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IlCervoBianco Editoriale rivista anno 0 n.

0 15 settembre 2013

Nella scena finale del bellissimo film Excalibur di John Boorman, vediamo Art e Merlino sulla torre del castello di Camelot mentre osservano un tramonto rosso fuoco.L'et aurea della Cavalleria volge al termine, quando ancora una volta il vecchio Re chiede consiglio al suo saggio amico. Il mago per risponde: "questo il tempo che finalmente doveva giungere, il tempo in cui devi essere Re e solo". Dal nostro punto di vista, questa scena ci offre una importante chiave di l ttura per comprendere il nostro tempo, l'et oscura che ci troviamo a VIvere. Giunge un momento nella vita in cui il genitore deve lasciare la guida del figlio, affinch questi possa divenire a sua volta uomo. Questo passaggio corrisponde alla capacit da parte del giovane di ritrovare da solo, dentro di s, quella Saggezza che prima lo guidava dall'esterno attraverso le parole e l'esempio dei genitori. Non si pu restare per sempre fanciulli. Le persone passano la maggior parte della vita a guardare fuori di loro, anche quando si mettono, o si illudono di mettersi, alla ricerca dello Spirito. Pu sembrare paradossale per un'epoca dominata dall'individualismo come la nostra, ma l'uomo ha perso la fiducia in s stesso perch non consapevole del mistero della sua Anima e non si possiede veramente. Il nostro senso dell'io nasce come riflesso lunare del mondo esterno. Questo ci pone in una condizione di profonda passivit rispetto allo svolgersi della vita. E' necessario che l'uomo, finalmente, impari a conoscere s stesso non astrattamente, ma concretamente, giungendo a sperimentare l'essere nel profondo di s stesso, ritrovando il proprio centro immortale. Si tratta, in altre parole, di non cercare di tornare indietro rinnegando l'individualismo nel quale siamo precipitati, ma al contrario di assumerlo positivamente, di "cavalcare la tigre", di portarlo oltre fino a sperimentare quell'individuo assoluto di evolianamemoria. Osserviamo la ruota del tempo: un bosco avvolto nel buio e nel gelo dell'inverno, tutto appare privo di vita, eppure se guardiamo oltre tutto ci e non lasciamo che il nostro cuore venga sopraffatto dalla struggente nostalgia per l'estate ormai trascorsa, possiamo renderei conto di come nelle profondit della terra pulsi una fiamma che permette al seme di morire e rinascere. E' inverno, il sole che ieri contemplavamo in alto nel cielo (et dell'oro) , ora splende nella terra{et del ferro) e cio, alchemicamente, dentro di noi. Come il fanciullo deve restar solo per divenire uomo, cos la potente luce del sole deve tramontare affinch le stelle possano apparire in cielo. per tutto questo, che noi siamo convinti che quello in cui ci troviamo a vivere sia ancora una volta il tempo della Cavalleria, fuor da ogni moda c evalesca, poich in essa si incarn e si incarna l'essenza dell'ascesi ermca.

Nell'uomo individualizzato del presente tempo c', potenzialmente, lo spirito del cavaliere errante che, accompagnato nel suo peregrinare solitario dalla morte e dal diavolo, avanza nella foresta oscura (il labirinto) per giungere a ridestare, dopo mille avventure, la sua Dama- Anima. Solo chi giunto a tanto, solo chi ha compiuto quest'opera di risveglio (la purificazione alchemica), pu giungere ad un contatto reale con lo Spirito, fuor da ogni credenza dogmatica o da ogni slancio mistico-sentimentale, ed essere consacratoRe. Il Cervo Bianco, che solo il pi nobile tra i cavalieri pu cacciare, simbolo dell'Anima purificata, "Janua Coeli", ma anche di quella bellezza trascendente che, offrendo all'uomo il presentimento dell'Eternit, lo spinge a mettersi in viaggio fmo a varcare le colonne d'Ercole del conosciuto per sfidare l'Infinito: l'essenza stessa della vita

umana, quello spirito d'avventura che nobilita la nostra esistenza. l'amore per la propria Dama, la Bellezza appunto, che ispira la ricerca del Cavaliere: non un senso di sconfitta, di insoddisfazione, ma il ricordo di una naturale dignit. Quando, un paio d'anni fa, decidemmo con alcuni amici di dar vita al gruppo de RCervoBianco eravamo mossi da una idea, la stessa che ci anima tutt'oggi, che sintetizzammo in questa immagine: un fuoco acceso nella notte. Come negli antichi Solstizi pagani, il fuoco rappresenta un centro attorno a cui si raccolgono tutti coloro che sono svegli per raccontare le loro "avventure". La luce di questa fiamma splende nella notte e richiama quelli che, per altre vie, si son messi in viaggio affinch sappiano di non essere soli. Cercatori che incontrano altri cercatori, uniti dallo spirito stesso della Ricerca: il senso di una superiore fratellanza.Perci, come sottotitolo di questa rivista, abbiamo scelto lo stesso che fu usato nella evoliana rivista "La Torre": foglio di espressionivarie e di Tradizione una. Il nostro gruppo, cosi come la rivista che ne l'espressione, si propone di essere un punto d'incontro e di confronto tra tutti i discepoli della grandeArte a prescindere dal percorso di ciascuno. Mentre l'Europa era in fiamme, dilaniata dalle guerre di religione, Giordano Bruno tentava di opporsi alla follia dogmatica affermando l'interiore libert che ispira il cercatore ermetico. Libert a cui, spesso, noi tutti veniamo meno rinchiudendoci nelle nostre torri d'avorio, vere e proprie prigioni mentali, e fmendo col trasformare lo spirito delle antiche accademie nella condizione delle pi moderne "parrocchie". Un'ultima riflessione vogliamo svolgerla intorno al tema del "Silenzio". Gli alchimisti dicevano post laborem scientia, cio la conoscenza nasce dalla esperienza, esperienza. L'Ermetismo, nella sua pratica realizzativa, pu essere realmente conosciuto solo da chi dispone il proprio animo nelle migliori condizioni per "ascoltare" ci che simboli e miti hanno da dire, per separare il significato sottile delle parole da quello grossolano. Per giungere a tanto, per, occorre un'azione interiore preparatoria, che richiede dedizione e disciplina, qualit che caratterizzano chi mosso da una profonda aspirazione alla conoscenza, che ben altra cosa rispetto alla mera curiosit che caratterizza il nostro tempo del "tutto e subito".

Il Silenzio, dunque, uno stato interiore che va pazientemente ricostruito, la condizione nella quale possibile compiere quell'opera di separazione della forma dall'essenza, dell'aspetto esteriore dal contenuto vivente. In un'antica formula rituale si dice nel silenzio muoreil nome e sorge il Nume. Anche la pi potente tecnica operativa, infatti, resta priva di vita, diviene solo un nuovo schema che intrappola la nostra mente, se non se ne afferrailmovimento interiore. Questa conoscenza non pu che essere conquista di ciascun cercatore, poich non esistono parole per poterla comunicare. La Scienza ermetica si difende da s. Inun tempo in cui la grande diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, permette l'accesso a conoscenze un tempo celate divenuto necessario rintracciare il filo d'Arianna che permette di non smarrirsi nella babele esoterica.Questo filo, che rappresenta una cosmogonia del tutto nuova, una nuova descrizione del mondo, non pu che essere la chiave d'accesso ad un altro tipo di conoscenza, ad un'altra percezione della realt, senza la quale ogni altro sforzo "operativo" resta solo vanit.

IlCervoBianco