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Cratilo (dialogo) - Wikipedia

Cratilo (dialogo)
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Il Cratilo () un dialogo di Platone. In esso trattato il problema del linguaggio, o meglio, della correttezza dei nomi. Protagonisti del dialogo sono Socrate, Ermogene e Cratilo. La maggior parte degli studiosi moderni concorda sul fatto che venne scritto principalmente durante il cosiddetto periodo di mezzo di Platone.[1]
Indice 1 Struttura e contenuto del Cratilo 1.1 Incontro tra Socrate, Ermogene e Cratilo. Formulazione del problema e delle due tesi sulla correttezza dei nomi 1.2 Confutazione della tesi di Ermogene: il nome racchiude in s qualcosa dell'oggetto a cui si riferisce 1.3 La sezione etimologica come dimostrazione della tesi di Socrate 1.4 La correttezza dei nomi si misura in base alla correttezza degli elementi che lo compongono, le lettere 1.5 L'intervento di Cratilo - non esistono nomi non corretti 1.6 La risposta di Socrate - non vi identit tra nome e cosa, ma somiglianza 1.7 La contestazione di Cratilo, i nomi come fonte di conoscenza 1.8 L'obiezione di Socrate - la conoscenza vera solo se conoscenza delle cose e non dei nomi che le indicano 1.9 Conclusione - scetticismo di Cratilo e commiato da Socrate 2 Le due teorie sul linguaggio 2.1 La teoria sofistica del linguaggio 2.2 La teoria naturalistica del linguaggio 3 La teoria platonica del linguaggio 4 La figura del legislatore e del dialettico nel Cratilo 5 L'influenza del Cratilo 6 Note 7 Collegamenti esterni 8 Altri progetti

Cratilo
Titolo originale Altri titoli Sulla correttezza dei nomi

Mosaico raffigurante l'Accademia di Platone (Pompei)

Autore 1 ed. originale Genere Sottogenere Lingua originale Personaggi

Platone IV secolo a.C. dialogo filosofico greco antico Socrate, Cratilo, Ermogene Serie Dialoghi platonici, II tetralogia

Struttura e contenuto del Cratilo


Incontro tra Socrate, Ermogene e Cratilo. Formulazione del problema e delle due tesi sulla correttezza dei nomi
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Cratilo (dialogo) - Wikipedia

Socrate incontra Ermogene e Cratilo, che stanno discutendo attorno al problema della correttezza dei nomi e viene messo a parte da Ermogene delle teorie di cui sono sostenitori. Cratilo afferma infatti che i nomi sono per natura, ossia rispecchiano realmente la realt; Ermogene crede invece che i nomi siano arbitrari, decisi dalluso e dalla convenzione.

Confutazione della tesi di Ermogene: il nome racchiude in s qualcosa dell'oggetto a cui si riferisce
Socrate comincia a confutare la tesi di Ermogene, mostrando che i nomi non sono solo convenzioni, ma anzi rappresentano un qualcosa delloggetto a cui si riferiscono; contengono cio una qualche caratteristica che li rende perfetti nelladattarsi alla cosa descritta. Lo dimostra il fatto che esistono discorsi veri e discorsi falsi. Poich il nome parte del discorso, evidente che i nomi utilizzati nel discorso vero devono essere corretti; quelli usati nel discorso falso non lo sono. Colui che ha deciso i nomi, il legislatore, uomo sapiente, ha infatti rivolto la sua attenzione allidea del nome, adattandolo poi alle diverse necessit descrittive, adoperando sillabe e lettere differenti. Egli ha creato nomi solo corretti, basandosi proprio sulla natura delle cose.

La sezione etimologica come dimostrazione della tesi di Socrate


Ha qui inizio una lunga sezione etimologica, che occupa gran parte del dialogo. Vengono presi in considerazione nomi di di come Tantalo e Zeus e viene parallelamente sviluppato un eguale ragionamento sui nomi delle qualit delluomo, come lanima o il corpo. In seguito si passa ad analizzare la correttezza dei nomi degli astri, dei fenomeni naturali. Il ragionamento si dilunga sulle qualit morali delluomo.

La correttezza dei nomi si misura in base alla correttezza degli elementi che lo compongono, le lettere
Dopo questa lunga disquisizione Socrate spiega ad Ermogene che i nomi fino ad adesso analizzati sono nomi composti. Questa loro caratteristica di essere composti li rende suscettibili di unulteriore indagine: quella degli elementi che lo compongono, come le vocali. Le vocali, o, pi in generale, gli elementi che formano i nomi, devono infatti riprodurre lessenza delle cose, giacch a questa che si riferiscono. Inizia qui lanalisi di alcune lettere come e (rho e lambda).

L'intervento di Cratilo - non esistono nomi non corretti


Cratilo si oppone a questa tesi di Socrate: egli sostiene che il nome sempre giusto, sempre vero, perch della stessa natura delle cose che descrive. Il nome sbagliato non un vero nome.

La risposta di Socrate - non vi identit tra nome e cosa, ma somiglianza


Socrate comincia a confutare la tesi di Cratilo. Non possibile infatti dire che il nome e la cosa a cui si riferisce siano la stessa cosa. La parola "cavallo" ed il cavallo vero e proprio hanno qualcosa in comune, cos come un ritratto di un volto racchiude qualcosa del volto che riproduce: tuttavia non sono due cose uguali. Se si ammette questo fatto (e Cratilo, seppur poco convinto, lo fa) bisogna allora ammettere anche che esistono nomi errati e nomi giusti. Del resto un ritratto pu nelle intenzioni riprodurre il volto di una certa persona e poi essere dissimile.

La contestazione di Cratilo, i nomi come fonte di conoscenza

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Cratilo contesta ancora a Socrate il problema della conoscenza tramite il linguaggio: se gli uomini conoscono e apprendono la natura delle cose attraverso i nomi, ossia attraverso il linguaggio, evidente che non potrebbe esistere nessuna conoscenza se il linguaggio non fosse corretto, cio se i nomi non fossero della stessa natura delle cose.

L'obiezione di Socrate - la conoscenza vera solo se conoscenza delle cose e non dei nomi che le indicano
Socrate sostiene allora che il legislatore, che per primo adoper i nomi, non detto che avesse unopinione giusta delle cose stesse; egli infatti non pot apprendere attraverso i nomi, perch ancora non erano stati inventati. possibile allora che abbia fatto degli errori e ci dimostrato dal fatto che alcuni nomi non sono corretti. Esiste un modo migliore per conoscere: non attraverso i nomi, ma attraverso le cose stesse; solo le cose possono non essere contraddette, mentre i nomi si prestano a molteplici interpretazioni. La possibilit di una conoscenza vera e di una reale correttezza dei nomi risiede nella stabilit della natura delle cose. Poich la natura stabile, e rimane sempre uguale, allora possibile denominarla con precisione.

Conclusione - scetticismo di Cratilo e commiato da Socrate


Cratilo si mostra poco convinto e alla fine si allontana da Socrate insieme ad Ermogene.

Le due teorie sul linguaggio


La teoria sofistica del linguaggio
Ermogene simboleggia la concezione sofistica del linguaggio: per i Sofisti, a partire da Protagora, se luomo misura di tutte le cose, ogni tipo di nome si adatta a seconda delle condizioni poste dalluso. Il termine "cavallo" puramente convenzionale; non c nulla in comune tra la parola cavallo ed il cavallo, tuttavia luso comune ha permesso questaccettazione e si reputa corretto dire che quellanimale un cavallo. Tuttavia ugualmente bene andrebbe il termine "scoiattolo" o il termine "cicala" giacch non sussiste nessuna somiglianza tra nome e cosa nominata.

La teoria naturalistica del linguaggio


Cratilo simboleggia invece la concezione naturalistica del linguaggio: esiste unassoluta identit tra nome e cosa nominata. Il nome vero sempre, perch racchiude in s la stessa natura che pervade la cosa nominata. Ogni nome indizio di conoscenza, di una conoscenza meravigliosa, divina, quasi sacrale. Il nome giusto perch i primi a nominare le cose furono gli di che, essendo perfetti, assegnarono nomi perfetti alle cose. Non esistono dunque nomi sbagliati; esistono nomi e non-nomi.

La teoria platonica del linguaggio


Platone fonda la sua concezione del linguaggio sullontologia; per Platone immediatamente evidente che esista unaltra realt al di fuori del nome; la realt stessa delle cose a cui i nomi si riferiscono. Bisogna infatti che esista una natura al di fuori del nome perch esista una reale nominabilit. Senza questa natura, senza questessenza, rimarrebbe inutile nominare, giacch non si dovrebbe indicare nulla con il nome, perch non ci sarebbe nulla da indicare. Platone allora comincia dal Cratilo ad elaborare una teoria di Idee immutabili: di unessenza stabile nella natura, che rimanga uguale ed inalterata nel tempo e che renda valida la nominabilit stessa.
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La figura del legislatore e del dialettico nel Cratilo


Pi volte Platone fa riferimento alla figura del legislatore e a quella del dialettico. La figura del legislatore la figura di colui che per primo adoper i nomi per riferirsi alle cose. Socrate/Platone utilizza il termine legislatore in senso molto ampio, intendendolo sia come uomo sia come divinit, secondo la concezione naturalistica di Cratilo. Tuttavia si visto come Socrate alla fine dubiti della infallibilit del legislatore, poich egli ha assegnato anche nomi errati. La figura del dialettico rappresenta invece la nuova concezione del linguaggio elaborata da Socrate. Secondo Cratilo non esiste altra conoscenza al di fuori del nome. Platone invece convinto che la vera conoscenza sia al di l del nome, nellessenza stessa delle cose. Se il legislatore colui che crea i nomi sulla sua opinione riferendosi alla natura delle cose, il dialettico conosce la natura delle cose in maniera approfondita e, di conseguenza, sa quale nome attribuire ad ognuna di queste cose. Tale nome sar per forza corretto.

L'influenza del Cratilo


Grard Genette, nell'opera Mimologie. Viaggio in Cratilia (1976), parte dal discorso di Platone per argomentare l'idea di arbitrariet del segno: secondo questa tesi, gi sostenuta dal grande linguista Ferdinand de Saussure, il collegamento tra la lingua e gli oggetti non naturale, ma culturalmente determinato. Le idee sviluppate nel Cratilo, bench talvolta datate, storicamente sono state un importante punto di riferimento nello sviluppo della Linguistica.

Note
1. ^ David Sedley, Plato's Cratylus (http://assets.cambridge.org/052158/4922/sample/0521584922ws.pdf), Cambridge U. Press 2003, pp. 6, 13-14.

Collegamenti esterni
Testo integrale del Cratilo su filosofico.net (http://www.intratext.com/IXT/ITA2724/_P1.HTM) Bibliografia su Cratilo (http://media.leidenuniv.nl/legacy/Bibliography_Cratylus_July_2008.pdf)

Altri progetti
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Categorie: Opere letterarie in greco antico Dialoghi platonici Opere letterarie del IV secolo a.C. Questa pagina stata modificata per l'ultima volta il 18 set 2013 alle 22:27. Il testo disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le Condizioni d'uso per i dettagli. Wikipedia un marchio registrato della Wikimedia Foundation, Inc.

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