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Seminario del corso di AM310

17 Maggio 2012

Misure invarianti su gruppi topologici localmente compatti: esistenza e unicit della misura di Haar
Filippo Maria Bonci Giovanni Mecozzi

Indice
1 Gruppi Topologici 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 Un p di storia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Propriet . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Premesse Topologiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Gli Zero Insiemi 1.4.1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Propriet . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 3 4 6 9 9 9 12 13 14 15 23 23 24 30 32 34 34 36 37 37 . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Il teorema di Peter-Weyl . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

2 La Misura di Alfrd Haar 2.1 2.2 2.3 Lintegrale di Haar . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.1.1 Funzionali Lineari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Esistenza e Unicit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Applicazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.3.1 2.3.2 2.3.3 Il Gruppo Ortogonale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il Gruppo Speciale Lineare . . . . . . . . . . . . . . . . . Il Semipiano di Poincar . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

3 Gruppi di Lie 3.1 Algebre Multilineari e Forme Dierenziali . . . . . . . . . . . . . 3.1.1 3.1.2 3.1.3 3.2 Applicazioni Multilineari K-Algebre . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Forme Dierenziali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

La misura di Haar . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Gruppi Topologici
Rn , e necessario utilizzare due argomenti fon-

In generale, per denire le convoluzioni1 in

damentali della teoria della misura: lesistenza e linvarianza (per traslazioni) di una misura boreliana completa su

Rn (misura di Lebesgue). Detto ci o e possibile immaginare una gene-

ralizzazione della teoria della misura su gruppi commutativi dotati di una misura boreliana completa e invariante rispetto alla moltiplicazione. Naturalmente una misura boreliana presuppone lesistenza di una topologia, e tale topologia dovr a necessariamente essere compatibile con la struttura di gruppo. Risulta necessario quindi, enunciare la seguente

Denizione 1. n gruppo topologio e  un insieme G he si l tempo stesso un grupE


po rispetto d un9operzione ed uno spzio topologio rispetto d un topologi

in modo he l funzioneX : GG (g, h)


risulti ontinuF

G g h1

Osservazione 2. Su G G c e la topolgia prodotto Notazione:


1. 2. 3.

Siano

E, F G allora abbiamo che:

xE = {z G : z = xy, y E } E 1 = x G : x1 E EF = {xy G : x E, y F }

1.1

Un p di storia

Storicamente la nozione di gruppo topologico e nata dallo studio dei gruppi di trasformazioni continue, ma sviluppi successivi della teoria hanno messo in chiaro che era proprio la naturale interazione tra la struttura di gruppo e di spazio topologico a caratterizzare le propriet a pi u interessanti. Il primo ad interessarsi a quelli che poi verrano chiamati gruppi topologici e stato Marius Sophus Lie verso il 1874, il quale, in particolare, si interess o a gruppi localmente euclidei. Attorno al 1900 David Hilbert e Luitzen Egbertus Jan Brouwer si interessarono a gruppi topologici pi u generali. Ad esempio Brouwer dimostr o che linsieme di Cantor pu o
1 Siano

f e g due funzioni, allora lintegrale f g =

f (x y )g (y )dy , qualora abbia senso,

viene detto prodotto di convoluzione.

essere reso un gruppo topologico abeliano2 . Fu per o Franciszek Leja il primo a trattarli ucialmente nel 1927, mentre Otto Schreier diede la prima assiomatizzazzione nel suo libro Abstakte Kontinuierliche Gruppen, studiando i gruppi che erano L-spazi di Fr echet. I primi autori a trattare i gruppi topologici (Lev Semenovich Pontryagin, Hans Freudenthal, Alfr ed Haar) si limitavano a studiare i gruppi a base numerabile, fu Andr e Weil a rimuovere dalla seconda edizione di Pontryagin le restrizioni sulla base numerabile.

1.2

Propriet
rn 1 a1 , . . . , an G sono tali che ar 1 , . . . , an = c per r1 , . . . , rn N allo-

1. Se

ra per ogni intorno


r1 rn , . . . , Un U1

W di c esistono U1 , . . . , Un intorni di a1 , . . . , an tali che

2. Sia

a G allora f (x) = ax, g (x) = xa, h(x) = x1 sono automorsimi di G E, F, H G e sia a G, E un chiuso, F un aperto e H un insieme qualsiasi, aE, Ea e E 1 sono chiusi, mentre F H, HF e F 1 sono aperti a, b G esiste un omomorsmo tale che (a) = b,

3. Siano allora

4. Per ogni coppia di elementi ovvero

G si dice omogeneo h(x) = x1 segue che ogni intorno U dellunit a del gruppo U 1 = x 1 : x U e anchesso un intorno dellunit a. e V = V 1 formino V = U U 1 U

5. Dalla continuit a di

risulter a tale se e solo se

Osserviamo inoltre come tutti gli intorni simmetrici dellunit a

una base per intorni di e, infatti per ogni intorno U di e si ha che: 6. Ogni automorsmo interno lautomorsmo mappa e intorno di

x sxs1 dove s G e un omeomorsmo. Poich e

e in e allora ogni intorno U di e risulta tale se e solo se sU s1

e T2 se e solo se {e} e un chiuso in G, infatti se G e T2 allora ab1 = 0, allora esiste un intorno U di e per cui a e b1 rispettivamente

7. Un gruppo topologico e

{ e} e un chiuso per ogni g G; viceversa se {e} e un chiuso allora posso scegliere


due elementi diversi tali che

e / U ab1 . Se V e un intorno di e tale che V V 3 U allora V a e V b1 risultano


essere due intorni disgiunti di

8. Un gruppo topologico e T1 se e solo se e T2 , infatti T2 implica T1 mentre, viceversa, se il gruppo topologico e T1 allora la diagonale di

G G risulta essere controimmagine

(e) del chiuso {e}. Poich e e continua abbiamo che la controimmagine di


Acad.

un chiuso e chiusa
2 [L.E.J.

Brouwer] On the perfect structure of perfect sets of points, Proc.

Amsterdam (1910). 3 {xy : x, y V }. 4 Dove (g, h) = g h1 .

Consideriamo ora alcuni esempi di gruppi topologici: 1. Ogni gruppo nito e topologico rispetto alla topologia discreta5 2. Dato che il prodotto di compatti e compatto possiamo dire che un prodotto innito di gruppi niti e un gruppo compatto e non discreto.6 Un gruppo compatto non discreto e dato dal prodotto numerabile di copie di

Z2 7

3. Una classe notevole di gruppi topologici e data dai gruppi di matrici: (a)

GL(n, R) = {A Mn (R) : det(A) = 0}


La topologia del gruppo lineare generale reale e indotta da
2 2 M n ( R) = Rn

infatti

GL(n, R) e proprio un aperto di Rn poich e complementare del chiuso:

{A Mn (R) : det(A) = 0}
(b)

SL(n, R) = {A Mn (R) : det(A) = 1}


2 M n ( R) = Rn , mentre la topologia del gruppo lineare speciale complesso e indotta da Mn (R) =

La topologia del gruppo lineare speciale reale e indotta da


2 2

R(n

4. Non ogni gruppo dotato di una topologia risulta essere un gruppo topologico: (a) Consideriamo il seguente gruppo (R, cof , +) dove cof e la topologia conita8 . La topologia conita e chiaramente propriet a 8, infatti, presi comunque intorni

T1 ma poich e non e T2 si contraddice la x, y R tali che x = y , esisteranno due


M

U e V di x e y , rispettivamente, che saranno della forma: U = R \ {xi }i=1


N

V = R \ {yi }i=1
N M

Poich e

U V = R \ {xi }i=1 {yi }i=1 =


la topologia conita non sar a

T2 (R, zar , +) dove zar e la topologia di ZariT1 ma non

(b) Consideriamo il seguente gruppo

ski.9 Tale gruppo non e topologico dato che la topologia di Zariski e


5 Questa 6 Un

osservazione fornisce numerosi esempi di gruppi topologici non commutativi. discreto compatto nito. 7 Gli elementi di Z sono {1; 1}. 2 8 La topologia conita su un insieme X e la topologia i cui chiusi sono tutti e soli i sottoinsiemi niti, oltre a X stesso. Questa topologia e la meno ne fra tutte quelle che soddisfano lassioma T1 di separabilit a; in altre parole, e la meno ne fra tutte quelle in cui ciascun punto costituisce un insieme chiuso. Se X e un campo, questa coincide con la topologia di Zariski, in cui i chiusi sono gli insiemi su cui si annullano i polinomi. 9 Gli aperti sono i complementari dei niti.

T2 poich e ogni aperto e denso

1.3

Premesse Topologiche
a, bG sono

sufCome negli spazi metrici si pu o parlare di vicinanza anche nei gruppi topologici. E ciente, infatti, considerare un intorno simmetrico dellunit a e aermare che

U -vicini se a bU . Le traslazioni sinistre e destre permettono di vedere un gruppo topologico in due dierenti modi (il modo risulta unico se il gruppo topologico e abeliano): come Spazio Uniforme10 oppure come Gruppo Topologico Completamente Regolare. Segue allora che se un gruppo e

T0 o Kolmogorov11 allora e anche T2 (e T3 e di Tychono12 ).

In un gruppo topologico vale la seguente

Proposizione 1. i A GD llor l hiusur di A soddisfX A=


V

AV =
V

VA

@v9intersezione  e su tutti gli intorni dell9unit eA

Notazione: Ogni gruppo topologico sar a assunto T2 come spazio topologico

Proposizione 2. er un gruppo topologio G sono equivlentiX


IF G  e T0 PF G  e T3 QF {1} = {1}

Corollario 1. Se E, F G sono due compatti tali che E F = allora esiste un


intorno

W dellunit a di G tale che: W EW = W F W =

Denizione 3. no spzio regolre e  uno spzio topologio he soddisf il seguenE


te ssiom di seprzioneX sino disgiuntiF
10 In

er ogni hiuso C di X D e per ogni punto x non pE

prtenente C D esistono un intorno perto U di x e un perto V ontenente C he

topologia,uno spazio uniforme uno spazio topologico dotato di una struttura uniforme,

che consente di denire propriet conformi come la completezza, la continuit uniforme e la convergenza uniforme. 11 Ogni coppia di punti topologicamente indistinguibile. 12 Completamente regolare e T 2

Denizione 4. no spzio normle  e uno spzio topologio he soddisf il seguenE


te ssiom di seprzioneX er ogni oppi di hiusi disgiunti E e F D esiste un oppi di perti disgiunti U e V tli he U ontiene E e V ontiene F 99

Denizione 5. i definise spzio ompletmente normle uno spzio tle he per


ogni oppi di hiusi disgiunti E e F D esiste un funzione ontinu f : X

[0, 1] tle he f (E ) = 0 y E e f (F ) = 1 x F Lemma 1. (Urysohn) Sia X uno spazio normale, allora per ogni coppia di chiusi disgiunti e

E e F di X , esiste una funzione continua f : X [0, 1] che valga 0 su tutto E

1 su tutto F
Il lemma mostra, quindi, che essere completamente normale non e aatto pi u restrittivo

che essere normale, bens i le due propriet a risultano essere equivalenti: uno spazio normale e completamente normale.

Denizione 6. i definise spzio perfettmente normle uno spzio tle he per


ogni oppi di hiusi disgiunti E e F D esiste un funzione ontinu f : X

[0, 1] tle he f 1 (0) = E y E e f 1 (1) = F x F Lemma 2. Uno spazio topologico X e normale se e solo se per ogni sottoinsieme chiuso F di X e per ogni sottoinsieme aperto W di X che contiene F esiste una successione W1 , . . . , Wn , . . . di insiemi aperti di X tali che

F
n=1

Wn

Xn W

per ogni

nN

Dimostrazione. Se X e uno spazio T4 allora esiste un aperto W1 che contiene F e W1 W . Allora basta prendere la successione costante Wn = W1 . Supponiamo adesso che X
soddis le condizioni dellipotesi e consideriamo due chiusi

A e B disgiunti. Deniamo ora

F = A e W = X \ B . Abbiamo costruito allora la successione W1 , . . . , Wn , . . . di


insiemi aperti di

X tali che

A
n=1

Wn

Xn B =

per ogni

n N. Scambiando ora A e B nel seguente modo F = B e W = X \ A V1 , . . . , Vn , . . . di aperti di X tali che

abbiamo una successione

B
n=1

Vn

Vn A =

per ogni

n N. Siano adesso 7

Oi = Wi \
k=i

Vk

Ui = Vi \
k=i

Wk

allora

Oi e Ui sono aperti e chiaramente avremo che


AO=
n=1

On

BU =
n=1

Un

Lemma 3. Ogni spazio compatto e T2 e normale Dimostrazione. Mostriamo innanzitutto che ogni spazio compatto e T2 e regolare. Sia X
uno spazio compatto e

T2 , F in chiuso di X e x X tale che x / F . Allora per ogni


n n

y F esistono due aperti disgiunti U e V tali che x U e y V . Poich eF e compatto


esistono

y1 , . . . , yn F tali che laperto Z =


i=1

Vi contiene y . Allora W =
i=1

Ui e

un intorno aperto di

x tale che U V = . Ora si X uno spazio compatto e T2 e siano x G intorni disgiunti di G e di x.

F, G X due chiusi disgiunti. Applicando lo stesso ragionamento possiamo assumere X


regolare e, quindi, trovare per ogni

Denizione 7. no spzio topologio e  detto ompletmente regolre se e solo se


dti un insieme hiuso F e un punto x he non pprtiene F D esiste un funzioE ne ontinu f : X R tle he f (x) = 0 e f (y ) = 1

y F F13

Denizione 8. no spzio  e detto di yhonoff se  e ompletmente regolre e di


rusdorffF qli spzi di yhonoff vengono omunemente inditi on T

Osserviamo come, con qualche approfondimento sui gruppi topologici, si possa dimostrare che ogni gruppo topologico

T0 e anche di Tychono.14

Osserviamo che una delle caratteristiche pi u importanti degli spazi di Thychono e che la loro struttura e preservata dalle pi u comuni operazioni topologiche. In particolare vale che se uno spazio prodotto e di Tychono lo e anche ciascun fattore.

Denizione 9. sn topologi uno spzio topologio e  detto lolmente omptto se


per ogni suo punto x esiste un intorno l ui hiusur  e un insieme ompttoF

Denizione 10. sn topologi uno spzio topologio e  detto preomptto se l su


hiusur risult essere un omptto

Lemma 4. Ogni spazio localmente compatto e T2 e completamente regolare


13 Si 14 Questo

dice anche che x e F sono separati da una funzione. teorema prende il nome di Birkho-Kakutani.

Dimostrazione. Sia x X e si scelga un intorno aperto U di x tale che U sia compatto.


Allora

U e completamente regolare. Se F e un chiuso in X allora esiste un intorno aperto f : U [0, 1] con f (U \ V ) = 0 e f (x) = 1. Estendiamo ora f a tutto lo

V di x tale che V U e V F = . Poich eU e regolare possiamo trovare una funzione


contiuna spazio

X ponendo f (z ) = 0 per ogni z X \ U

Corollario 2. Ogni gruppo localmente compatto e numerabile e discreto

1.4

Gli Zero Insiemi

Denizione 11. i definise uno zeroEinsieme di un funzione l9insieme formto


di punti in ui l funzione ssume vlore nulloF i u preismenteD dt un funE zione f : X GD lo zeroEinsieme di f  e l ontroimmgine dell9elemento neuE  desritto tro del gruppo GD e viene osi

Z (f ) = f 1 (0) X
Osserviamo come i punti dello zero insieme corrispondono alle radici dellequazione

f (x) = 0. Linsieme complementare di uno zero-insieme viene chiamato cozero-insieme


e corrisponde a tutti i punti in cui la funzione assume valore non nullo.

1.4.1

Propriet

1. In topologia tutti gli zero-insiemi vengono da funzioni continue 2. Gli zero-insiemi sono sempre chiusi; il viceversa in generale e falso 3. Uno spazio topologico

X e completamente regolare se e solo se ogni suo insieme chiuso X X e completamente normale se e solo se ogni insieme chiuso e

e intersezione di una famiglia di zero-insiemi, ovvero se e solo se i cozero-insiemi formano una base di

4. Uno spazio topologico

uno zero-insieme, ovvero se e solo se ongi insieme aperto e un cozero-insieme

1.5

Il teorema di Peter-Weyl

Diamo ora giusto un accenno su come costruire misure invarianti su gruppi topologici precompatti e abeliani senza dover fare uso della misura di Haar. Lenorme vantaggio di tale teorema risulta essere, infatti, quello di, sfruttando il teorema di Folner, evitare di introdurre lintegrale di Haar. Inziamo con il dare alcune denizioni:

Denizione 12. n gruppo topologio G si die preomptto se per ogni sottoinE


sieme perto non vuoto U di G esiste un insieme finito F tle he G = F U

La teoria delle rappresentazioni dei gruppi niti ha una notevole applicazione sui gruppi compatti e niti, infatti, si sono ottenuti buoni risultati calcolando i valori medi sugli elementi dei gruppi. Tali risultati possono essere estesi ai gruppi inniti, sostituendo le medie con integrali, e ai gruppi localmente compatti, utilizzando la misura di Haar.

Denizione 13. ino G un gruppo topologio e V uno spzio vettorile e  un omoE


morfismo di gruppi d G GL(V )D ovvero il gruppo generle linere su V F tre prole un rppresentzione  e un mpp sn lE

GL(V ) (g1 )

(g1 )

sn questo so V viene himto spzio di rppresentzione e l dimensione di

V viene himt dimensione dell rppresentzione Denizione 14. ino G un gruppo topologioD V uno spzio vettorileD F un mE
po e un rppresentzione

: G GL(V ) = GLn (F )
ellor per ogni g G l funzione

: G g

F tr(g)

prende il nome di rttere ssoito e

dimF (V ) = deg () Nota: La funzione tr(g) e la funzione che somma gli elementi della diagonale di (g ) Teorema 15. (F lner) i G un gruppo preomptto elinoF ellor per ogni
sottoinsieme V di G esistono > 0 e rtteri ontinui i D i = 1, . . . , nD on

U (1 , . . . , n , ) V Teorema 16. i G un gruppo preomptto elinoF ellor per ogni x GD x = 0D esiste un rttere ontinuo tle he (x) = 0
Per ogni

n N deniamo U(n) il gruppo unitario di ordine n. Tale gruppo e il


e GLn (C) che possiede tutte le matrici unitarie M (M M = In ). Poich
2

sottogruppo di

U( n ) e omeomorfo ad un insieme chiuso e limitato di Cn allora U(n) e compatto. Teorema 17. (Peter-Weyl) i G un gruppo toplogio omptto e x G un eleE
mento diverso d 1F ellor esistono n N ed un omomorfismo ontinuo f : G

U(n) tle he f (x) = In in U(n) 10

Notazione: Deniamo ora U =


n=1

U(n)

Lemma 5. Ogni gruppo compatto e topologicamente isomorfo ad un sottogruppo di qualche


potenza di

Dimostrazione. er ogni x G on x = 1 onsiderimo l9omomorfismo f : G U(n) tle he f (x) = In @ossimo onsiderre lo stesso omomorfismo in UAF yr
l9omomofismo digonle f : G UG\{1} risult iniettivo e suriettivoF h e f (G)  e un sottogruppo omptto di UG\{1}  e un hiusoF er l oiE ompttezz di G tle omomorfismo risult essere un immersione topologiF

11

La Misura di Alfrd Haar


-algebra contenente gli intervalli in R tale che ([0, 1]) = 1. La misura di

Ricordiamo come la misura di Lebesgue sia lunica misura completa invariante per traslazioni su di una

Haar, per un gruppo topologico localmente compatto, sar a una generalizzazione della misura di Lebesgue e costituir a un modo per assegnare un volume ai sottoinsiemi di un gruppo topologico localmente compatto.

Denizione 18. n Enello  e un lsse non vuot di insiemi S tle heX


IF e E e F pprtengono S llor E \ F S

PF e Ei S llor
i=1

Ei S

Notiamo come se un

-anello S e contenuto nellinsieme delle parti di qualche insieme

X allora S e una -algebra se e solo se X S Denizione 19. ino X uno spzio T2 lolmente omptto e D l lsse di tutE
ti i omptti di X D definimo llor orelino ogni insieme pprtenente l pi u piE olo Enello ontenente DF le Enello verr denotto on S

Notazione: Chiameremo limitato un sottoinsieme di uno spazio topologico localmente


compatto contenuto in un compatto

Denizione 20. i X uno spzio topologio T2 lolmente ompttoD un misuE


r di forel su X  e un funzione : S [0, +] tle heX IF i Edditiv PF lg () = 0 QF lg (K ) < + per ogni K omptto in D

Denizione 21. i P l lsse di tutti gli insiemi oreliniF n misur di


forel si die essere regolre se per ogni omptto K D vle heX

(K ) = inf { (A) : K A, A P} Denizione 22. i G un gruppo topologio lolmente ompttoD e si un miE


sur di forel regolre tle heX IF lg (A) > 0 per ogni A P \ {}

12

ellor diremo he  e un misur di rr invrinte sinistr su G se per ogni

E S vle heX (g E ) = (E )
on g G

Esempio:
La misura di Haar sul gruppo topologico

(Rn , +) che prende il valore 1 su [0, 1] e uguale R

alla misura di Lebesgue ristretta ai sottoinsiemi di Borel di

Corollario 3. i G un gruppo topologio lolmente omptto e seprileD lE


lor G possiede un misur invrinte sinistr uni meno di un ostnte molE tiplitiv dett misur di rr

2.1

Lintegrale di Haar

Lapproccio che useremo sar a quello di introdurre una misura boreliana tramite lintegrale che essa denisce sullo spazio delle funzioni continue a supporto compatto (Cc ).

Introduciamo allora linsieme delle funzioni continue a supporto compatto non negative e denotiamo tale insieme con applicazione:

C0 . Notiamo subito come risulti ovvio denire la seguente

I : C0 R+
dove:

I (f + g ) = I (f ) + I (g )

I (cf ) = cI (f )

f, g C0 c R
+ C0 linsieme delle funzioni a

Nel caso di un gruppo topologico localmente compatto avremo esattamente lintegrale di Haar sinistro (rispettivamente destro). Denotiamo ora con valori positivi di

Cc

Esempi:

1. Sia

G = (R , E, ) il gruppo moltiplicativo dei numeri reali non nulli e deniamo il

funzionale:

: Cc (R ) f

R f (x) dx |x|

13

Sia

la misura tale che d = R+

dx |x| e mostriamo come sia invariante per traslazioni

moltiplicative, infatti, se

f (x)

dx dx = |x|

f ( )

d = | |

f (x)

dx |x|

Mentre se

f (x)

dx dx = |x|

f ( )

d = | |

f (x)

dx |x| dX |det(X )|n

2. Sia

G = GLn (R) allora la misura di Haar (destra e sinistra) e data da


n2

dove su

dX e proprio la misura di Haar (sinistra) su Mn (R), cio e la misura di Lebesgue

R . Se f Cc (GLn (R)), si ha: f (AX )


GLn (R)

dX = 15 |det(X )|n

f (Y )
GLn (R)

dY |det(A1 )|n = |det(A1 Y )|n

=
GLn (R)

f (Y )

dY |det(Y )|n

Infatti la mappa

T : X AX manda le colonne x di X nelle colonne Axj , cio e

T agisce come la somma diretta di n copie di t : x Ax


3. Sia

G = ({z C : |z | = 1} , E, ) e deniamo il funzionale: : Cc (G)


1

R f (e2it )dt
0

f
Allora

e un funzionale positivo invariante a sinistra e quindi un funzionale di Haar

2.1.1

Funzionali Lineari

Denizione 23. n funzionle di rr  e un funzionle linere : Cc (G) R


positivo @iFeF f 0 sinistr
15 AX=Y

(f ) 0A non identimente nullo e invrinte

14

Proposizione 3. i un funzionle linere positivo vlori in RF e  e si


dditivo he omogeneo su C0 D llor mmette un sol estensione Cc he  e proprio un integrle positivo
+

Proposizione 4. i f : R R un funzione ontinu tle he f (x + y ) = f (x)f (y ) e f (0) = 1D llor esiste a R tle he f (x) = eax Dimostrazione. oih e esiste un unio a R tle he f (1) = eax vremo he f (n) = ean F i or g (x) = f (x)eax D llor g (x + y ) = g (x)g (y )D g (0) = 1D g (n) =
n m ) = 1 e g  e un funzione ontinuF yvvimente per ogni m R si h he g ( m n g (n) = 1 llor g ( m ) = 1 per ontinuit eD quindiD f (x) = eax

2.2

Esistenza e Unicit
CR (G) linsieme delle funzioni continue, a valori reali, denite su G e, per ogni

Sia ora

G deniamo le seguenti mappe:


1.

Ly : C0 (G) C0 (G)
Dove 2.

Ly f (x) = f (y 1 x)

yG

Ry : C0 (G) C0 (G)
Dove 3.

Ry f (x) = f (xy )

yG

J : C0 (G) C0 (G)
Dove

Jf (x) = f (x1 ) y 1 per Ly e y per Ry e perch e Ryz = Ry Rz

Il motivo per cui viene usata la notazione

Lyz = Ly Lz

Denizione 24. n sottoinsieme Z di C0 ([0, 1])  e detto equiontinuo se per ogni > 0 esiste > 0 tle he x, y [0, 1] |x y | < |f (x) f (y )| < f Z

Teorema 25. (Ascoli-Arzel) i Z C0 ([0, 1]) llor le seguenti ffermzioE


ni sono equivlenti

15

IF Z  e hiusoD limitto e equiontinuo PF Z  e omptto

Teorema 26. (Rappresentazione di Riesz) ino X uno spzio T2 lolmente omE


ptto e un funzionle linere positivo su Cc (X )F isisteD llorD un9uni miE sur D regolre e di forelD su X he si finit sui omptti di X e he si tE le he

(f ) =
X

f d

f Cc (X )

Lemma 6. Sia G un gruppo topologico localmente compatto, si ha, allora, una corrispondenza biunivoca tra linsieme delle misure

di Haar e quello dei funzionali di Haar:

: { : misura di Haar}
In particolare se

{ : f unzionale di Haar} d

e sono due misure di Haar allora esiste c > 0 tale che = c

Teorema 27. i un misur di don @iFeF finit sui ompttiA su un grupE


po lolmente omptto G e si

(E ) = (E 1 )
ellorX IF  e un misur sinistr di rr se e solo se  e un misur destr di rr PF  e un misur sinistr di rr se e solo se

Ly f d =

f d per ogni

f Cc (G) e per ogni y G Dimostrazione. v prim ondizione e  ovviF himostrimo direttmente l seond
ondizioneF er ogni misur di don si h

Ly f d =

f dy f Cc (G)

dove y (E ) = (y E )F yr se  e un misur di rr qundo

Ly f d =

f d

mnterr le stesse ondizioni per ognif Cc (G)F er l9uniit del teorem di rppresentzione di iesz si h he = y

16

La tecnica che useremo per dimostrare lesistenza di una misura di Haar su un gruppo localmente compatto G e quella di mostrare lesistenza su G di una misura di Radon invariante a sinistra; a meno che

G sia un gruppo discreto! e, infatti, impossibile denire una misura

invariante a destra numerabilmente additiva per tutti i sottoinsiemi di G assumendo lassioma della scelta.

Teorema 28. (Esistenza e Unicit) i G un gruppo ompttoD llor


IF isiste un unio funzionle linere positivo : C0 (G) R tle he

(1) = 1 (Ry f ) = (f ) y G, f C0 (G) y G, f C0 (G)

(Ly f ) = (Jf ) = (f )

PF isiste un Elger ostituit di sottoinsiemi di G he ontengono tutE ti i sottoinsiemi di forel di G e he si invrinte per le moltiplizioni @destre e sinistreA e per l9inversioneD iFeF

S = {| S } S = S = { | S } S 1 = 1 | S
QF isiste un misur su tle heX

(S ) = (S ) = (S 1 ) = (S ) (G) = 1 (f ) =
G

f ( )d( )

Dimostrazione. er ogni f C0 (G) definimo i seguenti insiemiX


IF
n n

A(f ) =
i=1

ai Lyi f : n N, ai R, ai > 0,
i=1 n

ai = 1

C0 (G)

PF

B(f ) =
i=1

ai Ryi f : n N, ai R, ai > 0,
i=1

ai = 1

C0 (G)

henotimo on A(f ) e B(f ) le rispettive hiusure e il solito funzionle tE le he (f ) non vri se pplito elementi nelle hiusure di A(f ) e B(f )F v dimostrzione si rtioler nei seguenti puntiX e un omptto di C0 (G) IF seremo il teorem di esoliEerzel per mostrre he A(f ) 

17

PF wostreremo he A(f ) ontiene un funzione ostnte QF wostreremo he B(f ) ontiene un funzione ostnte RF wostreremo he esiste un9uni funzione ostnte f A(f ) B(f ) SF hefiniremo f = (f ) e mostreremo he tle funzione verifi le propriet riE hieste TF himostreremo he  e unio UF hefiniremo l misur e l Elger grzie l teorem di ppresentzioE ne di iesz yr per ogni f C0 (G) definimo

M (f ) = max G f ( ) m(f ) = min G f ( ) v (f ) = M (f ) m(f )


oih e Ly Lz = Lyz D Ry Rz = Ryz e JLy = Ry J si h

A(L f ) = A(f )

B(R f ) = B(f )

J A(f ) = B(Jf )

A(kf ) = k A(f )
ssndo lle hiusureX

B(kf ) = k B(f )

A(L f ) = A(f )

B(R f ) = B(f )

J A(f ) = B(Jf )

A(kf ) = k A(f )
IF sso I

B(kf ) = k B(f )

hoimo mostrre he A(f )  e un omptto di C0 (G)F ysservimo innnzitutE to heX


n n n

ai Lyi f
i=1

i=1

ai Lyi f

=
i=1

ai f f

= f

eD quindiD A(f ) ontiene l pll hius di rggio rendimo un

entrt nell9oriE

gineF yr voglimo mostrre he A(f )  e un sottoinsieme equiontinuo di C0 (G)F

> 0 e seglimo un intorno N di


1

in G tle he |f (y )

f (z )| <

per ogni y

z N F ellorX 18

ai Lyi f (y)
i=1 n

n i=1

ai Lyi f (z)

i=1

ai [Lyi f (y)][Lyi f (z)


n

i=1

1 1 ai |f (yi y ) f (yi z )| = i=1

ai =

1 1 snfttiD qundoD y 1 z N si h he (yi y )(yi y ) = y 1 y N per ogni

1 i nF oih e A(f )  e un sottoinsieme equiontinuoD per esoliEerzel D


 e un omptto di C0 (G)F PF sso P

hoimo mostrre he he A(f ) ontiene un funzione ostnteF tmente nel punto f A(f )F eimo quindi due possiilit X

gonsideriE

moD quindiD l funzione v (f ) definit prim he rggiunge il suo minimo estE

v (f ) = 0 e quindi f  e un funzione ostnte v (f ) = 0 e quindi M (f ) > m(f )


wostrimo or ome il seondo so si impossiileF upponimoD quindiD he

M (f ) > m(f ) e definimo W = G : f ( ) > M (f ) + m(f ) 2

in modo he per ogni G si i W = { : W } e he {W }G si un rioprimento perto di GF oih e G  e omptto si h he G a1 W

an W on n N e ai GF hefinimo or ( ) = 1 f n
ellorX
n

Li f ( )
i=1

( ) A(f ) dto he 1 f n ) M (f ) M (f ) m(f ) + m(f


16 Per

Lyi g A(f ) per ogni g A(f )


i=1

1 2n v (f

)16

1 ogni G esiste un 1 m n per cui ym W . Allora ym W e, per 1 M ( f ) + m ( f ) 1 1 come abbiamo denito W si ha f (ym ) > . Allora f ( ) = f (ym ) + 2 n 1 M (f ) + m(f ) 1 M (f ) 2n 1 v (f ) 1 f (yi ) > + m(f ) = + m(f ) = m(f )+ . n i=m 2n n i=m 2n 2n 2n

19

) = M (f ) m(f ) M (f ) m(f ) 1 v (f ) < M (f ) uindi v (f 2n m(f ) = v (f ) he  e in ontrddizione on l tesiY llor v (f ) = 0 e f


 e un funzione ostnteF QF sso Q

hoimo mostrre he B(f ) ontiene un funzione ostnteF

w st seglieE

re l stess funzione del psso 2 e lvorre nell stess mnierF RF sso R

hoimo mostrre he esiste un9uni funzione ostnte f A(f ) B(f )F er fre i o risult suffiiente mostrre heD se l  e un funzione ostnte di

A(f ) e h  e un funzione ostnte di B(f )D llor l = h  e un funzione oE


stnte di A(f ) B(f )F i

> 0 e seglimo i GD ai > 0D 1 i m

e j GD bi > 0D 1 j n tli he
m n

i=1

ai =
j =1 m

bj = 1

l
i=1 n

ai Li f bi Rj f
j =1

sn prtiolreD per ogni 1 j n


m

sup l
G i=1

1 ai f (yi zj )

e quindi
n m 1 ai bj f (yi zj ) = j =1 i=1 n m j =1 n n m 1 ai bj f (yi zj ) i=1 i=1 n 1 ai f (yi zj ) i=1 j =1

lbj

j =1

bj l

bj

xello stesso identio modo


n m 1 ai bj f (yi zj ) j =1 i=1

20

ellor per l diseguglinz tringolre si h he |l h|

per ogni

>

0
SF sso S

hefinimo c(f ) = (f ) eD grzie i pssi 1 e 2 si h heX

|(f )| f (1) = 1

(kf ) = k (f ) (Ly f ) = (f ) (Ry f ) = (f ) (Jf ) = (f )


er ogni f C0 (G) k R e GF oih e (f ) 0 se f 0 rimne d dimostre he (f1 + f2 ) = (f1 ) + (f2 )F rendimoD ome primD i GD
m

ai > 0D 1 i m dove
i=1

ai = 1 e
m

(f1 )
i=1

ai Lyi f1 ( )
m

( )

per ogni GF henotimo or on =


i=1

ai Lyi f2 F oih e A(f2 )

llor A() A(f2 ) e quindi A() A(f2 )D llor () = (f2 )F eE


n

glimo j GD bj > 0D 1 j n dove


j =1 n

bj = 1 e

(f2 )
j =1

bi Lzj

er ome imo definito si h he

m 1 1 ai bj f2 (yi zj ) = (f2 )

(f2 )
j =1 i=1 n

ai bj Lzj yi f2 ( ) =
j =1 i=1

= (f2 )
j =1 1

bj Lzj
i=1

ai Lyi f2 ( ) = (f2 )
j =1

bj Lzj ( )

ostituendo zj l posto di in ( ) si hX

21

m 1 1 ai bj f1 (yi zj )

(f1 )
j =1 i=1

yr per l diseguglinz tringolre si h


n m 1 1 ai bj (f1 + f2 )(yi zj ) j =1 i=1 n m 1 1 ai bj (f1 +f2 )(yi zj ) A(f1 +f2 ) si h he (f1 )+(f2 ) j =1 i=1

(f1 ) + (f2 )

oih e

A(f1 + f2 )F oih e esiste un9uni funzione ostnte in A(f1 + f2 )D si h


l tesi TF sso T

hoimo dimostrre he  e unioF i llor un funzionle linere su CR (G) tle he (1) = 1 e (f ) = (Ly f ) per ogni fR (G) e y GF prtiolre per ogni A(f )F ellor (f ) = ((f )) = (f ) UF sso U er l linerit del funzionle si h he () = (f ) per ogni A(f )D in

hoimo or definire l misur e l Elger F er fre i o utilizzE remo il teorem di ppresentzione di ieszF do hefinimo nel seguente moE

(V ) = sup {(f ) : f C0 (G),

0 f 1,

supp(f ) V }

ellor (1) = 1D (G) = 1D (L f ) = (R f ) = (Jf ) e V D V 1 e

V 1 sono perti di V tli he (V ) = (V 1 ) = (V 1 )


yr possimo definire su tutti i sottoinsiemi di G nel seguente modo

(S ) = inf { (V ) : S V,

aperto}

e notre ome tle misur si un misur esternD inftti

22

(S ) = (S 1 ) = (S 1 )
er vere l tesi st definire ome l Elger sugli insiemi Emisurili e segliere ome misur l misur ristrett di

2.3
2.3.1

Applicazioni
Il Gruppo Ortogonale O(n, R) = A Mn (R) : AT A = I

La topologia del gruppo ortogonale reale e indotta da

2 M n ( R) e, infatti, = Rn . O(n, R)

un gruppo topologico compatto dove la norma di una matrice sar a:

A =

1 2 |xij |2

i,j =1

Sia 1. 2. 3. 4.

Rn lo spazio vettoriale reale delle matrici n n, allora per ogni X Rn si ha XT = X XY X Y


con

Y Rn

QX = X = XQ con Q O(n, R) Q = I = n con Q O(n, R) O(n, R) ha una misura invariante che sia una misura sugli insiemi di

Sappiamo che Borel

B O(n, R) e che sia tale che (B ) = (QB ) = (BQ) (O(n, R)) = 1

Mostriamo ora come la misura di Haar sia analoga alla densit a uniforme di probabilit a su intervalli niti. Consideriamo i gruppi ha che la misura di Haar sar a data da

O(1, R) = O1 e U1 . Poich e O1 = {1, 1} si

({1}) =

1 2

({1}) =

1 2

che corrisponde esattamente alla distribuzione uniforme di un lancio di una moneta. Il gruppo

U1 sar a il cerchio unitario, infatti U1 = {exp(i) : [0, 2 )}

Qui la misura di Haar e proprio la misura di probabilit a di densit a costante 21 e quindi

(U1 ) = 1 23

2.3.2

Il Gruppo Speciale Lineare SL(n, R) = {A Mn (R) : det(A) = 1}

La topologia del gruppo lineare speciale reale e indotta da

2 M n ( R) = Rn .

Denizione 29. v trslt sinistr di un misur di rr destr  e un misur


di rr destrF e  e un misur di rr destrD llor nhe

A (t1 B )
 e invrinte destrF uindiD esiste un9uni funzione D dett funzione moE

dulreD tle heD per ogni insieme di forel B

(t1 B ) = (t)(B ) Denizione 30. n gruppo si die unimodulre se e solo se l funzione modulre
 e identimente 1

Proposizione 5. i G un gruppo topologio lolmente omptto on misur di rr F v9pplizione : G x L1 (G, ) si h Ry f d(x) = (y 1 ) f (x)d(x)
G

R+ (x)

 e un omomorfismo ontinuo tr G e il gruppo moltiplitivo R+ F snoltre f

Dimostrazione. er ogni x, y G e per ogni A G EmisurileD si h heX (xy )(A) = (A xy ) = (y )(A x) = (y )(x)(A)
gio e  e un omomorfismo tr G e R>0 Y inotre si h he A (xy ) = Ay1 (x) eD quindiD

A (xy )d(x) = (A y 1 ) = (y 1 )(A) = (y 1 )

A (x)d(x)

epprossimndo f L1 (G, ) on funzioni semplii si ottiene

Ry f (x)d(x) =

f (x)d(x)
G

24

snfineD poih e l mpp

: G y R

c (G)

Ry f ( x)

 e ontinuD lo e  nhe l mpE

: G y

Ry f (x)d(x)

egueD quindiD l ontinuit di

Assumiamo ora

G come gruppo unimodulare, cio e le misura destra e sinistra di Haar su

G risultano equivalenti, e denotiamo con f = f (x1 ), allora: f (x)dx =


Osserviamo che, se

f (x1 )dx =

f dx

G non fosse unimodulare, per lunicit a della misura di Haar esi : G R+ che sia un omomorsmo continuo tale

sterebbe una funzione modulare che

f (xa)dx = (a)
G G

f (x)dx

dove

f (x)dx =
G G

f (x)dx

Un esempio di gruppo non unimodulare e dato dal gruppo della matrici triangolari, come

a 0

b d

a 0 a

b
1

Proposizione 6. n gruppo topologio lolmente omptto G  e omptto se e soE


lo se (G) < +D dove  e l misur di rr su G

Propriet
1. Se

G e un gruppo discreto, allora = 1, infatti la misura del conteggio e inva-

riante sia a sinistra che a destra, in particolare la propriet a di un gruppo di essere unimodulare non implica che tale gruppo sia abeliano. 2. se

G e compatto allora e unimodulare, infatti, sia A G e sia y G, allora

A (xy 1 )d(x) =

Ay (x)d(x) = (Ay ) = y (A) = (y )(A)

Osserviamo come se

A = G allora Ga = G e, pich e (G) < si ha che

(G) = (y )(G) e quindi (y ) = 1. Per larbitrariet a di y si ha lunimodularit a


di

G 25

Ricordiamo ora alcune denizioni sulle azioni di gruppi.

Denizione 31. i X uno spzio topologio T2 lolmente omptto e misuriE


leD on misur D e si G un gruppo topologioF effermimo he G gise su X se  definit esiste un mpp ontinuD dett zione @sinistrAD di G su X osi

: GX (g, x)
tle he IF e x = x x X

X (g, x) = g x

PF g1 (g2 x) = (g1 g2 ) x g1 , g2 G QF  e qusi invrinte17

x X

Denizione 32. v9zione di G viene dett ergodi se non vi sono sottoinsiemi


invrinti nli di X D io e per ogni A nell lsse dei misurili di X dove g

y = y y A e g G llor si h he (A) = 0 oppure (Y \ A) = 0 Denizione 33. e f Cc (G) definimo f K (x) =


K

f (xk )dk

Teorema 34. (Fattorizzazione) e F SL(n, R) llor F = JB on J


+ SO(n, R) e B Bn dove

a1 0 + Bn = . . 0

x1,2 a2

x1,3 x2,3

... ...

x1,n

...

x2,n : ai > 0, an

ai = 1,
i=1

xi,j R

+ ellor SL(n, R) = SO (n, R)Bn

Osserviamo ora come sia possibile scrivere la decomposizione di seguente: poniamo seguente forma:
17 preserva

SL(n, R) nel modo

+ K = SO(n, R), allora e possibile scrivere un elemento di Bn nella

la classe dei -misurabili, cio A nella classe dei misurabili di X e g G si ha

che (g, A) = 0 (A) = 0

26

a1

x1,2 a2

x1,3 x2,3

... ...

x1,n

... 0

0 . . 0

...

a1,1 x2,n . = . 0 an

x1,2 1

...

x1,n

...

0 . . an,n 0

...

Ci o vuol dire che

+ Bn = AN

SL(n, R) dove:

a1,1 . . . 0 n . A= : a > 0 , a = 1 i,i i . i=1 0 . . . an,n 1 x1,2 . . . x1,n 0 1 N = . : xi,j R . 0 0 ... 1


(i.e.

SL(n, R) = KAN ). Da questa osservazione ricaviamo ora la seguente denizione

Denizione 35. ino K D A e N ome soprF n gruppo G he mmette un deE


omposizione dell form G = KAN viene dette gruppo di swskF

Corollario 4. La seguente mappa prodotto : K AN (k, a, n)


e un omeomorsmo

KAN kan

Teorema 36. ino P, Q G sottogruppi hiusi tli he G = P K D e supponiE


mo he l mpp

B: P K (p, k )
zionle di rr su G sr

G pk

si un omemorfismoF essumimo poi he G e K sino unimodulriD llor il funE

: Cc (G f


K P

R f (pk )dpdk

dove dp e dk sonoD rispettivmente le misure di rr su P e su K F

27

Risulta facile osservare che la misura di Haar su

G e d = dp dk , inoltre G (p, k ) =

P (p)K (k ). Corollario 5. Se dk da, dn sono misure di Haar su K , A, N rispettivamente, allora si


ha che

dx = dkdadn
e una misura di Haar su

SL(2, R).

Lemma 7. Sia
+

() =
i<j

i j

= Diag (a1 , . . . , an ) A

Allora

db = ()ddn e una misura di Haar destra su B = AN

Denizione 37. i die he il gruppo A normlizz il gruppo N seX ana1 N a A n N Teorema 38. ino e due misure di rr du GD llor esiste c > 0 tle he f (x)d (x) = c
G G

f (x)d(x)

f C c (G)

Sia ora Se

G un gruppo topologico localmente compatto, e sia : G G un automorsmo. c > 0 tale che 1 = c.

e la misura di Haar sinistra di G allora anche ( 1 )(E ) = (1 (E )) e una c viene detta modulo dellautomorsmo e viene denotata come mod().

misura invariante a sinistra. Per il teorema di cui sopra esiste Tale costante

Osserviamo come

mod : Aut(G)
sia un omomosmo, i.e.

R+ mod()

mod Hom(Aut(G), R+ ), infatti

(mod( )) = 1 1 = (mod( )) 1 = mod( )mod()


e quindi

f (1 (x))d(x) = (mod())1
G G

f (y )d(y )

dove si e eettuata la seguente sostituzione

28

y = 1 (x) d(x) = d((y ))


In particolare, se consideriamo lautomorsmo interno

a : G x
avremo che

G axa1

a (x) = Ra1 (La (x)) e quindi per ogni insieme -misurabile E si ha

(mod(a ))1 (E ) = (a (E )) = (Ra1 (La (E ))) = (aEa1 ) = = (a)1 (aE ) = (a)1 (E )


cio e

mod(a ) = (a)

Consideriamo ora il gruppo Poniamo

GL+ 2 (R) delle matrici 2 2 con determinante positivo.

P = AN dove a1,1 0 0 a2,2 1 0 0 b

A=

: a1,1 a2,2 > 0

N=

:bR

Per mostrare come la misura di Haar sia la misura di Lebesgue consideriamo un sottoinsieme

N della seguente forma: 1 0 0 b

=
Se chiamiamo

:bBR

la misura di Haar su P abbiamo che ( ) = L1 (B ) dove L1 e R, infatti


a1,1 a2,2 t

esattamente la misura di Lebesgue su

a1,1 0

0 a2,2

a1,1 0

0 a2,2

1 0

:t

a1,1 B a2,2

a1,1 B a2,2

Abbiamo quindi

a1,1 1 L (B ) = L1 a2,2

a1,1 B a2,2

a1,1 0

0 a2,2

a1,1 0

0 a2,2

( ) =

29

=
Scegliendo

a1,1 0

0 a2,2

L1 (B )

B in modo che L1 (B ) < + si ha che: a1,1 0 0 a2,2 a1,1 a2,2

Nel caso di

1 SL(2, R) avremo che a2,2 = a 1,1 . Posto

ha =
si ha

a 0 a

0
1

(a) = mod(ha ) = a2 2.3.3 Il Semipiano di Poincar

Denizione 39. hefinimo il sempino di oinr e nel seguente modoX H = {z = x + iy : x R, y > 0}


Vogliamo ora trovare una relazione tra il semipiano di Poincar e e il gruppo Ricordiamo, innanzitutto, che

SL(2, R).

SL(2, R) =

A=

a c

b d

: det(A) = 1 SL(2, R) lapplicazione

allora si vede subito come, per ogni matrice di

f :
denisce un automorsmo olomorfo di

a + b c + d

H e che lapplicazione Aut(H) f

g : SL(2, R) a c
e un omomorsmo suriettivo di mente al centro di

b d

SL(2, R) su Aut(H), il cui nucleo corrisponde esatta-

SL(2, R), cio e 1 0 0 1 H

Osserviamo, ora, come si abbia la seguente azione su

30

Z : GL+ (2, R) z) (A,


che manda

H Az =

az +b cz +d

= H in H, dove A

a c

b d

e dove valga lassociativit a

(B z ) = (AB )z A Lemma 8. La misura d = = Dimostrazione. i A


dxdy y 2 su

H e invariante sotto lazione di SL(2, R)

a c

b d

SL(2, R) e si TA l trsformzione lineE

vist ome pplizione d R2 in R2 D llor si h re frtt ssoit d A TA : R2 R2


ac(x2 +y 2 )+(ad+bc)x+bd , (cx+d)y 2 +c2 y 2 (cx+d)2 +c2 y 2

(x, y )

sl determinnte dello joino in z = x + iy risultD quindiD essere |cz +

d|

F hll formul del mio di vriili si vr

1 z ) dxdy = f (A y2 H

f (w)
H

1 |cz + d|4 dd = |cz + d|4 2

f (w)
H

dd 2

dove si  e effettut l seguente sostituzione

1 z w = + i = A

Denizione 40. sl gruppo di isotropi di z H  e il gruppo moltiplitivo Iz = {M SL(2, R) : M z = z } Propriet


1. Consideriamo li-esimo gruppo di isotropia Ii , allora si ha che

ai + b = 1 a2 + b2 = c2 + d2 = ad bc = 1 ci + d
E quindi risulta naturale identicare li-esimo gruppo di isotropia nel seguente modo

Ii =

M=

cos() sen()

sen() cos()

: [0, 2 )

SO(2, R)

31

2. La mappa

J : SL(2, R) M
Induce la seguente corrispondeza biunivoca

H M i

E: a 0

M N 0 a1 1 0 x 1

H x + ia2

Da ci o possiamo dedurre la misura di Haar su

G/K (K = SO(n, R), infatti, posto

y = a , sia da la misura di Lebesgue su R, allora dy = 2ada


e quindi

dxdy 2adxda = = 2(a)1 dxd (a) 2 y a4


dove

d (a) =

da a . Se

a rappresenta la variabile A SL(2, R) allora si ha che q: 2(a) G/K


1

H
dxdy y2

dnd (a)

Dove

G/K = SL(2, R)/SO(2, R)

Gruppi di Lie

Vediamo ora come denire una misura di Haar sui gruppi di Lie che risultano essere particolari gruppi localmente compatti.

Denizione 41. n gruppo di vie G  e un vriet differenziile C munit di


un struttur di gruppo tle he le operzioni IF (g, h) gh PF g g 1 sino C

Denizione 42. n9lger di vie G su un mpo K  e uno spzio vettorile su K munito di un operzione ilinere [, ] : G G G tle heX
IF [X, Y ] = [Y, X ]

X, Y G 32

PF [X, [Y, Z ]] = [[X, Y ], Z ] + [Y, [X, Z ]]


Il pi u ovvio gruppo di Lie risulta essere ora, alcuni gruppi di Lie:

X, Y, Z G

R dotato delloperazione addizione. Elenchiamo,

O(n, R) = {A GL(n, R) : AAt = 1} SO(n, R) = {A O(n, R) : det(A) = 1} U (n, C) = A GL(n, C) : AA = 1 SU (n, C) = {A U (n, C) : det(A) = 1}
Risulta ovvio il fatto che
t

GL(n, R) e GL(n, C) siano gruppi di Lie, in quanto hanno

coordinate globali in cui la moltiplicazione e data da polinomi mentre linverso da funzioni razionali il cui denominatore e esattamente il determinante.

Denizione 43. i G un9lger di vie e si V uno spzio vettorileD llor


un omomorfismo : G End(V ) @on End(V ) visto ome un9lger di vieA si die un rppresentzione di G su V e V viene detto GEmodulo rispetto ll9zioE ne
Sia

G un gruppo di Lie e sia X(G) il modulo su C (G) dei campi vettoriali su G. Sia

lg : G G la traslazione a sinistra di g G, cio e lg (h) = gh. Un campo vettoriale K X(G) si dice invariante a sinistra su G se per ogni g, h G risulta (lg )h Kh = Kgh
dove

(lg )h : Th(G) Th (G) denota il dierenziale di lg in h e Th (G) e lo spazio G in h. Linsieme dei campi invarianti a sinistra su G verr a cos i indicato: L(G)

tangente a

Proposizione 7. i G un gruppo di vie e si L(G) l9insieme dei mpi invrinE


ti sinistr su GF ellorX IF L(G)  e uno spzio vettorile su R e l mpp

q : L(G) K

Te (G) Ke

 e

un isomorfismo di spzi vettorili tr L(G) e lo spzio tngente dell9idenE tit e GF hi onseguenz dim(L(G)) = dim(Te (G)) = dim(G) PF sl ommuttore [X, Y ] = X Y Y X di due mpi invrinti sinistr  e nor un mpo invrinte sinistr

33

Notiamo ora come sia possibile sostituire i campi vettoriali invarianti a sinistra con le forme invarianti a sinistra. Come, tempo fa, avevamo denito il piano tangente in un punto, deniamo ora una forma in un punto, ad esempio nel punto 1, che determini in modo univoco una forma invariante a sinistra. Abbiamo, quindi, che, per ogni si identica con lo spazio delle forme esterne di grado

k lo spazio vettoriale k G

k invarianti a sinistra.

Proposizione 8. v9ger estern G h un struttur di lger differenziE


le grdut

Dimostrazione. er dimostrre l proposizione st fre vedere he vlgnoX


IF sl differenzile d : G

G G  e il dule del prodotto di vie su

G
PF le sempre l seguente ondizione sul differenzileX d2 = 0 v prim ondizione si dimostr pplindo l definizioneD infttiD dti due mE pi vettorili X e Y ed un form si h

|[X, Y ] = d |X Y + X ( |Y ) Y ( |X )
se , X, Y sono invrinti sinistr llor nhe |Y ti sinistr e quindiX e |X sono invrinE

X ( |Y ) = Y ( |X ) = 0
llorX

|[X, Y ] = d |X Y
v seond ondizione di dimostr riordndo heD dto uno spzio vettorile V ed un pplizione d : V V V esiste un9uni estensione di d dell9lger

3.1
3.1.1

Algebre Multilineari e Forme Dierenziali


Applicazioni Multilineari

Denizione 44. ino Vi , . . . , Vn , W spzi vettoriliF n pplizione f : Vi , . . . , Vn W


si die multilinere se  e linere in ogni vriileD gi o vuol dire he preso oE munque un intero i = 1, . . . , n e fissto omunque dei vettori vj Vi D per ogni

i = j D si h he 34

f : Vi v
 e linereF

W f (vi , . . . , vi1 , v, vi+1 , . . . , vn )

Osservazione 45. Se n = 2 otteniamo unapplicazione bilineare Notazione: Indichiamo, da ora, con ML(V1 , . . . , Vn ; W ) lo spazio vettoriale delle
applicazioni multilineari

f : V1 Vn W

Propriet
1. Siano

g : Z Z unapplicazione linerare e f : V1 Vn Z una mappa

multilineare. Allora

g f : V1 Vn Z
e multilineare 2. Siano gi

: Vi Wi , per i = 1, . . . , n, applicazioni lineari e sia f : W1

Wn Z unapplicazione multilineare. Allora F : V1 Vn ( v1 , . . . , v n )


e multilineare 3. Siano

Z f (g1 (v1 ), . . . , gn (vn ))

fi : V1 Vn Wi , per i = 1, . . . , m, applicazioni e sia F : i = 1, . . . , m

V1 Vn W1 Wm unaltra applicazione. Allora F e multilineare


se e solo se fi e multilineare per 4. Sia

K un campo, allora il natural pairing di uno spazio vettoriale V nel suo duale

V cos i denito , : V V v, w
e bilineare

K w (v )

Corollario 6. Siano V1 , . . . , Vn , W spazi vettoriali, allora


n

dim(ML(V1 , . . . , Vn ; W )) = dim(W )
i=1

dim(Vi )

35

Denizione 46. ino V e W due spzi vettorili e si f : V1 Vq W


un mpp multilinereF ellor f si die lternnte se per ogni nEupl (v1 , . . . , vq )

V1 Vq e per ogni un permutzione di (1, . . . , q ) si h f (v(1) , . . . , v(q) ) = sgn( )f (v1 , . . . , vq ) Notazione: Indichiamo, da ora, con Altq (V, W ) linsieme delle mappe multilineari
alternanti

Osservazione 47. Osserviamo come siano veri i seguenti fatti:


1. 2.

Alt0 (V, K) = K Alt1 (V, W ) = Hom(V, W )

Proposizione 9. i f Altq (V, W )F ellor se v1 , . . . , vn sono linermente


dipendenti si h he

f (v1 , . . . , vn ) = 0 Proposizione 10. i V uno spzio vettorile di dimensione n e si q un inteE


ro positivoF ellor si h he

n q q dim(Alt (V )) = 0

qn q<n

Denizione 48. hefinimo ome potenz q Eesim di V il seguente oggetto q (V ) = Altq (V , K) 3.1.2 K-Algebre

Denizione 49. no spzio vettorile V su un mpo K dotto di un ppliE


zione ilinere f : V V V viene detto KElger e viene denotto on (V, f )

Denizione 50. i (V, f ) un KElger e sino Vi sottospzi vettorili di V


tli he

V =
i=0

Vi

f (Vi , Vj ) Ai+j

i, j = 0, 1, 2, . . .

hiremo he V  e un KElger grdut

36

Denizione 51. no spzio vettorile V su un mpo K dotto di un ppliE


zione ilinerre

f : V V (x, y )
tle heX IF [x, x] = 0 per ogni x V

V [x, y ]

PF [x, [y, z ]]+[y, [z, x]]+[z, [x, y ]] = 0 per ogni x, y, z V @sdentit di toiA  e dett lger di vie

Osservazione 52. Se la caratteristica del campo K e diversa da 2 la prima condizione


della denizione equivale a

[x, y ] = [y, x]

3.1.3

Forme Dierenziali

Denizione 53. i U un perto di Rn F ve pplizioni C (U, q Rn ) si


diono forme differenzili lternte omogenee di gro q oeffiienti C in U
Indichiamo ora con

dxi la forma lineare su Rn cos i denita x = (x1 , . . . , xn ) Rn

dxi (x) = xi

Osservazione 54. Osserviamo come le forme dxi1 dxiq con 1 i1 < < iq n costituiscano una base di q Rn Denizione 55. n form differenzile C (U, q Rn ) si srive in modo
unio ome

i1 ,...,iq dxi1 dxiq


1i1 <<iq n

dove

i1 ,...,iq = (x)(ei1 , . . . , eiq ) C (U )

3.2

La misura di Haar
{e1 , . . . , en } abbiamo vista come costruire un campo invariante Ki a sinistra per Ki ottenendo n forme dierenziali
i

La misura di Haar su un gruppo di Lie va studiata tramite le forme dierenziali. Fissata una base

ogni ei . Prendiamo ora punto per punto la base duale ai lineari Se

K invarianti a sinistra.

g G e Lg : x gx sappiamo che (dLg Ki ) = Ki allora:

37

dLg Ki = Ki |Kj = Ki |Lg Ki = i,j


Il prodotto

Lg = K i

K 1 K 2 K n fonisce dunque una forma dierenziale di grado Lg ( ) = ) che permette di dinire una

massimo non nulla ed invariante a sinistra (i.e. misura di Haar invariante a sinistra:

f (x) =

Lg (f (x) ) =

f (gx)

Una diversa base che preservi lorientazione induce un fattore di riscalamento pari al determinante del cambiamento di basi.

Come nellesempio

2 del paragrafo 2.1 consideriamo G = GL(n, R) in coordinate X =

(xi,j ), dove det(X ) indica il determinante della matrice delle coordinate. Consideriamo ora
la forma

(X ) = i,j dxi,j che d a la misura di Lebesgue. Verichiamo ora che: |det(X )|n i,j dxi,j

e una misura invariante a sinsitra. Sia

A GL(n, R), se moltiplichiamo tutto per

A otteniamo una trasformazione lineare sullo spazio delle matrici il cui determinante dello
jacobiano e

det(A)n . Per il teorema di Fubini abbiamo che: f (X ) (X ) = |det(X )|n = f (AX ) (AX ) = [det(AX )]n f (AX ) (X ) |det(X )|n

f (AX ) |det(AX )|n (X ) = |det(AX )|n |det(X )|2n

Osserviamo come per Lebesgue e data da

G = GL(n, C) valga una formula simile in cui la misura di

Denizione 56. n gruppo di vie G si die unimodulre se un misur di rr siE


nistr  e nhe destr

Corollario 7. I gruppi compatti sono unimodulari


Osserviamo, ora, come la pi u semplice classe di gruppi non unimodulari sia quella dei gruppi delle matrici triangolari superiori. Sia scirviamo allora un elemento di

Q il gruppo delle matrici triangolari superiori,

A Q come A = DI dove D e la diagonale di elementi

ai mentre I la matrice identit a. Lesempio pi u semplice e costituito da dal gruppo delle


trasformazioni ani della retta:

A=

a 0

b 1

: a R+ , b R

Infatti, presa una generica matrice

A A si ha che: 38

a 0

b 1

x 1

ax + b 1

In questo caso le misure invarianti a destra e a sinistra sono rispettivamente:

da db a2

da db a

Un importante risultato della geometria integrale, noto come teorema di Hadwiger, stabilisce che lo spazio delle funzioni di insieme, non necessariamente non negative, invarianti per traslazione e nitamente additive, che sono denite nellinsieme delle unioni nite di insiemi compatti convessi in risulti omogenea18 di grado

Rn , consiste (a meno di multipli scalari) di una misura che

k = 1, . . . , n e di combinazioni lineari di tali misure.

18 Riscalando

di un qualsiasi fattore c > 0 tutti gli insiemi, si moltiplica la misura di insieme

per ck . La misura omogenea di grado n lordinario volume n-dimensionale, quella omogenea di grado n 1 il volume di supercie, quella omogenea di grado 1 la funzione chiamata ampiezza media mentre la misura omogenea di grado 0 la nota caratteristica di Eulero.

39