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FISICA I

A.A. 2001-2002 Ingegneria Civile e Trasporti 1 appello del 17 Giugno 2002

1. Una pallottola di massa m=10g viene sparata contro un blocco di massa M=3kg inizialmente in quiete sul bordo di un tavolo alto h=1m (vedi figura). Il proiettile si conficca nel blocco e, dopo lurto, il blocco cade ad una distanza L=2m dallo spigolo del tavolo. a) Determinare la velocit iniziale vo del proiettile. b) Determinare lenergia trasformata in calore dopo lurto, c) lenergia cinetica con cui il blocco cade dal punto A, d) lenergia cinetica con cui arriva nel punto B.

vo

M A h L B

2. Un pendolo semplice di massa m=3kg, fatto oscillare con ampiezza via via crescente. Quando lampiezza di =60 il filo di spezza. Quale stato il valore della tensione in corrispondenza della rottura?

3. Il ponte in figura lungo L=50m ed ha una massa M di 100 tonnellate poggiate sui due pilastri A e B. Sul ponte si trova ad una distanza d=10m dal pilastro A un autobus di massa m di 20 tonnellate. Determinare le forze agenti sui punti di appoggio A e B necessarie perch il sistema sia stabile.

A L d

4. Una piccola sfera piena omogenea di massa m e di raggio r posta sulla superficie interna scabra di una ciotola emisferica di centro O e raggio R=10cm. La sfera parte da ferma in un punto definito da un angolo =15 con la verticale e comincia a rotolare descrivendo un moto periodico non dissimile da quello del pendolo. Si determini il periodo di oscillazione T, ed il valore minimo del coefficiente di attrito statico s che garantisce il puro rotolamento della sfera.(Il momento di inerzia della sfera omogenea rispetto al centro di massa sia Ic=2mr2/5, si assuma inoltre rR).

5. Un gas perfetto monoatomico racchiuso in un recipiente munito di pistone, in modo che la pressione rimanga costante. Al gas viene somministrata una quantit di calore Q=103 cal. Calcolare il lavoro utile ottenuto durante la trsformazione

FISICA I
A.A. 2001-2002 Ingegneria Civile e Trasporti Soluzioni del 17 Giugno 2002 1. Nellesercizio si succedono due processi: un urto perfettamente anelastico della pallottola con il blocco, ed una successiva caduta per gravit dellinsieme bloccopallottola. 1a parte: nellurto perfettamente anelastico della pallottola con il blocco la y=h   quantit di moto iniziale prima dellurto pi = mvo si conserva dopo lurto quando i due corpi procedono insieme a velocit V con quantit di moto finale

V
A

    p f = (m + M )V . Imponendo pi = p f si ricava facilmente vo = V (1 + M m ) .

B O

2a parte: dopo lurto il blocco, ora di massa M+m, cade dal tavolo descrivendo un moto di tipo parabolico per effetto dellaccelerazione di gravit (vedi figura). Scomponiamo ora le equazioni del moto lungo x ed y: lungo lasse x non c accelerazione ed il moto risultante rettilineo uniforme x(t ) = V t , dove V la velocit appena dopo lurto. Lungo lasse y il moto uniformemente accelerato per gravit; ay= -g, v(t ) = g t , y (t ) = h gt 2 2 . Da questultima imponendo y(t*)=0 ricaviamo il tempo di volo t* =

x=L

2h g . La distanza del punto di caduta B dal tavolo si ottiene

finali delle due fasi del problema si ottiene vo = (1 + M m ) L g 2h = 1333 m/s. Lenergia cinetica
2 iniziale del proiettile era T1 = mvo 2 = m(1 + M m )2 gL2 4h = 8.88 kJ, lenergia cinetica con cui il

dallespressione x(t *) = L = V 2h g che invertita si riscrive V = L g 2h . Combinando le espressioni

trasformata in calore la differenza Q = T1 T2 = M (1 + M m ) gL2 4h = 8.85 kJ. Infine imponendo la conservazione dellenergia meccanica durante la caduta da A a B si ottiene lenergia cinetica in B che vale

blocco cade dal punto A invece T2 = (m + M )V 2 2 = (m + M ) gL2 4h = 29.5 J, per cui durante lurto si

T3 = T2 + U 2 = (m + M ) gL2 4h + (m + M )gh = (m + M )g L2 + 4h 2 4h =59 J.

2. La massa appesa al filo subisce due forze: la sua forza peso P=mg lungo la verticale, e la tensione T diretta lungo il filo. Applicando il II principio alla massa nella generica posizione (1), dopo la consueta scomposizione secondo gli T Pn = man n dove Pn=mgcos, Pt=mgsin, assi n,t si ottiene il sistema t Pt = mat

n T (1)

laccelerazione tangenziale vale at = d 2 s dt 2 , quella normale vale a n = v 2 L . (2) La tensione del filo si ricava dalla prima equazione da cui
2

Tmax P

s P

2 L . Per calcolare Tmax occorre ora determinare la addendi per cui Tmax = T ( = 0 ) = mg + mv 2 velocit massima v2 che viene raggiunta nel punto (2). Per far questo non utilizziamo laltra equazione sullasse t, dalla quale si pu derivare la legge oraria solo per piccoli angoli <15. Applichiamo invece il principio di conservazione dellenergia meccanica fra il punto (1) relativo alla massima oscillazione max=60 ed il punto (2) relativo a =0. Lenergia meccanica nel punto (1) esclusivamente potenziale e vale E m1 = mgL(1 cos max ) , mentre nel punto (2)

T ( ) = mg cos + mv L , dove stata evidenziata la dipendenza della tensione Pt dallangolo . In particolare il punto critico per la rottura del pendolo il punto (2) per =0 in cui la tensione massima perch sono simultaneamente massimi tutti e due gli

L(1-cos) Pn

2 esclusivamente cinetica valendo E m 2 = m v 2 2 . Applicando il principio di conservazione si 2 determina v2 = 2 gL(1 cos max ) , che sostituita nellequazione della tensione massima fornisce il valore massimo di rottura Tmax = mg (3 2 cos max ) = 58.8 N.

3. Le forze agenti sul ponte sono: la forza peso del ponte P1=Mg applicata nel suo baricentro C, la forza peso dellautobus P2=mg applicata in un punto a distanza L/2-d dal punto C , le reazioni dei due pilastri RA ed RB entrambe a distanza L/2 da C. Il sistema in equilibrio quando sono nulle contemporaneamente la somma delle forze (1a equazione cardinale) e la somma dei momenti (2a equazione cardinale). Dalla prima proiettata lungo la verticale otteniamo P 1 + P2 R A R B = 0 , mentre dalla seconda applicata rispetto al punto C si ottiene M R A + M R B + M P2 + M P1 = 0

RA A

L/2
C P2 P1

L/2
RB B

L/2-d

dove MP1=0 perch P1 applicato in C, M R A = R A (L 2 ) <0 (termine negativo perch la forza tenderebbe

a far ruotare il ponte in senso orario), mentre M R = R B (L 2 ) ed M P = P2 ( L 2 d ) . Combinando le B 2

equazioni si ottiene (1a equazione cardinale) R A + R B = (M + m )g , e (2a equazione cardinale) R A R B = mg [( L 2 d ) L 2] = mg (1 2d L ) . Sommando e sottraendo si ottengono i valori

R A = Mg 2 + mg (1 d L ) = 6.468 105 N mentre R B = Mg 2 + mg (d L ) = 5.292 105 N.

4. La sfera nella ciotola soggetta alla sua forza peso P=mg applicata nel baricentro C, la reazione normale della ciotola Rn e lattrito As applicati entrambi sul punto di contatto B. La dinamica della sfera ben descritta dalle 2 equazioni cardinali dei corpi rigidi. La prima equazione cardinale P + Rn + As = mac quando proiettata lungo gli assi
2 n R R P cos = m vc che danno normale n, e tangenziale t, fornisce le relazioni n t A Psin = ma s c

O R

Rn P

t As

s s=o

informazione sul moto di traslazione del centro di massa. Ovviamente per determinare la dinamica necessario applicare anche la seconda equazione cardinale che, proiettata ad esempio lungo lasse per il centro di massa C, fornisce la relazione M C = M P + M R N + M As = I c (d dt ) che regola il moto di rotazione intorno al centro di massa. In particolare il momento della forza peso M P nullo perch applicato in C, il momento della reazione normale M R nullo perch la n

vc
C r

vc

linea dazione di Rn passa per C, mentre il momento della forza di attrito vale M A = As r = I c (d dt ) s dove il segno meno dovuto alla convenzione particolare scelta per (lattrito tenderebbe a far ruotare la sfera in verso opposto a quello scelto). Inoltre la condizione di puro rotolamento implica lannullamento della velocit del punto di contatto B che, per le convenzioni scelte per , si scrive vB=vc-r=0 da cui vc (t ) = (t )r , e per derivazione ac (t ) = r (d dt ) . Alla luce di questa considerazione la seconda equazione cardinale diventa

As = ( I c r )(d dt ) = I c mr 2 ma c . Sostituendo questa ultima

espressione nella prima equazione cardinale si ottiene a c = gsin 1 + I c mr 2 . Ma per piccole oscillazioni vale sin = s R , dove s larco percorso, mentre a c = d 2 s dt 2 . Da ci deriva lequazione differenziale d 2 s dt 2 = g R 1 + I c mr 2 s , lineare del secondo ordine che ha soluzione

[ (

)]

armonica con periodo T = 2 R g 1 + I c mr 2 = 2 0.1 / 9.8 7 5 = 0.751 s. Per garantire il moto di puro rotolamento bisogna verificare a posteriori che lattrito richiesto sia sempre inferiore del massimo disponibile. In particolare nel punto critico di massima pendenza, quando cio max=15, si deve avere

Ic mgsin As ( max ) = max s Rn = s mg cos max da cui s 2tg max 7 = 0.077. I + mr 2 c


Vb

5. Il lavoro utile ottenuto durante la trasformazione isobara da A a B L =

= po (Vb Va ) = po V che rappresenta larea tratteggiata sul piano di Clapeyron.


Luso dellequazione di stato dei gas perfetti consente di riscrivere questa stessa espressione in funzione della variazione di temperatura dei punti A e B L = po V = nRT = nR(Tb Ta ) . Daltra parte il calore fornito al gas esprimibile per un gas monoatomico, vale

Va

pdV =

p po A B

Va

Vb V

nella forma Q = c p T = c p (Tb Ta ) dove cp rappresenta la capacit termica a pressione costante che,

L = Q nR c p = 2Q 5 = 400cal = 1.675kJ . (Alternativamente si poteva applicare il 1 principio L=QU, dove Q = c p T , e U = cv T = Q cv c p da cui L = Q 1 cv c p = 2 Q 5 .

c p = 5nR 2 . Combinando le due

espressioni

si

ottiene