 e il febbraio 1942. Le stesse fonti ammettevano, forse per la pri-
ma volta, che lungo la linea ferroviaria tra S. Pietro del Carso e Primano erano av-
venuti due incruenti attentati, il 28/10 e il 12/11/1941. Il 16 dicembre dello stesso
anno un posto davvistamento aereo della Milizia era stato fatto segno da alcuni col-
pi di arma da fuoco
22
.
Dalla parte opposta, appena oltre lEneo, da Suak, sul mare, fino a Grobniko,
nellentroterra montano, sembra che il primo consistente gruppo di resistenza
armata sia stato individuato nel settembre del 1941, con larresto di un certo
Stipanovi Ernesto, nella sua abitazione di Costrena nei pressi di Suak. Da lui
non fu difficile risalire ad altri elementi operanti nelle zone boschive di
Grobniko, Pasac e avle che per sfuggirono allarresto
23
. In data 2/12/1941, il
Regio commissariato di polizia di Suak, agli ordini del commissario capo Pileri,
dipendente dalla Questura di Fiume, denunciava ben 80 persone, di cui 44 in sta-
to darresto e 36 latitanti, dei nuovi distretti, quasi tutti definiti come ex jugo-
slavi, per organizzazione di associazioni comuniste propaganda sovversiva
insurrezione armata contro i poteri dello stato formazione e partecipazione
a bande armate tentata distruzione di strade ferrate e di convogli favoreg-
giamento personale
24
.
Con i suoi nuovi distretti amministrativi di competenza (i cosiddetti territori an-
nessi del Fiumano e della Kupa): Suak, Buccari, Castua, Delnice, abar, Veglia e
Arbe, registreremo le prime condanne a morte (tre alloglotti dei dintorni di Fiume)
di un tribunale speciale fascista in data 25/6/1942. Le prime condanne alla pena ca-
pitale di tribunali militari, conseguenti alle attivit del movimento partigiano comu-
nista erano state eseguite nel marzo dello stesso anno (due partigiani croati di
Krasica il giorno 6 e undici cittadini di Suak il giorno 26).
Stando anche alle memorie di quanti un giorno, italiani e slavi, saranno definiti
quali protagonisti superstiti della lotta popolare di liberazione, sembra che tra il
1939 e l8 settembre 1943, nel territorio di nostro interesse, le vittime di nazionalit
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 49
21
ACS, Ministero dellinterno, DGPS, AAGGRR, b. 60, relazione dellispettore capo
Peruzzi.
22
Ibid., nota del prefetto di Fiume al Ministero dellinterno, 3/2/1942.
23
Ibid., relazione della Prefettura di Fiume del 27/9/1942.
24
Ibid., denuncia del Commissariato di Suak al procuratore del re in data 2/12/1941.
italiana dovute allattivit partigiana siano state soltanto due (una delle quali non ha
trovato conferma nei documenti darchivio)
25
e nessuna di nazionalit italiana, im-
pegnata nella resistenza, che sia stata determinata nel corso di operazioni di repres-
sione svolte dalla polizia fascista o dalle forze armate italiane.
Queste ultime ebbero invece, tra l11/4/1941 e l8/9/1943, solo in tutta la Croazia,
2.962 morti, 2.560 dispersi e 4.950 feriti
26
.
Risulta apprezzabile la cifra delle vittime di nazionalit jugoslava dovute ad at-
tivit di rappresaglia italiana per lo stesso periodo di cui sopra nel territorio preso in
esame dalla nostra ricerca, ma ci solo inserendo in esso le vittime originarie dei di-
stretti annessi alla Provincia del Carnaro nel 1941 poich, se non si tenesse conto di
queste, non risulterebbero, per le stesse cause, nemmeno molte vittime di naziona-
lit jugoslava.
Escludendo dal computo delle vittime jugoslave quelle registratesi nel campo
di concentramento di Arbe (per il quale non abbiamo dati certi sulla nazionalit
di esse e sulle cause di morte) riteniamo di poter affermare che la reazione fa-
scista non abbia determinato molto di pi delle 170 vittime jugoslave da noi ac-
certate, per condanne di Tribunali speciali o rappresaglie militari o azioni di po-
lizia, nei distretti annessi dopo laprile del 1941. A queste occorre aggiungere una
cifra, che non siamo in grado di precisare, ma che da parte croata potr essere
meglio accertata, che riteniamo non superiore al centinaio, di combattenti parti-
giani morti nei conflitti a fuoco con le forze doccupazione sempre nei distretti
di recente annessione.
Si ha limpressione che a Fiume citt e sobborghi, come nel Kossovo e nella
Macedonia sia fiorita dopo l8/9/1943 la resistenza dellultima ora
27
.
50 Amleto Ballarini
25
L. MARTINI, Memorie e documenti cit., p. 141: Solo Oskar Pikuli ricorda daver fe-
rito mortalmente a Suak nel marzo del 1942 un graduato italiano di cognome Giovannelli che
a capo di una pattuglia armata stava per arrestarlo. Nellelenco caduti del Ministero della di-
fesa non figura tuttavia alcun Giovannelli. Cfr. anche in ACS, Ministero dellinterno, DGPS,
Segreteria particolare del capo della polizia, Senise e Chierici (1940-1943), b. 12, fasc. 126.31,
dalla relazione del prefetto di Fiume al Ministero dellinterno in data 7/9/1941 si rileva che du-
rante una operazione di arresto di comunisti operanti nelle zone di Grobnico, Pasac e avle un
certo Smokvina Mario di avle, operaio comunista, di anni 22, avrebbe ferito mortalmente con
un colpo di pistola la guardia di PS Marcolin Giuseppe della Questura di Fiume che si accin-
geva ad arrestarlo.
26
B.P. BOSCHESI, Le armi, i protagonisti, le battaglie, gli eroismi segreti della guerra di
Mussolini, 1940-1943, Milano, Mondadori, 1984, p. 229; UFFICIO STORICO DELLO STATO MAGGIORE
ESERCITO, Le operazioni delle unit italiane in Iugoslavia (1941-1943), Roma, 1978.
27
J. KRULI, Storia della Jugoslavia, Milano, Bompiani, 1999, p. 22: I partigiani riuscirono
a conquistare territori liberati nella regione di Uice (ottobre - dicembre 1941) in Serbia, poi Tito
e il suo stato maggiore dovettero ripiegare in Bosnia fra il 1941 e il 1944 mentre alcuni gruppi
riuscirono a mantenersi molto attivi nel Montenegro e in Slovenia fra il 1941 e il 1942. La Serbia
rimase loro vietata sostanzialmente fino al marzo del 1944, mentre regioni come il Kosovo e la
Macedonia restarono tranquille (la Macedonia ebbe solo l1% dei morti durante la guerra) o furo-
no attivamente collaborazioniste (albanesi del Kosovo, responsabili di alcuni massacri di serbi) e
in esse fior la resistenza dellultima ora.
Di contro la vecchia provincia del Carnaro ha dato alla cosiddetta guerra fasci-
sta dal 10/6/1940 al 7/9/1943, 502 caduti sui diversi fronti di guerra
28
.
In data 24/4/1942, a causa dellintensificarsi delle attivit partigiane nel-
lentroterra montano, lesercito italiano venne autorizzato, con una ordinanza
del prefetto di Fiume, Temistocle Testa, a compiere rappresaglie sugli ostaggi
e sulla popolazione civile e, in data 26 giugno, si ebbe notizia che 13 ostaggi
erano stati fucilati. La reazione fascista fu particolarmente dura nel Castuano
che si rivel sin dallinizio come unautentica roccaforte del movimento di re-
sistenza. Il 30/5/1942 14 persone vennero fucilate a Jelenie. Il 6 settembre ven-
nero fucilati 12 ostaggi prelevati nelle zone di Castua, Marcelji, Sroki, Mavri,
Rubei, San Matteo e Spinii. Il 12 luglio ne furono uccisi a Podhum 120, se-
condo fonti croate e 92 secondo fonti italiane
29
. In data 6/11/1942 a seguito din-
dagini nella zona di Castua, motivate dalla diffusione di stampa clandestina,
vennero arrestati tali Krstulia Giovanni fu Antonio e Iugo Sebastiano di
Giuseppe definiti ex jugoslavi partigiani. Furono uccisi dalla scorta di PS nei
pressi di Suak durante un tentativo di fuga
30
. Una relazione non datata, ma
senzaltro stilata tra la seconda met del 1942 e la prima del 1943, ci rivela co-
me le forze disponibili della Prefettura di Fiume per lattivit di controguerri-
glia non fossero sufficienti ai fini delle operazioni su vasta scala che il castua-
no, ormai, senzaltro richiedeva. Si dovette far ricorso a unit, particolarmente
decise, provenienti da altre regioni italiane come fu il caso del 2 Battaglione
squadristi emiliani
31
.
Nel campo di concentramento di Arbe, in localit Kampor, le fonti jugoslave del
dopoguerra
32
affermano che sarebbero morte molte persone (1.276 stando a docu-
menti italiani o 4.641 stando a valutazioni slave). Per questi ultimi dati non vengo-
no tuttavia indicate le cause effettive della morte n la nazionalit dei deceduti n i
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 51
28
AOMD, Elenco Caduti cit.
29
R. BUTOROVI, Suak cit. pp. 175-176.
30
ACS, Ministero dellinterno, DGPS, AAGGRR, 1940, b. 60, Movimento comunista a
Fiume, telegramma del prefetto Testa in data 9/11/1942.
31
VAB, k. 903, Br. Reg. 17/6, comunicazione riservata al questore di Fiume non datata ma si
presume stilata tra il secondo semestre del 1942 e il primo del 1943, firmata dal vice commissa-
rio Eugenio Colonna e dal seniore della Milizia Ercole Santucci: stamane il 2 Battaglione
squadristi emiliani con lausilio dellUfficio di PS di Mattuglie e della Tenenza CCRR di Castua
dopo aver provveduto allaccerchiamento delle frazioni Giorgini, Spinii, Tometii, Bani e
Serdoci di Castua, ove risiedevano i trentadue giovani che recentemente si sono uniti alle bande
dei partigiani procedette al fermo dei familiari dei predetti, nonch degli abitanti delle case vici-
ne a quelle di costoro () Dopo che lEnte beni confiscati, coadiuvato dalla GAF di Castua, eb-
be provveduto alla confisca dei beni mobili dei fermati, il 2 Battaglione squadristi emiliani pro-
cedette ad una azione di rappresaglia verso le abitazioni di coloro che erano passati ai partigiani
() gran parte della popolazione del Castuano che assisteva alloperazione stessa ha manifestato
il desiderio di essere internata nel Regno al fine di evitare ulteriori violenze ad opera dei parti-
giani. Il numero degli internati di N. 500.
32
R. BUTOROVI, Suak cit., pp. 176-178.
documenti da cui le cifre sono state tratte. Il campo di Arbe
33
avrebbe ospitato ben
20.000 persone di cui circa 3.500 ebrei; 2.200 (secondo fonti italiane) o 3.000 (se-
condo fonti ebraiche) di questi sarebbero sopravvissuti, nonostante loccupazione te-
desca dopo l8 settembre 1943
34
, data in cui un gruppo di prigionieri sloveni sim-
padron del campo uccidendo lufficiale dei carabinieri che lo comandava e unendo
a s buona parte del locale presidio militare italiano
35
.
La Relazione sulla situazione politico economica della Provincia nel bimestre
maggio-giugno 1943
36
inviata il 24/6/1943 al capo della polizia forse lultima di-
sponibile prima che il crollo del fascismo il 25 luglio e delle forze armate italiane
l8 settembre 1943 segnassero la fine, di fatto, se non sempre di diritto, non solo del-
la Provincia costituita dopo linvasione della Jugoslavia nel 1941, ma anche di quel-
la creata nel 1924. Vale la pena di scorrerla perch essa sembra non nascondere af-
fatto la realt drammatica della situazione:
a) Agricoltura La produzione agricola della Provincia, data la speciale natura del ter-
reno, in parte roccioso, non sufficiente per i bisogni della popolazione, per cui necessa-
rio fare affluire qui da altri mercati gran parte dei prodotti destinati allalimentazione ()
Nelle terre annesse, per la mancanza di uomini, a causa degli internamenti, della scarsa si-
curezza dei lavoratori e della presenza di reparti militari, si avr una produzione molto li-
mitata ed inferiore al normale, per cui occorrer rifornire le popolazioni, specie nei centri
esterni, con generi recati in luogo con autocarri opportunamente scortati. b) Zootecnia
Nonostante le persistenti deficienze di mangimi, il patrimonio zootecnico ha subito un ul-
52 Amleto Ballarini
33
G. BAMBARA, La guerra di liberazione nazionale in Jugoslavia, Milano, Mursia, 1988, p.
51: Prima di essere concentrati nellisola di Arbe, gli Ebrei erano stati ospitati in varie altre lo-
calit presidiate da unit della 2 Armata () Secondo fonte ebraica, i rifugiati sarebbero saliti,
tra marzo e settembre (n.d.a.: 1942) a 3500. Tra marzo e il 20 luglio tutte queste persone furono
concentrate () nellisola di Arbe (Rab) annessa allItalia. Sulle condizioni di vita nei campi di
concentramento c da precisare che erano soddisfacenti, anzi confortevoli, sia ad Arbe, sia nei
campi precedenti () La popolazione complessiva del campo di Arbe, detto Campo di concen-
tramento per internati civili di guerra ammontava a circa 20.000 persone.
34
Ibid., documento n. 30, p. 310 (come tremila ebrei jugoslavi furono salvati dal massacro),
Italiani ed ebrei in Jugoslavia di Verax (Roberto Ducci).
35
AMSF, Fondo Ricerca A4, relazione del maggiore del 73 Rgt. fant. Michele De Gaetano
sugli eventi dall8 settembre al 7 novembre 1943 nelle isole del Carnaro, datato 2/2/1944 :
Arbe 13-30 settembre 1943. Preso alloggio al Bristol, insieme altri ufficiali tra i quali il Ten.
Col. dei Carabinieri Cuyuli Enzo comandante il presidio di Arbe, barbaramente trucidato dai
partigiani sloveni ex internati nel campo di concentramento di quellisola, regolarmente tutti
sottoposti alla sorveglianza di sentinelle armate poste davanti alle proprie stanze. Durante la
permanenza ad Arbe ho rifiutato in parecchie occasioni di aderire al movimento partigiano.
Parecchie volte invitato a rientrare a Fiume attraverso Cirquenizze, ho rifiutato di partire sa-
pendo che a Cirquenizze un ufficiale superiore italiano reclutava tutti gli ufficiali di passaggio
per linquadramento nella brigata Garibaldi. Confermo che il movimento partigiano ad Arbe
aveva profonde radici fra gli stessi militari italiani in servizio al campo tanto che mi stato
confermato che gli ordini segreti pervenivano prima al comando partigiano e poi ai comandi
italiani.
36
ACS, Ministero dellinterno, DGPS, Segreteria del capo della polizia, Senise e Chierici
(1940-43), bb. 11 e 12.
teriore miglioramento () si va sempre di pi accentuando lo sviluppo dellallevamento dei
suini () con particolare riferimento ad alcune localit dellisola di Veglia () a Draga fun-
ziona, nonostante le deficienze di mangime una porcilaia () con 1200 capi oltre in Valle
di Sussa un allevamento curato dallIntendenza dellArmata con 110 capi. c) Industrie Ad
eccezione delle industrie esistenti nel Capoluogo, nel resto della Provincia non esistono in-
dustrie degne di rilievo, allinfuori di quelle del legno e della pesca. Gli stabilimenti indu-
striali di Fiume lavorano per la guerra e perci a ritmo accelerato, con maestranze al com-
pleto, in buona parte fornite dalle terre annesse () Molte imprese provvedono alla
costruzione di opere militari alla periferia di Sussa per la preparazione di una cintura di for-
tificazioni a difesa del capoluogo () Continua anche con crescente intensit la prepara-
zione dei rifugi in roccia che assorbe un rilevante numero di operai edili () Nelle terre an-
nesse lindustria del legno resa sempre pi precaria per le scarse condizioni di sicurezza
e le conseguenti impossibilit di eseguire (se non con adeguate scorte) tagli di boschi ()
d) Commercio Le condizioni generali del commercio dovute allo stato di guerra ed agli
eventi militari verificatisi recentemente, hanno maggiormente contratto gli affari gi ridotti
di volume. Per la particolare situazione della citt con lannessa Zona Franca si era avuta in
passato, anche in periodo bellico, intensa ripresa di affari con la vicina Croazia, la Dalmazia
e lUngheria, affari che avevano richiamato a Fiume un cospicuo numero di affaristi, spes-
so senza scrupoli, ma ora, con la deficienza di materia prima, tale fenomeno ridotto a pro-
porzioni modeste () e) Disoccupazione () non desta alcuna preoccupazione. Salvo i
casi appresso indicati, dovuti alla mancanza di specializzazione della mano dopera della
Provincia, che preferiva adattarsi a lavori facili ed al piccolo traffico di frontiera (...) non vi
sono che 445 disoccupati () f) Costo della vita - blocco dei prezzi e vigilanza annonaria.
La presenza a Fiume (Sussa) di unarmata e la possibilit che sinora hanno avuto ufficia-
li e militari di truppa di farsi seguire in Fiume dalle rispettive famiglie hanno causato una
maggiore richiesta di generi alimentari e di abbigliamento, nonch di camere, appartamen-
ti e servizi vari, con conseguente aumento del costo dei generi e delle prestazioni date le li-
mitate disponibilit. Ho sin dal mio arrivo a Fiume dato rigoroso impulso alla repressione
della borsa nera () 1) Privati denunziati per accaparramento merci e per altre infrazioni
N. 205 2) Commercianti denunziati per accaparramento merci alterazioni prezzi e per al-
tre infrazioni N. 37 3) Commercianti a carico dei quali sono stati adottati provvedimenti
amministrativi N. 13 4) Commercianti, cui carico sono stati adottati provvedimenti di po-
lizia () Nessuno. g) Attivit del clero e delle organizzazioni cattoliche (...) Tuttavia
nota la preconcetta ostilit del clero verso il Regime ed anche verso lItalia. Nonostante la-
bilit con la quale sanno dissimulare tale loro stato danimo, pur ogni tanto affiorano epi-
sodi che lasciano chiaramente comprendere i loro veri sentimenti () Il Vescovo di Fiume
per, almeno dagli atti esterni, si mostra particolarmente deferente verso le Autorit dello
Stato e del Regime, dichiarandosi disposto alla pi cordiale collaborazione () nelle sue
omelie o nei discorsi tenuti in questo periodo di tempo ha avuto spunti di carattere patriot-
tico, inneggiando alla vittoria delle armi italiane () Continua luso della lingua croata nel-
linsegnamento e nelle cerimonie religiose, non solo nelle terre di recente annessione, dove
sarebbe spiegabile, data la scarsa diffusione della lingua italiana, ma anche nel territorio del-
la vecchia provincia, n si fa uso della lingua ufficiale della Chiesa nelle funzioni liturgi-
che. Si afferma dai Presuli che ci si rende necessario data la speciale mentalit dei fedeli.
Il Vescovo di Veglia che per il passato era un aperto e dichiarato slavofilo a noi ostile non
ha dato luogo a rilievi, mantenendo un atteggiamento riservato, per quanto non si debba fa-
re eccessivo conto su uneventuale modifica dei suoi sentimenti. g) Attivit protestante e di
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 53
altre sette religiose Nessuna speciale attivit v da segnalare () i) Attivit degli ebrei e
ripercussioni dei provvedimenti razziali Il problema ebraico riveste in questa zona una
speciale importanza per il rilevante numero di appartenenti a tale razza, che arricchitisi nei
commerci e nelle industrie particolarmente prospere un tempo per la eccezionale situa-
zione geopolitica di questa citt, hanno contratto relazioni di parentela e di affari con aria-
ni, per cui tra ebrei, discriminati e congiunti di questi, alcuni anche in posto di comando, si
arriva a raggiungere una parte considerevole della popolazione. Dopo linternamento di mol-
ti ebrei, quelli rimasti non possono e non debbonsi considerare favorevoli al Regime, per
cui il loro atteggiamento, sia pure apparentemente calmo e disciplinato, forma oggetto di
continua intelligente vigilanza () l) Repressione di illecito traffico di valuta e preziosi
Non si sono avute nel bimestre operazioni di particolare importanza () m) Attivit sov-
versiva e antinazionale Si avuto una sensibile ripresa di attivit sovversiva, specie nel-
le zone di recente annessione. Tale attivit deve essere inquadrata come segue: 1) Attivit
comunista e dei ribelli: I comunisti hanno approfittato della situazione creatasi a seguito del-
le operazioni militari sul fronte africano e insulare per attivare una intensa propaganda con
la diffusione di stampati comunisti fatti cadere dalle latrine dei vagoni ferroviari lungo il
tratto delle ferrovie che dallo scalo di Fiume va a Sussa o lanciandoli nelle caserme o reca-
pitandoli a mezzo di affiliati. In occasione del 1 maggio a Sussa si ebbe una larga diffu-
sione di detti stampati. Le indagini prontamente disposte portarono allarresto dei respon-
sabili ed alla identificazione di numerose cellule, i cui componenti () furono arrestati.
Successivamente si ebbero altre sporadiche manifestazioni del genere. Per quanto in queste
zone la propriet sia molto frazionata, le teorie comuniste hanno fatto egualmente breccia
nellanimo delle popolazioni in quanto si sono appoggiate sullelemento razziale sfruttando
gli avvenimenti e gli errori conseguenti allo stato eccezionale di guerra. Si sono avuti cos
episodi di elementi borghesi passati nelle file dei partigiani, giovani studentesse che hanno
lasciato la famiglia per unirsi agli elementi che vivono nei boschi, in ci portate oltrech
dalla loro indole proclive a questa vita nomade e avventurosa, dal convincimento di com-
piere un alto dovere patriottico. Si sono avuti nelle terre annesse specie in questo mese di
giugno frequenti prelevamenti di uomini fatti di nottetempo nei gruppi di casolari non dife-
si da presidi o di giorno su strade non controllate da reparti armati, con sequestro di uomi-
ni, di materiale e di quadrupedi. La comparsa poi a Bosiljka Loca di un gruppo di circa 500
ribelli che ha eseguito tiro di disturbo sulla Caserma dei CCRR fa prevedere una ripresa di
attivit dei partigiani che va fronteggiata energicamente con azioni di polizia militare di va-
sto raggio. Il battaglione Squadristi Emiliano e quello M della Milizia Confinaria han-
no svolto brillante azione di rastrellamento causando ai ribelli un buon numero di perdite,
senza subirne. Detti reparti sono stati ora destinati ad altre zone, salvo unaliquota di Milizia
Confinaria. Si rende perci necessario che le forze militari abbandonino latteggiamento pas-
sivo sinora conservato per cui alcune centinaia di partigiani hanno potuto tenere in scacco
unintera Armata e passino senzaltro ad azioni di rastrellamento di largo respiro, per im-
pedire che i nuclei ribelli, sospinti oltre frontiera dallazione svolta in altre Provincie e dal-
le truppe tedesche, non siano portati a gravitare, per la minore resistenza che incontrano,
verso questa zona, creando situazioni difficili e preoccupanti. Come si detto, altro argo-
mento sfruttato dai comunisti stato quello delle atrocit e degli errori che sarebbero stati
commessi dalle autorit italiane. Per efficacemente controbattere tale propaganda lEcc. il
Prefetto, in ci pienamente da me seguito, ha deciso di adottare una politica di severa as-
soluta giustizia, riparando con atti di giusta clemenza eventuali errori, ma colpendo altret-
tanto inesorabilmente, senza bisogno di inutili chiassate, tutti coloro che svolgono comun-
54 Amleto Ballarini
que attivit contraria agli interessi italiani. Tale sistema, mentre ha eliminato una comoda
fonte di propaganda, ha dato alle popolazioni, specie di recente annessione, uno stato di tran-
quillit creando altres uno sbandamento nei loro sentimenti verso i ribelli, di fiducia nelle
autorit fasciste. Il colpo stato accusato in pieno dai nemici che nei loro libelli hanno cer-
cato di correre ai ripari, mettendo in guardia le popolazioni contro le apparenti forme di
bont del Prefetto e avvertendole che presto questi avrebbe mostrato il suo vero volto. 2)
Azione di gruppi filojugoslavi e filocroati: Accanto e parallelamente allazione dei comuni-
sti si svolge lattivit di altri gruppi politici irredentisti jugoslavi, ai quali fanno capo mol-
ti intellettuali e borghesi e filo croati. I primi cercano di aiutare direttamente o indiretta-
mente lazione dei partigiani, con linvio di mezzi nella speranza poi di poterli dominare o
attrarli nella loro orbita, i secondi aiutati ufficiosamente dalle autorit croate, cercano di po-
ter guadagnare questa zona ad uneventuale futura sistemazione territoriale della nuova
Croazia. Questi gruppi operano nellombra, con riunioni in casa di qualche esponente
(Veglia, Sussa, Buccari) o col prepararsi a fronteggiare eventualmente situazioni favorevo-
li, ma sinora non hanno dato luogo a manifestazioni esterne di attivit. 3) A queste azioni
va aggiunta la propaganda subdola dei soliti scontenti, dei mancati (sic), di tutti coloro che
si vedono colpiti nei loro interessi, che criticano gli atteggiamenti delle autorit militari im-
borghesite da due anni di vita inerte in questa zona, gli sprechi di carburante che si fanno
con uso eccessivo di automezzi per ufficiali e di camion per piccole esigenze. Tuttavia si ha
motivo di ritenere che, come si detto, se le autorit militari si decideranno ad agire con
energia contro i partigiani, non limitandosi ad accusare colpi e a rinchiudere i piccoli pre-
sidi in modesti fortilizi durante la notte ed il giorno, tanto da apparire assediati, abbando-
nando alla loro sorte intere borgate, si avr una conseguente riduzione di questa attivit sov-
versiva, contro la quale saranno usati, come lo sono stati sinora, gli ordinari mezzi di polizia.
n) Spirito pubblico in relazione alla situazione attuale Ripetere qui che lo spirito pubbli-
co di queste popolazioni depresso per lo svolgimento non favorevole alle nostre armi del-
le operazioni belliche sarebbe fare uso di un luogo comune non adatto a questa zona. Ad ec-
cezione di alcune migliaia di veri italiani, che sentono virilmente il dolore del momento, gli
altri e peggio le popolazioni di recente annessione, mantengono un atteggiamento di attesa
e di indifferenza. Le masse lavoratrici, costituite anche da alcune migliaia di ex jugoslavi,
continuano per a lavorare regolarmente e non si sono avute, n negli stabilimenti ausilia-
ri, n in altri, manifestazioni di sabotaggio o di astensione di lavoro o di ritardata produ-
zione () Le incursioni e le distruzioni operate dal nemico sulle citt italiane, gli allarmi
avutisi in maggio e giugno per le incursioni di velivoli sulla zona zaratina, su localit della
Venezia Giulia e sullo stesso territorio della Provincia nonch la voce diffusasi che radio
Londra avesse annunziato prossimo il bombardamento di Fiume, avevano alquanto allar-
mato la popolazione e fatto allontanare con il mobilio qualche benestante. Successivamente
per la mancata incursione nellepoca indicata, lallestimento in via di ultimazione di sicu-
ri rifugi in roccia disposti dalle autorit () hanno abbastanza tranquillizzato le masse ()
La pubblicazione dei nuovi aumenti di stipendio agli impiegati statali stata accolta favo-
revolmente () Cos anche sono state favorevolmente accolte le nuove provvidenze in fa-
vore di determinate categorie di pensionati, le concessioni dei prestiti matrimoniali, le age-
volazioni in favore delle famiglie dei caduti nonch laumento delle pensioni per la gente
di mare e per le famiglie di marittimi presenti alle bandiere. Il prestito 5% () ha trovato
scarsi sottoscrittori () Irrilevante ladesione dei territori annessi () o) Attivit degli al-
logeni e il ritorno di alcuni internati I provvedimenti di clemenza adottati hanno creato
uno stato danimo di maggiore serenit e di fiducia verso le Autorit italiane in quanto si
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 55
formata la convinzione che saranno colpiti solo coloro che con le loro azioni disturbano il
regolare svolgimento della vita e delle attivit tese verso lo sforzo bellico. Gli allogeni si
mantengono, salvo piccoli episodi di scarsa importanza, disciplinati e lavorano con inten-
sit e regolarit anche nelle officine di produzione bellica, dove sono stati accolti, data la
scarsit di maestranze italiane.
Riteniamo che i giudizi espressi dal questore di Fiume sia sul comportamento de-
gli allogeni impegnati nelle industrie del capoluogo sia sulla sostanziale quiete del-
le masse lavoratrici che apparivano indifferenti allazione dei gruppi comunisti, men-
tre la guerriglia partigiana si stava sviluppano tutto intorno, in Istria, nel Castuano,
a Suak e nel Gorski Kotar, corrisponda alle considerazioni da noi sopra esposte ana-
lizzando i dati delle vittime italiane e jugoslave tra il 1940 e il 1943. Sferzante la
critica sullinerzia delle autorit militari che sembra quasi premonitrice di quanto ac-
cadr dopo l8 settembre e che conforter fino ai nostri giorni gli storici croati nel
trarre giudizi impietosi come questo, scritto da Nikola Crnkovi nel 1995: Un uni-
co fatto che pu costituire unattenuante nel giudizio sui fautori dellimperialismo
italiano fu la scarsa predisposizione e preparazione del loro esercito, poco adatto a
ricordare quello dellantica Roma come i fatti stanno a dimostrare. Un esercito po-
co fiducioso della propria forza che al posto di intimidire gli avversari li incoraggi
a reagire e alla fine fu costretto a ripiegare vergognosamente senza dimostrare di-
gnit e virilit
37
.
Dall8 settembre 1943 al 3 maggio 1945
Il giudizio sommario sullesercito italiano, tacciato di fellonia e, come risulta
dal Crnkovi sopra citato, anche di scarsa virilit, appare come una costante
della storiografia jugoslava
38
riguardante la seconda guerra mondiale che ha spes-
so trascurato di analizzare le condizioni oggettive in cui si vennero a trovare tut-
ti i comandi delle truppe italiane (circa 300.000 uomini secondo Tito
39
) nei
Balcani dopo l8/9/1943, quando la mancata difesa di Roma e il precipitoso tra-
sferimento della monarchia e del governo postfascista nel territorio occupato da-
56 Amleto Ballarini
37
N. CRNKOVI, Savremeni pogled talijanskoj imperialistikoj politici u hrvatskim teritorija-
ma od. 1941. do 1943. (Uno sguardo contemporaneo alla politica imperialistica italiana nei terri-
tori croati dal 1941 al 1943), in Dometi, 12 (1995), n. 7, p. 99.
38
G. BAMBARA, La guerra di liberazione cit., p. 249: Per concludere, c da dire che la si-
tuazione in Jugoslavia successiva allarmistizio non si presenta semplice cos come viene descrit-
ta dalla storiografia jugoslava, che tende a minimizzare la reazione delle unit italiane contro i
Tedeschi, per sottolineare il disarmo di alcune ad opera dei partigiani.
39
ACS, Comitato centrale di liberazione nazionale, 1944-1946, b. 4, fasc. 67, Unione
Antifascista Italo-Slava di Trieste, J. Broz Tito, Quali sono gli ostacoli che si frappongono
allistituzione di normali rapporti fra la Jugoslavia e lItalia, 1945: Nel 1943, nel mese dago-
sto, vi erano in Jugoslavia 35 Divisioni di occupazione con 650.000 uomini di cui 16 Divisioni
italiane per un totale di circa 300.000 uomini.
gli alleati nel Sud della penisola determinarono di fatto la provvisoria e comple-
ta vacanza dogni potere. Ci avvenne proprio nel momento in cui il repentino
mutamento delle alleanze politiche e militari poneva alla coscienza dogni indi-
viduo indilazionabili scelte di campo fra i due schieramenti contrapposti che si
stavano comunque giocando,in un conflitto totale e senza quartiere, il futuro del
mondo. Non pu sorprendere che a livello di massa, militare o civile che fosse,
prevalessero da parte italiana, nel crollo improvviso di valori ideali e di poteri-
guida, quelle naturali ed istintive motivazioni che allora sembravano atte a ga-
rantire comunque la sopravvivenza dei singoli nellimmane catastrofe, sia rifiu-
tando i segni distintivi dellappartenenza a una delle molteplici parti ancora in
lotta sia sovente accettando, qualora ci fosse parso inevitabile, preferibilmente
quelle che avevano le maggiori possibilit di vittoria.
Le scelte di campo etico-politiche, consapevoli e convinte, non furono poche, ma
alla resa dei conti esse si rivelarono pur sempre minoritarie
40
.
Venne dato in seguito ben scarso rilievo alle episodiche ma valorose contrap-
posizioni, non prive di perdite rilevanti, da parte di comandi e unit militari delle
forze armate italiane alla prevedibile reazione tedesca. Si tacquero invece del tutto
o vennero sporadicamente citate solo come un atto di preteso asservimento al-
loccupante nazista le scelte di quanti ritennero di dover reagire allarrogante pra-
tica di disarmo senza condizioni imposta spesso dai partigiani (anche quando ci
avesse comportato, comera nel caso di Fiume, loccupazione di un territorio rite-
nuto dai suoi abitanti, non senza fondamento, prevalentemente italiano ancor pri-
ma del 1919). Alla stessa stregua fu giudicato il rifiuto allofferta di una collabo-
razione che appariva non sempre credibile, caratterizzata comera dallinflessibile
predominio dellideologia comunista in organizzazioni armate clandestine, avver-
sarie recenti in una cruenta lotta senza quartiere, non ancora assurte, con la regola-
rit della divisa, a quella dignit desercito di liberazione vero e proprio, interna-
zionalmente riconosciuto, che verranno ad acquisire progressivamente solo nella
seconda met del 1944.
La collaborazione offerta si riveler alla prova dei fatti non sempre paritetica,
spesso ridotta a unumiliante subordinazione, quando, e ci sar nella maggioranza
dei casi, non servir ad introdurre la tragica realt di una lunga prigionia dalla qua-
le molti non faranno mai ritorno.
A partire dall8 settembre e fino al giorno 14, allorch arrivarono le prime
truppe doccupazione tedesche, Fiume divenne la meta dogni reparto militare ita-
liano nei Balcani che non ebbe altra alternativa per raggiungere lItalia se non
quella della strada costiera che congiunge la Dalmazia al golfo del Carnaro
41
.
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 57
40
R. DE FELICE, Mussolini lalleato, vol. II, La guerra civile 1943-1945, Torino, Einaudi, 1997,
pp. 86-88.
41
R. BUTOROVI, Suak cit., p. 302: Fiume, inoltre, in quanto territorio dello stato italiano
e munita da una guarnigione militare molto forte costituiva una meta che tutti i reparti italiani in
ritirata anelavano di raggiungere.
Sporadici, ma non irrilevanti furono gli episodi di resistenza a partigiani
42
e a te-
deschi
43
, anche se la regola seguita dai comandanti fu quella di barattare la salvezza
con il disarmo
44
e la truppa, quando non li precedette, a larga maggioranza fu, in que-
sto, con essi consenziente.
Alcuni si posero invece il problema di continuare a combattere.
I pi, fra questi, scelsero chi aveva maggiori possibilit di vittoria. Nei Balcani
circa 10.000/12.000 italiani secondo alcuni
45
e 8.000 circa secondo altri
46
decisero di
combattere con lArmata di liberazione jugoslava. Anche la stessa prigionia in
Germania altro non fu per molti che il palese rifiuto di vedersi direttamente coin-
volti in una prevedibile sconfitta.
Unesigua minoranza accett di collaborare con i tedeschi o di aderire alla nuo-
va Repubblica di Mussolini.
La citt di Fiume si trov al centro di avvenimenti diversi da quelli che contrad-
distinsero allora le altre citt italiane.
Dal 9 al 14/9/1943 funzion a Fiume un Comando militare italiano guidato da
Gastone Gambara che affront, nella completa latitanza dogni altro potere, una si-
tuazione drammatica determinando, nonostante la controversa valutazione politica
che la storiografia successiva registrer in merito, una accettabile soluzione ai fini
del mantenimento, quantomeno formale, della sovranit italiana. Riusc a munire la
58 Amleto Ballarini
42
V. KOVAI, Narod Hrvatskog primorja i Gorskog kotara razoruao je talijanskog tlaitelja
zamijenivi ga borbenim brigadama (Il popolo del Litorale croato e del Gorskj Kotar disarm gli
oppressori italiani sostituendosi alle brigate combattenti), in Primorski Vjesnik, agosto/settem-
bre 1961, p. 4. Riferendosi al disarmo degli italiani dopo l8 settembre 1943: Le nostre brigate
intensificavano il loro assedio a Segna () Alcuni battaglioni di camicie nere andavano allassal-
to e contrattaccavano in modo quasi incredibile, come se fosse il 1941 o il 1942. Tutti i negozia-
ti si rivelarono inutili.
43
G. BAMBARA, La guerra di liberazione cit. p. 246: la divisione Bergamo, che occupava
il territorio di Sebenico, Spalato, di alcuni centri minori e alcune isole, in certi settori si oppose
accanitamente ai Tedeschi () la resistenza degli Italiani fu accanita specialmente a Ragusa.
44
R. BUTOROVI, Suak cit. p. 303. Riferendosi ai fatti intercorsi a Fiume e dintorni dopo
larmistizio italiano dell8 settembre 1943, si legge: Erano i tempi in cui i graduati militari, i com-
missari civili, gli impiegati e i tutori dellordine ponevano in salvo s stessi e le loro famiglie, i
loro beni. I generali e gli ufficiali superiori cedevano intere guarnigioni e colonne di soldati a con-
dizione che si lasciassero loro le automobili e alcuni autocarri per il trasporto degli ufficiali e dei
loro vettovagliamenti.
45
G. BAMBARA, La guerra di liberazione cit., pp. 247-249. Lautore non offre una stima
complessiva ma elenca le unit partigiane formate da italiani e, per ogni unit, ne indica il nu-
mero stimato. Il nostro dato costituisce pertanto il risultato, per eccesso, della somma derivata
da tali numeri.
46
ACS, Presidenza del Consiglio dei Ministri (dora in poi PCM), Gabinetto (dora in poi
Gab.) 1951-1954, cat. 15.2, fasc. 10599, s. fasc. 2-1, Militari italiani prigionieri in Jugoslavia e
nei Balcani, relazione del ten. I.G.S. Host Adriano, gi appartenente al 25 Rgt Fanteria Bergamo
P.M. 73 (Sinj Dalmazia) sul comportamento dei partigiani jugoslavi nei riguardi degli ufficiali e
soldati italiani e viceversa: Da una approssimativa statistica fatta, mi risulta che nei territori del-
la Jugoslavia, Albania e Grecia ci siano non meno di 40.000 italiani, di questi circa 8.000 com-
battono inquadrati in formazioni italiane oppure mischiati in quelle locali, gli altri sono prigionie-
ri n pi n meno, costretti ai lavori pi gravi ed umilianti.
citt di un presidio armato schierato a difesa, affront laccoglienza di migliaia di
sbandati, evit, venendo a patti con i tedeschi, che Fiume si trasformasse in un cam-
po di battaglia.
Prima che le truppe tedesche arrivassero in forze a Fiume nel pomeriggio del 14
settembre, una piccola delegazione guidata dal col. Vlker le precedette il giorno 10
e avrebbe concordato con Gambara quanto segue: Ufficiali conservazione delle
armi personali e loro messa in libert; truppa consegna delle armi ai nostri uffi-
ciali italiani da parte dei soldati non disposti ad affiancare i tedeschi; impiego esclu-
sivo in funzione anti-slava e mai contro eventuali sbarchi anglo-americani dei sol-
dati disposti a fiancheggiare i tedeschi; Fiume divieto di permettere agli slavi
loccupazione della citt; conservazione di un presidio armato, sotto comando ita-
liano, con il compito di assicurare lordine pubblico
47
. In realt non vi alcuna trac-
cia dellesistenza di un documento scritto che riporti tali clausole che vengono trat-
te dallopera di un autore, Umberto Piccini, presente ai fatti. Esiste, di contro, anche
la testimonianza scritta di chi avrebbe fatto da interprete al primo incontro tra
Gambara e Vlker secondo la quale la sintesi del colloquio sarebbe stata di natura
ben diversa. Gambara, come sar confermato dalla sua successiva adesione alla RSI,
era un fascista convinto e avrebbe manifestato subito la propria coerenza ideologi-
ca rinnovando senza riserve il proprio atto di fede nella causa dellAsse
48
.
Tra il 10 e il 20/9/1943 si addensarono intorno a Fiume alcune unit operative
dellarmata popolare di liberazione
49
e gruppi partigiani non ancora inquadrati.
Allinterno della citt, alcuni nuclei di resistenza agli ordini del Partito comunista
croato presero iniziative di piazza, cui fu del tutto estranea la maggioranza della po-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 59
47
U. PICCINI, Una pagina strappata, Roma, Corso & C., 1983, pp. 79-80.
48
AMSF, A4, fasc. Cipriani, lettera autografa del sig. Giuseppe Cipriani (Napoli) alla Societ
di studi fiumani: Proveniente da Sarajevo, giunsi in citt il 10 settembre () Dopo di aver fatto
da interprete al generale Gambara, la stessa sera ero schierato con i miei camerati sulla fragile li-
nea appena imbastita lungo la riva destra dellEneo () Colloquio tra il gen. Gambara e il col.
Vlker () Gen. Gambara: dichiara di schierarsi a fianco della Germania perch i suoi rigorosi
sentimenti e le sue profonde convinzioni politiche sono imperniati sullanticomunismo pi stre-
nuo; per la difesa dellEuropa dal bolscevismo e dalla demoplutocrazia giudaica, e soprattutto per
riscattare lonore dItalia; chiede che i volontari che accorreranno nelle file della Formazione
Fiumana di Combattimento ( un mio appellativo del momento), alla difesa del Quarnaro, difen-
dendo Fiume e, con la popolazione italiana, anche la vita di numerosi tedeschi, non vengano de-
portati. Col. Vlker: si dichiara lietissimo che un generale s illustre resti fedele a fianco della
Germania. Ci sono note le sue alte virt militari che rifulsero in Spagna ed in Africa Settentrionale;
non ha facolt di promettere limpunit dalla deportazione dei volontari fiumani. Lo proporr.
Accoglie la proposta di una formazione bellica italo-tedesca per ricercare e salvare in Suak mili-
tari italiani e germanici ed i loro familiari col nascosti. Disporr in merito.
49
G. SCOTTI, Juri! Juri! Allattacco!, La guerriglia partigiana ai confini orientali dItalia
1943-45, Milano, Mursia, 1974, p. 27, nota 7: In seguito al disarmo di buona parte delle truppe
italiane e alla liberazione di quasi tutto il Gorski Kotar e Litorale croato, la XIII divisione parti-
giana si ingross di quattro nuove brigate con 6.000 combattenti, pi una flottiglia del Quarnero
con 3 navi armate e 7 da trasporto. A queste forze si aggiungevano circa 10.000 combattenti in
Istria che formavano due brigate e un distaccamento. A Fiume citt, inoltre, cerano circa 400 uo-
mini inseriti nel MPL pronti a combattere.
polazione, represse prontamente dalle forze dellordine. Unit partigiane arrivarono,
grazie ad accordi con la locale stazione dei carabinieri, ad occupare Abbazia e ad as-
sumere, dalla parte opposta, il pieno controllo di Suak. I paesi dellarco collinare
intorno a Fiume erano saldamente in mano alla resistenza jugoslava. Tra il 9 e il 14
settembre si schierarono a difesa della citt il Reggimento Cavalleggeri di Saluzzo
(lunico che non cedette, del tutto o in parte, le armi lungo la strada), qualche cen-
tinaio duomini della disciolta Milizia di sicurezza nazionale (MVSN), e nuclei di
Guardie alla frontiera, di questurini e di carabinieri. In tutto meno dun migliaio
duomini. Un ostacolo che la XIII divisione partigiana che operava nei pressi di
Suak
50
, coadiuvata da altre forze che potevano affiancarne lo sforzo sia da Abbazia
e sia da Castua e rinforzata con larmamento degli italiani in fuga, avrebbe potuto
facilmente superare. Quando, nella notte tra il 19 e il 20 settembre la neocostituita
III brigata muover, dopo molte esitazioni dei superiori comandi, allattacco verso
Suak otterr un insuccesso
51
. Un migliaio di tedeschi della LXXI divisione, prove-
niente dallIstria, aveva ormai in mano saldamente quasi tutto il territorio della fa-
scia costiera.
A partire dal 29 settembre 1943 entr in vigore lordinanza sullesercizio del
potere statale nella zona doperazione Litorale Adriatico e con essa il Gauleiter
Friedrich Rainer assunse la direzione dellamministrazione nelle provincie di Udine,
Gorizia, Lubiana, Trieste, Pola e Fiume e nei territori annessi di Suak, Buccari,
abar, Castua e Veglia
52
.
Limitatamente al territorio della precedente Provincia del Carnaro istituita nel
1924 la formale continuit della sovranit italiana venne assicurata dal manteni-
mento di pubblici poteri (prefettizi, giudiziari, finanziari, politici, militari, dinfor-
mazione e dordine pubblico) diretti da italiani, ma sottoposti allinsindacabile e in-
flessibile controllo tedesco che esercitava di fatto ogni azione di governo. La
sovranit italiana, pi teorica che pratica, ritornava cos ad arrestarsi al vecchio con-
fine italo-jugoslavo costituito dal ponte che separava Fiume da Suak dove per, con
il consenso tedesco, ripresero vita alcuni organismi politico-militari della NDH
(Nezavisna Drava Hrvatska - Stato indipendente della Croazia), lo Stato di Ante
Paveli, che non nascose affatto le proprie velleit annessionistiche nei confronti di
Fiume in un futuribile disegno dellEuropa gestita dal III Reich in caso di vittoria;
tra fascisti e ustascia lequivoco atteggiamento delloccupante tedesco contribu a far
emergere i segni della latente ostilit
53
. Il senatore Riccardo Gigante, vecchio irre-
dentista dannunziano, nominato a Fiume, in un primo momento, commissario straor-
dinario facente funzioni di prefetto, dovette dare le dimissioni e fu sostituito dal-
60 Amleto Ballarini
50
R. BUTOROVI, Suak cit., p. 305.
51
Ibid., p. 307. Secondo altri autori lattacco citato non sarebbe mai avvenuto.
52
K. STUHLPFARRER, Le Zone doperazione Prealpi e Litorale Adriatico 1943-1945, Gorizia,
Adamo, 1979, pp. 95-96.
53
ACS, Comando generale dei carabinieri, 1943-44, Rapporti di stazioni di carabinieri al
Comando Generale, b. 9, promemoria della Legione Territoriale dei carabinieri di Trieste, Ufficio
Servizio, 2/12/1943, Sussa, Ponte Eneo, incidenti fra italiani e ustascia.
lavv. Alessandro Spalatin pi gradito ai croati
54
. La Croazia di Paveli ottenne dal-
le autorit germaniche in Italia un deciso e sistematico intervento per ordinare, no-
nostante lopposizione dello stesso Mussolini
55
, la liberazione di centinaia di inter-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 61
54
VAB, b. 902, Br. Reg. 8/4: telegramma di Riccardo Gigante al Ministero dellInterno del-
la RSI a Roma, datato 6/10/1943: Seguito invito locale Autorit Militare germanica comuni-
co aver assunto con decorrenza 21 settembre direzione questa Prefettura in qualit di
Commissario Straordinario in sostituzione del Prefetto Pietro Chiarotti esonerato dalle funzio-
ni dalle stesse autorit tedesche. Ibid., b. 902, Br. Reg. 9/4 - 1: telegramma del 23 ottobre
1943 da Roma firmato Buffarini Guidi: Si informa che con decreto in corso Riccardo Gigante
stato destinato esercitare sue funzioni codesta provincia a decorrere dal 25 ottobre 1943.
Ibid., Br. Reg. 9/4 - 3: minuta autografa di telegramma inviato da Riccardo Gigante al Ministero
dellinterno - Roma (senza data) quale presumibile risposta al telegramma di Buffarini Guidi
del 23/10/1943: Ringrazio V.E. mia nomina Capo Provincia Carnaro dando assicurazione che
con fede incrollabile nellavvenire della Patria dedicher tutte energie del mio spirito grave
compito affidatomi. Ibid., Br. Reg. 11/4 : telegramma del 30/10/1943 inviato da Riccardo
Gigante al Ministero dellInterno RSI - Roma: Riferimento mia richiesta 26 corr. Comunico
che Commissario Supremo Germanico ha chiesto mie dimissioni Commissario Straordinario
motivate mia effettiva infermit per insediare Prefettura Fiume consigliere appello Alessandro
Spalatin et Vice Prefetto politico Avvocato Francesco Spehar di Sussa che funger
Commissario Territori Annessi punto Aderendo desiderio ho presentato dimissioni et insedia-
mento successore est imminente punto Prego V.E. fissarmi udienza per riferire. Ibid., Br. Reg.
12/4: telegramma di Riccardo Gigante a Buffarini - Roma, datato 2/11/1943: Rimasto senza
istruzioni ritengo Governo Italiano consenziente con insediamento nuovo Prefetto perci desi-
sto far valere mio diritto derivante nomina Capo Provincia cedendo il campo punto
Cittadinanza profondamente angosciata considerasi abbandonata suo destino punto.
55
ACS, Ministero dellinterno, DGPS, AAGGRR, cat. A 4 bis, b. 11: Quanto poco valesse,
di fronte alle decisioni germaniche, anche la volont dello stesso Mussolini, lo si pu rileva-
re da un Appunto per il Duce elaborato dal Ministero dellInterno, Direzione Generale del-
la Pubblica Sicurezza nel quale si afferma: Poich la presenza dei cittadini ex jugoslavi in
Italia deleteria sia agli effetti della propaganda politica che in relazione allattivit dei par-
tigiani, sarebbe prudenziale se non indispensabile ordinarne il loro internamento. S (n.d.a.:
cos siglato da Mussolini). Nello stesso documento si rileva in calce, battuto a macchina:
18/3/44, XXII, Apollonio (n.d.a.: sottolineato nel testo) - Il Duce ha ordinato di internare gli
slavi, f.to Tamburini. Segue ancora in calce, battuto a macchina: Maderno, 23/3/1944, XXII,
A.V. Capo della Polizia Valdagno - Prego di voler dare esecuzione a quanto sopra indicato. -
f.to Apollonio dr. Eugenio. Non se ne fece nulla. Sono stati reperiti i seguenti elenchi, stila-
ti dalle competenti questure, di cui riportiamo localit, data e numero degli internati croati e
in alcuni casi anche sloveni e montenegrini, liberati dai diversi campi dinternamento italiani
grazie allintervento delle autorit germaniche: Ascoli Piceno, 21/3/1944, n. 13, Pisa,
28/4/1944, n. 38, Viterbo, 15/5/1944, n. 48, Firenze, 25/3/1944, n. 5, LAquila, 17/3/1944, n.
184, Brescia, 21/4/1944, n. 20, Firenze, 29/2/1944, n. 8, Pisa, 3/3/1944, n. 119, Piacenza,
14/3/1944, n. 44, Rovigo, 13/1/1944, n. 6 croati e n. 9 sloveni, Venezia, 21/3/1944, n. 29,
Viterbo, 23/2/1944, n. 49 (croati, sloveni e montenegrini), Alessandria, 11/2/1944, n. 36 (a lar-
ga maggioranza sloveni condannati dai Tribunali militari italiani per attivit partigiane),
Firenze (San Gimignano), non datato, per ordine del Comando SS tedesco di Firenze, n. 58
(sloveni, croati e dalmati condannati dai Tribunali speciali italiani per attivit sovversive),
Piacenza, 13/3/1944, n. 32, senza intestazione e data, n. 69 croati e sloveni, Roma, 11/2/1944,
n. 16, Bagno a Ripoli (Firenze), 12/2/1944, n. 31, Bagno a Ripoli e Rovezzano (Firenze),
29/1/1944, n. 36. Dai diversi elenchi disponibili si desume un totale complessivo di 1.015 in-
ternati liberati.
Crearono non poche difficolt gli internati croati e sloveni che avevano accettato spontanea-
nati politici (circa 2.000
56
, stando agli elenchi in nostro possesso, ma furono molti
di pi solo tenendo conto di quanti, circa 7.000, nel 1943, risultavano nei campi di
Visco e di Gonars in provincia di Udine
57
) non solo croati, ma anche sloveni e mon-
tenegrini che ritornarono a casa contribuendo non poco a rinforzare lattivit parti-
giana nelle proprie regioni dappartenenza. A questi si aggiunsero, di contro, centi-
naia daltri, che avevano chiesto linternamento per usufruire della protezione
italiana, sia perch avversavano il movimento comunista jugoslavo, sia perch ave-
vano collaborato con il regime fascista
58
. Provvedimenti di difficile comprensione
perch il primo fin col ritorcersi contro i tedeschi e i loro alleati e il secondo sco-
raggi definitivamente ogni ulteriore velleit di collaborazione con le forze
dellAsse, vista la sorte alla quale andarono presumibilmente incontro quanti ave-
vano confidato nella protezione italiana. Mentre nellItalia settentrionale i tedeschi
favorivano a danno degli italiani i croati di Paveli, nellItalia liberata dagli Alleati,
i partigiani di Tito, senza comunicare nulla al governo monarchico del Sud, arruo-
lavano, con lusinghe e con minacce, gli ex militari allogeni dellesercito italiano cui
il regime fascista non aveva dato nemmeno la dignit delle armi
59
.
62 Amleto Ballarini
mente linternamento in Italia per chiedere protezione dalle rappresaglie partigiane: ad esempio,
la questura di Piacenza segnalava in data 25/8/1944 n. 19 nominativi in tali condizioni residenti
nel comune di Ziano Piacentino, la questura di Parma segnalava che risiedevano a S. Maria del
Piano 24 persone e a Felino 17 che hanno chiesto la protezione dellItalia, la questura di Brescia
ne segnalava 6 nel comune di Gottolengo.
56
VAB, Dokumenti konzulata NDH (Documenti Consolato NDH 1943/45), Br. reg. 16-28/6,
b. 1020: contiene elenchi dettagliati di detenuti, in maggioranza croati, nei campi di prigionia ita-
liani liberati dopo l8 settembre 1943 e rientrati nei loro paesi di provenienza. Sono complessiva-
mente oltre duemila nominativi.
57
VAB, Arhiv neprijateljske jedinice (Archivio delle unit nemiche), n. 39/61 b. 1020.
Rapporto del 26/3/1943 sul campo di Visco e rapporto del 20/3/1943 sul campo di Gonars.
Entrambi i rapporti sono di fonte italiana.
58
Ibid., nei rapporti sopra citati si fa chiara distinzione, nei campi di Visco e di Gonars, fra
internati Protettivi e Repressivi. I primi sono stati deportati di loro spontanea volont, gli al-
tri per scontare una pena (vedi rapporto su Gonars). Le previsioni al 26 marzo del 1943 sul-
le future capacit del campo di Visco, allora in fase di ampliamento, eran quelle di poter ospi-
tare circa 10.000 deportati. Se si pensa che tale campo era destinato a ospitare prevalentemente
i protettivi che avranno cibo migliore ed una disciplina non troppo severa si pu avere la mi-
sura del fenomeno costituito da quanti preferivano farsi deportare in Italia piuttosto che vive-
re in zone infestate dai partigiani. Anche il campo di Gonars era diviso in due sezioni. Nella
A i protettivi e nella B i repressivi. Qui si pu anche anche stimare, grazie al rapporto so-
pra citato, la quantit dei protettivi ospitati, se si valuta che essi furono trasferiti in localit
Monigo e che i posti lasciati liberi vennero occupati da 1.700 studenti sloveni classificati co-
me repressivi.
59
ACS, PCM, Gab., 1951-1954, cat. 15.2 fasc. 10599, s. fasc. 2-1 Militari prigionieri in
Jugoslavia e Balcania, relazione del caporale Cogoi Aldo del 400 Fanteria, 8 Compagnia
Brindisi, Bari 21/8/1944: sono stato considerato dalloculato defunto regime come allogeno ()
subii cos la sorte degli allogeni richiamati, venni cos assegnato ad una compagnia speciale la-
voratori () Rimasi in forza ad una di queste compagnie, dislocate nelle Puglie () Nella se-
conda quindicina del mese di settembre 1943, grazie alla propaganda partigiana, allignoranza e
credulit di soldati, allimpotenza del neocostituito Governo italiano ed alla tolleranza delle
Il disfacimento dellesercito italiano dopo l8 settembre 1943 e il potenzia-
mento dellEsercito popolare di liberazione jugoslavo (EPLJ) con i cospicui ar-
mamenti da esso ottenuti, la successiva costituzione del Litorale Adriatico retto
dai tedeschi, linsediamento a Suak di organismi politici e militari della NDH e
la rinascita del fascismo italiano con la fondazione della Repubblica Sociale
Italiana (RSI), comportarono anche un completo rinnovamento delle forze mili-
tari in campo a Fiume e dintorni. In pratica quella provincia che era parsa fino ad
allora, se confrontata con quanto stava accadendo in Bosnia, in Montenegro e nel
sud della Dalmazia, quasi una tranquilla retrovia, venne a trovarsi di colpo in pri-
ma linea. La XIII Divisione dellEPLJ stabil un coordinamento diretto e conti-
nuo con il Distaccamento partigiano Uka (Monte Maggiore) e Kastav-
Suak. In essa confluirono, dopo il rapido annientamento operato dalle forze
armate germaniche, i resti di due unit che ebbero vita breve e che si erano for-
mate dopo la resa incondizionata delle truppe italiane: il Battaglione Fiumano
e il Battaglione Garibaldi. Il primo costituito da civili, membri della resisten-
za antifascista organizzata in citt dal Partito comunista croato, e il secondo da
militari italiani passati ai partigiani.
Il primo scontro diretto tra fascisti e antifascisti fiumani, inquadrati in unit mi-
litari organiche dopo il 9/9/1943, avr luogo presso la centrale elettrica di Mattuglie
tra il 23 e il 24 settembre, con una decina di morti e feriti da entrambe le parti e si
concluder con la resa ai partigiani del piccolo presidio fascista. Non si avr pi al-
cuna notizia di quanti, circa sette, furono allora catturati. Il 30/4/1944 si avr, di con-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 63
Autorit Alleate, disertarono ben 145 militari della mia compagnia, dei quali almeno 135 passa-
rono alla Stella Rossa () la stessa sorte toccata alle altre compagnie speciali di stanza nellItalia
meridionale e nelle isole. Tenendo conto di queste e dei numerosi allogeni non considerati come
tali e facenti parte perci di reparti militari normali si possono calcolare allincirca 14.000 i sol-
dati italiani allogeni passati al movimento partigiano () Ed appunto con questo numero tuttal-
tro che disprezzabile di volontari che gli esponenti slavi contano di far leva per ottenere di (sic)
parte o di (sic) tutta la Venezia Giulia alla Jugoslavia. Ma si tratta veramente di volontari? ()
risaputo che la maggior parte di essi non ha fatto questo passo per spirito slavo () erano fra lin-
cudine e il martello () da una parte subivano una forte pressione quasi sempre intimidatoria da
parte della Stella Rossa; dallaltra sorveglianza, persecuzioni ed angherie verso loro e le loro fa-
miglie da parte del governo fascista. Si veda inoltre in ACS, PCM, Gab. 1948-1950, cat. 15/2,
b. 10599, fasc. 1: Ufficio Informazioni Comando Supremo a Presidenza del Consiglio, Salerno,
11/7/1944 () Fra le attivit svolte dallorganizzazione partigiana jugoslava in Italia, che ha se-
de a Monopoli, compreso il reclutamento nelle file partigiane dei militari dei reparti italiani, na-
ti in Istria e nelle Provincie di Zara, Fiume, Trieste e Gorizia () li si minaccia di non avere nel
futuro la possibilit, dovendosi ormai considerare la Venezia Giulia come jugoslava, di far ritorno
alle loro case, perch sarebbero considerati disertori, indesiderati etc.. Ibid., lettera del Ministero
degli affari esteri al ministro dellInterno e al ministro della Guerra (data parzialmente cancellata
ma si evince dal protocollo che stata scritta nel 1944): nota a codesto Ministero lattivit che
continuano a svolgere in territorio italiano organizzazioni partigiane jugoslave per reclutare civili
e militari italiani oriundi delle Provincie Giulie ed avviarli in Jugoslavia () Sullargomento ve-
dasi anche la lettera del Ministero dellAreonautica alla Presidenza del Consiglio in data 23
marzo 1945.
tro, una partecipazione di fascisti fiumani
60
alla distruzione, durante unampia azio-
ne di rastrellamento da parte dei tedeschi, del villaggio di Lipa, una frazione di
Elsane (provincia di Fiume) dove fu rilevante il numero delle vittime civili (263, se-
condo fonti jugoslave
61
) per un abitato che allora aveva appena 490 abitanti. I tede-
schi, pur associando, a volte, qualche italiano alle loro rappresaglie non permette-
vano mai ad alcuna autorit italiana di interferire nei loro piani per lenire in qualche
modo le sofferenze della popolazione civile quando i superstiti commissari prefetti-
zi dei comuni della Provincia silludevano di poter chiedere ad essa aiuto
62
.
Deportazioni e rappresaglie, attentati ferroviari ai convogli civili
63
e militari, vil-
laggi bruciati, torture e infoibamenti, si registrarono un po dovunque, nel territorio
preso in esame. La guerra fra le due parti in lotta non ebbe pi alcuna regola e fu
caratterizzata da un principio che venne applicato da tutti con inaudita ferocia: eli-
minare fisicamente il nemico, vero o presunto che fosse, e condizionarlo, colpendo,
se necessario, anche gli innocenti ad esso collegabili.
Tutto ci che era parso episodico, tra il 10/6/1940 e il settembre del 1943, e a
volte perfino occasionalmente giustificabile alla luce della conclamata convenzione
di Ginevra, divenne sistematico.
Anche i bombardamenti aerei anglo-americani ebbero spesso un effetto terrori-
64 Amleto Ballarini
60
DAR, Komisija za ratne zloine (Commissione crimini di guerra), JU 41, b. 6. In un rap-
porto stilato ad Albona e datato 10/10/1945 si denunciavano come partecipanti al massacro di Lipa
i seguenti fascisti di Fiume: Celligoi Alberto, Rovina Giovanni, Baccotelli Giovanni, Ursin
Augusto, Giordano Giovanni, Gennini Giovanni, Battistin Oscar e Gazzari Giovanni.
61
R. BUTOROVI, Suak cit., p. 389.
62
VAB, JU, b. 909, fasc. 19, div. 6: Municipio di Villa del Nevoso, Frazione di Tomigna,
Lettera del Commissario prefettizio Vladislao Vicich al Prefetto del Carnaro a Fiume: Per i do-
veri di questUfficio si comunica che il giorno 18 maggio 1944 venne eseguito in questa zona un
rastrellamento da parte delle Forze Armate Germaniche. Durante questazione venne bruciata la
frazione di Tomigna. Il giorno seguente lo scrivente si rec nella predetta localit per un sopral-
luogo: Si constat che delle 45 case componenti il villaggio 35 furono completamente distrutte
dallincendio, mentre le rimanenti 10 sono state incendiate subito dopo la mia uscita dalla frazio-
ne. In queste cifre non sono comprese le stalle e i magazzini di cui ogni casa era provvista. Nelle
rovine di tre case furono rintracciati i resti carbonizzati di 31 persone () Risultano uccise altre
due persone i cui corpi () non stato ancora possibile rintracciare () nulla si potuto salva-
re ad eccezione di qualche capo di bestiame che fuggito per i campi stato ripreso nei giorni se-
guenti e di poche masserizie che si pot asportare dalle dieci case che furono incendiate in segui-
to. La lettera si concludeva con una richiesta daiuto al Prefetto di Fiume per la popolazione
superstite rifugiatasi a Villa del Nevoso.
63
ACS, Ministero dellinterno, DGPS, AAGGRR, cat. A/R, Attivit ribelli 1943-45, b.
5, fasc. 26 (Fiume). Rapporto della Prefettura per la Provincia del Carnaro al Ministero
dellInterno, Direzione Generale della PS Valdagno (Vicenza), Fiume, 18/4/1944. Oggetto:
Disastro ferroviario verificatosi il giorno 13/3 u.s. nel tratto Sappiane-Giordani in seguito scoppio
di ordigno che provocava il deragliamento del treno viaggiatori proveniente da Trieste e diretto a
Fiume con la conseguente morte di 8 persone ed il ferimento di oltre 80 persone.
Ibid., telegramma del prefetto di Fiume al Ministero dellinterno, Fiume 5/5/1944: Stamane
at seguito scoppio ordigno esplosivo su tratto Villanevoso Primano deragliava locomotiva et 5 vet-
ture treno viaggiatori n. 1693 in partenza da Fiume. Treno stesso veniva altres attaccato da parti-
giani che aprivano nutrito fuoco. Secondo primi accertamenti lamentasi tre morti et 30 feriti.
stico. Il primo ebbe inizio alle ore 11,30 del 7/1/1944. Ne seguirono altri 27; lulti-
mo si registr alle ore 15,35 del 19/4/1945. Rispetto allintensit e alla frequenza dei
bombardamenti, la quantit delle vittime (un centinaio circa secondo i documenti
depoca a nostre mani
64
), se la si confronta con i dati relativi ad altre citt italiane
(Zara in particolare) dove spesso i morti si contavano a migliaia, appare quasi con-
tenuta. La disponibilit di rifugi antiaerei scavati nella roccia carsica limit la stra-
ge. Una volta distrutte all80% le grandi aziende quali i Cantieri navali, il Silurificio
Whitehead e la Raffineria olii minerali, le bombe caddero soprattutto sulle abitazio-
ni civili: su 2.816 propriet famigliari censite, 354 furono completamente distrutte e
961 gravemente danneggiate
65
.
Il 1944 fu lanno in cui, dopo lincendio della locale sinagoga ad opera dei te-
deschi, il 30 gennaio, iniziarono le deportazioni in massa degli ebrei di Fiume sulla
base degli elenchi forniti dalla locale Questura repubblicana e previ accertamenti do-
miciliari del nucleo tributario della Guardia di finanza italiana
66
. Su 243 deportati dal
territorio della vecchia provincia o dai distretti di recente annessione, risulta a
tuttoggi che i superstiti non siano stati pi di 19. Passarono tutti dalla Risiera di San
Sabba a Trieste per essere inoltrati in Germania; a larga maggioranza con destina-
zione Auschwitz. ASan Sabba ne morirono 6 in stato di detenzione, di cui 5 per cau-
se naturali e solo uno certamente ucciso; 96 ebrei di Fiume che si erano rifugiati nel-
le altre provincie italiane, prima del 1943, vennero individuati e inviati in Germania.
Se ne salvarono solo 16. Di altri 73 non si conoscono il luogo dellarresto e quello
della successiva detenzione. Sappiamo solo che di questi sarebbero 13 i sopravvis-
suti; 8 ebrei vennero fucilati dai tedeschi per rappresaglia a Fiume e altri 7 in altre
provincie italiane.
Stando alle cifre di cui sopra e alla relazione dellultimo presidente della comu-
nit ebraica superstite a Fiume nel dicembre del 1945
67
, ci sembra che sia poco pro-
babile che abbia mai funzionato, nella provincia del Carnaro, un piano di salvatag-
gio debrei fiumani o profughi dalla Croazia, tra il settembre del 1943 e il dicembre
del 1944.
Nel 1940, secondo la locale Prefettura, esistevano a Fiume, in tutto, 1.105 ebrei
di cui 343 stranieri, 461 apolidi e 301 che conservavano ancora la nazionalit ita-
liana. In data 18/2/1944 la Guardia di finanza ne conteggi, residenti a Fiume e pro-
vincia, 881 di cui non tutti risultavano effettivamente presenti. Le vittime da noi ac-
certate sono invece 380 e i deportati, sopravvissuti, 48.
Nel capoluogo lattivit di resistenza attiva contro i tedeschi e contro i fascisti
non registr molti episodi particolarmente gravi e cruenti e di contro non si ebbero
nemmeno molti episodi di rappresaglia indiscriminata. Una bomba esplose allin-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 65
64
VAB, b. 882 Reg. 19/2-1, 20/2-1.43/2-1,50/2-1. Vedi anche in AMSF, fasc. cart. n. 12 A. 4
Registro allarmi e bombardamenti aerei - Fiume e dintorni e a Fiume/Rijeka, Registri del
Cimitero di Cosala, 1939-1949.
65
DAR, Komisija za ratne zloine (Commissione crimini di guerra), JU16 b. 10
66
SOCIET DI STUDI FIUMANI, Il tributo fiumano cit., p. 24.
67
Ibid., pp. 67-71.
terno del ristorante Ornitorinco abituale ritrovo di fascisti repubblicani, provo-
cando morti e feriti e si ebbero alcune condanne a morte dei tribunali speciali di
Trieste e di Fiume per immediata ritorsione. Si ebbe la fucilazione di un gruppo di
detenuti (in prevalenza ebrei) davanti al cimitero di Cosala in risposta a un attenta-
to contro una sede della polizia germanica.
I paesi della provincia, pur risparmiati dai bombardamenti aerei, furono i pi col-
piti sia dai periodici combattimenti che li coinvolsero direttamente, sia dalle rap-
presaglie tedesche a fronte dei colpi di mano partigiani.
Soprattutto nelle localit rurali e montane lo stillicidio dei rapimenti di civili da
parte delle bande partigiane, iniziato sin dal 1942, fu molto frequente e rilevante. In
alcuni casi il preteso rapimento mascherava in realt larruolamento di nuovi vo-
lontari
68
e serviva da copertura per i famigliari degli stessi contro le eventuali rap-
presaglie tedesche. In altri casi i prelevati scomparvero nel nulla dopo essere stati
sommariamente liquidati perch sospetti di collaborazionismo o per essersi rifiutati
di sostenere il movimento partigiano. Per questultimi la pratica dellinfoibamento
nella ex provincia del Carnaro, ritenuta a lungo priva di foibe atte allo scopo,
documentabile che sia avvenuta sin dal settembre del 1943, proseguendo poi per tut-
to il 1944. Terdich Nicolina, ad esempio, di anni 31, una contadina di San Francesco
di Laurana che risultava essere stata prelevata dai partigiani dalla sua abitazione
in data 3/3/1944
69
compare anche nellelenco delle salme, che fu possibile identifi-
care, tratte da 4 foibe individuate sul monte Maggiore: foiba denominata Gradac
Janovi in localit Ligani, profonda 25 metri, 4 cadaveri, foiba denominata
Tanderlinova sul Monte Laurento, profonda 32 metri, 6 cadaveri, foiba denominata
Kolokosno sul Monte Laurento, profonda 25 metri, 2 cadaveri, foiba denominata
Velasten in localit Tuliano, profonda 20 metri, 5 cadaveri. Su 17 cadaveri recupe-
rati solo 11 vennero identificati
70
.
Fu considerevole il numero dei partigiani
71
, o dei sospettati desserlo, che ven-
66 Amleto Ballarini
68
ACS, RSI, Guardia Nazionale Repubblicana (dora in poi GNR), b. 31 (Legione Fiume), III
6, relazione del Comandante la 61 Legione ai comandi militari tedeschi e alle autorit centrali
della RSI datata 6 dicembre 1943: Nei giorni 30 novembre, 1 e 2 dicembre c.a. la tranquillit del
Comune di Laurana stata turbata da notizie allarmanti provenienti dalle frazioni di tale comune.
Nelle predette frazioni, nonch nella periferia di Laurana, quasi seralmente i partigiani effettua-
no prelievi forzati o consenzienti di nativi del luogo. Ibid., II 33, In data 13/6/1944 risultano
prelevati dalle proprie abitazioni in frazione Cala di Moschiena ad opera dei partigiani tali Sencich
Romano di Felice e Lazzari Giovanni di Francesco. Non si sa se si tratta di arruolamenti masche-
rati o di liquidazioni.
69
Ibidem.
70
Ibid., Milizia per la Difesa Territoriale, 3 Rgt. 61 Legione, Relazione dellUfficio Politico
Investigativo, Fiume, 30/5/1944. Oggetto: Ricupero salme delle vittime dellodio partigiano nella
zona del Monte Maggiore.
71
ISTITUTO REGIONALE PER LA STORIA DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE NEL FRIULI VENEZIA
GIULIA (dora in poi IRSMLFVG), Ufficio Storico - XX Risiera, doc. 705: Elenco di persone sop-
presse alla Risiera di S. Sabba consegnato da A. Bubni al g. i. Serbo assieme ad elenco di per-
sone detenute in Risiera. 11/11/1970. In base a questo elenco gli eliminati di Fiume e Provincia
alla Risiera furono complessivamente 55 e a larga maggioranza di nazionalit croata.
nero uccisi dai tedeschi alla Risiera di San Sabba in quel di Trieste, molti altri per-
sero la vita, come gli ebrei, nei campi di concentramento allestiti in Germania.
Lultima relazione a noi nota sulla situazione della provincia di Fiume fu invia-
ta al Ministero dellinterno della RSI in data 26/7/1944
72
. Era firmata da Giovanni
Palatucci nella sua qualit di reggente della Questura e ne riportiamo qui di se-
guito i passi pi significativi:
Situazione economica andata negli ultimi tempi sempre pi peggiorando, sia in dipen-
denza delle condizioni generali del Paese, sia in dipendenza della particolare situazione geogra-
fica della provincia, in relazione alle note, gravissime difficolt delle comunicazioni. Il proble-
ma assume qui carattere di estrema delicatezza essendo Fiume collegata al rimanente territorio
della Repubblica da una ferrovia continuamente interrotta da atti di sabotaggio ad opera dei par-
tigiani () Ne deriva in campo alimentare un disagio estremamente grave con conseguente ver-
tiginoso aumento dei prezzi i quali raggiungono qui delle punte che non possono trovare riscontro
in alcuna altra provincia () lultima incursione [bombardamento aereo del 19/7/1944] ha, con
la interruzione delle linee di comunicazioni, conferito drammatica evidenza a una verit da tut-
ti sentita, e cio che la linea ferroviaria vitale allesistenza di Fiume, come un cordone ombe-
licale, e che una volta interrotta, la citt rimane tagliata fuori da ogni possibilit di rifornimento.
Questa considerazione, aggiunta allaltra della notoria mancanza di scorte, allarma lo spirito pub-
blico, su cui incide profondamente ed ha ripercussioni psicologiche gravi soprattutto sul perso-
nale statale qui di servizio. Situazione politica (...) Il controllo germanico su ogni settore del-
la vita pubblica, economica, politica assoluto ed incontrastato. Lazione della Polizia germanica
continua ad essere esercitata assai spesso su vasta scala e viene svolta con criterio di durezza e
di assoluta mancanza di rispetto della libert individuale. Apartire dal 29.6 u.s. stato condotto
un rastrellamento che ha interessato alcune centinaia di persone () Degli arrestati alcuni, e so-
no pochissimi, sono stati rilasciati, altri sono stati con tutta probabilit avviati in Germania o smi-
stati ad altre carceri () Nulla si pu opporre agli abusi ed ai maltrattamenti perpetrati a danno
dei cittadini italiani, perch le Autorit italiane o rimangono assolutamente estranee a tali opera-
zioni di polizia, in quanto ridotte allimpossibilit di una concreta azione in tale campo (Questura)
o le avallano e le appoggiano mediante opera di delazione, spesso a fini di vendetta personale
(Milizia e PFR) () I rapporti con le Autorit croate (mi riferisco particolarmente alle Autorit
di Polizia di Sussa) sono acrimoniosi, influenzati come sono dal recente, infelice, passato. La
collaborazione nel campo della Polizia giudiziaria quindi pressoch sterile, anche per la prete-
sa da parte croata che si corrisponda in lingua croata: Ho naturalmente resistito () Situazione
della Questura Animato da senso del dovere e spirito di sacrificio, assunsi, sul principio del-
laprile decorso, la direzione della Questura, senza una parola di incoraggiamento o una diretti-
va del Centro. Eppure avevo raccolto, sia detto senza la minima intenzione dattacco contro chic-
chessia, uneredit onerosa () Si trattava di un organismo esautorato nei poteri e depauperato
nei mezzi, scosso nel prestigio presso le Autorit italiane e germaniche, con i servizi solo par-
zialmente efficienti e con una compagine disciplinare incrinata () Personale Gli Agenti da
lunghi mesi disarmati, intristiti nella ordinaria amministrazione pi piatta, scoraggiati da conti-
nue angherie da parte germanica, durate lunghi mesi, avevano perduto il gusto del lavoro ()
Non si lamentano, in verit, casi di diserzione, o esempi gravi di indisciplina () Si sono tutta-
via manifestate nel loro seno, forze centrifughe, eccessivo spirito di critica e quasi controllo sul-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 67
72
ACS, Ministero dellinterno, Segreteria particolare del capo della polizia, Repubblica so-
ciale italiana, 1944-1945, b. 4, fasc. 26.
landamento della Questura, insomma una specie di tendenza alla socializzazione dei poteri, frut-
to pernicioso della disfatta () Rapporti con le autorit germaniche A tale scopo, fin dalla-
prile decorso mi adoperai nel modo pi fattivo, per istituire rapporti di comprensione e di fidu-
cia con le Autorit germaniche, civili e di Polizia, da cui mi ripromettevo anche un appoggio
materiale che avrebbe ben potuto essere considerato un indennizzo delle gravi perdite a noi in-
flitte, con la sottrazione, avvenuta sin dal decorso settembre di armi, munizioni ed automezzi
() oggi compito estremamente delicato tenere compatta e disciplinata la compagine degli
Agenti della Questura di Fiume. In questa lotta asprissima, serrata, talvolta estenuante, pur po-
tendo contare sulla piena solidariet di tutti i colleghi sono stato assolutamente solo () Il
Prefetto che risponde al nome del giudice dr. Alessandro Spalatin ignora, sebbene gli sia stato
pi volte ricordato, di essere il Capo della Polizia della Provincia. Incapace di un gesto di ener-
gia e di fierezza, impassibile agli abusi che in suo nome si commettono, solamente sollecito del-
le sue laute prebende, non fa nulla che possa farlo considerare il Prefetto italiano di Fiume ita-
liana.
La relazione di Palatucci prosegue e si conclude con una lunga e dettagliata ana-
lisi sullo stato del personale della Questura, che allepoca ammontava solo a 137
73
elementi contro i circa 300 che aveva di media prima dell8/9/1943, e alcune que-
stioni contabili riguardanti la stessa. Da tale analisi si rileva impietosamente lo sta-
to di assoluta paralisi e di profondo disagio in cui si vennero a trovare agenti e fun-
zionari. Il Palatucci verr arrestato dai tedeschi il 13/9/1944 e morir a Dachau il
10/2/1945. Sulle ragioni dellarresto si avranno due versioni, entrambe non soste-
nute da documenti darchivio definitivamente probatori: la prima, da noi ritenuta pi
attendibile e coincidente con la versione ufficiale fornita dai tedeschi al governo del-
la RSI, secondo la quale venne arrestato dopo una perquisizione della sua abitazio-
ne, a seguito di delazione, nel corso della quale sarebbe stato rinvenuto un piano, da
far pervenire agli Alleati e quindi tradotto in lingua inglese, volto a costituire, in con-
68 Amleto Ballarini
73
DAR, Kvesture (Questura) (in corso di rubricazione e classificazione), Elenco nominativo
dei sottufficiali ed Agenti di PS effettivi alla Questura di Fiume, 3 giugno 1944. Erano in tutto
137 di cui a quella data: tre in licenza, uno in servizio fuori sede, uno ammalato in sede, uno ri-
coverato allospedale di Trieste e uno che risultava disperso (Giuseppe Strocchia). Cos suddivisi:
n. 11 addetti al Gabinetto della Questura, n. 15 addetti alla Squadra Politica (primo sottufficiale
responsabile: Francesco Maione), n. 17 addetti alla Squadra giudiziaria, n. 9 addetti alla Squadra
amministrativa, n. 2 dattilografi 2 e 3 Divisione, n. 7 addetti al Comando, n. 3 addetti al Comando
Stazione, n. 9 addetti al Corpo di guardia, n. 3 piantoni alla Caserma di Via Roma, n. 2 Servizio
ospedale, n. 2 Ufficio stranieri, n. 12 Ufficio ferrovia, n. 7 Ufficio porto, n. 4 Ufficio Ponte Eneo,
n. 4 autisti, n. 10 addetti alla Prefettura, n. 1 Gabinetto scientifico, n. 7 Servizi vari, n. 1 mensa
Via Roma, n. 4 mensa Manin, n. 4 aggregati allIspettorato di Trieste, n. 1 addetto Ufficio
Gabinetto.
74
AMSF, fasc. Rora Mario, relazione autografa di Mario Rora a Lino Poli, Gradisca dIsonzo,
27 marzo 1987: Ti voglio raccontare un fatto molto importante: la storia di un martire il primo
di cui nessuno ha mai parlato, lingegnere Rubinich. Questuomo aveva in mente un progetto da
realizzare alla fine della guerra: costituire uno stato libero comprendente Fiume, Zara, Trieste,
Gorizia, Udine; unutopia forse, ma sempre unidea. Di questo progetto erano al corrente tanto fiu-
mani onesti, quanto fiumani voltagabbana e anche partigiani. Intorno i giorni 20-21 aprile qual-
cuno suon al suo appartamento che era sopra al Colorificio Padoani (non ricordo la via) lui and
ad aprire e fu fulminato con un colpo di pistola.
corso con Giovanni Rubini (Rubinich)
74
, uno Stato autonomo fiumano. La seconda,
da noi ritenuta del tutto improbabile, sostiene che larresto sarebbe stato sostanzial-
mente motivato dalla scoperta della sua attivit segreta volta al salvataggio di mi-
gliaia di ebrei, in epoca non ben precisata e in concorso con uno zio, vescovo della
diocesi di Campagna in provincia di Salerno, dove esisteva, in effetti, un campo di
internamento di ebrei costituito a seguito della leggi razziali del 1938. Dai rapporti
mensili del campo di Campagna risulta che, pur disponendo di 350 posti, non ospit
mai pi di 272 internati e tra questi solo due provenienti da Fiume
75
. La corrispon-
denza che il vescovo Giuseppe Maria Palatucci intratteneva con il capo della poli-
zia Senise ci documenta come nel 1942 egli fosse interessato non tanto a protegge-
re gli ebrei in quel di Campagna ma a smistarli, ove ci fosse stato possibile, nei
diversi campi situati in altre regioni italiane
76
.
Molti a Fiume credettero, tedeschi compresi, che uno sbarco anglo-americano
avrebbe salvato la citt dalloccupazione comunista e in realt lipotesi non era del
tutto infondata. Sta di fatto che le fortificazioni intorno a Fiume furono decisamen-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 69
75
ACS, Ministero dellinterno, DGPS, AAGGRR, Massime (1880-1954), M4, Mobilitazione
civile, b. 134 (Campo di concentramento di Campagna - Salerno), fasc. 16. Elenco presenti al
16/9/1940: totale 272 (non si rileva alcun fiumano). La capienza massima consentita (vedi lettera
Prefettura Salerno del 26/7/1940 prot. 09094) era di 350 posti e simponeva di non superare tale
limite. In data 14 settembre 1941 (vedasi relazione al Ministero dellispettore generale di PS
Panariello) i presenti erano 141, 7 ricoverati allOspedale e 3 in licenza. In data 7 marzo 1942 (cfr.
relazione come sopra in tale data) erano presenti 117 internati.
76
Ibidem. Lettera del Vescovo di Campagna Giuseppe Maria Palatucci al capo della polizia
Senise, prot. 2830, 26 aprile 1942: LIspettore di questa zona del PNF mi faceva notare che a
Campagna potremmo avere un gran beneficio qual quello di una colonia montana per la GIL, e
occorre solamente il locale, e che sarebbe opportuno il locale che ora occupato da poco pi di
un centinaio di internati quasi tutti di razza ebraica, e mi ha pregato di scriverne a Voi, Eccellenza,
affinch vogliate disporre lo sgombero di detto locale. E io volentieri, molto volentieri vi inoltro
questa preghiera () allontanando questi internati, si toglierebbe per noi italiani di fare continua-
mente sotto i loro occhi la figura degli straccioni e sporcaccioni () se io avessi saputo a tempo
che a Campagna dovevano venire gli internati avrei fatto tutto il possibile per impedirlo, appunto
per evitare che la nostra dignit di italiani fosse esposta al ludibrio di gente che pur non essendo
di civilt superiore ci superiore per mezzi e per la possibilit di una vita superiore () Fateci,
Eccellenza, fateci la grazia di disporre di detto locale e farete opera santa () tanto pi che un
centinaio di internati possono essere facilmente distribuiti negli altri vari campi di concentramen-
to. In data 5 maggio 1942 il capo della Polizia rispose a monsignor Palatucci che non era possi-
bile sistemare in altri campi gli internati di Campagna (nella bozza della risposta risulta per can-
cellata a penna la motivazione dato che gli altri campi di concentramento sono completamente
saturi di internati). In data 31/3/1943 gli internati presenti erano 145. Quasi tutti questi, grazie
proprio al mancato smistamento in altri campi del centro e del nord Italia avranno salva la vita
sottraendosi cos alle indisturbate retate tedesche, in tali regioni, dopo l8 settembre 1943.
77
R. BUTOROVI, Suak cit., p. 409: Particolare attenzione fu posta [da parte tedesca, nel
1944] alla fortificazione di un ampio retroterra di Fiume. Una zona che avrebbe dovuto servire
tanto per combattere contro le unit del NOVdella Jugoslavia quanto per uneventuale accoglienza
delle forze alleate () I Tedeschi proclamarono Fiume fortezza e la predisposero alla difesa ad
angolo giro. La cintura difensiva esterna si allungava da Buccari alle sorgenti dellEneo, a Castua
e Giussici fino a Draga di Santamarina. Quella interna partiva da Martinscizza (Santa Anna) pas-
sava per Tersatto e Santa Caterina fino al rione di Mattuglie e da qui scendeva al mare.
te sviluppate e rinforzate
77
. Si sa oggi dei contatti clandestini fra la Decima MAS
della RSI ed esponenti militari e politici del governo monarchico del Sud
78
e ben
si conosce la posizione ufficiale del Partito comunista italiano che tramite
Togliatti formulava perfino ipotesi di guerra civile
79
qualora il governo Bonomi,
consenzienti gli Alleati, avesse impedito loccupazione della Venezia Giulia da
parte jugoslava. Non ci fu dunque alcuno sbarco, ma la conquista di Fiume da
parte dellEsercito popolare di liberazione jugoslavo incontr serie difficolt. Le
unit della IV armata che sostennero il peso dellassalto finale furono duramen-
te impegnate in due successive battaglie che si svolsero nel territorio di Clana tra
il 21 e il 30 aprile. Ultimo a cadere fu il baluardo difensivo di S. Caterina dove
operava una unit italiana dartiglieria alpina inquadrata nella Wehrmacht. Nella
notte tra il 2 e il 3/5/1945 i tedeschi si ritirarono e la mattina del giorno 3 pene-
trarono a Suak le truppe della 14 Brigata della 19 Divisione
80
. Le perdite subi-
te dagli attaccanti furono ingenti
81
. Non ci fu dunque alcun combattimento per le
strade come qualcuno vorr pi tardi sostenere, e, soprattutto, pur essendo stata
da tempo pianificata
82
, non ci fu alcuna rivolta interna, sia ditaliani che di croa-
70 Amleto Ballarini
78
S. DE FELICE, La Decima Flottiglia MAS e la Venezia Giulia 1943-45, Roma, Settimo Sigillo,
2000, pp. 108-127.
79
ACS, PCM, Gab., 1948-50, b. 112, 1.6.1., n. 25049, s. fasc. 1-A. Lettera del vice presiden-
te del Consiglio dei ministri Palmiro Togliatti al presidente Ivanoe Bonomi, 7/2/1945: Mi sta-
to detto che da parte del collega Gasparotto sarebbe stata inviata al CLNAI una comunicazione in
cui si invita il CLNAI a far s che le nostre unit partigiane prendano sotto il loro controllo la
Venezia Giulia, per impedire che in essa penetrino unit dellesercito partigiano jugoslavo una di-
rettiva come quella che sarebbe contenuta nella comunicazione di Gasparotto non solo politica-
mente sbagliata, ma grave, per il nostro paese dei pi seri pericoli () La direttiva che sarebbe
stata data da Gasparotto equivarrebbe quindi concretamente a dire al CLNAI che esso deve sca-
gliare le nostre unit partigiane contro quelle di Tito () Quanto alla situazione interna, si tratta
di una direttiva di guerra civile (le sottolineature nel testo sono state apportate manualmente,
con ogni probabilit dal destinatario della missiva).
80
R. BUTOROVI, Suak cit., p. 531.
81
Globus, 10/2/1995, intervista a Oskar Pikuli: Gli italiani resistettero nei bunker di Santa
Caterina due settimane dopo lavvenuta capitolazione (n.d.a.: Forse allude alla resa in Italia delle
truppe tedesche). E perch? Molti nostri dalmati sono morti negli assalti contro quei bunker. Gli
italiani non volevano combattere contro i tedeschi. Cosa non hanno fatto () E allora quando ar-
rivi in citt come puoi perdonare?.
82
R. BUTOROVI, Suak cit., p. 481: Fu pianificato che alle battaglie per la liberazione
della citt di Fiume prendessero parte 4 battaglioni di Fiumani che avrebbero dovuto aprirsi un
varco nelle zone periferiche (Zamet, Drenova, Valscurigne e Santa Caterina) verso il centro
della citt. Il comando di queste forze fu affidato a Nello (Nico) Pitacco () Del problema eb-
be a scrivere Romano Glazar: Prima della liberazione si trovavano in citt circa 15 nostri com-
pagni membri del CLP ed attivisti politici, tutti clandestini, armati di mitra e pistole, i quali
erano incaricati di tenere i contatti con le organizzazioni sul campo e ad un determinato mo-
mento formare la milizia popolare, appropriarsi delle fabbriche ed assicurare i vari impianti, i
magazzini di viveri, le armi, la circolazione e disarmare i soldati nemici per le vie () I pia-
ni erano stati impostati in maniera davvero ambiziosa ma le forze che dovevano realizzarli non
erano proporzionate ad essi, ovvero non si impegnarono abbastanza allattuazione dei compiti
che avevano ricevuto.
ti, per agevolare il compito agli uomini di Tito.
Dal 3 maggio 1945 al 31 dicembre 1947
Quando alle dieci del mattino di gioved, 3/5/1945, le prime colonne dellEsercito
popolare di liberazione incominciarono a scendere da Cosala per occupare la citt, gli
stessi uomini del Comitato popolare cittadino (CPC - GNOO), che avrebbero dovuto
fomentare la mancata rivolta interna, avevano per gi compiuto i primi atti fonda-
mentali per la gestione del potere e per il mantenimento dellordine pubblico. Sin dai
primi mesi del 1945 in una serie di riunioni tenutesi a Zamet cui assistette Romano
Glazar quale segretario del Comitato cittadino del Partito comunista croato, si decise di
affidare, nella sua qualit di presidente del CPC, la direzione dei preparativi a Franjo
Kordi. Fungeva da segretario Vlado Hreljanovi Doro mentre a dirigere i vari setto-
ri erano stati designati Cucera Giovanni Pino per lindustria, Klausbergher Petar per le
questioni sociali, Bukvi Rua Ranka per listruzione e la cultura, Michelazzi Luciano
per i sindacati, Spiler Mario e Katalini Petar per il Fronte jugoslavo di liberazione po-
polare
83
. Sin dal primo momento quellorganico iniziale venne tuttavia integrato e mo-
dificato sulla base delle esigenze che si manifestavano a causa della improvvisazione
cui spesso erano costretti i designati a sostituire la vecchia dirigenza, professionalmen-
te preparata, e il personale tecnico e amministrativo della precedente gestione. La
Sezione amministrativa del comitato popolare cittadino, facente funzioni di Giunta co-
munale, venne affidata a Erio Franchi e la Sezione per lordine e la sicurezza pubbli-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 71
83
R. BUTOROVI, Suak cit., p. 479: Allelencazione dei nomi lA. premette: Gi allinizio
del 1945 le dirigenze di partito avevano stabilito i compiti delle loro organizzazioni e dei CLP re-
lativi ai preparativi per lassunzione del potere () Il Comitato cittadino di liberazione popolare
per Fiume tenne a Zamet tutta una serie di riunioni con gli uomini scelti per assumere le cariche
di direttori, commissari ed altre funzioni () Nei preparativi per la liberazione la maggiore at-
tenzione fu posta a Fiume poich per la complessit delle questioni politiche, economiche e dal-
tra natura rappresentava il problema pi grave.
84
Vjesnik, XIX (1974), p. 332, Zapisnik Prve konferencije predstavnika Upravnog odjela
ONOO-a za Hrvatsko primorje, Upravnih i drugih odjela KNOO-a i GNOO-a Hrvatsko primorja i
ZAVNOH-a - Verbale della prima conferenza dei rappresentanti del reparto amministrativo del
Comitato circondariale di liberazione popolare (ONOO) per il litorale croato, del reparto ammini-
strativo e degli altri reparti del Comitato distrettuale di liberazione popolare (KNOO), del Comitato
cittadino di liberazione popolare (GNOO) del litorale croato e del Consiglio regionale antifascista
di liberazione popolare della Croazia (ZAVNOH). Verbale compilato il giorno 16 maggio 1945 in
occasione della prima conferenza tenutasi presso il reparto amministrativo del Comitato circonda-
riale di liberazione popolare (ONOO) per il litorale croato a Suak con i capisezione dei reparti am-
ministrativi ed i capi delle sezioni per lordine e la sicurezza pubblica dei Comitati territoriali di-
strettuali e cittadini di liberazione popolare (NOO): Presenti per il Comitato di liberazione popolare
di Fiume il compagno Franchi Erio caposezione del reparto amministrativo, Pikuli Stanko, capo
della sezione per lordine e la sicurezza pubblica. (Riteniamo che il predetto Pikuli Stanko deb-
ba identificarsi con Pikuli Oskar detto uti. Il nome Oskar stato erroneamente trascritto in
Stanko. Di uno Stanko Pikuli con incarichi specifici nel Comitato di liberazione popolare di Fiume
non vi traccia alcuna n un individuo con questo nome risulta sia mai stato residente in citt, stan-
do alle accurate ricerche effettuate presso lanagrafe storica di Fiume/Suak. Vedasi relazione uffi-
ciale, tramite Consolato italiano, depositata in AMSF).
ca a Pikuli
84
. In data 20/5/1945 il Comitato di liberazione popolare (NOO) di Fiume
propose comunque al Comando militare (Mobilizacijoni Otsjek) per la debita autoriz-
zazione il seguente direttivo: presidente Kordi Franjo, segretari Teodor Hreljanovi e
Franjo Surina, Erio Franchi (capo della Sezione amministrativa-Proelnik Upravnog
Odjela)
85
, Dino Faraguna (capo della Sezione lavori tecnici - Proelnik Odj. Tehn. ra-
dova), Natale Rak (capo della Sezione traffico - Proelnik za promet), Giovanni Cucera
(capo della Sezione industria e artigianato - Proelnik Industrije Obrt.), Petar
Klausberger (capo della Sezione affari sociali Politici - teh. Soc. Politike), Amedeo
Uri (capo della Sezione commercio e rifornimento - Proelnik Trgovine i Opskrbe),
Franjo Perman (capo della Sezione agricoltura e foreste - Proelnik Polj. i um.),
Giuseppe Fattori (capo della Sezione finanze - Proelnik Financija)
86
. Sullattivit del-
la sezione amministrativa dal maggio al dicembre 1945, riportiamo i passi pi signifi-
cativi di una relazione stilata nel marzo del 1946:
La sezione Amministrativa istituita immediatamente dopo la liberazione del 3/5/1945
su basi organizzative delle grandi citt. La Sezione era priva di dirigenti specializzati () si
assunse in servizio una parte del vecchio apparato della passata amministrazione che al tem-
po della lotta collabor col movimento popolare di liberazione. La Sezione ha assorbito in
grande parte delle (sic) competenze della cessata Questura e del Municipio di Fiume, ecce-
zione fatta per le competenze di affari politici. Cos organizzata svolse la propria attivit per
tutto il tempo quando ancora non era organizzata n lAmministrazione Militare n lAutorit
Giudiziaria () Aggregata si fond la Milizia Popolare il cui comando della stessa sotto-
posto al Capo Sezione () Per la sua formazione non era a disposizione un sufficiente nu-
mero di ufficiali cos che per dirigenti furono posti gli ex combattenti dellArmata Jugoslava
e elementi provenienti dalla cospirazione () Il personale attuale dei dipendenti ()
Milizia Popolare 220 () La Sottosezione Ordine Pubblico e Sicurezza era sovraccarica cau-
sa i frequenti furti che si verificavano () Dal maggio al dicembre si sono verificati furti,
scassi, ricettazioni truffe () Passato alle carceri persone 528 () La Sezione Confische e
Sequestri ha eseguito 368 pratiche di sequestro delle quali 257 relative a nemici del popolo
o assenti da Fiume per motivi sconosciuti, passato allAmministrazione Beni Popolari ()
indispensabile una stretta collaborazione col Pubblico Accusatore e il Tribunale () lodier-
na situazione numerica della Milizia Popolare soddisfa soltanto del 50% del numero neces-
72 Amleto Ballarini
85
A. BALLARINI, Intervista con il dr. Erio Franchi, in Fiume, 32, 1996, pp. 10-38.
Nellintervista concessa prima che si rinvenisse negli archivi il documento (vedi nota 84) che lo ve-
de insieme a un Pikuli (per loccasione chiamato, secondo noi erroneamente, Stanko) allimpor-
tante conferenza dei NOO del Litorale tenutasi a Suak il 16/5/1945, Franchi dichiara: Ma non
ero una persona da associare a determinate decisioni politiche. Questo per quanto riguarda le ucci-
sioni () certo ho saputo di Riccardo Gigante, ho saputo del dottor Blasich, ho saputo del dottor
Sincich () luccisione di Bacci e di Gigante stata giustificata con il fatto che erano esponenti
fascisti, degli altri, gli autonomisti, Skull compreso, si era detto Necessit politica () ma que-
sti erano lavori dellUDBAdi Oskar Pikuli e di Emil Karadija Domai, di quei quattro o cinque
che erano i caporioni di quella organizzazione () Ma so che le scorribande dellUDBA,
dellOZNAdi allora, e gli assassinii che hanno commesso, anche le rapine, perch poi venuto fuo-
ri che si erano impadroniti anche di averi, uti Pikuli per primo, erano tutte cose che avveniva-
no in un sottobosco diverso. Noi eravamo, dico noi, gli idealisti, gli stupidi di turno, su un piano
massimo di esposizione pubblica ma di coinvolgimento minimo nelle decisioni.
86
DAR, NOO, JU16 k. 2 Tajnitvo (Segreteria).
sario di uomini necessari per il buon andamento del servizio. Nella lotta contro la specula-
zione e il sabotaggio economico necessario ingaggiare tutte le organizzazioni del movi-
mento nonch larghe masse popolari
87
.
Occorre evidenziare come nellambito del Comitato popolare cittadino sia stato co-
stituito, dopo appena due settimane, dallingresso delle truppe jugoslave a Fiume, un
apposito Ufficio per la confisca dei beni dei nemici del popolo
88
e questo ancor pri-
ma che unapposita Commissione cittadina per i crimini di guerra e un Tribunale po-
polare cittadino iniziassero a funzionare. Nel corso della prima conferenza dei capi del-
le sezioni amministrative e dellordine e della sicurezza pubblica dei diversi comitati
distrettuali e cittadini del Litorale, tenutasi a Suak in data 16/5/1945, venne illustrata
ai presenti limportanza che aveva per il nuovo potere tale materia:
il compagno Karaman Branco referente per lattuazione delle confische (...) sottolinea
limportanza di queste nellambito della lotta di Liberazione Popolare e allindomani della li-
berazione specialmente in una zona come questa che per molti anni sub il giogo delloccu-
patore e la resistenza. Al ritrovamento delle propriet delle persone di nazionalit tedesca, dei
criminali di guerra e dei nemici necessario applicare la massima cura e servirsi della col-
laborazione delle masse (...) Non dobbiamo limitarci esclusivamente al ritrovamento dei be-
ni immobili di queste persone, perch spesso tali beni rappresentano solo una parte trascura-
bile in rapporto ai diritti dellautorit: depositi, presso Istituti bancari e altri, azioni, aziende,
crediti ecc. Si rende quindi necessario accertare e trovare anche questo tipo di averi. Da un
lato il Comitato circondariale di Liberazione Popolare (NOO) emana un bando pubblico al-
la cittadinanza affinch tramite denunce aiuti lautorit popolare, dallaltro dovere dei
Comitati generali, distrettuali e cittadini di Liberazione Popolare (NOO) spiegare al popolo
limportanza di tutto ci (...) Le propriet dei criminali di guerra e dei nemici del popolo, ver-
ranno confiscate solo in base alla sentenza del Tribunale Militare o Popolare ma i reparti am-
ministrativi insieme agli organi competenti disporranno che i beni di queste persone, anche
prima della sentenza, vengano posti sotto sequestro ed assicurati allamministrazione statale.
Lo stesso deve avvenire per quel che concerne gli averi vacanti ovvero i beni di coloro che
sono assenti perch fuggiti dal luogo di residenza permanente o prelevati a forza dal nemi-
co. Tali beni, fino a nuovo avviso, devono essere preservati dalla rovina e posti sotto lam-
ministrazione provvisoria () Le propriet delle comunit in precedenza fasciste/italiane ver-
ranno poste sotto sequestro fino a nuovo avviso. Con le propriet dei criminali di guerra che
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 73
87
Ibid., scat. 17. Izvjetaj Upravnog odjela Gradskog narodno-oslobodilakog odbora (Relazione
della sezione amministrativa del Comitato popolare cittadino) in data 6 marzo 1946.
88
Ibid., b. 10, Gradski narodni-oslobodilaki odbor (Comitato popolare di liberazione cittadino),
17/5/1945, elenco del personale dellufficio per la confisca dei beni dei nemici del popolo (tra paren-
tesi il luogo di nascita): Commissione: Dassovich Mario (Fiume), Klausberger Guglielmo (Fiume),
Marot Vittorio (Fiume), Lukich Gino (Fiume) - Impiegati interni: Jugo Rodolfo (Fiume), Branelli
Giuseppe (Fiume), Masi Bruno (Parenzo) - Fiduciari per gli accertamenti: Schibotto Antonio
(Vicenza), Rovani Mario (Fiume), Emiliani Dante (Fiume), Juranich Renato (Fiume), Pavlovich
Antonio (Pisino), Stibellini Eligio (Fiume), Sirotich Euleterio (Pinguente), Prodam Eugenio (Pisino),
Dopudi Innocenzo (Fiume), Bobek Eugenio (Fiume), Marot Giovanni (Fiume), Malekar Doimo
(Zagabria), Cuccelli Giovanni (Fiume), Birolini Tiberio (Roma), Brazzoduro Luigi (Fiume), Sincich
Vilin (Fiume).
nel corso della Lotta di Liberazione Popolare sono stati liquidati si proceder come nel caso
dei nemici del popolo condannati dal tribunale alla confisca dei beni. Riguardo alle propriet
delle mogli dei nemici del popolo esistono speciali direttive del Ministero () i figli delle per-
sone a cui stata confiscata la propriet (...) non hanno alcun diritto a questa propriet.
In merito ai cittadini italiani che nellattesa della firma del Trattato di pace in-
tendevano comunque abbandonare il territorio:
gli italiani che non hanno intenzione di rimanere nel nostro territorio ma che preferi-
scono trasferirsi in Italia non hanno il dovere di rimanere nel nostro esercito n nel posto di
lavoro. A queste persone sempre che non siano colpevoli di malefatte, verr resa possibile la
partenza dalla nostra terra, naturalmente a condizione che il trasferimento abbia carattere
permanente e non rappresenti un tentativo di evitare il servizio militare
89
.
In data 24/5/1945 il comunicato n. 45 del Comitato popolare di liberazione di
Fiume eman infatti le norme per il rilascio dei lasciapassare a quanti intendevano
andare in Italia:
1) La persona che intende partire deve presentare personalmente una domanda alla quale
dovr allegare le seguenti dichiarazioni: a) la dichiarazione dei beni mobili ed immobili che
abbandona nella citt, con lindicazione della persona alla quale stata affidata la custodia
di questi beni; b) loro, le carte valori, le azioni, il denaro e tutti gli altri titoli devono esse-
re depositati presso la Banca Centrale (ex Banca dItalia) ed allegare la relativa dichiara-
zione. 2) Ogni persona pu portare con s i propri indumenti personali fino ad un massimo
di 50 Kg, nonch limporto di Lire 20.000 per s quale capofamiglia e ulteriori Lire 5.000
per gli altri membri della famiglia che viaggiano con lui; tutto ci in buoni (N.d.a.: Che
oltre confine non avevano alcun valore)
90
.
Londata di sequestri e di confische
91
super, a nostro avviso, tra il 1945 e il 1948
i duemila provvedimenti, emanati con motivazioni generiche, senza certezza alcuna
di prova e senza possibilit di difesa, andando ben oltre, per quanto riguarda le pro-
priet immobiliari, le 1.500 circa che si erano salvate dai bombardamenti aerei e ter-
restri e dalle mine tedesche.
Tutto ci avvenne mentre si verificavano arresti e uccisioni che si possono tutta-
via inquadrare in due fasi ben distinte:
Prima fase. Limitata grosso modo a maggio-ottobre 1945, nella quale oltre alla
plateale e capillare retata di italiani, fiumani e non fiumani, fascisti, questurini, ca-
rabinieri e finanzieri, da parte dei militari coadiuvati dalla Milizia popolare cittadi-
na e da elementi locali addetti alla sicurezza e allordine pubblico, sembra provata
anche lattivit di delinquenti comuni dediti a uccisioni per scopo di rapina, almeno
stando a qualche sentenza delle Autorit militari che, facendo eccezione alla prassi
74 Amleto Ballarini
89
Vjesnik, XIX (1974), p. 337.
90
La Voce del Popolo, 24/5/1945.
91
Cfr. elenco parziale di fiumani condannati a vario titolo dal 3 maggio 1945 in poi, p. 172.
normalmente seguita, resero il proprio operato di pubblico dominio a mezzo
stampa
92
. Non si pu escludere che la strategia delle condanne a morte di alcuni
compagni che avevano sbagliato, camuffati, per loccasione, da presunti rapina-
tori servisse, a volte, da parziale copertura per i numerosi misfatti allora in corso.
Nei sistemi comunisti di tutto il mondo non era affatto inconsueto lallestimento di
simili farse e quello di Tito, prima e dopo il 1948, non sfugg alla regola
93
. In que-
sta prima fase, molte uccisioni e sparizioni avvennero sotto gli occhi della cittadi-
nanza terrorizzata: Mario Blasich, infermo, capo storico dellautonomia fiumana,
venne strangolato in casa, un autonomista come Giuseppe Sincich venne prelevato
dalla sua abitazione e ucciso nei pressi a raffiche di mitra, un altro autonomista no-
to, Nevio Skull, venne trovato ucciso a colpi di pistola, il senatore Riccardo Gigante
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 75
92
La Voce del Popolo, 7/5/1945: Un comunicato ufficiale del Comitato popolare di libera-
zione di Fiume, Sezione amministrativa, a firma congiunta del presidente Francesco Kordi e del
capo sezione Erio Franchi rendeva edotta la cittadinanza delle sentenze di morte emesse dalle au-
torit militari, per omicidio e rapina, a carico di Pilepi Riccardo e Smeli Clemente, nati a Fiume
e di Brodii Giovanni e Antonini Antonio, nati rispettivamente a Trieste e Pola.
93
J. PIRJEVEC, Il giorno di San Vito - Jugoslavia 1918-1992 storia di una tragedia, Torino, Nuova
Eri, 1993, p. 241: verso la fine di aprile [1948] la casistica processuale jugoslava venne arricchi-
ta da un processo, organizzato contro un gruppo di eminenti comunisti sloveni, internati durante la
guerra a Dachau, e accusati per questo di essersi messi prima al servizio della Gestapo e poi degli im-
perialisti occidentali (ma, sembra sospettati di essere agenti dell NKVD). Il processo, che rappresen-
tava un ulteriore passo nella via della repressione dopo quelli organizzati contro i nemici di classe e i
compagni di strada degli anni precedenti, si concluse con 11 condanne a morte e con altre gravi pe-
ne detentive. Esso fu un rito espiatorio di chiara marca staliniana, una drammatica messinscena.
94
AMSF, Icilio Bacci, lettera di Lidia Bacci-Urbani moglie di Icilio Bacci, Sirolo (Ancona), ot-
tobre 1945, indirizzata a Peko Dapevi, Comandante della IVArmata jugoslava, Abbazia, per chie-
dere la liberazione del marito: Mio marito fu tratto in arresto il giorno 21 maggio 1945 per ordine
dellOZNAed inviato alle carceri giudiziarie di via Roma. Qualche giorno dopo venne eseguita la re-
quisizione di tutto il mobilio sia dellabitazione che dello studio notarile, siti al primo piano delledi-
ficio n. 5 di piazza Regina Elena in Fiume. Constatato il suo grave stato di salute mio marito venne
ricoverato nellinfermeria delle carceri, donde il giorno 10 agosto egli venne internato in un campo di
concentramento in Jugoslavia () Nel maggio scorso, dopo che si fu alquanto chiarita la situazione
di Fiume, ed al solo scopo di rivedermi e celebrare insieme, in seno a stretti parenti, il 40 annuale
del nostro matrimonio che ricorreva il giorno 10 giugno scorso, mio marito con il cortese appoggio
di alcuni dei nuovi reggenti della citt, tra cui il compagno Surina, chiese di ottenere il lasciapassare
per recarsi a Verona. Il giorno 21 maggio scorso egli fu invitato alla sede dellOZNA, ove nel frat-
tempo era stata inoltrata la domanda per il suo permesso di viaggio. Per il Capo di quellUfficio,
compagno uti; lo trattenne e poi lo fece trasferire alle Carceri giudiziarie, donde a causa del suo sta-
to di salute fu inviato nellinfermeria. Ibid.: lettera di Oscar Sperber, testimone oculare degli even-
ti fiumani del maggio 1945, poi, dopo lesodo, segretario generale della provincia di Bergamo, Lidia
Bacci in data 9 settembre 1954: Invero a qualche giorno di distanza dallarresto del senatore, la po-
polazione del centro della citt assisteva muta ed impotente alle operazioni di trafugamento del ma-
gnifico arredamento sia della Sua accogliente casa che dei mobili dello studio. Per fare prima gli ese-
cutori dellordine di sequestro calavano i mobili dal grande balcone. Di sotto, davanti al portone di
casa ed alla porta della pasticceria Piva un grosso autocarro accoglieva la refurtiva () Altro che te-
stimonianze! Ve ne sono a migliaia. E poi basterebbe un briciolo di buona fede per averle sul posto a
Fiume e di carattere ufficiale. Ma chi lo sa se saranno ancora vivi coloro che in quellinfausta
epoca avevano in mano la citt, quali esecutori materiali degli ordini del Centro? I vari com-
pagni uti, i Surina, ing. Faraguna, la compagna Gioia Scrobogna, lo stesso dott. Scrobogna.
fu condotto con altri in direzione di Castua e scomparve, il senatore Icilio Bacci
94
si
present per ritirare un lasciapassare per Trieste ma venne trattenuto e scomparve,
la stessa sorte tocc allex podest Carlo Colussi e a sua moglie, allinsegnante
Margherita Sennis, tanto per citare solo alcuni tra i pi noti e bast proprio la noto-
riet di questi non solo per diffondere la paura, ma per impedire ai congiunti di al-
tri scomparsi in ogni rione della citt, meno noti di questi e non sempre fascisti, di
insistere troppo con il chiedere notizie. Si aggiunga a ci larresto e la deportazione
per destinazione ignota di almeno 78 membri della locale Questura
95
, 50 della
Finanza e 10 dei carabinieri.
Questa fase in cui elementi locali guidati dal CPC e unit dellArmata di libera-
zione coordinate dallOZNA si dedicarono, fortemente motivati dal comunismo sta-
76 Amleto Ballarini
95
ACS, Ministero dellinterno, Gabinetto, 1944-46, b. 140, fasc. 12418, Fiume situa-
zione generale, lettera di Ferruccio Parri allammiraglio Ellery W. Stone commissario capo
della Commissione Alleata in data 26/6/1945: si avuto notizia che le autorit jugoslave di
occupazione della citt di Fiume hanno proceduto allarresto di tutto il personale della
Questura, comprendente due funzionari, sette impiegati dordine, tre uscieri e circa 75 agen-
ti, dei quali quindici successivamente rilasciati. Detto personale sarebbe stato inviato in
Croazia per essere internato in campo di concentramento. Identica sorte sembra abbiano su-
bito alcuni funzionari di Prefettura. Le sarei vivamente grato se volesse cortesemente inte-
ressare la competente autorit militare della zona perch svolga gli opportuni passi per il ri-
lascio del predetto personale e dei cittadini italiani in genere arrestati e deportati dalla
Venezia Giulia. Lettera dellAmmiraglio Stone a Parri in data 6/7/1945: mi dispiace do-
verle dire che il mio interessamento finora non ha avuto esito favorevole. Lettera di Stone
a Parri in data 18/7/1945: Ho riferito la questione al Comando Supremo Alleato il quale ha
fatto presente che Fiume si trova nella zona di occupazione jugoslava e che non vi esiste al-
cuna Autorit Militare Alleata. Il Comando Supremo Alleato suggerisce che il Suo Governo
si rivolga alle Ambasciate Americana e Britannica affinch queste facciano dei passi in co-
mune presso il Governo jugoslavo a nome di quello italiano. Vedasi inoltre, in ACS, PCM,
Gab., Funzionari, agenti e militari italiani arrestati e deportati durante loccupazione della
Venezia Giulia, b. 19/5 n. 40729, lettera del Comando Supremo delle Forze Alleate al
Ministero dellInterno, Direzione Generale di PS, in data 10/6/1947: Viene fatto riferimen-
to alla Vostra lettera 442/9769 in data 5 maggio 1947. Nonostante le estese indagini condot-
te per un lungo periodo di tempo da parte delle Autorit Alleate, non si potuto ottenere al-
cuna informazione concernente lo stato attuale del personale appartenente allex Questura di
Fiume. Per quanto concerne la Questura di Fiume e la decimazione dei suoi membri ad opera
dellArmata di liberazione jugoslava cfr. anche SOCIET DI STUDI FIUMANI, Il tributo fiumano
cit., pp. 16-23.
96
G. STELLI, Un caso di genocidio ideologico: Venezia Giulia e Dalmazia 1943-1948, in
Fiume, 38 (1999), pp. 32-36. Riferendosi allopera di Mario Pacor, esemplare del riduzioni-
smo e del giustificazionismo pi estremi (Confine orientale: questione nazionale e resistenza nel
Friuli-Venezia Giulia, Milano, s.e., 1964), lautore scrive: Un esercito e uno Stato rivoluzionario
si sostituivano al vecchio Stato fascista () occorreva, secondo i criteri che evidentemente pre-
valsero in quei giorni, eliminarne o neutralizzarne ogni residuo, nelle organizzazioni e nelle per-
sone che ad esso avevano collaborato. Si era su una trincea avanzata del mondo socialista in espan-
sione, fronte a fronte con il nuovo nemico, limperialismo e i gruppi che, sia pure per ragioni
soggettivamente ammissibili, ad esso si appoggiavano e lo servivano: occorreva, secondo gli stes-
si criteri, eliminarne o neutralizzarne gli elementi di punta, Stelli afferma, con rigore logico dif-
ficilmente contestabile, che il Pacor non si accorge di descrivere la struttura del genocidio ideo-
logico, ossia la logica della eliminazione-neutralizzazione totale degli avversari.
linista, a una specie di genocidio ideologico
96
che forse non verr mai quantifica-
to esattamente, fu identica in tutta la ex Venezia Giulia aprendo in particolare, so-
prattutto nel Goriziano e in Istria, il drammatico capitolo, tuttora non scritto com-
piutamente, degli infoibamenti che provocarono una reazione internazionale
97
tale
da nuocere non poco alle pretese territoriali che la Jugoslavia si accingeva ad avan-
zare al tavolo della pace.
Tito che sapeva ben valutare, in ogni momento, quale fosse la miglior politi-
ca da seguire, ordin, prima che il 1945 finisse, la cessazione delle liquidazioni
sommarie
98
e neg con forza le deportazioni indiscriminate di italiani nei territo-
ri occupati
99
ma nel contempo, rifiutandosi di sciogliere lOZNA, disse anche
qualcosa che avall indirettamente loperato degli estremisti in carica: Se
lOZNA mette il terrore nelle ossa di chi non ama la nuova Jugoslavia la cosa va
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 77
97
G. SALOTTI, Il dramma di Fiume nel secondo dopoguerra, in Fiume, 7 (1984), p. 33:
Gi i primi atti compiuti dalle nuove truppe occupanti avevano destato anche in quella par-
te che aveva attivamente aderito al movimento partigiano un misto di perplessit e di timo-
re. Lo stesso giorno, infatti, erano stati affissi ai muri della citt dei manifesti, tutti in lingua
croata, meno uno in italiano, in cui il Comitato di Liberazione, insediatosi nel palazzo del
Governo, proclamava lannessione di Fiume alla Croazia () non si era ancora spento il ri-
cordo delle violenze compiute dalle truppe tedesche, che iniziarono quelle dei nuovi occupan-
ti () Le auspicate reazioni delle forze alleate si limitarono a un messaggio che il generale
Alexander, comandante degli eserciti alleati in Italia, diresse il 18 maggio 1945 alle truppe, de-
nunciando la violazione degli impegni assunti dagli jugoslavi per la Venezia Giulia [si faceva
riferimento agli accordi stipulati con il Maresciallo Tito nel settembre 1944 a Bolsena], e di-
chiarando che ci ricordava i metodi di Hitler, Mussolini e del Giappone. Successivamente per
(il 9 giugno) si giunse a un accordo, tra il gen. Morgan per gli Alleati e il gen. Arso Jovanovi
per gli Jugoslavi, che dividendo la Venezia Giulia in due zone (Zona A, cui vennero aggrega-
te Trieste, Pola, Gorizia e diverse localit del Carso gi occupate dalle truppe jugoslave, affi-
data alloccupazione degli Alleati; zona B, comprendete tutto il resto della Venezia Giulia, af-
fidata alloccupazione degli jugoslavi) - compromise ogni possibilit per le popolazioni
interessate di far libero ricorso al diritto allautodecisione.
98
M. GILAS, Compagno Tito, Milano, Mondadori, 1980, p. 111: Nelle mie memorie di
guerra ricordo che Tito alla fine del 1945 aveva ordinato la sospensione delle esecuzioni sen-
za processo e senza condanna che venivano eseguite dalla polizia segreta che allepoca aveva
nome OZNA.
99
ACS, CCLN 1944-1946, b. 4, fasc. 67, Unione Antifascista Italo-Slava di Trieste, J.
Broz Tito, Quali sono gli ostacoli che si frappongono allistituzione di normali rapporti fra la
Jugoslavia e lItalia, 1945, cit.: Tutta la stampa italiana concorde nellaccusare la Jugoslavia
di un presunto internamento di diverse migliaia di cittadini italiani della Zona A. Queste ac-
cuse sono assolutamente tendenziose perch non corrispondono alla realt dei fatti. Il nostro
Governo, nellaccordo di Belgrado, trattando per la fissazione della linea di demarcazione nel-
la cosiddetta Regione Giulia (Venezia Giulia), ha decisamente respinto la richiesta degli Alleati
per la restituzione dei presunti internati cittadini italiani che le Autorit jugoslave avrebbero
condotto seco durante la loro evacuazione della Zona A. Il Governo jugoslavo ha respinto que-
sta richiesta per il semplice fatto che non vi sono in Jugoslavia tali internati, come non vi so-
no stati neppure in passato. Tuttavia stato ripetutamente presentato al Governo jugoslavo
tramite le autorit alleate un elenco di 2.500 presunti internati italiani. Questo elenco ha un
contenuto molto dubbio.
100
J. RIDLEY, Tito cit., pp. 237-238.
a vantaggio del nostro popolo
100
.
Seconda fase: dal 30/10/1945 in poi
101
, entrarono in funzione i Tribunali po-
polari che in concorso con i Tribunali militari (gli unici abilitati ad emettere sen-
tenze di morte) comminavano condanne ai lavori forzati, sequestri e confische.
Rispetto alle sparizioni che comunque (anche se con minore intensit) continua-
vano, le sentenze di condanna a morte, emesse sempre dallautorit militare, non
furono molte, ma, quando se ne conoscer il dispositivo, si potr riscontrare che
il luogo di esecuzione
102
e quello di sepoltura delle vittime non venivano mai re-
si noti.
Parimenti dicasi per le dichiarazioni di morte che verranno rilasciate dagli orga-
ni del potere cittadino, facenti funzioni danagrafe, ai famigliari che ne faranno pi
tardi richiesta.
Nei processi di pubblico dominio, come furono quelli che si tennero nel 1946 e
agli inizi del 1947
103
nei confronti di alcuni cittadini accusati di cospirazione clan-
destina e in alcuni casi perfino duso e di detenzione darmi e di esplosivo, si regi-
strarono pesanti condanne ai lavori forzati, ma nemmeno una condanna a morte. Di
contro, soprattutto nel 1945, nella gran quantit di procedimenti condotti in sedi ri-
servate e sottratti alla conoscenza del pubblico, per molto meno, e in alcuni casi non
si sapr nemmeno perch, molta gente veniva arrestata dalla polizia segreta e non
faceva pi ritorno a casa
104
o veniva liquidata con giudizio sommario di Tribunali
militari.
Emblematico il caso di Angelo Adam, antifascista, reduce da Dachau, e della sua
78 Amleto Ballarini
101
La Voce del Popolo, 30/10/1945: Ordinanza - Disposizioni generali sullAmministrazione
della Giustizia nel territorio di Fiume - Il Comitato Popolare Cittadino di Fiume, vista la ne-
cessit di regolare nel territorio di sua competenza lAmministrazione della Giustizia, in ac-
cordo con lAmministrazione Militare dellArmata Jugoslava, dispone quanto segue: I. Nel ter-
ritorio di Fiume la giurisdizione civile e penale viene esercitata esclusivamente dai giudici
popolari presso la Pretura ed il Tribunale del Popolo. II. Nellamministrare la giustizia i giu-
dici popolari si atterranno alle leggi vigenti, in quanto queste non contrastino con lo spirito e
gli interessi del movimento popolare di liberazione. In tali casi essi giudicheranno in base al
principio di equit.
102
La Voce del Popolo, 18/9/1945, sotto il titolo Nemici del Popolo si d notizia di due ese-
cuzioni, quelle di Argeo Cappadura e Siki Bozo, mediante fucilazione a cura dellautorit mili-
tare, che ebbero luogo presso il cimitero di Tersatto. uno dei pochi casi in cui il luogo dellese-
cuzione venne reso noto.
103
ARHIV VRHOVNOG VOJNOG SUDA, BEOGRAD (dora in poi AVVS) Vii Vojni Sud, 24/47.
104
IRSMLFV, Ufficio Storico, doc. 1303, Angelo Adam, Colloquio con la signora Anna
Adam ved. Monti, sorella di Angelo Adam a Trieste il 16 settembre 1965, raccolto e firma-
to da Galliano Fogar: Nel settembre-ottobre 1945 poco prima di venir arrestato ed elimina-
to dalla polizia jugoslava, Angelo Adam fece un viaggio a Milano (forse era lunico) ()
Angelo Adam voleva mantenere lincognito per motivi cospirativi (egli doveva tornare a
Fiume) () La signora Anna Adam ha chiesto invano documenti anagrafici di Angelo alle au-
torit di Fiume tramite i consolati italiani di Zagabria e Capodistria () Da parte jugoslava
non si danno attestazioni su Angelo Adam come se non fosse mai esistito, n nato n vissuto
per anni a Fiume.
famiglia. Il suo nome ricorre anche nella vicenda dei processi sopra menzionati e
tutto fa pensare che fosse coinvolto in quella cospirazione clandestina
105
che agli al-
tri cost invece solo qualche anno di galera. Nel settembre/ottobre 1945 sparirono
lui, la moglie e la figlia ma nel 1947, pur essendo sparito, il Tribunale del popolo lo
condann a due mesi quale speculatore e sabotatore
106
, a riprova che in quel pe-
riodo la mano destra della giustizia popolare non sempre sapeva quel che faceva la
mano sinistra dellOZNA o dellUDBA, o meglio, si potrebbe pensare che la giu-
stizia popolare provvedesse a screditare politicamente e moralmente, come se fos-
sero ancora vivi, i soggetti che la polizia segreta aveva gi eliminato.
Il regime, in tale fase, preferiva tuttavia procedere alle eliminazioni fisiche dei
suoi presunti avversari senza far troppo rumore s che limpenetrabile silenzio sulla
loro sorte continuava a costituire per i superstiti un formidabile deterrente che sco-
raggiava chiunque a fare troppe domande. Quando occorreva invece ricorrere a pub-
blici processi per dimostrare che i nemici esterni del sistema tramavano (nel caso
dei processi di cui sopra venne provato anche il finanziamento clandestino prove-
niente dallItalia tramite il CLN di Trieste)
107
, senza successo, per abbatterlo e che
la giustizia popolare trionfava, ci si limitava a pene detentive che in seconda istan-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 79
105
AVVS, Vii Vojni Sud, 24/47, verbale di interrogatorio di Luksi Antonio che si dichiara
croato di nazionalit italiana di professione impiegato, in data 21/1/1947: Nel mese di luglio 1945
don Polano minvit a partecipare al CLN di Fiume () Fino a questo tempo non sapevo nulla
dei (sic) tali comitati ed in questa occasione riseppi (sic) che questo comitato fu formato verso la
fine dellanno 1944 sulliniziativa del prof. Brusi, prof. Tavolini Adelo (sic), Narti Nereo e pi
tardi sono venuto anchio poi certo Superina ed Adam.
106
DAR, Prefektura (Prefettura) 1940-47, I, sconosciuta provenienza, copia dattiloscritta del
Registro trascrizione reati PR-28, 1947-6 del Tribunale Popolare Circondariale di Fiume in
Archivio Storico di Fiume al n. 49.84: Nome: Adam Angelo. Funzione: impiegato. Motivazione:
Specul. - Sabot. Ec. (30-I/25-IV). Condanna: 2 mesi cer. [Specul. Sabot., sta evidentemente per
speculatore sabotatore e cer. significa probabilmente carcere] Multa.
107
AMSF, Zanella, scat. 2, fasc. 10, lettera di Riccardo Zanella al colonnello Antonio Fonda
Savio CLN di Trieste, Roma, 29 ottobre 1946: La ringrazio della cortesia usatami in data 18
corr. collinformarmi delle somme chElla ha liquidato per lassistenza dei fiumani a carico del
fondo di 25 milioni alluopo stanziato dal Ministero Postbellica. Le ho chiesto tal cortesia non
perch Ella mi renda conto duna situazione contabile che non di mia competenza, si bene
per dare una base concreta alla richiesta che mi pregio di rivolgerLe, di voler cio acconsenti-
re che i residui 13 milioni ancora disponibili per lassistenza fiumana siano amministrati e di-
stribuiti da questo Ufficio di Fiume, che lunica rappresentanza ufficiale degli interessi fiu-
mani, riconosciuta dal Governo dello Stato () converr che non n normale n giustificabile
che in materia cos delicata come quella dellassistenza in un paese dominato da Tito e
dallOZNA lamministrazione di s ingenti fondi di soccorso sociale e politico sia diretta da
persona che per quanto distintissima e rispettabilissima come la Sua non ha per la necessaria
conoscenza duomini e dambiente di una popolazione tanto complessa quanto quella di Fiume.
I recenti avvenimenti di Fiume, e precisamente larresto dei tre Luksich, la confisca di 700.000
lire trovate nella loro abitazione, le ragioni che hanno provocato larresto, lo scandalo che ne
scoppiato, le tristi conseguenze, i pettegolezzi, i sospetti, la recrudescenza delle persecuzio-
ni poliziesche, che ora si rinnovano, tangono necessariamente la di Lei responsabilit e sol-
tanto subordinatamente quella delle persone che Ella, evidentemente in buona fede, s scelte
come esecutori delle di Lei lodevoli intenzioni.
za venivano quasi sempre sensibilmente ridotte.
Erano processi-propaganda resi spesso ancora pi facili dallinconsistenza po-
litica degli avversari che per loccasione veniva abilmente ingigantita, alimentando
in tal guisa il mito di una reazione italiana attivamente presente in Istria e a
Fiume
108
.
In tale periodo si riscontra dunque lattivit di due poteri distinti: uno che rende
pubblica la propria attivit evitando di accreditare lipotesi duna sistematica perse-
cuzione degli italiani o addirittura dun progetto in atto di pulizia etnica e laltro
che, se nella prima fase dipendeva dal Ministero della difesa, nella seconda dipen-
de dal Ministero dellinterno: la polizia segreta dellOZNA, poi denominata UDBA,
della quale poco si sa e della quale ancora oggi si stenta a trovare, oltre a documenti
da noi reperiti in fondi diversi, da qualche parte, larchivio che ne conservi la docu-
mentazione storica.
Non ci stato possibile ricostruire esattamente lorganico ufficiale e completo di
tale organizzazione a Fiume.
Riteniamo, tuttavia, di poter affermare che comandante militare della sezione
dellOZNA nellambito della 19 Divisione che operer sul territorio di nostro inte-
resse anche dopo il 3/5/1945, era Emil Karadija detto Domai, mentre commissa-
rio politico era Oskar Pikuli detto uti
109
. Questultimo nome spesso ricorre, pri-
ma di allora, durante la lotta partigiana, quale autorevole delegato del Partito
comunista croato sia per le attivit di reclutamento sia per quelle di costituzione e
controllo del Comitato cittadino del partito comunista a Fiume e provincia.
Di tale sua funzione render egli stesso testimonianza nella memorialistica
80 Amleto Ballarini
108
AMSF, Fondo ricerca vittime di nazionalit italiana, Proclama agli Italiani dellIstria e di
Fiume (copia conforme alloriginale), diffuso in clandestinit il 6 marzo del 1945 dal Comitato
Esecutivo dellUnione degli Italiani dellIstria e di Fiume: la reazione italiana dellIstria e di
Fiume, nascosta sotto una falsa maschera democratica e sostenuta dalle forze reazionarie dItalia,
ha intensificato la sua azione tendente a passivizzare le masse italiane e a sottrarle al MPL e ad
eccitare lodio sciovinistico contro i croati con questi precisi scopi: impedire agli italiani la vita
libera e felice nella nuova Jugoslavia; impedir loro di cancellare con la lotta la macchia dellop-
pressione del fascismo italiano sulla popolazione croata e renderli nuovamente colpevoli di tale
oppressione. Il Comitato Esecutivo, nel quale per Fiume erano sin da allora presenti: Dino
Faraguna quale presidente, Erio Franchi, Gioia La Neve e Luciano Michelazzi quali membri,
Ervino Locatelli, Orazio Cergnar, Giovanni Cucera, Carlo Mani, Giuseppe Fornasari e Luciano
Bernardi quali consiglieri, dopo tali premesse si assunse dunque il compito, a vittoria ottenuta, co-
me si legge nel documento citato, di Smascherare tutti i reazionari e i loro piani, affinch in que-
sta maniera gli italiani dellIstria e di Fiume nella Croazia federale e democratica divengano il
ponte che collegher la Jugoslavia di Tito e lItalia in lotta per la sua libert democratica.
109
R. BUTOROVI, Suak cit., pp. 518-521.
110
L. MARTINI, Memorie e documenti cit., p. 143, cos Oskar Pikuli: Agli inizi del 1943, in
febbraio, viene stabilito che io vada a rinforzare il Comitato di Partito di Castua () Fu nellottobre
del 1943 che mi venne ordinato di raggiungere Fiume da parte del Comitato circondariale del Partito
per il Litorale croato () un Comitato cittadino di partito gi esisteva () io e Romano Glazar avrem-
mo dovuto contribuire a rinforzarlo. In realt si evince da tutto il suo racconto che il Comitato
Cittadino del Partito Comunista Croato, nonostante le esitazioni dei comunisti italiani, venne in pra-
tica rifondato e reso funzionante solo per merito suo e di Glazar essendo il Comitato preesistente po-
co rispondente alle attese del Partito.
post-bellica
110
.
La sua importanza, quale attivista di Partito, tra il 1943 e il 1945, era stata ben
nota sia ai tedeschi sia ai fascisti della Milizia che a Fiume avevano svolto con ef-
ficacia funzioni di polizia politica sostituendosi, nelle mansioni, allUfficio politico
della locale Questura completamente esautorata
111
. Era nota anche agli organi di si-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 81
111
ACS, RSI, GNR, b. 31, Legione Fiume, II-41, rapporto giudiziario dellUfficio politico in-
vestigativo della Milizia difesa territoriale Quarnaro 3 Rgt (61 Legione), prot. N. 4645/B/3 del
7 settembre 1944: Denuncia a carico di Bresaz Remigio fu Giovanni (arrestato), Duiz Giovanni
di Giovanni detto John (arrestato e suicidatosi), Pillepich Liliana fu Antonio (arrestata), Picovich
Remigio fu Giovanni detto Giorgio (arrestato), Smolnikar Giordano fu Massimiliano detto Elio
(arrestato), Pezman Leopoldo fu Antonio, Matesich Lodovico di Celestino (arrestato), Puccar
Eugenio fu Simeone (evaso), Cucera Giovanni di Matteo detto Fabio (latitante), Cimadori Luigi
di Francesco detto Suti (latitante), Pikuli Oscar di Giuseppe detto uti (latitante), Cergnul Danilo
di Giacomo detto Nini (latitante), Klausbergher Pietro di Luigi (latitante), donna conosciuta col
pseudonimo di Olga (latitante), uomo conosciuto col pseudonimo Puc (latitante), uomo conosciu-
to col pseudonimo Mlade (latitante) tutti colpevoli di cospirazione contro i poteri dello Stato per
avere, agendo individualmente od in comunione fra essi, compiuto, nel territorio della Provincia
del Carnaro e zone limitrofe, nel periodo di tempo compreso fra il gennaio e lagosto 1944, in qua-
lit di affiliati ad organizzazione segreta comunista al servizio ed al soldo del nemico, attivit ten-
dente a sovvertire violentemente lordinamento dello Stato. In data 10 settembre 1944, lo stesso
Ufficio comunicava alle autorit militari e politiche della RSI che il Comando della Polizia tede-
sca a Fiume aveva disposto la fucilazione, con personale del 3 Rgt della Milizia, di tre degli ar-
restati: Picovich Remigio, Pezman Leopoldo e Matesich Lodovico. Lesecuzione era stata effet-
tuata il 9 settembre. Molti elementi atti ad incriminare sia gli altri arrestati sia i latitanti vennero
confermati nel corso dellinterrogatorio di Giovanni Duiz. Dopo la guerra, la bibliografia di parte
comunista sosterr che Duiz decedette in carcere per le torture subite durante gli interrogatori. La
Milizia, sostiene nel suo documento, che il Duiz si suicid nella prigione ove era stato rinchiu-
so, servendosi di un filo telefonico strappato da una linea collocata allesterno del davanzale del-
la finestra della prigione stessa. Pur essendo difficile credere che da una finestra della prigione
fosse possibile utilizzare un cavo telefonico posto allesterno della stessa, resta il fatto che alme-
no due elementi della resistenza, Bencich Antonio e Amedeo Ursich (questo anche dun certo ri-
lievo), non poterono essere incriminati perch linterrogatorio del Duiz non sera ancora conclu-
so e venne a mancare il suo confronto con i sospetti per incriminarli. Va rilevato inoltre che il Duiz
aveva gi tentato il suicidio nel corso dei primi interrogatori giustificandosi col dire Sono con-
vinto che se verr rimesso in libert, i capi dellorganizzazione comunista mi faranno uccidere.
Alla Milizia il Duiz era dunque pi utile da vivo che da morto. Dalla vicenda uscirono invece stra-
namente indenni sia il Puccar Eugenio, misteriosamente evaso, sia il Bresaz Remigio nelle cui
tasche e nella cui casa venne trovato il materiale per individuare tutti gli altri. A conferma che la
Milizia non avrebbe avuto molto interesse a far morire il Duiz prima del tempo sta il fatto che nel
verbale citato si dichiara: Interrogati pi volte nel corso dellinchiesta il Bresaz ed il Duiz per co-
noscere i nominativi degli autori della consumazione degli attentati terroristici compiuti dagli af-
filiati allorganizzazione comunista, della quale tanto il Bresaz quanto il Duiz sono membri attivi
e nella quale ricoprono cariche importanti, come si potuto accertare attraverso la natura del ma-
teriale loro sequestrato, gli interrogati si sono chiusi nel silenzio pi ermetico forse perch vinco-
lati dal segreto. Uguale condotta essi hanno tenuto allorch si tentato di carpire loro il segreto
sui nomi dei massimi esponenti del Movimento, sulla sede centrale del Comitato di Fiume. Il
Bresaz non fece rivelazioni di poco conto. Confess, oltre a tutto il resto, che il disegno ripro-
ducente la pianta topografica interna delledificio della Questura, trovato con altri documenti in
suo possesso lo aveva ricevuto, per custodirlo, dal Cimadori il quale, a sua volta, stando a quan-
to egli aveva riferito, lo aveva ricevuto da un Vice Commissario della stessa Questura, funziona-
rio costui che aveva intenzione di far passaggio nella milizia e che si era prestato a fornire il di-
segno a condizione di essere salvato alloccorrenza dai partigiani lannotazione Vice Com. Dino
curezza della NDH (lo stato ustascia di Ante Paveli). Da copia di un Notiziario de-
positato presso gli archivi della NDH
112
risulterebbe che il Pikuli, pur essendo
braccato da tutti gli organi di polizia esistenti nel territorio, avrebbe goduto di no-
tevoli amicizie in campo avverso che gli consentirono di salvarsi anche nei mo-
menti peggiori. A Suak recita testualmente il Notiziario in questione, stilato
nel 1944, i tedeschi hanno catturato il famoso terrorista Pikuli, commissario
politico. Il noto cane ustascia Montagni (Montanj) ha liberato Pikuli che adesso
guida i comunisti nella regione di Gorski Kotar. Nella storiografia del movimen-
to di liberazione la fuga di Pikuli viene invece accreditata come il frutto di un
riuscito colpo di mano partigiano. Infatti nellopera di Radule Butorovi
113
, pi vol-
te da noi citata, si legge:
Il Comando Carabinieri di Trieste, gruppo di Fiume stese in data 25 aprile 1944 il se-
guente rapporto: Il mattino del 25 c.m. nel corso di una congiura partigiana fu lanciata una
bomba nel cortile del carcere giudiziario di Fiume: ci furono scene di panico tra gli agenti ed
i carcerati. Ci permise la fuga del capo degli insorti Pikuli Oskar gi condannato a morte
dal tribunale militare della 2 Armata ormai posta in congedo e liberato dopo gli avvenimen-
ti dello scorso settembre. Il fuggiasco era stato liberato dalla polizia tedesca. Lesplosione ha
ferito un secondino e tre carcerati.
Fin qui il Butorovi riporta per intero un documento disponibile nel DAR di
Fiume e a noi fornito in copia da Sobolevski. Prosegue poi affermando, probabil-
mente sulla base di testimonianze dirette di qualche protagonista:
Davor Ritt e Luciano Bellina attraversarono con il rapito Pikuli la Cittavecchia e ad
un valico sussidiario custodito dalle guardie di finanza attraversarono lEneo e si portarono
a Suak. Dapprima si rifugiarono nellappartamento di Milan Orel, membro del Comitato lo-
cale del PCC per Suak e quindi presso Gabriel Koreni, capo della polizia di Suak col qua-
le erano collegati.
Ci sono per due fatti che nelle diverse versioni (quella del Notiziario custodito
presso la NDH e quella data da Butorovi) sono uguali: Pikuli sarebbe stato pre-
so in ogni caso dai tedeschi (da questi prima liberato e poi incarcerato o consegna-
82 Amleto Ballarini
che figura nellallegato 10 in corrispondenza alla parola Questura e che vorrebbe significare Vice
Commissario Dino il Bresaz lavrebbe, secondo lui, scritta su ordine del Cimadori senza cono-
scerne il vero significato. Vale la pena di rilevare che Bresaz stesso, stando alle sue confessioni,
faceva riferimento per la propria attivit a gente come Luigi Cimadori detto Suti e Oskar Pikuli
detto uti. Il primo era uno di quei tipacci che egli aveva facolt di incaricare per convincere
anche con mezzi coercitivi a sovvenzionare lorganizzazione con denaro o con merci i commer-
cianti [nel documento seguono una decina di nomi] e il secondo, figura mitica a Fiume della re-
sistenza croata di carattere comunista, sar un giorno a capo della polizia segreta locale (OZNA
prima e UDBA poi).
112
VAB, NDH, JU, 17068, 2/12-6 b. 305, notiziario (steso probabilmente dal Movimento dei
cetnici).
113
R. BUTOROVI, Suak cit., p. 456.
to agli ustascia e poi liberato da questultimi) e, sempre in ogni caso (si chiamasse
Montanj o si chiamasse Koreni), un capo della polizia ustascia a Suak lo avreb-
be aiutato a fuggire. Nelle sue memorie, raccolte da Lucifero Martini
114
, Pikuli non
dice nulla della sua pretesa fuga dal carcere di Fiume n del suo arresto da parte dei
tedeschi nel 1944
115
.
A noi sembra indubbio che sin dal primo momento, 16/5/1945
116
, Oskar Pikuli
assuma, sia pure fugacemente e occasionalmente, a Fiume, anche un ruolo rilevan-
te nellambito dello stesso Comitato popolare cittadino quale responsabile per lor-
dine e la sicurezza, pur se dal 16 maggio in poi si far riferimento a lui solo ed
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 83
114
L. MARTINI, Memorie e documenti cit., pp. 134-146.
115
AMSF, Vittime di nazionalit italiana, copia conforme da Studio legale Sinagra, Roma.
Interrogato presso il Tribunale conteale di Fiume/Rijeka in data 18/8/1999 a seguito di procedi-
mento giudiziario che lo vedeva imputato presso il Tribunale penale di Roma per i fatti intercor-
si a Fiume dopo il 3/5/1945, egli ha dichiarato testualmente: Nel 1951 sono stato condannato dal
tribunale militare di Zara a 10 anni di carcere per collaborazione con loccupatore italiano. La pe-
na lho scontata dal 1951 al 1961 nelle varie prigioni della ex Jugoslavia cio a Goli Otok,
Lepoglava e Stara Gradiska. Gli atti di quel processo del 1951 non sono stati resi noti.
116
Cfr. precedente nota 84.
117
DAR, Gradski narodni odbor (Comitato popolare cittadino), Komisija za ratne zloine
(Commissione crimini di guerra), JU 41, b. 5, deposizioni firmate da Bratonja Nevenka e Bratonja
Albina nelle quali si dichiara che essendo stata tratta in arresto dalla polizia tedesca, in data 4/12/1944,
Bratonja Vera, rispettivamente sorella e figlia delle predette, attivista del Movimento popolare di li-
berazione, questa fu prima torturata a lungo per estorcerle informazioni e poi imprigionata al carce-
re del Coroneo a Trieste quindi a San Sabba, la stessa ritenne di che (sic) il suo arresto fosse dovuto
alla delazione di certa Nella Chiesa detta Ivanka. La sorella Nevenka, rientrata a casa dopo la libera-
zione, si rec in data 7 maggio 1945 con il compagno Samsa Gabriele, seguito da due militi popola-
ri, presso la casa della Chiesa e ottenne larresto di lei e del suo convivente dal quale aveva preso il
nome pur non essendo sposata. Il Samsa port i due allOZNAconsegnandoli personalmente al com-
pagno Pisculic (uti) ma questi li lasci liberi ed essi poterono cos, muniti di regolare lasciapassare,
andare in Italia. Di Vera Bratonja, stando alla sorella Nevenka, non si sono avute pi notizie. A lei,
quale eroina della Resistenza stata intitolata una via in quel di Fiume/Rijeka. Le firmatarie delle de-
posizioni, esponendo i fatti di cui sopra, chiedevano alla Commissione crimini di guerra almeno il
risarcimento dei danni subiti a diverso titolo durante gli arresti delle due sorelle.
118
DAR, Gradski narodni odbor (Comitato Popolare Cittadino), JU 41, b. 5 doc. n. 656, lette-
ra del presidente del Comitato popolare cittadino allOZNA di Fiume in data 6/6/1945: I mem-
bri delle famiglie dei vostri detenuti Burichi [leggasi Buricchi] Gino, Cozzella Luigi, Giagnte[leg-
gasi Gigante] Vicenzo [Vincenzo], Stamantini [leggasi Tamantini] Fabio, Vasile Gerlando [leggasi
Gerardo], Balderi [leggasi Valderi] Matteo, Riccio Guido [leggasi Aquito], Romagnolo Ferdinando
[leggasi Fernando], Gasperino [leggasi Gasperini] Albino, Corbo Giuseppe, Devescovi Valerio,
vengono giornalmente da noi per avere delle informazioni dei suddetti loro famigliari. Dato che
noi non siamo in grado di fornire tali informazioni ed essi vengono qui pi volte al giorno, Vi pre-
ghiamo di voler possibilmente dare ai suddetti le informazioni che chiedono. I nomi sopracitati
sono quelli di altrettante vittime della Questura di Fiume. I famigliari fino agli anni 50 (vedi fa-
scicolo di Vincenzo Gigante in AMSF) non riusciranno ad avere mai notizia alcuna e nemmeno
una dichiarazione di morte presunta, necessaria per ottenere pi tardi dallo Stato italiano una pen-
sione che verr calcolata comunque con una decorrenza che avr almeno sei anni di ritardo rispetto
alla data effettiva del decesso (maggio/giugno 1945). In tutti i casi le dichiarazioni di morte pre-
sunta indicheranno come sconosciuto il luogo di sepoltura della vittima.
esclusivamente quale responsabile locale dellOZNA
117
. al suo ufficio
118
e a lui per-
sonalmente
119
che il Comitato popolare cittadino, ben consapevole dei suoi poteri in
materia di arresti, detenzioni e provvedimenti speciali motivati da ragioni politiche,
inviava le richieste di quanti cercavano disperatamente notizie dei propri parenti
scomparsi nel nulla.
nostra convinzione che, sia nella prima sia nella seconda fase, eccetto, forse,
eventuali casi di delinquenza comune, nulla si sottrasse al potere del Partito comu-
nista jugoslavo che per Fiume delegava ovviamente il Partito comunista croato.
Perfino lattivit militare subiva, sin dal momento della sua costituzione, il control-
lo di un commissario politico che vigilava sullattivit di comando. I poteri del-
lamministrazione cittadina, degli organismi giudiziari e di polizia, furono, a nostro
avviso, sottoposti a identico controllo.
A scorrere gli atti della Commissione cittadina per i crimini di guerra di Fiume
si pu ritenere che il potere civile fosse scarsamente informato sulla attivit di re-
pressione posta in essere dallAutorit militare e dall OZNA. A cura della
Commissione venne compilato infatti un elenco di 196 persone che si sarebbero do-
vute indagare e perseguire quali criminali di guerra
120
. Detta Commissione era abili-
tata a raccogliere testimonianze e documenti utili allincriminazione dei nemici del
popolo e aveva invitato a mezzo stampa i cittadini a denunziare tutte le sopraffa-
zioni patite da parte delle autorit fasciste anche prima della guerra abilitando, in
caso di assenza di chi le avesse subite anche i loro parenti ed amici a presentare
denunce perch nessuno dei colpevoli [sfuggisse] alla giusta sanzione. Non era
nemmeno necessario presentare una denuncia scritta ma [era] sufficiente presen-
tarsi per una denuncia verbale
121
.
Lelenco sopra citato battuto a macchina e in due casi, a fianco del nominati-
vo, qualcuno a penna ha scritto liquidato, termine che non lascia pensare n a un
regolare processo n a una sia pur sbrigativa esecuzione da parte di organismi mili-
tari. Nellelenco sono invece 36 le persone che a noi risultano essere state uccise,
nella maggioranza dei casi senza condanne a morte di Tribunali militari, quindi li-
quidate. Dalle annotazioni a macchina che accompagnano molti nomi compresi nel-
lelenco si apprende che la pratica (con la documentazione raccolta) era stata pas-
sata per competenza al Tribunale militare. Da tutto ci si possono formulare soltanto
due ipotesi: o la Commissione poco sapeva di quanto facevano gli altri organismi
sopra citati e mal si comprenderebbero le annotazioni manuali che presuppongono
invece una certa conoscenza, o la Commissione passando le pratiche ad altri orga-
nismi (come era il caso dei Tribunali militari), ha praticamente collaborato a deter-
84 Amleto Ballarini
119
Ibid., lettera prot. 182 datata 9 maggio 1945, indirizzata a Dragi uti (Caro uti). uti,
ovvero il Giallo, era infatti il soprannome di Oskar Pikuli. Nella lettera gli si fa presente che la
moglie di Innocenti Ettore chiede notizie del marito e si passa a lui, per competenza, la richiesta
dinformazioni. Innocenti Ettore era un Vice Brigadiere della Questura di Fiume. Risulter anche
lui fucilato a Grobniko nel giugno del 1945.
120
DAR, Gradski narodni odbor, Komisija za ratne zloine, JU 16 b. 5.
121
La Voce del Popolo, 9/10/1945, Per laccertamento dei crimini di guerra.
minare la morte di almeno 36 persone e ne era ben consapevole.
Oltre a sequestri e confische, condanne ai lavori forzati, condanne a morte e spa-
rizioni, si verificarono nelle fabbriche e nelle scuole fenomeni di epurazione collet-
tiva che contribuirono non poco a stimolare lesodo in qualsiasi forma e con qual-
siasi mezzo. Alcune epurazioni (quasi sempre di italiani), come quella che si svolse
nei cantieri navali l11/2/1946, vennero rese di pubblico dominio; servirono sia da
monito politico e sia a dar lavoro a quanti (quasi sempre non italiani) dimostravano
assoluta fedelt al regime: Ogni lavoratore onesto, ogni uomo laborioso, colui che
nel lavoro vede un mezzo per elevare tutta la propria classe e tutto il popolo ad un
livello di vita superiore, vedr nellatto di oggi la salvaguardia della lotta di ieri e
del suo lavoro di oggi e di domani. Ed esso servir a quanti disonesti si nascondo-
no ancora nella massa a convincerli che il loro tempo finito e che il potere popo-
lare vuol dire lavoro, disciplina e libert
122
.
Lattivit epuratrice e la caccia al fascista per esemplari punizioni da parte dei
poteri popolari nel febbraio del 1946 e quindi a nove mesi dalla fine della guerra,
non sempre era condivisa dal potere militare (Vojna Uprava) nei territori adriatici
sottratti alla sovranit italiana, dove lesodo e la volont di andarsene stavano assu-
mendo proporzioni rilevanti e dove si rendeva necessario ricostruire, prima della fir-
ma del trattato di pace, limmagine duna Jugoslavia democratica, tollerante e mul-
tietnica. Questo ed altro emerge dal testo di una conferenza tenutasi a Trieste
l8/2/1946
123
e del quale riportiamo, con limitato commento, alcuni passi che meri-
tano particolare attenzione:
si ritiene di dover fare alla Vojna Uprava le seguenti raccomandazioni (n.d.a.: dimo-
strando cos che nulla si poteva fare allora senza il consenso dellAutorit Militare): a) che
non siano costituiti solo un campo per la zona slovena ed uno per la zona croata, ma pi cam-
pi di limitata capienza, in vicinanza delle zone distrutte dalla guerra, in modo che la capacit
lavorativa dei condannati sia sfruttata nel miglior modo ed il pi economicamente possibile
(); c) affinch i condannati sentano il peso morale della condanna, compatibilmente con le
necessit tecniche dellorganizzazione del lavoro, necessario che essi siano scrupolosamente
tenuti separati dai lavoratori civili; d) il campo di lavoro, oltre allo scopo di punire i delitti
compiuti e di contribuire alla ricostruzione delle zone distrutte dalla guerra, deve avere lo
scopo di rieducare moralmente e socialmente i condannati; e) nei campi di lavoro necessa-
rio tenere separati i condannati politici da quelli comuni; f) bisogna dare la massima atten-
zione alla risoluzione del problema dellistituzione di un campo di lavoro per minorenni ()
(n.d.a.: la conferenza sta trattando di prigionieri politici e non comuni, come risulta evi-
dente dal testo e, in particolare, si tratta di fascisti e collaborazionisti. C da chiedersi qua-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 85
122
La Voce del Popolo, 12/2/1946, Il popolo contro i disonesti. La massa operaia dei
Cantieri espelle dal suo seno i resti del fascismo.
123
DAR, Gradski narodni odbor, Komisija za ratne zloine, JU 41 b. 6. Lettera in data
6/5/1946 del pubblico accusatore Bruno Scrobogna al CPC, Sezione Segreteria Commissione
crimini di guerra e alla Divizijaski Vojni Sud IV A.; trasmissione in copia della Conferenza e
delle conclusioni della stessa per il coordinamento della lotta antifascista nella Zona B della
Regione Giulia tenutasi a Trieste l8 febbraio 1946.
li fossero le cause che avevano determinato un fenomeno di minorenni di tale entit da ri-
chiedere la costituzione di un campo apposito. Figli di condannati o minorenni colpevoli di
fascismo e collaborazionismo?) () II. Unificazione dei criteri per il giudizio dei crimina-
li fascisti e collaborazionisti Si ritiene che si debba procedere sollecitamente contro i fasci-
sti e collaborazionisti, sia che siano presenti, sia che siano assenti, in maniera da poter giun-
gere almeno allespropriazione del loro patrimonio. Si decide pertanto di prendere
collegamento con la Vojna Uprava e di fare le seguenti proposte: a) Tanto a Trieste quanto in
tutta lEuropa si imposto il concetto che i fascisti e collaborazionisti debbano essere giudi-
cati e puniti () si deve considerare opportuna la costituzione di organi speciali di giudizio
di fascisti e collaborazionisti nella zona B. b) Qualora la Vojna Uprava avesse particolari mo-
tivi di carattere politico da opporre () si propone di confermare quegli organi che gi esi-
stono nella zona B slovena e per quanto riguarda la zona B croata disporre la costituzione di
particolari collegi nei Tribunali ordinari distrettuali () III. Unificazione dei criteri per le-
purazione dei fascisti dalle aziende pubbliche e private Si decide di far presente alla Vojna
Uprava la necessit di addivenire sollecitamente allepurazione dei fascisti e collaborazionisti
dalla vita produttiva della zona B () Qualora la Voijna Uprava trovasse difficolt di caratte-
re politico () I Comitati locali ed aziendali dellUAIS devono eleggere delle Commissioni
di Epurazione di primo grado, rispettivamente aziendali e locali () Per lesecuzione delle de-
cisioni delle commissioni di epurazione riguardanti i liberi professionisti ed i detentori di li-
cenze di esercizi pubblici, artigianali ed industriali, necessario studiare la possibilit di stu-
diare un collegamento stabile con gli organi del potere popolare per regolare il ritiro delle
licenze di esercizio. Un recente decreto dellAutorit popolare stabilisce che sia fatta la revi-
sione delle licenze di esercizio in base ad un criterio politico () Il compagno Peterin ()
spiega che, in considerazione del fatto che gli organi giudiziari della zona B hanno emesso nu-
merose sentenze di condanna ai lavori forzati pesanti e leggeri e constatato che fino a tutto-
ra manca nella zona B la necessaria attrezzatura per dare corso a queste sentenze, necessa-
rio che questa attrezzatura venga predisposta () Il compagno Cerkveni riferisce che, per
quanto a sua conoscenza, la Vojna Uprava ha gi cominciato a interessarsi della questione e
che ha stabilito di voler istituire almeno due campi, uno per la zona croata ed uno per la zo-
na slovena. Per la parte slovena si gi provveduto ad organizzare un campo della capienza
approssimativa di 50 persone in prossimit di Villa del Nevoso () Il compagno Peric ()
riferisce che nel Litorale sloveno vi sono numerosi condannati ai lavori forzati () Il campo
di Villa del Nevoso sar per insufficiente per accogliere tutti i prigionieri () Per lIstria
croata e Fiume stata ordinata listituzione di un campo nel centro dellIstria, probabilmente
presso Pisino.
Dopo aver discusso a lungo sulla possibile costituzione di campi di internamen-
to nella zona B e sulla costituzione di collegi giudicanti, magari Tribunali speciali,
per attivare ancor pi il processo a fascisti e collaborazionisti alcuni delegati solle-
vano dei dubbi che non sono di poco conto:
Il compagno Periz riferisce che la Vojna Uprva avrebbe espresso parere contrario al-
listituzione di tribunali speciali per il giudizio dei fascisti e che si deve prevedere la pos-
sibilit che venga soppresso anche quello di Capodistria. Il compagno Peterin riferendosi
allinformazione di Periz afferma che, per considerazioni di carattere politico relative al-
la situazione internazionale non sarebbe opportuno montare eccessivamente il problema.
86 Amleto Ballarini
Da tali evidenti perplessit, dopo tanto zelo epurativo, riteniamo si possa de-
durre quanto segue: tra Comitati popolari con i relativi organismi ad essi collegati e
autorit militari doccupazione cerano notevoli diversit di vedute. Queste ultime
infatti uniformavano la loro azione alla volont del Governo jugoslavo interpretata
dal maresciallo Tito che, passato il momento della prima ed incontrollabile ondata
repressiva, era in attesa di coronare i propri programmi dannessione territoriale ri-
costruendo in sede internazionale quellimmagine democratica e tollerante che i pri-
mi mesi doccupazione avevano seriamente compromesso. Cera da chiedersi infi-
ne, dopo ben nove mesi di indisturbata gestione del potere nella Zona B, Fiume
compresa, quanti potessero essere, nel territorio di competenza, i fascisti e i colla-
borazionisti ancora in libert. E in mancanza di fascisti e collaborazionisti contro chi
poteva essere diretta tutta la lotta dellapparato che si intendeva perfezionare nel mi-
gliore dei modi? Non a caso il compagno Bruno Scrobogna, pubblico accusatore di
Fiume, pose infatti ai convenuti una questione importante e cio se vi fosse accor-
do, dopo tanto parlare, sulla definizione di fascista. Il compagno Sajevitz gli legge
la denominazione [sic] del Tribunale del Popolo per il giudizio dei crimini fascisti
contro lesistenza e la libert del popolo e le sue istituzioni democratiche. Non ne-
cessario stabilire delle date di inizio, dopo le quali considerare delitti fascisti quei
delitti che hanno la fisionomia sopra specificata.
Dalla spiegazione proposta dal Sajevitz emerge che ogni crimine contro i gene-
rici valori di esistenza e libert del popolo e delle sue istituzioni democrati-
che si dovesse allora intendere quale crimine fascista e fascista chi ne era ri-
tenuto responsabile, indipendentemente dalla data di attuazione del crimine stesso.
Dunque anche dopo la data di cessazione e di soppressione del regime fascista e del-
le sue istituzioni un crimine fascista poteva essere commesso e doveva essere qua-
lificato come fascista chi ne era colpevole.
facile comprendere quale fu labuso del termine fascista, adottato con la gene-
rica espressione di nemico del popolo per incriminare una gran massa di persone che,
ove non furono con tali pretesti private della vita, furono spesso private della libert con
anni di carcere e dei propri averi con provvedimenti di sequestro e di confisca
124
.
Nei ventuno mesi che precedettero la firma del trattato di pace, il 10/2/1947, e la
facolt di optare fra la cittadinanza italiana e quella jugoslava, vennero poste in at-
to le condizioni che indussero la stragrande maggioranza degli italiani e non pochi
croati ad abbandonare la vecchia provincia del Carnaro, ma nemmeno quel diritto
dopzione potr essere esercitato liberamente
125
perch vincolato allaccertamento,
da parte della autorit popolari, della lingua duso del richiedente e anche in tale ac-
certamento furono commesse palesi ingiustizie (venne, ad esempio, accettata lop-
zione, a favore dellItalia, del marito e non quella della moglie o viceversa e sar-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 87
124
AMSF, Giuricin Luciano, sc. 69, promemoria sulle ricerche darchivio a Fiume svolte per
conto del Centro di ricerche storiche di Rovigno.
125
G. MORAVEK, Rijeka - presuena povijest, Rijeka, Voloansko grafiko poduzee, 1990.
126
AMSF, Fondo schede dopzione respinte dalle autorit jugoslave, materiale raccolto dalla
Comunit degli italiani di Fiume/Rijeka.
riv persino ad accettare quella dei figli e non quella dei genitori
126
) s che si conta-
rono a centinaia quanti furono costretti a rimanere contro la propria volont.
A tale data e con lannotazione di questultimo diritto violato si chiude, entro i
limiti cronologici concordati, la nostra ricerca. Occorre per tenere presente che an-
che dopo tale data, fra Italia e Jugoslavia, rimase sempre in sospeso un problema di
grande rilevanza che il governo della prima sottrasse allattenzione dellopinione
pubblica
127
, impedendo la conoscenza di documenti darchivio, riservati, almeno fi-
no al 1997, alla Presidenza del consiglio, e la seconda pass sotto silenzio perch
forse non si cur mai di conservare le carte che lo potevano documentare: i decessi
dei militari e dei civili italiani nei campi di prigionia sparsi per tutta la Repubblica
federativa jugoslava (circa sessanta campi per quanto a nostra conoscenza)
128
e di
quanti, civili e militari, in quei campi non entrarono mai e furono soppressi da ese-
cutori ignoti in luoghi ignoti, senza sentenza e senza giudizio alcuno, fosse pure som-
mario, anche dopo il 1947.
Negli elenchi in nostro possesso, stilati nel 1946 dai comitati antifascisti dei sin-
goli campi ed inviati alla Sezione prigionieri italiani con sede a Belgrado, retta da
un Comitato centrale antifascista composto da italiani, non vi traccia dei civili de-
portati dalla ex Venezia Giulia dei quali i famigliari, come ci risulta dalla copiosa
corrispondenza intercorsa, sia con la Croce Rossa Italiana sia con lUfficio prigio-
nieri del Ministero per lassistenza post-bellica, erano senza notizia dal maggio 1945.
Eppure la presenza di civili in quei campi non era affatto sconosciuta, come risulta
da una relazione firmata proprio da un membro di quella Sezione prigionieri a
Belgrado cui abbiamo fatto cenno sopra:
Campi di concentramento di Nis, Bor, Demir Kapija. Costituiti inizialmente con i cat-
turati a Trieste, Pola, Fiume della RSI e con gli aderenti dei tedeschi sul fronte Mostar-
Sarajevo furono in seguito rinsanguati, date le continue forti perdite, da internati civili ra-
strellati a Trieste, Gorizia, Pola, Fiume ecc. e ingrossati da tutti quelli che negli altri campi
jugoslavi non obbedivano al credo politico loro imposto () Seminudi, affamati, sottoposti
agli sfoghi dodio del personale il quale bastonava, legava al palo, fucilava () Lassenza
completa di ogni assistenza sanitaria e igienica, il freddo, la fame, i maltrattamenti () han-
88 Amleto Ballarini
127
ACS, PCM, Gab., 1951-1954, cat. 15.2, fasc. 10599, s. fasc. 2/2, Richieste nominative per
rimpatrio, telegramma del Prefetto Palamara da Gorizia ai Ministeri interni e esteri in data
24/1/48: Giornale Mattino dItalia edito Milano data 21 corrente numero 18 habet pubblicato no-
tizia dettagliate sorte italiani deportati da Gorizia durante occupazione jugoslava maggio 1945 alt
pubblicazione habet impressionato ed allarmato popolazione locale () prego esaminare oppor-
tunit interessare organi di stampa perch astengonsi diffusione notizie dettagliate et peraltro in-
controllate doloroso argomento con prevedibile ripercussione spirito pubblico locale alt. Dal
Ministero dellInterno alla Presidenza del Consiglio in data 22/2/1948: Il reduce Turati Lino, rim-
patriato negli ultimi giorni del gennaio u.s. () ha riferito che esistono attualmente in Jugoslavia
diversi campi di internamento ove vivono civili italiani catturati a Gorizia, Trieste e in Istria du-
rante loccupazione delle truppe di Tito. La pubblicazione di tali delicate notizie, per, anche a pa-
rere di questUfficio, dovrebbe essere scrupolosamente controllata dagli organi competenti e per-
messa solo in casi di sicura attendibilit e sempre che il loro tenore non possa impressionare o
allarmare i familiari.
128
Vedi a pp. 209-213: Campi di prigionia degli italiani in Jugoslavia (1945-1947).
no provocato in questi campi tra tutti quelli della Jugoslavia escluso quello di Borovnica, la
pi alta percentuale di morti, ammalati gravi, invalidi permanenti. Dopo aver trasportato ()
tronchi per 12 e 14 ore, i prigionieri lividi di freddo e di bastonate, trovavano nelle baracche
gelide il capo del comitato o il commissario del campo in attesa per la lezione di cultura an-
tifascista () Campi di Belgrado (Saimnist, Senjak, Zemun, Dunav). Questi campi, pur es-
sendo tra i meglio organizzati, data la loro centralit, non sfuggivano alla legge comune ()
Pur non essendosi manifestato mai un caso di fucilazione, molti anche qui furono i decessi
per linsufficiente alimentazione in rispetto al durissimo lavoro e per le sevizie () Campo
di Borovnica (Lubiana). stato uno dei pi bestiali campi di concentramento di tutta la
Jugoslavia (...) quello che inflisse le pi alte perdite agli italiani prigionieri in Jugoslavia e
particolarmente a quelli ivi concentrati e sfuggiti, prima, ai massacri di Prestrane, Postumia,
S. Vito, durante la marcia, cio da Trieste e provincia verso linterno della Jugoslavia ()
Abbandonati alla merc delle guardie erano da queste massacrati senza motivo e senza piet,
cos come la sporcizia, la fame, la mancanza di ogni minimo principio igienico provocarono
epidemie come il tifo petecchiale ed infezioni intestinali che contribuirono allo sterminio dei
disgraziati () Frequentissime furono le punizioni inflitte alintero campo come quella del
13 luglio quando i prigionieri furono costretti a rimanere dalle tre del mattino fino alle 15 del
pomeriggio nudi sotto una pioggia torrenziale e fustigati; molte le esecuzioni in massa (30
una volta e 20 unaltra nel luglio del 1945). E opportuno ricordare il tenente jugoslavo
Giovanni Susan, sloveno dei dintorni di Idria, che nel comando del campo dette prova di inau-
dita ferocia
129
.
In unaltra relazione si scrive:
Oltre ai prigionieri (costituiti per la massima parte da militari gi internati dai tedeschi
e rimasti in mano jugoslava) si trovano in Jugoslavia i deportati dalla Venezia Giulia. Il
loro numero imprecisato. A Trieste si dice che siano 4.000 circa. Sulla sorte dei deportati
dalla Venezia Giulia, ad onta dei ripetuti tentativi fatti in loro favore attraverso ogni possi-
bile tramite, non ci stato possibile raccogliere precise notizie. Ad un intervento fatto dal-
la Santa Sede a mezzo della Nunziatura Apostolica di Belgrado stato risposto da parte ju-
goslava in data 30 luglio u.s. di non poter dare per il momento alcuna notizia circa persone
sparite quando la Venezia Giulia era teatro di operazioni di guerra o nei primi giorni di am-
ministrazione delle autorit del popolo e di occupazione militare della detta regione ri-
chiedendo le indagini al riguardo molto tempo. Ad una richiesta fatta dagli Alleati a Belgrado
stato risposto negando lesistenza di deportati italiani. Per quel che concerne il trattamen-
to usato da parte jugoslava ai deportati, le vaghe notizie pervenute fanno ritenere che esso
sia assai duro
130
.
E ancora:
A Palanca [Palanka?] stato aperto un campo di concentramento per prigionieri del-
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 89
129
ACS, PCM, Gab., 1948-50, cat. 15/2, fasc. 10.599, s. fasc. 2, allegato alla relazione ge-
nerale sulla costituzione e la condizione dei campi di prigionia per italiani in Jugoslavia stila-
ta in Belgrado nel febbraio 1947 dal capitano Dainese Eufisio.
130
Ibid., relazione sullattivit svolta in favore dei militari italiani internati in Jugoslavia,
18/11/1946.
la Venezia Giulia arrestati nel maggio del 1945. Il numero degli internati non conosciu-
to () Lavv. Lenaz Mirko, da Castua, commissario della 43 Divisione () forse cor-
responsabile e comunque a conoscenza della trucidazione (sic) di 150 italiani nei pressi
di Suak () viene riferito che gli jugoslavi stanno uccidendo tutti gli appartenenti alla
10 MAS
131
.
Di alcuni campi, nel 1946, come quelli di Postumia, Vipacco, Villa del Nevoso,
Planina (Postumia), Prestane o Prestrane, dove probabilmente vennero concentrati
i militari e i civili catturati dopo la fine delle ostilit nel Goriziano, nel Triestino e
in Istria, non cera pi traccia alcuna tra le carte superstiti della Sezione prigionie-
ri italiani di Belgrado n vi rimasta traccia presso gli archivi dellArmata di libe-
razione jugoslava
132
. Il fatto che risultino cancellati dalla memoria storica in
Jugoslavia e che fino al 1997 siano stati secretati in Italia per opportunismo po-
litico fa s che forse non si potr mai sapere nulla di quanti in quei campi, 55 anni
or sono, morirono.
Prima che la Jugoslavia di Tito dividesse le proprie sorti da quelle del
Cominform, rifiutando lingerenza dellUnione Sovietica nei propri affari interni, fu
il Partito comunista italiano linterlocutore privilegiato, nellattesa che con lItalia si
ripristinassero i normali rapporti diplomatici e sono molte le lettere pervenute dalle
organizzazioni e dalle sezioni comuniste italiane alla Sezione di Belgrado per avere
notizie di dispersi, ma fra la Sezione belgradese e i poteri che amministravano i cam-
pi di prigionia non cera alcun rapporto diretto a tal fine, perch, per avere notizia
dei dispersi, la Sezione non si rivolgeva affatto alle singole direzioni militari o di
polizia che sovrintendevano alla amministrazione dei campi. Era costretta a rivol-
90 Amleto Ballarini
131
ACS, Ministero dellinterno, Gab., 1944-1946, b. 138, fasc. 12148: relazione riservata da-
tata Udine 28/3/1946 trasmessa dal capo della Polizia alla Presidenza del consiglio dei mini-
stri: Notizie varie riguardanti la Jugoslavia, la zona B, la zona A ed il Friuli - Campi di concen-
tramento in Jugoslavia e loro dislocazione e numero di internati.
132
ACS, PCM, Gab., 1948-1950, cat. 15/2, fasc. 10.599, s. fasc. 2, relazione classificata se-
greta datata 11/8/1945 raccolta dallUfficio I dello Stato Maggiore Regio Esercito sul
Trattamento dei prigionieri nei campi di concentramento in Jugoslavia - Dichiarazioni di ex in-
ternati reduci dalla prigionia. Dalle molteplici relazioni dei reduci (quasi tutti catturati dopo la
fine ufficiale delle ostilit) che narrano le proprie personali esperienze nei centri di raccolta, nel-
le localit di lavoro forzato, nei campi di concentramento, situati a Postumia, Vipacco, Borovnica,
Villa del Nevoso, Planina (Postumia), Prestane, Idria si ha conferma non solo delle condizioni
disumane in cui venivano tenuti i prigionieri (cibo insufficiente, lavori massacranti, nessuna as-
sistenza medica, indumenti laceri e inadeguati) ma anche delle vessazioni e delle sevizie immo-
tivate e spesso feroci, delle uccisioni di singoli o perfino a gruppi senza addebiti specifici, dei
decessi per mancanza di cure o per le proibitive condizioni di lavoro. Si veda nella relazione il
documento avente per titolo: Dal racconto di un prigioniero reduce dal campo di concentramento
jugoslavo di Borovnica firmata davanti a testimoni da Federico Fissore catturato a Trieste il
10/5/1945 e posto in libert il 10 agosto dello stesso anno previa una dichiarazione spontanea
sul buon trattamento ricevuto. Si veda infine le testimonianze di Egidia e Bruna Grion di
Gorizia sulle Condizioni di vita dei prigionieri italiani nel campo di Vipacco riportate in un
rapporto raccolto sempre dallUfficio I dello SMRE definito segreto e derivato da fonti con-
fidenziali, datato 25/8/1945.
gersi ai diversi comitati antifascisti adottando un sistema a dir poco rudimentale di
ricerca. Presso la Sezione esisteva una cartoteca (come risulta testualmente dalle
annotazioni a mano sulla corrispondenza intercorsa, intendendo ovviamente per ta-
le termine uno schedario) nella quale si aggiornavano la presenza degli italiani nei
singoli campi, i passaggi da un campo allaltro, i rimpatri e lo stato di educazione
politica antifascista che il prigioniero aveva per poter aspirare al rimpatrio. I criteri
seguiti per fare la ricerca dei dispersi non ancora inseriti nella cartoteca risultano
da una disposizione inviata in data 27/6/1946 al Comitato antifascista del 238
Campo prigionieri di Vrac:
Trasmettiamo a codesto Comitato Antifascista laccluso elenco nominativo dei milita-
ri italiani che da tempo non danno notizie alle famiglie, considerati dispersi o comunque si-
no ad oggi irreperibili. Adunare tutti i prigionieri, leggere loro i nominativi e invitarli a da-
re tutte quelle notizie che possono essere utili a tranquillizzare il richiedente e trasmetterle
a questa sezione. Lelenco deve toccare tutti i gruppi lavoratori pi numerosi, cosicch, tem-
pestivamente e ancora in ottimo stato, deve essere restituito a questo ufficio per linoltro agli
altri campi. Alcuni di questi elenchi trasmessi, non sono ancora stati restituiti; il che denota
poco interessamento da parte di alcuni comitati che invitiamo alla osservanza delle norme
impartite
133
.
Nei campi, i prigionieri erano inquadrati in battaglioni lavoratori aventi lo stes-
so numero di riferimento del campo dappartenenza. In ogni campo esisteva un
Comitato antifascista alle dipendenze dirette dellUfficio di Belgrado che dispone-
va anche di una Sezione rieducativa che costituiva, a quanto pare, la parte pi qua-
lificante della sua attivit, quella, grazie alla quale, forse doveva al Governo jugo-
slavo la ragione stessa della propria esistenza. Compito del Comitato antifascista era
quello di esprimere un giudizio sullaffidabilit politica di ogni prigioniero; tale giu-
dizio, se positivo, giustificava il rimpatrio. Al campo di uprija (20 Battaglione pri-
gionieri italiani), ad esempio, presidente di tale Comitato era un certo Luigi Mura e
alcuni passi delle sue lettere alla Sezione di Belgrado sono illuminanti. Lettera a
Belgrado del 29/5/1946:
Si fa presente che i n. 51 prig. (n.d.a.: prigionieri) italiani rimasti in forza al 20 Btg
hanno raggiunto la vera maturit politica e questo grazie alla loro volont nellascoltare le
serali conferenze e lavorando con alacrit per far s che si vedesse in loro i sinceri
Antifascisti () riguardo la maturit dei restanti prig. italiani questo Comitato ha ritenuto
opportuno iniziare la compilazione delle nuove schede biografiche rendendosi garante del-
la maturit di essi.
Lettera a Belgrado del 5/10/1946:
Accludo alla presente lelenco nominativo dei nuovi compagni () Fra poco vedrete
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 91
133
VAB, Talijanski zarobljenici, nekatalogiran do 31/12/1999. (Prigionieri italiani, non cata-
logato al 31/12/1999).
che questi nuovi daranno prova della loro capacit sia lavorativa che politica () Ho prov-
veduto ad impiantare il Giornale Murale nonch a scrivere sulle parole (sic) motti dei Partiti
Proletari () Come da disposizioni ricevute fra poco invier una relazione circa il compor-
tamento del prig.ro Baiardi Ezio il quale viene dal sottoscritto studiato e nelle serali confe-
renze alle quali egli presiede cerco di attirare il compagno nella discussione affinch egli
esprima i suoi pensieri. Dar fra non molto ampi dettagli in merito
134
.
Nemmeno la visita di Togliatti contribu a fare in qualche modo chiarezza sulla
sorte di migliaia di civili e militari scomparsi nella ex Jugoslavia:
Dopo che il Segretario del PCI visit il Maresciallo Tito, tra novembre e dicembre 1946,
rientrarono in Patria circa 10.000 prigionieri seguiti nel marzo 1947 da 15 ufficiali e 750 sol-
dati. Rimasero in Jugoslavia i discriminati politici cio ancora pi di un migliaio di soldati e
63 ufficiali () Sono coloro che le cellule comuniste interne dei campi, italiane, hanno se-
gnalato ai comitati antifascisti, questi alle autorit jugoslave come elementi reazionari re-
stii alle dottrine progressiste () Quanto su esposto forse non era a conoscenza dellon.
Barontini capo della Missione dellANPI che visit la Jugoslavia nel mese di dicembre 1946,
il quale dichiar alla stampa italiana che i prigionieri in Jugoslavia erano trattati molto bene
() forse non sa che ancora oggi diminuiscono i vivi e crescono i morti a Brcko-Banovic,
non sa che il colonnello Gergijevic () dichiar esplicitamente il 30 dicembre 1946 (ore
19,30) ai quindici ufficiali rimpatriati il 5 marzo 1947 che non sarebbero rimpatriati gli altri
fin che il Governo italiano era tenuto dallon. De Gasperi
135
.
Il capitano Dainese, autore di queste affermazioni faceva parte della Sezione pri-
gionieri italiani di Belgrado.
Non sappiamo se quei pi di mille militari e 63 ufficiali abbiano mai fatto ritor-
no in patria n sappiamo se siano mai stati conteggiati e individuati nominativamente
tutti i civili italiani, deportati dai territori adriatici dopo loccupazione jugoslava, che
non hanno mai fatto ritorno alle loro famiglie sia nei paesi dorigine sia in quelli do-
ve le famiglie si stabilirono dopo lesodo.
Sappiamo con certezza che fino al febbraio del 1962 cerano ancora, ufficial-
mente, 36 italiani nel carcere di Sremska Mitrovica. Alcuni di essi scriveva
lambasciatore italiano a Belgrado vi sono reclusi per reati politici. Non sap-
piamo chi fossero e non sappiamo nemmeno di quali reati politici fossero colpevo-
li. Forse erano cominformisti del 1948, forse fascisti del 1945, forse solo italiani e
basta. Avevano fame e vivevano, sempre stando al nostro diplomatico, in stato di
grave prostrazione
136
. Il governo italiano autorizz la Croce Rossa di Roma ad
inviare loro ogni anno un pacco di viveri ed indumenti a partire dal marzo 1957.
Prima dallora nessuno ne conosceva lesistenza. I prigionieri italiani che risulta-
92 Amleto Ballarini
134
Ibidem.
135
ACS, PCM, Gab., 1944-1947, cat. 15/2, fasc. 10.599, Relazione generale sulla costituzio-
ne e la condizione dei campi di prigionia per italiani in Jugoslavia stilata in Belgrado nel febbraio
1947 dal capitano Dainese Eufisio.
136
ACS, Croce Rossa Italiana, Servizio affari internazionali, b. 38, fasc.: Invio pacchi ai de-
tenuti in Jugoslavia (marzo 1957-febbraio 1962).
vano presenti a Sremska Mitrovica nel 1947 dopo gli ultimi rimpatri, cui sopra ab-
biamo accennato, erano in tutto sette, ma ci non significa che altri smistamenti, do-
po tale data, abbiano avuto luogo tra le diverse localit di raccolta. Lunico caso di
corretta elencazione in nostre mani di civili deportati dagli jugoslavi con lindica-
zione completa delle generalit, del mestiere o della professione, della data dellar-
resto, dellindicazione dellautorit che lo aveva effettuato e dellindirizzo di chi ne
chiedeva notizia quello che riguarda la citt di Gorizia, reperito a Belgrado. Testo
in italiano e intestazione in croato: Spisak civilnih lica koja su bila deportirana iz
Gorice u Jugoslaviju u doba kada je ona bila pod okupacijom naih trupa (Elenco
dei civili deportati da Gorizia in Jugoslavia quando la citt era sottoposta alloccu-
pazione delle nostre truppe)
137
. Su 274 civili deportati, 113 furono prelevati
dallOZNA e tra questi 3 originari di Fiume e provincia. Tra i 167 prelevati da ele-
menti di formazioni partigiane, uno risulta essere oriundo da Abbazia. Le quattro
persone pertinenti alla nostra ricerca risultano essere state uccise o qualificate come
scomparse. Ci dimostra, a distanza di anni, che quanti risultavano scomparsi
nella ex Venezia Giulia, dopo loccupazione jugoslava, corrispondono nella stra-
grande maggioranza dei casi a soggetti eliminati con giustizia sommaria o deceduti
nei campi di raccolta o di prigionia.
Nellagosto del 1999 apparve sulla stampa della minoranza italiana in Croazia
e in Slovenia una notizia, fino ad oggi non smentita, che confermava la dram-
matica realt degli eccidi di massa avvenuti dopo il maggio 1945 non solo a dan-
no di militari prigionieri (tedeschi, italiani, ustascia croati, cetnici serbi, domo-
brani sloveni ecc.) ma anche di civili di qualsivoglia nazionalit, non solo quelli
colpevoli daver collaborato con gli occupanti nazifascisti ma, nella maggior par-
te dei casi, anche di quanti apparvero colpevoli di voler ostacolare la volont del
partito al potere:
Tre associazioni civili slovene si sono rivolte al procuratore di Stato Zdenka Cerar con
una petizione nella quale le hanno chiesto di aprire uninchiesta per risalire ai responsabili
delle esecuzioni di massa compite sul territorio della Slovenia subito dopo al fine della se-
conda guerra mondiale. Le associazioni chiedono, inoltre, che le aree nelle quali sono state
scoperte le fosse comuni, nelle quali si sostiene da pi parti, sarebbero sepolte addirittura dal-
le 170 mila alle 300 mila persone, vengano debitamente contrassegnate. Lex procuratore di
Stato Anton Dobni, ha dichiarato che allepoca quando guidava la pubblica accusa non ave-
va potuto avviare indagini sulle stragi del secondo dopoguerra, perch non aveva ricevuto in
merito alcuna denuncia da parte degli organi di polizia. A spingere le associazioni a farsi
avanti con la petizione stata indubbiamente la recente scoperta di una nuova grande fossa
comune non lontano da Slovenj Gradec, nella quale si troverebbero i resti non solo di pri-
gionieri di guerra, ma anche di parecchi civili. I macabri rinvenimenti, che sono altrettante
agghiaccianti testimonianze dei fatti di sangue, delle tragedie, che hanno contrassegnato il se-
condo dopoguerra nella ex Jugoslavia, hanno fatto s che la commissione dinchiesta gover-
nativa incaricata proprio di far piena luce sui fatti dellepoca, abbia ripreso a pieno regime il
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 93
137
VAB, Talijanski zarobljenici, cit.
138
La Voce del Popolo, 28/8/1999.
suo lavoro
138
.
Un alcunch di analogo, ma senza alcun intervento della magistratura croata,
avvenuto proprio al termine della nostra ricerca per quanto riguarda il territorio cui
essa ha fatto riferimento. In localit Kostrena, nei pressi di Suak, stata individuata
una foiba che conterrebbe i resti di centinaia di vittime. Nellimmediato dopoguer-
ra sarebbero stati uccisi in quel luogo militari tedeschi e italiani, civili prelevati a
Fiume e anche il parroco di Suak don Viktor Bubanj. La notizia, pervenuta a noi
solo in data 23/11/2000
139
, confermerebbe il contenuto di una relazione, stilata a
Trieste in data 15/4/1946, giunta nello stesso anno al Ministero dellinterno della
Repubblica italiana e fino al 1997 riservata alla Presidenza del Consiglio
140
.
Al momento di consegnare questo lavoro alle stampe non si aveva ancora alcu-
na notizia sulle iniziative poste in essere dalla Commissione dinchiesta slovena so-
praindicata. Non si aveva notizia di qualsivoglia iniziativa volta allaccertamento
della foiba di Kostrena, n alcun riscontro da parte della Commissione parlamenta-
re della Repubblica di Croazia per le vittime della II guerra mondiale, alla quale so-
no stati inviati per competenza i dati relativi a unaltra fossa comune individuata nel
corso della nostra attivit.
La fossa contiene i resti del senatore del Regno dItalia Riccardo Gigante, del le-
gionario dannunziano Nicola Marzucco e di una decina di altri sventurati, tutti ita-
liani, non identificati, che hanno condiviso la stessa sorte. A due anni dalla nostra
segnalazione alle autorit competenti, fondata su solide prove testimoniali concor-
danti, raccolte in Italia e in Croazia, si ancora in attesa, mentre affidiamo questo
lavoro alle stampe, che italiani e croati diano attuazione a un accordo gi sottoscrit-
94 Amleto Ballarini
139
AMSF, Corrispondenza della Presidenza, lettera inviata in data 23/11/2000 da Dragutin
Crni, residente a krljevo - Croazia, al quotidiano Novi List e al presidente della Societ di stu-
di fiumani: Nel mese di maggio del 1945, dopo la liberazione [in corsivo nel testo originale] di
Fiume, intorno a questa foiba iniziarono ad accadere cose terribili. Dalla citt partivano, incolon-
nati, uomini e donne che venivano, in un primo momento, condotti alla scuola di Santa Lucia e
successivamente rinchiusi in uno scantinato. Da questa scuola, durante la notte, venivano condot-
ti fino alla foiba e qui uccisi senza piet e gettati nel fondo della voragine detta Bezdanka. In que-
sto modo finivano tutti coloro che erano sospettati dai partigiani e dai loro sostenitori. La maggior
parte delle pesone proveniva dalla citt di Fiume e dai dintorni. Si sa, in particolare, delluccisio-
ne di italiani e di coloro che desideravano andare a vivere in Italia. Al posto di essere inviati alla
frontiera venivano condotti a Costrena, uccisi e gettati nella voragine della Bezdanka. Gli abitan-
ti del luogo ancora oggi non ne parlano volentieri e con timore si ricordano come nella notte si
sentivano provenire dalla foiba, in italiano, grida di: Aiuto! La foiba rimase in attivit fino al 1950!
In questa voragine fu gettato anche il parroco di Suak Viktor Bubanj. Esistono testimoni che da
dietro i cespugli assistettero alla sua uccisione! Insieme a lui venne uccisa anche una giovinetta,
probabilmente di nazionalit russa.
140
ACS, Ministero dellinterno, Gabinetto, 1944-46, b. 256 : rapporto in copia, non firmato,
datato Trieste 15/4/1946: Gli abitanti di Costrena [sic], localit sita tra Fiume e Buccari, circa un
mese fa si rivolsero alle autorit jugoslave perch fosse posto riparo al cattivo odore esalante da
una foiba (sic) a causa della putrefazione di cadaveri. Ma soltanto qualche giorno prima che la
Commissione Alleata si fosse portata in zona B, per far scomparire [sic!] qualsiasi traccia dei ca-
daveri fu minato e fatto saltare lorifizio della foiba, nel cui fondo giacciono i cadaveri di italiani
giustiziati dai sedicenti tribunali popolari, a detta degli abitanti della zona.
to al fine di recuperare i resti che ci risultano giacenti nel territorio di Castua.
Di tutti gli altri, militari e civili di nazionalit italiana, deportati dai territori adria-
tici ceduti dopo il secondo conflitto mondiale, dispersi a migliaia nella ex Jugoslavia,
deceduti nei campi di prigionia o interrati nelle fosse comuni, ben poco mai sapre-
mo se questa nostra ricerca non servir a stimolare un progetto ancora pi ampio con
maggiori risorse umane e finanziarie e con il concorso di tutti i governi e di tutte le
istituzioni competenti in materia.
amaro constatare come nemmeno su una attivit di ricerca dalto valore mo-
rale come quella di rendere giustizia storica a chi non ebbe, per qualsivoglia causa
politica, cristiana sepoltura, non sia stato possibile unificare, nello spirito europeo
del nostro tempo, le diverse forze disponibili, nellassociazionismo dellesodo e
nelle istituzioni della minoranza italiana in Croazia e in Slovenia, in un progetto
comune.
Oltre a ci resta il fatto che i morti dovuti al regime comunista di Tito sembra-
no in buona parte cancellati dalla memoria storica della ex Repubblica federativa e
socialista jugoslava e, almeno fino al 1997, sono stati secretati a livello istituzio-
nale anche nellItalia democratica per opportunit politiche di carattere interno e in-
ternazionale.
Tutto questo fa s che, nonostante le buone intenzioni di molti, sia in Italia sia in
Croazia e sia in Slovenia, con il passare inesorabile del tempo ogni ulteriore ricer-
ca sullargomento diventi sempre pi difficile.
La nostra servita ad allungare notevolmente una lista che gi appariva troppo
lunga in tempo di guerra e drammaticamente spropositata in tempo di pace.
Tranne rari casi di delitti comuni, sovente noti, che lo stesso regime comunista
persegu prontamente perch nulla poteva uscire dalle regole imposte dal potere po-
litico e militare dominante, si pu comunque affermare con assoluta certezza che a
Fiume, per mano di militari e della polizia segreta (OZNA prima e UDBA poi), sot-
to le direttive del Partito comunista croato cui tutti a Fiume dovevano allora co-
munque rispondere, con la complicit diretta o indiretta del Comitato popolare cit-
tadino che fu spesso connivente, non meno di 500 persone di nazionalit italiana
persero la vita tra il 3 maggio e il 31 dicembre del 1947. A questi dovremmo ag-
giungere un numero imprecisato di scomparsi (non meno di un centinaio) che il
mancato controllo nominativo nellanagrafe storica comunale ci costringe a relega-
re nellanonimato insieme al consistente numero, nei paesi della provincia del
Carnaro e dei distretti annessi dopo il 1941, di vittime di nazionalit croata (che spes-
so ebbero, almeno tra il 1940 e il 1943, anche la cittadinanza italiana) determinate
a guerra finita dal regime comunista jugoslavo.
Ci auguriamo che altri, dopo di noi, possano dar loro un nome, per rendere an-
cora una volta giustizia alla storia.
AMLETO BALLARINI
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 95
POVIJESNI PREGLED DOGAAJA
Od poetka Drugog svjetskog rata do primirja 8. rujna 1943.
Uoi Drugog svjetskog rata, Rijeka koja je dola u okrilje Italije, zahvaljujui
DAnnunziju, kao simbol osakaene pobjede tijekom prethodnog sukoba, koji je
okrvavio Europu od 1814. do 1918., kada je prikljuena 1924., nije se inilo da uiva
posebne povlastice faistikog reima, koji je nasljedio od Rijekog pothvata
svestrano primjenjene rituale
1
, a od Kvarnerskog ustava ustavne nade
2
, koje su u
biti izigrane. Aneksija je nametnula preputanje Luke Baro (sastavnog dijela
rijekog lukog bazena) Suaku, gradu novonastale Kraljevine Srba, Hrvata i
Slovenaca (1918.), poprilino doprinosei vrijednosti hrvatskih lukih postrojenja,
koja su neizbjeno postala konkurencijom onim susjednim talijanskim, (godine
1937. opseg djelatnosti dviju luka ukrcavanja i iskrcavanja gotovo da se izjednaio:
737.909 tona u Suaku i 776.784 u Rijeci). U desetljeu od 1924. do 1934. kriza u
velikoj rijekoj industriji se oituje u otkazima, koji su drastino smanjili broj
radnika i inovnika (u odnosu na 1913. u tvornici torpeda smanjenje iznosi 25%, a u
brodogradilitu ak 78%). Postupno smanjivanje opsega poslovanja i krizu
zemljinih posjeda pokrajine oprezno su evidentirali godinji izvjetaji mjesne
tedionice. Prvi jai znakovi uspona biljee se od 1935. nadalje, to se podudara s
talijanskim ratnim angamanom, najprije u Africi, a zatim u panjolskoj, ali
istovremeno moe se primijetiti i ukljuivanje kljunih ljudi, koji nisu iz Rijeke, u
ivotne ganglije gradske politike i ekonomije. Moe se ustvrditi da su uoi Drugog
svjetskog rata u faistikoj stranci (PNF) s Genunzijom Servidorijem, u pokrajinskoj
upravi s Temistocleom Testom, u kraljevskoj carini s Filippom Valenteom, u
financijskim uredima s Lucianom Matarazzijem i u Vedetti dItalia (jedinom
dnevnom listu u gradu) s Arnaldom Violom, postavljeni na elo gradskih vlasti
porijeklom iz drugih talijanskih krajeva koji su malo ili nita mogli znati o
specifinom kulturnom identitetu Rijeke, oduvijek naviknutom na suivot sa svojim
znatnim i mnogostrukim unutarnjim kulturnim, etnikim i vjerskim razliitostima.
Rasni zakoni iz 1938. umnogome su doprinijeli u poveanju sveope zbrke, dok se
proces talijanizacije. faizacije Hrvata i Slovenaca (slubeno definirani u maniri
pojednostavljivanja kao inojesci, obezvreujui stoljetnu prisutnost njihovog
kulturnog identiteta), koji usprkos injenici to su bili manjina u gradskom kontekstu
predstavljali su apsolutnu veinu u poljoprivredno-planinskom okruju, i dalje
provodio, a da se nije ni najmanje vodilo rauna o pozivima na oprez i na
razumijevanje koji su potjecali od malobrojnih Rijeana jo uvijek prisutnih u
1
Mussolini je preuzeo u svojim govorima pred gomilom balkon Palae Venezia, te je rimska
gomila poput one rijeke, kada je DAnnunzio upriliivao svoje znamenite skupove pod
balkonom Guvernerove palae uzvikivala: Eja! Eja! Alal!
2
Ustav Talijanske kvarnerske reggenze sadrava, primjerice, temeljne pretpostavke
korporativne drave, koju faistiki reim nije nikada do kraja primijenio.
dravnim hijerarhijama
3
. Na papiru, 1937. godine kada je u Rijeku doao Achille
Starace, djelovalo je stroj PNF-a, formalno prevladavajui i s kapilarnom
razgranatou u itavoj provinciji: 8.275 faista ustrojenih u 12 fascija, 24 rajonskih
grupa, 28 sektora i 194 nukleusa. 1572 mlada faista podijeljena u 15 fascija, 28
centurija, 84 skvadre, 401 faist sveuilitarac. dakle, 1.904 ene faistkinje, 3.037
mladih faistkinja, 3.075 seljakih pripadnica organizacije (massaie rurali). 13.150
upisanih u faistiku djeju organizaciju (Opera Balilla). 4.120 pristupnika
faistikim organizacijama i 8.092 organizacijama za zabavu radnika (Dopolavoro).
Div s glinenim nogama, predodreen na trajanje koliko i val emocija glede
afrikih i panjolskih pobjeda i glede iskazivanja, kako emo vidjeti, prvih oitih
znakova poputanja kada od Afrike do Grke, od Balkana do Rusije, srea
talijanskog oruja pome sistematino izostajati, preputajui njemakom savezniku
potpunu slobodu glede uporabe i zloporabe vlastitih snaga. Napredak slabljenja
faistikog aparata odgovarao je neminovan porast antifaistikog pokreta, koji se
napose kod hrvatskog i slovenskog elementa uvrstio i rairio poistovjeujui se s
vrijednou vlastitog nacionalnog iskupljenja potaknutog od rairenog osjeaja
etnikog suprotstavljanja izmeu Slavena i Talijana, a tako i socijalnog izbavljenja
podranog jakim utjecajem komunistike ideologije. Ostvarivanje gore navedenog,
kadrog uinkovitog promicanja masovne borbe, omugueno je tek prigodom
njemake invazije na Sovjetski Savez. Tada je prestao vrijediti pakt Ribbentrop-
Molotov koji je doveo do prethodne podjele Poljske
4
, komunistiki pokreti, u od
Nijemaca okupiranoj Europi dobili su slobodu za poticanje oruanog otpora pod
Staljinovim vodstvom u vlastitim zemljama.
Do konca 1937. (na provinciju koja je tada brojila 109.018 stanovnika, prema
popisu od 21. 4. 1936.) rijeka Kraljevska policijska uprava (questura) otvorila je
dosje za svega 134 subverzivna djelatnika
5
, drei takvima ne samo pojedince s
komunistikim uvjerenjem, nego i Zanelline autonomae i bive dannuncijevce
anarhistikog ili republikanskog uvjerenja, u svakom sluaju, svi su bili openito
antifaisti: 35 njih, unato nepovjerenju i u nekim sluajevima ak presudama,
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 97
3
La Vedetta dItalia, 14/11/1944.. U lanku Riccarda Gigantea: O politikoj nesrei, ne
samo Testinoj, nego dravnoj ili reimskoj na svim anektiranim podrujima Hrvatske i Dalmacije,
kojima su se sa arom bavili senatori iz Julijske krajine i Dalmacije, ukljuujui i mene... Nije
uzeto u obzir nae poznavanje mjesta i puanstva; nije voeno rauna o naem upozorenju da
Dalmacija nije bila vie ona iz vremena Tommasea i Bajamontija; ismijano je nae razumijevanje
za prava manjina svojstveno starim iredentistima; naa primjedba zbog razlike u tretiranju
Slovenaca i Hrvata smatrana je neosnovanom....
4
J. RIDLEY, Tito, Genio e fallimento di un dittatore (Tito, Genij i propast diktatora), Milano,
Mondadori, 1996, str. 126. Prilikom talijansko-sovjetskog saveza i posljedine objave rata
Francuske i Engleske Njemakoj: Staljin je rekao u Kominterni da se zapovijedi komunistikim
partijama iz svih zaraenih zemalja glede pridravanja Lenjinove linije suprotstavljanja
imperijalistikom ratu kojeg vode buroaske vlade. Kominterna je odmah promijenila smjer, a Tito
je uinio to isto. Mnogo godina kasnije rekao je da je 1939. Staljin opet posegnuo za starom
politikom nesuprotstavljanja faizmu, nego povratka na tzv. klasnu borbu, na borbu jedne klase
protiv druge izmeu proletarijata i buroazije.
5
DRAVNI ARHIV U RIJECI (dalje: DAR), Prefektura, JU16.
moglo je zadrati svoja radna mjesta. To ja znak da iako se radilo o totalitarnom
reimu, zahvaljujui i uestalim amnestijama, isti je odavao i vidne znakove
tolerancije. U rijekoj luci, gdje su se u Zanellino vrijeme stvorio prilian broj
sljedbenika prije antidannuncijevske, te zatim antifaistike struje, nije bilo znakova
ozbiljnog otpora; u tekoj industriji nije se moglo popisati vie od 190 potencijalnih
subverzivnih aktivista, u lakoj industriji procjenjivalo se da ih ima 120, a u
gradskom sreditu nije ih bilo ni stotinu
6
. Sam narodno-oslobodilaki pokret kasnije
je procijenio da radniki potencijal prisutan u rijekim poduzeima, izuzev onoga
nedovoljno aktivnog kojeg su sainjavali studenti i intelektualci, iznosio 18.000
osoba poetkom 1943.
7
. Od 1929. kada je prema policijskoj upravi bilo svega 157
bezopasnih subverzivaca, te samo jedan opasan na brodogradilite, tvornicu
torpeda i rafineriju
8
, Faistiki specijalni sud do kraja 1940. osudio je dvanaest osoba
zbog subverzivne djelatnosti u Rijeci, od kojih je samo sedam roeno u Rijeci i
okolici, izriui deset kazni zatvora (najtea iznosi 12 godina i 7 mjeseci izreena
Leu Valianiju, koji se jo tada zvao Weiczen) i dvije oslobaajue presude
9
. Nije bilo
smrtnih presuda. Bilo je rijetkih sluajeva (a odnose se na idove nakon donoenja
rasnih zakona) interniranja. Od lipnja 1940. do rujna 1943. preivjelih dobrovoljaca
Narodno-oslobodilake vojske Jugoslavije porijeklom iz Rijeke i okolice, kojima
je priznao takav status gradski Narodno-oslobodilaki odbor 1945. bilo je samo 51,
od ukupno 337 od 1940. do 1945
10
. U kolovozu 1940. prema rijekoj pokrajinskoj
upravi u provinciji bilo je prisutno 11.199 inojezaca (2.640 od kojih bilo je
mobilizirano u Oruane snage Italije) i 5.482 graana s jugoslavenskim
dravljanstvom
11
. Rijekih antifaistikih boraca bili oni Talijani, inorodci ili s
jugoslavenskim dravljanstvom poginulih od 1943. do 1945., prema zbirnom
popisu nastalom na temelju memoara najpoznatijih preivjelih sudionika, navodno je
bilo svega 86, od kojih 17 u borbi, 1 nestao, 62 strijeljanih od naci-faista, i 6 umrlih
u sabirnim logorima
12
. Prema najvanijoj jugoslavenskoj historiografiji
13
, boraca
poginulih za osloboenje u bivoj talijanskoj Kvarnerskoj provinciji bilo je svega
98 Amleto Ballarini
6
L. MARTINI, Memorie e documenti raccolti per una storia di Fiume nella lotta popolare di
liberazione fino al 1943 (Sjeanja i dokumenti prikupljeni za povijest Rijeke u narodno-
oslobodilakoj borbi do 1943.), Parlano i protagonisti, Monografie V, Pola, Centro di ricerche
storiche di Rovigno, 1976, str. 14-16.
7
Isto, str. 105, Izvjetaj Ljube Drndia (u izvorniku: Ljubo Drndi - Vladen /op. prev/) Odboru
KPH za Hrvatsko primorje.
8
VOJNOISTORIJSKI ARHIV - BEOGRAD (dalje: VAB), Graa talijanska, policiska uprava 4/5-1 K
850: izvjee rijekog pokrajinskog poglavara od 5/5/1928. I evo broja subverzivnih:
brodogradilite (Cantieri del Carnaro) subverzivnih radnika bez dosjea i bezopasnih (neki od kojih
nedavno primljeni i dolaze iz Muggije i Trsta) br. 77 - radnika s dosjeom opasnih br. 1. Tvornica
torpeda: subverzivnih bezopasnih radnika br. 52 radnika s dosjeom opasnih nitko. Rafinerija
mineralnih ulja: subverzivnih bezopasnih radnika br. 28 radnika s dosjeom opasnih nitko.
9
L. MARTINI, Memorie e documenti. Relacija Lea Valiania, n. dj., str. 165-169.
10
DAR, Gradski narodnooslobodilaki odbor, JU 16-17.
11
SOCIET DI STUDI FIUMANI, Il tributo fiumano allolocausto, Prilozi: dokument br. 2,
Roma, Spoletini, 1999..
12
L. MARTINI, Memorie e documenti, n. dj., str.229-251.
13
R. BUTOROVI, Suak i Rijeka u NOB-u, Rijeka, Tipograf, 1975, str. 546-547.
137, ali meu tima utvrdili smo da je samo 1 rodom iz Rijeke, a proizlazi da su svi
ostali rodom iz hrvatskih mjesta iz okolice. Sudei prema naim anketnim listovima
(konanom popisu), rtve Narodno-oslobodilakog pokreta sveukupno su navodno
iznosile 147, a od njih je 113 nedvojbeno imalo talijansko dravljanstvo, dok za 34
dravljanstvo nije sa sigurnou utvreno. Od tih 71 je pao ili nestao u borbi. 34 su
smaknuli Nijemci, a 23 Talijani; 12 ih je stradalo iz nepoznatih razloga. Zbrojimo li
nae podatke, koji se odnose na Talijane (bilo da je dravljanstvo nedvojbeno
utvreno ili ne), oni se bitno ne razlikuju od podataka iz posljeratne memoarske
literature, tj. od onih za hrvatske rtve pronaene kod gore navedene
historiografije, u kojoj se moe pronai ukupna broj od 284.
Brojevi kojima raspolaemo pokazuju da je od poetka Drugog svjetskog rata
1939. do raspada Oruanih snaga Italije 8. rujna 1943., nakon pada faistikog
sustava 25. srpanja 1943., bilo ukupno vrlo malo rtava talijanske narodnosti, i to iz
bilo kojeg politikog ili rasnog razloga, beznaajan je inae broj rtava. Znatno je
vii broj onih od 1940. do 1945., pripadnika Oruanih snaga Italije, koji su pali zbog
bojevih uzroka na razliitim bojitima, a nije zanemariv ni broj iako je mnogo manje
preteito inojezinih pojedinaca (Hrvata i Slovenaca) jugoslavenskog
dravljanstva, koji su u gore navedenom vremenu podlegli zbog ratnih rasnih ili
politikih razloga tijekom gore navedenog razdoblja.
Prema podacima koje ima Ministarstvo obrane Republike Italije
14
grad Rijeka je
imao 174 palih u Oruanim snagama Italije izmeu 10/6/1940. i 8/9/1943., te 134
izmeu 8/9/1943. i 31/12/1945., ukupno 308. Kvarnerska provincija (Opatija,
Jablanica, Podgrad, Klana, Jelane, Kneak, Lovran, Materija, Matulji, Moenice,
Prem i Ilirska Bistrica) dala je ukupno 223 poginulih, od kojih 154 prije 8/9/1943., a
69 poslije toga. Ukupno iz Rijeke i iz njezine provincije palo je 531 vojnika i to: 53%
u kopnenoj vojsci, 28% u mornarici, 10% u jedinicama Talijanske Socijalne
Republike (Repubblica Sociale Italiana), 4% u vojnom zrakoplovstvu i 5% u
partizanskim postrojbama.
Meutim, sudei prema naim anketnim listovima, rtve pripadnika Talijanskih
oruanih snaga (ukljuujui u njih i karabinjere, financijsku policiju i javnu
sigurnost, a iskljuujui pripadnika Narodno-oslobodilakog pokreta, koji je u
svakom pogledu bio ukljuen u Narodno-oslobodilaku vojsku Jugoslavije), od
10/6/1940. do 2/5/1945. iznosile su sveukupno 761. Od tih, 412 proizlazi da su umrle
od 10/6/1940. do 7/9/1943.; 349 od 8/9/1943. do 2/5/1945.. Nakon 3/5/1945.
zabiljeili smo 275 rtava. Valja napomenuti da je Ministarstvo obrane vodilo rauna
samo o pripadnicima oruanih snaga ili o snagama koje su s njima izjednaene, bilo
po priopenju zapovjednitava ili po priopenju suboraca i lanova obitelji, kada se
priopenje odnosilo na pripadnike u sastavu navedenog ministarstva. Drimo malo
vjerojatnim da su brojevi, koje se odnose na pripadnike Talijanske Socijalne
Republike ili na partizanske postrojbe u Rijeci i u njezinoj provinciji, bliske
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 99
14
ALBO DORO DEL MINISTERO DELLA DIFESA, Popis poginulih Ministarstva obrane (dalje:
AOMD), Elenco Caduti di Fiume e provincia - Pali iz Rijeke i provincije. Popis je izdan na
zahtjev Drutva za rijeke studije.
stvarnosti, budui da oigledno nedostaje uvid u sastav postrojba kojima su ti ljudi
pripadali, to bi bilo neophodno za ispravnu obradu podataka. Podaci koji su preuzeti
iz razliitih izvora o poginulim iz Talijanske Socijalne Republike brojniji su u
poglavlju obradi statistikim podataka na kraju naeg rada. Naprotiv, popis
Ministarstva obrane je od koristi za iscrpnu procjenu vojnika palih u redovima
Kraljevske kopnene vojske, Ratne mornarice i Vojnog zrakoplovstva prije 8. rujna
1943. Od 10. lipnja 1940. (tj. talijanske objave rata Francuskoj i Engleskoj) do
kratkog rata za okupaciju Jugoslavije koji je zavren 17. travnja 1941., usprkos
rasnim zakonima iz 1938. i razgranatog progona svake subverzivne djelatnosti od
strane policijskih organa, nisu zabiljeene smrtne presude ili umorstva vezana za
odmazde, subverzivnu djelatnost, ili nekakve dogaaje koji se odnose na stanje
zarobljenitva i internacije. U Rijeci su zabiljeeni prvi znakovi puke
nesnoljivosti protiv Jugoslavije polovicom svibnja 1940. tijekom nekih studentskih
manifestacija, u iju spontanost se moglo opravdano sumnjati, budui da su slavile
reim kada je skupina demonstranata dana 14. na veer stala bacati kamenje na
zgrade s jugoslavenske strane, razbivi mnogo stakala na baru Kauzlari i papirnice
Smith & Meynier sa sjeditem na Suaku, preko Rjeine
15
i malo kasnije nekoliko
mladia s oblinjeg Suaka navodno su bacili nekoliko kamena na talijanski teritorij
bez ikakvih posljedica
16
.
Stanje se promijenilo s talijansko-njemakom invazijom Jugoslavije 6. travnja
1941., kada je Wermacht preao rumunjsku granicu.
Od 1. do 17. travnja zapovjeeno je evakuiranje grada Rijeke. Samo iz Trsta,
javljao je odjelni komesar javne sigurnosti dr. Ottorino Palumbo Vargas, dana 5.
pristiglo je oko 12 vlakova dnevno () koje su zatim izmjetali po razliitim
mjestima Kraljevine, napose u Furlaniji i u Veronskoj provinciji ime je zahvaeno
otprilike 25.000 ljudi. Isti se izvor pobrinuo dojaviti viim vlastima da je primjerna
suzdranost puanstva prognanog iz Rijeke, koje se u premjetanju vlakovima iskazalo
vrlo discipliniranim () usprkos izuzetnom broju putnika i stvari u postajama i u
vlakovima, nisu se dogodili () incidenti tipa kraa, deparenja i slinih krivinih
djela
17
. Nije bilo dojava o tome niti narednih dana, kada je vlakom ili drugim
sredstvima evakuirano i otprilike preostalih 50% od ukupnog stalno nastanjenog
puanstva (otprilike 55.000 osoba). Isto se moe rei i za postupak povratka.
Iz Rijeke je evakuirano i 694 jugoslavenskih graana te, pod pratnjom, neto vie
od 300 idova, koji su upueni u Caprino Veronese. I jedni i drugi e se vratiti u
Rijeku, poput ostatka izbjeglih, od 23. travnja i tijekom prvih deset dana svibnja
18
.
100 Amleto Ballarini
15
ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO (TALIJANSKI SREDINJI DRAVNI ARHIV; dalje: ACS) -
Ministarstvo unutarnjih poslova, Cat. A5G, Drugi svjetski rat, k. 52, Rijeka, manifestacije i
incidenti 1940. godine, fasc. 16, brzojav br. 12/16813 od 27/ 5/1940..
16
ACS, brzojav pokrajinskog poglavara Teste s nadnevkom 15/5/1940..
17
ACS - Ministarstvo unutarnjih poslova, Glavno ravnateljstvo javne sigurnosti (dalje:
DGPS). Odjel za ope i povjerljive poslove (dalje: AAGGRR), Drugi svjetski rat, k. 60, fasc. 26,
Povjerljivo izvjee iz Kraljevskog odjelnog ureda javne sigurnosti Ministarstvu unutarnjih
poslova, Glavnom uredu javne sigurnosti, Rim, ur. Br. 193/1 od 5/4/1941..
18
Isto.
Bio je to kratkotrajan rat, a laka talijansko-njemaka pobjeda pogodovala je da
Rijeka provincija, tzv. Kvarnerska provincija, koja je ve poprilino izopaila stari
Corpus Separatum Ugarskog kraljevstva proirenjem iz 1925. i s nasilno
posuenim opinama od hrvatske i slovenske Istre, kako bi bila uvjerljiva kao
provincija, sada je proirila preko svake mjere, dobivi anektirana podruja Rijeke
i Kupe, svoje administrativne nadlenosti. Konani rezultat bio je da su Talijani,
iako su prema popisima puanstva iz 20. st. imali solidnu veinu u sreditu i u
njegovim predgraima, u novoj provinciji Carstva postali zanemarujua manjina
osuena nai e se izmeu dviju vatra junoslavenskog otpora, one hrvatske s jedne
strane i slovenske s druge, koji je prije no to je bila inspirirana komunistikom
Internacionalom, crpila je jake povijesne motivacije od uvrene tradicije svojih
nacionalistikih pokreta.
U listopadu iste godine rijeka policijska uprava javljala je Ministarstvu
unutarnjih poslova da:
s okonanjem Jugoslavije i pripajanjem kotareva Krk, Suak i Kastav Kvarnerskoj
provinciji, dok se veina tamonjeg stanovnitva postupno prilagoavala novonastalom stanju
() neki nesmotrenici, opijeni protutalijanskom mrnjom i komunistikim idejama, zapoeli
su ilegalnu promibu protiv faizma i okupacijskih jedinica. Najprije su se pojavili sporadini
zidni natpisi, koji su klicali Staljinu i boljevizmu, ali doskora nakon tih arkanja, uslijedili
su brojni plakati i letci, koje su potpisivali komunisti ili druge srodne stranke, intonirani protiv
faistikih drava.
Djelovalo je proturjenim, dalje u tekstu navedenog izvjea, ono iznueno
prilagoivanje s tvrdnjom da duh pasivnog neprijateljstva koji prevladava
meu stanovnicima Kastavtine nije omoguio do sada otkrivanje poinitelja
raspaavanja.... Bilo je valjanih razloga za sumnjienje, prema onome to navodi
isto izvjee, da iz Kastva subverzivci iz anektiranih krajeva pokuavaju
proiriti svoj prodor na prostor matinog teritorija Kvarnerske provincije, uz
suuesnitvo nekih slavenskih pristalica... Meutim, ini se da u sreditu nije
djelovao takav duh pasivnog neprijateljstva, kojeg se moglo susretati na
Kastavtini, budui da su odgovorni za komunistiku promibu i za
prikupljanje novaca i rabljene odjee u korist komunista, koji su djelovali u
teroristikim pothvatima u anektiranim krajevima i na hrvatskom
demilitariziranom teritoriju, izvjesni Antonio Prodan, od Silvestra, Giuseppe
Radovan, pokojnog Giovannija, Mario Barii, pokojnog Giuseppea, Guerino
Brato, pokojnog Enrica, i Mario Pauletti, od Pietra, otkriveni su i odreeni za
konfinaciju
19
. Rijeka policijska uprava nije jo znala da je stavila ruke na, ako su
pouzdana posthumna sjeanja protagonista, prvi gradski odbor Komunistike
partije Hrvatske, iji je prvi tajnik navodno bio upravo Barii.
20
Dojave mjesne
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 101
19
Isto, pismo glavnog inspektora Peruzzija Ministarstvu unutarnjih poslova, Milano,
12/12/1941..
20
L. MARTINI, Memorie e documenti, n. dj., str. 47-48.
policijske uprave, rijeke faistike milicije i talijanskog konzulata na Suaku
ograniavali su se, u stvari, samo na ukazivanje da je godine 1935. usprkos
njegovim mladim godinama, jugoslavenski fanatik, gorljivi iredentist i u stanju
vriti nama protivnih djelatnosti...
21
.
U novim okruzima se brzo prelo od letaka na oruje, a stari se hrvatski
iredentizam pomijeao sa staljinistikim komunizmom, objavivi faizmu rat do
istrebljenja. Na podruju Kneaka, Podgrada, Prema i u drugim mjestima oko
Snijenika javljena je prisutnost partizanskih grupa, koje neki izvori opisuju kao
komunistike promibene djelatnike a drugi kao etnike i to od prosinca 1941.
do veljae 1942.. Isti su izvori priznavali, moda po prvi put, da du eljeznike
pruge od Sv. Petra na Krasu do Prema su se dogodila dva atentata bez prolijevanja
krvi, i to 28. listopada i 12. studenog 1941.. Dana 16. prosinca iste godine
protuzrakoplovno izvidniko mjesto faistike milicije bilo je metom nekolicine
hitaca iz vatrenog oruja
22
.
Na suprotnoj strani, tek preko Rjeine, od Suaka na moru do Grobnika u
gorskom zaleu, inilo se da prva ustaljena grupa oruanog otpora otkrivena je u
rujnu 1941., uhienjem izvjesnog Ernesta Stipanovia, u njegovom stanu u Kostreni
blizu Suaka. Od njega nije bilo teko doi do drugih sudionika, koji su djelovali u
umskim krajevima oko Grobnika, Pasca i avla, koji su meutim izbjegli
uhienje
23
.
Dana 2/12/1941. Kraljevski policijski komesarijat u Suaku, pod
zapovjednitvom glavnog komesara Pilerija, koji je bio podreen rijekoj policijskoj
upravi, prijavljivao je ak 80 osoba, od kojih 44 uhienih i 36 u bijegu, iz novih
kotareva, gotovo svih definiranih kao bivih Jugoslavena, zbog organiziranja
komunistikih udruga, subverzivne promibe, oruanog ustanka protiv dravnih
vlasti, osnivanje i sudjelovanje u oruanim bandama, pokuaja unitavanja pruga i
vlakova, osobnog pomaganja
24
.
Sa svojim novim upravnim kotarevima (tzv. anektirana podruja Rijeke i
Kupe) Suak, Bakar, Kastav, Delnice, abar, Krk i Rab biljei i prve smrtne
presude (tri inojezine osobe iz okolice Rijeke) faistikog specijalnog suda od dana
25/6/1942.. Prve smrtne presude vojnih sudova, kao posljedica aktivnosti
partizanskog komunistikog pokreta, izvrene su u oujku iste godine (dva partizana
Hrvata iz Krasice dana 6. i jedanaest graana Suaka dana 26.).
Takoer, i prema memoarima onih, Talijana i Slavena, koji e kasnije biti
definirani kao preivjeli protagonisti Narodno-oslobodilake borbe, ini se da od
1939. do 8. rujna 1943., na podruju kojim se zanimamo, rtve s talijanskim
dravljanstvom uslijed partizanskog djelovanja bile su samo dvije (jedna od kojih
102 Amleto Ballarini
21
ACS, Ministarstvo unutarnjih poslova. Glavno ravnateljstvo Javne sigurnosti (dalje DGPS),
AAGGRR, 1942., k. 60.
22
Isto, Rijeki pokrajinski poglavar Ministarstvu unutarnjih poslova, 3/2/1942..
23
Isto, Izvjee rijeke pokrajinske uprave Ministarstvu unutarnjih poslova, br. 017581, od
27/9/1942..
24
Isto, Prijava suakog komesarijata Kraljevskom tuitelju na dan 2/12/1941..
nije pronala potvrde u arhivskim dokumentima)
25
, te niti jedna rtva talijanske
narodnosti nije utvrena tijekom represivnih akcija, koju su provodile faistika
policija ili oruane snage Italije.
Oruane snage Italije imale su samo u Hrvatskoj, od 19. travnja 1941. do 8. rujna
1943., 2.962 poginula, 2.560 nestalih i 4.950 ranjenih
26
.
Ispada znaajan broj rtava s jugoslavenskim dravljanstvom zbog talijanskih
represalija tijekom istog razdoblja u gore navedenom podruju, ali samo ako
ukljuimo u njega anektirane teritorije Kvarnerskoj provinciji 1941. godine, jer ako
se o njima ne bi vodilo rauna, iz istih razloga ne bi proizlazile ni brojne rtve s
jugoslavenskim dravljanstvom. Izuzimajui iz procjene jugoslavenske rtve one
zabiljeene u koncentracijskom logoru Rab (za koji nemamo pouzdane podatke o
njihovom dravljanstvu i o uzrocima smrti) drimo da moemo tvrditi da faistika
reakcija, posredstvom presuda specijalnih sudova ili vojnim represalijama ili
policijskim akcijama u anektiranim kotarevima nakon travnja 1941., nije prouzroila
vie od oko 170 jugoslavenskih rtava. Njima treba pridodati i broj, koje nismo ga u
stanju poblie odrediti, ali kojega e hrvatska strana moi bolje utvrditi, kojeg
smatramo manjim od stotinu partizanskih boraca poginulih u oruanim sukobima s
okupacijskim snagama, naravno samo u novoanektiranim kotarevima. Stjee se
dojam da je u samom gradu Rijeci i u njezinim predgraima, kao na Kosovu i u
Makedoniji, cvjetao nakon 8. rujna 1943. tzv. otpor u posljednji tren
27
.
Suprotno tome, stara Kvarnerska provincija je dala, kako smo gore vidjeli, tzv.
faistikom ratu od 10/6/1940. do 8/9/1943. 502 poginula na raznim bojinicama
28
.
Dana 24. travnja 1942. kao reakcija na intenziviranje partizanskih djelovanja iz
gorske unutranjosti, talijanska kopnena vojska je ovlatena, s naredbom rijekog
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 103
25
L. MARTINI, Memorie e documenti, n. dj., str. 141: Samo se Oskar Pikuli sjea da je
smrtno ranio u veljai 1942. na Suaku talijanskog starjeinu po imenu Giovanelli, koji ga je kao
zapovjednik naoruane ophodnje skoro uhitio. Na popisu poginulih Ministarstva obrane nema
nikakvog Giovanellija, Usporedi i ACS, Ministarstvo unutarnjih poslova, DGPS, ef policije,
1940.-43. (Senise-Chiarini), K. 12, fasc. 126.31 iz. Izvjea rijekog pokrajinskog poglavara
Ministarstvu unutarnjih poslova, 7/9/1941., tijekom akcije uhienja komunista, koji su djelovali na
podruju Grobnika, Pasca i avla, izvjesni Mario Smokvina iz avla, radnik, komunist, od 22
godine, navodno je smrtno ranio hitcem iz pitolja, djelatnika Javne sigurnosti rijeke questure
Giuseppea Marcolina, koji je bio pred izvrenjem uhienja.
26
B.P. BOSCHESI, Le armi, i protagonisti, le battaglie, gli eroismi segreti della guerra di
Mussolini 1940-43, (Oruje protagonisti, bitke, tajna junatva Mussolinijevog rata 1940.-43.,
Milano, Mondadori, 1984, str. 229. Iz Ufficio Storico dello Stato Maggiore - Ured za Povijest
Vrhovnog Stoera Kopnene Vojske, Le operazioni delle unit italiane in Jugoslavia, 1941-1943,
Roma, 1978., (Operacije talijanskih jedinica u Jugoslaviji, 1941.-1943.).
27
J. KRULI, Storia della Jugoslavia (Povijest Jugoslavije), Milano, Bompiani, 1999, str. 22:
Partizani su uspjeli zauzeti osloboeni teritorij na podruju Uica (listopad-prosinac 1941.) u
Srbiji, zatim se Tito sa svojim Vrhovnim stoerom morao povui u Bosnu od 1941. do 1944., dok
su neke grupe uspjele ostati vrlo aktivne u Crnoj Gori i u Sloveniji 1941. i 1942. Srbija je ostala
njima zabranjena u stvari do oujka 1944., dok su krajevi poput Kosova i Makedonije ostali mirni
(Makedonija je imala samo 11% poginulih tijekom rata) ili su bili aktivni kolaboracionisti
(kosovski Albanci odgovorni za neke masakre Srba) i u njima je cvjetao otpor u posljednji tren.
28
AOMD, Popis palih, n. dj..
pokrajinskog poglavara Temistocla Teste, izvravati represalije nad taocima i nad
civilnim stanovnitvom, te na dan 26. lipnja pristigla je vijest o strijeljanju 13 talaca.
Faistika reakcija bila je napose surova na Kastavtini, koja se od samih poetaka
pokazala kao prava utvrda pokreta otpora. Dana 30 svibnja 1942. 14 je osoba
strijeljano u Jelenju. Dana 6. rujna streljano je 12 talaca uzetih u Kastvu, Mareljima,
Srokima, Mavrima, Rubeima, Sv. Mateju i Spiniima. Dana 12. srpnja u Podhumu
ubijeno ih je 120 prema hrvatskim izvorima, a 92 prema onim talijanskim
29
. Dana
6/11/1942., nakon istrage na podruju Kastva, uzrokovano raspaavanjem ilegalnog
tiska, uhieni su izvjesni Giovanni Krstulia, pokojnog Antonija, i Sebastiano Iugo,
od Giuseppea, definirani bivim Jugoslavenima, partizanima. Ubijeni su od strane
pratnje iz javne sigurnosti u blizini Suaka u pokuaju bijega
30
. Neko nedatirano
izvjee, ali svakako sastavljeno od druge polovice 1942. do prve polovice 1943.,
otkriva nam kako raspoloive snage rijeke pokrajinske uprave zbog
protupartizanskog rata nisu bile dovoljne za djelovanja represalijama zbog
djelovanja na irokoj skali, koja je Kastavtina svakako zahtijevala. Trebalo je
posegnuti za jedinicama, naroito odlunim, koje su dolazile iz drugih talijanskih
krajeva, kao to je sluaj s Drugom bojnom emilijanskih squadrista
31
.
U sabirnom logoru na Rabu, u mjestu Kamporu, poslijeratni jugoslavenski
izvori
32
iznose da je navodno stradalo mnogo osoba (1.276 prema talijanskim
izvorima, ili 4.641 prema slavenskim procjenama). Glede tih posljednjih podataka,
ne navode se stvarni uzroci smrti, niti dravljanstvo pokojnika, a niti dokumenti iz
kojih su brojevi preuzeti. Logor na Rabu
33
je navodno prihvatio 20.000 osoba, od
104 Amleto Ballarini
29
R. BUTOROVI, Suak, n. dj., str. 175-176.
30
ACS, Ministarstvo unutarnjih poslova, DGPS, AAGGRR,1940., k. 60 Komunistiki pokret
u Rijeci, Brzojav pokrajinskog poglavara Teste Ministarstvu unutarnjih poslova, 9/11/1942..
31
VAB, k. 903, br. reg. 17/6, Povjerljiva dojava rijekom efu policije, nedatirana, ali
pretpostavlja se da je sastavljena od drugog polugodita 1942. do prvog polugodita 1943., koju su
potpisali podkomesar Eugenio Colonna i zapovjednik faistike milicije Ercole Santucci: jutros
je 2. bojna emilianskih squadrista uz pomo Ureda javne sigurnosti u Matuljima i postaje
kraljevskih karabinjera u Kastvu, poto su zaokruili kastavske zaselke Jurjenii, Spinii,
Tometii, Bani i Srdoi, gdje su stanovala 32 mladia, koji su se nedavno pridruila partizanskim
bandama, pristupili su uhiivanju ukuana gore navedenih, kao i stanovnika iz njima susjednih
kua Nakon to se Ured za konfiscirana dobra, potpomognut G.A.F.-om iz Kastva, pobrinuo za
konfiskaciju pokretnih dobara uhienika, 2. bojna emilijanskih squadrista pristupio je akciji
represalije prema kuama onih, koji su preli u partizane Vei dio puanstva Kastavtine, koji
je nazoio samoj operaciji izrazio je elju za vlastitim interniranjem u Kraljevini, radi izbjegavanja
daljnjeg nasilja od strane partizana. Broj interniranih iznosi 500.
32
R. BUTOROVI, Suak..., n. dj., str. 175-176.
33
G. BAMBARA, La guerra di liberazione nazionale in Jugoslavia (Narodnooslobodilaki rat u
Jugoslaviji), Milano, Mursia, 1988, str. 51: Prije njihova sabiranja na otoku Rabu, idovi su bili
smjeteni u raznim drugim mjestima u kojima su bile jedinice 2. armije Prema idovskom
izvoru, broj izbjeglica se navodno popeo na 3.500 od oujka do rujna (opaska autora: 1942.). Od
oujka do 20. srpnja sve su te osobe navodno sabrane na otok Rab, koji je anektiran Italiji. O
ivotnim uvjetima u sabirnim logorima treba istaknuti da su bili zadovoljavajui, zapravo dobri,
bilo na Rabu, bilo u drugim prethodnim logorima Sveukupan broj ljudi u logoru na Rabu, tzv.
Sabirnom logoru za civilne ratne internirce iznosio je otprilike 20.000 osoba.
kojih otprilike 3.500 idova (2.200 prema talijanskim izvorima) ili (3.000 prema
idovskim izvorima), a od tih je preivjelo, usprkos njemakoj okupaciji nakon 8.
rujna 1943.
34
(datuma kada je grupa slovenskih logoraa zauzela logor i ubila asnika
karabinjera, koji je njime zapovijedao, te primivi u svoje redove dobar dio tamonje
talijanske vojne posade)
35
.
Izvjee o politikom i gospodarskom stanju u provinciji za dvomjeseje
svibanj-lipanj 1943
36
upueno 24/6/1943. efu policije, moda predstavlja zadnje
takvo izvjee dostupno prije no to su pad faizma 25. srpnja i pad Oruanih snaga
Italije 8/9/1943. oznaili stvarni kraj provincije, iako ne nuno i njezin pravni
nestanak, i to ne samo one uspostavljene nakon okupacije Jugoslavije 1941., nego i
one stvorene 1924.. Vrijedi proitati to izvjee, jer se ini da ono uope ne prikriva,
prema obiajima u hijerarhijskom ustroju reima, dramatinu stvarnost situacije:
a) Poljodjelstvo Poljoprivredna proizvodnja provincije, zbog posebne prirode zemljita
djelomino kamenitog, nije dovoljna za potrebe puanstva, zbog ega je potrebno dopremiti
ovamo s drugih trita vei dio proizvoda odreenih za prehranu U anektiranim zemljama,
zbog nedostatka mukaraca, uslijed interniranja, nedovoljne sigurnosti radnika i prisutnosti
vojnih jedinica, proizvodnja e biti vrlo ograniena i nia od uobiajenog, zbog ega e trebati
opskrbiti puanstvo, napose u vanjskim sreditima, namirnicama dopremljenim kamionima s
prikladnom pratnjom. b) Stoarstvo Usprkos trajnom nedostatku stone hrane, stoni fond
je pretrpio jo jedno poboljanje () sve vie se stavlja teite na uzgoju svinja (), a
posebno se to odnosi za neke krajeve na otoku Krku (), u Drazi djeluje, usprkos nedostatku
hrane, svinjogojska farma () s 1.200 svinja pored toga u Suakoj dolini (Valle di Sussa,
op. prev.) je uzgajalite Armijska intendantura sa 110 svinja. c) Industrija Izuzev industrije
koja postoji u sreditu, u ostatku provincije ne postoji spomena vrijedne industrije, osim one
drvne i ribolovne. Rijeka industrijska postrojenja rade za rat, ubrzanim ritmom, s punim
brojem radnika, dobrim djelom porijeklom iz anektiranih zemalja () Mnogo poduzea se
bave izgradnjom vojnih objekata na periferiji Suaka, radi pripreme utvrenog pojasa za
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 105
34
Isto, dokument br. 30, str. 310 (kako je spaeno tri tisue idova od pokolja), Talijani i
idovi u Jugoslaviji, od Veraxa (Roberta Duccija), odobren tisak od Archives du Centre de
documentation Juive contemporaine iz Pariza.
35
AMSF, Fond Istraivanja rtve A4, Izvjee bojnika 73. pjeake pukovnije Michelea De
Gaetana o dogaajima od 8. rujna do 7. studenog 1943. na kvarnerskim otocima, od 2/2/1944.:
Rab 13.-30. rujna 1943. U blizini smjetaja u Bristolu, zajedno s drugim asnicima, meu kojima
i pukovnik karabinjera (prema hrv. asn. nomenklaturi; prema NOV nomenklaturi radi se o
potpukovniku /op. prev./) Enzo Cuyuli, zapovjednik vojne posade na Rabu, kojega su barbarski
ubili slovenski partizani, bivi internirci sabirnog logora na ovome otoku, uobiajeno svi smo
stavljeni pod nadzor naoruanih straara postavljenih pred naim sobama. Tijekom boravka u Rabu
u vie sam navrata odbio prikljuiti se partizanskom pokretu. U vie sam navrata pozvan na
povratak u Rijeku preko Crikvenice, odbio sam otputovati jer sam znao da je u Crikvenici neki
talijanski vii asnik novai sve asnike u prolazu, radi ukljuivanja u brigadu Garibaldi.
Potvrujem da je partizanski pokret u Rabu imao duboke korijene i meu samim talijanskim
vojnicima na slubi u logoru, i to do mjere da mi je potvreno kako su tajne zapovjedi prije dolazile
partizanskom zapovjednitvu, a tek potom talijanskim zapovjednitvima.
36
ACS, Ministarstvo Unutarnjih poslova, DGPS, Tajnitvo ef policije, 1940.-1943., k. 11
i 12, nav. u bilj. 42.
obranu sredita () S pojaanim intenzitetom se nastavlja priprema sklonita u hridima, to
zapoljava znaajan broj graevinskih radnika () U anektiranim zemljama drvnoj industriji
je sve tei rad zbog sve gorih sigurnosnih uvjeta, te kao posljedica nemogunosti sjee ume
bez odgovarajue pratnje () d) Trgovina Ope stanje trgovine uslijed ratnih prilika i
najnovijih vojnih dogaaja, jo su vie natetili ve smanjenom poslovanju. Zbog posebnog
stanja grada, s anektiranom slobodnom zonom u prolosti je postojao, ak i u ratnom
razdoblju, nagli uspon poslovanja s oblinjom Hrvatskom, s Dalmacijom i s Maarskom, a ti
poslovi su privukli u Rijeku znaajan broj poslovnih ljudi, esto beskrupuloznih, ali sada s
nedostatkom sirovina, ta je pojava svedena na vrlo skromne razmjere () e) Nezaposlenost
() uope ne zabrinjava. Izuzev tu naznaenih sluajeva, koji su uzrokovani izostankom
specijalizacije kod radne snage provincije, koja se radije bavila laganijim poslovima i malim
prekograninim prometom () nema vie od 445 nezaposlenih () f) Trokovi ivota
Blokada cijena i nadzor ivenih namirnica Prisutnost u Rijeci (Suaku) jedne armije i
mogunost koju su do sada imali asnici i obini vojnici, da za njima dou u Rijeku i njihove
obitelji, izazvali su veu potranju ivenih namirnica i odjee, a takoer i soba, stanova i
razliitih usluga, to je imalo za posljedicu poskupljenje ivei i usluga zbog ogranienih
mogunosti. Od mog samog dolaska u Rijeku rigorozno sam potaknuo suzbijanje crne burze
() 1) privatnika prijavljenih zbog prekupa robe i drugih prekraja br. 205; 2) trgovaca
prijavljenih zbog prekupa robe, krivotvorenja cijena i drugih prekraja br. 37; 3) trgovci na
teret kojih su poduzete administrativne mjere br. 13; 4) trgovci na iji teret su poduzete
policijske mjere () nitko. g) Aktivnost sveenstva i katolikih organizacija () Usprkos
tome, poznato je iskonsko neprijateljstvo sveenstva prema reimu i takoer prema Italiji.
Usprkos vjetini s kojom prikrivaju to svoje duevno stanje, s vremena na vrijeme isplivaju
na povrinu dogaaji koji daju jasno naslutiti njihove prave osjeaje () Meutim, rijeki
biskup, barem ako je suditi po vanjskim postupcima, pokazuje se izrazito prijaznim prema
dravnim reimskim vlastima, izjavljujui da je spreman za najotvoreniju suradnju () u
svojim propovijedima ili govorima odranim u ovom vremenskom razdoblju imao je
domoljubnih rijei, kliui u korist pobjede talijanskog oruja () Nastavlja s uporabom
hrvatskog jezika u pouavanju i u vjerskim obredima, ali ne samo u zemljama koje su
nedavno anektirane, gdje je to i razumljivo, zbog slabe zastupljenosti talijanskog jezika, nego
i na teritoriju stare provincije, gdje se ne upotrebljava slubeni jezik Crkve u vjerskim
obredima. Biskupi govore da je to nuno zbog posebnog mentaliteta vjernika. Krki biskup,
koji je u prolosti bio otvoreni i deklarirani slavofil, neprijateljski raspoloen prema nama,
nije imao ispada, te zadrava rezerviran stav, iako se ne bi trebalo previe raunati s
promjenom njegovih osjeaja. h) Aktivnost protestanata i drugih vijerskih sekti Nema
posebnih aktivnosti za dojavljivanje () i) Aktivnosti idova i reperkusije rasnih mjera
idovski problem u ovom kraju je od posebne vanosti zbog znaajnog broja pripadnika te
rase, koji poto su se obogatili trgovinom i industrijom koje su nekada jako cvjetale te
uslijed izuzetnog zemljopisnog poloaja ovog grada, uspostavili su rodbinske i poslovne
odnose s Arijevcima, tako da diskriminirani idovi i njihovi brani drugovi, neki od kojih su
i na zapovjednim mjestima, obuhvaaju znatan dio puanstva. Nakon interniranja mnogih
idova, oni preostali se ne mogu i ne smiju smatrati naklonjenima reimu, zbog ega, iako je
njihov stav miran i discipliniran, predstavljaju predmet stalnog inteligentnog nadzora () l)
Suzbijanje nedopustenog prometa deviza i skupocjenosti U dvomjesenom razdoblju nije
bilo operacija od posebnog znaenja m) Subverzivna i protunacionala aktivnost Dogodilo
se osjetno poveanje subverzivne djelatnosti, napose u krajevima koji su nedavno anektirani.
Takva djelatnost mora biti sagledana na slijedei nain: 1) Aktivnost komunista i ustanika
106 Amleto Ballarini
Komunisti su iskoristili stanje, koje je nastalo uslijed vojnih operacija na afrikom i otonom
bojitu, za pokretanje estoke promibe i raspaavanja komunistike tampe koje isputaju iz
zahoda eljeznikih vagona na dijelu pruge od rijekog eljeznikog kolodvora do Suaka, ili
bacaju u vojarne, ili aljui ih preko svojih pristalica. Prigodom 1. svibnja na Suaku je bilo
puno raspaavanja te tampe. Odmah pokrenuta istraga dovela je do uhienja odgovornih, i
do otkrivanja mnogobrojnih elija () Zatim je bilo jo nekih slinih sporadinih
manifestacija. Iako je u ovim krajevima zemljini posjed vrlo usitnjen, komunistike teorije
su ipak propale u dui stanovnitva, jer su se one oslonile na rasni element, koristei dogaaje
i greke koje valja pripisati izuzetnom ratnom stanju. Bilo je tako epizoda prelaska graanskih
elemenata u partizanske redove, mladih studentica koje su napustile obitelj radi prikljuivanja
elementima koji ive u umama, a tamo su nagnate (sic), pored osobne udi odane takvom
nomadskom i pustolovnom ivotu, i uvjerenje da izvravaju asnu domoljubnu dunost.
Napose u mjesecu lipnju u anektiranim krajevima su se dogodila uestala odvoenja
mukaraca tijekom noi iz skupina kua koje nisu bile branjene od vojnih posada ili danju na
cestama koje nisu nadzirale naoruane jedinice, uz zapljenu ljudi, materijala i stoke. Nadalje,
pojavljivanje skupine od 500 pobunjenika u Bosljivoj Loki, gdje su otvorili vatru ometanja na
postaju Kraljevskih karabinjera, daje naslutiti pojaavanje partizanske aktivnosti, kojima se
treba estoko suprotstaviti djelovanjem vojne policije na irokom podruju. Skvadristika
bojna Emiliano i bojne pogranine faistike milicije M provele su izvrsnu akciju
ienja, prouzrokujui pobunjenicima veliki broj gubitaka, a da ih same nisu pretrpjele.
Navedene postrojbe sada su upuene u druge krajeve, izuzev izvjesnog broja pogranine
faistike milicije. Zato je potrebno da vojne snage napuste pasivan stav, kojega su do sada
zadrale, zbog ega je nekoliko stotina partizana moglo drati u ahu jednu itavu armiju, te
je potrebno da se prihvati irokih akcija ienja. Kako bi se sprijeilo da pobunjenike
skupine, protjerane preko granice akcijom provoenom u drugim provincijama i od strane
njemakih jedinica, budu nagnane na gravitiranje prema ovoj zoni zbog manjeg otpora na
kojeg tu nailaze, stvarajui tako teke i zabrinjavajue situacije. Kako je ve navedeno, drugi
element kojega su komunisti iskoristili jest onaj zvjerstava i greaka, koje su navodno poinile
talijanske vlasti. Da bi djelotvorno odgovorio na takvu promibu, ekselencija pokrajinski
poglavar, u emu sam ga ja u potpunosti slijedio, odluio je primijeniti apsolutne stroge
pravde, ispravljajui moebitne greke inei pravedne popustljivosti, ali isto tako neumoljivo
pogaajui, bez potrebe za nepotrebnim buenjem, sve one koji obavljaju aktivnosti suprotne
talijanskim interesima. Takav sustav, iskorijenio je jedan izvor promibe, dao je istovremeno
i puanstvu, napose onome novoprikljuenom, stanje mira i povjerenja prema faistikim
vlastima, navodei njegove osjeaje na udaljavanje od pobunjenika. Neprijatelj je u
potpunosti primio udarac, te je u svojim lecima pokuao ispraviti stvar, upozoravajui
puanstvo na prividnost izraza dobrote pokrajinskog poglavara i upozoravajui ga da bi
mogao doskora pokazati svoje pravo lice. 2) Djelovanje projugoslavenskih i prohrvatskih
skupina Usporedo s komunistikim djelovanjem odvija se aktivnost drugih jugoslavenskih
iredentistikih skupina, na ijem je elu mnogo intelektualaca i graana, i prohrvata. Prvi
pokuavaju neposredno ili posredno pomoi djelatnost partizana, i to slanjem sredstava s
nadom da e moi njima vladati ili da e ih privui u svoju sferu, drugi, potajno potpomognuti
od hrvatskih vlasti, nastoje ovladati ovim podrujem prilikom eventualnog budueg
teritorijalnog sreivanja nove Hrvatske. Te grupe djeluju u sjeni, sastancima u kui istaknutim
osobe (Krk, Suak, Bakar) ili spremajui se za noenje s eventualnim povoljnim situacijama,
ali do sada nisu dale vanjske manifestacije djelovanja. 3) Tim djelovanjima treba pridodati
podmuklu promibu nezadovoljnika, promaenih, svih onih koji se osjeaju pogoenima u
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 107
svojim interesima, koji kritiziraju dranje vojnih vlasti, koje su poburujile od dvije godine
neaktivnog ivota u ovom kraju, rasipava se gorivo pretjeranom uporabom motornih vozila
za asnike i kamiona za beznaajne potrebe. Usprkos svemu postoji razloga za tvrdnju da,
kako smo ve rekli, ako bi se vojne vlasti odluile na energino djelovanje protiv partizana
ne ograniavajui se na primanje udaraca i na zatvaranje malih posada u skromna utvrenja
tijekom noi i dana, do mjere da djeluju kao pod opsadom, preputajui tako sudbini itava
mjesta kao posljedica dolo bi do smanjenja subverzivnog djelovanja, protiv kojega bi bili
upotrijebljeni na nain, kako su i do sada bila upotrijebljena, uobiajena policijska sredstva.
n) Javni duh glede sadasnjeg stanja Ponavljati da je javni duh ovog puanstva deprimiran
zbog razvoja ratnih operacija nesklonog naem oruju predstavljalo bi ponavljanje openite
prie, koja nije primjerena ovom kraju. Izuzev nekoliko tisua pravih Talijana, koji muevno
osjeaju bol trenutka, a preostali i jo gore puanstvo s novoprikljuenih podruja, dre se
ravnoduno. Radnike mase, koje sainjava vie tisua bivih Jugoslavena, nastavljaju s
redovitim radom i nije bilo, ni u pomonim, ni u drugim pogonima, izraza sabotae ili
uzdravanja od posla ili smanjene proizvodnje () Neprijateljski prepadi i razaranja
talijanskih gradova, uzbune koje su bile u svibnju i lipnju zbog prepada aviona na podruje
Zadra, na mjesta Julijske krajine i na samo podruje provincije, kao i glasine da je radio
London najavio skoro bombardiranje Rijeke, donekle su uzbunili javnost i natjerale na
udaljavanje kojeg dobrostojeeg graanina zajedno sa namjetajem. Meutim, kasnije kad
je izostao napad u naznaeno vrijeme, skori zavretak sigurnih sklonita u kamenu, iju
izgradnju su vlasti naredile () poprilino su umirili mase (). Objavljivanje novih
poveanja plaa za dravne slubenike dobro je prihvaeno (). Isto tako dobro su
prihvaene nove mjere u korist razliitih kategorija umirovljenika, doputenje branih
zajmova, olakice obiteljima poginulih, kao i poveanje mirovina pomorcima i za obitelji
ukrcanih pomoraca. Zajam s 5% () nije naiao na puno potpisnika () beznaajan
pristanak iz anektiranih krajeva (). o) Aktivnost Inorodaca povratak nekih interniraca
Mjere blagosti koje su primijenjene stvorile su vedriju atmosferu i veeg povjerenja prema
talijanskim vlastima, jer se stvorilo uvjerenje da e biti pogoeni samo oni koji sa svojim
djelima ometaju redovito odvijanje ivota i djelatnosti upregnutih u ratni napor. Inorodci
se dre, izuzev malih scena zanemarive vanosti, disciplinirano te rade intenzivno i
redovito ak i u pogonima za ratnu proizvodnju, kamo su prihvaeni zbog nedostatka
talijanskih radnika.
Smatramo da prosudbe koje je izrazio rijeki zapovjednik policijske uprave, bilo
u pogledu dranja inorodaca zaposlenih u industriji pokrajinskog sredita, bilo u
pogledu stvarnog mira radnikih masa koje su bile ravnodune prema komunistikim
djelovanjima dok se partizanska gerila razvijala u Istri, na Kastavtini, na Suaku i u
Gorskom kotaru, odgovaraju gore navedenim naim razmatranjima prilikom
ralambe talijanskih i jugoslavenskih rtava od 1940. do 1943. Valja zapaziti otru
kritiku u odnosu na vojne vlasti koja djeluje kao da pretkazuje to e se dogoditi
nakon 8. rujna, i koja e do naih dana poticati hrvatske povjesniare na nemilosrdne
prosudbe poput ove, koju je Nikola Crnkovi napisao 1995.: Jedino to se moe rei
u korist nositelja talijanskog imperijalizma, njegove vojske, jest injenica da je bila
tako malo uvjerena u pravinost i moralnu valjanost svoga djelovanja, da je tako
malo vjerovala u mogunost stvaranja novog rimskog carstva. Ta je vojska bila tako
sigurna u neznatnost vlastite snage te je bila posve nesposobna izvriti namijenjeno
108 Amleto Ballarini
joj poslanje. Zato je otila s hrvatskih prostora s gubitcima kao da je na golemu
bojitu potuena u velikom boju, otila osramoena, ne pokazavi ni dostojanstva, ni
muevnosti
37
.
Od 8. rujna 1943. do 3. svibnja 1945.
Sumarni sud o talijanskoj vojsci, okrivljuje ju za vjerolomstvo i kako proizlazi
iz gore navedenog Crnkovia, i za nedostatak muevnosti pojavljuje se kao
konstanta u jugoslavenskoj historiografiji
38
o Drugom svjetskom ratu, koja je
uestalo proputala ralanjivati objektivne okolnosti u kojima su se nala sva
zapovjednitva talijanskih postrojbi (po Titu oko 300.000 ljudi
39
) na Balkanu nakon
8. rujna 1943., kada su, izostanak obrane Rima i urno preseljenje kraljevske
obitelji i postfaistike vlade na podruje okupirano od Saveznika na jugu
poluotoka, predodredili njihovo privremeno potpuno liavanje svake ovlasti. To se
zbilo upravo u trenutku kada je nenadana promjena politikog i vojnog saveza
postavljala pred savjest svakog pojedinca neodgodivi izbor tabora meu dvjema
suprotstavljenim stranama, koje su u svakom sluaju stavile na kocku, u
sveobuhvatnom i nemilosrdnom ratu, budunost svijeta. Ne moe iznenaditi da su
na razini mase, bila ona vojna ili civilna, prevladale kod talijanske strane, pri
iznenadnom padu ideolokih vrijednosti redvodeih snaga, one prirodne i
instinktivne motivacije uperene ka zajamivanju preivljavanja pojedinaca prilikom
predstojee katastrofe, bilo odbijanjem znakovlja pripadnosti jednoj od vie jo
uvijek vojujuih strana ili esto radije prihvaajui, kada se to inilo neizbjenim,
onih koje su imale veih izgleda za pobjedu.
Etiko-politiki izbor tabora, svjestan i iz uvjerenja, nije bio rijedak, ali kada se
sve sagleda bio je ipak u manjini
40
.
Kasnije je posveeno vrlo malo prostora povremenim, ali vrlo hrabrim ispadima
otpora, u kojima je bilo i ljudskih gubitaka, od strane zapovjednitava i vojnih
postrojbi talijanskih oruanih snaga na predvidivu njemaku reakciju. Meutim,
posve su preuena ili su tek tu i tamo navedena samo kao in traene podlonosti
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 109
37
N. CRNKOVI, Savremeni pogled talijanske imperialisticke politike u hrvatskim teritorijama
od 1941. do 1943., Dometi 12/1995. br. 7, str. 99.
38
G. BAMBARA, La guerra di liberazione, n. dj, str. 249: Za kraj, valja rei da stanje u
Jugoslaviji nakon primirja nije tako jednostavno, kako ga opisuje jugoslavenska historiografija,
koja je sklona umanjivanju djelovanja talijanskih postrojbi protiv Nijemcima, radi isticanja da su
partizani razoruali neke od tih postrojbi.
39
ACS, Talijanski centralni odbor nacionalnog osloboenja (dalje CCLN), 1944.-1946.,
Talijansko-slavenska antifaistika Unija u Trstu, K. IV, 67, J. Broz Tito, Koje su prepreke to se
ispreuju uspostavi normalnih odnosa izmeu Jugoslavije i Italije, 1945. (fotokopija): ...Godine
1943., u mjesecu kolovozu, u Jugoslaviji bilo je 35 okupacijskih divizija sa 650.000 ljudi, meu
kojima je bilo 16 talijanskih divizija s otprilike ukupno 300.000 ljudi....
40
R. DE FELICE, Mussolini lalleato, II, La guerra civile 1943.-1945. (Mussolini saveznik. - II.
Graanski rat 1943.-1945.), Torino, Einaudi, 1997., str. 86-88.
njemakom okupatoru izbor onih koji su smatrali da moraju reagirati na provedbu
osornog bezuvjetnog razoruavanja uestalo nametanog od partizana (i u
sluajevima kada se tim podrazumijevalo, kako je bilo s Rijekom, okupaciju
podruja od itelja smatranog, ne bez razloga, preteno talijanskim jo prije
1919.). Jednako je ocijenjeno i odbijanje ponude za suradnju, koja nije uvijek
izgledala vjerojatnom, budui da je bila proeta krutom prevlau komunistike
ideologije u nelegalnim oruanim organizacijama, koje su do malo ranije bile
suprotstavljene u surovoj i bespotednoj borbi, koje jo nisu bile uzdignute, niti
standardnom odorom, na nivo istinske Narodno-oslobodilake vojske, meunarodno
priznate, koje su postupno dobile tek u drugoj polovici 1944..
Ponuena suradnja na djelu pokazala se da nije bila uvijek ravnopravna, esto
svedena na poniavajuu podinjenost, i to kada, to se dogodilo u najveem broju
sluajeva, nije posluilo kao uvod u traginu stvarnost dugog zarobljenitva iz
kojega mnogi se nisu nikada vratili. Poevi od 8. rujna pa sve do dana 14., kada su
pristigle prve njemake okupacijske postrojbe, Rijeka je postala metom svake
talijanske postrojbe na Balkanu, koja nije imala druge mogunosti za povratak u
Italiju do obalne ceste, koja spaja Dalmaciju s Kvarnerom
41
. Izuzev povremenih, ali
znatnih pruanja otpora partizanima
42
i Nijemcima
43
, pravilo kojeg su se drali
zapovjednici bilo je polaganje oruja u zamjenu za osobnu sigurnost oduprla
Njemcima () otpor Talijana bio je posebno estok u Dubrovniku .
Drali zapovjednici bilo je polaganje oruja Nijemcima u zamjenu za osobnu
sigurnost
44
, a vojska, kada ih u tome ne bi preduhitrila, bila je po tom pitanju veinom
suglasna s njima. Neki su se meutim postavili pitanje nastavka borbe.
Najvei dio njih, opredijelio se za stranu koja je imala vee izglede za pobjedu.
Na Balkanu otprilike 10.000-12.000 Talijana prema nekima
45
, ili oko 8.000 prema
110 Amleto Ballarini
41
R. BUTOROVI, Suak, n. dj., str. 302: Rijeka je nadalje, kao teritorij talijanske drave i
zato to je opskrbljena jakom vojnom posadom, predstavljala metu koju su sve talijanske postrojbe
u povlaenju eljele dostignuti.
42
V. KOVAI, Narod Hrvatskog primorja i Gorskog kotara razoruao je talijanskog tlaitelja
zamijenivi ga borbenim brigadama, Primorski vjesnik, kolovoz/rujan 1961., u odnosu na
razoruavanje Talijana nakon 8. rujna 1943. kae: ...Nae brigade pojaale su opsadu Senja ...
Neke bojne crnokouljaa juriale su i izvodile su protunapade na nevjerojatan nain, kao da se radi
o 1941. ili o 1942. Svaki pregovor pokazao se beskorisnim....
43
G. BAMBARA, La guerra di liberazione, n. dj., str. 246: ...Divizija Bergamo, koja je
zauzimala podruje ibenika, Splita, manjih mjesta i nekih otoka, u nekim sektorima se estoko
oduprla Njiemcima otpor Talijana bio je posebno estok u Dubrovniku.
44
R. BUTOROVI, Suak, n. dj., str. 303: Govorei o dogaajima u Rijeci i njezinoj okolici
nakon talijanskog prekida vatre od 8. rujna 1943.: Bila su to vremena kada su doasnici u
vojsci, civilni komesari, inovnici i uvari reda spaavali sebe i svoje obitelji, svoja dobra. Generali
i vii asnici preputali su itave posade i vojne kolone pod uvjetom proputanja njihovih
automobila, te neke kamione za prijevoz asnika i ivenih namirnica za njih .
45
G. BAMBARA, La guerra di liberazione, n. dj., str. 247-249. Autor ne nudi opu
procjenu, ve nabraja partizanske postrojbe sastavljene od Talijana i za svaku postrojbu,
navodi njihov procjenjeni broj. Na podatak predstavlja utoliko rezultat, lj. zbroj koji proizlazi
od tih podataka.
nekim drugima
46
odluilo se boriti s Narodno-oslobodilakom vojskom Jugoslavije.
Samo zarobljenitvo u Njemakoj za mnoge nije bilo drugo do otvorenog odbijanja
da budu sudionici predvidljivog poraza.
Zanemariva manjina pristala je na suradnju s Nijemcima ili je pristupila novoj
Mussolinijevoj republici.
Grad Rijeka se naao usred dogaaja, razliitih u odnosu na one koji su zahvatili
druge talijanske gradove. Od 9. do 14. rujna 1943. u Rijeci je djelovao Talijanski
vojni odbor (Comitato militare italiano), kojega je predvodio general Gastone
Gambara koji se nosio, u potpunoj odsutnosti bilo koje druge vlasti, s dramatinim
stanjem odreujui, usprkos kontroverznom politikom vrednovanju kojega kasnija
historiografija biljei u pogledu toga, prihvatljivo rjeenje u svrhu odranja, barem
formalnog, talijanskog suvereniteta. Uspio je priskrbiti gradu oruanu posadu
spremnu za obranu, nosio se s prihvatom tisua vojnika u bijegu, izbjegao je,
dogovarajui se s Nijemcima, pretvaranje Rijeke u bojno polje.
Prije no to su njemake postrojbe stigle u Rijeku u veem broju 14. rujna poslije
podne, malobrojno izaslanstvo predvieno brigadirom Volkerom, prethodilo im je
dana 10. rujna, navodno je dogovorilo s Gambarom slijedee: asnici
zadravanje osobnog naoruanja i njihovo oslobaanje; vojska predaja oruja
naim asnicima (talijanskim opaska autora) onih vojnika koji nisu spremni stati
uz Nijemce; iskljuiva uporaba u protuslavenske svrhe, a nikada protiv eventualnog
anglo-amerikog iskrcavanja, vojnika spremnih stati uz Nijemce; Rijeka zabrana
doputanja slavenske okupacije grada; odravanje oruane posade, pod talijanskim
zapovjednitvom, sa zadaom odravanja javnog reda
47
. U stvarnosti ne postoji
traga o postojanju bilo kakvog pisanog dokumenta, koji bi donosio te stavke,
preuzete iz nekog djela Umberta Piccinija, koji je nazoio tim dogaajima. Postoji,
nasuprot tome, i pisano svjedoanstvo onoga koji je bio tuma prvom susretu
Gambare i Volkera, prema kojemu je bit razgovora bila znatno drugaija. Gambara,
kako to potvruje i njegovo kasnije pristajanje uz Talijansku Socijalnu Republiku,
bio je uvjereni faist i navodno je odmah izrazio svoju ideoloku dosljednost
ponavljajui bez zadrke vlastitu vjeru u stvar Osovine
48
.
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 111
46
ACS, Presidenza Consiglio dei ministri (Predsjednitvo savjeta ministara) (dalje PCM),
1941.-1945., Kat. 15.2, fasc. 10599, podfasc. 2-1: (Talijanski vojnici u Jugoslaviji i na Balkanu),
Izvjee porunika IGS Adrijana Hosta, prethodno pripadnika 25. pjeake pukovnije Bergamo,
Vojna pota 73 (Sinj, Dalmacija) o ponaanju jugoslavenskih partizana u odnosu na talijanske
asnike i vojnike, i obrnuto: ...Na temelju pribline statistike, koju sam proveo, proizlazi da je na
podruju Jugoslavije, Albanije i Grke bilo ne manje od 40.000 Talijana, a od tih oko 8.000 se
borilo u talijanskim postrojbama ili ukljueni u one mjesne, a ostali su bili zarobljenici, ni manje
ni vie, prisiljeni na izvravanje najteih i najponiznijih poslova ....
47
U. PICCINI, Una pagina strappata (Jedna istrgnuta stranica), Roma, Corso & C., 1983, str. 79-80.
48
AMSF, A4, fasc. Cipriani, rukom pisano pismo gospodina Ciprianija Drutvu za rijeke
studije: Poavi iz Sarajeva, doao sam u grad 10. rujna (...) Nakon to sam posluio kao tuma
generalu Gambari, iste veeri bio sam postrojen sa svojim vojnicima na krhkoj tek uspostavljenoj
liniji du desne obale Rjeine (...) Razgovor izmeu generala Gambare i brigadira Vlkera ()
Gen. Gambara izjavljuje da e se svrstati uz Njemaku, jer njegovi strogi osjeaji i njegova duboka
politika uvjerenja proeta su najodvanijem antikomunizmom; za obranu Europe od boljevizma
Izmeu 10. i 20. rujna 1943. koncentrirale su se oko Rijeke neke postrojbe
Narodno-oslobodilake vojske
49
i neke neuvrtene partizanske skupine. Unutar
grada, neke skupine za otpor pod zapovjednitvom Komunistike partije Hrvatske
pokrenule su uline inicijative, u kojima nije prisustvovala veina puanstva, i koje
su snage reda odmah suzbile. Partizanske postrojbe su, na temelju sporazuma s
mjesnom stanicom karabinjera, zauzele Opatiju, te s druge strane, preuzeli su puni
nadzor nad Suakom. Mjesta brdskog luka oko Rijeke, bila su vrsto u rukama
jugoslavenskog pokreta otpora. Od 9. do 14. rujna u obranu grada postrojila se
Pukovnija lake konjice iz Saluza (jedina koja nije putem u potpunosti, ili djelomino,
predala oruje), nekoliko stotina ljudi iz ranije rasputene Milicije za nacionalnu
sigurnost (Milizia di Sicurezza Nazionale), i pojedine grupe Graniara (Guardie alla
Frontiera), policajaca (questurini) i karabinjera. Sve u svemu manje od tisuu ljudi.
Prepreka koju je XIII. partizanska divizija, koja je djelovala u okolici Suaka
50
,
mogla lako savladati uz pomo drugih snaga, koje su je mogle poduprijeti iz Opatije
i Kastva, te pojaana orujem Talijana u bijegu. Kada je u noi izmeu 19. i 20. rujna
novouspostavljena III. brigada povela napad na suakoj strani, nakon dueg
oklijevanja viih zapovjednitava, doivjela je neuspjeh
51
. Oko tisuu Nijemaca iz
LXXI. divizije, koji su dolazili iz Istre, dralo je ve vrsto u rukama gotovo itav
teritorij obalnog pojasa.
Dana 29. rujna 1943. stupila je na snagu naredba obnaanju dravne vlasti u zoni
operacija Jadransko primorje i s njom Gauleiter Friedrich Rainer preuzeo je
vodstvo uprave u udinskoj, gorikoj, ljubljanskoj, transkoj, pulskoj i rijekoj
provinciji, te u anektiranim podrujima Suaka, Bakra, abra, Kastva i Krka
52
.
Ograniavajui se na teritorij prethodne Kvarnerske provincije osnovane 1924.
112 Amleto Ballarini
i idovske demoplutokracije, te napose radi iskupljivanja asti Italije, trai da dobrovoljci, koji e
pohrliti u Rijeku bojnu postrojbu (to je moj trenutni naziv), u obranu Kvarnera, zbog obrane
Rijeke, te pored talijanskog puanstva i ivota mnogobrojnih Nijemaca, da ne budu deportirani.
Pukovnik Volker: izjavljuje da je vrlo sretan to tako poznati general ostaje uz Njemaku. Poznate
su mu njegove visoke vojnike kreposti, koje su zablistale u panjolskoj i sjevernoj Africi; nema
ovlast obeavanja nekanjavanje deportacijom rijekih dobrovoljaca. To e predloiti. Prihvaa
prijedlog za talijansko-njemaku bojnu postrojbu radi traenja i spaavanja na Suaku talijanskih i
njemakih vojnika, te lanova njihovih obitelji koji su tamo sakrivni. Dati e naloge u tom
pogledu.
49
G. SCOTTI, Juri! Juri!, Allattacco. La guerriglia partigiana ai confini orientali dItalia,
(Juri, Juri! U napad. Partizanska gerila na istonim granica Italije), Milano, Mursia, 1974., str. 27,:
Nakon razoruanja veeg dijela talijanskih postrojbi, te oslobaanja gotovo itavog Gorskog
kotara i Hrvatskog primorja, XIII. partizanska divizija se poveala za 4 nove brigade sa 6.000, i jo
Kvarnerska flotila s 3 ratna i 7 transportnih brodova. Tim snagama je valjalo pridodati otprilike
10.000 boraca u Istri, koji su inili dvije brigade i jedno odijeljenje. U gradu Rijeci, nadalje, bilo
je otprilike 400 ljudi ukljuenih u narodno-oslobodilaki pokret i spremnih za borbu.
50
R. BUTOROVI, Suak, n. dj., str. 305.
51
Isto, str. 307, prema drugim autorima, do navedenog napada nije nikada ni dolo.
52
K. STUHLPFARRER, Le Zone doperazione Prealpi e Litorale Adriatico 1943-1945 (Predalpska
operativna zona i Operativna zona Jadransko primorje 1943.-1945.), Gorizia, Adamo, 1979.,
str. 95-96.
formalni talijanski suverenitet odravanjem (pokrajinskoupravne, sudbene,
financijske, upravne, vojne, obavjetajne i javnosigurnosne) dravne vlasti pod
vodstvom Talijana, ali podinjenih neumoljivom i nepopustljivom njemakom
nadzoru, koji je u stvari vrio svako upravno djelovanje. Talijanski suverenitet, vie
teorijski nego praktini, opet se zaustavljalo na staroj talijansko-jugoslavenskoj
granici, koju je sainjavao most koji je odvajao Rijeku od Suaka, gdje su, meutim,
uz njemaki pristanak, zaivjela neka upravno-vojna tijela NDH, Pavelieve drave,
koja nije nipoto sakrivala svoje aneksionistike tenje u odnosu na Rijeku u okviru
groznih planova za Europu predvoenu, u sluaju pobjede, Treim Reichom; izmeu
faista i ustaa dvosmisleno dranje njemakog okupatora pridonijelo je izbijanju
znakova latentnog neprijateljstva
53
. Senator Riccardo Gigante, stari iredentist i
danuncijevac, koji je u Rijeci u prvo vrijeme imenovan Izvanrednim komesarom
vriteljem dunosti zapovjednika pokrajinske uprave, morao je dati ostavku i
zamijenio ga je odvjetnik Alessandro Spalatin, koji je vie odgovarao Hrvatima
54
.
Pavelieva Hrvatska je izborila od njemakih vlasti u Italiji odluno i sistematino
zauzimanje glede izdavanja zapovjedi, usprkos protivljenju samog Mussolinija
55
, za
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 113
53
ACS, Glavno zapovjednitvo karabinjera 1943.-44., k. 9, Prijavci karabinjerski postaja
Glavnom zapovjednitvu Promemorija Karabinjerske teritorijalne legije Trsta, Ureda za slubu,
2/12/1943., Suak, Most na Rjeini, Incidenti izmeu Talijana i ustaa.
54
VAB, k. 902, br. reg. 8/4, brzojav Riccarda Gigantea Ministarstvu unutarnjih poslova
Talijanske Socijalne Republike, Rim, datiran 6/10/1943.: Na zahtjev mjesne njemake vojne
vlasti jaljam da sam poevi s 21. rujna preuzeo rukovoenje ovom pokkrajinskom upravom u
svojstvu Izvanrednog komesara u zamjenu pokrajinskog poglavara Pietra Chiarottija, kojega su
iste njemake vlasti udaljile od dunosti.
Isto, k. 902, br. reg. 9/4, 1, brzojav od 23. listopada 1943., kojeg je potpisao Buffarini Guidi:
Javljamo da je ovim dekretom Riccardo Gigante odreen za obnaanje dunosti u ovoj provinciji
s poetkom od 25. listopada 1943.. Isto, k. 902, br. reg. 9/4, 3, rukopisni koncept brzojava kojeg
je Riccardo Gigante uputio Ministarstvu unutarnjih poslova u Rimu kao pretpostavljeni odgovor
na brzojav Buffarinija Guidija od 23/10/1943.: Zahvaljujem Vaoj ekselenciji na mom
imenovanju za efa Kvarnerske provincije, jamei da u s neunitivom vjerom, u budunosti
domovine, posvetiti svu svoju duhovnu snagu tekoj povjerenoj mi zadai. Isto, k. 902, br. reg.
11/4, brzojav od 30/10/1943., kojega je Riccardo Gigante uputio Ministarstvu unutarnjih poslova
Talijanske Socijalne Republike, Rim: U odnosu na moj zahtjev od 26. o. mj. javljam da je
njemaki vrhovni komesar zatraio moju ostavku kao izvanrednog komesara obrazloenu mojom
stvarnom boleu, radi namijetanja na vrh rijeke okrajinske uprave prizivnog savljetnika
Alessandra Spalatina, a kao upranog pokrajinskog dopoglavara odvjetnika Francesca Spehara sa
Suaka, koji e biti kao komesar za anektirana podruja. Pristajui zu elju, podnio sam ostavku, a
sljedbenikovo stupanje na dunost predstoji. Molim da mi Vaa ekselencija zakae prijem, glede
saopavanja. Isto, k. 902, br. reg. 11/4, brzojav Riccarda Gigantea Buffariniju, Rim, datiran
2/11/1943.: Budui da su izostale upute, smatram da se Talijanska vlada slae s uspostavom
novog pokrajinskog poglavara, pa zato elim iskoristiti svoje pravo koje proizlazi od imenovanja
na mjesto efa provincije preputajui dunost. Graanstvom vlada tjeskoba, smatra se preputeno
svojoj sudbini.
55
ACS, Ministero dellinterno (Ministarstvo unutarnjih poslova), DGPS, AAGGRR, kat. A 4
Bis, k. 11, koliko je malo znaila pred njemakim odlukama, ak i volja samog Mussolinija, moe
se vidjeti iz neke Biljeke za Ducea, koju je sastavilo Ministarstvo unutanjih poslova Glavno
ranvateljstvo javne sigurnosti, u kojoj stoji: ...Budui da je prisutnost bivih jugoslavenskih
graana u Italiji opasna, kako zbog uinaka politike promibe, tako i u svezi djelatnosti partizana,
oslobaanje stotina politikih interniraca (oko 2.000
56
sudei prema popisima koje
posjedujemo, ali bilo ih je mnogo vie, i to samo ako uzmemo u obzir da ih je 1943.
bilo oko 7.000 samo u logorima Visco i Gonars u Udinskoj provinciji)
57
, ne samo
Hrvata, nego takoer Slovenaca i Crnogoraca, koji su se vraali kui i prilino
pomagali jaanju partizanske aktivnosti u svojim matinim krajevima. Tima valja
pridodati jo stotine drugih, koji su zatraili internaciju da bi uivali talijansku
zatitu, bilo zato to su bili protivnici jugoslavenskog komunistikog pokreta, ili iz
razloga to su suraivali s faistikim reimom
58
. To su mjere koje nije lako
114 Amleto Ballarini
bilo i oprezno, ako ne i neophodno, narediti njihovo interniranje. Paraf (Duceov paraf), (Opaska
autora, nastavlja se na dnu stranice pisano strojem), 18/3/1944.-XXII., Apollonio (op.d. pocrtano u
tekstu) Duce je naloio interniranje Slavena, potpisao Tamburini (Opaska autora, jo se nastavlja
na dnu stranice pisano strojem), Maderno, 23/3/1944. XXII., ... ef Policije Valdagno, Molim da se
pristupi izvrenju gore navedenog, potpisao dr. Eugenio Apollonio. Nije napraljeno nita od toga.
Pronaeni su sljedei popisi, koje su sastavile nadlene policijske uprave, Hrvata i u nekim
sluajevima Slovenaca, koji su puteni iz razliitih talijanskih internacijskih logora, zahvaljujui
intervnciji njemakih vlasti: iz Ascoli Picena 13 dana 21/3/1944.; iz Pise 38 dana 28/4/1944.; iz
Viterba 48 dana 15/5/1944.; iz Firence 5 dana 25/3/ 1944.; iz LAquile 184 dana 17/3/1944.; iz
Brescie 20 dana 21/4/1944.; iz Firence 8 dana 29/2/1944.; iz Pise 119 dana 3/3/1944.; iz Piacenze
44 dana 14/3/1944.; iz Roviga 6 Hrvata i 9 Slovenaca dana 13/1/1944.; iz Venecije 29 dana
21/3/1944.; iz Viterba 49 (Hrvata, Slovenaca i Crnogoraca) dana 23/2/1944.; iz Alessandrije 36 (u
golemoj veini Slovenaca, koje su osudili talijanski Vojni sudovi u svezi parizanskog djelovanja)
dana 11/2/1944.; iz Firence (San Gimignano) 58 (Slovenaca, Hrvata i Dalmatinaca, koje su osudili
talijanski Posebni sudovi u svezi subverzivne djelatnosti) po nareenju Zapovjednitva njemakog
SS-a Firence, nije datirano; iz Piacenze 32 dana 13/3/1944.; 69 Hrvata i Slovenaca, bez navoda
mjesta i datuma; iz Rima 16 dana 11/2/1944.; iz Bagno a Ripoli (Firenca) 31 dana 12/2/1944.; iz
Bagno a Ripoli i Rovezzana (Firenca) 36 dana 29/1/1944. Na temelju razliitih raspoloivih popisa,
moe se procijeniti ukupan broj od 1.015 osloboenih interniraca.
Uzrokovali su mnogobrojne potekoe hrvatski i slovenski internirci, koji su samovoljno
prihvatili internaciju u Italiji, radi traenja zatite od partizanskih rapresalija: primjerice, policijska
uprava iz Piacenze javljala je dana 25/8/1944. 19 imena takvih, koji su boravili u opini Ziano
Piacentino, pokrajinska uprava Parme javljala je da u Santa Maria del Piano su boravile 24 osobe
i u Felinu 17 osoba, koje su zatraile zatitu od Italije, pokrajinska uprava Brescie javlja o njih
6 u opini Gottolengo.
56
VAB, Dokumenti konzulata NDH 1943/45., br. reg. 16-28/6, k. 1020, sadri detaljne popise
zatvorenika, veinom Hrvata, koji su iz talijanskih logora puteni nakon 8. rujna 1943., te koji su
se vratili u mjesta porijekla. Ima sveukupno vie od dvije tisue imena.
57
VAB, Arhiv neprijateljskih jedinica, br. 39/6-1, k. 1020. Izvjee od 26/3/1943. o logoru
Visco i izvjee od 20/3/1943. o logoru Gonars. Oba izvjea su od talijanskog izvora.
58
Isto, u gore navedenim izvjeima jasno se razlikuju, u objema logorima, protektivni i
represivni internirci. Prvi su deportirani njihovom slobodnom voljom, a drugi zbog izdravanja
kazne (vidi izvjee o Gonarsu). Predvianja od 26. oujka 1943. glede daljnjih kapaciteta logora
Visco, tada u proirivanju, bila su da bi mogao primiti 10.000 deportiranih. Ako pomislimo na
injenicu da je taj logor bio odreen za prihvat prvenstveno protektivnih koji e dobijati bolju
hranu i nee imati prestrogu stegu moemo shvatiti razmjere pojave onih koji su radije pristajali
na deportiranje u Italiju, nego li na ivot u krajevima preplavljenim partizanima. I logor Gonars bio
je podijeljen na dva odjeljka. U odjeljku A bili su protektivni internirci, a u odjelku B
represivni Tu se moe procijeniti koliina protektivnih zahvaljujui gore navednom izvjeu,
uzme li se u obzir da su oni preseljeni u mjesto Monigo, a da je na njihovo mjesto dolo 1.700
slovenskih studenata, koji su klasificirani kao represivni.
razumjeti, jer se prva okrenula protiv Nijemaca i njihovih saveznika, dok je druga
obeshrabrila bilo kakvu elju za suradnjom sa silama Osovine, s obzirom na sudbinu
kojoj su ili u susret oni koji su se pouzdali u talijansku zatitu. Dok su Nijemci u
sjevernoj Italiji bili skloni Pavelievim Hrvatima na tetu Talijana, dotle su Titovi
partizani u Italiji osloboenoj od strane Saveznika, a da nisu nita ni pitali
monarhistiku vladu na jugu, novaili uz obeanja i prijetnje bive inorodne vojnike
Talijanske vojske, kojima faistiki reim nije pruio niti dostojanstvo naoruanja
59
.
Rasulo talijanske vojske nakon 8. rujna 1943. i jaanje Narodno-oslobodilake
vojske (sa znatnim naoruanjem kojeg je od nje dobila), kasnija uspostava
Jadranskog primorja pod njemakim vodstvom, uspostavljanje na Suaku upravnih i
vojnih organa NDH i ponovno raanje talijanskog faizma s Talijanskom Socijalnom
Republikom, obuhvaalo je i potpuno restrukturiranje vojnih snaga sueljenih u
Rijeci okolici. U praksi, ta provincija koja je do tada djelovala, u odnosu na ono to
se dogaalo u Bosni, Crnoj Gori i na jugu Dalmacije, poput mirne pozadine, u
trenutku se nala gotovo u prvom planu. XIII. divizija Narodno-oslobodilake vojske
Jugoslavije uspostavila je neposrednu i trajnu koordinaciju s partizanskim odredima
Uka i Kastav-Suak. U nju su se ukljuili, nakon iznenaenog unitenja
provedenog od strane njemakih snaga, ostaci dviju postrojba, koje su imale
kratkotrajan ivot, i koje su nastale nakon bezuvjetne predaje talijanskih snaga:
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 115
59
ACS, PCM, 1951.-1954., kat. 15.2, fasc. 10599, podfasc. 2-1, Vojnici zarobljeni u Jugoslaviji
i na Balkanu, Izvjee narednika Alda Cogoija iz 400 pjeake pukovnije, 8. satnije Brindisi
Bari, 21/8/1944.: ...bivi uklonjeni reim smatrao me inorodcem (...) tako sam doivio sudbinu
inorodaca pozvanih u vojsku, pa sam uvrten u radniku satniju (...) Morao sam ostati u jednoj od
tih satnija, izmjetenoj u Apuliji () U drugoj polovici mjeseca rujna 1943., zahvaljujui
partizanskoj promibi, neznanju i lakovjernosti vojnika, nemoi novoosnovane talijanske Vlade i
tolerantnosti saveznikih vlasti, dezertiralo je ak 145 vojnika iz moje satnije, od kojih je barem
135 prelo pod crvenu zvijezdu (...) ista je sudbina zadesila i druge posebne satnije izmjetene u
junoj Italiji i na otocima. Vodei rauna o njima i o mnogobrojnim inorodcima, koji nisu smatrani
takvima i koji su zbog toga bili u sastavu redovitih vojnih postrojbi, moe se procijeniti na otprilike
da je iznosio 14.000 broj inorodnih talijanskih vojnika, koji su preli u partizane (...) Te upravo taj
ne ba zanemariv broj dobrovoljaca slavenski predstavnici raunaju da e unovaiti radi
dobivanja (sic) djela ili (sic) itave Julijske krajine za Jugoslaviju. No, radi li se doista o
dobrovoljcima? (...) Poznato je da najvei dio njih nije uinio taj korak zbog slavenskih osjeaja
(...) nalazili su se izmeu nakovnja i ekia (...) s jedne strane, bili su izloeni jakom pritisku,
gotovo uvijek zastraivakom, od strane crvene zvijezde, a s druge pak strane, nadzor, progoni i
nasilje prema njima i njihovim obiteljima od strane faistike vlade.... ACS, PCM, 48-50, kat.
15/2, k. 10599, fasc. 1, Izvjetajni ured vrhovnog zapovjednitva Predsjednitvu Savjeta, Salerno,
11/7/1944.: ...Meu aktivnostima koje je provodila jugoslavenska partizanska organizacija u
Italiji, koja ima sjedite u Monopoliju, ukljueno je i novaenje u partizanske redove vojnika iz
talijanskih postrojbi, roenih u Istri i u Zadarskoj, Rijekoj, Transkoj ili Gorikoj provinciji...
prijeti im se da u budunosti nee imati mogunost, budui da se Julijska krajina ima ve smatrati
jugoslavenskom, na povratak svojim kuama, jer e biti smatrani dezerterima, nepoeljnima itd.
.... Isto, Pismo Ministarstva vanjskih poslova Ministru unutarnjih poslova i Ministru rata
(djelomino izbrisan datum, ali iz protokola se razabire da je napisano 1944.): Ovom ministarstvu
je poznata djelatnost, koju na talijanskom terioriju provode jugoslavenske partizanske organizacije
glede novaenja talijanskih civila i vojnika porijeklom iz julijskih provincija, te za njihovo
upuivanje u Jugoslaviju.... O tom pitanju vidi i pismo Ministarstva zrakoplovstva Predsjednitvu
Savjeta datiranog 23. oujka 1945.
Rijeka bojna i Bojna Garibaldi Prvu su osnovali civili, lanovi antifaistikog
otpora kojega je u gradu organizirala Komunistika partija Hrvatske, a druga od
talijanskih vojnika koji su pristali uz partizane.
Prvi neposredan sukob izmeu rijekih faista i antifaista, u sastavu vojnih
postrojbi ustrojenih nakon 8. rujna 1943., zbio se u blizini elektrine centrale u
Matuljima izmeu 23. i 24. rujna, sa desetak poginulih i ranjenih na objema
stranama, a zavrio se s predajom male faistike posade partizanima. Nije bilo vie
vijesti o onima, oko sedmero njih, koji su tom prigodom zarobljeni. Dana 30. travnja
1944. biljeimo prisustvovanje rijekih faista
60
razaranju, tijekom velike njemake
akcije ienja terena, sela Lipa, malog sela pokraj Jelana (Rijeka provincija) gdje
je bio visok broj civilnih rtava (263, prema jugoslavenskim izvorima)
61
u mjestu
koje je tada imalo tek 490 stanovnika. Nijemci, iako su ponekad pridruivali i
pokojeg Talijana svojim represalijama, nikada nisu doputali niti jednoj od
talijanskih vlasti uplitanje u njihove planove za bilo kakvo ublaavanje patnji
civilnog puanstva, iako su se i dalje odrani opinski upravni komesari
(Commissari prefettizi dei comuni) te pokrajine gajili su iluziju da im se mogu
obratiti za pomo
62
.
116 Amleto Ballarini
60
DAR, Komisija za ratne zloine, JU 41, k. 6. U nekom izvjeu sastavljenom u Labinu i
datiranom 10/10/1945. prijavljeni su kao sudionici pokolja u Lipi sljedei rijeki faisti: Alberto
Celligoi, Giovanni Rovina, Giovanni Baccotelli, Augusto Ursin, Giovanni Giordano, Giovanni
Gennini, Oscar Battistin i Giovanni Gazzari.
61
R. BUTOROVI, Suak, n. dj., str. 389.
62
VAB JU, 909, fasc. 19, odj. 6, opina Ilirska Bistrica, mjesto Tominje, pismo upravnog
komesara Vladislava Vicicha Kvarnerskom pokrajinskom poglavaru Rijeka: Po pitanju dunosti
ovog ureda javljamo da je dana 18. svibnja 1944. u ovom kraju provedena akcija ienja od strane
Njemakih oruanih snaga. Tijekom te akcije spaljeno je mjeso Tominje. Narednog dana
podnositelj izvjea se uputio u gore navedeno mjesto zbog oevida. Utvreno je da od 45 kua,
od kojih je sastavljeno selo, 35 ih je bilo u potpunosti uniteno poarom, dok je preostalih 10
zapaljeno odmah po mom odlasku iz mjesta. Ti brojevi ne obuhvaaju staje i skladita, kojima je
bila opskrbljena svaka kua. Meu ruevinama 3 kua pronaeni su pougljenjeni ostaci 31 osobe...
Proizlazi da su ubijne jo 2 osobe, ija tijela... nije bilo mogue jo pronai..., nije se moglo nita
spasiti, izuzev kojeg grla stoke koje, poto je pobjeglo u polja, je uhvaeno narednih dana, te neto
malo pokustva, koje se moglo iznijeti iz 10 kua, koje su kasnije spaljene.... Pismo je zavravalo
sa zahtjevom pomoi od rijekog pokrajinskog poglavara za preivjelo puanstvo, koje se sklonilo
u Ilirsku Bistricu.
63
ACS, Ministero dellinterno (Ministarstvo unutarnjih poslova), DGPS, kategorija A.R.,
aktivnost pobunjenika 1943.-1945., (djelovanje pobunjenika) 1943.-1945., k. 5, fasc. 26 (Rijeka).
Izvjee pokrajinske uprave Kvarnerske provincije Ministarstvu unutarnjih poslova Glavnom
ravnateljstvu javne sigurnosti, Valdagno (Vicenza) Rijeka, 18/4/1944., Predmet: eljeznika
nesre a koja se dogodila dana 13. oujka. ove godine na predjelu epjane-Jurdani usljed eksplozije
naprave, koja je izazvala izljetanje s tranica putnikog vlaka, koji je dolazio iz Trsta prema Rijeci,
sa posljedinom smru 8 osoba i ranjavanjem vie od 80 osoba.
Isto, brzojav rijekog pokrajinskog poglavara Ministru unutarnjih poslova, Rijeka, 5/5/1944.:
jutros usljed aktiviranja eksplozivne naprave na potezu Ilirska Bistrica-Prem izletjela je s tranica
lokomotiva s pet vagona putnikog vlaka br. 1693, na odlasku iz Rijeke. Partizani su napali i sam
vlak na koji su otvorili jaku vatru. Prema prvom pregledu utvrena su 3 smrtno stradala i 30
ranjenih.
Deportacije i odmazde, eljeznike diverzije na civilne
63
i vojne vlakove,
spaljivanje sela, muenja i bacanja u jame, zabiljeena su posvuda po razmatranom
teritoriju. Rat izmeu dviju sukobljenih strana vie nije imao nikakvih pravila, te
karakteriziralo ga je naelo kojega su svi primjenjivali s neuvenom surovou:
fiziki ukloniti neprijatelja, bio on stvaran ili mogu, i uvjetovati ga pogaajui i
nevine koje je s njim mogue povezati.
Sve to se sporadino pojavljivalo, i to se ponekad ak inilo prigodno opravdanim
u svijetlu razvikane enevske konvencije, izmeu 10. lipnja 1940. i rujna 1943., postalo
je kasnije sistematino. I anglo-amerika bombardiranja esto su imala terorisiki
uinak. Prvi je zapoeo u 11,30 h 7. sijenja 1944. Uslijedilo ih je jo 27, a zadnji je
zabiljeen u 15,35 h 19. travnja 1945.. U pogledu intenziteta i uestalosti bombardiranja,
broja rtava (otprilike stotinjak sudei prema suvremenim dokumentima kojima
raspolaemo)
64
, u usporedbi s podacima za druge talijanske gradove (napose Zadrom) u
kojima je poginulih bilo na tisue, ona se priinjaju gotovo malima. Raspoloivost
protuzranih sklonita iskopanih u krakim stijenama ograniila je pokolj. Kada su
unitena, u visini od 80%, velika poduzea poput brodogradilita (Cantieri Navali),
tvornice torpeda (Silurificio Whitehead) i rafinerije nafte (Raffineria Olii Minerali),
bombe su padale prvenstveno na civilne nastambe: od 2.816 popisanih obiteljskih
posjeda, 354 ih je potpuno uniteno, a 961 je teko oteena
65
.
U godini 1944., nakon spaljivanja mjesne sinagoge, to su poinili Nijemci, dana 30.
sijenja zapoele su, na osnovi popisa izdanih od mjesne pokrajinske uprave Talijanske
Socijalne Republike i uvida u boravinu evidenciju porezne ispostave Talijanske
financijske policije
66
, masovne deportacije rijekih idova. Od 243 deportirana s
podruja stare provincije, ili iz novoprikljuenih kotareva, danas proizlazi da nije bilo
vie od 19 preivjelih. Svi su proli kroz transku tvonicu rie Sv. Sabe (Risiera di San
Saba) i potom su upueni u Njemaku; najvei dio ih je upuen u Auschwitz. u Sv. Sabi
umrlo ih je 6 u statusu zatvorenika, 5 od kojih zbog prirodnih uzroka, a samo 1 je
sigurno ubijen. 96 rijekih idova, koji su se prije 1943. sklonili u druge talijanske
provincije, otkriveno je i upueno u Njemaku. Od njih se spasilo samo 16. Za daljnjih
73 nije poznato mjesto uhienja, niti mjesto kasnijeg robijanja. Znamo samo da je meu
tima navodno bilo 13 preivjelih. 8 idova Nijemci su streljali iz odmazde u Rijeci, a
jo 7 u drugim talijanskim provincijama.
Prema gore navedenim brojevima i prema izvjeu posljednjeg predsjednika
Zajednice preivjelih idova u Rijeci iz prosinca 1945
67
, ini nam se malo
vjerojatnim da se ikada u Kvarnerskoj provinciji provodio, izmeu rujna 1943. i
prosinca 1944., plan spaavanja rijekih idova ili idova izbjeglih iz Hrvatske.
Godine 1940., prema tamonjoj pokrajinskoj upravi, u Rijeci je bilo svega 1.105
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 117
64
VAB, k. 882, reg. 19/2-1, 20/2-1, 43/2-1, 50/2-1. AMSF papir br. 12, 4. armija, Popis
uzbuna i zranih bombardiranja Rijeka i okolica, Matine knjige groblja na Kozali, godine
1939.-1949.
65
DAR, Komisija za ratne zloine, JU16, k. 10.
66
SOCIET DI STUDI FIUMANI, Il tributo fiumano, n. dj., str. 24.
67
Isto, str. 67-71.
idova, od ega 343 strana, 461 bez dravljanstva i 301 jo s talijanskim
dravljanstvom. Dana 18. veljae 1944. Financijska policija ih je prebrojila 881 s
boravitem u Rijeci i u provinciji, od kojih nisu svi bili stvarno prisutni. rtve koje
smo mi utvrdili iznose ukupno 389, a preivjelih logoraa 48.
U glavnom gradu provincije provedba aktivnog otpora Nijemcima i faistima ne
biljei puno napose tekih i krvavih epizoda, te posljedino tome nije bilo ni puno
epizoda odmazde. Bomba je eksplodirala u restoranu Ornitorinco, uobiajenom
sastajalitu faista pristalica Talijanske Socijalne Republike, i izazvala je nekoliko
smrti i ranjavanja, te je bilo nekoliko osuda na smrt Transkog i Rijekog posebnog
suda radi hitnog uzvraanja istom mjerom. Dogodilo se strijeljanje skupine
zatvorenika (veinom idova) ispred groblja na Kozali, kao odgovor za atentat na
neko sjedite njemake policije.
Manja mjesta provincije, iako su bila poteena zranih bombardiranja, bila su
najpogoenija, bilo zbog povremenih borbi koje su ih neposredno ukljuile, ili zbog
njemakih odmazda pred partizanskim prepadima. Napose, u seoskim i gorskim
mjestima opetovano kidnapiranje civila od strane partizanskih bandi, koje je
zapoelo ve od 1942., bilo je vrlo uestalo i znaajno. U nekim je sluajevima
navodno kidnapiranje u stvarnosti sakrivalo novaenje novih dobrovoljaca
68
i
sluilo je kao pokrie za ukuane protiv eventualnih njemakih odmazda. U drugim
sluajevima odvoeni su nestali niuto nakon prijekog ubojstva zbog
osumnjienosti za kolaboracionizam ili po odbijanju podupiranja partizanskog
pokreta. Za posljednje navedene praksa bacanja u jame na podruju bive
Kvarnerske provincije, za koje se dugo mislilo da nema jama prikladnih za tu
svrhu, moe se dokazati da se ostvarivala ve od rujna 1943., te da se nastavila
tijekom itave 1944. Primjerice trideset i jednogodinja Nicolina Terdich, seljakinja
iz Sv. Francika, za koju je proizlazilo da je odvedena iz svoje kue dana 3. oujka
1944.
69
pojavljuje se i na popisu leeva koje je bilo mogue identificirati, izvaenih
iz 4 jame na Uki: jama zvana Janovi Gradac, u mjestu Liganj, duboka 25 metara, 4
lea; jama zvana Tenderlinova na na Uki, duboka 32 metra, 6 leeva; jama zvana
Kolokosno na na Uki, duboka 25 metara, 2 lea; jama zvana Velasten u mjestu
Tulievici, duboka 20 metara, 5 leeva. Od 17 pronaenih leeva, samo ih je 11
118 Amleto Ballarini
68
ACS, Ministero dellinterno (Ministarstvu unutarnjih poslova), Talijanska Socijalna
Republika, Republika nacionalna garda, k. 31 (Rijeka legija), III 6. Izvjee zapovjednika
61. legije njemakim vojnim zapovjednitvima i sredinjim vlastima Talijanske Socijalne
Republike, datirano 6. prosinca 1943.: Dana 30. studenog, 1. i 2. prosinca tekue godine mir
Lovranske opine uznemirile su zastraujue vijesti, koje su dolazile iz manjih mjesta te opine.
U gore navedenim mjestima i na periferiji Lovrana gotovo svake veeri partizani su provodili
nasilna ili dobrovoljna odvoenja roenih u mjestu... Isto, II 33, Dana 13. lipnja 1944.
proizlazi da su odvedeni iz svojih obitavalita u selu Cala di Moschiena izvjesni Romano
Sencich, od Felicea, i Giovanni Lazzari, od Francesca, to su poinili partizani. Nije poznato
radi li se o prikrivenom novaenju ili o smaknuima.
69
Isto.
70
Isto, Milicija za teritorijalnu obranu, 3. pukovnija, 61. legija, Izvjee Ureda za politiko
ispitivanje, Rijeka, 30. 5. 1944.: Predmet: Vaenje leeva rtava partizanske mrnje na podruju
Uke.
identificirano.
70
Bio je znatan broj partizana
71
, ili osumnjienih da su partizani, koji su ubijeni u
tvornici rie Sv. Sabe u Trstu, mnogi drugi izgubili su ivot, kao primjerice idovi,
u sabirnim logorima podignutim u Njemakoj.Posljednje izvjee koje je nama
poznato o rijekoj provinciji upueno je Ministarstvu unutarnjih poslova Talijanske
Socijalne Republike dana 26. srpnja 1944.
72
Potpisao ga je dr. Giovanni Papatucci u
svom svojstvu rukovoditelja policijske uprave, te u nastavku donosimo njegove
najvanije odlomke:
Gospodarsko stanje U posljednje vrijeme sve se vie pogoravalo, bilo ovisno o
opim uvjetima zemlje, bilo ovisno o specifinim zemljopisnim uvjetima provincije, glede
poznatih, vrlo tekih potekoa s komunikacijama. Taj problem tu dobiva karakter
ekstremne osjetljivosti, budui je Rijeka povezana s ostatkom Republike jednom
eljeznikom vezom, koja je stalno u prekidu akcijama sabotae od strane partizana Od
toga proizlaze vrlo teke nelagode na prehrambenom polju, a posljedica mu je vrtoglavi
rast cijena, koje tu postiu visine kojima se ne moe nai ravne niti u jednoj drugoj
provinciji (), posljednji napad (zrano bombardiranje od 19/7/1944. opaska autora)
pogodovao je, s prekidom prometnih veza, dramatinom dolasku do izraaja od svih
osjeane istine, a to jest da je eljeznika pruga od ivotne vanosti za opstanak Rijeke,
poput pupane vrpce, koja kada se jednom prekine, grad ostaje odsjeen od mogunosti
bilo kakve opskrbe. Ta okolnost, pridodana onoj o dobro poznatome nedostatku pratnji,
uzbunjuje javni duh, na kojega jako utjee i ima dalekosene psiholoke posljedice napose
na dravno osoblje koje je tu u slubi. Politiko stanje Njemaki nadzor svakog
podruja javnog, gospodarskog i politikog ivota je potpun i neprotuslovljen. Djelovanje
njemake policije nastavlja se vrlo esto na vrlo irokom polju, po kriterijima surovosti i
apsolutnog nepotivanja osobne slobode. Poevi od 29. 6. ove godine, provedena je
akcija ienja kojom je obuhvaeno vie stotina ljudi (). Neki od uhienih, a takvih je
vrlo malo, otputeni su, drugi su vrlo vjerojatno poslani u Njemaku, ili su izmjeteni u
druge zatvore. () Nije mogue ita suprotstaviti zlouporabama i zlostavljanjima
poinjenih na tetu talijanskih graana, jer talijanske vlasti ili su posve neupuene u takva
policijska djelovanja, jer su svedene na nemogunost bilo kakvog stvarnog djelovanja na
tom polju (Policijska uprava) ili ih prokazivanjem podupiru i podravaju, esto zbog
osobne osvete (Milicija i PFR) Odnosi s hrvatskim vlastima (napose s policijskim
vlastima na Suaku) zajedljivi su, budui da podlijeu utjecaju suvremene, nesretne,
povijesti. Suradnja na polju pravosudne policije gotovo da je bez ikakvog ploda, izmeu
ostalog i zbog zahtjeva hrvatske strane za dopisivanjem na hrvatskom jeziku: Naravno da
sam se odupro () Stanje policijske uprave Potaknut osjeajem dunosti i duhom
rtvovanja, prihvatio sam, poetkom prolog travnja, rukovoenje policijske uprave, a da
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 119
71
ISTITUTO REGIONALE PER LA STORIA DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE NEL FRIULI VENEZIA
GIULIA POKRAJINSKI INSTITUT ZA POVIJEST OSLOBODILAKOG POKRETA U FURLANIJI I JULIJSKOJ
KRAJINI, (dalje: IRSMLFV) Ured za povijest, XX tvornica rie, dokument 705: Popis osoba
pogubljenih u tvornici rie Sv. Sabe kojega je A. Bubni predao... Serbu zajedno sa popisom osoba
zatvorenih u tvornici rie, 11/11/1970.. Na temelju tog popisa, ubijenih iz Rijeke i njezine
provincije u tvornici rie bilo je ukupno 55 i veinom s hrvatskim dravljanstvom.
72
ACS, Ministero dellinterno (Ministarstvo unutarnjih poslova), 1944.-1945. (Talijanska
Socijalna Republika), k. 4, fasc. 26.
nisam dobio ni rije poticaja ili direktivu iz centra. Ipak prikupio sam, to navodim bez i
najmanje namjere napadanja bilo koga, teko nasljee () Radilo se o tijelu lienom
ovlasti i osiromaenog u sredstvima, naruenog ugleda pred talijanskim i njemakim
vlastima, sa samo djelomino djelotvornim slubama i s naruenom stegom kod osoblja
() Osoblje Policajci koji su ve vie mjeseci razoruani, rastueni u obavljanju
najjednolinije redovite administracije, obeshrabreni stalnim ikaniranja od strane
Nijemaca, tijekom dugih mjeseci izgubili su uitak rada (). Ne biljee se, u stvari,
sluajevi dezertiranja, ili teki primjeri nedostatka stege () Usprkos tome, meu njima
su se razvile centrifugalne sile, pretjerani kritizerski duh i kvazinadzor nad kretanjem
policijske uprave, dakle neka vrsta tendencije za podrutvljavanje ovlasti, pogubnog ploda
pretrpljenog poraza () Odnosi s njemakim vlastima U tu svrhu, ve od prolog travnja
najuinkovitije sam se zauzeo, radi uspostavljanja odnosa razumijevanja i povjerenja s
njemakim vlastima, civilnim i policijskim, od kojih sam oekivao i materijalnu podrku
koja se slobodno mogla smatrati odtetom za gubitke, zbog oduzimanja oruja streljiva i
prometnih sredstava, koje se dogodilo ve prolog rujna (), danas je izuzetno osjetljiva
zadaa drati u zajednitvu i pod stegom sastavu policajaca Rijeke policijske uprave. U
toj estokoj borbi, zatvorenoj, iscrpljujuoj, iako sam mogao raunati na punu solidarnost
svih kolega, bio sam potpuno sam () Naelnik pokrajinske uprave, sudac dr. Alessandro
Spalatin ignorira, iako ga se na to u vie navrata podsjealo, da je ef policije u provinciji.
Nesposoban za uiniti odluan i ponosan pokret, ravnoduan na zloporabe koje se ine u
njegovo ime, auran samo u pogledu svojih sjajnih prihoda, ne ini nita to bi ga moglo
prikazati kao talijanskog pokrajinskog poglavara talijanske Rijeke .
Palatuccijevo se izvjee nastavlja, i zavrava dugom i podrobnom ralambom
stanja osoblja policijske uprave, koje je tada brojilo samo 137
73
osoba, naprema oko
300 kojih je u prosjeku imala prije 8. rujna 1943., i neka raunovodstvena pitanja,
koja su se odnosila na istu. Iz te ralambe nemilosrdno je vidljivo stanje apsolutnog
zastoja i duboke nelagode u kojoj su se zatekli policajci i dunosnici. Palatuccija su
uhitili Nijemci 13. rujna 1944. i umro je u Dachauu 10. veljae 1945. O razlozima
uhienja postoje dvije verzije, a niti jednu ne podupiru arhivski dokumenti, koji su
konani dokaz: prva, koju smo mi smatrali vjerojatnijom, koja se slae sa slubenom
verzijom, koju su Nijemci uputili vladi Talijanske Socijalne Republike, zbog ega je
uhien nakon pretresa njegova stana, na temelju prokazivanja, tijekom kojega je
navodno pronaen plan, kojega je trebalo poslati Saveznicima, pa je bio preveden na
120 Amleto Ballarini
73
DAR, Kvesture, (op. autora), u tijeku sreivanja i klasificiranja, Poimenini popis doasnika
i policajaca Javne sigurnosti rasporeenih u Rijekoj policijskoj upravi, 3. lipnja 1944.. Bilo ih je
svukupno 137, od kojih je toga dana bilo 3 na dopustu, 1 u slubi izvan sjedita, 1 bolestan u
sjeditu, 1 primljen u transku bolnicu i 1 nestao (Giuseppe Strocchia). Razvrstani ovako: 11
dodjeljenih kabinetu policijske uprave; 15 dodjeljenih politikoj postrojbi (prvi i odgovorni
doasnik Francesco Maione); 17 dodjeljenih pravosudnoj postrojbi; 9 dodjeljenih administrativnoj
postroji; 2 daktilografa 2. i 3. odjeljenja; 7 dodjeljenih zapovjednitvu; 3 dodjeljena zapovjednitvu
stanice; 9 dodjeljenih straarskoj slubi; 3 pozornika u vojarni u Ulici Roma; 2 u slubi u bolnici;
2 u uredu za strance; 12 u eljeznikom uredu; 7 u lukom uredu; 4 u uredu mosta na Rjeini; 4
vozaa; 10 dodjeljenih pokrajinskoj upravi; 1 u znanstvenom kabinetu; 7 za razliite slube; 1 u
menzi u Ulici Roma; 4 u menzi Manin; 4 pridruena transkom inspektoratu; 1 dodjeljen uredu
Kabineta.
engleski jezik, uperen stvaranju, u suuesnitvu s Giovannijem Rubinijem
(Rubinich),
74
samostalne rijeke drave. Druga verzija, koju smo mi smatrali posve
nevjerojatnom, da je navodno uhienje u stvarnosti prouzroeno otkriem njegove
tajne djelatnosti uperene spaavanju tisua idova, u ne ba poblie oznaenom
vremenu i uz suuesnitvo strica, biskupom biskupa Campania u Salernskoj
provinciji, gdje je postojao logor za idove, uspostavljen nakon rasnih zakona iz
1939.. Iz mjesenih izvjea logora Campagna proizlazi da, iako je raspolagao s 350
mjesta, nikada nije imao vie od 272 internirca, a meu tima samo su dva dolazila iz
Rijeke.
75
Dopisivanje strica Giuseppea Marije Palatuccija, koje je odravao sa efom
policije Seniseom, otkriva da je on 1942. bio zainteresiran, prije nego li za zatitu
idova u logoru u Campaniji, nego, uz postojanje takvih mogunosti, za njihovo
izmijetanje u razliite logore podignute u drugim talijanskim krajevima.
76
Mnogi su u Rijeci pomislili, ukljuujui i Nijemce, da bi anglo-ameriko
iskrcavanje spasilo grad od komunistike okupacije, a u stvari pretpostavka nije bila
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 121
74
AMSF, fasc. Mario Rora, rukopisno izvjee Marija Rore Linu Poliju, Gradika, 27. oujka
1987.: ...elim ti ispriati vrlo vaan dogaaj: priu o jednom mueniku, prvome o kojemu nitko nije
govorio, o ininjeru Rubinichu. Taj je ovjek imao plan, kojeg je trebalo ostvariti nakon rata: uspostavu
slobodne drave, koja je trebala obuhvaati Rijeku, Zadar, Trst, Goricu, Udine; moda je to bila
utopija, ali je bila ideja. S tim planom bili su upoznati, kako poteni Rijeani, tako i prevrtljivi Rijeani,
a i partizani. Oko 20. ili 21. travnja netko je pozvonio na vrata njegovog stana, koji se nalazio iznad
tvornice boja (Colorificio Padoani), ne sjeam se ulice, on je otvorio i ubijen je hitcem iz samokresa....
75
ACS, Ministero dellinterno (Ministarstvo unutarnjih poslova), DGPS, AAGGRR, vrhovne
(1880.-1954.), M4, civilna mobilizacija, k. 134 (Sabirni logor Campagna - Salerno), fasc. 16,
Popis nazonih 16. 9. 1940.: ukupno 272 (opaska autora: nije pronaen niti jedan Rijeanin).
Maksimalni doputeni kapacitet (vidi pismo Salernske pokrajinske uprave od 26. 7. 1940., ur. br.
09094) iznosio je 350 mjesta, i nije smio nadmaiti tu granicu. Dana 14. rujna 1941. (vidi izvjee
Ministarstvu od glavnog inspektora Javne sigurnosti Panarijella) nazoan je bio 141 logora, 7
smjetenih u bolnicu i 3 na dopustu. Dana 7. oujka 1942. (vidi izvjee kao to je gore navedeno)
bilo je nazono 117 interniraca.
76
Isto, dana 26. travnja 1942. biskup Campanije Giuseppe Maria Palatucci sa svojim
pismom, ur. br. 2830, upuenom efu policije Seniseu, pie ovako: Inspektor Faistike
nacionalne partije za ovaj kraj upozorio me da u Campaniji bi mogli imati veliku blagodat,
kakva jest planinsko odmaralite za mlade (GIL), te treba samo zgrada, i da bi bila prikladna
zgrada koju zauzima neto vie od stotine logoraa idovske rase, pa me zamolio da piem
Vama, ekselencijo, kako biste naredili oslobaanje navedene zgrade. A ja Vam rado, vrlo rado,
upuujem ovu molbu (...) udaljavajui te logorae, za nas Talijane okonalo bi se da u njihovim
oima stalno imamo ulogu odrpanaca i gnusaca (...) da sam ja na vrijeme znao da e u
Campaniju trebati doi logorai, bio bih uinio sve to je mogue za spreavanje toga, upravo
radi izbjegavanja da nae dostojanstvo Talijana bude izloeno ruglu ljudi, koji iako nisu bili
superiorne civilizacije, superiorno je u odnosu na nas po sredstvima i po mogunosti
provoenja superiornog naina ivota (...) Udijelite, ekselencijo, udijelite nam milost
odreivanja navedene zgrade i uinit ete sveto djelo (...), tim vie to se stotinjak logoraa
moe lako razdijeliti po razliitim drugim logorima.... Dana 5. svibnja 1942. ef policije je
odgovorio monsignoru Palatucciju da nije bilo mogue smjestiti u druge logore internirce iz
Campanije (meutim u konceptu odgovora kemijskom je prekrien razlog budui da su drugi
sabirni logori prepuni interniraca). Dana 31/3/1943. nazonih interniraca bilo je 145. Gotovo
svima njima, upravo zahvaljujui izostanku preseljenja u druge sabirne logore srednje i
sjeverne Italije spaen je ivot, izbjegavi tako njemake racije u tim krajevima nakon 8. rujna
1943..
posve neosnovana. injenica jest da su utvrenja oko Rijeke znatno razvijena i
pojaana.
77
Danas se zna o tajnim kontaktima Desete Flotile MAS Talijanske
Socijalne Republike s vojnim i politikim predstavnicima kraljevske vlade s juga
78
.
Dobro je poznato stajalite Talijanske komunistike partije, koja je preko Togliattija
sroila ak i hipotezu graanskog rata
79
u sluaju da Bonomijeva vlada, uz pristanak
saveznika, sprijeila jugoslavensku okupaciju Julijske krajine. Dakle, nije bilo
nikakvog iskrcavanja, ali osvajanje Rijeke od strane Narodno-oslobodilake vojske
Jugoslavije nailo je na ozbiljne potekoe. Postrojbe IV. armije koje su prihvatile
teret konanog juria ukljuile su se u dvije uzastopne borbe, koje su se odvile na
podruju Klane od 21. do 30. travnja. Zadnja je pala obrambena utvrda Sv. Katarine,
gdje je djelovala talijanska postrojba brdskog topnitva u okviru Wermachta. U noi
izmeu 2. i 3. svibnja 1945. Nijemci su se povukli, a dana 3. ujutro prodrle su na
Suak postrojbe 14. brigade 19. divizije
80
. Gubici koje su pretrpjeli napadai bili su
veliki.
81
Dakle, nije bilo nikakve uline borbe, kako e netko kasnije pokuati
122 Amleto Ballarini
77
R. BUTOROVI, Suak, n. dj., str. 409: Posebna pozornost posveena je (opaska autora
od strane Nijemaca 1944. godine) utvrivanju irokog zalea Rijeke. To podruje trebalo je
posluiti kako za borbu protiv postrojba Narodno-oslobodilake vojske Jugoslavije, tako i za
eventualni prihvat saveznikih snaga (...) Nijemci su proglasili Rijeku tvravom i pripremili su
je za obranu u irokom krugu. Vanjski obrambeni pojas protezao se od Bakra, preko izvora
Rjeine, Kastva i Juia do Moenike Drage. Unutarnja linija polazila je od Martinice,
prolazila je preko Trsata i Sv. Katarine, do rajona Matulji, i otuda se sputala na more.
78
S. DE FELICE, La Decima Flotiglia MAS e la Venezia Giulia 1943.-45. (Deseta flotila MAS i
Julijska krajina 1943.-1945.), Roma, Settimo Sigillo, 2000., str. 108-127.
79
ACS, PCM, 1948.-1950., k. 112, 1.6.1, br. 25049, podfasc. 1-A, dana 7. 2. 1945. Palmiro
Togliatti, u svom svojstvu dopredsjednika Vijea ministara, pisao je predsjedniku Ivanoeu Bonomiju:
...Reeno mi je da je kolega Gasparotto navodno poslao CLNAI priopenje kojim poziva CLNAI da
nae partizanske postrojbe uspostave nadzor nad Julijskom krajinom radi spravanja da u nju prodru
postrojbe jugoslavenske partizanske vojske naredba poput one koju navodno sadri Gaspaottovo
priopenje, ne samo da je politiki pogrena, nego teka, najopasnija po nau zemlju. ...Naredba koju
je navodno izdao Gasparotto konkretno bi, dakle, znaila kazivanje CLNAI-ju da mora sukobiti nae
partizanske posrojbe protiv Titovih. ... to se tie unutarnjeg stanja, radi se o naredbi da graanski
rat... (opaska autora pocrtavanje je izvreno runo, vjerojatno od primatelja pisma).
80
R. BUTOROVI, Suak, n. dj., str. 531.
81
Globus, Zagreb, 10/2/1995., intervju Oskara Pikulia: ...Talijani su se odupirali u
bunkerima Sv. Katarine dva tjedna nakon kapitulacije (opaska autora oigledno se odnosi da
predaju njemakih postrojba u Italiji). A zato? Mnogo je naih Dalmatinaca poginulo u juriima
na te bunkere. Talijani se nisu htjeli boriti protiv Nijemaca. to sve nisu uinili (...) Pa onda, kad
stigne u grad, kako moe oprostiti?.
82
R. BUTOROVI, Suak, n. dj., str. 481: Bilo je planirano da u borbama za osloboenje grada
Rijeke sudjeluju 4 bojne Rijeana, koji su trebali probiti prolaz od predgraa (Zamet, Drenova,
kurinje i Sv. Katarina) prema sreditu grada. Zapovjedanje tim snagama povjereno je Nellu (Nicu)
Pitaccu. () O tom pitanju pisao je Romano Glazar: Prije osloboenja nalazilo se u gradu otprilike
15 naih drugova lanova Narodno-oslobodilakog odbora i politikih djelatnika, svih u ilegali,
naoruanih strojnicama i samokresima, koji su bili zadueni za odravanje veza s organizacijama na
terenu i u odreeno vrijeme za osnivanje narodne milicije, zagospodariti tvornicama i osiguravati
razliita postrojenja, skladita ivenih namirnica, oruje, promet i razoruavanje neprijateljskih
vojnika po ulicama... Planovi su bili doista ambiciozno sroeni, ali snage koje su ih trebale ostvariti
nisu im bile srazmjerne, odnosno nisu se dovoljno angairale za ostvarenje povjerenih im zadaa....
tvrditi, i napose, usprkos tome to se to ve due vrijeme planiralo
82
, nije bilo
nikakvog unutarnjeg prevrata, bilo talijanskog ili hrvatskog, radi olakanja zadae
Titovim ljudima.
Od 3. svibnja 1945. do 31. prosinca 1947.
Kada su u deset ujutro u etvrtak, 3. svibnja 1945., prve kolone Narodno-
oslobodilake vojske zapoele silaziti s Kozale radi okupacije grada, sami ljudi iz
gradskog Narodno-oslobodilakog odbora, koji su trebali poticati unutarnji prevrat,
ve su bili poduzeli temeljne korake za obnaanje vlasti i za odravanje javnog reda.
Od prvih mjeseci 1945. na nizu sastanaka odranih u Zametu, na kojima je
prisustvovao Romano Glazar kao predstavnik gradskog odbora Komunistike partije
Hrvatske, odlueno je povjeravanje predvoenju priprema Franji Kordiu u
njegovom svojstvu predsjednika gradskog Narodno-oslobodilakog odbora. Ulogu
tajnika imao je Vlado Hreljanovi Doro, dok su za rukovoenje razliitim
podrujima odreeni Giovanni Cucera Pino za industriju, Petar Klausbergher za
drutvena pitanja, Rua Bukvi Ranka za naobrazbu i kulturu, Luciano Michelazzi
za sindikate, Mario Spiler i Petar Katalini za Narodno-oslobodilaku frontu
Jugoslavije
83
. Od prvog trenutka poetno ljudstvo ukljuivano je i izmjenjivano
prema potrebama koje su nastajale zbog improvizacija na koje su uestalo bili
prisiljeni oni koji su bili odreeni za zamjenjivanje starog vodstva, profesionalno
obuenog, te tehnikog i upravnog osoblja prethodne uprave. Upravni odjel
Gradskog narodno-oslobodilakog odbora, koji je imao ulogu opinskog odbora,
povjeren je Eriu Franchiju i Odjel za red i javnu sigurnost Pikuliu
84
. Dana
20/5/1945. Narodno-oslobodilaki odbor za Rijeku predloio je Mobilizacijskom
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 123
83
R. BUTOROVI, Suak, n. dj., str. 479, Kod nabrajanja imena slovo Apretpostavlja: Ve na
poetku 1945. partijska vodstva bila su utvrdila zadae svojih organizacija i Narodno-
oslobodilakih odbora glede priprema za preuzimanje vlasti (...) Gradski narodno-oslobodilaki
odbor Rijeke odrao je u Zametu itav niz sastanaka s ljudima odabranim za preuzimanje mjesta
ravnatelja, komesara i drugih dunosti (...) U pripremama za osloboenje najvea pozornost
posveena je Rijeci, budui da sloenost politikih, gospodarskih i pitanja drugaije prirode
predstavljala najvei problem.
84
Vjesnik, sv. XIX, Rijeka, 1974., str. 332, Zapisnik Prve Konferencije predstavnika
Upravnog odjela ONOO-a za Hrvatsko Primorje, Upravnih i drugih odjela KNOO-a i GNOO-a
Hrvatslog primorja i ZAVNOH-a. Ovaj zapisnik je bio sastavljen dana 16. svibnja 1945.,
prigodom prvog sastanka odranog pri upravnom odjelu Okrunog narodno-oslobodilakog
odbora za Hrvatsko primorje i Suak s voditeljima sekcja upravnih odjela i efovima sekcija za red
i javnu sigurnost kotarskih i gradskih narodno-oslobodilakih odbora: Prisutni za narodno-
oslobodilaki odbor Rijeke drug Erio Franchi, ef sekcije upravnog odjela, Stanko Pikuli, ef
sekcije za red i javnu sigurnost (opaska autora smatramo da se navedeni Stanko Pikuli ima
poistovijetiti s Oskarom Pikuliem zvanim uti. Ime Oskar je pogreno transkribirano kao
Stanko. O nekakvom Stanku Pikuliu sa specifinim zaduenjima u Narodno-oslobodilakom
odboru Rijeke nema ni traga u raspoloivim slubenim spisima, niti proizlazi da je itko s takvim
imenom tada boravio u gradu vidi slubeno pismo Talijanskog Veleposlanitva u Rijeci koje se
nalazi u AMSF ).
odsjeku, radi odgovarajueg ovlatenja, sljedee vodstvo: predsjednik Franjo
Kordi, tajnici Teodor Hreljanovi i Franjo Surina, proelnik upravnog odjela Erio
Franchi
85
, proelnik odjela tehnikih radova Dino Faraguna, proelnik za promet
Natale Rak, proelnik industrije i obrta Giovanni Cucera, proelnik socijalne politike
Petar Klausberger, proelnik trgovine i opskrbe Amedeo Uri , proelnik
poljoprivrede i umarstva Franjo Ferman, proelnik financija Giuseppe Fattori
86
. Za
djelatnost upravnog odjela od svibnja do prosinca 1945., donosimo najvanije
odlomke izvjea sastavljenog u oujku 1946.:
Upravni odjel je uspostavljen odmah po osloboenju 3. svibnja 1945. na organizacijskim
osnovama za velike gradove. Odjel je bio bez specijaliziranog rukovodstva () uzet je u
slubu dio starog aparata iz bive uprave, koji je u vrijeme borbe suraivao s narodno-
oslobodilakim pokretom. Odjel je preuzeo veliki dio (sic) nadlenosti bive pokrajinske
uprave i opine Rijeka, izuzev nadlenosti nad politikim poslovima. Tako ustrojen obavljao
je vlastitu djelatnost tijekom vremena dok nije ustrojena ni Vojna uprava u Sudska vlast ().
Pridruena njoj, osnovana je Narodna milicija, zapovijedanje kojom je podinjeno efu
odjela. () Za njezino zapovijedanje nije bilo dovoljno asnika, pa su za zapovjednike
124 Amleto Ballarini
85
A. BALLARINI, Intervju sa dr. Eriom Franchiem, u Fiume, 1996., br. 32, II polugodite, str.
10-38. Uloga tog odgovornog za upravni odjel, koji danas ivi u Italiji, ini se da nije bila upravo
onakva kakva ispada iz intervjua reviji FIUME, br. 32, II. polugodite 1996., prije pronalaska u
arhivima dokumenta (vidi prethodnu bilj.), koji ga prikazuje zajedno s Pikuliem (tom prilikom
zvanog, po naem miljenju krivo, Stanko) na vaan sastanak Narodno-oslobodilakog odbora za
Primorje, koji se odrao u Suaku 16/5/1945. U tom intervjuu on je izjavio: Pa nisam bio osoba,
koju valja povezati s odreenim politikim odlukama. Toliko to se tie ubojstava... svakako
doznao sam o Riccardu Giganteu, doznao sam o doktoru Blasichu, doznao sam o doktoru
Sincichu... ubojstvo Baccija i Gigantea opravdano je s injenicom to su bili faistiki eksponenti,
o drugima, autonomaima, ukljuujui i Skulla, reeno je Politika nuda... ali to je bio posao
UDBE, Oskara Pikulia i Emila Karadije Domaeg, onih etvorice ili petorice koji su bili
kolovoe te organizacije... Ali znam da prepadi UDBE, ondanje OZNE, ubojstva koja su poinili,
izmeu ostalog i pljake, jer se kasnije doznalo da su prisvojili i neka dobra, uti Pikuli kao prvi,
bile su sve stvari koje su se dogaale na drugom polju. Mi smo bili, kaem mi idealisti, deurni
glupani, na vrhuncu eksponiranosti javnosti, ali s najmanjom moguom umijeanou u odluke....
U vrijeme tog intervjua nismo ni znali da za ubojstvo autonomaa Blasicha i Skulla osuena na
smrt dva obina razbojnika, presudom koja je javno obznanjena dana 7/5/1945., sa zajednikim
potpisom istog Eria Franchija i Franje Kordia. Dakle, ili su dva osuenika ovisila od OZNE i
podmetnuti su kao obini razbojnici, ili su to bili obini razbojnici o kojima se Erio Franchi uope
ne sjea. Ali zato je samo u ovom sluaju OZNI, koja je harala s ubojstima, uhienjima i
deportacijama stotina ljudi, trebala posebna inscenacija? S druge pak strane, doktor Erio Franchi u
sijenju 1946. je ak naveden kao ef OZNE od strane talijanskih policijskih organa: ACS,
Predsjednitvo Savjeta ministara, 1951.-1954., kat. 15.2, fasc. 10599, podfasc. 1, Aktivnosti
Jugoslavena, Izvjee od dana 28/1/1946., potpisano od efa policije i upueno Predsjedniku
Savjeta: Radi vijesti prepisujemo sljedee izvjee upueno ovom Glavnom ravnateljstvu udinski
ef policije: ... ini se da ef OZNE putuje u automobilu s registarskim oznakama FI 32654. On je
prepoznat kao izvjesni Franchi Erio (sic), doktor politikih znanosti, s boravitem u Rijeci.
Primijeen je nekoliko puta u Udinama, zajedno s drugim pojedincima, koje se nije uspjelo
identificirati... itavom Furlanijom, i napose onom istonom, krstare slavenski agenti, koji trae
ito, svakovrsne ivene namirnice, prijevozna sredstva, oruje, vojnu opremu i sve to moe biti
korisno za Titove oruane snage. Njih u tome uinkovito pomau mjesni proslavenski elementi
ulanjeni u Komunistiku partiju Italije....
86
DAR, NOO, JU 16, k. 2, Tajnitvo.
postavljeni bivi borci Jugoslavenske armije i ljudi iz ilegale () Dananje osoblje obuhvaa
() Narodnu miliciju 220 () Odjel javnog reda i sigurnosti bio je pretrpan zbog uestalih
kraa () Od svibnja do prosinca dogodilo se kraa, provala, utaja, prijevara () Kroz
zatvore je prolo 528 osoba () Odjel za konfiskacije i zapljene proveo je 368 predmeta
zapljene, od kojih 257 se odnosilo na narodne neprijatelje ili odsutne iz Rijeke zbog
nepoznatih razloga, to je prolo pod Upravu za narodna dobra () Neophodna je uska
suradnja s Javnim tuiteljem i Sudom () trenutno stanje Narodne milicije zadovoljava samo
50% neophodnog broja potrebnih ljudi (sic) radi dobrog ostvarivanja slube. U borbi protiv
pekulacija i gospodarske sabotae treba angairati sve organizacije pokreta i iroke narodne
mase
87
.
Valja naznaiti da u okviru gradskog Narodno-oslobodilakog odbora
uspostavljen, ve dva tjedna nakon ulaza jugoslavenskih postrojba u Rijeku, poseban
Ured za konfiskaciju dobara narodnih neprijatelja
88
i to prije poetka djelovanja
gradske Komisije za ratne zloine i gradskog Narodnog suda. Prilikom prvog
sastanka efova upravnih odjela, te reda i javne sigurnosti razliitih kotarskih i
gradskih odbora Primorja, odranog na Suaku dana 16/5/1945., prikazano je
prisutnima znaenje za novu vlast koje je imalo to pitanje:
Drug Branko Karaman referent za provoenje konfiskacija () istie njihovu vanost u
okviru Narodno-oslobodilake borbe i neposredno nakon osloboenja, i to napose na
podruju kao to je ovo, koje je tijekom mnogo godina trpjelo pod jarmom okupacije i otpor.
Po pronalasku vlasnitva osoba njemake nacionalnosti, ratnih zloinaca i neprijatelja
potrebno je primijeniti krajnju brigu i posluiti se suradnjom masa () Ne smijemo se
ograniiti samo na pronalasku nepokretnih dobara tih osoba, jer ta dobra esto predstavljaju
samo zanemarivi dio u odnosu na prava raspolaganja: depoziti u bankovnim i drugim
ustanovama, dionice, poduzea, kredite itd. Dakle, potrebno je utvrditi i pronai i tu vrstu
posjeda. S jedne strane, okruni Narodno-oslobodilaki odbor objavljuje javni proglas
graanstvu da prijavama pomogne narodnoj vlasti, a s druge strane, dunost je glavnih,
okrunih i gradskih narodno-oslobodilakih odbora razjasniti puanstvu znaenje svega toga
() Vlasnitvo ratnih zloinaca i narodnih neprijatelja bit e konfiscirano samo na temelju
presude Vojnog ili Narodnog suda, ali upravne slube zajedno s nadlenim organima postarat
e se da dobra tih osoba, jo prije presude, budu zaplijenjena i osigurana dravnoj upravi. Isto
se ima dogoditi sa slobodnim dobrima, odnosno s dobrima onih koji su odsutni, poto su
pobjegli iz mjesta stalnog boravka ili ih je neprijatelj silom odveo. Takva se dobra, do nove
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 125
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Isto, k. 17, Izvjetaj Upravnog odjela Gradskog narodno-oslobodilakog odbora od dana 6.
oujka 1946..
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Isto, k. 10, Gradski narodni-oslobodilaki odbor, 17/5/1945.. Popis osoblja u uredu za
konfiskaciju dobara narodnih neprijatelja (u zagradi mjesto roenja); Komisija: Mario Dassovich
(Rijeka), Guglielmo Klausberger (Rijeka), Vittorio Marot (Rijeka), Gino Lukich (Rijeka);
unutarnji inovnici: Rodolfo Jugo (Rijeka), Giuseppe Branelli (Rijeka), Bruno Masi (Pore);
povjerenik za oevid: Antonio Schibotto (Vicenza), Mario Rovani (Rijeka), Dante Emiliani
(Rijeka), Renato Juranich (Rijeka), Antonio Pavlovich (Pazin), Eligio Stibellini (Rijeka), Eleuterio
Sirotich (Buzet), Eugenio Prodam (Pazin), Innocenzo Dopudi (Rijeka), Eugenio Bobek (Rijeka),
Giovanni Marot (Rijeka), Doimo Malekar (Zagreb), Giovanni Cucceli (Rijeka), Tiberio Birolini
(Rim), Luigi Brazzoduro (Rijeka), Vilim Sincich (Rijeka).
obavijesti, imaju uvati od propadanja i staviti pod privremenu upravu () Posjedi zajednica
koje su ranije bile faistike/talijanske, imaju se zaplijeniti do nove obavijesti. Posjedi ratnih
zloinaca koji su tijekom Narodno-oslobodilake borbe likvidirani, postupit e se kao u
sluaju narodnih neprijatelja, koje je sud osudio na konfiskaciju dobara. U pogledu posjeda
ena narodnih neprijatelja, postoje posebne upute Ministarstva () djeca osoba kojih je
konfiscirana imovina () nemaju nikakvo pravo na tu imovinu.
U pogledu talijanskih graana, koji u oekivanju potpisa Mirovnih sporazuma
namjeravali napustiti teritorij:
Talijani koji nemaju namjere ostati na naem teritoriju, nego koji se ele preseliti u
Italiju, nisu duni ostati u naoj vojsci niti na radnom mjestu. Tim osobama, ako nisu krive za
zlodjela, bit e omoguen odlazak iz nae zemlje, naravno uz uvjet da preseljenje ima trajni
karakter i da ne predstavlja pokuaj izbjegavanja vojne slube
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.
Dana 24. svibnja 1945. priopenje br. 45 Narodno-oslobodilakog odbora Rijeke
donio je, u stvari, pravila za izdavanje propusnica onima koji su namjeravali otii u
Italiju:
1) osoba koja namjerava otii osobno mora podnijeti zahtjev, kojemu je duna priloiti
slijedee izjave: a) izjava o pokretninama i nekretninama koje ostavlja u gradu, s navodom
osobe kojoj je povjereno uvanje tih dobara; b) zlato, vrijednosni papiri, dionice, novac i sve
druge vrijednosti imaju biti pohranjeni pri Sredinjoj banci (bivoj Talijanskoj banci /Banca
dItalia) i priloiti odgovarajuu izjavu. Svaka osoba moe ponijeti sa sobom svoju osobnu
odjeu do najvie 50 kg i iznos novca od 20.000 lira za sebe, kao oca obitelji, i daljnjih 5.000
lira za druge lanove obitelji koji putuju s njim; sve to u bonovima (opaska autora: koji preko
granice nisu imali nikakve vrijednosti).
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Val zapljena i konfiskacija
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premaio je, po naim saznanjima, dvije tisue
poduzetih mjera od 1945. do 1948., a obrazloenih openitim uzrocima, bez ikakvog
sigurnog dokaza i bez mogunosti obrane, nadmaujui, to se tie nekretnina, njih
oko 1.500 koje su izbjegle zrana i kopnena bombardiranja, te njemake mine. Sve
se to dogaalo usporedo s uhienjima i ubojstvima koja se mogu razvrstati u dvije
razliite faze:
Prva faza. Ograniava se otprilike na razdoblje svibanj-listopad 1945., u kojoj
pored prostake i temeljite hajke na Talijane, Rijeane i ne-Rijeane, faiste,
policajce, karabinjere i financijske policajce, od strane vojnika potpomognutih od
126 Amleto Ballarini
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Vjesnik, sv. XIX, Rijeka, 1974., navedeni dokument, str. 337.
90
La Voce del Popolo, 24/ 5/1945..
91
Vidi popis osuenih rijeana od 3/5/1945. i dalje, u Prilozima.
92
La Voce del Popolo, 7/5/1945.: Slubeno priopenje Narodno-oslobodilakog odbora
Rijeke, Upravni odjel, sa zajednikim potpisom predsjednika Franje Kordia i efa odjela Erija
Franchija upoznavalo je graanstvo sa smrtnim presudama, glede ubojstva i otimanja, na teret
Riccarda Pilepia i Clementea Smelija, roenih u Rijeci, te Giovannija Brodiia i Antonija
Antoninija, roenih u Trstu i u Puli.
gradske Narodne milicije i od mjesnih pojedinaca zaduenih za sigurnost i za javni
red, ini se da je dokazana, barem prema presudama vojnih vlasti i djelatnost obinih
razbojnika, koji su se bavili ubijanjem radi otimanja
92
. Zbog te posljednje djelatnosti,
dakle, a ne kako se tvrdilo, zbog politikog plana uklanjanja pristalica autonomakog
pokreta, navodno su umrli Mario Blasich, Nevio Skull i Radoslav Baucer. Ne moe
se iskljuiti da strategija smrtnih presuda nekim drugovima koji su pogrijeili
prigodno preruenih u navodne lopove, je posluila ponekad kao djelomino pokrie
za brojna nedjela koja su bila tada u tijeku. U komunistikim sustavima itavoga
svijeta nije bilo neuobiajeno insceniranje slinih farsi, a onaj Titov, i prije i poslije
1948., nije izmicao pravilu.
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Ostaje injenica da u ovoj prvoj fazi ubojstva i
nestanaca, koji se sa sigurnou mogu pripisati tijelima zavisnim od vojnih i
politikih vlasti, dogaala su se pred oima prestraenih graana. Autonoma
Giuseppe Sincich odveden je iz svog stana i ubijen je nedaleko rafalima iz strojnice,
senator Riccardo Gigante je odveden zajedno s drugima u smjeru Kastva i nestao je,
senator Icilio Bacci
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pojavio se radi preuzimanja propusnice za Trst, ali zadran je i
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 127
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J. PIRJEVEC, Il giorno di San Vito. Jugoslavia 1918.-1992. storia di una tragedia (Vidovdan.
Jugoslavija 1918.-1992. povijest jedne tragedije), Torino, Nuova ERI, 1993.: pred kraj travnja
(1948., opaska autora) jugoslavenski sudski sluajevi obogaeni su procesom, organiziranim protiv
grupe istaknutih slovenskih komunista, koji su tijekom rata bili internirani u Dahauu, te su zbog
toga najprije optueni da su se stavili u slubu Gestapoa, a zatim zapadnih imperijalista (ali ini se
da su bili osumnjieni da su agenti NKVD-a). Proces, koji je predstavljao jo jedan korak na putu
represije nakon onih organiziranih protiv klasnih neprijatelja i suputnika od prethodnih godina
zavrio se s 11 smrtnih presuda i s drugim tekim zatvorskim kaznama. To je bio pokajniki obred
s oitim staljinistikim obiljejima, dramatina inscenacija.
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AMSF, Icilio Bacci, Pismo gospoe Lidije Bacci-Urbani supruge dr. Icilija Baccija, Sirolo
(Ancona), listopad 1945., upueno generalu Peki Dapeviu, zapovjedniku IV. Jugoslavenske
armije, u Opatiju, u kojemu trai suprugovo oslobaanje: Moj suprug je uhien 21. svibnja 1945.
po nalogu OZNE i upuen je u pravosudni zatvor u Ulici Roma, nakon nekoliko dana obavljena je
rekvizicija svog najmetaja iz stana i iz biljenikog ureda, smjetenih na prvom katu zgrade br. 5,
na Trgu kraljice Elene u Rijeci. Poto je ustanovljeno njegovo teko zdravstveno stanje, moj suprug
je smjeten u zatvorsku ambulantu, odakle je dana 10. kolovoza interniran u neki logor u
Jugoslaviji... Proteklog svibnja, kada se donekle razjasnilo stanje Rijeke, te s jedinim ciljm da me
ponovno vidi i da zajedniki proslavimo, u drutvu bliske rodbine, etrdesetu godinjicu naeg
vjenanja koja je bila proteklog 10. lipnja, moj suprug sa susretljivom podrkom nekih od novih
vlastodraca u gradu, meu kojima i drug Surina, zatraio je dobivanje propusnice za odlazak u
Veronu. Dana 21. proteklog svibnja on je upuen u sjedite OZNE, kamo je u meuvremenu poslan
njegov zahtjev za izdavanje putne dozvole. Meutim, ef tog ureda, drug uti, zadrao ga je i
zatim ga je prebacio u pravosudni zatvor, gdje je zbog svog zdravstvenog stanja smjeten u
ambulantu.... Pismo dr. Oscara Sperbera, oevidca rijekih dogaanja iz svibnja 1945., koji je
kasnije, nakon egzodusa, bio glavni tajnik Provincije Bergamo, upueno gospoi Lidiji Bacci dana
9. rujna 1954.: U stvari nekoliko dana od senatorovog uhienja, puanstvo sredita grada
prisustvovalo je nijemo i nemono odnoenju prekrasnog namjetaja iz njegove udobne kue i
njegovog ureda. Kako bi to to bre obavili, izvritelji naloga o zapljeni sputali su namjetaj s
velikog balkona. Dolje, pred kunim ulazom i slastiarnicom Piva veliki kamion prihvaao je
ukradeno... Ma kakva svjedoanstva! Ima ih na tisue. A bilo bi dovoljno neto dobre vjere da ih
se nae tamo u Rijeci, i to slubenog karaktera. Ali tko zna jesu li jo ivi oni koji su u tom
nesretnom vremenu drali grad u rukama, materijalni izvritelji zapovjedi iz centra? Razliiti
drugovi uti, Surina, ing. Faraguna, drugarica Gioia Scrobogna, sam dr. Scrobogna....
nestao, ista je sudbina zadesila i biveg gradonaelnika Carla Colussija i njegovu
enu, uiteljicu Margheritu Sennis, a to su samo najpoznatiji sluajevi, bila je
dovoljno takvih ljudi liqvidirati, ne samo za irenje straha, nego i za spreavanje
rodbine drugih manje poznatih iz svakog gradskog rajona, koji nisu bili nuno faisti,
na traenju vijesti o njima. Pridodajmo tome, uhienje i deportaciju na nepoznato
odredite barem 78 pripadnika mjesne policijske uprave
95
, 50 pripadnika financijske
policije i 10 pripadnika karabinjera.
Ta faza, u kojoj su mjesni elementi predvoeni od Narodno-oslobodilakog
odbora i postrojbe Narodno-oslobodilake vojske predvoene od OZNE posvetile su
se, jako motivirane staljinistikim komunizmom, nekoj vrsti ideolokog
128 Amleto Ballarini
95
ACS, Ministero dellinterno (Ministarstvo unutarnjih poslova). Kabinet 1944.-1946., k.
140, fasc 12418, Situacija u Rijeci, Pismo Ferruccia Parrija admiralu Elleryju W. Stoneu,
glavnom komesaru Saveznikog povjerenstva, dana 26/6/1945.: ...dobili smo vijest da su
jugoslavenske okupacijske vlasti grada Rijeke provele uhienje svog osoblja policije,
ukljuujui i dva dunosnika, sedam redovitih inovnika, tri portira i oko 75 policajaca, od
kojih je petnaestero naknadno puteno. Navedeno osoblje navodno je upueno u Hrvatsku radi
interniranja u sabirni logor. ini se da je ista sudbina zadesila neke dunosnike pokrajinske
uprave. Bio bih Vam jako zahvalan ako biste ljubezno pokrenuli nadlene vojne vlasti u tom
podruju glede poduzimanja potrebnih koraka glede oslobaanja gore navedenog osoblja i
openito talijanskih graana uhinih i deportiranih iz Julijske krajine... Pismo admirala Stonea
Parriju od 6/7/1945.: ...ao mi je to Vam moram priopiti da moje zanimanje do sada nije
imalo pozitivnog ishoda.... Pismo Stonea Parriju od 18/7/1945.: ...Prenio sam pitanje
Saveznikom vrhovnom zapovjednitvu, koje je podsjetilo da se Rijeka nalazi u jugoslavenskoj
okupacijskoj zoni i da tamo ne postoji nikakve saveznike vlasti. Savezniko vrhovno
zapovjednitvo predlae da se Vaa vlada obrati amerikom i britanskom veleposlanstvu, kako
bi ona poduzela neke zajednike korake kod jugoslavenske vlade u ime talijanske vlade. Vidi
i ACS, PCM, Talijanski dunosnici, agenti i vojnici uhieni i deportirani tijekom okupacije
Julijske krajne k. 19/5, br. 40729. Pismo vrhovnog zapovjednitva saveznikih snaga
Ministarstvu unutarnjih poslova. Glavnom ravnateljstvu javne sigurnosti, od dana 10/6/1947.:
U odnosu na vae pismo 442/9769 od dana 5. svibnja 1947. Usprkos opirnoj istrazi, koju su
tijekom dugog vremena provodile saveznike vlasti, nije se moglo dobiti nikakve obavijesti
glede sadanjeg stanja osoblja koje je pripadalo bivoj rijekoj policijskoj upravi. to se tie
rijeke policijske uprave i desetkovanja njezinih pripadnika od Narodno-oslobodilake vojske
Jugoslavije usporediti i Il tributo fiumano allolocausto, n. dj., str. 16-23.
96
G. STELLI, Un caso di genocidio ideologico: Venezia Giulia e Dalmazia 1943.-1948.
(Sluaj ideolokog genocida: Julijska krajina i Dalmacija 1943.-1948.), u Fiume, br. 38,
(1999.), str. 32-36., ako itamo djelo Marija Pacora primjera metode najekstremnijeg
umanjivanja i opravdanja Confine orientale: questione nazionale e resistenza nel Friuli
Venezia-Giulia (Istona granica: nacionalno pitanje i otpor u Furlaniji i Julijskoj krajni, Milano,
bez izdavaa, 1964), gdje autor pie: Revolucionarna vojska i drava zamjenjivale su staru
faistiku dravu... Trebalo je, po kriterijama koji su oito tih dana prevladali, ukloniti ili
neutralizirati svaki ostatak, u osobama i u organizacijama koje su s tom dravnom suraivale.
Bilo je na istaknutom socijalistikog svijeta u ekspanziji, sueljeni s novim neprijateljem,
imperijalizmom i grupama koje su se iako uz subjektivno prihvatljive razloge, na njega
oslanjale i sluile mu: trebalo je, po istim kriterjima, ukloniti ili neutralizirati vodee
pojedince. Stelli tvrdi, oslanjajui se na logiku koja se teko moe osporiti, da ...Pahor ne
primijeuje kako opisuje strukturu ideolokog genocida, odnosno logiku potpunog uklanjanja
neutraliziranja protivnika....
genocida
96
koji moda nikada nee biti poblie kvantificiran, bila je ista u itavoj
Julijskoj krajini, i napose je otvorila, posebice na podruju Gorice i Istre, dramatino
poglavlje, koje do sada nije potpuno ispisano, o bacanjima u jamu koja su izazvala
meunarodnu reakciju
97
, takvu da je prilino tetila teritorijalnim zahtjevima koje se
Jugoslavija spremala postaviti na stolu mirovnih pregovora.
Tito, koji je u svakom trenutku dobro znao procijeniti kakvu politiku valja
provoditi, je zapovjedio prije kraja 1945. prestanak prijekih likvidacija
98
i silom je
zabranio diskriminirajue deportiranje Talijana na okupiranim podrujima
99
, ali
istovremeno, odbijajui rasputanje OZNE, rekao je i neto to je posredno
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 129
97
G. SALOTTI, Il dramma di Fiume nel secondo dopoguerra (Rijeka drama u drugom
porau), Fiume, 7, (1984.) str. 33: Ve prva poinjena djela od strane novih okupacijskih
postrojba izazvala su i kod one strane koja je aktivno pristupila partizanskom pokretu
mjeavinu preneraenosti i straha. Istoga su dana, u stvari, nalijepljeni na gradske zidove plakati
na hrvatskom jeziku, izuzev jednoga na talijanskom, u kojima je Naodno-oslobodilaki odbor,
smjeten u guvernerovoj palai, proklamirao pripajanje Rijeke Hrvatskoj... nije se jo ugasilo
sjeanje na nasilje poinjeno od njemakih postrojbi, a zapoelo je ono novih okupatora...
Prieljkivane reakcije saveznikih snaga ograniile su se na poruku, koju je general Alexander,
zapovjednik saveznikih vojski u Italiji, uputio 18. svibnja 1945. postrojbama, objelodanjujui
krenje obveza preuzetih od strane Jugoslavena glede Julijske krajine (opaska autora: u odnosu na
sporazume sklopljene s maralom Titom u Bolseni u rujnu 1944.), te izjavljujui da je to podsjealo
na Hilerove, Mussolinijeve i japanske metode. Naknadno je, meutim, (9. lipnja) postignut
sporazum, izmeu generala Morgana na saveznikoj strani i generala Arse Jovanovia na
jugoslavenskoj strani, koji je podjelom Julijske krajine na dvije zone (Zona A, u koju su ukljueni
Trst, Pula, Gorica i razna mjesta na Krasu, koja su ranije okupirale jugoslavenske postrojbe,
povjerena je okupaciji Saveznika; zona B, koja je obuhvaala ostatak Julijske krajine, povjerena je
jugoslavenskoj okupaciji) sprijeio mogunost zahvaenog puanstva na slobodno posezanje za
pravom na samoodluivanje.
98
M. ILAS, Compagno Tito (Drug Tito), Milano, Mondadori, 1980., str. 111: U mojim
ratnim memoarima podsjeam da je Tito krajem 1945. zapovijedio prestanak ubijanja bez procesa
i bez presuda, koje je provodila tajna policija, u to vrijeme nazivana OZNA.
99
ACS, CCLN, 1944.-1946., k. 4, Talijansko-slavenska antifaistika unija Trsta, fasc. 67, J.
Broz Tito: Koje se prepreke ispreuju uspostavljanju normalnih odnosa izmeu Jugoslavije i
Italije 1945. (preslika): ...Sav se talijanski tisak slae u napadanju Jugoslavije oko navodnog
interniranja vie tisua talijanskih dravljana iz Zone A. Ti su napadi potpuno tendenciozni, jer ne
odgovaraju injeninom stanju. Naa je vlada, u Beogradskom sporazumu, pregovarajui o
utvrivanju demarkacijske crte u tzv. Julijskoj krajini, odluno odbila savezniki zahtjev za
povratkom navodno interniranih talijanskih graana, koje su jugoslavenske vlasti navodno povele
sa sobom prilikom svoje evakuacije iz Zone A. Jugoslavenska vlada odbila je taj zahtjev zbog
jednostavnog razloga to u Jugoslaviji nema tih interniraca, kao to ih nije bilo ni u prolosti.
Usprkos tome, opetovano je upuivan jugoslavenskoj vladi, preko saveznikih vlasti, popis od
2.500 navodnih talijanskih interniraca. Taj popis ima vrlo sumnjiv sadraj....
100
J. RIDLEY, Tito, n. dj., str. 237-238.
101
La Voce del Popolo, 30/10/1945., Naredba. Ope odredbe o pravosuu na rijekom
podruju. Gradski narodno-oslobodilaki odbor Rijeke s obzirom na potrebu reguliranja pravosua
na teritoriju u njegovoj nadlenosti. U dogovoru s Vojnom upravom Jugoslavenske armije,
odreuje slijedee: I. Na rijekom podruju graanske i krivine postupke rijeavaju iskljuivo
narodni suci u Prvostupanjskom i Narodnom sudu. Kod dijeljenja pravde, narodni suci e se
pridravati vaeih zakona, ukoliko isti nisu u suprotnosti s duhom i interesima narodno-
oslobodilakog pokreta. U takvim sluajevima, oni e suditi po naelu osjeaja pravinosti...
opravdavalo djelovanje ekstremista na dunosti: Ako OZNA unosi strah u kosti
onome koji ne voli novu Jugoslaviju, stvar ide u prilog naeg naroda.
100
Druga faza. Od 30. listopada 1945. nadalje,
101
zapoeli su djelovati Narodni
sudovi, koji su uz sudjelovanje Vojnih sudova (jedino nadlenih za izricanje smrtnih
presuda) prijetili presudama na prisilni rad, zapljene i konfiskacije. U pogledu
nestanaka, koji su se takoer nastavili, presuda na kaznu smrti, izdanih od vojnih
vlasti, nije bilo mnogo, ali spoznavi tekst presude moe se priznati da mjesto
stratita
102
i mjesto pokopa rtve nisu se nikada obznanjivali. Isto se moe rei i po
pitanju smrtovnica koje su izdavala tijela gradskih vlasti, koje su imale ulogu
matinih ureda izdanih lanovima obitelji, koji su ih kasnije zatraili.
U procesima dostupnim javnosti, kao to su bili oni odrani 1946. i na poetku
1947
103
. protiv nekih graana optuenih za neprijateljsku djelatnost, a u nekim
sluajevima i za uporabu i dranje oruja i eksploziva, biljeimo teke kazne na
prisilan rad, ali niti jednu smrtnu presudu. Suprotno tome, u velikom dijelu
postupaka provedenih u tajnim sjeditima i bez znanja javnosti, za puno manje, a u
nekim se sluajevima ne zna ni zato, mnogo ljudi je uhieno od tajne policije i nije
se vie vratilo kui
104
, ili je likvidirano na temelju prijeke presude Vojnih sudova.
Amblematian je sluaj Angela Adama, antifaista, povratnika iz Dachaua, i
njegove obitelji. Njegovo se ime pojavljuje i u sluaju gore spomenutih procesa, te
sve navodi na pomisao da bio upetljan u onu tajnu konspiraciju
105
, koja je druge
stajala samo po nekoliko godina zatvora. U rujnu ili listopadu nestali su on, njegova
ena i njegova ker, ali 1947., iako je bio nestao, Narodni sud ga je osudio na dva
130 Amleto Ballarini
102
Isto, 18/9/1945. pod naslovom Nemici del Popolo (Narodni neprijatelji) donesena je vijest
dva izvrenja smrtnih kazni, nad Argeom Cappadurom i nad Boom ikiem, streljanjem od strane
vojnih vlasti, koja su izvrena na groblju Trsat. To je jedan od malobrojnih sluajeva u kojima je
obznanjeno mjesto streljanja.
103
ARHIV VRHOVNOG VOJNOG SUDA, Beograd (dalje: ACSM), Vii vojni sud, 24/47.
104
IRSMLFV, Povijesni ured, dokument 1303, Angelo Adam: Razgovor s gospoom Annom
Adam udovicom Monti, sestrom Angela Adama, u Trstu 16. rujna 1965. sastavio i potpisao
Galliano Fogar: ...U rujnu-listopadu 1945., malo prije uhienja i smaknua od strane
jugoslavenske policije, Angelo Adam je otputovao u Milano (moda je to bilo jedino putovanje)...
Angelo Adam je htio zadrati tajnost iz konspiratinih razloga (trebao se vratiti u Rijeku). Gospoa
Anna Adam je uzalud traila Angelove matine izvatke, preko talijanskih konzulata u Zagrebu i
Kopru, od vlasti u Rijeci. (...) Na jugoslavenskoj strani ne izdaju se potvrde o Angelu Adamu, kao
da nije nikada ni postojao, te kao da nije ni roen, ni godinama ivio u Rijeci.
105
ACSM, Vii vojni sud, 24/47, zapisnik o sasluanju Antonija Lukia, koji se deklarirao
Hrvatom s talijanskim dravljanstvom, inovnikom po zanimanju, od dana 21/1/1947.: ...U
mjesecu srpnju 1945. don Polano me pozvao da sudjelujem na talijanskom Odboru za nacionalno
osloboenje Rijeke (...) Do tog vremena nisam znao nita o (sic) takvim odborima i tom sam
prilikom saznao (sic) da je taj odbor osnovan pred kraj godine 1944. na inicijativu prof. Brusicha,
prof. Adelia Tavolinija (sic), Nerea Nartica, a kasnije sam doao i ja, i zatim izvjesni Superina i
Adam....
106
DAR, Prefektura, I, nepoznato porijeklo, strojopisna kopija Registra prijepisa prekraja PR-28,
1947.-6. Okrunog narodnog suda Rijeke u Dravnom arhivu u Rijeci pod br. 49. 84) stoji: Ime:
Adam Angelo. Dunost: inovnik. Obrazloenje: pekulacija, sabotaa itd. (30-I/25-4). Presuda: 2
mjeseca zatvora. Globa.
mjeseca kao pekulanta i sabotatora
106
, to takoer potvruje da desna ruka
narodnog pravosua nije znala to radi lijeva ruka OZNE ili UDBE, ili bolje reemo,
moglo bi se pomisliti da se narodno pravosue brinulo za politiko i moralno
diskreditiranje, kao da se radi o ivim ljudima, subjektima koje je tajna policija ve
uklonila.
Reim je, u toj fazi, radije pristupao fizikom uklanjanju svojih osumnjienih
protivnika bez prevelike buke, tako da je neprobojna tiina glede njihove sudbine i
dalje predstavljala izvanredno sredstvo odvraanja za preivjele, koje je svakoga
obeshrabrivao glede oponaanja njegovog primjera. Kada je, meutim, trebalo
pribjegavati javnim procesima radi dokazivanja da su vanjski neprijatelji sustava
bezuspjeno planirali (u sluaju gore navedenih procesa, dokazano je i tajno
financiranje iz Italije preko talijanskog Komiteta za nacionalno osloboenje Trsta)
107
njegovo ruenje i da je narodna pravda pobjeivala, ograniavali su se na kazne
zatvora, koje su u prizivu gotovo uvijek osjetno skraivane.
Radilo se o promibenim procesima jo vie olakanim politikom nedosljenou
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 131
107
AMSF, Zanella, k. 2, koverta 10. Pismo Riccarda Zanelle pukovniku Antoniju Fondi Saviju,
talijanski Komitet za nacionalno osloboenje Trsta, iz Rima 29. listopada 1946.: Zahvaljujem
Vam na ljubaznosti koju ste mi iskazali 18. ovog mjeseca izvijestivi me o svotama koje ste Vi
isplatili za pomo Rijeanima na teret fonda od 25 milijuna za te potrebe odreenog od
Ministarstva za porae. Zatraio sam od Vas tu ljubaznost, ne zato da mi Vi podnesete raun o
stanju raunovodstva, to nije u mojoj nadlenosti, nego da bih postavio konkretan temelj zahtjevu
kojega mi je zadovoljstvo uputiti Vam, a to jest da pristanete na to da preostalih 13 milijuna, kojima
jo raspolaemo za pomo Rijeci, bude upravljano i distribuirano iz ovog rijekog ureda, koji
predstavlja jedino slubeno predstavnitvo rijekih interesa, kojega priznaju vlada i drava... sloit
ete se da nije niti normalno niti opravdano da u tako osjetljivom pitanju kao to je pomo u dravi
kojom vlada Tito i OZNA, upravljanje tako velikim fondovima za socijalnu i politiku pomo bude
rukovoeno od osobe, iako vrlo ugledne i vrlo potovane poput Vas, koja ne raspolae potrebnim
poznanstvima ljudi i okoline, tako kompleksnog puanstva poput onog rijekog. Nedavni dogaaji
u Rijeci, i tonije uhienje troje Luksicha, konfiskacija 700.000 lira pronaenih u njihovom stanu,
razlozi koji su izazvali uhienje, afera koja je iz toga proizala, tune posljedice, traevi, sumnje,
zaotravanje policijskih progona, koja se sada obnavljaju, nuno se dotiu Vae odgovornosti, a
samo podlono ovoj i odgovornost ljudi koje ste Vi, oito u dobroj vjeri, izabrali za izvravanje
Vaih pohvalnih namjera....
108
AMSF, Istraivanje rtve talijanske nacionalsti 1940.-47., U Proglasu Talijanima iz Istre i
Rijeke kojega je Izvrni odbor Unije Talijana za Istru i Rijeku raspaavao u ilegali 6. oujka 1945.
moglo se proitati: ...talijanska reakcija u Istri i Rijeci, sakrivena pod lanom demokratskom
maskom i podrana od reakcionarnih snaga u Italiji, intenzivirala je svoje djelovanje upereno na
pasiviziranje talijanskih masa i za njihovo udaljavanje od narodno-oslobodilakog pokreta i za
raspirivanje ovinistike mrnje prema Hrvatima sa sljedeim ciljevima: onemoguiti Talijanima
slobodan i sretan ivot u novoj Jugoslaviji; onemoguiti im da borbom izbriu mrlju talijanskog
faistikog ugnjetavanja hrvatskog puanstva i ponovno ih uiniti krivima za takvo
ugnjetavanje.... Izvrni odbor, u kojemu su za Rijeku ve tada prisustvovali: Dino Faraguna kao
predsjednik, Erio Franchi, Gioia La Neve i Luciano Michelazzi kao lanovi, Ervino Locatelli,
Orazio Cergnar, Giovanni Cucera, Carlo Mania, Giuseppe Fornasari i Luciano Bernardi kao
savjetnici, nakon takvih pretpostavki, po stjecanju pobjede prihvatio je zadau: ...Raskrinkavati
sve reakcionarce i njihove planove, kako bi na taj nain Talijani Istre i Rijeke u federalnoj i
demokratskoj Hrvatskoj postali most koji e spajati Titovu Jugoslaviju i Italiju u borbi za svoju
demokratsku slobodu....
protivnika koju se prigodno vjeto prenapuhavalo radi pothranjivanja mita o talijanskoj
reakciji aktivno prisutnoj u Istri i u Rijeci.
108
U tom razdoblju, dakle, susreemo djelovanje dviju razliitih vlasti: jedne, koja
obznanjuje svoju aktivnost, izbjegavajui potkrepljivanje pretpostavke o
sistematinom progonu Talijana ili ak o provoenju projekta etnikog ienja, i
druge, koja je u prvoj fazi ovisila od Ministarstva obrane, a u drugoj fazi ovisi od
Ministarstva unutarnjih poslova: tajna policija OZNE, kasnije nazvane UDBA, o
kojoj se malo zna i o kojoj se jo i danas ne moe pronai, pored dokumenata koje
smo pronali u razliitim fondovima i arhivima koji uvaju njezinu dokumentaciju.
Nije nam bilo mogue podrobno rekonstruirati slubeni i potpun sastav te
organizacije u Rijeci, ali znamo da je vojni zapovjednik odjela OZNE u okviru 19.
divizije, koja je djelovala na podruju naeg zanimanja i nakon 3. svibnja 1945., bio
Emil Karadija zvan Domai, a politiki komesar bio je Oskar Pikuli zvani uti.
109
.
To se posljednje ime uestalo pojavljuje, prije toga, tijekom partizanske borbe, kao
utjecajni delegat Komunistike partije Hrvatske kako oko djelatnosti regrutiranja,
tako i oko djelatnosti uspostave i nadzora nad Gradskim komitetom Komunistike
partije u Rijeci i u njezinoj provinciji. O takvoj svojoj dunosti, on e sam svjedoiti
u poslijeratnoj memoarskoj literaturi
110
. Njegova vanost, kao partijskog aktivista,
132 Amleto Ballarini
109
R. BUTOROVI, Suak, n. dj., str. 518-521 i dalje.
110
L. MARTINI, Memorie e documenti, n. dj., str. 143, tako pie Oskar Pikuli: ...Na poetku
1943., u veljai, utvreno je da odem pojaati partijski odbor Kastva... U listopadu 1943.
zapovijeeno mi je da odem u Rijeku od strane partijskog Okrunog odbora za Hrvatsko pimorje...
ve je postojao partijski Gradski odbor... ja i Romano Glazar morali smo sudjelovati u njegovom
pojaavanju.... U stvari, iz itave njegove pripovijesti razabiremo da Gradski odbor Komunistike
parije Hrvatske, usprkos oklijevanjima talijanskih komunista, u stvari je ponovno osnovan i
uinjen djelotvornim samo njegovom i Glazarovom zaslugom, budui da prethodni odbor nije
odgovarao oekivanjima Partije.
111
ACS, Ministero dellinterno (Ministarstvo unutarnjih poslova), Talijanska Socijalna
Republika, Republikanska nacionalna garda, k. 31, Rijeka legija II-41, Sudsko izvjee Istrano-
politikog ureda Milicije teritorijalne obrane Kvarnera 3. pukovnija (61. legija), ur. br. 4645/B/3
od 7. rujna 1944.: Prijava na teret Remigia Bresca, pokojnog Giovannija (uhienog), Giovannija
Duiza od Giovannija zvanog John (uhienog i koji je poinio samoubojstvo), Liliane Pillepich
pokojnog Antonija (uhiene), Remigia Picovicha pokojnog Giovannija zvanog Giorgio (uhienog),
Giordana Smolnicara pokojnog Massimiliana zvanog Elio (uhienog), Leopolda Pezmana
pokojnog Antonija, Lodovica Matesicha od Celestina (uhienog), Eugenia Puccara pokojnog
Simeona (pobjeglog iz zatvora), Giovannija Cucere od Mattea zvanog Fabio (u bijegu), Luigija
Cimadorija od Francesca zvanog Suti (u bijegu), Oscara Pisculicha od Giuseppea zvanog uti (u
bijegu), Danila Cergnula od Giacoma zvanog Nini (u bijegu), Pietra Klausberghera od Luigija (u
bijegu), ene poznate pod pseudonimo Olga (u bijegu), mukarca poznatog pod pseudonimom Puc
(u bijegu), mukarca poznatog pod pseuonimom Mlade (u bijegu), svih okrivljenih za konspiraciju
protiv dravnih vlasti zbog poinjanja, djelujui samostalno ili u zajednitvu, u Kvarnerskoj
provinciji ili u susjednim krajevima tijekom razdoblja od sijenja do kolovoza 1944., u svojstvu
lanova tajne komunistike udruge u neprijateljskoj slubi i uz njegovu pomo, djelatnosti uperene
na oruani prevrat protiv dravnog poretka.... Dana 10. rujna 1944. isti je Ured javljao vojnim i
politikim vlastima Talijanske Socijalne Republike da je zapovjednitvo njemake policije u Rijeci
zapovijedilo strijeljanje, s osobljem 3. pukovnije Milicije, trojice uhienika: Remigia Picovicha,
Leopolda Pezmana i Lodovica Matesicha. Strijeljanje je obavljeno 9. rujna. Mnogo elemenata
izmeu 1943. i 1945. bila je dobro poznata kako Nijemcima, tako i faistima milicije
koji su u Rijeci djelotvorno obavljali dunosti politike policije, zamjenjujui po
dunostima Politiki ured mjesne policije, koja je u potpunosti izgubila ugled
111
. Bilo
je poznat i tijelima sigurnosti NDH (ustakoj dravi Ante Pavelia). Iz kopije nekih
Vijesti pohranjenih u arhivima NDH
112
proizlazi da Pikuli, iako traen od svih
policijskih tijela koja su postojala na tom teritoriju, uivao u visokim prijateljstvima
na suprotnoj strani koje su mu omoguavala spas i u najgorim trenucima. Na
Suaku doslovno navode te Vijesti, sastavljene 1944. godine Nijemci su
uhvatili poznatog terorista Pikulia, politikog komesara. Poznati ustaki pas
Montanj oslobodio je Pikulia, koji sada vodi komuniste u kraju Gorski kotar. U
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 133
prikladnih kako za inkriminiranje drugih uhienika, tako i za one u bijegu, potvreno je u
ispitivanju Giovannija Duiza. Nakon rata, komunistika literatura je tvrdila da je Duiz stradao
u zatvoru od pretrpljenih muenja tijekom ispitivanja. Milicija u svom dokumentu tvrdi da je
Duiz poinio samoubojstvo u zatvoru u kojem je bio priveden, koristei telefonsku icu linije
koja je bila provedena ispod prozora s vanjske strane samog zatvora. Iako je teko povjerovati
da se s nekog prozora zatvora moe iskoristiti telefonska ica postavljena izvan prozora istog,
ostaje injenica da dva pripadnika pokreta otpora Antonio Bencich i Amedeo Ursich (ovaj i od
nekakve vanosti) nisu mogli biti osueni, jer Duizovo ispitivanje nije bilo jo gotovo i nije
dolo do njegovog suoavanja s osumnjienicima radi njihove inkriminacije. Treba nadalje
istaknuti da je Duiz pokuao samoubojsto tijekom prvih ispitivanja i pokuao se opravdati
izjavljujui: Uvjeren sam da ako budem puten na slobodu, efovi komunistike organizacije
e me dati ubiti. Dakle, Duiz je Miliciji koristio vie iv nego li mrtav. Meutim, iz sluaja su
se na udnovat nain spasili Eugenio Puccar, koji je tajanstveno pobjegao iz zatvora, i
Remigio Bresaz u ijim depovima i u ijoj kui je pronaen materijal za identifikaciju svih
ostalih. Kao potvrda da Milicija nije imala puno koristi od preuranjene Duizove smrti, stoji i
injenica to se u zapisniku navodi: tijekom istrage su u vie navrata ispitivani Bresaz i Duiz
radi spoznavanja imena poinitelja teroristikih atentata izvrenih od pripadnika komunistike
organizacije, u kojoj su kao Bresaz tako i Duiz aktivni lanovi i u kojoj obnaaju visoke
dunosti, kako se moglo zakljuiti na temelju materijala to im je zaplijenjen, ispitanici su se
zatvorili u najveu tiinu moda zato to su se obvezali na tajnost. Isto su dranje zadrali i
kada se pokualo iznuditi njihovu tajnu o imenima najviih rukovoditelja pokreta, o glavnom
sjeditu rijekog Odbora itd., itd. Bresaz nije odao beznaajne podatke. Priznao je, pored
svega ostalog, da nacrt unutarnjeg plana zgrade policijske uprave, koji je pronaen zajedno
s drugim dokumentima u njegovom posjedu bio je dobio radi njegovog uvanja, od
Cimadorija koji je, svojevremeno, prema onome to je on rekao, dobio istoga od nekog
policijskog podkomesara, a taj je dunosnik namjeravao prijei Miliciji, a pristao je na davanje
nacrta uz uvjet da ga partizani spase u sluaju potrebe... biljeka podkom. Dino koja stoji na
prilogu 10 i odgovara rijei policijska uprava, te navodno znai podkomesar Dino Bresaz
ju je navodno, po njemu, napisao po Cimadorijevom nalogu, a da nije ni znao pravo znaenje
toga. Valja istaknuti da se sam Bresaz, prema njegovim priznanjima, u svojoj djelatnosti
oslanjao na ljude poput Luigia Cimadorija zvanog Suti i Oskara Pikulia zvanog uti. Prvi je
bio jedan od onih tipova kojeg je on imao ovlast zaduiti za uvjeravanje trgovaca... (opaska
autora: slijedi desetak imena), i uz uporabu prislinih sredstava, glede potpore organizaciji u
novcu i u robi, dok je drugi, u Rijeci mitska figura hrvatskog otpora komunistikog karaktera,
jednoga dana postao ef mjesne tajne policije (prije OZNE, odnosno zatim UDBE).
112
VAB, JU, 17068, 2/12-6, 305, Dokumenti NDH, Vijesti (op. autora: vjerojatno ih je sastavio
etniki pokret).
113
R. BUTOROVI, Suak, n. dj., str. 456.
historiografiji Narodno-oslobodilakog pokreta, Pikuliev bijeg se pripisuje
uspjenosti partizanskog prevrata. U stvari, u djelu Radula Butorovia
113
, kojega mi
vie puta citiramo, stoji:
Zapovjednitvo karabinjera u Trstu, grupa u Rijeci sastavila je 25. travnja 1944. slijedee
izvjee: ujutro 25. o. mj. tijekom neke partizanske urote, baena je bomba u dvorite
pravosudnog zatvora u Rijeci: bilo je ispada panike meu uvarima i zatvorenicima. To je
omoguilo bijeg voe ustanika Oskara Pikulia, kojega je ve osudio na smrt vojni sud 2.
armije, koja je ve rasputena, i osloboen je nakon dogaaja iz proteklog rujna. Bjegunca je
oslobodila njemaka policija. Eksplozija je ranila jednog zatvorskog uvara i tri zatvorenika.
Davor Ritt i Luciano Bellina preli su s otetim Pikuliem stari grad i na pomonom prijelazu,
kojega je uvala financijska policija, preli su Rjeinu i otili na Suak. Najprije su se sklonili
u stan Milana Orela lana Mjesnog odbora Komunistike partije Hrvatske za Suak, a zatim
kod Gabrijela Korenia, efa policije na Suaku, s kojim su bili u vezi.
Mi u talijanskim arhivima nismo pronali nikakav takav dokument, iji sadraj
doputa neke osnovane sumnje. ini nam se nevjerojatnim da su u travnju 1944.,
podinjeni od Nijemaca i izolirani od Milicije, rijeki karabinjeri bili jo tako
djelotvorni da su tono znali, ne samo imena Pikulievih osloboditelja, nego i
imena Hrvata kod kojih je on pronaao sigurno utoite na Suaku. O prevratu u
rijekom zatvoru nema nita u dokumentima mjesne policijske uprave i Milicije
koje smo mi pronali.
Meutim, postoje dvije injenice koje su u razliitim verzijama (ona iz Vijesti
uvanih pri NDH i ona koju daje Butorovi) jednake: Pikulia su u svakom sluaju
uhvatili Nijemci (a oni su ga oslobodili ili predali ustaama, koji su ga kasnije
oslobodili), te takoer u svakom su sluaju (zvao se on Montanj ili Koreni), neki
elnik ustake policije na Suaku pustio ga je da pobjegne. U svojim sjeanjima,
koje je prikupio Lucifero Martini,
114
Pikuli nita ne govori o svom navodnom
bijegu iz rijekog zatvora, a niti o svom uhienju od strane Nijemaca 1944.
115
Usprkos tome, ini se neupitnim da je ve od prvog trenutka, od 16. svibnja 1945
116
,
Oskar Pikuli obnaao u Rijeci, iako kratko i prigodno, znaajnu ulogu u okviru
134 Amleto Ballarini
114
L. MARTINI, Memorie e documenti, n. dj., str. 134-146.
115
AMSF, Istraivanja rtve talijanske nacionalnosti 1940-47., Kopija faksa Odvjetnikog
studija Sinagre, Rim, Oskar Piskuli ispitivan je u upanijskom sudu u Rijeci dana 18/8/1999.,
uslijed sudskog postupka u kojemu je on imao ulogu optuenika pri Kaznenom sudu u Rimu glede
injenica koje su se zbile u Rijeci nakon 3. Svibnja 1945., on je doslovno izjavio: Godine 1950.
osudio me Vojni sud u Zadru na 10 godina zatvora zbog suradnje s talijanskim okupatorom. Kaznu
sam izdravao od 1951. do 1961. u raznim zatvorima bive Jugoslavije, tj. na Golom Otoku,
Lepoglavi i Staroj Gradiki.
116
Vidi bilj. 101.
117
DAR, Komisija za ratne zloine, JU 41, k. 5, Svjedoenja potpisana od Nevenke Bratonje
i Albine Bratonje u kojima je navedeno da budui je uhiena od njemake policije dana 4/12/1944.
Vera Bratonja, njihova sestra i ker, aktivistkinja Narodno-oslobodilakog pokreta, najprije je dugo
muena radi dobivanja podataka, a zatim je zatvorena u zatvor ulice Coroneo u Trstu i u San Sabi,
a sama je smatrala da je (sic) njezino uhienje uzrokovano tajnom prijavom izvjesne Nelle Chiese
zvane Ivanka. Sestra Nevenka, koja se vratila kui po osloboenju, uputila se dana 7. svibnja 1945.
samog gradskog Narodno-oslobodilakog odbora kao predstavnik za red i za
sigurnost iako se od 16. svibnja nadalje o njemu govorilo iskljuivo kao o
mjesnom odgovornom za OZNU.
117
U Pikulievim uredu
118
a i njemu osobno
119
GNOO Rijeke je poslao molbe i
zahtjeve od svih onih koji su traili vijesti oko nestalih ljudi jer su bili svjesni da je
on imao znaajna mo u ono doba. Uvjereni smo da se, kako u prvoj, tako i u drugoj
fazi, izuzev eventualnih sluajeva obinog razbojnitva, nita nije moglo prikriti
moi Komunistike partije Jugoslavije, koja je za Rijeku opunomoivala
Komunistiku partiju Hrvatske. ak je i vojno djelovanje bilo podinjeno, od samog
poetka, nadzoru politikog komesara koji je nadgledao i straario nad djelatnou
zapovijedanja. Vlasti gradske uprave, sudskih i policijskih tijela, bili su, prema
naim saznanjima, podinjeni istom nadzoru.
Prelistavajui spise gradske Komisije za utvrivanje ratnih zloina za Rijeku
moe se zakljuiti da je civilna vlast bila vrlo malo obavijetena o represivnoj
djelatnosti vrene od Vojnih vlasti i OZNE. Komisija je, u stvari, sastavila popis 196
osoba o kojima je trebala biti provedena istraga i koje je trebalo proganjati kao ratne
zloince
120
. Navedena Komisija bila je ovlatena prikupljati svjedoanstva i
dokumente korisne za inkriminaciju narodnih neprijatelja i posredstvom tiska
pozvala je graane na prijavljivanje svih ugnjetavanja pretrpljenih od faistikih
vlasti i prije rata ovlaujui, u sluaju odsutnosti onih koji su ih pretrpjeli, i
njihovu rodbinu i prijatelje na podnaanje prijava, kako nitko od krivaca ne bi
[izbjegao] pravednu kaznu Nije bilo ni potrebno dostaviti pisanu prijavu, nego je
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 135
s drugom Gabrieleom Samsom, u pranji dvojice narodnih vojnika, do kue navedene Chiese i
ishodila je uhienje nje i mukarca koji je s njom ivio, ije je ime prihvatila, iako nije bila za njega
udata. Samsa je to dvoje osobno odveo u OZNU i predao ih je osobno drugu Pikuliu (utom),
ali taj ih je oslobodio i mogli su, opskrbljeni propusnicom, otii u Italiju. O Veri Bratonji, prema
sestri Nevenki nije bilo vie vijesti. Njoj je, kao heroju otpora, posveena jedna ulica u Rijeci i,
zbog ironije sudine, u istoj ulici, dok ovo piemo, stanuje Oskar Pikuli.
118
DAR, isto, dok. 656, pismo predsjednika GNOO-a Povjerenstvu OZNI Rijeke, 6/6/1945.:
lanovi obitelji vaih zatvorenika: Burichi (sic - opaska autora ita se Buricchi) Gino, Cozzella
Luigi, Giagnte (sic - op.a. ita se Gigante) Vicenzo (sic - op.a. ita se Vincenzo), Stamantini (sic -
op.a. ita se Tamantini) Fabio, Vasile Gerlando (sic - op. a. ita se Gerardo), Balderi (sic - op.a. ita
se Valderi) Matteo, Riccio Guido (sic - op.a. ita se Aquito), Romagnolo Ferdinando (sic - op. a.
ita se Fernando), Gasperino (sic - op.a. ita se Gasperini) Albino, Corbo Giuseppe, Devescovi
Valerio, trae svaki dan kod nas vijesti, ali mi nismo u stanju dati ikakvu informaciju, a oni dolaze
ovdje vie puta na dan i molimo Vas da ih obavijestite. Citirana imena odgavaraju pripadnicima
rijeke talijanske policijske uprave. Obitelji tih nestalih osoba (vidi sluaj Vincenza Gigantea u
AMSF) nee nikad uspjeti dobiti od jugoslavenske vlasti potvrdu da su njihovi ukuani umrli a
mjesto pokopa esto je oznaeno kao nepoznato.
119
Isto, pismo prot. 182, 9/5/1945., poetak pisma adresiran Dragome utu, bio je to
nadimak Oskara Pikulia. U tom pismu kae mu se da supruga Ettorea Innocentija trai vijesti
njenog mua i zbog nadlenosti, trau od Pikulia informacije. Ettore Innocenti bio je doasnik
talijanske rijeke policiske uprave. Proizlazi da je i on strijeljan na Grobniku u lipnju 1945..
120
DAR, GNOO, Komisija za utvrivanje ratnih zloina, JU 16, k. 5.
121
La Voce del Popolo, 9/10/1945., pod naslovom Per laccertamento dei crimini di guerra
(Za utvrivanje ratnih zloina).
[bilo] dovoljno doi radi podnaanja usmene prijave
121
.
Gore navedeni popis ispisan je strojem, a u dva sluaja, netko je pored imena
kemijskom napisao likvidiran, te taj pojam ne upuuje niti na sudski postupak, niti
na neko ubojstvo po kratkom postupku od strane vojnih vlasti. Na popisu ima 36
osoba za koje proizlazi da su ubijene, u veem dijelu sluajeva bez presuda na smrt
od strane Vojnih sudova, dakle likvidirane su. Iz biljeaka pisanih strojem, koje
prate mnoga imena ukljuena u popis, doznaje se da je predmet (s prikupljenom
dokumentacijom) preao u nadlenost Vojnog suda. Iz svega toga proizlaze samo
dvije mogunosti: ili je Komisija vrlo malo znala to rade druga gore navedena tijela,
i ne bi se mogle razumjeti gore navedene rukom unesene biljeke, koje meutim
pretpostavljaju odreena saznanja, ili je Komisija prosljeujui predmete drugim
tijelima (kao to je bio sluaj s Vojnim sudovima) praktino je sudjelovala u
izazivanju smrti za barem 36 osoba i bila je svjesna toga. Pored zapljena i
konfiskacija, osuda na prisilan rad, osuda na smrt i nestanaka u tvornicama i u
kolama dogaala su se pojave kolektivnih istki koje su poprilino doprinijele
poticanju egzodusa u svakom obliku i sa svim sredstvima. Neke istke (gotovo
uvijek Talijana), kao ona koja se dogodila u brodogradilitu 11. veljae 1946., bile su
javne; posluile su kao politika opomena i za davanje posla onima (gotovo uvijek
ne-Talijanima) koji su iskazivali apsolutnu vjernost reimu: Svaki poteni radnik,
svaki radni ovjek, svatko koji u radu vidi sredstvo za uzdizanje cjelokupne vlastite
klase i itavog naroda na vii stupanj ivota, vidjet e u dananjem inu zatitu
dojueranje borbe i njezinog dananjeg i sutranjeg rada. I on e posluiti onim
nepotenima koji se jo sakrivaju u masi za uvjeravanje da je njihovo vrijeme proo
i da narodna vlast znai rad, stegu i slobodu
122
.
Aktivnost ienja i lov na faiste radi primjernih kazni od strane narodnih vlasti
u veljai 1946., dakle devet mjeseci nakon kraja rata, nije uvijek podravala Vojna
uprava na jadranskim prostorima otrgnutih od talijanskog suvereniteta gdje je
egzodus i elja za egzodusom poprimala relevantne razmjere i gdje je postajala
neophodna rekonstrukcija, prije potpisivanja Mirovnog sporazuma, slike Jugoslavije
kao demokratske, tolerantne i multietnike. To, i vie od toga proizlazi sa sastanka
odranog u Trstu 8. veljae 1946.
123
s kojega prenosimo, uz ogranieni komentar,
neke odlomke koji zasluuju posebnu pozornost:
...drimo da Vojnoj upravi trebamo uputiti slijedee preporuke opaska autora
dokazujui tako da se nije moglo nita vriti bez suglasnosti vojnih vlasti a) da ne bude
osnovan samo jedan logor za slovensku i jedan za hrvatsku zonu, nego vie logora manjeg
136 Amleto Ballarini
122
Isto, od 12/2/1946., pod naslovom Il popolo contro i disonesti - La massa operaia dei
Cantieri espelle dal suo seno i resti del fascismo (Narod protiv nepotenih - Radnika masa
brodogradilita iskljuuje iz svog sastava ostatke faizma).
123
DAR, GNOO, Gradska komisija za utvrivanje ratnih zloina, JU 41, k. 6, pismo od dana
6/5/1946. javnog tuitelja dr. Bruna Scrobogne Gradskom narodno-oslobodilakom odboru,
Odjelu tajnitva Komisije za utvrivanje ratnih zloina i Divizijskom vojnom sudu IV. armije,
dostavljanje kopije Konferencije i zakljuaka s iste za koordinaciju antifaistike borbe u Zoni B
Julijske krajine odrane u Trstu 8. veljae 1946..
kapaciteta, i to u blizini ratom razorenih podruja, tako da se radni potencijal osuenika
najbolje iskoristi i uz najmanji troak (...); c) kako bi osuenici osjetili moralni teret kazne,
sukladno tehnikim potrebama organizacije rada, nuno je da budu drani odvojeno od
civilnih radnika; d) radni logor, pored svrhe kanjavanja poinjenih zloina i obnavljanja
ratom razorenih krajeva, mora imati svrhu moralnog i socijalnog preodgoja osuenika; e) u
radnim logorima potrebno je drati odvojene politike od obinih osuenika; f) potrebno je
posvetiti najveu pozornost rjeavanju pitanja uspostave logora za maloljetnike (...) ( opaska
autora.: Konferencija razmatra, kako je vidljivo iz teksta, o politikim a ne o binim
osuenicima, te se napose radi o faistima i kolaboracionistima. Treba se zapitati da koji su
uzroci odredili pojavu maloljetnika u takvom broju da je bilo potrebno osnovati poseban
logor. Radi li se o djeci osuenika ili o maloljetnicima krivim za faizam i
kolaboracionizam? (...) II. Unifikacija kriterija za suenje faistikim i kolaboracionistikim
kriminalcima. Drimo da valja poduzeti urne postupke za faiste i kolaboracioniste, bili oni
prisutni ili odsutni, tako da se doe barem do eksproprijacije njihove imovine. Odluujemo,
utoliko, stupiti u vezu s Vojnom upravom i podnijeti sljedee prijedloge: a) kako u Trstu, tako
i u Europi, nametnuo se pojam suenja i kanjavanja faista i kolaboracionista u (...) ima se
smatrati primjerenim osnivanje posebnih sudskih tijela za faiste i kolaboracioniste u Zoni B;
b) kada bi Vojna uprava imala posebne razloge politikog karaktera za suprotstavljanje (...)
predlaemo potvrivanje tijela koja ve postoje u slovenskom dijelu Zone B, a to se tie
hrvatskog dijela Zone B treba odrediti sastavljanje posebnih vijea u okviru redovnih
Kotarskih sudova (...) III. Unifikacija kriterija za uklanjanje s poloaja faista u javnim i
privatnim poduzeima. Odluujemo upozoriti Vojnu upravu na potrebu urnog pristupanja
uklanjanju s poloaja faista i kolaboracionista iz proizvodnog ivota Zone B. Ako bi Vojna
uprava pronala potekoe politikog karaktera (..). mjesni odbori i odbori u poduzeima
UAIS-a prvostupanjske Komisije za uklanjanje s poloaja, za poduzea ili mjesta (...) Za
izvravanje odluka komisija za uklanjanje s poloaja za slobodna zanimanja, te za posjednike
dozvola za javna zanimanja, obrt i industriju, potrebno je prouiti mogunost za
uspostavljanje vrste veze s tijelima narodne vlasti radi reguliranja oduzimanja dozvola za
obavljanje poslova. Nedavni dekret narodne vlasti utvruje izvravanje revizije dozvola za
obavljanje poslova na temelju politikog kriterija (...) Drug Peterin objanjava da, uzimajui
u obzir injenicu to su pravosudna tijela Zone B izdala brojne presude na teak i lagan
prisilni rad, te da do sada u Zoni B nedostaju sredstva za poetak provoenja tih presuda,
neophodno je da ta sredstva budu stavljena na raspolaganje (...) Drug Cerkveni iznosi da,
koliko je njemu poznato, Vojna uprava se ve poela baviti tim pitanjem, te da je utvrdila
namjeru uspostavljanja barem dvaju logora, po jednog za hrvatsku i za slovensku zonu. Za
slovensku zonu uspostavljen je ve logor kapaciteta 50 osoba blizu Ilirske Bistrice (...) Drug
Peri (...) iznosi da u Slovenskom primorju ima mnogo osuenika na prisilni rad (...)
Meutim, logor u Ilirskoj Bistrici nee biti dovoljan za prihvat svih zatvorenika (...) Za
hrvatsku Istru i za Rijeku odreeno je uspostavljanje logora u sredinjoj Istri, vjerojatno u
blizini Pazina....
Nakon dugog razgovora o mogunosti osnivanja internacijskih logora u Zoni B i
o osnivanju vijea za sudovanje, moda Posebnih sudova, radi jo veeg pojaavanja
procesa faistima i kolaboracionistima neki delegati su postavili neke dvojbe koje
nisu zanemarive:
Drug Periz izvjetava da je Vojna uprava navodno izrazila miljenje protivno uspostavi
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 137
posebnih sudova za suenje faistima, te da se mora predvidjeti mogunost ukidanja i onoga u
Kopru. Drug Peterin, u odnosu na Perizevu informaciju, tvrdi da, zbog obzira politikog
karaktera u odnosu na meunarodnu situaciju, ne bi bilo shodno pretjerano napuhavati taj
problem.
Na temelju tako vidljivih kolebanja, nakon tolike gorljivosti za uklanjanje s
poloaja mislimo da se moe zakljuiti sljedee: izmeu Narodno-oslobodilakih
odbora i popratnih tijela s njima povezanim bila je prisutna osjetna razlika u
vienjima u odnosu na Vojnu okupacijsku upravu. Ona je usklaivala svoje
djelovanje s voljom Jugoslavenske vlade, koju je tumaio maral Tito koji je, nakon
prolaska prvog nekontroliranog represivnog vala, oekivao uspjean zavretak svojih
planova o teritorijalnom prikljuenju, obnavljajui na meunarodnom planu
demokratsku i tolerantnu sliku, koja je u prvim mjesecima okupacije ozbiljno
pokolebana. Trebalo se zapitati, na kraju, nakon devet mjeseci neometanog
obnaanja vlasti u Zoni B, ukljuujui i Rijeku, koliko je moglo biti jo slobodnih
faista i kolaboracionista na podruju u nadlenosti. A u nedostatku faista i
kolaboracionista, protiv koga je mogla biti usmjerena sva ta borba aparata kojeg se
namjeravalo usavriti na najbolji mogui nain? Nije sluajno da drug Bruno
Scrobogna, javni tuitelj u Rijeci, postavio okupljenima znaajno pitanje, a ono glasi
je li postignut dogovor, nakon toliko prianja, o definiciji faista. Drug Sajevitz ita
mu naziv (sic) Narodnog suda za suenje faistikih zloina protiv postojanja
narodne slobode i njezinih demokratskih institucija. Nije potrebno utvrditi neke
datume za poetak, nakon kojega bi se zloini s gore obrazloenim izgledom smatrali
faistikim.... Iz obrazloenja kojeg je iznio Sajevitz ispada da svaki zloin protiv
openitih vrijednosti postojanja i slobode naroda i njegovih demokratskih
institucija imao se smatrati faistikim zloinom, faistom svatko koga se
smatralo za to odgovornim, neovisno od datuma poinjenja samog zloina. Dakle, i
nakon datuma prestanka i ukinua faistikog reima i njegovih institucija mogao je
biti poinjen neki faistiki zloin, a njegov krivac je morao biti okvalificiran
faistom.
Lako je razumjeti kolika je bila zloporaba pojma faist primijenjenog uz
openiti izraz narodnog neprijatelja za okrivljavanje velike mase ljudi koje, kada
s takvim izlikama ne bi bile liene ivota, uestalo su liavane slobode, osudom na
viegodinji zatvor, i vlastite imovine, mjerama zapljene i konfiskacije
124
. Tijekom
dvadeset i jednog mjeseca, koji je prethodio potpisivanju Mirovnog sporazuma 10.
veljae 1947., te mogunosti optiranja za talijansko ili jugoslavensko dravljanstvo,
provedeni su u djelo preduvjeti koji su naveli najvei dio Talijana i nemali broj
Hrvata na naputanje stare Kvarnerske provincije, ali ni to pravo na optiranje nije se
moglo slobodno vriti
125
, jer je bilo vezano za utvrivanje, od strane narodnih vlasti,
138 Amleto Ballarini
124
AMSF, Luciano Giuricin, k. 69, kopija Promemorije o arhivskom istraivanju u Rijeci
obavljenih za Centar za povijesna istraivanja iz Rovinja.
125
G. MORAVEK, Rijeka: Preuena povijest, Rijeka, Voloansko grafiko poduzee, 1990..
126
AMSF, Neprimljene opcije sa strane jugoslavenske vlasti, materijal sakupljen od talijanske
zajednice u Rijeci.
uporabnog jezika podnositelja zahtjeva, te i prigodom tih utvrivanja poinjene su
oite nepravde, (dogodilo se da se primi opcija mua a ne ona od njegove supruge,
opcije sina a ne onu od njegovog oca i majke itd.) tako da su se brojile na stotine onih
koji su bili primorani ostati protiv njihove volje
126
.
S tim datumom, i uz zabiljeavanje i tog prekrenog prava morali smo zavriti, u
okviru dogovorenih vremenskih rokova, nae istraivanje. Treba, meutim, znati da
je i nakon tog datuma, izmeu Italije i Jugoslavije, ostao nerijeen znatan problem,
kojeg je vlada Italije sakrivala od pozornosti javnog mnijenja
127
. zabranjujui uvid u
arhivske dokumente ograniene na Predsjednitvo Savjeta ministara do 1997., a
Jugoslavija je o tome utjela, jer moda se nikada nije pobrinula sauvati papire koji
su to mogli dokazati: smrti talijanskih vojnika i civila u zarobljenikim logorima
rasutim po itavoj Socijalistikoj Federativnoj Republici Jugoslaviji (u oko ezdeset
logora prema onome to je nama poznato)
128
, te koliko njih, civila i vojnika, nije
nikada ulo u te logore ve je pogubljeno od strane nepoznatih poinitelja na
nepoznatim mjestima, bez ikakve presude i bez ikakvog suenja, barem prijekog
suda, ak i nakon 1947.
Na popisima koje posjedujemo, sastavljenim 1946. od Antifaistikih odbora
pojedinih logora i upuenih Odjelu za talijanske zarobljenike sa sjeditem u
Beogradu, kojega vodi Centralni antifaistiki odbor kojega sainjavaju Talijani,
nema ni traga o civilima deportiranih iz bive Julijske krajine, iji lanovi obitelji,
kako proizlazi iz opsenog dopisivanja koje je uslijedilo, bilo s Talijanskim crvenim
kriem, bilo s Uredom za zarobljenike Ministarstva za poslijeratnu pomo, o kojima
nema vijesti od svibnja 1945.. Ipak prisustvo civila u tim logorima nije bilo
nepoznato, kako proizlazi iz izvjea potpisanog od strane jednog lana tog Odjela
za zarobljenike u Beogradu kojega smo spomenuli gore:
...Sabirni logori Ni, Bor, Demir Kapija uspostavljeni prvobitno zbog ulovljenih iz
Talijanske Socijalne Republike u Trstu, Puli, Rijeci i od njemakih pristalica na bojinici
Mostar-Sarajevo kasnije je obnovljena krv, zbog stalnih velikih gubitaka, civilnim
internircima iz Trsta, Gorice, Pule, Rijeke itd. pojaani sa svim onima koji u drugim
jugoslavenskim logorima nisu se potinjivali politikom nauku koji im je bio nametnut
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 139
127
ACS, PCM, 1951.-1954., kat. 15.2, fascikl 10599, podfascikl 2/2, Brzojav pokrajinskog
poglavara Palamare iz Gorice Ministarstvima unutarnjih i Vanjskih poslova dana 24/1/1948.:
Novine Mattino dItalia objavljene u Milanu dana 21. ovog mjeseca broj 18 objavile su detaljne
vijesti o Talijanima deportiranim iz Gorice tijekom jugoslavenske okupacije u svibnju 1945. stop
objavljeno je ostavilo dubok dojam i uzbunilo je mjesno puanstvo (...) molim razmotriti
oportunost upozoravanja tiskovnih organa glede uzdravanja od irenja podrobnih i uostalom
neprovjerenih vijesti glede bolnog pitanja s predvidivim odrazom na mjesni duh stop Od
Ministarstva unutarnjih poslova PCM-u dana 22/2/1948.: Povratnik Lino Turati, koji se vratio u
domovinu tijekom posoljednjih dana sijenja (...) prenio je da trenutno postoje u Jugoslaviji mnogo
internacijskih logora u kojima ive talijanski civili uhvaeni u Gorici, Trstu i Istri tijekom
okupacije Titovih postrojba. Meutim, irenje tako osjetljivih vijesti, i po miljenju ovog Ureda,
moralo bi biti strogo nadzirano od strane nadlenih organa i doputeno samo u sluaju sigurne
pouzdanosti i uz uvjet da njihov sadraj ne potrese i uzbuni lanove obitelji.
128
Logori za Talijane u Jugoslaviji. (Vidi str. pp. 214-217).
(...) Polugoli, izgladnjeli, izloeni provalama mrnje od strane osoblja, koje je batinalo,
vezivalo za stup, strijeljalo (...) Potpuna odsutnost bilo kakve medicinske i higijenske
pomoi, hladnoa, glad, zlostavljanje (...) izazvali su u svim tim logorima, posebno onoga
u Borovnici, najvei postotak smrtnosti, tekih oboljenja i trajnog invaliditeta od svih onih
u Jugoslaviji. Nakon to su nosili (...) debla po 12 ili 14 sati, zarobljenici modri od
hladnoe i od batina, nalazili su u vrlo hladnim barakama efa odbora ili logorskog
komesara koji ih je ekao s predavanjem antifaistike kulture (...) Beogradski logori
(opaska autora: pie Beofradski, ali radi se o oitom tipfeleru) Sajmite, Senjak, Zemun,
Dunav. Ti su logori, iako su bili meu najbolje organiziranima, zbog svoje sredinjosti,
nisu mogli izbjei opu zakonitost (..). Iako nikada nije zabiljeen sluaj strijeljanja, i tu
je bilo mnogo smrtnih sluajeva prouzroenih nedostatkom hrane, tekim radom i
zlostavljanjima (...) Logor Borovnica (Ljubljana).
Bio je jedan od najzvjerskijih sabirnih logora u itavoj Jugoslaviji (...) onaj koji je nanio
najvei broj rtava talijanskim zarobljenicima u Jugoslaviji, i to napose meu onima kojima
su tu sabrani, poto su izbjegli pokolje u Prestraneku, Postojni, Sv. Vidu, iz Trsta i njegove
provincije na putu prema unutranjosti Jugoslavije (...) Puteni na milost i nemilost, koje su
ih mrcvarile bez razloga i bez milosti, isto kao i prljavtina, glad, nedostatak i najmanje
higijenske pretpostavke izazvale su epidemije poput pjegavca i crijevnih infekcija, koje su
pridonijele istrijebljenju nesretnika (...)
Vrlo su uestale bile kazne nametnute itavom logoru, poput one od 13. srpnja, kada su
logorai prisiljeni ostati od 3 sata u jutro do 15 sati poslije podne goli pod jakom kiom i
ibani; bilo je mnogo masovnih pogubljenja (30 jednom i 20 drugi put u srpnju 1945.).
Potrebno je spomenuti jugoslavenskog porunika Giovannija Susana, Slovenca iz okolice
Idrije, koji je zapovijedajui logorom iskazao neuvenu grubost...
129
.
U drugom izvjeu stoji:
...Pored zarobljenika (koje u najveem dijelu sainjavaju vojnici ve internirani od strane
Nijemaca, a koji su ostali u jugoslavenskim rukama) u Jugoslaviji se nalaze deportirani iz
Julijske krajine. Njihov broj nije poblie naveden. U Trstu se govori da ih ima oko 4.000. O
sudbini deportiranih iz Julijske krajine, pod pritiskom ponovljenih pokuaja poduzetih u
njihovu korist preko svakog mogueg posrednika, nije nam bilo mogue prikupiti preciznije
vijesti. Na intervenciju poduzetu od strane Svete Stolice, preko papinske nuncijature u
Beogradu, jugoslavenska strana je odgovorila dana 30. srpnja ove godine da trenutno ne moe
davati nikakve vijesti glede osoba nestalih kada je Julijska krajina bila popritem ratnih
djelovanja ili tijekom prvih dana uprave narodnih vlasti i vojne okupacije navedenog kraja
budui da istraga u tom pogledu iziskuje puno vremena. Zahtjevu podnijetom od strane
saveznika, u Beogradu je odgovoreno nijekanjem postojanja talijanskih deportiraca. Pitanje
tretmana deportiraca od jugoslavenske strane, openite vijesti koje su pristigle daju naslutiti
da je vrlo strog
130
.
140 Amleto Ballarini
129
ACS, PCM, Kabinet, godine 1948.-50., kat. 15/2, k. 10.599, pod fascikl 2, prilog Ope
izvjee o uspostavi i stanju u zarobljenikim logorima za Talijane u Jugoslaviji sastavljenog u
Beogradu 1947. od natporunika Eufisija Dainesea.
130
Isto, Ministarstvo vanjskih poslova, DGAP, ured IV, Rim, 18/11/1946., Ratni zarobljenici i
talijanski deportirci u Jugoslaviju.
I jo:
U Palanci (opaska autora: moda Palanka?) otvoren je sabirni logor za zarobljenike iz
Julijske krajine uhiene u svibnju 1945. Broj interniranih nije poznat (...) odvjetnik Mirko
Lenac iz Kastva, i komesar 43. Divizije (...) moda je suodgovoran i u svakom sluaju
upoznat je s ubojstvom (sic) 150 Talijana u blizini Suaka (...) dojavljeno je da Jugoslaveni
ubijaju sve pripadnike 10. MAS
131
.
O nekim logorima, godine 1946., kao to su onaj u Postojni, Vipavi, Ilirskoj
Bistrici, Planini, Prestraneku gdje su vjerojatno sabrani vojnici i civili pohvatani
nakon prestanka neprijateljstava na podruju Gorice, Trsta i Istre, nema vie nikakvog
traga u sauvanim papirima Odjela za talijanske zarobljenike u Beogradu, a takoer
nije ostalo traga ni u arhivima Narodno-oslobodilake vojske Jugoslavije
132
. injenica
to proizlazi da su izbrisani iz povijesnog pamenja u Jugoslaviji i to su do 1997. bili
uinjeni tajnima u Italiji zbog politikog oportunizma, rezultatirat e time da moda
nikada nee nita saznati o onima koji su u tim logorima, prije 55 godina, stradali.
Prije nego to je Titova Jugoslavija odvojila svoju sudbinu od Inform-biroa, odbijajui
utjecaj Sovjetskog Saveza na vlastite unutarnje poslove, Komunistika partija Italije
bila je privilegirani sugovornik u oekivanju uspostave normalnih diplomatskih
odnosa s Italijom, te ima mnogo pisama pristiglih iz organizacija i iz talijanskih
komunistikih sekcija beogradskoj sekciji radi dobivanja vijesti o nestalima. Izmeu
beogradske sekcije i vlasti koje su upravljale zarobljenikim logorima nije bilo
nikakvog neposrednog kontakta jer radi dobivanja vijesti o nestalima, sekcija se nije
izravno obraala vojnim i policijskim upravama, koje su bile nadlenim za
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 141
131
ACS, Ministarstvo unutarnjih poslova, Kabinet 44-46, k. 138, fasc. 12.148: povjerljivo
izvjee datirano u Udinama, 28/3/1946., koju je ef policije proslijedio Predsjednitvu Vijea
ministara: Razliite vijesti u pogledu Jugoslavije, Zone B, Zone A i Furlanije Sabirni logori u
Jugoslaviji, njihov smjetaj i broj interniranih.
132
Isto, PCM, Kabinet, gogine 1948.-50., kat. 15/2, k. 10.599, podfascikl 2: izvjee
klasificirano kao tajno datirano 11/8/1945., pripremljeno od Ureda I Vrhovnog stoera
Kraljevske vojske o Tretmanu zarobljenika u sabirnim logorima u Jugoslaviji Izjave bivih
interniraca koji su se vratili iz zarobljenitva. Iz mnotva izvjea povratnika (gotovo svih
uhvaenih nakon slubenog prestanka neprijateljstva) koji pripovijedaju svoja osobna iskustva u
sabirnim sreditima, u mjestima za prisilan rad, u sabirnim logorima, smjetenim u Postojni,
Vipavi, Borovnici, Ilirskoj Bistrici, Planini, Prestraneku, Idriji imamo potvrdu, ne samo o
neljudskim uvjetima u kojima su drani zarobljenici (nedostatku hrane, iscrpljujuem radu,
nedostatku bilo kakve lijenike pomoi, odrpanoj i neprikladnoj odjei), nego i o muenjima i
zlostavljanjima bez ikakvog razloga i esto vrlo surovim, o ubojstvima pojedinaca ili ak grupa bez
ikakvog posebnog razloga, o umiranjima zbog nedostatka lijeenja ili zbog stranih uvjeta rada.
Vidi izvjee koje nosi naslov: Iz prie nekog zarobljenika povratnika iz jugoslavenskog sabirnog
logora Borovnica kojega je pred svjedocima potpisao Federico Fissore uhvaen u Trstu
10/5/1945. i osloboen 10. kolovoza iste godine i dobrovoljno pristaje na spontanu izjavu o
dobrom tretmanu koji mu je prireen. Vidi, na kraju, i svjedoanstva Egidije i Brune Giron iz
Gorice o ivotnim uvjetima talijanskih zarobljenika u logoru Vipavi koje prenosi neko izvjee
koje je prikupio takoer Ured I Kraljevske vojske, koje je definirano kao tajno i dolazilo je iz
povjerljivih izvora datirano 25/8/1945..
upravljanje logorima. Bila je prisiljena obraati se pojedinim Antifaistikim
odborima, primjenjujui, blago reeno, nerazvijeni sustav traenja.
Pri sekciji postojala je kartoteka (kako proizlazi od rukom unesenih biljeaka
na izmjenjivanim dopisima) koja je pratila prisutnost Talijana u pojedinim logorima,
prelaske iz jednog u drugi logor, povratak u domovinu i stupanj antifaistikog
odgoja kojega je zatoenik imao radi mogunosti oekivanja povratka. Kriteriji
primjenjivani za provoenje traenja nestalih koji jo nisu bili uvedeni u kartoteku
proizlaze iz dopisa upuenog dana 27/6/1946. Antifaistikom komitetu u 238.
zarobljenikom logoru u Vrcu:
Javljamo ovom Antifaistikom odboru priloeni popis imena talijanskih vojnika koji se
ve due vrijeme ne javljaju obiteljima, smatranih nestalima ili u svakom sluaju do danas
nedostupnima. Okupiti sve zarobljenike, proitati im imena i pozvati ih na davanje svakakvih
vijesti koje mogu biti od koristi za umirivanje traitelja, te dojaviti ih ovoj sekciji. Popis mora
doi do svih najbrojnijih radnih grupa, kako bi, na vrijeme i jo u dobrom stanju, bio vraen
ovom uredu radi slanja drugim logorima. Neki od tih proslijeenih popisa jo nisu vraeni;
to ukazuje na nedovoljan interes od strane nekih odbora, koje pozivamo na pridravanje
nametnutih propisa
133
.
U logorima, zarobljenici bili su uvrteni u radne bojne koje su nosile isti broj
kao i pripadajui logor. U svakom logoru postojao je antifaistiki odbor pod
neposrednom upravom beogradskog ureda, koji je imao i sekciju za preodgoj koja
je predstavljala, kako se ini, najvaniji dio njegove djelatnosti, tj. one, zahvaljujui
kojoj, jugoslavenskoj vladi je dugovao i samo vlastito postojanje. Zadaa
antifaistikog odbora bila je izraavanje prosudbe o politikoj pouzdanosti svakog
zarobljenika; takva prosudba ako je bila pozitivna je opravdavala povratak u
domovinu. U logoru uprija (20. bojna talijanskih zarobljenika), primjerice,
predsjednik tog odbora bio je izvjesni Luigi Mura, a neki odlomci njegovih pisama
beogradskoj sekciji pouni su.
Pismo Beogradu od 29/5/1946:
...Upozoravamo da 51 talijanski zarobljenici, koji je prisilno ostao u 20. bojni, postigao
politiku zrelost, i to zahvaljujui elji za sluanjem veernjih predavanja i revno radei kako
bi se u njima otkrilo prave antifaiste (...) u pogledu zrelosti preostalih talijanskih
zarobljenika, ovaj Odbor drao je shodnim zapoinjanje ispunjavanja novih biografskih
kartona, postajui tako jamac njihove zrelosti....
Drugi pismo Beogradu od 5/10/1946.:
...Ovome pismu prilaem popis novih drugova (...) Uskoro ete vidjeti da e ti novi
dokazati kako svoje radne mogunosti, tako i one politike (...) Poduzeo sam korake za
142 Amleto Ballarini
133
VAB, Talijanski zarobljenika, nekatalogiziran 31/12/1999..
134
Isto.
uspostavljanje Zidnih novina i za ispisivanje parola (sic) s geslima narodnih stranaka (...)
Sukladno dobivenim nalozima, uskoro u poslati izvjee u pogledu dranja zarobljenika
Ezija Baiardija, kojega dolje potpisani promatra, a u veernjim predavanjima, kojima on
predsjedava, nastoji uvui druga u raspravu, kako bi on izrazio svoje miljenje. U pogledu
toga uskoro u dati obilne pojedinosti...
134
.
Niti Togliattijev posjet nije nita doprinio rasvjetljavanju sudbine tisua civila i
vojnika nestalih u bivoj Jugoslaviji:
...Nakon to je tajnik Komunistike partije Italije posjetio marala Tita, u studenom i
prosincu 1946., vratilo se u domovinu oko 10.000 zarobljenika, koje je u oujku 1947.
slijedilo 15 asnika i 750 vojnika, a u Jugoslaviji su ostali politiki diskriminirani, tj. jo vie
od tisuu vojnika i 63 asnika (...) To su oni koje su komunistike elije unutar logora,
talijanske, dojavile antifaistikim logorima, a ovi jugoslavenskim vlastima kao reakcionarne
elemente neposlune prema naprednim uenjima (...) Gore navedeno moda nije bilo poznato
vrlo potovanom Barontiniju, efu ANPI-ja, koji je posjetio Jugoslaviju u prosincu 1946., i
koji je izjavio talijanskom tisku da su talijanski zarobljenici u Jugoslaviji vrlo dobro tretirani
(...) moda ne zna da se danas smanjuju ivi a rastu stradali na Brko-Banoviima, ne zna da
brigadir Gergijevi (...) otvoreno izjavio 30. prosinca 1946. (u 19,30 h) petnaestorici asnika
koji su vraeni u domovinu 5. oujka 1947. da preostali nee u biti vraeni u domovinu sve
dok e vlada Italije biti pod vodstvom vrlo asnog De Gasperija.
135
Natporunik Dainese, autor tih tvrdnji, sudjelovao je u Odjelu za talijanske
zarobljenike u Beogradu.
Ne znamo jesu li se ikada vratili u domovinu onih vie od tisuu vojnika i 63
asnika, niti ne znamo jesu li ikada prebrojeni i identificirani po imenu svi talijanski
civili, koji su deportirani s jadranskih podruja nakon jugoslavenske okupacije, koji
se nikada nisu vratili svojim obiteljima kako u mjestima porijekla, tako ni u onima
gdje su se obitelji smjestile nakon egzodusa.
Pouzdano znamo da je do veljae 1962. bilo 36 Talijana u zatvoru u Srijemskoj
Mitrovici. Neki od njih pie talijanski veleposlanik u Beogradu su tu
zatvoreni zbog politikih krivinih djela Ne znamo tko su bili, niti za kakva
politika zlodjela su bili okrivljeni. Moda se radilo o inform-biroovcima iz 1948.,
moda o faistima iz 1945., a moda samo o Talijanima. Bili su gladni i ivjeli su,
uvijek prema talijanskom diplomatu: u stanju teke potitenosti.
136
Talijanska vlada
ovlastila je Crveni kri u Rimu da im alje svake godine, poevi od godine 1957
paket ivenih namirnica i odjee. Prije toga nitko nije znao za njihovo postojanje.
Talijanski zarobljenici koji su bili u Srijemskoj Mitrovici 1947., nakon posljednjih
povrataka u domovinu koje smo gore naveli, bilo je ukupno sedam, ali to ne znai da
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 143
135
ACS, PCM, Kabinet, gogine 1948.-50., kat. 15/2, k. 10.599, podfascikl 2: Ope izvjee o
uspostavi i uvjetima u zarobljenikim logorima za Talijane u Jugoslaviji sastavljeno u Beogradu
u veljai 1947. od strane Eufisija Dainesea.
136
Isto, CRI, Sluba za meunarodne poslove, k. 38, fascikl: Slanje paketa zatvorenicima u
Jugoslaviji (oujak 1957. veljaa 1962.).
nije bilo drugih prebacivanja, nakon gore navedenog datuma, iz drugih sabirnih
mjesta. Jedini sluaj korektnog popisivanja civila deportiranih od Jugoslavena
kojega posjedujemo, koji sadri potpuni navod osobnih podataka, zanimanja ili
zvanja, datuma uhienja, vlasti od koje je izvreno, i adresu onoga koji je traio
vijesti o njemu, jest onaj koji se odnosi na grad Goricu, pronaen u Beogradu.
Tekst na talijanskom, a naslov na hrvatsko-srpskom: Spisak civilnih lica koja su
bila deportirana iz Gorice u Jugoslaviju u doba kada je cona bila pod okupaciom
naih trupa
137
. Od 274 deportirana civila, 113 ih je uhitila OZNA, a od tih troje je
bilo iz Rijeke i njezine provincije. Od 167 uhienika (od pojedinaca pripadajuih
partizanskim postrojbama), proizlazi da je jedan rodom iz Opatije. etiri osobe koje
ulaze u okvire ovog naeg istraivanja proizlazi da su ubijene ili kvalificirane su kao
nestale. To dokazuje da oni koji su proglaeni nestalima u bivoj Julijskoj krajini
nakon jugoslavenske okupacije, u najveem broju sluajeva odgovaraju osobama
uklonjenim prijekom pravdom ili preminulima u sabirnim i zarobljenikim logorima.
U rujnu 1999. pojavila se u tisku talijanske manjine u Hrvatskoj i Sloveniji vijest,
koja do danas nije demantirana, i koja je potvrivala dramatinu stvarnost masovnih
pokolja koji su se zbili nakon svibnja 1945. ne samo na tetu zarobljenih vojnika
(Nijemaca, Talijana, hrvatskih ustaa, srpskih etnika, slovenskih domobrana itd.),
nego i civila razliitih nacionalnosti, ne samo onih koji su bili krivi za suradnju s
naci-faistikim okupatorom nego, u najveem broju sluajeva, i onih koji su se
priinjali krivima glede elje za ometanjem volje partije na vlasti:
Tri slovenske civilne udruge obratile su se dravnoj tuiteljici Zdenki Cerar s peticijom
u kojoj se trailo otvaranje istrage radi otkrivanja odgovornih za masovna pogubljenja
izvrena na teritoriju Slovenije odmah po zavretku Drugog svjetskog rata. Udruge nadalje
trae da podruja na kojima su otkrivene masovne grobnice, u kojima, kako se navodi s vie
strana, je navodno pokopano ak od 170 do 300 tisua ljudi, budu na odgovarajui nain
oznaena. Bivi dravni tuitelj Anton Dobnik izjavio je da je u vrijeme dok je rukovodio
javno tuiteljstvo nije mogao pokrenuti istragu o pokoljima nakon Drugog svjetskog rata, jer
u tom pogledu nije dobio nikakvu prijavu od strane policijskih organa. Poticaj tim udrugama
za podnaanje peticije bilo je zacijelo nedavno otkrie jo jedne velike masovne grobnice u
blizini Slovenj Gradca, u kojoj se navodno ne nalaze ostaci samo ratnih zarobljenika, nego i
mnotva civila. Jezivi pronalasci, koji predstavljaju isto tako strano svjedoanstvo krvavih
dogaaja, tragedija koje su obiljeile porae Drugog svjetskog rata u bivoj Jugoslaviji, imali
su kao rezultat da istrano povjerenstvo, zadueno ba za potpuno osvjetljavanje dogaaja iz
tog vremena, nastavi svoj rad punom parom.
138
144 Amleto Ballarini
137
VAB, Talijanskih zarobljenici, navedeno.
138
La Voce del Popolo, 28/8/1999..
139
AMSF, Korespondencija Predsjednitva, Pismo kojega je uputio 23/11/2000. in. Dragutin
Crni iz krljeva Hrvatske, dnevniku Novi list i predsjedniku Drutva za rijeke studije: U
maju/svibnju mjesecu 1945. godine nakon osloboenja Rijeke, oko ove jame poele su se
dogaati jezovite stvari. Iz grada su u kolonama dovoeni mukarci i ene i najprije zatvarani u
podrum kole u Sv. Luciji. Iz te kole, pod zatitom mraka odvoeni su do jame. Tamo su
nemilosrdno ubijani i bacani u Bezdanku. Na takav nain u jami su zavrili svi oni koji su bili na
Neto slino, ali bez ikakve intervencije hrvatskih sudskih vlasti, dogodilo se
upravo na kraju naeg istraivanja, i to za podruje na koje se ono odnosilo. U mjestu
Kostreni, u blizini Suaka, uzima se za sigurno postojanje neke jame koja navodno
sadri ostatke stotina rtava. Navodno su, neposredno nakon rata, na tom mjestu
ubijeni njemaki vojnici, civili odvedeni iz Rijeke, pa ak i suaki upnik vl.
Viktor Bubanj. Vijest nam je pristigla samo 23/11/ 2000.,
139
i navodno potvruje
sadraj nekog izvjea sastavljenog u Trstu dana 15/4/1946., koje je iste godine
pristiglo Ministarstvu unutarnjih poslova Republike Italije, te je do 1997. bilo
povjerljivo za Predsjednitvo Savjeta
140
.
U trenutku predaje ovog rada u tisak jo nije bilo nikakvih vijesti o inicijativama
upuenih gore navedenom slovenskom Istranom povjerenstvu. Nije bilo vijesti ni o
kakvoj inicijativi usmjerenoj na utvrivanje stanja jame u Kostreni ili one u
Grobnikom polju, isto tako nije bilo nikakvih vijesti od Saborskog povjerenstva
Republike Hrvatske za rtve Drugog svjetskog rata, njemu su zbog nadlenosti
upueni podaci koji se odnose na masovnu grobnicu otkrivenu tijekom naeg
djelovanja u Kastavu ona sadri ostatke senatora Kraljevine Italije Riccarda
Gigantea, DAnnunzijevog legionara Nicole Marzucca i jo desetak drugih
nesretnika, svi Talijani, neidentificirani, koji su dijelili istu sudbinu. Dvije godine od
nae dojave nadlenim vlastima, zasnovane na vrstim iskazima svjedoka koji to
potvruju, prikupljenim u Italiji i u Hrvatskoj, jo oekujemo da Talijani i Hrvati
posvete pozornost ve potpisanom sporazumu u svrhu pronalaska jadnih ostataka za
koje proizlazi da se nalaze, bez kranskog pokopa, ba na podruju Kastva. O svima
ostalim, vojnicima i civilima s talijanskim dravljanstvom, deportiranima s
jadranskih podruja preputenih nakon Drugog svjetskog rata, nestalih na tisue u
bivoj Jugoslaviji, umrlih u zarobljenikim logorima ili pokopanih u masovnim
grobnicama, vrlo vidjeti, prvih oitih znakova malo ikada znati ako to nae
istraivanje nee posluiti kao poticaj ireg projekta s veim ljudskim i financijskim
potencijalom i uz sudjelovanje svih drava i svih institucija koje imaju nekih
nadlenosti iz te oblasti. Gorko je ustanoviti da niti u pogledu istraivake djelatnosti
s visokim moralnim vrijednostima poput one za ostvarenjem povijesne pravde
Profilo storico - Povijesni pregled dogaaja 145
bilo koji nain osumnjieni od strane partizana i njihovih trabanata. Najvie je bilo graana iz
grada Rijeke, zatim iz blie i dalje okolice. Posebno se zna za ubijanje Talijana i onih koji su eljeli
prijei ivjeti u Italiju. Umjesto tamo, odvedeni su u Kostrenu, ubijeni i baeni u jamu Bezdanku.
Mjetani sa strahom i nevoljko i dan dfanas priaju kako su se nou uli mnogi krici iz smjera jame,
Aiuto! Navodno je jama bila u pogonu sve do 1950. godine! U jamu je baen i suaki upnik
vl. Viktor Bubanj. Postoje svjedoci koji su iz grmlja gledali njegovo ubijanje! Sa njim je ubijena
u tom asu i jedna mala enskica, navodno je bila Ruskinja!.
140
ACS, Ministarstvo unutarnjih poslova, Kabinet 1944.-46., k. 256, kopija izvjea,
nepotpisano, datirano 15/4/1946.: Stanovnici Kostrene (sic), mjesta smjetenog izmeu Rijeke
i Bakra, otoprilike prije mjesec dana obratili su se jugoslavenskim vlastima da bi se sprijeio lo
miris iz neke jame (sic) zbog raspada leeva. Ali tek nekoliko dana prije nego to je Saveznika
komisija otila u Zonu B, radi zatiranja (sic) svakog traga leeva, miniran je i raznesen rub jame na
ijem dnu su se nalazili leevi Talijana osuenih od samozvanih narodnih sudova, prema kazivanju
okolnih stanovnika.
onome koji nije imao, zbog bilo kojeg politikog uzroka, niti kranskog pokopa,
nije bilo mogue ujediniti, u okviru europskog duha naeg vremena, razliite
raspoloive snage medu ezulima i ostalim talijanima u Hrvatskoj i Sloveniji na
zajednikom projektu.
Pored toga, ostaje i injenica da smrti koje je uzrokovao Titov sustav ine se
dobrim dijelom izbrisane povijesnim pamenjem Socijalistike Federativne
Republike Jugoslavije i, barem do 1997., drani su u tajnosti na institucionalnoj
razini i u demokratskoj Italiji zbog politike oportunosti unutarnjeg i meunarodnog
karaktera. Sve to nas dovodi do toga da, usprkos dobrih namjera mnogih, kako u
Italiji tako i u Hrvatskoj ili u Sloveniji, s neumoljivim prolaskom vremena svako
daljnje istraivanje tog pitanja postaje sve tee. Nae istraivanje je posluilo za
osjetno produivanje popisa koji se ve inio previe dugim u ratno vrijeme i
neizmjerno dugim u mirnodopsko vrijeme. Izuzev malobrojnih sluajeva obinih
ubojstava, esto obznanjenih, koje je sam komunistiki reim odmah progonio, jer
nita nije moglo izlaziti izvan pravila nametnutih od strane vladajuih politikih i
vojnih vlasti, moe se svakako tvrditi s apsolutnom sigurnou da je u Rijeci, od ruke
vojnika i tajne policije (OZNE prije, i UDBE kasnije), uz suglasnost Komunistike
partije Hrvatske kojoj su svakako svi morali odgovarati s neposrednim ili posrednim
suuesnitvom gradskog Narodno-oslobodilakog odbora, koji je esto bio suglasan,
je izgubilo ivot ne manje od 500 osoba s talijanskim dravljanstvom od 3. svibnja
do 31. prosinca 1945.. Tome bi trebali pridodati neodreeni broj preminulih (ne
manje od stotinjak) za koje je izostala poimenina provjera u opinskim povijesnim
maticama, prisiljava nas na ostavljanje u anonimnosti, zajedno sa znaajnim brojem,
u mjestima provincije i kotarevima anektiranim nakon 1941., rtava s hrvatskim
dravljanstvom (koje su uestalo imale, barem izmeu 1940. i 1943., i talijansko
dravljanstvo) koje je u doba mira utvrdio komunistiki reim. Nadamo se da e
drugi, nakon nas, moi dati njima ime, radi ponovnog ostvarivanja povijesne pravde.
AMLETO BALLARINI
traduzione dallitaliano in croato
MARINO MANIN
146 Amleto Ballarini
FIUME, UNA STORIA COMPLESSA
In qualit di unico ricercatore incaricato di condurre da parte croata le ricerche re-
lative al progetto sulle perdite umane di nazionalit italiana nellambito della citt di
Fiume e dellex provincia italiana del Carnaro, nel periodo di tempo che va dalla
met del 1940 al 1947, ritengo strettamente necessario premettere al lettore alcuni
fatti storici fondamentali per una miglior comprensione del progetto stesso.
Nella II guerra mondiale ben pochi sono stati i popoli e le comunit etniche ad
essere risparmiati da soprusi quotidiani. Per la loro drammaticit, i soprusi pi gravi
sono stati quelli che provocarono la perdita della vita umana. Le vittime che ci sono
state sono avvenute per cause dirette legate alla guerra e per cause indirette, ma
sempre connesse agli avvenimenti bellici. Il pi delle volte si tratta di persone co-
muni (popolazione civile e soldati mobilitati), che non sono morte o cadute in batta-
glia n come eroi nazionali n per scopi ideologici, quindi senza la classica frase
retorica immortalata sulle labbra. Per molte vittime non si conoscono ancora nem-
meno i nomi. La storia dellumanit oltre modo segnata da conflitti, locali e glo-
bali; insomma le sirene di guerra non si sono spente nemmeno alla soglia del ter-
zo millennio. Le guerre rappresentano la maggiore catastrofe per il genere uma-
no, non soltanto perch esse distruggono la sua essenza materiale e spirituale, ma an-
che perch esse si nutrono semplicemente di esseri umani. Nel corso delle due
guerre mondiali tutti i belligeranti hanno utilizzato il potente mezzo del terrore
contro i propri nemici, attribuendo ad esso un chiaro carattere di legalit con ade-
guati provvedimenti legislativi.
Le popolazioni civili assieme agli eserciti belligeranti nel corso della II guerra
mondiale hanno subito sciagure di ogni genere. Grazie alluso di micidiali mezzi di-
struttivi le operazioni militari si sono svolte per terra, sul mare, sotto il mare e nel-
laria. La linea di demarcazione tra il campo di battaglia e la retrovia nel II conflitto
mondiale scomparve del tutto e ci contribu a provocare un enorme numero di vit-
time anche tra la popolazione civile. Linfrazione delle consuetudini e delle leggi di
guerra stata una prassi costante applicata da tutte le parti in conflitto, ma in maniera
assai pi manifesta la ritroviamo nello schieramento nazifascista. Linfrazione delle
consuetudini e delle leggi di guerra da parte delle forze militari fasciste e naziste si
manifest in vari modi: mediante la deportazione nei campi di concentramento, le
condanne ai lavori forzati, mediante luccisione ed i maltrattamenti dei prigionieri di
guerra, mediante lesecuzione degli ostaggi, mediante la distruzione di interi abitati
e dei relativi beni materiali. Tutto ci stato giustificato adducendo motivazioni mi-
litari, interessi politici statali o ideologici dei vari partiti o movimenti politici.
Quando si parla di perdite umane nel corso della II guerra mondiale, ma vale in ge-
nerale per qualsiasi altra guerra, bisogna sottolineare che lo storico non giudica di
norma in base a dei criteri consolidati aprioristicamente ma cerca, nel modo pi ob-
biettivo possibile, di indagare consultando le fonti storiche disponibili, di accertare
i singoli fatti, di cercare di interpretarli, e quindi di sapere ci che successo an-
che quando si tratta della perdita di vite umane. Non dobbiamo nemmeno per un mo-
mento dimenticare che, di fronte a tale materia, dobbiamo regolarci secondo i princpi
generali di una visione del mondo che si basa sui criteri del rispetto della vita umana e
soprattutto sul comune senso di civilt. Per tanto, ogni tentativo di comparazione su chi
abbia provocato realmente un numero maggiore o minore di vite umane non giustifica
nessuno, poich non si possono soppesare le vite umane, cercando di stabilire una sca-
la gerarchica, in tal caso il ricercatore stesso potrebbe venire meno alle proprie con-
vinzioni basate soprattutto sul rispetto dei valori umani e civili.
La II guerra mondiale durata ben sei anni: dal 1 settembre 1939 (attacco della
Germania di Hitler contro la Polonia) al 2 settembre 1945 (quando il Giappone firm
la capitolazione incondizionata). In questa sede necessario sottolineare che le per-
dite umane non si sono verificate soltanto in questo arco di tempo, ma anche dopo
limmediata cessazione della guerra (conseguenze in seguito a ferite riportate duran-
te il conflitto, malattie contratte nei campi di concentramento, nelle carceri e nei
campi di prigionia, danni provocati dallesplosione di residuati bellici, condanne a
morte per i crimini di guerra commessi, esecuzioni sommarie senza alcun processo
che potrebbero definirsi atti di rappresaglia o di vendetta). Al termine del 1941 qua-
si tutta lEuropa e molte altre parti del mondo furono pesantemente coinvolte nel-
limmane conflitto. Nella II guerra mondiale sono stati utilizzati mezzi bellici dotati
di particolare potenza distruttiva, infatti al termine del conflitto furono sganciate sul
Giappone anche due bombe atomiche, che hanno aumentato di gran lunga il numero
di vittime umane nei paesi belligeranti. Le perdite umane non ci sono state soltanto
sui campi di battaglia o nelle immediate retrovie, ma anche nei territori attigui e cir-
costanti abitati da civili. Inoltre, sulla base delle leggi razziali naziste del 1935 (pi
tardi adottate anche da parte di alcuni Stati che facevano parte del blocco hitleriano)
sono state esposte a concreta minaccia intere comunit religiose ed etniche (ebrei,
zingari). Vi sono state perdite umane anche allinterno delle singole parti belligeran-
ti a causa di scontri interni e rivalit di ordine politico per la presa di possesso del
potere. Le persone decedute nel corso della II guerra mondiale appartengono ad ogni
classe sociale senza distinzione di et, di sesso, di nazionalit e di professione; di
conseguenza si verific un rapido calo demografico della popolazione nei vari paesi
coinvolti nel conflitto. Le conseguenze belliche e post-belliche hanno provocato an-
che processi migratori con conseguenze non facilmente valutabili; ci ha portato al-
tres a cambiamenti strutturali della popolazione nelle citt dei paesi interessati dai
conflitti. In ogni guerra si cercato di inquadrare la gente in questo o quello schie-
ramento. Ogni parte in conflitto per raggiungere lobiettivo si servita di autore-
voli tribunali per sconfiggere il nemico, eliminandolo non soltanto sul campo di
battaglia. Dallintreccio di tali e consimili circostanze si verificarono numerose vit-
time tra le popolazioni civili innocenti e non solo tra gli appartenenti alle formazio-
ni armate. Al termine della II guerra mondiale sono pochi gli Stati che hanno inda-
gato sul numero e sulle esatte cause delle proprie perdite umane. I vincitori nella II
guerra mondiale hanno utilizzato le loro vittime per favorire i propri interessi, men-
tre gli sconfitti le hanno sfruttate per istigare il revanscismo ed il discredito morale
148 Mihael Sobolevski
contro la parte avversa. noto che le perdite umane della citt di Fiume e dellex
provincia del Carnaro dal 1940 al 1947, non sono mai state oggetto di una seria e ac-
curata ricerca. Non ci era nota nemmeno con precisione neanche lappartenenza na-
zionale di queste vittime. Per questo motivo lidea del progetto di ricerca sulle vitti-
me italiane di Fiume nacque in seno alla Societ di studi fiumani di Roma, ed com-
prensibile, che esso doveva incentrarsi innanzitutto nellindividuazione delle perdite
umane di nazionalit italiana. Mi auguro che la pubblicazione dei risultati di queste
ricerche possa influire anche sulle odierne autorit cittadine di Fiume, affinch pos-
sano concedere aiuti materiali ai ricercatori che vorranno successivamente occupar-
si di questa difficile problematica. A tuttoggi ancora non conosciamo nemmeno la
consistenza delle vittime croate in questo territorio e nel periodo interessato: ovvio
affermare che la conoscenza di tale dato offrirebbe un quadro pi completo di quel
tormentato periodo bellico.
Come sia stato pianificato lintero lavoro di ricerca lo illustra ampiamente Amleto
Ballarini nel suo testo e quindi non lo ripeter. Per realizzare gli scopi principali del
progetto di ricerca stata necessaria unindagine approfondita dei fondi archivistici
e delle altre fonti storiche. Purtroppo a causa di gravi circostanze materiali, connes-
se con gli eventi bellici legati alla crisi in Kossovo, non stato possibile realizzare
fino in fondo tutte le ricerche pianificate negli archivi belgradesi. Difatti, dopo i
bombardamenti della NATO nel 1999 su Belgrado sembra siano stati distrutti o resi
inagibili molti fondi archivistici, che sarebbero stati di grande utilit per questo no-
stro progetto. Premetto che nessuna ricerca storica di carattere complesso come que-
sta ha mai dato finora una risposta perentoria e definitiva. Pertanto, anche questa ri-
cerca non pu rappresentare un fatto certo e definitivo, occorrer proseguire le inda-
gini in futuro poich diversi fatti sono ancora da appurare con certezza. Il presente
lavoro quindi costituisce una buona base di partenza per quanti in futuro vorranno ci-
mentarsi in questa difficile problematica. Personalmente mi sento molto onorato di
aver potuto offrire in questa circostanza anche il mio contributo. Su questo progetto
ho operato per conto dellIstituto croato di storia di Zagabria, in qualit di direttore
di un pi vasto progetto su Le perdite umane della Croazia nella II guerra mondia-
le (1941-1945), sino alla fine del 1998, quando sono andato in pensione. Nel corso
del 1999, quale collaboratore esterno del suddetto Istituto, ho comunque continuato
a lavorare a questo progetto.
Affinch i lettori abbiano una pi esatta cognizione in merito al territorio, sul qua-
le sono fatte le ricerche con il fine di accertare le perdite umane di nazionalit italia-
na, necessario sottolineare, in questa introduzione, alcuni dati di fatto importanti.
Atale riguardo non ho certo lintenzione di illustrare la storia di Fiume e dellex pro-
vincia del Carnaro, dato che esiste gi in merito una letteratura abbastanza ampia;
inoltre molti avvenimenti storici vengono ben delineati da Amleto Ballarini. La re-
gione della Liburnia, nonch il Carso istriano e sloveno, entrarono a far parte del
Regno dItalia, in base al trattato di Rapallo del 1920 firmato dagli italiani con il
Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (SHS). Successivamente, con laccordo di Roma
del 1924, sottoscritto da parte dei governi di Roma e di Belgrado, lItalia ottenne an-
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 149
che la citt di Fiume, la cui estensione arrivava fino al confine tracciato dalla
Fiumara. In quello stesso anno Fiume divenne capoluogo della provincia del Carnaro
(Prefettura del Carnaro). Pertanto, lunit amministrativa della provincia del
Carnaro, era costituita dalla citt di Fiume e da altri 12 Comuni. Tali Comuni erano:
Abbazia-Opatija, Castelnuovo-Podgrad, Castel Jablanizza-Jablanica, Clana-Klana,
Elsane-Jelane, Fontana del Conte-Knezak, Laurana-Lovran, Matteria-Materia,
Mattuglie-Matulji, Moschiena-Moenice, Primano-Prem e Villa del Nevoso-Ilirska
Bistrica. Su unestensione di superficie pari a circa 1.000 km
2
, alla met del 1940,
vivevano in questa provincia 116.062 abitanti. Pi della met della popolazione
abitava nella citt di Fiume. Il censimento del 30 giugno 1940 non offre un quadro
certo dellesatta struttura nazionale della popolazione della provincia del Carnaro,
soprattutto per quel che riguarda la popolazione croata e slovena. Infatti la popola-
zione risulta registrata in base delle seguenti distinzioni: stranieri, apolidi di dubbia
cittadinanza, allogeni e italiani. Cosicch, allinterno della citt di Fiume vennero
censiti 41.314 Italiani, mentre 8.698 si trovavano nellambito dei 12 Comuni della
provincia del Carnaro. La restante popolazione censita apparteneva a diversi altri
gruppi etnici, mentre la popolazione croata e quella slovena si celava dietro la deno-
minazione di allogeni. Tale popolazione ammontava ad 11.119 persone nella citt
di Fiume, mentre arrivava a 44.612 abitanti nellambito dei suddetti 12 Comuni. Il
censimento successivo della provincia del Carnaro risale al mese di febbraio del
1942. Lammontare totale della popolazione non era cresciuto in maniera considere-
vole rispetto alla met dellanno 1940 e risultava pari a 177.466 abitanti. La struttura
della popolazione venne suddivisa allora in base allappartenenza alla razza: razza
italiana, razza slava, razza tedesca, razza ebraica ed altre. In tal modo nella citt di
Fiume appartenevano alla razza italiana 45.830 abitanti, mentre ce ne erano 8.466
nellambito dei 12 Comuni. Di razza slava cerano nella citt di Fiume 14.699
abitanti, mentre altri 45.669 risiedevano nellambito dei 12 Comuni
1
. Sotto la deno-
minazione di razza slava si sottintendeva principalmente la popolazione croata e
quella slovena, nonch un minor numero di abitanti di nazionalit serba. Della
razza ebraica facevano parte 1.341 abitanti (di cui 1.125 abitanti nella sola citt
di Fiume)
2
.
La citt di Fiume e la provincia del Carnaro, essendo parte costitutiva del Regno
dItalia sulla base dei citati accordi internazionali, segu lo stesso identico destino
dellItalia sino al mese di settembre 1943, ma in seguito questa zona si trov sotto
loccupazione militare tedesca, mentre rimaneva formalmente sotto il potere civile
della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini. Come sappiamo, il Regno dItalia
aveva promosso in precedenza guerre di espansione imperialistica come in Etiopia e
in Albania, ed entr nella II guerra mondiale il 10 giugno 1940, attaccando dappri-
ma la Francia, oramai allo stremo, e subito dopo dichiarando guerra anche alla Gran
150 Mihael Sobolevski
1
A. GIRON, Talijanske vlasti o stanovnitvu Kvarnerske pokrajine 1940. i 1942. (Le autorit ita-
liane sulla popolazione della Provincia del Carnaro negli anni 1940 e 1942), in Vjesnik, XXVI
(1983), pp. 139-142.
2
Ibid., p. 146.
Bretagna. Nellintento di conquistare una parte della Penisola Balcanica, lItalia il 28
ottobre 1940 attacc la Grecia e l11 aprile 1941 si un alla Germania hitleriana
nellattacco alla Jugoslavia, occupandone ampie zone di territorio. Con gli accordi di
Roma del 18 maggio 1941 fu sancita la demarcazione dei nuovi confini tra lItalia e
lo Stato Indipendente di Croazia, la neo-proclamata entit collaborazionista capeg-
giata da Ante Paveli, sorta nel corso della guerra di aprile 1941 con il sostegno
italiano e tedesco. Sulla base degli accordi di Roma, lItalia si annett singoli terri-
tori storici e nazionali appartenenti alla Croazia nonch, tra laltro, cosa che parti-
colarmente importante per questa ricerca, anche una zona della Croazia occidentale.
Intendiamo dire cio i distretti di abar e Castua-Kastav, i distretti di Delnice e di
Sussa-Suak, nonch le isole di Veglia-Krk ed di Arbe-Rab, che anche possedevano
lo status amministrativo di distretti. Questi distretti furono uniti alla provincia del
Carnaro e posti sotto una speciale amministrazione, denominata Intendenza civile
per i territori annessi del Fiumano e della Kupa
3
. Questa zona del territorio annesso
entr gradualmente a far parte integrante del Regno dItalia sotto tutti i punti di
vista. Pertanto, questa zona annessa alla provincia del Carnaro fu posta alle dipen-
denze della Questura di Fiume e dei suoi tre Commissariati di polizia dipendenti:
Sussa, Buccari-Bakar e Veglia
4
.
Le zone di nuova acquisizione della provincia del Carnaro avevano unestensione di
1.350 km
2
ed in esse vivevano circa 93.000 abitanti, di cui 87.000 abitanti erano di na-
zionalit croata. Lamministrazione comunale in questi territori veniva esercitata dai
commissari civili, nominati dal prefetto Temistocle Testa
5
. Nelle zone di nuova annes-
sione della provincia del Carnaro le autorit italiane adottarono una serie di varie misu-
re al fine di unificare, attraverso di esse, lintera vita politica e pubblica con le restanti
zone dellItalia, il che non fu di certo un processo semplice. Le autorit italiane intro-
dussero la lingua italiana mentre nello stesso tempo venne proibita lattivit alle as-
sociazioni culturali e sportive croate. Un ruolo primario nellitalianizzazione di questa
zona dovevano svolgerlo le organizzazioni prettamente fasciste, create sul posto e che
ottennero ben pochi risultati, nonostante luso di metodi brutali e intimidatori.
Nel Regno dItalia degli anni 30 si consolid il potere del Partito fascista e, in
base ai suoi postulati ideologici, si giunse alla creazione di una societ monopartiti-
ca e totalitaria.
Il movimento fascista in Italia, alla vigilia della II guerra mondiale, si leg sem-
pre pi strettamente con il nazismo del Terzo Reich e da esso mutu le leggi razzia-
li che per provocarono una notevole resistenza nellambito stesso della societ ita-
liana, specialmente nella Chiesa cattolica
6
. Con le leggi razziali del 1938 la comunit
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 151
3
A. GIRON, Zapadna Hrvatska (Istra, Kvarnersko primorje i Gorski Kotar) u Drugom
Svjetskom ratu (Doktorski rad), (La Croazia occidentale Istria, Litorale Quarnerino e Gorski Kotar
nella Seconda Guerra Mondiale, tesi di dottorato), Zadar-Zara 1997, p. 157.
4
Ibid. p. 39.
5
I. KOVAI, Kampor 1942-1943. Hrvati, Slovenci i idovi u koncentracijskim logoru Kampor
na Rabu (Croati, sloveni ed ebrei nel campo di concentramento di Kampor ad Arbe 1942-43),
Rijeka-Fiume 1998, p. 24.
6
F. CHABOD, Italija (1918-1948), Beograd-Belgrado 1978, pp. 108-110.
etnica e religiosa ebraica italiana, fu posta nellimpossibilit di condurre una norma-
le vita economica e sociale. Tuttavia va subito sottolineato che lItalia non coadiuv
fideisticamente i nazisti nellopera di sterminio del popolo ebraico
7
.
Con lentrata dellItalia nella II guerra mondiale, anche allinterno della zona della
provincia del Carnaro, compresi i distretti croati di nuova annessione, gradualmente
vennero intensificate le misure belliche di repressione ed innanzitutto verso quelle
componenti della popolazione che mostravano un qualsiasi tipo di resistenza alle
autorit militari e civili italiane. Esistevano diverse misure repressive, sia nei con-
fronti dei singoli che verso le associazioni di persone, senza tener conto della loro
nazionalit o cittadinanza. Cos, ad esempio, il comando della Seconda armata
italiana (Reparto degli affari civili) eman il 26 aprile 1941 una direttiva sui doveri
dei commissari civili; tale direttiva fu indirizzata altres alla provincia del Carnaro,
in essa vi era indicata la seguente disposizione:
Si rende noto dovunque e a tutti che ogni attacco contro militari o civili italiani
sar punito con la fucilazione
8
.
La legislazione militare italiana inizi a trovare applicazione nella provincia del
Carnaro a partire dal 10 ottobre 1940 e successivamente venne estesa, dal mese di
aprile 1941, anche alle zone di nuova annessione da questa provincia. I Tribunali
militari furono dislocati presso le Unit militari italiane di maggiore consistenza;
mediante decreti e disposizioni varie vennero regolati anche i tribunali civili. Nella
disposizione mussoliniana del 3 ottobre 1941 per le zone annesse al Regno dItalia
vennero esposte dettagliatamente tutte le misure da adottare contro quelle persone
che mettono in pericolo lunit, lindipendenza o lintegrit dello Stato. In base a
tale disposizione veniva punita con la morte ogni persona che osasse mettere in pe-
ricolo la sicurezza dello Stato (danneggiamento, rapina, assassinio), organizzando e
partecipando alla rivolta armata contro lautorit statale o fondando associazioni sov-
versive e facendo una parallela azione di propaganda. Per le azioni sovversive pi
gravi era previsto il processo presso i tribunali militari di guerra, mentre per le azioni
ritenute meno pericolose era previsto larresto e linternamento in carcere
9
. Questa
disposizione mussoliniana immediatamente dopo fu integrata da una nuova del 24
ottobre 1941, mediante la quale veniva aumentato il numero dei reati penali, tra i
quali veniva incluso anche il possesso delle armi (di cui era comunque responsabile
il capo famiglia)
10
. In tal modo venne man mano a crearsi unampia piattaforma di
azioni repressive, ammantata di legittimit, allo scopo di pacificare con la forza i
territori di nuova annessione nonch di tutelare il potere del Partito fascista. Contro
152 Mihael Sobolevski
7
R. DE FELICE, Storia degli Ebrei italiani sotto il fascismo, Torino, Einaudi, 1977, vol. II,
pp. 676-692; D. UKOVSKI, idovi u Istri izmeu dva svijetska rata (Ebrei in Istria tra le due
guerre mondiali), in asopis za suvremenu povijest, 1977, n. 28 (1), pp. 86-88.
8
Zbornik dokumenata i podataka o Narodnooslobodilakom ratu naroda Jugoslavije.
Dokumenti Kraljevine Italije 1941. (Raccolta di documenti e dati sulla guerra popolare di libera-
zione dei popoli della Jugoslavia. Documenti del Regno dItalia - 1941) (dora in poi: Zbornik),
Beograd-Belgrado 1969, vol. XIII, tomo 1, p. 23.
9
Ibid., pp. 414-418.
10
Ibid., pp. 464-468.
i comunisti, che furono i principali organizzatori del movimento di resistenza alle
autorit italiane, il comandante della Seconda armata italiana, generale di Corpo
darmata Mario Roatta, inneggiava alla lotta sino allo sterminio (vedi la sua diret-
tiva del 15 febbraio 1942)
11
. Il 1 dicembre 1942 il Comando superiore delle forze
armate Slovenia-Dalmazia pubblic la circolare 3/C, mediante la quale vennero
emanate indicazioni particolareggiate sulle modalit della lotta da condurre contro le
unit partigiane ed alla posizione da tenere nei confronti della popolazione che le
aiutava. Le misure da adottare contro i partigiani furono espresse nella misura testa
per dente anzich nella misura dente per dente
12
.
Nellambito delle direttive generali delle ordinanze e dei decreti degli organi
superiori, sia militari che civili, del Regno dItalia, anche gli organi di governo
subordinati adottarono le proprie misure contro il Movimento per la lotta di libera-
zione popolare e contro la popolazione che lo sosteneva. In tal modo il prefetto della
provincia del Carnaro, Temistocle Testa, ricevette precisi poteri mediante il r.d.l. del
18 maggio 1941 per le zone di nuova annessione. In base a tale decreto egli adott
misure relative allinternamento di persone non gradite in appositi campi di concen-
tramento, annunzi lesecuzione di condanne a morte, intern le famiglie di quelle
persone di cui si sapeva o si supponeva che avessero propri membri tra le fila del
movimento partigiano. Con un decreto prefettizio del 24 aprile 1942 fu introdotta la
pratica delle rappresaglie anche contro gli ostaggi:
Da oggi, per ogni reato di carattere politico, commesso contro militari e civili,
saranno adottate dirette rappresaglie fucilando ostaggi, il cui numero sar stabilito di
volta in volta a seconda della gravit del reato
13
.
Che il decreto del prefetto Testa non sia rimasto una vuota minaccia, lo testimo-
nia anche il suo successivo decreto del 30 maggio 1942 per la zona di Jelenie. Il pre-
fetto Testa porta a pubblica conoscenza quanto segue:
Appartenenti a famiglie di Jelenie si sono in questi ultimi tempi allontanati dalle loro abi-
tazioni per raggiungere nei boschi i ribelli ed arruolarsi nelle loro file e commettere azioni di
banditismo, di ladronerie e terrorismo, uccidendo soldati isolati e rapinando lavoratori nelle
terre annesse.
Si informano le popolazioni dei territori annessi che con provvedimento odierno sono sta-
ti internati i componenti delle suddette famiglie, sono state rase al suolo le loro case, confi-
scati i beni e fucilati 20 componenti di dette famiglie estratti a sorte, per rappresaglia contro
gli atti criminali da parte dei ribelli che turbano le laboriose popolazioni di questi territori.
Qualora gli appartenenti alle suddette famiglie, che si sono dati al bosco, dovessero
continuare nella loro attivit di banditi e rapinatori, sar continuata inesorabilmente la rap-
presaglia
14
.
La cittadinanza di Fiume e rispettivamente quella del Carnaro, quale parte inte-
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 153
11
Zbornik, vol. XIII, tomo 2, pp. 96-97.
12
Ibid., pp. 860-924.
13
Zbornik, vol. V, tomo 4, p. 400.
14
Copia in possesso dellautore.
grante del Regno dItalia, fu mobilitata in diverse formazioni militari e venne im-
piegata nei servizi lavorativi e civili. In generale, i fiumani in gruppi pi o meno nu-
merosi si trovarono impegnati in quasi tutti i campi di battaglia nei quali oper leser-
cito italiano. Molto spesso i fiumani presero parte anche alle operazioni belliche in-
sieme allesercito tedesco, a quello ustascia-domobrano ed a quello cetnico. Per que-
sto motivo si verificarono perdite di italiani di Fiume nei pi vasti teatri di guerra eu-
ropei ed africani, e questo fatto ha di conseguenza reso pi difficile stabilire a noi ri-
cercatori lesatto luogo di decesso delle vittime. NellItalia fascista di Mussolini do-
minava, quindi, una forma totalitaria di governo, la cui caratteristica fondamentale
era espressa dal motto: Chi non con noi contro di noi. Pertanto in base al cita-
to motto agirono molte persone per eliminare ogni forma di opposizione alla guer-
ra voluta dal regime. I cambiamenti che si verificarono in Italia nellestate del
1943 ebbero notevoli riflessi anche nella citt di Fiume e nel territorio dellex pro-
vincia del Carnaro. Dopo le pesanti disfatte dellesercito italiano su molti campi di
battaglia e il malumore del popolo contro la guerra e il regime fascista, con lo sbar-
co anglo-americano in Sicilia del 10 luglio 1943, si arriv velocemente anche alla ca-
duta del fascismo e alluscita dellItalia dalla guerra. Dopo la decisione del Gran con-
siglio del fascismo del 24-25 luglio 1943 il comando supremo delle forze armate fu
trasferito nelle mani del re, mentre furono ristabiliti nuovamente i poteri costituzio-
nali della monarchia. Il nuovo governo di Pietro Badoglio firm il 3 settembre 1943
laccordo sullarmistizio e la capitolazione dellItalia, che fu resa noto solo l8 set-
tembre. Per fronteggiare simili avvenimenti il comando generale tedesco reag con
tempestivit: occup militarmente Roma, liber Mussolini prigioniero che, sotto
la protezione tedesca, il 25 ottobre 1943 proclam la Repubblica Sociale Italiana.
Dopo la capitolazione, sotto la guida del CLN (Comitato di liberazione naziona-
le), si intensific invece la lotta armata del popolo italiano contro gli occupatori
tedeschi e contro i fascisti.
Tutte le forze militari e politiche presenti sul territorio dellex Jugoslavia, e cos
pure quelle che si trovavano nella zona della provincia italiana del Carnaro, cercaro-
no di sfruttare a proprio favore la capitolazione dellItalia. Lo Stato indipendente di
Croazia (NDH: Nezavisna Drava Hrvatska) pretendeva che gli fossero restituititi
non soltanto quei territori croati che aveva ceduto allItalia in base agli accordi di
Roma del maggio 1941, ma anche una parte di quelli che lItalia aveva ottenuto con
il trattato di Rapallo (nel 1920) e con quello di Roma (nel 1924). Tale richiesta di
concessioni territoriali avanzata dallo Stato indipendente di Croazia, guidato da Ante
Paveli, ottenne il momentaneo riscontro dellalleato tedesco. Nella zona
dellAdriatico orientale ottenne un certo peso anche la mussoliniana Repubblica
Sociale Italiana, voluta dal Terzo Reich. La zona del Litorale dellAlto Adriatico per
gli interessi militari strategici della Germania era di primaria importanza, perch
i tedeschi temevano un possibile sbarco anglo-americano in quel territorio. Per fron-
teggiare quindi un tale attacco le forze armate tedesche si affrettarono ad occupare la
zona in questione, cercando di sfruttare almeno una parte delle forze armate italiane
allo sbando pi completo e di utilizzare le postazioni logistico-militari gi esistenti.
154 Mihael Sobolevski
Lesercito tedesco occup Fiume il 14 settembre 1943, mentre il giorno successivo,
dopo un breve combattimento, si impadron anche del borgo di Sussa-Suak, che
alcuni giorni prima era stato liberato dalle unit dellEsercito di liberazione popolare
della Croazia. Se si tiene conto di questi avvenimenti appare chiaro che la situazione
a Fiume era mutata radicalmente. Il comandante del 194 Reggimento tedesco,
Kaspar Vlker, assicur agli ufficiali italiani presenti a Fiume, alle autorit cittadine
ed ai rappresentanti del Partito fascista, che Fiume era sempre stata una citt italia-
na, e che tale sarebbe rimasta sempre. Egli sostitu lallora prefetto di Fiume,
Chiarotti, e in qualit di commissario straordinario della provincia del Carnaro no-
min colui che era di gran lunga il politico fiumano pi conosciuto nonch senatore
del Regno dItalia, Riccardo Gigante
15
. In tal modo loccupatore tedesco dimostr
che avrebbero detenuto il potere civile quelle persone che fossero state di suo gradi-
mento e di cui sarebbe stato certo che avrebbero curato fedelmente gli interessi del
Reich tedesco. Si pu cos constatare che tutti i principali cambiamenti nella zona
dellex provincia del Carnaro erano gi avvenuti prima del 1 ottobre 1943, quando
fu creata la zona operativa del Litorale Adriatico (Adriatisches Kstenland). Quel
giorno il commissario capo Friedrich Alois Rainer pubblic lordinanza relativa al-
lesercizio dellamministrazione pubblica nella suddetta zona, in cui era compresa,
tra laltro, lIstria ed il Carnaro incluse Sussa, Buccari, abar, Castua e Veglia. Nella
zona operativa del Litorale Adriatico il potere civile veniva cos esercitato da
Rainer, mentre il responsabile per la provincia del Carnaro era il consigliere tedesco
Karl Pachneck
16
.
Un importante fattore di opposizione in campo militare e politico nella zona del-
la provincia del Carnaro fu rappresentato dal Movimento popolare di liberazione
(movimento antifascista). Il Movimento popolare di liberazione sosteneva che il
Regno dItalia, mediante trattati internazionali non basati sullequit (il primo firmato
a Rapallo nel 1920, il secondo a Roma nel 1924 ed il terzo sempre a Roma nel 1941),
aveva aumentato la propria superficie territoriale a danno del territorio nazionale e
storico sia croato che sloveno, perci il Movimento di liberazione popolare ritenne
di dover condurre la lotta contro il fascismo per ottenere anche la restituzione di quei
territori sottratti ingiustamente dallItalia. La capitolazione dellItalia nel settembre
1943 costitu quel fattore essenziale che rese possibile alle istituzioni del Movimento
popolare di liberazione di assumere una chiara posizione in merito sia sullIstria, su
Fiume, sulla citt dalmata di Zara e sia su quei territori sloveni e croati che furono
annessi allItalia nel 1941. In tal modo il Consiglio territoriale del Movimento di
liberazione popolare per lIstria il 13 settembre 1943 adott la seguente decisione:
LIstria si riunisce alla propria madrepatria e proclama lunificazione con gli altri
nostri fratelli croati. Questa decisione fu confermata anche nellAssemblea di
Pisino, svoltasi il 26 settembre 1943. Pertanto nelle deliberazioni del Consiglio
regionale del Movimento di liberazione popolare per lIstria si mise in rilievo, tra
laltro, il fatto che era stata salutata con entusiasmo la proclamazione del 13 settem-
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 155
15
A. GIRON, Zapadna, cit., pp. 240-243.
16
Ibid., pp. 243-244.
bre 1943 sul distacco dellIstria dallItalia e la riunificazione con la madrepatria e
con la Jugoslavia. Nelle delibere del Movimento di liberazione popolare dellIstria
furono enunciate anche altre misure che sarebbero state adottate, come la decadenza
delle leggi italiane di marca fascista e lespatrio di quegli italiani che si erano stabi-
liti in Istria dopo il 1918, labolizione dei decreti coi quali erano stati italianizzati i
nomi ed i cognomi croati, nonch i vari toponimi. Nel contempo, per gli abitanti di
nazionalit italiana in Istria, era prevista lautonomia culturale e la parit dei diritti
17
.
del tutto comprensibile che queste decisioni degli organi delle autorit popolari in
Istria non ebbero, n potevano avere un peso costruttivo di tipo statale, e neanche il
potere di cambiare gli accordi internazionali. Si trattava quindi di una rivolta della
popolazione croata dellIstria contro lItalia mussoliniana, coadiuvata da una parte
della popolazione italiana che si un nella lotta antifascista al Movimento di libera-
zione popolare della Croazia e della Jugoslavia.
Accanto alle citate decisioni locali sono di gran lunga pi importanti le decisioni
del Consiglio regionale antifascista di liberazione popolare della Croazia (ZAV-
NOH) e del Consiglio antifascista di liberazione popolare della Jugoslavia (AVNOJ).
Cos, nella decisione dello ZAVNOH del 20 settembre 1943 (decisione relativa al ri-
congiungimento dellIstria, di Fiume, di Zara e delle altre zone occupate) venivano
proclamati nulli tutti quegli accordi, patti e convenzioni che i diversi governi pan-
serbi avevano stipulato con lItalia monarchica e sulla base dei quali lItalia stessa
aveva annesso territori croati. Furono anche ritrattati gli accordi del capo dello Stato
indipendente di Croazia, Ante Paveli, mediante i quali egli aveva concesso allItalia
parte del Gorski Kotar (regione montana tra Fiume e Karlovac), del Litorale Croato,
della Dalmazia e di alcune isole adriatiche. La presidenza dell AVNOJ conferm,
il 30 novembre 1943, la decisione dello ZAVNOH relativa al ricongiungimento
dellIstria, di Fiume, di Zara e delle zone annesse della Croazia e delle isole croate
dellAdriatico alla Croazia libera e inserita nellambito della Jugoslavia Federale,
come pure la decisione del Consiglio sloveno di liberazione popolare relativa al ri-
congiungimento del Litorale Sloveno e di tutte le zone annesse slovene alla Slovenia
libera nellambito della Jugoslavia Federale
18
.
Loccupazione militare tedesca della provincia del Carnaro, oltre che di altre
zone, era finalizzata allaiuto delle formazioni militari sia della Repubblica Sociale
mussoliniana sia delle forze cetniche ed ustascia-domobrane; la presenza mili-
tare tedesca influ molto a incrementare il numero delle perdite umane nella citt di
Fiume e nella sua ex-provincia. Infatti lamministrazione militare tedesca nella zona
della provincia del Carnaro era, in linea di massima, corrispondente a quella che i te-
deschi avevano adottato nelle altre zone occupate dEuropa. Pertanto essi si adope-
rarono affinch la provincia del Carnaro preservasse la propria economia e la propria
dimensione amministrativa, giustificando questo fatto con motivazioni di ordine bel-
lico per cui occorreva concentrare tutte le risorse disponibili nella lotta contro il
156 Mihael Sobolevski
17
Ibid., pp. 177-179.
18
Prikljuenje Istre Jugoslaviji (Unione dellIstria alla Jugoslavia), Rijeka-Fiume 1968, foto-
grafie, fac- simili, documenti.
Movimento di Liberazione popolare jugoslavo. Perci furono adottati soltanto dei
cambiamenti di carattere secondario, si potrebbe quasi dire di tipo formale. Tuttavia
per soddisfare le pressanti richieste del Consiglio Comunale di Sussa-Suak i tede-
schi destituirono il prefetto di Fiume, Riccardo Gigante, e nominarono al suo posto
Alessandro Spalatino. Inoltre i nazisti abolirono lufficio della Prefettura fiumana
per le zone annesse, costituito nel 1941, ed istituirono il Commissariato amministra-
tivo di Sussa-Veglia (Sussa, Buccari, abar, Castua, Veglia). A capo di questo
Commissariato i tedeschi nominarono Franjo pehar
19
.
Nellintento di pacificare la popolazione della provincia del Carnaro e di rag-
giungere gli scopi del Terzo Reich, loccupante tedesco adott diverse misure nel-
la zona di operazioni del Litorale Adriatico. In quel momento la popolazione ita-
liana, che viveva allora per la maggior parte nella citt di Fiume, non aveva ac-
cennato alcuna forma di opposizione contro i tedeschi. Gli occhi dei fiumani era-
no rivolti naturalmente alle forze anglo-americane in Italia, verso il governo
Badoglio e verso il movimento della Resistenza che si era sviluppato soprattutto
in varie zone dellItalia settentrionale, ed cos che gradualmente cominciarono
a costituirsi a Fiume alcuni movimenti politici clandestini, che avevano lo scopo
di far s che la citt rimanesse allItalia (il CLN locale ed una piccola parte dei co-
munisti italiani) o che comunque si potesse puntare sullautonomia. Loccupatore
tedesco, a Fiume ed nella provincia del Carnaro, in parte con la forza ed in parte
con le buone, cerc di guadagnare a s ampi strati della popolazione italiana e
croata. Per riuscire in questo scopo venne creata una vasta rete di servizi di poli-
zia e di informazione, oltre allistituzione di tribunali straordinari; tra tutti i ser-
vizi repressivi, si distingueva innanzi tutto lonnipresente Gestapo (Geheime
Staats-Polizei = Polizia segreta statale), che aveva un ruolo importante allinter-
no della Direzione generale di sicurezza del Reich (Reichssicherheitshauptamt).
La Gestapo era la quarta divisione allinterno della Direzione generale della sicu-
rezza del Reich e aveva poteri esecutivi (il diritto di effettuare arresti). La IV
Divisione, con sottosezioni minori, era incaricata di occuparsi degli oppositori al
nazismo (come, ad esempio, i comunisti ed i liberali), conduceva la lotta contro il
sabotaggio, si occupava delle comunit religiose ed era addetta alla soluzione fi-
nale della questione ebraica. Allinterno del Battaglione di sicurezza delle SS
(Schutzstaffel) operava il Servizio di sicurezza (Sicherheitsdienst, SD) con fun-
zioni di spionaggio. La spietata durezza di questi servizi speciali tedeschi fu spe-
rimentata da tutti coloro che, senza tener conto della propria nazionalit, cercaro-
no in una maniera qualsiasi di opporsi agli interessi tedeschi, sia militari che po-
litici. Tutti gli imputati venivano giudicati dopo un breve processo (il Tribunale
straordinario per la sicurezza pubblica, ovvero il Tribunale speciale che aveva se-
de a Trieste). Ma durante loccupazione tedesca della provincia del Carnaro, con-
giuntamente alle SS, operava una Corte marziale straordinaria, che a pi riprese
condann a morte mediante fucilazione gruppi pi o meno numerosi di arrestati
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 157
19
A. GIRON, Zapadna cit., pp. 245-246.
dietro laccusa di attivit politiche illegali (collaborazione col Movimento di li-
berazione popolare)
20
.
Le autorit tedesche di occupazione cercarono di organizzare in formazioni mili-
tari o paramilitari un sempre maggiore numero di cittadini di Fiume e della provincia
del Carnaro sotto il pretesto che si trattava di istituzioni legali della mussoliniana
Repubblica Sociale Italiana (RSI). Doveva contribuire allo scopo di controllo tede-
sco anche la riorganizzazione del Partito fascista sotto la sua nuova denominazione
di Partito fascista repubblicano (PFR). Durante il periodo delloccupazione tedesca
di Fiume e della provincia del Carnaro operavano le seguenti organizzazioni ed unit
militari e paramilitari: Guardia alla frontiera (GaF), Guardia nazionale repubblicana
(GNR), Milizia contraerea (MaCa), Milizia difesa territoriale (MDT), Milizia volon-
taria per la sicurezza nazionale (MVSN), nonch le formazioni delle Camicie nere
(CCNN). Sotto il comando dei tedeschi si trovavano raggruppate nei dintorni di
Fiume anche formazioni cetniche (formazioni militari di serbi collaborazionisti),
come pure forze militari e di informazione di ustascia e domobrani. Tutte queste
formazioni provocarono un gran numero di perdite umane, sia di nazionalit italiana
che di nazionalit croata. Loccupante tedesco anche nella provincia del Carnaro per-
petr, a scopo di genocidio, la persecuzione della comunit etnico-religiosa degli
ebrei. Nella Repubblica Sociale Italiana, a differenza delle altre zone dellItalia, era-
no rimaste in vigore le leggi razziali (lo stesso accadeva nella Croazia controllata da
Paveli, N.d.T.). Va aggiunto che se tali leggi non ci fossero state, le autorit di oc-
cupazione tedesche avrebbero adottato ugualmente simili misure, poich cos avevano
fatto anche negli altri paesi occupati. I tedeschi, quindi, si servirono delle istituzioni
della Repubblica Sociale Italiana affinch esse formalmente contribuissero ad una
parte del lavoro volto a realizzare la soluzione finale della questione ebraica. Il
2 dicembre 1943 infatti il Ministero dellinterno della Repubblica Sociale Italiana
indirizz al prefetto di Fiume, Agostino Spalatino, un telegramma nel quale si ordi-
nava che tutti gli ebrei che si trovavano nella zona della provincia del Carnaro
(includendovi anche quelli particolarmente discriminati), senza tener conto di quale
fosse la loro nazionalit di appartenenza, dovevano essere arrestati e inviati nei campi
di concentramento. Inoltre tutti i loro beni dovevano essere sequestrati ed in seguito
confiscati nellinteresse della Repubblica Sociale Italiana, per essere poi utilizzati a
favore dei poveri e delle vittime dei bombardamenti aerei anglo-americani. Tutte
queste misure contro gli ebrei vennero direttamente adottate dalle autorit tedesche
di occupazione
21
.
Secondo i dati statistici che sono stati elaborati agli inizi del 1946 dalla
Commissione comunale per laccertamento dei crimini di guerra commessi durante
il conflitto a Fiume (nellarco di tempo che va dalla met del 1940 sino al mese di
maggio del 1945), stato accertato che la polizia tedesca dallautunno del 1943 alla
158 Mihael Sobolevski
20
ARCHIVIO DI STATO RIJEKA-FIUME (dora in poi DAR), Gradska komisija za utvrivanje
ratnih zloina u Rijeci od sijenja 1944. do travnja 1945. (Commissione cittadina per i crimi-
ni di guerra dal gennaio 1944 allaprile 1945).
21
Ibidem.
fine del mese di aprile del 1945 ha arrestato a Fiume e rinchiuso in prigione un tota-
le di 678 persone. Vennero deportati nei campi di concentramento tedeschi 623 per-
sone, 290 delle quali perirono nei Lager
22
.
Gli attacchi di gruppi armati antifascisti contro singoli obiettivi bellici, sia tede-
schi che dei militari loro alleati, soprattutto a Fiume ed a Sussa, costituirono per le
autorit tedesche una motivazione sufficiente per decretare la pena di morte a dete-
nuti politici, ma anche a ostaggi innocenti. In breve, loccupazione tedesca di Fiume
e della provincia del Carnaro provoc una grande quantit vittime, in special modo
tra la popolazione ebraica, sia croata che italiana. Altre notevoli perdite fra la popo-
lazione italiana e croata, nellarco di tempo che va dal gennaio del 1944 allaprile del
1945, furono provocate dalle forze aeree anglo-americane. Gli attacchi aerei erano
innanzi tutto dettati da motivazioni di ordine strategico. Si cerc quindi di distrug-
gere lindustria fiumana, le infrastrutture e le vie di comunicazione, per creare le
condizioni in questa zona di un possibile sbarco degli Alleati. Nel corso di una
trentina di bombardamenti effettuati su Fiume da parte di un gran numero di aerei
(complessivamente tali bombardamenti sono durati circa 50 ore) si registrarono
gravissimi danni materiali alle strutture industriali, agli edifici pubblici e alle unit
abitative. Inoltre, durante questi bombardamenti perirono pi di cento persone,
mentre diverse centinaia rimasero ferite
23
. Un altro importante fattore che provoc
perdite umane tra la popolazione di Fiume e dellex provincia del Carnaro fu costi-
tuito anche dal MPL, non soltanto nel corso della II guerra mondiale, ma anche nel
periodo immediatamente successivo alla sua conclusione. Sviluppatosi gradualmente
nei singoli ambienti locali, il MPL condusse una lotta senza quartiere contro le forze
di occupazione nazifasciste e dei loro alleati collaborazionisti. Il movimento parti-
giano era collegato dal punto di vista organizzativo con le strutture logistiche della
Croazia e del resto della Jugoslavia, ma era guidato prevalentemente dai comunisti.
Nel vasto programma del Fronte popolare il Movimento cerc di raccogliere vasti
strati della popolazione, senza tener conto dellappartenenza religiosa, nazionale o di
classe sociale. Lidea fondamentale fu la lotta contro le forze di occupazione ed i
regimi collaborazionisti per la creazione di un sistema democratico popolare e
antifascista. Allo scopo di rendere efficace la sua attivit, il movimento partigiano
jugoslavo organizz strutture militari e politiche nonch organismi di potere popolare.
Tale struttura si instaur gradualmente anche nella zona di Fiume e nellex provincia
del Carnaro. Le strutture di lotta popolare locale e quelle a livello superiore cercarono
di acquisire anche la popolazione italiana agli scopi della lotta antifascista e ci furono,
in effetti, interessanti casi di adesione. In questo caso non nacquero problemi nel-
laccettare un programma dazione comune antifascista, ma si manifestarono forti
dubbi e opposizioni quando si tratt di stabilire la futura appartenenza territoriale di
quelle zone che, in base ai precedenti trattati internazionali, erano state attribuite
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 159
22
Ibidem.
23
M. SOBOLEVSKI, Savezniko bombardiranje u Rijeci od sijenja 1944. do travnja 1945.,
(Bombardamenti alleati su Fiume nella II guerra mondiale, gennaio 1944-aprile 1945) in Zbornik
Sv. Vid, 2000.
allItalia nel periodo tra le due guerre mondiali. Non fu certo cosa facile e semplice
contemperare tali interessi perfino tra gli stessi comunisti croati e quelli italiani. In
merito a questi eventi esiste unapposita letteratura storica che riporto man mano nelle
note di questo testo
24
.
Anche a Fiume e nellex provincia del Carnaro, dopo la liberazione da parte delle
unit della IVArmata jugoslava, venne abbattuto il vecchio potere ed istituito quello
dei Comitati di liberazione popolare. Gi abbiamo sottolineato in precedenza che il
MPL fu uno dei principali elementi che provocarono la perdita di vite umane. Tutti
coloro che avevano fatto parte delle forze di occupazione o di quelle collaborazioni-
ste, e in particolare i responsabili dei crimini commessi contro la popolazione civile
e contro gli esponenti politici e militari del MPL, furono vittima di azioni di rappre-
saglia. A questo proposito si deve rilevare che in linea di principio i comandi militari
partigiani si comportarono in modo umano e comprensivo nei confronti dei prigio-
nieri di guerra, soprattutto verso i militari italiani catturati, che venivano prevalente-
mente lasciati liberi di rientrare nei loro reparti. Nei confronti invece delle Camicie
nere fasciste, che si erano distinte per i loro crimini contro la popolazione civile e
contro i simpatizzanti del MPL, i partigiani assunsero una posizione molto dura. Allo
scopo di evitare improvvisazioni ed azioni arbitrarie, lo Stato maggiore jugoslavo
eman due importanti decreti contenenti i criteri sui quali si doveva fondare la
giustizia militare partigiana. Con il primo, emanato il 29 dicembre 1942, lAlto
Comando jugoslavo volle creare un sistema giudiziario unico per lesercizio della
giustizia nei territori liberati e nellambito dei reparti partigiani. Anche prima in
verit erano in vigore circolari e istruzioni varie in materia, ma questo decreto assun-
se una importanza fondamentale, in quanto esso istituiva tribunali militari perma-
nenti in seno alle brigate proletarie dassalto ed agli organi di potere militare nelle
retrovie, nominava i giudici istruttori e dettava i principi fondamentali del procedi-
mento giudiziario
25
.
Il 24 maggio 1944 il comandante supremo dellEsercito di liberazione popolare,
Josip Broz Tito, eman un nuovo decreto sui tribunali militari jugoslavi e sullordi-
namento e le competenze degli stessi, che sarebbe divenuto il supporto fondamentale
della giustizia militare fino al 24 agosto 1945, quando venne emanata la legge sul-
lordinamento e sulle competenze dei tribunali militari in seno alle Forze Armate
Jugoslave. Anche questo secondo decreto aveva un duplice carattere: in base ad es-
so venivano giudicati non solo gli appartenenti allEsercito di liberazione popolare
che contravvenivano ai principi dellMPL, ma anche coloro che erano accusati di cri-
mini di guerra, i nemici del popolo e gli autori di reati penali contro i militari e con-
tro i prigionieri di guerra. I tribunali militari jugoslavi processarono anche i civili che
160 Mihael Sobolevski
24
A. GIRON, Zapadna cit. e le pubblicazioni seguenti, nonch la bibliografia citata in I. G.
KOVAI, Legendarni Tuhobi. Rijeko Podruje u ratu 1941. godine i partizanski odred Boo Vidas
Vuk (Il leggendario Tuhobi, la regione fiumana nel 1941 e il distaccamento partigiano Boo Vidas
Vuk), Rijeka-Fiume 2000; R. BUTOROVI, Suak i Rijeka u NOB (Sussa e Fiume nella Lotta di
Liberazione Popolare), Rijeka-Fiume, Tipograf, 1975.
25
LEON GERKOVI, Dokumenti o razvoju narodne vlasti (Documenti sullo sviluppo del potere
popolare), Beograd-Belgrado 1948, pp. 135-138.
avevano un qualsiasi rapporto di impiego con le forze armate o che avevano com-
messo reati contro militari ed istituzioni militari. Poich questo decreto continu ad
essere applicato anche nellimmediato dopoguerra, ci sembra utile analizzarne pi
dettagliatamente il contenuto e metterne in risalto limpostazione di base. Il tribuna-
le militare jugoslavo giudicava in camera di consiglio, avvalendosi dellassistenza di
un segretario, il quale doveva essere, possibilmente, un giudice di professione o
quanto meno un avvocato. I tribunali militari erano competenti per giudicare diversi
reati penali, tra i quali prenderemo in esame quelli riguardanti i crimini di guerra e
quelli contro i nemici del popolo. Larticolo 13 del decreto sui tribunali militari
jugoslavi descrive cos i reati penali da considerare crimini di guerra:
Sono considerati criminali di guerra sia i cittadini jugoslavi che i cittadini dei paesi occu-
panti o di altri paesi responsabili di essere promotori, organizzatori, mandanti, complici o
esecutori di uccisione di massa, torture, sgomberi coatti, internamenti e traduzione ai lavori
forzati di popolazioni civili, nonch i responsabili di incendi, distruzioni e saccheggi del
patrimonio pubblico e privato; tutti i proprietari di terreni e di imprese in Jugoslavia, nei pae-
si occupanti e in altri paesi che hanno sfruttato in modo disumano i lavoratori condannati ai
lavori forzati; i funzionari degli apparati terroristici, delle formazioni armate terroristiche dei
paesi occupanti ed i civili operanti al servizio degli occupatori; i responsabili della mobilita-
zione del nostro popolo per linquadramento in seno allesercito nemico.
Il successivo articolo 14 del decreto sui tribunali militari cos recitava:
Sono considerati nemici del popolo: tutti gli ustascia, i cetnici e gli appartenenti alle altre
formazioni armate al servizio del nemico, i loro organizzatori ed i loro complici; tutti coloro
che sono al servizio del nemico in qualsiasi forma spie, delatori, corrieri, agitatori, ecc. ;
tutti coloro che hanno indotto la popolazione a consegnare le armi agli occupanti; tutti quelli
che hanno tradito la guerra di liberazione popolare e sono stati in contatto con loccupante;
tutti coloro che si sono ribellati al potere popolare operando contro di esso; tutti quelli che
attentano allesercito nazionale o hanno aiutato e continuano ad aiutare loccupante; chiunque
compia gravi omicidi, saccheggi, ecc.
Per tutti i reati indicati ed alcuni altri reati previsti i tribunali militari adottavano
provvedimenti cautelativi ed emettevano condanne. Oltre alle condanne il tribunale
militare poteva adottare anche altri provvedimenti, ad esempio la perdita temporanea
o definitiva dei diritti civili e la confisca dei beni. I processi dovevano essere rapidi
e concisi, rispettando per lintera procedura prevista. Per limpostazione della pro-
cedura processuale ogni Camera di consiglio del tribunale si avvaleva di un giudice
istruttore militare. Gli arresti non potevano essere eseguiti sulla base di elementi non
accertati, ma le persone indiziate di reato potevano tuttavia essere sottoposte ad in-
terrogatorio. Gli interrogatori dovevano essere verbalizzati e agli indagati che non
conoscevano la lingua popolare doveva essere fornito un interprete. Il dibattimento
davanti al Tribunale militare aveva inizio con la lettura del capo di accusa da parte
del giudice istruttore. I processi potevano essere pubblici o a porte chiuse. Se lac-
cusato non era in grado di difendersi da solo gli veniva assegnato un avvocato
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 161
dufficio, ma i militari non potevano in nessun caso essere difesi da civili. La sen-
tenza veniva emessa dalla camera di consiglio in seduta segreta e veniva quindi
letta allimputato. La sentenza emessa in nome dei popoli della Jugoslavia dove-
va essere formulata in forma scritta. Se limputato veniva condannato a morte (le
condanne venivano eseguite mediante fucilazione e nei casi particolarmente gravi
mediante impiccagione), lesecuzione doveva essere prima confermata dal tribu-
nale militare superiore, che poteva decidere anche di commutare la pena. La con-
danna a morte poteva quindi essere eseguita soltanto previa autorizzazione delli-
stanza superiore, che in casi eccezionali, quando cio si rendeva necessaria lesecu-
zione immediata, poteva giungere anche successivamente
26
.
Il comandante supremo dellEsercito di liberazione popolare Josip Broz Tito e la
presidenza dellAVNOJ durante il 1944 diramarono a pi riprese moniti, avverti-
menti, inviti ai cittadini ed ai componenti delle formazioni militari occupanti e ai
collaborazionisti per indurli a disertare e ad unirsi al MPL, minacciando in caso
contrario di ritenerli complici e partecipi delle azioni criminali compiute da tali
formazioni, azioni che non sarebbero in nessun caso rimaste impunite. Il MPL non
si ispirava infatti a sentimenti di vendetta, ma intendeva solo punire gli autori dei
crimini. La presidenza dellAVNOJ eman tra laltro in data 21 novembre 1944 a
Belgrado un decreto di amnistia per tutti coloro che avevano fatto parte delle forma-
zioni cetniche del generale serbo Draa Mihajlovi e delle milizie territoriali croate
e slovene. Il decreto escludeva dallamnistia soltanto i responsabili di crimini (ucci-
sioni, incendi, stupri, saccheggi) commessi successivamente alla sua emanazione
27
.
Poich nellattuazione del provvedimento di amnistia si erano andate evidenziando
interpretazioni arbitrarie (i tribunali militari lo applicavano in modo troppo restritti-
vo), il 12 gennaio 1945 il comandante supremo Josip Broz Tito promulg un nuovo
decreto che sanciva lapplicazione incondizionata dellamnistia a tutte le persone
a cui essa era destinata. Si sanciva inoltre che le condanne a morte comminate a sog-
getti che avevano commesso i crimini loro imputati (uccisioni, incendi, saccheggi,
stupri), potevano essere eseguite solo previa autorizzazione della competente camera
di consiglio del tribunale, mentre le condanne a morte contro altre persone (dirigenti,
organizzatori e intellettuali accusati di crimini e di atti di tradimento) potevano essere
eseguite unicamente ed esclusivamente previa autorizzazione del tribunale militare
superiore presso lo Stato maggiore
28
. Durante la guerra di liberazione e immediata-
mente dopo la sua conclusione, la giustizia militare fu molto pi severa, perch
doveva perseguire lobiettivo di proteggere le conquiste dellesercito di liberazione
e condurre una lotta senza quartiere contro gli appartenenti al potere militare e civi-
le delloccupante e dei suoi collaboratori, soprattutto contro chi avesse commesso at-
ti criminali. Con la legge sullordinamento e sulle competenze dei tribunali militari
dellArmata jugoslava del 24 agosto 1945 le competenze dei tribunali militari ven-
nero notevolmente ridotte e limitate ai processi a carico dei militari e dei prigionieri
162 Mihael Sobolevski
26
J. B. TITO, Sabrana djela (Opere scelte), Beograd-Belgrado, 1984, vol. 20, pp. 223-241.
27
Ibid., vol. 25, pp. 290-291.
28
Ibid., p. 209.
di guerra. Dopo lavvento dellamministrazione militare jugoslava nella Venezia
Giulia, nellIstria, a Fiume e nel Litorale sloveno, avvenuto in base al decreto del
comandante supremo maresciallo Tito del 23 giugno 1945, si pass anche alla rior-
ganizzazione della giustizia militare e civile. Con un successivo decreto del vice
comandante dellamministrazione militare dellArmata jugoslava per la Venezia
Giulia, lIstria, Fiume e il Litorale sloveno del 16 ottobre 1945 venne istituito il
Tribunale militare dellArmata jugoslava competente per la giustizia militare e civi-
le
29
. Lesposizione di tutte le circostanze e di fatti finora riportati ci parsa necessa-
ria soprattutto per cercare di comprendere anche le perdite di vite umane registrate
a Fiume e nellex provincia del Carnaro dopo la fine della II guerra mondiale di cui
ci occuperemo pi avanti.
Tra la fine di aprile e linizio di maggio del 1945 le unit della IVArmata jugo-
slava conquistarono, dopo aspri scontri militari, Fiume e il territorio della ex provincia
del Carnaro. Per la maggior parte della popolazione croata e slovena ci signific la
liberazione lungamente attesa dal fascismo italiano e la fine delloccupazione italo-
tedesca. Questo era uno degli obiettivi principali della guerra di liberazione popolare
condiviso anche da una minima parte della popolazione italiana che, insieme ai croati
ed agli sloveni, partecip alla guerra di liberazione e alla lotta contro il fascismo.
Lingresso delle truppe della IVArmata jugoslava nel territorio di Fiume e dellIstria
fu considerato come unoccupazione militare dallItalia ufficiale e dalla maggioranza
della popolazione italiana che nella peggiore delle ipotesi avevano auspicato loccu-
pazione militare anglo-americana. Gli Alleati segretamente e pubblicamente erano
contrari alloccupazione di Fiume e dellIstria da parte delle forze armate jugoslave,
poich ritenevano questo territorio italiano in base agli accordi interstatali stipulati
nel periodo tra le due guerre mondiali. Nel peggiore dei casi gli Alleati ritenevano
che la soluzione di questo problema doveva essere ricercata nellambito di una con-
ferenza internazionale di pace.
La situazione a Fiume dopo la liberazione jugoslava era disastrosa. Le case, gli
edifici pubblici e gli impianti industriali erano stati in gran parte distrutti, le strade
erano ostruite da macerie e bunker improvvisati. Erano queste le conseguenze dei
bombardamenti anglo-americani, delle mine fatte scoppiare dai tedeschi e delle gra-
nate cadute sulla citt nella fase conclusiva delle operazioni per la sua liberazione.
Non appariva migliore limmagine che presentava il territorio dellex provincia del
Carnaro con una popolazione decimata e molti centri abitati incendiati e distrutti. Il
compito principale delle autorit militari e civili jugoslave fu quello di ristabilire
lordine e la pace, nonch di ripristinare le condizioni di vita e di lavoro della popo-
lazione. Ma di questo capitolo della storia del dopoguerra a Fiume non ci occuperemo
in questa sede. Vogliamo piuttosto porre in rilievo soltanto alcune altre circostanze
di rilevanza internazionale. Le divergenze sorte tra le autorit militari e civili della
Federazione jugoslava e gli alleati anglo-americani in rapporto alla costituzione di
una amministrazione militare alleata provvisoria nella Venezia Giulia minacciavano
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 163
29
DAR, Comitato cittadino di liberazione popolare di Fiume.
di sfociare in un possibile confronto armato. Il governo jugoslavo cerc di evitare
ogni eventuale scusa che potesse motivare un intervento militare alleato e, accettando
le condizioni poste dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti, il 9 giugno 1945 firm un
trattato per la costituzione dellAmministrazione militare alleata provvisoria sulla
Venezia Giulia. In base a tale trattato Fiume, lIstria ed il Litorale sloveno furono
posti sotto lamministrazione militare dellArmata jugoslava, mentre il restante
territorio della Venezia Giulia venne posto sotto lamministrazione militare anglo-
americana (Linea Morgan di demarcazione)
30
. Il territorio posto sotto lamministra-
zione militare jugoslava costitu la Zona B, mentre quello occupato dagli Alleati
costitu la Zona A. Lamministrazione militare dellArmata jugoslava, instaurata il
23 giugno 1945, costituiva il massimo organo di potere sulla Zona B ed aveva
sede ad Abbazia. Essa era quindi responsabile del funzionamento degli organi del
potere popolare (Comitati popolari), di tutta lattivit pubblica nonch della giustizia
militare e civile. Questo assetto fu mantenuto sino allattuazione del trattato di pace
con lItalia, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947
31
.
Sulla base di tale trattato i territori amministrati dallArmata jugoslava furono per
la maggior parte annessi alla Jugoslavia, mentre la restante parte di territorio e da una
parte di quello amministrato dal comando anglo-americano andarono a costituire,
come soluzione transitoria, il Territorio Libero di Trieste. Questultimo problema
venne in seguito risolto con ulteriori negoziati tra i governi italiano e jugoslavo ed il
Comando alleato. Anche questo per un tema che esula un po dalle mie conside-
razioni specifiche. Uno dei principali obiettivi della guerra di liberazione partigiana
in Croazia, cos come nellintera Jugoslavia, era quello di punire in modo adeguato
tutti coloro che erano stati gli ideatori o i colpevoli di crimini di guerra, cio tutte
quelle persone che, operando nellambito delle forze di occupazione e dei regimi
collaborazionisti, avevano commesso quei crimini, gi riportati nella relazione
sulla giustizia militare. In linea di principio, gli imputati non venivano giudicati in
base alla loro nazionalit o alla loro fede religiosa, ma perch ritenuti colpevoli di
aver commesso crimini di guerra. Gli italiani di Fiume e dellex provincia del
Carnaro venivano cio giudicati non in quanto tali, come si tende oggi a convincere
lopinione pubblica italiana, bens per il fatto che alcuni di essi erano sospettati di
aver commesso crimini di guerra. Tuttavia resta certamente aperta la questione se
siano state sempre rispettate la legalit e la giustizia o se, in singoli casi, esse siano
venute meno per carenza di adeguati controlli. Commetteremmo un grosso errore,
sia come uomini e sia come studiosi, se giustificassimo un crimine con un altro
crimine o se pesassimo con il bilancino chi ne ha commesso di pi e chi di meno.
Certi fatti non possono essere giudicati con il metro di oggi e a tanto tempo di
distanza dal periodo in cui si sono verificati. Le frustrazioni e le ambizioni umane
non devono influenzare il sentimento di giustizia e di legalit su avvenimenti ancora
insufficientemente indagati.
164 Mihael Sobolevski
30
Dokumenti o spoljnoj politici SFRJ 1945. (Documenti sulla politica estera della Repubblica
Socialista Federativa di Jugoslavia 1945), vol. I, Beograd-Belgrado 1984, pp. 81-82.
31
Ibid., pp. 125-185.
Nella fase conclusiva delle operazioni per la liberazione definitiva della
Jugoslavia, che va dallautunno del 1944 al maggio del 1945, in numerosi settori del
fronte si svolsero cruenti combattimenti, che provocarono non solo grosse perdite di
vite umane tra le parti in conflitto, ma anche notevoli sofferenze alla popolazione
civile coinvolta. In quel periodo i reparti dellEsercito di liberazione popolare della
Jugoslavia (NOVJ) catturarono un gran numero di soldati di diverse nazionalit
facenti parte delle forze di occupazione e appartenenti alle formazioni collaborazio-
niste (ustascia, cetnici, milizie territoriali croate e slovene, balisti, ecc.). Al termine
delle operazioni furono fatti complessivamente prigionieri 221.287 soldati nemici,
tra cui 57.150 italiani, molti dei quali originari di Fiume e dellex provincia del
Carnaro
32
. Se si aggiungono i collaborazionisti catturati nel restante territorio nazio-
nale, alla fine del 1945 nei campi di concentramento jugoslavi si trovavano com-
plessivamente 355.785 prigionieri di guerra
33
. Subito dopo la loro cattura i prigionieri
di guerra venivano internati in campi di concentramento improvvisati, dove erano
spesso esposti alle intemperie e ad un regime alimentare inadeguato. Si deve per
considerare che in quei tempi neanche la popolazione civile viveva molto meglio a
causa delle distruzioni provocate dalla guerra e dalla penuria di generi alimentari. Per
far fronte in modo adeguato alla situazione dei prigionieri di guerra, il presidente del
Consiglio dei ministri e ministro della difesa maresciallo Tito eman il 30 aprile
1945 una ordinanza con la quale venne istituita una Sezione per i prigionieri di
guerra in seno al comando dellArmata jugoslava. A questo organo venne affidato
il compito di tenere in evidenza il problema dei prigionieri e dei campi di concen-
tramento, nonch di gestire i campi ed i cantieri nei quali venivano avviati a lavorare
i prigionieri stessi. Secondo i criteri dettati dalla stessa ordinanza e dalle convenzioni
internazionali sul trattamento dei prigionieri di guerra, la Sezione si occupava
anche della custodia e della sicurezza dei prigionieri, dei campi e dei cantieri dove
essi lavoravano, del controllo sul finanziamento, sulla sistemazione logistica, sul-
lalimentazione, sul vestiario, ecc. Lordinanza prescriveva inoltre che i prigionieri
di guerra venissero inquadrati in battaglioni costituiti da un comando e da quattro
compagnie formate ciascuna da 250 prigionieri. Il comando era a sua volta costituito
da 11 persone: il comandante, il commissario politico, laiutante, lintendente, il
medico, ligienista, linfermiere ed alcuni sottufficiali responsabili della disciplina. Il
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 165
32
R. KALTENEGGER, Operationszone Adriatisches Kstenland. Der Kampf um Triest, Istrien,
und Fiume 1944/45 (La zona doperazione Litorale Adriatico. La battaglia per Trieste, lIstria e
Fiume 1944-45), Graz-Stuttgart, Stocker Verlag, 1993, p. 306: Sino alla met del 1947 i prigio-
nieri italiani furono rimpatriati in Italia (in totale: 56.773 prigionieri), grazie al grande interessa-
mento di Palmiro Togliatti. Lultima nave con 849 prigionieri di guerra fu inviata da Spalato ad
Ancona il 27 giugno 1947.
33
A. MILETI, Prilog prouavanju istorije Jugoslavenske narodne armije kroz izabrana dokumen-
ta marala Jugoslavije Josipa Broza Tita u svojstvu ministra Narodne obrane i vrhovnog komandan-
ta oruanih snaga FNRJ u periodu 1945.-1956. godine (Contributo allapprofondimento della storia
dellArmata popolare jugoslava attraverso documenti scelti del maresciallo di Jugoslavia Josip
Broz Tito nella sua qualit di ministro della Difesa popolare e di comandante in capo delle forze
armate della RSFJ nel periodo 1945-46), in Vojnoistoriski glasnik, 1987, n. 1, p. 327.
personale responsabile della sicurezza dei prigionieri veniva reclutato dai battaglioni
territoriali dei singoli corpi darmata
34
. Con linstaurazione del potere militare e civile
a Fiume e nellex provincia del Carnaro cominciarono ad essere adottate misure
repressive contro le persone a carico delle quali erano gi state raccolte prove sulla
loro partecipazione a fatti criminosi. Al loro arresto ed al loro interrogatorio provve-
devano due strutture gi costituite in precedenza nel sistema del potere militare: la
Sezione per la protezione del popolo (OZNA) e le formazioni militari del Corpo
darmata di difesa nazionale della Jugoslavia (KNOJ). I militari arrestati venivano
internati nei campi di concentramento provvisori apprestati a Fiume e nei suoi
dintorni, la maggior parte dei quali erano dislocati nella localit di Martinscizza,
mentre i civili arrestati per la loro attivit politica venivano tradotti al carcere
dellOZNA a Fiume. Alla conclusione dellistruttoria coloro a carico dei quali veniva
accertata o sospettata la partecipazione ad atti criminosi venivano rinviati a giudizio
davanti i tribunali militari, mentre quelli contro i quali non emergevano prove veni-
vano rimessi in libert. Per lindividuazione degli autori di crimini di guerra,
lOZNAe il KNOJ operavano in stretta collaborazione con gli organi del potere po-
polare e con le organizzazioni socio-politiche. Infatti, oltre a tutte le strutture del
potere popolare, da quelle comunali alle regionali, erano stati formati Comitati per
laccertamento dei crimini commessi dagli occupanti e dai loro complici. I dati rac-
colti da questi Comitati venivano trasmessi a tutti gli organi incaricati di processare
i criminali di guerra. Qui giova nuovamente sottolineare che queste misure repressi-
ve erano dirette contro tutti coloro che erano colpevoli, o sospettati di esserlo, di aver
commesso crimini di guerra e non contro una determinata comunit nazionale, in
questo caso quella italiana. Non disponiamo purtroppo di dati certi circa il numero
complessivo dei cittadini di nazionalit italiana di Fiume e dellex provincia del
Carnaro arrestati tra il 1945 e il 1947, poich non stata conservata tutta la docu-
mentazione penale militare e quindi non possiamo conoscere con sicurezza neanche
il numero esatto delle persone processate. Tutti gli sforzi effettuati in passato per
assicurare alla giustizia i maggiori responsabili dei crimini di guerra commessi in que-
sta regione non hanno prodotto effetti rilevanti. La Commissione nazionale per lac-
certamento dei crimini commessi dagli occupanti e dai loro complici nello Stato fe-
derale della Croazia e la Commissione civica per laccertamento dei crimini com-
messi a Fiume presentarono un gran numero di denunce. Nella lista degli accusati si
trovava primo fra tutti il prefetto di Fiume Temistocle Testa, accusato di aver fat-
to arrestare ed internare molti antifascisti e le loro famiglie, di aver fatto distrugge-
re numerosi beni mobili ed immobili, di aver fatto torturare i prigionieri rinchiu-
si nei campi di concentramento (Kampor nellisola di Arbe), di aver ordinato crimi-
ni contro singole persone e di massa (ad esempio il crimine ordinato a Podhum il 12
luglio 1942). Furono inoltre accusati di crimini di guerra il comandante delle SS te-
desche a Fiume, colonnello Henrich Schluntzen, il comandante delle forze armate te-
desche nel settore di Fiume, colonnello Lothar Zimmerman
35
, cos come molte altre
166 Mihael Sobolevski
34
Ibid., pp. 326-328.
35
Cfr. nota 20.
persone. Ad eccezione di Lothar Zimmerman, arrestato e condannato a morte nel
1946, gli organi investigativi e giudiziari jugoslavi non riuscirono a processare gli al-
tri maggiori criminali di guerra. La mancata consegna di questi criminali di guerra fu
dovuta al fatto che, a seguito ai mutati rapporti politici nellimmediato dopoguerra,
gli alleati anglo-americani fecero di tutto per coprire i crimini commessi da parte ita-
liana. certo che questo atteggiamento degli Alleati fu dovuto anche agli sforzi
degli antifascisti italiani tesi a dimostrare che lItalia nata dal movimento della
Resistenza
36
non aveva nulla a che fare con lItalia mussoliniana. Nella nuova si-
tuazione venutasi a creare pi che probabile che alcune persone potessero in-
correre in pene sproporzionate allentit del ruolo da loro avuto negli atti crimi-
nosi ad esse imputati. Per poter fare una valutazione complessiva di questa pro-
blematica mancano purtroppo fonti e analisi attendibili come possano essere le fon-
ti storiche di carattere giuridico.
La storiografia croata non ha dedicato particolare attenzione ai problemi connessi
ai processi giudiziari contro i cittadini di Fiume e dellex provincia del Carnaro
accusati di aver partecipato a crimini di guerra. Nellultima storia di Fiume pubbli-
cata nel 1988 manca ogni riferimento ai problemi sorti nellimmediato dopoguerra
e alle perdite umane subite in quello stesso periodo. Nella sua Kratka povijest
grada Rijeke (Breve storia della citt di Fiume) (Rijeka-Fiume 1988) lo storico
Igor i fa menzione delle repressioni dellOZNA, che in quei drammatici giorni
(dopo la liberazione di Fiume) avrebbe giustiziato circa 300 persone (p. 147). Non
vengono per indicati con chiarezza i motivi di tali esecuzioni, cos come non ap-
pare chiaro se furono commesse solo dallOZNA. Effettivamente per formulare pi
esatte constatazioni bisognerebbe poter disporre di fonti pi attendibili. Non ho
mancato di sottolineare a pi riprese la scarsit di documentazione autentica, per
poter fare una valutazione complessiva delle perdite di vite umane subite dagli ita-
liani di Fiume e dellex provincia del Carnaro immediatamente dopo la fine della II
guerra mondiale. Per un centinaio di persone possibile stabilire che furono pro-
cessate da tribunali militari e per una decina di esse si riusciti a rintracciare anche
le relative sentenze. La mancanza di materiale darchivio ha indotto taluni ricercato-
ri a formulare conclusioni e giudizi arbitrari, secondo cui queste persone non sa-
rebbero state formalmente giudicate e quindi successivamente giustiziate senza
essere state sottoposte a regolari processi. Lanalisi di questa problematica non si
esaurisce affatto con questo libro, e sar necessario continuare in futuro il reperi-
mento di nuove fonti, tanto pi che altra documentazione si trova sicuramente
sparsa in numerosi archivi di diversi Stati. Allo scopo di offrire al lettore la pos-
sibilit di comprendere i motivi ed i modi con cui singole persone sono state giudi-
cate nellimmediato dopoguerra, mi limito a riportare i due esempi seguenti. Il te-
sto della sentenza dell11 giugno 1945 con cui David Cherbaz viene condannato al-
la fucilazione dal Tribunale militare dellArmata jugoslava sezione per Litorale
Croato e Fiume. Essa recita testualmente:
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 167
36
Cfr. F. NIRENSTEIN, Genocid na talijanski nain (Genocidio allitaliana), in Dometi, 1989,
n. 10, pp. 707-713.
Cherbaz David, figlio illegittimo di Emilio Cherbaz, nato a Fiume il 28/12/1910, abi-
tante in via Trieste 94, fabbro meccanico, coniugato, padre di un figlio, italiano, cattolico,
nullatenente, sa leggere e scrivere, colpevole - 1. di essere stato nel 1944 una spia tede-
sca al servizio della Polizia di Sicurezza tedesca a Fiume e come tale di aver strettamente
collaborato con la nota spia Tonetti; 2. e di avere in quanto tale: a) denunciato ai tedeschi
per un compenso di 1.200 Lire i patrioti Grandi Boidar, Bezman Renato, Vianello
Donato, Kolan Boidar e molti altri, i quali sono stati perci arrestati e mandati ai lavori
forzati in Germania; b) terrorizzato la citt di Fiume fermando ed arrestando con la pisto-
la in pugno pacifici cittadini; c) posto materiale esplosivo nel Tempio ebraico e di aver lan-
ciato una bomba in Via Parini, accusando poi di tale atto i partigiani; d) ricattato e depre-
dato la cittadinanza di Fiume. Con tali atti limputato ha commesso il reato penale di cui agli
articoli 13 e 14 dellUVS (Ordinanza del Tribunale Militare) per cui si propone che venga di-
chiarato criminale di guerra e nemico del popolo, viene condannato - alla pena di morte
mediante fucilazione, alla perdita perpetua dei diritti civili ed alla confisca dei beni. La
condanna a morte verr eseguita dopo lapprovazione del Tribunale Militare Superiore.
Motivazione: limputato era conosciuto da quasi tutti i cittadini di Fiume come una delle pi
famigerate spie tedesche. Noto con il soprannome di Pipi era temuto ed evitato da tutti.
Questo giudizio della cittadinanza di Fiume non era infondato, poich nel corso del presen-
te procedimento stato accertato che limputato veramente un malfattore, che esclusiva-
mente per interessi personali, ha posto in essere la pi vile attivit di spionaggio al servi-
zio delloccupante, non esimendosi dal servirsi senza scrupoli dei mezzi pi infamanti per
compiacere i suoi padroni, la Polizia delle SS. I fatti che gli vengono imputati dettaglia-
tamente nel dispositivo della presente sentenza sono sufficienti da soli a fornire un quadro
veritiero e fedele della malvagit dei suoi atti, che questo Tribunale ritiene del tutto pro-
vati, indipendentemente dal fatto che limputato li ammetta o li neghi. I testimoni Aresi
Eduardo, Cesari Bruno e Biarchi Fiogino con le loro deposizioni hanno completato il qua-
dro della personalit criminale dellimputato, quadro che nei suoi tratti pi negativi era gi
stato sufficientemente delineato dalle sue stesse ammissioni. Gi nel corso del suo primo
interrogatorio limputato ha ammesso di avere svolto servizio di corrispondenza per la
Polizia delle SS, denunziando molti elementi sospetti che vennero poi arrestati e mandati ai
lavori forzati in Germania. Nelludienza generale ha completato le sue ammissioni dichia-
rando di aver lanciato la bomba in Via Farini e che lesplosione nel Tempio ebraico era stata
ordinata dai tedeschi e che aveva effettivamente rubato il quadro rinvenuto nella sua abita-
zione. Per tutti questi fatti limputato ha cercato di trovare delle giustificazioni che esclu-
derebbero la sua colpa cos come era stata configurata nellatto daccusa. In base alle risul-
tanze probatorie, con particolare riferimento alla deposizione del teste Aresi Eduardo, che
in qualit di comandante del Gruppo dazione partigiano nella citt di Fiume aveva sin dal
1943 attentamente controllato lattivit ed i movimenti dellimputato, questo Tribunale ha
accertato che tutti i fatti a lui ascritti sono stati effettivamente compiuti, con laggravante
di essere stati commessi nellesercizio delle sue funzioni di confidente ed agente politico
delle SS tedesche. In considerazione di quanto precede questo Tribunale ha inflitto lunica
pena adeguata alla gravit dei reati penali commessi ed al grado di colpa dellimputato e
cio la pena di morte mediante fucilazione
37
.
168 Mihael Sobolevski
37
DAR, Okruna komisija za utvrivanje zloina okupatora i njihovih pomagaa za Hrvatsko
primorje (Commissione distrettuale per laccertamento dei crimini degli occupanti e dei loro
complici nel Litorale croato).
Il secondo esempio si riferisce al processo svoltosi il 6 luglio 1945 davanti al
Tribunale Militare della Regione territoriale dellXI Corpo dArmata contro
Giovanni Rachtelli. La relativa sentenza recita testualmente:
Rachtelli Giovanni, di Giovanni e di Sandro Maria, nato il 14/9/1889 a Pola, italiano, cat-
tolico, impiegato, coniugato, padre di tre figli, abitante a Fiume, in Via Acquedotto 17, col-
pevole di aver partecipato volontariamente, come fascista militante, alla guerra di Spagna,
di essersi arruolato come volontario nella Milizia Fascista e di aver partecipato durante loc-
cupazione di Sussa, allincendio e dal massacro del villaggio di Podhum, di aver eseguito ar-
resti di massa della popolazione di Cernik e Ciavle, nonch di aver partecipato, allarrivo dei
tedeschi, ai rastrellamenti svoltisi nel territorio dellIstria.
Con tali atti egli ha commesso, ai sensi degli articoli 13 e 14 dellUVS (Ordinanza del
Tribunale Militare), i seguenti reati penali: partecipazione volontaria a formazioni armate
fasciste, partecipazioni ad incendi e massacri, arresti di massa ed internamento di civili nei
campi di concentramento, in base ai quali viene condannato alla pena di morte mediante
fucilazione, alla perdita perpetua dei diritti civili e politici, nonch alla confisca di tutti i
suoi beni
38
.
La maggior parte delle vittime italiane di Fiume e dellex provincia del Carnaro,
dopo la fine della II guerra mondiale, fu processata dai tribunali militari e condan-
nata per crimini di guerra. Una parte minore di essi stata giustiziata, con o senza
processo, per la sua appartenenza a singoli movimenti che, pur di carattere antifasci-
sta, avevano combattuto per una soluzione dello stato giuridico di Fiume e dellIstria,
diversa da quella perseguita dal Movimento di liberazione popolare (liburnisti, auto-
nomisti, democristiani, attivisti del Comitato di liberazione nazionale). Le misure
adottate nei confronti di questi ultimi furono molto pi severe rispetto allipotetico
pericolo che essi potevano rappresentare per la soluzione definitiva dellappartenen-
za di Fiume e dellIstria alla Croazia ovvero alla Jugoslavia. Le ricerche storiche su
questi temi, che si auspica possano iniziare prossimamente in una situazione politi-
ca pi tranquilla, dovrebbero essere fondate su criteri obiettivi ed imparziali.
Lidentificazione individuale delle effettive perdite di vite umane richiede una ricer-
ca molto pi complessa di quanto potrebbe apparire dai fatti esposti. In molti casi
linsufficienza di fonti attendibili e limpossibilit di una verifica pu averci indotto
a compiere degli errori. Ove questi venissero riscontrati, prego di volerli considera-
re involontari, scusandomi sin dora di fronte ai famigliari ed ai parenti interessati,
ai quali sar grato se vorranno completare i dati da me riportati con ulteriori elementi
di cui potrebbero eventualmente disporre. Notevoli difficolt si sono presentate in
merito alla verifica dei dati sullappartenenza nazionale di singole persone, quando
essa non era indicata espressamente nella documentazione esaminata. Non abbiamo
certamente contato a nessuno i globuli rossi indipendentemente dalla lingua e dal-
lortografia usate per scrivere nomi e cognomi, che vengono riportati cos come erano
indicati nella documentazione presa in esame. Voglio concludere questo contributo
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 169
38
Ibidem.
riportando il pensiero da me espresso una decina di anni addietro in un saggio sulla
metodologia per la ricerca delle perdite di vite umane:
Compito fondamentale della scienza storiografica laccertamento dello stato di fatto e
di darne linterpretazione scientifica. Non spetta ad essa esprimere giudizi sulle singole
persone e sui gruppi, indipendentemente dalla qualit politica delle vittime. comprensi-
bile che ciascuna delle parti in conflitto abbia voluto giustificare gli obiettivi per i quali ha
combattuto, sia le proprie perdite di vite umane sia i crimini commessi contro i propri nemici.
La scienza storica deve per tenere presenti anche le valutazioni storiche globali sul caratte-
re della II guerra mondiale e quindi anche la legittimit della lotta contro il fascismo. Tutto ci
non deve impedire lo studio delle effettive perdite umane con la piet dovuta e in base ai
principi generali di civilt
39
.
Sono inoltre cosciente del fatto che in Croazia purtroppo il passato non si arrende
facilmente alla storia ed alla ricerca storica, esso continua ad essere ancora oggetto
di molteplici manipolazioni e speculazioni. Quando sar pubblicato, non sono certo
che questo volume verr accolto da tutto il pubblico con la dovuta moderazione e
come un segno volenteroso inteso a creare almeno le basi per lulteriore analisi della
problematica inerente alle perdite di vite umane nei conflitti bellici. Le possibili
interpretazioni in senso nazionale, lemotivit che suscitano certi argomenti e lesclu-
sivismo ideologico potranno ancora scoraggiare gli storici intenzionati a continuare
questo tipo di ricerche. Colgo loccasione per ringraziare sentitamente le persone e le
istituzioni che mi hanno aiutato in questa difficile ricerca. Non cito nessuno e non
dimentico nessuno.
MIHAEL SOBOLEVSKI
traduzione dal croato allitaliano
MARIO SPADANUDA
170 Mihael Sobolevski
39
M. SOBOLEVSKI, Prilog metodologiji istraivanja stvarnih ljudskih gubitaka Hrvatske u
tijeku drugog svjetskog rata (Contributo metodologico alla ricerca delle effettive perdite uma-
ne della Croazia nel corso della seconda guerra mondiale), in asopis za suvremenu povijest
1992, 24 (1), p. 201.
ZAMRENA POVIJEST RIJEKE
Kao hrvatski znanstvenik i kao jedini koji s hrvatske strane radi na projektu o
ljudskim gubicima talijanske narodnosti na podruju grada Rijeke i bive Rijeke
provincije u razdoblju od sredine 1940. godine do 1947. godine neophodno je
potrebno ukazati na neke bitne injenice koje su od vanosti za projekt i itatelje.
U Drugom svjetskom ratu bilo je malo naroda i etnikih zajednica koje su bile
poteene svakovrsnog nasilja. Po svojoj traginosti najtea su bila ona nasilja koja su
prouzroila stvarne ljudske gubitke, a moemo ih globalno oznaiti kao ljudskim
rtvama rata ili rtvama ratnih posljedica. Najee je rije o obinim ljudima (civilnom
stanovnitvu i mobiliziranim vojnicima) koji nisu umirali i ginuli kao nacionalni ili
ideoloki heroji s nekom uvenom besmrtnom reenicom na usnama, a mnogima se
ni imena ne znaju. Povijest ovjeanstva pretrpana je ratovima, lokalnim i globalnim, a
bojne sirene nisu utihnule ni na pragu treeg milenija. Ratovi su najvea katastrofa za
ljudski rod, jer ne samo to razaraju njegovu materijalnu i duhovnu osnovu, nego i zbog
toga to se oni naprosto hrane ljudskim ivotima. U svjetskim ratovima sve strane u
sukobima stvorile su mono sredstvo terora prema svojim protivnicima i dale mu kroz
zakonodavstvo legalitet.
Civilno stanovnitvo i ratujue vojske u Drugom svjetskom ratu bile su izloene
nedaama svake vrsti. Zahvaljujui ubojitim ratnim sredstvima vojne operacije
odvijale su se na kopnu, moru, pod morem i u zraku. Crta izmeu bojinice i
pozadine gotovo je nestala, a to je utjecalo na veliko stradavanje civilnog
stanovnitva. Krenje ratnih obiaja i zakona bila je stalna praksa svih sukobljenih
strana, ali daleko izraenija u faistikom i nacistikom taboru. Kada je rje o
krenju ratnih obiaja i zakona faistikih i nacistikih sila onda se to manifestiralo
na sljedei nain: deportiranju u koncentracijske logore i na prisilni rad, ubijanju i
zlostavljanju ratnih zarobljenika, egzekuciji talaca, unitenju cijelih naselja i pljaki
imovine. Sve se to opravdavalo vojnim ciljevima, interesima dravne politike,
ideologijama pojedinih politikih stranaka. Kada je rije o ljudskim gubicima u
Drugom svjetskom ratu kao i openito u bilo kojem ratu, onda treba naglasiti da ja
kao povjesniar ne sudim tim utvrenim injenicama. Samo pokuavam, koliko je to
objektivno mogue utvrditi pojedine injenice i pokuati razumijeti to se je to
dogodilo pa i kada je rije o stvarnim ljudskim gubicima. Niti jednog trnutka ne
smijemo smetnuti s uma, da se pri tome moramo ravnati po naelima
opehumanistikog svjetonazora i nadasve civilizacijski. Pri tome svako
usporeivanje tko je prouzroio vie, a tko manje stvarnih ljudskih gubitaka, ne
opravdava nikoga. Jer jedne ljudske gubitke ne moemo opravdati i kompenzirati
drugima tako bi u tom sluaju i sam istraiva odstupio od svojih humanih i
civilizacijskih gledita.
Drugi svjetski rat trajao je est godina: od 1. rujna 1939. (napad Hitlerove
Njemake na Poljsku) do 2. rujna 1945. (Japan potpisao bezuvjetnu kapitulaciju).
Ovdje treba naglasiti, da stvarni ljudski gubici nisu nastajali samo u tom razdoblju,
nego neposredno po njegovom zavretku: posljedice ranjavanja, iscrpljenosti u
koncentracijskim logorima i zatvorima, zarobljenikim logorima, od zaostalih
eksplozivnih sredstava iz rata rtve likvidacije osoba osuenih na smrt zbog
uinjenih ratnih zloina, ali bilo je likvidacija i bez suenja, to bi se moglo oznaiti
kao odreen vid osvete. Dakle, u svojoj poetnoj fazi Drugi svjetski rat, to se tie
vojnih operacija, imao je europske okvire, da bi potkraj 1941. godine, to direktno,
to indirektno, obuhvatio mnoge zemlje svijeta. U ovom ratu upotrebljena su bojna
sredstva izuzetno razorne moi, a potkraj rata i dvije atomske bombe, to je u
mnogome uvealo stvarne ljudske gubitke zaraenih strana. Ljudski gubici nisu
nastajali samo na bojinicama, ve u razliitim okolnostima i u njihovom zaleu. Pri
tome su na osnovi nacistikih rasnih zakona iz 1935. godine (kasnije preuzetih i u
nekim drugim dravama koje nisu bile u Hitlerovskom bloku) pogibelji izloene i
pojedine cijele vjerske i etnike zajednice (idovi, Romi). Ljudskih rtava je bilo i
unutar pojedinih zaraenih tabora zbog ogreenja o pravila odreenih vojnih
formacija ili odreenog politikog pokreta. Osobe liene ivota u Drugom svjetskom
ratu bile su svih starosnih dobi, spola, nacionalnosti i zanimanja. To je imalo velikog
utjecaja i na demografski pad stanovnitva u pojedinim zemljama. Ratne i
poslijeratne okolnosti izazvale su migracijske procese s nesagledivim posljedicama,
to je dovelo i do promjene strukture stanovnitva pojedinih naselja i zemalja. U
svakom ratu ljude se pokuava svrstati ili su pak svrstani na jednu ili drugu stranu.
Meutim, svaka strana u sukobima obino se koristi istim ili slinim vrijednosnim
sudovima: poraziti protivnika ili protivnike i ubijajui pripadnike protivnike strane
esto ne samo na bojinicama. U spletu tih i takvih okolnosti nastaju brojne rtve
meu nevinim civilnim stanovnitvom, ali i onim iz vlastita tabora pa i od vlastitih
snaga. Nakon zavretka Drugog svjetskog rata malo je dravnih i nacionalnih
zajednica koje su istraile svoje ljudske gubitke u navedenom ratu. Ono u emu su
sve strane bile uporne, to je bila politizacija tih gubitaka. U Drugom svjetskom ratu
pobjednike strane koristile su svoje ljudske gubitke za promicanje vlastitih interesa,
a poraene snage radi podsticanja revanizma i moralnog diskreditiranja pobjednike
antifaistike strane. Poznata je injenica, da stvarni ljudski gubici grada Rijeke i
bive Rijeke provincije nisu do sada svestrano i temeljito istraeni. Dakako, da u
tom sklopu nije poznata niti nacionalna struktura ljudskih gubitaka na naznaenom
podruju u tijeku Drugog svjetskog rata i neposredno po njegovu zavretku. Za takav
projekt bilo je zainteresirano Drutvo za rijeke studije iz Rima, a to je i razumljivo,
prije svega za ljudske gubitke talijanske narodnosti. Nadam se da e objavljivanje
rezultata ovih istraivanja utjecati i na rijeke gradske vlasti da materijalno pomognu
daljnja istraivanja ove problematike, kako bi se istraili ljudski gubici hrvatskog
stanovnitva i tako dobila cjelovita slika. Budui da je cjelokupni rad planiran na
istraivanjima, koje navodi dr. Amleto Ballarini, to neemo ponavljati. U nastojanju
da se ostvare maksimalni ciljevi istraivakog projekta bilo je potrebno izvriti to
temeljitija istraivanja arhivskih vrela i drugih izvora. Zbog materijalnih i ratnih
okolnosti nije bilo mogue obaviti sva planirana istraivanaja u beogradskim
arhivima. Nakon NATO-vih bombardiranja 1999. godine uniteno je i mnogo
172 Mihael Sobolevski
arhivske grae, koja bi koristile i za ovaj projekt. Ni jedno istraivanje povijesne
problematike nikada nije konano. Prema tome i ovu temu e trebati i u budue
istraivati i mnoge injenice provjeravati. Meutim, stvoren je dobar poetni osnov
za sva daljnja istraivanja u tom pogledu mi je neobino drago da sam mogao pruiti
i vlastiti doprinos. Na ovom projektu radio sam kao djelatnik Hrvatskog instituta za
povjest u Zagrebu u kojem sam bio voditelj projekta Ljudski gubici Hrvatske u
Drugom svjetskom ratu (1941-1945) do kraja 1998. godine, kad sam otiao u
mirovinu. Tijekom 1999. godine kao vanjski suradnik Instituta nastavio sam s radom
na ovom projektu.
Da bi itatelji imali jasniju predobu o teritoriju za koji se istrauju ljudski
gubici talijanske nacionalnosti, potrebno je u ovom predgovoru istai neke bitne
injenice. Nemam namjeru izlagati povijest Rijeke i bive Kvarnerske provincije,
jer o tome postoji dosta opirna literatura, to je vidljivo iz bibliografije u prilogu
ove knjige. Mnoge povijesne injenice istaknute su i u uvodnom tekstu dr. Amleta
Ballarinija. Podruje Liburnije, te istarskog i slovenskog Krasa, izmeu ostaloga,
pripalo je Kraljevini Italiji na temelju Rapallskog ugovora iz 1920. godine
(potpisan s Kraljevinom Srba, Hrvata i Slovenaca). Nadalje, Rimskim ugovorom
iz 1924. godine potpisanim od strane vlada istih drava, Italija je u svoj posjed
zadobila i grad Rijeku (tadanji grad Rijeka prostirao se je zapadno od Rijeine).
Te iste godine Rijeka je postala sjedite Kvarnerske provincije (Prefettura del
Carnaro). Dakle Kvarnersku provinciju kao viu administrativnu jedinicu inili su
grad Rijeka i 12 opina (comuni). Opine su bile: Opatija (Abbazia), Podgrad
(Castelnuovo), Jablanica (Castel Jablanizza), Klana (Clana), Jelane (Elsane),
Kneak (Fontana del Conte), Lovran (Laurana), Materija (Matteria), Matulji
(Mattuglie), Moenice (Moschiena), Prem (Primano) i Ilirska Bistrica (Villa del
Nevoso). Na povrini od oko 1.000 km
2
ivjelo je sredinom 1940. godine 116.062
stanovnika. Od toga broja neto vie od polovice stanovnika ivjelo je u gradu
Rijeci. Ovaj popis stanovnitva od 30. lipnja 1940. ne prua pouzdanu sliku o
nacionalnoj strukturi stanovnitva Kvarnerske provincije, a prije svega kad je rije
o hrvatskom i slovenskom stanovnitvu. Naime, stanovnitvo je popisano po
sljedeim odrednicama: stranci (stranieri), stanovnici bez dravljanstva (apolidi),
sumnjivog dravljanstva (cittadinanza dubbia), inorodci (allogeni) i Talijani
(Italiani). Tako je na podruju grada Rijeke popisano 41.314 Talijana, a na
podruju 12 opina Kvarnerske provincije 8.698 Talijana. Ostalo popisano
stanovnitvo otpadalo je na razne druge grupe, hrvatsko i slovensko stanovnitvo
poglavito se skrivalo iza odrednice allogeni. Takvog je stanovnitva bilo u gradu
Rijeci 11.119, a na podruju navedenih 12 opina 44.612 osoba
1
. Sljedei popis
stanovnitva Kvarnerske provincije je iz veljae 1942. godine. Ukupni broj
stanovnika neznatno je porastao u odnosu na sredinu 1940. godine i iznosio je
177.466 stanovnika. Struktura stanovnika iskazana je po rasama: talijanska rasa
(razza italiana), slavenska rasa (razza slava), njemaka rasa (razza tedesca),
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 173
1
A. GIRON, Talijanske vlasti o stanovnitvu Kvarnerske pokrajine 1940. i 1942. godine,
Vjesnik historijskih arhiva u Rijeci i Pazinu, Pazin, 1983., sv. XXVI, str. 139-142.
idovska rasa (razza ebraica) i druge rase (altre razze). Tako je na talijansku rasu
u gradu Rijeci otpadalo 45.830 stanovnika, a na podruju 12 opina 8.466
stanovnika. Na slavensku rasu u Rijeci otpadalo je 14.699 stanovnika, a u 12
opina 45.669 stanovnika. Pod slavenskom rasom uglavnom se podrazumijevalo
hrvatsko i slovensko stanovnitvo, te manji broj srpskog stanovnitva. Na
idovsku rasu je otpadalo 1.341 stanovnika (od toga na grad Rijeku 1.125
stanovnika)
2
.
Grad Rijeka i Kvarnerska provincija postavi sastavni dio Kraljevine Italije na
osnovi spomenutih meunarodnih ugovora dijelilo je zajedniku sudbinu Italije
sve do rujna 1943. godine, a zatim se ovo podruje nalo pod njemakom vojnom
okupacijom odnosno samo formalnom civilnom vlau Mussolinijeve Talijanske
Socijalne Republike. Iako je Kraljevina Italija i ranije vodila imperijalne ratove
(Etiopija, Albanija) u Drugi svjetski rat je ula 10. lipnja 1940. objavljujui ga
klonuloj Francuskoj, a zatim i Velikoj Britaniji. U nastojanju da ovlada dijelom
Balkanskog poluotoka Italija je 28. listopada 1940. napala Grku, a 11. travnja
1941.pridruila se Hitlerovoj Njemakoj u napadu na Jugoslaviju, te pri tome
okupirala njene znatne teritorije. Rimskim ugovorima od 18. svibnja 1941.
izvreno je razgranienje izmeu Italije i u Travanjskom ratu uz potporu talijanske
i njemake strane novoproglaene kvislinke tvorevine Nezavisne Drave
Hrvatske (NDH). Na osnovu Rimskih ugovora Italija je anektirala pojedine
povijesne i nacionalne hrvatske teritorije, izmeu ostaloga, to je za ovaj rad
posebno vano, i podruje zapadne Hrvatske. Pritom se misli na kotareve abar i
Kastav, dijelove kotara Delnice i Suak, te otoke Krk i Rab (imali su
administrativni status kotara). Ova podruja pripojena su Kvarnerskoj provinciji i
stavljena pod posebnu upravu nazvanu Intendenza civile per i territori annessi del
Fiumano e della Culpa
3
. Ovo anektirano podruje bilo je postupno i potpuno
uklopljeno u svekoliki sustav Kraljevine Italije, pa tako i u pogledu policijske
nadlenosti. Dakle, ovo anektirano podruje Kvarnerskoj provinciji stavljeno je u
nadlenost Rijeke policije (Questura) i sa njoj tri podinjena komeserijata (Suak,
Bakar, Krk)
4
.
Novopripojena podruja imala su opseg od 1.350 km
2
i na njima je ivjelo oko
93.000 stanovnika, od ega je otpadalo na hrvatsko stanovnitvo oko 87.000
stanovnika. Graansku vlast na ovim teritorijima obnaali su civilni komesari koje je
postavljao prefekt Temistocle Testa
5
. U novoanektiranim dijelovima Kvarnerske
provincije talijanske vlasti provode niz razliitih mjera kako bi se na njima svekoliki
politiki i javni ivot izjednaio s ostalim dijelovima Italije, to nije bio jednostavan
i lak proces. Talijanske vlasti uvode u javnu upotrebu i kolstvo talijanski jezik, a
174 Mihael Sobolevski
2
Isto, str. 146.
3
A. GIRON, Zapadna Hrvatska (Istra, Kvarnersko primorje i Gorski kotar) u Drugom
svjetskom ratu, Doktorski rad, Zadar, 1997., str. 157.
4
Isto, str. 39.
5
I. KOVAI, Kampor 1942.-1943. Hrvati, Slovenci i idovi u koncentracijskom logoru
Kampor na Rabu, Rijeka, 1998., str. 24.
zabranjuje se rad hrvatskim kulturnim, prosvjetnim i sportskim udrugama.
Prvorazrednu ulogu u talijanizaciji ovoga podruja trebale su odigrati na ovom
podruju osnovane faistike organizacije, ali i oni minimalni uspjesi koji su
postignuti stvoreni su na osnovi primjene brutalnih metoda.
U Kraljevini Italiji tridesetih godina 20. toljea vlast je uvrstila Faistika
stranka i prema svojim ideolokim gleditima stvorila je jednopartijsko i totalitarno
drutvo.
Faistiki pokret u Italiji uoi Drugog svjetskog rata sve se vre povezivao s
nacizmom u Treem Reichu i od njega preuzimao rasistike zakone. To je nailo i na
izvjesni otpor u dijelu talijanskog drutva, a napose Katolike crkve
6
. Rasistikim
zakonima iz 1938. godine dosta brojna idovska etnika i vjerska zajednica bila je
onemoguena u privrednom i drutvenom ivotu, ali Italija ipak nije pristala da bude
sudionik u genocidu nad idovima
7
.
Ulaskom Italije u Drugi svjetski rat na podruju Kvarnerske provincije
ukljuujui i novoanektirane hrvatske krajeve Italiji, postupno se pojaavaju ratne
represivne mjere, a prije svega prema onim dijelovima stanovnitva koji iskazuju
bilo kakav vid otpora talijanskim vojnim i civilnim vlastima. Postojale su razne
represivne mjere, prema pojedincima tako i prema skupinama ljudi, bez obzira na
njihovu nacionalnost ili dravljanstvo. Radi primjera, neke od njih se i navodi-tako
je Komanda Druge talijanske armije (Odjeljenje civilnih poslova) izdalo 26. travnja
1941. uputstvo o dunostima civilnih komesara, a takvo uputstvo je bilo upueno i
Kvarnerskoj provinciji. U njemu se je navodilo sljedee:
Dati na znanje svugdje i svima da e svaki napad na talijanskog vojnika ili civila
biti kanjen streljanjem
8
.
Ratno zakonodavstvo Italije poelo se primijenjivati na podruju Kvarnerske
provincije od 10. listopada 1940., a zatim je proireno u travnju 1941. godine i na
novoanektirane krajeve te provincije. S tim u vezi ratni sudovi bili su dislocirani
u pojedine vie vojne jedinice. Ukazima i naredbama reguliralo se je i civilno
sudstvo. U Mussolinijevoj naredbi od 3. listopada 1941. za anektirana podruja
Kraljevini Italiji podrobno se iznose kaznene mjere protiv onih osoba koje
ugroavaju jedinstvo, nezavisnost ili integritet Drave. Prema ovoj naredbi
smru se kanjavalo svaku onu osobu koja ugroava sigurnost Drave
(pustoenja, grabe, umorstvo), organizira oruanu pobunu protiv dravne vlasti
ili u njoj sudjeluje, osniva prevratnika udruenja i vri propagandu. Za ove ine
je predvieno suenje pred vojnim ratnim sudovima, a za blae oblike
ugroavanja dravne sigurnosti predviene su i vremenske kazne
9
. Ova
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 175
6
F. CHABOD, Italija (1918.-1948.), Beograd, 1978., str. 108-110.
7
R. DE FELICE, Storia degli Ebrei italiani sotto il fascismo, Torino, Einaudi, 1977., knj. 2, str.
676- 692; D. UKOVSKI, idovi u Istri izmeu dva svjetska rata, asopis za suvremenu povijest,
Zagreb, 1977., br. 28 (1), str. 86-88.
8
Zbornik dokumenata i podataka o narodnooslobodilakom ratu naroda Jugoslavije.
Dokumenti Kraljevine Italije 1941. (i dalje: Zbornik), Beograd, 1969., tom III, knj. 1, str. 23.
9
Isto, str. 414-418.
Mussolinijeva naredba uskoro je nadopunjena novom od 24. listopada 1941., te se
njome uveava broj krivinih djela, izmeu ostaloga i za posjedovanje oruja
(odgovoran je glavar kue)
10
. Na taj nain stvorena je iroka represivna osnova
zaogrnuta legitimitetom, a u cilju pacifikacije novoanektiranih teritorija i
ouvanju vlasti faistike stranke. Prema komunistima koji su bili glavni
organizatori pokreta otpora talijanskim vlastima, komandant Druge talijanske
armije general armijskog korpusa Mario Roatta zahtijevao je borbu do
istrebljenja (direktiva od 15. veljae 1942.)
11
. Prvog prosinca 1942. Via
komanda oruanih snaga Slovenija-Dalmacija izdaje Okrunicu 3C u kojom se
daju podrobne upute o nainu borbe protiv partizanskih jedinica i postupcima
prema stanovnitvu koje ih pomae. Postupak prema partizanima izraen je
mjerilom glavu za zub a ne mjerilom zub za zub
12
.
U okvirima opih uputa, uredbi i naredbi viih vojnih i civilnih organa vlasti
Kraljevine Italije svoje mjere protiv narodnooslobodilakog pokreta i stanovnitva
koje ga pomae donosili su i nii organi vlasti. Tako je perfekt Kvarnerske pokrajne
Temistocle Testa dobio odreene ovlasti kraljevskom zakonskom odredbom od 18.
svibnja 1941. za novoanektirana podruja. S tim u vezi poduzimao je mjere o
interniranju nepoudnih osoba u koncentracijske logore, objavljivao izvrenje
smrtnih presuda, internirao obitelji onih osoba za koje se znalo ili se pretpostavljalo
da im se netko od lanova nalazi u partizanskom pokretu. Svojom naredbom od 24.
travnja 1942. uveo je represalije i nad taocima. U naredbi je pisalo:
Od danas za svaki zloin politikog karaktera izvren nad vojnicima i civilima
upotrijebiti e se izravne represalije strijeljajui komunistike taoce, iji e se broj
utvrditi s vremena na vrijeme prema teini zloina
13
.
Da ova naredba prefekta Teste nije bila isprazna rije svjedoi i njegova sljedea
naredba od 30. svibnja 1942., a odnosi se na podruje Jelenja. Prefekt Testa stavlja na
opeg znanja sljedee:
lanovi obitelji iz Jelenja udaljili su se u posljednje vrijeme iz svojih kua i
uputili su se u ume odmetnicima sa s ciljem da udrueni ubijanjem i pljakanjem
pojedinih osamljenih vojnika i zemljoradnika sa pripojenih podruja vre djela
razbojstva, krae i zastraivanja.
Stavlja se do znanja puanstvu pripojenih podruja da su danas na temelju
posebne odredbe internirani lanovi spomenutih obitelji, da su njihove kue
sravnjene sa zemljom, da je zaplijenjena njihova imovina i da je strijeljano 20
lanova istih obitelji odabranih drijebom na sreu, sve ovo kao odmazda radi
zloinakih djela poinjenih po odmetnicima, koji naruavaju red i radnu djelatnost
meu puanstvom ovih krajeva.
Ako lanovi spomenutih obitelji, koji su se odmetnuli u umu nastave izvrivati
176 Mihael Sobolevski
10
Isto, str. 464-468.
11
Zbornik, tom XIII, knj. 2, str. 96-97.
12
Isto, str. 860-924.
13
Zbornik, tom V, knj. 4, str. 400.
14
Isto, str. 860-924.
razbojnika djela vlast e nastaviti neumoljivo djelima odmazde
14
.
Stanovnitvo Rijeke odnosno Kvarnerske provincije kao sastavni dio Kraljevine
Italije bilo je mobilizirano u razne vojne rodove, radne i civilne slube, te su se
pojedinci ili vee skupine nalazili gotovo na svim ratitima na kojima je sudjelovala
talijanska vojska. Vrlo esto su sudjelovali i u vojnim operacijama zajedno s
njemakom, ustako-domobranskom i etnikom vojskom. Na taj nain nastali su i
ljudski gubici talijanske narodnosti na irokom europsko-afrikim prostorima, to je
u mnogome oteavalo preciznije utvrivanje mjesta pogibije. Ukratko da
zakljuimo: u faistikoj Mussolinijevoj Italiji vladao je totalitarni sustav vlasti.
Njezino osnovno gledite izraavalo se u izreci Tko nije s nama, taj je protiv nas.
Po tome su se ocijenjivali postupci ljudi i donoene mjere protiv onih koji se nisu
pridravali tih gledita. Promjene koje su se zbile u Italiji u ljeto 1943. godine imale
su odjeka i u gradu Rijeci i na podruju bive Kvarnerske provincije. Pod utjecajem
poraza talijanske vojske na mnogim ratitima, nezadovoljstva naroda ratom i
faistikim reimom, ubrzo poslije angloamerikog iskrcavanja na Siciliju (10.
srpnja 1943.), dolazi do sloma faizma i ispadanja Italije iz rata. Odlukom Velikog
faistikog vijea od 24./25. srpnja 1943. komanda nad oruanim snagama prenijeta
je na kralja, a ustavne funkcije monarhije ponovno su uspostavljene. Nova vlada
Pietra Badoglia potpisala je 3. rujna 1943. sporazum o primirju i kapitulaciji koji je
objavljen 8. rujna. Na ove dogaaje Njemaka vrhovna komanda djelovala je brzo,
zauzela je njemaka vojska Rim, oslobodila zatoenog Mussolinija, te je on pod
njemakom zatitom 25. listopada 1943. proglasio Talijansku Socijalnu Republiku
(Republica Sociale Italiana). Nakon kapitulacije Italije ojaala je oruana borba
talijanskog naroda protiv njemakih okupatora i Mussolinijevih faista na elu s
Centralnim komitetom nacionalnog osloboenja (Comitato Centrale di Liberazione
Nazionale - CCLN).
Kapitulaciju Italije nastojale su iskoristiti sve vojne i politike snage koje su bile
sukobljene na prostoru bive Jugoslavije, pa tako i one na podruju talijanske
Kvarnerske provincije. Nezavisna Drava Hrvatska eljela je vratiti ne samo one
hrvatske teritorije koje je ustupila Italiji na osnovi Rimskih ugovora iz svibnja
1941., ve i dio onih koje je Italija zadobila Rapallskim (1920.) i Rimskim
ugovorima (1924.). U nastojanju da ostvari ove ciljeve NDH je zadobila asovitu
potporu svog njemakog saveznika. Na podruje istonog Jadrana raunala je i
Mussolinijeva Talijanska Socijalna Republika takoer stvorena voljom Treeg
Reicha. Meutm, za njemake vojne strategijske interese ovo podruje je bilo od
prvorazrednog znaaja s obzirom na pretpostavljenu mogunost angloamerikog
desanta na ovaj prostor. Zbog toga se njemake vojne snage ure da okupiraju ovo
podruje, po mogunosti da iskoriste barem dijelove talijanskih vojnih snaga koje
su bile u rasulu i zaplijene vojna skladita i naoruanje. Njemaka vojska zauzela je
Rijeku 14. rujna 1943., a sljedei dan nakon kraih borbi i Suak, kojega su prije
nekoliko dana toga oslobodile jedinice Narodnooslobodilake vojske Hrvatske. S
tim u vezi stanje u Rijeci korijenito se izmijenilo. Zapovjednik njemakog 194
puka Kaspar Volcher obeao je zateenim talijanskim asnicima u Rijeci,
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 177
predstavnicima graanske vlasti i predstavnicima Faistike stranke, da je Rijeka
uvijek bila najtalijanskiji grad i da e to ostati. Smijenio je dotadanje rijekog
prefekta Chiarottija i za izvanrednog komesara Kvarnerske provincije postavio je
daleko poznatijeg rijekog politiara i senatora Riccarda Gigantea
15
. Na taj nain
njemaki okupator je pokazao da e civilnu vlast obnaati one osobe koje on bude
elio i za koje bude uvjeren da e vjerno sluiti njegovim interesima. Moe se
konstatirati da su se sve bitne promjene na podruju bive Kvarnerske provincije
dogodile prije, nego to je 1. listopada 1943.uspostavljena Operativna zona
Jadransko primorje. Toga je dana vrhovni povjerenik dr. Friederich Rainer izdao
naredbu o vrenju javne vlasti na spomenutom podruju, a u ovo je ulazila, izmeu
ostaloga, Istra i Kvarner ukljuujui Suak, Bakar, abar, Kastav i Krk. Na
operativnom podruju Jadransko primorje civilnu vlast vrio je dr. Friederich
Rainer, a u Kvarnerskoj provinciji njemaki savjetnik (Der deutshe Berater) dr. Karl
Pachnek
16
.
Vaan imbenik na vojnom i politikom polju na prostoru Kvarnerske provincije
bio je narodnooslobodilaki pokret (antifaistiki pokret). Ocjenjujui da je
Kraljevina Italija nepravednim meunarodnim ugovorima (Rapallski 1920., Rimski
1924. i Rimski 1941.) uveala svoj dravni teritorij na raun hrvatskog i slovenskog
nacionalnog i povijesnog teritorija narodnooslobodilaki pokret je smatrao da otpor
protiv faizma i okupacije treba povezati i s borbom za povrat otuenih teritorija.
Kapitulacija Italije u rujnu 1943. godine bila je onaj inbenik koji je omoguio
institucijama narodnooslobodilakog pokreta da jasno formuliraju i svoja gledita o
Istri, Rijeci i Zadru, kao i o onim teritorijama koji su bili anektirani Italiji
1941.godine. Tako je Okruni Narodnooslobodilaki odbor za Istru donio je 13.
rujna 1943. odluku da Istra se prikljuuje matici zemlji i proglauje ujedinjenje sa
ostalom hrvatskom braom. Ta je odluka bila potvrena i na Pazinskom saboru
odranom 26. rujna 1943. Dakle u zakljucima Pokrajinskog NOC-a za Istru, izmeu
ostaloga, isticalo se da je s oduevljenjem pozdravljen in od 13. rujna 1943. o
odcijepljivanju Istre od Italije i prisajedinjenju majci Hrvatskoj i Jugoslaviji. U
zakljucima Pokrajinskog NOC-a za Istru navedene su i neke druge mjere koje e se
poduzeti kao to su ukidanje talijanskih faistikih zakona, iseljenje onih Talijana
koji su se u Istru doselili nakon 1918. godine, o ukidanju dekreta kojima su
potalijanena hrvatska imena i prezimena te toponimi. Meutim, za talijansku
narodnost u Istri predviala se je kulturna autonomija i jednakopravnost
17
. Posve je
razumljivo da ove odluke organa narodne vlasti u Istri nisu imale niti mogle imati
dravotvornu teinu, niti snagu mijenjnja meudravnih ugovora. Bio je to bunt
veinskog dijela hrvatskog stanovnitva Istre i njegova poloaja u Mussolinijevoj
Italiji kao i dijela talijanskog stanovnitva koji je svoju antifaistiku borbu vezivao
uz narodnooslobodilaku borbu Hrvatske i Jugoslavije.
Pored navedenih lokalnih odluka daleko su vanije odluke Zemaljskog
178 Mihael Sobolevski
15
Vidi biljeku 3, str. 240-243.
16
Isto, str. 243-244.
17
Isto, str. 177-179.
antifaistikog vijea navodnog osloboenja Hrvatske (ZAVNOH) i Antifaistikog
vijea narodnog osloboenja Jugoslavije (AVNOJ). Tako se u odluci ZAVNOH-a od
20. rujna 1943. (Odluka o prikljuenju Istre, Rijeke, Zadra i ostalih okupiranih
krajeva) proglaavaju nitetnim svi ugovori, paktovi i konvencije koje su razne
velikosrpske vlade sklopile s Italijom i na onovi kojih je Italija anektirala hrvatske
teritorije. To se isto odnosi i na ugovore poglavnika NDH Ante Pavelia kojima je
Italiji predao dijelove Gorskog kotara, Hrvatskog primorja, Dalmacije i pojedinih
jadranskih otoka. Predsjednitvo AVNOJ-a potvrdilo je 30. studenog 1943. odluku
ZAVNOH-a o prikljuenju Istre, Rijeke, Zadra i anektiranih dijelova Hrvatske i
hrvatskih jadranskih otoka slobodnoj Hrvatskoj u federativnoj Jugoslaviji kao i
odluku Slovenskog Narodnog Osvobodilnog Odbora o prikljuenju Slovenskog
Primorja i svih anektiranih dijelova Slovenije slobodnoj Sloveniji u federativnoj
Jugoslaviji
18
.
Njemaka vojna okupacija, izmeu ostalog i Kvarnerske provincije, oslonjena na
pomo vojnih formacija Mussolinijeve Socijalne Republike, etnike i ustako-
domobranske snage, ogledat e se i u stvarnim ljudskim gubicima Rijeke i bive
Rijeke provincije. Naime, njemaka vojna uprava i na podruju Kvarnerske
provincije bila je u naelu istovrsna onoj koju su Nijemci provodili i na drugim
okupiranim podrujima u Europi. Pri tome su nastojali da Kvarnerska provincija
sauva svoju gospodarsku i upravnu cjelinu, opravdavajui to ratnim potrebama i
koncentracijom svih resursa u borbi protiv narodnooslobodilakog pokreta. Zbog toga
su bile izvrene samo manje, moe se slobodno rei, kozmetike promjene. Idui u
susret suakom Graanskom odboru njemaki okupatori smijenili su rijekog
prefekta Riccarda Gigantea i na njegovo mjesto imenovali Alessandra Spalatina.
Nadalje, ukinuli su Ured rijeke prefeture za anektirano podruje iz 1941. godine i
uspostavili Upravno povjerenitvo Suak-Krk (Suak, Bakar, abar, Kastav, Krk). Na
elo ovog Upravnog povjerenitva Nijemci su imenovali dr. Franju pehara
19
.
U nastojanju da se pacificira stanovnitvo Kvarnerske provincije i iskoristi za
ciljeve Treeg Reicha njemaki okupator provodi razliite mjere na podruju
Operativne zone Jadransko primorje. To tim prije, to se njemakoj okupaciji
Rijeke, u kojoj je tada ivjelo veinsko talijansko stanovnitvo, sve masovnije
upravo suprostavlja to stanovnitvo. Dakako, s razliitih politikih gledita iz
razliitih drutvenih sredina. Oi su bile uperene prema angloamerikim snagama u
Italiji, Badogliovoj vladi i pokretima otpora na podruju Italije. S tim u vezi javljaju
se i pojedini politiki pokreti u Rijeci koji imaju za cilj pripomoi da se Rijeka ouva
za Italiju (CLN, tanki sloj talijanskih komunista) ili pak pod vidom autonomije
Rijeke to isto uini na prikriveniji nain. Njemaki okupator u Rijeci i openito na
podruju Kvarnerske provincije nastoji to silom a to dragovoljno pridobiti za svoje
ratne ciljeve ire slojeve talijanskog i hrvatskog stanovnitva. Da bi u tome uspio
uspostavlja gustu mreu policijskih i obavjetajnih slubi, te uvodi izvanredne
sudove. Bio je tu prije svega sve prisutni Gestapo (Geheime Staats-Polizei-Tajna
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 179
18
Prikljuenje Istre Jugoslaviji, Rijeka, 1968. Slikovni prilog-faksimili dokumenata (od str. 479).
19
Vidi biljeku 3, str. 245-246.
dravna policija) koji je imao vanu ulogu unutar Glavne uprave sigurnosti Reicha
(Reichssicherheitshauptamt). Gestapo, kao etvrta uprava unutar Glavne uprave
sigurnosti Reicha, bio je dravni organ s izvrnom vlau (pravom hapenja). Ova
etvrta uprava s nizom podgrupa bila je nadlena za protivnike nacizma (npr.
komuniste, liberale), vodila je borbu protiv sabotaa, nadlena za vjerske zajednice
i brinula se za konano rjeenje idovskog pitanja. U okviru Zatitne ete
(Schutzstaffel-SS) djelovala je Sluba sigurnosti (SD-Sicherheitsdienst), dakle to je
bila sluba za pijunau. Otricu ovih njemakih slubi osjetit e svi oni, bez obzira
na svoju nacionalnost, koji se na bilo koji nain suprotstave njemakim vojnim i
politikim interesima. Okrivljenima se sudilo po kratkom postupku (Izvanredni sud
za javnu sigurnost odnosno Specijalni sud nalazio se u Trstu). Meutim, za vrijeme
njemake okupacije Kvarnerske provincije radio je u sklopu SS-a izvanredni prijeki
sud koji je u vie navrata vee ili manje grupe uhienika optuene za politiku
djelatnost (suradnja s narodnooslobodilakim pokretom) osudio na smrt
streljanjem
20
.
Njemake okupacijske vlasti nastojale su to vei broj stanovnika Rijeke i
Kvarnerske provincije organizirati u vojne i poluvojne organizacije, a pod izgovorom da
su to legalne institucije Mussolinijeve Talijanske Socijalne Republike. Tom cilju je
trebala pridonjeti i reorganizacija Faistike stranke i njeno preimenovanje u
Republikansku faistiku stranku (Partito Fascista Repubblicano-PFR). Pod njemakom
okupacijom Rijeke i Kvarnerske provincije na tom prostoru su djelovale sljedee vojne
i polu vojne organizacije i jedinice: Guardia Nazionale Repubblicana (GNR), Milizia
Controaerea (MaCa), Milizia Difesa Territoriale (MDT), Milizia Volontaria Sicurezza
Nazionale (MVSN), te postrojbe Crnih koulja (CN). Pod komandom Njemaca nalazile
su se i etnike postrojbe stacionirane na podruju Kvarnerske provincije kao i manje
vojne i obavjetajne ustako-domobranske snage. Svi oni zajedno bili su vinovnici
veeg broja ljudskih gubitaka, kako onih talijanskih tako isto i hrvatske narodnosti. U
razdoblju njemake okupacije Kvarnerske provincije Njemci su usmjerili genocidnu
politiku prema etnikoj i vjerskoj zajednici idova. Naime, u Talijanskoj Socijalnoj
Republici, za razliku od drugih dijelova Italije, ostali su na snazi rasni zakoni. Meutim,
da i nisu bili, njemake okupacijske vlasti takve bi mjere poduzele, jer su to inile i u
drugim okupiranim zemljama. Sada su koristile institucije Talijanske Socijalne
Republike da i one obave dio posla u konanom rjeenju idovskog pitanja. Naime,
2. prosinca 1943. Ministarstvo unutanjih poslova Talijanske Socijalne Republike
uputilo je brzojav rijekom prefektu Agostinu Spalatinu u kojem se nareuje, da se svi
idovi koji se nalaze na podruju Kvarnerske provincije (ukljuivo i one izuzete -
diskriminirane), bez obzira kojoj nacionalnosti pripadali, moraju uputiti u
koncentracijske logore. Nadalje, da se sva njihova imovina sekvestrira, a zatim
konfiscira u interesu Talijanske Socijalne Republike, a zatim upotrijebi za siromane i
stradale od angloamerikih zranih napada. Sve ove mjere protiv idova direktno su
180 Mihael Sobolevski
20
DRAVNI ARHIV U RIJECI (i dalje: DAR), fond: Gradska komisija za utvrivanje ratnih zloina
u Rijeci.
21
Isto.
provele njemake okupacijske vlasti
21
.
Prema statistikim pokazateljima koje je poetkom 1946. godine izradila Gradska
komisija za utvrivanje ratnih zloina u ratu u Rijeci za razdoblje od sredine 1940.
do svibnja 1945.godine utvreno je, da je njemaka policija u Rijeci od jeseni 1943.
do kraja travnja 1945. godine uhitila i zatvorila u zatvore ukupno 678 osoba. Od toga
broja je deportirala u njemake koncentracijske logore 623 osobe od kojih je 290
osoba nalo smrt u tim logorima
22
.
Napadi antifaistikih borbenih grupa na pojedine vojne objekte i vojne osobe,
a pogotovo u Rijeci i Suaku, bile su njemakim vlastima dovoljan razlog za
primjenu smrtnih kazni prema politikim zatvorenicima, ali i nevinim taocima.
Openito reeno, njemaka okupacija Rijeke i Kvarnerske provincije bila je
pogubna za veliinu ljudskih gubitaka, a napose prema idovskim, hrvatskim i
talijanskim stanovnitva. Znatne gubitke talijanskog i hrvatskog stanovnitva u
razdoblju od sijenja 1944. do travnja 1945. godine prouzroile su angloamerike
zrakoplovne snage. Interesi ovih snaga bili su prije svega strategijskog znaenja.
Dakle, unititi rijeku industriju vojnog znaaja, saobraajnu infrastrukturu i
pripremiti ovo podruje za mogue iskrcavanje saveznikih (angloamerikih
snaga). U tridesetak angloamerikih bombardiranja Rijeke s razliitim brojem
zrakoplova (ukupno su ta bombardiranja trajala oko 50 sati) prouzroena su
velika materijalna razaranja industrijskih, javnih i stambenih objekata. Meutim,
u ovim bombardiranjima smrtno je stradalo stotinjak osoba, a nekoliko stotina
ranjeno
23
.
Vaan uzronik ljudskih gubitaka stanovnitva Rijeke i bive Kvarnerske
provincije bio je i narodnooslobodilaki pokret i to ne samo u razdoblju Drugog
svjetskog rata, ve i neposredno po njegovu okonanju. Razvijajui se postupno i
s razliitim intenzitetom u pojedinim lokalnim sredinama vodio je bespotednu
borbu protiv okupacijskih snaga i njegovih kvislinkih saveznika. Bio je
organizacijski povezan na nivou Hrvatske i Jugoslavije, a predvoen poglavito
komunistima. Na irokom programu Narodne fronte nastojao je okupiti iroke
narodne slojeve bez obzira na njihovu vjersku, klasnu i nacionalnu pripadnost.
Osnovna nit je vezilja bila borba protiv okupacijskih snaga i kvislinkih reima,
a za uspostavu antifaistikog demokratskog sustava. U cilju uspjene
narodnooslobodilake borbe organizirao je vojne i politike strukture, te organe
narodne vlasti u obliku razliitih stupnjeva narodnooslobodilakih odbora. Takva
se struktura postupno uspostavlja i na podruju Rijeke i Kvarnerske provincije.
Lokalne i vie strukture vlasti nastojale su za ove ciljeve narodnooslobodilake
borbe pridobiti i talijansko stanovnitvo, te se to ogledalo i u mnogim pozitivnim
primjerima. Pri tom opredjeljenju bilo je manje problema u prihvaanju
antifaistike platforme, ali mnogo vie otpora, kada je bilo rijei o teritorijalnoj
pripadnosti onih podruja koja su meudravnim ugovorima dodijeljena Italiji u
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 181
22
Isto.
23
M. SOBOLEVSKI, Savezniko bombardiranje Rijeke zrakoplovima u Drugom svjetskom ratu
(od sijenja 1944. do travnja 1945. godine), Zbornik Sv. Vid, Rijeka, 2000., sv. V, str. 159-173.
meuratnom razdoblju. Nije bilo lako i jednostavno ove interese uskladiti i meu
hrvatskim i talijanskim komunistima. O svemu tome postoji odgovarajua
povijesna literatura, te u biljeci upuujem itatelje na osnovne naslove
24
.
Budui da su jedinice IV. Jugoslavenske armije u zavrnim vojnim operacijama
krajem travnja i poetkom svibnja 1945. oslobodile Rijeku i podruje bive
Kvarnerske provincije, i tu je dolo do smjene postojee vlasti, gdje se je jo zadrala
i uspostavljena je vlast narodnooslobodilakih odbora. Ve smo prije naglasili da je
narodnooslobodilaki pokret bio vaan imbenik u prouzroenju ljudskih gubitaka.
Pod udar represalija doli su svi oni koji su pripadali okupacijskim i kvislinkim
snagama te oni koji su te snage podravali, a posebno one osobe koje su bile
odgovorne za izvrene zloine nad civilnim stanovnitvom i politikim i vojnim
pripadnicima narodnooslobodilake borbe. Valja naglasiti da su se u naelu vojne
partizanske komande vrlo humano i obazrivo odnosile prema ratnim zarobljenicima,
a napose prema zarobljenim talijanskim vojnicima, te su ih uglavnom nakon
zarobljavanja putale da se vrate svojim jedinicama. Vrlo negativan stav imale su
prema pripadnicima faistikih crnih koulja koji su predvodili u zloinima nad
pripadnicima civilnog stanovnitva i suradnicima narodnooslobodilakog pokreta.
Da bi se izbjegle improvizacije i samovoljne radnje pojedinaca Vrhovni tab NOV i
POJ je donio dvije vane uredbe na osnovi kojih se je temeljilo partizansko vojno
sudstvo. To je prije svega naredba Vrhovnog taba NOJ i POJ od 29. prosinca 1942.
o organizaciji vojnog sudstva. Cilj je bio stvoriti sistem jedinstvenog sudovanja na
osloboenim teritorijima kao i u partizanskim jedinicama. Meutim, i prije su
postojale razliite upute o sudovanju, ali spomenuta naredba imala je temeljni
znaaj. Ovom naredbom osnovani su stalni vojni sudovi pri proleterskim udarnim
brigadama i pozadinskim vojnim vlastima, postavljeni istraitelji i propisana
osnovna naela sudskog postupka
25
.
Vrhovni komandant NOV i POJ Josip Broz Tito donio je 24. svibnja 1944. novu
uredbu o vojnim sudovima i ustrojstvu i nadlenosti vojnih sudova te e ona biti
osnovna podloga vojnog sudstva sve do 24. kolovoza 1945., kada je donijet Zakon o
ureenju i nadlenosti vojnih sudova u Jugoslavenskoj armiji. Ova uredba o vojnim
sudovima imala je dvojaki karakter; na osnovi nje sudilo se je pripadnicima
narodnooslobodilake vojske kad su se ogrjeili o principe oslobodilake borbe, ali
i osobama koje su optuene za ratne zloine, za djela narodnih neprijatelja i za
krivina djela vojnih lica i ratnih zarobljenika. Vojni sudovi sudili su i graanskim
licima koja su bila u bilo kakvom slubenom odnosu s vojskom ili su poinili
krivina djela protiv pripadnika vojske i vojnih institucija. Budui da se na temelju
ove Uredbe sudilo i neposredno nakon zavretka rata to emo podrobnije iznijeti
sadraj ovoga dokumenta. Ovdje neemo podrobnije ulaziti u samu organizaciju
182 Mihael Sobolevski
24
Vidi biljeku 3, a zatim sljedee publikacije i literaturu koju navode: I. KOVAI, Legendarni
Tuhobi. Rijeko podruje u ratu 1941. godine i partizanski odred Boo Vidas Vuk, Rijeka 2000.;
R. BUTOROVI, Suak i Rijeka u NOB, Tipograf, Rijeka, 1975..
25
Dokumenti o razvoju narodne vlasti (sabrao i uredio dr. LEON GERKOVI), Beograd, 1948.,
str. 135-138.
vojnog sudstva ve emo istai samo osnovne postavke. Odgovarajui vojni sud
sudio je u vijeu, a svako sudsko vijee imalo je sekretara koji je trebao po
mogunosti biti struni sudac ili svreni pravnik. Vojni sudovi bili su nadleni za
raznovrsna krivina djela, a mi emo ovdje istai ona koja se odnose na ratne zloine
i narodne neprijatelje. U lanku 13 Uredbe o vojnim sudovima opisuju se krivina
djela za ratne zloince na sljedei nain:
Ratnim zloincima, bili oni graani Jugoslavije, okupatorskih ili drugih
zemalja, imaju se smatrati: pokretai, organizatori, naredbodavci, pomagai i
neposredni izvritelji masovnih ubijanja, muenja, prisilnog iseljavanja, odvoenja
u logore i na prisilan rad stanovnitva, zatim palea, unitavanja i pljake narodne i
dravne imovine; svi pojedini posednici imanja i preduzea u Jugoslaviji,
okupatorskim i drugim zemljama koji su neoveno eksploatirali radnu snagu na
prisilan rad odvedenih ljudi; funkcioneri teroristikog aparata i teroristikih
naoruanih formacija okupatora i domaih u slubi okupatora; oni koji su vrili
mobilizaciju naeg naroda za neprijateljsku vojsku.
Ovdje treba odmah navesti i lanak 14 Uredbe o vojnim sudovima, a koji glasi,
Narodnim neprijateljima imaju se smatrati: svi aktivni ustae, etnici i
pripadnici ostalih oruanih formacija u slubi neprijatelja i njihovi organizatori i
pomagai; svi oni koji su u slubi neprijatelja ma u kom vidu - kao pijuni,
dostavljai, kuriri, agitatori i slino; (svi oni) koji su naterivali narod da okupatorima
preda oruje; svi oni koji su izdali narodnu borbu i bili u dosluhu s okupatorima; svi
oni koji su se odmetnuli od narodne vlasti i rade protiv nje; svi oni koji razaraju
narodnu vojsku ili su na drugi nain pomagali i pomau okupatoru; svi oni koji izvre
teke sluajeve ubistva, pljake ili slino.
Za ova i neka druga predviena kaznena djela vojni sudovi izricali su zatitne
mjere i kazne. Uz kazne vojni sud moe izrei i druge mjere kao npr. gubitak
graanske asti (privremeno ili stalno) i konfiskaciju imovine. Vojni sudovi trebali
su suditi brzo, bez suvinih opirnosti, ali da postupak bude potpun. Radi pripreme
sudskog postupka svako sudsko vijee imalo je vojnog istraitelja. Pojedinci se nisu
mogli hapsiti na osnovi neprovjerenih podataka, ali su se mogli privesti radi
sasluanja. Prigodom obavljanja sasluanja trebao se sainiti zapisnik, a ona osoba
koja ne zna narodni jezik trebala je dobiti tumaa. Rasprava pred vojnim sudom
poimala je itanjem optunice (ita istraitelj), rasprava je mogla biti javna ili tajna,
a optuenik ukoliko nije bio sposoban da se sam brani, odreen mu je branitelj
(vojnim osobama nisu mogli biti branitelji civilne osobe). Na kraju se donosila
presuda nakon tajnog savjetovanja sudskog vijea i ona je proitana optuenom.
Presuda se je izricala U ime naroda Jugoslavije i morala je bit: napismeno
sastavljena. Ako je optuenik osuen na smrtnu kaznu (u pravilu izvravala se je
strijeljanjem, a u naroito tekim sluajevima vjeanjem) tu kaznu morao je potvrditi
ili preinaiti Vii vojni sud. Dakle, smrtna kazna smjela se je izvriti tek nakon
odobrenja od Vieg vojnog suda (mogla se je samo u izuzetnom sluaju), ali i nakon
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 183
26
J. B. TITO, Sabrana djela, Beograd, 1984., knj. 20, str. 223-241.
toga je trebala potvrda Vieg vojnog suda
26
.
Vrhovni komandant NOV i POJ Josip Broz Tito i Predsjednitvo AVNOJ-a
tijekom 1944. godine uputili su vie opomena, upozorenja i poziva graanima i
pripadnicima okupatorskih i kvislinkih vojnih formacija da ne surauju i ne
sudjeluju u njihovim aktivnostima ve da se pridrue antifaistikom pokretu.
Ukoliko to ne uine da e biti sudionici zlodjela, a da niti jedno nee ostati
nekanjeno. Jer narodnooslobodilaki pokret se ne slui osvetom ve pravednim
kanjavanjem poinitelja zloina. Predsjednitvo AVNOJ-a u Beogradu donijelo je
21. studenog 1944. i odluku o opoj amnestiji osoba koje su se nalazile u etnikim
jedinicama Drae Mihajlovia ili pak u hrvatskom ili slovenskom domobranstvu.
Amnestija se nije odnosila samo na one osobe koje su poinile zloine (ubijstva,
paljenje, silovanje, pljaka) nakon datuma proglaenja amnestije
27
. Kako se u praksi
primjene amnestije oito razliito postupalo (da vojni sudovi preusko primjenjuju
odluku o amnestiji) to je vrhovni komandant NOV i POJ Josip Broz Tito izdao 12.
sijenja 1945. novu Naredbu u kojoj se isticalo, da se amnestija bezuslovno
primjeni na sva lica koja su njom obuhvaena. Nadalje, da se nad osobama koje su
osuene na smrt a za koje je dokazano da su izvrile zloine (ubijstva, pale, pljaka,
silovanje) smrtna kaznasmije izvriti tek nakon odobrenja nadlenog sudskog vijea.
Ostale osobe koje su osuene na smrtnu kaznu (rukovodioci, organizatori i
intelektualni zaetnici zloina i izdajnikog djelovanja) mogle su biti pogubljene
jedino i iskljuivo nakon prethodnog odobrenja Vieg vojnog suda pri Vrhovnom
tabu
28
. Vojno sudstvo u narodnooslobodilakom ratu i neposredno po njegovu
zavretku bilo je mnogo stroe nego to bi to bilo u normalnim okolnostima. Imalo je
za cilj titi tekovine narodnooslobodilakog rata, pa s tim u vezi sluilo je i za
nepotednu borbu protiv pripadnika okupatorskih i kvislinkih vojnih i civilnih vlasti,
a napose protiv onih za koje se utvrdilo da su sudjelovali u raznovrsnim zloinima.
Meutim, Zakonom o ureenju i nadlenosti vojnih sudova JAod 24. kolovoza 1945.
znatno je suena nadlenost vojnih sudova i ograniena je na suenje vojnim licima i
ratnim zarobljenicima. Nakon to je naredbom Vrhovnog komandanta JAmarala Tita
od 23. lipnja 1945. uspostavljena Vojna uprava za Julijsku krajinu, Istru s gradom
Rijekom i Slovenskim primorjem dolo je i do reorganizacije vojnog i graanskog
sudstva. Naime, naredbom zamjenika komandanta Vojne uprave Jugoslavenske
armije za Julijsku krajinu, Istru i Slovensko primorje od 16. k istopada 1945. formiran
je Sud Vojne uprave JAza navedeno podruje. U njegovu nadlenost spadalo je vojno
i graansko sudstvo
29
. Na sve ove injenice je trebalo ukazati prije svega zbog toga,
kako bi se mogli shvatiti i ljudski gubici Rijeke i bive Kvarnerske provincije
neposredno nakon zavretka Drugog svjetskog rata, o emu e biti rijei kasnije.
Krajem travnja i poetkom svibnja 1945. jedinice IV. JA zauzele su u tekim
vojnim okrajima Rijeku i podruje bive Kvarnerske provincije. Za najvei dio
hrvatskog i slovenskog stanovnitva bilo je to dugo oekivano osloboenje od
184 Mihael Sobolevski
27
Isto, knj. 25, str. 290-291.
28
Isto, str. 209.
29
DAR, Gradski NOO Rijeka.
talijanskog faizma odnosno talijanske i njemake okupacije. To se konano
smatralo i jednim od ciljeva narodnooslobodilake borbe. Te ciljeve podrao je i dio
talijanskog stanovnitva, a naroito onaj dio koji je sudjelovao s Hrvatima i
Slovencima u narodnooslobodilakoj i antifaistikoj borbi. Ulazak jedinica IV JA
na podruje Rijeke i Istre slubena Italija i vei dio talijanskog stanovnitva smatrao
je vojnom okupacijom i u najgorem sluaju prieljkivali su angloameriku vojnu
okupaciju. Tim prije to su se angloameriki saveznici tajno i javno opredjeljivali
protiv zauzimanja Rijeke i Istre od strane JA smatrajui taj teritorij talijanskim na
osnovi meudravnih ugovora izmeu dvaju svjetskih ratova. U najgorem sluaju
smatrali su da se rjeenje toga problema mora potraiti na meunarodnoj
konferenciji o miru.
Osloboena Rijeka izgledala je stravino. Stanbeni, industrijski i javni objekti
uglavnom su bili u ruevnom stanju. Ulice zakrene graevinskim materijalom i
improviziranim bunkerima. Bile su to posljedice angloamerikih bombardiranja
grada, njemakog miniranja dijela zgrada i lukih postrojenja i granatiranja grada u
zavrnim operacijama za oslobornje Rijeke. Nije mnogo bolje izgledalo ni podruje
bive Kvarnerske provincije s desetkovanim stanovnitvom i mnogim spaljenim
naseljima. Osnovna zadaa vojnih i civilnih vlasti bila je uspostaviti red i mir i
organizirati za stanovnitvo osnovne uvjete ivota i rada. Tim dijelom rijeke
poslijeratne povijesti neemo se ovom prilikom baviti. Istaknimo ovdje samo jo
neke injenice od meunarodnog znaaja. Sporovi koji su nastali izmeu vojnih i
civilnih vlasti Demokratske Federativne Jugoslavije i Velike Britanije i Sjedinjenih
Amerikih Drava u vezi uspostavljanja privremene saveznike vojne uprave na
podruju Julijske krajine zaprijetili su moguim ratnim sukobom. Jugoslavenska
vlada nastojala da izbjegne svaki mogui povod za vojnu intervenciju
angloamerikih snaga, te je prihvatila angloamerike uvjete i potpisala 9. lipnja
1945. sporazum o uspostavljanju privremene saveznike vojne uprave u Julijskoj
krajini. Izmeu ostaloga grad Rijeka, Istra i Slovensko primorje doli su pod vojnu
upravu JA, a preostali dio Julijske krajine pod angloameriku vojnu upravu
(Morganova demarkaciona linija).
30
Teritorij na kojem je uspostavljena vojna uprava
JAspadao je u zonu B, a onaj koji su okupirale angloamerike vojne snage spadao
je u zonu A. Vojna uprava JA bila je uspostavljena 23. lipnja 1945., bila je najvii
organ vlasti na podruju zone B i imala je sjedite u Opatiji. Dakle, ova uprava je
bila odgovorna za funkcioniranje organa narodne vlasti (narodnih odbora),
cjelokupnog javnog ivota, vojnog i civilnog sudstva. Takvo stanje je potrajalo sve do
provoenja potpisanog Mirovnog ugovora s Italijom u Parizu 10. veljae 1947.
31
.
Dakle, podruja koja su se nalazila pod vojnom upravom JA veim dijelom
pripala su Jugoslaviji, a od ostatka i od dijela podruja koja su se nalazila pod
angloamerikom okupacijom stvoren je Slobodni teritorij Trsta kao prijelazno
rjeenje. Taj se problem rjeavao u daljnjim pregovorima izmeu talijanske i
jugoslavenske vlade te saveznikih snaga. Meutim, ta je tema izvan okvira moga
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 185
30
Dokumenti o spoljnoj politici SFRJ 1945., Beograd, 1984., str. 81-82.
31
Dokumenti o spoljnoj politici SFRJ 1947., Beograd, 1985., knj. 1, str. 125-185.
razmatranja. Jedan od vanih ciljeva narodnooslobodilake vojske u Hrvatskoj kao i
openito u Jugoslaviji bio je da se na odgovarajui nain kazne sve one osobe koje
su bile tvorci ili izvritelji zloina. Dakle, one osobe koje su u okviru okupacijskih
snaga ili kvislinkih reima poinile odreene vrste zloina. U principu nije se sudilo
nekoj osobi to je odreene nacionalni ili vjerske pripadnosti ve zbog toga to ga se
smatralo da je poinio ratne zloine. Prema tome nije se sudilo ni Talijanima Rijeke
i bive Kvarnerske provincije zato to su Talijani, kako se to danas eli uvjeriti
talijansku javnost, ve zbog toga to su pojedinci bili osumnjieni za odreene vrste
zloina. Postavlja se samo pitanje da li je u svim sluajevima potovana pravda i
pravednost ili su se u pojedinim sluajevima stvari otrgnule kontroli. Grjeili bi kao
ljudi i kao istraivai ako bismo jednim zloinom opravdavali drugi ili vagom mjerili
tko ih je uinio vie, a tko manje. Neke stvari ne moemo prosuivati s dananjih
pozicija i dalekim otklonom vremena u kojem su se odreene stvari dogaale.
Ljudske frustracije i naboji bili su uvijek loa strana pravdi i zakonitosti.
U zavrnim operacijama za konano osloboenje Jugoslavije od jeseni 1944. do
svibnja 1945. godine na mnogim bojinicama voene su teke borbe i vojni zahvati
irih operacijskih obima. Ne samo to su bili u tim vojnim operacijama veliki ljudski
gubici svih sukobljenih strana na bojinicama, ve i veliko stradavanje civilnog
stanovnitva na popritu bitaka i izvan toga prostora. U tom razdoblju jedinice NOVJ
odnosno JA zarobile su mnotvo okupacijskih vojnika (razliitih nacionalnosti) kao
i pripadnika kvislinkih jedinica (ustaa, etnika, hrvatskih domobrana, slovenskih
domobrana, balista i sl.). U tim zavrnim operacijama ukupno je zarobljeno 221.287
neprijateljskih okupatorskih vojnika i asnika. Meu njima je bilo i 57.150 Talijana
od kojih mnogi i s podruja Rijeke i s podruja bive Kvarnerske provincije
32
. Ako
se ovom broju pribroje i zarobljeni pripadnici kvislinkih snaga s podruja
Jugoslavije onda se moe konstatirati, da je krajem 1945. godine u zarobljenikim
logorima u Jugoslaviji ukupno bilo 355.785 ratnih zarobljenika
33
. Neposredno poslije
zarobljavanja ratni zarobljenici bili su smjeteni u improvizirane logore, izloeni
esto vremenskim nepogodama i slaboj prehrani. Meutim, treba ovdje naglasiti, da
u to vrijeme ni graani u Jugoslaviji nisu mnogo bolje ivjeli s obzirom na oskudicu
s hranom i razorenim stambenim objektima. Za sreivanje stanja s ratnim
zarobljenicima od posebnog znaaja je Naredba predsjednika Ministarskog savjeta i
ministra Narodne obrane marala Josipa Broza Tita od 30. lipnja 1945.. Tom
Naredbom osnovan je u sastavu Komande Pozadine I., II., III., IV., V. i VI. JAOtsek
za ratne zarobljenike. Odsjek je vodio evidenciju ratnih zarobljenika, brinuo o
186 Mihael Sobolevski
32
R. KALTENEGGER, Operationszone Adriatisches Kstenland. Der Kampf um Triest, Istrien
und Fiume 1944./45., Graz-Stuttgart, Stocker Verlag, 1993., str. 306. Do polovice 1947. godine
talijanski zarobljenici bili su uvaeni u Italiju (ukupno 56.773 zarobljenika) zahvaljujui velikom
zalaganju Palmira Togliattija. Posljedni brod s 849 talijanskih ratnih zarobljenika upuen je iz
Splita u Anconu 27. lipnja 1947..
33
A. MILETI, Prilog prouavanju istorije Jugoslavenske narodne armije kroz izabrana
dokumenta marala Jugoslavije Josipa Broza Tita u svojstvu ministra Narodne obrane i vrhovnog
komandanta oruanih snaga FNRJ u periodu 1945.-1956. godine, Vojnoistorijski glasnik,
Beograd, 1987., br. 1, str. 327.
logorima ratnih zarobljenika i radilitima na kojima su radili ratni zarobljenici. Sve
ovo trebalo se odvijati u okvirima naredbi Ministarstva narodne obrane i
meunarodnih konvencija o postupanju s ratnim zarobljenicima. To znai da se
morala voditi briga i kontrola so siguranjem i uvanjem ratnih zarobljenika, logora i
radilita; vriti kontrola nad prehranom, odjevanjem, smjetajem i novanim
snabdjevanjem ratnih zarobljenika i dostavljati podaci o brojnom stanju. Prema ovoj
Naredbi svi ratni zarobljenici morali su biti svrstani u zarobljenike bataljone, a
oni su se sastojali od taba bataljona i etiri ete (svaka eta po 250 zarobljenika). U
sastavu taba bataljona bilo je 11 osoba, a sastojao se je od komandanta, politikog
komesara, autanta, intedanta, lijenika, higijeniara, bolniara i disciplinskih
podoficira. Ljudstvo za osiguranje ratnih zarobljenika osiguravalo se je iz
teritorijalnih bataljona pojedinih armija
34
. Uspostavom vojne i civilne vlasti u Rijeci
i na podruju bive Kvarnerske provincije otpoele su i represivne mjere protiv
osoba za koje su ve ranije pribavljene informacije o njihovu eventualnom
sudjelovanju u zloinima ili su pak naknadno prikupljene injenice. Na njihovu
uhienju i saluanju radile su za tu svrhu ve ranije osnovane strukture u sistemu
vojne vlasti a to su bila Odjeljenja zatite naroda (OZN-a) i vojne formacije Korpusa
narodne obrane Jugoslavije (KNOJ). Uhiene vojne osobe upuivane su u
zarobljenike logore (bilo je vie privremenih logora u to vrijeme na podruju Rijeke
i okolice, a od njih je najvei bio u Martinici), a uhiene osobe zbog politikig
djelovanja upuivane su u zatvor OZN-e u Rijeci. Nakon provedene istrage za koje
je utvreno ili postojale sumnje da su poinile zloine predane su vojnim sudovima
na daljnji postupak, a za one za koje nije utvrena krivnja putane su kuama.
Odjeljenja OZN-e i KNOJ-a na otkrivanju ratnih poinitelja zloina tijesno su
suraivala s organima narodne vlasti i drutvenopolitikim organizacijama. Naime,
uz sve strukture narodne vlasti od seoskih, opinskih, gradskih, kotarskih i okrunih
organa narodne vlasti osnovani su odbori za utvrivanje zloina okupatora i njegovih
pomagaa, te su se prikupljeni podaci slali svima onima koji su bili odgovorni za
procesuiranje ratnih zloina. Ovdje jo jednom treba naglasiti da su ove mjere bile
usmjerene prema svima poiniteljima zloina ili pak prema onima za koje se je
pretpostavljalo da su ga uinile, a ne prema odreenoj nacionalnoj zajednici kao u
ovom sluaju prema Talijanima. Ne raspolaemo injenicama o ukupnom broju
uhienih pripadnika talijanske narodnosti Rijeke i bive Kvarnerske provincije u
razdoblju 1945. do 1947. godine. Budui da nije sauvana i cjelovita vojnosudska
dokumentacija to ne znamo pouzdano ni o tonom broju procesuiranih osoba. Svi
napori da se privedu pravdi najodgovorniji vinovnici ratnih zloina na podruju
Rijeke i bive Kvarnerske provincije ostali su bez uinka. Zemaljska komisija za
utvrivanje zloina okupatora i njihovih pomagaa Federalne Drave Hrvatske
odnosno Gradska komisija za utvrivanje zloina okupatora i njihovih pomagaa u
Rijeci podnijele su vei broj krivinih prijava za ratne zloine. prije svega protiv
prefekta Kvarnerske provincije Temistocla Teste zbog hapenja, zatvaranja i
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 187
34
Isto, str. 326-328.
internacije antifaista i njihovih obitelji, unitenje pokretne i nepokretne imovine
muenjem glau u koncentracijskim logorima (Kampor na otoku Rabu), za
pojedinane i masovne zloine (npr. zloin u Podhumu 12. srpnja 1942.). Takoer
je bio vei broj krivinih prijava za ratne zloine protiv komandanta njemake SD
policije u Rijeci pukovnika Henricha Schluntzena i zapovjednika njemake vojske
na rijekom podruju pukovnika Lothara Zimmermanna
35
, kao i protiv mnogih
drugih osoba. Izuzev Lothara Zimmermanna koji je uhien i osuen na smrt 1946.
godine sve druge najistaknutije osobe odgovorne za ratne zloine nisu bile
dostupne istranim i sudskim organima. Ne samo da istaknute osobe optuene za
ratne zloine i na rijekom podruju nisu bile izruene posljedica je odnosa
angloamerikih saveznika koji su u izmijenjenim politikim odnosima nakon
Drugog svjetskog rata nastojali da sakriju zloine s talijanske strane. A tom
prikrivanju sasvim sigurno pridonijele su antifaistike snage Italije, da se tako
najlake Italija opere one Mussolinijeve Italije i prikae kao ona Italija koja je
roena u pokretu otpora
36
. U takvoj situaciji najvjerojatnije su stradale pojedine
osobe ija je uloga u proizvodnji ratnih zloina bila mnogo manja od dobivenih
sudskih kazni. Za svako cjelovito zakljuivanje nedostaju cjeloviti izvori kao i
istraivanje ove problematike od strane pravne znanosti.
Hrvatska historiografija nije se posebno bavila ovom problematikom, kada je
rije o sudskim procesima koji su se vodili protiv graana Rijeke i onih s podruja
bive Kvarnerske provincije, a zbog optube da su sudjelovali u vrenju ratnih
zloina. O tome nema ni rijei u Povijesti Rijeke (Rijeka 1988.), kao ni openito
o ljudskim gubicima grada u Drugom svjetskom ratu. Meutim, Igor ic u knjizi
Kratka povijest grada Rijeke (Rijeka 1988.) u nekoliko reenica istie represije
OZN-e te da je ona tih dramatinih dana (nakon osloboenja Rijeke) pogubila
oko 300 ljudi (str. 147). Koji su uzroci njihova pogubljenja teko je vidljivo kao i
injenica da je to upravo sve uinila OZN-a. Za takve konstatacije valjalo bi imati
pouzdane izvore. U vie navrata sam isticao oskudnost izvorne grae za cjelovite
sudove o ljudskim gubicima talijanske Rijeke i bive Kvarnerske provincije
neposredno nakon zavretka Drugog svjetskog rata. Mogue je za stotinjak osoba
utvrditi da su bile procesirane na vojnim sudovima, a za desetak osoba uspjelo se
pronai i same presude. Zbog nedostatka arhivske grae o nainu na koji su
stradale izvode se proizvoljni sudovi i zakljuci, kako nisu ni formalno barem
suene i da je egzekucija nad njima izvrena bez ikakvoga suenja. Ovom knjigom
istraivanje ove problematike nije zavreno, ve dalje treba tragati za novim
izvorima. Ovakvim istraivanjima nema nikada kraja, to tim prije, to je arhivska
i druga graa razbacana u vie drava i velikom broju arhiva i arhivskih fondova.
U nastojanju da se itatelju prui mogunost spoznaje na koji nain i zbog ega se
sudilo pojedinim osobama neposredno nakon zavretka rata navest u ovdje samo
dva primjera. Tako je Vojni sud Jugoslavenske armije - Vijee za Hrvatsko
188 Mihael Sobolevski
35
Vidi biljeku 20.
36
Vidi o tome opirnije: F. NIRENSTEIN, Genocid na talijanski nain, Dometi, Rijeka, 1989.,
br. 10, str. 707-713.
primorje i Rijeku donijelo 11. lipnja 1945. presudu kojom se David Cherbaz
osuuje na smrt strijeljanjem. Presuda glasi:
CHERBAZ DAVID, nezakoniti sin Emilije CHERBAZ, roen u Rijeci 28/XII/1910. g.
nastanjen u via Prieste br. 94. kova mehaniar, oenjen ima jedno djete Talijan katolik,
neimuan pismen. Navodno neporoan. Kriv je: 1./to je u godini 1944. bio njemaki pijun
u slubi S.D. policije u Rijeci i kao takav usko saraivao sa poznatim pijunom Tonettijem.
2./to je u gornjem svojstvu: a./denuncirao nijemcima za nagradu od 1.200 lira rodoljube
Grandi Boidara, Bezmana Renata, Viannello Donata, Kolan Boidara i mnoge druge koji su
usljed toga bili uhapeni i poslani u Njemaku na prisilan rad; b./vrio teror po gradu Rijeci i
zaustavljajui i hapui uperenim revolverom mirno graanstvo; c./podmetnuo ekrezit u
idovsku crkvu i bacio bombu u Via Parini pripisujui nakon toga ova djela na teret partizana;
d./Ucjenjivao i pljakao graanstvo grada Rijeke.
Gornjim djelima optuenik je poinio krivino dijelo iz lana 13,14 UVS pak se predlae
da bude proglaen ratnim zloincem i narodnim neprijateljem i Osuuje: na kaznu smrt
streljanjem, trajan gubitak graanskih prava i konfiskaciju imovine. Kazna smrti izvrit e se
nakon odobrenja po viem vojnom sudu. Obrazloenje: Optuenik je u gradu Rijeci openito
skoro od svakog bio poznat kao jedan od najzloglasnijih njemakih pijuna. Poznavali su ga
pod njegovim nadimkom PIPI bojali su ga se i klonili su mu se. Ovo miljenje graanstva
Rijeke o optueniku doista nije bilo pogreno, jer se je u nazonom krivinom postupku
ustanovilo da je optuenik doista jedan zlikovaki individuan, koji je iskljuivo zbog linih
interesa vrio najpodliju pijunsku slubu okupatoru ne sklanjajui se upotrebi najgadnija i
najbezobzirnija sredstva i da se svojim gospodarima SS policiji ugaao. Djela koja se poblie
upisuju u dispozitivu ove presude dovoljna su sama po sebi da dadu pravu i vjernu sliku o
zlikovakom radu optuenikovom, sva ta djela ovaj sud smatra u cjelini dokazanim, bez
obzira da li ih optuenik priznaje ili ne priznaje. Svjedoci Aresi Eduard, Cesari Bruno, Biarchi
Fiogino upotpunili su svojim izkazima gadnu sliku optuenikove zloinake linosti, koja je
slika svojim glavnim negativnim crtama bila ve dovoljno izraena optuenikovim samim
priznanjem. Optuenik je ve na svojem prvom sasluanju priznao da je bio u dopisnikoj
slubi SS policije u kojem svojstvu da je prijavio mnoge sumnjive elemente, koji su bili
hapeni i odvaani na prisilan rad u Njemaku. Na glavnom pretresu je upotpunio svoje
priznanje izjavom da je bacio bombu u Via Farini, da je eksplozija u idovskoj crkvi bila
izvrena po nalogu njemaca te da je doista ukrao platno koje je kod njega pronaeno. Za ova
djela optuenik nastoji pronai za sebe opravdanje, koje bi iskljuivalo njegovu krivicu kako
je postavljena u optunici, ali provedenim dokaznim postupkom naroito pak iskazom
svjedoka Areni Eduarda, koji je jo od godine 1943 kao komandant partizanske akcione grupe
u gradu Rijeci, pratio budno rad i kretanje optuenikovo ovaj sud smatra utvrenim ne samo
da je poinio sva djela zbog kojih je suen nego da su sva ta djela poinjena u vrenju
optuenikove funkcije kao dounika i povjerljivog politikog agenta njemake SS policije.
Obzirom na gore reeno ovaj sud je odmjerio jedinu kaznu koja je odgovarajua teini samih
krivinih djela i stepenu optuenikove krivice, a to je kazna smrti streljanjem
37
.
Navodim i drugi primjer. Rije je o presudi Vojnog suda X. Korpusne vojne oblasti
od 6. srpnja 1945. kojom je presuen Giovanni Rachtelli. U presudi se navodi:
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 189
37
DAR, Okruna komisija za utvrivanje zloina okupatora i njihovih pomagaa za Hrvatsko
primorje.
RACHTELLI GIOVANNI od Giovannia i Sandro Marije, roen 14/9/1889. u Puli,
Italijan, rkt, inovnik, oenjen, ima troje djece, nastanjen na Rijeci, via Akvedotto 17, kriv je:
to je kao aktivni faista dobrovoljno sudjelovao u panjolskom ratu, to je dobrovoljno stupio
u faistiku miliciju i kao takav sudjelovao za vrijeme okupacije Suaka u paljenju i pokolju
sela Pothum, vrio masovno hapenje naroda u Cerniku i avlima, a dolaskom Njemaca
uestvovao u rastrelamentima na teritoriji Istre.
Time je poinio na osnovu l. 13 i 14 UVS krivina djela: dobrovoljno pripadnitvo u
faistikim oruanim formacijama, sudjelovanja u paleu i pokolju, masovnog hapenja i
odvoenja naroda u konc. logore, pa se stoga na osnovu l. 1 Zakona o vrstama kazni osuuje
na kaznu smrti streljanjem, trajan gubitak graanskih i politikih prava i konfiskaciju itave
imovine.
38
Dakle, najvei broj Talijana Rijeke i bive Kvarnerske provincije stradali su
neposredno nakon zavretka Drugog svjetskog rata suen je pred vojnim
sudovima i okrivljen za ratne zloine. Jedan manji dio, sa sudom ili bez suda,
pogubljen je zbog pripadnosti pojedinim pokretima koji su u svojoj osnovi bili
antifaistiki, ali su se zalagali za drugaije dravnopravno rjeenje Rijeke i
okolice u odnosu na narodnooslobodilaki pokret (liburnisti, autonomai,
demokrani, CLN-ovci). Poduzete mjere bile su mnogo stroe, nego to su oni
predstavljali moebitnu opasnost za konano rjeenje pripadnosti Rijeke i Istre. U
Hrvatskoj odnosno Jugoslaviji povijesna istraivanja ove problematike tek
predstoje, pa e se u jednoj smirenijoj politikoj situaciji moi i ovaj problem
razmatrati nepristrano i objektivno. Osobna identifikacija stvarnih ljudskih
gubitaka daleko je sloenije istraivanje, nego to se to dobije utisak iz izloenih
injenica. U vrlo esto puta nedostatku izvora i mogunosti provjere odreenih
injenica mogue su greke. Ukoliko takvih ima, istiem da nisu namjerno
uinjene i unaprijed se izpriavam obiteljima i rodbini dotinih. Molim ih za
razumijevanje i nadopunu injenica o pojedinoj osobi. Posebno je bilo problema
u utvrivanju injenica o nacionalnoj pripadnosti pojedine osobe, ako to nije bilo
izriito navedeno u koritenoj dokumentaciji. Nismo nikome brojili krvna zrnca,
bez obzira kojom ortografijom i jezikom su pisana njihova imena i prezimena.
Teilo se je da ime i prezime budu onako napisani kako se nalaze u koritenoj
grai. Ovaj predgovor zavrit u mislima koje sam gotovo pred desetak godina
napisao u svojoj jednoj raspravi o metodologiji istraivanja ljudskih gubitaka. S
tim u vezi sam napisao osnovna je zadaa povijesne znanosti utvrivanje
injeninog stanja i njegovo znanstveno objanjenje. Nije dakle na njoj da
presuuje pobjednicima i grupama, bez obzira na kvalitetu rtava, na to tko je
poginuo na strani faistikog a tko na strani antifaistikog tabora. Razumljivo je
da je svaka strana u ratu ciljevima za koje se borila opravdavala i vlastite ljudske
gubitke i zloine poinjene nad svojim protivnicima. Pa ipak, povijesna znanost
mora imati na umu i globalne ocjene historiografije o karakteru drugog svjetskog
190 Mihael Sobolevski
38
DAR, Okruna komisija za utvrivanje zloina okupatora i njihovih pomagaa za Hrvatsko
primorje.
rata, dakle i o opravdanosti borbe antifaistikih snaga protiv faizma. To ne
spreava da se o svim stvarnim ljudskim gubicima pie s onim pijetetom kakav
ljudi lieni ivota u drugom svjetskom ratu zasluuju sa stanovita
opecivilizacijskih principa
39
.
Svjestan sam i injenice, da se kod nas na alost, prolost ne predaje lako
povijesti i povijesnim istraivanjima. I nadalje je predmetom najraznovrsnijih
manipulacija i spekulacija. Kada knjiga bude tiskana sumnjam da e se prihvatiti u
javnosti trezveno i kao in htjenja da se pokua stvoriti osnove za daljnje istraivanje
problematike ljudskih gubitaka. Mogui nacionalni i emocionalni naboj pa sve do
ideoloke iskljuivosti zasigurno e obeshrabriti sve one istraivae koji namjeravaju
nastaviti ova istraivanja. Koristim jo samo prigodu da se najsrdanije zahvalim
svim osobama i institucijama koje su mi pomogle u istraivanju ove teke i
nezahvalne problematike. Nitko spomenut, nitko nezaboravljen.
MIHAEL SOBOLEVSKI
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 191
39
M. SOBOLEVSKI, Prilog metodologiji istraivanja stvarnih ljudskih gubitaka Hrvatske u tijeku
drugoga svjetskog rata, asopis za suvremenu povijest, Zagreb, 1992., br. 24 (1), str. 201.
192 Mihael Sobolevski
Fiume, maggio 1945. Gli ultimi soldati tedeschi si arrendono ai partigiani.
Rijeka, svibanj 1945.. Njemaki vojnici predaju se partizanima.
3 maggio 1945. Entrano a Fiume i primi reparti partigiani.
3. svibanj 1945.. Ulazak u Rijeci prvih partizanskih odreda.
Fiume, una storia complessa - Zamrena povijest Rijeke 193
Fiume, maggio 1945. Prigionieri italiani ammassati a Suak, oltre il vecchio confine italo-jugoslavo.
Rijeka, svibanj 1945.. Talijanski zarobljenici kraj Reine, stara granica izmeu Italije i Jugoslavije.
3 maggio 1945. I blindati dellArmata Popolare jugoslava nel centro di Fiume.
3. svibanj 1945.. Oklopna kola Jugoslavenske narodne armije u centru Rijeke.
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DATI STATISTICI
Sono state schedate nellelenco definitivo 2.640 vittime per il periodo 1940-47.
In molte schede, pari al 21,6% del totale, rilevabile lannotazione carenza dati a
voler significare che i nominativi indicati o risultano mancanti di alcuni dati
anagrafici fondamentali o che la scarsit delle fonti (quasi sempre una sola,
bibliografica e non archivistica) non consente di indicare con ragionevole e
definitiva certezza le modalit e le cause del loro decesso. In elenco a parte, che
abbiamo considerato provvisorio, sono stati riportati 114 nominativi aventi una
carenza di dati tale da rendere inattendibile la loro classificazione o, pur avendo dati
sufficienti, essi potrebbero rivelarsi non pertinenti alloggetto della ricerca come
concordato fra le parti, per data di decesso o causa di morte, o, infine a causa di
difforme valutazione della nazionalit, od altro. Di tutti questi, 105 sono gli uomini
e 9 le donne. Abbiamo dunque, complessivamente, 2.754
1
nominativi, di cui 2.366
uomini e 388 donne. I dati statistici, che seguono, sono stati elaborati, ove possibile
e ragionevolmente utile, su entrambi gli elenchi.
I nominativi con nazionalit italiana, accertata da pi fonti, sono 2.111; con
nazionalit sconosciuta (ma presumibilmente italiana o anche italiana) 592,
ungherese 6, austriaca 3, croata 27 e slovena 2. Sintende che allepoca, dopo il 1945,
le nazionalit croata e slovena erano comunque conglobate nella nazionalit
jugoslava ed difficile sapere quanti individui con tali nazionalit, nel circondario di
Fiume, non avessero avuto, prima del 1945, anche la cittadinanza italiana; anche nei
casi di dichiarata nazionalit ungherese e austriaca (prevalentemente di ebrei)
difficile accertare se non avessero acquisito anche la cittadinanza italiana prima del
1938. In tutti questi casi , qualora avessero avuto la doppia nazionalit, noi riteniamo
che i nominativi dovrebbero rientrare nella nostra ricerca anche se, non avendone
ragionevole certezza, essi sono stati per ora inseriti nellelenco provvisorio sopra
descritto.
1
Le precedenti e meritorie ricerche in materia (cfr. Bibliografia), L. PAPO, Albo dOro, edito
nel 1995 e LIBERO COMUNE DI FIUME IN ESILIO, Albo dei Caduti di Fiume, edito nel 1984, che hanno
costituito un base importante e indispensabile per il nostro lavoro, hanno raccolto rispettivamente
1.892 e 1.398 nominativi.
STATISTIKI PODACI
Popisano je ukupno 2.640 rtava za razdoblje od 1940. do 1947. Na mnogo
anketnih listova, tj. na 21,6% od ukupnog broja, moe se primijetiti biljeku
nedostatak podataka. To oznaava da navedenim imenima nedostaju neki temeljni
matini podaci ili da nedostatak izvora (gotovo uvijek samo jednoga, bibliografskog,
a ne arhivskog) ne doputa definiranje s uvjerljivom i konanom sigurnou naine
i uzroke njihove smrti. Na zasebnom popisu, kojega smo smatrali privremenim,
navedeno je 114 imena s takvim nedostatkom podataka da ine nepouzdanom bilo
kakvu klasifikaciju ili, usprkos posjedovanju dovoljnih podataka, oni bi se mogli
pokazati nepouzdanima za predmet istraivanja kako je dogovoreno meu stranama,
zbog datuma ili uzroka smrti, ili, konano zbog razliitog procjenjivanja njihovog
dravljanstva, ili iz drugog razloga. Od svih tih, ima 105 mukarca i 9 ena. Dakle,
imamo sveukupno 2.754
1
ime, od ega je 2.366 mukaraca i 388 ena. Statistiki
podaci koji slijede, obraeni su, gdje je to mogue i od razumne koristi, na oba
popisa. Imena s talijanskim dravljanstvom, utvrenim u vie izvora, ima 2.111; s
nepoznatim dravljanstvom (nijh vjerojatno s talijanskim ili i s talijanskim
dravljanstvom) ih je 592, s maarskim dravljanstvom 6, s austrijskim
dravljanstvom 3, s hrvatskim dravljanstvom 27, i sa slovenskim dravljanstvom 2.
Podrazumijeva se da je u to vrijeme, slovensko i hrvatsko dravljanstvo bila su
ukljuena u ono jugoslavensko, te je teko znati koliko je pojedinaca s tim
dravljanstvima, na podruju Rijeke, prije 1945. godine nije imalo i talijansko
dravljanstvo, a to vrijedi i za deklariranje maarskog ili austrijskog dravljanstva
(preteito idova) teko je utvrditi jesu li prihvatili i talijansko dravljanstvo prije
1938. U svim tim sluajevima, ako su imali dvostruko dravljanstvo, mi drimo da
ta imena valja ukljuiti u nae istraivanje iako, budui nismo posve sigurni, oni su
za sada ukljueni u gore opisani privremeni popis.
200 Dati statistici - Statistiki podaci
1
Prethodna vrlo zasluna istraivanja na tom polju (usporedi Popis literature), L. PAPO, Albo
doro, objavljen 1995., i LIBERO COMUNE DI FIUME IN ESILIO, Albo dei caduti di Fiume, objavljen
1984., predstavljala su vaan i neophodan temelj za na rad, prikupila su 1.892 i 1.398 imena.
Vittime nate nella Provincia del Carnaro entro i limiti che essa aveva fino allaprile
del 1941 - rtve roene u Kvarnerskoj provinciji unutar teritorialnih granica koje je
ona imala do travnja 1941.
.
Fiume - Rijeka 1.203
Apriano - Veprinac 1
Castelnuovo dIstria - Podgrad 45
Clana - Klana 23
Elsane - Jelsane 24
Laurana - Lovran 59
Matteria - Materija 43
Mattuglie - Matulji 50
Moschiena - Moenice 32
Abbazia - Volosko 85
Castel Jablanizza - Jablanica 10
Fontana del Conte - Kneak 23
Primano - Priman 9
Villa del Nevoso - Ilirska Bistrica 44
Frazioni e altri comuni della Provincia non meglio identificati 52
Mjesta i druge opine provincije, ne poblie oznaeni
Totale Provincia - Ukupno u provinciji 1.703
Vittime nate in comuni dei distretti acquisiti dalla provincia di Fiume dopo laprile
1941 e considerati territori annessi al Regno dItalia fino all8/9/1943 - rtve roene
u opinama kotareva koje su pripojene riekoj provinciji nakon travnja 1941. i koje
su smatrane teritorijima anektiranim Kraljevini Italiji do 8/9/1943.
Suak - Sussa 32
Grobnik - Grobnico 2
Jelenie - Cervi 1
Bakar - Buccari 1
Kastav - Castua 3
Prezid - Vallogiulio 1
Aleksandrovo (punat) - Ponte 1
Krk - Veglia 38
Vrbenik - Verbenico 3
Rab - Arbe 1
Frazioni e comuni non meglio identificati 4
Ne poblie oznaena mjesta i opine
Totale Distretti - Ukupno u kotarevima 87
Dati statistici - Statistiki podaci 201
Vittime nate nei territori del Regno dItalia e di altre provincie adriatiche acquisite
alla sovranit italiana dopo la prima guerra mondiale (1915-1918) - rtve roene na
teritorijima Kraljevine Italije i drugih provincijia pripojenih talijanskom suverenitetu
nakon prvog svjetskog rata (1915.-1918.)
Istria - Istra 74
Trieste - Trst 29
Gorizia - Gorica 7
Zara - Zadar 4
Altre Provincie del Regno dItalia - Druge provincijie Kraljevine Italije 256
Totale altre provincie italiane - Ukupno druge talijanske provincije 370
Vittime nate in altri Stati - rtve roene u drugim dravama
Austria - Austrija 23
Brasile - Brazil 1
Bulgaria - Bugarska 1
Cecoslovacchia - ehoslovaka 34
Egitto - Egipat 1
Francia - Francuska 2
Germania - Njemaka 4
Grecia - Grka 2
Jugoslavia - Jugoslavija 25
Lituania - Litva 1
Polonia - Poljska 21
Romania - Rumunjska 14
Russia - Rusija 10
Stati Uniti dAmerica - Sjedinjene Amerike Drave 1
Svizzera - vicarska 1
Turchia - Turska 2
Ungheria - Maarska 83
Totale stati esteri - Ukupno iz stranih drava 226
Totale delle vittime di cui stato individuato il luogo di nascita - Ukupan broj
rtava za koje je utvreno mjesto roenja 2.386
Totale delle vittime con luogo di nascita mancante o indecifrabile - Ukupan broj
rtava s nedostatnim ili neutvrenim mjestom roenja 355
202 Dati statistici - Statistiki podaci
Perdite di forze combattenti o ad esse equiparate suddivise per periodi storici
significativi - Gubici borbenih snaga ili s njima izjednaene razvrstanih po
znaajnim povijesnim razdobljima
Forze combattenti 0/6/1940 8/9/1943 3/5/1945 Totale
Borbene snage 7/9/1943 2/5/1945 1/12/1947 Ukupno
e oltre-i dalje
AM (Aeronautica Militare) 18 11 0 29
VZ (Vojno Zrakoplovstvo)
Carabinieri - Karabinjeri 2 18 11 31
EI (Esercito Italiano) 255 89 25 369
TV (Talijanska vojska)
Finanza - Financijska 3 34 50 87
MM (Marina Militare) 104 45 8 157
R.M. (Ratna Mornarica)
MPL (Movimento Popolare di Liberazione) 17 136 6 159
NOP (Narodno oslobodilaki pokret)
Marittimi militarizzati- Militarizirani pomoroci 73 15 2 90
PS (Pubblica Sicurezza) - J.S. (Javna sigurnost) 4 8 89 101
RSI (Repubblica Sociale Italiana)* = 138 93 231
TSR (Talijanska Socijalna Republika)
Totale - Ukupno 503 494 284 1.281
* Solo a partire dall8/9/1943 / Samo od 8/9/1943.
Dati statistici - Statistiki podaci 203
Suddivisione delle vittime per sesso, fasce det e periodo di decesso* -
Razvrstavanje rtava prema spolu, dobnoj skupini i povijesnom razdoblju smrti
Dalla dichiarazione di guerra dellItalia allarmistizio dell8 settembre 1943 - Od
talijanske objave rata do primirja 8. rujna 1943.
Fasce di et Dal-od 10/6 Dal-od 1/1 Dal-od 1/1 Dal-od1/1
Dobne skupine al-do 31/12 al-do 31/12 al-do 31/12 al-do 7/9
1940 1941 1942 1943
M F T M F T M F T M F T
1 - 10 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
11 - 17 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
18 - 21 7 0 7 12 0 12 23 0 23 23 0 23
22 - 30 8 0 8 35 0 35 74 0 74 81 0 81
31 - 40 5 0 5 8 0 8 40 0 40 31 0 31
41 - 50 1 0 1 2 0 2 12 1 13 9 0 9
51 - 60 0 0 0 0 0 0 2 0 2 4 0 4
61 - 70 0 0 0 0 0 0 1 0 1 0 0 0
71 - 80 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
81 - 90 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
91 e oltre - I dalje 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Totali - Ukupno 21 0 21 57 0 57 152 1 153 148 0 148
Senza data nascita 8 14 54 40
Bez datuma roenja
Elenco provv.rio 1 0 0 0
Privremeni popis
Totali parziali 30 71 207 188
Parcijalnim ukupno
Totale complessivo delle vittime dal 10/6/1940 al 7/9/1943 496
Sveukupan broj rtava od 10/6/1940. do 7/9/1943.
* M = maschi-mukarci, F = femmine-ene, T = totale-ukupno
Nota: Si osserva in tale periodo la completa assenza di vittime nelle fasce det da 0 a 17 anni
e oltre i 70. La presenza femminile tra le vittime limitata a una sola unit ed la prima in
assoluto per tutto il periodo preso in esame dal nostro progetto di ricerca (1940-1947): trattasi
della maestra Francesca Renzi, uccisa con il marito dai partigiani jugoslavi in quel di Podhum
il 16 giugno del 1942.
Dal 10 giugno 1940 al 7 settembre del 1943 non si ebbero pi di tre morti alla settimana dovuti
per, quasi tutti, a perdite sui diversi fronti aerei, marittimi e terrestri. Del tutto irrilevanti le perdite
italiane con diverse motivazioni.
Biljeka: U tom razdoblju moe se pimijetiti potpuno nepostojanje rtava za dobne skupine od 0
do 17 godina i nakon 70 godina. Prisutnost ena meu rtvama ograniava se na samo jedan sluaj
i to je prva rtva za itavo razdoblje koje je uzeo u razmatranje na istraivaki projekt (1940.-
1947.): radi se o uiteljici Franceschi Renzi, koju su zajedno sa suprugom ubili jugoslavenski
partizani u Pothumu 16. lipnja 1942. Od 10. lipnja 1940. do 7. rujna 1943. nije bilo vie od troje
stradalih tjedno, gotovo svih uzrokovanih razliitim bojinicama: zranim, pomorskim i kopnenim.
Posve su zanemarivi talijanski gubici, zbog razliitih uzroka.
204 Dati statistici - Statistiki podaci
Dallarmistizio dell8 settembre 1943 alla cessazione delle ostilit a Fiume - Od
primirja 8.rujna 1943. do prestanka neprijateljstva u Rijeci
Fasce di et Dal - od 8/9 Dal - od 1/1 Dal - od 1/1
Dobne skupine Al-do 31/12 Al-do 31/12 Al - do 2/5
1943 1944 1945
M F T M F T M F T
1 - 10 1 2 3 7 7 14 3 0 3
11 - 17 6 1 7 13 8 21 8 2 10
18 - 21 16 3 19 66 11 77 43 7 50
22 - 30 49 0 49 121 16 137 89 11 100
31 - 40 29 1 30 122 24 146 73 11 84
41 - 50 13 2 15 81 32 113 48 16 64
51 - 60 5 1 6 46 40 86 28 9 37
61 - 70 3 0 3 37 44 81 20 11 31
71 - 80 1 0 1 21 19 40 5 5 10
81 - 90 0 0 0 3 6 9 0 4 4
91 e oltre - I dalje 0 0 0 1 1 2 1 0 1
Totali-Ukupno 123 10 133 518 208 726 318 76 394
Senza data nascita - Bez datuma rodj. 67 165 43
Elenco provv.rio - Privremeni popis 3 19 13
Totali parziali - Ukupno parcijalni 203 910 450
Totale complessivo delle vittime dal 8/9/1943 al 2/5/1945 1.563
Sveukupan broj rtava od 8/9/1943. do 2/5/1945.
Nota: Soprattutto a causa delle indiscriminate deportazioni in Germania sia di ebrei sia di persone
coinvolte nelle attivit del Movimento popolare di liberazione o semplicemente sospette di farvi
parte e sia per attentati, uccisioni, rapimenti, altrettanto indiscriminati, ad opera di elementi
partigiani sia, infine, per i bombardamenti anglo americani, si registra, per la prima volta dallinizio
del conflitto mondiale, a Fiume e Provincia, un considerevole numero di vittime nelle fasce det
pi deboli: bambini e ragazzi da uno a 17 anni di et (58) e vecchi da settanta anni a novanta e
anche oltre (151). Si ebbero, mediamente, 18 morti alla settimana.
Il pi giovane det: Franco Slatcovich, nato a Valsantamarina nel 1940 e fucilato a Moschiena dai
partigiani il 26 ottobre 1943, con la madre Antonietta e la sorellina Marisa.
Il pi anziano: Michalich Giuseppe, nato a Veglia il 14/1/1854, deportato dai tedeschi e morto in
Germania.
Biljeka: Napose zbog indiskriminirajue dportacija u Njemaku, kako idova, tako i osoba
umijeanih u djelatnost Narodno-oslobodilakog pokreta, ili koje su bile samo osumnjiene da u
njemu sudjeluju; ili zbog atentata, ubojstaa, odvoenja koji su bili isto tako indiskriminirajui,
poinjeni od partizana; ili, na kraju, zbog anglo-amerikih bombardiranja, po prvi puta od poetka
svjetskog sukoba, u Rijeci i u njezinoj pokrajini biljeimo znaajan broj rtava u najslabijim
dobnim skupinama: djeca i mlade od 1 do 17 godina starosti (58) i starih od 70 do 90 pa i vie
godina (151). Biljeimo u prosjeku po 18 smrtno stradalih tjedno. Najmlai: Franco Slatcovich,
roen je u Valsantamarina 1940., a strijeljan u Moenicama od strane partizana 26. listopada
1943., zajedno s majkom Antoniettom i sestrom Marisom. Najstariji: Giuseppe Michalich, roen
na Krku 14. sijenja 1854., a deportiran od Nijemaca, umro je u Njemakoj.
Dati statistici - Statistiki podaci 205
Dalloccupazione militare jugoslava del 3 maggio 1945 al 1947, anno di firma del
Trattato di pace, e sintesi di periodi successivi fino al 1954 (Memorandum di Londra) -
Od Jugoslavenske vojne okupacije 3. svibnja 1945. do 1947., godine potpisvanja
Mirovnog ugovora, i sinteza kasnith razdoblja do 1954. (Londonski memorandum)
Fasce di et Dal-od 3/5 Dal-od 1/1 Dal-od1/1 Dal-do 1/1 1948
Dobne skupine Al-do 31/12 Al-do 31/12 Al-do 31/12 Al-do 31/12/1954
1945 1946 1947
M F T M F T M F T
1 - 10 5 0 5 0 0 0 0 0 0
11 - 17 5 2 7 0 0 0 1 0 1
18 - 21 21 2 23 0 0 0 3 0 3
22 - 30 96 6 102 8 1 9 4 0 4
31 - 40 80 6 86 6 0 6 4 0 4
41 - 50 84 9 93 4 1 5 0 0 0
51 - 60 52 6 58 0 0 0 1 1 2
61 - 70 11 1 12 0 0 0 1 0 1
71 - 80 6 1 7 1 0 1 1 1 2
81 - 90 1 0 1 0 0 0 0 0 0
91 e oltre 1 0 1 0 0 0 0 0 0
Totali 362 33 395 19 2 21 15 2 17
Senza data nascita - Bez datuma rodj. 163 6 3
Elenco provv.rio - Privremeni popis 36 3 3 5
Totali parziali - Ukupno parcijalni 594 30 23 5
Totale complessivo delle vittime dal 3/5/1945 al 31/12/1947 e oltre 652
Sveukupan broj rtava od 3/5/1945. do 31/12/1947.
Nota: I dati relativi al 1945 dimostrano che a Fiume e Provincia la media settimanale delle vittime,
a guerra conclusa, fu di circa 17 alla settimana, abbassando, dunque, di una sola unit la stessa
media (18) del 1944. Nel 1944, per, come abbiamo evidenziato nella nota precedente, si
verificarono molteplici cause belliche di morte (che dopo il 3 maggio 1945 pi non sussistevano)
oltre a quelle politiche e razziali poste in essere dai regimi totalitari allora al potere. Perfino le fasce
det pi deboli, bambini e anziani, mantennero ancora, pur essendo cessate le ostilit, un
apprezzabile numero di decessi. Risulta evidente, anche osservando lesiguit, al confronto, degli
indici relativi agli anni successivi (1946-1954), come il numero dei decessi dal 3/5 al 31/12/1945,
pur tenendo conto di 87 vittime che a noi risultano decedute per cause non certo addebitabili al
nuovo regime comunista jugoslavo (accidentali, affondamento in mare, conseguenti alla
deportazione in Germania durante il conflitto, ecc.), sia del tutto anomalo. Ancora pi grave il fatto
che tra le circa 550 vittime, determinate direttamente o indirettamente dagli eccessi incontrollati
del sistema politico dominante, tra il 3/5 e il 31/12/1947, siano ben rari i casi in cui sia dato di
conoscere la motivazione della loro uccisione o sparizione e il luogo della loro sepoltura.
Biljeka: Podaci koji se odnose na 1945. godinu pokazuju da je u Rijeci i njezinoj provinciji tjedni
prosjek rtava po zavretku rata, iznosio, oko 17 osoba tjedno, to je predstavljalo smanjenje od
samo jedne osobe (18) prosjek iz 1944. Godine 1944., meutim, kako smo istaknuli u prethodnoj
biljeci, bili su prisutni viestruki ratni uzroci smrti (kojih nakon 3. svibnja 1945. vie nije bilo),
pored onih politikih i rasnih, koje su uspostavili totalitarni reimi tada na vlasti. ak i najslabije
dobne skupine, djeca i starci, i dalje su zadrale, iako su prestala neprijateljstva, znaajan broj
smrti. Proizlazi oitim, imajui u vidu i malobrojnost, nasuprot tome, iznosa koji se odnose na
naredne godine (1946.-1954.) u odnosu na broj smrti od 3/5 do 31/12/1945., usprkos tome imajui
u vidu 87 rtava za koje nam proizlazi da zacjelo nisu umrle zbog uzroka koji se mogu pripisati
novom jugoslavenskom komunistikom reimu (nesree, brodolom na moru, od posljedica
deportacije u Njemaku tijekom rata, itd.) bilo je posve neobino. Jo je tea injenica to meu
otprilike 550 rtava, koje su uzrokovali neposredno ili posredno nekontrolirani ekscesi vladajueg
politikog sustava, od 3/5/1945. i 31/12/1947., vrlo su rijetki sluajevi za koje je objavljeno
obrazloenje njihova ubojstva ili nestanka i mjesto njihova pokopa.
206 Dati statistici - Statistiki podaci
Quantificazione della vittime per cause di morte e suddivise per periodo storici
significativi - Razvrstavanje rtava prema uzroku smrti i prema povijesnom
razdoblju smrti.
Cause di morte Dal 10/6 Dal 8/9 Dal 3/5 Dal 1/1 Dal 1/1
Uzroci smrti 1940 1943 1945 1946 1948 Tot.
al 7/9 al 2/5 al 31/12 al 31/12 in poi
1943 1945 1945 1947
Affondamento in mare - Pomorski brodolom 138 28 4 0 0 170
Bombardamento aereo - Zrano bombardiranje 4 102 1 1 0 108
Cannoneggiamento terrestre - Kopneni topniki napadi 1 12 1 0 0 14
Cause accidentali - Nesretnim sluajem 5 6 12 10 0 33
Deportati per motivi razziali in Germania (ebrei)
e ivi deceduti 0 357 11 0 0 368
Deportirani u Njemaku iz raznih razloga (idovi)
i tamo stradali
Deportati per motivi politici in Germania 1 275 42 0 0 318
Deportirani u Njemaku iz politikih razloga
i tamo stradali
Deportati per motivi razziali in altre regioni dItalia,
ivi deceduti 0 8 0 0 0 8
Deportirani u druge talijanske krajeve iz raznih
razloga, tamo stradali
Idem come sopra per motivi politici; ivi deceduti
o dispersi 0 1 0 0 0 1
Isto kao gore stradali zbog politikih razloga,
tamo umrli i nestali
Deportati in prov. Fiume e Jugoslavia deceduti o dispersi 0 3 29 1 3 36
Deportirani u Rijeku provinciju i Jugoslaviju
stradali i nestali
Caduti o dispersi in combattimento nei diversi fronti 315 214 14 0 0 543
Pali i nestali u borbi na razliitim bojinicama
Soppressione e/o condanna a morte da parte italiana 17 23 2 0 0 42
Smaknue i/ili smrtna presuda od talijanske strane
Soppressione e/o condanna a morte da parte jugoslava 12 166 444 26 8 656
Smaknue i/ili smrtna presuda od jugoslavenske strane
Soppressione e/o condanna a morte da parte tedesca 0 199 0 0 0 199
Smaknue i/ili smrtna presuda od njemake strane
Ebrei soppressi dagli italiani in Italia e a Fiume 0 0 0 0 0 0
idovi smaknuti od talijana u Italiji i u Rijeci
Ebrei soppressi dai tedeschi in Italia e a Fiume 0 21 0 0 0 21
idovi smaknuti od nijemaca u Italiji i u Rijeci
Ebrei soppressi dagli jugoslavi in Jugoslavia e a Fiume 0 1 4 1 0 6
idovi smaknuti od jugoslavena u Italiji i u Rijeci
Deceduti in luoghi, con modalit e cause ignote
o infrequenti 4 170 25 9 4 212
Umrli na mjestima na nain i iz nepoznatih ili
neuobiajenim okolnostima
Totali - Ukupno 496 1.585 584 47 14 2.735
Vittime non classificabili per mancanza di dati essenziali 6
rtve koje nije mogue klasificirati zbog nedostatka bitnih podataka
Totale vittime - Ukupno rtava 2.741
Dati statistici - Statistiki podaci 207
Elenco vittime decedute alla Risiera di San Sabba (Trieste) - Popis rtava koje su stradale u
tvornici rie sv. Sabe (Trst)
Cognome Nome Data di nascita Luogo di nascita Data di decesso
Prezime Ime Datum roenia Mjesto roenia Datum smrti
Blasi Giuseppe (Pepi) n. 6/2/1920 Villa Blasich 05/10/44
Blai Veneslav n. 24/8/1912 Castua 04/04/45
Bratonja (Bratogna) Vera anni 23 Pola 04/04/45
Brubjak o Brubnjak Emilia ignota Valsantamarina 22/12/44
Brubjak o Brubnjak Anna ignota Valsantamarina 22/12/44
Camilotti Nicola n. 18/11/1902 Fiume 01/09/44
Cettina Ilario n. 13/1/1912 Fiume 01/09/44
Cocon Giovanni n. 13/2/1910 Fiume 01/09/44
Cosiliani Maria n. 25/10/1925 Fiume 21/06/44
Dundovi Renato n. 23/4/1914 Fiume 01/09/44
Frank Edmondo n. 22/8/1866 Suak ignota
Gallo Ines n. 28/1/1922 Fiume 21/06/44
Glae o Clace Venceslao n. 13/9/1921 Castua 04/04/45
Grandi Renato o Gron n. 25/11/1915 Fiume 22/01/45
Grsini Franjo n. 22/10/1913 Clana 21/06/44
Hartman Rimini Eleonora n. 21/8/1881 ignoto 01/09/44
Jurkovi (?) Zora n. 21/10/1902 Blazici 05/10/44
Kovaci Katica n. 1/1/1908 Suak 05/10/44
Koverlica Donata ignota Mattuglie 22/10/44
Kregar Andrej n. 10/11/1907 Fiume 21/09/44
Lothar David n. 31/3/1916 Suak apr-44
Luxeti Dusan n. 8/5/1923 Mattuglie 01/09/44
Mami Alexander n. 26/2/1902 Fiume 19 o 20/12/44
Mandi Rudolf n. 20/6/1914 Zamet 01/09/44
Martinis Villi n. 27/3/1916 Fiume 05/04/45
Mendek Daniela ignota S. Giovanni di Mattuglie ignota
Micoci Ivan n. 15/3/1924 Mattuglie 01/09/44
Naker Josip n. 4/6/1911 Abbazia 05/10/44
Paoleti Bence n. 16/7/1927 Suak 01/09/44
Paoleti Ivan ignota Valsantamarina 22/12/44
Pehar Karol n. 16/3/1923 Iii 21/09/44
Penko Maria n. 27/3/1907 Fiume 04/04/45
Petri Krisenc n. 19/7/1914 Castua 21/06/44
Poli Vittorio n. 12/08/1913 Fiume 05/04/45
Puhali o Pohalj Ida n. 25/06/1925 Fiume 01/09/44
Puhar (?) Josip n. 19/10/1924 Poljane 22/01/45
Randi Leo n. 15/1/1926 Fiume 01/09/44
Reti Paolo ignota Fiume 06/04/45
Salvi Antonio ignota Mattuglie ignota
Scalamera ignoto ignota Mattuglie 19/12/44
Segulin (Ribica) Franz (Ivan) n. 4/10/1914 Matteria 22/01/45
Slosar Mario anni 15 Abbazia ignota
Slosar Giovanna ignota Abbazia ignota
Sosi Emilia n. 14/8/1908 Fiume 22/01/45
Spiller o Spiler Palmini Marcella n. 16/4/1892 Fiume 21/09/44
Storn o Sturm (?) Antonio n. 27/10/1908 Senosecchia 21/06/44
Strani o Stani Franz n. 10/3/1905 Mattuglie 01/09/44
Superina Nada n. 1921 Fiume set-44
Surani o Iurani Govanni n. 6/12/1895 Fiume 01/09/44
Togliani Ivan ignota Verbenico-Vrbnik (Veglia) 06/04/45
Tomei Mario n. 27/2/1915 Roma res. Fiume 01/09/44
Tomi Irene n. 26/2/1918 Fiume 04/04/45
Vidali Bruno n. 28/4/1910 Fiume 01/09/44
Vlah Maria n. 8/9/1920 Castua 04/04/45
Vratovi Matja ignota Mattuglie 19/12/44
Documento depositato presso - Dokument pohranjen pri: ISTITUTO REGIONALE PER LA STORIA DEL MOVIMENTO
DI LIBERAZIONE NEL FRIULI VENEZIA GIULIA, Trieste.
208 Dati statistici - Statistiki podaci
CAMPI DI PRIGIONIA DEGLI ITALIANI IN JUGOSLAVIA
(1945-1947)
1. I campi individuati in base alla documentazione reperita presso il Vojnoistoriski
Arhiv jugoslavenske Armije. (Archivio storico dellArmata jugoslava) di
Belgrado (Beograd). Prigionieri italiani, fondo non classificato e non rubricato
La ricerca effettuata su questo fondo da Ljubinka Karpowicz per speciale
concessione delle Autorit militari jugoslave ha portato agli atti della Societ di
studi fiumani la documentazione in fotocopia di quanto stato possibile
riprodurre (prima che la guerra del Kossovo nel 1999 interrompesse la nostra
attivit e rendesse inagibile lArchivio a causa dei bombardamenti) accompagnata
dalle relazioni periodiche della nostra ricercatrice sul materiale visionato.
Pertanto le nostre valutazioni e i nostri dati conclusivi sui campi di prigionia di
Italiani nella ex Jugoslavia si fondano sui seguenti documenti reperiti nel fondo
sopra descritto:
A) Elenco riassuntivo dei campi, probabilmente stilato nel 1946 a cura della Sezione
prigionieri di guerra di Belgrado gestita da un Comitato antifascista composto da
italiani.
B) Copie di elenchi nominativi di prigionieri e di corrispondenza varia, relativa ai
campi, pervenute allArchivio della Societ di studi fiumani a tutto il 1999.
C) Materiale comunque visionato sul posto dalla Karpowicz, comprendente
materiale fotocopiato e non fotocopiato, indicato nel riassunto analitico delle sue
relazioni.
Riteniamo che lelenco, di cui al punto A) sia stato redatto nel 1946 dalla
Sezione prigionieri italiani di Belgrado e che esso si riferisca alla situazione dei
campi dopo gli ultimi consistenti rientri in Italia. Riteniamo di poter desumere
ci, dalla documentazione a nostre mani di numerosi smistamenti da un campo
allaltro che si verificarono proprio nel 1946 e che concentrarono i prigionieri,
suddivisi in 40 Battaglioni lavoratori, in 36 localit di cui duna, contenente 10
ufficiali e 10 isolati, non viene fatto il nome. Il totale dei prigionieri che si d
per presenti nei campi di cui sopra di 2.691. I trasferimenti avevano un carattere
selettivo che emerge, in diversi casi, dal giudizio politico espresso a fianco di
ciascun nominativo a cura del Comitato Antifascista del campo che dipendeva
dalla Sezione belgradese sopracitata alla quale rendeva periodicamente conto del
proprio operato. Il giudizio politico (Antifascista buono o mediocre, non
ancora maturo, attivo, passivo, ecc. ecc.) risultato essere determinante ai
fini del rimpatrio, prova ne sia che alcuni elenchi sono intestati come elenchi di
discriminazione (vedi materiale B).
Con il materiale B), la Societ di studi fiumani entrata in possesso di 61 elenchi
per un totale di 8205 nominativi suddivisi sempre in 40 Battaglioni lavoratori e
distribuiti tra 42 localit di cui per 4 non viene indicato il nome. Nei Battaglioni n. 6
di Belgrado, Sajmite, Zemun, n. 316 di Borovnica, n. 20 di uprija, n. 37 di
Prokuplje, n.16 di Sajmite e Kragujevac, n. 238 di Vrsac, sono stati registrati
nominativi di militari originari della Venezia Giulia. In due separati elenchi, senza
indicazione di localit e senza riferimento numerico di Battaglione, abbiamo
registrato i nominativi di 24 carabinieri arrestati a Zara e di 101 militari della RSI
arrestati in diverse localit della Venezia Giulia. Non abbiamo rilevato alcun
nominativo di civile arrestato nella Venezia Giulia dal maggio 1945 in poi.
Ljubinka Karpowicz nel corso del suo attento esame del materiale contenuto
nel fondo prigionieri di cui sopra ha potuto annotare la presenza di 88 elenchi, di
cui 26 non fotocopiabili ma debitamente annotati nelle sue relazioni di cui al
materiale C), riportanti complessivamente 9210 nominativi distribuiti in 57
Battaglioni presenti in 47 localit di cui 20 in Serbia, 6 in Croazia, 9 in Vojvodina,
1 in Slovenia, 3 in Montenegro, 1 in Macedonia, 2 in Bosnia e 5 non individuate
geograficamente. Si registra inoltre la presenza di militari italiani in tre ospedali
situati a Osijek, Vrbas e kofja Loka e in due miniere: Banovii e Majdanpek. Di
alcuni campi e delle due miniere non siamo stati in grado di trovare lesatta
localizzazione nellambito della ex Repubblica Socialista e Federativa Jugoslava.
Non sono stati rilevati nominativi di civili tranne il caso di tre persone registrate a
Borovnica: un infermiere residente a Fiume, un Capo tecnico alla manifattura
tabacchi di Pola e un autista sempre di Pola.
Dal controllo incrociato delle documentazioni A), B) e C) di cui sopra, risulta
lesistenza di 57 Battaglioni di lavoratori costituiti da militari delle Forze armate
italiane.
Le localit individuate sono complessivamente 57 di cui per 4 non si ha il numero
di riferimento del Battaglione presente.
Le localit sono le seguenti con indicati a fianco i numeri di riferimento dei
Battaglioni Lavoratori presenti e, tra parentesi, la regione di appartenenza: 1)
Aleksinac 38 (Serbia), 2) Banovii (Bosnia), 3) Belgrado 4-6 (Serbia), 4) Bor 47
(Serbia), 5) Borovnica 314-316 (Slovenia), 6) Brko 524 (Bosnia), 7) Brza Voda 402
(non loc.), 8) uprija 20 (Serbia), 9) Demir Kapija 340 (Macedonia), 10) Indija 175-
213 (Serbia), 11) Karlovac Banaki 141-227 (Vojvodina), 12) Kijevo (Bosnia), 13)
Kikotovac Sisak 145 (Croazia), 14) Klanac 204 (Croazia), 15) Knin 128 (Croazia),
16) Kostolac o Novi Kostolac 19 (Serbia), 17) Kragujevac 16 (Serbia), 18) Kraljevo
26 (Serbia), 19) Kukujevii 211 (Vojvodina), 20) Lapovo (Btg non noto) (Serbia),
21) Lazarevac 38 (Serbia), 22) Ljubljana e Ljubljana Roznik 312-313 (Slovenia), 23)
Lukovac 170 (Bosnia), 24) Majdanpek miniera (Serbia), 25) Mladenovac e Donij
Mladenovac 17-175 (Serbia), 26) Moravica (Btg non noto) (non loc.), 27) Morovi
201 (Vojvodina), 28) Niki 601 (Montenegro), 29) Ni 36 (Serbia), 30) Novi Sad
239-253-256 (Vojvodina), 31) Osiek Bolnica ospedale (Croazia), 32) Panevo 229-
239 (Vojvodina), 33) Petrovac o Petrovac na Mlavi 21 (Serbia), 34) Pozarevac 19
(Serbia), 35) Prokuplje 37 (Serbia), 36) Sajimite 6-16 (Serbia), 37) Sarajevo 505-
524-525 (Bosnia Erzegovina), 38) ibenik Mandalina 126 (Croazia), 39) Sid 203
210 Campi di prigionia degli italiani - Zarobljeniki logori Talijana
(Vojvodina), 40) kofija Loka ospedale (Slovenia), 41) Skopje (Macedonia), 42)
Slavonski Brod 171-177 (Croazia), 43) Smederevo 18 (Serbia), 44) Solin 126
(Croazia), 45) Sombor 257 (Vojvodina), 46) Spalato Firule Ospedale 125 (Croazia),
47) Sremska Mitrovica 215 (Vojvodina), 48) Stari Becej 260 (Vojvodina), 49)
Titograd 602 (Montenegro), 50) Tivat 604 (Montenegro), 51) Valjevo 56-229
(Serbia), 52) Vrbas 259 (Vojvodina), 53) Vrnjaka Banja 236 (Serbia), 54) Vrac
233-238 (Vojvodina), 55) Zagabria Preko 104-106 (Croazia), 56) Zemun (Serbia),
57) localit senza nome 140 (non loc.) - del Battaglione 319 non stata individuata
la localit.
Abbiamo dunque registrato complessivamente:
n. 21 campi in Serbia, n. 9 campi in Croazia, n. 3 campi in Slovenia, n. 2 campi
in Macedonia, n. 3 campi in Montenegro, n. 11 campi in Vojvodina, n. 5 campi in
Bosnia Erzegovina.
1
Il termine Battaglione Lavoratori, ricorrente nella corrispondenza relativa al
materiale A) di cui sopra, un eufemismo propagandistico che nasconde lo stato
di prigionieri e lascia intendere, sotto laspetto della militarizzazione di tale stato,
una qualche forma di collaborazione dei prigionieri stessi con lEsercito di
liberazione jugoslavo. Non come combattenti ma come lavoratori.
Emblematico il caso del Battaglione partigiani italiani Unit, stanziato a Zemun
(Belgrado), formato da prigionieri italiani prescelti per la loro rispondenza
allindottrinamento comunista; nutriti, vestiti e calzati meglio degli altri, erano
destinati a rientrare in Italia inquadrati nel 1946 per dimostrare la fratellanza
italo-slava nella comune guerra di liberazione. In realt non avevano mai
combattuto. Si stima che su circa 50.000 italiani intrappolati nei Balcani, dopo l8
settembre 1943, non pi di 8.000 abbiano effettivamente operato nellEsercito di
liberazione jugoslavo. Tutti gli altri erano di fatto prigionieri. Le poche unit
italiane combattenti avevano incominciato a rientrare in patria sin dal 1944 (da
marzo la divisione Garibaldi) . Quando i rientri si interruppero allinsorgere della
questione di Trieste e al preteso baratto di italiani in Jugoslavia contro jugoslavi
in Italia, si stima che in Jugoslavia vi fossero ancora circa 17.000 italiani
2
. Di
questi, come si rilevato dalla documentazione a nostre mani pi di 9.000
figuravano nei pretesi Battaglioni lavoratori e circa 3.000 furono a lungo
trattenuti. Non sappiamo se, come e quando, questi siano rientrati in patria.
Sappiamo solo che negli anni 50 si riconosceva ufficialmente che qualche decina
di italiani erano ancora in carcere a Belgrado. La differenza di 5.000, fra i circa
12.000 della documentazione oggi a nostre mani e i 17.000 risultanti alla Croce
Rossa Internazionale, pu essere solo in parte dovuta alla mancanza di altri
Campi di prigionia degli italiani - Zarobljeniki logori Talijana 211
1
Tutti i documenti sono scritti a mano, spesso con grafia di non agevole lettura, a volte con
alfabeto latino e a volte con alfabeto cirillico, gli elenchi non sempre indicano la localit di
stanziamento ma, a volte, la localit di provenienza quando si tratta di trasferimenti da un
campo allaltro. Non vi alcuna indicazione utile, a volte, per distinguere un campo dallaltro.
2
ACS, PCM, 1948-50, b. 15/2, n. 10539, fasc. 1, lettera del presidente della delegazione del
Comitato internazionale della Croce Rossa in data 17/11/1945.
elenchi. pi probabile che sia dovuta proprio a quei civili che nei campi di
Battaglioni Lavoratori non compaiono e la cui cifra si avvicina di molto ai 4.000
deportati dalla Venezia Giulia nel 1945, che alcuni hanno con molta prudenza
stimato.
Dalla documentazione a nostre mani abbiamo potuto individuare, parzialmente,
anche i Responsabili della Sezione prigionieri italiani di Belgrado e dei comitati
antifascisti periferici operanti nei diversi campi:
ABelgrado: Nannetti, Cap. Dainese Eufisio, Carmini, Dolfi Danilo, prof. Socrate
Mario.
A Borovnica, Battaglione n. 316, Di Crescenzio Mario. A Sebenico, Battaglione
n. 127, Colosi Nunzio. A Sebenico Battaglione n. 125, Toiati Enrico. A uprija,
Battaglione n. 20, Mura Luigi. AZemun, Battaglione Unit, Commissario Politico
Arrigo Bernardini e Comandante il Ten. M. Bergamaschi. A Nis, Battaglione n. 36,
La Ragione Antonio. A Petrovac na Mlavi, Battaglione n. 21, Turati Pietro. A
Kostolac, Battaglione n. 19, Pagni Silvano. ABor, Battaglione n. 47, Rossi Pasquale.
Mladenovac, Battaglione n. 17, Impellomeni Luigi. A Prokuplje, Battaglione n. 37,
Zennaro Federico. A Valjevo, Battaglione n. 56, Puppo Sandro. Ad Aleksinac,
Battaglione n. 38, Benvenuto Giuseppe.
2. Campi individuati presso lArchivio di Stato di Fiume
3
e non rilevati nel
materiale di cui al precedente punto 1.
I campi che risultano dalla corrispondenza datata 1945, esistente nel fondo del
Comitato Popolare Cittadino di Fiume, sono i seguenti:
Crkvenica (tra Suak e Buccari) in Croazia
Martinica (tra Suak e Buccari) in Croazia
Peine (Plumbum) a Suak in Croazia
Vojni (nei pressi di Karlovac) in Croazia.
Per tali campi, dalle scarse copie di corrispondenza intercorsa, ai fini di notizie e
permessi di accesso le richieste risultano indirizzate allOZNA.
3. Campi citati nel corso di una conferenza plenaria di dirigenti amministrativi e
responsabili per lordine e la sicurezza tenutasi a Suak
4
il 15/16 maggio 1945
Si da notizia dellesistenza di un campo per i condannati ai lavori forzati aperto
a
Vran (sic) (forse Vranje localit della Serbia meridionale).
212 Campi di prigionia degli italiani - Zarobljeniki logori Talijana
3
DAR, Gradski narodni odbor (Comitato popolare cittadino), JU 16-2.
4
Vjesnik, XIX (1974).
4. Campi segnalati da ex prigionieri italiani allUfficio informazioni dello Stato
maggiore dellEsercito italiano
5
Postumia (Slovenia), Vipacco (Slovenia), Villa del Nevoso (Slovenia), Planina
nei pressi di Postumia (Slovenia), Prestane (non individuata), Idria (Slovenia),
Koevje (Slovenia).
Lesistenza del campo a Villa del Nevoso risulta anche confermata nella
conferenza
6
degli accusatori popolari tenutasi a Trieste l8/2/1946 per coordinare la
lotta antifascista nella ex Venezia Giulia. In detta conferenza si dava anche per certa
listituzione di un campo dinternamento nel centro dellIstria, probabilmente nei
pressi di Pisino.
Di un campo a Palanca o Palanka si parla in una relazione
7
da Udine datata
28/3/1946 trasmessa dal Capo della Polizia alla Presidenza del Consiglio.
Alcun documento, sulla gestione di questi campi, risulta registrato presso
lArchivio Militare di Belgrado. C da ritenere che documenti del genere possano
essere disponibili presso lArchivio del Ministero dellinterno ma, sia in Croazia sia
a Belgrado, i ricercatori di parte italiana e di parte croata non hanno avuto possibilit
di accesso a tale archivio.
Campi di prigionia degli italiani - Zarobljeniki logori Talijana 213
5
ACS, PCM anni 1948-50, Busta 15/2, n. 10.599.
6
DAR, Gradska komisija utvrivanje ratnih zloina (Commissione cittadina per i crimini di
guerra), JU 41 scat. 6.
7
ACS, Ministero dellinterno, Gab., 1944-1946, b. 138, fasc. 12148.
ZAROBLJENIKI LOGORI TALIJANA U JUGOSLAVIJI
(1945.-1947.)
1. Logori ne utvreni na temelju dokumentacije pronaene pri Vojnoistorijskom
Arhivu Jugoslavenske armije Beograd, talijanski zarobljenici, fond neklasificirani
i nesreeni
Istraivanje u ovom fondu kojega je obavila Ljubinka Karpowicz uz posebno
doputenje vojnih vlasti Jugoslavije donijelo je u spise Drutva za rijeke studije
dokumentaciju u preslikama onoga to je bilo mogue preslikati (prije nego to je rat
na Kosovu 1999. godine prekinuo nau djelatnost i arhiv uinio nedjelatnim zbog
bombardiranja) te periodina izvjea nae istraivaice o pregledanom materijalu.
Utoliko su naa vrednovanja i konani podaci o zarobljenikim logorima za talijane
u bivoj Jugoslaviji zasnovana se na slijedeim dokumentima pronaenim u gore
opisanom fondu:
A) pregledni popis logora, vjerojatno sastavljen 1946. od strane Sekcije za ratne
zarobljenike u Beogradu koju je vodio Antifaistiki odbor sastavljen od Talijana;
B) kopije popisa i korespondencija koji su pristizali u Arhiv Drutva za rijeke
studije do konca 1999;
C) materijal kojega je svakako pregledala u arhivu prof. Karpowicz, a obuhvaa
preslikani i nepreslikani materijal, naveden u analitikom saetku njezinih izvjea.
Podaci dobiveni iz materijala A): Smatramo da je takav popis sastavljen 1946. od
strane Sekcije za talijanske zarobljenike u Beogradu i da se on odnosi na stanje u
logorima nakon posljednjih masovnih povrataka u Italiju. Smatramo da moemo
zakljuiti, na temelju dokumentacije koju posjedujemo o mnogobrojnim
prebacivanjima iz logora u logor koja su se dogodila upravo 1946., i koja su sabrala
zarobljenike, raspodijeljene u 40 radnikih bojni, smjetene na 36 mjesta, a ime
jednoga od kojih, sa 10 asnika i 10 u izolaciji nije navedeno. Ukupan broj
zarobljenika ije je prisustvo iskazano u gore navedenim logorima iznosi 2.691.
Preseljenja su imala selektivni karakter, to se vidi u razliitim sluajevima, na
temelju izraavanja pored svakog imena politikog suda od strane logorskog
Antifaistikog odbora, koji je ovisio od gore navedene beogradske sekcije, kojoj je
podnosio povremena izvjea o vlastitom radu. Politiki sud (Dobar ili osrednji
antifaist, aktivan, pasivan itd., itd.) pokazao se kljunim po pitanju povratka
u domovinu, a kao dokaz moe posluiti to to su neki popisi naslovljeni kao popisi
za diskriminaciju (vidi materijal B).
S materijalem iz B): Drutvo za rijeke studije dolo je u posjed 61 popisa s
ukupno 8.205 imena, razvrstanih takoer u 40 radnikih bojni, smjetenih na 42
mjesta, a za 4 smjetenih od kojih ne navodi se ime. U bojni br. 6 iz Beograda
Sajmita Zemuna, br. 316 iz Borovnice, br. 20 iz uprije, br. 37 iz Prokulja, br. 16
sa Sajmita i Kragujevca, br. 238 iz Vrca zabiljeena su imena vojnika porijeklom
iz Julijske krajine. U dva zasebna popisa, bez navoenja mjesta i bez navoenja
214 Campi di prigionia degli italiani - Zarobljeniki logori Talijana
broja bojne, pronali smo imena 24 karabinjera uhienih u Zadru i 101 vojnika
Talijanske Socijalne Republike uhienih u razliitim mjestima Julijske krajine.
Nismo zabiljeili niti jedno ime civila uhienih u Julijskoj krajini od svibnja 1945.
na dalje.
Prof. Karpowicz tijekom svog pozornog pregleda materijala sadranog u fondu
gore navedenih zarobljenika mogla je zabiljeiti prisutnost 88 popisa (svi nisu bili
dostupni za preslikavanje), koji sveukupno obuhvaaju 9.210 imena rasporeenih u
57 bojni izmjetenih na 47 mjesta, od kojih 20 u Srbiji, 6 u Hrvatskoj, 9 u Vojvodini,
1 u Sloveniji, 3 u Crnoj Gori, 1 u Makedoniji, 2 u Bosni i 5 zemljopisno
neraspoznatih. Biljei se nadalje prisutnost talijanskih vojnika u tri bolnice smjetene
u Osijeku, Vrbasu i kofji Loki, te u dva rudnika u Banoviima i Majdanpeku. Za
neke logore i za dva rudnika nismo mogli poblie utvrditi mjesto u okviru bive
Socijalistike Federativne Republike Jugoslavije. Nije pronala imena civila izuzev
sluaja triju osoba popisanih u Borovnici: nekog medicinskog tehniara sa stalnim
boravkom u Rijeci, nekog tehnikog efa u tvornici duhana u Puli i nekog vozaa
takoer iz Pule.
Unakrsnom kontrolom dokumentacije, A), B) i C) proizlazi da ima 57 radnikih
bojni, sastavljenih od vojnika Talijanskih oruanih snaga, utvrenih mjesta ima
ukupno 57, za 4 od kojih nemamo broj prisutne bojne. Mjesta su sljedea, a pored
njih su navedeni i brojevi prisutnih radnikih bojni, a u zagradi je republika ili
autonomna pokrajina: 1) Aleksinac 38 (Srbija), 2) Banovii (Bosna i Hercegovina),
3) Beograd 4-6 (Srbija), 4) Bor 47 (Srbija), 5) Borovnica 314-316 (Slovenija), 6)
Brko 524 (Bosna i Hercegovina), 7) Brza Voda 402 (nije locirano), 8) uprija 20
(Srbija), 9) Demir kapija 340 (Makedonija), 10) Inija 175-213 (Srbija), 11)
Karlovac Banatski 141-227 (Vojvodina), 12) Kijevo (Hrvatska), 13) Kikotovac,
Sisak 145 (Hrvatska), 14) Klanac 204 (Hrvatska), 15) Knin 128 (Hrvatska), 16)
Kostolac ili Novi Kostolac 19 (Srbija), 17) Kragujevac 16 (Srbija), 18) Kraljevo 26
(Srbija), 19) Kukujevii 211 (Vojvodina), 20) Lapovo nepoznata bojna (Srbija), 21)
Lazarevac 38 (Srbija), 22) Ljubljana i Ljubljana Roznik 312-313 (Slovenija), 23)
Lukovac 170 (Bosna i Hercegovina), 24) Majdanpek rudnik (Srbija), 25)
Mladenovac i Donji Mladenovac 17-175 (Srbija), 26) Moraica nepoznata bojna (nije
locirano), 27) Morovi 201 (Vojvodina), 28) Niki 601 (Crna Gora), 29) Ni 36
(Srbija), 30) Novi Sad 239-253-256 (Vojvodina), 31) Osijek bolnica (Hrvatska), 32)
Panevo 229-239 (Vojvodina), 33) Petrovac ili Petrovac na Mlavi 21 (Srbija), 34)
Poarevac 19 (Srbija), 35) Prokuplje 37 (Srbija), 36) Sajmite 6-16 (Srbija), 37)
Sarajevo 505-524-525 (Bosna i Hercegovina), 38) ibenik Mandalina 126
(Hrvatska), 39) id 203 (Vojvodina), 40) kofija Loka bolnica (Slovenija), 41)
Skopje (Makedonija), 42) Slavonski Brod 171-177 (Hrvatska), 43) Smederevo 18
(Srbija), 44) Solin 126 (Hrvatska), 45) Sombor 257 (Vojvodina), 46) Split Firule 125
(Hrvatska), 47) Srijemska Mitrovica 215 (Vojvodina), 48) Stari Beej 260
(Vojvodina), 49) Titograd 602 (Crna Gora), 50) Tivat 604 (Crna Gora), 51) Valjevo
56-229 (Srbija), 52) Vrbas 259 (Vojvodina), 53) Vrnjaka Banja 236 (Srbija), 54)
Vrac 233-238 (Vojvodina), 55) Zagreb, Preko 104-106 (Hrvatska), 56) Zemun
Campi di prigionia degli italiani - Zarobljeniki logori Talijana 215
(Srbija), i 57) mjesto bez imena 140 (nije lokalikzirano); za bojnu 319 nije
pronaeno mjesto.
Logora u Srbiji br. 20. Logora u Hrvatskoj br. 11. Logora u Sloveniji br. 3. Logora
u Makedoniji br. 2. Logora u Crnoj Gori br. 4. Logora u Vojvodini br. 10. Logora u
Bosni i Hercgovini br. 4.
1
Pojam radnika bojna jest promibeni eufemizam koji prikriva zarobljeniko
stanje i daje naslutiti, pod vidom militarizacije tog stanja, nekakav oblik suradnje
samih zarobljenika s Narodno-oslobodilakom vojskom Jugoslavije. Nisu borci
nego radnici. Amblematian je sluaj Bojne talijanskih partizana Unit
(Jedinstvo) rasporeene u Zemunu (Beograd) sastavljen od talijanskih
zarobljenika odabranih po otvorenosti prema komunistikoj indoktrinaciji, koji su
dobivali bolju hranu, odjeu i obuu od ostalih, bili su odreeni za povratak u Italiju
1946. radi dokazivanja talijansko-slavenskog bratstva u zajednikom ratu za
osloboenje. U stvari nikada se nisu borili. Procjenjuje se da od oko 50.000 Talijana
zateenih na Balkanu, nakon 8. rujna 1943., nije vie od njih 8.000 stvarno djelovalo
u Narodno-oslobodilakoj vojsci Jugoslavije. Svi su ostali u stvari bili zarobljenici.
Malobrojne talijanske postrojbe koje su se doista borile poele su se vraati u
domovinu ve od 1944. (Divizija Garibaldi ve u oujku). Kada je povratak prekinut
zbog iskrsavanja transkog pitanja i zahtjeva za zamjenom Talijana u Jugoslaviji za
Jugoslavena u Italiji, Procjenjuje se da je u Jugoslaviji bilo jo 17.000 Talijana
2
. Od
tih, kako je bilo mogue vidjeti iz dokumentacije koju posjedujemo, proizlazilo je da
ih je vie od 9.000 u navodnim Radnikim bojnama, a oko 3.000 ih je dugo zadrano.
Nije nam poznato jesu lise, kako i kada vratili u domovinu. Znamo samo da se 50-ih
godina slubeno priznavalo da je nekoliko desetaka Talijana bilo jo u zatvoru u
Beogradu. Razlika od 5.000, izmeu oko 12.000 iz dokumentacije koju danas
posjedujemo i 17.000 kojih je proizlazilo da ima Meunarodnom Crvenom kriu,
moe biti samo djelomino uzrokovana nedostatkom drugih popisa. Vjerojatnije je
da je uzrokovana civilima koji u logorima Radnih bojni nisu iskazani i iji se broj
jako pribliavao broju od 4.000 deportiranih iz Julijske krajine 1945., kako su neki
obazrivo procijenili.
Iz djelomine dokumentacije koju posjedujemo mogli smo djelomino utvrditi i
odgovorne u Sekciji talijanskih zarobljenika u Beogradu perifernim antifaistikim
odborima koji su djelovali u raznim logorima: u Beogradu: Nanetti, natporunik
Eufisio Dainese, Carmini, Danilo Dolfi, prof. Mario Socrate.
U Borovnici, bojna 316, Mario Di Crescenzio. ibenik, bojna 127, Nunzio
Colosi. ibenik, bojna 125, Enrico Toiati. uprija, bojna 20, Luigi Mura. Zemun,
bojna Unit (Jedinstvo), politiki komesar Arrigo Bernardini, zapovjednik
216 Campi di prigionia degli italiani - Zarobljeniki logori Talijana
1
Svi su dokumenti pisani rukom, esto teko itljivim rukopisom, ponekad latinicom, a
ponekad irilicom, popisi ne navode uvijek mjesto izmjetenja, nego ponekad mjesto porijekla,
kada su u pitanju preseljenja iz logora u logor. Nema nikakve oznake za razlikovanje jednih od
drugih logora.
2
ACS, PCM, godine 1948.-50., k. 15/2, br. 10.593, fasc. 1, pismo predsjednika Talijanske
delegacije Meunarodnog komiteta Crvenog kria od dana 17/11/1945..
porunik M. Bergamaschi. Ni, bojna 36, Antonio La Ragione. Petrovac na Mlavi,
bojna 21, Pietro Turati. Kostolac, bojna 19, Silvano Pagni. Bor, bojna 47,
Pasquale Rossi. Mladenovac, bojna 17, Luigi Impellomeni. Prokuplje, bojna 37,
Federico Zennaro. Valjevo, bojna 56, Sandro Puppo. Aleksinac, bojna 38,
Giuseppe Benvenuto.
2. Logori otkriveni pri u Dravnom arhivu u Rijeci
3
i koji nisu otkriveni u materijalu
prethodno stavka.
Logori koji proizlaze iz korespondencije datirane s 1945., a postoji u fondu
GNOO Rijeke su sljedeci: Crikvenica, Martinica, Peine-Suak, Vojni.
Za te logore, na temelju malobrojnog dopisivanja koje je uslijedilo, te vijesti i
dozvola za pristup proizlazi da su zahtjevi upueni OZNI.
3. Logori navedeni na sastanku upravnih voditelja i odgovornih za red i sigurnost
odran 15. i 16. svibnja 1945. na Suaku
4
:
Donosi se vijesto postojanju nekog logora za osuenike na prisilni rad otvoren
u mjestu Vran (sic), moda Vranje, mjesto u junoj Srbiji.
4. Logori dojavljeni od bivih talijanskih zarobljenika Obavjetajnom uredu
Vrhovnog stoera Talijanske vojske
5
:
Postojna (Slovenija), Vipava (Slovenija), Ilirska Bistrica (Slovenija), Planina-
Postojna (Slovenija), Prestranek (Slovenija), Idrija (Slovenija), Koevje (Slovenija).
Postojanje logora u Ilirskoj Bistrici potvreno je i na sastanku narodnih tuitelja
odranoj u Trstu 8/2/1946.
6
radi koordinacije antifaistike borbe u bivoj Julijskoj
krajini. Na navedenom sastanku smatralo se sigurnim i postojanje internacijskog
logora u sreditu Istre, vjerojatno u blizini Pazina.
O postojanju logora u Palanci ili Palanki govori se u izvjeu iz Udina od dana
28.3.1946, koje je ef policije uputio Predsjednitvu Vijea
7
.
Ako dokumenti o djelovanju tih logora ne postoje u Vojnoistorijskom arhivu u
Beogradu, moe se smatrati da postoje pri Ministarstvu unutarnjih poslova, ali kako
u Hrvatskoj, tako i u Beogradu, do danas istraivaci talijanske i hrvatske strane nisu
imali mogunost pristupa u taj arhiv.
Campi di prigionia degli italiani - Zarobljeniki logori Talijana 217
3
DAR, GNOO Rijeke, JU 16-2.
4
Vjesnik, sv. XIX, Rijeka, 1974..
5
ACS, PCM, godine 1948.-50., k. 15/2, br. 10.599.
6
DAR, Gradska komisija za utvrivanje ratnih zloina, JU 41, k. 6.
7
ACS, Ministarstvo unutarnjih poslova, Kabinet 44-46, k. 138, fascikl 12.148.
CONDANNE AI LAVORI FORZATI E AL CARCERE, AMULTE,
A PROVVEDIMENTI DI SEQUESTRO E CONFISCA,
REGISTRATE A CARICO DI CITTADINI DELLEX
PROVINCIA DEL CARNARO DAL 3 MAGGIO 1945 AL 31
DICEMBRE 1948
Le condanne da noi qui di seguito elencate sono state rilevate dalle seguenti fonti:
1. AMSF, Ricerca vittime - Elenchi processi, Archivio della Corte suprema militare,
Belgrado (in elenco: ACSM): Acarico di cittadini residenti nella ex provincia del
Carnaro abbiamo trovato 4 sentenze emesse dal Tribunale militare di Fiume nel
1945, 4 sentenze del Tribunale militare di Lubiana emesse nel 1946, ancora 53
sentenze del Tribunale militare di Fiume emesse tra il 1945 e il 1946, 11 sentenze
del Tribunale militare di Spalato emesse tra il 1949 e il 1953 e infine 57 sentenze
emesse dal Tribunale militare di Fiume tra il 1948 e il 1952. Qui sono stati
riportati complessivamente i nominativi di condannati a pene detentive. Le
condanne a morte sono richiamate nellelenco vittime che ha costituito lo scopo
primario della presente ricerca.
2. DAR, Tribunale popolare circondariale di Fiume (Okruni narodni sud, Rijeka),
(in elenco: TPCF): Abbiamo trovato solo lelencazione di sentenze emesse nel
1947: in tutto 252. Nulla sappiamo sullattivit svolta nel 1945 e dal 1948 in poi.
3. DAR, Pretura popolare di Fiume (Kotarski narodni sud Rijeka) (in elenco: PPF):
A partire dal 1948 le sentenze emesse sono a larga maggioranza relative a
cittadini jugoslavi. Nel 1945, 1946 e 1947 i provvedimenti di confisca riguardano
soprattutto i cittadini italiani. Ci siamo dunque limitati a rilevare i provvedimenti
emessi fino a tutto il 1948. Abbiamo rilevato che i fascicoli rubricati negli anni
1945-1946-1947 e 1948 dovrebbero essere in tutto, se gli elenchi in nostro
possesso fossero completi, 1.052. Disponibili in Archivio risultano invece essere
722 ma anche di questi ben 119 risultano mancanti o comunque non visionabili.
4. Epurazione di Frontiera di R. Spazzali (in elenco: ERS).
Elenco condanne del 1948.
5. DAR, Denunce a carico di criminali di guerra pervenute alla Commissione crimini
di guerra e pratiche inoltrate al Tribunale militare (CCGF): La Commissione
cittadina per i crimini di guerra di Fiume era cos composta: presidente Iskra Aldo,
segretario Petrich Francesco, membro Francetich Stanislao, membro Serdoz in
Iuretich Desanka, impiegate Nagy Editta e Silvani Jolanda. Risultavano consulenti
legali della stessa: Borzatti Ettore e Fabiani Gino (n.d.a: dubbio che questultimi
siano entrati in carica risultando poi una tale funzione ricoperta da Suanj Janko di
Suak. - Archivio di Fiume/Rijeka JU 41 scat. 4 e 5).
6. AMSF, Tribunale popolare distrettuale
1
(in elenco: TPD).
7. AMSF, Commissione mista beni abbandonati
2
(in elenco: CMBA): Per tali beni si
intendevano quelli di cittadini che avevano lasciato il territorio senza dare notizia
di s o che non erano rientrati nello stesso dopo la fine delle ostilit o che
appartenevano a cittadini prelevati dagli organi di polizia o da ignoti e
successivamente scomparsi.
In base agli elenchi sopraindicati noi abbiamo raccolto in tutto 1.155 nominativi
che in tre anni e mezzo hanno comunque subito provvedimenti restrittivi della libert
personale o tali da essere privati di beni mobili e immobili di loro propriet. Spesso
hanno subito gli uni e gli altri e, a volte, il sequestro e la confisca hanno preceduto o
hanno fatto seguito alleliminazione fisica. Non infrequenti i nominativi di ebrei
superstiti quali Berger, Blayer, Herskovitz, Grimberger, Mattersdorfer, Perugini,
Weiss ecc., che scampati ai sequestri e alla deportazione da parte tedesca dovettero
subire poi, a liberazione avvenuta, loppressione del regime comunista jugoslavo.
Non si salvarono nemmeno i beni residui di alcuni ebrei deceduti ad Auschwitz e
questo fu il caso, ad esempio, di Dora Gespez e di Clementina Prister.
I dati raccolti ci confortano a stimare, prudenzialmente, che tra il 1945 e il 1948
non meno di 500 cittadini fiumani abbiano subito ufficialmente pene detentive e non
meno di 1.500 abbiano subito sequestri e confische in base a sentenze emesse da
organismi giudiziari della Jugoslavia.
Il mancato accesso agli archivi del Ministero dellinterno, sia a Belgrado sia a
Zagabria, non ci consente di poter valutare, nemmeno orientativamente, quanti siano
stati i cittadini privati della libert personale dagli organi di polizia sia quella
ausiliaria dipendente dal Comitato popolare cittadino, sia quella segreta, denominata
OZNA prima e UDBA poi, dipendente dallArmata di liberazione jugoslava fino a
settembre/ottobre del 1946 e successivamente dal Ministero dellinterno.
Come per le condanne a morte, dove i casi di uccisioni senza sentenza alcuna
superano di gran lunga quelli riscontrati presso gli archivi sopra indicati, si pu
ritenere che altre centinaia di persone siano state sottoposte a pene detentive, pi o
meno lunghe, senza alcun provvedimento emesso da organismi aventi carattere
giudiziario.
N.B.: Per gli spazi vuoti nellelenco, alle voci condanne e motivazioni
sintendono mancanti sia luna che laltra.
220 Condanne - Osude
1
AMSF, Ricerca vittime, L. Giuricin, elenchi datati marzo 1994 e 15/9/2000.
2
Ibidem.
OSUDE NA PRISILNI RAD I NA ZATVOR, NA GLOBE, NA
ZAPLJENE I KONFISKACIJE, ZAVEDENE NA TERET
GRAANA BIVE KVARNERSKE PROVINCIJE OD 3.
SVIBNJA 1945. DO 31. PROSINCA 1948.
Presude koje smo prenosili u ovom tekstu nalaze se u sljedeim izvorima:
1. AMSF, Fond istraivanje rtava, Arhiv vojnih sudova Beograd (kratice ACSM).
Na teret graana s prebivalitem u bivoj Kvarnerskoj provinciji pronali smo 4
presude izdane od Vojnog suda u Rijeci 1945., 4 presude Vojnog suda u Ljubljani
izdane 1946., jo 53 presude Vojnog suda u Rijeci izdane 1945. i 1946., 11
presuda Vojnog suda u Splitu izdane od 1949. do 1953., i na kraju 57 presuda
izdanih od Vojnog suda u Rijeci izmeu 1948. i 1952.. Tu donosimo u cijelosti
imena osuenih na kazne zatvora. Smrtne presude su uvrtene u popis rtava, koji
je predstavljao primarni cilj ovog istraivanja.
2. DAR, Okruni narodni sud u Rijeci (kratice TPCF) Pronali smo samo popis
presuda izdanih 1947.: ukupno 252 presude. Nita ne znamo o djelatnosti
obavljanoj 1945. i od 1948. na dalje.
3. DAR, Kotarski narodni sud u Rijeci (kratice PPF) Poevi od 1948. izdane
presude odnose se u velikoj veini na jugoslavenske graane. Godine 1945.,
1946. i 1947. mjere konfiskacije odnose se prvenstveno na talijanske graane.
Ograniili smo se u biljeenju mjera izdanih do kraja 1948. Utvrdili smo da
fascikala zavedenih u godinama 1945., 1946., 1947., i 1948. bi moralo biti
ukupno 1.052, ako su popisi koje posjedujemo potpuni. Meutim proizlazi
da ih je u arhivu dostupno 722, ali i od tih nedostaje ili nije dostupno za uvid
njih 119.
4. Epurazione di frontiera (Pogranino ienje) Roberta Spazzalija (kratice
ERS): popis presuda iz 1948.
5. DAR, Gradska komisija za ratne zloine, JU-41, k. 4-5. Prijave na teret ratnih
zloinaca podnesene Komisiji za utvrivanje ratnih zloina i predmeti
proslijeeni Vojnom sudu (kratice CCGF). Gradska Komisija za utvrivanje
ratnih zloina u Rijeci bila je sastavljena od: predsjednika Alda Iskre, tajnika
222 Condanne - Osude
1
AMSF, Istraivanje rtve 1940.-47., L. Giuricin, popisa datirani oujak 1994. i 15/9/2000..
2
Isto.
Francesca Petricha, lana Stanislava Franceticha, lana Desanke Serdoz u
Juretich, inovnica Editte Nagy i Jolande Silvani. Kao pravni savjetnici iste bili
su: dr. Ettore Borzatti i dr. Gino Fabiani (sumnjivo je da su stupili na dunost
budui da kasnije tu dunost obavlja odvjetnik Janko Suanj sa Suaka Dravni
arhiv u Rijeci, JU 41, k. 4 i 5).
6. AMSF, Kotarski narodni sud (kratice TPD)
1
.
7. AMSF, Mjeovita komisija za naputena dobra
2
(kratice CMB). Takvim dobrima
smatrala su se dobra graana koji su napustili podruje, a da nisu ostavili ikakve
vijesti o sebi, ili koji se nisu vratili u grad nakon prestanka neprijateljstava, ili
koja su pripadala graanima odvedenim od strane policijskih organa ili od
nepoznatih i kasnije nestalih.
Na temelju gore navedenih popisa mi smo sveukupno prikupili 1.155 imena koja
su tijekom tri i pol godine svakako pretrpjela restriktivne mjere glede osobne slobode
ili takve kojima su liavani pokretnina i nekretnina iz njihovog vlasnitva. Uestalo
su trpjeli i jedno i drugo, ponekad je zapljena i konfiskacija prethodila ili slijedila
fizikoj likvidaciji.
Nisu rijetkost ni imena preivjelih idova poput Bergera, Blayera, Herskovitza,
Grimbergera, Mattersdorfera, Peruginija, Weissa itd., koji, poto su izbjegli zapljene i
deportacije od strane Nijemaca, morali su pretrpjeti kasnije, nakon osloboenja
tlaenje jugoslavenskog komunistikog reima, koji im je oduzeo i ono to su prethodno
uspjeli sauvati. Nisu se spasila niti dobra preostala od nekih idova stradalih u
Auschwitzu, to je sluaj, primjerice, Dore Gespez ili Clementine Prister.
Prikupljeni podaci omoguuju nam obazrivo procjenjivanje da je od 1945. do
1948. ne manje od 500 graana Rijeke slubeno dobilo zatvorske kazne, i da je njih
barem 1.500 doivjelo zapljene i konfiskacije na osnovu presuda izdanih od sudskih
organa Jugoslavije.
Izostanak pristupa arhivima Ministarstva unutarnjih poslova i u Beogradu i u
Zagrebu ne omoguuje nam vrednovanje, ak niti okvirno, koliko je graana lieno
osobne slobode od strane policijskih organa, kako one pomone koja je ovisila od
Gradskog narodno-oslobodilakog odbora, tako i one tajne, nazvane OZNA prije i
UDBA kasnije, koja je ovisila od Narodno-oslobodilake vojske Jugoslavije do konca
1946., a kasnije od Ministarstva unutarnjih poslova.
Slino smrtnim presudama, gdje sluajevi ubojstava bez ikakve presude
poprilino nadmauju one pronaene u gore navedenim arhivima, moe se smatrati
da jo na stotine ljudi je podvrgnuto kaznama zatvora, duim ili kraim, bez ikakve
mjere ispostavljene od tijela koja su imala karakter suda.
Upozorenje: S praznim prostorima kod pojmova osuen i obrazloenje
podrazumijeva se da nedostaje i jedno i drugo.
Condanne - Osude 223
Elenco parziale di fiumani condannati a vario titolo dal 3 maggio 1945 in poi - Djelomini popis rijeana palih
zbog razliitih povoda nakon 3. svibnja 1945. pa dalje
Nome Cognome Condanna Motivo Nota Fonte
Ime Prezime Osuda Razlog Biljeka Izvor
Adam Angelo due mesi e multa sabotaggio economico scomparso TPCF
Aldrighetti Verde sequestro e conf. beni PPF
Alitovic Alit sequestro e conf. beni PPF
Aljevic Ahmed sequestro e conf. beni PPF
Allazzetta Antonio multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Allazzetta Anteo un anno e confisca sabotaggio economico TPCF
Amadi Virgilio sequestro e conf. beni milite Milizia RSI denuncia CCGF PPF
Ambrosich Alberto sette mesi attivit antipopolare contatti con esuli TPCF
Amone Gasparo confisca ditta mancante PPF
Ancona Romolo due anni con confisca collaborazionismo sequesto/conf. In PPF TPCF
Andrian Candido tre anni e sei mesi mancante ACSM
Andrioli Lisetta sequestro e conf. beni PPF
Annunzi Nicol confisca beni sabotaggio economico TPCF
Antonini Ramiro sequestro e conf. beni resp. Fascio RSI denuncia CCGF PPF
Antonini Gino sequestro e conf. beni PPF
Arcidiacono Cosimo tre anni e confisca mancante TPD
Arifovic Riza sequestro e conf. beni PPF
Arnone Gaspare sequestro e conf. beni PPF
Attanasio Maria casalinga passato a Trib. Milit. CCGF
Avanzo Pietro sequestro e conf. beni PPF
Babarovic Anton sequestro e conf. beni PPF
Babarovic Reruccio sequestro e conf. beni PPF
Babarovic Greta sequestro e conf. beni PPF
Babic Antonio confisca beni mancante PPF
Babic Maria confisca beni mancante PPF
Bacchi Ferruccio sequestro e conf. beni PPF
Bacchia Sergio cinque anni attivit antipopolare fatto fuggire persone TPCF
Bacchia Maria sei mesi mancante PPF
Bacci Iti tre anni e confisca collaborazionismo sequestro/conf. In PPF TPCF
Bacci Icilio sequestro e conf. beni PPF
Baccilieri Walter milite Milizia RSI CCGF
Bacic Nereo sequestro e conf. beni PPF
Bacic Elda sequestro e conf. beni PPF
Bacich Antonio multa e confisca attivit antipopolare TPCF
Badiura Luigia sequestro e conf. beni PPF
Baici Bruno cinque anni mancante ACSM
Bais Balbeno sequestro e conf. beni PPF
Balbi Ruggiero dodici mesi mancante ACSM
Balbi Ivan sequestro e conf. beni PPF
Bana Daniele quattro anni e sei mesi crimini su beni popolari ACSM
Banco Martino sequestro e conf. beni PPF
Banelli Aurelio cinque mesi attivit illecita false carte identit TPCF
Barbalic o Barbali Pietro dieci anni mancante indagato CCGF ACSM
Barbaric Stjepan sequestro e conf. beni PPF
Barbiric Marija sequestro e conf. beni PPF
Barco Livia sequestro e conf. beni PPF
Barkany Nicola sequestro e conf. beni PPF
Barkarich Pelos confisca beni collaborazionismo TPCF
Bartolocini Mario sei mesi offese a potere popolare TPCF
Bartolomeo Luciano due anni mancante ACSM
Bastajia Rado multa e confisca mancante PPF
Battaglierini Bruno quindici anni attivit antipopolare TPCF
Battestin Boris sequestro e conf. beni PPF
Becchi Armida sequestro e conf. beni PPF
Belgrado Gianfranco confisca beni collaborazionismo TPCF
Belic Sime tre anni trasferimento illegale persone oltre confine TPCF
Bellagamba Firnante un anno mancante ACSM
Bellasich Riccardo cinque anni con conf. collaborazionismo TPCF
Belobarbic Riccardo due anni e quattro mesi mancante ACSM
Benagli Nicola sequestro e conf. beni PPF
Bencic Giuseppe tre mesi indisciplina in servizio ACSM
Benic Marino sequestro e conf. beni PPF
Beninato Gaetano sequestro e conf. beni PPF
Benkovic Ivan sei anni attivit contro il regime ACSMB
Benussi Giovanni tre anni reati contro il popolo contatti fiumani Trieste TPCF
Benzan Odette sequestro e conf. beni PPF
Berca Roberto sequestro e conf. beni PPF
224 Condanne - Osude
Berger Herscovitz Rella sequestro e conf. beni PPF
Bergher Bruno multa attivit antipopolare TPCF
Berkevich Antonio passato a Trib. Milit. CCGF
Berkovich Brigida sequestro e conf. beni PPF
Bernabeo Raimondo sequestro e conf. beni PPF
Berti Francesco sei mesi mancante PPF
Berti Vittoria confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Bertoletti Cesare nove mesi attivit antipopolare persone oltre confine TPCF
Bettini Alberto dieci mesi commercio illecito sequestro/conf. In PPF TPCF
Bettini Gregorio sequestro e conf. beni PPF
Bezic Andrea sequestro e conf. beni PPF
Biagini Carlo sei anni mancante ACSM
Bianchi Guido sequestro e conf. beni PPF
Bianco Ernesto sei mesi collaborazionismo sequestro/conf. In PPF TPCF
Biancorosso Enrico Commiss. PS a Fiume CCGF
Biasini Francesco sequestro e conf. beni PPF
Bidan Salvatore sequestro e conf. beni PPF
Bielohzibek Hinko sequestro e conf. beni PPF
Bielohzibek Antonia sequestro e conf. beni PPF
Bilz Natalia sequestro e conf. beni PPF
Blasevich Giuseppe sequestro e conf. beni criminale di guerra PPF
Blasich Mario confisca ditta mancante PPF
Blasich Giuseppe confisca criminale di guerra TPD
Blasini Francesco dieci anni spia e aiuto fughe illegali TPD
Blasizza Adi sequestro e conf. beni PPF
Blayer Pietro confisca beni collaborazionismo TPCF
Blayer Serena confisca beni collaborazionismo TPCF
Blecic Sergio quattro anni propaganda nemica denuncia CCGF ACSM
Blecich Natale sequestro e conf. beni revocata PPF
Blecich Rodolfo sequestro e conf. Beni due anni Sabotaggio econ. PPF
Blecich Ivan sequestro e conf. beni PPF
Boccato Giovanni cinque anni e confisca mancante PPF
Bohrer Ferdinando sequestro e conf. beni PPF
Bohrer Giuseppe sequestro e conf beni. PPF
Bohunj Giuseppe agente segreto passato a Trib. Milit. CCGF
Bolf Nikola sequestro e conf. beni PPF
Bonanno Ernesto sequestro e conf. beni PPF
Boni Antonio sequestro e conf. beni PPF
Bonifacio Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Bonivento Alma sequestro e conf. beni PPF
Boron Ines sequestro e conf. beni PPF
Borri Roberto quattro mesi e confisca sabotaggio economico TPCF
Borzatti Ettore multa e confisca speculazione illecita anche ACSM PPF
Bovio Gianbattista tre mesi con confisca collaborazionismo TPCF
Bozic Vladimir sequestro e conf. beni PPF
Boznjak Giuseppe mancante propaganda italiana ERS
Bradicich Nives confisca ditta mancante PPF
Bradicich Romano multa e confisca speculazione illecita anche ACSM PPF
Bresaz Antonio un anno offese a potere popolare TPCF
Bressan Anita sequestro e conf. beni PPF
Bressan Lodovico sequestro e conf. beni PPF
Bressanello Renato due mesi mancante ACSM
Bressanello Iginio sequestro e conf. beni PPF
Bressani Ricciotti confisca beni collaborazionismo TPCF
Brida Italico sequestro e conf. beni PPF
Brizio Gianvincenzo sequestro e conf. beni PPF
Brncic Mate sequestro e conf. beni PPF
Broccari Rinaldo sei mesi con confisca collaborazionismo TPCF
Brocchi Carlo tre mesi con confisca collaborazionismo TPCF
Brucchietti Luigi coman.te Carab. Fiume CCGF
Brunelli Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Brunetta David sequestro e conf. beni PPF
Bruno Filippo sequestro e conf. beni PPF
Budimir Milivoj sequestro e conf. beni PPF
Bufalin Augusto sequestro e conf. beni PPF
Bukovski Eugenia dieci mesi trasferimento illegale sacerdote oltre confine TPCF
Bunicich Amalia sequestro e conf. beni PPF
Burgstaller Arturo un anno e quattro mesi mancante PPF
Burlini Ermanno sequestro e conf. beni PPF
Burul Antonio sequestro e conf. beni maresciallo Milizia RSI denuncia CCGF PPF
Busdon Pietro sequestro e conf. beni operaio Cantieri Fiume denuncia CCGF PPF
Butkovich Ervino cinque anni attivit antipopolare fatto fuggire persone TPCF
Buttignon Angelo due anni mancante ACSM
Cacciolato Primo sequestro e conf. beni PPF
Caffon Bruno confisca beni sabotaggio economico TPCF
Condanne - Osude 225
Caffon Bianca confisca beni reati contro beni popolo TPCF
Calderara Antonio multa e confisca mancante PPF
Callimici Adriano sequestro e conf. beni PPF
Callimici Renato sequestro e conf. beni PPF
Callochira idem? Marino due anni mancante ACSM
Callochira idem? Ratimir impieg.comun. Laurana CCGF
Camalich Andrea confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Capellani Anna passato a Trib. Milit. CCGF
Cappellani Felice elettromeccanico passato a Trib. Milit. CCGF
Capurso Raffaele milite Milizia RSI CCGF
Caravani Anita sequestro e conf. beni PPF
Caravani Alice sequestro e conf. beni PPF
Caretto Ernesto sequestro e conf. beni PPF
Cartesio Jolanda confisca beni sabotaggio economico TPCF
Cattalinich Gigliola passato a Trib. Milit. CCGF
Cattonaro Domenico calderaio CCGF
Cavalian Giorgio confisca ditta mancante PPF
Cavazzi Carlo venti mesi mancante ACSM
Cavidoni Giovanni due anni mancante ACSM
Celle Amedeo sequestro e conf. beni PPF
Cerne Josip sei mesi fascista ACSM
Cernich Ezio sequestro e conf. beni PPF
Cernich Bruno sequestro e conf. beni PPF
Cesare don Giacomo tre anni attivit antipopolare ACSM
Ceschi Attilio multa e confisca speculazione illecita anche ACSM PPF
Ceschiutti Giuseppe tre anni mancante TPD
Chersi Hildegarda sequestro e conf. beni PPF
Chesani Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Chiandussi Luciano confisca beni nemico del popolo PPF
Chianese Vincenzo confisca ditta mancante PPF
Chioggia Giuseppe sequestro e confisca mancante PPF
Chiopris Carlo sei mesi con confisca sabotaggio economico TPCF
Ciciriello Salvatore sequestro e conf. beni PPF
Cicovich Narciso sei mesi offese a potere popolare TPCF
Cidri Ettore sei mesi con confisca collaborazionismo TPCF
Cilenti Adriano sequestro e conf. beni PPF
Cirillo Guglielmo sequestro e conf. beni PPF
Clagnam Angelo sequestro e conf. beni PPF
Cobelli Antonia sequestro e conf. beni PPF
Coderin Maria cinque anni attivit antipopolare fatto fuggire persone TPCF
Colimizi Adriano sequestro e confisca nemici del popolo PPF
Colizza Michele quattro mesi e confisca sabotaggio economico sequestro/conf. In PPF TPCF
Colman Arturo milite Milizia RSI CCGF
Colussi Cherubino quattro anni mancante ACSM
Colussi Carlo sequestro e conf. beni PPF
Contesso Vincenzo sequestro e conf. beni PPF
Coppola Vincenzo sequestro e conf. beni PPF
Cori Vittorio un anno e sei mesi sabotaggio economico TPCF
Cori Santa multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Cori Gigliola sequestro e conf. beni PPF
Corradi Adolfo sequestro e conf. beni maresciallo Milizia RSI denuncia CCGF PPF
Corte Pietro sequestro e conf. beni PPF
Corte Angelo sequestro e conf. beni PPF
Cosciano Menotti sequestro e conf. beni PPF
Cossetto ?? confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Costantini Alferio un anno e sei mesi mancante ACSM
Cottiero Francesco sequestro e conf. beni PPF
Covi Salvatore sequestro e conf. beni PPF
Cozza Alberto carcere sabotaggio ACSM
Crespi Artemio dodici anni attivit antipopolare ACSM
Crisostomi Antonio sequestro e conf. beni PPF
Cristian Emilio sette anni mancante ACSM
Cristin Daniele tre e sei mesi mancante ACSM
Cristin Francesco sei mesi mancante ACSM
Crost Giovanni tre mesi con confisca collaborazionismo TPCF
Csepely Zoltan sequestro e conf. beni PPF
Csikszenmihaly Alfredo sequestro e conf. beni PPF
Cubelic Mijo sequestro e conf. beni PPF
Cubranic Paula sequestro e conf. beni PPF
Cunradi Noemi sequestro e conf. beni PPF
Cunradi Radoma sequestro e conf. beni PPF
Curatolo Ernesto un anno con confisca sabotaggio economico TPCF
Curia Filippo sequestro e conf. beni PPF
Curl Ivanka sequestro e conf. beni PPF
Curto Giovanni sette mesi e multa sabotaggio economico TPCF
226 Condanne - Osude
Cussar Natale confisca beni collaborazionismo TPCF
Cussar Luigi confisca beni collaborazionismo sequestro/conf. In PPF TPCF
Cussar Luigia confisca beni collaborazionismo TPCF
Cuzzi Erma multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Dadic N. sequestro e conf. beni PPF
Danielis Mario tre mesi e confisca beni collaborazionismo TPCF
Dassovich Mario di Mario quindici anni attivit antipopolare anche ACSMB ACSM
Dassovich Mario fu Pietro sequestro e conf. beni PPF
Daudre Aladar Vincenzo un anno mancante ACSM
DAugusta Umberto sei mesi con confisca sabotaggio economico sequestro/conf. In PPF TPCF
De Angeli Raul ignoto mancante ACSM
De Carolis Silvano quattordici mesi attivit antipopolare persone oltreconfine TPCF
De Cova ?? sei anni mancante TPD
De Eidlitz Giovanni sequestro e conf. beni PPF
De Gauss Francesco sequestro e conf. beni PPF
De Maineri Arturo confisca beni collaborazionismo sequestro/conf. In PPF TPCF
De Martin don Girolamo tre anni attivit antipopolare TPCF
De Micheli Luigi sequestro e conf. beni denuncia CCGF PPF
De Mitri Stefano sequestro e conf. beni PPF
De Nardo Lino sequestro e conf. beni PPF
De Natali Luigi sequestro e conf. beni PPF
De Petris Nino un anno e confisca mancante TPD
De Poli Aldo sequestro e confisca nemici del popolo PPF
De Radiis Gastone sequestro beni mancante PPF
De Sanctis ?? otto anni mancante TPD
De Thian Alessandra sequestro e conf. beni PPF
Decleva Albina quattro mesi mancante ACSM
Deconstantin Domenico sequestro e conf. beni PPF
Deffar Giulio sequestro e conf. beni PPF
Del Bello Giovanni quattro anni mancante ACSM
Del Fabbro Carlo sequestro e conf. beni PPF
Del Fime Vincenza due anni mancante ACSM
Del Savio Caterina sequestro e conf. beni PPF
Delaiti Banic in Celle Isabella sequestro e conf. beni PPF
Delenececz Elisabetta confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Delgino Costanzo confisca ditta mancante PPF
Delhasz Rudolf sequestro e conf. beni PPF
Delich Luigi mancante attivit antipopolare TPCF
Della Riva Diletto sequestro e conf. beni PPF
Dellabana Leopoldo confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Delli Galzigna Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
DellOrco Adriano sequestro e conf. beni PPF
Deluca Michele sequestro e conf. beni PPF
Demajlovic Meditu sequestro e conf. beni PPF
Depoli Attilio sequestro e conf. beni PPF
Depretto Vittorio confisca beni collaborazionismo TPCF
Derencin Italo sequestro e conf. beni PPF
Derencin Felice multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Derenzin Nereo confisca beni collaborazionismo TPCF
Derenzin Mario confisca beni collaborazionismo TPCF
Derenzin Ferruccio confisca beni collaborazionismo TPCF
Derin Lucia tre mesi e multa attivit antipopolare fuga illegale persone TPCF
Derogna Elena otto mesi multa e conf. sabotaggio economico TPCF
Descovich Maria sequestro e conf. beni PPF
Descovich Laura sequestro e conf. beni PPF
Devcic Grga sequestro e conf. beni PPF
Devjak Eduard sequestro e conf. beni PPF
Di Caro Salvatore 30 mesi e conf. Beni denuncia CCGF PPF
Di Foro Antonio sequestro e conf. beni PPF
Di Pasquale Adelchi sequestro e conf. beni PPF
Di Sabato Stanca sequestro e conf. beni PPF
Diklic Nikola sequestro e conf. beni PPF
Diosy Andrija sequestro e conf. beni PPF
Diracca Maria sequestro e conf. beni PPF
Divizia Mansueto confisca beni mancante PPF
Djurovic Svetomir confisca beni mancante PPF
Dlacic Dinko quattordici mesi illecito commercio ACSM
Dolgan Framcesco un anno mancante ACSM
Dolic Fejk mancante trasferimento illegale persone oltrefrontiera TPCF
Dragonja Nicola sequestro e conf. beni PPF
Dranc Desiderio un anno mancante ACSM
Droffenig Mihovil sequestro e conf. beni PPF
Dubokovic Tile sequestro e conf. beni PPF
Dubrovich Luigia confisca beni collaborazionismo TPCF
Dubrovich Vjekoslava sequestro e conf. beni PPF
Condanne - Osude 227
Duimovich Remigio sequestro e conf. beni PPF
Dukich Antonio un anno e confisca sabotaggio economico TPCF
Ecker Anna Francesca sequestro e conf. beni PPF
Eidelsbacher Augusto tre anni e confisca collaborazionismo sequestro/conf. In PPF TPCF
Elia Emilio sequestro e conf. beni vice federale PNF denuncia CCGF PPF
Erbisti Annone sequestro e conf. beni criminale di guerra PPF
Erjavec Ivana due anni mancante ACSM
Ervini Ivan sequestro e conf. beni PPF
Fabbrini Ladislao sequestro e conf. beni milite Milizia RSI denuncia CCGF PPF
Fabbro Josip sequestro e conf. beni PPF
Fabich Maria confisca beni collaborazionismo TPCF
Fabietti Fabietto confisca beni sabotaggio TPD
Fabietti Antonio confisca ditta insolvenza tasse PPF
Fabris Massimo cinque anni attiviti antipopolare ACSM
Fabro Angelo tre anni e otto mesi mancante ACSM
Facchini Federico confisca ditta mancante PPF
Faccini nome scon. seniore Milizia CCGF
Falconi Silvana sequestro beni mancante PPF
Falconi Santuzza sequestro e conf. beni PPF
Fama Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Famea Eleonora casalinga anni 17 passato a Trib. Mil. CCGF
Famea Dorina casalinga anni 32 passato a Trib. Mil. CCGF
Famea Maria casalinga passato a Trib. Mil. CCGF
Fanti Giuseppe quattordici anni mancante ACSM
Fantini Ferruccio sequestro e conf. beni attivit antipopolare anche otto anni ACSM PPF
Fantini Emilio o Emiro sequestro e conf. beni PPF
Fattori Giuseppe confisca beni mancante PPF
Favretto Giorgio otto mesi mancante ACSM
Favretto Vanda sequestro e conf. beni PPF
Federici Luigi sequestro e conf. beni PPF
Feoli Fulvio sequestro e conf. beni PPF
Fercovich Barbier Gisella sequestro e conf. beni PPF
Fergacich Benedetto sequestro e conf. beni PPF
Ferlan Giovanni commerciante passato a Trib. Mil. CCGF
Ferletic Antonio sei anni mancante ACSM
Ferrara Iris sequestro e conf. beni PPF
Ferrari Eligio agente SS CCGF
Ferro Ettore sequestro e conf. beni un anno sabotaggio economico PPF
Ferroni Enrico sequestro e conf. beni PPF
Filipovich Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Filipovich Vinko sequestro e conf. beni PPF
Filipovich Anka sequestro e conf. beni PPF
Finotello Olga casalinga passato a Trib. Mil. CCGF
Fiocchi Ajace sequestro e conf. beni PPF
Flaibani Gino sequestro e conf. beni criminale di guerra PPF
Flamini Emberto sequestro e conf. beni PPF
Flamini Spartaco sequestro e conf. beni PPF
Fletzer Gino sequestro e conf. beni PPF
Fonda Umberto sequestro e conf. beni PPF
Fonda Carlo sequestro e conf. beni PPF
Fontana Bruno tre anni mancante ACSM
Fornasaro Angelina casalinga CCGF
Fossa Adolfo quattro mesi e multa sabotaggio economico TPCF
Fossa Silvio sospensione pena sabotaggio economico sequestro/conf. In PPF TPCF
Fossa Gioacchino sospensione pena sabotaggio economico sequestro/conf. In PPF TPCF
Fossa Adolfo sequestro e conf. beni PPF
Fossati Vladimiro tre mesi con confisca collaborazionismo TPCF
Foti Cesare studente CCGF
Francetich Antonio sequestro e conf. beni denuncia CCGF PPF
Franco Antonio sequestro e conf. beni PPF
Franjic Krunoslav sequestro e conf. beni PPF
Frank Guido due anni attivit contro il regime ACSMB
Frankovich Daniela dodici mesi attivit antipopolare fatto fuggire persone TPCF
Friedrich Aldo sequestro e conf. beni PPF
Friedrich Liliana sequestro e conf. beni PPF
Frifoglio Francesco confisca beni mancante PPF
Frifoglio Giovanni un anno e confisca beni mancante PPF
Frifoglio Antonio confisca beni mancante PPF
Frkovich Rodolfo confisca beni mancante PPF
Frlan Alfredo sequestro e conf. beni PPF
Froglia Vittorio sequestro e conf. beni PPF
Fucak Dora un anno offese a comandante ACSM
Fucak Barbara sequestro e conf. beni PPF
Fumi Amato sequestro e conf. beni PPF
Fumis Aldo due anni mancante ACSM
228 Condanne - Osude
Furst Edvino multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Gabel Guglielmo diciasette mesi e conf. trasferimento illegale persone oltre confine TPCF
Gabrielli Ines sequestro e conf. beni PPF
Gacchina Stefano negoziante passato a Trib. Mil, CCGF
Gaggi Otello due anni propaganda nemica ACSM
Gagliano Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Galetti Osman sequestro e conf. beni PPF
Gallarini Gino segr. Fed. Fascio Fiume CCGF
Gallinari Alfredo confisca beni collaborazionismo TPCF
Gallinari Durante confisca beni collaborazionismo TPCF
Gallovich Luciano milite Milizia RSI passato a Trib. Mil. CCGF
Gambino Calogero sequestro e conf. beni PPF
Gandolfo Ermanno sequestro e conf. beni PPF
Gapit Arno sequestro e conf. beni PPF
Garcsar Maria sequestro e conf. beni PPF
Gecele Enrico sequestro beni speculazione illecita PPF
Geisiger Walter confisca beni mancante PPF
Genovese Vincenzo Questore di Fiume CCGF
Gerin Giovanni sospensione pena sabotaggio economico TPCF
Gerl Maria un anno e sei mesi trasferimento illegale persone a Trieste TPCF
Gespez Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Gespez Dora sequestro e conf. beni PPF
Getto Alfredo confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Gherbaz Davide giustiziato da Aut. Jug. meccanico CCGF
Gherbaz in Prodam Valeria impiegata passato a Trib. Mil. CCGF
Ghersi Alberto sequestro e conf. beni PPF
Ghersinich Ettore sequestro e conf. beni PPF
Ghioggia Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Giacchetti Gino confisca beni collaborazionismo TPCF
Giacomo Don Cesare tre anni mancante ACSM
Giannese Emanuele sequestro e conf. beni PPF
Giannese Leo agente SS CCGF
Gigante Bruno confisca beni collaborazionismo TPCF
Gigante Riccardo sequestro e conf. beni PPF
Gigante Luigia sequestro e conf. beni PPF
Gillitzer Stefania sequestro e conf. beni PPF
Giordani Ignazio tre anni e confisca mancante TPD
Gisinger o Gisigar Walter confisca beni collaborazionismo anche inPPF TPCF
Giuliano Salvatore sequestro e conf. beni PPF
Glavan Ladislavo sette anni attivit antipopolare fatto fuggire persone TPCF
Gliscenko Juretich Filippina sequestro e conf. beni PPF
Gloria Alfredo sei mesi offese a potere popolare TPCF
Gobbo Nevio otto mesi mancante ACSM
Gobbo o Gobo Claudio tre anni e sei mesi propaganda nemica ACSM
Goresar Maria confisca beni collaborazionismo TPCF
Gorup Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Grabner Paolo sequestro e conf. beni PPF
Grainich Antonio sequestro e conf. beni PPF
Grasso Annamaria confisca beni mancante PPF
Grattoni Rodolfo sequestro e conf. beni PPF
Grbaz Giovanni mancante attivit antipopolare TPCF
Gregorich Giovanna sequestro beni mancante PPF
Gregoris Osvaldo sequestro e conf. beni PPF
Grimberger Adele sequestro e conf. beni PPF
Grohovac Narciso sequestro e conf. beni PPF
Grohovac Ida confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Grossich Vladimiro sequestro e conf. beni PPF
Grubesic Jolanda sequestro e conf. beni PPF
Grubessi Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Guerro Cesare cinque mesi mancante ACSM
Guetti Gogliardo dieci mesi e confisca collaborazionismo TPCF
Gylek Mercedes sequestro e conf. beni PPF
Hadzijusufovic Asif sequestro e conf. beni PPF
Haltrobek Marco confisca sabotaggio economico PPF
Hanopel Ugo confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Haramija Augustin sequestro e conf. beni PPF
Hasenteufel Carlo sequestro e conf. beni PPF
Heidrich Elisabetta sequestro e conf. beni PPF
Heimler Tiburzio sequestro e conf. beni PPF
Heimler Emerico sequestro e conf. beni PPF
Heimler Elisabetta sequestro e conf. beni PPF
Herlitzka Livio confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Herman Ebrio sequestro e conf. beni PPF
Hersciack Luigi un anno e confisca sabotaggio economico TPCF
Hersciack Laura confisca beni sabotaggio economico TPCF
Condanne - Osude 229
Herskovitz Agata Luigia sequestro e conf. beni PPF
Hlebez Giovanni un anno attivit antipopolare TPCF
Hoedel Roberto sequestro e conf. beni PPF
Hoyos Edgardo sequestro e conf. beni PPF
Hrlec Franjo sequestro e conf. beni PPF
Hrvatin Josip sequestro e conf. beni PPF
Hupp Antonio sequestro e conf. beni PPF
Iskra Giovanni sei mesi trasferimento illegale persone oltre confine TPCF
Islami Ramiz sequestro e conf. beni PPF
Islinger Carol un anno e confisca mancante TPD
Ivancic Tommaso sequestro e conf. beni PPF
Jagodnik Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Jagodnik Vladimir sequestro e conf. beni PPF
Jankovich Gino confisca beni collaborazionismo anche inPPF TPCF
Jankovich Oscar confisca beni collaborazionismo TPCF
Jardas Marino sei mesi indisciplina ACSM
Jellouscheg Vincenzo sequestro e conf. beni PPF
Jezzi Benedetto sequestro e conf. beni PPF
Jugo Carolina confisca beni sabotaggio economico TPCF
Jugo Anton sequestro e conf. beni PPF
Juricev Antonio sequestro e conf. beni PPF
Juricich Mirko dieci anni e confisca criminale di guerra TPD
Jurkovic Mate sequestro e conf. beni PPF
Kajba Barica sequestro e conf. beni PPF
Kalani Milan sequestro e conf. beni PPF
Kalpic Ante sequestro e conf. beni PPF
Kappel Franjo sequestro e conf. beni PPF
Karakasevic Ivan sequestro e conf. beni PPF
Karlovac Vinko sequestro e conf. beni PPF
Kastelich Andrea un anno e sei mesi trasferimento illegale persone a Trieste TPCF
Katic Vera sequestro e conf. beni PPF
Kelemen Fabiano confisca beni sabotaggio economico TPCF
Kindle Massimiliano cinque anni Trib. Mil: dentista passato a Trib. Mil. CCGF
Klinc Goffredo mancante collaborazionismo ERS
Knezic Maria sequestro e conf. beni PPF
Kociancich Romeo dodici mesi attivit antipopolare ACSM
Koen Kajne otto mesi mancante PPF
Kolovits Hupp Anna sequestro e conf. beni PPF
Komadina Matijan sequestro e conf. beni PPF
Kopaitic Gorup Josefina sequestro e conf. beni PPF
Kosic Ivan sequestro e conf. beni PPF
Kovacev Veljko multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Kozulic Marija sequestro e conf. beni PPF
Kozulic Dinka sequestro e conf. beni PPF
Krahl Aub Camilla sequestro e conf. beni PPF
Kraljic Giorgio sequestro e conf. beni denuncia CCGF PPF
Kresevich Antonio sequestro e conf. beni PPF
Krivicic Ivan sequestro e conf. beni PPF
Kriz Mirko due mesi con confisca mancato controllo ditta TPCF
Krizman Vittoria cinque anni attivit antipopolare fatto fuggire persone TPCF
Krojsa Emilia suor due anni propaganda nemica TPCF
Kubat Dimitrije sequestro e conf. beni PPF
Kucic Mario muratore CCGF
Kucich Benedetto multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Kucich Francesco un anno trasferimento illegale sacerdote oltre confine TPCF
Kucina Ivan sequestro e conf. beni PPF
Kuharic Jelena sequestro e conf. beni PPF
Kuhnel Riccardo sequestro e conf. beni PPF
Kukurin Giuseppe un anno attivit antipopolare TPCF
Kurtes Josip sequestro e conf. beni PPF
La Scala Francesco venti anni criminale di guerra PPF
Lado Giorgio confisca beni collaborazionismo anche in PPF TPCF
Lado Ugo sequestro e conf. beni un anno PPF
Lado Innocente due anni e confisca beni mancante TPD
Lagatolla Giuseppe o Pino sequestro e conf. beni cap. Milizia RSI denuncia CCGF PPF
Lamancusa Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Lambertini Guido sequestro e conf. beni PPF
Lamza Velimir sequestro e conf. beni PPF
Lamza Zdenko sequestro e conf. beni PPF
Lanfredi Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Lapp Serene sequestro e conf. beni PPF
Latarulo Salvatore sequestro e conf. beni PPF
Lazar Ludmila impiegata passato a Trib. Mil. CCGF
Lazzari Antonio confisca beni collaborazionismo TPCF
Lazzari Vittoria confisca beni collaborazionismo TPCF
230 Condanne - Osude
Lazzari Vittorio confisca beni collaborazionismo TPCF
Lazzari Maria confisca beni collaborazionismo TPCF
Lazzarich Giuseppe multa e confisca beni commercio illecito TPCF
Lazzarini Aristide quattro mesi e confisca sabotaggio economico sequestro/conf. In PPF TPCF
Lazzarini Gino sequestro e conf. beni PPF
Leban Luigi cinque anni mancante ACSM
Leisching Netty sequestro e conf. beni PPF
Lenaz Attilio sei mesi mancante ACSM
Lenaz Onorato otto anni e confisca attivit antipopolare TPCF
Lenaz Leonardo sequestro e conf. beni PPF
Lenski Erberto quattro anni attivit antipopolare anche seq./conf.- PPF ACSM
Lenski Riccardo multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Lenuzzi Valentino carcere sabotaggio ACSM
Leonessa Lionello due anni mancante PPF
Leonessa Nives diciotto mesi mancante PPF
Lesica Antun sequestro e conf. beni PPF
Lini Alceo due anni mancante ACSM
Lipicer Giorgia sequestro e conf. beni PPF
Ljubojevic Milan sequestro e conf. beni PPF
Locatelli Gaetano confisca beni sabotaggio economico TPCF
Locatelli Maria due mesi e multa sabotaggio economico TPCF
Loiacono Vincenzo sequestro e conf. beni PPF
Loker Gino sette mesi attivit antipopolare persone oltre confine TPCF
Lombardi Michele sequestro e conf. beni PPF
Lorenzi Adolfo sequestro e conf. beni PPF
Lorenzin Ivan sequestro e conf. beni PPF
Lucchini Fausto sequestro e conf. beni PPF
Lucci Vasco sequestro e conf. beni PPF
Luksich Renato due anni attivit antipopolare contatti CLN Trieste TPCF
Luksich Antonio quindici anni attivit contro il regime ACSMB
Lusuardi Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Macehoro Aldo ignoto mancante ACSM
Macko Maria confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Magasic Nikola confisca beni mancante PPF
Maglica Franjo sequestro e conf. beni PPF
Mahmutovic Alim sequestro e conf. beni PPF
Malaspina Eugenio sequestro e conf. beni PPF
Malatesta Antonio multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Malina Josip sequestro e conf. beni PPF
Malpiccoli Michele confisca beni collaborazionismo TPCF
Maltauro Carlo dodici anni attivit contro il regime ACSMB
Malusa Giovanna sequestro e conf. beni PPF
Mammolato Mario confisca beni collaborazionismo TPCF
Mandich Mario sequestro e conf. beni sette mesi speculazione illecita PPF
Mangli Innocente sequestro beni mancante TPCF
Mansueto Divizia sequestro e conf. beni PPF
Maraspin Giuseppina sette mesi mancante ACSM
Marassi Basilio sequestro e conf. beni PPF
Marcatti Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Marce Paolo sequestro e conf. beni PPF
Marcelija Anton sequestro e conf. beni PPF
Marchini Giuseppina sedici mesi attivit antipopolare fatto fuggire persone TPCF
Marciano Domenico sequestro e conf. beni PPF
Mares Giovanni sequestro e conf. beni milite Milizia RSI denuncia CCGF PPF
Mariano Pietro confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Marini Umberto sequestro e conf. beni PPF
Markov Radomir sequestro e conf. beni PPF
Markovic Grdjan tre anni e sei mesi trasferimenti illegali persone oltre confine TPCF
Markovic Remigio sequestro e conf. beni PPF
Marsanich Donato multa sabotaggio economico TPCF
Martinez Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Martinolich Ferruccio giustiziato Armata Jug. CCGF
Marussi Garibaldo sequestro e conf. beni PPF
Marvin Giovanni dodici mesi tre anni attivit antipopolare ACSM
Marzano Dora cinque anni e confisca collaborazionismo servizio OVRA TPCF
Masiero Pietro sequestro e conf. beni PPF
Matak Sime sequestro e conf. beni PPF
Matera Francesco sequestro e conf. beni PPF
Matesich Ernesto sequestro e conf. beni PPF
Matesich Viktorija sequestro e conf. beni PPF
Matkovic Remigio sequestro e confisca nemici del popolo PPF
Matteri/ Mattersdorfer Bruno sequestro e conf. beni PPF
Mauri Giuseppe mancante mancante ACSM
Mauro Teresa sequestro e conf. beni PPF
Meden Jelka sequestro e conf. beni PPF
Condanne - Osude 231
Meinhardt Ivan sequestro e conf. beni PPF
Menard Maria sequestro e conf. beni PPF
Merini Emerico sequestro e conf. beni PPF
Merkoci Ivana sequestro e conf. beni PPF
Mescola Ferruccio sequestro e conf. beni PPF
Michelazzi Bruna quindici mesi attivit antipopolare TPCF
Michelich Mario confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Michich Mauro confisca sabotaggio economico PPF
Miftarevic Hasim sequestro e conf. beni PPF
Migliorini Giovanni Paolo viaggiatore c/o ROMSA CCGF
Mihalic Pietro sequestro e conf. beni PPF
Mihalic Saraceni Maria sequestro e conf. beni PPF
Mihelcic Ivan sequestro e conf. beni PPF
Mihich Iginio multa e confisca mancante PPF
Mijan Anna sequestro e conf. beni PPF
Milani Gabriele sequestro e conf. beni PPF
Milazzo nome scon. brig. PS campo Pisticci CCGF
Miletich Maria sequestro e conf. beni PPF
Miljenkovich Bosilika sei mesi trasferimento illegale sacerdote oltre confine TPCF
Milleni Amedeo sequestro e conf. beni criminale di guerra PPF
Milosevich Casimiro multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Mimin Ernesto sequestro e conf. beni PPF
Minach Ugo sequestro e conf. beni PPF
Minach Gino sequestro e conf. beni PPF
Mini Ariosto due anni con confisca collaborazionismo anche in PPF TPCF
Mini Mario sette mesi e confisca sabotaggio economico TPCF
Mini Erna sequestro e conf. beni PPF
Minussi Ruggero un anno mancante ACSM
Minutti Guerrino otto anni attivit antipopolare ACSM
Miretti Amabile sequestro e conf. beni PPF
Misul Giuseppe cinque anni offese al comandante ACSM
Mizzan Adriano sequestro e conf. beni PPF
Moderini Giacinto sequestro e conf. beni PPF
Moderini scritto
Naderini Dante tre anni mancante seq/conf. In PPF vitt. ACSM
Mogan Sachs de Gric Massimiliana sequestro e conf. beni PPF
Monti Ulderico un anno mancante ACSM
Montina Edgar sequestro e conf. beni PPF
Morelli Placido sequestro e conf. beni PPF
Moroni (Marunich) Oscar comm. Polit. Questura CCGF
Moscarda Domenico sequestro e conf. beni denuncia CCGF PPF
Moscarda Delcaro Domenica sequestro e conf. beni PPF
Moscato Carmela sequestro e conf. beni PPF
Motika Franjo sequestro e conf. beni PPF
Motta Ugo sei mesi con confisca sabotaggio economico TPCF
Mulaz Guerrino sequestro e conf. beni PPF
Muller Alarih sequestro e conf. beni PPF
Mura Bruno tre anni attivit contro il regime ACSMB
Murgia Umberto sequestro e conf. beni PPF
Nador Ladislao multa e confisca speculazione illecita anche ACSM PPF
Naimi Ettore sequestro e conf. beni PPF
Neblia Ugo sei mesi mancante ACSM
Neccheri Elena due anni mancante ACSM
Negri Livio sei mesi indisciplina ACSM
Negri Maria sequestro e conf. beni PPF
Nicatra Maria sequestro e conf. beni PPF
Nicetra Raffaele sequestro e conf. beni PPF
Novello Maurizio sequestro e conf. beni PPF
Oberstar Alice multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Obeziner manca sequestro e conf. beni PPF
Opatic Albino confisca beni mancante PPF
Orazielli Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Oreskovic Federico tre anni attivit contro il regime ACSMB
Ortali Giovanni sequestro e conf. beni criminale di guerra PPF
Ossoinach Aurora sequestro e conf. beni PPF
Ossoinach Alice sequestro e conf. beni PPF
Ossoinack Andrea sequestro e conf. beni PPF
Ossojnack Tassillo confisca beni collaborazionismo anche in PPF TPCF
Ottoscleger Guido carcere sabotaggio ACSM
Ozegovic Marija sequestro e conf. beni PPF
Padovani Vittorio sequestro e conf. beni PPF
Padridis Luigia multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Paduani Giuseppe tre mesi sabotaggio economico TPCF
Pagan Umberto multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Pagan Ruggero sequestro e conf. beni PPF
232 Condanne - Osude
Pagan Maria sequestro e conf. beni PPF
Pagnoni Renato sequestro e conf. beni denuncia CCGF PPF
Paladini Ugo Adruiano sequestro e conf. beni denuncia CCGF PPF
Palan Armando due anni e confisca collaborazionismo TPCF
Palladin Silvano dieci anni mancante ACSM
Panbianco Laura sequestro e conf. beni PPF
Panciera Luigi sequestro e conf. beni PPF
Panso Federico sequestro e conf. beni PPF
Panza Ernesto confisca beni collaborazionismo TPCF
Panza Camillo confisca beni collaborazionismo TPCF
Paoletich Maria sequestro e conf. beni PPF
Paoletti Ettore due anni e confisca beni sabotaggio economico PPF
Paoletti Giovanni confisca ditta mancante PPF
Paone Angelo sequestro e conf. beni PPF
Papetti Tullio sequestro e conf. beni PPF
Papetti Umberto sequestro e conf. beni PPF
Papetti Bruno sequestro e conf. beni PPF
Pappalardo Gaetano sequestro e conf. beni criminale di guerra PPF
Paravic mancante sequestro e conf. beni PPF
Parisi Guido tre mesi e confisca collaborazionismo PPF
Pasquale Romano sequestro e conf. beni PPF
Pasquale Pietro sequestro e conf. beni PPF
Pataro Orlando sequestro e conf. beni PPF
Paul Roberto sequestro e conf. beni PPF
Pauletich Giovanni sedici mesi attivit antipopolare fatto fuggire persone TPCF
Paulin Tommaso sequestro e conf. beni PPF
Paulin Mario sequestro e conf. beni PPF
Pavanello Armando ragioniere CCGF
Pavelic Ferdo sequestro e conf. beni PPF
Pavelic Marica sequestro e conf. beni PPF
Pavelic Maja sequestro e conf. beni PPF
Pavelic Dora sequestro e conf. beni PPF
Pavella Giovanni confisca beni collaborazionismo anche in PPF TPCF
Pavesic Vazmoslav sequestro e conf. beni PPF
Pavini Rocco sequestro e conf. beni PPF
Pavlovic Dragutin sequestro e conf. beni PPF
Pecelin Rodolfo sei mesi e confisca beni sabotaggio economico TPCF
Pedridis Luigia tre mesi e multa sabotaggio economico TPCF
Pehanov Costantino un anno e multa sabotaggio economico TPCF
Pellegrini Amedeo sei anni mancante ACSM
Pelosa Antonio mancante sabotaggio economico TPCF
Pelosa Anna sequestro e conf. beni PPF
Penco Brenno sei anni e confisca mancante TPD
Perich Nereo un anno con confisca sabotaggio economico TPCF
Perini Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Perini Tullio tre mesi e confisca collaborazionismo PPF
Pernutti Rodolfo confisca beni collaborazionismo TPCF
Perosa Maria sequestro e conf. beni PPF
Perselli Enrico confisca ditta mancante PPF
Persoch Errico sequestro e conf. beni PPF
Pertillo Olga sequestro e conf. beni PPF
Perugini Enea sequestro e conf. beni PPF
Pervan Clementa sequestro e conf. beni PPF
Pes Leo sequestro e conf. beni PPF
Pessato Costante due anni e confisca mancante TPD
Pessel Marija sequestro e conf. beni PPF
Peteani Leone sequestro e conf. beni PPF
Petrali Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Petronio Libero due anni e otto mesi mancante ACSM
Pfeifer Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Pibernik Alfredo sequestro e conf. beni PPF
Pic Ugo quattordici mesi mancante ACSM
Piccoli Attilio sequestro e conf. beni PPF
Picini ?? confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Picinic Anton sequestro e conf. beni PPF
Picolo o Piccolo Ignazio sequestro e conf. beni milite Milizia RSI denuncia CCGF PPF
Pietz Emilio sequestro e conf. beni PPF
Pigozzo Carlo sequestro e conf. beni PPF
Pik Walter dodici mesi attivit antipopolare ACSM
Pilepic Ermanno tre mesi mancante ACSM
Pilepich Antonietta confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Pileri Agostino capo di PS a Sussak CCGF
Pillepich Maria mancante attivit antipopolare TPCF
Pina Mario quattro mesi furto ACSM
Pina Domenico bracciante passato a Trib. Mil. CCGF
Condanne - Osude 233
Pinck Lucija sequestro e conf. beni PPF
Pioppi Enrico tre anni e confisca collaborazionismo TPCF
Piovano Gaetano sequestro e conf. beni PPF
Pipia Francesco sequestro e conf. beni PPF
Pirich Francesco sequestro e conf. beni sei mesi speculazione illecita PPF
Pironti Franco Natale dodici mesi abbandono esercito ACSM
Pirovano Gaetano sei mesi collaborazionismo conf/seq in PPF TPCF
Pirovano Pierina sequestro e conf. beni PPF
Pisani Vittorio sequestro e conf. beni PPF
Plazzotta o Plazzota Nicol due anni mancante ACSM
Pleic Marko sequestro e conf. beni PPF
Pleic Stjepan sequestro e conf. beni PPF
Pliskovaz Miro mancante aiutato fuga Zarko G. TPCF
Ploech Lodovico sequestro e conf. beni come Plech v.nota sep. revocata PPF
Ploech Maria sequestro e conf. beni revocata PPF
Poduje Massimo sequestro e conf. beni PPF
Poggi Pietrio sei mesi sabotaggio economico TPCF
Polainer Marija sequestro e conf. beni PPF
Polanc Ludvig sequestro e conf. beni PPF
Polano don Luigi sequestro e conf. beni PPF
Polenghi Luigi sequestro e conf. beni PPF
Polese Gaspare sequestro e conf. beni PPF
Poli Pasquale sequestro e conf. beni segr. P.F.R. denuncia CCGF PPF
Poli Redenta sequestro e conf. beni PPF
Pollesel Sergio panettiere passato a Trib. Mil. CCGF
Polonio Balbi Alfredo quattro anni attivit antipopolare ACSM
Porcu Giuseppe sequestro e conf. beni com.te Milizia RSI denuncia CCGF PPF
Poropat Bruno confisca beni mancante PPF
Posel Angelo tre anni e dieci mesi mancante ACSM
Poso Aldo giustiziato da Aut. Jug. meccanico CCGF
Potocnik Maks due mesi e multa attivit antipopolare fuga illegale persone TPCF
Pozza Antonio sequestro e conf. beni PPF
Pozza Claudio studente CCGF
Precoli Pietro sequestro e conf. beni PPF
Premrou Giovanni venti mesi mancante ACSM
Pressich Giorgio sequestro e conf. beni PPF
Prete Pietro Seq. e conf un anno speculazione illecita PPF
Prete Salvatore multa e confisca speculazione illecita anche ACSM PPF
Primiren Giuseppe confisca ditta mancante PPF
Primusich Antonio sequestro e conf. beni PPF
Prioglio Francesco confisca beni collaborazionismo anche in PPF TPCF
Prioglio Giovanni confisca beni collaborazionismo anche in PPF TPCF
Prioglio Antonio confisca beni collaborazionismo TPCF
Prioglio Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Prioglio Bartolo sequestro e conf. beni PPF
Prioglio Tomaso sequestro e conf. beni PPF
Prischich Nicol sequestro e conf. beni PPF
Prischich Cosimo sequestro e conf. beni PPF
Prister Clementina sequestro e conf. beni PPF
Prodam Vito confisca beni sabotaggio economico TPCF
Prodam Arturo sequestro e conf. beni PPF
Prodam Edi studente CCGF
Pugliese Giuseppe dieci mesi trasferimenti illegali persone oltre confine TPCF
Puhali Raul sequestro beni mancante PPF
Pulino Vincenzo sequestro e conf. beni PPF
Puppel Darin confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Purkinje Oscar sette anni attivit antipopolare ACSM
Quarantotto Francesco sequestro e conf. beni PPF
Rabak Alessandro sequestro e conf. beni milite Milizia RSI denuncia CCGF PPF
Raccanello Jolanda sequestro e confisca mancante PPF
Rach Natale sequestro e conf. beni PPF
Rachello Antonio due mesi offeso potere popolare TPCF
Rachtelli Giovanni sequestro e conf. beni mar.llo Milizia RSI denuncia CCGF PPF
Radanovic Aleksandar sequestro e conf. beni PPF
Radetti Giovanni due mesi mancante ACSM
Radice Romolo sequestro e conf. beni PPF
Rados Rodolfo sequestro e conf. beni PPF
Raganzini Ivan sequestro e conf. beni PPF
Ragosini Maria sequestro e conf. beni PPF
Ragusa Amelia mancante spionaggio TPCF
Raino Romolo dieci anni attivit contro il regime ACSMB
Rajevich Antonio confisca beni collaborazionismo TPCF
Rajevich Alberto confisca beni collaborazionismo TPCF
Rajevich Emilio confisca beni collaborazionismo TPCF
Ramponi Mario sequestro e conf. beni PPF
234 Condanne - Osude
Randic Guido sequestro e conf. beni PPF
Randich Attilio mancante aiutato fuga Zarko G. TPCF
Randich Otto confisca collaborazionismo TPD
Randich Pia confisca collaborazionismo TPD
Rathofer Emilia sequestro e conf. beni PPF
Rathofer Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Ratzemberger Giuseppe industriale passato a Trib. Mil. CCGF
Razum Gabriela confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Rebrniak Donato confisca beni mancante PPF
Rebula Stanislao sei mesi furto ACSM
Reiter Aldo sequestro e conf. beni PPF
Riboli Alfonso confisca beni collaborazionismo anche in PPF TPCF
Riboli Elsa confisca beni collaborazionismo anche in PPF TPCF
Riboli Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Riboli Vittorio sequestro e conf. beni PPF
Ricci Frane sequestro e conf. beni PPF
Ricci Giuliana sequestro e conf. beni PPF
Riccio Raffaele sequestro e conf. beni PPF
Ricordi Aldo confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Riedlein Luppis Eugenia sequestro e conf. beni PPF
Riker G. confisca ditta mancante PPF
Rinaldi Mario confisca beni collaborazionismo TPCF
Rinaldi Federico confisca beni collaborazionismo TPCF
Rinaldi Giuseppe cinque anni mancante TPD
Rippa Ettore quindici anni mancante seq/conf in PPF ACSM
Rippa Italo sequestro e conf. beni criminale di guerra PPF
Rippa Marincovich Lidia sequestro e conf. beni PPF
Rismondini Meniti diciotto mesi mancante ACSM
Riva Corrado confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Rivolta Pietro confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Rivosecchi Mario sette anni attivit contro il regime anche ACSMB ACSM
Rizzi Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Rizzotti Nerea sequestro e conf. beni PPF
Roberti Olga confisca beni mancante PPF
Rogic Martin sequestro e conf. beni PPF
Rolandi Raoul sequestro e conf. beni PPF
Rolich Orsola sequestro e conf. beni PPF
Romano Ernesto confisca beni collaborazionismo seq/conf in PPF TPCF
Romulo Radice sequestro e confisca nemici del popolo PPF
Ronconi Michele sequestro e confisca nemici del popolo PPF
Rora Mario sequestro e conf. beni PPF
Rosic Martin sequestro e conf. beni PPF
Rosko Marko sequestro e conf. beni PPF
Rossi Zeferino un anno mancante ACSM
Rossi Roberto sequestro e conf. beni PPF
Rossin Pietro tre mesi con confisca collaborazionismo TPCF
Rotella Maria Ervina sequestro e conf. beni PPF
Roth Bernardo un anno/conf.beni collaborazionismo anche in PPF TPCF
Rotzemberger Giuseppe confisca ditta mancante PPF
Rovati Paolo sequestro e conf. beni milite Milizia RSI denuncia CCGF PPF
Rubini Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Rubinich Lucia confisca beni mancante PPF
Rudovitz Willi sequestro e conf. beni PPF
Ruggeri Domenico sequestro e conf. beni PPF
Ruhr Leo sei mesi e confisca beni sabotaggio economico TPCF
Rukavina Danilo quattro anni propaganda nemica ACSM
Rukljac Josip sequestro e conf. beni PPF
Rusich Ignazio sequestro e conf. beni denuncia CCGF PPF
Rusich o Russi Arsenio don dieci anni ospitato nemici uff.e parrocchia Torretta TPCF
Russian Carlo confisca beni sabotaggio economico PPF
Russini Ludwig sette mesi furto ACSM
Ruzich Natalia confisca beni mancante PPF
Sabatini Domenico sequestro e conf. beni PPF
Sablic Vittorio sequestro e conf. beni PPF
Sablic Giovanna sequestro e conf. beni PPF
Sablic Marija sequestro e conf. beni PPF
Sabotka Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Sache Alberto sequestro beni mancante PPF
Saftic Odino sequestro e conf. beni PPF
Saftich Giusto sequestro e conf. beni PPF
Salom Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Salom Alma sequestro e conf. beni PPF
Salvini Orneo capotecnico ASPM passato a Trib. Mil. CCGF
Salvioli Renato capo uff. collocamento passato a Trib. Mil. CCGF
Samija Ivan sequestro e conf. beni PPF
Condanne - Osude 235
Sancin Quarantotto Maria sequestro e conf. beni PPF
Sandrini Eugenio confisca ditta mancante PPF
Santelli Aurora sequestro e conf. beni PPF
Santitio Alfio sequestro e conf. beni PPF
Sarini Matesic Vera sequestro e conf. beni PPF
Sarini Sablic Neda sequestro e conf. beni PPF
Scaglia Antonio sequestro e conf. beni fuochista denuncia CCGF PPF
Scalamera Narciso sei mesi collaborazionismo sequestro/conf.in PPF TPCF
Scalier Antonio un anno con confisca contrabbando valuta TPCF
Scarpa Giuseppe sospensione avvocatura sabotaggio economico TPCF
Scattola Marco confisca sabotaggio economico PPF
Schema Francesco un mese e multa aiutato Bianco E. TPCF
Schetzinger Carlo sequestro e conf. beni PPF
Schiavoni Salvatore sequestro e conf. beni PPF
Schirpa Francesco sequestro e conf. beni PPF
Scipioni Armando dieci anni mancante a morte in prima ist. ACSM
Scipioni Romeo Vice Capo Milizia RSI CCGF
Segaric Stjepan sequestro e conf. beni PPF
Segnan Guglielmo sequestro e conf. beni PPF
Sementi Ugo confisca beni collaborazionismo anche in PPF TPCF
Senegagliesi Basiola sequestro e conf. beni PPF
Senica Arturo cinque anni fascista ERS
Sepic Ivan sequestro e conf. beni PPF
Serbeni Claudio un anno mancante ACSM
Serdoz Attilio sequestro e conf. beni meccanico denuncia CCGF PPF
Serdoz Ladilslao sequestro e conf. Beni/un annosabotaggio economico PPF
Serini Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Serini Vera sequestro e confisca nemici del popolo PPF
Sersich Vincenzo confisca beni mancante PPF
Servader Vittorio tredici mesi mancante ACSM
Setka Nedjeljko sequestro e conf. beni PPF
Sfiligoi Marco dodici anni mancante ACSM
Sforzina Guido sequestro beni mancante PPF
Sgrinschi Sergio sei mesi mancante ACSM
Sibenik Massimiliano sequestro e conf. beni PPF
Sichich Mario sequestro e conf. beni PPF
Sigon Ruggero sequestro e conf. Beni/ sei mesi speculazione illecita PPF
Sikic o Sini Bozo o Natale sequestro e conf. beni PPF
Silvani Silvio confisca e sequestro bene abbandonato CMBA
Silvini Ruggero mancante spionaggio TPCF
Silvioli Mirto quindici anni mancante ACSM
Simanic Ivan sequestro e conf. beni PPF
Simcic Francesco sei anni e confisca mancante TPD
Simcich Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Simeone Costantino sequestro e conf. beni PPF
Simoni Amelia sequestro e conf. beni PPF
Sirola Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Sirola Sauro confisca ditta mancante PPF
Sitaj Gualtiero confisca ditta mancante PPF
Sivieri Giuseppe sequestro e conf. beni PPF
Skare Ivan sequestro e conf. beni PPF
Skok Elio trentaquattro mesi propaganda nemica ACSM
Skorin Dusan sequestro e conf. beni PPF
Skull Anna confisca beni collaborazionismo TPCF
Skull Alice confisca beni collaborazionismo TPCF
Skull Bruno due mesi con confisca collaborazionismo sequestro/conf.in PPF TPCF
Slabnik Luigi sequestro e conf. beni PPF
Slavic Fabjan sequestro e conf. beni PPF
Smeh Branko sequestro e conf. beni PPF
Smeraldi Francesco tre anni e confisca collaborazionismo TPCF
Smerderevac Lazo sequestro e conf. beni PPF
Smulevitz Sigismondo sequestro e conf. beni PPF
Soetje Albert sequestro e conf. beni PPF
Sokol Carlo confisca beni sabotaggio economico TPCF
Sokolic Bogoslav sequestro e conf. beni PPF
Sokolic Romana sequestro e conf. beni PPF
Solic Marija sequestro e conf. beni PPF
Solis Antonio sequestro e conf. beni sei mesi sabotaggio economico PPF
Sonnbichler Bianca sequestro e conf. beni PPF
Spehar Francesco sequestro e conf. beni PPF
Sperotto Francesco sequestro e conf. beni PPF
Spicic Bruno ignota furto ACSM
Spina Carmelia sequestro e conf. beni PPF
Sposta Mario sequestro e conf. beni denuncia CCGF PPF
Spramo Giuseppe sette mesi propaganda nemica ACSM
236 Condanne - Osude
Stabile Antonio sei anni mancante ACSM
Staffetta Ernesto sequestro e conf. beni un anno sabotaggio economico PPF
Stalzer Francesco multa mancante sequestro/conf.in PPF ACSM
Stalzer Panodopulo Antonia tre anni art.3 punto 10 del ZKND ACSM
Stanflin Antonio sequestro e conf. beni PPF
Stanflin Oskar due mesi con confisca collaborazionismo TPCF
Stanflin Gennaro due mesi con confisca collaborazionismo TPCF
Stecich Rodolfo dieci anni e confisca mancante TPD
Stekovic Bogdan sequestro e conf. beni PPF
Stella Roberto sequestro e conf. beni PPF
Stemberger Welda o Velda sei mesi collaborazionismo sequestro/conf.in PPF TPCF
Sterle mancante sequestro e conf. beni PPF
Sterpini Giovanni sette mesi mancante ACSM
Sterzi Ippolito sequestro e conf. beni PPF
Stibel Ervin tre anni e sei mesi mancante ACSM
Stiglich Alice sequestro e conf. beni PPF
Stipanovic Elena sequestro e conf. beni PPF
Stipanovich Edoardo confisca beni collaborazionismo TPCF
Stoccovaz Marco sequestro e conf. beni PPF
Stoewesant Detlev sequestro e conf. beni PPF
Stopenik Juraj sequestro e conf. beni PPF
Stopin Dante diciotto mesi mancante ACSM
Strauss Ivan sequestro e conf. beni PPF
Stupar Carlo sequestro e conf. beni PPF
Sumberaz Domenico multa e confisca speculazione illecita anche ACSM PPF
Superina Diana sequestro e conf. beni PPF
Superina Leone tre mesi mancante ACSM
Superina Giuseppe due anni mancante anche ACSMB ACSM
Superina Antonio sequestro e conf. beni PPF
Surazin Marijan sequestro e conf. beni PPF
Susanj Vojmila sequestro e conf. beni PPF
Susmel Edoardo sequestro e conf. beni PPF
Sustar Francesca sequestro e conf. beni PPF
Sviligoi Severino sette anni mancante ACSM
Svrljuga Stanko sequestro e conf. beni PPF
Svrljuga Mabel sequestro e conf. beni PPF
Szerkely Irene sequestro e conf. beni PPF
Szivos Stefano quattro anni e confisca mancante TPD
Tacconis Cesare sequestro e conf. beni PPF
Tacconis Camillo sequestro e conf. beni PPF
Tagini Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Tagini Vincenzo sequestro ditta mancante PPF
Tagini Antonio un anno mancante PPF
Tagliaferro mancante sequestro esercizio mancante PPF
Tagliavia Angelo sequestro e conf. beni PPF
Tagliavia Pietro sequestro e conf. beni PPF
Tanzar Mario tre anni mancante ACSM
Tavolato F. confisca ditta mancante PPF
Tavolini Adelo sequestro e conf. beni PPF
Terdic Vincenzo un anno propaganda nemica ACSM
Terdis Valerio segr, comunale Laurana passato a Trib. Mil. CCGF
Terragni Amalia sequestro e conf. beni PPF
Testa Temistocle sequestro e conf. beni Prefetto Prov. Carnaro denuncia CCGF PPF
Thiry o Thierry Eugenia sequestro e conf. beni PPF
Tian Antonio sequestro e conf. beni PPF
Tibljas Giovanni sequestro e conf. beni pescatore denuncia CCGF PPF
Tinebra Ottavio multa e confisca speculazione illecita anche ACSM PPF
Tiribilli Giancarlo ten. Milizia Terrr. Fiume CCGF
Tirli Umberto bracciante passato a Trib. Mil. CCGF
Toich Antonio confisca beni collaborazionismo anche in PPF TPCF
Tolnai Simone sequestro e conf. beni PPF
Tomadin Gualtiero quattro mesi e multa aiutato Bianco E. TPCF
Tomadin Claudio sequestro e conf. beni PPF
Tomaselli Roberto sequestro e conf. beni criminale di guerra PPF
Tomasi Francesco sequestro e conf. beni PPF
Tomasic Redor sequestro e conf. beni PPF
Tomasich Silvio nove mesi sabotaggio economico sequestro/conf.in PPF TPCF
Tomasini Virgilio diciotto mesi indisciplina ACSM
Tommasini Adone confisca beni sabotaggio economico TPCF
Tomsa Santin Mario un anno e confisca aiutava illeciti espatri sequestro/conf.in PPF TPCF
Tonetti Oliviero un anno seq. conf. beni milite Milizia RSI denuncia CCGF ACSM
Tosi Beatrice sequestro e conf. beni PPF
Toth Lucian sequestro e conf. beni PPF
Treleani Petar sequestro e conf. beni PPF
Trevisan Bruno sei mesi mancante ACSM
Condanne - Osude 237
Trinzia Luigi dieci anni corruzione ACSM
Troper Rudolf sequestro e conf. beni PPF
Troskot Mate sequestro e conf. beni PPF
Tuchtan Leopoldo sequestro e conf. beni Attivit antipopolare PPF
Tufanelli Arturo sequestro e conf. beni capo squadra Mil. RSI denuncia CCGF PPF
Tuhtan Arialdo dieci mesi e confisca collaborazionismo TPCF
Tumburus Stellio sequestro e conf. beni PPF
Tumburus E. confisca ditta mancante PPF
Turcan Josip nove mesi e multa attivit antipopolare fuga illegale persone TPCF
Turcan Maria tre mesi e multa attivit antipopolare fuga illegale persone TPCF
Turcich in Zuppani Benedetta lav. forzati seq. e conf. denuncia CCGF PPF
Turco Luigi quattro anni attivit antipopolare fatto fuggire persone TPCF
Turco Vittorio sequestro e conf. beni agente PS Fiume denuncia CCGF PPF
Turielli Mario confisca ditta mancante PPF
Turini Nicodemo sei anni mancante ACSM
Udovcic Miro cinque anni mancante ACSM
Ugjetti Bruna sequestro e conf. beni PPF
Ugjetti Carmela sequestro e conf. beni PPF
Ukovich Renato dieci mesi e confiosca sabotaggio economico sequestro/conf.in PPF TPCF
Ukovich Giovanni due mesi e multa sabotaggio economico TPCF
Ursich Claudio sette mesi attivit antipopolare TPCF
Urso Carmela sequestro e conf. beni PPF
Vabisi Ferdinando sequestro e conf. beni PPF
Vaccario Michele sequestro e conf. beni PPF
Vadas Edoardo confisca beni collaborazionismo TPCF
Vadas Valerio sequestro e conf. beni PPF
Vajca Ermano sequestro e conf. beni PPF
Valbusa Angelo sequestro e conf. beni PPF
Valdemarin Luigi carcere sabotaggio ACSM
Valentekovic Zvonimir sequestro e conf. beni PPF
Valentin Paolo sequestro e conf. beni PPF
Valentini Lorenzo sequestro e conf. beni PPF
Valentinussi Eugenio cinque anni mancante ACSM
Valle Antonio sequestro e conf. beni PPF
Valli Antonio sequestro e conf. beni PPF
Vannini Augusto sequestro e conf. beni PPF
Vassili Romeo sequestro e conf. beni PPF
Vasta Sebastiano multa e confisca speculazione illecita anche ACSM PPF
Vedana Adelchi multa e confisca sabotaggio economico TPCF
Veljkovic Vlade sequestro e conf. beni PPF
Verusa Mario agente SS CCGF
Vervega in Brdar Alberta casalinga passato a Trib. Mil. CCGF
Verzer Albano tre mesi con confisca collaborazionismo TPCF
Vesnaver Silvano passato a Trib. Mil. CCGF
Vezzil Raul otto mesi con confisca collaborazionismo TPCF
Viak Iris sette anni e confisca attivit antipopolare PPF
Vicentin Agosto sequestro e conf. beni PPF
Vidich Marcella sequestro e conf. beni PPF
Viezzoli Domenica sequestro e conf. beni PPF
Vignadelli Vittorio agente SS CCGF
Vincenzi Gino sequestro e conf. beni PPF
Viola Arnaldo dieci anni con confisca collaborazionismo denuncia CCGF TPCF
Visinco Carlo dieci anni attivit antipopolare ACSM
Vlach Stanko sequestro e conf. beni PPF
Vladisavljevic Radovan sequestro e conf. beni PPF
Vlakovich Bruno sei mesi offese a potere popolare TPCF
Volantini Lorenzo confisca beni collaborazionismo TPCF
Vossili Romeo tredici anni e confisca mancante TPD
Vragolov Giorgio sequestro e conf. beni PPF
Vrlic Joso sequestro e conf. beni PPF
Vucak Jakov sequestro e conf. beni PPF
Walloschin Alberto sequestro e conf. beni PPF
Weiss Paolo due anni e confisca sabotaggio economico TPCF
Weller Erberto sequestro e conf. beni PPF
Wild Elvio sequestro e conf. beni PPF
Wilhelm Raimondo sequestro e conf. beni PPF
Williams Guglielmo confisca beni collaborazionismo TPCF
Wusche Alessandro sequestro e conf. beni PPF
Wuzzer Albano confisca beni sabotaggio economico TPCF
Zaccardin Sergio due anni mancante ACSM
Zaccaria Giovanni sequestro e conf. beni PPF
Zaccaria Mario sequestro e conf. beni PPF
Zaccaria Lina sequestro e conf. beni PPF
Zaccatelli Gaetano multa sabotaggio economico TPCF
Zacconte Emilio due anni mancante ACSM
238 Condanne - Osude
Zacek Salvatore sequestro e conf. beni PPF
Zach Giorgio sequestro e conf. beni PPF
Zacsek Carlo sequestro e conf. beni PPF
Zadel Stanislao multa sabotaggio economico TPCF
Zalia Santo trenta mesi mancante ACSM
Zampieri manca sequestro e conf. beni PPF
Zanetich Franjo sequestro e conf. beni PPF
Zanetta Angelo sequestro e conf. beni PPF
Zangora P. confisca ditta mancante PPF
Zanin Leonzio un anno mancante ACSM
Zankovich Giorgio confisca beni mancante PPF
Zarko Giuseppe dieci anni attivit antipopolare TPCF
Zarotti Lorenzo sequestro e conf. beni PPF
Zaru Mariano sequestro e conf. beni PPF
Zec Teodoro multa e confisca mancante PPF
Zeller Giorgia dieci mesi reati contro il popolo contatti fiumani TS TPCF
Zenaro Aldo tre anni e confisca mancante TPD
Zgrinski Sergio sei mesi furto ACSM
Zoccatelli Gaetano sequestro e conf. beni PPF
Zoric Stjepan sequestro e conf. beni un anno sabotaggio economico PPF
Zornada Romano sequestro e conf. beni PPF
Zotti Giuseppe due anni e mezzo conf. mancante TPD
Zubuvic Srcko sequestro e conf. beni PPF
Zucchi Eugenio due anni mancante ACSM
Zuccolin Marcello sequestro e conf. beni PPF
Zustovich Virgilio sequestro e conf. beni PPF
Condanne - Osude 239
LA SCHEDA
Per ogni vittima individuata, come previsto, allart. I dellaccordo italo-croato si
proceduto alla compilazione di una scheda, ovvero di un foglio dinchiesta, conforme
al modello fornito dallIstituto croato di storia di Zagabria.
FOGLIO DINCHIESTA - ANKETNI LIST
cognome nome di padre e madre nome soprannome
prezime ime oca i majke) ime nadimak
data, luogo e comune di nascita
datum, mjesto i opina roenja
sesso................................................. stato civile............................................................. religione...........................................................
spol barcno stanje vjeroispovijest
nazionalit.................................................................................................. origine sociale............................................................................
nacionalnost socijalno porijeklo
professione alla vigilia della guerra........................................................... durante la guerra ..................................................................
zanimaje uoi rata u ratu
resudenza alla vigilia della guerra............................................................. durante la guerra ..................................................................
prebivalite uoi rata u ratu
appartenenza politica alla vigilia della guerra......................................... durante la guerra ..................................................................
politika pripadnost uoi rata u ratu
appartenenza a formazioni armate............................................................................................................................................................
pripadnost oruanim formacijama
internamento, prigioni, campo di concentramento................................................................................................................................
hapenja, zatvori i logori
data, luogo e modalit della morte............................................................................................................................................................
datum, mjesto i nain smrti
causa della morte..........................................................................................................................................................................................
uzrok smrti
fotografia........................................................................................................................................................................................................
fotografija
fonti (materiale di archivio)........................................................................................................................................................................
izvori (i literatura)
........................................................................................