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Cristo verit delle religioni nel pensiero di G.

Gde di Elisabetta Tisi

PRESENTAZIONE LAVORO Questo lavoro nasce a seguito della sospensione del prof. Gde dallinsegnamento, ritenendo doveroso approfondire il suo pensiero. In questa tesi, dopo un capitolo introduttivo, si espongono brevemente i tre modelli ermeneutici abituali per una teologia delle religioni e alcune osservazioni critiche di Gde a questi modelli. Con il terzo e quarto capitolo si entra nella proposta di Gde, affrontando inizialmente le problematicit che pongono alcuni concetti tra cui il concetto di Parola di Dio. Il pensiero di Gde, infatti, mette soprattutto in evidenza come il concetto di rivelazione non possa essere considerato una cosa ovvia e come il significato del termine Dio non sia stato veramente colto, mantenendo quasi una visione prebiblica di Dio, un essere superiore invisibile ma sempre appartenente alla realt, il quale pu porsi senza alcun problema in relazione con il finito. Dio il nome che diamo alla realt trascendente, non facente parte del nostro orizzonte sensibile. Se questa realt non fa parte della nostra esperienza, come possibile una comunicazione? Come possibile una Parola di Dio? Questa (oltre alla violenza, che permane nelle religioni) la domanda a cui i sistemi religiosi non danno risposta. Per questo le religioni, per Gde, non danno ragione della loro pretesa di verit. Per Gde il criterio per definire il rapporto della fede cristiana con le altre religioni deve essere scoperto nello stesso messaggio cristiano. La sua proposta, in sintesi, parte dal rapporto che il messaggio cristiano ha con la Scrittura di Israele, rapporto che paradigma teologico per definire il rapporto anche con le altre religioni. Il cristianesimo lunica religione che ha assunto lintero corpo della scrittura sacra di unaltra religione nel canone della propria scrittura. La fede cristiana,dunque, non si comporta in modo esclusivista nei confronti di Israele, n in maniera inclusivista, cio concedendo solo una partecipazione parziale alla verit. La fede cristiana proclama questi testi come Parola di Dio. Il messaggio cristiano ha una funzione ermeneutica nei confronti di Israele, rende comprensibile il messaggio di Israele come messaggio per lumanit. Ges Cristo per il Nuovo Testamento, la chiave ermeneutica per comprendere le Scritture ebraiche come Parola di Dio. La parola di salvezza portata dalle religioni per essere salvifica deve essere divina, non creaturale. E pu esserlo solamente se a pronunciare questa parola Dio. Il Figlio di Dio, fatto uomo, rende intelligibile questa parola. Il messaggio cristiano non aggiunge nulla alla Scrittura dIsraele. Il messaggio di verit non cambia con il cristianesimo: cambia solo il modo di intendere questa verit. E in effetti linterpretazione delle Scritture di Israele da parte dellebraismo non le rende Antico Testamento. solo alla luce del Vangelo che divengono Antico Testamento. Spesso il Nuovo Testamento esprime la convinzione che Cristo gi presente nella Scrittura dIsraele. Egli in modo nascosto presente nelle Scritture. Per questo Gde accosta e adatta il detto agostiniano affermando che Cristo per le Scritture dIsraele interior intimo earum da cui il nome interiorismo. Il cristianesimo per Gde dovrebbe riconoscere che la Sacra Scrittura della religione posta di fronte Parola di Dio accogliendola nel proprio canone biblico come Antico Testamento e incontrando in

Cristo verit delle religioni nel pensiero di G. Gde di Elisabetta Tisi

essa il Cristo nascosto. Senza il Cristo, la verit delle altre religioni rimane velata soprattutto perch non spiegano come possibile un rapporto Dio-mondo. La funzione ermeneutica del messaggio cristiano, dunque, con il suo concetto trinitario, consiste proprio nel rendere conciliabile il concetto di Dio trascendente con il concetto di rapporto dellumanit con Dio Non si pu avere comunione con Dio se non partecipando alla comunione tra Padre e Figlio nello Spirito. Il mondo da sempre accolto in una relazione di Dio con Dio. Dio stesso lorizzonte, la realt che comprende ogni realt. Porre la realt trinitaria quale principio di dialogo tra il cristianesimo e le grandi religioni del mondo importante per il semplice fatto che per tanto tempo la fede trinitaria era considerata, paradossalmente, il pi grave ostacolo ad un eventuale incontro tra il cristianesimo e le grandi religioni del mondo. Gde cerca di rendere ragione della pretesa di verit delle altre religioni svelandone allo stesso tempo il problema insito nelle religioni stesse. Con la sua proposta riesce a salvaguardare e a tenere insieme tre punti basilari: la trascendenza di Dio, prendere sul serio la pluralit religiosa come pluralit de iure mantenere una prospettiva cristiana e trinitaria

Il suo merito di aver posto la sua intuizione in un sistema teologico coerente, avente un rigoroso fondamento biblico e gli va certamente riconosciuto laver posto al centro il cuore stesso del cristianesimo, la comprensione trinitaria di Dio quale chiave ermeneutica.
LIMITE

Il limite del pensiero di Gde che sottovaluta il ruolo dellesperienza religiosa concreta presente anche nelle altre religioni. Soffre dei residui dellintellettualismo di Rahner. Quello che si ritiene essere il punto debole principale della proposta di Gde lo svelamento di cui parla, proposta centrale del suo pensiero, che , allo stesso tempo, affascinante ma debole. La questione della verit non pu essere solo un passaggio dallimplicito allesplicito. Dupuis rispondendo a Rahner e al suo cristianesimo anonimo usava lespressione cristianesimo latente e non cristianesimo anonimo per non ridurre la portata della novit dellevento Cristo a un semplice svelamento di ci che implicitamente gi conosciuto: ci che presente nelle altre religioni e nella persona umana un qualcosa che deve anche crescere e svilupparsi, non solo svelarsi. Inoltre, seguendo il pensiero di Gde, e portandolo alle sue estreme conseguenze ci sono delle conclusioni da trarre, o meglio sorgono dei dubbi,dubbi che ho preferito mantenere fuori dalla tesi e accennare solamente in sede di dibattito perch pi che Gde, toccano Rahner dal momento che Gde non fa altro che portare alle estreme conseguenze il pensiero di Rahner. Il Cristo gi presente nelle altre religioni e solo da svelare pone il problema del concetto di peccato originale e un problema sacramentale.

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Come comprendere i sacramenti e la grazia in questa proposta? Infatti le sue affermazioni prestano il fianco ad accuse di gnosticismo. Ges e la Rivelazione sarebbero dunque solo loccasione per risvegliare nelluomo la consapevolezza latente, con evidente risvolto gnostico. Ma non ci si voleva addentrare in questioni di teologia dogmatica soprattutto perch queste accuse sono state poste per prime a Ranher (ad es. da von Balthasar che criticava il cristianesimo anonimo perch rendeva insignificante ai fini salvifici la croce di Cristo), che negli ultimi anni stato trattato alla stregua di un pericoloso progressista, se non come eretico. E ancora ora, implicitamente citato dal Cardinal Scola nella sua lettera pastorale parlando degli atei anonimi. (Purtroppo il cardinale non dice che non il cristianesimo anonimo che porta allateismo ma che molti vivono come se Dio non ci fosse anche perch si sono abituati all'idea di una chiesa che non c'). Linteriorismo a detta di Gde lunico modo di rapportarsi alle altre religioni conforme al messaggio evangelico senza rinunciare alla verit. Dio ha riconciliato a s il mondo in Cristo (2 Cor 5, 19) per Gde significa che questa riconciliazione il nostro essere creati in Cristo ed essere gi nella grazia. Ti saluto o piena di grazia (Lc. 1,28) lannuncio che i cristiani sono chiamati a portare al mondo, lannuncio che tutti gli uomini sono gi nella grazia. Proprio per queste affermazioni si era scritto inizialmente un ulteriore capitolo su Panikkar e linfluenza sul pensiero del prof. Gde, un capitolo dedicato alla via mistica. Panikkar si muove in un pensiero mistico, dipendente da una religione di questo tipo. Due sono i modi in cui le relioni hanno cercato di uscire dal mito: la via mistica e la rivoluzione monoteista. Nella mistica vige il primato dellinteriorit e limmersione delluomo in Dio. Vige una visione indistinta. Nel monoteismo ci si pone di fronte e allascolto del Dio che comunica. Quindi, le stesse affermazioni di Panikkar, che parla del Cristo sconosciuto nellhinduismo, non hanno la stessa valenza dette da un professore tedesco in una proposta sistematica di teologia fondamentale. Sono due linguaggi diversi che necessitano di concetti diversi. Quante affermazioni mistiche sono state prese per affermazioni dogmatiche e giudicate eretiche?

Elisabetta Tisi