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FENOMENI

E FISICA
Paolantonio Marazzini Maria Elisa Bergamaschini Lorenzo Mazzoni
SOLUZIONE DEI TEST
E DEI PROBLEMI
PROPOSTI NEL TESTO

2
INDICE
3
Tema 0 4
Unit 1, pag. 4; Unit 2, pag. 5
Tema 1 8
Unit 1, pag. 8; Unit 2, pag. 13;
Unit 3, pag. 18; Unit 4, pag. 23
Tema 2 28
Unit 1, pag. 28; Unit 2, pag. 31
Tema 3 36
Unit 1, pag. 36; Unit 2, pag. 38;
Unit 3, pag. 43
Tema 4 46
Unit 1, pag. 46 Unit 2; pag. 48
Tema 5 52
Unit 1, pag. 52; Unit 2, pag. 58
Tema 6 63
Unit 1, pag. 63; Unit 2, pag. 65;
Tema 7 66
Unit 1, pag. 66; Unit 2, pag. 71;
Unit 3, pag. 75; Unit 4, pag. 81;
Unit 5, pag. 85
Tema 8 88
Unit 1, pag. 88; Unit 2, pag. 89;
Unit 3, pag. 91; Unit 4, pag. 93;
Unit 5, pag. 95
TEMA 0
UNIT 1
TEST
La risposta corretta la d.
Se lorologio va avanti difettoso e questo comporta erro-
ri sistematici in ogni misura che si effettua mediante esso; a
questo tipo di errori si sovrappongono per anche errori acci-
dentali di vario tipo. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la c, che corrisponde alla definizio-
ne di sensibilit data nel testo; la risposta a sarebbe sostan-
zialmente corretta se, al posto di massima variazione ci
fosse minima variazione.
La risposta corretta la b.
Nel caso in cui la misura si esegua con una sola misura-
zione, lincertezza assoluta a data dalla sensibilit dello
strumento e quindi:
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la b.
Quando la misura di una grandezza si ottiene mediante
una serie di misurazioni, lincertezza assoluta corrisponde al
maggiore fra il valore della sensibilit dello strumento con
cui sono state eseguite le misurazioni e la semidispersione
della serie; in questo caso, quindi, lincertezza assoluta vale
0,05 mm e la risposta corretta la a.
La risposta corretta la d.
La semidispersione della serie di misure data da:
Questo valore maggiore della sensibilit dello strumento
(1 g/div) e quindi verr assunto come incertezza assoluta.
Poich per si stabilito di esprimere lincertezza assoluta
con una sola cifra significativa arrotondata per eccesso, si ha:
incertezza assoluta = 2 g
Il valore medio della serie di misure dato da 88,25 g e quin-
di il risultato della misura sar (88 2) g. La risposta corret-
ta la b.
La risposta corretta la d.
Il prodotto va espresso con un numero di cifre significati-
ve uguale a quello del valore caratterizzato dal minor nume-
ro di cifre significative. In questo caso tale numero 2 e quin-
di, tenendo conto degli usuali criteri di approssimazione:
85,1 cm 120 cm = 10212 cm
2
= 10000 cm
2
.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
Le due lunghezze espresse in millimetri risultano: 252 mm
e 2,45 mm e perci la loro somma pari a 254,45 mm.
14
13
12
11
90 87
2
1 5
g g
g

,
10
9
8
7
a
r%
mm
mm

0 05
25 00
100 0 2
,
,
,
6
5
4
3
2
1
Poich per il primo dei due valori caratterizzato dalla pre-
cisione del millimetro, il risultato andr troncato ai millime-
tri.
Tenendo conto che dopo il numero 254 segue un 4, si dovr
approssimare per difetto ottenendo cos 254 mm. La risposta
corretta la a.
La risposta corretta la c.
I valori che devono essere moltiplicati tra loro hanno un
numero di cifre significative pari rispettivamente a 2, 3, 3; il
risultato del prodotto dovr quindi essere espresso con due
sole cifre significative. Si ottiene:
27 cm 124 cm 163 cm = 545724 cm
3
Il risultato del prodotto, considerando che dopo il 4 segue un
5, sar:
(550000 10000) cm
3
= (5,5 0,1) 10
5
cm
3
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la d.
PROBLEMI
Lidentit dellincertezza relativa delle due misure con-
sente di scrivere la seguente uguaglianza:
da questa si ottiene
In base ai dati del problema:
a
1
= 0,5 kg; a
M1
= 252,8 kg; a
M2
= 2528 m
Sostituendo i valori numerici si ottiene a
2
= 5 m
Se lincertezza assoluta della misura del blocco di 50 fogli
vale 0,05 mm, lincertezza assoluta della misura di un singo-
lo foglio data da:
Misurando lo spessore di un singolo foglio con il calibro ven-
tesimale si avrebbe una incertezza assoluta pari alla sensibi-
lit dello strumento, uguale cio a 0,05 mm.
Assumendo per lo spessore di un singolo foglio il valore:
con la prima procedura si avrebbe una incertezza relativa
percentuale pari a:
con la seconda procedura una incertezza relativa percentua-
le pari a:
0 05
0 1
100 50
,
,
%
mm
mm

0 001
0 1
100 1
,
,
%
mm
mm

5
50
0 1
mm
mm ,
0 05
50
0 001
,
,
mm
mm
6
a
a
a
a
2 1

M2
M1
a
a
a
a
1 2
M1 M2

3
17
16
15
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
4
Come si vede, la prima procedura fornisce un risultato ben
pi attendibile.
La densit del corpo espressa dalla relazione:
Dal momento che m espresso con 5 cifre significative e il
volume con due, il valore di andr espresso con due sole
cifre significative.
Eseguendo il rapporto con una calcolatrice a 10 cifre si ottie-
ne 2,149342857 g/cm
3
; esprimendo ora il risultato con due
cifre significative arrotondate, in questo caso, per difetto, si
ha infine (2,1 0,1) g/cm
3
.
Il flusso dellacqua che esce dal rubinetto, cio il nume-
ro di decimetri cubi di acqua che esce dal rubinetto in 1 s,
dato da:
Si osservi che il valore di stato espresso con due sole cifre
significative, perch i valori del volume e del tempo sono
espressi rispettivamente con 3 e con 2 cifre significative.
Il volume V della vasca si otterr allora eseguendo lopera-
zione V = t, con t che indica lintervallo di tempo richie-
sto per riempire la vasca. Poich espresso con due cifre
significative e t con tre, V sar espresso con due sole cifre
significative. Eseguendo i calcoli si ottiene:
V = (3,6 0,1) 10
3
dm
3
.
UNIT 2
TEST
La scelta delle grandezze fondamentali di un sistema di
unit di misura dettata essenzialmente da motivi di oppor-
tunit e dalla precisione con la quale possono essere definiti i
valori delle unit di misura delle grandezze fondamentali. Ne
consegue che potremmo concepire anche un sistema di unit
di misura nel quale:
le grandezze fondamentali siano in numero diverso da sette
(la d quindi corretta);
la lunghezza e il tempo non siano grandezze fondamentali
ma derivate (la c errata);
il volume sia grandezza fondamentale (la b corretta).
Nel S.I., inoltre, la lunghezza grandezza fondamentale e
dalla sua unit di misura si deriva quella della superficie (la a
corretta).
La risposta corretta la c.
1 nm = 10
9
m = 10
7
cm = 10
6
mm; quindi la risposta
corretta la a.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la d.
Il test non specifica direzione e verso dei due vettori e
quindi potremmo pensare che essi siano disposti come in una
delle due figure seguenti.
6
5
4
3
2
1

volume
tempo

10 0
50
0 20
,
,
dm
s
dm /s
3
3
14

m
V
10
Nel caso rappresentato dalla figura A, il vettore s

1
s

quello rappresentato in figura C. Il suo modulo vale 5 m e


potrebbe far pensare che la risposta a sia corretta.
Nel caso rappresentato dalla figura B, tuttavia, il vettore
s

1
s

2
quello rappresentato in figura D.
Il suo modulo vale 25 m e questo invalida le risposte b e d. La
risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la b.
Il vettore somma, disegnato nella figura seguente, corri-
sponde alla diagonale del parallelogrammo di lati v

1
e v

2
.
Poich i due triangoli ABC e ACD sono equilateri, lintensit
di v

uguale allintensit di v

1
e v

2
. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
Per una molla F = k (l l
0
). Poich F direttamente pro-
porzionale a m lallungamento corrispondente alla massa di
45 g triplo di quello corrispondente alla massa di 15 g e vale
perci 7,5 cm. La lunghezza totale della molla 27,5 cm e la
risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
I quattro grafici rappresentano le dipendenze seguenti:
1) A = k B con k = 1
2) A = k B + h con k = 1 e h = 1
3) A = k B con k = 1
4) A = k B con k = 2
La coppia corretta quindi quella costituita dai grafici 1 e 3,
anche se la pendenza della retta che rappresenta la dipen-
denza fra A e B graficamente diversa a causa della diversa
scala assunta per i valori di A. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
In entrambi i casi la rappresentazione grafica della dipen-
denza spazio tempo (che quadratica) sar un arco di para-
bola uscente dallorigine degli assi. Vengono cos escluse le
14
13
12
11
10
9
8
7
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
5
s
1
s
2
s
1
s
2
s
1
s
2
s
1
s
2
s
2
s
1
+ ( s
2
)
s
1
s
2
s
2
v
2
v
1
v
D C
B
A
60
Figura A
Figura B
Figura C
Figura D
risposte a e c i cui grafici riportano una retta. Il grafico 4 va
escluso perch la concavit della parabola verso il basso. La
risposta corretta quindi la b.
PROBLEMI
7,5 m
2
= 7,5 10
6
mm
2
; 3 mm
2
= 3 10
-12
km
2
2,2 m
2
= 2,2 10
-8
cm
2
; 3,3 dm
2
= 3,3 10
-14
Mm
2
5 Mm
2
= 5 10
12
m
2
; 0,74 m
2
= 7,4 10
3
cm
2
0,6 Gm
2
= 6 10
11
km
2
; 7,8 m
3
= 7,8 10
36
pm
3
0,83 mm
3
= 8,3 10
-28
Mm
3
; 0,5 mm
3
= 5 10
8
m
3
2 Gm
3
= 2 10
33
cm
3
; 2,7 nm
3
= 2,7 10
-18
mm
3
9,2 km
3
= 9,2 10
9
m
3
; 6,3 dm
3
= 6,3 10
-12
km
3
3,6 h = 1,296 10
4
s
2 d, 4 h, 30 min = 1,89 10
5
s
7200 s = 120 min
259200 s = 3 d
20 d = 2,88 10
4
min
2,3 d = 1,9872 10
8
ms
Il quadrante di un orologio fa corrispondere un angolo
giro della lancetta dei minuiti a 60 min; langolo corrispon-
dente a 10 min vale allora:
Il triangolo che compare nella figura del testo del Proble-
ma rettangolo, con angoli di 30 e 60 e quindi, per le note
relazioni fra cateti e ipotenusa relative a questo tipo di trian-
golo, si ha:

AB = (1/2)

BP

AP = ( /2)

BP
dalla quale:

AP =

AB = 17,3 m
ll volume di acqua raccolto corrisponde a un cilindro di
acqua la cui base coincide con lapertura del pluviometro e
la cui altezza h coincide con il numero di millimetri di pioggia
caduta. Si pu allora scrivere la relazione seguente:
140 cm
3
= (14,0 cm)
2
h
dalla quale: h = 2,27 mm
Si osservi la figura.
Dalla proporzione:
d
m
: D
m
= d
L
: D
L
si ricava la relazione seguente:
15
13
3
3
11
10
60
360 60
min
min

9
6
4
D
L
= d
L

Non conviene osservare la Luna quando bassa sullorizzon-
te, perch la rifrazione della luce ne deforma i contorni.
Le componenti dei due vettori secondo gli assi di un siste-
ma di riferimento il cui asse x ha la direzione di F

2
e la cui ori-
gine si trova nel punto di applicazione delle due forze (figura
seguente) sono:
F
1x
= F
1
/2 = 5 N F
1y
= F
1
/2 = 8,66 m
F
2x
= F
2
= 10 N F
2y
= 0
Conseguentemente:
F
x
= F
1x
+ F
2x
= 15,0 N
F
y
= F
1y
+ F
2y
= 8,66 N
F = = 17,3 N
Si osservi che la lunghezza del segmento OA proporzionale
a 8,66 N mentre la lunghezza del segmento OB proporzio-
nale a 17,3 N. Perci:

AB = ( /2)

OB
Ne consegue che OAB un triangolo rettangolo con angoli di
30 e 60 e quindi langolo formato dal vettore F

con lasse x
vale 30.
Si determinino le componenti dei tre vettori secondo gli
assi x e y:
s
1x
= 7,07 m s
2x
= 3,54 m s
3x
= 5,00 m
s
1y
= 7,07 m s
2y
= 3,54 m s
3y
= 8,66 m
Perci: s
x
= 8,53 m; s
y
= 1,95 m;
In base alla relazione F/x = k e ai dati forniti dal testo del
Problema, la costante elastica k risulta espressa dalla relazio-
ne k = P/(6 cm). Per la seconda molla si pu perci porre
k = 3 k = P/(2 cm). Lallungamento x prodotto dal corpo di
peso P quando viene appeso alla seconda molla vale allora:
x
P
P

/(2
2
cm)
cm
25
s s s +
x y
m
2 2
8 75 ,
22
3
F F
x y
2 2
+
3
19
D
d
m
m
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
6
D
m
d
m
d
L
D
L O
F
2
= F
2x
F
1
F
1y
F
1x
F
60
30
O
B
A
y
x
La figura che segue risponde alle richieste del Problema.
Si noti che la semiretta che rappresenta la relazione
s
1
= v t e la parabola che rappresenta la relazione s
2
= k t
2
si
intersecano nel punto corrispondente a t = 2,50 s. In tale
istante, quindi, s
1
e s
2
sono uguali e pari a 12,5 m.
Il volume V di un cilindro di altezza h e diametro di base
D espresso dalla relazione
V = (D/2)
2
h
Scritta nella forma seguente
si pu stabilire che V e D
2
sono legati da una dipendenza di
proporzionalit diretta. Indicata con k la costante di propor-
zionalit di questa dipendenza, dal suo valore si ottiene:
Utilizzando i valori del grafico si pu compilare la tabella
seguente:
V (m
3
) D (m) D
2
(m
2
) k = V/D
2
(m)
0,40 0,20 0,040 10
1,3 0,40 0,16 8,1
2,7 0,60 0,36 7,5
5,0 0,80 0,64 7,8
8,0 1,0 1,0 8,0
11,5 1,2 1,44 8,0
15,5 1,4 1,96 7,9
Da questa, scartando il primo valore, troppo incerto a causa
del piccolo valore di V, si ottiene k = 7,9 m, da cui h = 10 m.
h
k

V
h
D

_
,

4
2
31
29
TEST INVALSI
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la d.
17
16
15
14
13
12
11
10
9
8
7
6
5
4
3
2
1
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
7
s (m)
t (s)
25
20
15
10
5
1 2 3 4 5
TEMA 1
UNIT 1
TEST
Non c relazione fra traiettoria e legge oraria, nel senso
che, ad esempio, un corpo pu muoversi con la legge oraria
s = v t sia su una traiettoria rettilinea che su una traiettoria
curvilinea. Le affermazioni a e b sono quindi sbagliate.
Anche laffermazione c errata in quanto una legge oraria
una dipendenza fra spazio e tempo e non, genericamente, fra
una grandezza espressa in metri e una espressa in secondi.
Laffermazione corretta la d in quanto un corpo non deve
necessariamente muoversi in modo che le sue posizioni
rispetto allorigine della traiettoria siano sempre caratterizza-
te da valori positivi.
La risposta corretta la b.
Il grafico indica che in un istante definito la velocit passa
dal valore zero a un valore diverso da zero. Laccelerazione
relativa a un evento di questo tipo avrebbe quindi valore infi-
nito e non rappresenta quindi una situazione reale. La rispo-
sta corretta la c.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la c.
La velocit media si ottiene dividendo lo spazio totale per-
corso nei due intervalli di tempo t
1
e t
2
per il tempo totale
t
1
+ t
2
. Si ha allora:
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la a.
Nella definizione di accelerazione media, t
2
t
1
sempre
positivo in quanto t
2
rappresenta un tempo successivo a t
1
; la
risposta d quindi errata. I valori di v
1
e v
2
possono invece
soddisfare una delle tre condizioni seguenti:
v
2
> v
1
; v
2
= v
1
; v
2
< v
1
A queste corrisponde a > 0, a = 0, a < 0. La risposta corretta
quindi la c.
La risposta corretta la b.
Nellintervallo di tempo di 5 s la velocit aumenta di
7 m/s. Si ottiene perci:
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la c.
14
a
7
5
1 4
2
m/s
s
m/s ,
13
12
11
10
9
v
v t v t
t t
M

+
+
1 1 2 2
1 2
8
7
6
108
1
1 08 10
30
5
km
h
m
3,6 10 s
m/s
3


,
5
4
3
2
1
Il grafico (v, t) indicato con C mostra un valore maggiore
della velocit rispetto al grafico indicato con D e ad esso cor-
risponde quindi un grafico (s, t) con pendenza maggiore. I
grafici accoppiati sono quindi A, C e B, D; pertanto la risposta
corretta la a.
La risposta corretta la d.
In un grafico velocit-tempo, lo spazio percorso misura-
to dallarea definita dalla linea che rappresenta la dipenden-
za velocit-tempo e dalle due perpendicolari allasse dei tempi
condotte a partire dai due punti che individuano gli estremi
dellintervallo di tempo considerato. Nel caso esaminato il
grafico a gradini definisce unarea corrispondente a uno spa-
zio totale cos calcolabile:
2 m/s 1 s + 4 m/s 1 s + 6 m/s 1 s + 8 m/s 1 s = 20 m
La proposizione 1) quindi corretta.
Per il calcolo dellaccelerazione possiamo osservare che, per
ogni intervallo di tempo di 1 s, la velocit si incrementa di
2 m/s; laccelerazione vale quindi 2 m/s
2
e perci corretta
anche la 2). La proposizione 3) errata perch se la velocit
media nellintervallo (0 s; 1 s) di 2 m/s, nellistante 0 il punto
in moto sar dotato di una velocit minore di 2 m/s (nel caso in
esame il suo valore zero). La risposta corretta quindi la b.
La risposta corretta la b.
Tenendo presente il significato dellarea sottesa dalla
retta che, in un grafico velocit tempo, rappresenta la
dipendenza fra le due variabili, si constata che larea che sot-
tende le due rette assume uguale valore per t = 4 T. La rispo-
sta corretta la c.
La risposta corretta la c.
Per il primo corpo: v = g t; per il secondo corpo:
v = v/2 + g t.
Da questa si ottiene: v = (3/2) v. La risposta corretta la a.
La risposta corretta la a.
La coppia A errata, perch il grafico (v, t) indica che si
tratta di un moto uniformemente accelerato al quale dovreb-
be corrispondere un arco di parabola con origine nel sistema
degli assi s, t ma crescente con legge quadratica. La coppia B
errata per quanto riguarda la dipendenza spazio tempo
nellintervallo (t
1
, t
2
), infatti il grafico spazio tempo per un
moto uniformemente decelerato del tipo riprodotto nella
figura seguente.
La coppia C errata perch secondo il grafico (v, t) il moto
uniforme mentre secondo il grafico (s, t) uniformemente
accelerato.
La coppia corretta la D, per quanto detto a proposito delle
coppie B e C. In definitiva, la risposta corretta la d.
La risposta corretta la b.
24
23
22
21
20
19
18
17
16
15
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
8
s
t
t
1
Per approdare nel punto opposto a quello di partenza, la
velocit v

risultante dalla somma vettoriale delle velocit v

A
e
v

B
deve risultare perpendicolare alle sponde. Come indicato
dalla figura che segue, questa condizione pu essere soddisfat-
ta solo se v
B
> v
A
, mentre nel caso considerato, si ha v
B
< v
A
.
Dunque la risposta corretta la d.
La risposta corretta la b.
Le leggi orarie dei due movimenti sono:
x = v
i
t (1/2) a t
2
y = v t
Lequazione della traiettoria risulta quindi la seguente:
Ad essa corrisponde un arco di parabola cos caratterizzato:
per y = 0, x = 0 (la traiettoria passa per lorigine del sistema
di riferimento)
per x = 0, y = 0 e y = 2 v
i
/(a v)
La risposta corretta quindi la d.
La risposta corretta la d.
PROBLEMI
La velocit media sullintero percorso si calcola dividen-
do lo spazio totale percorso s per il tempo totale impiegato a
percorrerlo. In base ai dati del Problema si ha:
s
1
= 2000 m; t
1
= 2000 m/(2,00 m/s) = 1000 s
s
2
= 4,00 m/s 500 s = 2000 m; t
2
= 500 s
Si ottiene perci:
Si applichi la relazione:
rilevando sul grafico i valori di v
2
, v
1
, t
2
, t
1
. Si ottiene allora:
intervallo (0, 2 s),
intervallo (2 s, 5 s),
intervallo (5 s, 6 s),
intervallo (0, 6 s),
a
m
s


0 0
6 0
0
a
m
2
m/s
s s
m/s


0 3
6 5
3
a
m
m/s m/s
s s


3 3
5 2
0
a
m
2
m/s
s
m/s


3 0
2 0
15 ,
a
v v
t t
m

2 1
2 1
8
v
s s
t t
M
m/s
+
+

1 2
1 2
2 67 ,
3
28
x
v
v
y
a y
v

i

2
2
2
27
26
25
Laccelerazione positiva fra 0 e 5 s, in quanto si ha un
incremento della velocit; il suo valore :
Laccelerazione negativa fra 5 s e 10 s, in quanto si ha una
diminuzione della velocit; il suo valore :
Laccelerazione media nellintervallo (0, 10 s) nulla in
quanto v
2
= v
1
.
La risposta allultima domanda negativa, perch un grafico
velocit tempo non d alcuna informazione sulla posizione
del corpo al tempo zero ma pu indicare al pi la velocit al
tempo zero.
Indicando con l
1
e l
2
le lunghezze dei due tratti e con t
1
e t
2
i tempi impiegati a percorrerli, si pu porre:
3500 m = l
1
+ l
2
e poich t
1
= l
1
/v
1
e t
2
= l
2
/v
2
, vale anche la relazione:
Ricavando l
2
dalla prima relazione e sostituendo nella secon-
da si ottiene:
l
1
= l
2
= 1750 m
Il problema riguarda un moto uniformemente accelerato
con velocit iniziale nulla. Si devono perci considerare le
due relazioni:
v = a t
s = (1/2) a t
2
Dalla prima, dopo aver espresso v in m/s (126 km/h =
= 35,0 m/s), si ottiene a = 2,50 m/s
2
.
Dalla seconda si ottiene poi s = 245 m.
Il grafico riportato nel testo del Problema indica che nel-
listante 20 s i due punti hanno percorso un identico spazio.
Questo calcolabile tenendo conto che il corpo A si mosso
con velocit costante di 5,0 m/s per cui:
s
A
= s
B
= 5,0 m/s 20 s = 100 m
Abbiamo cos risposto alla seconda domanda, ma il risultato ora
ottenuto consente anche di rispondere alla prima domanda.
Infatti, in base alla relazione s = (1/2) a t
2
si ottiene:
Lo spazio percorso dai due corpi dopo 10 s si calcola ora con
le due relazioni seguenti:
s
A
= v
A
10 s = 5,0 m/s 10 s = 50 m
s
B
= a
B
(10 s)
2
= 0,50 m/s
2
(10 s)
2
= 25 m
Quando loggetto inizia lattraversamento della vetrata,
possiede gi una velocit v
i
per cui la legge oraria relativa allat-
traversamento della vetrata data da h
v
= v
i
t + (1/2) g t
2
con
30
1
2
1
2
a
s
t

2 2 100
0 50
2 2
m
(20s
m/s
2
)
,
25
20
120
25 35
1 2
s=
m/s m/s
l l
+
15
a


10 30
4
m/s m/s
5s
m/s
2
a

30 10
5
4
m/s m/s
s
m/s
2

10
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
9
v
B
v
A
v
A
v
h
v
= 4 m e g = 9,8 m/s
2
. Il valore di v
i
si ottiene tenendo conto
che loggetto giunge nel punto pi alto della vetrata dopo una
caduta di 10 m e che questa prima parte del moto descritta
dalle due equazioni seguenti:
10 m = (1/2) g t
2
v = g t
Eliminando il tempo si ottiene:
Il valore di v cos calcolato esprime la velocit v
i
da inserire
nella formula h
v
= v
i
t + (1/2) g t
2
. Svolgendo i calcoli si ottie-
ne t = 0,26 s.
Si osservi che, mentre il moto di A sempre rettilineo uni-
forme ed descritto quindi da una sola legge oraria, s = v
A
t, il
moto rettilineo di B fino al tempo t = 6,0 s uniformemente
accelerato, e in seguito rettilineo uniforme. Conviene allora
verificare preliminarmente se, dopo 6,0 secondi, B ha raggiun-
to A. Dalle rispettive leggi orarie si ha: s
A
= 24 m, s
B
= 18 m, e
quindi A ha ancora un vantaggio di 6,0 m su B (come dal-
tronde si intuisce chiaramente dallosservazione del grafico).
Considerando il moto dopo 6,0 secondi rettilineo uniforme per
entrambi i corpi, sar necessario a B, per raggiungere A, un
ulteriore tempo t, dato dalla relazione: v
B
t = v
A
t + 6,0 m.
Si ottiene t = 3,0 s, e quindi il tempo totale necessario di 9,0 s.
Per lo spazio percorso basta usare la legge oraria di A e sostitui-
re in essa t = 9,0 s; si ottiene s = 36 m.
Si osservi che nel grafico la velocit assume anche valori
negativi. In corrispondenza dellintervallo di tempo durante
il quale ci accade il corpo torna indietro e quindi lo spazio s
percorso ha segno negativo.
Le aree corrispondenti allo spazio percorso, quindi, andran-
no assunte con segno positivo fra 0 e 10,0 s e con segno nega-
tivo fra 10,0 s e 20,0 s. Si ottiene perci:
s(10 s) = 15,0 m/s 5,00 s + 15,0 m/s 5,00 s 1/2 = 113 m
s(20 s) = 113 m 15,0 m/s 10,0 s 1/2 = 37,5 m
Laccelerazione richiesta si riferisce a un moto uniformemente
decelerato, come si deduce dal grafico della velocit, e quindi:
Detti h la profondit del pozzo, t
C
e t
R
i tempi di caduta del
sasso e di risalita del suono, v la velocit del suono, si ha:
a) per la caduta del sasso (moto uniformemente accelerato):
b) per la risalita del suono (moto rettilineo uniforme):
Tenendo presente, dai dati del Problema, che:
t
C
+ t
R
= 2 s
sostituendo a t
C
e t
R
le loro espressioni in funzione di h nel-
lultima relazione scritta, si ricava il valore di h (18,6 m).
h vt t h v
R R
dacui: /
h gt t h g ( / 1 2 /2) dacui:
C
2
C
33
a
0m/s15,0m/s
5,00s
3,00m/s
2
32
31
v g 2 10 14 m m/s.
La traiettoria del nuotatore, di estremi A e B, indicata
nella figura seguente.
Si osservi che nel punto P della traiettoria sono stati rappre-
sentati i vettori v

A
(velocit dellacqua), v

N
(velocit del nuo-
tatore), v

(velocit risultante). Poich la direzione di v

deve
coincidere con quella della traiettoria, dalla similitudine dei
triangoli ABC e PQR si ottiene v
N
= 1,0 m/s.
La velocit v del nuotatore rispetto alle sponde vale perci:
Il tempo impiegato a giungere sulla sponda opposta si pu
calcolare riferendosi o alla velocit v

A
o alla velocit v

N
. In
entrambi i casi si ottiene t = 40 s.
Le leggi orarie dei due movimenti sono:
x = (1/2) a
x
t
2
y = (1/2) a
y
t
2
Da queste si ottiene:
la traiettoria quindi una retta di equazione y = 2,00 x.
Laccelerazione risultante ha la stessa direzione della traiet-
toria e modulo:
Trattandosi di moti uniformemente accelerati con velocit
iniziale nulla, le equazioni che esprimono la velocit nel
tempo sono:
v
x
= a
x
t v
y
= a
y
t
Al tempo t = 10,0 s si ottiene v
x
= 20,0 m/s; v
y
= 40,0 m/s e
quindi:
Langolo si ottiene con la formula goniometrica (si osservi
la figura seguente):
v
y
= v
x
tan dalla quale = tan
-1
(v
y
/v
x
) = 63,4
v v v +
x y
m/s
2 2
44 7 ,
a a a +
x y
2
m/s
2 2
4 47 ,
y
x
a
a

y
x
2
2
m/s
2,00m/s
4 00
2 00
,
,
39
v v v + m/s
N A
2 2
1 1 ,
36
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
10
v
A
v
v
N
40 m
20 m
R Q
B
C
P
A
v
x
v
v
y
y
x

Tenendo conto che il viaggio dura 2 h (= 7200 s), la velo-


cit v
y
dellaereo, secondo la direzione indicata dallasse y
nella figura del testo del problema, risulta:
Il valore del modulo della velocit v

170 m/s, somma vetto-


riale della velocit v

y
e della velocit del vento, che indichia-
mo con v

x
in quanto orientato come lasse x della figura del
testo del Problema. Si pu allora scrivere:
Da questa, eseguendo il calcolo, si ottiene: v
x
= 57,4 m/s.
Nel tempo durante il quale il sasso raggiunge la superficie
dellacqua la barca si sposta di un tratto s = v
B
t e viene quin-
di a trovarsi a una distanza D dalla riva pari a:
D = 20 m + 2,0 m/s t [a]
Consideriamo ora il movimento del sasso. Le equazioni che lo
descrivono, scritte per un sistema di riferimento x, y con las-
se x parallelo a v

S
, lasse y orientato verso il basso e lorigine
in S, sono:
x = v
S
t [b]
y = (1/2) g t
2
[c]
Dalla [c], considerando che la superficie dellacqua, nel siste-
ma di riferimento considerato, ha ordinata y = 80 m:
Dalla [a] si ricava ora D = 28 m, valore che, sostituito ad x
nella [b], fornisce per v
S
il valore di 7,0 m/s.
Lequazione della traiettoria di un moto parabolico riferi-
ta ad un sistema di riferimento x, y con origine nel punto di
lancio , nella sua forma pi generale, la seguente:
Nel caso in esame langolo di lancio vale 45 e quindi:
v
0x
= v
0y
= v/
Lequazione della traiettoria assume quindi la forma seguen-
te:
[a]
Ponendo in questa: x = 10000 m, v = 400 m/s, g = 9,81 m/s
2
,
si ottiene y = h =3,87 10
3
m.
Ponendo allora nella precedente relazione y = 0, si ottengono
le due soluzioni x = 0 e x = v
2
/g.
La seconda rappresenta la gittata e quindi lascissa x
A
della-
pice della traiettoria vale:
Il punto di ascissa x = 10000 m si trova quindi a destra del-
lapice della traiettoria.
x
v
g
A
m
2
3
2
8 15 10 ,
y x
gx
v

2
2
2
y
v
v
x
gx
v

0y
0x 0x
2
2
2
48
t y g 2 / s 4 0 ,
44
v v v +
y x
2 2
v
y
km
s
m/s
1152
7200
160
40
La situazione descritta dal Problema riprodotta nella
figura seguente.
Le coordinate di P sono quindi individuate dallintersezione
dellarco di parabola caratterizzata da un angolo di lancio
pari a 60,0 con la semiretta uscente dallorigine del sistema
di riferimento e passante per P.
Lequazione della traiettoria data da:
con v
0x
= v/2 e v
0y
= ( /2) v e quindi:
Lequazione della retta passante per O e per P data da:
y = (tan 30) x = (1/ ) x
Si ottiene perci:
e da questa: x = 0; x = v
2
/( g)
Sostituendo i valori numerici si ottiene x = 147 m.
Sostituendo poi questo valore nella espressione di y si ottiene
y = 84,9 m.
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Il grafico rappresenta un moto uniformemente decelera-
to caratterizzato da v
i
= 25 m/s e da decelerazione:
Vengono quindi escluse le situazioni c (che si riferisce a un
moto uniforme), d, e (che si riferiscono a moti uniformemen-
te accelerati). b errata perch se linclinazione della veloci-
t iniziale di 60, la velocit del corpo non si annulla mai,
in quanto conserva almeno la componente v
x
della velocit
iniziale. La risposta corretta la a.
Larea sottesa dalla curva che rappresenta la dipendenza
accelerazione tempo relativamente a un certo intervallo di
tempo rappresenta la velocit raggiunta in quellintervallo.
La minima variazione di velocit si ha quindi quando mini-
ma larea sottesa, cio nel caso del grafico E.
La somma vettoriale della velocit v

1
relativa allacqua e
3
2
a

0 25
2 5 0
10
m/s
s
m/s
2
,
1
3
1
3

x x
gx
v
3
2
2
2
3
y x
gx
v
3
2
2
2
3
y
v
v
x
gx
v

0y
0x 0x
2
2
2
49
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
11
y
x
v
30,0
30,0
P
O
della velocit v

2
dellacqua deve dare un risultante v

perpendi-
colare alle sponde (figura seguente).
Poich v
2
= v/2, il triangolo ABC rettangolo con angoli di
30 e 60; langolo risulta quindi uguale a 30. Il modulo
di v

dato da:
La risposta corretta la d.
Il moto delloggetto un arco di parabola che, rispetto a
un sistema di riferimento x, y con origine nel punto dal quale
loggetto abbandona laereo e con lasse y orientato verso il
basso, si determina a partire dal sistema di equazioni:
x = v t
y = g t
2
Da queste si ottiene:
dalla quale:
Ponendo v = 160 m/s, y = 80 m, g = 10 m/s
2
si ottiene
x = 640 m.
La risposta corretta la d.
Sulla base del grafico si pu stabilire che:
v
ix
= 80 m/s; v
iy
= 90 m/s.
La componente orizzontale della velocit rimane invariata
nel tempo mentre per la componente verticale si ha:
v
y
= v
iy
g t = 90 m/s 10 m/s
2
5 s = 40 m/s
La risposta corretta la d.
Viaggiando a 100 km/h (27,8 m/s) anzich a 70 km/h
(19,4 m/s) per un tratto di 2,00 km (2,00 10
3
m) lautomo-
bilista guadagna un tempo pari a:
Poich il viaggio ha durata complessiva di:
38 min 60 s/min = 2,28 10
3
s
il tempo, espresso in percentuale, guadagnato dato da:
31 2
2 28 10
100 1 37
3
,
,
, %
s
s

2 00 10 2 00 10
19 4
31 2
3 3
, ,
,
,

m
27,8m/s
m
m/s
s
6
5
x
v y
g

2
2
y
gx
v

2
2
2
1
2
4
v v v
1
2
2
2
8 7 , km/h
Le relazioni che descrivono la dipendenza velocit
tempo e spazio tempo per un moto uniformemente accele-
rato con velocit iniziale v
i
diversa da zero sono:
v = v
i
+ a t
s = v
i
t + (1/2) a t
2
Relativamente ai primi 4 s si ha:
v
1
= v
i
+ a (4 s) [a]
32 m= v
i
(4 s) + (1/2) a (4 s)
2
[b]
Relativamente ai successivi 4 s:
v
2
= v
1
+ a (4 s) [c]
56 m= v
1
(4 s) + (1/2) a (4 s)
2
[d]
Sottraendo [b] da [d]:
24 m= v
1
(4 s) + (1/2) a (4 s)
2
v
i
(4 s) (1/2) a (4 s)
2
=
= v
1
(4 s) v
i
(4 s)
Utilizzando la [a]:
24 m= v
i
(4 s) + a (4 s)
2
v
i
(4 s)
Da questa: a = 1,5 m/s
2
e, infine, utilizzando la [b]:
v
i
= 5,0 m/s.
La somma vettoriale della velocit v

A
dellaereo e della
velocit v

V
del vento devono dare un vettore v

con direzione
Sud-Nord (vedi figura).
Si ottiene allora: v
Ax
= v
Vx
.
Langolo che il vettore v

A
forma con lasse y si calcola con
la relazione:
v
Ax
= v
A
sin
e quindi essendo, in modulo, v
Ax
= 100 km/h/ , si ottiene:
Lo scontro fra loggetto C che cade dallalto e loggetto S
che viene lanciato dal basso potrebbe avvenire:
A) mentre S sale,
B) mentre S, dopo aver raggiunto lapice della sua traiettoria,
in fase di discesa.
Poich le equazioni del moto dei due oggetti, scritte rispetto a
un sistema di riferimento x, y con origine nel punto di par-
tenza delloggetto che parte da terra, sono:
9

_
,

sin ,
1
100
2 600
6 77
km/h
km/h

2
8
7
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
12
v
2
v
1
v

C
A
B


v
Ax
v
v
v
A
v
N
S
E W
N W
S E
N E
W S
oggetto che cade:
y
C
= h g t
C
2
oggetto che sale:
y
S
= v
i
t
S
g t
S
2
la condizione limite si ottiene ponendo:
y
C
= y
S
= 0 e t
C
= t
S
= t
Si ottiene allora:
h g t
2
= v
i
t g t
2
Da questa: h = v
i
t [a]
Daltra parte, per il corpo che cade, deve valere anche la con-
dizione:
h = g t
2
e quindi utilizzando la [a] si ottiene:
Affinch lo scontro avvenga quindi necessario che:
Laltezza della torre uguale allo spazio percorso nel
tempo di caduta della pietra per effetto della componente ver-
ticale della sua velocit.
Questo spazio misurato dallarea del secondo grafico sotte-
sa al segmento rappresentativo della dipendenza velocit
tempo nellintervallo (0; 1,5 s).
Si ottiene perci:
UNIT 2
TEST
Per il principio di inerzia, lo spostamento della tavola non
modifica la posizione del carrello; la prima affermazione
quindi errata. La relazione F = m a vale se il corpo libero; nel
caso di un corpo vincolato, sul quale opera ad esempio anche
una forza di attrito, laccelerazione sar diversa da F/m;
anche la seconda affermazione perci errata.
La forza peso di un corpo la forza prodotta su di esso dalla
attrazione terrestre; la reazione a questa forza quindi la
forza che il corpo esercita sulla Terra e non la forza che il
piano su cui il corpo appoggiato esercita su di esso; anche la
terza affermazione errata e quindi la risposta corretta la a.
La risposta corretta la d.
2
1
altezza
m/s m/s s
2
m
+

( ) ,
,
15 30 1 5
33 75
10
v h g
i
/2 >
v hg
i
/2
1
2
1
2
1
2
1
2
1
2
In base alla seconda legge della dinamica, il movimento
di entrambi i corpi uniformemente accelerato (quindi il gra-
fico C errato) e laccelerazione del corpo A maggiore di
quella del corpo B. Il grafico corretto quindi il D.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la d.
La forza che produce una accelerazione di 2,0 m/s
2
ha
intensit 5,0 kg 2,0 m/s
2
= 10 N. Lallungamento della
molla vale perci 10 N/(100 N/m) = 0,10 m = 10 cm. La
risposta corretta la c.
Per rispondere al Test va tenuto presente che la massa m
di un corpo un invariante mentre il suo peso dipende dal
valore dellaccelerazione di gravit del luogo in cui il corpo si
trova. La risposta corretta perci la d.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la a.
La forza di attrito una forza passiva che si oppone al
moto ma non lo genera; la prima affermazione quindi erra-
ta. La relazione F
A
= k
S
m g vale se il piano su cui il corpo
appoggiato orizzontale; se il piano inclinato la forza di atti-
to prodotta dal componente del peso perpendicolare al
piano; quindi la seconda affermazione errata. La terza affer-
mazione vera solo se F lunica forza agente sul corpo;
anche la terza affermazione errata e perci la risposta cor-
retta la a.
La forza di attrito dinamico agente sul blocco data da:
F
A
= k
D
m g
Questa si oppone alla forza F

e conseguentemente lintensit
della forza totale F

T
agente sul blocco durante il moto data
da:
F
T
= F F
A
= F k
D
m g
Laccelerazione del blocco vale perci:
La dipendenza di a da k
D
quindi di tipo lineare; a massima
per k
D
= 0 (attenzione al segno negativo anteposto al prodot-
to k
D
g) fino a raggiungere il valore 0 quando:
Il grafico corretto quindi il C).
La risposta corretta la b.
Laccelerazione g/4 prodotta dal componente della forza
peso parallelo al piano inclinato (di intensit m g/2) e dalla forza
di attrito radente dinamico:
Quindi:
g m g k m g
m
g k g
4
3
2

/2 3/2
D D
k m g
D
/ 3 2
14
13
F
m
k g k
F
mg
D D

a
F
m
F
m
k g
T
D

12
11
10
9
8
7
6
5
4
3
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
13
Da questa si ottiene
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la d.
Se lallungamento della molla vale 0,10 m, significa che
essa sviluppa sul corpo di massa 1 kg una forza di 100 N/m
0,10 m = 10 N. Laccelerazione del corpo di massa 1 kg vale
perci 10 m/s
2
e tale laccelerazione del sistema sottoposto
allazione della forza F

(che ha quindi lintensit di 30 N). La


risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la c.
La variazione della quantit di moto rispetto allasse x
orientato come nella figura riportata nel testo data da:
0,0500 kg 25,0 m/s 0,0500 kg 30,0 m/s =
= 2,75 kg m/s
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la b.
La forza sviluppata dalla parete sul corpo analoga a
quella che svilupperebbe una molla su cui giunge il corpo.
Nella fase di frenamento del corpo la molla viene compressa
e quindi la forza ha verso opposto a quello della velocit del
corpo. Raggiunta la massima compressione della molla (rag-
giunta quindi la forza massima sviluppata dalla molla) que-
sta si distende imprimendo al corpo una forza che va dimi-
nuendo e che ha ancora il verso della precedente forza dece-
lerante. Il grafico che meglio rappresenta la variazione della
forza quindi il B.
La risposta corretta la d
La risposta corretta la c.
PROBLEMI
Il componente verticale della forza F

1
vale:
F
1
/2 = 8,66 N
ed quindi minore del peso del corpo, pari a:
m g = 1,00 kg 9,81 m/s
2
= 9,81 N
Il corpo scivoler quindi sul piano orizzontale per effetto di
una forza totale di intensit pari a
F
2
+ F
1x
= 10,0 N + 5,0 N = 15,0 N
Laccelerazione prodotta sar quindi uguale a 15,0 m/s
2
.
Per le relazioni che legano i cateti e lipotenusa di un
triangolo rettangolo isoscele, la componente della forza peso
del corpo A lungo il piano inclinato pari a:
0,707 m
A
g = 0,707 4,0 kg 9,8 m/s
2
= 28 N
La forza peso del corpo B vale invece:
m
B
g = 2,0 kg 9,8 m/s
2
= 20 N
Il corpo A scende quindi lungo il piano inclinato.
La forza F

produce un moto uniformemente accelerato la


cui accelerazione a legata alla velocit iniziale v
i
e finale v
f
del corpo e alla durata t della sua azione dalla relazione
v
f
= v
i
+ a t
11
9
3
4
23
22
21
20
19
18
17
16
15
k
D

1
2 3
Da questa si ottiene:
e quindi:
F = m a = 36 N
Lo spazio percorso si calcola con la relazione:
s = v
i
t + (1/2) a t
2
= 88 m.
La forza di attrito F

A
produce un moto uniformemente
decelerato del corpo che si ferma dopo aver percorso uno spa-
zio:
s = v
i
t (1/2) a t
2
[a]
Essendo:
F
A
= 0,50 m g
laccelerazione a sar data da:
a = F
A
/m = 0,50 g = 4,9 m/s
2
Per il calcolo di s manca ancora il valore di t, che si determi-
na utilizzando la relazione:
v = v
i
a t [b]
nella quale si pone v = 0.
Si ha quindi:
dalla [b], t = 2,0 s
dalla [a], s = 10 m
Per le relazioni che legano i cateti allipotenusa di un
triangolo rettangolo di angoli 30 e 60, la componente dalla
forza peso del cubo parallela al piano inclinato pari a
0,5 m g, mentre la componente perpendicolare al piano (che
determina la forza di attrito) pari a 0,866 m g. Quindi la
forza di attrito radente dinamico vale: 0,2 0,866 m g.
Laccelerazione con la quale il cubo scivola lungo il piano vale
perci:
Per determinare la velocit dopo 3,00 m di discesa si applica-
no le relazioni del moto uniformemente accelerato:
v = a t s = (1/2) a t
2
Ricavando t dalla prima e sostituendo la sua espressione
nella seconda, con qualche passaggio algebrico, si ottiene:
Lo spazio s percorso dal corpo in 10 s si calcola con la
relazione:
s = (1/2) a (10 s)
2
quindi necessario conoscere laccelerazione del corpo.
Questa determinata dallazione combinata di due forze: il
componente F

x
della forza F

agente sul corpo e la forza di


attrito F

A
. Per determinare F
x
si applica la relazione:
F
x
= F 0,866 = 43 N
Per determinare F
A
occorre tenere presente che la forza pre-
mente sul piano data da P

+ F

y
, dove con F

y
abbiamo indi-
cato il componente di F

diretto verticalmente.
Tenendo conto del verso delle due forze, si ha allora:
F
A
= k (P F
y
) = 0,4 (10 kg 9,8 m/s
2
25 N) = 29 N
18
v s a 2 4 38 m/s ,
a
mg mg
m

0 5 0 2 0 866
320
, , ,
, m/s
2
15
13
a
v v
t

f i
m/s

3 0
2
,
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
14
Laccelerazione del corpo vale:
E quindi: s = 71 m; v = a t = 14 m/s.
Le forze che operano sui corpi, in base al principio di azio-
ne e reazione, hanno intensit identica. Esse producono le
accelerazioni a
A
e a
B
cos esprimibili:
a
A
= F/m
A
[a]
a
B
= F/m
B
[b]
Laccelerazione a
A
correlata allo spazio s
A
di 20 m e al
tempo t di 4 s dalla relazione:
s
A
= (1/2) a
A
t
2
dalla quale: a
A
= 2,5 m/s
2
Laccelerazione a
B
correlata alla velocit v
B
di 20 m/s e al
tempo t di 4 s dalla relazione:
v
B
= a
B
t dalla quale: a
B
= 5,0 m/s
2
Dalla relazione s
B
= (1/2) a
B
t
2
si ottiene allora: s
B
= 40 m.
Per il calcolo della massa m
B
si utilizzino le relazioni [a] e [b]
dalle quali:
m
B
= m
A
a
A
/a
B
= 4,0 kg
Il grafico velocit-tempo indica che nei primi 3,0 s il car-
rello ha subto un incremento di velocit uniforme e che,
quindi, animato da una accelerazione data da:
Lintensit F della forza che produce questa accelerazione
data da:
F = m a = 50 kg 0,50 m/s
2
= 25 N
Questa forza corrisponde alla differenza tra lintensit della
forza F

1
applicata dalla persona e quella della forza di attrito
F

A
. Porremo quindi:
F
1
F
A
= 25 N [a]
Lintensit della forza di attrito pu essere calcolata sulla base
della terza fase del moto, quella in cui il carrello decelera,
appunto, a causa di tale forza. Indicando con a
A
la decelera-
zione di questa fase, si pu scrivere:
e quindi: F
A
= 50 kg 0,30 m/s
2
= 15 N.
Dunque, dalla [a]: F
1
= F
A
+ 25 N = 40 N
La forza F

2
deve semplicemente mantenere la velocit acqui-
sita dal corpo dopo 3 s e quindi la sua intensit deve essere
uguale a quella della forza di attrito. Perci:
F
2
= 15 N
In entrambi i casi laccelerazione del sistema vale:
Le forze sviluppate dalla molla nei due casi, rappresentate
nelle due figure seguenti, sono per diverse. Infatti, nel caso
A, considerando il corpo di massa m
1
, vale la relazione:
F F
1
= m
1
a
a
F
m

+

tot
N
10kg kg
m/s
30
5 0
2 0
2
,
,
24
a
A
m/s m/s
s s
m/s
0 1 5
10 5 0
0 30
2
,
,
,
a
v v
t t

2 1
2 1
2
1 5
3 0
0 50

,
,
,
m/s
s
m/s
21
20
a
F F
m

x A 2
1,4 m/s

dalla quale: F
1
= F m
1
a = 10 N
Nel caso B, considerando sempre il corpo di massa m
1
, vale
la relazione:
F
2
= m
1
a = 20 N
Laccelerazione a
A
e la decelerazione a
D
del corpo possono
essere dedotte dal grafico velocit tempo. Si ottiene:
Il coefficiente di attrito dinamico k
D
contenuto nella rela-
zione che esprime la forza di attrito radente dinamico:
F
A
= k
D
M g
Questa forza responsabile della decelerazione a
D
e quindi si
pu porre:
dalla quale k
D
= 0,26.
Per determinare la massa M si consideri la fase di accelera-
zione. La seconda legge della dinamica, tenuto conto della
forza di attrito F

A
, si scrive nel modo seguente:
m g F
A
= (m + M) a
A
Sostituendo i valori numerici si ottiene M= 0,53 kg.
Detta m la massa della palla e v la sua velocit, la sua
quantit di moto passa, durante lurto, da mv a mv, quindi
con una variazione pari a 2 mv. Per la legge dellimpulso si ha
allora: F t = 2 mv.
Sostituendo i dati numerici si ottiene: F = 50 N.
In base al principio di conservazione della quantit di
moto, la quantit di moto posseduta dallastronauta di massa
60 kg deve avere la stessa intensit di quella dellastronauta
di 90 kg e deve avere verso opposto. Questa considerazione
conduce alla relazione seguente:
60 kg 0,30 m/s = 90 kg v
Da questa relazione si ottiene: v = 0,20 m/s.
Per il calcolo della forza che ha prodotto le quantit di moto
dei due astronauti, si deve applicare la relazione di ugua-
glianza fra impulso e quantit di moto:
F (t
2
t
1
) = m (v
2
v
1
)
35
32
a
F
M
k g
D
A
D

a
D
2
m/s
s s
m/s


0 1 5
8 0 7 4
2 5
,
, ,
,
a
A
2
m/s
s s
m/s


1 5 0
7 4 6 6
1 9
,
, ,
,
25
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
15
F
1
F
F
1
m
1
m
2
F
2
F
F
2
m
1
m
2
A
B
Tenendo conto che t
2
t
1
vale 0,50 s, riferendosi al primo
astronauta, per il quale v
2
v
1
vale 0,30 m/s 0 = 0,30 m/s,
si ottiene:
Indicata con v
2
la velocit del carrello di massa m
2
dopo
la distensione della molla, per il principio di conservazione
della quantit di moto si pu scrivere:
(m
1
+ m
2
)v = m
1
v
1
+ m
2
v
2
Da questa si ottiene:
Assegnando ora a v il valore di 3 m/s e a v
2
il valore di 4 m/s
(anche il carrello di massa m
2
si muove infatti da sinistra a
destra) si ottiene:
v
1
= 1 m/s
Il segno positivo di v
1
indica che anchesso, dopo la distensio-
ne della molla, si muove da sinistra a destra.
Il sistema isolato e quindi la quantit di moto si conser-
va. Baster quindi uguagliare la sua espressione prima e
dopo la distensione della molla:
2 m 5 m/s = m 8 m/s + m v
da cui si ricava la velocit della parte posteriore,
v = 2 m/s. Si osservi che limpulso uguale alla variazione
della quantit di moto di ciascuna delle due parti. Si avr
quindi: I = F t = m v. Sostituendo i valori numerici si
hanno due impulsi di direzione opposta e ugual modulo
(come previsto dal principio di azione e reazione), pari a
6 kg m/s.
Si applichi il principio di conservazione della quantit di
moto tenendo conto del verso della velocit del missile e degli
spezzoni rispetto a una linea parallela al moto del missile e
orientata da sinistra a destra.
Si ottiene:
200 kg 300 m/s = 50 kg ( 200 m/s) + 150 kg v
Da questa, risolvendo: v = 467 m/s.
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
I due corpi si muovono con accelerazione di identica
intensit a: il corpo di massa 2 kg scende, quello di massa
1 kg sale. Laccelerazione prodotta dalla forza peso dei due
corpi: 20 N 10 N = 10 N e quindi
In base alla legge della dinamica si avr quindi:
F
S1
10 N = 1 kg (10/3) m/s
2
dalla quale F
S1
= (40/3) N.
20 N F
S2
= 2 kg (10/3) m/s
2
dalla quale F
S2
= (40/3) N.
La risposta corretta quindi la b.
La forza trainante effettiva deve eguagliare la somma
della forza resistente F

e del componente del peso dellauto-


mezzo parallelo al piano. Questo componente vale m g sin e
2
a
10 10
3
N
3kg
m/s
2
1
41
39
v
m m v m v
m
1
1 2 2 2
1

+ ( )
37
F

60
0 50
36
kg 0,30m/s
s
N
,
quindi la forza trainante effettiva vale F + m g sin . La rispo-
sta corretta la c.
Su sferette di massa m molto piccola, che si muovono con
velocit V nellaria, si sviluppa una forza di attrito del tipo
F
A
= k V che, con laumentare di V, giunge a neutralizzare
lazione del peso della sferetta dando luogo a un moto unifor-
me. In questa condizione:
m g = k V [a]
Quando la sferetta sale sotto lazione della forza F

e con velo-
cit 2 V vale invece la relazione seguente:
F m g = 2 k V [b]
Dalle relazioni [a] e [b] si ottiene allora:
F = 3 k V = 3 m g
Supponiamo ora che la forza F

agente sulla sferetta verso


lalto abbia modulo F/2; ne deriva che:
F = 1,5 m g
La forza F quindi maggiore del peso della sferetta e questa
si muover verso lalto con una velocit V cos calcolabile:
1,5 m g m g = k V
Da questa, tenendo conto della relazione [a]:
0,5 k V = k V dalla quale V = 1/2 V.
La risposta corretta la c.
Prima che il carrello cominci a muoversi, la quantit di
moto totale del sistema carrello + base vale zero. Per il princi-
pio di conservazione della quantit di moto, questa quantit
mantiene lo stesso valore anche dopo linizio del movimento
del carrello. Assumendo positiva la velocit orientata verso
destra, si pu scrivere:
m
C
v + m
B
v
B
= 0
Da questa:
Si osservi il segno negativo che indica un movimento verso
sinistra della base. La risposta corretta quindi la e.
La forza di gravit agente sulla massa appesa alla molla
determina lallungamento della molla e quindi un suo stato
di tensione interna, ma la reazione alla forza di gravit va
ricercata nella forza di attrazione che la massa appesa alla
molla esercita sulla Terra. La risposta corretta quindi la a.
Le informazioni relative alla fase di frenata consentono di
determinare il valore della forza frenante F

espressa in fun-
zione della massa m dellauto.
Poich 90 km/h = 25 m/s, dalle relazioni:
v = v
i
a t
s = v
i
t (1/2) a t
2
nelle quali v
i
= 25 m/s, s = 50 m, v = 0 (al termine della fre-
nata lauto ferma) si ottiene:
[a]
e quindi: F = m 6,25 m/s
2
Nel caso della strada in pendenza (figura seguente) leffetto
della forza frenante ridotto dalleffetto del componente del
peso dellauto parallelo al piano inclinato.
a
v
s

i 2
m/s
2
2
6 25 ,
6
5
v
m v
m
mv
m
v
B
C
B


4 4
4
3
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
16
In base alla definizione di pendenza data dal testo del Quesito,
linclinazione del piano data da:
e quindi P
1
= m g sin 5,71 = m g 0,0995
Laccelerazione di frenata risulta ora:
Utilizzando ora la relazione [a], nella quale si assegna ad a il
valore ora calcolato, si trova: s = 59,3 m.
In base alla relazione fra impulso e quantit di moto:
F t = m v [a]
essendo m = 10
2
kg e v = 400 m/s, si pu determinare F
pur di conoscere il valore di t.
Questo si pu calcolare assumendo che il frenamento del
proiettile avvenga secondo un moto uniformemente decele-
rato. Le equazioni di tale moto sono:
v = v
i
a t
d = v
i
t (1/2) a t
2
Da queste, ponendo v = 0 (velocit finale del proiettile) si
ottiene:
Sostituendo nella [a] e tenendo presente che v
i
= v, si ottie-
ne infine:
Trattandosi di un moto parabolico in assenza di attrito, la
componente orizzontale della velocit non subisce variazioni
e non va considerata. Il componente verticale v
0y
, di intensi-
t v
0y
= v
0
sin , nellistante del lancio ha direzione verticale
e punta verso lalto, mentre quando il proiettile giunge a
terra ha identica direzione e intensit ma punta verso il
basso. Rispetto alla direzione verticale orientata verso lalto,
la variazione della quantit di moto del proiettile data da:
q = m ( v
0
sin v
0
sin ) = 2 m v
0
sin
8
F
m v
d

N
i
2
2
4000
t
d
v

2
i
7
a
F P
m
m m
m

1
6 25 9 81 0 0995
5
, , ,
,
m/s m/s
2 2
227m/s
2

_
,

tan ,
1
10
5 71
h
h

Il punto di caduta del blocco con il proiettile conficcato
dentro si determina utilizzando le equazioni del moto scritte
di seguito (per il significato dei simboli si veda la figura).
D = v t
h = (1/2) g t
2
Da queste si ottiene:
Per il calcolo di v si applichi il principio di conservazione della
quantit di moto allurto, completamente anelastico, fra il
proiettile e il blocco:
m v
P
= (m + M) v
Da questa:
Si ottiene infine:
Supponiamo che la salita in laterale mantenga la slitta
nello stato di quiete e che questa inizi a muoversi quando ini-
zia a muoversi su di essa Babbo Natale. Se si indica con v
S
la
velocit della slitta rispetto al suolo e con v
B
la velocit di
Babbo Natale rispetto alla slitta, la sua velocit rispetto al
suolo data da v
B
v
S
, in quanto la slitta si muove in verso
opposto a Babbo Natale.
Il principio di conservazione della quantit di moto si tradu-
ce allora nellequazione seguente:
m
B
(v
B
v
S
) = m
S
v
S
Da questa:
Si consideri ora che lo spostamento s della slitta si produce
nel tempo t impiegato da Babbo Natale a percorrere 2,8 m
sulla slitta a velocit v
B
. Quindi: t = 2,8 m/v
B
.
Dunque lo spostamento s della slitta sar dato da:
s v t v
v

S B
B
m
m
2
5
2 8
1 12
,
,
v
m
m m
v v
S
B
S B
B B

+

2
5
10
D
m v
m M
h
g

+

P
( )
2
v
m v
m M

P
( )
D v
h
g

2
9
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
17
10 h
h

P
1
F
P
D
h
x
y
v
p v
UNIT 3
TEST
Due forze di uguale intensit pari a 20 N, che formano un
angolo di 120 hanno come risultante una forza di intensit
20 N (si veda la figura seguente) in quanto i triangoli ADB e
DBC sono equilateri. La risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la c.
La molla 1, per effetto del suo allungamento, sviluppa
sulla sfera una forza verso lalto pari a 100 N/m 0,04 m =
4 N. La sfera preme quindi la molla 2 verso il basso con una
forza di 6 N. Se questa forza ha provocato una compressione
della molla 2 di 12 cm, significa che la costante elastica di
questa molla vale 6N/(0,12 m) = 50 N/m. La risposta corret-
ta la a.
La risposta corretta la c.
Le due forze F

1
e P

, parallele tra loro e di uguale verso e


modulo, hanno come risultante una forza F

di intensit 2 P
applicata nel punto medio del segmento AO. La rappresenta-
zione delle forze F

e F

2
riportata nella figura seguente.
Il risultante di questo sistema di forze quindi una forza F

di
intensit P situata a destra della F

2
(e quindi esterna al
corpo) il cui punto di applicazione D determinabile con la
relazione seguente:
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la b.
7
6
DC
DB
F
F

2
5
4
3
2
1
Il modulo del momento di una forza dato dalla relazione
M = r F sin
e quindi, a parit di r e di F, sar maggiore per sin maggio-
re. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la a.
I pesi dei due segmenti omogenei creano due momenti di
forze rispetto allasse di rotazione di intensit 2 m g L/2 e
m g L/2, che fanno ruotare lasta rispettivamente in senso
orario e antiorario. Il momento risultante ha quindi intensi-
t m g L/2. Conseguentemente dovr essere:
F
1
L = m g L/2
F
2
L = m g L/2
dalle quali: F
1
= F
2
.
La risposta corretta la b.
La verticale condotta per il baricentro della colonna deve
cadere entro la base di appoggio della colonna stessa e quin-
di la sua altezza h rispetto al piano di appoggio non pu supe-
rare il valore dato dalla relazione (si confronti anche la figu-
ra seguente):
Daltra parte L = 2 L e quindi la risposta corretta la d.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
Ricordando la definizione di densit relativa:
si ottiene:
C
=
r

acqua
= 3 1000 kg/m
3
= 3 10
3
kg/m
3
.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la a.
Su B e su C agiscono la pressione atmosferica e la pressio-
ne dellacqua. Questa identica, per il principio di Pascal, per
i nuotatori B e C, indipendentemente dal fatto che C si trovi in
una grotta. Su A agisce solo una pressione di valore pari a
quella dellatmosfera creata allinterno del batiscafo. La
risposta corretta quindi la d.
Si tenga presente che la pressione in ogni punto del liqui-
do identica; conseguentemente:
p
A
= p
B
Essendo per p
A
= F
A
/S
A
e p
B
= F
B
/S
B
, si ottiene:
18
17
16

r
C
acqua

15
14
13
h
L

_
,

2
3
2
12
11
10
9
8
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
18
F
2
F
F
1
60 60
A
D
C
B
F
2
F
F
A
C O
B D
60
L

/
2
L
h
P
B
Da questa si ha:
La risposta corretta quindi la d.
La risposta corretta la a.
La relazione p = g h non contiene alcun riferimento n
alla forma del recipiente che contiene il liquido n alla quan-
tit di liquido in esso contenuta. Poich h e g sono identici nei
tre casi, sar solo il valore della densit a determinare il mag-
giore o minore valore della pressione. La risposta corretta
quindi la c.
La pressione del mercurio contenuto nel tubo torricellia-
no controbilanciata dallatmosfera in cui lesperimento
viene eseguito. Si tenga poi conto che in prossimit della
superficie del mare laltezza della colonna di mercurio vale
circa 76 cm, quindi la a errata e, a maggior ragione, erra-
ta la b in quanto il Mar Morto si trova sotto il livello degli
oceani di qualche centinaio di metri e quindi sulla sua super-
ficie la pressione atmosferica sar un po pi elevata di quel-
la normale. Su una montagna piuttosto elevata la pressione
atmosferica risulta invece decisamente pi bassa e quindi la c
corretta. La d risulta errata, perch effettivamente al Polo,
a causa della bassa temperatura, si produce una contrazione
della colonna di mercurio ma la sua entit, per una colonna
alta circa 1 m sicuramente inferiore a 1 mm.
Indicati con P
A
e P
B
i moduli dei pesi dei due corpi A e B e
con S
A
e S
B
i moduli delle spinte archimedee agenti su di essi
in aria, allequilibrio verificata la condizione:
P
A
S
A
= P
B
S
B
[a]
Poich il volume di B maggiore del volume di A, S
B
> S
A
e
quindi, dalla [a], si deduce:
P
A
= P
B
S
B
+ S
A
< P
B
Quando viene tolta laria si annulla la spinta archimedea sui
due corpi e la bilancia pende dalla parte di B. La risposta cor-
retta quindi la b.
La risposta corretta la b.
Quando il ghiaccio viene messo nellacqua, esso sposta un
volume V di acqua che un po pi piccolo del volume del
ghiaccio ma, per il principio di Archimede, la massa del ghiac-
cio deve essere uguale alla massa del volume V di acqua. La
successiva fusione del ghiaccio creer perci un volume di
acqua pari a quello V spostato inizialmente e quindi il livello
dellacqua non subir variazioni.
I dati forniti dal testo consentono di stabilire che la densi-
t della sfera vale 2 kg/(0,5 dm
3
) = 4 kg/dm
3
. Se la sfera va a
fondo la densit del liquido deve essere inferiore a questo
valore. La risposta corretta quindi la a.
La risposta corretta la b.
Quando il corpo immerso nellacqua senza toccare il
fondo del recipiente, agisce su di esso la forza archimedea S

A
,
27
26
25
24
23
22
21
20
19
F F
S
S
A B
A
B
N 40
F
S
F
S
A
A
B
B

verso lalto; a tale azione corrisponde una reazione uguale e


contraria che preme sul piatto della bilancia; questa indiche-
r quindi la forza P
1
+ S
A
. Le affermazioni a e b sono quindi
errate. Quando il corpo si trova sul fondo del recipiente, sul
piatto della bilancia premono:
la forza peso P

1
del recipiente e dellacqua;
la forza peso del corpo diminuita della forza archimedea,
cio la forza di intensit P
C
- S
A
;
la reazione della forza archimedea S

A
.
In definitiva, sulla bilancia si sviluppa una forza di intensit:
P
1
+ (P
C
S
A
) + S
A
= P
1
+ P
C
Laffermazione c quindi corretta mentre laffermazione d
falsa.
PROBLEMI
I componenti delle forze F

1
e F

2
perpendicolari alla dire-
zione indicata dalla linea tratteggiata si annullano recipro-
camente; la forza F

3
deve quindi avere uguale intensit e
verso opposto alla somma vettoriale dei componenti delle
forze F

1
e F

2
paralleli alla direzione della linea tratteggiata. Si
ottiene perci:
Allequilibrio, le due forze F

1
e F

2
sviluppate attraverso le
due funi devono equilibrare la forza peso P

del carico. In base


alla figura seguente, nella quale vengono rappresentate le
forze F

1
e F

2
e i loro componenti allequilibrio, si possono
scrivere le relazioni seguenti:
F
1x
= F
2x
[a]
F
1y
+ F
2y
= P [b]
Essendo per:
F
1x
= F
1
0,5 F
2x
= F
2
0,866
F
1y
= F
1
0,866 F
2y
= F
2
0,5
dalla [a] si ottiene:
4
F F
3 1
2 3 52 0 /2) N ( ,
2
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
19
y
x
F
1
F
2
P
F
2y
F
1y
F
2x F
1x
P
60
3
0

F
1
0,5 = F
2
0,866
dalla quale:
F
1
= F
2
1,73 [c]
Dalla [b] si ottiene:
F
1
0,866 + F
2
0,5 = 300 N [d]
Risolvendo il sistema delle due equazioni [c] e [d] si ottiene:
F
1
= 260N F
2
= 150 N
Allequilibrio il peso del contrappeso C deve eguagliare il
componente del peso del corpo C parallelo al piano di appog-
gio (figura seguente). Per la similitudine dei due triangoli
ABC e ABC, si pu stabilire la relazione seguente.
Quindi:
dalla quale: P = P
1
L/h
Allequilibrio P
1
= 36 N e P = 36 N 50 cm/(30 cm) = 60 N
Per risolvere questo Problema conviene assumere il siste-
ma di riferimento x, y indicato nella figura seguente.
Lequilibrio del corpo si realizza quando il componente P

1
della forza peso del corpo risulta di uguale intensit e verso
8
P
P
h
L
1




C B
C A
CB
AC
6
opposto alla somma vettoriale della forza di attrito F

A
e del
componente T

x
della tensione prodotta dalla fune.
Lintensit del componente P

1
data da P
1
= P/2.
La forza di attrito F

A
si calcola con la relazione:
Per esprimere T
y
si consideri che il triangolo ABC rettango-
lo con langolo B

AC di 60. Daltra parte lasse x forma con la


retta passante per i punti A e C un angolo di 30 e quindi lan-
golo B

Ay, ovvero langolo che il vettore T

forma con lasse y


di 60. Scriveremo perci:
In definitiva lequazione che traduce la condizione di equilibrio
la seguente:
Da questa si ottiene T = 42,7 N
Il risultante R

ha modulo R = F
2
F
1
= 50 N 40 N =
= 10 N e il verso di F

2
. Per il punto di applicazione P si ha:

AP/

BP = F
2
/F
1
e

BP =

AP

AB, da cui:

AP = 6,0 m.
Si applichi la relazione

AP/

PB= F
2
/F
1
, ponendo

AP= 40 cm
e

PB = 60 cm. Si ottiene: F
2
/F
1
= 2/3 e quindi: F
2
= 20 N.
Considerando che le 7 aste si possono considerare lati di
tre triangoli equilateri di lato 2,0 m, le coordinate dei loro
baricentri sono:
asta 1: x
B1
= 1,0 m/2 y
B1
= 1,0 m /2
asta 2: x
B2
= 1,0 m y
B2
= 0
asta 3: x
B3
= (2,0 m 1,0 m/2) = 1,5 m y
B3
= 1,0 m /2
asta 4: x
B4
= 2,0 m y
B4
= 2,0 m /2
asta 5: x
B5
= (2,0 m + 1,0 m/2) = 2,5 m y
B5
= 1,0 m /2
asta 6: x
B6
= 3,0 m y
B6
= 0
asta 7: x
B7
= (3,0 m + 1,0 m/2) = 3,5 m y
B7
= 1,0 m /2
Applicando ora le relazioni:
si ottiene x
B
= 2,0 m; y
B
= 0,74 m
Il braccio della forza F

dato dal segmento OA (figura


seguente) il quale, in base alle relazioni numeriche che lega-
no i cateti e lipotenusa di un triangolo rettangolo di angoli
30, 60 dato dalla relazione:
Il momento della forza F

vale perci: 0,15 m 50 N = 7,5 N m.


OA
OP

2
0 15 , m
15
y
m y m y
m
B
B1 B7

++
7
x
m x m x
m
B
B1 B7

++
7
3
3
3
3
3
14
10
9
P
k P
T
T
2
3
2 2
3
2

_
,

+
T T
x
/2 3
T T
y
/2
F k P T k P T
A y y

_
,

( )
2
3
2
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
20
A
A
B
C
B
C
90
90
L
h
30
30
T
P
P
1
P
2
F
A
B
x
y
A
C
La compressione R

esercitata sulla trave (in direzione


della trave) ha come componente verticale il peso P

e come
componente orizzontale la tensione T

.
Si ha quindi P = R cos 60, da cui R = 40 N, e T = R cos 30,
da cui si ottiene: T = 35 N.
Per la legge generale dellequilibrio per le rotazioni,
dovranno essere uguali la somma dei momenti che tendono
a far ruotare la sbarra in senso orario (dovuti alla forza F

e al
peso) e il momento della forza F

2
che tende a farla ruotare in
senso antiorario (si ottiene F
2
= 200 N).
Si applichino le condizioni di equilibrio per le rotazioni,
calcolando i momenti a partire da un asse passante per A. Si
devono considerare la forza Q

di braccio R e la tensione T

applicata in C, dovuta alla forza F

(per cui si ha T = F) di brac-


cio 2R.
Per lequilibrio, tali momenti, che provocano rotazioni in
senso opposto, dovranno avere uguale modulo, per cui
R Q = 2 R T (si ottiene F = T = 1000 N).
La forza premente sul piano data dal componente P

2
della forza peso P

del corpo perpendicolare al piano stesso.


Osservando la figura che segue e tenendo conto delle relazio-
ni che legano i cateti e lipotenusa di un triangolo rettangolo
di 30, 60, si pu stabilire che P
2
= P /2. Daltra parte
P = m g e m= V essendo la densit e V il volume del corpo.
In definitiva:
V = (10 cm)
3
= 1,0 10
-3
m
3
m = V = 1,0 10
-3
m
3
2500 kg/m
3
= 2,5 kg
P = 2,5 kg 9,8 m/s
2
= 25 N
P
2
= 0,866 P = 0,866 25 N = 21 N
Poich la superficie dappoggio del cubo vale (10 cm)
2
=
= 1,0 10
-2
m
2
, la pressione che il cubo esercita sul piano
vale 21 N/(1,0 10
-2
m
2
) = 2,1 10
3
Pa
In base alla relazione = m/V si ottiene la massa dei due
oggetti:
M
A
= V
A

A
e M
B
= V
B

B
33
3
27
24
23
22
Si ottiene allora:
M
A
= 2,0 10
-3
m
3
6,0 10
3
kg/m
3
= 12 kg;
M
B
= 40 kg
Conseguentemente:
M= M
A
+ M
B
= 52 kg
Poich il volume del corpo che si produce nella fusione vale
6,0 dm
3
= 6,0 10
-3
m
3
, la densit del corpo ottenuto vale
allora:
= 52 kg/(6,0 10
-3
m
3
) = 8,7 10
3
kg/m
3
Lintensit F della forza rilevata dal sensore uguale al
prodotto della superficie A del sensore e della pressione p pre-
sente: F = p A.
Daltra parte, p = g h essendo la densit dellacqua
(1000 kg/m
3
), g laccelerazione di gravit (9,81 m/s
2
) e h la
profondit del lago.
Si ottiene perci:
La disposizione dei livelli dei due liquidi allequilibrio
mostrata nella figura seguente.
Tenendo conto che sulle sezioni S
1
e S
2
la pressione identi-
ca, si pu stabilire che deve valere la seguente uguaglianza:
g 20 cm = 1000 kg/m
3
g 24 cm
Da questa si ottiene: = 1200 kg/m
3
Ipotizzando una pressione standard di 76,0 cm di mercu-
rio, la pressione residua della camera risulta diminuita di
50,0 cm e perci corrisponde alla pressione esercitata da una
colonna di mercurio alta 26,0 cm. In unit del S.I. la pressio-
ne risulta quindi uguale a:
26,0/76,0 1,01 10
5
Pa = 3,46 10
4
Pa
Sul corpo immerso nellacqua agiscono il suo peso P

e la
forza archimedea F

A
(verso lalto). Quindi si pu porre:
49,0 N = P F
A
.
Daltra parte, P = V g e F
A
=
acqua
V g.
Tenendo conto che la densit dellacqua vale 1000 kg/m
3
, si
pu allora scrivere:
49,0 N = 2400 kg/m
3
V 9,81 m/s
2
+
1000 kg/m
3
V 9,81 m/s
2
= 1,37 10
4
N/m
3
V
47
43
40
h
F
g A


m 47 9 ,
38
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
21
30
30
P
1
P
2
P
A P
O
90
30
60
F
20 cm
4 cm
S
1
S
2
Da questa relazione si ottiene V = 3,58 10
-3
m
3
= 3,58 dm
3
.
La forza peso del corpo vale quindi:
P = 2400 kg/m
3
3,58 10
-3
m
3
9,81 m/s
2
= 84,3 N
In base alla relazione V
IM
= V
S
/
L
possibile determina-
re il volume immerso del cubo pur di conoscere i valori della
densit del cubo e del liquido in cui immerso (lacqua, di
densit 1000 kg/m
3
) e il valore del suo volume V.
Questultimo valore si determina utilizzando i dati del testo
del problema.
V = (20,0 cm)
3
= 8,00 10
-3
m
3
mentre la densit del cubo si calcola con la relazione:

S
= 6,00 kg/(8,00 10
-3
m
3
) = 750 kg/m
3
Si ha perci:
V
IM
= 8,00 10
-3
m
3
750 kg/m
3
/(1000 kg/m
3
) =
= 6,00 10
-3
m
3
= 6,00 dm
3
Il volume emergente vale perci: 2,00 dm
3
Si tenga ora presente che, trattandosi di un cubo, il rapporto
fra il volume emergente e il volume totale uguale al rappor-
to fra la parte emergente (che indicheremo con h
E
) di uno spi-
golo del cubo e lo spigolo stesso (che indicheremo con h).
Dunque si ha:
Daltra parte = 2,00 dm = 20,0 cm e quin-
di h
E
= 20,0 cm 0,250 = 5,00 cm
Caso A. La forza agente sul piatto della bilancia corrispon-
de al peso totale dei tre corpi: P = 6,0 kg 9,8 m/s
2
= 59 N.
Caso B. Alla forza peso del recipiente e dellacqua (complessi-
vamente 29 N) va ora aggiunta la spinta archimedea pari al
peso P
2
dellacqua spostata dal corpo immerso. Per determi-
narne il valore si deve anzitutto valutare il volume della sfera
e quindi moltiplicare il valore ottenuto per la densit assolu-
ta dellacqua e per laccelerazione di gravit. Si ottiene:
In definitiva la forza totale agente sul piatto della bilancia
vale 29 N + 3,9 N = 33 N.
La spinta archimedea S

dellacqua si esercita su un volu-


me pari alla somma dei volumi del cubo di piombo e della
sfera di sughero. Detti d il lato del cubo, Ril raggio (incognito)
della sfera di sughero, si ha:
S = g (4/3 R
3
+ d
3
)
H
2
O
Questa spinta deve uguagliare il peso totale P del cubo di
piombo (di densit
p
) e della sfera di sughero (di densit
s
)
dato dalla formula:
P =
s
g 4/3 R
3
+
p
g d
3
Ponendo S = P e introducendo nelle rispettive formule i valo-
ri noti, si ottiene R = 5,9 10
2
m.
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
La forza di attrito massima F

A
che si produce fra il corpo
e il piano data da:
1
52
P
2
1000 9 8
3,0 kg
7500 kg/m
kg/m m/s 3,9 N
3
3 2
,
51
h 8 00 , dm
3 3
h
h
E
3
3
dm
8,00dm

2 00
0 250
,
,
48
mentre il componente P

del peso del blocco parallelo al piano


inclinato ha intensit 100 N/2 = 50 N.
Se dunque F

agisce verso lalto, la sua intensit potrebbe


avere un valore compreso fra 0 e quello calcolabile con la
relazione seguente:
F + 40 N = 50 N + 20,8 N
dalla quale F = 30,8 N.
Se, invece, F

agisse verso il basso, la sua intensit potrebbe


avere un valore compreso fra 0 e quello calcolabile con la
relazione seguente:
F + 50 N = 40 N + 20,8 N
dalla quale F = 10,8 N.
La risposta corretta quindi la c.
Assumendo come asse di rotazione del sistema il punto O
indicato nella figura seguente, indicata con T

la tensione del
cavo, con P

P
il peso della persona, con P

T
il peso della trave
applicato nel suo baricentro, lequilibrio dei momenti delle
forze si traduce nella relazione seguente:
Da questa: T = 346 N.
La risposta corretta, entro lapprossimazione numerica, la c.
Considerando che, in generale, la forza prodotta su una
superficie di area A sulla quale agisce una pressione p ha
intensit F = p A, nel primo caso si ha:
(1 10
5
Pa 1 Pa) A = 2 10
2
N
nel secondo caso:
(1 10
5
Pa 10
5
Pa) A = x
Dividendo membro a membro si ottiene:
La risposta corretta la c.
Considerando che il dislivello del mercurio contenuto nei
due bracci vale x, si pu porre:
4
x
A




2 10
1
10
2
5
N
(1 10 Pa Pa
(1 10 Pa Pa
5
5
)
)
2 10
2
N
3
500 2 400 5 10
3
2
N m N m m + T
2
F m g
A

3
N
3
N
2
0 24 100
2
20 8 , ,
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
22
60
P
P
P
T
T
O
p
azoto
= p + g x
La risposta corretta la d.
Si immagini per il momento che il solido appeso al soste-
gno non sia immerso nel liquido. In tale caso evidente che la
massa da aggiungere sullaltro piatto per ristabilire lequilibrio
deve valere 10 g. Supponiamo ora di allungare il filo e di
immergere il corpo nel liquido. In tale caso la spinta archime-
dea agente sul solido compenserebbe parzialmente il suo peso
ma la reazione alla spinta archimedea, agente sul piattello,
lascia immodificata la forza totale agente sul piattello, corri-
spondente ancora a 10 g. La risposta corretta quindi la d.
Assunto come sistema
di riferimento x, y per il
calcolo delle componenti
delle forze in gioco, quello
rappresentato nella figura
a lato, si ottiene:
T
1x
= T
1
T
1y
= T
1
/2
T
2x
= T
2
/2
T
2y
= T
2
Le condizioni di equilibrio
sui due assi conducono alle
seguenti equazioni:
T
1
+ T
2
/2 = 0
T
1
/2 + T
2
P = 0
Essendo P = m g = 49 N, dal precedente sistema di equazioni
si ottiene T
1
= 24,5 N, T
2
= 42,4 N.
La posizione dellasta e della molla nelle condizioni di
equilibrio rappresentata nella figura seguente.
In queste condizioni il momento della forza F

rispetto a L deve
avere uguale intensit e verso opposto al momento della forza
peso P

rispetto a L. Perci:
P 0,20 m = F 0,40 m
Da questa: F = 4,2 N.
Lallungamento l della molla deve quindi essere uguale a:
Allequilibrio, il momento della forza peso della sbarretta
deve avere intensit M
P
uguale a quella M
S
del momento pro-
8
l
F
k


1 7 10
2
, m
3/2
7
3/2
3/2
3/2
3/2
6
5
dotto dalla spinta archimedea agente sulla porzione di sbar-
retta immersa nel liquido e verso opposto; quindi:
M
P
= M
S
La forza peso applicata nel centro geometrico della sbarret-
ta e quindi, indicato con langolo formato dalla sbarretta
con la parete verticale, si pu porre:
La spinta archimedea applicata nel centro geometrico della
parte immersa, che situato a una distanza d da A pari a:
Tenendo conto che la spinta archimedea ha direzione verti-
cale, si pu scrivere:
Eguagliando le espressioni di M
P
e M
S
si ottiene:
Allequilibrio, la pressione agente dallalto verso il basso
sulla superficie di separazione del liquido e del mercurio deve
essere uguale alla pressione esercitata dalla colonna di mer-
curio di altezza h
Hg
pari a:
h
Hg
= 7,7 cm 6,2 cm = 1,5 cm
Si pu allora scrivere la seguente uguaglianza:
g (23,6 cm 6,2 cm) =
Hg
g 1,5 cm
Da questa si ottiene: = 1,16 10
3
kg/m
3
.
Allequilibrio il peso del pinguino e del blocco di ghiaccio
equilibrano la spinta archimedea agente su questultimo.
Indicato con V il volume del blocco, con
g
la densit del
ghiaccio e con
H2O
quella dellacqua, si pu scrivere:
m g +
g
V g =
H2O
V g
Da questa si ottiene:
UNIT 4
TEST
Fra velocit angolare e frequenza f esiste la relazione
= 2 f; lunit di misura di f Hz = 1/s solo se si ignora la
grandezza supplementare [rad], ma si deve ricordare che il
suo valore indica un numero di radianti al secondo; la a
quindi errata.
Anche la b errata perch = 2 /T. Lintensit della veloci-
t tangenziale espressa dalla relazione v = 2 R/T e quindi
due punti ugualmente distanti dallasse di rotazione di un
certo corpo possiedono velocit tangenziale di identica inten-
1
V
m m



H O g H O
2 2
10
10
9


0
2
2 1

n
n

M l
n
l
n
S g
n l S
S

_
,



1
1
2
2 1
0
2
sin
( )


0
2
2

g
n
sin
d l
l
n
l
n

_
,

2
1
1
2
M l l S g
l S g
P
/

( sin )
sin
2
2
2


SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
23
60
30
T
2
T
1
P
x
y
L
X
90
30
P
F
sit: la c quindi errata. La velocit angolare di un corpo in
rotazione espressa dalla relazione = 2 /T, nella quale
non c alcun riferimento alla distanza dei punti del corpo
dallasse di rotazione; la d quindi la risposta corretta.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la b.
Essendo = v/r, la b errata. Essendo a
C
= v
2
/r e F
C
=
= m a
C
= m v
2
/r, si deduce che a e d sono errate mentre la
risposta corretta la c.
La risposta corretta la d
La risposta corretta la c.
Lespressione della forza centripeta agente sui due satelli-
ti di massa m
1
e m
2
data rispettivamente da:
Queste relazioni mettono in evidenza che la forza centripeta
agente sui due satelliti dipende dalla loro massa; lafferma-
zione a quindi errata.
Si osservi ora che se si esprime la forza centripeta in funzione
della velocit angolare si ottiene rispettivamente:
Da queste si deduce che:
Come si vede, dunque,
1
=
2
; perci le affermazioni c e d
sono errate mentre corretta la b.
Nel punto pi alto della traiettoria, sulloggetto agiscono
il suo peso m g

e la tensione T

A
verso il basso. Queste forze
unitamente forniscono la forza centripeta di intensit
m v
2
A
/R. Perci:
dalla quale:
Nel punto pi basso della traiettoria il peso m g

e la tensione
T

B
hanno verso opposto e perci:
dalla quale:
m v
R
m g T
B
B
2
+
T
m v
R
m g
A
A

m v
R
m g T
A
A
2
+
9

2
3
G
M
R
T

1
3
G
M
R
T
F G
M m
R
m R
C2
2
2
2 2
2

T

F G
M m
R
m R
C1
1
2
1 1
2

T

F G
M m
R
C2
2
2

T
F G
M m
R
C1
1
2

T
8
7
6
5
4
3
2
Tenendo ora presente che nella fase di rotazione verso il basso
il corpo aumenta la sua velocit (e quindi v
B
> v
A
) si ottiene
T
B
> T
A
. Tutte le affermazioni sono quindi errate a eccezione
della c.
La risposta corretta la a.
Nella cabina in quiete il peso dellindividuo dato dal pro-
dotto m g, con g = 9,8 m/s
2
. Quando la cabina scende con
accelerazione di 7,0 m/s
2
, sullindividuo si produce una forza
apparente di intensit m 7 m/s
2
e verso opposto a quello del
peso proprio. Il peso apparente risulta quindi uguale a
m(9,8 m/s
2
7,0 m/s
2
) = m 2,8 m/s
2
; la risposta corretta la a.
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la d.
Lo schema A errato perch in esso non viene rappre-
sentata la tensione T

della fune. Lo schema C errato in


quanto la tensione della fune deve puntare verso il centro
della traiettoria e contribuire con il peso del corpo a creare la
forza centripeta necessaria per mantenere il corpo su unor-
bita circolare. Lo schema D errato perch non compare la
forza peso P

. Lo schema corretto il B, nel quale lintensit


della somma di P

e di T

deve essere uguale allintensit di F

CF
.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la a.
Laccelerazione di gravit sulla superficie di un pianeta di
massa Me raggio R si calcola a partire dalla relazione:
dalla quale:
Esprimendo la massa del pianeta in funzione della sua densi-
t e del suo raggio si ha:
M= (4/3) R
3

In definitiva: g = (4/3) G R
Per i due pianeti A e B possiamo allora scrivere:
g
A
= (4/3) G
A
R
A
g
B
= (4/3) G
B
R
B
Dividendo membro a membro si ottiene g
A
/g
B
= 2. La risposta
corretta la b.
La risposta corretta la c.
Inizialmente la forza totale rivolta verso A e poi, dopo
aver attraversato un punto di equilibrio in cui essa nulla,
sar rivolta verso B. Ci esclude i grafici B, D, che descrivono
una forza che non cambia segno. Il grafico C descrive meglio
la variazione della forza rispetto al grafico A, perch non vi
nessuna relazione di proporzionalit diretta fra forza e distan-
za, come si pu verificare scrivendo lespressione della forza
agente sul corpo di massa mposto in un generico punto della
congiungente AB.
19
18
g G
M
R

2
m g G
M m
R

2
17
16
15
14
13
12
11
10
T
m v
R
m g
B
B
+
2
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
24
La risposta corretta la a.
La relazione errata la b, che somma ad una velocit
angolare, la cui unit di misura [rad]/s, un angolo, ottenu-
to come prodotto di una accelerazione angolare per il qua-
drato di un tempo.
La risposta corretta la c.
Laccelerazione di caduta si ottiene risolvendo il sistema
di equazioni seguente (vedi figura):
2 M g T = 2 M a
T M g = M a
Si ottiene:
Perci la risposta corretta la d.
Intuitivamente, si pu stabilire che laccelerazione ango-
lare della ruota di destra minore di quella della ruota di sini-
stra perch una identica forza (F

o m g

= F

) deve muovere
non solo la ruota ma anche un corpo di massa m. Per rende-
re pi rigoroso il confronto si considerino le equazioni del
moto delle due ruote.
Per la ruota di sinistra:
F R = I
S
= 1/2 M R
2

S
dalla quale
S
= 2 F/(M R) = 2 m g/(M R)
Per la ruota di destra il moto descritto dal sistema di equa-
zioni (si confronti anche la figura seguente):
m g T = m a
a =
D
R
24
a
g

5
.
T T R l l
a
R
M R
a
R
M a R ( )
1
2
4 2
2
23
22
21
20 Sostituendo lespressione di a nella precedente si ha:
T = m g - m
D
R [a]
Daltra parte:
T R = I
D
= (1/2) M R
2

D
[b]
Dalle relazioni [a] e [b] si ottiene:
Ne consegue che la risposta corretta la c.
PROBLEMI
La velocit v

del ciclista uguale, in modulo, alla velocit


periferica della ruota della bicicletta. Pertanto:
dalla relazione v = 2 R f si ottiene f = 3,2 Hz
dalla relazione v = R si ottiene = 20 [rad]/s
dalla relazione a = v
2
/R si ottiene a = 200 m/s
2
In quanto punti appartenenti al medesimo corpo rotante,
le velocit angolari dei due punti sono identiche e perci

A
/
B
1. Tenendo poi conto che v
A

A
R
A
e v
B

B
R
B
e
che, in base alla figura seguente, , si ottiene:
Infine, per quanto riguarda laccelerazione centripeta, si
ottiene:
in base alla rappresentazione vettoriale che compare nel
testo del Problema:
e quindi:
Da questa si ottiene v = 17 m/s.
Le forze agenti sulla sferetta durante la rotazione sono
rappresentate nella figura seguente.
15
m g m v
R

3
2

F F m g
C P
/ / 3 3
13
a
a
v R
v R
v
v
R
R
CA
CB
A A
B B
A
B
B
A

_
,

( )

2
2
2
2
2 1
/
/
// , 2 2 141
v
v
R
R
R
R
A
B
A A
B B
A A
B A

/
,
2
2 1 41
R R
B A
/ 2
10
6

D S


+
<
2
2
2 m g
M R m R
m g
M R
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
25
Mg
TT
T
T
T
2Mg
mg
T
R
B
A
R
B
45
R
A
Essa mette in evidenza che la forza centripeta F

C
che consen-
te alla sferetta di ruotare il risultante della somma vettoria-
le della forza peso F

P
della sferetta e della tensione T

della
fune che la sostiene. Per le note relazioni fra i cateti e lipote-
nusa di un triangolo rettangolo di angoli 30e 60 si pu
porre:
F
C
0,5

AB e F
P
0,866

AB
dalle quali, dividendo membro a membro:
Tenendo conto che F
P
m g e applicando la relazione:
F
C
m
2
R, si ottiene:
m
2
R m 4
2
f
2
R 0,577 m g
Da questa, considerando che R = l/2 = 1,00 m, si ottiene:
f 0,379 Hz.
Per la forza centripeta si ha poi:
F
C
0,577 m g 1,13 N
Affinch lacqua non esca dal secchio, quando questo si
trova nella sua posizione pi elevata, il peso dellacqua non
deve essere superiore al valore della forza centripeta che ne
consente la rotazione. Si pu perci porre:
F
C
m g m v
2
/R
da questa: v 3,83 m/s
Allequatore, il peso apparente vale:
m g m
2
R
Perci:
Quando lautomezzo accelera, sulla cassa agisce una
forza apparente F

m a

di verso opposto a quello dellacce-


lerazione. Affinch la cassa non scivoli allindietro, questa
forza non pu superare la forza di attrito. Nel caso limite, si
avr perci F m a k m g. Si ottiene a 6,86 m/s
2
.
Nella fase di accelerazione la massa msi trova soggetta al
proprio peso m g

e alla forza apparente m a

(si veda la figu-


ra seguente).
20
19
mg mg m R
mg
( )
, %

2
100 0 35
18
17
F F F
C P P

0 5
0 866
0 577
,
,
,
Il filo assume direzione identica a quella della forza
m g

+ ( m a

) e quindi, essendo:
m a m g tan si ottiene: 11,5.
Durante la fase di moto uniforme viene a mancare la compo-
nente m a

e quindi il filo assume lassetto verticale. Nella


fase di decelerazione a

punta verso sinistra e quindi m a

punta verso destra. I valori delle forze m g

, m a

e del loro risul-


tante rimangono invariati ma questultimo spostato ora
verso destra e quindi il filo si trova spostato di 11,5 sulla
destra della verticale.
Se la pallina cade a sinistra della verticale significa che
durante la sua caduta il carrello ha accelerato verso destra e
quindi sulla pallina hanno operato sia la forza peso m g

sia la
forza apparente m a

essendo a

laccelerazione verso destra


del carrello. Il moto apparente della biglia rettilineo e con-
giunge lapice dellasta con il punto di caduta.
Laccelerazione con la quale viene percorsa questa traiettoria
data dalla somma vettoriale g

+ ( a

). Il componente g

responsabile del moto in verticale, che si sviluppa secondo la


legge oraria: 2,0 m (1/2) g t
2
.
Il componente a

responsabile dello spostamento orizzon-


tale verso sinistra, che si sviluppa secondo la legge oraria:
0,20 m (1/2) a t
2
I simboli t che compaiono nelle due equazioni indicano il
medesimo intervallo di tempo e quindi si pu porre:
dalla quale: a 0,98 m/s
2
Dal punto di vista di un osservatore esterno al carrello, la
pallina cade in verticale ma, durante il suo volo, il carrello si
muove accelerando verso destra, in modo che, quando la
pallina giunge a terra, il piede dellasta si trova a 20 cm da
essa, sulla sua destra. In questo caso laccelerazione che
determina lo spostamento verso destra dellasta non viene
attribuita a una forza apparente ma il tipo di calcolo che
conduce al valore dellaccelerazione a

formalmente identi-
co a quello precedentemente svolto e conduce allo stesso
valore numerico.
In base alla legge di gravitazione universale si pu scrivere:
F
( )
( )

6,67 10
N m
kg
100 kg
10,0 m
6,67 10
11
2
2
2
2
9
N
26
4,0m 0,40m
g a

21
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
26
C
B
30
A
30
30
F
P
F
C
T
a

m a
m g
Ponendo ora F
A
6,67 10
9
N k 100 kg 9,81 m/s
2
si
ottiene: k 6,81 10
12
.
Il punto di partenza per risolvere questo Problema la
relazione:
la quale fornisce per g il valore di 9,8 m/s
2
. Una formula ana-
loga si applica anche per determinare laccelerazione di gra-
vit sulla Luna. Si pu cio scrivere:
Tenendo allora conto dei dati forniti dal testo del Problema si
potr scrivere:
La forza peso dellastronauta sulla Terra e sulla Luna,
espressa dalle due relazioni seguenti:
Dividendo membro a membro si ottiene:
Da questa relazione si ha: M
L
7,46 10
22
kg
La figura seguente mostra che ciascun asteroide sotto-
posto a due forze identiche che formano tra loro un angolo
di 60. Ciascuna forza data da F G m
2
/d
2
2,7 10
6
N
e quindi il loro risultante punta verso il baricentro del triango-
lo ABC e ha intensit pari a 2 F cos 30 4,7 10
6
N.
Il periodo di rivoluzione deve essere uguale a 24 ore, cio
a 86400 s. Si ottiene perci:
Da questa relazione si ottiene:
d
G M T

T
2
2
3
7
4
4,23 10 m

G
m M
d
m
T
d
S T
2
S
2
2
4


40
36
784
130
5 98 10
2
2
24
N
N
kg(1750km
T
L
L
T

M
M
R
R
, ))
km)
2
L
2
M (6380
1
2
30N

L
L
G
m M
R
784
2
N

T
T
G
m M
R
32
g G
M
R
G
M
R
L
L
L
T
T

(1/3,7)
(1/3,

( )

2 2
1 81 1 81 ( / ) /
77
m/s
T
T
)
, ,
2 2
2
017 17
G
M
R
g


g G
M
R
L
L
L

2
g G
M
R

T
T
2
30
Tenendo conto che il raggio della terra vale 6,38 10
6
m, la
distanza d del satellite dalla supeficie terrestre risulta pari a
3,59 10
7
m.
Il momento della coppia frenante uguale a 2 F Re deter-
mina una decelerazione angolare valutabile con la relazio-
ne = 2 F R/I, dove con I si indicato il momento di inerzia
del disco, pari a (1/2) M R
2
.
In definitiva si ottiene = 4 F/(M R).
Daltra parte valgono le relazioni:
Ponendo = 0 si ottiene:
e quindi:
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Essendo le tre ruote a contatto, la loro velocit periferica
identica in modulo e perci, indicata questa velocit con v,
si pu porre:
v = 2 R
1
f
1
= 2 R
2
f
2
=2 R
3
f
3
Da questa si ottiene f
3
= f
1
R
1
/R
3
. La risposta corretta la a.
La massa situata allestremit del filo sta eseguendo un
moto circolare uniforme in un piano orizzontale. La forza
agente sulla massa deve quindi agire in quel piano ed essere
centripeta. La risposta corretta quindi la c.
La minima velocit quella in corrispondenza della quale
la tensione del filo nulla ed al contempo soddisfatta la rela-
zione m g = m v
2
/r
Da questa:
La risposta corretta quindi la a.
Laumento del valore indicato dalla bilancia conse-
guenza del fatto che al peso proprio del corpo si aggiunta
una forza apparente di 20 N equiversa ad esso. Da ci si pu
stabilire che il sistema di riferimento sta accelerando verso
lalto. La risposta corretta quindi la d.
La formula che esprime laccelerazione di gravit in pros-
simit della superficie di un pianeta di massa Me raggio R :
Essendo: M= (4/3) R
3
la precedente relazione diviene
g = G (4/3) R
A parit di densit, un raddoppio del raggio del pianeta com-
porta quindi un raddoppio di g. La risposta corretta la d.
La risposta corretta la a.
Il piano dellorbita del satellite fisso in un sistema di rife-
rimento rispetto al quale la Terra ruota con un periodo che
assumiamo di 24 ore. Quando il satellite raggiunge la latitu-
7
6
g G
M
R

2
5
4
v g r
3
2
1


]
2 47 1
1
2
4
47 1 444
2
f
F
M R
( , ) ( , ) s s rad
t
f
F
M R

0
2
4
47 1

, s

0
2
0 0
1
2
2 t t t f con
42
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
27
60
60 60
B
A C
d
dine di Roma, la Terra ha ruotato di un certo angolo e il piano
dellorbita del satellite non coincide pi con il piano del meri-
diano di Roma; daltra parte, quando i due piani tornano a
coincidere (dopo mezzo giro della Terra) il satellite si trover
sulla verticale del Polo Sud. La stessa cosa si ripete ad ogni
giro, cio ogni 24 ore; dunque il satellite non passa mai sulla
verticale di Roma.
Pi precisamente, per raggiungere la latitudine di Roma il
satellite impiega un tempo:
durante il quale la terra ha ruotato di un angolo:
e il satellite si trova sulla verticale del meridiano 36 W.
150 km/h corrispondono a 41,7 m/s. Laccelerazione
centripeta corrispondente a tale velocit vale quindi:
a = v
2
/r = 4,97 m/s
2
La forza centripeta F

C
prodotta, in questo caso, dalla
forza di attrito statico F

A
che si produce tra la gomma della
ruota e lasfalto della strada. Essendo:
F
A
= k m g e F
C
= m v
2
/R
si ottiene: k = v
2
/(g R)
Considerando che 90 km/h = 25 m/s, si ottiene k = 0,53.
Nel punto pi alto della traiettoria la forza centripeta F

C
ha intensit pari alla somma dellintensit m g del peso del
corpo e della intensit T della tensione dellasta. Perci:
P + T = m
2
r
Da questa:
T = m
2
r m g = 10,4 N
10
9
8

t
T
360 48
t T T


90 42
360
2
15
3 2 , ore
TEMA 2
UNIT 1
TEST
La risposta corretta la c.
Lespressione del lavoro di una forza
L = F

= F ss cos
Per determinarne il valore occorre conoscere sia il modulo dei
vettori F

e s

sia langolo definito dalle loro direzioni. Questa


informazione non fornita dal Test e quindi il lavoro della forza
non determinabile. La risposta corretta la d.
La risposta corretta la a.
In base alla definizione di lavoro di una forza si pu affer-
mare che il lavoro delle due forze F

1
e F

2
identico in quan-
to i loro componenti secondo la direzione dello spostamento
s

sono identici. Laffermazione 1) quindi corretta. Anche il


componente della forza F

3
ha una intensit che uguale a
quella dei componenti delle forze F

1
e F

2
ma ha verso oppo-
sto a s

. Il lavoro di F

3
ha quindi un valore negativo che, per,
in modulo uguale a quello di F

1
e F

2
. Pertanto anche laf-
fermazione 2) corretta. Lo spostamento s

ha una direzione
perpendicolare a quella della forza peso P

; quindi il lavoro
della forza peso vale zero e perci corretta anche lafferma-
zione 3). In conclusione, la risposta corretta la d.
In un grafico forza spostamento il lavoro della forza asso-
ciato ad un certo spostamento del suo punto di applicazione
rappresentato dallarea che sottende la curva che rappre-
senta la dipendenza forza spostamento. Nel caso in esame
questa area data da (1/2) 10 N 10 m = 50 J; la risposta
corretta quindi la a.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la b.
Applicando la relazione:
F s = (1/2) m v
2
2
(1/2) m v
1
2
con v
1
= 0, si ottiene:
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la c.
Considerando che potrebbero essere verificate le relazio-
ni:
m v = 2 m v/2 [a]
[b]
si pu stabilire che le riposte a e b sono corrette.
Si osservi anche che se verificata la [a], per lenergia cineti-
ca dei due corpi si ottengono le quantit:
(1/2) m v
2
e (1/2) (2 m) v
2
/4 = (1/4) m v
2
; quindi la c cor-
retta mentre errata la d.
1
2
1
2
2
2
1
2
2
2
2
m v m
v
m v

_
,


11
10
9
v
F s
m
2
2
10

m/s
8
7
6
5
4
3
2
1
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
28
La risposta errata la b.
La risposta corretta la d.
Un allungamento l della molla crea sulla molla una
forza di richiamo esprimibile con la relazione F = k l e con-
ferisce alla molla una energia potenziale elastica pari a
(1/2) k (l)
2
. La risposta corretta quindi la d.
La risposta corretta la c.
Le espressioni dellenergia elastica delle due molle sono:
E
eA
= (1/2) k
A
x
A
2
, E
eB
= (1/2) k
B
x
B
2
Ponendo E
eA
= E
eB
si ottiene k
A
x
A
2
= k
B
x
B
2
; e tenendo conto
che k
B
= 2 k
A
,si pu stabilire che x
B
/x
A
= . La risposta
corretta quindi la b.
La risposta corretta la c.
Lenergia cinetica del cilindro e della sfera sono date dalla
relazione (1/2) I
2
. Per il cilindro: I = I
C
= (1/2) M R
2
, per la
sfera: I =I
S
= (2/5) (2 M) (R/2)
2
= (1/5) M R
2
. Il rapporto del-
lenergia cinetica del cilindro e della sfera uguale al rappor-
to I
C
/I
S
e quindi vale 5/2; la risposta corretta la c.
PROBLEMI
Se il piano inclinato di 30 rispetto alla direzione oriz-
zontale, la forza peso P

del corpo e lo spostamento s

sul piano
formano un angolo di 60. Perci:
L = P

= P s cos 60 = 100 J
Il lavoro della forza F

si calcola considerando che essa


forma un angolo di 30 con lo spostamento. Perci:
L
F
= 100 N 10,0 m cos 30,0 = 866 J
Per il lavoro della forza di attrito F

A
occorre tenere presente
che questa forza prodotta dal peso del corpo diminuito del
componente verticale della forza F

. Si ha perci:
F
A
= k (m g F/2) = 58,4 N
e tenendo conto che una forza di attrito una forza passiva:
L
A
= 584 J.
Il lavoro della forza peso nullo in quanto tale forza per-
pendicolare allo spostamento.
Allequilibrio: F 2 m = P 0,5 m e quindi P = 200 N.
Quando il punto di applicazione di F

si abbassa di 10 cm, il
punto di applicazione di P

si alza di un tratto AA calcolabile


come suggerito dalla figura seguente; si ottiene

AA = 2,5 cm.
Dunque si ha: L
F
= F

BB = 5 J e L
P
= P

AA = 5 J
Si noti luguaglianza del valore dei due lavori, che risulta
coerente con il principio di conservazione dellenergia che
verr illustrato nella prossima Unit.
Il lavoro della forza peso nullo nei tratti DE e CF, mentre
ha segno opposto nei tratti EF e CD. Quindi L
P
= 0.
La forza di attrito data da: k P 0,866 = 1,7 N ed sempre
opposta agli spostamenti. Perci: L
A
= 2,4 J.
Il lavoro misurato dallarea sottostante la spezzata che
rappresenta la dipendenza della forza dallo spostamento. Si
ottiene perci: lavoro = 63 J.
14
13
11
7
2
18
17
1 2 /
16
15
14
13
12
Tenendo presente la relazione P
w
= F v e considerando
che 108 km/h = 30 m/s, si ottiene:
P
w
= 1000 N 30 m/s = 3,0 10
4
W = 30 kW
Se la velocit del corpo costante, la forza F

che lo tra-
scina verso lalto deve essere uguale alla somma del compo-
nente P

1
del peso parallelo al piano e della forza di attrito F

A
.
Tenendo conto del valore dellangolo si ha:
P
1
= 0,5 P F
A
= k 0,866 P
Si ha perci:
F = P
1
+ F
A
= 0,85 P = 8,3 10
2
N
Il lavoro compiuto vale perci:
L = F 5,0 m = 4,2 10
3
J
La velocit v di trascinamento data da:
e quindi: potenza = F v = 2,1 10
2
W
Per determinare lintensit della forza F

che ha prodotto
la variazione della velocit occorre applicare la relazione:
F s = (1/2) m v
2
2
(1/2) m v
1
2
Sostituendo i valori numerici si ottiene F = 800 N.
Lintervallo di tempo durante il quale si prodotta la varia-
zione di velocit si pu ottenere applicando la relazione
F t = m (v
2
v
1
)
Si ottiene t = 0,25 s.
Il lavoro si calcola con la relazione:
L = (1/2) m v
2
2
(1/2) m v
1
2
nella quale si pone v
1
= 0. Si ottiene L = 48 J.
Per il calcolo della forza che ha agito occorre conoscere lo spo-
stamento prodotto. Considerando che il moto uniforme-
mente accelerato e che il tempo di frenamento di 5,0 s, si ha:
s = (1/2) a t
2
con a = v/t
Si ottiene perci: s = (1/2) v t = 10 m e quindi F = L/s = 4,8 N.
La potenza sviluppata vale P
W
= L/t = 9,6 W.
Per un osservatore solidale alla nave:
E
c
= (1/2) m v
2
= (1/2) 2,0 kg (5,0 m/s)
2
= 25 J
Per un osservatore solidale allisola:
E
c
= (1/2) m v
2
= (1/2) 2,0 kg (5,0 m/s + 3,0 m/s)
2
= 64 J
La variazione di energia potenziale gravitazionale data da:
80,0 kg 9,81 m/s
2
100 m = 7,85 10
4
J
Tenuto conto del rendimento, lenergia impegnata vale per-
ci:
7,85 10
4
J/0,20 = 3,93 10
5
J
Il lavoro della forza peso misurato dalla variazione del-
lenergia potenziale gravitazionale del corpo nel passare
dalla posizione iniziale e quella finale. Nel caso in esame il
dislivello fra i punti A e B 4,00 m e quindi:
E
p
= 5,00 kg 9,81 m/s
2
4,00 m = 196 J
Per valutare la variazione dellenergia potenziale si deve
anzitutto valutare il dislivello esistente fra A e B. Rispetto al
centro della rotaia, il punto A si trova alla quota
di e il punto B alla quota di
Quindi il dislivello fra A e B vale 1,59 m.
Si ha perci: variazione dellenergia potenziale = 156 J.
( 3/2) 10,0m. 10 m 2 , / 0
40
37
34
32
28
21
v
5m
20s
m/s 0 25 ,
19
17
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
29
B
B
A
A

Caso dellautomezzo in discesa: leffetto della forza fre-


nante ridotto dal componente del peso parallelo al piano.
Tale forza vale:
perci, indicato con s lo spazio della frenata:
da cui: s = 44,4 m
Caso dellautomezzo in salita: ora il componente del peso
parallelo al piano coopera con la forza frenante e perci:
da cui: s = 36,4
Lenergia potenziale gravitazionale di un asteroide dovu-
ta alla presenza di un secondo asteroide identico data da
La presenza del terzo asteroide, collocato a uguale distanza,
ne raddoppia lenergia potenziale gravitazionale; si ha quindi
E
p tot
= 2,6 10
-3
J.
In base alla relazione F = k x si pu scrivere:
F = k
1
x
1
F = k
2
x
2
dalle quali
Per lenergia potenziale elastica si ha
E
e1
= (1/2) k
1
x
1
2
E
e2
= (1/2) k
2
x
2
2
e da queste
Considerando che le tre molle sono identiche, come pure
la tensione delle tre funi, queste definiscono un triangolo
equilatero. Poich ciascuna forza F

viene equilibrata dai
componenti F

MP
delle due forze F

M
sviluppate dalle molle
paralleli alla direzione di F

si avr:
F
MP
= F/2
Lallungamento di ciascuna molla allora dato da
e lenergia potenziale elastica totale data da
E
e tot
= 3 (1/2) k x
2
= F
2
/(2 k) = 12,5 J
Per analogia con il moto rettilineo, possibile determina-
50
x
F
k

/ 3
F
F F
M
MP
3

/ 2 3
48
R
E
E
k x
k x
2
1
2
1 1
2
2 2
2
2
e
e
R
x
x
k
k
1
1
2
2
1
2
45
E G
m
r
p
2
2
Nm /kg
kg)

,
( ,
2
11 2
6
6 67 10
1 0 10
55 10 m
J
4




, 1 3 10
3
43
s ( , 5000
1
2
1 00 10
3
2
N 491 N) kg 20,0
m
s
+

_
,

s ( , 5000
1
2
1 00 10
3
2
N 491 N) kg 20,0
m
s

_
,

1 00 10
5
100
491
3
, kg 9,81
m
s
N
2
41
re la velocit angolare utilizzando la relazione corrisponden-
te alla:
F s = (1/2) m v
2
Le corrispondenze sono:
F M s m I v
Si ha perci:
M = (1/2) I
2
da questa:
Essendo:
M= F R e I = (1/2) m R
2
= (1/2) ( R
2
h ) R
2
= (1/2) h R
4
si ottiene:
Langolo quello corrispondente a 10 giri e vale quindi
20 [rad]. Sostituendo i valori numerici si ottiene:
= 5,8 [rad]/s.
Un problema analogo a quello proposto gi stato risolto
nellUnit 4 del Tema 1 utilizzando le leggi della dinamica del
moto rotatorio. Applicheremo ora il principio di conservazio-
ne dellenergia considerando come stato 1 del sistema quello
rappresentato nella figura riportata nel testo del Problema e
come stato 2 quello in cui il corpo di massa M ha eseguito
una discesa di 2,00 m.
Assunta la linea orizzontale passante per il baricentro del
corpo nello stato B come livello di riferimento per lenergia
potenziale gravitazionale, il principio di conservazione delle-
nergia si traduce nella relazione seguente:
M g (2,00 m) = (1/2) M v
B
2
+ (1/2) I
2
[a]
ove v
B
indica la velocit lineare del corpo di massa M in B,
correlata alla velocit angolare
B
della puleggia dalla rela-
zione:
v
B
=
B
R
Ricordando che il momento di inerzia della puleggia dato da:
I = (1/2) M
P
R
2
la relazione [a] diviene:
M g (2,00 m) = (1/2) M v
B
2
+ (1/4) M
P
v
B
2
Da questa si ottiene:

B
= v
B
/R = 54,9 [rad]/s
E
c corpo
= (1/2) M v
B
2
= 75,4 J
E
c puleggia
= (1/4) M
P
v
B
2
= 22,6 J
TEST DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Essendo costante la velocit con la quale il corpo si
muove, la forza agente verso lalto deve eguagliare la somma
del componente P

1
del peso parallelo al piano e la forza di
attrito F

A
. Si ha perci:
1
v
M g
M M
B
P
m
/2) 1/4)
m/s
+

( , )
( (
,
2 00
1
5 49
51

4
3


F
h R

2 M
I
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
30
Il lavoro della forza F

relativo allo spostamento da A a B


espresso perci dalla relazione seguente:
L = F

AB = m g

CB + 0,4 m g

CA = m g (

CB + 0,4

CA)
Essendo

CA = 40 m, si ottiene L = 2,3 10
4
J = 23 kJ.
La risposta corretta la c.
In base ai dati del Test si ha m
1
m
2
e m
1
v
1
= m
2
v
2
. Ne
consegue v
2
= m
1
v
1
/m
2
v
1
; la d quindi errata.
Lenergia cinetica dei due corpi data da:
Se m
1
< m
2
, si ha E
c2
< E
c1
e quindi la a corretta mentre
errata la e.
Consideriamo comunque le altre due affermazioni.
Limpulso di una forza uguale alla variazione della quantit
di moto del corpo al quale limpulso stato applicato. Nel
nostro caso, tuttavia, la quantit di moto dei due corpi, coin-
cidente con la variazione della quantit di moto, identica e
quindi sar uguale anche limpulso; la b quindi errata.
Il lavoro di un forza applicata ad un corpo produce una varia-
zione dellenergia cinetica del corpo. Quando i due oggetti che
stiamo considerando possiedono la stessa quantit di moto, pos-
siedono anche, per quanto visto sopra, energia cinetica diversa;
ne consegue che essi raggiungeranno il loro valore della quan-
tit di moto con un lavoro diverso, la c quindi errata.
La grandezza che cambia deve essere dipendente dal
tempo e, fra quelle indicate nelle varie risposte, lunica che
gode di questa propriet la potenza. La risposta corretta
quindi la e.
Il moto del corpo di caduta e questo comporta una dimi-
nuzione dellenergia potenziale gravitazionale; i grafici D e E
sono quindi errati. Inoltre la legge oraria del moto quella del
moto uniformemente accelerato descritto dalla relazione:
h = h
0
(1/2) g t
2
con h
0
= quota di partenza.
Questa relazione esclude subito il grafico A e, con qualche
calcolo, si verifica che il grafico corretto il B.
Una camminata spedita corrisponde allincirca a una
velocit di 5 km/h 1,4 m/s. Lenergia cinetica corrispon-
dente risulta pari a circa 69 J. La prima affermazione pu
quindi essere considerata corretta.
Una corsa veloce, per una persona giovane normale pu
essere effettuata alla velocit di 6 7 m/s (corrispondenti, per
100 m, a un tempo variabile da 14,3 s a 16,7 s). La quantit
di moto della persona varia quindi da 420 kg m/s a
490 kg m/s. La seconda affermazione quindi errata.
Assumendo come superficie di appoggio di un piede un ret-
tangolo di 30 cm 10 cm, la pressione p esercitata vale:
p


70 10
2
1 17 10
2
4
kg m/s
(0,3m 0,10m)
Pa ,
5
4
3
E m v
E m v m
m
m
v
c1
c2
1
2

1
2

1
2

_
,
1 1
2
2 2
2
2
1
2
1

_
,

2
1 1
2 1
2
1
2
m v
m
m
2
F P F m g
CB
AB
m g
CA
AB
+ +
1
0 4
A
,
Anche la terza affermazione quindi errata. La risposta cor-
retta quindi la d.
La risposta a senzaltro errata in quanto una variazio-
ne di quota comporta una variazione di energia potenziale
gravitazionale. Errate sono anche le risposte c e e, che sot-
traggono unenergia a una potenza.
La risposta d errata perch indica unenergia mentre la
risposta corretta deve indicare una potenza. Considerando le
sole unit di misura siamo quindi riusciti a stabilire che la
risposta corretta la b. In alternativa si pu considerare che:
UNIT 2
TEST
La risposta corretta la c
Se non si hanno perdite di energia negli urti, la palla deve
risalire sempre alla stessa quota; le figure A e C sono quindi
errate. La scelta quindi fra la figura B e la figura D. Si osser-
vi in proposito che la componente orizzontale della velocit
non subisce modifiche, cosa che accade dopo il primo rim-
balzo nel caso D. La risposta corretta quindi la b.
In base al principio di conservazione dellenergia, il valo-
re dellenergia meccanica del corpo deve rimanere invariato
in tutti i punti della sua traiettoria. In base a questa conside-
razione possibile escludere subito il disegno A perch nel
punto pi elevato della sua traiettoria (punto K) il corpo non
possiede energia cinetica e possiede una energia potenziale
gravitazionale inferiore a quella posseduta nel punto H.
I disegni B e C sono invece errati per il motivo opposto, in
quanto per poter abbandonare la guida con una certa veloci-
t (anche molto piccola, come nel caso del disegno C) il
corpo, che in K possiede la stessa energia potenziale gravita-
zionale posseduta in H, dovr avere anche energia cinetica e
ci contrasta con il principio di conservazione dellenergia.
Il disegno corretto quindi quello indicato con D ove rap-
presentata la situazione nella quale il corpo, giunto in K,
ritorna verso H con un movimento di avanti e indietro che,
nel caso ideale di totale assenza di attriti di ogni tipo, non si
esaurisce mai.
La risposta corretta la a
La risposta corretta la d.
Per il principio di conservazione dellenergia, indicata
con h la quota raggiunta dal corpo sul piano inclinato, valu-
tata rispetto al piano orizzontale dal quale partito, si pu
porre:
(1/2) k x
2
= m g h
Dal momento che il piano inclinato di 30, si ha L = 2 h e
quindi la precedente relazione diviene:
(1/2) k x
2
= (1/2) m g L
6
5
4
3
2
1

E
t
m g h
t
m g
h
t
m g v
p


( )
6
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
31
dalla quale:
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la a.
Quando la massa urtante maggiore della massa urtata
e questa inizialmente ferma, entrambi i corpi, dopo lurto, si
muovono nel verso della velocit iniziale del corpo urtante.
Questo esclude subito le risposte b e c.
Per decidere fra la a e la d si devono considerare le formule
dellurto elastico che, nel caso in esame, indicando con v e w
le velocit dei due corpi C
1
e C
2
dopo lurto, si scrivono nel
modo seguente:
La risposta corretta quindi la a.
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la b.
Se la velocit del corpo rimane costante durante la disce-
sa lungo il piano, anche lenergia cinetica del corpo rimane
costante. Lenergia potenziale gravitazionale diminuisce
invece con il diminuire della quota h. Ne consegue che la
somma dellenergia cinetica e dellenergia potenziale gravita-
zionale deve diminuire linearmente con la quota. Tenendo
presente che il punto di partenza del corpo corrisponde alla
quota massima e cio al massimo valore di h, la risposta cor-
retta la a.
La risposta corretta la c.
Il principio di conservazione dellenergia nel caso in
esame si scrive nel modo seguente:
con I = (1/2) m R
2
e = v/R
Si ottiene allora:
m g h = (3/4) m v
2
dalla quale
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
Lespressione della velocit di fuga per i due pianeti data da:
Dalla condizione posta dal Test (v
1
= 2 v
2
) si ottiene quindi:
dalla quale
M R
M R
1 2
2 1
4

2
4
2
1
1
2
2
G M
R
G M
R

v
G M
R
v
G M
R
1
1
1
2
2
2
2 2


15
14
v g h (4/3)
m g h m v I +
1
2
1
2
2 2

13
12
11
10
9
w
M v
M
v
2
4

3/2
/3
v
v M
M
v
/2
3/2
/3
8
7
L
k x
m g

2
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la a.
PROBLEMI
Lenergia cinetica della palla un istante prima del rimbal-
zo data da:
(1/2) m v
2
+ m g h con v = 4,00 m/s e h = 8,00 m
Si ottiene perci:
Dopo il rimbalzo, questa energia cinetica si trasforma in ener-
gia potenziale gravitazionale della palla corrispondente alla
quota h da essa raggiunta. Possiamo quindi porre:
86,5 m
2
/s
2
m = m g h dalla quale h = 8,82 m.
Pi rapidamente, avremmo potuto considerare che la diffe-
renza fra lenergia potenziale gravitazionale finale e lenergia
potenziale gravitazionale iniziale della palla uguale alle-
nergia cinetica iniziale della palla, e avremmo quindi potuto
porre:
m g (h h) = 0,5 m v
2
dalla quale:
h h = 0,5 v
2
/g = 0,5 (4,00 m/s)
2
/(9,81 m/s
2
) = 0,815 m
Si ha quindi: h = h + 0,815 m = 8,82 m, come trovato in pre-
cedenza.
Dopo lurto (perfettamente anelastico) la palla di piombo,
contenente al suo interno il proiettile, acquisisce una veloci-
t v determinabile applicando il principio di conservazione
della quantit di moto nella forma:
m v = (m + M) v
Da questa:
Il dislivello h si calcola ora applicando il principio di conser-
vazione dellenergia nella forma:
(m + M) g h = (1/2) (m + M) v
2
Da questa e tenendo conto dellespressione di v si ottiene:
Per il principio di conservazione dellenergia:
m g h = (1/2) (m + M) v
2
dalla quale:
Per determinare la tensione della fune si pu considerare che
la variazione dellenergia cinetica di M uguale al lavoro
compiuto dalla tensione T

del filo quando il suo punto di


applicazione si sposta di 0,40 m. Perci:
T 0,40 m = (1/2) 5,0 kg (0,84 m/s)
2
da questa: T = 4,4 N.
v
m g h
m M

+

2
0 84

m/s ,
11
h
v
g
m
m M
v
g

_
,


2
2
2
2 2
1 80

m ,

+
v
m v
m M

7
1
2
4 00 9 8 8 00
86 5
2 2
2
m m ( , ) , ,
,
m/s m/s m=
m /
+
ss
2
m
4
16
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
32
Si assuma come livello di riferimento per lenergia poten-
ziale gravitazionale il punto di partenza del corpo e si indichi
con h il dislivello fra questo punto e il punto di impatto con il
muro. Indicando con v
f
la velocit del corpo un istante prima
dellimpatto con il muro, il principio di conservazione delle-
nergia si traduce nella forma seguente:
(1/2) m v
2
= (1/2) m v
f
2
+ m g h [a]
Per determinare h occorre perci conoscere la velocit v
f
. Allo
scopo si applichino le due leggi seguenti del moto parabolico:
x = v
x
t v
fy
= v
y
g t
dove v
fy
indica la componente y della velocit finale v

f
.
Da questa si ottiene:
v
fy
= v
y
g x/v
x
e quindi, ponendo:
x = 1,0 10
3
m
v
y
= v sin 30 = 0,5 v = 50 m/s
v
x
= v cos 30 = 0,866 v = 87 m/s
si ottiene: v
fy
= 63 m/s.
La velocit v
f
vale allora:
Sostituendo ora nella [a] si ottiene: h = 74 m.
Per la quota massima h si applichi il principio di conser-
vazione dellenergia nella forma:
(1/2) m v
1
2
= (1/2) m v
1x
2
+ m g h
Essendo:
v
1x
= v
1
0,866 = 433 m/s, si ottiene:
h = 3,19 10
3
m.
Per le componenti della velocit alla quota di 2000 m, tenen-
do conto che v
x
coincide con v
1x
(= 433 m/s), si ha:
(1/2)m v
1
2
= (1/2) m v
1x
2
+ (1/2) m v
y
2
+ m g 2000 m
Si ottiene: v
y
= 153 m/s.
Il valore di x
1
si determina con la relazione:
F = k x
1
ove F indica il peso m g del corpo.
Si ottiene perci:
Per determinare x
2
occorre considerare che nella condizione
di massimo allungamento della molla la sua energia poten-
ziale elastica deve eguagliare la variazione dellenergia
potenziale gravitazionale del corpo appeso ad essa. Perci:
(1/2) k x
2
2
= m g x
2
. Da questa: x
2
= 0,20 m.
La velocit v del corpo quando questo passa per la prima
volta per la posizione di equilibrio, si determina considerando
che, in quella posizione, la molla allungata di 0,10 m.
Assumendo ora come livello di riferimento per lenergia
potenziale gravitazionale del corpo la linea orizzontale pas-
sante per la posizione di equilibrio del corpo, il principio di
conservazione dellenergia scritto per lo stato in cui il corpo
passa per la sua posizione di equilibrio e per lo stato iniziale
del sistema, si traduce nella relazione seguente:
m g x
1
= (1/2) m v
2
+ (1/2) k x
1
2
x
m g
k
1
0 10 m ,
20
14
v v v
f x fy
110 m/s. +
2 2
13 Da questa si ottiene:
Indicate con v

A
e v

A
le velocit del disco A prima e dopo
lurto e con v

B
la velocit del disco B dopo lurto, la conserva-
zione dellenergia cinetica (richiesta dal fatto che si tratta di
urto perfettamente elastico) si traduce nella relazione:
(1/2) m v
A
2
= (1/2) m v
A

2
+ (1/2) m v
B

2
Da questa:
v
A
2
= v
A

2
+ v
B

2
La relazione ora scritta per i moduli delle velocit impone che
i vettori v

A
, v

A
, v

B
definiscano un triangolo rettangolo i cui
lati soddisfano il teorema di Pitagora (figura seguente).
Perci, se la velocit v

A
forma un angolo di 30 con la direzio-
ne r, la velocit v

B
former con la stessa direzione un angolo di
60. Per il calcolo dellintensit della velocit v

B
basta riferir-
si alla rappresentazione vettoriale delle velocit riprodotta
nella figura precedente, in base alla quale:
v
B
= v
A
/2 = 1,5 m/s
Infine: v
A

2
+ v
B

2
= v
A
2
(3/4 + 1/4) = v
A
2
Applicando al corpo una forza di 100 N verso lalto, su di
esso viene a operare una forza risultante di intensit:
100 N m g = 100 N 5,0 kg 9,8 m/s
2
= 51 N
Poich questa forza agisce per 1,0 m, essa determina una
variazione dellenergia cinetica del corpo pari a 51 N 1,0 m =
= 51 J. A 9,0 m dalla sommit della buca il corpo possiede
quindi unenergia cinetica di 51 J associata a una velocit
che lo muove verso lalto. Assunto ora come livello di riferi-
mento per lenergia potenziale gravitazionale del corpo la
linea orizzontale che passa per il punto situato a 9,0 m dalla
sommit della buca, possiamo stabilire che alla sommit
della buca il corpo sar dotato di una energia potenziale gra-
vitazionale pari a m g h = 5,0 kg 9,8 m/s
2
9,0 m = 441 J.
Questo valore decisamente maggiore di quello che esprime
lenergia cinetica iniziale del corpo e quindi questo non potr
giungere alla sommit della buca.
Lenergia cinetica iniziale del corpo vale:
(1/2) m v
2
= 0,5 2,00 kg (5,00 m/s)
2
= 25,0 J
Parte di questa energia viene dissipata dal lavoro della forza
di attrito, cos calcolabile:
L
A
= 0,400 2,00 kg 9,81 m/s
2
2,00 m = 15,7 J
28
27
v v
A A
3 m/s / , 2 2 6
25
v g x
k x
m
2 0 99
1
1
2

m/s ,
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
33
v
A
v
A
v
B
30
60
r
Lenergia cinetica residua del corpo vale quindi:
25,0 J 15,7 J = 9,30 J
e ad essa corrisponde una velocit pari a:
Giunto a contatto con la molla, il corpo la comprime di un
tratto x trasformando la sua energia cinetica in energia
potenziale elastica della molla. Possiamo perci scrivere:
9,30 J = (1/2) k x
2
dalla quale:
Si assuma come livello di riferimento per lenergia poten-
ziale gravitazionale la base del piano. Si ha allora:
E
pA
= m g

AC = 980 J
Per il calcolo dellenergia cinetica alla base del piano si appli-
chi il principio di conservazione dellenergia: E
pA
= E
cB
+ L
A
(avendo assunto L
A
con segno positivo).
La forza di attrito data da:
F
A
= k P
2
= k m g cos 30 = 17,0 N
e quindi, in modulo: L
A
= 17,0 N 20 m = 340 J.
Si ottiene quindi: E
cB
= 640 J.
In assenza di attrito il principio di conservazione delle-
nergia si traduce nella forma seguente:
(1/2) m v
2
= m g h
Essendo h = 5,00 m, si ottiene: v = 9,90 m/s.
In presenza di attrito:
(1/2) m v
2
= m g h + L
A
Poich, in modulo: L
A
= F
A
10,0 m = k m g 0,866 10,0 m =
= 170 J, si ottiene: v = 11,5 m/s.
Considerando che la massa del cilindro vale 4,0 kg, il
componente del suo peso parallelo al piano vale:
Esso maggiore del peso del corpo A e quindi il cilindro scen-
de lungo il piano rotolando mentre il corpo A sale.
Indicati con h
A
il modulo della variazione di quota del corpo
A e con h
C
il modulo della variazione di quota del cilindro, il
principio di conservazione dellenergia applicato al sistema si
esprime con la relazione seguente:
M
C
g h
C
M
A
g h
A
= (1/2) M
A
v
A
2
+ (1/2) M
C
v
C
2
+ (1/2) I
C

C
2
[a]
Si consideri ora che:
h
A
= 3,0 m
v
A
= v
C
= v

C
= v
C
/R = v/R
I
C
= (1/2) M
C
R
2
La relazione [a] diviene quindi:
M
C
g 2,1 m M
A
g 3,0 m = (1/2)M
A
v
2
+ (3/4) M
C
v
2
Da questa si ottiene: v = 3,9 m/s
Immediatamente dopo il lancio il missile possiede lener-
gia totale seguente:
[a] G
M m
R
m v
T M
T
M M
2
+
1
2
39
h
C
m/ 2 m 3 0 2 1 , ,
4 0 9 8 2 28
2
, , kg m/s / N
34
32
31
x 2 930 0152 , , J/(800Nm) m
v 2 930 305 , , J/(2,00kg) m/s
Nel punto pi lontano dalla Terra, distante D dal centro di
questa, esso possiede energia cinetica nulla ed energia poten-
ziale gravitazionale pari a:
[b]
Eguagliando le espressioni [a] e [b] e risolvendo in D si ottie-
ne: D = 1,82 10
7
m/s.
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Per il principio di conservazione dellenergia si ha:
m g h
A
+ E
cA
= m g h
D
+ E
cD
ovvero, considerando che E
cA
= m g h
C
:
m g h
A
+ m g h
C
= m g h
D
+ E
cD
da cui:
La risposta corretta la e.
Quando il blocco di massa Mgiunge sul piano orizzonta-
le, la sua velocit v assume un valore determinabile con la
relazione:
M g h
0
= (1/2) M v
2
dalla quale
Nellurto completamente anelastico si crea un corpo di massa
3 Mla cui velocit v si pu determinare con la relazione:
M v = 3 M v
che traduce il principio di conservazione della quantit di
moto.
Da questa: v = v/3
La quota h
1
raggiunta da questo corpo si determina appli-
cando ancora il principio di conservazione dellenergia nella
forma:
(1/2) (3 M) v
2
= 3 M g h
1
In definitiva: h
1
= h
0
/9
La risposta corretta la e.
la variazione dellenergia potenziale gravitazionale del
pendolo uguale a m g h con h = 0,80 m. Per il principio
di conservazione dellenergia:
(1/2) m v
2
= m g h
dalla quale:
La risposta corretta la a.
Per il principio di conservazione dellenergia, in assenza
di qualunque tipo di attrito, lenergia totale deve rimanere
invariata nel tempo e questo esclude i grafici A, B, C, E. Il gra-
fico D invece corretto in quanto tiene conto della riduzione
dellampiezza delle oscillazioni prodotta dagli effetti di attrito.
Il principio di conservazione dellenergia per un corpo
che, rotolando senza strisciare, sale lungo un piano inclinato,
si traduce nella relazione seguente:
(1/2) I
2
+ (1/2) m v
2
= m g h
Tenendo conto che = v/R e che, per il disco I = (1/2) m R
2
e per lanello I = m R
2
, si ottiene:
per il disco: (3/4) m v
2
= m g h dalla quale: h = 3 v
2
/(4 g)
per lanello: m v
2
= m g h dalla quale: h = v
2
/g
5
4
v g h 2 4 m/s
3
v g h 2
0

2
v g h h h
D A C D
+ 2 ( )
1
G
M m
D
T M
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
34
Il disco raggiunge quindi una quota inferiore a quella rag-
giunta dallanello. La risposta corretta la a.
Lungo il tratto inclinato agisce sul corpo una forza di
attrito F

A
la cui intensit espressa dalla relazione seguente:
Il lavoro passivo prodotto da questa forza lungo il tratto incli-
nato vale perci:
Il principio di conservazione dellenergia applicato al tratto
inclinato si traduce allora nella relazione seguente:
m g h = (1/2) m v
2
+ k m g d
1
Da questa:
(1/2) m v
2
= m g (h k d
1
) [a]
Con questa energia cinetica il corpo scivola sul piano oriz-
zontale e viene frenato dalla forza di attrito di intensit:
F
A
= k m g
che compie il lavoro passivo:
L
A
= F
A
d
2
= k m g d
2
= (1/2) m v
2
in definitiva, tenendo conto della [a], si ottiene:
m g (h k d
1
) = k m g d
2
da questa:
Nella posizione pi bassa delloggetto appeso al filo la ten-
sione T

del filo deve fornire la forza centripeta F

C
necessaria
per il moto circolare delloggetto ed equilibrare il peso P

del
corpo. Dunque: T = F
C
+ P
Ricordando lespressione dinamica della forza centripeta,
questa relazione diviene:
[a]
Per determinare la velocit v delloggetto occorre applicare il
principio di conservazione dellenergia ai due stati del sistema
corrispondenti al filo teso orizzontalmente e al filo nella posi-
zione verticale. Nel primo stato il sistema possiede solo energia
potenziale gravitazionale che, rispetto a un livello di riferi-
mento coincidente con la linea orizzontale passante per il
punto pi basso delloggetto, data da m g l. Nel secondo stato
il sistema possiede solo energia cinetica (1/2) m v
2
, quindi:
m g l = (1/2) m v
2
dalla quale: v
2
= 2 g l
La relazione [a] diviene quindi:
Il valore massimo di m vale quindi 7,0 kg.
Indicata con L la lunghezza del filo inestensibile e assun-
to come livello di riferimento per lenergia potenziale gravita-
zionale la linea orizzontale passante per gli oggetti nel loro
punto pi basso (che identico), per loggetto A, fissato al filo
8
T m
g l
l
m g m g +
2
3


T m
v
l
m g +
2

7
k
h
d d

+
2 1
L F d h k m g d
A A
+
1
2 2
1
F k m g
d
d h
A

+
1
1
2 2
6
inestensibile, al quale assegniamo una massa m, il principio
di conservazione dellenergia si scrive nella forma seguente:
m g l = (1/2) m v
A
2
Da questa:
Per loggetto B occorre tenere conto anche dellenergia ela-
stica immagazzinata nel filo elastico allungato e quindi si ha:
m g l = (1/2) m v
B
2
+ (1/2) k l
2
Da questa:
Si ottiene perci:
ovvero:
La cometa torner ad avvicinarsi al Sole solo se il sistema
cometa Sole legato ovvero se la somma dellenergia
cinetica della cometa E
c
(valutata rispetto al Sole) e delle-
nergia potenziale gravitazionale E
p
del sistema cometa Sole
minore di zero.
In base ai valori forniti:
E
c
= (1/2) m v
2
= (1/2) m (6,5 10
4
m/s)
2
=
= m 2,1 10
9
m
2
/s
2
La somma delle due quantit positiva e quindi la cometa
non passer pi in prossimit del Sole.
Realizzando i cilindri come indicato si ottengono due
cilindri di uguale massa me di raggio diverso, calcolabile con
le relazioni:
30 cm = 2 R
1
da cui R
1
= 4,8 cm
20 cm = 2 R
2
da cui R
2
= 3,2 cm
Il principio di conservazione dellenergia applicato al moto
dei due cilindri conduce alle relazioni seguenti:
m g h = (1/2) m v
1
2
+ (1/2) I
1

1
2
m g h = (1/2) m v
2
2
+ (1/2) I
2

2
2
Essendo: I
1
= m R
1
2
, I
2
= m R
2
2
, v
1
=
1
R
1
, v
2
=
2
R
2
, le due
relazioni precedenti divengono:
g h =
1
2
R
1
2
g h =
2
2
R
2
2
Il cilindro pi alto quello dotato di raggio minore R
2
e quindi:

1 2
2
1
50
3 2
33
R
R
[rad]/s
cm
4,8cm
[rad]/s
,
10
E G
m M
d
m
S
p
2

Nm /kg


,
,
6 67 10
2 0 10
11 2
300
10
9
7 2 10
1 9 10
kg
m
J
,
,

m
9
v
v
k l
m g l
B
A


1
2
2

v
v
m g l
m g l k l
A
B

2
2
2

v
m g l k l
m
B

2
2

v g l
A
2
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
35
TEMA 3
UNIT 1
TEST
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la c.
Noti Q, C, m, dalla relazione Q = C m t si determina la
variazione termica t. Non essendo per nota la temperatura
iniziale del corpo, non possibile determinare la sua tempe-
ratura finale. La risposta corretta la a.
Dalle relazioni:
Q = C
A
m
A
t
A
Q = C
B
m
B
t
B
= 1/4 C
A
4 m
B
t
B
si ottiene t
A
= t
B
. La risposta corretta la a.
La risposta corretta la d.
In base alla relazione: Q = C m t, se Q e t sono costan-
ti, si pu scrivere: C m= costante. Dunque le grandezze C e m
sono inversamente proporzionali. La risposta corretta quin-
di la d.
La risposta corretta la a.
In base alla relazione: Q = C m t, tenendo conto che il
primo corpo riceve la quantit di calore:
10 min 100 cal/min = 1000 cal
possiamo scrivere: 1000 cal = C
1
m
1
t
1
.
Il secondo corpo riceve la quantit di calore di 500 cal
e perci possiamo scrivere:
500 cal = C
2
m
2
t
2
= 0,5 C
1
3 m
1
t
2
Dividendo membro a membro le due espressioni si ottiene:
t
1
/t
2
= 3. La risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la c.
Dalla relazione della calorimetria:
1,2 cal/(g C) 200 g (t
f
80C) + 0,6 cal/(g C) 400 g
(t
f
40 C) = 0
si ottiene t
f
= 60 C. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la c.
In base alla relazione Q = C m t, si pu stabilire che, per
far passare il corpo da 200 C a 300 C nel caso in cui riman-
ga allo stato solido, sono sufficienti:
0,5 cal/(g C) 100 g 100C = 5000 cal
La risposta a errata. Per stabilire se sia vera la b o la c per
necessario conoscere la temperatura di fusione della sostanza,
dato non fornito dal testo. La risposta corretta quindi la d.
Il calore ceduto da 100 g di acqua a 12 C a un sistema
che si trova a 0 C pari a 1200 cal. Daltra parte la fusione
di 200 g di ghiaccio a 0 C richiede 16000 cal. Perci lacqua
si porta a 0 C senza riuscire a fondere tutto il ghiaccio. La
risposta corretta quindi la a.
La risposta corretta la b.
Il brinamento consiste nel passaggio di una sostanza
dallo stato di gas a quello di solido; comporta sviluppo di calo-
re nellambiente e, per lacqua, avviene al di sotto della tem-
peratura di circa 0C. La risposta corretta quindi la b.
15
14
13
12
11
10
9
8
7
6
5
4
3
2
1
La risposta corretta la a.
Il calore latente di passaggio di stato uguale a
50 000 cal/kg = 50 cal/g. Fornendo al liquido in ebollizione
10000 cal si produce, in assenza di dispersioni di calore, leva-
porazione di 10000 cal/(50 cal/g) = 200 g di liquido. In presen-
za di dispersioni di calore la quantit di liquido evaporata risulte-
r perci minore di 200 g. La risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la c.
Il fenomeno della invarianza della temperatura nel passag-
gio solido liquido avviene per tutte le sostanze solide cristalli-
ne; dunque laffermazione a errata. Un liquido evapora a
qualunque temperatura superiore a quella di solidificazione, la
b, quindi, errata. E corretta invece la c, perch il processo di
ebollizione avviene a una temperatura definita (per una data
pressione dellambiente) e costante. Anche la d errata per-
ch, come dimostrano i valori della Tabella 3, per una certa
sostanza, il calore latente relativo al passaggio liquido gas
pi alto del calore latente relativo al passaggio solido liquido.
PROBLEMI
In un processo di riscaldamento effettuato come descrit-
to dal testo del Problema, il tempo trascorso direttamente
proporzionale alla quantit di calore fornita. Riportando i
dati delle due tabelle in un grafico temperatura tempo (ovve-
ro calore) si ottiene quanto indicato dalla figura seguente.
In base alla relazione:
Q = C m t
il coefficiente angolare delle due rette proporzionale al calo-
re specifico delle due sostanze (tenere presente che la massa
identica). Determinandone il valore, riferendosi ad esempio
ai punti W e Z del grafico, si ottiene un rapporto:
Indicando con il flusso di calore, ovvero la quantit di
calore che viene fornita al liquido in un secondo, possiamo
scrivere:
180 s = 0,90 cal/(g C) 100 g 30 C
Da questa si ottiene: = 15 cal/s.
Applicando lequazione della calorimetria:
1 cal/(g C) 150 g (t
eq
20C) + 0,20 cal/(g C) 250 g
(t
eq
120 C) = 0
si ottiene: t
eq
= 45 C.
12
8
C
C
WV VS
ZV VS
WV
ZV
acqua
olio
/
/
2
6
19
18
17
16
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
36
40 20 60 80 100
60
30
90
120
150
(s)
t (C)
B
S
A
W
Z
V
Applicando lequazione della calorimetria:
C 250 g (25 C 100 C) +
+ 1,0 cal/(g C) 500 g (25 C 20 C) = 0
si ottiene: C = 0,13 cal/(g C)
Ignorando la massa equivalente, leguaglianza fra calore
ceduto e calore assorbito la seguente:
200 g 1,00 cal/(g C) (90,0 C t
f1
) =
= 400 g 1,00 cal/(g C) (t
f1
10,0 C)
Eseguendo il calcolo si ottiene: t
f1
= 36,7 C.
Tenendo conto della massa equivalente, che va ad aggiun-
gersi virtualmente ai 400 g di acqua inizialmente contenuti
nel calorimetro, la precedente relazione si modifica nel modo
seguente:
200 g 1,00 cal/(g C) (90,0 C t
f2
) =
= (400 g + 50 g) 1,00 cal/(g C) (t
f2
10,0 C)
Eseguendo il calcolo si ottiene: t
f2
= 34,6 C.
Dal momento che la temperatura finale del sistema di
11,7 C, il ghiaccio fonde completamente assorbendo prima
una quantit di calore data da c
LF
40,0 g e poi, divenuto
acqua liquida, una ulteriore quantit di calore per portarsi
alla temperatura finale di 11,7 C. Nellequazione della calo-
rimetria il calore assorbito dal ghiaccio nella fase di fusione
va assunto con segno positivo e quindi:
1,00 cal/(g C) 200 g (11,7 C 30,0C) + c
LF
40,0 g +
+ 1,00 cal/(g C) 40,0 g (11,7 C 0 C) = 0
Da questa c
LF
= 79,8 cal/g.
In base alla relazione Q = c
LF
m, occorre conoscere la
massa del ghiaccio e il calore latente di fusione del medesimo.
Per il primo valore si utilizza la relazione = m/V, dalla quale:
m= 900 kg/m
3
1,00 m
3
= 900 kg. Il calore latente di fusio-
ne dellacqua espresso con tre cifre significative vale
79,7 cal/g. In definitiva:
Q = c
LF
m= 79,7 cal/g 900 kg = 79,7 cal/g 9 10
5
g =
= 7,17 10
7
cal
Affinch 60,0 g di ghiaccio nelle condizioni indicate dal
testo del problema possano fondere si richiede un numero
minimo di calorie pari a:
0,500 cal/(g C) 60,0 g (20,0 C 0 C) +
+ 80,0 cal/g 60,0 g = 5400 cal
Daltra parte nel calorimetro sono contenuti 500 g di acqua
a 40,0 C che, se dovessero portarsi 0 C cederebbero una
quantit di calore pari a:
1,00 cal/(g C) 500 g (40,0 C 0 C) = 20000 cal
Il ghiaccio quindi fonde completamente e lacqua di fusione
(60,0 g) si porter da 0 C alla temperature finale t
f
del siste-
ma calcolabile con lequazione seguente:
1,00 cal/(g C) 500 g (t
f
40,0 C) + 5400 cal +
+ 1,00 cal/(g C) 60,0 g (t
f
0 C) = 0
Da questa si ottiene: t
f
= 26,1 C.
Il 40% di 2,00 kg equivale a 0,800 kg = 800 g. Tenendo
conto che, in base al testo del Problema, per il calore latente
di ebollizione dellacqua si deve assumere il valore di
540 cal/g, la quantit di calore che si dovrebbe cedere a
800 g di acqua per produrne levaporazione vale:
28
25
24
20
17
14
800 g 540 cal/g = 4,32 10
5
cal
Questa quantit di calore rappresenta il 70% del calore Q
effettivamente fornito per eseguire il processo e quindi:
Q = 4,32 10
5
cal/0,7 = 6,17 10
5
cal
Per scrivere lequazione dellequilibrio termico occorre
tenere presente che:
i 1000 g di acqua inizialmente a 30 C assorbono alla fine
la quantit di calore 1,00 cal/(g C) 1000 g (t
f
30,0 C);
i 100 g di ghiaccio assorbono calore nella fase di fusione
in misura pari a 80,0 cal/g 100 g = 8,00 10
3
cal;
i 100 g di acqua a 0 C provenienti dalla fusione del ghiac-
cio raggiungono la temperatura di equilibrio scambiando
la quantit di calore 1,00 cal/(g C) 100 g (t
f
0 C);
i 100 g di vapore cedono calore nella fase di condensazio-
ne in misura pari a 540 cal/g 100 g = 5,40 10
4
cal;
i 100 g di acqua a 100 C provenienti dalla condensazio-
ne del vapore raggiungono la temperatura di equilibrio
cedendo la quantit di calore
1,00 cal/(g C) 100 g (100 C t
f
).
In definitiva il bilancio termico si traduce nella relazione
seguente:
1,00 cal/(g C) 1000 g (t
f
30,0 C) + 8,00 10
3
cal +
+ 1,00 cal/(g C) 100 g (t
f
0 C) = 5,40 10
4
cal +
+ 1,00 cal/(g C) 100 g (100 C t
f
) = 0
Risolvendo questa equazione si ottiene t
f
= 71,7 C.
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Nei Test delle Olimpiadi riguardanti gli scambi termici si
d per nota lequivalenza fra calorie e joule (1 cal = 4,19 J),
equivalenza che in questo testo verr presentata nellUnit 2
del Tema 3.
Per rispondere al Test si dovr quindi applicare la relazione
Q = 1,0 cal/(g C) 200 g (80 C 20C) = 12000 cal
e quindi moltiplicare il risultato per 4,19 J/cal.
Si ottiene 50 KJ e quindi la risposta corretta la b.
Utilizzando lequazione della calorimetria si ha:
C 5 kg (t
f
10C) + C 10 kg (t
f
40 C) = 0
Da questa si ottiene t
f
= 30 C. La risposta corretta la c.
Volumi uguali di acqua e di metallo corrispondono a
masse pari rispettivamente a
a
V e 6
a
V. Tenendo conto
che lenergia (ovvero la quantit di calore) fornita al metallo
per ottenere un salto termico t k volte quella che si deve
fornire allacqua per ottenere lo stesso salto termico, si pu
porre:
Q =
a
V C
a
t
k Q = 6
a
V (C
a
/9) t
Da queste relazioni si ottiene k = 2/3. La risposta corretta la b.
Il segmento che rappresenta la dipendenza temperatura
tempo relativa allintervallo di tempo (0; 4 min) durante il
quale la sostanza allo stato solido, ha pendenza minore del
segmento che rappresenta la dipendenza temperatura
tempo relativa allintervallo di tempo (7 min; 10 min) duran-
te il quale la sostanza allo stato liquido. Tenendo conto che
il tempo trascorso direttamente proporzionale alla quanti-
4
3
2
1
30
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
37
t di calore fornita al corpo, si deduce che il calore specifico
della sostanza allo stato solido maggiore di quello che la
caratterizza allo stato liquido. Laffermazione a quindi
errata.
Dopo 4 min di riscaldamento ha solo inizio la fase di liquefa-
zione; laffermazione b quindi errata.
La fase di fusione si effettua in 3 min e richiede quindi:
3 min 2000 J/min = 6000 J.
Il calore latente di fusione vale perci 6000 J/kg; lafferma-
zione c quindi corretta mentre la e errata.
Il grafico si interrompe al decimo minuto e il suo andamento
indica che la sostanza ancora allo stato liquido.
Laffermazione d quindi errata.
Dal grafico si osserva che occorrono 300 kJ per vaporiz-
zare la massa m di sostanza, mentre occorrono solo 100 kJ
per fonderla. Il rapporto fra il calore di evaporazione e il calo-
re di fusione quindi pari a 3. La risposta corretta la a.
Tenendo presente che la massa di 1 litro dacqua pari a
1 kg, la quantit di calore, espressa in cal, richiesta per riscal-
dare lacqua si calcola con la relazione:
Q = 1,00 cal/(g C) 10,2 10
3
g (35,0 C 16,0 C) =
= 1,94 10
5
cal
Come si vedr nellUnit 2, la quantit di calore di 1,00 cal
equivalente a 4,19 J di energia termica e quindi la quantit di
calore Q precedentemente calcolata equivale a 8,13 10
5
J.
Tenendo ora presente che 27 l = 27 dm
3
= 2,7 10
2
m
3
, il
calore Q sviluppato dalla combustione del gas, espresso in J,
dato da:
Q = 2,7 10
2
m
3
37,4 10
6
J/m
3
= 1,01 10
6
J
Il rendimento dello scaldabagno, espresso dal rapporto (Q/Q)
100 vale quindi 80,5 %.
Per riscaldare una massa m di acqua da 10 C a 100 C
occorrono Q calorie, calcolabili con la relazione:
Q = 1,00 cal/(g C) m 90 C = 90 m cal/g
Questa quantit di calore viene fornita nel tempo di 18 min e
quindi la quantit di calore fornita per ciascun minuto vale:
= Q/(18 min) = 5,0 m cal/(g min)
Nei successivi 23 min viene fornita una quantit di calore Q
pari a:
Q = 23 min = 115 m cal/g
Questa quantit di calore evapora i 2/10 della massa dacqua
e quindi si pu porre:
(2/10) m = Q = 115 m cal/g
In conclusione: = 575 cal/g.
Considerando che L
f
= 3,34 10
5
J kg
1
= 80,0 cal/g e che
C
a
= 1,00 cal/(g C), per fondere 20 g di ghiaccio inizialmen-
te a 0 C, occorre una quantit di calore pari almeno a
20 80,0 cal/g = 1,6 10
3
cal
Daltra parte 150 cm
3
di acqua (ovvero 150 g di acqua) a
30 C, raffreddandosi fino a 0 C, cedono una quantit di
calore pari a:
1,00 cal/(g C) 150 g 30 C = 4,5 10
3
cal
Il ghiaccio fonde quindi completamente e alla fine il sistema
caratterizzato da una temperatura di equilibrio t
f
calcolabi-
8
7
6
5
le con la seguente equazione:
1,00 cal/(g C) 150 g (t
f
- 30 C) + 1,6 10
3
cal +
+ 1,00 cal/(g C) 20 g (t
f
0 C) = 0
Da questa si ottiene t
f
= 17 C.
Durante i primi 50 min la quantit di calore Q fornita al
sistema provoca la fusione del ghiaccio secondo la relazione
Q = m
gh
C
LF
essendo m
gh
la massa iniziale del ghiaccio e C
LF
il suo calore
latente di fusione.
Il valore di Q si pu determinare considerando che i 10 kg di
acqua e ghiaccio fuso aumentano la loro temperatura di 2 C
in 10 min. Da questa informazione, infatti, si pu stabilire
che la quantit di calore fornita al sistema nellunit di
tempo vale:
Perci:
Q = 2,0 10
3
cal/min 50 min = 1,0 10
5
cal
La massa del ghiaccio vale allora:
UNIT 2
TEST
La risposta corretta la d.
La dilatazione delle dimensioni lineari caratterizza ogni
parte della lamina, incluso il bordo del foro. La risposta cor-
retta quindi la c.
La risposta corretta la c.
Con laumentare della temperatura, la lunghezza della
lamina A, che ha un maggiore coefficiente di dilatazione,
aumenter pi della lunghezza della lamina B e quindi si pro-
durr una deformazione della coppia di lamine indicata nello
schema a.
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la d.
Dal momento che si tratta di una trasformazione isobara
la d errata. Dato che le temperature del gas sono espresse in
kelvin si utilizza la legge generale dei gas P V = n R T:
P V
1
= n
1
R T
1
P V
2
= n
2
R T
2
con n
1
= n
2
= 2 mol, perch la massa di gas contenuta nel
cilindro non varia al variare del volume (quindi la afferma-
zione a errata). Dividendo ora membro a membro le due
ultime relazioni si ottiene:
V
V
T
T
T
T
1
2
1
2
1
1
2
1
2

7
6
5
4
3
2
1
m
Q
C
gh
LF
cal
80cal/g
g


1 0 10
1 25 10
5
3
,
,


1 00 1 0 10 2
10
2 0
4
, ( ) ,
min
,
cal/ g C g C
110
3
cal/min
9
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
38
Da questa si ottiene V
2
= 2 V
1
. La risposta corretta quindi la
b, mentre la c errata.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la a.
Tenendo presente la legge generale dei gas PV = n R T, e
considerando che V e T restano costanti, la variazione di P
associata alla variazione di n. Poich le moli presenti alla fine
nel recipiente sono raddoppiate; deve essere raddoppiata
anche la pressione. La risposta corretta quindi la c.
Nelle condizioni iniziali, nei settori S
1
e S
2
del tubo conte-
nuto un ugual numero n di moli dello stesso gas e tale numero
non varia anche dopo il riscaldamento del gas contenuto nel
settore S
1
e il raffreddamento del gas contenuto nel settore S
2
.
Applicando perci la legge generale dei gas si ottiene:
P
1
V
1
= n R 400 K P
2
V
2
= n R 200 K
Nella nuova situazione di equilibrio P
1
e P
2
saranno diversi
dalla pressione iniziale ma saranno comunque uguali tra
loro. Tenendo conto di questa condizione, dividendo membro
a membro le due precedenti relazioni si ottiene:
V
1
/V
2
= 400 K/(200 K) = 2.
La risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
Fra un urto e il successivo sulla medesima parete la par-
ticella deve percorrere 2 m. Il tempo impiegato per questo
percorso pari a 2 m/(1000 m/s) = 2 10
3
s. Ne consegue
che il numero di urti sulla stessa parete effettuati in 1 s pari
a 1 s/(2 10
3
s) = 500. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la c.
Secondo la legge generale dei gas, un raddoppio della
pressione del gas in una compressione a volume costante
associato a un raddoppio della temperatura del gas. Daltra
parte, la velocit media delle particelle del gas espressa dalla
relazione:
Conseguentemente, la nuova velocit delle particelle data da:
La risposta corretta quindi la b.
Ogni spigolo della cella condiviso da 8 celle contigue e
quindi ciascuno di essi fornisce 1/8 di atomo alla cella. In
totale gli atomi disposti sugli otto spigoli forniscono 1 atomo
alla cella. A questo si aggiunge latomo al centro della cella.
La risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la d.
Utilizzando come fattore di conversione da calorie a joule
il valore 4,19 J/cal si ottiene:
0,200 cal/(g C) 4,19 J/cal = 0,838 J/(g C) = 838 J/(kg K)
La risposta corretta la b.
21
20
19
18
v
k T
m
v
3 2
2

( )
v
k T
m

3
17
16
15
14
13
12
11
10
9
8
PROBLEMI
Il mercurio inizialmente contenuto nel termometro ha il
volume di 3,01 cm
3
e occupa completamente il bulbo del ter-
mometro (di volume pari a 3,00 cm
3
) salendo nel capillare
termometrico ad una altezza h cos calcolabile:
h 0,200 10
2
cm
2
= 0,01 cm
3
Da questa: h = 5,00 cm
Per determinare le altezze del mercurio nel capillare in corri-
spondenza delle altre temperature, si deve determinare anzi-
tutto il volume che esso assume in corrispondenza di esse.
Si ottiene:
V
30,0 C
= 3,01 cm
3
(1 + 6,00 10
5
C
1
( 30,0 C)) =
= 3,00458 cm
3
e quindi:
Analogamente:
V
30,0 C
= 3,0154 cm
3
h
30,0 C
= 7,70 cm
V
70,0 C
= 3,0226 cm
3
h
70,0 C
= 11,3 cm
V
100,0 C
= 3,0281 cm
3
h
100,0 C
= 14,1 cm
Il grafico corrispondente a questi valori riportato nella figu-
ra seguente e mette in evidenza che la dipendenza fra h e la
temperatura di tipo lineare.
In base alla relazione l
t C
= l
0 C
(1 + (t 0)), la lunghez-
za l
500 C
e il diametro d
500 C
del cilindro a 500 C divengono
rispettivamente:
l
500 C
= 100 cm (1 + 10
4
C
-1
500 C) = 105 cm
d
500
C = 10 cm (1 + 10
4
C
-1
500 C) = 10,5 cm
Il volume del cilindro a 500 C vale perci:
V = (d
500 C
/2)
2
l
500 C
= 9,09 10
3
cm
3
Calcolando direttamente il volume utilizzando per il coeffi-
ciente di dilatazione il valore k = 3 = 3,00 10
4
C
1
si
ottiene:
V
500C
= (100 cm (5,0 cm)
2
) (1 + 3,00 10
4
C
1
500 C) =
= 9,03 10
3
cm
3
.
6
h


30
3
2 2
0 00458
0 200 10
2 29
C
cm
cm
cm
,
,
,
5
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
39
h (cm)
t (C)
5,00
10,0
15,0
50,0 30,0 100
Se l la lunghezza del filo a 30 C il periodo del pendolo
a questa temperatura :
In 86 400 s il pendolo batte 86 400/T volte e quindi il ritar-
do rispetto al pendolo che batte il secondo dato da:
Per calcolare T determiniamo anzitutto l:
Quindi a 30 C si avr:
l = 0,248237 m (1 + 1,1 10
5
C
1
30 C) = 0,2483189 m
e quindi: T = 1,000165 s
Il ritardo dopo un giorno risulta, perci, di 14,3 s.
La bacchetta e lanello hanno diverso coefficiente di dila-
tazione e quindi, in corrispondenza di una certa temperatu-
ra, le circonferenze della bacchetta e dellanello saranno
identiche. Si dovr allora porre:
D
B
(1 +
Cu
t) = D
A
(1 +
Al
t)
con D
B
= 2,00 cm, D
A
= 1,998 cm,
Cu
= 1,70 10
5
C
1
,

Al
= 2,30 10
5
C
1
.
Eseguendo il calcolo si ottiene: t = 167 C.
La legge generale dei gas scritta per i due stati del gas con-
duce alle relazioni seguenti:
P
1
V = n R T
1
P
2
V = n R T
2
Da queste si ottiene:
Essendo P
2
= 2 P
1
si avr T
2
= 2 T
1
e quindi:
T
2
= 2 (273 + 17,0 ) K = 580 K
t
f
= (580 273) C = 307 C
In base alla legge generale dei gas p V = n R T, il valore
medio dei prodotti p V indicati dalla tabella fornisce il valore
del prodotto n R T e quindi, ricavato il valore di T in kelvin,
essendo noto il valore di R (8,31 N m/(mol K)) possibile
determinare il valore di n. Esemplifichiamo il calcolo in un
caso fornendo i risultati per gli altri:
5,00 dm
3
21,0 10
5
Pa = 5,00 10
3
m
3
21,0 10
5
Pa =
10,5 10
3
Pa m
3
9,50 10
3
Pa m
3
; 9,90 10
3
Pa m
3
; 9,60 10
3
Pa m
3
;
1,03 10
4
Pa m
3
.
Si ha quindi:
valore medio dei prodotti PV = 9,96 10
3
Pa m
3
;
incertezza assoluta (= semidispersione della serie di misure) =
0,5 10
3
Pa m
3
risultato = (10,0 0,5) 10
3
Pa m
3
temperatura = 273,15 C + 50,0 C = 323 K
10,0 10
3
Pa m
3
= n R T
n

10 0 10
37
3
,
,
Pam
(8,31Nm/(molK))323K
3
33mol
19
P
P
T
T
1
2
1
2

14
9
l
T g

2
2
4
0 248237

, m
86400
86400

_
,

T
s
T l g 2 /
8
Si esprimano le due temperature in kelvin:
60 C + 273,15 C = 333,15 K 333 K
180 C + 273,15 C = 453,15 K 453 K
Considerando ora la legge generale dei gas e tenendo conto
che il volume resta invariato, si pu scrivere:
3 10
5
Pa V = n R 333 K
P V = n R 453 K
Dividendo membro a membro le due relazioni precedenti si
ottiene: P = 4,08 10
5
Pa.
Il numero n di moli di gas contenute nel cilindro dato
dalla relazione n = P V/(R T). Il valore di T 300 K mentre il
valore di V si ottiene moltiplicando la sezione del cilindro
(4,00 dm
2
) per la distanza fra il pistone e la base del cilindro
(= 4,00 dm). Si ottiene quindi V = 16,0 dm
3
.
Il valore della pressione P dato dalla pressione esterna e
dalla pressione prodotta dal pistone, perci:
In definitiva si ha:
Si tratta di un riscaldamento a pressione costante, per il
quale si deve applicare la relazione:
V
t
= V
0 C
(1 + t)
Il valore di t si determina con la relazione:
100 cal = 0,200 cal/(g C) 10,0 g (t 0 C)
dalla quale: t = 50,0 C
Si ottiene quindi:
V
f
= V
50 C
= 10,0 dm
3
= 11,8 dm
3
Dalla legge generale dei gas P V n R T:
Moltiplicando e dividendo il termine di destra per la massa
molare M
m
del gas si ottiene:
Il prodotto n M
m
corrisponde alla massa del gas contenuto
nel volume V e quindi il rapporto n M
m
/V indica la densit
del gas. La precedente relazione pu allora essere scritta nel
modo seguente:
Indicando con gli indici 1 e 2 le grandezze a 0 C e a 100 C
e tenendo presente che 0 C corrisponde a 273,15 K e 100 C
corrisponde a 373,15 K, si pu scrivere:
P
R
M
T P
R
M
T
m m
1
1
1 2
2
2


P
R
M
T
m


P
n M
V M
RT
m
m

P
n
V
RT
28
1
50 0
273 15
+

_
,

,
,
C
C
27
n

1 16 0 10
8 31 300
3
02kPa m
Nm/(molK)
3

,
, KK
mol 0 655 ,
P

100
10 0 9 81
4 00 10
102
2
kPa+
kg N/kg
m
2
, ,
,
kPa
26
20
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
40
Dividendo membro a membro e ricavando
2
si ottiene il valore
1,83 10
3
g/cm
3
1,83 kg/m
3
.
Quando i due bulbi sono immersi in acqua e ghiaccio e in
acqua bollente la loro temperatura, espressa con tre cifre
significative, vale rispettivamente 273 K e 373 K.
Considerato che i volumi dei bulbi e il numero di moli di gas
in essi contenute sono uguali, la legge generale dei gas appli-
cata ai gas dei due bulbi conduce alle relazioni seguenti:
P
D
V = n R 373 K
P
S
V = n R 273 K
dalle quali:
[a]
Si consideri ora che la pressione atmosferica corrisponde a
1,01 10
5
Pa ed uguale alla pressione che una colonna di
mercurio alta 760 mm esercita sulla sua base. Pertanto la
pressione esercitata da una colonna di 100 mm di mercurio
sulla sua base vale:
Lequazione [a] pu quindi essere integrata dalla relazione:
P
D
= P
S
+ 1,33 10
4
Pa
e quindi si pu stabilire che:
P
S
= 3,63 10
4
Pa
Quando il bulbo di destra immerso in acqua alla tempera-
tura assoluta T, la legge generale si scrive nella forma:
P
D
V = n R T
Daltra parte, la pressione esercitata da una colonna di mer-
curio alta 40,0 mm vale:
Si ha allora:
P
D
= P
S
+ 5,31 10
3
Pa = 4,16 10
4
Pa
e quindi:
dalla quale:
Fra un urto e il successivo effettuato sulla stessa parete
una particella deve coprire uno spazio pari al doppio di un
lato del cubo (cio 6,00 dm = 0,600 m). Per coprire questo
spazio alla velocit di 500 m/s, si richiede un tempo pari a:
Il numero di urti che una singola particella produce sulla
medesima parete in 1,00 s sono perci:
1,00 s/(1,20 10
-3
s/urto) = 833 urti
0 600
500
1 20 10
3
,
,
m
m/s
s

30

T 273
4 16 10
3 63 10
313
4
4
K
Pa
Pa
K
,
,
P
P
T
D
S
K


273
40 0
760
1 01 10 5 31 10
5 3
,
, ,
mm
mm
Pa Pa
100
760
1 01 10 1 33 10
5 4
mm
mm
Pa Pa , ,
P
P
D
S
K
273K

373
29
Poich le particelle che si muovono nel recipiente sono
1,00 10
23
, il numero N di urti prodotti da tutte le particelle
8,33 10
25
.
Si consideri ora che una singola particella arriva sulla parete
con la velocit di 500 m/s e riparte con la medesima velocit;
in un urto di una particella si produce allora una variazione
della quantit di moto pari a:
1000 m/s 1,00 10
25
kg = 1,00 10
22
kg m/s
Poich gli urti nei quali si realizza questa variazione della
quantit di moto sono 8,33 10
25
, la variazione di quantit
di moto complessiva vale:
1,00 10
22
kg m/s 8,33 10
25
= 8,33 10
3
kg m/s
La forza media trasferita in 1,00 s si calcola applicando la
relazione di uguaglianza fra impulso della forza e variazione
della quantit di moto; perci:
F 1,00 s = 8,33 10
3
kg m/s
dalla quale F = 8,33 10
3
N. La pressione prodotta da questa
forza media sulla parete vale perci:
P = 8,33 10
3
N/(9,00 10
2
m
2
) = 9,26 10
4
Pa
Indicando con m la massa di un atomo (20,2 1,67
10
27
kg) e con k la costante di Boltzmann (1,38 10
23
J/K),
si ha:
Il lavoro L
A
compiuto in un giro dalla forza di attrito F

A
che impedisce al corpo P di cadere espresso dalla relazione
seguente:
L
A
= F
A
2 R
essendo Ril raggio del calorimetro (= 3,00 10
2
m) e F
A
= P.
Per N giri avremo perci: L
A
= N P 2 R.
Numericamente si ottiene: L
A
= 471 J.
Questa energia si trasforma in energia interna dellacqua
contenuta nel calorimetro.
Perci, esprimendo il calore specifico dellacqua in J/(kg C)
(= 4180 J/(kg C)), dalla relazione: L = C m t si ottiene:
t = 2,25 C.
Lenergia potenziale gravitazionale dei due pesi viene tra-
sformata in piccola parte in energia cinetica dei due pesi stes-
si e per la restante (e maggiore) parte in energia termica del-
lacqua contenuta nel calorimetro.
Il bilancio energetico quindi tradotto dalla formula seguente:
Si ottiene: t = 0,934 C.
50 2 2 00 9 81 2 00
2
1
2
2 00 0
2
( kg m/s m
kg
+

, , ,
, ( ,, ) )
,
400
4180 1 00
2
m/s
J
kg C
kg

t
39
37
v
k T
m
v
k T
m
v
v
T
T
v
1
1
2
2
1
2
1
2
1
3 3
0 856
579

,
mm
s
m
s
v
2
676
34
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
41
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Nella posizione indicata dalla parte sinistra della figura,
alla pressione atmosferica si aggiunge quella di una colonna
di mercurio alta 15 cm; la pressione dellaria corrisponde
perci a quella di una colonna di mercurio alta (75 + 15) cm.
Nella posizione indicata dalla parte destra della figura, la
pressione dellaria invece quella corrispondente a una
colonna di mercurio alta (75 15) cm. Perci, essendo iden-
tica la temperatura nei due casi:
P
1
V
1
= P
2
V
2
con V
1
= S h
1
, V
2
= S h
2
Perci: P
1
h
1
= P
2
h
2
.
Da questa, h
2
= 36 cm. La risposta corretta perci la d.
Nella posizione iniziale sono uguali la temperatura e la
pressione del gas nelle due parti A e B. Quindi, per la legge
generale dei gas, il rapporto fra i volumi di A e B uguale al
rapporto fra le moli di gas in essi contenute. Perci n
A
= 2 n
B
.
Nella posizione finale si ha:
P
A
V
A
= n
A
R 100 K P
B
V
B
= n
B
R 500 K
con P
A
= P
B
Si ha allora:
e tenendo conto che n
A
= 2n
B
si ottiene:
La risposta corretta la c.
Nella prima trasformazione, a volume costante, la pres-
sione proporzionale alla temperatura assoluta, quindi
P
2
= 2P
1
.
Nella seconda trasformazione sono costanti volume e tempe-
ratura e quindi, per la legge generale dei gas, la pressione
proporzionale al numero di moli (e quindi di molecole). Per
dimezzare la pressione occorrer quindi dimezzare il numero
di molecole; la risposta corretta la c.
Il numero di molecole di gas proporzionale al numero di
moli (la costante di proporzionalit il numero di Avogadro).
Si pu quindi rispondere al Test calcolando il rapporto n
2
/n
1
fra i numeri di moli dei due gas. Dalla legge generale dei gas
ricordando che essi hanno lo stesso volume V, si ricava:
da cui:
Si ottiene n
2
/n
1
= 2/3 e quindi la risposta corretta la d.
In base alla legge generale dei gas P V = n R T, fissati i
valori del volume e della temperatura, il valore della pressio-
ne dipende dal numero n di moli di gas contenute in quel
volume. Dal momento che la massa dellidrogeno (H
2
) e del-
lossigeno (O
2
) identica, se n
H
2
indica il numero di moli del-
lidrogeno e n
O
2
indica il numero di moli dellossigeno, si
avr:
1 g = n
H
2
2 = n
O
2
32
Da questa: n
O
2
= n
H
2
/16
5
n
n
P T
T P
2
1
2 1
2 1

n
P V
R T
n
P V
R T
1
1
1
2
2
2


4
3


V
V
A
B
2
5


V
V
n R
n R
A
B
A
B
K
K
100
500
2
1
Conseguentemente la pressione esercitata dallossigeno
1/16 di quella esercitata dallidrogeno e vale quindi 1 kPa. La
risposta corretta quindi la a.
La legge generale dei gas scritta per il gas prima e dopo il
suo utilizzo conduce alle relazioni seguenti:
P
1
V = n
1
R T
1
P
2
V = n
2
R T
2
Il problema richiede la determinazione della quantit di gas
utilizzata, ovvero il valore di n
1
n
2
.
Si ha perci:
Considerando che P
2
= 0,7 P
1
, la precedente relazione divie-
ne:
ponendo:
V = 40 10
3
m
3
; P
1
= 6,0 10
6
Pa; R = 8,314 J/(mol K);
T
1
= 291 K; T
2
= 293 K, si ottiene n
1
n
2
= 30,2 mol.
Considerando la trasformazione del gas contenuto nella
bolla come isoterma si ha:
P
1
V
1
= P
2
V
2
Ponendo P
1
= 500 10
3
Pa, P
2
= 100 10
3
Pa e V
1
= 10 cm
3
si ottiene V
2
= 50 cm
3
.
La temperatura massima T raggiunta nel processo quel-
la dellisoterma tangente al segmento 1 2. Scritta lequazio-
ne della retta passante per i punti 1 e 2 nella forma:
p = mV + q con
e
q = p
1
m V
1
= 2 10
5
Pa ( 1,0 10
7
Pa/m
3
) 5 10
3
m
3
=
= 2,5 10
5
Pa
si deve risolvere il sistema:
p = m V + q
p V = n R T
Da questo si ottiene:
m V
2
+ q V n R T = 0
Il discriminante di questa equazione :
q
2
+ 4 m n R T
che posto uguale a zero fornisce lespressione:
Quando il bicchiere non capovolto in acqua, contiene
un numero n di moli di aria correlato alla pressione ambien-
te P
A
e al volume V del bicchiere dalla relazione:
P
A
V = n R T [a]
Quando il bicchiere capovolto in acqua, n e T rimangono
invariati ma il volume iniziale V dellaria occupa ora un volu-
me V ad una pressione P data da:
9
T
q
m n R


2
4
m
p
V

1 5 10
1 0 10
5
3
7
,
,
Pa
15 10 m
Pa/m
3
33
8
7
n n
VP
R T T
1 2
1
1 2
1 0 7

_
,

,
n n
V
R
P
T
P
T
1 2
1
1
2
2

_
,

6
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
42
P = P
A
+ 4 N/(10 10
4
m
2
) = 4 10
3
Pa
Si pu perci scrivere:
P V = n R T
Tenendo conto della relazione [a] si ha allora:
Il lavoro L compiuto per il frenamento si suppone trasfor-
mato completamente in energia termica che produce lau-
mento di temperatura dei dischi. Essendo:
L = (1/2) m v
2
= 4,05 10
5
J
si pu porre:
4,05 10
5
J = 4 2,8 kg 460 J/(kg K) t
Da questa: t = 78,6 C.
UNIT 3
TEST
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
In una espansione contro il vuoto non si compie alcun
lavoro (b vera mentre a errata). In una espansione contro
laria a pressione di 10
5
Pa il lavoro dato da P Ve quindi nel
caso b dato da 10
5
Pa (3 10
3
m
3
2 10
3
m
3
) = 10
2
J.
Dunque c e d sono errate.
Il lavoro nelle due trasformazioni isoterme dato da:
Quindi L
1
/L
2
= 0,5. La risposta corretta la d.
La risposta errata la d.
In una isobara alla pressione P che comporta un aumento
di volume da V
A
a V
B
si ha P V
B
> P V
A
e quindi n R T
B
>
> n R T
A
. La temperatura perci aumenta (risposta a corretta).
Aumenta di conseguenza lenergia interna del gas (b errata).
Il lavoro compiuto espresso dalla relazione L = P (V
B
V
A
) ed
positivo (c errata). In base alla relazione Q = L + U si
constata che Q positivo, cio che si deve cedere calore al gas
per provocarne la trasformazione, d quindi errata.
La risposta corretta la d.
Nel riscaldamento a volume costante si ha:
U
A
= C
mV
n t L
A
= 0 Q
A
= U
A
Nel riscaldamento a pressione costante si ha invece:
U
B
= C
mV
n t L
B
= P V Q
B
= L
B
+ U
B
Essendo n uguale in entrambi i casi, si constata che:
Q
B
> Q
A
in quanto C
mP
> C
mV
, U
B
= U
A
, L
B
> L
A
(la a erra-
ta)
L
A
vale zero (la c errata)
U
A
= U
B
(la c errata mentre corretta la d).
La risposta corretta la b.
9
8
7
6
5
L n R T
2
3
3
80
20

dm
dm
ln
L n R T
1
3
3
40
20

dm
dm
ln
4
3
2
1
10


V
V
P
P
A
Pa
Pa
4 10
100 10
0 04
3
3
,
Il lavoro rappresentato dallarea del ciclo che, nel caso
in esame, ha la forma di un triangolo di lati 10
4
Pa e 3 dm
3
.
Quindi la risposta corretta la b.
La risposta corretta la c.
Lespressione del rendimento in funzione delle tempe-
rature T
1
e T
2
delle sorgenti di calore a bassa e ad alta tempe-
ratura :
= 1 T
1
/T
2
In base ad essa si constata che le affermazioni a e b sono cor-
rette. Anche la d corretta perch lirreversibilit delle tra-
sformazioni di un ciclo reale e gli effetti di attrito degli organi
in movimento della macchina riducono sempre il rendimen-
to calcolato con la relazione precedente. La stessa relazione
indica anche che la b errata.
La risposta corretta la d.
Nel processo di solidificazione lacqua libera energia ter-
mica Q nellambiente a una temperatura che, durante il
passaggio di stato, costante. Quindi:
ove T la temperatura di fusione dellacqua (circa 273 K).
La quantit di calore Q viene acquisita dallambiente, che si
trova a una temperatura T minore di T. Quindi:
Essendo per T < T, si ha anche:
e quindi lentropia del sistema aumenta. La risposta corretta
quindi la b.
La risposta corretta la d.
PROBLEMI
La variazione dellenergia interna dellunit di massa del-
lacqua uguale, in valore assoluto, alla variazione della sua
energia potenziale gravitazionale. Perci:
U = 1,0 kg 9,8 m/s
2
50 m = 490 J
Si applichi la relazione U= C mt con C= 4,19 10
3
J/(kg K).
Si ottiene t = 0,12 C.
Nellurto, perfettamente anelastico, si ha una perdita di
energia cinetica del sistema che si trasforma in energia interna
del medesimo. Per determinare la velocit finale del sistema si
applichi il principio di conservazione della quantit di moto:
m v = 2 m v
Da questa: v = v/2 = 5,0 m/s
La variazione di energia cinetica quindi data da:
(1/2) m v
2
(1/2) (2 m v
2
) = (1/4) m v
2
Utilizzando ora la legge della calorimetria:
(1/4) m v
2
= C 2 m t
con C espresso in J/(kg C) (= 419 J/(kg C))
si ottiene allora: t = 0,030 C
5
3
15
Q
T
Q
T
>


S
Q
T
ambiente
>


S
Q
T
acqua
< 0
14
13
12
11
10
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
43
Capovolgendo il tubo si provoca una caduta dellacqua e
dei pallini di piombo alla quale associata una diminuzione
della loro energia potenziale gravitazionale approssimativa-
mente uguale a:
(0,300 kg + 1,00 kg) 9,81 m/s
2
1,50 m = 19,1 J
Questa energia viene convertita in calore dellacqua e dei pal-
lini e aumenta quindi la temperatura del sistema di una
quantit t cos calcolabile:
19,1 J/(4,19 J/cal) = (300 g 1,00 cal/(g C) +
+ 1000 g 0,0310 cal/(g C)) t
Si ottiene t = 0,0138 C. Per aumentare di 2,00 C la tem-
peratura del sistema occorrono perci circa 145 capovolgi-
menti.
Il lavoro compiuto dal gas dato dal prodotto della pres-
sione per la variazione volumica del gas che pari a:
2,0 dm
3
1,0 dm = 2,0 dm
3
= 2,0 10
3
m
3
Quindi L = P V = 200 J
Dalla relazione Q = U = C
mV
n T si ottiene:
Si ha quindi T = (293,15 + 27,9) K = 321 K
Il numero n di moli di gas dato dal rapporto:
Quando ricevono una quantit di calore Q pari a 1000 J, esse
subiscono un salto termico cos calcolabile:
Q = C
mP
n T = (C
mV
+ R) n T
Si ottiene T = 96 K
La variazione della energia interna del gas vale allora:
U = C
mV
n T = 600 J
e conseguentemente il lavoro vale:
L = Q U = 400 J
A questo lavoro, eseguito alla pressione costante di 1,0 10
5
Pa,
deve corrispondere una variazione volumica Vcalcolabile con
la relazione L = P V dalla quale V = 4,0 10
3
m
3
.
La temperatura dellisoterma si determina a partire dalla
relazione:
P V = n R T
Riferendosi al punto A, si ottiene:
Nella trasformazione AB il lavoro compiuto uguale al calo-
re ricevuto in quanto U = 0; perci L
AB
= 7660 J.
Nella trasformazione BC il lavoro L
BC
dato da:
3,00 10
5
Pa 20,0 10
3
m
3
= 6000 J
Nella trasformazione CA il lavoro nullo in quanto si tratta di
trasformazione senza variazione di volume.
Il lavoro totale L vale quindi 1660 J.
Il calore ricevuto nella trasformazione AB dato dal testo del
Problema e vale 7660 J.
Per la trasformazione CA occorre valutare il salto termico
T
P V
n R

5 00 10 30 0 10
4 00 8 314
5 3 3
, ,
, ,
Pa m
mol J// mol K
K
( )
451
21
n
10
20
0 50
g
g/mol
mol ,
17
T

400 4 19
20 0 3 00
cal J/cal
J/ molK mo
,
, ( ) , ll
K 27 9 ,
14
9
6
T
A
T
C
e applicare la relazione Q
CA
= C m (T
A
T
C
).
Il calore specifico C dato dal testo del Problema:
C = 0,74 J/(g K)
La massa m vale: 28,0 g/mol 4,00 mol = 112 g.
La temperatura T
C
si ottiene in base alla legge generale dei
gas:
Si ottiene quindi:
Q
CA
= C m (T
A
T
C
) = 1,49 10
4
J
Il calore totale ricevuto dal sistema vale allora:
Q
R
= 7660 J + 14900 J = 2,26 10
4
J
Il lavoro compiuto nella espansione isoterma uguale,
per il primo principio della termodinamica, al calore fornito
Q
2
. Calcolato il rendimento dalla formula = 1 T
1
/T
2
, il
lavoro totale L compiuto nel ciclo si calcola dalla formula
L = Q
2
. Si ottiene L = 1600 J. Il calore Q
1
dato dalla dif-
ferenza Q
2
L. Si ottiene Q
1
= 2400 J.
Per il rendimento si applica la relazione:
Dalla relazione:
si pu ora ottenere T
1
= 310 K.
Il coefficiente di prestazione CP definito dalla relazione:
Utilizzando i valori delle temperature, espresse in kelvin, si
ottiene allora:
Per raffreddare 1,0 kg di acqua da 30 C a 5,0 C occorre
assorbire unenergia termica Q
1
pari a:
1,0 kg 4,19 J/(kg C) (30 C 5,0 C) = 1,0 10
5
J
e quindi dalla relazione CP = Q
1
/L si ottiene L = 1,3 10
4
J
Il calcolo del lavoro si esegue valutando larea trapezoi-
dale definita dalle quattro trasformazioni AB, BC, CD, DA. Si
ottiene:
Il calore scambiato dato dalla somma algebrica dei calori
ricevuti e ceduti dal sistema nelle diverse trasformazioni. Per
determinare tali valori occorre conoscere le temperature in
corrispondenza degli stati A, B, C, D e quindi applicare:
per le trasformazioni iosobare AB e DC le equazioni:
Q
AB
= C
mP
n (T
B
T
A
)
Q
CD
= C
mP
n (T
D
T
C
)
L
+

(AB DC) AD
2
3000 J
31
CP


278
313 278
7 9
K
K K
,
CP
T
T T
Q
L


1
2 1
1
29
1
1
2
T
T



L
Q
2
8000
4 19
0 48
J
4,0 10 J/cal
3
,
,
27
22
T
P V
n R
C
C C
Pa m
mol

3 00 10 30 0 10
4 00 8 3
5 3 3
, ,
, , 114
271
J/ mol K
K
( )

SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
44
con C
mP
= (20 + 8,314) J/(mol K) = 28 J/(mol K)
per la trasformazione BC la relazione:
Q
BC
= U
BC
+ L
BC
= C
mV
n (T
C
T
B
) + (4,0 10
5
Pa +
+ 2,0 10
5
Pa) 1,0 10
2
m
3
/2
tenendo conto che C
mV
= 20 J/(mol K)
per la trasformazione DA la relazione:
Q
DA
= U
DA
= C
mV
n (T
A
T
D
)
Si ottiene: T
A
= 240 K, T
B
= 480 K, T
C
= 360 K, T
D
= 120 K,
Q
AB
= 1,3 10
4
J, Q
CD
= 1,3 10
4
J, Q
BC
= 1,8 10
3
J, Q
DA
= 4,8 10
3
J, Q
tot
= 3,0 10
3
J.
Per il rendimento si calcoli il rapporto:
Supponendo che il fenomeno avvenga a temperatura
costante si pu ammettere che la variazione di entropia del
sistema di cubetti sia data dal rapporto:
ove E indica la variazione di energia del sistema, pari alla
diminuzione della sua energia potenziale gravitazionale.
Assumendo come livello di riferimento per questa forma di
energia il piano orizzontale passante per il baricentro del
primo cubetto si pu scrivere:
E= m g (0 + 0,050 m + 0,10 m + 0,15 m + 0,20 m + 0,25 m +
+ 0,30 m + 0,35 m + 0,40 m + 0,45 m) = m g 2,25 m =
50,0 10
3
kg 9,81 m/s
2
2,25 m = 1,10 J
e quindi:
La diminuzione dellenergia cinetica del sistema E
c
che
si prodotta nellurto data da:
E
c
= (1/2) m
1
v
1
2
+ (1/2) m
2
v
2
2
(1/2) (m
1
+ m
2
) v
2
[a]
essendo:
m
1
v
1
m
2
v
2
= (m
1
+ m
2
) v [b]
Dalla [b] si ottiene v (in modulo) = 2,50 m/s e quindi, dalla
[a] si ottiene E = 37,5 J
Ponendo U = E si pu ora calcolare la variazione di tem-
peratura del sistema con la relazione:
U = 0,700 cal/(g C) 4,19 J/cal 4,00 10
3
g T
Si ottiene T = 3,20 10
3
K
Per il calcolo dellentropia si applica la relazione:
dalla quale si ottiene S = 0,125 J/K
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Comprimendo una massa di gas si fa lavoro sul gas (laf-
fermazione 2 corretta) e questo comporta un aumento della
1


S
U
T

38


S
E
T


1 10
3 67 10
3
,
,
J
300K
J/K


S
E
T

36
lavoro realizzato nel ciclo
calore fornito Q Q (
AB
+
DDA
J
J J ) , ,
,
+

3000
1 3 10 4 8 10
0 17
4 3
sua energia interna, ovvero della sua temperatura, salvo il
caso in cui venisse contemporaneamente dispersa nellam-
biente. Laffermazione 1 quindi corretta. Dal momento che
lenergia cinetica delle molecole dipende solo dalla loro tem-
peratura laffermazione 3 errata. Ne consegue che la rispo-
sta corretta la b.
Nella trasformazione PQ il gas non compie lavoro ma assor-
be una certa quantit di calore Q
PQ
che comporta una varia-
zione della sua energia interna U
PQ
. Nella trasformazione QR
il gas assorbe invece la quantit di calore Q
QR
che viene utiliz-
zata per aumentare lenergia interna del gas di una quantit
U
QR
e per compiere il lavoro di 3 J.
In definitiva:
8 J = Q
PQ
+ Q
QR
= U
PQ
+ U
QR
+ 3 J
La variazione di energia interna del sistema nel passaggio
dallo stato P allo stato R vale quindi 5 J.
Dal momento che lenergia interna funzione di stato, que-
sta stessa variazione si produce anche quando le trasforma-
zioni sono la PS e la SR. Nella trasformazione complessiva
PSR il gas deve assorbire quindi 6 J di energia termica. La
risposta corretta la b.
In una trasformazione a volume costante il lavoro scam-
biato con lesterno nullo e quindi, in base al primo principio
della termodinamica, si ha Q = U 0. La risposta corretta
quindi la c.
La trasformazione HF isoterma e quindi negli stati F e H
il gas ha identica energia interna. Il punto G si trova su una
isoterma alla quale corrisponde una maggior temperatura.
Ne consegue che la risposta corretta la b.
Dalla relazione:
= 1 T
1
/T
2
essendo T
1
= (273 + 100) K e T
2
= (273 + 200) K si ottiene
= 0,21. La risposta corretta la c.
Relativamente alla trasformazione ABC il lavoro rap-
presentato dallarea del rettangolo di altezza 2 p
0
e base V
0
.
Quindi L
1
= 2 p
0
V
0
.
Relativamente alla trasformazione AC il lavoro invece rap-
presentato dallarea del trapezio di basi p
0
e 2 p
0
e di altezza
V
0
. Quindi L
2
= (3/2) p
0
V
0
.
In definitiva: L
1
/L
2
= 4/3.
Per il primo principio della termodinamica:
L = Q U
ove Q = 2,0 10
4
J e U = C
mV
n T
Essendo lelio un gas monoatomico, il suo calore specifico a
volume costante vale:
(3/2) R = 12,5 J/(mol K)
e quindi U= 12,5 J/(mol K) 2 mol 900 K = 2,25 10
4
J
Si ottiene allora L = 2500 J (il valore negativo del lavoro
indica che esso stato compiuto sul gas).
Per il primo principio della termodinamica:
Q = L + U
ove L = (p
0
+ 2 p
0
) (2 V
0
V
0
)/2 = (3/2) p
0
V
0
e U =
= C
mV
n T con C
mV
= (3/2) R (essendo lelio un gas monoa-
tomico).
8
7
6
5
4
3
2
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
45
Le temperature corrispondenti ai due stati estremi della tra-
sformazione sono date rispettivamente da:
e quindi:
In definitiva:
U = (9/2) p
0
V
0
Q = (3/2) p
0
V
0
+ (9/2) p
0
V
0
= 6 p
0
V
0
In base al primo principio della termodinamica:
Q = L + U
essendo, in questo caso, U = 0 (la temperatura infatti
costante) si ottiene Q = L = 400 J
Potendo trascurare il lavoro compiuto nellespansione contro
la pressione atmosferica si dovr porre:
L = m g h
dalla quale h = 0,5 m.
Posto nella relazione del rendimento:
T
f
= costante e sostituito T
c
con T
c
+ T si ottiene:
Posto ora T
c
= costante e sostituito T
f
con T
f
T si ottiene:
Da queste si ottiene:
In definitiva, a parit di variazione della temperatura, la
variazione del rendimento quando si tiene costante T
f
mino-
re della variazione del rendimento che si ottiene quando si
tiene costante T
c
.

Tf
Tc
f
c
<1
+
T
T T

Tc
f
c
f
c
f
c
f
c


_
,



1 1
T T
T
T
T
T
T
T T
T
T
TT
c

Tf
f
c
f
c
f
c
f
c
f

+

_
,


+
1 1
T
T T
T
T
T
T
T
T T
T

T
T T T
c c
( ) +
1
T
T
f
c
10
9
T
p V
n R

3
0 0

T
p V
n R
T
p V
n R
1
0 0
2
0 0
4


TEMA 4
UNIT 1
TEST
Sostituendo nella relazione y = A sin ( t) lespressione di
t ricavata dalle relazione x = v t si ottiene:
Questa rappresenta una dipendenza funzionale (x, y), di tipo
sinusoidale con y = 0 per x = 0 e che, per i primi valori di x
positivi implica y positivo. La risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la c.
Si tenga presente che v
0
= s
0
. Si ottiene perci:
= 4 [rad]/s. La risposta corretta la a.
Eseguendo la medesima traiettoria, i due moti armonici
hanno identica ampiezza e quindi s
1
= s
2
.
Dalle relazioni a
1
=
1
2
s
1
; a
2
=
2
2
s
2
si deduce perci:

1
/
2
= 2.
Daltra parte, dalle relazioni v
1
=
1
s
1
; v
2
=
2
s
2
con s
1
= s
2
si ottiene:
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la a.
In base alla relazione:
con m
1
= m
2
e v
1
= v
2
si ottiene:
Essendo perci k
2
> k
1
ne consegue s
1
> s
2
. La risposta cor-
retta la b.
La risposta corretta la d.
Lenergia totale dipende solo da k e da A, per cui rimane
invariata.
Dalle formule del moto armonico si ricava che il periodo T
direttamente proporzionale alla radice quadrata della massa,
per cui T diminuisce. La velocit massima inversamente pro-
porzionale al periodo e quindi aumenta.
Da ci si deduce che la proposizione corretta la c.
La risposta corretta la d.
11
10
9
s
s
k
k
1
2
2
1

v s
k
m
s
2 2 2
2
2
2

v s
k
m
s
1 1 1
1
1
1

8
7
6
v
v
1
2
1
2
2

5
4
3
2
y A
x
v

_
,

sin

1
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
46
PROBLEMI
In base alla legge oraria del moto armonico scritta nel
caso in cui per t = 0 si ha s = 0:
s = s
0
sin ( t)
si ottiene:
Lo spostamento massimo del corpo dalla posizione di
equilibrio s
0
= 1,00 m. In corrispondenza di tale sposta-
mento laccelerazione data da a
0
=
2
s
0
, da cui si ricava
(si ottiene = 3,00 [rad]/s) e quindi, dalla formula v
0
= s
0
,
la velocit massima, che risulta v
0
= 3,00 [rad]/s 1,00 m =
3,00 m/s. Il periodo T si ottiene dalla formula T = 2 / =
2,09 s.
Le leggi orarie dei due moti armonici sono:
s
1
= s
0
sin ( t + /6)
s
2
= s
0
sin ( t + /3)
Si ha quindi:
per t = 1/4 T
per t = 1/2 T
La relazione che esprime il periodo del moto oscillatorio
quando la molla ha una massa Mdi valore non trascurabile
rispetto a quello della massa m del corpo oscillante la
seguente:
Tenendo conto dei valori numerici riportati nel Problema 11
si ha perci:
La velocit massima del corpo oscillante vale perci:
v
0
= s
0
= (2 /T ) s
0
= 1,91 m/s
Per determinare il periodo di oscillazione della molla con
la massa di 2,00 kg, si applichi la relazione:
15
T
+
2
0 400 1 3 0 120
40 0
0 659
, ( ) ( , )
,
,
kg / kg
N/m
s
T
m M
k

+
2
(1/3)
12
s s
1 2
1 3 0 577 / / ,
s s
T
T
s
2 0 0
2
2 3
2 +

_
,

sin ( / )

3
s s
T
T
s
1 0 0
2
2 6
+

_
,

sin ( )

1/2
s s
1 2
3 1 73 / ,
s s
T
T
s
2 0 0
2
4 3
+

_
,

sin ( )

1/2
s s
T
T
s
1 0 0
2
4 6
2 +

_
,

sin ( / )

3
10
6
s
s
t
0
10
4 0 0 50


sin ( ) sin( , [ ] ,
cm
rad /s s)
111cm
2
Quando la massa si trova a 15,0 cm dalla sua posizione ini-
ziale, lallungamento della molla rispetto alla sua lunghezza
naturale (molla scarica) dato dallallungamento di 0,150 m
pi lallungamento prodotto dalla massa di 2,00 kg. Questo
secondo allungamento dato da 19,6 N/(300 N/m) =
= 0,0653 m; dunque lallungamento totale pari a 0,150 m +
+ 0,0653 m = 0,215 m.
La forza di richiamo della molla (verso lalto) vale perci:
300 N/m 0,215 m = 64,5 N.
Questa forza contrastata dalla forza peso del corpo (= 19,6 N)
e perci:
Si tenga presente che si pu considerare come posizione ini-
ziale quella di equilibrio (molla + peso); allora lo spostamen-
to massimo s
0
15,0 cm e quindi:
Per il calcolo della velocit si tenga presente che:
v
0
= s
0
= 2/T s
0
= 1,84 m/s
Dai dati iniziali, lallungamento x = 5,00 cm e il peso m g
fissato allestremo della molla, si ricava la costante elastica di
questa: k = m g/x (si ottiene k = 29,4 N/m). Conoscendo ora k
e la massa residua appesa alla molla (m= 50 g) si determina la
frequenza di oscillazione:
La velocit massima pu essere calcolata con la formula
v
0
= 2 f s
0
dove s
0
lampiezza massima di oscillazione.
s
0
, per, non nota: per determinarla va calcolata la posizione
di equilibrio della molla quando a essa fissato solo il peso di 50
grammi. Ci si ottiene applicando la formula x =m g/k; si ottie-
ne x = 1,67 cm, per cui s
0
= 5,00 cm 1,67 cm = 3,33 cm; si
ottiene infine v
0
= 0,807 m/s.
Lenergia cinetica massima del sistema oscillante
espressa dalla relazione:
E
c max
= (1/2) (m + (1/3) M) v
0
2
Questa deve essere uguale allenergia elastica massima del
sistema, espressa dalla relazione:
E
e max
= (1/2) k s
0
2
Si ottiene perci:
E
c max
= (1/2) (2,00 kg + (1/3) 0,300 kg) (0,700 m/s)
2
=
= 0,515 J
Tenendo presente che lenergia totale E
t
data da (1/2) k s
0
2
,
si ricava k ottenendo:
23
s
E
k
0
2
2
4 54 10

m
cmax
,
20
f
k
m

1
2
1
2
29,4N/m
0,0500kg
3,86Hz
16
a s
T
s

_
,


2
0
2
0
2
22 5

,
m
s
2
a
( , , )
,
,
64 5 19 6
2 00
22 5
2
N N
kg
m/s
T
m
k
2 0 513 , s
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
47
Dalla relazione che collega la frequenza a k e alla massa m:
si calcola la massa m ottenendo m = 1,27 kg.
Conoscendo lenergia totale, la velocit massima v
0
si ricava
applicando il principio di conservazione dellenergia:
(1/2) mv
0
2
= E
t
Si ottiene v
0
= 2,51 m/s
Tenendo presente la relazione:
a =
2
x = 4
2
x/T
2
si ottiene, ignorando il segno meno:
[a]
Ponendo in questa: x = 0,0050 m e a = 50 m/s
2
, si ottiene:
T = 6,3 10
2
s
Per il calcolo della costante elastica si deve ora utilizzare la
relazione dalla quale k = 4
2
m/T
2
.
Tenendo ora conto della relazione [a] si ottiene:
k = m a/x = 1,2 10
5
N/m
Per il calcolo dellenergia massima E del sistema si ha poi:
E = (1/2) k x
2
max
= 6,0 J
Il periodo di oscillazione del pendolo dato da:
Il periodo di oscillazione della molla dato da:
Perci, eguagliando le due espressioni di T, si ottiene:
Sulla Luna il periodo della molla non cambia, mentre cambia
quello del pendolo a causa della variazione di g.
TEST DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Gli allungamenti L e L della molla sulla Terra e sulla
Luna sono determinabili con le relazioni:
m g
T
= k L
m g
L
= k L
Da queste deriva:
La frequenza di oscillazione della molla per espressa dalla
relazione:
che non dipende dallaccelerazione di gravit; quindi la risposta
corretta la c.
f
k
m

1
2


L
L
g
g n
L
T
1
1
k
mg
l
4 9 , N/m
T m k 2 /
T l g 2 /
27
T m k 2 /
T x a 2 /
24
f
k
m

1
2
k

2 4,00J
(0,200m)
200N/m
2
Per un moto armonico semplice di pulsazione , ampiez-
za massima s
0
e legge oraria s = s
0
sin ( t) valgono le rela-
zioni:
v = s
0
cos ( t)
a =
2
s
0
sin ( t)
Dunque le affermazioni 1 e 2 sono errate. Il moto armonico
per prodotto da una forza del tipo F = k s e quindi laffer-
mazione 3 corretta. La risposta corretta quindi la e.
Nel punto pi basso la molla allungata di 2a rispetto alla
sua posizione di equilibrio, e perci la sua energia potenziale
elastica vale:
E
e
= (1/2) k (2a)
2
= 2 k a
2
Daltra parte, nella condizione di equilibrio, tra forza elastica
e forza di gravit si ha m g = k a, da cui k = m g/a.
Sostituendo questo valore nellespressione di E
e
si ottiene
E
e
= 2 m g a. La risposta corretta la d.
Lenergia di una particella di massa m che si muove con
pulsazione su una traiettoria di ampiezza massima s
0
pu
essere espressa con le relazioni seguenti:
E
e
= (1/2) k s
0
2
= (1/2) m
2
s
0
= (1/2) m (2 /T)
2
s
0
Lenergia dipende quindi da s
0
, da me da T e quindi la risposta
corretta la a.
Il corpo oscilla fra due punti che distano rispettivamente
100 cm e 30 cm dal soffitto. Lampiezza del suo moto oscilla-
torio quindi data da 70 cm/2 = 35 cm. Laffermazione a
quindi errata.
Lenergia cinetica del corpo massima quando massima la
sua velocit e ci accade quando esso passa per la sua posi-
zione di equilibrio. Nel caso in esame questo accade dopo un
tempo pari a T/4; quindi laffermazione b errata, mentre
corretta la d.
Nellintervallo di tempo t = 0 e t = T/4 il corpo si avvicina alla
sua posizione di equilibrio e pertanto, in base alla relazione
F = k x, la forza F va diminuendo; laffermazione c quindi
errata.
In base al grafico si pu stabilire che le oscillazioni del corpo
hanno come centro un punto distante 65 cm dal soffitto.
Questo punto rappresenta la posizione di equilibrio del corpo
quando appeso alla molla. Dal momento che in questa con-
dizione la molla allungata dal peso del corpo fissato alla sua
estremit, la lunghezza di 65 cm non pu rappresentare la
lunghezza propria della molla. Anche laffermazione e
quindi errata.
UNIT 2
TEST
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la c.
Nella figura seguente, la linea tratteggiata indica il profi-
lo dellonda in un istante successivo a quello al quale corri-
sponde la figura del testo del quesito. Si deduce perci che la
risposta corretta la d.
3
2
1
5
4
3
2
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
48
La lunghezza donda proporzionale alla velocit di pro-
pagazione nel mezzo considerato, per cui si avr
1
/
2
=
= v
1
/v
2
; da questa v
2
= v
1
.
Dalla formula della velocit su una corda, si ricava che la
densit lineare inversamente proporzionale al quadrato
della velocit, per cui si avr
1
/
2
= (v
2
/v
1
)
2
; da ci segue

1
= 2
2
. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la d, in quanto non viene fornita
alcuna indicazione sullo sfasamento delle due onde nel punto
in cui interferiscono.
La risposta corretta la c.
Le frequenze delle onde sonore A e B valgono rispettiva-
mente:
500 Hz 1,004 = 502 Hz
500 Hz 0,996 = 498 Hz
La frequenza del battimento vale quindi 502 Hz 498 Hz =
= 4 Hz. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
Avendo uguale frequenza, la lunghezza donda delle onde
stazionarie generate su una corda di lunghezza l e densit
lineare determinata dalla diversa velocit di propagazione
delle onde sulla corda. Infatti:

1
= v
1
/f
2
= v
2
/f
Daltra parte:
In definitiva:
La risposta corretta quindi la b.
Le condizioni poste dal Test si traducono nelle relazioni

S
1
P

S
2
P =

S
1
P = 2

S
2
P
Da questa si ottiene

S
2
P=

S
1
P = 2
Segue da ci che

S
2
P = 2
Daltra parte:
Si ha perci:

S
1
P

S
2
P = 1,87
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la b.
14
13
12
S P S P S P
1 1
2
2
2 2 2
2 2 4 15 (( ) 1/2) /4
11
F
F
v
v
f
f
l
l
1
2
1
2
2
2
1
2 2
2
2 2
2
2
2 3
9 4

/
/
( )
v
F
2
2

v
F
1
1

10
9
8
7
6
5
2
4
Per la corda di violino:
f
V
= v
V
/(2 l)
Per il tubo sonoro:
f
T
= v
T
/(4 l)
Perci: f
V
/f
T
= 2 v
V
/v
T
Dal momento che il Test non fornisce il valore delle velocit
dellonda nella corda e nel tubo non possibile determinare il
valore del rapporto f
V
/f
T
. La risposta corretta quindi la d.
La risposta corretta la a.
PROBLEMI
Lespressione generale dellonda scritta in funzione di t e
di x la seguente:
ovvero:
Confrontando con quanto riportato nel testo del Problema si
ha:
s
Pmax
= 10,0 cm
dalla quale T = 0,400 s
dalla quale = 66,7 cm
Per la velocit si ha poi:
v = /T = 167 cm/s
La velocit delle onde in una corda data dalla rela-
zione dove indica la densit lineare della corda
ovvero il rapporto tra la sua massa e la sua lunghezza. Un
diametro doppio comporta una sezione quadrupla e quindi, a
parit di lunghezza, una massa quadrupla. La prima corda
ha quindi una densit Iineare quadrupla rispetto alla secon-
da. Perci: v
1
/v
2
= = 0,5
Le relazioni che esprimono lampiezza dei due suoni sono:
Assegnando per comodit allascissa x del punto in cui i
suoni si sovrappongono il valore 0, le due relazioni preceden-
ti divengono:
s A
t
T
A f t
2
2
2
2 2

_
,


max
sin sin( )
s A
t
T
A f t
1
1
1
2 2

_
,


max
sin sin( )
s A
t
T
x
2
2 2
2

_
,

max
sin

s A
t
T
x
1
2 1
2

_
,

max
sin

11

2 1
/
v T /
9
0 0300 2 ,
cm

5 00 2 ,
s

T
s t s
T
t x
P P
( ) sin
max

2 2

s t s
t
T
x
P P
( ) sin
max

_
,

5
16
15
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
49
O P
Q
R
Si ha perci:
s = s
1
+ s
2
= A
max
[sin (2 f
1
t) + sin (2 f
2
t)] =
= 2 A
max
sin [ (f
1
+ f
2
) t] cos [ (f
1
f
2
) t)]
Il suono di frequenza f
2
= 800 Hz raggiunge il suo primo mas-
simo positivo nellistante t = (1/4) T
2
= 1/(4 f
2
) (si confronti
anche la figura seguente) e quindi, sostituendo nella relazio-
ne precedente, si ha:
Il secondo massimo positivo del suono, la cui frequenza
f
2
= 800 Hz, viene raggiunto nellistante t = (5/4) T
2
= 5/(4 f
2
)
e quindi si ha:
Londa stazionaria corrisponde a un valore di n = 5. Ci
consente di determinare la lunghezza donda = 2l/n =
0,40 m, e la velocit di propagazione v = f = 20 m/s. Nota
la velocit v e la densit lineare della corda , il peso P, che
coincide con la tensione F operante sulla corda, si pu rica-
vare invertendo la formula che fornisce la velocit su una
corda tesa:
Si ottiene: P = 12 N.
Frequenza e lunghezza donda di unonda sono correlate
dallespressione f = v. Nel caso in esame:
ove F indica la tensione della corda.
Si ottiene perci:
dalla quale:
Nei tre casi la lunghezza donda vale sempre 10 m e quindi,

F
f
2 2

f
F

v
F

16
v F /
13
s A A


]
2
2
1200
3200
Hz 5
Hz
max
sin cos
(


Hz
3200Hz

400 5
0 293
)
,
max
A
s A A


1
2
1200
3200
Hz
Hz

max
sin cos
( 4400
1 71
Hz
3200Hz

)
,
max

A
sostituendo i valori numerici, si ottiene:

2
= 0,099 kg/m;
3
= 0,099 kg/m
La media dei tre valori 0,10 kg/m.
Poich lo sfasamento delle due sorgenti uguale a un
semiperiodo, le usuali condizioni di interferenza costruttiva e
distruttiva dovranno essere invertite. Si ha perci:
x
2
x
1
= k con k = 0, 1, 2, ecc. (interferenza distruttiva)
x
2
x
1
= (2 k + 1) /2 con k = 0, 1, 2, ecc. (interferenza
costruttiva)
Il punto A verifica la prima condizione per k = 0, in quanto
x
2
x
1
= 0 e quindi in esso si ha interferenza distruttiva.
Per valutare il tipo di interferenza che si produce nel punto B
occorre anzitutto valutare la lunghezza donda delle onde emes-
se da S
1
e S
2
. Dalla relazione = v/f si ottiene = 2 10
2
m.
Si osservi ora che

S
1
B

S
2
B, cio x
1
x
2
, uguale a 1 cm e
quindi in B viene soddisfatta la condizione di interferenza
costruttiva per k = 0.
Il valore massimo P
0
della pressione rappresentato dal
termine anteposto alla funzione sin e quindi vale 10 Pa. Per
valutare la lunghezza donda individuiamo, nel generico
istante t che, per comodit, porremo uguale a zero, due valo-
ri consecutivi di x nei quali lampiezza P si annulla.
Per t = 0 lequazione diviene:
Il valore di P 0 quando:
con k = 0, 1, 2, ...
e quindi per x = k m (cio per x
1
= 0, x
2
= 1 m, x
3
= 2 m,
x
4
= 3 m, eccetera).
La differenza fra due qualunque dei valori qui definiti rappre-
senta mezza lunghezza donda dellonda e quindi = 2 m.
Possiamo ora determinare il periodo dellonda valutando lin-
tervallo di tempo definito da due istanti consecutivi nei quali,
in un certo punto al quale, per comodit, assegneremo la-
scissa x = 0, si annulla lampiezza dellonda. Per x = 0 le-
quazione diviene:
e quindi P si annulla quando:
con k = 0, 1, 2, ...
ovvero per t = k s/340 (cio per t
1
= 0, t
2
= 1 s/340,
t
3
= 2 s/340, ecc.).
Un intervallo come t
2
t
1
o t
3
t
2
corrisponde a un semipe-
riodo e quindi:
periodo = 2 s/340
340

t
k
s

P
t

_
,

10 340 Pa
s
sin

x
k
m

P
x

_
,

10 Pa
m
sin

23
19

1
2
100
10 3 0
0 11


N
m Hz
kg/m
( , )
,
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
50
s
t
f
1
f
2
Da questa si ottiene: f = 170/s = 170 Hz.
Per valutare la velocit basta ora applicare la relazione:
v = f = 340 m/s.
Per rispondere allultima domanda si sostituiscano nellequa-
zione i valori indicati nel testo del Problema. Si ottiene:
Se la differenza della frequenza dei due suoni vale 4,00 Hz,
significa che la frequenza apparente con la quale viene per-
cepito il suono emesso dalla sorgente situata sul vagone vale
504 Hz. Applicando perci la relazione:
con v = 335 m/s si ottiene: v
S
= 2,66 m/s.
Nel caso prospettato dal problema una sorgente si allon-
tana dalluditore e una sorgente si avvicina. Le loro frequen-
ze f e f sono date quindi dalle relazioni seguenti:
Poich f f = 3 Hz, eseguendo i calcoli si ottiene:
v
S
= 1,0 m/s
La frequenza di rotazione f della ruota si calcola ora con la
relazione: v
S
= 2 f R, dalla quale: f = 0,54 Hz.
Il battimento associato al fatto che, a causa delleffetto
Doppler, la sorgente che, a un certo istante, a causa della
rotazione della piattaforma si avvicina (si allontana) allindi-
viduo, produce un suono di frequenza apparente maggiore
(minore) di quella del suono prodotto dalla sorgente ferma.
Tenendo presente che, per una sorgente in moto e un uditore
fermo, le frequenze apparenti sono date da:
(sorgente in avvicinamento)
(sorgente in allontanamento)
si pu porre:
Sostituendo in f
0
e v i valori del testo del Problema, si pu
ricavare v
S
, che risulta pari a 2,27 m/s.
La velocit angolare della piattaforma vale quindi:
= v
S
/R = 4,54 [rad]/s
Ricordando che il
fronte donda tangen-
te alle onde elementari
prodotte dalla punta
dellaereo, si osserva
che il tratto percorso
dallaereo dopo un
tempo t dallemissione
28
f
v
v v
f
v
v v
0 0
4


+

S S
Hz

+
f f
v
v v
0
S

f f
v
v v
0
S
27

f
v
v v
f
S
0

+
f
v
v v
f
S
0
26

f
v
v v
f
S
0
25
P

_
,

10 5 340 3 0 Pa
m
m
m
s
s sin

dellonda e il tratto percorso dallonda stessa sono diretta-
mente proporzionali alle rispettive velocit v
a
e v
s
. Con riferi-
mento alla figura, da sin = v
s
/v
a
, si ottiene = 58,2.
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Gli impulsi che si sovrappongono devono fornire, in un
certo istante, un impulso la cui ampiezza uguale alla
somma delle loro ampiezze. Vengono cos esclusi i casi b e d
che non danno luogo ad alcuna sovrapposizione. Anche i casi
a e c vanno esclusi, in quanto darebbero luogo rispettiva-
mente a un impulso di ampiezza troppo grande e troppo pic-
cola. La risposta corretta quindi la e.
Lungo il segmento che unisce le due sorgenti, il primo
massimo laterale a 1 cm dallasse del segmento che rappre-
senta il massimo centrale; ci significa che la differenza di
cammino, e quindi la lunghezza donda , vale 2 cm. Nota la
frequenza, la velocit si ricava dalla formula v = f. Si ottiene
v = 0,20 m/s. La risposta corretta la d.
La condizione generale di interferenza distruttiva
espressa dalla relazione:

S
1
P =

S
2
P = (2 k + 1) /2
Nel caso in esame si considera la minima distanza di P da S
1
e quindi si deve porre k = 0; perci:

S
1
P

S
2
P = /2
In base ai dati del Test si ha perci:

S
1
P =

S
2
P + /2 = 12,20 m
La risposta corretta la b.
La distanza tra due nodi di unonda stazionaria corri-
sponde a mezza lunghezza donda, perci la lunghezza don-
da vale 40 cm e la risposta corretta la d.
La frequenza apparente f percepita da un uditore fermo
rispetto al quale la sorgente sonora, che emette un suono di
frequenza f, si avvicina con velocit v
S
data da:
Quindi f maggiore di f
0
ed costante. La risposta corretta
la b.
Indicato con x lo spostamento di A verso destra, le condi-
zioni di interferenza costruttiva e distruttiva sono:

AC

BC = k

AC x

BC = (2 k + 1) /2
Da queste si ottiene x = /2
Daltra parte:
Laltoparlante A va quindi spostato verso sinistra di un tratto
pari a 0,425 m. Si osservi per che lo stesso risultato si otter-
rebbe spostando laltoparlante A verso destra di un tratto
identico.
I minimi si rilevano nei punti P dellasse x che soddisfano
alla condizione:

AP

BP = (2 k + 1) /2 = (2 k + 1) 0,5 m
7

v
f
340
400
0 850
m/s
Hz
m ,
6

f f
v
v v
0
S
5
4
3
2
1
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
51

v
S
v
a
Tenendo conto che:
si ha:
Da questa si ottiene:
Affinch

BP risulti positivo deve essere:


d > (2 k + 1) 0,5 m ovvero 4 m > (2 k + 1) 0,5 m
e ci si ottiene per k = 0, k = 1, k = 2, k = 3.
In corrispondenza di questi valori di k si ottengono per

BP i
seguenti valori: 15,8 m; 4,58 m; 1,95 m; 0,536 m.
Affinch la corda appaia immobile la sua frequenza di
oscillazione f deve essere un multiplo di entrambe le frequenze.
Il minimo comune multiplo di 44 e 55 220 e quindi tale sar
il valore della frequenza di vibrazione della corda che, in base ai
dati del Problema, non pu essere maggiore di 261,6 Hz.
La risonanza si produce quando laltezza h uguale a 1/4
di lunghezza donda; quindi, per h = 7 cm, si ha = 28 cm.
Daltra parte v = f e quindi si ottiene:
v = 1200 Hz 0,28 m = 336 m/s
La frequenza apparente nel caso di un uditore fermo e di
una sorgente in movimento con velocit v
S
si determina con
le relazioni:
(sorgente in avvicinamento)
(sorgente in allontanamento)
Da queste si ottiene:
v
v f f
f f
S


+

( )
,
1 2
1 2
32 8m/s
f f
v
v v
2 0

+
S
f f
v
v v
1 0

S
10
9
8
BP
d k
k

+
+
2 2
2 1 0 5
2 2 1 0 5
[( ) , ]
( ) ,
m
m
BP d BP k
2
2
2 1 0 5 + + ( ) , m
AP BP d +
2
2
TEMA 5
UNIT 1
TEST
In base alla figura seguente si pu stabilire che se le inter-
sezioni delle semirette 1, 2, uscenti da P con il piano A defi-
niscono una circonferenza, anche le intersezioni delle mede-
sime semirette con i piani B, C paralleli ad A definiscono cir-
conferenze (di raggio maggiore). La risposta corretta quin-
di la c.
La risposta corretta la b.
Poich lindice di rifrazione relativo dei due mezzi non
dipende dallangolo di incidenza, si pu porre:
Da questa si ottiene r = 38. La risposta corretta la a.
La risposta corretta la b.
La figura riportata nel testo indica che il fascio di luce
rifrangendosi si allontana dalla perpendicolare alla superficie
rifrangente passante per il punto di incidenza. In base alla
relazione:
se r > i, deriva n
1
> n
2
e quindi il mezzo 1 pi rifrangente del
mezzo 2. La risposta corretta la a. Si tenga presente che la
trasparenza del mezzo non ha nulla a che vedere con leffetto
di rifrazione.
La risposta corretta la a in quanto la disposizione del
prisma lunica che consenta una doppia riflessione allin-
terno del prisma stesso come indicato nella figura seguente.
Naturalmente questa doppia riflessione sar possibile solo
6
sin
sin
i
r
n
n

2
1
5
4
sin
sin
sin
sin
45
30
60



r
3
2
1
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
52
A
B
C
P
1
2
3
4
5
nel caso in cui lindice di rifrazione assoluto del vetro con il
quale fatto il prisma abbia un valore sufficientemente ele-
vato, in modo che langolo limite relativo alla rifrazione
vetro-aria sia minore di 45.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la a.
La dispersione maggiore per il colore al quale corri-
sponde il maggior indice di rifrazione assoluto del mezzo che
attraversa; questo esclude la correttezza delle risposte c e d.
Fra le situazioni prospettate dalle figure A e B quella corretta
la B, in quanto la dispersione prodotta da un prisma ottico
non direttamente proporzionale allindice di rifrazione.
La coppia di prismi viene a creare una sorta di lastra a
facce piane e parallele e quindi i raggi emergenti dal sistema
dei due prismi hanno la medesima direzione dei raggi inci-
denti. La risposta corretta quindi la b.
La risposta corretta la d.
In una figura di interferenza linterfrangia data da
I
f
= l /d e quindi la distanza fra due massimi consecutivi
risulta direttamente proporzionale alla lunghezza donda. La
risposta corretta la b.
La risposta corretta la d.
La larghezza del massimo centrale di una figura di diffra-
zione prodotta da una fenditura di larghezza a, investita da
una radiazione monocromatica di lunghezza donda , su
uno schermo distante l dalla fenditura data da: 2 l/a.
Sostituendo i valori numerici si ottiene l = 1 m; la risposta
corretta la c.
Per rispondere al Test si tengano presenti contempora-
neamente le due relazioni seguenti:
distanza fra i due minimi di diffrazione a cavallo del mas-
simo centrale = 2 l /a;
interfrangia della figura di interferenza = l /d.
Si ha quindi:
da questa si ottiene: a = 2 d/10 = 0,04 mm. La risposta cor-
retta quindi la b.
La risposta corretta la d.
Caso A: la lamina 1 fa passare tutto il fascio ma la lami-
na 2, disposta a 90 rispetto alla 1, lo estingue completa-
mente.
Caso B: la lamina 1 fa passare un fascio polarizzato secondo
il suo asse ottico e altrettanto fa la lamina 2; al di l di questa,
17
16
2
10
l a
l d

/
/

15
14
13
12
11
10
9
8
7
perci, si ottiene un fascio di luce polarizzata con il suo piano
di polarizzazione ruotato di 90 rispetto a quello del fascio
incidente (anche se di intensit ridotta).
Casi C e D: la lamina 1, con asse ottico disposto a 90 rispet-
to al piano di vibrazione del fascio incidente, estingue com-
pletamente questultimo e quindi, al di l della lamina 2 non
si ha alcuna luce.
La risposta corretta la b.
Langolo i
2
con il quale il fascio di luce incide sulla secon-
da faccia del prisma risulta uguale allangolo di rifrazione r
1
relativo alla rifrazione sulla prima faccia del prisma. Indicato
con r
2
langolo di rifrazione relativo alla rifrazione che si pro-
duce sulla seconda faccia del prisma, si pu perci porre:
Moltiplicando membro a mem-
bro e tenendo conto che i
2
= r
1
,
si ottiene:
Ma n
1,2
= 1/n
2,1
e quindi, infine:
Da questa si ottiene r
2
= 60. Ricordando ora la relazione
= i + e , si ottiene = 90. La risposta corretta la c.
PROBLEMI
Tenendo conto della legge di rifrazione, del valore dellin-
dice di rifrazione assoluto dellacqua e del fatto che langolo di
rifrazione il complementare di 40, ovvero 50, si pu scri-
vere:
da questa si ottiene i = 35,2. Dunque la direzione del raggio
di luce proveniente dal sasso ora determinata indica che il
sasso deve trovarsi sotto la sua immagine. Attenzione per
che si pu dimostrare che esso non si trova esattamente sulla
perpendicolare alla superficie dellacqua passante per la sua
immagine.
Osservando la figura che segue si pu dedurre che lan-
golo di rifrazione vale 25.
7
sin
sin
sin
sin ,
i
r
i


50
1
133
4
sin
sin
60
1
2

r
sin
sin
, ,
60
2
12 21


r
n n
sin
sin
,
i
r
n
2
2
2 1

sin
sin
,
60
1
12

r
n
18
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
53
90
45
45
45
45
60 60
30

65 65
90
25
Si ha quindi:
dalla quale: n = 2,14
Il cammino dei raggi di luce indicato in figura. Da que-
sta si deduce che la lunghezza dellombra data da

DE +

EL ovvero da

DE +

CB.
Daltra parte:

CB =

BA = 2 m e

DE =

CE tan r [a]
essendo r determinato dalla relazione:
[b]
Per determinare n sar quindi sufficiente conoscere il valore
di r.
Essendo

DE =

DL

EL = 3,88 m 2,00 m = 1,88 m e

CE = 3,00 m, dalla [a] si ottiene:


r = tan
1
= 32,1
e dalla [b] si ottiene:
n = 1,33.
Il percorso del raggio di luce rappresentato nella figura
seguente.
Essa mette in evidenza che = 45,0.
Per quanto riguarda la distanza d fra i due punti A e B si
osservi che

AB/2 = 15,0 cm tan r.


Poich per r vale la relazione:
9
1,88m
3,00m

_
,

sin ,
sin
45 0

r
n
8
sin
sin
65
25

n
dalla quale r = 32,1
si ha infine:

AB = d = 18,8 cm.
Langolo di rifrazione r relativo al passaggio del raggio di
luce dalla prima alla seconda lastra (si osservi la figura
seguente) si calcola con la relazione:
Da questa si ottiene: r = 61
Si osservi ora che langolo di incidenza i
1
relativo alla even-
tuale rifrazione fra la seconda lastra e laria uguale a r, cio
a 61. Perci, applicando ancora la legge di rifrazione, si
ottiene:
da questa si ottiene sin r
1
> 1 e ci significa che langolo di 61
maggiore dellangolo limite relativo alla rifrazione fra la
seconda lastra e laria sottostante. Il raggio di luce si riflette
perci totalmente, ripassa nella prima lastra con un angolo di
rifrazione ancora uguale a 50 e quindi giunge in P con un
angolo di incidenza che uguale a 50.
Applicando ora la legge di rifrazione relativamente ad una
eventuale rifrazione fra la prima lastra e laria soprastante si
ottiene:
Anche in questo caso sin r
2
risulta maggiore di 1 e ci signi-
fica che langolo di 50 maggiore dellangolo limite relativo
alla rifrazione fra la prima lastra e laria soprastante. Il raggio
di luce si riflette perci totalmente in P.
In conclusione, il raggio di luce resta confinato nella coppia
di lastre propagandosi in esse compatibilmente con gli effetti
di assorbimento della luce da parte dei materiali con i quali
sono realizzate.
Per la riflessione totale si deve avere i l, con:
sin l = n
1,2
= n
2
/n
1
Daltra parte, sulla base della figura del testo del Problema si
pu stabilire che = 90 i e perci, dalla relazione i l, si
ottiene:
90 sin
1
(n
2
/n
1
)
ovvero:
90 sin
1
(n
2
/n
1
)
Per n
1
= 1,7 e n
2
= 1,2 si ottiene = 45
16
sin
sin ,
50 1
16
2

r
sin
sin ,
61 1
14
1

r
sin
sin
,
,
50 1 4
1 6

r
12
sin ,
sin
45 0

r
n
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
54
A
B C
D E L
45
r
A B
45,0 45,0
r r
r r
15,0 cm
50
50
P
i
1
r
i
n = 1
n = 1,4
n = 1,6
n = 1
Si tenga presente che la formula dellinterfrangia la se-
guente:
I
f
= l/d
Per le due radiazioni si pu allora scrivere:
l
f1
=
1
l/d I
f2
=
2
l/d
Si ottiene quindi:
2
=
1
I
f2
/I
f1
= 0,63 m.
La relazione che fornisce la distanza D
k
del kappesimo
minimo di diffrazione dal centro dello schermo la seguente:
Perci si potr scrivere:
Ponendo ora D
1
(
1
) = D
2
(
2
) si ottiene:
2
=
1
/2 = 400 nm.
Le espressioni delle interfrange nei due casi sono le se-
guenti:
I
f1
=
1
l/d I
f2
=
2
l/d
La minima distanza in corrispondenza della quale si realizza
la sovrapposizione dei minimi soddisfa alla condizione:
N
1
I
f1
= N
2
I
f2
(N
1
, N
2
sono numeri interi).
Si ottiene perci:
Quindi:
N
1
= 5, N
2
= 6, d = 5 I
f1
=
= 5 600 10
9
m 0,5 m/(10
4
m) = 1,5 10
2
m
Per rispondere alla prima domanda si applichi la relazio-
ne:
L = 2 l/a = 2 500 10
9
m 0,80 m/(10
4
m) =
= 8,0 10
3
m
Con unonda di lunghezza donda = /2 si ottiene:
L = 4,0 10
3
m.
Con una fenditura di larghezza a = a/2 si ottiene:
L = 16 10
3
m
Applicando la formula dellinterfrangia si ottiene I
f
= 6,0 mm.
Per determinare lampiezza a delle fenditure dobbiamo con-
nettere tale grandezza alla posizione del primo minimo del
profilo di diffrazione (sovrapposto a quello di interferenza).
Infatti, indicando con D la distanza di tale minimo dal centro
dello schermo, si ha:
dalla quale si pu dedurre il valore di a.
Per determinare D, si consideri che se la sesta frangia posta a
destra o a sinistra della frangia centrale molto debole, signifi-
ca che il minimo di diffrazione si colloca fra la quinta e la sesta
frangia di interferenza, cio a una distanza pari a 5,5 I
f
ovvero
33 mm. Si ottiene perci a = 1,8 10
2
mm.
Per rispondere alla domanda si tenga presente la relazione:
E
pass
= E cos
Ponendo E
pass
/E = 0,707 si ottiene: = cos
1
(0,707) =
= 45,0.
29
D
l
a

28
26
N
N
I
I
1
2
2
1
2
1
500
600
5
6

f
f
nm
nm

24
D
l
a
2 2 2
2 ( ) D
l
a
1 1 1
( )
D
l
a
k
k

23
22
La prima lamina lascia passare completamente la luce
incidente su di essa in quanto il suo asse ottico parallelo al
piano di vibrazione dellonda. Quindi dopo la prima lamina
E
1
= E
0
. Al di l della seconda lamina passa invece unonda
di ampiezza E
2
cos calcolabile: E
2
= E
1
cos 45.
Il piano di vibrazione dellonda forma ora un angolo di 45
rispetto al piano di vibrazione di E
0
e quindi forma un angolo
di 45 rispetto allasse ottico della terza lamina. Perci:
E
3
= E
2
cos 45 = E
0
(cos 45)
2
= 0,50 E
0
Osservando la figura riportata nel testo del Problema e
quella che segue, si pu stabilire che langolo di rifrazione
relativo alla rifrazione aria-faccia AC vale 25,0. Perci, in
base alla legge di rifrazione:
si ottiene: i = 36,3. Poich il raggio di luce incide sulla faccia
CB con un angolo di incidenza che vale 25,0, langolo di
emergenza e dovr valere ancora 36,3. In base alla relazio-
ne = i + e si ottiene perci: = 22,6.
Langolo di rifrazione relativo alla rifrazione aria-faccia
AC vale 30. Perci, in base alla legge di rifrazione:
si ottiene: r = 19.
Osservando ora la figura che segue, si pu stabilire che se
langolo di rifrazione E

DF vale 19, essendo G

DF = 30, sar
G

DE = 30 19 = 11.
Poich i segmenti DG e FE appartengono a due parallele taglia-
te dalla trasversale DE, anche langolo D

EF, che coincide con


langolo di incidenza sulla faccia AB del prisma, vale 11.
sin
sin
,
30
15

r
32
sin
sin ,
,
i
25 0
140


31
30
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
55
50
65
65
e
i
25 25
C
A B
E
e
30
30
F
D
C
A
B
G
Pertanto, langolo di emergenza e si calcola con la relazione:
dalla quale: e = 17. In base alla relazione: = i + e si
ottiene perci:
= 30 + 17 30 = 17.
Tenendo conto dello sfasamento, i massimi sono dati
dalla relazione:
In base alla figura e tenendo conto che il cateto maggiore del
cuneo e la diagonale hanno, allincirca, lo stesso valore, si ha
che il primo massimo si colloca a 0,250 cm/2 = 1,25 10
1
cm
dal bordo del cuneo (ove si forma il primo minimo).
Perci: s = 1,25 10
1
cm 1,00 10
4
[rad] = 1,25 10
5
cm
e quindi, ponendo k = 0, si ha: = 4 s n = 7,00 10
5
cm
Tenendo presente che la prima e la seconda superficie
dello strato uniforme della sostanza trasparente che forma la
lamina separano un mezzo con n minore da uno con n mag-
giore, la riflessione che si produce su ognuna di esse compor-
ta uno sfasamento di /2. I due sfasamenti si compensano e
quindi la condizione di interferenza distruttiva 2 n s =
=
vuoto
/2 da cui s = 100 nm.
Se lindice di rifrazione del vetro 1,4, minore dellindice di
rifrazione della lamina, lo sfasamento si produce solo per
riflessione sulla prima faccia e perci linterferenza distrutti-
va si ha per 2 n s =
vuoto
da cui = 300 nm.
Tenendo conto che R
1
e R
2
sono molto grandi rispetto a
d
1
e d
2
, per lo spessore d della lamina daria a distanza x dal
punto di contatto calotta-vetro si ha:
Daltra parte, tenuto conto dello sfasamento, il terzo anello
luminoso verifica la condizione:
e perci:
Dunque:
da cui: x r 6 25 10 2 5 10
6 2 3
, , .

m m
x
R R
R R
2 1 2
2 1
2 5
4


d
5
4

2 2 1
2
2 nd k k + ( )

con
d d d
x
R
x
R
x R R
R R

_
,
1 2
2
1
2
2
2
2 1
1 2
2 2 2


41
40
2 2 1
2
s n k + ( )

39
sin
sin ,
11 1
15

e
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
La relazione:
consente di determinare il valore dellangolo limite l. Si ottie-
ne l = 41,8 . I raggi che passano dal vetro allaria sono per-
ci quelli indicati con P e Q. La risposta corretta quindi la b.
La frequenza una caratteristica invariabile di una deter-
minata componente cromatica della luce, associata alle
caratteristiche fisiche della sua sorgente. Ci che varia nel
passaggio da un mezzo a un altro invece la velocit della
componente e, in base alla relazione = v/f, la sua lunghez-
za donda. La risposta corretta la c.
Se n
1
> n
2
, i raggi di luce potrebbero avere un angolo di
incidenza superiore allangolo limite e riflettersi totalmente
sulla faccia AB; laffermazione 1) quindi vera.
Se n
1
= n
2
, la luce procede indeviata e se il vetro e il liquido
hanno lo stesso colore la presenza del prisma non viene evi-
denziata. Laffermazione 2) quindi vera. Anche lafferma-
zione 3) vera e quindi la risposta corretta la a.
Lintensit di unonda luminosa proporzionale al qua-
drato della sua ampiezza; perci se i due fasci di luce hanno
intensit 4 I e I rispettivamente, avranno ampiezza 2 A e A
rispettivamente.
Quando interferiscono costruttivamente, lampiezza risul-
tante pari a 3 A e lintensit corrispondente sar 9 I.
Quando interferiscono distruttivamente, lampiezza risultan-
te pari a A e lintensit corrispondente sar I.
Il rapporto fra lintensit del massimo e quella del minimo
varr quindi 9. La risposta corretta la d.
In base alla relazione che esprime la condizione di inter-
ferenza distruttiva:

PX

QX = (2 k + 1) /2 con k = 0, 1, 2,
la posizione della terza frangia scura si determina ponendo
k = 2. Si ottiene perci:

PX

QX = (5/2) = 1,5 10
6
m
La risposta corretta la c.
Nel centro dello schermo interferiscono costruttivamen-
te tutte le componenti monocromatiche del fascio e quindi la
frangia centrale sar ancora bianca. Questo invalida le rispo-
ste b e d.
La posizione dei massimi di interferenza dipende dalla lun-
ghezza donda delle componenti monocromatiche e quindi lo
schermo non apparir illuminato uniformemente (la a
errata) e neppure potranno formarsi frange bianche ai lati di
quella centrale (la e errata). La risposta corretta la c.
Utilizzando la legge della rifrazione:
si ottiene:
r

_
,

sin
,
sin
1
1
1 5
75 40
sin
sin
,
i
r
n
1 2
7
6
5
4
3
2
sin
sin ,
l
90
1
1 5

1
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
56
x
s
Il raggio rifratto incide quindi sulla faccia BC del cubo (vedi
figura seguente) con un angolo i
1
pari a i
1
= 90 r
1
= 50
Questo angolo maggiore dellangolo limite l relativo alla
rifrazione vetro aria (che si determina con la relazione:
dalla quale l = 42).
Il raggio di luce si riflette totalmente giungendo perci sulla
faccia CD con un angolo di incidenza pari a 40. Langolo di
rifrazione risulta quindi pari a 75 e, conseguentemente, il
raggio emergente dal cubo forma con la faccia CD un angolo
di 15.
I raggi provenienti dalla sorgente di luce che giungono
sul disco vengono bloccati da esso; quelli che giungono sulla
superficie di separazione glicerina aria non emergeranno
dal liquido solo se il loro angolo di incidenza i maggiore od
uguale allangolo limite calcolabile con la relazione:
Daltra parte, in base alla figura seguente, si pu porre:
d/2 = h tan i
In definitiva:
Il raggio di luce entra nel prisma senza deviare (in quan-
to per i = 0 deve essere r = 0) e giunge sulla faccia AC con un
angolo di incidenza di 60 (si osservi la figura seguente).
9
h
d
i
d
l
d l
l
d n
n


2 2
1
2
1 1
2
2
2
tan tan
sin
sin
( ) /
/

d n
2
1
2
3 28 , cm
sin
sin
l
n 90
1


8
sin
sin ,
l
90
1
1 5

Poich langolo limite l per la rifrazione vetro aria, in base
alla relazione:
vale 41,8 , si ha riflessione totale sulla faccia AC e il raggio
di luce giunge quindi sulla faccia CB formando un angolo di
incidenza di 30 (si osservi ancora la figura seguente tenen-
do presente che il triangolo HKC isoscele).
Langolo di rifrazione r si ottiene quindi con la relazione:
dalla quale r = 48,6.
In definitiva langolo di deviazione risulta uguale a:
90,0 48,6 = 41,4
Lespressione dellinterfrangia per una figura di interfe-
renza prodotta da due fenditure la seguente:
Sostituendo i valori numerici si ottiene:
La figura di diffrazione da una fenditura di larghezza l
investita da luce di lunghezza donda caratterizzata dal-
lavere un massimo centrale di larghezza pari a:
ove L indica la distanza dello schermo dalla fenditura.
Il primo minimo di diffrazione si colloca quindi a una distan-
za /2 dal centro dello schermo, pari a:
/2 cm

1 8 ,
L
l


2 L
l

11



d I
l
mm mm
mm
m
f
0 20 6 3
2 0 10
6 3 10
3
4
, ,
,
, mm nm 630
I l
d
f


10
sin
sin ,
30 1
1 50

r
sin
sin ,
l
90
1
1 50

SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
57
75
75
50 50
40 40
15
15
A
B C
D
40
d/2 d/2
i
h
S
60
60
60
30
30
120
48,6

A B
C
30
K
H
Si ottiene perci:
Si osservi la figura. In base a essa si deduce che, senza
tenere conto dello sfasamento di /2 sulla prima superficie, lo
sfasamento in C dei due raggi vale: 2

AD n

BC.
Essendo: S =

AD cos r e sin /sin r = n, si ottiene:


Daltra parte:
Perci infine:
Tenendo conto della condizione di interferenza costruttiva e
dello sfasamento di /2 sulla prima superficie di riflessione si
ottiene:
Perci:
Lo spessore minimo per = 30 e = 0,5 m 1,014 10
7
m.
Il colore rilevato quando il fascio di luce incide perpendico-
larmente corrisponde alla radiazione di lunghezza donda
ottenuta ponendo = 0 nella formula precedente. Si ottiene
= 5,4 10
7
m.
UNIT 2
TEST
La risposta corretta la c.
Considerando che f = R/2, loggetto si trova fra il fuoco e
il centro dello specchio; limmagine si forma allora oltre il
centro dello specchio e risulta capovolta, reale, ingrandita. La
risposta corretta la b.
2
1
S
n


4
2 2
sin
2
2
2 2
S n sin

sfasamento AD n BC S n 2 2
2 2
sin
BC AC
S
n
sin
sin
sin

2
2
2 2
AD
S
r
S
n
n
S n
n

cos
sin
sin
1
2 2
2 2


12
l
L

cm
cm cm
cm

1 8
280 6 328 10
1 8
9 84
5
,
,
,
,


10
3
cm
Costruendo limmagine che uno specchio sferico concavo
produce di un oggetto che si sposta sul suo asse ottico, si pu
notare che essa pu essere diritta o capovolta, reale o virtuale,
ingrandita o rimpicciolita a seconda della posizione dellog-
getto rispetto allo specchio. Perci la risposta corretta la d.
La rotazione dello specchio intorno al proprio asse ottico
non modifica la relazione geometrica fra loggetto e lo spec-
chio e quindi limmagine resta immutata. Laffermazione 1)
quindi errata. Anche la 2) errata perch limmagine, reale
e capovolta, fornita dallo specchio concavo dalla stessa
parte delloggetto, mentre limmagine dello specchio conves-
so sempre dalla parte opposta delloggetto. La costruzione
delle immagini prodotte dallo specchio concavo allallonta-
narsi delloggetto dallo specchio mette in evidenza che laf-
fermazione 3) corretta. Quindi la risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
Si osservi che negli schemi 2 e 3, per costruire limmagi-
ne, viene utilizzato anche il raggio che passa per il centro
dello specchio (caso 2). A parte ci, le immagini vengono cor-
rettamente costruite sfruttando la propriet del raggio di luce
passante per il fuoco dello specchio e del raggio di luce che
incide sullo specchio parallelamente allasse ottico. La rispo-
sta corretta quindi la d.
La risposta corretta la d.
Applicando la formula:
con R
1
= 20 cm e R
2
= 20 cm, si ottiene f = 10 cm. La rispo-
sta corretta la c.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la c.
Si applichi la formula della distanza focale:
con R
1
= 20 cm e R
2
= 25 cm
se la luce viene da sinistra, incontra la concavit delle due
superfici della lente; perci i raggi R
1
e R
2
sono da consi-
derarsi negativi; quindi f = 200 cm;
se la luce viene da destra, incontra la convessit delle due
superfici della lente; perci i raggi R
1
e R
2
sono positivi,
ma si deve porre R
1
= 25 cm e R
2
= 20 cm e quindi il risul-
tato del calcolo ancora f = 200 cm.
In conclusione, la risposta corretta la b.
Si rivedano attentamente gli schemi riportati nelle figure
38, a, b e 39 dellUnit 2. In base ad essi si pu stabilire che
la risposta corretta la c.
In base alle costruzioni geometriche dellimmagine pro-
dotta da una lente convergente riportate nelle figure 38 a, b
dellUnit 2, si pu stabilire che la risposta corretta la b.
La risposta corretta la b.
Si deve inserire una lente divergente; si veda infatti la
figura seguente. La risposta corretta la b.
15
14
13
12
1
1
1 1
1 2
f
n
R R
( )

_
,


11
10
9
1
1
1 1
1 2
f
n
R R

_
,

( )
8
7
6
5
4
3
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
58
D
C A
B

r
r
S
La risposta corretta la c.
Una lente di 5 diottrie una lente convergente di distan-
za focale pari a (1/5) m = 0,2 m = 20 cm. Accoppiata alla
lente divergente di distanza focale 20 cm viene a creare un
sistema di distanza focale data da 1/f
S
=0 dalla quale f
S
risul-
ta infinita. La risposta corretta quindi la a.
La risposta corretta la d.
La relazione dei punti coniugati:
e quella dellingrandimento:
consentono di ottenere la relazione:
in base alla quale si pu stabilire che se p cambia deve cam-
biare anche lingrandimento. Dunque laffermazione 2 cor-
retta.
Si consideri ora un segmento disposto sullasse ottico princi-
pale della lente, definito da due punti che distano p
1
e p
2
dalla
lente. La sua immagine sar ancora un segmento disposto
sullasse ottico e, supponendo che p
1
e p
2
siano maggiori di f,
i suoi estremi si troveranno alle distanze q
1
e q
2
dal centro
della lente calcolabili con le relazioni seguenti:
Si ottiene allora:
Il modulo dellingrandimento vale allora:
e dipende quindi dai valori (p
1
f ) e ( p
2
f) e non semplice-
q q
p p
f
p f p f
1 2
1 2
2
1 2


( )( )
q q
f p p
p f p f
1 2
2
2 1
1 2



( )
( )( )
q
f p
p f
2
2
2

q
f p
p f
1
1
1

I
f
p f

I
q
p

1 1 1
p q f
+
19
18
17
16
mente da p
1
e p
2
. Anche laffermazione 3 corretta e quindi
la risposta corretta la d.
Considerando che lingrandimento totale I del sistema di
due lenti dato dal prodotto degli ingrandimenti delle singo-
le lenti, si pu scrivere:
Affinch I sia uguale a 1, deve essere p
2
= q
1
e q
2
= p
1
.
La distanza fra le due lenti sar allora q
1
+ p
2
= 2 q
1
.
Daltra parte se f = 30 cm e p
1
= 60 cm, si ottiene q
1
= 60 cm.
La risposta corretta quindi la c.
PROBLEMI
Nella figura seguente sono disegnate le immagini virtua-
li S
1
e S
2
prodotte dai due specchi.
S
1
in posizione simmetrica ad S rispetto allo specchio incli-
nato. Per determinare le sue coordinate, cominciamo a stabi-
lire le coordinate del punto S, intersezione della retta pas-
sante per i punti S
1
e S e della retta che definisce la direzione
dello specchio inclinato. Poich questultima ha equazione:
y = m x con m = tan 60 =
la retta passante per S e S ha equazione:
Considerando anche che vale la relazione:
y y
x x


S S
S S
1
3
3
1
I I I
q
p
q
p

1 2
1
1
2
2
20
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
59
60
S
S
S
1
S
2
y
x
O
si ottiene:
x
S
= 27,3 cm y
S
= 47,3 cm
Tenendo conto della simmetria di S e S
1
si pu ora porre:
x
S
x
S1
= 2 (x
S
x
S
)
dalla quale x
S1
= 14,6 cm.
y
S1
y
S
= 2 (y
S
y
S
)
dalla quale y
S1
= 54,6 cm.
Le coordinate del punto S
2
, simmetrico rispetto allasse x del
punto S
1
, sono allora:
x
S2
= x
S1
= 14,6 cm
y
S2
= y
S1
= 54,6 cm
Il Problema si risolve applicando la legge dei punti coniu-
gati:
nella quale si pone p = 40 cm e q = 120 cm.
Si ottiene f = 30 cm.
Utilizzando la legge dei punti coniugati:
e ponendo in essa q = 75 cm e f = R/2 = 50 cm, si ottiene:
p = 150 cm. Per lingrandimento si applica la relazione
I = q/p e si ottiene: I = 0,50. Essendo q positivo e I < 1, lim-
magine risulta reale, capovolta e rimpicciolita.
Il fatto che a distanza di 1,5 m dallo specchio si formi una
immagine reale ci consente di stabilire che q = 1,5 m. Daltra
parte si sa anche che I = q/p = 2,0 e quindi: p = 1,5 m/2,0 =
= 0,75 m. Applicando ora la legge dei punti coniugati nella
forma:
si ottiene:
da questa si ottiene: R = 1,0 m.
Tenendo conto della relazione d = d/n, limmagine vir-
tuale del sasso si colloca, rispetto alla superficie dellacqua, a
una distanza d = 20 cm/1,33 = 15,0 cm. Questa immagine
diviene loggetto per lo specchio, il quale produce una imma-
gine virtuale sopra di esso, situata a una distanza d di
15,0 cm + 10,0 cm = 25,0 cm.
Tenendo presente che D = 1/f con f espresso in metri, si
deduce che la distanza focale della lente vale 25,0 cm. Con
la formula dei punti coniugati si ottiene allora:
dalla quale q = 15,4 cm.
1
40 0
1 1
25 0 , , cm cm
+
q
13
11
1
075
1
15
2
, , m m
+
R
1 1 2
p q R
+
9
1 1 1
p q f
+
7
1 1 1
p q f
+
5
y x

S S
3
Per lingrandimento si ottiene:
Limmagine virtuale, diritta, rimpicciolita.
Tenendo conto della relazione:
e dei segni di R
1
e R
2
indicati nella figura 36 dellUnit 2, si
ottiene:
Da questa, eseguendo gli opportuni calcoli, si ottiene
n = 1,67.
Utilizzando la legge dei punti coniugati con f = 50 cm e
q = 100 cm, si ottiene p = 100 cm.
Dalla relazione I = q/p si ottiene quindi I = 1.
Limmagine reale, capovolta, di dimensioni lineari identi-
che a quelle delloggetto.
La distanza D = p + q tra loggetto e lo schermo su cui si
forma limmagine resta la stessa nei due casi; pertanto vale la
relazione:
p
1
+ q
1
= p
2
+ q
2
dalla quale, sostituendo i valori di p
1
e di p
2
, si ottiene la rela-
zione:
q
1
q
2
= 120 cm
Dalla formula dei punti coniugati riferita ai due casi (la
distanza focale la stessa) si ottiene la relazione:
dalla quale:
Sostituendo in questa relazione i valori di p
1
e di p
2
e il valore
di (q
1
q
2
) sopra determinato, si ottiene q
1
q
2
= 6400 cm
2
Si tratta allora di risolvere il sistema di due equazioni nelle
due incognite q
1
e q
2
:
q
1
q
2
= 120 cm
q
1
q
2
= 6400 cm
2
per il quale possibile scrivere lequazione di II grado seguen-
te, di cui q
1
e q
2
sono le radici:
q
2
+ 120 cm q 6400 cm
2
= 0
Risolvendo si trova:
q
1
= 160 cm e q
2
= 40 cm
La distanza tra schermo e lente risulta dunque D = 200 cm.
Si calcolano infine gli ingrandimenti nei due casi con la relazio-
ne I = q/p e, sempre con la legge dei punti coniugati, si calcola:
f
p q
p q

+

1 1
1 1
32 cm
q q
q q
p p
p p
1 2
1 2
2 1
2 1

1 1 1 1
1 1 2 2
p q p q
+ +
21
18

_
,

1
50
1
1
200
1
40 cm m m
( ) n
1
1
1 1
1 2
f
n
R R

_
,

( )
15
I


15 4
40 0
0 385
,
,
,
cm
cm

SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
60
Tenendo contemporaneamente conto delle relazioni
[a] con f
1
= 20,0 cm
con I = 4,00 [b]
si ha a disposizione un sistema di due equazioni nelle inco-
gnite q e p. Ricavando q dalla [b]:
q = I p = 4,00 p
e sostituendo nella [a]:
dalla quale p = 25,0 cm.
Se con le due lenti a contatto lingrandimento si riduce a
2,00, per la relazione [b] significa che 2,00 = q/(25,0 cm),
ovvero che q = 50,0 cm.
Applicando la relazione dei punti coniugati con p = 25,0 cm
e q = 50,0 cm si ottiene la distanza focale f
S
del sistema costi-
tuito dalle due lenti a contatto:
dalla quale f
S
= 16,7 cm.
In base alla relazione:
si ottiene: f
2
= 101 cm.
La lente A produce delloggetto una immagine alla sua
destra la cui distanza q
A
si calcola con la relazione:
Da questa si ottiene: q
A
= 40 cm.
Limmagine reale cos formata costituisce un oggetto lumi-
noso per la lente B. Poich la sua distanza da questa lente
data da 80 cm 40 cm = 40 cm, la posizione dellimmagine
ad essa coniugata si calcola con la relazione:
Da questa si ottiene: q
B
= 40 cm.
Lingrandimento prodotto dalle due lenti si ottiene moltipli-
cando lingrandimento della lente A per lingrandimento
della lente B. Perci:
Limmagine quindi alta 2,0 cm.
Lingrandimento lineare delloggetto I = q/p dato da:
5 4
18
7 2
24
5 4
18 10
7 2
2
3
,

, m
mm
m
mm
m
m
m

44 10
300
3

m
27
I I I
A B
cm
cm
cm
cm
40
40
40
40
1
1
40
1 1
2 cm 0cm
B
+
q
1
40
1 1
2 cm 0cm
A
+
q
25
1 1 1
16 7 20 0
1 2
1
f f f
f f
S
S
+ con cm e cm , ,
1
25 0
1
50 0
1
, , cm cm
+
fs
1 1
4 00
1
20 0 p p
+
, , cm
I
q
p

1 1 1
20 0
p q f
f + con cm
1
,
24 Da questa, tenendo conto che q = 30,1 m, si ottiene:
p = q/300 = 30,1 m/300 = 0,10033 m
Utilizzando ora la legge dei punti coniugati si ottiene:
Da questa si ottiene f = 10 cm.
La distanza focale della lente di + 4,00 diottrie pari a
1/4,00 m = 25,0 cm; la distanza del punto O dalla lente
p = 50,0 cm. Dalla formula dei punti coniugati, sostituendo i
valori numerici di f e di p si calcola il valore di q (50,0 cm) che
la distanza dalla lente del punto O, immagine del punto O.
Pertanto la dimensione

DC dellimmagine del braccio DC


della croce resta immutata: infatti I = 1.
Al punto A che dista dalla lente p
A
= 55,0 cm corrisponde un
punto immagine A che dista dalla lente q
A
= 45,8 cm, calco-
lata con la formula dei punti coniugati; al punto B che dista
dalla lente p
B
= 45,0 cm corrisponde un punto immagine B
che dista dalla lente q
B
= 56,2 cm.
Il braccio AB dellimmagine ha quindi lunghezza pari a
10,4 cm.
Per il braccio orizzontale si ha dunque un ingrandimento li-
neare di 1,04.
Per lingrandimento angolare:
Per lingrandimento lineare dobbiamo moltiplicare lingran-
dimento dellobiettivo per lingrandimento delloculare dopo
averne determinato il valore applicando due volte la legge dei
punti coniugati.
Per lobiettivo:
dalla quale esprimendo il risultato con quattro cifre significa-
tive:
q
ob
= 2,004 m
Limmagine fornita dallobiettivo si trova perci a una di-
stanza dalloculare di 0,050 m 0,004 m = 0,046 m.
Limmagine prodotta dalloculare si colloca allora alla distan-
za q
oc
cos calcolabile:
dalla quale: q
oc
= 0,58 m
Lingrandimento lineare totale vale allora (in valore assoluto):
I centri delle immagini devono essere separati da una
distanza non superiore a:
D = 1,22 f /d = 1,22 2,00 m 550 10
9
m/(0,200 m) =
= 6,71 10
6
m
33
I
L
m
m
m
m

2 004
1000
0 58
0 046
0 025
, ,
,
,
1
0 046
1 1
0 050 , , m m
oc
+
q
1
1000
1 1
2 0 m m
ob
+
q ,
l
f
f
A
ob
oc
40
32
28
1
010033
1
30 1
1
, , m m
+
f
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
61
La distanza delle stelle dal telescopio di 10,0 anni luce pari
a circa:
l = (365 24 3600)s 3,00 10
8
m/s 10,0 = 9,46 10
16
m
Tenendo conto della relazione di proporzionalit diretta tra la
distanza delle stelle (l) e quella delle immagini (pari alla distan-
za focale f) dalla lente-obiettivo e la corrispondente distanza tra
i centri delle stelle (S) e i centri delle immagini (D) si ha:
Da cui si ricava il valore della distanza reciproca tra le stelle:
S = 6,71 10
6
m 9,46 10
16
m/(2,00 m) =
= 3,17 10
11
m = 3,17 10
8
Km
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Ruotando di 10 lo specchio, langolo di incidenza diven-
ta uguale a 50 e tale sar anche langolo di riflessione. La
risposta corretta la d. Si osservi che il raggio riflesso ruota
di 20.
Dalla legge dei punti coniugati e dalla relazione dellin-
grandimento si ottiene:
Quindi il diametro dellimmagine della Luna vale:
La risposta corretta la a.
Dalla legge dei punti coniugati e dalla relazione dellin-
grandimento si ottiene:
Per ottenere un ingrandimento pari a 2 I si deve porre log-
getto a una distanza p per cui:
Si ottiene allora:
Loggetto va quindi avvicinato alla lente di 10 cm; la risposta
corretta la c.
Avvicinando loggetto alla lente (senza oltrepassare il
fuoco) limmagine si ingrandisce e si allontana. Quindi se si
diminuisce d
1
si deve aumentare d
2
.
La risposta corretta la a.
Il fascio di raggi paralleli converge nel fuoco della prima
lente; questo punto, perci, deve coincidere con il fuoco della
seconda lente in modo che il fascio emergente da questa sia
costituito da raggi paralleli allasse ottico. La distanza fra le due
lenti deve quindi essere di 35 cm. La risposta corretta la a.
5
4

+
p
p f
2
20cm
f
p f
f
p f

2
I
f
p f

3
3480 3 2
2 386000 3 2
1 4 10
2
km m
km m
m




,
,
,
I
f
p f
R
p R


2
2
1
S
D
l
f

Tenendo conto della legge dei punti coniugati e della for-


mula dellingrandimento si ottiene:
Un ingrandimento di modulo 4 si pu ottenere o ponendo:
(immagine reale e capovolta) [a]
o ponendo:
(immagine virtuale e diritta) [b]
Ricavando f dalla relazione [a] si ottiene f = (4/5) p e sosti-
tuendo nella [b]:
p = (3/5) p = 7,5 cm
Sia h laltezza delloggetto. Con la prima disposizione vale
la relazione:
[a]
Con la seconda disposizione si ha invece:
[b]
Dal momento che la distanza fra oggetto e immagine rimane
immutata, la lente deve essere spostata in modo da realizzare
le condizioni p
2
= q
1
e q
2
= p
1
.
Moltiplicando allora le relazioni [a] e [b] membro a membro
si ottiene:
Da questa si ottiene
La diagonale della diapositiva ha una lunghezza:
Lingrandimento prodotto dalla lente vale perci:
Daltra parte deve essere q + p = 8 m = 800 cm e quindi si
ottiene:
p = 13,6 cm q = 786,4 cm
Applicando ora la legge dei punti coniugati si ottiene f = 13,4 cm.
Se Carlo riesce a vedere distintamente gli oggetti situati a
40 cm dal suo occhio, possibile scrivere la relazione:
[a]
ove f
O
indica la distanza focale dellocchio e q la distanza fra il
centro ottico dellocchio (considerato come una lente sottile)
e la retina.
Quando Carlo osserva le stelle, p assume valore infinito ma q
1
40
1 1
cm
O
+
q f
9
I
q
p

2 5
4 33 10
57 7
2
,
,
,
m
m
d +

( ) ( ) , , 24 36 43 3 4 33 10
2 2 2
mm mm mm m
8
h h h
1 2
h h
h
q q
p p
q p
p q
1 2
2
1 2
1 2
1 1
1 1
1
h
h
q
p
2 2
2

h
h
q
p
1 1
1

7
f
p f
4
f
p f
4
I
f
p f

6
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
62
rimane identico, perch rappresenta sempre la distanza del
centro ottico dellocchio dalla retina. Indicata con f
S
la
distanza focale del sistema lente divergente + occhio, si ha
perci:
[b]
Dalle relazioni [a] e [b] si ottiene allora:
Ricordando che il potere diottrico uguale allinverso della
distanza focale espressa in metri, questa relazione conduce
alla seguente:
2,5 + D
S
= D
O
Il potere diottrico D
L
della lente divergente vale allora:
D
L
= D
S
D
O
= - 2,5
1
40
1 1
cm
S O
+
f f
1 1
q f

S
TEMA 6
UNIT 1
TEST
La risposta corretta la d.
Il tratto di caduta perpendicolare alla direzione di movi-
mento degli osservatori e quindi essi non rilevano alcuna
variazione della sua lunghezza (a errata). Essi considere-
ranno per il tempo di 3,0 s come tempo proprio del fenome-
no e valuteranno quindi un intervallo di tempo pari rispetti-
vamente a:
t
1
=
1
t t
2
=
2
t
Per entrambi il tempo maggiore di 3,0 s e quindi le risposte
b e d sono errate mentre corretta la c.
La risposta corretta la b.
Ricordiamo anzitutto che se lunit della variabile t il
secondo, lunit della variabile x c t = 3 10
8
m/s 1 s =
= 3 10
8
m. La d quindi errata. Gli eventi C e D sono carat-
terizzati da t
C
> t
D
e quindi a errata. Per gli eventi A e B lin-
tervallo spaziale 7 3 10
8
m mentre lintervallo temporale
4 s. Perci, essendo 7 3 10
8
m > 3 10
8
m/s 4 s, la c
errata. La risposta corretta invece la b.
La risposta corretta la d.
La legge relativistica di composizione delle velocit la
seguente:
In questo caso v = c/2 e u
x
= c. Sostituendo si ottiene u
x
= c e
quindi il tempo impiegato 1 s. La risposta corretta la a. Lo
stesso risultato si poteva ottenere considerando che, per il
secondo postulato della Relativit, la velocit della luce
indipendente dal moto della sorgente, per cui t = 1s.
PROBLEMI
La vita media della particella nel caso in cui sia in quiete
coincide con il tempo proprio. Ponendo quindi:
si ottiene: vita media T = 5,6 10
6
s.
Se t il tempo proprio dellevento, i due osservatori delle
astronavi valuteranno due tempi diversi t
1
=
1
t e t
2
=
2
t.
Perci:
Si risolva lequazione:
Si ottiene: v = 0,8 c
I lati perpendicolari alla direzione di movimento riman-
gono inalterati, mentre quelli paralleli alla direzione di movi-
4
0 6 1 1
2
, m m / ( ) v c
3

t
t
1
2
1
2
2
2
1 1 4
1 1 2
1 12

( )
( )
,
/
/
2
2 10
1
5
2

( )

s
vita media
v c /
1
u
u v
u v c
x
x
x
/

+
+ 1
2
6
5
4
3
2
1
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
63
mento risultano, per losservatore O, di lunghezza:
Larea A del quadrato vale quindi 1m 0,8 m = 0,8 m
2
.
Per losservatore O che resta sulla Terra, il tempo si calco-
la con la legge oraria del moto uniforme e quindi, ricordando
che lanno luce lo spazio percorso dalla luce in un anno:
Dal punto di vista dellosservatore O, che si considera in
quiete nellastronave, il tempo ora calcolato un tempo dila-
tato rispetto al proprio, secondo la relazione:
Si ottiene: tempo proprio = 4,8 anni.
Per losservatore O, essendo c = 3,00 10
8
m/s, si ottiene
t
O
= 2,00 m/(0,800 3,00 10
8
m/s) = 8,33 10
9
s
Losservatore solidale al protone si ritiene in quiete e quindi
assegner alle coordinate dei due rivelatori, quando transite-
ranno accanto a lui, il valore zero. Lintervallo spaziale t
P
che
intercorre fra i due passaggi potr essere calcolato sfruttando
linvariante spazio-temporale che, nel caso in esame, si tra-
duce nella relazione:
c
2
(8,33 10
9
s)
2
(2,00 m)
2
= c
2
t
P
2
da questa si ottiene t
P
= 5,00 10
9
s.
La distanza fra i due rivelatori che, per losservatore solidale
al protone, viaggiano alla velocit di 0,800 c, determinata in
uno stesso istante degli orologi di P vale perci:
0,800 c 5,00 10
9
s = 1,20 m
In alternativa, si pu considerare che per losservatore P, soli-
dale al protone:
la distanza fra i due rivelatori (in moto rispetto a lui) con-
tratta e misura 2,00 m/ = 1,20 m;
il tempo che intercorre fra il passaggio dei due rivelatori
dato da 1,20 m/(0,800 c) = 5,00 10
9
s.
In base alla relazione t = t, nella quale si pone t =
5,0 s e t = 3,0 s, si ottiene = 5/3 e quindi, essendo:
si ottiene v = 0,8 c.
Utilizzando ora linvariante spazio-temporale si pu scrivere:
c
2
(3,0 s)
2
= c
2
(5,0 s)
2
x
2
da questa: x = d = 1,2 10
9
m
Per losservatore O (in quiete rispetto alla nave spaziale):
t = I/c (con I = lunghezza della nave spaziale) = 10
6
s. Per
determinare il tempo t per losservatore O possiamo appli-
care le trasformazioni di Lorentz nella forma:
t = (t + v x/c
2
) con x = (x
coda
x
testa
) = 300 m
Si ottiene: t = 3,34 10
7
s.
Le coordinate spazio temporali degli eventi A e B per los-
servatore O sono le seguenti:
x
A
= 0, t
A
= 0; x
B
= 2 10
10
m; t
B
= 50 s
11
10
1 1
2
/ / ( ) v c
8
7
11
1
2
anni
/

( )
tempo proprio
v c
tempo
c

10
0 9
11
anniluce
anni
,
6
1 1 0 8
2
m / m ( ) v c ,
Applicando le trasformazioni di Lorentz, con il segno positivo
della velocit in quanto losservatore O si muove da B verso
A, ovvero le relazioni:
si ottiene: x
A
= 0, t
A
= 0; x
B
= 4,27 10
10
m, t
B
= 135 s.
Per vedere i due eventi simultanei, cio per avere t
A
= t
B
occorre imporre luguaglianza:
Il segno positivo anteposto a x
A
e x
B
indica che il secondo
osservatore si muove da A verso B.
Risolvendo si ottiene: v = c
2
(t
A
t
B
)/(x
B
x
A
) = 0,750 c.
Tenendo conto che losservatore valuta una lunghezza
contratta dellastronave, si ottiene:
dalla quale: lunghezza propria = L
P
= 560 m.
Per rispondere alla seconda domanda si deve tenere presente
che losservatore O valuta lindicazione degli orologi di O
confrontandola con una ipotetica serie di orologi sincroniz-
zati nel proprio sistema di riferimento, ovvero in un medesi-
mo istante del proprio sistema di riferimento. A partire quin-
di dalle due relazioni di Lorentz e indicando con i deponenti C
e T quanto si riferisce alla coda e quanto si riferisce alla testa
dellastronave, si pu scrivere:
e ponendo t
C
= t
T
(= 0, per comodit di calcolo) si ottiene:
Si noti che il segno negativo sta a indicare che secondo los-
servatore O lorologio di O situato in testa allastronave sta
andando pi lentamente di quello situato in coda.
La separazione spaziale dei due eventi uguale a:
2,0 10
10
m 5,0 10
9
m = 1,5 10
10
m
Lintervallo temporale uguale a: 70 s 40 s = 30 s.
Quindi, nel caso in esame, I
ST
= c
2
(t
2
t
1
)
2
(x
2
x
1
)
2
risulta
minore di 0 e pertanto i due eventi non sono correlati da un
rapporto causa-effetto.
Per il calcolo della velocit di O
1
si imponga leguaglianza
x
1
= x
2
. Utilizzando ora le trasformazioni di Lorentz questa si
traduce nella seguente:
x
1
v
1
t
1
= x
2
v
1
t
2
con la quale si ritrova il precedente risultato impossibile di
v
1
= 5,0 10
8
m/s.
14

+
( )

( )
t t t
x v c x v c
v c
x x
T C
T C T C
/ /
/

2 2
2
1
vv c
v c
c
v c
/
/
m /
/
2
2
2
1
400 0 7
1
1 31 10

,
,
( )


( )

6
s


( )
t
t x v c
v c
T
T T
/
/
2
2
1


( )
t
t x v c
v c
C
C C
/
/
2
2
1
400 1 0 7
2
m / ( ) lunghezza propria c c ,
12
t x v c
v c
t x v c
v c
A A B B
/
/
/
/
+
( )

+
( )
2
2
2
2
1 1

+
( )
t
t x v c
v c
/
/
2
2
1

+
( )
x
x v t
v c 1
2
/
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
64
Per il calcolo della velocit di O
2
si imponga leguaglianza
t
1
= t
2
. Utilizzando le trasformazioni di Lorentz questa si
traduce nella seguente:
t
1
x
1
v
2
/c
2
= t
2
x
2
v
2
/c
2
dalla quale: v
2
= 1,8 10
8
m/s
Si applichi la formula di composizione delle velocit:
ponendo v = 0,800 c e u
x
= 0,900 c. Si ottiene: u
x
= 0,988 c.
Utilizzando la formula di composizione delle velocit:
con v = 0,85 c e ponendo una prima volta u
x
= 0,90 c e una
seconda volta u
x
= 0,90 c, si ottiene:
v
max
= 0,99 c; v
min
= 0,21 c.
UNIT 2
TEST
Losservatore O considerer il solido di volume pari a
L
2
(L/) a causa della contrazione della lunghezza del lato
parallelo alla velocit e assegner alla sua massa il valore
m. La densit varr allora:
La risposta corretta quindi la d.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
Ricordando che E
1
= m c
2
(
1
1) e E
2
= m c
2
(
2
1) si
ottiene:
m c
2
(
2
1) = 2 m c
2
(
1
1)
Da questa si ottiene
2
= 2
1
1
La risposta corretta la b.
Si supponga che la quantit di moto di una particella sia
data da:
q = m v
Se la quantit di moto raddoppia si ha:
m v = 2 m v [a]
Da questa:
se v v,
e quindi v 2 v. La a errata. Se fosse v = v le radici a deno-
minatore sarebbero uguali ma allora si giungerebbe ad avere
v = 2 v, il che contrario allipotesi. Quindi anche la b errata.
Considerando che E = m c
2
e E = m c
2
e tenendo conto
anche della relazione [a] si ottiene:
1 1
2 2
( ) ( ) v c v c / /

v
v c
v
v c 1
2
1
2 2
( ) ( ) / /
5
4
3
2


/
m
L L
2
2
( )

1
u
u v
u v c
x
x
x
/

+
+ 1
16
u
u v
u v c
x
x
x
/

+
+ 1
2
15
e poich v 2 v anche la c errata. Laffermazione corretta
la d.
La risposta corretta la b.
Per una particella di massa propria nulla si ottiene:
E
2
c
2
q
2
= 0
dalla quale:
E = c q
Laffermazione corretta quindi la c.
PROBLEMI
Considerando che E
C
= m c
2
( 1), utilizzando il dato for-
nito dal testo del Problema si ottiene:
( 1) = 100 ovvero = 99
Da questa, v = 0,99 c
Per la quantit di moto si ha poi:
q = m v = 2,0 10
16
kg m/s
Per la quantit di moto:
Per lenergia cinetica:
La variazione dellenergia cinetica uguale al lavoro
compiuto; perci:
m c
2
( 1) = 1,00 10
12
J
Da questa si ottiene = 13,2.
Quindi si pu porre = 13,2 dalla quale:
v = 0,997 c.
Le relazioni coinvolte nel problema sono:
E
c
= m c
2
( 1) q
m
= m v
Dalla prima si calcola:
= E
c
/(m c
2
) + 1 = 1,67
e quindi, sfruttando il valore di ora trovato, v = 0,801 c
Dalla seconda si ottiene poi: q
m
= 6,70 10
19
kg m/s
Nel fenomeno durto si deve conservare la massa-energia
del sistema.
Prima dellurto lenergia totale data dallenergia totale della
particella in quiete (m c
2
) e dallenergia totale della particella in
moto (m c
2
( 1) + m c
2
).
La massa-energia del sistema prima dellurto vale perci:
m c
2
+ m c
2
= m c
2
( + 1) con =
Dopo lurto si ha una sola particella di massa M dotata di
velocit v la cui massa-energia totale espressa da:
M c
2
+ M c
2
( 1) = M c
2

In definitiva, il principio di conservazione della massa-ener-


gia si traduce nella relazione seguente:
m c
2
( + 1) = M c
2
[a]
Daltra parte, per il principio di conservazione della quantit
di moto, si pu porre:
1 1 1 25
2
/ ( / ) , v c
9
8
1 1
2
/ / ( ) v c
6
R
m c
m c
e
( )
( )
,
,

/
/
f
i
2
2
2
2
1
1
1 1 0 9 1
1 1 0 6

11
5 2 ,
R
m v
m v
q
f f
i i





1 0 6 0 9
1 0 9 0 6
2 8
2
2
, ,
, ,
,
5
4
8
7

E
E
m v
m v

SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO


65
m v = M v
e quindi, dividendo membro a membro, si ottiene:
e, conseguentemente: = 1,06
Considerando ancora la relazione [a] si ottiene infine:
Lenergia liberata si determina applicando la relazione
E = m c
2
ove m indica la differenza fra la massa iniziale e
finale del sistema. Essendo:
m = 2 m
deuterio
m
elio
= 4,2500 10
29
kg
si ottiene:
E = 4,2500 10
29
kg (2,9979 10
8
m/s) = 3,8196 10
12
J
Dalla relazione:
E
2
= q
2
c
2
+ m
2
c
4
ponendo E = 5 m c
2
si ottiene:
q = (1,5 10
9
m/s) m
Ponendo poi:
q = m v = (1,5 10
9
m/s) m
si ottiene v = 2,9 10
8
m/s
Alla fine della variazione termica, il blocco metallico ha
subito un incremento di energia termica pari a:
E = 1,0 kg 0,10 cal/(g C) (600 K 300 K)
Poich:
0,10 cal/(g C) = 419 J/(kg K)
si ottiene:
E = 1,3 10
5
J
Tenendo presente la relazione E = m c
2
, lincremento m
della massa inerziale del blocco risulta:
Laumento percentuale A% della massa inerziale del blocco
vale quindi:
Per la radiazione elettromagnetica la massa a riposo
nulla e quindi q
rad
= E/c. Perci, per la conservazione della
quantit di moto:
q
m
= q
rad
= E/c = 3,2 10
19
kg m/s
Lenergia cinetica dellatomo si ottiene mediante la relazione:
E
2
atomo
= q
2
m
c
2
+ m
0
2
atomo
c
4
e tenendo conto che E
atomo
= m
0 atomo
c
2
+ E
c
, si ottiene:
E
c
= 2,5 10
12
J.
13
m
m
100 1 4 10
10


, %
m



1 3 10
1 4 10
5
2
12
,
)
,
J
(3,0 10 m/s
kg
8
12
11
10
M
m

+

1
2 12 ,

+
v v v c

1
0 566 0 334 , ,
TEMA 7
UNIT 1
TEST
La risposta corretta la d.
Laffermazione 1) corretta in quanto:
Anche laffermazione 2) corretta in quanto:
Laffermazione 3) invece errata in quanto:
La risposta corretta quindi la b.
La risposta corretta la b.
Considerando la figura seguente, si pu stabilire che:
La risposta corretta la d.
Allequilibrio, le forze coulombiane che si sviluppano
sulle perline devono essere tutte perpendicolari al filo che le
tiene unite. La forma geometrica assunta dalla collana sar
quindi quella di una circonferenza. La risposta corretta la c.
Nel contatto fra due palline conduttrici identiche la cari-
ca si divide in due. Quindi, dopo il contatto fra A e B la carica
vale q su entrambe. Venendo poi a contatto con la sferetta C,
che ha carica 2 q, la carica totale che deve ripartirsi fra A e
C vale q + ( 2 q) = q. In definitiva, su A rimane la carica
q/2. La risposta corretta la b.
La formazione di carica negativa sul corpo associata ad
un numero di elettroni in eccesso rispetto al suo stato di neu-
tralit elettrica. Quindi la massa del corpo, anche se di
pochissimo, aumentata. La risposta corretta quindi la c.
Si supponga che lo stato di carica iniziale delle due sfere,
8
7
6
5
F F F 2 3 2 3 ( / ) .
4
3


F
q q
r
q
r
( ) ( )
( )
9 9
4 3
9
4
0
2
2
0
2


99F
F
q q
r
q
r
F
( ) ( )
( )
3 3
4 3 4
0
2
2
0
2


F
q q
r
q
r
F


( )
( )
9
4 3 4
0
2
2
0
2

2
1
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
66
30
60
F
2
F
F
1
F
1
= F
2
= F
q q
quando sono ancora molto lontane, sia quello schematizzato
nella figura A.
Quando le due sfere vengono avvicinate, la forte carica posi-
tiva distribuita sulla sfera B sviluppa un forte effetto indutti-
vo sulla sfera A che determina lo spostamento verso destra di
una notevole quantit di carica negativa (figura B).
Nel suo complesso, quindi, la sfera A sempre carica positi-
vamente ma il centro C
+
della distribuzione di carica positiva
risulta pi lontano dalla sfera B di quanto non sia il centro C

della distribuzione di carica negativa e leffetto complessivo


pu essere attrattivo. La risposta corretta la b.
La riposta corretta la b.
Le linee di campo escono sempre dalle cariche positive; le
configurazioni b e d sono quindi errate. La lastra schematiz-
zata nella figura del Test non ha estensione infinita e quindi il
campo elettrico in prossimit delle sue superfici laterali non
pu essere uniforme. La c quindi errata mentre la configu-
razione pi corretta la a.
La risposta corretta la c.
Secondo il teorema di Gauss, il flusso uscente dalla super-
ficie dipende dalla carica contenuta nella superficie stessa e
dalla costante dielettrica secondo la relazione (E

)
S
= q/
0
.
Per le due superfici sferiche considerate, sia q che la costante
dielettrica sono uguali e quindi la risposta A corretta men-
tre la B errata. Il modulo E
2
del campo elettrico nei punti
della superficie della sfera di raggio 2 R dato da:
Dunque le affermazioni c e d sono errate.
La risposta corretta la c.
Per stabilire se lelettrone in grado di giungere sulla
parete di destra occorre confrontare la sua energia cinetica

c
allingresso del campo con il lavoro L di frenamento pro-
dotto dallinterazione campo-carica. Si ottiene:

c
= (1/2) m v
2
= (1/2) 9,1 10
31
kg (2,0 10
7
m/s)
2
=
= 1,8 10
16
J
L = q E s = 1,6 10
19
C 1,0 10
4
N/C 0,15 m =
= 2,4 10
16
J
Lelettrone verr quindi fermato prima di giungere su B e tor-
ner al punto di partenza con la stessa velocit. La risposta
corretta quindi la c.
14
13
E
Q
R
Q
R
E

4 2
1
4 4 4
0
2
0
2
1
( )
12
11
10
9
La risposta corretta la b.
Si immagini che il dipolo sia disposto nel campo elettrico
come indicato in figura A.
Sulle sue due cariche si producono due forze (F e F) che lo
fanno ruotare fino ad allinearsi alle linee del campo (figura
B). In questa posizione, le due forze F e F costituiscono un
sistema a risultante nullo e il dipolo rimane in quiete. La
risposta corretta la d.
Leffetto del campo elettrico quello di produrre una
forza verso il basso che si aggiunge alla forza peso della sfe-
retta. Leffetto del risultante delle due forze equivalente a
quello prodotto da un aumento del peso della sferetta, ovvero
da un aumento dellaccelerazione di gravit del luogo in cui
il pendolo oscilla. In base alla relazione:
con g > g
si pu stabilire che il periodo di oscillazione del pendolo dimi-
nuisce. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
La forza gravitazionale (attrattiva) e la forza coulombiana
(repulsiva) devono eguagliarsi. Dalla relazione:
si ottiene quindi:
La risposta corretta quindi la a.
La risposta corretta la c.
PROBLEMI
La distanza della terza carica da q
S
e q
D
pari rispettiva-
mente a 10 cm e a (40 cm 10 cm) = 30 cm. Se la forza tota-
7
20
M
Q
q
m G G

1
4
1
4 10
0 0
4
kg/C
G
M m
R
Q q
R
2
0
2
1
4


19
18
T l g 2 /
17
16
15
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
67
+ +
+
+ + +
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+ + +
+
+
+
+
+ +
+
+
+
+
+
+
+
+
A B
+
+
+
+ +
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+

+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
C
+
C

Figura A
Figura B
E
F
F
+

E
F F
+
Figura A
Figura B
le su di essa agente nulla, perch la forza prodotta su di
essa dalle due cariche ha uguale direzione e intensit ed
opposta in verso. Vale quindi la relazione seguente:
Da questa si ottiene q
S
/q
D
= 1/9
Lequilibrio della sferetta S si realizza quando il momento
della sua forza peso valutato rispetto a O uguale al momen-
to, sempre valutato rispetto a O, della forza repulsiva coulom-
biana che C sviluppa su S.
Tenendo presente la figura si pu allora scrivere:
P

OA = F

OB
E poich:

OA =

OB, deriva: F = P.
Questa relazione si traduce nella seguente:
Sostituendo i dati del Problema si ottiene: q = 3,13 10
7
C.
La forza F

agente sulla carica q


3
data dalla somma vetto-
riale delle forze F

1
e F

2
prodotte su q
3
rispettivamente da q
1
e q
2
.
Tenendo conto che il modulo di queste
forze risulta:
La direzione e il verso di queste forze sono rappresentati nella
figura seguente.
Si deduce quindi che il modulo di F

vale:
4,5 10 N 2 6,4 10 N
4 4


F
q q
AC
F
q q
CB
1
1 3
0
2
4
2
2 3
0
2
4
4 5 10
4
4 5



,
,
N
110
4
N
AC CB AB / 2,
11
k
q
CS
mg
2
2

9
q q q q
S D
m

m 4 0 10 4 0 30
0
2
0
2
( , ) ( , )

Per la simbologia ci si riferisca alla figura seguente, che


mette in evidenza anche la direzione e il verso del risultante
F

delle tre forze F

1
, F

2
, F

3
.
Ponendo per comodit , si ha:
I componenti di F

1
e F

3
lungo la direzione di F

hanno intensit:
e quindi:
La forza centripeta F

C
che crea il moto circolare data
dalla somma vettoriale della forza coulombiana (attrattiva) e
dal vettore F

somma della forza peso e della reazione del filo


R

(vedere figura). Si ottiene perci:


Tenendo presente che
con si ha:
F
C
= m 4
2
f
2
Eguagliando le due espressioni della forza centripeta e sosti-
tuendo i valori noti si ottiene f = 0,89 Hz.
I campi elettrici E

A
e E

B
generati in C dalle due cariche
hanno identica direzione e verso e la loro intensit vale:
E
B
C
m



1 00 10
4 0 100
10
0
2
,
( , )
E
A
C
m



1 00 10
4 0 200
9
0
2
,
( , )
18
l
2
v f
l
2
2
,
F m
v
l
C

2
2 /
F
q q
l
P
C

tan +
1
4 2
30
0
1 2
2
( / )

14
F
k q
l
k q
l
k
q
l
+ +

_
,


2
2 2
2
1
2
1
4
0
2
2
0
2
2
0
2
2
0

qq
l
2
2
2
1
2
+

_
,

k q
l
0
2
2
1
2

F
k q
l
k q
l
2
0
2
2
0
2
2
2
1
2

( )

F F
k q
l
1 3

0
2
2
1
4
0
0

k
13
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
68
C
B
S
A
O
90
30
30
60
P
F
F
A B
F
F
1
F
2
90
90
C
q
1 q
2
q
3
1
2
3
F
F
3
F
1 F
2
F
P
R
l
Lintensit E
C
del campo elettrico risultante in C data da
E
A
+ E
B
e vale 315 N/C.
La figura seguente mette in evidenza le forze agenti sulle
cariche del dipolo e consente di stabilire che il momento mec-
canico di modulo M su di esso agente si calcola nel modo
seguente:
M= F b = q E b = 2 10
26
N m
La densit superficiale di carica della lastra associata
al valore del campo elettrico E

, orientato perpendicolarmen-
te alla superficie stessa, dalla relazione:
[a]
Questo campo genera sulla sferetta carica una forza F

diretta
orizzontalmente di intensit:
F = q E
Il momento meccanico di questa forza, valutato rispetto al
punto di sospensione del filo, ha intensit:
M
q
= F L cos 30 = q E L cos 30
ed controbilanciato dal momento meccanico M

S
associato al
peso della sferetta la cui intensit espressa dalla relazione:
M
S
= m g L sin 30
Lequilibrio dei due momenti si traduce allora nella relazione
seguente:
m g L sin 30 = q E L cos 30
ovvero, tenendo conto della [a]:
m g L sin 30 = q L cos 30/(2
0
)
Semplificando ed eseguendo i calcoli si ottiene:
= 1,25 10
6
C/m
2
Data la disposizione della superficie cilindrica, le linee di
campo entrano ed escono da essa solo attraverso le superfici
circolari perpendicolari allasse x. Si pu allora stabilire che il
flusso del campo uscente da queste superfici , in totale:
(E) = 2 r
2
E = 31,4 N m
2
/C
Applicando il teorema di Gauss si ottiene allora:
Q = (E)
0
= 2,78 10
10
C
Lintervallo di tempo t richiesto per percorrere i 10 cm
pu essere calcolato mediante la relazione F t = mv ovvero,
tenendo conto che F = q E e che le particelle, allinizio, si sup-
pongono in quiete: q E t = m v.
Il valore della velocit finale si determina applicando la relazio-
ne tra il lavoro delle forze del campo q Es e la variazione di ener-
gia cinetica (1/2) m v
2
. Si ottiene quindi:
v
q E s
m

2
31
28
E

2
0
26
22
e sostituendo nella q E t = m v
Numericamente si ottiene:
per lelettrone t = 3,37 10
8
s
per il protone t = 1,45 10
6
s.
Tenendo conto dellorientamento della velocit e del
campo indicati nel testo del Problema e supponendo che alli-
stante 0 lelettrone si trovi nellorigine O del sistema, le equa-
zioni del moto dellelettrone secondo i due assi sono le
seguenti:
x = (1/2) a t
2
(con a = q E/m); y = v
i
t
Lequazione della traiettoria allora data da:
Ponendo ora x = 0,020 m e y = 0,080 m e ricordando che,
per lelettrone, q = 1,6 10
19
C e m = 9,1 10
31
kg, si pu
determinare il valore di v
i
. Si ottiene: v
i
= 1,7 10
7
m/s.
A partire dalle equazioni che descrivono il moto del pro-
tone:
si ottiene lequazione della sua traiettoria:
Ponendo in essa y = 2,00 10
2
m per x = 5,00 10
2
m e ricor-
dando che, per il protone, q = 1,60 10
19
C,
m= 1,67 10
27
kg, si ottiene: v = 7,74 10
4
m/s.
Affinch il protone esca dal campo quindi necessario che la
sua velocit iniziale superi tale valore.
Tenendo conto del verso, rispetto allasse di riferimento,
dei campi gravitazionali creati dalla Terra e dalla Luna nei
punti 1 e 2 (figura seguente) si ottiene:
H
1
= H
T
H
L1
H
2
= H
T
+ H
L2
Quindi:
H H H H G
M
D R
M
D R
2 1 2 1
2 2
+
+
+

L L
L
T,L T
L
T,L T
( ) ( )
__
,

38
y
q E
m
x
v

2
2
2
x v t
y
q E
m
t


1
2
2
36
x
q E
m
y
v

1
2
2
2
i
34
t
m
q E
q E s
m
m s
q E

2 2
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
69
F
E
F
+ q
q
d
H
T
H
T
H
L2
H
L1
x
1 2
Da questa:
H
2
H
1
= 6,67 10
-11
N m
2
/kg
2
7,4 10
22
kg
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Per densit di carica si intende il rapporto fra la carica Q
contenuta in un certo volume V e il volume stesso.
Considerando che la carica si distribuisce tutta sulla superfi-
cie della sfera, la densit di carica sar uguale a zero per valo-
ri di r < R, assumer il valore Q/[(4/3) R
3
] in corrispon-
denza di r = R, mentre per r > R assumer ancora valore
nullo. La risposta corretta quindi la a.
Prima del contatto si ha:
Durante il contatto la carica si ridistribuisce equamente fra le
due sfere. La loro carica diviene perci pari a 1,5 Q. Riportate
le sfere alla distanza r, la forza fra di esse viene allora espres-
sa dalla formula:
e quindi F = (9/8) F. La risposta corretta la d.
Lespressione generale dellintensit del campo elettrico
E = F/q e, nel caso particolare di una carica generatrice pun-
tiforme:
Tutte e tre le affermazioni sono quindi vere e la risposta cor-
retta la a.
La forza agente su una carica dipende sia dal campo E

presente nel punto in cui essa si trova, sia dal modulo e dal
segno della carica. Laffermazione a quindi errata, perch le
particelle possono avere carica diversa. Un elettrone lanciato
perpendicolarmente alle linee del campo sottoposto a una
forza perpendicolare alla sua velocit iniziale e quindi la
traiettoria parabolica; la b errata. La forza repulsiva fra i
due elettroni non dipende dalla presenza del campo ed pro-
porzionale allinverso del quadrato della loro distanza; la c
errata. Laccelerazione che caratterizza il moto dellelettrone
data da e E/m
e
, ove con e si indicata la carica dellelettrone e
con m
e
la massa dellelettrone. Laffermazione d quindi cor-
retta. La e invece errata perch la legge oraria del moto del-
lelettrone s = (1/2) (e E/m
e
) t
2
e quindi la distanza percor-
sa dipende dal quadrato del tempo trascorso.
Entrambe le particelle vengono deviate dalla interazione
con il nucleo (il disegno C errato) in modo da essere respin-
te da esso (il disegno E errato).
5
4
E
q
r

4
0
2

r

3
F
Q
r

( , ) 1 5
4
2
0
2

F
Q
r

2
4
2
0
2

2
1
1
3 8 10 6 4 10
1
3 8 10 6 4 10
8 6 2 8 6
( , , ) ( , , +
+
m m m m
N/kg
)
,
2
5
6 8 10

_
,




La deviazione delle particelle dipende dalla distanza fra la dire-
zione della loro velocit iniziale e il nucleo. Minore tale distan-
za, maggiore la forza che devia la traiettoria. Questo esclude i
disegni D e B; la risposta corretta quindi la a.
Se la carica iniziale vale 2 pC, tale deve essere la somma
delle cariche della due parti dopo la loro separazione. La cari-
ca q
2
deve quindi valere 5 pC. La forza fra le due parti
quindi attrattiva e il suo modulo vale:
Il campo generato dalla distribuzione di carica espresso
dalla relazione:
Allequilibrio (figura seguente) il momento del peso della sfe-
retta valutato rispetto al punto O di sospensione del filo (m g d)
deve eguagliare il momento della forza elettrostatica F

che
agisce sulla sferetta.
Poich:
il momento della forza F

espresso dalla relazione:


Si ottiene allora la relazione seguente:
Da questa:
Sostituendo i valori numerici si ottiene q = 9,75 10
-7
C
Si supponga che latomo di elio sia schematizzabile come
in figura.
8
q
m g d
l d

2
0
2 2

m g d
q l d

2 2
0
2
F OM F l d
q l d
+

2 2
2 2
0
2

F q E
q

2
0

E

2
0
7
F

3 10 5 10
4 8 854 10
12 12
12 2
C C
C / N , ( mm m
N
2 3 2
7
10
1 35 10
) ( )
,

6
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
70
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
l
d
M
O
E
E
F
La carica positiva dellatomo deve essere uguale in modulo a
2e, quindi la densit di carica positiva data da:
[a]
I due elettroni si troveranno sottoposti ad una forza repulsiva
F

R
reciproca e a una forza attrattiva F

A
prodotta dalla carica
positiva contenuta nella sfera di raggio a. Poich, per la [a],
la carica q contenuta in questa sfera vale:
q = (4/3) a
3
= 2 e (a/a)
3
si ottiene:
Ponendo F
R
= F
A
si ottiene a = a/2.
Nella figura A sono rappresentate la forza peso P

(= m g

)
della sferetta e la forza F

prodotta dal campo elettrico E

gene-
rato dal filo sulla carica q disposta sulla sferetta. Essendo
F = q E, allequilibrio si deve avere:
q E l cos = m g l sin
ovvero:
q E cos = m g sin [a]
Il valore del campo elettrico si
determina applicando il teore-
ma di Gauss ad una superficie
cilindrica il cui asse di simme-
tria coincide con il filo (figura
B).
9
F
e a a e
a
e a
a
A


2
4 2
3
0
2
2
0
3
/


( )

F
e
a
e
a
R

2
0
2
2
0
2
4 2 16 ( )

2
4 3
3

/
e
a ( )
Indicata con Q la carica distribuita su un tratto L del filo, il
flusso (E

) del campo elettrico uscente dalla superficie cilin-


drica si esprime nei due modi seguenti:
(E

) = Q/
0
(E

) = 2 r L E
Da queste:
Sostituendo nella [a] si ha quindi:
Sostituendo i valori numerici si ottiene = 9,44 10
7
C/m.
UNIT 2
TEST
Lenergia potenziale elettrica data dal prodotto della carica
per il potenziale del punto in cui essa si trova. In questo caso per
non viene fornito il potenziale di almeno una delle due lastre cari-
che. I dati forniti sono perci insufficienti per calcolare lenergia
potenziale elettrica di q. La risposta corretta la d.
La risposta corretta la a.
Per il principio di conservazione dellenergia, nellistante
in cui le due particelle (p) si trovano in quiete nel punto pi
prossimo al nucleo doro (n) la loro energia cinetica si tra-
sformata completamente in energia potenziale elettrica
secondo la relazione:
[a]
ovvero:
Considerando la [a] si pu stabilire che se
c
uguale per
entrambe le particelle, anche r deve essere uguale (a e b sono
quindi errate mentre c corretta). La d errata perch,
anche se uguale v
p
, diversa m
p
e quindi diversa anche r.
La risposta corretta la c.
La risposta a errata, perch, essendo le due cariche di
valore diverso, non possono generare un potenziale di identico
modulo a uguale distanza. Anche la risposta b errata, in
quanto, essendo la carica in B di modulo maggiore di quella in
A, il punto del segmento AB in cui il potenziale zero si trove-
r sicuramente a sinistra del punto medio di AB. La risposta d
errata in quanto una linea equipotenziale si chiude sempre su
s stessa. Resta da vedere se vera la c. Allo scopo si collochi in
A lorigine di un sistema di assi cartesiani con lasse x orienta-
to da A a B e si indichi con d la distanza fra i punti A e B (vedi
figura).
5
4
( ) 1 2
4
0
/


p p
2
p n
m v
q q
r

c
p n

q q
r 4
0

3
2
1
q
l
m g




cos
sin
sin
2
0

E
Q
r L r l

2 2 2
0 0 0

sin
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
71
a
a
2a

l
F
P
E
E
E
E
r
Figura A
Figura B
Se il punto P di coordinate x, y caratterizzato da potenziale
nullo, tenendo conto che, in modulo, q
B
= 2 q
A
, deve valere la
relazione:
Ovvero, tenendo conto che:
deve valere la relazione:
Eseguendo i consueti passaggi si ottiene lequazione se-
guente:
x
2
+ y
2
+ (2/3) d x (1/3) d
2
= 0
Si tratta dunque di una circonferenza centrata nel punto di
coordinate ( d/3, 0) e di raggio uguale a (2/3) d, rappresen-
tata in figura.
La risposta corretta la d.
Lenergia potenziale elettrica delle due cariche data
rispettivamente da q
1
V
1
e q
2
V
2
. Per sapere quale relazione
esiste fra il valore dei due prodotti occorre conoscere sia i
valori di q
1
e q
2
sia i valori di V
1
e V
2
. La risposta corretta
quindi la d.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la b.
Lelettronvolt una unit di energia corrispondente, in
valore assoluto, a 1,6 10
19
J. Non quindi ununit di poten-
ziale (a errata) e pu essere utilizzata per esprimere il valore
di qualunque tipo di energia (b errata). Ad una energia di
3,2 eV corrisponde un potenziale Vcalcolabile con la relazione
V= 3,2 eV/q e quindi, se non si conosce il valore di q, non si pu
determinare V. La c errata mentre la risposta corretta la d.
La risposta corretta la d.
Il potenziale pu essere nullo; si pensi ad esempio al caso
di due cariche positive e di due cariche negative di uguale
valore disposte agli estremi delle due diagonali di un quadra-
to: il campo e il potenziale al centro del quadrato risultano
entrambi nulli. La risposta corretta quindi la a.
12
11
10
9
8
7
6
1 2
2 2 2
2 x y
d x y
+

( ) +
PB d x y ( ) +
2
2
PA x y +
2 2
1
4
1
4
0 0

2
A A
q
PA
q
PB

Si tenga presente che lenergia associata al campo elettri-


co compreso tra le lastre data da (1/2)
0
E
2
S d. Quando le
lastre vengono portate alla distanza d/2 il campo elettrico
(che dipende solo dalla densit di carica delle lastre) rimane
immutato. Perci lenergia si dimezza; la risposta corretta
quindi la b.
In base alla relazione F = q (V
A
V
B
)/

AB, la forza agente


sulla carica identica in valore per tutto lo spostamento della
carica da una piastra allaltra. Lenergia cinetica acquisita
durante questo spostamento si calcola mediante la relazione
L = F

AB. Perci:
energia cinetica
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la c.
La capacit elettrica di una sfera data dalla relazione
seguente:
C = 4
0
R
Daltra parte, la superficie di una sfera di raggio R data da
S = 4 R
2
dalla quale . Sostituendo questa
espressione di R nella formula della capacit si ottiene:
ovvero C
2
= costante S
Il grafico che meglio rappresenta questo tipo di dipendenza
quello indicato nella figura D.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
I due condensatori in parallelo hanno capacit equiva-
lente 2 C. Questa capacit, essendo in serie a un condensato-
re di capacit C, d luogo ad un sistema di capacit equiva-
lente C data da:
e quindi C = (2/3) C. La risposta corretta la a.
La capacit equivalente dei due collegamenti di conden-
satori , rispettivamente:
C
A
= C/3 C
B
= 3 C
A parit di differenza di potenziale applicata, lenergia dei due
sistemi vale:

A
= (1/2) C
A
V
2
= (1/6) C V
2

B
= (1/2) C
B
V
2
= (3/2) C V
2
Quindi
A
/
B
= 1/9
La risposta corretta la c.
PROBLEMI
La distanza minima si ottiene quando la particella ha
una direzione iniziale passante per il centro del nucleo e
quando la sua energia cinetica si trasforma completamente
2
22
1 1
2
1 3
2
+
C C C C
21
20
19
C S 4 4
0
/( )
R S /( ) 4
18
17
16
15


q V V
A B
( ) 10 3 10
10 8
C 300V J


L F AB
q V V
AB
AB
A B
( )
14
13
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
72
P
B (d,0) A (0,0)
R 2/3 d
1/3 d
in energia potenziale elettrica (particella in quiete per un
istante). In tale caso si pu porre:
Essendo
c
= 2 MeV = 2 10
6
eV =
= 2 10
6
1,6 10
19
J = 3,2 10
13
J
si ottiene:
Il potenziale in P si ottiene sommando algebricamente i
potenziali che la carica q
1
e la carica q
2
creano in P. Questi
potenziali, che indicheremo con V
1
e V
2
rispettivamente, si
calcolano nel modo seguente:
dove

1P e

2P indicano rispettivamente la distanza tra la cari-


ca q
1
e il punto P e la distanza tra la carica q
2
e il punto P. In
base ai criteri della geometria analitica:
e quindi:
Lenergia cinetica acquistata dallo ione uguale al pro-
dotto q (V
A
V
B
) dove q indica la carica dello ione
(= 2 1,6 10
19
C). Si pu allora scrivere:
V
A
V
B
= 80 eV/(3,2 10
19
C)
Tenendo presente che 1 eV = 1,6 10
19
J, la precedente rela-
zione diviene:
V
A
V
B
= V = 80 1,6 10
19
J/(3,2 10
19
C) = 40 V
Per il principio di conservazione dellenergia:
Si ottiene = 14 J.
Il campo elettrico produce sullelettrone una forza costan-
te F

= e E

di verso opposto a quello del suo movimento verso


la lastra di destra. Il lavoro passivo compiuto dalla forza F

deve
essere uguale allenergia cinetica iniziale dellelettrone.
Indicando con d la distanza fra le due lastre si pu scrivere:
(1/2) m v
2
= F d = e E d = e V
Quindi:
v
e V
m

2 2 1 6 10 300
9 1 10
1
19
31
C V
kg
,
,
, 0 03 10
7
m/s
18
L
Q q
mv +
1
4 0 10
1
2
0
2
m ,

16
14
V V V +

1 2
12 2 2
9
1
4 8 854 10
3 00 10
C Nm
C
, / ( )
,
33 35
5 00 10
4 61
17 8
9
,
,
,
,
m
C
m
V +

_
,

1 3 35
2
1
2
1
2
2
2
P x x y y
P x x y
+
+
( ) ( ) ,
( ) (
p p
p p
m
yy
2
2
4 61 ) , m
V
q
P
V
q
P
1
0
1
2
0
2
1
4 1
1
4

2

7
d
q q


C C
N
c
4
2 1 6 10 70 1 6 10
0
19 19

, ,
44 8 854 10 3 2 10
1 0 1
12 2 2 13
C / Nm J


, ( ) ,
, 0 0
13
m

c
N

q q
d

4
0
In base alla relazione F = q (V
A
V
B
)/

AB, la forza agente


sul protone vale:
F = 1,6 10
19
C (150 V 50 V)/(0,05 m) = 3,20 10
16
N
Lenergia cinetica acquisita dal protone nello spostamento da
una piastra allaltra data da:

c
= F s = 3,20 10
16
N 0,05 m = 1,6 10
17
J
e quindi (in base alla relazione:
c
= (1/2) m v
2
) la velocit
finale v del protone data da:
La forza peso del protone in prossimit della superficie terrestre
data da: 1,67 10
27
kg 9,81 m/s
2
= 1,64 10
26
N e quin-
di R= 1,95 10
10
. Il valore di questo rapporto cos grande giu-
stifica il fatto che nei problemi relativi al moto di una carica
elettrica quale lelettrone, il protone o qualunque ione si tra-
scuri leffetto gravitazionale.
A partire dal valore dellenergia, utilizzando la relazione:

E
= (1/2)
0
E
2
S d
si calcoli anzitutto il valore di E. Si ottiene:
E = 1,00 10
4
N/C.
Ricordando ora che V = E d, si ottiene:
V = 1,00 10
3
V.
La densit superficiale di carica risulta poi:
= E
0
= 8,85 10
8
C/m
2
Essendo:
il valore di Q si calcola con la relazione Q = 4
0
R V e quindi:
Dal valore di posiamo calcolare il valore di E nei punti
immediatamente esterni al conduttore con la relazione:
Nel contatto, le due sfere assumono lo stesso potenziale e si
ridistribuiscono la carica (il cui valore totale deve rimanere
invariato) in funzione della loro capacit. Indicando con Q
1
e
Q
1
la carica della sfera 1 prima e dopo il contatto e con Q
2
e Q
2

la carica della sfera 2 prima e dopo il contatto, si pu scrivere:


Q
1
+ Q
2
= Q
1
+ Q
2
[a]
con
Q
1
= C
1
V
1
= 4
0
R
1
V
1
e Q
2
= C
2
V
2
= 4
0
R
2
V
2
Dopo la separazione, le relazioni fra carica, capacit, poten-
ziale sono le seguenti:
Q
1
= C
1
V
1
Q
2
= C
2
V
2

ed essendo V
1
= V
2
, si ha:
[b]


Q
Q
C
C
R
R
R
R
1
2
1
2
0 1
0 2
1
2
4
4

28
E

0
9 2
12 2
4 4 10
8 854 10
5
,
, )
,
C/m
C /(Nm
2
00 10
2
N/C

Q
R
V
R 4
8 854 10 100
2
0
12 2

C Nm V
2
, / ( )
00,20m
C/m

4 4 10
9 2
,
V
Q
R

4
0

26
23
v

2 16 10 167 10 138 10
17 27 5
, ( , ) , J/ kg m/s
20
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
73
Risolvendo il sistema delle equazioni [a] e [b] si ottiene:
Q
1
= 9,27 10
8
C; Q
2
= 1,85 10
7
C
V
1
= V
2
= 1,67 10
4
V
Per il teorema di Gauss, in un punto interno alla sfera
interna il campo E

nullo; il flusso uscente da una sfera con-


centrica a quella interna e di raggio r compreso fra R
1
e R
2

dato da:
Perci:
Allesterno della sfera di raggio R
2
il campo dato ancora
dalla formula precedente, perch le cariche sulla sfera ester-
na hanno valore totale nullo.
Per rispondere alla prima domanda si applichi il teorema
di Gauss alla sfera di raggio r.
Questa sfera contiene la carica Q espressa da:
essendo:
Si ottiene allora:
Applicando il teorema di Gauss per determinare il modulo E
r
del campo elettrico in corrispondenza dei punti della superfi-
cie di raggio r, si ottiene:
dalla quale:
[a]
La relazione V
A
V
B
= E
A
(r
A
r
B
) non corretta, perch lungo
il segmento AB il campo elettrico non uniforme, ma aumen-
ta secondo la relazione [a] nel passare da A a B.
In un punto P esterno alla sfera il potenziale si calcola suppo-
nendo che tutta la carica Qdella sfera sia concentrata nel suo
centro.
Si ha perci:
Tenendo presente che la capacit elettrica di un condut-
tore sferico data da: C = 4
0
R, e che, essendo S = 4 R
2
,
si ha: la capacit elettrica del conduttore pu
essere scritta nel modo seguente:
R S /( ), 4
34
V
Q
r
p
P

4
0

E
Q
R
r
r

4
0
3

E r E
Q r R
r
( )
4
2
3 3
0

/
Q r
Q
R
Q
r
R
4
3 4
3
3
3
3
3

q

Q
R
4
3
3
Q r
q
4
3
3

31
E
R
r

0
1
2
2
4
4
2
0
1
2
0

r E
carica sulla sfera interna R

30
ovvero C =
con
Dunque, nei due casi avremo:
C
1
=
C
S/4
= =
C
2
= 4 C
S/4
= 4 = 2
Conseguentemente, C
1
/C
2
= 0,5.
Per la capacit della Terra: C
T
= 4
0
R
T
e perci si dovr porre:
Da questa:
Per determinare la massima differenza di potenziale baster
porre V uguale al prodotto della rigidit dielettrica per la
distanza fra le armature. Si ottiene V = 6,25 V.
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
In assenza o in presenza di dielettrico il campo elettrico
dato da E = V/d. La risposta corretta quindi la c.
La carica dellelettrone deve essere un divisore di tutti i
valori sopra riportati; perci a errata e cos pure b e d. La e
rispetta questa condizione, ma nessuno ci autorizza a ritene-
re che la carica dellelettrone sia un sottomultiplo di
3,2 10
19
C; perci anchessa errata. c corretta, perch
definisce un massimo, non necessariamente il valore reale.
La velocit inclusa nellespressione dellenergia cinetica
(1/2) m v
2
che risulta pari al lavoro elettrico q V. Dunque v
influenzata solo dalla massa e dalla carica dello ione. La
risposta corretta quindi la b.
Dal momento che il condensatore isolato, la carica accu-
mulata inizialmente sulle armature rimane identica (la 1 cor-
retta). Il campo elettrico iniziale E
0
= V/d si riduce per al
valore E
r
= E
0
/
r
e conseguentemente anche la differenza di
potenziale si riduce al valore V/
r
(laffermazione 3 errata).
Lenergia immagazzinata espressa, in assenza e in presenza
di dielettrico, dalle relazioni:

1
= (1/2) Q V

1
= (1/2) Q V/
r
Essa subisce quindi una diminuzione (laffermazione 2
errata). La risposta corretta la d.
La carica disposta sui due condensatori in serie identica
e quindi devono valere le relazioni:
[a]
[b] V
Q
C
Q
2
2
2

F
V
Q
C
Q
1
1
3

F
5
4
3
2
1
d
S
R

r
T


m
4
1 25 10
7
,

0 0
4
r T
S
d
R
38
h S h S /4
h S /4 h S
h S
h
0
4
h S C S 4 4
0
/( )
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
74
Daltra parte, indicata con C la capacit equivalente del siste-
ma, si pu porre:
dalla quale C = (6/5) F e quindi:
Ricavando Q da questa relazione (Q = 3,6 10
5
C) e sosti-
tuendo nella [a] e nella [b] si ottiene V
1
= 12 V e V
2
= 18 V.
La risposta corretta la a.
Lenergia cinetica acquistata dalla particella deve essere
uguale alla variazione dellenergia potenziale elettrica di cui
dotata nella posizione finale B e iniziale A. Nella posizione
iniziale il potenziale nullo e quindi nulla anche lenergia
potenziale elettrostatica della particella. Quando la particella
urta il disco carico negativamente, la sua energia elettrosta-
tica assume il valore q V con V = 10 V.
Ponendo quindi (1/2) m v
2
= q V si ottiene:
La carica Q si distribuisce sulle due sferette in misura pari
a Q/2 per ciascuna. Nello stato iniziale in cui la molla non
allungata il sistema, costituito da due cariche praticamente
puntiformi a distanza l
0
, dotato di energia elettrostatica
e
pari a (Q/2)
2
/(4
0
l
0
). La forza repulsiva fra le due sferette
allunga la molla e, in corrispondenza del suo massimo allun-
gamento l, in base al principio di conservazione dellener-
gia, si pu scrivere:
Da questa si ottiene:
Risolvendo si ottiene:
La capacit C del condensatore vale:
C =
0
S/d = 8,854 10
12
C
2
/(N m
2
) (0,20 m)
2
/(1,0 10
2
m) =
= 3,54 10
11
F
e la carica Q sulle lastre vale:
Q = C V = 3,54 10
7
C
Il numero N di elettroni in eccesso corrispondente a questa
carica dato da:
Il numero totale di elettroni presenti in una lastra si ottiene nel
modo seguente:
N

3 54 10
1 60 10
2 21 10
7
19
,
,
,
C
C/elettrone
112
elettroni
8
l
l l Q k l

+ +
0 0
2 2
0 0
2
2
/ ( )
Q
k l l l
l
2
0 0 0
8
1


+

( )

( ) ( )
)
( )
Q
l
Q
l l
/
4
/
4 (
/
0 0
2 2
1 2
2
0
2
0

+
+

kk l ( )
2
7
v q V m 2 0 2 / m/s ,
6
30
6 5
V
/ F

Q
( )
1 1
3
1
2
+
C F F
n atomi di Al = n moli numero Avogadro =
= 8,0 mol 6,02 10
23
atomi/mol = 4,82 10
24
atomi
n protoni di Al = 4,82 10
24
atomi 13 protoni/atomo =
= 6,27 10
25
protoni
n di elettroni della lastra = 6,27 10
25
elettroni
La percentuale di elettroni trasferiti vale quindi:
La quantit massima di carica Q che pu stare sul gra-
nello quella che genera in prossimit della sua superficie un
campo elettrico di intensit E minore o uguale a E
0
. Perci si
pu porre:
Considerando che E
0
= 20 kV/cm = 2 10
6
V/m si ottiene
Q = E
0
4
0

r
r
2
=
2 10
6
V/m 4 8,854 10
12
C
2
/(N m
2
) (1,0 10
4
m)
2
= 2,23 10
12
C
Il lavoro da compiere uguale alla variazione dellener-
gia potenziale del sistema. Tenendo conto che la carica Q
sulle armature non cambia estraendo la lastra e che, allini-
zio, essa data da Q = C V, si ottiene:
con C
0
= C/
r
Si ottiene quindi:
UNIT 3
TEST
La risposta corretta la c.
In base alla relazione i = e n S v si ottiene:
Daltra parte la densit di elettroni n per un metallo dellor-
dine di 10
28
elettroni/m
3
e quindi, ad esempio, per una cor-
v
i
n S e


2
1

2 1
2
0
2 2 2 2
2 2 2 2 2

Q
C
Q
C
Q
C
Q
C
Q
C


r
r

( 11
1
2
4 10
2
5
)
( )




C V
J
r

2
2
0
2

Q
C

1
2
2

Q
C
10
E
Q
r
0
0
2
4


r

9
2 21 10
100 3
12
,


elettroni
6,27 10 elettroni
25
,, % 5 10
12


nmolidiAl

volume densit
massa molare
(00 20 2 0 10
27 10
2 3 3
3
, ) ( , m m) 2,7 10 kg/m
3

kg/mol
mol 8 0 ,
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
75
rente di intensit i = 2 A che percorre un conduttore di sezio-
ne S = 2 mm
2
, si ottiene:
La risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la a.
Il potenziale diminuisce da A a B secondo una dipenden-
za di proporzionalit diretta. Quindi:
100 V : 2 m = x : 1,5 m
Da questa si ricava x = 75 V. La risposta corretta la b.
Si tenga presente che il potenziale nei punti di un condut-
tore che unisce i poli di un generatore diminuisce linearmente
passando dal polo positivo a quello negativo. Se, perci, fra i
punti A e B, che distano tra loro 20 cm, esiste una differenza di
potenziale di + 10 V, tra i punti C e D, che distano tra loro
60 cm, dovr esistere una differenza di potenziale che in valo-
re assoluto vale 30 V. Si noti per che il punto C si trova a
destra di A e il punto D a sinistra; perci in C sar presente il
potenziale di valore inferiore e quindi V
C
V
D
= 30 V. La
risposta corretta quindi la b.
La risposta corretta la c.
La dipendenza fra V e i di tipo ohmico una dipendenza
lineare. Quindi la a errata, perch, nel suo complesso, il gra-
fico non rappresenta una dipendenza lineare. Anche b erra-
ta, in quanto ciascun tratto AB, BC, CD del grafico rappre-
senta una dipendenza lineare. In un grafico V, i con V sul-
lasse verticale, il coefficiente angolare della retta che rappre-
senta la dipendenza funzionale fra V e i corrisponde alla
resistenza del conduttore. Si ha quindi R
CD
> R
BC
> R
AB
. La
risposta corretta quindi la d.
La risposta corretta la b.
La grandezza che mantiene lo stesso valore nel circuito
lintensit di corrente i e quindi, in base alle leggi di Ohm:
V
Fe
= (
Fe
l/S) i
V
Cu
= (
Cu
l/S) i
Da queste si ottiene:
Tenendo presente che in ciascun tratto di conduttore il
campo elettrico uniforme, si possono scrivere le relazioni
seguenti:
V
Fe
= E
Fe
l V
Cu
= E
Cu
l
In definitiva: E
Fe
/E
Cu
=
Fe
/
Cu
. La risposta corretta la b.
La risposta corretta la c.
La resistenza del reostato e la resistenza R si sommano e
quindi ne due casi si possono scrivere le relazioni seguenti:
fem = (R + 150 ) 0,4 A
fem = (R + 100 ) 0,5 A
Risolvendo si ottiene R= 100 , fem= 100 V. La risposta cor-
retta la a.
La risposta corretta la c.
12
11
10

V
V
Fe
Cu
Fe
Cu

9
8
7
6
5
4
3
v
A



2
2 10 10 1 6 10
3 2 28 3 19
( ) , m elettroni/m C/elettrone
m/s



6 10
4
Il passaggio della corrente in una lampadina determina
una diminuzione del potenziale. Da ci consegue che:
caso A, la differenza di potenziale ai capi di ciascuna lampa-
dina vale 4 V;
caso B, ai capi della lampadina A presente una differenza di
potenziale di 12 V ma ai capi delle lampadine B e C presente
una differenza di potenziale di 6 V;
caso C, ai capi delle lampadine A, B, C presente una diffe-
renza di potenziale di 12 V;
caso D, ai capi della lampadina A presente una differenza di
potenziale di 12 V ma ai capi delle lampadine B e C non pre-
sente alcuna differenza di potenziale. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
In base alla relazione = m/V si pu stabilire che, se la
massa dei due fili identica, sar identico anche il loro volu-
me. Indicando con S
1
e S
2
la sezione dei due fili, potremo per-
ci scrivere:
S
1
l
1
= S
2
l
2
[a]
Consideriamo ora le resistenze elettriche dei due fili, che scri-
veremo nel modo seguente:
R
1
= l
1
/S
1
R
2
= l
2
/S
2
Da queste si ottiene:
Tenendo ora conto della relazione [a] si pu porre:
e quindi: R
2
/R
1
= 4.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la b.
Lespressione della potenza dissipata in una resistenza
P
W
= i
2
R = V
2
/R = V i
Quindi:
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la c.
Le relazioni che traducono il bilancio termico per i due
calorimetri sono le seguenti:
i
1
2
R
1
t = C M
1
T i
2
2
R
2
t = C M
2
T
2
Dividendo membro a membro e tenendo conto che:
R
2
= 2 R
1
M
2
= 2 M
1
si ottiene T
1
/T
2
= 4
La risposta corretta quindi la a.
i
V
R
V
R
i
2
2 1
1
2 2

i
V
R
1
1


19
18
P
P
V R
V R
W1
W2
/
/

( ) 3
9
2
2

17
16
S
S
l
l
l
l
1
2
2
1
1
1
2
2
R
R
l S
S l
l S
S l
S
S
2
1
2 1
2 1
1 1
2 1
1
2
2
2
15
14
13
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
76
La risposta corretta la a.
La potenza dissipata da un resistore di resistenza R sotto-
posto alla differenza di potenziale V P
W
= V
2
/R. Da questa
relazione si pu stabilire che, per una data differenza di poten-
ziale V, sar maggiore la potenza dissipata dal resistore di resi-
stenza minore. La risposta corretta la a.
Lenergia sviluppata dalle due resistenze data rispetti-
vamente da:
Tenendo conto dei dati, lespressione di
1
diviene:
Dunque
1
=
2
/4; la risposta corretta quindi la d.
La risposta corretta la b.
La ripsosta corretta la b.
Per determinare la carica del condensatore si deve cono-
scere la differenza di potenziale stabilita ai suoi capi. Questa
vale 10 V indipendentemente dalla presenza dei due resistori
in parallelo di resistenza 10 e quindi
Q = C V = 10
5
C. La risposta corretta la b.
I due resistori posti ai lati del condensatore costituiscono
un parallelo la cui resistenza equivalente vale R/2. Infatti,
tenendo presente che il condensatore ha resistenza infinita,
possiamo scrivere:
dalla quale: R
eq
= R/2.
Questo parallelo in serie con il terzo resistore di resistenza
R; linsieme possiede quindi una resistenza equivalente di
valore 1,5 R. La risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la d.
Se lintensit di corrente che attraversa il resistore com-
preso fra i punti A e B vale i, lintensit di corrente che attra-
versa i due resistori compresi fra i punti C e B vale i/2. La
quantit di calore sviluppata in un certo tempo t nel resisto-
re compreso fra i punti A e B vale perci i
2
R t mentre la quan-
tit di calore sviluppata in un certo tempo t in ciascuno degli
altri due resistori vale (i/2)
2
R t. Essendo:
La risposta corretta la d.
PROBLEMI
Seguendo la linea verticale punteggiata passante per il
valore di 1 A, si intersecano le due semirette rappresentative
della dipendenza funzionale V, i in due punti ai quali corri-
spondono i valori V
1
= 10 V e V
2
= 30 V rispettivamente.
La resistenza dei due conduttori si determina applicando la
relazione R = V/i.
6
i Rt
i Rt
2
2
2
4
( / )

28
27
1 1 1 1 1 1
0
R R R R R
eq
+ +

+ +
26
25
24
23

1
2
2
2
2
2
2
2
2
4

( )
( / )
( ) V
R
t
V
R
t

1
2
1
1 2
2
2
2

( ) ( ) V
R
t
V
R
t
22
21
20
Per la semiretta 1, assumendo i = 1,0 A e V = 10 V, si ottie-
ne R
1
= 10 .
Per la semiretta 2, assumendo i = 1,0 A e V = 30 V, si ottie-
ne R
2
= 30 .
La quantit di carica Q che passa attraverso una qualun-
que sezione di un conduttore nel tempo t correlata allin-
tensit i di corrente nel modo seguente: Q = i t.
Daltra parte, in base alla legge di Ohm per un conduttore:
i = V/R e quindi Q = V t/R.
Essendo poi R = l/S, si ha infine:
Per il numero n di elettroni, baster dividere la carica Q per la
carica dellelettrone (1,60 10
19
C). Si ottiene:
n = 1,1 10
22
.
Ciascun tratto di filo offre una resistenza R
1
e R
2
al pas-
saggio della corrente data da:
R
1
=
1
l/S R
2
=
2
l/S
con: S = (d/2)
2
= 3,14 10
6
m
2
.
Lintensit di corrente i che percorre entrambi i fili si ottiene
applicando la relazione:
Sostituendo i valori si ha quindi:
R
1
= 5,41 10
2
R
2
= 0,318 i = 13,4 A
La differenza di potenziale ai capi di ciascun tratto di filo vale
perci:
V
1
= i R
1
= 0,725 V V
2
= i R
2
= 4,26 V
Il volume della massa di rame rimane costante. Perci:
l
1
S
1
= 4 l
1
S
2
dalla quale: S
2
= S
1
/4.
Le resistenze R
1
e R
2
dei due fili valgono allora:
R
1
= l
1
/S
1
R
2
= l
2
/S
2
e quindi:
Per rispondere alla richiesta del Problema, si dovr calco-
lare la differenza R
100 C
R
0 C
essendo:
R
100 C
=
100 C
l/S e R
0 C
=
0 C
l/S
Dalle tabelle si ricavano il valore della resistivit a 20 C (per
il rame si ha
20 C
= 1,72 10
8
m) e il valore del coeffi-
ciente di temperatura (per il rame si ha = 0,0039/C).
Per determinare i valori di
0 C
e
100 C
si applica due volte la
relazione
t
=
0
(1 + t) ottenendo:

20 C
=
0 C
(1 + 20 C)
dalla quale:

100 C
=
0 C
(1 + 100 C) =
= 1,60 10
8
m (1 + 0,0039C
1
100 C) = 2,22 10
8
m
Avremo perci:

0
20
8
1
1
172 10
C
C
m
1+0,0039 C

+


( )
,
t





20 C
m 160 10
8
,
16
R R
l
S
S
l
R
l
S
S
l
R
2 1
2
2
1
1
1
1
1
1
1
1
4 4
16 160

14
i
V
R R

1 2
12
Q
V t S
l

1 8 10
3
, C
10
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
77
R = R
100 C
R
0 C
= (
100 C

0 C
) l/s =
= (2,22 10
8
m 1,60 10
8
m) 10 m/(0,500 10
6
m
2
)=
= 0,124
A partire dalla relazione fem = i (r + R) si determina lin-
tensit di corrente che fluisce nel circuito:
La potenza erogata dalla resistenza interna ed esterna si
ottiene con la relazione P
W
= i
2
R e quindi:
resistenza interna: P
Wi
=(2,0 A)
2
2,0 = 8,0 W
resistenza esterna: P
We
= 40 W
In base alla legge di Ohm per un circuito possiamo scri-
vere:
fem = i (R + r)
o, in termini energetici:
fem i t = i
2
R t + i
2
r t.
In corrispondenza di t = 60,0 s il prodotto fem i t vale 1320 J
e quindi ricavando r dalla relazione precedente si ottiene
r = 2,00 .
La potenza elettrica pu essere espressa dalla relazione
(V)
2
/R. Poich nei due casi R non subisce variazioni, pos-
siamo scrivere:
Se il valore della tensione di soglia di 0,60 V, significa
che il diodo conduce solo negli intervalli di tempo durante i
quali la tensione applicata supera il valore di 0,60 V.
Ponendo allora:
0,60 V = V sin( t) = 1,2 V sin ( t)
si ottiene:
sin ( t) = 0,50
dalla quale:
t = /6
e quindi:
Tenendo conto della rappresentazione di figura, il diodo con-
duce quindi negli intervalli di tempo definiti dagli istanti:
t
1
= (1/12) T
t
1
= (1/2) T (1/12) T = (5/12) T
t
T
T

/
/
6
2 12
30
P
W
V V
V



( ) ( )
( )
, %
210 220
220
100 8 9
2 2
2
27
23
i
24
2 0
V
(2,0 +10 )
, A
20
t
2
= T + (1/12) T
t
2
= T + (5/12) T
t
3
= 2 T + (1/12) T
t
3
= 2T + (5/12) T
eccetera.
Durante le fasi di conduzione lintensit di corrente si calcola
riferendosi allo schema circuitale riportato nella figura B del
testo del Problema, nel quale la tensione di soglia V
S
viene
rappresentata (anche se impropriamente) con una forza elet-
tromotrice di valore costante. Lintensit di corrente quindi
diversa da zero negli intervalli di tempo precedentemente
definiti, e il suo valore si calcola nel modo seguente:
Il valore di i varia dunque nel tempo passando dal valore 0 a
un valore massimo cos calcolabile:
Per V
CE
= 1 V si osserva che per I
B
= 0,20 mA si ha
I
C
50 mA e per I
B
= 0,80 mA si ha I
C
175 mA. Quindi:
Analogamente si ottengono gli altri due valori.
Il guadagno di potenza espresso dal rapporto:
[a]
Sulla base dei grafici riportati nel testo del Problema si osser-
va che, quando V
B
passa da 0,20 V a 0,40 V, la corrente di
collettore I
C
corrispondente a V
CE
= 3,0 V passa da 200 mA a
400 mA. Perci: I
C
= 200 mA.
Daltra parte, per V
CE
= 3,0 V, in corrispondenza di I
C
= 400 mA
si ottiene I
B
= 8,0 mA e in corrispondenza di I
C
= 200 mA si
ottiene I
B
= 4,0 mA. Perci: I
B
= 4,0 mA.
In definitiva, sostituendo nella [a] i valori ora definiti, si ottie-
ne un guadagno di potenza uguale a 750.
Essendo connessi in parallelo, i tre resistori saranno sotto-
posti alla stessa differenza di potenziale. Perci si pu scrivere:
Dunque si ha: i
2
= 0,500 A; i
3
= 0,333 A.
Lintensit di corrente i che entra e che esce dal parallelo
data dalla somma delle intensit i
1
, i
2
, i
3
e quindi:
i = 1,00 A + 0,500 A + 0,333 A = 1,83 A.
Lintensit di corrente i
1
che attraversa il resistore R
1
coincide con quella erogata dal generatore. Questa si ottiene
35
i
V
R
i
V
R
V
R
V
R
i
i
V
R
V
1
1
2
2 1 1
1
3
3
2
1
2
1
2

33
1
3
1
3
1 1
1
R
V
R
i

33
V I
V I
CE C
B B


32

1V
175 mA 50 mA
0,80 mA 0,20 mA
210


31
i
max
, ,
,



1 2 0 60
100
6 0 10
3
V V
A

i
v V
R R
t


+


S
D C
V V 1 2 0 60
100
, sin( ) ,

SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO


78
v (V)
1,2
1,2
0,6
t
1
t
1
t
2
t
2
t
3
t
3
t
valutando prima la resistenza equivalente dei tre resistori.
Per i due in parallelo si ha:
Da questa si ottiene: R
2,3
= 3,33 .
Tenendo poi conto che il resistore R
1
in serie al parallelo di
cui si ora determinata la resistenza equivalente, si ha:
R
eq
= 3,33 + 15,0 = 18,3
Quindi: i
1
= 18,3 V/(18,3 ) = 1,00 A.
Per determinare i
2
e i
3
, si pu calcolare prima la differenza di
potenziale V
2,3
presente ai capi dei due resistori R
2
e R
3
:
V
2,3
= 1,00 A 3,33 = 3,33 V
e quindi applicare la legge di Ohm ai due resistori:
i
2
= V
2,3
/R
2
= 3,33 V/(10,0 ) = 0,333 A
i
3
= V
2,3
/R
3
= 3,33 V/(5,00 ) = 0,667 A
Se il conduttore con il quale
si realizza un anello ha resistenza
R, 1/4 di anello ha resistenza
(1/4) R, 1/2 di anello ha resisten-
za (1/2) R, 3/4 di anello hanno
resistenza (3/4) R. Il sistema rap-
presentato nella figura del testo
del problema pu essere quindi
schematizzato come indicato
dalla figura a destra.
I due resistori in parallelo com-
presi fra A e C hanno resistenza
equivalente R calcolabile nel
modo seguente:
Da questa si ottiene: R = (3/16) R.
I due resistori in parallelo compresi fra C e B hanno resisten-
za equivalente R calcolabile nel modo seguente:
Da questa si ottiene: R = (1/4) R.
La resistenza equivalente totale vale quindi R + R = (7/16) R.
Nel condensatore carico non passa alcuna corrente e la
sua resistenza si pu considerare infinita; la corrente elettrica
fluir quindi solo nei due resistori R
2
e R
3
che, essendo con-
nessi in parallelo, avranno una resistenza equivalente pari a:
Da questa: R
eq
= 5,0 .
In serie a questo parallelo disposto il resistore R
1
e quindi la
resistenza totale presente fra i punti A e B vale:
10 + 5,0 = 15 .
Lintensit di corrente che passa in R
1
vale perci:
i
1
= 150 V/(15 ) = 10 A
1 1 1 1
10
1
10
2
10 R R R
eq 2 3

+ +

40
1 1
1 2
1
1 2
+
R R R ( / ) ( / )
1 1
3 4
1
1 4
+
R R R ( / ) ( / )
37
1 1 1 1
10 0
1
5 00
2 3 2 3
R R R
,
, ,
+ +

Questa corrente si ripartisce in parti uguali nei due resistori
R
2
e R
3
e quindi: i
2
= i
3
= 5,0 A. La differenza di potenziale V
ai capi del condensatore si ottiene moltiplicando lintensit di
corrente che attraversa il parallelo di R
2
e R
3
per la resistenza
equivalente del parallelo stesso; perci: V = 10 A 5,0 =
= 50 V. In base alla relazione C = Q/V possiamo ora deter-
minare Q. Si ottiene:
Q = 1,0 10
6
F 50 V = 5,0 10
5
C
I tre resistori in serie hanno una resistenza equivalente R
S
di 3 5,00 . La potenza dissipata vale allora:
Con la disposizione in parallelo la resistenza equivalente vale
R
P
= 5,00 /3 = 1,67 e la potenza dissipata:
I tempi
1
e
2
sono quindi dati da:
e il loro rapporto
1
/
2
risulta pari a:
39,2 W/(8,47 W) = 4,63
TEST E QUESITI DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Masse uguali del medesimo metallo possiedono lo stesso
volume e perci si pu porre S l = k con k costante. Essendo
R = l/S, per la relazione precedente:
La dipendenza funzionale R, l quindi parabolica. La risposta
corretta la b.
La disposizione dei resistori pu essere schematizzata
come indicato dalla figura A.
I resistori da 2 e da 6 sono in parallelo e la loro resisten-
za equivalente vale:


+
R
2 6
2 6
1 5


,



2
R
l
k l
l
k

/
2
1

2
7200 12 0

C V
39,3W
,

1
7200 12 0

C V
8,47W
,
P
fem
r R
WP
P
V

W
+

+

2 2
12 0
2 00 1 67
39 2
( , )
, ,
,

P
fem
r R
WS
S
V

W
+

+

2 2
12 0
2 00 15 0
8 47
( , )
, ,
,

42
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
79
A
C
R
B
+


3
4
R
R/2 R/2

1
4
D C
A
B
2 6
3
1,5
Figura A
Il circuito pu ora essere schematizzato come indicato dalla
figura B.
La resistenza equivalente compresa fra C e A vale 3 ed
essendo questa in parallelo ad unaltra resistenza da 3 , la
resistenza equivalente totale vale 1,5 .
Lintensit di corrente erogata dalla batteria vale quindi 4 A.
La risposta corretta la c.
Lamperometro in serie al resistore di resistenza R e
quindi la 2 vera. La differenza di potenziale indicata dal
voltmetro evidenzia la differenza di potenziale ai capi del resi-
store e dellamperometro. Indicati perci con i la corrente
misurata dallamperometro e con r la resistenza interna del-
lamperometro, si ha: V = (r + R) i, quindi la 1 falsa.
Poich r nota, sar possibile dedurre anche R e quindi
anche la 3 falsa. La risposta corretta dunque la b.
Ad ogni coppia di punti corrisponde un sistema di resi-
stori in serie e in parallelo di cui di deve calcolare la resisten-
za equivalente. Gli schemi corrispondenti alle coppie di punti
indicate nelle risposte e la loro resistenza equivalente sono
indicati nelle figure seguenti.
R
eq


+

3 7
3 7
2 1


,



R
eq


+

5 5
5 5
2 5


,



R
eq


+

9 1
9 1
0 9


,



4
3
La risposta corretta la b.
In P fluisce la corrente i e quindi si sviluppa la potenza
termica i
2
R
e
(R
e
= resistenza di P, Q, R). In Q (o in R) fluisce la
corrente i/2 e quindi in esso si sviluppa la potenza termica
(i/2)
2
R
e
. Perci il rapporto fra la potenza sviluppata in P e
quella sviluppata in Q vale 4. La risposta corretta la e.
Applicando la relazione:
fem = i (r + R)
nei due casi si ottiene:
fem = i (r + R
1
)
fem = 3 i (r + R
1
/4)
Da queste: r = R
1
/8 = 250
Con linterruttore aperto lo schema circuitale quello
rappresentato in figura A. La resistenza equivalente di cia-
scuno dei due rami AB vale 50 e quindi la resistenza equi-
valente del sistema di 4 resistenze vale 25 . Si ha allora:
Lintensit di corrente in ciascun ramo vale 0,24 A e quindi
il voltmetro indica una differenza di potenziale di:
0,24 A 40 = 9,6 V.
Con linterruttore chiuso lo schema circuitale quello rappre-
sentato in figura B.
La resistenza R equivalente al parallelo di R
3
e R
2
vale:
i
12
25
0 48
V

,
7
6
5
R
eq


+

7 3
7 3
2 1


,



R
eq


+

4 6
4 6
2 4


,



SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
80
C
A
B
1,5
3
1,5
Figura B
P
Q
4
3 1
2
Q
S
1 2
3 4
R
S
1
2
3
4
P
S
3
1
4
2
P
R
4 1
2 3
Figura A
R
3
R
2
R
4
R
1
A
V
A
B
Figura B
R
3
R
2
R
4
R
1
A
V
A
B
C
Identico valore assume la resistenza equivalente R del paral-
lelo di R
4
e R
1
. La resistenza equivalente dellintero sistema
vale quindi 16 .
Si ha allora:
e la differenza di potenziale fra i punti A e C vale quindi
0,75 A 8,0 = 6,0 V (coerentemente al fatto che R = R).
Lo schema circuitale, nel quale si rappresenta anche la
resistenza interna r del voltmetro, riportato nella figura
seguente.
La resistenza equivalente R del parallelo fra r e R espressa
dalla relazione:
[a]
Inoltre si ha:
fem = i (R + R)
dalla quale:
e
[b]
In assenza del voltmetro si ha invece:
fem = i (2 R)
dalla quale:
e
[c]
Dalle tre relazioni [b] [c] e [a] si ottiene:
e infine V
AB
= 12 V
Quando lamperometro percorso dalla corrente massi-
ma di 10 mA, la differenza di potenziale ai suoi capi vale
10 10
3
A 8 = 0,08 V
Collegando lamperometro in serie a una resistenza R (figura
seguente) la differenza di potenziale V
AB
fra i punti A e B
9

V
V
r R
r
AB
AB
2
2
2
V
fem R
R
fem
AB

2 2
i
fem
R 2
V V
fem R
R R
AB



+
6
i
fem
R R

+

+
R
r R
r R

8
i
12
16
0 75
V

,

+


+
R
R R
R R
3 2
3 2
10 40
10 40
8 0



,
sar espressa dalla relazione:
V
AB
= i (8 + R)
dalla quale:
Ponendo V
AB
= 2 V e i = 10 10
3
A si ottiene R = 192 .
La potenza dissipata dalla resistenza pari a:
Ponendo ora:
si ottiene:
UNIT 4
TEST
La risposta corretta la c.
Nella situazione rappresentata dalla figura A, il campo B

nullo nei punti della linea equidistante dai due fili. Nella situa-
zione rappresentata dalla figura C, il campo nullo nei punti
della bisettrice dei quadranti 1 e 3, dove i campi magnetici
prodotti dai due fili sono perpendicolari al piano del foglio e di
verso opposto. Nella situazione rappresentata dalla figura D, le
due spire creano un campo nullo nel punto situato sul loro
asse comune ed equidistante dai due loro piani di giacitura.
Lunica situazione in cui il campo B

ovunque diverso da zero


quella rappresentata nella figura B. In questo caso, infatti, i
campi generati dai due fili sono concordi nella regione di
piano definita dai due fili (e quindi qui il campo B

diverso da
zero) e discordi a sinistra del filo di sinistra e a destra del filo di
destra; ma essendo lintensit di corrente nei due fili identica,
il loro modulo sar diverso in quei punti e il campo risultante
sar diverso da zero. La risposta corretta la d.
La risposta corretta la a.
La sfera in rotazione pu essere suddivisa idealmente in
una serie di anelli circolari con il centro sullasse di rotazione
della sfera, carichi e rotanti; da un punto di vista magnetico,
a causa del movimento delle cariche, ciascun anello equi-
valente a una spira percorsa da corrente. Al centro della
sfera, che si trova sullasse comune a tutte le spire, il campo B

diretto verso lalto per ogni spira, e di conseguenza anche il


campo totale B

T
. Lintensit del campo proporzionale alla
corrente che circola nelle spire, e quindi, alla velocit di rota-
4
3
2
1
R
( )
,
24
38 4
2
V
15W

15
2
W
V
R
1 8 2 10 1
4 60
15
3
, ( ) J/ gK g K
s
W


10
R
V
i

AB
8
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
81
r
R
R
r
E
A B
R
A
amperometro
B
8
zione degli anelli carichi, e in ultima analisi, alla velocit di
rotazione della sfera. Laffermazione b quindi vera.
La risposta corretta la b
La rappresentazione vettoriale del campo magnetico gene-
rato nel centro del quadrato riportato nella figura seguente,
dalla quale si deduce che la riposta corretta la b.
La risposta corretta la a.
Se esistessero monopoli magnetici separabili si potrebbe
avere un insieme di monopoli la cui sommatoria diversa da
zero. Si potrebbe allora applicare il teorema di Gauss a questo
insieme di monopoli e stabilire che il flusso del campo magne-
tico uscente da una superficie chiusa che contiene quel siste-
ma diverso da zero. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la c.
Le forze agenti su un certo numero di elementi della spira
sono rappresentati nella figura seguente e mettono in eviden-
za che su elementi della spira disposti in modo simmetrico
rispetto al centro della spira le forze sono uguali in direzione e
modulo e contrarie in verso. La risposta corretta la d.
La risposta corretta la b.
Quando il telaio parzialmente immerso nel campo
magnetico, come indicato nella figura del testo, sul suo lato
inferiore agisce una forza rivolta verso il basso che si aggiun-
ge alla forza peso del telaio. Quando invece il telaio si trova
completamente immerso nel campo magnetico, sul suo lato
inferiore continua ad agire una forza rivolta verso il basso, ma
sul lato superiore agisce una forza rivolta verso lalto di inten-
sit uguale alla precedente. Nella nuova situazione, quindi, il
dinamometro segner una forza inferiore a 1 N (cio la sola
forza peso del telaio). La risposta corretta quindi la b.
12
11
10
9
8
7
6
5
Qualunque sia il verso della corrente nella molla, la cor-
rente che passa in una spira ha lo stesso verso di quella che
passa nella spira contigua: le spire perci si attraggono sem-
pre, accorciando la molla. Tuttavia lintensit di questa forza
attrattiva varia nel tempo, proporzionalmente al valore della
intensit di corrente, da un valore massimo, a un valore
nullo (quando anche la corrente nulla). La risposta corret-
ta perci la c.
Il passaggio di corrente nelle due spire produce due effet-
ti. Il primo linterazione delle correnti con il campo esterno;
a questo proposito si consideri che, per la giacitura delle spire,
le forze agenti sui lati opposti di ciascuna spira si neutralizza-
no, per cui il risultante delle forze agenti nullo (vedi figura).
Il secondo pu essere determinato valutando lintensit delle
forze agenti fra due fili paralleli percorsi da corrente. Con riferi-
mento alla figura seguente (nella quale, per maggior chiarezza,
non sono pi state disegnate la molla e le crocette che rappre-
sentano il campo) e tenendo presente che la forza che si svilup-
pa fra due fili paralleli percorsi da corrente inversamente pro-
porzionale alla distanza fra i fili, osserviamo che la forza repul-
siva fra i fili 2 e 3 viene compensata dalla somma delle forze
attrattive fra i fili 1 e 3, e fra i fili 2 e 4, che hanno distanza dop-
pia rispetto ai fili 2 e 3. Rimane quindi leffetto della coppia di
fili 1 e 4 corrispondente a una forza repulsiva che tende ad
allungare la molla. La risposta corretta quindi la d.
La risposta corretta la a.
PROBLEMI
Ponendo:
si ottengono due equazioni nelle due incognite i e d risolven-
do le quali si ottiene: i = 60 A, d = 0,60 m.
Supponendo che i due fili siano orientati come indicato
dalla figura seguente, con il filo 1 davanti al filo 2 rispetto a
7
B
i
d
B
i
d
1
0
1
0
2
2 0 20


+ ( )

, m
3
15
14
13
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
82
B
3
B
2
B
4
B
1
B
1
+ B
4
B
2
+ B
3
B
1
+ B
2
+ B
3
+ B
4
1 3
4 2
1
2
3
4
5
6
7
8
F
2
F
3
F
4
F
5
F
6
F
7
F
8
F
1
1 2 3 4
F
24
F
23
F
14
F
13 F
13
F
23
F
24
F
14
chi guarda la figura, il campo B

nel punto M quello che si


ottiene sommando vettorialmente i campi B

1
e B

2
, generati
dai fili 1 e 2.
Essendo B
1
= B
2
, si ottiene: B= B
2
= B
1
= 2,8 10
5
T.
Si noti che cambiando il verso della corrente nei fili 1 e 2
cambiano la direzione e il verso del vettore B

, ma non il suo
modulo.
Nel punto P (si osservi la figura seguente) i due campi
magnetici hanno direzioni perpendicolari ai segmenti AP e
BP: i loro componenti perpendicolari allasse x si sommano,
mentre i componenti paralleli, di verso opposto, danno con-
tributo nullo. Langolo formato dal campo B

A
con lasse x,
uguale allangolo PM, e quindi sin = x/

AP.
Si ha quindi:
Daltra parte, dal teorema di Pitagora,

AP
2
= x
2
+ d
2
; si ottie-
ne quindi la formula finale.
Il campo B

S
generato dalla spira si trova nel piano x z,
orientato come lasse z e ha intensit:
Il campo B

F
generato dal filo si trova nel piano x y, orienta-
to in verso opposto allasse y e ha intensit:
Il vettore B

risultante sta nel piano parallelo a z y e passante


per x = 5,00 10
2
m e ha modulo:
Osservando ora la figura seguente si pu stabilire che B

B B B +

S F
T
2 2 4
1 32 10 ,
B
i
R
F
T

0 1 5
2
4 00 10 ,
B
i
R
S
T

0 2 4
2
1 26 10 ,
12
B B
i
AP
x
AP
i x
AP
2 2
2
0 0
2
A
sin


9
2 2
forma un angolo con lasse y cos calcolabile:
B
S
= B
F
tan = 72,4
= 180 72,4 = 107,6 108
I campi B

1
del solenoide e B

2
della spira hanno verso oppo-
sto e, in base ai dati del problema, si pu stabilire che
B
2
= 0,20 B
1
Indicati con i
1
e i
2
le intensit di corrente nel solenoide e nella
spira possiamo perci porre:
con R = 1,0 10
2
m e i
1
= 2,0 A
Da questa si ottiene: i
2
= i
spira
= 80 A
Le correnti circolano nei due solenoidi in verso opposto e
perci i campi magnetici da esse prodotti allinterno del sole-
noide di diametro minore hanno verso opposto. Tenendo
conto della relazione B =
0
n i, in quello spazio il campo
magnetico totale B

1
vale quindi:
4 10
7
T m/A 1000 spire/m 2,00 A +
4 10
7
T m/A 500 spire/m 4,00 A = 0
Nello spazio compreso fra il solenoide 1 e il solenoide 2 le linee
di campo generate dal solenoide 1 che dobbiamo prendere in
considerazione sono quelle esterne ad esso e queste, nellipote-
si di solenoide indefinito, passano molto lontano dal solenoide
stesso. Il campo magnetico B

2
registrabile in quello spazio
quindi solo quello del solenoide 2, di verso che va da destra a
sinistra e di intensit pari a:
4 10
7
T m/A 500 spire/m 4,00 A = 2,51 10
3
T.
Nellipotesi di solenoidi indefiniti, immediatamente allester-
no dei due solenoidi il campo magnetico generato da entram-
bi zero e quindi zero il campo magnetico B

3
risultante.
La forza prodotta dal campo magnetico del solenoide sul
filo percorso da corrente si calcola utilizzando la relazione
F = i l B. Il valore di l quello del tratto di conduttore immerso
nel campo magnetico del solenoide e quindi vale 2 4,00 cm.
Il valore dellintensit di corrente i 2,00 A. Lintensit di B

si determina con la relazione B =


0
n i, essendo:
n = 500 spire/(50,0 cm) = 1000 spire/m e i = 4,00 A.
Si ottiene allora:
B = 5,03 10
3
T
Lintensit della forza F

agente sul tratto di conduttore vale


allora:
F = 2,00 A 8,00 10
-2
m 5,03 10
3
T = 8,05 10
4
N.
24
16

0 2
0 1
2
0 20


i
R
n i ,
14
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
83
B
A
B
1
B
2
B
M
1
2
B
A
M
P
2d
B
Bx
B
Ay =
B
By
B
Ax

B
B
B
A
z
y

B
S
B
F
B
La direzione di questa forza perpendicolare sia al filo che allas-
se del solenoide, il suo verso, tenuto conto che il verso del campo
B

va da destra a sinistra nella figura, punta in alto nel foglio.


Linterazione campo-corrente deve produrre una forza di
intensit F = i L B almeno uguale alla forza di attrito k m g. Si
ottiene perci: i = k m g/(L B).
Il campo magnetico agente su ciascuno dei due fili dato
dalla somma vettoriale del campo B

uniforme e del campo


generato dallaltro filo. La forza presente fra i due fili sar nulla
se sulluno o sullaltro di essi operer un campo magnetico
nullo. Possibili versi delle correnti e del campo magnetico che
consentono il realizzarsi di questa situazione sono quelli rap-
presentati nella figura.
Tenendo poi presente che il campo generato da un filo sul-
laltro dato da
0
i/(2 d), il campo su di essi agente sar
nullo quando:
dalla quale:
Il telaio pu assumere la posizione indicata nella figura
quando la somma dei momenti delle forze peso dei tratti BA,
AD, DC equilibrata dal momento della forza F

agente verso
lalto nel tratto AD del circuito creata dallinterazione fra la
corrente che fluisce in quel tratto con il campo magnetico.
Essendo:
M
BA
= m
BA
g

AB/2
M
DC
= m
DC
g

DC/2
M
DA
= m
DA
g

AB
M
F
= i

AD B

AB
e poich, tenendo conto che lintero telaio ha lunghezza di
60,0 cm e che la sua massa vale 60,0 g, si pu stabilire che:
m
BA
= 2,00 10
2
kg; m
DC
= 2,00 10
2
kg;
m
DA
= 1,00 10
2
kg
Si ottiene allora:
M
BA
= 1,96 10
2
N m
M
DC
= M
BA
= 1,96 10
2
N m
M
DA
= 1,96 10
2
N m
M
F
= i 4,00 10
3
T m
Dalla condizione di equilibrio:
31
d
i
B

0
2
B
i
d

0
2
30
28
M
BA
+ M
DC
+ M
DA
= M
F
deriva dunque la relazione:
5,88 10
2
N m = i 4,00 10
3
T m
dalla quale: i = 14,7 A
Si supponga che al centro della spira grande il campo sia,
con buona approssimazione, uniforme e che il suo modulo
sia dato da:
Su ciascun lato verticale della bobina piccola agisce una forza
data da F = i l B con l = 1,00 10
2
m.
Si ottiene F = 3,14 10
7
N.
Tenendo conto che le forze agenti sui due lati creano una
coppia il cui braccio (vedi figura) vale 1,00 10
-2
m sin 30,0
si ottiene:
momento della coppia di forze M= 1,57 10
9
N m.
TEST DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
In base alla relazione B =
0
i/(2 r) si pu stabilire che
le affermazioni 1 e 2 sono corrette. falsa invece la 3 in
quanto il campo magnetico in P perpendicolare al filo. La
risposta corretta quindi la b.
Affinch sul terzo filo agisca una forza nulla necessario
che sia nullo il campo magnetico nei punti ove esso dispo-
sto. Questo esclude i punti A e E, perch in essi il campo
magnetico generato dai fili X e Y concorde. Il terzo condut-
tore deve quindi trovarsi in uno dei punti B, C, D.
Considerando che:
dovendo essere B
x
B
y
= 0, si ottiene:
da questa:
e quindi d
x
= 2 d
y
. Questa condizione verificata dal punto C.
La figura seguente mette in evidenza che, per avere un
campo B

orientato da destra a sinistra nel punto O, le corren-


ti che fluiscono nei conduttori W e X devono entrare nel
piano del foglio. La risposta corretta la a.
3
d
d
i
i
y
x
y
x
0 5 ,
i
d
i
d
x
x
y
y

B
i
d
y
y
y

0
B
i
d
x
x
x

0
2
1
B N
i
R

0 5
6 28 10
2
T ,
32
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
84
d
i
i 1
2
B
entrante
F
F
1

c
m
vista dallalto
UNIT 5
TEST
La risposta corretta la d.
Dalla relazione q v B = m v
2
/R si ottiene:
Poich per la particella il rapporto m/q doppio di quello
del protone, si ottiene R = 2 R. La risposta corretta la c.
La risposta corretta la a.
Tenendo presente che le particelle cariche compiono una
circonferenza di raggio R = m v/ (q B), la diminuzione di velo-
cit comporta una proporzionale diminuzione del raggio
della traiettoria.
Questa situazione rispecchiata dalle figure A e D, che per
mostrano deviazioni in verso opposto. Per la regola della
mano destra la figura corretta la D.
Dallanalisi della figura risulta che la carica 1 ha segno
diverso dalle cariche 2 e 3, che deviano in senso opposto (a
falsa), ma, poich non si conosce il verso del campo B

, non si
pu precisare il segno delle cariche (b falsa).
Il valore del raggio della traiettoria dipende dal rapporto
massa/carica e dalla velocit della particella. Quindi due par-
ticelle della stessa massa possono avere raggi diversi, per dif-
ferenza di carica e/o velocit (c falsa). Se la particella 1 ha
carica negativa, in base alla regola della mano destra si pu
stabilire che il campo B

deve essere uscente. Laffermazione


corretta quindi la d.
La risposta corretta la a.
La forza di Lorentz muove gli elettroni della lastrina da C
1
a C
2
. La corrente convenzionale positiva fluir allora nel
senso C
2
C
1
A (o C
1
A C
2
). La risposta corretta perci la b.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la c.
La situazione schematizzata nella figura seguente.
Durante il suo movimento di scivolamento verso il basso, nella
sbarra viene indotta una corrente convenzionale positiva da
sinistra a destra. Linterazione di questa corrente con il campo
magnetico determina una forza F

verso lalto che si oppone al


moto della sbarra. Il valore di questa forza aumenta con la
velocit della sbarra fino a quando eguaglia il valore della sua
10
9
8
7
6
5
4
3
R
m
q
v
B

_
,

_
,

2
1
forza peso. Da questo momento in poi, la sbarra cade con
moto uniforme. Sulla base di questa sintetica descrizione del
fenomeno possiamo stabilire che laffermazione corretta la
b. La c, infatti, sarebbe vera solo nella fase in cui la forza F

di
origine magnetica eguaglia la forza peso della sbarra.
Linversione della corrente associata al cambio di segno
della variazione del flusso. Essa si produrr ad esempio quan-
do un flusso che prima sta aumentando inizia poi a diminui-
re. Quindi la b corretta mentre non lo la a. La c non cor-
retta, perch nellintervallo 2 s 3 s il flusso non varia. La d
non corretta, perch nellintervallo 7 s 8 s il rapporto
/t identico.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la c. Infatti quando la corrente in S
1
aumenta in un verso (orario, ad esempio) la corrente indotta in
S
2
avr verso opposto (antiorario) mentre quando la corrente in
S
1
diminuisce, la corrente in S
2
deve avere il suo stesso verso. Un
ragionamento analogo si deve fare per la femche, quindi, talvol-
ta sar concorde, talvolta sar discorde alla femdi S
1
.
La risposta corretta la c.
Quando il polo pi basso del magnete in caduta (suppo-
niamo sia il NORD) si avvicina allanello, in questo si induce
una corrente equivalente a un NORD sulla faccia superiore
dellanello e a un SUD sulla faccia inferiore (figura seguente).
Leffetto repulsivo fra il polo reale e il polo indotto rallenta
quindi il movimento del magnete.
Oltrepassato lanello, il polo SUD del magnete induce una
corrente equivalente a un NORD sulla faccia inferiore della-
nello e a un SUD sulla faccia superiore.
Leffetto attrattivo fra il polo SUD reale e il polo NORD indot-
to rallenta ancora il movimento del magnete. In conclusione
la risposta corretta la d.
15
14
13
12
11
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
85
B
x
B
y
B
w
B
z
w x
y z
C
sbarra
mobile
entrante
forcella
F
B
S
S
N
i
indotta
N
v
S
N
i
indotta
v
S
N
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la a.
Affinch la corrente raggiunga pi rapidamente il suo
valore di regime, la costante di tempo del circuito deve essere
piccola; poich questo parametro uguale a L/R, si dovr
diminuire L e aumentare R. La risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la d.
Il 99% circa dellintensit di corrente di regime del cir-
cuito viene raggiunto dopo 5 costanti di tempo, cio dopo un
intervallo di tempo espresso da 5 L/R. Il campo magnetico
prodotto da una spira non uniforme e quindi non siamo in
grado di definire con precisione il valore di L. Assumendo
per, in prima approssimazione, che il campo B

nei punti
interni alla spira sia uguale a quello che esso genera nel suo
centro si ottiene:
Dalla relazione L = (B)/i si ottiene:
L = (1/2)
0
R = 0,5 4 10
7
T m/A 0,20 m =
= 4,0 10
7
H
Infine: L/R = 4 10
8
s.
La risposta corretta quindi la b.
La risposta corretta la d.
Leguaglianza delle espressioni dellenergia associata ai
campi elettrico e magnetico conduce alla relazione seguente:
Da questa si ottiene:
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
PROBLEMI
La formula del raggio R della traiettoria di una particella
di carica q e massa mdotata di velocit v in un campo magne-
tico di intensit B la seguente:
[a]
Per determinare il valore di R quindi necessario conoscere
la velocit v della particella. Allo scopo si applichi la relazio-
ne (1/2) m v
2
= q V dalla quale:
Sostituendo nella [a] si ottiene:
R
m V
q B

2
2

v
q V
m

2
R
m v
q B

6
23
E
B

2
0 0

E
B
2
2
0 0
4

0
2 2
0
2 2
4

E E
E
V
B
V
22
21
( ) B
i
R
R

0 2
2

20
19
18
17
16
Assumendo per la massa del protone il valore di
1,67 10
27
kg, si ottiene:
R
p
= 7,22 10
2
m
Per il raggio del deutone si tenga presente che la sua carica
identica a quella del protone mentre la sua massa allincir-
ca doppia di quella del protone. Perci:
La circonferenza passante per i punti A e C descritta dal-
lequazione:
x
2
+ (y + R)
2
= R
2
Da questa si ottiene:
che, per x = 10 cm e y = 2,0 cm, conduce a R = 26 cm.
Applicando ora la relazione R = m v/(q B) si ottiene:
v = 9,1 10
5
m/s.
Il problema propone lanalisi di un effetto Hall e quindi
richiede lapplicazione della relazione:
dove i indica lintensit di corrente che percorre il condutto-
re, B lintensit del campo magnetico, q la carica dellelettro-
ne, n il numero di elettroni per unit di volume, w lo spessore
del conduttore.
Si ottiene allora:
Per il calcolo della velocit di migrazione si applichi la rela-
zione:
Il campo elettromotore che si sviluppa nella sbarretta in
moto a causa della forza di Lorentz dato dal prodotto v B e,
conseguentemente, la differenza di potenziale che si stabilisce
agli estremi della sbarretta vale 0,50 m/s 0,50 T 0,10 m =
= 2,5 10
2
V. Lintensit di corrente i risulta perci di
2,5 10
3
A. Linterazione di questa corrente con il campo
magnetico determina una forza F

opposta al moto della sbar-


retta di intensit pari a:
i l B = 2,5 10
3
A 0,10 m 0,50 T = 1,3 10
4
N.
In entrambi i casi dobbiamo applicare la relazione:
Nel caso in cui la spira perpendicolare alle linee di campo del
campo magnetico:
(B

) = B A
fem
B
t

( )

20
14
v
i
q n S C

0 100
1 60 10 6 25 10 1 00
19 25 3
,
, , ,
A
/m 110
1 00 10
5 2
3


m
m/s ,
n
i B
q V w C



0 100 0 800
1 60 10 8 00 10
19 6
, ,
, ,
A T
VV m
elettroni/m


1 00 10
6 25 10
3
25 3
,
,
V
i B
q n w

10
R
x y
y

2 2
2
8
R R
d p
m

2 1 02 10
1
,
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
86
Nel caso in cui la spira forma un angolo di 30 con la verti-
cale:
(B

) = B A cos 30
Perci, nel primo caso:
fem = (0,20 m)
2
1,0 10
2
T/(0,10 s) = 4,0 10
3
V
nel secondo caso:
fem = 4,0 10
3
T cos 30 = 3,5 10
3
V
Per un solenoide di raggio R si ha:
e quindi
Sostituendo i valori numerici si ottiene L = 1,3 10
-2
T m
2
/A.
Lintensit B del campo magnetico allinterno del sole-
noide data da:
B =
0
n i [a]
mentre il coefficiente di autoinduzione del solenoide espresso
dalla relazione:
L =
0
n
2
l R
2
Questultima relazione pu essere scritta nel modo seguente:
L =
0
n
2
V
S
[b]
essendo V
S
il volume interno del solenoide.
Ricavando n dalla [a] e sostituendo nella [b] si ottiene:
Da questa:
Per rappresentare graficamente la dipendenza funzionale
della intensit di corrente dal tempo si dovrebbe determinare
una tabella di valori applicando la relazione:
i = (fem/R) (1 e
(R/L)t
)
Per un grafico di prima approssimazione pu essere sufficiente
determinare la costante di tempo del circuito e disegnare il
grafico tenendo presente che dopo circa 5 costanti di tempo lin-
tensit di corrente ha raggiunto il suo massimo o il suo minimo.
Poich = L/R e
mentre la resistenza totale del circuito vale 16 , si ottiene:
e i
max
= fem/R = 1,0 A


L
R
3 2 10
16
2 0 10
2
3
,
,
H

L
N R
l





0
2 2
7 6 2
4 10 4 10 2 10

Tm/A ( mm
m
H
)
,
,
2
2
0 20
3 2 10

26
V
i L
B
S
Tm/A A T




0
2
2
7 2 3
4 10 10 1 0 10 ( ) , mm /A
T
m
2
( , )
,
1 0 10
1 3 10
2 2
3 3

L
B V
i

2
0
2

24
L
B
i
N R
l

( )


0
2 2

( ) B
N i R
l


0
2 2

B
N
l
i
0
22
Il valore della costante di tempo corrisponde quindi a
(1/12) T. Daltra parte dopo il tempo T/2 = 6 lintensit di
corrente raggiunge il valore calcolabile con la relazione
i = 1,0 A (1 e
6 /
) = 0,998 A
Il grafico approssimativo della intensit di corrente quindi
quello indicato nella figura seguente.
Laccelerazione a cui soggetto inizialmente il protone
determinata dalla forza q E essendo E il modulo del campo
elettrico indotto. Questo, a sua volta, si ottiene con la relazio-
ne:
In definitiva si ha:
Poich B dipende da t secondo una legge di proporzionalit
diretta, il rapporto B/t coincide con la costante di propor-
zionalit k e quindi, ponendo q = 1,6 10
19
C e
m = 1,7 10
27
kg, si ha infine:
Il problema si risolve applicando la relazione:
in questo caso i = 0 mentre, essendo:
si ha
Essendo V
0
, , k, R
2
, d costanti, il termine di destra della pre-
cedente relazione diviene:
Infine si ha:
e quindi:
2
0 0
2




R B
R k
d

R k
d
t
t
R k
d
2 2

( ) [( ) )] E
t
V k t R d
t


0
/
2
E
V
d
V k t
d


0

circuitazionediB i
E
t

_
,


0 0

( )
31
a
q r k
m

2
4 7 10
7 2
, m/s
a
q E
m
q r
m
B
t

2

E
r B
t

E r
B
t
r
B
t
2
2

( )

dacui
29
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
87
t
i
T T
2
3
2
T
f
0
/R
TEST DELLE OLIMPIADI DELLA FISICA
Lespressione del raggio della traiettoria dellelettrone la
seguente:
[a]
ove con e si indicata la sua carica.
Inoltre, la velocit v degli elettroni correlata alla differenza
di potenziale acceleratrice dalla relazione:
e V = (1/2) m v
2
dalla quale:
Sostituendo lespressione di v nella [a] si ottiene:
Raddoppiando V e dimezzando B, R diviene 2 volte pi
grande. La risposta corretta la a.
Lo spostamento della bobina non comporta variazioni del
flusso. La risposta corretta perci la a.
Il campo B

generato dalla spira centrale punta verso los-


servatore e quindi nella spira 1 deve circolare una corrente
indotta di verso orario che genera un campo indotto che si
oppone allaumento del flusso di B

concatenato ad essa, men-


tre nella spira 2 deve circolare una corrente indotta di verso
antiorario che genera un campo indotto che si oppone alla
diminuzione del flusso di B

concatenato ad essa. La risposta


corretta la c.
La corrente indotta deve circolare nella spira in modo da
creare un campo B

che si oppone prima allaumento del flus-


so di B

associato al polo Nord del magnete in caduta e poi alla


diminuzione del flusso di B

associato al polo Sud del magnete


che si trova ora completamente sotto la spira. Conseguen-
temente la corrente indotta dovr circolare prima in senso
antiorario (per chi guarda dallalto la spira) e poi in senso
orario. Il grafico corretto quindi il b.
4
3
2
2
R
m V
e B

2
2

v
e V
m

2
R
m v
e B

1
B
R k
d

0 0
7 12 2
2
4 10 8 854 10

Tm/A C , // Nm m V/s
m
( ) , ,
,
,
2 5
2
0 20 1 0 10
2 1 0 10
1


11 10
11


T
TEMA 8
UNIT 1
TEST
Unonda elettromagnetica non richiede alcun mezzo
materiale per propagarsi (a e c sono errate) e la sua caratte-
ristica invariabile la frequenza, non la lunghezza donda
che, in base alla relazione = v/f dipende dalla velocit di
propagazione dellonda nel mezzo attraversato. La risposta
corretta la d.
La risposta corretta la a.
Lintensit della diffusione di una radiazione elettroma-
gnetica dipende dalla quarta potenza della sua fequenza. La
risposta corretta quindi la c.
La risposta corretta la b.
Lintensit del campo elettrico della radiazione prodotta
dal dipolo oscillante data dalla relazione:
e il vettore che rappresenta il campo elettrico tangente alla
sfera. Lunica affermazione corretta quindi la d.
La risposta corretta la b.
La potenza della radiazione solare per unit di superficie
registrabile in prossimit della superficie terrestre dellordi-
ne di 10
3
W/m
2
. Vale perci la relazione:
(1/2)
0
E
2
c = 10
3
J/(1 m
2
1 s)
Da questa: E = 8,7 10
2
N/m
La risposta corretta quindi la b.
La risposta corretta la b.
Assumendo per lenergia che investe perpendicolarmen-
te 1 m
2
di superficie in 1 s il valore di 10
3
J, dalla relazione
q
m
= E/c deriva q
m
= 3,3 10
6
kg m/s. La risposta corretta
quindi la c.
PROBLEMI
Lequazione dei campi elettrico e magnetico sono rispetti-
vamente:
Assunto x = 0 per comodit, e posto E = E
0
= 150 V/m, si
ottiene:
sin (2 t/T) = 1
dalla quale 2 t/T = /2
ovvero:
Lintensit B del campo magnetico al tempo:
t
T
f




4
1
4
1
4 1 0 10
2 5 10
8
9
,
,
s
s
con
0V/m
3,0 10 m/s
T
8
B
E
c
0
0 7
15
5 0 10



,
B B
t
t
x

_
,

_
,
0
2 sin

E E
t
t
x

_
,

_
,
0
2 sin

2
9
8
7
6
I E
f
r

2
4 2
2
sin
5
4
3
2
1
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
88
t = 2,5 10
9
s + 2,0 10
9
s = 4,5 10
9
s vale perci
Alla potenza irraggiante I
T
indicata dal testo del Proble-
ma corrisponde un campo elettrico E
maxT
, la cui intensit si
calcola con la relazione:
I
T
= (1/2)
0
E
maxT
c
dalla quale:
Per il calcolo del campo elettrico E
maxS
in prossimit della
superficie solare occorre tenere conto che lenergia irraggia-
ta da tutta la superficie del Sole nellunit di tempo si distri-
buisce uniformemente sulla superficie sferica avente come
centro il centro del Sole e come raggio la distanza d
TS
fra il
centro della Terra e il centro del Sole.
Perci, indicata con I
S
la potenza raggiante in prossimit
della superficie solare, si potr scrivere:
I
S
4 R
S
2
= I
T
4 d
TS
2
dalla quale:
I
S
= I
T
d
TS
2
/ R
S
2
Daltra parte, per I
S
vale la relazione:
I
S
= (1/2)
0
E
2
maxS
c
e quindi:
Si calcoli anzitutto la potenza P del fascio di microonde
applicando la relazione:
dove C= 4180 J/(kg C), m= 1,0 kg, tempo = 300 s, t =40 C.
Si ottiene: P = 5,6 10
2
W. Tenendo conto che lefficienza del
riscaldamento del 60%, la potenza P necessaria vale:
P = P/0,60 = 9,3 10
2
W
Dobbiamo ora connettere il valore di P con il modulo del
campo elettrico. Ricordando che la potenza della radiazione
elettromagnetica per metro quadrato data dalla relazione
(1/2)
0
E
2
max
c e che la sezione del fascio di microonde di
50 cm
2
= 5,0 10
3
m
2
si pu porre:
(1/2)
0
E
2
max
c 5,0 10
3
m
2
= 9,3 10
2
W
Da questa si ottiene: E = 1,2 10
4
V/m.
Lenergia che attraversa in 1,0 s lunit di superficie della
semisfera di raggio 1,0 10
4
m vale:
Tenendo conto che lenergia elettromagnetica che attraversa


U
P s
d
1 0
2
1 0
2
2
,
,

m
9
P
C m t
tempo


8
E
I
c
I d
c R
E
d
R
maxS
S T TS
S
2
maxT
TS
S
2 2


0
2
0
2, 22 10
5
N/m
E
I
c
T
maxT
2

J/ m s
C /


( )


2
2 1400
8 854 10
0
12 2

, NNm m/s
N/C
2 8
3
3 0 10
1 0 10
( )


,
,
7
B

_
,

5 0 10 2
4 5 10
1 0 10
1
7
9
8
, sin
,
,
T
s
s
,,5 10
7


T
1,0 m
2
di superficie invade, in 1,0 s, un volume pari a
1,0 m
2
(c 1,0 s), la densit di energia in quel punto allo-
ra data da:
Sostituendo U con la precedente relazione, la densit di ener-
gia risulta pari a:
e quindi, tenendo conto che la densit di energia data da
(1/2)
0
E
2
max
, si pu porre:
Eseguendo i calcoli si ottiene E
max
= 1,1 10
1
V/m.
Utilizzando poi la relazione E
max
= c B
max
si ottiene infine:
B
max
= 3,7 10
10
T
UNIT 2
TEST
La risposta corretta la b.
La relazione fra il potenziale di arresto V
0
, il potenziale di
estrazione V
b
e la frequenza f della radiazione incidente :
h f = e V
0
+ e V
b
Da questa, riscritta nel modo seguente:
e V
0
= h f e V
b
si pu stabilire che la retta B relativa ad un metallo avente
potenziale di estrazione V
b
minore di quello relativo alla retta
A. La risposta corretta la c.
Lenergia massima degli elettroni emessi in funzione
della frequenza f della radiazione incidente espressa dalla
relazione:
= h f e V
b
[a]
ove e V
b
indica lenergia di estrazione degli elettroni dal
metallo. Una variazione della lunghezza donda (ovvero della
frequenza) della radiazione incidente non modifica n il coef-
ficiente angolare della retta che rappresenta la dipendenza
funzionale tra e f n la sua disposizione nel grafico. Lo stes-
so si pu dire per lintensit della radiazione che, infatti, non
presente nella relazione [a].
Usando un metallo con diverso valore di V
b
, la retta (, f)
viene traslata o a sinistra o a destra, a seconda del valore di
V
b
. La riposta corretta quindi la b.
La risposta corretta la b.
Lespressione dellenergia dellelettrone dellatomo di
idrogeno nel suo stato fondamentale la seguente:

H
e


e m
h n
4
0
2 2 2
8
1

5
4
3
2
1
P
d c
E
2
1
2
2
0
2


max
P
d c 2
2


U
c 1 0 1 0
2
, , m s
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
89
nella quale il termine e
4
deriva dal prodotto del quadrato
della carica dellelettrone per il quadrato della carica del
nucleo. Nel caso dellelio con un solo elettrone la carica del
nucleo , in valore assoluto, pari a 2 e e quindi la precedente
relazione diviene:
Tenendo conto del segno negativo anteposto allespressione
dellenergia si deve quindi concludere che la risposta corret-
ta la a.
Un salto quantico di 10 eV genera una radiazione elet-
tromagnetica di frequenza f cos calcolabile:
Una frequenza di questo valore corrisponde, nel vuoto, a una
lunghezza donda:
= c/f = 1,3 10
7
m
La radiazione appartiene quindi allintervallo di frequenze
dellultravioletto. La risposta corretta la b.
La risposta corretta la c.
Si tenga presente che, in base alla relazione = h f, la fre-
quenza della radiazione emessa direttamente proporzionale
alla differenza tra le energie dei livelli fra i quali avviene il salto
quantico. Osservando la prima delle due figure si nota che tre
salti quantici corrispondono a differenze di energia piuttosto
elevate e due a differenze di energia piuttosto basse. Perci
nello spettro delle frequenze dovremo trovarne tre di valore
piuttosto grande e due di valore piuttosto piccolo. Questo esclu-
de gli spettri a, b, d. Inoltre la separazione tra il gruppo delle
due righe di frequenza bassa e quello delle tre righe di frequen-
za alta deve essere maggiore della separazione tra le righe che
costituiscono ognuno dei due gruppi. Questo vero per lo spet-
tro e ma non per lo spettro c. La risposta corretta quindi la e.
La risposta corretta la b.
PROBLEMI
Si rappresentino in un grafico (V
0
, f) le coppie di valori
indicati in tabella (figura seguente) e si tracci la miglior retta
che ne rappresenta la dipendenza funzionale.
6
9
8
7
f

10 1 6 10
6 63 10
2 4 10
19
34
15
eV J/eV
Js
,
,
, Hz
6

He
e


4
8
1
4
0
2 2 2
e m
h n
Individuati su di essa due punti A e B come, ad esempio, quel-
li indicati in figura, si pu determinare il coefficiente angola-
re m della retta:
Considerando la relazione:
[a]
il valore di m corrisponde a h/e e quindi:
h = e m = 1,6 10
19
C 4,3 10
15
V s = 6,9 10
34
J s
Sostituendo ora questo valore nella [a] e utilizzando, ad
esempio, per V
0
e f la coppia di valori corrispondente al punto
A del grafico (V
0
= 0, f = 4,3 10
14
Hz), si ottiene V
b
= 1,8 V.
Il numero di fotoni che investe la Terra in 1,0 s si ottiene
dividendo lenergia totale
tot
che investe la Terra in 1,0 s per
lenergia
f
di ciascun fotone. Supponendo che la radiazione
investa la Terra perpendicolarmente a una sua sezione prin-
cipale, si ha:

tot
= 2,0 cal/(cm
2
min) R
2
1,0 s
Eseguendo le equivalenze, assumendo per il raggio R della
Terra il valore di 6,4 10
6
m e ricordando che 1,00 cal =
= 4,19 J, si ottiene:

tot
= 1,8 10
17
J
Essendo:
f
= h f = h c/ = 3,7 10
19
J, si ottiene:
numero fotoni = 4,9 10
35
La frequenza massima si ha per n
2
= infinito e consente
quindi di determinare il valore della costante che compare
nella relazione che esprime la legge di Balmer. Si ha infatti:
cost = 8,0 10
14
Hz 4 = 3,2 10
15
Hz.
Il primo termine della serie corrisponde al salto quantico da
n
1
= 2 a n
2
= 3 e quindi la sua frequenza vale:
f
2,3
= 3,2 10
15
Hz (1/4 1/9) = 4,4 10
14
Hz
Si applichi la relazione:
con R = 1,0974 10
7
m
1
Si ottiene: f = 2,93 10
15
Hz.
Nella fase di diseccitazione si possono avere i seguenti salti
quantici: 3 1; 3 2; 2 1.
Nei tre casi si ha: f
3,1
= 2,93 10
15
Hz; f
3,2
= 4,57 10
14
Hz;
f
2,1
= 2,47 10
15
Hz.
Lenergia di ionizzazione corrisponde allenergia dello stato
fondamentale dellelettrone (n = 1) espresso dalla relazione:
Allora per la serie di Balmer si pu scrivere:
e quindi:
f h
n
1H

_
,

1
2
1
2
2
2

1H
e
0
2

e m
h n
4
2 2
1

15
f c R

_
,

1
1
1
3
2 2
13
12
8
V
h
e
f V
0

b
m




1 15 0
4 3 10
4 3 10
14
15
,
,
,
V
7,0 10 Hz Hz
14
V/Hz
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
90
V
0
(V)
f (10
14
Hz)
0,50
1,00
3 4 5 7 6
A
B
[a]
dalla quale:
Ponendo = 4,0 10
7
m, si ottiene n
2
= 6,77. Poich per i
numeri quantici sono solo interi, si deve considerare il massi-
mo intero minore di 6,77, cio 6.
Calcolando la lunghezza donda con la [a] e tenendo conto
che 13,6 eV = 21,8 10
19
J, si ottiene:
Le righe con lunghezza donda maggiore di 4,0 10
7
m sono
quindi quelle corrispondenti a n
2
= 6, 5, 4, 3 e sono quindi 4.
La seconda riga della serie di Lymann corrisponde al salto
quantico n
1
= 1, n
2
= 3; la prima riga della serie di Lymann cor-
risponde al salto quantico n
1
= 1, n
2
= 2; la prima riga della
serie di Balmer corrisponde al salto quantico n
1
= 2, n
2
= 3.
Si ha allora:
Si osservi ora che:
Lenergia cinetica massima degli elettroni diffusi si ottie-
ne in corrispondenza di un urto centrale della radiazione
X. In questa condizione sono verificate le due relazioni
seguenti:
= = 2 h/(m
0
c) [a]
Energia cinetica
c
dellelettrone = h f h f
Essendo f = c/ e f = c/ si pu porre:
[b]
Tenendo conto della relazione [a], con qualche passaggio si
ottiene:
[c]
Siccome il testo del Problema fornisce lenergia del quanto
di radiazione X (20 keV) e questa coincide con il valore del

c

+ ( )
2
2
2
0
h c
m c h

_
,

h
c
h
c
h c



19
+ +

_
,

f f c R f
L B L
1
1
1
2
1
2
1
3
2 2 2 2

_
,

_
,


f c R
f c R
f
L
L
B
1
1
1
3
1
1
1
2
2 2
2 2
cc R
1
2
1
3
2 2

_
,

16

h c
/ /
Js m
1H
( )
, ,
1 4 1 36
6 63 10 3 00 10
34 8
//s
21,8 10 J / /
m

19
7
1 4 1 36
4 11 10
( )
,
n
h c
2
1
1
4

1H

h
c
n

_
,

1H
1
2
1
2
2
2
prodotto h f, conviene eliminare dalla relazione [c] il parame-
tro per far comparire la frequenza f o, meglio, il prodotto
h f. Tenendo quindi conto della relazione c = f, dalla relazio-
ne [c] si giunge alla seguente:
Essendo perci: h f = 20 keV = 20 10
3
1,6 10
19
J =
= 3,2 10
15
J, si ottiene, infine:
La radiazione di frequenza f = 3,0 10
18
Hz possiede una
lunghezza donda pari a:
Tenendo ora conto della relazione:
e utilizzando per h, m
0
, c cinque cifre significative, si ottiene:
La frequenza f vale allora 2,9788 10
18
Hz e, quindi:
f = 2,12 10
16
Hz
Per il calcolo della velocit di rinculo dellelettrone si deve
ricorrere al principio di conservazione dellenergia nella
forma:
h f = h f +
c
(energia cinetica dellelettrone)
Sostituendo opportunamente i valori, si ottiene:

c
= 1,41 10
17
J da cui infine:
UNIT 3
TEST
La lunghezza donda di De Broglie espressa dalla rela-
zione:
che non stabilisce alcun legame con le dimensioni lineari
della particella. La risposta corretta quindi la e.
La risposta corretta la c.
La quantit di moto q
m
e lenergia di una particella
sono legate dalla relazione:
3
2

h
m v
1
v m 2 5 57 10
6

c e
/ m/s ,
+
+

1 0 10
6 6261 10
9 1094 10
10
34
31
,
,
,
m
Js
kgg m/s

m

( )


2 9979 10
1 45
1 00711 10
8
10
,
cos
,
( )
h
m c
0
1 cos


c
f
1 0 10
10
, m
20

c
2 2
J
kg m /s


( )
+

2 3 2 10
9 1 10 9 0 10
15
2
31 16
,
, , 22 3 2 10
2 3 10
15
16


,
,
J
J

c

+
2
2
2 2
0
2
h f
m c h f
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
91
e quindi la lunghezza donda di De Broglie della particella
data da:
[a]
Per una particella da 7,0 MeV:
m = 4 1,67 10
27
kg = 6,68 10
27
kg
= 7,0 10
6
eV 1,6 10
19
J/eV = 1,1 10
12
J
Si ottiene allora = 5,5 10
20
m
Questo valore notevolmente pi piccolo delle dimensioni di
un nucleo doro (circa 10
14
m) e quindi la 1 errata mentre
la 2 corretta. Per un elettrone da 10 eV, la lunghezza donda
vale 3,9 10
10
m e quindi la 3 errata.
La risposta corretta quindi la b.
Langolo in cui si ha il primo massimo dato dalla for-
mula di Bragg: 2d sin =
Quindi sin proporzionale a e lo pure, approssimati-
vamente, anche langolo , per valori non molto grandi. La
velocit degli elettroni, per la formula di de Broglie, inver-
samente proporzionale a . Aumentando di 10 volte lener-
gia degli elettroni, la velocit aumenta, per la formula clas-
sica dellenergia cinetica, di volte e di altrettanto
diminuisce la lunghezza donda e quindi langolo . La
risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
In base al principio di indeterminazione espresso nella
forma:
e tenendo conto che = h f, si ottiene:
Da questa:
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la d.
PROBLEMI
A partire dalla relazione = h/(m v) si ottiene:
v = h/(m ).
Assumendo per il neutrone la massa di 1,67 10
27
kg si
ottiene v = 3,97 10
6
m/s; per lenergia cinetica si ha quindi:
(1/2) m v
2
= 1,32 10
14
J.
Per un fotone vale la relazione = h f = h c/, dalla quale
= h c/.
Per le particelle si tenga presente che lenergia e la corri-
spondente quantit di moto q
m
, nel caso in cui si possano
3
1
7
f

1
4 10 4
10
7
7
s/
Hz
( )
f t
1
4
t
h

4
6
5
10
4

h
q
h
m
m
2

q
m
m
2
2
applicare le formule classiche, data da = q
m
2
/(2 m), dalla
quale .
Quindi la relazione di De Broglie pu essere scritta nel modo
seguente:
Tenendo conto che 500 eV corrispondono a 8,00 10
17
J,
applicando le relazioni precedentemente indicate si ottiene:

fotone
= 2,49 10
9
m

elettrone
= 5,49 10
11
m

protone
= 1,28 10
12
m
Lespressione dellinterfrangia I
f
la seguente: I
f
= L/d.
Per determinare si applichi la relazione di De Broglie:
utilizzando ancora la formula classica per lenergia cinetica.
Tenendo conto che 10 keV = 1,0 10
4
eV = 1,6 10
15
J si
ottiene:
= 1,2 10
11
m e quindi: I
f
= L/d = 4,8 10
2
m.
Con riferimento alla figura seguente, gli elettroni che
sono diffusi sul piano reticolare pi interno si ritroveranno in
fase con quelli diffusi dal piano reticolare pi esterno (e quin-
di si avr un massimo di riflessione) quando la differenza di
cammino sar un multiplo intero di .
Sempre considerando la figura, si pu stabilire che la diffe-
renza di cammino in C dei fasci di elettroni 1 e 2 dato da
2

AD

BC. Esprimendo

AD e

BC in funzione di d, sin, cos,


con qualche passaggio si ottiene:
sfasamento in C = 2d sin
Quindi si avr interferenza costruttiva quando:
2d sin = k con k = 0, 1, 2, ecc. (formula di Bragg)
Tenendo presente che dalla formula di De Broglie e da quella
classica dellenergia cinetica si ricava:
si pu calcolare il valore di sin. Per k = 1 (unico valore accet-
tabile in questo caso) si ottiene: sin = 0,879, da cui =
61,5. Poich e sono complementari si ottiene per lan-
golo di incidenza il valore = 28,5.

h
m 2
1 23 10
10

,

m
9

h
q
h
m
m
2
6

h
q
h
m
m
2
q m
m
2
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
92

1
2
B
A
C
D
d
Per applicare il principio di indeterminazione, dobbiamo
considerare che la posizione dellelettrone dipende dalla
distanza r dal nucleo e da un angolo . Lasciando indetermi-
nato tale angolo, possiamo considerare lindeterminazione
della distanza dal nucleo, corrispondente al raggio classico
dellorbita. Il problema cos ridotto a quello di un moto uni-
dimensionale e si pu applicare il principio di indetermina-
zione, assumendo x r.
Si ottiene cos v = 1,1 10
6
m/s.
Applicando il modello classico delle orbite circolari si ricava
la formula:
Da cui si ottiene: v = 2,2 10
6
m/s.
Applicando il concetto di onda stazionaria, si ha 2 r = n
(con n = 1, trattandosi dellatomo non eccitato), con =
h/(mv). Da queste formule si ricava v e si ottiene:
v = 2,2 10
6
m/s.
Si applichi il principio di indeterminazione nella forma:
x (m v) h/(4 )
Poich (m v) = m v (essendo m costante) la precedente
relazione si pu scrivere nel modo seguente:
UNIT 4
TEST
La risposta corretta la a.
Le due reazioni di decadimento sono:
La risposta corretta la b.
La risposta corretta la d.
Laffermazione a errata, perch il difetto di massa di un
nucleo non dato da (Z + N) m
e
. Anche la b errata in quan-
to il difetto di massa si manifesta anche nella formazione
degli atomi o delle molecole. Laffermazione d errata in
quanto i neutroni mantengono nel nucleo la propria indivi-
dualit. Per quanto riguarda laffermazione c si tenga pre-
sente che:
massa protone = 1,67262171 10
27
kg
massa elettrone = 9,1093826 10
31
kg
massa di un protone e di un elettrone non legati =
= 1,67353265 10
27
kg
massa dellatomo di idrogeno = 1,67353263 10
27
kg
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la b.
Lenergia di legame del nucleo iniziale pari a
6
5
4
3
90
230
88
226
89
226
Z Z Z + +
2
1

x
h
m v



4
6 63 10
4 1 5 0 30
1 2
34

,
, ,
,
J s
kg m/s


10
34
m
12
v
e
m r
2
0
2
1
4
10
200 nucleoni 8 MeV/nucleone = 1,6 10
3
MeV.
Lenergia di legame dei due nuclei prodotti vale:
90 nucleoni 8,5 MeV/nucleone +
+ 110 nucleoni 8 MeV/nucleone = 1645 MeV
Trattandosi di energia di legame, i due valori indicano ener-
gie negative e quindi si pu stabilire che nel processo di fis-
sione si liberano 45 MeV.
La risposta corretta la a.
In base alla relazione N = N t, si ottiene il valore di
ponendo:
N = 5 37 10
3
, N = 74 10
10
, t = 1,0 s.
Risulta = 2,5 10
7
s
1
e perci la risposta corretta la b.
Il tempo di semitrasformazione si ottiene ponendo
t
1/2
= (In 2)/ e perci t
A 1/2
= 1,386 anni e t
B 1/2
= 0,347
anni. Laffermazione a perci errata. Anche la b errata,
perch il numero di disintegrazioni dipende anche dalla
quantit iniziale di nuclide instabile. Non c relazione fra la
costante di disintegrazione e la massa atomica e perci la c
errata. Lo stesso motivo che invalida la b rende vera la d.
PROBLEMI
Tenuto conto che, utilizzando 6 cifre significative, la massa
del protone vale 1,67262 10
27
kg e la massa del neutrone
1,67493 10
27
kg e che 1 u = 1,66054 10
27
kg, si ottiene:
1,66054 10
27
kg/u 129,8755 u (56 1,67262
10
27
kg + 74 1,67493 10
27
kg) = 1,94808 10
27
kg
In base alla relazione = m c
2
si ha perci:
= 1,75 10
10
J, corrispondenti a 1,09 10
3
MeV.
Quindi: energia per nucleone =
= 1,09 10
3
MeV/(130 nucleoni) = 8,38 MeV/nucleone.
Lenergia che si libera nella reazione vale:
1,7316 10
3
MeV 1,7082 10
3
MeV 28,3 MeV = 4,9 MeV
Questa energia si trasforma in energia cinetica del radon e
della particella rispettando anche il principio di conserva-
zione della quantit di moto. Essendo:
4,9 MeV = 4,9 10
6
eV 1,60 10
19
J/eV = 7,84 10
13
J
devono valere le due equazioni seguenti:
(1/2) m
Rn
v
Rn
2
+ (1/2) m

2
= 7,84 10
13
J [a]
m
Rn
v
Rn
= m

[b]
Risolvendo il sistema si ottiene:
v
m
m m m
Rn
Rn Rn
J

2 7 84 10
2 6 65 10
13

,
( )
,
227 13
25 25
7 84 10
3 69 10 3 69 10
kg J
kg kg

+


,
, ( , 66 65 10
2 74 10
27
5
,
,

kg)
m/s
v
m
m m m

2 7 84 10
2 3 69 10
13
2
Rn
Rn
J ,
( )
,
55 13
27 27
7 84 10
6 65 10 6 65 10
kg J
kg( kg

+


,
, , 33 69 10
1 52 10
25
7
,
,

kg)
m/s
5
2
9
8
7
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
93
Si assuma come indeterminazione spaziale x per il
nucleone il diametro del nucleo. Questo si determina a parti-
re dal raggio del nucleo, calcolabile con la relazione
R = 1,3 10
15
m = 6,9 10
15
m
Si ha quindi x = 2 R = 1,4 10
14
m e perci:
e ponendo, in prima approssimazione, q
m
= 2 q
m
, dalla rela-
zione:
= q
m
2
/(2 m) si ottiene:
Tenendo conto anche della massa dellelettrone
(9,11 10
31
kg) si ha m= (9,58 10
31
kg - 9,11 10
31
kg)
4,70 10
32
kg da cui, ammettendo che la quasi totalit
dellenergia sviluppata nel decadimento sia assorbita dalle-
lettrone sotto forma di energia cinetica, si ha:

c
= m c
2
= 4,70 10
32
(2,9979 10
8
m/s)
2
=
= 4,22 10
15
J
Si cominci a valutare la massa M di
235
U contenuta in
1,00 kg di materiale:
M= 0,03 1,00 kg = 3,00 10
2
kg
Il numero N di nuclidi di
235
U contenuti in questa massa si
ottiene dividendo M per la massa atomica dellisotopo
235
U
(pari a circa 390,314 10
27
kg).
Si ottiene: N = 7,69 10
22
nuclidi.
Lenergia liberata dalla loro fissione completa vale quindi
1,54 10
25
MeV. Trasformando in joule si ottiene 2,46 10
12
J.
Si consideri ora che 300 MW corrispondono a 3,00 10
8
W.
Il tempo di erogazione di tale potenza da parte del reattore
quindi dato da:
2,46 10
12
J/(3,00 10
8
W) = 8,20 10
3
s.
Lo schema della reazione il seguente:
n +
240
X
100
Y +
141
Z
Considerando i difetti di massa dei nuclidi possiamo dedurre che
lenergia di legame di
240
X vale 1848 MeV, lenergia di legame
di
100
Y vale 860 MeV, lenergia di legame di
141
Z vale 1156 MeV.
Lenergia liberata nella fissione vale allora = 168 MeV.
Questa energia si manifesta sotto forma di energia cinetica
dei nuclidi Y e Z.
Per determinare la loro velocit applicheremo ora contempo-
raneamente i principi di conservazione dellenergia e della
quantit di moto:
= (1/2) m
y
v
y
2
+ (1/2) m
z
v
z
2
m
y
v
y
= m
z
v
z
Da questo sistema di equazioni si ottiene:
Trascurando la differenza tra la massa dei protoni e dei neu-
troni e tenendo conto dellenergia di legame si ha:
m
y
= 100 nucleoni 1,67 10
27
kg/nucleone +
v
m
m m m
v
m
m m m
y
z
y y z
z
y
z z y

+

+
2
2
2 2

12
11
8

( ) / ( )
,

q
m
h
m x
m
eV
2 2 2
2
3
8
4
8
6 7 10

q
h
x
m

/ ( ) 4
150
3
7
(100 nucleoni 8,6 MeV/nucleone 1,6 10
13
J/MeV)/c
2
=
= 1,7 10
25
kg
m
z
= 2,3 10
25
kg
Con questi valori e tenendo conto che = 168 MeV =
= 269 10
13
J si ottiene: v
y
= 1,4 10
7
m/s, v
z
= 9,8 10
6
m/s.
Si ricavi anzitutto il valore di utilizzando la relazione:
= ln 2/ = 4,85 10
2
/giorno.
Tenendo ora conto che il tempo di 1,00 s molto piccolo
rispetto al tempo di dimezzamento, si pu ammettere che il
numero di nuclidi instabili N
t1
e N
t2
presenti agli istanti t
1
e t
2
rimanga praticamente costante nel tempo di 1,00 s. Perci,
con buona approssimazione, possiamo porre:
N
t1
= N
t1
1,00 s N
t2
= N
t2
1,00 s
dove con N
t1
e N
t2
abbiamo indicato il numero di nuclidi
decaduti negli intervalli di tempo (t
1
, t
1
+ 1,00 s),
(t
2
, t
2
+ 1,00 s) rispettivamente. Otteniamo allora:
Tenendo conto che:
N
t2
= N
t1
e
(t
2
t
1
)
si avr allora: N
t2
= N
t1
e
(t
2
t
1
)
.
Da questa ponendo N
t1
= 3000 e N
t2
= 150, si ottiene:
t
2
t
1
= 61,8 giorni.
Lattivit di una sorgente radioattiva data da N/t.
Essendo N Nt si ha:
Per determinare lattivit occorre quindi conoscere e N.
Con la relazione seguente si calcola :
N si calcola determinando il numero di isotopi
226
88
Ra conte-
nuti in 1,00 g:
Quindi:
Il punto di partenza la relazione N = N t dalla
quale dobbiamo determinare N.
Nel caso in esame, per t = 1,00 min si ha N = 200.
Esprimendo in decadimenti/min si ottiene:
= 2,00 10
9
/(365,25 24 60 min) = 3,80 10
15
min
1
Si ottiene allora: N = 5,26 10
16
isotopi.
La massa degli isotopi radioattivi vale quindi:
17

N
t


2 66 10 1 35 10
3 59 10
21 11
10
, ,
,

1
s
disinttegrazioni
s
N


1 00 10
226 0254 1 6605 10
3
27
,
, ,

kg
u
atomo
kg
u

2 66 10
21
, atomi


ln
, ,

2
4 28 10 1 35 10
4 11
1
anno
1
s

N
t
N
16
N
N
N
N
t1
t
t
t
1 2
s s


1 00 1 00
2
,

,
15
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
94
90 1,67 10
27
kg 5,26 10
16
= 7,91 10
9
kg
Il materiale che contiene questa massa di isotopi ha, a sua
volta, una massa m data da:
m = 7,91 10
9
kg/10
6
= 7,91 10
3
kg = 7,91 g.
La costante di disintegrazione molto piccola e quindi,
con ottima approssimazione, possiamo scrivere:
N = N t indicando con N il numero di nuclidi instabili
al tempo t
1
e con N il numero di nuclidi che decadono nel-
lintervallo di tempo (t
1
, t
1
+ t).
N dipende da N e perci, indicando con N
0
il numero di
nuclidi instabili contenuti in 10 g di sostanza ancora vivente
e con N
0
il numero di nuclidi decaduti in 1,0 min, si avr:
N
0
= N
0
t [a]
e dopo t
1
anni: N
1
= N
1
t [b]
essendo: N
1
= N
0
e
t
1 [c]
Perci dalla [a] si ottiene: N
0
= N
0
/(t)
e dalla [b]: N
1
= N
1
/(t).
Sostituendo nella [c] si ha: N
1
= N
0
e
t
1 dalla quale,
ponendo N
1
= 60 e N
0
= 150, si ottiene:
t
1
= 7,6 10
3
anni.
UNIT 5
TEST
La risposta corretta la c.
In base alla definizione di unit astronomica (UA) e di
parsec (pc) si pu stabilire la relazione:
essendo p = (1/3600) = 4,85 10
6
[rad]
Quindi:
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la a.
La risposta corretta la b.
Indicata con m
0
la magnitudine apparente di una stella di
prima grandezza (che si assume pari a 1), con F
0
il corri-
spondente flusso luminoso e con F il flusso luminoso di una
generica stella, la magnitudine apparente mdi questa stella
data da:
m = m
0
2,5 log(F/F
0
) [a]
Se, ad esempio, per una stella, F = 10 F
0
, la magnitudine
apparente di quella stella vale m = 1 2,5 = 1,5. La a
quindi errata.
Applicando la relazione [a] con valori crescenti di F/F
0
, si
nota che mdiminuisce e quindi anche la b errata, mentre si
dimostra vera la c.
Dal sistema di equazioni:
m = m
0
2,5 log(F
1
/F
0
)
5
4
3
1
1
4 85 10
6
UA
pc
[rad

p , ]
1
1
1 pc UA
p
2
1
18
2 m = m
0
2,5 log(F
2
/F
0
)
sottraendo membro a membro, con qualche passaggio si
ottiene:
e quindi la d errata.
Per le due stelle si possono scrivere le due relazioni:
m
1
= M+ 5 log r
1
5
m
2
= M+ 5 log r
2
5
dalle quali, sottraendo membro a membro si ottiene:
m
1
m
2
= 5 log (r
1
/r
2
)
Da questa si pu stabilire che:
se r
1
diverso da r
2
, m
1
diversa da m
2
(la a errata);
se r
1
maggiore di r
2
, 5 log(r
1
/r
2
) maggiore di 0 e quindi m
1
maggiore di m
2
(la b corretta mentre sono errate sia la c
che la d).
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la c.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la d.
La risposta corretta la a.
Le stella nane hanno una massa non superiore a
1,5 masse solari, ma il loro raggio di circa 6000 km.
Assumendo per la massa il valore di una massa solare (circa
2 10
30
kg) si ottiene:
La risposta corretta la c.
PROBLEMI
In base alla figura riportata nel testo del problema, si pos-
sono scrivere le due relazioni seguenti:

TS =

SB tan

SB

TK =

KB tan

SB
Dividendo membro a membro:
essendo:
si ottiene:
= (sin 45)
2
= /2
In base ai dati del Problema si possono scrivere le relazio-
ni seguenti
M
1
= M
2
= M r
1
= r r
2
= 2 r
4
SB
SB
sin45
TS
TK

1
45 sin
TS
TK
SB
SB


2 10
4 3 6 10
2 10
30
6 3
9 3
kg
/ m
kg/m
( ) ( )
14
13
12
11
10
9
8
7
6
F
F
m 1
2
2 5
10
/ ,
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
95
Sostituendo nella relazione che lega la magnitudine apparen-
te alla magnitudine assoluta si ha allora:
m
1
= M+ 5 log r 5
m
2
= M+ 5 log 2 r 5
m
2
m
1
= 5 log(2 r/r)
m
2
m
1
= 1,51
se m
1
= 3 allora m
2
3 = 1,51 e m
2
= 4,51
Quindi m
2
/m
1
= 1,50
1,0 10
8
anni luce corrispondono a 9,47 10
23
m ovvero a
Dalla legge di Hubble si ricava:
Considerando che:
e applicando la formula delleffetto Doppler acustico si ottiene:
La lunghezza donda apparente vale perci = c/f = 564 nm
La massa visibile contenuta nellammasso data da:
M
V
= (4/3) R
3

e quindi, eguagliando la forza centripeta da essa prodotta su


una stella di massa m al prodotto di m per la sua accelerazio-
ne centripeta si ottiene:
[a]
Da questa:
Se la materia visibile fosse lunica presente, la velocit v
2R
della
stella che ruota su unorbita di raggio 2 R sarebbe data da:
[b]
dalla quale:
Se la densit della materia oscura vale anchessa , la massa
di materia oscura che occupa la sfera di raggio R :
M
OR
= (4/3) R
3
= M
V
mentre quella che occupa la sfera di raggio 2 R vale:
M
O2R
= (4/3) (2 R)
3
= 8 M
V
v
G M
R
V V
2R
V
R R

/
2
2 0 707 ,
G
M m
R
m
v
R
V 2R
2

( ) 2 2
2

V
G M
R
R
V

G
M m
R
m
V
R
V R
2
2

7

+


f f
c
c v
0
14
8
8
5 36 10
3 00 10
3 00 10
,
,
,
Hz
m/s
m/s m/s
Hz
+


2 14 10
5 32 10
6
14
,
,
f
c
0
8
7
14
560
3 00 10
5 60 10
5 36 10

nm
m/s
m
,
,
, Hz
v


7 10
30 6 2 14 10
4
6
m
sMpc
Mpc m/s , ,
9 47 10
3 06 10 30 6
23
7
,
, ,


m
3,09 10 m
pc Mpc
16
5
Utilizzando formule analoghe alla [a] e alla [b] si ottiene allora:
Per la domanda a) si applicano le relazioni seguenti:

p finale
= -3,18 10
-16
J
Per la domanda b), dalla relazione
cinetica
=
p iniziale

p finale
si ottiene:

cinetica
= 1,59 10
16
J
Per la domanda c), dalla relazione
cinetica
= (3/2) k T si ottiene:
T
k


2
3
2 1 59 10
3 1 38 10
16
23

cinetica
,
, JJ/K
K 7 68 10
6
,

piniziale
s p
S
2 2

2
Nm /kg



G
M m
R
6 67 10
11
,
11 99 10 1 67 10
6 96 10
1
30 27
8
, ,
,



kg kg
2 m
,,59 10
16


J
9
v
G M
R
V V
2R
V
R R

9/2


( )
,
9
2
2 12
v
G M
R
V V


R
V
R R


( )
,
2
2 1 41
SOLUZIONE DEI TEST E DEI PROBLEMI PROPOSTI NEL TESTO
96