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24/10/13

Mitologia greca e latina, Giasone

MITOLOGIA CLASSICA

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Mitologia greca e latina : lettera G

Giasone.

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GIASONE: figlio di Esone, re di Iolco in Tessaglia, e di Alcimede, o anche di Polimede. Il padre venne privato del trono di Iolco dal fratellastro Pelia, figlio di Poseidone e di Tiro. Secondo un'altra versione, Esone aveva affidato il potere a Pelia fino a che suo figlio Giasone non avesse raggiunto la maggiore et. Giasone fu allevato ed educato dal centauro Chirone. A lui il padre l'aveva affidato, preoccupato dalle persecuzioni di Pelia, e per istruirlo alla maniera degli eroi. Raggiunti i vent'anni di et, Giasone volle riconquistare il regno, e disceso dal monte Pelio, dove abitava il Centauro, ritorn a Iolco. Si present a Pelia con un solo sandalo, perch aveva perduto l'altro nelle fangose acque del fiume Anauro. Una tradizione aggiungeva che Giasone si era procacciato la protezione di Era perch aveva trasportato sulle spalle da una riva all'altra dell'Anauro la dea scesa sulla terra nelle
sembianze di una vecchia. All'arrivo di Giasone il re, ricordando di essere stato ammonito da un oracolo di "guardarsi da un uomo che calzasse un solo sandalo", si spavent e chiese bruscamente allo straniero: "Chi sei tu e qual il nome del padre tuo?" Il giovane rispose che Chirone, suo padre adottivo, lo chiamava Giasone, bench egli fosse altrimenti noto come Diomede, figlio di Esone. Pelia lo fiss con gli occhi oscurati dall'odio: "E che faresti", incalz, "se un oracolo ti dicesse che secondo il Fato uno dei tuoi concittadini dovr ucciderti?" "Manderei quel mio concittadino alla ricerca del Vello d'oro nella Colchide", replic Giasone, senza sapere che Era gli aveva messo quelle parole sulle labbra. Pelia, cogliendo l'occasione, gli ordin proprio di compiere quell'impresa. Secondo un'altra versione Pelia indusse Giasone a partire alla conquista del vello fingendo di essere perseguitato dal fantasma di Frisso (ucciso da Eete), che gli appariva in sogno ordinandogli di ritrovare il vello. Giasone allora decise di partire alla conquista del Vello d'oro e organizz la spedizione detta degli Argonauti. Dopo aver consultato l'oracolo di Delfi, a Giasone si unirono i pi nobili eroi della Grecia, tra i quali Eracle. Molti di loro avevano doti speciali, ad esempio Argo il costruttore di navi, Tifi il timoniere, Linceo dalla meravigliosa vista, Orfeo dai magici poteri musicali e Polideuce il pugile spartano. Giasone, al comando della nave Argo, salp da Iolco alla volta della Colchide, presso l'estremit orientale del Ponto Eusino. Gli Argonauti sostarono qualche tempo nell'isola di Lemno, dove furono cordialmente accolti dalle donne del luogo che avevano trucidato i mariti. A Lemno Giasone giacque con la regina Ipsipile, la quale gli diede due figli, Euneo e Toante. Incitati a riprendere il viaggio da Eracle, che non si era lasciato sedurre, passarono a Samotracia e per l'Ellesponto pervennero ad Arto, dove trovarono ospitalit da Cizico, e toccato il paese di Cio, Ila, amico di Eracle, che si era allontanato per attingere acqua alla vicina fonte, fu rapito dalle Ninfe, sicch Eracle lasci i compagni per ricercarlo insieme a Polifemo. All'alba si lev un vento favorevole, e poich non si vedeva nemmeno l'ombra di Eracle e di Polifemo, Giasone diede l'rdine di riprendere il mare. Di l giunsero presso i Bebrici di Bitinia, poi in Tracia a Salmidesso dove Fineo, figlio di Agenore, spieg a Giasone come navigare sul Bosforo, e gli predisse esattamente quali venti, quale ospitalit e quale sorte l'avrebbero atteso lungo la rotta per la Colchide. Al re Eete l'oracolo aveva predetto che avrebbe regnato finch avesse conservato il Vello d'oro, sicch quando Giasone si present a lui per farne richiesta gli promise che glielo avrebbe consegnato, ponendo per condizioni che parevano inaccettabili. Giasone avrebbe dovuto aggiogare all'aratro due tori dagli zoccoli di bronzo, che sputavano fiamme; tracciare quattro solchi nel Campo di Ares e poi seminarvi alcuni denti di serpente, i pochi rimasti tra quelli che Cadmo aveva seminati a Tebe; infine avrebbe dovuto combattere da solo contro gli uomini che sarebbero balzati armati dai solchi. Aiutato da Medea, la maga, figlia del re, innamoratasi dell'eroe, questi usc vincitore da tutte le prove. Ma Eete, nonostante ci, non volle dargli il vello, col pretesto che nell'impresa aveva avuto l'aiuto di Medea, onde Giasone prese il vello a forza dopo aver ucciso o addormentato il drago che lo custodiva con certi farmaci preparati dalla donna, e con essa e i compagni, che lo attendevano sulla nave, fugg. Inseguiti dalle galere di Eete, Medea, che aveva portato con s a bordo il piccolo fratellastro Apsirto, lo tagli a pezzi, che gett poi in mare a distanza l'uno dall'altro, affinch il padre, trattenendosi a raccoglierli, fosse ritardato nell'inseguimento. Cos gli Argonauti poterono rientrare
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24/10/13
Port alini: dal met eo ai t elefoni

Mitologia greca e latina, Giasone

a Iolco dove Medea con le sue arti ringiovan Esone. Secondo un'altra versione, essendosi sparsa la voce che gli Argonauti erano periti, Pelia, non temendo pi niente, decise di uccidere Esone, ma questi chiese come ultimo favore il diritto di uccidersi con le proprie mani e, bevuto sangue di toro, spir. Giasone present il vello a Pelia invitandolo a mantenere la promessa. Al suo rifiuto Medea persuase le figlie di Pelia a tagliare a pezzi il corpo del padre e a farlo bollire in un calderone; essa con la sua arte magica lo avrebbbe resuscitato pi giovane; con questo inganno Pelia fu tolto di mezzo. Acasto, succeduto a Pelia, scacci Giasone e Medea che si recarono a Corinto presso il re Creonte, dove vissero qualche tempo felici, allietati dalla nascita di due figli. Ma poi Giasone, stanco di Medea, si innamor di Glauce (o Creusa) figlia di Creonte, e per sposarla ripudi Medea, la quale, sdegnata, don alla rivale una veste nuziale e un diadema. Non appena Glauce li ebbe indossati, subito si levarono fiamme indomabili che divorarono Glauce e anche re Creonte. Poi Medea uccise di sua mano i due figli, ancora fanciulli, avuti da Giasone, e su un cocchio tratto da draghi alati fugg ad Atene, ove convisse con Egeo, fino all'arrivo di Teseo. La fine di Giasone controversa. Alcune fonti riferiscono che mor per il dolore provocato dalla morte dei figli soppressi per vendetta da Medea, altre che trascorse in pace il resto della sua vita e mor vecchio, colpito al capo da un pezzo di legno staccatosi dall'alberatura della nave Argo (tratta in secco sull'istmo di Corinto e da lui consacrata a Poseidone) mentre dormiva. Il mito di Giasone narrato da Pindaro, Euripide e Apollonio Rodio.

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