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20/10/13

Liside (dialogo) - Wikipedia

Liside (dialogo)
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Il Liside (in greco ) non fra i pi noti dialoghi di Platone, ma probabilmente l'unico in cui viene messo in luce il concetto platonico di amicizia. In esso il filosofo, attraverso le parole del maestro Socrate, svolge una peculiare e cavillosa indagine per comprendere chi possa essere considerato amico e chi no, anche in base ad ipotesi formulate precedentemente da altri filosofi (sebbene non esplicitamente menzionati).
Indice 1 Amore e amicizia 2 La definizione dellamicizia 3 Note 4 Voci correlate 5 Altri progetti 6 Collegamenti esterni

Liside
Titolo originale Altri titoli Sull'amicizia

Amore e amicizia
Socrate sta percorrendo la strada che porta dallAccademia al Liceo, quando viene fermato da Ippotale, Ctesippo e altri Liside, ritratto nel lekythos funebre del figlio giovani, i quali lo invitano ad unirsi a loro ed accompagnarli al Timokleides (IV secolo a.C.) ginnasio, dove tiene lezione un tale Micco (sofista amico di Autore Platone Socrate, a noi sconosciuto) e potranno discutere in tranquillit. 1 ed. originale IV secolo a.C. Prima di entrare, tuttavia, Socrate, che per un dono divino in grado di riconoscere a prima vista un innamorato, vuole sapere Genere dialogo da Ippotale chi, secondo lui, il pi bello tra i suoi compagni. Sottogenere filosofico Ippotale per in imbarazzo, ed Ctesippo a rispondere in sua Lingua originale greco antico vece, lamentando le eccessive lodi che egli canta in Personaggi Socrate, Liside, continuazione per il giovane Liside (203a-204d). A queste Ctesippo, Menesseno, parole, Socrate rivolge a Ippotale un monito: non bene lodare Ippotale un amato prima di averlo conquistato, poich in questo modo Serie Dialoghi platonici, V non si fa altro che insuperbirlo e renderlo pi ostile alle tetralogia attenzioni dellinnamorato; viceversa, bisogna lodare qualcuno solo dopo averne vinto i favori, poich le lodi dellamato suoneranno come un encomio per linnamorato che stato in grado di trarlo a s (205e-206a). Socrate, a questo punto, curioso di incontrare questo giovane, e il suo desiderio viene esaudito quando, insieme a Ctesippo, entra nel ginnasio, dove Liside si distingue tra gli altri fanciulli per la sua eccezionale bellezza. Qui il filosofo viene raggiunto da Menesseno e da altri ragazzi, richiamando lattenzione dello stesso Liside, che si unisce al gruppo.[1] Socrate, vedendo tanti fanciulli e giovani attorno a lui, inizia ad interrogarli, ma ben presto finisce col rivolgere le proprie domande a Liside, cos da metterlo alla prova e valutarne la nobilt danimo (207b-c).
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Socrate inizia domandando a Liside se i suoi genitori lo amino, e alla risposta affermativa del fanciullo chiede quali sarebbero i segni di questo amore. Sembra infatti che Liside non disponga di grandi libert, poich non gli consentito guidare nessun carro (sia esso un carro da corsa o uno trainato da muli), e nemmeno pu guidare se stesso, ma deve sottostare alle decisioni del pedagogo: ma allora, domanda Socrate, come possibile che i suoi genitori lo amino se non gli permettono di fare niente, ma anzi per le loro necessit si affidano a persone prezzolate o a schiavi? Sembrerebbe infatti che essi abbiano pi fiducia dei loro schiavi che non del loro figlio, al quale, anzi, impongono molti padroni (207d-208e). In realt, come lo stesso Socrate non tarda a dimostrare, a Liside non consentito fare certe cose e nemmeno decidere per se stesso in quanto non ne ancora in grado. Ogni compito viene infatti affidato a chi saggio e competente in materia, e cos a guidare i cavalli da corsa viene scelto un auriga, la citt sceglie come propria guida le persone migliori, e anche Liside, il giorno che sar sapiente, verr chiamato ad occuparsi dei beni di famiglia e dei suoi genitori, che gli affideranno le loro stesse persone. Chi saggio e sapiente, dunque, ha molti amici, i quali lo amano proprio perch sapiente e di conseguenza risulta utile e buono agli occhi di tutta la comunit (210a-d).[2]

La definizione dellamicizia
Terminata la discussione con Liside, fa il suo ritorno Menesseno, che si era allontanato perch chiamato dal maestro. Liside domanda a Socrate di rendere partecipe lassente del ragionamento appena concluso, ma il filosofo declina, preferendo discutere di un nuovo argomento, lasciando che sia Liside, in un secondo momento, a riassumere i loro discorsi precedenti. Si entra cos nel cuore del dialogo, che ha per oggetto la ricerca di una definizione per lamicizia. Lamicizia, afferma infatti Socrate, uno dei beni pi belli che si possa desiderare, e lo stesso filosofo confessa di preferire un amico a qualsiasi ricchezza o bene materiale (211d-212a); tuttavia, Socrate ammette anche di non aver mai capito come una persona diventi amica di unaltra, e per questo motivo chiede laiuto di Menesseno, il quale, essendo amico di Liside, sembra esperto in materia.

Johann Friedrich Greuter, Socrate e i suoi studenti, XVII secolo

La prima ipotesi di Menesseno consiste nellidentificare lamicizia con lamore: se qualcuno ama una persona, questa persona dovr necessariamente ricambiare i sentimenti dellaltro. Questa tesi viene per liquidata rapidamente da Socrate, poich sono noti a tutti i casi di innamorati non corrisposti dalle persone amate, le quali talvolta possono addirittura provare nei loro confronti odio o disprezzo: se fosse vero ci, si dovrebbe concludere che si pu essere amici di chi non nostro amico, e quindi si pu essere amico di un nemico, o viceversa essere nemico di un amico (212b-213d). Socrate decide allora di affrontare la questione in modo diverso, dando tregua a Menesseno e chiamando in causa Liside. Citando Omero, secondo il quale il dio conduce sempre il simile verso il simile, Socrate ipotizza che un individuo pu essere amico solo di un altro a lui simile: i giusti infatti non sono amici degli ingiusti ma di altri giusti, e chi subisce ingiustizie non ama chi le compie; i malvagi, daltra parte, non sono amici di altri malvagi, ma questo si spiega con il fatto che essi sono incostanti e mai identici a se stessi (213e-214d). Tuttavia, che utilit pu trarre un individuo da qualcuno che gli simile e che quindi ha le sue stesse capacit? Un uomo buono, proprio perch buono, potrebbe bastare a se stesso, senza aver bisogno di rivolgersi a un altro uomo buono e non avendo bisogno di nulla, non aspirerebbe nemmeno ad avere un amico. Forse allora, ipotizza Socrate, aveva ragione Esiodo, secondo il quale ognuno ostile al proprio simile: il vasaio nemico degli altri vasai perch ne teme la concorrenza e ne prova invidia, mentre al contrario il povero sar amico del ricco e il
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debole del forte, cos da averne aiuto. Anche in natura, continua Socrate, gli opposti si attraggono e si nutrono luno dellaltro: cos il secco cerca lumido, il freddo il caldo, il vuoto il pieno e via dicendo ma in questo modo si finisce ancora una volta con laffermare che il giusto amico dellingiusto, ritornando alla situazione scartata in precedenza (215c-216b). Dunque n il simile amico del simile n il contrario amico del contrario: Socrate a questo punto tenta una nuova strada, ricordando a Liside che oltre a buono e cattivo esiste anche una via intermedia tra i due, ovvero tutto ci che non n buono n cattivo. Chi aspira al bene e al bello non in s n buono n cattivo, poich se possedesse gi in s il bene non desidererebbe di possederlo, e cos anche una persona sana non amica del medico, mentre lo il malato, il quale ha in s un male e non in grado di eliminarlo da solo. Allo stesso modo, amico del buono non pu essere un altro buono (poich gli sarebbe simile) n un cattivo (che gli opposto), ma uno che non n buono n cattivo (216c-218c). Sembra dunque che la discussione sia giunta a conclusione, e che si sia riusciti a definire chi lamico ma cos non , e Socrate non tarda a dimostrarlo. Si detto infatti che il malato amico del medico per via della malattia, ma la malattia, causa dellamicizia tra i due, un male e quindi nemica: ne risulta che ci che non n buono n cattivo diventa amico del bene a causa di un male, che gli nemico. Oppure, forse, continua Socrate, malato e medico sono amici per via della medicina, che una cosa amica; ma anche questa ipotesi deve essere accantonata, poich i farmaci sono solo un mezzo e vengono scelti in vista della salute (219c-220b).[3] Tuttavia, osserva ancora Socrate, gli uomini scelgono il bene perch vi il male, e se il male non esistesse non avrebbe senso ricercare il bene; ma se ci vero, si nega quanto appena affermato, e cio che lamicizia non mira a cose utili, e inoltre si tornerebbe ad affermare che il giusto amico dellingiusto. Socrate tenta allora una nuova ed estrema strada per trovare la definizione di amicizia, andando ad indagare sulla differenza di significato tra affine e simile; a questo punto, per, la discussione viene interrotta dai pedagoghi di Menesseno e Liside, i quali un po ebbri insistono per riportare a casa i due ragazzi (223a-b). Il dialogo termina dunque con un nulla di fatto rivelandosi aporetico.[2]

Note
1. ^ Ctesippo e Menesseno sono entrambi allievi di Socrate, citati anche nel Fedone; inoltre, Ctesippo tra i personaggi dellEutidemo, mentre il secondo compare come interlocutore del filosofo nel dialogo che porta il suo nome. 2. ^ a b Platone, Tutte le opere, a cura di E.V. Maltese, Roma 2009, pp. 1229-1231. 3. ^ Socrate fa lesempio di un padre che cerca disperatamente un antidoto per il veleno ingerito dal figlio amato: in questo caso, se fosse vero ci che stato detto, egli terrebbe in grandissima considerazione lantidoto, e cos pure il recipiente che lo contiene, e li amerebbe pi del suo stesso figlio poich essi sono in grado di salvarlo.

Voci correlate
Dialoghi (Platone) Simposio (dialogo) Fedro (dialogo) Amicizia

Altri progetti
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Wikisource contiene il testo completo in lingua greco antico del Liside (dialogo)

Collegamenti esterni
Testo del Liside (http://www.readme.it/libri/Filosofia/Liside.shtml) (EN) Lysis (ftp://sailor.gutenberg.org/pub/gutenberg/etext98/lysis10.txt) Gutenberg Project Portale Filosofia Portale Letteratura

Categorie: Opere letterarie in greco antico Dialoghi platonici Opere letterarie del IV secolo a.C. Questa pagina stata modificata per l'ultima volta il 18 set 2013 alle 22:19. Il testo disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le Condizioni d'uso per i dettagli. Wikipedia un marchio registrato della Wikimedia Foundation, Inc.

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