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A.I.A.C. e F.I.G.C.

Emilia Romagna
Presentano il
6° Stage per Istruttori di Settore Giovanile
“La formazione tecnica, tattica e atletica del giovane calciatore”
11-12-13 Maggio 2007 - Sportilia (FC)

LA PREPARAZIONE ATLETICA PER I GIOVANI NELL’ETÀ EVOLUTIVA: IL BIMBO DIVENTA CALCIATORE

VINCENZO PINCOLINI (Preparatore atletico settore giovanile Parma Calcio)

Dalle capacità coordinative all’allenamento sempre più specifico


Il tema del 6° stage AIAC-FIGC di Sportilia 2007 vuole essere, per la preparazione fisica, tanto largo quanto
specifico. Vuole essere vasto, come approccio al problema, per cercare di far capire come la crescita ideale del
ragazzo, futuro calciatore, inizia dagli anni della scuola calcio e deve proseguire con un filo logico attraverso gli
anni delle successive categorie permettendo, come un corso scolastico ben fatto, di acquisire esperienze via via
sempre più complesse fino al momento di iniziare un processo di allenamento vero e proprio.

Queste esperienze sempre più complesse naturalmente sono le CAPACITA’ COORDINATIVE, quel patrimonio di
movimenti legati al calcio ma non solo, che devono essere al centro dell’attenzione dalla Scuola Calcio alle
categorie Giovanissimi ed Allievi nelle quali, piano piano, dovrà poi iniziare un avvicinamento ai processi della
Teoria dell’allenamento attraverso i quali dovremo iniziare a parlare di grandi Capacità Condizionali quali Forza,
Velocità e Resistenza.

E saranno proprio queste due categorie, Giovanissimi ed Allievi, a rappresentare la transizione fra i grandi periodi
dell’Avviamento al calcio e la futura stagione dell’Allenamento del calcio dove i contenuti saranno improntati al
miglioramento delle prestazioni ed allo sviluppo di uno schema corporeo specifico e mirato a questa disciplina.

Prima, nel lungo percorso che va dalla Scuola calcio a tute le categorie giovanili precedenti i Giovanissimi, il tema
dovrà continuare ad essere il movimento corretto. È troppo importante arrivare al momento di ALLENARE certi
movimenti , anche in modo stressante, con una grande capacità di eseguire BENE I MOVIMENTI !!!! Prendiamo la
corsa oppure gli esercizi basici con gli ostacoli, su cui torneremo con grande attenzione a Sportilia. Certamente
prima di eseguire allenamenti stressanti per incrementare le resistenze, aerobiche ed anaerobiche, sarà
fondamentale che i nostri ragazzi sappiano correre correttamente. Saper correre significa saper usare bene i piedi
e quindi andando ancora più indietro dovremo controllare che sappiano, in modo coretto, effettuare andature,
saltelli e corse diverse.

Dall’uso dei piedi, quindi, agli esercizi basici della corsa (skip , corse calciate ecc.), alla corsa in vari modi a
seconda del tipo di spostamento (sprint, allungo, corsa in souplesse ecc.) all’ALLENAMENTO vero e proprio della
CORSA come dobbiamo arrivare a fare nelle categorie GIOVANISIMI ed ALLIEVI.

Allenare in modo stressante le grandi capacità condizionali senza avere conoscenza perfetta delle tecniche degli
esercizi basici vorrebbe dire anche essere più portato agli infortuni. Abbiamo tuta una serie di LUOHI COMUNI, ad
esempio, sulle problematiche indotte dai balzi! Quasi sempre, invece, i problemi che derivano dai balzi sono causati
dai BALZI EFFETTUATI MALE . Non aver capacità di ammortizzare le cadute attraverso un uso coretto dei piedi
porta sicuramente ad impattare duramente anche per ginocchio e bacino mentre molti dei dolori alla “schiena“,
soprattutto alla parte alta dorsale, sono dovuti ad un improprio e “secco” lavoro delle braccia. Facciamo effettuare,
quindi, negli anni dai 6 ai 10-12 tutta una serie di esercitazioni a partire dall’uso dei piedi (corde, cerchi, sabbia,

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ostacoli da 10 e 20 cm) per arrivare alla tecnica vera e propria dei balzi (corse balzate , ostacoli , salti in alto ed in
basso). Solo così potremo poi arrivare alle categorie che ci interessano come Giovanissimi ed Allievi avendo gli
strumenti per “stressare” questi esercizi ed utilizzarli per un programma di allenamento vero e proprio che possa
mirare al miglioramento della prestazione “balzo” e quindi della Forza. E questo concetto deve valere per tutti gli
aspetti basici della preparazione fisica.

Dalla qualità dei gesti all’intensità dei gesti


Diamo quindi una “mission” precisa a tutta quella attività sportiva, nel nostro caso riferita al calcio, che va dai 5-6
anni della Scuola calcio alla categoria Giovanissimi. Questa mission deve essere con netta precisione quella di
insegnare ,prima, e di consolidare e complicare, dopo, tutti quei movimenti “calcistici “ che dovranno fare parte del
patrimonio motorio di ragazzi che a 14 ani decideranno poi imboccare la strada (dura e tortuosa ) del gioco del
calcio. Naturalmente nell’approccio al calcio da sottolineare anche come dai 5-6 anni ai 9-10 un altro filo rosso che
ci deve fare da guida dovrà essere quello del gioco. Un gioco organizzato, ben preparato, con regole via via sempre
più precise e complicate che possa seguire lo sviluppo del sistema nevoso in modo organico dando continuamente
quegli stimoli a crescere che dovranno costituire la base di quel PROCESSO DI APPRENDIMENTO MOTORIO
che dovrà stare a monte di tutto il lavoro poi specifico di avviamento al Calcio che entrerà nel vivo dai 9-10 anni
iniziando a specificarsi e non a specializzarsi.

Ripeto i concetti che poi saranno alla base dei nostri incontri:
5-6 anni Scuola Calcio dove i movimenti calcistici saranno solamente una “scusa” per iniziare a lavorare
sull’apprendimento motorio generale. In pratica non potrò non far “giocare” i bambini anche con gli arti superiori o
con tutti i segmenti insieme (arti inferiori e arti superiori). QUALITA’ dei movimenti prima di tutto. Ricordare che
sempre di meno la “vita di relazione” di questi bambini offre loro stimoli di equilibrio, coraggio ,pre-acrobatica
generale e quindi tutte queste cose le dobbiamo “inventare” noi mentre solo 10, 20 anni fa era la vita dei cortili e
delle strade ad offrirle.

8-10 anni sempre grandi stimoli coordinativi. In certi periodi usare anche movimenti di altri sport in forma di gioco.
Ad esempio giocare a basket (quando i campi sono impraticabili) potrebbe essere un modo molto divertente di “fare
i balzi” così come mescolare le tecniche di altre discipline (10 passaggi con le mani ,poi 5 passaggi con i piedi
ecc.). La rimessa laterale come esercizio di lancio e di forza ecc. Siamo nel momento pieno della qualità dei
movimenti. A questa età lo sviluppo del Sistema Nervoso permette di proporre esercizi complicati anche dal punto
di vista delle sinergie muscolari (saltare e girarsi in volo, capovolte con tuffo ecc.) e quindi la proposta di circuiti a
grandi gredienti di difficoltà costituirà il tema centrale del lavoro fisico che sempre dovrà mantenere l’obiettivo
della QUALITA’ DEL MOVIMENTO. Correre bene, saltare bene così come consolidare i gesti di tecnica calcistica
generale saranno gli obietivi principali .

11-12 anni e siamo alle porte del vero gioco del calcio . Gli allenamenti devono iniziare ad essere più rigorosi . I
giochi ,con la palla e non , dovranno iniziare ad avere stimoli importanti . Anche il controllo dei tempi di recupero
dovrà iniziare ad essere preso in considerazione. Meno recuperi fra una esercitazione e l’altra sarà un indirizzo
verso la resistenza . Lavorare con recuperi completi fra le varie esercitazioni sarà stimolo maggiore per velocità e
potenza. Ancora un obiettivo : la qualità dei movimenti.

13-14 anni e siamo Giovanissimi ! Eccoci all’inizio della nostra storia di allenamento. Sedute di allenamento più
lunghe e più intense . Compaiono i temi della Forza, della Resistenza e della Velocità con un obiettivo che inizia a
vedere la qualità dei movimenti mescolarsi con l’intensità degli stessi e con la ricerca di una prestazione . Iniziamo
a parlare di “stressare “ i sistemi fisiologici poco a poco e soprattutto cerchiamo di misurare i vari livelli di crescita
che in questa categoria ed in questa età presentano ancora forti discordanze fra un ragazzo ed un altro. Qualche
“calciatore “ andrà considerato ancora come l’undicenne mentre altri potranno essere spinti un po’ di più avendo
livelli di crescita superiori. È un età dove dall’inizio dell’attività in estate e la fine dell’anno sportivo a giugno
dell’anno dopo i cambiamenti sono enormi e questi cambiamenti vanno misurati ,anche molto semplicemente, per
avere un’idea della crescita.

15-16 anni eccoci agli allievi ed all’inizio dell’Allenamento calcistico vero e proprio. Eccoci ai temi dello stage di
Sportilia . Se avremo lavorato bene, o se avranno lavorato bene i nostri colleghi, sarà facile per noi incrementare
intensità, durata e numero degli allenamenti. Le grandi qualità condizionali come Forza, Velocità e Resistenza
andranno affrontate in modo sempre più mirato. Qualche test ci aiuterà a misurare la qualità delle nostre
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esercitazioni ed il Calcio diventa quello vero! Deve diventare quello vero, però, con il sorriso sulle labbra! Tanta
fatica, tanto impegno, tante regole ,tanta serietà ma anche tanto divertimento e poca …pressione. Tanta fatica,
tanto sudore, qualche lacrima ma sempre con l’idea che il calcio sia divertimento ed….educazione.

E vedremo quanto importante sia parlare di educazione anche a livello….tecnico.

Lo stage AIAC-FIGC dedicato al settore giovanile è anche questo e la presunzione di voler parlare di un calcio
tanto importante quanto utile dal punto di vista educativo fa parte di noi!

Sapendo che quanto più saremo ….educativi tanto più riusciremo a costruire GRANDI GIOCATORI!

Ma questo già ci fa già essere a Sportilia………

Grazie a tutti

Vincenzo Pincolini

Scuola calcio e sviluppo schemi motori di base. Esiste lo sport completo?


Ne è passato di tempo da quando, l’estate scorsa, abbiamo iniziato a scrivere sull’argomento delle proposte motorie
da utilizzare per far crescere correttamente nelle Scuole Calcio i bambini dai 6 ai 10-12 anni. Abbiamo parlato di
corsa corretta ,sia con la palla che senza palla, abbiamo parlato di salti in alto ed in basso ed abbiamo proposto
esercitazioni da effettuare sulla sabbia. Abbiamo ricordato come ai bambini di questa generazione manchi il “giocare
sulla strada “ e tutta quella serie di abilità, di destrezze e di coordinazione che ora vanno proposte nelle Scuole
Calcio per far sì che questi calciatori in erba conoscano più movimenti possibili e sappiano svilupparsi attraverso una
cultura sportiva che sia fatta di tanto calcio ma non solo di quello.

Abbiamo sempre parlato di una Scuola Calcio che sappia essere Scuola di Movimento affinché i bambini crescano
con giuste e corrette acquisizioni di schemi motori ,prima, e di capacità coordinative, poi, in modo che le tappe dello
sviluppo, fisico e psichico dei bambini stessi, vengano affrontate con insegnamenti motori in progressione
equilibrata.

Tanto gioco, tanto calcio ma non solo, tante proposte diverse di gioco ed anche di altre tecniche sportive che,
insieme al calcio, contribuiranno a formare i nostri giovanissimi “calciatori” a 360°.

Apprendimento motorio e personalità


Da tutte le parti, ormai, si sottolinea come i bambini in età di Scuola Elementare abbiano grande facilità ad
apprendere le lingue se queste vengono correttamente insegnate. Ebbene, il linguaggio del movimento trova in
questa età ,parliamo sempre di Scuola Elementare, il terreno più fertile per essere appreso e ben consolidato. Il
linguaggio del corpo, quindi, come capacità espressiva e come armonia fra la sfera fisica e quella psichica. Tanti
studi sullo sviluppo dei bambini e sui loro comportamenti hanno messo in evidenza come a buone capacità di
espressione corporea e di capacità coordinative generali fa da specchio una positiva ripercussione sul carattere
degli stessi bambini. L’istruttore della Scuola Calcio, quindi, può interagire non solamente sul piano tecnico ma
anche su quello psicologico-educativo molto di più di quanto si potesse ritenere fino a qualche anno fa e soprattutto
è in grado di aiutare l’acquisizione di quella corretta cultura sportiva di cui in questi ultimi mesi abbiamo parlato
molto. Dagli schemi motori di base (correre, saltare e lanciare) alle capacità coordinative complesse e legate alle
tecniche calcistiche e non solo. Dalle incertezze caratteriali dei 6/7 anni fino ad un carattere che piano piano si
disegna e prende forma fino a delinearsi completamente verso i 10/12 anni. Questo è il percorso nel quale si deve
muovere l’istruttore di Scuola Calcio al quale si guarda ormai come ad una figura educativa di grande importanza
che deve possedere competenze, sensibilità e conoscenze specifiche per rispondere adeguatamente a tutte le
richieste che il ruolo richiede.

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Movimento e salute
Tutti quei genitori che, purtroppo, con ansia sono impegnati a capire quanto “campioni” possano essere i loro figli
dovrebbero imparare bene, quasi a memoria, le considerazioni che andiamo a scrivere. Parliamo di Scuola Calcio e
di attività sportiva calcistica fino ai soliti 10/12 anni che rappresenta se ben effettuata una vera e propria forma di
prevenzione nei confronti di molti problemi di salute. E non ci riferiamo solamente, come molto spesso si pensa ,
all’apparato cardiocircolatorio e respiratorio. Anche l’ormone della crescita, il famoso GH tanto enfatizzato nel doping
attuale, viene stimolato da un corretto stile di vita e di movimento. Ed è proprio il GH che è responsabile di un
corretto ed armonioso sviluppo dei giovani calciatori. Diversi studi hanno anche sottolineato che una corretta e
protratta attività fisica in età giovanile ha grossi riscontri sul sistema immunitario. Proprio il calcio che si svolge
all’aperto, anche con il freddo o con la pioggia, ha tutte le caratteristiche per temprare il corpo e renderlo più
resistente agli stress caldo-freddo. Sempre che si insegni anche ad avere una corretta gestione del dopo
allenamento o del dopo partita. Ed è ancora il movimento che ci fa crescere più forti e più resistenti in una età dove
queste capacità non devono essere allenate in modo specifico. Certo: correndo per giocare a pallone si migliora la
resistenza così come andando in bicicletta in salita o salendo sopra un albero si migliora la forza delle gambe o di
tutti i muscoli. Muoversi con grandi sinergie muscolari, con movimenti complessi e articolati è il segreto migliore per
svilupparsi correttamente ed è l’obiettivo che deve avere l’attività fisica per questa età così particolare.

Il grande problema attuale: il soprappeso


Parlando di salute non possiamo non fare riferimento a quello che è diventato e che diventerà sempre di più un
problema per tutta la società in generale e per il calcio e gli altri sport in generale: il soprappeso. Se facciamo
riferimento a 20 o 30 anni fa, e purtroppo la nostra età ci permette di farlo, il problema nei bambini, ma anche nei
giovani e negli adolescenti, non esisteva. In ogni gruppo di 20 bambini c’era al massimo un bimbo un po’ robusto
che spesso finiva in porta. Ora ogni squadra o gruppo di Scuola Calcio ha un terzo dei bambini in soprappeso , un
altro terzo solo un po’ robusti e solamente l’ultimo terzo dei bambini è bel magro e con le caratteristiche che
dovrebbero avere tutti a questa età. Avere peso in eccesso fin dai 5/ 6 anni comporta tutta una serie di problemi a
cominciare dal carico sulle articolazioni che naturalmente con l’attività fisica aumenta. Correre e saltare con diversi
chili in più è certamente sottoporre lo scheletro a stess grossi e probabilmente tante patologie articolari e tendinee
prendono il via da questi delicati momenti di crescita. Come comportarsi con questi bambini? Certamente la strada
da percorrere è quella dei rapporti con i genitori e della loro sensibilizzazione. Ma iniziare a 6/7 anni a parlare
di…..dieta è qualche cosa di non adeguato. Certamente questi bambini grassi mangiano in eccesso e questo
problema si può affrontare ma si dovrebbe affrontare anche il problema più vasto degli stili di vita di questi ragazzi
che certamente al di fuori delle Scuole Calcio sono dei sedentari. Sedentari nel loro stare in casa davanti ai giochi
elettronici, sedentari sulle auto dei genitori che li accompagnano all’allenamento ed ancora sedentari subito dopo lo
stesso nel ritorno a casa. L’unico ambito di movimento è costituito dalle 2 o 3 ore settimanali di Scuola Calcio e da
qualche scampolo di Educazione Fisica fatta in qualche modo. E’ il movimento che è troppo poco ad essere la prima
causa del soprappeso ancora prima di una alimentazione sregolata ed eccessiva. Negli anni 70 o 80 nessuno
curava più di tanto l’alimentazione dei bambini ma si mangiava più semplicemente e soprattutto…..si giocava tutto il
giorno d’estate e d’inverno. Non c’erano Scuole Calcio e l’attività nelle società iniziava non prima degli 11/12 anni. La
strada e gli oratori erano le nostre palestre e si faceva attività fisica a 360°. Come consigliamo noi ora.

Il calcio è uno sport completo?


Molto spesso i genitori vanno a cercare quello che nell’immaginario si vorrebbe fosse lo sport completo. Vent’anni fa
,soprattutto quando si cercavano argomenti per costruire costose piscine coperte, il nuoto era di moda come pratica
sportiva completa. Avevi un accenno di curva lievissima alla schiena? Nuoto. Eri sottile e magro, come quasi tutti, ed
ecco che cercavano di spingerti in piscina anche se volevi giocare a calcio e a basket. Poi si è scoperto, tra l’altro,
che le piscine coperte sono un fantastico ricettacolo di malattie di ogni genere e la moda è un po’ passata. Ma allora
quale è il vero sport completo ? A tanti convegni si è cercato una risposta a questa domanda e mai ci si è riusciti. Lo
sport completo non esiste. Esiste una pratica sportiva completa e questa può essere proposta anche dalla Scuola
Calcio. Una Scuola Calcio naturalmente intelligente e capace di proporre a seconda dell’età le esercitazioni corrette.
Esercitazioni in forma ludica, legate a “momenti sensibili” ben rispettati e coerenti con quelli che sono i differenti
momenti dello sviluppo del sistema nervoso dei bambini. Nella Scuola Calcio dovrò far convivere stimoli per gli arti
inferiori e stimoli per il ronco e gli arti superiori (ne abbiamo parlato proponendo giochi di lancio). Nella Scuola Calcio
dovrò inserire esercitazioni per l’equilibrio ed il controllo del corpo in fase di volo (abbiamo proposto tanti esercizi di
“preacrobatica” semplice.). Ancora nella Scuola Calcio dovrò perfezionare il correre, il saltare , il lanciare e tutte
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quelle capacità coordinative che poi al momento giusto mi potranno permettere di pensare di specializzarmi nel
calcio. Ecco quello che non dovremo fare troppo presto: specializzare i bambini al gioco del calcio. I bambini devono
giocare a calcio così come a tanti altri giochi. Speriamo di aver tirato un sasso che qualche segno lo abbia lasciato. I
contatti avuti con tanti istruttori interessati penso lo posano confermare. Vogliamo migliorare il livello delle
conoscenze di base del nostro sport preferito e continueremo a lanciare messaggi . Speriamo vengano raccolti.

Che cosa succede dai 6 ai 10 anni?


Il sistema nervoso proprio alla fine del ciclo delle Elementari possiamo considerarlo ben sviluppato. Dai movimenti
grezzi dei primi anni di vita (le prese insicure, le stabilità incerte, i primi passi goffi) si va verso movimenti raffinati e
grandi miglioramenti nella coordinazione motoria generale. Dai gesti goffi e involontari ai movimenti complessi e
impegnativi delle grandi capacità coordinativa.

A 8-9-10 anni c’è grande agilità che deriva da un ipotono muscolare. Lo sviluppo non ha dato struttura ai muscoli.
Questa struttura e la relativa forza arriverà con lo sviluppo puberale. Dai 5/6 anni ai 10/11, quindi, non vanno
ricercate esercitazioni di forza o di resistenza in modo continuativo. Ci sarà tempo per allenare queste capacità
condizionali. Grande attenzione, invece, per tutto ciò che è agilità, coordinazione e movimento motivato in modo
ludico. E’ lo sviluppo fisiologico che richiede questo!

Diritti del bambino

Il panathlon International, movimento italiano diffusissimo a livello mondiale che si prefigge “l’affermazione dell’ideale
sportivo e dei suoi valori morali e culturali, quale strumento di formazione ed elevazione della persona e di
solidarietà tra gli uomini e i popoli “ha stilato una Carta dei diritti del ragazzo nello Sport. Ha elencato 11
“comandamenti “.

1)Diritto di divertirmi e giocare

2)Diritto di fare sport

3)Diritto ad un ambiente sano

4)Diritto di essere trattato con dignità

5)Diritto di essere allenato da persone competenti

6)Diritto di seguire allenamenti adeguati all’età

7)Diritto di misurarmi alla pari con altri giovani

8)Diritto di partecipare a competizioni adatte all’età

9)Diritto di pratica sportiva sicura

10)Diritto ai giusti tempi di recupero

11)DIRITTO DI NON ESSERE UN CAMPIONE !

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Arriva l’estate anche per il calcio
Che cosa fare ? Come interpretare le vacanze e lo stop dei campionati ?

Alla fine dei campionati ,ogni anno, quasi tutti i calciatori riescono a fare “buoni propositi” che poi, però, molto spesso
finiscono nel dimenticatoio.

Chi arriva da stagioni con qualche infortunio sempre si propone di lavorare in funzione di recuperare
completamente i problemi avuti così come i calciatori che hanno giocato poco durante l’anno oppure che sono
“assatanati” di calcio vogliono subito essere pronti per l’estate dei tornei a 7, a 8 a 11 ecc.

Due filosofie e due scelte totalmente diverse e da considerare. Entrambe, comunque, meglio del non far nulla ed
andare fino ad agosto, il momento della ripresa, in totale sedentarietà.

I campionati, per quasi tutte le squadre, ad eccezione di quelle che devono affrontare spareggi, finiscono più o meno
a metà maggio. Ad eccezione delle squadre professionistiche e della serie D normalmente tutte le altre compagini
iniziano l’attività dopo ferragosto. Le categorie giovanili quasi sempre hanno un mese in più di attività che
corrisponde al periodo dei tornei post-campionato.

3 mesi di stop, quindi, per i dilettanti e 2 mesi abbondanti per le categorie giovanili. Un periodo questo, che potrebbe
essere veramente utile per affrontare problemi di riabilitazioni, prevenzione e, soprattutto per i più giovani,
completare lo sviluppo in modo efficace puntando sul miglioramento di quelle capacità condizionali come la forza, la
resistenza e la velocità. Qualità, queste, che durante la stagione agonistica non possono essere allenate in modo
specifico .

Ma come indirizzare il lavoro estivo a seconda delle scelte effettuate ?

Consigli per chi arriva da una stagione di infortuni


Quante volte il calciatore disturbato durante la stagione da infortuni muscolari o da infiammazioni tendinee ha detto :
se arriva la fine della stagione avrò finalmente tempo per curarmi a modo!

Poi caso mai arriva la fine del campionato e lo stesso giocatore pensa soprattutto a riposarsi rimandando alla
stagione successiva la risoluzione definitiva dei problemi. E intanto gli anni passano! E’ naturale aver poco tempo a
disposizione per curarsi durante i vari campionati. Le partite incalzano ed i tempi di recupero per gli infortuni si cerca
sempre di accorciarli anche prendendo dei rischi. Ma in estate finalmente abbiamo tutto il tempo che ci serve.
Appena terminati i vari campionati è importante, insieme al medico ed al preparatore, disegnare un percorso per
uscire definitivamente dal problema. Se i problemi sono stati soprattutto muscolari fare il punto sulla situazione. Se
ci sono nei muscoli “fibrosi” farle trattare dal massaggiatore mentre con il preparatore atletico si possono
verificare gli equilibri muscolari fra un arto e l’altro e fra i vari distretti muscolari. Abbiamo il tempo di fare tanto
stretching, di lavorare a livello della mobilità articolare (con la vecchia e cara ginnastica articolare) e di lavorare sia
sulla forza concentrica (quella di spinta ) che su quella eccentrica (quella di frenata). Per chi ha sofferto di pubalgia
ecco il tempo per la “core stability” così come consigliamo tanti lavori specifici per chi ha avuto problemi di caviglia
o per chi ha sofferto di tendini. E per la resistenza cosa dobbiamo fare? Sicuramente possiamo lavorare meno su
quella specifica (certamente faremo partitelle a impegno relativo) ma dobbiamo mantenere alto il livello della
potenza aerobica. Non è sufficiente fare un po’ di corsetta ma almeno 2/3 volte a settimana dobbiamo “allenarci”
alternando corse con variazioni di ritmo, allunghi su 100 e 200 metri e ripetizioni di distanze tipo 1.000 metri. Potrà
sembrare troppo ma se veramente vogliamo fare dell’estate il periodo ideale per puntare nella stagiona successiva
a un grande campionato vale la pena di impegnarsi.

Consigli per chi vuole giocare tanti tornei


Se c’è chi ha avuto una stagione tribolata per tanti infortuni ci sono però anche tanti calciatori veramente
appassionati che non appena finito il campionato già pensano a tuti i tornei estivi da fare. “Tornei dei bar”, ”Tornei
a 7 , a 8 a 11”, “tornei della montagna e degli stabilimenti balneari”, tutta l’estate è piena di tornei ed il “popolo”del
calcio vacanziero è veramente un esercito. Come si fa a frenare tanta passione? D’altra parte il puro spirito
dilettantistico è questo, legato a tanta voglia di giocare e di divertirsi anche se troppo spesso questi tornei arrivano
nelle cronache per fatti violenti e contestazioni varie. Che consigli dare a tutti questi calciatori super-appassionati?

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Alcuni di carattere pratico come quello di scegliere i tornei più importanti e meglio organizzati che spesso si giocano
sui campi migliori e con arbitraggi all’altezza. Se ci rendiamo conto che ogni partita è un grosso rischio: lasciare
perdere tanto di tornei ce ne sono veramente tanti. Dal punto di vista della preparazione, invece, da fare attenzione
più ai tempi di recupero che non all’allenamento. Molto spesso fra le varie partite ci sono solamente 1 o 2 giorni di
pausa. Altre volte si gioca anche per 2, 3 o 4 giorni consecutivamente, spesso di sera finendo di giocare tardi e
di…mangiare tardissimo e quindi gestire il recupero non è facile. Qualche allenamento defaticante, stretching e
perché no….piscina per il recupero. Certamente dopo un mese e mezzo o due di questa attività frenetica occorrerà
fare molta attenzione alla ripresa degli allenamenti di agosto. Questi giocatori dovranno lavorare sicuramente in
modo diverso da quelli che in estate hanno riposato allenandosi per mantenere e migliorare la loro condizione
generale. Tanta tanta attenzione al recupero, quindi, curando anche l’alimentazione ed al riposo. Un estate di
divertimento ma..intelligente altrimenti sarà poi la prossima stagione a risentirne.

Consigli per un’estate al femminile


Per le calciatrici valgono certamente tutte le indicazioni date ai maschi. Certamente a livello femminile il numero dei
Tornei è minore e quindi eventualmente è più facile farsi un programma intelligente che possa comprendere sia il
divertimento delle partite sia lo spazio per allenamenti dedicati alle prevenzioni ed al mantenimento di un’ottima
condizione generale anche usando altri sport come il beach –volley, la bici, il tennis ecc. Quale consiglio specifico
solo per le donne? Quello di controllare il peso perché per le donne il fatto di interrompere la regolarità degli
allenamenti e dimenticare lo “stress” delle partite ufficiali può essere causa di un aumento della “massa grassa”.
Partiamo dall’alimentazione, che in estate è più facile tenere “ligth” per i grassi, per continuare con allenamenti di
corsa continua, corsa con variazioni di ritmo ma anche con lunghe nuotate ed uscite in bicicletta proprio a scopo di
mantenere il peso ideale. Oppure di raggiungerlo se ci rendiamo conto di essere rimaste un po’ sovrappeso
durante la stagione appena terminata.

Consigli estivi per i più giovani


E per i ragazzi dei settori giovanili o per i giovani “di categoria” impegnati nei campionati adulti che fare?
Sicuramente per questa categoria di calciatori l’obiettivo deve essere di lavorare per completare o consolidare lo
sviluppo. Tante partite di tanti sport diversi sarebbe l’ideale lasciando un po’ di spazio per lavorare a livello di tronco
ed arti superiori. Anche tanto nuoto per completare il lavoro e non solo bagni in piscina per puro divertimento.
L’ideale sarebbe alternare partite a calcio, calcetto, beach–volley, tennis, uscite in bicicletta e mountain bike (che è
molto più. ..nervosa della bici da strada) e qualche allenamento in palestra per il potenziamento di addominali,
dorsali, spalle e braccia e per qualche lavoro specifico di mobilità articolare ed ancora “core stability”. Un’estate
intelligente potrebbe veramente permettere ai nostri giovani di fare grossi miglioramenti sul piano fisico. Grossi
miglioramenti ottenuti anche attraverso il sano divertimento del gioco o, meglio ancora, di tanti giochi diversi.

Se siamo in vacanza al mare


Andiamo in vacanza al mare e vogliamo allenarci ugualmente per mantenere la condizione fisica eccellente e
prepararci così alla ripresa degli allenamenti. Che cosa troviamo al mare? Troviamo la sabbia ed è un elemento che
ci può aiutare nei nostri allenamenti. Correre sulla battigia è utile oltreché molto gradevole. La sabbia ci impone
difficoltà di equilibrio e ci stimola dal punto di vista della forza. Certo, il rischio è di perdere reattività ma penseremo
successivamente, su campi più duri a ritrovarla. Molto utili anche gli sport da sabbia: beach-volley, foot-ball playa
(come si chiama in Spagna) ed ora anche calcio-tennis su sabbia. Specialità utilissime per rimanere in forma e per
divertirsi intelligentemente al mare. Accanto a questi sport-divertimento mettiamo qualche allenamento per la
resistenza generale (potenza aerobica) e qualche seduta di balzi che potremo effettuare senza problemi sulla sabbia
che ci toglie i problemi di caduta ed il programma delle vacanze sarà completo e certamente ci aiuterà ad arrivare
alla ripresa dell’attività in ottima condizione.

Un’attenzione particolare la dobbiamo tenere ,però, nei confronti della temperatura elevata e della conseguente
possibile disidratazione. In spiaggia si suda molto , moltissimo e quindi occorre fare attenzione nei confronti del
bere. Bere sicuramente acqua ma…spesso non basta. Ricorrere quindi a integratori isotonici e vitaminici
ricordandoci che dobbiamo bere ….prima di avere sete! Prima che il serbatoio sia troppo vuoto. E’ importante così
come è importante aggiungere all’alimentazione “ integratori” naturali come frutta e verdura.

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Se siamo in vacanza in montagna
Se al mare preferiamo il fresco della montagna non avremo certamente tutte le problematiche legate alle
temperature elevate. Il clima in montagna è ideale per gli allenamenti, non a caso le squadre professionistiche vanno
in montagna a prepararsi durante il pre-campionato, e ci si può preparare veramente in modo ideale. In certe
località risulterà difficile trovare percorsi abbastanza piani per gli allenamenti di corsa e per questo dovremo cercare
campi da golf o..campi da calcio. Tute le località ormai sono attrezzate con palestre per lavorare sui temi della forza
e della prevenzione ed inoltre avremo a disposizione un mezzo molto utile per migliorare forza e velocità :le salite.
Soprattutto per chi arriva dalla pianura trovarsi a disposizione salite dai 20 ai 50-60 metri costituirà un’occasione
unica per imparare ad utilizzare un mezzo così importante. Sprint sulla distanza di 20 e 30 metri (3-4 serie da 5-6
ripetizioni) e allunghi a ritmo intenso ( 70-80%) sui 50 e 60 metri costituiranno uno stimolo importantissimo da
inserire nella preparazione estiva.

A livello generale anche qualche uscita in mountain-bike aiuterà a mantenere i livelli aerobici considerando che la
bici in fuori strada ci impone continui cambi di impegno impegnandoci a fondo nella resistenza e facendoci divertire.