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SVEGLIATEVI.

Questo libro, dedicato a tutti coloro che sono sempre di fretta, a tutti coloro che non hanno mai tempo o che credono di non averlo, a chi v troppo di fretta per soffermarsi ad ascoltare qualcuno o qualcosa, a chi vive la vita senza vederne i contorni reali, a chi trascura gli affetti perch ha il cuore chiuso, a chi come me fino a due anni fa, viveva con stress e trascurava le cose pi importanti perch troppo indaffarata,ma indaffarata di che? Poi il pi forte spavento di tutta la mia vita, mi procur uno stress e uno scrollone talmente violento, che riusc a cambiare tutta me stessa.Sono diventata unaltra persona, sono cambiata in meglio sintende, ma come se, da quel momento, io fossi nata per la prima volta, e i miei occhi hanno iniziato a vedere veramente,ho

imparato ad ascoltare tutto ci che prima.non avevo mai ascoltato. Cos a 40 anni,i miei primi 40 anni sono rinata e ho imparato a vivere in pieno la grande avventura che la mia vita nello stesso attimo in cui ho creduto di non poterla pi vivereE adesso, se voi lettori, un po per curiosit, un po perch non avete niente altro da leggere, o forse perch anche a voi capitata una cosa del genere O di simile,tuffatevi in questa lettura, nel mio diario segreto,perch desidero che chiunque legga quanto ho scritto. possa arrivare al messaggio che intendo mandare con tutto il mio cuore.Buon lettura dunque. Sono una persona come tante, nata in una famiglia normalissima,e come tutte le ragazzine,ho vissuto i miei complessi, la mia adolescenza,i miei piccoli grandi problemi da ragazzina, fino a che poi, sono diventata grande, e sognavo come ogni ragazzina che diventa grande una famiglia con un buon marito, dei figli,una casa tutta mia, e tanta serenit e felicit.B poi ho conosciuto tra i vari ragazzi, un ragazzo che diventato mio marito, e cos, iniziata lavventura Il matrimonio, i figli allimprovviso, la casa da pulire, i figli da accudire il lavoro, qulche litigata per la stanchezza, ma tutto nellinsieme dopo un po di rodaggio,prese il verso giusto, stavo beneHo avuto il mio primo figlio a 25 anni, maschio, poi a 32 anni arrivata anche la femmina,b, ero felicissima,non che lavessi cercata una seconda gravidanza, ma quando capitata ne sono rimasta felice. Passano gli anni, e come in tutte le famiglie, ci sono momenti facili, e momenti difficili, ed altri in cui ti sembra di impazzire, ma poi, io e mio marito abbiamo sempre cercato di non far mancare mai niente n a noi, n ai figli, e per quanto riguardava il nostro rapporto di coppia b, dopo un po non era pi come

prima, nel senso che i problemi, la casa, i figli,la spesa, le bollette, i soldi che non bastavano, b.. Non sempre era tutto rosa e fiori, e non c niente di male, perch era il tirocinio del matrimonio,come fanno quasi tutte le famiglie con uno stipendio solo credoTanti momenti erano duri, altri erano invece dolcissimi. Poi venne un periodo, non era dei migliori, mi ricordo che ero spesso in crisi b, non ero pi una sognatrice, ma ero talmente indaffarata..Dovevo pulire la casa,avevo i panni da stendere,la roba da stirare,il lavoro, i bambini, mio marito che a quel tempo non mi aiutava molto,non avevo mai tempo per uscire,per leggere un po,per guardare un po di tv, per esprimere sentimenti o ascoltare i figli o il marito, avevo il cuore prigioniero, non riuscivo a tirare fuori lamore che avevo dentro, eppure, ne avevo tanto, tantissimo, uninfinit.Tante volte ero un po nervosa, tante volte un po chiusa in me stessa,tante volte non avevo voglia di uscire perch ero stanca, e mentre la mia famiglia usciva, io andavo a letto a riposarmi perch avevo svolto troppe faccende di casa e pensavo che erano cattivi a non accorgersi di quanto ero stanca, avevo lavato, stirato,pulito, spolverato,non avevo pi tempo x la mia famiglia, x uscire, ero stanca! B, non che fossi stata un mostro sintende, ma ero distratta pensavo poco alle cose importanti, e troppo alle cose stupide, gi.stupide,perch quando i miei figli o mio marito mi dicevano qulcosa o mi facevano vedere un qualcosa, io ero distratta,si, distratta,superficiale, perch pensavo di averli ascoltati, ma non avevo capito niente,pensavo di aver guardato ci che mi volevano far vedere, ma poi non mi ricordavo,bnon mi soffermavo.ero superficialenon ero attenta.Lo stress quotidiano,le corse che facciamo noi donne per

farci incastrare di fare tutto e poi magari,la casa pulita, al lavoro ci siamo state,la spesa fatta,poi arriviamo alla sera, che siamo cos stanche cheb, abbiamo dimenticato di fare le cose pi importanti ascoltare cosa dicono i figli o chi ci vicino senza veder muovere loro solo la bocca,trovare un po di intimit con il proprio marito, fare una risata,guardare un film tutti insieme sgranocchiando patatine,o semplicemente uscire a fare un giro, e tutto questo solamente perch dopo aver fatto tante cose superficiali siamo stanche, e non c pi tempo per fare le altre, perch magari gi ora di cena, e poi, dopo, ci viene sonno.Magari il tempo passa, le giornate scorrono via,indietro non si torna,e magari ci siamo perse qualcosa, ma non ci facciamo caso pi di tanto,perch abbiamo sempre da fare ma da fare cosa?o magari perch non abbiamo tempoma perch il tempo ha un tempo?B da come ho descritto le cose sembro veramente un mostro,ma non lo sono, e non lo sono mai stataperch sono sempre stata una buona persona,con dei buoni propositi, dei buoni sentimenti,tanta voglia di apprezzare, di fare,di ascoltare,solo che tutte queste belle cose,erano chiuse in un angolo nascosto della mente e del cuore,io sapevo quanto amore avevo per mio marito, per i miei figli,io lo sapevo.ma non riuscivo ad aprirmi a dimostrarlo e cosanche se dentro il mio cuore cera tanto amore e tante belle cose nella mia mente,rimanevano dentro di me, in un angolo ad ammuffire. Le giornate scorrevano, facevo tante cose si,ma scorrevano in modo distratto, e la sera mi sembrava sempre che dentro di me, mancasse qualcosaMi ricordo quando mor mio nonno paterno, quello diciamo preferito, voglio bene a tutti i miei nonni, ma lui, mio nonno Dino, b, quel nonno era e

rimane per me il pi speciale,e quando morto, ho sofferto moltissimo,perch mi stato sempre molto vicino,perch mi ha dato tanto affetto, perch mi viziava e mi faceva sentire importante,perch non cera giorno che avesse un pensiero per me,perch mi ha regalato la mia prima bicicletta e mi ha insegnato ad andarci, perch mi h regalato il mio primo motorino, perch mi ha portato a giro per il mondo, persino in Yugoslavia con mia cugina, pensate che sballoperch mi ha fatto passare i pi bei natali di tutta la mia vita, perch ogni volta che sento il profumo di mandarino.mi vengono a mente quei meravigliosi Natali a casa sua.perch eravamo tanti, eravamo tutti, eravamo uniti magari per un giorno, e metteva le bucce dei mandarini sul caldo dei termosifoni, e tutto quel profumo si infondeva nella casae tutte quelle buone cose da mangiare,cucinava tutto lui, per pi di 20 persone, figli, nuore e nipoti,stava quasi sveglio tutta la notte, e si alzava presto la mattina, come Babbo Natale. Quel Babbo Natale che riempiva di doni lalbero, e che imbandiva la tavola di tante prelibatezze e che allestivail salone per riunirci tutti quanti, riuniva per se, la sua numerosa famiglia, senza fatica, senza chiederci niente, come Babbo Natale quel giorno, sapeva renderlo magicoe cos, ogni annoe ancora oggi, quando sento il profumo di mandarino, anche se dovessi essere in piena estate, a me vengono in mente quei Natali meravigliosi che non dimenticher mai , e il profumo del Natale sa di mandarino. Poi logico, non andavo pi a trovarlo spesso, perch mi ero fatta una famiglia, avevo da fare, ma sapevo dentro il mio cuore, che anche se non andavo a trovarlo, gli volevo tanto bene lo stesso, e sapevo che nonno lo sapeva, anche se con le parole, tipo:nonno ti

voglio tanto benenon glielo avevo mai detto, un po perch mi vergognavo (che stupida, mi vergognavo di che? Di mostrare sentimento?) un po, perch davo per scontato che lo sapesse, e cos gli incontri erano sempre pi radi Mi ricordo sempre quella sera in cui mi telefon per farmi gli auguri di Buon anno,per Natale ci eravamo visti perch lo avevamo passato insieme a casa di babbo e mamma,ultimamente lo facevamo a casa dei miei genitori il natale,perch nonno era troppo anziano e anche nonna,(nonno era dolce, nonna un po acidella) ma era bello lo stesso, perch anche se non eravamo tutti,per la nostra famiglia quel giorno era tutta unita, anche nonno,con noi, come sempre.Allora, avevo il bambino piccolo,avr avuto circa tre anni,era la luce di nonno.B, dicevo, mi ricordo sempre quella sera, la vigilia dellultimo dellanno di circa nove anni fa,se non sbaglio, e non credo di sbagliarmi,quel 30 dicembre 1997, lorario preciso non lo ricordo,ma avevo gi cenato, quindi dopo le 20,30 sicuramente.ricevetti qui, a casa mia, la telefonata di nonno,il che f una sorpresa enorme,non mi telefonava mai, ci vedevamo ogni tanto,potevo telefonargli io, ma lui, non mi aveva mai telefonatoquando squill il telefono e risposi,mi sorprese e nello stesso tempo mi fece piacere sentirlo,ne rimasi talmentee sorpresa, che gli chiesi scherzosamente quale onore potesse avere per me, questo eventoMi ricordo come fosse adesso, la sua voce triste e preoccupata,che mentre mi faceva gli auguri, mi raccontava di come si sentisse come un malessere alla sua persona, e che aveva paura, si, pauraGli feci tanti auguri, lo tranquillizzai, e poi dissi che in settimana, appena avrei avuto un po di tempo,(gi,tempo.), sarei andata a trovarlo Ma poi telefonai a babbo, gli

raccontai, poi gli dissi di chiamare nonno, perch era triste. Pass anche il 31 dicembre 1997, e gennaio 1998, i primi di gennaio,nonno stette tanto male,un ictus tutti di corsa in ospedale! Bellinizio questo 1998!!! Oh no, pensai, nonno no.non avevo ancora avuto il tempo neanche per dirgli quanto bene avevo nel cuore per lui, lui lo sapeva si, ma io non glielo avevo ancora detto,dovevo dirglielo, e subito, perch era importante,perch con tutto il tempo che avevo avuto per dirglielo,b, adesso avevo paura di non possederlo pi tutto questo tempo, adesso avevo paura, che il tempo stesso potesse sfuggirmi per sempre. Ricordo di aver pianto tantissimo,ricordo di essere corsa velocissima da lui,ed era l,in quel letto di ospedale,rimasi l, in silenzio, a piangere, aspettando che aprisse gli occhi.Aveva una parte del corpo paralizzata, dal viso al piede,un espressione di dolore, si vedeva che dentro di lui, era successo qualcosa di irriparabile, e anche dentro la sua mente, ecco cosa era quel malessere.Cerano tutti, proprio tutti, avevo corso contro il tempo,lo abbracciai,gli detti un bacio, poi mi avvicinai al suo orecchio, e gli sussurrai: nonno, ti voglio bene).Chiss perch ti accorgi di tutto quello che hai, del valore di ogni cosa, o persona o anche di te stessa, solo quando stai per perderle, forse perch quando sai di avere tutto a portata di mano o quasi,non dai quellimportanza o quel valore, fino a che, non ti assale il terrore di non poter pi fare niente.. E allora ti mancano ti mancano da impazzire. Questa fu la prima cosa che inizi a farmi riflettere,veder morire mio nonno, sapere che non lavrei mai pi rivisto n abbracciato,fu per me un bel trauma,questo mi insegn ad osservare meglio la vita e tutto ci che la circondava.. Questo per dur

poco,perch gli impegni, il lavoro,la vita stessa,a volte talmente frenetica o talmente monotona,che scorre via veloce,e sai quante cose ti perdi,se corri troppo e non ti fermi maiPoi 2 anni fa, ottobre 2006, ho subito un trauma,il pi grande trauma,quello che sconvolse la mia vita,quello che arriva come un pugno nello stomaco,quello dove la mente rischia di impazzire, quello in cui,ti senti impotente,quello dove una si chiede se il camion che le appena passato di sopra, era a triplo rimorchio,quello in cui ci si pone in un filo di voce, la domanda pi temuta:E adesso che succede? Muoio? Muoio a 40 anni? E intanto, nel frattempo che le lacrime offuscono la vista, non si riesce neanche a veder scorrere le scene della propria vita, e nella mente una confusione bestiale,perch si pensa a quante cose non abbiamo ancora fatto perch le abbiamo rimandate,e a quante cose si debbono ancora fare, o direB, devo confessare, che stato il momento pi brutto di tutta la mia vita,e che mai dimenticher quella sensazione che ebbi mentre ricevetti qquella notiziami sembrava di morire di giSiete curiosi cari lettori? Bascoltate. Anzi.leggete.Mi venne un tumore alla mammella destra, maligno per giunta,scoperto per caso da me stessa,allinizio dellestate, e che decisi di scoprire cosa era,allinizi dellinverno, perch dovevo andare al mare e godermi lestate,non avevo voglia di fare una ecografia adesso, tanto una ciste pensavo, lo posso rimandare questo controllo, che vuoi che sia, non mi d neppure fastidio.Ma calma, fermiamo il tempo,desidero raccontare la mia sfortunata ma fortunata avventura se cos possiamo chiamarla,dallinizio, perch veramente ne vale la pena,perch quanto mi successe,dette talmente un forte scossone alla mia persona,che riusc a farmi

vedere la vita in ogni minimo particolare, ogni contorno, i miei occhi adesso, riuscivano a vedere tutto quello che fino a quel momento,non avevo mai visto,o a cui fino a quel momentonon avevo dato importanza. Le mie orecchie ascoltavano tutto anche il cinguettio di un uccellino, il mio cuore si riemp di amore verso tutto e tutti,pensavo ai miei figli, a mio marito, ai miei genitori, alla mia vita, a me.Va bene, ok, iniziamo..Eravamo nel mese di giugno, mi pare verso la fine del mese di giugno,perch avevo iniziato il mare,lo inizio sempre quando finiscono le scuole,perch pensando ai figli, il mare bello ma stanca, quindi bene iniziarlo lontano dagli impegni scolastici.B, un pomeriggio tornai dal ma re, mi misi sotto la doccia, e poi per caso, per puro caso,mentre mi sciacquavo sotto le ascelle,e il seno, notai nel passare la mano pi volte, come una piccola pallina sotto pelle,tra lascellare il seno, quasi impercettibile, dalla dimensione al tatto come fosse un chicco di mais per farvi capire..Passai pi volte e pi volte le dita, per sentire meglio, si, cera, ma cosera? Che cosa poteva essere?A ottobre, (era il mio compleanno, compivo 40 anni), di solito le mammografie di controllo si iniziano a quellet pensai, e poi, lidea del male non mi sfiorava neanche la mente, giovane, niente fastidi, ero anche vicina al ciclo mestruale, pensavo che le ghiandole del seno fossero un po pi gonfie per questo,tutto qua, ma notai che dal capezzolo fuoriusciva una secrezione biancastra.mah, pensai di andare dal mio medico per raccontargli questa cosa, ma ero tranquilla, mai mi sarebbe passato dalla mente, cosa potesse essere, pensavo che forse era perch dovevano venirmi le mie cose, tutto qua, il seno si modifica in quei giorni. Il medico pens la stessa cosa, per per stare pi tranquilli, mi

prescrisse una ecografia mammaria di controllo.Non ero tanto convinta di farla, non ne avevo voglia, era estate, e volevo godermela senza pensieri. Non presi subito lappuntamento, perch andai a casa e pensaipoi ci vado. Quella notte per non feci altro che passare la mia mano in quel punto,e da sdraiata, si sentiva ancora di pi, e non era mobile come pu essere talvolta una piccola ciste, ma era ferma, immobile in quel punto, tra lascella e il seno..b pensai, tanto ai miei 40 anni mancavano solo 4 mesi, una mammografia tanto dovevo farla ugualmente, quindi, quando la mattina mi svegliai, andai a prendere lappuntamento per questo fatidico controlloUffa pensavo,non ho voglia,ma che vuoi che sia.Lappuntamento fu fissato per il 5 dicembre 2006, alle dieci la mattina,era lunico pi vicino mi dissero, altrimenti andiamo ad anno nuovo. Ok, va bene, presi quello del 5 dicembre, meglio cos, almeno passavo lestate senza scocciature certo per, mancavano ben 6 mesi a questa mammografia, ma detti una spallata tra me e me, e pensai che tanto non ce ne era neanche bisogno di farla, perch tra poco, quando mi sarebbe venuto il ciclo, quel cavolo di pallina misteriosa sarebbe scomparsa dal mio seno sono glli ormoni, una donna subisce variazioni di seno durante un certo periodo del mese, chiss quante volte mi venuta e poi sparita, magari ci ho fatto caso solo adesso, e st qua, ad affossarmi la mente.. B ci penser quando sar il momento,tanto sparir da sola pensaiPass lestate,tranquilla e spensierata come sempre, forse anche un po monotona come sempre, ma pass, e arriv settembre con linizio della scuola,e poi ottobre, fino al mio compleanno.i miei primi 40 anni pensaicavolo, sono importanti,avevo tanta voglia di fare qualcosa di

nuovo,intanto, andammo tutti quanti, insieme ai miei genitori, mio fratello e mia cognata, mio marito e i miei figli, a festeggiare questa mia tappa della vita, cos importante, a cena fuori.I miei 40 annigi 40 anni di gi? Mi ricordo che i miei pensieri andarono a quellappuntamento che avevo tra circa 2 mesi, e cos, avrei scoperto che sarebbe stata una piccola ciste, e che non cera motivo di pensarci e ripensarci. Una cosa notai di diverso nella mia persona,non avevo dolore, non avevo fastidi, ma sentivo sempre una grande stanchezza, avevo sempre sonno, ero molto stanca, sempreIl destino volle darmi una mano, o il mio angelo custodepenso che tutti ne abbiano uno.o Ges Cristo, che cos buono, io sono molto credentepossiedo una piccola croce smaltata di rosso con Ges Cristo, ci sono molto affezionata, la porto sempre con me, nel mio portafogliob insomma, stavo dicendo, che il destino, langelo custode o Ges Cristo, o semplicemente il caso, vollero che mentre un giorno mentre guardavo mia figlia fare sport, farmi assistere involontariamente a dei discorsi, dove una signora, raccontava allaltra, di una sua parente che aveva scoperto un nodulino al seno e che siccome le avevano fissato un appuntamento troppo lontano per un controllo, era andata da privato ( a pagamento) e meno maleperch le avevano diagnosticato un carcinoma(cancro) maligno non pi tnto curabile per non averlo preso in tempo, stava facendo la chemioterapia, e le avevano tolto un seno. Fu in quel momento, che mi entr una paura tremenda, sentivo nello stomaco una gran voglia di vomitare dallansia che provai, eravamo alla fine di ottobre, mancava ancora un mese e mezzo al mio controllo, erano gi passati 5 mesi da quando avevo sentito quel nodulino al mio seno

destro, mi venne una strizza cari lettori una strizza con i fiocchi!Quella notte non riuscii a chiudere occhio, e appena si fece mattina, andai con la mia mamma a prendere un appuntamento da privato,non che avessi soldi da buttar via, ma pensai che forse quei soldi, potevano salvarmi la vita. Il controllo fu fissato subito nei due giorni a seguire, il 24 ottobre 2006, dovevo aspettare solo 2 giorni adesso, non lo scorder mai, furono due giorni fatti di paura, angoscia, domande, attese, due giorni veramente sul filo del rasoio. E intanto, le mie dita, continuavano a esplorare quel nodulino ascellarefino a consumarmi i polpastrelli (si fa per dire..). Arriv quel giorno tanto temuto ero con mia mamma e mio marito,ricordo che la sera prima, avevo fatto un sognoMi ero sognata che ero andata a farmi questa benedetta ecografia, cera uninfermiera mora con i capelli corti, un po robusta, non tanto giovane nella stanzina, cera una dottoressa ad eseguire leco, e mi diceva che mi ci voleva il tubicino, poi mi dava una specie di flebo con un sacchetto trasparente con attaccato questa specie di tubicinolungo fino al sacchetto era attaccato insomma, e mi diceva che me lo dovevo mettere al senopoi mi sono svegliata, pensai cosa potesse significare, ma non mi sentivo niente di buono dentro di me, anche se mamma e mio marito cercavano di tranquillizzarmi, dicendomi che mi avrebbero rilevato una cistina, e mi avrebbero mandato a casa. Era solo uno scrupolo in piOk, forse avevano ragione, lo speravo, ma sapete quando entra quel terrore nella mente e passa fino allo stomaco? - Barbara, sei tu?- La voce dellinfermiera mi fece alzare di scatto_Sisono io- risposi, forza, toccava a me, adesso sapr la verit. Avevo nella mente un casino

totale, ma lo ebbi ancora di pi, quando vidi linfermieraIo e mamma ci guardammo, perch le avevo raccontato il mio sogno,e. leggete e stupite. Linfermiera era mora e robusta,il dottore era una dottoressa, mi sdraiai sul lettino mentre mi preparavano per lecografia, ripensai al mio sognoebbi paurae il tubicino, cosa poteva essere? Cosa poteva significare?Voi ci credete ai sogni premonitori?Io in quel momento avrei peferito non crederci. Misero del gel nella zona ascellare, nel punto dove il nodulino si avvicinava al seno, accesero il monitor, e f cos che la dottoressa inizi a passare quellaggeggio ghiacciato nel punto x. Con il fiato sospeso guardavo quel monitor senza capirci unaccidente, ma quando incontr il punto x,si sofferm pi volte con attenzione, e in mezzo allo sfondo chiaro del mio seno, si evidenziava un tondino nero guardai lespressione della dottoressa che si fece seria, e fece una smorfia come per significare un qualcosa di preoccupante. Io le chiesi con voce tremolante.. una ciste vero? ma la risposta fu vaga mi disse:Non so, non mi sembra, non ben definita, un po frastagliata, meglio per approfondiresei giovane.., poi scatt alcune foto a quel nodulino, e mi fece rivestire.Le chiesi ancora se dovevo preoccuparmi, ma lei disse che non sapeva dirmi niente, non era chiara la cosa, e che mi avrebbe prescritto una mammografia, con esame istologico, per stare pi tranquillipoi mi dette il foglio con la prescrizione e la richiesta, ed io con le mani tremolanti lo presi, e lo lessi. Sul foglio cera scritto.Nodulo solido a margini non completamente regolari, sospetto nel prolungamento ascellare, si consiglia esame mammografico e microistologico. Grandezza 8 mm: Ero entrata in un incubo panico totale!Una settimana prima festeggiavo il mio compleanno felicemente, i miei 40 anni, e adesso che mi succedeva?Questo era il mio regalo?No, pensai, perch proprio a me che ho fatto di malema tanto stanno sbagliando questa una ciste. Ma dentro

di mestavo gi impazzendo di pauraNon vi dico quanto ho pianto e quanto terrore avevo dentro di me, perch una cosa indescrivibile, e arrivati al giorno della verit ero un pizzicotto, non sapevo bene in cosa consistesse questo esame, mi avevano detto che non era doloroso, ma era sulla mia pelle.Dopo circa una mezzora di attesa,mi chiamarono, io enrai, mi fecero sdraiare su di un fianco soprauna lettiga, scoperchiai il mio seno destro, avvicinarono uno strano macchinario trainato da ruotine, aveva dei pulsanti, delle levette, una specie di piccolo monitor, e una specie di pistola, collegata ad un cavo,sembrava un tubicino, perch era trasparente, sulla punta della pistola,cera una specie di ago, ma fatto strano, tipo un ago fatto a pinzetta Mi disinfettarono la parte, gi stavo entrando nel panico, poi gentilmente il medico consigli di girarmi per non guardare, mentre linfermiera tenendomi la mano, mi rassicurava. Fu una cosa veloce, come un pizzicotto, non sentii dolore, ma fece impressione quella sensazione, era come sentirsi sfilare un filo da dentro il seno, e quel clak sordo della sparata dellago, b, poco dolore, ma tanta impressione, una sensazione fastidiosa. Fui pronta, mi sistemai, poi mi fecero sedere su una sedia per chiedere i miei dati personali, mentre stavo l, ebbi un giramento di testa, vidi tutto buio, poi, pi niente Quando riapr gli occhi, mi vidi distesa sul pavimento, linfermiera mi porgeva un bicchiere con dentro acqua zuccherata, poi cera mamma e mio marito, tutti intorno a meb cari lettori, ero svenuta,si, ero proprio svenuta, forse era stata la tensione, forse lodore dl disinfettante, b non vedevo lora di uscire da l, e prendere una boccata daria, e a fare colazioneun bel cappuccino caldo con briosce era proprio la mia cura pensai.Per il risultato dellesame dovevo aspettare qualche giorno, quindi continuai a fare la mia vita normale, ma ogni giorno ero sempre pi nervosa, pi preoccupata, quellattesa mi stava snervando. Adesso tiro fuori dal pi profondo dei miei meandri, il ricordo

pi brutto di tutta la mia vita, quello di cui, solamente ad oggi, riesco a ricordare senza piangere(sono passati 2 anni e mezzo),e che, solamente ad oggi, riesco con coraggio e confidenza, a raccontare a voi. Mi venne in mente il sogno che feci, ricordate linfermiera? Ricordate il tubicino? B, se non ricordate, andate a rileggere qualche pagina indietro il sogno che feci.b, il famoso tubicino, pensavo si riferisse a quel cavo a cui era collegata la pistola per il prelievo istologico,si, adesso che ci ripensavo, sembrava uguale. A volte mi capita di fare sogni premonitori, o sogni che rispecchiano poi in qualche modo la realt, ma quel sogno, non so poi come andato a finire, perch mi ero svegliata prima che finisse, e questa realt, adesso mi sembrava un incubo.Mi arriv dopo circa 3 o 4 giorni se non sbaglio, la telefonata, uninfermiera dellospedale, mi informava che il giorno tal dei tali, alle ore totavevo lappuntamento per il resoconto dellesame da me fatto.Quel giorno andai dal medico dl reparto Corat, ricordo sempre quel giorno, non lo dimenticher maimi fece accomodare,aveva unespressione molto seria,poi accese il monitor del suo pc,cera la mia mammografia, con quel nodulino pi scuro-Lei ha un carcinoma signora, un carcinom mammario maligno mi disse. Poi mi fece leggere la risposta, cera scritto:Carcinoma duttale infiltrante nas, assenza di calcificazione, categoria b5; lesione neoplastica maligna. Era il 3 novembre 2006..Chiesi in un filo di voce.Che significa? il medico rispose.Si deve operare signora, si deve operare subito e con urgenza,toglieremo anche i linfonodi vicini, per escludere la metastasiMi fiss subito per il pomeriggio lappuntamento con il primario della chirurgia per lintervento, da fare subito! Le parole giungevano alle mie orecchie come un rimbombio in lontananza , era come se stessi per svenire, non so spiegare bene, avevo un malessere generale tra voglia di vomitare terrore, mancanza del respiro, credo fosse un attacco di panico totale. Pensai subito ai miei figli che erano a scuola, a tutta la mia vita, a tutto quello che

non avevo fatto o ancora detto, pensai che avevo solo 40 anni, pensai:e adesso che mi succeder? Morir? Soffrir? Che mi succeder? Scoppiai a piangere nella dispeazione pi totale, insieme a mio marito andai dai miei genitori, con il mio foglio in mano, e nellaltra, lappuntamento per la visita chirurgica, ero disperata, impaurita, sembravo impazzita da come entrai in casa dei miei genitori Mi misi seduta, la faccia struccata dalle lacrime, tremavo come convulsiva.B, dissi, : ho un csncro, mi devo operare subito, maligno.qua ho lappuntamenti uno per oggi ore 16, in chirurgia. Poi scoppiai a piangere nuovamente e dissi.Morir?Mi raccomandai a tutti di non dire niente ai miei figli, avrei detto loro che sarei andata a levarmi una ciste al seno, perch mi dava fastidioDio mio. Avevo paura.paura! Mi abbracciarono, mi tranquillizzarono, mi dissero:Stai tranquilla, andr tutto bene, vedrai.Iniziarono cos, una serie di visite allinterno dellospedale, una dietro laltra, ogni giorno, tutte date velocemente, il che,mi permisero il ricovero dopo solo una settimana, il 13 novembre 2006 fui ricoverata, e fin di fare gli ultimi esami prima dellintervento, il 14 fui operata, il 15 dimessa, in attesa della risposta istologica dei linfonodi sentinella. Mi f praticata la Quadrantectomia, per salvare il seno, e furono prelevati 4 o 5 linfonodi, dei frammenti mammari, la neoplasia naturalmente, e mandato il tutto ad analizzare per sapere se la tempestivit con cui si ag, fosse srvito a qualcosa, e dire che cura se ci sarebbe mai stata, potesse servire: Da impazzire, credetemi..Mi ricordo il giorno dl ricovero, il giorno prima, dovevo guardare i miei figli negli occhi, e dire loro una grossa bugia, a fin di bene, per non preoccuparli, senza scoppiare a piangereCredetemi gente, non stato difficile stato difficilissimo. Cosa dovevo dire ai miei figli? Mamma v in ospedale a levarsi un cancro? Mamma ha paura di morire? Noooo.mai! Dovevo escogitare qualcosa, ma qualcosa di credibile, perch quando sarei tornata a casa, avrebbero visto la

ferita al seno, e mi avrebbero chiesto spiegazioni. Si, pensai, devo riuscire a dir loro una bugia senza piangere. I miei figli sono attaccatissimi a me, ed io a loro, specialmente la piccola, che al tempo aveva 8 anni, e il grande 15, presi in mano il mio crocifisso, quello smaltato di rosso, con il Cristo tra le mani, e mi raccomandai cos tantopoi presi una foto di Padre Pio e pregai, pregai per me, per i miei figli.Successe una cosa strana, quasi paranormale, haa dellincredibile, ma successe, ve lo giuro, successe veramente, ed ho la mia famiglia e mia mamma come testimoni che quanto vi st per raccontare, pura verit. Avevo in casa una rosa finta in un vaso di plastica, me laveva regalata mio fratello e mia cognata, cera un pulsanti sopra il vaso, che se lo pigiavi, emanava una gradevole e melodiosa musica rilassante, mentre la rosa si muoveva ballando, la tenevo in camera sul mio comodino, e per farla suonare bisognava per forza premere con il dito il pulsante.B, lettori miei, leggete e sbalorditequella rosa inizi aa ballare e suonare da sola, senza che nessuno lavesse accesa, mi chiesi che stava succedendo non vi st prendendo in giro, ve lo giuro su Quello che ho avuto! Di solito dopo che aveva suonato, si fermava da sola fino a che qualcuno non avesse pigiato nuovamente il pulsante per farla suonare, B, non smetteva pi di suonare, appena aveva finito la melodia, ricominciava subito, senza tregua, mi fceva quasi pauraPensai ad un falso contatto, quindi tolsi le pile, poi le rimisi, la rosa stava zitta, ma poco dopo, riprese a fare come prima, senza che nessuno lavesse toccata, tanto che dovetti invertire le pile per farla smettere, poi la rimisi sul mio comodino, provai a premere il pulsanteok pensai, bene, non funziona, e andai a letto , tra mille pensieri e preoccupazioni,perch quando la mattina mi sarei svegliata, avrei accompagnato la piccola a scuola, avrei salutato il grande, e sarei andata in ospedale per il ricovero.Ah, dimenticavo, la sera precedente,parlai ai miei figli, dissi loro della ciste,anche se mio figlio grande aveva gi capito tutto perch mi aveva vista piangere,

quindi lui sapeva il mio pesante segreto, ma dandomi un bacio, mi promise che non avrebbe detto mai niente a sua sorella, e che questo sarebbe stato il nostro terribile segreto. Ma facciamo un passo indietro, e torniamo alla rosa, b, andai a dormire, dormire, si fa per dire, perch non chiusi occhio tutta la notte, e pensavo. Tra poco saluter mio figlio, poi come ogni mattina accompagner mia figlia a scuola, ci fermeremo per la schiacciata, le dar un bacio,sembrerebbe una mattina come tutte le altre, ma dopo, non sarei tornata a casa, n a prendere mia figlia, perch gi mi aspettavano in ospedale per il ricovero, andavo a levarmi un cancro, spaventoso non credete? Quella notte mi coricai con il mio crocifisso smaltato di rosso tra le mani, avevo la foto di Padre Pio sotto il mio cuscino, pregai e mi raccomandai, e piansi, piansi ancora tanto, tantissimo..Tutto ad un tratto, nel cuore della notte, la rosa si mise a suonare e a ballare da sola e le pile erano invertite! Mi prese un colpo!..accesi la luce, era come se avvertissi qualcuno, qualcuno di buono..Sulla foto di Padre Pio cerano stampate tante rose rosseCoincidenza? Non prendetemi per matta vi prego, o pensate pure quello che volete, ma la mia rosa rossa, stava suonando nella notte, da sola, con le pile alla rovescia,non lo dimenticher mai, incredibilema vero! Va b, andiamo avanti, suon la sveglia, dovevo alzarmi, non avevo chiuso occhio per tutta la notte, avevo gli occhi stanchi e gonfi, pensavo di aver finito tutte le lacrime, forza, pensai, tocca a me.Mi sembrava tutto inverosimile, stavo preparando la colazione ai miei figli, bevevo il caffsembrava una mattina come tutte le altre Saluto mio figlio grande, accompagno la piccola a scuola, aspetto che salga le scale e mi tiri un bacio, come sempre, poi vado via, guardo lora, erano le 8.35, alle 9 mi aspettavano in reparto. Passai da casa, dove mi aspettavano mio marito e mamma, poi ci avviammo verso lospedale. Ero traumatizzata vi giuro, da tanto che avevo paura, sembravo uno scricciolino . Ricordo che ai miei occhi non sfuggiva pi niente, ero molto attenta alla vita adesso,

mi piaceva laria che respiravo, mi piaceva il profumo del caff di ogni mattina, adoravo quando mia figlia mi tirava un bacio, ricordavo anche quello che mio figlio mi aveva detto prima di uscireti voglio bene. Mi stavo rendendo conto di quante cose belle cerano nei gesti abituali di ogni giorno, e che per nulla al mondo, avrei voluto perderli, perch per me adesso, erano diventativitali.Non vi st a spiegare in che condizioni ero, perch sinceramente parlando, non riuscirei davvero a descrivervi, il mio stato danimo, ma tanto, potete immaginarlo.Pensai ddi farmi coraggio(una bella parolona in quel momento), ma ci provai, anche perch prima facevo il tutto , prima sarei tornata a casa.Mi capitarono due medici, di cui uno era il chirurgo,di unumanit e una gentilezza straordinaria, mi trasmisero tranquillit e fiducia, e poiindovinate un polinfermiere del reparto, era un mio vecchio amico,b, mi rincuorai un pochino, una faccia amica, gentilezza, iniziavo ad avere fiducia. Indossai il mio pigiama, sistemai le mie cose sul comodino, guardai il numero del mio letto, ero il 19, accanto avevo una signora anziana compagna di sventura, ma lei stava peggioIniziarono cos, una serie di esami, di accertamenti, visite varie, poi la marcatura, che consisteva in una iniezione al seno con una specie di inchiostro particolare, che andava a evidenziare in nodulo,mi stavano preparando per lintervento, fissato per la mattinata ore 9.30.B, inutile dire che da tanto che struggevo, da tanto che piangevo, da tanto che avevo paura, mi sentivo sfinita ancor prima di iniziare, poi, dulcis in fundo digiuno totale, un incubo.Passai la notte con lmp3 alle orecchie, tanto per non pensare,e gli occhi sbarrati.non riuscivo pi neanche a sbatterli da tanto che ero tesa.Avevano detto che mi avrebbero tolto e analizzato anche i noduli sentinella, per escludere la metastasi, evadere la cura da fare dopo. Penso che quella notte sia stata la notte pi lunga della mia vita, la pi disperata, la pi riflessiva,guardai la foto dei miei figli che avevo sul cellulare, ed in loro, nei loro occhi, nel loro amore,che trovavo

sempre la mia forza, e me ne davano tantaGiunse la luce del giorno, le 9,30 non arrivavano mai, e intanto era tutto un viavai di operazioni, poi, alle 9,45, mi chiamarono, toccava a me.Mi fecero indossare un camice verde fatto tipo di carta, una cuffia per i capelli verde fatta dello stesso materiale, mi fecero cenno di sdraiarmi sul lettino, quello con le ruotine sotto, poi, prima di andare via, guardai la foto dei miei figli sul mio cellulare, e lo spensi detti un bacio al mio crocifisso e lo misi vicino al cellulare.Mi sdraiai su quel lettino, pensando che adesso sarei andata in sala opeatoria, poi sarei tornata, lincubo sarebbe finito per sempre mi mancava non essere a casa a fare tutto quello che facevo tutti i giorni dando per scontato,adesso mi mancava tanto, volevo i miei figli e cos, inizi il mio tragitto in un lungo corridoio, poi 2 ascensori, poi ancor un corridoio, poi lingresso al blocco operatorio. Mi fecero alzare dal lettino, per farmi sdraiare su una specie di lastra di metallo, era freddissima,per passarmi poi sudi una lettiga in attesa della preanestesia.Ero talmente tesa, che quando mi misero lago, sentii un dolore cane, e ricordo che misero tanto di quel valium per calmarmimi tremava ogni muscolo del corpo, involontariamente, mi battevano persino i denti, non riuscivo a calmarmi.Mi ricordo che venne da me un dottore, mi prese la mano, mi accarezz i capelli, poi mi disse di calmarmi, di rilassarmi nel possibile, altrimenti non mi potevano operare in quelle condizioni, mi disse che prima mi fossi calmata, prima avrei fatto tutto e sarei tornata nella mia stanza, e poi a casami chiese se avevo dei figligli risposi di si, allora mi disse di pensare a loro, e rilassarmi. Fu cos, che chiusi gli occhi, e la forza dellamore per i miei figli, mi fece calmare, e mi aiutarono molto anche quelle dolci parole e quei gesti pieni di gentilezza e di umanit, che ebbe quel medico per me. Ero pronta, mi portarono in sala operatoria, quella vera e propria, cerano tanti macchinari, e quellodore tipico di sala operatoria, che un misto tra disinfettante e metalloancora un ago in vena, conta fino a

10mi disseroma a 10 non ci arrivai, perch lanestesia fece effetto prima. Quando mi risvegliai, ricordo che ero sempre l dentro,ma vicino a me, cerano due infermiere che parlavano, e non si erano accorte che mi ero svegliata. Mi sentii un tubicino in gola, girai la testa da un parte e vomitai le infermiere me lo tolsero subito, io credevo che dovevo andare sempre sotto i ferri,e dissi spaventata.non mi voglio pi operare, voglio andare a casa, ma venni tranquillizzata, mi dissero che avevo gi fatto tutto, che adesso mi avrebbero riportato nella mia stanza. Mi scappava forte la pip,mi dettero la padella, midissero che era bene che la facessi subito, almeno avrei smaltito prima lanestesia.Mi tranaroo sul lettino per riportarmi nella mia stanza, tirai un sospirone di sollievo, non sentivo nessun dolore, non vedevo sangue da punte parti, il mio seno sinistro era ancora l, bene, mi sembra tutto ok pensai. Mentre percorrevo i corridoi, attaccato ad un muro vidi un orologio, segnava le 14,30 circacavolo, ero scesa alle 9,45, e tornavo su alle 14,30...b mi ero tolta il primo pensiero, non vedevo lora di vedere una faccia di famiglia, ne avevo proprio un gran bisogno.Mi portarono nella stanza, mi misero sul lettino, cera babbo, mamma, mio marito e mia cognataahhh, che bellezza.. pensai di non esser mai stata cos felice di vederli come in quel momento. Li fecero uscire un momento, mi aiutarono a mettermi il mio pigiama, finalmente, perch faceva freddo con quel camice di carta, poi mi dissero di fare attenzione a quando avrei messo il braccio destro nella manica, perch avevo il drenaggio. Il drenaggio?mi guardai, s, avevo un tubicino trasparente infilato dentro la ferita con attaccato in fondo una sacca trasparente, da dove usciva una schifezza impressionante, (scusate il termine)mista tra sangue e liquido trasparente, adesso che ci penso, ancora mi inquieta, perch alla vista, dava la nausea, ma non sentivo dolore, mi sentivo solo il braccio indolensito, dove ancora avevo in vena lago, che dovevo tenere fino a sera.Entrarono i miei familiari, io riaccesi il

mio cellulare per vedere la foto dei miei figli, detti un bacio al crocifisso, ed ebbi la sensazione, di vedere la vita, in maniera pi profonda. Non so come potermi spiegare, ma i miei occhi riuscivano a vedere tutto in maniera diversa, migliore, particolare, la mia mente era come si fosse svegliata in quel momento, nel mio cuore cera un amore per tutto quello che mi circondava,anche la pi stupida delle cose, in maniera particolare,era come se mi fossi svegliata da un lungo sonno durato 40 anni, ebbi la sensazione di essere nata per la prima volta, non so come potervi spiegare questa mia sensazione, ma dentro di me, era successo qualcosa di straordinario, mi ero svegliata, ma non svegliata nel senso dellanestesia, o come quando una persona si addormenta e poi si sveglia, no, non cos, difficile da spiegare, vorrei che mi capiste, io dentro di me, ero talmente cambiata, riuscivo a vedere cose a cui non avevo mai fatto caso, nel mio cuore, cera un amore per tutto ci che mi circondava, che non avevo mai provato cos forte, i miei pensieri erano fluidi e tranquilli, mi sentivo da Diocosa mi era successo? B ebbi una ripresa eccezionale, la sera dovevo stare a digiuno e a riposo fino alla mattina, mi portarono anche la cosiddetta padella, ma ricordo che quando tutti andarono via,io tirai fuori dal mio comodino il mio pacco di caramelle preferito che avevo nascosto l dentro,mi girava la testa, avevo freddo, quellago in vena mi stava innervosendo, e poi, mi scappava forte la pip, e non ci riuscivo a farla nella padella B cari lettori, sapete cosa feci? Mi mangiai tutte le caramelle, erano buonissime , erano gelee alla frutta, golosissime, na che importa se vomito o mi brontolano, mi sentivo svenire, e tutto quello zucchero, mi fece un gran bene, allora, b, volevo andare in bagno a fare pip, da sola, B volevo provare, avevo detto alla mia compagna, che se sarei svenuta, suonasse il campanelloSganciai la sacca del drenaggio dal gancio del mio letto, la presi in mano dalla maniglia come si fa con la borsa, appoggiai i piedi per terra, mi misi in piedi evitando di guardare quella schifezza del drenaggio, lo coprii con la

vestaglia ,altrimenti sarei svenuta di sicuro nel guardarlo, e mi avviai pian piano verso il bagno. B, ero soddisfatta, mi sentivo abbastanz bene, mi ero alzata da sola, non avevo alcun dolore pensaiottimo come inizio, non vi pare?Ricordo che mi guardai allo specchio del bagno. o mio Dio in che condizioni!, io che sono una ragazza che si tiene sempre in ordine, fu cos, che visto e considerato che non mi girava pi la testa, (dopo aver mangiato una trentina di caramelle, ci credo), visto che oramai avevo preso confidenza con il mio drenaggio, pensai di tornare in stanza a prendere il mio beauty,mi volevo lavare il viso, i denti, mi volevo pettinare, volevo darmi un po di deodorante per levarmi di dosso la puzza di disinfettante, questo sistemarmi un po, mi avrebbe fatto sentire meglioRicordo una cosa buffa, in una circostanza tristeCera la luce notturna nei corridoi, io ero bianca come la cera, i capelli sconvolti,senza un filo di trucco, la manica del pigiama macchiata di sangue per via dellago, in una mano tenevo il beauty, nellaltra il drenaggio insanguinato ricoperto da un tovagliolo,strascicavo i piedi nel corridoio per andare in bagno, mi scontrai con una signora che usciva, fece uno scossone. Poi si scus,mi disse che non se lo aspettava, b, vi giuro che nonostante tutto quelavevo trovata una situazione proprio buffa, forse sembravo un zombie, poi mi guardai allo specchio, ripensai alla signora, ero buffa davvero, pi che buffa spaventosa direi, mi riprese le risateNon era mai successo, in un altro momento lavrei mandata a quel paese, ma in questo momento, b, questa situazione lavevo trovata divertente e comica, e il bello sapete qualera? Dentro di me, continuava ad esserci quella sensazione di benessere.Tornai in stanza tutta bella sistemata..ahhh bene.. pensai,mi ero anche profumata, mi cambiai piano piano il pigiama, si, ero proprio soddisfatta, avevo fatto tutto da sola, adesso ero quasi presentabile.Pass linfermiera a togliermi finalmente quel benedetto ago, poi mi chiese se avevo bisogno di alzarmi un po, se avevo bisogno di

andare in bagno, .ho gi fatto, grazie le risposi, da sola? mi rispose, si risposi orgogliosa, brava.., poi mi cambi la sacca del drenaggio, e mi disse di non mangiare niente fino alla mattina successiva, ok le risposi, ma oramai tutte quelle caramelle me le ero gi mangiate, ma stavo bene, forse avevo un po di pressione bassa e tutto quello zucchero me laveva tirata un po su, stavo bene adesso, non avevo pi la voglia di vomitare Presi il mio cellulare e iniziai a fare qualche telefonata per sentire voci amiche. Telefonai a mio marito, parlai con i miei figli, ai miei genitori, a mio fratello, a mia cognatache bene che mi fecero quelle voci mi misi a piangere solo quando sentii le voci di miei figli, quando la pi piccola al tempo 8 anni, mi chiese. quando vieni a casa mamma?Sei guarita? con quella vocina, che v subito al cuore Le avevo detto di non venirmi a trovare,perch in quel reparto facevano passare solo persone adulte, e cos erano 2 giorni che mancavo da casa, ma desideravo non farle vedere quel reparto cos triste, e poi non volevo che mi vedessero cos, allora, siccome le mancavo tantissimo, con il mio cell mi feci una foto solo al viso, poi lo mandai tutto sorridente con un sms ai cellulari dei miei bimbi, cosicch guardandomi cos, stessero tranquilli. B, la degenza fu breve,perch lindomani,nella tarda mattinata, visto che tutte le analisi di controllo erano perfette, mi dimisero, e finalmente tornavo a casa.Riabbracciare i miei bimbi e sentire il profumo di casa mia, fu la cosa pi bella, erano passati solo 2 giorni, ma sembravano 2 mesi, tanti baci e abbracci, un po di debolezza, ma tanta, tanta felicit. Dovetti fare 3 medicazioni, indolori,poi mi levarono i punti, tutto era finito, adesso dovevo solamente aspettare Una telefonataquella dei linfonodi sentinella, per sapere cera la metastasi, o se lincubo fosse finito, e poi. La cura. Furono giorni di stress, paure, dubbi, pianti, momenti di sconforto, risvegli in lacrime durante la notte, il mio sistema nervoso fu messo proprio A dura prova, e purtroppo, nel momento in cui avevo tanto

bisogno di coccole, di affetto, di spensieratezza, di buoni sentimenti,insomma proprio nel momento del bisogno, b, mi spiace dirlo perch adesso v tutto bene, mamio marito non mi f vicino, non so perch, ma ricordo che avevo un gran bisogno della sua dolcezza, per me era vitale, ma non fu cos, ed io la cercavo allora disperatamente nei miei figli, nei miei genitori, e meno male che la trovai in loro, perch lamore e laffetto, nei momenti difficili, pu darti la forza e la grinta di una tigre. Ero molto fragile emotivamente, ma chiss perch mio marito era indifferente a tutto, ebbe proprio una reazione totalmente diversa da quello di cui avevo bisogno, e questo, non mi aiutava. Guardavo gli occhi dei miei figli, facevo telefonate stratosferiche a mamma, e solo cos, riuscivo a volte a non pensarci. Una mattina, era passato quasi un mese, tonando a casa da scuola con mia figlia, mentre aprivo la porta di casa,sentii squillare il telefono, feci una rincorsa a rispondere:-Pronto?- -Sono linfermiera del reparto oncologico, le passo il primario per la risposta sui linfonodi, attenda in linea- il mio cuore sembrava mi uscisse fuori dal petto, sentivo caldo e freddo insieme, tremavo.-Buongiorno signora, la risposta negativa, pu rilassarsi adesso, si presenti il giorno tot. Per la cura che le assegner loncologo, arrivederci e tanti auguri-B ,tirai un sospirone avrei avuto voglia di gridarlo a tutto il mondo che ero felice, che non morivo pi(esagerata),ma avevo avuto tanta paura miei cari lettori, e iniziai a telefonare a tutti, per dividere con loro la mia felicit.Per la seconda volta, amavo la vita con tutto compreso, come la reclame dellatim, perch nessuno mi aveva detto che era facilissima e bellissima, ma comunque fosse, valeva proprio la pena viverla.Quelli a seguire furono giorni bellissimi, solamente per il fatto che adesso riuscivo ad ascoltare il mio respiro, a prestare attenzione a tutto ci che mi circondava, ad apprezzare quella opportunit che mi era stata data per continuare quella grande avventura che la vita, con unaltra dolorosa e stravolgente esperienza, che mi aveva fatto svegliare da quel

letargo che era lindifferenzaquesta esperienza mi aveva fatto crescere, e per quello che avevo passato mi sentivo addirittura gigante.Arriv pure il giorno in cui dovevo incontrare il mio oncologo, che avrebbe dato il verdetto finale, cio la cura che avrei dovuto fare, per prevenire un riformarsi della malattia che avevo avuto, e che adesso per fortuna, non cera pi. Altro momento di paura bestiale, si miei cari lettori, avevo paura della chemioterapiaquando mi dissero che non ce ne era bisogno, tirai un gran sospiro di sollievo, potevo tenermi i miei capelli lunghi, ci tenevo tantissimo, e avrei evitato quelle flebo con lago in vena che erano il mio terrore. La cura che mi fu assegnata, fu la terapia ormonale sostitutiva, cio una compressa da assumere tutti i giorni per cinque anni, una iniezione ogni tre mesi per tenermi in menopausa (si, quella iniezione ha bloccato il mio ciclo mestruale bruscamente), e un ciclo di radioterapia sul seno interessato,ed ogni sei mesi, sempre per cinque anni, tutti gli esami di routine di controllo. B, sono stata molto fortunata amici miei, perch ad oggi, sono gi passati quasi tre anni, allinizio stata dura, perch i miei ormoni, la menopausa improvvisa con tutti i suoi disagi, e utto il resto, b hanno messo a dura prova il mio sistema nervoso e psicologico, e pure fisico, non ho avuto la dolcezza e la comprensione di chi mi era vicino, oppure diciamo che forse non mi capivano, ma i miei figli sono stati ancora loro, la mia forza di tutto, e cos, sono riuscita a superare questi miei disagi con successo. E meno male che i miei figli li avevo gi, e che sono stata fortunata doppiamente a non aver avuto prima ilmale, altrimenti loro non sarebbero mai nati, ed io cos,non avrei mai pi potuto avere la gioia di essere mamma.E quando ho saputo questa cosa, b, era come se se avessi partorito nuovamente, perch talmente ho apprezzato questa grazia che mi stata concessa, che non so proprio come avrei fatto se non li avessi avuti, ogni giorno me li guardo, me li godo, mi fa cos bene la loro presenza, non posso immaginare la mia vita senza di loro, ringrazio dio per

averli fatti nascere, e per avermi concesso di diventare mamma.Ad oggi tutto st procedendo a gonfie vele, io ho ritrovato la mia tranquillit, l persone che non hanno saputo starmi vicino come ne avevo bisogno, adesso lo sono, meglio tardi che mai.quindi adesso sarebbe proprio bello, morire solo di vecchiaia non vi pare? C una domanda che per mi pongo spesso tra circa altri due anni e mezzo, questa cura finir, cosa mi succeder allora? Spero vada sempre tutto bene anche dopo, io. Sono ottimista. Questtolibro tratto da una mia vera esperienza vissuta su pelle, e con questo, spero di essere arrivata nelle vostre menti e nei vostri cuori, solamente, per farvi capire, che bisogna apprezzare ogni cosa, dalla pi banale alla pi importante, perch ogni cosa ha bisogno di attenzione,perch la vita v apprezzata con tutti i suoi contorni, sempre,non solo quando si ha paura di non poterli pi vedere, e v apprezzata solamente per il fatto che si esistee quando abbiamo un po di tempo(lo troveremo) proviamo a fare con molta calma, una, solo una, delle piccole cose che facciamo ogni giorno, lo troveremo molto rilassantee se un giorno parleremo con una persona anziana, prestiamole tutta lattenzione che si merita, perch impareremo sicuramente qualcosa, e renderemo lanziano felice di essere stato ascoltatoSe vi viene in mente qualcosa che in passato possa avervi reso felice, b.se potete rifatelo. E se un giorno ci sentiamo un po tristi e spenti, balziamo gli occhi al cielo, una stella si accender e briller anche per noi E quando sembra che la vita sia tutta un sacrificio o che sia noiosa, b, aprite gli occhiSVEGLIATEVI, fate un bel respiro profondo ascoltate il vostro respiro. la vita. Un grande bacio a tutti voi.con affettokiss by Baby.

3 aprile 2009