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TRASFORMARE IL RANCORE IN PERDONO

Articolo di Andrea Pangos Copyright 2008

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TRASFORMARE IL RANCORE IN PERDONO

Il risentimento Il risentimento e il perdono sono due elementi dellaltalena voler male-voler bene. Ambedue si fondano sullAmore, perch esperienza primaria, ma il risentimento nuoce e il perdono salutare.

Il risentimento esprime la mancata accettazione degli altri e del mondo, come propria illusoria proiezione, perch

non si in Pace con se stessi, a causa del se stessi (identit immaginata). Pu essere stimolato da avvenimenti esterni, ma la ragione principale del rancore consiste nel proprio modo di reagire a queste sollecitazioni. Chi Ama non genera risentimento, ogni sua reazione Amore.
Sacre Scritture Produrre risentimento significa negarsi la possibilit di Amare. Provare rancore significa esserlo in parte, ogni esperienza del proprio esserci. Essere in Pace con se stessi significa essere

Chi non sa perdonare spezza il ponte sul quale egli stesso dovr passare.

Pace. Detestare gli altri significa detestare parti di s. Quelli che sono percepiti come altri, fanno parte della propria percezione. Sono io interiori, non individui esteriori. Il risentimento pu essere anche una specie di meccanismo di presunta autodifesa, attraverso cui si tende a manipolare chi ci ha fatto risentire, anche attraverso la dinamica dei sensi di colpa, passando magari da vittima a carnefice, anche per guadagnare (pseudo) dignit. Siccome il risentimento influisce sempre negativamente sul proprio stato psicofisico, si tratta sempre di una forma di autolesionismo. Il risentimento obbliga a ripensare allevento originale e questo produce pensieri negativi, che favoriscono la comparsa di fenomeni nocivi: vendicativit, odio, paura, collera, disprezzo, che allontanano dallopportunit di Amare. Il perdono Il perdono una soluzione dellincessante tendere dellAmore a caratterizzare ogni esperienza. un modo della mente di governarsi beneficamente, per maturarsi. Trasformare il risentimento prima

in perdono e poi in Amore, un processo indispensabile per lintegrazione dellesserci, la cui completa maturazione implica il perdono completo.

Perdonate e vi sar perdonato. - Lc. 6,37


Il perdono trae spunto dallAmore e avvicina lesserci a esserLo integralmente. Il perdono dinamizza, il rancore fossilizza, un elemento di rigidit mentale. Il perdono Umanizza, un dar spazio allemergere dellAmore. Il perdono fa parte della trasformazione del voler male in voler bene, per giungere a Essere Amore. Il perdono non un atto dAmore, ma un aspetto del tendere ad Amare, che trascendenza del perdono, libera dalla dualit rancoreperdono. Perdonare fa parte del percorso verso la Compassione. Perdonare significa guadagnare la perdita del rancore. Perdonare significa abbandonare la distruttivit in favore della creativit. Il perdono fa parte del lasciar andare il superfluo, aprendosi allessenziale. Il risentimento fa parte del regno delloffendere, il perdono frutto di maggior comprendere. Libera dal giudicare, avvicinando al chiaro constatare della pura Conoscenza di esserci. Perdonare significa liberarsi da malfattori: conflitti, odio, giudizi negativi, rimuginare, spregio, offese, frustrazioni, complessi di inferiorit, inconfessato, senso di impotenza Perdonare significa aprirsi alla piena accettazione di se stessi. Lintero mondo percepito avviene in noi, fa parte di noi stessi, della propria esperienza di esserci. Perdonare fa parte della strada verso lindipendenza, il risentimento un forte segnale di dipendenza, attaccamento. Ci da cui si veramente indipendenti non turba. Perdono e dimenticanza Perdonare non vuole dire dimenticare, reprimere o far finta di non vedere. Significa stimolare la trasformazione del ricordo in Amore. Pi consapevolizzato, pi il ricordo dellavvenimento offensivo percepito come Amore, affrancato da sensazioni negative prodotte

nel momento delloffesa e in seguito. Durante la Consapevolezza integrale, il ricordo viene osservato dalla prospettiva globale della totalit dellesserci, consapevole che si tratta di un suo segmento. losservazione di un segmento del presente, relativo al ricordo, dalla prospettiva della Presenza integrale ora-qua. Amore.
Sacre Scritture

Perdonare liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu.

Perdono e salute individuale e pubblica Il rancore una reazione automatica alloffesa, prodottasi anche perch lindividuo traumatizzato non era abbastanza consapevole. Il rancore pu essere considerato giusto, ma (continuare a) non perdonare ingiusto, perch nuoce. Chi non vuole perdonare per far male alloffensore, lo danneggia veramente, nuocendo comunque primariamente a se stesso, ma anche ad altri, soprattutto a chi gli vicino. In questo senso, come ogni fenomeno che ostacola lesprimersi dellAmore, il rancore una questione di egoismo. Il non perdono una questione di salute pubblica, anche quando si tratta del risentimento del singolo, poich molti singoli risentimenti favoriscono il rancore collettivo. Ancora di pi lo quando si tratta di risentimento collettivo. Le grandi tragedie collettive, non vanno certamente dimenticate, ma andrebbero consapevolizzate, armonizzando le vibrazioni mnemoniche di queste tragedie, con la vibrazione dellAmore. Il risentimento che si creato come loro conseguenza comprensibile, ma ci non lo rende innocuo per la salute pubblica.

Siate invece gli uni verso gli altri benigni,misericordiosi,perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonati in Cristo - Efesini 4:32
Il perdono collettivo, che parte dal perdono individuale, di enorme beneficio per lumanit intera. Continuando a provare risentimento, si continua a nutrire le paure e le altre emozioni negative nellorbita del rancore, il che distorce la percezione delle cose, si vedono pericoli dove non ci sono. Si possono facilmente ritenere nemici quelli che soltanto sono diversi, professano una religione differente oppure appartengono a unaltra nazione. Allora, per paura di subire nuovamente, c il rischio di offendere preventivamente.

Il carnefice una vittima Il bisogno di perdonare non ce lha soltanto loffeso, ma anche chi ha offeso. Sia che se ne renda conto o no, se prova o no senso di colpa, ha bisogno di perdonarsi, per sanarsi. Se non conscio di aver sbagliato, nel senso di aver favorito la creazione di processi negativi, non significa che non abbia bisogno di agire per trasformarli beneficamente. Le emozioni e idee nocive che loffeso e chi sta dalla sua parte gli rivolge, influiscono negativamente sulloppressore, che tre volte vittima, perch: - subisce linflusso negativo di chi gli contro, - condizionato negativamente dai propri processi scaturiti dal suo offendere, - succube dei meccanismi comportamentali che lo portano a far risentire altri. Immedesimarsi consapevolmente con loffensore, cercando di non farsi condizionare nocivamente dalle sue negativit, per comprendere che anchegli una vittima, un atteggiamento molto risolutivo. Vittima, oppressore e possibilit di sviluppo Carnefice e vittima sono allacciati da un profondo legame, da trasformare in libert, indipendenza. Hanno una grande opportunit di aiutarsi a vicenda, per maturare. Trasformare lignoranza che ha portato al risentimento, in conoscenza che porta al perdono, un grande risultato per ambedue. Il malessere, sia delloffensore che delloffeso, pu essere lo stimolo per una profonda trasformazione dellesserci, per incamminarsi seriamente sul percorso verso lAmare e la Scoperta della Reale Identit. Quando ambedue si aprono alla risoluzione del conflitto, diventano alleati per la consapevolizzazione. Loffensore, spinto anche dal malessere, ha loccasione di chiedere scusa e di comprendere che il suo comportamento stato nocivo, che farebbe bene a consapevolizzarlo, per toglierlo dal proprio bagaglio di programmi comportamentali negativi. La vittima ha una grande opportunit, perdonare e mettersi in pace con se stessa e con loffensore, donandosi cos nuove possibilit di miglioramento della vita. Perdonando facilita lavviamento di processi positivi anche nellaggressore. La pace un bene comune, il conflitto porta malessere collettivo.

Rancore, sadismo e masochismo Il risentimento pu essere indice di sadismo. Consciamente o inconsciamente, seppure in minima misura, pu facilmente essere che si provi piacere a nuocere al prossimo. Si tratta di un compiacimento per la sofferenza altrui, stimolata dal nostro rancore. Il rancore pu anche indicare il proprio masochismo. Il proprio risentimento e lessere aperti allinflusso negativo altrui, possono essere modi per provocarsi sofferenza, magari per sentirsi pi vivi o per definirsi un ruolo, per aumentare il proprio ruolo di vittima, per attirare lattenzione altrui e per arricchire il proprio dramma vitale, innamorandosi cos meglio delle proprie disgrazie, perch fanno sentire particolari. Il perdono una scelta? Chi si chiede se concedere o meno il perdono, si domanda se fare del bene o se continuare a nuocere, a se stessi e altri. Il non perdonare una forma molto perfida di (auto)danneggiamento, perch facilmente giustificabile. A essere precisi, chi ha la capacit di perdonare perdona, mentre chi non lo fa significa che non ha la possibilit di farlo. quindi utile sostituire la domanda Perdono o non perdono? con Sono veramente in grado di perdonare?, Ho veramente possibilit di scelta?, Cosa devo fare per maturare la capacit di perdonare? Non si deve comunque recriminare o sentirsi in colpa perch non si ha la capacit di perdonare, bene adoperarsi per maturarla. Il perdono spesso una reazione a un malessere cos profondo, che lapertura al perdono la via obbligata per allentare la tensione, per non soffocarsi con il proprio rancore. Perch non anticipare i tempi, risparmiandosi tanta sofferenza, affermando sinceramente Abbandono completamente il rancore allAmore! Farlo un modo qualitativo di utilizzare le minime possibilit di cosiddetto libero arbitrio, facendo in modo che il pesciolino, invece di continuare a combattere con loceano, gli affidi la risoluzione. Perdonare se stessi e altri Il perdono pu essere relativo a se stessi, agli altri e a Dio. Si tratta comunque del perdonare/accettare se stessi, consapevolizzando le proprie proiezioni: amico, madre, padre, fidanzata, moglie, nonno, collega di lavoro, popolo, umanit, mondo, universo, Dio

Perdonarsi significa accettarsi, cessando di immaginarsi, neutralizzando lidentit immaginata. Perdonare gli altri un riflesso dellaccettarsi. Si tratta del proprio esserci che si accetta, per vibrare integralmente dAmore. Per perdonare il prossimo necessaria laccettazione di ci che percepito come laltro. La consapevolezza che si tratta di una nostra proiezione, che appare in noi stessi, facilita il perdono. Nel senso stretto e tecnico del termine/fenomeno, si ha veramente perdonato qualcuno, quando le vibrazioni del (fu) risentimento e dei nostri segmenti relativi al prossimo in questione, sono definitivamente armonizzate con quelle dellAmore.

Amerai il prossimo tuo come te stesso. - Mt. 22,39.


Maturare la capacit di perdonare e di non risentirsi Il grado di capacit di perdonare un indicatore fondamentale di maturit spirituale. Chi immagina di star ben progredendo spiritualmente, senza per aumentare la propria capacit di perdonare e di non risentirsi, pu soltanto illudersi di star progredendo spiritualmente. La mancata maturazione di queste due capacit dovrebbe essere vista come segno che lintegrazione dellesserci si sostanzialmente fermata. Laumento della possibilit di perdonare direttamene correlata alla maturazione della capacit di Amare. Il grado di risentimento va visto anche come indicatore del grado di narcisismo. Pi lindividuo contraddistinto dal narcisismo, meno capace di perdonare e pi propenso alla vendetta, attitudini che sono chiaramente segni di immaturit.

- Sto veramente scegliendo di non perdonare, oppure il provare risentimento un meccanismo dominante? - In quale misura il non perdonare altri una conseguenza del non accettarmi? - Il senso di risentimento mi sta provocando sensi di colpa, magari proprio perch provo rancore? Il risentimento che provo mi sta provocando sensi di colpa? - Perch continuare a nuocersi provando rancore, quando ci che si cerca lAmore? - Dove mi sta portando il rancore, verso la felicit o verso la sofferenza? Voglio stare bene o farmi male? - Credo davvero possibile che si possa stare bene soffrendo? - Cosa mi costa perdonare? - Cosa mi costa chiedere sinceramente scusa? - Esiste maggior dazio della sofferenza costante?
Meditazione per trasformare il rancore in perdono
1. Dedico la meditazione al Perdono. 2. Mi apro alla meditazione massima.

- Piuttosto che crogiolarsi nel rancore, non meglio perdonare, per Amare?

Visualizzare: centro del petto. Tempo: 1-2. Visualizzare: la testa. Tempo: 2-3
3. Chiedo allAmore di eliminarmi le cause del rancore.

Solamente chi forte capace di perdonare. Il debole non sa n perdonare n punire.- Gandhi - Quanto il mio risentimento causato veramente da fattori esterni e quanto invece sono troppo suscettibile? - Il mio risentimento forse anche un modo di attirare lattenzione, di giocare con gli altri, manipolandoli? - Sto usando il risentimento per far provare sensi di colpa ad altri? - Se sono veramente risentita/risentito, perch continuo a frequentare chi mi ha offeso? Non che la mia una dipendenza emotiva, oppure finanziaria, concettuale, giuridica? Quanto il mio libero arbitrio, ne ho, se non posso smettere di frequentare chi mi fa del male? Cosa devo fare per liberarmi dai condizionamenti negativi?
Riflessioni liberatorie

4. Chiedo allAmore di eliminarmi le cause del rancore verso (indicare un rancore specifico, anche verso se stessi). Visualizzare:

Visualizzare: il quarto chakra/centro del petto. Tempo: minimo 3

il quarto chakra/centro del petto. Tempo: minimo 3 5. Visualizzare loffensore e dialogare interiormente con lui, dicendogli tutto ci che si sente, ma comunque ai fini del perdono. Tempo: 3-5
6. Abbandono il rancore a Me Amore. 7. Mi apro totalmente al Perdono.

Visualizzare: il quarto chakra/centro del petto. Tempo: minimo 3. Visualizzare: il quarto chakra/centro del petto. Tempo: minimo 3. Visualizzare: il quarto chakra/centro del petto. Tempo: minimo 3. Volendo si pu scegliere soltanto uno tra i punti 3 e 4. Il punto numero 5 facoltativo. Cos pure, si pu fare soltanto uno tra i punti 7 e 8.
8. Chiedo al Perdono di attivarsi in me.

Chiedo allAmore di trasformarmi il rancore in Perdono. Chiedo alla Grazia Divina di attivarsi nel risentimento.

Altre possibili richieste

Visualizzare: il quarto chakra/centro del petto. Tempo: minimo 3


Chiedo allAmore di eliminarmi la sensazione/idea che gli altri sono sbagliati. Chiedo alla Grazia Divina di attivarsi nel mio rapporto con (indicare il nome di chi oggetto del risentimento). Visualizzare: la

Visualizzare: il quarto chakra/centro del petto. Tempo: minimo 3 Visualizzare: il quarto chakra/centro del petto. Tempo: minimo 3

persona verso la quale si prova risentimento. Tempo: minimo 3 Chiedo allAmore di farmi consapevolizzare (indicare il nome delloffensore) in me. Visualizzare: la persona verso la quale si prova risentimento. Tempo: minimo 3 Visualizzare: la gola. Tempo: minimo 3 Mi apro a consapevolizzare la Bont. Visualizzare: la persona verso la quale si prova risentimento. Tempo: minimo 3 - Chiedo allAmore di consapevolizzarmi i rancori attraverso il sonno. Visualizzare: il quarto chakra/centro del petto. Tempo: 3 circa
Richiesta da fare prima di addormentarsi: Chiedo allAmore di eliminarmi le cause del non detto.