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STILE E RITMO IN TACITO

ARMANDO SALVATORE

STILE E RITMO IN TACITO


Precede
saggio Brevis

il

de Taciti Dialogo disputatio

cr^

LUIGI LOFFREDO EDITORE IN

NAPOLI

PROPRICTA LEnERARlA RISERVATA


Le copie non firmatR dall'autore
si

ritengono contraffatte

FRANCESCO ARNALDI

PREFAZIONE
Ora
diosi
i

finalmente mi concesso di presentare agli studelle

risultati

mie ricerche

sullo stile e sul ritmo di

Tacito.

Non mi
anni a
"

rincresce che

miei appunti siano rimasti otto


scrittoio.

stagionare

nello

La stagionatura

stata tutt' altro

che inerte e tranquilla. Posso dire che non


giorno
senza

passato

un

che dessi

al

mio lavoro un
ta-

nuovo
glio,

ritocco, un

nuovo sviluppo o anche un nuovo

quando, ripensando e rileggendo, incontravo qualche

pagina

non
alla

del
linea
si

tutto chiara e persuasiva,

o che potesse
libro.
;

nuocere

propostami

nella

composizione del

Tuttavia

trover che
forse,

gli

esempi sono abbondanti


:

per

qualcuno,

anche troppi
si

ma non
non
si

importa. La

persuasione
prove. Le

piena non
intuizioni,
"

ottiene se
belle,

recano

molte

anche

anche

geniali,

non basenza

stano a convincere.
affidarsi
alla

Sarebbe

facile

scrivevo altrove
secondarla,
lo

propria

intuizione

sforzo paziente..., che una prova di disciplina interiore,


di correggere
sario, darle
tale

intuizione, infrenarla,

quando

neces-

insomma una base concreta

e positiva per im-


pedirle.

vili

in
.
:

come purtroppo
il

spesso avviene, di degenerare

un eccessivo ed arbitrario soggettivismo

Questo

valore

profondo

della tlolosjid

non

af-

fermar nulla che non

sia

adeguatamente documentato.
torni

Credo che
filologi

il

mio lavoro
in

gradito

ai cos detti

puri,

che

esso troveranno molti dati concreti, e


critici

non
tali

dispiaccia,
dati

pertanto, a

d' altre

tendenze,

che

vedranno raggruppati intorno ad un centro ideale

e valutati, commentati quasi

uno per uno.


compiute
dello
la
si

Nelle ricerche stilistiche finora


luce, se

son messe

in

non

erro, le caratteristiche
in

stile

di Tacito,

senza per metterle


tore.

rapporto con
il

psicologia dell' ausi

Cos, per quanto riguarda


in

ritmo,

son

fatte delle
il

tabelle,

base
il

alle quali

essendosi notato che

ritmo di

Tacito

non
dello

ritmo

di

Cicerone,

si

concluso

che

la
il

prosa
ritmo.

storico aritmica, e che

Tacito disdegna

Ma
ribella

a questa troppo facile e frettolosa affermazione


la

si

stessa lingua latina, resa

melodica dalla sua evo:

luzione e dall' arte dei suoi maggiori scrittori


della quale Tacito
scrittore non

melodicit

non poteva non


scrittore
il

valersi.

Se dunque uno
ha

nel

caso nostro un grande


avere
la
il

ritmo

ciceroniano, deve

un

altro

ritmo,

il

suo

ritmo, che va ricercato

con

stessa

pazienza e lo stesso
in

acume con
della

cui

s'

studiato

ritmo
ci
si

Cicerone. Nello

studio

prosa ciceroniana

soffermati, per

lo pi, sulle clausole.

Per Tacito, tale me-

todo

si

rivela insufficiente. Tacito, storico,

non segue

le re-

gole del

numerus

col rigore di un oratore, qual' essen-

zialmente Cicerone.

IX

ha vivo
risorse
il

Ma
gua

Tacito,
e,

non meno

di Cicerone,
le

senso
la lin-

del ritmo

per ottenerlo, sfrutta tutte


gli

che

latina

otre

-.

quantit, accento, suono, conformatutt'

Eione e disposiHone dei vocaboli, ecc. Gli sono

altro

che sconosciute
diretti

le

clausole, che usa


il

non solo

nei discorsi

nei

quali

ritmo assume, per ovvie ragioni, una

maggiore evidenza e consapevolezza


parti della sua opera,

ma
in

anche

in altre

quando vuol
clausola

proiettare

maggior luce

su di un motivo. La

assolve

Tacito una fun-

zione eminentemente espressiva.

Per meglio comprendere


zione, sar

il

valore di questa afferma-

bene soffermarsi un momento a chiarire cosa


stile

intendiamo per

e per ritmo.
lo scrittore

Lo
esprime

stile
i

la

maniera caratteristica con cui


Il

propri pensieri e sentimenti.


stile,

ritmo l'aspetto

musicale dello
cui lo scrittore

cio quella particolare musicalit con

sottolinea, scandisce e quasi


di

commenta

si-

multaneamente r espressione

un determinato motivo o
il

momento
sia,

spirituale. Si

comprende quindi come


di

ritmo

nel
il

senso

spiegato, coefficiente

espressivit.

Ecco

perch
per

ritmo di un brano stato per


il

me uno

spiraglio

illustrare

brano

stesso,

specialmente nei capitoli sui


cui

discorsi

indiretti e sulle

narrazioni, in
musicali,

m' parso di
ritor-

cogliere alcuni

moduli

che costantemente

nano, col ritornare dello stesso motivo psicologico.

Ho

creduto di poter meglio mettere

in

evidenza

tale
stile,

caratteristica del ritmo considerato in funzione dello

inserendo

le

varie
in

osservazioni su
quegli

1'

aspetto ritmico della


cui
il

prosa tacitiana
stile.

stessi capitoli in

esamino

lo

Cos, nel

capitolo sui discorsi

indiretti,

lettore tro-

vera trattato un aspetto del ritmo quale


aspetto diverso da quello che
descrizioni,
si

in essi si

manifesta

rivela,

ad esempio,

nelle

ove sono sviluppati alcuni elementi del ritmo


stati

{ad

es.

il

parallelismo) che altrove erano

soltanto ac-

cennati.

Alcune

di

queste

idee ebbi occasione di esporre in

una memoria dal


nei

titolo /?//mo e stile in Tacito,

pubblicata
Lettere

/Rendiconti della

Accademia

di Arceologia
(1'

delle arti di Napoli, voi. .XXUl, Napoli 1949


1947), pp,
"

estratto del

105-35.
article

Important

lo

definisce

il

Bardon

in

una

recensione su

Latomus VII

194S, p,

116, in cui,

dopo aver
di spazio,
1'

notato

la

non

sufficiente chiarezza nell' esposizione di certi

concetti, difetto

dovuto soprattutto
stesso riconosce

alla
"

mancanza
vrai dire,

come
che
et
le
"

il

Bardon

expos
afferma

de ces questions de rvthme exige de


plusieurs

la

place

"
:

remarques y sont
1'

intressantes, pntrantes;

mrite de

auteur est
et

rel,

car ces problmes exigent


.

beaucoup de science
que M.
nous
S.

de
la

tact

E soggiunge

j'

espre

aura bientt

possibilit d' tendre sa

dmonMi

stration sur tout


intresser:
la

un
il

livre.

Alors,

il

ne se contenter pas de
,

saura sans doute nous convaincre


sia stata

auguro che

speranza del Bardon non


al

vana.
in

Ho
per

premesso,

primo capitolo,

il

saggio
scrissi

latino
fa

Brevis de Taciti

Dialogo
il

dispu tatto, che


nella

tempo

confortare

mio
riletto

spirito,

dura

fatica

dell' inse-

gnamento. L'ho
inopportuno

attentamente: non
nella

m' sembrato
fu
la

presentarlo

veste

in

cui

prima

volta concepito.

Non so quanto
specialmente
i

piacere potr recar ci, in


giovani,

un tempo

in

cui.

dovrebbero

sentir


pi

XI

viva

la

gioia

di

scrivere nella magnifica lingua dei

nostri padri.

La dedica
di

al

mio Maestro vuol


devozione

essere un umile segno


chi
la

riconoscenza e di

verso

molto mi ha
sua

dato, seguendomi e illuminandomi, con

profonda

conoscenza

di Tacito, in questi anni di lavoro.


1'

Ringrazio di cuore

amico Giuseppe Maggi, per


la

il

ge*

neroso aiuto prestatomi durante


Caserta, 29 agosto 1950.

correzione delle bozze.

ARMANDO SALVATORE

edizione critica del WiCK per il V Ag.rcola e la Germania, appartenenti al " Corpus Scriptorum Latinorum Paravianum (Augustae Taurinorum 1935, 1936, 1937). Ho tenuto oresente, per le Histociae, la pregevole edizione del Giarratano, per yli Annales quella, altrettanto pregevole, del Lenchantin De Gubernatis (Romae, 1939 e 1940). Della recente edizione degli Annales, curata dal FucHS (Tacitus, Annales, Frauenieldae 1946 e 1949, Voi. 1 e II) ho potuto prendere visione quando la stampa del presente vo*

Quanto

al

testo,

mi sono basato
dell'

sul!'

de oratodbus, su quella

Annibaldi per

lume

gi s'ra iniziata.

BREVIS DE TACITI DIALOGO DISPUTATIO


Quaestionem de Dialogi qui de ocatoribus inscribitur auctore multum varieque a grammaticis esse vexatam nemo ignorai. Qua in re tractanda liceat nobis a communi et contrita paulum deflectere via novaque ad eam illustrandam vestigia sequi. Omnibus fere de dicendi genere disputationibus ad aliam partem operis nostri reiectis, quae viri sentiant inter se colloquentes inquiramus, quaeque de superioris aetatis oratoribus. praesertim de Cicerone, iudicia proferant. Quod ad efficiendum, nonnullos oportet locos consideremus, qui maximi sunt momenti, ut quid proprium

ac suum auctor induxerit inteiligamus. Equidem puto plerorumque mentes, qui in Dialogum studium operamque contulerunt, id obtudisse, quod Ciceronis vim in huius operis auctore maiorem exislimaverunt

quam

subtiliter

rem investigantibus apparet. Hoc

igitur

demonstrare conamur, complures Dialogi sententias cum longe a Cicerone diierre, tum ad Tacitum proxime accedere. Illuni enim cap. 6 locum examinemus, ubi oratoriae eloquentiae voluptates memorantur, cuius iucunditas, ut auctoris verba referam, non uno aliquo momento, sed omnibus prope diebus ac prope omnibus horis contingit. Sed Taciti maxime animum atque orationem percipere " nobis videmur, ubi legimus coire populum et... accipere
:

affectum
pretes,

quemcumque

orator induerit
I

Huius loci interII

ad Ciceronem de oratore
et
ufi

19,

87^ vel
uti

45,

189

"

eorum, qui audirenf,


fieri

sic

afficerentur animi,

eos

affici vellet

orator
^

...

"

Ncque

potest...

videbuniur

A. Salvatore

Stile e

litmo in Tacito.


le*;ientes

o
et
"

revocant.

Sed

"

accipere affectum
et

induere
:

affcctum

Taciti sunt

verba propria

peculiaria

vide,

quaeso, An. IV 12 " senatus populusque habitum ac voces dolentum simulatione magis quam libens induebat , etc. Cicero quoque eloquentiae gaudio affectus est, sed numquam quantum scio secretum oratorum gaudium atque curam trepidationemque iisdem verbis effinxit ac Tacitus. Qui, vulgatis dicentium gaudiis praefermissis et imperitorum quoque oculis expositis, secretiora iila et tantum ipsis oran" tibus nota ita describit Sive accuratam meditatamque profert orationem, est quoddam... pondus et constantia sive novam et recentem curam... attulerit, ipsa sollicitudo

commendat eventum
quidem, hoc loco,
praecipue
mirabilis

et

lenocinatur

voluptati
"

Omnia
:

Taciti

nobis

memoriam
hominum
ad
artis

excitant

ora-

tionis varietas', poeticus color*, usus verbi

quaedam

et

lenocinandi ^ animos explooratione

randi et vel minima

sentiendi et

lucem

Aper ipsius Taciti vocem ac sonum exprimere videtur. Nec non magni est momenti verba perpendere quae idem Aper refert ^ ut significet quam breve " poetis atque exiguum gaudium contingat Et ut beatisproferendi facultas. Hic
:

simus recitationem eius eventus prosequatur, omnis


velut in Inerba vel
flore

illa iaus...

praecepta, ad nullam

certam

et

solidam
aut...

pervenit

frugem,

nec

aut

amicitiam inde

refert

mansurum in animo cuiusquam beneficium, sed clamorem vagum et voces inanes et gaudium volucre . Exemplum habes mirum Taciteae, quae dicitur, brevitatis, qua

huius loci initium obscuritate

quadam

involvitur.

Sed

Taciti
vi-

sermonis sonum

quoque atque colorem deprehendere

V. infra p. 18. Y. Cornelil Taciti Dialogus de oratoribus. Introduzione... a cura di F, Arnaldi, Napoli 1944, p. 15 ubi Ov. am. Ili 9, 32 iaudafur. ^ Y. Germ. 43 " Populi fruces... ienocinantur . * V. cap. 9.
'

'

demur,

in

his

maxime
.

verbis

"

clamorem vagum...

et

au-

dium volucre
ut

Alia vero sunt nobis Apri verba diligenter expendenda, videamus quantopere Dialogi auctor a Cicerone distet, iudicia rationesque respicimus. Haec enim in si litterarum cap. 10 legimus: " Ego vero omnem eloquentiam omnesque eius partes sacras et venerabiles puto . Si igitur recte Apri

sententiam interpretamur, poesis quoque eloquentiae pars


est

iiabenda.

Hoc

testatur

Aprum

carminibus non omnino

adversari, sicut

Maternum poetam ad credendum nos impellere potest. Magna est igitur Apri vis et gravitas, qui, non minus quam Maternus aut Messalla, de litteris atque eloquentia efficit ut intellegamus quae auctor Dialogi opinetur. Quod ad Ciceronem attinet, hunc Aper affirmat aequales superavisse " iudicio , ita ut nova tempora quodammodo praenuntiaret, primumque, in extremis praecipue orationibus, quasdam invenisse sententias,
eius oratio contra
^

cum

in

prioribus pauci sensus apte et


*.

cum quodam lumine

terminarentur

Cassium sivit ad aliud

Idem vero Aper paulo ante ^ dixerat Severum qui nova eloquentiae itinera quae-

se

dicendi genus
latet

vertisse

"

iudicio

et

intellectu.

Neminem

quae
insit.

vis in

hac verborum

simili-

tudine (iudicio... iudicio)

Eadem

igitur ratione,

Aper admiratur; quod,


satis fortasse perspexit.

qua Ciceronem, Cassium Severum ni fallor, nemo grammaticorum

Itaque sententiarum

tamquam lucem

censet

Aper

in

Cicerone desiderar!, illam dico lucem quae iam in Dialogo, multoque magis in Agricola et in Germania, tot locos locorumque conclusiones illuminat, ut quae ad singulos homines referuntur, ad universum hominum genus tribui posse vide-

V. cap. 22.
Ibid.

' '

Cap. 19.

antur.

Hoc
"

Taciti scriptoris

opera praecipue
referre

distinguit.

sunt etiam
dicit
:

quae de prioribus
excerpere.
et
nihil

Ciceronis orationibus
possis
.

Vera Aper

nihil

His verbis,

Tacitum maxime intersint, acutissime deprehenduntur. Etenim qui, postquam Taciti opera pervolutavit. ad Ciceronem legendum se convertit, aequabile quoddam in hoc et unum quasi sonum habens

quae

inter

Ciceronem

percipit

nulla est lux quae, ut in Tacito

teri

solet, subito

explendescens,

legentium

oculos

mentesque praestringat.

Idem Aper

in

cap. 20 dixerat suorum

temporum

iuvenes,

qui profectus sui

causa
in

oratores sectareniur, non

solum

audire sed etiam referre

domum
"

aliquid illustre et
in

dignum
colonias

memoria

velie

atque

vicem tradere ac saepe

et provincias suas scribere,

sive sensus aliquis arguta et

brevi sententia
enituit
exigi,
.

effulsit.

sive locus exquisito et poetico cultu

lam enim ab oratore poeticum etiam decorem non Accii aut Pacuvii veterno inquinatum, sed ex
*

Horatii et Vergilii et Lucani

sacrario

prolatum.

quorum

auribus

obtemperantem, aequalium oratorum et ornatiorem extitisse. Clarissime hic pulchriorem aetatem probatur quae historiae vis Dialogo insit, cuius auctor Ciceronem quidem Ciceronisque aetatem admiratur, ncque tamen a suae aetatis virtutibus ac litterarum rationibus
et

iudiciis

animum omnino

abstrahit;

omnia

"

sine

ira

et

studio

examinat atque perpendit: quod futurum rerum scriptorem,


claris indiciis, nobis praenuntiat.

Apri vero verba optime, nisi fallor. declarant quomodo et quatenus Ciceronis a Tacito oratio distet. Nam cum numquam ille superet quae inter sermonem et carmina
intersunt,
in

hoc autem poetarum verba


in

et

sensus oratioilio

nem pervadunt

eamque

intluunt, ita ut

poetico

colore

Tacitum intercedant, opfime disseruerunf W. Go:eborg 1923, pp. 7 sqq.; Courbaud Les procdei d'art de Tacite dans les Histolres, Paris 191S, pp. 33 sqq.
' Quae inter Lucanum LUNDSTRM Tacitm poetiska

et

Kllor,

Taciti

sit

sermo
et

repletus.

Ciceronem

imitatur, poetico

Ipsam Dialogi orationem, etsi tamen decore, quem a Vergilio


iiaurit,

maxime
videmus.

ab Horatio auctor

passim

respersam

Sed alia quidem Aper exponit quae pretium est operae referre, ut manifeste intelligamus quomodo quae in Dialogo arte, ut ita dicam, viri Inter se colloquentes profiteantur, in libris ad historiam pertinentibus Tacitus usu
,

effecerit.

Nam

virtutes

persequens, quibus
profert
'

sit

praeditus

oportet orator, haec

Aper

velut rubigine infectum, nulli


in

nullum sit verbum sensus tarda et inerti structura


"
:

morem annalium componantur;

fugitet

foedam

et

insulsam

scurrilit tem, variet

compositionem, nec omnes clausulas uno et eodem modo determinet . Qui Tacitum perlegit, nullam in eo tardam et inertem structuram inveniri novit. Sed mentem advertamus ad verba "variet compositionem,,; hic ipsum mihi videor Tacitum audire, qui ut copiose G. Srbom demonstravit * sermonis variatione saepissime utitur; multaque variationis exempla iam in Dialogo exstant ^ Quod autem sequentia verba " nec omnes clausulas... determinet spectat, ad A. Gudeman sententiam accedo qui scribit ^ Tacitum ut ex aliis quoque locis erui potest, e. clausularum doctrinam cognitam habuisse, 23, 1 g. 22, 6 quas in orationibus quadam ratione adhibere, atque in iis quoque, quae in Dialogo sunt, unum et aequabilem nu,

merum

effugisse.

V. cap. 22. Y. Srbom Vanatlo sermonis Tacltel aliaeque selectae, Upsaliae 1935. ^ V. infra, pp. 18 sqq.
^

apud eundem

quaestiones

P.

Gudeman,

Cornelli Taciti Dialogus de oratoribus, mit proleg.omena... von Leipzig 1914, p. 360.

Alfred

Quae in extrema orationis suae parte Aper disputat, maxima sunt dii^na consideratione. Messallam enim. Maternum et Sccundum laudat. cum perfecisse hos videat quae
de eloquentia ipse sentit; iiam iaetissima quaeque imitantur. ii
et

cultum verborum miscent, obsequentes. ubertatem aut brevitatemadhibcnt ac libertatem


temperant. Haec verba
pertinet.
'

Aper antiquorum gravitati sensuum nitorem atque causarum nccessitatibus

ut

ait

"

brevitas, libertas
Taciti

nonnihil habent

momenti ac ponderis. quod ad

animum orationemque

quae supra exposui, lioc arbitror colligi posse, Dialogo esse, quae futura Taciti opera illustrent, maxime si dicendi genus animadvertimus, Etenim si quis piane percipere vult, quibus causis Tacitus scribendi rationem magis magisque mutaverit, donec illum sermonem consequeretur qui suus ac proprius est, Apri verba accurate

Ex

iis

multa

in

Severum contendit * a vetere tlexisse et ad aliud dicendi genus se transtulisse, cum vidisset formam quoque ac speciem orationis " cum condicione temporum et diversitate aurium esse mutandam.
qui Cassium perpendat atque directa dicendi via
,

cum in extrema deus aliquis vitas ac tempora disertissimorum hominum quae Dialogi sunt personae -repente mutasset, nec iis summam illam laudem et gloriam in eloquentia neque priorum aetatum oratoribus modum et temperamentum defutura fuisse. Sed, ut recte C. Keyssner dicendi mutatis temporibus notat *, cum Aper novam
Ipse Maternus
^

eadem

sentire videtur,

Dialogi parte

profitetur

si

' Magnam mihi rim, quod fulurum Tacili dicendi genus spectat. habere videntur etiam verba Messailae (v. cap. 31): " Sunt apud quos adstrlctum et co'lectum et singula statlm argumenta condudens dicendi genus plus fldei

meretur...
*

V. cap. 19. ^ V. cap. 41. V. Betracftungen zu Tacitus (Wiirzburger


p.

zum

Dialogus als Kunstwerk und Bedenntnis : Studien Studien zur Altertumswissenschaft), Stuttgart 1936,

112.

formam exquirendam censeat, eloquentiae nullum iam esse locum Maternus affirmat, quae Auctorem vero Dialogi magnam Apri verbis vim tribuere hoc etiam comprobatur, quod supra retuli

in

cap. 26

initio

Messalla

Apro
se

concedit,

omisso

ilio

et

perfectissimo genere eloquentiae,

novam
verbis

dicendi

formam
tum
igitur,

eligendam
asserit

esse,

atque minime
exstitisse

Apri repugnare

\ qui plures
saeculis

eloquentiae formas
confessus

cum

iisdem

diversis

erat, Messalla

Ciceronem vehementer admiretur, negandum tamen non esse dicit ^ Cassium Severum, quem Aper solum nominare ausus sii, posse oratorem vocari, Sed quamquam Messalla Apri sententiam de mutando genere dicendi non reicit, tamen explicat et novis rebus argumentisque confirmat. Nam se malie ait ^ C, Gracchi impetum aut L. Crassi maturitatem quam calamistros Maecenatis aut tinnitus Gallionis "adeo melius est orationem
qui
:

ve! hirta toga induere


insignire
.
,

quam

fucatis et

meretriciis vestibus

Tacitus

quidem

hic

loqui

videtur.

Praeterea
sen-

Messalla

postquam lasciviam verborum, levitatem


est,

tentiarum et licentiam compositionis, quibus plerique tunc


utebantur, acriter insecutus
eruditionis et lepore urbanitatis et ipsarum

Cassium Severum varietale virium robore

ceteros superavisse contendit.

Haud multum
apparet.
cere
,
;

igitur

Messallam ab Apri abesse sententia

Nam
atque

Messalla
et

quoque

"

sublimius

et

cultius di-

"

nitorem

altitudinem

censet
stetisse

cum de Corvino

affirmat

\ oratorum virtutes esse non per ipsum

exprimeret, res

quominus laetitiam nitoremque suorum temporum aequo animo se indicare ostendit.

^
* ^

Y. cap. Y. cap. Ibidem. V. cap. Y. cap.

25.
26. 21.

21

i.


Itaque

inter Dialogi

commune
verbis

est

quiddam
re
si

personas,
sentire
si

quae.

etsi

pugnant,

tamen eadem
verba
"
*

fere
"

omnes

videntur.

Quod

Messallae
in
^

...etiam

mihi partes adsi^natis proferendi

medium quae omnes


vos vero,
viri

sentimus
sertissimi

cum Apri comparamus


iioc

di-

opinionum discrepantia, quae a viris inter se colioquentibus exhibetur, eo auctorem tendere ut artis tantum propositum assequatur, eaque idcirco dissimiiitudine uti, quo maiorem doctrinae vim vi^oremque iniciat. Interdum ipse auctor ludum atque artitcium detegit ut locis quidem accidit, quos supra memoravi idem ex uniuscuiusque ore Tacitus loquitur. Ex his quae dieta sunt, quaedam mihi lux tluere videtur ad recte illum cap. 1 locum interpretandum, quem varie litterarum studiosi emendare conati sunt, Scribit quidem Tacitus non ingenio sibi sed memoria et recordatione opus esse, ut quae a praestantissimis viris et excogitata
nobis

persuademus,

subtiiiter

et

dieta

graviter

acceperit,

persequatur

"

cum

singuli diversas vel


Si quis

easdem sed probabiles causas afferrent , quam diversas (sed... haud probabiles, fortasse)
vult,

opiniones interpretes huius loci protulerint cognoscere

recentem M. Lenchantin De Gubernatis editionem inspiciat. Obscura quidem verba apparent " diversas vel easdem .
Sed, ut
F.

Arnaldi

'

vidit,

nihil

obstat

quominus

cogiteet

mus,
salla

cum quas de corrupta


causas afferant, diversae

eloquentia Maternus
sint,

Mes-

cedere potuisse,

ad alterutrius opinionem acHaec autem mihi posse adiungi videntur, cum auctor verba " diversas vel easdem scriberet, legentes quasi praemonere voluisse, diversas quidem singulorum
ut videtur ^ oratio intercidit

Secundum tamen cuius,

' ^
*

V. cap. 28 Y. cap. 23.

in.

Op.

laud., p. 2.

V. quae

Bardon

oratoire, in

Revue des tudes

conlra disserif Dialogue des orateurs et latines 1941, p. 125.


-.

fnsfltuton

virorum causas esse sed easdem, quia in simulata opinionum dissensione atque discordia, in unam tamen omnes eandemque sententiam convenire viderentur. Quae quisque in Dialogo enuntiat, diversa sunt et eadem atque alius asomnia vero sunt probabilia. In Dialogo igitur severat
;

viri

loquentes inducuntur quae quisque sentit


refellit

et vult

nihil

auctor
et

aut

reicit;

probabilis.

Quod Aper

omnis oratio aliquid habet veri in cap. 18, de iis qui varie

Ciceronem iudicaverunt, disserit (" Si me interrogas, omnes mihi videntur verum dixisse ), ipse de Dialogi personis

eorumque sententiis fateri auctor potest. Sed ad Messallam nunc revertamur, qui severitatem memorat* ac disciplinam maiorum de educandis formandisneque in auctoribus coevolvenda antiquitate neque in notitiam vel hominum vel temporum consequendam satis operae insumi ^ Itaque, cum Apri oratio praemonstret quo Tacitus genere scribendi usurus sit, haec et alia verba Messallae ut praesentiamus efficiunt quae sententiarum gravitas et copia, quanta antiquitatis scientia, quae hominum animos
que
liberis
;

sua autem aetate


in

"

gnoscendis neque

et

rerum

causas investigandi vis

in Taciti scriptoris libris

futura sint. Messalla


profert, sed aliter

quoque suum de Cicerone iudicium eum iudicat atque Aper fecerat illum
:

dialecticae subtilitatem, illum moralis partis utilitatem, illum

rerum motus causasque cognovisse affirmat ^ Aper autem, qui Ciceronem primum excoluisse orationem, primum et verbis dilectum et compositioni artem adhibuisse dixerat *, in lucem protulerat quae Ciceronis cum suo litterarum iudicio ac sensu maxime consentirent aut ab iis discreparent.

*
"*

Y. cap. 28 sqq. Y. cap. 20 in.


Cfr. Hlst.

fortuiti sunt,
*

4 " non modo casus eventusque I sed ratio etiam causaeque noscantur .

rerum,

qui

plerumque

Y. cap. 22.


Idem quidem Tacitus
miratur
et
est,

10

Ciceronem

qui variis rationibus

laudat.

Itaque Messallae verba nobis doctrinae copiam atque


studia illustrant Taciti
;

quae.

quam magna

sint,

Jiistonarum
'

Annalium excursus optime demonstrant. Quod igitur supra breviter attigi, clarius nunc confirmatur, cum in Dialogo tum in Taciti operibus, quae ad historiam attinent. non unum esse veritatis vuitum. sed ad eam auctorem
atque
pervenire diversis et inter se discrepantibus opinionibus
hic totius Dialogi
:

summa

continetur.

I^ecte

igitur

Bardon

cogitat

Ciceronis admirationem,

quam

Messalla ostendit,
:

non omnibus partibus


ut supra diximus, licet

Taciti iudicium

exprimere

hic enim,

magni Ciceronem

aestimet,

tamen a

novarum rerum studiosis in eloquentiae ac litterarum genere omnino non abhorret. Quare Dialogus animum nobis testatur
auctoris in fluctuatione et dubio
versantis
inter
in

quam

sit

ipse

viam

ingressurus.

In

hac quidem

vetera et

recentia

fluctuatione atque in ipsis

quae
laus.

Dialogo inveniuntur

cum

sententiarum tum virorum inter se discordantiis, praeest

cipua

totius

operis
in
ita

Quae omnia
ratione apparent,

ipsa
ut
et

singularum personarum dicendi


recte dici possit

iam

in

Dialogo

miram convenientiam

consensum inesse inter sententias quas quisque exponit et oratione, qua eas exprimit. Aper enim sententiarum saepe lumina in sermone suo persequitur
atque dicendi brevitatem, quae, ut inter omnes constat, Taciti est propria. Messalla quoque, qui Ciceronis concinnitatem atque aptam et quasi rotundam constructionem
imitatur, luminosis

nonnumquam

Bardon
piane

vidit

quibus locis

Atque auctor Dialogi Ciceronem


utitur verbis.

ut
re-

centioris aetatis scriptoribus opponit,

cum Apri

sententiam

accipere

non videatur, dicendi tamen brevitatem,

'

Y. BoissiER Tacite, Paris 1903, pp. 10 sqq. Op. laud., pp. 129-30.

11

orationis nitorem, audaces imagines ac translatus adhibet,

videtur,

neque ad Ciceronem omnino se fingere et accommodare magnum quidem exemplar, sed non fortasse perfec-

tum.

Quod

fluctuationem

confirmat

quae,

ut supra

ad-

monuimus, Dialogum pulchritudinis plenum


atque
gravitatis.

opus

efficit

Praeterea

Messalla

magna admiratione permotus

quos pater vel propinqui ad oratorem deducebant qui principem in civitate locum obtineret; hunc ait sectari eos solitos esse, prosequi, huius omnibus dictionibus interesse sive in iudiciis sive in contionibus, ita ut altercationes quoque exciperent. Haec verba in memoriam meam reducunt quae de se auctor in cap. 2 scribit, Marcum Aprum et lulium Secundum memorans, quos ipse in iudiciis non modo studiose audiret, sed domi
superioris aetalis iuvenes laudat \

quoque
et

et in

publico adsectaretur, mira studiorum cupiditate


iuvenili,

quodam ardore

ut

fabulas

quoque eorum
idcirco
et

et

disputa tiones et arcana semotaedictionis penitus exciperet,

Utroque loco Tacitus similibus


ut

fere verbis

utitur,

cum

iuvene

ilio

qui

parabatur mente et cogitatione se ipsum quodammodo comparet. Ex quo probatur quantum suae vitae atque usus
Tacitus in verba
inter
iniciat

apud maiores foro

eloquentiae

virorum,

quos

in

Dialogo

facit

se

colloquentes.

Maternus quoque ad praeterita tempora animum

cum

admiratione ac desiderio quodam convertii, ad eam vero aetatem qua libertas vigebat, cum magnam nemo potentiam sine aliqua eloquenza consequi posset, plurimumque "splen-

dor reorum
starent
*.

et

magnitudo causarum
fortasse videatur

eloquentiae prae-

Mirum

quod Maternus, omnino

'

V. cap. 34. V. cap. 31.


oblitvis

12

quodam
spiritu inilatus

quae vehementer
in

et

divino

poetarum et carminum sibi velut patrocinium assumens. de eioqucntia mine copiose loquitur, eodem ardore et impetu quo Aper eam defenderat*. Praeterea ab aequaliiim eloquentia Maternus non refiigere videtur. siquidem ad Messallam conversus '\ corruptae se eloquentiae causas exquirere affirmat, quas tractare ilie
antea
'

Aprum

disputaverat,

paulo ante piane mitior et eloguentiae temponim nostrorum minus iratiis . Sed, ut alterius sermonis Materni vis manifeste appareat, " verba referre iuvat quibus cap, 27 conciuditur Perge et cum de antiquis loquaris, utere antiqua inquit Maternus libertate. qua vel magis de^eneravimus quam ab eloquentia Haec quidem verba extremam Dialoigi partem mihi totam collustrare videntur ncque longe a vero erramus cogitantes, cum eloquentiam Aper per se ipsam defendat, qui eius voluptates senserit atque perceperit, Maternum eloquentiam cum libertate coniungere, atque non tantum corruptam eloquentiam quantum libertatem amissam lamentare Hoc maestitia eius verba replet atque levi quadam mihi videtur, ubi scriptum ironia, quae ex eo spirare loco est quo modo... minimum usum... ars medentis habeat in iis gentibus, quae firmissima valetudine ac saluberrimis corporibus utantur, sic minorem esse oratorum honorem obscurioremque gloriam Inter bonos mores et in obsequium regentis paratos ^ Quid enim opus esse longis in senatu sententiis, cum optimi cito consentiant ? quid multis apud populum contionibus, cum de re publica non imperiti et multi deliberent, sed sapientissimus et unus? Si ad An. I 9
solitum
se

esse

dixerat

"

...

'

V.


mentem convertimus
hoc
efficimus,
"

13

olim plebe valida...


si

Igitur ut

sic

con,

verso statu ncque alia re

Romana quam
Dialogo
tenuis

uniis imperite!

ac subtilis ironia est, in Annalibus (praecipue in libris I-\7I) graviorem animi dolorem factum esse. Nihil pergit Maternus voluntariis accusationibus opus esse, cum tam raro et tam parce pecin
^

quae

cetur, nihil invidiosis et excedentibus

modum

defensionibus,

cum
mihi
in

clementia cognoscentis obviam periclitantibus eat. Ipsa


in

memoriam redeunt quae de Claudio


:

scribit Tacitus
in

Annalium libro * eandem clementiam .


XI
Ita

"et secuta sunt Claudii verba

denique Maternus, magna animi commotione affectus, " Credite, optimi et in quantum opus est disertissimi viri... quae verba cum Apri comparari " possunt ^ Vos vero, disertissimi, ut potestis, ut facitis, illustrate saeculum nostrum pulcherrimo dicendi genere .

sermonem concludi!
:

Quae igitur ironia ceteris potest supra allatis argumentis adiungi, quo Dialogum a Tacito scriptum esse clarius comprobetur.

Cfr. in

Ag.r.

{tarde

mitescunt,

cito

proveniunt)

idem

variationis

exemplum.
*

V. cap.

3.

^Y. cap. 23.

PARTE PRIMA
GENESI E PRIMO STADIO EVOLUTIVO DELLO STILE DI TACITO

Capitolo

IL

DE ORATORIBUS
Dopo

LA YARIATIO

de oratoribus,

aver mostrato l' importanza e il significato del in sede nel quale abbiamo trovato esposte

teorica e critica

idee

che poi
ci

si

realizzeranno nella pradi provare,

tica dello stile di Tacito,

proponiamo ora

mediante esempi concreti, come gi nel de oratoribus compaia a tratti il nuovo stile, e si ha l'impressione di scoprire pi d'una volta, nello sfondo apparentemente ciceroniano, di Tacito. Crediamo, cos, di portare un conil vero volto
tributo in difesa della
tacitianita

del Dialogo, battendoci


i

proprio sul terreno che sembrerebbe pi propizio per sostenitori della sua non autenticit, voglio dire lo stile.

Non che quanto


dell'espressione
noi,

di

tacitiano

e'

dal

punto
il

di

vista

non

sia stato sentito e intuito,


tutti,
il

prima

di

anche da

altri.

Cito, per

BoissierS

quale trova

una certa affinit tra il de oratoribus e le altre opere di T, " dans la vigueur des espressions, dans l'clat des images, dans la hardiesse crer des mots et des tours nouveaux.

Or

continua

il

critico francese

c'est

prcisment par

ces qualits que


le reste est

la

genie personnel d'un crivain se rvle;


.

plutt affaire d'habitude et d'ducation

An-

* Cir. la Notce del Bornecque, premessa a Tacite, Dialogue des orateucs... Texte tabll par Henry Goelzer, Paris 1923, p. 5.

A. Salvatore

Stile e

ritmo in Tacito.


che il Pichon maniera in cui
'

18

riguardo alla
"

hci

osservazioni interessanti,
i

au contraire de Cicron. Tacite les fait vivre, aijir et parler devant nous et l'on saisit dja dans le Dialogue ce sens de la ralit. ce don du pittoresque et de la vie frappants dans les tableaux des nnales . Giuste osservazioni, ma che rimangono ancora allo stato d' intuizione, se non sono dimostrate, scendendo sul terreno positivo e concreto. Questo noi cerchiamo di fare nelle pagine seguenti.
T.

presenta

persona^^^i:

Fermeremo la nostra attenzione sulla variatio, argomento, questo, che avr ampia trattazione nel corso del
nostro lavoro. In de
verenfiae
est,

or.

55

scritto
nisi

nam

in loco nifil reintrat;

in

qu e m nemo

aeque imperitus

in condiscipulis nifil profectus,

ti

m
;

pueri...

audiantur :

una causale siamo ricondotti col cambio di costruzione, ad An. II 88 f., ove Graecorum annalibus ignotus, qui detto di Arminio sua tantum mirantur, Romanis faud perinde Celebris, du m
prima una
relativa, poi
il

pensiero, per

...

veler extollimus recentium incuriosi. In de or. 6 troviamo:

Sive
est

accuratam meditaiamque

profer

orationem,

quoddam... siue novam e t recentem cu r a sine aliqua trepidai ione animi a 1 1 u l e r i

m
l
,

non
ipsa

u d o commendai evenlum : qui alla variatio riguardante l'uso dei tempi e delle congiunzioni copulative, aggiunge quella riguardante l' uso diverso dei termini si

so

1 1 i

i t

(orationem... curam... Irepidatione...

sollicitudo).

Persona e genere del verbo variano in de or. 1 ncque enim ila appellamus nisi anliquos, tiorum autem tem-

po rum
auribus

diserti...

vocantur;

cfr.

ffisl.

sed ambitionem

scriptoris facile

averseris, obtreclalio et livor pronis accipiunlur. Al cap. 23 io leggo, coi codici,


causa p o sci
l
,

ea, quoliens

uberlas,

ea, quoliens
lui

pe

r-

mittitur,
*

brevitas; lo Spengel, e

con

molti editori,

Cfr. Histoire de la Littrafure latine, Paris

1897, p. 680


anche moderni, eccetto
ristabiliscono
il

19

l'Arnaldi, scrivono permittit e cos

parallelismo con poscit; non credo che ci

sia necessario, anzitutto

perch esempi di variatio stiamo scoprendo e continueremo a scoprire e poi, a guardar bene le cose, il passivo permittit ur ha una funzione diversa dall'attivo poscit, va letto in altro tono, pi dimesso cfr. decm. 10 Sipcofibuerunt, nulla de eadem. re in
;

eundem consultano
:

sin

permissum...^
si

trovano anche nell'uso delle congiunzioni e. 24 quanto non solum ingenio a e spiritu, sed etiam evuditione e t arte (cfr. Germ. 9,7 Lamenta a e laccimas cito, dolorem e t tristHiam tarde ponunt); duplice variatio questa del e. 31 de bonis a e malis> de fio ne st o et turpi (Seneca, invece, epist. 95, 5S ha bona et mala, fonesta et turpia, iusta et iniustd). Confusione fra particelle copulative e disgiuntive troviamo in de or. 15 f. ...longius absit ab Aescfine et Demostfene Sacerdos iste Nicetes et si quis alius... quam Aper a u t Africanus a u t vos ipsi a Cicerone a u t Asinio recessistis: cfr. An. IH 46 ...miles correptis securibus et dolabris ...credere tegmina et corpora ; quidam t rudi bus a u t furiis... prosternere.
Chiari esempi di variatio
:

Esempi di variatio nell'uso di congiunzioni disgiuntive troviamo in de or. 5 f. quo propugnare pariter et incessere ve l in iudicio s i ve in senatu si v e apud principem possis (seguo, con 1' Arnaldi, la lezione dei codici). * Degni di considerazione sono seguenti casi, nei quali la
i

variatio

si

manifesta

sotto

diversi

aspetti

e.

38

in.

ita

ScorretterHa

stilistica

trova

il

Yalmagqi (commento

al

de oratoribus,

Torino 1923, n. ad l.) nell'espressione del de oratoribus, e. 8 gucd non a principe accepednt nec accipl possit; giusto il confronto con Germ. 18 Quae nurus accipiant nirsusque ad nepotes referantur. ' In Tacito troviamo la variatio seti... sive cfr. Hist. I 14 seti propria electlone sive... Lacone Instante-, An. I 36 seu ni6il militi sire omnia concedentur; IV 56 in.; sive... seu troviamo in Germ. 34 sive adiit Hercules, seu
: :

Quidquid...

- 20
tamcn

ut omnia in foro, omnia l eg ib u s omnia a pud praetores gececentuc (ctr. An. Ili 1:2 f. in curia... in foro... a pud s e n a t u m ... a pud iudices...); e. 11 t]^o autem, sicut in causis agend i s efficerc ali^uid et eniti fortasse possum, ita r e e i fattone tragoediarum...; e. 12 in. Memora... tantam... adferunt voluptatem... quod non in strepi tu nec sedente ante ostium li t i g a t o ce nec i n t e r s o rd e ac lacrimas... ; e. 13 Non me f re m i t u s s a l u t a nt i u m nec an6elans libertus excitet ; e. Il in. Quae cum dixisset Aper acrius... et intento ore, re mi s su s et sub ri de ns Maternus... ; e. -29. in. lentus est in principiis. longus in narrationibus, otiosus circa excessus ; e. 2S in. A^a/77 pridem suus cuique filius... non in cellula emptae nutricis, sed g r e ni i o a e s i n u matris educabatur ; e. O in. nec in auctoribus co g nasce n d i s nec in evolvenda a nt i q u i t a t e nec in n o t i t i a m vel rerum... satis operae insumitur ; e. 34 Scitis enim magnam illam... famam non minus in dive r s i s su b s e 1 1 i i s parari quam s u i s : cos codici. L'Andresen premette, a suis, in: a torto; ctr. infatti e. 31 f. incidunt enim causae... q u i b u s iuris notitia desideratur, pleraeque autem, in qu i b u s fiaec quoque scientia requiritur : anche qui. al primo quibus, il Meiser premette in, per eccessivo amore al parallelismo che Tacito, sin dal de oratoribus, in molte parti mostra di sprezzare. Altri casi in cui si cercato di normalizzare il testo, troviamo in de or. 6 f. nam ingenio quoque, sicut in agro ;
i

quasi

tutti

gli

editori scrivono in ingenio


in
i

in

aggiunta del
al relativo la

correttore del Leidensis, che

27

f.

premette

preposizione

a,

laddove

tutti

codici

mente
tia
:

si

attiene alia loro lezione

il

Gudeman
:

giusta-

hanno

utere antiqua

liberiate,

ci,

qua vel magis degeneravimus quam ab eloquenquantunque in Germ. 45 f. sia scritto non modo
:

liberiate

sed etiam a servitute degenerant

1'

autore del

21

de oratoribus si compiace non raramente, come proveremo meglio in seguito, di simili improvvisi mutamenti di costrutto. Mi sembra che abbia ragione il Srbom di osservare
(o,

e,
:

p.
"

49, n.
nihil

3),

riferendosi ai tre ultimi esempi

da

quibus pr dativis et qua pr ablativo separativo accipiamus . Volendo continuare la serie di espressioni variate, nel de oratoribus, si potrebbero ancora ricordare seguenti casi e, 56 f. cum testimonia quoque in causis publicis non ab se nt e s nec per t a b e 1 1 a m dare, sed e oobstat...
et
i
:

noi recati

quominus fngenfo

ram

et

praesentes
r

dicere cogerentur

e.

37

in.

Non

opinov,

Demosthenem o

at i o ne s

inlustrant...

nec Cice-

ronem magnum oratorem P. Qu i n ti u s de f ns u s aut Licinius Arcfias faciunt: Catilina et Milo anc illi famam circumdederunt (cfr. Agr. 41 in. Causa periculi non
crimen ullum aut querela
virtutibus princeps);
licentiae...
e.

laesi

cuiusquam,
illa...

sed

infensus

40

est

magna
s

eloquentia

alumna
x^

Comes seditionum,

et frenati populi incitamentum, e

ine
(si

temeraria,
35
parla

b s e q u i o, s i ne a rro g an
dei
,

ve

i t

a te,

co ntu m a
,

s...

Cfr., circa la struttura,

Germ.
s
i

im p tenti a
citus...

Cauci) Si ne e u p i d it a t e quieti secretiqu e..., Hist.

ne

9 exer-

Hordeonium Flaccum spernebit, senecta ac debilitate pedum inv al i du m, s ine constantia, sin e a uct o r i i a te ne quieto quidem milite regimen. N vorrei passar sotto silenzio passo del e. 5 non fercule lorica et gladius in a eie firmius munimentum quam reo et pe rie l i fa n t i eloquentia : significativi sono confronti con Agr. 33 nam ut superasse tantum itineris... pulcUrum ac decorum in f ro nt e m ita fugientibus periculosissima..., Hist. 30 f. nec est plus, quod pr ca e de principis quam quod innocenti bus datur, An. 64
,

il

locus...

ad
Il

bricus.
s

d u m instabilis, procede ntibus lug agmen opportunum ad insidias, defenr a

a nt

b us

iniquum.

mancano esempi d'espressione quanto rii^uarda uso degli as^gettivi e. 29 fi i s t ri n a I i s favor et gladiatorum e q u o r ii m q u e studia; cfr. An. XII 51 Sed coniiix... fugam ob metiim
Nel de oratoribus non
variata, per
1'
:

fi

il e

m
sit

et

mariti
la

caritatem
et

tolecavit
fi.

qui,

oltre
f,

alla variatio,

ce
p
;

disposizione chiastica di

e m.\ e. 10

nobis satis
versias

va
lo

nostri saeculi
temporis...

contro-

tueri
et

e,

quod spatium
ej/ (cfr.
l

perquam

breve
nnis

in

proximo

An.

XI 20 unde te-

fructus nec in

o n g u

fuit;

XII 35 cuncta nobis

importuna
in oculis

et suis in m e l i u s); e. 34 i. frequens consuetudo contionum, s a e p e cognitae populi aures (cfr. An. XII 39 Crebra 6inc proelia et s a e p i u s

in

modum

latrocinii ;

XIV

in,

crebris
si

criminationibus,
infine

ali quando per

facetias).

potrebbe

citare

l'ultimo perio.io del e. 31, che

gi

abbiamo avuto occa-

sione di ricordare a proposito della variatio q u

i b u s... in plerumque, che si pu tranquillamente lasciare, coi codici, contro pleraeque, che la maggior parte degli editori adotta, a causa di plurimae che

qu

b u s

ora c'interessa

il

precede.

trovano anche nell'uso dei gradi degli aggettivi: e. 14... et Materni laeta... au de nt i o r et poeta rum... similior oratio ; 37 f. Nam quo saepius siete rit... tanto alt i o r et e xce l s io r et illis nobilitatus discriminibus. Qui si aggiunge anche la variatio q u o... tanto; cfr. anche e. 6 in. Ullam t a n t a... opum... volup-

Esempi

di

variatio

si

tas

qu

spedare...
nell'uso dei

Anche

di variatio: e.

vel Asia,
i

nomi propri si riscontrano esempi i s p a n i quotus quisque, cum ex ne quid de Gallis nostris ioquar... ; cfr.
10

Agr. 15 quantulum... transiisse militum.

si sese

Britan-

iugum, il n non Po e n i passo famoso di Germ. 37 non S amni s non fii s p a n i a e 6a 1 1 i a e v e ne Partii quidem
Sic

nume reni ?

6e rm a

excussisse
,


saepius admonuere e
Hist.

25
Ili

in.

59

erectus

Sa

Ma rs
come

/...

Quod

Campania
i

pvaevenisset.

mn et A mostrare
i s...

cui primi sintomi ci parso di de ovatocibus, sia man mano condotto alle estreme conseguenEC, non sar inopportuno ricordare Hist. Ga.ll i ae nutantes, pecdo2 turbatum 1 1 1 y r i e u m I mita Br it a nni a et statim omissa : coortae in nos S a rmat a r u m a e Sueborum g.entes, 14 .atsibi cobur peditum... consanguineos G e emano s , Gali i as idem cupientes. Gli esempi sinora recati ci consentono di concludere che ci sono piij fili onde collegare, dal punto di vista dello stile, il de ovatoribus alle opere di sicura attribuzione tacitiana, nelle quali, come vedremo, l'uso della variatio frequentissimo. Ma ce di piJ. La filologia da sola non basta a comprendere un fenomeno letterario ed artistico nella sua interezza. La nostra ricerca non sarebbe del tutto esauriente, se all'osservazione del fatto in s non aggiungessimo lo sforzo di penetrare mofivi che han prodotto il fatto stesso. Questo criterio ci piace di applicare anche nell'esame di un fenomeno stilistico d'indubbia importanza, qual' quello della variatio : a cominciare, appunto, dal Dialogo. Sar costretto a ritornare su alcuni esempi gi sopra riportati, per riesaminarli da un altro punto di vista. Nel cap. 28 Messalla, iniziando il suo discorso sulle cause che hanno prodotto il decadimento dell'eloquenza, ricorda bei tempi antichi in cui suus cuique flius ex casta parente natus, non in cellula emptae nutricis, sed gtemio ac sinu matris educabatuv; non in cellula... sed g rem io a e sinu: variatio, dunque. Cerchiamo di vedere da che cosa essa determinata se, cio, fine a se stessa o mezzo, del quale lo scrittore si serve perch vuol prospettare le cose in modo diverso, esprimere un suo sentimento se solo un fatto tecnico, o non deriva, invece, da un'esigenza spirituale. Io ritengo che lo scrittore
il

procedimento,

cogliere nel

24

abbia qui voluto presentar le cose su di un piano senticon mezi normamentale diverso: in cellula esprime cosa materiale tratta di si in luogo lo stato lissimi

"

non veniva allevato


;

nella celletta

di

una

nutrice prez-

zolata

r espressione

gremio ac sinu
di idee e di

maln's,

invece,
;

ci
il

porta

in

un' altra

sfera

sentimenti

non

luogo soltanto, determinato, preciso, ha voluto indicare lo scrittore, ma qualcosa di ben pili inlimo, e si servito di una costruzione, si direbbe quasi, affettiva. L'ablativo semplice racchiude in se una quantit di valori inesprimibili, ha qualcosa di poetico penso a due passi del primo libro deWnneide, v. 685 ut cum te gre mio accipiet laetissima Dido e 71 s fiaec loto pectore Haeret et interdum g re m i o fovet inscia Dido. La lingua e lo stile del Dialogo non
;

son privi d'influssi e suggestioni virgiliane. In de or. 22 in, l'espressione c/rca e^-ce^uj molto pi colorita rispetto a lentus... in principiis e longus in narrationibus : il circa allarga l'immagine ed esprime, quasi,

compiaciuto attardarsi dell'oratore nelle sue digressioni. Ma, oltre agli esempi sinora ricordati, un'altra serie di passi merita di essere considerata, nei quali si nota la vail

maniera sembra che abbandoni,


riatio circa la

di costruire

il

periodo. Lo scrittore
1'

ad un

tratto.

ordine

iniziale e,

quasi sopraffatto da un'altra idea che vuole balzare alla rompe la costruzione seguendo, inaspettatamente, luce,
un'altra via.

Questo procedere per piani


;

diversi,

inter-

rotti, caratteristico del periodare tacitiano,

come dimo-

streremo

abbondantemente in seguito tracce di esso si gi nel de oratoriin misura non piccola trovano bus. Si tratta, a volte, di una spezzatura leggera ma, ad

ogni

modo,

significativa. Si confronti, infatti, e.

i.

nam

ingenio quoque, sicut in agro,

quamquam
ra
t

alia diu serantur

atque elaborentur,

t i

o
"

me n

q uae

sua

sponte nascuntur.
che tamen, dopo
il

Osserva l'Arnaldi (o. e. p. 16)


porta nel periodo una lieve

quoque,


Spezzatura,

25

un cambiamento di tono,

come ad
-,

indicare

diventato qui, quasi nell'assaporare la gioia, di una mage. 10 Nec excusatur offensa necessifudine giore intimit
offici i
aiit fide advocationis

foduitae
r
i

et
;

subitae

dictionis

n o b is n o titiae a e no mi ni s est...:\ codici non hanno, dinanzi a fodie, Yet che primo il Lipsius aggiunse e con per stabilire la corrisponlui tutti gli editori, che io sappia ingredi famam; ma ha ragione il denza col precedente et Srbom (o. e, p. I2)di sostenere che l'/ inutile; c' una pausa dopo fregi, s che fiodie va pronunziato con forza; Vet che precede ingredi ha valore di etiam. La mancanza di et, prima di 6odie, crea nel periodo una di quelle incrinature che frequentemente si trovano nei discorsi di Materno: cfr. infatti e. 12 faec eloquentiae primordio, faec penetraiia ; hoc primum habitu cuituque commoda

impetu : me d i t at u s v i d e potentiam fregi : 6 o d i e si

eli Ego
in

autem...

quid

mortalibus in
influxit

illa

casta

et nullis

contacta

vitiis

pectora

a e u la loquebantur. Interessante la struttura del periodo che precede immediatamente tantam mi6i adferunt (e. 12 in.): Memora vero et luci... voluptatem, ut Inter praecipuos carminum fructus numesed secerem, Quod non in strepitu... componuntur, dit animus in loca pura...: qui c' la spezzatura, dopo componuntur, e la ripresa {sed secedit animus) sembra portarci su di un tono diverso, che sottolinea
-.sic
r

e seconda

1'

idea

di

tranquillo

raccoglimento,

espresso

dalle parole di Materno.

e di prospettiva,

viamo

nel e.

Un analogo mutamento di tono ambito di uno stesso periodo, tro57 non quia tanti fuit rem publicam malos
nell'

ferre cives,

ut...

oratores haberent,

sed... quaestio{eh. Agr.

nem meminerimus, sciamusque...


46
vultus
. .

non quia intercedendum putem imaginibus... sed, ut mo r hominum, ita simulacro v u It u s talia s u nt .); e. 40 Non de otiosa... re loquimur et
. . .

il la et a a l u m n a l i ce n t i a e ; Sam quo modo nobiles equos cursus et spatia probant, sic est a l i Q u i s o ra t o r u m campus...; 41 Quo modo... minimum usus... ars medentis tiabet in iis

Quoe... mcdestia gaudcat,


t

sed est

magna

n 39

a b il

o q u en

t i

gentibus,

quae firmissima
r

valitudine...

utuntur,

sic mi-

nor
est

ra to Inter
o
:

m 6o n o r obscuriorque gloria bonos m o r e s E sempre Materno


u
. . .

che parla il suo interesse per l'idea espressa in quella che abbiamo chiamato ripresa del periodo si tratta di vere e proprie svolte pi o meno improvvise, che si fanno notare da chi legge attentamente sembra che il filo iniziale si perda ad un tratto, e che il nuovo pensiero che s
; ;

presenta

alla
;

fantasia

dello

scrittore
i

isolatamente

prima.

il

si spezzano quasi ancora caso del periodo

erompere legami con quanto detto


voglia
finale del
e.

30
i

neque ocatoris est orato r,

vis...

angustis... terminis cluditur,

sed
f,

qui de

omni

quaeslione...;

21

Ocatio

autem... ea demum puledra nec ossa numerantur, sed


s

est in

qua non eminent venae


ae

temperatus
et

bonus

a n g u is imp let 22 Ego autem oratorem...

membra
volo...

exsurgit tori s...;

pellectile,

quae... usibus suffciat,


i

non ea solum instrui sused sit in appa.

Periodo u s et a u r u et g e m m a e evidentemente spezzato anche questo del e, 32 Si testes

ra t u

desiderantur, quos potiores


nem... ? et

nominabo quam... Demosffiesi

Cicero 6is... verbisrefert:


per
piani
l'

pro-

come
denza

cede sempre

uno

all'

altro

sovrapposti.

verr chiarito meglio


;

in

seguito l'essenza del


in

Qui

periodare tacitiano
stilistica.

il

de oratoribus rientra

questa ten-

Sotto questa luce vanno considerati anche alcuni pesi succedono, accavallandosi quasi, diventa contorta. Val la pena di forma in modo che l'inizio del e. 19, chela ricordare a questo proposito

riodi, nei quali

pensieri

la


maggior parte
degli editori,
in tutte le

27

ritenendolo corrotto, ha cermaniere e che invece, trascritto cato di correggere com' nei codici, rappresenta un'altra conferma a quanto stiamo notando circa lo stile del de oraton'bus. dunque leggere Nam quatenus ed anche metodico prudente

antiquorum admiratores unc velul terminum antiquitatis constltuere solent, qui usque ad Cassium, quem reum faciunt, quem primum adfrmant flexisse ab ista vetere atque dlrecta dicendi via, non infirmitate ingenii nec inscitia litterarum trnstulisse se ad aliud dicendi genus contendo... Tale periodo, come tanti altri precedentemente esaminati, diviso in due parti la prima, da nam quatenus a via, la seconda, da non infrmitate a contendo. Anche qui, abbiamo il sovrapporsi di un'idea a un'altra null'altro che
;

questo; l'autore sembra che

si

dimentichi, via tacendo, del

modo

ha iniziato il periodo, incalzato da un altro pensiero, e lo esprime con immediatezEa, senza curarsi di ben legarlo con quanto precede. Che il periodare del de or. sia sempre simmetrico o, comunque, sempre rispondente ai canoni ciceroniani, soltanto un pregiudizio, che va sfatato; e la costituzione del testo non pu non tener conto dei criteri nuovi onde va guardato
in

cui

lo stile del

de oratoribus, spesso cos lontano dal ciceroil i


I

Credo opportuno confronto con seguenti passi, sui 15-16 Hist. quali avremo motivo di ritornare pi innanzi (parla Galba) ed Augustus in domo successorem quaesivit, ego in re publica, non quia propinquos... non fabeam, se d ncque i p s e i m p e ri u m ... a cce p i, et...; ncque enim iic... certa dominorum domus... sed impera t u rus...; 29 (parla Pisone)... non quia... tristiorem casum paveam...: p a t r is... v i ce m do leo ; 83 (parla Otone) ncque ut adfectus vestros... accenderem... ncque ut
niano.
:

...

cofiortarer...,
il

sed veni postulaturus... A


la

pen-

sar bene,

motivo che determina

variatio

il

medesimo:


il

2S

in

voler porre, cio, un concetto

mai^,jior risalto rispetto

ad un altro. La tendenza,
provvisi,

rilevante, ormai, nel


il

nostro Dialogo, a

variare l'espressione, a colpire

lettore

con

trapassi

im-

con scorci
la la

taglienti,

la

tendenza,
inculcare

insomma,
meglio

rompere
sintattica

monotona simmetria, a
fantasia e
un'

un

pensiero, scuotendo

usando una costruzione


...

o
:

immagine
in.

diversa, provata dagli esempi

seguenti

e,

Magna

eloQuentia

materia alitar et

mctibus excitatur et urendo clarescit ; materia, motibus, urendo : qui la van'atio d luogo ad una xXtia^ che mi richiama alla mente un passo del 1. XV degli Annali (e. 38). ove descritto l'incendio di Roma: Impetu pecvagatum incendium plana primum, deinde in edita assurgens
et cursus inferiora

populando...
al

Spesso

tornando
periodo
si

de oratoribus

nell'ambito

di

uno

stesso

avvicendano pi
;

particelle

(pronomi

o avverbi) dal suono diverso di questo improvviso, a volte brusco mutamento di suono - esempi di variatio anch'essi l'autore del Dialogo mostra di compiacersi. E non inopportuno aggiungere che tali passi appartengono, per lo pi, ai discorsi di Apro e di Materno, caratterizzati, anche in tal modo, nella loro maggior foga e impeto oratorio ingentis clafi i n e e. 10 Sentio Quid responderi possit
:

f.

mores,

ex is

adsensus,

6aec

in ipsis auditoriis... lau-

daci ; 12 Haec eloQuentiae primordia, fi a e e... fi oc... sic oracula loquebantur; 23 sed vobis... versantur... isti, Qui... Quibus... Qui; e pi innanzi: Nam et te, Messalla, video... et vos... ita gravitati sensuum nitorem
...

miscetis,

e a
a...

electio inventionis,

is

ordo rerum,

e a...

ubertas,

brevitas,
est,

is

compositionis decor, e a

senli-

tentiarum planitas

sic exprimitis adfectus, sic

bectatem
Cir.

temperatis,
Germ. 18

ut...^

(periodo interessante perch vi


fi

f.

Hoc

iuncti boves...

e...

fi

e...

Sic vivendum.


troviamo

la

29

in

la

coesistenza, accanto

concinnitas, di altre che

ad espressioni hanno l'impronta della


del
e.

cui c'

variatio:
della

variatio che s'innesta sul tronco,

ancor saldo,
solum...

concinnitas,

come

nel

passo
i t

25

avbitvoc
s
i

Bnttum non
occupatus...

ma

l i

g n

ne e invidia,

sed
9.9

m-

pliciter et ingenue

iadicium... detexisse;

q.uibus

que mque cipimus;


quisque
tanto

animus q u a n tu ! u m loci... q u o t u m invenies qui... q u o s alios... sevmones e x 36 quae singula... videbantur, quia quanto
tanto

plus... poterai,

fa e

i I i

...

tanto

magi

s...

plus apud
redundabant,

principes gratiae, plus auctoritatis

apud
clien-

patres, plus notitiae...


telis...
fi

apud plebem parabant^. Hi


o
s

reverebantur,

fos...

colebant,

6 OS... videbantur... fi i ... erant... (nel periodo immediatamente precedente, troviamo, per: 6inc teges... finc... finc... finc); cfr. Germ. 13 Haec apud illos toga, file primus onos, ante 6 o e... reipublicae e, pii sotto, 6 a e e dignitas, in. Ceterum... repetendum videtur, vires..., Hist. I 4 fi a e qualis status urbis, quae mens exercituum, quis fiabitus provinciarum, quid... validum, quid aegrum fuerit... Anche per quanto si riferisce alla collocazione delle parole, l'autore del Dialogo tradisce una tendenza alla variet; egli, che pur conosce perfettamente le regole della concinnitas, ne sente anche la monotonia; si direbbe che
cerca di raggiungere un'armonia di suono, invertendo
disposizione simmetrica dei vocaboli. Si legga infatti
e.

la
in.

Ad
non

voluptatem...
uno...

eloquentiae

transeo,

cuius

iucunditas
s

momento sed
i

omnibus

d iebu

a e

sic pereundum. Circa


20 ne
f.

caemento et informis teg.ulis exfruimtur caementocum quidem apud illos aut tegulacum usus
non rudi
s et

rapporti, d' altro genere, fra de o. e Germ., cfr. de e. Germ. 16 ;


;

de

contcoversiae

ri b u
*

cobustioribus adsig.nantuc; iam prldem probafls adgregantur.


Agr.
6

Germ. 13

rob
20
f.

o. 35 u sfio-

Cfr.

tanto
r...

mai or...
tanto
f.

quanto...
;

plus; Germ.
An. Isi
f.
;

quanto

pi s...

tanto

m ai o

gratiosior...

lY IS

quanto

malore... plus; Yl 34


prope omnibus
mostra
di
fi

50
i

conti ngit:
i.}u\

e r

l'autore
la

possedere
la

un

orecchio

musicale finissimo:

voluptas eloquentiae sottolineata, provata e fatta

pro-

dolcezza del ritmo; e. 9 quanto... pulcfjrius... suum g e n i u m propiti are, suam experi r i liberalitatem; e. 12 Nec ullis aut gloria maior aut augustior honor (siamo al primo, ispirato divare attraverso
scorso di Materno);
13
in.

Ac ne fortunam quidem
et a n x
:

vatum...

comparare timuerim e u

m inquieta
anche
la

torum
tum
...

vita

(si

noti
v.;

variatio

r a fortunam vai

a o

inquieta... o.

pi innanzi, ancora Materno, dir:


s

Non me f re

i t

a n

t i

nec a

nh

an
i

libertus
praeparatio
et

excitet);

e.

19

lam vero longa principiorum


s e r

etnarrationis alte repetita


ostentatio et mille
f,

e s

multarum diuisionum
steterit

gradus (variet
saepius
"

argumentorum Nam quo e simmetria si disposano), 37 tamquam in ade quoque plures et intulerit
osserva l'Arnaldi
(o.

ictus et exceperit;

e, ac^

/.)

a proposito:

caratteristicamente tacitiano l'ordine delle parole

e cita

Agr. 33 inventa Britannia et subacta, 6erm. 2 aut incfioatur

luna aut impletur, Hist. I 47 omisisset offensas an distulisset, An. II 38 sive indulserint largitionem sive abnuerint. Ma ancora pi caratteristicamente e chiaramente tacitiana
la

struttura

del seguente periodo del

e.

22 lentus

est in principiis... otiosus circa excessus; tarde

commovetur,

raro

incalescit;

pauci sensus opportune

et

cum quodam
vicina

lumine

terminantur: struttura
mitescunt,

trimembre, molto
cito

questa di Agr. 12

solum praeter oleam... patiens frugum,


proveniunt;
tra

fecundum; tarde
alla

eademque
passi,

utriusque rei causa multus

6umor terrarum
i

caelique; oltre

somiglianza di struttura c' anche,


cito).

due

una

pi stretta somiglianza nell'uso della variatio {de o tarde...

raro; Agr., tarde...


tore
in

Mi piace inoltre sottoporre alla


riferimento, sempre, alla

meditazione del letcollocazione delle parole


e all'armonia di
del
et
e.

51


il

18

suono che ne deriva Sic Catoni seni comparatus


Gcaccfo
politiov
et

seguente periodo

C.

6racc6us plenioc
Crassus, sic

uberiov, sic

ornatior

utroQue distinctior et urbanior et altior Cicero, Cicerone mitior Corvinus et dulcioc et in verbis magis^ elabocatus. in arte. E un passo Il giudizio letterario si qui risolto
significativo, questo, e ci

d una visione esatta della prosa del de oratovibus. Ogni membro ha una struttura diversa dal precedente un crescendo da sic Catoni a Cicero (si noti il passaggio da due comparativi, ptenior et u., a
:

tre

che sta al culmine con una nuova della disposizione degli aggettivi {Cicerone mitior Corvinus et
:

distinctior et u.

et

a);

dopo

Cicero,

parabola, un abbassamento

di tono,

dulcior...).

La prosa del de
prosa tacitiana;

o.

non ha ancora

chiaroscuri della

ma

la

ciceroniana, consiste

mettendo da parte

novit di quella prosa, rispetto alla


la variatio, fatto

ormai assodato in una


stile,

dolccHEa, saporosit e densit di

affermazione, rilegga,
il

che Cicerone non ha. Chi voglia controllare tale nostra dopo aver meditato il de oratoribus,
libro del

primo

de oratore

di Cicerone,

E potr

forse
le 6,

aver valore di simbolo, a penetrare la differenza tra prose, il confronto che suggeriamo tra de oratore I
\

due
20,

i5,

64 Q de oratoribus 30
citati,

f.

Cicerone, nel secondo dei

passi

sam
is

fa dire a Crasso: Quamobrem si quis univerpropriam oratoris vim definire complectique vult, orator erit mea sententia 6oc tam gravi dignus nomine, et

qui,

quaecumque

res inciderit,

...

prudenter

ornate et memoriter dicet


gnitate.

cum quadam
del

composite et actionis etiam diet

E un esempio

tipico

periodare
la

ciceroniano,
legge della

rotondo, armonico,

in cui

domina sovrana
:

concinnitas. L'autore del Dialogo, invece, cos fa esprimere


Messalla, ammiratore di Cicerone
...

is

est orator,

qui de

omni quaestione
apte dicere

pulcfre

et

ornate et

ad persuadendum
u
t i l

pr d i g

i t

a te

rerum, ad

it

ate m


temporum, cum
si
f;

32
t

a
t

vo

up

audientium
ma
c' anche

pos-

c'
dir
et

l'ottima clausola tinaie,


triplice

che

c'interessa
e.

la
turpi,

51

in q.uibus

ancora Messalla che nel (adibus) de bonis ac malis, de 60variatio (


et iniusto
la

nesto

de iusto

dispiitatur,

rompendo

anche
Si
(le

qui. lui ciceroniano,

simmetria tanto rispettata da

Cicerone.

direbbe che
a
lui

la

prosa ciceroniana un po' generica

critiche

vammo
ideale

altrove,
il

mosse da Apro, in fondo, come ossersono giuste), come generico, astratto e tipo di oratore che nella sua fantasia vagheg^^ia.

L'autore del Dialogo, invece


dire
:

potremmo
epoca
in cui

tranquillamente

Tacito

vivendo
al

in

un'

molte idealit

crollavano ed altre

pla un ideale astratto-, egli

dono

in

non contemvede gli oratori, che si succeepoche diverse e sono pi o meno fortunati, a
loro posto sorgevano,

seconda dei tempi. Nella realt Tacito fgge il suo occhio acuto, ed anche la sua prosa, dico la prosa del de oratoribus, non generica e incolore, ma varia, come la realt stessa, che mutevole. Questa dilerenza spirituale, rispetto a Cicerone, che pure suo modello, si concretizza nella grande variet della prosa del de oratoribus. La variatio non soltanto un fatto di pura tecnica;
il

invece l'espressione,
spirituale. Alla
fatta
il

in

arte, di

un'esigenza di carattere

luce di queste considerazioni e dell'analisi


di

si pu ora meglio capire Cicerone Apro d su (ce. 22 e 23) e, soprattutto, il significato profondo della sua affermazione circa la dote che deve, tra le altre, possedere 1' oratore variet compositionem (e. 22 f.).* E crediamo anche di aver dimostrato con prove sufficienti quale valore abbia il evoluzione de oratoribus per comprendere e spiegarci

nel

corso

queste pagine,

giudizio che

l'

dello

stile

futuro di Tacito.

Cfr. qui innanzi,

p.

5.

JJ

Ma
ancora
i

il

Dialogo, se non ha
chiaroscuri,
i

come

si

diceva sopra

giochi sottilissimi di luce e d'ombra

proprii del Tacito maturo, ha pur esso un fascino nei passaggi, a volte improvvisi,

da un tono impetuoso, acceso,


pij
(.,,

vibrante,
legga,

ad uno
il

pij

dolce,

calmo,

piij

smorzato. Si
senatus

dopo

finale del e.

38

postquam longa tempoipsam quoque


il

rum

quies et continuum popult otium et assidua

tranquillitas et

maxima

principis disciplina

eloquentiam sicut omnia depacaverat), ove


stente

lungo

insi-

parallelismo e

la serenit

del ritmo
e'

esprimono bene
tempi
nuovi,

quel

che
e la

di pacifico e di riposato
e.

nei

r inizio

del

59

il

tono

si

solleva,
le

pace
il

calma dei tempi,

ma

non piij la cause che han prodotto


si

agita;

declino

dell'eloquenza stanno dinanzi agli occhi e alla

fantasia di Materno:

Quantum
Poi di

fumilitatis putamus...

tum virium
si

detraxisse...

quannuovo sembra che la voce


agitur).

abbassi (da
cui

nam quo
al
gli

a res

velut in solitudine

salvo a risollevarsi,
in
si

ricordo della ben diversa situazione


antichi oratori
:

trovavano

Oratori autem cla-

more plausuque opus


pido mutar
ricordato
:

est...

qualia... antiquis oratoribus con-

tingebant, cum... cum... cum...


di tono,

Ed

appunto

in

questo ra-

che rientra l'esempio

di variatio gi

Non de
il la... e

otiosa et quieta re loquimur... s e

d est

magna

lo

que nt

alumna

l i

cent iae...

Quel che prima poteva apparire soltanto un fenomeno tecnico, ora s' illumina di una luce diversa. Crediamo di aver trovate^ la via giusta per inserire, anche da questo punto di vista, la variatio del de oratoribus
in

un'esigenza che
di Tacito,

emana

dalla psicologia e dall' a-

nima

stessa

A. Salvatore

Stile e

litmo in Tacito.

Capitolo

II

L'

AG RICOL A

li de cratoribus non rimane isolato, nell'ambito della produzione tacitiana. Molti atteggiamenti stilistici di questo scritto sono stati da noi avvicinati ad altri, simili o quasi,

del Tacito maturo.


strare

Ma

se finora

abbiamo cercato

di

dimo-

che la ciceronianit del de oratocibus spesso s' incrina, si rompe, e nuovi germi sbocciano e si elevano dall' iumus ciceroniano, adesso vorremmo chiarire sino a che punto, nelle opere successive, lo stile del de oratoribus
si

fa

ancora avvertire, sino a che punto


nell'idea

e perch

Tacito se ne allontana.

sempre fermi
lione allo
stile
si

In altre parole, pur rimanendo che gi nel de o. in atto la ribeldi Cicerone, il che stato esaurientemente di

provato,

tratta

vedere, ora,

il

progressivo formarsi

ed evolversi dello stile di Tacito. Gi nel Dialogo Tacito ha stampato, chiaramente e indelebilmente, la sua orma
;

non a torto, forse, abbiamo voluto trovare in quest'opera un documento interessantissimo donde partire per comprendere
liamo.
e,

direi quasi, giustificare l'evoluEione di cui par-

Cercheremo
tra
i

di

essere

obiettivi,

di contatto

1'

Agricola

di

qui

mostrando cominceremo

punti
\\

e
:

de

oratoribus e
e nuovi
futura.
Il

punti in cui Tacito


si

orizzonti

aprono ad illuminare

prosegue per altra via, opera la sua

problema grosso, fondamentale, questo si nota, il distacco enorme che, dal punto di vista dello stile, separa il de o. dal resto dell'opera di Tacito;
generalmente,


ma, giustamente,
1'

35

il

autore di un antico lessico tacitiano,

che spesso a mala pena riconosciamo, neir Agricola, lo stile degli Annales. E nessuno dubita che r Agricola appartenga a Tacito. Ma l' Agricola rappresenta, spiritualmente e stilisticamente, una tappa immediatamente successiva al Dialogo. Cominciamo a vedere che cosa v' di comune tra queste due opere. Tralasciando di notare
Boettlicher, affermava
le

somiglianEe
di

dovute

al particolare significato

di

alcuni

vocaboli, o a costruzioni sintattiche analoghe, o anche ad


identit

sostanza, di

sentimento e di pensiero

cose,

queste, indubbiamente importanti,


dalla nostra indagine

soffermiamoci per ora a considerare


1'

ma

che
il

ci

distrarrebbero

alcuni brani, in cui

arte

di foggiare

vicina a quella del de ocatoribus:

son questi

periodo molto ponti che


i

uniscono 1' Agricola al Dialogo, in un suo articolo sulla prosa metrica Il Bornecque, e il Dialogo degli oratori (in Revue de pMologie, XXIII, pp. 334-42), ha confrontato le clausole metriche di quest'ultimo con quelle dell' Agricola e della Germania e, osservando che r autore del Dialogo e Tacito conoscevano le leggi della prosa metrica, senza per applicarle, ha concluso che
il de oratoribus appartiene all' autore delle due monografie che sono, tra le opere dello storico, le pij vicine all' epoca di composizione del Dialogo. Agli esempi recati dal filologo francese, altri se ne possono aggiungere. L'inizio dell' i4gr., dal tono indubbiamente oratorio, ci ri-

porta

del de o.: Clarorum virorum facta moresque posteris tradere... ne nostris quidem temporibus... aetas omisit, quotiens magna
al
*

periodare largo e spesso abbondante

Il e. 4 interessante, oltre perch vi sono periodi dalla struttura clasanche per le abbondanze stilistiche: es. incensum ac flagrantem animum ; sublime et erectum ingenlum ; palcfiritudinem ac speciem magnae excelsaegue glorine; pi sopra bonam integramque naturam; sedem ac magistram studiorum. Osserva il Rabaud (nel!' o. e. del Goelzer, p. 88, n. 4) " dans le prologue, dans les harangues, dans la proraison apparali un ressouvenir de la priode cicronienne ,. *

sica,

:>o

qUqiiq ac nobilis virtus

vicit

magnisQue
diam.
altri

civiiatibus comnnine.

ac supecgressa est vitium pacvis ignorantiam recti et inviperfettamente classica degli


;

Si noti

anche
:

la struttura e.

seguenti brani

in.

Revectentem... cui destinarat


Ceterum...
:

13

Igitur...

tcadi disse;

25

compararentur

(pe-

riodo lungo, ricco di parallelismi


modo...

simili... simii! ; sua...

suos;

modo
;

tinc...

Hinc e terminante con clausola ereticonifiil

victos, sed occaex adrogantia remittere, quominus tuventutem armarent, coniuges ac liberos in loca tata transferrent, coetibus... conspirationem civitatum sancirent; 44 f. Nam, siculi... exfausit; 45 praecipua... muniebat.

trocaica)

27 At Britanni non uirtute se


rati,

sione et arte ducis

Tu

vero...

amissus

est;

4 Id

tliae

cp<^nm, sic patris, sic mariti

memodam

quoque uxorique prdeveneravi, ut omnia

facta dictaque eius secm rvlvant,

focmamque ac

figa-

crpris cnplctntr, non quia intercedendum putem imaginibus, quae macmore aut dece fngntr, sed, ut vultus tominum, ita simulacra... mortalia sunt, forma mentis detrn, quam tenere et exprimere non per alienam materiam et arlem, sed tuis ipse mdbCis psss. Questo stile ciceroniano, direi, d' un ciceroniano, quale

ram animi magis quam

per
si

T.

ha mostrato
la
e,

di essere

gi nel de o.

infatti,

se

osserva

lieve spezzatura

[non quia... putem... sed...


materiam...
tuis...

sunt)
e
ci
stile

poi, la vaciatio

[per alienam
stile

moribus), bisogner concludere che

ciceroniano del de
:

o.
o.

ciceroniano

dell'

Agr.

si

illuminano a vicenda

il

de

di Tacito.

ha aiutato a comprendere e a valutare la Nelle due opere, la stessa maniera


la stessa

ciceronianit
di lasciare

una propria impronta, pur nell'imitazione


modello:
prio

di

maniera, cio, di opporsi


l'

al

un grande modello proil

quando sembra che


'

imitazione sia perfetta. Qui


al

legame che unisce X Agricola


evidente

de oratoribus mi

sembra

* Interessanti sono le osservazioni dell' Arnaldi {Due capitoli su Tacito, Napoli 1945, pp. 65-64) sul finale dell' /l^r/co/a. Val la pena di trascriverle.


Ma
bativi,
ci

57
di

contatto, ugualmente pro-

tra le

sono altri punti due opere.


nel!'

trovano due discorsi dipronunciati l' uno da Calgaco, duce dei Britanni retti, (ce. 30-52), r altro da Agricola (ce. 35-54). Son discorsi di una certa estensione. Tacito sente ancora la gioia dell' o noto,

Com'

Agricola

si

ratoria, e sfoga

questa sua antica passione

brevi capitoli. S'intende che

quanto a contenuto siamo


^

in

cinque non

ben lontani da quello dei discorsi tenuti dai vari interlocutori del de o. Ma a noi qui interessa lo stile, anzi, un elemento fondamentale dello stile, il ritmo. L' Ullmann ha mostrato che la tendenza metrica a base eretico-trocaica
cerone

seguita, come sa ha in questi


si

dai calcoli dello Zielinsbi ^ da Ci-

due
la

discorsi dell' Agr., e pi nel

de
tipi

oratoribus, un certo sopravvento sulla tendenza spondaicodattilica.

Dunque, anche

prevalenza di determinati

di clausole, nei cinque capitoli sopra citati, ci consente di

collegare V Agricola al de oratoribus. Del resto, basta co-

minciare

leggere

il

e.

50

per

convincersene. Cito, dai

ce. 30 e 31, le clausole finali dei periodi:


(30) classe

romana
6abebamus

-u y^

j_ _l

ww

ignavis tutissima sunt


inviolatos
-i-

-^

w-^-

^w

modestiam effugias

-^

-j-

O '^ w

perch vi prospettato, da un punto di vista ideale, il rapporto tra .4gr. e de e, che noi stiamo esaminando da un punto di vista stilistico: "C' nella chiusa dell' Agricola il tono dei discorsi di Materno nel Dialogo, pi sereno che lieto... Il richiamo tanto pi convincente, in quanto l'ispiraaione ini2iale viene a questi due ultimi capitoli proprio dalle pagine... di quel De Oratore (III 2) che costituisce indubbiamente il principale modello del Dialogo. La sospetta oratoriet di quest' ultimo trova... la giustificazione. .. nella persistenza dell' interesse per un libro di teoria retorica anche nell'opera che segna ormai l' inizio della sua opera di storico . ^ Cfr. Les clausules dans les discoucs de Tacite: Symb. Osi., fase, supplet. lY, Serta Rudbergiana, 1931. Cfr. Das Clauselgesets in Clceros Reden, Leipzig 1904 e Der constructtve Rfi:^t6mus In Ciceros Reden, Leipzig 1914.


concupiscunt

3S

-1.

^^

-i

pacem appellant
(31) carissimos esse voluit

tospitum polluuntur

-2-w-!--^wOww ^ v^ ^ V^
-i

ccntumelias
cctidie

conteruntur
\^
-i- -i-

pascit

\^

exercenJis

reservemur
^ V^
V_y

eo

suspedius

gloria carissima est

seposuerit

Ma
parte

l'eloquenza
.

di

Calcalo

ritmo

clausole a

come
Messalla
il

dicevo, molto
:

diversa

dall'eloquenza,
ai sol-

ad

es.,

di

pi

spezzata e nervosa. Tacito ha

tenuto presente
dati nel e. 53 del
sallustiana, forza
di spunti,
vitias,

discorso che Catilina pronuncia

come

b^llum Catilinae. C', in questa orazione di pensiero, non senza qualche arditezza li dove Catilina dice memineritis vos di:

decus, glon'am, praeterea

Ubedatem atque patciam


il
;

in

punto culminante del ; si nota discorso di Catilina. Sallustio non va pi in l nella frase la tendenza a mettere sullo stesso piano concreto ma Sallustio non giunge al tacitiano Nos e astratto terrarum ac libectatis extremos recessus ipse ac sinus famae in hunc diem defendit ; nunc terminus Britanniae patet, atque omne ignotum pr magnifico est {Agr. 50). Le interpasso sono critici hanno proposto per pretazioni che
dextris vostris portare

questo

il

varie,

ed questa una prova della sua


stile

difficolt

difficolt

dello

di Tacito, denso, espressivo,

che

si

va coloran-

do

di poesia.

Tacito per ha tenuto presente Sallustio non soltanto nel


discorso di Calgaco, stato sostenuto che, come, nel de
o.,

Tacito ha imitato Cicerone, cos,

ndV Agr., ha

imitato

Sallustio.
scritto

Chi

legga

attentamente l'Agricola, nota che lo

tacitiano risente in

modo

chiaro e continuo, linguidi

sticamente e

stilisticamente, l'influenza

Sallustio

di

39

Livio. Ecco sorgere la necessit, per noi che stiamo studiando l'evoluHione stilistica di Tacito, di gettare per ora un rapido, sintetico sguardo sull'opera sallustiana. per coglierne alcuni aspetti stilistici che ci aiutino a comprendere tale

evoluzione.

problema dell' imitaEione sallustiana di Tacito stato da pij d'uno studioso ma n lo Schnteld ', n il Wlfflin ^ n altri, che io sappia, hanno considerato lo in funzione delstile di Sallustio o alcuni aspetti di esso l' evoluzione stilistica di Tacito. Si potrebbe per andare pi in l. Io penso che influenze dal punto di vista dello stile di Sallustio su T. non si possano escludere, a cominciare dal de ovatocibus. Si ha motivo di ritenere che alcuni casi di vaviatio, da noi gi riscontrati nel de o., siano stati determinati anche dal fatto che l'autore del Dialogo aveva letto Sallustio. Ad es., la variatio qu ib u s... in qu i b u s d de o. o\ f. richiama questa che troviamo alla fine, quasi, del discorso di Cesare {Cai. 51) ...vidus ...maiov illis fuit... quam in nobis^. Anche il passaggio dal grado positivo al comparativo degli aggettivi {de 0. 14; 37) richiama lug.. 49 pmdentes cum Imperitis... ne p aucio re s cum p l u r ib u s. Cos il passaggio da un aggettivo ad un avverbio, o viceversa {de o. 34 f.) fa pensare a pcivatim... publica di lug. 32, e ad altri esempi dello stesso tipo, che presto ricorderemo. La variatio di
Il

trattato

de

o.

36 per tabellam... coram

lug. 14

ab
di

latere...
o.

cipem

de

5
il

lug. S5. Inoltre,

pu avvicinare a questa di apud pcinf. risponde a apud vos aut in senatu di triplice mutamento di costruzione di
si

procul

il

sive in senatu sive

'

De

Taciti stadlls Sallustianis,


cfr.

Leipzig 1884.

Circa

modelli di Tacito,
in

neir Agr.,
Proceed...
2
'

R.

Meister Lltecary reminlscences

In tde Ag.r.,

Trans,

and

1921, pp. 53 ss. Pnilologus 1867 (26), pp. 123 ss. Un motivo in pi per conservare, nel passo del de

o.,

la

lezione dei

codici.

fug. 31

40

Nam illa...piget dicere, ... giiam ludibrio fucriiis... cfuam foede quamgue inulti. ..ut vobis animus ...corruptus sit, si pu ben avvicinare ai numerosi, improvvisi trapassi, nel de o., da un costrutto a un altro, da noi a suo tempo notati '. Infine, lo stile spezzato che caratterizza tanti periodi del de o. (es. e, 13 tantum posse...; \7 \. ne dividatis; 25 m. adeo maesti...: parum est; 37 Catilina et Milo, etc.) fa pensare a tanti brani di Sallustio, di cui caratteristico V abruptum dicendi genus. Quando leggo in de o. 21 Pacuvium cede et Accium non solum tragoediis sed etiam orationibus suis expressit : adeo d u r u s et s i e cu s est, penso s ad Agr. I f. At mine narraturo mifii...: t am saeva... virtutibus tempora, ma anche a /wg. 54 quo cuiusque animus feri eo discedunt... : ita se mo r e s 6 a b en t Se. dunque, da una parte, influenza ciceroniana sulr Agricola, come ha mostrato l'Arnaldi, ha il suo signifil'

cato,

non meno
di
in

interesse
sul

presenta, dall' altra,

l'

influenza

stilistica

Sallustio

de oratoribus.

Sallustio era, sia

pure

forma un po' velata, presente


in
tal

all'

autore del Diaa quanto pensa


nella

logo, che,
lo Steele
*

modo

contrariamente
;

finisce

con assumere una nuova funzione

e de oratoribus

formazione e nello sviluppo dello stile di Tacito. Agricola e se prima ci eras' illuminano a vicenda vamo limitati a scoprire, nella monografia, legami che la
i

uniscono

al

Dialogo, ora

abbiamo
Agricola

trovato, nel Dialogo,

qualche

scintilla

che

nell'

diventer diffuso ba-

gliore di fiamma.

Passiamo ad esaminare

lo stile deW'Agr.,

cominciando

' Anche 1' espressione In tantum, che troviamo in de o. 32 e, forse codd. Vat. e Leid. hanno tantum 24, espressione che ritroveremo in Germ. 45, si pu spiegare pensando alle tante espressioni dello stesso tipo che si trovano in Sallustio e anche nell' A^r. di Tacito cir. In immensum... * Tte autfiorsfiip of Dlalogus de oratoribus in Amer. Journ. of Pfiilol. XVII, pp. 239 ss.
i


da quel che
il

41

di normale esso presenta, prima di mettere nuovo. L' interesse dell' Agricola appunto in questo contrasto, in quest' ondeggiare tra il vecchio e il nuovo stile. A volte, nuovo e antico si trovano es., in uniti, neir ambito di un solo periodo, come, ad questo del e. 4 In fuius sinu indulgentiaque educatus per
in rilievo

omnem fomstarum adium


timqu transgt.
fra

cultum pueritiam adulesceni

antico e

Qui distinguiamo nettamente confini nuovo la seconda parte, da per omnem a


;

transegit,
lit

quanto a

lingua, collocazione di vocaboli, a

qua-

e risonanza di
;

clausola, appartiene alla lingua e allo

stile

la prima parte, sino ad educatus, di ciceroniano chiaro stampo tacitiano. Cicerone aveva s scritto, in de or. II 40... qua nos in liberos nostros indulgentia esse de-

bemus;
sinu

ma non

arrivato a dire,

come
e.

Tacito, in fuius

indulgentiague educatus.
fatto
...

U autore

del de oratoribus

aveva per
cuique
flius

dire a Messalla,

28 ...pridem ...suus

premio ac sinu matris educabatur. Ora si comprende meglio quanto abbiamo osservato a proposito di questo brano non ci interessa pi il fatto, puramente filologico, dell' in che come s' visto nel capitolo precedente codici non hanno, dinanzi a premio, e che i recenti editori, in parte, arbitrariamente aggiungono. Possiamo ora dire: era il sentimento, l'umanit di Tacito che
;

nel de o. lo

timento poetico,
l'

portava ad esprimersi cos, quello stesso sendirei quasi \ che ritorna nel brano delspiegato, cos,
-.

4gr/co /a.

Abbiamo

il

nuovo

dell' /Igr. alla

luce di un brano del de o.

premio ac sinu matris educabatur, l in fuius sinu indulgentiaque educatus: un passo innanzi, nella maniera di esprimere uno stesso senqui
timento.

Riprendendo

l'

esame

dei

brani

improntati

allo stile

Cfr. Verg.

Geo.

II

345

et exciperet caeli

Indulgentia

terras.


oratorio,

42

numero
di

notiamo che un
30
si

gran

parallelismi

si

trova neir Agricola. Oltre a quelli contenuti nei due discorsi


diretti (e.
biticsi,

locuples

fostis est,

avari, si paiiper,
satiaverit
;

am31
in

Quos non Ociens, non Occidens tributum... in frumentum; quotidie emit,


!i

Quotidie
berta te m,

pascit;

exurere coloniam, expugna re castra; in

non

in

agnoscent britanni suam causam, recordabuntur Galli pciocem libertatem; 33 adversus fostes seu patientia... tot... tot... seu fortitudine adversus... rerum natucam..., ncque... ncque. ..; non fama nec
patientiam bellaturi
';

32 nullae...

nulli;

rumore, sed castris

et

armis; 34

in,

vestra decova recensete,


:

vestros oculos interrogate) altri se ne incontrano

e.

tum

de Victoria certavere (al e. 26 T. scriver securi pr salute, de gloria certabant, andando al di l di Livio, elle in XXI 41 fa dire ai soldati, dal console Scipione:

de

salute,

mox

...utinam pr decore...

certamen)
et atteri

9 procul

6oc vobis et non pr salute esset ab aemulatione adversus collegas, pro-

cul a contentione adversus procuratores et vincere inglorium

sordidum; 15 aeque discordiam... aeque concordiam. Alterius... alterius. Nifiil... nifil... eripi domos, abstrati liberos, iniungi dilectus; 39
in.

fronte laetus, pectore anxius;


in.

40 noctu in urbem, noctu in Palati um; 41


satus,
livore;

absens accu-

absens absolutus

est;

amore

et fide...

malignitate et

43 nobis luctuosus, amicis


al

tristis;

45 adsidere vale-

tudini, fovere deficientem, satiari vultu...

Passiamo ora
1'

campo

imitazione Qui s' innesta remo dapprima gli esempi


degli altri

opposto, quello della variatio. da Sallustio e Livio. Noi citedell' Agr.,

aggiungendo

quelli

un precedente per Tacito, salvo poi a commentare qualcuno degli esempi stessi pi significativi e che possono darci un' idea chiara

due

storici,

che possono

costituire

'

E'

una correzione del KOCK e del Wlfflin, per

dei codici. L'

Urlichs

1'

Annibaldi hanno

in

in poenitentiam tatari poenitentiam bellaturi. Comun-

que,

si

tratta

di espressioni ardite.


di

43

in
T.,

quel

che

di

nuovo
nell'

e'

della sua originalit

stilistica,

cio, rispetto ai suoi predecessori.


:

Agricola assume diversi aspetti complementi in uno stesso periodo e. 6 vixeruntque mica concordia, per mutuam caritatem et invicem se anteponendo (triplice variatio) 9 Ne famam quidem... ostentanda viriate aut per artem quaesivit; 24 in spem magis quam ob formidinem; 33 puichrum... in frontem, ita fugientibus periculosissima; 35 agmen in aequo, ceteri per adclive iugum; 41 temeritate aut per ignaviam; 42 paratas simulatione, in adrogantiam compositus; 46 non per alienam materiam et artem, sed tuis... moribus. Cfr.

La vacietas

I.

Mutano

quam pacem malesed omnes fama atque fortunis expertes sumus; 4 poenam... sibi oneri, impunitatem perdundae rei publicae fore credebat ; lug. 7 ncque per vim ncque insidiis; S faci tosi domi potentes apud socios; 23
Sali.

Cat. 17 incerta pr certis, bellum


^

bant; 33 plerique patriae

aut per vim aut dolis

(cfr.

invece 25 aut vi aut dolis); 31


alti inopia...

parandi
sitim,

iuris...

gratta...

vos pr liberiate; 86
illis

ala per ambitionem; 89 cibus

non

lubidine... erat;

108

famem atque magis Punica Me quam ob


adversus

ea quae praedicabat; 112 non sua ignavia sed ob rem publicam. II. Ad un avverbio, in un membro, corrisponde, nelr altro, un sostantivo Agr. 29 Quem casum ncque... ambiUose, ncque per lamicnta... tulit; 44 f. per intervalla... con:

tinuo; cfr. Sali. Cat. 51


et

recte

atque ordine; lug. 4 furtim

per latrocinia potius

quam

bonis artibus (triplice variatio);

14 6ostes ab latere, vos amici procul; 22 ncque recte

ncque

pr bono; 42 f. singulatim... pr magnitudine; 46 paulatim temptando... multa pollicendo; S5 nec illos arte colam, me opulenter; 87 quid boni... aut cantra esset; 92 forte quam

'

Alcuni codici hanno patria, lesione adottata da qualche editore.


Consilio;

44

equis; 105

101

turmatim

et...

contertis

non pr
1 1 1

ranis fiostibus, sed accurate ac liberaliter fabuit;


se brevitec et modice,
III.

pr

de

pace... multis disseca it.


in

Ad

un sostantivo o aggettivo

uno

dei

due mem:

bri,

corrisponde, nell'altro, un' intera proposizione

Agr. 9

6oc ipsius sermonibus, sed quia par videbatuc; 10 in. non in comparationem... referam, sed quia tum... perdomita est; 45 securus iam odii et qui... dissimularet gaudi um; cfr. Sali. Cat. 9 audacia in bello, ubi pax evenerat aequitate; oo in. nos arma ncque contro patn'am cepisse ncque quo periculum aliis faceremus; 47 in. intecrogatus de itinere... postremo quid aut qua de causa confacti sui atque sili fabuisset; lug. 29 locutus de invidia
nullis in
uti in

deditionem
quod...

acciperetur

50

in.;

51

opes

factionis...

ac

maxume

quod...; 45

cum

propter artis bonos tum maiuxta ponecet... tur-

xume

gerebat...; 65 ut sellam

ma m; 91 f. non ava ritta ncque scelere... sed quia locus...; 100 non tam diftdentia... quam uti... esset; 115 in. dolo an vere cunctatus. Casi siffatti occorrono anche in Livio: V 47 f. et apud Gallos, quia vulgatum erat... nuntios commeare, et apud Romanos ab nocturni periculi memoria; IX incerti de fide sociorum et quod pudor praepediebat; XXII 61 f. ncque ante consulis Romam adventum nec postquam
is

rediit.
la

Talvolta

proposizione

fa riscontro
si

ad un participio

Agr. 55 decus... bellanti, et auxilium


lug. 85
in.

pellerentur; cfr. Sali.

co dolore impeditus et quia... videbatuc; 97 et

victis sibi

munimento foce
f.

et si vicissent nullo
ita

impedimento;
seu

Liv.

XXII 4
IV.

sol,

seu de industcia

locatis,

quod

focte ita siete ce...

Ad

se ne

accompagna uno

un aggettivo, o avverbio, di grado positivo, di grado comparativo, e viceversa


:

Agr. 4 vefementius... caute; 16 adcogantec... ducius; novus...


mitioc; 25

magno paca tu, maioce fama;

55 pcomptioc in

spem, firmus adversis*-; cfr. cum imperitis, ne pauciores


V.

45

/ug. 49
in.

Sali.

ut prudentes

Ad

un

aggettivo,

si

cum plunbus. accompagna un

ablativo di

qualit: A^r. 16 segnior et nullis castrorum expecimentis cfr. Sali. lug^. 6 in. pollens vicibus, decora facie... ingenio

validus; 20 quietus...
tuens... ';

placido

ingenio... oppovtunus...

me-

28 patiens labocum,
46 intdum,

acri

ingenio;

51

fomines
fama...
in.

sceleratissumi, cruentis manibus...; 43 acri viro


aequabili...;
pares...

et...

ingenio mobili...

avidum; 52

opibus disparibus; 63 f. clarus... egcegiis factis ; 65 morbis confectus et... mente... imminuta; 81 Romanos iniustos, pvofunda avaritia; 89 inmunes, levi imperio et... fidelissumi; 95 evuditus, animo ingenti; 98 tevdtus... demisso

animo ^
VI,

Ad

una
:

serie

d' infiniti storici,

segue un verbo di

modo

finito

laudare,
offerre,

Ac primo occultius quietem et otium mox operam suam in adprobanda excusatione


Agr. 42

postremo non iam obscuri suadentes simul terrentesque pertraxere ad Domitianum. Su questo interessantissimo brano mi sono trattenuto altrove \ cercando di mostrare
la

come

l'azione concreta, materiale, violenta, trovi qui


nell'

sua adeguata espressione

uso del perfetto [perir-

nell' Ag.r., si estende anche all' uso degli avverbi e. 3 aggettivo al com12 tarde... cito. Avverbio di grado positivo parativo, si trova in Ag.r. 6 uti long.e a luxuria ita famae propor. Per la tendenza ad unire un aggettivo con un participio, cir. lug. 11 ferox et... despiciens ; 15 i. avidus potentiae... occultans; 32 eique timido 6 1 f. .Kumidae persuadet, cum ing.enio infido, tum et ex conscientia diffidenti metaenti... 84 magnifica pr s et ills doientia ; 107 t. dubio atque fjaesitante Jugart6a. A volte, in un membro, in luogo dell'aggettivo, si trova l'avverbio lug. 93 non temere... sed temptans... et circumspiciens. ^ Qui, in luogo dell' aggettivo e' il participio. Si noli, in quasi lutti gli esempi ricordati, la tendenza di Sali, a racchiudere 1' ablat. di qualit tra due o pi aggettivi. In lag. 7 troviamo il seguente tipo di vaviatio : ut nostcls... carus, S'umantinis maxamo terrori esset. All' aggettivo, risponde un genitivo di qualit in fug. SS gloriosa... neque belli patrandi. * Cfr. Ritmo e stile in Tacito, in Rendiconti della Accademia di Archeologia, lettere e belle arti, N. S. Voi. .XXIII, Napoli 1949, pp. 22-23 dell' estr.
^

La

vaciatio,

lente...

cito;

"^


.xere),

46

di

contro
di
tal

ai

menti

un' azione

variatio

fiistoriae e negli

due precedenti infiniti descrittivi, esprimensognera, ipocrita. Casi di genere troveremo abbondantissimi nelle Annales; ritengo opportuno rimandare a
velata,
stile

pi innanzi l'esame di questo aspetto dello

di Tacito.

Qui vorrei
progresso
dell'

far

notare

come

il

brano

in

questione segni un
stile,

in

quanto a facolt
cui

di rendere, in

sentimenti,
altri

psicologie, azioni diverse

anche

rispetto agli

passi
15;

Agr.

adoperato
In

l'infinito storico:

ce. 5;

19; 20; 21; 27; 36.


al
il

questi

brani. Tacito

molto

vicino

suo modello Sallustio, il quale, come hanno osservato Draeger e il Constans * e come pu del resto constatare chiunque abbia familiarit con le due monografie infinito storico con maggiore frequenza sallustiane. usa
*

l'

di Tacito. Cfr. infatti


6;
in.
7;

Cat.

10

f.;

11;
f.;

12

in.;

13; 14;

31; lug.

11;
f.;

12; 20; 23; 33; 36; 37

39; 41; 43; 47; 49; 50; 51

e
f.;
f.;

56; 5S;

59; 64;

66

in.; in.;

67; 69;

70

f.;

72

f.;

73; 74;

75
e

76; 79; 82;

83

f.;

84
la

87; 91; 92; 94;

96

in.;

98

in.

101.

In questi

esempi,

l'infinito

storico usato per


dell' a-

esprimere, generalmente,
zione;
si

rapidit
direi,

o simultaneit
In lug.

tratta di
tali

un uso,
infiniti

meccanico.

O due

lunghe serie di

sono separati da un imperfetto


(es.

(prospectabant): un respiro, quasi, un'interruzione della serie

che
si

altre volte

esasperatamente monotona

72

f.;

94;
f.

96) ^

Tutto qui messo sullo stesso piano. In Caf. 21

comincia
infinito

con un imperfetto {increpabat);


all'

si

passa poi

all'

laudare, per ritornare


di

imperfetto admonebat.
in lug.

Mescolanza

tempi troviamo anche


ire).

97 {capiebant...

defensabant... escendere...

Ma non mancano
storici

in

Sallustio

casi in cui g' infiniti


:

hanno, per

cos
;

dire,
cfr.

niamo all'uso
'

tacitiano
Stil

uno sbocco qui ci avviciCat. 6 At Romani... festinare,


13.

Ueber Sjntax und


Cfr.

dea Tacltus, Leipzig 18S2, p.


Tacite,

* ^

Htude sur la langue de

Paris 1893. p. 86.

anche

Cat.

21.


parare
rant
...

47

f.

...

fiortari

...

ire

...

teiere. Post ubi pericula... propule;

auxilia portabant
vindicari ; post
testi s
...

10

Haec primo paulatim

cre-

scere...

ubi... invasit, civitas

immutata...; 16

Ex

fdem vilia 5abere : post ubi maiora alia imperabat; 47 Volturcius interrogatus de itinere ... primo fingere alia, dissimulare...; post ubi. ..dicere iussus est, omnia ... aperit docetque... Si noti come, in questi quattro passi, la struttura chiunque li legga, nota la differenza stilistica sia identica verbi di modo finito. Non mi tra g' infiniti descrittivi e sembra esatto quanto scrive, a proposito, il Perrochat S che pure uno specialista in studi di tal genere, che, cio, Sallustio oppone la torma infinitiva " souple et rapide alla forma personale " plus massive et plus lente la prima per esprimere il movimento " spontan, la vivacit ou activit la seconda " la lenteur, la paresse, l'inertie chiunque pu constatare che imperabat, o aperit, non indicano lentezza o inerzia. Dunque, quanto afferma il Perrochat, non sempre vero per Sallustio, e, quel che a noi interessa ancora di pij, neanche per Tacito, come appare sin dall' esempio ricordato di Ag.r. 42 Ac primo o e e u 1 1 i u s
illis

commoda re ;
attriverat,

eorum famam...

l'

quietem... laudare,

non
sopra

o bs

mox opera m suam... cu r i suadentes simul


primo
fngere...

o-fferre,

postremo
sallustiani

terrentesque per-

traxere.

Siamo

vicini all'ultimo dei quattro

esempi

citati

{Cat. 47);

dissimulare. ..post...

en latin, Paris 1932, pp. 60-65 A propos de narration... in Revue des tades latines, 1935, pp. 263-64. Lo SCHUSTER (^u den Tfeoren iiber die Enstefung. und das Wesen des scge' nannten filstorlscfien Inflnltivs, Festschrift fr... P. Kretschmer, 1926, pp. 240-41) vede neir impiego dell' infinito storico in Sallustio un arcaismo. Il Perrochat, dopo aver premesso che, quando si parla di Sallustio, si abusa spesso del termine " arcaismo , soggiunge (art. e, p. 236, n. l): " En ralit, 1' auteur latin, dans son efforf pour se constituer un style personnel, a vu tout le parti tirer d' une construction qui pouvait produire des effets artistiques . Per una breve, ma lucida esposizione e critica delle teorie affacciate da anfichi e moderni circa l'uso dell'i, s., cfr. Meillet-Yendryes Traiti de grammalre compare des langues c'assiques, Paris 1948, p. 627.
*

Cfr. L' Inflnitlf de narration

de V

inflnitlf

aperf.

4S

di pi. Sallu:

Ma

nel

passo

deW Agr. c' qualcosa


Ci^li

stio pi netto,

pi lineare, pi scarno

passa da

fin-

gere, dissimulare,

ad

aperit, cos

come,

nei ritratti,

sovrap-

Tacito invece conosce l' arte di graduare passaggi: tra laudare, offerre e pertraxere, c' di mezzo, a giustitcare quasi il passaggio, la variatio o cove chi ha senso di c u I ti u s ... n o n iam o b scu r i aggettivo pi forte ed espressivo delstile avverte che e k ^o\ suadentes simul terrentesQue, coi ripel' avverbio
il

pone

bianco
i

al

nero.

1'

tersi

delle

s,

col

suono

insistente delle e
in

{suadentes...

una parola, la preparazione musicale al pertraxere; e qui il suono espressione di psicologia. Ecco come Tacito, grande artista gi neW Agr.. si distacca dal suo maestro di stile, nello stesso tempo in
c',
cui lo imita.

terrentesQue):

Ma
prendere

quest' ultima osservazione ci apre la strada a


il

com(ci

significato e

il

valore

della

variatio in T.

sia consentito

anticipare qui alcune osservazioni su di un


illustrato in seguito).

argomento che verr adeguatamente

Al e. 22 deW Agr. lo scrittore dice che Agricola era ut comis bonis, ita advecsus m a l o s iniucundus. Qui non , direi quasi, il semplice gusto di variare l'espressione.

il

senso

di

un' ideale

prospettiva

il

dat. bonis avvicina

queste persone buone ad Agricola, cos


lontana, respinge
spettiva,
tato,

come advecsus
o.,

al-

da

lui

malos. Lo stesso senso della pro-

che

c' in alcuni brani del

de
cita

come
liist.

si

novolta,
i.

senza per adeguatamente penetrarlo di

nel

passo

che

il

Srbom

pi

d'una

15

nox

a p u d b a rb a co s cantu aut clamore, n o s t r i s per tram et minas ada. E si osservi ancora come la differenza di stati d' animo sia ben resa, attraverso la vadatio, nel passo di Agr. 15 plus impetus felicibus, maiorem constantiam pe ne

mi seros

esse.
s

Agricola

ci

vien presentato

nel e. 35
.

\.

promptior in

pe m

et

frmus

a d ve

r s

Al

e.

42 T.


scrive che

49

Domiziano non diede ad Agricola il salacium pcoconsulare, sive offensus non petitum, sive ex co nsci enti a ne... e soggiunge, dando peso alla seconda ipotesi Proprium fiumani ingenii est odisse quem laeseds. compone. com' detto al e. 45 Lo stesso Domisiano

morte di Agricola, il volto e se cu r u s iam adii et qui fa e i l i u g a u dium qu a m me tu m


per
la
.

il

gesto

a mestiEia,

dissimularet
profondo
della
ri-

V arte
psicologia

del ritratto spirituale, lo studio

umana,

lo sforzo di trarre alla luce le pi

poste

intenzioni, di

scoprire

l'

oscuro

mistero

racchiuso

nella coscienza

dell'uomo;
nell'

tutte

queste qualit, che costi-

tuiscono
gi
si

il

pregio e la

novit della storiografia tacitiana,

artisticamente Domiziano immediato predecessore di e spiritualmente Tiberio. Tacito indagher nell' animo di Tiberio servendosi

trovano

Agricola.

parlando

l'

dei

mezzi di

stile

affinandoli,

naturalmente

di
l)

cui

si

servito

ndV Agr. Non

saprei trovare esempi pi signifi-.

cativi di questi or
ci

siamo

ora ricordati, per provare allontanati da Sallustio, per il quale

quanto
vaciatio

la
;

un fatto

generalmente esteriore e meccanico 2) come gradatamente, allontanandoci dal mondo ideale del de
oratoribus,

lo studio psicologico

l'

ove sono oratori che parlano, a voce alta, e compare solo a tratti, ci avviciniamo al vero volto di Tacito, in parte gi una conquista uomo pi maturo e profondo, artista capace di essere al-

altezza della sua umanit.

Per approfondire meglio sino a che punto Tacito imita


Sallustio, sino
si

a che punto se ne distacca, ed originale, tengano presenti gli esempi che proponiamo, riferentisi

a contenuto diverso. Nel e. 5 cos T. ci parla della giovinezza di Agricola nec Agricola licenter more iuvenum ...neque segniter ... rettulit: sed noscere provinciam, nasci
:

exercitui, discere

peritis,

sequi optimos... intentus ag'^re.

4 - A. Salvatore

Stile e

ritmo in Tacito.

Doli

Pcrrochat

'.

ijiustamente, del

r inizio del
la

e.

bellum

ha confrontato tale brano con lugurtinum, ove descritta

giovinezza di Massinissa.

Lo schema
...

identico (qui ubi

primum
illius

adolevit

...

non

se luxu

dedit, sed, ut
...

mos

gentis

est,

eguitare, iaculare,
in

...certare

omnibus... carus

esse

...).

anche se
infiniti

Tacito
si

1'

attenzione rivolta pi alle


il

doti spirituali;
retfulit agli

ma non

pu negare che
modellato

storici sia

sull'

passaggio da analogo pas-

saggio, che

da dedit a equitare, etc. non c'entra pi, e c' gi tutto Tacito col suo stile, direi con la sua lingua e la sua profondit sempre di psicologica, nel capitolo seguente () ove
in

Sallustio troviamo,

Ma dove

Sallustio

Agricola, scritto Sors quaesturae provinciam Asiam, proconsuem Sahium Titianum dedit; quorum neutro conruptus

quamquam et provincia dives ac parata peccantibus et proconsul in omnem aviditatem pronus quantalibet facilitate redempturus esset mutuam dissimulationem mali. S'afest,
*

faccia

insistente

alla

nostra

fantasia
la

l'

ombra
la

del

futuro
la

storico etico-psicologico,

con

grandezza, l'audacia,

novit del suo

stile.

Il

porre sullo stesso piano

provincia

e il proconsole, 1' espressione parata peccantibus, riferito a provincia (messa, ancora una volta, sullo stesso piano del

proconsul, in

redimere

omnem avidit tem pronus), mutuam dissimulationem mali:


tacitiano,

immagine del

profondamente

ed ha

la

questo stessa risonanza vasta


tutto

di altre espressioni, quali secreto

erubuit beneflcii invidia

suo satiatus (e. 59); nec Domiti a ni vero natura praeceps in tram et quo obscurior, eo inrevocabilior, moderatione tamen prudentiaque Agricolae leniebatur, quia non contu...

macia
libens

...

famam fatumque
excepisti,

provocabat

(e.

42); constans et

fatum

tamquam quo

virili

porione inno-

est...

propos de /' inflnitlf... (art. e), p. 264. Espressione densa: si legga ora Cic. ad Q. fr. l 1, 2 (praeclarum spirituale e linguistica deduxerit) per comprendere l'enorme distanza

che divide

1'

un

dall' altro

scrittore.


centiam principi donares
vece
...

51
et

novissima in luce desideraAgricola , soprattutto, un

aliquid oculi

fui

(45).

L'

libro di psicologia

individuale,

come

sar libro di psico-

logia collettiva la

Ma

Germania. passiamo oltre. Lo Schnfeld


i

ha sottolineato, a
Agr. (lO
ss.)

ragione, la somiglianza tra

capitoli

ddV

con-

tenenti r excursus sulla Britannia e quelli del bellum lugur-

tfinum (17-19), contenenti la digressione geografica sull'Africa.

Cerchiamo anche qui


stile,

di capire quel

che appartiene 6abet ab ocsolis decli-

a Tacito, al suo

alla

sua personalit. In Sallustio, tutto


:

chiaro, semplice, netto, al solito

finis

cidente fretum nostri maris et Oceani,

ab ortu
:

vem

latitudinem... In Tacito, la descrizione della Britannia


il

nasce sotto

segno del vasto e


terris,

dell'

impreciso

septentrio-

nalia eius, nullis centra

vasto

atque aperto mari

pulsantur ; e, poco pii innanzi, sed immensum et enorme spatium procurrentium ^ extremo iam litore terrarum velut
in

cuneum tenuatur ^ C', in questa descrizione tacitiana, una maggiore animazione di immagini, una maggiore suggestivit

data da questo senso

dell'

ignoto, del lontano; in

una parola, un senso di poesia che Sallustio non ha. Questa la ragione dell' uso delle immagini, alcune delle quali sono di una certa arditezza, come si pub vedere leggendo la fine del e. 10 unum addiderim, nusquam latius dominari mare... nec litore tenus adcrescere aut resorberi, sed influere penitus atque ambire, et iugis etiam ac montibus inseri velut in suo. Questo mare che, come se fosse in suo dominio, invade luoghi che non gli appartengono, penetra dentro terra ed arriva persino alle cime dei monti, veramente qualcosa di vivo. Le ultime parole {inseri velut in suo), quanto a facolt di attribuire a cose materiali senti'

O. e, pp. 47

ss.
1 1
,

^
il

Tale verbo ritorna al e. Si noti r uso poetico

procurrentibus in diversa

e frequente in T.

del

terris.

verbo semplice per

composto.


secondo
l'

5i?

al

menti e qualit umane, mi fa pensare libro delle Gergie fc (vv. SO


innesto e della

passo famoso del

ss.),

ove

si

parla del-

pianta che miratur... novas frondes et non


ci

sua poma. All'ambiente delle Georgiche brano del e, 12 soliim praeter oleam
calidioribus terns oriri sueta,

riporta

il

seguente

vitemgtie et celer

patiens frugum,

fecundum

un passo del e. 17, dalla struttura quasi identica a questo, ora citato, velox, patiens dell' Agr., aveva scritto genus hominum... laboruni; Tacito ha detto patiens frugum, riferito per alla terra, personificata (cfr. Geo. 11 2'25 patientem vomecis). Ma, oltre al x'^o e al poetico, c' un terzo elemento
tarde mitescunt,
cito

proveniiint...

Sallustio, in

che distingue
voglio dire
l'

1'

excursus

tacitiano

da quello

di Sallustio

elemento psicologico-morale. Alla fine del e. 12, dopo che si parlato dei prodotti della terra, si esempi di accenna, con un rapido ', breve passaggio

breviloquenza

spesseggiano

neli'/4gf.

ai

prodotti

del

mare: Gignit et Cceanus margarita, sed subfusca et liventia.


abesse legentibus arbitrantur;... ego facilius crediderim naturam margaritis deesse quam nobis avaritiam. Un finale che preannunzia alcune conclusioni di capitoli,

Quidam artem

cos profonde, della Germania.


infine,

E veniamo,

ad

un

altro

tipo

di

descrizioni,
di

quella della battaglia {Agr. 35

ss.).

Avremo modo

porre

in luce nuovi elementi dell' arte e della psicologia di Tacito,

elementi che

nel de oratoribus non ovvio pensarlo appaiono ancora tutti, ma che si svilupperanno pienamente neir opera successiva dello storico. Anzitutto, l' armonia

anche
et

" Non soltanto la terra, ma iniaiti, bisogna sottintendere: Oceano d suoi prodotti . * Due proposizioni sono fuse in una sola in Agr. 12 Scllicet extrema plana teccarum fiumili umbra non erigunt tenebras (qui la densit si disposa
'

Per capire,
l'

ad una

poetiC'i

animaHione delle cose); 13 fgltur primw; omnium...;

ut in subitts consiliis naves deerant; 31


et vlles in excidium petimus:
(Tiberus) edlcto
il

18 Sed novi nos Decia, sulla traccia del Peter, ricorda An. 3

Ac

slcut...

ludibrio

est... sic...

monuit

ne...


del periodo, derivante

d:>

dalla

collocazione
in
:

delle

parole e

dal loro suono.


stile

Qui penetriamo
sua

uno

dei

segreti dello

miscere

musicalit e. 36 Ig.itur ut Baiavi umbonibus, ora foedare S et... erigere in colles aciem coepere, ceterae cotortes... proximos guosque caedere : ac plerique semineces... reiinquebantur. Sembra di
di Tacito, la
ictus, ferire

leggere

uno

dei raccapriccianti brani delle liistoriae.


ferire...

Quanto

all'armonia iniziale {miscere...

foedare),

si

legga con-

temporaneamente il principio del e. 15 ... agitare inter se mala servitutis, conferre iniurias et interpretando accendere,
e del
e,

38 Britanni palantes... trafere vulneratos, vocare

integros, deserere

domos ac per tram


nell'

ultra incendere, elicere

latebras et statim relinquere.

Come
non

dimostrer

ultimo capitolo,

l'

armonia

in

T.

qualcosa di esteriore: un mezzo per esprimere un determinato stato d' animo. T. usa la stessa armonia e, quindi, lo stesso ritmo (che alla base di quella), per esprimere un medesimo stato d' animo.
Il

assai

facile che,

Perrochat

ha notato

il

confronto del resto


battaglia. Tacito

nella descrizione della


i

ha tenuto presente Sallustio. Citiamo due brani: lug. 101 f. Tum spectaculum orribile in campis patentibus : sequi, fugere, cecidi, capi : equi atque viri afflicti, ac... ncque fugere posse ncque quietem pati, niti modo ac statim conoide re : postremo omnia... cons irata telis armis cadaveribus, et inter ea fumus infecta sanguine ; ^ Agr. 37 Tum vero patentibus locis grande et atrox spectaculum : sequi, vulnerare, capere atque eosdem oblatis aliis trucidare. lam fiostium... catervae, terga praestare,

quidam

inertes ultra ruere

'

Cos

codici

fodere, che alcuni editori

accolgono, congettura del


nel significato di trans-

Gesner. Cerio
^
*

fodere, invece del

fgere usato altre volte

vivifie

da T. I 18; An. II 21). Art. e, pp. 264-265. " Peinture puissant, mais toufe matrielle en quelque sort. Tacite la en la copiant; il lui imprime son me, et toutes les qualits morales
et

composto perfodere, (Hist. 79; lY 29; Y

de sa fouche,, (Dubois-Guchan Tacite

son siede, Paris 1861, Yol.

II,

p.

512).


et

54

et

ac se morti ofterre. Passim arma

corpora
identica.

et laceri artiis,

cruenta fiumus; et aliqiiando etiam


qui
la

victis ira virtiisque.

Anche
sta

struttura pressoch

alla

tine.

Sallustio

sanguine; Tacito et rapida, quasi sfu^^ente, come cio, con una notazione di carattere psicologico '. 11 pensiero nel suo stile attinto da Viri^ilio. Aen. II 567 quondam etiam victis redit in praecordia virtus. Ma possiamo dire ciie nel brano di

La ditTerenza conclude et inter ea tumus infecta aliquando etiam victis ira victusque:

Tacito presente tutto

Virgilio, e in

secondo
trove
*

libro dell' Eneide, nel


la

quale

come
di

modo

particolare

il

ho detto

al-

descrizione permeata

osservazioni

psi-

cologiche e pi che essere obiettiva, animata e intessuta


del sentimento, della pietas del poeta.
si

aggiunto
nota

Virgilio
di

una

nuova

il poeta umanit nell' alquanto


:

Dunque, a Sallustio, mantovano ha portato


fredda
de58, soprattutto l'inizio:

scrizione sallustiana. Si legga

il

e.

Et nox quidem predaque aeta victoribus:


vincitori

ma non sono

che interessano a

T.;

ad
ai

essi

dedica solo

questo
sin dal-

rapido accenno
l'

iniziale. Tacito, storico

umanissimo
sofferenze

Agr., volge

il

suo sguardo
le

vinti come
le

Virgilio

e
sua

si

sofferma a descriverne

miserie e
i

lingua

in

cui

abbondano
:

termini poetici

la

esprestra fiere

sione

del

vulneratos,

suo sentimento vocare integros,

Britanni
deserere

palantes...

domos ac per tram

ultro incendere, eligete latebras et statim relinquece; miscere


in

pignorum suorum,
saevisse

vicem Consilia, dein separare; aliquando frangi aspecta saepius concitari ; satisque constabat

quosdam
lo stato

in

coniuges ac liberos,

tamquam
e di

misere-

sgomento, reso con impareggiabile immediatezza; una musica triste le parole si corrispondono ed esasperatamente uguale
rentur
:
:

d'animo d'incertezza

'

Cfr., nel e.

37
al

{,,
I

un'altra frase rapida

Finis sequendi

nox

et satietas fuit.
ss.

Commento

libro

dQWEneide, Napoli 1947, Introduzione, pp. XLVl

nel

00

metro {incendere... rellnqur ; separare... cnctar). Tutto il periodo costituito di una serie di dapprima, il parallelismo pi stretto e frasi parallele marcato, pi monotono, pi cadenzato {trafere... vacare... muta il tempo, si dideserere...), poi si fa pi concitato rebbe se si trattasse di composizione musicale {eligere... statim; miscere... dein); la lunghezza delle frasi va gradatamente aumentando, quasi che il sospiro, col quale lo
nel
;
;

suono e

scrittore
il

segue

la descrizione,

si

accentui,

si

prolunghi

momento
;

pi doloroso e pi tragico {aliquando frangi...


e infine, l'ultima frase,

concitari)

che con

la

sua ampiezza
le

maggiore sembra abbracciare e sintetizzare


lascia dietro di s un'eco di

altre,

e che

commiserazione e

di

racca-

priccio (satisque... misererentur).

Tacito continua
aperuit \
i

Ma

la

vittoria presto

Proximus dies faciem victoriae latius dimenticata, o meglio,

suoi aspetti, quali li rappresenta l'umanit di T, ecco vastum ubique silentium, deserti colles, fumantia procul teda: qui batte forte lo spirito di Virgilio; e non soltanto Io spirito ricordiamo la malinconica fine della prima ecloga et iam summa procul villa rum culmina fumani... Dunque, accanto all' imitazione sallustiana, merita di essere sottolineata, per chi voglia comprendere compiutamente r evoluzione dello stile di Tacito, l' imitazione di
;
:

Virgilio.

Non

si

tratta soltanto d' imitazione formale. Tacito,

che gi nel de o. ammira Virgilio, facendone pronunciare r elogio da Materno e da Apro e che a Virgilio l si ispira per alcune costruzioni sintattiche e stilistiche, ndl'Agr. ha modo di mettere in evidenza pi chiaramente ed ampia-

^ Circa la personificazione di dles, cfr. Agr. 22 in. (tertlus... annus novas gentes aperuit), Hist. IV 29 f. {sic exfiausta nocte novam adem dles aperuit) 62 (detexit ignominiam campus et dles). Si noti come in Agc. 5S e negli ultimi due passi, ci troviamo sempre in situazioni difficili. Cfr. pure An. I 49 quos slmul vescentls dies, simul quietos nox fiabuecat. Gi Livio aveva scritto (XXVII 2) lux fugam lostium aperuit.
;

vomente il lungo studio che ha fatto del poeta di Mantova. il opportuno fermare qualcuno di questi rapporti Agr. 2 oriri sucta, Ver^;;. Aen. V 402 s u e t u s ferre maniim; Agr. 13 f. et monstralus fatis Vespasianus, Aen. VI So 9 o ste n de nt tecris fiunc tantum fa ta ; Agr. 24 Hibernia ... oallico ... mari opportuna, Aen. Vili 235 dirarum n i d i s opportuna volucrum ; Agr. 26 Ultro quin etiam erupere Aen. VII 485 mortua quin etiam iungebant corpora vivis ; Agr. 29 et quibus cruda ac viddis senectus, .Aen. VI 504 5ei cruda deo ^iridisque senectus;
:

Agr. 35 vota virtusque in aperto


optastis
gressos,

Aen.

279 quod v o

t i

(spiega

il

vota

di T.)

Agr. 54 furto
loci et

noctis ad-

Aen. IX 597

fraude

noctis
il
I

oppres-

sum

Agr. 56 miscere ictus,


;

Aen.

25 (per

significato

di miscere)

Agr. 45 securus iam odii, Aen.

550 securus

anche VII 504) \ V Agricola primo documento, dopo il de o., in cui appaiono ben visibili due rivoli dell'oratoria e della poesia, rivoli che confonderanno le loro acque come vedremo
(cfr.
il
i

amorum

al

culmine

il

dell'

evoluzione
dell'

stilistica

di T. L'

evoluzione

sti-

listica

risultato

evoluzione

spirituale.

L'allargarsi

dell'orizzonte stilistico conseguenza dell'allargarsi dell' orizzonte


stile

spirituale

ed

umano. Seguire l'evoluzione


1'

dello

di T., significa seguire

evoluzione

dell'

fumanitas di

Tacito.
L'

Agricola stata per


ci

dia,
in

che

tanto lo

noi quasi un posto di guarha permesso, da una parte, di volgere di tanto sguardo indietro, al mondo del de o., per mi-

' pi conArdita anche 1' immagine ergere In colles aclem {Agr. 36 cisamente, al e. 18, erexit aciem). L'Arnaldi (o. c, p. 57) ritiene ispirata a Virgilio {Aen. Vili 556-57) l' espressione et praecesserat terror di Agr. 38. Qui troviamo 1' unione di un concetto concreto (datae ad id vlres) con uno astratto {ferrar). Espressione piena del vago, che proprio della poesia, questa del e. 13 mare expectabant. Ardita anche la chiusa del e. 41 in ipsam gloram praeceps agebatur: (Agricola) " precipitava nell'abisso della sua stessa gloria . come traduce il Giussani.
-.


surare
il

57

dall'altra,

cammino che
1' il

T.

andato compiendo,

di respirare

aria delle Histociae e degli Annales.

de oratoribus ce ne convinciamo ancor pi, ora che possiamo considerarlo un po' a distanza rimane sempre, e non solo da un punto di vista teorico, la base indispensabile per capire la prosa di Tacito solo partendo da quella base che si pu parlare di evoluzione.
:

Ma

Capitolo HI

LA GERMANIA
La Germania
interessante. Essa,
,

anche

stilisticamente,

uno

scritto assai

mentre da un iato continua e conferma alcune tendenze gi apparse r\Q\Y Agricola, dall'altro contiene alcuni elementi che pi diffusamente ritroveremo nelle opere successive di Tacito, Quell' ondeggiare tra il vecchio e il nuovo stile, che abbiamo messo in rilievo come una
delle

caratteristiche pi notevoli
si

dV Agricola,

nella Ger-

mania
mente,
la

accentua
questa

sempre

pi.
l'

Fa capolino, non
di versare
le

rara-

in

monografia,

autore del de oratoribus,


sue acque

fonte nascosta,

che non cessa

sin nelle

estreme propaggini dell'opera tacitiana.

Leggiamo un brano del cap. 30 Multum, ut Inter Germanos, rationis ac sollertiae : praepnre lcts, audlr
prdepsts, nasse rdlns, intellgre ccasns, dlffrre

mpts, dispnr dim, vallare

nctm, fortnam Inter


la struttura

dbi, virt tem Inter certa numerare...:

ana-

loga a quella che troviamo nel cap. 5 del de oratoribus:

Et ego enim... non pattar Maternum... defendi, sed ipsum...

arguam, quod natus ad eloquentiam virilem

et ratrm,

qua parere simul

et turi amictas, adscscr

ncesst-

dins, complecti provncas psslt, omittit studium,

quo non

aliud in civiiate nostra vel digntatem mpls vel

ad

utilitatem frctsis vel

ad

ad

urbis

famm

plcBris... exc-

gitar
i

59

brani si ha prosa metrica ', ptesi. In entrambi che nel passo della Germania T. va ancora oltre: la simmetria spinta a tal punto, che in corrispondenza di disponere diem abbiamo vallare noctem, " fortificare la notte (ossia rendere sicura la notte fortificando l'accamDirei
:

^ non meno di quella "aspettavano il mare,,. Un altro caso, abbastanza significativo, in cui audacia di parole, di costruzione, e tendenza alla simmetria s' intrecciano (dandoci cos una visione precisa di che cosa sia la Germania, quanto a stile), troviamo al cap. 46 Sed beatius arbitrantur quam ingemere agris, inlaborare domibus : il dativo agris poetico (si pensa ad Orazio, sulla sua analogia Tacito Ep. V 51 ingemens laboribus) ha scritto domibus. casi di parallelismo sono assai frequenti nella Germania ; cfr, e. 5 in. Terra... aut silvis torrida aut palu-

pamento)

frase arditissima, tacitiana


:

dQV Agricola

-.

dibus foeda, fumidior qua Gallias, ventosior qua Noricum...

Equi non forma, non velocitate conspicui ; 7 Reges ex nobilitate, duces ex virtute sumunt ; 12 Proditores et transfugas... ignavos et imbelles^ ; 15 in pace decus, in bello praesidium; 14 arare terram... expectare annum ; 19 in. nullis spectaculorum inlecebris, nullis conviviorum inritationibus ; 20 tamquam et animum frmius et domum latius teneant; 25 sine adparatu, sine blandimentis 25 non disciplina et severitate, sed impetu et ira ; 50 f. cito... cito; 55 seu superbiae odio seu praedae dulcedine...; non
adspicit ; 6
in.

(art.

di prosa metrica nella Germania, secondo il Bornecque cap. 2 {quis porro... si patria sit) ; 3 (ceterum... adfiuc exstare) ; 7 {ceterum... bellantlbus credunt) ; 59 [stato tempore... primordia). ^ Livio, IX 41, scrive castra vallantem Fabium adorti sunt; in b. Alex. 27, 6 si trova parimenti 1' espressione castra Fallare, ben diversa da noctem
^

Altri

esempi
:

e,

p.

340)

vallare.
^ Tale coppia di sinonimi il Valmaggi (commento alla Germania, Torino 1942, nota ad l.) pensa che sia stata introdotta per simmetria con la precedente (p. et t.).


armis
telisQue... sed...

nostri...

obledationi oculisque; ...amor


castraque...

odiiim sui ;

41

arma modo
il

domos

villasque)

45 rude kgitiic, intorme perfertur.

Ma, superando
nella
si

fatto

tecnico,

vorremmo penetrare
cio se di
esso

psicologia del parallelismo, vedere

dar espressione a un qualche motivo o sentimento. Chi ha studiato attentamente la prosa dello storico imperiale, sa che, in generale, sotto un fenomeno stilistico, si cela un fatto di carattere psicologicomorale. Leggiamo, nel e. 2, la descrizione della Germania:
serve

Tacito

per

Quis porco... ermaniam pelerei, informem


caelo,
tristem

tecris,

asperam
crea

cultu

adspectugue...

il

parallelismo

un' atmosfera

monotona

e grigia, fa risaltare l'asprezza del


terra
;

clima e lo squallore di quella che termina per in quel nisi

una musica

triste,

si patria sii in cui il mutamento improvviso di suono (cfr. prima tristem cultu adspectuQue) solleva l'animo nostro. Tacito, che conosce bene r arte dei suoni, sente, e fa sentire, tutta la dolcezza che

vibra nel patria.


Il

parallelismo

ricorre

spesso anche nei brani ove


:

si

parla

Cum dei costumi dei Germani turpe principi virt te vinci, turpe comi tatui virtulem prinvenlum
in

aciem

cipis

non adacquare

(e.

14

in.);

Sed
'

et et

de reconciliandis...
adsciscendis princinullo magis tem-

inimicis et iungendis
pibus... in

adtinitalibus

conviviis consullant,

tamquam

pore aut ad simplices

cogitationes pateat

animus aut ad

magnas
tuunt,

nclscat... deliberant,

dum
(e.
si

fngere nesciunt, consti-

dum

errare

non possunt

22): dal parallelismo sin-

tattico e strutturale, al

tono che

andato via via

solle-

vando, sino a diventare classicamente oratorio, si ridiscende in un altro parallelismo. Lo stile qui diventa strumento d'interpretazione, ci aiuta a penetrar meglio nello spirito della

Germania.
* Si noti, nel parallelismo strutturale, 1' asimmetria dell'astratto [adf.) coordinato a due concreti (inimicis e princlplbus).

61

Sorvolando sul parallelismo qtiamvls fuvenior, quamvis robustiov onde Tacito, nel e. 24, umanamente segue la sorte del vinto che voluntadam secvitutem adii, o sulr altro del e. 40 pax et quies fune tantum nota, fune

animo poeticatantum amata, attraverso il quale freme mente commosso di Tacito, o sull' altro ancora del e. 46 in cui, con stile rapido e spennato, sono efficacemente ritratti volgiamo l'attenzione su alcuni punti costumi dei Fenni i dei ce. 18 e 19, che sono da annoverarsi tra le pagine pij
1'
^
;

profonde non solo di Tacito, ma della letteratura pagana. Tacito tratta un argomento delicatissimo,
trimonio e
la

latina
il

ma-

coniugale dei Germani lo tratta in che testimonia la sua compartecistile uno con tono, un quanto scrive. Tacito non scrita paHione sentimentale
fedelt
: ;

tore freddo
nit

scrittore umanissimo, che tutta la sua

uma-

continuamente attraverso le pieghe della sua prosa. Sentiamone ora la voce in faec munera uxor accipitur...: hoc maximum vinculum, faec arcana sacra, 5os coniugales ds arbtrantr; il tono oratorio continua:.,, ipsis incipientis matrimonii auspiciis admonetur venire se laborum periculorumque sociam, idem in pace,
rivela e confessa
:

idem in proelio passuram asrmqu foc iuncti boves, Hoc paratus equus, 6oc data arma renuntiant. Sic vivendum, sic pereundum. Dopo questa serie di frasi taglienti, la frase finale, che con la sua distensione sembra accompagnare il gesto solenne ed austero delle spose germaniche accipere se quae liberis inviolata ac digna reddat, quae
:
:

nurus accipiant rursusque ad nepotes referantur.

Opera
critici
;

retorica stata giudicata la

Germania da molti
se
si

il

Boissier

^ invece, sostiene

che

eccettuano

due o
sioni
^

tre frasi un po' manierate e brillanti ed alcune espresche paiono troppo poetiche per il soggetto, la reto-

Fennls mira fedtas, foeda paupertas


vestitui pelles,

non arma, non

equi,

non pena'es

vietai fierba,
'

cubili burnus...

Cfr.

Tacite,

Paris

1908, p. 40.

afGermania. Il problema va chiada altro punto di vista. Che Tacito rito e prospettato un nella sua monografa faccia della retorica, intendendo il termine nel suo significato deteriore, da escludere. Tacito non scrittore da usare parole o immagini false o vuote, senza contenuto o sproporzionate ad esso. Leggendo la Germania, non bisogna farsi ingannare dalie apparenze. Nella monografia ci sono, s, ripetizioni, a breve distanza,
rica affatto assente dalla di vocaboli simili, anafore, allitterazioni, ci sono, spesso,
tratti
i

questa? Direi di no: di quei mezzi lo scrittore si serve per dar sfogo a un suo sentimento, esprimere una propria maniera di vedere. Ritorniamo al e, 19 Ergo saepta pudicitia agunt, nullis spectaculorum inlecebris, nullis conviviorum inrapidi, a scatti.

Vogliamo chiamarla

retorica,

enim pudicitiae nulla opibus maritum invenerit... sic unum accipiunt maritum quomodo unum corpus unamque vitam, ne u 1 1 a cogitatio ultra, ne l o ngior^ cupiditas, ne t a m q u a m maritum, sed tamQ u a m matrimonium ameni. Qui calore, vibrazione, inntationibus corruptae... Publicatae

venia

.-non

forma,

non

aetate,

non

tensit di

Pensiamo ritornando per un attimo al de oratoribus ad alcuni punti culminanti dei discorsi, soprattutto, di Apro e di Materno (e. 5 Et ego enim; 8 Nam sordidius; 13 quod... quod... quod; nec... nec... nec...; 36; 39; 40) e ci persuaderemo che Tacito ricorre agli stessi mezzi stilistici per martellare alcuni concetti, dar loro una fiamma di
vita,

sentimento che Tacito

infonde

nell'

espressione.

punto in cui Tacito sembra ci sveli il suo stile oratorio. Ho presente l' inizio del e. 20, interessante perch qui il confronto col de oratoribus non soltanto ideale, ma anche sostanziale * In
qualche

motivo

di questo

'

Variatio

ultra...
il

langlor.
di

Cfr. infatti

secondo periodo
29
in.

Germ. 20 {Sua quemque mater ube-

ribus allt)

con de

or.


0/77/7/

65

in
;

(io/770

nudi atque sordidi

fi

artus,

in

6a

e e

corpoca quae micamur excrescunt


ce
li

l'anafora
c'

(6os...

6aec)

fa
:

vedere, questi
qui,

Germani,
altri

nella

loro statura giganil

tesca

come

in
la

tanti

casi,

sottinteso,

per
L,

quanto riguarda

corrotta
il

educazione dei Romani del


significato
dell'

tempo
nel

di Tacito,

Questo

anafora.

de oratoribus, la passione per la poesia e per 1' eloquenza, o la nostalgia per la perdita di quest'ultima; qui, nella Germania, un sentimento di commossa religiosit, dinanzi alla seriet dei Germani. E il moto interiore dal quale r autore agitato che determina alcuni atteggiamenti
,

espressivi,

chiaramente rapporti che uniscono la Germania al Dialogo, subentra un altro elemento che in genere si considera puramente tecnico, e che invece anch'esso, in Tacito, assume una certa spiritualit il ritmo. Lo stesso Tacito, che nella Germania offre molti esempi del suo stile breve, stringato, denso, non di rado ama abbandonarsi al fascino dell' oratoria e costruisce periodi che hanno struttura e sapore perfettamente classici,
farci
pii
i
:

scorgere

ancora

ad es., questi Ipse eorum opinionibus accedo, qui Germaniae popuios nuUis aliis aliarum nationum conubiis infectos propriam et sinceram et tantum sui similem gentem xsttsse rbtrantr (e. 4 in.) ceterum ncque animadvertere, ncque 7incirc, ncque verberare quidem nisi sacerdotibus permissum, non quasi in poenam, nec ducis iussu, sed velut
quali,
:

deo imperante,
guerresco
1'

quem

adss bllntbs crcdnt

(e.

7):

si

parla di capi, di disciplina militare, in tono solenne, quasi


:

ottima clausola, qui

come

nell'

esempio pre-

cedente, assume un significato psicologico \

^ Altri periodi dalia struttura e clausola classica e. 2 Ipsos Germano^., nvlbs ad tur; Ceterum... Germani vcrentc ; 3 Affectatur... intmsct ; 13 f. Nec solum... bella proflgant; 20 Quidam... ltii tnnt ; 28 in. Va:

lldiores...

potnti diviss.


In

64

evoluzione dello
d'
stile

questa nostra ricerca

sull'

di

un certo interesse e rilievo. Tacito si visto nell' Agricola, stiamo ora vedendo nella Germania, avremo occasione di constatarlo nello studio delle opere maggiori non dimentica mai di essere stato oratore ma oratoria mette a servizio di un motivo ideale che ha diverse espressioni ora motivo eroico, ora di ammirazione, compiacimento, commozione
Tacito, ci
di

sembra

poter fermare un punto

1'

e a volte stupore.

Germania, come accennavo all' inizio del si notano parecchi altri fenomeni stilistici che preludono a quelli che ritroveremo nelle opere stonella

Ma

presente capitolo,

riche.

Cito

alcuni

casi

di

variatio,

alcuni

dei
l'

quali

influenza mostrano come da Sallustio su Tacito si estenda anche alla seconda monografa *. Unione di un concetto concreto con uno astratto troviamo proprio all'inizio della Germania: mutuo metu aut montibus espressione densa e sugi^estiva, come suggestiva in Tacito soprattutto nella Germaogni descrizione geografica, o di contini. Come siamo nia,

non

riscontrati nell' Agricola

stilistica

esercitata

lontani
5o;

dall'

espressione

tucididea
!

(HI 2)

x
e.

vxiTiaXov

ivov

tz-.^jtv

; ;j|jinaxtav
i

Alla fine del

7 scritto,

delle

donne che assistono

mariti nelle guerre, cibosque et

foctamina

pugnantibus gestant, espressione non meno


:

ardita dell' altra, che troviamo un rigo sopra

ad matres, ad coniuges vulnera ferunt. Sempre nel e, 7 leggiamo non quasi in poenam nec ducis iussu, se d v e l u t d e o
:

'

atque
e.

Esempi di vadatlo e. i n e d i a m-,

nella
5

nulla

m temere ac fortuito ; publice... 16 remedium... Insclti; dine, sed ob nobllltatem; 22 caede et vulneribus-, 27 lamenta ac lacrimas... d o l o re et tristitlam; 29 f. Levissimus... a u d a x ; 30 i. ve'ocitas iuxta formldlnem, cunctatio p ro p i o r constantiae est ; 34 sive... fierba... p e 1 1 e s fiumus; i e i l i i s s e u ; 46 sermone cuttu, sede a e d o ora... vultusque, corpora atque artus ; si noti per che l'amplificazione o. r. usata per formar simmetria col bimembre seguente (Valmagoi, ad /.).

e, 4 f. Sitlm aestumque... fri gora adfectione animi, s e d quia...; e. 10 p r i r a t i ; e 15 a slngulls... p u b l i e e; populatuc... Ignorantur; e. 18 non libi-

Gecm.

-.


imperante:^
pi elevato; qui
il

65

stile

triplice

vadatio. Clii ha senso di

av-

verte per che l'ultima espressione {sed..) va letta in tono

mutamento

della costruzione sintattica


il

ha

un motivo psicologico, oltre che stilistico, fa rilevare scendo, prepara il tinaie risonante {quem adesse bellantibus ccedunt), sul quale gi ci siamo sotfermati. Un esempio, ancora pii interessante e chiaro, del valore dell' ablativo assoluto, coordinato a costruzioni di tipo
cre-

diverso,

si

ha nel

e.

Memodae

pcodituc

quasdam

acies...

cestitutas constantia

precum
adeo

et obiectu

strat a co

mminu s
la

ca p t iv i t
ut...

pectorum et m o na te quam longe im,

patientius... timent,

Tacito

sviluppa
gli

espresso dall' ablativo assoluto; perci

tanza

mediante
(e,
*.

concetto il ha dato impor-

vadatio

staccandolo dalle due espresche precedono.

sioni parallele
stile,

p. et o. p.)

un

fatto di

questo, che avr largo sviluppo nelle opere maggiori

di Tacito
e.

Esempio

di triplice

40

si

parla dei Langobardi,


^

dell' ignoto \ Cos quando leggiamo Quotiens bella non ineunt, non multum venatibus, plus per o t i u m transigunt, si ha l'impressione che il per otium, nei confronti del semplice ablativo (venatibus) allarghi il concetto di otium che acquista perci, mediante il cambiamento di costruzione, un maggior risalto

sed proeliis ac pedclitando bene il senso dell' avventuroso e


in

vadatio anche questo del quali non per obsequium, rende sunt il pedcitando tuti :
i

Getm. 15

in.

cum pcaedatoria manu, sed Gecm. 8 f la vadatio (non adulaticne n e e t a m qu a m facerent d e a s) esprime il sarcasmo di T. Cfr., verso la fine del e. 36, un'altra frase breve, pure sarcastica C6attis victodbus fortuna in sapientiam e e s s i t.
*

Gir. Sali. lug. 50


t

Itaque non...
In

magno

Xe

ci

compacato.

-.

Cfr.,
*

pi innansi,

il

capitolo dedicato alla

vadatio.

Cfr. Sali. /ug. 43 senatus auctodtate,

dine aut
*

ostentando
per
la

praemia

Cfr.,

triplice

mlttundo; 66 formi85 89 metu aut praemia ostentando. asimmetria, anche e. 29 nam nec tdbutis ccnsodi...
; ;

temnuntuc

nec

publicanus atterit.

5 - A. Salvatore

Stile e

dtmo

in Tacito.


rispetto a venatibus,

66

come

il

plus indica qualcosa di diverso


Tacito riesce a graduare
Cotinos Gallica,

e di pi. rispetto a non miiUum.

Con
i

questi espedienti
'.

stilistici

concetti

Quando

egli scrive, nel e. 43.

Osos Pannonica lingua coarguii non esse dermanos, et e nel successivo, omQ u d tributa p a t i u n t u r niuniQue fiarum gentium insigne rotunda scuta, breves gladii et erga reges obsequium, alle notizie unisce tacitamente suo giudizio: egli d estensione e importanza maggiori al concetto tinaie, quello introdotto dai due et: cio, questo interessante, d peso al concetto spirituale *. Ma si ha la possibilit, sollevandoci un poco al di so,

il

pra di questi casi

in cui la

vaciatio stata considerata nel

suo senso
bracciare
pi varie;

ristretto,
il

il

la visione, in modo da abfenomeno nelle sue manifestazioni pi vaste e che non soltanto ci consentir di penetrare

di

allargare

meglio uno

degli aspetti

fondamentali della prosa tacitiana,

illuminandoci sul suo formarsi; ma, poich,

come

stiamo

mostrando, ogni
tore,

fatto di stile
in

emana

dalla psiche dell'au-

noi

saremo

grado

di avvicinarci

maggiormente
la

air

umanit di Tacito e allo mania.

spirito

che anima

sua Ger-

A
in

volte, in

uno

stesso capitolo,

tono maggiore, si autore si riporta al tono iniziale. minore subito dopo Questa sensibilit tecnico-musicale si pu cogliere nei ce. brani: Aleam... 24 e 51. Leggiamo, 1' un dopo l'altro, temeperdendive lucrandi tanta seria exercent, sobrii Inter de de liberiate ac iactu ritate, ut... extremo ac novissimo
:

ad una frase, dir cos, oppone nettamente una frase in tono


l'

'

Si

tendano presenti anche questi


;

altri

esempi

e.

3 asperitas soni e

fractum m u r m
gibuS', 32
h'I

16 suffugliim fiemis, et u r lusus infantium, taec iuvenum aemulatlo

receptaculum f r u perseverant
:

senes; 37

parva nunc cififas, sed gloria in gens-, 46 fiuc redeunt luvencs, fi o e se n u m receptaculum. * Cfr. anche e. 30 Durio'-a genti corpora, stcictl artus, minax vultus e t
in.

ma

animi vigor.


crpr
cntndant.

67
il

periodo risonante, la frase breve, in tono minore Victus voluntaviam servitutem adit. Tacito partecipa sentimentalmente alla sorte del vinto
:

Dopo

quamvis robustior... venire patitur. Ed ora si ritorna al motivo iniziale Servos condicionis fiuius per commercia tradunt, ut se quoque pudore victrae xslvnt. Gli stessi passaggi troviamo nel brano del e. 51: Super sanguinem et spolia revelant * frontem, seque tum
quamvls
iuvenior,
:

demum

pretta nascendi rettulisse dignosque patria ac pail

rentbus frnt. Poi

tono

si

abbassa

ignavis et imbellibus

manet squalor ;

di

nuovo s'innalza: Fortissimus quisque

ferreum insuper anulum... velut vinculum gestat, donec se caede fsts bslvt. E si noti come, nel e. 27, ad una frase breve, se pur molto significativa, come questa Sepulcrum caespes erigit, segua, immediatamente dopo, un'altra, il cui succedersi di suoni pesanti rende bene la pesantezza
:

laboriosa delle grandi costruzioni


et

monumentorum arduum

operosum honorem ut gravem defunctis aspernantur. Questa come dicevamo variatio (intesa in senso lato) cio modo di adeguare l'espressione alla realt, che varia. Il e. 27 ha una grande importanza, per quanto riguarda studio della formazione dello stile tacitiano. Son tante lo piccole frasi, che si susseguono una all' altra ognuna ha, nella brevit, la sua forza, la sua suggestione. Sembrerebbe di trovarci dinanzi ad un altro Tacito tutto diverso da

1'

quello che sinora generalmente


della

ci

apparso, nello studio


incisive,

Germania. In queste frasi rapide, primono come un marchio nella mente


che
si

che

s'

im-

e invitano a pensintesi,

sare, c'

profondit e quasi direi mistero di

potenza

di pensiero. Tacito,

esaltato dinanzi al valore delle

Sento
(III

un' eco

virgiliana,

in

questo
il

victus...

e penso

al

Georgicfe

225

ss.)

ov'

descritto

loro

che

victus

ablt

passo delle longeque


senescunt.

Ignotas
*
Il

e.'culat

oras Multa gemens. termine poetico, come, pi

innanzi, canent, invece di


donne germaniche ed ha
et in

6S

in stile
il

reso

suo sentimento

'

proximo pignora, u nd e feminarum ululatus audici, u n d e vagitus infantium. Hi cuiQue sanctissimi testes, 6 i
matres,

maximi laudatores: ad
(e. 7
t.)

ad

coniuges vulnera ferunt

Tacito, che ha parlato del

matrimonio dei Ger-

mani

in

dovendo

tono caldo, commosso, elevato, come abbiamo visto, ritrarre la semplicit degli usi funebri, lo ha fatto
di
stile.

con semplicit

Siamo

giunti

ad uno
la

dei punti culil

minanti della nostra ricerca. Tacito adegua


cose. La ridondanza oratoria,

suo

stile alle
il

come

brevit, esprime

suo stato

d'

animo

Funerum
viris

nulla ambitio...
tarde
(e.

Lamenta ac
Breve
frase,

lacdmas

cito,

dolorem
est,

et tristitiam

ponunt. Feminis
27).

lugere fonestum

meminisse

quest'ultima, eppure sconfinata, infinita nel suo significato,


11

e.

26 comincia cos

dere
esset
;

ignotum;
si

faenus agitare et in usuras extenideoQue magis servatur quam si vetitum pensa al finale del e. 19 plusque ibi boni mores
:

valent
In

quam

alibi

bonae
in

leges.

queste,

come
stile

molte

altre

simili

'

espressioni,

quasi
l'

epigrammatiche,
di Tacito
'\

assistiamo, se

non
stile,

al

sorgere, al-

affermarsi dello

sentenzioso, lapidario, che sar prodi

prio

In

virtij

questo

tutta la

mono-

grafia si riempie di un profondo interesse e molte frasi si spogliano quasi del loro valore contingente per assumere
'

Dalla stessa

tonte

sentimentale,
si

scrittore a quel

che narra,

nito

19 si parla sfugga il ritmo del periodare tacitiano, soprattutto la collocazione delie parole abscisis crlnibus, nudatam, coram propinquis expelllt domo maritus ac per omnem vlciim vertere agit; publicatae enim pudicitlae nulla venia ;
Tacito. Nel e.
:

compartecipazione dello anche lo stile pittorico di dell'adulterio che, commesso, prontamente puossia
dalla

pu

dire

scaturisca

non

ci

non aetate, non opibus marit.um inveneri t. Tra gli esempi di Satzmelodie il Much (cfr. Die Germania des Tacltus, Heidelberg 1937, p. 299) annerer il seguente (e. 29) :... nlsi quod Ipso adluc tecrae suae solo et caelo acrius animantur. ' Cfr., verso la fine del e. 20, fieredes tamen... et nullum testamentum... nec ulta orbitatis pcetia. ^ Insieme con lo sfile breve, epigrammatico, vanno segnalati anche casi, assai frequenti, di asindeto, la cui efficacia, a volte, notevole; valga, per non forma,
"
.,

Jutti,

r es. del

e.

30

f.

Omne

robur... constantiae est.


sub specie aeternitatis di Tacito. Questa

69

un significato universale. Cose ed uomini sono, un po', visti \ che : sar tipico della storiografia l' importanza vera della Germania, neir ambito della produzione tacitiana. Siamo giunti ad una tappa decisiva nella storia dello stile di Tacito. Il suo stile breve, e che colpisce immediatamente, nasce dalla profondit delle sue osservazioni e dal bisogno intimo di sfogare un sentimento, in questo caso, di avversione ai corrotti costumi dei Romani, Nello stesso tempo in cui lo scrittore illumina un popolo, un altro ne oscura; ma noi avvertiamo che il popolo oscurato pili che mai presente al sentimento e alla fantasia di Tacito. Se si vuole una prova di quanto affermo, si legga il finale
del
la
e.

25 {Liberti non multum...), ove l'autore fa sentire chiara


1'

sua voce di amarezza contro


tale

affermarsi

dei liberti a

Roma;

amarezza, come spesso accade

in T., si

colora

d' ironia ^
Stile,

dunque, che nasce da

un' esigenza di carattere

morale
il

per questo diciamo che proprio, personale di

Tacito. Nessuna tendenza all'effetto,


cui
stile
si

come,

forse, in

Seneca,

abbia avuto influenza su quello della Germania. Ma Seneca si ripete Tacito no questa la profonda differenza fra i due. La Germania, dunque, segna, rispetto aW Agricola, un netto progresso per quanto si riferisce alla brevitas, di cui si riscontrano nell'opera che stiamo esaminando esempi pi abbondanti e significativi. Abbiamo fatto, cio, un passo
ritiene
;
:

avanti, nella
cito.

nostra ricerca del formarsi dello


sta

stile

di Ta.

Tacito
Nella

trovando

il

suo

stile.

La Germania
stilistica.

rap-

presenta una conquista spirituale,

e,

insieme,

o pi

concetti

Germania si riscontrano parecchi casi in cui due sono fusi in uno solo; ne deriva a volte

Cfr. anche, per

una sfumatura

d' ironia

il

finale del e.

44 ne

liber-

tinum quidem...


una certa imbarazzo
ribus, e

70
il

lettore
si

oscurit,
nell'

per cui
la

trova

in

un certo
in

affrontare
di tal

traduzione dei brani


il

que-

stione. Diftcolt

genere presenta anche


il

un

critico francese,
f.

Bardon

'.

de oratoha osservato che

la frase del e. 7

del Dialogo

nam

ingenio Quoque... rias-

sume
i

il

confronto, che Quintiliano sviluppa pi volte, tra

prodotti della terra e l'eloquenza.

alla (jermania, una frase del e. 23 ci permette un confronto con Sallustio e notare come Tacito restringa, neir ambito di pochi termini, quel che il suo quasi certo modello esprime con un giro pi lungo di parole. Accennando ai costumi dei Numidi, lo storico di Amiterno

Tornando

di fare

KQ'^ scritto,
rina

in lug.

89

f,

Numidae plerumque
neque salem neque

lacte et fe-

carne vescebantuc

et

alia irrita-

sitim,

menta gulae quaerebant: cibus illis advorsus famem atque non lubidini neque luxuriae erat. Ecco come Tacito Cibi simplices, agrestia poma, refonde, contaminando sine apparatu, sine blanconcretum cens fera aut lac
:

dimentis expellunt

famem
l'altra

-.

frase rapida, densa,

che mi

ri-

chiama

alla

mente

dell'inizio del e.

19 nullis con-

interessante

viviorum inritationibus corruptae. Il confronto con Sallustio perch esso ci fa cogliere, nel suo attuarsi, un fenomeno che tanto peso ha nella formazione dello
stile

di Tacito.

Altri

esempi
^ ;

in

cui assistiamo allo stesso,


i

quasi, prorixae...

cesso brachilogico, sono


transiffuntur

seguenti

e.

22 crebrae...
in

25

in.

Ceteris servis

descriptis per familias ministeriis

nostrum morem utuntur'^- suam quisque

non

sedem, suos penaies regit


Art. e,

'

28

Igitur

inter

Hercjniam

'

Per
I

p. 117. crebrae sant rixae et transiguntur. concetti sono due-, l) gli schiavi germani
:

come come
*

quelli
in

romani
:

2)

dunque

servini

non formano una non sono distribuiti fra la


.

familia,
servit,

una familia.
ogni

Significa

schiavo ha

la

sua dimora

il

suo focolare domestico

(o famiglia), e governa

come

se fosse

padrone

(=

regit).


silvam
Boli...

71

Helvetii,

RUenumque
;

et

Moenum amnes
in

ulteriora

tenuece;
*

Sed utrum Aravisci


^

Pannoniam... malaque

erant

29

in.

datavi... colunt...

Omnium 6acum Pentium virtute praecipui 51 Omnium penes tos... nam ne in ;


altro ele-

pace quidem vultu mitiore mansuescunt ". Ma, oltre alla va riatto e alla brevifas, un

mento, caratteristico della prosa tacitiana, spesseggia nella Germania, V elemento poetico. Cerchiamo di vederne le
varie manifestazioni.

Tacito

si

compiace spesso
tendenza

di usare espressioni
al

vaghe,

indeterminate. Tale

vago

che della poesia


otim ^

elemento essenziale

si

realizza mediante l'uso, a volte


es.,

a breve distanza, di avverbi, quali, ad

quondam^

o di espressioni avverbiali, dal valore generico \ Specialmente quando parla di mari, o, in genere, fa della geografa. Tacito ama avvolgere il suo stile in un alone d'impreciso
l'
:

cos riesce a darci

il

senso della lontananza, delle

infinito.

Mi

riferisco a frasi

come

seguenti:

e.

cetera

immensa spatia complectens ; 17 Eligunt feras et... velamina spargunt maculis... beluarum, quas exterior Oceanus atque ignotum
Oceanus ambii,
latos sinus et insularum

premettere, a inter H. s., un quantum est (Bonelli, com1946, ad l.) oppure sottintendere, col YalMAGGI, un consedere (= si stanziarono e tennero tenure). ^ Per O. ti. g. virtute praecipui datavi sunt, qui... colunt.
*

bisogna

mento

alla

Germania, Bologna

'^

Cfr.

Yalmaggi, ad
in llcentia,

l.

Altri

esempi

di irasi concise-, e.

ut in licentla

quotiens de vetustate agitur, concessa) ; 3 nec tam 7 et duces... vocis ille quam vlrtutis concentus videtur ; 6 nudi aut sagulo leves admiratione praesunt (= ... ita ut admirationem eftciant) 10 Si prodibuerunt (= si surcull [oppure notae] p. rem de qua consultatio fit) ; 12 carpare infames; 19 saeculum vacatur {,= vivere secundum saeculum) 20 Sec virgines festinantur {nec nuptiae virginibus festinantur) ; 21 monstrator fiospitil et Covetustatls
; ;

(=

iis

29 nam nec trlbutis contemnuntur (= non ita contemnuntur, ut tributa imponantur) 3S in. propriis... natlonlbus nominlbusque discreti (= p. n. d., quorum culque est proprlum nomen). Periodo dalla struttura artificiosa quello finale del e. 44 Nec arma..., per il quale cfr. Yalmaggi, ad. l. * cfr. e. 3 28 (due volte); 36; 41 f. 42. Cfr. e. 29 in. Cfr. e. 6 in i m m e n s u m vibrant.

mes

^'

_
mare
gignit
;

72

?5

Tarn

immensum terrarum spatium non

tenent...

animazione che Tacito d ad elecome al Danubio, nel primo capitolo Daniiviiis molli et dementer edito montis... iugo etfusus plures populos adit, donec in Ponticum mare sex meati bus rmpt: lo vediamo, questo tume, etlfondersi dai
1'

Poesia anche

menti materiali, naturali,


:

gioghi dal dolce declivio, accostarsi, quasi


sitarli

nell'

atto di vi-

{adit),

a pi popoli, impaziente di riposare nel


-.

mare
il

sono tante sfumature poetiche che lettore deve cogliere, per non confondere queste descrizioni tacitiane con altre simili. l'animazione conferita alle cose dalla lingua, che Tacito ha appreso da Virgilio, soprattutto dal grande Virgilio delle Georgicfe^. La descrizione, e capitolo, si concludono con una frase smorzata, in tono minore septimum os paludibus fjauritur. Immediatamente prima del Danubio, Tacito parla del Reno. Vale la pena di trascrivere periodo per mostrare come, anche nell'ambito delle descrizioni, questa prosa taci(donec...

erumpat)

il

il

tiana sia varia e adegui persino

suoni alle cose descritte:

Raeticarum Alpium inaccesso ac praecipiti vertice ortus, modico flexu in occidentem versus septentrionali Oceano miscetur. Il periodo diviso in due parti: nella prima, si ha la visione del fiume che quasi improvvisamente, impetuosamente balza dalla cima erta ed inacRfienus,

cessibile delle Alpi (ci sottolineato dall'

asprezza dei suoni


ritratto
la
il

inaccesso ac praecipiti)

nella

seconda,

ci

fiume
:

stesso che, trovata la sua via,


il

sembra placare

corrente

suono

si

fa

pi dolce {modico flexu).


riferito al

miscetur risponde
L' analisi

metricamente rmpt,
stata,
^

Danubio,

non

forse, eccessiva.
Si

noti

il

valore poetico dell' avverbio.

Ispirato alla lingua e al tono delle Georgicfe

del e. 26
et

rva per annos mutant,


soli

amplitudine

anche i! seguente passo ager ; nec enim cum ubertate labore contendunt, ut pomaria conserant et prato separent
et superest

et fiortos rigent...

(O

Da
nella

questo e da

altri

esempi

appare evidente come

Germania
del
coloristica

ci sia,

pi che nelle opere precedenti, quel

senso
dire,

colore a volte barocco, quella fantasia, vorrei


e

musicale

*
:

elementi

che

troveremo

opere future. Le cose non cambiano se, dalla descrizione dei fiumi, passiamo a quella dei monti e, 30 durarti siquidem coiles, paulatim rarescunt, et C6atios suos saltus fferc'ynius prosequiiur simul iqu dpni: quanto affetto in quel suos! quanta umanit di lingua e dolcezza di suono nella clauprosequiiur simul atqu deponi t! sola eretico-trocaica
nelle
: :

Anche qui la clausola classica ha un suo intimo Animato anche l'Oceano che, come scritto
...obstitit...

significato.

nel e.

34,

in se

Tra

le e.

diamo
Carm.

simul atque in Herculem inquiri. parole o espressioni poetiche della Germ. ricor5 Ne armentis quidem suus fio no r (cfr. Hor.
9

II

11,

non semper idem


(cfr.

floribus est

tonor);

7 vulnera ferunt
insequitur)
;

14 illam

vo Ine re... cruentam vidricemque frameam {illam,


Ver. Aen.
Il

529 infesto

come
t

illum che precede,

ha pi
(cfr,

d'

un

significato); 17 in. Te-

gumen... spina consertum


e g u

Aen.

Ili

594

consertum
Aen. VII 353 (cfr. Geo.

me n

spinis); 18 nuptiis

ambiuntur

(cfr.

conubiis
I

ambire);

26 sola terrae seges imperatur


:

99

imperai

arvis

Y espressione di Tacito
(cfr.

ancora pi
v.

ardita);

27 Sepulcrum caespes erigit

Culex

396

tu-

mulus formatum crevit in orbem; Aen. XI 102-03 corpora... animazione e la vitumulo sineret succedere terrae : per
1'

vacit delle immagini); 34 Utraeque nationes... Rheno praetexuntur (cfr. Aen. VI 5-6 litora curvae p raete x uni

puppes);
Geo.
Ili

35
351

in.

[Germania) in septentrionem...

redit

(cfr.

37

redit medium R6odope porrecta sub axem)-, in. Veterisque famae lata vestigia manent (cfr. Aen. Q3 adgnosco veteris vestigia flammae); 39 in.
*

Cfr. e. 45

Dirimit...

Suebiam

continuum m o nti u m

u g.u


siham
religione

74

(cfr.
v);

Aen. 597-98 luciis... 44 Nec velis ministrant v e'(i codd. hanno ministrantur) (cfr. /Jen. VI 502 e X 218 lisQue ministrai); 45 f. mox [sucinum] ut in picem

auguriis patrum... sacram

patrum

late

sa ce

(cfr. Geo. Il 250 [terra] picis in molentescit). Come risulta dagli esempi riportati, anche nella Germania il poeta presente alla fantasia di

resina mve lentescit


rem...

Tacito soprattutto Virgilio.

La prosa poetica di Tacito raggiunge, nella Germania, culmine nei ce. 59 e 40. Nel e. 59, all' inizio, si parla di un rito barbarico, celebrato dai Semnoni. Lo stile assume
il

un'andatura quasi mistica

Stato tempore in

siham augu-

riis
(

patrum

et

prisca

formidine sacram

un esametro) * omnes eiusdem sanguinis populi legationibus count caesoQue publice 6omine celebrant barbari ritus ^orrenda primordio. Oratoria e poesia mescolano

ancora

le

loro acque nella descrizione del


al rito

e, 40.

Tacito

si
:

onore della dea Nerto strano, lugubre rito, ch'egli ritrae in una prosa commossa, che invita al raccoglimento Est in insula * Oceani castum nemus, dicatumque in eo vehiculum, vste cntctm; adtingere uni sacerdti cncssm (la serie di lunghe sottotrova dinanzi

funereo

in

linea

il

carattere

sacro e quasi

il

mistero

del

gesto).

Is

adesse penetrali

deam

intellegit

vectamque bubus feminis

multa cum veneratin prsquitr. Laeti lune dies, festa loca, Quaecumque adventu fospitiqu dgnatr: la stessa clausola di veste cntctm. Tacito, che si vorrebbe ritenere
ribelle al ritmo,
il

dico

al

ritmo tradizionale

classico,
:

sente

valore musicale di queste

corresponsioni
gli

esse

creano
un' imil

r atmosfera ritmico-musicale del brano,

danno
si

pronta particolarmente suggestiva


'

qui, mi

perdoni

e. 18 Altri due esametri, o pseudo-esametri, s'incontrano nella Germ. bellomm casus putet, ipsis Indplentis e. 32 praecellunt ; nec malor apud
-.

Cfiattos
*

peditum

laus.
II

L'inizio ricorda Verg. Aen.

21

fst

In conspectu

Tenedos...


bisticcio, la

75

prosa.

poesia di

questa

Non

bella

innt,

smnt (anche qui c' parallelismo); clasum mn fccm (tre parole piane, di cui le ultime due hanno una figurazione metrica analoga) pax et quies fune tantum nta, tunc tantum amata... (si noti il parallelismo, che non bella ineunt, n. a. s. e, ancora, fa eco al precedente In questi accorgile due parole piane nota e amata). menti, che abbiamo cercato di render palesi, riposta l'armonia del brano. La chiusa del periodo {Arcanus 6inc pu avvicinare tecror...), cinta di un'ombra di mistero, si al finale del e. 34 {Mox nemo temptavit, sandiusque ac reverentius visum de actis deorum credere quam scire), in cui si respira gi mistero profondo che ricopre certe espressioni del grande storico \ Anche nell' ambito delle descrizioni si manifesta in
; :
'

non arma

il

la tendenza a variare, che risponde profonda dello spirito di Tacito, di quest' uomo che sente il bisogno costante di distinguere, presentare aspetti diversi, diffondere luce varia su uomini e cose. Si legga l'inizio del e. 45 Trans Suiones aliud mare, pgrum c prpe Inmtm *, quo cingi cludique terrarum orbem fiinc tdes, quod extremus cadentis iam solis fulgor in ortum edurat adeo clarus, ut sidera fjebetet; sonum insuper emergentis audiri formasque equorum et radios capitis

parte

si

gi visto

ad

un' esigenna

adspici persuasio adicit.

Dopo

questa descrizione, improntata

ad

Omero
vera,

{Od. XI 15

ss.-,

descrizione dei Cimmerii) ed a Vir-

ss.), una notazione rapida {Illuc usque, et tantum natura), che lascia sospeso il lettore, e lo fa pensare. Quanto maggior poesia in quest' indeterminatezza, che non in una delle solite frasi, ad antitesi e ad effetto, di Seneca {Suas. 1, l): post omnia Oceanus, post

gilio

{Aen. VII 15

fama

Oceanum
'

nifil.

Caratteristica
(e.

anche

la

descrizione
fiarii...).

della ferocia che

anima

gli

Arii

nei combattimenti
'

43 cetenim

Cfr.,

per l'epiteto poetico, Agr. 10 Sed mare pigram...

Con il tantum natura termina la descrizione dopo di che Tacito si riporta, con passaggio rapidissimo, allo stile normale Er^o iam dextro Suebici maris litore... * Ci conferma la variet, in senso lato, dello stile di Tacito,
:

e giustitca,

in

fondo,

monia
solito,

di quei brani
l'

come quelli che abbiamo riportati

il

tentativo di scoprire

l'

intima ar-

ispirazione poetica crea un ritmo diverso dal determinando un solco sonoro che ogni orecchio esercitato avverte. Abbiamo trovato un altro elemento che
nei quali

sorregge

la

prosa di Tacito
Neil'

la

poesia.

Non

sar forse

la

poesia, l'aspirazione trepida del virgiliano

Materno?

Concludendo,

Agricola,

il

periodare classico abcapitoli

bonda
cui

di pi

meglio, sono
periodi

interi

volte

la

struttura

si

avvicina a quella del de ocatoribus. Nella


i

Germania, invece,
nica, dalle

classici,

dalla struttura

armo:

buone clausole, ecc. sono dispersi qua e l magari improvvisamente e, forse per questo, si notano subito. indubbio che la Germania presenta una maggiore variet di stile, nei confronti dell' Agricola. E, oltre alla variet, anche lo stile spezzato, a tratti brevi, rende la Germania diversa dall'Agricola: ci si accorge che siamo a un altro stadio dell' evoluzione stilistica. Ora, riflettiamo un po', non astrattamente, ma basandoci su prove di fatto. Se tra l'Agricola e la Germania, opere composte nello stesso anno, c', innegabilmente, differenza di stile e cio, se, nello stesso anno, lo stile di Tacito ha subito un' evoluzione, e, come una corrente che avanza a poco a poco, occupando il terreno dove per sempre s' insedier, andato acquistando un' impronta sempre piij sua perch dovrebbe riuscir difficile, o assurdo, immaginare che una simile evoluzione si sia attuata nel passaggio dal de oratoribus eXl' Agricola? Tanto
affiorano
;

nel e. 45 notiamo il seguente periodo dalle ampie volute e senso del colore e della poesia, pu avvicinarsi a quello iniziale, sul quale ci siamo soffermati Fecundiora igitur... litora exundant.
'

Ancora
il

che, per

-.


pi che, se vero che
il

77

il de oratocibus stato scritto duregno di Domiziano, o anche prima, tra la sua composHone e quella dt\Y Agricola pu esser trascorso un periodo di tempo maggiore che non quello interposto tra l'Agricola e la Germania. Il problema, come stato prospettato, ora soltanto in cui credo che attraverso la noil processo evolutivo appaia chiaro, diventa, stra ricerca ormai, un puro fatto di logica. Chi vorr chiudere gli occhi dinanzi alla logica pii elementare e pij semplice ? Abbiamo detto sopra che lo stile oratorio, che nel-

rante

V Agricola

ricorreva con maggiore insistenza e continuit,


:

Germania con minor frequenza il blocco compatto comincia a sfaldarsi, a frangersi in tante partima altrettanto vero che l'opposto accelle. Ci vero cade riguardo alle espressioni poetiche e soprattutto al
ricorre
nella
;

sentimento poetico infuso nei brani.


zione poetica non ha mai
interi

NeW Agricola
l'

V ispira-

insistito e sorretto

autore per

periodi,

come
dell'

dunque,
,

qui,

quantitativo

in quelli esaminati della Germania. un diminuire, inteso in senso numerico, oratoria ma un arricchimento, decisa,

mente

piij

notevole, di poesia intesa nella sua accezione

pi vasta.
Variatio, bcevitas, color poeticus, le tre caratteristiche

tanto

celebrate

dello

stile

di

Tacito,

sono andate emer-

gendo ed affermandosi gradatamente, nella nostra ricerca; ma non il fatto stilistico in se stesso possiamo dire che ci abbia tanto interessato, quanto lo studio del motivo che lo ha prodotto. Questo motivo, a cominciare si noti bene dal de oratoribus, abbiamo trovato nell' animo stesso di

1'

Tacito,

il

quale, trattando tre argomenti diversi, pur rima-

nendo sempre, fondamentalmente,

l'autore del de oratoribus, ha saputo, trovandosi di fronte a realt diverse, diversamente atteggiare la sua espressione e, imitando e superando altri modelli dopo il ciceroniano venuto in possesso


di

78

che sembra molto lontano dall' antico, anche con esso. Ma il de oratodbus rimane sempre, mi si perdoni l'immagine, la grande matrice di tutta l'opera di Tacito, 11 de oratodbus, quanto a stile e si badi che stile espressione di 6umanitas non atfatto opera impersonale, come opera impersonale non la Germania.
stile

uno

se coesiste

PARTE SECONDA
LE HISTORIAE E GLI ANNALES

ESAMINATI NEI PRINCIPALI ASPETTI STILISTICI E RITMICI

Capitolo IY

LA VARIATIO COME MEZZO ESPRESSIVO DELLA PROSA DI TACITO


Il

Srbom ha

pubblicato,

una quindicina

di anni or
la

sono, un volume nel quale ha studiato soprattutto


riatio nello stile di

va-

Tacito

*.

L' interesse del libro consiste nel

fatto

che

il

meccanismo

della prosa dello storico in esso

La tecnica tacitiana ne esce notevolmente illuminata. Gi il Draeger,^ il Constans,^ il Nipmaggiori per non citare che avevan posto perdev * r attenzione su questa che da considerare una delle caratteristiche fondamentali dello stile di Tacito; il Srbom ha allargato la sfera d' indagine, prospettando un' innumerevole serie di esempi, debitamente classificati. Il complesso dell'opera tacitiana, dal de ovatoribus agli Annales, smonun' enumerazione di fatti pretato in tanti piccoli peszi come si dice sentati freddamente, scientificamente senza mai un accompagnati da commento che li che siano quasi giustifichi e spieghi. Dopo la lettura del libro si constata che Tacito ha scritto in quel determinato modo; ma se ci si
studiato nei minimi particolari.

domanda

il

perch,

la

domanda,

il

desiderio

rimangono

insoddisfatti.
^

Srbom Vadatio sermonls

Tacitei aliaeque

apud etindem

qiiaestiones se-

lectae,

Upsaliae 1935. * O. e, pp. 98 ss. ^ O. e, pp. 134 ss. * P. Cornelius Tacitus erhlart von 1904. Ulnleitung. p. 46 e passim.

Karl Nipperdey,

Ester Band, Berlin

6 - A. Salvatore

Stile e

ritmo in Tacito.

82

Ora. che la tecnica costituisca un elemento necessario, sia poeta che prosaanzi fondamentale, in un autore tore vero. Ma trattandosi di un artista psicologo, guai e essenzialmente Tacito, un' indagine stilistica che si fermi alla pura conoscenza della parte tecnica, non pu non

rivelarsi

insufficiente.
si

Una

volta

conosciuta

la
"
1'

tecnica di

Tacito,

non

pu
1'

dire di conoscere Tacito,

homme
*

per ripetere
r

efficace
le

espressione del
style,

Courbaud

dont

me

a passe dans
il

qui d'une phrase, d'un mot,

quand

ne croit pas pouvoir faire davantage, s'attendrit,


dpeint

s'exalte, proteste

spectacles qu'

il

ou condanne, qui a t remu par et nous remue avec lui .


stile sia

les

Lo
la

stile

di Tacito dev' essere studiato in relazione

con

psicologia dell'autore: bench tale

personalissimo,

tuttavia, chi
trarlo.

ha con esso lunga


stile

familiarit, riesce a

pene-

Tacito ha nel suo

confessato tutto se stesso.


parte fondamentale

La vadatio, che, come


dello
stile

s' detto,

tacitiano, la chiave di volta per


di Tacito.
:

intendere

l'a-

nima e r arte
cui
si

Storico-psicologo stato
psicologia era
1'

questi

giustamente definito
potesse

la

unico

modo con
che,

illustrare

quel

mondo

di

imperatori

quanto pi si allontana da noi nel tempo, tanto pi par che sussulti, a volte, della nostra stessa vita; quel mondo in cui. abolite quasi del tutto bella externa et obitas pr re publica mortes [An. XVI lo), tutto dipendeva dal cenno di uno solo. Ciascuno sente qual senso di accorata mestizia, animo del lettore, passi in queste parole che pervade dell' ultimo libro degli Annales: At nunc patientia servilis tantumque sanguinis domi perditum fatigant animum et
l'

maestitia restringunt.

poteva attuare il suo programma di storico-psicologo, di storico, cio, quale tempi richiedevano, era quello di servirsi d'una prosa capace di
L'unico
cui Tacito
i
'

mezzo con

O. e,

p.

165.


penetrare, oltre che
abissi piti nascosti
dell'

83

nel sentimento e negli

nell' intelligenza,

anima umana, per

scrutarvi qual-

cosa che bisognasse poi portare alla luce. Di qui, da questo profondo bisogno di ricerca, da questo desiderio di togliere un velo anche a ci che sembrerebbe inafferrabile, da questo sforzo di dire o suggerire quel che prima era rimasto avprocedimenti volto nel silenzio e nell' ombra, nascono
i

stilistici sui quali

fermeremo

di volta in volta la nostra at-

Tra questi ha un' importanza di prim' ordine regina delle analisi psicologiche la vaviatio.
tenzione.

puramente tecnico, non certo una cosa nuovo, invece, e da nessun altro prima attribuitole se non, come vedremo, dal divino Virgilio, il valore, la funzione eh' essa assume in Tacito, Per virt sua la prosa di questo grande storico, la pi complessa nella storia della letteratura latina, " ihre zvv^eite Biute erlebte , secondo l'affermazione di Taddeo
fatto

Come

nuova

nella storia della lingua latina;

Zielinsbi ^

Credo opportuno, prima


comprendere con esattezza
discorriamo.
il

di

ogn' altra

cosa,

chiarire

alcuni principi fondamentali, senza dei quali

non

si

fenomeno

stilistico del

potrebbe quale

La vadatio ha luogo quando due o pi concetti della


stessa natura, coordinati
tra loro,

costruzione

invece di ricevere uguale ciceroniana

in

questo consiste

la co/7c//7/7//aj

sono

espressi

sit di costrutti

mediante costruzioni diverse, A tale divercorrisponde, in Tacito, una diversa valuta-

zione dei concetti,

come

verr chiarito

in seguito,

derivante

dal carattere psicologico dell' arte tacitiana.

Srbom, invece, non mettendo in relazione la variatio con la psicologia, definisce tale fenomeno stilistico " studium
Il
*

Cfr.
il
:

Anche

" scrive espressiva e della sua libert

Cicero in Wandel der lafirfiunderie, Leipzig und Berlin 1908, p, 369. Marchesi (Tacito Milano-Messina 1944, p. 289), della prosa di Tacito E la prosa letteraria di Roma portata al massimo della sua potenza
.


scriptoris

S4

idem verbuni, idem


evitandi
'.

parvo
si

interiecto

intervallo

eniis dicendi.

eandem verborum coUocationem


vede,

Come
rariatic.

una

concezione

meccanica

della

Tacito

farebbe di tutto per evitare, a breve ditermine, la stessa

stanza, lo stesso

espressione e collocala

zione di parole. sfuJium.


di
Inoltre,

Non

chiarita affatto
il

causa
si

di

questo

Si

constatato

fatto,

ma non
lo

cercato

rendersi

conto dei
sempre,

motivi
si

che

hanno
le

prodotto.
espressioni

quasi

sono

considerate

isolatamente, avulse dal testo, senza lo sforzo di penetrarle,

per intenderle nel loro valore intimo;


gli

il

che avrebbe aperto


tradurre

occhi

sul

perch

di

una costruzione variata. Uno studio


piti scaltri nel

volto in questa direzione, renderebbe


Tacito.
Io son

convinto che, per chi abbia compreso il segreto del suo stile, Tacito sia autore pi facile a tradursi che non Cicerone. Nel tradurre quest' ultimo, dobbiamo
sforzarci
di

svincolare

pensieri

da
le

certa

uniformit di

espressione, prodotta dalla

concinnitas.

Tacito

questa

difficolt

le

contorsioni,

spezzature

non offre sono una

guida al lettore per insinuarsi negli angoli pi remoti del suo pensiero e del suo sentimento. Lo studio della vadatio, dunque, dev'essere, prima d'ogni altro, un avvio a intendere e ben tradurre lo storico.
Tacito,
intuire

assai

spesso,

la

spiegazione

la

lascia

accorgimento stilistico che impiega. Dal che eh' egli conscio dell' accorgimento stesso, si argomenta del quale si serve per ottenere un determinato effetto.
dell'

Un

principio di carattere generale, alla formulazione

del quale

accurato esame di un gran numero di esempi, questo. Quando Tacito usa un mutamento di costruzione, intende, generalmente, concentrare la

siamo

giunti

dopo

1'

forza del pensiero sul secondo


o. e,

membro

della frase, espresso

'

p.

2.

colorita,

S5

con una forma diversa da quella del primo pi vivace, pi anche pi ardita, in modo da destar subito l'attenzione del lettore. Si potrebbe soggiungere che di queste
costruzioni,

due

una normale,

l'altra affettiva,

cio dalla sensibilit dello scrittore,


r inatteso e
l'

plasmata che appunto mediante

insolito
il

vuol colpire e scuotere chi legge.


preferito

Assai spesso,
cetto, la

mezzo

giungere l'intento di dar rilievo maggiore

da Tacito per ragal secondo convari casi

preposizione

unita al sostantivo, nei

Citeremo alcuni esempi, nei quali Tacito stesso ci suggerisce la maniera d' intendere il mutamento di costruzione, rimanendo assodato che il principio da noi esposto, per il suo carattere essenziale, pu estendersi ed applicarsi anche ai casi in cui tale esplicita spiegazione dell' autore manca. Ricordiamo alcune delle manifestazioni

da essa

retti.

pi significative di questo principio.

Alla
tratta

fine del

primo
la

libro delle Historiae

(e.

90), ri-

vivamente

falsit

del volgo

una

bella

pagina di
sevvitii
sti-

psicologia
tabant, nec

collettiva. Scrive Tacito...

studiis

votisque cec-

meta aut amove, sed ex

libidine

aggiunge, subito
mulatio...
:

dopo

ut in familiis privata cuique


il

cio, sviluppato

concetto contenuto nell'e-

spressione ex libidine, pi viva rispetto a


:

metu aut amore. Grida Mnestere a Claudio {An. XI 36) Aliis largitione aut " spei magnitudine, sibi ex necessitate culpam non per corruzione... aveva egli commesso la colpa, ma per necessit . Un successo di Silio, sarebbe stato da lui pagato con la vita: ricordasse, Claudio {reminisceretur vocis..., posto prima), l' imposizione datagli di obbedire ad ogni ordine di Messalina credo che risulti illuminato il significato di ex necessitate. Il tribuno Longino malmenato e disarmato dai soldati {Mist. 31) quia non ordine militiae, sed e Galbae amici s. Il secondo concetto sviluppato subito dopo Longino era fedele a Galba e perci
-.

sospetto

in

modo

particolare ai rivoltosi.


Possiamo
nella

la

ora

comprendere
es.,

sfumatura contenuta
t.

variatio,

ad

di

An.

XV

44

Unde... misecatio
-

oriebatur,

tamQuam non

utilitate

publica, sed in s a e
1

i t i

m
di

unius absumerentur, o di An.

1 1

{.

Quae
:

cuncla...

perscripserat Augustus addideratque consilium coeccendi...


imperii, incertum

mento
in

metu an per i n v i d i a m W. il sentisdegno dello storico, che vibra nel!' espressione sae^itiam, qui una punta di malizia, nei riguardi di
i

Augusto, poco simpatico a Tacito.

Vengono trasportati al mausoleo d'Augusto resti Germanico triste giorno, avvolto di silenzio, risonante
:

di
di

pianti. Tacito sente e


silenzio,

vuol far sentire la lunga durata del che esercita sempre un particolare fascino sul suo
Ili

animo, e scrive (An.


ti

in.)

Dies...

modo per silen-

um

vastus,

modo
'.

ploratibus inquies: c' un crescendo,

dal silenzio che rende

cupo

il

giorno, ai pianti che Io rensi

dono
s

inquieto
di

Aquilio Regolo, giovanissimo,


(Hist.
traci...
:

era dato

air uftcio

accusatore

pe

potentiae

nec depellendi peciculi sed in IV 42). Fiere parole pronunziano


sin ut vidis servitium indiceretur,

gli

ambasciatori

esse sibi

ferrum et... promptum libertati aut ad animum [An. IV 46 f.) ad modem pi vivo ed espressivo che non libertati. A volte, a dar peso al secondo concetto. Tacito usa An. XIV 48 multo cum Sonore Caesaris l'ablativo assoluto et acerrime increpito A n t i s t i o, non quidquid nocens reus pati mereretur, id... statuendum dissevuit (scil. Paetus
:

modem

Tfirasea).

Tempesta

di

mare

in

An.

II

23

f.

equi... praeci-

pitantur,

quo leuarentur

alvei

manantes per

latera

et

fluctu superurgente.
tien

L prosa di Tacito non mai monotona o stagnante; sempre desta la fantasia del lettore per la variet delle
'

Situazione diversa

in

Que clamore turbido, modo per tire la terribile paura che desta

An. IV 50 t ingruebat nox nimbo atrox, fostisvastum s i l e n 1 1 u m...: Tacito ci fa senil

silenzio.


visioni

87

gi avvertito al-

che suscita
sente

in
il

lui.

Come abbiamo

bisogno di distinguere, prospettare situazioni e cose su piani diversi ^ Ecco come, in An. XV 38, descritto da una parte l'indugio, dall'altra la precipitazione: pars mora, pars festinans. Stile vivo, che
trove, Tacito

adegua alla realt, sembra fotografarla non lento neve, neque p ro pe ra n s leggiamo in Hist. II 83 in.
si
:

iti-

Nel ritrarci

il

carattere dell'uomo, Tacito ottiene,


stile,

me-

An. IV 7 in,, dopo che ha parlato di alcuni provvedimenti presi da Tiberio, soggiunge Quae cuncta, non... comi via, sed
diante
i

giochi del suo

significativi

effetti.

In

fio r ri

du

ac

plerumque f o

cmidat u s

retinebat...

.-

son due piani spirituali, mirabilmente rappresentati. In An. VI 13 f., dello stesso Tiberio detto: silentium ipsius accipiebatuc : in ennon civile,... sed in su p e vb i trambi casi r accento batte sulla parte negativa del carattere di Tiberio'. Prima di accompagnare la madre, Ne-

am

rone

prolunga
f.).

il

banchetto

modo

familiavitate

iuvenili

et

cursus adductus,
Druso
oda,
7).

XIV 4
cultus

quasi seria temuto da Sciano


e re
del
sesto
"

consocia ret {An.


ultor...

non
(e.

oc-

sed crebro qu
All'inizio

ns ... alium
Annali

vocari
l),

{An. IV

libro degli

Tiberio
fingere
traret,

ci
il

rappresentato

incerto se rientrare a

proposito del ritorno

seu,

quia contro
p.

Roma o ambiguus an urbem inde st i n ave ra t speciem


,

'

Cfr.
t
,

qui,

24;
et

e e

dan
in

insignitius flag.itium,

plersQue
alils

m at v e s
a u dae
i

An. lY 51 His partae victodae spes et, si extrema iam salus et a d si st e nt e s illis conluges earumque lamenta addunt animos. Nox

75;

aliis

ad

formidinem

opportuna

;
:

incerti ictus,
stile

vulnera improvisa;

esempio

tipico di periodare tacitiano

mosso

ad una costruzione se ne oppone un'altra, cos come un'immagine incalzata da un'altra. Il lettore vede nettamente dinanzi a s la situazione, la distingue, aiutato in ci dallo stile di Tacito. Significativo anche 1' ultimo periodo di An. I 64 Deliguntur legiones, quinta dextro late ri, unetvicevicensimanus primanl ducendum ad a g m e n slma in l aev u m
,
,

advecsum secutucos.
^

Cfr.

ancora

si

parla

sempre

di Tiberio

An.

Ili

22

f.

quod

alii

civile rebantur...

quidam

ad saevitiam

tcadebant.


i7cntun s
(dall'
i

ss

il

mu

an

s.

Mediante

mutamento

di costruzione

aggettivo incertus al
rilievo al

participio

simulans) Tacito ha

dato

Quest' ultimo esempio


sto

secondo concetto, preparato dal seu, quia..} ci d modo di passare a con-

siderare una serie di casi, nei quali

il principio sopra espouna quasi costante e rigorosa applicazione. Si scava sempre pi in profondit accorgimenti stilistici ben

trova

pi

sottili

aftoreranno alla nostra indagine.

Nei brani che seguono, Tacito prospetta, di un fatto,

Ora, considerando il brano nel complesso del capitolo, mettendolo in relazione con quel che vien prima o dopo, si osserva che il peso cade quasi sempre sulla seconda. Direi che del fatto si presenta allo scrittore, in un primo momento, una spiegazione ovvia Tacito non ne scruta avvenimento pi in fondo. Ed ecco soddisfatto spiegazione gli si presenta, di solito di caaltra che un' su questa rattere morale, certo pi profonda della prima

due

ipotesi.

1'

seconda

ipotesi, frutto della


in

sua

riflessione, egli insiste,

ma-

nifestandola

forma diversa dalla precedente, appunto per distinguerla da essa. E questo, se non sbaglio, il processo psicologico che d luogo ai diversi tipi di variatio che siamo per citare.
An. XI 26
profluebat
sive
,

in.

lam

Messalina...

ad

incognitas libidines

etiam Silius, a n imminentium periculorum remedium ipsa pericula ratus, uvguebat. Che Tacito dia valore alla seconda ipotesi dimostrato dal breve discorso indiretto di Silio, che si legge immediatamente dopo, soInsontibus innoxia Consilia, flagitiis prattutto dalle parole
fatali vaecordia
:

cum abrumpi

dissimulationem

manifestis

concetto

subsidium ab di audacia che


capolavoro
di

audacia
Tacito

petendum

sul

insiste,

concetto

con-

'

Cfr., del
di

psicologia

di

stile,

che

il

Petronio, l'espressione: Dein revolutus ad vitia, seu v 1 1 imitatlone... (An. XVI 18): la frase va tradotta, abbassando mente il tono, " o era soltanto imitazione di vizi... .

morte

racconto della i o r u

legger-

tenuto nel secondo

89

ratus)
*;

membro

(a/7...

Hist.

7 Fuece

qui crederent...
t

Galbam mobilitate ingenti, an ne a l scrutavetuc, quoque modo acta, quia mutavi non p te r ant compvobasse.
tu
s
^
,

Anche
due
ipotesi

nei casi in cui


si

due membri sono

introdotti

da

sive (seu)... sive (seu),

tia

modo
:

di
I

propende Tacito

tiist.

vedere per quale delle 90 Mox... dissevuit (scil.

Ot6o),

inscitiam...

increpans,

nulla Vitella mentione, sive

ipsius ea moderatio, seu s cr ip toc o rat io ni s sibi metuens contumeliis in Vitellium ab st i nu it quando... : spiegata la seconda ipotesi si noti 1' ellissi del verbo nel membro primo {sive... modetatio) An. 62 quod Tiberio iaud ptobatum, seu cunei a Germanici in deterius trafenti, sive exercitum imagine caesorum insepultorumque tardatum ad proelia et formidolosiorem 6ostium e re de b at : questa volta, lascia intendere Tacito, un motivo concreto, immediato che determina l' atteggiamento di Tiberio lo scrittore si sofferma sulla seconda ipotesi {sive... credebat)
,

Cfr. An.

Ili

44

f.

Tanto inpensius in securtatem compositus... ut solltum


Tlberus),

altitudine animi, an conpecerat modica esse et vulgatls levlora (la prima ipotesi, favorevole a Tiberio, rimane quasi nell'ombra) ; An. Ili 30 f. idque et Maecenati acciderat, fato potentiae raro sempiternae, a n s a t i a s capii aut illos... aut tos. Osserva il ConSTANS (o. e, p. 90) che an indica l'indecisione dell'autore tra le due opinioni ammissibili. Il Wlfflin, Pf^llolcgus 1866 (25), pp. 92 ss., afferma che Tacito, in questi casi, d prima l' opinione pi probabile, se si considera, da un punto di vista generale, la natura umana, in secondo luogo quella che risulta dall' esame delle circostanne particolari e che , generalmente, pessimista. * Significativo il caso di Hist. I 28 Is (scil. lullus Martlalis) magnitudine subiti sceleris, a n corrupta latlus castra et, si contra tenderei, exitium etuens, praebuit pledsque susplcionem conscientiae : che la seconda ipotesi abbia, nell' intensione dello scrittore, un peso maggiore, dimostrato da quel che segue subito dopo-. Anteposuere ceteri quoque tribuni... praesentia dubiis et fonestis (cfr. sopra si contra tenderei). L'episodio di Giulio Marziale, il suo atteggiamento dinanzi all'attentato perpetrato ai danni di Galba, va diventando gradatamente fatto generale. Tacito ci fa sentire attraverso gli atteggiamenti del suo stile Isque Habitus animorum fuit, ut pessimum fa-

pec

lllos

dies egit {sci\.

plures x^ellent, o nes ntur. Cfr. anche An. XIV 7 fgitur longum utriusque silentium (si tratta di Burro e Seneca), ne a n eo descensum irriti suaderent, ut. nisi praetreniretur Agrippina, pereundnm Neronl esset. Quel che segue, sviluppa la seconda ipotesi.
cinus auderent paucl,

patere

credebant


debuisse\' An.
net, (scil.

90

adtceclare fecalia

quando soggiunge: ncque imperatorem

XV
e s e

54
si ve
i II

Postremo... idque... Milicfum

mo-

Scaevinus)

gnarum

tdum,

se u n

tis

suspicionibus,
*

usque et t u n e p r i mu m a r re p ut plecique tcadidere de conconiiirationis et fiuc


le

sequentibus. Nam...
In Hist.
I

54 Tacito spiega
ut iuvenis
Vinio, seu
;

ragioni per cui Pisone


recenti favori

mandato
ita V
l

al

campo:
Tito

magno nomine,

et infensus

e b a n t^
I

quia erat se u quia irati soggiunge et facilius de odio cretnxit


(scil.

ditur; Hist.

42 quod seu
eius vita

Vinius)

formidine

seu conscientiam coniurationis co n f e s s us


est,

6uc potius

famaque

inclinai ut e o

n se

sceleris

fuerit*.

' Cfr. /4n. Il 21 ...inprompto iam Arminio ob continua pencula, si ve illum recens acceptum vulnus tardaverat; XI Y 4 f. Iam pluribus sermonlbus... Nero... prosequltur abeuntem (scil. Agripplnam), actlus oculis et pectod fiaerens, atris sive explenda simulatione, seu periturae a -

supremus

a ni l s fe ru u retinebat: forse Tacito ha u s Q u a visto per un attimo accendersi un lampo di umanit nel cuore di Nerone, delinquente si, ma " fatto di emozioni e di passioni, trascinato dagl' impeti della tenerezza, dell'odio, del terrore (cfr. Marchesi Seneca, Milano-Messina 44 in. 1944. p. 127). Cfr. ancora Hist.
s

e e

mv

m m

pavore belli seu fastidio a e d e d e e u s a p e rt i o re In d i e s fama noscebantur; li 99 Accedebat fuc Caeclnae ambltlo vetus... seu perfidiam meditanti Infcingere exercitus virtutem Inter a r t e s erat (cfr. e. 101 Caeclna... centudonum... animos... variis arti bus sub*

Cfr.,

anche

Misi.

II

37

in.

Invenio...
1 1 i

utriusque princlpis,

quorum

fi a g

ruebat).

14 (Plsonem... accersirl iubet, seu propria electione si ve, ut L a e o n e instante) h pi verosimile la seconda ipotesi qui lo storico ha scello la possibilit meno favorevole a Galba, che neppure nel momento decisivo si mostra sicuro, ma si lascia trascinare ora a destra
In
Hist.
I

"

quidam

credidere,

ora a
*

sinistra.

indipendentemente dalle ipotesi prospettale. Tacito mostra di dar peso all'ultima parte della frase An. XI 19 Corbulo semina rebellionis praebebat, ut laeta apud plerosque, Ita a p u d q u o s d a m sinistra fama. Cur 6ostem conciret ?...; Hlst. I 27 f. Totldem ferme milites in Itinere adgregantur, alti conscientla, plerque miraculo, pars clamore et gladlis, pars silentio, animum ex eventu sumptud : Tacito d valore al silenzio, che, a volte, pi efficace e pauroso delle grida o dei gesti (cfr. p. 86 e n.).
:

Anche

91

Son

frequentissimi

casi

in

cui Tacito

risalto

ad

un concetto, presentandolo con un giro di frase piij ampio, spesso opponendo ad un sostantivo (nei vari casi) un' intera proposizione verbale. Son brani interessanti per approfondire non solo lo stile, ma anche il pensiero dell'auesame stilistico guida non tore. Si pu dire che qui fallace all'approfondimento psicologico. Di Galba che, in una giornata di gennaio " sporca
1'

da fulmini e tuoni, si reca al campo dei pretoriani per proclamare Pisone suo successore, scrive Tacito [Hist. I 18) non teccuit Galbam quo minus in castra pergeret, contemplo rem talium ut fortuitorum, se u qu a e fato ma ne n t quamvis signitcata, non v it a n t u r. Tacito per la seconda ipotesi, alla quale ci ha preparati con l'impressionante inizio del capitolo {Quattum idus lanuarias, foedum imbcibus diem... observatum id antiquitus... non teccuit Galbam...). Cfr. ancora An. VI 38 Quae ab ecedi pioggia

turbata

dibus occultata eccitaci Tibecius


et
scius,

iussit,

patientiam... ostentans

contemptoc suae infamiae, a n scelecum Seiani dia ne-

tatisque...

quoquo modo dieta vulgaci ma l e b at vecigna cu s feci (la forza cade su mox quoquo modo... ma le bai); XIII 12 f. {Meco)... uxoce ab Octavia, nobilis quidem et pcobitatis spectatae, fato quodam,

mo X

saltem

a n quia pcaevalent i n l i ci t a abfoccebat ; metuebatucque ne in stupca feminacum inlustcium pcocumpecet, si Illa libidine pcofibecetuc\

di

maniera diversa ma anche qui c' la spiegazione Tacito son prospettate le cause di un fatto negli
In

XIY 59

le ipotesi sono tre, espresse mediante sive... seu... an. Cfr. An. Sed Plaufum ea non movere, sive nitllam opem pcovldebat... seu taedio ambiguae spei, a n amore e o n i u g i s et libecocum, quibus pla^

Talora
in.

cablllorem fore princlpem rebatur, nulla sollicitudine turbatum. Tacito, softermandosi pi a lungo sulla terza ipotesi, ha messo in maggior rilievo raffetlo del padre per la moglie ed figli, discoprendo un lato delia sua umanit.
i

QO

esempi
sentia
tellius)

seguenti

Hist.

Ili

84
citm

Dein

mobilitate ing.enii

e/

quae natura pavocis

est,

omnia

me
(i

u e nt

pcaeVi-

maxime
;

displicerent, in Palatiiim regreditur

(scil.

An.

XV

36 Maec atque taia

provvedimenti di

Nerone) plebi valentia fuere, voluptatum cupidine et, quae praecipua cura est, rei frumentaciae angustias, si abesset, e t u e n t i due metuenti, coordinati prima a mobilitate,

m
si

poi a cupidine, esprimono


insistere.

il

concetto

sul

quale Tacito vuole

Qui, oltre alla gradazione delle cause, c',


la

come
II

diceva, anche

spiegazione psicologica di esse, An.

45 Germanico alienatio patrui

amorem apud ceteros


nt
e

auxeraf,
t
,

et

quia

claritudine materni generis a

ib a

avum

M. Antonium, avunculum Augustum ferens. Contea Druso proavus eques Romanus... d e d e ce re videbatur. mutamento di costruzione fa risaltare talora 11 passaggio da cause di carattere spirituale ad altre di carattere materiale An. XIV 5 Nec dissolutio navigli sequebatur, turbatls omnibus, et qu o d p l e r i q u e ignari etlam consclos impediebant. Visum deflnc... submergere. Sed ncil
:

que

Ipsls

promptus... consensus, et

alll
;

cantra nltentes dedere


38
f.

facultatem lenlorls In mare lactus

XV

Nec qulsquam

defendere

audebat, crebrls
l

multorum
n
t

alll palam faces


voclferabantur,
lussu.
'

a e
ut

e b a

et quia atque esse slbl auctorem


mlnls...,

slve

raptus

llcentlus

exercerent,

slve

Oltre che una proposizione causale, troviamo spesso,


nella

rogativa indiretta
tiva

seconda parte, ampliata rispetto alla prima, un'intercondizionale (II), o una rela(I), o una una finale (IV). Continueremo a citare casi, (111), o
il

appartenenti a ciascuna delle categorie ora ricordate, nei


quali

mutamento
:

di

costruzione determinato da motivi

di psicologia e di contenuto,

come

Tacito stesso lascia

com-

prendere
*

Cfr.

anche An. XVI 23

in.

At Baream... omiserat.

I.

95

videtur...

Hist.

IV 5
(si

in.

Res pascere
di
,

ut

vitam stu~

diaque
sulta

eius

parla

Elvidio

Prisco),

et

quali

paucis repetam : dal contesto ris it u s u s che sull'argomento della fortuna di Elvidio Prisco lo scrittore si sofferma pi a lungo nei capitoli seguenti '; An.
II

fortuna

63

Exstat
ei

oratio,

qua magnitudinem

viri,

violentiam

a m propinquus 1 1 asuaque in destruendo eo Consilia extulit ; i s 5o st l i a e la terza frase distinta dalle altre, con essa Tiberio fa ben risaltare il suo merito ^ An. Ili 10 Naud fallebat Tiberium moles cognitionis q u a qu e i p se fama distraleretur: poc'anzi Tacito aveva scritto: cantra Tiberium spernendis rumoribus validum et conscientiae matris innexum esse; An. XIII 54 (si parla di Verrito e Malorige, capi dei Frisi, venuti a Roma) Illic per otium... dum cansessum caubi se n a veae, discrimina ordinum, qui s e q ues

subiedarum

gentium, et
,

qu

percontantur, advertere
dei

quosdam
si

cultu externo in seci fa

dibus senatarum; l'interrogativa indiretta


il

quasi vedere

gesto

due, la cui
^
;

curiosit

appunta

proprio
aperit
del

sui

cavalieri e sui senatori

XV
u
di

51

dum

merita erga
Proculo,

Neranem
adi-

sua

et

q ua

i t

m cecidissent
Volusio

citque questus...:

si

parla

quale

righe innanzi Tacito aveva scritto accidendae matris Neronis Inter ministras, non ex magnitudine sceleris provectus ; XVI O [Servilia) non... aliud consultaverat quam

poche

de incolumitate damus,

et a n

p la ca b

i l i

Nero,

Esempio

dello stesso tipo

il

ut de pdncipiis iucls

et

qu

b u

seguente {An. Ili 25 i.) Ha res admonet o d i s ad fanc multltadinem inflnitam


,

ac vacietatem leg.um pecventum s i t altius dlsseram. * Gir. An. Ili 52 f. Sed Tiberius saepe apud se pensltato, an coerced tam pcofusae cupldines possent, num..., indecorum adtrectare quod non obtineret vel retentum... : Tacito svilupper guest' idea nel corso dei due capitoli seguenti (cfr. specialmente la fine del e. 54 quas cum graues... deprecar); cfr. ancora esempi riferiti sempre a Tiberio An. IV 51 51. ' Si noti il valore psicologico della varatio nel seguente esempio di An. I 67 (Caecina) q u a e domi cara, qu a e in e a s t ri s ti o n e s t a jnemorat ; reticuit de adversis.

quam


a
l'

94

Ti cog n i t i sena tu s ni6il atrox ad ferrei: apprensione precipua dell' eroica giovanetta resa in forma drammatica Tacito continua Igitur accita est in sena tu m...
;
:

II.

Quando
il

Tacito prospetta
si

il

motivo dei
la

vincitori e

dei vinti,
st'ultimo
'.

giro della frase

allarga per

esprimere quevariatio

Nell'esempio che riportiamo,


variatio
:

riceve

An. Xll 20... modicam victoribus laudem, a e m ut t u m i n f a mi a e si p e 1 1 e v e ntur (cfr. dopo: cui inopi quanto longiorem vitam, tanto plus s u p p l i ci i foce); XII 66 Tum Agrippina... de genere veneni consultavit, ne repentino et praecipiti facinus
luce

da

un'altra

l e nt u m et t a b i d u m de l e g i s s et, ne admotus supremis Claudius et dolo intellecto ad amorem fila rediret : periodo interessantissimo l'ipotesi si lentum... ha suo peso, se vero che nel capitolo seguente Agrippina ci presentata exterrita perch, non apparendo manifesto l'effetto del veleno, parve che Claudio potesse

proderetur; si

il

salvarsi.
III.

Hist.

II

25 cunctator natura

(si

parla di Svetonio

Paolino)
(cfr.

et
I

cui

cauta potius

Consilia...

pia ce re nt

poi:... satis cito incipi


;

victoriam ratus, ubi provisum

An. 10 Addidit laudem de Augusto Tiberiumque ipsum victoriarum suarum q u a e q u e in toga per tot annos egregie fecisset admonuit. Il brano va inquadrato in quel che precede e segue: Asinio Gallo, con la
foret...)

sua
r ira

domanda,

rivolta

Tiberio, quale

parte del potere

volesse

ma

che gli fosse data, si accorge di aver suscitato dell' imperatore e, per rimediare, quasi, si soffer-

almeno

nello

stile
;

di Tacito

tesserne

le

lodi:

Nec

ideo tram eius

lenivit

An. XIII 16

Trepdatur a circum-

'

Cfr. An.

67
si

Quod

si

ug
,

e r e

t...

victoriae spes
victores aut,

et,

si

cedant, Inslgnitlus terga d a r e n t flagitli

flagitium

lY 51 Hls VI 34 plus atque penculi laturos.


victoribus
;

partae
decors


int e
II

95

sedentibus, diffugiunt impcudentes: a

q u ib u

1 1 i

ectu s

resistunt defixi et

Neronem

intuentes:

brano

profonda psicologia. IV. An. XIII 44 in. Pec idem tempus Odavius Sagitla... Pontiae muUecis nuptae amore vaecors, ... adulterium e t mo x^ ut o m i 1 1 e re t m a r itu m emercatur, suum matrimonium promittens ac nuptias eius pactus. Sed ubi miilier vacua fuit... repertaque spe ditioris coniugis... Si noti come la gradanione del pensiero, l' importanza dell'azione (l'abbandono del marito) sia mirabilmente espressa. Quel che vien dopo {suum matrimonium promittens...) sviluppo di ut omittecet maritum. Lo stesso gioco di prospettiva, la stessa facolt di
di sottile,

penetrare

in

alcuni aspetti

delicati e complessi
stile,

della vita

degli uomini col miracolo dello


1.

troviamo, nello stesso


incautus, laudare for-

XIII, al

cap. 46

in.

Ot6o

sive

amore

mam elegantiamque accenderet ac, si


Tacito,

sive ut eadem femina potirentur, id quoque vinculum pot nti am ei aJ/ce re/. Alla seconda ipotesi dato ampiamente peso subito dopo Olone, scrive
uxoris

apud

principem,

si

ud spesso, alzandosi dalla


lei

mensa
"si

di Cesare, an-

nunziare che correva da


citamenti, che
libus

(Poppea)...

trattava di ec-

non rimasero a lungo


i

irritamentis non
acri
a

mo X
per...

sterili : His atque falonga cunctatio interponitur... inai p i s amore... Ecco perch
si

Tacito ha detto sive ut accenderet, che

intendendo con intelligenza

il

testo,

"o

il

potrebbe tradurre, motivo vero era

Siamo, quanto a penetrazione psicologica ed a modo di esprimerla in stile, al culmine dell' arte di Tacito; son fili sottilissimi, quasi invisibili, che s'intrecciano. ormai chiarissima l'efficacia espressiva che mediante il mutamento di costruzione Tacito ottiene. An. XI 26 Segniter eae voces
'

Per

il

max,

cfr.

l'esempio gi citalo di An. VI 38.


acceptae,

90

man'tum, se d ne S i ! i u s re t a d u It e r a m (era questa summa adeptus spe vera preoccupazione di Messalina), scelusque Inter la

non

amore

in

me

ancipitia

probatum ven's mox pretiis aestimaret. mutamento della costruzione, Tacito ottiene un effetto ironico: An. Xlll S in. Sed apiid senatum omnia in maius celebrata sunt sententiis eonim qui sup-

volte, col

plicationes...

et

western

principi

triump6alem.

q u e

o Van
In

u rb e

m
si
si

re

passa dall' ablativo ad una proposidetermina cos un brusco mutamento inutile ripetere che la luce si concentra sulla prodi tono posizione principale: An. XV 15 in. Interim flumini Arsaniae... pontem imposuit (scil. Paetus), specie sibi illud iter expedientis, sed P a r t 6 i quasi documentum victoriae namque...; An. Ili 20 in. Eodem anno Taci u s s e r ant
molti casi

zione principale;
;

farinas... bellum... renovat,

va^is

pcimum

populationibus...

dein vicos excindere...

postremo...

co6ortem Roma-

nam circumsedit\
Lo stesso avviene se, invece di semplici ablativi, si hanno, sempre nella prima parte, ablativi assoluti Hist. dubitatum, Otfione per litteras flaII 59 f. Ibi de proelio militibus... pascenti bus : gitante..., p l e r i q u e copias...
:

acci ri

postulabant.

Degni
di

di

considerazione
storici.

sono

casi,

assai frequenti,
al

variatio causata dall'unione di un


serie d'infiniti
il

verbo
id

modo

finito

con una fatto d

Ecco

la
"

spiegazione che del

Srbom

bat scriptor et

e, p. 103): laborabat, ne aures


(o.

tantum contendequi legerent,

eorum

'

Cir. Hist.

ili

10 Ira militum

in

Tampium Flavlanum
invisus...

incubuit,

nullo

criminls armamento,
Vitelli..-

sed iam pridem

poscebatur:

propinquum

clamitabant.

97

spiegazione longa similium formarum serie fatigaret alquanto superficiale, coerente, del resto, con V idea che
lo studioso ha, in

genere, della

vatiatio.

Il

Srbom non

ha pensato che la vatatio, anche nel caso in esame, potesse avere una funzione espressiva, come nei casi sino ad
ora osservati.
Il

Perrochat,

del quale
stra

in un nuovo articolo \ seguito all' altro facemmo cenno nel capitolo suir/49nco/a, si moil

ancora convinto che

contrasto tra

la

forma personale
"

e gl'intniti descrittivi sia


resse, le

il

contrasto tra

l'inertie,

la

pa-

calme d'une part e " la vivacit, l'activit d'autre part , Cita An. II 55 f, Nec Plancina..., An. Ili 46 Pauum morae..., etc. Il Perrochat osserva che la frequenza delle
d' infiniti storici diminuisce sensibilmente dal-

lunghe serie

V Agricola alle Histotoe agli Annales. Si

comprende bene,
uso degli
infiniti

nota

il

critico

francese,

la

ragione

dell'

storici

"c'est le dsir
.

de

la variet,

principe de plus en plus

cher Tacite
di

questa

luce,

spiega un certo
1'

numero

ha fermato attenzione sugli anche quando li ha posti in relazione col verbo al modo finito, non mi sembra abbia colto completamente nel segno. La sua spiegazione, da noi riportata pii sopra, pu esser vera per un certo numero di casi; non si rivela pi tale per molti altri. Tralasceremo di considerare esempi come Hist. IV 29; An. VI 35 XIII 35, etc..., nei quali, mediante g' infiniti storici, sottolineata la rapidit o contemporaneit delesempi.
studioso
s,
infiniti

Lo

descrittivi in

ed

l'azione.

Sono

casi in cui Tacito,


piij

come

gi altrove avver-

timmo*,
stio.

, stilisticamente,

vicino al suo modello Sallu-

Ci softermeremo invece su altri, che esprimono, a nostro avviso, qualcosa di ben piij profondo, nei quali l'o-

Cfr. L'volution d'un

procede de style

cfex

Tacite in

Revue des

e'tudes

latines,
*

193. p. 45.
Cfr. qui, p. 4.

7- A. Salvatore

Stile e

ritmo in Tacito.

_
riginalit di

OS

Tacito
in

si

rivela a note chiare. Tale originalit

per

dovuta

parte a chi stato mediatore tra Salil

lustio e Tacito, vocjiio dire Viri^ilio.

Mantovano ha im-

messo un

soffio di spiritualit nella

materia che Sallustio


alcuni dei casi di va-

offriva a Tacito,

Sono convinto che


ed
altri

riatio sinora esaminati,

nuova
tra

luce, se proiettati

che esamineremo, ricevano sullo sfondo ampio dei rapporti

Virgilio e Tacito.

stato notato

'
:

"

Dazu

bommt

in

der

nachblass.

Prosa der Rintluss der Dichtung hinzu. die seit den Augusteern immer mehr die Variation als Stilmittel handhabt ,

Val

la

pena

di

meglio determinare, scendendo a qualche

particolare, l'autorevole affermazione,

rimanendo nell'aminfluito,

bito dei rapporti tra Virgilio e Tacito. Nostro intento di

mostrare quanto

il

grande poeta

di

Mantova abbia

per quel che riguarda alcune manifestazioni della variatio, sulla formazione dello stile di Tacito. Potremo cos vedere,
alla

luce dei

fatti,

1'

evoluzione,

in

senso spirituale, di un
nelle

aspetto della prosa latina, nel passaggio da Sallustio a Tacito.

La variatio ricorre frequentemente


gilio,
pili

opere

di Vir-

soprattutto neWErieide. Citer alcuni esempi che

hanno

stretta

relazione con quelli di Tacito.

Nel secondo libro (vv. 32-34), a proposito del cavallo


di legno, scrive Virgilio
:

...primusque T6ymoetes Duci infra

mura

fortatur et arce locavi, Sive dolo

se u ia

m Tco

ae

sic fata f e re b a nt. Enea che parla e ce,


lore profondo,
il

nelle sue parole, nel


fatalit

suo do-

senso della

che

pesa ormai inesotto


differente

sorabile su Troia. Virgilio ha prospettato

luce
alla

le

due

ipotesi,

dando maggior
triste

rilievo stilistico e ritmico


si

seconda. La nota
fa
s

del fato
(v.

far sentire

anche
;

altre volte, nel


V. 257...
t i

corso del libro

54

et si

fata
etc...).

deum...

Q ue

deum defensus

iniquis,

Se

ritor-

'

Stolz-Schmalz

Lateiniscfie Grammatik...,

Munchen 1928,

p.

838.


niamo a meditare,
vitantur,

99

primo libro delle quae fato manent... non

ora, sull'espressione del

Nisforiae, riferita a Galba,

seu

comprendiamo ancor pi la suggestione che Virha esercitato su Tacito, Venendo ora all'uso degli infiniti descrittivi, ritengo opportuno ricordare, per cercare d' individuare le sfumature che essi contengono, Aen. II 685 ss. Nos pavidi trepigilio

At pater Anchises oculos ad sideca laetus palmas cum voce tetendit; III 66668 Nos procul inde fu^am trepidi ce I e r a re, recepto Supplice sic merito, tacitique incidere funem. Ve r r i m u s et proni certantibus aequora remis : dopo un brivido di trepidazione, dopo un silenzio pieno di ansia, il sospiro di sollievo, la visione ampia delle navi che corrono finalmente sul mare, in una gara faticosa di uomini e di remi. In uno dei passi pi belli e profondi del quinto libro, ci sono presentate le donne troiane che guardano il mare profondo e piangono, sperdute come in una solitudine misteriosa ...Heu tot vada fessis Et tantum supe resse maris... Urbem o ra nt... (vv. 615-17), La visione delle navi, sempre pronte a salpare, aggrava l'ombra della paura nel loro animo At matres primo ancipites ocuisque malignis Ambiguae spedare rates... Tum vero attonitae monmetu...

dare
t
:

l i t

et caelo

stris

actaeque

furore

Co nel am ant
s

rapiuntque

focis penetralibus ignem, Pars

po
t

l i

ac virgulta facesque brano di psicologia


tratto
il

Co ni ci u n

a nt aras, frondem (vv. 654 ss.): stupendo

meravigliosamente ripassaggio dal sentimento indistinto e confuso all'azione concreta, energica {ambiguae spedare... conclamant
collettiva, ov'

rapiuntque).
L'infinito descrittivo

dunque esprime
si

spesso, in Virgilio,

qualcosa che confusamente

agita nell'animo dell'uomo,

e inoltre il senso del turbamento, della paura, come appare chiaramente da Aen. VI 490 ss. Ut videre virum... Ingenti trepidare metu... e IX 538 ss. Turbati trepidare


intus frustraque

100

maorum Velie fugam. Dum se glomerant... tum pendere fum's Proc u b u i t subito et caelum tonai

omne fragore:
il

in

ultimo, a denotare la fine di ci che,

pi che essere cosa reale, brivido,

verbo

al

modo

finito,

sensazione nascosta, che porta una tonalit nuova'.

Tacito, tiglio spirituale di Virgilio, ha


sentito quel

protondamente

che esprimeva la musicalit intima di tale passaggio, e r ha trasfusa nella sua prosa. Sento idealmente assai vicini ai brani di Virgilio ora ricordati, questi di Tacito Hist. II 29 Igitur torpere cuncti, circumspectare
:

Inter se attoniti et id ipsum,


silentio patientia,

quod nemo

regeret, paventes

postremo p r e ci b u s mis venia m quaerebant; IV 84 in.

lacciQui... modo
ae
:

numen pavescere, modo minis adversantis populi terre ci sa e p e do n i s promissisque... flectebatur.


ha insegnato a Tacito 1' arte di rendere, mediante suoni diversi, sentimenti ed impressioni diverse.
Virgilio
Il

verso di Virgilio,

musicalissimo,
;

ha

improntato di
in

tale musicalit la

prosa di Tacito
25
////

ma

musica,
oculos

Virgilio

come

in

Tacito, espressione

di sentimenti, di suggestioni.

Si legga

ancora An.

quotiens

ad

multi-

tudinem rettulerant, vocibus truculentis strepere, rursum viso Coesa re trepidare; murmur incertum, atrox clamor et d i ve rs i s a n i mo r u m motibus repente quies : pavebant terrebantque: l' ondeggiamento della folla, il clamore assordante e I' improvviso silenzio, son resi stupendamente attraverso giochi dello stile e del ritmo. Una scena ben diversa, ma ritratta con non minore efficacia rappresentativa, troviamo in An. XI 31 At Messalina... simulacrum vindemiae... celebrabat. Urgeri prela, fluere lacus ; et f e mi n ae p e 1 1 i b u s a e ci n et a e adsultabant...; An. 28 igitur aeris sono... strepei

'

Per
del

altri
I

casi di vadatio in

Virgilio,

cfr.

la

mia introduzione
ss.

al

com-

mento

libro

deW

Eneide, Napoli 1947, pp.

LXYI

re...

101

sua facinora

laetari aut

maerere

et

postquam...

a ve rs a ri

de o s lamentantur.

Nessun prosatore latino, al pari di Tacito, ha sentito le molteplici vibrazioni che alcuni vocaboli, con un loro suono

Son tutti brani di psicologia protonda, questi che abbiamo riportati. I vari momenti psicologici, il passaggio da uno stato d'animo ad un altro, sono stati resi musicalmente. Anche sotto questa luce va
particolare, potessero destare.

spiegato

il

passaggio

dagli

infiniti

descrittivi ai verbi di

La variatio quindi ha,. in questi casi, la sua fonte nella musicalit profonda di Tacito, cio nella sua spiritualit, di cui la musica proiezione esteriore. Ma r infinito descrittivo esprime in Tacito anche aHione falsa, ipocrita, velata (come gi avvertimmo a proposito di un passo famoso dQ\\'Ag.ricold), alla quale segue
finito.
1'

modo

l'azione aperta, decisa, a volte rude, violenta, espressa col

verbo

al

modo
il

finito,

E Tacito
penetrare
in.
:

stesso che,

anche
i

qui, ci

la

chiave
:

per
I

significato

vero dell'uso

dell'infinito

Hist.

45

Pisone caduto sotto

colpi degli sbirri di Olone, che


;

ne esamina con occhi insaziati la testa erompe 1' entusiasmo per Olone. Scrive Tacito, in uno dei suoi famosi inizi di capitoli, che sembrano grandiose aperture di orizHonti
:

Alium crederes senatum, alium populum


in castra,
;

mere

cundi

anteire

proximos, certare

cum

praecuriudicium,

rentibus

increpare

Galbam,

laudare militum
;

exosculari

Othonis

manum
e

falsa erant qua


re... ;

qu a n to gu e m fiebant, tanto plura


Inter

ag

face.

An. IV 68

Compositum

ipsos

ut

Latta ris

strueret

do lu

Igitur

Latiaris

tacere
;

fortuitos

primum sermones, mox laudare


i

constantiam...

simul So-

nora de Germanico... disserebat. Si tengano ora presenti seguenti esempi Hist. I SI in. Erat Ottieni celebre convivium primoribus feminis virisque ; qui trepidi... modo constantiam simulare, modo
:

formidine
detegi,

102

voltimi
intucri
;

simul

Olfonis

utque

evenit inclinatis
f i

ad suspicionem

mentibus. ciun timeret Otfo,

u r (si noti, una volta per tutte, come da>^li i. s. si passi igradatamente alla forma personale, come, cio, questa, abbia una sua preparazione: qui. utque evenit... timebatuc,
t

me b a

$i citato, ut sunt mobiles ad superstitionem... lamentantur : questa la tecnica stilistico-musiAn. XII 47 in. Ac primo Radamistus in amcale di Tacito) plexus eius etfusus simulare obsequium, socerum ac parentem appellare ; adicit ius iurandum...; XII S lam primum Agrippina, v e l u t dolore v i e t a et sclacia conquirens. tenere amplexu Britannicum, veram va ri is a rtib us paterni oris effigiem appellare ac
in .-In.
I

i2S.

mentes...

demo
4...

rari... Antoniam quoque ... a tt i n u i t ; Xlll Poppaea primum per blandimenta et a rtes valescere... imparem cupidini se... s i m u l a n s
. .

XIV
tur,

in.

Igitur

Nero

vitare secretos eius

(scil.

Agrippinae)

congressus... laudare...

Postremo,

ubicumque dabere-

praegravem

ratus.

interficere constituit.^
all'
il

Come
timenti

si

vede, un passaggio lento, jJraduale. da senvelati

pi

o meno
:

azione,

alla
il

determinaproce-

zione

dell'

azione

questo

significato,

valore espresi

sivo della variatio. Nel capitolo in cui studieremo

dimenti

stilistici

e ritmici che Tacito usa


nella

nelle

narrazioni,

mostreremo come

prosa dello

storico ci siano dei

es., nelle opere di un determinato motivo sentimentale. Tale fenomeno si manifesta anche nell'analisi che stiamo compiendo un motivo stilistico riaffiora col rialpresentarsi di analoghe situazioni spirituali. Con che largando un concetto gi esposto nel capitolo sulla Ger-

Leitmotive che, proprio

come

avviene, ad

Wagner,

riaffiorano col ritornare di

Cir. ancora An. XII 15 in. At .yiitddates-.. conclre naflones, inlicere perfugas ; postremo exercitu ccacto regem... e x t u rb a t impedoque p o 1 1 1 u r ; XII 51 Iile (scil. Rfadamlstus) primo amplecti, adlevare, adfioctari... Postremo violentia amoHs... destringi t acinacem... trafilt... tradii...
'

mania
^

105
di

un
fatto stilistico

debba riconferma esempio di An. e conclusione delle nostre osservacioni, v e r si s a rt ibu s per b l a nXIII 1 5 Tum Agrippina dimenta iuvenem adgredi, suum... sinum offerve...
si

conferma come

cercarsi la sorgente nello spirito di Tacito. Valga, a


l'

Qu in

sivi

et

significativo

cologia di

che

la

u r. addentrandoci ancor pi nella psiTacito mediante la valutanione dei mezi espresil tatto che la figura di Agrippina rendono
t

f a te b a

sia

caratterizzata nella sua qualit di

donna maligna,

falsa

*.

nella sua
liebri.

movimentata irrequietezza, nei suoi fremiti m.uappunto mediante gli infiniti descrittivi che, in tal modo, si possono meglio valutare nel loro intimo significato An. XIII 15 in. Sed Agrippina Ubertam aemulam, nurum ancillam...^ muliebritev fremere; neque... oppecid
:

...acdus

accendere...

14

Praeceps...

Agrippina ruere ad
18 At matris

terrorem et minas, neque... abstinere... Simul intendere manus, aggeveve probra,...

manes

invocare...

ira nulla munifcentia leniri,

sed amplecti Octaviam,

cre-

bra

cum amicis secreta


Abbiamo dunque
visto

fab ere
1'

...

tribunos...

comiter excipere, nomina... in fonore

fiabere...

come

infinito descrittivo sia

il

mezzo

preferito

troppo chiare,

ma

da Tacito per esprimxcre situazioni non che rimangono come in penombra, avsi

volte di un velo di ambiguit.

serve
di

Qualche volta, a descrivere tali situazioni. Tacito sempre in contrasto con verbi di modo finito

semplici

sostantivi.

Vorrei

qui

tare

dal punto di vista dei mezzi


Gir. qui, p. 69.

stilistici

brevemente commenche vi troviamo

i. Quae mutatio il mutato atteggiamento di Agrippina, espresso precedentemente mediante un' espressione variata ut nimia nuper coircendo flllo, ita rursum intemperanter demlssa neque Seronem fefelUt, et prcximi amicorum metuebant orabantque cavere insidias mulieris semper atro-

Gir. An. XIII 13

cis,

tum
^
II

et falsae.
la

parallelismo qui esprime

preoccupaHione

di .agrippina.

impiegati
zetto

104

il

quel capolavoro di psicologia che


di

roman-

d'amore

ove
Per

la

Ottavio Sagitta e Ponzia {An. Xlll 44), cosiddetta arte del chiaroscuro raggiunge il culmine.
di essa lo storico riesce a dir tutto, suggerire le

mezzo

cose pi audaci, senza per mai turbarci, rimanendo semun esempio eloquente dell' espressivit ragpre classico
:

giunta dalla prosa latina, per virt di Tacito.

Dalla van'atio, con cui


et

si

apre

il

capitolo
(v.

adulterium

mox

ut omitteret

mantum

emercatur

sopra)

si

passa
a
*.

agli infiniti descrittivi

(nectere... causari...

exuere)

riferiti

Ponzia, agli

altri

{concfuen... minitan)

riferiti

ad Ottavio
andata

Fin qui sentimenti vaghi, proteste, minacce.


si

tratta di

cose pi concrete
,

l'atmosfera
e

Quando
si

invece

man

mano riscaldando
cambia
il

di decisioni che si prendono, ecco che tono {Ac postquam spernebatur, noctem unam
s

ad solacium poscit...

tat (tu

nox
e

et

Pontia

mandai),
volta, di

salvo

sostantivi
in

nell'indeterminato
amore
del
libidini
:

poi a ritornare

con

l'uso, questa
nel

generico

Tum, ut adsolet

et ira, iurgia preces,

exprobraiio
Infine,
la

satisfactio et pars

tenebrarum

seposita.

ex qua quasi incensus nifjil metuentem frro trnsvrbrt, et accurrentem ancillam vlnre abstrrt cubiculqu prrumpt. Non si potragica risoluzione

dramma

trebbe recare esempio pi significativo per mostrare come,


qui e nei casi citati sopra,
la
il

variatio

abbia

anche una

funzione ritmica, cio


bile nel finale) sia

come

ritmo

(chiaramente scandi-

elemento espressivo dello stile di Tacito. capolavoro di psicologia e di stile il ritratto di Sabina Poppea, che troviamo nel capitolo immediatamente successivo e sul quale spenderemo qualche parola, per mostrare sino a che punto Tacito superi il suo modello Sallustio. Questi, nel capitolo 25 del bellum Ca-

Un

altro

Anche qui

ricorre

il

parallelismo

famam

perditam, pecuniam

exfau-

stam obtestans.


tilinae ci

105
di

la

dipinge

la figura

Sempronia,

pi notevole

tra le nalit

donne catilinarie. Dal ritratto di Sallustio, la persodi Sempronia esce nitida, netta. Dopo un' introdu-

zione di carattere generale [Haec mulier... luxuriae sunt), in cui notevole quel multa alia, unito asindeticamente a
staccate

quanto precede e lasciato quasi sospeso, una serie di frasi un susseguirsi di visi o di azioni sconce alle quali d risalto il ritmo a cantilena di quattro verbi dalla stessa terminasione, usati " per mettere in fila le... male asioni ugualmente cattive S Sed ea saepe antefac Mem pro:

diderat, creditum abiuraverat, caedis conscia

fuerat: lusemplice,

xuria atque
quasi
stio
:

inopia

praeceps abierat

tecnica

si

direbbe ingenua.

Un

sol

dubbio

prospetta Salludis-

pecuniae an famae minus parceret, haud facile


Nel ritratto di Sabina

cerneres.

esplicitamente,

non lo dice Tacito Poppea una suggestione che d il suo stile tutto un 6aud facile discernetes. Quel velo, del quale per essa si compiaceva coprire a mezzo il suo volto non saziarne gli occhi o perch le stava meglio , resta perennemente calato su Poppea sul suo volto e sulla sua anima. Qui Tacito dimostra un senso di finezza psicologica che in Sallustio non c'. Tacito riuscito, mediante l'arte del chiaroscuro, a presentarci in Sabina Poppea una

ma

''

donna che simula esteriormente


perversa. C'

virt,

ma

la cui

intenzione

un sol tratto in cui lo stile e il ritmo ci fanno luce, permettendoci di stringere saldamente qualcosa, di questa figura che sembra di volta in volta sfuggir" ci non fu schiava n del suo, n dell' altrui affetto dove si presentava l'utilit, l convergeva suoi capricci . Ecco ncque adfectui suo aut alieno obnoxia, il testo latino (e. 45) unde utilitas ostenderefur, illuc libldlnm transfrbt. La sonorit della clausola (dopo ncque... obnoxia), che ri: :

Cfr.

il

commento, adi.,

nell'edisione del

Marchesi, Milano 1939,

p. 37.


chiama
detto

lO

Otfo
pellexit

prepara quel che inventa ac luxu et Quia 1 1 a g ra n t i s s i m u s in a m i e i t i a Ne ro n i s 6abebatur: ecco Vutilitas messa prima verso la quale Poppea libiin risalto mediante la van'atio tutte cose che il lettore attento ed dinem trasferebat. Son esperto delle sfumature stilistiche e ritmiche della prosa di
l'attenzione sulle ultime parole,

dopo

Igifur...

eam...

Tacito avverte.
Sallustio
'^QVdi

aggiunta

giudicato
:

tamente Poppea

la

con una personale Sempronia. Tacito non giudica diretmagia del suo stile ha lasciata al peesplicitamente
l'

renne giudizio dei posteri.

Dopo
cammino
artista (le

gli

infiniti

descrittivi e
1'

sostantivi,

troviamo,

sul

della nostra ricerca,

ellissi,

fenomeno

stilistico

comprensione di Tacito uomo ed due qualit, come si sta a mano a mano chiarendo, sono inseparabili, e l'una non pu seriamente approfondirsi, se non si approfondisce 1' altra) e che, come precedenti, non mi sembra abbia avuto finora un'adeguata valutazione da parte degli studiosi '. Crediamo opportuno trattarne brevemente ora, perch un fenomeno che mentre, da una parte, riceve luce da quanto stato sino a questo
interessantissimo per la
i

momento

esposto,

dall' altra

pone un suggello
la

definitivo

alla nostra maniera d'intendere

variatio.

L nostra ricerca sulla variatio, ci ha portati a concludere che Tacito, mediante il mutamento della costruzione, ottiene
il

risultato di prospettare sotto

diversa luce

' Per una scientifica trattazione dell' ellissi, nei vari autori latini, cfr. LFSTEDT Ssntactica, Lund 1933, Voi. H, pp. 233-74 e ricca bibliografia ivi. il con intento diverso dal mio Tacito si occupano in Dell' ellissi Constans (o. c, pp. 117 ss.). Draeger (o. c, p. 18), pi ampiamente in SRBOM (o. c, al solito, non vagliati Esempi di ellissi del verbo essere

il

pp. 151

ss.).

due o pi
ali'

107

in

concetti,

ultimo. In fondo,

mostrando di dar valore, anche uso degli infiniti


1'

genere,

descrittivi

rientra

come
il
:

si

visto

in

questa tendenza: sentimenti


poi. Tacito,

vaghi prima, azione concreta

cio,
i

gradua,
i

mediante
sentimenti
r

ora

mutare delle forme espressive, li espone in piena luce, ora


elmetti

pensieri e
li

lascia nel-

ombra.

A
mente

perseguire questi

nel che consiste principal

ben prosa di Tacito si presta l'ellissi, per la facolt che ha l'autore, adoperandola, di omettere il verbo nella parte che vuol lasciare, direi,
la difficolt e l'originalit della

neir

ombra, spostando
Alcuni
esempi,
I

tutto

il

peso

chiarimento
.
.

detto:

Hist.

34

vagus.
I

et

afficmabant; gregarius m
arbitrio

36
...

me
i

seconda parte. quanto abbiamo incevtus rumor; mox... adeundi locus tvibunis...
sulla

di

uh eh at ; III 49 Nec miles in ducum, se d d u ce s militari violentia t ca6e bantuv; III 67 Surdae ad fortia Consilia Vitellio aures
i l

e s

obruebatuv animus misecatione cu vaque ; IV 29 Apud Germanos inconsulta iva Ro manu s miles p e ri culo ru m gnarus... sa x a non forte ia eie b at V 14 miles Romanus armis gravis et nandi
:

f...

pavidus,
ti
t ;

G r ma no s lev ita s
15
f.

M
e

do

i t

tfjis)

sola in

a r mo ru m... at tolGermani prosperis feroces, Ro ma no s p ua V e r at^ ; An. VI 34 Atque illis (scil. Parequite vis : Pha ra s ma ne s et p e d i te

V aleb a t: motivi dell'inferiorit e della superiorit, della debolezza e della forza, sia fisica che morale, il passaggio
i

dal
tati,

rumore vago a voci assai bene mediante

pij
I'

distinte,

risaltano, nei casi cilato, l'uso del

ellissi

da un

verbo
far

dall' altro.

Anche

l'ellissi,

dunque, per Tacito un mezzo per

^ Segue, subito dopo, un' altra variatia : nox aput barbacos canta aut clamore, nostcis per tram et acta. i n a s

ratteristica essenziale,
Hist.
t i
1

ICS

della verit

della psicologia. Psicologia di massa, studiata nella sua ca-

con un senso

che spaventa:

12 Paucis ludicium aut rei publicae

amor: miilillum

stulta spe,

prout Quis amicus vel


:

cliens, func ve!


la

ambiticnis nimrbs dstnbnt


pita dinanzi ai nostri occhi
:

qui

folla

vive e pal-

pochi quelli che mostravano nobilt di giudizio e interesse del pubblico bene Tacito lascia quasi sospesa la frase, l'avvolge di silenzio
;

" eran

risalto ai
L' ellissi

rumores dei multi. del verbo ci d quindi


di

modo

di cogliere l'at-

teggiamento
verso

Tacito dinanzi
si

suo atteggiamento
il

problema del male. Tale scopre anche altrove, sempre attraal


:

medesimo processo stilistico An. V 3 pauci quis nulla ex inonesto spes (et p u b l i e a mala singulis in
...

cccasionem graiiae traHuntur); XII 48 Paucis decus publicum curae, p l u re s tuta d i s s e r u n t In Hist. I 76, parlando della maggiore o minore fedelt di province e legioni ad Otone, lo storico scrive Nusquam fides aut amor : m e t u a e necessitate 6 u e il l u e m u t a b a nt u r Nella lotta tra il bene e il male, tra sentimenti veri e leali e quelli falsi e deteriori, in Tacito qui si ha modo di cogliere la sua concezione pessimistica della vita prevalgono quasi sempre secondi questo dice lo stile, a chi sa intenderlo e adeguatamente servirsene come valido stru. :

mento

di penetrazione psicologica

'.

Per comprender meglio questi ed altri fenomeni della prosa tacitiana, ed anche per dare uno sfondo pi ampio alla nostra disamina, giora tener presenti le giuste osservazioni del Croce riguardo all'espressione del Cellini "Quando si dice senza intenzione... dispregiativa, che uno scrittore ricco di pleonasmi o di ellissi, bisogna dunque ammettere che quei pleonasmi o quelle ellissi siano appropriati al pensiero... Rispetto a che quei modi sarebbero pleonasmi ed ellissi ? Forse, rispetto al modo di scrivere di un altro scrittore?... il Cellini avrebbe potuto trovare ellissi in quello scrittore, che avesse notato in lui pleonasmi... Insomma,... si afferma... non
'

risoefto a quella ciceroniana,

ci a
I

che uno scrittore


t

ma che uno scrittore non


il

un

E,

rispondendo

ai

Vossler,

quale aveva affermato che

il

Cellini, nel-


A
volte,
l'ellissi

109

rattere di

verbo ci dipinge vivamente il caun personaggio. Di Calpurnio Pisone Tacito scridel

ve {An. XV 4S) sed procul gravitas morum...: levitati i nd u l g e b a t. 11 mistero, che ha costantemente avvolto la figura di Tiberio, sembra per un momento svanire nel giudizio che Tacito ne d in An. VI 51 i., ove, pi che vedere l'imperatore, vede l'uomo: Idem
[scil.

Tiberius] intec

bona malaque mixtus incolumi maire


sed obtectis libidinibus, dum...;

intestbilis saevitia,

simul
ritratto,

a e

dedecora

tantum ingenio utebatur.


il

in s ce l e ra p ro r u p i t postquam... suo Leggendo quest'ultima parte del


,

postremo
sospeso e

lettore tenuto quasi

in

ansia: egre-

famaque, quoad...; occultum ac subdolum... donec...; idem Inter bona...; intestabilis saevitia... dum; sono si sente il tutte espressioni che rimangono come soffocate viene lo sbocco st sbocco. E bisogno di uno p re m o... p r r u p i t : siamo al momento culminante la maschera

gium

vita

tolta,

il

velo diradato

finalmente giunta la luce, col

verbo

al

modo

finito.
:

Oltre a Tiberio, Claudio


della sua arte,
sottile

Tacito sfoggia tutte

le

risorse
d'
il

pi scaltrita e

matura,
11

per

cingere

velo d'ironia quest' imperatore.


1'

contrasto tra

un suo

suo

silenzio,

assenteismo di Vitellio da un

lato, e l'onni-

r esposisione logica uno scrittoraccio (ein StimperJ, nella plastica dell'espressione, un maestro, l' illustre critico si domanda come mai il Cellini possa essero stato

uno scrittoraccio in ci che non ha scritto, come mai possa egli essere giudicato dal punto di vista in cui si giudica uno scrittore ragionatore e loico, egli che effondeva ci che dentro dettava, senza nemmeno accorgersi della logica. Egli fu ci che non fu punto. E conclude, il Croce, affermando che il Cellini ci piace " perch, slogicando, fa uno

male

stupendo autoritratto di quel suo fantasticare impetuoso che lo portava allo " La forma slogicare letteraria non se non quella che si conviene a un dato contenuto, concreto e non astratto e non si pu giudicare se non rispetto a questo contenuto . (Cfr., in Problemi di estetica, Bari 1923, il capitolo "Di
.,

stilistica psicologiche del Grber pp. 141 ss.). voglio per affatto dire che Tacito salvo che per il ritmo, che gli si nega, perch non quello ciceroniano sia stato, quale scrittore, giudicato

alcuni principi di sintassi e

Non

alla slessa

maniera del

Cellini.


presenta
scolpito,

no

dall' altro,

del

liberto

Narcisso
stilistico

icasticamente
ci

con un mezzo

che ormai

familiare,
Inter

neir indimenticabile

scena

di

An. XI 55

in.

Mirum

faec silentium Claudii,

Vitellius

ignaro propior :

omnia

liberto oboediebant.

Il

Srbom

fa rientrare nei casi di

variatio molte espres-

un fatto puguardar bene, si tratta di concetti differenti logico quindi che la forma che li esprime sia diversa. Ci si domanda come Tacito avrebbe potuto esprisioni
nelle quali
stilistico

questo fenomeno

ramente
;

esteriore.

questi casi,

non in quel modo la variatio risponde, cio, in ad esigenze della sintassi e della lingua latina. Fermiamoci a considerare uso delle preposizioni. In Nist. V 1 5 scritto nox a p u t barbaros cantu aut clamore, n o s t r i s per tram et minas acta. Le due comersi, se
;

1'

struzioni

attraverso

(aput barbaros e nostris) son diverse ma e' , la variatio, come un allontanarsi e un avvici; :

narsi della prospettiva

da
ai

una parte,
lettori,

barbari, che vei

diamo
cito

e sentiamo a distanza, dall' altra,

nostri,
la
le

che Ta-

avvicina a s

ed

mediante

costruzione
espressioni
altro

sintattica

meno

pesante. Variate sono anche

cantu aut clamore... per esprime sintatticamente


,

tram
1'

et

minas: ma
semplice
la

ablativo

(notazione

asciutta),
dell' ira

altro

il

per e Tace, che estende, quasi,

durata

minacciosa.
in

(Vitella... imagines, in castris Belgarum e i v i t a t e s repositae) altro in castris (luogo pi o meno circoscritto, limitato), altro per proximas civitates, che ci d quasi la visione dei soldati in movimento, in giro. Lo stesso potrebbe ripetersi

Cos

Hist.

IV 37

et

per p ro

mas

per An. XI 32 (Ceteris passim dilabentibus adfuere centun'ones


,

inditaque sunt

vincla

ut

quis

reperiebatur

p ub lic
o

Ili

la

aut

per
il

a te b ra s)/

cui visione

ci
68

che non osserva


Germanis...
cidati
ipsis,
:

Srbom

diversa

da

Mist.

Ac

statim immissa coforte Tfiracum depulsi et

consectantibus
latebris tru-

per silvas

atque

in

ipsis
si

la

sfumatura data da

in seguito,

noti bene,

diversa

da quella data dal


in

per, illuminato

da da conin in-

sectantibus

^
Hist.
I

ingenuo pensare che

88

f.

(multi...

pace
certa
:

anxii,

turbotis rebus
in

alacres

et

per

pace e per incerta si equivalgano nel senso la seconda espressione molto pii colorita e viva della prima essa riceve luce da alacres e da turbatis rebus : la vediamo questa gente, che nel disordine acquista
tutissitni)
;

coraggio, e

in

messo

all'

incertezsa

si

sente sicura.

La costruzione

col per cara a Tacito, che la ritiene

abbastanza espressiva, soprattutto quando si tratta di descrivere situazioni poco chiare ed oneste An. VI 7 Cum primores senatus inflmas etiam delationes exercerent, alti propalam, multi per o ccu It u m. Ecco come, nello stesso capitolo, aveva descritto un personaggio. Cotta :... nobilis quidem, sed egens ob luxum, per flagitia infamis
:

si

direbbe

in

italiano,

aderendo sostanzialmente

al testo,

storia delle scelleratezze

. la lunga serie, la lunga che indica il per, ben piti colorito rispetto air ob, che indica semplicemente la causa. Ci rimane vero, anche se in Hist. II 56 troviamo ob lucra et Quaestus infamis, cio infamis costruito con ob. Tacito
"

passando

di delitto in delitto

scrittore, direi,

impulsivo e visivo al massimo grado

vo-

lendo
verse,

due concetti, meglio, due sfumature diha creduto bene costruire differentemente lo stesso
esprimere

Per latebcas

(illustrato

da
si

ceteris...

dilabentibm)

ci

fa cogliere

soldati

nel loro correre e disperdersi. * Lo stesso ragionamento

pu

ripetere per ///5^

III

31 va^i
Ili

per
f.

in

do m

b u

abditi

...per

demos

quantunque in semel occultabant, che seigue per a


:

in domibus,

Hist.

86

v i a s, troviamo

dilapsi ex urbe.


diggettivo*.

Ili}

di

Viene cos ulteriormente provato che nel caso ha voluto essere pi efficace. Alla fine del suo discorso ai soldati, dice Pisone (Hist. 30) sed perindif a nobis donativum o b fide m quam ab
An. VI
7 lo scrittore
I

aliis

pr faci no re

aca/?/e//j;

costruzione, Pisone detesta,


interessante notare
variata, s'intrecci
il

adoperando quest'ultima non senza sarcasmo, l'atto.


all'espressione
aliis.

come

nella frase citata,

parallelismo a nobis... ab

sioni

Non so se possono rientrare nei casi di vaciatio esprescome questa {Hist. IV 78): Tutor... et Civilis... ptignam
p
r

ciebant, Oallos pr liberiate,

ad

aeda

m
il

instigantes; pr, unito


line spirituale,
(fine

Batavos pr gloria, oermanos con liberiate e con

gloria, indica

movimento, direzione zione del mutamento


20
f. ...

materiale).

ad praedam indica invece Ovvia la spiegache troviamo


in

di costrutto

An.

II

necessitas in loco, spes in virt te, salus

ex Vicet
s

toria".

Quando

leggiamo,

in

An.

XV

37 Volucres

feras

q u e petiverat, non deve sfuggirci il sottile motivo artistico che ha causato il mutamento di preposizione abusque ingrandisce la scena ^ "li aveva fatti venire sin dall' Oceano abusque, insomma, ben pi forte del semplice e. Tacito
diversis e terris et
:

ammalia maris

oceano

a b u

scrittore di estrema

finezza e sensibilit
al critico, se

linguistica
in

tali

qualit
di

occorrono anche
il

vuole essere

grado
che,

afferrare

perch
chiaro,

di

certi

accorgimenti
in

stilistici

come
casi,

ormai

hanno quasi sempre un profondo


s,

significato psicologico. Ci sar stata

questo e

in altri

anche
qui

la
il

ma
'

compiaciuta tendenza di Tacito a variare; punto non il semplice gusto che deter-

Anche
.Non

in
il

An. caso

XIII
di

secati pr salute,
^

de
al

30 ob Ubidlnes... (infamh) esprime solo la causa. tornare a discutere sulla frase dell'/Igr/co/a (e. 26) gloria certabant, a suo tempo esaminata.

Ci
;

si

conf

carattere,

un po' sovrabbondante,

dell' intera

descri-

zione

cfr.

poco pi sopra

remlgesque... componebantur.


mina
la

115
dal

bisogno intimo di essere


pensiero e del

variatlo.

Se mai,
tutte le
la

espressivo,

rendere
deriva

sfumature del

tendenza cui si accennava sopra. Il che molto diverso da quanto si pensato finora. In An. I 10 son riportate le voci dei nemici di Ausentimento,

gusto; dicono,
accepecit
(o.

essi, tra

Y ro,

armaque quae
b
l i

in

Antonium
\\

contea rem p u
in

versa.
II

Srbom

e, p. 48) ragiona cosi:

Agr. 13 e An.

arma costruita con in avrebbe potuto benissimo usare tale costruzione nelr esempio degli Annali sopra ricordato. Ha usato, invece, cantra : dunque, variatio. Qui si ferma. Non osserva che cantra, in quel contesto, molto piti efficace che l' in, e colorisce, almeno nell' intenzione di coloro che sparlano di Augusto, il suo gesto rivolto contro lo Stato altro era andar contro Antonio, altro rivolgere le forze armate contro la res publica. La variatio ma proprio il caso di chiamarla cos ? ha qui una funzione sentimentale il cantra
sione vertere
cito
:

44 l'esprese l'accusativo: Ta-

s'

intona

perfettamente al carattere del discorso indiretto,

sfavorevole ad Augusto \

Dunque, 1' uso variato delle preposizioni in Tacito il procedimento si pu estendere anche ad altre parti del discorso va ristudiato alla luce dei criteri che siam venuti esponendo. Non bisogna essere superficiali, limitandosi a notare il fatto anche una semplice preposizione pu contenere una sfumatura, che non deve passare inavvertita. Il Srbom parla di variatio anche a proposito di sostantivi e non s' avvede della sfumatura diversa che e' in ognuno di essi. Egli trova, ad es.. variatio nel fatto che Tacito in A^r. 42 f. usa l'espressione mors (a m bit iosa morte

inclaruerunt)

e,

all'

inizio

del

cap. seguente,

finis

vitae.

Per

la

funsione
8
f.

si

veda ^n. VI

impera torem extraneos... adversum unicum...


8
-

sentimentale di advecsus o adversum, rispetto ad ai, In rem publicam, Consilia caedis puniantur (qui la prospettiva mutata); n. lY 11 in
Insldiae

adversum

A. Salvatore

Stile e

ritmo in Tacito.


sfu!jire

114

Ma. penetrando il valore intimo dei vocaboli, non dovrebbe ctie, scrivendo morte, V autore ha voluto esprimere semplicemente 1' attimo del morire, trapasso, insomma, da
il
;

questa vita

finis

vitae, invece, ci dipin^^e

^li

estremi

mo-

menti

dell' esistenza

di

Agricola, che

fu

extraneis etiam

ignotisQue non sine cura. E infatti si parla, immediatamente dopo, del popolo che andava e riandava (vcntitavere) poi alla casa di Agricola, e non discorreva che di lui... ritorna il termine mors, nel signitcato sopra notato (nec QuisQuam audita morte Agricolae aut laetatus est...). La stessa differenza di sfumatura tra due termini penso che ci sia in liist. II 49 f. si parla di Otone. tgura che con la sua morte eroica si acquista la simpatia di Tacito.
; i
:

In

Misi.

Ili

70 r espressione fratris
piij

domum

diversa

da

penates uxon's, molto


poetica, cos

sentimentale, questa, e quasi direi

come

in Hist.

16

f.

(Alacvior

omnium

clamor,

ex longa pace p co e l i i cupido vel fessis i s amor) cupido diverso da amor (v. Porcellini) l il desiderio ardente, la brama di combattere, aspirazione composta, qui il desiderio pacato, sereno,
quis
ve!
bello

pa
:

l'

quasi direi

il

sospiro.

stata notata la

tendenza di Tacito

alla

imprecisione

*.

Ma

il

volta, sul

problema mi sembra che vada posto, anche questa piano del sentimento. Sentimentalmente parlan-

do. Tacito scrittore straordinariamente preciso. E, forse,


la

conclusione migliore del nostro

modo

di considerare la

Se questa, come abbiamo dimostrato, ha origine dallo studio psicologico dello scrittore, ci significa che Tacito ha voluto essere preciso nell' illuminare tutte le pieghe dello spirito umano. Variet dunque significa, in Tarariatio.
cito, oltre

che espressivit, precisione.

Cfr.

classica,

Valmaggi L'imprecisione 1908, pp. 372 ss.

stilistica in

Tacito,

in

Rivista di Filologia

115

Credo

che, attraverso
la

la

nostra

indagine,

si

scorga
pro-

ormai chiara

personalit di Tacito scrittore, la sua orie


successori.
Il

ginalit rispetto ai suoi predecessori

blema andrebbe studiato a fondo, e non soltanto per quanto riguarda la variatio : si tratta di cogliere la personalit di un autore, seguendo la via tracciata dallo stile. Noi l'abbiamo tatto, in buona parte, per Tacito il procedimento va esteso ad altri scrittori.^ Sallustio ha un' importanza enorme, come prosatore.
;

Nella

sua

tendenza a

caratterizzare,

colpire
netta

l'

animo
*

del lettore, ha

creato una

prosa

rapida

tagliente,

che vuole sorprendere con la novit stessa e la velocit del costrutto. Egli ha sentito la necessit e questo suo merito grandissimo di sfrondare, snellire il periodo latino, rinnovarlo, infondergli nuove linfe e anche se la sua mano ancor troppo pesante, e 1' accento un po' aspro e duro, il suo tentativo va segnalato come una conquista destinata ad avere conseguenze notevoli nella storia della lingua latina. Si direbbe che Sallustio cerchi asimmetria

1'

con l'entusiasmo e l'ardore del neotta: quasi per principio. E un ribelle, e come tale va riguardato, bench sia
lontano dal raggiungere
Livio
si

gli

effetti

chiaroscurali di Tacito.
e Cicerone. Risente an-

muove

tra

Sallustio

^ Giustamente lo JAEGER (Demostene, Torino 1943, p. 245) osserva che la scienEd avrebbe bisogno di una storia della prosa, che integri quella, pur fondamentale, del NORDEN, in cui ci si ferma " alla considerasione dei messi formali esteriori della prosa artistica . Tale nuova Kunstprosa dovrebbe descrivere " le individualit artistiche dei principali scrittori e Io sviluppo complessivo dello stile . Mi auguro che il presente lavoro, nel quale ho cercato di mettere in relazione la forma con lo spirito dell' autore, valga a colmare la lacuna, almeno per quanto si riferisce a Tacito. Lo stesso metodo d'indagine ho seguito, per quel che riguarda 1' evoluzione della lingua e dello stile poe-

tico di
dell'

Virgilio, nella

mia gi

citata

Introduzione
esalta

al

commento

del

primo

libro

Eneide. * Quintiliano

{fnst.

1,

102)

immortalem... Sallustii

velocitatem.


eh' eli.

Ilo

come
;

Tacito,
il

l'

influsso di Yirsjilio e della poesia

suo color poeticus ben diverso da quello tacitiano: pi supcrtciale, meno profondo; assimilazione di forma pi che di spirito. La sostanza della prosa di
Tacito poetica, perch
la

au^ustea

ma

sua anima ha consonanze pro-

fonde con quella

di Virgilio.

Certo, a voler

igiudicare

anche solo dalla

vadatio,

bisogna dire che anche Livio,


giunge
la spiritualit

come

Sallustio,
'.

non ragla

della prosa tacitiana

C" poi Seneca, che ha avuto indubbiamente

sua

importanza nella formazione dello stile di Tacito. Abbiamo creduto opportuno farne un cenno brevissimo, ora che
ci son noti. La prosa senechiana ha avuto un indagatore acuto e preciso nel Castiglioni * quale, integrando e correggendo alcune affermazioni del Bourgerv^, ^ ha cercato di vedere quali elmetti Seneca pensasse di ricavare dall' asimmetria del " costrutto. Egli scrive La perpetua e studiata disugua-

alcuni segreti dell' espressione di Tacito

il

glianza
lascia

aumenta il massimo
sia

la

vita

propria di ciascun

particolare e

rilievo

a ci appunto, a cui lo scrittore

vuole eh' esso


colari

attribuito...

Qui veramente cospicua


siffatti

la

personalit di Seneca, nel coincidere felice di


stilistici

parti-

e retorici, che
la

mente,

ma sono

genuina espressione

non intervengono accidentaldi una volont, e,

quanto meno, di una tendenza . Parole meditate, che mettono a fuoco il problema dello stile senechiano. Molto a proposito il Castiglioni parla di " volont . in Seneca una coerenza quasi perfetta tra la volont (oltre che tra il pensiero) e 1' espressione. Ma la volont, come il pensiero, sono elementi razionali e infatti nello

'

Livio scriffore dedica pagine interessanti

il

Bornecque
in

nei

suo

Tite-

1933, pp. 137 ss. * Cir. tud'. intorno a Seneca prosatore e filosofo, classica. 1924, pp. 350 ss. " Cfr. SnQue prosateur, Paris 1922 (nel capitolo di Seneca).
Live,

Paris

Uivista di filologia studiata


la

III

prosa

stile

117

fare
il

di

Seneca

senza volergli
la

minimo

torto
si

e'

non poco

d'intellettualistico,

di cerebrale.

Non

ritorna,

certo, a Sallustio; c'

una maggiore cosciensa,

nella lotta

E Seneca virile, ornamentitm stesso che concinnitas (nell'epistola precedente aveva scritto Quidam... virilem putant et fortem [sci!, compositionem], quae aurem
bandita contro
concinnitas. Perch questa lotta?
:

ce lo dice (ep. 115)

Non

est

inaequalitate perca tiat).

essa

Dunque Seneca combatte la concinnitas, in quanto non ovnamentum vivile. Tacito mi sembra che vada guardato su di uno sfondo

non un po' diverso. Egli - sia in teoria che in pratica distrugge mai le leggi della concinnitas, perch son per lui leggi dello spirito, prima ancora di essere leggi dello stile. La variatio ha in Tacito la sua funzione, come la concinnitas ha la sua funzione. Mi pare che l'orizzonte di Tacito sia pi aperto e che ci sia in lui sin dal de oratoribus una maggiore profondit ed umanit nella comprensione e nel giudizio di certi fenomeni letterari. Tacito non arrivato alla conquista del suo stile con

un'affermazione netta,

come

Seneca.
Il

In

Tacito non c' mai,

per cos

dire,
1'

il

partito preso.

Dialogo, l'unica sua opera

teorica,

espressione di un travaglio spirituale,


*
;

biamo

gi fatto rilevare

come abquesto travaglio spirituale pal;

pita sino all'ultima

ben visto
Tacito no.

il

Norden

pagina degli Annali. Seneca, come ha " , sin da principio, anticiceroniano

In fondo Tacito non si mai liberato completamente da Cicerone e dallo stile oratorio, che nell'Arpinate ve^^A avuto il suggello definitivo. La prosa di Tacito non ha

ondeggia continuamente tra le due op1' ondeggiamento del de oratoribus che permane e impronta tutta 1' opera di Tacito.
:

un'unica linea

si

poste tendenze.

Cfr. qui, p.

10.

Cfr. Die Anti<ie Kunstprosa,

Leipzig u. Berlin

1909. Voi,

I,

pp. 307-08.


Se
tatti,

US

cos
s'

ci

si

vuoi fare un' idea abbastanza chiara dei conconfronti

e anche delle divergenze, sul piano teorico, tra Tacito


si
il

e Seneca,

de cratoribus

come

stato

da noi
di
siero,
e' ,

inteso

con

le

interessantissime epistole 114 e 115


detto, tra pen:

Seneca.

Coerenza in guest' ultimo, volont ed espressione. In Tacito

e'

qualcosa di pi

coerenza tra sentimento ed espressione profonda e pi intima e, agli effetti pi che coerenza dell'arte, molto pi ricca. R infatti, da Seneca a Tacito, la prosa latina progredisce, quanto a ricchezza espressiva, quanto a possibilit di rendere le pi delicate sfumature
soprattutto,
:

psicologiche.
C', innegabilmente, nella prosa di Seneca, una certa
esteriorit.
'

perch

"

la

retorica elemento costitutivo del-

l'educazione e dell'esperienza intellettuale,,* del Cordovano; una maggiore intimit e profondit invece in Tacito.
Tacito
,

forse, intellettualmente pi
lui.

povero

di

Seneca;

pi ricco di

per, di sensibilit artistica. Sulla base di

queste due caratteristiche spirituali diverse, si ed ammirare l' espressione dei due grandi

pu giudicare scrittori. E si

potr anche comprendere come e perch l'indagine rivolta ad alcuni aspetti dello stile non consegua per nessun altro
effetti

cos meravigliosi,

come

per Tacito.
(i

Figlio anch' egli del

suo tempo
o.

cui difetti
ss.)
l'

ben messi
superarne,
*

in rilievo in

dal Norden,

e. pp. 270

sono stati ha saputo


indirizzo.

virt di

una personalit

fortissima,

per, ali'affermaHione, per quanto attenuata, del BOURche cio Seneca " tient moins peut-lre 1' opposition des ides que des mots ; il aime surtoul le cliquetis des sons, et voil pourquoi les paronom.ises lui sont si ctires . Mi sembra esotto quanto scrive Funaioli, circa lo stile di Seneca: " Nella sua frase c' un che d'insonne, il

Non

arriverei,
p.

OERy

(o.

e,

142).

d' ansante, di

febbrile,

di antitetico,

di volitivo,

che tradisce

interiori disso-

entra anche certamente la bravura oratoria, ma insomma accento che risuona dalle fibre pi riposte d' un uomo e di un' et, voce arroventata da un forte imperativo morale, concentrazione tragica (Cfr. Studi di

nanae

e'

Letteratura antica, Bologna 1946. Voi. I, p. 96). ' Cfr. Martinazzoli Seneca. Studio mila morale ellenica nelV esperienza

romana, Firenze 1945,

p.

70.


il

119

dandogli un contenuto nuovo: qui il suo vero merito e suo valore. Abbiamo cercato di provarlo, esaminando e

spiegando alcuni aspetti della sua prosa, nei cui meandri che aveva piena coscienza dei mezzi stilistici egli stesso ci ha di volta in volta guidati. che impiegava abbia molta importanza, in questa racredo che Non pida rassegna, la figura di Quintiliano. Se vero che Tail che stato sostenuto da cito stato suo discepolo alcuni, da altri negato ne viene notevolmente accresciuto il valore e l' interesse del de oratonbus, libro di polemica teorica e in atto non solo, in parte, contro Cicerone, ma anche contro chi del verbo ciceroniano era il banditore pii illustre e convinto ^ L' originalit di Tacito scrittore risalta ancor pii, se lo confrontiamo con qualcuno dei suoi imitatori. Ci si pone, per Tacito, lo stesso problema che per Virgilio. Pensiamo ad uno scrittore come Giustino, le cui caratteristiche di stile sono state chiaramente analizzate dal Castiglioni *. Giustino ha imitato, tra gli altri. Tacito ^ esempi di vadatio sono frequenti nella prosa dell'epitomatore *. Ma qui si vede chiaramente come quello che in Tacito era un fatto di stile, che riceveva per continuamente luce dalla personalit dell'autore, diventa, nei suoi imitatori, un fatto di pura tecnica. Tacito rimane veramente isolato, nella storia della letteratura latina. La sua grandezza, a rifletter bene, consiste

nell'aver trasceso l'elemento tecnico, nell'averlo riscaldato


ai

raggi della sua umanit.

'
il

Per quanto riguarda Plinio

il

giovane e

le

libro della

Guillemin

PUne

et la vie Uttraire

sue tendense letterarie, cfr. de son temps, Paris 1929.

soprattutto pp. 39 ss. * Cfr. Studi Intorno alle "Storie filippicfe 3 Castiglioni. o. c, p. VI e passim.
*

di Giustino, Napoli 1925.

Id.,

o.

e, pp. 109

ss.

Capitolo

STILE E
I

RITMO

NEI DISCORSI INDIRETTI

discorsi indiretti hanno una grande importanza nel complesso dell'opera storica di Tacito. In essi si riversa gran parte dell' indagine psicologica dell' autore. In aderenza al fine che ci siamo proposti in questo nostro lavoro,

studieremo per rilevare come lo stile rispecchi tale approfondimento interiore. Non ho forse torto di dir cos, giacche sono profondamente convinto, e vorrei che questa fosse la conclusione del libro, che studiare lo stile significa avvicinarsi all' anima di Tacito. Questi ha sentito la responsabilit che a chi parla d discorso diretto, mediante il quale ci si espone dinanzi il
li

ad un uditorio pi o meno numeroso


avere

le

parole devono

un certo

fascino

per

penetrare
alta,

nell'

animo

di chi

insomma, che richiede discorso indiretto, r applicazione di determinate norme. invece, nasce con esigenze piij modeste. Pili che parole,
ascolta.

il

parlare a voce

11

fremiti

vuole esprimere.- Agr.

27...

inveniendumque... britanHist.

niae terminum...

ambigue
Pi

fremebant; fremebant; An.


28...

IV 24 Neque enim

Ili

45

fremente...
etc.

gre-

gario milite; XI
d'

sed aperte

fremere,

viso, senza

un

improvil discorso indiretto spunta alcuna preparazione, portando nella narrazione 34 (Germanicus) adsistentem tono di vivacit An.

una volta,

contionem... discedere in manipulos iubet

sic
:

melius

a u d

i t

u ro

responsum; vexilla prae ferri...

tarde obtem-


lit ;

121

Mem
extolSi-

peravere... Italiae inde consensum, Galliarum

ni!

squ

m furbidum

a u

di se o

r s.

lentio

obsistunt,

6aec vel murmuce modico audita sunt ; I 41 orant re d i r et ma ne r e t. In un suggestivo brano di Hist. Ili 15 il discorso in-

diretto

grida di

soldati

sboccia

dal

silenzio

vasto

Sed ubi

totis castris in

fama
ce
e

proditio... miles... proiectas Vi-

tella efflgies aspexit,

vastum primo silentium,

mox

cuncta

simul ecumpunt.

Hu e
;

s s

e...

Altrove, invece, esso

la naturale conseguenza di qualcosa di cui si parla immediatamente prima come avviene, per es., in An. II 82 At Romae, postquam Germanici valitudo percrebuit... dolor ira, et erumpebant questus : segue, preparato da quell' efficacissimo et erumpebant, che in contrasto stilistico coi due termini precedenti, un discorso indiretto (Ideo nimi-

rum...)

che

come

lo

sviluppo,

la

concretizzazione

dei

lamenti.
In An. IV 41 si parla di Sciano, il quale non iam de matrimonio, sed altius metuens. tacita suspicionum, vulgi rumorem, ingruentem invidiam deprecatur : triplice variatio.

che soltanto sospetto, tacito, vago, attraverso vulgi rumorem, che stilisticamente comincia ad avere un certo peso, si passa a ingruentem invidlam : un vero e proprio pericolo che sovrasta. E interessante notare come di un breve discorso indiretto che segue all' inizio citato, il periodo piiJ ricco di luce e piij conclusivo sia 1' ultimo, in cui detto et minui sibi i n v i di a m adempia salutantum turba, sublatisque inanibus veram potentiam augeri. Queste preparazioni, questi richiami son quanto di pi sotci
:

Da

tile

offre lo stile di Tacito, per chi sa intenderlo.

La funzione del discorso


storico
intimi,
si

indiretto,
le

mezzo
i

di cui lo

serve per esprimere


se
si

confidenze ed
il

sentimenti

appare evidente,
un

considera

cap. 40 del IV

libro degli Annali, Tiberio,


indiretto, inizia

che parla a Sciano, in discorso periodo con la seguente espressione


:

Simp
nae...;

l i

adurum, de

inimicitiis

primum

Agrippi-

ossia,

l'imperatore

dice

di
tutta

voler parlare col suo

consiijliere

"sinceramente, con

franchezza

11

di-

scorso indiretto continua e Tiberio

insiste sul

concetto dei

pettegolezzi e delle inimicizie che un futuro matrimonio di

Sciano con Livia avrebbe suscitato 1' espressione aenwlationem teminarum ha un tono lievemente ironico. Dal discorso indiretto si passa, dopo una pausa che se;

jjue

a coniugio,

al

discorso diretto,

il

cui tono

molto

di-

Siamo alla Tiberio non parla


verso.
et
i

parte, per cos dire, storica del colloquio;

pi di intrighi femminili,

ma

di

magistratus

pdmores, quali avrebbero tenuto bene aperti gli occhi sul matrimonio. Le parole dell'imperatore, a questo punto, pur conservando, all'inizio, tono familiare, si vanno rivestendo d'una certa gravit: Ego ut sinam, credisne passucos... me quque ncsnt... Miruni fjeccule... negtils peril

irli xts.

Abbiamo
tra
i

colto cos

resa in

stile

la ditferenza

di psicologia

Un' idea
cato
dei

due diversi generi di discorsi*. ancora pi chiara del valore e del


diretti
1'

signifi-

discorsi
1'

e indiretti

si

ha, se

si

riflette sul

imprimono, non solo a brani o a capitoli, ma ai libri che contengono. Pi d' uno studioso ha creduto di scorgere esistenza di un parallelismo tra primo e secondo libro delle Historiae : io penso che una sostanziale dilerenza di tono
carattere che
altro
li 1' il il li

uno e

distingua.
Il

primo

libro

mostra evidenti

segni del grandioso e

del tragico;
*

come un
Ili

atrio in cui viene

immesso

il

let-

in tllst. HI 64 sono riportati, in disc, indir., sermonibui. In Hist. Y 16 Tacito chiarisce la funzione del disc, indir, scrivendo exfiortatio ducum non more contionis aput universo^, sed ut Quosque suorum advefiebantur : segue un' oratio obliqua, con cui Pelilio Cenale si rivolge ai soldati. Di questo importante personaggio, si leggano, in Hist. IV 72 e 73-74. prima un discorso indiretto, poi un discorso dire;to. col quale graviora metuentes (scil. milifes) composult erexitgue. Sulle caralieristiche dei due diversi tipi di discorsi, ritorneremo nel prossimo capitolo (pp. 149-50).

Cfr.

anche

Hist.

19;

degli

incitamenti

dati

secretis

-.


tore,

125

un vasto atrio spazioso, le cui pareti rigurgitano di spaventose figure di guerrieri, dei quali par quasi di sentire,

terribile

e assordante,

il

fragore delle armi.


degli
altri,

Dominano
tre

sullo

sfondo, pi

austeri e pensosi

perso-

naggi. Parlano ai soldati, che rumorosi intorno a loro si accalcano, nella vana speranza di frenare qualcosa che fatalmente irrompe. I volti della folla tradiscono un insaziabile desiderio di sangue, una brama di novit (volgus cuiuscumque motus novi cupidiim) : dappertutto un concucrere

ex tota urbe

in

Palatium ac fora. Le figure

di

Galba,
;

Pisone e Olone rimangono impresse nelle nostre menti quattro discorsi da loro pronunciati danno all' intero libro r intonazione grandiosa e tragica di cui abbiamo parlato.
i

In un ambiente in cui, al di sopra degli uomini che agiscono e parlano, sentiamo continuamente alitare il soffio di una volont superiore, in cui lo storico stesso di-

chiara
mortali

che,

sulle

intenzioni

ed

aspirazioni

degli

esseri

pesano

terribili

ira et ultio

deorum,

difficilmente

avrebbe potuto trovar luogo il discorso indiretto, la piti schietta espressione dell' anima umana che si apre e parla
a se stessa.

primo libro manchi completamente di oratio obliqua; ma, quando vi adoperata, o, anche nella struttura, s' intona perfettamente all' atmosfera drammatica mi riferisco al monologo che permea tutto il primo libro
il

Non che

di

o serve a determinare, quasi a in21) dirizzare le azioni dello stesso Otone, di Galba e di Vitellio. Nel secondo libro non ci sono piti grandi discorsi pronunciati ad alta voce flagrantibus... militum animis, magari sotto un cielo squarciato da fulmini e tuoni, ma umili discorsi fremiti che fra loro si comunicano soldati, palpiti che escono dai loro cuori, furori di gioia onde a tratti
(e,
;

Otone

son

presi.

Non a
da Otone

torto
{hist.
I

il

2l)

monologo pronunciato, anzi sussurrato sembrato al Courbaud monologo


di tragedia

124

resa

'. Ci troviamo dinanzi ad una verosimiglianza drammatica. Otone appare, sullo sfondo, un attore.

La

caratteristica di questo

primo discorso

indiretto delle
alla

Storie consiste nel fatto che

Otone
la

parla,
:

s.

propria

coscienza
dit

anzi, e'

qualcosa

di pi

tingebat et
la

QUO magis concupisceret

ma

metum
il

ricchezza e

profonveste

dei pensieri, delle riflessioni psicoloi^iche,

coprono
la

discorso stesso di una veste di grandiosit, che


dell' intero

primo

libro.

questo un
Tacito.

interessante

pregio
frasi

dello
11

stile

e dell' arte di

monologo, che preceduto e introdotto da


in

disposte

perfetto

parallelismo,
in

si

divide,

psicologicadistinte.

mente e ritmicamente,
Occidi

due
la

parti

nettamente

Othonem posse

triste,

rapida

conclusione di

un ritmo risonante quasi sempre con la stessa cadenza Da proinde agendum audendumque in poi, si ha come un risveglio la strutdi coraggio da parte tura dei periodi muta la ripresa di Otone sottolineata anche attraverso la collocazione e il suono delle parole (cfr. agendum audendumque; ... nocentem innocentemque). Non per nulla, all' inizio del cap. 22,
riflessioni pessimistiche,

espresse

in

'.

Tacito

dir

Non

e rat

Otfonis mollis

et

corpori

similis

animus...

Un
iscena

altro

monologo
di

riportato in
cui
il

fiist.

II

74-75

in

esprime '. ci troviamo Per dir meglio, ondeggiamento, il timore r ... Vespasianus dinanzi a due momenti spirituali diversi
Vespasiano,
discorso
indiretto

modo
'

in

spem

erectus,

aliquando adversa reputabat

ai

O. e,
siffatto

logo

BoissiER (o. e, p. p. 220. Anche non sarebbe dispiaciuto in un'opera


il

87) afferma
teatrale.

lo studioso

francese (o. e, p. 88) pronuncia delle frasi per il pubblico che per lui. * f^cco le clausole di questa prima parte xpctdndum, dstlnrtr, ffirtm. ^ Cfr. l'inizio del cap. 76 His pavonbus nutantem [scil. Vespasianum] .. legati amicQue firmabant.
-.

che un monoosserva cadenEate, fatte pi

Otone


classica la prima, quella

125

la

quali corrisponde un ritmo diverso. La frase pi piana, pi

cio che esprime


:

speranza

riflette

quasi

1'

eroico ardore

Quis
rlios

ille

dies

foret,

quo

sexaginta aetatis annos et dtios


trt ?
11

iuvenes bllo prmtcap. 75 (ver;

discorso indiretto continua


oculos...)
:

in

tutto

il

sabtuc ante
nafora
(sic...

sono osservazioni pessimistiche


lo

un' interrogazione (quid... profuturas cofortes...) ed un' asic)

rendono bene
:

scoraggiamento,
sia

lo

sconforto.

Concludendo
sia
i

nonostante

che

due monologhi,
del

loro protagonisti siano


avvicinati, a

stati
il

dal Boissier e dal Cour-

secondo libro contenga minore esteriorit di quello del primo Vespasiano figura meno teatrale e tragica di Otone. Anche le sententiae eh' egli pronuncia sono pi aderenti air ambiente ed alle circostanze, materiali e morali, in cui
pare che
:

baud

me

monologo

si

trova

il

futuro imperatore Flavio;


linea

la struttura

dei perodi

non presenta pi quella

grandiosa \

Il

rapido esame dei due ultimi discorsi

indiretti, ci

per-

mette di precisare una caratteristica che rimarr costante


e fondamentale. Tacito
di
stile,

adegua

lo stile
tutte,

nel

concetto

sia

detto una volta per

includo anche quello

di ritmo

al motivo psicologico che vuole esprimere. Questa sua facolt si nota specialmente quando si tratta
i
:

^ Interessanti sono due discorsi indiretti riportati in Hlst. I 32 e 35 nel primo si nota una serie di frasi parallele {manendum... cpponenda... firmandos... non eundum... : daret malonim paenitentlae, daret honorum consensui spatium: scelera... bona Consilia... : son consigli che Tito Vinio d a Galba suggerimenti ad esser cauto, prudente. Tutta diversa l' intonazione del cap. 33 Festlnandum ceters videbatur...; un periodo di ampio respiro, come questo (non expectandum... toleraturus) non si trova nel cap. precedente. Cfr. anche,
-.
-.

sempre

del

libro,

il

cap. 52

-.

esortazioni di Fabio Valente a Vitellio.


di

\'-2

spirituali,

esprimere

stati

d'individui e di masse.

d'animo diversi, onde^^giamenti Qui la sua tendenza alla


in

variatio

trova

modo
:

di esplicarsi

pieno.
1

All'inizio del cap. 62 del

libro delle Historiae, Tacito

imperatoremque diversitas ; instare miles, arma pascere, dum... etc. seguono delle frasi riportate in discorso indiretto. La mira diversitas si ritlette in pieno nei mezzi stilistici coi quali da una parte ritratta la foga di combattere dei soldati, dall'altra reso quasi
scrive
Inter

Mira

exercitum

visivo

il

rilassamento di Vitellio: tocpebat^ Vitellius et

forlii-

nam, principatus inerti luxii ac prodigis epulis praesumebat. non ha bisogno di commento: la magnitca posiIl brano
zione iniziale del verbo, che esprime
il

supino

mento, da parte

di Vitellio, di tuffarsi, sprofondarsi in

compiaciun

crasso torpore, l'elevata percentuale delle lunghe sulle brevi,

praesumebat che fa eco a torpebat, sono cose evidenti ^ 4l) son riferite In un breve discorso indiretto {Hist. le varie dicerie circa Yextrema vox di Galba morente. Tra ala suppliciter interrogasse quid mali meruisset, paucos dies exsolvendo donativo deprecatum (parole che dovettero essere pronunciate a voce bassa da Galba) e le parole con
1

cui Tacito riporta l'altra diceria (plures obtulisse ultra per-

cussoribus iugulum
vdrtr),
si

agerent ac ferirent,

si ita

e re public

nota una diversit d'intonazione. Ci colpisce l'eftkace balzo sintattico dall' infinito {deprecatum) al congiuntivo {agerent ac ferirent) il crescendo preparato da
;

'

Per
p.

la

collocazione del verbo

all'

inizio

della

frase,

cfr.

Constans,
p.

o.

e.

142;

Gantrelle Grammaire

et stsle

de Tacite, Garnier 18S2,


Hist.
I

59;

torpebat una determinazione del carattere di Vitellio. * Cfr. quanto stato da noi osservato, a proposito di
Cfr.
la

32-33.
delle

anche

Hist.

65 e

II!

65,

ove sono
Si

riportati

due
tra

giudizi diversi, circa


il

condotta di Flavio Sabino.

noti la differenza

suono aspro

suspicionibus incesserent, colle quali introdotto il giudizio sfavorevole, e la forma classica con cui viene riportato il giudizio favorevole ; melior interpretatio, mitem vlrum abfiorrere a sanguine et caeparole... erant qui occultis

coque crebris cum cionem armis aitare.


dibus,

Vitellio

sermonibus de pace ponendisque per condi-


ultro
;

127

la

clausola eretico-trocaica conferisce una certa so5 ci vien presentata la figura di


egli

lennit al gesto.
In

An.

II

Germanico

celerandae vidoriae intentior ;


Quae... tertium

rievoca

dentro di s

iam annum

belligeranti saeva vel prospera

evenissent. Le ritlessioni circa le difficolt che si presentano a Germanico, son contenute nella prima parte del discorso indiretto (da funi a iniquum). Cerchiamo di scoprire

con quali mezzi


flessioni.

stilistici

Tacito rende

la

tristezza delle

ri-

Son

frasi

brevi,

disposte a parallelismo.

Prima

due verbi {funi e


{fessas e longum);
la
tne,

iuvari), poi
si

due aggettivi le iniziano notano duri asindeti e termini, verso


lunghe
;

d'una certa estensione e ricchi di sillabe

una variatio (opportunum a insiias, defensantibus iniquum) *, Nella seconda parte, invece, in cui si parla d' un
infine

piano d'azione abilmente elaborato, procedimenti stilistici son del tutto mutati sono scomparsi rigidi parallelismi
i
:

(che quasi rendevano plasticamente l'inceppamento, la difficolt) e gli asindeti;


il

periodare assume un'altra anda-

tura

At

si

mare

intretur,

promptam

ipsis

possessionem et

fostibus
et

ignotam; simul bellum maturius incipi legionesque commeatus pariter ve6i ; integrum equitem equosque per
in

ora et aheos fluminum meia


qui una prova chiarissima

Germania

fr.

Abbiamo
e
rit-

della sensibilit

stilistica

mica
dir,

di Tacito. All' inizio del


:

capitolo

successivo

questi
scrit-

tore ci
Il

sempre di Germanico Igitur 6uc intenit... Lo aveva preparati a questa conclusione.

cap. 14 dello stesso libro ha un inizio sereno {Nox

sllvis

Trascrivo tutlo il periodo Funi Germanos ade et lustis locis, iuvari paludibus, brevi aestate et praematura fieme ; suum militem fiaud perinde vulneribus quam spatiis itinerum, damno armocum adfici ; fessas Galllas mlnistrandis equis ; longum impedlmentoram agmen opportunum ad insidias,
^
:

cfr. soprattutto

defensantibus iniquum. Per la funzione espressiva del parallelismo la prima parte dell' ultimo capitolo.

in

Tacito,


di notte

b28

tiilit...).

eadem laetam Germanico quietem


una
il

Germanico ha

lieta

visione; chiama

le

truppe a raccolta ed

espone loro piano per lo scontro imminente. un continuo crescendo che ra^^iun^e addirittura calore dell'epica nel tinaie che mi piace trascrivere propiorem iam Albini Quam R6enum, nequc bellum ultra, modo se, patris patruigue vestigia prementem, isdem in tetris victrm sistrnt. capitolo seguente comincia cosi: Orationem ducis secutus militum ardor, signumque pugnoe datum. La sensibilit stilistica di Tacito arriva al punto da farci presentire e prevedere gli avvenimenti futuri, Son molti casi in cui, al termine di discorsi indiretti terminanti con ottime clausole (e la clausola qui condensa tutta la forza del periodo). Tacito ci descrive 1' ardore che infiamma soldati e li spinge a combattere, ovvero la calma che segue ad un periodo di turbamento. uno stato d'animo, quindi, che ha una sua preparazione stilistica. C' tutta una serie di discorsi indiretti, nei quali troviamo espresso quel che altrove ho chiamato " motivo eroico . Osserviamo come, col ritornare di questo motivo, ritornino gli stessi mezsi espressivi: Hist. Ili 13 Muc cecidisse... traderent arma ?... quos... isdem illis campis foil
:

Il

deri nt strvrntqu... Jiaec singuli, fiaec universi, ut

que dolor imputerai, vociferantes... (e. 14); tonius... Pannonicas legiones interrogabat illos esse campos, in quibus abo'ere labem pdoris ignominiae, ubi reciperare
:

quem24 Igitur An-

glrm pssnt

60

Vocatos

ad contionem

Antonius...

praemia et multo maximum decus, si incolumitatem senatui populoque /domano slne sanguine quaslssnt. His ac talibus mitigati animi ; IV 24 Neque enlm quin potius interfecto prodifore ambigue fremebant fortunam virtutemque suam malo ornine xslvrnt. His

Malora

illis

Inter se voclbus

instinclos

flammavere...

72

Cerialis

po-

stero
spoliis

die...

Stare in
et

confnlo

Germaniae integram sedem


vantm... Cerialis...

exercituum

ducum caedibs


pressi! iras: et

129

ducum non more

paruere

16 Ex6octatio

contionis apud universos, sed ut quosque suocum advefebantur (segue un breve discorso indiretto).,. Propnos inde

stimulos legionibus

admovebat
due

[scil.

Cetialis],

domitores...

appellans (seguono
praevectus

frasi in

discorso indiretto). Hinc


tendebat, ut
rcprarnt.

ad Gecmanicum exercitum manus


castra
clamor...
Civilis

suam

n'pam, sua

sanguine fostim

Alacrior

omnium

praemiaque
silentem
:

et quies in

posterum

sperabatur ; 17 Nec

struxit

aciem, locum

pugnae testem virtutis ciens stare Gecmanos... R6enum et Germaniae deos in aspectu ; quorum numine capesserent pugnam, coniugum parentum patriae memores ; illum diem
put adprobata sunt dieta, saxis glandibusque...; An. II 15-16 Nec Arminius aut ceteri... proceres omittebant suos quisque testari, Hos sse Rmns... Meminissent modo avaritiae crudelitatis superbiae : aliud sibi reliquum quam tenere libertatem aut mori nte srvtim? (16) Sic accensos et proelium poscentes in campum... deducunt^ Mediante questi esempi si ha modo di constatare come ritmo costituito non dalla sola clausola, ma anche il
pstrs fr. Ubi sono

aut gloriosissimum inter maiores aut ignominisum

armorum

tripudiisque...

dalla collocazione dei vocaboli, dal loro suono, ecc.

sia

elemento espressivo dello stile, renda che r autore vuole esprimere.

in

suono

sentimenti

Qualche volta il motivo eroico si smorza in frasi di tono minore e allora non si ha pili la solita ripresa. Si tenga presente An. Ili 45 Ipse (Sacrovir)... adire, memo;

rare

veteres
;

ntlssnt

quam
II

Gal lo rum glorias quaeque Romanis adversa decora victoribus Ubertas, quanto into-

In

An.

45 Arminio che equo conlustcans cuncta, ut quosque ad'

vectus erat... ostentabat... Meminissent

et
la

ad postremum
belli fuent.
Si

modo

tot

proelionim.
satis

quorum
eventu...

etrentu

e e
1'

t i s

R o m an i s
rispetto alla

prcbafum, penes utros

summa

noti

efficacia della

varatio

quorum
(ctr.

e.

R.

seconda espressione pi viva,

prima

p.

65;

86).

9 - A. Salvatore

Stile e

ritmo in Tacito.

leranfior servitus itecum


r
;

130

(I'

victis
si

ellissi
il

del verbo denota


iato

abbassamento di tono lerantior e la pausa dopo


l'

noti

duro

quanto

info-

servitus).

Lo

storico ai^giuns^e, allaetos.

inizio del e.

Non

diu 6aec nec

apud

al dominio di Roma, sotto forma di discorso indiretto, parole vibranti di odio e attraverso le quali sentiamo fremere,

Tacito ha posto sulle Libbra dei popoli soggetti

volte

disperato,

il

desiderio

della

libert.

Nella

grande umanit che dovrebbe esser meglio rilevata ha sentito l' intensit di questa aspirazione e ha resa con l'efficacia del suo stile. Si legga Hist. IV 14 Civilis primores
1'

sua

genfis...

enumerat... Instare

tibus, fratres

avverte qui
storico*.

a parena fratribus velut suprmm divdantr : si la nota sentimentale, la comprensione dello


dilectum,
liberi
tra l'altro, se;

quo

Lo

stesso Civile, al cap. 17, dir,

cce tis se emoni bus

Libertatem natura etiam mutis animali-

bus datam...: proinde arriperent vacui occupatos, integri


fsss
'.

Molto vicino al primo discorso indiretto di Civile pronunciato da Percennio ai soldati della Germania, in An. \7 At ercule verbera et vulnera, duram fiemem, exercitas aestates, bellum atrox aut sterilem pacm sempitrna : e , prima di sempiterna, come prima di dividantur, una lunga pausa, che racchiude quasi un sospiro mesto. Si noti ancora il parallelismo (quanto a collocazione di vocaboli) duram pacem, exercitas aestates e chiasmo bellum atrox... sterilem pacem \
quello
\

il

15 Tacilo scrive-. Magno ciim asensu auditus... untnota sentimenlale, cfr. Agr. 31 Uberoa cu'que... aufentntur. ' Cfr., pi sopra. Ne Vindicis... rereque reputantibus Galliam suismet vi ci bus cnci disse. ^ Per un analogo procedimento stilistico, cfr. An. XII 10 (parlano in*

All'inizio del e.
la

versos adlgit. Per

lam fratres, iam propinguos... exfaustos parvos, dum soccrs domi, belUs infaustus, ignamam saevitia tegat. Degne di con-^iderazione sono anche le parole di Romani pronunziano gli Ampsivarii {An. XIII 55-56 cfr. odio che contro soprattutto Sicuti caelum deis... pblics sse) e quelle di Budicca (An. XIV 35).
nanzi
al

Senato

legati dei

Parti):

adci conluges

gravidas, libecos

-.

151

volte si ha addirittura l' impressione di ascoltare, voci separate, veri e propri cori, come avviene che pi in An. I 31 Igitur audito fine Augusti vernacula multitudo... implere ceterorum rudes animos... : venisse tempus quo veterani maturam missionem, iuvenes largiova stipendia, cuncti modum miseriarum exposcerent saevitiamque centurionum ulciscerentur. Lo scrittore ci avverte, subito dopo: Non unus faec, ut... Percennius, nec aput trepidas militum aures... sed

multa seditionis ora vocesque: invero,


la

il

loro lunghezza, gi ci

avevano

fatto
si

trattava di un coro. In An. HI 40


di ribelli
:

suono delle parole, immaginare che si odono ancora voci


levarsi
il

Igitur per conciliabula et coetus seditiosa disse-

rebant... et discordare militem...;

ed ecco

coro: egre-

gium resumendae
inops
Italia,

libertati

tempus,

si ipsi florentes,

quam
in

quam

inbellis

urbana

plebes, nifiil

validum

exercitibus nisi

quod externum,

cgtrent.

Ed
biente
In

ora, distornando lo

miti tumultuosi delle legioni,


piij

sguardo e le orecchie dai frevolgiamoci a considerare l'amle

ristretto della capitale.


I

An.

4 son

riportate

varie

impressioni

che

si

nutrono

nei riguardi dell'

agonizzante Augusto.

una

gra-

dazione, dal pensiero dei pauci a quello dei plures, degli


ala, della
infiniti

pars multo
di

maxima ;

V insistente succedersi degli

descrittivi {disserere... pvescere... cuper) ci


tratta

avverte

che

si

sentimenti vaghi.

da
cisa

fremiti fugaci,
reale,

concreto e
:

Quando per si passa, che sfiorano 1' aria, a qualcosa di pi il periodo assume un' andatura pi dei

rbus dffrbnt.
varii

inminentis dominos variis rumQuesta frase ci prepara ad ascoltare rumores che sono espressi mediante discorso indiil

pars multo

maxima

retto, sul

quale

ci

intratterremo

per alcune brevissime os-

servazioni.


Si discorre, tra
I'

152

altro, del carattere di Tiberio

Nerone,
si

dei

molti
di

indizi

di

crudelt

che,

per

quanto

cer-

casse

tener sollfocati. venivano in luce (...nwltaqtte in-

dicia saevitiae,

Quamquam
finale,
la

premantur, erumper).

,\n\eves:

sante

il

periodo

conclusione dei rumores

ser-

viendum feminae duobusque insuper adulescentibus, qui rem publicam interim pvemant, quandoque distratant. Quando Tacito, perci, adoperando una forma diversa.
pi conclusiva delle precedenti, vq'v scritto
altro che sogni e fantasticherie dei pauci,
bertatis in
:

pars multo
:

maxima... differebant, voleva quasi avvertirci e commentare


i

quali

bona

ii-

merosa

si

cassum disserere. rumores fermavano a considerare la


I

della

parte pi nu-

realt,

che non

si

presentava

nei

colori pi rosei,

ma induceva

a caute os-

servazioni pessimistiche.

La morte

di

Augusto solleva un coro


:

di voci dispa-

rate e contrastanti

...apud prudentes vita eius varie extolI

lebatur arguebaturque [An.

9).

Lo storico riduce sostansulla

zialmente a due

le

interpretazioni

condotta

dell'

im{Hi

peratore

romano.
e.

C'

1'

interpretazione

favorevole

piefate erga parentem...) e quella contraria (Dicebaturque

cantra:

10):

quest'ultima, espressa
indiretto
(e.

pi

dit^usamente.

Nel primo

discorso
sin dal

9)

si

avverte

un

tono

periodo iniziale, dall' andamento sereno, classico, ritmato da un' ottima clausola. Un forte rilievo ha la ripetizione di multa. La giustificazione, anzi l'esaltazione della politica di Augusto raggiunge il culmine in questa espressione, che tutto un crescendo di termini legiones provincias classes, cuncta Inter se conexa, dopo di che abbiamo una serie di piccole frasi e, infine, una
benevolo,
:

chiusa pacata,

in

tono minore: pauca


esset.

admodum

vi tractata,

quo

ceteris quies

Chiaramente diverso, s' gi osservato, il tono del secondo discorso indiretto, in cui son registrate le voci di


coloro

135

un'

che cercano

di gettare

ombra

sulla figura di

Ottaviano.
L'inizio {pietatem erga paventem... obtentui
rivela subito
il

sumpta)
;

carattere polemico, rispetto ai laudatoces


11

un'aria di aperta avversione spira in ogni frase.


lelismo
di

paraltutti

ben

quattro

membri,

coi

verbi posti

al

principio,

contribuisce a

diffondere

un' atmosfera

sfavo-

revole al primo imperatore romano {concitos... veteranos, paratum execcitum, cocruptas... legiones, simulatam... gra-

La ripetizione del sed {sed Pompeium... sed Lepidum) con animo profondamente diverso da quello con cui era stato ripetuto il multa nel precedente discorso indiretto. Un tono di indignazione vibra nell' elenco, fatto per asindeto, delle famiglie mandate a morte a Roma
tiam).

fatta

efficace
(es,
:

l'

omissione
et

del

verbo,

sostituito
;

dal

sostantivo
la

Q.

Teda

Vedi! PolUonis luxus)


:

accorta

dispoin

sizione dei termini, nella frase

postremo Livia gravis

rem publicam mater, gravius domui Caesarum noverca. Notiamo infine come orgoglio e la brama di gloria di
1'

Ottaviano siano espressi dalla clausola sonora, che chiude lungo discorso indiretto esaminato {ne Tiberium quidem... comparatione deterrima sibi glram quesvlss) '. Questo rapidissimo esame potr forse servire a spiegare a quale delle due interpretazioni il nostro storico acceda^
il

indipendenfemente dalla lunghezza mateda parte di Tacito, un certo ci sia, gusto a sofTermarsi sui lati pi neri della politica e della vita di Augusto, una tendenza a voler distruggere, o far distruggere, quanto di bene si detto dell'imperatore. Ci avvertiamo in alcune riprese molto efficaci, quali, ad es., questa pacem sine dubio post fiaec, verum criientam, etc... Scorgiamo ancora, nel secondo discorso indiretto, la tendenza a riferire alcuni particolari piuttosto piccanti (abducta S'eroni uxoc et consulti per ludlbrium pontlflces, an concepto necdum edito partii rite nuberet). Le lodi di Ottaviano erano state fatte in un tono quasi generico; eran frasi, direi, sospese (es.: ius apud cives, modestiam aput socios, etc.) ; qui invece le critiche sono espresse in frasi pi colorile da cui non esula, forse, una punta di acredine si ha l'impressione di scendere dal generico verso dettagli sempre pi realistici e crudi. Considerando insomma lo stile nel suo complesso, mi sembra che lo storico ponga l'accento sul secondo discorso. * Alle mie stesse conclusioni giunto il Ciaceri (cfr. Tacito, Torino 1941,
'

Si

ha r impressione che

riale,

gi notata, dei

due

discorsi

p.

143).

154

Ma

oltre

ad esprimere

la

psicologia

della

massa,

il

discorso indiretto per Tacito anche

un mezzo
figura

potente
:

per studiare l'individuo. Pensiamo


un alTollarsi
di discorsi
indiretti

alla

di Tiberio

intorno
in

alla figura di

questo imperatore, quasi


versi,
I

per interrogarla
piij

momenti
innanzi,
;

di-

cercare di mostrarcela
discorsi
diretti,

da vicino. come mostreremo pi

ci

personaggio un lato, un aspetto essi sono, pi che la voce dell' imperatore uomo, la voce di Roma imperiale e perci un alone di dignit li avvolge spesso, principali almeno.
i

presentano di un

II

discorso indiretto invece, con

le

sue

infinite risorse,
si

l'arma preferita
l'assalto,

da Tacito ogni qualvolta


che l'animo umano.

tratta di

dar

mi

si

perdoni l'espressione,

a questa

chiusa mi-

steriosa fortezza

Spentasi appena l'eco dei funerali di Augusto,


di Tiberio ci viene presentata (e. Il)

la figura

con un discorso indiretto, al quale Tacito fa seguire un lungo giudizio Plus in oratione tali dignit tis Quam fdei erat... Tiberio vtv detto, tra l'altro se in partem curarum ab ilio vocatum experiendo didicisse, quam arduum, quam subiectum fodunae regendi cuncta onus, ed aveva concluso con una frase
:

terminante

in

un'ottima clausola

plures facilius

munia

rei

publicae sociatis laboribus xsctrs.

La

maniera

di-

gnitosa e insieme simulata ed accorta con cui Tiberio parla,

conferma
Il

la

verit del giudizio di Tacito.

discorso indiretto

costituisce
si

una

terribile

doppio
lire

taglio di cui l'autore

ed offuscare

se

pure

in

serve non solo suoi persobuona fede

arma a per demoin


Ili
:

naggi,

ma anche

per

riabilitarli
e,

e ripresentarceli

una
5
i

luce di comprensione

forse, di

simpatia.

In

An.

vulgi sermones sono nettamente sfavorevoli a Tiberio noi da questa corrente di dilettori ci lasciamo trasportare

155

Ma
nel ca-

cerie e d'insinuanioni contrarie all'imperatore.

pitolo seguente Tiberio dice


centi dolori luctum et

belle

parole
;

{Convenisse re-

ex maerore solacia
ut

sed referendum
divus Julius

iam animum ad frmitudinem,


amissa unica
pensiero
flia,

quondam

ut

divus Augustus

ereptis

nepotibus

abstruserint tristitiam) e conclude con questo elevatissimo


:

Principes mortales, rem publicam aeternam esse.


di Tiberio viene
Ili

La figura
scorso

ancora sollevata,

in

indiretto {An.

69) in risposta a Cornelio

un diDola:

bella. L'imperatore ad un certo punto ha queste parole Ncque posse principem sua scientia cuncta complecti, ncque expedire ut ambitione aliena trafatur... Satis onerum prin:

cipibus, satis

etiam potentiae.

Il

giudEo

favorevole che

Tacito

ci

fa

sentire attraverso questo brano, viene esplici-

tamente confermato dalle seguenti parole, in cui lo storico fa una specie di bilancio degli aspetti contrastanti della
personalit di Tiberio
:

Quanto

rarior aput

Tiberium po-

pularitas, tanto tactioribus animis accepta.

Atque

illc

pru-

dens moderandi,
a

si

propria ira non impelleretur...


le
il

Qualche volta

parole di

Tiberio

riescono

perfino

caso di An. lY 8-9. Il Senato imdi esserlo, in un grave lutto per la morte di Druso. vittima di Sciano tale Senato effusum in lacrimas Tiberio orationc continua erexit. Di questo discorso
:

commuovere merso, o finge

rilevo la seguente espressione


e

se

complexu

rei

publicae petivisse.
discorso
indiretto
:

tamen fortiora solacia Ai figli di Germanico,


si

lasciati

venire quasi a sollievo dei presenti mali,

rivolge

ora Tiberio
retto

il

esclamando

sfocia

in

discorso di-

alla fine

Ita nati estis, ut

bona ma-

laque vestra ad rem publicam pertineant. Si pu discutere sulla sincerit che Tacito attribuisce a questi due discorsi. Riferiamo il giudizio dello storico (e. 9) Magno ea fletu et
:

ac si modum orationi posuisset, misericordia sui gloriaque animos audientium


precafionibus faustis audita;

mox


implercrat
:

136

quo-

ad vana
di

et totiens inrisa revolutus... vero

que

et fionesto tdem dempsit.

Che cosa

vero e

di

onesto c'era stato nelle parole di


imperatore, che
di

Tiberio? La sua

tii^ura di

abbiamo

visto le-

varsi sullo sfondo, la

voce

un capo,

al

quale non sfuggi-

vano

gli

oneri e

le

responsabilit dell'impero. Di onesto e di


:

vero c'era ancora la calda eloquenza delle sue parole raramente la figura di Tiberio, emersa dalla nebbia di
mistero nella
vicina a noi
:

quale Tacito lo ha
Hos...

avvolto,

sentiamo cosi

orbatos parente tradidi

patcuo ipso-

rum precatusque
Druso... obtestor
:

sum... ne secus

quam suum sanguinem

foveret, attolleret, sibique et pste ri s

cnfrmart. Erepto Augusti pronepotes, clarissimis maioribus genitos, suscipite regite, vestram memqu vcem xplte. Lo stile, dunque, per chi sa intenderlo e penetrarlo, offre la chiave di volta sicura per comprendere determinate
rito e dell'arte dello scrittore.
Il

situazioni psicologiche, determinati atteggiamenti dello spi-

cap. 47 del primo libro degli Annali

ci

mostra

Ti-

berio sopra pensiero {Multa... et diversa angebant).


frasi

spezzate, nelle quali

si

riflette

bene
realt

lo stato

Sono d'animo

concitato di
partito

ed incerto sul da prendere: validior per Germaniam exercitus, propior aput Pannoniam ; ille Galliarum opibus subnixus, hic Italiae imminens quos igitur ante ferrei ? Ac ne postalla
:

uno che guarda

positi

contumelia incenderentur

l'omissione, alla fine, del


:

par quasi che l'omverbo timendi di grande efficacia bra del dubbio gravi pi pesante e pi nera sulla mente
di Tiberio.

Dopo una pausa che


egli
il

segue

al
la
i

lungo incenderentur,
sua forza, sottolinea
ribelli si

si

riprende;
di

V at iniziale,
:

con

opponevano cambiamento tono Quod aliud subsia Germanico e a Druso, poco male dium, si mprtrm sprvssnt. Qui a serie delle lunghe
fintantoch
:

esprime quasi

la

gravit dell'atto. Nel tono complessivo di


studiato
dell'
il

137

in

questo brano, nella luce stessa


imperatore,
rileva
1'

cui

viene

collocato e
1'

momento drammatico che


si

attraversa

animo
direi

atteggiamento rispettoso,
per quanto
si

quasi la partecipazione trepida dello storico.

Abbiamo
persona
tare,

tnora

dimostrato,

riguarda
del

la

di

Tiberio,

come

Tacito
e

serva

discorso

indiretto e dei

mezzi

stilistici

eh' esso include, per far risal-

aspetti positivi dell'imperatore,

consapevolmente, gli il suo favorevole giudizio di storico, il suo atteggiamento benevolo. Faremo ora seguire alcuni brani per mostrare come Tacito usi il discorso indiretto anche per presentare il suo personaggio in una luce sinistra, per far sentire il suo atteggiamento di giudice, la sua voce di condanna, risultati
pi

o meno esplicitamente

per insinuare

tristi

della sua inesorabile indagine di moralista psicologo.

Tale
qui

suo

atteggiamento
i

questo
dello
la

noi
stile,

interessa

si

si

scopre attraverso

chiaroscuri
in

dei quali
e
il

ha

modo
Siamo

di

cogliere

pieno

funzione

valore

psicologico.
nel

campo
il

dei rapporti tra Tiberio e

Tiberio esorta
ritornare a

valoroso duce a
1'

lasciare la
il

Roma, ove
26)
:

aspetta

trionfo.

Germanico. Germania e Ecco cosa gli

dice {An.

II

satis

spera

UH

et

magna

proelia

quae
saev
di

venti et fluctus,

iam eventuum, satis casuum. Pro: eorum quoque meminisset, nulla ducis culpa, gravia tamen et
L'

dmna

intlssnt.

omissione

del
in

verbo,

nelle

prime due

frasi {satis...

prospera),

le lascia

un'atmosfera

cui alle imprese di Germadato rilievo ben diverso il respiro del periodo finale {eorum quoque meminisset...), il cui pensiero Tiberio voleva porre soprattutto in chiara

vaga indeterminatezza, per


sia

nico sembra che non

luce.

Mi
solenne

piace

citare,
istretta
le

in

per la struttura classica e il tono corrispondenza col contenuto le

ultime parole con

quali

Tiberio

sollecita

Germanico a


venire a
:

1?S

Roma Simul adnedebat, si t'oret adne bellandum, relingueret matcriem Densi fratris gloriae, qui nullo tum alio hoste non nisi aput Oermanias adsequi nomen impera lori um et deportare Idiirm psse Tacito ha messo sulla bocca di Tiberio parole risonanti, lasciando intuire al lettore accorto quanto di astuto e di subdolo vi si cet.

lasse.

Anche

qui lo

stile

diventa

per

l'autore

un

tacito,

ma

efficace

mezzo

di

commento.
che solo un' attenta riflessione An. Il 77 Comizio Celere che Augustae conscientia, est Caesaris

A
riesce

volte l'atteggiamento avverso dello storico traspare

attraverso scorci di frasi

penetrare.
:

In
libi
;

parla a Pisone

st

favor, sed in occulto


tius

et perisse

maerent,

quam

qui

mxime

Germanicum nulli iactanIdetntr. Non ci sfugga

l'amara punta di veleno che sottilmente lo storico insinua in questa clausola cos sonora.

Non mancano casi in cui il discorso indiretto, nel quale sentono voci contrarie a Tiberio, nasce da un complesso di sentimenti desolazione, spavento, orrore che oltre gli uomini sembrano pervadere anche la natura, le cose
si

allora

la

descrizione,
si

indiretto,

dicare se

ci

precede e prepara il discorso riempie d'interiorit, s che sarebbe diffcile giutroviamo dinanzi a una descrizione o ad

che

un'analisi psicologica.

Ricordo An. IV 70. La vittima, non si sa se pi di Sciano o di Tiberio, Sabino Quo intendisset oculos, quo verba acciderent, fuga vastitas, deseri itinera fora.
:

Et quidam regrediebantur ostentabantque se

rursum,

id

ipsum paventes,
il

quod

timuissent.

discorso indiretto, aspro di

Segue immediatamente sdegno contro Tiberio Quem


:

enim diem vacuum poena, ubi Inter sacra et vota, quo tempore verbis etiam profanis abstineri mos esset, vincla et laqueus inducantur ? non inprudentem Tiberium...: quaesti um meditatumque, ne...

139

nome
al

L'eco di Tiberio non ancora si spenta ed il suo vien ricordato dalle parole di un epicureo morente-

Per Valerio Asiatico sarebbe stato quasi un onore morire tempo di Tiberio {cum se 6onestius calliditate Tiberii...
dixisset,

che illumina la figura del misterioso imperatore e in questo bagliore lo vediamo, per l'ultima volta, proiettato in una lontananza immensa, cinto della sua astuzia sinistra. Siamo ormai in un altro mondo, il mondo di Claudio, figura anche questa complessa, ma che ad ogni modo
periturum

An. XI

3)

un ultimo

bagliore

non
diare

avvolta di quella

nube

di

oscuro e profondo misi

stero che circonda Tiberio,


la

Tacito

avvicinato a stu-

Claudio con un senso di grande umanit ed il suo stile ha un colore, una pastosit, a volte sprazzi di ironia che rendono, 1' undecimo, uno dei libri pij belli
figura di

e nello stesso

Non
di Tiberio

sar inutile ora,

tempo pi complessi di tutti gli Annales. dopo esame fatto della figura
1'
i

attraverso

numerosi discorsi

indiretti,

tornare

ad

insistere sui

giuochi molteplici di luci e di ombre, con

secondo che in lui lo storico uomo che si lascia, con deplorevole vede r imperatore, o debolezza, dominare dalle mogli. Esaminiamo rapidamente passi nei quali Claudio
cui ci vien descritto Claudio,
1'
i

ci

presentato nella sua dignit


1.

d'

imperatore.

Del cap.

15 del
lui

XI, in cui
in

si

parla di un decreto del Senato

da

provocato
il

favore degli aruspici, cito l'ultimo periodo


in un periodo dal da una clausola eccellente Et laeta
:

in cui

pensiero profondo espresso


in praesens

giro classico, chiuso

quidem

referendam,
Nel cap.

omnia, sed benignitati deum gratiam ne ritus sacrorum inter ambigua culti per
25 ricordato un

prspera blittrrntr.
saggio e mite provvedidal

mento preso da Claudio per

espellere

Senato degli


elementi maKamati:

140

depelkret, anxius, mitem et recens

reniate prisca
eius rei

Fumosos probris Quonam modo senalu repedam quain ex serationem adtibuit, monendo, secum quisque

de se consulta ret peteretque ius exuendi ordinis: facilem veniam; et motos senatu excusatosque simul prpositurum, ut iudicium censorum ac pudor sponte cedentium permixta ignomnm mUcnt : qui stile cice-

roniano e
dolcito
rico.

stile

tacitiano armonizzano.

un Cicerone adspirituale
si

dal

tempo
di

e dalla

maturit

dello sto-

Niente

aspro,

nessuno sforzo

avverte;

ogni

termine posto nel suo luogo giusto, quasi naturalmente.


deli' atto di Claudio, la serenit del suo gesuo volto, la sua sia pure momentanea mitezza d'animo, che per un attimo ne innalza la figura. splendono nella pacata compostezza e facilit del ritmo. Si sente, insomma, ancora l' atmosfera del grande

La

seriet

sto,

del

discorso

diretto,

riportato nel capitolo precedente, di cui

questo, indiretto,

pu considerarsi una propaggine, un'eco.

importa che, proprio alla tne del capitolo, quel volto che abbiam visto per un istante sereno, ci appaia rosso, infocato d' amore {...ut deinde arde scerei in nuptias incestas) : le pagine dedicate a Claudio presentano assai spesso questi mutamenti, talora improvvisi, di
nulla

psicologia

conseguentemente, di lingua e di stile. in An. XII 11 ci troviamo ancora una volta di fronte a colui che impersona la maest e l' impero di Roma. Claudio risponde e d consigli a Meerdate, nipote di
e,

Fraate
vos.

Addidit praecepta... ut non dominationem et secsed rectorem et cives cgtrt, clemeniiamque ac iusti:

quanto ignota barbaris, tanto laetira cpssct. Lo stesso imperatore risponde con elevate parole ad Eunone, che lo VQV precedentemente pregato di risparmiare a Mitridate l'onta del trionfo e la pena di morte [An. XII 20): His pecmotus scripsit l: uno ni me ri tu m quidem novissima exempla Mitfjridatem, nec sibi vim ad exsequendm dss:
tiam,


verum
ita

141

in hostem,
triiim;

maiodbus placUum, quanta pervicacia


integris acquir.

tanta benefcentia advecsus spplces tndm

nam

p6os de populis regnisque


la differenza

Ciascuno sente

tono tra questo discorso indiretto e quello famosos probris. del provvedimento contro Consideriamo ora passi nei quali la figura di Claudio solennemente svalutata. La nostra attenzione ridel tutto diversi da quelli volta sempre ai mezzi stilistici finora notati che Tacito impiega per mostrarci il roveMessalina l' ha scio della medaglia. Cap. 30 del 1. XI fatta grossa a Claudio s' unita in lieta tresca con Silio.
di
i i

dopo aver consigliato all'imperatore di profittare occasione dell' e rompere 1' atto nuziale, passando dal discorso indiretto al diretto, esce in una frase espressiva e felicissima nella sua voluta ambiguit An discidium...
Narcisso,
:

tuum

nosti ?

E continua

Nam

matcimonium

Silii

vidit

populus et senatus et miles ; ac ni propece agis, tenet urbem maritus (altro che parole di Eunone 1). Nel capitolo seguente. Claudio consulta gli amici. E una scena spassosissima chiasso, grida, strepiti. Ci par di veder Claudio, rimbambito dall' enorme frastuono, che non capisce pili nulla Quis fatentibus cedatim ceted circumstrepunt, irei in castra, trmaret praetodas co6odes, securitati ante quam vindictae consuleret. Satis constai eo pavere offusum Claudium, ut identidem interrogarci, an ipse imperii potens, an Silius privatus esset. Piace lasciare, per ora, la figura di Claudio in que: :

st'

atteggiamento

di stordita

incertezza e venire alla condi


il

clusione, che costituisce

una conferma
illustrato

tato

nel capitolo precedente. In fondo,

quanto si nofenomeno della


tante
frasi

variatio,

che

abbiamo
stile

attraverso

pi rappresentative, al centro
tolo,
in

anche

del presente capiindiretti stato

cui lo

il

ritmo dei discorsi


relazione con
la

posto continuamente
ciascuno di
essi
1'

in

psicologia che

in

autore ha voluto esprimere.


Si

142

di osservare:
;

avuto

perci

modo

l)

l'aderenza
stilistica

perfetta tra contenuto ed espressione

2)

medesimi motivi
;

psicologici
3) la

hanno

una
tra

medesima
il

espressione

corrispondenza

giudizio che

Tacito d di un

fatto, e la

maniera in cui lo presenta. Chi ha pratica di stile tacitiano, dall' andatura di un periodo prevede facilmente lo sviluppo della situazione, immagina quel che lo scrittore dir dopo. Viene cosi ribadito, con nuove prove, il concetto della spiritualit della prosa tacitiana, la presenza continua dello
storico a quel che narra e fa dire

o pensare

ai suoi per-

sonaggi.

La prosa
dell'

di Tacito obbedisce, docile, duttile, ai moti


si

animo

dello scrittore,

atteggia perfettamente su quelli.

Capitolo VI

STILE E

RITMO

NEI DISCORSI DIRETTI


con Ero-

Seguendo
anche Tacito
scorsi, la cui

un' antica tradizione che, iniziatasi

doto, fu cara agii storici posteriori, sia ^reci che romani,


inserisce nelle sue

zioni

da parte

presenza stata dei critici. Alcuni hanno giustificato

opere maggiori parecchi dioggetto di differenti spiegala

loro

frequenza riportandosi alla carriera oratoria, di cui rimane sempre vivo in Tacito il ricordo, altri li hanno riguardati

come
anche

"

pezzi obbligati

ai

quali

ogni

scrittore, e

quindi

il

nostro, credeva di
alle

dover fare onore \


idee degli
;

Tucidide ha dato

altri

un' intonazione
si

corrispondente

al

suo pensiero
il

Sallustio
la

sforzato di

determinare, attraverso

discorso,

personalit dei suoi


e dell' altro conflui-

personaggi

le

caratteristiche dell'

uno

scono
il

tingente, e reagisce alle

al contendenze generalizzatrici di Livio, quale non dimentica mai d' essere romano e d' un tono

in Tacito.

Questi cerca di aderire alla realt,

di

romanit, di dignit, di universalit colorisce


*.

gli

avve-

nimenti

Nelle

Histon'ae

discorsi

sono pi numerosi ed ampi


visti

Per una chiara


Leipzig

sintesi

dei discorsi diretti,

nell'

ambito della storio-

grafa antica, cfr.


^alltist,

Schnorr von Carolsfeld Ueber die Reden und Brlefe bei 1888, pp. i-S; 75-79; Piom f discorsi nelle Storie di mmiano
ss.

Marcellino, Milano 1936. pp. 5


sioni, cfr.
*

Circa
Tacito,

il

GlARRATANO Comelio
discorsi
di T.

Edizioni

metodo che Tacito usa nelle oraRoma, 1941. pp. 129-35.


/ discarsi

Sui

Livio, cfr.

PlGHr

nelle

Storie di Livio in

Liviana, Milano 1943, pp. 129-47.


che ne^li Annales.
nella
di

144

parlare di un'evoluzione,
il

Si

pu quindi
e

storiografia di Tacito. Dal Dialogo, in cui

problema
mente del

un' oratoria

vivo

presente,

si

giunge, attraverso

l'Agricola, col

declinare

dell'

ideale arriso alla


il

Tacito giovane, alle Storie,

dove

discorso conserva una

importanza

d'espressione.

mento
diretto.

ancora la maniera preferita opera in cui l'approfondidiscorso inpsicologico maggiore, predomina


notevole, rimane
Negli Annali,
il
'

del

stato osservato

che

lo stile dei discorsi di Tacito


si

differisce

da quello

delle narrazioni, e

avvicina allo

stile

de ora tori bus *. Al ritmo, anzi, meglio,

alle clausole dei discorsi diretti


le

tacitiani
il

ha esclusivamente rivolto

sue indagini l'Ullmann

primo articolo intitolato Les clausules dans de Salluste, Tite Live et Tacite"^, ha dimostrato che la tendenza metrica di Sallustio e di T. Livio per le clausole affatto differente da quella di Cicerone nei due storici si distingue nettamente una tendenza spondaico-dattilica, come nell' antica tradizione romana che
quale, in un
les

discours

-.

data da Ennio, mentre

il

sistema delle clausole di Cicerone

poggia su una base eretico-trocaica. Tacito non aderisce direttamente n alla metrica di Cicerone n a quella degli egli segue criteri propri e tiene, storici suoi predecessori tra le due tendenze, una via di mezzo. L' impossibilit di fissare una preponderanza assoluta Ullmann dell' uno o dell' altro sistema metrico, ha indotto
:

1'

a riprendere, in un

nuovo

articolo

',

la

ricerca delle claututti

sole nei discorsi di Tacito.

Lo studioso esamina quasi


eniintiatls catione, Diss.

'

Cfr. Spitta

t)e

Taciti

in

componendis

Got-

tn^ae.

1S66. * Ci stato messo in rilievo da Fmil torcis.WaWs, Saxonum 1873, p. 21.


3
*

Walter

in

De

Taciti studiis rfie-

Cfr.

Symbolae

Osloenses, fase. MI.


les

Les clausules

dam
1931.

discours de Tacite, in

Oslo 1925. Ssmb.

Osi., fase,

suppiet. lY,

Serfa Rudbergiana,

145

discorsi delle

opere storiche, compresi


lista

due deW Agricola,


Il

rifacendo e completando la
di questa

delle clausole.

risultato
1'

seconda ricerca

dell'
le

Ullmann, conferma

equili-

brio assoluto esistente tra


equilibrio

due

differenti specie di piedi,

che si trova sia per la totalit dei discorsi che di essi, particolarmente preso S Siffatto equiciascuno per librio raggiunto gradatamente; cos, mentre nell' .4gr/co/a le clausole ciceroniane hanno ancora una certa prevalenza
quelle
"

su

storiche

(30

le

prime. 26

le

seconde), corri-

spondenza perfetta si ha nei tre discorsi di Otone {30 e 30), equilibrio si manDai due discorsi di Germanico in poi tiene costante, con una leggera prevalenza delle clausole
1'

"

storiche

sulle altre

detta prevalenza raggiunge

il

cul-

Seneca e di Nerone in cui semcalcoli dell' Ullmann su un totale di 58 pre secondo nella tendenza eretico-trocaica, 23 in finali, 15 rientrano
mine
nelle orazioni di
i

quella spondaico-dattilica.

da domandarsi se questa uno sforzo cosciente da parte di Tacito, ovvero sia fortuita. Una siffatta uguale ripartizione delle due tendenze ritmiche si riscontra in un qualsiasi brano di prosa non ritmica, essendo essa
Ora, afferma
1'

Ullmann,

e'
il

ripartizione delle clausole sia

risultato di

insita
dell'

nel carattere stesso della lingua latina.

Ullmann che, riguardo


:

alle clausole, la

La conclusione prosa di Ta-

cito aritmica tuff altre

e lo per negligenza voluta, derivante

da

preoccupazioni stilistiche. Giunti a questo punto, opportuno lasciare

le

tabelle

dell'

Ullmann e venire a nostre considerazioni. U Ullmann pensa che si possa avere un' idea del ritmo nei discorsi

di Tacito, basandosi sulla semplice clausola. Ma cos ragionando, ne vengono fatalmente fuori degli aridi schemi;

Su un totale di 604 clausole, 2S7 (47,5 ^Iq) si basano sul sistema ciceroniano 317 (52,5 "/o) su l'altro, storico. In Sallustio, invece, il 31,5 O/o delle clausole appartiene al primo sistema, il 6S,5 /o al secondo in Livio il 34,3 "/q al primo, il 65,7 " o al secondo.
' ; ;

10

A. Salvatore

Stile e

ritmo in Tacito.


che con non solo molto
r idea
L'
tali

146

procedimenti

x'^a.
fa

ci si forma del ritmo ma, come dimostreremo, sbagliata.


il

Ullmann

consistere
del

ritmo nella clausola. Per noi

la

clausola parte
se,

ritmo. Noi
in

non
la

la

consideriamo
la

astrattamente, in

ma
tutto

relazione a quanto precede;

clausola
del ritmo,
di

la

conclusione, lo sbocco,

parte culminante

ma non

quanto

il

ritmo.

Quando parliamo
che
alla clau-

ritmo, quindi, intendiamo

riferirci,

oltre

sola, alla
alla

struttura dell' intero periodo, alla sua andatura,


:

sua intonazione, che un prodotto di vari elementi


loro

collocazione delle parole,


que, inteso
in

suono, ecc.

Ritmo, dunfrase,

senso pi vasto, pi complesso. Ogni


fine.

se lo scrittore grande, ha un suo ritmo interiore, che di-

venta

pi scandibile alla quella che


farsi un'

Fermarsi alla sola clausola


del periodo.
in Tacito,

significa

avere una concezione meccanica del ritmo, non


in
1'

penetrare

anima

E assurdo
tre,

idea del ritmo

basandosi
Inol-

su una serie di addizioni, di percentuali e di

somme.

non

si
il

tenuto conto che in Tacito,

come

in qualsiasi

scrittore,

ritmo un elemento dello

stile.

quindi un

errore

studiare

il

ritmo, sia pure dei discorsi diretti, in se stesso, senstile.


I

za inquadrarlo nello studio dello


considerati nel
I

discorsi diretti
stilistica

vanno

quadro

dell'

evoluzione

di Tacito.

discorsi sono, per Tacito,

un

modo

di far della psi-

cologia*. La differenza di ritmo che c' tra un discorso e un


altro

dovuta
la la

all'

elemento psicologico cui obbedisce ed


stessa

piegata

tecnica
sterilit

del

discorso. Di qui
dell'

l'

insuffi-

cienza e

del

metodo
scrittore

Ullmann, applicato
Tacito.

nientemeno che ad uno

come

discorsi delle

opere maggiori sono

stati scritti

dopo
Ger-

r esperienza del de oratoribus, dell' Agricola e


'

della

Cfr. le giuste osservazioni del

Terzaghi

{Storia della letteratura latina

da

Tiberio a Giustiniano, Milano 1941. p. 379).

147

mania, cio dopo che Tacito venuto formando il suo primi tre capitoli. stile, nel modo che abbiamo visto nei Solermiamoci un po' sul discorso di Galba {Misi. I 15-16). Si sente che tra 1' oratoria dei personaggi del Dialogo e quella di Galba e' stato il travaglio stilistico, da noi messo
a suo
11

tempo

in

rilievo.
all'

tono, specie

inizio {si te

pdvatus...

in

proximo
classiche

sibi fastigio

cnlcmt), altamente, maestosamente orale

torio

le

clausole sono, in grandissima parte,

trovano pure alcune caratteristiche di stile che conosciamo ormai, in parte, sin dal de ocatocibus, quali, ad es., la tendenza ad interrompere il filo regolare del periodo, per il sopraggiungere di una nuova idea che balza, cos, in primo piano (e, 15 non quia... sed neque ipse; e, 16 neque enim 6ic... sed impevatuvus es...).^ Accanto poi a costruzioni simmetriche {Augustus in domo... ego in re publica... ; ea aetas tua... ea vita, etc.) troviamo pi
tradizionali ^
si

Ma

d'una espressione variata {adsciscere... adiecisse ; miseriae tolecantur, felicitate covcumpimur ; eadem constantia... per obsequium ; suadere principi... multi laboris, adsentatio...
sine affectu peragiiur).

questo discorso di Galba racchiuso, si pu dire, il processo evolutivo dello stile di Tacito, quale slam venuti delineando nella prima parte del nostro lavoro.
In

tutto

Accanto
ziosa.
Il

sopra

si

alla frase ampia, solenne, la frase breve, sentennostro pensiero corre alla Germania. Ecco perch diceva che i discorsi diretti vanno esaminati alla
stilistica

luce anche dell' evoluzione

di Tacito.
la

Nei discorsi
tradizione
*

diretti Tacito,

pur seguendo

medesima
chiara

letteraria di Sallustio e T. Livio,

lascia

Cf r. soprattutto le clausole de! e. 1 6 res pbllca tnctperet ; qum bprncpm ; fierdts fulms ; lgi caepims ; adpto nvenet ; aestimtur ; consns mnstrtr ; pbltcs dplrnt ; prnctpts xmplm ; qum:

nm
ms

Srgii erms

nondm
;

rttc; t bene lgt Cfr. qui, pp.

quiscunt ; unum bictuc ; desi de rb! tur; desdeaut ndlueris ; lbrttem. 24 ss.


lui

US

r impronta della sua oriijinalit,

discorsi

non sono per


staccato

dei pesci obblii?ati.


:

qualcosa

di esteriore, di

non lo sono neanche quelli del de dalla sua personalit oratoribus. Quando abbiamo posto, come punto fermo,
che
i

discorsi di Tacito soii legati alla storia del suo

stile,

abbiamo voluto
discorsi
scrittore

dire

eh' essi
lo
stile

sono parte

integrante della
L'

sua umanit, di cui

espressione.

esame dei

deve
:

servirci a penetrar

meglio

la

psicologia dello
delle sue idee e

essi ci

introducono nel

mondo

dei suoi sentimenti.

Tacito ha prestato a Galba una voce ampia, solenne,

da un piedistallo di dignit, in un tono Le parole di Galba. nelle quali racchiuso parte del pensiero politico di Tacito, sembrano avere la stessa gravit dtW immensum impecii corpus, cui si accenna
lo

ha

fatto parlare

serio, austero.

all'inizio del e,

lo.

11

discorso,

in

Tacito,

rappresenta
di

il

vertice dell' attivit, della capacit e nobilt

un persoinfelice

naggio.

Una splendida
lettiga

luce

si

riflette

sulla

figura

di quel debole vecchio, che ci verr rappresentato,

poco

dopo,

folla una turbolenta. Pensiamo all' inizio del e. 40 {Agebatur fuc illuc Galba vario turbae fluctuantis impulsa) e del e. 6 (Invalidum senem... destruebant), ove la vecchiaia di Galba
in

ondeggiante

tra

marosi della

vista nella sua colpevolezza, per scorgere mente la luce che batte sul suo discorso.
Tacito non scrittore che
sotto un' unica luce
tutte le sfumature,
ci

pi

chiara-

presenti una personalit

un' unica

ombra.
suoi

Tutti

gli

aspetti,
lui

tutte le
in

contraddizioni son da
dei

posti
:

nel

dovuto
il

rilievo,

virtj

mezzi

stilistici

tra

questi,

sua importanza, la sua funzione. quanti giochi di luci e d'omcontraddizioni, Quante Ebbene, anch'egli bre nella vita dell' imperatore Claudio pronunzia un discorso (An. XI 24) che ha, come quello
discorso ha
la
!

di

Galba, accenti elevati e dignitosi. Una differenza c' per da rilevare, che riguarda lo studio che stiamo com-


piendo
l'uso delle clausole \
:

149

Claudio osserva di meno in una prosa pi libera meno rigidamente oratoria, insomma. Ci non e spigliata come si potrebbe frettolosamente pensare dovuto vincoli oratori si sono allentati al fatto che negli Annali dimostreremo, nella seconda parte del capitolo, che affermare ci falso. Il motivo diverso. Tacito ha voluto far risaltare, nel discorso di Claudio, il tono soprattutto paterno, di bonaria affabilit ond' egli si rivolge ai senatori. Spira, nelle pur serie parole di Claudio, un' aria di maggiore serenit, che si riflette nella struttura meno rigida dei periodi, cui non aduggia queir ombra di tristezsa e d' incubo, come avviene nel discorso di Galba ^ L'aver fatto parlare Claudio cos, significa che Tacito
sullo stile e sul ritmo
:

esprimendosi

rimasto sostanzialmente dell'imperatore, quale


ci

fedele

allo

spirito del discorso


^
;

conservato nelle tavole di Lione

significa, inoltre, eh' egli

penetrato nella

personalit

di

Claudio, dei quale

il

discorso rispecchia esattamente

la psi-

cologia. Tacito, trovandosi di fronte al

documento

storico,

ne ha conservato il tono fondamentale, ma lo ha elaborato dal punto di vista stilistico. Quest'elaborazione assume

ai

tendenna di Sallustio ad usare procedimenti stilistici confacenti quanto sulle orme dello Schnorr von Carolsfeld (o. e, soprattutto pp. 8-15; 23 ss.) scrive il Bolaffi Sallustio e la sua fortuna nel secoli, Roma 1949, pp. 123 ss. Tacito per conduce alle estreme conseguenze la tendenza che trova in Sallustio. Si sente l'influenza che su Tacito ha esercitato anche per quanto si riferisce i discorsi oltre a Sallustio ed a Livio, Cicerone si ripensa all'autore del de oratorbus. Le possibilit stilistiche sono in Tacito molto maggiori, rispetto a Sallustio. Insomma, discorsi tacitiani con le loro caratteristiche che andremo notando stanno a quelli di Sallustio, cos come 1' uso della vadatio in Tacito con molteplici effetti che questi ne ottiene sta all' uso che dello stesso fenomeno stilistico troviamo nello storico di Amiterno. * A proposito del discorso di Galba, il Fabia Les sources de Tacite dans les Mhtolres et les Annales, Paris 1893, p. 26S, afferma che Tacito lo ha interamente inventalo. Dei discorsi tacitiani si occupa ampiamente il Cousbaud (o. e, pp. 199-254). ^ Ho avuto presente Fontes furts Romani antejustiniani, Pars prima Leges iferum edidif Salvator Riccobono, Florentiae 1941, pp. 281-85.
*

Circa

la

singoli

oratori, cfr.


comprendere
11
il

150

un' importanza notevole, per la nostra ricerca

ci

aiuta a
' i

metodo

seafuito

da Tacito

nell'

invertere

discorsi pronunziati dai suoi personagi^i.

cino
feld

al

tono del discorso delle tavole di Lione molto vitono dei discorsi liviani. Tale orazione lo HirscliSi

avvicina a quella che Livio, IV 5-5,


',

nuleio

nota,

sin

dall' inizio,

un

certo

{Eguidem primam... nstra ddct


l'uso

st),

tenere a Catono solenne una tendenza alfa

{Idem de fvave... sse non psst, etc.) ed alla collocazione elegante dei vocaboli {...Quam colonia sua solidum civitatis Romanae benetcium cnscta st... UH patri meo Druso Germaniam subigenti tutam quiete sua securamque a tergo pacem prdesttrnt... nimis magno experimnt cgnscms).
delle

clausole

classiche

Tacito ha sfrondato, snellito, direi quasi, addolcito un


po' quella struttura.

solo un punto
il

in cui

il

tono della

voce

si

riscalda,

s'

innalza, e

ritmo,

portanza

dell' idea,

diventa oratorio

facendo risaltare l'imneque enim ignoro


:

Coruncanios Camerio, Porcios Tusculo (si noti il triplice parallelismo).., postremo ipsam ad Alpes promotam, ut non modo singuli viritim, sed terrae, gentes in nomen nostrum clscrnt. Un'altra conferma dell' uso sapiente che Tacito fa delle clausole, e del modo in cui adegua il periodo, nel suo ritmo complessivo, al pensiero. Si nota pi variet, insomma, nel discorso tacitiano di Claudio. Qui appare chiara la differenza con Livio. In Tacito non c' mai una luce uniforme che investa il dilulios Alba,

uso della variatio, mezzo con cui distribuisce, nella sua prosa, luci ed ombre, conserva
scorso. Tacito, che maestro
nell'

(cfr. An. XV 63 f.) altrove {Hist. Ili 39; verba referam. * Per un confronto tra il discorso tacitiano di Claudio e quello delle tavole di Lione, cfr. Arnaldi Corso di Letteratura latina, Napoli 1943, Fabia- WuiLLEUMiER Tacite, l' fiamme et l'oeuvre, Paris pp. XXIV-XXV; 1949, pp. 125 ss.
'

Il

termine

di

Tacilo stesso

An.

XIV

59) Io storico dice Ipsa...


questa

151

il

sua

caratteristica

anciie nei discorsi. Ci son frasi

che lo

scrittore di tanto in tanto sente


;

bisogno

di far

ri-

saltare sulle altre

ottiene ci

dando un'intonazione

parti-

colare al periodo.

Come
sto

si

vede, siamo molto vicini alla caratteristica da

noi notata a proposito dei discorsi indiretti.

Anche da que-

punto

di vista,
i

si

rileva la personalit di Tacito nei di-

scorsi diretti,

quali, cos,

biamo
Il

definito la

ricevono luce da quella che abcaratteristica fondamentale del suo stile e

della sua anima.

problema del ritmo nei discorsi , dunque, molto pi complesso di quel che non possa apparire da una lettura o decifrazione di tabelle. Le tabelle, gli schemi, possono, a volte, riuscire utili ma bisogna riconoscere che sono assolutamente insufficienti a far comprendere un fenomeno letterario ed artistico nella sua interezza, un modo di semplificare, porgendo agli occhi una serie di numeri ma la sostanza va fatalmente perduta, perch numeri non possono risolvere problemi che appartengono allo spirito. Pisone, giovane triste, pronunzia il secondo discorso che troviamo nelle Historiae (I 29-30), dopo quello di Galba, Eppure e' , tra due quanto a tono una differenza non meno sensibile di quella avvertita a proposito dei discorsi di Galba e di Claudio. Il ritmo del discorso di Pisone, spezzato e nervoso, come si addice al tono polemico che lo impronta, non ha la maest, la sonorit riscontrate neir orazione di Galba ^ Pisone non parla, come Galba, da un alto piedistallo di gravit Tacito lo fa discendere
serio e
;

Le clausole, pur non mancando, sono meno appariscenti. Quanto allo da notare una spessatura {non quia... dole), qualche caso di variatio (ob fidem... pr facinore). Si noti inoltre come nella frase iniziale (sextus dies agitur... ex quo ignarus futuri, et sive optandum fioc nomen sive timendum erat), attraverso l' improvviso mutamento della costrusione, tutto il peso del periodo si sposti sul motivo espresso dai due sit7e : motivo attuale. Il e. 50 caratterizHato da numerosi asindeti, che conferiscono un' impronta particolare a questo discorso di Pisone.
'

stile,

e'


pi vicino air
si

152

Quel che si perde in graumanit Pisone tgura soprattutto umana. Si pu dire che non ci sia nulla di risonante nel suo discorso il tono oratorio romperebbe incanto di questa figura che. sin dalle prime parole, ci appare avvolta
dei soldati.
:

animo
in

vit,

sjuadagna

l'

in

un*

ombra
:

di

malinconico, tragico presagio.


in

Un tono
si

dimesso, che risponde

pieno

alla psicologia del perso-

naggio

paids

et senatus et ipsius imperi i


est,
aiit,

vicem doleo,

nobis aut perire fodie necesse

q.uod aeque aput


psicologici

bonos miserum

est,

occidece.
spirituali,
i

Quanto
e lo
stato
in

le

circostanHe

momenti

d'

animo

di chi parla e di chi ascolta contri-

buiscano,
delle

Tacito, a dare

un

particolare aspetto al dil'

impiego o sul tipo s veramente diventano espressione culminante del tono che anima l' intero periodo, stato da noi mostrato nel saggio Ritmo e stile in Tacito *. Dove, esaminando tre discorsi di Olone {Mist. 37-38
scorso diretto,
influendo perfino su
allora
clausole, che
i

83-84;

Il

47) e

due

di

Germanico

{An.

42-45;

Il

71),

siamo
della

scesi

anche

ai particolari, e, oltre al

valore psicologico
peri-

clausola,
il

abbiamo cercato
dell'
:

di far rilevare, in alcuni


al

punti,

valore ritmico

accento, che conferisce

riodo una determinata armonia


peterlo

armonia che

giova

alla base del ritmo.

Un
troviamo
l'

breve
nel
II

esame merita
libro

il

discorso di Muciano. che

delle

fiisioriae (ce. 76-77).

al-

inizio,

un' intonazione oratoria.

discorso
contesto

non
del

isolatamente,
libro
nel

ma

Se consideriamo questo relazione con tutto il in


ci
'

quale contenuto,

accorgiamo
e dignit di

come non manchi ad

esso una certa struttura

Cfr. pp.
Cfr.,

15

ss.

note relative.

ad es., il perfetto parallelismo, la perfetta giustapposizione di termini nel penultimo periodo (e. 77) ...nec mlfii maiot in tua vigilantia parsimonia sapientla fiducia est quam in Viteilii torpore inscitia saevitia.
*
:


in

155

mettono a confronto con

forma, unita all'elevatezza del pensiero ^ Le clausole sono

gran parte buone

*,

e,

se

si

monotone, dei capitoli precedenti o seguenti, giuappare la convinzione che Tacito abbia posto per esse una certa cura. Di Muciano lo storico aveva tracciato, all' inizio quasi delle Nistoriae (I 10) un interessante, scultoreo ritratto, attraverso il quale aveva messo in luce soprattutto contrasti, complessa psicologia del persole luci e le ombre della naggio un misto (come di solito personaggi tacitiani) di
quelle,
stificata
i
:

vizi e di virt

expedierat,

nimiae voluptates, cum vacaret; quotiens magnae uirtutes. Possiamo dire che tutta la
:

descrizione

del ritratto sia

caratterizzata

da

frasi

rapide,

spezzate, giustapposte, che


la

ora illuminano, ora offuscano figura di Muciano. Questi, nel discorso in esame, parla
i

da uomo energico, esperto, che conosce raggiri, sa esprimersi, insomma, ed unisce, alla dialettica, audacia, a1' 1'

stuzia.

discorso di Muciano, dunque, oggettiva e drammatizza il giudizio rapido, sintetico, precedentemente proferito
Il

da Tacito intorno a questo personaggio. Nel discorso l'arte del chiaroscuro appena accennata qui son le magnae virtutes messe in primo piano, mentre le qualit deteriori sono soltanto un sottinteso. Il ritmo della seconda parte e
:

del finale
posti,
i

(e.

77) nervoso, spezzato

numerosi

contrapalla

quali

sembrano quasi un elemento connaturato

psicologia della figura di cui discorriamo.

* Cfr. alcune massime profonde e vere (e. 76) Satis clarus tlmentem quisquis timetur ; (e. 77 {.) nam qui deliberant desclvenint.
:
:

est

aput

* Ci sono eretici-trochei, ditrochei (clausola maioc e minor), dicretici, una clausola didattilica (xprnt) e' e anche una clausola eroica che per, se si tiene conto del piede precedente, si pu considerare come clausola malor del ditrocheo (cfr. Ceci // ritmo nelle orazioni di Cicerone, Roma 1905, p. 22). Riguardo alla tecnica delle clausole in T.. interessante osservare la tendenza dello storico a sviluppare ed ampliare il eretico della base (che diventa, cos, molosso, epitrito, ionico, ecc.).

e'


Ma
sonalit
e'

154

l'altro aspetto della per-

qualcosa di
in

piti.

Nel cap. 4 del IV libro delle

Historiae

appare
di

chiara luce
li

Muciano.

discorso diretto
presentato

lo

abbiamo or
di senno,

ora
abile,

notato
al

ce
li

lo ha

come uomo

facondo,

giudEo, invece,

che Tacito pronunzia


in

di

lui.

termine di un breve discorso indiretto {...ceterum

invidia

[scil.

Muciani] in occulto, adulatio

aperto erant),

conferma in noi un' opinione che la lettura del discorso dinon era cio tutt' oro retto ci aveva vagamente lasciata in aperto) Muciano diquel che apertamente (cfr. sopra ceva a Vespasiano; sotto le parole ci doveva essere qualcosa di non troppo chiaro. Quel che volevo dimostrare che il gioco di chiaroscuro, latente ed appena percettibile nel discorso diretto, balza evidente e sfocia in un aperto giudizio di Tacito dopo un discorso indiretto. Ora s che sono illuminate in pieno quelle epigrammatiche espressioni
-.

del ritratto sopra citato


e.
piij

...malis
(le

bonisque artibus mixtus

ancora,

l'altra

palam

sue azioni palesi) laudares,

secreta
11

male audiebant.
discorso diretto,

come

gi

abbiamo

avvertito, ci

un lato della psicologia del personaggio. Esso, dunque, ha una sua funzione psicologica, oltre che stilistica e ritmica, neir ambito della narrazione, dei discorsi indiretti, dei giudizi,

ecc.

Prendo spunto da questa riflessione per accennare a due discorsi diretti di Antonio Primo {Hist. Ili 2 20) che costituiscono, direi quasi, lo sbocco di due lunghi discorsi indiretti *: questi si posson riguardare, quindi, come preparazione ad una eifusione pi libera e immediata dei sentimenti di queir acerrimus belli concitator. Chi legge, sia nel
;

' Walter Emil (o. c, p. 30) sostiene che la tendenza a passare dal discorso indiretto ai discorso diretto (cfr. anche An. Ili 12; lY 40) riveli l'amore di Tacito per la vadatio. L' affermazione ha qualcosa di vero ma va completata alla luce di quanto si osservato. Anche qui, abbiamo cercato di renderci conto dei motivi psicologici che determinano tale vadatio.
;


primo che
nel

155

il

secondo caso

ripetersi del fatto

base di verit alla nostra osservazione

d una

il

discorso diretto

dopo

son frasi staccate e numerose ellissi), il immediatamente passaggio '. Il discorso diretto avverte non rivolto alla massa, ma ai singoli {mox conversus ad singulos : e. 20) ed ha, quindi, altre esigense. Tacito ha sentito ci, ed ha costruito tre periodi, due dei quali terminano con la clausola eretico-trocaica {ullde mns psl'indiretto (ove

snt e munimnt mrnts).


sione d'un motivo
di persuasione
*
:

Anche qui la clausola espresMuciano parla a ciascun soldato, sinoratoria per


lui
1'

golarmente preso, e ^

1'

unico strumento

Veniamo ora a
un
libro

Tiberio, della cui

eloquenza Tacito d

interessantissimo giudizio in un passo


degli Annali
:

famoso

del XIII

verta

expenderet,

(e. 5) Tiberius artem... callebat, qua tum validus sensibus aut consulto am-

biguus, giudizio che richiama

evidentemente

l'

altro,

che

leggiamo

in

An.

1 1

Tiberio...

suspensa semper

et

obscura

* Cfr., al e. Duae tunc Panncnicae et 2, r inHo del discorso diretto Moestcae a'ae pcrrupere fostem : nunc sedecim alaram conluncta signa pulsa sonituque et nube ipsa opedent ac superfundent oblitos proelionim equits qusqu : c' un accavallarsi di termini, che produce un che di rumoroso. ^ Il terso periodo (Quin pctins...) ha come clausola noblscum fermus : il tribraco finale, con la sua rapidit, rende bene il pensiero di Muciano.
:

rimanenti discorsi delle fiistodae sono: l) quello di Montano (lY 42), notano parecchie clausole eccellenti (per lo pi eretico-trocheo, clausola malor del ditrocheo, dicretico, e inoltre due clausole eroiche floret vgtqu, Vespsnum) ; 2) il lungo discorso di Vocula (IV 58): anche qui, s' incontrano quasi sempre buone clausole ; Yocula parla con la disperaHione nel cuore, e per dare maggior vivacit ai suoi detti, usa una serie d' incalHanti domande; 3) Il e. 64 dello stesso l. IV contiene i mandati dei Tenferi, esposti da un ferocissimus e legatisi parole fierissime contro Romani, che richiamano alla memoria il discorso di Calcago (Agr. 50-32); nel e. 65 riportata la risposta degli Agrippinesi; 4) In ultimo v' il discorso di Petilio Ceriale {Hist. IV 73-74), importantissimo: molte clausole ottime; soltanto una clausula /^eroica.
^
I

in

cui

si


rerba
;

156

quando poi

si

trattava di nascondere

propri sen-

ambigiium magis implicabaniur. importanza storica o mio compito esaminare tali at^ermazioni. Una cosa per certa che, condiscorsi in se stessi, senza partire da nessun siderando
timenti, in incertum et

Non meno di

l'

pregiudizio, bisogna

riconoscere ctie Tiberio pronunzia pa-

avran potuto pronunziare. 11 che non esclude che ci possa essere uno sfondo di verit, nei giudizi di Tacito sopra ricordati. per questo che ho creduto opportuno studiare attentamente le orazioni di Tiberio, dal punto di vista dello stile e del ritmo, che possono dirci qualche cosa in proposito. La prima di esse (An. II 58) una concisa, serrata risposta alle invocazioni di soccorso levate da un senatore
role elevate, nobili, quali poc'altri imperatori

impoverito, nipote
parla
(e.

del famoso oratore Ortensio. Questi con umilt, in un tono pacato, che non si riscalda mai. Le clausole non hanno nulla di risonante: semultima, che con la sua maggior lunplici, tranne, forse,
57)
1'

gezza

ci

fa

quasi sentire
in

il

grido della disperazione.


;

Tiberio risponde

un tono piuttosto aspro

il

ritmo,

con la sua durezza, fa risaltare l'importanza e la gravit dei provvedimento da prendersi. Non e' nessuna clausola
che spicchi
sulle altre
:

tutto

esasperatamente eguale,

in

queste parole di Tiberio, La clausola avrebbe costituito lo

sbocco di un sentimento questo sbocco non e' . Tiberio l'impressione di non d - e non solo a noi lettori aver risposto in modo soddisfacente. Le sue parole sono accolte da silenzio e da mormorii sommessi. Tiberio se ne accorge et cum paulum reticuisset, Mortalo se respondisse alt. Eloquenza ambigua stata da Tacito giudicata l'eloquenza di Tiberio. Stiamo vedendo sino a che punto il giudizio pu esser vero, sino a che punto cio Tacito ha suoi discorsi coerentemente ai giudizi che ne costruito ha dato che una maniera di penetrare nella tecnica delle orazioni, con la guida dello stesso autore. Si ripete un po',
:


su di un piano
diverso,
il

157

presentatosi a pro-

problema

posito della variatio, spiegata dall' autore stesso.

C' un discorso, pronunziato da Tiberio " con studiata imparzialit , in cui la falsit e l'ipocrisia che si celano sotto le parole, si concretizzano almeno secondo Tacito

nei

mezzi

espressivi

eh' egli

usa.

Si

tratta

del discorso

causa di Pisone, che l'opinione popolare condannava, quale perfido uccisore di Germanico. Nonostante il meditato temperamento, per quale dei due mostra Tiberio di nutrire simpatia ?
discussione della

tenuto in Senato nella

almeno, e' qualche indizio su cui basarci per trarre una conclusione? Leggendo e rileggendo il discorso {An. Ili 12), ho r impressione che il punto culminante sia non il defleo

equidem flium meum semperque deflebo che, posto com' due frasi cui contenuto sfavorevole a Germanico, mi sembra pronunziato con una certa fretta, per opportunit, ma piuttosto si quos propinquus sanguis aut tdes
tra
il
:

sua patronos dedit [scil. Pisani], quantum quisque eloquentia et cura valet, iuvate peciclitantem. , s. un gioco ora favorevole ora sfavorevole a Pi-

sone o a Germanico; ma pili calda del discorso sia


dei

alla tne

mi sembra che
appunto,
piij

la

parte

costituita,
si

dall'

ultimo
dif-

due periodi
prova

citati,

che

espande

liberamente e

fusamente ^
un' altra
sottilissimo

Si ripete cio qui, nei discorsi diretti

ed

della loro originalit

ed intimit

il

gioco

che gi abbiamo avuto

modo

di constatare

ed

ammirare
si

nei discorsi indiretti, schiettamente tacitiani.


sottili di

Dinanzi a questi problemi

vede

chiaroscuro
tali,

come

limitarsi alle clausole in

quanto

consideran-

' Quanto alle clausole di questo secondo discorso di Tiberio, noto ctie, tranne una clausala feroica (cdptts), si tratta quasi sempre di eretici (o molossi, o coriambi, o epitriti) uniti a trochei o a eretici ; eccone 1' elenco pcncph lciscr ; solcis dficit ; iure suscnso ; semprque di flebo ; periclitantem ; accusatdrs fidrtr ; ius anquirtur ; modstia trctntc ; advrs ftngntr.
:

15S

dole staccate dal contenuto, dal pensiero, per lo meno ingenuo. La luce che dai discorsi indiretti si proietta sui
discorsi diretti, ci aiuta a penetrarli meglio.

Non

intendia-

mo

far

nessun

torto

all'

studiosi di questi problemi:

Ullmann ed agii altri benemeriti diciamo soltanto che nostro


il

punto

di vista diverso.
al

Tornando

discorso di Tiberio,

non possiamo non

ritenerlo interessantissimo. Esso rientra nei tentativi continui

che Tacito ta di penetrare nell'animo dell' imperatare. Dal punto di vista psicologico, tra le orazioni pi importanti che abbia scritto Tacito, il quale riuscito ad adeguare mirabilmente il giudizio che ha dato di Tiberio, alla realt del
discorso che
gli

ha

fatto pronunciare.
si

Qui,

come

nel di-

scorso di Galba e di Claudio,


fetto.
Il

rivelato psicologo per-

discorso di Tiberio, esaminato ultimamente, molto


:

diverso dal precedente

l,

un Tiberio chiuso, qui un

Ti-

berio che in qualche punto

non pu non
si

tradire

il

suo

sentimento e
Il

la

cui
in

umanit
questione

discopre meglio.

discorso

rappresenta

una conquista,

nella ricerca dell'umanit di Tiberio.

mesto, l'imperatore;

Druso piange; tante malignit Nessuno badi a tutto questo


maestitim

si
:

fantasticano sul loro conto.

Memo

Drusi lacdmas,

nemo

nec si qua in nos advcs fnTiberio ha terminato con un' ottima Questa volta gntr. clausola sembra che quel volto, generalmente cosi chiuso
spdt,
:

mam

e severo,
1

s'

illumini d'

una nuova
al

luce,

III contengono una Senato per dimostrare l'opportunit di soprassedere ai provvedimenti contro il lusso, una esposizione chiara, seria, fatta da una permondo e scrive in un linguaggio sona che conosce bene meditato, in uno stile non esente da lavorio formale. Le

capitoli 55-54 dello stesso libro


scritta

lunga lettera

da Tiberio

il

clausole

(specie quelle del cap. 53)

non sono disprezza-


bili
'
;

159

non manca qualche spunto d' ironia e, verso la fine, un tono benevolo, quasi familiare. Occasione di pronunziare un nobile discorso {An. IV 57-38) offrono a Tiberio gli abitanti della Spagna ulteriore, i quali s'erano rivolti al Senato per ottenere il consenso d'innalzare un tempio all'imperatore. Questi parla con l'abituale seriet ed austerit.

Dopo
sivo,

alcuni periodi di introduzione, contenuti nel ca-

pitolo 37, leggiamo, nel capitolo

parole il richiamano alla nostra memoria quelle del


:

profondissime, che per

immediatamente succespensiero e tono


il

finale dell' Agri-

cola, L' espressione seguente

Haec

mifi in

animis

vestris

tempia, fae pulcterrimae effig.ies et mnsre, ricorda questa delle


est

Histonae
et

(II

49)

modicum

mnscum
le

Ottoni sepulcfrum exstructum in entrambe le frasi, le quattro


prolungato,

sillabe finali, col loro

suono

con

la

cadenza

grave e

lenta,

eccitano

riflessioni del lettore.

Un tono

oratorio facile scorgere nell'ultimo periodo,


in

quello che Tacito vuol porre maggiormente


cui importanza

luce e la

sottolinea
:

anche ritmicamente, con una


duini, illos ut,

clausola risonante
cor,

Proinde socios cives et deos ipsos pre-

5os

ut...

quietam...

mentem

quandoque

concessero,

cum laude

et

bonis recordationibus facta atque

famam

nominls mi prsquantur.
all'ultimo discorso, col quale Tiberio risponde
gli

Ed eccoci
Livilla,

negativamente a Sciano che

ha
Fin

chiesto

la

mano

di

vedova
si

del figlio Druso.

dall' inizio

{Falleris

enim, Seiane...)
r imperatore
si

avverte

il

rivolge al

tono a " tu per tu col quale suo potente collaboratore, tono

familiare di persona che spiega


cui

ad

un'altra le ragioni per

non pu accettare

la

sua richiesta e cerca di persua-

Le

cito

prts sstne

ttns;

aun

pbltc cnsem ; c velt dprndtem : imprs ssmSs ; mnibus pcctr ; recdere dgrdir ; inanit spti ; npnds ; tabularmqu mircul ; trnsfecOntur (e. 53).
:


derla (es
(Ili
:

leo

intra

Vis tu

Quidem istum
C*

locum
di

sistere

sed
pi

magistratus etc).

un

modo

esprimersi

semplice di quello del discorso precedente, salvo in qualche punto in cui il tono si solleva ed acquista una certa
solennit
'.

Ciascuno avr osservato, anche attraverso questo rapido esame, con quanta variet di accors^imenti ritmici Tacito abbia fatto parlare Tiberio accorgimenti sempre adeguati
:

al

movente

del discorso e al fine cui esso tendeva.

tori,

Chiudo la serie dei discorsi pronunziati dagli imperaaccennando al discorso di Nerone, che segue immediatamente a quello di Seneca '. Questi parla, da filosofo, un linguaggio concettoso, meditato, ^ cui non manca qualche spunto di elegante oratoria (es, e. 55 ...quorum alter bellorum socius, alter Romae pluribus laboribus iadatus, ampia quidem, sed pr ingentibus meritis, proemia accepernt). Ricorrono le solite clausole \ e alcuni finali di esametro ^ A Seneca che gli ha chiesto licenza di ritirarsi, Nerone
2 ditrochei, 2 dispondei, 1 dile clausole noto eretico-trocheo, 1 eretico-ditrocheo, l molosso-ditrocheo, 1 clausola fjeroica e infine 1 clausola (tradere meditatus est) che non chiara ma che non stona in un discorso, meglio, in una conversazione " in famiglia . ^ l due discorsi sono contenuti in An. XIV 53-54 (Seneca); 55-56
'

Per quanto concerne


1

-.

eretico,

(Nerone).
statini

Quod medltatae orationi tuae cap. 55 Nerone dir occurram. Da notare il tono elevalo all' inizio e specialmente nei periodo Abavu% tuus... prema ccpcnt, cui fa riscontro, ritmicamente, un periodo del discorso di Nerone (e. 55): Abavus meus... praemiis xit. * Dai miei appunti risulta cne abbiamo, complessivamente, 3 dicretici (proemia ccprnl ; civittis dnmrr ; fenre xaberdt); 2 dattili-eretici; 5 eretici-trochei (con le loro varie risoluzioni); 3 ditrochei; 3 dispondei; 2 dipodie trocaiche ipercatalettiche. Per le clausole eroiche, cfr. la nota seguente. ' Nel e. 54 se ne incontrano 3: npidtam dugnt ; sbvnndum est; in animm rvcbo.
"

All' inHio del

-.


risponde, improvvisando
pensieri a volta profondi
;

161

di

un discorso dignitoso, ricco

clausole che fus' incontrano rono un tempo care a Cicerone ^ risultati delle mie ricerche, come si vede, sono ben diversi da quelli dell' Ullmann. Questi, attenendosi esclusidiscorsi di Seneca vamente al ritmo-clausola, considera e di Nerone come il culmine della tendenza aritmica di Tacito, lo penso che appunto il discorso di Nerone si possa considerare come il punto di partenza dell'oratoria discorsi dell' ultima parte degli Annali. che caratterizza Leggendo gli ultimi tre discorsi* ci chiediamo con meI
i
i

raviglia,

come mai proprio


decisa

nei libri di
la

un'opera
dello

in cui

si

generalmente portati a scorgere


l'opposizione pi
niano,
si

massima stringatezza e
stile

alla

linearit

cicero-

incontrino periodi dalla struttura limpida e netta,

pervasi di
sto di An.

uno

spirito

XV

20 (parla Peto Trasea)

altamente oratorio come, ad es., queErgo adversus novam


:

pvovincialium superbiam dignum fide consfantiaque Romana capiamus consilium, quo tutelae sociovum nifil derogetur
nobis opinio decedat, qualis quisque fabeatur, alibi
in

quam

clvim idlco esse. Se vero che lo stile 1' uomo, questo periodo, nel suo ampio respiro, in quel non so che di " togato e di austero, rispecchia in pieno l'anima fiera e dignitosa di Peto Trasea.
Per
la struttura

regolare e per
il

la

clausola classica, de-

gno
del

di
1.

primo periodo del cap. 21 (sempre XV) che credo interessante trascrivere Olim quidem
considerazione
:

non modo praetor aut

consul, sed privati etiam mittebantur,

qui provincias viserent, et quid de cuiusque obsequi vd-

* Nel solo, breve cap. 55 ho incontralo 3 clausole del tipo esse videatuc: expedire ddcist ; qualecumque tribuisst ; plr tnrnt. Le rimanenti clausole del discorso si riducono a 1 dicretico, 1 molosso-spondeo, 1 epitrito-cretico, 5 difrocliei, 1 dispondeo, 2 dipodie trocaiche ipercatalettiche e infine un

peonio 4-coriambo {csibus dbndx


*

snt).

/4n.

XV

2 (Vologese); 20-21

(Peto Trasea);

XVI 22

(CossuzJano).

A. Salvatore

Stile e

ritmo in Tacito.

162

rCtr rfcrrcnt; trepidabanQue genfes de existimatione sn-

glnm. At nunc colimus exlernos et adulamur; et quomodo ad nutum alicuius grates, ita promptius accust dScSrntr.
Oratoria la ripresa: Decernaturque, et maneat provinciased laus falsa libus potentiam siiam tali modo ostentandi et precibus expressa perinde cofiibeatur quam malitia, qum crdltas. Ci troviamo dinanzi ad un fatto che merita di essere studiato e chiarito meglio di come si sia
'
'

fatto sinora

',

Prima di Seneca e Nerone aveva parlato {An. XIY 43-44) Cassio Longino, rivolgendosi ai patres conscripti in un tono indubbiamente elevato. Trascrivo il primo periodo, Saepenumero, patres conscripti, in 6oc finali scandendo
i
:

rdine ntrft,

cum

contea

instituta

et

leges

maiorum

nova senatus decreta pstlrntr; ncque sum adversatus, non quia dubitarem super omnibus negotiis melius atque rectius ohm provisum et, quae converterentur, in deteds mutavi, sed ne nimio amore antiqui moris studium meum extllr vdrr. Simul quidquid fjoc in nobis auctoritatis est, crebris contradictinbs dstrendm non xstimabam
(si

noti la

serie

di

eretici,
si

che sfocia

nel

ditrocheo), ut

quando rs pQblic cnslis gsst. maneret integrum, questo un esametro o pseudo esametro, al quale due spondei iniziali danno una certa gravit e pesantezza
i

enniana
sterit

la

cesura che cade nel centro,


si

gli

conferisce aures

e solennit. Invero,

parla

di

auctoritas, di

'

Per l'uso del gerundio genitivo, qui e


Tacltus in
le
;

in altri

casi, cir.

Lfstedt jlum

Stil

des
*

APAriIA

(scritti

in

onore

di

Martin P. Nilsson, Lund 1939,


cirltas ISquitr
;

pp. 297-308).

Riporto

clausole del discorso di An.

XVI 22:

lasci-

rts si ne fnre ; p ri nei pi s sprnlt ; dolrlbus non svlam xprbrint Tfirs non fcrlt ; dux et aUctr; nttr ; non turare; abroga t lgs mina gnSit Uberttm praefrnt ; dgredintuc; aemls pssrSs s THras scripsrs ; sena tu m n bis riinqu.
; ; ;


publica, e queste

163

si

idee, delle

quali Tacito

sentiva fiero,

sono espresse

maniera dignitosa, in un ritmo che sta ai confini tra il prosastico ed il poetico, anni diviene, nei momenti culminanti, alta e maestosa poesia. non isolato. Mi sia consentito di richiamar Il caso r attenzione sul finale di un breve discorso indiretto, riferito in An. XIII 56. Avito, riecheggiando un concetto gi espresso da Petilio Ceriate {Hist. IV 73-74), cos risponde agli Ampsivarii ribelli: patienda meliorum imperia ; ita dis, quos inploravent, placitum, ut arbitdum penes Romanos maneret quid darent, quid adimecent, neque alios iudices quam se ipss pirentr. Anche qui il tono si solleva dalin

l'ordinario, per assurgere quasi ai fastigi dell'epica.

basandosi sulle clausole poetiche che si inne prendono spunto per escludere nello storico r esistenEa di clausole metriche. Molte atermaEioni fatte sul ritmo andrebbero rivedute. Bisogna essere meno superficiali e meccanici, penetrare nell' intima vita della paI

filologi,

contrano

in Tacito,

domandarsi e cercar di comprendere perch il genio dello scrittore ha creduto di esprimersi in una determinata forma, e soprattutto non fidar troppo nei segni, perch segni, altro non essendo che lo scheletro, non ci lasciano scorgere le molteplici forme che lo rivestono. Altrimenti si rischia di cadere in errori grossolani e banali, tanto pii insopportabili, in quanto tradizionali e destinati, se non si ha il coraggio di estirparli, ad inveterasceve chi sa per quanto altro tempo ancora \
rola, della frase,
i

discorsi degli Annales che ho scanditi, come tuiti gli altri, non ho creduto opportuno fermarmi, per non appesantire troppo l'analisi: 1) Discorso di Segeste (An. 58); 2) di Cremu2io Cordo {An. lY 34-5): fiero discorso, pieno di forza e di slancio; 3) di Marco Terensio [An. VI 8) discorso coraggioso il periodare pi volte spezzato per dar mag*
i

Ricordo

ma

sui quali

giore energia e calore alle parole ; si notano delle anafore {timm .. tui... tua). A volte dal tono solenne, sottolineato dall' ottima clausola finale, traspare evidente il sarcasmo (es. ...tibl [scil. Tiberio] summum rerum iudicium di dedere, nobis obsequii gda relcta est. Si notino le frequenti spezzature del ritmo che danno al discorso una certa vivezza, e, inoltre, nel periodo Illius
:

In

Tacito
chiuse

si

14 dice abbondano

le

clausulae
in

fieroi-

cac,

le

esamctriche che, ammesse

teoria

da Ci-

cerone {Octor 4. 1217) sono dallo stesso, nella pratica, evitate. Ora io mi domando se, rimanendo nel campo di Tacito, non possano le clausole poetiche, spesso adoperate dall' insigne storico, avere la stessa importanza, la stessa efficacia, lo stesso valore che pub avere, ad esempio, un
tinaie
in

eretico-trocheo, di cui tanto

si

compiaceva

l'Ar-

pinate e che lo stesso Tacito, pi d'

una volta, opportuna-

mente

usa.

Direi

che

la

dit^erenza fondamentale tra Cicerone e Ta-

cito sia precisamente questa,

quanto
fine

all'

impiego

delle clau-

sole

nel primo, esse

hanno un

essenzialmente acusti;

co-musicale. Cicerone ha un orecchio musicale finissimo armonia del periodo, che sgorga spontanea, per lui l'

anche un
riet

appagamento

dello

spirito,

cullato,

quasi,

da

quella musica.
delle

Ma

una musica continua, anche nella va-

clausole che teoricamente prescrive e attua in

pratica.
Tacito, invece, distingue, cerne.

non

deve carezzare solo


fa

l'

orecchio

La clausola, per lui, ma deve esprimere


;
:

qualcosa. Tacito

un

uso saggio delle clausole

si

di-

rebbe che non abbia intenzione di sciuparle, seminarle nella


sua prosa, senza un criterio. La clausola, insomma, in Tacito, sia detto a conclusione della nostra ricerca, assolve

una funzione psicologica. Se Tacito

riesce

ad ottenere que-

cantra qulbus infenms es^et, metu ac sordlbus conflictabantur, la ; clausola pesante che esprime amarezza ; confictabantur, termine lungo e sonoro, forma omoteieuto con augebantur ; 4) Discorso di Carataco (An.
propinqui...

quella di Arminio. Questo barbaro, come, pronunzia dinanzi a Claudio fiere parole che gli Discorso di Agrippina 5) ottengono il perdono da parte dell' imperatore {An. XIll 21) che si difende energicamente dalle accuse lanciatele: il discorso la trasfigura quasi dinanzi ai nostri occhi, la nobilita, secondo la nota tecnica dei discorsi tacitiani. Non vorrei tralasciare poche parole, ma piene di audacia, pronunziate da Mitridate al cospetto di Claudio (4n. XII 21). Qui la baldanza messa in sommo rilievo da due efficaci asindeti.
XI! 37), figura
tutti

molto

simile a

del resto,

barbari,


sto risultato,

165

adopera

non tia importanza vedere se il mezzo che conformi o meno a quanto suggerisce Cicerone la clausola, o meglio il ritmo dell' anima di Tacito. Tacito, che ha potenziato la lingua latina, portandola al culmine delle sue capacit espressive. Tacito, che
si

ricorre a

tutti

gli

espedienti di sintassi e di
il

stile

per con-

seguire
i

tale

espressivit, sente

bisogno

di allargare an-

contini delle clausole. Il problema del ritmo poetico che va esaminato alla luce della lingua poetica di Tacito. Questi ha cercato di trovare nuovi moduli, per esprimere la sua fumanitas, cos come, in ogni epoca, han grandi musicisti fatto per cui Mozart diverso da Bach, Beethoven diverso da Mozart: e ciascuno ha un suo particolare modo di esprimere il proprio mondo interiore, la propria visione della vita. Cos del ritmo di Tacito,
i
;

visto alla luce del ritmo di

Cicerone.

Credo di aver chiarito, sulla base dei fatti, quel che poteva sembrare una semplice affermazione. Tacito, cio, ha un suo ritmo, che va ricercato e spiegato, sulla linea della sua umanit. Il che si potr osservare con maggiore evidenza nel capitolo seguente. Non bisogna quindi basandosi sulla concezione del numevus ciceroniano dire che la prosa di Tacito senza ritmo bisognerebbe invece affermare che il ritmo, nel passaggio da Cicerone a Tacito si andato spogliando di quel che di esteriore aveva, per acquistare una sua interiorit. Penso che questo concetto abbia avuto sufficiente dimostrazione nell' analisi compiuta sui discorsi diretti. In un passo del libro XI degli Annali (e. 6), in cui si parla di oratori che misero in luce le loro doti di facondia, la

clausola pi classica e ciceroniana {eloquentae cgtvissnt), V

optima

tra le clausole,

adoperata

con

lo stesso

spirito, la stessa
la

abbiamo visto adoperata clausula 6eroica nei brani sopra citati. Ritmo " poetico , quando la poesia s'impone e ritmo
funzione con cui


"

lo

oratorio

,..

quando l'argomento

richiede,

non sono

in

Tacito due cose separate e inconciliabili


esserlo in Cicerone
riore.

ma si fondono in un' armonia supeAnzi che di contrasto, si dovrebbe parlare di arricchimento di umanit e di mezzi stilistici, di puriticazione ed elevazione dello stile. In Tacito dilferentemente da Cicerone in alcuni momenti eloquenza riveste torme poetiche. Tacito maturo

come potrebbero

1'

riuscito a realizzare
in

sogni del Tacito giovane.

Che

cosa,

fondo, racchiude
di

1'

accalorata ed appassionata discus-

sione

Materno, se
purifichi le sue

quenza

non l'ardente desiderio che l'eloacque in quelle fresche ed armo-

niose della poesia ?

che

E se volessimo risolvere, applicato a Tacito, il dilemma uno studioso di letteratura italiana s posto per il Manzoni: poeta an orafor?^ potremmo rispondere press' a poco cos Tacito ha un' educazione oratoria, ma un temperamento squisitamente poetico. Le sue opere, dal de
:

oratoribus agli Annales, rivelano lo sforzo tenace di dare


allo
stile

un' intonazione

sempre

pij

poetica

il

suo

stile,

foggiatosi
la

attraverso questo travaglio interiore, raggiunge


negli
ultimi libri degli Annali,
lo sforzo, qui

perfezione
si

che

riflette

compendia

perch qui che il sospirato

equilibrio stato raggiunto.


Il

ritorno

all'

antico, che
*,

si

voluto scorgere negli ul-

timi libri degli

realizza

nel senso che Tacito suo antico sogno. solo da questo punto di vista che ci si pu riportare al de oraforibas: ritorno ideale' dunque, se mai. Ma pi che di ritorno all' antico, parlerei di potenziamento dell' antico. Il Tacito dei libri di pi tarda composizione riuscito a compiere il miracolo di fondere in mi-

Annali

deve intendersi

il

'

Cfr.

l'articolo del Russo in Romana 1942, pp. 217 Su questo argomento ritorneremo nella Conclusione.

ss.


rabile

167
il

nuovo. La forma tradizionale, peclassica, riveste un contenuto profondo. Sentiamo che riodi or ora citati sono strutturalmente perfetti, eppure contengono una forza di sentimento e di pathos che ci commuove. Non Cicerone che scrive Tacito, con la ricchezza, anzi 1' esuberanza della sua umanit.

armonia

1'

antico e

Ho
il

presenti

discorsi di Peto Trasea {An.

XV 20-21)

breve discorso di Seneca (XV 63), il cui ritmo stato riconuto mediante 1' uso delle clausole classiche

otte-

nosciuto anche dal Norden \

Parole pervase di profondo ed accorato sentimento pronunzia, dinanzi allo spietato accusatore, Servilia, in un
discorso
zione.
diretto
il

{An.

XVI

31)

che

ci

riempie di ammira-

dolore della coraggiosa ed eroica giovinetta Nullos... impios deos, nlls dvtsi effonde nel ritmo ns, me aliud infelicibus pcecibus invocavi, quam ut 6unc
:

Qui

optimum pattern

tu,

Caesar, vos, patrs, srvactis

inc-

lmm. Sic gemmas et vestes et dignit tis quomodo si sngunem et vtam ppsctssnt. Attraverso
insignia dedi,
le

clausole

ampie, lunghe,
dell'

si

sente

il

respiro mesto,
Il

1'

afsi

fettuosa

generosit

innocente fanciulla.

discorso

chiude con una frase {Mescit tamen misevrimus pater;

et si

crimen
e ci

est,

sla deliqui), in cui la forza dell' accento che


1'

batte suir o e

eccellenza della clausola avvolgono di luce


fiero,
il

fan

vedere, pi bello e pi

volto della giosi

vinetta. Alla dignit delle espressioni,

ben

adegua

la

so-

lennit austera del ritmo.

La

figura
al
,

di Trasea

ritorna,
la

come un

raggio di sole
ci

che volge
agghiaccia

tramonto e

cui

scomparsa

addolora ed

proprio nell' estrema pagina degli Annales parole che egli pronunzia son piene di uma(e. 35). Le sembra quasi di ascoltare la voce solenne e grave nit
;

di chi voglia iniziare

un altro ad un mistero

Libamus...

'

O. e,

voi.

1,

p.

332.


lovi
lbi^ rotri.

lS

et

Speda, iuvenis ;
silenzio.

cnien quidem

dl

pril

fibCnt.

Parole che dovettero scandire, lentamente,


Poi
il

re-

ligioso e vasto

ritmo

si
;

fa

pi ampio, ac-

la tigura di Trasea un ultimo, eterno bagliore ceterum in ea tempora natus es, quibus firmare animum expeJiat constanti bus xmps. Abbiamo dunque cercato di spiegare la persistente

quista una certa vita, un certo calore


brilla di
:

classicit del ritmo dei discorsi diretti nell' ultima parte degli

Annali, basandoci

sulla

concezione
in

che
1'

informa tutto

il

nostro saggio, che, cio,


il

ritmo un elemento

nasce

Tacito,

espressione

di

cui

dalla psicologia.
di Peto Trasea,

Dal discorso

di

Galba a quello
1'

molto

cammino
sati

stato percorso. Tanti discorsi diretti sono pasil

attraverso
ci

nostro esame,

ciascuno

siamo proposti

di cogliere

uno diverso dall' altro. In un motivo umano,

che giustificasse, quasi, o per lo meno ci aiutasse a capire motivo per cui il personaggio si esprimeva in quella il particolare maniera. Dall' analisi emerso chiaramente il
carattere
d' interiorit

dei

discorsi diretti tacitiani.

si

la forma classica delle ultime orazioni si adegua perfettamente all' indole del personaggio, ai concetti che esprime, al momento storico ed umano in cui parla. Tacito rappresenta con arte, ma anche con una certa

concluso che

fedelt storica,

le

sue figure. Tacito storico

si

illumina del

molto pi di quanto non si creda. L' arte diventa, in Tacito, elemento di verit. Qui ci sarebbe tanto da discutere. Ma non nostra intenzione uscire dai limiti propostici. Abbiamo voluto soltanto riferire una delle conclusioni alle quali ci ha condotto il nostro studio sullo
Tacito
artista
stile

e sul ritmo dei discorsi diretti.

Capitolo VII

STILE E RITMO NELLE DESCRIZIONI MUSICALIT DELLA PROSA DI TACITO

Abbiamo rimandato
mento
alla fine,

la

trattazione

di

questo

argo-

quasi, del

lavoro,

perch
pi

qui possiamo

considerare, da un punto di vista

elevato,

quanto
punto,
ripetersi
in

stato finora oggetto della nostra indagine.


In

fondo,

si

son

fatti

rilevare,

sino a

questo

alcuni atteggiamenti
ci
si

stilistici,

che col loro costante

aiutano a scoprire
manifesta.

la

psicologia dell'autore che

essi

Lo studio della variatio ci ha portati alla conclusione che Tacito d, di solito, peso alla forma variata, ponendola in luce nei vari modi che si sono mostrati. Esaminando discorsi indiretti, abbiamo posto 1' attenzione su alcuni ritorni costanti di determinati schemi stilistici e ritmici, col ripresentarsi del medesimo motivo psicologico.
i

Anche
lascia

nei

discorsi

diretti,

come

s'

osservato,

Tacito
e varia
estende,

un'

impronta
al

l'uso delle clausole

in

netta
il

della

sua

personalit
si

concetto della variatio

quindi,

anche
,

ritmo

a seconda del personaggio che

parla, ecc.

C
formali
trante.

insomma,
interiore,

questa prosa di Tacito, che


legge,

si

vor-

rebbe ritenere
solo legge
i

ribelle

ad ogni norma, una

che non

ma

si

esplica

in

certi

atteggiamenti

quali

non sfuggono ad

un'analisi attenta e pene-


Vorremmo
cito,
le

170

prire e fissare alcune

ora procedere oltre; arrivare, cio, a sconorme che regolano la prosa di Tafermandoci, sostanzialmente, alla parte che riguarda

descrizioni. Cosa, questa, sinora intentata, anzitutto persi

ch

falsamente
sia

creduto
e

nostro storico
positive
s'

aritmica,

a priori che la prosa del poi perch a conclusioni

non

si

pu
il

arrivare se

non

si

forniti, oltre che,

pazienza e di teCicerone non difficile il periodo ciceroniano si pu facilmente scomporre e ricomporre. dilicile invece cogliere l'essenza di un fenomeno che cela le sue origini nell' anima dello scrittore, qual' appunto il caso di Tacito, Dal punto di vista tecnico, diciamo subito che uno degli elementi fondamentali del ritmo in Tacito il paralintende, dell' indispensabile intuito, di

nacia. Scoprire

ritmo

in

lelismo. Tacito, l'autore vario per eccellenza, usa

il

paral-

lelismo molto pi spesso di


riferisco soltanto
e'

quanto non
dei
di

si

creda.

Non mi
numero

alla

collocazione
di

vocaboli. Spesso

corrispondenza

quantit,

accento, di

delle sillabe.

Quando
la

vuole,

Tacito sa essere simmetrico:


serve ad esprimere qualcosa.

quando

cio
la

simmetria

Ma
non
alla

tecnica, in Tacito
fine

lo

mai

a se stessa

abbiamo gi avvertito mezzo col quale autore


1'

cerca di raggiungere un effetto psicologico. Coerentemente

concezione che
risaliti

ispira

tutto
alla

il

nostro lavoro, siamo


Nel regolare
visto affio-

perci
rare

dalla

tecnica

psicologia.

ritorno degli stessi


i

elementi

tecnici,

abbiamo

medesimi motivi sentimentali. Qui si scorge chiaramente la caratteristica e l' impostazione della nostra ricerca. Si parte sempre dall'osservazione diretta di un fatto stilistico o ritmico si penetra nel contenuto, nel significato spirituale ed umano del brano
;

il

ripetersi

di

quel

fatto

stilistico

o ritmico

nelle
ci

stesse

circostanze spirituali, costituisce una legge, che

consente


di

171
di

Studio della forma,

penetrare

nell'

anima

Tacito.

dunque, e studio dello spirito procedono di pari passo. Tacito, che costante nell' uso di alcuni procedimenti tale non meno nell' uso di stilistici (ad es., la variatio), alcuni procedimenti pi propriamente ritmici. Nel corso della nostra ricerca, avremo spesso occasione di servirci di termini
tolti

al

linguaggio

musicale

insisteremo sulla musicalit

della
si

prosa di Tacito.

Non

una

tssazione, la nostra,

che

possa aggiungere a quella

del Fabia, circa la fonte unica,

o a quella del Courbaud,

quadro. Un insigne studioso di Tacito, il Marchesi, scrive* che "nella rappresentazione artistica qualunque sia il mezzo tecnico che la esprima la vita data da tutti gli elementi sensibili dell' immagine e dell' armonia per cui nella parola ci sono colori e nella pittura le sonorit e da per tutto e' la musica, quando
riguardo
al
*

ci sia

l'arte

Non

una fissazione, dicevo: una realt. Cercher

di provarlo.

Ho premesso

il
il

poc'anzi che uno degli elementi del ritmo


simultaneit delle azioni
Nist.

parallelismo. Tacito se ne serve, a volte, per esprimere


la
:

succedersi rapido,

40

diseda plebe, pvoculcato senatu, kuces acmis, rapidi equis;


II

29

in,

ipsum invadunt, saxa

iaciunt,

fugienfem sequunAn. XII 34 in. Ad firmare animos

tur ; 22 subcuit muros, instruit aggerem, moli tur portas^;


III

33 abdita scrutari,

defossa eruere

6oc gentium ductores circumire


^

tortari,

(o.

c, p. 307). a proposito dei libri del Fabia giustamente il Marchesi riconosce che il Courbaud " quello che fin ora ha esaminato con pi profondit, finezza, intelligenza, lo stile di Tacito ; che ha saputo meglio analizzarlo nei suoi elementi grammaticali e stilistici, e ripresentarlo in una totalit di arte e di spirito (o. e, p. 308). ^ Cfr. o. e, p. 274. ^ Per r insistente ripetizione del verbo, all' inizio dei singoli membri della frase, cfr. V utile studio dell' Andresen De vocabulorum apiid Tacitum colil

Cos pensa
del

Marchesi
(o.

(o.

e) e

Courbaud

c).

Ma

locatione, Berlin

1874, pp. 2-3.

172

minuendo metu, accendendo spe


vincialium
tercipit

XV

liquas legiones pr ripa Hupratis locai,

Atque interim retumultuariam pcomaniptilos


Misi.
I

manum
signa

armai,
;

fiostiles
l

ingressus praesidiis in-

[scii,

Corbiilo]

An.

69

(Agrippina)
temptet
;

interrisat,

adeat,

lacgitionem

80

tempus in suspicionem, causa in tumultum evoluii.


Talora
Misi.
11
il

in ccimen, affectatio quietis

parallelismo rende

la

visione

piij

compatta:

'2i>

in.

densum legionum ogmen, sparso auxiliorum


i

manus. Sono,

questi, direi,

casi pi semplici di

parallelismo.
effetti

Ma

Tacito se ne serve, assai

spesso,

per

ottenere

ben pi profondi, per esprimere la musica della sua anima. L'abbattimento, la demoralizzazione dei vinti, la situazione critica in cui si trova l'individuo o la massa, il dospirituali lore, la tragedia dei singoli spirituali

o dei pi

tutti

questi

momenti
il

sono

stati

ritratti

dall' arte di

Tacito mediante
triste,

parallelismo.

E
di

la stessa

voce, insistente,
tanto
si

uno
la

stesso

tocco che
calit

tanto

in

risuona

nell'

opera
il

dello

storico. In questi brani

ammira maggiormente
Tale musicalit

musi-

della

prosa

tacitiana.

risultato

che esamineremo. A volte, Tacito raggiunge corrispondenze quasi perfette di quantit e di accento An. I 65 f. Ncque is miseriarum finis : strundm valium, p e i e n d s a g g r amissa magna ex parte per quae g ri t r humus aut e X ci d t r e ~e s p s ; non t n io ri a ma ni p li s non fomenta saucs : infectos coeno aut cruore cibos dividentes, funestas tenebras et tot fominum milibus unum iam reliquum diem lamentabontur : dopo le frasi brevi, spezzate, dalla cadenza monotona, la frase lunga che col suono prolungato delle a riassume, quasi, tutto lo sconforto espresso precedentemente. Per il valore ritmico dell' accento, giova ricordare
di diversi elementi,
:


anche
Hist.
Ili

173

in

31

maestum inermium agmen deiedis

tercam oculis sequebatur. Ciccumstitecant vidores et primo ingerbnt protra, intentbnt idus. Da notare qui la gra-

dazione del suono {ingerebant... intentabant) e, inoltre, il duro iato maestum inermium agmen che si pub avvicinare a questo di Nist. IV 62 silens agmen et velut longae exela circostanza spirituale quiae, notato dal Courbaud
*
:

identica.

Parallelismo,
Ili

variatio,
sauciis,

chiasmo s'intrecciano
semineces

in

Hist.

28

f.

Integri

cum

cum

expirantibus

volvuntur, varia pereuntium forma et


I

omni imagine mor-

64 t cunda pariter Romanis adversa : locus tium e An. uligine profunda, idem ad gradum instabilis, procedentibus lubricus ; corpora gravia lorids.
tra

altro del parallelismo, o Talora, tra un membro e due o pi coppie di frasi parallele. Tacito interpone 82 Poster una breve frase, una notazione rapida: Hist.
l' I

die velut capta urbe

da u sae
p
l

do mu s

rarus per vias


iniziale

populus,

maest

e b s^;

99 Longe alia profidscnts

ex Urbe Germnici xrdts species (l'armonia data dal succedersi dei eretici^): non vigor
^

corpo-

O. e, p. 283. Segue deiec'i In tercam militum voltus ac plus trstltiae qtiam paenitent'.ae : da notare il valore e 1' efficacia dell' ellissi. * Una suggestiva atmosfera musicale creano eretici anche nel commovente brano di Hist. Ili 67 ferebatr lcttcu'. pcvls flis velut in fnebcm pmpm. Cretici uniti a spondei troviamo in Hist. lY 2 lngs ddttdrum rdo saeptus rmatis per rbem incsstt, nemo spplici vlt, sed tristes et truces et adversum plausus ac lasclviam insultantis volg.i immobiles. In An. I 40 :. l'armonia data dall'eco delle vocali: fncedebat muliebre et miserbile a g m e n, protuga ducis uxor, parvulum sinu f i l i u m gerens, lamcntantes circum amicnrum coniuges, quae simul trafebantur ; nec mlnus tristes qui manebant. Penso ad Aen. II 453 ss., brano bellissimo e commovente, nel quale si nota, oltre che il valore umano e la sfumatura sentimentale
*
:
i

della
relicti

variatio

linguistica
:

(IJmen... fores... pervius

usus

tectorum...
:

postesque

a tergo

c'
la

un continuo, meraviglioso crescendo

questi luoghi

sem-

brano animarsi),
si

musicalit prodotta dal ripetersi dello stesso suono, inin-

terrottamente, alla fine di tre versi: manebat... solebat... trafiebat. Anche qui pu vedere rinfluenza musicale che Virgilio ha esercitato su Tacito. A mostrare gli effetti che T. ottiene mediante la corrispondenza dei suoni, si potreb-

174

ci b u s non arder a n i m i s ; lentum e! rarum agmen, fluxa arma, segnes equi... Accedebat 6uc Caecinae a m b i t i o u e t u s tarpar r ec e n s Una frase ininiale, un parallelismo, una frase tinaie troviamo in Nist. II 12 Nan Italia adiri nec loca sedesque patriae videbantur : tamquam extema litara... urere vasta re capere ...Pieni agri, apectae domus;occursantes domini... circumueniebantur. C' una corrispondenza musicale videbantur... circumveniebantur. Il suono pesante dell'a caro a Tacito, che ad esso affida, in genere, l'espressione di qualcosa di doloroso un accordo grave, che di tanto in tanto si fa sentire ', II parallelismo, nell'esempio sopra citato, quasi un ponte di passaggio cfr. Hist. II 70 f. Valgus quoque militum... recognoscere, a g g e re m a r ma r u m strues corporum intueri mirari; et erant quos varia sors rerum lacrimaeque et misericordia subirei : brano ispirato linguisticamente a Virgilio {Sunt lacrimae rerum... Aen. 462), Si direbbe che a Tacito interessino soprattutto questi ultimi [et erant quos...) che, con uno dei suoi soliti finali, distacca quasi
,
. :
:

Poco pii sopra, nello stesso capitolo, cos ci descritto faedum atque atrox spectaculum del campo di Bedriaco intra quadragensimum pugnae diem lacera carper, trunci artus, putres virarum equorumque formae,
dagli
altri
'.

aveva

il

infecta

tabo

fumus, protritis

arboribus ac frugibus dira

bero recare innumerevoli esempi vieti vietare sqtxe... cfr. Hist. II 45 Tum misera laetiti detestantes ; 87 (Vitellius) gravi urbem a g m i n e petebat; Atl 161 Medio campi a l b e nt l a ossa etc. Circa la sensibilit dell'orecchio latino " l'alternance et la proportion des lments vocaliques et consonantiques cir. Marouzeau Tralt de StsUstique latine, Paris 1946, p. 20: si legga tutta la prima parte, dedicata ai suoni (pp. 1-86). ' Cfr., esempio molto significativo, An. VI 35 lamque et Albani HiberQue prensare detrudere, ancipitem pugnam fiostibus tacere, quos super eques
:

proploribus vulnerlbus pedites adflictabant. * Tacito fa anche notare la diversit tra 1' atteggiamento dei soldati, dinanzi ai cumuli di cadaveri, e quello di Vitellio: At non Vitelllus flextt oculos nec tot mllla insepultorum civium exfiorruit : laetus ultra et tam propinquae sortls ignarus instaurabat sacrum dis loci.
et


vastitas.
ci

175

tecnici,

Questo brano, quanto all'uso dei meEzi pensare un po' ad Agv. 37. fa Anzitutto, ci colpisce l'unione di termini che

si

corri^

spondono nel numero delle sillabe {lacera corpora, tranci dopo questo stretto parallelismo iniziale c' come avtus)
;

un

distendersi,

stantivi, sin

un allargarsi dei rapporti tra aggettivi e soche si ritorna all'uso di parole aventi lo stesso
{arbonbus...

suono

finale

frugibus)

la

stessa

quantit

{fcgbs
la

dica

vastitas). Qui

l'arte dello scrittore

eccelle principalmente per la maniera in cui

sensazione di qualcosa di vasto e d'

infinito,

ha saputo darci mediante

r eco dei

omissione del verbo. Sentiamo, che e' nel brano qualcosa d'invoce completo, di sospeso, di vago, e perci d' infinito. Agli esempi ricordati, si pu aggiungere quest' altro,

due

eretici e

1'

nella lettura a

alta,

riguardante
pi
loci

la fine di Vitellio {Hist. elle Historiae:

Ili

84).

i t

tra

brani

commoventid
;

Terrei solitudo et tacentes

v acu i s ; fessusQue misero errore et pudenda latebra semet occultans

temptat

ci a u sa

fi

o r re se

ab lulio Placido... prtr5itr. La stessa conformazione ritmica (parallelismo racchiuso entro due frasi) ritorna immediatamente dopo: Vinctae pone tergum manus ; laniata
veste...

ducebatur,

multi s increpantibus, nullo


deformitas exitus misericordiam abstu-

inlacrimante:
lerat.

lismo

Qui appare chiara la funzione musicale del paralle un accordo pi basso, che stacca la visione e
:

prepara

il

finale.

Lo schema
obtruncant
dentes
Interim
;

lo stesso,
Hist.
I

ma
SO
f.

il

significato

del paralle-

lismo diverso, in
equis

Resistentem...

tribunum...

rapta arma, nudati


Parasmanes...

g l a d i i ; insiurbem ac Palatium petunt; An. VI 34 in.


incessere
:

Oroden...

adacqui-

'

iato,

fra l'aggettivo e

il

sostantivo. Cfr.

altri

esempi pi

su, p. 173.

n
.

tare
e a s
t

176

ac saepe
.
.

infensare pabulo;
Tacito

cingebat.

A
delle

mostrare

come

ami creare,

per

cos dire,

tono minore, significativi sono gli Hist. IV 62 Revolsae imperatorum imagines... fulgentibus fiinc inde Gallorum vexillis; s i l e n s ag me et ve ! u t lo n g a e e xe qui a e ; dux Claudius Sanctus... 25 //// quotiens ingenio debilior\ e, ancor pi, di An. oculos ad multitudinem rettulerant, vocibus truculentis strepere, rursum viso Caesare trepidare ; mu r m u r i n ce rtum, atrox clamor'* et repente quies; diversis animorum motibus pauebant terrebantque. Caratteristico il brano di An. XI 31, gi da noi ricordato altrove, ma che ora c'interessa per la sua struttura At Messalina... simulacrum vindemiae... celebrabat. U rf l u e re l a e u s ; et feminae pellibus g eri p ra ela

zone esempi di

di silenzio, in

accinctae adsultabant.
Diversi
tipi

di

costruzioni

parallele

si

noti

come

queste esprimano sempre un motivo doloroso


in

ricorrono

Hist.

II

12

f.

...sed

primo impetu coesi disiectique mon-

collectis, non castra, non ncque in Victoria de e u s um An. VI 19 lacuit esset ncque in fuga f ag inmensa stroges, omnis sexus, omnis a e a s non cremare... non continger e^; XVI 13 in.

tani,

ut

quibus temere
noscitantibus

d u ce

i t i

...

Tot facincribus
vis pestilentiae

depopulabatu
volta,
il

foedum annum... omne mortalium genus co rr... Sed do m u s

Ancora una
Per
il

motivo

deli' inferiorit

bene espresso attraverso

1'

ellissi. '

chiasmo ottenuto mediante la colIocaEione dell'aggettivo, cfr. Ane, p. 21. ^ La descrizione va letta interamente, per notare la compartecipazione sentimentale di Tacito a quanto descrive. Anche qui non manca il solito verbo

DRESEN

O.

dal

derai sortii fumanae miseratio arcebatur.

suono pesante (adsectabantur) e commercium

la riflessione finale

dello scrittore

-.

Interci-

vi

metuf,

guantumque

saevitla gliscecet,


poribus
pi e
vacua...
e

177

non
f u ne rib u s coma e fa s' perfculo detieni, saepe

Kan

b a n tu r.

m Non
i
:

Itinera
,

se X US,

dum ad s ide nt
cremabantuc

dum

eodem rogo
bantur...

cremabantuv.

depopulabatur... comple-

la musica,

che gi
Ili

conosciamo,
75 ex diverso

cara a Tacito, gli accordi tristi, che non Hist. nelle ultime pagine degli Annali ^
;

mancano anche

trepidi milites,

dux

segnis...

non lingua, non aur regi,

bus
re
,

competere; ncque alienis consiliis

ncque sua
r

ex-

pedire.

Huc

illuc...

circumagi,
t

qua e
i

i
r

se

v e ta-

q u a e
ci

v e

mox...

mn

e s
et

pr (Te
In
ai

pre,

ne mo

qui;

postremo...

fugam
i

fallendi artes circmspctbnt.


rischi An. XII 20 vengono prospettati a Claudio incontro con un' azione di guerra si andrebbe
:

quali

sed disserebatur centra suscipi bellum

avio itinere,

hoc reges feroces, vagos populos, solum frugum egenum, t a e d i u m ex mora, periculaex p r o p e r a nt i a... Tiberio ci rappresentato in preda a molte e varie preoccupazioni, in An. I 47 Multa... et diversa angebant: validior per Germaniam exercitus, propior aput Pannoniam ; ille Galliarum opibus
subnixus,
file

inportuoso mari; ad

Italiae

imminens^.
spirituali,

Analoghe
stessi

situazioni

dunque,

rese

con
in

gli

mezzi espressivi. Ecco

come

Tacito descrive,

due

' Oltre al motivo rilmico-musicale, anche vocaboli si ripetono. Cfr. ancora An. I51 Non sexus, non aetas miserationem attulit. * Una serie di parallelismi, usati con lo stesso significato che stiamo notando, troviamo in Hist. I 68 in. ////... in periculo pavidi... non nascere, non o e d i n e s s e q u i non In consulere. xi 1 1 o s u m... p r o e 1 1 u m, intuta o b si d i o... fi i n e C a e e l n a... inde R aet i e ae aloe e III 30 in. Ac cursus nova labocum facies: ardua urbis o e ni a, saxeae turres, ferrati p o rt a ru o b i e e s,
i

arma

unum

l i

m quod defensorlbus auxiu m o b multitudlnem, obpugnantibus incitamentum o b p r a e d a m ecat.


vibrans
tela

miles, fcequens...

poputus...

"

Cfr.

il

commento
stile in

stilistico

e ritmico

di

questo brano

nella

mia me-

moria Ritmo e

Tacito, pp. 28-29.

12

A. Salvatore

Stile e

ritmo in Tacito.

178

luosjhi diversi, atti di libidine e di crudelt

Hist.

Ili

53

in.

Non dignitas, non aetas


stupra caedibus, caedes
;

protegebat quo miniis s t u p r i s miscerentur ;

83 Saeva ac deformis urbe tota facies ( il solito tocco iniziale poi comincia la strana, lugubre cantilena, con cui lo scrittore manifesta il suo ripugnante disgusto), alibi proelia et volnera, alibi balineae popinaeque ; simul cruor et strues corporum, iuxta scorta et scortis similes ; quantum in l u X u r i o so olio l i b i d i n u m quid,

quid
L
ritratte

in acerbissima

captivitate
ritmici
in
,

ce
II

e r u m...

lascivia e l'infingardaggine di capi e di soldati

son

con

gli

stessi

schemi

Nist.

95

in.

Sed

miles...

non principia no s ce re

non servare
agere dieque
critica:

g i l i a s ...: per inlecebras urbis... animum libidinibus imminuebant... e III 76 Praeerat... Apollinaris remigibus, V
i

lascivia socordiaque... similes.

non
fluxi...

nt u t a

moe n

Non v g m firmare:
i

i l i

noctu

de bello tantum Inter convivia loquebantur.


cortei diversi,
in.

Due
Misi.

in

un'analoga situazione
et
I

IV 62

Legio sexta decuma...

transgredi iubetur...

quale
arbitrio

i II u d iter? qu i s d u x v i a e? eorum, quos... dominos fecissent ; An.

omnia

in

41

Non

flo-

rentis Caesaris
facies...^

ncque

suis in castris, set velut in urbe vieta

Progrediuntur
s ?

contuberniis

quis

il le

fle-

bili s so n u

centurionem
ad
'

quod tam triste ? feminas inlustres, non Pergere ad tutelam, non m i l i te m


...

Trevi ros et externae fdei^.

noti r armonia di questa frase, ottenuta mediante il lungo ripetersi termine di quattro parole e il corrispondersi del numero delle sillabe brani, le ellissi (et omnia...; in velut, urbe e vieta. Efficacissime poi, in entrambi feminas...), che lasciano le frasi in una sospensione che fa pensare. * A questo brano han rivolto particolari cure filologi. Essi hanno trovalo strano il quod, sostituendovi quid (v. l'apparato critico nell'edizione del Lenchantin); altri ha sentito la necessit di aggiungere qualcosa a triste, Em. Jacob iter, il Novak, seguito dal Fuchs {Tacitus, /Inna/e?, Frauenfeldae 1946, Voi. I, p. 23), agmen. Io penso che triste pu ben avere lo stesso valore sostantivale di An. XV 34 in. e che quindi l' espressione Quod tam triste
Si

di is a!

179

Ritmo, dunque, e musica dell'anima S Abbiamo sin qui passato in rassegna, e sobriamente commentati, alcuni brani, nei quali si son visti impiegati gli stessi

mezzi espressivi, per


varii
1'

la

rappresentazione di

situazioni psicologiche analoghe.

Ora vogliamo mostrare


tali

come

lo scrittore

uso di

mezzi espressivi, per


vuol Tacito farci

ritrarre situazioni, sentimenti

diversi

Gioia da un
sentire in

lato, tristezza dall'altro


in,

An.

65

Nox per
cantu

diversa inquies,

cum

bar-

aut truci sonore subieda vallium ac resultantis saltus complerent (si noti il succe' termini pieni di suoni chiari che si distendono dersi di
bari festis eputis, laeto

prolungatamente

J^
vo

aput

Romanos invalidi ignes,


atque ipsi passim adiacerent insomnes magis quam pervigtiles;
si

interruptae
nella

ce s

vallo, oberrarent tentoriis,

sicale degli
si

seconda parte del periodo, esempi precedenti,


tradurre,

rientra

nel solco

mu-

lasciando il vago che nel testo, " quale s grande triAltro scandalo ha suscitato et externae fidei ; e' chi ha aggiunto, tra externae e fidei. trad; lo Halm pone et tra parentesi uncinate; FUCHS completa l'espressione con l'aggiunta di committi. Il Nipperdev comil menta: " d. h. Hu Leuten von auslandischer Treue . SostanHialmente, questa la spiegazione pi esatta; ma bisognerebbe aggiungere per meglio far comprendere come non sia proprio il caso di modificare la lesione dei codici che ci troviamo qui dinanzi ad un fatto stilistico tipicamente tacitiano, qual' la coordinazione di un concetto astratto ad un nome di popolo. anche questa un' espressione densa di significato, volutamente lasciata da Tacito vaga, indefinita: qui la brevit diventata poesia.
steHsa
.

pu

^ L'espressione mi stata cortesemente suggerita dal prof. Gino Funaioli, al quale ho avuto la fortuna di leggere qualcuno di questi esempi, quand' erano ancora sotto forma di appunti, e che pubblicamente ringrazio per il gentile assentimento dato a questa e ad altre idee contenute nel presente

saggio.

Degne di meditazione sono le parole del Diderot (Ceuvres. XIV, 429 natura del ritmo: " Qu' est-ce donc que le rhytme ?... est 1' image mme de 1' me. Le sentiment se plie de lui-mroe 1' intnie varit du rhvtme. Ce n' est pas 1' oreille seulement, e' est 1' me, d' oi elle est mane. que la vritable harmonie s' adresse (cfr. Croce La poes'a, Bari 1946, p. 545). Croce stesso aveva gi osservato (o. e, p. 102) che " Platone e Agostino, II Erodoto e Tacito, Giordano Bruno e Montaigne non sono a rigore traducibili, perch nessun altro linguaggio pu rendere il colorilo e 1' armonia, il suono e il ritmo dei linguaggi loro propri .
'^

sulla

Cfr.

Ritmo e

stile

in

Tacito, p. 32 e nota

ivi.


Anche
un
IH

ISO

si

della sonorit

delle parole Tacito

serve per

fine psicolos^jico.

IS

in.

Ad

Lo stesso fenomeno si Quarhim a Cremona lapidcm

ripete in Hist.

fulscce

legio-

num

signj I^apacis aiqne Italicae, laeto inter initia equitum suoriim proelio Ulne iisQue provecta (frase che si le^j^e
d*
;

un fiato, sen^a intoppi ritmo cambia subito Sed ubi fortuna contea fuit, non l a x a re o rd i n e s, non re e i pe re t u rb at o s, non o b v i a m ire... Un contrasto netto tra motivo dei vincitori e quello dei vinti, si nota anche in Hist. Ili 84 Eo intentutto
il

dopo).

il

tius victores... cuncta... admovent, testudinem tormenta aggeres facesQue, Quidquid tot proeliis laboris ac periculi

fausissent,
Vitelliani...

opere

ilio

consummari

clamitantes...

Cantra

inquietare vieto riam, mora ri

a-

ce

domos arasque cruore foedare suprema


amplectebantur^
i

viclis so-

lacia

Tacito distinc[ue nettamente


diante un espediente
fermati
:

vincitori

dai vinti me-

ci siamo sofLa sua attensione rivolta a questi ultimi: Hist. Ili 82 f. Pro Flavia nis fortuna et parta totiens Victoria Vitelliani despera ti one sola ruebant et, quamquam pulsi, rursus in urbe congregabantur: c' una significativa corrispondenza di suono col finale di Hist. II 44 f. His cogitationibus truces aut pavidi extrema d e speratione ad tram saepius... stimulabantur. Tacito conserva questa sua capacit di distinguere,
stilistico

sul

quale gi

l'ellissi'.

con
di

la

sua prosa, situazioni diverse, anche nelle descrizioni


in

cose naturali, qual' quella della tempesta


:

An.

II

25.

Inizio sereno, suoni dolci, termini poetici

Ac primo
aut velis

plain-

cidum aequor
pelli
;

mille

navium remis

strepere

poi

la

tonalit

improvvisamente cambia:

mox

atto

'

Cfr. An.

67 Quod

si

fugerent,

p
;

u r

s i

va

profundas..

palud
*

^aevitiam fiostium superesse Cfr. qui, pp. 106 ss.


e
s
,

at vlctodbus decus glorlam.

ISl

nubium globo effusa grande, simul vadis undique procellis...^ ptospectum a d i m e re regi me n inpedi r e ... Ritorna poco dopo sentimento poetico
il

espresso in lingua

e,

con

esso,

Omne
tatis...

defiinc

caelum

et

mare omne
il

un ritmo musicalissimo in austrum cessit*. Ri:

tornano

le difficolt,

ritorna

parallelismo

Quibus... vi-

non

a d fi a e re re ancoris,

non exfaurire
ed evidente
in

inrumpentis undas poterant^.


Il

parallelismo

ancora
in

piti

stretto

un'altra descrizione di tempesta


tica

70:

pi pesante,

meno poe-

che

si

leige

An.

Et

opplebantur

incerta ab so lidi s, brevi a a profundis. Sternuntur f lue ti bus, iauriuntur g u r g it i b u s Permiscentur... manipuli, modo pectore, modo o re tenus extantes... nifil strenuus ab ignavo, sapiens ab inprudenti, Consilia a casu differre cuncta
terrae

eadem... facies, neque discerni poterant

...

pari violnta invlvbntr*. Tutta


entro

la

descrEone chiusa

questo

cerchio musicale

-.

et opplebantur... involve-

bantur.
Il

parallelismo, ani,

una

lunga

serie

di

parallelismi

danno un tono concitato all' ampia visione con cui si aprono le ffistoriae (e. 2): Opus adgredior opimum ca s ib u s a t ro X p ro e l i i s d is co rs se d it i o ni bus... prosperae in Oriente, a d ve rs a e in Occidente res... P oli ut ae caerimoniae, magna a d u 1 1 e r i a ; plenum e x i l i i s mare, i nfedi e ae d ib u s scopuli... Corrupti in d o mi no s
,

Si

noti,

in

quest' inizio della descrizione, la tendenza a far uso di iper-

navium remis... atro nubium globo... variis undique procellis e, pi innanzi, immenso nubium tractu), che inorandiscono la visione. * In Hist. II! S3 cedo riferito a spolia in An. 1 ad arma. Anche finale (equi... praecipitantur, quo levarentuc alvei manantes per latera...) ispirato a Virgilio, Aen. 122 ...la.xis latecum compag.ibus omnes Accipiunt inimicum imbcem rimisque faHscunt. * La serie dei parallelismi continua pi innanzi Pemoctavere si n e ut e n si li b US, si ne igni; poetica la chiusa Lux ceddidit terram.
bati {mille
; I il I
:
'


servi, in p a tro n o
pressionante.
s

IS!

visione
l'

liberti. E una
che
si

im-

Son

tanti

quadri

presentano,

uno

dopo l'altro. Poi. d'un tratto, lo spirito di Tacito sembra per un momento placarsi. Egli, serenamente, oggettivamente, et che guarda quel che di virtuoso e di buono olifre
1'

da

storico indaga. La sua

ammirazione per
1'
;

la

virt

vibra

andatura vertiginosa ha un attimo di sosta: il momento della contemplazione (e. 5): Non tamen adeo vidutum sterile saeculum, ut non et bona exempla prodiderit. Co mi t at ae p ro fu g o s l ibe r o s m a t r e s s e e u t a e m a r i t o s in e x i l i a co n i u nella

dolcezza del periodo

propinqui audentes, constantes generi... supremae g es clarorum virorum necessitates, ipsa necessitas fortiter tolerata et laudatis antiquorum moctibus pares exitus. 11 ritmo
;

si

allargato

e'

stato

come un

respiro. Poi, di

nuovo,

Tacito sembra riportarsi allo stato d' animo iniziale, quando descrive i prodigi che sconvolsero il mondo, e le stragi

numerose, per cui adprobatum

est

non

esse curae deis se-

curitatem nostram, esse ultionem.

La dolcezza che assume

la

prosa

di Tacito, nella de-

scrizione della virt e del bene, scopre un lato interessantis-

simo

della sua

alla nostra atfermazione,

umanit ^ Abbiamo trovato un'altra conferma che cio Tacito ha una musica in1'

teriore

espressione dei suoi sentimenti. con cui atteggia Sarebbe poco chiamarlo ritmo, questo musicalit,
:

che cosa pi

alta:
sia

ma

il

ritmo ne

costituisce la base.

questo

detto una volta per tutte

il

ritmo di

Siam messi. Tacito commenta musicalmente quel che sente e che pensa. Ecco come la scoperta della musicalit della prosa
Tacito, alla cui ricerca ci
di Tacito ci
l'

aiuta a intendere

meglio

la

spiritualit

del-

autore ^
'

Cfr. pi innanzi, p. 207 e n. 1. Questa conscia distribuzione di note musicali, per esprimere sentimenti e visioni differenti, proprio dei grandi artisti, di quelli pi dotati di umanit
*


sia

185

Sarebbe assurdo pensare che tutta 1' opera di Tacito pervasa sempre da guest' onda musicale. Sono brani

e di pathos.

Non
il

tore
tristi

italiano,

sar inopportuno citare alcuni brani di un illustre prosaManzoni, che ha, non meno di Tacito, il senso del valore

Il cap. 28 dei Promessi sposi, in cui si descrivono le conseguente della peste, sembra echeggiare, in moltissimi tratti, il ritmo mesto di tante descrisioni tacitiane. Si legga soprattutto il brano " Domati dalla fame, non gareggiando con gli altri che di preghiere, spauriti, incantati, si trascinavano per le strade che avevano per tanto tempo passeggiate a testa alta, con isguardo sospettoso e feroce, vestiti di livree ricche e bissarre, con gran penne, guarniti di ricche armi, attillati, profumati : qui, come in Tacito ttist. II 89, III 18, An. I 65 in., etc, c' una musicalit diversa, per esprimere stati d' animo diversi. Il Manzoni ha vivamente sentito anche l' efficacia espressiva dell' omissione del verbo centrale ; " Vestiti diversamente ... e diversi anche nell' aspetto cfr. pi innanzi facce dilavate... ma tutte affilate e stravolte... . Anche il Manzoni racchiude un membro della frase, pi breve, pi rapido, tra due, o pi ancora, di esten" sione maggiore. Cfr., sempre nel e. 28 E appena si vedeva una mano pietosa avvicinarsi alla mano d' un infelice, nasceva all' mtorno una gara coloro a cui rimaneva pi vigore, si facevano avanti a chied' aitri infelici der con pi istanza; gli estenuati, vecchi, fanciulli, alzavano le mani scarne; le madri alzavano e facevan veder da lontano bambini piangenti... . Quello frase centrale, in cui termini s' incalzano, il tocco pi doloroso di tutta la scena la visione di quelle " mani scarne vince ogni altra visione. In questo passo del e. 36 membri centrali, nei quali pi si addensa il pathos della descrizione, son due, racchiusi " da due altre frasi, all' inizio e alla fine Ed ecco arrivare il padre Felice, scalzo, con quella corda al collo, con quella lunga e pesante croce alzata pallido e scarno il viso...; a passo lento, ma risoluto...; e in tutto come un uomo a cui un di pi di fatiche e di disagi desse la forza di sostenere tanti necessari e inseparabili da quel suo incarico .

espressivo dei suoni.

-.

-.

Dalla tristezza degli uomini, alla tristezza della natura, delle cose. Non c'. tra r una e l'altra, nel Manzoni come in Tacito, soluzione di continuit. Entrambi vedono, nella natura, lo sfondo ai sentimenti degli uomini. Si leg-

gano le prime, bellissime pagine del e. 35 " L' aria stessa e il cielo accrescevano... r orrore di quelle viste. La nebbia s' era a poco a poco addensata... se non che... traspariva... la spera del sole, pallida, che spargeva intorno a s
-.

sfumato, e pioveva un calore morto e pesfugge il valore del parallelismo della corresponsione " Ma musicale. Cfr. pi avanti in quel luogo destinato per s al patire... s vedeva l'uomo gi alle prese col male... si centinaia e centinaia peggiorar precipitosamente... e, nel e. 34, " Cessato per tutto ogni rumor di botteghe, ogni strepito di carrozze, ogni grido di venditori, ogni chiacohiero di passeggieri, era ben raro che quel silenzio di morte fosse rotto da altro che da rumor di carri funebri, da lamenti di poveri, da rammaricho d' infermi, da urli di frenetici, da grida di monatti . Anche la prosa del Manzoni, dunque, ha una sua armonia, " tragica a volte, per ripetere l'espressione del Russo (commento a f promessi sposi, Firenze 1938, p. 536. n.). " Ogni qual' quella che avvertiamo in un passo, ancora, del e. 28 t mto
un barlume

fioco

sante. A nessuno

vedevan


pi profondamente umani,

184
in
la

l'

cui

intensit dei

sentimento
nei discorsi

ma^^iore. e pi vibrante
si

commocione. Allora Tacito

qui unit pieno lo abbiamo


diretti
l'

aftda al lins^uag^io della musica, cos

come
si

dello

spirito

tacitiano

coglie

in

visto ricorrere, in alcuni

momenti

di

alta ispirazione, al ritmo poetico.


Si tratta di

descrivere
la

miracoli di Vespasiano?
(///5/,

Ecco
11

l'andatura che assume primo periodo [Per eos

prosa di Tacito

IV

81).

menses... ostenderetur) ha una strut-

tura regolare; poi comincia il tono di miracolo: E plbe Alexandrina quidam oculrum tabe ntus genua eius advohltur, remedium caecitatis exposcens gemitu... pcecabatrque principem (ritorna la stessa cadenza dell' inizio) ut genas et oculrum rbes dignaretilr rspergre rs xccmnt. lius manum aeger... ut pede ac vestigio Caesans calca re tur, orabat. Vespasianus primo inridere, aspe mari ;
atq.ue...

modo famam

vanitatis metuere,

modo... induci:
(si

postremo... iubet... Medici varie disserere...


tnito descrittivo).

ritorna all'in-

da un

parallelismo:...
inriti

Caesarem.
ci si

Segue un discorso indiretto, caratterizzato denique patrati remedii gloriam penes ludi bri um penes miseros fore. Vespasiano
-.

si e

vedeva, anche di giorno, giacere o sdraiarsi... qualche velia vedeva uno cader come un cencio all'improvviso, rimaner cadavere sul selciato,. Dalla fosca vicenda ael
"

cielo e della terra... calata

descrizione, sopra riportata, in parte, del e. 35), alla descrizione della pioggia che sorprende Renzo appena passata la soglia del lazzeretto (e. 37). Siamo in un' atmosfera di serenit ; la mus ca della descrizione profondamente cambiata: " Renzo, invece d'inquietarsene, ci sguazzava dentro, se la godeva in quella rinfrescata, in quel susuri>, in quel brulichio dell'erbe e delle foglie, tremolanti, gocciolanti,

(Russo, o. e,

p.

665

n.

gravemente mi riferisco

sull'

animo e

il

corpo

degli

uomini

alla

rinverdite, lustre

metteva

certi

mento
s'

della natura sentiva


fatto nei
:

come

suo destino . ...andava Renzo verso casa sua... n^^n incontrando, dopo lunghi tratti di tristissima solitudine, se non qualche ombra vagante... o cadaveri portiti alla fossa, senza onor d'esequie, senza canto, senza accompagnamento . Siamo ricondotti col pensiero a Tacito, alle tante anafore dei non, dei sine, a quelle insistenti, martellanti ripetizioni che rendono, in suono, i momenti tristi della vita d&gli uomini.
era
del e. 33
'

larghi e pieni ; e in quel risolvipi liberamente e pi vivamente quello che Quanto diverso il ritmo di questo brano

respironi


esegue
il

1S5

ad iisum manus, ac
si

mandato
dies.

Statim conversa

caeco reluxit

Nel capitolo seguente (82)

si

narra che Vespasiano


sull'

reca nel tempio del nume, per consultarlo


periale.

impresa im-

Anche qui, inizio normale Altior inde... consuleret. la solita notazione. Poi comincia la frase musicale:
l'
:

arcr

tmpio
:

cuncts

ibt

(si

noti la lunga

serie degli

spondei

spira nelle parole un' aria grave di mistero). At-

que ingressus intentusque numini respexit pone tergum e pcimocibus Aegyptiorum nomine Basiliden, quem procul Alexandria plurium dierum itinere et aegro corpore detineri

6aud

num... opportuno ricordare anche

Percunctatur sacerdotes, percunctatur obvios, num...


ignorabat.
l'inizio del cap.

13 del

Evenerant prodigia, quae ncque 6ostiis ncque votis piare fas fiabet gens superstitioni obnoxia, religionibus adversa. Questo periodo e' introduce nelV atmosiera incantata, che avvolge la descrizione, che segue subito dopo /isae per caelum concurrere acies, r ut i l a nt i a arma et subito nubium igne conlucere templum. Sono visioni diverse, presentate mediante suoni diversi ad ogni visione appropriato il suono che la rende il suono dell' e, che inizia e chiude il periodo, esprime il suoni pi gravi rapido balenar della fiamma al centro, dell' a {rutilantia arma : si noti 1' assonanza) e dell' u {subito nubium). L' eco musicale continua Apertae repente delubri fores et audita maior fiumana vox^ excedere deos; simul ingens motus excedentium: questo stile e ritmo di mistero. Dinanzi al divino, l'animo di Tacito si commuove ^ Si
libro delle Historiae
:
: ;
:

* Cfr. Hist. IV 83 in. (anche qui si parla di una visione miracolosa) oblatum per quietem decore eximio et malore quam fiumana specie iuvenem...

"

Egli (cio
la

Tacito)

ama
idee

ricercare e descrivere nello

spirito

d' indi-

vidui e di folle,

potenHa

dell' ignoto,
po'.iticfje,

con una vivezza che


morali e religiose
di

lo avvicina ai

Vico
1921,

(cir.

Arnaldi Le

Tacito,

Roma

p.

4).


pensi a certi
il

IS

capitoli della Germania '. Deve aver avuto profondo e vivo senso del divino, del mistero della divinit, chi ha saputo renderlo in forma cos suggestiva e, dirci, ammaliatrice. Non sono descrizioni comuni, queste ma rivelano un carattere profondamente psicologico. In An. .XIV 10 Tacito ci descrive rimorsi che tormentano r animo di Nerone e lo rendono inquieto, dopo il
; i

matricidio

Reliq.uo

noctis

modo per

silntm dfixs,

saepius pavre xsrgns et mentis inops, lucem oppecie-

batur
Si

tamquam
parla poi

exitium allaturam.

dtW

adulatio dei centurioni e dei tribuni:

Amici definc adire tempia, et... laetitiam testaci. Ipse diversa simulatione maestus et quasi incolumitati suae infensus ac morti parnts illcrmans. Simulazione di uomini, ritratta coi soliti mezzi dello stile di Tacito. Ma la voce terribile della natura che non d tregua al turbamento di Nerone. Le parole di Tacito hanno qui una collocazione e un suono particolari. Suoni ampi, prolungati: obversabaturque maris illius et litorum gravis aspectus (et ^ erant qui crederent sonitum tubae e o II i b u s e i re u m editis planctusque tumulo matris audirij...
In

queste descrizioni psicologiche vibra soprattutto

il

sentimento
incanta
prosa.
1'

poetico di Tacito

il

tono quasi di

tiaba, e

animo

del lettore.
ci

il

senso della vastit virgi-

liana, che Tacito

d, col mistero e col fascino della sua


di Virgilio piti

Qui l'impronta

che altrove

sensibile.

Nella descrizione
*

delle

morti

oltraggiose,

inflitte

da

Cfr.

pp. 74
il

ss.

40 f. lamentantes circum amicircum ha un sottile valore sentimentale e poetico, come, a'd es., il late che Virgilio usa tante volte nei suoi versi, il che osserva pi volte, con procingendoli cos di un alone d' indefinito fonda finezza di critico-poeta, il Leopardi nel suo Zibaldone. Circa la tendenza ad allargare la visione, mediante la collocazione dell' avverbio tra il
'

Cfr.

\>\h

citato
in

esempio
i

di

fiist.
il

ccrum coniuges

entrambi

casi,

sostantivo e l'aggettivo, cfr. /iist. II! 13 vastitm primo slentium {qu\ c"e anche r eco dei due um : in Agr. 38 scritto vastum ubique silentium, in An. IV 50 modo per trastum silentium); 64 maestis undique nuntils. in fiist. II 8

troviamo

Inde late terror.

187

Nerone ai cristiani, ci sembra di avvertire la compartecipaEione dello storico Et peveuntibus addita ludibria, ut fecarum trgis co n t et i lanitu e a n u m interirent, aut crucibus affixi aut flammandi atque, ubi de^

feci s set dies,


{An.

in

usum noctuvni
questa,

luminis

urecentuc

XY
Non

44).

prosa

comune,

ma

ritmata, nella sug-

gestione dei suoni e delle assonanne, sul sentimento dello


scrittore.

la

voce del cuore, insomma, che


si

in

una parte

pi e

meno

altrove,

fa sentire.

Anche nelle descrizioni di battaglie in Tacito si scorgono vari momenti psicologici, ciascuno dei quali distinto da un suo motivo ritmico-musicale. Cito, per tutti. l'esempio di Hist. IH 17: (T em) Nullum in illa tcepidatione Antonius
omisit.
(2"

constantis

ducis aut fortis militis officium

tema)

Occucsace
n
,

paventibus,
aliq.ua

re

t i

n e re
s

cedentes, ubi

plucimus laboc, unde


i

spes, Consilio

manu

voce

s ig.

(ritorno al 1 tema)

i s h o s t i conspicuus o postremo ardoris provectus

est,

ut

vexillarium fugientem tasta transverberaret ;

mox raptum
le sorti

vexillum in fiostem

vertlt.
i

Antonio solleva cos

in

pericolo dei suoi uomini,

quali tirmati inter se densis or-

'

Flammandi

ci

fa sentire la

triste

lezione dei codici ed termine che con potehte efficacia sorte di quei miseri, destinati a diventare fiamma; la

visione della vampata che si leva, si ofire ai nostri occhi. Il testo, a causa appunto del flammandi che forse termine pi vivo e poetico della descrizione stato variamente emendato. Non mi persuade, tra le altre, l'inlegrarione del FuCHS (ctr. anche Vigiliae Cnristianae, 1950, pp. 91-92): ut fecarum ... aut crucibus affixi et flammandi <C alimenta ignium induerent atcfue... urerentur. bar ci, significa togliere ogni suggestione al brano, non penetrando quella che si celebra come una delle caratteristiche pi importanti dello stile di Tacito, la rapidit: flammandi il primo, rapido, generico tocco: " destinati ad ardere ; poi viene una maggiore determinazione: " a bruciare, quando il giorno, la luce del giorno fosse venuta meno, quali

il

>

lorce notturne


dinibiis

18S

temere
effusos,
in

Cxcpnt
'.

Vitcllianos
di

atque
(si

illi

cnstcrnntiir
\'-2

Antonio
ut

nuovo

azione

ritorna

cm): Antcniiis
;

instare
ciiique

perculsis,

sterne re

ob-

vios

simili

celeri,

ingeniiim, spoliare

capere,

arma

eq.uosq.ue abripece. Intine.

dopo

il

rapido succedersi
infiniti descrittivi,

delle operazioni, espresso dalla serie degli

un prolungato confondersi ritmo diventa pi ampio ed come un nella vittoria coronamento musicale all' azione intensa di tutto capitolo: Et exciti prospero clamore, qui modo per agros fuga palabantur, victrae se miscbnt. Qui appare evidente, dunque, come, nell' ambito di un brano, si possano individuare diversi temi ritmico-musicali. Ci dimostra la varia musicalit del periodare tacitiano *.
di grida festose,
;

un propagarsi

il

il

A
cito,
il

mostrare, oltre alla musicalit

della

prosa

di

Ta-

sentimento che vibra


si

diante quella

che meesprime, alimentandola e corroborandola,


al di sotto di essa e

giova un confronto con un brano del bellum Gallicum di Cesare (li 20). Siamo in un momento interessante della
Nervi Caesari omnia uno tempore erant agenda: vexillum proponendum, ...signum tuba dandum, ab
battaglia contro
i
:

giles...
*

vadatio nell' uso del genere del verbo, n rup e re telis obruuntur. Diversi momenti musicali, sempre in aderensa
Per
la

cfr.

Hbt.

Il

5 Coesi vi-

mox

al

zioni spirituali diverse,


essenziali
:

notiamo

nella descrizione di Hist.

succedersi di situaIl 28 ss. Do le linee

Igitur nuntic odiato... iubet. il Quod ubi auditum volgotumque, maerere scbii. fremere leglones. Orbari se... Ili (e. 29) Naec feroclter ioctondo... ipsum [scil. Volentem] invadunt, saxa iociunt, fugientem sequuntur...; si ritorna ad I Tum Alfenus Varu%... addii consilium... ; si ritorna a II Igltuc torpere
I

cuncti, clrcumspectare Inter se ottoniti et id ipsum,

quod nemo

regeret, paventes...

Ut vero deformls... pcocessit, gaudium miseratio favor: versi in laetitlom... laudantes gratantesque circumdatum aquills slgnisque in tribunal ferunt (si noti come la laetitia sia qui resa in suono: cfr. anche sopra, p. 180). Segue una chiusa in tono minore. Nel e. 30 ritornano ancora una volta gli stessi temi I Munientibus castra... de adversa Caecinae pugna adlatum...; Il notte requiem, non expectare ducem, anteire slgna, urguere signlferos; infine, l'azione rapida: rapido agmine Caecinae iunguntur. C'. dunque, una trama ritmico-musicale, caratteristica d Tacito. Ci conferma ancora una volta la musicalit della sua prosa. Interessante anche la descrizione di An. lY 49.
:

189

opere revocandi milites, qui paulo longius aggeris pefendi causa processevant, arcessendi, acies instruenda, milites cofortandi, signum dandum. una serie di operazioni da compiersi, che vengono elencate mediante il succedersi dei
gerundivi,
tutti

uguali.
le

Abbiamo

gi visto
le

'

come
in

Tacito in
si

An.

65
i

ci

descriva
:

dittcolt,

miseriae

cui

tro-

vano
et tot

Romani

struendum valium, petendus

agger... in-

fectos caeno aut cruore cibos dividentes, funestas tenebras

fiominum milibus unum iam reliquum diem lamen-

tabantur.

Qui si ha modo di constatare in maniera evidente l'enorme distanza tra la serena, olimpica, almeno apparentemente gelida prosa cesariana e quella tacitiana, nella quale scrittore sempre presente e vibra poil sentimento dello tentemente. In Tacito, nell'esempio citato, sentiamo che tutto prepara lamentabantur finale parallelismi, con le loro cadenze e il monotono battere degli accenti, hanno una loro funzione psicologica. E una scena commovente che da infectos in poi si apre allo sguardo qui che il periodo, dopo il procedere a singhiozzi dell' inizio, trova suo sbocco e liberamente si disnoda.
il
;

il

Prosa, questa
pij

di
in

Tacito,
cui,

immensamente pi
gi
si
,

colorita,

musicale,

ma

come

osserv a propo-

sito di

un brano doW Agricola'^ colore e musica, armonia non sono qualcosa di esteriore e di decorativo, ma denotano uno stato d' animo. Per questo T. rimane uno scrittore classico,

come

classico Beethoven,

la

cui

tecnica

esprime, almeno nelle composizioni pi geniali, un pathos

protondo
pur essa

grande prosa La prosa di Cesare una prosa a tinte uniformi, che ha indubbiamente una sua musicalit uguale e monotona, d' una moe intenso.

notonia a volte esasperante.

'

Gir. p. 172. Cfr. qui, p. 53.


Tra

190

imperiale
e'

Cesare e
primi

lo storico

stato Livio
IX,

'.

Penso
scritto,

ai

meravii^liosi

capitoli
piij

del

1.

ov'

de-

una volta fan pensare a Tacito, lo stupore dell'esercito romano che deve subire l'ignominia delle forche Caudine (ce. 5-6) :... Redinte^ravit luclum in casfris consulum advenius... Alii alios intueri ; contemplari arma mcx tradenda et inermes futuras dextras obnoxiaque ccrpora fiosti... Haec frementibus fiora fatalis ignominiae advenit... Primi consules prope seminudi sub iug.um missi... Circumstabanl armati hostes, exprobrantes eludentesQue... Ita traduca sub iugum et, quod paene gravius eral, per oculos fostium cum e saltu evasissent, etsi velut ab inferis extracti tum primum lucem aspicere visi sunt, tamen ipsa lux ita deforme intuentibus agmen omni morte tristior fuit. L' interesse di queste pagine liviane consiste nella maniera mid'

con espressioni che

rabile in cui lo storico dipinge

il

sentimento di stupore im-

presso
velut

sul

volto dei soldati


ullius imperio,

(cfr.

anche

e.

Sistunt inde

gradum sme
torpor
alii alios,

stuporque

omnium animos ac
tenet,

quidam

insolitus

membra
sileni...).

intuentesque

cum

alterum quisque conpotem magis mentis ac


diu inmobiles

consilii ducerent, Si

sente qui un certo sforzo di penetrazione psicoloche allontana un po' queste pagine da quella famosa del bellum Gallicum (1 59) nella quale Cesare, con la solita impassibilit, descrive la costernazione che pervade le
gica,

truppe

alla notizia diffusasi del


:

coraggio, della ferocia, della

corporatura dei Germani

Dum

paucos dies ad Vesontio-

omnem exercitum occupava, ut non mediocri ter omnium mentes animosque perturbarci... Hi ncque vullum fingere ncque interdum lacrimas tenere poterant : abditi in tabernaculis aut suum
nem... moratur... tantus subito timor
' Anche per quanto riguarda le descrizioni di battaglie. Tacito ha dinanzi a se una grande tradizione stilistica, eh' egli per " rinnova e rinvigorisce

(Arnaldi Due capitoli su Tacito che abbiamo notato a proposito

[o. e], p. 51).

la stessa

dei discorsi diretti (cfr. pp.

posizione, insomma, 147-48).

191

fatum quecebantuc aut cum familiaribus suis commune periculum miserabantur. Vulgo fotis castds testamenta obsignabantur. tiorum vocibus ac timore... pedurbabantur. Qui se ex 6is miniis timidos existimad volebant... timere dicebant. Non nulli etiam... signa laturosK

Come
piano
:

c'

appare chiaramente, tutto posto qui sullo stesso una certa monotonia, nel suono stesso dei voca-

boli {querebantur... miserabantur... obsignabantur... pertur-

babantur); nessuna luce concentrata su un particolare stato


d'

animo che
in

si

voglia fare spiccare sugli


il

altri.

Leggiamo

in-

vece

Tacito

brano

di Hist.

II

87

Dum

fcee. ..

geruntur,

Vitellius...

gravi urbem agmine petebat... Sexaginta milia ar~

licentia corrupta... Onerabant multitudinem obvii ex urbe senatores equitesque, quidam metu, multi per adulationem, celeri ac paulatim omnes, ne... ipsi remanerent : la triplice variatio {metu... per adulationem...
ne...

matorum sequebantur

remanerent) illumina di luce diversa

distinti.

Qui appare evidente

la

tre stati d'animo maggiore ricchezza espres-

siva della lingua e dello

stile

di Tacito.
:

non ha ancora questa capacit di Tacito descrive, narra, non fa risaltare nulla, non commenta nulla. Continuando esame di brani nei quali ritratto lo stupore, non posso fare a meno di ricordare inizio del e. 40 del libro delle Historie : Agebatur fuc illuc Galba
Cesare
1'

l'

vario turbae fluctuantis impulsu, completis undique basilicis ac templis, lugubri prospectu. Ncque populi aut plebis ulta vox, sed attoniti voltus et conversae ad omnia aures ; non
quies, quale magni metus et magnae trae Chi ha un certo senso di stile si accorge subito che qui siamo usciti fuori dall' atmosfera cesariana e liviana *. Se Cesare aveva obiettivamente descritto lo stu-

tumultus, non
est.

silentium

Cfr.

1'

analisi
in

stilistica

e psicologica che di questo brano fa

il

Perrotta

Cesare

scrittore,

Maia 1948, pp. 24-25.


potenza
il

Sulla tendenza di Tacito a


dell'originalit e della

pure un po' paradossali,

" dramatiser ses rcits che una prova inventiva dello storico, insiste, in pagine sia Bacha Le genie de Tacite, Bruxelles 1906, pp. 911 ss.
,


pore ce
ce lo
lo

192

pore. rimanendo quasi estraneo ad esso, se Livio tale stu-

aveva
essere,

dipinto

con un caldo pennello. Tacilo


eiti-

fa sentire e

provare. Livio, per quanto vivo ed


;

rimane sempre sereno parla alla nostra intelligenza, alla nostra immaginazione, se mai: Tacito parla al secondo al cuore. 11 primo pi copioso, pi tluido bastano pochi tratti, nei quali concentra la luce, per scolcace possa
;

una scena. Elemento essenziale della descrizione tacitiana che ogni visione ha un risalto particolare. Bench si sia tanto soprattutto da parte del Courbaud la facolt esaltata pittorica di Tacito, io penso che caratteristicamente tacitiana sia la potenza del rilievo scultoreo. Ci connaturato con
pire

le

sue doti

stilistiche.

del de oratoribus

Gi esaminando alcuni aspetti stilistici abbiamo fatto risaltare questa sua esigenza
il

intima

di

mutare continuamente

prospetto delle cose.

L'arte dello stacco, netto, incisivo; questa Tacito possiede in

sommo

grado. Eppure le visioni, che in un primo momento appaiono distinte, separate 1' una dall'altra, si ricompongono poi, quasi per incanto, nell' animo del lettore, s che
questi,

dopo aver

ripensato entro di s alla


unitcarle

variet delle
il

ed a fonderle tutte. Qui immagini, riesce ad miracolo, vorrei dire, dello stile tacitiano, miracolo dovuto al fatto che c' sempre, invisibile, un filo che unisce le visioni staccate, cio il sentimento e lo studio psicologico
dello scrittore.

A
citato,
fatte,

voler

penetrare
di

pi a fondo

nell'

arte

del

brano
il

dover tono diciamo che, anche qui, pauroso patetico, suggestivo, quel che c' di misterioso, di ad eccezione del magnifico dato anzitutto dall'omissione di un verbo centrale. Poi, le parole da agebatur iniziale agebatur a impulsa son disposte in un ritmo tale da farci anche a costo
in

ripetere osservazioni gi

parte, innanzi,

sentire

1'

ondeggiare della

lettiga

soluto {completis... templis)

ablativo asGalba apre immediatamente un vasto


di
1'
;


scenario allo sguardo
stezza
aures,
della
si
1'
;

193

tri-

altro ablativo {lugubri prospectu),

unito ancora con asindeto al precedente, fa risaltare la


visione. Nella
il

seconda

frase,

da neque ad

avverte
nella

distacco tra ulla vox, che rimane


voltus
et

come

soffocato

lettura, e attoniti

conversae ad

omnia

aures, posti su un piano stilistico diverso. Infine, ra-

ramente il silenzio, la paura, 1' orrore del silenzio hanno avuto un' espressione cos icastica, come nella frase da non tumultus a silentium est\ Questa la novit della
prosa tacitiana.

Ancora una
si

differenza tra Livio e Tacito, per


si

quanto

riferisce alle descrizioni,

pu

cogliere se

si

confronta

seconda parte del cap. 51 del 1. XXII delle Storie lidie...) con Tacito {Hist. II 70) ^ A Livio si pu dire non interessi lo sfondo, che rimane muto, non si anima, come nella pagina tacitiana ricordata. nel brano di Livio qualcosa di impressionante nel suo crudo realismo manca la suggestiva corrispondenza fra sfondo e uomini non e' lo sfondo che rende pii cupa e profonda la tristezza degli uomini. Questa una prova della maggiore umanit di Tacito, umanit animatrice delle cose insensibili, che ha il suo grande precedente nelle Georgiche di Virgilio.
la

viane {Postero

Quando
tere,

Livio, al termine del cap. 46 dello stesso libro,

scrive: Sol, seu

de industria ita locatis. seu quod forte ita steperopportune utrique parti obliquus erat, Romanis in meridiem, Poenis in septemtrionem versish una semplice, materiale notazione la sua, che non ha la suggestione, non dico dell' ultimo periodo di An. 16, o di I 28 (in.), XIV 5
I

(in.),

XVI 54
acies
Per
il

(in.),

ma nemmeno

di Hist.

Ili

25 {Neutro

incli-

naverat fortuna, donec adulta


deret
'

nocfe luna

surgtens osten-

falleretque.

Sed Flavianis aequior^ a tergo;


in

valore del silenzio


stato
dall'

*
^

Questo passo

da noi esaminato,
1

Tacito, cfr. qui pp. 86 e n. in parte, a pp.

-,

90

(n.

4).

174-75.

Com'

diverso

obliquus di Livio

13

A. Salvatore

Stile e

ritmo in Tacito.


fiinc

194

corpora, ictu tela

maiores equorum virorumque umbrae, et falso, ut in ostium citta cadebant : Vitelliani odverso lumine conlucentes velut ex occulto iaculantibus inla

cauti offerebantur) ove sentiamo che


la

luna veramente

celeste

protagonista
altri

della

battaglia, e agii uni rifulge

benigna, agli
ci

causa di rovina: incauti offerebantur


fatalit
triste
i

che colpisce Vitelliani '. E interessante questa fatale corrispondenza tra sfondo e personaggi che Tacito (come spesso Virgilio) coglie e rileva senz' altro commento che il silenzio. E questo silenzio,
il

senso della

questo
forse

triste

e chiuso silenzio che lo scrittore riesce a farci


i

sentire attraverso

vari
pij

atteggiamenti
fedele,
piti

della

sua prosa,
tipica

r espressione

eloquente, pi

dello stato d'animo di Tacito di fronte al male e al dolore.

Tutto questo

in

Livio

non

c'. Un'altra

prova

della

mag'^

giore maturit e profondit di Tacito storico e artista

di Livio , da questo punto di vista, ancora prosa di Cesare e di Cicerone. E Tacito che immette decisamente nella prosa 1' elemento suggestivo (inteso in senso profondo), di cui cos piena la poesia di

La prosa
alla

vicina

Virgilio.

opportuno approfondire ancor


che
la
ci

piij

quest' indagine
le

porter a fermare

in

modo
fondo

concreto
(e

differenze

stilistiche,

che

si

risolvono
in

pena

studiarle)

per questo anzi vai due grandi diterenze spirituali, tra


in
i

storici di

Roma.
di

Rivolgiamo
del
1.

nuovo

il

pensiero

ai

capitoli
si

iniziali

IX delle

Storie

liviane.

Lo

storico

trova dinanzi

a due eserciti

che deve

rappresentarci

in

due

stati

d' a-

' Scrive il Terzaghi (o. c. p. 37S): " un vario distendersi di effetti di luna e d'ombra, qualche cosa di inquietante, di fantasmagorico: un motivo degno... di qualche stranamente e cupamente accesa fantasia fiamminga, che ami netto e deciso e nel contrasto incomponibiie di luce e d'ombre il chiaroscuro fissi per r eternit il vero ed universale contrasto della vita e della morie . * Circa le descrizioni liviane, cfr. Terzaghi L'anima e l'arte di Tito Livio, Milano 1943, pp. 49 ss.


nimo
diversi, anzi contrari
i
:

195

i
i

vinti, lato Romani, Ebbene, anche qui Livio ritrae la diversa situazione dei due eserciti, s che noi apprendiamo prima quel che avviene in campo romano, poi quel che avviene presso Sanniti. Lo stile si mantiene sempre uguale, uniforme. Anche la descriEione dell' ingresso in Roma dell' esercito sfortunato conserva la sua classica

da un

dall' altro

vincitori,

Sanniti,

linea stilistica

Quam

concitationem

animorum

fregit ad-

ventus execcitus etiam iratis miserabilis.


in

Non enim tamquam


uvbem
ita se in suis

patriam

revectentes ex insperato incolumes, sed caplo-

rum

fabitu vultuque ingressi sero in


tectis

quisque

atque insequentibus diebus nemo eorum forum aut publicum aspicere vellet (e. 7), Una descrizione, come tante altre, che non ha nessun
abdiderunt, ut postero
rilievo stilistico speciale.

Chi invece ha
sentire

letto e riletto Tacito, sa

bene come queperiodo, sa farci

sto storico, a volte nell'

ambito

di

un

sol

ditTferenEa
ci

due momenti psicologici diversi. Insomma, la stessa che troviamo nella maniera in cui Livio e Tacito

rappresentano i personaggi, stilizzati e quasi dello stesso colore il primo, varli il secondo, riscontriamo anche nelle

Mi astengo dal citare il periodo esaminato nella mia memoria Ritmo e stile in Tacito (pp. 52-55) e richiamo 1' attenzione del lettore sui capp. 1-17 del XV libro degli Annali: descrizione della campagna militare compiuta dai Romani contro gli Armeni e Parti, Qui, pii che mai, nella piena maturit dell' opera tacitiana, la descrizione della battaglia in se
descrizioni dei
di
storici.

due
I

iniziale

An.

65,

gi

stessa ridotta

ai

minimi termini.
si

Quella

che dovrebbe
;

essere

narrazione,
gli

risolve

in

contrasto di psicologia
i

che interessano a Tacito ed essi, loro sentimenti, balzano in primo piano. Nel corso dell'intera descrizione si distinguono due
motivi

sono

uomini

fondamentali, quello della superiorit e della infe-

riorit degli eserciti e dei duci.

noi interessa vedere

come

due motivi trovino la loro espressione artistica. Nel storico, con un cambiamento di scena che ha qualcosa di drammatico, ci descrive da una parte Voloquesti
e.

13 lo

che tenacemente incalza, senza tregua, dall' altra la marcia forzata degli aiuti di Corbulone. Leggiamo Eoque intentius Vologaeses premere obsessos, modo valium legiogese
:

num, modo caslellum, quo


pugnare, propius incedens
citate

inbellis aetas

defendebatur, ad-

si ea temeproelum elcere t. Ed ora cambia tono At ll vx cntbrnlis xtract, nec aliud quam munimenta propugnabant, pars iussu ducis, et alii propria ignavia, aut Corbulonem opperientes... L'omissione del verbo esse dopo extracti, che rimane come sospeso, spezzato, incompiuto, ha un immenso valore, in questo mutamento di psicologia.

quam mas

Parlfiis,

fostem

in

Passiamo
[scil.

al e. 15:

Namque

et

munimenta

ingressi sunt

Armeni], antequam

agmen Romanum
;

excederet, et

circumstetere vias, captiva olim mancipio aut iumenta ad-

gnoscentes

abstrafjentesque

raptae

etiam

vcstes,

retenta

arma,
proelii

pavido milite
causa
existeret.

et

concedente,
testaretur,

ne qua
visu fu-

Vologaeses armis et corporibus cae-

sorum

aggeratis,

quo cladem nostram

gientium legionum abstinuit. L' ablativo assoluto un


esprimere
il

mezzo caro a Tacito per motivo dell'inferiorit, ritrarre alcuni atteggiamenti smorzati, in tono minore '. A conferma, basta voltar
*

interessflnfe

considerare

altri casi in

cui

1'

uso

dell' ablativo

assoluto ha
:

un particolare signifcato ed esprime


I

situazioni spirituali quasi analoghe

Hist.

a n g u e ntlbus omnium studiis, qui primo... animum atentax^erant; An. IV 2 Necfue senatorio ambltu abstinebat [icW. Seianu^\ cUentes suos... ornandi... facili Tiberio atque ita prono, ut socium laborum... celebraret: la figura di Sciano che domina la scena; I' abl. ass. denota come un' abbassamento di tono, qui come in XI 2 fpsa [scil. Messalina] ad perniciem Poppaeae festinat, subditis qui... propellerent, a d e o ignaro C a e s a ce , ut... percontaretur... (In Hist. 39 scritto Agitasse Loco ignaro Galba de
39
et turbavere cons'lium trepidi nuntli
l
,

oc prox.morum diffu^ia,

occiiendo Tito l/inio dicifuc e in il 81 Mox... excitus... Agrippa, ignaro a d 6 u e V 1 1 el l i o ... p'-operaverat). Anche dell'ablativo assoluto, dunque, si serve Tacilo, per ottenere effetti chiaroscurali. Nel e. 17 del I. XY leggiamo.

la

197
16

Quae
in

pagina e leggere,

al

e.

ut

augendae

infa-

miae composita,
die Quadraginta

sic reliqua

non

obscuro fabentur. una

de se r t i s passim
tisscnt.

milium spatium emensum esse Paetum, s a u e i i s , ncque minus deformem

illam fugientium tcepidationem,

quam

si

terga in

ade
:

vet-

Segue la descrizione dell' esercito abbattuto Maesti manipuli ac vicem commilitonum miserantes ne lacrimis quidem temperare ; vix prae fletu usurpata consalutatio ^ Ritorna qui il solito motivo triste dei vinti, e, con esso, il
solito

accompagnamento musicale. Frasi dal ritmo come questo ne abbiamo gi lette ed esaminate ma vorrei far notare come l'arte dello storico, negli Annali, sia, rispetto
;

La luce, a volte eccessiva, delle Historiae, si negli Annales attenuata. Due elementi soprattutto s' impongono alla nostra riflessione e creano l'atmosfera suggestiva del brano: l'infinito storico temperare e. ancora una volta, l'omissione del verbo ejje dopo usurpata, omissione che fa risaltare l'idea espressa dal vix. Questa la brevit tacitiana, dico meglio, questo il significato spirituale pi profondo della brevit tacitiana. Sarebbe inutile mostrare questo ed altri fenomeni stilistici
a quella delle Storie,
piti

sobria.

air inizio

Ducum inter se brevis sermo secutus est, fi o e conquerente inritum laborem... il le Integra utrlque cuncta cespondit: converte cent aquilas et iuncti Invaderent Armeniam... Qui ritratta con efficacia la diversa psicologia dei due condottieri rivali, 1' uno avvilito e abbattuto (ed ecco 1' abl.
:

ass.

foc

(ed ecco

67

...

mi

V altro invece superiore moralmente e materialmente respondit, che va letto in un altro tono). Cfr. ancora Hist. Ili pullo amictu Palatio degre diiur [scW. Vitellius] faille...

conquerente),

maest clrcum
in

l i

a.
Il

Martin (Zur Quellenfrage


Studien
sta

in

den Annalen und Historien,

Wrs-

1936, 9 HefI, pp. 47-50) avendo notato, in questo periodo e nei precedente (Corbulo... xprSbrrt), V uso delle clausole, afferma che nel brano in esame e' una maggiore fedelt alla fonte (= pseudo-Corbulone) di quella che verso la stessa mostri Dione Cassio. Ma chi ha approfondito lo studio dello stile e del ritmo in Tacito, avverte che qui 1' espressione cos tipicamente e profondamente tacitiana, e la musicalit cos genuina emanasione dell' anima del nostro storico, che pensare ad una fonte ch'egli avrebbe tenuto presente e per la quale avrebbe scritto in questo modo, mi sembra discutibile.

burgen

Altertumsimssenscfiaft, Stuttgard


eli

les-

Tacito senza rendersi conto del perche lo storico ne fa

$li effetti che con essi persegue. Il capiconclude con un pensiero che tra pi profondi e (perch no?) pi cristiani di Tacito Dccesserat cectamen virtutis et ambitio g.hdae. felicium iominum affedus : sola misericordia valebat, et apud minores magis ; una sententia, come tante altre, nel nostro storico, fatta senza parere di farla, cos bene si salda con la narrazione precedente, portandola su un piano di umanit ancora pi ele-

uso e quali sono


si

tolo

vato.

Qui assistiamo

al confluire,

tipicamente tacitiano, della

descrizione

nell' analisi

psicologica.

Nessun

distacco

tra

l'una e l'altra: l'innesto avviene in


fetta

un'atmosfera

di per-

naturalezza

'.

La conclusione che
concluso
ritmici,

si

pu

parte del capitolo, costituisce


nella

trarre da questa seconda una conferma di quanto si

prima.

abbiamo scoperto

dei motivi

che servivano a mettere in risalto un particolare animo, qui abbiamo notato il ripetersi di alcuni atteggiamenti pi propriamente stilistici adoperati sempre per esprimere un fatto spirituale. Espressivit, dunque, del ritmo ed espressivit dello motivi, che sono alla base del nostro lavoro, stile. I due
stato
d'
,

si

illuminano a vicenda.

Le descrizioni tacitiane recano tutte l'impronta dell'anima dell' autore. Esse, non meno dei discorsi indiretti, dei discorsi diretti, ci han fatto segnare un passo avanti nella ricerca dell' fumanitas di Tacito, nei vari momenti in cui
questa, attraverso la variet dei mezzi espressivi,
si

rivela.

Come, studiando alcune


notare
il

espressioni variate,

facemmo

r analisi

pessimismo di Tacito che da esse traspare*, cos or ora compiuta ci consente di affermare che

' La sententia che nelle Storie sembra incastrata nel discorso, per cercare gli applausi, negli Annali, scompare... (cfr. Arnaldi Le idee politicfie morali e religiose di Tacito [o. c-l, p. 4l).

'

Cfr. p.

103.


l'arte di

199

nella

Tacito
della

rifulge

soprattutto

descrizione del

lato

triste

vita

degli

uomini. L' animo di Tacito


il

tratto a considerare specialmente

dolore e

in tali descri-

zioni

si

coglie, pi che altrove,

la

nota del suo cuore.

Da

punto di vista, mi sia lecito avvicinare il nostro ad un poeta, Virgilio, e ad un musicista, Beethoven. Tre grandi geni, che servendosi di mezzi diversi han ritratto, con accenti eterni, 1' umana sventura.
questo
storico

CONCLUSIONE
Il

rapporto

stretto

tra

psicologia e

stile,

che stato
illu-

costantemente notato nelle Historiae e negli nnales,

mina e avvalora
presente saggio,
sione
tacitiana e

l'indagine
in
il

svolta nella prima

parte del
dell'espres-

cui

si

studiata la genesi

progressivo
di

suo

evolversi,
si

sempre

in

relazione con la psiche dell'autore, e

assistito al sor-

gere e
Tacito.

al

delinearsi

fenomeni
nella

stilistici

che avrebbero
storica di

avuto notevoli sviluppi

E non senza mente dimostrato


'

il che fu del resto copiosapens che il de oratoribus potesse rientrare in questo processo evolutivo dello stile tacitiano. Ma ora, basandoci sul principio ispiratore del nostro

ragione
si

successiva opera

lavoro,

vorremmo

cercare di sfruttare

dati sin qui raccolti,

per

la

risoluzione di un

problema che
il il

tra

pi vivi che

presenti l'opera del nostro storico,

problema, cio, della


proiettare

Stilentwic/clung
dati su

tacitiana;

che

significa

quei

uno sfondo pi vasto e dar loro una consistenza maggiore. Ogni ricerca particolare non deve mai essere fine a se stessa, ma costituire un mezzo indispensabile ed
utile

a chiarire questioni di pi vasta portata e d'interesse

pi largo.
Il

problema, dunque,

dell'

evoluzione
filologi,
i

stilistica di

Tacito

stato studiato da eminenti

quali

son giunti a

conclusioni quasi del tutto opposte.


'

Cfr.

pp. 17

ss.

scili

Lfstedt. che nel


'

secondo volume

della

sua opera

fondamentale ha dedicato a Tacito pagine molto sicjnie le sue conclusioni sono state acficative, ha sostenuto * che nella secettate dal Devoto e da altri noti studiosi conda parte degli Annali, specialmente dal libro XIII in poi, " normaleren, mehr blassischen ci sarebbe il ritorno ad una l'evoluzione stilistica di che Ausdrucbsweise . Di modo " lsst sich... nicht. wie man im allgemeinen annimt, Tacito

durch eine ununterbrochen steigende Linie veranschaulichen, sondern vielmehr durch eine Kurve, deren Hhepunht im

Cfr. Syntacttca (o. e). PP-

275

ss.

Alla

ricerca

della

Stilentvjicklun^

tacitiana

dedicate anche le pp. 264 ss. del I voi. OsservaHioni sulla lingua e lo stile di Tacito si trovano qua e l nell' altro capolavoro di ricerca linguistica del Lfstedt, il P/5ilologisc6er Kommentar s.uc Peregrinatio

son

Aetfienae, Uppsala 1911, soprattutto pp. 253 ss., 252 ss. 2 Cfr Devoto Storia della lingua di Roma, Bologna 1944, p. 264; CousiN volution et structure de la langue latine, Paris 1944. pp. 197-98. Ha cercato di convalidare le affermaHioni del Lfstedt un suo discepolo.
.^

r EriksSOnn (ctr. Studien s.u den Annalen des Tacitus. Lund 1934) sulle cui conclusioni fa delle riserve il Marouzeau in Revue des tudes latines. 1934, pp. 452-55. Dei recenti studiosi di Tacito il Paratore (cfr. Tacito in Mala 1949, pp. 93-120) scrive: " Il libro lY ... il pi tipico specimen d quell'ullegamenti pi contorti (quelli attraverso ablativi e timo stile tacitiano in cui altre costruzioni participiali) danno il senso dell' affannoso vorticare dello spirito attraverso le spire soffocanti della frode o del crimine, per strappare alla tenebra il suo segreto, per proiettare un raggio di luce nel caos immondo; e dominano sovrane l'ellissi e la vaciatio. Qui sono gli esemoi pi clamorosi dell'uno e dell'altro fenomeno (art. e. p. 104). Una rapida sintesi circa r evoluzione dello stile di Tacito, dal de ocatorbns agli Annales, ha tracciato il Paratore stesso in un articolo su La prosa di Apuleio (in Mala 1948, pp. 33 ss.), ove scritto (p. 55) che "le Metamorfosi rappresentano, per la piena maturazione dello stile apuleiano, quello che gli Annales rappresentano per la piena maturasione dello stile tacitiano . Giacche ci si trova a parlare di Apuleio, penso che ad illuminare ancor pi il problema della tai

de oratorbus (sempre sotto 1' aspetto stilistico) giovi non poco l'indagine dei numerosi passi in cui la struttura ciceroniana, che caratterisHa i'^po/ogf'a (cfr. Bernhard Der Stil des Apuleius von Madaura, Stuttgart 1927.
citianit del

Metamorfosi. D'altra di periodi costruiti im stile Ciceros, come lo stesso Bernhard ha mostrato (o. pp. 37 ss.). Estendendo ancora il campo di osservazione, si potrebbero studiare, o ristudiare, da questo punto di vista, le Epistulae ad Caesarem, nelle quali la personalit stilistica (soprattutto per quanto si riferisce alla rariatlo) dello scrittore di Amiterno presente, spesso, in modo chiarissimo. Su questi problemi ritorner altrove.
pp. 304
parte,
ss.)

rotta e gi
qui,

si

preannunzia

lo scrittore delle

anche

come

negli Annali di Tacito,

non mancano esempi


ersten Teil der
...

202

Annalen crreicht ist iind die sich dann wieK insiste, poco pii innanzi, nell' afder etwas senbt...' fermare che negli ultimi libri degli Annali Tacito ritornato, almeno in certi punti, alla l'orma normale, classica. Ad una conclusione analoga era giunto, nel suo ponderoso Gudeman *. osservando che commento al de oraforibus. non di rado Tacito, nella seconda parte degli Annali, d
il

r impressione di ritornare al
Il

suo primitivo uso

linguistico.

Lfstedt per
cui
si

non molto convinto


il

della bont del

me-

todo

attiene lo studioso tedesco.


Wlfflin,
i

D'altra parte

cui studi sullo stile di Tacito

e degli

rimangono tuttora un modello di ricerca filologica ^ aveva sostenuto che Tacito, suo stile persocon arte sempre pi cosciente, plasma nale e individuale e nella sua ultima opera, gli Annali, d
altri

grandi

storici latini

il

sua espressione l' impronta pij tacitiana {" so dass er seinem letzten Werb. den Annalen, am meisten ae|iv)<;, am meisten 'taciteisch' schreibt,,). Inoltre il WlflTin ha rialla
in

tendenza di Tacito " nach dem Ungewhnlichen vom Agricola an bis zu den letzten Buchern der Annalen . Su questo punto il Lfstedt dissente e pronunzia, riguardo
levato
la

all'espressione

dell'ultima

parte degli Annali,

il

giudizio

che abbiamo sopra riportato.


Le indagini,
sia del

Wlfflin che del Lfstedt,

sono

ri-

volte soprattutto alla lingua. Le conclusioni,


i

come

s' visto,

dati recati abbastanza precisi. sono ben diverse; metodo seguito dai due Tuttavia mi sembra che
il

in-

signi studiosi

quali peraltro

hanno

il

merito

grandis-

simo

di

aver dato un tono


esteriore.

di seriet a studi di tal

genere

sia

un po'

la

parola, a volte

la

particella

'

Lfstedt,

o.

c, p. 2S3.
n.
:

" Im 2. Teil der Annalen, der auch sonsf manche 2 Eigenlumlichbeiten aufweist, scheint Tacitus nicht selfen zu seinem frheren Sprachgebrauch zuruchgebehrt zu sein . ^ Cfr. Pfilolcgus 1867 (25). pp. 92-134; 1867 (26). pp. 92-166; 1868 (27),

O. e.

p.

24

pp.

113-49.


vista in se stessa, nel

205

suo uso puramente o prevalentemente

meccanico.

Lo
la

stile

di Tacito

opportuno

ripeterlo

sulla linea della

sua psicologia ed ogni


dalla psicologia,
fatto

ricerca

forma che isoli


si si

parola, la frase
Il

fatalmente

rivela

che essem usato invece di focem nei libri degli Annali che vanno da XIII a XVI, con la stessa, o quasi, frequenza che si riscontra nei tre scritti

manchevole.

minori \ non pu e non deve farci dimenticare che proprio nel XIII libro degli Annali - come ha dimostrato il nostro
studio sulla variatio-
si

notano tante tnesze

di psicologia

e di
tista,

stile

e Tacito mostra una maturit di

uomo

e di ar-

quale prima non s'era ancora rivelata.


Il

problema va dunque prospettato da un altro punto di vista. Non tanto la parola in se stessa va presa in considerazione, quanto la vita che vi si cela, il mondo spirituale ch'essa riesce ad esprimere. Ci non mi sembra che emerga dalle precise e indubbiamente interessanti nel
loro limite

indagini

del Lfstedt,

e del ritmo,

Esaminando il problema dal punto di vista dello stile non mi sembra come gi avvertii nella parte

finale del capitolo sui discorsi diretti

di ritorno di Tacito alle antiche cito

ha avuto sempre

il

del ritmo oratorio era

" che si possa parlare forme di espressione. Tasenso del periodo classico. Il gusto troppo connaturato in lui perch

potesse perderlo, salvo, poi. a ritrovarlo. Tacito sa scrivere


periodi dall'ampio respiro,
liviani,

nel

secondo

libro delle

Histonae

(ce. 57;

87

in.)

^ ad esempio,

come

nel

XVI

libro

'

Ctr.

NUTTiNG
ss.

Tfie

use

of

forem

in

Tacltus, in

Classical PfHolcsy.

1923. pp. 209


Cir. pp.
^

Cfr. soprattutto pp.

95-96: 102-06.
:

166

ss.

Cito

il

primo brano

Invenio aput
fcgitia

quosdam

auctoces,

pavere

belli

seu

ac dedecus apertiore in dies fama noscebantur, dubitasse exercitus, num posito certamine uel ipsi in medium consultarent, vel senatui permltterent legere Imperatorem, atque eo duces Otfiofastidio utriusQue principis,

quorum


degli

204

C.

Annales

(e. 14),

Legi^iamo quest'ultimo brano:

Sue-

tonio Luccio Teksino consti li bus Antistius Sosianus, factita-

Neronem carminibus probrosis exilio, ut dixi, multatus, postquam iJ fjonods inJicibus tamque promptum ad caedes pn'ncipem accepit, inquies animo et occasionum fiaud segnis Pammenem. eiusdem loci exulem et Cfjaldaeorum arte
tis

in

famosum, coque multocum


fcrtunae
sibi conciliat.

amicitiis

innexum, similitudine
si

Alla luce di questo

periodare piano, sereno,

com-

prende bene la regolarit classica dei discorsi di Cassio Longino o di Peto Trasea ', In fondo, il problema lo opera stesso. C', tra le varie parti in cui pu dividersi di Tacito, un rapporto assai stretto, perch in ciascuna di esse la psicologia che determina espressione. Mi sembra un po' ingenuo pensare, trovandosi di fronte a forme regolari o a periodi regolari, che Tacito ritorni all' antico. E questo il punto che va combattuto.
l' 1'

Prendiamo

in

mano

gli

ultimi libri degli Annali, a co-

minciare dal XIll che segnerebbe, secondo uno studioso ^ r inizio di una nuova parte di quest' opera. Periodi normali
quelli dei capitoli 4 Ceterum...

consulturum; 6 Igitur... deCn. Domitio patri et consularia insignia Asconio Labeoni, quo tutore usus erat. petivit a senatu ; sibique statuas argento vel auro solidas adversus offerentis proibuit. Et quamquam censuissent patres, ut principium anni inciperet mense Decembri,
ligeret; 10

Eodem anno Caesar efdgiem

quo ortus

erat Nero, veterem religionem

riarum incfoando

anno

retinuit.

Non

kalendarum lanuasi potrebbe imma-

mancs spatium ac mocas suasisse, praecipua spe Paulinl, quod vetustisslmus consularum et militia clarus gloriam nomengue lirtannicis expeditlonibus meniisset.
'

Cfr.
Il

pp.

161

ss.

Bretschneider. in una sua dissertazione {Quo ordine edldert 7"acitus slngulas Annalium partes, Strassburg 1905), ha sostenuto la lesi che Tacito ha composto gli Annali in Triaden. Cfr., intorno a questo argomento, Fabia
*

(o.

e, p. 441).


quindi, un po' diverso
sta

205

piij

ginare una disposizione di parole

semplice: un Tacito,
si

da quello che
indagine;
in

soliti pensare,

si

discoprendo

alla nostra

11

Claudio Nerone
iurarent

L. Antistio

consulibus

cum

ada principum

ma-

gistratus, in sua acta collegam Antistium iurare pro6ibuit [scil. Mero], magnis patrum laudibus, ut iuvenilis animus

levium quoque rerum gloria sublatus maiores continuaret...


Sin qui, Tacito ha parlato della saggia politica di Nerone, della sua clemenza, ecc., e queste doti positive ha fatto

mediante la semplicit dell' espressione, mediante anche una certa dolcezza di forma, derivante dalla partirisaltare

colare collocazione dei vocaboli.


delinea

si

La situazione comincia ad incrinarsi, dal la passione di Nerone per Acte.


s'

e.
Il

12 in poi

dolce

stile
:

narrativo

interrompe
il

il

periodare
capitoli

si

fa

pi complesso

deve esprimere
mezzi
di
stile

nuovo momento

psicologico. Affiorano

non aveva sentito il bisogno di usare. Non piJ azioni palesi, che si compiono alla luce del sole, dinanzi ad altri uomini, egli riferisce passa a studiare il cuore umano, che oscuro, e cela sempre un mistero. Tacito cerca di scavare in questo mistero. Ed ecco la sua prosa variegarsi, inquali, nei

precedenti, Tacito

cresparsi.

Risaliamo
stici

cos

alla

sorgente degli atteggiamenti

stili-

cercando di renderci conto perch l'espressione assume un nuovo aspetto, da un brano all' altro. Qui si vede chiaramente il rapporto tra lo stile e la psicologia, che costituisce la base del nostro capitolo sulla variatio e, possiamo dire, di tutto il nostro lavoro. vero il Tacito che scrive periodi semplici, normali (il Tacito " classico , per cos dire); ma vero e grande anche l'altro Tacito, che usa nuovi espedienti di stile, dei quali maestro. Giacch questo punto sia uno che l'altro aspetto dell' espressione derivano dal suo studio psicologico, dalla tendenza a fare aderire la forma a ci che
di Tacito,

il

1'


osgs^etto

106

della

sua
dello

descrizione. Antico e

nuovo, dunque.

Siamo

ricondotti col pensiero alle opere minori, in cui tale


stile

caratteristica

volta di cogliere e far palese


stata

compiuta, tanta
;

cercammo per la prima Da allora, molta strada esperienza, umana ed artistica, intacitiano
*.

ma la tendenza fondamentale rimasta la stessa. La forma in Tacito Io specchio fedele della posizione che lo storico assume dinanzi agli avvenimenti e agli uomini. E un modo di commentare ci che narra che un modo, in fondo, di rivelare se stesso.
tercorsa
;

Anche

la

regolarit, quindi, di alcune

forme espressive,

dev' essere guardata entro questo cerchio psicologico che

cinge r opera di Tacito.

Ho
hanno

scritto innanzi'
in

che

la variatio,

come

la

concinnitas,

Tacito
la
si

una

loro

funzione.

Possiamo ora agla

giungere che
sua classicit

semplicit del periodo, la sua eleganza,

adattano bene ad esprimere il mondo esteriore, gli avvenimenti che serenamente si svolgono, senza turbamenti o complicazioni spirituali \ Quando subentra, invece, il mondo dell' anima, della passione, quella forma
di

espressione

non basta

pi, e Tacito costretto a fare


il

appello a nuovi mezzi espressivi. qui


cito scrittore.

problema di TaLo stile nervoso, complicato, spezzato un completamento di quello pi lineare, pi piano, insomma pi ciceroniano o liviano. Alla luce di queste considerazioni, comprendiamo meglio la classicit
cit persistente,

di tanti finali di discorsi

indiretti (classi*

come mettemmo
la

in

rilievo)

e diretti

^
;

si

comprende anche meglio

funzione del parallelismo, ecc.

'

Cf.

pp.

40
117.

SS.

'

Cfr. p.

* Cfr. quanto osservammo circa la maniera provvedimenti di Claudio (pp. 139-41). Cfr. pp. 128 ss.
*

in

cui son descritti

saggi

Cfr. pp.

161

ss.

; .

207

Questo fenomeno si osserva non solo nei libri XIII-XVI, ma anche nella prima esade. Anche qui lo spirito di Tacito, di solito cos teso ed eccitato per gli avvenimenti che narra, si acquieta, quasi, e sembra riposarsi, dinanzi alle azioni buone, o per lo meno non malvage, dei suoi personaggi, anche se questi si chiamano Tiberio *. interessante leggere cap. 6 del IV libro degli Annali.
il

Tacito dice di voler esporre


altre parti dello Stato, sino

criteri ai quali

si

ispirarono
l'

le

all'

anno che segn

inizio del

malgoverno di Tiberio: lam primum publica negotia et privatorum maxima aput palces tcadabantur, dabaturque pcimoribus disserece et in adalationem lapsos co6ibebat ipse mandabatque 6onores, nobilitatem maiorum, clantudinem militiae, inlustres domi artes spedando, ut satis constaret non alios potioces fuisse. Sua consulibus, sua praetoribus spedes; minorum quoque magistratuum exercita potestas; legesque, si maiestatis quaestio eximecetur, bono in usu. At /rumenta et pecuniae vedigales, ceteva publicorum fructuum sodetatibus equitum Romanorum agitabantuc. Res suas Caesar spedatissimo cuique, quibusdam ignotis ex fama mandabat, semelque adsumpti tenebantur prorsus sine modo, cum plecique isdem negotiis insenescerent... Ed ora si veda e. 7 in. Quae cunda non... comi via,

sed
terum

fi

r r

du

ae

...

Tiberius...

nullo

metu

formidaius, retinebat; S Cean ut fivmitudinem


re. .

animi
volutus,

o s t e n t a re t ; 9 ad vana et totiens invisa de reddenda re publica u tqu e co n s u I e s


12
in.

regimen susciperent;
voces dolentum
duebat.

Ceterum...

senatus...

simulatione

magis

qu a m

li b e

in-

Giudizio,

penetrazione psicologica,

simulazione,

' Scrive il Yannucci {Studi storici e morali sulla letteratura latina, Torino 1871, p, 467) che Tacito "con affetto ricerca la virt, e con affetto la celebra appena si mostra . Ora, sino a che punto questo affetto si effonda nella dolcezza espressiva si nota qui e altrove cfr., per quanto riguarda Tiberio, pp. 134 ss.; cfr. inoltre pp. 33; 182.
-.


mcnzos^na,
plesso
;

i20S

un altro mondo, piij comil bisogno di ricorrere


indicati.

finzione.

Siamo

in

per esprimerlo. Tacito sente


degli Annali

agli espedienti di stile

che abbiamo
si

Lo

stile

dei

primi

sei

libri

svolge tutto su questa linea.


il

Ma. ora che abbiamo prospettato sotto questa luce problema del Klassistismus di Tacito sia nelle Historiae che nella prima e nell' ultima parte degli Annales, cerchiamo
l) in che modo Y fiumanitas di Tacito diventi complessa e pi ricca, proprio in questi ultimi libri 2) come tale piij profonda maturit spirituale si rifletta nelr espressione. Allora s che si potr parlare di un' evoluzione stilistica di Tacito, esaminata alla luce della sua evo-

di

vedere:

piij

luzione spirituale.
libri degli Annali che vanno da XI a XVI segnano un notevole passo innanzi nella scoperta che Tacito fa dell' uomo. Nei primi sei libri, Tiberio ci rappresentato soprattutto come un uomo politico che risolve, con metra questi, occupa il primo posto todi alquanto duri un problema politico. Si direbbe che simulazione la
I

in quel mondo non ci fosse posto per le donne: e noi pensiamo che la mancanza di un tenero alifetto muliebre anima di abbia non poco influito a rendere pi cupa
l'

regno di Tiberio, le donne... non potendosi accusare osserva il Vannucci \ ed di voler occupare lo stato, si accusavano di lagrime una madre fu morta per aver pianto il figliuolo che le
quell'imperatore

senza
"

sorriso.

Sotto

il

avevano ucciso
L'

elemento femminile entra invece in pieno nei libri Xl-XVI, portando con s una serie d'interessi e di problemi che nella prima esade avevano amore, passione, lusso avuto scarsa importanza. La visione si allarga. Sul problema politico, prevale quello psicologico, anche se questo

in

funzione della politica. Le ombre,

le

grandi

ombre

ri-

'

O. e.

p.

457.


mangono sempre,
esse
si

209

sfondo del quadro ma accanto ad mai viste per l' innanzi. Ed ora passiamo ad esaminare come tale psicologia pi
sullo

aprono

luci

delicata, abbia la sua espressione linguistica e stilistica. Nel

brano che
diatamente

citer,

appartenente

al e.

12,

che segue imme-

ai passi

sopra

riportati,

apparir evidente
il

anche

la

lingua

che,

come

come affermava

Leopardi',

elemento inseparabile dallo stile sia da Tacito chiamata a rendere le nuove sfumature di cui ho parlato Cekcum infracta paulatim potentia matcis de l a p s o Nerone in amorem libedae, ... simul assumptis in conscie ntiam M. Otione et Claudio Senecione... Ignara maire, dein fru:

inrepserat per luxum et ambigua ne senioribus quidem... adversantibus, muliercula... cupidines principis explente, quando uxore ab Octavia, nostra

obnitente, penitus

secreta,

bili

quidem

et probitatis spectatae, fato


inlicita,

praevalent

abfiorrebat metuebaturque,
il

quodam, an quia ne... Lungo


lettore,

periodo, che tiene continuamente sospeso


della lunga serie degli ablativi
assoluti.

a causa

Sembra che non

voglia mai fermarsi,

sempre

Tacito, nel suo desiderio di scavare fondo ne nasce, cos, come un' interrotta catena di frasi, un intreccio di pensieri. Al periodo ritmico di Cicerone si sostituito, qui, il periodo psicologico. Manpij

in

cano

nessi

grammaticali e

sintattici;

restano

legami

delle idee

Prosa invertebrata, ma oscura mai. Anzi, Tacito riesce a portare un raggio di luce in un mondo pieno di oscurit

e di mistero. Ci
'

siamo imbattuti

in

termini

o espres-

Flora), Milano 1937-3S, Voi. II, p. 162. ese) parla di " costiparsi e quasi... affollarsi di frasi corte-... E ogni irase un' idea le frasi clie si urtano sono idee che si urtano e la mente del lettore portata per una serie rapida di pensieri successivi o contrari . Circa la tendenza di Tacito ad usare frasi lunghe e disarticolate, cfr., oltre che Courbaud (o. c, pp. 244 ss.: ampia e chiara trftt'azione). Marouzeau (TraltJ... [o. e], pp. 240 ss.). Per esempi di lunghe serie

Gir. ^.baldorie di pensieri (ed.


Il

Marchesi

(o,

c,

p.

di ablativi a?solu;i

in

Tacito, cfr.

Draeger

(o.

p.

90),

Andresen

(o.

c,

pp. 8 ss).

14

A. Slraiore

Stile e :itrr.o in

Tacito.


sioni poetiche.

210

diventa
lingua
in

Anche
prosa

la

poesia
la

Tacito stru-

mento
il

di espressivit.

ritmo della

non

Quando

della prosa

bastano,
Tale

Tacito

ricorre alla
esprisi

lingua e al ritmo

della

poesia.

pensiero gi
*
:

memmo,

nel capitolo sui discorsi diretti

la

visione

ora, allargata. Dal de oratoribus,

aW Agricola,

alla

Germania,

attraverso

le

opere maggiori

Tacito, al culmine della sua


il

evoluzione, mostra di sentire pi profondo


poesia, di sfruttarne meglio
Gli stessi procedimenti
le

valore della

molteplici possibilit.
si

stilistici

ripetono

in

An. XIII

confermano la verit di quanto siamo venuti sin qui esponendo: Eodem anno crebris populi flagitaiionibus immodestiam publicanoriim argiientis, dubitavit Nero, an
50 e .XIV
1

cuncfa vectigalia omitti tuberei idq.ue pulcferrimum domini generi mortaiiim darei (.XIll 50). Lo stile piano, scor-

denota l' entusiasmo col quale Nerone vorrebbe prendere il provvedimento ^ Le cose cambiano, passando al secondo brano. Si entra in un altro mondo si profila la triste sorte di Agriprevole,
:

pina.

Poppea usa

le

sue
:

arti
il

-.

il

mondo
atteggia

dell'intrigo, delil

l'amore, della passione


dell'anima.

mondo, Ed ecco come Tacito

anzi, meglio,
la

mistero

sua espres-

sione

tum
lita

Qaio Vipstano C. Fonteio consulibiis din mediianon ultra Nero disiulit, vetustaie imperii coaaudacia et flagrantior in dies amore Poppaeae, quae...
:

scelus

'

Cfr.

pp. 162

SS.

Si noli la soltile

sfumatura

contenuta
citati):

nella

disposizione
;

dei

termini

(scrivo alcuni esempi presi dai brani

a senatu; et quamquam censuissent patres; quo octus erat Mero; cum... iurarent mag[stratus... turare profiibuit; dubitavit Mero (cfr. invece, pi avanti, diu meJitatum scelus non ultra Mero dstulit). Sarebbe interessante, magari sfruttando il materiale raccolto dall' Andresen (o. c, pp. 13 ss.), una ricerca intesa a cogliere, attraverso la particolare collocazione dei nomi propri, o de^jli aggettivi derivanti da nomi propri, lo sl.ito d' animo di Tacito riguardo ad un determinato personaogio, in un determinato momento. Nei libri degli Annali 1-YI significativo il gioco molteplice di termini che si rif.'riscono a Tiberio, che ora visto come Tib-^riu^ (spesso con intenzione dispregiativ;i, come risulta di mij indagini personali) ora invece nella luce del Caesar, dell' imperator, etc.
cofiibebat ipsj
petivit

211

aliquando per facetias incusare principem et puplllum vacare, qui... non modo imperli sed libertatis etiam indignerei (aftorano
i

noti

espedienti

stilitici

la

vaciatio

ve-

tustate... et flagrantior,

l'uso dell' infinito storico, col signi-

ficato che, in tanti altri luoghi,

abbiamo scoperto
I

in esso)

'.

Segue un discorso indiretto, nel quale si distinguono vari momenti Cur enim... An fecunditatem... pensieri incalzano sempre di piij il tono di Poppea sembra farsi pi grave (Timeri, ne uxor... superbiam avaritiamque matris aperiat) ; si giunge al punto culminante, conclusivo (Quod
: ;

si

nurum...

ituram quoquo terrarum,

ubi audiret potius


del

contumelias imperatoris

quam
Non
nei

viseret periculis is nmxt):

del che ci avverte la struttura stessa

periodo, chiuso

da un'ottima
per
i

clausola.

il

caso

di continuare l'esame

capitoli successivi,
si

quali

lo

studio

psicologico
stilistici

dell'autore

manifesta mediante accorgimenti

gi

messi in rilievo altrove, e che ora, alla luce di queste nostre


considerazioni,

assumono un nuovo

valore.

pensar bene, lo stesso motivo per cui il discorso di Pisene diverso da quello di Galba ^ che lo precede di pochi capitoli, e l' intonazione di tanti brani, in cui son
presentate
le

figure di Tiberio e di Claudio, diversa


altri,

da

quella di tanti

in cui gli ste5^i

imperatori sono colti


e circostanze dii

dall'attento studio di Tacito in

momenti

verse ^ e per
miracoli di

tono dei capitoli ove si narrano Vespasiano si distingue dagli altri, che prececui
il

\ qqq. Si ha quindi modo di abbraccon un colpo d' occhio, quello che per me vero, profondo e nobile significato della variatio in Tacito fatto spirituale che ha la sua estrinsecazione, la sua proiezione esteriore nello stile. Tutta 1' opera di Tacito segnata da

dono o che seguono


ciare,

il

'

^
^
*

Cfr. soprattutto pp. Cff. pp. 151-52.


Cfr.

10

ss

Cfr.

pp. 173 pp. 1S5

?s.;

141-4-:.

55.


trae la sua intima unit
L' allargarsi
dell'
1'

o\q

Annales.

questa esigenza, dal Je cratoribus agli


orizzonte
si

ciui

opera del nostro storico \


spirituale e,

conseguentealtri

mente, artistico di Tacito


fatti.

pu osservare anche da
tra
il

C' una dit^erenza profonda


la

ritratto

a bianco e nero, secondo


cito traccia di

tecnica sallustiana
I

che Ta-

ancora

Otone

in

fiist.

15

e quanto

dello stesso

personaggio
cautus...)
:

4 (Otfo sive amore inbrano gi da noi esaminato nel capitolo sulla


scrive in An.
Xlli

ranatio^.

Nel

ritratto

delle

Historae,

e'

ancora qual-

cosa di troppo pesante, anche dal punto di vista della lingua (eoQue Poppjeam Sabinani, principale s e o rt II

m...
r e
t

deposuerat, dome
u
r ).

l i

on

mancano

certo

Octaviam uxorem a momotivi umani, ad es,


ai quali

quello della cordialit e dell'eleganza,

per, spe-

cialmente a quest'ultimo, dato risalto


riportato degli Annali.

qui,

brano sopra una maggiore fusione ed


nel

anche una luce pi chiara, che emana dall'accresciuto inumana. Punto di vista interessantissimo, per valutare atteggiamento di Tacito, uomo e artista, dinanzi agli stessi avveteresse di Tacito per certi aspetti della psicologia
1'

nimenti
agli
*

e alle stesse figure, nel passaggio


'\

dalle Historiae

Annales
il

Cfr. pp. 23

ss.

(de oratoribus)

48

ss.

(Agricola);

64

ss.

(Germania);

tutto
2
'

cap. lY e passim. Cfr. p. 95.


Il

(cfr. Tacitus und sein Werk, Neue Wege xur Antike, 1926, p. iS) pensa che il carattere psicologico del lilratto di Otone, negli Annali, sia dovuto a una fonte diversa da quella donde Tacit attinse per li ritratto dello stesso personaggio, nel primo libro delle Historiae. 11 R. non ha per osservato che la rappresentazione di Olone in An. XVI non un fatto isolato Claudio, Nerone, Petronio sono oggetto, da parte di Tacito, di uno studio psicologico non meno delicato e protondo. Quella rappresentazione si intona perfiltamente all' atmosfera ?pirituoie delesade. Sarebbe assurdo l' uHirna indipendentemente a ogni Quellenfrage

Reitzenstein

Leiprig-Berlin

concepire un simile ritratto nel primo I-VI degli Annales. La rappresentazione


Tacito,

libro delie Historiae


di

o anche

nei

libri

Otone

in

esame, dunque, va conside-

rata nell'ambito dell'evoluzione spirituale e stilistica di Tacito. Neil'

non

altrove,

deve ricercarsi

la

fonte del

secondo,

pi

anima di complesso

ritratto di

Otone.

215

La scoperta deW/umanilas ci aiuta, oltre che a comprendere meglio Tacito artista, a meglio penetrare il segreto
della sua storiografa. Tacito
si

sforza

di

avvicinarsi alle

anime, senza entrar mai nei pettegolezzi.


cito delle

mentre il TaHistonae ancora troppo aspro, duro, ancora

Ma

troppo predicatore, insomma, e' , nelle Storie, pi deconim che fiumanitas il Tacito degli Annales unisce al decorum un senso di umana comprensione. Per vedere come ci si realizzi in arte, basta rileggere passo di An. XIII 46 e soffermarsi, dopo magari avere il

scorso
tronio

il

ritratto di

Vinio

{liisi.

48),

sul

ritratto

di Pe-

(.4/7.

XVI

18-19)', Tacito ci descrive questo perso;

naggio con una certa compiacenza non parla pi^i di grandi vizi e di grandi virtij li sottintende, li sorvola lascia che il lettore comprenda e giudichi. C' in Petronio qualcosa di delicato, di fine Tacito ci fa sentire attraverso molteplici giochi della sintassi e dello stile ... fabebaturque non ganeo et profligator... sed erudito l u X u : espressione, quest'ultima, pi lieve, rispetto alla pre:

cedente, realistica e cruda.

Tutto

il

ritratto

di

Petronio

intessuto

di queste
si

fi-

nezze

stilistiche

e chiaroscurali.

Quel Tacito che

soliti

immaginare avvolto in un manto di stoica diamo qui - tutto preso da interesse umano
a studiare
la

austerit, ve-

discendere

figura di
la

con simpatia
zato
la

fine

agli ultimi istanti, lo

un epicureo morente, rappresentarci di quest'uomo che sa conservare, fino stile di semplicit che ha caratteriz-

sua vita. Tacito ammira questa semplicit; a volte lascia balenare un sorriso di compiacimento, attraverso la
:

collocazione dei vocaboli e il ritmo della frase Dein revolutus ad vitia, seu vitionim imitatione ^ intec paucos familiaviuni Neroni adsumptus est, elegantiae arbiter, dum
*

Bull' arte

dei

ritratti

tacitiani,

cfr.

Dacoromana,
2

Roma
SS, n.

1938, Voi. Vili,


1.

Pippidi Tacite et Tibre, in pp. 24S ss.

Epnemeds

Cfr.

p.


nlhil

214

pataf,
nisi

amoenum
r

et

molle

adfluentia

giioJ ei

Pe

ni u

dprbvisst.

La figura di Petronio, che nel e. 18 ci stala mostrata quasi da lontano, circonfusa d' una dolce atmosfera di semplicit, illuminata in pieno nel capitolo seguente, che ce ne descrive la morte spregiudicata, L' inizio ha un facile tono di racconto, quasi di fiaba Forte illis diebiis Campaniam petiverat Caesar, et Cumas usque progressus Petronius illic attinebatur : la musica del periodo tacitiano, che siamo abituati a sentire. Petronio trascorre gli ultimi momenti, prima di morire, conversando con gli amici non per seda aut qulbus glrm cnstante ptrt, ascoltando loro discorsi, che non vertevano sull'immortalit dell'anima, n eran massime filosofiche niM de inmortalitate animae et sapientium placitis \ sed lv carmina et fcls
:

versus. In un'atmosfera di perfetta naturalezza


nio,

muore

Petro-

come

Valerio Asiatico, un altro epicureo, del quale Tail

cito fa risaltare

pensiero semplice, affettuoso e quasi pre:

muroso per le cose inanimate ed insensibili vnas xslmt, viso tamen ante rogo iussoque transferri partem in aliam, ne opacitas arborum vapore ignis minueretur: questi alberi
vivono
della
nella nostra fantasia,

come

tante creature [An. XI


:

3).

Valerio Asiatico, Otone, Petronio

siamo

al

culmine

comprensione umana
in

di Tacito e della

capacit di
gran-

esprimerla
Il

arte.
libri

Tacito dei

l-VI

degli Annali scrittore

dissimo, di una penetrazione e di un' acutezza psicologica

che a volte
storia
g'

ci

turba e quasi spaventa.


circoscritti.

Ma

limiti

che

la

impone sono pi

L' allargarsi dell' o-

'

Osserva

p.

194):

Ronconi {Da Lucrezio a Tacito, Messina - Firenze 1950, "un luogo comune della storiografia retorica stoicizEante, ma roveil

sciato e rivestito di sottile

ironia
il

Si

noli

giochi di ritmo pieno

tutto

ritratto

il

contrasto

ritmico

di

questi

sapintlm plclts (le clausole danno al non sfugga neanche la poetica gravit del

gldrm cnstante petret; brano un fono d'ironica solennit;


tra

placitis) e levl carmina...


rirzonte

215

al-

umano

sarebbe
nuovi

dovuto anche
l'indagine

ai

psicologica
si

ingenuo non riconoscerlo che si presentano dello storico. Da un'atmosfera


imperatori
a Tacito spetta
il

di

tragedia cupa,

passa ad un'atmosfera, spesso, di tragimerito altissimo


adatti

commedia

Comunque,

di aver saputo penetrare lo spirito di avvenimenti e figure

diverse e d'aver saputo trovare

mezEi
se,

stilistici

ad
ri-

esprimere questo diverso

mondo
si

psicologico.

La
tratti,
si

stessa

evoluzione

osserva

dal canpo dei

passa a quello

delle

descrizioni. Si legga,

dopo

(inIli 33 (saccheggio di Cremona) e soprattutto 71 cendio del Campidoglio), An. XV 38, la descrizione, cio, dell' incendio di Roma. Di ben altro aveva parlato Tacito nel capitolo immediatamente precedente, che vai la pena di trascrivere per osservare, da un altro punto di vista, la larghezza di oriz-

Nist.

zonte

di Tacito, neir ultima


i

parte della sua opera. Si de:

bagordi di Nerone Igitur in stagno Agn'ppae fabiicatus est ratem [scil. Tigellinus], cui superpositum convivium navitim aliarum tradii movevetur^. Naves auro et ebore distinctae; remigesque exoleti per aetates et scientiam libidinum componebantur. Volucres et feras diversis e terris et ammalia maris Oceano abusque petiveraf. Crepidinibus stagni lupanaria astabant illustribus feminis completa, et contra scorta visebantur nudis corporibus. lam
scrivono
gestus motusque obsceni
;

et

postquam tenebrae incedebant,

quantum
et

iuxta nemoris et circumiecta teda consonare cantu

lumini bus e la re scere.

Siamo

entrati

in

pieno

nel

mondo

della poesia

ci

" ' Le rgne de Ticre. tei que Tacite 1' a racont, e' est une admirabie Irag Jie, pleine d' horreur et d' loquence (Fabia, o. c, p. 450). Su 1' arte grande con cui Tacito ha dipinto Tiberio, cir. Henriot Tacite, in Hommes et

Mondes 1948, pp. 426


*

ss.
il

La

reiasione
illustrata

tra

chiaramente

primo e il secondo periodo di questo brano da Clarence W. Mendell in Latin sentence connection.

New Haven

1917, pp. 21-22.


sensibili.

216

inle

troviamo dinanzi ad una lingua animatrice delle cose Qui, pili che altrove, possiamo apprezzare

grandi qualit di Tacito nelle descrizioni.


querat,
ilio

Ed ora ritorniamo a Nerone Ipse... ni6i! quo corruptior ageret, nisi paucos post contaminatorum greche ... in m o d ii m
:

flagitli reli-

dies uni ex
s

'

1 1

i II

m coniugiorum denupsisset.
Si dice
;

che lo stile di Tacito rapido, breve. Giusto ma bisognerebbe aggiungere che Tacito sa essere abbondante, e adoperare espressioni di una certa estensione, d'un certo peso, quando vuole esprimere qualcosa di osceno, di grotcitare

che desta un riso di disprezzo, come qui, e, per un altro esempio, in An. XI 27 Haud sum ignarus fabulosum risii m iri... consulem designa tuni ciim uxore principis... ve lui s u se i p i e n d o r u m l i b e v q e u m
tesco,

causa

convenisse ^

Anche questo aspetto della sensibilit e dell' arte di Tacito va dunque considerato, questa sua capacit di caricare
le

tinte
il

di

una

scena, che una sua maniera di

commentare
Tacito.

fatto descritto.

Qui

si

nasconde
affiora

l'

ironia di

Negli

ultimi

libri

degli
1.

Annales

di tanto

in

tanto

soprattutto nel

XI

il

sorriso dello storico.


letto,

Un
libro

brano,

come questo che abbiamo


dil^icilmente

del

XV

degli Annales,
nelle Historiae.
1'

luogo
Ili

Pensiamo

al

avrebbe potuto trovar brano famoso di Hist.


citt, in

85, ov' ritratto

aspetto ripugnante della

cui

si

d'

mescolano tristemente combattimenti, ferite e lordure ogni genere saeva ac deformis urbe tota facies...^ Mi sembra che ci sia, tra due brani, la stessa distanza
:

da noi notata

tra

le

rappresentazioni diverse che di

Otone

fa Tacito, nelle Historiae e nel XIII


Cfr. Hor. Cfr. Cfr. p.

libro degli Annales.

'

Carm. 37, 9. quanto osservammo a


I

p.

112 e

ivi,

n.

3.

178.

217

Chi volesse disegnare rapidamente un' ideale biografia di Tacito, dovrebbe tener presente questa graduale conquista di serenit, che conquista anche di poesia e di suggestivit. Nel lungo cammino, Tacito si andato spogliando

una certa veste di moralista ed divenuto uomo che comprende di pii^i, penetra di pi. Ora. questa sua ascesa spirituale si esprime, artisticamente, nella maniera che si
di

cercato di mostrare.
Il

esce

problema dell' evoluzione stilistica del nostro storico dunque illuminato dalla visione, che abbiamo deli-

neata, di Tacito

uomo

e artista.

APPENDICE

PROSPETTO DELLE CLAUSOLE DEL DIALOGO DELL' AGRICOLA E DELLA GERMANIA''


Clausole complessive del

dell'

345 515 della Germania: 329


Dialogo Agricola
-.

I.

CRBTICO

t:

TROCHEO

II.

DICRETICO

HI.

DITROCHEO

IV.

DIPODIA TROCAICA IPl:RCATALr:TTICA

F,

CLAU^ULA H5R01CA

INDICE DEI PASSI DI TACITO CITATI


DE ORATORIBUS
C.

AGRICOLA
C.

pp.

5;

8;

18.

2 p. 11.
12; 19; 21; 39; 58; 62. 8 pp. 1; 5; 18; 20; 22; 24; 29. 7 p. 70.

5 pp.

8 9 10 11 Ce. C. 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22

pp. 19 (n.); 62. pp. 2; 30. pp. 3; 22; 25; 28. pp. 20; 25.
ss.

1 pp. 35; 40. 3 p. 45 (n.). 4 pp. 35; 41; 44. 5 pp. 42; 46; 49. 6 pp. 12 (n.); 29 45 (n.); 50.

(n.);

43;

9 pp. 36; 42; 43; 44. 10 pp. 44; 51; 75 (n.). (n.); 12 pp. 13 30; 45
52;

(n.);

p.

12.

56.

pp. 20; 25; 28; 30. pp. 20; 30; 40; 62. pp. 22; 39.
p.
19.

13 pp. 36; 52; 56; 113.


42;
45.
(n.).

15 pp. 22; 16 pp. 44;

46;

48;

53.

p. 22.

18 pp. 52; 56 19 p. 46.

pp. 39; 40. pp. 9; 31. pp. 3; 6; 26; 30. pp. 4; 9; 29 (n.). pp. pp.
32.
7;

20 p. 46. 21 p. 46. 22 pp. 48;

55

(n.).

26;
5;

40.
9;

24 pp. 24; 56. 25 pp. 36: 44. 26 pp. 42; 56; 112 27 pp. 36; 46; 120.

(n.).

3;

20;

24; 26; 30;

23 pp. 5; 8; 13; 18; 28; 32; 40. 24 p. 40. 25 pp. 7; 29. 26 p. 7. 27 pp. 12; 20. 28 pp. 8; 20; 23; 41. Ce. 28 ss. p. 9. C. 29 pp. 22; 29; 62 (n.). 30 pp. 20; 26; 31. 31 pp. 6 (n.); 11; 19; 20; 22;
32;

39.

32 34 35 36 37 38 39 40 41

pp. 26; 40. pp. 11; 20; 22; 39.

pp. pp. pp. pp. pp. pp. pp.

18;

29
22;
33.

(n.).

21; 28; 29; 39; 62.

21;
19;

25;
62.

30;

40.

26; 21;
6;

33; 26.

25; 62.

29 pp. 43; 56. 30 pp. 37; 38; 42. Ce. 30-32 pp. 37; 155 (n.). C. 31 pp. 38; 42; 52 (n.); 130 (n.). 32 p. 42. 33 pp. 21; 30; 42; 43; 56. Ce. 33-34 p. 37. C. 34 pp. 42; 56. 35 pp. 43; 44; 48. Ce. 35 ss. p. 52. C. 36 pp. 46; 53; 56 e n. 37 p. 53. 38 pp. 53; 54; 55 (n.); 56 (n.), 39 pp. 42; 50. 40 p. 42. 41 Dp. 21; 42; 43; 56 (n.). 42 pp. 43; 45; 47; 49; 50; 113. 43 pp. 42; 44; 49; 56; 113. 44 pp. 36; 43. 45 pp. 36; 42; 51. 46 pp. 25; 36; 43.

15

A. Salvatore

Stile e

ritmo in Tacito.


GERMANIA
C.

1 pp. 2 pp. 71 3 pp. 71 4 pp. 5 pp.

226

C. 45 pp. 20; 40
(n.);

60;

74; 75;

64; 30;
(n.).

71:

72.
(n.);

76 (n.). 46 pp. 59; 61


60; 63;

(n.);

64,

66

(n.).

59

>

59
63;

(n.);

63 (n

);

66 (n);

HISTORIAE
Libro
C.
2 pp. 23; 81.
4 pp. 9
(n.);
I.

(n.).

>

64 (n.). 64 (n.); 73. 6 pp. 59; 71 (n.). 7 pp. 59; 59 (n.); 63; 71 (n.); 73.
59;

64;

29.

>

8 pp. 65, 65 10 pp. 19, 64


59; 71
29; 29

6 p. 48.
7 p.
89.

(n.).

(n.);
(n.).

71

(n.).

12 13 i. 14 > 15

pp. pp. pp. pp. 16 pp. 17 pp. 18 pp. 64 > 19 pp.


f

9 p. 21. 10 p. 153.

(n.);

59; 63

(n.).

59;

60;
(n.); (n.);

73.

64 29 19

^
65.

64

(n.);

66

(n.).

71, 73.
(n.);

28
62;

14 15 16 18 21

pp. 19 (n.); 90 (n.). pp. 27; 147. pp. 27; 147; 148.
p.

91.

p. 123.

(n.);

61;
n.;

(n.);

73;

74

(n.).

59;

61;

68

*
*
.-

70; 71 (n.). 20 pp. 29 (n.); 59; 62 (n.); 63 (n.); 68 (n.); 71 (n.). 21 p. 71 (n.). 22 pp. 60; 64 (n.). 70. 23 pp. 59; 70. 24 pp. 61; 66. 25 pp. 59; 69; 70. 26 pp. 68; 72 (n.); 73. 27 pp. 19; 64 (n.); 67; 68; 73. 28 pp. 63 (n.); 70; 71 (n.). 29 pp. 64 (n.); 65 (n.); 68 (n.); 71; 71
(n.).

22 p. 124. 9U (n.). 28 p. 89 (n.). 29 pp. 27; 151. 30 pp. 21; 112; 151. j 31 p. 85.
27 p.

.>

7>

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*

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*
*
..

30 pp. 58; 59; 64 (n.); 66 (n.); 68 (n.); 73. 31 pp. 66; 67; 71. 32 pp. 66 (n.); 74 (n.). S3 p. 59. 34 pp. 19 (n.); 64 (n.); 73; 75. 35 pp. 21; 72; 73. 36 pp. 65 (n.); 71 (n.). 37 pp. 22; 66 (n.); 73. i8 p. 71 (n.). 39 pp. 59 (n.); 73; 74. 40 pp. 61; 65; 74.
41 pp. 60; 71
(n.).


r>

,>

;.

7>

42 p. 71 (n.). 43 pp. 66; 73 (n.); 75, (n.). 44 pp. 69 (n.); 71 (n.); 74.

32 33 34 36 37 39 40 41 42 44 47 50 52 62 66 68 76 79 80 81 82 83 84 88 90

pp. 125 (n.); pp. 125 (n.); pp. 90; 107.


pp. 107; 152.
p. p.

126 126

(n.).
(n.).

152.

196
126.

(n.).

pp. 148; 171; 186


p. p. 90. p.

(n.);

191.

90
151

(n.).

p. 30.
p. p.
(n.). (n.).

125
126.

p. p.

126 (n.). pp. Ili; 177 (n.).


p.
p.

108.

53

(n.).

pp.
p. p.

172; 101.
173.

175.

pp. 27;
p.

152.

152.
111.
(n.).

p.

pp. 85; 89


Libro
C. 8 p. 186 (n.). 12 pp. 174; 176. 15 p. 188 (n.).
II.

227

67 pp. 173
(n.);

197

22 pp. 171; 172. 25 p. 94. 28 p. 188 (n.). 29 pp. 100; 171. 37 pp. 90 (n.); 203 (n.). 39 p. 96. 44 p. ISO. 45 D. 174 (n.). 47 p. 152. 49 p. 114. 56 p. 111. 70 pp. 174; 19: 74 p. 124. 75 pp, 124; 125. 76 pp 124 (n.); 152; 153 77 pp, 152; 152 (n.); 153 81 p. 196. 93 p. 87. 87 p. 191. 89 D. 183 (n.). 93 R. 178. 99 pp 90 (n.); 173. 101 p 90 (n.).
.

(n.).

(n.).

Libro
2 10 13 14 17 18 19

III.

pp
p.

154;

155.

96

(n.).

pp
p.

121;
128.
187.

128;

186

(n.).

p.

pp
p.
p.

180;

183

(n.).

20 23 24 28 30 31 33 39 49 59 60 61 64 65

122 154
193. 128. 173.

(n.).

(n.).

p.
p.

p.
p.

177 pp. Ili


. .

(n.).

(n.);

173.

pp. 171; 178.


p. 156
p. p. p. p.
(n.).

107.
23.

128. 107.

pp
p.

122 (n.); 126 (n.).


11 p.
134.

228

C.

12 p. 108. > 17 p. 130. > 25 pp. 100;


> 31 p.
> >

6 p. 135. 10 p. 93.
12 pp. 20; 154
(n.).

176.

>

28 pp. 100: 102.


131.

34 pp. 90; 120. 36 p. 19 (n.). 40 p. 173 (n.). 41 pp. 121; 178. Ce. 42-43 p. 152. C. 45 p. 101. 47 pp. 136; 177. 49 p. 155 (n.). 51 p. 177 (n.). 58 p. 163 (n.). > 61 p. 174 (n.). 62 p. 89. > 64 pp. 21; 87 (n.); 173. ^ 65 pp. 172; 179 (n.); 193 IRQ 189 /'ni (n.). 67 pp. 93 (n.); 94 (n.); 180 > 69 p. 172. 70 p. 181. 81 p. 29 (n.).
ji>

20 22 25 30 40 44 45 46 48 52 54 69

p.

96.
(n.).

87 93 p. 89
p. p. p.
p.

(n.). (n.).

131.

89

(n.).

pp. 120; 129. pp. 19; 130.


p. 97.

p. p.

93 93

(n.).
(n.).

p. 135.

Libro IV.
C.
(n. (n.);

2 p.

196
207.

(n.).

p.

(n),

Libro
C. 5 pp. 21; 127. Ce. 15-16 p. 129. C. 20 p. 112. 21 pp. 53 (n.). > 23 pp. 86; 180 > 26 p. 137. 35 p. 97. > 38 pp. 30; 156. 41 p. 127. > 43 p. 92. 44 p. 113. ^ 45 p. 129 (n.). 49 p. 159. 55 p. 97. * 63 p. 93. 71 p. 152. 77 p. 138. 82 p 121. 88 p. 18.

II.

(n.).

7 pp. 87; 207. 8 p. 207. Ce. 8-9 p. 135. C. 9 p. 207. 11 p. 113 (n.). 12 pp. 2; 207; 209. 18 p. 29 (n.). 21 p. 90 (n.). 31 p. 93 (n.). Ce. 34-35 p. 163 (n.). j. 37-38 p. 159. C. 40 pp. 121; 154 (n.). 41 p. 121. 46 p. 86. 49 p. 188 (n.). 50 pp. 86 (n.); 186 (n.). 51 pp. 87 (n.); 93 (n.); 94 56 p. 19 (n.). 63 p. 101. 70 p. 138.
^
'

(n.).

Libro V.
C.
3 p. 108.

Libro VI.
C.
;.

p. 87.

7 pp.
p. p.
p.

Ili;
87.

112.
(n.);

Libro
C.
*

III.

4 p. 86.

5 p. 134.

8 13 19 33

pp. 113
176.
175.

163

(n.).

229
C. 34 pp.

C. 45 p. 105. * 46 pp. 95; 102; 212.


54 p. 93. Ce. 55-56 p. 130 C. 56 p. 163.
(n.).

29 (n.); S'* 35 p. 174 (n.). 38 pp. 91; 95 (n.). 51 p. 109.

Libro XI.
C.
>.
;>

2 p. 196 (n.). 3 pp. 13; 139; 214.

Libro XIV.
C.
1 pp. 22; 210. 3 p. 102.
(n.).

;.

;,

>

6 15 19 20 24 25 26 27 30 31 32 35 36

p. 165. p. p.
p.

139.

90
22.

(n.).

p.

148.

4 pp. 87; 90 5 p. 92. 7 p. 89 (n.). 10 p. 186.

p. 139.

pp. 88: 95. pp. 120; 216.


p. p. p.

141.
110.

pp. 100; 141; 176.


110.

:> 35 p. 130 (n.). Ce. 43-44 p. 162. C. 48 p. 86. Ce. 53-54 p. 160. C. 54 p. 150 (n.). Ce. 55-56 p. 160 (n.). C. 59 pp. 91 (n.); 150

(n.).

p. 85.

Libro XV.
Libro XII.
(n.).

C. 10 p. 130

11 13 20 21 33 37 39 v 47 > 48 > 51 > 86 > 68

>.
.>
-

p. 140.

102 (n.). pp. 94; 140; 177. p. 164 (n.).


p.

.>

pp. 22: 171. p. 164 (n.).


p. p.

22.

102. 102.

p. 108.

Ce. 1-17 p. 195. C. 2 p. 161 (n.). 3 p. 172. 13 p. 196. 15 pp. 96; 196. 16 p. 197. 17 p. 196. 20 p. 161. Ce. 20-21 p. 167. C. 21 p. 161. 34 p. 178 (n.).
:>
.;

pp. 22;
p. 94.
p.

.36 p.

92.

102.

Libro
C.

->

Xm.

>
.

3 4 6 8 10

p. 155. p. 204.
p.
p.

S7 38 44 48 51

pp. 112; 215; 216. pp. 28; 87; 92. pp. 86; 187.
p. p.

109.
93.
(n.);

204. 204.

54 p. 90. 63 pp. 150

162.

p. 96.

Libro XVI.
C. 13 D. 176.
(n.).

11 p. 204.

>
^>

12 p. 91. 13 pp. 103; 103 14 p. 103.

>v

>

> >
> >

16 18 21 30 35 44

p.

94.

p.
p.

103.
(n.).

164 pp. 112


p.

(n.);

210.

97. 95;

pp.

104.

14 p. 204. 16 p. 82. 18 p. 88. Ce. 18-19 p. 213. C. 22 pp. 161 (n.); 23 p. 92 (n.). 30 p. 93. 31 p. 162. 35 p. 162.

162

(n.).

INDICE-SOMMARIO DEI PRINCIPALI ARGOMENTI TRATTATI.


Ablativo assoluto

-.

peso dato ad un concetto mediante


dall' a.
a.

1'

a.

a.
-.

passaggio funzione espressiva


Accento
:

pp. 64

65

86.

alla

prop. principale
a.:

p. 96.
n.

dell' a.

pp. 196 e

1;

197.

importansa
184; 187.

dell' a.

quale

elemento del ritmo:

pp.

152;

170-,

175-

AGRICOLA:

rapporti antico e
p.

stilistici

e ritmici col de.


nell'

o.

p.

36.

nuovo

A.

passaggio

dal

de

o.

al

nuovo

stile

di T.

41.
dell' /.

importanza

nell'evoluzione

stilistica
-.

di

T.

pp. 54; 35;


ss.

56-.

57.

influenza originalit arte del

stilistica

di

Sallustio nell' A.
:

pp. 38; 42
pp. 47; 49
49.

di

T.,

rispetto a Sallustio

ss.

ritratto

spirituale
-.

nell'

A.

p.

descrizione animata
poetici
:

p.

51.

elementi
spirituali

nell' A.;
;

influenze di Virgilio, linguistiche,


56.

stilistiche,

pp.

54

55

Anafora

valore
Asindeto
-.

espressivo

dell' a.

pp. 62; 63 e passim.

effetti

artistici

ottenuti

mediante

I'

a.

pp. 68

n.

3;

i93.

Clausola

funzione espressiva della clausola,


67; 74;

elemento del ritmo-,

pp. 61; 63;

104;

105; 122;

l'io;

127; 128; 129; 130; 131; 153; 134; 136;

1?7;

1?S;

il

233

il

disc, di

Galba; nobilifasione del personaggio mediante

disc.

dir.

pp. 147
il

ss.

disc, di

Claudio, studiato
di T.

in

reiasione al disc, delle tavole di Lione;


al
;

comportamento

dinanzi

documento

malinconia
disc, di

storico: pp. 150-51.

nel disc, di Risone

sua intonazione diversa da quella del

funzione
diretti,
i

Galba: pp. 151-52.


del disc. dir. nel

quadro

della narrazione, dei discorsi in-

contributi

ecc.: pp.

154-55.
ss.

disc. dir.

pronunziati da Tiberio: pp. 155


eh' essi

recano per
ss.

la

scoperta

dell'

fumanitas

di

questo

oratoria e poesia negli discorsi degli Annali: clausole poetiche, espressione del sentimento poetico funzione psicologica delle clausole 164.
ultimi
in T.
:

personaggio: pp. 156

pp. 161
di T.
:

ss.

pp, 163 ss-

p.

ritorno di T. all'antico? p.
arte,
in
T.,

166. 168.

strumento
:

di

verit: p.

Discorsi indiretti

loro importanza e funzione nell'opera T. pp. 120 monologhi Olone e Vespasiano: pp. 123-25. facolt T. espressa nei ind. adeguare
di
:

ss.

di

di

disc.

di

lo stile al

con-

tenuto psicologico e sentimentale: pp. 125

ss.;

141-42.
lo stile e
il

sensibilit
lo

di T. nel farci

prevedere

attraverso
ss.

ritmo

sviluppo degli avvenimenti:


disc, ind., espressione di
ss.).

pp. 128

psicologia collettiva (pp. 128-33) e indivi-

prevalenza
Ellissi
:

duale (pp. 134

dei disc. ind. negli Annales, indice di


p.

maggiore approfon

dimento psicologico:

144.

funzione espressiva
pp.

dell' e.:

trattazione speciale a pp. 106


1;

ss.;

inoltre:

173

(n.

2);

175; 176 e n.

178

(n.

l);

180; 192;

196;

197.

ESAiMETRI

in

T.

pp. 74

(n.

1);

162; 224

(n.).

Evoluzione stilistica

Fonti

il

problema
:

dell' e. s.

studiato in relazione

con

1'

evoluzione spirituale

di T.

pp.
:

2C0

ss.

di
il

Tacito

loro studio non dev'essere disgiunto da un' adeguata

penetrazione


delle caratteristiche

i234

dello

stile

e dell'anima di T.

pp.

197

(n.

l);

9t2

(n.

3).

GERMASIA

stile

oratorio nella G.
della
G.,
ss.

pp. 53; 59; 6C; 61.


in

la

retorica
:

funnione

di

un

contenuto

sentimentale e

umano

pp. 61

brevit
di T.
:

e stile lapidario; importanza della G. nell' evoluzione

stilistica

pp. 67; 68; 69; 70; 71 e noie relative.

influenze virgiliane nella G.; confermarsi ed accrescersi dell'elemento

poetico nell'espressione di T.

pp. 67

(n.
-.

l);
p.

73.

pi umanit
stile

concentrato, rispetto a Sallustio


di lingua

70.

nelle descrizioni

p.

72.
stile

aria di mistero; suggestivit del ritmo e dello

negli ultimi capitoli

della

G.

-.

pp. 74; 75.

HU>fA,s-ITAS:

Iato
:

Allargarsi

dell'

orizzonte
-.

umano
pp. 208

di

T.

e conseguente

arricchimento

della lingua e dello stile

ss.

effetti

artistici

che ne conseguono-,

pp.

17 3; 175 e n.

1.

Infiniti descrittivi-.

considerati
188 e
n.
2.

in

relazione col verbo

al

modo
175;

finito;
ss.),

sfumatura ch'essi
v.
(n.

contengono:

oltre alla trattazione speciale (pp. 96


1;

anche: pp.
2);

4 5;

46; 47; 43; 49; 5C; 53; 54; 174 e n.

176;

177

184; 187;

Iperbato

effetto artistico dell'i.:

pp. 181

(n.

l);

186 e

n.

196

(n.

l).

L NOL'A poetica

animatrice
18C;

delle

cose
13f;

materiali:

pp.
1;

51;

52

(n.

2);

55 e

n.

l;

72;

181

e n.

4;

187 e

n.

215.

sfumature sentimentali: pp. 209; 210.

Miracoli, Mistero
sfile
riti

e ritmo da m.; gravit della prosa tacitiana nelle


religiosi:
v.

descrizioni di
187.
n.
1.

Germania e

inoltre pp.

184;

185; 186;

senso dell'infinito e suggestivit di espressione: pp. 51; 186 e


Musicalit

235

e pathos:

pp. 54; 55; 193; 194.


spirituali

m. diversa per esprimere situazioni


179
;

diverse:

pp. 67; 176;

ISO e

n.

196.

Parallelismo

.-

sua funzione espressiva

oltre alla
ss.),

trattasione particolare del p., nei


58;
59;

suoi vari aspetti (pp. 171


75;

V.

anche: pp. 29; 42;


(n. l);

60; 61;
n. 1;

103 e

n.

3:

104

(n.

l);

124; 125

127
206.

e n. 1;

130 e

133;

136. 147; 15C; 152

(n. 2);

180

(n.

l);

Pessimismo

di T.,

espresso attraverso Io

stile:

p.

lOS.

Preposizioni

le

p.

la

vadatio; sfumatura racchiusa nelle p.


relative.

pp. 110; ili; 112;

113;

114 e note

Ritratti

arte di T. nei

r.

v.

Agricola e inoltre pp.

109; 212; 213.

SENTESTIA

naturale
Suoni
:

inserirsi della

s.

nella descrizione: p.

19S e

n.

1.

armonia
(n.

data alla prosa di T. dalla corrispondenza


n.
1;

dei

s.

pp. 173

3);

178 e
dell' a,

185;
T.,

187.
nelle descrizioni, soprattutto, di scene
(n.
tristi
:

suono
pp.

caro a
(n.
s.
:

172;

174
di

1);
p.

176
173.

3);

177; 181 e passim.

Tacito

gradazione

e e

50

Omero

p.

75. 64;

Tucidide:
:

p.

142.

e Cicerone
(n.
2);
:

Y. Agrcola, de oratorbus,

Germania

-,

inoltre

pp. 3

84; 119; 144;

164; 167; 206; 209.

Cesare

pp.

188

ss.

e Sallustio: Y. Agrcola, de oratorbus e Germania', inoltre: pp. 104'

105; 106;

115; 142;

144; 147; 149 (n.

l);

201

(n.

2).


54-,

256

Germania;
S3;
n.

e Virgilio: Y. Agricola, de oratoribus


55; 56 C n.
1;

inoltre: pp. 24; 52;


(infiniti

72 e

n.

2;

73;
3);

75;

93-100
1;

descrittivi);

Ilo;

173

(il.

5);

174;
4; 5;

ISl
59;

(n.

136 e
(n.
l).

193;

194;

199.

Orazio: pp.

73;
(n.

216
l);

e Livio:

pp. 42; 44; 55

59
i

(n.

2);

115; 116;

142;
si

144;

147;
alla

150;

190; 192;

193

(differenza tra

due per quanto

riferisce

rappresentaHione dello sfondo); 194; 195; 206.

e Ovidio

p.
p.
f.
:
:

2 n. 2.
p.

e Seneca
e Seneca e

75.
19;
1.

pp.

116;

117;

113.

Lucano

p.

4 n.
p.

e e

Quintiliano:

119.

Giustino

p.
p.

119.

Apuleio

201
:

(n. 2).

e
Testo
:

-e

Benv. Cellini

p.

108

(n.

l).

Manzoni:

pp.

166; 132

(n.

l).

quanto
T.

un'approfondita

conoscenza
critica

delle caratteristiche dello stile di


t.
:

giovi allo studio

della
l);

del

pp. 8; 18; 19; 20; 22; 25;

27; 39 (n. 3); 40 (n.

41; 42 (n. l);

53

(n.

l);

178

(n. 2);

187.

VARIATIO'.

trattazione
(pp.
n.
1;

speciale delle varie manifestazioni


inoltre:
1;

della
1;

v.

in

T. al e.

lY

81

ss.);

pp. 31; 43; 44; 45 e n.


ivi;

46; 47; 48; 62 e


(n.

64 e

n.

65 e note

66 e note; 67; 121; 147; 151

l);

191; 211.

la

vadatio intesa

come

fatto spirituale,

oltre

che

stilistico

pp. 23;

24; 33; 48; 66; 102-03; 150;

151; 211; 212.


in

motivi

spirituali

che determinano l'uso della variatlo

T.

pp. 205;

206; 207; 210.


vaciatio

o pseudo/aratio

? pp.

110;

ili;

112;

113;

114.

INDICE GENERALE

Prefazione

............
PARTE PRIMA

vii
l

Brevis de Taciti dialogo disputatio

GENESI E PRIMO STADIO EVOLUTIVO DELLO STILE DI TACITO


Captolo

Il

de oratodbus e

la

variatio

17

II

III

Agrcola La Germania
L'

........

34
58

PARTE SECONDA
LE HISTORIAE E GLI ASKALES ESAMINATI NEI PRINCIPALI ASPETTI STILISTICI E RITMICI
Capitolo IY

La
Stile

variatio

come mezzo

espressivo della

prosa di
SI

Tacito

Y
VI
VII

e ritmo nei discorsi indiretti

120
143

Stile e ritmo nei discorsi diretti Stile e ritmo nelle descrizioni. Musicalit
.

della

prosa
169

di Tacito

Conclusione
Appendice

Indice dei passi di Tacito

Indice dei principali argomenti

........... ....... ....


citati

200
221

225
231

trattati

ERRATA
D.
5,

CORRIGE
le"

n.

"

Populi truces...

Ceterum
nantur

Harii...

feritali...

lenoci-

noc.naniur
8,
r.

"

vos

vero,

viri

di-

'

vos vero, <[viri]>

disertissimi...

sertissimi...

17, pen.
1

r. r.
: :

la

genie

le
1

genie

2,

uil.
r.
r.
r.

Si

ad An.
I

S-

ad An. IV 33
I

..

18,

29
5
1
:

ffist.

liht.
e.

,.

70, 74,

e.

t.

f.

Aen.
:

597-98

Aen. Vili 597-93


degli Annales
dall'
(e.

..

82,
SS,

r.

28
2 9
:

degli Annales
dall'

16).

.,

r. r.

aggettivo incertus

aggeUivo ambiguus

112,

possono
r.
r.

possano

..

178, n. 191, n.

2. 2, 2,

Novak
ss.

Novak
pp. 211
ss.

.,

3 pp. 911.

201, n.

r.

4 I'Erikssonn

I'Eriksson

IN

FINITO DI STAMPARE IL 15 - 10 - 1950 NAPOLI NELLE OFFICINK GRAFICHE R. PIRONTI E FIGLI

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